giovedì 25 agosto 2016

25.08.1991: 25 anni fa la prima gara di Michael Schumacher in Formula 1



Credo di averlo già dimostrato, che quando sono ispirata potrei scrivere pagine su pagine a proposito di qualsiasi argomento motorsport-related.
Stavolta ho deciso di non farlo, perché esattamente cinque anni fa, quando Michael Schumacher celebrava i suoi 20 di carriera, scrissi un pezzo piuttosto articolato che ho deciso di riproporre, per poi aggiungerci un'ovvia conclusione.
Era intitolato "Luci e ombre di vent'anni di carriera" l'avevo scritto per il forum che c'era prima di F1 Grand Chelem ed è tuttora presente sia su F1 Grand Chelem sia su questo blog.
Il testo del mio post era esattamente quello che segue.

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Nell'iniziare questo articolo mi rendo conto di quanto sia elevato il rischio di scrivere banalità già dette e ridette durante gli ultimi vent'anni. È proprio questo il punto di partenza, o meglio, quello d'arrivo: vent'anni sono passati da quel lontano weekend di vent'anni fa in cui venne disputato il gran premio del Belgio. Era il 1991 e Michael Schumcher faceva il suo esordio alla Jordan. Sostituiva un quasi-anonimo pilota finito in carcere per aggressione ed era accreditato come una giovane promessa, definizione che viene attribuita a qualsiasi pilota e che, diciannove volte su venti, si tramuterà in una promessa mai mantenuta. Stavolta però era il ventesimo caso, anche se quel 24 agosto 1991 in cui il giovane Michael conquistò il settimo tempo nelle qualifiche (un risultato niente male tenendo conto delle potenzialità della Jordan - che all'epoca era più o meno un team da mezza classifica) nessuno poteva saperlo. È curioso che abbia conquistato proprio il settimo tempo, dato che il numero 7 sarebbe tornato anche in altre occasione, inoltre uno dei principali sponsor della Jordan era Seven Up. Portava il numero 32 e quello curiosamente fu l'unico gran premio in cui portò un numero pari.
La gara fu tutt'altra storia: dopo un paio di curve era già ritirato... fu la fine della breve parte di carriera che passò in Jordan. Quello che accadde dopo è risaputo: passò in Benetton per la fine della stagione 1991 (dove non sfigurò) e per il 1992. Non so se sia vero o se sia solo una leggenda metropolitana, ma pare che per il 1993 fosse previsto un suo passaggio alla Sauber, motorizzata Mercedes, per via di un contratto antecedente con la Mercedes. La cosa non andò in porto: il giovane Michael non passò mai alla Sauber (si potrebbe dire per fortuna) e, se nelle prime due stagioni complete arrivarono le prime due vittorie (Belgio 1992, Portogallo 1993), nelle due successive giunsero i primi due titoli mondiali.
Quello che accadde dopo è altrettanto noto: nel 1996 passò in Ferrari, la prima stagione non disponeva di una vettura esaltante, ma centrò comunque tre vittorie. Nei due anni seguenti lottò per il titolo fino all'ultima gara, seppure perse entrambe le volte (e nel 1997 vi fu indubbiamente il peggiore epilogo, per causa sua).
Poi giunse il 1999, la stagione non andava male, almeno finché non accadde quell'incidente a Silverstone che mise, di fatto, fine alla sua stagione. Durante quell'estate l'opinione che andava per la maggiore era che quell'infortunio finisse in un ritiro dalle competizioni o comunque in una carriera compromessa. Non fu così, evidentemente, e arrivò il celebre titolo del 2000, che peraltro riportò il titolo in Ferrari dopo due decenni, seguito da altri quattro titoli. Una stagione non eccezionale nel 2005 e un 2006 partito male ma finito, nonostante la sconfitta, nel migliore dei modi, con la rimonta a Interlagos e quel suo ultimo sorpasso su Raikkonen che si apprestava a prendere il suo posto.
Nel 2010 è arrivato il suo discusso rientro e ora, nel 2011, il ventesimo anniversario del suo primo gran premio.


