lunedì 30 settembre 2019

All Japan F3: Sacha Fenestraz vince il titolo

Siamo ad aprile 2019, inizia il campionato giapponese di Formula 3, con al via alcune nostre vecchie conoscenze che negli anni scorsi gareggiavano in Europa.
Il campionato del Sol Levante perdurerà fino all'ultimo weekend di ottobre, in pratica fino a ieri.

SUZUKA - il francese Fenestraz inizia bene la stagione, con una vittoria davanti a Miyata e Ahmed. Ci sono solo due gare in questo weekend, la seconda la vince Miyata, con Ahmed ancora a podio e sul gradino più basso Kotaka.

AUTOPOLIS - Fenestraz si riprende in grande stile dal 14° posto ottenuto nella seconda gara di Suzuka, vincendone tre. Il nipponico Oyu arriva sempre secondo, Ahmed ottiene due terzi posti e nell'ultima ad arrivare terzo è il giapponese Otsu.

OKAYAMA - Fenestraz inizia con una vittoria, ma dovrà proseguire con due secondi posti. Miyata, terzo nella prima gara, vince la seconda. Katayama (omonimo, non parente) vince la terza dopo il secondo posto nella prima. Fenestraz colleziona due secondi posti, precedendo lo one-off Sakaguchi e Miyata.

SPORTSLAND SUGO - stavolta ci sono soltanto due gare, con Miyata vincitore della prima davanti a Kotaka e a Fenestraz e la seconda vinta da Oyu con Fenestraz e Ahmed a completare il podio.

FUJI - finalmente vince anche Ahmed nella prima delle due gare del fine settimana. Otsu arriva secondo, Oyu è terzo. Fenestraz tornerà alla vittoria il giorno dopo(?), davanti a Ahmed e a Miyata.

SPORTSLAND SUGO -  Miyata, Ahmed e di nuovo Miyata, questi sono i vincitori delle tre gare, nelle quali Fenestraz arriva costantemente secondo. Otsu, Miyata e ancora Otsu fanno la loro comparsa sul gradino più basso del podio.

MOTEGI - Fenestraz, Miyata e di nuovo Fenestraz vincono, arrivando rispettivamente secondi nelle gare che non hanno vinto. I terzi posti se li ripartiscono degli habitué del podio, Oyu, Kotaka e Otsu.

OKAYAMA - il campionato finisce con il titolo già assegnato, con Miyata che vince due volte e Fenestraz che arriva due volte secondo, con un podio tale e quale dato che Sakaguchi, di ritorno, ottiene due terzi posti.

In un campionato abbastanza misero di punti (il sistema di punteggio è simile alla F1 pre-2003) Sacha Fenestraz, celebre per essere il cognato di José Lopez, ne colleziona 162, Ritomo Miyata 142.
Gli altri sono tutti lontani: Enaam Ahmed 63, Toshiki Oyu 60, Kazuko Kotaka 48 (saltando due eventi), Hiroki Otsu 36, Yoshiaki Katayama 34, Sena Sakaguchi 20 (part-time), Charles Milesi 13 (part-time), Shunsuke Kohno 10, Harrison Newey 5 (one-off), Ukyo Sasahara 3 (one-off). Non ottiene punti, con miglior risultato stagionale ottavo posto in gara, l'eroico Ameya Vaidyanathan, nostra vecchia conoscenza della F3 europea 2018 (guarda caso, passato alla storia per avere travolto Dan Ticktum, che spunta come una cavalletta ovunque, anche quando si parla d'altro).

domenica 29 settembre 2019

Asian F3: Ukyo Sasahara vince il titolo

In questo periodo dell'anno termineranno diversi campionati minori e sarà dura stare dietro a tutto, ma l'importante è procedere a piccoli passi, iniziando da un campionato che è terminato in questo weekend.
La Formula 3 Asiatica, di cui è esistita anche una serie invernale della quale si era parlato grazie alla presenza di Dan Ticktum (del resto di quali altri piloti junior si parla di solito?), si è conclusa nella sua "Summer Series" (su Wikipedia c'è scritto così).
Il format è conosciuto: eventi composti da tre gare, nello specifico cinque eventi, che si sono svolti tra aprile e settembre.

SEPANG
Podio Gara 1: Ukyo Sasahara, Jack Doohan, Daniel Cao
Podio Gara 2:  Ukyo Sasahara, Jack Doohan, Brandon Leitch
Podio Gara 3: Jack Doohan, Ukyo Sasahara, Tomoki Takahashi (presente in due soli eventi del campionato)

CHANG
Podio Gara 1: Ukyo Sasahara, Jack Doohan, Daniel Cao
Podio Gara 2: Jack Doohan, Ukyo Sasahara, Daniel Cao
Podio Gara 3: Ukyo Sasahara, Jack Doohan, Brendon Leitch

SUZUKA
Podio Gara 1: Jack Doohan, Ukyo Sasahara, Petr Ptacek (presente solo a questo evento)
Podio Gara 2: Ukyo Sasahara, Daniel Cao, Jackson Walls (esordito in corso d'opera nel terzo evento stagionale)
Podio Gara 3: Jack Doohan, Brendon Leitch, Jordan Dempsey (idem come Walls)

SHANGHAI I:
Podio Gara 1: Ukyo Sasahara, Daniel Cao, Brendon Leitch
Podio Gara 2: Ukyo Sasahara, Daniel Cao, Jack Doohan
Podio Gara 3: Ukyo Sasahara, Jack Doohan, Jordan Dempsey

SHANGHAI II
Podio Gara 1: Daniel Cao, Jack Doohan, Ukyo Sasahara
Podio Gara 2: Daniel Cao, Brendon Leitch, Jack Doohan
Podio Gara 3: Jack Doohan, Ukyo Sasahara, Jackson Walls

Dall'alto delle sue otto vittorie stagionali, Sasahara ha portato a casa il titolo, totalizzando 301 punti, contro i 276 ottenuti dal figlio di Mike Doohan. Daniel Cao ha chiuso distante al terzo posto, precedendo Brendon Leitch e Eshan Pieris tra i piloti che hanno disputato l'intera stagione.
Si segnala la presenza l'evento one-off inagurale di Jamie Chadwick (miglior risultato un 5° posto in gara) e la partecipazione ai due eventi successivi da parte di Miki Koyama (record personale due volte al 7° posto).

sabato 28 settembre 2019

Road to Indy: Oliver Askew, Kyle Kirkwood e Braden Eves vincono il titolo rispettivamente in Indylights, Pro Indy e USF2000

Così come il campionato di Indycar, nel fine settimana passato sono terminati anche i campionati minori ad esso abbinati, di cui avevo già scritto a suo tempo un aggiornamento di metà stagione, seguendo in sintesi le vicende di una Indylights poco popolata e di una Pro Indy (ex Pro Mazda) e una F2000 con decisamente più vetture al via.

INDYLIGHTS (Oliver Askew) - ci eravamo lasciati a metà stagine con Askew e Veekay in lotta per il titolo e abbiamo continuato su questo stampo con la seconda parte della stagione, nella quale abbiamo avuto solo otto vetture al via, a parte Toronto e Mid-Ohio, dove c'era la nona guidata da Aaron Telitz.

Podio Toronto I: Aaron Telitz, Oliver Askew, Rinus Veekay
Podio Toronto II: Oliver Askew, Toby Sowery, Dalton Kellett
Podio Mid-Ohio I: Oliver Askew, Ryan Norman, Rinus Veekay
Podio Mid-Ohio II: Oliver Askew, Toby Sowery, Rinus Veekay
Podio Gateway: Oliver Askew, Rinus Veekay, David Malukas
Podio Portland I: Rinus Veekay, Oliver Askew, Robert Megennis
Podio Portland II: Toby Sowery, Rinus Veekay, Oliver Askew
Podio Laguna Seca I: Rinus Veekay, Toby Sowery, Robert Megennis
Podio Laguna Seca II: Rinus Veekay, Oliver Askew, Toby Sowery

Askew ha vinto il titolo con un totale di 486 punti, contro i 465 totalizzati da Veekay. Staccati di un centinaio di punti o più da Veekay, hanno completato la top-5 Sowery, Norman e Megennis.
Vedremo che cosa riserverà il futuro ad Askew e a Veekay. Il campione dell'anno scorso O'Ward e il suo sfidante Herta sono arrivati in Indylights in questa stagione, con Herta che ha vinto due gare e O'Ward che a metà stagione si è "trasferito" in Superformula.

PRO-INDY (Kyle Kirkwood) -  a metà stagione Londh era leader della classifica, precedendo Thompson, Kirkwood, Frost e Robb. Qualcosa è cambiato nel corso della seonda parte della stagione... uno di costoro, infatti, ha vinto quasi tutte le gare rimanenti.

Podio Toronto I: Danial Frost, Rasmus Lindh, Parker Thompson
Podio Toronto II: Kyle Kirkwood, Parker Thompson, Rasmus Lindh
Podio Mid-Ohio I: Kyle Kirkwood, Rasmus Lindh, Ian Rodriguez
Podio Mid-Ohio II: Kyle Kirkwood, Sting Ray Robb, Rasmus Lindh
Podio Gateway: Kyle Kirkwood, Rasmus Lindh, Kory Enders
Podio Portland I: Kyle Kirkwood, Danial Frost, Parker Thompson
Podio Portland II: Kyle Kirkwood, Sting Ray Robb, Rasmus Lindh
Podio Laguna Seca I: Kyle Kirkwood, Sting Ray Robb, Rasmus Lindh
Podio Laguna Seca II: Rasmus Lindh, Parker Thompson, Kory Enders

Dopo la sua cavalcata trionfale, Kirkwood si è imposto con appena due punti di vantaggio nei confronti di Lindh: 419 contro 417. Hanno staccato notevolment Thompson, terzo a 344, ma soprattutto Robb e Frost, rispetivamente a 323 e 318 punti.
L'anno scorso il campionato era stato vinto da Veekay, con un ampio margine nei confronti di Thompson. Mentre Thompson è rimasto in Pro Indy, Veekay l'abbiamo trovato in Indylights come sfidante di Askew. Anche quest'ultimo era in Pro Mazda lo scorso anno.

USF2000 (Braden Eves) - a metà stagione Eves aveva una quarantina di punti di vantaggio sul suo diretto inseguitore McElrea. Nel corso della stagione qualcosa è cambiato...

Podio Toronto I: Darren Keane, Christian Rasmussen, Hunter McElrea
Podio Toronto II: Christian Rasmussen, Darren Keane, Matt Round-Garrido
Podio Mid-Ohio I: Christian Rasmussen, Hunter McElrea, Colin Kaminsky
Podio Mid-Ohio II: Hunter McElrea, Christian Rasmussen, Colin Kaminsky
Podio Portland I: Hunter McElrea, Braden Eves, Christian Rasmussen
Podio Portland II: Hunter McElrea, Braden Eves, Zach Holden
Podio Laguna Seca I: Christian Rasmussen, Hunter McElrea, Colin Kaminsky
Podio Laguna Seca II: Braden Eves, Christian Rasmussen, Colin Kaminsky

A fine anno il gap tra Eves e McElrea era di appena cinque punti: 361 vs 356. Piuttosto lontani, hanno completato la top-5 Rasmussen, Kaminsky e Keane.
Se Bruna Tomaselli fosse fidanzata con Dudu Barrichello, in virtù dei loro risultati in classifica (8° posto vs 11° posto) sarebbe il figlio di Rubinho a stirare nel corso dell'inverno. Barrichello Jr era il compagno di squadra del figlio del Dr Jack Miller peraltro. Quest'ultimo è arrivato penultimo tra i piloti full-time, quindi al momento sembra in grado di replicare i risultati del padre.
Il campionato 2018 era stato dominato da Kirkwood, con oltre 200 punti più di Lindh. In Pro Indy Lindh non non ha sfigurato, in fin dei conti.


venerdì 27 settembre 2019

In difesa di Valentino Rossi - colpo di scena, vero?

Credo che sia passato ormai parecchio tempo dall'ultima volta in cui ho parlato di MotoGP, tempo nel quale ho avuto occasione di vedere qualche highlight e anche un paio di gare, tempo nel quale ho avuto modo di sentire, occasionalmente, mio padre compiacersi delle vittorie di Marquez.
Mio padre non è un tifoso di Marquez, o almeno non credo. Non segue il motomondiale con sufficiente attenzione e interesse da tifare per Marquez. Diciamo che piuttosto ha l'abitudine di supportare i "nemici della società", un po' per sfottere quelli che li considerano nemici della società. Non lo trovo un atteggiamento particolarmente costruttivo e non lo trovo costruttivo soprattutto quando si traduce nel prendere per i fondelli gente che non è "mainstream". In occasione del gran premio di San Marino ha sbeffeggiato perfino Quartararo per essersi fatto fregare da Marquez. Non so se mi spiego, Quartararo, uno che al momento va avanti a occasionali secondi e terzi posti, non uno di quelli portati su un piedistallo dagli hater di Marquez. Oppure, in alternativa, ha fatto commenti analoghi nei confronti dei piloti Ducati... la Ducati, la moto della nostra città, quella che però nessuno si fila, nemmeno nella nostra città, perché tutti tifano per Va-...
...
...
...perché nessuno, né intorno a noi né altrove, in realtà, tifa più per Valentino Rossi. E come dare loro torto? Valentino non è più il pilota vincente che tutti mettevano su un piedistallo, adesso ha quarant'anni, non lotta per la vittoria, arriva spesso e volentieri dietro al compagno di squadra.

