venerdì 16 dicembre 2022

Formule minori 2022: Formula 4 brasiliana e Formula 4 NACAM

Tra le novità del 2022 nelle formule minori, quest'anno è stata disputata una stagione di Formula 4 brasiliana, con un totale di sei eventi da tre gare ciascuno, la metà dei quali disputato sul circuito di Interlagos. In concomitanza con il season finale di Stock Car Pro Series si è svolto nello scorso weekend l'ultimo evento della stagione. Il titolo è stato vinto da Pedro Clerot, vincitore di sette gare nel corso del campionato, oltre che vari podi sempre in seconda posizione. Secondo classificato nella serie è stato invece Lucas Staico che, con tre gare vinte, ha preceduto Vinicius Tessaro, che ha ottenuto numerosi podi ma nessuna vittoria.
Al quarto e al quinto posto si sono posizionati due nipoti di Rubens Barrichello: Felipe Barrichello Bartz, figlio della sorella Renata, e Nicolas Giaffone, che essendo figlio di Felipe Giaffone è parente di Barrichello tramite Silvana, ex moglie di Rubinho e cugina di Giaffone.
Bartz ha vinto due gare, di cui una a Interlagos nel round finale. Giaffone di fare ne ha vinte tre, la prima delle quali a Interlagos la prima volta che la serie ci ha gareggiato.
Luan Lopes si è classificato sesto senza vincere gare, precedendo Fernando Barrichello, figlio minore di Rubinho, che ha vinto due gare nel corso della stagione ed entrambe a Interlagos! In alcune occasioni è salito sul podio con l'uno o l'altro i suoi cugini e a metà stagione c'è stato un podio Giaffone/ Bartz/ Barrichello.
Lo statunitense Nicholas Monteiro, unico non brasiliano full-time, ottavo in classifica, senza ottenere vittorie, mentrene ha vinta una Ricardo Gracia Filho. A seguire in classifica Nelson Neto, Richard Annunziata, Alvaro Cho, Luca Zucchini e Joao Tesser, mentre dietro di piloti che non hanno finito la stagione, Victor Backes e Aurelia Nobels, seguiti da due one-off, Arthur Pavie e l'argentino Francisco Soldavini.

A proposito di paesi latino-americani, nel 2022 è tornata la Formula 4 Nacam, con il titolo vinto da Juan Felipe Pedraza. Su diciassette gare ripartite su nove eventi ne ha vinte otto. È stato uno dei pochissimi piloti full-season, mentre il secondo classificato (tre vittorie totali) Julio Rejon ha saltato due appuntamenti.
Manuel Roza (due vittorie) e Luis Carlos Perez (nessuna) invece sono giunti terzo e quarto in classifica piloti. Hanno ottenuto una vittoria ciascuno Rodrigo Rejon e Arturo Flores, mentre due gare sono state vinte da Jesse Carrasquedo Jr.
La stagione è di fatto terminata a fine ottobre all'aurodromo Hermanos Rodriguez, come evento di contorno del GP del Messico. Tuttavia in quest'ultimo fine settimana si è svolto un evento non championship a cui hanno preso parte ben tre piloti.
Pedro Juan Moreno (mai presente durante la stagione) ha vinto le tre gare dell'evento precedendo il part-time Diego De La Torre, mentre si è sempre ritirato Dewey Richards, alla seconda partecipazione stagionale.

giovedì 15 dicembre 2022

Fisichella di nuovo su una monoposto: l'esordio in S5000

In questa giornata facciamo un piccolo viaggio all'inizio del mese, quando Giancarlo Fisichella ha fatto il proprio ritorno al volante di una monoposto, nello specifico una di Formula S5000 campionato australiano nel quale doveva debuttare a Melbourne nel 2020, per un evento di contorno di quel gran premio di Formula 1 che poi venne annullato per emergenza coronavirus nella notte che precedeva le prove libere. In questo post, quindi, andiamo a scoprire non solo come sia andato l'evento one-off di Fisichella, ma anche e soprattutto cosa sia capitato nella stagione. Questo non prima di avervi fatto notare che nello screenshot si vede un like di Ian Silvestrin: era quel famoso telecronista di Formula Regional (quella serie con poche vetture poi fusa alla Formula Renault per divenire Formula Regional by Alpine) che chiamava Gianluca Petecof "the boy from Brasil", Pierre-Louis Chovet "PLC" ma uma volta si è superato chiamando Emidio Pesce nientemeno che "Emidio the fish", sicuramente il soprannome più pittoresco della breve storia del campionato.