È palese come le cose siano cambiate nel corso degli anni, basta seguire una gara per vedere come il Michael di un tempo se ne stia nascosto da qualche parte, dentro questo pilota ultraquarantenne, ormai invisibile... tranne qualche volta, tipo in Canada, quando lo si rivede e ci si chiede: "ma siamo davvero sicuri che questo pilota non abbia più niente da dare alla Formula 1?"
Altra cosa che è cambiata è la considerazione dei fan (non quelli veri, che sia chiaro): se all'epoca della Ferrari era il loro dio, quello che non sbagliava mai e che difendevano anche quando era palesemente indifendibile, ora è soltanto un pilota da criticare per hobby, che ha rubato mondiali a piloti che se li meritavano più di lui e che non vale niente perché non ha avuto mai avversari che fossero in grado di batterlo.
Le vie di mezzo non esistono, è naturale... A volte mi chiedo se sono solo io a vedere certe cose, se ho le allucinazioni o che cosa...
I mondiali vinti con vetture imbattibili: ci sono stati, certo. Sono due su sette: 2002 e 2004. Ma tra i tanti mondiali in cui ci sono state vetture imbattibili, tutti i piloti in questione vincevano sempre il mondiale giù a metà campionato come nel 2002 e nel 2004? e se davvero Schumacher era così scarso, come mai stava su una vettura imbattibile?
Le gare rubate ai compagni di squadra: sui favoritismi non ne discuto e li disapprovo specie quando sfociano in inversioni di posizioni, ma da qui a sostenere la teoria che tutti i suoi compagni di squadra erano piloti superiori a lui e che hanno dovuto di continuo cedergli posizioni ce ne passa. Onestamente non ricordo, né all'epoca dei titoli con la Benetton né in Ferrari, di avere visto suoi compagni di squadra palesemente più forti di lui e soprattutto che gli hanno ceduto continuamente posizioni. Semmai è accaduto nella minoranza dei casi, in quanto costoro erano spesso impossibilitati a cedergli posizioni, essendogli dietro.
Non ha mai voluto compagni di squadra che potessero batterlo, diversamente da tutti gli altri piloti di un certo livello che sono ben lieti di condividere il box con un pilota in grado di competere con loro: strano a dirsi, anche se Rosberg è spesso davanti non mi pare che Michael se ne vada a piangere dallo zio Flavio...
Se nel 1999 non fosse capitato il casino della ruota smarrita sarebbe stato Irvine a riportare il titolo alla Ferrari, ma a causa di Schumacher ciò non è avvenuto: ah, quindi se qui era colpa di Schumacher per la storia della gomma, quando nel 2008 c'è stato il bocchettone di Singapore (che ha, di fatto, impedito a Massa di vincere il titolo) secondo questo ragionamento la colpa sarebbe da attribuirsi a Raikkonen?
Non vale nulla perché ha avuto avversari in grado di batterlo, ma solo buoni piloti: a parte che questo è in insulto bello e buono nei confronti di Hakkinen, tanto per fare un esempio, che era decisamente molto di più di un buon pilota, mi sembra illogico dire che un pilota pseudo-imbattibile da parte di buoni piloti di conseguenza non valga nulla... tra un buon pilota e un incapace la vittoria dell'incapace è molto improbabile.
Ora in Germania nessuno se lo fila più, il nuovo idolo è Vettel: beh, certo, è colpa di Schumacher se Vettel è un suo connazionale invece di essere - che ne so - coreano o giapponese!
Diversamente da Schumacher, Rosberg è bello, simpatico e parla bene l'italiano: ci sto, ma non mi risulta che fossero queste le caratteristiche per dominare in Formula 1... visto quanto ha dominato finora il pilota bello, simpatico e che parla bene l'italiano in questi anni inizio a dubitarne seriamente.
I fatti di Jerez: beh, lo critico eccome per l'incidente con Villeneuve, ma la carriera di Schumacher non è solo Jerez '97, bensì il GP di Jerez del 1997 unito a tutti gli altri oltre 270. Di scorrettezze ne ha commessa più d'una, però giudicare tutta la sua carriera utilizzando solo certi parametri di giudizio, eludendone volontariamente molti altri, mi sembra riduttivo.
Ci sono stati altri piloti, in passato, superiori a lui e ce ne saranno in futuro: e quindi? coò che hanno fatto gli altri ha il potere di scomparire ciò che ha fatto lui?
Il confronto con Rosberg: Nico vince nettamente (il confronto, non le gare, sia chiaro), è vero, ma è altrettanto vero che nella minoranza dei casi in cui è Nico a stare dietro la cosa viene taciuta e si fa finta di non vederla (Montecarlo 2011 è un esempio: in telecronaca un sorpasso di Michael su Nico, con Michael che aveva rimontato parecchio, è stato frettolosamente liquidato con l'espressione "un sorpasso nelle retrovie", come se si stesse parlando non di due Mercedes ma di due Virgin).
Ora ci sono Hamilton, Vettel, Alonso e company, quindi Michael non è necessario in F1 adesso: e quindi? ci sono già Karthikeyan, D'Ambrosio e Chandhok, anche Maldonado non era necessario, a questo punto, ma nessuno ci fa caso.
In F1 ci devono stare i giovani, non i quarantenni: sì, ma se i giovani sono Maldonado e company preferisco Schumacher di gran lunga (che a mio parere non ha sbagliato a tornare nel 2010, ma semmai a ritirarsi nel 2006).
Se voleva tornare a correre doveva farlo non con la Mercedes, ma con una terza vettura Ferrari: ci sono terze vetture Ferrari per caso? credo che difficilmente ne vedremo...
Lo spot con la Mercedes rossa e Michael che fa l'occhiolino: le scenette degli spot vengono ideate da appositi soggetti che lo fanno di professione, non da chi, per motivi contrattuali, li interpreta.
Quest'anno Michael ha voluto il numero 7, lasciando a Rosberg l'8, perché il numero 7 dà lo status di prima guida: strano a dirsi, nel 2010 in Ferrari Massa aveva il 7, ma non mi risulta che Alonso gli facesse da zerbino. Anzi...


