Il 18 giugno 1952, durante un test per il team ERA, moriva Cameron Earl, la prima persona a perdere la vita al volante di una monoposto di Formula 1.
Questa vicenda, non facile da ricostruire, ci porta in un universo molto lontano da quello che conosciamo, in un mondo dell'automobilismo estremamente diverso da quella attuale.
Facciamo un preambolo e partiamo da ERA, acronimo di English Racing Automobiles, una delle prime squadre britanniche ad avere gareggiato, seppure sporadicamente, nella massima categoria, prendendo parte tra gli altri ai primi due gran premi ufficiali della storia, a Silverstone e a Montecarlo nel 1950.
L'unica entry "ufficiale" è quella di Leslie Johnson in Gran Bretagna, affiancato da entry private come quelle di Peter Walker/ shared drive con Tony Rolt, di Cuth Harrison e di Bob Gerard. Questi ultimi due hanno corso anche nel Principato e Gerard ha ottenuto i due migliori risultati con due sesti posti, che all'epoca non assegnavano punti. Harrison ha inoltre disputato a Monza il GP d'Italia dello stesso anno.
Nel 1951 vi è stata una sola presenza, al GP di Gran Bretagna ancora con Gerard e con un'altra vettura guidata da Brian Shawe-Taylor.
Il 18 giugno 1952, pochi giorni prima del GP del Belgio, è avvenuto il primo incidente mortale della storia della Formula 1 durante un test, con al volante Earl.
Classe 1923, ci porta in un mondo totalmente diverso da quello che conosciamo perché pare non fosse un pilota professionista, ma un ingegnere meccanico che lavorava per il team e che stava testando alcuni componenti della vettura.
Pare che in precedenza avesse lavorato in Germania, venendo a contatto con realtà quali Mercedes e Auto Union.
Nel 1952 ERA conta in totale tre entry "non ufficiali" per mano di Stirling Moss, che ha disputato i gran premi del Belgio, di Gran Bretagna e d'Olanda senza mai giungere alla bandiera a scacchi.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
giovedì 18 giugno 2026
mercoledì 17 giugno 2026
martedì 16 giugno 2026
lunedì 15 giugno 2026
domenica 14 giugno 2026
Formula 1 2026: #7 Commento al Gran Premio di Catalunya
Nei giorni scorsi è venuto l'antennista, quindi stavolta potevo finalmente guardare la gara sulla TV dei povery anziché sullo smartphone sul sito della TV dei povery. Non potevo immaginarlo, ma avrei assistito a due criminali, uno dei quali con il titolo di Sir, che tornavano sul luogo del delitto, mentre si avvicinava l'ora del tè per il quale questo era atteso insieme ad altri due inglesi di alto rango... e per vedere tutto ciò avrei guardato un gran premio, non una puntata di "Miss Marple"!
George Russell, Lewis Hamilton, Kimi Antonelli, Lando Norris, Max Verstappen, Isack Hadjar, Oscar Piastri, Liam Lawson, Nico Hulkenberg e Charles Leclerc erano i primi dieci allo scattare del GP del circuit de Catalunya alle 15.00 del 14 giugno, in SoVrApPoSiZiOn3 con la 24 Ore di Le Mans, le 17.45 su TV8. Mentre arrotava alcune forbici, Leclerc era andato a schiantarsi contro le barriere nel Q3 (e per vostra informazione me lo sono spoilerata su Youtube dove ero entrata per cercare tutt'altro).
Seguivano Arvid Lindblad, Gabriel Bortoleto, Franco Colapinto, Pierre Gasly, Oliver Bearman, Carlos Sainz usciti in Q2, infine Esteban Ocon, Alexander Albon, Sergio Perez, Valtteri Bottas, Lance Stroll e Fernando Alonso.
Alla partenza le posizioni sono rimaste pressoché invariate nonostante tentativi di affiancamento. Hadjar non sarebbe molto d'accordo dato che è precipitato nelle retrovie, ma c'è voluto un po' prima che qualcuno in cabina di commento se ne accorgesse. Si sono accorti subito invece del fatto che Leclerc si avvicinava a Piastri, tanto che la cosa è stata accolta con urla.
L'ha superato più tardi nel quadratino durante la pubblicità, quindi noi povery ci siamo risparmiati un "donne, è arrivato l'arrotino!", ma ormai si avvicinava a Verstappen e tutto lasciava pensare che esistesse la possibilità di altre urla.
LH: "Va beh, facciamo che cambio gomme a random dopo due minuti contati!"
GR: "Copriamolo subito!"
MV: "Facciamo che entro anch'io così Leclerc non può superarmi e quindi non ci sono grida varie."
A primo giro di soste ultimato tra il gruppo di testa i primi sette erano ancora Russell, Hamilton, Antonelli, Norris, Verstappen, Leclerc e Piastri. Hadjar si è in seguito fatto largo fino all'ottava posizione.
Lawson era nono, ma siccome c'era Nico Rosberg in cabina di commento con i Vanzené si può dire che era nonno. Hulkenberg invece teneva dietro un trenino di gente random per la decima piazza e sbraitava via radio.
Rosberg in telecronaca se ne è uscito dicendo che doveva stare zitto. DUELLOHHHH A DISTANZAHHHH TRA PRINCIPI, BELIXIMOHHHH KONTINUAHHHH!!!11!!11!!
Purtroppo si è ammutolita soltanto la macchina del Principe dei Povery, che è andato a parcheggiare ai box come uno Stroll o un Bottas qualsiasi, o anche un Albon dato che avrebbe fatto la stessa fine, prima di rientrare in gara alla cazzum(?) dopo alcuni giri come facevano negli old gold days.
La macchina di Hulkenberg: "Vorrei specificare che il mio ritiro in realtà è molto più affascinante di un semplice guasto tecnico. La ragione per cui mi sono ammutolita di colpo è che Lawson ha alzato polvere e sassi. Uno di questi ha colpito il pulsante che viene usato in caso di emergenza per spegnere la parte elettronica."
NH: "Yaaaayyyyyy, ho buone speranze di finire nei video intitolati 'i dieci ritiri più assurdi della storia', forse potrò battere addirittura Jacques Laffite ritirato per irritazione agli occhi dopo avere confuso la boccetta del liquido per pulire il casco con quella del collirio."
Non era neanche metà gara quando Hamilton ha inaugurato il giro delle seconde soste, subito imitato da Verstappen.
GR: "Noi non ci fermiamo?"
Box Mercedes: "No, noi stiamo facendo la gara contro Norris."
GR: "Apprezzo il vostro ottimismo, ma qui vedo un bimbetto che si avvicina prepotentemente al mio retrotreno!"
AKA: "Yaaaaayyyyyy!!!1!!11!!1!!"
GR: "Bimbo, per caso ti sei perso? Vuoi che ti accompagni alla fermata dello scuolabus?"
AKA: "Adesso ti asfaltohhhh!"
GR: "Non credo proprio!"
Voce fuori campo: "Leclerc non si è fermato e c'è stato un driver swap in Ferrari visto che Hamilton è sicuramente su tre soste, i Mercedes Bros sono un kompl8 voluto dai potery forty perché non si parlasse del driver swap stesso."
Who kers del driver swap, sono rientrati i piloti della McLaren e della Mercedes, oltre che Leclerc, Antonelli è andato vicino a subire undercut da Norris, quindi tecnicamente il fatto che in Mercedes lottavano con Norris non era neanche così campato in aria. I primi otto erano Hamilton, Russell, Antonelli, Norris, Verstappen, Leclerc, Piastri e Hadjar.
A neanche due terzi di gara Alonso si è ritrovato piantato in mezzo all'erba ed è stata messa virtual safety car. Hamilton e Verstappen ne hanno approfittato per fare la terza sosta e si sono ritrovati esattamente nelle stesse posizioni in cui si trovavano prima.
Non ci sono stati ulteriori colpi di scena fino al momento in cui il Vanz a pochi giri dalla fine ha annunciato che Rosberg doveva lasciare la cabina di commento per andare a fare le interviste post-gara...
...
...
...
...FERMI TUTTI, C'ERA HAMILTON IN TESTA CON 15 SECONDI DI VANTAGGIO, REUNION DEI ROSBILTON IN VISTA?!?!
Per festeggiare ci voleva un gran duello tra le Mercedes e infatti Antonelli si è buttato e ha superato Russell, devono essere venuti a contatto dato che Kimi aveva l'ala anteriore rotta. Però andava forte lo stesso, almeno finché il motore non si è fermato di botto come una B.A.R. Honda qualsiasi e il Vanz ha iniziato a urlare una serie di "PROBLEMI, PROBLEMI, PROBLEMI" che si è interrotta solo quando è stato necessario notare come anche Leclerc fosse sul punto di fermarsi, rientrando però ai box e quindi venendo classificato davanti al pilota Mercedes.
Anche Bearman doveva ritirato a un certo punto, ma nevermind, who kers di Bearman, siamo a un passo dalla prima vittoria in rosso di Hamilton.
La virtual safety car per rimuovere la macchina di Antonelli è durata fino al penultimo giro. Le danze sono ripartire, ma tutti erano molto lontani tra di loro. A dieci anni dal loro botto al via che spianò la strada di Verstappen, Hamilton e Rosberg si sono ritrovati sul "luogo del delitto" per le interviste post-gara a Barcellona in uno dei giorni più importanti della carriera di Hamilton.
Tra interviste e quant'altro si è fatta l'ora del podio. Su TV8 era già ora di cena, mentre live dovevano essere all'incirca le 17.00.
LH: "Problemi, problemi, problemi!"
GR: "Che cosa succede?"
LH: "Perché c'è lo champagne?"
LN: "Giusta osservazione. A quest'ora anziché la bottiglia di champagne non dovrebbe esserci recapitata una tazza di tè?"
RISULTATO: 1. Hamilton/ Ferrari, 2. Russell/ Mercedes, 3. Norris/ McLaren, 4. Verstappen/ Redbull, 5. Piastri/ McLaren, 6. Hadjar/ Redbull, 7. Gasly/ Alpine, 8. Lawson/ Racing Bulls, 9. Lindblad/ Racing Bulls, 10. Colapinto/ Alpine, 11. Bortoleto/ Audi, 12. Sainz/ Williams, 13. Ocon/ Haas, 14. Perez/ Cadillac, 15. Leclerc/ Ferrari, 16. Antonelli/ Mercedes, 17. Bearman/ Haas, NC. Albon/ Williams, RIT. Alonso/ Aston Martin, RIT. Hulkenberg/ Audi, RIT. Bottas/ Cadillac, RIT. Stroll/ Aston Martin.
George Russell, Lewis Hamilton, Kimi Antonelli, Lando Norris, Max Verstappen, Isack Hadjar, Oscar Piastri, Liam Lawson, Nico Hulkenberg e Charles Leclerc erano i primi dieci allo scattare del GP del circuit de Catalunya alle 15.00 del 14 giugno, in SoVrApPoSiZiOn3 con la 24 Ore di Le Mans, le 17.45 su TV8. Mentre arrotava alcune forbici, Leclerc era andato a schiantarsi contro le barriere nel Q3 (e per vostra informazione me lo sono spoilerata su Youtube dove ero entrata per cercare tutt'altro).
Seguivano Arvid Lindblad, Gabriel Bortoleto, Franco Colapinto, Pierre Gasly, Oliver Bearman, Carlos Sainz usciti in Q2, infine Esteban Ocon, Alexander Albon, Sergio Perez, Valtteri Bottas, Lance Stroll e Fernando Alonso.
Alla partenza le posizioni sono rimaste pressoché invariate nonostante tentativi di affiancamento. Hadjar non sarebbe molto d'accordo dato che è precipitato nelle retrovie, ma c'è voluto un po' prima che qualcuno in cabina di commento se ne accorgesse. Si sono accorti subito invece del fatto che Leclerc si avvicinava a Piastri, tanto che la cosa è stata accolta con urla.
L'ha superato più tardi nel quadratino durante la pubblicità, quindi noi povery ci siamo risparmiati un "donne, è arrivato l'arrotino!", ma ormai si avvicinava a Verstappen e tutto lasciava pensare che esistesse la possibilità di altre urla.
LH: "Va beh, facciamo che cambio gomme a random dopo due minuti contati!"
GR: "Copriamolo subito!"
MV: "Facciamo che entro anch'io così Leclerc non può superarmi e quindi non ci sono grida varie."
A primo giro di soste ultimato tra il gruppo di testa i primi sette erano ancora Russell, Hamilton, Antonelli, Norris, Verstappen, Leclerc e Piastri. Hadjar si è in seguito fatto largo fino all'ottava posizione.
Lawson era nono, ma siccome c'era Nico Rosberg in cabina di commento con i Vanzené si può dire che era nonno. Hulkenberg invece teneva dietro un trenino di gente random per la decima piazza e sbraitava via radio.
Rosberg in telecronaca se ne è uscito dicendo che doveva stare zitto. DUELLOHHHH A DISTANZAHHHH TRA PRINCIPI, BELIXIMOHHHH KONTINUAHHHH!!!11!!11!!
Purtroppo si è ammutolita soltanto la macchina del Principe dei Povery, che è andato a parcheggiare ai box come uno Stroll o un Bottas qualsiasi, o anche un Albon dato che avrebbe fatto la stessa fine, prima di rientrare in gara alla cazzum(?) dopo alcuni giri come facevano negli old gold days.
La macchina di Hulkenberg: "Vorrei specificare che il mio ritiro in realtà è molto più affascinante di un semplice guasto tecnico. La ragione per cui mi sono ammutolita di colpo è che Lawson ha alzato polvere e sassi. Uno di questi ha colpito il pulsante che viene usato in caso di emergenza per spegnere la parte elettronica."
NH: "Yaaaayyyyyy, ho buone speranze di finire nei video intitolati 'i dieci ritiri più assurdi della storia', forse potrò battere addirittura Jacques Laffite ritirato per irritazione agli occhi dopo avere confuso la boccetta del liquido per pulire il casco con quella del collirio."
Non era neanche metà gara quando Hamilton ha inaugurato il giro delle seconde soste, subito imitato da Verstappen.
GR: "Noi non ci fermiamo?"
Box Mercedes: "No, noi stiamo facendo la gara contro Norris."
GR: "Apprezzo il vostro ottimismo, ma qui vedo un bimbetto che si avvicina prepotentemente al mio retrotreno!"
AKA: "Yaaaaayyyyyy!!!1!!11!!1!!"
GR: "Bimbo, per caso ti sei perso? Vuoi che ti accompagni alla fermata dello scuolabus?"
AKA: "Adesso ti asfaltohhhh!"
GR: "Non credo proprio!"
Voce fuori campo: "Leclerc non si è fermato e c'è stato un driver swap in Ferrari visto che Hamilton è sicuramente su tre soste, i Mercedes Bros sono un kompl8 voluto dai potery forty perché non si parlasse del driver swap stesso."
Who kers del driver swap, sono rientrati i piloti della McLaren e della Mercedes, oltre che Leclerc, Antonelli è andato vicino a subire undercut da Norris, quindi tecnicamente il fatto che in Mercedes lottavano con Norris non era neanche così campato in aria. I primi otto erano Hamilton, Russell, Antonelli, Norris, Verstappen, Leclerc, Piastri e Hadjar.
A neanche due terzi di gara Alonso si è ritrovato piantato in mezzo all'erba ed è stata messa virtual safety car. Hamilton e Verstappen ne hanno approfittato per fare la terza sosta e si sono ritrovati esattamente nelle stesse posizioni in cui si trovavano prima.
Non ci sono stati ulteriori colpi di scena fino al momento in cui il Vanz a pochi giri dalla fine ha annunciato che Rosberg doveva lasciare la cabina di commento per andare a fare le interviste post-gara...
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...FERMI TUTTI, C'ERA HAMILTON IN TESTA CON 15 SECONDI DI VANTAGGIO, REUNION DEI ROSBILTON IN VISTA?!?!
Per festeggiare ci voleva un gran duello tra le Mercedes e infatti Antonelli si è buttato e ha superato Russell, devono essere venuti a contatto dato che Kimi aveva l'ala anteriore rotta. Però andava forte lo stesso, almeno finché il motore non si è fermato di botto come una B.A.R. Honda qualsiasi e il Vanz ha iniziato a urlare una serie di "PROBLEMI, PROBLEMI, PROBLEMI" che si è interrotta solo quando è stato necessario notare come anche Leclerc fosse sul punto di fermarsi, rientrando però ai box e quindi venendo classificato davanti al pilota Mercedes.
Anche Bearman doveva ritirato a un certo punto, ma nevermind, who kers di Bearman, siamo a un passo dalla prima vittoria in rosso di Hamilton.
La virtual safety car per rimuovere la macchina di Antonelli è durata fino al penultimo giro. Le danze sono ripartire, ma tutti erano molto lontani tra di loro. A dieci anni dal loro botto al via che spianò la strada di Verstappen, Hamilton e Rosberg si sono ritrovati sul "luogo del delitto" per le interviste post-gara a Barcellona in uno dei giorni più importanti della carriera di Hamilton.
Tra interviste e quant'altro si è fatta l'ora del podio. Su TV8 era già ora di cena, mentre live dovevano essere all'incirca le 17.00.
LH: "Problemi, problemi, problemi!"
GR: "Che cosa succede?"
LH: "Perché c'è lo champagne?"
LN: "Giusta osservazione. A quest'ora anziché la bottiglia di champagne non dovrebbe esserci recapitata una tazza di tè?"
RISULTATO: 1. Hamilton/ Ferrari, 2. Russell/ Mercedes, 3. Norris/ McLaren, 4. Verstappen/ Redbull, 5. Piastri/ McLaren, 6. Hadjar/ Redbull, 7. Gasly/ Alpine, 8. Lawson/ Racing Bulls, 9. Lindblad/ Racing Bulls, 10. Colapinto/ Alpine, 11. Bortoleto/ Audi, 12. Sainz/ Williams, 13. Ocon/ Haas, 14. Perez/ Cadillac, 15. Leclerc/ Ferrari, 16. Antonelli/ Mercedes, 17. Bearman/ Haas, NC. Albon/ Williams, RIT. Alonso/ Aston Martin, RIT. Hulkenberg/ Audi, RIT. Bottas/ Cadillac, RIT. Stroll/ Aston Martin.
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Commenti ai GP,
F1 stagione 2026,
GP Spagna
giovedì 11 giugno 2026
GP di Gran Bretagna 2006: Alonso vince e allunga in classifica
11 Giugno 2006 - si corre in Gran Bretagna, un po' prima del solito, e a Silverstone Fernando Alonso appare incontrastato, partendo dalla pole position e andando a procacciarsi la vittoria, la terza consecutiva dopo Spagna e Montecarlo.
Il pilota della Renault inizia a leaderare subito, mentre abbiamo una safety car per contatti al via. Escono di scena Mark Webber (Williams), Ralf Schumacher (Toyota) e anche Christian Klien (Toro Rosso).
Kimi Raikkonen, su McLaren, parte secondo e rimane secondo nei primi due stint. Nel terzo si vede sopravanzato dalla Ferrari di Michael Schumacher e si porta a casa un terzo posto.
Se Alonso, Schumacher e Raikkonen sono 1/2/3, troviamo 4/5/6 i loro compagni di squadra nell'esatto ordine: Giancarlo Fisichella, Felipe Massa, Juan Pablo Montoya. Ancora non possiamo saperlo ma i tre punti che conquista con la sua sesta posizione saranno gli ultimi della carriera di JPM in Formula 1.
Le BMW Sauber di Nick Heidfeld e Jacques Villeneuve completano la zona punti in una gara dal basso attrition rate.
Oltre ai tre piloti menzionati all'inizio c'è solo un altro ritirato... e guess what? È Jenson Button al volante di una B.A.R. Honda, che si ritira per un guasto al motore.
A questo punto della stagione Alonso ha 23 lunghezze di vantaggio nei confronti di Schumacher diretto inseguitore, parecchi considerando che se ne conquistano dieci per una vittoria. Raikkonen, inoltre, è a oltre quaranta punti di gap da Fernando.
La cavalcata verso il secondo titolo sembra spianata, mentre ci avviciniamo alla metà della stagione. I prossimi due appuntamenti sono in Canada e negli Stati Uniti.
mercoledì 10 giugno 2026
martedì 9 giugno 2026
lunedì 8 giugno 2026
domenica 7 giugno 2026
Formula 1 2026: #6 Commento al Gran Premio di Montecarlo
GP MONTECARLO: Non importa che sia maggio o il weekend del 7 giugno, le "anguste e tortuose stradine del Principato", come diceva Gianfranco Mazzoni, non possono fare altro che evocare la storia e un passato lontano di video in bianco e nero in cui veniva immortalato Louis Chiron nei panni di direttore di gara che presiedeva briefing in francese con traduzione istantanea in inglese molto francesizzato. Evocano Olivier Panis che conquista l'ultima vittoria nella storia della Ligier. Evocano i "cinque leader in cinque giri" del 1982 che in realtà erano tre leader e due potenziali podium finisher. Evocano il passato lontano e quello più recente e il giorno di quindici anni fa in cui sono andata su Youtube a cercarmi il gran premio del 1984 pensando che come tutti avrei provato un colpo di fulmine motoristico per Ayrton Senna, invece ho provato la stessa cosa, ma per Stefan Bellof. Evocano il giorno in cui un pilota che io apprezzavo e che in tanti screditavano ha messo a tacere i propri detrattori. Porterò sempre quel momento nel cuore, anche se gli anni passano e ormai il passato che un tempo era recente diventa sempre più lontano.
Il GP di Montecarlo è stato fondato da Antony Noghès, simpaticamente rinominato da qualcuno Antonino Ghès, anche se io preferisco Antony No Guess. La prima edizione risale al 1929, ma il fatto che sia un'idea pensata 90+ anni fa in un'epoca in cui l'ultimo pensiero era era rimuovere le monoposto incidentate non impedisce che queste vengano rimosse molto più in fretta che su qualsiasi circuito cittadino moderno.