Innanzi tutto, specifichiamo che il vero e proprio campionato australiano di S5000 2022 si è svolto tra febbraio e giugno: un totale di cinque eventi composti da tre gare ciascuno, di cui l'ultima è considerata il main event. Vincitore di due main event e di altre tre gare, il titolo se l'è aggiudicato lo stesso pilota che aveva vinto il campionato 2021. Si tratta di Joey Mawson, i cui primi anni di carriera sulle monoposto sono stati caratterizzati dal fatto di ritrovarsi a tu per tu con Mick Schumacher e batterlo costantemente. I due sono anche approdati insieme in Formula 3 Europea, nell'ormai lontano 2017, ottenendo risultati alquanto deludenti. Poi Mawson è passato a random in GP3 mandando in vacca la propria possibilità di arrivare in alto, Schumacher è rimasto in EuroF3 vincendo il campionato e avviandosi verso una carriera junior di discreto successo, insomma, quel tipo di carriera che permette di arrivare in Formula 1 e farci un paio di stagioni prima di essere messo alla porta, lusso che Mawson non ha avuto.

James Golding e Cooper Webster si sono classificati secondo e terzo nel campionato, vincendo rispettivamente solo una e due gare "non main". Le tre main race vacanti se le sono aggiudicate una Tim Macrow, quarto in classifica, e due Aaron Cameron, approdato nel campionato a partire dal terzo evento della stagione. Le vetture di S5000 sono state poi utilizzate anche per la Tasman Series, che si è svolta in due eventi uno in ottobre e l'altro in dicembre, sempre con un format a tre gare e alla quale hanno partecipato anche alcuni dei piloti sopra citati (ma non Golding). L'evento di ottobre è stato dominato da Nathan Herne, che non prendeva parte alla Formula S5000, e che ha vinto anche una gara non main del successivo evento ad Adelaide. Webster si è classificato secondo in questa serie, mentre Mawson ha dovuto accontentarsi del terzo posto, dopo avere vinto una gara "non main" ad Adelaide, evento nel quale Cameron si è procacciato la vittoria del main event. Aggiungo che ha preso parte alla serie Tasman anche Noah Sands, il vincitore della Formula 3 australiana.

Fisichella ha disputato l'evento di Adelaide, che a quanto ho capito si svolge su una versione rivisitata del circuito sul quale tta il 1985 e il 1995 terminava il mondiale di Formula 1 (per intenderci quel glorioso circuito dove Keke Rosberg ottenne l'ultima vittoria, dove Ayrton Senna e Alain Prost salirono insieme sul podio per l'ultima volta mettendosi a pomiciare, dove Michael Schumacher e Damon Hill salirono uno sull'altro pomiciando in pista e dove nel 1995 per l'ultima volta nella storia la Ferrari disputò un gran premio con i numeri 27 e 28 sulle monoposto). Nel 2020 a Melbourne avrebbe dovuto esserci anche Barrichello che purtroppo non è tornato, ma Rubinho frattanto, ci ha dato soddisfazioni altrove, quindi accontentiamoci di Fisichella! Stando a quanto da lui narrato si è qualificato quinto (su un totale di quindici vetture), ha chiuso quarto la prima gara, si è rititato per problemi tecnici nella seconda mentre si trovava terzo, è partito al nono posto nel main event e in quell'ultima occasione ha chiuso al sesto posto, dopo avere avuto problemi di motore nel finale.

EDIT h.15.45: - alcune ore fa, dopo l'uscita di questo post, un certo pilota di Formula 1 messo alla porta è rientrato dalla finestra come riserva in un top-team, ma ne parlerò domani. Anzi, no, ne parlerò sabato perché domani vi parlerò delle gesta del figlio di un altro ex pilota Ferrari e dei suoi parenti!

