Anno 1988, veniamo dal GP d'Italia che ha consegnato Jean-Louis Schlesser alla storia e a Estoril va in scena la quartultima prova del mondiale. Le McLaren dei championship contenders Alain Prost e Ayrton Senna si appropriano tanto per cambiare della prima fila, mentre i servizi di piatti di proprietà del team iniziano ad avere i brividi, pronti a raggiungere un punto di non ritorno. Stiamo per vivere una giornata che terminerà in polemica, o forse è meglio dire che sta per iniziare in polemica, ma vi invito a non lasciare che le polemiche definiscano questo gran premio. C'è molto di più, quindi preparatevi, perché oltre ai Prosenna soliti protagonisti c'è qualcuno che sta per dimostrare di conoscere perfettamente tutti i segreti del tracciato!
Si parte e Senna si prende la prima posizione, per una volta in cui non è partito dalla pole. Sembra staccare Prost ma non lo stacca abbastanza, in quanto questo al termine del primo giro lo affianca pronto a riprendersi la posizione. Senna tenta di spalmarlo contro al muretto, ma non riesce né in questa opera né in quella di conservare la posizione. Prost è leader e inizia a staccare il compagno di squadra, ricordandogli "io sono un futuro quattro volte campione del mondo, quindi ti conviene trattarmi come tale". Senna si ritrova inseguito da una vettura verde acqua, sulla quale un misterioso individuo afferma: "anch'io posso essere un potenziale quattro volte campione del mondo". Senna replica: "wtf?! sei solo un Ivan Capelli qualsiasi, uno che va forte su una vettura progettata da Adrian Newey ma che si rivelerà deludente in Ferrari."
Capelli pensa di meritare rispetto, specie alla luce del fatto che dopo avere deluso le aspettative guiderà la Jordan cioè la Force India cioè l'Aston Martin e si attacca agli scarichi di Senna. Completano la top-6 la Ferrari di Gerhard Berger, la Williams di Nigel Mansell (rientrato dopo avere avuto la varicella ed essere stato sostituito da Schlesser a Monza) e la March-Leyton House di Mauricio Gugelmin. La March che conta, al momento, è comunque quella di Capelli, che effettivamente come preannunciato sta negli scarichi di Senna e tenta l'attacco più di una volta. Il pilota McLaren sembra un po' in difficoltà, comunque per stargli dietro Capelli deve sicuramente andare like a boss. Poi, dopo un terzo di gara, lo supera like a boss e si porta in seconda posizione. È molto lontano da Prost, ma comunque è in seconda posizione, certe cose non succedono tutti i giorni.
Superato anche da Berger, Senna si ritrova quarto con Mansell negli scarichi e rimane a lungo quarto con Mansell negli scarichi e gli ricorda: "non fare casini proprio oggi, che è già successo un evento polemico insieme al mio amato compagno di squadra, non ho tempo per fare polemica anche con te e con i tuoi baffi". Il problema arriva, verso due terzi di gara, quando i due si ritrovano a dovere doppiare la vettura di Jonathan Palmahhhh. Non è ben chiaro che cosa accada esattamente dato che le inquadrature televisive non illustrano molto bene la scena, ma sembra ci sia un contatto tra i Sensell. Mansell si ritira, Senna rientra ai box e ne esce nelle zone basse della top-6, per l'esattezza in sesta posizione da terzo che si trovava. Mi rendo conto di avere scritto che era quarto, quindi credo sia doveroso fare un passo indietro: mi sono persa per strada il ritiro di Berger.
Le cause del ritiro di Berger in questo gran premio vengono spiegate da Murray Walker nell'introduzione degli highlight del gran premio seguente (Estoril l'ho visto intero, di Jerez ho trovato un extended highlight di circa 40 minuti): sembra che abbia urtato il pulsante dell'estintore interno e che il liquido gelido dell'estintore gli si sia sparso sulle gambe e in generale nell'abitacolo. A causa di questo danno, scivola sul pedale del freno e blocca le ruote, finendo in testacoda. Questo succede circa verso metà gara, quindi un bel po' prima della faccenda dei Sensell, che appunto si trovano terzo e quarto al momento del misfatto. Risale quindi in terza posizione, a quel punto, Michele Alboreto, risalito davanti a Gugelmin dopo una sosta del pilota March.
Intanto si avvicina la fine della gara, Prost sembra essere stato costretto a rallentare, dato che il suo margine nei confronti di Capelli si è notevolmente ridotto. Il pilota italiano, tuttavia, a sua volta guida una vettura che è meglio risparmiare, quindi si accontenta del secondo posto senza tentare nulla di folle. Alboreto nel frattempo sta per finire la benzina ed è costretto a rallentare proprio all'ultimo giro. Perde due posizioni, venendo classificato quinto dietro alla Benetton di Thierry Boutsen e alla Arrows di Derek Warwick, mentre Senna si porta a casa l'ultimo punto disponibile arrivando sesto. Va decisamente peggio a Gugelmin - perché sì, anche lui è importante e mi sembra doveroso nominarlo - che si ritira per un guasto al motore quando è intorno alla settima o ottava posizione.
Torniamo ai Prosenna, perché come anticipato il fattaccio accaduto a inizio gara è ragione di polemiche, nello specifico una delle prime polemiche serie tra i due, che iniziano a lanciarsi qualche piatto. Ron Dennis cerca di intervenire a fare da mediatore, con cose tipo "no, quelli sono i piatti del servizio che uso quando ho ospiti a cena, se proprio dovete tirarveli addosso usate quelli low-cost e quelli lì teneteli da parte per il prossimo anno." I Prosenna sono sulla stessa lunghezza d'(H)onda e nessun piatto di lusso viene distrutto a causa di questa polemica. I due arrivano a Jerez di nuovo in prima fila, ma a Jerez è Senna a procacciarsi la pole, cosa che comunque non gli è particolarmente utile dato che il compagno di squadra lo supera al via e anche Mansell in realtà fa la stessa cosa relegandolo al terzo posto.
Ancora una volta Prost si invola verso la leadership incontrastata della gara, mentre Senna deve vedersela di nuovo con Capelli! Anzi, in realtà è la Williams di Riccardo Patrese la vettura che si ritrova dietro nella prima parte di gara, ma poi Capelli, inseguito a sua volta dalla Benetton di Alessandro Nannini, supera Patrese e si porta dietro a Senna ricordandogli "se fossi nato in questo periodo invece che essere già in Formula 1, tra una ventina d'anni diventerei campione del mondo con la Redbull". Senna lo ignora, sperando di riuscire a tenerselo dietro: la cosa non succederà, Capelli lo supera, anche se poi un'amara realtà gli si butta addosso: il motore non ne vuole sapere di arrivare fino alla fine. Al momento del ritiro era terzo e chissà, magari sarebbe riuscito a salire sul podio, dimostrando di conoscere anche i segreti del tracciato spagnolo.
Veniamo a Mansell, che è secondo con un grande gap davanti e dietro, quindi rientra per cambiare gomme. Poco dopo anche Prost rientra a cambiare gomme, perché anche negli anni '80 c'è qualcosa che ricorda velatamente la nostra epoca. Senna, nel frattempo, perde la terza piazza a vantaggio di Nannini, quindi rientra ai box e su gomme nuove cerca di rimontare. Il suo intento riesce, ma si deve accontentare del quarto posto, con il podio che è effettivamente Prost/ Mansell/ Nannini. Patrese chiude quinto, mentre Berger ottiene il sesto posto e la Ferrari porta a casa un punto. Per come è iniziata la giornata - Berger e Alboreto in bassa top-ten e poi Alboreto ritirato per un guasto al motore - per la Rossa non è neanche andata tanto male, anche se non penso possa essere questa la principale storyline della giornata.
Vincendo i gran premi di Portogallo e Spagna, Prost è riuscito a rimanere in lotta per il titolo, situazione che non gli era per niente promettente di lì a qualche evento prima. Il mondiale, comunque, si sta avviando verso la fine della stagione. Vi ho già raccontato a suo tempo (in un post sui GP del Giappone del 1988, 1989 e 1990) come sia andato a finire il mondiale nell'evento seguente, adesso per completare il 1988 non resta che il solo GP d'Australia, che ovviamente intendo vedere e commentare. Specifico anche che nel finale di stagione 1988 finalmente i servizi di piatti in casa McLaren avranno un po' di tregua, in attesa del momento in cui non avranno più alcuna speranza, di cui peraltro vi ho già raccontato nelle scorse settimane. Per il momento non mi resta altro da fare che salutarvi e sperare che vi sia rimasto qualche messaggio di fondo da questo post, qualcosa tipo: #WeBelieveInCapelli.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
sabato 14 maggio 2022
venerdì 13 maggio 2022
Se Jean-Louis Schlesser avesse avuto i social media // GP Italia 1988
Immaginate un alternate universe in cui nel 1988 esistono i social media e immaginate di essere un certo sventurato individuo che per una volta pensava di potersi sentire un gran figo. Sono passati infatti ben cinque anni dalle sue tre mancate qualificazioni e adesso è in griglia al volante di una Williams, sostituto di Nigel Mansell assente per malattia. Un buon modo per festeggiare il suo quarantesimo compleanno, che sarà il lunedì dopo la gara.
La gara però sembrano farla i soliti due, le McLaren di Ayrton Senna e Alain Prost partono 1/2 e restano 1/2 dopo un accenno di duello nel corso del primo giro. Per gli altri piloti è chiaramente difficile svettare, anche se qualcuno prova a farsi notare con un testacoda al volante di una Minardi.
@LuisPerezSala: Oh my beloved Jane, sono in TV! e sotto un pannello pubblicitario della Candy. <3 E il pubblico invece di eleggermi come suo idolo sta anche a esporre cartelli dedicati ad Alex Caffi. :-////
Anche altri finiscono in testacoda, è il caso di Nelson Piquet, ma nevermind, la gara la fa chi è ancora in pista. Le Ferrari di Gerhard Berger e Michele Alboreto sono 3/4 da inizio gara e in un secondo momento si portano 5/6 entrambe le Arrows, quella di Eddie Cheever che già era quinto e quella di Derek Warwick che scavalca la Benetton di Thierry Boutsen.
A due terzi di gara, tuttavia, Prost si deve ritirare per un guasto al motore. Secondo il sito Statsf1, assiste alla fine della gara in compagnia della moglie di Ron Dennis, perché dopotutto di solito finisce sempre per litigare con i team principal, ma sembra andare molto d'accordo con le loro consorti.
Nel frattempo le Ferrari sono 2/3 e neanche tanto lontane da Senna. I ferraristi possono sognare. Dopotutto basta poco per fare doppietta, chissà, magari il salvifico intervento di un doppiato può cambiare le sorti della gara...
@AyrtonSennaTheGoat: A quel punto gli ho detto, avanti cosa aspetti, stendi il tappeto rosso. Non ha capito cosa intendevo. :-(((( Forse è perché non parliamo la stessa lingua, io proprio non capisco i francesi, specie quando cercano di comunicare con me senza tirarmi addosso servizi di piatti!
Il malcapitato Jean-Louis Schlesser, colui che l'indomani festeggia quarant'anni, a fine gara si comporta da vecchio saggio e, secondo Statsf1, va immediatamente a scusarsi con Senna per l'accaduto. Non perché Schlesser sia effettivamente colpevole dell'incidente, ma perché alla sua età gli è già chiaro il concetto che tutto quello che conta è portare a casa il setto nasale intatto.
Nel frattempo i Bergereto si sono involati verso la doppietta, mentre il pubblico di casa raggiunge l'estasi. Ha vinto il loro idolohhhh, secondo ha chiuso un tizio qualsiasi in tuta rossa e infine terzo l'americano di Roma. Warwick chiude quarto davanti alla March-Leyton House di Ivan Capelli, infine Boutsen completa la zona punti.
@GerhardBerger28: Trovo meraviglioso il fatto che siamo a casa di Alboreto che porta il 27, ma la gente sta acclamando me come se anche noi numeri 28 per un giorno fossimo dei very fighy! *-* Nei momenti come questi penso che non mi manchi niente, anche se sono certo che la mia vita migliorerebbe se avessi come compagno di squadra un francese con gli occhi azzurri che emanano iella.
La giornata finisce così, con una striscia di undici vittorie della McLaren che viene interrotta con mestizia a due giri dalla fine. Mancano ancora quattro gran premi alla fine della stagione (Portogallo, Spagna Giappone e Australia - ebbene sì, al prossimo appuntamento, quello di Estoril, ci sarà un mezzo lancio di piatti) e la scuderia di Woking può puntare alla vittoria in tutti e quattro, ma niente da fare, l'idea di vincere tutte le gare della stagione ormai è un sogno svanito.
Mi viene da chiedermi come possa sentirsi Alboreto quando accade lo Schlesser-gate e lui ha Berger davanti di qualche secondo, se invochi per un attimo che un evento random levi di mezzo il suo compagno di squadra, ma per non disturbare i ferraristi di oggi che in gran parte lo ignorano direi che è il caso di smettere di parlare di Alboreto! Andiamo quindi verso la fine, quella vera.
Immaginate di essere Schlesser, adesso, ma di avere i social. Immaginate di essere un povero sventurato che alla vigilia del suo quarantesimo compleanno, mentre esclamava "guarda mamma, mi stanno inquadrando in TV!" si è visto piovere addosso il leader del mondiale. Immaginate di aprire il vostro profilo e di accorgervi di avere migliaia di notifiche. Buona parte di queste notifiche sono insulti dei vostri detrattori che fino a pochi istanti fa non sapevamo nemmeno della vostra esistenza.
Immaginate che si parlerà per voi di anni e anni e che quando uscirà il vostro nome la gente dirà: "quello Schlesser lì riceve fin troppo pochi insulti per quello che è successo, non vi sentite in colpa quando vi comportate in modo costruttivo invece di bullizzarlo sui social?" Allora tanta gente si renderà conto di quanto sia sbagliato ignorare Schlesser e correrà a riempirlo di insulti, in attesa del giorno in cui ci sarà un ravvedimento collettivo e la gente inizierà a chiedersi: "perché sono nato fanboy quando potevo nascere cane-commissario di percorso?"