Sarai contenta, Milly Sunshine, potrebbe dirmi qualcuno. Finalmente, dopo oltre vent'anni in cui, fin dai giorni della 125 sei stata circondata da gente che metteva Rossi su un piedistallo parlando solo ed esclusivamente di lui, puoi prenderti la tua rivincita e unirti al coro di quelli che adesso lo prendono per il cu*o.
Sarai contenta, Milly Sunshine, ora che l'irrilevanza di Rossi è confermata giorno dopo giorno dai risultati.
Sarai contenta, anche se non parli di MotoGP fin da quando Petrucci ha vinto il gran premio d'Italia. Dopo Marquez ha vinto in Catalunya, poi in assenza di Felipe Massa in sella a una Brawn GP a due ruote, Viñales ha vinto il GP d'Olanda. Marquez è tornato alla vittoria in Germania e Repubblica Ceca, poi hanno vinto una gara Dovizioso e una Rins, rispettivamente in Austria e Gran Bretagna, poi di nuovo Marquez al GP di San Marino (contro Quartararo) e al GP di Aragon, quando le gare europee, Valencia esclusa ma sarà a fine stagione, sono ormai terminate.
Sarai contenta, Milly Sunshine, ora che il nemicohhhh della societàhhhh ha vinto più di metà delle gare di questi ultimi mesi e nelle altre è arrivato sempre secondo...
...
...
...come dici? che la cosa ti è indifferente? Che sei contenta per il successo di Dovizioso, da simpatizzante ducatista, e che non sei particolarmente entusiasta del fatto che il pilota che non sopportavi quando eri bambina ora sia irrilevante? Guarda al lato positivo: una Yamaha ha vinto una gara ed era quella del suo compagno di squadra.
Tifare Valentino, attività tipica dei fanboy, ma anche di tanta gente con la testa sulle spalle dato che quasi tutti tifavano Rossi e c'è tanta gente che non è un ultrà, ormai è vista come un'attività solo ed esclusivamente fanboy friendly, con gran parte dell'opinione pubblica che è schierata contro Rossi e contro i suoi sostenitori.

No, non è quello che volevo e non l'ho trovato divertente nemmeno per un attimo, questo non perché io ritenessi ragionevole e sensato mettere Rossi su un piedistallo qualsiasi cosa succedesse. Non l'ho trovato divertente perché mi ha mostrato, in tutte le sue sfumature, qualcosa che una volta era limitato solo ai fanboy: tifare per qualcuno fintanto che è vincente, poi abbandonarlo non appena le cose iniziano a cambiare. Ci sta appassionarsi al nuovo che avanza, ci sta fino all'ultimo secondo, quello che non ci sta, o almeno che non ci sta senza destare qualche sospetto, è che l'intera popolazione italiana al giorno d'oggi sembri contare più detrattori che tifosi di quel pilota che un tempo veniva idolatrato quasi da chiunque. Ne viene fuori che, alla fine, i tifosi di Valentino Rossi non erano tanto legati a Rossi, quanto piuttosto al concetto di "vincere facile".
Da bambina hater, divenuta indifferente con il raggiungimento dell'età in cui si inizia a sviluppare almeno un po' di intelletto, avrei potuto sfruttare questa situazione, unirmi alle critiche e alle prese per i fondelli. Sei un vecchiohhhh pensionatohhhh!!!11!!11! dovresti ritirartihhhh e tornarehhhh a casahhhh!!111!!1!! non sei neanche in grado di stare al passohhhh del tuo compagnohhhh di squadrahhhh che spesso ti sta davantihhhh!!11!!!11!!
Eppure la tentazione non c'è mai stata, non l'ho mai avuta, nemmeno per un attimo. Tutto ciò che vedo è un copione che si ripete e, se mi unissi al coro degli ultrà, mi macchierei della peggiore incoerenza della mia esistenza di appassionata di motori, quando nelle notti di Singapore mi affezionavo a un vecchio pensionato che non distingueva il giorno dalla notte e il fatto che avesse scelto di starsene lì, anche se non guidava più un team di prima fascia e anche se in classifica aveva meno punti del suo compagno di squadra, lo rendeva finalmente umano. Come potrei criticare a cuore leggero Valentino Rossi per i suoi risultati attuali quando a suo tempo ho difeso Michael Schumacher per la stessa cosa?

giovedì 26 settembre 2019

Out come outsider: il gran premio più pazzo che io abbia mai visto // GP Europa 1999

Era il 26 settembre, il giorno della terzultima gara della stagione. Mika Hakkinen in McLaren, Eddie Irvine in Ferrari: in due a lottare per un mondiale, con Heinz-Harald Frentzen e David Coulthard, rispettivamente pilota Jordan e secondo pilota McLaren, come potenziali guastafeste... e quel giorno sembrava che il loro ruolo di guastafeste potesse prendere finalmente forma.
Al Nurburgring, Frentzen partiva dalla pole position, teneva la testa della gara e sembrava un potenziale candidato alla vittoria. Dietro di lui c'era Coulthard, mentre le cose non andavano altrettanto bene tra Hakkinen e Irvine, il primo alle prese con un'errata scelta di gomme, in una giornata dalle condizioni meteo variabili, il secondo colto di sorpresa da meccanici che, altrettanto colti di sorpresa, correvano avanti e indietro alla ricerca della quarta ruota.

Se la prima metà gara faceva pensare a Frentzen e a Coulthard come ai favoriti, eravamo destinati ad essere presto smentiti.
Fuori Frentzen, fermato da un problema tecnico, impossibilitato a portare a casa quella che avrebbe potuto essere la sua ultima vittoria in carriera.
Coulthard in testa, su gomme da asciutto, con la pista bagnata... fuori anche lui, per incidente, con le sue speranze di potere infastidire il compagno di squadra per lo scontro iridato ormai finite. Gli sarebbe andata meglio che a Frentzen, negli anni a venire: avrebbe continuato a vincere gran premi, con frequenza maggiore o minore a seconda dei periodi, fino all'allora ancora molto lontano 2003.

Fu esattamente a quel punto che iniziò ad accadere tutto l'impensabile, quello che era impensabile per me, bambina di prima media che guardavo la gara in soggiorno insieme a mio padre, ma anche per tanti altri: in testa alla gara c'era Ralf Schumacher sulla Williams, una Williams che non vedeva la vittoria di un gran premio da due anni.
Ralf era su gomme d'asciutto e la pioggia continuava a cadere. Optò per rientrare ai box, perdendo così la leadership della gara, conquistata nientemeno che da Giancarlo Fisichella.
Il pilota italiano, al volante della Benetton, puntava alla sua prima vittoria, ma era destinato a trascorrere in testa soltanto quattro giri: messo fuori gioco da un incidente, avrebbe dovuto attendere fino al 2003 prima di vincere una gara nella massima serie.

Con il ritiro di Fisichella, tornava in auge Ralf Schumacher, anche lui a lottare per quella che poteva essere il suo primo successo. Una foratura stravolse i suoi piani: avrebbe dovuto attendere fino al 2001, ma avrebbe avuto l'onore di essere proprio lui a riportare il team di Grove alla vittoria dopo anni di digiuno.
Quell'atmosfera da "ne resterà uno solo" si interruppe, finalmente, quando mancavano quindici giri di gara. Johnny Herbert, all'epoca pilota della Stewart, aveva rimontato posizioni grazie all'avere azzeccato il momento giusto in cui passare dalle gomme da asciutto a quelle da bagnato. Già vincitore di due gran premi nel 1995 ai tempi della Benetton, avrebbe portato a casa quel giorno la sua terza e ultima vittoria in Formula 1, precedendo la Prost di Jarno Trulli e la Stewart di Rubens Barrichello.

La storia ci insegna, tuttavia, che ci sono outsider e outsider: da un lato quelli che possono occasionalmente lottare per il podio o addirittura per la vittoria, dall'altro quelli che nei giorni pazzi come quello potevano puntare al massimo a racimolare qualche misero punto.
Era il caso di Luca Badoer, con un passato fatto di Lola/Scuderia Italia, Forti e Minardi, con un presente fatto ancora di Minardi e con un futuro come terzo pilota Ferrari.
Il quarto posto verso il quale viaggiava in quel momento doveva sembrargli l'apice della sua carriera. Il cambio della sua vettura la pensava diversamente: finì la gara con tredici giri d'anticipo.
Il suo destino era quello di essere criticato da tantissimi esperti (in particolare utenti sgrammaticati dei social network) pronti a bollarlo come uno dei piloti più scarsi della storia per non avere mai ottenuto un punto, difeso soltanto da qualche individuo che di Formula 1 capiva poco e niente (gente come Michael Schumacher), pronto a definirlo almeno un fantastico sviluppatore di monoposto.

mercoledì 25 settembre 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Laguna Seca - 22 Settembre

Readers, start your engines e accendeteli leggendo questa comunicazione di servizio: questa è l'ultima volta in cui commenterò una gara di Indycar con il format del commento ironico al gran premio. Questo non significa, in nessun modo, che non parlerò più di Indycar, pianifico di seguire il campionato e di parlarne anche nella prossima stagione, ma semplicemente non me la sento di continuare a prendermi questo impegno, quando c'è la possibilità di commentare le gare anche in modo molto più libero e senza imporsi delle tempistiche.
Ora che vi ho detto questo, posso procedere come se niente fosse e continuare a raccontarvi quello che è successo a Laguna Seca, anzi, direi che posso INIZIARE a raccontarvelo.

La gara era prevista per domenica alle 23.30 italiane. O almeno così avevo letto, perché alle 23.30 italiane la gara era anche già finita, se ben ricordo.
Non ho potuto seguire la diretta, leggendo occasionalmente gli update sul cellulare, poi lunedì sera mi sono vista il race recap postato sul profilo youtube ufficiale del campionato di Indycar.
Piccola digressione: il "relive the action in less than 30 minutes" all'inizio non mi convinceva più di tanto, ma dopo averlo visto dall'inizio alla fine mi sono accorta che, tutto sommato, è un'idea fantastica. Ora, se postassero le gare intere come accadeva fino all'anno scorso non sarebbe male, ma per chi non ha potuto vedere una gara un recap del genere è un notevole passo avanti. Se qualcuno di Liberty Media mi stesse leggendo in incognito, vorrei ricordare che potrebbero casualmente innalzare da cinque minuti scarsi a mezz'ora la durata dei race recap per la Formula 1.

Liberty Media mi ha risposto alzando il dito al vento (quello di Willpowahhhh, non quello di Vettel), quindi posso procedere parlando di cose serie.
La più seria di tutte è che Baby Herta ha conquistato la pole position sul circuito... non saprei come definirlo, forse "di casa". Suo padre, oltre a farsi trollare da Zanardi all'ultima curva nel 1996, ci ha anche vinto nel 1998 e nel 1999 e, proprio vent'anni fa nel 1999, otteneva la pole position come il figlio. L'unica differenza era che il padre, in caso di vittoria, non sarebbe stato costretto a scolarsi del waard per questioni di età.
Nel frattempo nella nostra domenica pomeriggio è accaduta una cosa bellissima e, giusto per chiarire il concetto, è successa una cosa bellissima RELATIVA ALLA INDYCAR, perché nulla è più bello di Giovinazzi in testa a un gran premio. È successo che ho letto uno scambio di tweet tra Baby Herta e Baby O'Ward, che si auguravano di incrociare nuovamente le loro strade, prima o poi. AAAAAWWWWW, posso continuare a shipparli! *-*

GRIGLIA DI PARTENZA:
Herta - Dixon
Rossi - Newgarden
Hinchcliffe - Pagenaud
Power - Rahal
Hunter-reay - Chilton
Ericsson - Ferrucci
Daly - Rosenqvist
Pigot - Sato
Veach - Jones
Bourdais - Kimball
Kanaan - Andretti
Leist - Harvey...
...
...
...
...anzi no, perché i tempi di Rosenbitch sono stati eliminati perché è finito in testacoda facendo esporre le bandiere gialle, il che significa che se RoGro fosse un pilota di Indycar, tante volte gli sarebbe toccato partire ultimo anche se avesse fatto registrare un tempo.
Rosenbitch, che contendeva a Baby Herta il titolo di Rookie of the Year, non era per niente soddisfatto di tutto ciò.
Immagino che non fossero particolarmente soddisfatti nemmeno Newgarden, Rossi, Pagenaud e Dixon, che erano in lotta per il titolo ma per queste ragioni venivano presi in considerazione meno del dovuto.

