La storia del motorsport è fatta di truffe più o meno riuscite, specie da parte di sponsor che promettevano big money inesistenti, ma oggi intendo parlare di un truffatore che ha fatto un salto di qualità: fingersi un pilota di NASCAR e gareggiare all'evento di Talladega della Winston Cup. Come c'è riuscito? Facendosi pubblicità su un giornale spacciandosi per un pilota e raccattando sponsor. Ladies and gentlemen, questa è la storia di Larry Wright, pilota di un evento di NASCAR con il nome di L.W. Wright.
Nato nel 1949, non ci sono grandi informazioni su che cosa facesse Wright prima di divenire pilota. Secondo wikipedia era un contrabbandiere di alcolici che si spacciava per un veterano della guerra del Vietnam, che nel mese di aprile del 1982 ha avuto la bella pensata di spacciarsi per pilota.
Ai tempi poteva gareggiare in NASCAR chiunque pagasse una tassa d'iscrizione abbastanza esigua e fosse in grado di procurare un'auto adeguata per la competizione. Nella sua inserzione, Wright ha annunciato degli sponsor farlocchi nel tentativo di procacciarsene altri, riuscendo nell'intento. Due cantanti country che aveva menzionato come suoi sponsor hanno poi smentito, ma ormai il danno era fatto.
Il 2 maggio, Wright sarebbe stato al via della Winston 500. Il 2 maggio! Come ho detto, tutto è iniziato nel mese di aprile, in poche settimane costui ha raccolto fondi per pagare una prima rata dell'auto con la quale avrebbe gareggiato, allestito un team e trovato un posto sulla griglia, spacciandosi per pilota.
Com'è andata la gara? Qualificato tra gli ultimi, dopo pochi giri è stato blackflaggato per essere troppo lento. Ha lasciato lì tutto e si è dato alla macchia. In seguito si è scoperto che la rata "pagata" era stata pagata con un assegno scoperto e non si sono più avute tracce di L.W Wright per ben quarant'anni!
Nel quarantennale della sua gara ha rilasciato un'intervista raccontando la sua storia. Pare che fosse ancora ricercato per i crimini passati e che l'intervista stessa gli sia stata fatale, dato che è finito in carcere nel 2023. Più recentemente, Wright è morto di cancro nel 2024, all'età di settantaquattro anni.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
Visualizzazione post con etichetta NASCAR. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta NASCAR. Mostra tutti i post
domenica 28 dicembre 2025
lunedì 27 dicembre 2021
Riepilogando il motorsport 2021: cenni sulle categorie che ho tralasciato durante l'anno
L'anno solare ormai volge al suo termine e tra meno di una settimana saremo nel 2022, quindi mi sembra sia arrivato il momento per ricapitolare quello che è successo nei campionati a cui, nelle passate stagioni, ho dedicato spazio sul mio blog, ma che in questo 2021 ho tralasciato. Vi avverto fin da subito, quindi, che questo post non ha una logica precisa, ma sarà prevalentemente un mix di categorie che in alcuni casi c'entrano veramente poco l'una con l'altra.
NASCAR - questa stagione, per fortuna, non è stata dominata da chiacchiere sulla Confederation Flag e, in generale, mi sembra sia stata decisamente più normale. Il titolo è andato a Kyle Larson, che in questa stagione si è distinto in positivo e non in negativo, diversamente dal 2020! Ai playoff con lui all'ultimo evento della stagione sono arrivati Martin Truex Jr, Denny Hamlin e Chase Elliott. Né Matt Di Benedetto, al quale in passato dedicavo spazio in quanto porta lo stesso cognome di un fornaio del mio paese, né Ricky Stenhouse Jr, celebre per essere stato fidanzato con Danica Patrick, hanno ottenuto delle vittorie. Ha vinto una gara invece il tanto chiacchierato Bubba Wallace.
WEC - nella prima stagione con le hypercar, la Toyota ha vinto nuovamente il campionato, stavolta però con la numero 7 di Kamuy Kobayashi, José Lopez e Mike Conway. Per una volta, peraltro, sono stati loro a conquistare la 24 Ore di Le Mans, invece della solita Toyota numero 8, guidata da Sebastien Buemi, Kazuki Nakajima e, a partire da questa stagione, da Brendon Hartley. Aggiungo che pochi giorni fa Brendon Hartley è diventato papà di una bambina, giusto per non farci mancare un po' di gossip. Aggiungo che il team Rebellion è stato rimpiazzato dall'Alpine, chissà che ciò non conduca a un futuro ritorno di Fernando Alonso, quando lascerà la Formula 1... sempre se la lascerà mai.
IMSA - la 24 Ore di Daytona è stata vinta da Filipe Albuquerque, Helio Castroneves, Alexander Rossi e Ricky Taylor, come avevo scritto a suo tempo, con il team Acura. Albuquerque e Taylor, i due piloti che hanno disputato l'intera stagione, si sono classificati in seconda posizione nella classifica generale del campionato, alle spalle di due piloti brasiliani, di cui uno è una nostra vecchia conoscenza. Si tratta di Felipe De Oliveira Nasr, che nell'IMSA fa coppia insieme a Pipo Derani. E dato che ho parlato di brasiliani, vediamo di passare a qualcosa di decisamente più brasiliano.
STOCK CAR BRASIL - il campionato è stato vinto da Gabriel Casagrande, che nonostante abbia ottenuto soltanto due vittorie è riuscito a conquistare il titolo. In realtà di singole vittorie ne ha ottenute meno di lui Daniel Serra, solo una, classificato in seconda posizione, mentre a Thiago Camilo, terzo in classifica, sono andate ben cinque vittorie. Nelle due gare disputate a Interlagos, Rubens Barrichello ha collezionato una squalifica e un DNS, nemmeno quest'anno ha rotto la maledizione. Ha comunque chiuso la stagione al sesto posto, posizione piuttosto rispettabile. Felipe Massa, alla sua prima stagione, ha rimediato solo un ventiquattresimo posto nella classifica finale.
PS. Dimenticavo, Massa ha ottenuto una sola top-ten in tutta la stagione, un settimo posto. Ironia della sorte, ha ottenuto quel risultato proprio nel circuito "maledetto" di Barrichello, Interlagos!
NASCAR - questa stagione, per fortuna, non è stata dominata da chiacchiere sulla Confederation Flag e, in generale, mi sembra sia stata decisamente più normale. Il titolo è andato a Kyle Larson, che in questa stagione si è distinto in positivo e non in negativo, diversamente dal 2020! Ai playoff con lui all'ultimo evento della stagione sono arrivati Martin Truex Jr, Denny Hamlin e Chase Elliott. Né Matt Di Benedetto, al quale in passato dedicavo spazio in quanto porta lo stesso cognome di un fornaio del mio paese, né Ricky Stenhouse Jr, celebre per essere stato fidanzato con Danica Patrick, hanno ottenuto delle vittorie. Ha vinto una gara invece il tanto chiacchierato Bubba Wallace.
WEC - nella prima stagione con le hypercar, la Toyota ha vinto nuovamente il campionato, stavolta però con la numero 7 di Kamuy Kobayashi, José Lopez e Mike Conway. Per una volta, peraltro, sono stati loro a conquistare la 24 Ore di Le Mans, invece della solita Toyota numero 8, guidata da Sebastien Buemi, Kazuki Nakajima e, a partire da questa stagione, da Brendon Hartley. Aggiungo che pochi giorni fa Brendon Hartley è diventato papà di una bambina, giusto per non farci mancare un po' di gossip. Aggiungo che il team Rebellion è stato rimpiazzato dall'Alpine, chissà che ciò non conduca a un futuro ritorno di Fernando Alonso, quando lascerà la Formula 1... sempre se la lascerà mai.
IMSA - la 24 Ore di Daytona è stata vinta da Filipe Albuquerque, Helio Castroneves, Alexander Rossi e Ricky Taylor, come avevo scritto a suo tempo, con il team Acura. Albuquerque e Taylor, i due piloti che hanno disputato l'intera stagione, si sono classificati in seconda posizione nella classifica generale del campionato, alle spalle di due piloti brasiliani, di cui uno è una nostra vecchia conoscenza. Si tratta di Felipe De Oliveira Nasr, che nell'IMSA fa coppia insieme a Pipo Derani. E dato che ho parlato di brasiliani, vediamo di passare a qualcosa di decisamente più brasiliano.
STOCK CAR BRASIL - il campionato è stato vinto da Gabriel Casagrande, che nonostante abbia ottenuto soltanto due vittorie è riuscito a conquistare il titolo. In realtà di singole vittorie ne ha ottenute meno di lui Daniel Serra, solo una, classificato in seconda posizione, mentre a Thiago Camilo, terzo in classifica, sono andate ben cinque vittorie. Nelle due gare disputate a Interlagos, Rubens Barrichello ha collezionato una squalifica e un DNS, nemmeno quest'anno ha rotto la maledizione. Ha comunque chiuso la stagione al sesto posto, posizione piuttosto rispettabile. Felipe Massa, alla sua prima stagione, ha rimediato solo un ventiquattresimo posto nella classifica finale.
PS. Dimenticavo, Massa ha ottenuto una sola top-ten in tutta la stagione, un settimo posto. Ironia della sorte, ha ottenuto quel risultato proprio nel circuito "maledetto" di Barrichello, Interlagos!
mercoledì 20 gennaio 2021
Le ragazze delle serie minori della NASCAR
Sembra ormai passata una vita, e forse è proprio così, da quando facevo battute su Danica Patrick e Ricky Stenhouse Jr, che ai tempi erano fidanzati, a proposito di ferri da stiro vari. Al giorno d'oggi la Patrick non è più fidanzata con Stenhouse e nemmeno con il giocatore di football americano(?) con cui si era messa insieme dopo essersi lasciata con Ricky, ma soprattutto non è più pilota di NASCAR e non è più pilota in generale. Nella Sprint Cup non ha lasciato una grande eredità, ma occasionalmente le giovani ragazze che gareggiano nelle serie minori della NASCAR vengono tacciate di potere essere "la nuova Danica". Andiamo a scoprire, senza preoccuparci troppo di Danica Patrick in realtà, chi siano le giovani promesse (di cui qualcuna un po' più promettente di altre) del motorsport americano.
Hailie Deegan - classe 2001, ha disputato la stagione 2020 di ARCA Menards classificandosi terza nel campionato piloti, alle spalle del vincitore Brett Holmes e del veterano Michael Self. Dopo tre vittorie ottenute tra 2018 e 2019 in K&N ProSeries West (oggi ARCA Menards West), nella sua stagione da rookie nell'ARCA ha ottenuto qualche podio, ma non è mai salita sul gradino più alto. In compenso è balzata agli onori delle cronache non esattamente per meriti sportivi, ma per il suo uso dei social network: è passata dal definire il coronavirus una bufala al fare una live mentre era alla guida in autostrada criticando il fatto che fossero presenti persone con auto troppo da poveri per i suoi gusti, per più di recente avere utilizzato un linguaggio inappropriato durante una gara virtuale. Nel 2021 gareggerà in NASCAR Trucks... ma probabilmente sentiremo parlare di lei più frequentemente per polemiche varie.
Natalie Decker - classe 1997, balzata agli onori della cronaca per una pole position nell'ARCA nel 2018, ma come miglior risultato in gara un misero quinto posto, nel 2020 l'abbiamo trovata nel campionato Trucks, dove aveva già gareggiato anche se non full time nelle stagioni precedenti e dove ha ottenuto un quinto posto a Daytona, il miglior risultato per una donna nella categoria su quel circuito... ma l'unico buon risultato, finora, della sua carriera. Nel corso degli anni si è rivelata tutt'altro che eccezionale e ormai è rientrata di diritto tra quelle considerate promesse non mantenute. I suoi problemi di salute, che l'hanno costretta a vari ricoveri in ospedale durante la stagione, hanno ulteriormente complicato le cose. Curiosità: in passato ha tentato un passaggio alle monoposto prendendo parte alla selezione per la W Series 2019, dove ha superato il primo turno, ma non il secondo.
Gracie Trotter - classe 2001, ha esordito nel 2020 nell'ARCA Menards West, classificandosi terza in campionato e raggiungendo l'apice della stagione con una vittoria. Ha anche preso parte come one-off a tre eventi dell'ARCA (dove gareggerà part time anche nel 2021) e a uno dell'ARCA East.
In ARCA West ha gareggiato tra gli altri contro altre due ragazze, tali Holley Hollan e Bridget Burgess, che tuttavia non hanno ottenuto nemmeno un piazzamento in top-5.
Brittney Zamora - classe 1999, nella stagione 2020 sembra non avere gareggiato full time, ma l'aveva fatto l'anno precedente, quando si era classificata quinta nel campionato K&N Pro West nel quale la Deegan era giunta terza. Nessuna vittoria per lei nel 2019, ma due pole position, che si sono entrambe tradotte in piazzamenti a podio, per l'esattezza due terzi posti, che costituiscono al momento i suoi migliori risultati.
Dominique Van Wieringen - classe 1995, diversamente dalle altre canadese anziché statunitense, alterna la carriera di pilota a quella di studentessa di ingegneria meccanica. Ha disputato la K&N Pro Series East (oggi ARCA Menards East) come full time nel 2016 ottenendo come migliori risultati due terzi posti e si è ripetuta con un terzo posto nella sua unica partecipazione del 2017. Nel 2020 ha fatto il proprio debutto, come one-off, nel campionato ARCA Menards.
PS. Non propriamente pilota di questa categoria, ma dato che vi ha fatto qualche comparsa one-off un paio d'anni fa, mi sento di citare anche Toni Breidinger. Classe 1999, insieme a Natalie Decker è stata brevemente compagna di squadra dell'ormai ritirata dalle competizioni Leilani Munter. Proprio come la Decker ha tentato un debutto nelle open wheel prendendo parte alla selezione della W Series, tuttavia, diversamente dalla Decker, non ha superato nemmeno la prima selezione. Non è chiaro se tornerà mai a gareggiare nell'ARCA, ma ha preso parte pochi giorni fa a un test di questa categoria.
Hailie Deegan - classe 2001, ha disputato la stagione 2020 di ARCA Menards classificandosi terza nel campionato piloti, alle spalle del vincitore Brett Holmes e del veterano Michael Self. Dopo tre vittorie ottenute tra 2018 e 2019 in K&N ProSeries West (oggi ARCA Menards West), nella sua stagione da rookie nell'ARCA ha ottenuto qualche podio, ma non è mai salita sul gradino più alto. In compenso è balzata agli onori delle cronache non esattamente per meriti sportivi, ma per il suo uso dei social network: è passata dal definire il coronavirus una bufala al fare una live mentre era alla guida in autostrada criticando il fatto che fossero presenti persone con auto troppo da poveri per i suoi gusti, per più di recente avere utilizzato un linguaggio inappropriato durante una gara virtuale. Nel 2021 gareggerà in NASCAR Trucks... ma probabilmente sentiremo parlare di lei più frequentemente per polemiche varie.
Natalie Decker - classe 1997, balzata agli onori della cronaca per una pole position nell'ARCA nel 2018, ma come miglior risultato in gara un misero quinto posto, nel 2020 l'abbiamo trovata nel campionato Trucks, dove aveva già gareggiato anche se non full time nelle stagioni precedenti e dove ha ottenuto un quinto posto a Daytona, il miglior risultato per una donna nella categoria su quel circuito... ma l'unico buon risultato, finora, della sua carriera. Nel corso degli anni si è rivelata tutt'altro che eccezionale e ormai è rientrata di diritto tra quelle considerate promesse non mantenute. I suoi problemi di salute, che l'hanno costretta a vari ricoveri in ospedale durante la stagione, hanno ulteriormente complicato le cose. Curiosità: in passato ha tentato un passaggio alle monoposto prendendo parte alla selezione per la W Series 2019, dove ha superato il primo turno, ma non il secondo.
Gracie Trotter - classe 2001, ha esordito nel 2020 nell'ARCA Menards West, classificandosi terza in campionato e raggiungendo l'apice della stagione con una vittoria. Ha anche preso parte come one-off a tre eventi dell'ARCA (dove gareggerà part time anche nel 2021) e a uno dell'ARCA East.
In ARCA West ha gareggiato tra gli altri contro altre due ragazze, tali Holley Hollan e Bridget Burgess, che tuttavia non hanno ottenuto nemmeno un piazzamento in top-5.
Brittney Zamora - classe 1999, nella stagione 2020 sembra non avere gareggiato full time, ma l'aveva fatto l'anno precedente, quando si era classificata quinta nel campionato K&N Pro West nel quale la Deegan era giunta terza. Nessuna vittoria per lei nel 2019, ma due pole position, che si sono entrambe tradotte in piazzamenti a podio, per l'esattezza due terzi posti, che costituiscono al momento i suoi migliori risultati.
Dominique Van Wieringen - classe 1995, diversamente dalle altre canadese anziché statunitense, alterna la carriera di pilota a quella di studentessa di ingegneria meccanica. Ha disputato la K&N Pro Series East (oggi ARCA Menards East) come full time nel 2016 ottenendo come migliori risultati due terzi posti e si è ripetuta con un terzo posto nella sua unica partecipazione del 2017. Nel 2020 ha fatto il proprio debutto, come one-off, nel campionato ARCA Menards.
PS. Non propriamente pilota di questa categoria, ma dato che vi ha fatto qualche comparsa one-off un paio d'anni fa, mi sento di citare anche Toni Breidinger. Classe 1999, insieme a Natalie Decker è stata brevemente compagna di squadra dell'ormai ritirata dalle competizioni Leilani Munter. Proprio come la Decker ha tentato un debutto nelle open wheel prendendo parte alla selezione della W Series, tuttavia, diversamente dalla Decker, non ha superato nemmeno la prima selezione. Non è chiaro se tornerà mai a gareggiare nell'ARCA, ma ha preso parte pochi giorni fa a un test di questa categoria.
sabato 14 novembre 2020
NASCAR 2020: i playoff in sintesi
Siamo nel periodo in cui le stagioni iper-concentrate del 2020 iniziano a terminare e colgo l'occasione per trasferirci spiritualmente negli States, laddove l'8 novembre è terminato il campionato di NASCAR, dopo due mesi di playoff nel corso dei quali ho sperato che Matt Di Benedetto vincesse almeno una gara. Le mie speranze non si sono realizzate e, dopo i playoff a 16, insieme a Cole Custer, William Byron e Ryan Blaney è uscito dalla lotta per il titolo. Ciò non andava contro alla prospettiva di vincere una gara prima o poi, ma comunque la cosa non è andata in porto. A proposito di vittorie, in questa fase dei playoff ha vinto due volte Kevin Harvick, con una vittoria di Brad Keselowski in mezzo.
Harvick ha iniziato i playoff a 12 in testa alla classifica, seguito da Hamlin, Keselowski, Logano, Elliott, Truex, Bowman, Dillon, Almirola, Kyle Busch, Bowyer e Kurt Busch ancora in lotta per il campionato.
