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domenica 11 maggio 2025

Indycar 2025: #5 Gran Premio di Indianapolis

Nella giornata di ieri, 10 maggio, cinquantesimo compleanno di Helio Castroneves, che a breve tornerà per la Indy 500, si è svolto il quinto evento della stagione, il Gran Premio di Indianapolis, altresì noto come Sonsio Grand Prix, ma io preferisco citare la location piuttosto che lo sponsor, a meno che non ci siano nomi pittoreschi come nel campionato ARCA. E mi pare palese che siamo ben lontani da quei livelli.


La pole position se l'è aggiudicata Alex Palou (Ganassi), affiancato da Graham Rahal (Rahal Letterman) che si è procacciato la leadership al momento della partenza, davanti al leader del campionato e a Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman). Nel frattempo pare ci sia stato un contatto nelle retrovie tra Daly e Ilott con il premino che è finito in testacoda.
A proposito di testacoda, abbiamo visto anche una sbinnata di Marcus Ericsson (Andretti) che poi in corso d'opera si sarebbe ritirato come successo anche a Kyffin Simpson (Ganassi) e, in seguito, a Colton Herta (Andretti) e Jacob Abel (Coyne).
Dopo il primo pitstop Rahal e Palou hanno mantenuto la prima e seconda posizione mentre Scott McLaughlin (Penske) si è preso la terza piazza relegando quarto DeFrancesco, che avrebbe successivamente perso altre posizioni. A seguire, abbiamo avuto un intermezzo in cui, subito dopo che era passata in sovrimpressione la scritta del numero di giri da cui non entrava una safety car, Rosenqvist è finito in testacoda, ma si è rimesso in carreggiata giusto in tempo per non generare intoppi.

Rahal e Palou sono entrati ai box insieme per la seconda sosta, Graham ha mantenuto di poco la posizione su Alex, ma quel tanto che bastava per essere ancora leader. Nel corso dello stint, tuttavia, il campione in carica l'ha superato andandosi a prendere, più tardi, la quarta vittoria stagionale in cinque gran premi disputati.
Poco dopo, in occasione della terza sosta, Rahal ha avuto problemi, scivolando al quinto posto. Pato O'Ward (Arrow McLaren), infatti, era secondo davanti a Will Power (Penske) e a McLaughlin. Se Palou, O'Ward, Power e McLaughlin hanno mantenuto le prime quattro posizioni, non è lo stesso per Rahal scivolato sesto nel subire il sorpasso di Scott Dixon (Ganassi) nel restart a seguito della safety car entrata a causa della vettura ferma di David Malukas (Foyt), una safety car accolta con una certa gioia dai telecronisti.
Marcus Armstrong (Meyer Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), Rinus Veekay (Coyne) e Felix Rosenqvist (Meyer Shankp) hanno completato la top ten, precedendo Louis Foster (Rahal Letterman), Josef Newgarden (Penske), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Alexander Rossi (Carpenter), Conor Daly (Juncos), Christian Lundgaard (Arrow McLaren), con DeFrancesco solo diciassettesimo davanti a Robert Shwartzman (Prema), Christian Rasmussen (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos) e Callum Ilott (Prema).

Concludo con una riflessione. Come ben sapete, sono una grande appassionata di Formula 1 da sempre e seguo con piacere l'Indycar dal 2012, essendomi documentata su tutto ciò che è accaduto dal momento dello split in poi, sia in CART sia in IRL per la seconda metà degli anni '90 fino agli anni 2000 inoltrati. Penso che una cosa non escluda l'altra e non mi piace il modo in cui i puristi dell'Indycar stanno sempre a millantare superiorità trattando i fan della Formula 1 come delle capre ignoranti.
Se non vado errata, per anni hanno sbandierato ai quattro venti il fatto che in Indycar possonohhhh vincerehhhh tuttihhhh, mentre guess what? Adesso sta vincendo sempre e solo Palou e non mi sembra tanto diverso dai domini di Sebastian Vettel, Lewis Hamilton e Max Verstappen, a cui abbiamo assistito dall'epoca in cui seguo l'Indycar. Lo ribadisco: i puristi di Indycar esaltano dell'Indycar fatti che, se accadessero in Formula 1, sarebbero denigrate.


giovedì 21 settembre 2023

Indycar 2023: #16 Portland e #17 Monterey-Laguna Seca // il finale di stagione e il titolo di Palou

Carissimi lettori, spero che mi perdonerete con il ritardo con cui vi racconto il finale del campionato di Indycar, con i gran di Portland e Monterey/Laguna Seca che si sono svolti rispettivamente il 3 e il 10 settembre. Cercherò di essere più puntuale in futuro, ma non è stato semplice ultimamente scrivere e incastrare i post su Formula 1 attuale, Formula 1 vintage, categorie minori e altre categorie. Entrambi gli eventi finali della stagione hanno avuto la stessa line-up, ovvero la seguente:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Romain Grosjean, Devlin DeFrancesco
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Felix Rosenqvist, Alexander Rossi
CARPENTER: Ryan Hunter-Reay, Rinus Veekay
COYNE: David Malukas, Sting Ray Robb
FOYT: Santino Ferrucci, Benjamin Pedersen
GANASSI: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Callum Ilott, Augustin Canapino
MEYER SHANK: Helio Castroneves, Tom Blomqvist
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Christian Lundgaard, Juri Vips

GP PORTLAND - Rahal, McLaughlin, Herta, Dixon, Palou e O'Ward hanno conquistato le prime posizioni in qualifica, con un alternarsi di strategie. Rahal si è mantenuto in testa alla gara con McLaughlin alle sue spalle, mentre più indietro Grosjean è stato protagonista di un contatto. È riuscito a raggiungere i box, non c'è stato bisogno di safety car, arrivata comunque pochi giri dopo per un testacoda di Power.
Rahal al restart era ancora in davanti a McLaughlin e Palou, ma i primi due essendo sulla mescola più morbida sono rientrati molto prima (plot twist della prima fase di soste uno speeding nella pitlane da parte di Herta), così che Palou li ha overcuttati e non di poco - con Rahal peraltro precipitato decisamente indietro - ritrovandosi in testa alla gara, con un vantaggio piuttosto abbondante, che è riuscito a conservare anche dopo le due successive soste (nell'ultima Armstrong, autore di una buona gara, ha perso una ruota in pitlane), già ultimate quando è entrata di nuovo la safety car per un testacoda di Canapino. Ce la siamo evitata in seguito sia in occasione di un contatto Ericsson vs Rossi sia di un testacoda senza grosse conseguenze dello stesso Ericsson.
Palou frattanto ha mantenuto la testa della gara davanti a Rosenqvist e Dixon, riuscendo ad accumulare su quest'ultimo, suo diretto inseguitore in classifica, abbastanza punti da conquistare il campionato con un gran premio di vantaggio. Si tratta del suo secondo titolo in Indycar.

RISULTATO: Palou, Rosenqvist, Dixon, O'Ward, Newgarden, Veekay, Ericsson, Malukas, McLaughlin, Kirkwood, Lundgaard, Rahal, Herta, Castroneves, Ilott, Ferrucci, DeFrancesco, Vips, Armstrong, Rossi, Hunter-Reay, Pedersen, Robb, Blomqvist, Power, Canapino, Grosjean.





GP MONTEREY - Rosenqvist, McLaughlin, Lundgaard, Newgarden e Palou partivano nelle prime cinque posizioni, dopo che Dixon qualificato quinto è stato retrocesso per cambio di motore, così come diversi altri piloti, compreso Vips - alla sua seconda presenza in carriera - autore del settimo tempo. Tra McLaughlin, Lundgaard e Newgarden c'è stato un contatto già al via e non sono stati i soli incidentati.
Un contatto tra Armstrong, Vips e Rahal ha mandato gli ultimi due a cozzare contro una delle Penske. Per Rahal è stato ritiro immediato e pare si sia messo a inveire contro Vips avvicinandosi alla sua monoposto, anche se poi via social ha smentito. In tutto ciò c'era stato anche un contatto tra Herta e Veekay. Dietro la safety car si sono accodati Rosenqvist, Palou e Power, con Palou passato in testa al restart e anche Power passato davanti a Rosenqvist.
Le safety car si sono succedute innumerevoli anche se ci siamo salvati quando McLaughlin si è toccato con Pedersen. Non ci è stata risparmiata quando Newgarden è finito insabbiato, mentre Palou in seguito ha iniziato a fare il vuoto, rischiando pure grosso a un certo punto nel doppiare Castroneves che rientrava in pista dopo un testacoda. Rosenqvist, invece, è stato protagonista di un incidente con Ericsson: terza safety car, durante la quale Ericsson ha avuto un incidente in pitlane con Rossi!
Al restart c'è stato un contatto tra Castroneves e Pedersen, poi uno di minore entità tra Power e Ilott. McLaughlin, invece, ha tamponato Ferrucci, che aveva frenato bruscamente ritrovandosi nel mezzo di un ingorgo e che poi è riuscito proseguire senza danni, diversamente da McLaughlin che è rientrato ai box. Entrata nuovamente la safety car, al restart Palou ha allungato su O'Ward che in precedenza era stato attaccato da Grosjean, che poi ha perso un paio di posizioni.
Un'ulteriore safety car entrata per un incidente tra Malukas e DeFrancesco ha scobinato le carte in tavola in quanto avvenuta mentre alcuni piloti già erano rientrati e altri no. Se in occasione della sosta precedente era stato favorito Palou, stavolta lo è stato O'Ward. Al restart nuovo incidente, Ferrucci ha cozzato proprio contro Palou, il quale comunque non ha danneggiato la vettura. Intanto anche Blomqvist e DeFrancesco venivano a contatto e, tra una cosa e l'altra, eravamo a quota sei ingressi della safety car!
Si sono svolti ulteriori pitstop, nel frattempo, e al restart ancora una volta la safety car è tornata subito dopo, per un contatto tra Pederson e Dixon, in cui quest'ultimo è proseguito senza danni. Grosjean frattanto aveva superato Rossi per la seconda piazza alle spalle di O'Ward, per poi ritrovarsi da solo a duellare con quest'ultimo, mentre Rossi era andato ai box per l'ultima sosta. Grosjean è anche riuscito a portarsi in testa al restart.
Nelle prime posizioni c'erano entrambe le Juncos, Ilott è uscito vincente dal duello con Canapino ma nel contatto questo ha avuto un danno alla vettura. Sui social i suoi sostenitori sono esplosi su Twitter, con insulti e minacce di morte nei confronti di Ilott, a loro dire colpevole di avere ignorato ordini di scuderia e di avere rovinato la gara di Canapino. Preferisco non entrare nel merito di quanto accaduto in pista, ma sicuramente a commentare le gare sui social ci vorrebbe gente più pacata.
Un'ultima safety car è entrata per un incidente tra Castroneves e Herta, mentre la gara ormai era nelle sue fasi conclusive. Grosjean e O'Ward hanno entrambi effettuato un ultimo rifornimento, lasciando strada libera a Dixon che, rimontando dopo una penalità per avere innescato uno dei contatti del via, ha conquistato la terza vittoria stagionale. Seguivano McLaughlin e Ilott, che ha perso due posizioni nelle fasi finali, classificandosi quinto.

RISULTATO: Dixon, McLaughlin, Palou, Power, Ilott, Lundgaard, Rossi, Armstrong, O'Ward, Hunter-Reay, Grosjean, Robb, Castroneves, Canapino, Ericsson, Pedersen, Ferrucci, Veekay, Rosenqvist, Malukas, Newgarden, DeFrancesco, Herta, Vips, Kirkwood, Blomqvist, Rahal.



giovedì 17 agosto 2023

Indycar 2023: #14 Gallagher Grand Prix

Carissimi lettori, credo che sia giunto il momento di raccontarvi l'evento che si è svolto sabato sera a Indianapolis Road Course, quattordicesimo evento del campionato 2023, in cui Graham Rahal ha fatto parlare di sé conquistando la pole position per la prima volta dopo sei anni, mettendo a tacere quelli che gli davano del vecchio bollito. Direi di soprassedere sul fatto che Rahal, in qualità di classe 1989, è più giovane di me e non è molto piacevole vedere che gente mia coetanea o più giovane viene dipinta come decrepita. È meglio concentrarsi su cose positive, come ad esempio il fatto che per diventare vecchi bolliti bisognerebbe avere almeno l'età di Scott Dixo-... ah, no.
Veniamo alla griglia di partenza, forse la cosa migliore:

1^ fila: Rahal/Rahal - Lundgaard/Rahal
2^ fila: Rossi/Arrow McLaren - O'Ward/Arrow McLaren
3^ fila: DeFrancesco/Andretti - Grosjean/Andretti
4^ fila: Armstrong/Ganassi - Harvey/Rahal
5^ fila: Palou/Ganassi - Rosenqvist/Arrow McLaren
6^ fila: McLaughlin/Penske - Castroneves/Shank
7^ fila: Herta/Andretti - Lundqvist/Shank
8^ fila: Kirkwood/Andretti - Dixon/Ganassi
9^ fila: Power/Penske - Ericsson/Ganassi
10^ fila: Newgarden/Penske - Veekay/Carpenter
11^ fila: Ferrucci/Foyt - Hunter-Reay/Carpenter
12^ fila: Malukas/Coyne - Canapino/Juncos
13^ fila: Robb/Coyne - Ilott/Juncos
14^ fila: Pedersen/Foyt

Vi ricordo che Alex Palou è il leader della classifica piloti e Josef Newgarden il suo diretto inseguitore. Proprio nel corso del primo giro c'è stato un contatto tra diverse vetture che ha coinvolto entrambi, Palou in maniera decisamente minore toccandosi con Marcus Armstrong e dietro il caos che ha coinvolto diversi piloti, tra cui proprio Dixon, oltre che Romain Grosjean e lo stesso Newgarden, il quale è quello a cui è andata peggio, avendo rotto l'alettone anteriore e dovendo rientrare ai box da cui è uscito a ben due giri di distacco.
Mentre Devlin DeFrancesco faceva brevemente il figo davanti a tutti, Dixon ha effettuato un primo pitstop dopo pochi giri e ha iniziato una grande rimonta incentrata sul di carburante, per riallinearsi al numero di pitstop effettuati dai piloti di testa. Ciò gli ha permesso non solo di salire nelle posizioni di vertice, ma addirittura in prima posizione, riuscendo a precedere al traguardo Rahal di meno di un secondo, contenendone la rimonta e andando a vincere una gara per la diciannovesima stagione di seguito.
A parte il botto iniziale, la gara è stata tranquilla per i giri restanti, senza incidenti degni di nota e un solo ritiro, quello di Felix Rosenqvist per un guasto. Palou ha chiuso settimo, Newgarden è giunto penultimo. Con tre eventi ancora da disputare, il pilota conteso dai team Ganassi e McLaren (ha annunciato di recente che non passerà in McLaren come da contratto nel 2024) ha finito per allungare in classifica.

