sabato 29 febbraio 2020

Ne resterà una sola... o forse no

Ladies and gentlemen, start your engines e, se siete vere ladies, armatevi di armi di distruzione di massa, che il vostro obiettivo deve essere quello di devastare il resto della popolazione femminile, un po' come se fosse il video di "Bad Blood" di Taylor Swift, canzone chiaramente ispirata agli anni trascorsi dai Rosbilton come compagni di squadra. Oggi, infatti, parliamo di un argomento che negli ultimi tempi ha iniziato a cadermi spesso sotto gli occhi.
Un paio di giorni fa ho assistito a un nuovo tassello di questa tendenza dell'epoca contemporanea ed è accaduto quando è stato annunciato l'ingaggio di Sophia Florsch da parte del team Campos di F3 (la ex GP3, per intenderci). Un opinionista olandese(?) faceva la seguente osservazione: Jamie Chadwick, con il budget e il supporto della W Series, non è riuscita a trovare un volante in F3, mentre c'è riuscita Sophia Florsch, che si è contraddistinta per essere una "hater" della categoria. Invitava quindi a trarre ciascuno di noi le nostre conclusioni.

L'unica conclusione che ne traggo io è che ci sia un'esasperazione, specie da parte degli addetti ai lavori, per ingigantire le rivalità femminili nel motorsport, anche a distanza. Infatti Florsch e Chadwick non hanno MAI gareggiato l'una contro l'altra e, da quando ho memoria, non hanno MAI gareggiato nemmeno nelle stesse categorie.
Questo significa che viviamo in un mondo in cui finora Sophia e Jamie sono coesistite senza mai avere di fatto nulla a che fare l'una con l'altra, che hanno scelto di intraprendere percorsi diversi.
Peraltro, la Florsch è intervenuta dopo che qualcuno aveva suggerito che avesse più sponsor per via della maggiore popolarità, sostenendo di non avere sponsor che pagano per lei. E' intervenuta Alice Powell, che le ha chiesto se gareggiasse gratis, al che la Florsch le ha risposto, testualmente "no, ho i soldi, hai qualche problema?"... di conseguenza pare che, per propria ammissione, Florsch abbia un volante in F3 perché aveva i fondi per pagare (cosa piuttosto normale, nelle serie junior).

Questo cosa significa? Al di là del fatto che molti altri piloti sarebbero stati messi in croce per avere scritto un tweet analogo invece che ricevere dei like, quello che ci interessa è la parte puramente concettuale. In sintesi, è andata così:
Opinionista: "La Florsch ha un volante in GP3 snobbando la W Series, mentre la Chadwick non ce l'ha pur avendo fatto la W Series e avendola vinta."
Soggetto random: "La Florsch è più sponsorizzata."
Florsch: "Naaaahhhh, non sono gli sponsor che pagano per me e non ho bisogno dei bonus della W Series."
Powell (ex pilota GP3): "Quindi corri gratis?"
Florsch: "No, ho i soldi, diversamente da te che sei povera."
Questo significa, in sintesi, che se Chadwick fosse stata in possesso della stessa quantità di soldi della Florsch o se, possedendola, fosse stata desiderosa di un passaggio immediato in F3, l'avere fatto la W Series probabilmente non sarebbe stata una cosa vincolante (poi, non mi stancherò mai di ripeterlo, la Chadwick ha fatto anche la F3 Asia, di fatto la versione asiatica della F.Regional europea).

Il concetto più profondo che posso estrapolare da questa vicenda è che, a mio parere, ci sia troppa enfasi sul fatto che debbano esserci per forza una scelta giusta e una scelta sbagliata, trainata proprio dalla questione di genere. Il messaggio di fondo è: partecipare alla W Series è o al 100% giusto o al 100% sbagliato e chi farà carriera, alla fine, dimostrerà di avere ragione.
No, fermi tutti. Perché dovrebbe essere così? Al di là di tutte le questioni etiche che riguardano LA SERIE, penso che bisognerebbe tenere separato il campionato da chi vi gareggia, specie alla luce del fatto che la W Series ha sì l'obiettivo di essere un campionato per sole donne, ma ha anche la peculiarità di FINANZIARE la stagione delle sue partecipanti, ingaggiate dopo un'apposita selezione. Di conseguenza c'è chi ha scelto di gareggiare in questa categoria anche e soprattutto per potere gareggiare in una serie open wheel senza avere i big money per farlo altrove e per procurarsi degli sponsor grazie a un'esposizione mediatica che altrimenti non avrebbe.
Quindi non c'è da discutere del fatto che ci sia una scelta giusta e una scelta sbagliata, quanto piuttosto del fatto che ci sia anche chi non ha molte scelte.

In più si parte dal presupposto che dalle attuali formule minori debba uscirne UNA SOLA donna di successo, che solo una debba arrivare a gareggiare ad alti livelli (se non in Formula 1, in serie come Formula E o cose del genere). Spesso, l'Unica Eletta viene identificata nella Florsch o nella Chadwick, come se ci fosse la convinzione innata che l'unico modo che una donna ha per fare successo sia l'annientare tutte le altre donne esistenti.
In tutta obiettività, mi sembra un discorso molto campato in aria, sia per questioni di poca fondatezza, sia per questioni commerciali. Infatti quando è stato il momento di maggiore presenza femminile nel motorsport? Esatto, l'epoca di Danica Patrick. La grande prominenza di quest'ultima non ha sbarrato le porte alle altre ragazze, quanto piuttosto ha portato al loro incremento. C'erano altre donne in Indycar, c'era una donna in Champ Car, c'erano donne in Road to Indy, c'erano donne nel DTM... si è arrivate a gare di Indycar in cui c'erano ben quattro o cinque donne al via... che è, essenzialmente, come sarebbe avere tre donne al via di una gara di Formula 1.

In più, vedendo per forza la Formula 1 come obiettivo finale e vedendo per forza Florsch e Chadwick come le uniche potenziali candidate, a mio parere si commettono due grossi errori di valutazione.
Il primo è che, appunto, la Formula 1 non è l'unica serie di elevato spessore. Vedere donne in Indycar, in Formula E, il LMP1 a Le Mans o anche nel DTM, sarebbe comunque un enorme risultato e non dovrebbe essere sminuito per il solo fatto che "non è la Formula 1".
Il secondo è che la prossima donna in Formula 1 potrebbe non essere né la Florsch né la Chadwick. Per quanto riguarda specie una delle due (quella che non ha corso in F3 Asia) la rincorsa ai punti superlicenza potrebbe essere mooooolto lunga e piena di insidie e, soprattutto, le Flodwick sono le più prominenti donne delle formule junior oggi come oggi, ma non sappiamo che cosa ci riserverà il futuro. Oltre a loro bisogna tenere d'occhio anche quelle che ogni anno debuttano in F4. Probabilmente molte di loro saranno a un livello inferiore, ma mai dire mai. La prossima donna in Formula 1 potrebbe anche essere una di quelle di cui non sappiamo ancora nulla, perché magari si sta apprestando proprio ora a fare il grande salto dai kart alla F4.

Quello che mi sento di dire in conclusione è: teniamo d'occhio il panorama e smettiamola di costruire una rivalità artificiale tra gente che gareggia in campionati diversi, come se fosse una questione in cui soltanto una puà sopravvivere.

venerdì 28 febbraio 2020

Test prestagionali 2k20: sandbaggare è un must!

Oconstappen vibes...
E Albon regge la candela
Le ultime due settimane sono state caratterizzate dalla presenza dei test prestagionali, in due sessioni da tre giorni ciascuna.
Tutto è iniziato la settimana scorsa, con una polemica a proposito di quale dei leclettel dovesse scendere in pista per primo. Vettel è stato selezionato dalla scuderia per questo scopo, ma il karma l'ha punito: ha saltato il primo giorno per "sintomi influenzali". Ho ipotizzato che in realtà fosse un attacco di diarrea stile GP di Singapore e ciò trova conferma nel fatto che, se fossero stati sintomi influenzali, a quest'ora Vettel sarebbe rinchiuso in uno scantinato di Barcellona e tacciato di essere un untore.
C'è stata la foto di gruppo dei piloti e Albon ha ottenuto la possibilità di vivere quello che potrebbe essere il momento più altisonante della sua stagione: stava al centro della scena mentre, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra, Ocon e Verstappen si stringevano la mano venendo immortalati in foto e filmati.
Kubica nel frattempo scendeva in pista al volante dell'Alfa Romeo e ciò aveva effetti devastanti su Giovinazzi: nell'arco di mezza giornata si è passato dal volere Giovinazzi in Ferrari al posto di Vettel al volerlo appiedato e sostituito da Kubica.
La Williams percorreva più giri in un giorno che l'anno scorso in tutti i test e la Racing Point veniva tacciata di essere una Mercedes rosa.

Al secondo giorno di test c'è stato un plot-twist: il DAS della Mercedes, un congegno che permette di spostare il volante e che ha fatto discutere parecchio.
Fa ancora discutere, per via dei vantaggi che la Mercedes potrebbe ottenere tramite questo sistema, che sarà irregolare secondo la modifica regolamentare del 2021, ma l'arrivo del coronavirus in Europa e, in particolare, in Italia, ha fatto sì che la gente smettesse di preoccuparsi della potenziale superiorità della Mercedes e che iniziasse a preoccuparsi piuttosto del fatto che, oltre al GP della Cina, già ufficialmente rinviato a data da destinarsi (data difficile da trovare nel calendario) potrebbero saltarne anche degli altri. Si dice che Australia, Bahrein e Vietnam possano essere a rischio e che la stagione possa iniziare addirittura in maggio in Olanda. Si dice anche che Australia, Bahrein e Vietnam potrebbero essere rimandati. Non si sa quando, ovviamente, perché le date disponibili non sono sufficienti per uno, figuriamoci per quattro gran premi.

