24.08.2024 - gli scatti fatti ieri a Imola nel parco. Credits Milly Sunshine(C), se ripostate vi chiedo cortesemente di linkare il blog.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
domenica 25 agosto 2024
Minardi Historic Day 2024 // le Formula 1 e le GP2 in pitlane
24/08/2024 - foto scattate dalla tribuna, mentre le vetture passavano in pitlane. Alcuni scatti sono venuti bene, altri un po' meno, non era facile capire quando scattare perché le auto venissero inquadrate nella foto.
Il musetto della penultima foto dovrebbe essere quello della Ferrari anni '90 (mi sembra che il numero sia un 27), ma ho scattato la foto troppo presto.
sabato 24 agosto 2024
Minardi Historic Day 2024 - la mia esperienza
24 Agosto 2024 - oggi per la prima volta nella mia vita sono stata in autodromo, per il Minardi Historic Day a Imola, e vorrei iniziare da una citazione di Sebastian Vettel, "what are we doing, racing or ping-pong?" Ebbene, ho conosciuto il mio accompagnatore più o meno vent'anni fa, dopo avere brevemente giocato con lui a ping-pong a una festa organizzata da un'amica di scuola. Penso che fosse Halloween 2004, ma non ne sono sicura: quando giochi a ping-pong con un tizio a caso non sai che in un futuro ancora lontano diventerà il tuo migliore amico, quindi non ti segni la data.
Fino a quel momento lo conoscevo di vista perché è il fratello di una ragazza che è stata in classe con me i primi tre anni delle superiori. Siamo diventati compagni di classe in quarta superiore, io secchiona e lui ripetente, il nostro feeling sorto forse quando gli facevo ripetere i paradigmi dei verbi irregolari tedeschi dopo che la prof aveva annunciato che li considerava la parte più importante del programma e chi avesse preso la sufficienza su quell'argomento avrebbe avuto la sufficienza a fine anno, indipendentemente dalla media dei voti.
Abbiamo scoperto nel corso degli anni di avere sia tanti interessi che non c'entrano niente gli uni con gli altri, sia anche diversi interessi in comune. Abbiamo continuato a frequentarci anche e soprattutto dopo il 2007, anno in cui ci siamo diplomati, inizialmente in prevalenza insieme ad altre persone, che diversamente da noi due adesso hanno partner, figli o entrambe le cose. Già un anno fa, lui è stato al Minardi Day, ma era stata una decisione d'impulso arrivata a ridosso di quella data, quindi non avevo fatto in tempo a organizzarmi. Ebbene, da fine agosto 2023 non ho fatto altro che pensare a questo momento. Sono successe un sacco di cose, nel frattempo, e sapevo che ne sarebbe dovuta succedere un'altra: noi due al Minardi Day.
Alla fine ho allungato un braccio e con la mia fotocamera malandata che non usavo da anni e anni (e che avevo portato perché temevo che usando solo il telefono la batteria non reggesse abbastanza a lungo) ho scattato varie foto. Più tardi, dopo che eravamo stati gentilmente invitati ad allontanarci dalla pitlane essendo lì con il biglietto da povery, ci siamo nuovamente imbucati lì e abbiamo visto anche quelle macchine più da vicino.
Prima che ciò accadesse, tuttavia, è accaduto un momento piuttosto epico, nello specifico il primo dei due grandi momenti epici.
Il mio amico mi ha indicato una direzione e mi ha detto: "Quel signore con i capelli bianchi e il cappello credo sia un pilota di una volta, ho visto delle sue foto."
Epic win, ero a meno di due metri di distanza da Arturo Merzario! E ho provveduto immediatamente a immortalare quel momento, perché almeno se crederò di essermelo sognato potrò andare a controllare ed essere certa che sia successo veramente.
Il secondo momento inaspettato è arrivato mentre stavo fotografando una Minardi sulla quale ho visto una dedica a Justin Wilson (che ci tengo a ricordare soprattutto essendo proprio oggi il suo anniversario di morte, all'indomani dell'incidente avvenuto a Pocono il 23 agosto 2015).
Non pensavo che avremmo visto qualcosa di così pittorescamente bello, che entrambi avremmo tanto desiderato vedere dal vivo, ma non avremmo mai sperato potesse succedere.
Ero lì, davanti alla Minardi, quando il mio amico mi ha presa per un braccio e mi ha detto: "c'è una Tyrrell a sei ruote!"
Ce n'erano addirittura due, una smontata e una montata, quest'ultima sarebbe anche andata in pista successivamente.