La gara però sembrano farla i soliti due, le McLaren di Ayrton Senna e Alain Prost partono 1/2 e restano 1/2 dopo un accenno di duello nel corso del primo giro. Per gli altri piloti è chiaramente difficile svettare, anche se qualcuno prova a farsi notare con un testacoda al volante di una Minardi.
@LuisPerezSala: Oh my beloved Jane, sono in TV! e sotto un pannello pubblicitario della Candy. <3 E il pubblico invece di eleggermi come suo idolo sta anche a esporre cartelli dedicati ad Alex Caffi. :-////
Anche altri finiscono in testacoda, è il caso di Nelson Piquet, ma nevermind, la gara la fa chi è ancora in pista. Le Ferrari di Gerhard Berger e Michele Alboreto sono 3/4 da inizio gara e in un secondo momento si portano 5/6 entrambe le Arrows, quella di Eddie Cheever che già era quinto e quella di Derek Warwick che scavalca la Benetton di Thierry Boutsen.
A due terzi di gara, tuttavia, Prost si deve ritirare per un guasto al motore. Secondo il sito Statsf1, assiste alla fine della gara in compagnia della moglie di Ron Dennis, perché dopotutto di solito finisce sempre per litigare con i team principal, ma sembra andare molto d'accordo con le loro consorti.
Nel frattempo le Ferrari sono 2/3 e neanche tanto lontane da Senna. I ferraristi possono sognare. Dopotutto basta poco per fare doppietta, chissà, magari il salvifico intervento di un doppiato può cambiare le sorti della gara...
@AyrtonSennaTheGoat: A quel punto gli ho detto, avanti cosa aspetti, stendi il tappeto rosso. Non ha capito cosa intendevo. :-(((( Forse è perché non parliamo la stessa lingua, io proprio non capisco i francesi, specie quando cercano di comunicare con me senza tirarmi addosso servizi di piatti!
Il malcapitato Jean-Louis Schlesser, colui che l'indomani festeggia quarant'anni, a fine gara si comporta da vecchio saggio e, secondo Statsf1, va immediatamente a scusarsi con Senna per l'accaduto. Non perché Schlesser sia effettivamente colpevole dell'incidente, ma perché alla sua età gli è già chiaro il concetto che tutto quello che conta è portare a casa il setto nasale intatto.
Nel frattempo i Bergereto si sono involati verso la doppietta, mentre il pubblico di casa raggiunge l'estasi. Ha vinto il loro idolohhhh, secondo ha chiuso un tizio qualsiasi in tuta rossa e infine terzo l'americano di Roma. Warwick chiude quarto davanti alla March-Leyton House di Ivan Capelli, infine Boutsen completa la zona punti.
@GerhardBerger28: Trovo meraviglioso il fatto che siamo a casa di Alboreto che porta il 27, ma la gente sta acclamando me come se anche noi numeri 28 per un giorno fossimo dei very fighy! *-* Nei momenti come questi penso che non mi manchi niente, anche se sono certo che la mia vita migliorerebbe se avessi come compagno di squadra un francese con gli occhi azzurri che emanano iella.
La giornata finisce così, con una striscia di undici vittorie della McLaren che viene interrotta con mestizia a due giri dalla fine. Mancano ancora quattro gran premi alla fine della stagione (Portogallo, Spagna Giappone e Australia - ebbene sì, al prossimo appuntamento, quello di Estoril, ci sarà un mezzo lancio di piatti) e la scuderia di Woking può puntare alla vittoria in tutti e quattro, ma niente da fare, l'idea di vincere tutte le gare della stagione ormai è un sogno svanito.
Mi viene da chiedermi come possa sentirsi Alboreto quando accade lo Schlesser-gate e lui ha Berger davanti di qualche secondo, se invochi per un attimo che un evento random levi di mezzo il suo compagno di squadra, ma per non disturbare i ferraristi di oggi che in gran parte lo ignorano direi che è il caso di smettere di parlare di Alboreto! Andiamo quindi verso la fine, quella vera.
@CaneDiMonza: Visto che c'è gente strana in giro, tipo un commissario intervenuto con la sigaretta in bocca che non dà il buon esempio ai bambini, sono venuto a controllare la situazione. Formulino could never... :-P
Immaginate di essere Schlesser, adesso, ma di avere i social. Immaginate di essere un povero sventurato che alla vigilia del suo quarantesimo compleanno, mentre esclamava "guarda mamma, mi stanno inquadrando in TV!" si è visto piovere addosso il leader del mondiale. Immaginate di aprire il vostro profilo e di accorgervi di avere migliaia di notifiche. Buona parte di queste notifiche sono insulti dei vostri detrattori che fino a pochi istanti fa non sapevamo nemmeno della vostra esistenza.
Immaginate che si parlerà per voi di anni e anni e che quando uscirà il vostro nome la gente dirà: "quello Schlesser lì riceve fin troppo pochi insulti per quello che è successo, non vi sentite in colpa quando vi comportate in modo costruttivo invece di bullizzarlo sui social?" Allora tanta gente si renderà conto di quanto sia sbagliato ignorare Schlesser e correrà a riempirlo di insulti, in attesa del giorno in cui ci sarà un ravvedimento collettivo e la gente inizierà a chiedersi: "perché sono nato fanboy quando potevo nascere cane-commissario di percorso?"
giovedì 12 maggio 2022
Estate 1988: le quattro vittorie consecutive di Senna
Ci siamo lasciati con il 1988 al GP di Francia con un intenso duello per la vittoria tra la Royal Couple, culminato con la vittoria di Prost. Oggi parliamo di quando Senna ha ripreso like a boss la sua scalata verso il mondiale vincendo ben quattro gran premi dietro fila, in pratica quasi tutta la stagione estiva europea. Niente male per un aspirante lanciatore di piatti, ma siamo nel 1988 e i Prosenna ancora non si lanciano piatti. Spostiamoci quindi subito in Gran Bretagna dove il meteo lascia moooolto desiderare. Non è l'unica cosa che lascia desiderare a Silverstone, specie i tifosi ferraristi: Berger e Alboreto monopolizzano la prima fila. E poi niente, la gara parte e Senna si porta in testa. Se non altro se la devono vedere con una sola McLaren, perché Prost parte al rallenty e poi ha anche problemi alla vettura tanto da precipitare nelle retrovie dove resterà fino al momento del suo ritiro. Anche per la Ferrari è una gara di sofferenza, i Bergereto (ma sì, inventiamo ship name per abbellire il post!) uno dopo l'altro perdono posizioni, tanto che poi Berger chiude fuori dai punti e Alboreto chiude anzitempo. Si classifica secondo Mansell, completa il podio Nannini, dopo una gara si maltempo da inizio a fine. Gugelmin, Piquet e Warwick completano la top-6 e Gugelmin va a punti per la prima volta nella stagione.
Si passa a Hockenheim per il GP di Germania, ancora una volta maltempo, ma stavolta sono le McLaren a partire in prima fila. Si segnala che, in assenza di Salazar, Piquet si dà la zappa sui piedi da solo uscendo al primo giro dopo avere tentato una partenza sulle slick ed essere finito in testacoda. In alta classifica invece Senna mantiene la leadership dalla pole, Prost scivola quarto dietro a Berger e Nannini, ma è solo una formalità, riuscirà a riprendersi il secondo posto senza problemi. Mentre Senna procede like a boss e Prost a un certo punto decide di guidareda aspirante quattro volte campione del mondo concedendosi una "sbinnata" senza conseguenze in termini di posizioni, Berger e Nannini conservano a lungo il terzo e il quarto posto. Il ferrarista porta anche a casa il suddetto terzo posto, mentre va peggio al pilota Benetton, che invece è costretto a fermarsi ai box per un guasto verso la fine della gara lasciando la quarta piazza ad Alboreto. Completano la zona punti Capelli insieme ai suoi segreti del tracciato e Boutsen. Specifico a questo punto che queste due gare le ho viste per intero su Youtube, mentre ho dovuto accontentarmi di highlight di 30/40 minuti sia per la gara dell'Ungheria sia per quella del Belgio, entrambe disputate finalmente sull'asciutto.
La gara dell'Hungaroring vede di nuovo Senna partire nuovamente alla pole. Il suo compare invece parte qualche fila più indietro, così che Mansell, Patrese e Boutsen riescono a occupare per un certo tratto le prime tre posizioni. Mansell però esce di pista, mentre Patrese ha un problema che gli costa la sosta ai box. Boutsen risale secondo, ma poi Prost lo raggiunge e lo supera portandosi secondo. Non solo, si avvicina anche notevolmente a Senna, arrivandogli negli scarichi mentre sono impegnati a doppiare monoposto altrui. C'è anche un breve ma intenso duello, in cui Prost si porta davanti, per poi essere controsorpassato un momento più tardi. Chiudono la gara con mezzo secondo di gap, mentre Boutsen giunge terzo a debita distanza e la zona punti viene completata da Berger, Gugelmin Patrese. Tutto sommato gara fascinosa, altro che la noia perché le McLaren sono sempre 1/2. Mi rendo conto che dalla prospettiva del tifoso di altri team può apparire una seccatura, ma credo bisognerebbe imparare ad apprezzare quello che si ha e vedere i Prosenna lottare per vittorie e titoli è tanta roba. Per tornare all'evento in sé, lo ribadisco, niente male, l'Hungaroring è il classico esempio di circuito poco memorabile talora sede di eventi memorabili.
La gara successiva del Belgio è meno movimentata, con un fugace tentativo di Prost di involarsi in testa, stroncato sul nascere da Senna che poi passa tutta la gara in testa, ben davanti al compagno di squadra. Le Ferrari sono 3/4 al primo giro, ma Berger si ritira subito e Alboreto a gara inoltrata, lasciando 3/4 le Benetton di Boutsen e Nannini... che però non conoscono i segreti del tracciato! In un secondo momento infatti vengono squalificati per utilizzo di carburante irregolare e la terza piazza viene quindi assegnata alla March-Leyton House di Capelli. Si tratta del suo primo podio, nonostante non sia salito fisicamente sul podio. Risalgono quarto Piquet (a un certo punto impegnato a duellare con il compagno di squadra Nakajima, poi ritirato) e 5/6 le Arrows di Warwick e Cheever. In classifica piloti Senna è ormai in testa quando mancano cinque gare al termine della stagione, segno che le sue quattro vittorie di fila hanno lasciato il segno. Magari in questo momento storico sta anche aspettando con ansia che arrivi il successivo gran premio per puntare a una quinta vittoria... ma non andrà così. Il gran premio seguente è infatti quello di Monza, nel quale immagino sappiate che cosa sia accaduto. Se così non fosse, a tempo debito ve ne parlerò.
Si passa a Hockenheim per il GP di Germania, ancora una volta maltempo, ma stavolta sono le McLaren a partire in prima fila. Si segnala che, in assenza di Salazar, Piquet si dà la zappa sui piedi da solo uscendo al primo giro dopo avere tentato una partenza sulle slick ed essere finito in testacoda. In alta classifica invece Senna mantiene la leadership dalla pole, Prost scivola quarto dietro a Berger e Nannini, ma è solo una formalità, riuscirà a riprendersi il secondo posto senza problemi. Mentre Senna procede like a boss e Prost a un certo punto decide di guidareda aspirante quattro volte campione del mondo concedendosi una "sbinnata" senza conseguenze in termini di posizioni, Berger e Nannini conservano a lungo il terzo e il quarto posto. Il ferrarista porta anche a casa il suddetto terzo posto, mentre va peggio al pilota Benetton, che invece è costretto a fermarsi ai box per un guasto verso la fine della gara lasciando la quarta piazza ad Alboreto. Completano la zona punti Capelli insieme ai suoi segreti del tracciato e Boutsen. Specifico a questo punto che queste due gare le ho viste per intero su Youtube, mentre ho dovuto accontentarmi di highlight di 30/40 minuti sia per la gara dell'Ungheria sia per quella del Belgio, entrambe disputate finalmente sull'asciutto.
La gara dell'Hungaroring vede di nuovo Senna partire nuovamente alla pole. Il suo compare invece parte qualche fila più indietro, così che Mansell, Patrese e Boutsen riescono a occupare per un certo tratto le prime tre posizioni. Mansell però esce di pista, mentre Patrese ha un problema che gli costa la sosta ai box. Boutsen risale secondo, ma poi Prost lo raggiunge e lo supera portandosi secondo. Non solo, si avvicina anche notevolmente a Senna, arrivandogli negli scarichi mentre sono impegnati a doppiare monoposto altrui. C'è anche un breve ma intenso duello, in cui Prost si porta davanti, per poi essere controsorpassato un momento più tardi. Chiudono la gara con mezzo secondo di gap, mentre Boutsen giunge terzo a debita distanza e la zona punti viene completata da Berger, Gugelmin Patrese. Tutto sommato gara fascinosa, altro che la noia perché le McLaren sono sempre 1/2. Mi rendo conto che dalla prospettiva del tifoso di altri team può apparire una seccatura, ma credo bisognerebbe imparare ad apprezzare quello che si ha e vedere i Prosenna lottare per vittorie e titoli è tanta roba. Per tornare all'evento in sé, lo ribadisco, niente male, l'Hungaroring è il classico esempio di circuito poco memorabile talora sede di eventi memorabili.
