mercoledì 14 marzo 2018

Commento al Gran Premio di St.Petersburg

Quando il vuoto cosmico scorre a due giri dalla bandiera a scacchi /// 11 Marzo 2018

Ci sono momenti in cui ci chiediamo come sarà la nuova stagione. Qualcosa è cambiato, si è arrivati a un punto di non ritorno, H3lio Castroneves se n'è andato e, per quanto sia difficile, dovrò abituarmi a una Indycar senza di lui. Non è la prima volta che mi sento così, quando piloti dalla lunga carriera se ne vanno ho spesso l'impressione che siano usciti di scena troppo presto, specie quando vedo piloti con i quali sono stati co-protagonisti in passato ancora in gara. Credo che ci siano stati soltanto due momenti in cui ho visto qualcuno ritirarsi e ho pensato che fosse il momento giusto, che fosse arrivata la fine di un percorso. Il caso di Castroneves non rientra tra questi due, ma bisogna andare avanti e fare finta di nulla, come tutte le altre volte. Sono certa che presto non mi sembrerà più che ci sia nulla di strano, nemmeno quando vedrò un rookie partire dalla pole position e una seconda fila composta da altri rookie:

1^ fila: Robert Wickens - Will Power
2^ fila: Matheus Leist - Jordan King
3^ fila: Takuma Sato - Ryan Hunter-Reay
4^ fila: James Hinchcliffe - Gabby Chaves
5^ fila: Scott Dixon - Tony Kanaan
6^ fila: Simon Pagenaud - Alexander Rossi
7^ fila: Josef Newgarden - Sebastien Bourdais
8^ fila: Zach Veach - Spencer Pigot
9^ fila: Ed Jones - Marco Andretti
10^ fila: Jack Harvey - Max Chilton
11^ fila: Charlie Kimball - Zachary Claman De Melo
12^ fila: René Binder - Graham Rahal

Wickens, pilota della Schmidt, si è rivelato una grossa sorpresa, ma c'erano anche altre grosse sorprese di cui parlare, per esempio Leist (quello che nei miei viaggi mentali è il figlio di Kanaan!) e, perché no, anche Jordan King. Peraltro la sorpresa di vedere Jordan King in seconda fila è stata anche piacevole, perché non dimentico il passato e, seppure sia stato solo un test driver, Jordan King rimane pur sempre un membro della Marussia Family... così il Piccolo Chilli, invece di averne solo uno da battere adesso ne ha due, per vincere il torneo tra gli ex piloti Marussia a cui la Indycar fa da contorno. Non che Chilli abbia molte possibilità di essere il migliore dei tre, ma quello che conta è che abbia un volante, cosa che qualche mese fa non era affatto scontata, ma dopotutto il motorsport è fatto di cose non scontate.
Kanaan: "What?! Nemmeno le piume di pavone per decorare il casco di mio figlio sono scontate? Devo pagarle a prezzo intero?"
Leist: "Tanto lo so che hai i big money e che te li sei procurati andando a scommettere che H3lio non avrebbe mai vinto un titolo!"
Kanaan: "Parla piano, H3lio è da qualche parte in giro qui per il paddock e potrebbe sentirti."
Leist: "Non mi pare un grosso problema..."
Kanaan: "Invece lo è, perché un giorno lo sposerò e diventerà il tuo stepdad."
Leist: "DaWeRo iNt3Nd1 Sp0SaRL0???222???22?? È una cosa troppo aaaaawwwww!"