Questo giro si è aperto con una vittoria di Kurt Busch, poi a seguire Danny Hamlin e Chase Elliott.
Harvick era ancora in testa alla classifica seguito da Hamlin e Keselowski, con Elliott risalito davanti a Logano, Truex, Bowman e Kurt Busch, loro gli otto piloti rimasti in lotta per il titolo. Le cose si sono un po' rimescolate nella fase successiva dei playoff, nelle cui tre gare hanno vinto Logano, Kyle Busch (già fuori dalla lotta per il campionato) ed Elliott.
Joey Logano, nuovo leader della classifica, è andato a giocarsi il titolo con Elliott nella gara finale, avvenuta appunto nello scorso fine settimana. Hanno concluso proprio nelle prime quattro posizioni dell'ultima gara stagionale, gara in cui al quinto posto si è classificato Jimmie Johnson per chiudere in bellezza la sua ultima stagione completa, in vista del suo passaggio in Indycar come pilota part-time nelle prossime due stagioni. Non ho idea di che cosa ne pensino i suoi hater che un tempo lo criticavano 24/7.
Tornando alla lotta per il titolo, ha vinto la gara e il titolo Chase Elliott, seguito da Keselowski, Logano e Hamlin, in queste posizioni sia in gara sia in classifica finale. Penso che Elliott sia il primo campione nato negli anni '90...
Considerazioni finali: quest'anno ho seguito il campionato di NASCAR molto meno rispetto alle stagioni precedenti, anche per via della concentrazione di eventi motoristici che si sono svolti tutti nello stesso periodo. Sono comunque contenta di essere riuscita in qualche modo a "coprire" anche questo campionato.
Harvick ha iniziato i playoff a 12 in testa alla classifica, seguito da Hamlin, Keselowski, Logano, Elliott, Truex, Bowman, Dillon, Almirola, Kyle Busch, Bowyer e Kurt Busch ancora in lotta per il campionato.
Questo giro si è aperto con una vittoria di Kurt Busch, poi a seguire Danny Hamlin e Chase Elliott.
Harvick era ancora in testa alla classifica seguito da Hamlin e Keselowski, con Elliott risalito davanti a Logano, Truex, Bowman e Kurt Busch, loro gli otto piloti rimasti in lotta per il titolo. Le cose si sono un po' rimescolate nella fase successiva dei playoff, nelle cui tre gare hanno vinto Logano, Kyle Busch (già fuori dalla lotta per il campionato) ed Elliott.
Joey Logano, nuovo leader della classifica, è andato a giocarsi il titolo con Elliott nella gara finale, avvenuta appunto nello scorso fine settimana. Hanno concluso proprio nelle prime quattro posizioni dell'ultima gara stagionale, gara in cui al quinto posto si è classificato Jimmie Johnson per chiudere in bellezza la sua ultima stagione completa, in vista del suo passaggio in Indycar come pilota part-time nelle prossime due stagioni. Non ho idea di che cosa ne pensino i suoi hater che un tempo lo criticavano 24/7.
Tornando alla lotta per il titolo, ha vinto la gara e il titolo Chase Elliott, seguito da Keselowski, Logano e Hamlin, in queste posizioni sia in gara sia in classifica finale. Penso che Elliott sia il primo campione nato negli anni '90...
Considerazioni finali: quest'anno ho seguito il campionato di NASCAR molto meno rispetto alle stagioni precedenti, anche per via della concentrazione di eventi motoristici che si sono svolti tutti nello stesso periodo. Sono comunque contenta di essere riuscita in qualche modo a "coprire" anche questo campionato.
domenica 6 settembre 2020
NASCAR 2020: cenni sulla regular season
Sembrano passati secoli, ormai, da quando iniziava il campionato di NASCAR, con il grave incidente di Ryan Newman a Daytona, che per fortuna si è risolto in positivo. La stagione, a quel punto, proseguiva senza intoppi per appena un mesetto, per poi essere stravolta, ai primi di marzo, dall'epidemia di coronavirus, come tutto il resto del motorsport. Sono seguiti due mesi di stop, poi la stagione è stata rimessa in piedi, in un modo o nell'altro.
È arrivata l'epoca delle gare senza qualifica, con griglie di partenza estratte a sorte, con le gare del mercoledì e quelle della domenica e quant'altro, tutto verso un solo obiettivo: una regular season di ventisei gare, tanto quelle stabilite in origine, che terminasse in agosto, come da calendario... e l'obiettivo è riuscito: sono state disputate ventisei gare, ad arrivare ad agosto, e settembre, ottobre e la prima parte di novembre saranno dedicati ai playoff.
Tirando un po' di somme e facendo un po' di statistiche, dal punto di vista delle gare vinte, la situazione è questa:
7 vittorie per Kevin Harvick
6 vittorie per Denny Hamlin
3 vittorie per Brad Keselowski
2 vittorie per Joey Logano
2 vittorie per Chase Elliot
1 vittoria per Martin Truex
1 vittoria per Ryan Blaney
1 vittoria per Alex Bowman
1 vittoria per William Byron
1 vittoria per Austin Dillon
1 vittoria per Cole Custer
Si notano nomi illustri e nomi considerati un po' meno illustri, dopodiché si nota anche il nome di un rookie, l'ultimo che ho citato, mentre non hanno ottenuto vittorie altri soggetti illustri, tipo Kyle e Kurt Busch, oppure Jimmie Johnson, il pilota più odiato dai fanboy della NASCAR, che se non vado errata sta disputando la sua ultima stagione completa, di cui a un certo punto tempo fa ha dovuto saltare una gara in quanto contagiato dal coronavirus, stesso destino capitato anche a Dillon, con la sola differenza che Johnson è stato tacciato di esserselo inventato per questioni pubblicitarie.
In apparenza, diversamente dai piloti di Formula 1, i piloti di NASCAR, i membri dei team e la gente che lavora nella NASCAR non sembra essere sottoposta a test regolari, in quanto ai tempi di Johnson le cronache riportavano come sia stato trovato positivo al coronavirus in quanto, pur essendo asintomatico, aveva fatto il test dopo che era risultata positiva sua moglie, testata per via di sintomi lievi.
Il contrasto Stati Uniti vs resto del mondo mi ha lasciata un po' spiazzata, ma non è la prima volta che succede, quindi direi di tralasciare questo argomento.
Kevin Harvick, Denny Hamlin, Brad Keselowski, Joey Logano, Chase Elliott, Martin Truex, Ryan Blaney, Alex Bowman, William Byron, Austin Dillon, Cole Custer, Aric Almirola, Clint Bowyer, Kyle e Kurt Busch e infine Matt Di Benedetto sono i primi sedici piloti in classifica, che andranno a lottare per il campionato per i prossimi due mesi. La struttura dei playoff rimane tale e quale: tre gare con uno scontro a sedici, poi si passa a dodici per altre tre gare, a seguire a otto per altre tre e infine, all'ultima, solo i primi quattro piloti in classifica inclusi nello scontro per il titolo. Io tifo per Matt Di Benedetto, perché porta lo stesso cognome di un fornaio che lavora nel mio paese (non quello da cui compriamo il pane io e i miei familiari)!
È arrivata l'epoca delle gare senza qualifica, con griglie di partenza estratte a sorte, con le gare del mercoledì e quelle della domenica e quant'altro, tutto verso un solo obiettivo: una regular season di ventisei gare, tanto quelle stabilite in origine, che terminasse in agosto, come da calendario... e l'obiettivo è riuscito: sono state disputate ventisei gare, ad arrivare ad agosto, e settembre, ottobre e la prima parte di novembre saranno dedicati ai playoff.
Tirando un po' di somme e facendo un po' di statistiche, dal punto di vista delle gare vinte, la situazione è questa:
7 vittorie per Kevin Harvick
6 vittorie per Denny Hamlin
3 vittorie per Brad Keselowski
2 vittorie per Joey Logano
2 vittorie per Chase Elliot
1 vittoria per Martin Truex
1 vittoria per Ryan Blaney
1 vittoria per Alex Bowman
1 vittoria per William Byron
1 vittoria per Austin Dillon
1 vittoria per Cole Custer
Si notano nomi illustri e nomi considerati un po' meno illustri, dopodiché si nota anche il nome di un rookie, l'ultimo che ho citato, mentre non hanno ottenuto vittorie altri soggetti illustri, tipo Kyle e Kurt Busch, oppure Jimmie Johnson, il pilota più odiato dai fanboy della NASCAR, che se non vado errata sta disputando la sua ultima stagione completa, di cui a un certo punto tempo fa ha dovuto saltare una gara in quanto contagiato dal coronavirus, stesso destino capitato anche a Dillon, con la sola differenza che Johnson è stato tacciato di esserselo inventato per questioni pubblicitarie.
In apparenza, diversamente dai piloti di Formula 1, i piloti di NASCAR, i membri dei team e la gente che lavora nella NASCAR non sembra essere sottoposta a test regolari, in quanto ai tempi di Johnson le cronache riportavano come sia stato trovato positivo al coronavirus in quanto, pur essendo asintomatico, aveva fatto il test dopo che era risultata positiva sua moglie, testata per via di sintomi lievi.
Il contrasto Stati Uniti vs resto del mondo mi ha lasciata un po' spiazzata, ma non è la prima volta che succede, quindi direi di tralasciare questo argomento.
Kevin Harvick, Denny Hamlin, Brad Keselowski, Joey Logano, Chase Elliott, Martin Truex, Ryan Blaney, Alex Bowman, William Byron, Austin Dillon, Cole Custer, Aric Almirola, Clint Bowyer, Kyle e Kurt Busch e infine Matt Di Benedetto sono i primi sedici piloti in classifica, che andranno a lottare per il campionato per i prossimi due mesi. La struttura dei playoff rimane tale e quale: tre gare con uno scontro a sedici, poi si passa a dodici per altre tre gare, a seguire a otto per altre tre e infine, all'ultima, solo i primi quattro piloti in classifica inclusi nello scontro per il titolo. Io tifo per Matt Di Benedetto, perché porta lo stesso cognome di un fornaio che lavora nel mio paese (non quello da cui compriamo il pane io e i miei familiari)!
giovedì 9 luglio 2020
Angela Ruch e Amber Cope: una delle pagine più strane del motorsport al femminile
Oggi parliamo di motorsport al femminile, ma non parliamo di un esempio molto costruttivo di motorsport al femminile, quanto piuttosto di un esempio abbastanza trash, anche se ha fatto la storia: le Cope, infatti, circa dieci anni fa sono state le prime due gemelle a gareggiare nei campionati minori della NASCAR. Nel corso degli anni le due hanno partecipato occasionalmente a gare di ARCA, Nationwide, Trucks... e attualmente una delle due gareggia con il nome di Angela Ruch (suo cognome da sposata, che secondo wikipedia si pronuncia come se fosse scritto Ruck).
Le due gemelle sembrano essersi fatte notare essenzialmente per slcune ragioni: 1) performance molto discutibili e mancanza di esperienza necessaria per le serie nelle quali gareggiavano, 2) poco impegno nel motorsport, da loro utilizzato per promuovere la propria immagine e le loro altre attività, 3) look particolarmente appariscente, 4) controversie con altri piloti elevate alla massima potenza, 5) pessima scelta dei tifosi di NASCAR nel vederle come punto di riferimento nel valutare le performance dell'intero genere femminile. Se state pensando a Carmen Jordà... no, forse vi sbagliate, quella ha un look più naturale e non è protagonista di un reality show!
Amber pare avere lasciato le competizioni. Il suo profilo instagram la descrive come parrucchiera, proprietaria di un salone di bellezza e impresaria di pompe funebri, perché evidentemente il successo sta nel diversificare i propri business.
Angela corre full time in Trucks, è sposata con un tale Michael Ruch che occasionalmente insulta piloti di NASCAR su twitter e sostiene che sua moglie è più forte di loro e che in apparenza una volta ha affermato di avere scritto mentre era ubriaco un tweet dal profilo della moglie per insultare un opinionista di NASCAR.
Sul suo profilo instagram, Angela sostiene che al momento ci sono tre donne in NASCAR ed è felice di essere una di loro, forse riferita alla sola serie nella quale gareggia, perché nelle altre serie minori ce ne sono altre.
Sul suo sito web dichiara di essere una delle donne più prominenti del motorsport, cosa sulla quale avrei qualche dubbio dato che, parlando solo degli States, c'è Hailie Deegan che è una front runner nell'ARCA, e di essere la prima madre a gareggiare, quindi non conosce l'esistenza almeno di Emma Kimilainen.
Di fatto, Angela Ruch mi dà esattamente l'impressione di essere una di quelle donne del motorsport che si sentono fighe o rappresentative solo perché sono donne, mentre impegno serio per il motorsport zero, cosa che mi fa pensare a quanto fossero belli i tempi in cui c'erano Leilani Munter e Milka Duno!
Le due gemelle sembrano essersi fatte notare essenzialmente per slcune ragioni: 1) performance molto discutibili e mancanza di esperienza necessaria per le serie nelle quali gareggiavano, 2) poco impegno nel motorsport, da loro utilizzato per promuovere la propria immagine e le loro altre attività, 3) look particolarmente appariscente, 4) controversie con altri piloti elevate alla massima potenza, 5) pessima scelta dei tifosi di NASCAR nel vederle come punto di riferimento nel valutare le performance dell'intero genere femminile. Se state pensando a Carmen Jordà... no, forse vi sbagliate, quella ha un look più naturale e non è protagonista di un reality show!
Amber pare avere lasciato le competizioni. Il suo profilo instagram la descrive come parrucchiera, proprietaria di un salone di bellezza e impresaria di pompe funebri, perché evidentemente il successo sta nel diversificare i propri business.
Angela corre full time in Trucks, è sposata con un tale Michael Ruch che occasionalmente insulta piloti di NASCAR su twitter e sostiene che sua moglie è più forte di loro e che in apparenza una volta ha affermato di avere scritto mentre era ubriaco un tweet dal profilo della moglie per insultare un opinionista di NASCAR.
Sul suo profilo instagram, Angela sostiene che al momento ci sono tre donne in NASCAR ed è felice di essere una di loro, forse riferita alla sola serie nella quale gareggia, perché nelle altre serie minori ce ne sono altre.
Sul suo sito web dichiara di essere una delle donne più prominenti del motorsport, cosa sulla quale avrei qualche dubbio dato che, parlando solo degli States, c'è Hailie Deegan che è una front runner nell'ARCA, e di essere la prima madre a gareggiare, quindi non conosce l'esistenza almeno di Emma Kimilainen.
Di fatto, Angela Ruch mi dà esattamente l'impressione di essere una di quelle donne del motorsport che si sentono fighe o rappresentative solo perché sono donne, mentre impegno serio per il motorsport zero, cosa che mi fa pensare a quanto fossero belli i tempi in cui c'erano Leilani Munter e Milka Duno!
martedì 23 giugno 2020
A sostegno di Bubba Wallace
Cari fanboy della NASCAR, dove "cari" è un eufemismo, perché in un paio di giorni mi avete fatto rivalutare gran parte dei fanboy delle altre serie automobilistiche, so che non leggerete mai questo mio post, perché siete americani e non conoscete l'italiano, e dopotutto non mi interessa comunicare con voi, perché non capireste... però una cosa ve la voglio dire, spiritualmente: SIETE TOSSICI. Anzi, SIETE DELLE M*RDE. E i vostri piagnistei hanno rotto le palle. Perché la ragione per cui piagnucolate è questa: il pilota afroamericano Bubba Wallace ha ricevuto minacce di morte a sfondo razzista e con metodi da avvertimento mafioso, eppure secondo voi è lui il colpevole, per avere denunciato il fatto, o per avere esposto il suo presunto pensiero politico in un modo che non vi piace.
Che poi, vogliamo parlarne? Tutto ciò che ha fatto Bubba Wallace è esprimersi a sostegno dell'uguaglianza tra tutti i cittadini statunitensi (lo ripeto: CITTADINI STATUNITENSI) indipendentemente dalle loro origini etniche. In linea teorica, sono passate centinaia di anni da quando ciò poteva essere considerato un'opinione politica. Al giorno d'oggi, a mio vedere, non dovrebbero esserci a proposito pensieri di destra, di sinistra, di centro, apolitici o da indipendent thinker. Dovrebbe essere piuttosto una cosa scontata. Il fatto che ci sia chi si batte per questa causa, significa che evidentemente non lo è. O meglio, che può esserlo sulla carta, ma che quello che è sulla carta non si traduce in realtà.
La colpa di Bubba Wallace è stata quella di avviare una petizione per chiedere alla NASCAR di impedire a team e spettatori di esibire durante gli eventi della NASCAR la "confederation flag", la bandiera degli indipendentisti sudisti durante la guerra di secessione, la cui indipendenza si basava su "sani principi" quali la legittimazione della schiavitù e della supremazia bianca. Ovvero roba che dovrebbe essere sorpassata da circa centosessant'anni (dove nello scrivere "dovrebbe essere sorpassata da circa centosessant'anni mi viene il voltastomaco al pensiero di come si vivesse centosessant'anni fa negli States).
Dopo la vittoria dei nordisti nella guerra di secessione, tale bandiera era considerata un simbolo di tradimento e, ancora oggi, al di fuori degli stati del sud, è considerata simbolo di tradimento della patria. Quindi non mi sorprende più di tanto che un simile simbolo sia stato vietato durante gli eventi sportivi della NASCAR, mi stupisce piuttosto che al giorno d'oggi ci sia chi si sente oltraggiato dal non potere portare con sé questa bandiera... o meglio, di non poterla portare con sé quando va ad assistere alle gare di NASCAR, perché vorrei ricordare che questi, a casa loro, possono fare quel cavolo che gli pare senza che la NASCAR batta ciglio. Mi verrebbe piuttosto da chiedermi perché questi sentano il bisogno di portarsi una bandiera sudista quando vanno ad assistere a una gara di NASCAR e perché pensino che il non poterla portare vada a minare il loro pensiero politico. Qualora costoro sentano il bisogno irrefrenabile di andare ad assistere a una gara di NASCAR indossando magliette o cappelli o esponendo gadget che inneggino a qualunque politico americano contemporaneo, nessuno glielo vieta.
La questione della confederation flag non è passata inosservata. Fanboy che inneggiano al diritto di esibire le proprie origini a cui sono legati e perfino un pilota part-time di NASCAR Truck che ha dichiarato di volersi ritirare per dalle competizioni per questo. Peraltro quel pilota di Truck a sostegno del "preservare le origini" non è neanche nato in uno stato ex sudista. E ha un cognome italiano, Ciccarelli, pronunciato alla cazzum, Sissarelli, ovvero non la sua pronuncia italiana e neanche quella inglese, quindi tutto questo interesse per le origini non dovrebbe averlo.