RACE RECAP:
- si faceva un gran parlare del fatto che i championship contender "meno importanti" potessero vincere il campionato vincendo la gara con Newgarden fuori dalle posizioni di rilievo (le proiezioni erano troppo complicate perché mi ci potessi mettere d'impegno), ma nel frattempo Baby Herta stava in testa senza che nessuno in apparenza lo potesse insidiare;
- in realtà Dixon era abbastanza vicino a Baby Herta, nei momenti in cui non era impegnato a difendersi dagli attacchi della gente che aveva dietro, tipo Pagenaud;
- Willpowahhhh che in qualità di VeKkYaCç10 non era in lotta per il titolo, ha pensato bene di mettersi in mezzo e di stare davanti a un po' di gente;
- Baby Herta ha resistito a tentativi di undercut e overcut, mentre Willpowahhhh si è procacciato la seconda posizione e ha passato tutta la gara a contemplargli il retrotreno molto da vicino;
- Dixon si è dovuto accontentare della posizione più bassa del podio, con Pagenaud che agitava minaccioso la baguette a pochi decimi dal suo fondoschiena;
- Newgarden faceva una gara piuttosto tranquilla, un po' come se fosse stato Button e avesse già accumulato un vantaggio sufficiente per potere vincere il titolo anche rigirandosi i pollici, con il risultato che ha portato a casa il titolo;
- Rosenbitch era ancora inca**ato per la penalità del giorno precedente e per essere stato mandato indietro a calci nel cu*o e ne ha approfittato per bullizzare Alex Non Sono Valentino Rossi, superandolo;
- nel corso della gara, che durava in totale 90 giri, c'è stata una sola safety car, esattamente a metà, quando Daly è finito in testacoda;
- i telecronisti USA hanno insinuato che quel testacoda fosse stato fatto apposta per favorire una rimonta da parte di Alex NSVR dato che Daly correva con il team Andretti, mentre poi si è scoperto dal replay che era andato in testacoda durante un contatto con l'Uomo Noia;
- quelle immagini erano senz'altro un fake, dato che sappiamo che Sonniferetti in realtà non esiste davvero;
- al restart c'è stato un altro incidente, con Ferrucci che ha speronato un'altra vettura che risultava essere quella del Grande Samurai e con Jones che è finito in mezzo al caos.

RISULTATO:
1. Colton Herta - Harding
A soli 19 anni ha già eguagliato il numero di gare vinte dal padre, ma diversamente dal padre è troppo giovane per bere champagne, quindi immagino che sia stato destinato a un podio analcolico.
2. Will Power - Penske
Mi fa piacere che alla fine nessuno abbia parlato del fatto che sia un vecchiohhhh bollitohhhh, ma credo che sia solo perché è più bello parlarne relativamente a uno dei suoi compagni di squadra.
3. Scott Dixon - Ganassi
Anche lui tecnicamente per età dovrebbe essere un vecchio pensionato, ma i suoi risultati non lasciano pensare a niente di tutto ciò. Essenzialmente tutta la griglia della Indycar è composta o da bambini o da nonni.
4. Simon Pagenaud - Penske
Per quanto non sia mai stato il favorito, nel corso di questa stagione, sono un po' sorpresa dal fatto che questo campionato sia stato visto in luce negativa e che le cose non mi siano sembrate tanto cambiate nonostante la vittoria della Indy 500. :-/// Gli States sono proprio un luogo in cui tutto funziona al contrario!
5. Felix Rosenqvist - Ganassi
Purtroppo in questa stagione non è riuscito a ottenere la sua prima vittoria in carriera, con il massimo risultato una seconda posizione. Tuttavia penso che si sia meritato il titolo di Rookie of the Year e che il suo futuro sia molto promettente. In questa gara mi è piaciuto anche più che in altre.
6. Alexander Rossi - Andretti
Sono molto stupita del fatto che non sia riuscito a vincere il campionato nonostante l'assenza di piloti spagnoli e/o catalani sulla griglia di partenza. Non riesco proprio a spiegarmi questa cosa... *roll eyes*
7. Sebastien Bourdais - Coyne
Il pilota più Mai Una Gioia della storia della Toro Rosso, carica che ricopre ex-equo con Brendon Bitch, ha già quarant'anni suonati, ma la sua età non è considerata rilevante, in quanto lui stesso non viene considerato rilevante. Da parte sua, comunque, dimostra spesso di essere più rilevante di quanto sembri, talvolta tenendosi dietro qualche nome importante del campionato.
8. Josef Newgarden - Penske
Va bene, va bene, Nuovo Giardino aveva come unico scopo quello di portarsi a casa il titolo in questo weekend. Lo voto come Button of the Day.
9. James Hinchcliffe - Schmidt
Questo è un altro di quei personaggi che esistono, ma vengono raramente presi in considerazione. Pare che verrà preso in considerazione dalla McLaren Indy che altri non è che la Schmidt in partnership con la McLaren, con la quale prenderà parte alla prossima stagione.
10. Ryan Hunter-Reay - Andretti
Non sono mai riuscita a inquadrare questo pilota in una categoria ben precisa. Passa dal lottare per il podio al lottare per la penultima piazza ad arrivare in posizioni random nella zona bassa della top-ten. Questa gara conferma la mia impressione.
11. Marcus Ericsson - Schmidt
Diversamente da altri, non correrà la prossima stagione con la McLaren Made by Schmidt, ma si dichiara convinto di avere buone opportunità per la prossima stagione. Lo spero vivamente, perché il Pollo Gigante ha il suo perché!
12. Graham Rahal - Rahal
Anche per lui vale la considerazione che sta un po' da una parte e un po' dall'altra della griglia di partenza e del risultato finale. Non importa, io ho occhi solo per il suo compagno di squadra!
13. Max Chilton - Carlin
Niente, costui non mi darà mai una piccola gioia, se non quella di arrivare davanti all'uomo più inesistente del campionato di Indycar.
14. Marco Andretti - Andretti/Herta
Error 404. Not Found. Haryanto of the Day.
15. Charlie Kimball - Carlin
Tra una cosa e l'altra è riuscito a farsi battere dal suo compagno di squadra quindi in realtà il Piccolo Chilli mi ha davvero dato una piccolissima gioia!
16. Tony Kanaan - Foyt
Continuo ogni volta a sperare che possa ottenere un podio random come quella volta qualche tempo fa, per cu*o e non per merito rendendo il podio stesso falsato. Naturalmente non succede, ma in compenso Baby Matheus sta imparando bene come si fa a stirare.
17. Matheus Leist - Foyt
A stirarehhhhh!!111!!!11!!!
18. Zach Veach - Andretti
Non mi sono accorta che fosse in pista, probabilmente ha contratto la Sindrome di Sonniferetti, essendone compagno di squadra.
19. Jack Harvey - Shank
Sono ben lontani i giorni di gloria in cui andava a podio con la sua vettura rosa, stavolta è stato nelle retrovie per tutto il tempo ed è stato l'ultimo pilota a pieni giri.
20. Spencer Pigot - Carpenter
A proposito di vetture rosa, ci tengo a ricordare che se guidasse una vettura rosa sarebbe un porcellino d'India.
21. Takuma Sato - Rahal
Stavolta mi ha delusa profondamente. Avrebbe dovuto intervenire in prima persona per speronare il primo che gli passava a fianco, invece si è fatto incastrare come un pollo gigante, facendosi sbattere fuori da un ragazzino che usa ancora il ciuccio.
22. Conor Daly - Andretti
Il suo massimo momento di gloria è che i telecronisti hanno specificato, in occasione del suo incidente con Sonniferetti, che è il best friend forever di quest'ultimo. Se Sonniferetti esistesse, partirebbe la ship.
23. Ed Jones - Carpenter
Verosimilmente vittima delle sportellate di Ferrucci, la sua gara è finita anzitempo, rendendolo ancora meno in vista di quanto lo fosse stato fino a quel momento.
24. Santino Ferrucci - Foyt
Per tutto il tempo è stato elogiato, nonostante l'incidente, perché era il primo incidente della stagione e perché è riuscito ad andare a parcheggiare in un luogo che non fosse tra le scatole e di conseguenza non ha fatto entrare la safety car.

CLASSIFICA PILOTI: Newgarden 641, Pagenaud 616, Rossi 608, Dixon 578, Power 550, Rosenqvist 425, Herta 420/2 vittorie, Hunter-Reay 420/0 vittorie, Sato 415, Rahal 389, Bourdais 387, Hinchcliffe 370, Pigot 351, Pigot 335, Kanaan 304, Andretti 303, Ericsson 290, Veach 271, Leist 261, Jones 217, Harvey 186, Chilton 184, Carpenter 161, Daly 149, Kimball 117, O'Ward 115, Karam 39, Davison 36, Castroneves 33, Hanley 31, Mann 28, Kaiser 22, Hildebrand 20, Servia 16, Enerson 13, King 12.

martedì 24 settembre 2019

F4 SMP: Pavel Bulanstev vince il titolo

Il gran premio di Singapore sarà anche terminato da poco, ma siamo già mentalmente in viaggio verso la Russia, dove si correrà nel fine settimana meno imminente di quanto lasciano pensare le mie parole di poco fa. Parliamo di Russia, ma facciamolo fino in fondo, ovvero parlando della Formula 4 russa... perché sì, in Russia c'è anche un campionato di Formula 4 che, se non ricordo male, non è considerato come un campionato certificato dalla FIA. Ovvero, in parole povere, non offre punti superlicenza. Visto il numero irrisorio di partecipanti, tuttavia, non ne avrebbe assegnati lo stesso. Una curiosità è che i punti della classifica piloti vengono assegnati soltanto ai piloti russi e che i cinque finlandesi che ci hanno gareggiato occasionalmente (quattro occasionalmente, uno l'ha fatto sempre) non sono stati inclusi nella classifica.

Il campionato è durato in totale per sette eventi, che si sono svolti nelle seguenti location: Grozny, Bogordosk, Smolensk, Kazan, Mosca, Volokolamsk e, infine, quando è saltato l'evento conclusivo a Sochi è stato inserito un evento in Finlandia, a Loimaa.
Il primo evento della stagione è stato l'unico nel quale si è svolta una sola gara, che è stata vinta da Pavel Bulanstev, partito dalla pole position. Ivan Nosov e Aleksey Nesov hanno completato il podio. Sì, lo so, state pensando che sia un caos avere due piloti con un cognome così simile, ma siate felici che non si chiamino entrambi Felipe, come Massa e Nasr.

Let's go, si passa a Borgo-qualcosa: Artem Lobanenko che si chiama Artem come Markelov e come Petrov (non Vitaly) ha vinto la prima gara del fine settimana, sempre ammesso che in Russia corrano nel fine settimana. Bulanstev si è appropriato della seconda piazza, mentre Nesov è arrivato terzo.
Quest'ultimo ha vinto poi la seconda gara del weekend, davanti a Nikita Aleksandrov e al già citato Artem Lobanenko. Bulanstev si è ritirato, ma si sarebbe ripreso presto.
Al terzo evento della stagione, al quale non ha partecipato Lobanenko, ma in compenso si è arrivati a una griglia di dieci vetture dato che oltre a Max Salo c'erano anche altri due finlandesi, tali Markus Laitala e Jimi Hannus, Bulanstev si è ripreso iniziando con una vittoria. Aleksander Vartanyan, one-off, è arrivato secondo, per poi vincere l'altra gara proprio davanti a Bulanstev. Aleksandr Vilaev e Aleksey Nesov si sono appropriati dei terzi posti.

Artem Lobanenko è tornato a Kazam, dove ha vinto entrambe le gare. Nesov è arrivato secondo, mentre al terzo posto ha concluso Irina Sidorkova, che forse conoscete per la F4 spagnola e per il test della W Series.
Bulanstev, che si era ritirato nella prima gara, ha conquistato la seconda posizione nella seconda, precedendo Vilaev.
Poi è stata la volta del quarto evento stagionale, con doppia vittoria di Bulanstev, ritornato in grande stile. Lobanenko e Nesov sul podio al sabato(?), Nesov e la Sidorkova sul podio la domenica(?).
Al successivo evento, l'ultimo che si è svolto sul suolo russo, Bulanstev ha ottenuto inizialmente una vittoria che è stata la sua ultima della stagione, precedendo Nesov e Aleksandrov, dopodiché un secondo posto alle spalle del vincitore Artem Lobanenko, in una gara in cui Nesov ha ottenuto il terzo posto.

In attesa dell'ultimo evento stagionale in Finlandia, spieghiamo un attimo cosa succedeva per i piloti finlandesi: questi non prendevano punti e, a titolo di esempio, quando Hannus è arrivato quinto, i punti del quinto posto sono andati al sesto classificato. Il miglior risultato ottenuto dai finlandesi fino a quel momento era stato il quarto posto di Hannus, non nella gara in cui il suo connazionale era arrivato quinto.
Max Salo (sì, è chi pensiate che sia) nel frattempo riusciva nell'eroica impresa di arrivare ultimo in nove gare disputate fino a quel momento su undici. Nelle altre due gli era andata di lusso: era arrivato penultimo.
Nell'ultimo evento finlandese sono arrivati anche Nestori Virtala ed Elias Seppanen (finalmente un finlandese in -EN), arrivando spesso e volentieri dietro a Salo.
Entrambe le gare sono state vinte da Markus Laitala, che è stato ricompensato ottenendo la bellezza di 0 punti, con Lobanenko e Bulanstev secondo e terzo in entrambe le occasioni, prendendosi i punti della vittoria e del secondo posto. Nosov e Nesov hanno ottenuto i punti dei terzi posti arrivando quarti. #WeBelieveInHulkenberg.

Pavel Bulanstev ha collezionato 254 punti, che gli hanno consentito di vincere il titolo davanti ad Artem Lobanenko, piuttosto lontano a 224, con terzo classificato Aleksey Nesov, totale 204 punti.
Non avendolo specificato prima, segnalo che tutte le vetture erano del team SMP e che il sito ufficiale del campionato è aggiornato al 2018, tanto che l'ultimo evento stagionale è stato rinviato di una settimana e per una settimana mi sono chiesta come mai i risultati non erano usciti neanche su account non ufficiali su Twitter o su Wikipedia. Così si fa, il modo migliore per essere conosciuti dal grande pubblico è nascondersi dietro un immenso sacchetto di carta, come se i piloti fossero tutti parenti di Vettel.

lunedì 23 settembre 2019

Formula Regional @ Circuit de Catalunya: il ritorno di Dan Ticktum

Qualcuno di voi, per caso, sentiva la mancanza di Dan Ticktum? Se la risposta è sì, vi conviene leggere questo post. Se la risposta è no, vi conviene leggerlo lo stesso, così saprete di che morte dovete morire e di dove lo stiamo ritrovando. Il vicecampione di Formula 3 2018, vincitore di due edizioni del gran premio di Macao, ex membro del Redbull junior team, ex pilota di Superformula prima di essere cacciato a calci nel fondoschiena, ha finalmente trovato un volante. In questo weekend ha fatto il suo ritorno nella Formula 3 europea dei giorni nostri, che non è proprio esattamente tale e quale a quella della scorsa stagione. L'ha fatto al volante di una vettura del team Van Arm-nome impronunciabile, come compagno di squadra di Sophia Florsch. Avanti, ammettetelo, una ship Flocktum è indubbiamente interessante!