Facciamo un passo indietro: una volta che le auto sono scese in pista, mezz'ora per ciascuna tipologia, tecnicamente si poteva stare in tribuna tutto il tempo, ma c'era un caldo allucinante ed eravamo sotto al sole, quindi abbiamo scelto di non stare là tutto il tempo. Ci siamo visti un po' le GT, poi siamo scesi, abbiamo fatto un giro, ci siamo messi in un punto in cui si vedevano le Formula Junior e categorie affini un po' di sfuggita, abbiamo gironzolato nuovamente a vedere altre auto ai box, poi siamo tornati su per vedere prima le Formula 3, poi le Formula 1 e Formula 3000/ GP2, pronti a goderci lo spettacolo, anche perché non potevamo rimanere fino a tardi nel pomeriggio, quindi era l'unico turno in cui le avremmo viste.
Con le Formula 3 ci sono state un paio di bandiere rosse, quindi hanno girato pochissimo, però essendo noi sopra la pitlane quantomeno le abbiamo viste veramente da vicino.
Quando siamo andati a pranzo (preferisco evitare di parlare sia dei prezzi del cibo negli stand, sia del fatto che almeno la metà dei cibi presenti fossero inadeguati alle persone a cui fa venire il voltastomaco anche solo l'odore della cipolla, categoria alla quale appartengo), mentre ero in coda alla cassa ho sentito dei ragazzini che parlavano delle prove libere del GP d'Olanda in cui Logan Sargeant aveva avuto un grosso incidente con tanto di fiamme e dopo pranzo abbiamo girato un po' lì dentro, poi siamo usciti e andati nel parco del circuito.
Fino a quel momento lo conoscevo di vista perché è il fratello di una ragazza che è stata in classe con me i primi tre anni delle superiori. Siamo diventati compagni di classe in quarta superiore, io secchiona e lui ripetente, il nostro feeling sorto forse quando gli facevo ripetere i paradigmi dei verbi irregolari tedeschi dopo che la prof aveva annunciato che li considerava la parte più importante del programma e chi avesse preso la sufficienza su quell'argomento avrebbe avuto la sufficienza a fine anno, indipendentemente dalla media dei voti.
Abbiamo scoperto nel corso degli anni di avere sia tanti interessi che non c'entrano niente gli uni con gli altri, sia anche diversi interessi in comune. Abbiamo continuato a frequentarci anche e soprattutto dopo il 2007, anno in cui ci siamo diplomati, inizialmente in prevalenza insieme ad altre persone, che diversamente da noi due adesso hanno partner, figli o entrambe le cose. Già un anno fa, lui è stato al Minardi Day, ma era stata una decisione d'impulso arrivata a ridosso di quella data, quindi non avevo fatto in tempo a organizzarmi. Ebbene, da fine agosto 2023 non ho fatto altro che pensare a questo momento. Sono successe un sacco di cose, nel frattempo, e sapevo che ne sarebbe dovuta succedere un'altra: noi due al Minardi Day.
È venuto a prendermi in macchina nel mio paese dell'hinterland bolognese intorno alle 7.20 di stamattina e siamo arrivati a sul posto intorno alle 8.40. Siamo andati verso il circuito e mi chiedevo come sarebbe stato. Ci tenevo tantissimo ad andare a Imola almeno una volta nella vita... ma sarò obiettiva, è stato tutto normalissimo, per dire non sono scoppiata a piangere per l'emozione né nulla del genere!
La prima cosa che abbiamo visto erano un sacco di bancarelle a tematica motoristica, con prezzi diciamo abbastanza proibitivi. Poi ci siamo spostati verso i box, c'erano un sacco di macchine, di varie categorie e di varie fattezze. Si girava praticamente a due passi dalle macchine e in teoria chi aveva il biglietto basic (quello a povery, come il nostro) poteva stare solo lì, non oltrepassare andando in pitlane. Però non c'era alcuna delimitazione e non è che ti fermassero, o almeno accadeva solo occasionalmente. Per dire, io mi sono sentita dire "signora, si sposti dalla linea bianca" mentre mi stavo scattando un selfie in pitlane. Signora, perché sposata con il motorsport? Può darsi, anche se devo ammettere che ho visto gente che mi dava l'impressione di vivere di motorsport molto più di me. Voglio dire, io ho anche altri interessi!
