mercoledì 30 settembre 2020

I numeri anomali dei Ferrari Junior

Cose che fanno notizia: oggi ben tre piloti della Ferrari Driver Academy hanno testato la Ferrari del 2018 a Fiorano: si tratta nell'ordine di Robert Shwartzman (al suo primo test al volante di na F1), Callum Ilott e Mick Schumacher (il primo aveva testato per Alfa Romeo il secondo sia per Ferrari per Alfa Romeo durante le giornate dei test per giovani piloti nel 2019). La cosa è avvenuta in vista del debutto dei tre nelle prove libere del venerdì: ieri è stato confermato che al Nurburgring scenderanno in pista nella sessione del venerdì mattina sia Schumacher (in Alfa Romeo) sia Ilott (in Haas), mentre sarà la volta di Shwartzman ad Abu Dhabi (non si sa ancora se per Alfa Romeo o per Haas).

Potrete immaginare che io sia qui per parlare di questo, invece no, perché la faccenda veramente interessante è quella dei numeri di vettura portati dal trio nel corso dei test di oggi. Ci si poteva aspettare che avessero i numeri destinati alle riserve della Ferrari (negli ultimi anni si erano visti il 29 e il 32, prima ancora il 28 e il 31 che poi sono diventati i numeri di gara di Hartley e di Ocon)... invece no, si sono visti andare in pista, uno dopo l'altro, con numeri totalmente random, che ovviamente non utilizzeranno quando disputeranno le prove libere, in quanto essendo piloti non titolari che non sono mai stati titolari dovranno utilizzare i numeri delle riserve dell'Alfa e della Haas.

Robert Shwartzman, numero 35: numero attualmente non disponibile sul mercato, ma che lo diventirà nel 2021 quando saranno passate due stagioni dall'uscita di scena di Sergey Sirotkin, il pilota della Junior Academy è stato il primo a scendere in pista e portava proprio questo numero. Non si sa se l'abbia scelto lui o qualcun altro al suo posto, ma è curioso come sia passato da un russo a un altro russo. Chissà cosa ne penseranno i fan, una volta i piloti russi erano il Malehhhh Assolutohhhh della Formula 1, specie quando stavano sulla strada delle Ferrari, oppure quando le speronavano dando origine al concepimento di Verstappino per le strade di Sochi.

Callum Ilott, numero 53: nonostante la guerra fredda sia terminata ben prima della sua nascita, ha risposto al numero del "sovietico" Shwartzman con il numero dell'unico americano visto in Formula 1 da un decennio a questa parte, Alexander Rossi, che lo portava in onore del maggiolino Herbie (non sto scherzando). Anche in questo caso non sappiamo se l'abbia scelto lui, se così fosse, comunque, potrebbe utilizzarlo tranquillamente, dato che è un numero disponibile fin dal lontano 2018. In alternativa, se non dovesse trovare un volante in F1, potrebbe optare per andare dall'altro lato dell'oceano e cercare di vincere a Indianapolis.

Mick Schumacher, numero 47: l'ultimo a scendere in pista è forse quello che ha portato con sé il numero più curioso. Si tratta di un numero che non è mai stato scelto da nessun pilota e che è sempre stato utilizzato come numero per le riserve della McLaren. Non a caso, quando Vandoorne ha fatto il proprio esordio in F1 per sostituire l'infortunato Alonso, gli è stato appioppato quel numero, che poi ha cambiato l'anno successivo in occasione del suo debutto come titolare. Il dubbio esistenziale è altissimo, arrivati a questo punto: perché un pilota che stava testando una Ferrari dovrebbe farlo con un numero di proprietà della McLaren?

Esisteva ovviamente la possibilità, da considerare, che i numeri di riserva siano stati cambiati nel corso del tempo. Questa teoria, tuttavia, sembra smentita dalla Williams: Jack Aitken e Roy Nissany hanno disputato sessioni di prove libere con i numeri 40 e 41, gli stessi numeri che usavano Susie Wolff e Felipe Nasr quando facevano le riserve o i tester nello stesso team molti anni fa.
Rimane un'altra teoria, ugualmente curiosa e interessante, anche se più povera di contenuti: era un test privato e ciascuno poteva mettere numeri a caso. Non resta altro da fare che attendere il giorno in cui questi piloti debutteranno in Formula 1, se mai arriverà, per vedere se utilizzeranno i numeri che portavano oggi.

martedì 29 settembre 2020

Cars 2: i Sewis prima dei Sewis

Anno 2011: nel secondo film della serie "Cars" compaiono questi due personaggi, che a seconda delle versioni assumono nomi diversi. I due rappresentano Sebastian Vettel (che in alcune versioni si chiama Sebastian Schnell e in altre Max Schnell - Max... di per sé la cosa è comica) e Lewis Hamilton.
A quanto pare, quando noi non ci pensavamo neanche lontanamente a shipparli, c'era già chi anticipava i tempi. Povero Button, non incluso in versione cartoon né in compagnia del suo compagno di squadra dei tempi né del suo avversario dei tempi...

venerdì 25 settembre 2020

Se i piloti non fossero piloti, ma semplici tifosi che commentano le gare sui social network

ALBON - sta spesso sui social perché ha paura di ricevere meno like di Gasly, ma il suo numero di like è troppo basso per le sue ambizioni.

BOTTAS - commenta le varie gare su Facebook senza esporsi troppo, perché in realtà durante le gare dorme o esce a spaccare la legna.

GASLY - di solito viene snobbato, ma i suoi post su Twitter relativi al GP d'Italia sono diventati virali.

GIOVINAZZI - posta occasionalmente a tematica motori sul suo profilo instagram dedicato in prevalenza allo sfoggio della propria acconciatura.

GROSJEAN - è un food blogger, a seconda di quello che succede in pista decide cosa cucinare e quali ricette presentare.

HAMILTON - compra un sacco di merchandising di team vari per indossarlo e farlo indossare al suo cane e condividere i loro selfie su instagram.

HULKENBERG - commenta le gare su un gruppo facebook, dove è al quarto posto nella classifica dei più popolari del gruppo.

KVYAT - a volte guarda le gare al bar e le vuole commentare via social, ma è distratto dai f*ck vari esclamati da Vettel, contro cui medita vendetta.

LATIFI - critica i piloti con la valigia sostenendo che se fosse ricco e sponsorizzato anche lui potrebbe guidare una Formula 1.

LECLERC - scrive post di poche righe rammaricandosi per le performance della Ferrari, il suo team del cuore.

MAGNUSSEN - frequenta un gruppo facebook dove si occupa di cyberbullismo, in particolare contro chi non sta nella top-3 degli utenti popolari.

NORRIS - è un tumblrer illuminato, interviene nelle polemiche stile tumblr con pipponi interminabili in cui spiega alle tumblere come si comporta la gente saggia.

OCON - una volta ha bloccato per sbaglio Verstappen su Twitter facendolo indignare, quindi l'ha sbloccato dopo un anno nonostante si fosse accorto dell'errore.

PEREZ - guardando le gare al bar si sente a disagio e commenta il tutto sui social e la gente radunata davanti alla TV invece di aspettare i suoi comodi, si mette a parlare di F1 con Vettel.

RAIKKONEN - aveva promesso che avrebbe commentato la gara su Facebook, ma su Facebook ci sono finite solo le foto della sua serata alcolica.

RICCIARDO - pubblica cose divertenti sulla F1, dove per cose divertenti non si intende meme, ma appunto, contenuti divertenti.

RUSSELL - commenta le gare sui social dal 2019 e non ha ancora ricevuto nemmeno un like, diversamente da Kubica che ne ha ricevuto uno in passato.

SAINZ - è un purista delle altre forme di motorsport e scrive articoli per spiegare che i veri piloti non sono quelli di F1, ma quelli che puntano alla Triple Crown.

STROLL - critica chi sostiene che chiunque abbia i soldi per pagarsi un volante possa gareggiare in F1, sostenendo che il vero appassionato dovrebbe comprarsi un team invece di scroccare dagli sponsor.

VERSTAPPEN - sa essere un bravo ragazzo ma anche uno str***o quando qualcuno lo fa indignare, se qualcuno lo blocca per sbaglio lo sm*rda pubblicamente.

VETTEL - non sa cosa siano i social e vede le gare al bar, esclamando dei f*ck in modo random, discutendo dell'accaduto con i vari anziani radunati davanti alla TV.

martedì 22 settembre 2020

Commento al Gran Premio di Toscana: 13 settembre 2020

LAVORI IN CORSO: quando c'è un calendario realizzato in corso d'opera bisogna trovare circuiti che riempiano quello stesso calendario. In questo contesto, per la prima volta nella storia, è stato disputato un gran premio di Formula 1 al Mugello, luogo che si è contraddistinto per non essere un circuito adatto a un gran premio di Formula 1. Però ha avuto anche i suoi lati positivi, tipo non si parla più tanto di griglie di partenza al contrario o quant'altro, ma di quanto siano belle le gare con tantihhhh incidentihhhh spettacolarihhhh, molteplici bandiere rosse e standing start vari a caso.
Vi prego, non pensate male, non sto condannando a priori quello che è successo. Sto solo affermando che la convinzione di taluni, secondo cui per rendere la Formula 1 spettacolare sia doveroso incrementare il numero di incidenti e di interruzioni, mi sembra qualcosa di abbastanza campato in aria, che potrebbe a conti fatti provocare più "costi" che benefici. Magari si basa su convinzioni di fondo che possono avere senso, tipo quella secondo cui le vie di fuga di sabbia fanno finire fuori chi sbaglia e questo possa premiare la perfezione. Però se poi deve esserci mezz'ora di interruzione, magari non è stata un'idea così eccezionale.
Ad ogni modo, prima di arrivare alle bandiere rosse a cui il GP di Toscana ha fatto da contorno, credo sia meglio andare a parlare di quello che è successo prima. Per esempio ci sono stati movimenti di mercato piloti smentiti dai team interessati. Mercoledì il team principal della Racing Point ha affermato che Perez e Stroll sarebbero stati confermati per il 2020 e che nessuno aveva mai preso in considerazione Vettel come pilota. Nelle ventiquattro ore successive, sarebbe stato annunciato lo split Perez/Racing Point e l'ingaggio di Vettel. Giovedì Hamilton si sarebbe presentato in pubblico, oltre che con un completo maglia + pantaloncini color copridivano, con un paio di calzini rosa.
Sebby: "AAAAAAWWWWWWW!"
Prosciuttello Gangster: "Stai calmo. Sembri Bo77as in calore."
Sebby: "Sonohhhh un vampirohhhh famelicohhhh."
Quello stesso giorno i Mercedes Bros sono andati a gironzolare per il paddock e, nell'incontrare Vettel, Hamilton ha lasciato Bottas in disparte mettendosi a conversare con quest'ultimo. Sembrava una scena, più adeguata ai tempi attuali, dell'abbraccio tra i Vettelton con Vettel imbucato dietro al podio ad Austin l'anno scorso.
Prosciuttello Gangster: "Ma mi fai ancora gli occhi dolci nonostante non abbia appena vinto il mondiale. Sapevo che il nostro era verohhhh ammmmorehhhh."
Sebby: "Certo, ma non dobbiamo pensare solo all'ammmmore. Per esempio, domani ci sono le prove libere e ho la vaga impressione che per me sarà un ennesimo giorno di strazio."
Al venerdì, mentre ero a lavorare, la radio che ascolto di solito ha parlato delle prove libere, parlando di un Leclerc "in ripresa" e di un Vettel "sempre lentissimo", annunciando che i due erano rispettivamente decimo e dodicesimo. Il dissing dei piloti Ferrari quasi ex piloti Ferrari e futuri traditorihhhh della patriahhhh è sempre una cosa dai risvolti molto pittoreschi. Meno pittoresca tuttavia è stata la qualifica delle Ferrari, che sfoggiavano per l'occasione una livrea celebrativa dei 1000 gran premi nella storia. In un primo momento si sono salvati, perché sono andati fuori il Gasly, Giovinazzi, Russell, la marmotta del Quebec e Kmag. A questo proposito, dato che c'è gente che ha criticato pesantemente il Pokemon per essere andato fuori in Q1 ricordandogli che non si vince sempre di fortuna, vorrei rivolgere un sentito messaggio a tutti costoro: andate a ca*are.
A quel punto la situazione ha iniziato a precipitare: Norris undicesimo, il Russo di Roma dodicesimo, Raikkonen tredicesimo, poi Vettel fuori davanti al solo RoGro in Q2. Come al solito i suoi fanboy accaniti e i detrattori della Ferrari hanno iniziato a vedere kompl9 (plurale di kompl8) immaginari sostenendo che è inspiegabile il gap di risultati tra i Leclettel. Ho provato, su Twitter, a far ragionare qualcuno di costoro, facendo notare che le vere prestazioni della Ferrari in qualifica sono più simili ai risultati di Vettel e che Leclerc si è sempre distinto per qualifiche superiori alla media, e che certe valutazioni sarebbe stato meglio farle dopo la gara, quando i risultati si sarebbero verosimilmente almeno in parte riallineati. Uno, il giorno dopo, mi ha detto che avevo ragione. Probabilmente quel tipo non era Leclerc in incognito, altrimenti il giorno dopo sarebbe stato abbastanza traumatizzato dal proprio risultato di gara, ma nevermind.
Prosciuttello Gangster: "Facciamo che adesso vado in pole position giusto per fare venire sera."
Bo77as: "Tutto ciò è ingiusto, sono andato meglio di te nelle prove libere."
Prosciuttello Gangster: "Ma le prove libere sono finite. E ora, senza la vodka ad aiutarti, stai dietrohhhh."
In seconda fila c'erano le Redbull di Verstappin e Albon, poi Leclerc con un quinto posto che sembrava frutto di un miracolo ancora più del quarto tempo di Albon. Seguivano le Pink Panther di Perez e Strollino, con quest'ultimo destinato a risalire davanti a Perez retrocesso di una posizione per un incidente con Raikkonen nelle prove libere, nonché a terminare la top-ten Dani-Smile, il Fanboyz e Ocon, con quest'ultimo che non aveva fatto nessun tempo in Q3 per essere andato in testacoda in corso d'opera, immagino con grande gioia della popolazione mondiale al gran completo, dato che sembrano essere tutti hater di Ocon, perché... non saprei, non preoccupiamoci del perché, forse per la faccenda di Verstappino, il che discorda con il fatto che questi sono in parte anche hater di Verstappino, ma non ha importanza, né loro né Ocon, specie al giorno d'oggi in cui guida una Renault e non una gloriosissima Sacra Cenerentola.

