mercoledì 19 marzo 2014

Attenti al Gufo!

Di recente ho realizzato che anche la vecchia canzone "Attenti al lupo" di Lucio Dalla si presta molto bene a una revisione motoristica! *-*


C'è una casetta piccola così
Di fronte al circuito di Interlagos
E una nonnina piccola così
Che ha il suo nipotino a cui badare
E un pilotino piccolo così
Che ha sempre tanti muretti da scalare
Ha un fazzoletto piccolo così
Per le sue lacrime da asciugare
E più lui piange e più non sa aspettare

Rubinho mio non devi stare in pena,
Interlagos è un'arena,
Qualche volta ti va male
Guarda come son tranquillo io
Anche se arrivi secondo
Con l'aiuto di Jean Todt
Stando sempre attento al gufo
Attenti al gufo, attenti al gufo
Winning together, losing together

Laggiù c'è un prato piccolo così
Dove finirà per parcheggiare
E il traguardo sembra piccolo così
Mentre Montoya è arrivato sul podio
E anche Kimi è arrivato sul podio
E Rubinho lì disperato a guardare
In mezzo a questo mare di gufate
E quel gufo piccolo così
Ma tanto grande che continuerà a volare
E più lui piange e più non sa cosa fare

Rubinho mio non devi stare in pena,
Interlagos è un'arena,
Qualche volta ti va male
Guarda come son tranquillo io
Anche se arrivi secondo
Con l'aiuto di Jean Todt
Stando sempre attento al gufo
Attenti al gufo, attenti al gufo
Winning together, losing together

martedì 18 marzo 2014

NASCAR SPRINT CUP #4: Food City 500, Bristol Motor Speedway

Nel weekend ero troppo su di giri per pensare anche alla NASCAR.
In ogni caso ho scoperto che è stata una di quelle interessantissime gare della durata di sette ore, con cinque ore di interruzioni nel mezzo.

Risultato
1 12 99 Carl Edwards Kellogg’s / Frosted Flakes Ford 503 47 4 Running 1 78
2 21 17 Ricky Stenhouse Jr. Nationwide Insurance Ford 503 42 Running
3 23 43 Aric Almirola Smithfield Ford 503 41 Running
4 37 14 Tony Stewart Bass Pro Shops / Mobil 1 Chevrolet 503 40 Running
5 5 9 Marcos Ambrose STANLEY Ford 503 39 Running
6 1 11 Denny Hamlin FedEx Freight Toyota 503 39 1 Running 4 4
7 6 24 Jeff Gordon Axalta Chevrolet 503 37 Running
8 10 5 Kasey Kahne Farmers Insurance Chevrolet 503 37 1 Running 2 16
9 38 55 Brian Vickers Aaron’s Dream Machine Toyota 503 35 Running
10 20 42 Kyle Larson # Target Chevrolet 503 34 Running
11 26 3 Austin Dillon # Bad Boy Buggies / Realtree Chevrolet 503 33 Running
12 8 16 Greg Biffle Meguiar’s Ford 503 32 Running
13 3 20 Matt Kenseth Home Depot / Husky Toyota 503 33 2 Running 4 165
14 2 2 Brad Keselowski Miller Lite Ford 503 31 1 Running 1 40
15 15 15 Clint Bowyer 5-hour Energy Toyota 503 30 1 Running 1 5
16 9 31 Ryan Newman QuickenLoansBillionDollarBracketChallenge Chev 503 28 Running
17 30 51 Justin Allgaier # SEM Products Chevrolet 502 27 Running
18 36 10 Danica Patrick GoDaddy – Get Found Chevrolet 502 26 Running
19 11 48 Jimmie Johnson Kobalt Tools Chevrolet 501 26 1 Running 1 44
20 4 22 Joey Logano Shell Pennzoil Ford 500 25 1 Running 1 12
21 28 27 Paul Menard Richmond / Menards Chevrolet 500 23 Running
22 16 38 David Gilliland Long John Silver’s Ford 500 22 Running
23 32 98 Josh Wise Phil Parsons Racing Chevrolet 499 21 Running
24 14 88 Dale Earnhardt Jr. National Guard Chevrolet 499 20 Running
25 22 47 AJ Allmendinger Bush’s Grillin’ Beans Chevrolet 498 19 Running
26 34 7 Michael Annett # Pilot / Flying J Chevrolet 497 18 Running
27 25 13 Casey Mears GEICO Chevrolet 497 17 Running
28 35 36 Reed Sorenson Chevrolet 497 16 Running
29 7 18 Kyle Busch Skittles Toyota 496 16 1 Running 1 73
30 31 40 Landon Cassill(i) CRC Brakleen Chevrolet 496 0 Running
31 19 34 David Ragan Dockside Logistics Ford 495 13 Running
32 33 23 Alex Bowman # Dr Pepper Toyota 493 12 Running
33 39 32 Travis Kvapil AskMore-GetMore.com Ford 491 11 Running
34 41 30 Parker Kligerman # Swan Energy Toyota 487 10 Running
35 13 41 Kurt Busch Haas Automation Chevrolet 473 10 1 Running 3 28
36 29 78 Martin Truex Jr. Furniture Row Chevrolet 471 8 Running
37 24 95 Michael McDowell K-Love Ford 469 7 Running
38 17 1 Jamie McMurray McDonald’s Chevrolet 453 7 1 Accident 1 10
39 27 4 Kevin Harvick Budweiser Chevrolet 450 6 1 Accident 1 28
40 18 26 Cole Whitt # GEAR Speed Stick Toyota 430 4 Running
41 42 66 Joe Nemechek(i) Land Castle Title Toyota 322 0 Rear Gear
42 40 83 Ryan Truex # Borla Exhaust Toyota 271 2 Accident
43 43 33 Timmy Hill LittleJoesAutos.com Chevrolet 160 1 Accident