La gara successiva del Belgio è meno movimentata, con un fugace tentativo di Prost di involarsi in testa, stroncato sul nascere da Senna che poi passa tutta la gara in testa, ben davanti al compagno di squadra. Le Ferrari sono 3/4 al primo giro, ma Berger si ritira subito e Alboreto a gara inoltrata, lasciando 3/4 le Benetton di Boutsen e Nannini... che però non conoscono i segreti del tracciato! In un secondo momento infatti vengono squalificati per utilizzo di carburante irregolare e la terza piazza viene quindi assegnata alla March-Leyton House di Capelli. Si tratta del suo primo podio, nonostante non sia salito fisicamente sul podio. Risalgono quarto Piquet (a un certo punto impegnato a duellare con il compagno di squadra Nakajima, poi ritirato) e 5/6 le Arrows di Warwick e Cheever. In classifica piloti Senna è ormai in testa quando mancano cinque gare al termine della stagione, segno che le sue quattro vittorie di fila hanno lasciato il segno. Magari in questo momento storico sta anche aspettando con ansia che arrivi il successivo gran premio per puntare a una quinta vittoria... ma non andrà così. Il gran premio seguente è infatti quello di Monza, nel quale immagino sappiate che cosa sia accaduto. Se così non fosse, a tempo debito ve ne parlerò.
mercoledì 11 maggio 2022
Ho visto il documentario 'Gilles Villeneuve - l'Aviatore', le mie impressioni
Ieri sera ho visto il documentario su Gilles Villeneuve trasmesso su Raidue in prima serata e sono qui per condividere le mie impressioni in proposito. È durato circa due ore/ due ore e un quarto e c'erano diverse testimonianze, tra cui quelle di alcuni piloti vintage, ovvero Jody Scheckter, René Arnoux e Bruno Giacomelli. Il documentario ripercorreva di fatto tutta la carriera di Villeneuve in Formula 1, fin dall'esordio in McLaren sulla terza vettura nel GP di Gran Bretagna 1977, per poi proseguire con la sua carriera in Ferrari tra fine 1977 e 1982. L'ho trovato molto interessante, mi è sembrato ben fatto, sono felicissima che ci sia stato qualcosa a tematica motori sulla Rai... e niente, i momenti in cui parlava Arnoux sono stati i miei preferiti in assoluto. Peraltro mi è sembrato che avesse sempre gli occhi che gli brillavano e che parlare di Villeneuve lo facesse sorridere: Arneuve vibes.
Oltre ai dettagli su gare ed eventi particolari ci sono stati alcuni dettagli random a fare da contorno. Tipo si è parlato del fatto che durante i weekend di gara Villeneuve e Arnoux avessero l'abitudine di pranzare insieme. Oppure che Villeneuve alla guida del proprio elicottero ne combinasse di tutti i colori, guidandolo in maniera abbastanza discutibile: è stato raccontato un episodio piuttosto pittoresco in cui apparentemente si sarebbe messo a fare acrobazie sull'elicottero davanti alla finestra di una stanza d'albergo nella quale Niki Lauda dormiva insieme alla moglie, terrorizzando la signora Marlene. Sia un'ex addetta stampa della Ferrari sia Jody Scheckter hanno raccontato di esserci stati, a bordo del suo elicottero, e di essersi rifiutati di tornarci una seconda volta - di Scheckter lo sapevo, molti anni fa avevo letto che avevano rischiato di precipitare con l'elicottero.
Si è parlato del fatto agli albori della sua carriera di fatto vivesse a bordo di un camper insieme alla moglie, ai figli (che immagino avessero conoscenze soltanto molto vaghe del concetto di "frequentare la scuola") e al cane. Poi si è parlato del design del suo casco, rimasto inalterato per tutta la durata della sua carriera, e del fatto che un tempo i piloti non si cambiassero casco ogni tre per due. Purtroppo non è stato fatto alcun accenno ai colori creativi delle tute indossate ai tempi, comunque nel corso della sua carriera in Formula 1 sembra che Villeneuve ne abbia portate di tre colori diversi, inizialmente di un colore che non saprei definire con chiarezza, forse color salmone (o color mattone, o color terra di Siena), poi rossa, infine beige. Tra parentesi, troverei estremamente stylish se anche i piloti di oggi indossassero tute di colori creativi, come accadeva nei vecchi tempi, ma rimane soltanto un sogno proibito.
Veniamo adesso alla parte più strettamente legata a singole gare o episodi accaduti nelle gare stesse, perché sinceramente, se mi è concesso fare una piccola critica ai contenuti, credo che il punto dolente sia un po' questo. Non fraintendetemi, è stato tutto molto accurato, non mi sembra di avere notato nulla che fosse fuori posto, e può permettere tranquillamente di far conoscere la storia di Villeneuve in Formula 1 a chi ha le idee abbastanza vaghe in proposito e ha magari in mente dei singoli eventi, ma in maniera abbastanza decontestualizzata (ad esempio, chi è a conoscenza del famoso duello del GP di Francia 1979 o del giro su tre ruote al GP d'Olanda, ma che ha le idee ben poco chiare su tutto il resto). Lo dico in modo più chiaro e diretto: vedendo il documentario si possono scoprire tanti dettagli interessanti sul periodo 1977/1982... ma a una condizione: avere soltanto idee molto vaghe a proposito di cosa sia successo in quegli anni.
La prospettiva di noi "nerd" del motorsport, invece, qual è? Facendo due rapidi calcoli, credo di avere visto, in formato integrale o almeno a livello di extended highlight se la versione integrale era introvabile, *tutte* le gare di quell'epoca con l'eccezione di una che ancora mi manca, scrivendo nei mesi scorsi una recensione più o meno estesa di quasi tutte per questo blog (di quelle che ho visto, se ho fatto bene i calcoli, dovrebbero essercene tre che non ho ancora recensito, cosa che prima o poi farò). Ho seguito con attenzione e interesse il documentario, ma sempre immaginando, ogni volta che si parlava di uno specifico evento o argomento, dove si andasse a parare subito dopo. Si parla moltissimo di episodi ben noti (il mio preferito? probabilmente la faccenda del doppio alettone di Long Beach - non a caso l'ho inserito anche nel collage insieme alle tonalità delle tute e al podio del GP del Canada 1978), ma appunto, solo di quelli, senza vere e proprie curiosità meno note.
Ammetto che, pur avendo apprezzato molto questo documentario, probabilmente l'avrei apprezzato maggiormente se, dopo averlo visto, ne avessi effettivamente saputo qualcosa in più rispetto a prima, dal punto di vista strettamente attinente a quanto accaduto in pista, invece di assistere a una sorta di ripasso di fatti che già conoscevo, con una sola eccezione che penso non sapesse nessuno. L'unica cosa veramente "in più" (riferita mi pare dall'ex addetta stampa), infatti, è abbastanza inquietante e riguarda il GP del Giappone 1977 (quello che non ho ancora visto, per tornare al discorso di prima): nell'incidente in cui Villeneuve è decollato sulla vettura di Peterson, cappottando nell'area non autorizzata dove si trovavano vari fotografi, non ci sarebbero state solo due vittime come dai bilanci ufficiali, ma addirittura sette, realtà che sarebbe stata insabbiata a quanto ho capito dal circuito stesso.
Finisce così la mia recensione. Se avete visto il documentario spero che anche voi l'abbiate trovato interessante, se invece non l'avete ancora visto, ve lo consiglio. So che è presente su Raiplay, ma penso ci voglia un account per vederlo (non so esattamente come funzioni, una volta so che anche senza iscrizione era possibile vedere i programmi dell'ultima settimana, ma non so se sia ancora così, perché sono passati anni dall'ultima volta in cui l'ho fatto). Per oggi vi saluto, spero che abbiate apprezzato il mio post e direi che non ho più nulla da aggiungere. Anzi sì, effettivamente una cosa da aggiungere ce l'ho ed è che mi dispiace che non sia stato minimamente accennato al fatto che Villeneuve abbia suonato il pianoforte allo sciopero dei piloti a Kyalami. In realtà non si è parlato per niente dello sciopero di Kyalami, come se non fosse mai accaduto, il che mi è dispiaciuto ancora di più, perché è indubbiamente una delle cose più pittoresche che siano accadute non in pista in quegli anni!
Oltre ai dettagli su gare ed eventi particolari ci sono stati alcuni dettagli random a fare da contorno. Tipo si è parlato del fatto che durante i weekend di gara Villeneuve e Arnoux avessero l'abitudine di pranzare insieme. Oppure che Villeneuve alla guida del proprio elicottero ne combinasse di tutti i colori, guidandolo in maniera abbastanza discutibile: è stato raccontato un episodio piuttosto pittoresco in cui apparentemente si sarebbe messo a fare acrobazie sull'elicottero davanti alla finestra di una stanza d'albergo nella quale Niki Lauda dormiva insieme alla moglie, terrorizzando la signora Marlene. Sia un'ex addetta stampa della Ferrari sia Jody Scheckter hanno raccontato di esserci stati, a bordo del suo elicottero, e di essersi rifiutati di tornarci una seconda volta - di Scheckter lo sapevo, molti anni fa avevo letto che avevano rischiato di precipitare con l'elicottero.
Si è parlato del fatto agli albori della sua carriera di fatto vivesse a bordo di un camper insieme alla moglie, ai figli (che immagino avessero conoscenze soltanto molto vaghe del concetto di "frequentare la scuola") e al cane. Poi si è parlato del design del suo casco, rimasto inalterato per tutta la durata della sua carriera, e del fatto che un tempo i piloti non si cambiassero casco ogni tre per due. Purtroppo non è stato fatto alcun accenno ai colori creativi delle tute indossate ai tempi, comunque nel corso della sua carriera in Formula 1 sembra che Villeneuve ne abbia portate di tre colori diversi, inizialmente di un colore che non saprei definire con chiarezza, forse color salmone (o color mattone, o color terra di Siena), poi rossa, infine beige. Tra parentesi, troverei estremamente stylish se anche i piloti di oggi indossassero tute di colori creativi, come accadeva nei vecchi tempi, ma rimane soltanto un sogno proibito.
Veniamo adesso alla parte più strettamente legata a singole gare o episodi accaduti nelle gare stesse, perché sinceramente, se mi è concesso fare una piccola critica ai contenuti, credo che il punto dolente sia un po' questo. Non fraintendetemi, è stato tutto molto accurato, non mi sembra di avere notato nulla che fosse fuori posto, e può permettere tranquillamente di far conoscere la storia di Villeneuve in Formula 1 a chi ha le idee abbastanza vaghe in proposito e ha magari in mente dei singoli eventi, ma in maniera abbastanza decontestualizzata (ad esempio, chi è a conoscenza del famoso duello del GP di Francia 1979 o del giro su tre ruote al GP d'Olanda, ma che ha le idee ben poco chiare su tutto il resto). Lo dico in modo più chiaro e diretto: vedendo il documentario si possono scoprire tanti dettagli interessanti sul periodo 1977/1982... ma a una condizione: avere soltanto idee molto vaghe a proposito di cosa sia successo in quegli anni.
La prospettiva di noi "nerd" del motorsport, invece, qual è? Facendo due rapidi calcoli, credo di avere visto, in formato integrale o almeno a livello di extended highlight se la versione integrale era introvabile, *tutte* le gare di quell'epoca con l'eccezione di una che ancora mi manca, scrivendo nei mesi scorsi una recensione più o meno estesa di quasi tutte per questo blog (di quelle che ho visto, se ho fatto bene i calcoli, dovrebbero essercene tre che non ho ancora recensito, cosa che prima o poi farò). Ho seguito con attenzione e interesse il documentario, ma sempre immaginando, ogni volta che si parlava di uno specifico evento o argomento, dove si andasse a parare subito dopo. Si parla moltissimo di episodi ben noti (il mio preferito? probabilmente la faccenda del doppio alettone di Long Beach - non a caso l'ho inserito anche nel collage insieme alle tonalità delle tute e al podio del GP del Canada 1978), ma appunto, solo di quelli, senza vere e proprie curiosità meno note.
Ammetto che, pur avendo apprezzato molto questo documentario, probabilmente l'avrei apprezzato maggiormente se, dopo averlo visto, ne avessi effettivamente saputo qualcosa in più rispetto a prima, dal punto di vista strettamente attinente a quanto accaduto in pista, invece di assistere a una sorta di ripasso di fatti che già conoscevo, con una sola eccezione che penso non sapesse nessuno. L'unica cosa veramente "in più" (riferita mi pare dall'ex addetta stampa), infatti, è abbastanza inquietante e riguarda il GP del Giappone 1977 (quello che non ho ancora visto, per tornare al discorso di prima): nell'incidente in cui Villeneuve è decollato sulla vettura di Peterson, cappottando nell'area non autorizzata dove si trovavano vari fotografi, non ci sarebbero state solo due vittime come dai bilanci ufficiali, ma addirittura sette, realtà che sarebbe stata insabbiata a quanto ho capito dal circuito stesso.
Finisce così la mia recensione. Se avete visto il documentario spero che anche voi l'abbiate trovato interessante, se invece non l'avete ancora visto, ve lo consiglio. So che è presente su Raiplay, ma penso ci voglia un account per vederlo (non so esattamente come funzioni, una volta so che anche senza iscrizione era possibile vedere i programmi dell'ultima settimana, ma non so se sia ancora così, perché sono passati anni dall'ultima volta in cui l'ho fatto). Per oggi vi saluto, spero che abbiate apprezzato il mio post e direi che non ho più nulla da aggiungere. Anzi sì, effettivamente una cosa da aggiungere ce l'ho ed è che mi dispiace che non sia stato minimamente accennato al fatto che Villeneuve abbia suonato il pianoforte allo sciopero dei piloti a Kyalami. In realtà non si è parlato per niente dello sciopero di Kyalami, come se non fosse mai accaduto, il che mi è dispiaciuto ancora di più, perché è indubbiamente una delle cose più pittoresche che siano accadute non in pista in quegli anni!
martedì 10 maggio 2022
W Series 2022: l'apertura della stagione a Miami
Parliamo di W Series? Sì, parliamo di W Series, dopo che il campionato è iniziato con un double header a Miami. La griglia di partenza di questa stagione è: Beitske Visser e Emely De Heus con Sirin Racing, Fabienne Wohlwend e Marta Garcia con Cordao Team, Emma Kimilainen e Tereza Babickova con Puma Team, Chloe Chambers e Jamie Chadwick con Jenner Racing, Bianca Bustamante e Juju Noda con Academy Team, Jessica Hawkins e Alice Powell con Click2Drive Bristol Street Motors Racing, Belen Garcia e Nerea Martì con Quantfury Team, Sarah Moore e Abbie Eaton con Scuderia W infine Abbi Pulling e Bruna Tomaselli con Racing X. Eaton è stata annunciata poco prima dell'inizio della stagione, evidentemente dopo essere guarita dal suo infortunio nella scorsa stagione, mentre Ayla Agren è stata scelta come riserva.
