lunedì 19 febbraio 2024

GP Italia 1960: l'ultima vittoria di un motore anteriore

Carissimi lettori, dopo le presentazioni delle monoposto che mi hanno tenuta con il focus sul presente, sono andata sul solito sito Statsf1 per vedere se si avvicinasse qualche data interessante che potesse offrire spunti in termini di eventi del passato del motorsport. Così, per puro caso, notando che il 19 febbraio 1923 nasceva Giulio Cabianca, pilota della Scuderia Castellotti, sono incappata nella storia del GP d'Italia 1960, disputato a Monza come penultimo evento della stagione, nel quale sia Cabianca sia il team hanno ottenuto il loro migliore risultato in Formula 1. Come spesso succede in questi casi, la ragione per cui sono finita a raccogliere informazioni in proposito è passata in secondo piano, perché a Monza nel 1960 sono accaduti fatti piuttosto interessanti, di cui si parla poco nonostante questo gran premio abbia avuto due peculiarità.
La prima è che, con il boicottaggio del gran premio da parte delle principali squadre britanniche per ragioni legate alla sicurezza - la configurazione usata ai tempi non veniva considerata adatta alle vetture dell'epoca - nessuno dei piloti presenti al via aveva mai vinto un gran premio in Formula 1. Non che fossero tanti, solo undici, tanto che la griglia è stata riempita con sei Formula 2.

La Ferrari ha fatto 1/2/3 in qualifica con Phil Hill, Richie Ginther e Willy Mairesse, al culmine di una stagione piuttosto negativa dovuta al non avere una vettura all'avanguardia: la Rossa era l'unica spinta da un motore anteriore, mentre gli avversari gareggiavano con vetture a motore posteriore. E così, proprio in questo contesto, a Monza nel 1960 è maturata l'ultima vittoria di un motore anteriore nella storia della Formula 1.
Ricostruire gli eventi strettamente di gara non è così semplice, ma il lap by lap ci informa di Ginther in testa fin dalle prime battute, seguito da P.Hill, con Mairesse invece scivoltato indietro di alcune posizioni per poi risalire a gara inoltrata al terzo posto.
Ginther è stato in testa per metà dell'evento, poi risulta essere scivolato in seconda posizione alle spalle di P.Hill, che è andato a vincere la gara. È stata la prima vittoria di un pilota statunitense in un gran premio di Formula 1 (naturalmente senza considerare le edizioni della Indy 500 incluse nel mondiale come dei gran premi) e la Ferrari è giunta 1/2/3 al traguardo, con Cabianca al volante di una Cooper della Scuderia Castellotti in quarta posizione, davanti alla Ferrari di Wolfgang Von Trips che, stando a quanto riporta Statsf1 era una Formula 2.

Cabianca aveva già all'attivo due gran premi nelle stagioni precedenti, al volante di Maserati di team privati. La sua partecipazione al GP d'Italia 1960 è stata la sua ultima presenza in Formula 1, anche perché nemmeno un anno più tardi ha perso la vita testando una vettura sull'allora circuito di Modena.
Anche per la Scuderia Castellotti la presenza al GP d'Italia è stata l'ultima della sua breve storia in Formula 1, nonché l'unico arrivo a punti.

sabato 17 febbraio 2024

Presentazioni 2024: l'ultima è la Redbull!

