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sabato 8 giugno 2024

Indycar 2024: #6 Gran Premio di Detroit // il caos e il Canapino-gate

Nello scorso fine settimana si è svolto il GP di Detroit di Indycar, su un circuito cittadino la cui location coincide parzialmente con quella del tracciato trash su cui si svolgeva il GP degli Stati Uniti Est di Formula 1 negli old gold days. Ho visto la gara in versione integrale grazie a delle trasmissioni "non ufficiali" su Youtube, tra cui una brasiliana in cui l'evento era stayo ribattezzato in chat come "gran premio di Destroit". L'evento ha visto alcuni cambi di line-up, come per esempio Helio Castroneves che ha preso temporaneamente il posto di Tom Blomqvist per Meyer Shank e come Tristan Vautier in Coyne nel posto in cui si sono alternati finora Colin Braun, Nolan Siegel, Luca Ghiotto e Katherine Legge. Nelle qualifiche, inoltre, ha fatto parlare di se Santino Ferrucci che, dopo una presunta ostruzione da parte di Kyle Kirkwood, l'ha ostruito di proposito e, non contento, in seguito in pitlane è andato anche a inveire contro di lui e a strattonarlo prima di essere invitato ad allontanarsi.
Dopo questa breve parentesi in stile NASCAR, è arrivata la domenica ed è arrivata una gara immensamente caotica. Giusto per chiarire il concetto: primo incidente già al via, un susseguirsi di contatti di maggiore e minore entità, una parentesi con la pioggia verso metà gara e un totale di otto ingressi della safety car, se li ho contati bene, ma potrei anche avere perso il conto. In sintesi, una gara in cui il caos era l'assoluta routine per tutti... o quasi.

Parliamo di Agustin Canapino, divenuto incredibilmente attore protagonista del post-gara. Pilota di ruote coperte, arrivato in Indycar nel 2023 con un palmares inconsueto in cui le open wheel non erano contemplare eccetto una manciata di gare in Formula 3 molti anni fa, ha mostrato risultati assolutamente rispettabili, ma ha fatto parlare di sé, finora, più che altro per le polemiche social innescate dai suoi sostenitori ogniqualvolta in pista capiti qualche evento anche minimamente controverso.
L'anno scorso il suo allora compagno di squadra Callum Ilott era stato vittima di vere e proprie campagne d'odio via Twitter, e mi spiace dirlo, il fanbase di Canapino è assolutamente pessimo. Come spesso succede per i piloti di una nazionalità non molto rappresentata in una certa categoria, si spostano a orde, un po' come i turchi per Cem Bolukbasi o i filippini per Bianca Bustamante. Con una sostanziale differenza, ovvero che tendenzialmente i fanbase molto radicati sono sostanzialmente innocui e incentrati sull'ammirazione del proprio idolo.
Purtroppo non si può dire lo stesso dei fanboy di Canapino, che fanno spesso caciara e poi usano la loro nazionalità per nascondersi: "io sono argentino e se osi contraddirmi allora è razzismo contro i latino-americani". Ricorda un po' l'atteggiamento dei messicani contro chi osa affermare che Checo Perez non è il miglior non-campione della storia della Formula 1, con la differenza sostanziale che Perez, in qualità di top driver in Formula 1, ha un fanbase più internazionale e certi soggettoni sono una parte ristretta del fanbase.

In sintesi, un paio di giorni dopo la gara Theo Pourchaire, che con Canapino era stato protagonista di un contatto che è costato poche posizioni a entrambi ed è stato penalizzato per l'incidente stesso, ha scritto in un tweet di avere ricevuto insulti e minacce di morte via social, venendo peraltro criticato da Norberto Fontana per avere parlato di quello e non dell'incidente innescato da lui stesso.
Canapino ha fatto una dichiarazione critica nei confronti del proprio fanbase, ma che in molti hanno considerato di facciata, dal momento che pare avesse messo dei like a post con insulti nei confronti di Pourchaire o che lo tacciavano di essersi inventato gli abusi online. Ciò sarebbe rimasto confinato ai social, se McLaren non avesse deciso di interrompere la partnership con Juncos a causa di questo episodio.
In sintesi nella giornata di venerdì, dopo che Canapino era stato presente a Road America dove si svolgerà la gara di questo fine settimana, è stato annunciato che Canapino non prenderà parte all'evento, ma sarà sostituito da Siegel. Juncos ha scritto un comunicato in cui si affermava tra le righe che Canapino non sarà in pista perché si sente minacciato dopo gli attacchi ricevuti online.
In sintesi, una faccenda ancora abbastanza oscura, in cui non mi stupirebbe se fosse stata la squadra a prendere questa decisione, perché comunque innescare la perdita della partnership con McLaren è provocare un danno al team stesso.

