lunedì 18 febbraio 2019

ARCA 2019: il ritiro dalle competizioni di Vegan Leilani

Nel mondo del motorsport, Leilani Munter è probabilmente la persona più lontana dal mio modo di pensare in termini di alimentazione. Questo non perché io abbia qualcosa contro il veganesimo, ma perché combatto da tutta la vita contro persone che non fanno altro che dirmi quello che dovrei o non dovrei mangiare. In più credo che l'alimentazione non sia un concetto universale: c'è chi può/riesce a mangiare certe cose e chi non può e arrivati a un certo punto penso che bisognerebbe non preoccuparsi troppo dell'alimentazione altrui. Leilani Munter invece dà l'impressione di appartenere a quel tipo di persone che, se bevi un bicchiere di latte, ti considera uno sKiFoSo kRiMiNaLe indegno di vivere. In più trovo abbastanza incoerente che una persona che come professione è pilota di stock car faccia propaganda contro le auto perché inquinano, ma nevermind, ciascuno è libero di rendersi incoerente quanto gli pare.

Nonostante ciò, Leilani Munter non mi è indifferente. La ammiro per quello che rappresenta come pilota. È vero, è una backmarker, ma si tratta di una persona che ha iniziato a gareggiare a ventisette anni, mediamente oltre 20+ anni più tardi rispetto all'età in cui la maggior parte dei piloti sono stati messi al volante di un kart, e nonotante ciò non sembra neanche tanto peggio di tanti backmarker che magari hanno iniziato a gareggiare molto prima.
Diciamo che Leilani Munter è un'attivista ecologica che, a un certo punto, ha deciso di diventare pilota e che c'è riuscita, in un contesto in cui l'essere un pilota pagante non è neanche tanto malvisto.
Poi, siccome tutto finisce, a un certo punto, alla vigilia dei suoi quarantacinque anni, che compirà il 18 febbraio, anche la Munter ha deciso di mettere fine alla sua carriera agonistica. Non è chiaro se sia per l'assenza  conno di sponsor o perché ha deciso di passare oltre, quello che è chiaro è che il 2018 è stato forse il migliore anno della sua carriera: otto partecipazioni nell'ARCA (su un totale di diciannove in una carriera iniziata nel 2010), due top-ten, miglior risultato di sempre un ottavo posto. La cosa che colpisce, casomai, è che la Munter abbia deciso di ritirarsi proprio arrivata a quello che sembrava il momento migliore della propria carriera e dopo una qualificazione in terza posizione alla Lucas Oil 200 di Daytona del 9 Febbraio.

Dalla pole position partiva Christian Eckes, uno che con tutta probabilità vedremo in NASCAR, prima o poi. Secondo, invece, c'era Thad Moffitt, un tipo con i capelli rossi ricci lunghi fino alle spalle e con il numero 46.
Il format lo conoscevo già: ottanta giri sul circuito di Daytona, essenzialmente come la NASCAR, ma con molti meno giri e con una griglia di partenza variegata, composta da ragazzini che puntano alla NASCAR o piloti avanti con gli anni che non sono validi abbastanza per puntare alla NASCAR.
La gara è iniziata con la vettura verde sponsorizzata Vegan Power in bella vista e i telecronisti che parlavano del ritiro imminente di Vegan Leilani dalle competizioni, con quel tono che lascia pensare che, in fin dei conti, Leilani Munter sia entrata nel cuore degli apassionati pià di tanti altri.
Ci sono stati un paio di giri di calma, poi il campione in carica Michael Self è andato a sbattere, facend entrare la safety car, mentre lui raggungeva i box con la sua monoposto che ha l'immagine di un dinosauro verde stilizzato. Self ha ventotto anni, non è neanche giovane quanto pensassi.