Poi è successo che un'azienda che si occupa del design di caschi abbia espresso sostegno a Ciccarelli e che il pilota Ryan Blaney, della Sprint Cup e grande amico di Wallace, abbia deciso di interrompere la loro collaborazione, venendo accusato di "violare la libertà di pensiero", come se un singolo privato non potesse decidere autonomamente a chi far produrre e dipingere i propri caschi. A Blaney è stato suggerito di "stare lontano dalla politica" nonostante non abbia detto alcunché di politico. E nel frattempo Wallace è stato letteralmente preso di mira dai fanboy sui social network. In molti hanno anche fatto notare come, essendo un backmarker, non dovrebbe avere voce in capitolo su certe questioni... e qui cari fanboy, viene fuori la vostra peggiore bassezza: non sapete come replicare? e allora scomodate il numero irrisorio di top-ten che costui ha ottenuto.
In un clima da "se sei scarso di meriti di ricevere minacce di morte a sfondo razzista" (non entro nel merito delle performance di Wallace, perché non saprei dire quanto dipenda dal team e quanto dal pilota, ma soprattutto perché NULLA ha a che vedere con il discorso), questo pilota è stato invitato a pensare a imparare a guidare, invece di denunciare le minacce di morte che riceve, e in molti hanno sostenuto che in NASCAR ci sia un complotto a suo favore per farlo vincere (nell'ultima gara disputata è arrivato quattordicesimo, sicuramente merito di un kompl8!!!1!!!!1!!! e non mi sembra neanche che sia il peggiore dei suoi risultati).
In più in molti sostengono che si sia inventato tutto con il benestare della NASCAR per farsi pubblicità. Giustificazione numero 1 a questo pensiero: un anno fa un attore di una serie TV inscenò un'aggressione a sfondo razzista nei suoi confronti per farsi pubblicità. Giustificazione numero 2: nel box dove è stato fatto trovare un cappio al team di Wallace dovrebbero esserci le telecamere e chiunque sia stato dovrebbe essere stato ripreso... un po' come se disattivare o oscurare le telecamere fosse impossibile, o come se fosse impossibile andarsene in giro a volto coperto in un ambiente in cui si può entrare soltanto indossando la mascherina per ragioni sanitarie. Il fatto che uno che riceve da settimane insulti sui social sia davvero stato preso di mira e minacciato, ovviamente, è una cosa del tutto impossibile ai loro occhi.
Insomma, non so cosa dire... che ambiente "sano" che c'è nel motorsport Made in USA e non solo nel motorsport...
EDIT 24/06 - stando al comunicato della Nascar, dalle indagini sarebbe risultato che il presunto cappio era lì da mesi e che i membri del team si siano suggestionati (cosa quest'ultima che, comunque, la direbbe lunga sul clima che si respira da quelle parti).
Che poi, vogliamo parlarne? Tutto ciò che ha fatto Bubba Wallace è esprimersi a sostegno dell'uguaglianza tra tutti i cittadini statunitensi (lo ripeto: CITTADINI STATUNITENSI) indipendentemente dalle loro origini etniche. In linea teorica, sono passate centinaia di anni da quando ciò poteva essere considerato un'opinione politica. Al giorno d'oggi, a mio vedere, non dovrebbero esserci a proposito pensieri di destra, di sinistra, di centro, apolitici o da indipendent thinker. Dovrebbe essere piuttosto una cosa scontata. Il fatto che ci sia chi si batte per questa causa, significa che evidentemente non lo è. O meglio, che può esserlo sulla carta, ma che quello che è sulla carta non si traduce in realtà.
La colpa di Bubba Wallace è stata quella di avviare una petizione per chiedere alla NASCAR di impedire a team e spettatori di esibire durante gli eventi della NASCAR la "confederation flag", la bandiera degli indipendentisti sudisti durante la guerra di secessione, la cui indipendenza si basava su "sani principi" quali la legittimazione della schiavitù e della supremazia bianca. Ovvero roba che dovrebbe essere sorpassata da circa centosessant'anni (dove nello scrivere "dovrebbe essere sorpassata da circa centosessant'anni mi viene il voltastomaco al pensiero di come si vivesse centosessant'anni fa negli States).
Dopo la vittoria dei nordisti nella guerra di secessione, tale bandiera era considerata un simbolo di tradimento e, ancora oggi, al di fuori degli stati del sud, è considerata simbolo di tradimento della patria. Quindi non mi sorprende più di tanto che un simile simbolo sia stato vietato durante gli eventi sportivi della NASCAR, mi stupisce piuttosto che al giorno d'oggi ci sia chi si sente oltraggiato dal non potere portare con sé questa bandiera... o meglio, di non poterla portare con sé quando va ad assistere alle gare di NASCAR, perché vorrei ricordare che questi, a casa loro, possono fare quel cavolo che gli pare senza che la NASCAR batta ciglio. Mi verrebbe piuttosto da chiedermi perché questi sentano il bisogno di portarsi una bandiera sudista quando vanno ad assistere a una gara di NASCAR e perché pensino che il non poterla portare vada a minare il loro pensiero politico. Qualora costoro sentano il bisogno irrefrenabile di andare ad assistere a una gara di NASCAR indossando magliette o cappelli o esponendo gadget che inneggino a qualunque politico americano contemporaneo, nessuno glielo vieta.
La questione della confederation flag non è passata inosservata. Fanboy che inneggiano al diritto di esibire le proprie origini a cui sono legati e perfino un pilota part-time di NASCAR Truck che ha dichiarato di volersi ritirare per dalle competizioni per questo. Peraltro quel pilota di Truck a sostegno del "preservare le origini" non è neanche nato in uno stato ex sudista. E ha un cognome italiano, Ciccarelli, pronunciato alla cazzum, Sissarelli, ovvero non la sua pronuncia italiana e neanche quella inglese, quindi tutto questo interesse per le origini non dovrebbe averlo.
Poi è successo che un'azienda che si occupa del design di caschi abbia espresso sostegno a Ciccarelli e che il pilota Ryan Blaney, della Sprint Cup e grande amico di Wallace, abbia deciso di interrompere la loro collaborazione, venendo accusato di "violare la libertà di pensiero", come se un singolo privato non potesse decidere autonomamente a chi far produrre e dipingere i propri caschi. A Blaney è stato suggerito di "stare lontano dalla politica" nonostante non abbia detto alcunché di politico. E nel frattempo Wallace è stato letteralmente preso di mira dai fanboy sui social network. In molti hanno anche fatto notare come, essendo un backmarker, non dovrebbe avere voce in capitolo su certe questioni... e qui cari fanboy, viene fuori la vostra peggiore bassezza: non sapete come replicare? e allora scomodate il numero irrisorio di top-ten che costui ha ottenuto.
In un clima da "se sei scarso di meriti di ricevere minacce di morte a sfondo razzista" (non entro nel merito delle performance di Wallace, perché non saprei dire quanto dipenda dal team e quanto dal pilota, ma soprattutto perché NULLA ha a che vedere con il discorso), questo pilota è stato invitato a pensare a imparare a guidare, invece di denunciare le minacce di morte che riceve, e in molti hanno sostenuto che in NASCAR ci sia un complotto a suo favore per farlo vincere (nell'ultima gara disputata è arrivato quattordicesimo, sicuramente merito di un kompl8!!!1!!!!1!!! e non mi sembra neanche che sia il peggiore dei suoi risultati).
In più in molti sostengono che si sia inventato tutto con il benestare della NASCAR per farsi pubblicità. Giustificazione numero 1 a questo pensiero: un anno fa un attore di una serie TV inscenò un'aggressione a sfondo razzista nei suoi confronti per farsi pubblicità. Giustificazione numero 2: nel box dove è stato fatto trovare un cappio al team di Wallace dovrebbero esserci le telecamere e chiunque sia stato dovrebbe essere stato ripreso... un po' come se disattivare o oscurare le telecamere fosse impossibile, o come se fosse impossibile andarsene in giro a volto coperto in un ambiente in cui si può entrare soltanto indossando la mascherina per ragioni sanitarie. Il fatto che uno che riceve da settimane insulti sui social sia davvero stato preso di mira e minacciato, ovviamente, è una cosa del tutto impossibile ai loro occhi.
Insomma, non so cosa dire... che ambiente "sano" che c'è nel motorsport Made in USA e non solo nel motorsport...
EDIT 24/06 - stando al comunicato della Nascar, dalle indagini sarebbe risultato che il presunto cappio era lì da mesi e che i membri del team si siano suggestionati (cosa quest'ultima che, comunque, la direbbe lunga sul clima che si respira da quelle parti).
giovedì 20 febbraio 2020
Daytona 500: grave incidente per Newman, che tuttavia sta già molto meglio
Caro meteorite, ti scrivo per informarti delle ultime novità, che probabilmente ti sono sfuggite, altrimenti saresti intervenuto in nostro soccorso grosjeanizzandoci già da qualche giorno.
Domenica 16/02 doveva iniziare il campionato di NASCAR, con la Daytona 500, e non è iniziato nel migliore dei modi: c'è stato un rain delay interminabile e la gara è stata rinviata al lunedì.
Questo, almeno, è quello che pensavamo fosse un inizio "non nel migliore dei modi", perché purtroppo le cose sono cambiate. È arrivato il lunedì, la pioggia si era levata di torno ed era finalmente possibile gareggiare. La gara si è svolta in quella che per noi europei era la notte tra lunedì e martedì. Martedì mattina ci siamo svegliati con la news che, tutto sommato, un rain delay era roba da niente.
All'ultimo giro, dopo vari overtime, era in corso un duello per la leadership tra Denny Hamlin, Ryan Newman e Ryan Blaney, con le vetture molto vicine. Quando Newman si è portato in testa, è stato colpito dalla vettura di Blaney ed è finito in testacoda andando a impattare contro le barriere.
Centrato dalla vettura di Corey Lajoie, ha spiccato il volo, ribaltandosi, e la vettura è stata avvolta dalle fiamme.
Mentre Hamlin e il suo team festeggiavano la vittoria come se non ci fosse un domani, apparentemente inconsapevoli di quello che era accaduto (cosa comprensibile per Hamlin che non ha assistito alla scena essendo davanti, mentre il team... non saprei, mi sembra strano che nessuno avesse idea di quello che era successo), Newman veniva estratto dalla vettura e portato in ospedale in "condizioni serie", seppure ore dopo sia stato comunicato che non era in pericolo di vita.
Martedì il mondo del web è riuscito a dare il peggio di sé, a proposito di questa situazione, e in America hanno deciso di farlo polemizzando a proposito delle presunte opinioni politiche di Newman. Il lato motoristico della vicenda, che doveva essere quello principale, è stato messo da parte, con tanto di gente che faceva politica da click facile augurandosi che Newman morisse o che faceva il troll in proposito per screditare altre correnti politiche, entrambi comportanti a mio vedere da mani tra i capelli...
Insomma, in pratica a nessuno di costoro importava un fico secco del fatto che a Daytona fosse avvenuto un incidente grave, questa è la sintesi. Invece di dedicarsi agli argomenti di loro interesse lasciando da parte le vicende della NASCAR, hanno però scelto di parlarne.
In Italia le cose vanno meglio? Dipende, perché mi è stata segnalata una meme fatta su una pagina web di fan di Leclerc, in cui ridevano e scherzavano sull'incidente, giustificandosi dietro al black humor e al fatto di non avere augurato nulla di male a Newman. I loro sostenitori facevano battute sul fatto che l'incidente sia dovuto al non sapere girare a destra dei piloti di NASCAR.
Purtroppo anche tra i critici ce n'erano che facevano commenti di dubbio valore, cose del tipo "siete tifosi di Leclerc e vi comportate tale e quale a lui"... what?! Quando mai Leclerc avrebbe postato meme a proposito di incidenti gravi?
Ora, mi rendo conto che ci sono piloti che non brillano molto per simpatia, ma non mi risulta che sulla griglia di partenza attuale ci sia qualcuno che ha comportamenti di questo genere, anzi...
Per questo, caro meteorite, ti chiedo di farci un pensiero. Se dovessimo sopravvivere alla tua furia devastatrice, continuerò a sperare che Ryan Newman possa riprendersi nel migliore dei modi, come sembra stia iniziando a fare, viste le foto che sono uscite in cui è in piedi accanto alle sue figlie.
Domenica 16/02 doveva iniziare il campionato di NASCAR, con la Daytona 500, e non è iniziato nel migliore dei modi: c'è stato un rain delay interminabile e la gara è stata rinviata al lunedì.
Questo, almeno, è quello che pensavamo fosse un inizio "non nel migliore dei modi", perché purtroppo le cose sono cambiate. È arrivato il lunedì, la pioggia si era levata di torno ed era finalmente possibile gareggiare. La gara si è svolta in quella che per noi europei era la notte tra lunedì e martedì. Martedì mattina ci siamo svegliati con la news che, tutto sommato, un rain delay era roba da niente.
All'ultimo giro, dopo vari overtime, era in corso un duello per la leadership tra Denny Hamlin, Ryan Newman e Ryan Blaney, con le vetture molto vicine. Quando Newman si è portato in testa, è stato colpito dalla vettura di Blaney ed è finito in testacoda andando a impattare contro le barriere.
Centrato dalla vettura di Corey Lajoie, ha spiccato il volo, ribaltandosi, e la vettura è stata avvolta dalle fiamme.
Mentre Hamlin e il suo team festeggiavano la vittoria come se non ci fosse un domani, apparentemente inconsapevoli di quello che era accaduto (cosa comprensibile per Hamlin che non ha assistito alla scena essendo davanti, mentre il team... non saprei, mi sembra strano che nessuno avesse idea di quello che era successo), Newman veniva estratto dalla vettura e portato in ospedale in "condizioni serie", seppure ore dopo sia stato comunicato che non era in pericolo di vita.
Martedì il mondo del web è riuscito a dare il peggio di sé, a proposito di questa situazione, e in America hanno deciso di farlo polemizzando a proposito delle presunte opinioni politiche di Newman. Il lato motoristico della vicenda, che doveva essere quello principale, è stato messo da parte, con tanto di gente che faceva politica da click facile augurandosi che Newman morisse o che faceva il troll in proposito per screditare altre correnti politiche, entrambi comportanti a mio vedere da mani tra i capelli...
Insomma, in pratica a nessuno di costoro importava un fico secco del fatto che a Daytona fosse avvenuto un incidente grave, questa è la sintesi. Invece di dedicarsi agli argomenti di loro interesse lasciando da parte le vicende della NASCAR, hanno però scelto di parlarne.
In Italia le cose vanno meglio? Dipende, perché mi è stata segnalata una meme fatta su una pagina web di fan di Leclerc, in cui ridevano e scherzavano sull'incidente, giustificandosi dietro al black humor e al fatto di non avere augurato nulla di male a Newman. I loro sostenitori facevano battute sul fatto che l'incidente sia dovuto al non sapere girare a destra dei piloti di NASCAR.
Purtroppo anche tra i critici ce n'erano che facevano commenti di dubbio valore, cose del tipo "siete tifosi di Leclerc e vi comportate tale e quale a lui"... what?! Quando mai Leclerc avrebbe postato meme a proposito di incidenti gravi?
Ora, mi rendo conto che ci sono piloti che non brillano molto per simpatia, ma non mi risulta che sulla griglia di partenza attuale ci sia qualcuno che ha comportamenti di questo genere, anzi...
Per questo, caro meteorite, ti chiedo di farci un pensiero. Se dovessimo sopravvivere alla tua furia devastatrice, continuerò a sperare che Ryan Newman possa riprendersi nel migliore dei modi, come sembra stia iniziando a fare, viste le foto che sono uscite in cui è in piedi accanto alle sue figlie.
giovedì 13 febbraio 2020
ARCA 2020: podio femminile a Daytona!
Ci sono eventi che si verificano raramente nel tempo, tanto da richiedere 21 anni di assenza tra un caso e l'altro.
Se ve lo state chiedendo no, non parlo del mondiale Ferrari, quanto piuttosto di un argomento che nulla ha a che vedere con la Ferrari e con la Formula 1. Parlo dell'ARCA Series, che si svolge dall'altro lato dell'oceano, laddove magari c'è gente che non sa nemmeno che cosa sia la Formula 1.
Correva l'anno 1999, una vita fa ormai, quando ero in quinta elementare, e Shawna Robinson si classificò seconda alla Daytona 200, la gara che apre il campionato e che al giorno d'oggi si chiama Lucas Oil 200 (uno dei nomi meno pittoreschi del campionato, perché rimango del parere che le gare di stock car abbiano spesso dei nomi molto pittoreschi).
A distanza di 21 anni, alla Lucas Oil 200 disputata sabato 07/02 c'è stato un nuovo secondo posto femminile e a ottenerlo è stata Hailie Deegan.
Dopo le ultime due stagioni passate nella NASCAR K&N Pro Series West, con un quinto e un terzo posto in classifica finale nel 2018 e 2019 quest'anno ha fatto il salto di qualità con un volante full time nell'ARCA, dove aveva già fatto qualche apparizione lo scorso anno.
Non aveva mai gareggiato a Daytona e il suo esordio non è passato inosservato. Miglior tempo ottenuto in una sessione di prove libere e, dopo essere partita dal settimo posto, il podio, alle spalle di Michael Self, veterano della serie, precedendo Drew Dollar, compagno di squadra di Self.
Deegan è nata nel 2001, quindi qualora esista un podio, sicuramente non ha trovato dello champagne ad attenderla, ma la sua performance è stata accolta in modo positivo.
Ovviamente ci sono stati i soliti cliché: stranamente prima della gara i sondaggi online chiedevano chi sarebbe uscita vincente dal confronto Hailie Deegan vs Natalie Decker, con tanto di gente che ne approfittava per screditare quest'ultima e cadere nel solito vecchio stereotipo del "la Decker è scarsa, ma l'unico obiettivo della Deegan deve essere battere la Decker". Fun fact, non c'era solo la Decker, di ragazze one-off, ma anche la canadese Dominique Van Wieringen, che nessuno si è filato neanche da lontano. Quest'ultima, proprio insieme alla Decker, si è ritirata per un incidente che ha coinvolto varie vetture.
Al di là di questo, Hailie Deegan viene vista come una promessa della NASCAR, colei che, in Nord-America, potrebbe portare in alto il nome delle donne nel motorsport. Da parte mia, non posso fare altro che augurarmelo!
Se ve lo state chiedendo no, non parlo del mondiale Ferrari, quanto piuttosto di un argomento che nulla ha a che vedere con la Ferrari e con la Formula 1. Parlo dell'ARCA Series, che si svolge dall'altro lato dell'oceano, laddove magari c'è gente che non sa nemmeno che cosa sia la Formula 1.
Correva l'anno 1999, una vita fa ormai, quando ero in quinta elementare, e Shawna Robinson si classificò seconda alla Daytona 200, la gara che apre il campionato e che al giorno d'oggi si chiama Lucas Oil 200 (uno dei nomi meno pittoreschi del campionato, perché rimango del parere che le gare di stock car abbiano spesso dei nomi molto pittoreschi).
A distanza di 21 anni, alla Lucas Oil 200 disputata sabato 07/02 c'è stato un nuovo secondo posto femminile e a ottenerlo è stata Hailie Deegan.
