domenica 30 aprile 2023

Formula 1 2023: #4 Gran Premio Azerbaijan - il commento del lunedì (anche se è solo domenica sera)

Buonasera a tutti, carissimi lettori, oggi ho voluto stupirvi e guess what, il "commento del lunedì" esce in realtà la domenica sera, non perché fossi più ispirata del solito, ma perché ho deciso comunque di lavorarci su, facendo in primo luogo i miei vivi complimenti alla direzione gara: tra sabato e domenica hanno avuto due gare, lo ripeto DUE GARE, a disposizione per inventarsi bandiere rosse, applicare penalità non previste dal regolamento o annullare giri di gara già percorsi e non hanno fatto nessuna di queste cose.
Chiaramente a Baku non è stato tutto rose e fiori, il format era discutibile e di fatto la gara non è stata di quelle più movimentate (le gare, in realtà), con i sorpassi con il DRS molto prevedibili nel caso della Redbull e la mancanza di ogni possibilità di difesa per chi subisce il sorpasso, altrimenti quasi impossibili anche con il DRS in caso di performance simili. Però nulla di quanto ha reso questo weekend non particolarmente godibile è imputabile ad azioni scellerate di direttore di gara o commissari, né a distanza di ore ci stiamo particolarmente ammorbando per quanto accaduto, al di là delle lamentele di routine. Inoltre abbiamo un risultato ufficiale, nessun riesame con analisi di Chandhok come prova, nessuna polemica in sospeso, e la principale occasione persa è stata il non ripetersi di un team radio alla "there's a dear"/ "oh dear" quando un "there's a cat" pronunciato da Leclerc durante la sprint alla comparsa di un gatto nero è stato sottotitolato come "there's a cut" dalla regia internazionale.
Adesso però basta con premesse e preamboli, passiamo alle cose serie, quindi vi propongo le cronache che ho pubblicato sul forum F1 Grand Chelem, dopodiché le riflessioni della giornata.

CRONACA SPRINT (sabato) - il weekend dell'Azerbaijan viene preceduto, soltanto martedì, da una votazione all'unanimità per cambiare il format dei fine settimana con gara sprint al sabato. A Baku si scende in pista per una sola sessione di prove libere al venerdì mattina, seguita da una sessione di qualifiche del tutto normale al venerdì pomeriggio, come la classica qualifica del sabato. Questa qualifica, nella quale Charles Leclerc ottiene a sorpresa la pole position davanti alle Redbull, dopo interruzioni per incidenti vari e l'uscita di George Russell dopo la Q2, stabilirà la griglia della gara di domenica. Pertanto per il momento mettiamola da parte e passiamo a parlare della giornata di sabato, in cui la sprint diviene di fatto una gara a sé stante, con una sua apposita qualifica la mattina stessa, denominata Sprint Shootout, con il format Q1/ Q2/ Q3 ma più brevi dello standard e l'obbligo di usare gomme medium nelle prime due manche e le soft nella seconda (con Yuki Tsunoda e Lando Norris che però non hanno più soft a disposizione - dei due il solo Norris giunge alla Q3 e infatti non può scendere in pista).
Leclerc ottiene nuovamente la pole position - nonostante finisca a muro all'ultimo tentativo - davanti alle Redbull di Perez e Verstappen, seguono Russell, Sainz, Hamilton, Albon, Alonso, Stroll e, appunto, Norris tra i primi dieci. In Q2 erano usciti invece Piastri, Hulkenberg, Ocon, Magnussen e, senza tempo, Sargeant autore di un incidente in Q1, sessione in cui aveva comunque battuto Zhou, Bottas, Tsunoda, Gasly e De Vries. Ocon parte dalla pitlane per modifiche in parc fermé (quindi dalla pitlane in entrambe le gare) e Sargeant non parte proprio in quanto la sua entry viene ritirata dalla sprint per i danni riportati dalla vettura.

Al via della gara (totale 17 giri) i primi due rimangono invariari, mentre George Russell attacca Max Verstappen, tra i due c'è un duello con vari lievi contatti e Russell che si prende la terza posizione, mentre Verstappen sfiora il muretto, ritrovandosi ad accodarsi al quarto posto. Dopo appena un giro, nel frattempo, c'è una ruota vagante persa da Tsunoda dopo essere andato a sbattere: la decisione di mettere la virtual safety car è piuttosto lenta e nel frattempo mentre Yuki giunge ai box a passo da lumaca. Per ripulire la pista viene messa a scoppio ritardato anche la safety car, mentre Tsunoda viene rimesso in gara nonostante l'auto fatichi a stare in strada, infatti sarà costretto poco dopo al ritiro.
È il 6° giro quando si riparte e a Perez basta attendere la possibilità di usare il DRS per portarsi in testa con un sorpasso facile su Leclerc, il quale tuttavia gli rimane a poca distanza, mentre si avvicina anche Verstappen, terzo fin dal restart quando ha superato Russell (i due al parc fermé verranno inquadrati brevemente discutere del contatto iniziale e Verstappen si rivolgerà a Russell chiamandolo "testa di c..."). Il terzetto di testa rimarrà molto vicino finché nei giri finali Leclerc non avrà un crollo di tempi, rallentando anche Verstappen - con un notevole danno alla vettura - e permettendo a Perez di scappare via.
La zona punti (i primi otto) prosegue con Russell, Sainz, Alonso, Hamilton e Stroll, con Alonso che ha guadagnato la posizione su Hamilton in occasione del restart - in un duello con lui e con Sainz, quest'ultimo verrà poi criticato via stampa da Alonso che lo accuserà di avere cercato di mandarlo a muro - e Stroll che ha superato Albon per l'ottava piazza.
Guardando oltre, la gara è in certi momenti piuttosto movimentata nelle retrovie, dove alcuni piloti hanno anche tentato di partire sulle soft (Norris e Bottas) per poi fare una sosta in corso d'opera (Ocon ne ha fatte invece due, una per passare da medium a soft in regime di safety car e una a gara inoltrata). Tuttavia ciò è avvenuto per un motivo che contrasta con quello che dovrebbe essere la ragione di esistere della sprint, infatti molti team che non potevano puntare alla zona punti (assegnati come 8/ 7/ 6/ 5/ 4/ 3/ 2/ 1) hanno sopperito alla quasi mancanza di prove libere (la sessione di venerdì è stata ridotta anche da bandiere rosse) utilizzando questa gara come test.

RISULTATO SPRINT: Perez, Leclerc, Verstappen, Russell, Sainz, Alonso, Hamilton, Stroll, Albon, Piastri, Magnussen, Zhou, Gasly, De Vries, Hulkenberg, Bottas, Norris, Ocon.

CRONACA MAIN RACE (venerdì e domenica) - facendo quel passo indietro già anticipato, la qualifica del venerdì pomeriggio ha visto vari problemi in Q1, con incidenti di Nyck De Vries e Pierre Gasly, che hanno provocato bandiere rosse, così come problemi per Kevin Magnussen costretto a fermarsi prima della fine della manche. In seguito le principali sorprese sono state l'uscita di scena di George Russell, primo degli esclusi in Q2 per soli quattro millesimi di gap dal compagno di squadra Lewis Hamilton e la pole position di Charles Leclerc, che ha messo dietro di sé le Redbull.
Se un tempo Checo Perez, vincitore della sprint, avrebbe avuto la pole della gara della domenica, fosse essa considerata pole dal punto di vista statistico o meno, non è così nell'A.D. 2023 (dove per A.D. si intende Anno di Domenicali), adesso deve accontentarsi del terzo posto che ha rimediato nella qualifica del venerdì, alle spalle del compagno di squadra Verstappen. Seguono dal quarto posto in poi Sainz, Hamilton, Alonso, Tsunoda, Norris, Stroll e Piastri a completare i primi dieci, poi Russell, Albon, Bottas, Sargeant, Zhou, Magnussen, Gasly e De Vries a completare le prime nove file. Venerdì Ocon e Hulkenberg si sono qualificati rispettivamente in dodicesima e diciassettesima posizione, ma entrambi partono dalla pitlane per modifiche di parco chiuso, quelle già note nel caso di Ocon, avvenute invece dopo la sprint per quanto riguarda il pilota della Haas.

La partenza della gara domenicale (51 giri) è tranquilla davanti con le posizioni pressoché invariate: i primi sei rimangono tali mentre Stroll, Norris, Russell e Tsunoda completano al momento i primi dieci. Nelle retrovie c'è un po' di ingorgo e pare un lieve contatto tra Magnussen e Bottas, ma non ci sono particolari danni sulle vetture. Leclerc frattanto prosegue in testa, ma non a lungo, ancora una volta appena viene data la possibilità di attivare il DRS è tutto piuttosto scontato: poco dopo Verstappen passa in testa senza difficoltà e pochi giri più tardi è la volta anche di Perez.
Tra i piloti dei top team il primo a rientrare ai box è Hamilton al 10° giro per passare da medium a hard. Pochi istanti più tardi De Vries sbatte ed è fermo, ma Verstappen, che aveva un vantaggio inferiore al secondo su Perez, viene chiamato ai box proprio in quei frangenti, di fatto l'entrata della safety car favorisce chi ancora non si è fermato: Perez e Leclerc escono dai box davanti a Verstappen che adesso precede Sainz, Alonso, Russell, Stroll, Ocon (che non si è fermato essendo partito sulle hard), Hulkenberg (idem) e Hamilton a completare i primi dieci.
Le posizioni iniziano a cambiare subito al restart: Verstappen recupera agevolmente la posizione su Leclerc, Alonso sorprende Sainz piazzandosi quarto, Hamilton risale prima alle spalle di Russell e poi lo supera portandosi settimo dietro a Stroll, che supererà al 20° giro approfittando del fatto che Stroll vada largo in una via di fuga. Russell si porta negli scarichi di Stroll, ma non riesce a passarlo, allo stesso modo anche Hamilton si trova per un certo momento in zona DRS dietro a Sainz senza tuttavia avvicinarsi a sufficienza da superarlo.
La gara prosegue senza troppe emozioni, con i piloti Redbull inizialmente separati da circa 1,3/1,4. Il gap sale a oltre due secondi dopo una sbavatura di Verstappen, per poi aumentare a gara più avanzata, quando sembra ormai chiaro che con le hard si possono percorrere una quarantina di giri. Si scoprirà addirittura che si può percorrere l'intera gara sulle stesse hard, con Hulkenberg e Ocon che attendono invano una safety car, rientrando quando mancano rispettivamente due e un giro, nel caso di Ocon trovandosi uno stuolo di fotografi all'entrata della pitlane. I due usciranno nelle retrovie, nel caso di Hulkenberg battendo il solo Bottas, ultimo in un weekend da dimenticare per l'Alfa Romeo (Zhou neanche finisce la gara, ritirato ai box per un guasto).
I primi quattro battagliano per il giro veloce, che porterà a casa però Russell con un pitstop extra a due giri dalla fine, mentre Hamilton a più riprese passa dei tratti di gara in zona DRS di Sainz senza tuttavia riuscire ad avvicinarsi abbastanza da tentare un sorpasso, problema che sembra molto comune in generale anche nelle retrovie. /// MILLY SUNSHINE(C) per F1 Grand Chelem forum.

RISULTATO: 1. Sergio Perez (Redbull), 2. Max Verstappen (Redbull), 3. Charles Leclerc (Ferrari), 4. Fernando Alonso (Aston Martin), 5. Carlos Sainz (Ferrari), 6. Lewis Hamilton (Mercedes), 7. Lance Stroll (Aston Martin), 8. George Russell (Mercedes), 9. Lando Norris (McLaren), 10. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 11. Oscar Piastri (McLaren), 12. Alex Albon (Williams), 13. Kevin Magnussen (Haas) 14. Pierre Gasly (Alpine), 15. Esteban Ocon (Alpine), 16. Logan Sargeant (Williams), 17. Nico Hulkenberg (Haas), 18. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), Rit. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), Rit. Nyck De Vries (Alpha Tauri).

RIFLESSIONI POST-GARA: oggi non ho molta voglia di trollare, quindi mi soffermerei su una riflessione seria, ovvero che il fanbase continua a sembrarmi sempre un po' tendente al delirante e soggettoni che una volta sarebbero sembrati discutibili anche su Answers Yahoo adesso sono degli influencer. Ho visto polemiche tra tifosi di piloti in polemica anche peggio di quelle tra i piloti stessi, così come ho visto polemiche tra tifosi non in polemica tra di loro, un po' come se fare caciara fosse un must a cui non si può venire meno. Mi sembra che non si faccia altro che degenerare, non solo quando succede qualcosa di polemico, ma anche quando ci sono gare abbastanza piatte.
Per il resto nel fanbase italiano vedo molte persone che si limitano a ripetere le stesse cose che dice il Vanz in telecronaca, ma non solo dai vanziniani convinti. La mia impressione è che anche i non vanziniani si lascino molto influenzare dalle sue affermazioni e dal fatto che difficilmente in telecronaca vengano fatte considerazioni più profonde del "woah, mai visto questo" di Gené. Comunque ogni tanto capita anche qualcosa di positivo. Quando giunto ormai il momento del podio il Vanz si è ricordato che oggi è l'anniversario di morte di Roland Ratzenberger, non l'ha definito "pilota amatoriale".




sabato 29 aprile 2023

GP Spagna, 29.04.1973: la 50^ vittoria della Lotus

Carissimi lettori, oggi è il 29 aprile 2023, quindi il cinquantesimo anniversario di un gran premio di cui ho trovato solo un highlight di tre minuti e mezzo. La location era Montjuic e Ronnie Peterson, su Lotus, è partito dalla pole position davanti alla McLaren di Denny Hulme e alle Tyrrell di François Cevert e Jackie Stewart, con il pilota scozzese che tempo un paio di giri e si è portato in seconda posizione, finendo tuttavia per perdere a poco a poco terreno nei confronti di Peterson. Hulme frattanto ha trascorso la prima parte di gara in terza posizione, seguito da Cevert e dalla Lotus di Emerson Fittipaldi, i tre tutti piuttosto vicini. Questo duello, comunque, è svanito presto in nulla: Hulme ha dovuto effettuare una sosta ai box, Cevert ha avuto una foratura e a sua volta ha dovuto passare per la pitlane. I due si sono ritrovati piuttosto arretrati e a gara inoltrata Hulme è stato anche costretto a rientrare ai box un'altra volta, precipitando ancora di più nelle retrovie.