PRIMA PARTENZA: non appena si sono spenti i semafori è accaduto un evento miracoloso, dato che con i suoi canini da vampiro famelico bene in vista Bo77as si è portato in testa alla gara, mettendolo in quel posto al Gangster Rapper. Cose che non si vedevano da molto tempo, più o meno da quando c'era Britney Bitch al posto di Bo77as... e davvero, qualche anno fa non credevo che avrei mai scritto una simile frase.
Nel frattempo Verstappino era nel bel mezzo di una partenza in stile gara di GP2 e andava ai due all'ora perché il motore della sua vettura sembrava non essere completamente sveglio.
Iceman: "Orahhhh tihhhh svegliohhhh iohhhh."
Andava infatti in giro facendo a sportellate con ogni bovino gli capitasse a tiro, uno dei quali era Verstappino e l'altro dei quali era il Pokemon. I Verstly risultavano entrambi ritirati al primo giro e a quel punto è stato convocato Bernd Maylander a salvare il mondo. Tutti si sono accodati dietro alla safety car, non prima che anche altri piloti andassero in giro con le vetture che cadevano almeno in parte a pezzi. Mentre avveniva il dramma degli Ice-Bulls, infatti, Strollino e Sainz avevano fatto a sportellate, Sainz si era ritrovato girato nel bel mezzo della pista, Vettel aveva cozzato contro di lui rompendo l'ala anteriore... e basta, sembra non ci fossero altri piloti coinvolti e tutti erano riusciti a sopravvivere a questo incidente, anche se in realtà Vettel stava rientrando ai box a elemosinare un'ala anteriore nuova.
Bo77as: "Arrivati a questo punto, siamo tutti in grado di proseguire in modo tranquillo e responsabile."
Voce fuori campo: "Ne sei proprio sicuro?"
Bo77as: "No, ma sono davanti a tutti, quindi ci sono buone probabilità di non essere la vittima sacrificale di un restart caotico."
Prosciuttello Gangster: "Mi stai dicendo che intendi rimanere lì davanti a spese di tutti noi?"
Bo77as: "Immaginate di essere Hamilton e di lamentarvi di chi sta in testa alle gare."
Prosciuttello Gangster: "Taci, vampiro."
Bo77as: "No, io parlo, tradendo le mie origini e il mutismo finlandese. TUNZ TUNZ TUNZ!!11!!!11!!!"
Prosciuttello Gangster: "Tu sei fuori di testa."
Bo77as: "Grazie, lo so, e ne vado fiero. E ora, al restart, ne approfitto per andare ai due all'ora."
Il restart... dunque, da dove iniziare? Forse dicendo che sono andati tutti quanti o quasi un po' a caso, a parte i Raikkonettel che, nelle ultime due posizioni, avevano capito com'era l'andazzo e si sono guardati bene dall'avvicinarsi agli altri piloti in fase di ripartenza.
Davanti, nel frattempo, si scatenava il caos più totale.
Cos'era successo con esattezza?
Mhm... difficile dare una risposta univoca.
Ci provo: la maggior parte dei piloti sono ripartiti alla cavolo e, nello specifico, tutti hanno fatto a sportellate con chi gli capitava a tiro. Quindi abbiamo avuto Kmag, Giovinazzi, Sainz e Latifi tutti ritirati, con Giovinazzi e il Fanboyz che ci mancava poco venissero decapitati in corso d'opera. Solo quattordici vetture erano ancora in gara e sarebbero rimaste tredici con il ritiro di Ocon, avvenuto mentre la gara era interrotta da bandiera rossa.
Liberty Media: "One-one-one!!111!!!!"
Voce fuori campo: "Tutto bene?"
Liberty Media: "Sì, sembra di stare negli States, è tutto meraviglioso."
Voce fuori campo: "Se lo dite voi..."
Nel frattempo c'erano polemiche contro Bo77as per essere ripartito ai due all'ora, ma il regolamento attuale prevede che si possa ripartire ai due all'ora. Chi non era interessato a queste polemiche cercava di scoprire cosa sarebbe accaduto di lì a poco (dove "a poco" è un po' un eufemismo) e per la seconda volta consecutiva eravamo destinati a vedere uno standing start.
L'Autrice(C): "Ma quindi sono la norma o il direttore di gara decide così, a caso?"
Voce fuori campo: "Probabilmente la norma è che il direttore di gara decida a caso."
L'Autrice(C): "Oh... okay, è tutto perfetto e meraviglioso."
Voce fuori campo: "Ora per caso vuoi anche aggiungere qualcosa tipo 'Charlie Whiting non avrebbe permesso tutto ciò'?"
L'Autrice(C): "No, un direttore di gara vale l'altro, l'importante è che dopo il prossimo restart tutto fili liscio. Non che la presenza della safety car si dimostri così tanto d'aiuto, tanto vale che non ci sia."
Ne approfitto, nel frattempo, per spiegare come funzionino le cose in questi casi: le vetture fanno un giro dietro la safety car, poi si piazzano in griglia e a quel punto scattanohhhhh le vetturehhhhh per la seconda volta.

SECONDA PARTENZA: adesso che ci penso, quando ho spiegato come sia andata la prima partenza, mi sono preoccupata solo dei Bottaston e degli incidenti che sono avvenuti dietro di loro. Non avevo specificato che Leclerc era risalito al terzo posto approfittando di una partenza lenta delle Redbull e che, di conseguenza, nel momento in cui la gara era stata interrotta i Leclettel erano rispettivamente terzo e ultimo. Non che sia molto importante da affermare sulla base di quello che avremmo visto dopo, ma vorrei specificarloper chiarezza, perché secondo me quello che è successo dopo prova che, appunto, in Ferrari le prestazioni della vettura siano più in linea con quelle di Vettel che con quelle di Leclerc in qualifica. Quest'uomo o è un genio delle qualifiche oppure si infila peperoncini messico-venezuelani in un posto molto scomodo quando deve qualificarsi, il che è l'unico appiglio per le prestazioni della Ferrari in questa stagione, dato che spesso lo porta a partire più avanti di quanto le performance della vettura di per sé garantirebbero. Al momento del restart (del resto ne parlerò dopo, ora concentriamoci sulla Ferrari) Leclerc ha infatti mantenuto la terza posizione ed è rimasto lì per qualche giro.
Poi qualcosa ha iniziato a precipitare e nello specifico mi sembrava di rivedere in pista Schumacher al volante della Mercedes dei suoi tempi, quando all'improvviso le performance delle gomme iniziavano a calare all'improvviso. Non so, tuttavia, se si trattasse solo delle gomme, dopo il pitstop non è che i tempi fossero così gloriosi. Il pitstop è avvenuto quando ormai aveva perso diverse posizioni e... niente da dire, a quel punto tutto ciò che era accaduto di positivo in qualfiica è stato del tutto inutile ai fini del risultato finale.
Parliamo adesso degli altri: il Gangster Rapper era tornato in testa al momento della partenza, relegando Bo77as nel dimenticatoio o poco ci manca. Albon, invece, aveva fatto una partenza molto lenta ed erano Strollino e Ricciardo a lottare per le posizioni del podio. Ricciardo è passato davanti a Strollino grazie a un undercut e...
Prosciuttello Gangster: "Bo77as, dove sei?"
Bo77as: "Qui dietro."
Prosciuttello Gangster: "Secondo te le regole anti-coronavirus ci permetteranno di evitare lo shoey?"
Bo77as: "Spero di sì."
Dani-Smile: "Ma metterò comunque lo champagne nelle scarpe e, approfittando della distrazione generale, vi metterò le scarpe sotto al naso."
Prosciuttello Gangster e Bo77as "Orrorehhhhh."
Predestinatohhhh: "Ma la mia gara?"
Dani-Smile: "Sei sicuro di volerne parlare davanti a tutti?"
Predestinatohhhh: "No."
Dani-Smile: "Bene, allora lo farò io giusto perché non posso bullizzarti facendoti fare uno shoey, dato che non hai speranze di salire sul podio. Cari lettori, sappiate che il Predestinatohhhh si è fermato ai box dieci giri prima di tutti gli altri e che non accadrà niente di positivo nel resto della sua gara. Anzi, lo vedrete annaspare nelle retrovie, contemplando la vettura di Russell."
La nonna di Russell: "TUNZ TUNZ TUNZ!!!11!!!!!"
Non potete neanche immaginare quanto fosse su di giri quella donna: suo nipote vagava per le zone basse della top-ten fin da quando era stata effettuata la seconda partenza e sembrava sul punto di ottenere il suo primo arrivo in zona punti.
Sebby: "Ah ah ah, che bella battuta."
"Russel": "Taci, tu, che intanto mi stai dietro."
Sebby: "Con grande disperazione di tua nonna, che è una mia fan."
"Russel": "A una certa età si inizia ad andare un po' fuori di testa."
Predestinatohhhh: "Meno male che ci sono io."
Infatti dopo la sosta degli altri era risalito in zona punti e doveva vedersela con la scalata al successo del Russo di Roma, che gli stava negli scarichi. Gli era anche arrivato negli scarichi, quando Leclerc è rientrato ai box per la seconda sosta. A quel punto, in compagnia di Vettel, si è ritrovato a inseguire Russell.
Tutto procedeva finalmente per il verso giusto, performance della Ferrari a parte. Cosa mai poteva succedere, a quel punto? Il momento di massimo climax si era raggiunto quando un pezzo a caso si era staccato dalla vettura di Perez.
Poi Strollino ha cozzato contro qualcosa(?), forse proprio quel detrito. Ha avuto una foratura ed è andato a sbattere, finendo a muro e distruggendo la propria monoposto. Indovinate cos'è successo a quel punto? Esatto, un'altra bandiera rossa.