Dopo le ultime due stagioni passate nella NASCAR K&N Pro Series West, con un quinto e un terzo posto in classifica finale nel 2018 e 2019 quest'anno ha fatto il salto di qualità con un volante full time nell'ARCA, dove aveva già fatto qualche apparizione lo scorso anno.
Non aveva mai gareggiato a Daytona e il suo esordio non è passato inosservato. Miglior tempo ottenuto in una sessione di prove libere e, dopo essere partita dal settimo posto, il podio, alle spalle di Michael Self, veterano della serie, precedendo Drew Dollar, compagno di squadra di Self.
Deegan è nata nel 2001, quindi qualora esista un podio, sicuramente non ha trovato dello champagne ad attenderla, ma la sua performance è stata accolta in modo positivo.
Ovviamente ci sono stati i soliti cliché: stranamente prima della gara i sondaggi online chiedevano chi sarebbe uscita vincente dal confronto Hailie Deegan vs Natalie Decker, con tanto di gente che ne approfittava per screditare quest'ultima e cadere nel solito vecchio stereotipo del "la Decker è scarsa, ma l'unico obiettivo della Deegan deve essere battere la Decker". Fun fact, non c'era solo la Decker, di ragazze one-off, ma anche la canadese Dominique Van Wieringen, che nessuno si è filato neanche da lontano. Quest'ultima, proprio insieme alla Decker, si è ritirata per un incidente che ha coinvolto varie vetture.
Al di là di questo, Hailie Deegan viene vista come una promessa della NASCAR, colei che, in Nord-America, potrebbe portare in alto il nome delle donne nel motorsport. Da parte mia, non posso fare altro che augurarmelo!
sabato 23 novembre 2019
NASCAR Sprint Cup: Kyle Busch vince il titolo
Carissimi lettori, forse ve lo sarete chiesti, oppure non ve ne sarà fregato niente, come mai non ho parlato di NASCAR negli ultimi mesi. La risposta è una sola, ovvero che è molto difficile stare dietro a tutto e, di conseguenza, la seconda metà degli eventi della Sprint Cup, terminata nello scorso fine settimana, non sono nemmeno stati presi in considerazione in questo blog. Ma non importa, meglio tardi che mai, ricordo di essermi entusiasmata per Di Benedetto per il suo ottavo posto in una gara in cui Lajoie era arrivato sesto. Riflettendoci mi viene da pensare che arrivare dietro a Lajoie non sia qualcosa di cui vantarsi più di tanto, ma nevermind, andiamo avanti.
Tra la metà di luglio e i primi di settembre si sono svolti gli ultimi otto eventi della regular season.
Poco dopo l'exploit di Lajoie si è svolta la Quakar State 400 presented by Walmart al Kentucky Speedway. Evento di routine, con una doppietta dei Busch Bros, per l'esattezza con Kurt vincitore.
L'evento successivo è stato un po' meno di routine, perché in New Hampshire, in una gara denominata "Foxwoods Resort Casino 301", accanto a una vittoria di Kevin Harvick che non ha niente di eccezionale per i miei standard, è arrivato un quinto posto di Matt Di Benedetto, eroe delle folle! *______* Va detto che non è stato il suo miglior risultato ottenuto fino a quel momento, perché c'era ancora un quarto posto ottenuto qualche tempo prima dell'exploit di Lajoie (sì, è un nuovo metodo per misurare il tempo, prima di Lajoie e dopo Lajoie).
Guess what? La progressione di Di Benedetto ha continuato ad essere positiva, con un sesto posto alla "Go Bowling at the Glen", laddove ha vinto Chase Elliot... ma come vi sarete accorti, non mi importa un fico secco di nessuno che non sia l'Unico Eroe! ;-)
Una settimana più tardi, in Michigan, c'è stato un evento denominato "Consumers Energy 400" e chiamare una gara "energia dei consumatori" mi fa pensare ancora una volta che nella prossima vita come professione devo svolgere quella di inventrice di nomi di gare di NASCAR.
Ma ora, ladies and gentlemen, start your engines e spalancate gli occhi per lo stupore, perché sta per accadere l'evento del secolo.
Il 17 Agosto si è svolto un evento denominato "Bass Pro Shops NRA Night Race @ Bristol" in cui è accaduto qualcosa di parzialmente eroico. Dico parzialmente perché Di Benedetto, dopo essere stato in testa per un tratto di gara, non l'ha vinta. Tuttavia è arrivato secondo alle spalle di Hamlin, quindi penso che questo evento meriti di essere segnato in tutti i modi possibili sui nostri calendari ed essere ricordato nei secoli a venire.
Non so come funzioni il podio in NASCAR e non so nemmeno se ci sia un podio come entità fisica (penso di avere trascritto questa affermazione decine e decine di volte, ma non fateci caso, ogni volta è sempre bello ripeterla), quindi non ho idea della presenza o meno di una bottiglia di champagne per Di Benedetto... però se la meritava tutta! DI BENEDETTO IS THE BOSS! *-*
Alla "Bojangles Southern 500" disputata a Darlington nel giorno in cui il Predestinatohhhh vinceva il GP del Belgio, purtroppo Di Benedetto ha dovuto accontentarsi di un misero ottavo posto, in una gara vinta da Erik Jones.
Una settimana più tardi, quando il Predestinatohhhh entrava nella storia vincendo a Monza, si è svolta l'ultima gara della regular season, a Indianapolis. Il nome era molto in stile Finnish Bros, ovvero "Big Machine Vodka 400". Ha vinto Harvick, che a suo tempo fu protagonista di una rissa con Montoya (in assenza di risse negli eventi finora menzionati ho pensato di nominarne una di molti anni fa - non preoccupatevi, pazientate un po', ci sarà anche una rissa contemporanea).
Al Round of 16 sono passati Kyle Busch, Hamlin, Truex, Logano, Harvick, Keselowski, Elliott, Kurt Busch, Larson, Bowman, Jones, Blaney, Byron, Almirola, Bowyer e Newman.
ROUND OF 16:
South Point 400 @ Las Vegas - vincitore Truex
Federated Auto Parts 400 @ Richmond - vincitore Truex
Bank of America Roval 400 @ Charlotte - vincitore Elliot
Queste gare non hanno riservato risultati particolarmente pittoreschi da parte dell'Unico Eroe Di Benedetto, che tuttavia ha ottenuto un 11° posto a Charlotte.
Richmond e Charlotte si sono svolte nei giorni di poca predestinazione in cui si sono svolti i gran premi di Singapore e Russia.
Sono rimasti in lotta per il titolo KyBusch, Truex, Hamlin, Logano, Harvick, Elliott, Keselowski, Larson, Bowman, Blaney, Byron e Bowyer.
ROUND OF 12:
Drydene @ Dover - vincitore Larson
1000Bulbs.com 500 @ Talladega - vincitore Blaney
Hollywood Casino 400 @ Kansas - vincitore Hamlin
Il miglior risultato ottenuto da Di Benedetto in questi eventi è stato il settimo posto di Dover, posizione che nella gara successiva è stata ottenuta da nientemeno che Lajoie. Il ragazzo sta ottenendo delle gioie, almeno di tanto in tanto!
L'evento di Talladega si è svolto lo stesso fine settimana del GP del tifone.
Dopo questo turno di playoff sono rimasti a lottare per il campionato Kyle Busch, Truex, Hamlin, Logano, Harvick, Elliott, Larson e Blaney.
ROUND OF 8:
First Data 500 @ Martinsville - vincitore Truex
AAA Texas 500 @ Fort Worth - vincitore Harvick
Bluegreen Vacation 500 @ Avondale - vincitore Hamlin
Le prime due gare citate si sono svolte in sovrapposizionehhhh con i gran premi del Messico e degli Stati Uniti e quella di Martinsville è stata caratterizzata da una rissa post-gara tra Logano e Hamlin, a seguito della quale uno dei membri della pit crew di Logano è stato sospeso temporaneamente.
Dopo Avondale, Hamlin, Harvick, Truex e KyBusch sono rimasti i quattro prescelti in lotta per il campionato.
ROUND OF 4:
Ford EcoBoost 400 @ Homestead Miami - la gara è stata vinta da Kyle Busch che, di conseguenza, ha vinto anche il titolo.
Hanno chiuso nelle successive posizioni della top-4 in classifica Truex, Harvick e Hamlin. Pochi giorni dopo la fine della stagione, Jimmie Johnson ha annunciato che il 2020 sarà la sua ultima stagione full time e che punterà a vincere il suo ottavo titolo, obiettivo alla cui realizzazione in pochi sembrano credere.
Tra la metà di luglio e i primi di settembre si sono svolti gli ultimi otto eventi della regular season.
Poco dopo l'exploit di Lajoie si è svolta la Quakar State 400 presented by Walmart al Kentucky Speedway. Evento di routine, con una doppietta dei Busch Bros, per l'esattezza con Kurt vincitore.
L'evento successivo è stato un po' meno di routine, perché in New Hampshire, in una gara denominata "Foxwoods Resort Casino 301", accanto a una vittoria di Kevin Harvick che non ha niente di eccezionale per i miei standard, è arrivato un quinto posto di Matt Di Benedetto, eroe delle folle! *______* Va detto che non è stato il suo miglior risultato ottenuto fino a quel momento, perché c'era ancora un quarto posto ottenuto qualche tempo prima dell'exploit di Lajoie (sì, è un nuovo metodo per misurare il tempo, prima di Lajoie e dopo Lajoie).
Guess what? La progressione di Di Benedetto ha continuato ad essere positiva, con un sesto posto alla "Go Bowling at the Glen", laddove ha vinto Chase Elliot... ma come vi sarete accorti, non mi importa un fico secco di nessuno che non sia l'Unico Eroe! ;-)
Una settimana più tardi, in Michigan, c'è stato un evento denominato "Consumers Energy 400" e chiamare una gara "energia dei consumatori" mi fa pensare ancora una volta che nella prossima vita come professione devo svolgere quella di inventrice di nomi di gare di NASCAR.
Ma ora, ladies and gentlemen, start your engines e spalancate gli occhi per lo stupore, perché sta per accadere l'evento del secolo.
Il 17 Agosto si è svolto un evento denominato "Bass Pro Shops NRA Night Race @ Bristol" in cui è accaduto qualcosa di parzialmente eroico. Dico parzialmente perché Di Benedetto, dopo essere stato in testa per un tratto di gara, non l'ha vinta. Tuttavia è arrivato secondo alle spalle di Hamlin, quindi penso che questo evento meriti di essere segnato in tutti i modi possibili sui nostri calendari ed essere ricordato nei secoli a venire.
Non so come funzioni il podio in NASCAR e non so nemmeno se ci sia un podio come entità fisica (penso di avere trascritto questa affermazione decine e decine di volte, ma non fateci caso, ogni volta è sempre bello ripeterla), quindi non ho idea della presenza o meno di una bottiglia di champagne per Di Benedetto... però se la meritava tutta! DI BENEDETTO IS THE BOSS! *-*
Alla "Bojangles Southern 500" disputata a Darlington nel giorno in cui il Predestinatohhhh vinceva il GP del Belgio, purtroppo Di Benedetto ha dovuto accontentarsi di un misero ottavo posto, in una gara vinta da Erik Jones.
Una settimana più tardi, quando il Predestinatohhhh entrava nella storia vincendo a Monza, si è svolta l'ultima gara della regular season, a Indianapolis. Il nome era molto in stile Finnish Bros, ovvero "Big Machine Vodka 400". Ha vinto Harvick, che a suo tempo fu protagonista di una rissa con Montoya (in assenza di risse negli eventi finora menzionati ho pensato di nominarne una di molti anni fa - non preoccupatevi, pazientate un po', ci sarà anche una rissa contemporanea).
Al Round of 16 sono passati Kyle Busch, Hamlin, Truex, Logano, Harvick, Keselowski, Elliott, Kurt Busch, Larson, Bowman, Jones, Blaney, Byron, Almirola, Bowyer e Newman.
ROUND OF 16:
South Point 400 @ Las Vegas - vincitore Truex
Federated Auto Parts 400 @ Richmond - vincitore Truex
Bank of America Roval 400 @ Charlotte - vincitore Elliot
Queste gare non hanno riservato risultati particolarmente pittoreschi da parte dell'Unico Eroe Di Benedetto, che tuttavia ha ottenuto un 11° posto a Charlotte.
Richmond e Charlotte si sono svolte nei giorni di poca predestinazione in cui si sono svolti i gran premi di Singapore e Russia.
Sono rimasti in lotta per il titolo KyBusch, Truex, Hamlin, Logano, Harvick, Elliott, Keselowski, Larson, Bowman, Blaney, Byron e Bowyer.
ROUND OF 12:
Drydene @ Dover - vincitore Larson
1000Bulbs.com 500 @ Talladega - vincitore Blaney
Hollywood Casino 400 @ Kansas - vincitore Hamlin
Il miglior risultato ottenuto da Di Benedetto in questi eventi è stato il settimo posto di Dover, posizione che nella gara successiva è stata ottenuta da nientemeno che Lajoie. Il ragazzo sta ottenendo delle gioie, almeno di tanto in tanto!
L'evento di Talladega si è svolto lo stesso fine settimana del GP del tifone.
Dopo questo turno di playoff sono rimasti a lottare per il campionato Kyle Busch, Truex, Hamlin, Logano, Harvick, Elliott, Larson e Blaney.
ROUND OF 8:
First Data 500 @ Martinsville - vincitore Truex
AAA Texas 500 @ Fort Worth - vincitore Harvick
Bluegreen Vacation 500 @ Avondale - vincitore Hamlin
Le prime due gare citate si sono svolte in sovrapposizionehhhh con i gran premi del Messico e degli Stati Uniti e quella di Martinsville è stata caratterizzata da una rissa post-gara tra Logano e Hamlin, a seguito della quale uno dei membri della pit crew di Logano è stato sospeso temporaneamente.
Dopo Avondale, Hamlin, Harvick, Truex e KyBusch sono rimasti i quattro prescelti in lotta per il campionato.
ROUND OF 4:
Ford EcoBoost 400 @ Homestead Miami - la gara è stata vinta da Kyle Busch che, di conseguenza, ha vinto anche il titolo.
Hanno chiuso nelle successive posizioni della top-4 in classifica Truex, Harvick e Hamlin. Pochi giorni dopo la fine della stagione, Jimmie Johnson ha annunciato che il 2020 sarà la sua ultima stagione full time e che punterà a vincere il suo ottavo titolo, obiettivo alla cui realizzazione in pochi sembrano credere.
lunedì 8 luglio 2019
Di Benedetto vede la luce
È passato un po' di tempo da quando ho parlato di NASCAR l'ultima volta, dopo la Coca Cola 600, quindi direi che è il caso di aggiornarci con tutte le cose che sono capitate negli ultimi tempi e che, tra una cosa e l'altra, sono riuscita a seguire solo in termini di news o video brevi.
Tra le cose che sono capitate ce ne sono state anche alcune abbastanza pittoresche, come la pole position di William Byron alla Pocono 400 che si è svolta il 2 Giugno. Purtroppo in gara è lentamente scivolato fino alle zone basse della top-ten, con Kyle Busch che si è portato a casa la vittoria. Il sosia di Kvyat, tale Keselowski, ed Erik Jones sono saliti su quell'entità mistica ed eterea che è il podio.
Archiviata questa faccenda, siamo passati al 9 Giugno, quando c'è stato un rain delay che si è sovrapposto a quella faccenda canadese di cui è stato detto tutto e il contrario di tutto.
Il rain delay è diventato nientemeno che una Monday Race e mi sono chiesta per l'ennesima volta come funzionino queste cose. Quelli che vanno a vedere una gara di NASCAR dal vivo si prendono una settimana di ferie nell'attesa di scoprire quando ci sarà la gara?
Il dubbio è destinato a rimanere irrisolto, almeno per il momento, quindi parliamo di quelle poche cose certe che ci sono nella vita, per esempio la denominazione della gara in Firekeepers Casino 400 @ Michigan.
A vincere la gara è stato Joey Logano, con Kurt Busch e Truex in top-3. Suarez, il famoso immigrato messicano che ruba il volante a Carl Edwards, secondo la gente che segue le gare in livestreaming su youtube (seguiva, almeno, non so se la cosa esista ancora in quest universo) è arrivato quarto.
Poi è arrivato il 23 Giugno... ebbene sì, c'è stata apparentemente una settimana di stop, cose che nella NASCAR succedono molto raramente.
La Toyota Save Mart 350 di Sonoma, quella famosa gara in cui credo che 350 non stia né per le miglia né per i chilometri, dai miei ricordi degli anni passati, ha visto la vittoria di Martin Truex Jr, che si chiama Jr anche se non sappiamo di chi sia figlio.
Kyle Busch e Blaney sono arrivati secondo e terzo MA CORRETE IMMEDIATAMENTE IN MACCHINA E METTETEVI A SUONARE IL CLACSON ANDANDO IN GIRO PER LE ROTONDE DELLA VOSTRA CITTA' PER FESTEGGIARE IL QUARTO POSTO DI MATT DI BENEDETTO! *-*
Purtroppo una simile epicità non può ripetersi tanto di frequente e una settimana più tardi, il 30 Giugno, alla Camping World 400 di Chicago Di Benedetto è tornato in mezzo al nulla. Vincitore Alex Bowman, il che comunque è abbastanza stylish, Larson e Logano hanno chiuso la top-3.
Infine è giunto il 7 Luglio, con la Coke Zero Sugar 400 di Daytona. Nella giornata di ieri è arrivato un ennesimo problema con le condizioni meteo, che tuttavia si è risolto in modo molto diverso dal previsto: infatti invece di completare i 160 giri, dopo 127 la gara è stata redflaggata e invece di ripartire sei o sette ore dopo è stato deciso di chiudere lì.
In testa c'era un Mario Dominguez formato NASCAR, tale Justin Haley. Costui in passato si faceva chiamare J.J. Haley, ma è passato a Justin Haley per non essere confuso con J.J. Yeley. Classe 1999, corre occasionalmente nella Sprint Cup.
Non solo il vincitore è stato epico, ma in generale tutta la top-ten è stata epica, dato che tra il secondo e il decimo posto si sono classificati Byron, Johnson, Ty Dillon, Newman, Lajoie, Almirola, Di Benedetto, Tifft e Kurt Busch.
Non so se mi spiego, Di Benedetto è arrivato ottavo e per giunta in una gara in cui è arrivato sesto nientemeno che Corey Lajoie, da me denominato Jamais Une Joie per i risultati molto in stile Vandoorne.
Ci sono state polemiche per questo inatteso risultato. Trovo tutto ciò molto deludente: è un po' come se Russell vincesse un gran premio in modo totalmente random e la gente del clan "le gare sono noiose perché vincono sempre i soliti" si lamentassero perché era ingiusto che Hamilton e Verstappen non abbiano avuto modo di strappare la prima posizione a Russell.