Se volete dirmi che finora sono stata di parte vi consiglio di rileggere quello che ho scritto finora e di cercare argomentazioni convincenti. Non ho scritto elogi e semplicemente ho evitato critiche gratuite ed esagerate. È un comportamento di parte, questo?
Quando sento gli stessi ferraristi dire che Schumacher ha vinto non uno ma sette titoli per fortuna propria o per disgrazie altrui, la cosa mi fa riflettere. Sia chiaro, non sto parlando di tutti i ferraristi, ma solo di quelli che declamano questa teoria come se fosse oro colato. Qualcosa di simile gliela sentivo dire qualche anno fa, a proposito di un pilota che un tempo aveva vinto due mondiali per pura fortuna, che nel corso degli anni si sono trasformati in titoli meritati (cosa che a mio parere erano già), così come il pilota in questione adesso è colui che polverizzerà i record che Schumacher ha conquistato mai per merito ma solo scorrettamente, per pura fortuna propria o per sfortuna altrui.
Staremo a vedere: forse hanno ragione e a marzo del 2021 celebreremo i vent'anni di carriera del salvatore della patria, ma per il momento accontentiamoci dei vent'anni di carriera di questo pilota che, nel bene e nel male, ha fatto parlare di sé per due decadi e che a ogni gran premio ci mostra una realtà che dovremmo imparare ad accettare: nessuno continua a vincere per sempre, nessuno è sempre infallibile, nemmeno quel pilota che solo dieci anni fa era in piena fase di dominio e che ci dava l'illusione che quel dominio non dovesse finire mai.
Dieci anni possono anche passare lentamente, ma prima o poi finiscono per tutti, per gli idoli del passato che un tempo hanno dominato mondiali e per gli idoli del presente che per il momento, in quanto a mondiali dominati, da Michael hanno ancora molto da imparare.

...Però, Michael, almeno un'ultima vittoria me la concedi, in memoria dei vecchi tempi?

