martedì 23 luglio 2024

Indycar 2024: #12 Toronto

Nel fine settimana passato si è svolto il dodicesimo evento della stagione 2024, che si è concluso con la vittoria di Colton Herta. Il pilota del team Andretti è stato essenzialmente in testa per tutta la durata della gara, precedendo sul podio il compagno di squadra Kyle Kirkwood e Scott Dixon (Ganassi). Il leader del campionato Alex Palou (Ganassi) partiva dalle retrovie, ma ha approfittato di una gara piuttosto caotica per rimontare fino alla quarta posizione, precedendo Marcus Armstrong (Ganassi), David Malukas (Meyer Shank), Christian Lundgaard (Rahal), Rinus Veekay (Carpenter), Romain Grosjean (Juncos) e Graham Rahal (Rahal) che hanno completato la top-ten.

La gara ha avuto un attrition rate piuttosto elevato, con incidenti fin dalle prime battute che hanno provocato prima il ritiro di Christian Rasmussen (Carpenter) e poi quello di Agustin Canapino (Juncos). Sono seguiti fatti di più lieve entità, come testacoda vari e contatti minori che non hanno generato grossi danni, finché a gara inoltrata è accaduto l'incidente più caotico.
Ci eravamo lasciati il precedente fine settimana con un grosso incidente e ci siamo ritrovati anche in questa occasione con un grosso incidente. Peraltro è iniziato con una gufata micidiale, i telecronisti stavano osservando come Pato O'Ward stesse facendo una buona gara. Tempo dieci secondi contati ed ecco il pilota della Arrow McLaren finire in testacoda e andare a sbattere.
Colpito da Marcus Ericsson (Andretti) e Pietro Fittipaldi (Rahal), è stata poi la volta di Santino Ferrucci (Foyt) il quale è ha preso il volo e si è ribaltato, come a imitare il compagno di squadra Sting Ray Robb allo Iowa Speedway.



La gara è stata redflaggata, dato che numerose altre vetture sono rimaste coinvolte - compreso anche Robb, presumo, dato che risulta ritirato - e tra gli altri di siamo ritrovati con out anche Nolan Siegel (Arrow McLaren), Kyffin Simpson (Ganassi), il debuttante Hunter McElrea (debuttante in Coyne come sostituto di al posto di Jack Harvey).
Quando la gara è ripresa, abbiamo assistito a un incidente tra le Penske di Will Power e Scott McLaughlin, quest'ultimo costretto al ritiro. Power penalizzato, ha chiuso dodicesimo ultimo dei piloti a pieni giri, alle spalle dell'altro compagno di squadra Newgarden e davanti ai pochi doppiati che hanno concluso la gara: Linus Lundqvist (Ganassi), Theo Pourchaire (sostituto di Rossi - infortunato a una mano nelle prove libere - in Arrow McLaren) e Toby Sowery (Coyne), sono giunti alla bandiera a scacchi in totale solo quindici piloti.


domenica 21 luglio 2024

Formula 1 2024: #13 Commento al Gran Premio d'Ungheria

21.07.2024 - BABY PAPAYA! *____*

Benvenuti all'Hungaroring, location che nell'immaginario collettivo è legata alla noiahhhh, ma che nella realtà dei fatti spesso e volentieri regala gare ignoranti ricche di colpi di scena. È il tredicesimo gran premio della stagione, quindi abbiamo superato la metà. Certo una volta a questo punto della stagione mancavano all'incirca sei gran premi alla fine del mondiale, ma quei tempi non li rimpiango. Rimpiango piuttosto l'epoca in cui ne mancavano otto o nove e avevamo ancora un calendario che si aggirava sui venti gran premi.
Procediamo, comunque, non stiamo a parlare dei bei vecchi tempi andati, per esempio quelli in cui Perez entrava in Q3 con la Force India e si candidava ad andare a insidiare le prime posizioni per andare sul podio a caso. Oppure, ancora meglio, partiva sedicesimo ma andava comunque a podio a caso, se capitava un gran premio trash. Adesso, di trash c'è la sua posizione in griglia, che si è procacciato andando a sbattere in Q1 quando la pista era in condizioni di lieve pioggia. Anche Sargeant era andato a cozzare contro un muro, ma almeno aveva avuto la decenza di limitarsi a un bacio a stampo e poi di ripartire.
In sintesi, la sessione è stata redflaggata, poi al momento in cui è ripresa la pista era umida, ma si stava asciugando e. Quando ha finito di asciugarsi, Russell aveva ormai finito la benzina e ha dovuto rientrare ai box insieme alle sue -L. Le Alpine, invece, in pista non ci sono proprio andate, non preoccupiamoci del perché tanto è fentasi.
Nel frattempo la qualifica continuava e Tsunoda, che di recente avrebbe affermato di sentirsi pronto per prendere il posto di Perez se questo venisse messo alla porta, ha dimostrato di potere sbattere bene tanto quanto il collega. Ha provocato una bandiera rossa con pochi minuti di Q3 ancora da disputare, dopo la quale è arrivata una prima fila tutta papaya:

