mercoledì 17 aprile 2019

W Series: i pro, i contro e le ragioni per cui mi incuriosisce

Era da un po' che pensavo a questo post e quale occasione migliore per scriverlo se non questi giorni, in cui si è svolto il test pre-stagionale della W Series.
Il mio obiettivo sarà quello di esprimere la mia opinione su questo campionato, alquanto "anomalo", nel modo più neutrale possibile, cercando di vederne sia i lati positivi sia i lati negativi.
Partiamo da che cos'è la W Series: si tratta di un campionato con vetture di Formula 3, uguali per tutti, riservato alle donne, con l'obiettivo dichiarato di incrementare la presenza femminile nei campionati tradizionali, di fatto cercare di aprire la strada della GP2/GP3 alle ragazze che otterranno risultati migliori.
Saranno presenti al via diciotto partecipanti, in più ci saranno alcune riserve, tutte selezionate da un gruppo iniziale di 50+ iscritte. Le partecipanti non dovranno portare sponsor, ma sono state scelte in base a diversi tipi di test, il primo dei quali avvenuto non su vetture di Formula 3.

Le critiche principali che si sono avute prima che iniziasse il processo di selezione sono state: 1) l'inadeguatezza della serie per incrementare la presenza femminile in quanto questa deve iniziare dal mondo dei kart, 2) la "segregazione" delle donne che in questo modo gareggeranno in un campionato indipendente invece che insieme agli uomini, con meno presenze femminili nei campionati misti, 3) il fatto che non risolva problematiche legate al sessismo, 4) il fatto che si tratti di una serie creata per scopi commerciali, 5) l'accetazione da parte delle partecipanti di non potere competere alla pari con gli uomini.
Le critiche principali avvenute dopo la selezione sono: 6) la poca trasparenza a proposito dei processi di selezione, 7) la mancanza di classifiche ufficiali, 8) la selezione non basata sul talento ma su altri fattori a causa della mancata presenza di candidate di talento.
Ho deciso di analizzare queste problematiche e di esporre il mio punto di vista in proposito.

1) L'inclusione femminile deve iniziare dai kart, altrimenti non si incrementa la presenza femminile nel motorsport - ora, questo è sicuramente vero, ma dipende dal termine più o meno lungo dell'obiettivo che ci si pone. Se si incentiva la presenza femminile nei campionati di kart il risultato può essere quello di incrementare la presenza femminile nel motorsport tra molti anni. Con la W Series si può ottenere questo obiettivo in tempi più brevi, grazie alla presenza di ragazze di livello almeno medio-alto che non hanno abbastanza sponsor per gareggiare nei campionati tradizionali.
In più sono del parere che una strada non escluda l'altra. Chissà che, grazie alla visibilità di questo campionato, non possa essere d'aiuto anche come veicolo promozionale per avvicinare le bambine ai kart.
Infine non capisco molto il discorso "se si vuole fare una serie femminile bisogna farla nel kart, altrimenti è segregazione": per quale motivo se una serie motoristica per sole donne è segregazione, una serie kartistica solo per bambine non lo sarebbe? Mi sembra una considerazione alquanto incoerente.

2) La segregazione e la defezione delle donne dai campionati misti - wait, wait, wait, mi sembra che qui ci sia un concetto non particolarmente chiaro. Salvo poche eccezioni, le partecipanti alla W Series non sono ragazze che gareggiano stabilmente nei *campionati misti open wheel*. Molte di loro gareggiano in altre serie miste, ma se l'obiettivo è arrivare in GP2/GP3, è difficile arrivarci gareggiando in serie non open wheel.
Per quanto ne so nessuna delle partecipanti ha abbandonato serie miste open wheel per prendere parte alla W Series e alcune prenderanno comunque parte ad altri campionati. Quelle che non vi prenderanno parte, invece, erano già senza un volante. Più che eliminare la presenza femminile da campionati misti open wheel mi sembra che possa aiutare quelle che sono state sbattute fuori dalla porta a rientrarvi dalla finestra.

