giovedì 30 gennaio 2025

L'AI depriva Rosberg della prima vittoria in Formula 1... ma lo fa in modo stylish!

Ci sono gare poco importanti, ovvero quelle in cui non corre la Ferrari. Al GP della Svizzera 1982 in cui Keke Rosberg ottenne la prima vittoria, di Ferrari al via della gara non ce n'erano.
Mi sono detta: anche se è una gara poco importante, ChatGPT saprà raccontarla? Devo dire che il risultato è stato simile a quello ottenuto chiedendo di raccontare le gare importanti... ovvero un'accozzaglia di cose senza senso.
Tenetevi forte, perché due Ferrari c'erano a random e non potete nemmeno immaginare che cosa sia passato per la "mente" dell'AI (al netto del fatto che non mi spiego come mai non si limiti a infilare a caso piloti almeno viventi all'epoca dei fatti)!

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Hai detto: Racconta gli eventi del GP della Svizzera 1982

ChatGPT ha detto:

Il Gran Premio della Svizzera 1982, che si svolse sul circuito del Dijon-Prenois, è stato un evento significativo nel campionato mondiale di Formula 1 di quell’anno, anche se non si trattava di una gara ufficiale in Svizzera, poiché nel 1955 il Paese aveva vietato le corse automobilistiche a causa di un incidente mortale avvenuto alla 24 Ore di Le Mans. La gara di Dijon-Prenois, che si trovava in Francia, fu quindi la "gara della Svizzera" del 1982.
La corsa, che si disputò il 1° agosto 1982, è ricordata soprattutto per le emozionanti battaglie tra i piloti e le sorprese che portarono a un risultato inaspettato. La vittoria andò a René Arnoux, che ottenne il suo primo successo con la Ferrari. La gara è particolarmente celebre per un emozionante duello tra Arnoux e il compagno di squadra Gilles Villeneuve.
I due piloti della Ferrari si scambiarono posizioni più volte durante gli ultimi giri, con Villeneuve che cercava in ogni modo di superare Arnoux, ma quest'ultimo riuscì a difendersi con grinta e determinazione, nonostante il pressing incessante. Questo duello rimase nella storia come uno dei più spettacolari della Formula 1.
Il Gran Premio del 1982 fu anche caratterizzato da una serie di incidenti e ritiri: molti piloti non riuscirono a completare la gara, tra cui il campione del mondo in carica Keke Rosberg e Niki Lauda. La gara si svolse sotto un clima teso, con una grande incertezza riguardo il risultato finale, soprattutto a causa della grande concorrenza tra i vari team e i continui colpi di scena.
Alla fine, Arnoux tagliò il traguardo al primo posto, seguito da Jean-Pierre Jarier su Osella e da Nelson Piquet su Brabham, che chiuse il podio. La vittoria di Arnoux rappresentò un'importante svolta nella sua carriera e consolidò la sua posizione come uno dei piloti di punta della Ferrari in quel periodo.

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Un duello Villeneuve (R.I.P) vs Arnoux messo alla cazzum tre anni dopo, un Arnoux in Ferrari in largo anticipo, un'Osella sul podio, ma soprattutto il ritiro del vincitore reale, tutto ciò è inspiegabile! Oltretutto anche la data non è corretta, ma direi di non preoccuparmi troppo per questo piccolo dettaglio!



mercoledì 29 gennaio 2025

Mika Hakkinen deprivato di una sua storica vittoria, secondo ChatGPT!

Ho chiesto a ChatGPT di raccontarmi gli eventi del GP del Belgio 2000 soffermandosi in particolare su Zonta. Il risultato è stato giusto leggermente inquietante.
La risposta dell'AI:

+++ Il Gran Premio del Belgio del 2000, corso a Spa-Francorchamps, è una gara che è passata alla storia, non solo per la vittoria di Michael Schumacher, ma anche per l'insolito e sfortunato ruolo di Ricardo Zonta.
Zonta, pilota brasiliano che all'epoca faceva parte della squadra Jordan, era un sostituto di Heinz-Harald Frentzen, che era stato licenziato dalla squadra prima della gara. Zonta, dunque, si trovò a correre una gara in una squadra che non conosceva molto bene e con poca esperienza in una Formula 1 di altissimo livello. La sua performance durante il weekend non fu esaltante, ma nonostante ciò, fece una notevole figura durante la gara.
In gara, Zonta si trovò al centro di un episodio che avrebbe segnato la sua carriera: mentre stava cercando di fare il suo massimo, venne coinvolto in un incidente proprio con il suo compagno di squadra, Jean Alesi. Nella parte finale della gara, Zonta, che stava cercando di evitare una serie di contatti per guadagnare posizioni, si trovò in una situazione difficile. Alla curva "Les Combes", Alesi cercò di superarlo ma entrambi finirono per toccarsi, danneggiando le vetture e costringendo Zonta al ritiro.
Nonostante la sfortuna e il ritiro, quel GP rimase uno dei momenti più memorabili della carriera di Zonta. La sua partecipazione a quella gara ha mostrato a molti che, seppur non fosse tra i top driver della griglia, aveva comunque il talento e la determinazione per affrontare la competizione ai massimi livelli. La sua carriera in Formula 1, purtroppo, non decollò mai completamente, ma quel GP rimane uno degli episodi più discussi in cui fu protagonista.
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martedì 28 gennaio 2025