Norris - Piastri
Verstappen - Sainz
Hamilton - Leclerc
Alonso - Stroll
Ricciardo - Tsunoda
Hulkenberg - Bottas
Albon - Sargeant
Magnussen - Perez
Russell - Zhou
Ocon - Gasly

Alla partenza i primi tre si sono quasi allineati, Piastri è passato in testa, Verstappen ha tentato di trollare Norris tagliando per i prati, sostenendo di essere stato spinto fuori e rientrando a cannone, i commissari non erano molto convinti, quindi provvidenzialmente ha ceduto la seconda piazza al collega. Hamilton e Leclerc si sono accodati, mentre più indietro c'era un duello tra spagnoli che è stato vinto da Sainz. Alonso comunque non sarebbe durato molto lì davanti perché era uno dei tanti su gomme soft che sono andati ai box dopo una manciata di giri. Davanti, frattanto, continuavano con le gomme medium e nessuno sembrava insidiare la prima piazza di Baby Papaya.
OP: "Mi dice una voce fuori campo che neanche Bottas partito sulle medium venga insidiato e che dietro di lui ci siano in questo momento Russell e Perez su mescola hard ovvero a novanta."
LN: "Un bambino piccolo non dovrebbe dire queste cose, ma giocare con il camion dei pompieri."
OP: "O con il trofeo del vincitore. Perché noi bambini piccoli siamo capaci di maneggiarlo senza romperlo, diversamente da te, che hai un rapporto traumatico con le ceramiche ungheresi."
Voce fuori campo: "Forse tra un'ora e mezza avrete un rapporto traumatico anche con i piatti che vi tirerete."
Hamilton e i Papaya sono stati i primi a fermarsi del gruppo di testa, con il Vanz che ha tenuto un comizio sul fatto che, per evitare l'undercut di Hamilton, Norris sia rientrato un giro prima di Piastri. Quest'ultimo si è fermato un giro più tardi e ha mantenuto la posizione, quindi le teorie del kompl8 non sono durate molto a lungo, anche perché Verstappen e i Ferrari Bros proseguivano per fare solo una sost-... ah no, stavano solo aspettando il giusto timing.
Verstappino ha perso la terza piazza a vantaggio di Hamilton, come facilmente prevedibile dati i tempi di costui dopo la sosta. Si segnala come nel frattempo Sainz si fosse sacrificato per la causa di Russell e Perez, rientrando dietro di loro li ha superati, regalando loro inquadrature televisive. Lontani dalle inquadrature televisive, comunque, i due si sarebbero ripresi nel secondo stint, iniziato con un undercut di Perez nei confrontidi Russell e di tutte le sue -L e proseguendo con vari sorpassi. Non sarebbero arrivati a raggiungere i primi sei, ma almeno avrebbero raggiunto la settima e ottava piazza.
Nel secondo stint sulle hard, Verstappen era all'inseguimento di Hamilton, ha mandato in vacca un tentativo di sorpasso e si è avvicinato Leclerc che faceva tempi molto predestinati in quel momento e ha iniziato a spalancare il suo enorme DRS, mettendo in secondo piano i Papaya Kids e i piatti da lanciare. Poi niente, Hamilton e Leclerc sono andati ai box, Verstappen si è lamentato con il team che gli stavano facendo subire un undercut dalla Ferrari, mentre Hamilton, saputo che Leclerc era passato alle medium, ha osservato che per lui sarebbe stata lunga. Non l'ho resa con dialogo immaginario, né l'una né l'altra se no avreste pensato che non fosse successo veramente.
