giovedì 28 maggio 2026

GP Montecarlo 2006: Schumacher alla Rascasse, Raikkonen sullo yacht, Coulthard sul podio travestito da Superman

Non sono certa di credere nell'esistenza del destino, ma se esiste deve avere stabilito a priori che dovevo essere un'appassionata di automobilismo. Basti pensare che dovevo nascere di lunedì, con il taglio cesareo già programmato, ma questo ha dovuto essere anticipato d'urgenza al giorno presente. Così ho visto la luce nel Memorial Sunday e sono nata in un giorno in cui la 500 miglia di Indianapolis si sovrapponeva con il GP del Messico.
Vari momenti della mia vita sono stati scanditi da fatti rimasti scolpiti nella storia del motorsport e nei due giorni che hanno preceduto la mia maggiore età sono capitati tre accadimenti di cui ancora si parla. Basti pensare che il 27 maggio 2006, mio penultimo giorno da minorenne, Michael Schumacher si è fermato alla Rascasse mentre Fernando Alonso stava ancora effettuando l'ultimo tentativo di qualifica. In linea teorica aveva il miglior tempo, ma si è procacciato la cancellazione dei tempi registrati ed è stato retrocesso ultimo, peraltro in buona compagnia dato che Felipe Massa con l'altra Ferrari era penultimo.
Alonso è stato promosso poleman, davanti alla Williams di Mark Webber, alle McLaren di Kimi Raikkonen e Juan Pablo Montoya, alla Honda di Rubens Barrichello, alla Toyota di Jarno Trulli, alla Redbull di David Coulthard, alla Williams di Nico Rosberg e alla Renault del compagno di squadra Giancarlo Fisichella, ultimo qualificato nel Q3.

La prima parte dei 78 giri previsti, il 28 maggio, mio ultimo giorno da minorenne, è stata abbastanza tranquilla, con Alonso leader davanti a Raikkonen, Webber e Montoya. Per il pilota della Williams soprattutto si stava prospettando una gara interessante ma a metà inoltrata tutto è finito in una nuvola di fumo.
Non è stato il solo a fare quella fine. Poco dopo, mentre la gara era in regime di safety car, anche la McLaren di Raikkonen si è esibita in una sfumazzata piuttosto chiara. Non era niente di accezionale, l'affidabilità della McLaren non è che fosse proprio proverbiale, ma la reazione di Kimi era invece destinata a passare alla storia. Con tanto di tuta e casco si è incamminato verso il proprio yacht, laddove è stato successivamente inquadrato. A vent'anni di distanza questa viene considerata una scena iconica, spesso slegata all'evento in sé. Per cado qualcuno di voi di recente ha mai pensato: "è stato il giorno successivo alla faccenda di Schumacher alla Rascasse"? Probabilmente no e immagino che non lo colleghiate nemmeno all'altro fatto entrato nella storia della Formula 1 quel fine settimana.
Il 28 maggio 2006, infatti, è accaduto qualcosa che all'epoca era una nota stylish, mentre al giorno d'oggi può essere considerata qualcosa di epocale.

Mentre la Williams perdeva per strada anche Rosberg a causa di un incidente - chissà se Mazzoni l'aveva appena definito specialista dei circuiti cittadini, forse non ancora - sembrava ormai chiaro che la terza piazza fosse alla portata di un outsider, mentre secondo era stabilmente Montoya. Quell'outsider non era Barrichello che da terzo che era ha dovuto scontare un drive through.
Poteva essere Trulli, ma ha avuto un guasto. Allora, con una livrea ispirata al film "Superman returns" per questioni promozionali, film che poi guardai solo ed esclusivamente perché lo collegavo a questo fatto, in terza posizione si è ritrovata la Redbull di David Coulthard... e più tardi, tanti di noi, vedendolo sul podio con il mantello da Superman, ci siamo detti: "una Redbull sul podio, una cosa del genere potrebbe non succedere mai più". E invece di lì a pochi anni hanno iniziato a collezionare titoli mondiali.
Barrichello frattanto era quarto, inseguito da un famelico Michael Schumacher destinato a chiudere quinto una lunga rimonta, con Fisichella dietro di sé - i due lasciati sdoppiare da Alonso per togliersi da ogni possibile impiccio.
Nick Heidfeld su BMW Sauber si è classificato settimo, mentre Ralf Schumacher su Toyota si è procacciato l'ultimo punto, tenendosi dietro Massa.

Bonus: il 28 maggio 2006 è stato un giorno che avrebbe potuto essere epocale anche dall'altro lato dell'oceano. Michael Andretti, che all'epoca aveva 43 anni, era in testa a pochi giri dalla fine della Indy 500 e inseguiva la possibilità di spezzare la "maledizione" secondo cui nessun pilota membro della famiglia Andretti vincerà mai più a Indianapolis.
Poco più tardi, però, una vettura palesemente più veloce l'ha sopravanzato. Fine dei sogni? No, non per ora. Suo figlio Marco, all'epoca di appena 19 anni, ha preso la testa della gara e si è involato verso quella che poteva essere una vittoria storica. Non è così che doveva andare, Sam Hornish jr procedeva verso di loro con una velocità superiore. Ha preso il secondo posto e nel corso dell'ultimo giro, si è preso anche la leadership e poi la vittoria, rimandando la fine della maledizione al giorno del mai.



martedì 26 maggio 2026

Formula 2 2026: cenni su Miami e sul Canada

La Formula 2 è reduce da due appuntamenti americani, Miami e Montreal. Abbiamo un pilota italiano in testa alla classifica, si tratta di Gabriele Minì, vincitore della feature race di Miami, fine settimana che si era aperto con la vittoria di Nikola Tsolov nella gara sprint. Laurens Van Hoepen e Alex Dunne hanno completato il podio al sabato, mentre Dino Beganovic e Rafael Camara si sono classificati 2/3 in quella domenicale. Noel Leon, l'unico pilota palindromo, ha chiuso la feature al quarto posto, precedendo Kush Maini, Ritomo Miyata, Mari Boya, Colton Herta, Sebastian Montoya e Joshua Durksen.
La sprint canadese si è conclusa con una vittoria di Leon, Minì secondo classificato e Martinius Stenshorme sul gradino più basso del podio. Quest'ultimo ha anche conquistato la vittoria nella feature race, con Dunne secondo e Minì nuovamente a podio stavolta in terza posizione. Montoyino si è classificato quarto...
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...e adesso sederevi, fate un respiro profondo e preparatevi moralmente a un fatto che fino a pochi giorni fa sarebbe sembrato impossibile: Cian Shields si è classificato in quinta piazza, conquistando i suoi primi punti nella categoria.
Nico Varrone ha chiuso sesto, mentre Herta settimo eguagliando il suo miglior risultato stagionale. Boya, Maini e Leon hanno concluso la zona punti.


lunedì 25 maggio 2026

Formula Academy 2026: Palmowski domina opening race e feature race, nel mezzo Paatz vince la reverse grid race dopo una penalità per Ferreira

Benvenuti in Canada, dove la Formula Academy prevede un format a tre gare, per sopperire all'accorciamento del calendario dovuto alla cancellazione dei gran premi mediorientali. Ci sono Opening Race, Reverse Grid Race e Feature Race. In sintesi, se ho ben capito, in Feature si parte con la griglia stilata dalle qualifiche, in Reverse Grid race con la solita reverse grid delle prime otto in qualifica, in Opening con il secondo miglior tempo ottenuto in qualifica.

Su come capire, sul sito della categoria, quale sia la griglia della Opening e quale quella della Feature, purtroppo non c'è un apposito tutorial. Quello che sappiamo è che Alisha Palmowski (Campos/ livrea Redbull) ha ottenuto la pole position per entrambe. Seguono Payton Westcott (Prema/ livrea Mercedes), Megan Bruce (Campos), Emma Felbermayr (Rodin/ livrea Audi), Matilda Paatz (Prema/ livrea Aston Martin), Alba Hurup Larsen (MP Motorsport/ livrea Ferrari), Raffaela Ferreira (Campos/ livrea Racing Bulls), Kaylee Countryman (ART/ livrea Haas) a completare la zona reverse grid.

Per la Opening race c'è qualche lieve differenza, tipo Bruce davanti a Westcott e Lisa Billard (ART) che precede Countryman, ma nevermind, preoccupiamoci di Palmowski che, leader incontrastata per tutta la gara, va a prendersi la vittoria con ben dieci secondi di vantaggio nei confronti della diretta inseguitrice (record della categoria), che è Bruce. Westcott purtroppo deve fare un passaggio per i box e conclude la gara nelle retrovie.
Sul podio con Palmowski e Bruce troviamo Paatz, poi a seguire Ferreira, Larsson, Ella Lloyd (Rodin/ livrea McLaren), Countryman, Ella Stevens (Rodin), Nina Gademan (MP Motorsport/ livrea Alpine) nonostante una penalità e Felbermayr a completare la top-ten, quest'ultima dopo una partenza al rallenty.
Segue undicesima Autumn Fisher (Hitech - wildcard), dopodiché Jade Jacquet (ART/ livrea Williams), Rachel Robertson (Hitech), Natalia Granada (Prema) e Billard coinvolte in un contatto, solo sedicesima Westcott, infine Ava Dobson (Hitech) ed Esmee Kosterman (MP Motorsport) autrice di un incidente(?).

Si prosegue con una Reverse Grid race decisamente movimentata da incidenti (Dobson vs Robertson, successivamente Gademan), ma al contempo anche non troppo movimentata perché si gira parecchio dietro safety car. Ferreira, passata in testa al via, non ha modo di allungare come aveva fatto Palmowski e questo non va a suo favore, la penalità di cinque secondi che si procaccia per false start si rivela pesantissima.
Taglia il traguardo davanti a tutte, ma è solo ottava nell'ordine d'arrivo ufficiale. Vince Paatz, che ha in precedenza superato Countryman, mentre terza giunge Westcott.
Le penalità sono varie, alla fine concludono la zona punti, in questo caso estesa alle prime otto, Granada, Billard, Felbermayr, Bruce e la già menzionata Ferreira. Segue Kosterman, mentre è solo decima Palmowski autrice di una gran sbinnata, nella quale ha avuto la peggio Gademan finita nelle barriere per evitarla. Seguono Larsen, protagonista di un contatto, Jacquet, Lloyd, Fisher e Stevens.

In una Feature Race disputata su pista bagnata, ma senza grossi intoppi derivanti dalle condizioni meteo, Palmowski batte il record del giorno precedente vincendo con un gap ancora più elevato, nonostante un messaggio inquietante su una potenziale perdita di potenza. Felbermayr e Bruce finiscono 2/3, stesse posizioni che occupano in classifica, dove sono comunque abbastanza distanti da Palmowski.
Westcott chiude quarta precedendo Paatz, mentre dietro c'è un gruppetto protagonista di duelli scatenati per gran parte della gara: Larsen, Gademan, Granada, Lloyd e Ferreira che chiudono la zona punti. A seguire si classificano Stevens, Kosterman, Jacquet, Robertson, Billard, Countryman, Dobson e Fisher.
Il ritorno in pista è previsto per Silverstone nel primo weekend di luglio, tra cinque settimane.



domenica 24 maggio 2026

Indycar 2026: 110th Indianapolis 500 (#7)

24 Maggio 2026/ Memorial Sunday: è il giorno della SoVrApPoSiZiOn3 tra la Indy 500 e il GP del Canada, ma per ora ci occupiamo di Indianapolis perché in ordine cronologico arriva prima e anche e soprattutto perché, avendo seguito la gara in una diretta non ufficiale su Youtube, con un bel riquadro scuro in mezzo che serviva al proprietario del canale per non essere bannato e la gara che si vedeva meglio quando c'era la pubblicità con schermo diviso in due, ho già scritto la relativa narrazione.