Sono consapevole di essere in ritardo, ma nei giorni scorsi ho avuto da fare, quindi mi ritrovo solo ora a concludere questo giro di post sulle presentazioni delle monoposto che prenderanno parte alla stagione 2024, i cui test prestazionali inizieranno tra ormai pochi giorni e con le prove libere del primo gran premio dell'annoche si svolgeranno già l'ultimo giorno di febbraio, per dare il via a un campionato che sarà intenso come non mai: ci saranno ben ventiquattro gran premi e, incredibile ma vero, nessuno sembra destinato a saltare, nemmeno quello della Cina, destinata a rientrare in calendario. Ammetto che il circuito di Shanghai non mi dispiace e che lo ritengo un luogo ricco di accadimenti che merita a mio vedere di non essere screditato quanto avviene per altri circuiti. Uno di questi accadimenti, risalente all'ormai lontano 2009 - ben quindici anni fa - fu la prima vittoria per la Redbull ottenuta per mano di Sebastian Vettel che, nel proseguo della stagione, avrebbe lottato per il mondiale con le Brawn GP, guidate da Jenson Button poi campione del mondo e da Rubens Barrichello.
Proprio la Redbull era l'unico team a non essersi ancora mostrato e ciò è accaduto nella giornata del 15 febbraio, deludendo tutti quelli che per qualche motivo, si aspettavano che invece di avere una livrea Redbull, fosse qualcosa come a righe turchesi e ocra, con scritte lilla e rifiniture color terra di Siena bruciata. Voglio dire, posso capire tutto, ma se ci stupiamo perché la Redbull ha i colori tipici della Redbull la prossima causa di stupore quale sarà? la Ferrari rossa?


In concomitanza con la presentazione si sono moltiplicate le analisi tecniche dei soliti noti che, da delle foto, sono in grado di stimare per filo e per segno l'andamento del mondiale. Sia chiaro, non intendo screditare le analisi tecniche e la competenza di chi le fa, ma ritengo comunque che a parlare debba essere in primo luogo quello che succede in pista, non la visione di una fotografia. In più non è che ci sia bisogno di chissà quali fotografie per ipotizzare che la Redbull vincerà un altro mondiale!
Detto questo, Max Verstappen va a caccia del quarto mondiale, Checo Perez va a caccia di non si sa bene cosa... forse di un rinnovo contrattuale, ma mi sembra troppo presto fare valutazioni a questo proposito.

Forse qualcuno si chiederà come mai non abbia approfondito la vicenda dello scandalo Christian Horner. Per un motivo specifico, anzi due: quello meno importante è che questo è un blog che parla di corse automobilistiche e non necessariamente di quello che succede fuori dai circuiti e che non mi capita quasi mai di parlare di team principal, la seconda è che per il momento la faccenda è ancora abbastanza nebulosa e preferirei non intervenire in proposito (se e quando ci sarà qualche novità, deciderò cosa fare).
Con questo non voglio minimamente sminuire le accuse che gli sarebbero state rivolte; voglio semplicemente ribadire la mia non volontà di commentare, almeno per il momento, notizie che finora un giorno sono state raccontate in un modo e il giorno dopo in un altro. Il mondo è pieno di molestie sessuali che avvengono sul posto di lavoro, ma è altrettanto pieno di giornali che pubblicano storie raccontate dal cuggggino insaider (e, relativamente alla Formula 1, pure in casi molto meno gravi di questo, è già accaduto che alcune notizie facessero il giro del mondo per poi essere smentite - vedi le finte dichiarazioni di Nyck De Vries contro la Redbull e Verstappen).



giovedì 15 febbraio 2024

Presentazioni 2024: Mercedes, freccia d'argento o freccia di fibra di carbonio?

Siamo in dirittura d'arrivo, ormai manca solo la Redbull e la penultima in ordine cronologico è stata la Mercedes, svelata oggi 14 febbraio, stesso giorno in cui abbiamo visto la nuova McLaren. Il team di Brackley metterà in pista due vetture guidate da George Russell e, incredibilmente, per l'ultima stagione da Lewis Hamilton, che tra un anno vedremo vestito di rosso. È lecito pensare che ci sia una certa curiosità per il sette volte campione del mondo, che si gioca ormai una delle sue ultime possibilità per conquistare il tanto agognato ottavo titolo. O meglio, visto che nel 2025 passerà in Ferrari, si può dire che quella di quest'anno sia direttamente la sua ultima occasione!
Non siamo tuttavia qui per fare considerazioni sul futuro e sui risultati ipotetici e, in realtà, neanche per fare considerazioni sul presente. Non sono una di quelle persone che dalla foto - o addirittura dalla miniatura - di una monoposto afferma se sarà o non sarà competitiva. Preferisco piuttosto soffermarmi sui grandi dubbi esistenziali: sarà grigia o sarà nera?