Finita questa parentesi, era finalmente giunto il tanto atteso momento di elencare teorie del kompl8 secondo cui la McLaren avrebbe fatto rientrare prima Norris per undercuttare Piastri. In casa McLaren, tuttavia, si sono sbizzarriti, decidendo al contempo di complicarsi la vita: hanno fatto rientrare Norris per evitare di subire undercut da Hamilton e con la promessa che avrebbe lasciato passare Piastri se questo fosse uscito dietro di lui, cosa che poi è successa.
OP: "Wait, wait, wait... che cosa sta succedendo?"
Box Papaya: "Succede che Norris, essendo un bambino grande e responsabile, è davanti e sta andando like a boss, ma si farà da parte e tornerai a leaderare. Vero Norris?"
LN: "Ho visto lei che trolla lui, che trolla lei che trolla te, mon bebé, mon bebé, ma chi trolli tu...?"
Box Papaya: "NORRIS, FAI PASSARE IMPIASTRO! Naturalmente a tuo piacimento e a seconda del tuo umore."
OP: "Ammetto che adesso non mi fido più di tanto."
Box Papaya: "Neanche noi, ma adesso dobbiamo dare la linea a Verstappino che si trova negli scarichi di Leclerc."
Dopo una serie di polemiche via radio che perduravano da inizio gara e di termini volgari opportunamente censurati quando queste venivano trasmesse, Verstappen si è appropriato della quarta piazza, andando anche a farsi vedere di nuovo negli specchietti di Hamilton, con il Vanz che menzionava il 2021 in ogni momento in cui, per dare senso compiuto alla frase, non doveva metterci altre parole. Hamilton ha iniziato un'ardua difesa: "Non mi porterai via questa terza posizione. Non oggi che c'è Rosberg a fare le interviste dei primi tre classificati!"
A quel punto è successo qualcosa di impensabile: la prima è che Verstappen ha fatto un bloccaggio micidiale, ha preso una ruota a Hamilton ed è impennato, la seconda è che dopo il ritorno a terra la macchina non aveva riportato danni evidenti. Dopo un giro per i prati e l'accodarsi a Leclerc ha potuto andare tranquillamente per la quinta posizione.
Box Papaya: "Bene, adesso tocca di nuovo a noi."
LN: "Bisogna pensare alla classifica piloti, l'Impiastro può attendere."
Box Papaya: "La classifica piloti è importante, ma anche evitare spargimenti di sangue tra bambini. Quindi ricordati che tu e Piastri dovete dare il buon esempio agli adulti."
E niente, alla fine Norris ha realizzato che per vincere la gara non avrebbe dovuto solo scappare da Piastri fino alla bandiera a scacchi, ma continuare a scappare anche nel dopogara, quindi ha rallentato, si è fatto da parte e ha ceduto la strada. Però per un attimo, quando gli era ancora vicino, ha tenuto tutti con il fiato sospeso, perché non si può mai sapere, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.
A fine gara la diplomazia ha prevalso, anche se pare che Norris abbia tentato di litigare a caso con Hamilton nel retropodio tacciandolo di lamentarsi della velocità delle altre monoposto invece di pensare alla sua con cui dominava anni fa. Pare che, ho detto, perché ovviamente la voce del Vanz copriva tutto ciò. Quello che conta, comunque, alla fine della giornata è che Piastri è il 115° vincitore di una gara valida per il mondiale di Formula 1 e che era dal 2001 che due compagni di squadra non vincevano la prima gara in carriera nella stessa stagione. Erano Ralf Schumacher e Montoya sulla Williams ed erano old gold days.