mercoledì 14 dicembre 2022

Formula Regional Japan 2022: l'ascesa di Miki Koyama

Il campionato di Formula Regional Japan 2022, caratterizzato da griglie abbastanza ridotte (tra le nove e le dodici vetture) è stato composto da sei eventi, di cui cinque da tre gare e uno da due, per un totale di diciassette. Con il titolo già assegnato dopo il penultimo, il campionato è terminato nel fine settimana passato dopo un lungo periodo di sosta. Il titolo è stato vinto da Miki Koyama, ex pilota della W Series, che è divenuta a questo modo la prima ragazza a vincere un campionato minore FIA, se ho ben capito. Ha fatro una grande stagione, terminando tute le diciassette gare sul podio, ottenendo sette vittorie, contro le tre e una dei suoi avversari diretti Sota Ogawa e Yoshiaki Takayama.
A salire sul gradino più alto del podio sono stati anche piloti part-time, come Kazuki Oki (due volte) e Riki Okusa (una). Ne aveva vinte tre, invece, Ryunosuke Sawa, partecipante al solo primo evento della stagione, che in seguito ha fatto parlare di sé, molto in negativo, per altre ragioni, pare che alcuni mesi più tardi sia stato arrestato per violenza sessuale.
Al campionato hanno preso parte vari piloti epici di quelli che corrono sotto pseudonimo, ma purtroppo tra loro non c'era Dragon. Pazienza, non si può avere tutto dalla vita!

 


martedì 13 dicembre 2022

Formule minori Asia e Oceania 2022: GP di Macao, Formule 4 asiatiche e Formula 3 Australiana

Buonasera a tutti, in questi giorni non sono stata molto presente perché sono stati giorni un po' incasinati nella mia vita personale, ma mi sembra doveroso raccontarvi in breve cosa sia accaduto nelle formule minori di Asia e Oceania nel 2022. Per il momento non parlerò di Formula Regional Japan e di S5000 Australiana perché per due ragioni molto diverse (una campionessa da un lato, una presenza one-off di una nostra vecchia conoscenza dall'altro) vi dedicherò un intero post.

FORMULA 4 CINESE - così, a intuito, potreste pensare che non sia il campionato asiatico più importante e forse non lo è, ma per la quarta stagione consecutiva prevedeva in calendario il GP di Macao, avvenuto nel mese di novembre, nello stesso weekend in cui terminava il mondiale di Formula 1.
A Macao ci sono state presenze one-off di piloti già consolidati, come il due volte campione Charles Leong e come Andy Chang. L'ha spuntata Chang, autore della pole per la qualifying race, in cui ha chiuso terzo dietro a Gerrard Xie e a Leong. Xie ha chiuso secondo nella gara titolata, mentre stavolta Leong ha dovuto accontentarsi del terzo posto.
Oltre a Macao c'erano, due prima e uno dopo (in questo weekend), tre eventi da quattro gare ciascuno. A parte il GP di Macao e un ritiro a inizio stagione, Xie ha sempre vinto ogni altra gara, vincendo il titolo con abbondante vantaggio su Lu Jingxi e Xu Shenghui, quest'ultimo presente solo ai primi due eventi stagionali e vincitore della gara in cui si era ritirato Xie.
A parte i primi due non ci sono stati altri piloti che abbiano disputato tutto il campionato, con la presenza di una decina di vetture garantita da molte partecipazioni part-time o one-off.

FORMULA 4 GIAPPONESE - forse il campionato minore con il maggior numero di vetture presenti, 30+ (o addirittura 40) con anche la presenza di qualche pilota epico che corre sotto pseudonimo tipo Dragon e affini.
La stagione è stata composta da sette eventi con due gare ciascuno: su quattordici gare nove sono state vinte da Syun Koide, che ha vinto il titolo. Il secondo classificato Yusuke Mitsui invece ha ottenuto solo tre vittorie, mentre Rin Arakawa terzo non è mai salito sul gradino più alto del podio.
Jin Nakamura, quarto in classifica, ha vinto una gara, così come Rikuto Kobayashi (nessuna parentela, pare) giunto sesto alle spalle di Yugo Iwasawa. Hanno completato i primi dieci della classifica piloti Reimei Ito, Kazuma Nishimura, Gento Miyashita e Fuma Horio.

FORMULA 3 AUSTRALIANA - in questo campionato gareggiano monoposto di Formula 3 che rispettano i regolamenti antecedenti al 2016 e, dopo un paio d'anni di assenza causa pandemia di coronavirus, in questa stagione ha ripreso ad essere disputato.
In una serie con poche vetture al via, Noah Sands ha vinto il titolo con nove vittorie stagionali. Ha preceduto Trent Grubel (sette vittorie), Mitchell Neilson (nessuna) e Ryan Astley (una), i piloti che hanno disputato l'intera stagione.

lunedì 12 dicembre 2022

"Non voglio essere il nuovo Barrichello"... ne sei proprio sicuro?