La seconda settimana, che si è appena conclusa, è stata caratterizzata da voci di corridoio che già al primo giorno davano per probabile l'annuncio del ritiro a fine stagione da parte di Vettel nella conferenza stampa alla quale era stato selezionato per partecipare.
Non era chiaro perché dovesse annunciare il ritiro a fine stagione in febbraio e infatti non ha approfittato della situazione per annunciare il ritiro, ma anzi, ha detto che non è il momento di parlare di quello che farà nel futuro.
Nella seconda giornata di test è venuto a piovere e ha fatto registrare il miglior tempo della giornata, ma nessuno ha osservato che la Ferrari avesse sei secondi di vantaggio su tutti per via del potenziale che ne avrebbe tirato fuori Leclerc.
Nessuno ha neanche detto che il miglior tempo di Vettel era la ragione perché era venuto a piovere e mi sento di concordare che non lo fosse: il giorno precedente a registrare il miglior tempo era stato nientemeno che Kubica.
Poi la settimana è terminata, si fa un gran parlare della superiorità Mercedes e del fatto che questo o l'altro sta facendo sandbagging e che i veri valori del campionato verranno fuori solo in Australia. O in Bahrein. O in Vietnam. O in Olanda. O dove inizierà il mondiale, arrivati a questo punto.


giovedì 27 febbraio 2020

Quando i siti ufficiali sbagliano le classifiche: lo strano caso del sesto posto di Guzman e Florsch

Update della classifica
La faccenda che vi racconto oggi non è proprio recentissima, ma credo che sia opportuno non lasciarla cadere nel dimenticatoio, perché offre spunti di riflessione interessanti relativi al mondo delle serie minori, in cui lo squilibrio tra siti ufficiali ben comprensibili e siti ufficiali non propriamente comprensibili è ancora molto elevato. A titolo di esempio, i risultati della Formula Renault Eurocup è più facile trovarli su Wikipedia che sul sito ufficiale, mentre per la F3 Americas una volta, l'anno scorso, un risultato ufficiale fu pubblicato con circa dieci giorni di ritardo. Fino al 2018 invece c'era il sito ufficiale della F3 Europea che era di comprensione immediata, con i risultati che venivano postati appena finiva la gara, con tanto di livetiming a gara in corso.

Il passaggio da Formula 3 Europea a Formula Regional ha cambiato radicalmente la situazione. A inizio stagione 2019 risultati e classifiche si trovavano soltanto sul sito di Aci Sport, organizzatore dell'evento, mentre in seguito è stato aperto anche un sito ufficiale, di cui avrei due osservazioni da fare: 1) sembra un sito studiato soltanto per la versione desktop il che non sarebbe neanche un male, se non fosse che magari, specie quando ci sono sessioni durante i giorni lavorativi, magari capita di volere controllare i risultati mentre i colleghi fumano o prendono il caffè, quindi da cellulare, 2) i risultati non li ho neanche trovati, quindi non sono certa che ci siano e il sito dell'Aci in realtà rimane il più completo da questo punto di vista, pur essendo un po' macchinoso.

Il campionato 2019 è terminato in ottobre e non saprei dire quanto sia stato messo in piedi quel sito web. Sta di fatto che la classifica finale deve essere stata ufficializzata qualcosa come tre mesi e mezzo, quasi quattro, prima di quella sera dell'11 febbraio in cui Sophia Florsch ha scritto un tweet in cui sosteneva di non capire come mai le fonti ufficiali la citassero come settima classificata in Formula Regional e linkava ad Autosport uno screenshot della classifica pubblicata sul sito ufficiale... che effettivamente la dava come sesta classificata davanti a Raoul Guzman, che invece veniva messo al settimo posto.
Per la legge dei grandi numeri, ciò che viene scritto su un sito ufficiale non viene mai preso con le pinze, quindi ci sono state anche sporadiche accuse di "fake news" per le fonti di informazione e di "fidarsi di Wikipedia" sia per fonti di informazione sia per i comuni mortali come noi.

Fino a quel momento non conoscevo il sito ufficiale e, seppure avessi controllato Wikipedia diverse volte, ero abbastanza consapevole, così come altri, del fatto che sul sito dell'Aci ci fosse scritto proprio quanto affermato dalle fonti di informazione che citavano Guzman come sesto classificato e Florsch come settima.
Qualcuno infatti ha notato che, dal sito ufficiale della Formula Regional, sembrava che Guzman non avesse conquistato punti nell'ultimo evento stagionale, in cui aveva ottenuto due piazzamenti a podio su tre gare, peraltro, e accumulato esattamente il numero di punti di differenza tra un sito e l'altro. Infatti i punteggi di tutti erano tali e quali, a parte quelli di Guzman.

Qualcuno ha insinuato che Guzman fosse stato squalificato per qualche ragione, ma squalificare gente senza redistribuire posizioni è una cosa che fa tanto GP del Brasile 1983 (unico GP della storia della F1 in cui non c'è un secondo classificato a causa della squalifica del secondo classificato stesso, senza che quella posizione venisse attribuita al terzo pilota al traguardo con conseguente redistribuzione di quelle successive) e quei tempi ormai sono ben lontani...
...
...
...quindi, in poche parole, tutto ciò era molto improbabile ed eravamo finiti all'interno della versione motorsport di un buco di trama. Peccato che, non essendo il motorsport una fan fiction stereotipata o un romanzo young adult stereotipato, non ci sia spazio per la sua versione dei buchi di trama.

Dopo che la Florsch aveva linkato il link da cui aveva preso quello screenshot (o, nello specifico, *MI* aveva linkato quella classifica, a seguito di una mia risposta al suo tweet) sono stata una delle persone che hanno scritto al sito della F.Regional per avere delucidazioni, chiedendo come mai il punteggio di Guzman fosse diverso da un sito all'altro (che, come proporzione, è un po' come se la classifica piloti della F1 fosse riportata diversamente sul sito della F1 e su quello della FIA) e suggerendo di rendere un po' più chiara la ragione per cui i punti di Guzman ottenuti nell'ultimo evento non erano considerati validi ai fini di quella classifica.
Anche altri hanno scritto e, da parte mia, non ho ricevuto risposta. Però, circa un'ora e mezza dopo avere scritto, mentre tornavo al link che mi era stato passato da Sophia per cercare di approfondire meglio i risultati di Guzman, ho trovato una sorpresa: Guzman era sesto e la Florsch settima, segno che la classifica presente sul sito ufficiale era effettivamente errata ed era stata corretta a seguito delle segnalazioni ricevute!

Vi è mai capitato che in un compito scolastico vi sembrasse che una correzione che vi aveva fatto l'insegnante fosse sbagliata? e, di conseguenza, di andare a chiedere chiarimenti, scoprendo non solo che quella correzione era esatta, ma facendo sì che l'insegnante riguardasse il vostro compito e che si accorgesse di un altro errore che gli/le era sfuggito, abbassandovi di conseguenza il voto?
Ecco, la versione motoristica di tutto ciò è stata esattamente quello che è accaduto alla Florsch quella sera: rivendicando una posizione in classifica che in realtà non le spettava, ha fatto sì che fosse appurato effettivamente che quella posizione non era sua, cosa di cui in caso contrario probabilmente nessuno si sarebbe accorto ancora per molto tempo.

Sintesi dei concetti esposti nei paragrafi precedenti in una sola frase: fidatevi dei siti ufficiali e non di Wikipedia, ma sappiate che a volte i siti ufficiali toppano (e, ironia della sorte, toppano anche in situazioni in cui perfino Wikipedia ci aveva azzeccato).


martedì 25 febbraio 2020

F3 Asia 2019/2020: Joey Alders vince il titolo

Il campionato asiatico di Formula 3 si è svolto tra dicembre e febbraio, rientrando pienamente nei campionati invernali, che offrono punti superlicenza, ed è terminato nel weekend appena passato.
Abbiamo rivisto al via il campione 2019, quando la serie si svolgeva ancora nell'altro periodo dell'anno, Ukyo Sasahara, ma in qualità di guest driver, ovvero non prendeva punti. Tra i front runner spiccavano invece Joey Alders (campione in carica della F.Renault asiatica) e Jack Doohan.
Tra i nomi illustri anche Nikita Mazepin e Pietro Fittipaldi, nella speranza di ottenere punti superlicenza, mentre ha fatto scalpore il duello femminile tra Jamie Chadwick e Tatiana Calderon. Quest'ultima è uscita di scena dopo tre eventi e, a seguire, si è vista al volante, un'altra ragazza, Miki Koyama, in occasione del quarto evento stagionale (miglior risultato della giapponese un nono posto).
Tra i piloti illustri che hanno disputato parte della stagione anche Devlin De Francesco, Jake Hughes e Sebastian Fernandez.

ROUND 1 - SEPANG
Gara 1 non è stata trasmessa, mentre le cose sono migliorate con Gara 2 e 3, uscite in livestreaming su Youtube.
Joey Alders ha vinto le prime due, mentre in seguito è stato Jack Doohan a imporsi nell'ultima.
In condizioni che passavano per vari gradi di bagnato, Tatiana Calderon si è fatta notare con un quarto posto nella seconda gara, anche se nel resto del weekend non è stata molto notevole. Vista l'attenzione per il duello femminile a cui la serie sembrava fare da contorno, è stato notato come in totale abbia portato a casa meno punti della Chadwick.
La stagione di Pietro Fittipaldi è iniziata malissimo: nemmeno un punto in tre gare, con un 11° posto come miglior risultato. Le cose, per lui, sarebbero comunque migliorate negli eventi successivi.

Podio Gara 1 - Alders, Doohan, De Francesco
Podio Gara 2 - Alders, Mazepin, Cao
Podio Gara 3 - Doohan, De Francesco, Alders

ROUND 2 - DUBAI
In un fine settimana fatto di Thursday e Friday Races, tutte le gare sono state trasmesse in livestreaming. Gara 1 è terminata con il botto, tra Ukyo Sasahara e Jack Doohan mentre lottavano per la vittoria. Doohan ha proseguito e, seppure sia stato penalizzato, è riuscito a conservare la vittoria.
Il giorno dopo sorpresa! un rain delay a Dubai! Quando la gara c'è stata ha vinto Alders, con Fernandez secondo. Doohan ha fatto una bella rimonta artigliando il podio proprio sul finale. Altro giorno negativo per il campione in carica: il giapponese è prima stato protagonista di un contatto con Fittipaldi e poi si è ritirato per problemi tecnici.
In Gara 3 ha vinto Yu Kanamaru, mentre Sasahara è andato a podio, anche se i suoi punti del terzo posto sono stati ereditati da Alders, leader della classifica.
Jamie Chadwick ha ottenuto il miglior risultato femminile con un sesto posto: pericolo scampato, fosse stata battuta dalla Calderon se ne sarebbero sentite di tutti i colori.

Podio Gara 1 - Doohan, Alders, Fernandez
Podio Gara 2 - Alders, Fernandez, Doohan
Podio Gara 3 - Kanamaru, Sasahara, Alders (in classifica Alders secondo e Fernandez terzo)

ROUND 3 - ABU DHABI
Evento sprofondato dentro un buco nero, nel quale siamo andati a un passo dalla prima vittoria femminile, dopo che Jamie Chadwick è partita dalla pole position in Gara 2 (stilata per regolamento sulla base del miglior tempo in Gara 1 - la 1 e la 3 avevano una normale qualifica, invece) e ha mantenuto la posizione fino al traguardo. Dopo tre/quattro ore, tuttavia, è stata penalizzata per jump start, sprofondando all'ottavo posto.
In questo evento ha fatto il suo debutto one-off Khaled Al Qubaisi, padre di Amna e Hamda.