Alle 19.00 del sabato avrei tanto desiderato accendere la televisione sulla TV dei povery, ma ciò non è stato possibile: martedì scorso c'è stato un violento temporale che, oltre ad abbattere vari alberi e pezzi di alberi, ha anche fatto a pezzi l'antenna condominiale. È già venuto l'antennista per un sopralluogo, ma ci vorrà probabilmente un po' prima che il danno venga riparato. Al momento attuale si vedono soltanto occasionalmente e con un segnale bassissimo, sul solo televisore della cucina perché quello del soggiorno è più datato, Raiuno, Raidue e Raitre, solitamente di mattina e di pomeriggio (infatti tutte le sere stiamo vedendo "Un Posto al Sole" sul sito di Raitre sul telefono di mia mamma).
In una tiratissima sessione di qualifica, Kimi Antonelli si è procacciato la pole position, davanti a Max Verstappen, Lewis Hamilton, Charles Leclerc che ha fatto uno svarione negli ultimi momenti, Isack Hadjar, un George Russell deriso da tutti i suoi hater, Oscar Piastri, Lando Norris, Pierre Gasly e Liam Lawson dopo insinuazioni social sul fatto che quest'ultimo potesse non prendere il via alla gara. Tra gli usciti in Q2 c'erano Alexander Albon, Carlos Sainz, Nico Hulkenberg, Franco Colapinto, Arvid Lindblad e, senza avere preso parte alla sessione, Gabriel Bortoleto, incidentato in Q1 in cui erano usciti Esteban Ocon, il suo best friend forever Sergio Perez, Oliver Bearman, Valtteri Bottas, Fernando Alonso e Lance Stroll. Per i danni riportati nell'incidente, Bortoleto è poi partito dalla pitlane.
Alle 18.30 di domenica ho deciso di iniziare a vedere il gran premio sul computer, pronta ad assistere a 78 giri senza lamentarmi della garahhhh noiosahhhh come farebbero i driverstosurvivers.
Antonelli ha fatto una buona partenza, Verstappen invece non ha fatto per niente la partenza, perché la sua macchina correva in GP2. Tutto lo schieramento l'ha evitato senza fare danni, ma il danno era ormai fatto per Max. La sua macchina si è avviata, ma gli ha detto: "è il mio bad time, portami subito a letto". Per Verstappen non è rimasto altro da fare che rientrare ai box.
Antonelli, Hamilton, Leclerc, Hadjar e Russell erano i primi cinque, mentre Gasly si è infilato tra le due McLaren. Russell è stato notato perché Norris si lamentava via radio che le sue -L erano fuori posizione alla partenza, ma in realtà non era successo niente di tutto ciò e le -L si sono indignate parecchio. Nel frattempo la situazione era stabile, tanto che il Vanz poteva andare a rievocare la vittoria di Panis trent'anni fa.
Bottas: "Io vedo del fumo uscire dai miei freni e dubito che si stiano facendo una canna."
Voce fuori campo: "Sì, ma guidi una Cadillac e sei millemillesimo, perché dovremmo dedicare tempo per sentire le tue lamentele?"
Perez: "Diversamente da Russell, nonostante io non abbia delle -L, mi sono procacciato una penalità perché ero fuori posizione sulla griglia di partenza, come Jules Bianchi all'edizione del 2014. Diversamente da lui, dubito che conquisterò dei punti, nonostante non sia io al volante di una Marussia."
Voce fuori campo: "Perché questo commento è Cadillac-centrico?"
L'Autrice(C): "Perché io mi distinguo dalla massa e vorrei evitare di lamentarmi del fatto che Antonelli essendo in testa davanti alle Ferrari stia rubandohhhh la vittoriahhhh a Lewis Cardasciààààn, che ugualmente ruberebbe la vittoria all'arrotino Leclerc! E comunque è normale che il commento sia Cadillac-centrico, dato che sono solo le 19.00 e già ci sono dei doppiaggi."
Per Bottas essere doppiato non era neanche un dramma così terrificante: dieci minuti più tardi le cose andavano molto peggio, infatti l'abbiamo visto ritirarsi ai box.
Nel frattempo, con Russell negli scarichi, Hadjar ha iniziato a lamentarsi: "Il motore sta per esplodere." No, questa non è una frase che mi sono inventata io per esigenze di trama, l'ha detto davvero. Tutte le -L inseguivano la Redbull, ma Russell tecnicamente sarebbe in lotta per il mondiale, quindi ha ricordato alle -L che dovevano preoccuparsi anche di non fare troppi danni.
Al 29° giro Hamilton è stato il primo pilota del gruppetto di testa, sempre che si potesse parlare di gruppetto per una serie di piloti sparpagliati, a parte Hadjar/ Russell e Gasly che cercava di scappare da Norris che gli chiedeva con insistenza se volesse giocare con lui a Pokemon Go, a rientrare ai box.
Vanz: "Adesso sarà dura per la Mercedes capire come fare a mantenere Antonelli in testa dato che la Ferrari corre con due punte."
Antonelli: "In effetti sto già tremando di paura. Avevo dieci secondi su Hamilton e ne ho quindici su Leclerc, lo sento già mentre mi chiede se ho delle forbici da arrotare."
Voce fuori campo: "Bimbo, sei nato l'altro ieri, come fai a sapere che cos'è un arrotino?"
Antonelli: "Infatti non lo so, ma per non sapere né leggere né scrivere (cosa molto comune per noi giovani che abbiamo frequentato la scuola con i banchi monoposto) io scappo."
Dopo il ritiro di Bearman che è stato menzionato a differenza di quello di Bottas, Russell è rientrato ai box abbandonando Hadjar a se stesso, ma non troppo a lungo dato che è rientrato un giro più tardi, perdendo però la posizione.
Poi è accaduto il dramma: Lewis Cardascian si è procacciato una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità nella pitlane.
Norris: "Ho un problema. Mi sembra di guidare la McLaren che ha vinto la GP2 con Alonso e le mie possibilità di catturare il Pokemon stanno calando a vista d'occhio."
Al 36° giro è rientrato ai box anche Leclerc, uscendo a undici secondi di distanza da Hamilton che in realtà sarebbero stati se se fosse stato il momento della bandiera a scacchi. Quel momento, però, era ancora molto lontano, mentre erano molto vicini sia il momento della sosta di Antonelli, sia quello in cui anche Russell si sarebbe visto recapitare una penalità tale e quale a quella del suo ex compagno di squadra, mentre il suo attuale compagno di squadra faceva il vuoto dietro di sé.
Vanz: "L'Italia è divisa tra la Ferrari e Antonelli."
Gené: "Chiunque tifi, vincerà."
Hamilton: "A me veramente pare che in Ferrari vinciamo sempre la prossima volta, ma nevermind."
Russell nel frattempo si è portato alle spalle di Norris che era di nuovo nei pressi di Gasly.
Box McLaren: "who kers di Gasly, mettiti a rallentare Russell così che Piastri abbia spazio per fare il pitstop."
Russell: "C'è Norris che mi sta rallentando di proposito!!!1!!!11!!!11!! Qualcuno intervenga!!!11!!"
Norris: "Ma sto davanti a te! Non potrò fare l'andatura che mi pare?"
Russell: "Tunz tunz tunz!!!11!!11!!!11! Ti ho passato sotto al tunnel!"
Norris: "E credo che lo faranno anche altri, visto che la macchina mi sta abbandonando per celebrare in grande stile i 1000 gran premi della McLaren, che in realtà sarebbero 999 visto che la prassi consiste nel non considerare come gran premi disputati quelli con doppio DNS."
Gasly nel frattempo è andato a fare il pitstop, procacciandosi una penalità per eccesso di velocità come già accaduto ai due già menzionati e anche a Colapinto, imitato poco dopo da Piastri che però non si è procacciato alcuna penalità... anzi sì believe it or not, mentre le Williams si scambiavano posizioni: Albon aveva dietro un lungo trenino e Sainz doveva ancora fare la sosta, proprio come l'anno scorso cercava di rallentare tutti per fare in modo che Sainz potesse fare la sosta senza perdere posizioni. La cosa è riuscita, ma dovevano succedere fatti che avrebbero fatto passare in secondo piano la questione delle Williams.
Al 60° giro abbiamo avuto un colpo di scena, quando Stroll è andato a stamparsi nel muro ed è entrata la safety car. Questo cambiava le cose, dato che alcuni piloti sarebbero andati ai box a cambiare gomme, a scontare le penalità o a fare entrambe le cose.
Leclerc: "Ingiustiziahhhh!!!111!!11!! Così facendo Lewis Cardasciààààn si impossessa del secondo posto dato che devo aspettare ai box che abbia scontato la penalità invece di passargli davanti. Secondo me Stroll l'ha fatto apposta, è stato pagato per favorirlo."
Hamilton: "L'idea di omaggiare i fanboy di Answers Yahoo è meravigliosa, ma secondo te Stroll farebbe mai una cosa del genere? Ho provato a chiederglielo, ma ha detto che secondo lui siamo tutti povery e non accetterebbe mai la nostra elemosina."
Leclerc: "Se siamo povery, non dovremmo guardare la gara su TV8?"
Hamilton: "Tu presto potrai andare a farlo, dato che ho letto nella sfera di cristallo che al restart andrai a sbattere."
Voce fuori campo: "DONNE! SI È SCHIANTATO L'ARROTINO!"
Tra una cosa e l'altra, Russell non aveva scontato la penalità in pitlane, quindi si è guadagnato un drive through, ma per il momento non poteva scontarlo perché la gara è stata redflaggata usando la scusa dell'asfalto non sicuro. Poi la pista è stata spazzata ed è arrivato il momento del restart...
...
...
...quindi le possibilità sono due, o è stata data una fake bandiera rossa per animare gli ultimi dieci giri di gara con tanto di standing start, oppure ripartire senza che la condizione di pericolo fosse stata risolta, ma who kers, quello che conta è che ci siano una manciata di giri a disposizione perché Hamilton possa superare Antonelli.
Hamilton: "Perché dovrei? Il vincitore riceve dal trofeo dal Principe, è meglio arrivare secondo ed essere premiato dalla Charlene. Sebby, se ci stai seguendo da casa saresti d'accordo con me, vero?"
Vettel: "Non osare intrattenerti con la Principessa senza di me!"
Prima di attivare alla Principessa, però, tante cose dovevano ancora succedere. Russell è andato a scontare la penalità, Gasly si è ritrovato terzo ma aveva ancora cinque secondi da scontare... e a quanto pare ne aveva altri cinque perché a fine gara ha scontato due penalità per eccesso di velocità in pitlane, seguiva Hadjar che aveva alcune investigazioni a proprio carico, destinate a concludersi senza conseguenze ma a essere valutate dopo la gara, quindi con buone probabilità di andare almeno a sbevazzare like a bos-... ah no, non beve.
Nel frattempo Hulkenberg ha tirato una sportellata a Sainz mandandolo a ritirarsi in una via di fuga e Perez è stato di nuovo messo sotto investigazione per essersi posizionato alla cazzum sulla griglia. Due volte in una sola gara?! Il problema, però, è che mentre tutti si prendevano a spintoni era riuscito a insinuarsi in decima piazza, ma poi è stato preso per le orecchie e retrocesso perdendo un prezioso risultato.
Terminata la gara, che stavo ormai seguendo sullo smartphone dalle 19,50 perché era meno ingombrante da tenere sul tavolo a cena, sono andata a leggere il risultato, che era testualmente:
1. Antonelli/ Mercedes, 2. Hamilton/ Ferrari, 3. Hadjar/ Redbull, 4. Piastri/ McLaren, 5. Lawson/ Racing Bulls, 6. Lindblad/ Racing Bulls, 7. Gasly/ Alpine, 8. Albon/ Williams, 9. Ocon/ Haas, 10. Alonso/ Aston Martin, 11. Bortoleto/ Audi, 12. Russell/ Mercedes, 13. Hulkenberg/ Audi, 14. Colapinto/ Alpine, 15. Perez/ Cadillac, 16. Sainz/ Williams, Rit. Leclerc/ Ferrari, Rit. Stroll/ Aston Martin, Rit. Norris/ McLaren, Rit. Bearman/ Haas, Rit. Bottas/ Cadillac, Rit. Verstappen/ Redbull.
Non so come sia stato possibile. Però avvisate tutti i vostri conoscenti a cui eventualmente dovesse essere caduta l'antenna della TV e non abbiano visto la gara: ALONSO HA CONQUISTATO UN PUNTO CON L'ASTON MARTIN!
Voce fuori campo: "Cra, cra, cra."
EDIT 12/06: a seguito del ricorso di Alpine le penalità di Gasly vengono cancellate e riprende il terzo posto. 4) Hadjar, 5) Piastri, 6) Lawson, 7) Lindblad.
Il GP di Montecarlo è stato fondato da Antony Noghès, simpaticamente rinominato da qualcuno Antonino Ghès, anche se io preferisco Antony No Guess. La prima edizione risale al 1929, ma il fatto che sia un'idea pensata 90+ anni fa in un'epoca in cui l'ultimo pensiero era era rimuovere le monoposto incidentate non impedisce che queste vengano rimosse molto più in fretta che su qualsiasi circuito cittadino moderno.
Alle 19.00 del sabato avrei tanto desiderato accendere la televisione sulla TV dei povery, ma ciò non è stato possibile: martedì scorso c'è stato un violento temporale che, oltre ad abbattere vari alberi e pezzi di alberi, ha anche fatto a pezzi l'antenna condominiale. È già venuto l'antennista per un sopralluogo, ma ci vorrà probabilmente un po' prima che il danno venga riparato. Al momento attuale si vedono soltanto occasionalmente e con un segnale bassissimo, sul solo televisore della cucina perché quello del soggiorno è più datato, Raiuno, Raidue e Raitre, solitamente di mattina e di pomeriggio (infatti tutte le sere stiamo vedendo "Un Posto al Sole" sul sito di Raitre sul telefono di mia mamma).
In una tiratissima sessione di qualifica, Kimi Antonelli si è procacciato la pole position, davanti a Max Verstappen, Lewis Hamilton, Charles Leclerc che ha fatto uno svarione negli ultimi momenti, Isack Hadjar, un George Russell deriso da tutti i suoi hater, Oscar Piastri, Lando Norris, Pierre Gasly e Liam Lawson dopo insinuazioni social sul fatto che quest'ultimo potesse non prendere il via alla gara. Tra gli usciti in Q2 c'erano Alexander Albon, Carlos Sainz, Nico Hulkenberg, Franco Colapinto, Arvid Lindblad e, senza avere preso parte alla sessione, Gabriel Bortoleto, incidentato in Q1 in cui erano usciti Esteban Ocon, il suo best friend forever Sergio Perez, Oliver Bearman, Valtteri Bottas, Fernando Alonso e Lance Stroll. Per i danni riportati nell'incidente, Bortoleto è poi partito dalla pitlane.
Alle 18.30 di domenica ho deciso di iniziare a vedere il gran premio sul computer, pronta ad assistere a 78 giri senza lamentarmi della garahhhh noiosahhhh come farebbero i driverstosurvivers.
Antonelli ha fatto una buona partenza, Verstappen invece non ha fatto per niente la partenza, perché la sua macchina correva in GP2. Tutto lo schieramento l'ha evitato senza fare danni, ma il danno era ormai fatto per Max. La sua macchina si è avviata, ma gli ha detto: "è il mio bad time, portami subito a letto". Per Verstappen non è rimasto altro da fare che rientrare ai box.
Antonelli, Hamilton, Leclerc, Hadjar e Russell erano i primi cinque, mentre Gasly si è infilato tra le due McLaren. Russell è stato notato perché Norris si lamentava via radio che le sue -L erano fuori posizione alla partenza, ma in realtà non era successo niente di tutto ciò e le -L si sono indignate parecchio. Nel frattempo la situazione era stabile, tanto che il Vanz poteva andare a rievocare la vittoria di Panis trent'anni fa.
Bottas: "Io vedo del fumo uscire dai miei freni e dubito che si stiano facendo una canna."
Voce fuori campo: "Sì, ma guidi una Cadillac e sei millemillesimo, perché dovremmo dedicare tempo per sentire le tue lamentele?"
Perez: "Diversamente da Russell, nonostante io non abbia delle -L, mi sono procacciato una penalità perché ero fuori posizione sulla griglia di partenza, come Jules Bianchi all'edizione del 2014. Diversamente da lui, dubito che conquisterò dei punti, nonostante non sia io al volante di una Marussia."
Voce fuori campo: "Perché questo commento è Cadillac-centrico?"
L'Autrice(C): "Perché io mi distinguo dalla massa e vorrei evitare di lamentarmi del fatto che Antonelli essendo in testa davanti alle Ferrari stia rubandohhhh la vittoriahhhh a Lewis Cardasciààààn, che ugualmente ruberebbe la vittoria all'arrotino Leclerc! E comunque è normale che il commento sia Cadillac-centrico, dato che sono solo le 19.00 e già ci sono dei doppiaggi."
Per Bottas essere doppiato non era neanche un dramma così terrificante: dieci minuti più tardi le cose andavano molto peggio, infatti l'abbiamo visto ritirarsi ai box.
Nel frattempo, con Russell negli scarichi, Hadjar ha iniziato a lamentarsi: "Il motore sta per esplodere." No, questa non è una frase che mi sono inventata io per esigenze di trama, l'ha detto davvero. Tutte le -L inseguivano la Redbull, ma Russell tecnicamente sarebbe in lotta per il mondiale, quindi ha ricordato alle -L che dovevano preoccuparsi anche di non fare troppi danni.
Al 29° giro Hamilton è stato il primo pilota del gruppetto di testa, sempre che si potesse parlare di gruppetto per una serie di piloti sparpagliati, a parte Hadjar/ Russell e Gasly che cercava di scappare da Norris che gli chiedeva con insistenza se volesse giocare con lui a Pokemon Go, a rientrare ai box.
Vanz: "Adesso sarà dura per la Mercedes capire come fare a mantenere Antonelli in testa dato che la Ferrari corre con due punte."
Antonelli: "In effetti sto già tremando di paura. Avevo dieci secondi su Hamilton e ne ho quindici su Leclerc, lo sento già mentre mi chiede se ho delle forbici da arrotare."
Voce fuori campo: "Bimbo, sei nato l'altro ieri, come fai a sapere che cos'è un arrotino?"
Antonelli: "Infatti non lo so, ma per non sapere né leggere né scrivere (cosa molto comune per noi giovani che abbiamo frequentato la scuola con i banchi monoposto) io scappo."
Dopo il ritiro di Bearman che è stato menzionato a differenza di quello di Bottas, Russell è rientrato ai box abbandonando Hadjar a se stesso, ma non troppo a lungo dato che è rientrato un giro più tardi, perdendo però la posizione.
Poi è accaduto il dramma: Lewis Cardascian si è procacciato una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità nella pitlane.
Norris: "Ho un problema. Mi sembra di guidare la McLaren che ha vinto la GP2 con Alonso e le mie possibilità di catturare il Pokemon stanno calando a vista d'occhio."
Al 36° giro è rientrato ai box anche Leclerc, uscendo a undici secondi di distanza da Hamilton che in realtà sarebbero stati se se fosse stato il momento della bandiera a scacchi. Quel momento, però, era ancora molto lontano, mentre erano molto vicini sia il momento della sosta di Antonelli, sia quello in cui anche Russell si sarebbe visto recapitare una penalità tale e quale a quella del suo ex compagno di squadra, mentre il suo attuale compagno di squadra faceva il vuoto dietro di sé.
Vanz: "L'Italia è divisa tra la Ferrari e Antonelli."
Gené: "Chiunque tifi, vincerà."
Hamilton: "A me veramente pare che in Ferrari vinciamo sempre la prossima volta, ma nevermind."
Russell nel frattempo si è portato alle spalle di Norris che era di nuovo nei pressi di Gasly.
Box McLaren: "who kers di Gasly, mettiti a rallentare Russell così che Piastri abbia spazio per fare il pitstop."
Russell: "C'è Norris che mi sta rallentando di proposito!!!1!!!11!!!11!! Qualcuno intervenga!!!11!!"
Norris: "Ma sto davanti a te! Non potrò fare l'andatura che mi pare?"
Russell: "Tunz tunz tunz!!!11!!11!!!11! Ti ho passato sotto al tunnel!"
Norris: "E credo che lo faranno anche altri, visto che la macchina mi sta abbandonando per celebrare in grande stile i 1000 gran premi della McLaren, che in realtà sarebbero 999 visto che la prassi consiste nel non considerare come gran premi disputati quelli con doppio DNS."
Gasly nel frattempo è andato a fare il pitstop, procacciandosi una penalità per eccesso di velocità come già accaduto ai due già menzionati e anche a Colapinto, imitato poco dopo da Piastri che però non si è procacciato alcuna penalità... anzi sì believe it or not, mentre le Williams si scambiavano posizioni: Albon aveva dietro un lungo trenino e Sainz doveva ancora fare la sosta, proprio come l'anno scorso cercava di rallentare tutti per fare in modo che Sainz potesse fare la sosta senza perdere posizioni. La cosa è riuscita, ma dovevano succedere fatti che avrebbero fatto passare in secondo piano la questione delle Williams.
Al 60° giro abbiamo avuto un colpo di scena, quando Stroll è andato a stamparsi nel muro ed è entrata la safety car. Questo cambiava le cose, dato che alcuni piloti sarebbero andati ai box a cambiare gomme, a scontare le penalità o a fare entrambe le cose.
Leclerc: "Ingiustiziahhhh!!!111!!11!! Così facendo Lewis Cardasciààààn si impossessa del secondo posto dato che devo aspettare ai box che abbia scontato la penalità invece di passargli davanti. Secondo me Stroll l'ha fatto apposta, è stato pagato per favorirlo."
Hamilton: "L'idea di omaggiare i fanboy di Answers Yahoo è meravigliosa, ma secondo te Stroll farebbe mai una cosa del genere? Ho provato a chiederglielo, ma ha detto che secondo lui siamo tutti povery e non accetterebbe mai la nostra elemosina."
Leclerc: "Se siamo povery, non dovremmo guardare la gara su TV8?"
Hamilton: "Tu presto potrai andare a farlo, dato che ho letto nella sfera di cristallo che al restart andrai a sbattere."
Voce fuori campo: "DONNE! SI È SCHIANTATO L'ARROTINO!"