Sarò sincera: le livree grigie della Mercedes mi piacciono parecchio. Mi ricordano i bei vecchi tempi in cui Nico Rosberg lanciava cappellini, in cui Max Verstappen era solo un ragazzino brufoloso che faceva la comparsa sulla strada altrui e in cui Valtteri Bottas ancora non si era lasciato crescere baffi degni di un attore porno. Erano i tempi in cui eravamo felici e non lo sapevamo, oppure pensavamo di esserlo senza essere davvero.
Non chiedetemi cosa sto dicendo, sto solo mettendo in fila parole a caso per tenere alta la suspense, prima di svelarvi che la nuova non è più nera, è grigia, dove sul "non è più nera" avrei molti dubbi: infatti abbiamo, come la maggior parte delle vetture di questa stagione, una vettura nera, rifinita del colore tipico, ovvero il grigio argento.

mercoledì 14 febbraio 2024

Presentazioni 2024: la McLaren si presenta ufficialmente

Siamo arrivati al 14 febbraio e le presentazioni delle nuove monoposto sono ormai arrivate a un punto piuttosto inoltrato. Oggi è stata la volta sia della McLaren sia della Mercedes, ma mi soffermerò per prima cosa sulla McLaren, in quanto cronologicamente è stata la prima a uscire allo scoperto, in mattinata, con un'ora o giù di lì di anticipo nei confronti della Mercedes. Ci eravamo lasciati nel 2023 con il color papaya mescolato con un po' di blu e, a sorpresa ci ritroviamo senza il blu... dove "a sorpresa", ovviamente, è stato scritto per abbellire la frase: il team di Woking aveva già svelato la propria livrea così a random qualche settimana fa, quando eravamo ancora nel pieno del mese di gennaio.


Adesso abbiamo fatto il salto di qualità e, invece di vedere un render colorato di papaya, abbiamo visto anche la vettura a bordo della quale Lando Norris cercherà di diventare adulto, imitato dal compagno di squadra Oscar Piastri. Sarà la volta buona? Norris riuscirà a vincere una gara? O magari ce la farà Piastri, in modo da uscire da quello status di nulla cosmico che è l'essere un vincitore-non-vincitore? O vinceranno altre sprint e mai un gran premio?
Mi auguro che i due siano in grado di fare le schegge impazzite, così non ci sarà più bisogno di ricordare che Jenson Button è stato l'ultimo pilota a vincere un gran premio con la McLaren, in un universo parallelo in cui, come è giusto che sia, Daniel Riccardo è stato rimosso dalla memoria collettiva.
Se così non fosse ci resterà comunque il ricordo di una bella monoposto color papaya. Anzi, ci resterà il ricordo di una bella monoposto nera con le rifiniture color papaya!