RISULTATO: 1. Scott Dixon, 2. Graham Rahal, 3. Pato O'Ward, 4. Christian Lundgaard, 5. Alexander Rossi, 6. Will Power, 7. Alex Palou, 8. Scott McLaughlin, 9. Kyle Kirkwood, 10. Marcus Ericsson, 11. Rinus Veekay, 12. Linus Lundqvist, 13. Colton Herta, 14. Jack Harvey, 15. Helio Castroneves, 16. David Malukas, 17. Callum Ilott, 18. Romain Grosjean, 19. Devlin DeFrancesco, 20. Ryan Hunter-Reay, 21. Agustin Canapino, 22. Sting Ray Robb, 23. Santino Ferrucci, 24. Marcus Armstrong, 25. Josef Newgarden, 26. Benjamin Pedersen, 27. Felix Rosenqvist.


mercoledì 31 maggio 2023

Indycar 2023: #6 Indianapolis 500

L'edizione numero 107 della Indy 500 ha visto 34 piloti tentare di qualificarsi, il che significava una sola cosa: non tutti i piloti avrebbero avuto accesso alla griglia, con un solo escluso nella giornata della domenica precedente a quella della gara. Attualmente le qualifiche sono così strutturate: al sabato vengono assegnate le posizioni dalla 13^ alla 30^, mentre i primi dodici andranno a giocarsi in altre sessioni domenicali le prime quattro file. A giocarsi la qualificazione sono tutti i piloti qualificati oltre il 30° tempo, con i primi tre che vanno a comporre l'ultima fila della griglia. A faticare tanto, nella qualifica del sabato, sono stati tutti i piloti del team Rahal, con una sorpresa, Katherine Legge alla guida della quarta vettura con una partecipazione one-off a distanza di anni e anni, come unica della squadra a qualificarsi con il 30° tempo. I titolari, Graham Rahal, Christian Lundgaard e Jack Harvey a giocarsela con la Coyne di Sting Ray Robb. Incredibile ma vero, è stato proprio Rahal, il più altolocato di tutti, a ritrovarsi fuori dalla griglia. C'è stato tuttavia un colpo di scena l'indomani, durante una sessione di test, un incidente tra Katherine Legge e Stefan Wilson si è concluso con un infortunio a una vertebra per il pilota di Dreyer & Reinbold, che era qualificato 25°, che si è ritrovato fuori dalla gara.
Il regolamento prevede la possibilità, se il team possiede una vettura di riserva, di prendere parte alla gara con un altro pilota, partendo dall'ultima posizione. Così ecco che Rahal è rientrato in corso d'opera, ingaggiato in extremis dal team Dreyer & Reinbold per gareggiare su una loro vecchia monoposto partendo 33°. La griglia di partenza ufficiale è stata quindi la seguente (nella quale ho indicato anche il team):

1^ fila: Palou/ Ganassi, Veekay/ Carpenter, Rosenqvist/ Arrow McLaren
2^ fila: Ferrucci/ Foyt, O'Ward/ Arrow McLaren, Dixon/ Ganassi
3^ fila: Rossi/ Arrow McLaren, Sato/ Ganassi, Kanaan/ Arrow McLaren
4^ fila: Ericsson/ Ganassi, Pedersen/ Foyt, Power/ Penske
5^ fila: Carpenter/ Carpenter, McLaughlin/ Penske, Kirkwood/ Andretti
6^ fila: Daly/ Carpenter, Newgarden/ Penske, Hunter-Reay/ Dreyer & Reinbold
7^ fila: Grosjean/ Andretti, Castroneves/ Meyer Shank, Herta/ Andretti
8^ fila: Pagenaud/ Meyer Shank, Malukas/ Coyne, Andretti/ Andretti
9^ fila: DeFrancesco/ Andretti, Canapino/ Juncos, Ilott/ Juncos
10^ fila: Enerson/ Abel, Legge/ Rahal, Lundgaard/ Rahal
11^ fila: Robb/ Coyne, Harvey/ Rahal, Rahal/ Dreyer & Reinbold

La gara è iniziata a stento per Rahal, tanto che la sua vettura si è spenta ed è stata riportata ai box da cui è partito due giri dopo, mentre Alex Palou era leader davanti a Rinus Veekay e Felix Rosenqvist, ma solo l'inizio e i giri erano 200. Veekay è passato in testa a inizio gara, mentre Scott Dixon inizialmente quarto ha iniziato ad accusare problemi, ha perso posizioni e ha dovuto anticipare la prima sosta.
Dopo la sosta, Palou era di nuovo davanti a Veekay, mentre Felix Rosenqvist, strappata la quarta posizione ad Alexander Rossi, ha in seguito superato Santino Ferrucci portandosi terzo. In occasione questo giro di pitstop, Legge è andata a sbattere in pitlane subito dopo essere ripartita: sarebbe stato il primo di vari incidenti nella corsia dei box. Pare sia ripartita, dato che poi la si è vista ritirarsi parecchio tempo dopo, indicativamente un giro di pitstop più avanti.
In questo giro di soste Pato O'Ward è riuscito a portarsi in testa, con Rosenqvist secondo e Veekay ancora davanti a Palou, poi Ferrucci che ha superato lo spagnolo portandosi quarto, arrivando successivamente a giocarsi addirittura la seconda posizione con O'Ward mentre Rosenqvist si trovava in testa. Ci si avvicinava in quel momento a metà gara, ma al 92° Robb è andato a muro ed è entrata la safety car. Nel giro di soste seguito in quei frangenti, Veekay è finito in testacoda in pitlane colpendo Palou e ha ricevuto in seguito una penalità, il tutto mentre Callum Ilott non si fermava ai box e risaliva provvisoriamente in prima posizion davanti ai superstiti Rosenqvist, Ferrucci e O'Ward, venendo poi risucchiato dal gruppo a cui si aggiungevano Josef Newgarden e Marcus Ericsson, con questo che si è anche portato in testa in seguito in concomitanza con un giro di pitstop in cui un unsafe release durante la sosta di Colton Herta è culminato in un contatto in pitlane tra lui e Romain Grosjean.
Al 150° il pilota franco-svizzero è finito a muro, con relativo ingresso della safety car. Nessuno dei piloti di testa si è fermato in quanto l'ultima sosta era risalente a pochi giri prima e al restart è iniziato un duello per la leadership che ha coinvolto inizialmente Ericsson e Newgarden, poi anche Ferrucci che si è portato in testa, il tutto mentre Palou risaliva fino alla top-ten inoltrata. C'era un'altra sosta da fare, avvenuta a una trentina di giri dalla fine, con Ericsson davanti ai suoi diretti avversari, con Rosenqvist che ha stappato la posizione a Ferrucci e Rossi Newgarden che poi ha fatto lo stesso. C'era anche Kyle Kirkwood da quelle parti, che poteva puntare a posizioni di spessore.
O'Ward nel frattempo si avvicinava progressivamente a Ericsson arrivando a superarlo, mentre in testa c'era provvisoriamente Ryan Hunter-Reay davanti alle due Juncos. A 16 giri dalla fine, tuttavia, il colpo di scena: Rosenqvist è andato a sbattere, Kirkwood l'ha colpito, è finito a muro e si è ribaltato strisciando a lungo. Una ruota vagante è finita oltre le reti, fortunatamente senza finire addosso alle persone.
La gara è stata redflaggata - con RHR e le Juncos che non potevano effettuare rifornimento ma dovevano aspettare di tornare in pista - e al restart, dopo i giri dietro la safety car, restavano solo nove tornate. Ciò significava che, in caso di tardivo incidente, ci sarebbe stato il rischio di finire la gara in regime di safety car, se non fosse stata redflaggata in maniera creativa. È successo due volte, la prima delle quali, dopo che Newgarden di era portato in testa, O'Ward è finito a muro dopo un contatto con Ericsson che ha generato polemiche. Al momento però c'era altro a cui pensare, tipo Simon Pagenaud che era finito ugualmente a muro e Agustin Canapino che ha cozzato contro la vettura di O'Ward.
Al restart, dopo altri giri dietro la safety car, mancavano quattro tornate, mentre davanti era duello Ericsson vs Newgarden con Ericsson che ne è uscito vincente, dietro Benjamin Pedersen è finito a sbattere con anche Graham Rahal e Ed Carpenter coinvolti. Apparsa la bandiera rossa, ne mancavano due da completare e, mentre prima il restart era preceduto da vari giri dietro la safety car, stavolta ne è bastato solo uno, per poi avere un finale sprint di un giro.
Newgarden ha superato Ericsson ed è andato a vincere. Prima di andare in victory lane si è fermato, è sceso dalla vettura e si è messo a girare tra il pubblico, regalando alla Indy 500 quella patina di perfezione dietro alla quale stava nascosto un uso della bandiera rossa neanche tanto diverso da quello fatto in Formula 1 all'Albert Park, lasciandomi nel dubbio: bisogna focalizzarsi sulla bellezza di un tappeto pregiato o sulla spazzatura che vi viene nascosta sotto? Al momento in cui scrivo, non ho risposte.
Concludo segnalando un ultimo duello tra Castroneves e Kanaan, con Tony giunto alla fine della sua carriera in Indycar e con Helio che poi gli rivolgeva un gesto di saluto dopo avere tagliato il traguardo: è difficile pensare che la Royal Couple do Brasil non condividerà mai più lo stesso circuito, non in Indycar almeno.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Marcus Ericsson, 3. Santino Ferrucci, 4. Alex Palou, 5. Alexander Rossi, 6. Scott Dixon, 7. Takuma Sato, 8. Conor Daly, 9. Colton Herta, 10. Rinus Veekay, 11. Ryan Hunter-Reay, 12. Callum Ilott, 13. Devlin DeFrancesco, 14. Scott McLaughlin, 15. Helio Castroneves, 16. Tony Kanaan, 17. Marco Andretti, 18. Jack Harvey, 19. Christian Lundgaard, 20. Ed Carpenter, 21. Benjamin Pedersen, 22. Graham Rahal, 23. Will Power, 24. Pato O'Ward, 25. Simon Pagenaud, 26. Agustin Canapino, 27. Felix Rosenqvist, 28. Kyle Kirkwood, 29. David Malukas, 30. Romain Grosjean, 31. Sting Ray Robb, 32. R.C.Enerson, 33. Katherine Legge.

martedì 3 maggio 2022

Indycar 2022: #4 Gran Premio di Barber

Ieri ho parlato dell'eprix di Montecarlo, oggi è giunto il momento di parlare dell'altra gara open wheel di primo livello che si è svolta nel corso del weekend: il Gran Premio di Barber di domenica sera, ultima gara prima del mese di maggio, dedicato a Indianapolis (adesso non fate gli iper-precisi, perché domenica già era iniziato maggio, ma sforzatevi di capire il concetto). In Alabama, Rinus Veekay (Carpenter) si è procacciato la pole position davanti a Pato O'Ward (Arrow McLaren) ed Alex Palou (Ganassi), quindi largo ai giovani ma non troppo, perché c'è sempre il V3KkYaCçY0 di turno che può riservare sorprese... anche se, di fatto, il podio ha visto la top-3 delle qualifiche un po' rimescolata: ha infatti vinto O'Ward, precedendo Palou e Veekay, vittoria possibile anche grazie a una buona gestione delle strategie.

Non temete, perché di V3KkYaCçY ce ne sono stati ben due a completare la top-5 e dopo delle gare in risalita: quarto è giunto infatti Will Power (Penske) che partiva diciannovesimo e quinto Scott Dixon (Ganassi), anche lui partito oltre la top-ten, anche se non tanto indietro quanto Power - tredicesimo. Nella sua risalita abbiamo visto Willpowahhhh superare anche il compagno di squadra Scott McLaughlin, che ha chiuso la gara in sesta posizione. Poi, finalmente, dietro di loro qualcuno si è ricordato che il campionato di Indycar è un campionato nordamericano, quindi bisogna comportarsi da piloti che corrono in Nord-America. Il fattaccio è avvenuto mentre Graham Rahal (Rahal) e Romain Grosjean (Andretti) lottavano per la settima piazza. Rahal avrebbe difeso la propria posizione, cosa non gradita da RoGro, che gli avrebbe rifilato due mezze sportellate: come finire una gara in polemica!

