domenica 10 giugno 2012

Formula 1 2006: #4 San Marino (23/04)


Bueno, mi gente, estoy aqui de nuevo. Mhm... perché sto parlando spagnolo? O.O Non saprei, ogni tanto mi capitano cose un po’ strane! ;-D  E che bisogno c’era di dirlo? Immaginavo che ve ne foste accorti anche voi, senza che ve lo dicessi. Dunque, a che punto siamo? Sempre allo stesso punto: dentro di me la voce della mia coscienza mi ha detto di riguardarmi le gare del 2006, dato che ne avevo la possibilità, e di mostrare al mondo le mie cronache su tali gare, di conseguenza sono di nuovo qui, con il quarto appuntamento stagionale (ovviamente non passo tutta la giornata a guardare gran premi, negli ultimi giorni difficilmente ho dedicato più di tre ore o tre ore e mezza ai gran premi... ma dal momento che c’è chi passa tre o quattro ore in un giorno a vedere la TV, non ci vedo nulla di male se passo i miei tardi pomeriggi post-studio o le mie tarde serate insonni a vedere gran premi). Comunque ho parlato anche troppo. Vamos!
Siamo arrivati al gran premio di San Marino 2006... OMG! Esisteva ancora il gran premio di San Marino all’epoca! *-* Ma siate fiduciosi, prima o poi ritornerà! [Bernie Ecclestone non approva questo elemento.]
È anche l’ultima gara in cui abbiamo visto le funamboliche prestazioni di Yuji Ide, che nel frattempo in Australia era riuscito ad arrivare al traguardo in ultima posizione a soli tre giri da Fernando Alonso e a un giro di distacco dal compagno di squadra che era penultimo, e che stava mettendo a tacere tutti quelli che avevano osato criticare Sato nella stagione precedente.

Mi sono accorta nel frattempo soltanto in questa occasione che quel “Pedro” che partecipava alle telecronache altri non era che Pedro De La Rosa! O_________o  Questo incrementa di alcuni punti la mia reputazione dei telecronisti di Telecinco. #DeLaRosaForTheWin!