Abbiamo lasciato le due Lotus 1/3 e a due terzi di gara o giù di lì si sono ritrovate 1/2, seppure con un gap abissale tra Peterson e Fittipaldi, a causa del ritiro di Stewart, dovuto a un problema tecnico, nello specifico un guasto ai freni. Peterson, tuttavia, non era destinato a proseguire molto, dopo quel momento, e infatti si è ritrovato a ritirarsi a causa di un problema al cambio.
Anche E.Fittipaldi, comunque, non se la passava proprio benissimo, sembrava avere una slow puncture e Carlos Reutemann su Brabham si avvicinava progressivamente, ma è stato messo fuori gioco da un guasto alla trasmissione. Il suo ritiro ha fatto sì che risalisse in seconda posizione Cevert, il quale dopo la foratura e l'essersi ritrovato nelle retrovie aveva recuperato una grande quantità di posizioni, ma non ha recuperato abbastanza per raggiungere Fittipaldi, dal quale era staccato 40+ secondi al traguardo.

George Follmer ha ottenuto la terza posizione, il primo podio della Shadow al solo secondo gran premio disputato, nonché quello che sarebbe rimasto il suo unico podio in Formula 1. È stato l'ultimo pilota a pieni giri, già dal quarto classificato, Peter Revson su McLaren, erano tutti doppiati. A proposito di McLaren, Hulme è riuscito a procacciarsi un punto, giungendo sesto alle spalle della BRM di Jean-Pierre Beltoise.
La gara ha avuto un elevato attrition rate, con solo dodici vetture classificate. Fuori dalla zona punti c'erano le March di Mike Beuttler e Henri Pescarolo, la BRM di Clay Regazzoni, la Brabham di Wilson Fittipaldi, la Iso Marlboro di Nanni Galli e infine la Ferrari di Jacky Ickx, l'unica Ferrari presente a questo gran premio (Arturo Merzario era al momento a piedi), da tempo nelle retrovie per un problema ai freni. Va da sé, quindi, che si trattava di una gara falsata! ;-)

La Ferrari ha schierato una sola vettura anche al gran premio seguente, quello del Belgio, evento di casa di Ickx. La location era Zolder - che alla sua prima apparizione nel mondiale sfoggiava un asfalto che si degradava e provocava problemi - e ancora una volta ho trovato un video di appena tre minuti e mezzo, più che sufficienti per scoprire che anche questa gara era falsata: stavolta Ickx si è ritirato per un guasto dopo pochi giri. Prima di rientrare ai box ha sparso olio per la pista e Hulme ci è incappato finendo in testacoda e perdendo posizioni.
Ancora una volta Peterson era partito dalla pole, ma stavolta Cevert è andato in testa quasi subito, mentre Reutemann, terzo dopo il ritiro di Ickx, è stato a sua volta costretto al ritiro lasciando la terza piazza a E.Fittipaldi inseguito da Stewart, con i due che hanno raggiunto e superato Peterson appropriandosi della seconda e della terza piazza, per poi ritrovarsi a lottare per la prima posizione quando Cevert si è levato momentaneamente di mezzo.

Il pilota francese è infatti finito in testacoda perdendo diverse posizioni, mentre il compagno di squadra Stewart usciva vincente dal duello con Fittipaldi e la Tyrrell si ritrovava di nuovo con una vettura in testa. Il ritiro di Peterson (o meglio, la perdita di posizioni antecedente al suo ritiro), un testacoda di Revson quando era terzo e in realtà anche una precedente rimonta hanno finito per riportare Cevert in zona podio, adesso terzo.
Fittipaldi ha dovuto rallentare per un problema di consumo della benzina e per non restare a piedi anzitempo ha dovuto lasciare per strada la seconda piazza, con la Tyrrell che ha fatto doppietta in una gara con sole undici vetture al traguardo e vari guasti e problemi dovuti anche all'asfalto. Andrea De Adamich (Brabham) ha battuto frattanto Niki Lauda (BRM) per la quarta piazza mentre il secondo posto è andato a Chris Amon (Tecno) dopo il ritiro di Jean-Pierre Jarier (March) e anche quello di Clay Regazzoni che aveva da poco superato lo stesso Amon.

PS. Il gran premio successivo è stato quello di Montecarlo, che già raccontato in passato (indicativamente dicembre 2021) vinto da Jackie Stewart.


giovedì 27 aprile 2023

GP Germania e Austria 1971: Stewart viaggia verso il titolo

Carissimi lettori, oggi 27 aprile 2023 vi parlo a random del GP di Germania 1971... o almeno è quello che credete voi, perché ci sarà una ragione per cui ve ne parlo proprio oggi. Siamo sempre nell'ambito "compleanni dei piloti" e vi informo, in modo totalmente slegato da questo post, che ieri è stato il compleanno di Daniil Kvyat. Oggi è il compleanno invece di un personaggio in qualche modo associato a Kvyat e, visto il fatto che uno compie gli anni il 26 e uno il 27, oserei suggerire ai due di festeggiare insieme, come sicuramente avranno fatto in molte occasioni in passato!

Al Nurburgring nel 1971 Jackie Stewart partiva dalla pole position, davanti a Jacky Ickx, il quale tuttavia è passato in testa allo scattare della gara, disponibile in un video di extended highlights su Youtube, il quale in prevalenza immagini difficili da contestualizzare e scorci dall'altro, perché il vecchio Nurburgring aveva il suo fascino, ma la regia dei primi anni '70 non vi rendeva molto onore.
Tornando a noi, abbiamo lasciato la Ferrari di Ickx ma non c'è rimasta a lungo, con la Tyrrell di Stewart presto al comando e, a peggiorare la situazione, il ferrarista è anche finito in testacoda andando a sbattere contro le barriere. La seconda piazza sarebbe andata a quel punto nelle mani di Clay Regazzoni, se questo non fosse a sua volta finito in testacoda, senza però gravi conseguenze, se non la perdita di una posizione a vantaggio della BRM di Jo Siffert, il quale però in seguito sarà costretto al ritiro.
Regazzoni è tornato così secondo, posizione che era destinato a perdere superato più avanti da François Cevert che, classificandosi secondo, ha completato la doppietta Tyrrell. Clay è giunto sul gradino più basso del podio, mentre Mario Andretti sulla terza Ferrari è giunto al quarto posto, con Ronnie Peterson (March) e Tim Schenken (Brabham) a completare la zona punti.

Veniamo ora al compleanno del giorno, perché in questa occasione era nell'elenco degli iscritti un esordiente che, nato il 27 aprile 1943, oggi compie ottant'anni, una parte dei quali spesi a declamare perle di saggezza di dubbio gusto, quasi potremmo definirle sparate. Nello specifico avrebbe dovuto prendere parte al gran premio su una McLaren del team cliente Equipe Bonnier, come compagno di squadra di Jo Bonnier.
Nello specifico, mi riferisco a questo signore qui:


Lo riconoscete...?
Esatto, è Helmut Marko, assente dal GP di Germania perché in effetti il team per il quale doveva gareggiare non aveva a disposizione una seconda monoposto al momento. Il suo debutto, tuttavia, non ha tardato ad arrivare e la foto qui sopra è uno screenshot di un video con la sintesi del GP successivo, quello d'Austria disputato a Zeltweg, sintesi di otto minuti, di cui all'incirca uno dedicato effettivamente alla gara. Marko ha debuttato con la BRM sponsorizzata Yardley, con cui ha disputato la parte finale della stagione. Nel 1972 avrebbe corso sempre per BRM, ma sponsorizzata Marlboro.

Qualificato 17°, ha chiuso la gara 11°, ma non siamo qui per parlare della gara di Marko, non per altro, ma perché in un video di un minuto avrebbero mai potuto parlare della sua gara?
Mi pare scontato che si dia più peso a chi era partito dalla pole si trovava in testa alla gara, ovvero Siffert che precedeva Stewart che non riusciva a stare al passo del leader per qualche problema alla monoposto, tanto che è stato in seguito superato dal compagno di squadra Cevert, in precedenza protagonista di un duello con Regazzoni terminato a causa di un incidente del ferrarista.
La gara di Stewart è poi terminata anzitempo, quando si è staccata una ruota, non il modo migliore di festeggiare il titolo aritmeticamente conquistato. Nessuna Tyrrell ha visto la bandiera a scacchi, Cevert si è ritirato per un guasto al motore. Neanche Siffert se la passava molto bene, a causa di una foratura lenta ha visto Emerson Fittipaldi (Lotus) avvicinarsi pericolosamente, ma alla fine il pilota BRM ha portato a casa la posizione, con Emmo secondo e Tim Schenken terzo, suo unico podio in Formula 1. La zona punti è stata completata da Reine Wisell (Lotus), Graham Hill (Brabham) e Henri Pescarolo (March).


mercoledì 26 aprile 2023

Canada/ USA/ Messico 1970: finale di stagione oltreoceano

Buongiorno a tutti, miei cari lettori, oggi è il 26 aprile 2023 e la scelta sul gran premio vintage che volevo raccontarvi oggi è dettata proprio dalla data, poi vi spiegherò perché. Tuttavia, trattandosi di un gran premio del 1970 avvenuto nel continente americano, esiste un video di appena un minuto e mezzo, così come di quello precedente e quello successivo. Quindi invece di narrarvi il solo GP degli Stati Uniti (quello ci interessa per una piccola curiosità statistica abbastanza slegata dal gran premio stesso) ecco che vi parlo della tripletta Canada/ Stati Uniti/ Messico. Specifico inoltre, a scanso di equivoci che non era un momento allegro per la storia della Formula 1, che veniva dal gran premio di Monza, nelle cui qualifiche era avvenuto l'incidente mortale di Jochen Rindt, leader della classifica che poi sarebbe diventato campione del mondo postumo. Erano passate solo due settimane dal GP d'Italia, nel quale tra l'altro Regazzoni aveva ottenuto la sua prima vittoria in Formula 1. E della prima vittoria di Regazzoni in Formula 1 prima o poi ve ne parlerò, perché ho notato un retroscena interessante. Non so ancora quando ve ne parlerò, ma succederà.

In Canada, ai tempi, si gareggiava a Mont-Tremblant, e l'edizione del 1970 ha segnato anche, in corso d'opera, l'esordio della Tyrrell come costruttore (prima gareggiava come team cliente con delle March e in realtà François Cevert era tuttora al volante di una March)... e che esordio! Jackie Stewart ci ha fatto la pole position, davanti alle Ferrari di Jacky Ickx e Clay Regazzoni.
Stewart ha mantenuto la testa della gara al via e ha anche allungato nella prima parte di gara, mentre Ickx era stabilmente secondo e Regazzoni dopo avere perso posizioni al via era risalito al terzo posto iniziale. La gara del pilota scozzese, tuttavia, è durata solo per poco più di un terzo, prima del ritiro a causa di un guasto, ciò ha lasciato le Ferrari in prima e seconda posizione, a debita distanza l'una dall'altra, con Chris Amon (March) terzo a sua volta distante.
Amon era inseguito molto da vicino da Cevert, il quale tuttavia è dovuto rientrare ai box per problemi alla sua monoposto, lasciando la quarta piazza nelle mani di Pedro Rodriguez (BRM). John Surtees, a bordo della monoposto del proprio team, ha chiuso quinto ottenendo i primi punti della scuderia, davanti alla McLaren di Peter Gethin. Cevert è giunto nono, ultimo e doppiato di vari giri, dietro alle Matra di Henri Pescarolo e Jean-Pierre Beltoise.