Il weekend, essendo un double header, ha visto una sola sessione di qualifiche, in cui il miglior tempo decretava la griglia della gara del sabato e il secondo miglior tempo quello della gara della domenica. La griglia di partenza di Gara 1 è stata la seguente:
Martì - Chadwick
Powell - Kimilainen
Wohlwend - Hawkins
B.Garcia - Moore
Pulling - M.Garcia
Chambers - Visser
Eaton - Tomaselli
De Heus - Babickova
Bustamante - Noda
Risultati in linea con le aspettative o sorprendenti? Non saprei dire, ormai non riesco più a capire, in questo campionato, cosa sia sorprendente e che cosa sia invece la prassi. Resta il fatto che la Martì sembrava l'unica possibilità per non assistere a una parata trionfale della due volte campionessa che punta a diventare infinite volte campionessa di questa serie. Martì ha però avuto, come varie altre presenti, una partenza "stile Webber" nel rallenty più totale, segno che le vetture continuano a stallare ogni tre per due, e Chadwick si è portata in testa a una gara nella quale la prima a uscire di scena è stata la sua avversaria della passata stagione, Powell, che è finita a muro, facendo entrare la safety car e poi esporre la bandiera rossa.
Siamo rimaste con Chadwick in testa alla gara ed effettivamente ci siamo ritrovate - stando almeno agli highlight - con Chadwick ancora in testa alla gara, mentre indicativamente a centro gruppo un incidente tra Eaton e Wohlwend, per cui quest'ultima è stata riconosciuta responsabile e penalizzata di cinque posizioni sulla griglia della seconda gara, scendendo al decimo posto, ha messo fine alla gara di entrambe e fatto entrare di nuovo la safety car. Nella parte finale della gara Kimilainen sembrava sul punto di potere lottare per la vittoria, è stata anche in testa alla gara, ma non era destinata a portare a casa né la vittoria né la seconda posizione, finendo in testacoda dopo un contatto con M.Garcia mentre lottavano per la seconda posizione. La Garcia ha quindi ottenuto il podio, per il momento.
Per il momento nel senso che la mattina del giorno seguente è stata penalizzata perdendo numerose posizioni. Hawkins che aveva concluso terza è risalita quindi seconda e Visser che non è salita fisicamente sul podio risulta terza classificata, con a seguire Pulling, Tomaselli, Martì, B.Garcia, Moore, Bustamante e De Heus a completare la zona punti. A seguire si sono classificate M.Garcia, Noda, Babickova, Chambers e Kimilainen. Come dicevo, Wohlwend è stata penalizzata, ma non avendo terminato la gara ha dovuto scontare la penalità sulla griglia di partenza di Gara 2, quella basata sul secondo miglior tempo che vedeva Chadwick partire dalla pole position, giusto per far capire che aria tirasse e chi fosse la favorita.
Chadwick - Martì
Kimilainen - Powell
B.Garcia - Hawkins
Visser - Pulling
Moore - Wohlwend
M.Garcia - Eaton
Tomaselli - Chambers
De Heus - Babickova
Bustamante - Noda
La gara della domenica ha visto Chadwick stavolta più incontrastata del sabato, mentre Martì e Kimilainen hanno inizialmente lottato per la seconda posizione. Tale posizione, però, se l'è aggiudicata Powell dopo avere rimontato in corso d'opera chiudendo di fatto terza (poi vi spiego, tra poco). La sua compagna di squadra Hawkins invece non ha finito la gara, essendo costretta al ritiro dopo il podio del giorno precedente. La gara è stata abbastanza ricca di azione, ben illustrata anche negli highlight, non per la prima piazza ma per quasi tutto il resto dello schieramento. Martì ha concluso in seconda posizione divenuta terza per una penalità, precedendo B.Garcia, Kimilainen, Pulling, Visser, Moore, M.Garcia e Chambers in top-ten, con a seguire Wohlwend, De Heus, Eaton, Bustamante, Noda, Babickova e Tomaselli.
Le ultime due citate sembrano avere fatto delle soste ai box, la Bustamante peraltro dopo avere ricevuto bandiera nera con cerchio arancione per danni sulla sua vettura. Non è chiaro come si fosse procurata tali danni, ma visto che in un primo momento Noda era staccata di cinquanta secondi dalla penultima non escluderei che possa esserci stato un contatto tra di loro nella prima fase di gara. A proposito, Noda ha iniziato la stagione con un botto nelle prove libere, e non è chiaro se la sua vettura fosse in condizioni tali da permetterle di fare una qualifica e due gare presentabili. Però su Twitter si è scatenato un comportamento piuttosto strano nei suoi confronti, che mi lascia pensare che molta gente non desideri altro che assistere al suo fallimento, tanto da trarre godimento per i suoi risultati negativi.
Chiariamo una cosa, non sto parlando di critiche normali nei suoi confronti, per intenderci, critiche come quelle che a suo tempo ricevevano la Hoolbrook, la Gilkes o la Cook quando arrivavano nelle ultime posizioni e magari con notevole distacco dalle posizioni di testa. Anzi, ho sempre visto commenti molto comprensivi nei confronti anche delle backmarker, Juju Noda sembra essere l'eccezione che conferma la regola, con tanto di gente che afferma che sia da annoverare tra i piloti più scarsi della storia delle serie minori e che divulga teorie quantomeno abbastanza strane sui suoi risultati. Per intenderci, nessuno che dica cose plausibili tipo "la Formula 4 danese è un campionato con piloti davvero poco competitivi, quindi è normale che potesse svettare là ma non altrove" o "i piloti della Formula 4 SEA di cui sembra avere battuto i record sono gente che gareggia in una serie di basso livello".
No, c'è chi sostiene che abbia "barato nei test privati, usando una vettura irregolare", qualunque cosa questo significhi (trattasi di test privati, non di una competizione ufficiale, quindi non è chiaro cosa significhi regolare o irregolare) o addirittura che abbia corso in Formula 4 danese guidando una Formula 3. In pratica lei e suo padre vengono dipinti come gente che si è comprata finora i risultati, con tanto di persone che si lamentavano di essere stati silenziati mentre, senza avere alcuna prova di queste teorie, affermavano tali teorie. Sia chiaro, il fatto che Noda non sia il fenomeno che veniva dipinta sta iniziando a divenire evidente, ci sono argomentazioni decisamente più plausibili relativamente ai suoi risultati rispetto alla teoria che un team indipendente e pressoché sconosciuto abbia il potere di comprarsi i risultati oppure di barare senza andare incontro ad alcuna conseguenza.
Con questo non voglio dire che quanto affermato sia totalmente impossibile, quanto piuttosto che ci sono due spiegazioni molto più probabili, una di natura motoristica, una no. Quella di natura motoristica è che le scelte di carriera fatte dal suo entourage (probabilmente solo suo padre) siano dettate dal cercare di promuoverla il più possibile facendola correre in serie nelle quali ha possibilità di essere una front runner piuttosto che in campionati più competitivi. La seconda è l'eventualità che Noda non abbia mai desiderato diventare una pilota professionista. Non è così assurda l'idea che per lei testare monoposto a 12/13 anni fosse solo un hobby, oppure che il suo sogno fosse essere semplicemente una tester, o addirittura che abbia intrapreso la strada del motorsport in quanto imposizione da parte della famiglia. Pensateci, è davvero così assurdo?
Il weekend, essendo un double header, ha visto una sola sessione di qualifiche, in cui il miglior tempo decretava la griglia della gara del sabato e il secondo miglior tempo quello della gara della domenica. La griglia di partenza di Gara 1 è stata la seguente:
Martì - Chadwick
Powell - Kimilainen
Wohlwend - Hawkins
B.Garcia - Moore
Pulling - M.Garcia
Chambers - Visser
Eaton - Tomaselli
De Heus - Babickova
Bustamante - Noda
Risultati in linea con le aspettative o sorprendenti? Non saprei dire, ormai non riesco più a capire, in questo campionato, cosa sia sorprendente e che cosa sia invece la prassi. Resta il fatto che la Martì sembrava l'unica possibilità per non assistere a una parata trionfale della due volte campionessa che punta a diventare infinite volte campionessa di questa serie. Martì ha però avuto, come varie altre presenti, una partenza "stile Webber" nel rallenty più totale, segno che le vetture continuano a stallare ogni tre per due, e Chadwick si è portata in testa a una gara nella quale la prima a uscire di scena è stata la sua avversaria della passata stagione, Powell, che è finita a muro, facendo entrare la safety car e poi esporre la bandiera rossa.
Siamo rimaste con Chadwick in testa alla gara ed effettivamente ci siamo ritrovate - stando almeno agli highlight - con Chadwick ancora in testa alla gara, mentre indicativamente a centro gruppo un incidente tra Eaton e Wohlwend, per cui quest'ultima è stata riconosciuta responsabile e penalizzata di cinque posizioni sulla griglia della seconda gara, scendendo al decimo posto, ha messo fine alla gara di entrambe e fatto entrare di nuovo la safety car. Nella parte finale della gara Kimilainen sembrava sul punto di potere lottare per la vittoria, è stata anche in testa alla gara, ma non era destinata a portare a casa né la vittoria né la seconda posizione, finendo in testacoda dopo un contatto con M.Garcia mentre lottavano per la seconda posizione. La Garcia ha quindi ottenuto il podio, per il momento.
Per il momento nel senso che la mattina del giorno seguente è stata penalizzata perdendo numerose posizioni. Hawkins che aveva concluso terza è risalita quindi seconda e Visser che non è salita fisicamente sul podio risulta terza classificata, con a seguire Pulling, Tomaselli, Martì, B.Garcia, Moore, Bustamante e De Heus a completare la zona punti. A seguire si sono classificate M.Garcia, Noda, Babickova, Chambers e Kimilainen. Come dicevo, Wohlwend è stata penalizzata, ma non avendo terminato la gara ha dovuto scontare la penalità sulla griglia di partenza di Gara 2, quella basata sul secondo miglior tempo che vedeva Chadwick partire dalla pole position, giusto per far capire che aria tirasse e chi fosse la favorita.
Chadwick - Martì
Kimilainen - Powell
B.Garcia - Hawkins
Visser - Pulling
Moore - Wohlwend
M.Garcia - Eaton
Tomaselli - Chambers
De Heus - Babickova
Bustamante - Noda
La gara della domenica ha visto Chadwick stavolta più incontrastata del sabato, mentre Martì e Kimilainen hanno inizialmente lottato per la seconda posizione. Tale posizione, però, se l'è aggiudicata Powell dopo avere rimontato in corso d'opera chiudendo di fatto terza (poi vi spiego, tra poco). La sua compagna di squadra Hawkins invece non ha finito la gara, essendo costretta al ritiro dopo il podio del giorno precedente. La gara è stata abbastanza ricca di azione, ben illustrata anche negli highlight, non per la prima piazza ma per quasi tutto il resto dello schieramento. Martì ha concluso in seconda posizione divenuta terza per una penalità, precedendo B.Garcia, Kimilainen, Pulling, Visser, Moore, M.Garcia e Chambers in top-ten, con a seguire Wohlwend, De Heus, Eaton, Bustamante, Noda, Babickova e Tomaselli.
Le ultime due citate sembrano avere fatto delle soste ai box, la Bustamante peraltro dopo avere ricevuto bandiera nera con cerchio arancione per danni sulla sua vettura. Non è chiaro come si fosse procurata tali danni, ma visto che in un primo momento Noda era staccata di cinquanta secondi dalla penultima non escluderei che possa esserci stato un contatto tra di loro nella prima fase di gara. A proposito, Noda ha iniziato la stagione con un botto nelle prove libere, e non è chiaro se la sua vettura fosse in condizioni tali da permetterle di fare una qualifica e due gare presentabili. Però su Twitter si è scatenato un comportamento piuttosto strano nei suoi confronti, che mi lascia pensare che molta gente non desideri altro che assistere al suo fallimento, tanto da trarre godimento per i suoi risultati negativi.
Chiariamo una cosa, non sto parlando di critiche normali nei suoi confronti, per intenderci, critiche come quelle che a suo tempo ricevevano la Hoolbrook, la Gilkes o la Cook quando arrivavano nelle ultime posizioni e magari con notevole distacco dalle posizioni di testa. Anzi, ho sempre visto commenti molto comprensivi nei confronti anche delle backmarker, Juju Noda sembra essere l'eccezione che conferma la regola, con tanto di gente che afferma che sia da annoverare tra i piloti più scarsi della storia delle serie minori e che divulga teorie quantomeno abbastanza strane sui suoi risultati. Per intenderci, nessuno che dica cose plausibili tipo "la Formula 4 danese è un campionato con piloti davvero poco competitivi, quindi è normale che potesse svettare là ma non altrove" o "i piloti della Formula 4 SEA di cui sembra avere battuto i record sono gente che gareggia in una serie di basso livello".
No, c'è chi sostiene che abbia "barato nei test privati, usando una vettura irregolare", qualunque cosa questo significhi (trattasi di test privati, non di una competizione ufficiale, quindi non è chiaro cosa significhi regolare o irregolare) o addirittura che abbia corso in Formula 4 danese guidando una Formula 3. In pratica lei e suo padre vengono dipinti come gente che si è comprata finora i risultati, con tanto di persone che si lamentavano di essere stati silenziati mentre, senza avere alcuna prova di queste teorie, affermavano tali teorie. Sia chiaro, il fatto che Noda non sia il fenomeno che veniva dipinta sta iniziando a divenire evidente, ci sono argomentazioni decisamente più plausibili relativamente ai suoi risultati rispetto alla teoria che un team indipendente e pressoché sconosciuto abbia il potere di comprarsi i risultati oppure di barare senza andare incontro ad alcuna conseguenza.
Con questo non voglio dire che quanto affermato sia totalmente impossibile, quanto piuttosto che ci sono due spiegazioni molto più probabili, una di natura motoristica, una no. Quella di natura motoristica è che le scelte di carriera fatte dal suo entourage (probabilmente solo suo padre) siano dettate dal cercare di promuoverla il più possibile facendola correre in serie nelle quali ha possibilità di essere una front runner piuttosto che in campionati più competitivi. La seconda è l'eventualità che Noda non abbia mai desiderato diventare una pilota professionista. Non è così assurda l'idea che per lei testare monoposto a 12/13 anni fosse solo un hobby, oppure che il suo sogno fosse essere semplicemente una tester, o addirittura che abbia intrapreso la strada del motorsport in quanto imposizione da parte della famiglia. Pensateci, è davvero così assurdo?
lunedì 9 maggio 2022
Commento al Gran Premio di Miami 2022
Credo che nessun gran premio sintetizzi bene la cultura statunitense della Formula 1 tanto quanto quello di Miami. Andando ad analizzarne ogni singolo elemento, ne viene fuori un quadro che include QUALSIASI sfaccettatura che negli States è stata applicata alla Formula 1 nel corso della storia, dal circuito cittadino dalle fattezze discutibili alle presenze vip, passando per le manie di imperialismo motoristico e l'esposizione del prodotto a una schiera di drivertosurviver che fanno osservazioni molto profonde tipo "BeLiXiMo KoNtInUa!!!11!!!!11!!" Vorrei quindi partire da questa riflessione, andando ad analizzare gli aspetti trash e gli aspetti cringe di questo evento e di tutto ciò che vi gira intorno, partendo da un dato di fatto: non è una novità che Liberty Media sia molto aperta al pubblico americano, ma che abbia un'apertura molto diversa da quella che abbiamo visto a sprazzi nei decenni precedenti, a partire da quella degli anni '70/80 a quella dei primi anni 2000 e a quella dell'epoca post-Circuit of the Americas.