3) Le problematiche legate al sessismo non vengono risolte - perché, in primo luogo, è stato immaginato che una serie automobilistica avrebbe potuto risolvere questioni non strettamente legate al motorsport?
La quantità di donne che gareggiano nei campionati automobilistici è di gran lunga inferiore a quella degli uomini e, per quanto molte abbiano dichiarato di non essere mai state prese molto sul serio per via del loro genere, una delle grosse discriminanti sono a mio vedere i numeri.
Gli stereotipi di genere c'entrano, ma fino a un certo punto. Se è vero che è sbagliato impedire alle bambine di intraprendere sport tipicamente maschili, è altrettanto vero che le bambine non hanno l'obbligo di volere intraprendere sport tipicamente maschili...
L'unico aspetto su cui *forse* questa serie potrà intervenire, e non in negativo, è la questione che, in molti casi, alle ragazze per trovare sponsor è richiesta una bella presenza. Nella W Series non ci sarà la differenza strafighe vs ragazze nella media vs ragazze bruttine. Non sono sicura che possa essere replicata anche altrove, ma la ritengo una questione troppo sottovalutata, su cui *forse* la W Series potrà far riflettere almeno a livello di fanbase.

4) Seriehhhh creatahhhh per scopihhhh commercialihhhh!111!!11!!11! - come qualsiasi altra serie motoristica esistente, a parte forse la corsa dei tosaerba alla sagra campestre di San Fernando della Tripla Corona.
Per intenderci, il mondo del motorsport è un mondo in cui girano i big money. Il fatto di gareggiare gratis non aiuterà le partecipanti a continuare a gareggiare altrove se non troveranno sponsor.
Il fatto di avere un'esposizione mediatica che tuttavia non avrebbero senza la W Series potrebbe essere d'aiuto per alcune, quindi mi sembra un equilibrio abbastanza soddisfacente: la serie ci guadagna, alcune delle partecipanti probabilmente anche.

5) Partecipare a questa serie significa non essere in grado di competere alla pari con gli uomini - e in base a che cosa? peraltro i sostenitori di questa teoria asseriscono senza mezzi termini che dovrebbero gareggiare "contro veri piloti e non contro altre donne", quindi mi fa molto riflettere sulle convinzioni stesse di chi esprime questa posizione.
In più, vorrei ricordarlo, per la maggior parte delle partecipanti è l'unico modo per gareggiare in un campionato open wheel, dato che non hanno la possibilità di gareggiare in altri campionati, in questo momento. Altre hanno scelto di gareggiarvi in parallelo con altri campionati, per accumulare maggiore esperienza.
In ogni caso non credo che debba essere vista né come una scorciatoia, né tanto meno come debilitante per chi vi partecipa. Si può essere contrari al format, ma questa contrarierà al format non dovrebbe dare l'autorizzazione al mancare di rispetto a chi ha scelto di intraprendere questa strada.
Ho un po' l'impressione che una delle ragioni per cui nel mondo del motorsport così come in altri settori le donne non riescano a fare successo tanto quanto gli uomini dipenda dal fatto che, più che concentrarsi sui propri obiettivi, hanno la marcata tendenza a volersi concentrare troppo su quello che fanno le altre donne.
Se una ragazza che gareggia ha come obiettivo quella di essere definita "lady racer" o di dichiararsi "una delle donne più veloci al mondo" non toglie niente a chi lo troverebbe debilitante per la propria persona.