TERZA PARTENZA: dato che ho visto parecchia confusione sulla questione Raikkonen/Grosjean, facciamo che ve la spiego per bene. Al momento in cui la gara è stata interrotta, c'erano dieci vetture a pieni giri e due (quelle dei due illustri individui citati un attimo fa) doppiate. In regime di safety car, le due vetture doppiate sarebbero state fatte sdoppiare. Con le regole attuali, ciò deve succedere anche in regime di bandiera rossa. Qualcuno si è chiesto: quindi perché non abbuonare un giro e basta? NOOOOOOOHHHHHHH, non funziona così, perché abbuonando un giro si darebbe a chi non l'ha percorso un giro di vantaggio in termini di consumo gomme e consumo carburante, quindi se i doppiati si devono sdoppiare bisogna che quel giro da recuperare lo recuperino percorrendolo. Per tale ragione i due sono stati mandati in pista (con Raikkonen nel frattempo sotto indagine per avere tagliato a caso la pitlane entrandoci al momento della bandiera rossa) apparentemente a caso e poi, solo un giro più tardi, sono scesi in pista gli altri dietro la safety car e i due si sono accodati.
Chiarito questo concetto direi che possiamo procedere e, nello specifico, procedere con dodici vetture a pieni giri che avrebbero preso parte alla gara con un altro standing start. Ha filato tutto liscio per tutti a parte le Ferrari e Russell, che si sono visti superare dagli IceGro, anche se RoGro se lo sarebbero messi dietro uno dopo l'altro.
La nonna di Russell: "Sapevo che avrei dovuto continuare a tifare per Vettel invece che per mio nipote."
Sebby: "Eh sì, io sono figo e 'Russel' no."
La nonna di Russell: "Veramente mi riferivo al fatto che tu sei decimo e lui undicesimo."
C'era qualcuno che non concordava con la nonna di Russell, tuttavia...
Vanz: "RUSSELL RAGGIUNGEHHHH VETTELLLLLL!!!!11!!!11!!!"
Se non fossimo stati abituati a vedere Russell stazionare in top-ten per gran parte della gara, la sua presenza in zona DRS di Vettel avrebbe potuto sembrare una visione mistica, ma si è trattato solo di zona DRS. E poi stavamo assistendo a un altro evento epocale, ovvero Dani-Smile davanti a Bo77as al restart e poi dietro. Scivolato al terzo posto, ha perso il podio nei confronti del pilota che lo seguiva e... correte tutti ad avvertire i vostri conoscenti: ALBON TERZO!
Nel frattempo l'unica Alfa Romeo presente lo stava mettendo in quel posto ai Leclettel, anche se almeno Leclerc sarebbe riuscito a prendersi l'ottava piazza per penalità di Raikkonen.
A proposito di quest'ultimo, vorrei spendere qualche parola a proposito di una polemica che l'ha riguardato di recente e che ha portato alla fine di amicizie nate su Tumblr ma lo farò nel prossimo paragrafo dato che prima devo finire di narrare gli eventi della domenica, che sono quelli su cui vorrei mettere un maggiore focus. Tornando alla gara in sé, ho avuto la vaga sensazione che in cabina di commento non fossero proprio geni della matematica e che avessero qualche difficoltà di calcolo: lasciavano intendere che, a loro intuito, Raikkonen per chiudere in zona punti avrebbe dovuto essere cinque secondi davanti a Vettel, in modo da non scivolare dietro a quest'ultimo che era decimo. Nella realtà, effettivamente, Raikkonen è rimasto davanti a Vettel, ma non è questo su cui voglio soffermarmi, quanto piuttosto che, se devi scontare una penalità, per rimanere in zona punti non devi necessariamente rimanere davanti a chi è decimo, ma a chi è undicesimo. Nel senso, se Raikkonen fosse slittato dietro a Vettel che era decimo, Vettel sarebbe risalito al nono posto, quindi a Raikkonen sarebbe toccato il punto del decimo posto. Quello a cui doveva necessariamente restare davanti per andare a punti era Russell, che al momento era undicesimo.
La nonna di Russell: "E lo resterà! Tunz tunz tunz!!111!!111!!1"
"Russel": "Che tristezza quando anche i tuoi parenti ti tifano contro."
La nonna di Russell: "Tutta kolpahhhh tuahhhh che ti sei fatto trollare così come se niente fosse."
"Russel": "è colpa degli standing restart e del fatto che Leclerc abbia potuto cambiare gomme in un momento favorevole."
Voce fuori campo: "Io direi che è piuttosto la regola che ha permesso a Raikkonen e Grosjean di sdoppiarsi, ma non fa niente, rimani pure del tuo parere."
A proposito di Russell, il mondo intero è rimasto dispiaciuto per lui, uscito dalla zona punti dopo esservi rimasto per tanto tempo. Ovviamente mi accodo e, anzi, sarebbe stato molto bello se la Williams avesse ottenuto almeno un punto, però siccome sono una grande amante dell'epicità spero che possa succedere in modo ancora più epico e pittoresco e che, quando otterrà un punto in questa stagione, possa essere per mano di Latifi, altrimenti noto come marmotta del Quebec.
Voce fuori campo: "Non c'era bisogno di scriverlo così, in bella vista. Adesso la marmotta sta ruggendo a squarciagola nelle orecchie di Strollino."
Strollino: "Perché proprio nelle mie?"
Voce fuori campo: "Perché sei canadese, sei più ricco di lui, ma non sei una marmotta."
Strollino: "Naaaaahhhhhh, perché mi ricordi queste cose così brutte? Avrei voluto essere anch'io una marmotta. Sebby, ora che sei il mio fratello maggiore, perché non mi consoli tu?"
Sebby: "Solo se fai il bravo bambino."
Strollino: "Io sono sempre un bravo bambino."
Sebby: "Pare una risposta in stile Massa. Alla fine hai imparato qualcosa da lui."
Strollino: "No, è tutto merito di Felipinho. È stato di grande ispirazione per me."
Sebby: "E come tutti i bravi bambini andava a letto alle dieci di sera. Ovviamente ora che sono tuo fratello controllerò che tu faccia la stessa cosa."

BATTAGLIE TUMBLAHHHH: quel giorno in cui Hamilton si è travestito da copridivano (quindi giovedì, quindi prima della questione della maglia di Hamilton), una pagina ha pubblicato una meme in cui confrontava i piloti degli anni '70 e quelli degli anni attuali, con una foto di James Hunt con la sigaretta in bocca e la bottiglia di birra accanto a confronto con quella di Hamilton. Alcuni giorni dopo la gara Raikkonen ha postato un'instastory rispondendo a quella meme postando una foto di sé stesso alcuni anni fa ubriaco e con una sigaretta in mano sostenendo qualcosa tipo "c'è ancora qualche speranza". C'è stato chi ha interpretato tutto ciò come un attacco razzista nei confronti di Hamilton e credo che si stia rasentando il ridicolo. Non mi sembra un caso che le persone che hanno reagito male abbiano in media quattordici anni o giù di lì.
Ora, da una parte Hamilton negli ultimi tempi si sta dando all'attivismo sociale (e a differenza dei tumblreri e delle tumblrere lo sta facendo in modo adulto e serio) e viene screditato dai suoi detrattori per questo con argomentazioni molto campate in aria, e dall'altra sicuramente Raikkonen non mi sembra la persona più propensa a interessarsi di questioni sociali di qualsiasi genere dato che sembra vivere tra un "bwoah" e un bicchiere di vodka. Ma seriamente... quel post non aveva alcun riferimento a Hamilton in quanto attivista sociale e in realtà neanche a Hamilton come pilota. La mia personale interpretazione della meme originale è più o meno così: negli anni '70 c'erano piloti che bevevano come spugne, fumavano come ciminiere e apparivano fighi per queste ragioni, mentre al giorno d'oggi ci sono salutisti vestiti male che non incarnano lo stereotipo del figo anni '70.
Questa storia del "criticare Hamilton per come si veste è razzismo" che è girata Tumblr a mio parere è una vaccata colossale. Attenzione, con questo non sto dicendo: "ho scandagliato perfettamente ogni singola azione compiuta da Raikkonen nella sua vita e so per certo che non ha mai fatto commenti o commesso azioni che possano essere considerate razziste". Non passo la mia esistenza a informarmi su ogni singola azione commessa dai piloti. Semplicemente, nella peggiore delle ipotesi, in quel post Raikkonen ha preso per i fondelli Hamilton perché si veste in modo improbabile. Se l'avesse perculato perché va in giro con abiti tradizionali caraibici allora la questione razzista legata al post si sarebbe potuta tirare fuori, ma lì semplicemente Hamilton era vestito da copritavolo. A mio parere scherzare sul vestiario altrui, fintanto che non si rasentano i limiti del bullismo da scuole medie, è una cosa del tutto tollerabile. Anche perché quando si scatenò il caos relativo al nipote di Hamilton vestito da fata con sua conseguente cancellazione di tutti i post dell'epoca sui social network, proprio la stessa categoria di persone che oggi attacca Raikkonen per averne criticato il vestiario era quella che sosteneva che se uno si veste di m*rda non dovrebbe criticare il vestiario altrui. Penso che bisognerebbe evitare di fare un calderone con tutto ciò che riguarda un pilota e mescolare le cose. Tre anni fa Hamilton si vestiva male e veniva criticato per il vestiario. Il fatto che nel frattempo sia diventato un attivista sociale contro il razzismo, non significa che le critiche a lui rivolte per il vestiario siano diventate atti di razzismo. In quello che è successo sui social ci vedo semplicemente una meme. Il fatto che uno dei due piloti coinvolti sia un attivista sociale e che l'altro probabilmente se ne sbatta le scatole di tutto ciò che non riguarda l'alcool non deve rendere una battaglia attivista qualcosa che non lo è. Per le relazioni interpersonali su Tumblr, inoltre, credo si stia rasentando il ridicolo. Dire a una persona con cui fino al giorno prima interagivi costantemente "ti blocco perché sei una fan di Raikkonen e penso che Raikkonen abbia pubblicato un post di cattivo gusto" lascia pensare che il vostro legame non fosse così tanto forte come lo descrivevate. Aggiungo anche che diffondere sul web dati personali delle persone kattivehhhh (ovvero quelle che hanno un avatar di piloti che considerate problematici) per smerdarle come persone kattivehhhh (ovvero tifose di piloti che non vi piacciono) costituisce reato penale. Quindi lunga vita all'attivismo responsabile di Hamilton e breve vita all'attivismo fatto di m*rda dalle bimbe di Tumblahhhh che non sono mai uscite di casa e che hanno confuso il concetto di attivismo sociale con quello di cyberbullismo, magari facendo coincidere le persone con i piloti che tifano o sono tacciate di tifare (mi spiego meglio, ci sono persone che magari tifano per un pilota perché gli piace come pilota o perché per qualche motivo gli sta simpatico, ma questo non significa che in ogni situazione si comportino come farebbe il pilota stesso o che lo considerino perfetto, decidere di essere o non essere amici di una persona sulla base di quello che fanno i loro piloti preferiti è una roba da prima elementare).

RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (Mercedes), 2. Valtteri Bottas (Mercedes), 3. Alex Albon (Redbull), 4. Daniel Ricciardo (Renault), 5. Sergio Perez (Racing Point), 6. Lando Norris (McLaren), 7. Daniil Kvyat (Alpha Tauri), 8. Charles Leclerc (Ferrari), 9. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 10. Sebastian Vettel (Ferrari), 11. George Russell (Williams), 12. Romain Grosjean (Haas), Rit. Lance Stroll (Racing Point), Rit. Esteban Ocon (Renault), Rit. Nicholas Latifi (Williams), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Rit. Carlos Sainz (McLaren), Rit. Max Verstappen (Redbull), Rit. Pierre Gasly (Alpha Tauri).

domenica 20 settembre 2020

Buemi va all'inferno (cit.) nel girone nippon pop di Le Mans

Non ci sono più le ventiquattro ore di una volta, quelle in cui sembrava che la Jackie Chan potesse portare a casa una storica vittoria non solo di classe.
Non ci sono più nemmeno quelle in cui le Toyota non vedevano la luce del traguardo, con il povero Nakajima costretto al ritiro poco prima della bandiera a scacchi nel giorno della sovrapposizionehhhh con Baku.
Non ci saranno più nemmeno quelle con la Rebellion presente e, lo ammetto, ho sperato che accadesse qualche plot twist e che potessero portare a casa la vittoria.
Non è andata così, ha vinto lo stesso team delle ultime due edizioni, anche se con Hartley e la sua chioma fluente da cantante pop a completare il trio insieme a Buemi e a Nakajima invece di un certo futuro pilota della Renault di Formula 1. Tutti già vincitori passati, che avrebbero dovuto vedersela con i colleghi Kobayashi/ Conway/ Lopez se questi non avessero avuto un problema tecnico.
Alla fine la Rebellion del trio Senna/ Menezes/ Nato è arrivata seconda, con l'altra Toyota giunta in terza piazza.

Nota a margine, ho scoperto che in inglese non si dovrebbe dire girl team per indicare la vettura di LMP2 guidata da Calderon, Florsch e Visser e quella di GT delle Iron Dames, ma women team o female team. Credevo fosse quest'ultima la definizione da evitare e invece una giornalista(?) di madrelingua inglese mi ha spiegato che è girl team la definizione da evitare, non perché sia offensiva o indecorosa (anche se lei aveva iniziato affermando che era una definizione da facepalm) quanto piuttosto perché il termine "girl" viene usato per le bambine e non per le donne adulte.
È seguita un'altra conversazione su twitter a cui non ho preso parte dato che alcuni sono intervenuti e hanno proseguito dibattendo dell'uso o non uso del termine lady nello sport perché per gli uomini non si usa il termine gentlemen. In realtà nel motorsport quel termine si usa(va), anche se per motivi di cash.

sabato 19 settembre 2020

Best friends forever

Throwback: dopo essersi scambiati amorevoli sportellate e avere occasionalmente polemizzato durante l'anno i Vettelton si scambiano i caschi - Yas Marina 2018. Perché loro danno il buon esempio ai tifosi, ma poi i tifosi si comportano ugualmente da cazzoni.

venerdì 18 settembre 2020

F1 The Golden Days: GP Singapore 2019

Ogni volta in cui sento la canzone "Non mi basta più" di Baby K, al verso "in testa come Pantene, sei una ruota che dura dal lunedì fino al weekend" non posso fare a meno di pensare al GP di Singapore 2019, Pantene infatti rappresenta Antonio Giovinazzi, brevemente in testa a quel glorioso evento (dove "glorioso" l'ho scritto proprio per Giovi in testa per qualche giro) e Marina Bay e le ruote tutto sommato vanno d'accordo le une con le altre, vista la ruota panoramica che svetta in quella specifica location.
L'edizione 2020 doveva svolgersi in questo fine settimana (in sovrapposizionehhhh con la 24 Ore di Le Mans, tanto per non farci mancare niente) ma si tratta di uno dei millemila gran premi cancellati di questo mondiale, pertanto non mi resta altro da fare che ripercorrere una vecchia edizione... e appunto, la mia scelta è andata sull'ultima disputata, anche se di solito sceglievo edizioni più vecchie. La ragione per cui mi fermo indietro di appena un anno è che quell'edizione rischia di diventare molto più significativa di quanto ci fosse sembrata in un primo momento.