lunedì 17 marzo 2014

#1: Commento al Gran Premio d’Australia – Melbourne, 14-16 marzo 2014

Cronaca qualifiche | Cronaca gara

LA NUOVA STAGIONE È INIZIATA! *Festeggia con una danza da carnevale brasiliano, tenendo le piume in testa e guardando male il tipo travestito da samurai che agita la katana alle sue spalle.*
Prima di sintonizzarci sull’Australia, però, credo che sia opportuno dedicarci anche a quello che è successo nelle puntate precedenti.

Nel paese natale di Pic, piccolo grande assente di questa stagione, Bianchi e Grosjiiii sono stati invitati a partecipare a una trasmissione televisiva dopo la quale Bianchi è stato rapinato. Per l’esattezza le vicende sembrano essere andate così: una sera Jules è uscito dall’albergo in cui soggiornava per andare fuori a fumare (immagino la grande delusione di tutti quelli che, quando Rosberg rivelò che c’era un pilota fumatore, pensavano che si trattasse di Raikkonen) ed è stato assalito da quattro uomini che gli hanno rubato il Rolex che portava al polso. I fanboy inglesi si sono scandalizzati perché Jules fuma e perché “ha un Rolex nonostante sia solo un pilota della Marussia” (questi evidentemente credono che i piloti della Marussia siano degli straccioni).
In Italia nel frattempo nessuno criticava Bianchi, per due motivi:
1) Bianchi corre per la Marussia e nessuno ritiene importante parlare di lui;
2) Villeneuve si stava dedicando ai pronostici per il mondiale 2014 ed era necessario rivolgere a lui tutti gli insulti.
Stando a quanto ho capito Nonno Jacques ha osservato che Raikkonen potrebbe trovarsi in difficoltà nei confronti di Alonso, perché Raikkonen è un pilota che non cerca il giro più veloce in gara. A prescindere dal fatto che non me ne importa un bel nulla delle gerarchie interne tra Ferniiii e Kimiiii (o meglio, non me ne importerà niente fino al giorno, che attendo con ansia, in cui tra loro saranno finalmente scintille), mi chiedo che cosa stesse facendo nonno Jacques nel periodo 2008-2009, in cui Kimiiii otteneva il giro più veloce in quasi ogni gran premio, specie in quelli in cui combinava poco e niente.