Se posso dire la mia su questa vicenda, personalmente sono convinta che il cyberbullismo nei fanbase sia un grosso problema, perché spesso viene da profili che riescono comunque a guadagnare un buon seguito e ad apparire come dei "precious cinnamon roll". La verità dei fatti è che non basta tappezzare i propri profili di cuccioli e gattini o sapere fare edit belli per essere anche persone dotate di empatia e contegno; anzi, proprio l'avere molto seguito spesso genera anche comportamenti poco edificanti al solo scopo di apparire.
In quella vasta quantità di gente che team e piloti acclamano come "best fans" o cose analoghe, ci sono tanti individui di questo tipo, che si mascherano abbastanza bene dietro al ruolo del fan infervorato. C'è chi dice che team e piloti dovrebbero fare più attenzione a chi mettono su un piedistallo, ma è pur vero che 1) team e piloti non possono scandagliare la vita di chiunque prima di mettere un like o ricondividere un post, 2) basta una storiella strappalacrime e attira like per guadagnarsi ammirazione incondizionata, pena massicci attacchi di dissing.
Per dire, Centurion Lewis - un utente di Twitter che si spacciava per un tifoso di Hamilton diciannovenne malato terminale, che ha ricevuto il supporto della Mercedes e ha sfruttato la pubblicità per organizzare una raccolta fondi a suo favore, per poi fingere la propria morte - scriveva cose che avrebbero scritto soltanto un fake o un bambino di dodici anni. Appurato che non poteva avere dodici anni, doveva per forza essere un fake.
Eppure, finché non si è scoperto che era un truffatore e che era vivo e vegeto, qualcuno era forse nella posizione di tacciarlo di essere un fake? Direi di no, chi avesse osato sarebbe stato criminalizzato.

Detto ciò, se da un lato è comprensibile come certi cyberbulli riescano a diventare popolari e a fare breccia nel cuore dei loro idoli, la vicenda Canapino è a mio avviso a sé stante. I suoi tifosi che insultano somigliano molto di più alla gente che, senza alcun seguito, su Facebook commenta i post con offese a piloti per fatti magari capitati nel 1995 o giù di lì, in sintesi un'orda di frustrati che urlano e strepitano a caso.
Pur essendo un'orda ben presente su twitter, non ha profili da "tumblrina" pieni di follower e like, semplicemente fa rumore perché è un'orda molto vasta. Canapino e/o Juncos hanno già in passato sminuito le azioni di costoro, con addirittura il team che in passato ha accusato Ilott di dare troppo peso a insulti e minacce di morte ricevuti.
Mi rendo conto che chi ha un fanbase di questo genere e non fa nulla di concreto possa anche avere molti hater, ma il comunicato sull'assenza a Road America è scritto come se Canapino 1) fosse stato fin dall'inizio la vittima di questa storia, 2) di punto in bianco, ora che i presunti insulti li ha ricevuti lui, allora non siano più qualcosa a cui non si deve dare peso, ma di colpo divengano rilevanti.
So che è banale da dire, ma rimpiango il motorsport dei "very uominy", quello in cui gli incidenti tra piloti venivano discussi tra i piloti stessi, oppure nella cabina dei commissari, e in cui incidenti banali (questo è stato un semplice contatto durante un restart) non divenivano un affare internazionale, con tanto di gente che allora sì, si traveste da tumblrina e afferma: "il mio idolo in quanto argentino deve essere al di sopra di ogni critica altrimenti è xenofobia".

Per il resto la gara è stata un caos, con il poleman Colton Herta precipitato indietro per una strategia toppata che è andato a sbattere contro le barriere, così come diversi altri top driver coinvolti nel caos, incluso Josef Newgarden, fresco vincitore della Indy 500, incluso Alex Palou che proprio con questo si è toccato, incluso Scott McLaughlin finito in precedenza fuori mentre era in zona podio.
Scott Dixon, in modalità risparmio carburante, alla fine l'ha spuntata, riuscendo a gestire nonostante Marcus Ericsson fosse piuttosto pressante nelle fasi conclusive del gran premio. La vittoria l'ha portato in testa alla classifica piloti e ha dato un segnale: mai sottovalutare Dixon, perché riserva sempre delle sorprese!