La gara iniziava alle 12.30 Eastern Time, che non erano più le 18.30 ma le 17.30, probabilmente perché negli States è già entrata in vigore l'ora legale... o almeno immagino che sia quella la ragione, perché sparando a caso è la soluzione più probabile.
I siti di streaming non erano ben aggiornati e, in realtà, non sapevo nemmeno dove andare a cercare la gara. Ho deciso di dare fiducia al sito che funzionava una volta sì e dieci volte no l'anno scorso e alla fine ce l'ho fatta, con la convinzione che se fossi riuscita a seguire almeno una parte della gara sarei stata la persona più felice del mondo, qualunque fosse il risultato. *-* Dopotutto sono abituata ad essere felice qualunque sia il risultato: di preferenze ne ho diverse, ma i miei piloti preferiti hanno tutti l'abitudine di non vincere molto spesso. Anzi, una parte ristretta hanno l'abitudine di non vincere molto spesso, mentre altri non vincono direttamente mai, giusto per andare sul sicuro.
Quando finalmente mi sono ritrovata a guardare la gara, dopo circa tre giri, c'era Jordan King in testa, c'era la safety car, c'era Spencer Maialotto che purtroppo non guidava una vettura rosa, quindi non era un porcellino d'India, c'era Wickens secondo e c'era Rossi terzo.
Wickens: "Ma al restart lo metto in cu*o a tutti, come se fosse la baguette di Sebby!!!!11!!!!11!"...
...
...
...
...ed è quello che successo, non in senso letterale, naturalmente.
Wickens si è ripreso la prima posizione, Rossi ha superato King un giro più tardi, nel frattempo il figlio onorario di Kanaan rallentava per presunti problemi tecnici. Lo si è visto poco dopo ai box, dove sembra essere rimasto per un bel po'.
Poi King si è messo nuovamente in mostra, stavolta in senso negativo: è venuto a contatto con Grammo Reale ed è entrata in pista la safety car pochi giri dopo essersi levata di torno.
Il terzo ingresso è stato per una mossa di samba fatta da Leist, che è andato a spalmarsi contro il muro.
I telecronisti hanno menzionato qualcuno (non ho capito chi) secondo il quale Leist non arriverà mai da nessuna parte. Sentire questi commenti nei confronti di un rookie che si è qualificato in terza posizione davanti al compagno di squadra non mi sembra molto incoraggiante. Non mi sembra molto incoraggiante neanche il fatto che il suo compagno di squadra gli sia stato dietro in qualifica, ma evidentemente Kanaan non è nel suo stato migliore, perché sente la mancanza del suo ammmmore.
H3lio: "Aaaaawwwww!"
Kanaan: "Non ci credo, sei tornato! *_______* Sapevo che non saresti rimasto lontano da me."
H3lio: "Infatti ho intenzione di fare il mio ingresso trionfale in cabina di commento, dove l'Autrice(C) mi riconoscerà quando mi sentirà parlare del Detersivo e del fatto che quando ha vinto dei titoli, io spesso sono arrivato secondo."
Il Detersivo: "Davvero vuoi parlare di me? Beliximohhhh kontinuahhhh!!111!!! Intanto c'è una curva, ma ho deciso di non frenare e di improvvisare, in vista di quello che potrebbe essere l'outcome: BANZAAAAAAAIIIIIIIII!"
Taku: "Perché mi sei venuto addosso mentre le telecamere non ci inquadravano? Adesso, prima di vedere il replay, l'Autrice(C) penserà che sia stato io a innescare l'incidente."
Il Detersivo: "Se ti può consolare non lo penserà solo l'Autrice(C), ma anche tutto il resto della popolazione mondiale."
I commissari: "Noi no, infatti abbiamo deciso di penalizzarti per avere messo fuori gioco un kamikaze con una manovra da kamikaze."
Che poi, fuori gioco fino a un certo punto, dato che nessuno si è ritirato, però in compenso è entrata per la quinta volta la safety car.