Tra una cosa e l'altra, Russell non aveva scontato la penalità in pitlane, quindi si è guadagnato un drive through, ma per il momento non poteva scontarlo perché la gara è stata redflaggata usando la scusa dell'asfalto non sicuro. Poi la pista è stata spazzata ed è arrivato il momento del restart...
...
...
...quindi le possibilità sono due, o è stata data una fake bandiera rossa per animare gli ultimi dieci giri di gara con tanto di standing start, oppure ripartire senza che la condizione di pericolo fosse stata risolta, ma who kers, quello che conta è che ci siano una manciata di giri a disposizione perché Hamilton possa superare Antonelli.
Hamilton: "Perché dovrei? Il vincitore riceve dal trofeo dal Principe, è meglio arrivare secondo ed essere premiato dalla Charlene. Sebby, se ci stai seguendo da casa saresti d'accordo con me, vero?"
Vettel: "Non osare intrattenerti con la Principessa senza di me!"
Prima di attivare alla Principessa, però, tante cose dovevano ancora succedere. Russell è andato a scontare la penalità, Gasly si è ritrovato terzo ma aveva ancora cinque secondi da scontare... e a quanto pare ne aveva altri cinque perché a fine gara ha scontato due penalità per eccesso di velocità in pitlane, seguiva Hadjar che aveva alcune investigazioni a proprio carico, destinate a concludersi senza conseguenze ma a essere valutate dopo la gara, quindi con buone probabilità di andare almeno a sbevazzare like a bos-... ah no, non beve.
Nel frattempo Hulkenberg ha tirato una sportellata a Sainz mandandolo a ritirarsi in una via di fuga e Perez è stato di nuovo messo sotto investigazione per essersi posizionato alla cazzum sulla griglia. Due volte in una sola gara?! Il problema, però, è che mentre tutti si prendevano a spintoni era riuscito a insinuarsi in decima piazza, ma poi è stato preso per le orecchie e retrocesso perdendo un prezioso risultato.
Terminata la gara, che stavo ormai seguendo sullo smartphone dalle 19,50 perché era meno ingombrante da tenere sul tavolo a cena, sono andata a leggere il risultato, che era testualmente:
1. Antonelli/ Mercedes, 2. Hamilton/ Ferrari, 3. Hadjar/ Redbull, 4. Piastri/ McLaren, 5. Lawson/ Racing Bulls, 6. Lindblad/ Racing Bulls, 7. Gasly/ Alpine, 8. Albon/ Williams, 9. Ocon/ Haas, 10. Alonso/ Aston Martin, 11. Bortoleto/ Audi, 12. Russell/ Mercedes, 13. Hulkenberg/ Audi, 14. Colapinto/ Alpine, 15. Perez/ Cadillac, 16. Sainz/ Williams, Rit. Leclerc/ Ferrari, Rit. Stroll/ Aston Martin, Rit. Norris/ McLaren, Rit. Bearman/ Haas, Rit. Bottas/ Cadillac, Rit. Verstappen/ Redbull.
Non so come sia stato possibile. Però avvisate tutti i vostri conoscenti a cui eventualmente dovesse essere caduta l'antenna della TV e non abbiano visto la gara: ALONSO HA CONQUISTATO UN PUNTO CON L'ASTON MARTIN!
Voce fuori campo: "Cra, cra, cra."
EDIT 12/06: a seguito del ricorso di Alpine le penalità di Gasly vengono cancellate e riprende il terzo posto. 4) Hadjar, 5) Piastri, 6) Lawson, 7) Lindblad.
Ovviamente ciò genera grandi polemiche in quanto penalità analoghe a quella di Gasly sono state scontate da altri piloti.
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venerdì 5 giugno 2026
Indycar 2026: #8 Gran Premio di Detroit
Ladies and gentlemen, benvenuti a Detroit, là dove correva la Formula 1 dei very uominy e a un certo punto i very uominy ci mancò poco che si rifiutassero di correre viste le pessime condizioni della pista. La gara di Indycar, che si è svolta domenica scorsa, 31 maggio, prevedeva un totale di cento giri.
I cento giri sono iniziati in maniera moooolto prevedibile, con Alex Palou (Ganassi) in testa alla gara... chi l'avrebbe mai detto! Dietro di lui c'erano Scott McLaughlin (Penske) e Will Power (Andretti) che tra parentesi è in là con gli anni abbastanza che era già nato all'epoca dei very uominy che non volevano correre a Detroit.
Dopo una breve parentesi dietro la safety car a causa di un incidente di Christian Rasmussen (Carpenter) al 10° giro quelli là davanti si sono scatenati, Power ha superato infatti McLaughlin e poi nonostante sia un V3KkYaCç10 è andato a prendersi anche Palou portandosi in testa.
A ridosso della prima sosta, Power è stato coinvolto in un duello con McLaughlin che è passato... e non solo, è passato davanti anche Christian Lundgaard (Arrow McLaren).
Plot twist al 42°! Contatto tra Kyffin Simpson (Ganassi) e Graham Rahal (Rahal) che ha mandato quest'ultimo in testacoda e nelle retrovie. Stavo per dare anche a lui del V3KkYaCç10, ma è nato nel 1989 e io sono del 1988. XD
Palou frattanto era in testa, secondo c'era Kyle Kirkwood (Andretti) mentre McLaughlin si è ritrovato in erza posizione. Più avanti Kirkwood era in testa ritardando la sosta, ma la sua posizione è stata messa a dura prova da un altro ingresso della safety car.
Era il 66° giro e abbiamo avuto un incidente tra Rinus Veekay (Juncos) e Santino Ferrucci (Foyt) che tra parentesi festeggiava il compleanno in race day. L'avrebbe festeggiato a pieni titoli all'82° quando la macchina l'avrebbe messo definitivamente a piedi, ma nevermind, dobbiamo occuparci del grande rimescolamento provocato dall'ingresso della SC quando piloti su diverse finestre di pitstop ma tutti(?) destinati a non fermarsi più si sono ritrovati allineati l'uno dietro l'altro.
In testa c'era il solito Palou. Secondo c'era Rossi a caso. Sorry what? Terzo c'era Schumacher a caso. Sorry what al quadrato? Quarto c'era Malukas a caso. Sorry what al cubo? A completare la top-5 c'era Rahal a caso. Sorry what all'ennesima potenza.
Poi è arrivato il restart: incidente tra Mick (Rahal) e David (Penske), nuovo ingresso della safety car, mentre Alexander Non Sono Valentino Rossi l'abbiamo "perso" per strada mi pare di capire a causa di una penalità(?).
A quel punto c'era ancora un colpo di scena a cui assistere: McLaughlin e Power sono venuti a contatto, Will è venuto a contatto ancora più forte contro le barriere ed è stato costretto al ritiro. Durante le interviste è stato sentito pronunciare un "fuck off" con un'espressione facciale molto simile a quella vintage sfoggiata in occasione del doppio dito medio rivolto alle telecamere.
Se diversamente da me e da Rahal siete giovani e non sapete di che cosa sto parlando correte a informarvi! A proposito di Rahal, da ultimo che era, nel frattempo si trovava terzo alla cazzum ed era destinato a rimanerci.
Poi al 90° un altro dramma: Romain Grosjean (Coyne) è stato colpito da dietro e ha finito la propria gara in una via di fuga.
Palou ha vinto precedendo Kirkwood, Rahal, Pato O'Ward (Arrow McLaren), Lundgaard, Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Louis Foster (Rahal), Marcus Ericsson (Andretti), Simpson, Josef Newgarden (Penske), Marcus Armstrong (Meyer Shank), Veekay, Dennis Hauger (Coyne), Sting Ray Robb (Juncos), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Caio Collet (Foyt), Rossi, Malukas e McLaughlin.
I cento giri sono iniziati in maniera moooolto prevedibile, con Alex Palou (Ganassi) in testa alla gara... chi l'avrebbe mai detto! Dietro di lui c'erano Scott McLaughlin (Penske) e Will Power (Andretti) che tra parentesi è in là con gli anni abbastanza che era già nato all'epoca dei very uominy che non volevano correre a Detroit.
Dopo una breve parentesi dietro la safety car a causa di un incidente di Christian Rasmussen (Carpenter) al 10° giro quelli là davanti si sono scatenati, Power ha superato infatti McLaughlin e poi nonostante sia un V3KkYaCç10 è andato a prendersi anche Palou portandosi in testa.
A ridosso della prima sosta, Power è stato coinvolto in un duello con McLaughlin che è passato... e non solo, è passato davanti anche Christian Lundgaard (Arrow McLaren).
Plot twist al 42°! Contatto tra Kyffin Simpson (Ganassi) e Graham Rahal (Rahal) che ha mandato quest'ultimo in testacoda e nelle retrovie. Stavo per dare anche a lui del V3KkYaCç10, ma è nato nel 1989 e io sono del 1988. XD
Palou frattanto era in testa, secondo c'era Kyle Kirkwood (Andretti) mentre McLaughlin si è ritrovato in erza posizione. Più avanti Kirkwood era in testa ritardando la sosta, ma la sua posizione è stata messa a dura prova da un altro ingresso della safety car.
Era il 66° giro e abbiamo avuto un incidente tra Rinus Veekay (Juncos) e Santino Ferrucci (Foyt) che tra parentesi festeggiava il compleanno in race day. L'avrebbe festeggiato a pieni titoli all'82° quando la macchina l'avrebbe messo definitivamente a piedi, ma nevermind, dobbiamo occuparci del grande rimescolamento provocato dall'ingresso della SC quando piloti su diverse finestre di pitstop ma tutti(?) destinati a non fermarsi più si sono ritrovati allineati l'uno dietro l'altro.
In testa c'era il solito Palou. Secondo c'era Rossi a caso. Sorry what? Terzo c'era Schumacher a caso. Sorry what al quadrato? Quarto c'era Malukas a caso. Sorry what al cubo? A completare la top-5 c'era Rahal a caso. Sorry what all'ennesima potenza.
Poi è arrivato il restart: incidente tra Mick (Rahal) e David (Penske), nuovo ingresso della safety car, mentre Alexander Non Sono Valentino Rossi l'abbiamo "perso" per strada mi pare di capire a causa di una penalità(?).
A quel punto c'era ancora un colpo di scena a cui assistere: McLaughlin e Power sono venuti a contatto, Will è venuto a contatto ancora più forte contro le barriere ed è stato costretto al ritiro. Durante le interviste è stato sentito pronunciare un "fuck off" con un'espressione facciale molto simile a quella vintage sfoggiata in occasione del doppio dito medio rivolto alle telecamere.
Se diversamente da me e da Rahal siete giovani e non sapete di che cosa sto parlando correte a informarvi! A proposito di Rahal, da ultimo che era, nel frattempo si trovava terzo alla cazzum ed era destinato a rimanerci.
Poi al 90° un altro dramma: Romain Grosjean (Coyne) è stato colpito da dietro e ha finito la propria gara in una via di fuga.
Palou ha vinto precedendo Kirkwood, Rahal, Pato O'Ward (Arrow McLaren), Lundgaard, Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Louis Foster (Rahal), Marcus Ericsson (Andretti), Simpson, Josef Newgarden (Penske), Marcus Armstrong (Meyer Shank), Veekay, Dennis Hauger (Coyne), Sting Ray Robb (Juncos), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Caio Collet (Foyt), Rossi, Malukas e McLaughlin.
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Indycar anni 2020
giovedì 4 giugno 2026
mercoledì 3 giugno 2026
martedì 2 giugno 2026
venerdì 29 maggio 2026
Formula 1 2026: #5 Commento al Gran Premio del Canada
A Montreal quest'anno si corre in maggio, prima di Montecarlo, prima della Spagna. Il weekend è quello del 24 maggio, lo stesso della 500 miglia di Indianapolis, quindi gli incastri in termini di SoVrApPoSiZiOn3 non sono proprio il massimo, ma nevermind, collochiamoci sulle 18.00 di sabato, quando partiva la gara sprint, che mi sono precipitata a vedere dopo avere portato la spesa a mia nonna sperando che nel frattempo non chiudessero la strada dalla quale di lì a poco dovevano passare i carri del carnevale notturno.
George Russell scattava dalla pole position precedendo l'altra Mercedes di Kimi Antonelli, le McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, la Ferrari di Lewis Hamilton, le Redbull di Max Verstappen e Isack Hadjar, l'altra Ferrari di Charles Leclerc, la Racing Bulls di Arvid Lindblad e l'Alpine di Franco Colapinto a completare la top-ten. Fermatevi per un attimo a immaginarvi gli argentini che urlano e strepitano, poi andiamo decisamente lontano dal podio, con l'Audi di Nico Hulkenberg in undicesima piazza, a precedere la Racing Bulls di Liam Lawson, l'Audi di Gabriel Bortoleto, l'Alpine di Piere Gasly, la Williams di Carlos Sainz e la Haas di Oliver Bearman che batte sempre quello skarsohhhh del suo compagno di squadra Esteban Ocon che tuttihhhh vorrebberohhhh a piedihhhh - mi sfugge cos'abbia fatto di male questo povero disgraziato da essere detestato da ogni possibile tifoseria (se ricordo bene avrebbe avuto un incidente con Colapinto diversi mesi fa, il che spiegherebbe perché sia detestato dalla tifoseria che fa più caciara). In questa sprint qualifying è stato il primo degli esclusi nella prima manche, precedendo un Alexander Albon la cui Williams era uscita piuttosto malconcia da uno schianto contro il muro a seguito dello schianto contro una marmotta nelle prove libere dopodiché gli habitué di Aston Martin e Cadillac in formazione alternata, Fernando Alonso, Sergio Perez, Lance Stroll e Valtteri Bottas, anche se Stroll sarebbe partito dalla pitlane(?).
La gara sprint ha visto Antonelli grande protagonista, non esattamente in positivo. È svettato in quattro specifiche occasioni: 1) quando duellando con Russell è finito per prati ed è dovuto rimanere in seconda piazza, inveendo via radio, 2) quando duellando nuovamente con Russell ha perso la seconda piazza a vantaggio di Norris che si è infilato a sandwich tra i due e vi è rimasto lungamente, 3) quando Toto Wolff gli ha detto che se non la piantava di lamentarsi alla radio poi lo mandava in punizione dietro la lavagna, 4) quando duellando con Norris ha messo nuovamente le ruote sull'erba rischiando di perdere la posizione da...
...
...
...da nessuno a dire il vero, perché Hamilton era già lontano e, dopo essersi messo dietro Piastri nelle fasi iniziali della sprint, all'ultimo giro è stato superato in un colpo solo sia da costui sia da Leclerc senza che qualcuno se ne preoccupasse davvero perché eravamo tutti concentrati su Russell.
La telecronaca è stata così strutturata: 1) "Russell vs Antonelli, ci sarà sicuramente da discutere", 2) "chissà come mai Norris non tenta l'attacco su Russell, non deve esserci alcuna correlazione con il fatto che ha attaccato al fondoschiena Antonelli e sono tutti in trenino", 3) "Norris è il campione del mondo in carica ma nessuno se ne ricorda, sia mai che io sono il telecronista e dovrei essere io a menzionare il fatto se ritengo che non vi si dia peso", 4) "non ci sono i duellihhhh e i sorpassihhhh e in particolare Leclerc non sembra potere fare alcunché per farmi saltare sulla sedia - certe professioni di un tempo tipo quella di arrotino stanno sparendo".
Tra una cosa e l'altra la macchina di Hadjar si è ammutolita ma si è spenta del tutto solo dopo il rientro ai box, diversi piloti delle retrovie andavano ai box per provare le gomme soft dato che fino a quel momento c'era stata solo una sessione di prove libere e non ce ne sarebbero state altre, tra una cosa e l'altra Perez è risalito fino all'undicesima piazza ma poi l'ha persa per una penalità a seguito di un contatto con Lawson. Anche Hulkenberg ha perso una posizione per penalità, un bel "leaving the track and gaining advantage" che rievocava i bei vecchi tempi del suo ex compagno di squadra Kevin Magnussen quando stava alla Haas.
A dire il vero ho anche qualche dubbio su Hadjar, perché diversamente da Alonso che è andato a parcheggiare ai box risulta avere percorso quasi tutti i giri totali, forse non ci siamo accorti che fosse tornato in pista perché troppo impegnati a fare considerazioni sul fatto che nessuno si ricorda che Norris abbia vinto il mondiale. Nessuno si ricorda neanche dell'uomo che gareggiava controhhhh la macchinahhhh a dire il vero, perché Verstappen fa maggiormente notizia perché in qualità di verohhhh uomohhhh è andato a correre la 24 Ore del Nurburgring, con conseguenti critiche al resto della griglia che non l'ha fatto, perché sia mai che già fanno ventiquattro gran premi all'anno e che ci lamentiamo ogni tre per due che le gare sono troppe, hanno l'obbligo di disputarne altrettante.
In ultima sintesi il risultato della sprint è stato: Russell, Norris, Antonelli, Piastri, Leclerc, Hamilton, Verstappen e Lindblad in zona punti, a seguire Colapinto, Sainz, Lawson, Bortoleto, Ocon, Perez, Hulkenberg, Stroll, Bottas, Bearman, Albon, Gasly, Hadjar.
Alle 22.00 c'erano le qualifiche in diretta TV8, ma avendo accompagnato mia madre a fare un giro al carnevale notturno non ero davanti alla televisione. Ho comunque adottato una strategia di un certo livello: seguire gli update su Xwitter e poi, gli ultimi minuti di ciascuna manche, andare a vederli sul sito di TV8. Segnalo come quest'ultimo alla pagina del livestreaming anziché indicare come programma le qualifiche del GP del Canada segnalava Masterchef. Questa cosa del lasciare cucinare Vasseur sta assumendo confini inquietanti!
Dopo avere sandbaggato come se non ci fosse un domani, la Mercedes ha conquistato la prima fila con Russell e Antonelli, a seguire Norris, Piastri, Hamilton, Leclerc, Verstappen, Hadjar, Lindblad, Sainz, Bortoleto, Colapinto, Ocon, Alonso, Perez, Stroll destinato a partire in pitlane, Lawson, infine Bearman, Gasly, Bottas e Albon a loro volta destinati alla partenza dalla pitlane.
C'era una pioggia lieve(?), mentre a Indianapolis la gara non era ancora finita. Una volta che fosse accaduto, Felix Rosenqvist l'avrebbe vinta. A Montreal i McLaren Bros si apprestavano a partire sulle gomme intermedie, come diversi piloti delle retrovie. Tutti gli altri partivano sulle slick.
C'erano 70 giri da percorrere, ma la macchina di Lindblad si è ammutolita. Aborted start e i giri sono rimasti 69. Quando le vetture sono arrivate dopo il secondo giro di formazione, la Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh ancora non era stata spostata del tutto, altro aborted start. Dopo il terzo giro di formazione, con soli 68 giri da percorrere, le vetture sono finalmente partite, con Norris che si è portato in testa.
Box McLaren: "Come mai sei partito così forte?"
LN: "Perché ho avuto una visione terribile in cui mi dicevate che dovevo rientrare a mettere le slick perché abbiamo montato gomme alla cazzum."
Box McLaren: "È la stessa cosa che abbiamo detto a Piastri infatti e ora lo diciamo anche a te."
I due sarebbero rientrati subito dopo, Norris ritrovandosi neanche lontanissimo da una possibile top-ten, Piastri più indietro. Questo poi avrebbe avuto un incidente con Albon, mentre Norris sarebbe stato chiamato per una seconda sosta.
Le Mercedes erano 1/2, ma su questo ci torneremo, mentre Hamilton che era inseguito da Verstappen nelle primissime fasi sarebbe stato superato da questo che quindi sarebbe risalito al terzo posto. Sia loro sia i rispettivi compagni di squadra a quel punto sarebbero stati messi da parte con la promessa di potere tornare in scena in un secondo momento.
Veniamo al duo Mercedes. Dopo la partenza, Antonelli era davanti a Russell. Poi hanno duellato, è passato davanti Russell. Poi Antonelli si è rifatto vivo, ha alzato della ghiaia e ha dovuto cedere la posizione. Poi Russell ha fatto un errore e Antonelli è passato davanti. Poi è tornato davanti Russell. E così via.
Poi Nico Rosberg che guardava la gara da casa ha sicuramente avuto un deja-vu. L'avrebbe avuto anche Hamilton, se fosse stato a casa invece di disputare la gara. Essenzialmente mi sembrava di guardare il GP del Bahrein 2014. Poi il segnale è saltato per un paio di minuti. Dal soggiorno in cui ero mi sono diretta in cucina perché la televisione è più nuova e prende i canali anche quando il segnale è basso, quindi c'erano più speranze che TV8 si vedesse. Mi sono ritrovata con Russell fermo che stava lanciando il poggiatesta ed elencando tutti i santi del calendario (31° giro) accanto a epiteti non propriamente eleganti. Ho pensato male, anzi malissimo. E invece no, la macchina aveva semplicemente detto basta, un po' come se fosse stata l'Aston Martin di Alonso, che infatti figurava ritirato.
Virtual, safety car, soste, fucsiahhhh di Hamilton che si avvicinava a Verstappen a parole ma in realtà era ancora a debita distanza, Hadjar e Leclerc che lottavano furiosamente per il quarto posto, con Leclerc che poi avrebbe ultimato il sorpasso, il tutto mentre la macchina di Norris si spegneva in una via di fuga con breve virtual safety car.
AKA: "Driiiiinnnn."
Box Mercedes: "Cosa succede, bimbo?"
AKA: "Ho visto due doppiati che, invece di farmi passare, battagliavano come se non ci fosse un domani. A quel punto tutto è diventato rosa e non ho capito perché."
Box Mercedes: "Stai tranquillo, erano solo i Perocon, adesso sono innocui, anche se in passato erano due pericolosi kriminalihhhh che, quando tu eri ancora un bambino piccolo, correvano per la Force India spalmandosi l'uno contro l'altro ogni tre per due, invece di fare cose più sagge, tipo comprare quantità industriali di arance da portare al loro titolare nel caso fosse finito in galera."