Tra le cose che sono capitate ce ne sono state anche alcune abbastanza pittoresche, come la pole position di William Byron alla Pocono 400 che si è svolta il 2 Giugno. Purtroppo in gara è lentamente scivolato fino alle zone basse della top-ten, con Kyle Busch che si è portato a casa la vittoria. Il sosia di Kvyat, tale Keselowski, ed Erik Jones sono saliti su quell'entità mistica ed eterea che è il podio.
Archiviata questa faccenda, siamo passati al 9 Giugno, quando c'è stato un rain delay che si è sovrapposto a quella faccenda canadese di cui è stato detto tutto e il contrario di tutto.
Il rain delay è diventato nientemeno che una Monday Race e mi sono chiesta per l'ennesima volta come funzionino queste cose. Quelli che vanno a vedere una gara di NASCAR dal vivo si prendono una settimana di ferie nell'attesa di scoprire quando ci sarà la gara?
Il dubbio è destinato a rimanere irrisolto, almeno per il momento, quindi parliamo di quelle poche cose certe che ci sono nella vita, per esempio la denominazione della gara in Firekeepers Casino 400 @ Michigan.
A vincere la gara è stato Joey Logano, con Kurt Busch e Truex in top-3. Suarez, il famoso immigrato messicano che ruba il volante a Carl Edwards, secondo la gente che segue le gare in livestreaming su youtube (seguiva, almeno, non so se la cosa esista ancora in quest universo) è arrivato quarto.
Poi è arrivato il 23 Giugno... ebbene sì, c'è stata apparentemente una settimana di stop, cose che nella NASCAR succedono molto raramente.
La Toyota Save Mart 350 di Sonoma, quella famosa gara in cui credo che 350 non stia né per le miglia né per i chilometri, dai miei ricordi degli anni passati, ha visto la vittoria di Martin Truex Jr, che si chiama Jr anche se non sappiamo di chi sia figlio.
Kyle Busch e Blaney sono arrivati secondo e terzo MA CORRETE IMMEDIATAMENTE IN MACCHINA E METTETEVI A SUONARE IL CLACSON ANDANDO IN GIRO PER LE ROTONDE DELLA VOSTRA CITTA' PER FESTEGGIARE IL QUARTO POSTO DI MATT DI BENEDETTO! *-*
Purtroppo una simile epicità non può ripetersi tanto di frequente e una settimana più tardi, il 30 Giugno, alla Camping World 400 di Chicago Di Benedetto è tornato in mezzo al nulla. Vincitore Alex Bowman, il che comunque è abbastanza stylish, Larson e Logano hanno chiuso la top-3.
Infine è giunto il 7 Luglio, con la Coke Zero Sugar 400 di Daytona. Nella giornata di ieri è arrivato un ennesimo problema con le condizioni meteo, che tuttavia si è risolto in modo molto diverso dal previsto: infatti invece di completare i 160 giri, dopo 127 la gara è stata redflaggata e invece di ripartire sei o sette ore dopo è stato deciso di chiudere lì.
In testa c'era un Mario Dominguez formato NASCAR, tale Justin Haley. Costui in passato si faceva chiamare J.J. Haley, ma è passato a Justin Haley per non essere confuso con J.J. Yeley. Classe 1999, corre occasionalmente nella Sprint Cup.
Non solo il vincitore è stato epico, ma in generale tutta la top-ten è stata epica, dato che tra il secondo e il decimo posto si sono classificati Byron, Johnson, Ty Dillon, Newman, Lajoie, Almirola, Di Benedetto, Tifft e Kurt Busch.
Non so se mi spiego, Di Benedetto è arrivato ottavo e per giunta in una gara in cui è arrivato sesto nientemeno che Corey Lajoie, da me denominato Jamais Une Joie per i risultati molto in stile Vandoorne.
Ci sono state polemiche per questo inatteso risultato. Trovo tutto ciò molto deludente: è un po' come se Russell vincesse un gran premio in modo totalmente random e la gente del clan "le gare sono noiose perché vincono sempre i soliti" si lamentassero perché era ingiusto che Hamilton e Verstappen non abbiano avuto modo di strappare la prima posizione a Russell.
giovedì 30 maggio 2019
Coca Cola 600 e dintorni
Quando si parla di NASCAR non c'è niente di meglio da fare che ricominciare da dove mi ero interrotta, oltre un mese fa, parlando per prima cosa del fatto che, dopo Pasqua, il campionato è ricominciato nel weenend del 28 Aprile.
La gara in questione era denominata "Geico 500" e si svolgeva a Talladega, location che generalmente è sinonimo di incidenti. La gara l'ha vinta Elliott, con Bowman e Preece in top-3. La presenza di Lajoie, da me rinominato Jamais Une Joie in 11esima posizione lascia pensare a un elevato attrition rate. Se non ricordo male, quel weekend ci sono stati parecchi insulti nei confronti di Stenhouse, sui social.
Il 5 Maggio era prevista la "Gander RV 400" a Dover ma guess what? C'è stato un rain delay, quindi la gara è diventata una Monday Race.
Ho qualche dubbio sul funzionamento di tutto ciò. Gli spettatori si sono presi un giorno di ferie in vista di un potenziale rain delay? Come fanno a organizzarsi con la loro vita privata e lavorativa, per trascorrere tutto il lunedì pomeriggio come spettatori al circuito?
Ovviamente non c'è una risposta, c'è stata solo una vittoria per Truex, con Bowman e Larson a podio, sempre ammesso che il podio esista.
La gara seguente si è svolta solo cinque giorni dopo, l'11 Maggio, come Saturday Race: vincitore Keselowski, il sosia di Kvyat, Bowman secondo e Jones terzo. Ancora una top-20 per Lajoie, stavolta 16esimo. La gara si svolgeva a Kansas City ed era denominata "Digital Ally 400".
Veniamo ora a uno degli eventi più importanti del campionato di NASCAR, la Coca Cola 600, che si svolge nel Memorial Weekend, ovvero qualche ora dopo la 500 miglia di Indianapolis.
Come le gare importanti, è preceduta da una exibition(?) race, avvenuta il sabato delle qualifiche di Indianapolis. Mentre si parlava dell'imminente rain delay e dell'imminente potenziale bump di un certo soggetto di spicco, nella All Star Race c'era chi cercava di balzare agli onori delle cronache... e, badate bene, non mi riferisco a Larson che quella gara l'ha vinta, no... parlo di Bowyer e Newman.
I due sono venuti a contatto nel giro d'onore e queste cose in NASCAR culminano con una rissa.
Non si segnalano invece risse alla Coca Cola 600, che si è svolta il 26 Maggio, mentre noi appassionati di open-wheel dormivamo stremati dall'avere seguito Gran Premio di Monaco e Indy 500 in un solo giorno.
Mentre Pagenaud se ne andava in giro sommerso di latte insieme al suo inseparabile cane Norman, il russo di Roma formato NASCAR ci illudeva transitando sul traguardo in prima posizione sia al termine del primo stage sia al termine del secondo.
Non era così che doveva andare a finire e il terzo stage se lo è aggiudicato Truex, così come il quarto, ovvero quello finale, perché anche una gara come la Coca Cola 600 giunge alla sua conclusione, prima poi.
La top-5 è stata completata da Logano, Kyle Busch, Elliott e Stenhouse. Se Danica fosse ancora fidanzata con quest'ultimo, probabilmente adesso starebbe stirando.
Concludo segnalando che la Coca Cola 600 è stata la tredicesima gara della stagione, ovvero siamo esattamente a metà della regular season.
La gara in questione era denominata "Geico 500" e si svolgeva a Talladega, location che generalmente è sinonimo di incidenti. La gara l'ha vinta Elliott, con Bowman e Preece in top-3. La presenza di Lajoie, da me rinominato Jamais Une Joie in 11esima posizione lascia pensare a un elevato attrition rate. Se non ricordo male, quel weekend ci sono stati parecchi insulti nei confronti di Stenhouse, sui social.
Il 5 Maggio era prevista la "Gander RV 400" a Dover ma guess what? C'è stato un rain delay, quindi la gara è diventata una Monday Race.
Ho qualche dubbio sul funzionamento di tutto ciò. Gli spettatori si sono presi un giorno di ferie in vista di un potenziale rain delay? Come fanno a organizzarsi con la loro vita privata e lavorativa, per trascorrere tutto il lunedì pomeriggio come spettatori al circuito?
Ovviamente non c'è una risposta, c'è stata solo una vittoria per Truex, con Bowman e Larson a podio, sempre ammesso che il podio esista.
La gara seguente si è svolta solo cinque giorni dopo, l'11 Maggio, come Saturday Race: vincitore Keselowski, il sosia di Kvyat, Bowman secondo e Jones terzo. Ancora una top-20 per Lajoie, stavolta 16esimo. La gara si svolgeva a Kansas City ed era denominata "Digital Ally 400".
Veniamo ora a uno degli eventi più importanti del campionato di NASCAR, la Coca Cola 600, che si svolge nel Memorial Weekend, ovvero qualche ora dopo la 500 miglia di Indianapolis.
Come le gare importanti, è preceduta da una exibition(?) race, avvenuta il sabato delle qualifiche di Indianapolis. Mentre si parlava dell'imminente rain delay e dell'imminente potenziale bump di un certo soggetto di spicco, nella All Star Race c'era chi cercava di balzare agli onori delle cronache... e, badate bene, non mi riferisco a Larson che quella gara l'ha vinta, no... parlo di Bowyer e Newman.
I due sono venuti a contatto nel giro d'onore e queste cose in NASCAR culminano con una rissa.
Non si segnalano invece risse alla Coca Cola 600, che si è svolta il 26 Maggio, mentre noi appassionati di open-wheel dormivamo stremati dall'avere seguito Gran Premio di Monaco e Indy 500 in un solo giorno.
Mentre Pagenaud se ne andava in giro sommerso di latte insieme al suo inseparabile cane Norman, il russo di Roma formato NASCAR ci illudeva transitando sul traguardo in prima posizione sia al termine del primo stage sia al termine del secondo.
Non era così che doveva andare a finire e il terzo stage se lo è aggiudicato Truex, così come il quarto, ovvero quello finale, perché anche una gara come la Coca Cola 600 giunge alla sua conclusione, prima poi.
La top-5 è stata completata da Logano, Kyle Busch, Elliott e Stenhouse. Se Danica fosse ancora fidanzata con quest'ultimo, probabilmente adesso starebbe stirando.
Concludo segnalando che la Coca Cola 600 è stata la tredicesima gara della stagione, ovvero siamo esattamente a metà della regular season.
domenica 14 aprile 2019
Un mese di Sprint Cup in un solo post
L'ultima volta in cui avevo parlato di NASCAR avevo parlato della rissa tra Suarez e McDowell. Quell'epoca è ormai lontana e a nessuno importa un fico secco di Suarez e di McDowell, dato che non sono piloti di primo piano.
È arrivato il momento di occuparci di quello che è successo nel frattempo, ovvero un po' di cose, gran parte delle quali non ho potuto seguirle con l'attenzione che ci ho messo l'anno scorso in certi momenti della stagione.
17/03 - Auto Club 400 Fontana: di questa gara non ho visto nulla, perché non ero in casa. Kyle Busch ha vinto, ottenendo la sua 200esima vittoria in carriera. Quel luogo mistico che è il podio è stato completato da Logano e Keselowski, altresì noto per somigliare a un certo torpedo russo che corre per la Toro Rosso.
24/03 - STP 500 Martinsville: gara di cui ho visto Stage 3, caratterizzato da uno spot pubblicitario di pizze alla banana.
Stavolta il sosia del torpedo russo ha vinto la gara, precedendo Elliott e KyBusch.
31/03 - O'Reilly Auto Parts 500 Fort Worth: stavolta, come due settimane prima, ho passato la serata fuori casa, ma al mio ritorno ho scoperto della vittoria di Hamlin. In seconda e terza posizione si sono classificati Bowyer e *preparate i pon-pon* nientemeno che Suarez!
07/04 - Food City 500 Bristol: la gara si sovrapponeva con la Indycar, la mia scelta è andata sulla Indycar.
La gara è terminata con una doppietta dei Busch Bros, con Kyle vincitore davanti a Kurt. Il terzo posto è andato a Logano.
13/04 - Toyota Owners 400 Richmond: Saturday Race, quando non ricordavo proprio che questo weekend ci sarebbe stata una Saturday Race che si è svolta stanotte. In ogni caso non avrei potuto guardarla. Il vincitore è stato Truex, che ha preceduto Logano e Bowyer.
È arrivato il momento di occuparci di quello che è successo nel frattempo, ovvero un po' di cose, gran parte delle quali non ho potuto seguirle con l'attenzione che ci ho messo l'anno scorso in certi momenti della stagione.
17/03 - Auto Club 400 Fontana: di questa gara non ho visto nulla, perché non ero in casa. Kyle Busch ha vinto, ottenendo la sua 200esima vittoria in carriera. Quel luogo mistico che è il podio è stato completato da Logano e Keselowski, altresì noto per somigliare a un certo torpedo russo che corre per la Toro Rosso.
24/03 - STP 500 Martinsville: gara di cui ho visto Stage 3, caratterizzato da uno spot pubblicitario di pizze alla banana.
Stavolta il sosia del torpedo russo ha vinto la gara, precedendo Elliott e KyBusch.
31/03 - O'Reilly Auto Parts 500 Fort Worth: stavolta, come due settimane prima, ho passato la serata fuori casa, ma al mio ritorno ho scoperto della vittoria di Hamlin. In seconda e terza posizione si sono classificati Bowyer e *preparate i pon-pon* nientemeno che Suarez!
07/04 - Food City 500 Bristol: la gara si sovrapponeva con la Indycar, la mia scelta è andata sulla Indycar.
La gara è terminata con una doppietta dei Busch Bros, con Kyle vincitore davanti a Kurt. Il terzo posto è andato a Logano.
13/04 - Toyota Owners 400 Richmond: Saturday Race, quando non ricordavo proprio che questo weekend ci sarebbe stata una Saturday Race che si è svolta stanotte. In ogni caso non avrei potuto guardarla. Il vincitore è stato Truex, che ha preceduto Logano e Bowyer.
mercoledì 13 marzo 2019
NASCAR: tra Atlanta, Las Vegas e Phoenix passando per la rissa Suarez vs McDowell
Ladies and Gentlemen, start your engines che abbiamo un po' di cose da ripercorrere, nello specifico quello di cui non ho parlato nelle ultime tre settimane.
A suo tempo non avevo visto la Daytona 500 non essendo in casa, poi prima di andare a letto, al mio ritorno, avevo provato a seguirla un po' su Twitter, ma visto il prolungarsi di bandiere rosse e crash delay vari, avevo optato per spegnere il cellulare e andare a letto.
Di Atlanta e Las Vegas qualcosa l'ho visto, diciamo parecchi giri, mentre di quest'ultimo evento non sono riuscita a seguire granché (d'altronde gli eventi motoristici in questo periodo dell'anno iniziano a moltiplicarsi come cavallette e non è che si possa seguire tutto).
24 Febbraio - ad Atlanta si svolge la "Folds of Honor Quiktrip 500" e, ancora una volta, ribadisco che nella mia prossima vita voglio intraprendere a professione di inventrice di nomi di gare di stock car.
Si è trattato di una gara tutto sommato abbastanza tranquilla, per intenderci, una di quelle in cui non sono capitati intoppi notevoli. Larson ha fatto il figo al termine di Stage 1, per poi "cedere" il posto a Harvick nello Stage 2.
Mi pare di avere visto la parte finale dello Stage 1, tutto lo Stage 2 e poi, soltanto la fine dello Stage 3.
Il finale è stato un duello Keselowski vs Truex, con Keselowski che veniva da un attacco di influenza che l'aveva costretto a saltare una sessione di prove libere. Truex ha dovuto accontentarsi della seconda piazza, con Kurt Busch sul gradino più basso del podio, sempre ammesso che il podio esista come entità fisica.
3 Marzo - la gara di Las Vegas era denominata "Pennzoil 400 presented by Jiffy Lube" e ho visto un'ottantina di giri, nello specifico gli ultimi ottanta giri di gara.
O meglio, ho visto una dozzina di stacchi pubblicitari e ogni tanto veniva mostrato anche qualche giro di gara. #JustUSThings.
Ho visto alternarsi in testa alla gara Kurt Busch, Harvick, Keselowski... ma alla fine è stato Logano a spuntarla, vincendo proprio davanti a Keselowski e a Kyle Busch.
In quest'occasione Stenhouse ha dato il meglio di sé. Dopo essere stato lungamente in top-ten ha strappato una sesta posizione che, se Danica fosse stata ancora al volante e fosse stata ancora fidanzata con lui, l'avrebbe spedita direttamente a tu per tu con l'asse da stiro.
8 Marzo - no, non è il Race Day, la gara è stata domenica 10... Allora perché parlo del venerdì? Ecco, appunto, fate bene a chiedervelo, perché l'evento ha avuto meno risonanza mediatica in Italia di quanto mi sarei aspettata. Sarà che erano coinvolti piloti tipo Daniel Suarez e Michael McDowell invece che i soliti soggetti sopra le righe...
In una sessione delle qualifiche della "Ticket Guardian 500" di Phoenix è accaduto che McDowell abbia rallentato Suarez. Insomma, è una di quelle situazioni che se fosse accaduta tra Villeneuve e Fisichella, Fisichella si sarebbe diretto al box della BMW Sauber orientandosi con il filo d'Arianna e, con l'aria spaesata, si sarebbe messo a inveire in romano contro Villeneuve. Se fosse successo a Milka e Danica, invece, Danica si sarebbe diretta a lamentarsi con Milka che si sarebbe difesa con degli "ai sii iu" in Cepu Inglisc e lanci di asciugamani.
La cosa, stavolta, non è andata in modo particolarmente soft. Suarez si è diretto da McDowell per lamentarsi del fatto e McDowell gli si è avventato addosso. Scelta sbagliata, dato che dopo due secondi contati Suarez l'ha messo a terra, subendo tuttavia lo stesso destino da parte dei meccanici random lì presenti. Per intenderci, era una scena in stile Tracy vs Tagliani, letteralmente da WTF.
Domenica, prima della gara, Suarez e McDowell facevano comunella in drivers parade. La NASCAR è un mondo strano. Tra una cosa e l'altra c'è stata anche la gara, vinta da Kyle Busch, con Truex e Blaney a completare quel luogo mistico che è il podio.
A suo tempo non avevo visto la Daytona 500 non essendo in casa, poi prima di andare a letto, al mio ritorno, avevo provato a seguirla un po' su Twitter, ma visto il prolungarsi di bandiere rosse e crash delay vari, avevo optato per spegnere il cellulare e andare a letto.
Di Atlanta e Las Vegas qualcosa l'ho visto, diciamo parecchi giri, mentre di quest'ultimo evento non sono riuscita a seguire granché (d'altronde gli eventi motoristici in questo periodo dell'anno iniziano a moltiplicarsi come cavallette e non è che si possa seguire tutto).
24 Febbraio - ad Atlanta si svolge la "Folds of Honor Quiktrip 500" e, ancora una volta, ribadisco che nella mia prossima vita voglio intraprendere a professione di inventrice di nomi di gare di stock car.