RISULTATO:
1. Oscar Piastri/ McLaren
2. Lando Norris/ McLaren
3. Lewis Hamilton/ Mercedes
4. Charles Leclerc/ Ferrari
5. Max Verstappen/ Redbull
6. Carlos Sainz/ Ferrari
7. Sergio Perez/ Redbull
8. George Russell/ Mercedes
9. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
10. Lance Stroll/ Aston Martin
11. Fernando Alonso/ Aston Martin
12. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
13. Nico Hulkenberg/ Haas
14. Alex Albon/ Williams
15. Kevin Magnussen/ Haas
16. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
17. Logan Sargeant/ Williams
18. Esteban Ocon/ Alpine
19. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
Rit. Pierre Gasly/ Alpine

sabato 20 luglio 2024

GP Ungheria 2004: il quinto grand chelem di Michael Schumacher

Correva l'anno 2004, la Ferrari F2004 era la vettura dominante, Michael Schumacher aveva accumulato un numero incredibile di vittorie e non sembrava avere avversari. Le B.A.R. e le Renault cercavano di farsi vedere, ma si ritrovavano a contendersi i gradini più bassi del podio nella migliore delle ipotesi. Le Williams e le McLaren erano piuttosto disperse, in paragone alla stagione precedente e, in certe occasioni, giusto per ribadire il proprio dominio, le Rosse facevano 1/2 sulla griglia. Era il caso dell'Hungaroring, dove Rubens Barrichello ha conquistato il secondo posto sulla griglia di partenza accanto al compagno di squadra. Dietro di loro le B.A.R. di Takuma Sato e Jenson Button, dopodiché Fernando Alonso su Renault e le Williams…


Se adesso il GP d'Ungheria si svolge in luglio, vent'anni fa si è svolto a Ferragosto, con le Ferrari rimaste 1/2 alla partenza e un vano tentativo di Alonso di attaccare Barrichello. Juan Pablo Montoya, che partiva settimo dietro al compagno di squadra Antonio Pizzonia (subentrato a Marc Gené come sostituto di Ralf Schumacher infortunato al GP degli Stati Uniti), si è portato quarto complice una partenza non eccelsa delle B.A.R., con le posizioni poi rimaste invariate per tutto il primo stint.
Non che nel secondo, nel terzo e nel quarto stint ci siano stati eccessivi cambiamenti, semplicemente il gap tra i ferraristi e gli inseguitori continuava ad aumentare. Alonso ha chiuso la gara terzo a quaranta secondi di distacco, Montoya e Button ultimi a pieni giri staccati di oltre un minuto. Seguivano Sato e Pizzonia, nonché Giancarlo Fisichella su Sauber, entrato in zona punti grazie al ritiro per un guasto al motore del connazionale Jarno Trulli su Renault. La McLaren non ha portato a casa punti, Kimi Raikkonen primo dei ritirati, anche lui per un guasto al motore, David Coulthard soltanto nono.

Michael Schumacher ha conquistato il suo quinto grand chelem, in una gara che al giorno d'oggi molti ricordano come affascinante e ricca di colpi di scena. Credo sia stata l'unica volta nella mia vita in cui ho pensato, vedendola in diretta, "che gara noiosa, speriamo che finisca in fretta" ed è tuttora quello che considero uno dei gran premi più noiosi che abbia mai visto (per me è una sorta di GP di Francia 2019), quantomeno dell'epoca moderna (il che non è comunque un complimento, perché certi gran premi da caduta di palpebra dei late 70's hanno probabilmente risentito di pessime regie locali che si perdevano ogni momento saliente in quanto le inquadrature stavano pressoché tutto il tempo sul leader.

venerdì 19 luglio 2024

500 Miglia di Indianapolis 1958: il pile-up al via e la morte di Pat O'Connor

Negli anni '50 la Cinquecento Miglia di Indianapolis faceva parte del mondiale di Formula 1, ma era come se fosse un universo separato: salvo qualche rarissima occasione, i piloti del mondiale di Formula 1 non andavano oltreoceano per Indy e, anzi, magari in contemporanea o poco ci manca si svolgevano altri eventi europei del mondiale. Comunque sia, un grosso nome della Formula 1 avrebbe dovuto disputare l'evento: si tratta di Juan Manuel Fangio... che tuttavia ha scelto di non proseguire dopo le prime sessioni di prove libere.
La stessa vettura che aveva vinto l'edizione precedente era presente sulla griglia, del team Salih e affidata a Jimmy Bryan (settimo tempo), con il vincitore 1957 Sam Hanks che, ormai ritirato dalle competizioni, pilotava la pace-car, che visti i tempi scendeva in pista solo prima della partenza.


Alla partenza i piloti della prima fila, Dick Rathmann, Ed Elisian e Jimmy Reece si sono ritrovati a lottare per la leadership, con Rathamnn e Elisian che sono venuti a contatto. Reece è riuscito a evitarli, ma è stato colpito dalla vettura di Pat O'Connor, che si è ribaltata e poi ha preso fuoco. In totale quindici vetture sono rimaste coinvolte in questo pile-up, con O'Connor già deceduto per effetto dell'impatto quando si sono alzate le fiamme.
Nel video di sintesi della gara non viene mai menzionata la morte di O'Connor, cosa che ho reputato quantomeno insolita, mentre tuttavia viene inquadrato uno spettatore che legge un giornale su cui viene appunto citato l'incidente al via, suscitando domande nei commenti. C'era chi si chiedeva come fosse possibile che, mentre la gara era ancora in corso, fossero presenti giornali su cui se ne parlava.
Qualcun altro ha svelato l'arcano, spiegando che all'epoca i giornali locali avevano più edizioni al giorno, in caso di notizie di un certo livello, e la Indy 500 era sicuramente da considerarsi un evento degno di nota nell'Indiana. Questa è la conversazione nei commenti, con alcune considerazioni interessanti:


La pista è stata ripulita in condizioni di bandiera gialla, perdurata per quasi mezz'ora, con successivamente Jimmy Bryan, Eddie Sachs, Tony Bettenhausen e George Amick ad alternarsi in testa. L'unico a rimanere in lotta per la vittoria è stato Bryan, seguito successivamente da vicino da Johnny Boyd, poi scivolato in terza piazza a debita distanza, alle spalle di Amick a sua volta piuttosto distante.
Bryan è andato quindi a vincere, in una gara in cui faceva il proprio esordio A.J.Foyt, uscito di scena per incidente, ed è stata la seconda vittoria consecutiva a Indianapolis della stessa vettura.
Jimmy Bryan, che fino al 1957 aveva gareggiato full time nel campionato USAC, nel 1958 ha disputato come unica gara la Indy 500, così come nella stagione successiva, dove tuttavia sarebbe stato il primo dei ritirati.
Nel 1959 ha preso parte anche ad altre gare, perdendo la vita in una di esse, disputata a Langhorne Speedway. Era il 19 giugno 1960, lo stesso giorni in cui in Formula 1 morivano Alan Stacey e Chris Bristow.



giovedì 18 luglio 2024

Alla scoperta del GP Montecarlo 1958, con un pensiero a quello successivo in Olanda

Buongiornissimo! In questo primo giorno di ferie (brevissime, tornerò a lavorare già lunedì) ho deciso di dedicarmi al motorsport vintage e di andare a riscoprire un evento del passato, quindi dopo avere visto una sintesi su Youtube vi racconterò il Gran Premio di Montecarlo 1958.
La gara ha avuto ben quattro leader, appartenenti a quattro squadre diverse, soltanto sei piloti al traguardo su sedici partecipanti, l'esordio della Lotus con al volante l'esordiente Graham Hill, un numero spropositato di piloti non qualificati, la prima entry femminile della storia anche se non è arrivata in griglia... ma soprattutto preparatevi a indossare il parrucchino perché per l'unica volta nella storia ha fatto un tentativo di qualifica un soggetto che tutti noi conosciamo bene e che nel corso degli anni ha posseduto un team, presieduto la Formula 1 dei team e avuto tra le mani il controllo della Formula 1, dove nel corso degli anni è una locuzione fuorviante, perché potrebbe lasciar pensare che non sia accaduto contemporaneamente.

Mentre Maria Teresa De Filippis a bordo di una Maserati non si qualificava ottenendo il 23° tempo, ma avrebbe avuto quell'onore di lì a un paio di gran premi in Belgio, anche Bernie Ecclestone ha fatto la propria comparsa al volante di una Connaught. Non avrebbe mai più provato a qualificarsi e quella rimane l'unica partecipazione in Formula 1 come pilota. Breve e indolore, ma non sarà né breve né indolore il suo ruolo futuro, anche se obiettivamente stiamo vivendo dolori peggiori con gli americani.
Nevermind, Tony Brooks a bordo di una Vanwall scattava dalla pole position, ma si è ritrovato secondo relegato dietro a Jean Behra su BRM che tra parentesi pare essere stato fidanzato con la De Filippis. Brooks è rimasto secondo fino al momento del ritiro, destino che è toccato successivamente anche allo stesso Behra. Eravamo appena a un quarto di gara e a quel punto a lottare per la prima posizione sono arrivati Mike Hawthorn su Ferrari e Stirling Moss su Vanwall. Quest'ultimo è passato in testa, ma non è durato molto a lungo, la sua monoposto l'ha lasciato a piedi con Hawthorn di nuovo in testa, ma a sua volta costretto al ritiro. Neanche metà gara e ben tre leader erano usciti di scena.