Poi Perez ha rotto una sospensione, così di botto, e prima di vedere il replay il Vanz ha insinuato così sulla fiducia che potesse avere avuto un incidente con Ocon. Nel frattempo Hadjar collezionava penalità e investigazioni e poi abbiamo aiuto una virtual safety car perché...
...
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...non preoccupiamoci del perché, ma piuttosto del fatto che un commissario abbia fatto mosse acrobatiche per rimuovere un detrito (quindi sappiamo anche il perché). Leclerc ha fatto un traverso e, nonostante avessi l'audio basso e fossi in cucina, ho temuto che le urla potessero svegliare mia madre che dormiva nella sua camera da letto.
Poi, a quel punto, Hamilton si è davvero avvicinato a Verstappen, tanto che a cinque giri dalla fine l'ha anche superato, ritrovandoselo negli scarichi fino alla bandiera a scacchi, ma who kers, fate entrare gli argentini, perché il loro idolohhhh avrebbe chiuso in zona punti anche se fosse ancora in vigore il punteggio pre-2003!
George Russell scattava dalla pole position precedendo l'altra Mercedes di Kimi Antonelli, le McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri, la Ferrari di Lewis Hamilton, le Redbull di Max Verstappen e Isack Hadjar, l'altra Ferrari di Charles Leclerc, la Racing Bulls di Arvid Lindblad e l'Alpine di Franco Colapinto a completare la top-ten. Fermatevi per un attimo a immaginarvi gli argentini che urlano e strepitano, poi andiamo decisamente lontano dal podio, con l'Audi di Nico Hulkenberg in undicesima piazza, a precedere la Racing Bulls di Liam Lawson, l'Audi di Gabriel Bortoleto, l'Alpine di Piere Gasly, la Williams di Carlos Sainz e la Haas di Oliver Bearman che batte sempre quello skarsohhhh del suo compagno di squadra Esteban Ocon che tuttihhhh vorrebberohhhh a piedihhhh - mi sfugge cos'abbia fatto di male questo povero disgraziato da essere detestato da ogni possibile tifoseria (se ricordo bene avrebbe avuto un incidente con Colapinto diversi mesi fa, il che spiegherebbe perché sia detestato dalla tifoseria che fa più caciara). In questa sprint qualifying è stato il primo degli esclusi nella prima manche, precedendo un Alexander Albon la cui Williams era uscita piuttosto malconcia da uno schianto contro il muro a seguito dello schianto contro una marmotta nelle prove libere dopodiché gli habitué di Aston Martin e Cadillac in formazione alternata, Fernando Alonso, Sergio Perez, Lance Stroll e Valtteri Bottas, anche se Stroll sarebbe partito dalla pitlane(?).
La gara sprint ha visto Antonelli grande protagonista, non esattamente in positivo. È svettato in quattro specifiche occasioni: 1) quando duellando con Russell è finito per prati ed è dovuto rimanere in seconda piazza, inveendo via radio, 2) quando duellando nuovamente con Russell ha perso la seconda piazza a vantaggio di Norris che si è infilato a sandwich tra i due e vi è rimasto lungamente, 3) quando Toto Wolff gli ha detto che se non la piantava di lamentarsi alla radio poi lo mandava in punizione dietro la lavagna, 4) quando duellando con Norris ha messo nuovamente le ruote sull'erba rischiando di perdere la posizione da...
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...da nessuno a dire il vero, perché Hamilton era già lontano e, dopo essersi messo dietro Piastri nelle fasi iniziali della sprint, all'ultimo giro è stato superato in un colpo solo sia da costui sia da Leclerc senza che qualcuno se ne preoccupasse davvero perché eravamo tutti concentrati su Russell.
La telecronaca è stata così strutturata: 1) "Russell vs Antonelli, ci sarà sicuramente da discutere", 2) "chissà come mai Norris non tenta l'attacco su Russell, non deve esserci alcuna correlazione con il fatto che ha attaccato al fondoschiena Antonelli e sono tutti in trenino", 3) "Norris è il campione del mondo in carica ma nessuno se ne ricorda, sia mai che io sono il telecronista e dovrei essere io a menzionare il fatto se ritengo che non vi si dia peso", 4) "non ci sono i duellihhhh e i sorpassihhhh e in particolare Leclerc non sembra potere fare alcunché per farmi saltare sulla sedia - certe professioni di un tempo tipo quella di arrotino stanno sparendo".
Tra una cosa e l'altra la macchina di Hadjar si è ammutolita ma si è spenta del tutto solo dopo il rientro ai box, diversi piloti delle retrovie andavano ai box per provare le gomme soft dato che fino a quel momento c'era stata solo una sessione di prove libere e non ce ne sarebbero state altre, tra una cosa e l'altra Perez è risalito fino all'undicesima piazza ma poi l'ha persa per una penalità a seguito di un contatto con Lawson. Anche Hulkenberg ha perso una posizione per penalità, un bel "leaving the track and gaining advantage" che rievocava i bei vecchi tempi del suo ex compagno di squadra Kevin Magnussen quando stava alla Haas.
A dire il vero ho anche qualche dubbio su Hadjar, perché diversamente da Alonso che è andato a parcheggiare ai box risulta avere percorso quasi tutti i giri totali, forse non ci siamo accorti che fosse tornato in pista perché troppo impegnati a fare considerazioni sul fatto che nessuno si ricorda che Norris abbia vinto il mondiale. Nessuno si ricorda neanche dell'uomo che gareggiava controhhhh la macchinahhhh a dire il vero, perché Verstappen fa maggiormente notizia perché in qualità di verohhhh uomohhhh è andato a correre la 24 Ore del Nurburgring, con conseguenti critiche al resto della griglia che non l'ha fatto, perché sia mai che già fanno ventiquattro gran premi all'anno e che ci lamentiamo ogni tre per due che le gare sono troppe, hanno l'obbligo di disputarne altrettante.
In ultima sintesi il risultato della sprint è stato: Russell, Norris, Antonelli, Piastri, Leclerc, Hamilton, Verstappen e Lindblad in zona punti, a seguire Colapinto, Sainz, Lawson, Bortoleto, Ocon, Perez, Hulkenberg, Stroll, Bottas, Bearman, Albon, Gasly, Hadjar.
Alle 22.00 c'erano le qualifiche in diretta TV8, ma avendo accompagnato mia madre a fare un giro al carnevale notturno non ero davanti alla televisione. Ho comunque adottato una strategia di un certo livello: seguire gli update su Xwitter e poi, gli ultimi minuti di ciascuna manche, andare a vederli sul sito di TV8. Segnalo come quest'ultimo alla pagina del livestreaming anziché indicare come programma le qualifiche del GP del Canada segnalava Masterchef. Questa cosa del lasciare cucinare Vasseur sta assumendo confini inquietanti!
Dopo avere sandbaggato come se non ci fosse un domani, la Mercedes ha conquistato la prima fila con Russell e Antonelli, a seguire Norris, Piastri, Hamilton, Leclerc, Verstappen, Hadjar, Lindblad, Sainz, Bortoleto, Colapinto, Ocon, Alonso, Perez, Stroll destinato a partire in pitlane, Lawson, infine Bearman, Gasly, Bottas e Albon a loro volta destinati alla partenza dalla pitlane.
C'era una pioggia lieve(?), mentre a Indianapolis la gara non era ancora finita. Una volta che fosse accaduto, Felix Rosenqvist l'avrebbe vinta. A Montreal i McLaren Bros si apprestavano a partire sulle gomme intermedie, come diversi piloti delle retrovie. Tutti gli altri partivano sulle slick.
C'erano 70 giri da percorrere, ma la macchina di Lindblad si è ammutolita. Aborted start e i giri sono rimasti 69. Quando le vetture sono arrivate dopo il secondo giro di formazione, la Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh ancora non era stata spostata del tutto, altro aborted start. Dopo il terzo giro di formazione, con soli 68 giri da percorrere, le vetture sono finalmente partite, con Norris che si è portato in testa.
Box McLaren: "Come mai sei partito così forte?"
LN: "Perché ho avuto una visione terribile in cui mi dicevate che dovevo rientrare a mettere le slick perché abbiamo montato gomme alla cazzum."
Box McLaren: "È la stessa cosa che abbiamo detto a Piastri infatti e ora lo diciamo anche a te."
I due sarebbero rientrati subito dopo, Norris ritrovandosi neanche lontanissimo da una possibile top-ten, Piastri più indietro. Questo poi avrebbe avuto un incidente con Albon, mentre Norris sarebbe stato chiamato per una seconda sosta.
Le Mercedes erano 1/2, ma su questo ci torneremo, mentre Hamilton che era inseguito da Verstappen nelle primissime fasi sarebbe stato superato da questo che quindi sarebbe risalito al terzo posto. Sia loro sia i rispettivi compagni di squadra a quel punto sarebbero stati messi da parte con la promessa di potere tornare in scena in un secondo momento.
Veniamo al duo Mercedes. Dopo la partenza, Antonelli era davanti a Russell. Poi hanno duellato, è passato davanti Russell. Poi Antonelli si è rifatto vivo, ha alzato della ghiaia e ha dovuto cedere la posizione. Poi Russell ha fatto un errore e Antonelli è passato davanti. Poi è tornato davanti Russell. E così via.
Poi Nico Rosberg che guardava la gara da casa ha sicuramente avuto un deja-vu. L'avrebbe avuto anche Hamilton, se fosse stato a casa invece di disputare la gara. Essenzialmente mi sembrava di guardare il GP del Bahrein 2014. Poi il segnale è saltato per un paio di minuti. Dal soggiorno in cui ero mi sono diretta in cucina perché la televisione è più nuova e prende i canali anche quando il segnale è basso, quindi c'erano più speranze che TV8 si vedesse. Mi sono ritrovata con Russell fermo che stava lanciando il poggiatesta ed elencando tutti i santi del calendario (31° giro) accanto a epiteti non propriamente eleganti. Ho pensato male, anzi malissimo. E invece no, la macchina aveva semplicemente detto basta, un po' come se fosse stata l'Aston Martin di Alonso, che infatti figurava ritirato.
Virtual, safety car, soste, fucsiahhhh di Hamilton che si avvicinava a Verstappen a parole ma in realtà era ancora a debita distanza, Hadjar e Leclerc che lottavano furiosamente per il quarto posto, con Leclerc che poi avrebbe ultimato il sorpasso, il tutto mentre la macchina di Norris si spegneva in una via di fuga con breve virtual safety car.
AKA: "Driiiiinnnn."
Box Mercedes: "Cosa succede, bimbo?"
AKA: "Ho visto due doppiati che, invece di farmi passare, battagliavano come se non ci fosse un domani. A quel punto tutto è diventato rosa e non ho capito perché."
Box Mercedes: "Stai tranquillo, erano solo i Perocon, adesso sono innocui, anche se in passato erano due pericolosi kriminalihhhh che, quando tu eri ancora un bambino piccolo, correvano per la Force India spalmandosi l'uno contro l'altro ogni tre per due, invece di fare cose più sagge, tipo comprare quantità industriali di arance da portare al loro titolare nel caso fosse finito in galera."
Poi Perez ha rotto una sospensione, così di botto, e prima di vedere il replay il Vanz ha insinuato così sulla fiducia che potesse avere avuto un incidente con Ocon. Nel frattempo Hadjar collezionava penalità e investigazioni e poi abbiamo aiuto una virtual safety car perché...
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...non preoccupiamoci del perché, ma piuttosto del fatto che un commissario abbia fatto mosse acrobatiche per rimuovere un detrito (quindi sappiamo anche il perché). Leclerc ha fatto un traverso e, nonostante avessi l'audio basso e fossi in cucina, ho temuto che le urla potessero svegliare mia madre che dormiva nella sua camera da letto.
Poi, a quel punto, Hamilton si è davvero avvicinato a Verstappen, tanto che a cinque giri dalla fine l'ha anche superato, ritrovandoselo negli scarichi fino alla bandiera a scacchi, ma who kers, fate entrare gli argentini, perché il loro idolohhhh avrebbe chiuso in zona punti anche se fosse ancora in vigore il punteggio pre-2003!
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giovedì 28 maggio 2026
GP Montecarlo 2006: Schumacher alla Rascasse, Raikkonen sullo yacht, Coulthard sul podio travestito da Superman
Non sono certa di credere nell'esistenza del destino, ma se esiste deve avere stabilito a priori che dovevo essere un'appassionata di automobilismo. Basti pensare che dovevo nascere di lunedì, con il taglio cesareo già programmato, ma questo ha dovuto essere anticipato d'urgenza al giorno presente. Così ho visto la luce nel Memorial Sunday e sono nata in un giorno in cui la 500 miglia di Indianapolis si sovrapponeva con il GP del Messico.
Vari momenti della mia vita sono stati scanditi da fatti rimasti scolpiti nella storia del motorsport e nei due giorni che hanno preceduto la mia maggiore età sono capitati tre accadimenti di cui ancora si parla. Basti pensare che il 27 maggio 2006, mio penultimo giorno da minorenne, Michael Schumacher si è fermato alla Rascasse mentre Fernando Alonso stava ancora effettuando l'ultimo tentativo di qualifica. In linea teorica aveva il miglior tempo, ma si è procacciato la cancellazione dei tempi registrati ed è stato retrocesso ultimo, peraltro in buona compagnia dato che Felipe Massa con l'altra Ferrari era penultimo.
Alonso è stato promosso poleman, davanti alla Williams di Mark Webber, alle McLaren di Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya, alla Honda di Rubens Barrichello, alla Toyota di Jarno Trulli, alla Redbull di David Coulthard, alla Williams di Nico Rosberg e alla Renault del compagno di squadra Giancarlo Fisichella, ultimo qualificato nel Q3.
La prima parte dei 78 giri previsti, il 28 maggio, mio ultimo giorno da minorenne, è stata abbastanza tranquilla, con Alonso leader davanti a Raikkonen, Webber e Montoya. Per il pilota della Williams soprattutto si stava prospettando una gara interessante ma a metà inoltrata tutto è finito in una nuvola di fumo.
Non è stato il solo a fare quella fine. Poco dopo, mentre la gara era in regime di safety car, anche la McLaren di Raikkonen si è esibita in una sfumazzata piuttosto chiara. Non era niente di accezionale, l'affidabilità della McLaren non è che fosse proprio proverbiale, ma la reazione di Kimi era invece destinata a passare alla storia. Con tanto di tuta e casco si è incamminato verso il proprio yacht, laddove è stato successivamente inquadrato. A vent'anni di distanza questa viene considerata una scena iconica, spesso slegata all'evento in sé. Per cado qualcuno di voi di recente ha mai pensato: "è stato il giorno successivo alla faccenda di Schumacher alla Rascasse"? Probabilmente no e immagino che non lo colleghiate nemmeno all'altro fatto entrato nella storia della Formula 1 quel fine settimana.
Il 28 maggio 2006, infatti, è accaduto qualcosa che all'epoca era una nota stylish, mentre al giorno d'oggi può essere considerata qualcosa di epocale.
Mentre la Williams perdeva per strada anche Rosberg a causa di un incidente - chissà se Mazzoni l'aveva appena definito specialista dei circuiti cittadini, forse non ancora - sembrava ormai chiaro che la terza piazza fosse alla portata di un outsider, mentre secondo era stabilmente Montoya. Quell'outsider non era Barrichello che da terzo che era ha dovuto scontare un drive through.
Poteva essere Trulli, ma ha avuto un guasto. Allora, con una livrea ispirata al film "Superman returns" per questioni promozionali, film che poi guardai solo ed esclusivamente perché lo collegavo a questo fatto, in terza posizione si è ritrovata la Redbull di David Coulthard... e più tardi, tanti di noi, vedendolo sul podio con il mantello da Superman, ci siamo detti: "una Redbull sul podio, una cosa del genere potrebbe non succedere mai più". E invece di lì a pochi anni hanno iniziato a collezionare titoli mondiali.
Barrichello frattanto era quarto, inseguito da un famelico Michael Schumacher destinato a chiudere quinto una lunga rimonta, con Fisichella dietro di sé - i due lasciati sdoppiare da Alonso per togliersi da ogni possibile impiccio.
Nick Heidfeld su BMW Sauber si è classificato settimo, mentre Ralf Schumacher su Toyota si è procacciato l'ultimo punto, tenendosi dietro Massa.
Bonus: il 28 maggio 2006 è stato un giorno che avrebbe potuto essere epocale anche dall'altro lato dell'oceano. Michael Andretti, che all'epoca aveva 43 anni, era in testa a pochi giri dalla fine della Indy 500 e inseguiva la possibilità di spezzare la "maledizione" secondo cui nessun pilota membro della famiglia Andretti vincerà mai più a Indianapolis.
Poco più tardi, però, una vettura palesemente più veloce l'ha sopravanzato. Fine dei sogni? No, non per ora. Suo figlio Marco, all'epoca di appena 19 anni, ha preso la testa della gara e si è involato verso quella che poteva essere una vittoria storica. Non è così che doveva andare, Sam Hornish jr procedeva verso di loro con una velocità superiore. Ha preso il secondo posto e nel corso dell'ultimo giro, si è preso anche la leadership e poi la vittoria, rimandando la fine della maledizione al giorno del mai.
Vari momenti della mia vita sono stati scanditi da fatti rimasti scolpiti nella storia del motorsport e nei due giorni che hanno preceduto la mia maggiore età sono capitati tre accadimenti di cui ancora si parla. Basti pensare che il 27 maggio 2006, mio penultimo giorno da minorenne, Michael Schumacher si è fermato alla Rascasse mentre Fernando Alonso stava ancora effettuando l'ultimo tentativo di qualifica. In linea teorica aveva il miglior tempo, ma si è procacciato la cancellazione dei tempi registrati ed è stato retrocesso ultimo, peraltro in buona compagnia dato che Felipe Massa con l'altra Ferrari era penultimo.
Alonso è stato promosso poleman, davanti alla Williams di Mark Webber, alle McLaren di Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya, alla Honda di Rubens Barrichello, alla Toyota di Jarno Trulli, alla Redbull di David Coulthard, alla Williams di Nico Rosberg e alla Renault del compagno di squadra Giancarlo Fisichella, ultimo qualificato nel Q3.
La prima parte dei 78 giri previsti, il 28 maggio, mio ultimo giorno da minorenne, è stata abbastanza tranquilla, con Alonso leader davanti a Raikkonen, Webber e Montoya. Per il pilota della Williams soprattutto si stava prospettando una gara interessante ma a metà inoltrata tutto è finito in una nuvola di fumo.
Non è stato il solo a fare quella fine. Poco dopo, mentre la gara era in regime di safety car, anche la McLaren di Raikkonen si è esibita in una sfumazzata piuttosto chiara. Non era niente di accezionale, l'affidabilità della McLaren non è che fosse proprio proverbiale, ma la reazione di Kimi era invece destinata a passare alla storia. Con tanto di tuta e casco si è incamminato verso il proprio yacht, laddove è stato successivamente inquadrato. A vent'anni di distanza questa viene considerata una scena iconica, spesso slegata all'evento in sé. Per cado qualcuno di voi di recente ha mai pensato: "è stato il giorno successivo alla faccenda di Schumacher alla Rascasse"? Probabilmente no e immagino che non lo colleghiate nemmeno all'altro fatto entrato nella storia della Formula 1 quel fine settimana.
Il 28 maggio 2006, infatti, è accaduto qualcosa che all'epoca era una nota stylish, mentre al giorno d'oggi può essere considerata qualcosa di epocale.
Mentre la Williams perdeva per strada anche Rosberg a causa di un incidente - chissà se Mazzoni l'aveva appena definito specialista dei circuiti cittadini, forse non ancora - sembrava ormai chiaro che la terza piazza fosse alla portata di un outsider, mentre secondo era stabilmente Montoya. Quell'outsider non era Barrichello che da terzo che era ha dovuto scontare un drive through.
Poteva essere Trulli, ma ha avuto un guasto. Allora, con una livrea ispirata al film "Superman returns" per questioni promozionali, film che poi guardai solo ed esclusivamente perché lo collegavo a questo fatto, in terza posizione si è ritrovata la Redbull di David Coulthard... e più tardi, tanti di noi, vedendolo sul podio con il mantello da Superman, ci siamo detti: "una Redbull sul podio, una cosa del genere potrebbe non succedere mai più". E invece di lì a pochi anni hanno iniziato a collezionare titoli mondiali.
Barrichello frattanto era quarto, inseguito da un famelico Michael Schumacher destinato a chiudere quinto una lunga rimonta, con Fisichella dietro di sé - i due lasciati sdoppiare da Alonso per togliersi da ogni possibile impiccio.
Nick Heidfeld su BMW Sauber si è classificato settimo, mentre Ralf Schumacher su Toyota si è procacciato l'ultimo punto, tenendosi dietro Massa.
Bonus: il 28 maggio 2006 è stato un giorno che avrebbe potuto essere epocale anche dall'altro lato dell'oceano. Michael Andretti, che all'epoca aveva 43 anni, era in testa a pochi giri dalla fine della Indy 500 e inseguiva la possibilità di spezzare la "maledizione" secondo cui nessun pilota membro della famiglia Andretti vincerà mai più a Indianapolis.
Poco più tardi, però, una vettura palesemente più veloce l'ha sopravanzato. Fine dei sogni? No, non per ora. Suo figlio Marco, all'epoca di appena 19 anni, ha preso la testa della gara e si è involato verso quella che poteva essere una vittoria storica. Non è così che doveva andare, Sam Hornish jr procedeva verso di loro con una velocità superiore. Ha preso il secondo posto e nel corso dell'ultimo giro, si è preso anche la leadership e poi la vittoria, rimandando la fine della maledizione al giorno del mai.
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martedì 26 maggio 2026
Formula 2 2026: cenni su Miami e sul Canada
La Formula 2 è reduce da due appuntamenti americani, Miami e Montreal. Abbiamo un pilota italiano in testa alla classifica, si tratta di Gabriele Minì, vincitore della feature race di Miami, fine settimana che si era aperto con la vittoria di Nikola Tsolov nella gara sprint. Laurens Van Hoepen e Alex Dunne hanno completato il podio al sabato, mentre Dino Beganovic e Rafael Camara si sono classificati 2/3 in quella domenicale. Noel Leon, l'unico pilota palindromo, ha chiuso la feature al quarto posto, precedendo Kush Maini, Ritomo Miyata, Mari Boya, Colton Herta, Sebastian Montoya e Joshua Durksen.