Sembrava passata una vita da quel giorno di inizio stagione in cui Felipe Massa e Timo Glock si alternarono al volante di una vettura alla Corrida das Duplas, o quantomeno avrebbero dovuto alternarsi, con Glock al posto di Massa se quest'ultimo non si fosse ritirato per un guasto alla fine della prima gara. In questo fine settimana il campionato di Stock Car Pro Series si apprestava a terminare, con un evento a Interlagos. Ci sono due gare, della durata di trenta minuti ciascuna, che di fatto avvengono a ripetizione, senza che i piloti scendano dalle auto. C'è una reverse grid dei primi dieci, nella seconda, ed entrambe le gare durano trenta minuti più un giro, con un pitstop obbligatorio.

Interlagos è dove un giovanissimo Rubens Barrichello si arrampicava sui muretti insieme ad Alex Barros ed è quella pista in cui non ha mai vinto dopo l'inizio della sua carriera internazionale, nonostante in Formula 1 abbia gareggiato diverse stagioni per dei top-team e nonostante sia stato in testa alla gara, nel lontano 1999 anche senza avere a disposizione una vettura di un top-team. Dunque, a Interlagos arriva sempre per farsi perseguitare dalla iella, giusto per chi pensasse che negli anni della sua carriera in Stock Car il trend sia cambiato. Eppure stavolta c'era un motivo più che valido per sperare che cambiasse: arrivava a Interlagos in testa al campionato, con altri tre piloti in lotta per il titolo. Non c'era molto di cui stare tranquilli.

Quando ho letto i tempi delle prove libere di venerdì, la mia preoccupazione è salita abbastanza, Barrichello era oltre la ventesima posizione mentre i suoi avversari erano tutti in top-ten. Ho sperato che cambiasse e le cose, in effetti, sono cambiate. Si è qualificato quarto ed è arrivata anche una sorpresa: la sesta posizione in griglia di Felipe Massa che, per usare un eufemismo, in Stock Car Brasil non sta certo seguendo le orme di Barrichello. La pole position se l'è aggiudicata il diciannovenne Felipe Baptista, la sua prima pole nella categoria, che poi al termine di Gara 1 si sarebbe tramutata anche in una prima vittoria. Durante la gara aveva dovuto vedersela con Matias Rossi, uno dei championship contenders, che poi si è autoeliminato con un incidente in pitlane.

Daniel Serra - che ho scoperto essere figlio di Chico Serra, ex pilota di Formula 1 negli anni '80 nonché protagonista a suo tempo di una rissa con Raoul Boesel dopo un rallentamento durante una sessione di prove libere del GP del Canada 1982 - è risalito dalla terza alla seconda posizione, diventando il pilota più vicino in classifica a Barrichello, che da quarto è risalito terzo. Ho temuto fino all'ultimo - stavo vedendo la gara in diretta su Youtube - che la iella fosse in agguato, ma niente, la prima gara si apprestava a finire con Rubinho in testa al campionato, davanti all'altro sfidante Gabriel Casagrande. È finita così, con Allam Khodair, Felipe Massa, Atila Abreu, Cesar Ramos, Felipe Lapenna e Ricardo Mauricio a completare i primi dieci, la reverse grid di Gara 2.

Essenzialmente Casagrande sarebbe partito settimo, con Barrichello ottavo e Serra nono, non restava altro da fare che sperare che tutto filasse liscio e che la iella rimanesse ancora ben rintanata da qualche parte a dormire. Le vetture si sono riaccodate per la seconda volta dietro la safety car e Ricardo Mauricio è partito davanti a tutti in un momento in cui difficilmente qualcuno se lo sarebbe filato anche se era in testa. I championship contenders erano tutti e tre nella zona bassa della top-ten, quando ecco, subito per iniziare bene le danze, che si è visto un grande caos. Da quel grande caos ne è uscita una vettura in testacoda come un Sebastian Vettel qualsiasi ed era quella di Barrichello, che un attimo prima era affiancato a Casagrande e Serra. Sembra sia partito in testacoda da solo.