Uno dei grossi turning point, ad ogni modo, non è stato l'incidente tra Sato e Dixon, dato che Dixon era irrilevante tanto quanto le Penske (mi è parso di capire che Willpowahhhh fosse stato coinvolto in un contatto nelle prime fasi di gara, Saimon e Nuovo Giardino non si sa, forse erano posseduti da Sonniferetti - non in senso erotico, intendo), quanto il fatto che, dopo il primo giro di pitstop, Sebby  Bourdeeeeyyyyy si è ritrovato in testa, perché lui si era fermato nelle prime fasi di gara, e nel corso della gara è riuscito ad entrare nella stessa pit-stop window degli altri piloti di testa o poco ci manca, ritrovandosi a occupare posizioni di rilievo per tutta la gara, nonostante qualche giro nelle retrovie dopo la quinta safety car, entrata dopo che Jack Harvey è finito fuori pista, poco dopo il restart post-incidente Sato/ Dixon.
Poi, a quel punto, ho visto qualcosa di molto pittoresco.
C'era in testa Wickens.
C'era secondo Rossi.
Nulla di tutto ciò era pittoresco come quello che avveniva alle loro spalle.
Datemi una A!
Datemi una N!
Datemi una D!
Datemi una R!
Datemi una E!
Datemi una T!
Datemi un'altra T!
Datemi una I!
...Wtf?! Sonniferetti terzo? *_____* Era un momento molto romantico e kawaii, nonostante io non sia mai stata una tifosa di Sonniferetti e, se devo essere sincera, non mi abbia nemmeno mai ispirato una particolare simpatia, così a pelle. Però Sonniferetti rimane Sonniferetti e il giorno in cui avrò la prova che esiste davvero e che il suo nome non viene scritto al solo scopo di abbellire la grafica mi sentirò una persona realizzata.
Ad ogni modo Sonniferetti era su una diversa strategia, quindi poco dopo è andato ai box ed è caduto nel dimenticatoio.
Wickens: "Meglio così, l'eroe di questa gara sono io! *-* Mi sento molto un complottista spagnolo, in questo momento."
NSVR: "Rossi c'è, Rossi c'è, Rossi c'è!"
Voce fuori campo: "E Sonniferetti non c'è, Sonniferetti non c'è, Sonniferetti non c'è!"
Uno dei telecronisti: "Michael Andretti."
Sonniferetti: "Riprova, sarai più fortunato."
A proposito, tra i telecronisti non c'era Paul Tracy, però in compenso c'era Eddie Cheever, che a suo tempo veniva chiamato Eddie Cheever Jr dai telecronisti americani.
Eddie Cheever, una volta, nel 2006, ha anche litigato con Marco Sonniferetti quando questo era poco più che un Verstappino, come età, e tutto ciò è connesso allo spoiler del Gran Premio di Russia del...
...
...
...wait, wait, wait, che anno era? Okay, ho fatto mente locale, era il 2015. Nonostante io abbia raccontato questa storiella all'incirca un centinaio di volte, non mi pare di averla mai raccontata in un commento a un gran premio di Indycar, quindi vale la pena di raccontarla un'altra volta.
Di solito sono sempre riuscita a guardare i gran premi di Formula 1 in diretta, in un modo o nell'altro, anche quando non venivano trasmessi in TV, con la stessa modalità con cui in questo weekend ho guardato la gara di Indycar, con anche l'agevolazione che trovare un modo per vedere una serie molto più mainstream della Indycar, seguita in tutto il mondo da molti appassionati, è decisamente più semplice che quando si tratta di Indycar, che gli americani stessi mettono in secondo piano rispetto alla NASCAR.