Va bene, passiamo oltre, stavolta si gareggiava a Montmelò, dove in Gara 1 abbiamo assistito (almeno a parole, dato che non sono riuscita a vedere la gara) a una prima fila tutta Prema, con Enzo Fittipaldi in pole position e il leader della classifica Frederick Vesti secondo. Seguiva David Schumacher e seguiva la terza prema in quattro posti, quella di Olli Caldwell.
Il Nostro Eroe partiva sesto, proprio accanto alla compagna di squadra, coinvolta in un incidente con Konsta Lappalainen che le è costato una penalità e post indignati sui social network.

Fittipaldi pare essere uscito di scena, dal punto di vista della rilevanza, mentre si vocifera di una lotta per la leadership tra David Schumacher e Frederick Vesti.
Ha vinto quest'ultimo, precedendo proprio Dan Ticktum, con David Schumacher sul gradino più basso del podio. Hanno chiuso la gara in top-ten anche Raul Guzman, Enzo Fittipaldi, Matteo Nannini, Olli Caldwell, Sharon Scolari, Sophia Florsch e Igor Fraga.
L'ottava piazza della Scolari, al volante di una vettura simil-Life, è stato il suo miglior risultato stagionale, che la colloca davanti ad Alexandre Bardinon (il compagno di squadra dei Flocktum) in classifica piloti.

Gara 2 è iniziata in grande stile. Dico solo che i piloti che partivano dalla prima fila erano nientemeno che David Schumacher ed Enzo Fittipaldi. Attendevo con ansia qualche tweet incazzato da parte del Nostro Eroe, ma niente, non si è ancora caato bene nell'atmosfera.
DSC e Fittipaldi hanno conservato anche la prima e la seconda posizione fino al traguardo, con David che ha ottenuto così la sua seconda vittoria stagionale.
Frederick Vesti è uscito vincente da un duello per il terzo posto con il Nostro Eroe, che nel frattempo si è fatto trollare anche da Fraga, arrivando quinto. Olli Caldwell, Raul Guzman, Sophia Florsch, Konsta Lappalainen e Matteo Nannini sono arrivati nelle posizioni finali della top-ten.

Le prime due gare si sono svolte al sabato, alla domenica c'era spazio soltanto per Gara 3 che, neanche a farlo apposta, ha visto David Schumacher partire dalla pole position. Insomma, il Nostro Eroe deve essere parecchio sconvolto, ma al momento lo sconvolgimento quantomeno non gli impedisce di lottare per le posizioni di maggiore spessore.
Ticktum era stabilmente secondo, mentre al terzo posto c'era Fittipaldi, il che è curioso, perché in realtà il pilota Prema con il cognome famoso è proprio quest'ultimo.
Le posizioni del podio non sono cambiate fino alla fine e DSC si è portato a casa la terza vittoria nella serie, nonché la seconda della stagione.

Olli Caldwell era quarto ed è rimasto quarto, mentre il leader della classifica Vesti era quinto e c'è rimasto fino a pochi giri dalla fine, quando è rimasto coinvolto in un contatto, è finito in testacoda e ha perso diverse posizioni.
Sophia Florsch è risalita al quinto posto, precedendo Raul Guzman, Igor Fraga, Konsta Lappalainen, Matteo Nannini e, finalmente, Frederick Vesti soltanto decimo.
Arrivati a questo punto mancano solo il Mugello e Monza, appuntamenti che si svolgeranno nel weekend del 6 e in quello del 20 ottobre.
Non ho capito se Ticktum rimarrà fino alla fine della stagione, ma personalmente spero di sì. La Formula Regional ha bisogno di piloti di un certo livello e la presenza del Nostro Eroe non può fare altro che fare bene al campionato (e anche a David Schumacher, in realtà).

domenica 22 settembre 2019

Commento al Gran Premio di Singapore 2019

L'importanza della pace nel mondo // 22 Settembre

YEEEEEAAAAHHHHH! è arrivato il momento di commentare il Gran Premio di Singapore, che deriva dal sanscrito "singapura" che significa "città del leone". Il leone è il simbolo della città al pari della Singapore Flyer, una ruota panoramica con ventotto cabine, ciascuna delle quali può contenere fino a ventotto persone, che percorre il proprio giro in una quarantina di minuti (trentasette secondo Wikipedia). Marina Bay è stata inserita nel calendario della Formula 1 dal lontano 2008 ed è stato il primo gran premio in notturna della storia della Formula 1. Il tracciato si percorre in senso antiorario e l'impianto di illuminazione è stato realizzato da un'azienda italiana. Mi rendo conto che questa trattazione non è stata esaustiva e che Mazzoni avrebbe potuto parlare di queste cose per una ventina di minuti senza eccessivi problemi, ma non dobbiamo dimenticarci che c'è anche un gran premio di cui parlare e che ci sono aneddoti interessanti da raccontare. Per esempio in una sessione di prove libere del gran premio del 2008 Kubica celebrò il gran premio in notturna indossando un casco sul quale c'era una lampadina da minatore. Purtroppo non sembra esistere documentazione fotografica, ma solo le parole di Mazzoni. In compenso nel 2012 Vettel indossava un casco con luci intermittenti stile albero di Natale.
Ora, però, dimentichiamoci dei caschi del passato e concentriamoci sull'amara realtà che al giorno d'oggi di caschi particolarmente stylish non ce ne sono stati in questa occasione. Possiamo iniziare da giovedì, quando c'è stata la conferenza stampa con presenti Norris, Ricciardo, Hamilton, Grosjean e Kubica, seduti uno accanto all'altro in quell'ordine. Stranamente non si è parlato dei peli inguinali di Norris, però si è parlato del fatto che Kubica non sarà in Williams nella prossima stagione. Purtroppo non si è data nessuna attenzione al mistero che circondava Kubica: aveva un'ammaccatura enorme sul suo enorme naso e non è chiaro dove sia andato a sbattere. Nel frattempo accanto a lui c'era RoGro, fresco di rinnovo con la Haas, che contemplava Hamilton al suo fianco:
"Non guardarmi a quel modo."
"Perché? Stavo ammirando le tue treccine raccolte in una coda."
"Non ti credo."
"Hai ragione, te lo confesso, ho scoperto della tua natura di gabbiano e intendo metterti allo spiedo quanto prima."
"Orrorehhhhh, dov'è Bo77as quando ho bisogno di uno squilibrato che mi difenda?"
"Credo che si stia ubriancando insieme a Iceman."
"Sapevo che non potevo fidarmi di lui."
Nel frattempo non è chiaro che cosa stesse accadendo tra i Norrisardo, però possiamo immaginarcelo:
"Ehi Dani?"
"Dimmi."
"Secondo te ho qualche possibilità di fidanzarmi con Seychelle De Vries, la ex di Russell che è anche la ex di Verstappino ai tempi delle scuole medie?"
"Se la pensi così ti sbagli di grosso..."
"Sulle mie chance con Seychelle?"
"No, sul fatto che Verstappino sia mai andato a scuola."
"Ah, okay. Non mi sono ancora spuntati i peli inguinali, però non è necessario che Seychelle lo sappia, dato che ho comprato un'intera collezione di camion dei pompieri da mostrarle."
Dopo la conferenza stampa, Kubica si è sicuramente messo alla ricerca di qualcuno con cui fare conversazione. Finalmente ha trovato un muro:
"Secondo te perché nessuno mi ca*a?"
"Non farci caso."
"Ma nessuno mi prende in considerazione. Mi è anche capitata una cosa terribile."
"Ti va di raccontarmela?"
"Certo. Ieri Russell mi ha raccontato che Seychelle l'ha lasciato e, quando gli ho detto che non era un problema e che uno come lui, quando fosse stato su una vettura competitiva, sarebbe riuscito sicuramente a conquistare tante ragazze, mi ha tirato una testata sul naso. Trovo tutto ciò inaccettabile, i giovani di oggi sono uno strazio."
"Però ci sono i predestinatihhhh come Leclerc, destinati al miglior giro nelle prove libere."
"Veramente ho letto nella sfera di cristallo che Verstappino otterrà il miglior tempo nella sessione di domani pomeriggio e che Leclerc avrà problemi al cambio. Mentre domani sera sarà Hamilton a ottenere il miglior tempo."
"Va beh, c'è anche sabato pomeriggio."
Infatti sabato pomeriggio Leclerc si è trovato in una situazione da mondialehhhh in tascahhhh. Poi si è ritrovato anche con la pole in tasca e in quel momento sono stata moooooolto lieta di essermi affidata dal duo Croft/Brundle invece che al duo Vanzini/Gené. Vanzini non sarebbe riuscito a rendere bene l'idea, probabilmente il suo entusiasmo non sarebbe stato superiore a quello che mostrava per l'esistenza stessa di Leclerc.
Le interviste con Paul Di Siesta:
"Predestinatohhhh, ora che sei single e sempre in pole, pensi che potrai finalmente trovare il vero ammmmore della tua vita?"
"No, io sono sposato con la Ferrari, ho fatto un voto di castità. Mi accontento dell'amore platonico che il mondo intero prova per me, nell'impossibilità di saltarmi addosso dato che per fortuna mi vedono solo in TV."
"Cos'erano quei BEEP che si sono sentiti nei tuoi commenti alla radio durante i festeggiamenti?"
"Stavo dimostrando al mio compagno di squadra che posso batterlo anche nel campionato per scaricatori di porto a cui le qualifiche facevano da contorno."
"Veniamo a te, Gangster Hammi, pensi di potermi procurare qualche dose di erba?"
"Ehm... per chi mi hai preso?"
"Scusa, ma quella chioma da spacciatore inganna."
"Basta con questi stereotipi, perché non pensi al fatto che Davidson ti abbia spodestato dalla moviola?"
"Hai ragione. È stato un grosso trauma per me."
"Mi fa piacere. E ora scusami, ma mi stai facendo venire sonno."
"Va beh, passiamo oltre. Sebby, sei molto contento del tuo terzo posto, vero?"
"Sì, esatto, sono mooooolto contento. Ho appena finito di bestemmiare in venticinque lingue diverse. E ora scusami, che intendo andare a cambiarmi dietro una tenda al parc fermé prima della conferenza stampa, indossando maglietta e pantaloncini."
"Di solito prima di cambiarsi ci si lava."
"Dopo la conferenza stampa mi farò un bagno insieme al Prosciuttello. Quando saremo nella vasca circondati di schiuma ci metteremo a lamentarci del fatto che le nuove generazioni odierne sono troppo veloci e poi ci metteremo a limonare, tagliando fuori il Ferrari Baby dalla nostra gang di gabbiani mannari."

QUALIFICHE:
1^ fila: Leclerc - Hamilton
2^ fila: Vettel - Verstappen
3^ fila: Bottas - Albon
4^ fila: Sainz - Ricciardo
5^ fila: Hulkenberg - Norris
6^ fila: Perez, Giovinazzi
7^ fila: Gasly - Raikkonen
8^ fila: Magnussen - Kvyat
9^ fila: Stroll - Grosjean
10^ fila: Russell - Kubica...
...
...
...anzi, no, perché Perez è stato spedito indietro di cinque posizioni per sostituzione del cambio. Finora era passato agli onori della cronaca per avere avuto problemi intestinali al mercoledì (pesce di Singapore rules) e per avere litigato con Kmag al venerdì. Non che litigare con Kmag sia una cosa così di nicchia, ma comunque è stato un momento molto emozionante per lui, dato che è nato momentaneamente un nuovo ammmmore.
Mentre il mondo immaginava i Vettelton amoreggiavano all'interno della vasca idromassaggio alla vodka che di solito costituisce il nido d'amore dei Finnish Bros, Ricciardo veniva messo sotto indagine per un'irregolarità tecnica che avrebbe potuto costargli di wssre preso per le orecchie da lì dov'era e trascinato in ultima piazza.
Intanto, nella vasca idromassaggio alla vodka:
"Sebby, dove sei?"
"Scusami Prosciuttello, ma non posso raggiungerti."
"Posso sapere come mai?"
"Perché mi sono ricordato il grande insegnamento del Gufo di Interlagos, a proposito del fatto che la principale strategia vincente è la scarsa igiene personale nei weekend di gara. Ho deciso di non lavarmi fino a lunedì."