Podio Gara 1 - Sasahara, Mazepin, Doohan (a podio in classifica Mazepin, Doohan e Fittipaldi)
Podio Gara 2 - Alders, Sasahara, De Francesco (in classifica secondo De Francesco e terzo Fernandez)
Podio Gara 3 - Fernandez, Doohan, Mazepin

ROUND 4 - SEPANG
Sono arrivati una serie di piloti malesi tra cui il figlio di Alex Yoong, nessuno di loro è riuscito a qualificarsi(?), nessuno se ne è preoccupato, ma tutti eravamo felici dal ritorno delle dirette.
Il weekend è stato caratterizzato dalla rimonta di Jack Doohan, che ha vinto tre gare su tre, riuscendo quindi ad avvicinarsi in classifica a Joey Alders, mentre in pochi sono rimasti indifferenti di fronte a Jamie Chadwick che, dopo la delusione di Abu Dhabi, iniziava il weekend con una terza posizione dietro ai due championship contenders.
L'indomani mentre Doohan usciva vincente da un duello con Alders per la leadership, si è lanciata all'inseguimento di quest'ultimo e, proprio duellando con lui e con Mazepin per la seconda posizione, ha superato Alders, ma ha dovuto rimanere alle spalle di Mazepin ed è stata superata anche da Sasahara. Quarta al traguardo, ha ereditato da quest'ultimo i punti del terzo posto, mentre nella gara conclusiva del fine settimana non si è ripetuta perdendo terreno al via per evitare la vettura di Sasahara rimasta ferma davanti a lei sulla griglia al momento dello start.
Gara 2 è andata relativamente male per Alders, che ha perso varie posizioni, salvo poi riprendersi in Gara 3 con un secondo posto.

Podio Gara 1 - Doohan, Alders, Chadwick
Podio Gara 2 - Doohan, Mazepin, Sasahara (in classifica terza Chadwick)
Podio Gara 3 - Doohan, Alders, Kanamaru

ROUND 5 - CHANG
Il campionato è terminato in questo weekend in Thailandia, con Alders e Doohan a contendersi il titolo, separati da 15 punti. Doohan si trovava a insegure, ma sembrava di gran lunga il più competitivo dei due in questo fine settimana. Il destino, tuttavia, intendeva riservargli un brutto scherzo, anzi, in realtà più di uno: dopo avere dominato Gara 1 davanti ad Alders, ha forato all'ultimo giro, scivolando fino all'ottavo posto e cedendo la vittoria su un piatto d'argento proprio al suo avversario.
Nikita Mazepin, arrivato secondo al traguardo, è stato in seguito penalizzato per un contatto da lui innescato, con Jamie Chadwick e Pietro Fittipaldi classificati in seconda posizione. Tra i due, nel frattempo, era in vista un duello minore per il quarto posto in classifica.
In Gara 2 ancora una volta Doohan era in testa fin dal via... e ha forato di nuovo, stavolta al penultimo giro. Sasahara si è ritrovato quindi in testa seguito dal debuttante Mikhael Belov e da Pietro Fittipaldi. I due, tuttavia, sono stati penalizzati per tagli random di chicane e a risalire al secondo posto, che valeva i punti della vittoria, è stata proprio Jamie Chadwick a spese di Fittipaldi.
A quel punto, con Alders già campione, Doohan è giunto secondo in Gara 3, alle spalle di Sasahara, con la Chadwick terza, mentre Fittipaldi partito dai box è arrivato soltanto decimo.

Podio Gara 1 - Alders, Chadwick, Fittipaldi
Podio Gara 2 - Sasahara, Chadwick, Alders (a podio per la classifica Chadwick, Alders e Fittipaldi)
Podio Gara 3 - Sasahara, Doohan, Chadwick (a podio per la classifica, Doohan, Chadwic, Belov)

NB. Secondo quanto riportato dai profili ufficiali della F3 Asia, Nikita Mazepin, Jamie Chadwick e Jack Doohan sarebbero da considerare formalmente, seppure non lo siano stati nella pratica, i vincitori delle gare vinte da Ukyo Sasahara.

CLASSIFICA PILOTI:
1. Joey Alders - 266
2. Jack Doohan - 229
3. Nikita Mazepin - 186
4. Jamie Chadwick - 139
5. Pietro Fittipaldi - 119
6. Yu Kanamaru - 104
7. Devlin De Francesco - 101 (Round 1/2/3)
8. Sebastian Fernandez - 96 (Round 2/3)
9. James Yu - 70
10. Tommy Smith - 48
11. Mikhael Belov - 39 (Round 5)
12. Daniel Cao - 31 miglior risultato 3° (Round 1)
13. Tatiana Calderon - 31 miglior risultato 4° (Round 1/2/3)
14. Jake Hughes - 24 (Round 1/2)
15. Alessio Deledda - 21
16. Miki Koyama - 6 (Round 4)
17. Thomas Luedi - 3 (pilota Master Class - categoria per vetture delle passate stagioni)
18. Khaled Al Qubaisi - 2 (Master Class - Round 3)
19. Paul Wong - 0 (Master Class - non presente al Round 4)
NC. Alister Yoong, Dominic Ang, Najiv Razak, Gilbert Ang, Leonard Hoogenboom (presenti a vario titolo per "fare numero" nei due round finali)
GUEST DRIVER: Ukyo Sasahara (intera stagione) e Amaury Cordeel (Round 7) // Sasahara per risultati si sarebbe classificato intorno alla quarta/quinta posizione, Cordeel invece indicativamente tra Deledda e Koyama.

CONSIDERAZIONI: ho visto tutte le gare che sono state trasmesse su Youtube (quindi tutte eccetto la prima di Sepang e tutte quelle di Abu Dhabi), buona parte delle quali in diretta, mettendomi anche la sveglia per quelle notturne (che ho visto sul cellulare, a letto), quindi penso di potere esprimere un giudizio su quanto accaduto.
Innanzi tutto, complimenti a Joey Alders, ma a fine stagione Jack Doohan ha guidato meglio di lui e si è dimostrato molto più competitivo. A sfavore di quest'ultimo, tuttavia, hanno pesato oltre alle due forature alcuni singoli risultati non troppo positivi nella prima parte della stagione.
Buona ripresa di Mazepin dopo una stagione deludente in Formula 2, ma da rimane pur sempre un pilota di Formula 2, vederlo dietro a dei pilotini a cui deve ancora spuntare la barba mi lascia un po' perplessa. Discorso analogo si potrebe fare per Fittipaldi: non sempre ha avuto risultati brillanti in passato, ma ha gareggiato in Indycar e WEC, ha guidato una Formula 1 in occasione dei test e vederlo arrivare in classifica dietro a Jamie Chadwick, proveniente da campionati di F3 nazionali lascia qualche dubbio, vista la grande differenza dei due in termini di esperienza. Chadwick... cosa dire? di serie minori ne seguo bene o male e lo faccio da anni, e tutto ciò che posso dire è che dopo la vittoria cancellata ad Abu Dhabi è sembrato di vedere gareggiare un'altra persona. Dei part-time, Hughes non ha ottenuto grandi risultati, mentre De Francesco e Fernandez mi hanno colpita in positivo, specie Fernandez, che non combinava molto fin dai tempi della Formula 4.


domenica 23 febbraio 2020

MRF Challenge 2019/20: Michelangelo Amendola vince il titolo

Metà febbraio è il periodo in cui iniziano a terminare i campionati minori invernali ed è il caso del MRF Challenge 2019/2020, la F2000 indiana, che si è svolta tra il medio oriente e l'India, con tre eventi, composti ciascuno di cinque gare, terminando una settimana fa. O meglio, è quanto doveva accadere, cinque gare per evento, dato che il secondo evento stagionale ha visto svolgersi soltanto quattro gare, mentre una è stata "recuperata" a fine stagione con una sesta nell'ultimo evento.

Il titolo è stato vinto dal pilota belga Michelangelo Amendola, con una gara d'anticipo nei confronti dell'australiano Dylan Young.
Al via una griglia non troppo estesa, come nelle scorse stagioni, all'incirca una decina di vetture, con la presenza di alcuni piloti che hanno gareggiato per un evento one-off. È il caso, ad esempio, di David Schumacher e Bent Viscaal, i piloti più conosciuti della serie.

Round 1 - DUBAI/ Emirati Arabi
PODIO GARA 1: Michelangelo Amendola, Josh Mason, Dylan Young
PODIO GARA 2: Michelangelo Amendola, Josh Mason, Manaf Hijjawi
PODIO GARA 3: Dylan Young, Michelangelo Amendola, Josh Mason
PODIO GARA 4: Yuven Sundraramoorthy, Michelangelo Amendola, Valdemar Eriksen
PODIO GARA 5: Michelangelo Amendola, Josh Mason, Dylan Young

Round 2 - SAKHIR/ Bahrein
PODIO GARA 1: Bent Viscaal - David Schumacher - Valdemar Eriksen
POSIO GARA 2: David Schumacher - Bent Viscaal - Dylan Young
PODIO GARA 3: Bent Viscaal - David Schumacher - Yuven Sundaramoorthy
PODIO GARA 4: Dylan Young, Manaf Hijjawi, David Schumacher

Round 3 - CHENNAI/ India
PODIO GARA 1: Michaelangelo Amendola, Dylan Young, Josh Mason
PODIO GARA 2: Manaf Hijjawi, Josh Mason, Valdemar Eriksen
PODIO GARA 3: Michelangelo Amendola, Dylan Young, Louis Foster
PODIO GARA 4: Yuven Sundaramoorthy, Manaf Hijjawi, Dylan Young
PODIO GARA 5: Louis Foster, Yuven Sundaramoorthy, Michelangelo Amendola
PODIO GARA 6: Dylan Young, Valdemar Eriksen, Michelangelo Amendola

CLASSIFICA: Michelangelo Amendola 247, Dylan Young 223, Josh Mason 176, Manaf Hijjawi 148, Valdemar Eriksen 148, Yuven Sundaramoorthy 138, Ushijima 104, Largim Ali 83, David Schumacher 82, Louis Foster 79, Bent Viscaal 72, Chetan Korada 31.


giovedì 20 febbraio 2020

Daytona 500: grave incidente per Newman, che tuttavia sta già molto meglio

Caro meteorite, ti scrivo per informarti delle ultime novità, che probabilmente ti sono sfuggite, altrimenti saresti intervenuto in nostro soccorso grosjeanizzandoci già da qualche giorno.
Domenica 16/02 doveva iniziare il campionato di NASCAR, con la Daytona 500, e non è iniziato nel migliore dei modi: c'è stato un rain delay interminabile e la gara è stata rinviata al lunedì.
Questo, almeno, è quello che pensavamo fosse un inizio "non nel migliore dei modi", perché purtroppo le cose sono cambiate. È arrivato il lunedì, la pioggia si era levata di torno ed era finalmente possibile gareggiare. La gara si è svolta in quella che per noi europei era la notte tra lunedì e martedì. Martedì mattina ci siamo svegliati con la news che, tutto sommato, un rain delay era roba da niente.

