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martedì 22 maggio 2018

Vivere tra frasi fatte

Quante volte abbiamo a che fare con gente che si mette in bocca parole che ha sentito pronunciare da altri? Quante volte qualcuno ci dice che, in nome del "motorsport is dangerous" potrebbe capitare il peggio?
Ci facciamo l'abitudine, a volte sobbalziamo quando davanti alla TV (o davanti al sito di streaming) vediamo qualcosa che ci fa rabbrividire. A volte ci capita di vedere un incidente e di pensare che qualcuno sia morto.
Poi, nella maggior parte dei casi, viene il momento del sollievo. E' la nostra routine, se ci fossimo appassionati di qualcos'altro non avremmo a che fare con tutto questo.

Poi ci sono i momenti in cui ci sentiamo traditi dalle frasi fatte e in cui c'è un altro genere di shock che ci sconvolge.
Un giorno di ottobre del 2007, sul giornale, lessi un trafiletto a proposito della morte di Norick Abe, ex pilota di MotoGP. Era morto in un incidente stradale, provocato da un camion che aveva fatto un'inversione a U. C'erano le frasi di rito di questi casi: è incredibile come abbia corso rischi pazzeschi per tutta la vita e poi abbia fatto questa fine.
All'epoca non avevo idea di chi fosse Abe, ma quel paradosso mi colpì. In molto molto più accentuato mi colpì la notizia dell'incidente di Michael Schumacher sugli sci.

L'eventualità che altri eventi del genere potessero accadere non mi aveva mai sfiorata. Poi venne lo scorso anno, venne il giorno in cui sentii alla radio una notizia che mi lasciò spiazzata: Nicky Hayden, campione del mondo di MotoGP 2006, aveva avuto un incidente in bicicletta lungo le strade di Misano.
Morì alcuni giorni dopo, il 22 Maggio. Ancora una volta il paradosso delle frasi fatte aveva fatto centro.

:-(((

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