RISULTATO: 1. Scott Dixon/ Ganassi, 2. Marcus Ericsson/ Andretti, 3. Marcus Armstrong/ Ganassi, 4. Kyle Kirkwood/ Andretti, 5. Alexander Rossi/ Arrow McLaren, 6. Will Power/ Penske, 7. Pato O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Felix Rosenqvist/ Meyer Shank, 9. Santino Ferrucci/ Foyt, 10. Theo Pourchaire/ Arrow McLaren, 11. Christian Lundgaard/ Rahal, 12. Agustin Canapino/ Juncos, 13. Pietro Fittipaldi/ Rahal, 14. Rinus Veekay/ Carpenter 15. Graham Rahal/ Rahal, 16. Alex Palou/ Ganassi, 17. Jack Harvey/ Coyne, 18. Tristan Vautier/ Coyne, 19. Colton Herta/ Andretti, 20. Scott McLaughlin/ Penske, 21. Sting Ray Robb/ Foyt, 22. Linus Lundqvist/ Ganassi, 23. Romain Grosjean/ Juncos, 24. Kyffin Simpson/ Ganassi, 25. Helio Castroneves/ Meyer Shank, 26. Josef Newgarden/ Penske, 27. Christian Rasmussen/ Carpenter.


giovedì 21 settembre 2023

Indycar 2023: #16 Portland e #17 Monterey-Laguna Seca // il finale di stagione e il titolo di Palou

Carissimi lettori, spero che mi perdonerete con il ritardo con cui vi racconto il finale del campionato di Indycar, con i gran di Portland e Monterey/Laguna Seca che si sono svolti rispettivamente il 3 e il 10 settembre. Cercherò di essere più puntuale in futuro, ma non è stato semplice ultimamente scrivere e incastrare i post su Formula 1 attuale, Formula 1 vintage, categorie minori e altre categorie. Entrambi gli eventi finali della stagione hanno avuto la stessa line-up, ovvero la seguente:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Romain Grosjean, Devlin DeFrancesco
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Felix Rosenqvist, Alexander Rossi
CARPENTER: Ryan Hunter-Reay, Rinus Veekay
COYNE: David Malukas, Sting Ray Robb
FOYT: Santino Ferrucci, Benjamin Pedersen
GANASSI: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Callum Ilott, Augustin Canapino
MEYER SHANK: Helio Castroneves, Tom Blomqvist
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Christian Lundgaard, Juri Vips

GP PORTLAND - Rahal, McLaughlin, Herta, Dixon, Palou e O'Ward hanno conquistato le prime posizioni in qualifica, con un alternarsi di strategie. Rahal si è mantenuto in testa alla gara con McLaughlin alle sue spalle, mentre più indietro Grosjean è stato protagonista di un contatto. È riuscito a raggiungere i box, non c'è stato bisogno di safety car, arrivata comunque pochi giri dopo per un testacoda di Power.
Rahal al restart era ancora in davanti a McLaughlin e Palou, ma i primi due essendo sulla mescola più morbida sono rientrati molto prima (plot twist della prima fase di soste uno speeding nella pitlane da parte di Herta), così che Palou li ha overcuttati e non di poco - con Rahal peraltro precipitato decisamente indietro - ritrovandosi in testa alla gara, con un vantaggio piuttosto abbondante, che è riuscito a conservare anche dopo le due successive soste (nell'ultima Armstrong, autore di una buona gara, ha perso una ruota in pitlane), già ultimate quando è entrata di nuovo la safety car per un testacoda di Canapino. Ce la siamo evitata in seguito sia in occasione di un contatto Ericsson vs Rossi sia di un testacoda senza grosse conseguenze dello stesso Ericsson.
Palou frattanto ha mantenuto la testa della gara davanti a Rosenqvist e Dixon, riuscendo ad accumulare su quest'ultimo, suo diretto inseguitore in classifica, abbastanza punti da conquistare il campionato con un gran premio di vantaggio. Si tratta del suo secondo titolo in Indycar.

RISULTATO: Palou, Rosenqvist, Dixon, O'Ward, Newgarden, Veekay, Ericsson, Malukas, McLaughlin, Kirkwood, Lundgaard, Rahal, Herta, Castroneves, Ilott, Ferrucci, DeFrancesco, Vips, Armstrong, Rossi, Hunter-Reay, Pedersen, Robb, Blomqvist, Power, Canapino, Grosjean.