All'ultimo giro, dopo vari overtime, era in corso un duello per la leadership tra Denny Hamlin, Ryan Newman e Ryan Blaney, con le vetture molto vicine. Quando Newman si è portato in testa, è stato colpito dalla vettura di Blaney ed è finito in testacoda andando a impattare contro le barriere.
Centrato dalla vettura di Corey Lajoie, ha spiccato il volo, ribaltandosi, e la vettura è stata avvolta dalle fiamme.
Mentre Hamlin e il suo team festeggiavano la vittoria come se non ci fosse un domani, apparentemente inconsapevoli di quello che era accaduto (cosa comprensibile per Hamlin che non ha assistito alla scena essendo davanti, mentre il team... non saprei, mi sembra strano che nessuno avesse idea di quello che era successo), Newman veniva estratto dalla vettura e portato in ospedale in "condizioni serie", seppure ore dopo sia stato comunicato che non era in pericolo di vita.

Martedì il mondo del web è riuscito a dare il peggio di sé, a proposito di questa situazione, e in America hanno deciso di farlo polemizzando a proposito delle presunte opinioni politiche di Newman. Il lato motoristico della vicenda, che doveva essere quello principale, è stato messo da parte, con tanto di gente che faceva politica da click facile augurandosi che Newman morisse o che faceva il troll in proposito per screditare altre correnti politiche, entrambi comportanti a mio vedere da mani tra i capelli...
Insomma, in pratica a nessuno di costoro importava un fico secco del fatto che a Daytona fosse avvenuto un incidente grave, questa è la sintesi. Invece di dedicarsi agli argomenti di loro interesse lasciando da parte le vicende della NASCAR, hanno però scelto di parlarne.

In Italia le cose vanno meglio? Dipende, perché mi è stata segnalata una meme fatta su una pagina web di fan di Leclerc, in cui ridevano e scherzavano sull'incidente, giustificandosi dietro al black humor e al fatto di non avere augurato nulla di male a Newman. I loro sostenitori facevano battute sul fatto che l'incidente sia dovuto al non sapere girare a destra dei piloti di NASCAR.
Purtroppo anche tra i critici ce n'erano che facevano commenti di dubbio valore, cose del tipo "siete tifosi di Leclerc e vi comportate tale e quale a lui"... what?! Quando mai Leclerc avrebbe postato meme a proposito di incidenti gravi?
Ora, mi rendo conto che ci sono piloti che non brillano molto per simpatia, ma non mi risulta che sulla griglia di partenza attuale ci sia qualcuno che ha comportamenti di questo genere, anzi...
Per questo, caro meteorite, ti chiedo di farci un pensiero. Se dovessimo sopravvivere alla tua furia devastatrice, continuerò a sperare che Ryan Newman possa riprendersi nel migliore dei modi, come sembra stia iniziando a fare, viste le foto che sono uscite in cui è in piedi accanto alle sue figlie.


mercoledì 19 febbraio 2020

I poveri motorizzati Mercedes e i poveri motorizzati Ferrari

Carissime pantere rosa, oggi ci occupiamo delle ultime quattro scuderie che ci hanno svelato i loro colori.

Racing Point - in attesa di diventare Aston Martin nel 2021 ma di rimanere sempre di proprietà di Stroll Sr, questa è la vettura con cui Perez e Strollino cercheranno di non arrivare ultimi. Per fortuna è ancora rosa!

Williams - questa è la vettura di Russell e Latifi (Lafiti secondo il giornale radio) ovvero la vettura preferita dalle marmotte del Quebec... almeno si spera possano apprezzare anche questa versione!

Haas - i primi a svelare i loro colori, ma in modo "inutile", sono stati tra gli ultimi a mostrare la vettura con cui Grosjean cercherà di evitare Ericsson e con cui Magnussen andrà in giro a fare amicizia con gli altri piloti.

Alfa Romeo - questi invece ci hanno mostrato prima la vettura con colori fake e poi solo stamattina quella con i colori veri. Accanto a Raikkonen e Giovinazzi ci sarà Kubica come test driver e proprio Kubica è il primo a portarla in pista!

martedì 18 febbraio 2020

Papaya vs Banana: presentazioni McLaren e Renault

Carissimi profili outlook di De La Rosa e carissimi mass dumper, start your engines, che oggi parliamo di gente motorizzata Renault, che ha molta affinità con il reparto ortofrutticolo dei supermercati.
Per iniziare questo viaggio nel mondo delle papaye e delle banane dobbiamo tornare indietro alla scorsa settimana e, nello specifico, a giovedì 13 febbraio, quando la McLaren svelava i propri colori e le forme della nuova monoposto.
Il color papaya non manca, sulla vettura, mentre... plot-twist, sembra non esserci sulle tute. Dopotutto l'arancione è un colore piuttosto vistoso, che non sta per niente bene addosso a Sainz: se iniziasse ad andarsene in giro con una tuta ad alta visibilità, qualcuno potrebbe commettere l'avventata azione di accorgersi di lui e sappiamo che, se dovesse accadere, accadrebbe qualcosa di terribile. Per esempio potremmo essere grosjeanizzati da un meteorite. Oppure il meteorite potrebbe decidere di andare a grosjeanizzare un altro universo e l'Apocalisse non ci salverebbe dall'assistere a tante altre polemiche inutili.
La McLaren, che da quando non vince più gran premi non è più considerata nemicahhhh dell'umanitàhhhh (neanche negli ultimi tempi in cui ne vinceva, visto che all'epoca c'era un'alleanza tifosi Ferrari e tifosi McLaren contro un male comune ovvero la Redbull), ha visto la propria presentazione essere commentata senza macchia e senza lode, evidentemente loro non sono né pagliacci, né inutili... semplicemente non occupano un ruolo ben preciso nella società, se non quello di avere messo in pista quel trollone di Norris, altresì noto come il Predestinato dei Poveri.
Non è chiaro che cosa combineranno i Norrisainz in questa stagione, probabilmente continueranno a pensare ai rispettivi YdOlIhHhHhH e a considerarli la loro ragione di vita. Qualcuno si ostina a pensare che vinceranno dei gran premi, nonostante sistematicamente la McLaren non abbia vinto una sola gara nelle ultime sette stagioni. Spero che, se deve accadere, accada a Trollando negli Stati Uniti, perché sarebbe al di sotto della drinking age e finalmente scopriremmo cosa succede se un pilota under-21 arriva in top-3 in Texas. Sarebbe bello se gli offrissero una bottiglia di latte, sono certa che ne sarebbe molto entusiasta. Qualora dovesse essere sul podio insieme a Hamilton, quest'ultimo ne rimarrebbe traumatizzato, ma non è un'alternativa molto probabile, perché per vedere Norris vincere un gran premio dovrebbero smaterializzarsi molti piloti e Hamilton è sicuramente uno di quelli.

Adesso, però, mettiamo da parte le papaye e concentriamoci sulle banane, perché anche la Renault si è presentata, mercoledì 12 febbraio, nel corso di una conferenza stampa in cui ha mostrato immagini che non erano né della vera vettura né degli effettivi colori della vettura.
Da allora, hanno imparato perfettamente l'arte di nascondersi sotto un sacchetto di carta, arte probabilmente appresa dai figli di RoGro, loro ex pilota.
Lasciamo tuttavia da parte RoGro e parliamo del fatto che la monoposto è comunque venuta alla luce, con una foto pubblicata dal twitter del sito francese leblogauto.com, che mostra la vettura sulla quale Ocon farà il proprio ritorno.
Proprio ieri leggevo un'intervista a lui e a Ricciardo, in cui parlavano del fatto che Ocon al momento va molto più d'accordo con Ricciardo di quanto non accadesse con Perez. Okay, ho il cuore spezzato, credevo che i Perocon fossero best friend forever.
Invece a quanto pare la vera ship è quella degli Okiardo, il che è molto allettante: magari Ricciardo potrebbe invitare Oki alle riunioni di Playstation che fa insieme a Verstappino, sarebbero sicuramente eventi memorabili. Perez, inoltre, sarebbe molto contento, dato che Oki verrebbe verosimilmente preso a sberle dal suo aMiKeTt0 Verstappino.
Siamo quest'anno sprovvisti di Hulkenberg, ma non temete, ciò non inciderà affatto sulle sue possibilità di andare a podio, che rimarranno tali e quali alle scorse stagioni.
Tornando in topic, la Renault è tacciata di essere una delle vetture più scarse del lotto sulla base della presentazione poco cool della settimana scorsa, mentre i suoi sostenitori sono comunque certi di una ripresa che avverrà nel 2021. Ai tempi, infatti, si dice che la Renault sarà la vettura da battere. Sono molto preoccupata da quello che potrebbe succedere se fosse effettivamente così, dato che sarebbe guidata da uno dei piloti più amati (Ricciardo) e da uno dei piloti più odiati (Ocon) dal tifoso medio.
Per fortuna le probabilità che succeda sono piuttosto basse e, in ogni caso, il 2021 è ancora lontano abbastanza perché ci concentriamo sulle polemiche a cui andremo incontro in tempi più vicini.
Al momento non ci sono polemiche in corso sulla Renault: non viene considerata importante abbastanza.

lunedì 17 febbraio 2020

Binotto e Vettel su Raidue a "Che tempo che fa", con Leclerc in collegamento da casa

Parliamo di cose serie: ricordate che qualche anno fa Hamilton era stato ospite a "Che tempo che fa"? e che Fabio Fazio gli chiese, tra le varie cose: "la regina mangia?" Ieri sera (puntata che ho appena recuperato stamattina su Raiplay - fa bene guardare queste cose prima di andare a lavorare - dato che ieri sera stavo guardando l'ultima puntata della fiction trasmessa in queste domeniche su Raiuno) è toccato a Binotto, Vettel e Leclerc... cioè, più o meno. In realtà c'erano Binotto e Vettel. Leclerc non c'era, perché il giorno precedente gli aerei erano stati bloccati "per la tempesta in nord-Europa". Quindi era in collegamento da casa sua, o almeno così è stato detto. Quindi era a Montecarlo, che si trova a tre/ quattro ore di autostrada da Milano, dove si trova lo studio televisivo in cui si svolgeva il programma.
Vettel era stato immortalato nelle ore precedenti in foto in cui era in camicia a quadretti come al solito. In studio, tuttavia, era in giacca e cravatta, con tanto di stemma del cavallino. Leclerc era vestito in modo decisamente più casual, con una maglietta con sopra una felpa.