Non è che poi la Munter sia sparita nel nulla, e appunto per questo mi chiedo che cosa l'abbia portata a optare per il ritiro proprio adesso: dopo il restart si aggirava intorno al quarto/quinto posto e, anche quando la situazione è cambiata, in seguito, si trovava ancora al quarto posto... per una che in carriera ha ottenuto due top-ten, doveva essere come per Heidfeld trovarsi in testa a un gran premio di Formula 1.
A questo punto della gara c'era Gus Dean, in testa, davanti a Harrison Burton e a Christian Eckes. Poi un certo Eric Caudell è andato a sbattere, verso metà gara: di nuovo la safety car e in seguito c'è stato un ulteriore incidente, con varie vetture coinvolte. Dalla grafica ho letto i nomi di Connor Halt e Paul Williamson, ma penso che ci fossero anche altri piloti coinvolti.
Dopo il restart Vegan Leilani era sesta, curiosamente davanti a un'altra ragazza, quella Natalie Decker tacciata dalle Tumblr Ladies di essere nell'ARCA solo perché ha i capelli sempre in ordine... giusto, i capelli perfetti. Per parcondicio il mondo dovrebbe essere pieno di gente che li considera la ragione per cui Castroneves ha vinto tre volte la 500 miglia di Indianapolis e per cui Rosberg ha vinto un mondiale di Formula 1.

Mentre la Munter era sesta, Burton era in testa davanti a Eckes, ma mi sembrava più spontaneo pensare alla Munter, che stava per concludere la gara con un apparente happy ending, il miglior risultato della sua carriera.
Poi, a dieci giri dalla fine, quel Thad Moffitt di prima, precipitato nelle retrovie, è finito in testacoda. Un'altra vettura ha cozzato contro di lui ed è entrata di nuovo la safety car.
Al rstart mancavano cinque giri alla fine e la vettura verde shocking di Vegan Leilani era ancora ben viibile, in quinta posizione dietro la safety car.
E poi, la fine delle speranze.
La sagoma verde è lentamente scivolata giù, senza che nessuno se la filasse.
A due giri dalla fine c'è stato un altro crash, uno dei piloti coinvolti era Gus Dean. Al restart Harrson Burton ha mantenuto la prima posizione fino al finale (in rigoroso overtime), mentre Eckes, che era secondo, è stato superato da altre vetture ed è finito fuori dal podio, sempre ammeso che esista. In ogni caso ci sono finiti sopra due 2000 e un 1998 nato a dicembre, quindi il massimo che era concesso poteva essere l'acqua di rose.
La carriera di Leilani Munter è finita, nell'anonimato, con una quindicesima posizione, a ricordarci che non importa quanto le cose sembrino andare meglio dello standard, siamo condannati al #MaiUnaGioia.

1. Harrison Burton
2. Todd Gilliland
3. Grant Quinlan
4. Christian Eckes
5. Sean Corr
6. Natalie Decker
7. Codie Rohrbaugh
8. Travis Braden
9. Andy Seuss
10. Riley Herbst...

domenica 17 febbraio 2019

Presentazioni vetture 2019: Ferrari

Credo che uno dei miei grossi cambiamenti, dal punto di vista di motorsport-fan, sia stato quello in cui mi sono accorta che non c'erano solo i top-driver. Non saprei dire quale sia stata la linea di spartiacque, ma ho il sospetto che sia stato intorno ai dieci anni fa: ad un certo punto Vettel ebbe la brillante idea di vincere un gran premio a bordo di una Toro Rosso che in passato era stata la Minardi e poco dopo la Brawn GP sorta dalle ceneri di un'inguardabile Honda ebbe l'altrettanto brillante idea di vincere un mondiale, avendo per sfidante una Redbull che l'anno precedente l'aveva preso in quel posto dalla Toro Rosso, il tutto mentre come eventi di contorno avvenivano una pole e un podio di Fisichella con la Force India, mentre Ferrari e McLaren erano pressoché irrilevanti e, da terza forza del mondiale che era stata, la BMW si rivelava fallimentare tanto quanto il suo investimento sul kers, arrivando a rivedendere il team a Peter Sauber.
Di fronte a certe situazioni, il concetto di top-driver, il concetto di outsider e tutto quello che c'è di correlato perde d'importanza: la situazione si evolve e non sempre chi è un top-driver oggi lo sarà domani, così come chi non è un top-driver potrebbe diventarlo domani. A volte non servono neanche cose tanto improbabili come quelle che ho citato, basta cambiare scuderia.