Specifico, perché ho scritto *avrebbe*. Le sportellate gliele ha effettivamente tirate, ma che l'abbia fatto di proposito l'ha detto Rahal e anche qualcuno in telecronaca - ho visto gli extended highlight del Fast Forward. In telecronaca hanno anche parlato della loro stazza, valutando come si sarebbe evoluta una potenziale rissa post-gara tra di loro. Hanno anche lasciato intendere che il maggiore candidato alla vittoria era Rahal, che obiettivamente è un tantino più abbondante di RoGro. Ci sono state due evoluzioni a tutto ciò, la prima che Grosjean ha superato Rahal all'ultimo giro ma nessuno se n'è accorto, la seconda che Rahal non ha innescato nessuna rissa, ma una serie di lamentele che hanno generato anche qualche flame su Twitter. Se non sbaglio ha anche risposto a un tipo che lo criticava per le sue lamentele. Nel frattempo non è chiaro cosa ne pensi Grosjean.

Hanno chiuso la top-ten due compagni di squadra di RoGro, ovvero Alexander Rossi e Colton Herta. Quest'ultimo - visto a un certo punto della gara mentre in pista litigava con RoGro - poteva puntare a qualcosa di meglio, ma nello stint finale ha perso posizioni con una sbinnata. Simon Pagenaud (Meyer Shank) ha chiuso dodicesimo precedendo Marcus Ericsson (Ganassi), Takuma Sato (Coyne) e Josef Newgarden (Penske): anche quest'ultimo nel corso della gara è stato visto mentre litigava con Grosjean. Christian Lundgaard (Rahal) ha terminato la gara in quindicesima posizione, davanti a Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Devlin De Francesco (Andretti), Jack Harvey (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e David Malukas (Coyne). Ha chiuso ventunesimo, ultimo a pieni giri, Helio Castroneves (Meyer Shank) dopo una gara deludente, nella quale ha anche litigato con Grosjean.

Obiettivamente RoGro ha cercato di infilarsi in qualsiasi casino gli capitasse a tiro, ma nevermind. Procediamo e parliamo di chi ha chiuso doppiato, perché a fine gara le vetture in pista c'erano ancora tutte. Questi illustri piloti sono stati Kyle Kirkwood (Foyt), Dalton Kellet (Foyt), Jimmie Johnson (Ganassi), Callum Ilott (Juncos) e Tatiana Calderon (Foyt). Ilott aveva anche iniziato bene, mi sembra fosse in zona top-ten o giù di lì, ma poi durante un duello con Castroneves(?) ha messo le ruote sull'erba ed è partito in una notevole sbinnata. Adesso non resta altro da fare che attendere di entrare in pieno clima Indianapolis. Tra tredici giorni (o per meglio dire, tra undici giorni, tredici dopo la gara di Barber) si svolgerà la gara di Indy Road Course, dopodiché la settimana seguente ci saranno le qualificazioni della Indy 500 e nell'ultimo fine settimana di maggio la Indy 500 stessa.

martedì 1 giugno 2021

Indycar 2021: Indianapolis 500

Non so se avete presente quella sensazione che qualcosa di nefasto stia per accadere e che sia del tutto inevitabile. Insomma, quella sensazione che si prova quando leggendo la line-up dei piloti e dei team che tenteranno di qualificarsi per la Indy 500 vedete che ci sono più di 33 vetture e che, in un modo o nell'altro, per qualcuno finirà male. L'ultima volta in cui è andata a finire così è stata quella volta in cui le Carlin se ne sono tornate a casa in anticipo e ci sono tornate in compagnia del pilota sul quale si basava tutta la campagna pubblicitaria del campionato di Indycar. Correva l'anno 2019 e quell'ultimo istante in cui Kaiser e Alonso si contendevano l'accesso alla griglia è stato da brividi. Il 2019, comunque, appartiene ormai al passato, quindi preoccupiamoci piuttosto della line-up del 2021:

- Team Penske: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power, Simon Pagenaud;
- Team Andretti: Colton Herta, Alexander Rossi, Ryan Hunter-Reay, James Hinchcliffe, Marco Andretti, Stefan Wilson;
- Team Ganassi: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Tony Kanaan;
- Team Carpenter: Ed Carpenter, Conor Daly, Rinus Veekay;
- Team Rahal: Graham Rahal, Takuma Sato, Santino Ferrucci;
- Team Arrow McLaren: Patricio O'Ward, Felix Rosenqvist, Juan Pablo Montoya;
- Team Coyne: Pietro Fittipaldi, Ed Jones;
- Team Carlin: Max Chilton;
- Team Foyt: Dalton Kellett, Sebastien Bourdais, J.R. Hildebrand, Charlie Kimball;
- Team Shank: Jack Harvey, Helio Castroneves;
- squadre one-off: Sage Karam con Dreyer & Reinbold, Simona De Silvestro con Paretta, R.C. Enerson con Top Gun.

QUALIFICHE - mentre si avvicinava il weekend del 22/23 maggio sembrava esserci un'unica certezza, ovvero che due teste dovevano cadere e che una di queste dovesse per forza di cose essere quella di Enerson, l'ultimo arrivato, a bordo di una vettura di un team nuovo arrivato. Anche nel suo rookie test ci sono stati degli intoppi, ha iniziato a girare dopo chiunque altro e ha girato più lento di chiunque altro nei giorni che ci avvicinavano al grande evento.
Tutto il resto era da definire e sabato sera il processo di definizione stava facendo anche qualche sorpresa di troppo. Mentre Dixon, Herta, Kanaan, Carpenter, Veekay, Castroneves, Palou, Hunter-Reay ed Ericsson si qualificavano per la top-9, dietro c'erano piloti che lottavano per stare tra i primi trenta, dato che sabato venivano assegnate con certezza le posizioni dalla decima alla trentesima della griglia.
Tra i piloti che non stavano dentro i primi trenta - e nessuno sembrava migliorarsi - c'era nientemeno che Power. Ho pensato che questo complicasse le cose, che sarebbe andato sicuramente in griglia e, di conseguenza, il giorno dopo ci sarebbero stati solo altri due posti disponibili. Ho quasi sperato che entrasse in griglia sbattendo giù Kellett, perché gli altri avessero più speranze. Invece no, Kellett si è appropriato della trentesima piazza e il giorno dopo insieme a Power si sarebbero giocati l'accesso alla griglia Kimball, De Silvestro, Karam ed Enerson.

BUMP DAY - domenica sera, verso l'ora di cena, stavo seguendo il live timing. La sessione durava un'ora e un quarto o un'ora e mezza, non ricordo. Il primo a scendere in pista è stato Karam. Poi è arrivato Power. Avrebbe potuto essere il più veloce, se non fosse andato a sbattere alla fine. Per avere a disposizione un secondo tentativo dopo la riparazione della vettura, quel tempo avrebbe dovuto essere cancellato, ma per il momento era in griglia, dopo non ci sarebbero state certezze. Gli altri si sono "accodati" quando sono scesi in pista: De Silvestro, Kimball, Enerson, con Simona ultima della griglia. Dopo tre quarti d'ora di nulla cosmico, Enerson e Kimball ci hanno riprovato, non riuscendoci.
Dopo avrebbe dovuto esserci la Fast 9, una sosta di Q3 della Indy 500, in cui i primi nove del giorno prima andavano a lottare per la pole, ma dopo quello che avevamo appena vissuto non è riuscita a prendermi. Ho guardato il risultato solo una volta che è terminata, senza seguire il livetiming con costanza, perché dopotutto partire primo o nono non cambia molto, partire in ultima fila o non partire affatto - triste destino di Kimball ed Enerson - cambia tutto. Il giorno dopo Kimball ha scritto su Twitter che avrebbe seguito la gara con sua figlia (il giorno della gara ha postato un video in cui era al circuito con la figlia) tifando per la De Silvestro e per il team Paretta. È in momenti come questi che ti chiedi perché il motorsport sappia essere così crudele.

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Dixon - Herta - Veekay
2^ fila: Carpenter - Kanaan - Palou
3^ fila: Hunter-Reay - Castroneves - Ericsson
4^ fila: Rossi - Jones - O'Ward
5^ fila: Fittipaldi - Rosenqvist - Sato
6^ fila: Hinchcliffe - McLaughlin - Rahal
7^ fila: Daly - Harvey - Newgarden
8^ fila: Hildebrand - Ferrucci - Montoya
9^ fila: Andretti - Pagenaud - Bourdais
10^ fila: Wilson - Chilton - Kellett
11^ fila: Karam - Power - De Silvestro

MEMORIAL SUNDAY - la gara si è svolta domenica 30 maggio, con la partenza alle 18.45 ora italiana dietro alla safety car guidata da Danica Patrick e account random che su Youtube la trasmettevano in streaming. L'ho seguita a tratti, avendo cenato con la nonna (quindi ben prima dell'orario a cui sono abituata), vedendomi vari pezzi. Poi quello che mi ero persa l'ho recuperato con il Follow Forward. Tutto ciò, comunque, immagino non vi interessi e che quello che vi importa sia sapere com'è andata la gara.
La gara è iniziata con i tre della prima fila che si succedevano, uno dopo l'altro, in prima posizione. Quello che l'ha tenuta più a lungo è stato Veekay, per tutta la durata del primo stint, a seguito del quale è rientrato ai box, così come altri. Alcuni non l'hanno fatto subito, con conseguenze diverse a seconda delle occasioni: di lì a poco, infatti, è entrata la safety car quando Wilson ha frenato rientrando ai box e gli è partito il posteriore della macchina.
Dixon, Kanaan e Rossi, che stavano tutti un top-ten o zone limitrove, hanno finito il carburante nel momento sbagliato, sono rientrati ai box quando la pitlane era chiusa e questo ha messo fine alle loro ambizioni di stare nelle zone alte della classifica. Frattanto al restart, arrivato dopo un po' di tempo, i primi quattro erano Herta, Veekay, Daly e Castroneves, con Daly che ha superato gli altri prendendo la testa della gara, dove sarebbe rimasto per due stint, quindi fino oltre metà gara.

LA RUOTA DI RAHAL - una differenziazione di strategia ha portato quest'ultimo a risalire nelle zone alte della classifica, a detta dei telecronisti uno dei favoriti per la vittoria. Il momento del suo pitstop è arrivato dopo gli altri ed è capitato un intoppo piuttosto importante, la posteriore sinistra non è stata ben fissata. Rahal era da poco tornato in pista quando l'ha persa ed è andato a schiantarsi a muro. È stato il secondo dei tre ritirati della giornata: la terza, verso fine gara, sarebbe stata la De Silvestro, dopo un incidente simile a quello di Wilson ma con meno devasto. Però non divaghiamo, stiamo parlando di Rahal. La sua ruota ha proseguito la propria corsa impazzita, lasciando i segni del proprio passaggio sulla vettura di Daly, protetto dal cupolino.
Il giro di pitstop ha sancito che Palou, Castroneves e O'Ward dovevano essere i piloti della top-3, mentre Veekay era quarto, seppure destinato a perdere un po' di terreno e di posizioni in un successivo giro di pitstop. Nel frattempo i primi tre si superavano a vicenda, con Palou e Castroneves che sembravano a questo punto i candidati principali alla vittoria, se non ci fossero stati ulteriori stravolgimenti. Gli stravolgimenti li aspettavano Rosenqvist e Sato, che sono andati a lungo nella speranza di cavarsela con una sosta in meno qualora ci fosse stata una safety car, che tuttavia non c'è stata.