L’ultima novità di un certo livello, prima di iniziare la stagione, è stata scoprire che la Williams-no-Martini-no-party ci aveva trollati tutti, fingendo di non avere sponsor e di essere tutta blu. A sorpresa un bel giorno hanno iniziato a postare su Twitter foto in cui la nuova Williams con lo sponsor del Martini appariva quasi interamente bianca e i piloti indossavano tute bianche con una striscia con i colori dello sponsor sul lato sinistro. Non c’è che dire, la nuova Williams ha stile, perfino Bo77as sembra avere stile con la nuova tuta... per quella di Feliiii invece io avrei proposto volentieri una modifica: da una parte la striscia del Martini, dall’altra una striscia verde-oro.
Nelle foto di rito indossavano le nuove tute anche l’Altro Felipe e la Susie (per chi fosse perso qualche passaggio: si tratta dei due test-driver, il cui ruolo nell’attuale F1 senza test è ovviamente sperare che i titolari rimangano intossicati dal cibo singaporese) e sono sicura che molti fanboy avrebbero preferito vedere Susie in biancheria intima piuttosto che in tuta, e che per parcondicio anche molte fangirl avrebbero desiderato lo stesso da parte dell’Altro Felipe.

E poi finalmente è arrivata l’Australia!
Direi di soprassedere le prove libere, dalle quali emergevano le Mercedes, le Mercedes, le Mercedes, le Mercedes... e di passare alle qualifiche, in cui (in un clima di non piove-piove-non piove ma sta per piovere-non piove ma la pista è bagnata-ora ha ripreso a piovere) l’impossibile è divenuto possibile! Con grande sfortuna della Lotus, per “impossibile” mi riferisco alla presenza di un team messo peggio di Caterham e Marussia. Grosjiiii e Maldiiii hanno arrancato in Q1, Grosjiiii ha preso due secondi e mezzo da Chilton e Maldiiii non è riuscito nemmeno a fare un tempo, ma viste le premesse tutto sommato era quasi meglio risparmiarselo.
In compenso la Caterham, che aveva passato il venerdì ad arrancare, ha dato qualche segno di vita: il piccolo samurai giapponese, di ritorno in F1, è passato in Q2! *______* Poi va beh, c’era Chilliiii che aveva battuto non solo il compagno di squadra ma anche Gutierrez e c’era Sonyericson che era stato più lento di chiunque non fosse al volante di una Lotus.
Per la gara le premesse ovviamente non erano altrettanto esaltanti: è risaputo che ogni volta in cui le Caterham sono arrivate in Q2, poi le cose non sono andate altrettanto bene in gara, per cui c’era da aspettarsi che Kobayashi lo prendesse in quel posto. In realtà è stato tutto un po’ diverso, in quanto è stato Feliiii a prendere Kobayashi in quel posto, ma a questo ci arriveremo a tempo debito.
Per il momento per Kobyyyy c’era un nuovo momento di gloria anche in Q2, quando è riuscito a qualificarsi 15° davanti a Checo che era troppo impegnato a vagare per i prati e subito dietro a Sutil.
Il finale della Q2 ha visto una Ferrari impantanarsi e finire in testacoda sotto la pioggia e non accedere alla Q3, e per un attimo ero sul punto di esclamare “Felipe, che ca**o fai?” per poi ricordarmi che adesso Feliiii corre per la Williams. San Kimi Alcolista da Espoo non è andato oltre il 12° tempo, ma era in buona compagnia, dato che sono stati spediti a giocare a briscola anche Sebbiiii (13° - pare che stesse facendo il suo tentativo nel momento in cui sono uscite le bandiere gialle per il testacoda di Iceman) e Jensiiii (11° - per motivi non meglio precisati).
Questo significava che solo tre team avevano mandato tutte e due le vetture in top ten e che due di questi team erano la Toro Rosso e la Williams. Era un momento da standing ovation, ma purtroppo i telecronisti Rai si accanivano sul povero Bo77as, che “si esalta in queste condizioni”. Infatti, come da chiaro effetto gufata, Bo77as ha ottenuto l’ultimo tempo disponibile in Q3 venendo battuto addirittura dal compagno di squadra (per il quale il concetto di “guidare sotto la pioggia” corrisponde a quello di “esibirsi in una lunga serie balletti nei prati, nelle vie di fuga e su per i guard-rail”), a cui si aggiungeva la retrocessione di 5 posizioni per la sostituzione del cambio, stessa sorte toccata a Gutierrez che però avrebbe perso meno posizioni dato che c’erano meno di cinque piloti qualificati dietro di lui.
La pole si decideva tra le Mercedes e Ricciardo, che volava al punto tale da far propendere il mondo per due verità:
1) la Redbull va meno piano di quanto pensassimo;
2) Ricciardo va più forte del suo predecessore.
Alla fine l’ha spuntata Hammiiii davanti a Ricciardo (urge trovargli un soprannome! Si accettano proposte) e a Princess Nico. Seguivano lo strepitoso Magnus, Ferniiii, JEV, Hulk, il Kiwi, Feliiii e il già menzionato Bo77as.