La sprint canadese si è conclusa con una vittoria di Leon, Minì secondo classificato e Martinius Stenshorme sul gradino più basso del podio. Quest'ultimo ha anche conquistato la vittoria nella feature race, con Dunne secondo e Minì nuovamente a podio stavolta in terza posizione. Montoyino si è classificato quarto...
...
...
...e adesso sederevi, fate un respiro profondo e preparatevi moralmente a un fatto che fino a pochi giorni fa sarebbe sembrato impossibile: Cian Shields si è classificato in quinta piazza, conquistando i suoi primi punti nella categoria.
Nico Varrone ha chiuso sesto, mentre Herta settimo eguagliando il suo miglior risultato stagionale. Boya, Maini e Leon hanno concluso la zona punti.
La sprint canadese si è conclusa con una vittoria di Leon, Minì secondo classificato e Martinius Stenshorme sul gradino più basso del podio. Quest'ultimo ha anche conquistato la vittoria nella feature race, con Dunne secondo e Minì nuovamente a podio stavolta in terza posizione. Montoyino si è classificato quarto...
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...e adesso sederevi, fate un respiro profondo e preparatevi moralmente a un fatto che fino a pochi giorni fa sarebbe sembrato impossibile: Cian Shields si è classificato in quinta piazza, conquistando i suoi primi punti nella categoria.
Nico Varrone ha chiuso sesto, mentre Herta settimo eguagliando il suo miglior risultato stagionale. Boya, Maini e Leon hanno concluso la zona punti.
lunedì 25 maggio 2026
Formula Academy 2026: Palmowski domina opening race e feature race, nel mezzo Paatz vince la reverse grid race dopo una penalità per Ferreira
Benvenuti in Canada, dove la Formula Academy prevede un format a tre gare, per sopperire all'accorciamento del calendario dovuto alla cancellazione dei gran premi mediorientali. Ci sono Opening Race, Reverse Grid Race e Feature Race. In sintesi, se ho ben capito, in Feature si parte con la griglia stilata dalle qualifiche, in Reverse Grid race con la solita reverse grid delle prime otto in qualifica, in Opening con il secondo miglior tempo ottenuto in qualifica.
Su come capire, sul sito della categoria, quale sia la griglia della Opening e quale quella della Feature, purtroppo non c'è un apposito tutorial. Quello che sappiamo è che Alisha Palmowski (Campos/ livrea Redbull) ha ottenuto la pole position per entrambe. Seguono Payton Westcott (Prema/ livrea Mercedes), Megan Bruce (Campos), Emma Felbermayr (Rodin/ livrea Audi), Matilda Paatz (Prema/ livrea Aston Martin), Alba Hurup Larsen (MP Motorsport/ livrea Ferrari), Raffaela Ferreira (Campos/ livrea Racing Bulls), Kaylee Countryman (ART/ livrea Haas) a completare la zona reverse grid.
Per la Opening race c'è qualche lieve differenza, tipo Bruce davanti a Westcott e Lisa Billard (ART) che precede Countryman, ma nevermind, preoccupiamoci di Palmowski che, leader incontrastata per tutta la gara, va a prendersi la vittoria con ben dieci secondi di vantaggio nei confronti della diretta inseguitrice (record della categoria), che è Bruce. Westcott purtroppo deve fare un passaggio per i box e conclude la gara nelle retrovie.
Sul podio con Palmowski e Bruce troviamo Paatz, poi a seguire Ferreira, Larsson, Ella Lloyd (Rodin/ livrea McLaren), Countryman, Ella Stevens (Rodin), Nina Gademan (MP Motorsport/ livrea Alpine) nonostante una penalità e Felbermayr a completare la top-ten, quest'ultima dopo una partenza al rallenty.
Segue undicesima Autumn Fisher (Hitech - wildcard), dopodiché Jade Jacquet (ART/ livrea Williams), Rachel Robertson (Hitech), Natalia Granada (Prema) e Billard coinvolte in un contatto, solo sedicesima Westcott, infine Ava Dobson (Hitech) ed Esmee Kosterman (MP Motorsport) autrice di un incidente(?).
Si prosegue con una Reverse Grid race decisamente movimentata da incidenti (Dobson vs Robertson, successivamente Gademan), ma al contempo anche non troppo movimentata perché si gira parecchio dietro safety car. Ferreira, passata in testa al via, non ha modo di allungare come aveva fatto Palmowski e questo non va a suo favore, la penalità di cinque secondi che si procaccia per false start si rivela pesantissima.
Taglia il traguardo davanti a tutte, ma è solo ottava nell'ordine d'arrivo ufficiale. Vince Paatz, che ha in precedenza superato Countryman, mentre terza giunge Westcott.
Le penalità sono varie, alla fine concludono la zona punti, in questo caso estesa alle prime otto, Granada, Billard, Felbermayr, Bruce e la già menzionata Ferreira. Segue Kosterman, mentre è solo decima Palmowski autrice di una gran sbinnata, nella quale ha avuto la peggio Gademan finita nelle barriere per evitarla. Seguono Larsen, protagonista di un contatto, Jacquet, Lloyd, Fisher e Stevens.
In una Feature Race disputata su pista bagnata, ma senza grossi intoppi derivanti dalle condizioni meteo, Palmowski batte il record del giorno precedente vincendo con un gap ancora più elevato, nonostante un messaggio inquietante su una potenziale perdita di potenza. Felbermayr e Bruce finiscono 2/3, stesse posizioni che occupano in classifica, dove sono comunque abbastanza distanti da Palmowski.
Westcott chiude quarta precedendo Paatz, mentre dietro c'è un gruppetto protagonista di duelli scatenati per gran parte della gara: Larsen, Gademan, Granada, Lloyd e Ferreira che chiudono la zona punti. A seguire si classificano Stevens, Kosterman, Jacquet, Robertson, Billard, Countryman, Dobson e Fisher.
Il ritorno in pista è previsto per Silverstone nel primo weekend di luglio, tra cinque settimane.
Su come capire, sul sito della categoria, quale sia la griglia della Opening e quale quella della Feature, purtroppo non c'è un apposito tutorial. Quello che sappiamo è che Alisha Palmowski (Campos/ livrea Redbull) ha ottenuto la pole position per entrambe. Seguono Payton Westcott (Prema/ livrea Mercedes), Megan Bruce (Campos), Emma Felbermayr (Rodin/ livrea Audi), Matilda Paatz (Prema/ livrea Aston Martin), Alba Hurup Larsen (MP Motorsport/ livrea Ferrari), Raffaela Ferreira (Campos/ livrea Racing Bulls), Kaylee Countryman (ART/ livrea Haas) a completare la zona reverse grid.
Per la Opening race c'è qualche lieve differenza, tipo Bruce davanti a Westcott e Lisa Billard (ART) che precede Countryman, ma nevermind, preoccupiamoci di Palmowski che, leader incontrastata per tutta la gara, va a prendersi la vittoria con ben dieci secondi di vantaggio nei confronti della diretta inseguitrice (record della categoria), che è Bruce. Westcott purtroppo deve fare un passaggio per i box e conclude la gara nelle retrovie.
Sul podio con Palmowski e Bruce troviamo Paatz, poi a seguire Ferreira, Larsson, Ella Lloyd (Rodin/ livrea McLaren), Countryman, Ella Stevens (Rodin), Nina Gademan (MP Motorsport/ livrea Alpine) nonostante una penalità e Felbermayr a completare la top-ten, quest'ultima dopo una partenza al rallenty.
Segue undicesima Autumn Fisher (Hitech - wildcard), dopodiché Jade Jacquet (ART/ livrea Williams), Rachel Robertson (Hitech), Natalia Granada (Prema) e Billard coinvolte in un contatto, solo sedicesima Westcott, infine Ava Dobson (Hitech) ed Esmee Kosterman (MP Motorsport) autrice di un incidente(?).
Si prosegue con una Reverse Grid race decisamente movimentata da incidenti (Dobson vs Robertson, successivamente Gademan), ma al contempo anche non troppo movimentata perché si gira parecchio dietro safety car. Ferreira, passata in testa al via, non ha modo di allungare come aveva fatto Palmowski e questo non va a suo favore, la penalità di cinque secondi che si procaccia per false start si rivela pesantissima.
Taglia il traguardo davanti a tutte, ma è solo ottava nell'ordine d'arrivo ufficiale. Vince Paatz, che ha in precedenza superato Countryman, mentre terza giunge Westcott.
Le penalità sono varie, alla fine concludono la zona punti, in questo caso estesa alle prime otto, Granada, Billard, Felbermayr, Bruce e la già menzionata Ferreira. Segue Kosterman, mentre è solo decima Palmowski autrice di una gran sbinnata, nella quale ha avuto la peggio Gademan finita nelle barriere per evitarla. Seguono Larsen, protagonista di un contatto, Jacquet, Lloyd, Fisher e Stevens.
In una Feature Race disputata su pista bagnata, ma senza grossi intoppi derivanti dalle condizioni meteo, Palmowski batte il record del giorno precedente vincendo con un gap ancora più elevato, nonostante un messaggio inquietante su una potenziale perdita di potenza. Felbermayr e Bruce finiscono 2/3, stesse posizioni che occupano in classifica, dove sono comunque abbastanza distanti da Palmowski.
Westcott chiude quarta precedendo Paatz, mentre dietro c'è un gruppetto protagonista di duelli scatenati per gran parte della gara: Larsen, Gademan, Granada, Lloyd e Ferreira che chiudono la zona punti. A seguire si classificano Stevens, Kosterman, Jacquet, Robertson, Billard, Countryman, Dobson e Fisher.
Il ritorno in pista è previsto per Silverstone nel primo weekend di luglio, tra cinque settimane.
domenica 24 maggio 2026
Indycar 2026: 110th Indianapolis 500 (#7)
24 Maggio 2026/ Memorial Sunday: è il giorno della SoVrApPoSiZiOn3 tra la Indy 500 e il GP del Canada, ma per ora ci occupiamo di Indianapolis perché in ordine cronologico arriva prima e anche e soprattutto perché, avendo seguito la gara in una diretta non ufficiale su Youtube, con un bel riquadro scuro in mezzo che serviva al proprietario del canale per non essere bannato e la gara che si vedeva meglio quando c'era la pubblicità con schermo diviso in due, ho già scritto la relativa narrazione.
Quest'anno c'erano solo 33 vetture iscritte, pertanto non vi è stato il Bump Day, ma il weekend antecedente la gara era dedicato alle qualifiche, con il sabato che poi è saltato per via di un lungo rain delay. Di conseguenza alla domenica c'è stata una sessione che definiva le posizioni dalla 13^ in poi, dopodiché la Fast 12. Alla fine il risultato che ne è venuto fuori è stato il seguente:
1^ fila: Alex Palou, Alexander Rossi, David Malukas
2^ fila: Felix Rosenqvist, Santino Ferrucci, Pato O'Ward
3^ fila: Kyffin Simpson, Conor Daly, Scott McLaughlin
4^ fila: Scott Dixon, Rinus Veekay, Takuma Sato
5^ fila: Ed Carpenter, Helio Castroneves, Christian Rasmussen
6^ fila: Marcus Armstrong, Marcus Ericsson, Christian Lundgaard
7^ fila: Will Power, Nolan Siegel, Louis Foster
8^ fila: Ryan Hunter-Reay, Josef Newgarden, Romain Grosjean
9^ fila: Kyle Kirkwood, Katherine Legge, Mick Schumacher (R)
10^ fila: Graham Rahal, Dennis Hauger (R), Jacob Abel (R)
11^ fila: Sting Ray Robb, Caio Collet (R), Jack Harvey
A dire il vero gli ultimi due menzionati si erano classificati 10° e 29° poi sono stati squalificati per irregolarità tecniche e mandati nelle ultime due posizioni. Collet in particolare aveva centrato la top-12 e competendo per la "carica" di Rookie of the Year avrebbe potuto approfittarne per cercare di svettare sugli altri rookie che stavano tutti in quelle che Mazzoni avrebbe potuto definire le "melme della bassa classifica".
La primissima parte di gara ha visto Palou e Rossi duellare per la leadership con vari avvicendamenti. Tutto nel frattempo proseguiva tranquillo fino intorno al 15° giro: Hunter-Reay (Arrow McLaren) è andato a muro e anche Legge (HMD Foyt) è andata a sbattere per evitare l'incidente.
Quasi tutto lo schieramento è rientrato ai box in regime di safety car, Palou è uscito dietro agli "alternativi", Rossi più arretrato dopo avere avuto una sosta problematica. Veekay, Grosjean e nientemeno che Collet erano i primi tre, anche se Veekay è rientrato non troppo tempo dopo. Al momento in cui Carpenter (con il suo omonimo team) è andato a muro con ritorno della SC, Grosjean era leader anche se al restart Collet ha preso la testa della gara, dove si è alternato con Daly e Palou fino al momento della sosta in regime di bandiera verde.
Dopo essersi fermati ai box Collet e Grosjean erano nelle retrovie, frattanto Daly si vedeva strappare la testa della gara da Palou. Ci avvicinavamo intanto al giro 50.
Una decina di giri più tardi era nuovamente momento di pitstop, stavolta non sono occorsi incidenti quindi tutte le soste sono avvenute in bandiera verde. Palou ne è uscito di nuovo leader, Daly più arretrato, Dixon era il pilota che più guadagnava in quei frangenti e al 69° ha superato Palou per la leadership, a quel punto è iniziato un susseguirsi dei due in testa alla gara.
Più tardi abbiamo avuto i ritiri di Rossi (Carpenter) per un guasto al motore e di Power (Andretti) per un testacoda all'uscita della pitlane.
Nel frattempo, dopo un giro di pitstop dietro safety car, Dixon era ancora leader... ma al giro 105 la gara è stata redflaggata per... pioggia?! Non è che di pioggia se ne vedesse, almeno con i mezzi con i quali stavo vedendo la gara, ma a giudicare dai commenti letti su Xwitter non ero la sola a esprimere una simile rimostranza.
Mentre tutto lasciava pensare che molto probabilmente la gara sarebbe finita DOPO l'inizio del GP del Canada e non prima, al restart Malukas ha preso la testa della gara, con a seguire Palou, Daly e Newgarden e Dixon relegato in quinta piazza. Poi al 115° giro è entrata la safety car per lo stesso identico motivo: "inclement weather". Dieci giri più tardi la bandiera verde... o almeno così doveva essere, ma Newgarden (Penske) ha messo la macchina nel muro.
Al 131° abbiamo avuto un restart con Daly brevemente leader e McLaughlin e Palou in lotta per la prima posizione, con anche McLaughlin che ha sopravanzato Daly. Con qualche cambio di leadership - e il ritiro di Rasmussen (Carpenter) - la situazione è rimasta immutata fino intorno al 150° quando si sono svolti i pitstop, con la consapevolezza che si stava andando a delineare un'alternanza di finestre di pitstop.
Al 175° giro Malukas è ha aperto il giro delle ultime soste, anche Palou è rientrato, mentre altri tipo Rosenqvist, O'Ward e Armstrong speravano in una safety car per risparmiare carburante e nel frattempo proseguivano là davanti.
Mentre ormai le 22.00, ora di inizio del GP del Canada (che mentre scrivo questo post probabilmente si avvia verso le fasi conclusive, ma non lo so perché su TV8 ancora non è iniziato), erano sempre più vicine, Collet (Foyt) ha deciso di dare un seguito al mio dubbio su chi sarà eletto Rookie of the Year: a otto giri dalla fine è andato a sbattere in maniera micidiale ritrovandosi con la macchina in frantumi, un principio di incendio e una bandiera rossa.
Al restart a quattro giri dalla fine, a cui Castroneves (Meyer Shank) sembra non avere preso parte dopo un guasto, Armstrong ha preso la testa della gara, inseguito da Malukas, ma subito c'è stata una safety car caratterizzata da una certa creatività. Nel momento in cui le vetture scattavano, infatti, Schumacher ha vagamente sfiorato il muro, ha ondeggiato un attimo... e basta, lì era e lì è rimasto. Era fisicamente uno degli ultimi del gruppo poiché era l'ultimo dei piloti a pieni giri e nessun altro è stato minimamente coinvolto. Aspettare un attimo e vedere se stava effettivamente succedendo qualcosa sembrava brutto, quindi safety car che magari tutto si decide in un solo giro!
E difatti così è andata, con Malukas che ha sfilato Armstrong ed è scappato verso il traguardo. Rosenqvist, però, aveva altri piani per lui e alla fine è andato a vincere con il minore gap della storia della Indy 500. Vittoria epica, non lo nego, ma non posso non commuovermi per quel povero disgraziato di Malukas che si è avvicinato così tanto alla vittoria...
That's all: Rosenqvist (Meyer Shank), Malukas (Penske), McLaughlin (Penske), O'Ward (Arrow McLaren), Armstrong (Meyer Shank), Veekay (Juncos), Palou (Ganassi), Ferrucci (Foyt), Grosjean (Coyne), Sato (Rahal Letterman), Siegel (Arrow McLaren), Daly (Dreyer & Reinbold), Ericsson (Andretti), Simpson (Ganassi), Dixon (Ganassi), Kirkwood (Andretti), Lundgaard (Arrow McLaren), Schumacher (Rahal Letterman), Hauger (Coyne), Rahal (Rahal Letterman), Foster (Rahal Letterman), Harvey (Dreyer & Reinbold), Robb (Juncos), Abel (Abel Motorsports).
Quest'anno c'erano solo 33 vetture iscritte, pertanto non vi è stato il Bump Day, ma il weekend antecedente la gara era dedicato alle qualifiche, con il sabato che poi è saltato per via di un lungo rain delay. Di conseguenza alla domenica c'è stata una sessione che definiva le posizioni dalla 13^ in poi, dopodiché la Fast 12. Alla fine il risultato che ne è venuto fuori è stato il seguente:
1^ fila: Alex Palou, Alexander Rossi, David Malukas
2^ fila: Felix Rosenqvist, Santino Ferrucci, Pato O'Ward
3^ fila: Kyffin Simpson, Conor Daly, Scott McLaughlin
4^ fila: Scott Dixon, Rinus Veekay, Takuma Sato
5^ fila: Ed Carpenter, Helio Castroneves, Christian Rasmussen
6^ fila: Marcus Armstrong, Marcus Ericsson, Christian Lundgaard
7^ fila: Will Power, Nolan Siegel, Louis Foster
8^ fila: Ryan Hunter-Reay, Josef Newgarden, Romain Grosjean
9^ fila: Kyle Kirkwood, Katherine Legge, Mick Schumacher (R)
10^ fila: Graham Rahal, Dennis Hauger (R), Jacob Abel (R)
11^ fila: Sting Ray Robb, Caio Collet (R), Jack Harvey
A dire il vero gli ultimi due menzionati si erano classificati 10° e 29° poi sono stati squalificati per irregolarità tecniche e mandati nelle ultime due posizioni. Collet in particolare aveva centrato la top-12 e competendo per la "carica" di Rookie of the Year avrebbe potuto approfittarne per cercare di svettare sugli altri rookie che stavano tutti in quelle che Mazzoni avrebbe potuto definire le "melme della bassa classifica".
La primissima parte di gara ha visto Palou e Rossi duellare per la leadership con vari avvicendamenti. Tutto nel frattempo proseguiva tranquillo fino intorno al 15° giro: Hunter-Reay (Arrow McLaren) è andato a muro e anche Legge (HMD Foyt) è andata a sbattere per evitare l'incidente.
Quasi tutto lo schieramento è rientrato ai box in regime di safety car, Palou è uscito dietro agli "alternativi", Rossi più arretrato dopo avere avuto una sosta problematica. Veekay, Grosjean e nientemeno che Collet erano i primi tre, anche se Veekay è rientrato non troppo tempo dopo. Al momento in cui Carpenter (con il suo omonimo team) è andato a muro con ritorno della SC, Grosjean era leader anche se al restart Collet ha preso la testa della gara, dove si è alternato con Daly e Palou fino al momento della sosta in regime di bandiera verde.
Dopo essersi fermati ai box Collet e Grosjean erano nelle retrovie, frattanto Daly si vedeva strappare la testa della gara da Palou. Ci avvicinavamo intanto al giro 50.
Una decina di giri più tardi era nuovamente momento di pitstop, stavolta non sono occorsi incidenti quindi tutte le soste sono avvenute in bandiera verde. Palou ne è uscito di nuovo leader, Daly più arretrato, Dixon era il pilota che più guadagnava in quei frangenti e al 69° ha superato Palou per la leadership, a quel punto è iniziato un susseguirsi dei due in testa alla gara.
Più tardi abbiamo avuto i ritiri di Rossi (Carpenter) per un guasto al motore e di Power (Andretti) per un testacoda all'uscita della pitlane.
Nel frattempo, dopo un giro di pitstop dietro safety car, Dixon era ancora leader... ma al giro 105 la gara è stata redflaggata per... pioggia?! Non è che di pioggia se ne vedesse, almeno con i mezzi con i quali stavo vedendo la gara, ma a giudicare dai commenti letti su Xwitter non ero la sola a esprimere una simile rimostranza.
Mentre tutto lasciava pensare che molto probabilmente la gara sarebbe finita DOPO l'inizio del GP del Canada e non prima, al restart Malukas ha preso la testa della gara, con a seguire Palou, Daly e Newgarden e Dixon relegato in quinta piazza. Poi al 115° giro è entrata la safety car per lo stesso identico motivo: "inclement weather". Dieci giri più tardi la bandiera verde... o almeno così doveva essere, ma Newgarden (Penske) ha messo la macchina nel muro.
Al 131° abbiamo avuto un restart con Daly brevemente leader e McLaughlin e Palou in lotta per la prima posizione, con anche McLaughlin che ha sopravanzato Daly. Con qualche cambio di leadership - e il ritiro di Rasmussen (Carpenter) - la situazione è rimasta immutata fino intorno al 150° quando si sono svolti i pitstop, con la consapevolezza che si stava andando a delineare un'alternanza di finestre di pitstop.