Quando a 17 anni ebbi il mio colpo di fulmine motoristico per Massa, non mi rendevo conto che potevano esserci persone che, allo stesso modo, avevano un colpo di fulmine motoristico per piloti che potevano sembrare i primi sfigati che passavano per la strada.
Non pensavo che un giorno potesse succedere anche a me. Era il 2006, Massa aveva l'aria da bambino e la sua carriera era ancora potenzialmente molto lunga, come di fatto ha finito per essere, anche di più di quanto potesse sembrare durante gli ultimi anni in Ferrari.
All'epoca degli ultimi anni di Massa in Ferrari iniziai a provare interesse anche per chi stava sul fondo della griglia, là dove c'erano piloti che sembravano usciti dal nulla, ma anche vecchie glorie che ormai avevano vissuto i loro giorni migliori, oppure potenziali piloti emergenti.
Non so come accadde, so solo che ad un tratto realizzai che, se a 17 anni avevo avuto un colpo di fulmine motoristico per Massa, un giorno avrebbe potuto succedere di nuovo, mentre la carriera di Massa si avviava verso quello che sembrava il suo termine naturale. Poi vennero gli anni della Williams e il termine naturale fu decisamente migliore di quanto potesse sembrare al momento, ma nevermind: stavo già attendendo, sempre più consapevolmente, qualcuno che veniva dai campionati minori. Per la prima volta, aggiungerei, aspettavo qualcuno che veniva dai campionati minori. Pensavo che, se ormai il mio vecchio fave non mi avrebbe più regalato molte soddisfazioni, lui fosse il futuro.

Ci sono momenti, nell'esistenza di un motorsport-fan, in cui sembra che tutto si stia realizzando, che tutto stia andando ancora meglio di come poteva sembrare in un primo momento.
È esattamente in quel momento che si inizia a guardare oltre, a sperare che un giorno, quando i piloti dei top-team cambierano strada, possa accadere quello che all'inizio appariva come un evento miracoloso: la risalita improvvisa, il momento in cui il *fave* di secondo piano si ritrova ad essere uno che conta... per intenderci, uno che corre per un top-team.
Non so dire con esattezza quando quel sogno abbia iniziato a farsi strada dentro di me, forse quando più il tempo passava e più mi rendevo conto di non avere per *fave* uno qualsiasi, ma uno che poteva almeno finire a fare la seconda guida in un top-team.
Poi, però, non tutto è destinato ad andare come speravamo: da un giorno all'altro il *fave del futuro* non fu altro che un *fave del passato*.
Ci sono momenti, nell'esistenza di un motorsport-fan, in cui prometti a te stesso/a che, qualunque cosa accada, non avrai mai più un *fave*...
...
...
...
...e poi venne la presentazione della Sauber 2018 e Charles Leclerc che parlava al TG1, una sera di febbraio dell'anno scorso, quel Charles Leclerc che avevo visto fare grandi cose in Formula 2.
Avevo di nuovo un *fave*, proprio quando il *vecchio fave* aveva lasciato la Formula 1, e diversamente dal *vecchio fave* che ormai era il passato, c'era davanti a me il futuro.

Non mi aspettavo che il futuro potesse essere così brillante: un pilota che arriva dalle serie minori, fa un anno in Sauber e l'anno dopo è in Ferrari come titolare è qualcosa che va oltre l'immaginario collettivo.
Venne settembre 2018, venne l'annuncio, vennero i mesi d'attesa, venne la terribile sensazione che io e tanti fanboy iniziassimo ad avere lo stesso *fave*.
Poi è venuto il 15 Febbraio, è arrivato il giorno della presentazione della Ferrari, che attendevo con una certa ansia, non perché la Ferrari sia più importante degli altri team, ma perché vedere il proprio *fave* fare il salto di qualità significa coronare il proprio sogno motoristico.
Ho cercato le foto, sul cellulare, in tarda mattina.
Ho cercato le foto e ho trovato le foto, mentre il mondo dibatteva dei futuri risultati. Là fuori c'è tanta gente convinta che Leclerc, per non deludere, debba vincere il mondiale con tre mesi d'anticipo, qualunque sia il livello della monoposto. Là fuori c'è tanta gente che, nel probabile caso in cui Leclerc non vinca il mondiale con sei gran premi d'anticipo, spargerà m*rda su di lui...
...
...
...ma di colpo, questo non ha più alcuna importanza. Ci sono momenti in cui un motorsport-fan si accorge che non è vero che si è realizzato un sogno e che è bello vedere il proprio *fave* in un top-team, ma poi capisce definitivamente quali sono le ragioni per cui il *fave* è diventato un *fave* e che quelle che sembravano ragioni romantiche hanno dentro di sé il lato più oscuro del romanticismo.