Per la domenica tutto si prospettava interessante, anche se non c’era nessuna Force India in pole position e probabilmente non accadrà mai (anche se in realtà è già accaduto). La mia eterna mancanza di sonno, però, mi ha fatto propendere per il rimanere a dormire fino a tardi e a guardarmi la gara con la telecronaca di Mazzoni anziché alzarmi alle 6.30 per cercare uno streaming. Non si ripeterà più, anche perché non ci saranno più gran premi alle sette di mattina per quest’anno...

Per Grosjiiii ci sono stati altri problemi: anziché partire dall’ultima fila sarebbe partito dalla toilette... ehm, volevo dire dalla pit-lane, con grande gioia di chiunque rischiasse di essere utilizzato come birillo. È riuscito nella memorabile impresa di beccarsi un drive-through prima ancora che la gara iniziasse per essere uscito dai box troppo presto. Perfino Pic, che probabilmente stava guardando il gran premio da casa cercando di non addormentarsi sul divano, deve avere provato una certa stima nei suoi confronti.
Comunque il giro di formazione è iniziato e tutto è andato per il meglio... mhm... direi di no: Chilliiii fermo, con la necessità di essere condotto nella pit-lane.
Poi... SCATTANO LE VETTURE... anzi, no! La partenza si è trasformata in quella che gli inglesi chiamano “aborted start”, che di solito è una precauzione al fatto che tutte le vetture si schiantino contro l’unica in avaria. Stavolta si trattava di Bianchi, il che significa che la Marussia stava iniziando veramente alla grande. Anche lui si è ritrovato ai box, dove era pronto per partire dietro agli altri due. Non è ben chiaro quale sia stato il suo destino: sembra che sia arrivato a otto giri di distanza dal leader, ma non si sa quando sia andato effettivamente in pista... non quando sono partiti tutti gli altri, pare, in ogni caso.
Finalmente, comunque, c’è stata la vera e propria partenza. Tutto è andato per il meglio davanti, dove Hammiiii permetteva ai tifosi australiani di non sentire la mancanza di Webbiiii. Tutto è andato per il meglio anche dietro, dove Kamikaze Kid si è trasformato in un uragano e ha iniziato a trascinare con sé tutto ciò che trovava sulla sua strada. Alla fine il bilancio non è stato neanche così pessimo: a parte Feliiii e lo stesso kamikaze la cui gara è finita in mezzo ai prati nessun altro ha avuto alcun danno. Feliiii s’è messo a sbraitare non appena è sceso e c’era già gente che scommetteva sull’esito di un’ipotetica rissa tra lui e Kobyyyy. È inutile dire che non c’è stata nessuna rissa: Feliiii si è comportato come d’abitudine, e non si sa se la sua abitudine derivi dal fatto che appartiene alla categoria dei cosiddetti “nice-guy” sempre puccettosi e poco propensi a incazzarsi sul serio quando le cose vanno male o piuttosto che abbia l’abitudine di non scatenare risse per il semplice fatto che la maggior parte degli altri piloti sono il doppio di lui.
Direi però di abbandonare questi due eroi decaduti al proprio destino (anche se Feliiii ha fatto nuovamente parlare di sé in un secondo momento) e di concentrarci su quello che stava succedendo davanti, che è quello che effettivamente conta davvero.