HELIO x4 - mentre la gara si apprestava a finire, sono rimasti solo due piloti papabili per il passaggio sotto la bandiera a scacchi, Palou e Castroneves, che hanno continuato a superarsi, scambiandosi di posizione varie volte. Poi, a due giri dalla fine, il sorpasso decisivo, quello che ha portato Castroneves in testa alla gara, ancora inseguito da Palou, che per l'età che ha potrebbe essere suo figlio. Poi è iniziato l'ultimo giro, mentre si avvicinavano a vetture sul punto di essere doppiate, che forse avrebbero potuto essere schegge impazzite.
Non ci sono state schegge impazzite se non una vettura nero-fucsia guidata da un quarantaseienne a cui alcuni anni fa Penske ha detto "sei troppo vecchio per un volante full time, vai nell'IMSA". Nell'IMSA, dove l'anno scorso ha vinto quello che ironicamente è stato l'unico campionato della sua carriera, Castroneves ha visto la fine del suo rapporto pluriventennale con Penske ed è rientrato come part-time in Indycar. Indy è stata la sua prima comparsa stagionale, dove non è stato solo una comparsa e ha ottenuto la prima vittoria della storia del team Shank. Con quattro successi alla Indy 500 eguaglia il record di Foyt, Mears e Unser... non è roba da poco.
L'ultimo giro l'ho visto con il cuore in gola e il fiato sospeso, sperando in un happy ending. Non ci sono happy ending migliori di questo, qualunque cosa ne pensino Palou e gli altri piloti della top-ten, ovvero Pagenaud, O'Ward, Carpenter, Ferrucci, Karam, Veekay e quei due vecchiaccihhhh di Montoya e Kanaan. Hanno completato la gara nelle venti posizioni successive Ericsson, Newgarden, Daly, Sato, Hildebrand, Herta, Dixon, Harvey, Andretti, McLaughlin, Hinchcliffe, Hunter-Reay, Kellett, Chilton, Fittipaldi, Bourdais, Rosenqvist, Jones, Rossi e Power, mentre come già detto De Silvestro, Rahal e Wilson non hanno visto il traguardo.



giovedì 29 aprile 2021

Indycar 2021: Gran Premio di St. Petersburg

Parliamo di Indycar e parliamo del Gran Premio di St.Pete, recuperato grazie al Fast Forward, il recap di trenta minuti che viene postato sul canale Youtube della Indycar indicativamente al martedì.
Questo evento si è svolto domenica scorsa, secondo appuntamento della stagione 2021, su quella che in passato è stata spesso e volentieri la sede del primo evento del campionato (non nel 2020, anche se di fatto doveva esserlo, essendo stato cancellato in corso d'opera).
Non ci sono stati cambiamenti di line-up rispetto alla gara precedente, anche se qualcuno è previsto per l'evento del prossimo fine settimana trattandosi di un ovale, ma non mettiamo le mani troppo avanti e concentriamoci su quello che è successo stavolta.

Immaginate di avere un enfant prodige, più giovane vincitore nella storia del campionato, figlio di un ex pilota degli anni '90, con risultati decisamente più altolocati di quelli del padre... e no, il padre non ha l'abitudine di provocare risse tra familiari. In realtà neanche Colton Herta sembra avere lo stesso caratterino di Verstappino, ma a parte in questo me lo ricorda parecchio.
Il suddetto enfant prodige, classe 2000, recentemente arrivato alla drinking age, ha conquistato la pole position e ha deciso di non schiodarsi dalla prima posizione fino alla fine della gara. Dietro di lui partivano Harvey, Newgarden e Pagenaud, con i due piloti Penske che si sono ritrovati davanti alla vettura fucsia di Harvey dopo la prima sosta. Dietro di loro nel primo stint di gara c'era Bourdais, che tuttavia è scivolato in seguito dietro ad altre vetture su diversa strategia. Nello specifico, una volta che è arrivato il momento della bandiera a scacchi, vi è transitato sotto in decima posizione, dietro a Herta, Newgarden, Pagenaud, Harvey, Dixon, Sato, Ericsson, Power e Veekay.

Durante la gara non sono mancati i momenti pittoreschi: 1) Johnson a muro ripartito da solo ma dopo tipo un paio di giri e ingresso della safety car (in questa circostanza Power partito dalle retrovie si è fermato ai box), 2) contatto di minore entità tra Sato e Hinchcliffe, 3) durante un duello con Jones e Power, Grosjean ha strisciato le ruote contro un muretto e la sua vettura ne è uscita illesa, 4) contatto Rahal vs Rossi senza ingresso della safety car ma costa comunque un bel po' a Rossi che ritorna in pista doppiato, 5) Kellett fermo per le vie di fuga senza che nessuno lo prenda in considerazione, 6) nuova safety car a gara inoltrata entrata dopo un testacoda di Johnson, annullando il vantaggio accumulato fino a quel momento da Herta, 7) altra safety car verso la fine per incidente Jones vs Hinchcliffe vs O'Ward. A proposito di Hinchcliffe, si è dedicato dopo la gara a una delle attività preferite di certi piloti di Indycar, ovvero lamentarsi di Sato per la sportellata ricevuta nella prima parte di gara.

PS. Dato che pensavo a Sato e mi ricordavo qualcuno che l'aveva criticato per simili ragioni in passato, avevo erroneamente identificato tale pilota come Daly (invece era Karam), quindi ne approfitto per ricordare che Daly, pilota del team Carpenter sui circuiti stradali, il prossimo weekend lascerà il volante a Ed Carpenter, disputando le gare su ovali con il team Carlin al posto di Chilton. Non saranno inoltre presenti Johnson e Grosjean, sostituiti da Kanaan e Fittipaldi.


lunedì 6 luglio 2020

Indycar 2020 @ Indianapolis Road Track

In questo weekend, sabato 4 luglio, c'è stato il ritorno in pista del campionato di Indycar a distanza di un mese ed è ritornato, a sorpresa, anche il team Dreyer & Reinbold, che mancava da anni e anni su circuiti che non fossero ovali, con Sage Karam al volante. Fortunatamente, trattandosi di un circuito stradale, Karam non è stato sulla strada di Ed Carpentahhhh come invece era accaduto quella volta che, tra una cosa e l'altra, aveva dato origine a un podio analcolico per via della sua giovane età.
Ad ogni modo non ha importanza, parliamo piuttosto di Tony Kanaan: per la prima volta dalla notte dei tempi, non era presente al via di una gara di Indycar.

Willpowahhhh ha ottenuto la pole position, davanti a Harvey e Baby Herta, che a sua volta avrebbe potuto provocare la presenza di un podio analcolico anche se, a differenza di Karam, l'anno scorso sul podio c'era lo champagne per tutti tranne che per lui, prima che quel PeRiKoLoSo KrImInAlE di Newgarden attentasse alla sua giovinezza scambiando le bottiglie e facendolo cadere nel tunnel della kriminalitàhhhh che se ne frega della drinking age.
Consiglio quindi vivamente a Herta di sposarsi con una persona 21+ a cui chiedere il permesso di sbevazzare like a Bottas... ehm, volevo dire like a boss.

Willpowahhhh ha mantenuto la prima posizione al via e ha da subito iniziato a staccare Harvey, nonostante quest'ultimo sulla carta fosse fortissimo perché ha la vettura fucsiahhhh. Forse il fatto che il Vanz non commenti le gare di Indycar ha dato il suo contributo negativo nei suoi confronti.
Nonostante stessi guardando gli extended highlights e sapessi chi aveva vinto la gara, al momento del pitstop ho sperato in un overcut di Harvey su Willpowahhhh. La cosa non è accaduta, anzi, Newgarden si è appropriato della seconda piazza con la stessa naturalezza con cui l'anno scorso aveva messo in mano a quel bambino innocente di Herta una pericolosissima bottiglia di champagne.

Poco prima del giro di boa abbiamo salutato Askew, che si è ritirato per incidente provocando l'ingresso della safety car e uno stravolgimento della situazione che ha fatto sì che Grammo Reale andasse in testa. Non che ci sia rimasto molto a lungo: dietro di lui c'era un falco assassino che non vedeva l'ora di azzannarlo e relegarlo in seconda posizione a contemplare il suo retrotreno. Purtroppo per lui, quel falco assassino era Dixon e, purtroppo per noi, sono fioccate lamentele sul campionatohhhh noiosohhhh perché vincono sempre gli stessi, dove per "gli stessi" si intende, appunto, Dixon.
Per guasti meccanici abbiamo salutato anche Alex Non Sono Valentino Rossi e Spencer Maialotto, ma questo è accaduto più avanti.

Qualora il concetto di champagne sul podio sia contemplato a Indianapolis, Scott Dixon, Graham Rahal e Simon Pagenaud hanno potuto sbevazzare tranquillamente, quest'ultimo conquistando la terza piazza dopo essere partito dal cortile di casa di Lando Norris.
Colton Herta ha fatto l'Hulkenberg della situazione evitando di provocare problemi di drinking age, mentre hanno completato la top-10 Rinus Veekay, il nostro eroe Marcus Ericsson, Josef Newgarden, Patricio O'Ward, Santino Ferrucci e il Grande Samurai Takuma Sato. A seguire James Hinchcliffe, Conor Daly, Ryan Hunter-Reay, Zach Veach, Felix Rosenqvist, Max Chilton #MaiUnaGioia, Jack Harvey e la sua vettura fucsiahhhh, Charlie Kimball, Alex Palou, Will Power, Dalton Kellet, Marco Andretti e Sage Karam.

Come già anticipato, Spencer Pigot, Alexander Rossi e Oliver Askew non hanno finito la gara.
Dagli States giungono commenti sullo sventurato inizio di stagione di Alex Non Sono Valentino Rossi, io per stare sicura dare la colpa a un kompl8 spagnolo in vista dell'arrivo di Alonso per la Indy 500 che si svolgerà tra circa un mese e mezzo. Oppure, nel dubbio, ad Alex Palou, dato che ora di spagnolo c'è lui.
Al momento, comunque, è ancora presto per pensare alla Indy 500, quindi focalizziamoci su eventi più vicini nel tempo: il ritorno in pista è fissato per la prossima settimana, con un double header a Road America.


martedì 3 settembre 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Portland - 1 Settembre

Mentre scrivo il commento al gran premio è la sera del 2 Settembre ed è il ventinovesimo compleanno di Marcus Ericsson: tanti auguri e goditi il tuo ultimo anno da giovane, perché tra un anno sarai un vecchio bollito.
Qualcuno si chiederà come mai abbia iniziato questo commento parlando di Ericsson, insinuando che non sia esattamente il pilota più importante sulla griglia di partenza del campionato di Indycar. Ovviamente l'importanza è relativa, ma sono d'accordo: Ericsson non è al volante di una Caterham, quindi non può essere considerato importante, in Indycar. Tuttavia è stato co-protagonista dell'evento pur non essendo a Portland, per cui vedrò di parlare nel momento opportuno del ruolo che i telecronisti brasiliani gli hanno riservato in modo random nonostante la sua assenza.
Prima, però, veniamo al dato di fatto: il birthday boy non era presente a Portland per una ragione precisa e cristallina. Più o meno giovedì c'erano dei dubbi sul fatto che Raikkonen potesse prendere parte al GP del Belgio, per via di uno strappo muscolare, che per sua ammissione si è procurato dedicandosi alla pericolosissima attività di fare sport "invece di bere birra". Quindi Ericsson è stato impacchettato e inviato con urgenza a Spa Francorchamps, dove ha scoperto che Raikkonen era perfettamente in grado di guidare e che il suo ruolo era quello di stare lì a rigirarsi i pollici.
Mentre Ericsson si rigirava i pollici e andava a caccia di polli giganti in Belgio, la Schmidt correva ai ripari mettendo al volante un pilota a caso, nello specifico Conor Daly, che tra un team e l'altro sta collezionando più partecipazioni negli ultimi mesi di quelle degli ultimi due o tre anni.

Si è anche qualificato bene, come dimostra la seguente griglia di partenza:
1^ fila: Herta - Power
2^ fila: Dixon - Harvey
3^ fila: Rosenqvist - Hunter-Reay
4^ fila: Rossi - Hinchcliffe
5^ fila: Daly - Pigot
6^ fila: Veach - Bourdais
7^ fila: Newgarden - Ferrucci
8^ fila: Rahal - Andretti
9^ fila: Sato - Pagenaud
10^ fila: Kanaan - Chilton
11^ fila: Leist - Kimball
12^ fila: Jones forever alone

Penso di potere affermare che certe posizioni non mi sorprendono per niente e tra quelle metterei quella di Kanaan, quella di Chilton e anche quella di Leist.
Come ho già detto Daly ha sorpreso in positivo, non facendo sentire la mancanza del Pollo Gigante, ma i telecronisti do Brasil sembravano pensarla diversamente. Infatti quella che si prospettava come una gara lunga, composta da ben 105 giri, è iniziata con una gran serie di sportellate.
Mentre davanti Baby Herta procedeva imperterrito in prima posizione, precedendo il duo dei detersivi Dixon e Power, nele retrovie c'era un botto che provocava l'ingresso della safety car, innescato da Grammo Reale che in seguito è stato al centro di insulti random via social, provenienti in gran parte da pubblico non americano, infastidito dal fatto che i telecronisti USA, a quanto pare, non abbiano criticato Grammo Reale tanto quanto il Grande Samurai la volta scorsa.
Il Grande Samurai non si sa bene come si sia ritrovato coinvolto, ma dopo un po' veniva segnalato come doppiato di due giri, mentre le vetture incidentate in grande stile erano, oltre a quella di Grammo Reale, quella di Veach, quella di Hinchcliffe e quella del povero Daly che aveva atto a malapena in tempo a salire in macchina prima di essere coinvolto in un incidente.
I telecronisti hanno riconosciuto bene la sua vettura. Solo che insistevano a chiamarlo "Marcus Ericsson"...
...
...
...
...Pollo Gigante: "Ora, qualcuno mi deve dare una spiegazione. Perché l'hobby di gran parte della popolazione mondiale, in particolare di Grosjean e dei telecronisti brasiliani, è quello di mettermi in mezzo a degli incidenti nei quali non sono coinvolto? Sono in Belgio. Dal Belgio, non posso crashare in America."
RoGro: "Però potresti crashare contro la mia macchina."
Pollo Gigante: "Infatti è strano che tu sia riuscito a finire la gara senza problemi, oggi."
RoGro: "Illuminati confirmed."