Obiettivamente parlando, credo che il modo migliore per diffondere la Formula 1 negli States sia stata la costruzione del COTA, forse uno dei migliori circuiti di nuova generazione, che ha trovato collocazione anche nei campionati continentali, oltre che in quello di motociclismo. Il COTA ha riportato la Formula 1 in America probabilmente meglio di come l'abbia fatto Indianapolis nel decennio precedente e si è conquistato un posto nel calendario decisamente meritato. Nulla di nuovo, in realtà, anche all'epoca di Nonno Bernie c'era la smania di organizzare un secondo evento negli States. Il punto è che quelle di Nonno Bernie spesso e volentieri erano sparate senza effettive conseguenze, Liberty Media invece sembra mettere in pratica le sparate di Bernie, quindi ecco che è arrivato il GP di Miami, che racchiude dentro di sé anche la natura della Formula 1 negli States negli anni '80.
Ci sono stati molti circuiti cittadini in quel periodo, Long Beach, Detroit, Dallas, Phoenix, potrei avere dimenticato qualcosa, comunque di solito erano due ogni anno, il GP degli Stati Uniti Ovest e il GP degli Stati Uniti Est. Sinceramente Long Beach non mi dispiace neanche, sugli altri ci sono molte cose da dire. Ah sì, ho dimenticato qualcosa, il Caesars Palace, il parcheggio. Ecco, il circuito di Miami è a sua volta un parcheggio. Ad ogni modo tutti quei tentativi di eventi negli States, a parte Long Beach che è durato abbastanza a lungo, hanno avuto una vita abbastanza breve e si sono spesso svolti in condizioni non ottimali, con asfalto che si sgretolava o cose simili, che sembravano rappresentare a pieno il punto di partenza: non si organizzavano gare negli States perché ci fossero location che meritavano assolutamente un proprio gran premio, quanto piuttosto perché ci doveva essere un gran premio a tutti i costi quindi lo si faceva lì. Certo, le logiche economiche che vi erano dietro ai tempi erano diverse da quelle attuali e quantomeno negli anni '80 un gran premio era un gran premio. Adesso, con il GP di Miami, sembra che si sia voluto organizzare un evento random nel quale infilare al suo interno anche un gran premio, perché i soldi non si fanno più con i soli sponsor che vogliono farsi inquadrare durante un gran premio, ma si fanno coinvolgendo un pubblico disposto a sborsare soldi per un evento in cui la parte motoristica è quella minoritaria, dopotutto la capacità di attenzione media deve essere all'incirca di cinque minuti. Non è una novità, questa, in ogni parte del mondo, ma rimpiango i vecchi tempi in cui, superati i cinque minuti di soglia di attenzione, i fanboy riprendevano a giocare a carte al bar invece di impuntarsi che era ingiusto che la gara durasse un'ora e quaranta e non solo cinque minuti e che bisognava cambiare le regole a loro piacimento, in modo che poi potessero giocare a carte a gara già finita. Cosa dire, questo pubblico di drivertosurviver deve essere molto redditizio, altrimenti non si spiega perché venga messo su un piedistallo fino a questo punto.
La questione degli ospiti vip si è già vista anche al COTA: personaggi di reality o cantanti tamarri, che non hanno la benché minima conoscenza di Formula 1, che mentre gironzolano sulla griglia di partenza dove sono stati invitati, vedono accorrere in loro soccorso i loro bodyguard perché "OMG!!!11!!11!!1 un tizio sconosciuto con un microfono in mano ha osato fare una domanda sul gran premio, come si permettehhhh!!111!!!11!!" e la gente sostiene perfino che si tratti di un certo Martin Brundle che fa il telecronista a SkySportF1 britannica, che sfacciati questi europei, osano affermare che Brundle sia più conosciuto nel mondo della Formula 1 che le rapper statunitensi, quante manie di grandezza che hanno questi europei, meno male che l'intervento salvifico degli States li riporterà sulla buona strada. E infatti l'intervento salvifico degli States sembra richiedere la cancellazione immediata del GP di Montecarlo e la damnatio memoriae della sua storia: è completamente anacronistico che al giorno d'oggi si corra in una location popolata da milionari e celebrità... nel senso, una location popolata da milionari europei e celebrità in prevalenza europee. Cosa credono, di essere americani? Quindi via i big money europei, ci vuole Las Vegas, a partire dal prossimo anno, e soprattutto non si può correre in una location come Montecarlo con un circuito cittadino accanto al porto, tutto ciò è sbagliatohhhh.
Bene, dopo tutte queste invettive contro il GP di Montecarlo, perché "è un circuito cittadino accanto al mare dove ci sono solo delle celebrità sugli yacht", mi aspetterei quantomeno che organizzare gran premi cittadini contornati da celebrità non sia una cosa ben vista e che nei salvifici States organizzassero gran premi diversi. E invece no! Non solo hanno organizzato un gran premio cittadino in un parcheggio convocando ogni genere di celebrità... ma ci hanno messo perfino gli yacht senza avere il mare. Nel senso, hanno fatto un panorama con il mare finto e poi ci hanno messo sopra gli yacht, e qualcuno va ad affermare che siccome adesso c'è Miami non serve più il GP di Montecarlo. Il concetto di fondo è: "vogliamo cancellare Montecarlo fingendo che ci faccia schifo, ma la realtà è che vogliamo avere un gran premio che a noi sembra del tutto analogo". A me non sembra molto normale come cosa... e poi in generale una cosa la vorrei dire: il mondiale 2020 ha dimostrato pienamente che nessun circuito è indispensabile e ci sta benissimo che molte persone non siano fan del GP di Montecarlo (anche se l'argomento "dovrebbe essere eliminato perché non mi piace" lo trovo abbastanza infantile), però il fatto che uno specifico gran premio non piaccia non dovrebbe ridurlo a diventare qualcosa che non è. Stiamo parlando di uno dei gran premi più antichi, che ha una storia che non può essere sminuita in "gran premio vetrina per le celebrità". No, il GP di Montecarlo è stato specie in passato molto di più di una vetrina per le celebrità e questa non può essere replicata in modo random. Anche perché adesso è Montecarlo l'obiettivo, ma leggo sempre più spesso di drivertosurviver vari che si lamentano che in Europa ci sono troppi gran premi e che gli europei non vogliono condividere con loro la loro passione per il motorsport. Chissà come mai, se il concetto di condivisione è "facciamo tutto all'americana perché noi siamo meglio e voi europei dovete tacere e dirci che siamo più bravi, perché siamo noi che stiamo inventando un campionato nato in Europa". Con l'annuncio di altre due stagioni di Drive to Survive, questo tipo di pubblico potrebbe ulteriormente incrementare e il problema è che ultimamente sembra che si facciano un po' troppe cose in nome del pubblico. Per fortuna ogni tanto quando il pubblico prende il sole su una spiaggia finta nei pressi del circuito e si vedono donne travestite da sirene accanto a piscine in cui non ho capito se ci fosse acqua vera o finta, si possono anche disputare le qualifiche che, qualora vi interessino più delle celebrità del posto, possono essere sintetizzate in questo risultato:
Leclerc - Sainz
Verstappen - Perez
Bottas - Hamilton
Gasly - Norris
Tsunoda - Stroll
Alonso - Russell
Vettel - Ricciardo
Schumacher - Magnussen
Zhou - Albon
Latifi - Ocon
Poi è arrivata la domenica sera e l'ora della gara (o meglio, esattamente così come al sabato era arrivato l'orario in cui TV8 ha trasmesso le qualifiche, domenica è arrivata l'ora in cui TV8 ha trasmesso la gara, con solo un'ora e mezza di delay a dire la verità, un progresso rispetto ad altri gran premi pomeridiani) e il trash-circuito di Miami era pieno di celebrità e persone random che sugli yacht facevano di tutto tranne assistere alla gara. Per fortuna il rumore dei motori è molto diminuito dal 2014 a questa parte, così non sono stati disturbati dal frastuono di venti vetture presenti sulla griglia di partenza. Anzi, di diciotto vetture presenti sulla griglia di partenza e due che si apprestavano a partire dalla pitlane, dato che c'erano gli Strollettel che per motivi legati alla temperatura della benzina erano stati convocati ai box per partire da lì. Per essere un circuito dalle curve abbastanza cieche, lo start è andato piuttosto bene, senza incidenti e quant'altro. Forse a Sainz non sarà sembrato andare molto bene, dato che è stato superato da Verstappino, ma nevermind, è già importante per lui non essere cozzato addosso a nessuno e non cozzare addosso a nessuno, salvandosi per una volta dalle critiche di rito.
"No, non mi sono affatto salvato" ha replicato Carlito, leggendomi nella mente, "Mi hanno criticato piuttosto pesantemente per tutta la serata di venerdì dato che mi sono schiantato nelle prove libere ed è stato dedotto dal fanbase al gran completo che schiantarsi in una sessione di prove libere è grave esattamente tanto quanto farlo all'ultimo giro di una gara che si è trascorso in testa dall'inizio alla fine."
Il suo predestinato compagno di squadra si è messo a ridere, osservando: "Non puoi essere proprio tu a parlare di passare in testa dall'inizio alla fine di una gara, non sai nemmeno come si fa. E non dire che l'hai scoperto guardando le gare del tuo YdOlO, perché l'ultima volta che il tuo YdOlO ha vinto un gran premio, non ti era neanche ancora spuntata la barba!"
A Verstappino non sono piaciute le parole di Leclerc, quindi ha decretato che tempo una decina di giri e gli avrebbe strappato la leadership dimostrando che neanche lui passa le gare in testa dall'inizio alla fine - proposito che ha mantenuto - ma sopratutto ha istigato il Divino Ferni, che messo di fronte al fatto compiuto si è imbizzarrito e ha deciso di essere ancora nel 2007 e di essere in dovere di fare a ruotate con il Gangster Rapper, finora passato alle cronache per essersene andato in giro indossando numerose collane e numerosi orologi dopo che è stato vietato ai piloti di indossare gioielli e orologi durante i gran premi. Il top comunque è stato quando, nella stessa giornata di venerdì, dopo la notizia che i piloti non possono indossare mutande non ignifughe sotto a quelle ignifughe regolamentari, Vettel è andato in giro indossando un paio di mutande sopra la tuta, venendo criticato dai suoi hater per avere esibito il marchio dello sponsor Puma sull'orlo delle mutande stesse. Tornando agli accadimenti di gara, tra gli Hamonso c'è stato un mezzo contatto al primo giro, poi Hamilton ha in seguito superato agevolmente sia Alonso sia Gasly, sentendosi sul tetto del mondo perché Russell in quel momento era in compagnia di tutte le sue -L abbondantemente fuori top-ten, dopo avere fatto due errori nel momento sbagliato in Q2 e non essere entrato in Q3. Per intenderci, era ben dietro alle Haas, che viaggiavano verso la bassissima top-ten e contavano di coronare il weekend con un grande risultato, in confronto alla non troppo eccezionale terzultima fila rimediata al sabato.
Ferrari/ Redbull (poi Redbull/ Ferrari dopo il già citato sorpasso di Verstappino), Ferrari/ Redbull, se ne andavano in giro a coppie nella prima parte di gara, mentre il famelico Bo77as stava in quinta posizione senza neanche doversi guardare dal Gangster Rapper che lo inseguiva, ma non da vicino. Nel frattempo le vetture in pista erano rimaste diciannove, perché l'altro Maschio Alfa era stato costretto al ritiro ai box nell'anonimato. Nel frattempo i piloti di testa comunicavano con Webber che ha lasciato questo mondo dato che erano su mescole medium, mentre quelli di fondo classifica erano su mescola hard, quindi non dico cosa stessero facendo perché alcuni dei miei lettori potrebbero essere bambini e bambine innocenti che vanno a letto e sognano di giocare con il camion dei pompieri insieme a Lando Norris, invece di giocare con il camion dei pompieri sognando di andare a letto con Lando Norris. Trollando da parte sua stava per iniziare il secondo stint di gara, dopo il passaggio da medium a hard, per fare qualcosa di adatto alla mescola hard, ovvero stare a novanta al cospetto degli Haas Bros che sembravano più scatenati del solito. Sono anche rimasti coinvolti in un duello con le Aston Martin, con gli Strollettel che erano su gomme hard senza essersi ancora fermati e con il suddetto Trollando, con vari sorpassi attention seeker, che non erano una loro prerogativa in realtà perché Vettel aveva fatto in precedenza un gran sorpasso su Latifi, che non era in modalità confusionaria ma in modalità "chi va piano va sano e va lontano", infatti è andato sano e lontano, ma anche molto più piano di Albon.
In quel momento la situazione di testa era piatta abbastanza da spingerci a interessarci delle dinamiche interne alla Haas, con il duello tra gli Schumagnussen che in quel momento era piuttosto acceso. In precedenza infatti Kmag era passato davanti al suo sosia giovanile, ma adesso ce l'aveva attaccato agli scarichi che pressava per passargli davanti e a un certo punto gli è anche passato davanti al grido di "oggi voglio diventare adulto e ottenere il mio primo punto, stanotte ho sognato Massa e Barrichello che travestiti da gufi all'unisono mi confidavano di essere certi che avrei fatto top-ten, mentre i tifosi di mio zio Ralf suonavano le loro trombe solo per me".