6) I processi di selezione - è vero, non abbiamo capito come sia stata stilata la prima lista, quella in cui dalle 50+ partecipanti al primo test ne sono rimaste soltanto ventotto... da questo punto di vista credo che la W Series avrebbe dovuto essere più chiara.
In ogni caso credo che sia difficile, in ogni caso, comprendere il modo in cui sia stata stilata la entry list di una serie così tanto diversa da quelle tradizionali. Negli altri campionati i team scelgono in base a questioni di sponsor o alle proprie preferenze personali, nella W Series non funziona così.
Non è detto che la nostra mancanza di comprensione sia in realtà maggiore di quella che c'è in altre circostanze. Per esempio, c'è chi non ha ancora capito come mai la Redbull abbia scelto proprio Gasly e non qualcun altro, però rimane un dato di fatto, non c'è nessuno o quasi che ne faccia una malattia.
Diciamo che il grosso problema della W Series è che forse non abbia scelto il modo migliore per pubblicizzare il proprio format. In più, la butto lì, non ho capito molto la questone del taglio prima a ventotto e poi a diciotto, mandando avanti anche ragazze che poi sarebbero state scartate, così come la presenza di ben quattro riserve che prenderanno parte solo ai test (mi è parso di capire) ma non al campionato. Se sono valide abbastanza per fare le riserve, perché non lo sono per gareggiare? Forse sarebbe stata una scelta migliore scegliere una parte di partecipanti full time e alcune partecipanti che si alternassero nel corso della stagione (perché no, magari in base ai risultati del campionato).

7) La mancanza di classifiche ufficiali - delle giornate di test di questi giorni è trapelata solo la classifica della giornata di ieri, postata da Dani Juncadella per complimentarsi con Marta Garcia, autrice del miglior tempo davanti a Jamie Chadwick, Beitske Visser, Alice Powell ed Emma Kimilainen.
La disorganizzazione sembra esserci e questo non è per niente positivo. Mi auguro che possano esserci delle migliorie nel corso del tempo, dato che al momento ho deciso di concedere alla W Series il beneficio del dubbio: sono appena agli esordi, hanno tutto il tempo per migliorarsi e si spera che possano farlo.

8) La selezione non è stata basata sul talento ma su altri fattori - ovvero quali?? Mi sembra chiaro che su 50+ candidate, di cui solo diciotto andranno a disputare un campionato, non ce ne siano necessariamente solo diciotto competitive e che non tutte le altre siano delle scarse, quindi c'è stato un taglio notevole, che sembra avere avvantaggiato quelle con la maggiore esperienza open wheel.
Credo che un grosso problema sia il modo in cui il mondo del web ha reagito al primo taglio, dal momento che le stesse eliminate hanno alcune reagito in un modo e altre in un altro. Per esempio Ayla Agren e Bruna Tomaselli si sono dichiarate dispiaciute di non essere passate oltre e di non avere capito quale fosse il loro problema, mentre Hanna Zellers si è autoproclamata come la più veloce di tutte, ingiustamente scartata. Ciascuna delle eliminate ha una grande schiera di ultrà in giro per il web. Gli ultrà del web hanno più o meno tutti la personalità della Zellers.

FINALISTE:
Jamie Chadwick - Regno Unito, 21 anni
Sabre Cook - USA, 25 anni
Marta Garcia - Spagna, 19 anni
Megan Gilkes - Canada, 18 anni
Esmee Hawkey - Regno Unito, 21 anni
Jessica Hawkins - Regno Unito, 24 anni
Shea Holbrook - USA, 29 anni
Emma Kimilainen - Finlandia, 30 anni
Miki Koyama - Giappone, 22 anni
Sarah Moore - Regno Unito, 26 anni
Tasmin Pepper - Sudafrica, 29 anni
Vicky Piria - Italia, 25 anni
Alice Powell - Regno Unito, 26 anni
Gosia Rdest - Polonia, 26 anni
Naomi Schiff - Belgio, 25 anni
Beitske Visser - Olanda, 24 anni
Fabienne Wohlwend - Lichenstein, 22 anni
Caitlin Wood - Australia, 22 anni

RISERVE:
Sarah Bovy - Belgio, 30 anni
Vivien Keszthelyi - Ungheria, 18 anni
Stephanie Kox - Olanda, 25 anni
Francesca Linossi - Italia, 27 anni

NB. Linossi ha scelto di ritirarsi dal suo ruolo di riserva per concentrarsi su altre competizioni.

ELIMINATE DOPO LA SECONDA SELEZIONE: Natalie Decker, Grace Gui, Natalia Kowalska, Milou Mets, Shirley Van Der Lof, Alexandra Whitley.


Post scritto per doppia pubblicazione
per il mio blog e per F1GC forum.

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