Nelle rare occasioni in cui non ho visto gran premi in diretta, in genere accadeva perché erano molto presto al mattino (e in tal caso evitavo spoiler grazie al fatto che in genere non mi capitasse di parlare con qualcuno che li aveva già visti, oppure invocavo mio padre di non riferirmi i risultati che aveva appreso dai pettegolezzi tra pescatori, dalla radio, dal TG o dal televideo), oppure la sera (ma la gente che è fuori la sera mentre viene disputato il GP del Canada appunto non sa che cosa stia succedendo al GP del Canada, quindi di sicuro non fa spoiler).
Con i gran premi del pomeriggio ci sono stati pochi casi in cui non ho visto la gara in diretta e uno di questi è stato il GP di Russia 2015: iniziava alle 13.00 e io a quell'ora ero a pranzo con i miei parenti a una sagra nel mio paese. Per quanto la presenza di mia nonna implicava che ci saremmo trovati alla sagra alle 12.00 in punto, sapevo benissimo che non sarei riuscita a vedere gran parte della gara, quindi ho deciso che l'avrei vista direttamente in differita quella sera alle 21.00 sulla Rai. Obiettivo: niente spoiler fino alle 21.00 e mi sono davvero impegnata con tutte le mie forze per evitare spoiler. Non volevo assolutamente sapere chi avesse vinto o che cosa fosse successo e ho fatto davvero di tutto: sono andata prima a una fiera nel mio paese, poi una volta tornata a casa sono andata su Youtube a guardare vecchie gare di Indycar.
Ero felicissima che stesse arrivato l'ora della differita senza avere avuto nessuna informazione sul risultato del gran premio, quando nel tardo pomeriggio/ quasi sera, incuriosita dalle polemiche tra Eddie Cheever e Marco Andretti, sono andata su Google a cercare qualcosa. Ho trovato un sito americano, con una vecchia notizia risalente al 2006. Poi mi è caduto l'occhio sulle news correlate. Una di queste, senza contestualizzare in alcun modo dove e quando fosse avvenuto tutto ciò, nel titolo dichiarava (non esattamente in questi termini), dopo il ritiro di Rosberg, Hamilton aveva il mondiale in tasca.
Mi sono chiesta: "si può sapere che cosa c'entrano questi due con Andretti e Cheever?"
Ho cercato di capire a quale episodio si riferisse quella notizia, peraltro, perché proprio non riuscivo a capire di che cosa stesse parlando. Ho passato in rassegna tutti i gran premi che avevo visto di recente e meno di recente... zero idee. Poi ho avuto un'intuizione terribile: quello era un link a un articolo sul gran premio del quale avevo evitato con tutte le mie forze ogni possibile spoiler!
Poi sì, sono successe tante cose interessanti in quel gran premio, in particolare l'incidente tra i Raikkottas mentre si contendevano una bottiglia di champagne che poi è finita tra le mani di Checo Perez (e un podio della Force India per me ha molta più importanza rispetto al vincitore del gran premio), ma rimane il fatto che è stato bruttissimo evitare ogni anticipazione e poi ritrovarmi sotto al naso le anticipazioni proprio laddove MAI avrei pensato di trovarle.
Voce fuori campo: "Okay, ma Wickens...?"