Di fatto ovunque andassimo c'erano monoposto che si potevano fotografare da vicino, poi a un certo punto abbiamo visto un sacco di gente radunata davanti a un box, al punto che non si vedeva cosa ci fosse dentro. Ebbene, altrove c'erano le macchine poco importanti, ovvero altrove non c'erano delle Ferrari. Lì, invece, c'erano, nello specifico quella di Gilles Villeneuve e quella di Jean Alesi.
Di fatto ovunque andassimo c'erano monoposto che si potevano fotografare da vicino, poi a un certo punto abbiamo visto un sacco di gente radunata davanti a un box, al punto che non si vedeva cosa ci fosse dentro. Ebbene, altrove c'erano le macchine poco importanti, ovvero altrove non c'erano delle Ferrari. Lì, invece, c'erano, nello specifico quella di Gilles Villeneuve e quella di Jean Alesi.
Alla fine ho allungato un braccio e con la mia fotocamera malandata che non usavo da anni e anni (e che avevo portato perché temevo che usando solo il telefono la batteria non reggesse abbastanza a lungo) ho scattato varie foto. Più tardi, dopo che eravamo stati gentilmente invitati ad allontanarci dalla pitlane essendo lì con il biglietto da povery, ci siamo nuovamente imbucati lì e abbiamo visto anche quelle macchine più da vicino.
Prima che ciò accadesse, tuttavia, è accaduto un momento piuttosto epico, nello specifico il primo dei due grandi momenti epici.
Il mio amico mi ha indicato una direzione e mi ha detto: "Quel signore con i capelli bianchi e il cappello credo sia un pilota di una volta, ho visto delle sue foto."
Epic win, ero a meno di due metri di distanza da Arturo Merzario! E ho provveduto immediatamente a immortalare quel momento, perché almeno se crederò di essermelo sognato potrò andare a controllare ed essere certa che sia successo veramente.
Il secondo momento inaspettato è arrivato mentre stavo fotografando una Minardi sulla quale ho visto una dedica a Justin Wilson (che ci tengo a ricordare soprattutto essendo proprio oggi il suo anniversario di morte, all'indomani dell'incidente avvenuto a Pocono il 23 agosto 2015).
Non pensavo che avremmo visto qualcosa di così pittorescamente bello, che entrambi avremmo tanto desiderato vedere dal vivo, ma non avremmo mai sperato potesse succedere.
Ero lì, davanti alla Minardi, quando il mio amico mi ha presa per un braccio e mi ha detto: "c'è una Tyrrell a sei ruote!"
Ce n'erano addirittura due, una smontata e una montata, quest'ultima sarebbe anche andata in pista successivamente.
Facciamo un passo indietro: una volta che le auto sono scese in pista, mezz'ora per ciascuna tipologia, tecnicamente si poteva stare in tribuna tutto il tempo, ma c'era un caldo allucinante ed eravamo sotto al sole, quindi abbiamo scelto di non stare là tutto il tempo. Ci siamo visti un po' le GT, poi siamo scesi, abbiamo fatto un giro, ci siamo messi in un punto in cui si vedevano le Formula Junior e categorie affini un po' di sfuggita, abbiamo gironzolato nuovamente a vedere altre auto ai box, poi siamo tornati su per vedere prima le Formula 3, poi le Formula 1 e Formula 3000/ GP2, pronti a goderci lo spettacolo, anche perché non potevamo rimanere fino a tardi nel pomeriggio, quindi era l'unico turno in cui le avremmo viste.
Con le Formula 3 ci sono state un paio di bandiere rosse, quindi hanno girato pochissimo, però essendo noi sopra la pitlane quantomeno le abbiamo viste veramente da vicino.
Quando è venuto il turno delle Formula 1 e delle GP2 ci siamo letteralmente visti passare sotto di noi una Tyrrell a sei ruote! Purtroppo non sono riuscita a immortalarla in quel momento. E che spavento quando c'è stata una bandiera rossa e abbiamo visto tornare tutte le macchine, ma non la Tyrrell. Abbiamo temuto che ci fosse stato un incidente e che avesse riportato dei danni. Ma niente paura, sarebbe tornata successivamente. Non abbiamo idea di che cosa sia successo, ma niente di irreparabile.
Sotto di noi, frattanto, la Ferrari del 1980 a un certo punto è rimasta ferma in pitlane, anche se poi l'hanno fatta ripartire. Quella 90's invece non sono riuscita a immortalarla in quel momento. Però posso sentirmi soddisfatta di essere riuscita a immortalare la Tyrrell mentre era in pista.