WE BELIEVE IN GIOVINAZZI: fingiamo per un attimo che davanti non ci fossero le vetture della top-6, perché per i primi 20 giri di 61 sono state alquanto irrilevanti. Preoccupiamoci piuttosto di quello che accadeva a centro gruppo e nelle retrovie. A centro gruppo, infatti, c'erano gli Hulkensainz che si prendevano a ruotate ed erano costretti a rientrare ai box così, tanto per iniziare bene la giornata, facendo precipitare il Fanboyz in ultima posizione e doppiato.
"È tutta colpa tua, Hulk!"
"Che cos'avrei fatto di male?"
"Mi hai detto che hai vinto Le Mans. Io ti ho scambiato per Alonso e mi sono emozionato."
"Fammi capire, hai scambiato un FiGoN3 BeLiXiM0 come me per uno brutto come la fame tipo Fernando?"
"Come osi?!?!?!?!?! Fernando è magnifico!!!1!!11!!1!! Ogni volta che vedo la sua barba incolta sbavo."
"E allora vai a sbavare dietro al posteriore di Kubica."
"Dov'è Kubica? Penso che impiegherò anni prima di raggiungerlo."
"Non è un problema mio."
Nel frattempo, a proposito di Williams, c'era chi non se la passava poi così bene.
"Eh, no, basta, stavolta non sono io. È colpa di quel teppistello che mi ha tirato una testata sul naso in modo random."
"Tu ti sei vendicato tagliandomi la strada e io ho fatto a ruotate con Dani-Smile."
"La cosa non mi riguarda minimamente."
"L'anno prossimo io avrò un volante e tu no."
"Se ti diverti a guidare questo catorcio, accodati pure. Io, intanto, vado a commissionare a RoGro gli sviluppi per il tuo futuro, mentre tu ti rifugi sconsolato nella corsia dei box."
"Uscirò da questa corsia dei box!!!11!!!1!! E allora vedremo chi è il vero YdOlO della Williams."
"Attento, ragazzino, che ride bene chi ride ultimo, quindi io."
Continuiamo a parlare per un attimo di Kubica, perché è accaduto qualcosa di epico: ogni tanto si ritrovava dietro gente che andava ai box in largo anticipo e cercava anche di resistere agli attacchi di alcuni di loro. Purtroppo non ce l'ha fatta né con Checo né con il Torpedo.
Poi siamo arrivati al 20° giro, la linea di spartiacque, quella in cui in piloti della top-6, anzi, facciamo della top-5, anzi, facciamo della top-4, hanno iniziato a far parlare di sé, mentre i piloti che stavano oltre quelle posizioni facevano parlare di loro soltanto per dei casini. Non che finora non ne avessero fatti, ma non a quei livelli.
Davanti erano tutti partiti con gomme soft e dovevano passare alle hard, ma dovevano stare attenti a non fermarsi nel momento sbagliato ritrovandosi dietro a della gente random.
Nel frattempo Verstappino si lamentava delle gomme e parlava via radio:
"Ehi, vi siete dimenticati di me? Credo che sia il momento del pitstop."
"Tornerai in pista dietro a Hulkenberg che casualmente guida una Renault."
"Non avrei paura neanche di Vitaly Petrov in persona, ma qui c'è Bo77as che mi sta piantando nel cu*o i suoi canini estraibili e mi sento a disagio."
A quel punto le trombe dell'Apocalisse hanno risuonato in lungo e in largo su Marina Bay. Il primo a rientrare ai box sarebbe stato protagonista di una buona intuizione strategica e il primo a rientrare ai box, combinazione che esiste una sola volta ogni mille anni, era al volante di una vettura rossa.
Niente paura, il pitstop di Vettel è durato almeno mezzo secondo più del normale, ma ha conservato la posizione su Verstappino e ha anche messo Hulkenberg tra sé e il pilota della Redbull. Nel frattempo mentre Croft e Brundle parlavano del fatto che davanti potessero recuperare terreno approfittando del traffico che quelli dietro stavano affrontando, dietro Vettel non aveva traffico e Verstappino superava agevolmente Hulkenberg. Risultato: già al primo giro stavano recuperando tantissimo nei confronti di Leclerc e di Hamilton.
Leclerc è rientrato ai box un giro dopo e si è infilato tra Vettel e Verstappino. Hamilton ha proseguito imperterrito per sei ulteriori giri in attesa di una safety car che non è arrivata. Risultato: è uscito dai box dietro a Vettel, Leclerc e Verstappino.
Nel frattempo Leclerc teneva un comizio via radio:
"Oltraggiohhhhh! Dite al mio compagno di squadra che davanti c'ero io e che deve farmi passare subito."
"Tu magari vallo a prendere invece di farti prendere da Verstappino, poi ne riparliamo."
"Davanti c'è un sacco di gente random. Quando arriveremo a ridosso di Strollino, potrò superare anche Vettel?"
"Vettel ha già superato Strollino da cinque minuti buoni e tra di voi ci sono sei secondi, magari se cerchi di non farti trollare da Strollino puoi anche intravedere il suo posteriore da lontano."
A proposito, Strollino... Strollino era nientemeno che quarto, prima di essere raggiunto da tutta quella gente.
Terzo c'era nientemeno che Ricciardo.
Secondo c'era il Pokemon.
In testa c'era un Maschio Alpha.
Incredibile ma vero, partito su gomme medium o hard, Giovinazzi intendeva rimanere lì ulteriormente in attesa di una safety car e dopo il rientro di Hamilton si era ritrovato nientemeno che in testa alla gara. C'è rimasto per sei o sette giri, poi è stato superato da tutti ed è rientrato ai box, dato che la safety car non arrivava.
Due minuti contati più tardi, RoGro si è ricordato delle raccomandazioni di Kubica:
"Scusa, tu per caso sei Russell?"
"Sì, esatto. Che emozione. Di solito la gente non mi riconosce."
"Ti devo tirare una sportellata da parte del tuo compagno di squadra."
"Noooooohhhhhh, come sei kattivohhhhh, non lo sai che finora non mi ero mai ritirato?"
"La cosa non mi riguarda. Buon proseguimento di giornata. Di sicuro potrai metterti in avanti con le partite di briscola, dato che sei l'unico a piedi."
Al 36° giro è entrata la safety car.
Carlito è stato preso per le orecchie e mandato a sdoppiarsi.
Dopo dieci minuti c'è stato il restart.
Strollino ha forato litigando con il Pokemon ed è rientrato ai box. Nel frattempo la vettura di Perez ha deciso che era arrivato il suo bed time e l'ha abbandonato lungo il tracciato.
È entrata di nuovo la safety car e stavolta la cosa è stata un po' più sbrigativa.
Poco dopo Raikkonen e il Torpedo sono andati l'uno addosso all'altro: era il 51° giro e per la terza volta consecutiva andava in pista la safety car.
Nel frattempo il gap tra le due Ferrari era più elevato di quello tra Leclerc e i Verstappilton, che erano vicinissimi l'uno all'altro. Però non è accaduto nulla di strano e Verstappen ha conservato il podio.
Dopo il "krazie rakazzi" di rito è arrivato il momento delle interviste post-gara tenute dal Mascellone scozzese:
"Sebby, posso confessarti una cosa?"
"Certo."
"Sei mio figlio."
"AAAAAWWWWW."
"Ti ho avuto con MSC."
"AAAAAWWWWW al quadrato!"
"Ti ho partorito io."
"AAAAAWWWWW al cubo!"
"Ho un utero nascosto dentro il mascellone."
"Sì, va beh, adesso non esageriamo. Ti affido al Ferrari Baby."
"Ferrari Baby, sei felice di essere stato undercuttato?"
"Sì, molto, perché ho battuto il record di bestemmie di Sebby di ieri."
"Beata gioventù innocente. Non hai aspirazioni maggiori nella vita?"
"Sì, la pace nel mondo."
"Bene, passiamo a Verstappino. Cosa pensi che farai per celebrare il tuo terzo posto?"
"Starò sul podio a pomiciare con Sebby spruzzandogli champagne in bocca mentre Leclerc se ne sta per i fatti suoi senza che nessuno se lo fili."
"Perfetto. La tua liaison con Sebby è il primo segnale dell'imminente pace nel mondo. Scopo raggiunto."

RISULTATO: 1. Sebastian Vettel (Ferrari), 2. Charles Leclerc (Ferrari), 3. Max Verstappen (Redbull), 4. Lewis Hamilton (Mercedes), 5. Valtteri Bottas (Mercedes), 6. Alex Albon (Redbull), 7. Lando Norris (McLaren), 8. Pierre Gasly (Toro Rosso), 9. Nico Hulkenberg (Renault), 10. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), 11. Romain Grosjean (Has), 12. Carlos Sainz (McLaren), 13. Lance Stroll (Racing Point), 14. Daniel Ricciardo (Renault), 15. Daniil Kvyat (Toro Rosso), 16. Robert Kubica (Williams), 17. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), Rit. Sergio Perez (Racing Point), Rit. George Russell (Williams). // Curiosità: giro più veloce per Kmag, che essendo arrivato ultimo non si porta a casa alcun punto.

venerdì 20 settembre 2019

Kiss me hard before you go, Singapore sadness

Come ogni anno quando ci si addentra nella seconda metà di settembre la Formula 1 passa per Singapore, fonte di numerosi aneddoti durante le telecronache sulla Rai: la "città del leone", che deriva dal sanscrito "singapura", la ruota panoramica con ventotto cabine che percorre il proprio giro in una quarantina di minuti...
Patria di curiosità e di occasionali intossicazioni alimentari, Marina Bay ha avuto l'onore di ospitare il primo gran premio in notturna della storia della Formula 1, che curiosamente è stato anche l'ottocentesimo evento della storia valido per il campionato di Formula 1.

Correva l'anno 2008 e le gerarchie erano ben diverse da quelle attuali. Ferrari e McLaren lottavano per il campionato, in una stagione relativamente più tranquilla rispetto a quella 2007, caratterizzata dallo spy-gate. Lewis Hamilton era il pilota di punta della McLaren, affiancato da Heikki Kovalainen, spesso in difficoltà anche quando si trattava soltanto di interpretare il ruolo di seconda guida, dall'altra parte c'erano Kimi Raikkonen e Felipe Massa, con la classifica e il numero di vittorie che volgevano a favore di quest'ultimo.

Quello che accadde in gara lo sappiamo tutti: Massa, Hamilton e Raikkonen erano i primi tre, nel primo stint, e nulla lasciava intendere che la situazione potesse essere travolta all'improvviso.
Poi Nelsinho Piquet finì a muro, la safety car entrò in pista, qualcuno si fermò ai box con la pitlane chiusa per non rimanere senza carburante, i piloti di testa furono costretti ad attendere che la pitlane venisse "aperta" e quando ciò accadde rientrarono tutti in una volta.
Nel box Ferrari accadde qualcosa di paradossale: a Massa fu dato il segnale di ripartire quando il bocchettone per il rifornimento di benzina era ancora inserito nella monoposto e, a completare l'opera, il fattaccio avvenne mentre Raikkonen attendeva il proprio turno.

Quando le telecamere lasciarono da parte lo scenario apocalittico che andava in scena nella corsia dei box, le inquadrature si concentrarono sulle vetture rimaste in pista dietro la safety car. Anche quelle immagini potevano essere, seppure in un altro modo, interpretate come un chiaro segnale della fine del mondo ormai imminente.
La Williams di Rosberg era in testa davanti alla Toyota di Trulli e alla Force India di Fisichella, con la BMW Sauber di Kubica al quarto posto, l'unica posizione, tra quelle dei primi quattro, che non appariva particolarmente sguaiata.
Niente paura, si trattava di una situazione provvisoria: Rosberg e Kubica erano andati a rifornire quando non potevano, quindi erano condannati a uno stop and go di dieci secondi, Trulli e Fisichella dovevano fermarsi ai box. Il favorito era, a quel punto, il pilota che occupava la quinta piazza: Fernando Alonso.

Alla fine della gara, quando il campione del mondo 2005 e 2006 tagliò il traguardo da vincitore, Mazzoni osservò, in tono ironico, che era curioso che Piquet fosse andato a sbattere e, come conseguenza, la situazione si fosse stravolta al punto tale da servire su un piatto d'argento la vittoria al suo compagno di squadra: "sembra quasi fatto apposta", disse.
Un anno più tardi, quando Nelsinho Piquet fu appiedato dalla Renault, confermò che era stata proprio un'azione volontaria.
Da allora il mondo si divide: c'è chi non crede a questa versione dei fatti, chi ci crede e pensa che, alla fine del campionato, abbia costato il titolo a Massa, c'è chi pur non essendo convinto della veridicità di quanto affermato da Piquet attribuisce comunque a questo episodio l'avere perso il titolo per un solo punto.

A mio parere nel corso di questi anni ci si è soffermati troppo sulle presunte conseguenze (perché la Renault avrà anche condizionato l'esito della gara, ma chi non è riuscito a ritagliarsi spazio nella confusione non può attribuire alla scuderia gestita da Flavio Briatore la causa dei propri errori), senza chiedersi mai fino in fondo se quanto affermato da Nelson Jr fosse effettivamente plausibile: era possibile prevedere che, con un incidente innescato ad arte da uno dei due piloti, l'altro sarebbe riuscito a portare a casa un'inattesa vittoria? e Alonso ne era al corrente?

Su quest'ultimo punto ho i miei dubbi, che non hanno NULLA a che vedere con la personalità di Alonso, su cui ci si è soffermati fin troppo. Per intenderci, c'è chi dice che Alonso era proprio il tipo adatto per infilarsi in un'ennesima polemica di propria spontanea volontà e c'è chi dice che è un Santo Subito e che non avrebbe mai preso parte a una simile azione.
Quello che interessa a me è questo: se Alonso fosse stato consapevole di che cosa stava accadendo, poteva essere migliorato qualcosa?
La risposta a cui sono giunta è che, a prescindere dalla personalità di Alonso, in linea teorica avrebbe potuto esserci un margine di miglioramento notevole, se entrambi i piloti fossero stati consapevoli.