Il Divino Ferni, che dopo la sosta era alle prese con Gasly, gli ha intimato di tacere perché voleva essere lui il protagonista, quindi ha superato il Pokemon, prendendolo però su una fiancata, procacciandosi in corso d'opera una penalità e mandando il povero Gasly ad andarsene in giro ai due all'ora con la vettura danneggiata. Gli Schumagnussen che erano praticamente ovunque l'hanno superato senza problemi, non è accaduto lo stesso però quando poco dopo si sono incontrati lui e Trollando. Anzi, si sono scontrati lui e Trollando, con tanto del Papaya Boy che si schiantava a muro spargendo detriti ovunque: eravamo verso 40+ giri su un totale di 57 e a quel punto è entrato in scena Bernd Maylander. Russell che era in compagnia di tutte le sue -L davanti ai Bottaston per non essersi ancora fermato ai box è stato uno dei pochi eletti che si sono fermati in regime di safety car, già sognando a occhi aperti il momento in cui avrebbe potuto avere a tiro il Gangster Rapper e cercare di rubargli le collane, per dimostrare che lui è giovanehhhh e figohhhhh e più veloce del suo compagno di squadra, anche quando di fatto non lo è mai stato fin dall'inizio delle qualifiche. Si sono allineati quindi dietro la safety car il quartetto dei Ferrari-Bull in ordine sparso, con tanto di Checo che è rientrato ai box per montare gomme soft, unico a farlo, poi Bo77as, Hamilton, Russell, Alonso, Schumacher e Ocon, con quest'ultimo che partito ultimo era decimo e su gomme più fresche di buona parte dei piloti che aveva davanti. Purtroppo per lui essere su gomme più fresche sembrava essere meno rilevante che in altri momenti, quindi è rimasto decimo, quando finalmente è arrivato il momento del restart. C'erano davanti due coppie Redbull/ Ferrari e Ferrari/ Redbull, con quest'ultima coppia molto vicina, tanto che abbiamo visto un duello Peresainz che si è concluso con un lungo di Perez dopo avere tenuto per un nanosecondo la terza posizione. A Sainz è andata bene: non solo ha conservato la posizione, ma ha mantenuto la vettura in pista in quei frangenti.
Il regista a quel punto si è guardato intorno e ha chiesto: "Cosa faccio vedere? La gente che fa casino subito fuori dalla top-ten, i Leclestappen vicinissimi, il duello tra i Mercedes Bros oppure per andare sicuro niente di tutto ciò? Sì, inquadrare niente mi sembra decisamente la scelta migliore." Nel frattempo chi ha fatto una scelta non tanto migliore è stato Bo77as, che ha baciato il muretto con le ruote e si è visto sfilare dal Gangster Rapper, da Russell e da tutte le -L di quest'ultimo che nel frattempo erano pronte a sfidare Hamilton.
"No, vi prego, aspettate un attimo, devo andare a inquadrare qualcos'altro, tipo il pubblico" li ha supplicati il regista, quindi loro hanno atteso pazientemente di sparire dalle inquadrature prima di iniziare a superarsi e controsuperarsi a vicenda. L'ha spuntata Russell, ma le sue -L sembrano essere state in un momento successivo attaccate dal Gangster Rapper, che però si è dovuto arrendere subito dopo. In sintesi, c'era in palio una quinta piazza come se fossero stati dei Vettel qualsiasi, e il Vettel qualsiasi del caso è stato Multi-L, il che considerato che secondo la storia dei miei commenti ai gran premi la nonna di Russell sarebbe una tifosa di Vettel, potrebbe avere reso molto felice la suddetta nonna di Russell (per chi mi leggesse da poco e si stesse chiedendo da dove sia uscita questa storia, è una di quelle storielle random scritte a caso in un commento di molto tempo fa, che poi per qualche ragione si sono tramandate nel tempo, per intenderci, una cosa come quando in un commento definii per puro caso Jenson Button come "Jensinho" e il suo soprannome è rimasto Jensinho).
Ad ogni modo era una situazione contorta e sfaccettata, in cui ne stavano succedendo di tutti i colori, compreso un incidente Stroll vs Kmag non inquadrato dalle telecamere subito dopo il restart che aveva fatto precipitare entrambi indietro di diverse posizioni dalle quali stavano risalendo. Bisognava quindi scegliere quale causa sostenere in un simile momento. Mi sono interrogata su quale fosse la cosa più epica che potesse realisticamente succedere e ho deciso: avrei devoluto il resto della gara a tenere incrociate le dita affinché accadesse quell'evento mistico e leggendario che comunemente viene definito "primo punto di Schumacher"... il quale da parte sua era nono e conteneva gli attacchi di Ocon, stando ai distacchi che venivano mostrati (chiaramente non venivano mostrati gli Schumocon in quel momento), tanto da rendere l'evento meno leggendario e inverosimile di quanto fosse finora apparso. Tra l'altro davanti a loro c'era Alonso a cui dovevano essere aggiunti i cinque secondi di penalità, quindi un po' di gente lì dietro rischiava concretamente di andare a punti. Si è sentito un "cra, cra, cra" ad alto volume: Vettel era undicesimo e la rana che tiene nel taschino della tuta come amuleto (anche questa è una lunga storia, per eventuali nuovi lettori) stava saltando da tutte le parti.
"Basta, stai ferma" l'ha rimproverata Crazy Frog. "Sono io che sto guidando e devo assolutamente andare a prendere qualche punto, giusto per mostrare al Vanz che ce l'ho più enormehhhh di quanto pensa."
La rana ha risposto: "Se vuoi fare punti, devi lasciare guidare me."
Non è stata ascoltata, quindi mentre il Divino tagliava chicane per i fatti suoi tanto per il gusto di procacciarsi una seconda penalità e perdere ulteriori posizioni nel risultato finale, Vettel ha colto la palla al balzo. Proprio davanti a lui Ocon è finalmente riuscito a superare Schumacher, quindi si è infilato like a boss accanto al Piccolo Principe pronto a sabotare il suo primo punto (che di fatto non sarebbe stato sabotato, visto l'accumulo di penalità da parte di Alonso). I due, però, si sono spalmati l'uno contro l'altro, Vettel ha quasi spiccato il volo ma se l'è cavata con una sbinnata e un ritiro ai box, mentre il suo piccolo fanboy è stato costretto ad andare a sostituire l'ala anteriore, perdendo così la possibilità di classificarsi davanti al suo compagno di squadr-... ah, no, questa cosa degli scontri Haas vs Aston Martin non era ancora finita, quindi c'è stato un altro incidente tra Kmag e Stroll, che ha portato Kmag a finire la gara non si sa bene come (dato che non è stato inquadrato), ad arrivare ultimo e a procacciarsi una penalità che non ha cambiato di conseguenza il suo risultato. Nel frattempo Albon, che si è tinto i capelli sostenendo che quando se li era già tinti prima del GP d'Australia gli avevano portato fortuna avendo fatto top-ten, la sua tinta scaramantica ha quindi funzionato.
La giornata sembra essere terminata con una polemica tutta Made in States per opera di gente indispettita dal fatto che Martin Brundle non conoscesse una presunta celebrità americana che gironzolava per la griglia di partenza, che si è scoperto essere un giocatore di basket celebre negli States. Varia gente sui social ha affermato che è impossibile che in Europa ci siano persone che non conoscono nome, aspetto e statura dei giocatori del NBA e il giornalista americano di Indycar Marshall Pruett avrebbe perfino affermato che, sulla base del fatto che il giocatore non riconosciuto da Brundle è nero, allora il fatto che Brundle non lo conosca è automaticamente da considerarsi razzismo. Il fatto che varie celebrità non conoscessero Martin Brundle né sapessero chi erano i piloti che avrebbero preso parte al gran premio, invece, è stato accettato come la completa normalità. Atteggiamento da "ogni singolo paese del mondo è una colonia statunitense esposta a media statunitensi e a sport mainstream negli Stati Uniti e se non conoscono qualcosa di americano è perché non riconoscono la nostra superiorità": c'è. Accusa di razzismo totalmente costruita sul nulla e campata in aria con tanto di tematiche sociali trattate completamente alla cazzum: c'è. Convinzione che non siano le celebrità che vanno ad assistere a un gran premio a doversi informare di cosa sia la Formula 1, ma piuttosto che chi fa parte del mondo della Formula 1 debba informarsi su chi siano le celebrità americane che vanno ad assistere al gran premio: c'è. Cara gente di Liberty Media, se proprio dovete organizzare gran premi su circuiti brutti, potete cortesemente organizzarli in posti tipo Noida o Yeongan, in cui ci sono in genere tifosi normali?
RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Charles Leclerc (Ferrari), 3. Carlos Sainz (Ferrari), 4. Sergio Perez (Redbull), 5. George Russell (Mercedes), 6. Lewis Hamilton (Mercedes), 7. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 8. Esteban Ocon (Alpine), 9. Alex Albon (Williams), 10. Lance Stroll (Aston Martin), 11. Fernando Alonso (Alpine), 12. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 13. Daniel Ricciardo (McLaren), 14. Nicholas Latifi (Williams), 15. Mick Schumacher (Haas), 16. Kevin Magnussen (Haas), 17. Sebastian Vettel (Aston Martin), Rit. Pierre Gasly (Alpha Tauri), Rit. Lando Norris (McLaren), Rit. Guanyu Zhou (Alfa Romeo).
Obiettivamente parlando, credo che il modo migliore per diffondere la Formula 1 negli States sia stata la costruzione del COTA, forse uno dei migliori circuiti di nuova generazione, che ha trovato collocazione anche nei campionati continentali, oltre che in quello di motociclismo. Il COTA ha riportato la Formula 1 in America probabilmente meglio di come l'abbia fatto Indianapolis nel decennio precedente e si è conquistato un posto nel calendario decisamente meritato. Nulla di nuovo, in realtà, anche all'epoca di Nonno Bernie c'era la smania di organizzare un secondo evento negli States. Il punto è che quelle di Nonno Bernie spesso e volentieri erano sparate senza effettive conseguenze, Liberty Media invece sembra mettere in pratica le sparate di Bernie, quindi ecco che è arrivato il GP di Miami, che racchiude dentro di sé anche la natura della Formula 1 negli States negli anni '80.
Ci sono stati molti circuiti cittadini in quel periodo, Long Beach, Detroit, Dallas, Phoenix, potrei avere dimenticato qualcosa, comunque di solito erano due ogni anno, il GP degli Stati Uniti Ovest e il GP degli Stati Uniti Est. Sinceramente Long Beach non mi dispiace neanche, sugli altri ci sono molte cose da dire. Ah sì, ho dimenticato qualcosa, il Caesars Palace, il parcheggio. Ecco, il circuito di Miami è a sua volta un parcheggio. Ad ogni modo tutti quei tentativi di eventi negli States, a parte Long Beach che è durato abbastanza a lungo, hanno avuto una vita abbastanza breve e si sono spesso svolti in condizioni non ottimali, con asfalto che si sgretolava o cose simili, che sembravano rappresentare a pieno il punto di partenza: non si organizzavano gare negli States perché ci fossero location che meritavano assolutamente un proprio gran premio, quanto piuttosto perché ci doveva essere un gran premio a tutti i costi quindi lo si faceva lì. Certo, le logiche economiche che vi erano dietro ai tempi erano diverse da quelle attuali e quantomeno negli anni '80 un gran premio era un gran premio. Adesso, con il GP di Miami, sembra che si sia voluto organizzare un evento random nel quale infilare al suo interno anche un gran premio, perché i soldi non si fanno più con i soli sponsor che vogliono farsi inquadrare durante un gran premio, ma si fanno coinvolgendo un pubblico disposto a sborsare soldi per un evento in cui la parte motoristica è quella minoritaria, dopotutto la capacità di attenzione media deve essere all'incirca di cinque minuti. Non è una novità, questa, in ogni parte del mondo, ma rimpiango i vecchi tempi in cui, superati i cinque minuti di soglia di attenzione, i fanboy riprendevano a giocare a carte al bar invece di impuntarsi che era ingiusto che la gara durasse un'ora e quaranta e non solo cinque minuti e che bisognava cambiare le regole a loro piacimento, in modo che poi potessero giocare a carte a gara già finita. Cosa dire, questo pubblico di drivertosurviver deve essere molto redditizio, altrimenti non si spiega perché venga messo su un piedistallo fino a questo punto.
La questione degli ospiti vip si è già vista anche al COTA: personaggi di reality o cantanti tamarri, che non hanno la benché minima conoscenza di Formula 1, che mentre gironzolano sulla griglia di partenza dove sono stati invitati, vedono accorrere in loro soccorso i loro bodyguard perché "OMG!!!11!!11!!1 un tizio sconosciuto con un microfono in mano ha osato fare una domanda sul gran premio, come si permettehhhh!!111!!!11!!" e la gente sostiene perfino che si tratti di un certo Martin Brundle che fa il telecronista a SkySportF1 britannica, che sfacciati questi europei, osano affermare che Brundle sia più conosciuto nel mondo della Formula 1 che le rapper statunitensi, quante manie di grandezza che hanno questi europei, meno male che l'intervento salvifico degli States li riporterà sulla buona strada. E infatti l'intervento salvifico degli States sembra richiedere la cancellazione immediata del GP di Montecarlo e la damnatio memoriae della sua storia: è completamente anacronistico che al giorno d'oggi si corra in una location popolata da milionari e celebrità... nel senso, una location popolata da milionari europei e celebrità in prevalenza europee. Cosa credono, di essere americani? Quindi via i big money europei, ci vuole Las Vegas, a partire dal prossimo anno, e soprattutto non si può correre in una location come Montecarlo con un circuito cittadino accanto al porto, tutto ciò è sbagliatohhhh.