No, ma dai, devo davvero concentrarmi su quello che è accaduto davanti, dove nessuno ha fatto danni epocali?
Va beh, riassumiamo in fretta:
- Princess Nico è andato in testa e non s’è più schiodato da lì;
- Ricciardo è risalito in seconda posizione e non s’è più schiodato da lì;
- Hamilton si è ritirato quando era in top-five e Vettel si è ritirato quando era nelle retrovie, entrambi per guasti talmente fulminei che non abbiamo fatto in tempo ad accorgerci che i due erano in gara;
- Magnus s’è sistemato al terzo posto e non s’è più schiodato da lì;
- Ferniiii non s’è più schiodato dalla quinta posizione in scia a Hulk, il che faceva tanto deja-vu della scorsa stagione (fino al provvidenziale secondo pit-stop, proprio come l’anno scorso).

Nei lunghi momenti di calma piatta e io e mio padre ci siamo lasciati andare ad alcune considerazioni. Nel giro di una ventina di minuti lui ha ipotizzato la possibilità che il mondiale fosse vinto da Ricciardo, Magnussen o Rosberg.
Poi abbiamo fatto alcune considerazioni sulla posizione attuale di un paio di ex campioni del mondo, e ci siamo ritrovati d’accordo sul fatto che uno non sembra nemmeno lo stesso pilota che un po’ di tempo fa è diventato campione del mondo [@te che stai pensando che io mi stia riferendo al tuo pilota preferito e che stai per metterti a polemizzare come al solito ritenendo le mie parole come un affronto personale contro di te: di ex campioni del mondo ce ne sono quattro e le probabilità che io stia parlando proprio del tuo idolo di cui sei follemente innamorato sono basse], mentre un altro che tempo fa è diventato campione del mondo tutto sommato potrebbe avere ancora qualcosa di positivo da regalarci [@te che stai pensando che io prima mi riferissi al tuo pilota preferito: pensa... c’è il 50% di probabilità che il pilota di cui sei follemente innamorato non sia nemmeno stato menzionato, in quel discorso]. NB. Prima di suscitare scontri tra team Kimi e team Ferni, i due piloti in questione NON sono compagni di squadra (ma uno dei due potrebbe essere uno dei due piloti sopra citati).

Bo77as intanto faceva una gara fenomenale... più o meno: risalito fino alla 6^ posizione, ha avuto un incontro con un muretto mentre tentava di attaccare Ferniiii (probabilmente Ferniiii porta con sé qualche gufo tascabile da utilizzare nei confronti dei suoi avversari), ha spiattellato una gomma e ha sparso detriti qua e là e, dopo l’ingresso della safety car durante il quale è avvenuto il famigerato pit-stop in branco, ma senza che nessuno perdesse ruote o che si schiantasse contro chi sopraggiungeva, si è ritrovato in fondo, ma senza nessuna voglia di rimanere in fondo. Risultato: tempo una quarantina di giri e ha ripreso Raikkonen, che aveva già superato prima del momento del romantico incontro col muretto.

Ogni tanto qualcuno è stato costretto all’abbandono, e tra loro c’erano le Lotus. Ne ho anche scambiata una per una Force India, a un certo punto.
Ho detto con mio padre: “Quello è Perez.” Non era Perez, ma Maldonado!

Alla fine tutto è andato nel modo preannunciato, tranne per Ricciardo: si era già scolato lo champagne di qualcun altro quando ha scoperto che, per un’irregolarità legata al consumo di benzina, era stato squalificato. Il piccolo Magnus è quindi risalito in seconda posizione, mentre terzo è giunto Jensiiii che si era ritrovato sempre al posto giusto nel momento giusto.

Per concludere avevo annunciato che sarei tornata sull’incidente al via. Bene, Feliiii ha postato su twitter, più o meno dieci o undici ore dopo l’incidente, delle foto dell’incidente stesso. Considerando che in Australia, dove si trovava, erano più o meno le quattro di notte, io non la trovo una cosa molto normale...