A dare credito alla versione di Piquet Jr fu infatti la strategia anomala con la quale Alonso aveva iniziato la gara: all'epoca dei rifornimenti di benzina, chi aveva una vettura relativamente più competitiva di altre che gli partivano davanti tendeva a partire strapieno di carburante, o per fare una sosta in meno, o per recuperare, a parità di pitstop, posizioni tramite overcut (che ai tempi non si chiamava ancora così). Nonostante Alonso si fosse qualificato nelle retrovie, fu scelto l'esatto contrario.
Questa è la ragione per cui tendo a credere che Alonso non sapesse. Se avesse saputo, sarebbe stato possibile farlo partire con la vettura strapiena di carburante e poi trovare una ragione per cui farlo rientrare appena prima dell'incidente i Piquet. Se per esempio Alonso avesse fatto qualcosa che portava a rovinare le gomme, oppure a simulare di averle rovinate, nessuno avrebbe potuto insinuare, a meno di non essere tacciato di essere un complottista, che il pitstop di Alonso prima di tutti gli altri fosse pianificato.

Venendo all'altra questione, la NASCAR insegna che è possibile condizionare un risultato innescando ad arte una safety car per consentire al proprio compagno di squadra un risultato che lo faccia entrare nei playoff, ma NASCAR e Formula 1 sono serie che viaggiano su binari diversi: per fare entrare la safety car su un ovale basta fermarsi, oppure rallentare in maniera consistente.
Su un circuito come Singapore, tuttavia, ostruire la pista potrebbe essere più facile che farlo laddove ci sono ampie vie di fuga, al punto da pensare che non fosse necessario un botto del genere.

Se è strano ipotizzare che una squadra abbia chiesto a un pilota di andare a sfracellarsi contro un muro di proposito (e che costui l'abbia fatto, invece di suggerire al proprio team principal una visita psichiatrica), è molto meno azzardato avanzare l'ipotesi che gli si possa avere chiesto di ostruire il tracciato in un modo diverso. A titolo di esempio: l'idea che possa essere stato chiesto a Piquet di girarsi di lato ad arte e che poi lui stesso abbia commesso un errore di valutazione nell'attuare quel proposito, mi sembra verosimile senza dovere scomodare la sanità mentale di nessuno.

Pensare di vincere era a mio parere difficile, ma meno di quanto possiamo pensare: quello che pare essere stato creato ad arte a Singapore era un copione che, in maniera genuina, era già noto. Era già accaduto, in un gran premio di quella stagione, che un incidente avvenuto prima che i piloti su una strategia a due soste si fermassero per la seconda neutralizzasse la gara andando a vantaggio proprio dell'unico pilota che, partito dalle retrovie, si era appena fermato per la sua unica sosta, consentendogli di guadagnare talmente tante posizioni, con l'ultima sosta altrui, da ritrovarsi prima in testa alla gara e poi, nel momento in cui contava, sul secondo gradino del podio.
La Renault aveva già appreso a proprio vantaggio quali potessero essere gli effetti positivi di una SC entrata in pista proprio nel momento più opportuno.
Un paio d'anni fa ho rivisto il gran premio di Germania 2008 e ho avuto l'impressione che quel podio colto di fortuna da Nelsinho Piquet sia stato proprio ciò che ha contribuito all'inizio della sua fine.

mercoledì 18 settembre 2019

Turbo cotto

[Parodia ispirata alla canzone "Turbo cocco" di Ghali]

L'ultimo mondiale nel 2006
Gli ho detto "il terzo" e mi ha risposto ok
Voglio bere tanto latte come Hunter-Reay
Tu mi hai gufato contro Kaiser e ora dove sei?
Dimmi dove sei, desaparecido
Se esce la noche esco con mi coche e poi mi ritiro

Il terzo mondiale caduto dalle scale
Cosa spingo a fare se mi vuole trollare
Me la sto facendo sotto, sarà questo turbo cotto
Che mette la GP2 in ginocchio
C'è Carlito che sta in Toro Rosso
E il mio motore si è rotto
Mi serve il teletrasporto, ahi ahi ahi
Non mi rendo conto, sarà questo turbo cotto

Ma il traguardo dove sta
Carlito mi adorerà
Un gran premio buono fa
Lo stesso di un estate fa
Tifa me e non suo papà
Quando vado alla Dakar
Ma Carlito sono qua
Solo per una visita
Grosjean ora sta alla Haas
Mi guarda e spinge sul gas
Io gli ho detto eh, va beh
Scappo quando siamo a Spa
Corro come Barrichello
Al volante di una B.A.R.
Lotto contro Jolyon Palmer
E gli urlo dietro un f*ck

Il terzo mondiale caduto dalle scale
Cosa spingo a fare se mi vuole trollare
Me la sto facendo sotto, sarà questo turbo cotto
Che mette la GP2 in ginocchio
C'è Carlito che sta in Toro Rosso
E il mio motore si è rotto
Mi serve il teletrasporto, ahi ahi ahi
Non mi rendo conto, sarà questo turbo cotto

Me la sto facendo so- oh oh oh oh
Oh oh oh oh, oh oh oh oh otra vez
Me la sto facendo so- oh oh oh oh
Oh oh oh oh, oh oh oh oh
Me la sto facendo sotto
Loco loco, Carlito, rompila, rompila
Como tu quieres Sainz, ah
Turbo cotto, turbo, oye GP dos
Acelera, ah ah, esta es una papaya loca


martedì 17 settembre 2019

BRDC British Formula 3: Clement Novalak vince il titolo

Il campionato di F3 britannica, iniziato lo scorso aprile, si è concluso in questo fine settimana, vedendo la vittoria del titolo da parte di Clement Novalak, che già nel 2018 aveva gareggiato seppure part-time in questo campionato.
Il campionato, di per sé, prevede una Gara 1 e una Gara 3 con normale qualifica, con in mezzo una Gara 2 con reverse grid completa, a condizione che i piloti abbiano ottenuto un giro più veloce che sta nel 103% del giro più veloce della gara, e che assegna punti anche per il numero di posizioni recuperate. Se avete capito bene, se non avete capito non è grave.
Curiosità, in questo campionato hanno gareggiato sia il cugino di Maldonado (quello dell'incendio nel box della Williams) sia il fratello di Ericsson.

OULTON - 21/22 Aprile
PODIO GARA 1: Novalak, Hoggard, Simmons
PODIO GARA 2: Federick, Verhagen, Maldonado
PODIO GARA 3: Hoggard, Novalak, Simmons

SNETTERTON - 18/19 Maggio
PODIO GARA 1: Hoggard, Novalak, Jewiss
PODIO GARA 2: Petersson, Pedersen, Frederick
PODIO GARA 3: Ericsson, Novalak, Frederick

SILVERSTONE - 8/9 Giugno
PODIO GARA 1: Novalak, Verhagen, Simmons
PODIO GARA 2: Pedersen, Hoggard, Ravishankar
PODIO GARA 3: Simmons, Hoggard, Frederik

DONINGTON - 22/23 Giugno
PODIO GARA 1: Hoggard, Simmons, Jewiss
PODIO GARA 2: Mason, Ravishankar, Maldonado
PODIO GARA 3: Hoggard, De Pauw, Chaimongkol

SPA-FRANCORCHAMPS - 20/21 Luglio
PODIO GARA 1: Frederick, Simmons, Maldonado
PODIO GARA 2: Varrone, Mason, Verhagen
PODIO GARA 3: Simmons, Novalak, Jewiss

BRANDS HATCH - 3/4 Agosto
PODIO GARA 1: Hoggard, Jewiss, Novalak
PODIO GARA 2: Azman, Simmons, Mason
PODIO GARA 3: Jewiss, Hoggard, De Pauw

SILVERSTONE - 17/18 Agosto
PODIO GARA 1: Chaimongkol, Jewiss, Hoggard
PODIO GARA 2: Maldonado, Varrone, Novalak
PODIO GARA 3: Simmons, Jewiss, Verhagen

DONINGTON - 14/15 Settembre
PODIO GARA 1: Hoggard, Jewiss, Maldonado
PODIO GARA 2: Azman, Simmons, Verhagen
PODIO GARA 3: Hoggard, Jewiss, Verhagen

CLASSIFICA PILOTI:
1. Clement Novalak (UK) - 505
2. Johnathan Hogghard (UK) - 482
3. Ayrton Simmons (UK) - 450
4. Kiern Jewiss (UK) - 438
5. Neil Verhagen (USA) - 357
6. Manuel Maldonado (Venezuela) - 348
7. Ulysse De Pauw (Belgio) - 329
8. Sasakorn Chamongkoi (Thailandia) - 314
9. Kaylen Frederick (USA) - 305
10. Hampus Ericsson (Svezia) - 284
11. Nazim Azman (Malesia) - 236
12. Joshua Mason (UK) - 229
13. Lucas Petersson (Svezia) - 206
14. Benjamin Pedersen (Danimarca) - 200 *
15. Pavan Ravishankar (Singapore) - 182
16. Kris Wright (USA) - 126
17. Nicolas Varrone (Argentina) - 109 **
18. Andreas Estner (Germania) - 41 **

* Pedersen ha saltato l'ultimo evento stagionale in quanto impegnato nella F3 Americas.

** Varrone e Estner sono stati piloti part-time, prendendo parte rispettivamente a tre e a due eventi.

lunedì 16 settembre 2019

F3 Americas 2019: Dakota Dickerson vince il titolo

In quest'ultimo weekend è terminato il campionato americano di Formula 3, la F3 Americas, che l'anno scorso contava al via un numero di vetture simile a quello di un certo storico gran premio ricordato ai tempi come "farsa di Indianapolis". Quest'anno la situazione è un po' migliorata, siamo arrivati da un minimo di dieci vetture a un massimo, nella maggior parte degli eventi, di tredici.

BARBER - 6/7 Aprile
PODIO GARA 1: Pedersen, Dickerson, Abel
PODIO GARA 2: Dickerson, Pedersen, Vaccaro

ROAD ATLANTA - 19/20 Aprile
PODIO GARA 1: Abel, Leguizamon, Dickerson
PODIO GARA 2: Abel, Locke, Holbrook
PODIO GARA 3: Dickerson, Leguizamon, Abel

PITTSBURG - 22/23 Giugno
PODIO GARA 1: Dickerson, Leguizamon, Abel
PODIO GARA 2: Dickerson, Leguizamon, Abel
PODIO GARA 3: Dickerson, Leguizamon, Lall

ALTON VIRGINIA - 27/28 Luglio
PODIO GARA 1: Pedersen, Soler-Obel, Dickerson
PODIO GARA 2: Pedersen, Soler-Obel, Lall
PODIO GARA 3: Soler-Obel, Pedersen, Lall

ROAD AMERICA - 23/24 Agosto
PODIO GARA 1: Roe, Soler-Obel, Southern
PODIO GARA 2: Pedersen, Dickerson, Soler-Obel

SEBRING - 14/15 Settembre
PODIO GARA 1: Pedersen, Abel, Soler-Obel
PODIO GARA 2: Pedersen, Dickerson, Southern
PODIO GARA 3: Pedersen, Dickerson, Abel

Protagonisti di questa stagione sono stati soprattutto Dakota Dickerson, statunitense campione 2018 della Formula 4 USA, e Benjamin Pedersen, pilota danese già attivo da diversi anni nelle serie minori open wheel americane, che tuttavia ha disputato solo quattro eventi su sei, saltando Road Atlanta e Pittsburg, facilitando le cose a Dickerson, che è stato proclamato campione già dopo Road America.

Come numero di vittorie, Pedersen ne ha ottenute più di Dickerson (sette contro cinque, per un totale di sedici gare).
Il part time Jacob Abel (USA) ha ottenuto due delle vittorie restanti, con Solar-Obel (Colombia) e James Roe (Irlanda) vincitori entrambi di una gara ciascuno.
Il colombiano si è classificato in terza posizione dopo un miglioramento notevole nei risultati nella seconda parte della stagione, seguito a breve distanza, in classifica, Abel e Roe. Si segnalano i buoni risultati, nei tre eventi da lui disputati, dell'argentino Baltazar Leguizamon, settimo in classifica alle spalle di John Paul Southern Jr (USA).

In questo campionato hanno gareggiato part-time anche due nostre conoscenze della W Series, Shea Holbrook, al via in tre eventi, e Megan Gilkes, al via in due.
Hanno gareggiato nello stesso team. Nell'unico evento disputato da entrambe, risultano essersi ritirate per incidente, lo stesso incidente, nella prima gara e DNS nelle due gare successive.
La Holbrook è ruscita anche a cogliere un podio, seppure favorito dalla squalifica di Austin Kaszuba, pilota part-time. Al traguardo era comunque arrivata al quarto posto, quindi le era andata di lusso rispetto alla W Series.

domenica 15 settembre 2019

Carissima Toro Rosso...

...in questo mio post non fingerò di essere ciò che non sono, non mi inventerò che sia stato amore a prima vista, né mi inventerò di averti amata più in passato rispetto a quanto mi renda conto di amarti adesso. Oggi come oggi sei la rappresentazione più totale di ciò che ammiro: i diseredati. Un tempo eri il team nel quale venivano piazzati i futuri talenti della Redbull, al giorno d'oggi sei il team in cui vengono piazzati i piloti scartati dalla Redbull. Sei il team al quale la Redbull dichiara di avere lasciato Kvyat perché una sua promozione in Redbull al posto di Gasly ti avrebbe deprivata del tuo pilota di punta: questa, sinceramente, è la scusa più pittoresca che io abbia mai sentito.