Sotto di noi, frattanto, la Ferrari del 1980 a un certo punto è rimasta ferma in pitlane, anche se poi l'hanno fatta ripartire. Quella 90's invece non sono riuscita a immortalarla in quel momento. Però posso sentirmi soddisfatta di essere riuscita a immortalare la Tyrrell mentre era in pista.
Di auto meravigliose ce n'erano un sacco e ho sentito dire che al volante dell'auto di Vittorio Brambilla c'era Miguel Angel Guerra, ma non prendete per oro colato questa informazione.
Quando siamo andati a pranzo (preferisco evitare di parlare sia dei prezzi del cibo negli stand, sia del fatto che almeno la metà dei cibi presenti fossero inadeguati alle persone a cui fa venire il voltastomaco anche solo l'odore della cipolla, categoria alla quale appartengo), mentre ero in coda alla cassa ho sentito dei ragazzini che parlavano delle prove libere del GP d'Olanda in cui Logan Sargeant aveva avuto un grosso incidente con tanto di fiamme e dopo pranzo abbiamo girato un po' lì dentro, poi siamo usciti e andati nel parco del circuito.
Siamo dovuti tornare a casa relativamente presto, dato che il mio amico non poteva rimanere fino a pomeriggio inoltrato, ma ne è valsa assolutamente la pena, e abbiamo beccato il momento giusto perché andando verso il parcheggio abbiamo beccato un passante con una maglia della Moneytron. È stato tutto fantastico e ho scattato un sacco di foto, che penso di condividere prossimamente qui sul blog.
Foto credits: Milly Sunshine(C), se ripostate per cortesia linkate il blog.
mercoledì 21 agosto 2024
Stock Car Pro 2024: Goiania e Belo Horizonte
Nello scorso fine settimana è tornato il campionato di Stock Car Pro, dopo che nel precedente evento si era gareggiato a Goiania, circuito ormai ben noto, nel quale Dudu Barrichello si è aggiudicato la vittoria della gara sprint. Ha preceduto Julio Campos e nientemeno che Ricardo Zonta, mentre la sfida tra Rubens Barrichello e Felipe Massa è stata vinta da Rubinho, che ha preceduto Massa proprio di una sola posizione, avendo i due concluso 6/7.
Massa è stato tuttavia protagonista nella gara feature, in cui scattava dalla prima fila in seconda posizione e avrebbe pure potuto puntare alla vittoria... ma niente, ha chiuso secondo alle spalle di Gabriel Casagrande e ha preceduto Daniel Serra che ha completato il podio.
Nel fine settimana passato, invece, si è gareggiato a Belo Horizonte, new entry. Il circuito si chiama Toninho Da Matta e ricorda maledettamente i tracciati della Formula E, al punto che nel vetture andare larghe in certi tratti ho avutp flashback dell'attivazione dell'attack mode!
La vittoria della sprint è andata a Thiago Camilo, che ha preceduto Enzo Elias e Rubens Barrichello autore di una gloriosa risalita verso il podio. La gara feature, in cui a un certo punto c'è stata una redflag giusto per non farsi mancare il clima da Formula E, è invece stata conquistata da Felipe Baptista davanti a Nelsinho Piquet, con Cacà Bueno in terza piazza.
Massa è stato tuttavia protagonista nella gara feature, in cui scattava dalla prima fila in seconda posizione e avrebbe pure potuto puntare alla vittoria... ma niente, ha chiuso secondo alle spalle di Gabriel Casagrande e ha preceduto Daniel Serra che ha completato il podio.
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| Partenza feature Goiania |
Nel fine settimana passato, invece, si è gareggiato a Belo Horizonte, new entry. Il circuito si chiama Toninho Da Matta e ricorda maledettamente i tracciati della Formula E, al punto che nel vetture andare larghe in certi tratti ho avutp flashback dell'attivazione dell'attack mode!
La vittoria della sprint è andata a Thiago Camilo, che ha preceduto Enzo Elias e Rubens Barrichello autore di una gloriosa risalita verso il podio. La gara feature, in cui a un certo punto c'è stata una redflag giusto per non farsi mancare il clima da Formula E, è invece stata conquistata da Felipe Baptista davanti a Nelsinho Piquet, con Cacà Bueno in terza piazza.