martedì 13 febbraio 2024

Presentazioni 2024: la Ferrari con l'halo rosso

In Formula 1 esiste una regola aurea, ed è che la Ferrari non vince il mondiale, ma ha la vettura più bella. Ci sono stati momenti in cui ci siamo allontanati da questa regola, e non certo perché abbia vinto alcunché, per esempio vorrei citare le rifiniture verdi di qualche anno fa in epoca Mission Winnow (altresì nota come Mission Winnever), ma mi sento di potere dire che c'è stata una grandissima inversione di tendenza. Per il resto, molte cose restano uguali: quando sono andata su Twitter durante la pausa pranzo ho scoperto che molteplici persone avevano visto e commentato la presentazione. Un giorno scoprirò cosa si nasconda dietro a tutto ciò. Tutti gli appassionati di Formula 1, nessuno escluso, hanno anche un lavoro inerente la Formula 1? Lavorano tutti in proprio quindi possono gestire il loro tempo come desiderano? Sono tutti disoccupati? Hanno avuto tutti la baby pensione? Sono segretamente sposati con Sua Futura Maestà Lewis Hamilton e vengono mantenuti dal suddetto?
Va beh, non poniamoci troppi dubbi esistenziali e basiamoci sul solito dubbio amletico che precede la rivelazione della Rossa: avrà l'halo rosso oppure nero? Non ho problemi ad ammetterlo: non sono una tifosa ferrarista, ma so apprezzare la bellezza e ritengo che non ci sia mai stato nulla di più spudoratamente bello - in termini di monoposto contemporanee - del primo halo sfoggiato dalla Ferrari, quello rosso con lo stemma del cavallino rampante.
Purtroppo dalla stagione seguente in poi abbiamo assistito alla scelta della non vernice sull'halo, che permane comunque un passo avanti rispetto alla non vernice su tutto il resto della carrozzeria sfoggiata da gran parte delle monoposto finora presentate.
Ma poi ecco che tutto si ferma e, già pronta alla delusione, vedo la luce. Non a quei livelli, perché purtroppo lo stemma del cavallino sull'halo non c'è, però almeno l'halo è rosso e questo va di gran lunga oltre le mie aspettative. Quindi Charles Leclerc e Carlos Sainz, ne sono certa, collezioneranno delusioni, ma almeno guideranno la vettura più bella della griglia, come è giusto che sia!



lunedì 12 febbraio 2024

Presentazioni 2024: l'Aston Martin si svela e scende in pista!

Siamo arrivati a un momento cruciale delle presentazioni prestagionali, in quanto questa settimana ci sono tutte quelle più attese, ovvero quelle delle squadre che ci si aspetta di trovare nella parte più alta della classifica. Non che la monoposto rivelata oggi sia la più probabile candidata alle zone alte, ma siamo tutti fiduciosi che sarà quella con cui Fernando Alonso vincerà il suo terzo titolo. Nel frattempo il Divino ha replicato che il sogno d'infanzia di Hamilton non è mai stato gareggiare per la Ferrari. Trovo tutto ciò una curiosa inversione di ruoli, ricordo il "sognava molto" che Lewis disse di Ferni quando fu quest'ultimo a passare alla Ferrari. Tornando al 2024, a fare coppia con il futuro tre(?) volte campione del mondo(!!!) sarà ancora una volta Lance Stroll, che non viene certo visto come imminente vincitore del titolo, ma direi di soprassedere.
Ben lontani i vecchi tempi in cui non c'erano very uominy al volante e la vettura aveva delle parti rosa, adesso è verde, come la rana che Sebastian Vettel teneva nel taschino della tuta 1) a fare da navigatore durante le gare più difficili, 2) ad aiutarlo a ritrovare il senso giusto di marcia dopo le sbinnate. Però basta parlare di Vettel, ormai non è più in Formula 1 da tempo, credo sia meglio metterlo da parte.
Diversamente da chi ha mostrato foto e basta, l'Aston Martin a quanto ho capito è anche scesa in pista a Silverstone, segno sempre più evidente che la stagione è sempre più vicina.


domenica 11 febbraio 2024

Formula Sanremo 2024: Sing to Survive

DISCLAIMER: per chi fosse capitato qui per caso, questo è un blog che parla di Formula 1 attuale e passata, nonché di altre categorie motoristiche. Non ho alcuna competenza musicale e non intendo fare alcun commento serio del Festival, intendo solo commentarne le analogie con il mondo dell'automobilismo.