Quest'anno c'erano solo 33 vetture iscritte, pertanto non vi è stato il Bump Day, ma il weekend antecedente la gara era dedicato alle qualifiche, con il sabato che poi è saltato per via di un lungo rain delay. Di conseguenza alla domenica c'è stata una sessione che definiva le posizioni dalla 13^ in poi, dopodiché la Fast 12. Alla fine il risultato che ne è venuto fuori è stato il seguente:

1^ fila: Alex Palou, Alexander Rossi, David Malukas
2^ fila: Felix Rosenqvist, Santino Ferrucci, Pato O'Ward
3^ fila: Kyffin Simpson, Conor Daly, Scott McLaughlin
4^ fila: Scott Dixon, Rinus Veekay, Takuma Sato
5^ fila: Ed Carpenter, Helio Castroneves, Christian Rasmussen
6^ fila: Marcus Armstrong, Marcus Ericsson, Christian Lundgaard
7^ fila: Will Power, Nolan Siegel, Louis Foster
8^ fila: Ryan Hunter-Reay, Josef Newgarden, Romain Grosjean
9^ fila: Kyle Kirkwood, Katherine Legge, Mick Schumacher (R)
10^ fila: Graham Rahal, Dennis Hauger (R), Jacob Abel (R)
11^ fila: Sting Ray Robb, Caio Collet (R), Jack Harvey

A dire il vero gli ultimi due menzionati si erano classificati 10° e 29° poi sono stati squalificati per irregolarità tecniche e mandati nelle ultime due posizioni. Collet in particolare aveva centrato la top-12 e competendo per la "carica" di Rookie of the Year avrebbe potuto approfittarne per cercare di svettare sugli altri rookie che stavano tutti in quelle che Mazzoni avrebbe potuto definire le "melme della bassa classifica".
La primissima parte di gara ha visto Palou e Rossi duellare per la leadership con vari avvicendamenti. Tutto nel frattempo proseguiva tranquillo fino intorno al 15° giro: Hunter-Reay (Arrow McLaren) è andato a muro e anche Legge (HMD Foyt) è andata a sbattere per evitare l'incidente.
Quasi tutto lo schieramento è rientrato ai box in regime di safety car, Palou è uscito dietro agli "alternativi", Rossi più arretrato dopo avere avuto una sosta problematica. Veekay, Grosjean e nientemeno che Collet erano i primi tre, anche se Veekay è rientrato non troppo tempo dopo. Al momento in cui Carpenter (con il suo omonimo team) è andato a muro con ritorno della SC, Grosjean era leader anche se al restart Collet ha preso la testa della gara, dove si è alternato con Daly e Palou fino al momento della sosta in regime di bandiera verde.
Dopo essersi fermati ai box Collet e Grosjean erano nelle retrovie, frattanto Daly si vedeva strappare la testa della gara da Palou. Ci avvicinavamo intanto al giro 50.
Una decina di giri più tardi era nuovamente momento di pitstop, stavolta non sono occorsi incidenti quindi tutte le soste sono avvenute in bandiera verde. Palou ne è uscito di nuovo leader, Daly più arretrato, Dixon era il pilota che più guadagnava in quei frangenti e al 69° ha superato Palou per la leadership, a quel punto è iniziato un susseguirsi dei due in testa alla gara.
Più tardi abbiamo avuto i ritiri di Rossi (Carpenter) per un guasto al motore e di Power (Andretti) per un testacoda all'uscita della pitlane.
Nel frattempo, dopo un giro di pitstop dietro safety car, Dixon era ancora leader... ma al giro 105 la gara è stata redflaggata per... pioggia?! Non è che di pioggia se ne vedesse, almeno con i mezzi con i quali stavo vedendo la gara, ma a giudicare dai commenti letti su Xwitter non ero la sola a esprimere una simile rimostranza.

Mentre tutto lasciava pensare che molto probabilmente la gara sarebbe finita DOPO l'inizio del GP del Canada e non prima, al restart Malukas ha preso la testa della gara, con a seguire Palou, Daly e Newgarden e Dixon relegato in quinta piazza. Poi al 115° giro è entrata la safety car per lo stesso identico motivo: "inclement weather". Dieci giri più tardi la bandiera verde... o almeno così doveva essere, ma Newgarden (Penske) ha messo la macchina nel muro.
Al 131° abbiamo avuto un restart con Daly brevemente leader e McLaughlin e Palou in lotta per la prima posizione, con anche McLaughlin che ha sopravanzato Daly. Con qualche cambio di leadership - e il ritiro di Rasmussen (Carpenter) - la situazione è rimasta immutata fino intorno al 150° quando si sono svolti i pitstop, con la consapevolezza che si stava andando a delineare un'alternanza di finestre di pitstop.
Al 175° giro Malukas è ha aperto il giro delle ultime soste, anche Palou è rientrato, mentre altri tipo Rosenqvist, O'Ward e Armstrong speravano in una safety car per risparmiare carburante e nel frattempo proseguivano là davanti.
Mentre ormai le 22.00, ora di inizio del GP del Canada (che mentre scrivo questo post probabilmente si avvia verso le fasi conclusive, ma non lo so perché su TV8 ancora non è iniziato), erano sempre più vicine, Collet (Foyt) ha deciso di dare un seguito al mio dubbio su chi sarà eletto Rookie of the Year: a otto giri dalla fine è andato a sbattere in maniera micidiale ritrovandosi con la macchina in frantumi, un principio di incendio e una bandiera rossa.

Al restart a quattro giri dalla fine, a cui Castroneves (Meyer Shank) sembra non avere preso parte dopo un guasto, Armstrong ha preso la testa della gara, inseguito da Malukas, ma subito c'è stata una safety car caratterizzata da una certa creatività. Nel momento in cui le vetture scattavano, infatti, Schumacher ha vagamente sfiorato il muro, ha ondeggiato un attimo... e basta, lì era e lì è rimasto. Era fisicamente uno degli ultimi del gruppo poiché era l'ultimo dei piloti a pieni giri e nessun altro è stato minimamente coinvolto. Aspettare un attimo e vedere se stava effettivamente succedendo qualcosa sembrava brutto, quindi safety car che magari tutto si decide in un solo giro!
E difatti così è andata, con Malukas che ha sfilato Armstrong ed è scappato verso il traguardo. Rosenqvist, però, aveva altri piani per lui e alla fine è andato a vincere con il minore gap della storia della Indy 500. Vittoria epica, non lo nego, ma non posso non commuovermi per quel povero disgraziato di Malukas che si è avvicinato così tanto alla vittoria...

That's all: Rosenqvist (Meyer Shank), Malukas (Penske), McLaughlin (Penske), O'Ward (Arrow McLaren), Armstrong (Meyer Shank), Veekay (Juncos), Palou (Ganassi), Ferrucci (Foyt), Grosjean (Coyne), Sato (Rahal Letterman), Siegel (Arrow McLaren), Daly (Dreyer & Reinbold), Ericsson (Andretti), Simpson (Ganassi), Dixon (Ganassi), Kirkwood (Andretti), Lundgaard (Arrow McLaren), Schumacher (Rahal Letterman), Hauger (Coyne), Rahal (Rahal Letterman), Foster (Rahal Letterman), Harvey (Dreyer & Reinbold), Robb (Juncos), Abel (Abel Motorsports).

sabato 23 maggio 2026

Formula E 2026: l'eprix di Montecarlo (#9, #10) dopo quello di Berlino (#7, #8)

Credo sia giunto il momento di ammetterlo: non sono riuscita a stare dietro a tutto. Delle ultime quattro gare di Formula E sono riuscita a vedere soltanto la seconda di Montecarlo, quella di domenica scorsa, che si è svolta nello stesso giorno delle qualifiche di Indianapolis. Quest'anno è saltata la SoVrApPoSiZiOn3 Monaco/ Indy 500 ma siamo riusciti comunque a vedere entrambi i circuiti nello stesso fine settimana.

Venivamo dall'eprix di Berlino, avvenuto nello stesso weekend in cui mio padre è stato ricoverato in ospedale, che non sono riuscita minimamente a seguire e che ha avuto questi risultati:
EPIX DEL SABATO/ 1. Nico Muller, 2. Nick Cassidy, 3. Oliver Rowland;
EPRIX DELLA DOMENICA/ 1. Mitch Evans, Oliver Rowland, Pascal Wehrlein.

Anche a Montecarlo c'era doppio evento e nella gara del sabato, che non ho visto, a vincere è stato Nyck De Vries, precedendo Evans e Pepe Martí al primo podio nella categoria.
Poi niente, è arrivata la domenica, con me davanti alla TV alle 15.00 e Dan Ticktum che partiva di nuovo dalla pole come al sabato, nella speranza di non mandare tutto al vento - spoiler: la speranza non si è concretizzata.



In ottimo stile Formula E è stata un'ennesima giornata di ruotate e sportellate, senza però distruggere barriere o fare altre cose tipiche della Formula E. C'è stato un numero di penalità esorbitante, che poteva condurre a riflessioni del tipo "non c'è più la Formula E dei very uominy".
Alla fine a portare a casa la vittoria è stato Oliver Rowland, con Felipe Drugovich secondo al primo podio in carriera e terzo Antonio Felix Da Costa.
Mitch Evans al momento è leader della classifica e la serie elettrica tornerà tra varie settimane con gli appuntamenti asiatici.


venerdì 22 maggio 2026

Senza parole di fronte alla morte di Kyle Busch (1985 - 2026)

Motorsport is dangerous, lo senti ripetere di frequente ma non abbastanza da non restare senza fiato di fronte a una disgrazia. Ti senti sollevata, tutto sommato, dal fatto che le disgrazie non siano più frequenti come un tempo. Motorsport is dangerous, ma la vita è un controsenso ed ecco che ti ritrovi con piloti morti o in fin di vita mentre facevano qualcosa di molto meno pericoloso del proprio mestiere. Proprio oggi, 22 maggio, nove anni fa se ne andava Nicky Hayden, a causa delle ferite riportate dopo essere stato investito mentre era in bicicletta.
Resti spiazzata ma per qualche verso lo accetti, perché così va la vita. Però non sei preparata, e non lo sarai mai, a sentire di un pilota in attività che muore all'improvviso PER CAUSE NATURALI. Qualcosa, dentro di te, ti dice che 41 anni sono troppo pochi per morire di cause naturali.


Sono passati anni da quando seguivo la NASCAR. Di Kyle Busch ricordo la livrea M&M. Mi affascinava il fatto che sia lui sia il fratello Kurt gareggiassero ad alti livelli nella stessa categoria, perché le coppie di fratelli front runner scarseggiano drammaticamente.
Ieri sera ho letto il comunicato che annunciava il suo forfait dalla Coca Cola 600 per "serious illness" e il conseguente ricovero in ospedale. Può succedere, mi sono detta. Non immaginavo certo che avesse qualcosa di così grave da vedere quell'altro comunicato.
Doveva essere all'incirca mezzanotte, sono entrata su Facebook con l'intenzione di dare un'ultima occhiata ai social prima di andare a letto. Quando ho letto un post che commemorava Kyle Busch ho pensato "questo è un coglione che scrive post fasulli di pessimo gusto". Poi mi sono accorta che non un troll, ma il profilo ufficiale di un'altra categoria motoristica.

Sono senza parole.



mercoledì 20 maggio 2026

La U.S. 500 dei Very Uominy: quando la CART ha tentato di rubare la scena gareggiando in SoVrApPoSiZiOn3 alla Indy 500... e ha floppato mestamente!