Risultato: 1) Rosberg (Mercedes), 2) Magnussen (McLaren), 3) Button (McLaren)
4) Alonso (Ferrari), 5) Bottas (Williams), 6) Hulkenberg (Force India), 7) Raikkonen (Ferrari), 8) Vergne (Toro Rosso), 9) Kvyat (Toro Rosso), 10) Perez (Force India); +1 giro: 11) Sutil (Sauber), 12) Gutierrez (Sauber), +2 giri: 13) Chilton (Marussia), NC. Bianchi (Marussia), RIT. Grosjean (Lotus), RIT. Maldonado (Lotus), RIT. Ericsson (Caterham), RIT. Vettel (Redbull), RIT. Hamilton (Mercedes), RIT. Massa (Williams), RIT. Kobayashi (Caterham), DSQ. Ricciardo (Redbull).

Guardando questa classifica con Chilton 13°, posso dire solo una cosa: KOBAYASHI, NON CE LA FACEVI PROPRIO A BUTTARNE FUORI ALTRI TRE?! ;-)

domenica 16 marzo 2014

GP Australia: vince Rosberg

Numero giri: 58.
Condizioni meteo: coperto, ma asciutto.
Pole position: Hamilton.
Griglia di partenza: Hamilton, Ricciardo, Rosberg, Magnussen, Alonso, Vergne, Hulkenberg, Kvyat, Massa, Button, Raikkonen, Vettel, Sutil, Kobayashi, Bottas, Perez, Chilton, Bianchi, Ericsson, Grosjean, Gutierrez, Maldonado.

Prima del via: Maldonado viene ammesso alla gara pur essendo fuori dal 107%, visti i tempi realizzati nelle prove libere del sabato; Grosjean partirà dalla pit-lane. Uscirà dai box in anticipo e per questo, prima ancora dell’inizio della gara, verrà già sanzionato con un drive-through da scontare nei primi tre giri.

Partenza... o almeno ci proviamo: quando scatta il giro di formazione Chilton rimane fermo e viene portato verso i box, quando sta per scattare la gara si accendono le luci gialle perché anche l’altra Marussia sta affrontando la stessa sorte, si fa un nuovo giro di formazione, la vettura di Bianchi viene condotta ai box e i giri di gara da 58 passano a 57.

Via: stavolta è la volta giusta, mentre davanti Hamilton e Magnussen fanno una partenza tutt’altro che buona e Rosberg prende il comando, nelle retrovie Kobayashi va a impattare contro il retrotreno della Ferrari di Raikkonen, che ne uscirà illesa, e ormai senza controllo travolgerà la Williams di Massa. I due escono di scena e successivamente Kobayashi ammetterà le proprie responsabilità nell’incidente (messo sotto indagine a fine gara, non sarà sanzionato.
I primi cinque, intanto, sono Rosberg, Ricciardo, Magnussen, Hamilton e Alonso. Dietro di loro inizia a risalire Hulkenberg che al secondo giro è già quarto.

Affidabilità: dal punto di vista dell’affidabilità cadono anche dei nomi illustri; si tratta di Hamilton, che va a parcheggiare ai box al quarto giro, e di Vettel che aveva già avuto dei problemi nelle fasi iniziali di gara e che un giro più tardi rispetto al pilota della Mercedes subisce la stessa sorte.

La prima rimonta di Bottas: il pilota della Williams, partito 15° per la sostituzione del cambio, ha mostrato fin da subito un ottimo passo gara; dopo il primo giro era già 10° e la sua rimonta ha proseguito nei giri successivi, tanto che si è ritrovato sesto all’ottavo giro, dopo un sorpasso su Raikkonen.
Proprio mentre è in scia ad Alonso, con cui è in lotta per il quinto posto, sfiora il muro al 10° giro e spiattella la posteriore destra. Riesce a rientrare ai box, mentre per togliere i detriti entra in scena la safety-car. Tutti rientrano ai box per la prima sosta in quei frangenti.

La seconda rimonta di Bottas: in una gara piuttosto tranquilla, il pilota della Williams fa ancora parlare di sé quando, dopo essere precipitato in 16^ posizione per l’incidente, al 19° giro è di nuovo in zona punti e prima ancora di metà gara è 9°. Al 36° giro supererà di nuovo Raikkonen.