***

Partiamo da un presupposto: se potessi tornare indietro di cinque anni con la mentalità di oggi, non scriverei la metà delle cose che ho scritto; non perché non sia d'accordo con i concetti di fondo, ma perché alcuni dei concetti di fondo mi sembrano inutili.
Quando si tratta di altri piloti, compresi gli stessi Hamilton, Vettel o Alonso di turno, nessuno si farebbe delle turbe su certe questioni. In tutta sincerità non vedo il senso di stare a ribattere in un post apposito a gente che andava in giro per il web a scrivere che Hakkinen era un brocco o che Schumacher aveva rubato a Rosberg il numero di vettura, perché sinceramente... abbiamo bisogno di replicare in una sede che si suppone seria a simili dubbi esistenziali? Credo proprio di no.
Inoltre, per quanto l'ossessione ferrarista per Alonso a quei tempi fosse piuttosto marcata, è stato palese, quando Alonso ha lasciato la Ferrari, che i ferraristi avevano un "legame" diverso, con lui, rispetto a quello che avevano nei confronti di Schumacher, forse anche per il tempo che Schumacher ha trascorso in Ferrari, sia come pilota, sia come ospite ai box: Alonso adesso corre per la McLaren e al suo posto degli altri, ma nessuno è mai importato un fico secco o, per quelli a cui importa, non si sono mai spinti a livelli così deliranti come i fanboy haters di Schumacher nell'epoca della Mercedes. Quindi certe frecciatine che ho inserito nel testo me le sarei risparmiate.
Inoltre non avrei messo attacchi velati a piloti come Chandhok, Karthikeyan, D'Ambrosio e Maldonado che non so cosa c'entrassero. Vogliamo parlare di loro? Facciamolo, allora. Parliamo dei piloti che avrebbero potuto fare meglio di loro se fossero stati al loro posto in un determinato momento, ma facciamolo in modo coerente, non mentre stiamo parlando di fatti che non c'entrano niente. Ecco, quella è un'altra parte che al giorno d'oggi eviterei.

Al giorno d'oggi credo che avrei una visione più lucida delle cose, sia perché non ci sono più dentro come una volta (insomma, oggi parliamo di passato, nel 2011 parlavamo ancora di presente), sia perché mi sono resa conto, già da molto tempo ormai, che la Formula 1 non è solo chi vince il gran premio, chi arriva secondo e chi può portare al titolo. Tra parentesi, prima di andare a dire "questo è inutile" o "questo non vincerà mai una gara" bisognerebbe anche guardare le cose da un'ottica futura. Dato che l'ottica futura dice che negli anni successivi ho fangirleggiato per il "pilota inutile" e che tra una cosa e l'altra "il pilota che non vincerà mai una gara" ora conta diciannove(?) vittorie, terrò bene in mente questi insegnamenti per il futuro.
Al giorno d'oggi, se volessi aggiungere qualcosa, direi piuttosto che la cosa che mi colpisce di MSC è che, negli anni in Mercedes, è riuscito a impressionarmi.
La gente si ricorda, di Michael Schumacher, le vittorie, i campionati o gli episodi controversi capitati in pista. Per me, tutto questo passa in secondo piano. Ciò per cui preferisco ricordarlo sono gli anni in Mercedes: In tre anni è incappato in qualche colpo di sfortuna di troppo, ha fatto qualche cappellata di troppo, ha ottenuto un solo podio e ha sempre fatto meno punti del suo compagno di squadra. E non gliene è mai fregato nulla e nelle interviste stava a ridere e scherzare così come se niente fosse, cosa che non aveva quasi mai fatto durante gli anni in cui dominava campionati. Ecco, Michael Schumacher mi ha fatto indirettamente capire che alla fine i risultati possono essere importanti, ma che in certi momenti è anche possibile fregarsene e vivere con serenità.
Quell'ultima ipotetica vittoria che non ci ha mai concesso, tutto sommato, non mi sembra più così importante. Anzi, forse avrebbe spezzato quello strano "equilibrio" degli anni in Mercedes.
E' andata come doveva andare e non penso che, se ha ancora memoria di quanto è accaduto, abbia qualche rimpianto.

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