Il 1996 è stato un anno molto travagliato per le competizioni open wheel d'oltreoceano, con i team della CART estromessi dalla IRL e il conseguente split che sarebbe durato per oltre un decennio. Nel Memorial Weekend, come al solito, era prevista la 500 miglia di Indianapolis, un'edizione tacciata di avere una delle peggiori griglie di sempre. A dire il vero qualche pezzo grosso c'era: Eddie Cheever, Michele Alboreto, Arje Luyendyk... c'era anche Tony Stewart, poi divenuto un pezzo grosso della NASCAR, che scattava dalla pole, "ereditata" dopo la tragica morte di Scott Brayton nei test post-qualifiche.
È inutile negare che la CART avesse una griglia migliore. Il 26 maggio 1996, con quella griglia, ha deciso di sfidare apertamente la IRL: disputare in Michigan una gara di 500 miglia con una qualifica in stile Indy e una propaganda che portava a chiedersi: che cosa potrà mai andare storto?
Soffermiamoci sulla propaganda. Provate a immaginare la classica propaganda americana, quel tipo di propaganda interamente basata sull'autoesaltarsi, sull'autoproclamarsi migliori e sul millantare ai quattro venti cifre astronomiche alla voce "dimensioni del pene". Solitamente gli americani proclamano di essere i the best dei the best quando devono screditare serie non americane. In questa circostanza il messaggio era chiaramente rivolto alla IRL.

Lo spot era anche carino: venivano inquadrati tutti i piloti allineati uno dietro l'altro, tutti con espressioni serie a parte Paul Tracy, e il messaggio di fondo che suonava come: who kers della IRL, i piloti della CART sono very uominy. Nel frattempo ci si preparava a una partenza in fila per tre, con tanto di telecronisti che da una mezz'ora andavano di lungo con la storia dei migliori piloti al mondo, della migliore categoria al mondo e quant'altro.
Nel frattempo scorreva la griglia, con vari piloti che sfoggiavano occhiali modello nonna degli anni '90 e Bobby Rahal che sembrava più vecchio allora che adesso. I primi tre erano Jimmy Vasser, Adrian Fernandez e Bryan Herta, con i team Ganassi, Tasman e Rahal. Le vetture seguivano la safety car durante il pace lap, in attesa della bandiera verde. Proprio mentre i telecronisti ancora millantavano che solo lì c'erano i veri uomini, Vasser e Fernandez si sono toccati, finendo verso Herta, dove per "verso" si intende spalmandovisi contro.
Così facendo hanno lasciato campo libero all'altra Ganassi e alle due Penske. Alex Zanardi, Al Unser Jr e Paul Tracy sono passati indenni. Il resto della griglia si divideva in piloti incidentati e piloti che tagliavano per i campi per evitare di incidentarsi... un grande successo, non lo si può negare.

A pagare il prezzo più alto è stato Fernandez che nel marasma ci ha rimesso l'unica vettura sulla quale poteva appoggiare il fondoschiena e, quando decine di minuti più tardi è stata ripetuta la procedura di partenza, non era presente. C'era invece Vasser, con la vettura di riserva, e la prima parte di gara è stata caratterizzata dalle Ganassi 1/2 e Zanardi è succeduto a Vasser come race leader. Jimmy è anche scivolato dietro la Forsythe di Greg Moore, vettura dalla bellissima livrea turchese con sponsor di tabacco canadese, che dava tante Ligier vibes. <3
Nel frattempo abbiamo avuto quattro ingressi ravvicinati della safety car per le seguenti ragioni: 1) rottura del motore per Scott Pruett/ Patrick Racing, 2) stessa cosa per Fredrik Ekblom/ Walker Racing, 3) detriti, 4) sbinnata(?) di Juan Fangio II/ All American Racers, che in seguito si sarebbe ritirato per un guasto al motore.
Tra una cosa e l'altra anche Raoul Boesel, pilota del team Green, si è ritirato, così come Michael Andretti di Newman Haas.
Le diverse finestre di pitstop hanno portato nelle zone alte soggettoni di un certo livello, vedi Mauricio Gugelmin/ Pacwest, vedi Roberto Moreno/ Payton Coyne. I lettori sono autorizzati a strapparsi via le mutande, ma li invito a mantenere un certo contegno. E comunque dopo sono tornati davanti Zanardi, Moore e colleghi vari.

Abbiamo avuto anche incidenti: Gary Bettenhausen che correva per l'omonimo team di proprietà del fratello nonché tra l'altro compagno di squadra di Stefan Johansson, Bobby Rahal che correva per il proprio team... due safety car, poi un'altra per olio(?) sulla pista. Del resto i motori non reggevano molto a lungo, in certi casi, abbiamo perso per strada Robby Gordon/ Walker Racing e poi Jeff Krosnoff/ Arciero, quest'ultimo proveniente dalla Japanese Formula 3000 (quella che poi è divenuta Formula Nippon e Superformula). Secondo i rumour, quando viveva in Giappone, Krosnoff era il coinquilino di Mika Salo, Heinz-Harald Frentzen, Eddie Irvine, Roland Ratzenberger e Johnny Herbert.
Tornando alla gara, Moore ha fatto un testacoda e anche se ha proseguito è entrata la safety car. Le carte in tavola si sono rimescolate e tra una sosta e l'altra è emerso leader nientemeno che Parker Johnstone/ Comptech Racing. Johnstone era comunque inseguito dalle Ganassi che cercavano di risalire, ma nevermind, non potevamo fare altro che goderci la sua leadership... finché fosse durata.
C'era altro che non era destinato a durare: mentre Zanardi si avvicinava a Johnstone, il motore ha fatto una sfumazzata micidiale. Secondo il telecronista, era raro vedere una scena del genere con un motore Honda. Sono sicura che nessun telecronista di Formula 1 negli anni successivi avrebbe mai pronunciato una frase analoga!

Ovviamente tutto ciò ha provocato una safety car e non è stata l'ultima. Purtroppo Johnstone sembra avere fatto una mezza sbinnata, poi anche Herta che poi si sarebbe anche ritirato per problemi di motore, stesso destino toccato anche a Johansson. Infine dalla macchina di Moore si è alzata una sfumazzata micidiale sulla falsariga di quella uscita dal retrotreno della macchina di Zanardi, sono stati ex equo i guasti al motore più altisonanti dell'evento.
Tra una cosa e l'altra André Ribeiro/ Tasman spesso visto nelle posizioni di spessore di è fatto diversi giri in testa, anche se alla fine l'avrebbe spuntata Vasser, proprio uno dei piloti che avevano reso frizzante il primo tentativo di partenza. Soltanto un altro pilota ha chiuso a pieni giri, ovvero Gugelmin, mentre Moreno ha completato il podio. Ribeiro ha concluso quarto, precedendo la Pacwest di Mark Blundell.
Al sesto posto si è classificato Eddie Lawson: l'ex pilota di motociclismo ha infatti reso spettakolarehhhh la CART dopo avere gareggiato in precedenza di Indylights. Seguivano le Penske di Tracy e Unser, poi Gil De Ferran su Jim Hall Racing ed Emerson Fittipaldi su Logan Penske. Johnstone è giunto undicesimo davanti alla Newman Haas di Christian Fittipaldi, infine pare che a millemila giri di gap da qualche parte fosse ancora in pista Hiro Matsushita/ Payton Coyne.


domenica 17 maggio 2026

Ho comprato il modellino della Williams di Jones e della Shadow di Jarier

Qualche settimana fa avevo scritto che avrei comprato solo modellini in cima alle mie wishlist, o qualcosa del genere. Poi però stamattina mi sono lasciata trascinare e, visto che al mercatino di oggi c'erano diverse bancarelle sulle quali ho visto anche qualche modellino, ho deciso di non aspettare visioni mistiche quali l'eventuale presenza di modellini di Tyrrell a sei ruote. Naturalmente di quelli neanche l'ombra, anche se spero sempre e comunque di incapparci, prima o poi.
Alla fine, ad appena cinque euro l'uno, mi sono portata a casa due modellini Polistil, uno della Williams di Alan Jones, quella sponsorizzata dalla famiglia di Osama Bin Laden, con il numero 27 che poi venne "ceduto" alla Ferrari, l'altro della Shadow di Jean-Pierre Jarier, che sembrava lanciato verso una promettente carriera prima della sua prematura mort-... ah no (come vedete, questa gaffe mi è rimasta impressa).


Sono riuscita a piazzarli nella vetrinetta nonostante lo spazio scarseggi e sono anche riuscita a fare un po' di spazio nel quale potrei collocare uno o due futuri acquisti.






venerdì 15 maggio 2026

Oggetti al Volante Non Identificati: Daniil Kvyat

Il 15 maggio 2016, esattamente dieci anni fa, Max Verstappen vinceva il primo gran premio in carriera in occasione della prima apparizione alla Redbull: una scena degna di una fan fiction da forum degli old gold days. Non so se avete presente, quelle storie in cui il protagonista veniva promosso a caso nella squadra più tamarra del campionato e a sorpresa conquistava la vittoria dopo avere rimpiazzato il villain messo da parte. Ebbene, oggi come Oggetti al Volante Non Identificati andiamo a scoprire chi fosse il villain in questione.

La carriera di Daniil Kvyat ‐ nato a Ufa in Russia ma cresciuto a Roma - sulle monoposto inizia nel 2010 in Formula Renault, un po' in sordina, ma negli anni successivi iniziano finalmente le soddisfazioni, tanto che nel 2012 vincerà il campionato di F.Renault Alps. La vera svolta arriva con il passaggio in GP3 nel 2013. Il "russo di Roma" non solo non si trova in difficoltà dopo il passaggio di categoria, ma progredisce durante la stagione al punto di vincere tre gare a campionato inoltrato e a conquistare il titolo. Ciò gli vale la promozione in Formula 1, non ancora ventenne, per la stagione 2014.
Come tutti i Redbull junior che giungono nella massima categoria esordisce con la Toro Rosso, lo fa al fianco del più esperto Jean-Eric Vergne. È JEV a uscire vincente dal confronto, 13° vs 15° nel mondiale piloti, ma è Dany a conquistare il risultato più privilegiato: un volante in Redbull, al posto di Sebastian Vettel passato in Ferrari, per la stagione 2015. Vergne, invece, viene appiedato per fare posto a una nuova coppia di esordienti, Carlos Sainz jr e il diciassettenne Max Verstappen.

Il 2015 è negativo per la Redbull, ma molto positivo per Daniil Kvyat. Non solo non sfigura, ma si classifica settimo con pochi punti di vantaggio nei confronti del più blasonato compagno di squadra Daniel Riccardo, ottavo in graduatoria generale. La stagione è scarna di successi per il team di Milton Keynes, Kvyat e Ricciardo fanno doppio podio chiudendo 2/3 alle spalle di Vettel in Ungheria e l'australiano ottiene anche un ulteriore podio, ma sono lontani i fasti dell'epoca d'oro.
Il 2016 sembra l'anno della svolta. La Mercedes è dominante come nelle due passate stagioni, ma già al terzo gran premio della stagione Kvyat conquista il suo primo podio stagionale. È il 17 aprile e il gran premio è quello della Cina. Ancora non lo sappiamo, ma ciò che succede in questa giornata è l'inizio della fine.
Nel pre-podio passano alla storia le immagini di Kvyat che litiga con Vettel, una scena che ricorda il "prova a imparare"/ "prova tu a imparare" di Fernando Alonso e Felipe Massa nel 2007. Il ferrarista, arrivato secondo, sostiene di essere stato chiuso bruscamente da Kvyat alla partenza e che ciò abbia provocato una collisione tra sé e il compagno di squadra Kimi Raikkonen. Il suo "you came like a torpedo" passa alla storia.