E poi arriva la sera.
Arriva quella sera in cui il mal di testa è improvvisamente passato dopo avere bevuto un tè delle macchinette.
Arriva quella sera in cui, ascoltando su Youtube le canzoni del nuovo album di Avril Lavigne, perché una parte di me in fondo avrà sempre quindici anni, vado a rivedere le foto della presentazione e mi rendo conto del perché, nel vederle alla mattina, abbia notato subito qualcosa di stonato, senza capire che cosa.
Pensavo di essere passata al lato dark del motorsport, quello in cui c'era qualcosa che non andava perché c'erano Vettel e Leclerc invece di Alesi e Berger, o cose del genere. Invece no, l'unico dettaglio che strideva non era neanche il rosso opaco che non è il vero rosso Ferrari (spoiler alert: il vero rosso Ferrari era già stato rimpiazzato oltre dieci anni fa da un rosso più chiaro, perché il rosso Ferrari, così come il rosso Ducati, che ben risaltava sulle TV con il tubo catodico, sembrerebbe troppo scuro sulle TV di oggi... giusto per intenderci, l'ultima traccia del vero Rosso Ferrari in Formula 1 era il colore del casco di Schumacher quando correva per la Mercedes).
A stridere era l'halo nero, invece di quello figo dell'anno scorso, rosso con lo stemma del cavallino. Il mio venerdì 15 febbraio è finito così, con la considerazione che so ancora riconoscere la vera bellezza, anche se a scoppio ritardato.
A volte è naturale che le cose succedano a scoppio ritardato: non sempre le cose vanno come avremmo voluto e, anche se la promozione del mio *fave* in un top team non è come me la immaginavo qualche anno fa, posso ancora fingere che lo sia.
Forza Charles, tu ce la puoi fare, puoi distruggere gli stereotipi, anche se ormai certi stereotipi forse non esistono più.


sabato 16 febbraio 2019

Presentazioni vetture 2019: McLaren

14 Febbraio - ladies and gentlemen, start your engines, perché oggi è San Valentino ed è la festa dei piccoli FaNb0Y innamorati del loro YdOlO che, proprio in data odierna, si travestono da YdOlO e prendono parte alla presentazione della monoposto ereditata dal loro YDoLo fuggito a Indianapolis.
Come nelle migliori fan fiction Alonsainz, Carlito ha indossato la tuta arancione... anzi, no, perché come mostrano altre foto, le tute dei piloti McLaren sono prevalentemente blu, non arancioni.

La vettura, color papaya come quella dell'anno scorso, sarà guidata sia dal piccolo FaNbOy di Alonso, che ormai ha ventiquattro anni suonati ma rimarrà sempre un bambino secondo il mio immaginario (no, va beh, magari non sempre, a un certo punto anche Vettel ha smesso di andarsene in giro con il bavaglino e il biberon, nei miei commenti ai gran premi), sia da un altro bambino, Lando Norris che, se la vettura fosse competitiva abbastanza da puntare al podio, potrebbe essere prelevato dal retropodio di Austin affinché non commetta il GrAvE KrImInE di bere champagne senza prima avere raggiunto la drinking age.

Ad ogni modo è da tanto tempo che non vediamo piloti McLaren sul podio, quindi non sono del tutto sicura che un simile momento sia sul punto di arrivare proprio quest'anno. L'ultima presenza sul podio, infatti, se si esclude l'invasione di podio durante le qualifiche del GP del Brasile 2015 da parte dei Buttonso, risale al giorno del gran premio di debutto di Kmag, perché ve lo ricordo, c'è anche stata un'epoca in cui Kmag ha debuttato in McLaren e ha ottenuto una seconda piazza all'esordio, facendo rosicare parecchio il suo AmIkEtT0 Hulkenberg.

Nel frattempo, mentre la McLaren presentava la propria vettura ufficiale, l'Alfa Romeo girava a fiorano con una livrea one-off ispirata a San Valentino. Credo che sia la prima volta che è accaduta una cosa simile, ma possiamo solo migliorare. Mi auguro che, prima o poi, vedremo una vettura sponsorizzata dalla Perugina con i proverbi e le massime stampate sulla carrozzeria.
La vera Alfa la scopriremo lunedì 18, mentre per venerdì 15, domani (non nel momento in cui posto questo post, ma sto usando il presente storico), è prevista la presentazione della Ferrari.
Poi stiamo ancora aspettando tutti la vera Redbull, che probabilmente vedremo in occasione dei test.