Bene, dopo tutte queste invettive contro il GP di Montecarlo, perché "è un circuito cittadino accanto al mare dove ci sono solo delle celebrità sugli yacht", mi aspetterei quantomeno che organizzare gran premi cittadini contornati da celebrità non sia una cosa ben vista e che nei salvifici States organizzassero gran premi diversi. E invece no! Non solo hanno organizzato un gran premio cittadino in un parcheggio convocando ogni genere di celebrità... ma ci hanno messo perfino gli yacht senza avere il mare. Nel senso, hanno fatto un panorama con il mare finto e poi ci hanno messo sopra gli yacht, e qualcuno va ad affermare che siccome adesso c'è Miami non serve più il GP di Montecarlo. Il concetto di fondo è: "vogliamo cancellare Montecarlo fingendo che ci faccia schifo, ma la realtà è che vogliamo avere un gran premio che a noi sembra del tutto analogo". A me non sembra molto normale come cosa... e poi in generale una cosa la vorrei dire: il mondiale 2020 ha dimostrato pienamente che nessun circuito è indispensabile e ci sta benissimo che molte persone non siano fan del GP di Montecarlo (anche se l'argomento "dovrebbe essere eliminato perché non mi piace" lo trovo abbastanza infantile), però il fatto che uno specifico gran premio non piaccia non dovrebbe ridurlo a diventare qualcosa che non è. Stiamo parlando di uno dei gran premi più antichi, che ha una storia che non può essere sminuita in "gran premio vetrina per le celebrità". No, il GP di Montecarlo è stato specie in passato molto di più di una vetrina per le celebrità e questa non può essere replicata in modo random. Anche perché adesso è Montecarlo l'obiettivo, ma leggo sempre più spesso di drivertosurviver vari che si lamentano che in Europa ci sono troppi gran premi e che gli europei non vogliono condividere con loro la loro passione per il motorsport. Chissà come mai, se il concetto di condivisione è "facciamo tutto all'americana perché noi siamo meglio e voi europei dovete tacere e dirci che siamo più bravi, perché siamo noi che stiamo inventando un campionato nato in Europa". Con l'annuncio di altre due stagioni di Drive to Survive, questo tipo di pubblico potrebbe ulteriormente incrementare e il problema è che ultimamente sembra che si facciano un po' troppe cose in nome del pubblico. Per fortuna ogni tanto quando il pubblico prende il sole su una spiaggia finta nei pressi del circuito e si vedono donne travestite da sirene accanto a piscine in cui non ho capito se ci fosse acqua vera o finta, si possono anche disputare le qualifiche che, qualora vi interessino più delle celebrità del posto, possono essere sintetizzate in questo risultato:
Leclerc - Sainz
Verstappen - Perez
Bottas - Hamilton
Gasly - Norris
Tsunoda - Stroll
Alonso - Russell
Vettel - Ricciardo
Schumacher - Magnussen
Zhou - Albon
Latifi - Ocon
Poi è arrivata la domenica sera e l'ora della gara (o meglio, esattamente così come al sabato era arrivato l'orario in cui TV8 ha trasmesso le qualifiche, domenica è arrivata l'ora in cui TV8 ha trasmesso la gara, con solo un'ora e mezza di delay a dire la verità, un progresso rispetto ad altri gran premi pomeridiani) e il trash-circuito di Miami era pieno di celebrità e persone random che sugli yacht facevano di tutto tranne assistere alla gara. Per fortuna il rumore dei motori è molto diminuito dal 2014 a questa parte, così non sono stati disturbati dal frastuono di venti vetture presenti sulla griglia di partenza. Anzi, di diciotto vetture presenti sulla griglia di partenza e due che si apprestavano a partire dalla pitlane, dato che c'erano gli Strollettel che per motivi legati alla temperatura della benzina erano stati convocati ai box per partire da lì. Per essere un circuito dalle curve abbastanza cieche, lo start è andato piuttosto bene, senza incidenti e quant'altro. Forse a Sainz non sarà sembrato andare molto bene, dato che è stato superato da Verstappino, ma nevermind, è già importante per lui non essere cozzato addosso a nessuno e non cozzare addosso a nessuno, salvandosi per una volta dalle critiche di rito.
"No, non mi sono affatto salvato" ha replicato Carlito, leggendomi nella mente, "Mi hanno criticato piuttosto pesantemente per tutta la serata di venerdì dato che mi sono schiantato nelle prove libere ed è stato dedotto dal fanbase al gran completo che schiantarsi in una sessione di prove libere è grave esattamente tanto quanto farlo all'ultimo giro di una gara che si è trascorso in testa dall'inizio alla fine."
Il suo predestinato compagno di squadra si è messo a ridere, osservando: "Non puoi essere proprio tu a parlare di passare in testa dall'inizio alla fine di una gara, non sai nemmeno come si fa. E non dire che l'hai scoperto guardando le gare del tuo YdOlO, perché l'ultima volta che il tuo YdOlO ha vinto un gran premio, non ti era neanche ancora spuntata la barba!"
A Verstappino non sono piaciute le parole di Leclerc, quindi ha decretato che tempo una decina di giri e gli avrebbe strappato la leadership dimostrando che neanche lui passa le gare in testa dall'inizio alla fine - proposito che ha mantenuto - ma sopratutto ha istigato il Divino Ferni, che messo di fronte al fatto compiuto si è imbizzarrito e ha deciso di essere ancora nel 2007 e di essere in dovere di fare a ruotate con il Gangster Rapper, finora passato alle cronache per essersene andato in giro indossando numerose collane e numerosi orologi dopo che è stato vietato ai piloti di indossare gioielli e orologi durante i gran premi. Il top comunque è stato quando, nella stessa giornata di venerdì, dopo la notizia che i piloti non possono indossare mutande non ignifughe sotto a quelle ignifughe regolamentari, Vettel è andato in giro indossando un paio di mutande sopra la tuta, venendo criticato dai suoi hater per avere esibito il marchio dello sponsor Puma sull'orlo delle mutande stesse. Tornando agli accadimenti di gara, tra gli Hamonso c'è stato un mezzo contatto al primo giro, poi Hamilton ha in seguito superato agevolmente sia Alonso sia Gasly, sentendosi sul tetto del mondo perché Russell in quel momento era in compagnia di tutte le sue -L abbondantemente fuori top-ten, dopo avere fatto due errori nel momento sbagliato in Q2 e non essere entrato in Q3. Per intenderci, era ben dietro alle Haas, che viaggiavano verso la bassissima top-ten e contavano di coronare il weekend con un grande risultato, in confronto alla non troppo eccezionale terzultima fila rimediata al sabato.
Ferrari/ Redbull (poi Redbull/ Ferrari dopo il già citato sorpasso di Verstappino), Ferrari/ Redbull, se ne andavano in giro a coppie nella prima parte di gara, mentre il famelico Bo77as stava in quinta posizione senza neanche doversi guardare dal Gangster Rapper che lo inseguiva, ma non da vicino. Nel frattempo le vetture in pista erano rimaste diciannove, perché l'altro Maschio Alfa era stato costretto al ritiro ai box nell'anonimato. Nel frattempo i piloti di testa comunicavano con Webber che ha lasciato questo mondo dato che erano su mescole medium, mentre quelli di fondo classifica erano su mescola hard, quindi non dico cosa stessero facendo perché alcuni dei miei lettori potrebbero essere bambini e bambine innocenti che vanno a letto e sognano di giocare con il camion dei pompieri insieme a Lando Norris, invece di giocare con il camion dei pompieri sognando di andare a letto con Lando Norris. Trollando da parte sua stava per iniziare il secondo stint di gara, dopo il passaggio da medium a hard, per fare qualcosa di adatto alla mescola hard, ovvero stare a novanta al cospetto degli Haas Bros che sembravano più scatenati del solito. Sono anche rimasti coinvolti in un duello con le Aston Martin, con gli Strollettel che erano su gomme hard senza essersi ancora fermati e con il suddetto Trollando, con vari sorpassi attention seeker, che non erano una loro prerogativa in realtà perché Vettel aveva fatto in precedenza un gran sorpasso su Latifi, che non era in modalità confusionaria ma in modalità "chi va piano va sano e va lontano", infatti è andato sano e lontano, ma anche molto più piano di Albon.
In quel momento la situazione di testa era piatta abbastanza da spingerci a interessarci delle dinamiche interne alla Haas, con il duello tra gli Schumagnussen che in quel momento era piuttosto acceso. In precedenza infatti Kmag era passato davanti al suo sosia giovanile, ma adesso ce l'aveva attaccato agli scarichi che pressava per passargli davanti e a un certo punto gli è anche passato davanti al grido di "oggi voglio diventare adulto e ottenere il mio primo punto, stanotte ho sognato Massa e Barrichello che travestiti da gufi all'unisono mi confidavano di essere certi che avrei fatto top-ten, mentre i tifosi di mio zio Ralf suonavano le loro trombe solo per me".
Il Divino Ferni, che dopo la sosta era alle prese con Gasly, gli ha intimato di tacere perché voleva essere lui il protagonista, quindi ha superato il Pokemon, prendendolo però su una fiancata, procacciandosi in corso d'opera una penalità e mandando il povero Gasly ad andarsene in giro ai due all'ora con la vettura danneggiata. Gli Schumagnussen che erano praticamente ovunque l'hanno superato senza problemi, non è accaduto lo stesso però quando poco dopo si sono incontrati lui e Trollando. Anzi, si sono scontrati lui e Trollando, con tanto del Papaya Boy che si schiantava a muro spargendo detriti ovunque: eravamo verso 40+ giri su un totale di 57 e a quel punto è entrato in scena Bernd Maylander. Russell che era in compagnia di tutte le sue -L davanti ai Bottaston per non essersi ancora fermato ai box è stato uno dei pochi eletti che si sono fermati in regime di safety car, già sognando a occhi aperti il momento in cui avrebbe potuto avere a tiro il Gangster Rapper e cercare di rubargli le collane, per dimostrare che lui è giovanehhhh e figohhhhh e più veloce del suo compagno di squadra, anche quando di fatto non lo è mai stato fin dall'inizio delle qualifiche. Si sono allineati quindi dietro la safety car il quartetto dei Ferrari-Bull in ordine sparso, con tanto di Checo che è rientrato ai box per montare gomme soft, unico a farlo, poi Bo77as, Hamilton, Russell, Alonso, Schumacher e Ocon, con quest'ultimo che partito ultimo era decimo e su gomme più fresche di buona parte dei piloti che aveva davanti. Purtroppo per lui essere su gomme più fresche sembrava essere meno rilevante che in altri momenti, quindi è rimasto decimo, quando finalmente è arrivato il momento del restart. C'erano davanti due coppie Redbull/ Ferrari e Ferrari/ Redbull, con quest'ultima coppia molto vicina, tanto che abbiamo visto un duello Peresainz che si è concluso con un lungo di Perez dopo avere tenuto per un nanosecondo la terza posizione. A Sainz è andata bene: non solo ha conservato la posizione, ma ha mantenuto la vettura in pista in quei frangenti.
Il regista a quel punto si è guardato intorno e ha chiesto: "Cosa faccio vedere? La gente che fa casino subito fuori dalla top-ten, i Leclestappen vicinissimi, il duello tra i Mercedes Bros oppure per andare sicuro niente di tutto ciò? Sì, inquadrare niente mi sembra decisamente la scelta migliore." Nel frattempo chi ha fatto una scelta non tanto migliore è stato Bo77as, che ha baciato il muretto con le ruote e si è visto sfilare dal Gangster Rapper, da Russell e da tutte le -L di quest'ultimo che nel frattempo erano pronte a sfidare Hamilton.
"No, vi prego, aspettate un attimo, devo andare a inquadrare qualcos'altro, tipo il pubblico" li ha supplicati il regista, quindi loro hanno atteso pazientemente di sparire dalle inquadrature prima di iniziare a superarsi e controsuperarsi a vicenda. L'ha spuntata Russell, ma le sue -L sembrano essere state in un momento successivo attaccate dal Gangster Rapper, che però si è dovuto arrendere subito dopo. In sintesi, c'era in palio una quinta piazza come se fossero stati dei Vettel qualsiasi, e il Vettel qualsiasi del caso è stato Multi-L, il che considerato che secondo la storia dei miei commenti ai gran premi la nonna di Russell sarebbe una tifosa di Vettel, potrebbe avere reso molto felice la suddetta nonna di Russell (per chi mi leggesse da poco e si stesse chiedendo da dove sia uscita questa storia, è una di quelle storielle random scritte a caso in un commento di molto tempo fa, che poi per qualche ragione si sono tramandate nel tempo, per intenderci, una cosa come quando in un commento definii per puro caso Jenson Button come "Jensinho" e il suo soprannome è rimasto Jensinho).
Ad ogni modo era una situazione contorta e sfaccettata, in cui ne stavano succedendo di tutti i colori, compreso un incidente Stroll vs Kmag non inquadrato dalle telecamere subito dopo il restart che aveva fatto precipitare entrambi indietro di diverse posizioni dalle quali stavano risalendo. Bisognava quindi scegliere quale causa sostenere in un simile momento. Mi sono interrogata su quale fosse la cosa più epica che potesse realisticamente succedere e ho deciso: avrei devoluto il resto della gara a tenere incrociate le dita affinché accadesse quell'evento mistico e leggendario che comunemente viene definito "primo punto di Schumacher"... il quale da parte sua era nono e conteneva gli attacchi di Ocon, stando ai distacchi che venivano mostrati (chiaramente non venivano mostrati gli Schumocon in quel momento), tanto da rendere l'evento meno leggendario e inverosimile di quanto fosse finora apparso. Tra l'altro davanti a loro c'era Alonso a cui dovevano essere aggiunti i cinque secondi di penalità, quindi un po' di gente lì dietro rischiava concretamente di andare a punti. Si è sentito un "cra, cra, cra" ad alto volume: Vettel era undicesimo e la rana che tiene nel taschino della tuta come amuleto (anche questa è una lunga storia, per eventuali nuovi lettori) stava saltando da tutte le parti.
"Basta, stai ferma" l'ha rimproverata Crazy Frog. "Sono io che sto guidando e devo assolutamente andare a prendere qualche punto, giusto per mostrare al Vanz che ce l'ho più enormehhhh di quanto pensa."
La rana ha risposto: "Se vuoi fare punti, devi lasciare guidare me."