Due settimane dopo, il 1° maggio, si svolge il GP della Russia, evento di casa per Kvyat. Inizia nella maniera meno opportuna per Daniil, con un incidente... e non con un incidente normale, dato che sperona ben due volte proprio il pilota con cui due settimane prima ha litigato in mondovisione, che con la Redbull ha vinto quattro mondiali e che nonostante la tuta rossa forse sotto sotto è ancora il golden boy della squadra bovina.
Coinvolge anche Ricciardo giusto per non farsi mancare niente e la gara è un disastro. Il vero disastro, tuttavia, è che la Redbull abbia un altro golden boy in attesa di promozione. Il 5 maggio 2016 viene annunciato che Max Verstappen prenderà il posto di Daniil Kvyat, il quale ritorna così in Toro Rosso.
Ciò che nessuno può immaginare, quel giorno, è cosa succederà dieci giorni più tardi al GP di Spagna. Al via, Nico Rosberg e Lewis Hamilton vengono a contatto: le due Mercedes sono out, è il giorno fortunato di un outsider... e così Verstappen finisce per conquistare la prima vittoria nella massima categoria.

Il resto della stagione, per Kvyat, è un susseguirsi di bassi e altri bassi. Il 2017 va anche peggio, perché non solo il suo volante alla Redbull è ormai un ricordo lontano, ma perché anche quello in Toro Rosso rischia di non essere una certezza.
Sainz vuole lasciare il team, la squadra faentina promuove Pierre Gasly. Però il passaggio di Carlos alla Renault va per le lunghe, quindi appieda Kvyat e la coppia diviene Sainz/ Gasly. Quando finalmente Carlito se ne va, Kvyat viene richiamato a fare coppia con Gasly... almeno finché non viene appiedato di nuovo, stavolta per ingaggiare Brendon Hartley. Curiosamente, ogni volta in cui perde il volante, la gara successiva la vince Verstappen.
Kvyat occupa brevemente il ruolo di development driver Ferrari, per poi tornare a far parte dell'universo Toro Rosso nel 2019 (e Alpha Tauri nei due anni successivi). Riesce finalmente a togliersi una grande soddisfazione quando conquista il terzo posto al GP di Germania, salendo sul podio con i colori della squadra faentina nello stesso fine settimana in cui la sua compagna Kelly Piquet dà alla luce la loro figlia Penelope.

Molto riservato sulla vita privata, Daniil finisce ripetutamente al centro di gossip e prese per i fondelli sui social. Lui e Kelly si lasciano, infatti, ma lei torna nel paddock come compagna di nientemeno che Verstappen, con il quale avrà una figlia.
La nascita di Lily viene annunciata il 1° maggio 2025, giorno dell'anniversario del GP della Russia 2016. Si scoprirà in occasione del suo primo compleanno che è nata il 25 aprile, quindi alla vigilia del compleanno di Kvyat.
Dopo la fine della carriera in Formula 1, Daniil gareggia sporadicamente in NASCAR e nel 2023/2024 compete nel WEC. Da quando ai piloti russi non viene permesso di gareggiare con la propria bandiera nazionale, ha utilizzato licenza italiana e attualmente(?) monegasca, essendo residente a Montecarlo.


giovedì 14 maggio 2026

GP Spagna 2006: Alonso vince per la prima volta il gran premio di casa

14 maggio 2006: la Formula 1 arriva a Montmelò reduce da due successi consecutivi di Michael Schumacher. Fin dalle qualifiche, tuttavia, tutto lascia ben sperare per la Renault e per il pilota di casa Fernando Alonso, il quale conquista la pole position davanti al compagno di squadra Giancarlo Fisichella. Le Ferrari sono 3/4, mentre seguono in ordine sparso le Honda e le Toyota, che però al via verranno superate da Kimi Raikkonen, che si installerà quindi in quinta piazza.

Alonso è leader e la sua leadership non sembra essere messa in discussione. Schumacher, invece, cerca di sopravanzare Fisichella per procacciarsi la seconda piazza. Il tentativo di overcut fallisce in occasione della prima delle due soste, ma supera il pilota della Renault poco dopo.
A questo punto abbiamo le Renault 1/3 e le Ferrari 2/4. Mentre le posizioni dei primi tre si stabilizzano, la quarta piazza di Felipe Massa è altrettanto stabile. Raikkonen mantiene la quinta posizione, mentre l'altra McLaren non vede neanche da lontano il traguardo, dato che Juan Pablo Montoya finisce in testacoda e si insabbiare già nel corso del primo stint, unico tra i ritirati a non terminare la gara per un proprio errore anziché per qualche noia meccanica.
Le Honda di Jenson Button e Rubens Barrichello stranamente non hanno noie meccaniche e chiudono 6/7, mentre la zona punti viene completata dalla BMW Sauber di Nick Heideld.

Nonostante le buone premesse, la Toyota chiude con il solo Jarno Trulli in decima posizione tra le Williams di Mark Webber e Nico Rosberg, mentre Ralf Schumacher è uno dei ritirati per guasti di varia natura.
Jacques Villeneuve sulla BMW Sauber è dodicesimo davanti alle Redbull di Christian Klien e David Coulthard, che precedono l'unica Toro Rosso al traguardo - Vitantonio Liuzzi, mentre Scott Speed è ritirato. Seguono Tiago Monteiro sulla Midland e Takuma Sato sulla Super Aguri, mentre i rispettivi compagni di squadra Christijan Albers e Franck Montagny sono entrambi out.
L'ultimo classificato Sato chiude a quattro giri dal vincitore, al momento la Super Aguri sembra la lumaca del gruppo. Nessuno può sospettare che di lì a 364 giorni, proprio sul circuito catalano, otterrà per mano del pilota giapponese il primo punto della propria breve storia.




lunedì 11 maggio 2026

Indycar 2026: #6 Indianapolis GP... e una polemica Grosjean vs Armstrong piuttosto pittoresca!

Nella sera di sabato 9 maggio si è svolto il Gran Premio di Indianapolis di Indycar, che già da molti anni precede le settimane in cui si svolgerà la Indy 500 e tutto ciò che viene prima.
Dato che la gara si svolgeva a tarda ora, inizialmente avevo pensato di evitare gli spoiler, poi qualcosa non ha funzionato e sono entrata su Xwitter in tarda serata scoprendo della vittoria di Christian Lundgaard (Arrow McLaren) che partiva dalla quarta piazza dietro al poleman Alex Palou (Ganassi), a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Felix Rosenqvist (Shank). Dietro c'erano David Malukas (Penske), Louis Foster (Rahal), Graham Rahal (Rahal), Scott Dixon (Ganassi), Kyle Kirkwood (Andretti) e Josef Newgarden (Penske) a completare la top-ten... ma who kers, c'era Romain Grosjean (Coyne) undicesimo in griglia e non potevano che esserci elevate aspettative, quindi di corsa a vedere l'extended highlight e a leggere le relative integrazioni per capire per esempio come mai Marcus Ericsson (Andretti) figuri tra l'elenco dei ritirati - pare un problema tecnico!

Al primo giro c'è stato un incidente tra numerosi piloti. E no malpensanti, nessuno di questi era Grosjean. Sono rimasti coinvolti anche vari pezzi grossi: un contatto lieve tra O'Ward e Rosenqvist ha innescato un incidente a cui farne le spese sono stati in particolare Dixon e Caio Collet (Foyt), forse anche Christian Rasmussen (Carpenter) che poi sarebbe stato successivamente costretto al ritiro.
In sintesi, abbiamo avuto subito la prima safety car. In un secondo momento, finalmente la gara è ripartita.
Non sono capitati invece grossi danni quando Rosenqvist ha speronato Santino Ferrucci (Foyt), tranne un giro per i prati di costui.

A un quarto di percorrenza o giù di lì la macchina di Alexander Rossi (Carpenter) si è ammutolita, con conseguenti pitstop in regime di safety car da parte di una serie di piloti. Per una comunicazione poco chiara Palou e il diretto inseguitore Kirkwood sono rientrati ai box più tardi rispetto a tutti gli altri. In questo modo Malukas si sarebbe ritrovato in testa davanti a Lundgaard.
Qualche giro dopo ci siamo ritrovati con un'altra neutralizzazione quando c'è stato un contatto tra Sting Ray Robb (Juncos) e O'Ward che ha coinvolto altri piloti, nel quale per poco Felix non ha spiccato il volo, e nel quale anche Kyffin Simpson (Ganassi) è rimasto coinvolto.
Tra una cosa e l'altra, in quei frangenti ho notato che RoGro era ultimo e doppiato - anche cercando informazioni non ho capito esattamente cosa gli sia successo, se uno spiacevole timing per le soste, oppure se un contatto con Marcus Armstrong (Shank), cosa di cui parleremo in un secondo momento.

Will Power (Andretti) che era stato brevemente in testa essendo su una diversa finestra di pitstop, ha in seguito ricevuto una penalità per avere tagliato la linea bianca della pitlane, ritrovandoso fuori dai giochi. Malukas ha conservato la leadership fino a poco dopo la terza sosta, a quel punto ha subito un sorpasso da Lundgaard, che poi è andato a procacciarsi la vittoria.
Dietro ai due, Rahal ha completato il podio, mentre seguivano Newgarden e un Palou che ha recuperato fino alla top-5. Dixon, Foster e Dennis Hauger (Coyne) invece hanno precedito Kirkwood, nono. Nolan Siegel (Arrow McLaren) è uscito vincente da un duello per la top-ten che ha avuto risvolti molto interessanti.
Ladies and gentlemen, che cosa c'è di meglio di un pilota di Ginevra ex Formula 1 in ultima posizione? La risposta è ovvia: due piloti di Ginevra ex Formula 1 nelle ultime due posizioni! Mentre duellava con Siegel e Ferrucci, Mick Schumacher (Rahal) ha tirato una sportellata a Santino, ricevendo una penalità e classificandosi penultimo davanti al solo RoGro.
Armstrong ha preceduto il già menzionato Simpson e poi Power, Ferrucci, Rinus Veekay (Juncos), Scott McLaughlin (Penske), Robb, O'Ward, Collet e i due loschi individui già abbondamente citati.

Torniamo al Losco Individuo Supremo(C), ovvero il Sommo RoGro, perché nella giornata di domenica ha iniziato a girare un video piuttosto pittoresco.
Per una non meglio precisata controversia con Armstrong, alla fine della gara Grosjean si è diretto verso il box di quest'ultimo ritrovandosi circondato da tutto il team.


Per qualche motivo deve essere stato scambiato per un kriminalehhhh perikolosissimohhhh, tanto che è stato accerchiato da una serie di individui grossi il doppio di lui che cercavano di allontanarlo, e si è scritto che Romain si era diretto là con l'intenzione di picchiare Armstrong.
In realtà alla fine i due hanno avuto una conversazione pacata. Da un altro video, sembrerebbe che lo stesso RoGro stia affermando di non avere cattive intenzioni e di non avere mai picchiato nessuno in vita sua.
Incredibile ma vero, ho trovato perfino dei fanboy argentini di Agustin Canapino che facevano polemica in proposito tacciando 1) favoritismi nei confronti dei piloti americani, 2) un complotto contro Canapino perché non ha più un volante mentre nessuno metterà a piedi RoGro.
Non mi è chiaro di quale crimine si sia macchiato e del perché la decisione di un team di appiedare un pilota (Canapino) sul quale non pendeva nessuna squalifica sia un favoritismo nei confronti di altri, ma il top è scoprire che Grosjean godrebbe di favoritismi riservati agli americani.
RoGro, ghigliottinali tutti! :-PPPP

venerdì 8 maggio 2026

Riflessioni estemporanee sulla percezione delle disgrazie nella Formula 1 dei "very uominy"

La mattina metto due sveglie sul cellulare, a pochi minuti di distanza l'una dall'altra. Quando è suonata la prima, sono andata a controllate i social in attesa della seconda. Mentre scorrevo la bacheca di Zuckerbook, mi sono ritrovata a leggere un post che commemorava la morte di Gilles Villeneuve, di cui oggi cade il quarantaquattresimo anniversario. Ho dato un'occhiata ai commenti e ne ho trovato uno abbastanza spiazzante. A onore del vero, non è la prima volta che leggo un'affermazione simile, ma stavolta ne sono rimasta piuttosto colpita. In sintesi, l'utente che commentava affermava che, visto il suo stile di guida, Villeneuve aveva comunque il destino segnato.
Non nego che una simile affermazione possa essere per qualche verso condivisibile, dato che stiamo parlando di un pilota che non aveva esattamente uno stile di guida tranquillo. Però arriva a soli otto giorni di distanza da un altro commento che ho letto su Xwitter, dove un buontempone lo scorso 30 aprile "commemorava" la morte di Roland Ratzenberger affermando che era un pilota pagante che non avrebbe dovuto stare in Formula 1, quindi era colpa sua. Però almeno non gli ha dato del pilota amatoriale, se capite il riferimento.