Poi, in quei frangenti, c'è stato un botto tra Casagrande e Serra, con quest'ultimo finito ugualmente in testacoda e poi costretto a recarsi ai box, dove non ha avuto altro da fare che ritirarsi. Barrichello invece è riuscito a tornare in gara, ventiduesimo su ventidue vetture ancora in pista, con Casagrande al momento in posizione da superarlo in classifica per un punto. Però eravamo a Interlagos e Barrichello ha fatto esattamente quello che avrebbe fatto un Vettel qualsiasi se si fosse ritrovato ultimo a seguito di un testacoda nel giorno in cui doveva vincere il titolo. La zona punti è estesa fino alla quindicesima piazza in Stock Car ed ecco che Barrichello ha iniziato a superare backmarker like a boss, rientrando in breve in zona punti.

Casagrande, nel frattempo, non bisogna dimenticare che era uscito indenne da un incidente con Serra, ma era destinato a non uscire indenne dal giudizio dei commissari, che l'hanno blackflaggato, costringendolo ad andare a parcheggiare ai box. A quel punto dal box hanno avvertito Barrichello che il titolo era suo, senza più alcun dubbio. Eravamo più o meno a metà gara e le inquadrature all'interno dell'abitacolo hanno mostrato Rubens in lacrime, a gara in corso, mentre nessuno si filava minimamente Ricardo Mauricio che, prima e dopo la sosta, era leader incontrastato della gara. Dopo il giro di pitstop secondo c'era nientemeno che Massa, anche se dopo qualche giro è stato superato da Nelsinho Piquet, unico che aveva il passo per avvicinarsi a Mauricio, ma accontentandosi del secondo posto.

Massa sembrava destinato al primo podio nella categoria, dato che era terzo a due giri dalla fine, ma deve essere successo qualcosa sulla sua vettura, forse la iella che perseguita Barrichello aveva deciso di puntare su di lui. Cesar Ramos e Ricardo Zonta l'hanno superato, poi anche molte altre vetture, senza che fosse inquadrato. Hanno chiuso la top-ten Ricardo Zonta, Atila Abreu, Diego Nunes, Bruno Baptista, Guilherme Salas, Felipe Baptista e Cacà Bueno, con Massa solo sedicesimo. Non mi risulta però che il risultato della gara sia passato in sovrimpressione, tutti gli occhi erano concentrati su Barrichello, undicesimo al traguardo sul suolo di casa, ancora ben lontano dalla prima posizione in gara, ma divenuto campione proprio lì, nella sua Sao Paulo.

Nel box c'erano papà Rubao che piangeva da qualcosa come venti minuti, poi c'erano la madre, la sorella, i figli e pure qualche parente alla lontana (tipo il figlio pilota di Formula 4 di Felipe Giaffone, imparentato con Silvana, l'ex moglie di Rubens). Rubinho, nel frattempo, faceva millemila burnout di fronte all'Arquibancadas, proprio dove fuori dal circuito abitava da bambino. Per un attimo ho sognato che scendesse dalla vettura e si mettesse ad arrampicarsi sui muretti, ma non si può avere tutto dalla vita. È tornato in pitlane, accolto come un eroe, e sono seguiti i festeggiamenti in pitlane, prima del podio su cui sarebbe salito per la premiazione della classifica del campionato. Era piuttosto scatenato, per un attimo ho creduto che si sarebbe messo a fare capriole.

Non so se avete presente, era così che aveva l'abitudine di fare nei late 90s, quando saliva sul podio con la Stewart. Purtroppo non è accaduto niente di tutto questo, adesso Rubens ha cinquant'anni e non si comporta più come un ragazzino scalmanato, ma solo come un cinquantenne scalmanato. Direi che possiamo farcelo bastare, come bel finale per i campionati motoristici del 2022. Potrei concludere qui e salutarvi, ma ho un saluto particolare da fare e mi voglio rivolgere nello specifico a quelli che, per insultare i piloti, li paragonano a Barrichello. Forse potete intuire cosa sto per dirvi, ma siccome per fare simili considerazioni non dovete essere molto svegli, sarò esplicita: quando paragonate pilotini vari a Barrichello, li state paragonando a un eroe.



venerdì 9 dicembre 2022

Una questione di willpowahhhh, doppiette McLaren e Heidelesi vibes // GP Francia e Austria 2000