La safety car è stata in pista per qualcosa come una decina di giri e c'era gente in giro per il web che si lamentava sui social del fatto che non fosse una gara di Formula 1, quindi la SC non avrebbe dovuto stare in pista così tanto. Dunque, riaggiorniamo le nostre convinzioni: Formula 1 = serie in cui la safety car entra molto più spesso che in Indycar. Dopo questa deliziosa perla di saggezza non ci resta altro da fare che andare avanti a seguire la gara di Jack Harvey e della sua vettura rosa.
RHR: "Sei Tatiana Calderon?"
Harvey: "Chi?"
RHR: "Una colombiana."
Harvey: "Come Montoya."
Kanaan: "AAAAAAAWWWWWWWWWW!"
RHR: "Vin Diesel, calma i tuoi bollenti spiriti, altrimenti sarò costretto a speronare Harvey per protesta."
Harvey: "Nooooohhhhh, perché? Non ho fatto niente di male."
RHR: "Però non sei la Calderon."
Harvey: "Se fossi la Calderon, in questo momento starei andando in giro a braccetto con qualcuno che arriva sempre ultimo tipo Leist, altresì noto come 'o Matheus'..."
Anche RHR è stato protagonista di critiche pesanti via social, sempre da parte della gang "i telecronisti non criticano RHR tanto quanto hanno criticato Sato l'altra volta".
Credo che il problema segnalato da quella fetta di fan esista, ma che il modo per risolverlo non sia prendersela così tanto con i piloti su Twitter, specie alla luce del fatto che RHR ha anche ammesso con un tweet di essere responsabile di quanto accaduto con Harvey.
Parlando d'altro, la top-ten era Herta, Dixon, Power, NSVR, Rosenbitch.
Sonniferetti era sesto al momento ed è rimasto in top-ten per un po', anche dopo avere perso la posizione. Poi, come gli si addice, è sprofondato nel nulla cosmico.

La gara di Baby Herta è proseguita senza intoppi fino al 37° giro, poi le cose hanno iniziato ad andare decisamente male, per gli standard a cui eravamo abituati fino a quel momento.
Dixon l'ha superato.
Anche Willpowahhhh l'ha superato.
Per i telecronisti brasiliani, la pronuncia di "Will" è "Wiu".
Con la pronuncia di Willpowahhhh mi stava per sfuggire il fatto che anche Alex NSVR ha superato Baby Herta.
Baby Herta: "Qualcun altro si vuole aggiungere?"
Rosenbitch: "Certo, non sto aspettando altro."
Baby Herta: "Nobody loves me."
Al 40° giro o giù di lì ci sono stati i pitstop, il primo a rientrare è stato proprio il bambino, che adesso che ci penso si sentirà solo dato che O'Ward l'ha abbandonato a se stesso emigrando in Giappone.
Baby Herta: "Sì, sono disperato. ç_______ç Gli ho ricordato che sposandomi potrebbe procacciarsi la cittadinanza americana, ma non ha voluto sentire ragioni. L'ultima volta in cui l'ho chiamato mi ha sbattuto il telefono in faccia fingendo di scambiarmi per un operatore di telemarketing. Le sue ultime parole sono state: 'la mia bolletta della Telecom non è troppo alta, dato che non ho un telefono fisso'. Trovo che tutto ciò sia terribile."
NSVR: "Taci, bimbo. Non vedi che mi ha superato Rosenbitch di strategia?"
Baby Herta: "Sì, ma non me ne frega un ca**o."
NSVR: "Cosa sono questi termini? Vai subito a lavarti la bocca con il detersivo."
Baby Herta: "Prevedo che tra poco il Detersivo avrà problemi tecnici."
Infatti circa a metà gara Dixon è rientrato ai box e ne è uscito qualcosa come dieci minuti più tardi, e non è la prima volta che gli capita di recente.
I suoi problemi sono stati per gran parte della gara l'ultimo colpo di scena, con tutto invariato anche dopo il secondo pitstop, con Willpowahhhh, Rosenbitch, NSVR e Baby Herta ancora i primi quattro. Nuovogiardino è risalito nel frattempo in quinta posizione dopo essere stato tra gli ultimi al via.
Al 96° giro Ferrucci è rimasto fermo in modo random, con ingresso ulteriore della safety car, fino al restart a quattro giri dalla fine. È stato tutto piuttosto tranquillo e Rosenbitch anche stavolta ha vinto la prossima volta. La prossima volta, a proposito, sarà la gara conclusiva della stagione, con Newgarden, Rossi e Pagenaud a giocarsi il titolo. Fino a quel giorno Kanaan stirerà gli indumenti di Leist.

RISULTATO: 1. Will Power (Penske), 2. Felix Rosenqvist (Ganassi), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Colton Herta (Harding), 5. Josef Newgarden (Penske), 6. Spencer Pigot (Carpenter), 7. Simon Pagenaud (Penske), 8. Matheus Leist (Foyt), 9. Sebastien Bourdais (Coyne), 10. Charlie Kimball (Carlin), 11. Max Chilton (Carlin), 12. Tony Kanaan (Foyt), 13. Marco Andretti (Andretti/Herta), 14. Ed Jones (Carpenter), 15. Takuma Sato (Rahal), 16. Scott Dixon (Ganassi), 17. Santino Ferrucci (Coyne), 18. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 19. Jack Harvey (Shank), 20. James Hinchcliffe (Schmidt), 21. Zach Veach (Andretti), 22. Conor Daly (Schmidt), 23. Graham Rahal (Rahal).

martedì 16 aprile 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Long Beach - 14 Aprile

La scorsa settimana c'è stato il gran premio di Barber, stavolta c'è stato il gran premio di Long Beach: due appuntamenti consecutivi per il campionato di Indycar, quindi...
Readers.
Start.
Your.
Engines...
...e non perdiamo tempo, che abbiamo da ripercorrere quello che è successo domenica sera, o per meglio dire quello che è successo domenica mentre sul nostro fuso orario era sera.
Questa era la griglia di partenza:

1^ fila: Rossi - Dixon, giusto per dare ragione a quelli che pensano che siano gli unici championship contenders;
2^ fila: Power - Newgarden, perché tutto sommato questi due potrebbero non essere neanche del tutto d'accordo;
3^ fila: Pagenaud - Rahal, perché ce n'è anche un altro che forse gradirebbe non essere chiamato fuori del tutto e non mi riferisco a Rahal nonostante più di una volta fosse ancora in lotta per il titolo verso fine stagione;
4^ fila: Hunter-Reay - Sato, perché ci vuole anche uno che non ha un ruolo ben definito e accompagnarlo con il Samurai Errante era un'idea;
5^ fila: O'Ward - Herta, aaaaawwwww tanto ammmmore, per una gara in cui erano destinati a consolarsi a vicenda mentre si ubriacavano rigorosamente con la Sprite;
6^ fila: Andretti - Rosenqvist, perché "Fro" dopo la gara inaugurale sembra essersi un po' addormentato e tutto deve avere una spiegazione;
7^ fila: Ferrucci - Bourdais... preferisco non commentare il fatto che Sebby si sia fatto battere dal compagno di squadra;
8^ fila: Hinchcliffe - Chilton, il che è una grossa novità perché dietro al Piccolo Chilli c'erano anche numerose altre vetture;
9^ fila: Jones - Harvey, perché Harvey esiste davvero anche se spesso non ce ne rendiamo conto;
10^ fila: Ericsson - Leist, perché a quanto pare il figlio segreto dei Castronaan è diventato un cacciatore di polli giganti;
11^ fila: Kanaan - Veach, con Kanaan che pareva avere verniciato muretti e come dargli torto, deve essersi distratto al pensiero della gara dell'IMSA che si è svolta nel weekend a Long Beach, alla quale prendeva parte H3lio (e anche JPM, quindi threesome);
11^ fila: Pigot, forever alone, che se guidasse una vettura rosa non sarebbe più un porcellino d'India.

Ready.
Set.
Go.
Dato che non c'era nessun Rins in pista, Alex Non Sono Valentino Rossi ha conservato la prima posizione invece di prepararsi a chiudere secondo come il suo omonimo, ma il dramma avveniva dietro, quando si sono viste varie vetture ferme.
In totale alla fine è risultato che fossero due, anche se si narra che Kanaan fosse stato urtato da qualcuno in corso d'opera.
Le due vetture ferme erano quella di Harvey, che giustamente stava cercando di dimostrare di esistere davvero, e quella del Pollo Gigante, che dopo il settimo posto della settimana scorsa non se la sentiva di asfaltare il Piccolo Chilli nel loro scontro interno.
Non solo il Pollo Gigante è precipitato in pollesima posizione dopo il crash, ma è stato anche penalizzato per avoidable contact. In quel momento ho capito che stavolta non ci avrebbe regalato eccessive soddisfazioni.
Pollo Gigante: "Non mentire, Autrice(C). Io regalo sempre delle soddisfazioni."
Autrice(C): "Sì, hai ragione, almeno tu non fai il telecronista, a differenza di un certo figlio d'arte al quadrato che diventerebbe figlio d'arte al cubo se prendesse una laurea in medicina."
Pollo Gigante: "Ho capito di chi stai parlando. L'ho visto alcune volte, in passato, mentre guardavo dietro di me. Era spesso in compagnia di Haryanto."
Voce fuori campo: "Perché, esattamente, state parlando di Jolly Palmahhhh?"
Autrice(C): "Non ne ho idea, però ho visto un profilo in giro per i social in cui lo chiamavano Jolly Palma e non sapevo se fosse un caso, se fosse un plagio o se fosse una citazione colta."
Pollo Gigante: "Basta parlare di Jolly Palmahhhh. Ha anche oltraggiosamente ottenuto un punto nel gran premio in cui sono stato messo a terra dal pollo gigante, ovviamente non durante il gran premio."
Gangster Hammi: "All'avvicinarsi di quel gran premio ricordo di avere indossato quei magnifici pantaloni che lasciavano poco spazio all'immaginazione."
Pollo Gigante: "Se hai ancora quei pantaloni, dovresti assolutamente prestarli a Bo77as. Sono curioso di vedere come gli stanno."
Gangster Rapper: "A proposito, in Indycar stilate classifiche di dimensioni del DRS?"
Pollo Gigante: "Sì, mettendo Sage Karam al primo posto."
Karam: "Ma io non ho un volante."
Pollo Gigante: "Allora salgo in automatico al primo posto. E all'ultimo metto il Piccolo Chilli."
Gangster Hammi: "Ahahahah, grande, ottima cosa. A proposito, chi sei? Non mi ricordo di te, né ho idea del perché sono precipitato in questo universo."
Sebby: "Hammi, meno male che ti ho trovato. Il Principe Leo ci sta aspettando dentro un armadio in memoria dei vecchi tempi."
Gangster Hammi: "AAAAAAWWWWWWW."
Sebby: "Calma i tuoi bollenti spiriti, l'ordine del giorno è gufare Verstappino."
Gangster Hammi: "Ancora meglio di quanto pensassi."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "Perché parlate solo voi?"
Gangster Hammi: "Perché non ci sono duellihhhh e sorpassihhhh per la prima posizione, quindi è una garahhhh noiosahhhh anche se è Indycar ma bisogna in qualche modo riempire il commento."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "Mi chiamo Rossi. La mia presenza in testa alla gara dovrebbe renderla in automatico entusiasmante."
Gangster Hammi: "Rimane il fatto che non sta succedendo nulla che possa riempire il commento e dato che ci saranno soltanto due pitstop per i piloti di testa non possiamo nemmeno aspettare con ansia di commentare degli undercut."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "E poi è difficile subire sistematicamente degli undercut in Indycar. Accadrà solo quando la Ferrari farà il proprio ingresso nel campionato."

Yaaaaaayyyyyy, samba party! Ferrucci si è fatto un giro per le vie di fuga nel momento in cui i piloti di testa stavano effettuando il primo giro di pitstop.
Qualcuno poteva aspettarsi l'ingresso della safety car, ma Ferrucci non era in mezzo alle scatole, quindi la safety car, che aveva già fatto la sua apparizione dopo il contatto Harvey vs Ericsson, se n'è rimasta ben lontana da tutto e da tutti.
Rossi.
Newgarden.
Power.
Dixon.
Il cinque volte campione di Indycar, visto 24/7 come il grande favorito, era finito fuori dalla zona podio virtuale.
Willpowahhhh: "tunz tunz tunz!!!11!!!1!"
Detersivo al kiwi: "Il mio è solo sandbagging."
Willpowahhhh: "E il mio è paperbagging, dato che nel tentativo di mantenere la posizione su di te mi sono fatto asfaltare da quattro vetture."
Sebby: "Sei per caso finito in testacoda da potere utilizzare il termine 'paperbagging'? Kultural appropriation!!!11!!!11 Stop stealing everything."
Willpowahhhh: "Detersivo, per caso conosci questo tipo con i baffi che sembrano una brutta copia di quelli di Mansell?"
Detersivo: "Sì, è uno che ha vinto solo quattro titoli come Bourdeeeyyyy."
Sebby: "Ho sentito un ruggito. È una cosa normale?"
Detersivo: "è l'effetto che Bourdeeeeyyyy fa a Willpowahhhh."
Sebby: "Voi siete tutti molto inquietanti. Me ne torno nell'armadio."
Detersivo: "Okay, porta i miei saluti al mio omonimo Iceman."
Sebby: "Arrivi tardi... a quest'ora sarà già ubriaco fradicio e non si ricorderà nemmeno di esistere, figuriamoci se può importargli qualcosa di te."
Detersivo: "Sono deluso. Qualcuno può offrirmi un cremino alla vodka?"
Sebby: "Meno male che mi sono liberato di quella gente...
...
...
...ehi, Principe, ascoltami, invece di tirare le treccine al Gangster Rapper."
Principe Leo: "Perché dovrei ascoltarti mentre parli di quei pazzi scatenati? Abbiamo anche noi dei pazzi scatenati. E poi al Gangster Rapper piace quando gli tiro le treccine."
Gangster Hammi: "Attento che potrei immedesimarmi in Bo77as e azzannarti al collo."
Principe Leo: "Beliximohhhh kontinuahhhh!"
Sebby: "Verstappino ce l'ha piccolissimo."
Gangster Hammi: "Concordo in pieno."