Immagino che abbiate la memoria ancora fresca sugli eventi di quel giorno, sullo scontro interno Charles Leclerc vs Sebastian Vettel, che gareggiavano come se ci fosse in palio la gloria eterna nel cuore dei tifosi Ferrari, cosa del tutto illusoria dato che nonostante lo stato di grazia uno dei due finirà verosimilmente per fare la fine dell'altro, perché si tratta di un destino inevitabile per tutti, anche se la giorno d'oggi sembra tutto immutato, ma non troppo, come sembra dal fatto che ogni tanto si invochi l'avvento di Lando Norris per salvare il destino della Rossa.
Uno partiva dalla pole position, l'altro in qualifica si era contraddistinto prevalentemente per essere andato a cambiarsi dietro una tenda al parc fermé (o quantomeno, presumo dietro a una tenda o da qualche parte e non che sia rimasto in mutande pubblicamente mentre si cambiava) e per tale ragione criticato dal telegiornale delle 20.00.
Il destino della gara sembrava scontato, ma uno rientrava ai box prima dell'altro e l'altro, mentre era in pista, ne approfittava per andare ai due all'ora in compagnia di Lewis Hamilton.

Leclerc, Hamilton, Vettel, Verstappen, queste le posizioni prima del giro di pitstop. Vettel, Leclerc, Verstappen, Hamilton, queste le posizioni dopo il giro di pitstop. Preferisco soprassedere su tutte le polemiche che si sono verificate in un secondo momento, mi limito a spiegare che la scelta della Ferrari sembrava inizialmente quella di continuare a scambiarsi le posizioni come se fossero figurine.
Poi, tra una safety car e l'altra, il destino del duo di testa è stato scandito da un'ineluttabile realtà.
La realtà dei fatti era che non ci sarebbero stati ulteriori scambi: Vettel fuggiva via da Leclerc, Leclerc lo inseguiva ritrovandosi occasionalmente inseguito da Mad Max e più occupato a parare il proprio fondoschiena che cercare l'assalto a quello altrui.
Bernd Maylander accompagnava spesso e volentieri le vetture verso un destino che si stava scrivendo lentamente, con la top-4 invariata fino alla fine e un Valtteri Bottas quinto classificato, tenendo a debita distanza la Redbull di Alex Albon: una top-6 con Ferrari, Redbull e Mercedes rimescolate.

Lando Norris, Pierre Gasly, Nico Hulkenberg e Antonio Giovinazzi a completare la top-10: l'uomo Pantene, come già accennato, si era contraddistinto per essere stato in testa alla gara e al centro dell'attenzione per quattro giri, il primo italiano in testa a un gran premio fin dalla notte dei tempi. Ovviamente era in una diversa pitstop window in quel momento ed era destinato a perdere parecchie posizioni rispetto a quegli istanti di gloria, ma penso che sia giusto, di tanto in tanto, non farsi mancare niente e ammirare anche se solo per qualche istante una meravigliosa e illusoria realtà.
Dopo la gara, una scena iconica, che ha aperto gli occhi di tutto il mondo e ha portato tante persone normali a diventare shipper dei Sewis (o dei Vettelton, come preferisco chiamarli io). Mentre Vettel rispondeva a una delle interviste post-gara, Hamilton è comparso alle sue spalle (inutile, quei due non riescono a stare lontani l'uno dall'altro, come scopriamo sempre di più giorno dopo giorno) e, quando si sono ritrovati a tu per tu, si sono abbracciati. Niente di che, ma dalle foto scattate, a un certo punto, sembrava stessero per mettersi a limonare. Meglio così, almeno questo post può concludersi con dolcezza.

PS. Mi sono dimenticata di dirvi perché sia un gran premio iconico, ma forse ci arrivate anche da soli. Visto l'andazzo, potrebbe rimanere l'ultima vittoria Ferrari almeno per un po', e l'ultima doppietta ancora più a lungo.

martedì 15 settembre 2020

Alla fine ho deciso di pronunciarmi sulla questione Perez/ Vettel

Una delle notizie che hanno fatto scalpore la scorsa settimana è quella relativa alla line-up 2021 della Aston Martin (l'attuale Racing Point nonché ex Force India), quindi credo che sia il caso di spiegarvi come la penso in proposito, non perché sia un argomento particolarmente fondamentale per la sopravvivenza, quanto perché, a mio parere, offre spunti di riflessione molto interessanti.
Inizio dicendo che, se fosse stato per me, molto probabilmente non avrei cambiato line-up, perché mi sembra che Perez/Stroll funzioni, che stiano andando abbastanza bene e che non ci si possa lamentare del loro rendimento (di nessuno dei due). Per il resto ho due ferme convinzioni: 1) che i team possano ingaggiare chi vogliono, 2) che tendenzialmente rispettare i contratti esistenti sia doveroso. Questo significa che, a mio parere, l'Aston Martin avrebbe potuto ingaggiare Vettel o chiunque altro e ne avrei rispettato le scelte, ma che al contempo trovo poco appropriato appiedare un pilota con contratto (e, al di là da eventuali valutazioni sul rendimento, specie alla luce del fatto che, per quanto ne sappiamo, Perez aveva un contratto in essere e Stroll no, quindi formalmente non c'era nulla che impedisse l'ingaggio di un pilota esterno, essendo solo uno dei due titolari sotto contratto).

A parte questo, credo che certe osservazioni che sono state fatte vadano un po' troppo oltre il buonsenso. Per esempio, la storia di "Perez ha salvato il team e adesso Stroll Sr lo mette a piedi, il mondo è ingiustohhhh" a mio parere lascia il tempo che trova. Credo che Perez dovrebbe essere giudicato come pilota e basta, per come guida, per come lavora con il team, queste faccende burocratiche lasciamole fuori. Anche perché, a conti fatti, quando Perez ha fatto causa alla Force India poteva finire in due modi: 1) l'acquisto del team da parte di un compratore, 2) il fallimento del team.
Quello che ha fatto Perez ha contribuito a salvare la squadra, questo sì, ma sarebbe potuta finire in modo molto diverso. Mi sembra fuori luogo attribuire a Perez il merito di avere salvato un team che non si sarebbe salvato se Stroll Sr non avesse tirato fuori i soldi. Che poi l'abbia fatto per mettere in pista suo figlio è un altro discorso, tra i due mi pare che sia Stroll Sr quello che ha assicurato un posto di lavoro ai dipendenti Force India e che li paga. Mi sembra ridicolo che venga visto in questa faccenda come un distruttore di team, mentre Perez sia il salvatore della patria.

Altra faccenda che non capisco fino in fondo è la storia secondo cui l'ingaggio di Vettel è "solo una manovra di marketing". Anche perché Vettel non somiglia per niente ai piloti che vengono descritti come "manovre di marketing". Per intenderci, non è una donna attraente, né un pilota dalla nazionalità strana sponsorizzato dal governo o dai petrolieri del proprio paese che decidono di diventare il main sponsor del team, le categorie a cui, fino all'altro ieri, si applicava maggiormente questo concetto. È un pilota normale che, almeno sulla carta, avrebbe potuto guidare la McLaren o la Haas di turno, se l'avessero messo sotto contratto. Questo non significa che un nome altisonante non possa attrarre degli sponsor, ma sarebbero comunque eventuali sponsor che decidono di sponsorizzare l'Aston Martin perché guidata da un pilota di cui conoscono l'esistenza, non suoi sponsor personali che l'avrebbero sponsorizzato in qualsiasi team.
Di quelli che difendono questa scelta, invece, tirando fuori la storia degli sponsor di Perez, non capisco perché se ne parli ora. Sappiamo tutti che Perez ha sponsor messicani piuttosto abbienti alle spalle, ma abbiamo visto i suoi risultati per dieci anni e questi risultati per dieci anni gli hanno valso la permanenza in Formula 1, mentre per altri piloti visti come ricchi e sponsorizzati non è stato così (dove per Perez siamo passati al grado di "povero e sponsorizzato", dato che deve reggere il confronto con Stroll).

Detto questo, non so se possa ottenere gli stessi risultati che avrebbe ottenuto Perez, ma non lo escludo. Da un lato penso che sia difficile confrontare piloti che sono in situazioni molto diverse gli uni dagli altri, se da un lato è vero che Perez ha fatto bene in Force India e Vettel male in Ferrari, non significa per forza che Perez avrebbe fatto bene in un top-team e Vettel male in un team di centro classifica, i risultati dei piloti da un team all'altro possono riservare sorprese non indifferenti (non so se ricordate Massa che arrancava in Ferrari e che un anno più tardi otteneva una pole position con la Williams in una stagione dominata dalla Mercedes).
Dall'altro penso che, andando a guardare i risultati ottenuti nei singoli eventi e nella media, in questa stagione Stroll stia andando più o meno come Perez e che in certe occasioni sia andato anche un po' meglio. Se Stroll, che viene visto come il pilota più scarso in griglia, riesce ad andare bene come Perez, non vedo perché debbano esserci delle eccessive difficoltà ad ottenere tali risultati da parte degli altri piloti che si trovano sull'attuale griglia di partenza. Per quanto io avrei probabilmente scelto Perez al posto di Vettel a occhi chiusi, perché tra i due al massimo è lui ad avere del potenziale ancora da scoprire, non ritengo che Perez sia così insostituibile come viene descritto.

Infine c'è un'ultima cosa di cui mi sembra importante parlare, ovvero che trovo un po' assurdo volere fare di tutto questo un confronto tra i piloti. Non è che uno rubi il volante all'altro o viceversa, si tratta di libere scelte di una squadra. In più non è che uno deve essere per forza un santohhhh subitohhhh e l'altro fare schifo, esistono tante vie di mezzo e molto probabilmente una delle suddette vie di mezzo è la situazione che descrive meglio la realtà. Credo che vederla come molti la vedono sia una grande forzatura e che non abbia molto senso.
Aggiungo una cosa: secondo me anche il confronto tra Vettel scaricato dalla Ferrari e Perez scaricato dalla Racing Point non è molto coerente. Poi è ovvio che ognuno tira l'acqua al proprio mulino. Prima Vettel si è lamentato di essere stato informato per telefono invece che di persona che il suo contratto non sarebbe stato rinnovato, dimenticandosi casualmente che ciò è avvenuto in un contesto, quello del lockdown, in cui non incontrarsi di persona anche per questioni di questo tipo era la norma. Ora c'è Perez che sostiene di essere stato informato all'ultimo del suo licenziamento a fine stagione, dimenticandosi che con tutta probabilità, visto il contratto annullato, è stato profumatamente pagato per farsi da parte.

Piccola precisazione: da quest'ultimo punto di vista, ammetto tuttavia che la reazione di Vettel almeno mi è sembrata avere una certa coerenza con sé stessa, quella di Perez non tanto, dato che tra le tante persone che ha ringraziato nel suo comunicato relativo all'addio al team a fine stagione ci sono anche quelli che ha tacciato di averlo appiedato a sorpresa. Per intenderci, almeno Vettel ha avuto l'accortezza di non fare affermazioni del tipo "Binotto mi ha telefonato per dirmi che ero fuori, lo ringrazio sentitamente per tutto quello che ha fatto per me".
Altra precisazione: ha fatto un certo scalpore il fatto che l'annuncio di Vettel in Racing Point/ Aston Martin sia avvenuto alla vigilia del gran premio in cui la Ferrari celebrava i 1000 gran premi nella storia. C'è chi ha visto la cosa male, pensando che fosse un affronto alla Ferrari. C'è chi ha visto la cosa nello stesso modo, ma in maniera più comica e leggera, pensando che fosse una bella vendetta di Vettel nei confronti della Ferrari. Suggerirei a tutte queste persone da un lato di darsi una calmata, dall'altro di non farsi troppi viaggi, perché 1) generalmente i contratti vengono annunciati in questo periodo quindi il timing non ha niente di particolarmente strano, 2) i contratti vengono annunciati quando si risolvono problematiche varie ad essi legate. In più, 1000 gran premi della Ferrari o meno, non è che tutte le altre cose debbano essere sospese di punto in bianco "per rispetto" e per non distogliere l'attenzione dalla Ferrari.

lunedì 14 settembre 2020

Formula Renault Eurocup 2020: le gare dell'estate

Tra i vari campionati minori che si stanno svolgendo in questo periodo credo sia arrivato il momento di parlare della Formula Renault Eurocup, uno dei campionati a livello continentale più importanti.
Siamo al livello delle Formule 3 regionali e nazionali più o meno e in media scendono in pista diciassette vetture. I piloti "standard" sono, elencati per numero di gara, Caio Collet, Petr Ptacek, Franco Colapinto, Hadrien David, Alex Quinn (seppure il titolare di quel volante fosse Jackson Walls rimasto in Australia per restrizioni di viaggio), Reshad De Gerus, Ugo De Wilde, David Vidales (stabilmente nel campionato ma solo dal secondo evento), William Alatalo, Mikhael Belov (Bellof - cit. telecronisti, che poi ha lasciato il campionato in corso d'opera per la GP3, che sarebbe in realtà F3 internazionale ma che in questo post chiamerò GP3 per chiarezza), Lazslo Toth, Nicola Marinangeli (assente negli ultimi due eventi per infortunio), Lorenzo Colombo, Amaury Cordeel, Tijmen Van Der Helm, Paul Aron, Victor Martins, Gregoire Saucy.
Hanno gareggiato invece occasionalmente Jonathan Hoggard (one-off), Joey Alders (i due eventi non sovrapposti alla GP3 in cui era titolare fin dal via della stagione), Vicky Piria (sostituta di Marinangeli durante l'assenza di quest'ultimo).