Oggi facciamo un viaggio nell'estate 2000, quando ero una dodicenne che si lamentava sul proprio diario segreto delle doppiette McLaren. Guess what, iniziamo con un gran premio-lamentela e ci spostiamo a Magny-Cours, pista celebre perché nel 2004 Michael Schumacher ci ha vinto facendo quattro pitstop grazie al fatto di potere essere più leggero degli avversari e di fare presto a fare le soste per via della brevità della pitlane. Si vede che la Formula 1 del 2004 era tanto diversa da quella attuale, perché c'erano i rifornimenti di benzina, ma in primo luogo perché un pilota Ferrari poteva permettersi di fare quattro soste senza tremare di paura ogni volta.
Quattro anni prima a Magny-Cours, Schumacher scattava dalla pole position, affiancato dalla McLaren di David Coulthard. Dietro di loro c'erano i rispettivi compagni di squadra Rubens Barrichello e Mika Hakkinen. Coulthard è partito bene, ha cercato di affiancare Schumacher e di strappargli la pole position, ma Schumacher gli ha detto "col ca**o che mi passi". Ne ha approfittato Rubinho che si è infilato tra i due, mentre si sono accodati in quinta e sesta piazza Heinz-Harald Frentzen (Jordan) e Jacques Villeneuve (B.A.R.).

Le due Ferrari erano 1/2 e le due McLaren erano 3/4, con i compagni di squadra che diligentemente stavano ben lontani gli uni dagli altri. Non era esattamente così in casa Prost, dove nel corso del primo stint abbiamo assistito a una scena memorabile: Jean Alesi in testacoda, speronato dal compagno di squadra Nick Heidfeld.
La gara dei due è proseguita, mentre proseguiva con molti meno intoppi quella del quartetto di testa. Poi Barrichello ha detto: "no, veramente la mia sta iniziando a procedere non proprio senza intoppi" e ha iniziato ad avere problemi con le gomme, tanto che Coulthard si è avvicinato notevolmente. Barrichello ha risolto il problema rientrando ai box per primo, ma subendone gli effetti: eravamo in epoca di rifornimenti di benzina e all'epoca dei rifornimenti di benzina chi rientrava prima degli altri rischiava di subire overcut.
In quella parte di gara Schumacher conservava la leadership, ma non troppo agevolmente, dato che Coulthard gli si è avvicinato e i due hanno ingaggiato un acceso duello, che ha visto Michael sbarrare la strada a David con decisione in più di un'occasione. In un'occasione Coulthard gli ha anche rivolto un elegante saluto con il dito medio alzato. Ricordo dai tempi che poi in conferenza stampa si è scusato per l'accaduto sostenendo - sono seria - che con la sua azione dava il cattivo esempio ai bambini che seguivano le gare!

La gara si è successivamente risolta in favore di Coulthard, mentre Hakkinen sembrava destinato a rimanere dietro a Schumacher anche a soste ultimate. Il motore della Ferrari, tuttavia, non era molto d'accordo, tanto che a gara ormai inoltrata, quando mancavano una dozzina di giri al termine, ha dato forfait, costringendolo al ritiro. Ancora non lo sapevamo, ma per vedere Michael Schumacher ritirarsi da un gran premio per un guasto al motore avremmo dovuto attendere nientemeno che il GP del Giappone 2006.
Coulthard in testa, Hakkinen secondo, Barrichello risaliva in terza piazza, il tutto mentre a debita distanza Villeneuve concludeva la gara in quarta posizione. La quinta piazza è andata a Ralf Schumacher (Williams) che ha preceduto Jarno Trulli (Jordan) dopo averlo superato in precedenza. Ha chiuso solo settimo Frentzen, invece, quindi fuori dalla zona punti, precedendo la Williams di un giovanissimo Jenson Button.
Mentre la McLaren faceva doppietta, a Michael Schumacher non restava altro da fare che sperare che le cose andassero meglio due settimane più tardi a Zeltweg, evitando quantomeno stavolta di ritirarsi. Era in buona compagnia, l'intero team Prost sperava infatti, insieme a lui, per il proprio destino, di fare una gara tranquilla senza contatti tra compagni di squadra.