Nel secondo stint di gara si è consumato un dramma.
Baby Award: "Noooooohhhhhh ç______ç la mia vettura è andata in prepensionamento per cinque minuti e mi sono fatto asfaltare da gente random."
Baby Herta: "Ti consolohhhh iohhhh! <3 Non vedo l'ora che finisca la gara per potermi chiudere in un armadio insieme a te."
Baby Award: "Quindi mi accarezzerai i capelli e giocheremo insieme con il camion dei pompieri?"
Baby Herta: "Certo."
Baby Award: "Aaaaaawwwwww."
Baby Herta: "Poi ti porterò a fare una passeggiata mano nella mano."
Baby Award: "Che bella cosa. *-* Mi sento già mille volte meglio. A proposito, hai idea di chi sia Verstappino?"
Baby Herta: "No."
Baby Award: "Mi è stato detto che ha un camion dei pompieri piccolissimo."
Baby Herta: "Non preoccupiamoci di Verstappino. Noi siamo mille volte più stylish di lui. Ora, però, ti saluto, che devo continuare la mia gara...
...
...
...
...anzi, no, la vettura sta cadendo a pezzi, credo proprio che dovrai essere tu a consolare me."
Baby Award: "Se hai bisogno di ubriacarti, in frigo ho sia della Sprite sia dell'acqua brillante."
Baby Herta: "Musica per le mie orecchie. Sapevo che avrei potuto contare su di te. Ti amo tanto."
Baby Award: "Anch'io."
Baby Herta: "Sonniferetti mi ha detto che stai insieme a me solo perché speri di sposarmi per la cittadinanza murricana."
Baby Award: "Naaaahhhhh, io voglio rimanere messicano, perché noi messicani abbiamo il sombrero e siamo fighi. Puoi riferire a Sonniferetti di tornarsene a dormire come al solito e di non rompere?"
Baby Herta: "Lo farò senz'altro, tra una cosa e l'altra, mentre guarderò l'ultimo stint di gara."
Baby Award: "Sonniferetti è ancora in pista."
Baby Herta: "Non me n'ero accorto, secondo me il suo nome viene scritto solo per abbellire la grafica."

L'ultimo stint ha visto ancora una volta Alex Non Sono Valentino Rossi imprendibile, con Newgarden in seconda posizione.
Dixon era precipitato al terzo posto dietro a Grammo Reale, ma negli ultimi giri di gara l'abbiamo visto avvicinarsi notevolmente al pilota con cui aveva litigato a distanza alla radio all'inizio dello scorso gran premio di Barber.
Detersivo: "You have to leave the space, all the time you have to leave the space!"
Grammo Reale: "Smettila di imitare Ferni per una volta che non c'è."
Detersivo: "Okay, va bene, ma tu stendi immediatamente il tappeto rosso, altrimenti mi metto a lamentarmi finché non vieni penalizzato."
Grammo Reale non l'è stato a sentire, mantenendo la posizione e andando avanti un po' a zigzag mentre il duo di testa era già arrivato al traguardo, anche se i due piloti ci sono arrivati a una certa distanza l'uno dall'altro.
Il finale è stato al photofinish per il terzo posto, con Grammo Reale davanti a Dixon anche se, appunto, è stato penalizzato per una manovra irregolare e, mentre io avevo già chiuso tutto e mi stavo preparando per andare a letto, pare che sia stato Dixon a salire sul podio.
Grammo Reale: "Tutto ciò è ingiusto. Mi pare di avere raggiunto la drinking age molto tempo fa, anche se in occasione della mia prima vittoria non potevo bere alcolici come Baby Herta."
Baby Herta: "Io ho bevuto alcool in occasione della mia prima vittoria!!!11!!!!!"
Grammo Reale: "Sei un pikkolohhhh kriminalehhhh."
Baby Herta: "Come Vettel quando ha ignorato la drinking age turca del non potere bere alcolici finché non ti sono spuntati i baffi."
Grammo Reale: "Perché in questo commento si parla così tanto di piloti di Formula 1?"
Baby Herta: "Perché sono meno noiosi di sonniferetti."
Detersivo: "Vedo che stai diventando un bambino grande e responsabile. Credo che sia stato lo champagne a farti maturare così tanto, negli ultimi tempi."

RISULTATO: 1. Alexander Rossi (Andretti), 2. Josef Newgarden (Penske), 3. Scott Dixon (Ganassi), 4. Graham Rahal (Rahal), 5. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 6. Simon Pagenaud (Penske), 7. Will Power (Penske), 8. Takuma Sato (Rahal), 9. James Hinchcliffe (Schmidt), 10. Felix Rosenqvist (Ganassi), 11. Sebastien Bourdais (Coyne), 12. Patricio O'Ward (Carlin), 13. Marco Andretti (Andretti/Herta), 14. Max Chilton (Carlin), 15. Matheus Leist (Foyt), 16. Ed Jones (Carpenter), 17. Zach Veach (Andretti), 18. Spencer Pigot (Carpenter), 19. Tony Kanaan (Foyt), 20. Marcus Ericsson (Schmidt), 21. Santino Ferrucci (Coyne), 22. Jack Harvey (Shank), 23. Colton Herta (Harding).

giovedì 11 aprile 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Barber - 7 Aprile

Readers. Start. Your. Engines.
Siamo pronti per parlare del gran premio di Barber, dove Dixon è arrivato secondo per cinque volte senza mai vincere, nonostante abbia vinto in tutti i luoghi possibili e immaginabili della Indycar, nonostante sia già da un bel po' che si corre a Barber.
Anche per la Indycar va di moda il termine "sandbagging": la teoria ufficiale è che nel motorsport chiunque vada piano vada piano solo ed esclusivamente per convincere gli altri di andare quindi per tutto il weekend si è parlato del sandbagging della Penske. Il vero sandbagger, comunque, è il Piccolo Chilli: sono assolutamentehhhh certahhhh che arrivi volontariamente negli ultimi posti solo ed esclusivamente per trollarci.
Con le qualifiche è venuto fuori che effettivamente le Penske o si stavano dando la zappa sui piedi da sole, oppure andavano veramente più piano.
Le Rahal-Letterman-Come-si-chiamano sono andate a monopolizzare la prima fila in modo totalmente random e mi sono chiesta quale destino ci aspettasse, con una certa preoccupazione che si faceva largo dentro di me, fin dal momento in cui ho appreso che davanti a tutti sarebbe partito nientemeno che il Samurai Errante, signore e padrone del caos.

1^ fila: Sato - Rahal
2^ fila: Dixon - Hinchcliffe
3^ fila: Bourdais - Pigot
4^ fila: Power - Rossi
5^ fila: Herta - Ferrucci
6^ fila: Hunter-Reay - Harvey
7^ fila: Andretti - Pagenaud
8^ fila: Leist - Newgarden
9^ fila: Rosenqvist - O'Ward
10^ fila: Kanaan - Ericsson
11^ fila: Jones - Chilton
12^ fila: Veach - Hanley

Poi sono arrivate le 22.08, orario in cui la gara doveva iniziare in concomitanza con il bed time di Verstappino.
Non so se Verstappino fosse a letto in quel momento, ma a quell'ora è arrivato a malapena lo "start your engines" pronunciato da nientemeno che Mario Andretti! Se Verstappino non era a letto, probabilmente si è addormentato all'istante nel ricordarsi dell'esistenza del nipote di quest'ultimo.
Poi è andato in scena il weekend recap, in cui si è visto anche Sato che nelle prove libere abbatteva un paletto dopo un testacoda. *-* Just Sato things.
Alla sera, dopo le qualifiche, pare che sia venuto a piovere e un po' di gente è uscita sulla pista scivolosa alla domenica mattina, con tanto di testacoda random.
Nel frattempo sono arrivate le 22.15 e a quel punto sì, la gara è partita.
Da una gara di Indycar non si sa mai cosa aspettarsi, quindi ho deciso di limitarmi a contemplare con gli occhi sgranati quello che stava succedendo: il samurai errante, signore e padrone del caos, stava mantenendo la prima posizione, mentre dietro il Detersivo al Kiwi andava a insidiare Grammo Reale...
Grammo Reale si è difeso dagli attacchi del suddetto Detersivo al Kiwi, mentre a causa di un probabile rivolo d'acqua dovuto alla pioggia pre-gara c'era gente che andava in giro per prati, il tutto mentre si parlava di un jump start e di una conseguente penalità, di cui mi pare di avere capito che il protagonista fosse Ed Jones, da non confondersi con Erik Jones della NASCAR e soprattutto da non confondersi con P.J. Jones della Indycar degli anni '90.
Nel frattempo mentre il Samurai Errante si allontanava progressivamente i Rahlxon erano ancora alle prese l'uno con l'altro e il Detersivo al kiwi non sembrava molto soddisfatto di come procedevano le cose.
"Mi hai tagliatohhhh la stradahhhhh!!!!11!!!"
"E quindi?"
"Quindi avresti il dovere di farmi da parte al mio passaggio stendendo il tappeto rosso. Una volta le Ganassi erano rosse."
"Una volta, appunto. Adesso hai perso l'aura ferrarista del colore magico."
"Però ho vinto cinque titoli quindi you have to leave the space!"
"Leave the space lo possono dire solo quelli che di titoli ne hanno vinti solo due e cercano disperatamente di vincerne un terzo."
"Gentaglia che vuole rubarci la vittoria della Indy 500 che ci spetta di diritto a bordo di una papaya."
"Esatto."
"Vedo che siamo sulla stessa lunghezza d'Honda."
"Ferni invece sarà su una lunghezza di Chevrolet, perché la Honda si è rifiutata di fornire motori per la sua papaya."
"Okay, adesso però fammi passare altrimenti dico a Courtney Force che sei segretamente innamorato del Samurai Errante."
"No, il Samurai Errante è troppo basso per i miei standard. Non ti farò mai passare."
"Bene, allora ti faccio il malocchio."
Nel frattempo dopo appena dieci giri di gara piloti random partiti nelle retrovie iniziavano a rientrare ai box per la prima sosta di una serie di tre.
Davanti hanno aspettato un po' più a lungo. Il pitstop del Grande Taku non è andato poi così bene, c'era una ruota che non andava su: "sembra un pitstop di Feliiii quando i suoi meccanici erano troppo impegnati a pensare al futuro Mr Papaya".
Tornato in pista, rischiava seriamente di essere superato dai Rahalxon.
Non è andata così, perché il Detersivo al Kiwi è tornato in pista dietro al grande samurai.
Non è andata così anche perché il malocchio ha funzionato, Grammo Reale è rimasto fermo ai box per molto tempo a causa di un problema tecnico e tutto lasciava pensare che non fosse esattamente il favorito per ereditare la leadership.
Peraltro in pista in quel momento in testa davanti a tutti a fare il figo c'era Bourdeeeyyyyy, che in realtà stava tentando di fare solo due soste e di non finire la benzina in corso d'opera.
"Tunz tunz tunz!!11!!!! I've got the powaaahhhhh!"
Mentre agitava la baguette, per salutare il suo amico Willpowahhhhh che si trovava in qualche luogo sperduto della pista, Bourdeyyyy ha iniziato a sentirsi molto solo.
"Dove sei Willpowahhhh?"
"Sono dietro a Nuovo Giardino che annaspo per rimanere in top-ten."
"È solo sandbagging."
"No, è paperbagging."
"Ovvero?"
"Ovvero che mi sono infilato dentro a un sacchetto di carta e che in questo momento sono finito in testacoda da solo facendo le ruote quadrate."
"Oh. My. Sebby. Spin."
"Ecco, esatto, mi hai levato le parole di bocca. Sicuramente è colpa tua. Stavo pensando alla tua baguette."
"Quindi anche Sebby pensa ancora alla mia baguette. Buono a sapersi."
Voce fuori campo: "Oh. My. Feli. Cry. Possiamo passare oltre?"
Il primo terzo di gara è stato completato con Bourdeeeeyyyyy che rientrava ai box e ne usciva in secondo, a sette secondi dal grande samurai che nel frattempo si era ripreso like a boss, mettendo nove secondi o giù di lì tra se stesso e la vettura del Detersivo al kiwi.
Hinchcliffe e Non Sono Valentino Rossi completavano la top-five...
...
...
...
...ma fermatevi tutti ad ammirare il Pollo Gigante, che si trovava i nquel momento in settima posizione! *_____* I telecronisti hanno iniziato a rievocare gli eventi degli scorsi gran premi, il fatto che avesse cercato di fare buona impressione ma che si fosse ritrovato nel bel mezzo del caos in entrambe le occasioni per ragioni diverse e che fosse per lui arrivato il momento della rivincita, per intenderci, quello che non ha nessuna chance di arrivare per il Piccolo Chilli.
"Yaaaaayyyyy, io sono figohhhh e tu no, hai capito Piccolo Chilli?"
"Scusa, ma chi sei?"
"Non permettertihhhh mai piùhhhh di fingere di non sapere chi sono, altrimenti ti sguinzaglio dietro i miei polli e ti atterro!"
Mentre il Pollo Gigante minacciava il Piccolo Chilli di sguinzagliargli dietro dei polli la gara è proseguita tranquilla, in attesa che arrivasse un plot twist che sembrava non arrivare mai...
...
...
...Il momento in cui è arrivato il plot twist è stato quello in cui ci stavamo avvicinando a due terzi di gara: eravamo tra il 55° e il 60° giro e stava andando in onda la pubblicità.
O meglio, per essere più precisi, stavo seguendo la gara su un canale British che trasmetteva la gara con la telecronaca americana. Sul canale British non c'era uno spot pubblicitario ogni tre per due, quindi i momenti in cui negli States veniva trasmessa la pubblicità generalmente sul canale british c'erano o inquadrature dall'alto del circuito, oppure inquadrature di quello che succedeva in pista, ma senza telecronaca e senza didascalie.
Quindi abbiamo visto una vettura ferma nel bel mezzo della pista, una vettura a muro e un tipo che sventolava doppie bandiere gialle. Nel frattempo la safety car se la prendeva comoda, perché con tutta probabilità Servia o la Fisher o chiunque altro ci fosse al volante in quel momento stava finendo una partita di briscola virtuale contro Bernd Maylander.
Voce fuori campo: "Che cosa sta succedendo? Lo possiamo scoprire anche noi o dobbiamo chiedere delucidazioni a Bernd Maylander?"
Bernd Maylander: "Nonostante fossi impegnato a giocare a briscola con Oriol Servia *E* Sarah Fisher ho capito perfettamente che cosa stava succedendo. Grammo Reale è rimasto fermo like a boss nel bel mezzo del nulla, o per meglio dire in mezzo ai co***oni e tutti si sono precipitati in branco verso i box perché pensavano che la safety car fosse sul punto di entrare in pista."
È esattamente quello che è successo e, mentre avveniva tutto ciò, Kanaan ha tagliato la strada al Piccolo Chilli che per schivare le piume fucsia sul casco dello stesso Kanaan si è fatto da parte finendo a muro.
Poi è stato ripescato e mandato nuovamente in pista, sotto di un bel po'.
"Ma io sono in pista mentre Colton Herta si è ritirato molto tempo fa, tunz tunz tunz!!11!!!"
"E io l'altra volta ho vinto, mentre tu arrivi costantemente nelle retrovie."
Il grande samurai Taku è stato il primo a uscire dai box, con un doppiato a caso, tale Leist (Mathias Leist, secondo i telecronisti), a parargli il fondoschiena.
Dietro sono usciti il Detersivo e Bourdeeeeyyyy, con quest'ultimo che di conseguenza ha perso una posizione, cosa che non mi ha soddisfatta nemmeno un po'.
Leist, figlio segreto dei Castronaan, è stato abbastanza tra le pa**e ai piloti a pieni giri che lo seguivano, tanto da far ricorrere i commissari all'utilizzo delle bandiere blu, che generalmente non sono contemplate.
Taku ne ha approfittato per incrementare nuovamente il proprio margine e ha spaccato il cu*o a tutti like a boss almeno fino a quando, a cinque giri dalla fine, non è andato vicino a spaccare il proprio.
Finito brevemente in giro per i prati, si è visto un pezzo staccarsi dal retrotreno della sua vettura e il Detersivo che si avvicinava...
...
...
...
...ma quello era il grande giorno del Samurai Errante, che ha ripreso terreno nei cinque giri che lo separavano dalla bandiera a scacchi, il tutto mentre il Detersivo al Kiwi doveva fuggire a gambe levate dalla baguette di Bourdeyyyy.
Il duello finale è passato tuttavia in secondo piano, perché who kers del secondo posto, quello che contava era Willpowahhhh, felice di rubare la scena a Bourdeeeyyyy e alla sua baguette.
"Mhm... Willpowahhhh?"
"Che cosa vuoi, Bourdeeeeyyyyy?"
"Perché stai cercando di entrare nella pitlane in retromarcia dall'uscita?"
"Perché ho finito la benzina."
"Spiegazione molto sensata. Lo sai che in Formula 1 ti avrebbero fatto un cu*o così se avessi fatto una cosa del genere?"
"Invece mi sono guardato bene dall'andare in Formula 1, dove tu collezionavi momenti #maiunagioia tanto quanto Brendon Hartley."
"Se Hartley fosse stato in Formula 1 ai miei tempi sarebbe sicuramente scoppiato l'ammmmmore."
"Tu ami solo Tracy."
"Ah, già."
Ovviamente Tracy se ne è uscito con i suoi soliti elogi nei confronti del suo best friend forever Bourdeeeeyyyy. L'ho già detto centinaia di volte, ma lo ripeto: non provo nessuna fiducia nei confronti di Tracy come opinionista, dato che sembra che le sue valutazioni sui piloti siano dettate dai suoi rapporti con i suddetti piloti.