Ogni evento prevede due gare, ciascuna con la relativa qualifica e nessuna reverse grid. In genere si gareggia il sabato e la domenica, con orari variabili a seconda del calendario. Le gare vengono trasmesse in livestreaming su Youtube e c'è una relativa chat, come avveniva ai tempi d'oro per la Formula 3 Europea, la serie in cui la gente guardava le gare dibattendo delle dimensioni delle "ali mobili" dei piloti, generalmente per affermare che Lando Norris e Mick Schumacher ce l'hanno piccolo.
Ho visto anche qui certe perle, in genere si rimane su discorsi sulle garehhhh noiosehhhh, sui duellihhhh e i sorpassihhhh, ma ogni tanto, durante le gare che ho guardato (non tutte), ne hanno tirate fuori di un certo spessore anche lì. Direi comunque di soprasserere e di parlare di cose serie, come il fatto che nel corso di quest'estate, in luglio e in settembre, si sono svolti i primi quattro eventi della stagione. Ce ne saranno altri tre tra fine settembre e ottobre, infine tre nel mese di novembre.
Questi sono i piloti che hanno visto la luce del podio:

MONZA I: Colapinto, Quinn, Collet
MONZA II: Collet, Martins, Colapinto
IMOLA I: Vidales, Collet, Alatalo
IMOLA II: Vidales, Alatalo, Quinn
NURBURGRING I: Martins, Colombo, Vidales
NURBURGRING II: Martins, Aron, Saucy
MAGNY-COURS I: Collet, Vidales, Martins
MAGNY-COURS II: Martins, Collet, Vidales

Dopo i quattro eventi svolti, Victor Martins, nel 2019 runner up dietro a Oscar Piastri (neo-incoronato campione di GP3 del 2020) è leader della classifica davanti a Caio Collet: solo due punti li separano, mentre si conferma stabilmente terzo David Vidales. Il pilota spagnolo arrivato direttamente dai kart ha iniziato benissimo con due vittorie e poi quasi sempre sul podio a seguire, anche se non più sul gradino più alto. L'impressione positiva è confermata, anche se l'entusiasmo iniziale del grande pubblico sembra essere almeno in parte calato, secondo la dura legge che sei qualcuno quando vinci, mentre sei il nulla se arrivi secondo o terzo.
Dei due italiani presenti è Colombo il meglio posizionato in classifica, si trova al settimo posto anche se con un solo podio all'attivo come miglior risultato. L'altro italiano è Marinangeli, venuto dalla Formula 4 Emirati, dove veniva chiamato dai telecronisti Marinanghèlli o cose del genere. Succede anche qui. Finora è stato più vicino al fondo classifica che ai top, nei due eventi disputati, con un dodicesimo posto come miglior risultato, poi è uscito temporaneamente di scena, a quanto si dice sui social per una frattura riportata in un incidente in bicicletta. Al suo posto la Piria, nonostante le difficoltà è riuscita a centrare invece una top-ten, con una decima posizione nella seconda gara disputata in quest'ultimo fine settimana.

domenica 13 settembre 2020

Indycar 2020: Gateway e Mid-Ohio

Gli altri anni dopo Indianapolis si andava a Detroit, quest'anno a Gateway, due gare di 200 giri ciascuna, una un po' più caotica, l'altra molto meno, che hanno avuto, per un verso o per l'altro, Takuma Sato, fresco vincitore di Indy, come co-protagonista.
Nella prima, iniziata con un incidente tra Ed Carpentahhhh e Alex Non Sono Valentino Rossi, non sembrava nemmeno destinato a diventarlo: Willpowahhhh partiva dalla pole position e sembrava destinato a involarsi verso il successo. O almeno, nella prima parte di gara era in testa, davanti a Patricio O'Ward, della cui potenziale prima vittoria in Indycar si discute sempre più di frequente, e all'onnipresente Scott Dixon.

La prima vittoria dell'ex Redbull Junior, passato velocemente per Formula 2 e Superformula nella scorsa stagione prima di tornare negli States al momento in cui è saltato fuori che l'Indylights non gli aveva dato punti superlicenza perché ai tempi c'erano sette piloti al via (la storia di O'Ward non è rilevante per questa ricostruzione dei fatti di Gateway, ma non facciamoci mancare storielle random), sembrava più verosimile di prima nel momento in cui Willpowahhhh è rientrato ai box nel momento sbagliato venendo trollato dalla strategia altrui. Niente paura, comunque, una trollata era dietro l'angolo anche nei confronti di O'Ward, che avrebbe perso la prima posizione...

Guess what? Il pilota che ha superato O'Ward, quando mancavano trentacinque giri o giù di lì alla bandiera a scacchi era nientemeno che Dixon, che più il tempo passa e più sembra destinato a vincere gare a ripetizione (in ogni caso, dato che non ha vinto la Indy 500 dopo averne passato gran parte in testa, credo che non dobbiamo lamentarci troppo delle gare noiose - anche perché in Indycar a far diventare le gare "noiose" è un'altra faccenda di cui parlerò un po' più avanti), con O'Ward superato anche da Sato quando mancavano una ventina di giri alla conclusione. Il sorpasso è stato una perfetta manovra in stile Sato: uno di quelli che una volta riescono e dieci volte finiscono con due vetture a muro.

Eravamo nel caso in cui le cose erano destinate ad andare bene e i due sono saliti sui gradini più bassi del podio, con la top-ten completata da Colton Herta, Marcus Ericsson altresì noto come il Pollo Gigante, Rinus Veekay, Ryan Hunter-Reay, Felix Rosenqvist, Tony Kanaan e Conor Daly.
Dato che ho citato Kanaan, mi sembra opportuno segnalare che l'indomani sarebbe iniziata per lui l'ultima gara per la quale ha un contratto: la seconda di Gateway potrebbe essere stata la sua ultima gara di Indycar in carriera... e purtroppo non si sarebbe ripetuto con un'altra top-ten.

Josef Newgarden, Patricio O'Ward, Will Power, Rinus Veekay, Scott Dixon, Colton Herta, Felix Rosenqvist, Conor Daly, Takuma Sato e Santino Ferrucci i primi dieci dell'altra gara, piuttosto tranquilla, con una safety car entrata a quattro giri alla fine, quando Sato è andato a strisciare contro un muro. Ha solo strisciato e, da settimo che era, si è ritrovato nono, giusto perché era da troppo tempo che non combinava nessuna papera ed era più che opportuno evitare che la gente pensasse che si facesse sostituire da un gemello segreto non caotico. La gara è finita quindi dietro alla safety car e questo ha portato all'indignazione dei fanboy americani, perché a loro dire le gare dovrebbero finire in green-white-chequered applicando a caso le regole della NASCAR.

Questo è quanto, in Indycar, sembra ammorbare le gare e renderle noiose, il fatto che gli ultimi pochi giri vengano disputati dietro al Bernd Maylander della situazione (non so chi ci fosse al volante della safety car, ma in passato ci sono stati personaggi pittoreschi come Sarah Fisher o Oriol Servia, quindi mi auspico che si continui con gli stessi altolocati standard e non con gente a caso come accaduto una volta in passato in cui la safety car ha fatto incidente prima del via).
Secondo certi illustri fan del motorsport, la risposta giusta era redflaggare la gara e poi ripartire in seguito (con green-white-chequered, ovviamente). Sì, avete capito bene: per una banalissima strisciata contro al muro, senza incidente, volevano che fosse esposta bandiera rossa.

Questo accadeva due settimane fa: questo weekend si correva invece a Mid-Ohio. Devo ancora vedere gare o highlight, basti sapere che ieri ha vinto Willpowahhhh dalla pole, mentre Newgarden, Rossi, Rahal e Hunter-Reay completavano la top-5. Anche la gara di oggi è stata vinta dal pole sitter Colton Herta, in una tripletta Andretti completata dalle vetture di Rossi e RHR. Rahal ed Ericsson hanno completato i primi cinque e non sembra che ci siano state polemiche varie. Le due gare di questo weekend erano previste per il mese scorso, ma sono state rimandate per l'emergenza coronavirus e ricollocate in calendario.




mercoledì 9 settembre 2020

Commento al Gran Premio d'Italia: 6 settembre 2020

A volte ritornano, quando meno te lo aspetti, con una dinamica che non ti aspetti, ieri e oggi si fondono e tutto ciò che ne viene fuori è una storia di oggi mille volte più romantica di quella di ieri, forse la storia più romantica in assoluto che ci sia stata offerta dal motorsport di questo secolo.
Allora la pioggia, adesso il sole. Allora una qualifica strana, oggi una qualifica normale. Hamilton che otteneva la sua novantaquattresima pole position (vogliate perdonarmi questo spoiler, ma è stata la cosa più consueta del fine settimana, quindi la posso anticipare così) e la grafica che erroneamente sosteneva che era la sua novantesima vittoria... non c'era altro da fare che pensare che sarebbe stato proprio così, che il giorno dopo il Gangster Rapper avrebbe vinto il suo novantesimo gran premio in carriera e ci sarebbe stato comunque un po' di romanticismo: avrebbe raggiunto quota novanta proprio nello stesso circuito dove l'aveva raggiunta Schumacher nel 2006 e sarebbe stata una coincidenza interessante per la storia di Monza. Il destino di Monza, tuttavia, non era destinato ad essere sede della novantesima vittoria di Hamilton e il romanticismo a cui andavamo incontro era di portata ben più ingombrante.
È quasi inquietante, adesso, ripensare ai giorni prima del gran premio, quando si parlava dei fatti del passato e si ricordava quel bizzarro 2008 che, in fin dei conti, era meno bizzarro di quanto al giorno d'oggi lo si voglia far apparire. Perché il 2008 non era il 2020 e su una cosa tutti erano d'accordo: la Toro Rosso di Faenza poteva vincere una gara nel 2008, ma non nel 2020.