Dopo alcune chiacchiere con Binotto, Vettel è entrato ed è iniziato il collegamento con Leclerc.
I due piloti hanno discusso del sedile della nuova monoposto, che secondo Vettel è rosso e secondo Leclerc è nero.
Vettel ha parlato di sedili in italiano, mentre di volanti in inglese. Quando Fazio gli ha chiesto come si usa il volante, ha sostenuto che lo si gira da un lato e dall'altro.
Fazio a quel punto ha dichiarato che la Ferrari nel 2019 ha avuto una stagione importante vincendo tre gare consecutive e ha detto, testualmente, "spero che vi sia chiaro l'entusiasmo". Espressione perplessa di Vettel: non mi era chiaro se non avesse capito quello che aveva detto Fazio o se, al contrario, avesse capito benissimo e non fosse molto entusiasta. Mi convince di più la seconda ipotesi.

Binotto ha poi parlato del fatto che i piloti Ferrari sono i migliori della griglia. Di Vettel ha detto che è "un quattro volte campione del mondo che non ha bisogno di essere presentato", quindi ho capito che non si sarebbe parlato del suo passato e non gli sarebbero state poste domande del tipo "la tua ex scuderia ha deciso di rinunciare al suo nome storico e di chiamarsi Alpha Tauri, pensi anche tu come Milly Sunshine che sia stata una cosa orrenda, oppure devo invitare Milly Sunshine a entrare per prenderti a calci nel culo?"
Infatti si è parlato di un lancio con il paracadute effettuato da Leclerc, cosa non apprezzata da Binotto. Abbiamo scoperto che Vettel si è già lanciato in passato con il paracadute, ma prima di essere pilota Ferrari.
Poi Leclerc ha raccontato che conosce bene il circuito di Montecarlo perché lo percorreva con lo scuolabus da bambino.
Vettel non ha finto di avere frequentato le scuole, da bambino, ma è stato mostrato direttamente un filmato di una gara di kart. Per sua ammissione una delle persone inquadrate in quei frangenti era sua sorella.

A seguire, Fazio ha tentato di infilarsi il casco di Vettel non entrandoci, Vettel ha detto che durante le gare si perde acqua e che alcuni piloti "perdono altro", per gli accenni al pisciare nella monoposto l'ha fatto in inglese e ha detto di non farlo, mentre Leclerc ha detto di averlo fatto due volte. A quel punto Fazio è riuscito a infilarsi il casco di Leclerc.
Ai due è stato chiesto chi siano i loro idoli, Leclerc è #TeamSenna e Vettel #TeamSchumacher. I due hanno spudoratamente romanzato la cosa, dato che il primo idolo di Leclerc è antecedente alla sua nascita, mentre l'idolo d'infanzia di Vettel dovrebbe avergli trasmesso la passione per la Ferrari, ma quando Vettel ha iniziato a gareggiare sui kart Schumacher era ancora ben lontano dall'essere passato in Ferrari.
La trasmissione è terminata con Vettel che dichiarava di sapere "L'italiano" di Toto Cutugno e "Azzurro" di Adriano Celentano, ma che canta solo in macchina, quindi si è rifiutato di farlo in studio.
Poi l'intervista è finita, senza che Leclerc venisse mai appellato come Predestinato.


domenica 16 febbraio 2020

Toyota Racing Series 2020: Igor Fraga vince il titolo

Il campionato si è svolto per cinque weekend consecutivi in Nuova Zelanda, su delle vetture di Formula 3, con in griglia molti piloti che abbiamo visto nel 2019 gareggiare in Europa, tra Formula 4, Euroformula Opel e Formula Renault.
I cinque eventi erano così composti: una prima gara con griglia di partenza determinata da una normale qualifica, una seconda gara con reverse grid dei primi otto (o sei? non sono riuscita a capirlo) piloti, una terza gara nuovamente con griglia di partenza stabilita in base a una qualifica. Nonostante le gare complete non si trovino, la serie ha avuto una certa copertura grazie ai social e sono usciti dei video di highlights o di azioni salienti.
La griglia di partenza è stata abbastanza ricca, con un numero ristretto di team, ma un buon numero di piloti, indicativamente tra i diciotto e i venti a seconda di infortuni avvenuti in corso d'opera e relative sostituzioni.

M2 Competition ha schierato sei vetture, guidate da Liam Lawson (il campione della passata stagione), Ido Cohen, Igor Fraga, Emilien Denner, Yuki Tsunoda e Rui Andrade. Anche la line-up di Mtec Motorsport è rimasta invariata per tutto il campionato, con cinque piloti: Petr Ptacek, Oliver Rasmussen, Jackson Walls, Caio Collett e Lucas Petersson. I piloti di Kiwi motorsport invece erano Spike Kohlbecker, Axel Gnos, Franco Colapinto, Amaury Cordeel uscito di scena per infortunio senza nemmeno arrivare alla partenza della prima gara, oltre che José Blanco per i primi due eventi, poi sostituito da Tijmen Van Der Helm. Giles Motorsport ha preso parte a tutti gli eventi con Henning Enqvist, Gregoire Saucy e Lirim Zendeli. Chelsea Herbert (reject della W Series) doveva prendere parte a tutta la stagione, ma è rimasta infortunata nelle prove libere del secondo evento.
Nell'ultimo fine settimana il team ha schierato per un evento one-off il 78enne Ken Smith.

Round 1 - HIGHLANDS
Podio Gara 1 - Liam Lawson, Igor Fraga, Lirim Zendeli
Podio Gara 2 - Yuki Tsunoda, Oliver Rasmussen, Lirim Zendeli
Podio Gara 3 - Liam Lawson, Franco Colapinto, Igor Fraga

Round 2 - TERETONGA
Podio Gara 1 - Caio Collet, Gregoire Saucy, Igor Fraga
Podio Gara 2 - Emilien Denner, Lirim Zendeli, Liam Lawson
Podio Gara 3 - Liam Lawson, Igor Fraga, Yuki Tsunoda

Round 3 - HAMPTON
Podio Gara 1 - Igor Fraga, Liam Lawson, Petr Ptacek
Podio Gara 2 - Franco Colapinto, Liam Lawson, Oliver Rasmussen
Podio Gara 3 - Igor Fraga, Gregoire Saucy, Yuki Tsunoda

Round 4 - PUKEKOHE
Podio Gara 1 - Liam Lawson, Petr Ptacek, Franco Colapinto
Podio Gara 2 - Jackson Walls, Petr Ptacek, Franco Colapinto
Podio Gara 3 - Liam Lawson, Franco Colapinto, Lirim Zendeli

Round 5 - MANFEILD
Podio Gara 1 - Igor Fraga, Liam Lawson, Franco Colapinto
Podio Gara 2 - Tijman Va Der Helm, Franco Colapinto, Petr Ptacek
Podio Gara 3 - Igor Fraga, Franco Colapinto, Liam Lawson

Il campionato si è deciso nell'ultimo weekend e, nello specifico, proprio in occasione dell'ultima gara, a favore di Igor Fraga, che ha battuto Liam Lawson per soli se punti: 362 vs 356.
Terzo classificato Colapinto, a 315 punti, mentre seguivano a distacchi molto maggiori i piloti dal quarto posto in poi-
Tsunoda si è classificato quarto a 257, seguito da Ptacek, che a 241 è il più altolocato in classifica dei piloti che non hanno ttenuto vittorie stagionali. Hanno completato la top-ten, con punteggi che diminuivano progressivamente, Saucy, Collet, Zendeli, Cohen e Walls. Tra questi, Cohen è il più altolocato dei piloti mai arrivati a podio.
Rasmussen, Peterson e Kolbecker hanno preceduto an Der Helm, giunto quattordicesimo, nonostante abbia saltato i primi due eventi, grazie alla sua vittoria da reverse grid a Manfield.
A proposito di vittorie da reverse grid, quindicesimo è arrivato Denner, il peggio classificato dei piloti che hanno vinto almeno una gara. Hanno chiuso la classifica dei piloti full time Andrade, Enqvist e Gnos, seguiti da Blanco, Herbert e Smith. Figura non classificato invece Cordeel, in quanto non è riuscito a disputare nemmeno una gara del campionato.

EDIT. Mi è stato segnalato su Twitter che le gare sono state trasmesse su motorsport.tv e che si possono rivedere.


sabato 15 febbraio 2020

Taurus squad

Ricordate quando la Redbull ci proponeva ogni anno delle livree pre-season? In questa stagione hanno deciso di non farlo, di offrirci fin da subito la monoposto nei suoi effettivi colori. Con questa monoposto Verstappino ha l'obiettivo di diventare il più giovane campione del mondo di sempre, obiettivo per il quale è stato praticamente programmato... e che potrebbe seriamente sfuggire, perché questa stagione è l'ultima in cui potrà puntare a questo riconoscimento. Poi c'è Albon, che è un pilota molto importante, dato che ci ricorda che gli asiatici esistono.
Verstappino è blindato, Albon cerca di conquistarsi una piccola fetta di gloria, mentre Gasly e Kvyat stanno in disparte, dimenticati da tutto e da tutti... ma no, dai, è bello ricordarai anche di loro e, a questo proposito approfitto di questo post per parlare dell'altra faccia della Redbull... ho aspettato due giorni per questo.

Immaginate di essere un team nato per prenderlo in quel posto, per fare da fanalino di coda, per arrivare ultimo.
Poi fate una pole. Vincete una gara. Fate un giro veloce. Fate un terzo posto. Fate un secondo posto. E basta, tutto questo in quattordici anni. Però sono pur sempre le vostre gioie, i momenti di luce in quattordici anni di calci nel cu*o. Sono belle statistiche, cose di cui vantarsi, roba da incidere nell'oro e appendere alle pareti.
Invece no, addio Toro Rosso, facciamo pure un rebranding completo. Ora risultano un nuovo team, l'Alpha Tauri, e questo, obiettivamente, mi sembra un po' un mandare in vacca (giusto per stare in tema di bovini) la propria storia. Zero vittorie, zero pole, zero di tutto... So che cosa state pensando, che quella in origine era la Minardi, però sono due cose diverse: Giancarlo Minardi ha *venduto* il team, la Redbull l'ha comprato e l'ha chiamato come accidenti voleva. Qui non c'è stato alcun cambio di proprietà, solo il desiderio di promuovere un marchio di abbigliamento di proprietà della Redbull, che poteva essere promosso in qualità di main sponsor.
Niente, alla fine è una conferma: prima o poi, veniamo delusi da chi amiamo.