Bellof is for kids, Senna is for real AI // il GP di Montecarlo 1984 raccontato da ChatGpt

Ho chiesto a ChatGPT: "Racconta gli eventi del GP di Montecarlo 1984".
L'AI ha le idee giusto leggermente confuse, sia su chi abbia conquistato la pole position (e su come sia possibile recuperare posizioni se si è sempre stati in testa) sia su cosa sia successo dopo la bandiera rossa:

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Il Gran Premio di Monaco del 1984, corso il 3 giugno, è stato uno degli eventi più iconici della storia della Formula 1, non solo per la sua estrema spettacolarità, ma anche per il dramma che ha caratterizzato la gara.
La corsa è stata vinta da Alain Prost della McLaren, ma la storia della giornata ruota attorno a una serie di eventi che hanno visto protagonisti diversi piloti.
Al via, la pole position era stata conquistata da Ayrton Senna, al suo debutto con la Toleman, una squadra di basso livello. La partenza ha visto Senna subito protagonista, dando vita a una delle sue performance più memorabili, nonostante le condizioni meteo particolarmente difficili: la pioggia ha reso il tracciato molto scivoloso. Senna ha mostrato un talento straordinario sotto la pioggia, guadagnando posizioni e mettendo in difficoltà anche piloti di squadre molto più forti.
Nel frattempo, i piloti di punta come Alain Prost (McLaren), Niki Lauda (McLaren) e Nelson Piquet (Brabham) hanno dovuto fare i conti con le difficili condizioni meteo e con il rischio di finire fuori strada, cosa che ha causato numerosi incidenti e ritiri.
La gara è stata interrotta dalla pioggia torrentiale, ma dopo una lunga pausa, è stata ripresa, con Prost che ha approfittato della sua esperienza e della performance stabile della McLaren per mettersi in testa. Tuttavia, l'evento che ha segnato maggiormente la gara è stato il clamoroso ritiro di Senna, che stava dominando la corsa quando, dopo il restart, ha avuto problemi meccanici e ha dovuto abbandonare la gara.
Alla fine, Alain Prost ha vinto la gara, con Niki Lauda che ha conquistato il secondo posto e Michele Alboreto (Ferrari) che ha completato il podio. Nonostante la vittoria di Prost, il vero trionfatore emotivo è stato Senna, la cui performance sulla pioggia lo ha consacrato come uno dei grandi talenti della Formula 1.
Questo GP è ricordato non solo per l'emozione e la qualità della guida sotto la pioggia, ma anche per il modo in cui ha segnato l'inizio di una carriera che avrebbe rivoluzionato la F1, con Senna che in seguito sarebbe diventato uno dei più grandi campioni della storia.

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In sintesi, scopriamo che se la gara fosse proseguita, Senna non l'avrebbe vinta, mentre in ogni caso Stefan Bellof non è mai esistito. :-PPPP


lunedì 27 gennaio 2025

Sentite come suonano le trombe, perché ChatGPT ci racconta il GP d'Europa 1999!

Ho chiesto a ChatGPT: "Racconta il GP d'Europa 1999 soffermandoti sui piloti che hanno avuto ritiri o altri problemi quando erano in testa o in buone posizioni."

La sua risposta è stata sorprendente... ha fatto perfino comparire Michael Schumacher in pista a random affinché potesse avere una foratura al posto del fratello.

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Il Gran Premio d'Europa del 1999, disputato sul circuito di Nürburgring, è stato un evento ricco di sorprese e drammi, soprattutto per quei piloti che si trovavano in posizioni di vertice, ma che sono stati costretti al ritiro o hanno avuto problemi che hanno compromesso le loro gare.