COME ARRIVARE ALLA VITTORIA CON UNA TORO ROSSO NEL 2008 - era un mondiale molto variegato, con Ferrari e McLaren a lottare per il titolo ma senza una supremazia netta, né tra di loro, né sulle altre scuderie. Da un lato è vero che Ferrari e McLaren potevano agevolmente stare davanti a tutti o quasi in qualifica, ma dall'altro lato, se non stavano davanti in qualifica per qualche motivo oppure se finivano dietro a gara in corso, era molto probabile che restassero dietro almeno a una parte dei loro avversari. L'errore di chi dice "non poteva succedere" è proprio questo, avere una visione troppo contemporanea del passato. Ci siamo abituati, specie nel momento in cui c'era una spaccatura netta tra Mercedes/ Redbull/ Ferrari e tutto il resto della griglia, che una di queste vetture, ritrovandosi nelle retrovie a inizio gara o a metà gara, potesse tranquillamente rimontare fino alla zona punti se non oltre. Il 2008 non era così: non c'era un terzetto di scuderie con performance talmente superiori alla media degli altri da avere la certezza del risultato spianato. In più era epoca di rifornimenti di benzina, che a mio parere, a ripensarci oggi, non aggiungevano molto e quindi tutto sommato non credo se ne senta la mancanza, e le vetture che arrivavano in Q3 dovevano qualificarsi con già a bordo il carburante del primo stint di gara. Questo comporta che, a seconda di quanto carburante si decidesse di mettere, le vetture potevano essere più leggere o più pesanti. Per chi arrivava in top-ten con una vettura magari non tanto performante quanto altre, c'era l'escamotage di avere meno benzina a bordo per qualificarsi il più avanti possibile. Ciò comportava esporsi al rischio di overcut (termine che ai tempi non si usava, si parlava di "sorpasso ai box" anche se tecnicamente non era un vero e proprio sorpasso): i piloti che stavano dietro andavano avanti qualche giro in più, chi era già rientrato aveva la vettura più pesante e magari era nel traffico e chi rimaneva in pista più a lungo poteva recuperare terreno. Una scelta di questo genere, complice un giro perfetto, ha probabilmente spianato la strada alla pole position di Vettel.
Dietro di lui c'era Kovalainen, compagno di squadra di Hamilton in McLaren, che qualcuno potrebbe non ricordare bene. Giusto per inquadrare il soggetto, Kovalainen era una sorta di Bottas dei poveri, quando stava in McLaren, capace di vincere una sola gara sulla stessa vettura con cui Hamilton vinceva il mondiale e peraltro favorito da una foratura dello stesso Hamilton per poi avere la strada spianata da una rottura del motore della vettura di Massa. Era lecito aspettarsi che Kovalainen stesse attaccato al posteriore di Vettel nella prima parte di gara, che Vettel rientrasse prima ai box e che Kovalainen potesse spingere al massimo e stargli davanti dopo essersi fermato a sua volta. Come ho detto, tuttavia, Kovalainen era una sorta di Bottas dei poveri e la cosa si è vista in gara. Vettel è andato via per i fatti suoi e Kovalainen non gli è rimasto vicino. Quindi, quando Vettel si è fermato a rifornire prima di Kovalainen, ciò non ha comportato alcun rischio e la posizione era abbondantemente conservata. Ironia della sorte, Hamilton invece, che partiva dalle retrovie su una strategia a un solo rifornimento, si stava avvicinando notevolmente ed era il pilota più veloce in pista. Lui sì che avrebbe potuto mettersi tra Vettel, la Toro Rosso e la vittoria, se le cose fossero girate per il suo verso. Purtroppo per lui, nonostante MeteoFrance avesse detto che sarebbe piovuto per tutta la gara, la pioggia ha smesso di cadere nel finale. Per questa ragione, quando con la seconda sosta gli altri piloti hanno messo gomme più adatte alle circostanze, anche Hamilton ha dovuto fermarsi una seconda volta per adeguarsi. A quel punto non c'era più nessun pilota che potesse ragionevolmente insidiare Vettel che così è giunto fino alla bandiera a scacchi, peraltro con un vantaggio di dodici secondi su un Kova che poi sul podio non sembrava particolarmente soddisfatto. Dopotutto nemmeno io lo sarei se avessi avuto il fine settimana della vita a disposizione e l'avessi preso in quel posto da un ragazzino sbucato fuori dal nulla, di cui il tifoso medio non sapeva nemmeno dell'esistenza, che non sembrava destinato a finire in un top-team nell'immediato (era già stato ingaggiato da tempo dalla Redbull per il 2009, ma contrariamente a quanto pensa certa gente, ai tempi la Redbull sembrava tutto tranne che un top-team).
Vettel, Kovalainen, Kubica sul podio e la gente di oggi che si chiede "davvero Kubica è andato a podio?" (facepalm) e parla di fortune sfacciate che hanno permesso un risultato falsato. Vorrei ricordare a questa gente che i risultati falsati sono le vittorie di chi vince sempre, nel loro immaginario, non quelli di chi vince una volta e poi il nulla cosmico per dodici anni. Purtroppo la Toro Rosso ha vinto con il pilota sbagliato, se al posto di Vettel ci fosse stato uno destinato a non vincere mai altrove magari quel risultato sarebbe stato maggiormente apprezzato dal grande pubblico in seguito. Tornando a noi, comunque, vari fattori hanno contribuito a quello che abbiamo visto nell'ormai lontano 2008: una vettura che sul bagnato performava meglio che sull'asciutto, una stagione variegata con cinque team vincitori e nove team a podio almeno una volta (nove significa tutti tranne uno, il fanalino di coda), una vettura probabilmente un po' più leggera in qualifica, un giro perfetto in qualifica da parte del pilota, una buona strategia, una gara senza errori... e probabilmente anche altre cose che al momento non mi vengono in mente. Credo che sia inutile volere demolire per forza un simile risultato, non tanto per un pilota che poi ha vinto altre 50+ gare, ma per una squadra che quel giorno ha vissuto davvero il suo momento di gloria e che con tutta probabilità pensava che un momento del genere non sarebbe arrivato mai più. Sono passati ben undici anni prima di potere puntare almeno al podio, anche se è successo ben due volte, e nulla lasciava pensare che potesse ripetersi. Lo dicevamo qualche giorno prima della gara: una Toro Rosso poteva vincere nel 2008, ma non può certo vincere nel 2020. Poi, incredibilmente, l'impossibile è diventato possibile.

COME ARRIVARE ALLA VITTORIA CON UN'ALPHA TAURI NEL 2020 - Hamilton e Bottas in prima fila, a seguire Sainz e Perez, Verstappino e Norris, Ricciardo e Strollino, Albon e Gasly a completare la top-ten. Un risultato di qualifica normalissimo completato da Kvyat, Ocon, Leclerc, Raikkonen e Kmag fuori in Q2 mentre erano usciti in Q1 RoGro, Vettel, Giovinazzi e i Russifi, anche se in effetti sono convinta che i Leclettel non lo definirebbero "risultato di qualifica normalissimo", ma che a loro sembrerebbe un enorme strazio e non avrebbero tutti i torti. Cosa può succedere con una simile griglia? O che Hamilton vince tenendosi dietro Bottas o che Bottas ha uno slancio incredibile e si porta in testa al via. Naturalmente quest'ultima possibilità è inferiore a quella precedente come probabilità e infatti Bottas ha deciso di dare il meglio di sé partendo al rallentatore. Sono passati i Norrisainz e poi anche Perez, Bottas si è ritrovato ad avere Verstappino negli scarichi e anche questo non doveva essere un bel soggetto da avere dietro. Nel frattempo Albon era in completa versione Alboff: prima è stato protagonista di un contatto con Gasly, poi ha tentato di grosjeanizzare RoGro, è stato penalizzato per il suo misfatto e... niente, l'abbiamo perso di vista per un bel po'. Anzi, no, l'abbiamo visto che faticava a superare Leclerc, il che sinceramente mi pare anche peggio che non averlo visto per niente, visto come stava andando la gara della Ferrari. Comunque le cose potevano addirittura migliorare: Vettel si è messo ad abbattere pannelli di polistirolo, non come passatempo ma perché la sua macchina all'improvviso aveva deciso di non frenare più. L'ha portata ai box e l'ha parcheggiata dentro, mentre più tardi Kmag avrebbe parcheggiato la sua fuori dai box, dopo avere avuto problemi. Quello è stato il turning point della gara, dato che ha portato a un grosso plot-twist.
In Alpha Tauri hanno chiamato Gasly ai box e il Pokemon è rientrato prima che entrasse in pista la safety car. Poi è entrata in pista la safety car e sono rientrati ai box Hamilton e Giovinazzi. Solo che la vettura di Kmag era talmente in mezzo alle pa**e che era stato deciso di chiudere la pitlane. C'era un semaforo rosso e Hamilton, Giovinazzi e le rispettive chiome fluenti hanno ignorato il suddetto semaforo. Sono stati messi sotto indagine, mentre gli altri rientravano in modo random e neanche tutti in un secondo momento, quando si poteva. Poi la safety car si è levata di torno, il Vanz si è esaltato perché Leclerc era risalito miracolosamente non olo in top-ten ma addirittura a ridosso della top-5, ma non è durata molto a lungo: il Predestinato è andato a schiantarsi contro una barriera che, diversamente da lui, non sembrava particolarmente predestinata, la scocca della sua monoposto ha retto bene l'impatto, m non si può dire lo stesso della barriera: la gara è stata redflaggata e a quanto pare adesso le regole per le gare redflaggate sono diverse. Nello specifico le vetture rientrano in pitlane, chi non ha effettuato il pitstop lo fa in pitlane a gara interrotta (Strollino, parlo di te), poi si va in pista a fare un formation lap dietro la safety car e si riparte con standing start. Mentre scoprivamo tutto ciò, i due di cui sopra venivano penalizzati e il Prosciuttello Gangster viaggiava per il paddock in monopattino, probabilmente per andare a parlare con i commissari. Oppure per andare a trovare il suo best friend forever, non lo possiamo sapere. Il pre-gara, infatti, era stato caratterizzato da Hamilton e Vettel assenti dalla manifestazione contro il razzismo, immortalati mentre raggiungevano la griglia uno di corsa e l'altro sul monopattino (immagino abbiate capito chi era quello in fissa con il monopattino, questo fine settimana). A seguire, Hamilton ha dichiarato di avere fatto tardi perché era in bagno. Quindi ciò significa che Vettel era andato a cercarlo, oppure che erano entrambi nello stesso bagno. Quindi può darsi che durante la redflag il suo collega lo aspettasse in bagno e che l'abbia rincuorato per l'imminente penalità tirandogli la coda. Qualunque cosa sia successa, comunque, quello che conta è che quando la gara è ripartita, a circa metà percorrenza, Hamilton era ancora in testa, ma costetto a scontare uno stop and go, come Giovinazzi, ma a nessuno importava un fico secco di Giovinazzi.
Strollino, che ne avrebbe ereditato la leadership, è andato un po' per prati ed è scivolato dietro a Gasly, Sainz e le Alfa Romeo, quindi il leader della gara è divenuto il Pokemon, mentre Sainz lo inseguiva ma a debita distanza, Giovinazzi rientrava ai box per scontare la penalità, Raikkonen veniva superato prima da Strollino e poi da tanta altra gente, Bottas dormiva al quinto posto alle spalle di Norris (senza più Verstappino tra le scatole visto che si era ritirato per guasto al motore subito dopo il restart) e Hamilton risaliva dai bassifondi, superando a un certo punto Albon che era tra gli ultimi. Purtroppo non l'ha speronato in corso d'opera, perché la gara di Albon sarebbe risultata decisamente più rispettabile con un ritiro, visto che mentre lui annaspava davanti al solo Giovinazzi, Latifi stava a ridosso della top-ten. Via radio comunicavano a Sainz che avrebbe preso Gasly in sette/otto giri, ma i tempi di Gasly sembravano suggerire il contrario. Incredibile ma vero, a distanza di dodici anni e con dinamiche completamnte diverse, si stava concretizzando l'ipotesi di una seconda vittoria della "Toro Rosso di Faenza"... e dal punto di vista umano sarebbe stata decisamente più romantica di quella precedente. Nel 2008 Vettel era un pilota che non sembrava avere grosse possibilità di diventare un top-driver in tempi brevissimi (doveva passare in Redbull e vi rimando alla classifica 2008 per farvi capire quali potessero essere le ipotesi per il futuro della Redbull), ma nulla lasciava pensare che non potesse diventarlo in futuro. C'erano diverse squadre di livello medio-alto che avrebbero potuto ingaggiarlo di lì a qualche anno, dato che nel suo piccolo si era comunque messo in mostra più di altri piloti debuttati più o meno ai suoi tempi e che nei top-team c'erano comunque anche piloti la cui posizione non sembrava così tanto stabile per il futuro. Mentre Vettel stava in testa a quel gran premio non mi è mai venuto da pensare, nemmeno per una volta, che quella fosse la sua UNICA possibilità di vincere un gran premio e che se non ci fosse stata quella non ci sarebbe stata mai più un'altra occasione. Il discorso Gasly è molto diverso.

LA RIVINCITA DEL POKEMON - poco più di un anno fa Gasly stava al volante di una Redbull e veniva criticato per non cavare un ragno dal buco. Non solo veniva criticato, ma è stato anche cacciato via a calci e sostituito da uno che, risultati alla mano, non è che si stia rivelando così tanto più competitivo. È stato messo da parte, gli è stato fatto capire che non era abbastanza per stare in un top-team. Tanti altri al posto suo si sarebbero demoralizzati, avrebbero finito per disperdersi da qualche parte a fondo classifica, in attesa di vedere anche la loro posizione da piloti di classifica medio-bassa disintegrarsi una volta per tutte. Quando Gasly è stato messo da parte dalla Redbull, poteva sembrare destinato a non andare più da nessuna parte, ad essere solo una misera comparsa che un giorno o l'altro non avrebbe più avuto nemmeno un volante di serie B. Una volta ottenuto quel volante di serie B, tuttavia, il Pokemon non si è mai lasciato scoraggiare ed è riuscito a diventare quello che non era quando stava in un top-team. Ha dimostrato il proprio valore cogliendo prima un rocambolesco podio in Brasile e poi la consacrazione definitiva, questa vittoria, qualcosa di impensabile nell'immaginario collettivo. Ha mantenuto un gap costante nei confronti di Sainz fino all'ultimo giro e quando questo è finalmente riuscito a scendere in zona DRS, ancora una volta Gasly ha mantenuto la posizione. Ha visto il mondo dal gradino più alto del podio, ha visto la delusione negli occhi del suo inseguitore e ha visto quello che nessuno credeva di poter vedere, forse nemmeno lui stesso. Perché non sali su un'Alpha Tauri convinto che vincerai il gran premio, questo è poco ma sicuro, e non oso immaginare cosa possa essergli passato per la testa in quella metà gara che ha passato là davanti a tutti, probabilmente consapevole che, con una "Toro Rosso di Faenza" difficilmente gli sarebbe capitata una seconda occasione. In più si narra perfino che Gasly sia stato un fanboy di Vettel... e ora me lo immagino ragazzino, mentre sogna a occhi aperti di emulare il suo Yd0l0 e di vincere un gran premio al volante della Toro Rosso. Ce l'ha fatta ed è la cosa più fiabesca che potesse accadere, al punto tale che non me la sento di aggiungere altro, né dialoghi immaginari né considerazioni sugli altri hot topic del giorno (Ocon che polemizza con il team ma non è cool abbastanza per non essere insultato via social, Hamilton che per poco non raggiunge Bottas, le considerazioni sulla bellezza delle gare con reverse grid nonostante questa non avesse una reverse grid e tutto quello che si è detto in questi giorni).