Wickens è andato ai box a circa metà gara, facendo tornare in testa Sebby per un po'. C'erano vari secondi e Grammo Reale in mezzo a loro. Wickens doveva mettersi dietro quest'ultimo, per avere certezze.
Sebby è rientrato ai box a due terzi di gara, per la sua ultima sosta. Wickens l'ha seguito più tardi, con oltre una ventina di secondi di vantaggio al momento del rientro.
Era fatta.
Wickens aveva conservato abbondantemente la posizione.
Sembrava che nulla potesse più mettersi tra lui e la vittoria, ma Alex Non Sono Valentino Rossi stava andando palesemente più forte di lui.
La fase conclusiva della gara sembrava tranquilla: Wickens contro Rossi, tre secondi a separarli, che poi si sono progressivamente ridotti. C'era meno di un secondo di gap, quando hanno raggiunto delle vetture da doppiare.
C'era De Melo.
C'era Kimball.
Tutto okay per Wickens.
Tutto okay anche per NSVR, ma solo perché quando ha fatto un lungo in una via di fuga non ha toccato niente.
Wickens ne ha approfittato per fuggire, senza sapere ancora che un grosso colpo di scena lo attendeva.
Quando a nove giri dalla fine Binder è finito a muro, è entrata la safety car che mancava ormai dall'incidente e dal conseguente ritiro di Harvey.
I distacchi si sono annullati.
NSVR: "E adesso lo metto in cu*o a Wicky!!!1111!!!1!"
Wickens: "Ne dubito!"
NSVR: "Fidati, ho la vittoria in tasca!!!11!!!11"
È stato lì che ho iniziato ad avere paura, perché Wickens non mi ha mai fatto né caldo né freddo fino a oggi, però vedere un rookie che alla sua prima gara parte dalla pole e sembra involarsi verso una vittoria è una di quelle storie strappalacrime che se Mazzoni commentasse la Indycar racconterebbe durante le fasi di stallo dei gran premi che poco hanno a che vedere con l'evento.
È inutile girarci intorno: ci sono cose che affascinano e vedere Wickens in testa era una di queste.
Poi, a quattro giri dalla fine, c'è stato il restart.
Alex Non Sono Valentino Rossi era attaccato al posteriore di Wickens.
Ho avuto di nuovo paura.
Ho avuto molta paura, poi ci ha pensato il Piccolo Chilli.
Quando l'ho visto finire in testacoda ho sorriso, pensando che stava inconsapevolmente sabotando il tentativo di vittoria del suo ex compagno di squadra NSVR, che non è stato un suo compagno di squadra fino in fondo dato che in quel contesto storico il loro team non ha messo nemmeno una vettura in pista.
Nuovo ingresso della safety car, era ormai la settima volta e la versione Indycar di Bernd Maylander non aveva avuto un minimo di respiro. La versione Indycar di Bernd Maylander pare che nelle scorse stagioni fosse Sarah Fisher. Non so se sia ancora lei, vedrò di approfondire. Purtroppo i telecronisti di Indycar non trattano a fondo queste questioni e il dubbio rimane.
Pensavo che la gara fosse destinata a finire dietro la safety car...
...
...
...
...e invece no. O meglio, sarebbe finita dietro la safety car per effetto di quello che stava per succedere, ma non per via dell'effetto Chilton.
A due giri dalla fine c'è stato il restart.
Quando Alex Non Sono Valentino Rossi ha affiancato Wickens ho capito che tutti i sogni di gloria erano finiti. Qualcosa del tipo: è stato bello crederci, ma oggi vince Rossi e Wickens deve accontentarsi della seconda piazza.
Seconda piazza 'sti cavoli.
L'ingresso di Rossi è stato abbastanza da kamikaze e il povero Wickens ne ha pagato le conseguenze venendo spedito direttamente contro un muro.
NO.
NO.
NO.
NOOOOOHHHHHHH!
Non volevo assistere a un finale così strappalacrime, ma ho visto qualcosa di consolatorio, ovvero che Rossi non aveva riportato danni nel contatto, ma che quando le vetture si sono riallineate dietro alla safety car, lui non era il primo della fila.
La safety car è andata fino al traguardo. Dietro di lei c'era Sebby. BOURDEEEEYYYYYY FOR THE WIN! Si tratta della sua prima vittoria dopo l'incidente di Indianapolis ed è la sua seconda vittoria consecutiva a St. Petersburg, che a detta dei telecronisti è la sua città di residenza.
In linea teorica avrei dovuto essere molto felice che avesse vinto Bourdeeeeyyyyy, ma è stata una di quelle vittorie dolci-amare, in cui ti dici che non è così che doveva andare a finire.
Povero Bourdeeeeyyyyy, la Redbull non ha creduto in lui, eppure in questa vittoria un minimo (ma neanche poi così tanto minimo) di Lato B c'è stato.
Nelle dichiarazioni post-gara Wickens ha dimostrato di avere preso abbastanza male l'accaduto, ma non malissimo, nel senso che non è andato a inseguire Rossi armato di mazza da baseball.
Rossi ha dichiarato che gli dispiace per l'accaduto, perché se non fosse successo avrebbe sicuramente vinto, e che un contatto inevitabile aveva deprivato anche Wickens di una seconda posizione.
Dunque, ricapitoliamo...
Rossi tenta un sorpasso.
Prende in pieno la vettura che sta tentando di superare.
La colpa è di Wickens perché esiste.
Se Wickens non fosse stato lì, nulla gli avrebbe impedito di vincere.
Questo soggetto di cognome si chiama Rossi. Coincidenze? Io credo di no.
Voce fuori campo: "Che gara bellissima!!!11!!!1!!! Sarebbe fantastico se tutte le gare di Formula 1 fossero così!!!11!!!!1!"
L'Autrice(C): "Concordo sulla gara bellissima, ma quando vedremo una gara di Formula 1 in cui la safety car entra otto volte, con un pilota sconosciuto in testa per gran parte del tempo e un vincitore a caso dopo che altri piloti finiscono fuori poco prima del traguardo mi dirai se l'hai trovata bellissima."
...Purtroppo viviamo ancora in un mondo in cui non c'è ancora la consapevolezza che Formula 1 e Indycar sono due serie diverse e che sia possibile apprezzarle anche senza che l'una somigli all'altra.