Veniamo dunque proprio a Beltoise, perché nel successivo gran premio a Watkins Glen è stato protagonista della curiosa statistica a cui ho accennato all'inizio del post, non da solo, ma ex-equo con il pilota one-off, al volante di una Brabham con entry privata, Gus Hutcherson. I due, infatti, erano nati entrambi il 26 aprile 1937 (oggi è quindi l'ottantaseiesimo compleanno di Hutcherson e sarebbe stato l'ottantaseiesimo anche di Beltoise, che tuttavia ci ha lasciati nel 2015 a causa di un ictus).
Avere due piloti nati lo stesso giorno dello stesso anno in Formula 1 nello stesso momento già era un caso rarissimo, ma ad oggi Beltoise/ Hutcherson è l'unico caso che ho finora identificato di due piloti nati lo stesso giorno dello stesso anno che si sono entrambi *qualificati* e sono andati sulla griglia di partenza nello stesso gran premio.
Ironia della sorte, non solo i due hanno disputato entrambi la gara statunitense, ma si sono anche ritirati consecutivamente, a pochi giri di distanza l'uno dall'altro e senza altri ritiri in mezzo! In sintesi, un evento già unico è stato reso ancora più unico!

Ickx ha ottenuto la pole position, ma ha perso alcune posizioni al via e leader è divenuto Stewart fin dalle prime battute, seguito da Rodriguez. Il pilota della Tyrrell ha iniziato a staccate Rodriguez, che è stato raggiunto dalle due Ferrari di Ickx e Regazzoni, che hanno poco dopo superato il messicano. Dopo il sorpasso, Ickx ha iniziato a staccare anche il compagno di squadra, il quale è stato di lì a poco costretto a una sosta ai box.
Regazzoni si è dovuto fermare di nuovo poco più tardi, venendo costretto a una lunghissima fermata. Il peggio, comunque, doveva ancora venire, in quanto Ickx, che era in lotta per il mondiale, è ugualmente rientrato ai box a causa di un cedimento. A metà gara ormai superata, Stewart aveva frattanto quasi un minuto di vantaggio e, terzo e quarto, Emerson Fittipaldi e Reine Wisell erano doppiati di un giro. La Tyrrell ha iniziato tuttavia a perdere olio e di lì a qualche giro il motore ha ceduto.
Rodriguez era stabilmente al comando, ma a rischio di finire la benzina. Quindi, ormai nell'ultimo tratto di gara, è stato costretto a rientrare ai box per rifornire, ne è uscito secondo, dietro a Fittipaldi e davanti a Wisell. A soli ventitré anni, il pilota brasiliano ha conquistato la sua prima vittoria in Formula 1. Ickx, quarto al traguardo dopo una rimonta e un sorpasso in extremis su Amon, era ormai escluso dalla lotta per il titolo e Rindt è divenuto campione del mondo postumo. La Surtees nel frattempo ha ottenuto un altro punto, in quanto Derek Bell ha chiuso la gara al sesto posto.

Il mondiale è terminato a Città del Messico con una gran folla di spettatori ultrà di Pedro Rodriguez, che hanno anche causato un ritardo nella partenza a causa di un'invasione di pista. Quando la gara è partita, Regazzoni che scattava dalla pole è stato in breve tempo superato da Ickx e Stewart, che poi hanno proseguito vicinissimi l'uno all'altro finché lo scozzese non è stato costretto a una sosta ai box. Si sarebbe ritirato più tardi a causa di una collisione... con un cane entrato in pista!
Le Ferrari frattanto erano 1/2 e Jack Brabham era in terza posizione. Non avrebbe tuttavia concluso il suo ultimo gran premio in carriera, a causa di un guasto al motore a gara ormai inoltrata. È risalito terzo Denny Hulme (McLaren) giunto fino al retrotreno di Regazzoni, che in finale di gara aveva problemi con il motore, ma è riuscito a conservare la seconda piazza.
Nonostante Rodriguez fosse soltanto sesto, alle spalle di Amon e Beltoise, il pubblico si è comunque riversato in pista, quando le vetture non avevano ancora tagliato il traguardo, perché i tifosi erano very uominy ma erano inconsapevoli della loro natura umana e credevano di essere immortali.


martedì 25 aprile 2023

GP Sudafrica 1962: lo scontro tra Graham Hill e Jim Clark per il mondiale (e il debutto di John Love)

Carissimi lettori, oggi vi porto a fare un viaggio nel 1962, in un finale di stagione in cui si decideva il titolo tra due "GOAT" d'altro tempi, Graham Hill e Jim Clark. Perché ve ne racconto proprio oggi, martedì 25 aprile 2023? C'è un motivo, ma ve lo svelerò più avanti, adesso accontentatevi di sapere che quello di East London era il gran premio finale della stagione e si svolgeva sabato 29 dicembre 1962. C'erano diciassette vetture sulla griglia (nessuna delle quali era una Ferrari, il che rendeva questo evento una gara poco importante), che iniziava dal poleman Clark, seguito da Hill. Graham, pilota BRM, aveva nove punti di vantaggio in classifica sul rivale, ma la dura legge degli scarti significava che solo un numero limitato di gran premi avrebbe contribuito alla classifica piloti.
Era un'altra epoca e i problemi di affidabilità erano all'ordine del giorno, quindi ciò succedeva affinché i ritiri non compromettessero troppo le possibilità di vincere il mondiale. Tuttavia chi aveva pochi ritiri veniva penalizzato in quanto perdeva per strada punti che sarebbero stati valevoli. Era questo che poteva succedere a Hill: se Clark avesse vinto la gara, avrebbe vinto anche il mondiale perché Hill avrebbe dovuto scartare dei punti.

C'è mancato poco che succedesse tutto ciò. La gara, di cui sembra essere reperibile un solo video della durata di poco più di un minuto, sembrava essere proprio sotto il controllo di Clark, leader per circa tre quarti della sua percorrenza, seguito proprio dal suo diretto rivale. Un guasto sulla sua vettura ha messo fine alla sua gara, lasciando la vittoria e il titolo tra le mani di Hill.
Per intenderci, è stato un finale ben diverso da quelli che piacerebbero a Liberty Media e ai driverstosurvivers, così come a occhio e croce ai driverstosurvivers potrebbe non piacere il fatto che gli Hillark erano best friends foverer invece di tirarsi i piatti. Era una Formula 1 d'altri tempi, semplicemente, di un'epoca che ha preceduto decenni in cui, contrariamente da oggi, era comunque possibile riuscire a stare dietro al passo dei tempi.
Graham Hill ha vinto il suo primo titolo, tagliando il traguardo da vincitore, con le due Cooper di Bruce McLaren e Tony Maggs, quest'ultimo pilota di casa, a completare il podio e una zona punti che includeva anche Jack Brabham (Brabham), Innes Ireland (Lotus privata) e Neville Lederle (Lotus privata), primi sei classificati in una gara con dieci vetture al traguardo.

Richie Ginther (BRM), John Love (Cooper privata), Bruce Johnstone (BRM privata) ed Ernie Pieterse (Lotus privata) sono stati gli altri piloti che hanno visto la luce della bandiera a scacchi... e veniamo dunque al perché abbia deciso di pubblicare questo post proprio oggi: la ragione è proprio uno dei piloti privati.
Nato verso la fine del 1942 nella colonia britannica della Rhodesia (l'attuale territorio dello Zimbabwe), John Love ha fatto il proprio debutto ufficiale in Formula 1 proprio in questo gran premio, qualificandosi con il dodicesimo tempo e terminando la gara in ottava posizione, appunto, dopo anni di successi nel campionato sudafricano e un potenziale ingaggio full time in Formula 1 non andato in porto a causa di un infortunio.
Ha disputato in totale nove edizioni del GP del Sudafrica, cogliendo anche un podio nel 1967 (secondo dopo essere stato leader della gara) e una serie di non championship event disputati su circuiti africani. Il suo ultimo gran premio è stato nel 1972, all'età di quarantasette anni. Oggi è il suo diciottesimo anniversario di morte, è infatti deceduto a Bulawayo, sua città natale, il 25 aprile 2005, a ottant'anni.


lunedì 24 aprile 2023

Il Paradosso del 27 - puntata 3/9

Buongiorno a tutti! Mi sembra sia arrivato il momento opportuno per proseguire con la pubblicazione di questo racconto, quindi vi auguro buona lettura e spero di non deludervi!



[BAHREIN]

Era primo pomeriggio di domenica e mancavano ancora parecchie ore al via del Gran Premio del Bahrein. Era una delle poche piste del mondiale di A+ Series sulla quale si gareggiava di notte, lasciando le ore precedenti per le categorie di contorno. Una certa fetta di pubblico era in grado di fare polemica anche su quelle, ma Yannick sentiva il bisogno di restarne fuori e di non informarsi nemmeno di cosa succedesse: ne aveva abbastanza di pensare alle competizioni che lo coinvolgevano in prima persona e a non far capire a chi gli stava intorno fino a che punto fosse coinvolto. Le gare che avevano preceduto il gran premio erano andate relativamente bene, ma non poteva apparire troppo entusiasta del risultato del suo alter ego Argento Quattro, al fine di evitare di destare sospetti.

domenica 23 aprile 2023

GP Gran Bretagna 2000: dalla pole di Barrichello alla doppietta McLaren

23 aprile 2000: è il quarto gran premio della stagione e per la prima volta da quando indossa i colori della Ferrari, Rubens Barrichello si appresta a scattare dalla pole position. Non è la prima della sua carriera, anzi... ne ha ottenuta già una con la Jordan ben sei anni prima e anche una con la Stewart la stagione precedente. Accanto a lui c'è la Jordan di Heinz-Harald Frentzen, con le McLaren che scattano dalla seconda fila. I primi due si avviano imperterriti davanti a tutto e a tutti, David Coulthard dalla quarta piazza si impossessa del terzo posto, mentre Mika Hakkinen è coinvolto in un breve duello con la Rossa di Michael Schumacher. Ne esce vincente, che significa quarto, mentre Schumacher perde varie posizioni e si ritrova a lottare con la Williams del fratello e con la B.A.R. del vecchio rivale Jacques Villeneuve.

Ralf la spunta tra tutti costoro e va a far parte del trenino dei primi sei, di cui il quinto è il suo compagno di squadra, un appena ventenne Jenson Button, che viene elogiato dal duo Murray Walker/ Martin Brundle in telecronaca, con la considerazione che per la Williams sarà difficile rinunciare a lui se, come sembra, per il 2001 arriverà Juan Pablo Montoya, campione di Indycar (CART nello specifico, è l'epoca dello split).
Barrichello/ Frentzen/ Coulthard/ Hakkinen/ Button/ R.Schumacher, questi sei sono vicinissimi, mentre M.Schumacher perde terreno dietro a Villeneuve e si trova a sandwich tra lui e Jos Verstappen, almeno finché la Arrows di quest'ultimo decide di averne abbastanza, primo ritirato della giornata a un terzo di gara e poco dopo seguito curiosamente dall'altra vettura arancione di Pedro De La Rosa.

Le posizioni rimangono invariate finché alcuni della top-6 non iniziano a rientrare: le Williams, accreditate di una strategia a una sola sosta, si fermano un po' prima di metà gara, subito dopo Frentzen che invece dovrebbe farne due. Approfittando del fatto che Button sia rallentato nel trenino, Ralf Schumacher rientrando un paio di giri prima riesce a fare undercut.
Siamo esattamente a metà gara quando Coulthard riesce a superare Barrichello, dopodiché sia lui sia il compagno di squadra rientrano ai box. Ne esce dietro a Frentzen, mentre Hakkinen scivola dietro alle due Williams. Rubinho, di nuovo in testa prima della sosta, vi rimane per qualche giro, poi un guasto sulla sua vettura lo manda in testacoda. Rientra ai box, dove non c'è nulla da fare. Sembrava potesse essere il giorno della sua prima vittoria, ma non è così. Bisognerà aspettare la sua prossima pol-... ah, no, bisognerà aspettare che parta sedicesimo.

Michael Schumacher intanto fa il figo in testa alla gara, perché intende fermarsi molti giri dopo rispetto a tutti gli altri. Funziona, fa un overcut su Villeneuve e adesso si trova sesto, ma è ormai il momento della seconda sosta di Frentzen, quindi risale quinto.
Poi c'è un colpo di scena: Ralf Schumacher e Button sono 2/3 e sembra che Jenson viaggi verso il primo podio della sua carriera. Però la Williams non è su una strategia a una sosta e di lì a poco anche i Ralfson rientrano entrambi ai box e si ritrovano 5/6 dietro a Frentzen, il quale comunque pare in difficoltà e verrà a breve superato da entrambi.
Il duo McLaren è stabilmente 1/2 adesso, pronto a viaggiare finalmente verso la prima vittoria della stagione, dopo che la Ferrari ha fatto tre su tre a Melbourne, Interlagos e Imola, sembra che a Woking si stiano rimettendo in carreggiata.

Coulthard sembra avere qualche problema e perde terreno, ma pare che il team decida di congelare le posizioni, anche perché obiettivamente, di fatto, possono prendersela comoda con un Michael Schumacher distante terzo e, ancora più obiettivamente, Hakkinen è stato dietro al compagno di squadra fin dal via.
Le posizioni delle Williams rimangono tali, Ralf quarto, Button quinto, mentre la gara di Frentzen termina anzitempo per un guasto al cambio, lasciando la sesta posizione a Villeneuv-... ah, no, anche sulla B.A.R. c'è un guasto al cambio e l'ultimo punto va a Jarno Trulli su Jordan.
Sul podio, Coulthard riceve il trofeo del vincitore dalle mani di nientemeno che Ken Tyrrell mentre sotto al podio è contemplato dalla futura moglie Heidi Wichlinski (con la quale non si sposerà mai e dalla quale sarà lasciato un anno dopo a causa di un tradimento rivelato da una presunta amante a un tabloid).