Non nego che io stessa, in certe occasioni del passato, ho pensato, di certi piloti: "questo finirà per uccidersi o per uccidere qualcuno". Capitava, quando vedevo piloti decisamente poco tranquilli. Capitava per esempio quando un certo pilota franco-svizzero grosjeanizzava qualcuno in partenza ogni tre per due.
Il paradosso è che, tra i piloti di Formula 1 di questo secolo attualmente viventi, Grosjean è proprio quello che più di ogni altro ha rischiato di raggiungere l'aldilà. Ve lo ricordate tutti il rogo del Bahrain. Ebbene, la guida poco tranquilla del buon Romain non ha NULLA a che vedere il fatto che la macchina si sia aperta in due e che in pochi secondi sia stata avvolta dalle fiamme. Non ha nulla neanche a che vedere con il fatto che se Grosjean non fosse riuscito a tirarsene fuori da solo, molto probabilmente nessuno l'avrebbe tirato fuori altrettanto in fretta, e chissà quali sarebbero state le conseguenze.
Zhou Guanyu, invece, non è celebre per essere uno dei piloti più sopraffini della sua generazione (anche se sono certa che molti cinesi affermerebbero il contrario), ma non è certo colpa sua se in quel contatto alla partenza in Gran Bretagna, l'impatto ha fatto sì che si ribaltasse a quella maniera e che il rollbar si rompesse, con la macchina che strisciava soltanto sull'halo.

Credo che dovremmo superare questa visione, chiaramente legata a un passato in cui la colpa era sempre solo ed esclusivamente del morto (o di qualcuno che aveva avuto la malaugurata sorte di trovarsi sulla sua strada), ignorando bellamente le precarie condizioni di sicurezza di un tempo.
Non nego che i piloti dalla guida più attendista, con una maggiore propensione a tenersi lontani dai guai, potessero avere più elevate possibilità di sopravvivenza, e che quelli che osavano di più fossero consapevoli di guidare delle lattine (non di Redbull!) che rischiavano di accartocciarsi con le relative conseguenze, ma dovrebbe venire il dubbio, almeno a noi che vediamo il tutto dall'ottica degli anni 2020 e che dovremmo avere superato una certa mentalità, che ciò che un tempo era considerato la normalità sia stato considerato la normalità fin troppo a lungo.
Sono esistiti senz'altro i piloti troppo spericolati, i piloti troppo inesperti... e anche quelli troppo scarsi per la Formula 1. Non sempre ciò è correlato con l'essere rimasti coinvolti in incidenti gravi. Anzi, oserei dire che la maggioranza di questi non vi siano stati effettivamente coinvolti, ma che il decennio di appartenenza sia un fattore di gran lunga più rilevante.



giovedì 7 maggio 2026

I centenari della Formula 1

Pochi giorni fa è deceduto Hermano Da Silva Ramos, il terzo pilota della storia della Formula 1 a vivere abbastanza a lungo da diventare centenario. Andiamo quindi a ripercorrere chi sono stati i tre piloti a raggiungere questo traguardo.

PAUL PIETSCH/ tedesco, classe 1911, ha compiuto cent'anni il 20 giugno 2011. Era passata poco più di una settimana da quel glorioso GP del Canada vinto da Jenson Button rimontando dalle retrovie, con una serie notevole di pitstop.
Le presenze in Formula 1 di Pietsch erano tre: al GP d'Italia 1950 con una Maserati privata e nei due anni successivi al GP di Germania, nel 1951 con Alfa Romeo e nel 1952 con Veritas, squadra dalla breve esistenza. Due settimi posti in griglia sono stati i suoi migliori risultati in qualifica, mentre non è mai riuscito a vedere il traguardo di un gran premio.
Il primo centenario della storia della Formula 1 è venuto a mancare nel 2012, un mese prima di attivare a centouno.

KENNETH MCALPINE/ britannico, classe 1920, ha compiuto cent'anni il 21 settembre 1920, all'epoca era passata poco più di una settimana dal GP di Toscana disputato al Mugello.
Ha disputato in totale sette gran premi con Connaught, tra il 1952 e il 1955, con il miglior risultato al GP di Germania 1953, sia in qualifica sia in gara, sedicesimo e tredicesimo rispettivamente.
È venuto a mancare nell'aprile 2023 all'età di centodue anni.

HERMANO DA SILVA RAMOS/ francese di origini brasiliane, era nato il 7 dicembre 1925, diventando centenario verso la fine dell'anno scorso. Il suo compleanno è avvenuto nello stesso giorno in cui Lando Norris è divenuto campione del mondo e ciò lo rende l'unico pilota della storia a essere divenuto centenario nel giorno dell'assegnazione di un titolo mondiale. A sua volta, Norris è l'unico campione del mondo ad avere conquistato il titolo in occasione del centesimo compleanno di un pilota vintage.
Anche Ramos ha disputato sette gran premi in totale, tra il 1955 e il 1956, tutti con Gordini. Il suo miglior risultato è stato il quinto posto al GP di Montecarlo 1956, ottenendo anche altre due top-ten.


mercoledì 6 maggio 2026

GP Europa 2006: la gloriosa polemica post-qualifiche (pressoché unidirezionale) tra Fisichella e Villeneuve

Nurburgring, sabato 6 maggio: è il giorno delle qualifiche del GP d'Europa, Fernando Alonso conquista la pole position sull'unica Renault arrivata in top-ten, vista l'esclusione di Giancarlo Fisichella in Q2. È proprio costui l'hot topic del giorno, perché sarebbe stato rallentato da Jacques Villeneuve. Alla fine della sessione, incavolato nero si dirige con decisione verso il box della BMW Sauber... che poi, si dirige con decisione fino a un certo punto, sembra quasi che gli serva la bussola per orientarsi. Nevermind, eccolo arrivare a destinazione. Villeneuve è ancora nell'abitacolo e Fisichella inizia a inveire. E qual è il modo migliore per comunicare con un canadese? Naturalmente parlare in romano.
Ora, che Villeneuve capisca l'italiano non ci sono dubbi, dato che successivamente avrebbe fatto anche l'opinionista per Sky F1 Italia, ma ho seri dubbi sul comprendere la parlata dialettale. In ogni caso non è che si preoccupi molto di quello che Fisichella ha da dire. Questo viene esortato da un meccanico italiano a rimandare a un successivo momento la discussione.

Alonso precede le Ferrari di Michael Schumacher e Felipe Massa. Quest'ultimo ha un nuovo ingegnere di gara, Rob Smedley: ROLIPE VIBES. <3
Allo scattare della gara, domenica 7 maggio, Alonso continua a precedere le Ferrari, mentre Jenson Button sulla Honda risale al quarto posto, sopravanzando il compagno di squadra Rubens Barrichello, che scivola anche dietro alla McLaren di Kimi Raikkonen e alla Toyota di Jarno Trulli. Un contatto tra la Toyota di Ralf Schumacher e la Toro Rosso di Tonio Liuzzi manda questo contro la Redbull di David Coulthard. Per i due "bovini" è ritiro. Entra la safety car,
Al restart, Raikkonen passa davanti a Button, che comunque ha alle porte un destino ben più triste, dato che a metà gara si ritirerà con il motore in fumo. La cosa non mi stupisce particolarmente. Anche le Super Aguri faranno una fine simile, prima con Franck Montagny (che ha preso il posto di Yuji Ide) e Takuma Sato. Si sono già ritirati per guasti anche Mark Webber sulla Williams e Christian Klien sulla Redbull.

Alonso e Schumacher sono molto vicini, ma la prima sosta non cambia le cose. In occasione della seconda, invece, Schumacher passa davanti di overcut. Nell'ultimo stint allunga nai confronti di Alonso, il quale si ritrova inseguito molto vicino da Massa, che però deve accontentarsi del terzo posto che consiste comunque nel suo primo podio. Dietro di lui, Raikkonen lo segue da vicino. Sull'altra McLaren, invece, Juan Pablo Montoya si ritrova in bassa top-ten, fintanto che non si ritira per un guasto al motore in simultanea con l'analogo ritiro della Toyota di Ralf Schumacher che si trovava al momento in sesta piazza.
Quinto giunge Barrichello, sesto Fisichella. La sintesi della sua gara: dopo due stint alle spalle di Villeneuve - nientemeno! - rientra ai box per la seconda sosta nello stesso giro del campione del mondo 1997. Entra dietro, ma esce davanti: la vendetta è compiuta! Nico Rosberg, partito ultimo, chiude settimo, mentre l'ultimo punto se lo aggiudica proprio Platinum Jacques. Seguono Trulli, Nick Heidfeld su BMW Sauber, Scott Speed su Toro Rosso e le Midland di Tiago Monteiro e Christijan Albers.


lunedì 4 maggio 2026

Formula 1 2026: #4 Commento al Gran Premio di Miami

Ricordo che, ai tempi del gran premio della Cina, la TV dei povery ha trasmesso in diretta le qualifiche sprint, che non ho visto perché coincidevano con l'orario di lavoro del venerdì mattina. Stavolta il venerdì era il 1° maggio, quindi bank holiday, quindi speravo che avremmo avuto una diretta su TV8... invece no, alla sera c'era Masterchef, è proprio una fissazione!
Le qualifiche sarebbero state trasmesse nel pomeriggio di sabato 2 maggio e non le avrei viste perché ero fuori casa. Avevo già visto l'highlight delle qualifiche la sera di venerdì prima di andare a dormire, quindi davanti alla TV mi sarei presentata alle 18.00 in punto di sabato, che è stata una giornata piuttosto complessa (le qualifiche delle 22.00, poi, le avrei viste a tratti sul sito di TV8, nella sala d'attesa del pronto soccorso - dove mi non trovavo come paziente, ma come familiare del paziente stesso).
Questo, però, non è ancora successo. È venerdì, ci sono le qualifiche sprint e la Formula 1 è tornata dopo oltre un mese, con un aggiustamento del regolamento nel frattempo. A causa della guerra in Medio Oriente, sono stati annullati Bahrain e Arabia Saudita previsti nel mese di aprile. Non si correva da marzo, quando il Vanz aveva accidentalmente dato Jean-Pierre Jarier morto nel 1975.
Lando Norris ha conquistato la pole position, precedendo Kimi Antonelli, Oscar Piastri, Charles Leclerc, Max Verstappen, George Russell, Lewis Hamilton, Franco Colapinto, Isack Hadjar e Pierre Gasly tra i primi dieci... le Alpine erano in grande spolvero! Seguivano Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg, ma questo non sarebbe andato in griglia, poi Oliver Bearman, Carlos Sainz, Arvid Lindblad che non sarebbe riuscito a partire e Liam Lawson usciti in SQ2, nonché Esteban Ocon, Sergio Perez, Alexander Albon e Valtteri Bottas tra i piloti inclusi nel 107%. Fernando Alonso non ha avuto questo onore, mentre Lance Stroll neanche ha completato un giro. Sono stati mandati in griglia a calci nel fondoschiena.