Intorno alle tre della notte passata terminava il 74° Festival della canzone italiana, con una caciara social degna di un 74° campionato del mondo di Formula 1, anzi, quasi di un 72°! Cosa dire, se non che tutto il mondo è paese e che ho visto cose che noi appassionati di motorsport vediamo quasi quotidianamente? Anche se, lo ammetto, le serate del festival di "epoca Amadeus" sembrano più gare di endurance.
Non vorrei sembrare parte di chi non ha capacità di attenzione superiore ai trenta secondi, ma tra trenta secondi e cinque ore e mezza per sera, con finale alle due di notte durante i giorni feriali, mi sembra un'esagerazione. Ho seguito parte delle prime serate, ma le persone hanno una vita e tendenzialmente anche un lavoro, in questo modo agli appassionati vengono "imposti" ritmi improponibili. Capisco avere trenta cantanti in gara, fossero anche trentanove ci potrebbe stare, ma tutti in griglia no! Ci vorrebbero le prequalifiche a Sanremo!

Detto questo, ci lamentiamo di quanto sia prevedibile la Formula 1, ma per giorni si è discusso del fatto che Angelina Mango, Geolier e Annalisa fossero i favoriti, e magari anche Ghali come scheggia impazzita. E guess what? Chi abbiamo sul podio? E chi è arrivato quarto come un Hulkenberg qualsiasi?
Nessuna vera sorpresa, in termini di classifica, vittoria ristretta a un numero esiguo di elementi, peraltro ciascuno con dei fanbase spesso composti da bimbiminchia, con le loro locuzioni assolutamente innovative: "che queen", "oggi si fa la storia", "salgo sul carro", "sto volando altissimo", insomma, ci mancavano solo dittature monegasche, eserciti arancioni, team LH e Santander vari poi mi sarei sentita a casa tra un'orda di scappati di casa.
Lo ammetto, il mio grosso problema con il Festival è questo: quando ero adolescente, Sanremo era a misura di adulti con polemiche per adulti; adesso che ho trentacinque anni, Sanremo è a misura di adolescenti con polemiche per adolescenti.
Inutile dire che non solo adolescenti fanno polemiche di questo tipo, ma anche adulti che si calano nel loro lato teen per cinque giorni. Il clima è molto "Sing to Survive" e ogni risultato ottenuto da chi non sia il proprio idolohhhh è rubatohhhh.
Non importano i meriti oggettivi e i voti dei televotanti vanno ai king!!!111!!!11!! e alle queen!!!1!11!!1!! perché sono dei fighi e devono vincere, indipendentemente da canzoni e performance: infatti il televoto nelle serate opportune apre prima che i cantanti si siano esibiti e mancano solo gli spambot indonesiani che votano per Haryanto.
Se vince un uomo è sessismohhhh, se vince una donna sexy è sessismohhhh contro quelle meno appariscenti, se vince chi canta in italiano è discriminazione contro chi canta in dialetto e non magari il fatto che il testo di questi ultimi era incomprensibile ai più, se vince un'over-quaranta è uno skandalohhhh perché i boomer devono morire di vecchiaia, ma soprattutto mettete a letto i Ricchi e Poveri e Loredana Bertè che sono dei V3KkYaCç1 e rubano il posto ai figony beliximihhhh!!!!1!!!11!!!1!!

Non so voi, ma trovo tutto ciò abbastanza allucinante, gente che parla di presunti complotti senza parlare minimamente delle canzoni in gara...La perla, comunque, è il "televoto proibito ai fan dei singoli cantanti". In sintesi pare che molta gente non sia riuscita a votare al televoto per congestione telefonica dovuta votare tutti in branco.
C'è chi ha affermato di essere stato truffato perché NON GLI SONO STATI SCALATI SOLDI, quindi il suo voto non è stato accettato. Una volta la truffa era quando pagavi ma nessuno ti conteggiava. E soprattutto una volta non riuscivamo nemmeno a fare gli auguri di buon anno nuovo da mezzanotte fini a minimo alle due la notte di Capodanno, lasciatevelo dire cari singtosurvivers, non sareste mai sopravvissuti ai miei tempi, vent'anni fa noi ragazzine di quindici anni eravamo very uominy, altro che le nuove leve!
Aggiungerei che, da un punto di vista statistico, se il servizio del televoto non funziona, la cosa non vada a colpire il/la singolo/a cantante, ma che in proporzione abbia lo stesso effetto su tutti. È un po' come quando si legge sui social che qualche elemento imposto a tutti nei regolamenti della Formula 1, e magari o accettato o criticato da tutti, sia un kompl8 pro o contro qualcuno.
Ci vuole anche un po' di leggerezza nella vita, non solo il puntare il dito contro questo o contro quello: per quanto possa sembrarvi strano, tendenzialmente il mondo non ruota né intorno a voi né intorno al vostro idolo, quindi nella maggior parte dei casi quelli che succede non è una congiura nei vostri o nei loro confronti.