Soltanto nove giorni dopo questa vittoria, il 2 maggio 2000, David Coulthard si trova insieme alla fidanzata e al suo personal trainer a bordo di un volo charter, quando l'aereo precipita a causa di un'avaria al motore.
Il pilota e il co-pilota muoiono sul colpo, mentre i tre passeggeri sopravvivono, con sole ferite lievi. Coulthard scenderà regolarmente in pista nel successivo gran premio di Spagna, che si svolgerà nel weekend del 7 maggio, e lo concluderà in seconda posizione alle spalle di Hakkinen.


sabato 22 aprile 2023

Indycar 2023: #3 Gran Premio di Long Beach

Credo sia più che opportuno, a distanza di quasi una settimana, ripercorrere il GP di Long Beach di Indycar che ha visto il team Andretti fare doppietta con le vetture 27/28 guidate da Kyle Kirkwood e Romain Grosjean. Per il pilota statunitense si è trattato della prima vittoria nella categoria, in una gara in cui è partito dalla pole position e, dopo essere nel secondo stint scivolato alle spalle di Josef Newgarden (Penske), si è ripreso la leadership di overcut al momento dell'ultima sosta ed è andato verso la victory lane, non senza essere seguito a distanza ravvicinata dal compagno di squadra RoGro, autore a sua volta di overcut su Newgarden, e Marcus Ericsson (Ganassi), che Newgarden invece l'ha superato in pista.


La gara non è stata priva di colpi di scena, con Helio Castroneves (Meyer Shank) a muro da solo nel corso del primo giro e poi rimesso in gara dove avrebbe proseguito ultimo e doppiato e un ingresso della safety car. In questa prima fase erano Kirkwood, Ericsson e Grosjean i primi tre, ma Newgarden è risalito terzo superando Grosjean e ha iniziato a dimostrare che il suo obiettivo era intromettersi nella lotta per la vittoria.
Sarebbe passato in testa in concomitanza con un caotico restart dopo una seconda safety car, innescata dal fatto che Scott Dixon (Ganassi) fosse finito a muro dopo un contatto con uno scatenato - forse troppo - Pato O'Ward (Arrow McLaren). Le soste, avvenute in regime di safety car, hanno visto Augustin Canapino (Juncos) non fermarsi e trovarsi brevemente in testa. Al momento del restart, usciva frattanto dai box il suo compagno di squadra Callum Ilott che gli si è ritrovato davanti in attesa di essere doppiato. Tacciato dai sostenitori di Canapino di essere responsabile di averlo rallentato, ha raccontato su Twitter di essere (stranamente, la cosa non mi sorprende) stato vittima di insulti di ogni tipo tramite i social.
Mentre Canapino perdeva posizioni e Newgarden passava frattanto in testa, O'Ward continuava a fare danni, andando stavolta in testacoda e venendo urtato da Ericsson che ha perso posizioni. I primi tre sono quindi divenuti Newgarden, Kirkwood e Grosjean, che sarebbero rimasti in quelle posizioni decisamente a lungo, anche quando la gara è giunta a una nuova breve fase di stallo causa Pedersen fermo.
Ho già narrato le circostanze che hanno condotto Kirkwood, Grosjean ed Ericsson sul podio, mentre Newgarden alla fine ha chiuso nono alle spalle anche di Colton Herta (Andretti), Alex Palou (Ganassi), Will Power (Penske), Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) e Marcus Armstrong (Ganassi), con la top-ten chiusa dalla Penske di Scott McLaughlin.
O'Ward ha chiuso diciassettesimo, davanti a lui hanno concluso anche Santino Ferrucci (Foyt), le tre Rahal di Graham Rahal, Jack Harvey e Christian Lundgaard, Simon Pagenaud (Meyer Shank) e Devlin DeFrancesco (Andretti). Dietro a O'Ward sono giunti i due piloti del team Coyne, Sting Ray Robb e David Malukas, con in mezzo Ilott.
Castroneves si è classificato ventunesimo, precedendo Alexander Rossi (Arrow McLaren) che comunque si è ritirato a pochi giri dal termine, poi a seguire Conor Daly (Carpenter) e Benjamin Pedersen (Foyt). Tre piloti non hanno finito la gara a causa di problemi tecnici, Scott Dixon, Rinus Veekay e Augustin Canapino.


giovedì 20 aprile 2023

Le testate motoristiche non sono Archive of Our Own e chi ci scrive dovrebbe accettarlo

Oggi è il 20 aprile 2023, ventesimo anniversario del GP di San Marino 2003, quello che i fratelli Schumacher disputarono, partendo entrambi dalla prima fila, a poche ore di distanza dalla morte della loro madre. Michael vinse, partendo dalla pole position, Ralf arrivò quarto dopo essere partito dalla seconda posizione. Fu un gran premio di quelli destinati a farsi ricordare nel futuro, oltre che, per la legge del caso, uno di quei gran premi che avrebbero finito per essere associati a un momento di passaggio della mia vita.

Sono cambiate tante cose, nel corso di questi vent'anni, dentro e fuori dalla Formula 1. Michael Schumacher, ai tempi un pilota di trentaquattro anni nel momento più alto della sua carriera, da nove anni e qualche mese altro non è che oggetto di clickbait, con titoli altisonanti che declamano sue ipotetiche condizioni di salute. Quantomeno devo ammettere che le non notizie in tal senso si sono in qualche modo diradate. Sono insistenti, ma arrivano occasionalmente, non quasi tutti i giorni come succedeva un tempo.

Non è cambiato solo questo, a quanto pare. Ieri è rimbalzata la notizia che un giornale tedesco abbia pubblicato una finta intervista a Schumacher scritta tramite intelligenza artificiale, mettendo la sua faccia in prima pagina, con titolone altisonante e poi, più avanti, nella pagina dell'intervista, scritto che si trattava di finzione. Mi chiedo come si sia arrivati a tutto questo, alla realtà delle testate che dovrebbero parlare di motorsport che diventano sempre più qualcosa di molto diverso, sempre più vicino alla fan fiction.

Attenzione, non sto dicendo che per mera curiosità non si possa chiedere a un'intelligenza artificiale di scrivere un dialogo immaginario. Il punto è che ci deve essere differenza tra quello che fa un individuo qualsiasi cazzeggiando con lo smartphone nel soggiorno di casa e quello che una testata ufficiale pubblica. Anche se l'individuo qualsiasi che cazzeggia con lo smartphone e il giornalista fossero la stessa persona, non significa che il proprio intrattenimento personale debba essere sbattuto sulle pagine di un giornale.

Nessuno può in alcun modo, né lo si vuole, impedire al tizio random, fosse anche un giornalista, di iscriversi a Wattpad o Archive of Our Own con il nickname Piccolo Elfo delle Praterie e di pubblicarci le proprie fan fiction. Sono piattaforme in cui, attenendosi a piccole regole molto elastiche, chiunque può dare sfogo alla propria fantasia e scrivere pressoché qualsiasi cosa gli passi per la testa. Poi spetterà a chi legge giudicare, ma si tratta di luoghi frequentati da chi vuole leggere storie inventate.

Una testata giornalistica non può essere usata come la sezione Real Person Fiction di AO3 e, se su una piattaforma di fan fiction sta all'etica personale dell'autore decidere cosa condividere e cosa non condividere nascondendosi dietro a un nickname, quando si tratta di professionisti pagati per svolgere il lavoro di informare, ritengo piuttosto inaccettabile che ci si abbassi al livello da fan fiction di bassa lega, non solo per chi scrive, ma anche e soprattutto per chi pubblica e magari commissiona proprio queste non notizie.

Ho visto parecchie persone lamentarsi, giustamente, sostenendo che sia irrispettoso nei confronti di Schumacher scrivere queste cose. Sono d'accordo e sono fermamente convinta che, se non sappiamo nulla di certo sulle sue condizioni fisiche e mentali, sia perché lui stesso abbia espresso in passato questo tipo di volontà. Può darsi che noi vorremmo qualcosa di diverso, al posto suo, ma non possiamo imporre ad altri le nostre convinzioni. Essere famosi non significa doverla pensare come noi.

Oltre a questo, comunque, ci vedo anche una grossa mancanza di rispetto nei confronti dei lettori, che di per sé potrebbero anche essere interessati alle fan fiction, ma che non dovrebbero essere esposti alle fan fiction quando stanno leggendo un giornale o una rivista. È pur vero che è legittimo avere un senso spiccato per il trash, ma questo non significa che, siccome c'è gente che legge il trash, allora sia opportuno vendere loro fan fiction confondendole con la realtà. Se i lettori, oltre ai giornali, leggono AO3, il giornale non deve diventare AO3.

mercoledì 19 aprile 2023

GP Spagna 1970: quando la sicurezza era inesistente

Buongiorno a tutti, carissimi lettori, oggi è il 19 aprile e anche oggi andiamo a ripercorrere un anniversario odierno, ovvero quello del GP di Spagna 1970, che si svolse al Jarama, con sedici vetture sulla griglia di partenza a fronte di ventidue entry. Perché sedici? Semplicemente perché ai tempi gli organizzatori potevano decidere che la griglia doveva essere composta da un preciso numero di vetture. Tutto normale come procedura, direte... E INVECE NO! Perché dieci piloti, si è deciso, dovevano essere qualificati d'ufficio perché... non preoccupiamoci del perché! I piloti in questione erano Jackie Stewart, Denny Hulme, Jack Brabham, John Surtees, Graham Hill, Jochen Rindt, Chris Amon, Jean-Pierre Beltoise, Pedro Rodriguez e Jacky Ickx, probabilmente sulla base del fatto che erano very fighy. E magari non lo erano allo stesso modo di costoro, ma comunque mi sembra abbastanza trash.

Brabham è partito dalla pole, ma è stato subito superato da Stewart e da Hulme, venendo relegato al terzo posto. Ciò che è saltato all'occhio, tuttavia, è stato un incidente piuttosto altisonante. Oliver, su BRM, ha perso il controllo della vettura a seguito di un guasto ed è finito addosso al ferrarista Ickx.
Le due vetture hanno preso fuoco, Ickx ha anche faticato a uscire dall'abitacolo, mentre nel frattempo...
...
...
...
...nel frattempo niente, non c'erano estintori, sono arrivati dei commissari con degli idranti, ma le fiamme si sono fatte ancora più intense. Prima che venissero estinte del tutto, sono passati minimo una ventina di minuti.
Non venti minuti di sospensione, proprio venti minuti di gara, nel corso dei quali c'erano fiamme, fumo e vetture che finivano in testacoda sulla pista bagnata dagli idranti. Comunque ho anche qualche notizia positiva, tipo Jackie Oliver uscito illeso e Jacky Ickx, lievemente ferito, sopravvissuto al rischio di essere strangolato da maldestri soccorritori che cercavano di sfilargli il casco.

Nel frattempo diverse vetture avevano guasti di varia natura e hanno continuato ad averne. Con sedici al via e due già fuori al primo giro, non c'erano molti piloti ancora in gara e in effetti a metà percorrenza le vetture erano ormai meno che dimezzate. Complici un paio di ulteriori ritiri, soltanto cinque vetture hanno visto la gloria della bandiera a scacchi. Si segnala il ritiro delle Matra di J.P.Beltoise e Henri Pescarolo mentre erano intorno alla zona podio.
Jackie Stewart, a bordo di una March del team Tyrrell (ai tempi ancora squadra cliente) è stato l'unico pilota a pieni giri, con il secondo classificato Bruce McLaren, che correva con i colori della propria scuderia, distante di un giro. Mario Andretti ha chiuso terzo al volante di una March: è stato il suo primo podio in Formula 1. Graham Hill su Lotus e Johnny Servoz-Gavin su March della Tyrrell, sono stati gli altri due piloti al traguardo. Con soli cinque piloti classificati, nessuno ha portato a casa il punto del sesto posto vacante.


martedì 18 aprile 2023

GP Spagna 1971, l'anniversario del giorno

Oggi è il 18 aprile, quindi andiamo a ripercorrere un gran premio vintage che di è svolto in questa data, a Montjuic nel 1971, di cui esiste una sintesi di quaranta minuti circa, disponibile su Youtube, della televisione francese. Erano i primi anni '70 e la regia in genere lasciava alquanto desiderare, per di più la regia spagnola di per sé non spiccava per essere il massimo nemmeno diversi anni più tardi. Di conseguenza, non si è visto molto, nel corso della gara, di fatto più che altro immagini casuali di vetture che giravano.
Secondo quanto riportato dalla versione inglese di Wikipedia, questo è il primo gran premio della storia nel quale sono state utilizzate gomme slick. Secondo sia Wikipedia inglese sia l'enciclopedia della Formula 1 altresì nota come Statsf1 punto com, la gara si è svolta in mattinata, secondo il sito francese esattamente alle 11,30.
Era il secondo gran premio della stagione, iniziata a Kyalami nel mese di marzo, con la prima vittoria in Formula 1 di Mario Andretti al suo primo gran premio disputato con la Ferrari. Marione era solo ottavo in griglia, ma non era comunque una griglia falsata, 1/2 c'erano le altre Ferrari di Jacky Ickx e Clay Regazzoni.