RISULTATO: 1. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 2. Carlos Sainz (McLaren), 3. Lance Stroll (Racing Point), 4. Lando Norris (McLaren), 5. Valtteri Bottas (Mercedes), 6. Daniel Ricciardo (Renault), 7. Lewis Hamilton (Mercedes), 8. Esteban Ocon (Renault), 9. Daniil Kvyat (Alpha Tauri), 10. Sergio Perez (Racing Point), 11. Nicholas Latifi (Williams), 12. Romain Grosjean (Haas), 13. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 14. George Russell (Williams), 15. Alex Albon (Redbull), 16. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Rit. Max Verstappen (Redbull), Rit. Charles Leclerc (Ferrari), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Sebastian Vettel (Ferrari).

martedì 8 settembre 2020

Commento al Gran Premio del Belgio: 30 agosto 2020

Per la seconda volta quest'anno mi ritrovo a scrivere un commento a un gran premio quando è già stato disputato quello successivo... siate comprensivi, non mi capitava da anni ma gli altri anni non c'erano tutti questi triple header. Naturalmente non farò spoiler su quanto accaduto una settimana più tardi perché il principio fondante dei Commenti ai Gran Premi è fingere che i lettori non abbiano la più pallida idea di cosa sia successo e che debbano venirlo a scoprire leggendo il commento stesso. Partiamo quindi dall'inizio, ovvero da una prima fila tutta Gangster Vampires, con dietro di loro Verstappino e Dani-Smile a tenersi dietro i rispettivi compagni di squadra. Un Carlito Fanboyz in grande spolvero si è messo dietro Perez e Strollino oltre che Norris fanalino di coda della Q3, ma è stato punito per questo affronto ai lattai: la sua vettura si è rifiutata di accendersi per il giro di schieramento e quando è arrivato il giro di formazione era ormai andato a letto già da tempo.
Fanboyz: "Tunz tunz tunz!!111!!11"
Voce fuori campo: "Perché stai celebrando un DNS?"
Fanboyz: "Perché mi sento come il mio YdOlO!!!111!!1!"
Voce fuori campo: "Non sono così sicura che sia un bene imitare queste cose del tuo Yd0L0."
Fanboyz: "Lo imito anche nelle sue sopraffine scelte relative alle squadre in cui accasarmi. Sono certo che in Ferrari vadano alla grande."
Kvyat e Gasly non erano d'accordo con il pensiero di Sainz e hanno battuto Leclerc e Vettel, rispettivamente tredicesimo e quattordicesimo in qualifica, mentre Russell era d'accordo con lui dato che è rimasto diligentemente dietro di loro come ultimo della Q2. Essere arrivato in Q2 era comunque un risultato di spessore, tutte cose di cui Raikkonen, RoGro, Pantene, la marmotta del Quebec e Kmag non potevano certo vantarsi. La marmotta del Quebec, tuttavia, non si preoccupava particolarmente, a mio parere: sa benissimo che gli exploit di Russell avvengono solo in qualifica e che in gara arrivano sempre e comunque ultimi. La nonna di Russell nel frattempo era su di giri perché suo nipote sarebbe partito nelle vicinanze di Vettel.
Sebby: "Non è che partire vicino a me sia un motivo di grande vanto."
La nonna di Russell: "Magari tu e il predestinato fate una bella partenza come quella volta e mio nipote ne approfitta."
Sebby: "Predestinatohhhh, hai sentito?"
Predestinato: "Cosa?"
Sebby: "La nonna di Russell ci sta prendendo per i fondelli, non ti pare che questo leda la nostra immagine?"
Predestinato: "Un po' sì..."
Sebby: "E non ti preoccupa?"
Predestinato: "No, io me ne sbatto di quello che pensa la gente, perché tanto c'è chi mi ama, tipo il Vanz."
Sebby: "Ti prego, non shipparti con lui."
Predestinato: "Naaahhhh, non mi shippo con nessuno, non sono come te che durante le prove libere scambi cenni di saluto con il Prosciuttello Gangster."
Tra parentesi, è stata una scena molto aaaawwww, stanno diventando la ship più bella della storia della Formula 1 ormai.
Predestinato: "Ma non sono predestinati come me, che supererò un bel po' di vetture al via."
Sebby: "Sai che quelle stesse vetture si riprenderanno la loro posizione?"
Predestinato: "Sì, ma starò davanti a te, ed è questo che conta."
Sebby: "Te l'ha insegnato il Vanz, scommetto."
Predestinato: "FUCSIAHHHHH."
Sebby: "Stai calmo."
Predestinato: "Fucsia, fucsia, fucsia, fucsiahhhhh!"
Sebby: "Bimbo, ti conviene calmarti, altrimenti penseranno tutti che hai la febbre e al prossimo gran premio non ti faranno nemmeno entrare nel circuito. Non che restarsene a casa debba essere per forza un male, ma..."
Predestinato: "Naaaaahhhh, a casa puoi starci tu, che non ti vuole più nessuno, nemmeno la Force India."
Sebby: "Le mie galline mi amano, specie da quando ho promesso a Hammi che non le metterò mai in pentola."
Gangster Hammi: "Però mangi ancora le loro uova e questo non mi soddisfa per niente."
Sebby: "Taci, se no stasera ti cucino una frittata."
Gangster Hammi: "ORROREHHHHHHHHH!"
B077as: "Se vuoi venire a cena da me, invece, ti posso cucinare una fiorentina al sangue."
Gangster Hammi: "No, basta con questi discorsi, io scappohhhh."
Infatti è scappato a gambe levate e nessuno l'ha più visto, se non al momento della bandiera a scacchi. Però, siccome siamo ancora alla partenza, direi di abbandonare il discorso Prosciuttello Gangster e di pensare a quello che facevano gli altri piloti in gara in attesa del momento della bandiera a scacchi.

Giovinazzi è andato a sbattere, forse scivolando su una pozza di shampoo, ha perso una ruota e quella ruota ha colpito la vettura di Russell, con poca soddisfazione della nonna di quest'ultimo che aveva ricominciato a tifare per il nipote dopo essersi resa conto che tifare Vettel significava assistere alla conquista della stessa quantità di punti ottenuti da Russell. La pista è stata invasa dai detriti, un'apparente situazione da bandiera rossa, che tuttavia è stata risolta in cinque minuti contati di safety car, durante i quali la nonna di Russell ha deciso di spegnere la TV e di andare a fare una passeggiata in giardino.
Il Predestinato intanto è andato a fare una passeggiata ai box, dove ha avuto una lunga sosta, un giro prima di tutti gli altri. Quando è tornato in pista si è ritrovato alle spalle di Vettel e Raikkonen ed erano talmente indietro che i fan suoi e quelli di Vettel non si stavano neanche insultando sui social per stabilire chi dei due fosse più meritevole di stare davanti all'altro. Raikkonen ha messo d'accordo tutti superando il suo ex compagno di squadra al restart e a quel punto è accaduto qualcosa di estremamente pittoresco.
Predestinato: "Io. Sono. Figo."
Sebby: "Io. Sono. Più. Figo. Di. Te."
Predestinato: "Io. Sono. Immensamente. Figo."
Sebby: "Io. Sono. Più. Immensamente. Figo. Di. Te."
Predestinato: "Io. Sono. Enormemente. Figo."
Sebby: "Io. Sono. Più. Enormemente. Figo. Di. Te."
Predestinato: "Io. Sono. Predestinatamente. Figo."
Sebby: "Io. Sono. Più. Predestinatamente. Figo. Di. Te."
Predestinato: "Eh, no, posso tollerare tutto ma la predestinazione rimane miahhhh."
Vanz: "Concordo. FUCSIAHHHHHH!"
Si è scatenato un duello epico che se fosse stato per la vittoria avrebbe provocato immediatamente un contatto con devastazione delle vetture. Dato che era per il tredicesimo posto, tutto è andato bene, almeno nell'ottica di Vettel, che è rimasto davanti al compagno di squadra.
Sebby: "Ho dei dubbi sul fatto che arrivare tredicesimo sia una bella cosa..."
Predestinato: "Quindi puoi lasciare il tredicesimo posto a me."
Voce fuori campo: "Naaahhhhh, per te ci sono altri programmi."
In casa Leclerc sono passati al Piano C, che sta per "Piano Che Cavolo Facciamo Adesso?" e ha fatto due soste, uscendo in mezzo al nulla, con una sfilza di Williams e Haas da superare. Per sua fortuna qualcuno di loro è andato ugualmente ai box, facilitandogli un'impresa impossibile, perché tra una cosa e l'altra la Ferrari andava bene tanto quanto le Haas.
Così, mentre Vettel è rimasto tutto il tempo a sprofondare fuori top-ten, Leclerc è stato chiamato a una lunga "rimonta" che consisteva nell'inseguire RoGro sperando di avvicinarsi abbastanza da superarlo, cosa che è successa all'ultimo giro. A quel punto poteva ambire al un nuovo illustre duello con Vettel per il tredicesimo posto, ma la bandiera a scacchi era più vicina di quanto non lo fosse lui a Vettel in quel momento e ci siamo risparmiati di assistere a un simile evento.
Predestinato: "Che delusionehhhh. Avrei voluto asfaltarlo ed entrare nell'Olimpo del motorsport."
Sebby: "Piantala di dire ca**ate, bimbo."
Predestinato: "Sono più figo di te, te l'ho già detto."
Sebby: "Sarai anche più figo di me, ma non sono io quello che ha firmato con il sangue un contratto per legarsi alla Ferrari fino al 2024."
Predestinato: "Come sei kattivohhhh."
Sebby: "Sono solo realista."
Predestinato: "Ora chiedo a Verstappino di picchiarti."
Sebby: "Mi hai scambiato per Ocon?"
Predestinato: "No, lui ha una vettura troppo competitiva per i nostri standard."
Sebby: "Sarà soddisfatto Alonso che l'anno prossimo dovrà guidarla."
Ferni: "Certo che sono soddisfatto. Già il non essere tornato in Ferrari si sta rivelando la cosa migliore che mi potesse capitare. Ora le sofferenze toccheranno tutte a quel pollo del mio fanboy."
Sebby: "Come osi maltrattarehhhh i bambinihhhh?"
Ferni: "Il fanboy è un bambino rompiscatole e a me non piacciono i bambini rompiscatole."
Sebby: "Ma sei il suo Yd0l0."
Ferni: "Lo so. Appunto che prenderlo per i fondelli è ancora più divertente."
A sentire quelle parole, probabilmente il fanboyz è scoppiato a piangere a dirotto, sempre che non stesse già piangendo nel vedere dall'esterno la gara delle Ferrari, ovvero il tipo di gara che gli toccherà probabilmente nella prossima stagione, rimpiangendo di avere scelto di lasciare la McLaren.

Il resto della gara consiste nell'assistere al duello a distanza tra Alboff e il Pokemon a cui la Formula 1 fa da contorno fin da quando l'uno è stato appiedato per mettere al suo posto l'altro. Quando in regime di safety car si erano fermati tutti, Gasly era stato il solo oltre a Checo a non farlo, perché era partito sulle gomme hard, se non vado errata. Al restart si è tenuto dietro il suo sostituto like a boss per parecchi giri, nonostante questo fosse su gomme decisamente più fresche.
Alboff: "Ma io sono al volante di una Redbull e tu no!"
Pokemon: "Non importa essere al volante di una Redbull. Quante volte sei andato a podio?"
Alboff: "Tutta kolpahhhh del Prosciuttello Gangster."
Pokemon: "Ti rendi conto di averlo incontrato due volte in totale?"
Alboff: "Sì, ma mi sono state fatali, perché erano proprio le uniche due volte in cui potevo andare a podio."
Pokemon: "E in tutte le altre occasioni?"
Alboff: "Non credo che tu sia la persona migliore per criticare i miei risultati in Redbull."
Sarò obiettiva, questo è vero, ma non per colpa del Pokemon, dato che sono io che ho ordinato al suo alter-ego di pronunciare queste parole. Al Pokemon quello vero penso non importi un bel nulla di guidare la Redbull, oggi come oggi, dato che al volante dell'Alpha Tauri sembra andare più forte di quanto facesse quando stava in Redbull.
Alboff: "Ma ora ti ho superato."
Pokemon: "Vantatene."
Alboff: "Certo, è stato faticosissimo, mi sembrava di stare nelle retrovie e di dovere superato Vettel."
Sebby: "E tu che ca**o vuoi da me?"
Alboff: "Volevo chiederti che cosa ne è stato del tuo passaggio in Pink Panther. Credo che non ti vogliano nemmeno lì perché hai vinto solo con la Redbull per cu*o e non per merito rendendo la Formula 1 falsata."
Sebby: "Senza offesa, ma credo che sia tu quello che sta falsando la Formula 1, dato che con una Redbull hai meno probabilità di arrivare sul podio di quante ne abbia Hulkenberg correndo il gran premio a piedi."
Alboff: "Come sei kattivohhhh."
Sebby: "Colpa tua, avresti dovuto stare zitto e continuare a guidare."
Alboff: "Ma io sto continuando a guidare. E viaggio verso la top-5."
Oki: "Per ora."
Infatti al penultimo giro è stato superato da Ocon, in una gara in cui le Renault erano in grande spolvero, Ricciardo è arrivato Hulkenberg e Ocon è arrivato Hulkenberg in seconda. Gasly nel frattempo risaliva fino all'ottava piazza, prendendo punti nonostante fosse precipitato a un certo punto in ultima piazza. Anche Checo dopo il suo pitstop era precipitato nelle retrovie ed è arrivato decimo, alle spalle di Strollino, il che ha provocato accuse di strategie fatte a caso per favorire il figlio del titolare, nonostante Perez non sia Hulkenberg e, se si giocasse il posto con Hulkenberg, tutti vorrebbero Hulkenberg vita natural durante.
Checo: "Ma io in passato sono stato sul podio."
Strollino: "Anch'io."
Checo: "Taci, bimbo."
Strollino: "Non darmi ordini, se no vado a fare gli occhi dolci a Vettel."
Checo: "Non mi interessa, fintanto che non sarà tuo padre a fare gli occhi dolci a Vettel."
Gangster Hammi: "Perché nessuno mi ca*a? Ho appena vinto questo gran premio."
Checo: "Nessuno ti ca*a perché hai vinto, appunto, se fossi arrivato decimo non si farebbe altro che parlare di te."