lunedì 19 agosto 2024
Indycar 2024: #13 Madison
Nella giornata di sabato si è gareggiato a Madison/ Illinois, con la gara iniziata di giorno e terminata al calare del sole. Era il tredicesimo appuntamento del campionato 2024 e il nome ufficiale della gara era Bommarito Automotive Group 500. Questa era l'entry list dell'evento, senza grosse novità a parte l'avvicinamento Canapino/ Daly in Juncos:
ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Ed Carpenter (pilota part time, sugli ovali), Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Katherine Legge (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly (sostituisce in pianta stabile Agustin Canapino)
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard
McLaughlin ha conquistato la pole position e ha leaderato nelle prime fasi di gara, precedendo Malukas e i compagni di squadra Power e Newgarden, con le posizioni tra loro occasionalmente rimescolate e Malukas leader in certi tratti della gara. Nel frattempo non mancavano gli incidenti, il primo avente per protagonisti il duo Carpenter/ Legge, il secondo che ha coinvolto diversi protagonisti: Veekay ha commesso un errore, è stato tamponato da Daly e sono stati coinvolti a vario titolo anche Grosjean e Kirkwood.
Il primo giro di pitstop è avvenuto in regime di bandiera verde e Power, che già si trovava in testa in vista di quel momento, è rimasto in testa. Simpson è finito in testacoda facendo entrare per la terza volta la safety car, mentre vari piloti si ritiravano frattanto a causa di guasti: O'Ward, Rahal, Ericsson. Dopo altri due giri di soste in regime di bandiera verde, frattanto McLaughlin era in testa.
A gara inoltrata Newgarden ha rischiato di combinarla grossa, ha sbinnato, la gara è andata un'altra volta in regime di safety car... e niente, a conti fatti si era rimesso in strada perdendo pochissime posizioni. Sia lui sia McLaughlin sono rientrati ai box a questo punto, Malukas e Power hanno proseguito in attesa del momento in cui avrebbero potuto rifornire e andare fino alla fine.
Malukas non è andato fino alla fine, nel senso che ha cozzato contro Power, che gli era uscito davanti, e poi è andato a spalmarsi contro un muro. McLaughlin e Newgarden si sono fermati per l'ultima sosta e l'americano ha sopravanzato il compagno di squadra all'uscita della pitlane. Non restava altro da fare che attendere un tranquillo restart per la manciata di giri che mancavano alla bandiera a scacchi.
Quando Rossi ha quasi spiccato il volo sul posteriore di Power si è innescato un gran macello e ne ha fatto le spese anche Grosjean che, per una volta che non ha combinato casini, si è ritrovato tirato in mezzo dopo che nella primissima fase si gara aveva stazionato in top-ten.
Dopo una bandiera rossa si è ripartiti con soli cinque piloti a pieni giri, almeno tre dei quali non sembravano avere nulla da dire in termini di vittoria. Anzi, quattro, perché Newgarden è andato avanti incontrastato tanto quanto era incontrastata la seconda piazza di McLaughlin.
Lundqvist ha superato Herta per il terzo posto, con la top-5 completata dal leader della classifica piloti Palou. Rosenqvist, Siegel, Armstrong, Robb e Veekay hanno completato i primi dieci, precedendo Dixon, Ferrucci, Daly, Fittipaldi, Lundgaard, Grosjean e Carpenter, gli unici piloti che hanno terminato la gara.
ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Ed Carpenter (pilota part time, sugli ovali), Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Katherine Legge (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly (sostituisce in pianta stabile Agustin Canapino)
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard
McLaughlin ha conquistato la pole position e ha leaderato nelle prime fasi di gara, precedendo Malukas e i compagni di squadra Power e Newgarden, con le posizioni tra loro occasionalmente rimescolate e Malukas leader in certi tratti della gara. Nel frattempo non mancavano gli incidenti, il primo avente per protagonisti il duo Carpenter/ Legge, il secondo che ha coinvolto diversi protagonisti: Veekay ha commesso un errore, è stato tamponato da Daly e sono stati coinvolti a vario titolo anche Grosjean e Kirkwood.
Il primo giro di pitstop è avvenuto in regime di bandiera verde e Power, che già si trovava in testa in vista di quel momento, è rimasto in testa. Simpson è finito in testacoda facendo entrare per la terza volta la safety car, mentre vari piloti si ritiravano frattanto a causa di guasti: O'Ward, Rahal, Ericsson. Dopo altri due giri di soste in regime di bandiera verde, frattanto McLaughlin era in testa.
A gara inoltrata Newgarden ha rischiato di combinarla grossa, ha sbinnato, la gara è andata un'altra volta in regime di safety car... e niente, a conti fatti si era rimesso in strada perdendo pochissime posizioni. Sia lui sia McLaughlin sono rientrati ai box a questo punto, Malukas e Power hanno proseguito in attesa del momento in cui avrebbero potuto rifornire e andare fino alla fine.