venerdì 14 febbraio 2020

La Mercedes 2020 vede la luce

Carissimi prosciuttelli e vampiri all'ascolto, oggi parliamo della presentazione Mercedes, che non è la seconda presentazione in ordine di uscita, ma siccome le pagine mainstream parlano soprattutto dei top team ho deciso di fare altrettanto. Poi ho altri piani per McLaren e Renault e, in più, è difficile capire quale sia esattamente l'ordine delle presentazioni. La Mercedes, per esempio, ha mostrato i propri colori per la prima volta lunedì 10 febbraio, alla vigilia della presentazione Ferrari, su una vettura dell'anno scorso, con quattro giorni d'anticipo rispetto alla presentazione ufficiale della monoposto.
Il fatto che abbia presentato i propri colori in anteprima è stato accolto come ridicolo perché... boh, non preoccupiamoci del perché, prendiamolo come dato di fatto, solo le presentazioni di Ferrari e Alfa Romeo sono fighe, il resto è un'intollerabile perdita di tempo oppure, in caso dei top-team, un vero e proprio affronto. Strane dinamiche, che non comprenderò mai, mentre ho compreso a pieno altre dinamiche. Per esempio, ho notato come negli ultimi video e nelle ultime foto postate dal team, Hamilton abbia ancora le treccine raccolte in una coda, cosa che ho accolto con molto piacere. In più ha cambiato i colori del proprio casco, adesso ce l'ha  bianco e viola, con il viola che richiama la Redbull di qualche anno fa, quindi Vettel quindi Vettelton feelings. Quale sia il ruolo di Bottas in tutto ciò non è chiaro, ma non ha importanza, in fondo è solo un vampiro famelico che nessuno prende in considerazione, almeno finché non mostra i suoi canini estraibili.
Poi, in ogni caso, la presentazione che avviene il giorno di San Valentino è un richiamo all'ammmmore ovvero ai Rosbilton, quindi me lo immagino Toto Wolff che pensa: "quelli sì erano bei tempi, con i piloti che limonavano come se non ci fosse un domani". Okay, forse non va esattamente così, in ogni caso Bottas non ha una ben precisa collocazione nel mondo ed è giusto così. Quando si parla di lui, si parla solo del suo divorzio, della sua nuova fiamma e di quanto sia sgradevole tutto ciò per Emilia. Dopotutto la madre di Bottas fa lo stesso lavoro che faceva il padre di Frentzen, Valtty si presta bene ad avere un ruolo solo quando si parla della sua vita privata.

PS. A proposito di top-team, la Redbull ha presentato la propria monoposto due giorni fa, ma sto aspettando la Toro Rosso.

giovedì 13 febbraio 2020

ARCA 2020: podio femminile a Daytona!

Ci sono eventi che si verificano raramente nel tempo, tanto da richiedere 21 anni di assenza tra un caso e l'altro.
Se ve lo state chiedendo no, non parlo del mondiale Ferrari, quanto piuttosto di un argomento che nulla ha a che vedere con la Ferrari e con la Formula 1. Parlo dell'ARCA Series, che si svolge dall'altro lato dell'oceano, laddove magari c'è gente che non sa nemmeno che cosa sia la Formula 1.
Correva l'anno 1999, una vita fa ormai, quando ero in quinta elementare, e Shawna Robinson si classificò seconda alla Daytona 200, la gara che apre il campionato e che al giorno d'oggi si chiama Lucas Oil 200 (uno dei nomi meno pittoreschi del campionato, perché rimango del parere che le gare di stock car abbiano spesso dei nomi molto pittoreschi).

A distanza di 21 anni, alla Lucas Oil 200 disputata sabato 07/02 c'è stato un nuovo secondo posto femminile e a ottenerlo è stata Hailie Deegan.
Dopo le ultime due stagioni passate nella NASCAR K&N Pro Series West, con un quinto e un terzo posto in classifica finale nel 2018 e 2019 quest'anno ha fatto il salto di qualità con un volante full time nell'ARCA, dove aveva già fatto qualche apparizione lo scorso anno.
Non aveva mai gareggiato a Daytona e il suo esordio non è passato inosservato. Miglior tempo ottenuto in una sessione di prove libere e, dopo essere partita dal settimo posto, il podio, alle spalle di Michael Self, veterano della serie, precedendo Drew Dollar, compagno di squadra di Self.
Deegan è nata nel 2001, quindi qualora esista un podio, sicuramente non ha trovato dello champagne ad attenderla, ma la sua performance è stata accolta in modo positivo.

Ovviamente ci sono stati i soliti cliché: stranamente prima della gara i sondaggi online chiedevano chi sarebbe uscita vincente dal confronto Hailie Deegan vs Natalie Decker, con tanto di gente che ne approfittava per screditare quest'ultima e cadere nel solito vecchio stereotipo del "la Decker è scarsa, ma l'unico obiettivo della Deegan deve essere battere la Decker". Fun fact, non c'era solo la Decker, di ragazze one-off, ma anche la canadese Dominique Van Wieringen, che nessuno si è filato neanche da lontano. Quest'ultima, proprio insieme alla Decker, si è ritirata per un incidente che ha coinvolto varie vetture.
Al di là di questo, Hailie Deegan viene vista come una promessa della NASCAR, colei che, in Nord-America, potrebbe portare in alto il nome delle donne nel motorsport. Da parte mia, non posso fare altro che augurarmelo!


martedì 11 febbraio 2020

Ferrari SF1000: la vettura 2020 si svela

È quella settimana in cui iniziano le presentazioni delle vetture e, casomai a qualche "tampaxina" fossero venute le mestruazioni in data odierna, potrebbe assistere a gran parte delle presentazioni avendo il ciclo, con grande indignazione della gang del period-shaming (la cosa era talmente infantile che non poteva non rimanermi impressa, mi dispiace, ce la porteremo dietro per un bel po').
Finora nessuna monoposto 2020 si era ancora svelata, anche se abbiamo avuto qualche anticipazione. La Haas ha mostrato la livrea del 2020 su una rappresentazione virtuale(?) e il popolo del web ha decretato che la cosa era inutile. Poi la Mercedes ha mostrato i colori 2020 su una vettura del 2019 e il popolo del web ha osservato come presentare i propri colori sia da pagliacci.
Nel frattempo, mentre gli altri top team sono ridicolizzati per presentare le proprie vetture e i team di centro/fine classifica vengono tacciati di essere una perdita di tempo, la presentazione della monoposto con cui Charles Leclerc vincerà il mondiale (forse) era attesa come la venuta del Messia.
Come presentazione, un evento in grande stile a Reggio Emilia, di cui ho seguito qualche update di tanto in tanto mentre lavoravo, notando che la vettura 2020 non veniva mostrata tanto alla svelta... paura di sembrare ridicoli, forse. Nessuno gliel'ha detto che la Ferrari è l'unica scuderia che dovrebbe presentare la propria monoposto, per un eventuale campionato di Formula Ferrari, con solo Ferrari e Alfa Romeo in pista. Per l'esattezza le Alfa Romeo servono affinché non sia una Ferrari ad arrivare ultima e ne bastano due.
Certo, non sarebbe uno scenario proprio idilliaco, già adesso la gente litiga perché esistono due Ferrari, guidate da Leclerc e dall'altro tizio, che purtroppo quando leverà le tende verrà sostituito da un altro ulteriore pilota quando lo scenario ideale sarebbe la mono-vettura. Non oso immaginare un campionato con venti Ferrari, quando già due risultano ingestibili specie per noi che dobbiamo sorbirci i commenti.
Poi niente, al cospetto dei Leclettel è accaduta una grossa disgrazia: la vettura è stata mostrata senza veli e una triste realtà si è abbattuta su di noi, ben più triste delle polemiche che ci saranno sicuramente nel corso della stagione: la vettura ha l'halo nero e senza stemma del cavallino sopra. Come direbbe Barrichello, sono disappuntata.

lunedì 10 febbraio 2020

Le genderwar sulla Formula 1... ma anche no!

F1Women e MenOfF1, oggi parliamo dell'ultimo trend del fandom motoristico su Twitter, opportunamente trasformato in un contesto in cui i troll possono moltiplicarsi come cavallette. Di fatto cerco di spiegarvi a mio modo un tentativo molto trash di combattere il sessismo tra gli appassionati di motori e un tentativo molto trash di trolleggiare in proposito.
Ho già parlato di come vengano viste in certi contesti le appassionate di Formula 1 donne o perfino le donne che gareggiano, per eventuali dubbi vi invito ad andare a rileggervi la questione dei Tampax o quella delle potenziali ragazze del futuro del Ferrari Junior Team. A questo proposito ho tutto il rispetto per le community motoristiche che intendano avviare uno spazio orientato prevalentemente alle donne. Esistono pagine web che seguono particolarmente da vicino esponenti di genere femminile del motorsport, tra i piloti, gli ingegneri, i team principal, ecc... oppure che trattano anche argomenti che, in modo un po' stereotipato, sono ritenuti più "femminili" e in genere ricevono un po' meno spazio.

Ciò che ritengo discutibile, invece, è l'innalzare muri e basarsi su questo concetto di fondo: "siccome alcuni ragazzi ci hanno insultate, non esistono interazioni civili tra uomini e donne, ogni uomo è un nostro nemicohhhh giuratohhhh e ogni donna che comunica con uomini random è una traditricehhhh della kausahhhh".
Esistono molti strumenti per difendersi dal cyberbullismo a sfondo sessista: si possono bloccare o silenziare profili, si possono segnalare i comportamenti inopportuni, si possono cercare spazi in cui certi comportamenti non si verificano... però, a mio vedere, ragazzine e ragazzini che vogliono a tutti i costi creare uno scontro tra generi e cercare di coinvolgere persone adulte, estendendo le loro esperienze personali con probabili troll e volendo estenderle a tutti gli appassionati e le appassionate di Formula 1 nel mondo, non è il modo migliore.
Idem, se si sentono offese perché la gente dice loro che seguono la F1 solo per i piloti fighi, il concetto che sembrano voler far passare a tutti i costi è: "odiohhhh tuttihhhh gli uominihhhh che hanno a che fare da vicino o alla lontana con i motori, a parte i piloti perché sono dei cinnamon roll".

In sintesi, quello che si può capire è: i tifosi non sono fighi/ cinnamonrollosi/ importanti/ ecc... abbastanza quindi fanno schifo a priori, i piloti invece hanno tutte le caratteristiche che mancano ai ragazzini nostri coetanei, quindi li amiamohhhh.
Di fatto un simile modo per affermare il proprio ruolo di tifose mi sembra esattamente un offrire ai loro avversari quello che i loro avversari stavano aspettando: un'ulteriore possibilità di prenderle in giro o di trolleggiare contro di loro.
Questo non significa che chi riceve prese per i fondelli ne sia responsabile, però in molti casi avere un comportamento più maturo non guasterebbe.
Fondare uno spazio ricco di contenuti, invece che uno in cui limitarsi ad affermare di essere delle bad bitch che kambierannohhhh il mondohhhh mettendo qualche like e qualche retweet o bloccando dei profili, potrebbe già essere un ottimo passo avanti.