La Vanwall ha visto, con l'uscita di scena di Moss, tutte e tre le proprie vetture ritirarsi, dato che era capitata la stessa cosa anche a Stuart Lewis-Evans, primo ritirato della gara. Ferrari invece aveva tre vetture ancora in pista, Luigi Musso e Peter Collins (che sarebbero entrambi morti in incidenti nel corso della stagione, così come Lewis-Evans - vicende che conto di raccontarvi in futuro, mentre nel prossimo post racconterò di un incidente mortale avvenuto sempre nel 1958 a Indianapolis, all'epoca presente nel mondiale di Formula 1), nonché Wolfgang Von Trips. I tre si trovavano 2/3/4, ma Von Trips sarebbe stato costretto al ritiro verso la fine della gara.
A bordo di una Cooper, Maurice Trintignant ha leaderato tutta la seconda metà della gara, con un abbondante vantaggio su Musso - che a sua volta pare essere stato fidanzato con la De Filippis - che poi si ridotto da 40+ a una ventina di secondi al momento della bandiera a scacchi, sotto la quale è passato da vincitore. Secondo al traguardo, Musso si è portato in testa al mondiale, Collins ha chiuso terzo, mentre Jack Brabham su Cooper si è aggiudicato il quarto posto precedendo la BRM di Harry Schell. Cliff Allison su Lotus ha completato la gara, ma ha percorso meno giri rispetto al ritirato Von Trips.


Era il 18 maggio quando si correva nel Principato (dopo una lunghissima pausa dato che si era corso in Argentina il primo evento stagionale, ma soltanto a gennaio) e il successivo gran premio si è svolto a Zandvoort il 26 maggio, otto giorni più tardi. Talvolta in quell'epoca storica è successo che in Olanda si corresse di lunedì e, al tempo in cui avevo fatto il post sulle gare disputate non di domenica, le mie ricerche mi avevano portata a scoprire che ciò era avvenuto nella festività di Pentecoste (50 giorni dopo Pasqua), che è celebrata come Public Holiday in molti paesi dell'Europa centrale.
Se del precedente gran premio c'erano highlight che narravano gli eventi, non si può dire lo stesso per i due minuti contati di inquadrature della sintesi di questo evento, con Moss leader dall'inizio alla fine. Il poleman Lewis-Evans, relegato secondo, si è visto duellare con Schell; li ho riconosciuti dai rispettivi numeri di gara. Il duello ha visto Schell sopravanzare Lewis-Evans, il quale è poi stato costretto al ritiro.
Moss ha vinto il GP d'Olanda, con un abbondante vantaggio su Schell e Behra che hanno chiuso 2/3 e Roy Salvadori su Cooper al quarto posto. La zona punti, estesa ai soli primi cinque, è stata completata da Hawthorn. Musso, settimo alle spalle di Allison, si è visto portare via la leadership del campionato da Moss.

Soltanto quattro giorni più tardi, il 30 maggio (giorno in cui si svolgeva la Cinquecento Miglia, indipendentemente dal giorno della settimana in cui cadeva) si gareggiava a Indianapolis. Da calendario faceva parte del mondiale di Formula 1, e sarebbe accaduto fino al 1960, ma rimaneva comunque un universo piuttosto separato e distante. C'erano altri piloti, c'erano altre vetture e quelli di cui ho parlato nel corso di questo post sarebbero tornati in pista soltanto nel GP del Belgio, quello in cui, appunto, si è qualificata per la prima volta la De Filippis, argomento di cui ho già parlato in un post dello scorso gennaio.