Non mi ricordo quel giorno del 2006 in cui Speed si classificò ottavo al traguardo, che all'epoca valeva l'ultimo punto, ma lo fece superando in corso d'opera Coulthard in regime di bandiere gialle e perse la posizione a calci nel cu*o.
Non me lo ricordo, ma ricordo quando Mazzoni lo raccontava in telecronaca, spiegando che, dopo la convocazione da parte dei commissari, Speed si mise a insultare sia Coulthard che i commissari stessi. Alla fine della giornata, ovviamente, la Toro Rosso doveva ancora ottenere il suo primo punto.
Ho deciso di non andare a controllare, di andare a memoria. Forse era l'Australia? Non saprei, a quei tempi non facevo per niente caso alla "Toro Rosso di Faenza".

Poi venne il 2(?) luglio 2006. Era il giorno di quel famoso gran premio degli Stati Uniti all'Indianapolis Road Circuit o come si chiama in cui ci fu una carambola in partenza che mise fuori gioco diverse vetture. Altre non coinvolte si auto-eliminarono in corso d'opera e restammo, a gara inoltrata, con appena dieci vetture, in pista. Le prime otto avrebbero visto l'aura della zona punti, ma nessuna Toro Rosso al momento era in zona punti.
Poi ci fu un duello epico per la penultima piazza tra Rosberg e Liuzzi, che venne vinto da quest'ultimo. Era nono. Quando una vettura davanti a lui si ritirò poco dopo - era una Toyota, direi - Liuzzi si ritrovò ottavo e ci rimase fino al traguardo. Ora, tralasciando il fatto che è pittoresco che su tutti i piloti giunti a punti tranne uno quello che non prese punti guidasse una Williams, cosa che potrebbe accadere anche al giorno d'oggi con una gara con un alto attrition rate, quel giorno era accaduto finalmente l'evento miracoloso.

Mi piacerebbe dire, mia carissima Toro Rosso di Faenza, che quel primo punto fu il primo di una lunga serie, ma non è così: eri sorta sulle ceneri della Minardi ed eri destinata a rimanere una sorta di Minardi, anche se con le vetture infinitamente più tamarre, in particolare quelle delle prime due stagioni.
Il 2007 iniziò come era finito il 2006: Minardi-style, anche se ti prestavo un po' più di attenzione di quanta ne prestassi in precedenza alla Minardi. Le cose non andavano per niente bene: mai una top-8, mai una gioia, il tutto mentre la Super Aguri portava a casa occasionali passaggi in Q3 e occasionali punti, quando Sato era nel massimo del suo splendore (purtroppo Davidson andava a caccia di marmotte, invece, se no anche lui avrebbe potuto avere una piccola gioia).

Poi venne il 30 settembre, il giorno in cui passasti dalle stalle alle stelle, poi di nuovo alle stalle, poi ancora alle stelle e, infine, alle stalle, immersi nel letame.
Era il giorno del gran premio del Giappone, quello sul circuito di Mount Fuji, che si doveva alternare con Suzuka ogni anno e in cui furono disputate due edizioni consecutive, poi il nulla cosmico. Era il gran premio in cui Hamilton sembrava già prossimo al titolo perché i suoi avversari erano dispersi in modo random o nelle vie di fuga o nelle retrovie, insomma, il giorno perfetto per gli outsider, quello in cui gente random poteva appropriarsi di posizioni di spessore. Infatti a un certo punto della gara Vettel era risalito in terza posizione.
Poi si ritirò per incidente, ma tutto sommato la giornata era ancora salva, dato che Liuzzi stava tagliando il traguardo in ottava piazza, che significava il primo punto della stagione.

La giornata non era affatto salva. In corso d'opera Liuzzi aveva superato una vettura in regime di bandiere gialle, peraltro compromettendosi per sorpassare nientemeno che la Spyker di Yamamoto, quindi venne penalizzato e, a rendere la situazione ancora peggiore, risalì in zona punti nientemeno che Sutil.
Ora, ho promesso sincerità e sarò sincera: vedere la Spyker ottenere un punto non era esattamente una cosa che mi dispiacesse, ma il lato negativo di tutto ciò era che, esclusa la McLaren che non prendeva punti per la classifica costruttori per la vicenda dello spy-gate, la Toro Rosso si trovava ultima in classifica e senza punti quando mancavano soltanto due gran premi alla fine della stagione.
Poi dal letame tornò alle stelle: sette giorni più tardi a Shanghai colse un doppio arrivo in zona punti, con Vettel quarto e Liuzzi sesto. Ricordo le foto delle celebrazioni del team, sembravano la Super Aguri il giorno del suo primo punto.

Iniziavo ad amare sempre di più i team "dei poveri" e la Super Aguri era al centro delle mie battute su quanto sarebbe stato epico vedere Sato vincere un gran premio. Poi fallì, niente più battute sulla Super Aguri, però rimanevano le battute sugli altri. Quando parlavo con la mia amica di Formula 1, oltre a vaneggiare su quanto sarebbe stato bello vedere piloti come Coulthard o Barrichello sul podio (accaddero entrambe le cose, con nostra soddisfazione, il nostro disappunto era tuttavia che non fosse accaduto a Ralf Schumacher l'nno precedente), parlavamo di quanto sarebbero state belle le gare con vincitori improbabili. Una volta scherzai a proposito di Vettel che vinceva una gara con la Toro Rosso... una settimana prima che succedesse.

Era il 14 settembre 2008, Vettel partiva dalla pole, Bourdais partiva dalla quarta posizione sulla griglia di partenza. A quei simpaticoni che al giorno d'oggi dicono che era una cosa normale perché la Toro Rosso era meglio della Redbull, piuttosto non era normale che non succedesse le altre volte, vorrei ricordare che sì, probabilmente con piloti migliori e più esperti la Toro Rosso avrebbe avuto risultati migliori, però era la Toro Rosso. Ha avuto sicuramente una certa coppiata migliore, diversi anni dopo, ma all'epoca Sainz e Verstappen erano troppo giovani anche per la Toro Rosso. Quella qualifica del 13 settembre era mooooolto meno scontata di quanto certa gente che ha iniziato a seguire la Formula 1 ieri sostiene.

Quel "Bourdais partiva dalla quarta posizione", purtroppo, è solo un eufemismo. Mentre la gara si apprestava a partire dietro safety car vidi con orrore che uno dei piloti della Toro Rosso era rimasto fermo. Fu vagamente consolatorio il fatto che quantomeno fosse quello che partiva quarto e non quello che partiva dalla pole. Purtroppo per lui la gara partiva dietro safety car, quindi invece di partire ultimo dalla corsia dei box a pieni giri, venne portato a spinta nella corsia dei box da cui partì ultimo e doppiato. Arrivò penultimo, davanti al solo Sutil, a ricordarci che anche le belle storie hanno il loro lato oscuro. In questo caso oscurissimo: il pluricampione di Champ Car, che andava incontro a sfortune random ogni volta in cui era in una posizione presentabile, arrivava nelle retrovie, girando su tempi abbastanza in linea con quelli del compagno di squadra, un ragazzino a cui non era ancora spuntata la barba che aveva raggiunto il culmine della propria carriera pre-F1 lottando per il titolo in Formula 3 europea senza vincerlo.

Niente da fare, Bourdais in Formula 1 fu un #MaiUnaGioia di proporzioni clamorose (penso che, quando si guarda allo specchio, ci veda Hartley riflesso), la sua stagione 2008 fu disastrosa in termini di punteggio, le uniche volte in cui poteva puntare a un risultato di un certo livello gli capitavano delle sfortune... e peraltro a metà 2009 fu appiedato in corso d'opera per mancanza di risultati... quando tutto sommato visti gli standard del 2008, non si può dire neanche che stesse andando tanto male nel confronto con Buemi.
Ero un po' meno legata al team dei poveri a quei tempi. La coppia pilota della mia età + pilota con gli occhiali mi attirava di più di quelle successive. Peraltro si era parlato di un ingaggio di Sato, che non si concretizzò in realtà, e la cosa mi deluse profondamente. Curiosità: secondo Wikipedia non ricordo in che lingua, Sato girò in un test proprio con la vettura con cui Vettel aveva vinto il gran premio d'Italia. Ammiro l'audacia della scuderia di Faenza: quella vettura io l'avrei messa in un museo, non l'avrei affidata al samurai errante.

Vennero Buemi e Alguersuari, vennero Ricciardo e Vergne, venne Kvyat, vennero Sainz e Verstappen, vennero Gasly e Hartley... nel corso di questi undici anni ogni tanto ho avuto l'illusione che qualcuno potesse dare alla "Toro Rosso di Faenza" la sua seconda vittoria un giorno. Verstappen e Gasly mi sembravano i candidati più probabili, ai tempi.
Non prendetemi per pazza, e nemmeno tu, carissima Toro Rosso, non prendermi per pazza. Sono undici anni che aspetto, senza mai avere rivisto la luce, se non quel giorno di luglio in cui Kvyat si è classificato terzo al gran premio di Germania. Quel giorno lì ho sentito concretamente, per la prima volta dopo tanto tempo, che è possibile che un giorno possa accadere di nuovo. Se fosse Kvyat sarei la persona più felice del mondo, credo, anche se penso che mi toccherà aspettare ancora molto a lungo e forse ci saranno nuovi piloti.

Quindi, per finire, carissima Toro Rosso, nel corso degli anni ti ho ignorata, amata, di nuovo ignorata e visto quello che ho provato per il podio di Kvyat penso di amarti più di quanto ti abbia mai amata in passato, al giorno d'oggi. Sappi che attenderò con pazienza di tornare di nuovo, almeno per un giorno, sul tetto del mondo, proprio come accadeva esattamente undici anni fa. L'ho visto accadere una volta, ormai so che non posso più definirla un'idea impossibile.


sabato 14 settembre 2019

RedF1GP

Carissimi lettori, ho deciso di scrivere questo post non per parlare di quello che sta succedendo in questi giorni nel mondo del motorsport (so che molti di voi sono in clima da "no racing weekend" ma sono certa che sarei in grado di trovare qualcosa di interessante, o non interessante, da scrivere, con un po' di impegno), ma per annunciarvi che ho una gemella segreta che scrive per un altro blog ospitato sempre sulla piattaforma blogspot...
...
...
...
...ah, no, scusate, mi sono sbagliata. Quella Milly Sunshine non è la mia gemella segreta, dato che, non essendo un pilota Ferrari non ho gemelle segrete, ma sono proprio io.

E' iniziata questa settimana la mia collaborazione con il blog RedF1GP, dopo essere stata contattata domenica sera da uno dei suoi autori.
Per quanto io scriva su questo blog da anni e anni, ormai (se avessi saputo che avrei continuato a scrivere così a lungo, probabilmente non l'avrei chiamato "Sunshine on Formula 1" ma gli avrei dato qualche altro nome, questo non significa che intenda cambiarlo, ormai mi sono affezionata anche al nome del kaiser - non Schumacher, l'unico Kaiser in cui credo è quello che si è qualificato ultimo il giorno del bump day!), non mi era mai capitato di collaborare con un blog gestito da altri, multi-autore. Avevo provato io, ai tempi di blogfree, di aprire un blog multi-autore, ma credo che siano andati pubblicati, in un anno e mezzo, qualcosa come uno o due post che non recassero il mio nome.

So che scrivere per quel blog sarà un'esperienza molto diversa dallo scrivere per questo blog (che ovviamente rimarrà attivo tale e quale a prima), che dovrò scrivere cose più serie di quelle che scrivo qui, che non potrò parlare di immaginarie riunioni di condominio a casa Verstappen, ma che dovrò offrire dei contenuti sensati, ma non è la prima volta che ci provo. Prima di rendermi conto che scrivere cronache delle gare non è una cosa che fa per me, perché contemplo l'esistenza anche di altri team oltre Ferrari, Mercedes e Redbull, era una cosa che facevo. Qui si tratta di applicare la serietà ad argomenti che non siano le cronache delle gare.

Oggi, 13 settembre 2019, giornata che mi fa pensare agli occhiali di Bourdeeeyyyyy perché non li aveva ancora persi in corso d'opera, è uscito su RedF1GP il mio primo intervento, che ho dedicato ad Alex Albon e al fatto che i suoi risultati in Redbull possano essere interpretati in diverso modo e che per il momento sia troppo presto per giudicarlo.
La redazione di RedF1GP ha linkato il mio post sul profilo facebook del blog e i lettori hanno replicato in tono piccato, dopo avere letto soltanto il titolo, osservando le stesse cose che io avevo scritto nell'articolo.
La vita di una motorsport blogger è dura, mooooolto dura. Si stava decisamente meglio quando c'erano Alesi e Berger in Ferrari, quando non c'era internet e...
...
...
...
...no, scherzo. Internet serve per seguire i tweet della Force India, per comunicare con gli altri appassionati di motori e per trasferirsi in Inghilterra, in Germania o in Spagna per seguire le gare sui canali televisivi di quelle nazioni (non promuovo l'uso dei siti di streaming, promuovo il teletrasporto).