RISULTATO: 1. Takuma Sato (Rahal), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. Sebastien Bourdais (Coyne), 4. Josef Newgarden (Penske), 5. Alexander Rossi (Andretti), 6. James Hinchcliffe (Schmidt), 7. THE REAL & ONLY POLLO GIGANTE Marcus Ericsson (Schmidt), 8. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 9. Simon Pagenaud (Penske), 10. Felix Rosenqvist (Ganassi), 11. Will Power (Penske), 12. Zach Veach (Andretti), 13. Jack Harvey (Shank), 14. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 15. Santino Ferrucci (Coyne), 16. Patricio O'Ward (Carlin), 17. Spencer Pigot (Carpenter), 18. Tony Kanaan (Foyt), 19. Ed Jones (Carpenter), 20. Matheus Leist (Foyt), 21. Ben Hanley (Dragonspeed), 22. Max Chilton (Carlin), Rit. Graham Rahal (Rahal), Rit. Colton Herta (Harding).



martedì 5 giugno 2018

Commento al Gran Premio di Detroit I

Marco se n'è andato e non ritorna più e il podio di Belle Isle senza lui è la routine /// 2 Giugno 2018

Una volta, diversi anni fa, prima che venisse di moda il Grill the Grid, ai piloti di Formula 1 venivano fatte interviste sul "questo o quello". Per intenderci, interviste nel corso delle quali veniva chiesto loro se preferissero le brune o le bionde e loro rispondevano in base alla chioma delle rispettive fidanzate o mogli, in modo da trovare ancora una serratura compatibile con le loro chiavi di casa al momento del loro ritorno. Una delle domande era: pole position al sabato o podio alla domenica?
Se fossi un pilota, non avrei dubbi. Per me non importa dove si inizia, quello che conta è dove si finisce. Se dovessi partire dalla pole, non sarei nemmeno contenta di finire su uno dei gradini più bassi del podio, immagino. Inoltre non è detto che pole position e podio vadano di pari passo, perché la storia insegna che Hulkenberg partì dalla pole position nel Gran Premio del Brasile 2010, ma tutti sappiamo com'è andata a finire.
Ci sono, tuttavia, dei momenti in cui una pole position può essere, a mio parere, fonte di ottimismo. Cito a titolo di esempio il Gran Premio d'Austria 2014: Massa in pole, per la prima volta dopo quasi sei anni, il primo pilota non Mercedes ad ottenere una pole in una stagione in cui la Mercedes era ben più dominante di quanto non lo sia stata in tempi più recenti... Sapevo che a volte una pole è solo una pole, ma c'era la concreta possibilità di essere almeno il "best of the rest". Poi sì, alla fine il best of the rest fu Bottas, ma quello è un altro discorso.
Ci sono momenti in cui, invece, l'ottimismo non può esistere. Una pole position in un gran premio di Formula 1 del 2014 poteva significare un podio o, se male andava, una top-5. Una pole position in un gran premio di Indycar offre, sulla carta, molte meno garanzie. In Formula 1 nel 2014 c'erano gerarchie tali da ritenere verosimile finire davanti a certi soggetti. La stessa cosa non succede in Indycar nel 2018 e, se parti dalla pole position e ti chiami Power, Newgarden, Rossi o qualche altro pilota altolocato posso darti fiducia. Però se parti dalla pole position e ti chiami Marco Andretti, sono quasi felice di non vedere la gara in diretta per non assistere in tempo reale alle peripezie che ti porteranno ben lontano dalla vetta. Ci sono cause perse, nel motorsport. Andretti III è, purtroppo, una di queste, e per quanto non mi stesse neanche particolarmente simpatico, un tempo, credo fortemente che sia necessario sperare nelle cause perse...
...
...
...
...anche se 70 giri sono troppo lunghi, di base, per una causa persa. Anche se forse sarebbe meglio concentrarsi sul debutto in Indycar di cui abbiamo già sentito parlare in universo F1-centrico: si tratta di Santino Ferrucci, al quale è stato affidato per Belle Isle il volante appartenuto a Pietro Fittipaldi.
Ha rimediato una nona fila, accanto a Bourdeeeeeyyyyyy:

1^ fila: Andretti - Dixon
2^ fila: Wickens - Rossi
3^ fila: Hunter-Reay - Power
4^ fila: Sato - Rahal
5^ fila: Hinchcliffe - Chilton
6^ fila: Jones - Pigot
7^ fila: Pagenaud - Newgarden
8^ fila: Kanaan - Veach
9^ fila: Bourdais - Ferrucci
10^ fila: Chaves - King
11^ fila: Leist - Kimball
12^ fila: Binder

Settanta giri, per gli standard classici del campionato di Indycar, non sono neanche così tanti. Ci sono gare molto più lunghe, che sembra un po' di vedere gare di endurance. Poi Detroit I si è aperta, in generale, in modo abbastanza tranquillo. Certo, convivevo con il terrore che il Detersivo asfaltasse Sonniferetti, ma Sonniferetti non sembrava molto propenso a farsi asfaltare, il che era già una grossa novità.
Wickens era terzo, ma poi gli è succeduto Alex Non Sono Valentino Rossi in un secondo momento, quando Wicky era apparentemente scomparso nel nulla.
Poi è arrivato il 25° giro. Sonniferetti era già rientrato ai box, mentre il Detersivo si apprestava a rientrare.
Lascio a voi un po' di immaginazione su chi, tra i due, fosse davanti a quel punto. Bonus: anche Grammo Reale e RHR si sono piazzati davanti ad Andretti III (che poi, tenendo conto anche di tutti gli zii e i cugini dovrebbe essere Andretti VI o giù di lì) in corso d'opera, per l'esattezza nel giro di più o meno metà gara.
Sembrava che nessun colpo di scena potesse stravolgere la gara e che niente e nessuno potesse impedire a Sonniferetti di allontanarsi sempre di più dalla vetta della classifica e dal podio ma al 47° io il karma ha punito uno dei piloti che stavano davanti all'idolo della giornata: Grammo Reale infatti è andato a sbattere, ha fatto entrare la safety car e, ancora più importante, ha fatto risalire Andretti III in zona podio! A volte bisogna accontentarsi con poco!
Poi, a 15 giri dalla fine, il karma ha punito anche Ferrucci, che in quel momento stava tenendo dietro Kanaan, il quale festeggiava la sua 350esima partenza in Indycar, senza che nulla suggerisse che avrebbe portato a casa un risultato degno di essere festeggiato.
Il restart è stato a dieci giri dal termine e a quel punto, purtroppo, è stato il Nostro Eroe ad essere punito dal karma. Una voce fuori campo deve avergli ricordato che se è stato declassato al team Herta per fare posto a NSVR un motivo c'è. Era quella di NSVR, appunto, che gli era negli scarichi e che, nel tempo di un restart, l'ha asfaltato, cosa che il Detersivo non aveva fatto. Sonniferetti si è ritrovato quarto, peraltro con dietro di sé il samurai errante. Cose da mettersi a urlare per radio: "papà, perché mi hai costretto a diventare pilota? io non volevo fare nulla dalla mattina alla sera tranne prendere il sole in piscina!" Purtroppo per lui, suo padre gli avrà risposto qualcosa del tipo: "Sì, lo so, mi sono accorto che avevi ragione tu."
La gara è finita così, a top-5 invariata. Curiosamente Andretti ha ottenuto lo stesso risultato di Massa al GP d'Austria 2014. L'unica differenza tra i due è che Massa, prima di non vincere gare per anni, di gare ne ha anche vinte.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 5. Takuma Sato (Rahal), 6. Ed Jones (Ganassi), 7. Will Power (Penske), 8. Robert Wickens (Schmidt), 9. Josef Newgarden (Penske), 10. Spencer Pigot (Carpenter), 11. James Hinchcliffe (Schmidt), 12. Zach Veach (Andretti), 13. Sebastien Bourdais (Coyne), 14. Tony Kanaan (Foyt), 15. Matheus Leist (Foyt), 16. Jordan King (Carpenter), 17. Simon Pagenaud (Penske), 18. Gabby Chaves (Harding), 19. Charlie Kimball (Carlin), 20. Max Chilton (Carlin), 21. René Binder (Juncos), 22. Santino Ferrucci (Coyne), 23. Graham Rahal (Rahal)...
...
...
...il sosia di Vin Diesel: “Ma io ho 350 partenze, quindi sono figo e tutti voi no!!!11!!!11! Mi hai sentito, Detersivo?”
Il Detersivo: “Ma io lavo bene le lenzuola e tu no!!11!!!1!!! Però c’è caso che ti sia toccato stirarne parecchie, negli ultimi anni, visti i tuoi risultati confrontati con quelli del tuo #GrandeAmmmmore.”
Il Sosia di Vin Diesel: “H3lio non è mai stato così crudele da farmi stirare ogni volta in cui arrivavo dietro di lui. Ci eravamo accordati per far stirare sempre Montoya, in cambio di enormi forniture di hamburger. Abbiamo smesso solo quando ha scambiato il ferro da stiro per un hamburger e l’ha mangiato.”
Il Detersivo: “Mi piacciono questi dettagli di vita familiare colombo-brasiliana. Sei un’autentica enciclopedia del trash. Se l’Autrice© di questo commento sapesse che cosa stai dicendo, sono certo che ti farebbe i complimenti.”
Il Sosia di Vin Diesel: “L’Autrice© di questo commento mi ha costretto a raccontarti queste cose, fosse per me non l’avrei mai fatto. Mi sarei limitato ad urlare un ‘aaaaawwwww’ al pensiero che i Castrontoya sono entrambi qui a Belle Isle per via della gara dell’IMSA di oggi.”
Il Detersivo: “Bwoah, l’IMSA è un campionato secondario, per vecchi pensionati.”
Il Sosia di Vin Diesel: “Perché hai introdotto il discorso con un ‘bwoah’?”
Il Detersivo: “Perché il mio soprannome è...
...
...
...
...”
Il sosia di Vin Diesel: “Okay, come non detto, fai finta che non ti abbia chiesto niente. Adesso devo salutarti: devo passare a consolare Sonniferetti per la sua sfumata vittoria e il suo sfumato podio - facendo finta che potesse puntare a vincere o a salirci - e poi devo andare urgentemente ad appartarmi con i miei AmYk3TtY H3lio e Juan Tombino.”
A proposito di podio, esistono prove fotografiche che attestano la sua esistenza come entità fisica. Quindi immagino che il Detersivo sia andato a sbevazzare like a boss.