Jackie Stewart, che partiva al quarto posto, ha superato al via la Matra di Chris Amon per il terzo posto portandosi dietro alle due Ferrari. Ha superato Regazzoni quasi subito e poi, in un secondo momento, si è messo all'inseguimento di Ickx. Il sorpasso, avvenuto dopo pochi giri di gara, non è stato inquadrato dalle telecamere.
La farò breve, una volta conquistata la prima posizione, il pilota della Tyrrell non l'ha più lasciata. Ickx è rimasto secondo, mentr Regazzoni ha perso terreno e poi è stato, in seguito, costretto al ritiro da un guasto, così come Andretti. Quest'ultimo si è ritirato molto più tardi, comunque, mentre era quinto dietro a Stewart, Ickx, Amon e Pedro Rodriguez. Con il ritiro di Andretti, dietro alla BRM è risalito al quinto posto Denny Hulme su McLaren, ultimo pilota a pieni giri.
Ultimo a punti e primo dei doppiati è stato invece Jean-Pierre Beltoise su Matra, in una gara che non sembra avere visto incidenti, ma solo una grande quantità di ritiri per problemi tecnici. Occasionalmente, quando i ritiri avvenivano nella pitlane, c'erano inquadrature dei ritiri stessi, con i telecronisti che ci informavano dell'identità dei piloti ritirati.


lunedì 17 aprile 2023

Il Paradosso del 27 - puntata 2/9

Buonasera a tutti, spero che il vostro lunedì sia andato bene e per augurarvi un buon proseguimento di serata ecco qui la seconda puntata. Spero che vi piaccia e vi anticipo che per domani ho in mente un ritorno alla realtà, con un post vintage.



[CIRCUIT OF THE AMERICAS]

Il secondo evento della stagione era terminato. Si era svolto negli Stati Uniti, esattamente come quello precedente, dal momento che da quelle parti c’era un pubblico che aveva ancora bisogno di essere consolidato. Il circuito di Austin era ben costruito e degno di essere inserito in un calendario, ma quella valutazione aveva ben poco importanza. I tifosi statunitensi chiedevano a gran voce che la A+ Series smettesse di essere incentrata sull’Europa: in quanto mondiale doveva a loro parere toccare allo stesso modo tutti i continenti.
“Un gran premio in Europa, un gran premio in Asia, un gran premio in Africa, un gran premio in Oceania, un gran premio eventualmente in Sudamerica e tutto il resto del calendario negli Stati Uniti, perché possedere Indycar e NASCAR non basta più” si disse il CEO. “È questo che intendono.”

domenica 16 aprile 2023

Il Paradosso del 27 - puntata 1/9

Buona domenica a tutti, eccomi pronta per svelarvi la prima puntata di questo racconto, di cui vi avevo anticipato qualcosa di ieri sera. Spero che possa essere di vostro gradimento.
Qualora non siate abituati alla lettura di opere di fantasia, vi ricordo che il POV dell'Autrice(C) non corrisponde a quello dei personaggi, in particolare di quelli più svalvolati.
Vi esorto tutti, specie se lavorate per Liberty Media, a non replicare nel mondo reale quello che succede nella mia fan fiction. O almeno pagatemi i diritti d'autore! ;-)



[PRE-SEASON]

Era la fine di settembre. Milionari disposti a spendere migliaia e migliaia di dollari per assistere dal vivo agli eventi che avrebbero fatto da contorno al Gran Premio di Las Vegas presto avrebbero potuto posare sulle tribune extralusso con l’aria annoiata e le mani sulle orecchie per proteggersi dal frastuono dei motori. Frattanto squattrinati disposti a spendere decine e decine di euro, dollari o sterline per sottoscrivere abbonamenti alle PayTV e acquistare gadget a tema, si sarebbero affaccendati sui social network a scrivere insulti rivolti a chi, per impegni lavorativi, avesse saltato la visione sistematica di qualsiasi sessione di prove libere. Non che fossero rimaste molte sessioni di prove libere, prontamente sostituite da gare sprint o a griglia di partenza invertita da dare in pasto all’affamato pubblico che amava la A+ Series, ma quello che contava era il concetto.

sabato 15 aprile 2023

IL PARADOSSO DEL 27 - una blog novel sul motorsport

Carissimi lettori, devo ammettere che in questo periodo non ho avuto molto tempo da dedicare alla stesura di nuovi post da proporvi nei giorni che verranno. Ho iniziato da poco più di una settimana un nuovo lavoro (come impiegata in un'azienda di trasporto intercontinentale) e ho dedicato buona parte del tempo libero a un racconto a capitoli che sto scrivendo (non incentrato sui motori).
Sono a un punto avanzato della trama e tempo un paio di settimane e dovrei essere di nuovo pronta a scrivere di motorspor vintage, nel frattempo, tranne alcuni giorni che vorrei dedicare a post su anniversari e quant'altro, ho deciso di condividere anche qui sul blog questo racconto a "puntate" che parla di Formula 1, o meglio di una categoria distopica che potrebbe somigliare alla Formula 1 che vorrebbe un certo tipo di fanboy (specifico, non è un racconto ambientato in un universo distopico che parla di Formula 1, è un racconto ambientato in una Formula 1 distopica, mentre il resto del mondo procede come lo conosciamo).
Si tratta di un remake, in cui comunque ho cambiato parecchie cose, di una fan fiction sulla Formula 1 scritta diversi anni fa. In questa versione non ci saranno personaggi con nomi di effettivi piloti, ma i personaggi ispirati a veri piloti, che faranno solo qualche piccola apparizione, avranno nomi fittizi. La scelta è stata dettata in primo luogo dalla pubblicazione su EFP (in cui sono vietate le real person fiction su sportivi), ma attualmente sono molto soddisfatta di avere preso questa decisione.
I protagonisti, Yannick Leroy, Alysse Montanari, Ryuji Watanabe e Tina Menezes sono tutti assolutamente originali, così come il CEO che rimane senza nome e la sua assistente Maelle Heidelberg. Ogni riferimento a persone realmente esistenti, in questi specifici casi, è puramente casuale. Alcune cose che accadranno nel corso della storia, invece, lo sono un po' di meno.

TRAMA: la A+ Series è una sorta di evoluzione distopica della Formula 1, in cui i risultati possono essere condizionati dall'alto per esigenze di spettacolo e in cui i piloti sono stati privati totalmente della loro personalità, al punto da dovere tenere segreto il proprio nome e a non potere mai mostrare il proprio volto, riconoscibili soltanto dal colore della vettura che guidano e dal loro numero di gara, oltre che dagli occhi nei rari momenti in cui vengono immortalati con la visiera del casco aperta. Noto sportivamente come Argento Quattro, Yannick è sempre stato l'eterno secondo ed è ben disposto a piegarsi al volere della dirigenza, se questo può portarlo alla vittoria dell'ambito titolo mondiale contro gli avversari Viola Cinque e Rosso Ventisette. Il suo incontro con Alysse, che con la dirigenza della A+ Series sembra avere un conto in sospeso, gli apre gli occhi, ma le nuove consapevolezze si scontrano duramente con le regole della serie: Argento Quattro e i suoi stessi avversari rischiano di ritrovarsi con le loro stesse vite appese a un filo.

Le puntate saranno nove in totale, accorpando i capitoli in maniera diversa da come li ho accorpati su EFP. Là sono molto brevi e sono ventisette in totale, una scelta dettata un po' dal titolo e un po' dal caso. Quando avrò ultimato la pubblicazione sul blog, inserirò in questo post i link alle varie puntate.




giovedì 13 aprile 2023

International Trophy 1975: gara non championship a Silverstone

Oggi è il 13 Aprile 2023 e mi sembra più che opportuno raccontarvi cosa succedeva esattamente quarantotto anni fa in questa data. Si svolgeva a Silverstone l'International Trophy, una gara non championship (di cui su Youtube c'è un extended highlight con commento di Murray Walker e Jackie Stewart) che nella sua prima fase ha visto James Hunt leaderare davanti a Niki Lauda: Launt vibes. <3 I due - al volante di monoposto rispettivamente numero 24 e 12, l'uno il doppio dell'altro - erano inseguiti molto da vicino da Emerson Fittipaldi, con un terzetto ravvicinato: Hesketh, Ferrari, McLaren. A proposito di Hesketh, ce n'erano due in pista, l'altra delle quali guidata da Alan Jones, che faceva il proprio esordio in una gara di Formula 1, seppure non valevole per il campionato.


Il duello Hunt vs Lauda per la vittoria è terminato a poco più di metà gara, quando il pilota della Hesketh è stato costretto al ritiro da problemi al motore, lasciando la stradaa Lauda, ancora seguito da vicino da Fittipaldi. I due subito dopo sono stati inquadrati alle prese con il doppiaggio della Embassy di Graham Hill.
Fittipaldi è rimasto negli scarichi di Lauda fino alla fine e ha anche tentato un attacco all'ultimo giro, ma è stato Niki a portarsi a casa la vittoria, con il campione del mondo in carica che ha dovuto accontentarsi della seconda piazza. Sul gradino più basso del podio è salito invece Mario Andretti al volante di una Parnelli numero 27, il numero dei very fighy.
Pare che Jones abbia trascorso parte della gara sesto dietro a John Watson e Patrick Depailler (Tyrrell), ma al traguardo ha dovuto accontentarsi della settima piazza, con il sesto posto che è andato a Mark Donohue (Penske).


mercoledì 12 aprile 2023

Massa reclama il titolo 2008 per effetto del crashgate: le mie impressioni

Quando ero bambina, mi piacevano i colori della Renault. Anzi, mi piacevano i colori della Benetton. Me la ricordo ai tempi delle prime gare che vedevo, la livrea giallo-verde della Camel. Non me la sono mai tolta del tutto, quella fissa. Dopo i fasti di Michael Schumacher venivano gli altri, a distanza di anni, gli outsider che di tanto in tanto regalavano emozioni. C'era Giancarlo Fisichella, tra gli altri, che ogni tanto arrivava quasi a giocarsi la vittoria, tra cui al GP d'Europa 1999. Sentivo una certa affinità per quella squadra, non l'ho mai nascosto. A un certo punto ci avevo pure dedicato il mio primo nickname nel "Formula 1 web": quel Lady B che magari qualcuno ricorderà era all'inizio Lady Benetton. Nei primi tempi del forum, avevo perfino come avatar la foto del primo mondiale di Schumacher. Quella in cui stava in aria a bordo della monoposto, con Damon Hill sullo sfondo. Lo ammetto, è un po' cringe, ma avevo solo ventun anni. In America sarei stata da poco eleggibile per la consumazione di un bicchiere di vino.

Nella mia tarda adolescenza scoppiò la mia celebrity crush nei confronti di Felipe Massa. Era il pilotino con aria da ragazzino che nessuno si filava, al momento, e mi venne facile prenderlo in simpatia. Non era destinato a incontrare la Renault sulla propria strada se non come comparsa, credevo, ai tempi della lotta per il titolo tra Michael Schumacher e Fernando Alonso, in un'epoca in cui la lotta per il titolo mi importava sempre meno.
La Renault, frattanto, al centro della scena non mi sembrava più quel team pittoresco che sembrava ai tempi in cui Fisichella raccoglieva qualche podio occasionale. Iniziavo a capire che le dinamiche mainstream non facevano per me e che non c'erano sempre posizioni da prendere o contrapposizioni da cercare.
Ebbene, in modo indiretto, le strade di Felipe Massa e della Renault si sono incontrate per effetto del crashgate e non penso di dovervi spiegare com'è andata. Sappiate comunque che è la ragione per cui ho capito che il mio senso di vicinanza per la Renault, esistito in passato, non poteva esistere più.

Quello che non sapevo era che il crsshgate avrebbe avuto effetti di lungo periodo e di più ampio raggio, per me. Perché il crashgate non mi ha allontanato solo dalla Renault, ma credo mi stia allontanando definitivamente anche dal mio senso di vicinanza nei confronti di Massa. Non che questo senso di vicinanza esista ancora come un tempo: ai tempi della sua carriera sentivo qualcosa che mi accomunava a lui, mentre ero alla continua ricerca della vera me stessa e del dimostrare chi ero realmente. Adesso non c'è più nulla di tutto questo, ma più per quello che è cambiato in me.
Sentire che Massa vuole fare causa alla FIA perché a suo dire il GP di Singapore 2008 dovrebbe essere annullato e di conseguenza il titolo di Lewis Hamilton deve essere considerato un titolo rubato e "dopato" mi lascia spiazzata. Non perché io non credessi in quel titolo, ma appunto perché, se qualcosa non lo si conquista sul campo, ritengo ingiusto cercare di reclamarlo accusando altri di furto.

Perché chiariamo un concetto, se pure è vero che per certi versi il furto c'è stato 1) non è accaduto niente di diretto contro Massa e la Ferrari, 2) il pilota e il team che hanno vinto il titolo non c'entrano assolutamente nulla con il crashgate. Essenzialmente, quando Nelsinho Piquet è andato a sbattere, ha messo Ferrari e McLaren, Massa e Hamilton, nella stessa situazione. In Ferrari hanno cannato totalmente il pitstop, in McLaren no. Ora Massa viene a dire, di fatto, che Hamilton gli ha rubato il mondiale perché McLaren ha limitato i danni e Ferrari no??!!
Non è così che funziona il mondo, a mio parere, e per quanto Massa faccia l'esempio di squalifiche per ciclisti dopati non mi risulta che la presenza di un ciclista dopato porti alla cancellazione della tappa. Quindi, se anche fossero state prese delle conseguenze a seguito dei fatti di Singapore, di sicuro non sarebbe mai stato cancellato il risultato del gran premio. Al massimo sarebbe stata cancellata la vittoria di Alonso, ma non il resto della gara.