Concludo specificando che spero che la mia collaborazione con RedF1GP sia una fonte di ispirazione per il mio futuro di blogger e che un giorno la gente vada oltre i titoli.
Potete visitare il blog con cui collaboro al seguente link: https://redf1gp.blogspot.com/

venerdì 13 settembre 2019

Monza 1999

12 settembre 1999 - non so che cosa stavo facendo, non ne ho la più pallida idea, considerando che erano i giorni che precedevano l'inizio della prima media, probabilmente invece di essere a casa mia a guardare il gran premio ero a casa della mia amica dell'epoca, quella che di lì a un paio di mesi avrebbe smesso di salutarmi perché, mentre lei aveva già le mestruazioni, io ero troppo "indietro" dato che non stava nemmeno lontanamente iniziando a spuntarmi il seno.
Molto probabilmente ero nel cortile della palazzina in cui abitava, magari con qualcuna delle ragazzine che abitavano nei dintorni, probabilmente impegnate a spettegolare sugli argomenti che a loro interessavano maggiormente: quali nostre coetanee avevano già le mestruazioni, quali avevano già le tette, quali fingevano di averle più grosse indossando il reggiseno imbottito, quali tra i nostri coetanei/e avevano fratelli o sorelle maggiori fidanzati/e, quali avevano fratelli o sorelle maggiori fumatori...

Non saprei dire quante domeniche ho sprecato così nel corso degli anni '90, probabilmente troppe. Però, tutto sommato, forse è stato meglio che io non abbia visto (o che non ricordi di avere visto) quella gara in diretta.
Era il gran premio d'Italia 1999 che in realtà oserei dire che non ho proprio mai visto (invece per fortuna ho visto quello successivo, il gloriosissimo GP d'Europa), vinto da Heinz Harald Frentzen, quello di cui si parlava in genere non per la sua carriera: era l'ex fidanzato di Corinna Schumacher, era il figlio del titolare di una ditta di pompe funebri, era figlio di madre spagnola...
...
...
...e in pratica tutti sapevamo i fatti privati di Frentzen, ma tendevamo a ignorarlo costantemente, anche quando incredibilmente lottava per il mondiale al volante di una Jordan che in realtà era una macchina niente male a quei tempi, ma che rendeva comunque la cosa molto più pittoresca.
Ricordo che nella pizzeria in cui andavo a pranzo quando passavo qualche giornata al mare con mio nonno e con i miei parenti, avevano bottiglie d'acqua la cui marca probabilmente era un suo sponsor, dove c'era un'etichetta con attaccata una piccola foto della Jordan e sotto la dicitura "Jordan Mugen Honda". Che emozione, peraltro: HHF lottava per il titolo, in qualche modo, al volante di una vettura motorizzata Honda, cose che al giorno d'oggi non accadranno mai. No, scherzo, mi ero dimenticata che la Redbull è motorizzata Honda e la darei per spacciata per gli anni futuri: è la Redbull, non certo la McLaren!

La vittoria di HHHHHHH è stata un effetto. La causa, il punto di partenza, è stata l'incidente di Mika Hakkinen, principale contendente al titolo, che all'epoca doveva vedersela con nientemeno che Eddie Irvine, che si apprestava nella stagione seguente a passare alla Jaguar e già vincitore di diversi titoli di maggiore playboy della Formula 1. In più amava camminare nelle scarpe Valleverde.
Fuori Hakkinen e poi le inquadrature lo andavano a cercare mentre scoppiava a piangere nella boscaglia che circonda il circuito di Monza, con la regia italiana che intendeva demolirlo, perché dopotutto non era una seconda guida della Ferrari in caso di vittoria (non che all'epoca ci fossero seconde guide che piangevano in caso di vittoria, in Ferrari, il trend sarebbe iniziato nel 2000), ma era il nemicohhhh della società e soprattutto come si permetteva? i finlandesi non hanno emozionihhhh!!11!!11!!!
Ricordo un momento successivo, nel corso dell'inverno, in cui ho appreso di quell'evento. Ero a casa dei miei zii, non ricordo se li eravamo andati a trovare sotto Natale o, siccome hanno cambiato casa più volte, se li fossimo andati a trovare perché avevano appena cambiato casa.
Io avevo undici anni, mio cugino ne aveva nove. Mentre i suoi genitori e i miei parlavano, noi sfogliavamo un giornale o una rivista che parlava di sport.
Mio cugino diceva di tifare Ferrari, mi faceva vedere la foto di Hakkinen in lacrime e ricordo di avere riso insieme a lui.
Fun fact, parecchi anni più tardi, una volta, penso alla festa di compleanno di un altro cugino che all'epoca non era neanche un pensiero lontano, qualcuno stava parlando del famoso sorpasso con Zonta in mezzo. Domanda di mio cugino, quello che prendeva per i fondelli Hakkinen: "ma Hakkinen era uno che correva ai tempi in cui Schumacher era giovane, giusto?"
Evidentemente il suo status di tifoso della Ferrari doveva essere cambiato nel corso degli anni.

Sono felice di non avere visto la diretta di quel GP d'Italia, perché a undici anni avrei sicuramente pensato cose di cui mi sarei pentita amaramente negli anni a venire.
Era l'epoca in cui vedevo tutto come bianco o nero, in cui c'era il Benehhhh Assolutohhhh e in cui c'era il Malehhhh Assolutohhhh, in cui un pilota veniva inquadrato in una categoria e l'altro veniva inquadrato nell'altra, peraltro in modo random.
A pensarci bene, all'epoca degli Schukkinen ce n'era uno che aveva la propensione a infilarsi di propria spontanea volontà dentro situazioni alquanto polemiche (incidenti con i rivali all'ultima gara della stagione compresi) e uno che se ne stava sempre ben lontano da qualsiasi polemica. Attribuire i ruoli in modo diverso forse sarebbe stato più coerente, anche se fosse stato per far passare Hakkinen come troppo "fesso" per uscire dagli schemi e per mettere su un piedistallo chi invece girava sempre su quel limite e a volte lo oltrepassava, pur di raggiungere il successo.

A vent'anni di distanza per me non è tutto bianco e nero e la mia essenza di "non tifosa" (lo so, ho detto più volte di avere un favorito, ma se alla fine la cosa che mi emoziona di più è vedere la Toro Rosso ad arrivare a podio al punto da fregarmene di tutto quello che le succede intorno, allora forse ero più legata all'idea di tifare qualcuno che tifosa) mi porta a cercare spesso di vedere le situazioni da molte diverse sfaccettature. Però una cosa l'ho notata, ovvero che per molti è ancora tutto bianco o nero, forse addirittura in modo più confusionario che a quei tempi, in cui tutto era ben definito e in cui il massimo problema era quello di non riuscire ad appioppare un ruolo a Frentzen. Dopotutto Frentzen non doveva essere per forza il bene o il male, poteva essere anche semplicemente una figura di contorno, che è quello che si è rivelato effettivamente più ci si avviava verso la fine della stagione.

giovedì 12 settembre 2019

W Series & Katherine Legge, gli opposti che si attraggono

È passato relativamente poco tempo da quando è finito il campionato della W Series, ma i preparativi per il prossimo campionato sono già in corso.
Giusto per rinfrescarvi le idee, le cose andranno più o meno così:
- delle venti protagoniste della stagione 2019, le prime dodici in classifica hanno l'accesso garantito alla stagione 2020;
- nessuna delle prime dodici classificate pare avere rinunciato alla propria partecipazione, quindi rimangono sei/otto posti in griglia a meno che non vengano incrementati;
- al momento attuale si parla di venti vetture, non è ancora chiaro se si intende che saranno in venti al via di ogni gara oppure che saranno diciotto con due riserve;
- alle ultime otto classificate non è preclusa al cento per cento la possibilità di prendere parte all'edizione 2020, ma dovranno battere la concorrenza delle nuove candidate;
- ci sarà un test comparativo tra le nuove candidate e alcune ragazze che hanno gareggiato nel 2019.

Quest'ultimo punto è al momento più chiaro: Beitske Visser e Miki Koyama prenderanno parte, il prossimo weekend, a un test al quale saranno presenti anche quattordici nuove ragazze.
Queste quattordici nuove ragazze sono state valutate su un totale di circa una quarantina, pare tramite test al simulatore, e scenderanno in pista al volante di vetture come quelle con cui viene disputato il campionato.
Al momento attuale non è particolarmente chiaro quante ne passeranno, probabilmente dipenderà da come va il test.
Sono stati annunciati i nomi delle partecipanti al test e saranno (elencate in ordine alfabetico):
- Ayla Agren - Norvegia
- Courtney Crone - Stati Uniti
- Abbie Eaton - Regno Unito
- Belen Garcia - Spagna
- Michelle Gatting - Danimarca
- Hanna Grisham - Stati Uniti
- Chelsea Herbert - Nuova Zelanda
- Anna Inotsume - Giappone
- Gabriela Jilkova - Repubblica Ceca
- Katherine Legge - Regno Unito
- Nerea Martì - Spagna
- Abbie Munro - Gran Bretagna
- Irina Sidorkova - Russia
- Bruna Tomaselli - Brasile

C'è un nome, tra questi, che mi ha fatto spalancare gli occhi per lo stupore. Al momento, comunque, non ci darei peso, è il caso di parlare, per prima cosa, delle "altre", in modo da dare un'idea di chi siano:
- AGREEN e TOMASELLI: le due vengono dalle serie minori americane Road to Indy, la Agreen ha gareggiato in USF2000 alcuni anni fa dopo avere vinto un campionato di livello più basso ma ora non gareggia per assenza di sponsor, la Tomaselli gareggia in USF2000 al momento, entrambe erano state scartate nella selezione in stile Race of Champions sulla neve dell'edizione 2019;
- GATTING: ha un passato molto lontano nella Formula Ford danese (la serie che al giorno d'oggi è diventata F5 e corre insieme alla F4, credo), con esperienze successive in GT ed endurance, elencata tra le candidate 2019, non era presente al test lo scorso anno;
- GARCIA, MARTI', SIDORKOVA: provenienti dalla Formula 4 spagnola, con quest'ultima che ha gareggiato anche nella F4 SMP (il campionato russo, quello in cui solo i russi prendono punti e i finlandesi non prendono punti, ma non fa niente perché tanto il figlio di Salo arriva sempre ultimo), i risultati delle tre non sembrano particolarmente esaltanti, anche se il duo Garcia/Martì ha ottenuto a inizio stagione una "doppietta" dopo la penalizzazione di tutti gli altri piloti presenti in pista;
- MUNRO e GRISHAM: probabilmente le più giovani, sembra che siano entrambe delle kartiste, anche se la Munro si appresta a debuttare nella Formula 4 britannica;
- EATON: pilota di GT, è conosciuta per avere preso parte in qualità di tester a programmi televisivi in cui venivano testate auto;
- CRONE: l'homepage del suo profilo twitter sembra qualificarla come pilota di motociclismo, in realtà gareggia anche sulle midget car e sembra avere preso parte a un test su open wheel Road to Indy;
- HERBERT e JILKOVA: queste due gareggiano prevalentemente a livello nazionale, l'una in Nuova Zelanda, l'altra in Repubblica Ceca, anche se la Jilkova pare avere gareggiato in qualche momento della sua carriera e occasionalmente in una sotto-categoria della Formula Renault;
- INOTSUME: è difficile recuperare qualche informazione su di lei e il suo profilo twitter è scritto a ideogrammi, esistono foto che la ritraggono al volante di vetture open-wheel;
- LEGGE: questa credo che la conosciate tutti... o almeno dovreste, ed è la sua presenza a suscitarmi un po' di perplessità.

Prima che mi si accusi di "ageism", non me ne frega proprio un fico secco del fatto che Katherine Legge abbia la stessa età di Jenson Button e che, se dovesse prendere parte al campionato 2020, lo farebbe all'età di quarant'anni.
Quello che salta all'occhio è piuttosto che la W Series sia un campionato che ha l'obiettivo di far progredire ragazze verso la Formula 3 o la Formula 2, aiutandole tramite visibilità a trovare degli sponsor.
In più, la W Series è un campionato di Formula 3 e c'è chi dice che le vetture siano una sorta di "ibrido" tra Formula 3 e Formula 4. Dovrebbe essere un campionato per ragazze che vengono dalle Formula 3 e Formula 4 nazionali o addirittura che non hanno mai gareggiato in campionati open-wheel.
Katherine Legge ha corso in Champ Car negli ultimi anni dello split e poi in Indycar. Ha gareggiato nel DTM e in Formula E, attualmente gareggia nell'IMSA...
Insomma, se la Legge fosse un uomo, a nessuno verrebbe in mente di vederla come una ragazza alle prime armi, piuttosto verrebbe vista come un vecchio pensionato che, dopo le open-wheel, si è riciclato in un'altra serie.

Al momento attuale non mi risulta per niente chiaro quale sia l'obiettivo della Legge e della W Series.
Tuttavia posso provare a immaginare tre scenari alternativi:
1) la Legge ha deciso di diventare una sorta di testimonial della W Series, oppure una tester, oppure una driver coach o qualsiasi altra cosa che le permetta di avere un ruolo di "guida" ma che non abbia l'obiettivo finale di farla gareggiare;
2) la Legge intende gareggiare in questa serie e, in questo modo, gli obiettivi della W Series verranno almeno in parte messi da parte;
3) la Legge intende gareggiare in questa serie e, nel caso non si riveli palesemente superiore alla concorrenza, verrà utilizzata come veicolo promozionale, per dare l'immagine delle ragazze della W Series che gareggiano ad armi pari con un'ex pilota di Indycar, in modo che sia difficile per gli scettici continuare ad affermare che le ragazze della W Series sono tutte senza talento, perché la Legge in Indycar non sarà stata un fenomeno, ma non era al di sotto della media di quelli, uomini compresi, che non sono fenomeni.