Sabato in mattinata il mondo del motorsport e non solo quello è stato scosso dalla morte di Alessandro Zanardi, avvenuta nella serata di venerdì. Vorrei dedicare un pensiero proprio a lui, che ha rappresentato la mia città nell'automobilismo e nel ciclismo paralimpico e proclamarmi ancora una volta dispiaciuta per non essermelo filato di striscio all'epoca in cui correva per la Williams. Era il 1999 ed ero perfettamente consapevole che fosse originario di Castel Maggiore, località dell'hinterland bolognese a quindici chilometri dal mio paese, dove ho dei parenti.
Nel 2002 è venuto il momento di iscrivermi alle scuole superiori e ho deciso di scegliere l'istituto tecnico commerciale, il percorso con tre lingue straniere anziché due. Quello più accessibile dal mio paese era a Castel Maggiore. All'inizio mi è dispiaciuto un po', perché dalle mie parti quasi tutti dalle mie parti andavano a Cento, a Bologna oppure a Ferrara, ma alla fine sono stata felice della scelta che ho fatto.
Percorrendo la strada che portava dalla fermata dell'autobus alla scuola, si passava davanti alla sede dell'AVIS, dove c'era un tabellone con una foto di Zanardi, che ne era testimonial. A volte, passando là davanti, capitava di menzionarlo. Visto che era praticamente la celebrità più importante del posto, spesso capitava che qualcuno raccontasse di avere un conoscente di un conoscente di un conoscente che era un conoscente di Alex Zanardi. Quando con la scuola in quinta superiore siamo stati a visitare la sede dell'AVIS, ho visto una sua foto appesa alla parete, sotto la quale vi era scritto che aveva vinto due titoli nella CART. Fino a quel momento non avevo mai saputo nulla dei suoi successi, soltanto del suo incidente del 2001.
Diversi anni dopo, quando lavoravo in una logistica vicina all'aeroporto, ogni giorno in tarda mattinata andavo al lavoro attraversando vari paesi del posto, quelle località in cui da un lato c'è la provinciale e dall'altro ci sono le campagne e le strade con meno traffico. Di tanto in tanto capitava che vedessi arrivare su da una di queste un uomo in handbike. Soltanto dopo l'incidente del 2020 ho scoperto che, quando si recava in visita ai familiari nel bolognese, aveva l'abitudine di girare con l'handbike lungo le strade del posto. In sintesi, al 99% l'ho incrociato in svariate occasioni, senza avere idea che fosse lui.
L'aspetto che mi ha sempre colpito di più, oltre alla sua storia straordinaria, è che tutti conoscevano la sua storia, anche gente a cui non importava un fico secco né dell'automobilismo, né del ciclismo paralimpico. Credo che il mondo sia un po' più vuoto, senza di lui.
Anni fa, ho letto la sua autobiografia (la prima, dopo dovrebbe esserne uscita un'altra) e ricordo che raccontava di quando aveva visto insieme al padre l'incidente mortale di Ayrton Senna in diretta televisiva (all'epoca non aveva un volante, avrebbe preso il posto di Pedro Lamy dopo l'infortunio di quest'ultimo). Per ironia della sorte, se n'è andato proprio nel trentaduesimo anniversario di quel giorno.

Sabato h.18.00, italiane, è partita la sprint. Norris è scattato bene, ha declamato un bel "cya later" e si è involato verso una di quelle vittorie che di lì a poche ore è come se non fossero mai esistite. Piastri ha difeso la seconda posizione, Leclerc e Antonelli, che si era piantato al via, hanno avuto un turbolento duello nel quale Leclerc ha imprecato come se non ci fosse un domani contro Kimi.
Terminata la gara ha ricordato che i messaggi di quel tipo vengono trasmessi in mondovisione e sono tendenzialmente fonte di caciara incontrollata, quindi alla fine ci ha tenuto a precisare: "Antonelli è un bambino che in caso di vittoria riceverebbe il waard anche negli States, non minacciatelo di morte. Al massimo ricordategli che i bravi bambini stanno in fila per due senza spingere".
Mentre stavano in fila per due, gli Hamiltstappen hanno fatto un po' di trambusto. Secondo il Vanz, Verstappen avrebbe superato Hamilton in una via di fuga e ci sarebbe stato da discutere. O me le sono perse, o non ci sono state discussioni in proposito, né indagini. Antonelli invece si è beccato una penalità per track limits che l'avrebbe portato a perdere la posizione ottenuta al traguardo.
Risultato: Norris, Piastri, Leclerc, Russell, Verstappen, Antonelli, Hamilton e Gasly in zona punti, limitata ai soli primi otto, con Hadjar e Colapinto a completare la top-ten. Bortoleto ha chiuso undicesimo ma è stato squalificato per irregolarità tecniche, quindi dall'undicesimo al diciannovesimo posto si sono classificati Ocon, Bearman, Sainz, Alonso, Perez, Stroll, Albon e Bottas. Si segnala che Albon a un certo punto è dovuto rientrare per un cambio gomme in corso d'opera, ma è riuscito comunque a precedere una Cadillac.

La Mercedes di Antonelli ha preceduto tutti in qualifica, davanti alla Redbull di Verstappen, alla Ferrari di Leclerc, alla McLaren di Norris, alla Mercedes di Russell, alla Ferrari di Hamilton, alla McLaren di Piastri, all'Alpine di Colapinto, alla Redbull di Hadjar poi squalificato e retrocesso in ultima piazza (dalla pitlane) e all'Alpine di Gasly a completare la top-ten.
Erano usciti in Q2 l'Audi con Hulkenberg, la Racing Bulls con Lawson e le Haas e Williams alternate, con Bearman, Sainz, Ocon e Albon. Il primo degli esclusi in Q1 era Lindblad con la Racing Bulls, poi le Aston Martin di Alonso e Stroll, le Cadillac di Bottas e Perez, infine l'Audi di Bortoleto sceso in pista soltanto nelle ultime fasi della prima manche.
Si iniziava a parlare nel frattempo delle avverse condizioni meteo, con temporali previsti per l'orario di gara, le 16.00 americane di domenica 3 maggio nonché 22.00 italiane. È stata quindi anticipata alle 13.00 ovvero le nostre 19.00, con la differita TV8 che è stata trasmessa alle 22.00 anziché in tardissima serata.
Domenica pomeriggio, dopo avere parcheggiato in cortile, ho sentito le signore del cortile vicino che, sedute davanti al garage, menzionavano la morte di Zanardi. Una di queste signore, il giorno del GP d'Ungheria 2008, venne invitata da una vicina a scendere in cortile, ma disse che non poteva perché doveva finire di stirare, dato che prima aveva guardato "la Ferrari" e si erano rammaricate per il ritiro di Felipe Massa a pochi giri dalla fine.

Plot twist: nel momento stesso in cui la gara partiva in differita, è andato via il segnale, per poi tornare regolarmente dopo sei/ sette minuti. Ho cercato di vedere ciò che non si vedeva in TV dal sito di TV8, ma ovviamente non ho fatto in tempo a vedere la partenza, di cui ho visto in seguito i replay.
Antonelli e Verstappen sono andati entrambi lunghi, Leclerc li ha evitati, si è portato in testa. Kimi è scivolato dietro le McLaren, Verstappen in testacoda ha perso comunque poche posizioni. Nel trambusto si sono toccati Hamilton e Colapinto.
Intorno alle 22.15 orario di TV8 si è visto Hadjar a muro che prendeva a pugni il volante neanche fosse stato Toto Wolff al cospetto di un tavolo. Nel frattempo dopo un contatto con Lawson, Gasly è cappottato ed è finito sulle barriere.
Antonelli: "Io a dire il vero ero anche attivato a passare in testa, per poi essere ripassato da Leclerc e anche da Norris in attesa che Bernd Maylander venisse chiamato in causa."
L'Autrice(C): "Ah sì, è vero, ma ero presa dal fatto che il Vanz ha menzionato un passato cappottamento di Hulkenberg, senza ricordare che Nico si era lamentato di essere rimasto incastrato come una mucca.
Hadjar e Gasly si sono ritirati ciascuno sul posto, Lawson ai box e poi dalle posizioni in classifica risultava ritirato anche Hulkenberg.
Alle 22.30 Leclerc e Norris lottavano per la leadership, con Lando passato in testa. Leclerc si è quindi messo a lottare con Antonelli per la seconda piazza. Kimi alla fine è riuscito a spuntarla. Dietro seguivano Piastri, Russell, Hamilton, Colapinto, le Williams, le Haas... e Verstappen che si era fermato ai box in regime di safety car, mentre nessun altro pilota rilevante l'aveva fatto visto che si puntava a fermarsi quando sarebbe arrivata la pioggia.
Dopo un errore, Leclerc si è ritrovato a duellare con Piastri, almeno finché Charles non è rientrato ai box dopo Russell subendo undercut dalll stesso Russell, mentre Verstappen dopo avere superato le Haas, le Williams e Colapinto inseguiva Hamilton.
Tutti nel frattempo via radio parlavano di pioggia imminente, ma nel frattempo sembrava non piovere affatto e Antonelli rientrava ai box mentre Verstappen stava davanti a Hamilton, che poi si sarebbe ugualmente fermato ai box così come i piloti McLaren.
L'uomohhhh kontrohhhh le makkinehhhh era leader, ma dietro di lui si sono avvicinati Antonelli e Norris. Se ne sono andati avanti in trio per un po', poi Kimi ha fatto una pernacchia e si è portato in testa, con anche Lando che superava Max.
La pioggia: Error 404, not found. Colapinto nel frattempo non si fermava ed era quarto, mentre Leclerc superava Russell e tutte le sue -L al culmine di un duello. Il tempo di scrivere questa frase e Colapinto si è fermato... quindi Leclerc era quarto, con Russell quinto, Piastri sesto, Hamilton settimo e poi via via tutti gli altri come avrebbe detto Mazzoni oppure Poltronieri prima di lui.
Colapinto: "Il primo dei via via tutti gli altri sarei io, dopodiché ci sono le Williams."
Piastri è uscito vincente da un duello con Russell, intanto si viaggiava spediti verso la gara inoltrata. Verstappen faticava con quelle gomme messe da ormai molto tempo. Leclerc l'ha superato, Piastri pure... e poi, loro due, sarebbero andati a lottare per il gradino più basso del podio, almeno finché la macchina di Charles non ha rallentato di colpo all'ultimo giro e in seguito ha sbinnato come un Sebastian Vettel qualsiasi. Ha tentato di mantenere almeno la quarta piazza nel giro finale girando più per le vie di fuga che per l'asfalto e venendo sfilato da Russell e Verstappen.
Tutte le -L: "Niente da dire sul fatto che abbiamo superato Max?"
L'Autrice(C): "Io a dire il vero me n'ero accorta dai distacchi, ma interrompo le trasmissioni per comunicare che alle 23.45 con la gara appena finita su TV8, leggo su Xwitter che Leclerc ha ricevuto 20 secondi di penalità e che è scivolato dalla sesta all'ottava posizione, quindi arrivati a questo punto credo sia meglio pubblicare il commento domani, anche perché devo ancora finire il disegno da abbinare al testo. Adesso godiamoci un po' di acqua di rose per il vincitore!"
Per onore di cronaca, anche Verstappen ha rimediato una penalità, per un taglio di linea bianca avvenuto in corso d'opera, ma non ha perso posizioni.


RISULTATO: Antonelli, Norris, Piastri, Russell, Verstappen, Hamilton, Colapinto, Leclerc, Sainz, Albon, Bearman, Bortoleto, Ocon, Lindblad, Alonso, Perez, Stroll, Bottas, Ritirati Hulkenberg, Lawson, Gasly, Hadjar.



EDIT - piccola correzione, ho riletto il passaggio menzionato dell'autobiografia di Zanardi, che racconta di essere stato a Imola insieme al padre al sabato, giorno dell'incidente di Roland Ratzenberger. Narra invece che l'indomani guardava la gara alla televisione, ma insieme a un amico.

sabato 2 maggio 2026

In ricordo di Alessandro Zanardi (23.10.1966 - 01.05.2026)

Alex Zanardi era l'uomo dalle due vite, prima dell'incidente in Formula CART e dopo, nella sua carriera di atleta paralimpico.
Era colui che ce l'aveva fatta, che si era reinventato, fino a quell'altro terribile incidente in handbike.
Da allora, il silenzio e poi, di colpo, a distanza di anni, la bandiera a scacchi.