Affidabilità: ci sono di nuovo dei problemi e stavolta (29°) è la volta di Ericsson, che rimane fermo a lato della pista. Seguiranno anche i ritiri delle Lotus di Maldonado (due giri più tardi) e Grosjean (a 12 giri dalla fine), al culmine di un weekend nero per il team di Enstone che, rispetto all’anno scorso, ha fatto molti passi indietro. Per onore di cronaca, i due erano entrambi fuori dalla top-ten al momento del ritiro.

Secondo giro di pit-stop: la seconda sosta avviene intorno al 35-40° giro per la maggior parte dei piloti e, a parte il fatto che Button rimonta alcune posizioni e che Alonso si ritrova davanti a Hulkenberg, dietro al quale era stato per tutta la gara, fino a quel momento, ben poco è cambiato. La top-ten è così composta: Rosberg, Ricciardo, Magnussen, Button, Alonso, Hulkenberg, Vergne, Bottas, Raikkonen, Kvyat.

Il finale: ancora una volta Bottas è inarrestabile e con il sorpasso su Vergne al 47° giro e su Hulkenberg al 51° risale in sesta posizione, mentre anche Raikkonen riesce finalmente a superare la Toro Rosso che lo precede.
Dopo qualche giro “infiammato” in cui il gap tra un sorprendente Ricciardo e un ancora più sorprendente Magnussen è piuttosto basso, la bandiera a scacchi congela finalmente le posizioni dando al pilota di casa la 2^ posizione, per ora...

Post-gara: per un’irregolarità legata al quantitativo di benzina consumata, Ricciardo viene squalificato, facendo sì che risalgano Magnussen al secondo e Button al terzo posto. Completano la top-ten Alonso, Bottas, Hulkenberg, Raikkonen, Vergne, Kvyat e Perez.
Chiudono doppiate di un giro le Sauber e di due giri l’unica Marussia superstite, quella di Chilton, che conquista una “storica” 13^ posizione.

Risultato
1. N.Rosberg  Mercedes  1:32:58.710 
2. K.Magnussen  McLaren  +26.777 
3. J.Button  McLaren  +30.027  +3.250
4. F.Alonso  Ferrari  +35.284  +5.257
5. V.Bottas  Williams  +47.639  +12.355
6. N.Hulkenberg  Force India  +50.718  +3.079
7. K.Raikkonen  Ferrari  +57.675  +6.957
8. J.Vergne  Toro Rosso  +1:00.441  +2.766
9. D.Kvyat  Toro Rosso  +1:03.585  +3.144
10. S.Perez  Force India  +1:25.916  +22.331
11. A.Sutil  Sauber  +1 Giro 
12. E.Gutiérrez  Sauber  +1 Giro 
13. M.Chilton  Marussia  +2 Giri 
RIT. J.Bianchi  Marussia  +8 Giri 
RIT. R.Grosjean  Lotus  +14 Giri 
RIT. P.Maldonado  Lotus  +28 Giri 
RIT. M.Ericsson  Caterham  +30 Giri 
RIT. S.Vettel  Red Bull  +54 Giri 
RIT. L.Hamilton  Mercedes  +55 Giri 
RIT. F.Massa  Williams  +57 Giri 
RIT. K.Kobayashi  Caterham  +57 Giri 
DSQ. D.Ricciardo  Red Bull

sabato 15 marzo 2014

GP Australia: Hamilton in pole position

Nel weekend del 16 marzo 2014 inizia quella che si prospetta come una stagione entusiasmante a causa delle molteplici modifiche regolamentari, e inizia con un venerdì in cui le Mercedes appaiono fin da subito come le vetture da battere.

Nel sabato pomeriggio di Melbourne le condizioni meteo sono variabili e già dalla prima manche di qualifiche la pioggia sigilla anzitempo i risultati. Dopo 18 minuti (anziché i 20 della Q1 dello scorso anno) escono di scena le Marussia di Chilton e Bianchi davanti alla Sauber di Gutierrez (che partirà ultimo per la sostituzione del cambio), alla Caterham del debuttante Ericsson e alle Lotus: Grosjean infatti ha fatto registrare l’ultimo tempo, dopo una performance ricca di fuori pista, mentre Maldonado non è riuscito nemmeno a fare un tempo. La Lotus, di fatto, da miglior team di seconda fascia nel 2013, in cui vinse la gara inaugurale, si sta rivelando il team in maggiore difficoltà.
È da riscontrare come la Caterham, in grande difficoltà per tutto il venerdì, sia riuscita a mandare una vettura in Q2.
Il miglior tempo in Q1 è stato realizzato dalla Redbull di Ricciardo davanti alla McLaren di Magnussen e alla Williams di Massa.