mercoledì 7 febbraio 2018

Va bene, va bene, non stavano pensando solo al Super Bowl

Ci eravamo lasciati con gli altri post, sugli altri team che prenderanno parte alla stagione 2017 di Indycar, e avevo lasciato un po' in sospeso i team Andretti e Rahal.
Adesso è arrivato il momento di occuparsi anche di loro e di supporre che la vettura di Ryan Hunter-Reay quest'anno non sarà tanto diversa da come l'abbiamo vista nella scorsa stagione.
Sul profilo Twitter del team c'è anche una foto di Zach Veach in tuta scura, mentre sembra che Alex Rossi non abbia indossato una tuta in questi giorni e che sia ancora impegnato a pensare al Super Bowl.
Direi che possiamo farci bastare RHR e la sua vettura color Jordan dell'epoca di Frentzen... anzi, no, la tonalità non mi sembra del tutto uguale, ma va bene lo stesso, anche e soprattutto perché ho avuto la possibilità di menzionare la Jordan e Frentzen.
Una delle grosse novità di questa stagione, per il team, è la questione del team Herta: dopo la fusione con il team Andretti, la vettura degli "sfigati" (senza offesa) l'aveva sempre guidata Alex Rossi e in molti ritenevano abbastanza stonato il fatto che la vettura degli "sfigati" (sempre senza offesa) fosse destinata ad Alex Rossi invece che dal bello addormentato, le cui doti al volante sembrano essere *leggermente* inferiori a quelle di tutto il resto del team.
Il bello addormentato in questione è infatti stato spedito al team Andretti/Herta: si tratta di Marco Andretti, che quest'anno avrà un nuovo sponsor, che lo sponsorizzerà per sei gare, inclusa la Indy 500...
...
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...la Indy 500 che gli auguro di vincere, perché va bene, l'ho soprannominato "Sonniferetti" perché quando è al volante fa abbassare inesorabilmente le palpebre, ma sarebbe una rivincita notevole se potesse vincere la gara più importante al mondo.
Va beh, lasciamo perdere questi momenti che non si trasformeranno mai in realtà e preoccupiamoci piuttosto di chi la Indy 500 l'ha vinta l'anno scorso: Takuma Sato ha lasciato il team Andretti e, in realtà, non saprei dire se se ne sia andato o se sia stato messo a piedi.
Si era parlato del fatto che se ne sarebbe andato perché il team intendeva passare dai motori Honda ai motori Chevrolet e Sato era un pilota Honda, ma ci siamo ritrovati di nuovo con i motori Honda, ma senza Sato.
Il Grande Samurai tornerà al team Rahal, team per il quale aveva gareggiato già nel lontano e piuttosto vicino 2012, anno in cui c'era stato il famoso incidente con Franchitti all'ultimo giro della Indy 500, quando Sato stava per passare in testa! Inutile dire che quella Indy 500 fu vinta da Franchitti...
Il compagno di squadra di Sato sarà Graham Rahal, che oggi ha postato un tweet con diverse foto della nuova vettura.


martedì 5 settembre 2017

Commento al Gran Premio di Watkins Glen (Indycar 2017 #16)

C'era una volta la Indycar e c'erano una volta le telecronache brasiliane con la voce di Felipe Giaffone... e per "una volta" intendo ieri, Domenica 3 Settembre, giorno del Gran Premio d'Italia e della 6 Ore del Messico, senza che nessuno si lamentasse minimamente della SoVrApPoSiZiOn3!!111!!!1... Okay, un giorno smetterò di fare battute sulle sovrapposizioni, però quel giorno non è oggi e dubito fortemente che sarà domani.

La location di questo weekend era Watkins Glen e la notizia bomba era che Rossi c'è, Rossi c'è, Rossi c'è!!!11!!!11!!! tutti in piedi sul divano!!111!!111!!
Per essere più specifici intendo dire che la pole position, per la prima vola nella sua carriera, era stata ottenuta da Alexander Non Sono Valentino Rossi.
La pista era umida, la gara durava appena 60 giri e speravo di avere qualche soddisfazione da parte di un certo samurai giapponese che partiva dalla seconda fila.
Ovviamente questo genere di speranze sono spesso destinate ad essere mandate in frantumi dal samurai stesso, ma va sempre a finire così, ormai ci ho fatto l'abitudine!

Griglia di partenza:
1^ fila: Rossi - Dixon
2^ fila: Newgarden - Sato
3^ fila: Kimball - Castroneves
4^ fila: Hunter-Reay - Power
5^ fila: Bourdais - Rahal
6^ fila: Muñoz - Pagenaud
7^ fila: Pigot - Daly
8^ fila: Jones - Hinchcliffe
9^ fila: Kanaan - Harvey
10^ fila: Chilton - Andretti
11^ fila: Hildebrand

Nonostante le poche soddisfazioni in formato Nippon, non posso dire di essere rimasta molto insoddisfatta, fin dall'inizio della gara.
Al secondo giro, quando sono rientrati tutti ai box, suppongo per cambiare mescola di gomme tutti in branco, H3lio ne è uscito in testa e mi sono ricordata che c'è ancora un duello per il titolo e che mi piacerebbe molto se fosse H3lio a vincere quel titolo. Dietro di lui c'erano Non Sono Valentino Rossi e il Detersivo al retrogusto di kiwi.
La calma è durata poco, o meglio, al sesto giro è capitato qualcosa che ha portato la gara a una situazione di calma piatta: si è visto Hinchy fermo e si è vista la safety car.

La gara è ripresa dopo pochi giri e al 15° ho visto una vettura con il numero 26 ferma. Guess what? Era nientemeno che il Grande Samurai Taku. La cosa non mi ha soddisfatta per niente, anche se l'hanno fatto ripartire a spinta.
Tutti sono andati ai box, o meglio, non proprio tutti, perché c'erano piloti partiti nelle retrovie che erano su un'altra finestra di pitstop. Ciò ha fatto sì che Spencer Maialotto facesse il figo in prima posizione piuttosto a lungo...
...
...
...e non solo lui! Secondo c'era infatti il piccolo Chilliiii davanti a Sonniferetti, Hildy e NSVR che invece si era fermato ai box. Purtroppo l'epicità del momento è stata parzialmente sconvolta da NSVR, che è riuscito a portarsi al secondo posto nei giri seguenti.
Poi al 28° giro la vettura di Sato ha iniziato a perdere fumo, è entrata di nuovo la safety car e i piloti che erano rientrati prima di quel momento erano NSVR, Maialotto, Chilliiii e Hildy. Sono rimasti quindi fuori e quando sono rientrati gli altri si sono accodati. RHR si è ritrovato quinto davanti a H3lio, al Detersivo e a Nuovo Giardino.

Alex Non Sono Valentino Rossi era stabilmente in testa alla gara mentre tra un pitstop e l'altro Chilliiii era risalito in seconda posizione quando sono rientrati ai box al 43°.
Gli altri piloti sono rientrati abbastanza in branco e a quindici giri dalla fine #DramaHappened e non c'entra nulla Valentino Rossi, sì, insomma, Alexander.
Quello ai box c'era stato pochi giri prima ed era tranquillo in pista, mentre c'era chi aveva da perdere molto di più che invece era ai box e poteva tranquillamente fare casini.
Parlo di Nuovo Giardino, che nell'uscire dalla pitlane si è ritrovato davanti Bourdeeeeyyyy che rallentava.
L'ha tamponato.
A nessuno è importato nulla di Bourdeeeyyyyy.
A tutti importava solo Nuovo Giardino.
E' stato costretto a rientrare ai box anche il giro dopo e ne è uscito doppiato.
Frattanto Alex Non Sono Valentino Rossi era in testa davanti al Detersivo al Kiwi, a RHR, a H3lio e Grammo Reale a completare la top-5.
La cosa più importante potrebbe essere che proprio fuori dalla top-5 ci fosse il piccolo Chilliiii in sesta posizione, ma cercherò di trolleggiare un po' di meno e affermare che, in effetti, la cosa più importante erano la posizione del Detersivo e quella di H3lio.
A proposito di posizioni, nei giri finali della gara, dopo il restart, Chilliiii ha avuto l'accortezza di perderne qualcuna e non ero per nulla soddisfatta da tutto ciò, così come non ero soddisfatta di vedere che era comparsa, accanto al nome di Kanaan, la scritta out.
Poi la gara è finita.
ROSSI C'È, ROSSI C'È, ROSSI C'È!
Marquez, invece, no.
Lorenzo nemmeno.
Anche di Viñales e Pedrosa non vedo traccia...
...
...
...nessuno spagnolo, neanche il primo Oriol Servià trovato per strada. Questo significa che, a quanto pare, in Indycar non ci sono complotti.
Un complotto però c'è: grazie alla vittoria, NSVR ha superato il Grande Samurai in classifica. -.- Mi auguro che Taku si riprenda tra due settimane. <3 Ad ogni modo il Piccolo Chiliiii è arrivato in top-ten, quindi consoliamoci, che qualcosa di positivo è accaduto, alla fine!

Nel corso della notte è accaduto anche un altro evento epocale, di cui ho appreso soltanto in mattinata: Danica ha battuto Ricky a Darlington e la cosa più preoccupante è che le sia bastata una 26esima piazza per farlo. A Ricky, 29esimo al traguardo, stavolta toccherò stirare. La gara, denominata "Bojangles Southern 500" (nella mia prossima vita voglio svolgere la professione di inventrice di nomi per le gare di NASCAR), è stata vinta da Denny Hamlin davanti ai Busch Bros (Kyle 2°, Kurt 3°), con Austin Dillon ed Erik Jones a completare la top-5...
...
...
...e, lo ribadisco, purtroppo Erik Jones non è parente di Ed Jones, che a Watkins Glen ha dovuto accontentarsi di una 13esima posizione.
Dato che siamo in tema di posizioni, oserei dire che sia arrivato il momento di schiarire le idee a chi ancora non ce le avesse chiare.

RISULTATO: 1. Alexander Rossi (Andretti/Herta), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 4. H3lio Castroneves (Penske), 5. Graham Rahal (Rahal), 6. Will Power (Penske), 7. Charlie Kimball (Ganassi), 8. Max Chilton (Ganassi), 9. Simon Pagenaud (Penske), 10. Carlos Muñoz (Foyt), 11. Conor Daly (Foyt), 12. Spencer Pigot (Carpenter), 13. Ed Jones (Coyne), 14. Jack Harvey (Schmidt), 15. J.R. Hildebrand (Carpenter), 16. Marco Andretti (Andretti), 17. Sebastien Bourdais (Coyne), 18. Josef Newgarden (Penske), 19. Takuma Sato (Andretti), 20. Tony Kanaan (Ganassi), 21. James Hinchcliffe (Schmidt).

CLASSIFICA:
Newgarden 560
Dixon 557
Castroneves 538
Pagenaud 526
Power 492
Rossi 476
Rahal 466...

Tutti costoro sono ancora in lotta per il titolo, dato che a Sonoma ci saranno i punti doppi.
Prima di scoprire tutto ciò ero tentata di calcolare le proiezioni degli ipotetici punteggi, ma seriamente, WTF?! o.O
Non riesco nemmeno a trovare un solo sito che abbia postato qualcosa del genere, peraltro!