RISULTATO: 1. Lewis Hamilton (Mercedes), 2. Valtteri Bottas (Mercedes), 3. Max Verstappen (Redbull), 4. Daniel Ricciardo (Renault), 5. Esteban Ocon (Renault), 6. Alex Albon (Redbull), 7. Lando Norris (McLaren), 8. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 9. Lance Stroll (Racing Point), 10. Sergio Perez (Force India), 11. Daniil Kvyat (Alpha Tauri), 12. Kimi Raikkonen (Alfa Romeo), 13. Sebastian Vettel (Ferrari), 14. Charles Leclerc (Ferrari), 15. Romain Grosjean (Haas), 16. Nicholas Latifi (Williams), 17. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Rit. George Russell (Williams), DNS. Carlos Sainz (McLaren).

domenica 6 settembre 2020

NASCAR 2020: cenni sulla regular season

Sembrano passati secoli, ormai, da quando iniziava il campionato di NASCAR, con il grave incidente di Ryan Newman a Daytona, che per fortuna si è risolto in positivo. La stagione, a quel punto, proseguiva senza intoppi per appena un mesetto, per poi essere stravolta, ai primi di marzo, dall'epidemia di coronavirus, come tutto il resto del motorsport. Sono seguiti due mesi di stop, poi la stagione è stata rimessa in piedi, in un modo o nell'altro.

È arrivata l'epoca delle gare senza qualifica, con griglie di partenza estratte a sorte, con le gare del mercoledì e quelle della domenica e quant'altro, tutto verso un solo obiettivo: una regular season di ventisei gare, tanto quelle stabilite in origine, che terminasse in agosto, come da calendario... e l'obiettivo è riuscito: sono state disputate ventisei gare, ad arrivare ad agosto, e settembre, ottobre e la prima parte di novembre saranno dedicati ai playoff.
Tirando un po' di somme e facendo un po' di statistiche, dal punto di vista delle gare vinte, la situazione è questa:

7 vittorie per Kevin Harvick
6 vittorie per Denny Hamlin
3 vittorie per Brad Keselowski
2 vittorie per Joey Logano
2 vittorie per Chase Elliot
1 vittoria per Martin Truex
1 vittoria per Ryan Blaney
1 vittoria per Alex Bowman
1 vittoria per William Byron
1 vittoria per Austin Dillon
1 vittoria per Cole Custer

Si notano nomi illustri e nomi considerati un po' meno illustri, dopodiché si nota anche il nome di un rookie, l'ultimo che ho citato, mentre non hanno ottenuto vittorie altri soggetti illustri, tipo Kyle e Kurt Busch, oppure Jimmie Johnson, il pilota più odiato dai fanboy della NASCAR, che se non vado errata sta disputando la sua ultima stagione completa, di cui a un certo punto tempo fa ha dovuto saltare una gara in quanto contagiato dal coronavirus, stesso destino capitato anche a Dillon, con la sola differenza che Johnson è stato tacciato di esserselo inventato per questioni pubblicitarie.

In apparenza, diversamente dai piloti di Formula 1, i piloti di NASCAR, i membri dei team e la gente che lavora nella NASCAR non sembra essere sottoposta a test regolari, in quanto ai tempi di Johnson le cronache riportavano come sia stato trovato positivo al coronavirus in quanto, pur essendo asintomatico, aveva fatto il test dopo che era risultata positiva sua moglie, testata per via di sintomi lievi.
Il contrasto Stati Uniti vs resto del mondo mi ha lasciata un po' spiazzata, ma non è la prima volta che succede, quindi direi di tralasciare questo argomento.

Kevin Harvick, Denny Hamlin, Brad Keselowski, Joey Logano, Chase Elliott, Martin Truex, Ryan Blaney, Alex Bowman, William Byron, Austin Dillon, Cole Custer, Aric Almirola, Clint Bowyer, Kyle e Kurt Busch e infine Matt Di Benedetto sono i primi sedici piloti in classifica, che andranno a lottare per il campionato per i prossimi due mesi. La struttura dei playoff rimane tale e quale: tre gare con uno scontro a sedici, poi si passa a dodici per altre tre gare, a seguire a otto per altre tre e infine, all'ultima, solo i primi quattro piloti in classifica inclusi nello scontro per il titolo. Io tifo per Matt Di Benedetto, perché porta lo stesso cognome di un fornaio che lavora nel mio paese (non quello da cui compriamo il pane io e i miei familiari)!



venerdì 4 settembre 2020

Perché la Toro Rosso è riuscita a vincere un gran premio

Ieri il profilo twitter ufficiale della Formula 1 ha postato un tweet sul Gran Premio d'Italia 2008 e c'è gente che non seguiva la Formula 1 ai tempi che si è scatenata interpretando i fatti della Formula 1 del 2008 come se fosse stata la Formula 1 del 2020.
Voglio fare una doverosa premessa: non ho apprezzato per niente quel tweet dato che c'era scritto solo che si trattava della prima vittoria in carriera per Vettel (cosa a mio parere irrilevante, dato che stiamo parlando di uno che ha vinto 50+ gare, e non vedo che rilievo possa avere una di queste vittorie sul motorsport) e non c'era alcuna menzione al fatto che si trattava dell'unica vittoria della Toro Rosso (cosa a mio parere molto rilevante, dato che appunto è stata l'unica vittoria, e proprio il fatto che sia stata ottenuta da un pilota divenuto in seguito rilevante invece che dal primo Panis che passava per la strada è la ragione per cui se ne discute). Nonostante ciò, tuttavia, credo che il mio dovere sia quello di combattere l'ignoranza da social e spiegare come sia stato possibile che la Toro Rosso abbia vinto un gran premio nel 2008.

La prima osservazione che mi ha colpita è stata: "non è possibile che un team sesto in classifica abbia vinto una gara meritatamente, deve essersi trattato di un colpo di fortuna". In tal caso sarebbe stato più o meno lo stesso tipo di fortuna avuta da Panis quella volta, ma lasciamo stare. Anche perché il caso Monza 2008 e il caso Monaco 1996 non hanno niente in comune. In più, credo sia doverosa una premessa: il sesto posto in classifica finale della Toro Rosso tiene conto di tutto quello che è successo nella stagione.
Quella stessa stagione è iniziata con le vetture della stagione precedente e soprattutto a fine anno il team ha fatto 30+ punti, dei quali solo quattro ottenuti da Bourdais. Quest'ultimo ha dichiarato di essersi trovato meglio con la vettura di inizio stagione e di non essersi adattato alla vettura 2008. In più ha avuto sfortune random proprio nelle occasioni in cui stava andando bene e poteva portare a casa un discreto numero di punti. Se Bourdais fosse riuscito a fare gli stessi punti di Vettel o almeno ci fosse stato un gap minore tra i piloti, poteva essere possibile una posizione migliore. In sintesi, il concetto che voglio esprimere è questo: il fatto che la Toro Rosso sia arrivata sesta in classifica costruttori, non implica che sia stata 24/7 la sesta forza del mondiale 2008.

Altre considerazioni sono che era competitiva tanto quanto la Redbull e che i top-driver fossero fuori dalla Q3 e che questo abbia condizionato fortemente il risultato. Parto dalla questione Redbull: è vero che le vetture erano pressoché uguali, ma appunto erano due team da centro classifica. La Redbull dei tempi non era la Redbull di oggi. Il punto, tuttavia, è che non solo Redbull e Toro Rosso erano vetture quasi identiche, ma che in termini di performance tante vetture diverse avevano performance più o meno simili. Dei dieci team che hanno completato la stagione, nove hanno ottenuto almeno un podio, con la sola eccezione della Force India, backmarker senza punti in quel campionato, e cinque su dieci hanno ottenuto almeno una vittoria.
Nessuno di tali risultati sembrerebbe avvenuto in maniera particolarmente fortunosa, fatta eccezione per due risultati ottenuti dalla Renault, ovvero il podio di Piquet dovuto a un propizio ingresso della safety car e una delle vittorie di Alonso, dovuta a un propizio ingresso della safety car che è stato riconosciuto come innescato ad arte. A parte questo, comunque, la Renault ha vinto anche un'altra gara.

Vero che alcuni piloti di un certo spessore non sono andati in top-ten nella qualifica del GP d'Italia, tuttavia non è vero che tutti i contendenti al titolo fossero fuori in Q2. Dei due piloti che avrebbero lottato per il mondiale fino all'ultima gara, uno era Massa che in top-ten c'era eccome. Comunque, in ogni caso, vorrei anche ricordare che ai tempi ci si qualificava con il carburante per il primo stint di gara e che non era impossibile che team di seconda fascia cercassero di stare più leggeri per ottenere un risultato migliore in qualifica.
Rientrare ai box qualche giro prima dei top-driver significava rischiare di subire un overcut da parte di questi, in quanto giravano per qualche giro in più con vettura scarica. Per salvarsi da questo triste destino bisognava riuscire, nel corso dello stint, ad andare più veloci di chi stava dietro, al punto da rimanere davanti a costoro anche dopo la sosta. Nel primo stint Vettel è andato più veloce di Kovalainen e questo ha inciso sulla sua capacità di rimanere in testa.

In più aggiungerei un paio di cose random, come da contorno, che sono le seguenti. 1) Il giro di qualifica fatto da Vettel è stato molto buono, anche in confronto a quello di Bourdais, nonostante il quarto posto di quest'ultimo in griglia. 2) La gara è stata piuttosto tranquilla senza stravolgimenti e nel corso di quella gara Kovalainen, nonostante fosse su una McLaren, non andava forte abbastanza da avvicinarsi. 3) Hamilton era il pilota più veloce in pista e, con la strategia pianificata a una sola sosta, molto probabilmente sarebbe riuscito a superare Vettel nel corso della gara o a stargli davanti dopo il pitstop, ma ciò non è stato possibile in quanto, contrariamente alle previsioni meteo, la pioggia ha smesso di cadere e Hamilton è stato costretto a una seconda sosta per cambiare gomme. 4) Seppure quello di Monza sia stato il principale exploit della Toro Rosso, i risultati sembrano suggerire che, con la pioggia, fosse una vettura ben più competitiva che con l'asciutto (Bourdais è stato vicino ad andare a podio in Belgio, Vettel ha passato tutta la gara con i top-driver in Brasile ed era lui e non Glock il pilota che Hamilton inseguiva quando poi hanno superato entrambi Glock).

Con questo voglio dire che purtroppo questo gran premio è stato spesso dipinto in maniera sbagliata, e tutto perché il pilota era Vettel e non Panis. I suoi sostenitori quindi hanno sempre descritto il tutto come una performance eccezionale ottenuta solo grazie alle prestazioni del pilota, mentre i suoi detrattori hanno dipinto la Toro Rosso come la squadra più forte di quella stagione. Tutti sembrano essersi dimenticati del contesto e del fatto che, nel 2008, con una strategia giusta o una vettura adatta alle condizioni meteo in tanti potessero competere per il podio, con le giuste opportunità. Ovviamente il pilota non doveva mandare in vacca il risultato facendo errori o facendo performance al di sotto di quanto la vettura permetteva.
Da ultimo vorrei aggiungere una cosa: anche la retorica secondo cui Vettel sarebbe stato promosso in Redbull per questo evento non corrisponde a realtà. Vettel era stato ufficializzato dalla Redbull (per i tempi team da metà classifica - come da settimo posto finale) per il 2009 esattamente due mesi prima, per effetto del ritiro di Coulthard a fine anno (e un probabile rifiuto di Alonso, che già puntava alla Ferrari nel 2010).