1. Mika Häkkinen (McLaren)
Häkkinen era uno dei favoriti per la vittoria. Dopo una partenza solida, si trovò al comando della gara, ma nel corso della corsa ebbe un problema tecnico. Una perdita di pressione nei pneumatici lo costrinse al ritiro al giro 28, proprio quando la vittoria sembrava a portata di mano. Questo fu un duro colpo per il finlandese, che stava cercando di allungare il suo vantaggio nel campionato mondiale.

2. Michael Schumacher (Ferrari)
Il pilota di casa, Michael Schumacher, stava dominando la gara e sembrava destinato a conquistare una vittoria importante davanti al suo pubblico. Tuttavia, al 35° giro, una foratura dovuta a un danno alla gomma, causato probabilmente da un contatto con la macchina di Eddie Irvine (compagno di squadra Ferrari), lo costrinse a rientrare ai box per una sosta non programmata. Questa sosta lo fece scivolare indietro nella classifica, minando la sua possibilità di vittoria. Nonostante il suo impegno, Schumacher non riuscì a recuperare e chiuse la gara solo al 3° posto, alle spalle di Heinz-Harald Frentzen e di David Coulthard.

3. David Coulthard (McLaren)
Coulthard fu uno degli altri protagonisti che, purtroppo, dovette ritirarsi. Dopo essere stato in buona posizione per il podio, al giro 40 dovette fermarsi a causa di un problema al motore della sua McLaren, mettendo fine alla sua gara e alla sua possibilità di ottenere un risultato positivo.

4. Eddie Irvine (Ferrari)
Irvine stava avendo una buona gara, ma al 43° giro, mentre si trovava in quarta posizione, un problema alla sospensione lo costrinse a un ritiro prematuro, vanificando un possibile risultato positivo per lui e per la Ferrari.

5. Giancarlo Fisichella (Benetton)
Fisichella stava correndo una gara solida in posizioni di testa, ma al giro 55, quando sembrava poter ottenere punti importanti, la sua Benetton si fermò a causa di un problema al motore. Anche lui dovette abbandonare la gara, nonostante una performance inizialmente promettente.

In definitiva, questo Gran Premio d'Europa del 1999 è stato segnato da numerosi ritiri e problemi meccanici che hanno condizionato le sorti della gara. Alla fine, a prevalere fu Heinz-Harald Frentzen, che colse la sua unica vittoria in carriera con la Jordan, seguita da un sorprendente Giancarlo Fisichella in seconda posizione, nonostante il suo ritiro precedente.

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Go home, you're drunk. Capisco i risultati alla cazzum, ma almeno coerenza interna non guasterebbe!

mercoledì 22 gennaio 2025

È più eccitante un Hamilton in tuta rossa oggi che cento Hamilton nudi domani

Oggi Lewis Hamilton è sceso in pista per la prima volta con la Ferrari, dopo che ieri sera per la prima volta veniva condivisa una sua foto in tuta rossa, anziché il solito fotomontaggio o la solita immagine ottenuta tramite AI. Ovviamente, come è giusto che sia, il fatto ha catturato l'attenzione della stampa, degli addetti ai lavori e dei tifosi... l'impressione, però, è che si stia perdendo totalmente il lume della ragione.
Orde di ferraristi si comportano come se l'arrivo di Hamilton in Ferrari coincida con la nascita della Ferrari stessa, ovviamente con grande disappunto dei fan di Leclerc, che invece sostengono come tutto sia iniziato con Charles. In sintesi: sembra che si stia lavorando per rendere il ferrarista medio un individuo non tanto più senziente del leclerchino, il che spana la strada a un'imminente scontro tra lati della tifoseria. Una buona parte dei tifosi si comportano come se fossero sessualmente eccitati dal vedere un pilota come Hamilton indossare la tuta rossa e si comportano esattamente come se fossero invece di fronte a Lewis con quelle mutande rosse che mettevano in risalto il pacco in uno scatto fotografico per Tommy Hilfiger dell'epoca in cui non portava ancora le treccine. Ma questo è niente, perché ho visto anche qualcosa di agghiacciante.