Hakkinen, Coulthard, Barrichello, Schumacher, questi erano i primi quattro sulla griglia di partenza. In casa McLaren è andato tutto bene al via, mentre in casa Ferrari un po' meno. Ricardo Zonta (B.A.R.), infatti, che scattava intorno alla terza fila, ha tamponato Schumacher, che si è girato, con grande delusione di tutti i suoi fanboy. Tutti, tranne uno, Sebastian Vettel, che seguendo la gara da casa sognava il giorno in cui lui stesso si sarebbe girato di centottanta gradi in un gran premio di Formula 1, ritrovandosi a novanta.
Barrichello è stato molto vicino a finire in mezzo all'ingorgo, riuscendo a evitare il caos tagliando per i campi, mentre si formava un certo ingorgo. Uno dei piloti che ha incappato nel caos era Trulli, che ha sicuramente espresso il desiderio di vivere una giornata tranquilla svegliandosi nel corpo di Fisichella. Giancarlo gli ha detto "guarda che a me non sta andando meglio" e ci siamo ritrovati con una Jordan e una Benetton in meno.
Pare che Barrichello sia stato colpito di striscio da Trulli e sia precipitato indietro di alcune posizioni, il tutto mentre Schumacher tentava con scarso successo di far redflaggare la gara spostandosi al centro della pista. Non è riuscito nell'intento: è stata mandata la safety car, mentre un paio di piloti usciti malmessi ma non troppo dall'ingorgo si recavano ai box.

Le McLaren erano 1/2 mentre in terza posizione c'erano Mika Salo (Sauber) e Pedro De La Rosa (Arrows). Ebbene sì, siamo arrivati a una situazione da plot-twist, una di quelle in cui non bisognava fare altro che sperare che gli outsider potessero ottenere buoni risultati. Con Hakkinen in testa alla gara e Salo terzo c'era anche l'eventualità di potere assistere a un podio Mikax2, ma De La Rosa ha subito smorzato le aspettative portandosi in terza piazza, mentre Salo è stato a lungo quarto per poi scivolare quinto dietro a Barrichello.
Frattanto Zonta è stato penalizzato con uno stop and go per avere innescato l'incidente alla partenza, mentre un destino simile è toccato anche a Pedro Diniz (Sauber), colpevole di avere apparentemente centrato Fisichella nel caos della partenza. Si tratta di uno dei pochi casi in cui ai tempi è stata data una penalità in gara per fatti che non riguardassero dei jump start o delle bandiere blu ignorate.
In tutto ciò Heidfeld faceva ancora parlare di sé ritrovandosi a battagliare lungamente con Villeneuve, con il quale pare essere anche finito in polemica a fine gara. Alla fine della gara di Villeneuve, intendo, perché quella di Heidfeld è finita anzitempo.

Preparate i pop-corn e la Coca Cola: si è scontrato con il compagno di squadra Alesi e i due si sono ritirati per effetto dell'incidente! Prima che accadesse tutto ciò, comunque, era già accaduto un tremendo colpo di scena anti-outsider: De La Rosa, che si trovava ancora stabilmente in terza piazza e senza Barrichello negli scarichi, si è ritirato per un problema al cambio. Rubinho quindi è andato a prendersi il terzo gradino del podio dietro al duo Hakkinen/ Coulthard, salendo anche stavolta sul podio con il duo McLaren. Sarebbe accaduto anche a Hockenheim nel successivo gran premio, ma ci sarebbe salito da vincitore.
Villeneuve, frattanto, ha chiuso la gara di nuovo in quarta piazza, precedendo Button e Salo, il quale alla fine dell'opera è comunque riuscito a portarsi a casa un punto, perché nella vita ci vuole qualche soddisfazione. Segnalo che settimo ha concluso Johnny Herbert (Jaguar), mentre ha ottenuto una prestigiosa ottava piazza, che purtroppo ai tempi non dava punti, el nuestro amigo Marc Gené sulla Minardi, riuscendo a tenersi dietro alcuni avversari, anche approfittando del fatto che molti fossero finiti nel caos. A proposito di gente finita nel caos, non per dire che ci fosse finito suo malgrado, Zonta si è ritirato a gara inoltrata per un guasto al motore.