Stamattina è arrivato l'annuncio spiazzante che ieri sera ha tagliato il traguardo.
È difficile sintentizzare che cosa abbia rappresentato. Forse si può dire che il mondo si divide in tre categorie esaustive di persone: chi ama l'automobilismo e quindi amava Alex Zanardi, chi ama il ciclismo paralimpico quindi amava Alex Zanardi, infine chi non ha alcun interesse né per l'automobilismo né per il ciclismo paralimpico, ma amava lo stesso Alex Zanardi.




venerdì 1 maggio 2026

GP San Marino 1983: i fischi contro Patrese e la vittoria di Tambay

Con la data del primo maggio inevitabilmente legata alla morte di Ayrton Senna, capita di frequente che gli altri anniversari risalenti allo stesso giorno passino in sordina. In quella stessa data sono stati disputati in totale cinque eventi della storia della Formula 1, a cominciare dal GP di Spagna 1972 e a finire con il GP della Russia 2016, nel quale Daniil Kvyat distrusse la propria carriera nella massima categoria.
Quella del 1994 era la terza edizione del GP di San Marino a svolgersi nel weekend del primo maggio, una delle quali peraltro vinta dallo stesso Senna nel 1988. La prima volta che a Imola si era gareggiato in quella data è stata nel 1983, evento che avevo raccontato in maniera frettolosa in passato, al quale ho deciso di dedicare questo post: si tratta di quel celebre GP di San Marino durante il quale quel povero disgraziato di Riccardo Patrese ha avuto la pessima idea di prendere la leadership a discapito di una Ferrari, con esplosioni di gioia da parte del pubblico nel momento in cui è andato a sbattere spianando la strada a Patrick Tambay, idolohhhh dei ferraristihhhh che pare essere stato dimenticato in fretta e furia, perché ditemi voi quanta gente va in giro a proclamarsi fan di Tambay al giorno d'oggi, da questo punto di vista vedo il vuoto totale.

Ho visto la gara con telecronaca italiana, trovata su Youtube. In un'Imola piena di sponsor rustici, da povery (tipo Fiat Panda, Fiat Ritmo, Fiat Uno scritti a caratteri cubitali), sono "ventisei partenti", perché all'epoca solo in ventisei andavano in griglia. Non c'è andato Piercarlo Ghinzani sull'Osella e nemmeno Eliseo Salazar sulla RAM. La Brabham di Nelson Piquet ha reagito ammutolendosi sulla griglia di partenza, mentre René Arnoux che partiva dalla pole ha mantenuto la posizione e Tambay che era terzo è risalito secondo. Allarme rosso, c'erano le Ferrari 1/2, che di solito è fonte di disgrazie imminenti.
In questo caso è andata bene, anche se Patrese era verosimilmente più leggero e nei giri successivi ha superato prima l'uno e poi l'altro. La Renault di Alain Prost era in terza piazza, mentre la macchina gemella di Eddie Cheever è finita in una nuvola di fumo dopo una manciata di curve.
Quando di lì a qualche minuto è stata inquadrata una vettura con il numero 33 incidentata è stato un momento mistico, non per quel poveretto che si era ritirato, ma per avere riconosciuto la Theodore e averla associata a Roberto Guerrero prima ancora che fosse citato per nome. Anche l'altra Theodore, quella di Johnny Cecotto, l'abbiamo vista ritirata più avanti in una via di fuga, mentre già avevamo visto ritirati - incidentati? - sia Michele Alboreto sia Niki Lauda nello stesso tratto di pista, a breve distanza l'uno dall'altro. Né per il pilota della Tyrrell né per quello della McLaren abbiamo scoperto che cosa fosse accaduto esattamente ma who kers, sono gli anni '80!

Sono gli anni '80 quindi non è ben chiaro se una macchina che faticava a partire possa essere spinta dai commissari per fare sì che si levi di torno. È quello che è successo a Piquet alla partenza, risalito fino alla bassa top-ten in corso d'opera. Non è ben chiaro se sulla sua testa penda una bandiera nera, ma scopriamo di no. La Brabham sembrava essere tra le scatole, quindi si era optato per il male minore, dargli una spintarella. Comunque sia, a due terzi di gara si sarebbe ritirato ai box per un guasto, il tutto mentre invece Patrese lottava per le posizioni che contavano.
A Riccardo, però, ci arriverei tra un po', così come ai ferraristi, perché le loro vicissitudini in effetti sono parte rilevante della gara, ma non ci sono solo loro, ci sono anche le Toleman sponsorizzate Candy, perché in questo momento storico è la Toleman ad avere questo marchio sulle fiancate e non più la Tyrrell.
Sulla Toleman abbiamo Bruno Giacomelli, che si ritira senza essere troppo attention seeker, ma soprattutto Derek Warwick, che si schianta contro una barriera di gomme, ci finisce sopra e parcheggia lì, dove la macchina rimarrà abbandonata... ma mai dubitare delle doti della Tyrrell: Danny Sullivan, infatti, si va a schiantare esattamente sulla Toleman incidentata di Warwick, questa è poesia finissima!

Qui abbiamo la macchina di Warwick:

E qui abbiamo anche Sullivan in livrea verde:

Abbiamo perso altra gente per strada, tra cui Corrado Fabi per incidente con l'Osella e Jean-Pierre Jarier sulla Ligier per un guasto. Abbiamo visto fermarsi Elio De Angelis con la Lotus e anche Andrea De Cesaris con l'Alfa Romeo. Sia Giacomelli sia De Cesaris sono andati, in momenti diversi, in cabina di commento da Poltronieri.

Arrivati a questo punto, torniamo davanti, perché nella storyline parallela siamo già a gara inoltrata, mentre per le posizioni di vertice ci siano lasciati con Patrese/ Arnoux/ Tambay/ Prost. Il nostro numero 28 preferito ha perso in tempi abbastanza brevi la terza piazza, quando ha anticipato la sosta. Siamo nel 1983, infatti, i rifornimenti di benzina sono la prassi, non sono più riservati ai soli piloti della Brabham che prima di arrivare al momento della sosta rompono il motore (o vengono speronati da doppiati turbolenti) come succedeva l'anno precedente.
Arnoux si ferma, Patrese prosegue, Tambay prosegue. Poi si fermerà anche Patrese e Tambay proseguirà. Infine si fermerà anche Tambay. L'estrema sintesi è che Arnoux subisce overcut e si ritrova terzo, mentre anche Patrese viene overcuttato da Tambay, che si prende quindi la testa della gara. Siamo tornati ad avere una Ferrari in testa e Poltronieri che ripeteva ancora più di prima che la Rossa stava superando le aspettative e chissà, magari poteva essere la stagione buona per il mondiale. Che poi, a pensarci bene, l'ultimo titolo piloti risaliva al 1979, non è che stessimo parlando di vent'anni prima... ma niente paura, un giorno o l'altro anche Poltronieri avrebbe scoperto che la Ferrari poteva stare tranquillamente 20+ anni senza vincere il mondiale.
Il nostro 27 preferito sembrava essere il preferito di Poltronieri. Di solito liquidava i ferraristi mettendosi a parlare dell'Alfa Romeo, con Tambay no. Ce lo presenta di fatto come un gentleman riservato e di classe e in effetti devo dire che è proprio l'aria che aveva.

Prost era ancora quarto, mentre dietro erano praticamente tutti doppiati o sul punto di esserlo. Tambay, nel frattempo, doveva vedersela con degli skarsonihhhh che lo rallentavano in fase di doppiaggio, il tutto mentre Patrese si avvicinava like a boss. Lo skarsonehhhh in questione ha affermato: "Guarda che io non sono uno qualsiasi, sono il campione del mondo in carica."
La voce fuori campo l'ha guardato storto e gli ha detto: "Scusami Keke, ma il tuo titolo è stato il meno meritato della storia presente e futura, avrebbero dovuto conquistarlo ex-equo tutti gli altri trenta piloti, in primis Mauro Baldi che in questo momento si trova sull'Alfa Romeo a ridosso della zona punti."
Rosberg ha ignorato la voce fuori campo, mentre John Watson era stabilmente sesto sulla McLaren, quindi per Baldi tutte queste possibilità di arrivare a punti pare che non ci fossero, a meno che qualcuno non si fosse ritirato. Who kers di chi potrebbe ritirarsi, Patrese sta arrivando negli scarichi di Tambay e non dobbiamo dimenticarci che Poltronieri aveva affermato in precedenza che i tifosi si dividevano tra chi sosteneva la macchina italiana e chi il pilota italiano. Ma sarà davvero così? Non è che se Patrese supera Tambay e poi neanche il tempo di completare il giro e va a sbattere da solo, il pubblico inizia a esultare come se non ci fosse un domani?
Guess what, è esattamente quello che è successo.


Con il ritiro di Patrese, le Ferrari erano 1/2, allarme rosso, urge fare qualcosa per mandare in vacca la doppietta, perché va bene, una vittoria la si può anche tollerare, ma non si può assolutamente fare 1/2, va contro le leggi non scritte della Scuderia. Per fortuna Arnoux si è sacrificato per la causa, andando a insabbiarsi. No, non insabbiarsi, quel concetto include il rimanere fermo impantanato, René invece ha fatto un lungo tour dell'erba circostante ed è tornato in pista doppiato.


Visto il numero pressoché inesistente di vetture a pieni giri, era ancora terzo alle spalle di Prost. Per fortuna sua era il 1983 e non gli anni 2020, quindi nessuno ha chiesto la sua testa. In tutto ciò, Baldi era finalmente entrato in zona punti, a tipo un giro dalla fine il suo motore è esploso in una nuvola di fumo. A quel punto il tifoso medio avrebbe potuto dirsi: "questa gara è stata ormai omologata, manca solo come ciliegina sulla torta uno svarione di Mansell." Ecco però una sagoma nera che finiva in testacoda, grazie Nigel, anche tu ti sei sacrificato per la causa!
Tambay/ Prost/ Arnoux, questo il podio, Rosberg quarto, Watson quinto, l'ultimo punto a Marc Surer sulla Arrows. Seguiva Jacques Laffite sulla Williams numero 2 e sorry not sorry, Laffite sulla Williams anziché sulla Ligier sembra qualcosa di profondamente sbagliato. A proposito di Ligier, nono è arrivato Raoul Boesel, che seguiva la Arrows di Chico Serra, che sono sicura avesse fatto un testacoda in precedenza, ma è giunto al settimo posto. Baldi è stato classificato decimo, davanti alla ATS di Manfred Winkelhock, mentre Mansell risulta dodicesimo e ultimo.