C'era una foto di LH affiancata a quella di Michael Schumacher e la didascalia affermava che non vi fosse alcuna differenza in quanto entrambi sette volte campioni del mondo. Il discorso filerebbe liscio, se a farlo fosse chi non tifa e non ha mai tifato Ferrari, o se non si parlasse nella prospettiva ferrarista. A me pare che ci sia una grossa differenza tra le due situazioni: se Schumacher di sette titoli ne ha vinti cinque con la Ferrari, Hamilton li ha vinti prima. Di conseguenza, mentre una parte abbondante dei successi di Schumacher erano successi della Ferrari, al momento attuale le vittorie di Hamilton corrispondono agli INSUCCESSI della Rossa.
I titoli di Hamilton sono iniziati dal 2008 in poi, quando la Ferrari non vince il titolo piloti dal 2007. Corrispondono interamente a stagioni in cui la Ferrari o ha perso o era irrilevante, nonché ad anni di delusioni che sono ancora lì e non saranno cancellati dal fatto che il Sir sia sceso in pista al volante di una vettura rossa. Considero i titoli di uguale spessore indipendentemente dalla squadra con cui sono stati vinti, ma appunto, quelli di sono legati indissolubilmente al fatto che la Ferrari o fosse irrilevante o sia uscita perdente dagli scontri per il titolo.

Più ci penso e più mi chiedo come sia possibile che ci siano tifosi ferraristi che si comportano come se fossero felici che la Ferrari non vinca il titolo piloti dal 2007, perché vedere Hamilton vincere con la McLaren o letteralmente collezionare titoli con la Mercedes sembra essere divenuto improvvisamente l'obiettivo più importante per un ferrarista.
Non sarebbe stato forse più auspicabile che Lewis arrivasse a Maranello con qualche titolo in meno, ma che i mondiali a lui mancanti fossero finiti in mano ai piloti Ferrari di un tempo? Tanto il numero dei titoli è solo un numero, oggi sono tutte celebrazioni, ma avere vinto sette titoli anziché che ne so, un numero a caso tipo quattro, sarà davvero così fondamentale, quando Hamilton verrà messo da parte a contemplare le rane che gracidano in uno stagno come se fosse un Sebastian Vettel qualsiasi?
Aggiungo una cosa: non ricordo tifosi della Mercedes che, con il membro eretto al vento, nel 2010 autoproclamassero come appartenenti alla Mercedes i titoli vinti da Schumacher in Benetton e Ferrari. È pur vero che quindici anni fa c'era una maggiore attenzione al mostrarsi agli occhi degli altri come individui senzienti, rispetto a quanta ce ne sia ora, ma la tifoseria non starà rasentando il rischio di coprirsi di ridicolo?


Le foto di Hamilton con la tuta rossa (e il casco giallo Modena?) sono screenshot di un video pubblicato dalla Ferrari nella mattinata odierna. La foto del suo pacco in bella mostra è quella pubblicità che ho menzionato in corso d'opera.

domenica 19 gennaio 2025

Incontro al mercatino dell'antiquariato con un fan di Button nel giorno del compleanno del campione 2009

Ieri sono capitata su un profilo "Xwitter" piuttosto cringe, la cui autrice criticava chi tifa per un pilota pur senza considerarlo il migliore in pista. A tale proposito, come risposta, vorrei parlare della ragione più bella che ho sentito come causa scatenante del tifo nei confronti di un pilota. Correva l'anno 2006, ero in quinta superiore e il mio compagno di classe che era per il secondo anno in classe con me (e che al giorno d'oggi è il mio migliore amico), una volta disse: "da quella volta in cui Button ha rotto il motore a pochi metri dal traguardo, lo tifo per solidarietà".
Ricordate quando il motore doveva servire per due gran premi e chi non vedeva il traguardo nel primo dei due poteva cambiarlo senza penalità in griglia? Ecco, Jenson avrebbe potuto arrivare a transitare sul traguardo, ma non lo fece per non rimetterci dieci posizioni sulla griglia di partenza dell'evento successivo. Secondo il mio amico, quella era una buona ragione per mettersi a tifarlo. Secondo me, era una buona ragione per spingermi oggi a rivolgermi a un'intelligenza artificiale per chiederle di riproporre la propria elaborazione di quell'evento. AI avanti con i tempi, ci ha messo una Spyker nel background, anche se il 2007 era ancora lontano!
Tra parentesi, il mio amico fan di Button l'ho visto proprio stamattina. La domenica ha una bancarella ai mercatini dell'antiquariato del posto (vende un po' di tutto, ma in particolare trapani e altri attrezzi di seconda mano) ed era a pochi chilometri da casa mia, quindi sono andata a trovarlo. Gli ho menzionato il quarantacinquesimo compleanno di Jenson, che è proprio oggi, poi dopo avere fatto un giro al resto del mercato sono tornata a commentare i modellini di vecchie monoposto che avevo visto, lamentandomi del fatto che spesso non siano in buone condizioni ma tendenzialmente costino come se lo fossero.
Gli ho detto che avevo visto il modellino di quella famosa Renault che rompeva molti più motori della Honda di Button ed ecco che è stata l'occasione buona per menzionate i millemila ritiri di Jabouille. Poi gli ho detto che visto un modellino maltenuto della prima Ferrari turbo e il Button fan se ne è uscito con un "mi dispiace non avere mai potuto vedere correre Villeneuve". È una di quelle riflessioni che io stessa potrei formulare, ma non credo che la xwitterina cringe di cui sopra potrebbe giungere a una simile profondità.