La pioggia è calata quando inizia la Q2, che anche quest’anno dura 15 minuti come negli anni scorsi. A causa del miglioramento delle condizioni della pista, fino alla fine i risultati cambiano molto in fretta e soltanto allo scadere del tempo si vede chi ha scelto il miglior momento per scendere in pista e chi no. Escono di scena, a grande sorpresa, la McLaren di Button (11°), la Ferrari di Raikkonen (12°) autore tra l’altro di un testacoda che ha portato all’esposizione delle bandiere gialle alla fine della Q2 (che di fatto ha condizionato almeno in parte i tempi dei piloti che avevano rimandato l’ingresso in pista) e la Redbull di Vettel (13°). Escono di scena anche la Sauber di Sutil (14°) e la Caterham di Kobayashi (15°), sorprendentemente davanti alla più performante Force India di Perez, che però è stato autore di un fuoripista nella fase finale della manche.

In Q3 la pioggia si era nuovamente intensificata tanto che, almeno per il primo tentativo, tutti sono scesi in pista con le full wet, nel secondo tentativo vari piloti sono passati alle intermedie, che non sempre si è dimostrata la soluzione ottimale.
Si è visto con chiarezza che la pole position si giocava tra le Mercedes e la Redbull superstite e alla fine è stato Hamilton a spuntarla sulle full wet, mentre il pilota di casa sulle intermedie si è dovuto accontentare della seconda posizione. In seconda fila scatteranno Rosberg e l’esordiente Magnussen della McLaren, davanti ad Alonso e Hulkenberg. In quarta fila si sono piazzate le Toro Rosso di Vergne e dell’altro esordiente Kvyat (autore di un incidente che non ha provocato l’esposizione delle bandiere gialle e di fatto è stato ininfluente sulle prestazioni altrui), mentre hanno chiuso la top-ten le Williams di Massa e Bottas, con quest’ultimo che sarà retrocesso di cinque posizioni per la sostituzione del cambio.

Risultato
1. L.Hamilton  Mercedes  01:44.231
2. D.Ricciardo  Red Bull  01:44.548
3. N.Rosberg  Mercedes  01:44.595
4. K.Magnussen  McLaren  01:45.745
5. F.Alonso  Ferrari  01:45.819
6. J.Vergne  Toro Rosso  01:45.864
7. N.Hulkenberg  Force India  01:46.030
8. D.Kvyat  Toro Rosso  01:47.368
9. F.Massa  Williams  01:48.079
10. V.Bottas  Williams  01:48.147 (+5: sostituzione cambio)
11. J.Button  McLaren  01:44.437
12. K.Raikkonen  Ferrari  01:44.494
13. S.Vettel  Red Bull  01:44.668
14. A.Sutil  Sauber  01:45.655
15. K.Kobayashi  Caterham  01:45.867
16. S.Perez  Force India  01:47.293
17. M.Chilton  Marussia  01:34.293
18. J.Bianchi  Marussia  01:35.794
19. E.Gutiérrez  Sauber  01:35.117 (+5: sostituzione cambio)
20. M.Ericsson  Caterham  01:35.157
21. R.Grosjean  Lotus  01:36.993
22. P.Maldonado  Lotus  no time

venerdì 14 marzo 2014

GP Australia - orari differite Rai

QUALIFICHE: sabato ore 13.55 su Raidue e RaiHD.
GARA: domenica ore 14.00 su Raiuno e RaiHD.

Per entrambi l'orario effettivo di inizio sono le 7.00.

giovedì 13 marzo 2014

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Rimpiango i bei tempi in cui, quando vedevo un casco che aveva qualcosa di particolare, fangirleggiavo invece di sentirmi scoraggiata e depressa.