Leggerezza, quindi parliamo di... livree, ovvero di outfit. Ho visto molti total black, un po' come se tutti fossero vestiti di fibra di carbonio, con solo qualche nota di colore, generalmente molto accesa o ai limiti del trash. Ma ci sta, tutto questo ci sta.
Solo un piccolo appunto e vi prego, non ditemi che giudico la gente per come si veste, perché parlo di quella che *non* si veste. Sanremo è Sanremo, un minimo di dress code non guasterebbe. Per intenderci, non penso sia così faticoso mettersi una camicia o una maglia sotto la giacca, oppure una gonna o dei pantaloni sopra al reggicalze.
A meno che, ovviamente, salire sul palco a petto nudo o in lingerie non abbia una coerenza con la propria canzone, con il proprio genere musicale o con la propria immagine. Ci sta benissimo che rocker o punk compaiano sul palco vestiti in modo abbastanza creativo per poi denudarsi parzialmente in corso d'opera, per quanto io non sia un'appassionata di ciò, è inserito in un contesto.
La nudita out of context, per intenderci anche slegata totalmente non solo al genere, ma anche a ciò che si sta cantando, spesso accompagnata all'esposizione vedo/non vedo o di fisici scultorei o di tatuaggi la concepisco invece come un semplice volere dire: "sono belloccio/a, votatemi e vi mostro tutto quello che ancora non avete visto".

Per finire, la canzone vincente è stata "La noia" di Angelina Mango, una canzone sicuramente molto importante per noi appassionati di motori: richiama l'assenza dei duellihhhh e dei sorpassihhhh, le vetture che non fannohhhh rumorehhhh, la Mercedes che dominahhhh, la Redbull che dominahhhh, nonché tutto ciò che si critica 24/7. E il Paul Ricard, che è noiosohhhh perché è in Francia ma non è Digione e non c'è mai stato alcun duello tra Villeneuve e Arnoux.
Però la canzone è giudicata da molti meh, in un abisso di canzoni giudicate altrettanto meh, con nessuno che spicca e forse con nessuno che in futuro si ricorderà di questo Festival. Non mi pare un problema così insormontabile, in fondo ormai ci siamo dimenticati tutti degli Schulott, ma qualche anno fa quando fu chiaro che Shwartzman non era il nuovohhhh predestinatohhhh che sembrava, tutti ci appassionammo al duello tra gli Schulott e alle loro comparse come Friday drivers sabotate dalla pioggia al GP di Eifel.
Ecco, appunto, gli Schulott: quando a Sakhir design esterno ci fu la cerimonia di premiazione dei primi tre classificati, Ilott non aveva una camicia da indossare per l'evento. Però non si presentò senza camicia, come avrebbero fatto i cantanti di Sanremo. Secondo classificato, andò a farsi prestare una camicia da Schumacher che il titolo l'aveva vinto.
Allora shippavamo gli Schulott, ma non so se potremmo farlo con i cantanti di Sanremo: quando Angelina Mango è stata annunciata vincitrice nessuno degli altri cantanti finalisti ha fatto alcunché, nessun accenno a complimentarsi con la vincitrice. Solo espressioni di disappunto: Sing to Survive.