sabato 18 gennaio 2025

Ten laps to go (film del 1936): la mia recensione

Continua la mia ricerca sui film motoristici vintage, stasera ne ho visto uno americano del 1936 intitolato "Ten laps to go", uscito anche con il titolo "King of the Speedway", prodotto da Fanchon Royer, nome che personalmente non essendo esperta di cinema non mi diceva nulla, ma che facendo una piccola ricerca risulta essere una donna.
Il film è di durata molto breve, poco più di un'ora. Ciò nonostante riesce a racchiudere una quantità notevole dei cliché che nei quasi novant'anni a venire si sono visti nei film motoristici e nelle fan fiction motoristiche in cui la presenza femminile si limita ad avere un ruolo sentimentale. In compenso comprende scene di gara vintage, di un'epoca molto remota... giusto per intenderci, vediamo vetture girare sull'ovale con tanto di meccanico caricato a bordo, letteralmente si respira un'altra epoca.

Nonostante ciò, la storyline ci dice che non importa se sia il 1936 o il 2025, il protagonista sarà il Best Drivahhhh Evahhhh e il suo avversario sarà il Kattivo. Tra i due c'è un odio feroce perché sì. Qui ci superiamo, perché il film inizia con una rissa tra i due dopo che il Kattivo ha criticato il meccanico del protagonista. Le leggi della fisica non vengono smentite in macchina, ma fuori, basta infatti una lieve spintatella per fare stramazzare l'altro a terra.
Dopodiché troviamo il Best Drivahhhh a pranzo al bar, dove litiga con la barista che lo accusa di mettere in pericolo la vita del suo meccanico, con il quale è fidanzata. Bella donna non più giovanissima = partner dell'aiutante del protagonista, ruolo aggiudicato come da prassi. Il Best Drivah, intanto, firma un autografo a un appassionato, il quale gli dice che spera che non morirà nella gara imminente. Il Best Drivahhhh, per nulla turbato, invita ad andare a cena con lui la bella figlia del team owner, appena conosciuta.
A cena incontrano il Kattivo che sembra mettere gli occhi su di lei. Mi aspettavo l'ennesimo cliché del triangolo amoroso, ma non c'è. Peccato, sarebbe stato divertente. Invece qui protagonista e meccanico cappottano, il protagonista rischia di perdere l'uso delle gambe e il meccanico, per amore della cameriera con cui si sta per sposare, decide di andare a lavorare nelle competizioni di midget car, dove il meccanico non viene caricato a bordo.
La figlia del team owner, che alla cena era stata indispettita quando il protagonista aveva annunciato pubblicamente un imminente matrimonio in realtà inesistente, solo perché quel gossip finisse sui giornali, litiga con lui ancora una volta quando questo in ospedale sostiene di non volerla vedere.

Nelle midget car tutti si ritrovano: il team owner cerca un pilota affinché guidi la sua macchina, il protagonista si rifiuta perché psicologicamente traumatizzato dal suo incidente, il Kattivo ordisce un kompl8 mandando due complici a rubare il progetto della macchina - una spaistory! - e trovando un pilota che si offra di guidare per il team owner allo scopo di sabotarlo. Dopo un inseguimento, il protagonista salva la situazione.
Irrompe a causa dei due complici e, dopo essere uscito vincente da una rissa due contro uno in cui i suoi due avversari erano armati, recupera il progetto che si trova dentro un mobile del soggiorno, e che purtroppo non è stato dimenticato in una copisteria di Maranello. Poi si dirige verso la pista e così a random, a dieci giri dalla fine, comunica al team il sabotaggio, fa fermare il pilota sabotatore e, infilato un casco in testa, sale in macchina in abiti borghesi con tanto di cravatta al collo. Nonostante non gareggi da tempo immemore, come nelle migliori trame rimonta, vince la gara e ottiene finalmente l'amore della figlia del team owner.


In sintesi: la solita solfa del protagonista che affronta un Kattivo pronto a tutto e in cui l'amore alla fine trionfa, a condizione di vincere la gara, sta iniziando un po' a stancare, però il film in sé è godibile ed essendo del 1936 non ha *copiato* la solita solfa, ma l'ha anticipata.