Sintesi per chi ritiene che la lettura sopra sia troppo lunga: esistono tanti modi per affermare la parità di genere. Andare a fare proclami tipo "tutti gli uomini sono nullitàhhhh a parte quel figonehhhh beliximohhhh di Jolly Palmahhhh e tutte le donne sono dolci e kawaii a parte quel puttanonehhhh di Carmelina Jordàhhhh!!!111!!!111" non sarà mai uno di questi, qualunque cosa vi abbiano insegnato negli anni scorsi su tumblahhhh.


sabato 8 febbraio 2020

Devi andartene dalla Ferrari ma non osare tradircihhhhh!!!11111!!!!1111

DRS-ladies and push-to-pass-gentlemen, oggi parliamo della prima polemica della stagione 2020... no, un attimo, mezzanotte e un minuto del primo gennaio è già passata da un bel po', quindi non si tratta della prima polemica stagionale, ma al massimo della trecentesima. Oserei iniziare da un'immagine iconica della Formula 1 recente, realizzata in modo del tutto casuale. Alla fine del GP del Giappone, Vettel si mise a osservare i fermi dei cartelli che indicavano le posizioni. I fermi c'erano per via del forte vento dovuto al tifone Hagibis che si era abbattuto da quelle parti il giorno precedente. A ricercarci un significato più profondo, in quell'immagine si vede Vettel che guarda il cartello del vincitore, senza potersene impossessare. È davanti a una Mercedes ed è a novanta. Questa è, essenzialmente, la sintesi dei suoi anni in Ferrari e non c'è da sorprendersi che non sia nelle grazie di molti ultrà ferraristi. Che poi essere nelle grazie di molti ultrà ferraristi non sia esattamente una ragione di vanto, quello è un altro discorso, che non approfondiremo. Sta di fatto che molti ultrà ferraristi e anche molti ferraristi non ultrà non vedono l'ora che si levi di torno. Ci hanno sperato per tutto il 2019 e il mondiale 2020 sta per iniziare senza che sia ancora arrivato il primo Hulkenberg di turno a prenderne il posto. Quindi la speranza è che non gli venga rinnovato il contratto alla fine del 2020 e che nel 2021 al suo posto alla Rossa ci sia qualcun altro.

È un pensiero molto legittimo. Forse è quello che aspetterei con ansia se mi identificassi come tifosa Ferrari. Però, anche se mi identificassi come tifosa Ferrari, spero che non perderei di vista un concetto molto importante che mi sembra che stia sfuggendo in maniera sempre più dilagante, non solo in questo caso, ma più velatamente anche in altri.
Dato che abbiamo di fronte un esempio concreto, non mi arrampicherò sugli specchi parlando in astratto. Parlerò di questo caso specifico, con la consapevolezza che può essere esteso, potenzialmente, anche ad altre situazioni.
Proverò a calarmi per un attimo nei panni di Vettel. So che la Ferrari sta per sbattermi fuori a calci nel cu*o o quantomeno per non rinnovarmi il contratto. Che cosa faccio? Mhm... oserei dire che mi metto alla ricerca del sedile di una McLaren/ Haas/ Force India/ Formula E/ qualsiasi altra cosa disponga di quattro ruote sul quale appoggiare il fondoschiena nella prossima stagione. Questo, ovviamente, a condizione di non avere deciso che il mio sogno nel cassetto, a partire dal 2021, è diventare un nullafacente/ brand ambassador/ talent scout di giovani kartisti/ pornoattore/ fruttivendolo/ monaco buddista/ ecc... Però, in ogni caso, se fossi un pilota e fossi vicino a perdere il volante, cercherei di tutelare il mio futuro professionale. Non manderei in vacca di mia volontà ogni possibile opzione per il mio futuro perché "appartengo alla Ferrari e sarò sempre legato indissolubilmente alla Rossa".

Questo è il ragionamento che posso fare io calandomi nella parte di un pilota. Di conseguenza, non mi aspetterò MAI, da parte di nessun pilota, una "fedeltà" assoluta a una squadra, qualunque sia la squadra e qualunque sia la sua posizione nella squadra. Penso che qualunque pilota sia libero di cambiare team e, se già è libero di farlo perché vuole cambiare aria o perché vuole inseguire un nuovo obiettivo di carriera, a maggior ragione un pilota che ha come alternativa quella di rimanere senza volante, ha tutto il diritto di cercarsi un volante dove cavolo gli pare.
Invece sono uscite polemiche dilaganti che gli danno del traditorehhhh della patriahhhh, da parte di ferraristi suoi detrattori (quindi gente che non vede l'ora che se ne vada - non ho capito se l'unica opzione possibile sia il ritiro, oppure se sia contemplata anche la possibilità di gareggiare in una serie di cui il tifoso medio non conosce l'esistenza). Già questo, di per sé, mi pare strano. Vuoi che se ne vada? E allora lascia che se ne vada, fregatene di quello che farà nel futuro. Che problema hai, sei triggerato dalla visione di un ex ferrarista al volante di una Renault o di una Williams? Sappi che non mi sembra una cosa molto normale. Già non era normale l'accanimento contro Schumacher quando passò in Mercedes, ma almeno posso sforzarmi di capire il discorso del "lo amavamo così tanto che non riuscivamo a tollerarlo in un'altra squadra". Invece no, qui è il caso opposto, un po' come quando Massa passò in Williams, che peraltro ai tempi si rivelò rivale diretta della Ferrari per il terzo posto nel mondiale costruttori e per le posizioni di bassa top-5.

Tra parentesi, tutta questa storia è nata perché Vettel, qualcosa come due settimane fa, ha partecipato a un evento di cazzeggio stile vecchio Wroom della Ferrari, nei panni del direttore di gara (posizione un tempo che occupava Niki Lauda) sulle montagne austriache, evento al quale partecipavano i piloti Redbull su mezzi da neve. Vettel ha anche scarrozzato Bernie Ecclestone su uno di questi mezzi. Ciò è stato visto come un suo riavvicinamento alla Redbull, al quale si sono aggiunte dichiarazioni di Helmut Marko secondo cui "Vettel starebbe cercando di tornare in Redbull" ma in Redbull non sono interessati a lui perché tutti i fondi a loro disposizione servono per pagare lo stipendio a Verstappen nei prossimi quattro anni (lo vedremo in Redbull fino al 2023 compreso).
Essenzialmente è nata una polemica sul nulla e su un giro a bordo di mezzi da neve, non so a che livelli siamo... non è che il ritorno di Vettel in Redbull sia una cosa molto probabile giusto per chiarire il concetto (a meno che, ovviamente, la Redbull non si ritrovi costretta a scegliere se riprendersi Vettel o riprendersi Kvyat, in tal caso i precedenti lasciano pensare che prenderebbero Vettel a mani basse).

giovedì 6 febbraio 2020

Prema korrottaaaaahhhhh cit. gli hater di Montoya Jr

Carissimi tombini scoperchiati di Shanghai, oggi parliamo di Sebas Montoya, figlio di Juan Pablo, immortalato dalle telecamere fin dagli ultimi tempi in cui JPM stava in Formula 1, tempo passato sui circuiti più che tempo passato a scuola. Insomma, per intenderci, una sorta di Felipinho Massa, solo, con qualche anno di più e, con tutta probabilità, decisamente più interessato ai motori di quanto non lo sia Felipinho.
Il piccolo Sebas, quindici anni ancora da compiere, ha gareggiato sui kart negli ultimi anni ed era già associato a Prema. Il team italiano l'ha ingaggiato, insieme ad altri tre rookie più o meno suoi coetanei, per la stagione 2019 di Formula 4.

Il mondo del web, ovviamente, si è scatenato. Da un lato ci sono accenni al padre perché OMG!!!11!!! un giorno un altro Montoya potrebbe seguire le orme di JPM in Formula 1. Questa affermazione lascia pensare anche a una certa ignoranza (non in senso spregiativo), perché... dai, seriamente, con tutto quello che ha fatto Montoya nella vita che sta facendo tuttora, tutti a citare la Formula 1? Nessun commento del tipo "speriamo che un giorno arrivi in Indycar e che vinca la Indy 500"?
In ogni caso il discorso mi sembra moooolto prematuro. Personalmente ci sono altre cose che mi fanno sciogliere il cuore, tipo che Sebas Montoya è un po' come Felipinho, è stato esposto ai nostri occhi fin da quando era in culla e ora lo ritroveremo al volante di una monoposto. Insomma, è uno che abbiamo visto crescere, diversamente da ogni altro pilota di seconda generazione.

Detto questo, c'è stata anche una serie di commenti negativi, perchè Prema ingaggiahhhh solohhhh pilotihhhh di secondahhhh generazionehhhh per i suoi team!!11!!11!! Fermi tutti, in realtà i piloti di seconda generazione dei vari team Prema nelle varie serie minori dovrebbero essere due (Mick Schumacher in F2, Sebas Montoya in F4 - Prema non è sinonimo del Ferrari Junior Team e uno che correva già quando il fratello era ancora un signor nessuno non è un pilota di seconda generazione). Tra le varie serie in cui Prema gareggia, Formula 2, Formula 3, Formula Regional, Formule 4 varie, dovrebbe avere un numero di piloti che oscilla tra quindici e venti. Quindi oltre una dozzina, se non diciassette o diciotto, tra i piloti Prema, non sono piloti di seconda generazione.
Qualcuno ha addirittura accusato Prema di corruzione (testualmente) per avere ingaggiato un altro figlio d'arte...

Seriamente parlando, Prema è un team motoristico. Nelle serie minori tutti i piloti sono pay driver. O hanno big money di famiglia oppure hanno dei fedeli sponsor che sborsano big money per loro. L'automobilismo funziona così. In più il fatto di chiamarsi Montoya non significa automaticamente che gli altri pilotini ingaggiati dallo stesso team non abbiano i big money. Incredibile ma vero, ci sono anche milionari che non sono ex piloti.
In più, dettaglio ancora più importante, Prema è un'AZIENDA PRIVATA, di conseguenza può ingaggiare chi cavolo le pare senza dovere rendere conto a voi geni del click facile. Ovviamente siete liberi di criticare le sue decisioni, nello specifico caso di Sebas Montoya citando nomi di kartisti che, secondo voi, sarebbero un'opzione migliore come rookie in Formula 4.

Troppo difficile, vero? Sicuramente sì, non lo metto in dubbio. Quindi magari potreste concentrare i vostri sforzi su altro, magari una statistica dei figli d'arte che si sono rivelati un flop, se è questo che volete affermare (ce n'era uno che arrivava sempre ultimo nella F4 SMP, per esempio, e guarda caso la Prema gli è stata ben alla larga, segno che forse non basta essere solo ed esclusivamente figli di qualcuno per avere un futuro lungo e assicurato, ma contano un po' anche i risultati).
In più, siccome ho visto anche qualche insulto plateale, mi piacerebbe sapere che cosa passa per la testa della gente che, di punto in bianco, decide che trascorrere il proprio tempo libero insultando un bambino di quattordici anni sia un ottimo modo per far venire sera. Secondo le regole del fair play, credo che sia meglio attendere che un pilota abbia raggiunto la drinking age prima di insultarlo (non parlo di critiche, parlo proprio di insulti, che sono due cose diverse).

domenica 2 febbraio 2020

La Racing Age di Juju Noda

2 Febbraio 2020: scritto così, non dice nulla. Scritto in forma numerica, invece, appare decisamente più figo: 02.02.2020. Non solo, anche nella sua forma americana, quella che antepone il mese al giorno, rimane invariato, sempre 02.02.2020, sempre una data palindroma e, nello specifico, l'unica del millennio in corso ad essere palindroma in entrambi i formati.
I giorni con una data bella sono semplicemente giorni con una data bella, ma per noi appassionati di motorsport, questo giorno palindromo rappresenta qualcosa di importante, una linea di demarcazione, che separa l'epoca in cui Juju Noda non poteva gareggiare in Formula 4 da quella in cui può farlo.