Malukas non è andato fino alla fine, nel senso che ha cozzato contro Power, che gli era uscito davanti, e poi è andato a spalmarsi contro un muro. McLaughlin e Newgarden si sono fermati per l'ultima sosta e l'americano ha sopravanzato il compagno di squadra all'uscita della pitlane. Non restava altro da fare che attendere un tranquillo restart per la manciata di giri che mancavano alla bandiera a scacchi.
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| *Rossi has entered the chat* |
Quando Rossi ha quasi spiccato il volo sul posteriore di Power si è innescato un gran macello e ne ha fatto le spese anche Grosjean che, per una volta che non ha combinato casini, si è ritrovato tirato in mezzo dopo che nella primissima fase si gara aveva stazionato in top-ten.
Dopo una bandiera rossa si è ripartiti con soli cinque piloti a pieni giri, almeno tre dei quali non sembravano avere nulla da dire in termini di vittoria. Anzi, quattro, perché Newgarden è andato avanti incontrastato tanto quanto era incontrastata la seconda piazza di McLaughlin.
Lundqvist ha superato Herta per il terzo posto, con la top-5 completata dal leader della classifica piloti Palou. Rosenqvist, Siegel, Armstrong, Robb e Veekay hanno completato i primi dieci, precedendo Dixon, Ferrucci, Daly, Fittipaldi, Lundgaard, Grosjean e Carpenter, gli unici piloti che hanno terminato la gara.
domenica 18 agosto 2024
GP Gran Bretagna e Germania 1956: Fangio diventa il favorito per il titolo
Il campionato 1956 era ormai inoltrato quando si è arrivati a "casa" di Peter Collins, al momento leader del campionato, e di Stirling Moss, che a Silverstone ha conquistato la pole position precedendo la Ferrari di Juan Manuel Fangio e la BRM di Mike Hawthorn. Il futuro campione del mondo 1958 ha preso la testa della gara al via, seguito dal compagno di squadra Tony Brooks, con i due destinati a essere 1/2 per un breve tratto di gara. Hawthorn non è arrivato neanche a un quarto della percorrenza, poi è stato messo out da un guasto. Brooks, che aveva perso alcune posizioni, è invece successivamente stato protagonista di un pesante incidente nel quale è stato sbalzato fuori dalla vettura. L'auto ha poi preso fuoco, mentre il pilota fortunatamente se l'è cavata con una frattura a una gamba.
Moss a quel punto era leader, in seconda posizione c'era un'altra Maserati, ma non ufficiale, guidata da Roy Salvadori, la quale superata da poco la metà della gara ha iniziato ad accusare problemi: anche Salvadori si è ritirato, con le Ferrari di Fangio e Collins in seconda e terza posizione, almeno fino al ritiro del pilota britannico.
Erano tuttavia gli anni '50, quindi Collins ha proseguito la gara sulla vettura del compagno di squadra Alfonso De Portago, il quale non è stato mandato a giocare a briscola, bensì a terminate la gara nelle retrovie prendendo il posto dell'altro ferrarista Eugenio Castellotti.
Fangio ha vinto precedendo la vettura shared drive Portago/ Castellotti, con la Maserari di Jean Behra in terza posizione. Precedeva la Connaught di Jack Fairman e la Maserati privata di Horace Gould, che hanno completato la zona punti.
Il successivo gran premio si è svolto al Nurburgring e ha visto Fangio scattare dalla pole position davanti a Collins e a Castellotti. Non è ben chiaro cosa sia successo all'italiano, ma si è ritrovato ben presto nelle retrovie, per poi ritirarsi dopo pochi giri. Fangio e Collins nel frattempo erano 1/2 e lo sono stati fino al momento del ritiro del britannico.
Gli è succeduto in seconda piazza Moss, il quale ha anche terminato la gara in seconda posizione, mentre sul gradino più basso del podio si è classificato invece Behra. Seguivano delle Maserati private, Francisco Godia-Sales quarto e, dopo la squalifica di Bruce Halford per push start quinto Louis Rosier. Halford non è mai più riuscito a terminare una gara in top-5, quindi non ha all'attivo nemmeno un punto.
Grazie alle due vittorie consecutive, Fangio si è portato in testa alla classifica, quando restava un solo gran premio ancora da disputare.