Si è trattato di una gara tutto sommato abbastanza tranquilla, per intenderci, una di quelle in cui non sono capitati intoppi notevoli. Larson ha fatto il figo al termine di Stage 1, per poi "cedere" il posto a Harvick nello Stage 2.
Mi pare di avere visto la parte finale dello Stage 1, tutto lo Stage 2 e poi, soltanto la fine dello Stage 3.
Il finale è stato un duello Keselowski vs Truex, con Keselowski che veniva da un attacco di influenza che l'aveva costretto a saltare una sessione di prove libere. Truex ha dovuto accontentarsi della seconda piazza, con Kurt Busch sul gradino più basso del podio, sempre ammesso che il podio esista come entità fisica.
3 Marzo - la gara di Las Vegas era denominata "Pennzoil 400 presented by Jiffy Lube" e ho visto un'ottantina di giri, nello specifico gli ultimi ottanta giri di gara.
O meglio, ho visto una dozzina di stacchi pubblicitari e ogni tanto veniva mostrato anche qualche giro di gara. #JustUSThings.
Ho visto alternarsi in testa alla gara Kurt Busch, Harvick, Keselowski... ma alla fine è stato Logano a spuntarla, vincendo proprio davanti a Keselowski e a Kyle Busch.
In quest'occasione Stenhouse ha dato il meglio di sé. Dopo essere stato lungamente in top-ten ha strappato una sesta posizione che, se Danica fosse stata ancora al volante e fosse stata ancora fidanzata con lui, l'avrebbe spedita direttamente a tu per tu con l'asse da stiro.
8 Marzo - no, non è il Race Day, la gara è stata domenica 10... Allora perché parlo del venerdì? Ecco, appunto, fate bene a chiedervelo, perché l'evento ha avuto meno risonanza mediatica in Italia di quanto mi sarei aspettata. Sarà che erano coinvolti piloti tipo Daniel Suarez e Michael McDowell invece che i soliti soggetti sopra le righe...
In una sessione delle qualifiche della "Ticket Guardian 500" di Phoenix è accaduto che McDowell abbia rallentato Suarez. Insomma, è una di quelle situazioni che se fosse accaduta tra Villeneuve e Fisichella, Fisichella si sarebbe diretto al box della BMW Sauber orientandosi con il filo d'Arianna e, con l'aria spaesata, si sarebbe messo a inveire in romano contro Villeneuve. Se fosse successo a Milka e Danica, invece, Danica si sarebbe diretta a lamentarsi con Milka che si sarebbe difesa con degli "ai sii iu" in Cepu Inglisc e lanci di asciugamani.
La cosa, stavolta, non è andata in modo particolarmente soft. Suarez si è diretto da McDowell per lamentarsi del fatto e McDowell gli si è avventato addosso. Scelta sbagliata, dato che dopo due secondi contati Suarez l'ha messo a terra, subendo tuttavia lo stesso destino da parte dei meccanici random lì presenti. Per intenderci, era una scena in stile Tracy vs Tagliani, letteralmente da WTF.
Domenica, prima della gara, Suarez e McDowell facevano comunella in drivers parade. La NASCAR è un mondo strano. Tra una cosa e l'altra c'è stata anche la gara, vinta da Kyle Busch, con Truex e Blaney a completare quel luogo mistico che è il podio.
martedì 19 febbraio 2019
NASCAR 2019: Daytona 500
Non è facile stare dietro a tutto e a volte capita che, in meno che non si dica, inizia il campionato di NASCAR.
È iniziato nel weekend del 17 Febbraio, o meglio, è iniziato durante la settimana che precedeva il weekend del 17 Febbraio, con i Duels che determinano la griglia di partenza di una gara in cui, in genere, le posizioni sulla griglia di partenza non è che dicano molto su quello che sarà il risultato finale.
È iniziato con una settimana nella quale ho letto dei tweet sui Duels e nella quale ho letto sul fatto che fosse arrivata l'ultima gara in carriera per Jamie McMurray.
La domenica sera non ero in casa, mentre la gara si svolgeva.
O meglio, sono arrivata a casa a mezzanotte passata, stanca morta (l'età avanza, il fatto di essere stanca morta a mezzanotte ne è una prova, dato che non sono una persona abituata ad andare a letto presto - anzi, andare a letto a mezzanotte per me sarebbe andare a letto presto), mi sono preparata per andare a letto controllando gli update su Twitter (avere internet sul cellulare ha il suo perché, dopotutto, me ne sto rendendo conto da quando ho mandato in pensione quello vecchio e ho preso uno smartphone) e ho visto che mancavano venti giri alla fine.
Ho pensato: "rimango alzata ancora un po' in attesa del risultato, tanto ci vorranno 15/20 minuti a dir molto...
In quegli ultimi giri ci sono stati tre big crash, voci di corridoio narrano che soltanto tre vetture non siano rimaste coinvolte in nessun incidente per tutta la durata della gara, in più a completare l'opera ci sono state due bandiere rosse.
Dopo avere passato mezz'ora buona sdraiata a letto con lo smartphone in mano, ho deciso di spegnere il telefono e di dormire in occasione della seconda bandiera rossa, perché sinceramente non ero moralmente pronta per aspettare ancora e rischiare che la gara non finisse neanche in tempi brevi. Mancavano appena due giri da completare, ma non è il gran premio del Brasile 2012 in cui Di Resta va a sbattere e arriva Bernd Maylander a condurre tutti sulla linea del traguardo, è NASCAR e si può andare in overtime potenzialmente all'infinito finché non vengono percorsi gli ultimi due giri in regime di green flag.
È accaduto un miracolo: mentre io sprofondavo nel sonno, gli ultimi due giri sono stati regolarmente percorsi e Danny Hamlin è stato il primo a vedere la bandiera a scacchi.
Kyle Busch ed Erik Jones, da non confodersi con Ed Jones, hanno completato il podio che dubito esista come entità fisica, mentre a seguire si sono classificati in top-ten Joey Logano, Michael McDowell, Ty Dillon, Kyle Larson, il rookie Ryan Preece, Jimmy Johnson e nientemeno che Ross Chastain, pilota che non ottiene punti nella Sprint cup in quanto i piloti possono ottenere punti soltanto in una delle tre serie principali della NASCAR e Chastain ottiene punti nella Xfinity, dove corre full time.
Pare che sia stato uno dei pochissimi piloti a non essere coinvolti in nessun incidente.
Purtroppo non è andata altrettanto bene a Matt Di Benedetto, per cui ho iniziato a simpatizzare in assenza di Allmendingahhhh, e che peraltro porta lo stesso cognome del titolare di un panificio che c'è nel mio paese.
Ricky, ora che deve stirare da solo perché Danica non corre più, e soprattutto perché non sta più insieme a Danica (orrorehhhhh), è stato soprannominato da vari utenti di Twitter come Wrecky o come Crash-house, dopo essere stato coinvolto in ben due big crash, dove per "essere stato coinvolto" intendo avere dato un contributo notevole all'esistenza dell'incidente stesso. Qualcuno lo paragonava anche a Maldonado, il che era comunque una mezza sorpresa perché il NASCAR fan medio Made in USA immagino che non sappia neanche chi è Maldonado.
È iniziato nel weekend del 17 Febbraio, o meglio, è iniziato durante la settimana che precedeva il weekend del 17 Febbraio, con i Duels che determinano la griglia di partenza di una gara in cui, in genere, le posizioni sulla griglia di partenza non è che dicano molto su quello che sarà il risultato finale.
È iniziato con una settimana nella quale ho letto dei tweet sui Duels e nella quale ho letto sul fatto che fosse arrivata l'ultima gara in carriera per Jamie McMurray.
La domenica sera non ero in casa, mentre la gara si svolgeva.
O meglio, sono arrivata a casa a mezzanotte passata, stanca morta (l'età avanza, il fatto di essere stanca morta a mezzanotte ne è una prova, dato che non sono una persona abituata ad andare a letto presto - anzi, andare a letto a mezzanotte per me sarebbe andare a letto presto), mi sono preparata per andare a letto controllando gli update su Twitter (avere internet sul cellulare ha il suo perché, dopotutto, me ne sto rendendo conto da quando ho mandato in pensione quello vecchio e ho preso uno smartphone) e ho visto che mancavano venti giri alla fine.
Ho pensato: "rimango alzata ancora un po' in attesa del risultato, tanto ci vorranno 15/20 minuti a dir molto...
In quegli ultimi giri ci sono stati tre big crash, voci di corridoio narrano che soltanto tre vetture non siano rimaste coinvolte in nessun incidente per tutta la durata della gara, in più a completare l'opera ci sono state due bandiere rosse.
Dopo avere passato mezz'ora buona sdraiata a letto con lo smartphone in mano, ho deciso di spegnere il telefono e di dormire in occasione della seconda bandiera rossa, perché sinceramente non ero moralmente pronta per aspettare ancora e rischiare che la gara non finisse neanche in tempi brevi. Mancavano appena due giri da completare, ma non è il gran premio del Brasile 2012 in cui Di Resta va a sbattere e arriva Bernd Maylander a condurre tutti sulla linea del traguardo, è NASCAR e si può andare in overtime potenzialmente all'infinito finché non vengono percorsi gli ultimi due giri in regime di green flag.
È accaduto un miracolo: mentre io sprofondavo nel sonno, gli ultimi due giri sono stati regolarmente percorsi e Danny Hamlin è stato il primo a vedere la bandiera a scacchi.
Kyle Busch ed Erik Jones, da non confodersi con Ed Jones, hanno completato il podio che dubito esista come entità fisica, mentre a seguire si sono classificati in top-ten Joey Logano, Michael McDowell, Ty Dillon, Kyle Larson, il rookie Ryan Preece, Jimmy Johnson e nientemeno che Ross Chastain, pilota che non ottiene punti nella Sprint cup in quanto i piloti possono ottenere punti soltanto in una delle tre serie principali della NASCAR e Chastain ottiene punti nella Xfinity, dove corre full time.
Pare che sia stato uno dei pochissimi piloti a non essere coinvolti in nessun incidente.
Purtroppo non è andata altrettanto bene a Matt Di Benedetto, per cui ho iniziato a simpatizzare in assenza di Allmendingahhhh, e che peraltro porta lo stesso cognome del titolare di un panificio che c'è nel mio paese.
Ricky, ora che deve stirare da solo perché Danica non corre più, e soprattutto perché non sta più insieme a Danica (orrorehhhhh), è stato soprannominato da vari utenti di Twitter come Wrecky o come Crash-house, dopo essere stato coinvolto in ben due big crash, dove per "essere stato coinvolto" intendo avere dato un contributo notevole all'esistenza dell'incidente stesso. Qualcuno lo paragonava anche a Maldonado, il che era comunque una mezza sorpresa perché il NASCAR fan medio Made in USA immagino che non sappia neanche chi è Maldonado.
lunedì 18 febbraio 2019
ARCA 2019: il ritiro dalle competizioni di Vegan Leilani
Nel mondo del motorsport, Leilani Munter è probabilmente la persona più lontana dal mio modo di pensare in termini di alimentazione. Questo non perché io abbia qualcosa contro il veganesimo, ma perché combatto da tutta la vita contro persone che non fanno altro che dirmi quello che dovrei o non dovrei mangiare. In più credo che l'alimentazione non sia un concetto universale: c'è chi può/riesce a mangiare certe cose e chi non può e arrivati a un certo punto penso che bisognerebbe non preoccuparsi troppo dell'alimentazione altrui. Leilani Munter invece dà l'impressione di appartenere a quel tipo di persone che, se bevi un bicchiere di latte, ti considera uno sKiFoSo kRiMiNaLe indegno di vivere. In più trovo abbastanza incoerente che una persona che come professione è pilota di stock car faccia propaganda contro le auto perché inquinano, ma nevermind, ciascuno è libero di rendersi incoerente quanto gli pare.
Nonostante ciò, Leilani Munter non mi è indifferente. La ammiro per quello che rappresenta come pilota. È vero, è una backmarker, ma si tratta di una persona che ha iniziato a gareggiare a ventisette anni, mediamente oltre 20+ anni più tardi rispetto all'età in cui la maggior parte dei piloti sono stati messi al volante di un kart, e nonotante ciò non sembra neanche tanto peggio di tanti backmarker che magari hanno iniziato a gareggiare molto prima.
Diciamo che Leilani Munter è un'attivista ecologica che, a un certo punto, ha deciso di diventare pilota e che c'è riuscita, in un contesto in cui l'essere un pilota pagante non è neanche tanto malvisto.
Poi, siccome tutto finisce, a un certo punto, alla vigilia dei suoi quarantacinque anni, che compirà il 18 febbraio, anche la Munter ha deciso di mettere fine alla sua carriera agonistica. Non è chiaro se sia per l'assenza conno di sponsor o perché ha deciso di passare oltre, quello che è chiaro è che il 2018 è stato forse il migliore anno della sua carriera: otto partecipazioni nell'ARCA (su un totale di diciannove in una carriera iniziata nel 2010), due top-ten, miglior risultato di sempre un ottavo posto. La cosa che colpisce, casomai, è che la Munter abbia deciso di ritirarsi proprio arrivata a quello che sembrava il momento migliore della propria carriera e dopo una qualificazione in terza posizione alla Lucas Oil 200 di Daytona del 9 Febbraio.
Dalla pole position partiva Christian Eckes, uno che con tutta probabilità vedremo in NASCAR, prima o poi. Secondo, invece, c'era Thad Moffitt, un tipo con i capelli rossi ricci lunghi fino alle spalle e con il numero 46.
Il format lo conoscevo già: ottanta giri sul circuito di Daytona, essenzialmente come la NASCAR, ma con molti meno giri e con una griglia di partenza variegata, composta da ragazzini che puntano alla NASCAR o piloti avanti con gli anni che non sono validi abbastanza per puntare alla NASCAR.
La gara è iniziata con la vettura verde sponsorizzata Vegan Power in bella vista e i telecronisti che parlavano del ritiro imminente di Vegan Leilani dalle competizioni, con quel tono che lascia pensare che, in fin dei conti, Leilani Munter sia entrata nel cuore degli apassionati pià di tanti altri.
Ci sono stati un paio di giri di calma, poi il campione in carica Michael Self è andato a sbattere, facend entrare la safety car, mentre lui raggungeva i box con la sua monoposto che ha l'immagine di un dinosauro verde stilizzato. Self ha ventotto anni, non è neanche giovane quanto pensassi.
Non è che poi la Munter sia sparita nel nulla, e appunto per questo mi chiedo che cosa l'abbia portata a optare per il ritiro proprio adesso: dopo il restart si aggirava intorno al quarto/quinto posto e, anche quando la situazione è cambiata, in seguito, si trovava ancora al quarto posto... per una che in carriera ha ottenuto due top-ten, doveva essere come per Heidfeld trovarsi in testa a un gran premio di Formula 1.
A questo punto della gara c'era Gus Dean, in testa, davanti a Harrison Burton e a Christian Eckes. Poi un certo Eric Caudell è andato a sbattere, verso metà gara: di nuovo la safety car e in seguito c'è stato un ulteriore incidente, con varie vetture coinvolte. Dalla grafica ho letto i nomi di Connor Halt e Paul Williamson, ma penso che ci fossero anche altri piloti coinvolti.
Dopo il restart Vegan Leilani era sesta, curiosamente davanti a un'altra ragazza, quella Natalie Decker tacciata dalle Tumblr Ladies di essere nell'ARCA solo perché ha i capelli sempre in ordine... giusto, i capelli perfetti. Per parcondicio il mondo dovrebbe essere pieno di gente che li considera la ragione per cui Castroneves ha vinto tre volte la 500 miglia di Indianapolis e per cui Rosberg ha vinto un mondiale di Formula 1.
Mentre la Munter era sesta, Burton era in testa davanti a Eckes, ma mi sembrava più spontaneo pensare alla Munter, che stava per concludere la gara con un apparente happy ending, il miglior risultato della sua carriera.
Poi, a dieci giri dalla fine, quel Thad Moffitt di prima, precipitato nelle retrovie, è finito in testacoda. Un'altra vettura ha cozzato contro di lui ed è entrata di nuovo la safety car.
Al rstart mancavano cinque giri alla fine e la vettura verde shocking di Vegan Leilani era ancora ben viibile, in quinta posizione dietro la safety car.
E poi, la fine delle speranze.
La sagoma verde è lentamente scivolata giù, senza che nessuno se la filasse.
A due giri dalla fine c'è stato un altro crash, uno dei piloti coinvolti era Gus Dean. Al restart Harrson Burton ha mantenuto la prima posizione fino al finale (in rigoroso overtime), mentre Eckes, che era secondo, è stato superato da altre vetture ed è finito fuori dal podio, sempre ammeso che esista. In ogni caso ci sono finiti sopra due 2000 e un 1998 nato a dicembre, quindi il massimo che era concesso poteva essere l'acqua di rose.
La carriera di Leilani Munter è finita, nell'anonimato, con una quindicesima posizione, a ricordarci che non importa quanto le cose sembrino andare meglio dello standard, siamo condannati al #MaiUnaGioia.
1. Harrison Burton
2. Todd Gilliland
3. Grant Quinlan
4. Christian Eckes
5. Sean Corr
6. Natalie Decker
7. Codie Rohrbaugh
8. Travis Braden
9. Andy Seuss
10. Riley Herbst...
Nonostante ciò, Leilani Munter non mi è indifferente. La ammiro per quello che rappresenta come pilota. È vero, è una backmarker, ma si tratta di una persona che ha iniziato a gareggiare a ventisette anni, mediamente oltre 20+ anni più tardi rispetto all'età in cui la maggior parte dei piloti sono stati messi al volante di un kart, e nonotante ciò non sembra neanche tanto peggio di tanti backmarker che magari hanno iniziato a gareggiare molto prima.
Diciamo che Leilani Munter è un'attivista ecologica che, a un certo punto, ha deciso di diventare pilota e che c'è riuscita, in un contesto in cui l'essere un pilota pagante non è neanche tanto malvisto.
Poi, siccome tutto finisce, a un certo punto, alla vigilia dei suoi quarantacinque anni, che compirà il 18 febbraio, anche la Munter ha deciso di mettere fine alla sua carriera agonistica. Non è chiaro se sia per l'assenza conno di sponsor o perché ha deciso di passare oltre, quello che è chiaro è che il 2018 è stato forse il migliore anno della sua carriera: otto partecipazioni nell'ARCA (su un totale di diciannove in una carriera iniziata nel 2010), due top-ten, miglior risultato di sempre un ottavo posto. La cosa che colpisce, casomai, è che la Munter abbia deciso di ritirarsi proprio arrivata a quello che sembrava il momento migliore della propria carriera e dopo una qualificazione in terza posizione alla Lucas Oil 200 di Daytona del 9 Febbraio.
Dalla pole position partiva Christian Eckes, uno che con tutta probabilità vedremo in NASCAR, prima o poi. Secondo, invece, c'era Thad Moffitt, un tipo con i capelli rossi ricci lunghi fino alle spalle e con il numero 46.