PS. Come credo di avere già anticipato, la McLaren ha avviato una nuova partnership con la British American Tabacco, senza marchi di tabacco ovviamente. Mi sembra un'ottima scelta: sono già passati per la Honda, adesso dovevano allearsi anche con i vecchi titolari della B.A.R... se il buongiorno si vede dal mattino, l'intento deve essere quello di mangiare carne alla griglia a colazione.

venerdì 15 febbraio 2019

Presentazioni vetture 2019: Racing Point

13 Febbraio - ci sono momenti, nella vita, in cui ci assalgono delle paure che pensavamo di non avere e uno di questi è arrivato il grande giorno, quello in cui tre team presentavano le loro vetture per la stagione 2019. La prima è stata la Mercedes, della quale ho già parlato, la seconda è stata la Redbull, della quale non ho parlato perché attendo quella che sarà la *vera* livrea, la terza è stata quella della Racing Point... e nel primo pomeriggio sono stata presa, ad un tratto, dal terrore che potesse non essere rosa.

A scanso di equivoci, ho sempre pensato che la Force India rosa fosse estremamente stylish. Non capita tutti i giorni di vedere una monoposto rosa, a parte quella di Pippa Mann sponsorizzata da un ente per la ricerca sul tumore al seno. Però un conto è vedere una vettura rosa guidata da Pippa Mann, un altro è vedere una vettura rosa guidata da degli uomini. Ebbene, da quando è arrivato BWT a sponsorizzare un po' di qua e un po' di là, le vetture rosa hanno iniziato a moltiplicarsi come funghi. Il nipote di Gerhard Berger guida una vettura rosa nel DTM (o quantomeno la guidava fino all'anno scorso), il figlio di Ralf Schumacher idem nella Formula 4 ADAC (vale la stessa considerazione).

A guidare la Force India Racing Point ci sarà un habitué, sia della squadra sia delle vetture rosa, ovvero Checo Perez, già autore di vari piazzamenti a podio con la Force India. Accanto a lui ci sarà Strollino, il cui padre è divenuto essenzialmente il proprietario del team.
La vicenda di Mazepin Sr al momento non è ben chiara, né sembra essere approfondita da nessuna parte, ma sono certa che se andassi a fare un giro su Tumblr, ci sarebbe qualche tumblrera indignata perché qualcosa come tre anni fa Nikita Mazepin ha fatto a pugni con Callum Ilott. Qualcuno dovrebbe spiegare a Mazepin e Ilott che piuttosto avrebbero dovuto limitarsi a bloccarsi a vicenda e a segnalarsi al supporto dei vari social a cui sono iscritti, ma stiamo andando off topic.

Vai Checo, che ti vogliamo tutti sul podio di Baku! <3
Però che tristezza, la partnership dei Perocon è finita. ç_ç

giovedì 14 febbraio 2019

Presentazioni vetture 2019: Mercedes

13 Febbraio - Ladies & Gentlemen, l'attesa è finita: dopo giorni passati a pubblicare strane cose verde acqua sostenendo che fossero un'anticipazione della livrea 2019, la Mercedes si è svelata.
Non che ci avessi creduto fino in fondo, ma un po' avevo temuto un ritorno alle origini di dubbio gusto, dove per "ritorno alle origini" mi riferisco alla possibilità che fossero andati a rispolverare la livrea ambientalista della Honda 2008. Dopotutto Honda --> Brawn --> Mercedes, per intenderci, si tratta delle basi dello stesso team, quando la Mercedes comprò quella che era stata la B.A.R. Honda invece che la McLaren. Nel frattempo la McLaren, a dieci anni di distanza, è entrata in partnership con la British American Tabacco, il che è una strana inversione di ruoli, ma nevermind, preoccupiamoci delle cose che contano, ovvero del fatto che la monoposto 2019 abbia visto la luce.