Moss a quel punto era leader, in seconda posizione c'era un'altra Maserati, ma non ufficiale, guidata da Roy Salvadori, la quale superata da poco la metà della gara ha iniziato ad accusare problemi: anche Salvadori si è ritirato, con le Ferrari di Fangio e Collins in seconda e terza posizione, almeno fino al ritiro del pilota britannico.
Erano tuttavia gli anni '50, quindi Collins ha proseguito la gara sulla vettura del compagno di squadra Alfonso De Portago, il quale non è stato mandato a giocare a briscola, bensì a terminate la gara nelle retrovie prendendo il posto dell'altro ferrarista Eugenio Castellotti.
Fangio ha vinto precedendo la vettura shared drive Portago/ Castellotti, con la Maserari di Jean Behra in terza posizione. Precedeva la Connaught di Jack Fairman e la Maserati privata di Horace Gould, che hanno completato la zona punti.
Il successivo gran premio si è svolto al Nurburgring e ha visto Fangio scattare dalla pole position davanti a Collins e a Castellotti. Non è ben chiaro cosa sia successo all'italiano, ma si è ritrovato ben presto nelle retrovie, per poi ritirarsi dopo pochi giri. Fangio e Collins nel frattempo erano 1/2 e lo sono stati fino al momento del ritiro del britannico.
Gli è succeduto in seconda piazza Moss, il quale ha anche terminato la gara in seconda posizione, mentre sul gradino più basso del podio si è classificato invece Behra. Seguivano delle Maserati private, Francisco Godia-Sales quarto e, dopo la squalifica di Bruce Halford per push start quinto Louis Rosier. Halford non è mai più riuscito a terminare una gara in top-5, quindi non ha all'attivo nemmeno un punto.
Grazie alle due vittorie consecutive, Fangio si è portato in testa alla classifica, quando restava un solo gran premio ancora da disputare.
sabato 17 agosto 2024
GP Belgio e Francia 1956: le prime vittorie di Collins
Correva l'anno 1956, il mondiale era iniziato in Argentina, proseguito a Montecarlo dopo una lunga pausa e, dopo quella parentesi un po' out of context che era Indianapolis, i protagonisti "consueti" erano pronti a tornare in azione in Europa. I gran premi imminenti erano quello del Belgio, il 3 giugno, e quello di Francia il 1° luglio. Who kers about Juan Manuel Fangio e Stirling Moss, il leader del mondiale era al momento nientemeno che Jean Behra, autore di due piazzamenti a podio sia a casa di Fangio sia nel Principato. In pole position a Spa Francorchamps, tuttavia, si è piazzato Fangio al volante della Ferrari, precedendo la Maserati di Moss e la Ferrari di Peter Collins.
La domenica è stata piovosa e la gara è iniziata con la pioggia che poi in un secondo momento sarebbe andata a calare. Ed è iniziata in modo falsato, dato che Fangio ha perso diverse posizioni, con Moss in testa alla gara. Non è durato molto a lungo, il campione argentino ha rimontato in pochi giri le posizioni perdute al via e si è portato in testa.
Non solo, Fangio ha anche iniziato a staccare Moss e Collins è risalito secondo quando Stirling ha perso una ruota ed è stato costretto a tornare ai box. A piedi. Per salire sulla macchina del compagno di squadra Cesare Perdisa, gentilmente invitato ad andarsene a giocare a briscola. Tempi duri gli anni '50.
Non erano tempi duri solo per chi doveva cedere la macchina, ma anche per chi stava ancora al volante: un guasto ha infatti messo out Fangio (così come uno dei compagni di squadra, Eugenio Castellotti). E una sorte del tutto simile è toccata anche alla Maserati di Behra, che fino a quel momento era in lotta con Paul Frère.
Con il ritiro di Fangio, Collins ha avuto la strada spianata per andarsi a prendere la prima vittoria nella classe regina, sempre ammesso che avere ancora un terzo di gara da percorrere al momento in cui è passato in testa potesse significare, negli anni '50, avere la strada spianata, cosa della quale non sono del tutto sicura. Ha comunque proseguito fino al traguardo, con un vantaggio notevole nei confronti di Frère.
Pilota che occasionalmente aveva disputato gare di Formula 1 anche nelle stagioni passate, questa è stata la sua ultima partecipazione e il secondo posto non è stato solo il suo unico podio in carriera, ma anche il primo podio della storia per un pilota belga, peraltro proprio nel gran premio di casa.
Perdisa/ Moss in shared drive hanno portato a casa la terza piazza, precedendo la Vanwall di Harry Schell e la Maserati di Luigi Villoresi a completare la zona punti. Moss e Collins, frattanto, superavano Behra in classifica in attesa che arrivasse l'evento di Reims.