Ne avevo già parlato: Hideki Noda, brevemente backmarker della Formula 1 e talent scout come fondatore della Noda Racing School dopo la sua modesta carriera motoristica, ha sempre avuto, in parole povere, l'abitudine di portare con sé la figlia kartista al lavoro e di farle testare vetture di Formula 4 e, in seguito di Formula 3. La giovane Noda si è distinta per precocità, sono passati ormai diversi anni dal suo primo test al volante di una monoposto e, all'età di undici anni, ha battuto il record del circuito di Okayama per la F4 SEA.
In questa data pittoresca, Juju ha compiuto quattordici anni, l'età minima che le consentirà di prendere parte a un campionato di Formula 4, nello specifico la F4 danese, perché è ancora troppo giovane per gareggiare in Giappone/ nel Sud-Est Asiatico o in altri campionati europei.

Per via della sua precocità, la sua storia si è sempre guadagnata un po' di attenzione, al punto tale che addirittura si sta iniziando a parlare della F4 danese, tra i campionati di Formula 4 quello che ha avuto sempre meno popolarità in Europa. Se non altro la presenza della Noda potrà essere d'aiuto per mettere questo campionato sotto i riflettori.
Per il resto Juju ha già superato un grande scoglio, ovvero quello di dimostrarsi davvero appassionata di quello che faceva e di non essersi messa al volante soltanto per scelte familiari.
Il percorso che avrà davanti, tuttavia, è ancora incerto: potrebbe essere la nuova star del motorsport asiatico e del motorsport al femminile, oppure non rivelarsi nulla di tutto ciò e non essere niente di più dei piloti normali. Quello che sappiamo per certo è che, al 99%, rimarrà a lungo la persona più giovane ad avere mai guidato una monoposto in un test privato.

sabato 1 febbraio 2020

What if...? Festeggiamo l'arrivo di febbraio con i Sewis in un alternate universe a Spa 1998!

Drivers & mobile chicanes, start your engines che le presentazioni delle monoposto e i test sono sempre più vicini.
Oggi celebriamo questo importante traguardo rappresentato dalla fine di gennaio con una breve fanfic (tendente al trash, lo ammetto) in cui i Vettelton gareggiano al GP Belgio 1998 al posto di Schumacher e Coulthard!

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"Si stima che tra meno di vent'anni i telefoni cellulari ci permetteranno non solo di chiamare e mandare messaggi, ma addirittura di navigare in internet, di essere sempre connessi con il resto del mondo, di scattare fotografie e di condividerle con i nostri amici e non solo..."
Una luce.
Due luci.
Tre luci.
Quattro luci.
Cinque luci.
Le luci si spensero, mentre nella testa di Lewis rimbombava ancora ciò che aveva letto la sera precedente su un giornale, mentre faticava a prendere sonno.
Di lì a vent'anni, nel 2018, la gente avrebbe vissuto in un mondo bellissimo, ne era certo, se quanto affermato da quel futuristico autore si fosse tramutato in realtà.
"Togliti dalla testa quella roba" si ordinò.
Non era facile.
Scattarsi fotografie con un telefono, magari adornarle con splendide orecchie da coniglio... sarebbe stata proprio una cosa epica!
Non aveva idea del perché un individuo senziente di oltre trent'anni dovesse avere bisogno di scattarsi una foto e di addobbarla con orecchie da animale e, in effetti, sulla sua testa sarebbero state meglio le orecchie da asino, visto il disastro che aveva appena combinato.
Aveva toccato qualcuno o qualcosa e si era girato alla partenza.
Era scivolato sulla pista bagnata, proprio lui che era sempre stato inarrivabile con la pioggia.
A peggiorare la situazione, aveva ostruito la pista innescando contatti a catena.
Certo, la bandiera rossa gli avrebbe parato il fondoschiena, permettendogli di riprendere il via dalla sua posizione originale con la vettura di riserva, ma molti piloti non sarebbero stati per niente soddisfatti di tutto ciò.

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"Speriamo che oggi vada tutto bene" si disse Sebastian, mentre i semafori si accendevano per la seconda volta, "Altrimenti va a finire che vince Damon Hill sulla Jordan!"
Una luce.
Due luci.
Tre luci.
Quattro luci.
Cinque luci.
Le luci rosse si spensero: stavolta sembrava che tutto fosse filato liscio.
Lewis non aveva combinato nulla di male, in questa occasione.
Sebastian vide tuttavia l'altra McLaren spuntare minacciosa accanto a lui.
Senza sapere dire come o perché, venne a contatto con Mika Hakkinen, che poi scomparve dalla sua vista e dai suoi specchietti. Doveva essersi ritirato, o essere rimasto molto attardato dal contatto.
Per quanto fosse il suo principale avversario, gli dispiaceva. Mika era un tipo simpatico, anche se piuttosto silenzioso. In generale, i finlandesi gli sembravano molto simpatici, era una questione chimica.
Si mise ben presto quei pensieri alle spalle: non trascorreva i propri gran premi pensando a Hakkinen, quanto piuttosto a come raggiungere il parc fermé e salire sul gradino più alto del podio. Con una McLaren fuori e con l'altra guidata da un pilota che non sembrava nella massima forma, l'obiettivo era fattibile.
Si mise a inanellare giri veloci, uno dopo l'altro.
Si sentiva sul tetto del mondo.
Poteva farcela, Damon Hill avrebbe dovuto rimandare i suoi sogni di gloria, proprio come li aveva rimandati l'anno precedente quando si era brevemente trovato al comando di una gara al volante di una modesta Arrows.

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Quella pioggia era terribile. Poveri uccelli, di sicuro se ne stavano rintanati nel nido, invece di cinguettare in allegria come quando c'era il sole.
Cinguettare.
Tweet, tweet, tweet.
Twittare.
Che termine romantico, anche se non significava nulla. Chissà, magari un giorno avrebbe assunto un significato.
Orecchie da coniglio.
Snap, snap, snap.
Snapchat.
Quello era il romanticismo allo stato puro, altro che la sua ex fidanzata, Melanie Brown, membro delle Spice Girls che spiccava per il proprio look elegante, sobrio e ricercato, definibile in un solo termine come tamarro.
Quello era un capitolo chiuso della sua vita, Lewis non faceva altro che ripeterselo. In più aveva visto su MTV un video di una cantante americana emergente bellissima, che aveva l'aria da principessa. Si chiamava Britney Spears e purtroppo era minorenne, quindi avrebbe dovuto aspettare qualche anno per coronare i propri sogni d'amore e sperare di fidanzarsi con quell'adorabile bad bitch.
"Sono proprio andato" realizzò.
Non aveva idea di che cosa gli stesse succedendo, non era minimamente in sé, gli venivano in testa pensieri assurdi e non riusciva a stare concentrato sulla gara.
Doveva essere un maleficio legato alla pioggia, magari un sortilegio attuato da Jacques Villeneuve dopo che Lewis aveva dichiarato pubblicamente di non credere che la B.A.R. Honda, il team presso il quale il canadese intendeva accasarsi per il 1999, fosse una scuderia competitiva.
Poi venne l'impatto.
Venne da dietro.
Lewis si era reso conto troppo tardi che il leader della gara lo stava doppiando e la frittata era fatta.
Oh maledizione, che schifo gli faceva la frittata, con le uova, il formaggio... Lewis si nutriva soltanto di cibi di origine vegetale, trovava disgustoso tutto ciò, era una pietanza da trigger warning.

***

Sebastian ebbe una visione raccapricciante: dopo il casino che aveva combinato, Lewis aveva il coraggio di andarsene in giro per la pitlane così come se niente fosse, addirittura sorridendo e salutando con cenni della mano i commissari di percorso e i meccanici delle varie squadre che vedeva vicino a sé.
Sebastian si mise a imprecare, pur cercando di mantenere un certo contegno.
"F*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck al quadrato e f*ck al cubo!"
Lewis lo sentì e si girò.
Fece un cenno di saluto anche a lui, poi tornò a voltarsi e proseguì per la propria strada. Come si permetteva di comportarsi in modo così irrispettoso?
Sebastian si lanciò all'inseguimento e, afferrandolo per la coda, lo strattonò scaraventandolo a terra. Purtroppo cadde a sua volta.
Se non altro, constatò con una certa soddisfazione che Lewis aveva sbattuto il naso sull'asfalto.
Il suo avversario, tuttavia, non doveva avere apprezzato molto il suo assalto, dato che con uno scatto felino lo ribaltò e, afferrandolo per il collo, gli domandò: "C'è qualcosa che non va?"
Sebastian cercò di mantenere la calma. Non era nella situazione più promettente e non doveva fare innervosire quel mancato rapper della West Coast. Le controversie con i gangster rapper di solito finivano con sparatorie random e Sebastian non ci teneva a ritrovarsi a tu per tu con armi da fuoco.
"Mi hai buttato fuori" puntualizzò. "Eri sotto di un giro. Dovevi farti da parte."
"E tu dovevi schivarmi. Non hai visto le bandiere blu?"
Giusto, le bandiere blu non potevano vedersi. Probabilmente nemmeno Lewis aveva idea di dove fosse Sebastian, quando aveva frenato alzando uno schizzo d'acqua.
"Hai ragione, forse è colpa della pioggia, più che tua."
"Colpa di Villeneuve, che ci ha fatto il malocchio" aggiunse Lewis. "Credo che faresti bene a prendertela con lui."
A Sebastian sfuggì una risata. Era stata una giornata terribile, era condannato ad assistere a una vittoria di Hill e tornarsene a casa senza neanche un punto, ma se non altro l'alchimia che c'era tra lui e Lewis non sarebbe stata alterata: era uno dei suoi più cari amici tra i piloti e l'incidente di quel giorno non avrebbe cambiato le cose.
"Lewis, penso che quando sarà finito il campionato" gli suggerì, mentre si rialzavano, "dovremmo andare a farci una vacanza insieme."
"Hai ragione" convenne Lewis. "Dobbiamo prenderci un po' di tempo per noi. Se non hai ancora pensato a una meta, ho letto proprio ieri che Baku è una città bellissima..."