Il format lo conoscevo già: ottanta giri sul circuito di Daytona, essenzialmente come la NASCAR, ma con molti meno giri e con una griglia di partenza variegata, composta da ragazzini che puntano alla NASCAR o piloti avanti con gli anni che non sono validi abbastanza per puntare alla NASCAR.
La gara è iniziata con la vettura verde sponsorizzata Vegan Power in bella vista e i telecronisti che parlavano del ritiro imminente di Vegan Leilani dalle competizioni, con quel tono che lascia pensare che, in fin dei conti, Leilani Munter sia entrata nel cuore degli apassionati pià di tanti altri.
Ci sono stati un paio di giri di calma, poi il campione in carica Michael Self è andato a sbattere, facend entrare la safety car, mentre lui raggungeva i box con la sua monoposto che ha l'immagine di un dinosauro verde stilizzato. Self ha ventotto anni, non è neanche giovane quanto pensassi.
Non è che poi la Munter sia sparita nel nulla, e appunto per questo mi chiedo che cosa l'abbia portata a optare per il ritiro proprio adesso: dopo il restart si aggirava intorno al quarto/quinto posto e, anche quando la situazione è cambiata, in seguito, si trovava ancora al quarto posto... per una che in carriera ha ottenuto due top-ten, doveva essere come per Heidfeld trovarsi in testa a un gran premio di Formula 1.
A questo punto della gara c'era Gus Dean, in testa, davanti a Harrison Burton e a Christian Eckes. Poi un certo Eric Caudell è andato a sbattere, verso metà gara: di nuovo la safety car e in seguito c'è stato un ulteriore incidente, con varie vetture coinvolte. Dalla grafica ho letto i nomi di Connor Halt e Paul Williamson, ma penso che ci fossero anche altri piloti coinvolti.
Dopo il restart Vegan Leilani era sesta, curiosamente davanti a un'altra ragazza, quella Natalie Decker tacciata dalle Tumblr Ladies di essere nell'ARCA solo perché ha i capelli sempre in ordine... giusto, i capelli perfetti. Per parcondicio il mondo dovrebbe essere pieno di gente che li considera la ragione per cui Castroneves ha vinto tre volte la 500 miglia di Indianapolis e per cui Rosberg ha vinto un mondiale di Formula 1.
Mentre la Munter era sesta, Burton era in testa davanti a Eckes, ma mi sembrava più spontaneo pensare alla Munter, che stava per concludere la gara con un apparente happy ending, il miglior risultato della sua carriera.
Poi, a dieci giri dalla fine, quel Thad Moffitt di prima, precipitato nelle retrovie, è finito in testacoda. Un'altra vettura ha cozzato contro di lui ed è entrata di nuovo la safety car.
Al rstart mancavano cinque giri alla fine e la vettura verde shocking di Vegan Leilani era ancora ben viibile, in quinta posizione dietro la safety car.
E poi, la fine delle speranze.
La sagoma verde è lentamente scivolata giù, senza che nessuno se la filasse.
A due giri dalla fine c'è stato un altro crash, uno dei piloti coinvolti era Gus Dean. Al restart Harrson Burton ha mantenuto la prima posizione fino al finale (in rigoroso overtime), mentre Eckes, che era secondo, è stato superato da altre vetture ed è finito fuori dal podio, sempre ammeso che esista. In ogni caso ci sono finiti sopra due 2000 e un 1998 nato a dicembre, quindi il massimo che era concesso poteva essere l'acqua di rose.
La carriera di Leilani Munter è finita, nell'anonimato, con una quindicesima posizione, a ricordarci che non importa quanto le cose sembrino andare meglio dello standard, siamo condannati al #MaiUnaGioia.
1. Harrison Burton
2. Todd Gilliland
3. Grant Quinlan
4. Christian Eckes
5. Sean Corr
6. Natalie Decker
7. Codie Rohrbaugh
8. Travis Braden
9. Andy Seuss
10. Riley Herbst...
lunedì 26 novembre 2018
Indycar 2018: sintesi di fine anno
Cari lettori, direi che per la sintesi finale del campionato non è che ho fatto proprio le cose in grande stile, però qualcosa lo volevo fare, perché non mi piace lasciare le cose a metà e perché in questo mio recap di Indycar e Nascar avevo lasciato da parte, per il momento, gli ultimi due mesi del campionato della Sprint Cup.
Non sono certa che commentare insieme Indycar e Nascar si sia rivelata una formula vincente e credo che non ripeterò nulla di tutto ciò, lasciando alla Indycar il privilegio di essere commentata in esclusiva nei commenti ai gran premi di Indycar, ma ormai è inutile piangere sul latte versato: il latte si versa nel Memorial Weekend, non il 25 Novembre mentre mi appresto a pubblicare il mio ultimo post dell'anno sul motorsport Made in Usa.
11 Marzo - GP di ST.PETERSBURG
Il campionato è iniziato con il rookie canadese Robert Wickens, arrivato dal DTM, che partiva dalla pole position. Ha passato la gara in lotta per la vittoria con Alexander Rossi, ma la vittoria non è andata a nessuno dei due: con due giri ancora da percorrere, Rossi ha innescato un contatto tra i due che ha aperto le porte a Sebastien Bourdais. Quest'ultimo ha vinto la gara inaugurale per la seconda volta consecutiva.
7 Aprile - PHOENIX 250
Ancora una volta Wickens si è fatto notare e stavolta è anche riuscito a concretizzare meglio il risultato: secondo classificato, mentre la vittoria è andata al campione 2017 Josef Newgarden.
Si è trattato della prima gara stagionale su un ovale, che si è svolta in modo tutto sommato tranquillo, senza particolari incidenti e particolari polemiche.
15 Aprile - GP di LONGBEACH
In una gara letteralmente dominata da Alexander Rossi, ha fatto parlare di sé un bellissimo duello Sebastien Bourdais vs Scott Dixon per la seconda posizione, con Bourdeeeeyyyyy che ha fatto un memorabile sorpasso, per poi essere costretto a cedere la posizione a Dixon, in quanto il sorpasso è stato giudicato irregolare.
Si è ripreso la seconda posizione con un altro sorpasso, ma entrambi sono finiti decisamente più indietro più tardi a causa di un pitstop con pitlane chiusa.
22 Aprile - GP di ALABAMA
La gara è iniziata di domenica, ma c'è stato un rain delay ed è finita di lunedì. Qualcuno twittava che era strano che Dixon, essendo un "iceman", non si sciogliesse sotto l'acqua. Qualcuno dovrebbe spiegare a questa gente che i veri "iceman" durante i rain delay mangiano cremini Algida.
Josef Newgarden ha vinto per la seconda volta in questa stagione, in una gara che anche al lunedì è stata condizionata dalla pioggia. Dopo la gara Pagenaud ha fatto la predica a Chaves per una manovra di quest'ultimo, mentre su Instagram Andretti ha dato dell'idiota a Claman de Melo per un contatto tra di loro.
12 Maggio - GP di INDY ROAD COURSE
Will Power ha vinto la gara dopo un acceso duello con Robert Wickens, che ancora una volta si è fatto notare nelle zone che contavano, ma che si è dovuto accontentare di una terza posizione alla fine, dietro anche a Scott Dixon.
Helio Castroneves, grande assente di questo campionato, è tornato in pista in questa occasione, per disputare i due eventi di Indy.
27 Maggio - INDIANAPOLIS 500
Dopo tanti anni a Indianapolis sono arrivate 35 vetture anziché 33, il che ha comportato la non qualificazione di Pippa Mann e, a sorpresa, di James Hinchcliffe. Tra le 33 vetture che hanno disputato la gara c'era anche quella di Helio Castroneves e quella di Danica Patrick, all'ultima gara della sua carriera: entrambi hanno concluso la Indy 500 anzitempo per incidente, così come diversi altri piloti.
Will Power ha conquistato la vittoria nella gara più prestigiosa del campionato, mentre Ed Carpenter che partiva dalla pole position ha dovuto accontentarsi di una misera seconda posizione.
2 Giugno - GP di DETROIT I
In una gara in cui Marco Andretti partiva dalla pole position ma non è nemmeno riuscito a salire sul podio, Scott Dixon ha ottenuto la prima vittoria della stagione.
In questa occasione Tony Kanaan ha celebrato le sue 350 gare in Indycar, anche se, purtroppo per lui, non con un risultato di spessore.
3 Giugno - GP di DETROIT II
In una gara che è partita in ritardo a causa di un incidente della safety car, Alex Rossi e Robert Wickens sono partiti dalla prima fila, ma i due erano su una strategia diversa, che ha portato Wickens ad uscire dalla top-5 e Rossi a rimanere in testa almeno finché non è andato a sbattere per conto suo, lasciando la testa della gara a Ryan Hunter-Reay che ha celebrato la vittoria in piscina, in tuta, con la bottiglia di champagne in mano, un po' come succede al GP di Montecarlo.
9 Giugno - TEXAS SPEEDWAY 600
In un'altra gara in cui Wickens si è messo in mostra, prima di rimanere coinvolto in un incidente con Carpenter, la vittoria è stata conquistata da Dixon, che ha in tale maniera centrato il secondo successo stagionale.
Con la vittoria e con il ritiro di Power per un incidente, Dixon è salito in testa alla classifica.
24 Giugno - GP di ROAD AMERICA
Dopo il successo di Indianapolis, le cose per Will Power non si sono messe molto bene e anche a Elkarth Lake ha collezionato un ulteriore ritiro, avvenuto stavolta nelle prime fasi della gara.
Josef Newgarden è tornato alla vittoria, precedendo Hunter-Reay autore di una bella prestazione e Dixon che è salito quindi sul gradino più basso del podio.
8 Luglio - IOWA CORN 300
In una gara vinta da James Hinchcliffe, c'è stato un podio inedito, con Spencer Pigot e Takuma Sato in seconda e terza posizione, aiutati anche dal fatto che, a seguito di un ingresso della safety car negli ultimi giri, Newgarden e Wickens siano rientrati ai box per cambiare gomme, pitstop che non ha avuto utilità, in quanto la gara è terminata in regime di safety car.
15 Luglio - GP di TORONTO
Così come a Road America Newgarden aveva ottenuto quota tre vittorie, in Canada è stato il turno di Dixon, che ha vinto davanti a Pagenaud e a Wickens, con il rookie che ancora una volta ha stazionato nelle posizioni che contavano.
In questa gara anche la Carlin si è tolta una soddisfazione, dato che Kimball si è classificato in quinta posizione.
29 Luglio - GP di MID-OHIO
In una gara con strategie diverse da un pilota all'altro abbiamo assistito a una sfida Alexander Rossi vs Robert Wickens per la vittoria: il primo doveva conservare carburante fino alla fine avendo fatto un pitstop in meno, il secondo poteva spingere di più nella speranza di avvicinarsi.
In realtà Wickens non è riuscito ad avvicinarsi più di tanto e Rossi ha conquistato la sua seconda vittoria stagionale. Ne avrebbe ottenuta una terza al successivo evento, passato alla storia per altre ragioni.
19 Agosto - POCONO 500
All'ottavo giro della gara c'è stata una carambola con collisioni multiple: le vetture maggiormente coinvolte erano quelle di Wickens, Hunter-Reay e Hinchcliffe.
Nello specifico, Wickens ha spiccato il volo, è finito contro le reti e si è ribaltato sulla pista.
Estratto in gravi condizioni dalla vettura, Wickens è sopravvissuto all'incidente e a vari incidenti chirurgici. Negli ultimi mesi sta postando regolarmente su Twitter. Qualche settimana fa si è definito paraplegico. Ci sono rimasta male.
25 Agosto - GATEWAY 500
A causa della pioggia le qualifiche sono state annullate e la griglia di partenza è stata stilata sulla base della classifica piloti.
Will Power è tornato alla vittoria dopo mesi e, come Newgarden, Dixon e Rossi, è salito a sua volta a quota tre vittorie stagionali.
Rossi e Dixon sono arrivati secondo e terzo, rimanendo soprattutto quest'ultimo i favoriti per il titolo.
2 Settembre - GP di PORTLAND
Ogni tanto ci sono gare in cui un improvviso ingresso della safety car sconvolge la situazione e fa salire in una posizione privilegiata piloti che si trovavano su una strategia diversa dai top-driver. È quello che è accaduto stavolta, con Takuma Sato come outsider del caso. Il vincitore della Indy 500 2017 ha conquistato la vittoria, precedendo Hunter-Reay e Bourdais.
Dei piloti che lottavano per il titolo, Dixon è stato quello che ha ottenuto un risultato di maggiore spessore ed è rimasto leader della classifica e favorito: Dixon in testa alla classifica, Rossi secondo, Newgarden e Power ancora ufficialmente in lotta per il campionato seppure molto lontani.
16 Settembre - GP di SONOMA
La situazione sembrava già a favore di Dixon al momento della partenza, in quanto Rossi è stato coinvolto in un contatto e ha perso posizioni. Aiutato anche da una safety car, Rossi ha concluso la gara stabilmente in top-ten, ma Dixon è arrivato secondo alle spalle del vincitore Ryan Hunter-Reay e ha di conseguenza vinto il suo quinto titolo. Con il terzo posto in gara, Power si è appropriato della terza posizione in classifica.
In quest'ultimo evento stagionale hanno debuttato due piloti provenienti dalla Indylights: si tratta di Patricio O'Ward e di Colton Herta. Quest'ultimo, figlio di Bryan Herta, è il primo pilota nato nel 2000 a debuttare in Indycar.
NASCAR UPDATE: ci eravamo lasciati parlando della Regular Season, ma ci rimaneva da parlare dei playoff, che sono terminati il 18 Novembre.
Dopo la Regular Season, la classifica era questa: Kyle Busch, Kevin Harvick, Martin Truex, Brad Keselowski, Clint Bowyer, Joey Logano, Kurt Busch, Chase Elliot, Ryan Blaney, Erik Jones, Austin Dillon, Kyle Larson, Denny Hamlin, Aric Almirola, Jimmie Johnson, Alex Bowman. Costoro erano i sedici fortunati che lottavano ancora per il titolo, a partire dalla South Point 400 di Las Vegas del 16 Settembre. Ha vinto Brad Keselowski, che ho già citato più volte come sosia di Dany Kvyat. Larson e Truex sono saliti sul podio, sempre ammesso che esista.
Il 22 Settembre è stata la volta della Federated Auto Parts 400 di Richmond, con Kyle Busch vincitore, davanti a Harvick e a Truex ancora terzo. Una settimana più tardi, invece, si gareggiava a Charlotte. La gara era denominata Bank of America 500, quindi RoGro non avrebbe avuto rivali, se fosse stato in pista, ma in realtà ha vinto Ryan Blaney. McMurray e Bowyer sono arrivati a podio, ma io sono #TeamOutsider, quindi non posso fare a meno di segnalare A.J. Allmendinger settimo e Matt Di Benedetto tredicesimo. Jimmie Johnson, Austin Dillon, Denny Hamlin ed Erik Jones, nel frattempo, si sono ritrovati fuori dai playoff.
Il 7 Ottobre con solo dodici piloti a lottare per il titolo la Sprint Cup si è trasferita a Dover per la Gander Outdoors 400, nella quale ricordo un ottimo quello Almirola vs Bowyer per la leadership. Poi Bowyer è finito a muro. Poi Almirola è finito in testacoda. C'è stato anche un gran ingorgo a causa di questo testacoda. Ha vinto Chase Elliott, davanti a Hamlin e Logano.
Una settimana più tardi a Talladega c'è stata una gara denominata 1000Bulbs.com 500, uno dei nomi più pittoreschi di tutta la stagione, vinta da nientemeno che Aric Almirola che si è ripreso like a boss. Anche Bowyer si è ripreso arrivando secondo, mentre sul gradino più basso del podio ha concluso Ricky Stenhouse! Se fosse fidanzato con Allmendingahhhh, quest'ultimo avrebbe stirato nonostante un'ottima sesta piazza.
Il 21 Ottobre c'è stata l'Hollywood Casino 400 al Kansas Speedway, in sovrapposizione con il GP degli Stati Uniti. Chase Elliot è tornato alla vittoria, con KyBusch e Larson a completare il podio.
Fuori Brad Keselowski, fuori Ryan Blaney, fuori Kyle Larson, fuori Alex Bowman.
Il 28 Ottobre, giorno del GP del Messico, è stata la volta della First Data 500 a Martinsville, con otto piloti ancora in lotta per il campionato. È finita in polemica per un contatto Logano vs Truex verso la fine, con Logano che ha speronato Truex e ha vinto, mentre il campione 2017 sprofondava al terzo posto dietro anche a Hamlin. La polemica si è risolta con dichiarazioni piccate ai microfoni delle interviste post-gara, quindi senza risse tra decine di persone.
Una settimana dopo all'AAA Texas 500 ha vinto Kevin Harvick, passato protagonista di una rissa con Montoya. Blaney e Logano sono arrivati in top-3 e quest'ultimo è stato criticato da Almirola per un incidente innescato da Almirola stesso.
Alla Can-Am 500 di Phoenix ha vinto Kyle Busc, davanti al sosia di Kvyat e a Larson, con Chase Elliot, Aric Almirola, Clint Bowyer e Kurt Busch sono rimasti fuori dalla lotta per il titolo.
La Ford EcoBoost del 400 del 18 Novembre è stata vinta da Joey Logano, che in questo modo ha vinto anche il titolo. Secondo e terzo sono arrivati Martin Truex e Kevin Harvick, con Kyle Busch in quarta posizione. Le prime quattro posizioni in gara hanno rispecchiato le prime quattro posizioni in classifica.
Ultima considerazione, pare che il prossimo anno A.J. Allmendinger non ci sarà, o quantomeno non ci sarà fulltime. Penso che mi mancherà.
Non sono certa che commentare insieme Indycar e Nascar si sia rivelata una formula vincente e credo che non ripeterò nulla di tutto ciò, lasciando alla Indycar il privilegio di essere commentata in esclusiva nei commenti ai gran premi di Indycar, ma ormai è inutile piangere sul latte versato: il latte si versa nel Memorial Weekend, non il 25 Novembre mentre mi appresto a pubblicare il mio ultimo post dell'anno sul motorsport Made in Usa.
11 Marzo - GP di ST.PETERSBURG
Il campionato è iniziato con il rookie canadese Robert Wickens, arrivato dal DTM, che partiva dalla pole position. Ha passato la gara in lotta per la vittoria con Alexander Rossi, ma la vittoria non è andata a nessuno dei due: con due giri ancora da percorrere, Rossi ha innescato un contatto tra i due che ha aperto le porte a Sebastien Bourdais. Quest'ultimo ha vinto la gara inaugurale per la seconda volta consecutiva.
7 Aprile - PHOENIX 250
Ancora una volta Wickens si è fatto notare e stavolta è anche riuscito a concretizzare meglio il risultato: secondo classificato, mentre la vittoria è andata al campione 2017 Josef Newgarden.