Non è stata ascoltata, quindi mentre il Divino tagliava chicane per i fatti suoi tanto per il gusto di procacciarsi una seconda penalità e perdere ulteriori posizioni nel risultato finale, Vettel ha colto la palla al balzo. Proprio davanti a lui Ocon è finalmente riuscito a superare Schumacher, quindi si è infilato like a boss accanto al Piccolo Principe pronto a sabotare il suo primo punto (che di fatto non sarebbe stato sabotato, visto l'accumulo di penalità da parte di Alonso). I due, però, si sono spalmati l'uno contro l'altro, Vettel ha quasi spiccato il volo ma se l'è cavata con una sbinnata e un ritiro ai box, mentre il suo piccolo fanboy è stato costretto ad andare a sostituire l'ala anteriore, perdendo così la possibilità di classificarsi davanti al suo compagno di squadr-... ah, no, questa cosa degli scontri Haas vs Aston Martin non era ancora finita, quindi c'è stato un altro incidente tra Kmag e Stroll, che ha portato Kmag a finire la gara non si sa bene come (dato che non è stato inquadrato), ad arrivare ultimo e a procacciarsi una penalità che non ha cambiato di conseguenza il suo risultato. Nel frattempo Albon, che si è tinto i capelli sostenendo che quando se li era già tinti prima del GP d'Australia gli avevano portato fortuna avendo fatto top-ten, la sua tinta scaramantica ha quindi funzionato.
La giornata sembra essere terminata con una polemica tutta Made in States per opera di gente indispettita dal fatto che Martin Brundle non conoscesse una presunta celebrità americana che gironzolava per la griglia di partenza, che si è scoperto essere un giocatore di basket celebre negli States. Varia gente sui social ha affermato che è impossibile che in Europa ci siano persone che non conoscono nome, aspetto e statura dei giocatori del NBA e il giornalista americano di Indycar Marshall Pruett avrebbe perfino affermato che, sulla base del fatto che il giocatore non riconosciuto da Brundle è nero, allora il fatto che Brundle non lo conosca è automaticamente da considerarsi razzismo. Il fatto che varie celebrità non conoscessero Martin Brundle né sapessero chi erano i piloti che avrebbero preso parte al gran premio, invece, è stato accettato come la completa normalità. Atteggiamento da "ogni singolo paese del mondo è una colonia statunitense esposta a media statunitensi e a sport mainstream negli Stati Uniti e se non conoscono qualcosa di americano è perché non riconoscono la nostra superiorità": c'è. Accusa di razzismo totalmente costruita sul nulla e campata in aria con tanto di tematiche sociali trattate completamente alla cazzum: c'è. Convinzione che non siano le celebrità che vanno ad assistere a un gran premio a doversi informare di cosa sia la Formula 1, ma piuttosto che chi fa parte del mondo della Formula 1 debba informarsi su chi siano le celebrità americane che vanno ad assistere al gran premio: c'è. Cara gente di Liberty Media, se proprio dovete organizzare gran premi su circuiti brutti, potete cortesemente organizzarli in posti tipo Noida o Yeongan, in cui ci sono in genere tifosi normali?
RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Charles Leclerc (Ferrari), 3. Carlos Sainz (Ferrari), 4. Sergio Perez (Redbull), 5. George Russell (Mercedes), 6. Lewis Hamilton (Mercedes), 7. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 8. Esteban Ocon (Alpine), 9. Alex Albon (Williams), 10. Lance Stroll (Aston Martin), 11. Fernando Alonso (Alpine), 12. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 13. Daniel Ricciardo (McLaren), 14. Nicholas Latifi (Williams), 15. Mick Schumacher (Haas), 16. Kevin Magnussen (Haas), 17. Sebastian Vettel (Aston Martin), Rit. Pierre Gasly (Alpha Tauri), Rit. Lando Norris (McLaren), Rit. Guanyu Zhou (Alfa Romeo).
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domenica 8 maggio 2022
In memoria di Gilles Villeneuve // 18.01.1950 - 08.05.1982
Esiste una tipologia di soggetti che non smetterà mai di stupirmi in negativo ed è quella del clan "quando in Formula 1 c'erano i very uominy". Questi scellerati individui sembrano moltiplicarsi velocemente tanto quanto le cavallette e hanno la malsana abitudine di fare uscite a sproposito avendo cura di scegliere sempre solo ed esclusivamente i momenti meno opportuni per esprimere il proprio spassionato punto di vista. Mi sono imbattuta in uno di questi soggetti mentre mi documentavo per scrivere questo post. O meglio, mi sono imbattuta in questo soggetto mentre mi documentavo per scrivere un post per commemorare il quarantesimo anniversario della morte di Gilles Villeneuve, nel quale non pensavo avrei inserito un'invettiva contro questo tipo di soggetti.
L'incidente è avvenuto nella seconda sessione di qualifiche del GP del Belgio, che si disputava ai tempi sul circuito di Zolder, quando il pilota della Ferrari, dopo un impatto con la Arrows di Jochen Mass, si è alzato da terra e nel corso del volo è stato sbalzato fuori dalla monoposto venendo scagliato contro le reti del circuito. Dell'incidente esistono inquadrature abbastanza di sfuggita - anche perché la regia del posto in genere non disponeva di un gran numero di telecamere ed erano inquadrati pressoché sempre gli stessi punti della pista - ma esattamente come era tipico del 1982 tali immagini non erano né filtrate né censurate. Di conseguenza, in una sintesi del suddetto gran premio trovata su Youtube, credo trasmessa dalla TV inglese in forma sintetica, è stato inserito anche l'incidente.
Qualcuno nei commenti osservava che era strano pensare che al giorno d'oggi un riassunto di una gara potrebbe contenere anche simili immagini, e credo che questa sia una cosa che possa essere affermata in termini completamente neutri. Come ho già detto in altre occasioni, fintanto che si tratta di immagini mostrate a scopo di informazione o di analisi delle cause o della dinamica di un incidente, non ho nulla in contrario. Però, poi, tra i commenti, ne ho trovato anche uno che mi sembrava piuttosto morboso e alquanto preoccupante, uno dei sostenitori della teoria dei piloty very uominy elevata alla massima potenza, per intenderci, di quelli che senza mezzi termini elogiano la Formula 1 vintage attraverso la glorificazione della morte. Non vedo infatti in che altro modo si possa definire un commento con questo contenuto:
"Vera F1 e vere morti in F1! Sì, c'è un cadavere e curiosiamoci intorno. Niente politically correct ai tempi, trattateci semplicemente da adulti, adesso i cuori sanguinanti dei millennial hanno bisogno di carezze speciali." Essenzialmente questa persona sta affermando tra le righe di provare appagamento nel vedere incidenti mortali e sta criticando le generazioni più giovani perché non provano lo stesso tipo di appagamento? E quindi, di conseguenza, sta estendendo il concetto di very uominy anche agli appassionati. Non so, possibile che quando ha sentito il bisogno di scrivere un commento non avesse niente di più sensato o di più normale da dire? E dire che di spunti di riflessione ce n'erano, c'era una sintesi della gara a disposizione, se voleva dire qualcosa che non fosse a sproposito e che non facesse venire voglia di strapparsi i capelli.
A proposito, la gara in sé ha seguito un copione abbastanza tipico di quella stagione. È iniziata con le Renault in prima fila, ma con qualche difficoltà fin dalle prime battute: Arnoux si è portato in testa davanti alla Williams di Rosberg, ma è durato pochi giri prima del ritiro, mentre Prost, scivolato al via dietro a Rosberg stesso, ha perso nel corso della gara altre posizioni prima di essere a sua volta costretto al ritiro. Rosberg ha fatto gara pressoché a sé per buona parte della gara, con Lauda installato in seconda posizione e De Cesaris (unica Alfa Romeo rimasta in pista dopo un incidente al via tra Giacomelli e Salazar) a lungo in terza posizione. Poi è passato anche davanti a Lauda e si avvicinava a Rosberg quando si è ritirato non inquadrato e per motivi non chiariti in telecronaca (problemi al cambio).
Si sono viste nelle parti più basse della zona punti a vario titolo le Brabham (poi Patrese si è ritirato e Piquet ha perso posizioni), le Ligier (anche in lotta tra di loro a un certo punto - Laffite però è stato costretto al ritiro, mentre Cheever ha proseguito), la Williams di Daly (poi ritirato), ma partito dalla decima posizione, Watson risaliva sempre più verso le posizioni alte della classifica. Ha anche superato Lauda e si è portato verso la fine della gara ormai negli scarichi di Rosberg. Il finlandese ha commesso un errore mentre cercava di tenerlo dietro e al penultimo giro ha perso la leadership, dovendosi accontentare del secondo posto. Lauda è giunto terzo al traguardo, ma una successiva squalifica per irregolarità tecniche ha consegnato la terza posizione a Cheever, che così è salito per la prima volta sul podio, anche se solo in senso metaforico.
La sintesi finiva con un'intervista post-gara al vincitore (dietro al quale si vedeva sullo sfondo un tizio che stava fumando la pipa), nel quale gli è stato chiesto quale fosse lo stato d'animo dei piloti nel disputare un gran premio all'indomani di un incidente mortale. Watson ha parlato del fatto che i piloti sanno dei rischi a cui vanno incontro, in tono piuttosto calmo e pacato. Ecco, non se risponderebbero nello stesso modo e in tono così distaccato i piloti di oggi, ma penso che tutto abbia una spiegazione. I piloti di un tempo erano quasi abituati alla morte, quelli di oggi no. Non significa che quelli di un tempo fossero very uominy e quelli di oggi no, significa che quelli di oggi danno abbastanza per scontato che torneranno a casa vivi... e niente, per quanto mi sforzi non capisco come ciò possa apparire negativo a chi se ne esce con un certo tipo di commenti.
L'incidente è avvenuto nella seconda sessione di qualifiche del GP del Belgio, che si disputava ai tempi sul circuito di Zolder, quando il pilota della Ferrari, dopo un impatto con la Arrows di Jochen Mass, si è alzato da terra e nel corso del volo è stato sbalzato fuori dalla monoposto venendo scagliato contro le reti del circuito. Dell'incidente esistono inquadrature abbastanza di sfuggita - anche perché la regia del posto in genere non disponeva di un gran numero di telecamere ed erano inquadrati pressoché sempre gli stessi punti della pista - ma esattamente come era tipico del 1982 tali immagini non erano né filtrate né censurate. Di conseguenza, in una sintesi del suddetto gran premio trovata su Youtube, credo trasmessa dalla TV inglese in forma sintetica, è stato inserito anche l'incidente.
Qualcuno nei commenti osservava che era strano pensare che al giorno d'oggi un riassunto di una gara potrebbe contenere anche simili immagini, e credo che questa sia una cosa che possa essere affermata in termini completamente neutri. Come ho già detto in altre occasioni, fintanto che si tratta di immagini mostrate a scopo di informazione o di analisi delle cause o della dinamica di un incidente, non ho nulla in contrario. Però, poi, tra i commenti, ne ho trovato anche uno che mi sembrava piuttosto morboso e alquanto preoccupante, uno dei sostenitori della teoria dei piloty very uominy elevata alla massima potenza, per intenderci, di quelli che senza mezzi termini elogiano la Formula 1 vintage attraverso la glorificazione della morte. Non vedo infatti in che altro modo si possa definire un commento con questo contenuto:
"Vera F1 e vere morti in F1! Sì, c'è un cadavere e curiosiamoci intorno. Niente politically correct ai tempi, trattateci semplicemente da adulti, adesso i cuori sanguinanti dei millennial hanno bisogno di carezze speciali." Essenzialmente questa persona sta affermando tra le righe di provare appagamento nel vedere incidenti mortali e sta criticando le generazioni più giovani perché non provano lo stesso tipo di appagamento? E quindi, di conseguenza, sta estendendo il concetto di very uominy anche agli appassionati. Non so, possibile che quando ha sentito il bisogno di scrivere un commento non avesse niente di più sensato o di più normale da dire? E dire che di spunti di riflessione ce n'erano, c'era una sintesi della gara a disposizione, se voleva dire qualcosa che non fosse a sproposito e che non facesse venire voglia di strapparsi i capelli.
A proposito, la gara in sé ha seguito un copione abbastanza tipico di quella stagione. È iniziata con le Renault in prima fila, ma con qualche difficoltà fin dalle prime battute: Arnoux si è portato in testa davanti alla Williams di Rosberg, ma è durato pochi giri prima del ritiro, mentre Prost, scivolato al via dietro a Rosberg stesso, ha perso nel corso della gara altre posizioni prima di essere a sua volta costretto al ritiro. Rosberg ha fatto gara pressoché a sé per buona parte della gara, con Lauda installato in seconda posizione e De Cesaris (unica Alfa Romeo rimasta in pista dopo un incidente al via tra Giacomelli e Salazar) a lungo in terza posizione. Poi è passato anche davanti a Lauda e si avvicinava a Rosberg quando si è ritirato non inquadrato e per motivi non chiariti in telecronaca (problemi al cambio).
Si sono viste nelle parti più basse della zona punti a vario titolo le Brabham (poi Patrese si è ritirato e Piquet ha perso posizioni), le Ligier (anche in lotta tra di loro a un certo punto - Laffite però è stato costretto al ritiro, mentre Cheever ha proseguito), la Williams di Daly (poi ritirato), ma partito dalla decima posizione, Watson risaliva sempre più verso le posizioni alte della classifica. Ha anche superato Lauda e si è portato verso la fine della gara ormai negli scarichi di Rosberg. Il finlandese ha commesso un errore mentre cercava di tenerlo dietro e al penultimo giro ha perso la leadership, dovendosi accontentare del secondo posto. Lauda è giunto terzo al traguardo, ma una successiva squalifica per irregolarità tecniche ha consegnato la terza posizione a Cheever, che così è salito per la prima volta sul podio, anche se solo in senso metaforico.
La sintesi finiva con un'intervista post-gara al vincitore (dietro al quale si vedeva sullo sfondo un tizio che stava fumando la pipa), nel quale gli è stato chiesto quale fosse lo stato d'animo dei piloti nel disputare un gran premio all'indomani di un incidente mortale. Watson ha parlato del fatto che i piloti sanno dei rischi a cui vanno incontro, in tono piuttosto calmo e pacato. Ecco, non se risponderebbero nello stesso modo e in tono così distaccato i piloti di oggi, ma penso che tutto abbia una spiegazione. I piloti di un tempo erano quasi abituati alla morte, quelli di oggi no. Non significa che quelli di un tempo fossero very uominy e quelli di oggi no, significa che quelli di oggi danno abbastanza per scontato che torneranno a casa vivi... e niente, per quanto mi sforzi non capisco come ciò possa apparire negativo a chi se ne esce con un certo tipo di commenti.
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