Peraltro vedo che, secondo molti, la vittoria in questione e il secondo posto di Nico Rosberg vengano considerati furti alla stessa maniera. La cosa mi lascia abbastanza basita. La Williams non aveva nulla a che vedere con il crashgate e Rosberg si ritrovò in testa dopo avere rifornito "illegalmente" per necessità in regime di safety car - stessa situazione in cui era venuto a trovarsi Robert Kubica: era vietato fermarsi con pitlane chiusa.
Il pitstop illegale, tuttavia, aveva come effetto uno stop and go, che una volta scontato avrebbe riportato i piloti in questione nella legalità. Rosberg aveva dietro piloti che non si erano fermati essendo su una sosta sola, Kubica no. Rosberg ha fatto in tempo ad accumulare vantaggio, Kubica no, ragione per cui Rosberg si è ritrovato secondo a gara inoltrata. In ogni caso, avendo fatto qualcosa di necessario ma proibito e in seguito scontato la penalità, il suo risultato era assolutamente legittimo e non può essere comparato a una vittoria ottenuta innescando un incidente a tavolino.

Venendo a Massa, torniamo alla pitlane che veniva aperta. Tutti i piloti che erano su due soste e dovevano ancora fermarsi si sono precipitati ai box. Ai box è capitato quello che capita tuttora in varie occasioni: in Ferrari, al momento di effettuare un doppio pitstop, hanno pasticciato in modo irreparabile.
Prima del fattaccio i due piloti erano primo e terzo. Felipe si è ritrovato ultimo e doppiato per effetto del pitstop andato in vacca, ma non è tutto: Kimi Raikkonen, in quel momento in attesa, si è ritrovato penultimo. La Ferrari si è data la zappa sui piedi con entrambi i piloti.
È chiaro che senza crashgate non ci sarebbe stato da effettuare un pitstop doppio, ma è altrettanto vero che un team dovrebbe essere preparato a gestire ogni evenienza. Se tutto fosse andato bene, probabilmente Raikkonen, essendo quello dietro, avrebbe potuto perdere qualche posizione.
In quel caso avrebbe anche avuto senso recriminare, ma non così: un team che sbaglia rimane un team che sbaglia e un errore clamoroso rimane un errore clamoroso.

Felipe, stammi a sentire: hai ragione a dire che ci hai rimesso, ma non a dire che sei il legittimo campione di quella stagione. In quella gara il tuo team ha sbagliato e tu stesso non hai fatto la gara migliore della tua carriera. Non chiedere un titolo. Fai causa alla FIA e chiedi soldi, molti soldi. Il titolo l'hai perso sul campo, ma la tua stessa sconfitta potrebbe portarti in casa milioni di euro. Approfittane.

martedì 11 aprile 2023

Leclerc e gli stalker sotto casa: un fanbase sempre più surreale

Domenica mattina sulle instastories di Charles Leclerc è comparso il messaggio qui a fianco e credo sia giusto spendervi qualche parola. Ne ho lette di tutti i colori in proposito.
Cose tipo è colpa di Drive to Survive. O è colpa delle telecronache in cui Leclerc viene incensato. O è colpa delle ragazzine. O è ingiusto parlare di questo e non delle minacce di morte ricevute in passato dai piloti del motomondiale. O è colpa dei social. O Carlos Sainz è uno sfigato, perché lui non ha gli stalker sotto casa quindi vuole dire che non se lo fila nessuno.
Oserei dire che nulla di tutto ciò è corretto, dal mio punto di vista, e che ci sia magari qualche fondamento di verità in alcune di queste ipotesi  ma solo piccolissimi fondamenti e che il grosso problema sia più grande.
Seppure sia vero che certi soggetti sono stati spinti a guardare la Formula 1 da serie televisive o telecronache pilota-centriche, di per sé il soggetto che la segue per queste ragioni potrebbe tranquillamente darsi all'idolatria nel soggiorno di casa senza disturbare nessuno. Sarebbe la cosa più normale da fare, quando si è in fissa con un idolohhhh.
Non è chiaro quale sia il genere o l'età delle persone che si presentano sotto casa di Leclerc, quindi più che "sono le ragazzine" oserei dire che, certi comportamenti da groupie un tempo comunemente associati alle ragazzine sembrano essere stati totalmente sdoganati. Se un tempo comportarsi da groupie senza essere femmina e giovane tendeva a ricoprire una persona di ridicolo, attualmente groupie di ogni età e di ogni genere possono ricevere considerazione.
I social di per sé hanno dato la possibilità a queste persone di fare branco, cosa che un tempo potevano fare meno, ma trovo abbastanza labile dare la colpa ai social. Per dire, anch'io sono sui social, ma non sono una stalker. Così come la totalità delle persone con cui interagisco sui social non mi dà l'impressione di essere un branco di stalker.
Preferisco non commentare la questione del "come osa parlare di gente che lo stalkera invece che di vecchi episodi di tifo violento in un altro sport?" né il fatto che essere stalkerato dovrebbe essere accolto come qualcosa che arricchisce lo status individuale, perché gli altri nessuno li considera. Non commento perché penso possiate immaginare facilmente come la penso.

lunedì 10 aprile 2023

Race of Champions 1983: l'ultimo gran premio non championship della storia

Buongiorno a tutti, oggi è il 10 Aprile 2023 e non penso ci sia un giorno migliore di oggi per fare un viaggio nel 10 Aprile 1983, perché esattamente quarant'anni fa succedeva qualcosa di insolito per la storia della Formula 1: a Brands Hatch veniva infatti disputato quello che si è rivelato l'ultimo gran premio non championship della storia della Formula 1. C'era una griglia di tredici vetture composta in maniera anomala, con team del tutto assenti come la Renault, altri che invece avevano portato una sola monoposto... era il caso della Ferrari. Non c'era traccia di Patrick Tambay, era presente solo la Rossa numero 28 guidata da René Arnoux, che scattava dalla seconda casella della griglia, al fianco del poleman, il campione del mondo in carica Keke Rosberg sulla sola Williams presente.
Era anche fine settimana di ritorni: si segnala Alan Jones al volante di una Arrows che scattava terzo precedendo la McLaren di John Watson e, nella fila retrostante, Roberto Guerrero su Theodore e Danny Sullivan su Tyrrell. Sventuratamente Guerrero sembra essere rientrato ai box nelle prime fasi di gara.

Arnoux ha deciso che la gara non doveva in alcun modo essere falsata e si è portato in testa nel corso del primo giro, precedendo quello che è diventato un trenino così composto: Arnoux, Rosberg, Sullivan, Jones. Arnoux, comunque, non è durato molto a lungo in testa alla gara e, dopo pochi giri, superato da Rosberg, ha rallentato ed è rientrato ai box, uscendone nelle posizioni retrostanti.
Rosberg a quel punto è passato a condurre, con Sullivan e Jones dietro di lui, mentre in quarta piazza Brian Henton su Theodore, che si teneva dietro Watson, prima che questo rientrasse ai box costretto al ritiro lasciando le ultime posizioni della "zona punti" a Chico Serra (Arrows) e Raoul Boesel (Ligier)... bella coppia, non c'è che dire!
Nel frattempo mentre si andava avanti nella gara e Arnoux rientrava ulteriori volte ai box prima dell'ultima non uscendone più, Rosberg e Sullivan erano molto vicini e lottavano per la leadership, complici anche le gomme ormai usurate sulla Williams.

I due sono stati piuttosto a lungo a distanza ravvicinata, con Rosberg che ha difesi strenuamente la prima posizione, venendo attaccato anche con una certa decisione da Sullivan a un giro dalla fine. Il pilota della Tyrrell, tuttavia, ha dovuto desistere e accontentarsi della seconda piazza, mentre Jones ormai a debita distanza agguantava la terza posizione.
Henton e Boesel hanno chiuso quarto e quinto a distanza ravvicinata, dopo che Serra era già uscito di scena per un guasto. Il sesto posto se l'è aggiudicato Jean-Louis Schlesser (RAM), mentre Guerrero ha chiuso settimo e ultimo dopo i problemi iniziali.
Oltre ai già citati Watson, Arnoux e Serra altri tre piloti si sono ritirati, tutti e tre per guasti, Stefan Johansson (Spirit) e Nigel Mansell (Lotus) già nella prima parte di gara. Successivamente è stata la volta anche di Hector Rebaque, con una presenza one-off al volante di una Brabham, così a random, in memoria dei bei vecchi tempi.


sabato 8 aprile 2023

Indycar 2023: #2 PPG 375 Texas Motor Speedway

Domenica scorsa è iniziata con la Formula 1 all'Albert Park, gran premio su cui penso di avere già detto tutto quello che avevo da dire, ed è terminata con la Indycar a Fort Worth, evento che ci ha ricordato che il male di per sé non è la ricerca dello spettacolo, ma piuttosto il tipo di spettacolo: in Indycar inseguono un pubblico di appassionati di motorsport cercando di attirare fan di altre categorie, in Formula 1 un pubblico di teledipendenti che non sanno nulla di motori. Veniamo a noi: 250 giri, iniziati con Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske) che si alternavano in testa alla gara, dietro di loro le McLaren di Alexander Rossi, Felix Rosenqvist e Pato O'Ward, almeno finché Alex Palou (Ganassi) non si è liberato di Rosenqvist in precedenza scivolato quinto, nonché e ultimo del terzetto papaya. O'Ward nel frattempo era quello più rapido e si è ritrovato anche a superare Dixon per la seconda posizione.
Al 48° giro c'è stato il primo incidente per opera di... uno a caso, Takuma Sato (Ganassi), al suo esordio stagionale, dato che quest'anno correrà solo sugli ovali, con poca gioia di Will Power (Penske) che si era appena fermato a rifornire. Gli altri piloti sono rientrati ai box in safety car e Rossi in pitlane ha avuto un contatto con Kyle Kirkwood (Andretti).

Il restart è stato caratterizzato da un lungo duello per la leadership tra Newgarden e Palou, con O'Ward e Dixon inizialmente in lotta per il terzo posto, ma Scott superato in seguito da Romain Grosjean (Andretti). In un secondo momento Palou ha finito per allontanarsi dalla lotta per la vetta, con Newgarden inseguito da vicino da O'Ward e dietro di loro Grosjean e Dixon terzo e quarto.
Dopo la successiva sosta il terzetto Newgarden/ O'Ward/ Grosjean si è ritrovato ancora nelle prime tre posizioni, con O'Ward che si è avvicinato progressivamente a Newgarden superandolo poco dopo la metà della gara e continuando a tenere un ottimo ritmo: al 150° aveva già doppiato tutti fino al sesto, lasciando a pieni giri solo O'Ward, Grosjean e il duo Dixon vs Palou in lotta tra di loro, duo che comunque è stato ugualmente doppiato una decina di giri più tardi.
Non solo, O'Ward ha proceduto a doppiare anche RoGro, proseguendo nella sua cavalcata trionfale, almeno finché al 181° giro non c'è stata la seconda safety car della giornata, innescata da un incidente di Rosenqvist. La situazione dei pitstop si è rimescolata e varie vetture sono ritornate a pieni giri, con alcuni piloti che si sono inseriti là davanti.

O'Ward, in ogni caso, era ancora in testa con Newgarden secondo, mentre David Malukas (Coyne) si trovava terzo davanti a Palou e Grosjean. Colton Herta (Andretti) era inoltre davanti a Dixon, con Scott McLaughlin (Penske) ultimo pilota a pieni giri, il tutto con dei doppiati in mezzo. O'Ward, Newgarden e Palou sono andati a lottare per la leadership, l'ha spuntata Palou e la situazione si è in un certo senso stabilizzata fino al 209°, quando c'è stato un altro colpo di scena: Sting Ray Robb (Coyne) è finito a muro, con nuovo ingresso della safety car. O'Ward, Newgarden e Grosjean completavano al momento i primi quattro.
O'Ward e Newgarden si sono fermati in questi frangenti, lasciando Palou e Grosjean 1/2, con i due a lottare per la leadership al restart fintanto che O'Ward e Newgarden non si sono inseriti tra di loro. Grosjean è scivolato quarto, in lotta con Herta quando c'è stato un incidente di Graham Rahal (Rahal) e Devlin DeFrancesco (Andretti): era il 223°.
Al restart di nuovo lotta per la leadership, stavolta tra Palou e O'Ward, con Newgarden che poi si è messo in mezzo, con i primi quattro - c'era anche Malukas - a distanza molto ravvicinata mentre la gara era sempre più vicina alle sue battute finali, con le vetture sempre più a procedere a coppie.