Detto così, sembra un finale tranquillo, ma la realtà dei fatti è che il pubblico si è riversato in pista come se non ci fosse un domani nel momento stesso in cui Tambay ha tagliato il traguardo. Oserei dire che non mi sembra una decisione molto saggia, visto che tutti gli altri dovevano ancora completare la gara, ma il peggio doveva ancora venire, probabilmente Tambay si è pentito subito di avere vinto. La vettura, infatti, l'ha lasciato a piedi nel giro d'onore, il che non sarebbe stato neanche troppo grave, se non ci fosse stata lì presente una mandria imbizzarrita di tifosi pronti a gettarsi su di lui, come se fosse il trofeo lanciato da Prost al pubblico di Monza nel 1989.
E niente, alla fine sono dovute intervenire le forze dell'ordine affinché il povero Patrick potesse liberarsi dalla gente che lo accerchiava e dirigersi verso il podio, probabilmente promettendo a se stesso che non avrebbe mai più vinto un gran premio in nome della propria incolumità. Anche i ferraristi delle epoche seguenti devono avere preso nota, perché la successiva vittoria di un pilota Ferrari al GP di San Marino è arrivata nel 1999 (il 2 maggio, anniversario domani).
Così è terminato il GP di San Marino del 1983, di cui segnalo Stirling Moss ospite in studio(?) sulla Rai, che ogni tanto veniva intervistato sull'andamento della gara e aveva ipotizzato in tempi non sospetti una potenziale vittoria di Tambay.


giovedì 30 aprile 2026

La prima volta in cui tutto si ferma

(E LA SECONDA)

Il tubo catodico ha il potere di trascinare dentro altri mondi e di trascinare altri mondi dentro casa. Milly non ha ancora sei anni, quando alza gli occhi verso il teleschermo non sa ancora distinguere del tutto la finzione dalla realtà.
È un giorno di sole, fuori da casa di Milly, e lo è anche all'autodromo di Imola, che appare pieno di colori sullo schermo della televisione. È solo un sabato di aprile, è passata da poco l'ora di pranzo. Milly gioca con i Lego sul tappeto, mentre la seconda sessione di qualifiche è in corso.
La voce pacata del telecronista si confonde con il rumore dei motori. Le tonalità brillanti delle monoposto svettano. Milly conosce i nomi dei soliti noti, quelli che senz'altro partiranno dalle prime file dello schieramento alle 14.00 della domenica.
Il tempo del rumore finisce, arriva il tempo del silenzio. I replay scorrono con insistenza, l'impatto è stato devastante. Milly gioca con i Lego sul pavimento, la prima volta in cui tutto si ferma.
Alla televisione, qualcuno annuncia che il pilota è morto. Il papà di Milly ripete: "è morto".
"Chi è morto?"
"Era un pilota giovane" risponde il papà di Milly, e Milly prova sollievo. Non è uno dei soliti noti, quindi non sentirà la sua mancanza, si dice.
È il pensiero innocente di chi non ha nemmeno sei anni e gli ha incisivi centrali inferiori che dondolano.

In una domenica mattina di maggio, Milly si ritrova con una fessura nell'arcata inferiore. Prima di pranzo, saluta i nonni cercando di non aprire troppo la bocca. Non vuole farsi vedere con un dente di meno, almeno finché la mamma non annuncia che il primo dente da latte se n'è andato.
La giornata di ieri non è più nemmeno un ricordo, quando alle 14.00 in punto le sagome colorate delle monoposto - venticinque, anziché le ventisei che avrebbero il diritto di prendere il via - si allineano sulla griglia di partenza. Il tubo catodico filtra via la morte e mostra solo la vita che brilla.
Milly alza gli occhi verso lo schermo, nel soggiorno dei nonni. La voce pacata del telecronista si confonde con il rumore dei motori, finché non giunge di nuovo il tempo del silenzio. Stavolta è uno dei soliti noti, il leader della gara sbatte all'improvviso e perfino la mamma di Milly osserva che si è trattato di un impatto pesante.
La sua voce pare quasi sollevata, mentre osserva: "ha mosso la testa". E poi, non c'è più nulla.


***

Una Milly adolescente ascolta il modem 56k borbottare, mentre si collega alla rete. Segue ancora le corse alla televisione, ma non conosce nessuno che sia qualcosa di più di un telespettatore casuale.
Ricorda il "pilota giovane" di diversi anni fa, digita il suo nome alla ricerca di una biografia. Tutto ciò che trova è: "Roland Ratzenberger (1962-1994) è stato un pilota di Formula 1". Correva per la Simtek, squadra arcana di cui è difficile trovare informazioni.
Secondo un sito amatoriale, era bianca, o almeno così scrive l'autore, che dice di ricordarsela bene. I pochi pixel delle foto trovate da Milly suggerirebbero il contrario.

Quel sito è specializzato in storia della Formula 1, ci sono perfino le biografie dei "soliti noti" di quando Milly era bambina. Ci sono addirittura le immagini.
Milly ha sempre associato il nome di Ayrton Senna al casco giallo e alla livrea bianco-rossa della McLaren Marlboro, anche se all'epoca della sua ultima gara guidava una Williams. Adesso scopre che era un uomo dai capelli scuri e dalla pelle lentigginosa, che non sorrideva quasi mai, un po' come Milly, anche se forse in comune hanno solo l'aria perennemente malinconica.


***

Gli anni passano, dopo il modem 56k attivano le internet key, i costi si abbassano. Milly si iscrive a un forum che finirà per moderare. Ha scoperto, nel frattempo, che la Simtek era tutta viola e blu, con un grande logo di MTV. Era bellissima, ma quel 30 aprile di molti anni fa non si vedeva più nulla di quella bellezza.
Grazie ai ragazzi del forum, scopre che Youtube è una miniera di vecchie gare e sessioni di qualifica in bassa definizione, ottime da guardare la sera, anche se poi cala la notte e la sveglia suona alle sei, quando ci sono lezioni universitarie al mattino.
Brasile, il duello tra la Williams di Ayrton Senna e la Benetton di Michael Schumacher che Milly ricorda di avere raccontato un lunedì pomeriggio alla maestra d'asilo.
Giappone/ Pacifico, una gara mai vista, per questioni di fuso orario, la prima volta in cui Ratzenberger si è qualificato.
Imola, qualifiche del venerdì, un incidente devastante: un giovane pilota prende in pieno un cordolo rialzato, decolla e precipita malamente. Viene soccorso, la macchina viene sollevata brutalmente per tirarlo fuori.
Dovrebbe fare paura, ma quel ragazzo di ventun anni se l'è cavata con ferite lievi ed è arrivato, a un certo punto, a diventare il pilota più "anziano" in griglia, oltre che quello con il maggior numero di gran premi disputati.
Qualifiche del sabato: alle 13.21 del 30 aprile arriva il tempo del silenzio. Anni fa, Milly ha rivisto l'immagini dello schianto, in un video breve che mostrava la Simtek priva di controllo. Rivederlo così fa un altro effetto. Per due notti di seguito, Milly sogna il casco di Ratzenberger intriso di sangue, la testa che penzola in una posizione innaturale.

Domenica 1° maggio il tempo del silenzio arriva alle 14.17. Milly sa quando con esattezza quando succederà, visto che viene raccontato con dovizia di particolari, ma rivederlo è comunque spiazzante.
Ricorda tutto, ma non sa davvero che cosa sia un ricordo che risale al 1994 e che cosa dipenda dall'avere rivisto più di una volta le immagini di quel giorno.
A volte, Milly si chiede seriamente come sia riuscita a vedere due piloti morire in mondovisione in due giorni di fila e a essere comunque sempre pronta davanti alla televisione allo scattare di un gran premio.


***

Milly sta per laurearsi e nel tempo libero scrive su un blog. Modera ancora il forum e la maggior parte dei ragazzi sono più giovani. Credono ancora a quello a cui tutti credevano prima del 30 aprile 1994. In fondo, prima delle 13.21, venivano decantati i progressi in termini di sicurezza recando come prova l'incidente del venerdì.
I ragazzi più giovani non trattengono mai il fiato, quando vedono un incidente più serio della media. Dicono di avere capito subito che il pilota era illeso. Inconsciamente ridicolizzano la sua apprensione.
La Milly appassionata di corse, quel sabato di aprile ha perso un pezzo della sua innocenza, gli altri ragazzi non hanno mai vissuto tutto questo e Milly spera che non lo vivano mai.

Sono passati vent'anni da Imola 1994 e Milly si ritrova ancora a catalogare i fatti come avvenuti prima o dopo - oppure durante, nel caso del primo dente da latte perduto. Milly scrive un accorato post per il suo blog, racconta di sentire ancora vivo quel ricordo perché adesso come allora c'è la sensazione che si sia già fatto tutto il possibile per rendere le corse più sicure. Basta sottovalutare un dettaglio, dice.
È quello che succederà di lì a pochi mesi, in un crepuscolo giapponese che coincide con l'alba europea. Jules Bianchi ha un anno in meno di Milly e corre per la Marussia, che per ironia della sorte ha la sede nella stessa città in cui sorgeva la sede della Simtek.


***

A trent'anni e oltre di distanza, Milly ne ha abbastanza sia di chi si lamenta che Ratzenberger viene considerato solo come "quello che è morto il giorno prima di Ayrton Senna", sia di chi replica che è normale non considerarlo allo stesso modo. Per quanto sia vero che un backmarker non verrà mai messo allo stesso piano di un campione, non vede perché qualcuno debba scomodarsi di metterlo nero su bianco.

Milly ricorda il backmarker che sorrideva sempre e il campione che non sorrideva mai ogni anno, anche se ormai fanno parte di un passato lontano e non sono più una linea di spartiacque tra il prima e il dopo.
Ormai Milly ha da vent'anni un caro amico con cui parla dal vivo di corse automobilistiche vintage, ma con lui non saprebbe aprirsi fino in fondo. Scrive ancora sul suo blog e se dovesse aprirlo ora lo chiamerebbe "la zitella del motorsport". Sulle sue pagine riesce a essere più spontanea, perché in fondo, forse esistono davvero due Milly: una è quella della vita quotidiana, con sempre qualche capello bianco in più da nascondere e i trasporti intermodali da organizzare dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, l'altra è semplicemente la zitella del motorsport, quella che si commuove per un'azione di gara o magari perché un pilota ultracinquantenne che corre in un campionato sudamericano conquista un podio nella sua gara di casa. In fondo, poteva andargli molto peggio, quando saltò su quel cordolo trentadue anni fa.


Si ringrazia ChatGPT
(anche per l'AI la Simtek è bianca?)


PS. Per chi se lo chiedesse, quanto scritto nel paragrafo finale è vero, Rubens Barrichello ha chiuso terzo la gara di Stock Car Pro di Interlagos disputata domenica scorsa.






lunedì 27 aprile 2026

Ho comprato il modellino della Tyrrell sponsorizzata Candy!

Ieri era la quarta domenica del mese, ovvero il giorno di uno dei mercatini dell'antiquariato che frequento, al quale mi sono recata senza nutrire troppe speranze di arricchire il mio "parco modellini". Per questioni di spazio, infatti, ho deciso di darmi un certo contegno e di limitarmi solo a quelli che mi convincono davvero o che stanno in cima alle mie wishlist.
In cima alla mia wishlist, ovviamente, c'è la Tyrrell a sei ruote, e mi sono ritrovata a pensare che mi sarebbe piaciuto anche un modellino della Tyrrell sponsorizzata Candy.
La legge del caso ha voluto che incappassi proprio in un modellino della Tyrrell sponsorizzata Candy. Ho chiesto al tale della bancarella quanto costassero i modellini piccoli. Costava cinque euro e li valeva tutti! *-*

Ammetto che sarebbe stato più poetic cinema se fosse stata quella del 1980, ovvero quella che Derek Daly cappottò a Montecarlo, ma non si può avere tutto dalla vita.
Il modellino è della Tyrrell del 1979, famosa per essere una scopiazzatura della Lotus della stagione precedente, ma senza emularne i risultati. I piloti titolari erano Jean-Pierre Jarier e Didier Pironi, ma fu guidata anche dallo stesso Daly in alcune occasioni, in un gran premio al posto di Jarier assente per malattia, infine alla fine della stagione quando venne schierata una terza vettura perché why not.

Verso sera ho beccato per caso un post di Daly su Xwitter, che pubblicava foto della Tyrrell sponsorizzata Candy all'Historic Monaco GP che di è svolto in questo fine settimana.
Ho risposto condividendo la foto del modellino... e niente, stamattina mi sono trovata un suo quote in cui mi informava di avere effettivamente guidato la Tyrrell 009!


Al momento essendo più piccola l'ho collocata tra il modellino dell'Alfa e quello della Ferrari, con la Brabham dietro girata di lato, ma specie l'Alfa girata di lato non mi convince, quindi studierò una disposizione più adeguata.