PS. A Zeltweg ha debuttato Luciano Burti sulla Jaguar, al posto di Eddie Irvine ricoverato in ospedale nel corso del fine settimana per disturbi intestinali.

giovedì 8 dicembre 2022

Fake-Moneytron: la breve storia del team Onyx

Onyx è stato un team britannico fondato da Mike Earle e Greg Field, attivo in Formula 1 come costruttore nelle stagioni 1989 e 1990, quando i team fioccavano sulla griglia e realtà neanche sempre sulla griglia. Questo team era attivo da tempo nelle formule minori e in realtà pare avesse già fatto un tentativo di entrare in Formula 1 nei primi anni '80, anche se non come costruttore.
Ai tempi in cui era ancora consentito comprarsi una monoposto per gareggiare in Formula 1, Onyx ha comprato una vecchia(?) March, ha messo al volante Emilio De Villota e l'ha mandato a gareggiare in cinque appuntamenti del mondiale 1982, dove gareggiare è una parola molto grossa. De Villota ha ottenuto due tipi di risultati, delle mancate prequalificazioni e delle mancate qualificazioni.
Pare inoltre che il team progettasse di debuttare proprio come costruttore nel 1983, progetto che prevedeva di schierare come pilota Riccardo Paletti (che aveva corso con Onyx in Formula 3) e stroncato dalla morte del pilota italiano della Osella al GP del Canada.
Il team ha continuato ad essere attivo nelle formule minori, con Field che ha venduto le proprie quote uscendo dal progetto. La Formula 1 per il momento era lasciata da parte, ma nel 1989 sarebbero cambiate le cose.


L'assetto societario era cambiato nel tempo e destinato a cambiare, con nuovi soci e soprattutto uno sponsor dal nome Moneytron, azienda di proprietà di un certo Jean-Pierre Van Rossem, entrato nel progetto Onyx con l'impegno di fornire i big money necessari. Forse vi chiederete che tipo di azienda fosse la Moneytron. Non è molto facile da definire, pare si occupasse di speculazione sulla base di presunti modelli matematici che potevano prevedere, secondo Van Rossem, l'andamento del mercato finanziario.
In sintesi, Van Rossem investiva soldi di altri in modo dubbio e a un certo punto è riuscito a trollare il sistema comprandosi quote del team in quantità sufficiente per potere dettare legge. I piloti erano Stefan Johansson e Bertrand Gachot, la stagione era iniziata male con mancate prequalificazioni, ma le cose stavano migliorando: le vetture andavano in griglia e Johansson ha anche conquistato un quinto posto al GP di Francia, i primi punti. Gachot nel frattempo era in polemica con Van Rossem e questo l'ha cacciato e sostituito con J.J.Lehto.
I risultati sono stati ancora una volta altalenanti, con un'alternanza tra mancate prequalificazioni e un podio: Johansson è arrivato ben terzo al GP del Portogallo!
Van Rossem nel frattempo combinava casini, al punto da essere bandito dal paddock per polemiche con Ecclestone e Balestre, i soci se ne andavano, compreso Earle... e niente, poi è successa la cosa più prevedibile del mondo: in vista del 1990 è saltato fuori che le predizioni azionarie di Van Rossem erano una truffa e che buona parte dei big money che avrebbe dovuto portare erano in realtà inesistenti. Chi l'avrebbe mai detto.

L'ingresso di Peter Monteverdi come socio di maggioranza ha permesso la prosecuzione della storia del team, con Lehto e Johansson chiamati a guidare vetture non competitive e a non qualificarsi nei primi due eventi della stagione. Al terzo gran premio della stagione Johansson è stato appiedato e sostituito da Gregor Foitek, che è riuscito a trollare tutti... o per meglio dire a STROLLARE tutti, in quanto la ragione del suo ingaggio era che suo padre Karl Foitek possedeva adesso il 25% del team.
In una stagione disastrosa è stato proprio il settimo posto di Foitek a Montecarlo (in realtà DNF per incidente a pochi giri dal termine mentre lottava per la sesta e penultima posizione con la Lola di Eric Bernard) a salvare il team dal dovere disputare le prequalifiche nella seconda parte del campionato.
È stato comunque tutto un disastro, i soldi non c'erano e pare che le vetture incidentate - spesso a causa di guasti - venissero rimesse insieme alla meno peggio, in condizioni di sicurezza sommarie. Karl Foitek ha deciso che preferiva avere un figlio vivo piuttosto che avere un figlio pilota e ha deciso di tirarsene fuori. Per un team già indebitato perdere un finanziatore è stato fatale e la squadra non ha termimato la stagione, ultima partecipazione in Ungheria.