Al 175° giro Malukas è ha aperto il giro delle ultime soste, anche Palou è rientrato, mentre altri tipo Rosenqvist, O'Ward e Armstrong speravano in una safety car per risparmiare carburante e nel frattempo proseguivano là davanti.
Mentre ormai le 22.00, ora di inizio del GP del Canada (che mentre scrivo questo post probabilmente si avvia verso le fasi conclusive, ma non lo so perché su TV8 ancora non è iniziato), erano sempre più vicine, Collet (Foyt) ha deciso di dare un seguito al mio dubbio su chi sarà eletto Rookie of the Year: a otto giri dalla fine è andato a sbattere in maniera micidiale ritrovandosi con la macchina in frantumi, un principio di incendio e una bandiera rossa.
Al restart a quattro giri dalla fine, a cui Castroneves (Meyer Shank) sembra non avere preso parte dopo un guasto, Armstrong ha preso la testa della gara, inseguito da Malukas, ma subito c'è stata una safety car caratterizzata da una certa creatività. Nel momento in cui le vetture scattavano, infatti, Schumacher ha vagamente sfiorato il muro, ha ondeggiato un attimo... e basta, lì era e lì è rimasto. Era fisicamente uno degli ultimi del gruppo poiché era l'ultimo dei piloti a pieni giri e nessun altro è stato minimamente coinvolto. Aspettare un attimo e vedere se stava effettivamente succedendo qualcosa sembrava brutto, quindi safety car che magari tutto si decide in un solo giro!
E difatti così è andata, con Malukas che ha sfilato Armstrong ed è scappato verso il traguardo. Rosenqvist, però, aveva altri piani per lui e alla fine è andato a vincere con il minore gap della storia della Indy 500. Vittoria epica, non lo nego, ma non posso non commuovermi per quel povero disgraziato di Malukas che si è avvicinato così tanto alla vittoria...
That's all: Rosenqvist (Meyer Shank), Malukas (Penske), McLaughlin (Penske), O'Ward (Arrow McLaren), Armstrong (Meyer Shank), Veekay (Juncos), Palou (Ganassi), Ferrucci (Foyt), Grosjean (Coyne), Sato (Rahal Letterman), Siegel (Arrow McLaren), Daly (Dreyer & Reinbold), Ericsson (Andretti), Simpson (Ganassi), Dixon (Ganassi), Kirkwood (Andretti), Lundgaard (Arrow McLaren), Schumacher (Rahal Letterman), Hauger (Coyne), Rahal (Rahal Letterman), Foster (Rahal Letterman), Harvey (Dreyer & Reinbold), Robb (Juncos), Abel (Abel Motorsports).
EDIT - 27/05: il riconoscimento di "Rookie of the Year" della Indy 500 è andato a Mick Schumacher il quale alla celebrazione ufficiale è stato accolto da un banner in cui, anziché una foto sua in tuta e casco, sfoggiava una foto di Ed Carpenter.
sabato 23 maggio 2026
Formula E 2026: l'eprix di Montecarlo (#9, #10) dopo quello di Berlino (#7, #8)
Credo sia giunto il momento di ammetterlo: non sono riuscita a stare dietro a tutto. Delle ultime quattro gare di Formula E sono riuscita a vedere soltanto la seconda di Montecarlo, quella di domenica scorsa, che si è svolta nello stesso giorno delle qualifiche di Indianapolis. Quest'anno è saltata la SoVrApPoSiZiOn3 Monaco/ Indy 500 ma siamo riusciti comunque a vedere entrambi i circuiti nello stesso fine settimana.
Venivamo dall'eprix di Berlino, avvenuto nello stesso weekend in cui mio padre è stato ricoverato in ospedale, che non sono riuscita minimamente a seguire e che ha avuto questi risultati:
EPIX DEL SABATO/ 1. Nico Muller, 2. Nick Cassidy, 3. Oliver Rowland;
EPRIX DELLA DOMENICA/ 1. Mitch Evans, Oliver Rowland, Pascal Wehrlein.
Anche a Montecarlo c'era doppio evento e nella gara del sabato, che non ho visto, a vincere è stato Nyck De Vries, precedendo Evans e Pepe Martí al primo podio nella categoria.
Poi niente, è arrivata la domenica, con me davanti alla TV alle 15.00 e Dan Ticktum che partiva di nuovo dalla pole come al sabato, nella speranza di non mandare tutto al vento - spoiler: la speranza non si è concretizzata.
Poi niente, è arrivata la domenica, con me davanti alla TV alle 15.00 e Dan Ticktum che partiva di nuovo dalla pole come al sabato, nella speranza di non mandare tutto al vento - spoiler: la speranza non si è concretizzata.
In ottimo stile Formula E è stata un'ennesima giornata di ruotate e sportellate, senza però distruggere barriere o fare altre cose tipiche della Formula E. C'è stato un numero di penalità esorbitante, che poteva condurre a riflessioni del tipo "non c'è più la Formula E dei very uominy".
Alla fine a portare a casa la vittoria è stato Oliver Rowland, con Felipe Drugovich secondo al primo podio in carriera e terzo Antonio Felix Da Costa.
Mitch Evans al momento è leader della classifica e la serie elettrica tornerà tra varie settimane con gli appuntamenti asiatici.
venerdì 22 maggio 2026
Senza parole di fronte alla morte di Kyle Busch (1985 - 2026)
Motorsport is dangerous, lo senti ripetere di frequente ma non abbastanza da non restare senza fiato di fronte a una disgrazia. Ti senti sollevata, tutto sommato, dal fatto che le disgrazie non siano più frequenti come un tempo. Motorsport is dangerous, ma la vita è un controsenso ed ecco che ti ritrovi con piloti morti o in fin di vita mentre facevano qualcosa di molto meno pericoloso del proprio mestiere. Proprio oggi, 22 maggio, nove anni fa se ne andava Nicky Hayden, a causa delle ferite riportate dopo essere stato investito mentre era in bicicletta.
Resti spiazzata ma per qualche verso lo accetti, perché così va la vita. Però non sei preparata, e non lo sarai mai, a sentire di un pilota in attività che muore all'improvviso PER CAUSE NATURALI. Qualcosa, dentro di te, ti dice che 41 anni sono troppo pochi per morire di cause naturali.
Sono passati anni da quando seguivo la NASCAR. Di Kyle Busch ricordo la livrea M&M. Mi affascinava il fatto che sia lui sia il fratello Kurt gareggiassero ad alti livelli nella stessa categoria, perché le coppie di fratelli front runner scarseggiano drammaticamente.
Ieri sera ho letto il comunicato che annunciava il suo forfait dalla Coca Cola 600 per "serious illness" e il conseguente ricovero in ospedale. Può succedere, mi sono detta. Non immaginavo certo che avesse qualcosa di così grave da vedere quell'altro comunicato.
Doveva essere all'incirca mezzanotte, sono entrata su Facebook con l'intenzione di dare un'ultima occhiata ai social prima di andare a letto. Quando ho letto un post che commemorava Kyle Busch ho pensato "questo è un coglione che scrive post fasulli di pessimo gusto". Poi mi sono accorta che non un troll, ma il profilo ufficiale di un'altra categoria motoristica.
Sono senza parole.
Resti spiazzata ma per qualche verso lo accetti, perché così va la vita. Però non sei preparata, e non lo sarai mai, a sentire di un pilota in attività che muore all'improvviso PER CAUSE NATURALI. Qualcosa, dentro di te, ti dice che 41 anni sono troppo pochi per morire di cause naturali.
Sono passati anni da quando seguivo la NASCAR. Di Kyle Busch ricordo la livrea M&M. Mi affascinava il fatto che sia lui sia il fratello Kurt gareggiassero ad alti livelli nella stessa categoria, perché le coppie di fratelli front runner scarseggiano drammaticamente.
Ieri sera ho letto il comunicato che annunciava il suo forfait dalla Coca Cola 600 per "serious illness" e il conseguente ricovero in ospedale. Può succedere, mi sono detta. Non immaginavo certo che avesse qualcosa di così grave da vedere quell'altro comunicato.
Doveva essere all'incirca mezzanotte, sono entrata su Facebook con l'intenzione di dare un'ultima occhiata ai social prima di andare a letto. Quando ho letto un post che commemorava Kyle Busch ho pensato "questo è un coglione che scrive post fasulli di pessimo gusto". Poi mi sono accorta che non un troll, ma il profilo ufficiale di un'altra categoria motoristica.
Sono senza parole.
mercoledì 20 maggio 2026
La U.S. 500 dei Very Uominy: quando la CART ha tentato di rubare la scena gareggiando in SoVrApPoSiZiOn3 alla Indy 500... e ha floppato mestamente!
Il 1996 è stato un anno molto travagliato per le competizioni open wheel d'oltreoceano, con i team della CART estromessi dalla IRL e il conseguente split che sarebbe durato per oltre un decennio. Nel Memorial Weekend, come al solito, era prevista la 500 miglia di Indianapolis, un'edizione tacciata di avere una delle peggiori griglie di sempre. A dire il vero qualche pezzo grosso c'era: Eddie Cheever, Michele Alboreto, Arje Luyendyk... c'era anche Tony Stewart, poi divenuto un pezzo grosso della NASCAR, che scattava dalla pole, "ereditata" dopo la tragica morte di Scott Brayton nei test post-qualifiche.
È inutile negare che la CART avesse una griglia migliore. Il 26 maggio 1996, con quella griglia, ha deciso di sfidare apertamente la IRL: disputare in Michigan una gara di 500 miglia con una qualifica in stile Indy e una propaganda che portava a chiedersi: che cosa potrà mai andare storto?
Soffermiamoci sulla propaganda. Provate a immaginare la classica propaganda americana, quel tipo di propaganda interamente basata sull'autoesaltarsi, sull'autoproclamarsi migliori e sul millantare ai quattro venti cifre astronomiche alla voce "dimensioni del pene". Solitamente gli americani proclamano di essere i the best dei the best quando devono screditare serie non americane. In questa circostanza il messaggio era chiaramente rivolto alla IRL.
Lo spot era anche carino: venivano inquadrati tutti i piloti allineati uno dietro l'altro, tutti con espressioni serie a parte Paul Tracy, e il messaggio di fondo che suonava come: who kers della IRL, i piloti della CART sono very uominy. Nel frattempo ci si preparava a una partenza in fila per tre, con tanto di telecronisti che da una mezz'ora andavano di lungo con la storia dei migliori piloti al mondo, della migliore categoria al mondo e quant'altro.
Nel frattempo scorreva la griglia, con vari piloti che sfoggiavano occhiali modello nonna degli anni '90 e Bobby Rahal che sembrava più vecchio allora che adesso. I primi tre erano Jimmy Vasser, Adrian Fernandez e Bryan Herta, con i team Ganassi, Tasman e Rahal. Le vetture seguivano la safety car durante il pace lap, in attesa della bandiera verde. Proprio mentre i telecronisti ancora millantavano che solo lì c'erano i veri uomini, Vasser e Fernandez si sono toccati, finendo verso Herta, dove per "verso" si intende spalmandovisi contro.
Così facendo hanno lasciato campo libero all'altra Ganassi e alle due Penske. Alex Zanardi, Al Unser Jr e Paul Tracy sono passati indenni. Il resto della griglia si divideva in piloti incidentati e piloti che tagliavano per i campi per evitare di incidentarsi... un grande successo, non lo si può negare.
A pagare il prezzo più alto è stato Fernandez che nel marasma ci ha rimesso l'unica vettura sulla quale poteva appoggiare il fondoschiena e, quando decine di minuti più tardi è stata ripetuta la procedura di partenza, non era presente. C'era invece Vasser, con la vettura di riserva, e la prima parte di gara è stata caratterizzata dalle Ganassi 1/2 e Zanardi è succeduto a Vasser come race leader. Jimmy è anche scivolato dietro la Forsythe di Greg Moore, vettura dalla bellissima livrea turchese con sponsor di tabacco canadese, che dava tante Ligier vibes. <3
Nel frattempo abbiamo avuto quattro ingressi ravvicinati della safety car per le seguenti ragioni: 1) rottura del motore per Scott Pruett/ Patrick Racing, 2) stessa cosa per Fredrik Ekblom/ Walker Racing, 3) detriti, 4) sbinnata(?) di Juan Fangio II/ All American Racers, che in seguito si sarebbe ritirato per un guasto al motore.
Tra una cosa e l'altra anche Raoul Boesel, pilota del team Green, si è ritirato, così come Michael Andretti di Newman Haas.
Le diverse finestre di pitstop hanno portato nelle zone alte soggettoni di un certo livello, vedi Mauricio Gugelmin/ Pacwest, vedi Roberto Moreno/ Payton Coyne. I lettori sono autorizzati a strapparsi via le mutande, ma li invito a mantenere un certo contegno. E comunque dopo sono tornati davanti Zanardi, Moore e colleghi vari.
Abbiamo avuto anche incidenti: Gary Bettenhausen che correva per l'omonimo team di proprietà del fratello nonché tra l'altro compagno di squadra di Stefan Johansson, Bobby Rahal che correva per il proprio team... due safety car, poi un'altra per olio(?) sulla pista. Del resto i motori non reggevano molto a lungo, in certi casi, abbiamo perso per strada Robby Gordon/ Walker Racing e poi Jeff Krosnoff/ Arciero, quest'ultimo proveniente dalla Japanese Formula 3000 (quella che poi è divenuta Formula Nippon e Superformula). Secondo i rumour, quando viveva in Giappone, Krosnoff era il coinquilino di Mika Salo, Heinz-Harald Frentzen, Eddie Irvine, Roland Ratzenberger e Johnny Herbert.
Tornando alla gara, Moore ha fatto un testacoda e anche se ha proseguito è entrata la safety car. Le carte in tavola si sono rimescolate e tra una sosta e l'altra è emerso leader nientemeno che Parker Johnstone/ Comptech Racing. Johnstone era comunque inseguito dalle Ganassi che cercavano di risalire, ma nevermind, non potevamo fare altro che goderci la sua leadership... finché fosse durata.
C'era altro che non era destinato a durare: mentre Zanardi si avvicinava a Johnstone, il motore ha fatto una sfumazzata micidiale. Secondo il telecronista, era raro vedere una scena del genere con un motore Honda. Sono sicura che nessun telecronista di Formula 1 negli anni successivi avrebbe mai pronunciato una frase analoga!
Ovviamente tutto ciò ha provocato una safety car e non è stata l'ultima. Purtroppo Johnstone sembra avere fatto una mezza sbinnata, poi anche Herta che poi si sarebbe anche ritirato per problemi di motore, stesso destino toccato anche a Johansson. Infine dalla macchina di Moore si è alzata una sfumazzata micidiale sulla falsariga di quella uscita dal retrotreno della macchina di Zanardi, sono stati ex equo i guasti al motore più altisonanti dell'evento.
Tra una cosa e l'altra André Ribeiro/ Tasman spesso visto nelle posizioni di spessore di è fatto diversi giri in testa, anche se alla fine l'avrebbe spuntata Vasser, proprio uno dei piloti che avevano reso frizzante il primo tentativo di partenza. Soltanto un altro pilota ha chiuso a pieni giri, ovvero Gugelmin, mentre Moreno ha completato il podio. Ribeiro ha concluso quarto, precedendo la Pacwest di Mark Blundell.
Al sesto posto si è classificato Eddie Lawson: l'ex pilota di motociclismo ha infatti reso spettakolarehhhh la CART dopo avere gareggiato in precedenza di Indylights. Seguivano le Penske di Tracy e Unser, poi Gil De Ferran su Jim Hall Racing ed Emerson Fittipaldi su Logan Penske. Johnstone è giunto undicesimo davanti alla Newman Haas di Christian Fittipaldi, infine pare che a millemila giri di gap da qualche parte fosse ancora in pista Hiro Matsushita/ Payton Coyne.
È inutile negare che la CART avesse una griglia migliore. Il 26 maggio 1996, con quella griglia, ha deciso di sfidare apertamente la IRL: disputare in Michigan una gara di 500 miglia con una qualifica in stile Indy e una propaganda che portava a chiedersi: che cosa potrà mai andare storto?
Soffermiamoci sulla propaganda. Provate a immaginare la classica propaganda americana, quel tipo di propaganda interamente basata sull'autoesaltarsi, sull'autoproclamarsi migliori e sul millantare ai quattro venti cifre astronomiche alla voce "dimensioni del pene". Solitamente gli americani proclamano di essere i the best dei the best quando devono screditare serie non americane. In questa circostanza il messaggio era chiaramente rivolto alla IRL.
Lo spot era anche carino: venivano inquadrati tutti i piloti allineati uno dietro l'altro, tutti con espressioni serie a parte Paul Tracy, e il messaggio di fondo che suonava come: who kers della IRL, i piloti della CART sono very uominy. Nel frattempo ci si preparava a una partenza in fila per tre, con tanto di telecronisti che da una mezz'ora andavano di lungo con la storia dei migliori piloti al mondo, della migliore categoria al mondo e quant'altro.
Nel frattempo scorreva la griglia, con vari piloti che sfoggiavano occhiali modello nonna degli anni '90 e Bobby Rahal che sembrava più vecchio allora che adesso. I primi tre erano Jimmy Vasser, Adrian Fernandez e Bryan Herta, con i team Ganassi, Tasman e Rahal. Le vetture seguivano la safety car durante il pace lap, in attesa della bandiera verde. Proprio mentre i telecronisti ancora millantavano che solo lì c'erano i veri uomini, Vasser e Fernandez si sono toccati, finendo verso Herta, dove per "verso" si intende spalmandovisi contro.
Così facendo hanno lasciato campo libero all'altra Ganassi e alle due Penske. Alex Zanardi, Al Unser Jr e Paul Tracy sono passati indenni. Il resto della griglia si divideva in piloti incidentati e piloti che tagliavano per i campi per evitare di incidentarsi... un grande successo, non lo si può negare.
A pagare il prezzo più alto è stato Fernandez che nel marasma ci ha rimesso l'unica vettura sulla quale poteva appoggiare il fondoschiena e, quando decine di minuti più tardi è stata ripetuta la procedura di partenza, non era presente. C'era invece Vasser, con la vettura di riserva, e la prima parte di gara è stata caratterizzata dalle Ganassi 1/2 e Zanardi è succeduto a Vasser come race leader. Jimmy è anche scivolato dietro la Forsythe di Greg Moore, vettura dalla bellissima livrea turchese con sponsor di tabacco canadese, che dava tante Ligier vibes. <3
Nel frattempo abbiamo avuto quattro ingressi ravvicinati della safety car per le seguenti ragioni: 1) rottura del motore per Scott Pruett/ Patrick Racing, 2) stessa cosa per Fredrik Ekblom/ Walker Racing, 3) detriti, 4) sbinnata(?) di Juan Fangio II/ All American Racers, che in seguito si sarebbe ritirato per un guasto al motore.
Tra una cosa e l'altra anche Raoul Boesel, pilota del team Green, si è ritirato, così come Michael Andretti di Newman Haas.
Le diverse finestre di pitstop hanno portato nelle zone alte soggettoni di un certo livello, vedi Mauricio Gugelmin/ Pacwest, vedi Roberto Moreno/ Payton Coyne. I lettori sono autorizzati a strapparsi via le mutande, ma li invito a mantenere un certo contegno. E comunque dopo sono tornati davanti Zanardi, Moore e colleghi vari.
Abbiamo avuto anche incidenti: Gary Bettenhausen che correva per l'omonimo team di proprietà del fratello nonché tra l'altro compagno di squadra di Stefan Johansson, Bobby Rahal che correva per il proprio team... due safety car, poi un'altra per olio(?) sulla pista. Del resto i motori non reggevano molto a lungo, in certi casi, abbiamo perso per strada Robby Gordon/ Walker Racing e poi Jeff Krosnoff/ Arciero, quest'ultimo proveniente dalla Japanese Formula 3000 (quella che poi è divenuta Formula Nippon e Superformula). Secondo i rumour, quando viveva in Giappone, Krosnoff era il coinquilino di Mika Salo, Heinz-Harald Frentzen, Eddie Irvine, Roland Ratzenberger e Johnny Herbert.
Tornando alla gara, Moore ha fatto un testacoda e anche se ha proseguito è entrata la safety car. Le carte in tavola si sono rimescolate e tra una sosta e l'altra è emerso leader nientemeno che Parker Johnstone/ Comptech Racing. Johnstone era comunque inseguito dalle Ganassi che cercavano di risalire, ma nevermind, non potevamo fare altro che goderci la sua leadership... finché fosse durata.
C'era altro che non era destinato a durare: mentre Zanardi si avvicinava a Johnstone, il motore ha fatto una sfumazzata micidiale. Secondo il telecronista, era raro vedere una scena del genere con un motore Honda. Sono sicura che nessun telecronista di Formula 1 negli anni successivi avrebbe mai pronunciato una frase analoga!
Ovviamente tutto ciò ha provocato una safety car e non è stata l'ultima. Purtroppo Johnstone sembra avere fatto una mezza sbinnata, poi anche Herta che poi si sarebbe anche ritirato per problemi di motore, stesso destino toccato anche a Johansson. Infine dalla macchina di Moore si è alzata una sfumazzata micidiale sulla falsariga di quella uscita dal retrotreno della macchina di Zanardi, sono stati ex equo i guasti al motore più altisonanti dell'evento.
Tra una cosa e l'altra André Ribeiro/ Tasman spesso visto nelle posizioni di spessore di è fatto diversi giri in testa, anche se alla fine l'avrebbe spuntata Vasser, proprio uno dei piloti che avevano reso frizzante il primo tentativo di partenza. Soltanto un altro pilota ha chiuso a pieni giri, ovvero Gugelmin, mentre Moreno ha completato il podio. Ribeiro ha concluso quarto, precedendo la Pacwest di Mark Blundell.