Fangio, Castellotti e Collins hanno fatto un 1/2/3 Ferrari in qualifica, con Collins e Castellotti che hanno entrambi brevemente leaderato per poi essere sopravanzati da Fangio, rimasto in testa fintanto che costretto apparentemente a una sosta ai box. Castellotti gli è succeduto come leader, ma poi la prima piazza è andata a Collins, che ha ottenuto una seconda vittoria consecutiva alla prima, il predestinat-... ah no. La predestinazione, comunque, è secondaria alla leadership della classifica piloti, di cui si è appropriato.
Castellotti e Behra hanno chiuso il podio, con Fangio quarto davanti alla Maserati di Perdisa sulla quale ancora una volta stava appoggiato il fondoschiena di Moss, shared drive occorso dopo un guasto sulla vettura del britannico.
Curiosità: al GP di Francia, al volante di una Vanwall, c'è stata l'unica apparizione di Colin Chapman come pilota di Formula 1, autore di nientemeno che il quinto tempo in qualifica davanti al compagno di squadra Mike Hawthorn, non ha tuttavia preso parte alla gara a causa di un incidente in una sessione di prove, nel quale ha danneggiato la vettura.
La domenica è stata piovosa e la gara è iniziata con la pioggia che poi in un secondo momento sarebbe andata a calare. Ed è iniziata in modo falsato, dato che Fangio ha perso diverse posizioni, con Moss in testa alla gara. Non è durato molto a lungo, il campione argentino ha rimontato in pochi giri le posizioni perdute al via e si è portato in testa.
Non solo, Fangio ha anche iniziato a staccare Moss e Collins è risalito secondo quando Stirling ha perso una ruota ed è stato costretto a tornare ai box. A piedi. Per salire sulla macchina del compagno di squadra Cesare Perdisa, gentilmente invitato ad andarsene a giocare a briscola. Tempi duri gli anni '50.
Non erano tempi duri solo per chi doveva cedere la macchina, ma anche per chi stava ancora al volante: un guasto ha infatti messo out Fangio (così come uno dei compagni di squadra, Eugenio Castellotti). E una sorte del tutto simile è toccata anche alla Maserati di Behra, che fino a quel momento era in lotta con Paul Frère.
Con il ritiro di Fangio, Collins ha avuto la strada spianata per andarsi a prendere la prima vittoria nella classe regina, sempre ammesso che avere ancora un terzo di gara da percorrere al momento in cui è passato in testa potesse significare, negli anni '50, avere la strada spianata, cosa della quale non sono del tutto sicura. Ha comunque proseguito fino al traguardo, con un vantaggio notevole nei confronti di Frère.
Pilota che occasionalmente aveva disputato gare di Formula 1 anche nelle stagioni passate, questa è stata la sua ultima partecipazione e il secondo posto non è stato solo il suo unico podio in carriera, ma anche il primo podio della storia per un pilota belga, peraltro proprio nel gran premio di casa.
Perdisa/ Moss in shared drive hanno portato a casa la terza piazza, precedendo la Vanwall di Harry Schell e la Maserati di Luigi Villoresi a completare la zona punti. Moss e Collins, frattanto, superavano Behra in classifica in attesa che arrivasse l'evento di Reims.
Fangio, Castellotti e Collins hanno fatto un 1/2/3 Ferrari in qualifica, con Collins e Castellotti che hanno entrambi brevemente leaderato per poi essere sopravanzati da Fangio, rimasto in testa fintanto che costretto apparentemente a una sosta ai box. Castellotti gli è succeduto come leader, ma poi la prima piazza è andata a Collins, che ha ottenuto una seconda vittoria consecutiva alla prima, il predestinat-... ah no. La predestinazione, comunque, è secondaria alla leadership della classifica piloti, di cui si è appropriato.
Castellotti e Behra hanno chiuso il podio, con Fangio quarto davanti alla Maserati di Perdisa sulla quale ancora una volta stava appoggiato il fondoschiena di Moss, shared drive occorso dopo un guasto sulla vettura del britannico.
Curiosità: al GP di Francia, al volante di una Vanwall, c'è stata l'unica apparizione di Colin Chapman come pilota di Formula 1, autore di nientemeno che il quinto tempo in qualifica davanti al compagno di squadra Mike Hawthorn, non ha tuttavia preso parte alla gara a causa di un incidente in una sessione di prove, nel quale ha danneggiato la vettura.
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