RISULTATO: 1. Sebastien Bourdais (Coyne), 2. Graham Rahal (Rahal), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. James Hinchcliffe (Schmidt), 5. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 6. Scott Dixon (Ganassi), 7. Josef Newgarden (Penske), 8. Ed Jones (Ganassi), 9. Marco Andretti (Andretti), 10. Will Power (Penske), 11. Tony Kanaan (Foyt), 12. Takuma Sato (Rahal), 13. Simon Pagenaud (Penske), 14. Gabby Chaves (Harding), 15. Spencer Pigot (Carpenter), 16. Zach Veach (Andretti), 17. Zachary Claman De Melo (Coyne), 18. Robert Wickens (Schmidt), 19. Max Chilton (Carlin), 20. Charlie Kimball (Carlin), 21. Jordan King (Carpenter), 22. René Binder (Juncos), 23. Jack Harvey (Shank), 24. Matheus Leist (Foyt).
   
NASCAR UPDATE: dopo l'inizio di questa stagione, ho già parlato abbondantemente della Daytona 500, vinta da Austin Dillon il 18 Febbraio. Dal momento che la NASCAR non si ferma (quasi) mai, ci sono stati sviluppi da quando il sosia paonazzo di Will Stevens ha vinto a Daytona e da quando Danica ha stirato per l'ultima volta soltanto i propri indumenti, ora che non è più fidanzata con Ricky.

> ATLANTA 25/02: gara denominata Folds of Honor Quiktrip 500, nella realtà dei fatti tutto tranne che un quick trip. La gara prevedeva 325 giri (85+85+155 la durata dei tre stage) ed è stata preceduta da un rain delay fatto di Daniel Suarez in studio con i telecronisti in tuta da pilota e, nella chat di Youtube, la gente che se ne usciva con sparate del tipo: i piloti messicani sono immigrati che rubano il lavoro ai piloti americani e a Carl Edwards (che peraltro si è ritirato dalle competizioni da un giorno all'altro oltre un anno fa). WTF?! Kyle Busch, Newman e Harvick, partiti nelle prime tre posizioni, si sono alternati in testa prima della competition caution dopo una trentina di giri. Harvick è rimasto in testa fino alla fine del primo stage davanti a Bowier, Keselowski, Truex e Almirola, con quest'ultimo elogiato dai telecronisti, perché il fatto di avere finito la Daytona 500 in stile Hildebrand non ha fatto passare in ombra il fatto che per crashare all'ultimo giro mentre sei in testa devi comunque ritrovarti in testa. Non ho visto la gara intera, ma ho visto comunque tutto lo stage 2, a tratti, per problemi con lo streaming. Ho cercato di sfruttare la chat per capire che cosa mi fossi persa, ma è difficile capire qualcosa quando la gente è impegnata soltanto a insultare Jimmie Johnson. Keselowski è stato in testa per un po', poi è toccato a Harvick, poi c'è stata una caution dopo la quale Keselowski si è ritrovato di nuovo in testa e ha vinto il secondo stage davanti ai Busch Bros. La mattina dopo ho scoperto della vittoria di Harvick. Hanno chiuso in top-5 Keselowski, Bowyer, Hamlin e Truex.