La cronaca della gara
Background: MSC in pole position per la 66° volta nella sua carriera, seguito da Button, Barrichello, Massa, Alonso, Montoya, Raikkonen, Trulli, Webber...
Giro 1: scattano le vettureeeee! Schumacher mantiene la prima posizione, mentre Alonso cerca di superare Massa... ma senza riuscirci, anzi, è Massa che si porta in terza posizione alle spalle di una Honda. Alonso si porta quarto. È Barrichello ad avere perso una posizione, intanto vengono esposte bandiere gialle: una Midland è cappotta alla partenza, si tratta di Albers, travolto da Yuji Ide (a cui questa manovra comporterà il ritiro della superlicenza e la fine della sua carriera in Formula 1). La vettura di Albers ha roteato su se stessa quattro volte e fortunatamente il pilota è rimasto illeso. Safety Car in pista. Ide nel frattempo è riuscito a raggiungere i box e verrà rimandato in pista.
Giro 3: riparte la gara, con MSC, Button, Massa e Alonso che riescono a staccare parecchio Barrichello in quinta posizione davanti a RSC, Montoya e Trulli. Tra i primi quattro vi sono distacchi piuttosto contenuti, con Alonso a poco più di due secondi dal leader.
Giro 4: il distacco di Button da Schumacher supera il secondo. Continuano a non esservi particolari cambiamenti tra le prime posizioni. Intanto Ide dopo un solo giro percorso in pista rientra ai box.
Giro 6: Trulli rientra ai box, dove si ritira per un problema tecnico. Intanto Liuzzi finisce in testacoda, ma riesce a rimanere in pista. Le Ferrari nel frattempo in questo tratto di gara mostrano un’elevata velocità su questa pista e MSC continua a incrementare il proprio vantaggio su Jenson Button, portandolo a quasi 2,5 secondi dopo dieci giri di gara. Massa è a 4,7 e Alonso a 6,3. Barrichello ha un distacco di 11,2 secondi dal leader e ha circa un secondo e mezzo di vantaggio su RSC che si trova in sesta posizione.
Giro 12: Ide, che dopo la prima sosta era rientrato ai box soltanto un giro dopo, viene rimandato in pista, ormai staccato di diversi giri dagli altri piloti.
Giro 13: Alonso inizia a recuperare su Massa, il gap cala di quasi mezzo secondo in questa tornata.
Giro 15: Barrichello rientra ai box, e successivamente entra anche Button. Il pit-stop del brasiliano è molto più lungo rispetto a quello dell’inglese. Strategia diversa? Al 17° giro anche Ralf Schumacher rientra ai box. MSC nel frattempo è in pista e fa giri veloci, anche se ha perso un po’ di tempo nel doppiaggio della Super Aguri di Sato. Seguono Massa, Alonso, Montoya, Webber e Raikkonen che non hanno ancora effettuato soste, settimo c’è invece Button che si è già fermato. Completano la top ten Villeneuve, Fisichella e RSC, con quest’ultimo che ha già effettuato uno stop.
Giro 18: Alonso è a 6 decimi di distacco da Massa, approfittano anche dei problemi di traffico avuti dal pilota della Ferrari. Massa riesce a recuperare leggermente al giro successivo, doppiando più agevolmente una Midland rispetto a quanto farà Alonso subito dopo. Felipe rientra però ai box al 20° giro, lasciando strada libera ad Alonso. Ritorna in pista in settima posizione dietro a Button e immediatamente deve doppiare Yuji Ide, che viaggia a diversi giri di distacco.
Giro 21: pit-stop del leader della gara, che riparte dopo 8,3 secondi. Ritorna in pista in seconda posizione, con Alonso in testa che sta girando velocissimo. La possibilità di recuperare posizioni ritardando il pit-stop è concreta. Al 23° e al 24° giro rientreranno ai box anche Kimi Raikkonen e J.P. Montoya.
Giro 25: pit-stop di Alonso, che dura 9,1 secondi. La top-8 è a questo punto: MSC, Alonso, Button, Massa, Montoya, Villeneuve, Webber, Fisichella, con Villeneuve e Fisichella che ancora non hanno effettuato soste. Montoya è in lotta per la quarta posizione con Massa, staccato di pochissimi decimi dal brasiliano.
Giro 29: problemi al secondo pit-stop per Button, il lollipop viene sollevato quando il bocchettone del rifornimento ancora non è stato tolto, cosa che fa perdere all’inglese più tempo del previsto. Intanto le Ferrari iniziano ad avere problemi di consumo eccessivo delle gomme e MSC perde secondi nei confronti di Alonso. Al completamento della metà dei 62 giri totali il suo vantaggio è di 3 secondi. Anche Massa gira più lento di Alonso, ma per il momento riesce a mantenere la terza posizione.
Giro 33: Alonso è sempre più vicino, in una situazione che ricorda quella dell’anno precedente sempre a Imola, ma a parti invertite. Nel 2005 infatti era Alonso leader della gara, con MSC in seconda posizione alle sue spalle. Nel corso del 34° giro Alonso recupera addirittura due secondi e si porta negli scarichi a MSC.
Giro 35: ci sono meno di 4 decimi di distacco tra MSC e Alonso, lo spagnolo è sempre più vicino, mentre davanti ai due vi sono vetture da doppiare. Fernando approfitta del doppiaggio di una Toro Rosso per avvicinarsi ulteriormente, ma non è abbastanza. Nei giri successivi MSC gira più lento e al 37° Alonso è abbastanza vicino per tentare un attacco concreto: il gap è sceso a 2,7 decimi. I due nel frattempo doppiano una Redbull. MSC ha evidenti problemi: eccetto la Midland di Monteiro e la Super Aguri di Ide è la vettura più lenta in pista (Ide s’è già ritirato).
Giro 40: Alonso tenta il sorpasso su MSC... ma Michael resiste ancora e riesce a portare il gap a mezzo secondo. Non riuscendo a superare la vettura dell’avversario, Alonso è costretto a contenere il proprio ritmo. Per questo motivo in Renault optano per un cambio di strategia: avrebbe dovuto rientrare per la seconda sosta dopo MSC, ma lo chiamano dentro al 42° giro. Anche Massa rientra ai box nel corso della stessa tornata. MSC rientrerà ai box al giro successivo: è un momento importantissimo, l’esito della gara potrebbe decidersi qui.
Giro 43: MSC esce dai box, intanto passa Montoya (che si dovrà ancora fermare), ma MSC riesce a rimanere davanti allo spagnolo della Renault che sopraggiunge. Il gap tra i due è pressoché invariato rispetto al precedente stint di gara. Non si fermeranno ulteriormente, quindi le posizioni non potranno più cambiare grazie all’influenza della strategia, ma il risultato finale si deciderà in pista.
Giro 47: Raikkonen rientra ai box per la sua ultima sosta, tornando in pista in sesta posizione dietro a MSC, Alonso, Montoya, Massa e Fisichella (ma l’italiano della Renault non si è ancora fermato per la seconda sosta). Intanto sono esposte bandiere gialle a causa di un problema sulla Redbull di Coulthard, che procede lento e che si ritirerà ai box.
Giro 49: si ferma Fisichella, che rientra ottavo alle spalle di Webber e Button.
Giro 50: si abbassa il gap tra MSC e Alonso, ora ci sono circa tre decimi tra i due. MSC continua a mantenre la posizione, anche se la Renault dell’avversario è più performante. Intanto Fisichella è ormai negli scarichi della Honda di Button. È Raikkonen comunque il più veloce in pista, ed è a pochi decimi di distacco da Massa.
Giro 52: Alonso non riesce a guadagnare terreno nei confronti di MSC, il loro gap si avvicina ai 4 decimi adesso. Massa continua a mantenere la quarta posizione su Raikkonen, Button fa lo stesso in settima posizione con Fisichella.
Giro 59: Alonso arriva largo in una curva, finisce con le ruote sull’erba e lascia un po’ di respiro a MSC, ora è vistosamente più lontano avendo perso almeno un secondo e mezzo a causa dell’errore commesso. Al 60° giro il gap tra i due è di 2,1 secondi. Due giri dopo il distacco è salito a 2,3 secondi.
Giro 62: MSC passa sulla linea del traguardo e inizia l’ultimo giro, è ormai a un passo dalla sua 85^ vittoria in carriera. Ha 2,2 secondi di vantaggio su Alonso e tutte le posizioni sembrano essersi stabilizzate in top-8, dove sono ancora presenti a oltre 16 secondi Montoya, seguito a un secondo e mezzo e a due secondi da Massa e Raikkonen. Webber è staccato di 37 secondi dal leader e distaccati a un paio di secondi tra di loro Button e Fisichella. L’unico che potrebbe recuperare una posizione è quindi Raikkonen... ma ciò non succede. MSC passa sotto la bandiera a scacchi conquistando la prima vittoria stagionale in quattro gare, a seguire transitano gli altri piloti con posizioni invariate.

Il risultato della gara

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Milly Sunshine