Si è trattato della prima gara stagionale su un ovale, che si è svolta in modo tutto sommato tranquillo, senza particolari incidenti e particolari polemiche.
15 Aprile - GP di LONGBEACH
In una gara letteralmente dominata da Alexander Rossi, ha fatto parlare di sé un bellissimo duello Sebastien Bourdais vs Scott Dixon per la seconda posizione, con Bourdeeeeyyyyy che ha fatto un memorabile sorpasso, per poi essere costretto a cedere la posizione a Dixon, in quanto il sorpasso è stato giudicato irregolare.
Si è ripreso la seconda posizione con un altro sorpasso, ma entrambi sono finiti decisamente più indietro più tardi a causa di un pitstop con pitlane chiusa.
22 Aprile - GP di ALABAMA
La gara è iniziata di domenica, ma c'è stato un rain delay ed è finita di lunedì. Qualcuno twittava che era strano che Dixon, essendo un "iceman", non si sciogliesse sotto l'acqua. Qualcuno dovrebbe spiegare a questa gente che i veri "iceman" durante i rain delay mangiano cremini Algida.
Josef Newgarden ha vinto per la seconda volta in questa stagione, in una gara che anche al lunedì è stata condizionata dalla pioggia. Dopo la gara Pagenaud ha fatto la predica a Chaves per una manovra di quest'ultimo, mentre su Instagram Andretti ha dato dell'idiota a Claman de Melo per un contatto tra di loro.
12 Maggio - GP di INDY ROAD COURSE
Will Power ha vinto la gara dopo un acceso duello con Robert Wickens, che ancora una volta si è fatto notare nelle zone che contavano, ma che si è dovuto accontentare di una terza posizione alla fine, dietro anche a Scott Dixon.
Helio Castroneves, grande assente di questo campionato, è tornato in pista in questa occasione, per disputare i due eventi di Indy.
27 Maggio - INDIANAPOLIS 500
Dopo tanti anni a Indianapolis sono arrivate 35 vetture anziché 33, il che ha comportato la non qualificazione di Pippa Mann e, a sorpresa, di James Hinchcliffe. Tra le 33 vetture che hanno disputato la gara c'era anche quella di Helio Castroneves e quella di Danica Patrick, all'ultima gara della sua carriera: entrambi hanno concluso la Indy 500 anzitempo per incidente, così come diversi altri piloti.
Will Power ha conquistato la vittoria nella gara più prestigiosa del campionato, mentre Ed Carpenter che partiva dalla pole position ha dovuto accontentarsi di una misera seconda posizione.
2 Giugno - GP di DETROIT I
In una gara in cui Marco Andretti partiva dalla pole position ma non è nemmeno riuscito a salire sul podio, Scott Dixon ha ottenuto la prima vittoria della stagione.
In questa occasione Tony Kanaan ha celebrato le sue 350 gare in Indycar, anche se, purtroppo per lui, non con un risultato di spessore.
3 Giugno - GP di DETROIT II
In una gara che è partita in ritardo a causa di un incidente della safety car, Alex Rossi e Robert Wickens sono partiti dalla prima fila, ma i due erano su una strategia diversa, che ha portato Wickens ad uscire dalla top-5 e Rossi a rimanere in testa almeno finché non è andato a sbattere per conto suo, lasciando la testa della gara a Ryan Hunter-Reay che ha celebrato la vittoria in piscina, in tuta, con la bottiglia di champagne in mano, un po' come succede al GP di Montecarlo.
9 Giugno - TEXAS SPEEDWAY 600
In un'altra gara in cui Wickens si è messo in mostra, prima di rimanere coinvolto in un incidente con Carpenter, la vittoria è stata conquistata da Dixon, che ha in tale maniera centrato il secondo successo stagionale.
Con la vittoria e con il ritiro di Power per un incidente, Dixon è salito in testa alla classifica.
24 Giugno - GP di ROAD AMERICA
Dopo il successo di Indianapolis, le cose per Will Power non si sono messe molto bene e anche a Elkarth Lake ha collezionato un ulteriore ritiro, avvenuto stavolta nelle prime fasi della gara.
Josef Newgarden è tornato alla vittoria, precedendo Hunter-Reay autore di una bella prestazione e Dixon che è salito quindi sul gradino più basso del podio.
8 Luglio - IOWA CORN 300
In una gara vinta da James Hinchcliffe, c'è stato un podio inedito, con Spencer Pigot e Takuma Sato in seconda e terza posizione, aiutati anche dal fatto che, a seguito di un ingresso della safety car negli ultimi giri, Newgarden e Wickens siano rientrati ai box per cambiare gomme, pitstop che non ha avuto utilità, in quanto la gara è terminata in regime di safety car.
15 Luglio - GP di TORONTO
Così come a Road America Newgarden aveva ottenuto quota tre vittorie, in Canada è stato il turno di Dixon, che ha vinto davanti a Pagenaud e a Wickens, con il rookie che ancora una volta ha stazionato nelle posizioni che contavano.
In questa gara anche la Carlin si è tolta una soddisfazione, dato che Kimball si è classificato in quinta posizione.
29 Luglio - GP di MID-OHIO
In una gara con strategie diverse da un pilota all'altro abbiamo assistito a una sfida Alexander Rossi vs Robert Wickens per la vittoria: il primo doveva conservare carburante fino alla fine avendo fatto un pitstop in meno, il secondo poteva spingere di più nella speranza di avvicinarsi.
In realtà Wickens non è riuscito ad avvicinarsi più di tanto e Rossi ha conquistato la sua seconda vittoria stagionale. Ne avrebbe ottenuta una terza al successivo evento, passato alla storia per altre ragioni.
19 Agosto - POCONO 500
All'ottavo giro della gara c'è stata una carambola con collisioni multiple: le vetture maggiormente coinvolte erano quelle di Wickens, Hunter-Reay e Hinchcliffe.
Nello specifico, Wickens ha spiccato il volo, è finito contro le reti e si è ribaltato sulla pista.
Estratto in gravi condizioni dalla vettura, Wickens è sopravvissuto all'incidente e a vari incidenti chirurgici. Negli ultimi mesi sta postando regolarmente su Twitter. Qualche settimana fa si è definito paraplegico. Ci sono rimasta male.
25 Agosto - GATEWAY 500
A causa della pioggia le qualifiche sono state annullate e la griglia di partenza è stata stilata sulla base della classifica piloti.
Will Power è tornato alla vittoria dopo mesi e, come Newgarden, Dixon e Rossi, è salito a sua volta a quota tre vittorie stagionali.
Rossi e Dixon sono arrivati secondo e terzo, rimanendo soprattutto quest'ultimo i favoriti per il titolo.
2 Settembre - GP di PORTLAND
Ogni tanto ci sono gare in cui un improvviso ingresso della safety car sconvolge la situazione e fa salire in una posizione privilegiata piloti che si trovavano su una strategia diversa dai top-driver. È quello che è accaduto stavolta, con Takuma Sato come outsider del caso. Il vincitore della Indy 500 2017 ha conquistato la vittoria, precedendo Hunter-Reay e Bourdais.
Dei piloti che lottavano per il titolo, Dixon è stato quello che ha ottenuto un risultato di maggiore spessore ed è rimasto leader della classifica e favorito: Dixon in testa alla classifica, Rossi secondo, Newgarden e Power ancora ufficialmente in lotta per il campionato seppure molto lontani.
16 Settembre - GP di SONOMA
La situazione sembrava già a favore di Dixon al momento della partenza, in quanto Rossi è stato coinvolto in un contatto e ha perso posizioni. Aiutato anche da una safety car, Rossi ha concluso la gara stabilmente in top-ten, ma Dixon è arrivato secondo alle spalle del vincitore Ryan Hunter-Reay e ha di conseguenza vinto il suo quinto titolo. Con il terzo posto in gara, Power si è appropriato della terza posizione in classifica.
In quest'ultimo evento stagionale hanno debuttato due piloti provenienti dalla Indylights: si tratta di Patricio O'Ward e di Colton Herta. Quest'ultimo, figlio di Bryan Herta, è il primo pilota nato nel 2000 a debuttare in Indycar.
NASCAR UPDATE: ci eravamo lasciati parlando della Regular Season, ma ci rimaneva da parlare dei playoff, che sono terminati il 18 Novembre.
Dopo la Regular Season, la classifica era questa: Kyle Busch, Kevin Harvick, Martin Truex, Brad Keselowski, Clint Bowyer, Joey Logano, Kurt Busch, Chase Elliot, Ryan Blaney, Erik Jones, Austin Dillon, Kyle Larson, Denny Hamlin, Aric Almirola, Jimmie Johnson, Alex Bowman. Costoro erano i sedici fortunati che lottavano ancora per il titolo, a partire dalla South Point 400 di Las Vegas del 16 Settembre. Ha vinto Brad Keselowski, che ho già citato più volte come sosia di Dany Kvyat. Larson e Truex sono saliti sul podio, sempre ammesso che esista.
Il 22 Settembre è stata la volta della Federated Auto Parts 400 di Richmond, con Kyle Busch vincitore, davanti a Harvick e a Truex ancora terzo. Una settimana più tardi, invece, si gareggiava a Charlotte. La gara era denominata Bank of America 500, quindi RoGro non avrebbe avuto rivali, se fosse stato in pista, ma in realtà ha vinto Ryan Blaney. McMurray e Bowyer sono arrivati a podio, ma io sono #TeamOutsider, quindi non posso fare a meno di segnalare A.J. Allmendinger settimo e Matt Di Benedetto tredicesimo. Jimmie Johnson, Austin Dillon, Denny Hamlin ed Erik Jones, nel frattempo, si sono ritrovati fuori dai playoff.
Il 7 Ottobre con solo dodici piloti a lottare per il titolo la Sprint Cup si è trasferita a Dover per la Gander Outdoors 400, nella quale ricordo un ottimo quello Almirola vs Bowyer per la leadership. Poi Bowyer è finito a muro. Poi Almirola è finito in testacoda. C'è stato anche un gran ingorgo a causa di questo testacoda. Ha vinto Chase Elliott, davanti a Hamlin e Logano.
Una settimana più tardi a Talladega c'è stata una gara denominata 1000Bulbs.com 500, uno dei nomi più pittoreschi di tutta la stagione, vinta da nientemeno che Aric Almirola che si è ripreso like a boss. Anche Bowyer si è ripreso arrivando secondo, mentre sul gradino più basso del podio ha concluso Ricky Stenhouse! Se fosse fidanzato con Allmendingahhhh, quest'ultimo avrebbe stirato nonostante un'ottima sesta piazza.
Il 21 Ottobre c'è stata l'Hollywood Casino 400 al Kansas Speedway, in sovrapposizione con il GP degli Stati Uniti. Chase Elliot è tornato alla vittoria, con KyBusch e Larson a completare il podio.
Fuori Brad Keselowski, fuori Ryan Blaney, fuori Kyle Larson, fuori Alex Bowman.
Il 28 Ottobre, giorno del GP del Messico, è stata la volta della First Data 500 a Martinsville, con otto piloti ancora in lotta per il campionato. È finita in polemica per un contatto Logano vs Truex verso la fine, con Logano che ha speronato Truex e ha vinto, mentre il campione 2017 sprofondava al terzo posto dietro anche a Hamlin. La polemica si è risolta con dichiarazioni piccate ai microfoni delle interviste post-gara, quindi senza risse tra decine di persone.
Una settimana dopo all'AAA Texas 500 ha vinto Kevin Harvick, passato protagonista di una rissa con Montoya. Blaney e Logano sono arrivati in top-3 e quest'ultimo è stato criticato da Almirola per un incidente innescato da Almirola stesso.
Alla Can-Am 500 di Phoenix ha vinto Kyle Busc, davanti al sosia di Kvyat e a Larson, con Chase Elliot, Aric Almirola, Clint Bowyer e Kurt Busch sono rimasti fuori dalla lotta per il titolo.
La Ford EcoBoost del 400 del 18 Novembre è stata vinta da Joey Logano, che in questo modo ha vinto anche il titolo. Secondo e terzo sono arrivati Martin Truex e Kevin Harvick, con Kyle Busch in quarta posizione. Le prime quattro posizioni in gara hanno rispecchiato le prime quattro posizioni in classifica.
Ultima considerazione, pare che il prossimo anno A.J. Allmendinger non ci sarà, o quantomeno non ci sarà fulltime. Penso che mi mancherà.
sabato 27 ottobre 2018
ARCA 2018: Sheldon Creed ha vinto il titolo
![]() |
| Fonte dell'immagine: kansasspeedway.com |
Certo, mi sono focalizzata molto sulle battute trash, tipo chi dovesse andare a stirare tra le compagne di squadra Natalie Decker e Leilani Munter (6^ vs 14^, stavolta tocca a Leilani, il che non è una grossa novità), così come sul raggiungimento della drinking age da parte di Sheldon Creed, nato il 30 Settembre 1997 esattamente come Max Verstappen.
Il Verstappino Made in ARCA ha vinto la Kansas ARCA 150, che si è svolta il 19 Ottobre al Kansas Speedway (come avevo già detto, nel giorno del compleanno di Kovalainen, che non c'entra nulla ma che, come già avevo detto, era bello citare a caso) e con quella vittoria ha vinto anche il campionato. Non so se sul podio ci sia lo champagne (così come non so se esista il podio), ma l'età gli avrebbe concesso di scolarselo!
sabato 13 ottobre 2018
ARCA: Eckes vince la prima over-21 di Creed!
![]() |
| Fonte: @christianeckes |
La gara, denominata Shore Lunch 200, era prevista per il mese scorso, ma l'arrivo di una tempesta tropicale ha fatto sì che venisse spostata in uno dei weekend disponibili.
Dopo un rain delay, la gara è finalmente partita e la vittoria è andata a Christian Eckes, compagno di squadra di Natalie Decker, che compirà diciotto anni il prossimo mese, quindi è ancora mooooolto lontano dalla drinking age degli Stati Uniti.
E' un pilota part-time, quest'anno non ha disputato tutta la stagione, ma ha saltato alcuni eventi, pertanto nonostante i brillanti risultati non è un contendente al titolo, diversamente dal secondo classificato Sheldon Creed, che è in testa alla classifica. Per Creed si tratta della prima gara in cui sarebbe qualificabile per bere champagne sul podio, se nell'ARCA esiste il podio e se nel podio dell'ARCA c'è lo champagne (dubito fortemente di entrambe le cose): come già specificato in numerose occasioni, è infatti nato il 30 Settembre 1997, esattamente come Max Verstappen.
Chandler Smith, altro pilota part time, ha completato la gara in terza posizione, età sedici anni, che lo champagne non lo vedrà nemmeno con il binocolo per ancora moooooolti anni.
Prossimo appuntamento a Kansas City, condizioni meteo permettendo naturalmente, il 19 Ottobre: si tratta del finale di stagione e curiosamente si svolgerà in SoVrApPoSiZiOn3 con il compleanno di Kovalainen. Non che Kovalainen abbia qualcosa a che vedere con l'ARCA, ma era bello citarlo così, a caso.
venerdì 21 settembre 2018
ARCA Update: Du Quoin & Salem
Carissimi lettori, è arrivato il momento di un nuovo update su un campionato il cui interesse del pubblico italiano è pressoché nullo.
Il mese di settembre prevedeva tre eventi, di cui il secondo è stato rimandato a data da destinarsi nel mese di ottobre.
Il primo e il terzo, tuttavia, si sono svolti, quindi il mio dovere è parlarne.
3 Settembre - è stata la volta di Du Quoin, con una gara denominata "General Tire Grabber 150", il che tradotto suona come la 150 miglia dello scroccone di pneumatici generici. Nella mia prossima vita voglio essere un'inventrice di nomi di gare di NASCAR, lo ribadisco.
Prepariamo lo champagne, perché il vincitore è stato Logan Seavey, del team Venturini, che ha compiuto ventun anni lo scorso aprile!
Will Kimmel e Riley Herbst hanno completato il podio.
In questa gara ha preso parte one-off un certo Buck Stevens, che con un cognome così meritava di essere menzionato.
15 Settembre - niente champagne questa volta! A Salem si è svolta la "Kentuckiana Ford Dealers ARCA Fall Classic" (niente male come nome, ma quello precedente era molto più bello.
Ha vinto Chandler Smith a sua volta membro del team Venturini, nato il 26 Giugno 2002, quindi passeranno anni e anni prima che possa bere alcolici.
Secondo si è classificato Gus Dean che, essendo nato nel 1994, ha ormai raggiunto la drinking age, mentre terzo è arrivato Chase Purdy, che la raggiungerà il prossimo 1° Novembre.
Natalie Decker ha chiuso in 8^ posizione: visto il suo piazzamento in top-10, sicuramente aveva i capelli più perfetti del solito...
Un po' off topic, ma neanche troppo, facendo qualche ricerca in internet ho scoperto che James Hylton (ex pilota ARCA che ha gareggiato fino al 2013, quando aveva 78 anni) e suo figlio sono morti in un incidente stradale mentre lasciavano il circuito di Talladega lo scorso Aprile dopo un evento dell'ARCA. :-(((
Il mese di settembre prevedeva tre eventi, di cui il secondo è stato rimandato a data da destinarsi nel mese di ottobre.
Il primo e il terzo, tuttavia, si sono svolti, quindi il mio dovere è parlarne.
3 Settembre - è stata la volta di Du Quoin, con una gara denominata "General Tire Grabber 150", il che tradotto suona come la 150 miglia dello scroccone di pneumatici generici. Nella mia prossima vita voglio essere un'inventrice di nomi di gare di NASCAR, lo ribadisco.
Prepariamo lo champagne, perché il vincitore è stato Logan Seavey, del team Venturini, che ha compiuto ventun anni lo scorso aprile!
Will Kimmel e Riley Herbst hanno completato il podio.
In questa gara ha preso parte one-off un certo Buck Stevens, che con un cognome così meritava di essere menzionato.
15 Settembre - niente champagne questa volta! A Salem si è svolta la "Kentuckiana Ford Dealers ARCA Fall Classic" (niente male come nome, ma quello precedente era molto più bello.
Ha vinto Chandler Smith a sua volta membro del team Venturini, nato il 26 Giugno 2002, quindi passeranno anni e anni prima che possa bere alcolici.
Secondo si è classificato Gus Dean che, essendo nato nel 1994, ha ormai raggiunto la drinking age, mentre terzo è arrivato Chase Purdy, che la raggiungerà il prossimo 1° Novembre.
Natalie Decker ha chiuso in 8^ posizione: visto il suo piazzamento in top-10, sicuramente aveva i capelli più perfetti del solito...
Un po' off topic, ma neanche troppo, facendo qualche ricerca in internet ho scoperto che James Hylton (ex pilota ARCA che ha gareggiato fino al 2013, quando aveva 78 anni) e suo figlio sono morti in un incidente stradale mentre lasciavano il circuito di Talladega lo scorso Aprile dopo un evento dell'ARCA. :-(((
Iscriviti a:
Commenti (Atom)