GP MONTEREY - Rosenqvist, McLaughlin, Lundgaard, Newgarden e Palou partivano nelle prime cinque posizioni, dopo che Dixon qualificato quinto è stato retrocesso per cambio di motore, così come diversi altri piloti, compreso Vips - alla sua seconda presenza in carriera - autore del settimo tempo. Tra McLaughlin, Lundgaard e Newgarden c'è stato un contatto già al via e non sono stati i soli incidentati.
Un contatto tra Armstrong, Vips e Rahal ha mandato gli ultimi due a cozzare contro una delle Penske. Per Rahal è stato ritiro immediato e pare si sia messo a inveire contro Vips avvicinandosi alla sua monoposto, anche se poi via social ha smentito. In tutto ciò c'era stato anche un contatto tra Herta e Veekay. Dietro la safety car si sono accodati Rosenqvist, Palou e Power, con Palou passato in testa al restart e anche Power passato davanti a Rosenqvist.
Le safety car si sono succedute innumerevoli anche se ci siamo salvati quando McLaughlin si è toccato con Pedersen. Non ci è stata risparmiata quando Newgarden è finito insabbiato, mentre Palou in seguito ha iniziato a fare il vuoto, rischiando pure grosso a un certo punto nel doppiare Castroneves che rientrava in pista dopo un testacoda. Rosenqvist, invece, è stato protagonista di un incidente con Ericsson: terza safety car, durante la quale Ericsson ha avuto un incidente in pitlane con Rossi!
Al restart c'è stato un contatto tra Castroneves e Pedersen, poi uno di minore entità tra Power e Ilott. McLaughlin, invece, ha tamponato Ferrucci, che aveva frenato bruscamente ritrovandosi nel mezzo di un ingorgo e che poi è riuscito proseguire senza danni, diversamente da McLaughlin che è rientrato ai box. Entrata nuovamente la safety car, al restart Palou ha allungato su O'Ward che in precedenza era stato attaccato da Grosjean, che poi ha perso un paio di posizioni.
Un'ulteriore safety car entrata per un incidente tra Malukas e DeFrancesco ha scobinato le carte in tavola in quanto avvenuta mentre alcuni piloti già erano rientrati e altri no. Se in occasione della sosta precedente era stato favorito Palou, stavolta lo è stato O'Ward. Al restart nuovo incidente, Ferrucci ha cozzato proprio contro Palou, il quale comunque non ha danneggiato la vettura. Intanto anche Blomqvist e DeFrancesco venivano a contatto e, tra una cosa e l'altra, eravamo a quota sei ingressi della safety car!
Si sono svolti ulteriori pitstop, nel frattempo, e al restart ancora una volta la safety car è tornata subito dopo, per un contatto tra Pederson e Dixon, in cui quest'ultimo è proseguito senza danni. Grosjean frattanto aveva superato Rossi per la seconda piazza alle spalle di O'Ward, per poi ritrovarsi da solo a duellare con quest'ultimo, mentre Rossi era andato ai box per l'ultima sosta. Grosjean è anche riuscito a portarsi in testa al restart.
Nelle prime posizioni c'erano entrambe le Juncos, Ilott è uscito vincente dal duello con Canapino ma nel contatto questo ha avuto un danno alla vettura. Sui social i suoi sostenitori sono esplosi su Twitter, con insulti e minacce di morte nei confronti di Ilott, a loro dire colpevole di avere ignorato ordini di scuderia e di avere rovinato la gara di Canapino. Preferisco non entrare nel merito di quanto accaduto in pista, ma sicuramente a commentare le gare sui social ci vorrebbe gente più pacata.
Un'ultima safety car è entrata per un incidente tra Castroneves e Herta, mentre la gara ormai era nelle sue fasi conclusive. Grosjean e O'Ward hanno entrambi effettuato un ultimo rifornimento, lasciando strada libera a Dixon che, rimontando dopo una penalità per avere innescato uno dei contatti del via, ha conquistato la terza vittoria stagionale. Seguivano McLaughlin e Ilott, che ha perso due posizioni nelle fasi finali, classificandosi quinto.

RISULTATO: Dixon, McLaughlin, Palou, Power, Ilott, Lundgaard, Rossi, Armstrong, O'Ward, Hunter-Reay, Grosjean, Robb, Castroneves, Canapino, Ericsson, Pedersen, Ferrucci, Veekay, Rosenqvist, Malukas, Newgarden, DeFrancesco, Herta, Vips, Kirkwood, Blomqvist, Rahal.