mercoledì 17 luglio 2024

Indycar 2024: #10 e #11 Iowa Speedway

In un sabato pomeriggio di luglio del 2015 mi stavo chiedendo a che ora si sarebbe svolta la gara di Indycar di quella sera. Il nome dell'evento era "Iowa Corn 300", ai tempi. Non possedevo uno smartphone a quell'epoca, quindi finché non entravo in internet dal computer o non accendevo la televisione non avevo idea di quello che stesse succedendo nel mondo. Alla mattina non avevo ancora fatto né una cosa né l'altra e il mio primo accesso a internet era stato nel primo pomeriggio per una commissione per conto di mia mamma. A quel punto non restava altro da fare che andare su GPUpdate, un sito olandese(?), che poi è stato assorbito da motorsport punto com, e che da circa dieci anni utilizzavo come principale fonte di informazione.
Mi piaceva per come era strutturato e mi dispiace che non ci sia più. C'erano parecchie versioni in diverse lingue, sezioni dedicate a squadre e piloti con relative foto, poi in homepage i link alle ultime news e in cima alla pagina l'immagine di copertina della notizia più importante del giorno.
C'erano anche gli orari delle gare delle principali categorie. Quelli dell'Indycar su versione inglese - quella di default, se ben ricordo - erano in orario USA Eastern Time, ma bastava andare su una qualsiasi altra versione europea per trovare l'ora di partenza nel nostro fuso orario. Era quello che intendevo fare, quel primo pomeriggio, andare a verificare l'orario della gara, se sarebbe stata alla sera, oppure nella notte italiana.
Allora, in quel primo pomeriggio di luglio, sono andata su GPUpdate. L'immagine in homepage era una foto di Jules Bianchi, e poteva avere un solo significato.
Nel 2015 la gara dello Iowa si è svolta a notte inoltrata. Ho seguito in livetiming la gara di Indylights, vinta proprio dal suo ex compagno di squadra Max Chilton, che a un certo punto aveva perso la leadership a vantaggio di Ed Jones, ma chr è riuscito a tornare in testa, guadagnandosi un incredibile popolarità, anche se destinata a esaurirsi in tempi brevi dopo il suo successivo passaggio in Indycar.
Il periodo rimane lo stesso, anche se adesso di gare di Indycar su questo circuito ce ne sono due. Ho scelto di raccontarvele proprio oggi, 17 luglio, nono anniversario della morte di Bianchi, proprio perché per me questo circuito, così lontano da Jules, rimane nel mio immaginario legato al suo ricordo.

SATURDAY RACE - nella sera dello Iowa Speedway, Colton Herta (Andretti) scattava dalla pole position, in una gara che iniziava con un incidente che coinvolgeva varie vetture: sia David Malukas (Meyer Shank) sia Christian Lundgaard (Rahal) sono finiti in testacoda e il primo dei due ha coinvolto loro malgrado Romain Grosjean e Agustin Canapino (entrambi Juncos).
Herta è rimasto in testa per tutto il primo stint, con la prima sosta avvenuta in regime di safety car causata una vettura che procedeva lenta. Scott McLaughlin (Penske) è uscito dai box in prima posizione, con Herta a inseguire, ma il peggio doveva ancora avvenire. In occasione della seconda sosta, avvenuta in regime di bandiera verde, proprio mentre era ai box, è uscita una safety car... a causa di un incidente di Alex Palou (Ganassi), leader del campionato.
Palou si trovava comunque nelle retrovie a causa di un problema nella sosta prececente, ma non è certo stato il modo migliore di terminare la gara! Per Herta la gara era ancora lunga, invece, ma i suoi avversari si sono fermati ai box in regime di safety car e, diversamente da lui, non hanno perso un giro.
Non restava a quel punto che l'ultimo stint, nel quale Will Power (Penske), uno dei diretti avversari di Palou nella rincorsa al titolo, già a sua volta arretrato da una penalità per eccesso di velocità nella pitlane, ha terminato - non proprio, ha proseguito giusto per procacciarsi un'altra penalità - la propria gara in un incidente con Pietro Fittipaldi (Rahal), in cui è finito coinvolto anche Ed Carpenter che, come in occasione degli eventi disputati su ovale, era al volante su una vettura del proprio team.
McLaughlin è andato a vincere precedendo Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Josef Newgarden (Penske), mentre ha chiuso giù dal podio Scott Dixon (Ganassi) la cui quarta posizione era comunque un buon risultato al confronto di quello ottenuto da alcuni dei diretti avversari!
Rinus Veekay (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), Kyle Kirkwood (Andretti), Alexander Rossi (Arrow McLaren), Marcus Ericsson (Andretti) e Marcus Armstrong (Andretti) hanno completato la top-ten, mentre Herta ha concluso la gara soltanto undicesimo.
Nolan Siegel (Arrow McLaren), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Kyffin Simpson (Ganassi), Sting Ray Robb (Foyt), Graham Rahal (Rahal) e Katherine Legge (Coyne) hanno preceduto al traguardo Power, ultimo dei piloti a vedere la bandiera a scacchi.
Oltre ai piloti già citati si sono ritirati anche Jack Harvey (Coyne), che l'indomani non ha gareggiato per problemi fisici che si portava dietro già dall'inizio del fine settimana ed è stato sostituito da Conor Daly, e Linus Lundqvist (Ganassi).