Newgarden vs O'Ward, Malukas vs Palou, Dixon vs Grosjean, i quali si sono poi riavvicinati progressivamente, prima di assistere a un nuovo confronto tra Newgarden e O'Ward per la leadership, confronto a cui ha messo fine RoGro, quando in lotta per la quarta piazza con Malukas ha perso il controllo della vettura ed è finito a muro. Era il penultimo giro e la gara è finita in regime di safety car senza che la gente si indignasse o scrivesse minacce di morte random.
Posizioni congelate, i primi sette sono stati Newgarden, O'Ward, Palou, Malukas, Dixon, McLaughlin e Herta, a pieni giri, mentre la top-ten è stata completata da Marcus Ericsson (Ganassi), Callum Ilott (Juncos) e Helio Castroneves (Shank), con le due Carpenter di Rinus Veekay e Ed Carpenter rispettivamente undicesima e tredicesima con in mezzo la Juncos di Augustin Canapino.
A RoGro è stata assegnata la quattordicesima piazza dietro ai piloti doppiati di un solo giro, ha quindi preceduto Benjamin Pedersen (Foyt) e Will Power, con a seguire Simon Pagenaud (Shank), Jack Harvey (Rahal), Christian Lundgaard (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e Santino Ferrucci (Foyt). Dopo il pitstop caotico, nel quale si era ritirato Kirkwood, Rossi aveva perso vari giri ed era stato anche penalizzato, chiudendo ultimo.


giovedì 6 aprile 2023

Gli eventi non championship del 1976 e 1977: la tripletta di James Hunt

Carissimi lettori, oggi vi porto a fare un tour negli anni '70, parlando dei tre gran premi non championship che si sono svolti nelle stagioni 1976, due edizioni della Race of Champions e una dell'International Trophy, tre gare accomunate dallo stesso vincitore. Erano gli anni '70 ed erano gare non ufficiali, quindi come potrete facilmente immaginare non è che abbondino i video in proposito. Ce ne sono due corti di quelle del 1976, mentre non ho trovato nulla di quella del 1977. Cercherò di raccontarvi quindi quello che ho ricostruito tramite fonti scritte.

RACE OF CHAMPIONS - Brands Hatch, 14 marzo 1976: la gara si è svolta in condizioni di maltempo, nello specifico con nevischio e ha visto Jody Scheckter (Tyrrell) scattare dalla pole position, rimanendo in testa fino al momento del suo ritiro per un'uscita di pista.
Alan Jones (Surtees) ne ha ereditato la leadership, ma ha in seguito subito il sorpasso di James Hunt (McLaren) che si è portato in testa e vi è rimasto, vincendo davanti a Jones. Il podio è stato completato da Jacky Ickx (Hesketh), mentre Vittorio Brambilla (March), penalizzato di un minuto per jump start, ha chiuso quarto senza perdere posizioni in quanto ultimo pilota a pieni giri.
Curiosamente a questa gara ha partecipato anche Giancarlo Martini, zio di Pierluigi Martini, a bordo di una Ferrari privata del team Everest, team gestito da Giancarlo Minardi. O meglio, ha disputato il formation lap, ritirandosi per un incidente nel formation lap stesso.

INTERNATIONAL TROPHY - Silverstone, 11 aprile 1976: stavolta Hunt è partito dalla pole e ha mantenuto la testa della gara inseguito da Brambilla, rimanendo a gestirla in solitaria dopo che il pilota italiano è stato costretto a rallentare il passo a causa di problemi di gomme.
Scheckter ha chiuso terzo a debita distanza, seguito dalle due Shadow di Tom Pryce e Jean-Pierre Jarier. Tra gli eventi salienti, Wikipedia segnala l'esposizione della bandiera nera con cerchio arancione a Brian McGuire (Williams) che spargeva olio sulla pista.
C'era di nuovo Giancarlo Martini e stavolta è riuscito a prendere regolarmente il via della gara, concludendola in decima posizione. Stavolta la sua monoposto era l'unica Ferrari presente - a Brands Hatch ce n'era anche una ufficiale guidata da Niki Lauda, costretto al ritiro.

RACE OF CHAMPIONS - Brands Hatch, 20 marzo 1977: la pole position è stata ottenuta da John Watson (Brabham) e in generale si trova pochissimo sulle dinamiche della gara (d'altronde era poco importante, non essendoci alcuna Ferrari), quello che è certo è che Mario Andretti (Lotus) è stato in testa dall'inizio fino a gara inoltrata, rompendo tuttavia il motore a pochi giri dal termine.
Hunt ne ha ereditato la leadership ed è andato a vincere la gara, con Scheckter e Watson a completare il podio. Per Hunt, che oltre alle gare di cui ho parlato in questo post aveva già vinto l'International Trophy 1974, si è trattato della quarta vittoria in un non championship event.
Curiosità: c'è stata una presenza femminile in questo evento, Divina Galica su una Surtees non ufficiale del team Shellsport, la sua prima presenza al via di una *gara* (la seconda sarebbe stata l'International Trophy 1978).


mercoledì 5 aprile 2023

Formula 2 2023: l'inizio di stagione extraeuropeo

Carissimi appassionati di formule minori, come ricorderete c'è stato un tempo in cui raccontavo in maniera abbastanza puntuale gli avvenimenti della GP2. Credo sia quindi opportuno dare un po' di spazio alla Formula 2, che di fatto è la vecchia GP2, anche se personalmente più che il rebranding sento il passaggio tra format 2005-2020 e format successivi. Non siamo comunque qui per disquisire di format, quanto piuttosto per ripercorrere gli eventi di contorno dei primi tre gran premi della stagione. La Formula 2 ha infatti gareggiato a Sakhir, Jeddah e Melbourne nei weekend della Formula 1, con la line-up che trovate nello screenshot qui a fianco.
Vorrei ricordare che ci sono una sprint e una feature race, che c'è una sessione di qualifica e che la reverse grid della sprint race è stilata sulla prima parte del risultato della qualifica. Dato che ho detto che non voglio disquisire di format, eviterò di fare commenti su quale format preferissi. 

BAHREIN - la sprint race è iniziata con Boschung in pole position, mentre dietro un duello per il secondo posto ha contrapposto i compagni di squadra Iwasa e Leclerc, con il giapponese che ne è uscito vincente. Mentre Leclerc si è perso per strada, Iwasa ha lottato per mantenere il podio, ma ha dovuto accontentarsi del quarto posto.
Boschung, Hauger e Martins sono stati la top-3, con Hauger risalito secondo nelle fasi finali della gara, mentre Iwasa, Pourchaire, Daruvala, Maini e Fittipaldi hanno completato la zona punti, che nella sprint race è limitata ai primi otto. Boschung ha tagliato il traguardo con una decina di secondi di vantaggio su Hauger ottenendo finalmente la sua prima vittoria nella categoria.
L'indomani Pourchaire è partito dalla pole, in una gara che ha visto immediatamente un incidente tra vari piloti che ha portato al ritiro di Martins, Vesti e Stanek. La performance del poleman non è mai stata in discussione e ha ottenuto agevolmente la vittoria. Boschung e Maloney hanno completato il podio, mentre hanno chiuso a punti, ovvero nelle prime dieci posizioni, anche Maini, Verschoor, Leclerc, Hadjar, Iwasa, Fittipaldi e Correa.

ARABIA SAUDITA - nella sprint race un'iniziale leadership di Crawford ha poi lasciato la strada a Iwasa, che l'ha superato portandosi in testa al secondo giro, mentre poco dopo un incidente ha messo fine alla gara di Maloney. Non è stato il solo incidente, di lì a pochi giri anche un contatto Pourchaire/ Bearman. Frattanto Boschung risalito al secondo posto era a meno di mezzo secondo dal leader.
Daruvala e Martins hanno superato Boschung a gara inoltrata e Daruvala è stato protagonista di un acceso duello con Iwasa, finendo tuttavia per perdere la seconda posizione a vantaggio di Martins. Iwasa ha vinto la gara, mentre Boschung ha chiuso dietro a Martins e a Daruvala. Maini, Vesti, Doohan e Hauger hanno completato la zona punti mentre Crawford, solo nono, è rimasto a secco.
Martins, partito dalla pole nella feature, è scivolato secondo al via dietro a Bearman, con il quale si è ritrovato a lottare per la posizione dopo il pitstop. Ne è uscito vincente, con Vesti che si è inserito nel duello, ma in seguito a distanza di un giro l'uno dall'altro prima Bearman e poi Martins sono finiti in testacoda, quest'ultimo sbattendo anche contro al muro e ritirandosi.
Vesti ha conquistato così la vittoria, andando a podio insieme a Doohan e Daruvala, con Iwasa in quarta posizione, precedendo Hauger, Verschoor, Fittipaldi, Leclerc, Hadjar e Bearman, quest'ultimo decimo al traguardo.

AUSTRALIA - la sprint, con condizioni di meteo variabile, è iniziata con un duello Hauger vs Crawford, il tutto mentre Iwasa precipitava nelle retrovie dalle quali non si sarebbe schiodato. È andata peggio ad altri piloti, ci sono stati occasionali incidenti e testacoda, mentre davanti tutto procedeva senza intoppi per Hauger, che ha vinto, e Crawford secondo.
Maini e Leclerc, in precedenza protagonisti di un duello per il terzo posto, hanno chiuso rispettivamente terzo e quarto, mentre la zona punti è stata completata da Maloney, Hadjar, Bearman e Vesti.
Crawford l'indomani si è ritirato per un incidente con Doohan(?) che ha portato all'ingresso della safety car, mentre in compenso Iwasa, che nella sprint era stato solo 14°, partito dalla pole è stato leader pressoché incontrastato, inizialmente con Martins molto vicino, poi con Pourchaire in seconda posizione.
C'è stato un successivo incidente di Nissany con ingresso della safety car, quando Fittipaldi ha perso il controllo della monoposto proprio in corrispondenza della vettura stazionaria di Nissany, finendo a muro poco più avanti. Al restart Hauger è finito in testacoda mentre Martins dietro di lui è andato per prati. Erano terzo e quarto, hanno lasciato strada libera a Leclerc salito sul gradino più basso del podio insieme a Iwasa e Pourchaire. Vesti, Maloney, Daruvala, Verschoor, Doohan, Maini e Correa hanno completato la zona punti.
Iwasa è al momento leader della classifica con 58 punti, precede Pourchaire che ne hs 50 e poi Vesti a 42. Seguono distaccati una decina di punti diversi piloti molto ravvicinati in classifica, essenzialmente sette o otto piloti in meno di dieci punti. Il prossimo appuntamento della stagione sarà in Azerbaijan.


lunedì 3 aprile 2023

Formula 1 2023: #3 Gran Premio d'Australia - il commento del lunedì

Nel giorno che sarebbe stato il compleanno di Jack Brabham si è svolto il suo gran premio di casa, onorand-... onorando un cazzo, perché è stato un casino immane e tutto ciò che ci trovo di positivo è che credo di avere scritto il termine "immane" per la prima volta nella mia vita. Non che fosse una cosa che aspettavo con ansia, ma ce la facciamo andare bene.
Siamo al terzo gran premio della stagione ed è già la seconda volta che la direzione gara si trasforma in animazione, non con esiti positivi. Abbiamo anche raggiunto un record: per la prima volta nella storia della Formula 1 c'è stata una gara con tre bandiere rosse. Ci sono stati anche altri primati, come quello di avere un restart al quale è stato applicato il regolamento che si applicava nella Formula 1 vintage per bandiera rossa al via e ripartenza da distanza originale, infine di avere una procedura per restart dietro la safety car senza però il restart perché al momento in cui terminava quel giro finiva anche la gara per il raggiungimento del finale. Adesso che ci penso c'è stato anche un 58° giro valido senza che fosse valido il 57° e tutto ciò lascia pensare a una Formula 1 sul punto di implodere. Però c'è di peggio nella vita, ovvero che a causa dell'ultima bandiera rossa e dell'annullamento del restart appena avvenuto siamo ancora intrappolati nel nostro piccolo mondo crudele invece di avere visto una luce mistica.
Se fosse stata data safety car prima della bandiera rossa, come ormai da decenni avviene qualora non si tema di essere di fronte a un incidente mortale, il giro 57 sarebbe stato valido e, dietro al duo di testa, terzo al traguardo sarebbe stato Carlos Sainz. Però, per effetto dell'incidente che aveva innescato al restart appena avvenuto, sarebbe scivolato indietro per penalità perdendo la terza piazza a favore del pilota che stava al momento in quarta posizione. Ieri, 2 aprile 2023, la direzione gara è riuscita nella memorabile impresa di innescare alla cazzum le condizioni che avrebbero portato alla trionfale salita di Nico Hulkenberg sul podio, per poi impedire un istante più tardi che questo glorioso evento avvenisse.
Peccato, perché sarebbe stata l'unica cosa capace di salvare una giornata che, come prassi di questa stagione, vi racconterò con la cronaca che ho scritto ieri per il forum, contornata da riflessioni finali. Ci sarà molto da dire, e io che ingenuamente sabato pensavo avrei incentrato il finale del commento sui Leclainz immortalati sabato dopo le qualifiche mentre avevano un teso scambio di battute dopo che c'era stato un presunto rallentamento in pista dovuto al fatto che via radio a uno avessero detto di prendere scia dall'altro e all'altro non avessero detto di dargli la scia...