> LAS VEGAS 04/03: la Pennzoil 400 (267 giri ripartiti in 80+80+107), disputata una settimana dopo la not-so-quick trip non è stata preceduta da rain delay vari. #EpicWin. Blaney partiva dalla pole position, ma ha preso subito la testa della gara Harvick che partiva accanto a lui. Era l'anniversario della prima gara di Montoya in Formula 1, quindi vorrei approfittarne per ricordare la rissa tra Harvick e Montoya di diversi anni fa. Harvick, Truex e Blaney sono stati i primi tre fino a metà del primo stage, poi sono rientrati ai box in regine di green flag, per poi tornare nelle prime posizioni quando i vari McDowell e Ragan di turno si sono levati di torno, infine Blaney è scivolato al quarto posto dietro a Larson, dove è rimasto fino alla fine dello stage 1, che è stato caution free. Harvey, Blaney, Larsson, Logano e Truex sono stati in top-5 per tutta la prima della metà dello stage 2, fino al momento dei pitstop, ancora una volta effettuati con bandiera verde. Dopo le soste Harvick, Logano e Blaney erano in top-3, con Keselowski (altresì noto come il sosia di Kvyat) alle loro spalle, ma Blaney è salito in seguito in seconda posizione, con Larson che poi ha rimontato fino al terzo posto, dove è rimasto fino alla fine del secondo stage. Stage 1 e 2 sono stati caution free! *inchino* Quella sera mi sono persa la fine della gara, perché avevo mal di testa, quindi ho deciso di andare a letto. Harvick ha conservato la prima posizione al traguardo, vincendo per la seconda volta consecutiva, davanti a Kyle Busch, Larson, Truex e Blaney.

> PHOENIX 11/03: la Ticket Guardian 500 (che suona un po' come 500 miglia del guardiano dei biglietti, è inutile, i nomi delle gare di NASCAR mi fanno sempre piegare in due dalle risate) si svolgeva lo stesso giorno del Gran Premio di St. Petersburg e l'ho disertata, non tanto perché si sovrapponesse con la gara di Indycar, dato che è iniziata dopo più tardi in serata mentre la Indycar c'è stata nel tardo pomeriggio, ma perché non passo 24/7 a guardare gare automobilistiche. Non che non abbia mai il desiderio di farlo, ma arrivati a un certo punto ci sono anche altre cose da fare. Quando ho letto i risultati ho avuto la prova che la NASCAR Sprint Cup, diversamente dalla Formula 1, è una serie con una notevole variabilità, in cui i vincitori cambiano da una gara all'altra... poi sì, va bene, Harvick ha vinto per la terza volta dietro fila, ma questo è un dettaglio. Sono certa che il suo amico JPM sarà molto contento (era un po' che non parlavo della rissa Harvick vs Montoya risalente a... mhm... qualcosa come nove o dieci anni fa, forse, quindi vi chiedo scusa per questa licenza poetica), ma prima di arrivare alla vittoria di Harvick dobbiamo passare per gli Stage 1 e 2: qui si sono alternati come stage winner i Busch Bros. Kyle è anche arrivato secondo, alla fine della gara, mentre Kurt è arrivato decimo. In mezzo a loro c'erano dalla terza posizione in poi Elliot, Hamlin, Truex, Bowyer, Almirola, Suarez ed Erik Jones da non confondersi con Ed Jones. Io faccio una grande confusione con i loro nomi e ciò è il Malehhhh Assolutohhhh, dato che Erik non ha una nazionalità pittoresca, diversamente da Ed, che corre con licenza degli Emirati Arabi Uniti quindi tecnicamente potrei considerarlo un pilota asiatico anche se in realtà non è asiatico. Sono felice che Daniel Suarez abbia rubato!!!11!! un'ottava posizione a Carl Edwards.

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