SUNDAY RACE - diversamente dal giorno precedente, la gara si è svolta di giorno, con la pole position conquistata proprio dal vincitore del giorno precedente McLaughlin. Ha leaderato per tutto il primo stint, poi in occasione del primo giro di pitstop un incidente - Canapino è andato a sbattere - ha scombinato la situazione: Palou e Power sono riusciti a portarsi 1/2 grazie alle tempistiche delle loro soste, con McLaughlin che era stato il primo di loro a rientrare relegato in terza posizione. In occasione della seconda sosta, Power è passato in testa di overcut e ha vinto davanti a Palou e a McLaughlin.
Il risultato, dalla quarta posizione in poi, recita testualmente: Dixon, Herta, O'Ward, Newgarden, Rahal, Veekay, Grosjean, Ferrucci, Lundqvist, Malukas, Siegel, Rossi, Kirkwood, Lundgaard, Simpson, Armstrong, Fittipaldi, Robb, Carpenter, Ericsson, Legge, con Canapino, Rosenqvist e Daly ritirati. Tuttavia non si sono ritirati solo questi tre, ma anche quattro piloti rimasti coinvolti in un pazzesco incidente all'ultimo giro.




Miglior attore protagonista Robb che, ritrovandosi davanti Rossi che rallentava avendo finito la benzina, l'ha speronato decollando come un Dario Franchitti qualsiasi per le strade del Kentucky, anche se obiettivamente per Darione si trattava del giro d'onore, e come bonus, il giorno in cui ha spiccato il volo sopra a Kosuke Matsuura erano passati appena sei giorni dal suo precedente cappottamento nella gara precedente.
E niente, ecco apparire le incredibili immagini di Robb in volo, con la scritta PRAY.COM visibile sulla carrozzeria della monoposto. Diciamo che appariva alquanto appropriata! (Da una breve ricerca ho scoperto che si tratta di un suo sponsor personale ed è un'applicazione a tematica religiosa divenuta popolare trasmettendo la messa in streaming ai tempi del lockdown.)
L'incidente ha successivamente coinvolto Carpenter e Kirkwood, con Carpenter che si è ritrovato letteralmente sopra a Kirkwood. Qualcuno ha osservato che il cupolino potrebbe avere salvato qualche testa. Altri hanno replicato con fermezza che non è sicuro che senza cupolino ci fossero gravi conseguenze, il che è una prova che il cupolino non serve. Mi stavo preoccupando, era da un po' che non leggevo questo tipo di sillogismo.


venerdì 12 luglio 2024

Indycar 2024: #9 Gran Premio di Mid-Ohio

Domenica scorsa si è svolto il nono evento del campionato 2024 di Indycar a Mid-Ohio, con una line-up ancora una volta leggermente cambiata rispetto a quella degli eventi precedenti:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Toby Sowery
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Agustin Canapino
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

Il principale argomento di discussione è stato il passaggio ai motori ibridi, avvenuto in corso d'opera a campionato in corso, a partire da questo evento. Il fatto che la gara sia stata relativamente tranquilla ha contribuito a far sì che fosse la nuova era il principale argomento di discussione.
La gara è iniziata - solo dopo un contrattempo visto che Dixon si era fermato per un guasto in mezzo alla pista a causa di un problema tecnico - con Palou in pole position e leader per tutto il primo stint. Non sono cambiate le cose dopo la prima sosta, invece lo sono dopo la seconda: Palou è infatti uscito dai box dietro a O'Ward, rimanendoci, con il pilota McLaren che ha conquistato la seconda vittoria stagionale, la prima al traguardo; aveva infatti vinto a tavolino la prima della stagione dopo la squalifica delle Penske.
Grossi colpi di scena non ce ne sono stati, a parte Newgarden che girava per i prati. Ho visto anche scene di assoluta routine... tipo Grosjean che girava per i prati. RoGro, mi raccomando, non cambiare mai! *-*
Alla fine della giornata O'Ward ha vinto, mentre Palou secondo ha allungato in classifica rispetto agli altri diretti inseguitori e McLaughlin ha chiuso il podio. Herta, Ericsson, Rossi, Lundgaard, Kirkwood, Rasmussen e Ferrucci hanno completato la top-ten, mentre Power il pilota più vicino a Palou in classifica, ha chiuso la gara in undicesima piazza.
Si torna in pista già nell'imminente weekend con il double header di Iowa, dove tra parentesi rivedremo una presenza femminile, con Katherine Legge in Coyne.