LA CRONACA PER F1GC - Nel weekend del 2 aprile si svolge il GP d'Australia, terzo della stagione. Max Verstappen ottiene la pole position precedendo i due piloti della Mercedes, mentre il compagno di squadra Checo Perez parte dall'ultima posizione per essere uscito di pista ed essersi insabbiato all'inizio della prima manche di qualifica.
L'Aston Martin si rivela ancora una volta competitiva con Fernando Alonso che scatta dalla quarta casella della griglia, mentre la Ferrari si rivela ancora una volta caotica, pasticciando con scie, condizioni meteo (a Charles Leclerc viene comunicato l'arrivo imminente della pioggia, ma non viene a piovere) e quant'altro, conunque la monoposto di per sé non sembra particolarmente competitiva.
Sorprende in positivo soprattutto Alex Albon sulla Williams che inaspettatamente ottiene la top-ten e centra un ottavo posto. Non figurano retrocessioni in griglia, pertanto l'ordine di partenza è il seguente:

Verstappen - Russell
Hamilton - Alonso
Sainz - Stroll
Leclerc - Albon
Gasly - Hulkenberg
Ocon - Tsunoda
Norris - Magnussen
De Vries - Piastri
Zhou - Sargeant
Bottas - Perez

George Russell si porta in testa al via davanti al poleman, venendo seguito da Lewis Hamilton in seconda posizione di lì a poche curve. Nel frattempo c'è un lieve contatto Leclerc/ Stroll, con il pilota della Ferrari che finisce in testacoda e si insabbia, provocando un breve ingresso della safety car. Stroll perde invece un paio di posizioni, Alonso invece al momento si trova quinto alle spalle di Sainz.
Al 7° giro il weekend di Albon - al momento sesto posto davanti a Stroll - finisce decisamente male, in quanto va a sbattere violentemente, riversando sabbia sulla pista. Russell e Sainz ne approfittano per andare ai box, mentre un giro più tardi viene data bandiera rossa. I piloti che non si sono ancora fermati ai box possono cambiare gomme durante l'interruzione e Hamilton si ritrova a ripartire in testa, seguito da Verstappen e Alonso.

Dopo un out lap dietro la safety car, si riparte con standing start e dopo un paio di giri Verstappen risale agevolmente in testa non appena può attivare il DRS, Russell si porta quarto superando Gasly alcuni giri dopo per poi ritirarsi al 18° per un guasto. Il pilota della Alpine si ritrova di nuovo quarto fino al sorpasso subito da Sainz sette giri più tardi. Nel frattempo Perez risalito dal fondo si trova in bassa zona punti.
Verstappen in testa alla gara allunga e al 47° ha un lieve fuori pista, ma il suo vantaggio rimane comunque abbondante. Nel frattempo prosegue abbastanza piatta, con Perez ormai settimo - i primi sei Verstappen, Hamilton, Alonso, Sainz, Gasly e Stroll - e Hulkenberg e Norris a lottare per l'ottava piazza.
Al 53° poi Magnussen sbatte e sparge detriti. La gara, inizialmente messa in regime di safety car, viene redflaggata un'altra volta, un po' a scoppio ritardato. Si fa di nuovo out lap dietro la safety car, vale come 56° giro su un totale di 58. Il restart sarà di appena due giri.

Verstappen e Hamilton mantengono le posizioni, dietro c'è un accenno di duello per il terzo posto, che si conclude con un contatto tra Sainz e Alonso. Alonso si gira e dietro si innesca il caos, con le Alpine che finiscono l'una contro l'altra e poi a muro, mentre anche anche Sargeant e De Vries risultano coinvolti nell'incidente.
Stroll frattanto risale terzo, ma finisce fuori pista e perde posizioni. Sainz torna terzo, seguito da Hulkenberg, Tsunoda, Norris, Piastri, Zhou e Perez, con Stroll e Alonso nelle ultime due posizioni.
Viene tuttavia esposta bandiera rossa nell'immediato (senza safety car) e si giunge a una situazione caotica di restart nullo, con le vetture che alla fine del giro vanno a rientrare in pitlane. Per effetto di ciò, si torna alle posizioni del restart precedente, ma manca solo un giro, quindi si fa procedura di restart dietro alla safety car, ma al momento di quello che dovrebbe essere il restart, la gara finisce. L'unica variazione sul risultato finale è che Sainz per i cinque secondi di penalità già annunciati slitta dalla terza all'ultima posizione. /// Milly Sunshine per F1GC

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Lewis Hamilton (Mercedes), 3. Fernando Alonso (Aston Martin), 4. Lance Stroll (Aston Martin), 5. Sergio Perez (Redbull), 6. Lando Norris (McLaren), 7. Nico Hulkenberg (Haas), 8. Oscar Piastri (McLaren), 9. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 10. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 11. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 12. Carlos Sainz (Ferrari), Rit. Pierre Gasly (Alpine), Rit. Esteban Ocon (Alpine), Rit. Nyck De Vries (Alpha Tauri), Rit. Logan Sargeant (Williams), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. George Russell (Mercedes), Rit. Alex Albon (Williams), Rit. Charles Leclerc (Ferrari).

LA MIA VISIONE SULLE BANDIERE ROSSE E IL "NON RESTART" - non voglio convincere nessuno a pensare che il mio parere sia vincolante, tuttavia dando un'occhiata al regolamento e facendo un ripasso sulle vicende passate ho maturato alcune convinzioni. Quindi vi spiegherò che cosa, a mio parere, sia stato fatto bene e cosa no. Partirei dalla prima bandiera rossa, per l'incidente di Albon: premesso che il regolamento prevede che la gara vada redflaggata solo se non è possibile proseguire dietro safety car (sì, c'è scritto così) si può anche considerarla accettabile per la barriera potenzialmente danneggiata. Tuttavia le tempistiche sono abbastanza sospette: il leader della gara Russell era appena entrato ai box e guess what? Ci si ritrovava con un duello Hamilton vs Verstappen per la leadership.
La seconda a mio parere è un no assoluto: una sola vettura ferma, quello che restava di una gomma esplosa... la safety car in pista per un paio di giri e poi la bandiera rossa, palesemente messa per un finale di gara ad alta tensione, con la speranza di innescare caos. Sainz ha risposto a questa esigenza mandando Alonso a girarsi, il che ha innescato anche gli altri contatti dietro. Si fa per dire, perché Sargeant senza ostacoli di sorta si è lanciato a cannone contro De Vries al grido di "ha stato Sainz" e neanche è stato messo sotto investigazione.
A quel punto la gara è stata immediatamente redflaggata, con un reattività mai vista prima, applicando il concetto di restart da distanza originaria, solo con il giro 56 preso come distanza. C'è stato chi ha contestato di conseguenza la penalità a Sainz e il restart senza le Alpine. Tuttavia non mi sento di contestare nessuna delle due cose: immaginate sia una partenza, non un restart. Chi innesca il caos può essere penalizzato anche se si dà subito bandiera rossa e si fa restart da distanza originaria (il problema è casomai che il concetto di "distanza originaria" non sembra esistere più come esisteva una volta). Idem l'assenza di piloti incidentati nella partenza "nulla" non rende ovviamente nulla la gara. È tutto il resto che è da contestare.
L'ultima bandiera rossa, come principio, è stata sicuramente quella più legittima, c'erano ben quattro vetture ferme ed era giustificabile che la gara venisse interrotta. Tuttavia, essendo il penultimo giro, un restart era di fatto impossibile, perché prima della ripartenza ci deve essere un giro di formazione dietro la safety car, che conta come giro di gara (e se non contasse andrebbe comunque stornato dal conteggio, perché le vetture hanno carburante per fare i giri regolamentari, non di più) e si poteva fare solo quello.
A mio vedere le uniche soluzioni possibili erano o non far riprendere la gara (anche se non oso immaginare che casino ne sarebbe uscito, perché in tal caso si applicava la regola del risultato stilato sulla classifica di due giri prima e non mi fiderei a mettere il concetto di "due giri prima" in mano a gente con una smisurata immaginazione) o semplicemente mettere prima la safety car, specie considerato che tutti i piloti ancora in pista avano superato indenni il luogo dell'incidente e non vi era alcuna ragione per agire come se fosse una questione di vita o di morte.
In tal caso il giro numero 57 sarebbe stato completato docilmente alle spalle di Bernd Maylander e qualunque cosa fosse successa dopo non ci sarebbe stato il teatrino finale, perché anche se fosse stata redflaggata la gara a quel punto, le vetture avrebbero completato il 58° mentre andavano a rientrare ai box.
In sintesi, a mio parere ieri si sono usate le bandiere rosse per la specifica volontà di ravvivare la gara sperando che arrivasse il pivello di turno a fare strike e la cosa che trovo più irritante di tutte è che dopo il palesemente desiderato incidente si sia verosimilmente pensato di poterlo ripetere di nuovo con un ulteriore restart: a mio parere la direzione gara (o animazione gara) nella concitazione del momento non ha notato che un nuovo standing start era impossibile, quindi ha dato subito bandiera rossa.
Tutto ciò somiglia molto al mio racconto "Il Paradosso del 27", un mix tra fan fiction e original fiction (i personaggi sono fittizi, ma alcuni di quelli che fanno apparizioni brevi sono ispirati a veri piloti, anche se i nomi sono fittizi, scelta dettata dal desiderio di pubblicarla sul sito EFP, che vieta le fan fiction su sportivi) ambientato in un alternate universe e ispirato a un mio vecchio lavoro. Considerato che il racconto tratta di una categoria motoristica in mano a due pazzi assetati di sangue che hanno come principio l'intrattenimento a tutti i costi basato sull'innescare incidenti potenzialmente gravi per colpire l'immaginario dei "nuovi fan", non si tratta esattamente di un complimento.

L'ANGOLO DEI LECLAINZ - penso sia doveroso lasciare un po' di spazio alla leggerezza, quindi a un dialogo immaginario per capire cosa potrebbe essere successo sabato:
"Charles, dove hai messo i passaporti falsi?"
"Credo di averli dimenticati a casa."
"Sei un irresponsabile! Come facciamo adesso a scappare in Messico per non dovere guidare questa carriola?"
"Non saprei, domani troverò un modo. Magari potrei sbinnarla come un Vettel qualsiasi e andare a dormire come fa l'europeo medio alle sette della domenica mattina."
"Cra cra cra."
"Cosa ci fa la rana di Sebastian? Perché gliel'hai rubata?"
"Non è la rana di Sebastian. L'ho incontrata mentre facevo una track walk. Mi ha chiesto se potevo portarla in giro dandole un passaggio nel cestino della bicicletta, dato che saltellare era troppo faticoso per lei, ma essendo vietate le biciclette nelle track walk ho dovuto metterla nel taschino della tuta."
"Cra cra cra."
"Taschino da cui è uscita per infilarsi nella tua."
"Mi stai trollando."
"Non mi permetterei mai. Secondo me dovremmo baciare entrambi la rana."
"Così si trasforma in un principe?"
"Così si trasforma in un team owner che ha un squadra organizzata e una vettura competitiva."
"Non avrei mai pensato che potessi formulare un pensiero così ardito. Ero convinto che tutto ciò che desideravi fosse ballare con il tuo YdOlO!!!111!!!11!!!"
"Fernando? Ci ballerò la conga domani. Sarà molto aaaawwww."
"Adesso ti riconosco, sei il Carlito che ho avuto accanto a me in tutti questi anni, quello a cui mi sono affezionato e..."
"La gente che ci guarda da casa ha deciso che in questo momento stiamo litigando. Perché queste dichiarazioni sdolcinate?"
"Tanto questo weekend non c'è stata una sola cosa coerente - compreso il fatto che in questo dialogo è sabato ma sto già commentando la domenica - quindi non vedo perché dobbiamo cambiare noi questo ineluttabile destino."
"Hai ragione. Quello che conta è che l'abbiamo scampata: se Hulkenberg avesse fatto podio, la Formula 1 per come la conosciamo non esistereb-... ah già, non esiste già più."

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO - dato che tra le tante cose che ho letto ieri c'è anche che continuare a seguire la Formula 1 non è da veri appassionati e significa apprezzare questa deriva, o che bisognerebbe smettere di guardarla per dare un segnale forte, ci tengo a dire la mia anche su questo.
La Formula 1 è forse una delle poche cose che mi hanno appassionata per *tutta* la vita. Ho altri interessi, ovviamente, ma nessuno che abbia le sue origini fin dalla mia primissima infanzia. Non sono affatto felice della deriva presa soprattutto dal 2021 inoltrato in poi, ma credo di avere il diritto di vivere le mie passioni e magari di sperare che il campionato possa ritrovare la retta via, anche se la vedo dura. La vivo sicuramente in modo più distaccato rispetto a solo pochi anni fa, ma non intendo smettere di seguirla per protesta o cose simili.
La Formula 1 difficilmente tornerà sulla retta via perché la blogger amatoriale Milly Sunshine, che segue le gare in differita su TV8, tiene la TV spenta. Alla luce di ciò, la blogger amatoriale Milly Sunshine ha il sacrosanto diritto di continuare a guardarsi le gare e magari a criticarle come ha fatto in questa occasione. Anzi, continuare a seguire la Formula 1 è il modo migliore per ricordarsi quella di un tempo, quella che aveva dei problemi ma che era in primo luogo sport, invece che reality show.