Preoccupiamoci anche del fatto che quella che sta per iniziare sia la decima stagione per la Mercedes in Formula 1 dopo il suo ritorno come costruttore.
Vi sentite vecchi, adesso che ve l'ho ricordato?
Se non vi sentite vecchi abbastanza, vi ricordo che a quell'epoca Hamilton era il wonderboy di Ron Dennis in McLaren, mentre Bottas... mhm, penso che non fossimo al corrente della sua esistenza, all'epoca. Ovviamente era già così come è adesso, con la testa grossa, il collo grosso, le spalle grosse, eccetera eccetera eccetera, e gli occhi rossi da vampiro, perché sì, sappiamo tutti che Bottas è segretamente un vampiro!
Nelle foto pubblicate dalla Mercedes sul proprio profilo Twitter lo vediamo mentre è al volante, mentre non c'è alcuna traccia di Hamilton... che l'abbia dissanguato?

A parte gli scherzi, la Mercedes viene da cinque titoli dietro fila. Quando stamattina ho visto le foto pubblicate su Twitter mi sono chiesta se ne arriverà un sesto il prossimo ottobre/ novembre (anzi, il mondiale finisce il 1° dicembre, potrebbe essere assegnato il titolo proprio quel giorno) o se le cose cambieranno.
Sono rimasta fedele alla mia teoria: Gangster Rapper vs Pokemon per il titolo, ma il Pokemon dovrà attendere ancora un po', il che lascerebbe pensare al sesto titolo consecutivo per la Mercedes.
Adesso, però, non è più tempo di congetture. Abbiamo altre presentazioni alle quali assistere, prima che inizi il mondiale.

mercoledì 13 febbraio 2019

Presentazioni vetture 2019: Renault

12 Febbraio - Una dopo l'altra le vetture dei mondiale 2019 stanno uscendo allo scoperto e domani ci saranno addirittura tre presentazioni, quelle di Redbull, Mercedes (che sta postando cose di colori strani, ultimamente) e Racing Point.
Oggi ce n'è stata solo una ed è stata quella della Renault, che è stata presentata più o meno all'ora di pranzo.

A suo tempo ha fatto molto discutere la decisione di Daniel Ricciardo di accasarsi presso il team delle api, ma lui si dimostra convinto. C'è anche chi vocifera che la vettura possa competere per il podio, quest'anno... quello che è certo è che, anche travestito da ape, Dani-Smile è ancora capace di sorridere esattamente tale e quale a prima.

Poi, come tutte le medaglie, anche questa ha due facce: se è vero che la Renault potrà puntare al podio, è anche vero che non tutti noi siamo concentrati su Dani-Smile.
Il suo compagno di squadra è Nico Hulkenberg, colui che ha una statistica negativa da gettare alle ortiche. Ce la farà solo quando salirà sul podio e, dato che è dal 2010 che ci prova, non è che siano in molti ad essere pieni di speranza. Tuttavia anche chi non faceva parte dell'armata delle hulkenbabies si sta rivelando una hulkenbaby ad interim, in attesa che Hulk possa salire finalmente sul podio.

Da parte mia, sono felice che Ricciardo sia in Renault. L'avevo pronosticato in una fan fiction del 2016 e, se non sbaglio, anche in un commento a un gran premio in cui avevo dichiarato di desiderare tante cose che non desidero nella realtà. All'epoca avevo un po' di confusione in testa.
Questo non significa che io sia convinta che Ricciardo avrebbe vinto il mondiale, se fosse rimasto in Redbull, nonostante la mia convinzione che la Redbull avrà buone probabilità di vincere il mondiale.
Non credo, comunque, che lo vincerà nemmeno Gasly. Il mio pronostico è che vinca Hamilton, con Gasly e Verstappen secondo e terzo, ma mi rendo conto che questo non ha nulla a che vedere con la Renault.

martedì 12 febbraio 2019

Presentazioni vetture 2019: Williams

11 Febbraio - oggi è un grande giorno e non abbiamo assistito a una sola azione, ma a due. Archiviata la Toro Rosso non ci resta che concentrarci sulla Willams.

L'avevamo lasciata con gli Strollotkin e l'infamante accusa di preferire piloti paganti al non avere un soldo... e ora sono ufficialmente riconosciuti come i salvatori dell'umanità, perché i loro piloti sono George Russell e Robert Kubica.

La sponsorizzazione Martini è andata via, ora c'è una livrea bianco-azzurra con una quantità di azzurro molto superiore a quella della livrea analcolica vista nelle passate stagioni. Così da vedere mi pare la più bella delle vetture presentate per ora.

Buona fortuna!
Con gli auguri del Gufo, ne hanno bisogno! :-)))