Al sesto posto si è classificato Eddie Lawson: l'ex pilota di motociclismo ha infatti reso spettakolarehhhh la CART dopo avere gareggiato in precedenza di Indylights. Seguivano le Penske di Tracy e Unser, poi Gil De Ferran su Jim Hall Racing ed Emerson Fittipaldi su Logan Penske. Johnstone è giunto undicesimo davanti alla Newman Haas di Christian Fittipaldi, infine pare che a millemila giri di gap da qualche parte fosse ancora in pista Hiro Matsushita/ Payton Coyne.
martedì 19 maggio 2026
lunedì 18 maggio 2026
domenica 17 maggio 2026
Ho comprato il modellino della Williams di Jones e della Shadow di Jarier
Qualche settimana fa avevo scritto che avrei comprato solo modellini in cima alle mie wishlist, o qualcosa del genere. Poi però stamattina mi sono lasciata trascinare e, visto che al mercatino di oggi c'erano diverse bancarelle sulle quali ho visto anche qualche modellino, ho deciso di non aspettare visioni mistiche quali l'eventuale presenza di modellini di Tyrrell a sei ruote. Naturalmente di quelli neanche l'ombra, anche se spero sempre e comunque di incapparci, prima o poi.
Alla fine, ad appena cinque euro l'uno, mi sono portata a casa due modellini Polistil, uno della Williams di Alan Jones, quella sponsorizzata dalla famiglia di Osama Bin Laden, con il numero 27 che poi venne "ceduto" alla Ferrari, l'altro della Shadow di Jean-Pierre Jarier, che sembrava lanciato verso una promettente carriera prima della sua prematura mort-... ah no (come vedete, questa gaffe mi è rimasta impressa).
Sono riuscita a piazzarli nella vetrinetta nonostante lo spazio scarseggi e sono anche riuscita a fare un po' di spazio nel quale potrei collocare uno o due futuri acquisti.
venerdì 15 maggio 2026
Oggetti al Volante Non Identificati: Daniil Kvyat
Il 15 maggio 2016, esattamente dieci anni fa, Max Verstappen vinceva il primo gran premio in carriera in occasione della prima apparizione alla Redbull: una scena degna di una fan fiction da forum degli old gold days. Non so se avete presente, quelle storie in cui il protagonista veniva promosso a caso nella squadra più tamarra del campionato e a sorpresa conquistava la vittoria dopo avere rimpiazzato il villain messo da parte. Ebbene, oggi come Oggetti al Volante Non Identificati andiamo a scoprire chi fosse il villain in questione.
La carriera di Daniil Kvyat ‐ nato a Ufa in Russia ma cresciuto a Roma - sulle monoposto inizia nel 2010 in Formula Renault, un po' in sordina, ma negli anni successivi iniziano finalmente le soddisfazioni, tanto che nel 2012 vincerà il campionato di F.Renault Alps. La vera svolta arriva con il passaggio in GP3 nel 2013. Il "russo di Roma" non solo non si trova in difficoltà dopo il passaggio di categoria, ma progredisce durante la stagione al punto di vincere tre gare a campionato inoltrato e a conquistare il titolo. Ciò gli vale la promozione in Formula 1, non ancora ventenne, per la stagione 2014.
Come tutti i Redbull junior che giungono nella massima categoria esordisce con la Toro Rosso, lo fa al fianco del più esperto Jean-Eric Vergne. È JEV a uscire vincente dal confronto, 13° vs 15° nel mondiale piloti, ma è Dany a conquistare il risultato più privilegiato: un volante in Redbull, al posto di Sebastian Vettel passato in Ferrari, per la stagione 2015. Vergne, invece, viene appiedato per fare posto a una nuova coppia di esordienti, Carlos Sainz jr e il diciassettenne Max Verstappen.
Il 2015 è negativo per la Redbull, ma molto positivo per Daniil Kvyat. Non solo non sfigura, ma si classifica settimo con pochi punti di vantaggio nei confronti del più blasonato compagno di squadra Daniel Riccardo, ottavo in graduatoria generale. La stagione è scarna di successi per il team di Milton Keynes, Kvyat e Ricciardo fanno doppio podio chiudendo 2/3 alle spalle di Vettel in Ungheria e l'australiano ottiene anche un ulteriore podio, ma sono lontani i fasti dell'epoca d'oro.
Il 2016 sembra l'anno della svolta. La Mercedes è dominante come nelle due passate stagioni, ma già al terzo gran premio della stagione Kvyat conquista il suo primo podio stagionale. È il 17 aprile e il gran premio è quello della Cina. Ancora non lo sappiamo, ma ciò che succede in questa giornata è l'inizio della fine.
Nel pre-podio passano alla storia le immagini di Kvyat che litiga con Vettel, una scena che ricorda il "prova a imparare"/ "prova tu a imparare" di Fernando Alonso e Felipe Massa nel 2007. Il ferrarista, arrivato secondo, sostiene di essere stato chiuso bruscamente da Kvyat alla partenza e che ciò abbia provocato una collisione tra sé e il compagno di squadra Kimi Raikkonen. Il suo "you came like a torpedo" passa alla storia.
Due settimane dopo, il 1° maggio, si svolge il GP della Russia, evento di casa per Kvyat. Inizia nella maniera meno opportuna per Daniil, con un incidente... e non con un incidente normale, dato che sperona ben due volte proprio il pilota con cui due settimane prima ha litigato in mondovisione, che con la Redbull ha vinto quattro mondiali e che nonostante la tuta rossa forse sotto sotto è ancora il golden boy della squadra bovina.
Coinvolge anche Ricciardo giusto per non farsi mancare niente e la gara è un disastro. Il vero disastro, tuttavia, è che la Redbull abbia un altro golden boy in attesa di promozione. Il 5 maggio 2016 viene annunciato che Max Verstappen prenderà il posto di Daniil Kvyat, il quale ritorna così in Toro Rosso.
Ciò che nessuno può immaginare, quel giorno, è cosa succederà dieci giorni più tardi al GP di Spagna. Al via, Nico Rosberg e Lewis Hamilton vengono a contatto: le due Mercedes sono out, è il giorno fortunato di un outsider... e così Verstappen finisce per conquistare la prima vittoria nella massima categoria.
Il resto della stagione, per Kvyat, è un susseguirsi di bassi e altri bassi. Il 2017 va anche peggio, perché non solo il suo volante alla Redbull è ormai un ricordo lontano, ma perché anche quello in Toro Rosso rischia di non essere una certezza.
Sainz vuole lasciare il team, la squadra faentina promuove Pierre Gasly. Però il passaggio di Carlos alla Renault va per le lunghe, quindi appieda Kvyat e la coppia diviene Sainz/ Gasly. Quando finalmente Carlito se ne va, Kvyat viene richiamato a fare coppia con Gasly... almeno finché non viene appiedato di nuovo, stavolta per ingaggiare Brendon Hartley. Curiosamente, ogni volta in cui perde il volante, la gara successiva la vince Verstappen.
Kvyat occupa brevemente il ruolo di development driver Ferrari, per poi tornare a far parte dell'universo Toro Rosso nel 2019 (e Alpha Tauri nei due anni successivi). Riesce finalmente a togliersi una grande soddisfazione quando conquista il terzo posto al GP di Germania, salendo sul podio con i colori della squadra faentina nello stesso fine settimana in cui la sua compagna Kelly Piquet dà alla luce la loro figlia Penelope.
Molto riservato sulla vita privata, Daniil finisce ripetutamente al centro di gossip e prese per i fondelli sui social. Lui e Kelly si lasciano, infatti, ma lei torna nel paddock come compagna di nientemeno che Verstappen, con il quale avrà una figlia.
La nascita di Lily viene annunciata il 1° maggio 2025, giorno dell'anniversario del GP della Russia 2016. Si scoprirà in occasione del suo primo compleanno che è nata il 25 aprile, quindi alla vigilia del compleanno di Kvyat.
Dopo la fine della carriera in Formula 1, Daniil gareggia sporadicamente in NASCAR e nel 2023/2024 compete nel WEC. Da quando ai piloti russi non viene permesso di gareggiare con la propria bandiera nazionale, ha utilizzato licenza italiana e attualmente(?) monegasca, essendo residente a Montecarlo.
La carriera di Daniil Kvyat ‐ nato a Ufa in Russia ma cresciuto a Roma - sulle monoposto inizia nel 2010 in Formula Renault, un po' in sordina, ma negli anni successivi iniziano finalmente le soddisfazioni, tanto che nel 2012 vincerà il campionato di F.Renault Alps. La vera svolta arriva con il passaggio in GP3 nel 2013. Il "russo di Roma" non solo non si trova in difficoltà dopo il passaggio di categoria, ma progredisce durante la stagione al punto di vincere tre gare a campionato inoltrato e a conquistare il titolo. Ciò gli vale la promozione in Formula 1, non ancora ventenne, per la stagione 2014.
Come tutti i Redbull junior che giungono nella massima categoria esordisce con la Toro Rosso, lo fa al fianco del più esperto Jean-Eric Vergne. È JEV a uscire vincente dal confronto, 13° vs 15° nel mondiale piloti, ma è Dany a conquistare il risultato più privilegiato: un volante in Redbull, al posto di Sebastian Vettel passato in Ferrari, per la stagione 2015. Vergne, invece, viene appiedato per fare posto a una nuova coppia di esordienti, Carlos Sainz jr e il diciassettenne Max Verstappen.
Il 2015 è negativo per la Redbull, ma molto positivo per Daniil Kvyat. Non solo non sfigura, ma si classifica settimo con pochi punti di vantaggio nei confronti del più blasonato compagno di squadra Daniel Riccardo, ottavo in graduatoria generale. La stagione è scarna di successi per il team di Milton Keynes, Kvyat e Ricciardo fanno doppio podio chiudendo 2/3 alle spalle di Vettel in Ungheria e l'australiano ottiene anche un ulteriore podio, ma sono lontani i fasti dell'epoca d'oro.
Il 2016 sembra l'anno della svolta. La Mercedes è dominante come nelle due passate stagioni, ma già al terzo gran premio della stagione Kvyat conquista il suo primo podio stagionale. È il 17 aprile e il gran premio è quello della Cina. Ancora non lo sappiamo, ma ciò che succede in questa giornata è l'inizio della fine.
Nel pre-podio passano alla storia le immagini di Kvyat che litiga con Vettel, una scena che ricorda il "prova a imparare"/ "prova tu a imparare" di Fernando Alonso e Felipe Massa nel 2007. Il ferrarista, arrivato secondo, sostiene di essere stato chiuso bruscamente da Kvyat alla partenza e che ciò abbia provocato una collisione tra sé e il compagno di squadra Kimi Raikkonen. Il suo "you came like a torpedo" passa alla storia.
Due settimane dopo, il 1° maggio, si svolge il GP della Russia, evento di casa per Kvyat. Inizia nella maniera meno opportuna per Daniil, con un incidente... e non con un incidente normale, dato che sperona ben due volte proprio il pilota con cui due settimane prima ha litigato in mondovisione, che con la Redbull ha vinto quattro mondiali e che nonostante la tuta rossa forse sotto sotto è ancora il golden boy della squadra bovina.
Coinvolge anche Ricciardo giusto per non farsi mancare niente e la gara è un disastro. Il vero disastro, tuttavia, è che la Redbull abbia un altro golden boy in attesa di promozione. Il 5 maggio 2016 viene annunciato che Max Verstappen prenderà il posto di Daniil Kvyat, il quale ritorna così in Toro Rosso.
Ciò che nessuno può immaginare, quel giorno, è cosa succederà dieci giorni più tardi al GP di Spagna. Al via, Nico Rosberg e Lewis Hamilton vengono a contatto: le due Mercedes sono out, è il giorno fortunato di un outsider... e così Verstappen finisce per conquistare la prima vittoria nella massima categoria.
Il resto della stagione, per Kvyat, è un susseguirsi di bassi e altri bassi. Il 2017 va anche peggio, perché non solo il suo volante alla Redbull è ormai un ricordo lontano, ma perché anche quello in Toro Rosso rischia di non essere una certezza.
Sainz vuole lasciare il team, la squadra faentina promuove Pierre Gasly. Però il passaggio di Carlos alla Renault va per le lunghe, quindi appieda Kvyat e la coppia diviene Sainz/ Gasly. Quando finalmente Carlito se ne va, Kvyat viene richiamato a fare coppia con Gasly... almeno finché non viene appiedato di nuovo, stavolta per ingaggiare Brendon Hartley. Curiosamente, ogni volta in cui perde il volante, la gara successiva la vince Verstappen.
Kvyat occupa brevemente il ruolo di development driver Ferrari, per poi tornare a far parte dell'universo Toro Rosso nel 2019 (e Alpha Tauri nei due anni successivi). Riesce finalmente a togliersi una grande soddisfazione quando conquista il terzo posto al GP di Germania, salendo sul podio con i colori della squadra faentina nello stesso fine settimana in cui la sua compagna Kelly Piquet dà alla luce la loro figlia Penelope.
Molto riservato sulla vita privata, Daniil finisce ripetutamente al centro di gossip e prese per i fondelli sui social. Lui e Kelly si lasciano, infatti, ma lei torna nel paddock come compagna di nientemeno che Verstappen, con il quale avrà una figlia.
La nascita di Lily viene annunciata il 1° maggio 2025, giorno dell'anniversario del GP della Russia 2016. Si scoprirà in occasione del suo primo compleanno che è nata il 25 aprile, quindi alla vigilia del compleanno di Kvyat.
Dopo la fine della carriera in Formula 1, Daniil gareggia sporadicamente in NASCAR e nel 2023/2024 compete nel WEC. Da quando ai piloti russi non viene permesso di gareggiare con la propria bandiera nazionale, ha utilizzato licenza italiana e attualmente(?) monegasca, essendo residente a Montecarlo.
giovedì 14 maggio 2026
GP Spagna 2006: Alonso vince per la prima volta il gran premio di casa
14 maggio 2006: la Formula 1 arriva a Montmelò reduce da due successi consecutivi di Michael Schumacher. Fin dalle qualifiche, tuttavia, tutto lascia ben sperare per la Renault e per il pilota di casa Fernando Alonso, il quale conquista la pole position davanti al compagno di squadra Giancarlo Fisichella. Le Ferrari sono 3/4, mentre seguono in ordine sparso le Honda e le Toyota, che però al via verranno superate da Kimi Raikkonen, che si installerà quindi in quinta piazza.
Alonso è leader e la sua leadership non sembra essere messa in discussione. Schumacher, invece, cerca di sopravanzare Fisichella per procacciarsi la seconda piazza. Il tentativo di overcut fallisce in occasione della prima delle due soste, ma supera il pilota della Renault poco dopo.
A questo punto abbiamo le Renault 1/3 e le Ferrari 2/4. Mentre le posizioni dei primi tre si stabilizzano, la quarta piazza di Felipe Massa è altrettanto stabile. Raikkonen mantiene la quinta posizione, mentre l'altra McLaren non vede neanche da lontano il traguardo, dato che Juan Pablo Montoya finisce in testacoda e si insabbiare già nel corso del primo stint, unico tra i ritirati a non terminare la gara per un proprio errore anziché per qualche noia meccanica.
Le Honda di Jenson Button e Rubens Barrichello stranamente non hanno noie meccaniche e chiudono 6/7, mentre la zona punti viene completata dalla BMW Sauber di Nick Heideld.
Nonostante le buone premesse, la Toyota chiude con il solo Jarno Trulli in decima posizione tra le Williams di Mark Webber e Nico Rosberg, mentre Ralf Schumacher è uno dei ritirati per guasti di varia natura.
Jacques Villeneuve sulla BMW Sauber è dodicesimo davanti alle Redbull di Christian Klien e David Coulthard, che precedono l'unica Toro Rosso al traguardo - Vitantonio Liuzzi, mentre Scott Speed è ritirato. Seguono Tiago Monteiro sulla Midland e Takuma Sato sulla Super Aguri, mentre i rispettivi compagni di squadra Christijan Albers e Franck Montagny sono entrambi out.
L'ultimo classificato Sato chiude a quattro giri dal vincitore, al momento la Super Aguri sembra la lumaca del gruppo. Nessuno può sospettare che di lì a 364 giorni, proprio sul circuito catalano, otterrà per mano del pilota giapponese il primo punto della propria breve storia.
Alonso è leader e la sua leadership non sembra essere messa in discussione. Schumacher, invece, cerca di sopravanzare Fisichella per procacciarsi la seconda piazza. Il tentativo di overcut fallisce in occasione della prima delle due soste, ma supera il pilota della Renault poco dopo.
A questo punto abbiamo le Renault 1/3 e le Ferrari 2/4. Mentre le posizioni dei primi tre si stabilizzano, la quarta piazza di Felipe Massa è altrettanto stabile. Raikkonen mantiene la quinta posizione, mentre l'altra McLaren non vede neanche da lontano il traguardo, dato che Juan Pablo Montoya finisce in testacoda e si insabbiare già nel corso del primo stint, unico tra i ritirati a non terminare la gara per un proprio errore anziché per qualche noia meccanica.
Le Honda di Jenson Button e Rubens Barrichello stranamente non hanno noie meccaniche e chiudono 6/7, mentre la zona punti viene completata dalla BMW Sauber di Nick Heideld.
Nonostante le buone premesse, la Toyota chiude con il solo Jarno Trulli in decima posizione tra le Williams di Mark Webber e Nico Rosberg, mentre Ralf Schumacher è uno dei ritirati per guasti di varia natura.
Jacques Villeneuve sulla BMW Sauber è dodicesimo davanti alle Redbull di Christian Klien e David Coulthard, che precedono l'unica Toro Rosso al traguardo - Vitantonio Liuzzi, mentre Scott Speed è ritirato. Seguono Tiago Monteiro sulla Midland e Takuma Sato sulla Super Aguri, mentre i rispettivi compagni di squadra Christijan Albers e Franck Montagny sono entrambi out.
L'ultimo classificato Sato chiude a quattro giri dal vincitore, al momento la Super Aguri sembra la lumaca del gruppo. Nessuno può sospettare che di lì a 364 giorni, proprio sul circuito catalano, otterrà per mano del pilota giapponese il primo punto della propria breve storia.
lunedì 11 maggio 2026
Indycar 2026: #6 Indianapolis GP... e una polemica Grosjean vs Armstrong piuttosto pittoresca!
Nella sera di sabato 9 maggio si è svolto il Gran Premio di Indianapolis di Indycar, che già da molti anni precede le settimane in cui si svolgerà la Indy 500 e tutto ciò che viene prima.
Dato che la gara si svolgeva a tarda ora, inizialmente avevo pensato di evitare gli spoiler, poi qualcosa non ha funzionato e sono entrata su Xwitter in tarda serata scoprendo della vittoria di Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che partiva dalla quarta piazza dietro al poleman Alex Palou (Ganassi), a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Felix Rosenqvist (Shank). Dietro c'erano David Malukas (Penske), Louis Foster (Rahal), Graham Rahal (Rahal), Scott Dixon (Ganassi), Kyle Kirkwood (Andretti) e Josef Newgarden (Penske) a completare la top-ten... ma who kers, c'era Romain Grosjean (Coyne) undicesimo in griglia e non potevano che esserci elevate aspettative, quindi di corsa a vedere l'extended highlight e a leggere le relative integrazioni per capire per esempio come mai Marcus Ericsson (Andretti) figuri tra l'elenco dei ritirati - pare un problema tecnico!
Al primo giro c'è stato un incidente tra numerosi piloti. E no malpensanti, nessuno di questi era Grosjean. Sono rimasti coinvolti anche vari pezzi grossi: un contatto lieve tra O'Ward e Rosenqvist ha innescato un incidente a cui farne le spese sono stati in particolare Dixon e Caio Collet (Foyt), forse anche Christian Rasmussen (Carpenter) che poi sarebbe stato successivamente costretto al ritiro.
In sintesi, abbiamo avuto subito la prima safety car. In un secondo momento, finalmente la gara è ripartita.
Non sono capitati invece grossi danni quando Rosenqvist ha speronato Santino Ferrucci (Foyt), tranne un giro per i prati di costui.
A un quarto di percorrenza o giù di lì la macchina di Alexander Rossi (Carpenter) si è ammutolita, con conseguenti pitstop in regime di safety car da parte di una serie di piloti. Per una comunicazione poco chiara Palou e il diretto inseguitore Kirkwood sono rientrati ai box più tardi rispetto a tutti gli altri. In questo modo Malukas si sarebbe ritrovato in testa davanti a Lundgaard.
Qualche giro dopo ci siamo ritrovati con un'altra neutralizzazione quando c'è stato un contatto tra Sting Ray Robb (Juncos) e O'Ward che ha coinvolto altri piloti, nel quale per poco Felix non ha spiccato il volo, e nel quale anche Kyffin Simpson (Ganassi) è rimasto coinvolto.
Tra una cosa e l'altra, in quei frangenti ho notato che RoGro era ultimo e doppiato - anche cercando informazioni non ho capito esattamente cosa gli sia successo, se uno spiacevole timing per le soste, oppure se un contatto con Marcus Armstrong (Shank), cosa di cui parleremo in un secondo momento.
Will Power (Andretti) che era stato brevemente in testa essendo su una diversa finestra di pitstop, ha in seguito ricevuto una penalità per avere tagliato la linea bianca della pitlane, ritrovandoso fuori dai giochi. Malukas ha conservato la leadership fino a poco dopo la terza sosta, a quel punto ha subito un sorpasso da Lundgaard, che poi è andato a procacciarsi la vittoria.
Dietro ai due, Rahal ha completato il podio, mentre seguivano Newgarden e un Palou che ha recuperato fino alla top-5. Dixon, Foster e Dennis Hauger (Coyne) invece hanno precedito Kirkwood, nono. Nolan Siegel (Arrow McLaren) è uscito vincente da un duello per la top-ten che ha avuto risvolti molto interessanti.
Ladies and gentlemen, che cosa c'è di meglio di un pilota di Ginevra ex Formula 1 in ultima posizione? La risposta è ovvia: due piloti di Ginevra ex Formula 1 nelle ultime due posizioni! Mentre duellava con Siegel e Ferrucci, Mick Schumacher (Rahal) ha tirato una sportellata a Santino, ricevendo una penalità e classificandosi penultimo davanti al solo RoGro.
Armstrong ha preceduto il già menzionato Simpson e poi Power, Ferrucci, Rinus Veekay (Juncos), Scott McLaughlin (Penske), Robb, O'Ward, Collet e i due loschi individui già abbondamente citati.
Torniamo al Losco Individuo Supremo(C), ovvero il Sommo RoGro, perché nella giornata di domenica ha iniziato a girare un video piuttosto pittoresco.
Per una non meglio precisata controversia con Armstrong, alla fine della gara Grosjean si è diretto verso il box di quest'ultimo ritrovandosi circondato da tutto il team.
Per qualche motivo deve essere stato scambiato per un kriminalehhhh perikolosissimohhhh, tanto che è stato accerchiato da una serie di individui grossi il doppio di lui che cercavano di allontanarlo, e si è scritto che Romain si era diretto là con l'intenzione di picchiare Armstrong.
In realtà alla fine i due hanno avuto una conversazione pacata. Da un altro video, sembrerebbe che lo stesso RoGro stia affermando di non avere cattive intenzioni e di non avere mai picchiato nessuno in vita sua.
Incredibile ma vero, ho trovato perfino dei fanboy argentini di Agustin Canapino che facevano polemica in proposito tacciando 1) favoritismi nei confronti dei piloti americani, 2) un complotto contro Canapino perché non ha più un volante mentre nessuno metterà a piedi RoGro.
Non mi è chiaro di quale crimine si sia macchiato e del perché la decisione di un team di appiedare un pilota (Canapino) sul quale non pendeva nessuna squalifica sia un favoritismo nei confronti di altri, ma il top è scoprire che Grosjean godrebbe di favoritismi riservati agli americani.
RoGro, ghigliottinali tutti! :-PPPP
Dato che la gara si svolgeva a tarda ora, inizialmente avevo pensato di evitare gli spoiler, poi qualcosa non ha funzionato e sono entrata su Xwitter in tarda serata scoprendo della vittoria di Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che partiva dalla quarta piazza dietro al poleman Alex Palou (Ganassi), a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Felix Rosenqvist (Shank). Dietro c'erano David Malukas (Penske), Louis Foster (Rahal), Graham Rahal (Rahal), Scott Dixon (Ganassi), Kyle Kirkwood (Andretti) e Josef Newgarden (Penske) a completare la top-ten... ma who kers, c'era Romain Grosjean (Coyne) undicesimo in griglia e non potevano che esserci elevate aspettative, quindi di corsa a vedere l'extended highlight e a leggere le relative integrazioni per capire per esempio come mai Marcus Ericsson (Andretti) figuri tra l'elenco dei ritirati - pare un problema tecnico!
Al primo giro c'è stato un incidente tra numerosi piloti. E no malpensanti, nessuno di questi era Grosjean. Sono rimasti coinvolti anche vari pezzi grossi: un contatto lieve tra O'Ward e Rosenqvist ha innescato un incidente a cui farne le spese sono stati in particolare Dixon e Caio Collet (Foyt), forse anche Christian Rasmussen (Carpenter) che poi sarebbe stato successivamente costretto al ritiro.
In sintesi, abbiamo avuto subito la prima safety car. In un secondo momento, finalmente la gara è ripartita.
Non sono capitati invece grossi danni quando Rosenqvist ha speronato Santino Ferrucci (Foyt), tranne un giro per i prati di costui.
A un quarto di percorrenza o giù di lì la macchina di Alexander Rossi (Carpenter) si è ammutolita, con conseguenti pitstop in regime di safety car da parte di una serie di piloti. Per una comunicazione poco chiara Palou e il diretto inseguitore Kirkwood sono rientrati ai box più tardi rispetto a tutti gli altri. In questo modo Malukas si sarebbe ritrovato in testa davanti a Lundgaard.
Qualche giro dopo ci siamo ritrovati con un'altra neutralizzazione quando c'è stato un contatto tra Sting Ray Robb (Juncos) e O'Ward che ha coinvolto altri piloti, nel quale per poco Felix non ha spiccato il volo, e nel quale anche Kyffin Simpson (Ganassi) è rimasto coinvolto.
Tra una cosa e l'altra, in quei frangenti ho notato che RoGro era ultimo e doppiato - anche cercando informazioni non ho capito esattamente cosa gli sia successo, se uno spiacevole timing per le soste, oppure se un contatto con Marcus Armstrong (Shank), cosa di cui parleremo in un secondo momento.
Will Power (Andretti) che era stato brevemente in testa essendo su una diversa finestra di pitstop, ha in seguito ricevuto una penalità per avere tagliato la linea bianca della pitlane, ritrovandoso fuori dai giochi. Malukas ha conservato la leadership fino a poco dopo la terza sosta, a quel punto ha subito un sorpasso da Lundgaard, che poi è andato a procacciarsi la vittoria.
Dietro ai due, Rahal ha completato il podio, mentre seguivano Newgarden e un Palou che ha recuperato fino alla top-5. Dixon, Foster e Dennis Hauger (Coyne) invece hanno precedito Kirkwood, nono. Nolan Siegel (Arrow McLaren) è uscito vincente da un duello per la top-ten che ha avuto risvolti molto interessanti.
Ladies and gentlemen, che cosa c'è di meglio di un pilota di Ginevra ex Formula 1 in ultima posizione? La risposta è ovvia: due piloti di Ginevra ex Formula 1 nelle ultime due posizioni! Mentre duellava con Siegel e Ferrucci, Mick Schumacher (Rahal) ha tirato una sportellata a Santino, ricevendo una penalità e classificandosi penultimo davanti al solo RoGro.
Armstrong ha preceduto il già menzionato Simpson e poi Power, Ferrucci, Rinus Veekay (Juncos), Scott McLaughlin (Penske), Robb, O'Ward, Collet e i due loschi individui già abbondamente citati.
Torniamo al Losco Individuo Supremo(C), ovvero il Sommo RoGro, perché nella giornata di domenica ha iniziato a girare un video piuttosto pittoresco.
Per una non meglio precisata controversia con Armstrong, alla fine della gara Grosjean si è diretto verso il box di quest'ultimo ritrovandosi circondato da tutto il team.
Per qualche motivo deve essere stato scambiato per un kriminalehhhh perikolosissimohhhh, tanto che è stato accerchiato da una serie di individui grossi il doppio di lui che cercavano di allontanarlo, e si è scritto che Romain si era diretto là con l'intenzione di picchiare Armstrong.
In realtà alla fine i due hanno avuto una conversazione pacata. Da un altro video, sembrerebbe che lo stesso RoGro stia affermando di non avere cattive intenzioni e di non avere mai picchiato nessuno in vita sua.
Incredibile ma vero, ho trovato perfino dei fanboy argentini di Agustin Canapino che facevano polemica in proposito tacciando 1) favoritismi nei confronti dei piloti americani, 2) un complotto contro Canapino perché non ha più un volante mentre nessuno metterà a piedi RoGro.
Non mi è chiaro di quale crimine si sia macchiato e del perché la decisione di un team di appiedare un pilota (Canapino) sul quale non pendeva nessuna squalifica sia un favoritismo nei confronti di altri, ma il top è scoprire che Grosjean godrebbe di favoritismi riservati agli americani.
RoGro, ghigliottinali tutti! :-PPPP
domenica 10 maggio 2026
sabato 9 maggio 2026
venerdì 8 maggio 2026
Riflessioni estemporanee sulla percezione delle disgrazie nella Formula 1 dei "very uominy"
La mattina metto due sveglie sul cellulare, a pochi minuti di distanza l'una dall'altra. Quando è suonata la prima, sono andata a controllate i social in attesa della seconda. Mentre scorrevo la bacheca di Zuckerbook, mi sono ritrovata a leggere un post che commemorava la morte di Gilles Villeneuve, di cui oggi cade il quarantaquattresimo anniversario. Ho dato un'occhiata ai commenti e ne ho trovato uno abbastanza spiazzante. A onore del vero, non è la prima volta che leggo un'affermazione simile, ma stavolta ne sono rimasta piuttosto colpita. In sintesi, l'utente che commentava affermava che, visto il suo stile di guida, Villeneuve aveva comunque il destino segnato.
Non nego che una simile affermazione possa essere per qualche verso condivisibile, dato che stiamo parlando di un pilota che non aveva esattamente uno stile di guida tranquillo. Però arriva a soli otto giorni di distanza da un altro commento che ho letto su Xwitter, dove un buontempone lo scorso 30 aprile "commemorava" la morte di Roland Ratzenberger affermando che era un pilota pagante che non avrebbe dovuto stare in Formula 1, quindi era colpa sua. Però almeno non gli ha dato del pilota amatoriale, se capite il riferimento.
Non nego che io stessa, in certe occasioni del passato, ho pensato, di certi piloti: "questo finirà per uccidersi o per uccidere qualcuno". Capitava, quando vedevo piloti decisamente poco tranquilli. Capitava per esempio quando un certo pilota franco-svizzero grosjeanizzava qualcuno in partenza ogni tre per due.
Il paradosso è che, tra i piloti di Formula 1 di questo secolo attualmente viventi, Grosjean è proprio quello che più di ogni altro ha rischiato di raggiungere l'aldilà. Ve lo ricordate tutti il rogo del Bahrain. Ebbene, la guida poco tranquilla del buon Romain non ha NULLA a che vedere il fatto che la macchina si sia aperta in due e che in pochi secondi sia stata avvolta dalle fiamme. Non ha nulla neanche a che vedere con il fatto che se Grosjean non fosse riuscito a tirarsene fuori da solo, molto probabilmente nessuno l'avrebbe tirato fuori altrettanto in fretta, e chissà quali sarebbero state le conseguenze.
Zhou Guanyu, invece, non è celebre per essere uno dei piloti più sopraffini della sua generazione (anche se sono certa che molti cinesi affermerebbero il contrario), ma non è certo colpa sua se in quel contatto alla partenza in Gran Bretagna, l'impatto ha fatto sì che si ribaltasse a quella maniera e che il rollbar si rompesse, con la macchina che strisciava soltanto sull'halo.
Credo che dovremmo superare questa visione, chiaramente legata a un passato in cui la colpa era sempre solo ed esclusivamente del morto (o di qualcuno che aveva avuto la malaugurata sorte di trovarsi sulla sua strada), ignorando bellamente le precarie condizioni di sicurezza di un tempo.
Non nego che i piloti dalla guida più attendista, con una maggiore propensione a tenersi lontani dai guai, potessero avere più elevate possibilità di sopravvivenza, e che quelli che osavano di più fossero consapevoli di guidare delle lattine (non di Redbull!) che rischiavano di accartocciarsi con le relative conseguenze, ma dovrebbe venire il dubbio, almeno a noi che vediamo il tutto dall'ottica degli anni 2020 e che dovremmo avere superato una certa mentalità, che ciò che un tempo era considerato la normalità sia stato considerato la normalità fin troppo a lungo.
Sono esistiti senz'altro i piloti troppo spericolati, i piloti troppo inesperti... e anche quelli troppo scarsi per la Formula 1. Non sempre ciò è correlato con l'essere rimasti coinvolti in incidenti gravi. Anzi, oserei dire che la maggioranza di questi non vi siano stati effettivamente coinvolti, ma che il decennio di appartenenza sia un fattore di gran lunga più rilevante.
Non nego che una simile affermazione possa essere per qualche verso condivisibile, dato che stiamo parlando di un pilota che non aveva esattamente uno stile di guida tranquillo. Però arriva a soli otto giorni di distanza da un altro commento che ho letto su Xwitter, dove un buontempone lo scorso 30 aprile "commemorava" la morte di Roland Ratzenberger affermando che era un pilota pagante che non avrebbe dovuto stare in Formula 1, quindi era colpa sua. Però almeno non gli ha dato del pilota amatoriale, se capite il riferimento.
Non nego che io stessa, in certe occasioni del passato, ho pensato, di certi piloti: "questo finirà per uccidersi o per uccidere qualcuno". Capitava, quando vedevo piloti decisamente poco tranquilli. Capitava per esempio quando un certo pilota franco-svizzero grosjeanizzava qualcuno in partenza ogni tre per due.
Il paradosso è che, tra i piloti di Formula 1 di questo secolo attualmente viventi, Grosjean è proprio quello che più di ogni altro ha rischiato di raggiungere l'aldilà. Ve lo ricordate tutti il rogo del Bahrain. Ebbene, la guida poco tranquilla del buon Romain non ha NULLA a che vedere il fatto che la macchina si sia aperta in due e che in pochi secondi sia stata avvolta dalle fiamme. Non ha nulla neanche a che vedere con il fatto che se Grosjean non fosse riuscito a tirarsene fuori da solo, molto probabilmente nessuno l'avrebbe tirato fuori altrettanto in fretta, e chissà quali sarebbero state le conseguenze.
Zhou Guanyu, invece, non è celebre per essere uno dei piloti più sopraffini della sua generazione (anche se sono certa che molti cinesi affermerebbero il contrario), ma non è certo colpa sua se in quel contatto alla partenza in Gran Bretagna, l'impatto ha fatto sì che si ribaltasse a quella maniera e che il rollbar si rompesse, con la macchina che strisciava soltanto sull'halo.
Credo che dovremmo superare questa visione, chiaramente legata a un passato in cui la colpa era sempre solo ed esclusivamente del morto (o di qualcuno che aveva avuto la malaugurata sorte di trovarsi sulla sua strada), ignorando bellamente le precarie condizioni di sicurezza di un tempo.
Non nego che i piloti dalla guida più attendista, con una maggiore propensione a tenersi lontani dai guai, potessero avere più elevate possibilità di sopravvivenza, e che quelli che osavano di più fossero consapevoli di guidare delle lattine (non di Redbull!) che rischiavano di accartocciarsi con le relative conseguenze, ma dovrebbe venire il dubbio, almeno a noi che vediamo il tutto dall'ottica degli anni 2020 e che dovremmo avere superato una certa mentalità, che ciò che un tempo era considerato la normalità sia stato considerato la normalità fin troppo a lungo.
Sono esistiti senz'altro i piloti troppo spericolati, i piloti troppo inesperti... e anche quelli troppo scarsi per la Formula 1. Non sempre ciò è correlato con l'essere rimasti coinvolti in incidenti gravi. Anzi, oserei dire che la maggioranza di questi non vi siano stati effettivamente coinvolti, ma che il decennio di appartenenza sia un fattore di gran lunga più rilevante.
giovedì 7 maggio 2026
I centenari della Formula 1
Pochi giorni fa è deceduto Hermano Da Silva Ramos, il terzo pilota della storia della Formula 1 a vivere abbastanza a lungo da diventare centenario. Andiamo quindi a ripercorrere chi sono stati i tre piloti a raggiungere questo traguardo.
PAUL PIETSCH/ tedesco, classe 1911, ha compiuto cent'anni il 20 giugno 2011. Era passata poco più di una settimana da quel glorioso GP del Canada vinto da Jenson Button rimontando dalle retrovie, con una serie notevole di pitstop.
Le presenze in Formula 1 di Pietsch erano tre: al GP d'Italia 1950 con una Maserati privata e nei due anni successivi al GP di Germania, nel 1951 con Alfa Romeo e nel 1952 con Veritas, squadra dalla breve esistenza. Due settimi posti in griglia sono stati i suoi migliori risultati in qualifica, mentre non è mai riuscito a vedere il traguardo di un gran premio.
Il primo centenario della storia della Formula 1 è venuto a mancare nel 2012, un mese prima di attivare a centouno.
KENNETH MCALPINE/ britannico, classe 1920, ha compiuto cent'anni il 21 settembre 1920, all'epoca era passata poco più di una settimana dal GP di Toscana disputato al Mugello.
Ha disputato in totale sette gran premi con Connaught, tra il 1952 e il 1955, con il miglior risultato al GP di Germania 1953, sia in qualifica sia in gara, sedicesimo e tredicesimo rispettivamente.
È venuto a mancare nell'aprile 2023 all'età di centodue anni.
HERMANO DA SILVA RAMOS/ francese di origini brasiliane, era nato il 7 dicembre 1925, diventando centenario verso la fine dell'anno scorso. Il suo compleanno è avvenuto nello stesso giorno in cui Lando Norris è divenuto campione del mondo e ciò lo rende l'unico pilota della storia a essere divenuto centenario nel giorno dell'assegnazione di un titolo mondiale. A sua volta, Norris è l'unico campione del mondo ad avere conquistato il titolo in occasione del centesimo compleanno di un pilota vintage.
Anche Ramos ha disputato sette gran premi in totale, tra il 1955 e il 1956, tutti con Gordini. Il suo miglior risultato è stato il quinto posto al GP di Montecarlo 1956, ottenendo anche altre due top-ten.
PAUL PIETSCH/ tedesco, classe 1911, ha compiuto cent'anni il 20 giugno 2011. Era passata poco più di una settimana da quel glorioso GP del Canada vinto da Jenson Button rimontando dalle retrovie, con una serie notevole di pitstop.
Le presenze in Formula 1 di Pietsch erano tre: al GP d'Italia 1950 con una Maserati privata e nei due anni successivi al GP di Germania, nel 1951 con Alfa Romeo e nel 1952 con Veritas, squadra dalla breve esistenza. Due settimi posti in griglia sono stati i suoi migliori risultati in qualifica, mentre non è mai riuscito a vedere il traguardo di un gran premio.
Il primo centenario della storia della Formula 1 è venuto a mancare nel 2012, un mese prima di attivare a centouno.
KENNETH MCALPINE/ britannico, classe 1920, ha compiuto cent'anni il 21 settembre 1920, all'epoca era passata poco più di una settimana dal GP di Toscana disputato al Mugello.
Ha disputato in totale sette gran premi con Connaught, tra il 1952 e il 1955, con il miglior risultato al GP di Germania 1953, sia in qualifica sia in gara, sedicesimo e tredicesimo rispettivamente.
È venuto a mancare nell'aprile 2023 all'età di centodue anni.
HERMANO DA SILVA RAMOS/ francese di origini brasiliane, era nato il 7 dicembre 1925, diventando centenario verso la fine dell'anno scorso. Il suo compleanno è avvenuto nello stesso giorno in cui Lando Norris è divenuto campione del mondo e ciò lo rende l'unico pilota della storia a essere divenuto centenario nel giorno dell'assegnazione di un titolo mondiale. A sua volta, Norris è l'unico campione del mondo ad avere conquistato il titolo in occasione del centesimo compleanno di un pilota vintage.
Anche Ramos ha disputato sette gran premi in totale, tra il 1955 e il 1956, tutti con Gordini. Il suo miglior risultato è stato il quinto posto al GP di Montecarlo 1956, ottenendo anche altre due top-ten.
mercoledì 6 maggio 2026
GP Europa 2006: la gloriosa polemica post-qualifiche (pressoché unidirezionale) tra Fisichella e Villeneuve
Nurburgring, sabato 6 maggio: è il giorno delle qualifiche del GP d'Europa, Fernando Alonso conquista la pole position sull'unica Renault arrivata in top-ten, vista l'esclusione di Giancarlo Fisichella in Q2. È proprio costui l'hot topic del giorno, perché sarebbe stato rallentato da Jacques Villeneuve. Alla fine della sessione, incavolato nero si dirige con decisione verso il box della BMW Sauber... che poi, si dirige con decisione fino a un certo punto, sembra quasi che gli serva la bussola per orientarsi. Nevermind, eccolo arrivare a destinazione. Villeneuve è ancora nell'abitacolo e Fisichella inizia a inveire. E qual è il modo migliore per comunicare con un canadese? Naturalmente parlare in romano.
Ora, che Villeneuve capisca l'italiano non ci sono dubbi, dato che successivamente avrebbe fatto anche l'opinionista per Sky F1 Italia, ma ho seri dubbi sul comprendere la parlata dialettale. In ogni caso non è che si preoccupi molto di quello che Fisichella ha da dire. Questo viene esortato da un meccanico italiano a rimandare a un successivo momento la discussione.
Alonso precede le Ferrari di Michael Schumacher e Felipe Massa. Quest'ultimo ha un nuovo ingegnere di gara, Rob Smedley: ROLIPE VIBES. <3
Allo scattare della gara, domenica 7 maggio, Alonso continua a precedere le Ferrari, mentre Jenson Button sulla Honda risale al quarto posto, sopravanzando il compagno di squadra Rubens Barrichello, che scivola anche dietro alla McLaren di Kimi Raikkonen e alla Toyota di Jarno Trulli. Un contatto tra la Toyota di Ralf Schumacher e la Toro Rosso di Tonio Liuzzi manda questo contro la Redbull di David Coulthard. Per i due "bovini" è ritiro. Entra la safety car,
Al restart, Raikkonen passa davanti a Button, che comunque ha alle porte un destino ben più triste, dato che a metà gara si ritirerà con il motore in fumo. La cosa non mi stupisce particolarmente. Anche le Super Aguri faranno una fine simile, prima con Franck Montagny (che ha preso il posto di Yuji Ide) e Takuma Sato. Si sono già ritirati per guasti anche Mark Webber sulla Williams e Christian Klien sulla Redbull.
Alonso e Schumacher sono molto vicini, ma la prima sosta non cambia le cose. In occasione della seconda, invece, Schumacher passa davanti di overcut. Nell'ultimo stint allunga nai confronti di Alonso, il quale si ritrova inseguito molto vicino da Massa, che però deve accontentarsi del terzo posto che consiste comunque nel suo primo podio. Dietro di lui, Raikkonen lo segue da vicino. Sull'altra McLaren, invece, Juan Pablo Montoya si ritrova in bassa top-ten, fintanto che non si ritira per un guasto al motore in simultanea con l'analogo ritiro della Toyota di Ralf Schumacher che si trovava al momento in sesta piazza.
Quinto giunge Barrichello, sesto Fisichella. La sintesi della sua gara: dopo due stint alle spalle di Villeneuve - nientemeno! - rientra ai box per la seconda sosta nello stesso giro del campione del mondo 1997. Entra dietro, ma esce davanti: la vendetta è compiuta! Nico Rosberg, partito ultimo, chiude settimo, mentre l'ultimo punto se lo aggiudica proprio Platinum Jacques. Seguono Trulli, Nick Heidfeld su BMW Sauber, Scott Speed su Toro Rosso e le Midland di Tiago Monteiro e Christijan Albers.
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