OPENING V
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
giovedì 16 aprile 2026
mercoledì 15 aprile 2026
martedì 14 aprile 2026
lunedì 13 aprile 2026
domenica 12 aprile 2026
sabato 11 aprile 2026
L'Età della Ruggine // blog novel sul motorsport thriller sci-fi: presentazione
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| Copertina realizzata con AI (ChatGPT) |
I capitoli in totale sono diciannove, che a pubblicazione terminata linkerò in coda al post. I primi cinque possono essere letti come "prequel" dei successivi quattordici e con questi sto partecipando a un contest organizzato su un forum dedicato alla scrittura che frequento.
LA TRAMA - L'Evolution GP Series promette di essere il futuro delle competizioni automobilistiche: progresso, ricerca, vetture comandate a distanza. Edward Roberts, pilota a fine carriera, scopre un'inquietante verità, con l'aiuto del giornalista Oliver Fischer, suo storico rivale ed ex fidanzato di sua moglie Selena: i Replacement sono veri e propri androidi progettati per gareggiare al posto degli esseri umani.
Cause di forza maggiore fanno naufragare il progetto. Dopo una fase di stallo lunga sette anni, Edward viene ingaggiato come coach di Ivana Blaze, "frontwoman" di un Replacement programmato per offrire al pubblico femminile una campionessa donna. Il Progetto Evolution, tuttavia, non è solo narrativa fatta di risultati costruiti ad arte, ma qualcosa di più pericoloso, che non si ferma nemmeno di fronte alla morte. Solo l'ostinazione di Oliver e lo charme di Selena potrebbero impedire conseguenze fatali...
RIFLESSIONI - ho lavorato a questo progetto tra gennaio, febbraio e marzo, mi sono allontanata un po' da quello che scrivo di solito, con mille dubbi. Alla fine, però, credo che tutto si sia incastrato e che abbia avuto il suo senso.
Ho adorato dedicare un'altra vicenda, del tutto slegata da SDF, agli stessi tre protagonisti. Ho inserito due personaggi del tutto nuovi - il tormentato pilota Remy Corvin e la sua fidanzata Annabelle - che hanno finito per avere una certa importanza e, in linea di massima, sono soddisfatta.
venerdì 10 aprile 2026
Conversazioni a tematica Formula 1 in pausa pranzo
Ogni giorno lavorativo, pranzo con i colleghi a una delle mense dell'interporto e, siccome in questi ultimi giorni faceva caldo, abbiamo iniziato a metterci ai tavoli esterni anziché dentro. Siccome sono più piccoli, siamo solitamente suddivisi in due o tre tavoli.
Ci sono persone che hanno allergie e quindi si portano qualcosa da casa che solitamente prendono per prime i posti per loro e per i loro "favoriti". Io appartengo a una terra di mezzo, non faccio parte né dei giovani, né dei quaranta/ cinquantenni, quindi tendenzialmente nessuno mi tiene il posto. Eccomi quindi all'uscita che sono andata a piazzarmi al tavolo accanto a quello già occupato da cinque o sei colleghi.
Mentre consumavo il pasto più appetitoso della settimana (al venerdì ci sono le specialità più caloriche) ecco che succede un evento raro: una conversazione sulla Formula 1 al tavolo attiguo, iniziata con qualcuno che chiedeva se fosse più bella la Formula 1 o la MotoGP.
Il mio radar si è acceso. Dato che ero comunque troppo lontana per mettermi a conversare con tono di voce normale, mi sono limitata a origliare. La ragazzina della reparto documentazione (ventidue anni, credo) che è una verstappina a quanto pare schifa Kimi Antonelli e ha detto che tutti sono meglio di lui.
Il responsabile degli acquisti (trentun anni) ha osservato che Verstappen dovrebbe "venire in Ferrari", cosa che sinceramente penso che farà, perché sta raggiungendo quel livello della carriera in cui si convincerà di potere riportare il titolo a Maranello. Poi si è definito un sainzino, con l'espressione "sono una bimba di Sainz", anche se ha raccontato le sue vicissitudini vintage.
Plot twist: quando ha iniziato a seguire la Formula 1 negli anni Duemila gli piaceva la McLaren e tifava Coulthard, anche se successivamente da ragazzino è stato alonsista.
La ragazzina della documentazione mi pare abbia detto una cosa tipo: "quando ho iniziato a seguire la Formula 1, non c'era ancora l'Aston Martin". Se avessi preso parte alla discussione, forse il mio contributo avrebbe potuto essere una cosa tipo: quando ho iniziato a seguire la Formula 1, correva ancora Alboreto. Non che ai tempi avessi la minima idea di chi fosse, ma sono dettagli.
Poi niente, il responsabile degli acquisti ha detto che gli piacerebbe "Bearman in Ferrari". A Ber-... e Ferrari nella stessa frase ho avuto un attimo di stordimento, poi ho realizzato che non aveva nominato Berger.
Purtroppo tutte le cose belle finiscono, è arrivato un altro collega e si è messo a parlare di calcio.
Dopo pranzo, sono andata a sedermi sulle panchine del prato vicino alla mensa insieme allo stesso gruppetto. Si è parlato di argomenti random, tra cui del gioco Akinator (che indovina le persone) e il "sainzino" aveva proposto di giocare Verstappen come personaggio, per poi scegliere personaggi meno in vista. Mi è stato anche chiesto se sono sui social e ho detto di no, perché hanno posto questa domanda alla responsabile di uno dei reparti operativi e non a Milly Sunshine, blogger sul motorsport. Tecnicamente la me stessa della "real life" non ha profili social, a parte un instagram che non utilizzo da millemila anni, e che ho menzionato. Infine, a un certo punto, la hater di Antonelli ha detto che una sua conoscente andava a scuola con lo stesso Kimi.
Piccola nota a margine: quando Antonelli aveva vinto solo un gran premio, la sua hater aveva semplicemente detto di non essere stata molto contenta della sua vittoria, il "tutti meglio di Antonelli" deve essere dettato dal fatto che stia in testa alla classifica piloti.
Ci sono persone che hanno allergie e quindi si portano qualcosa da casa che solitamente prendono per prime i posti per loro e per i loro "favoriti". Io appartengo a una terra di mezzo, non faccio parte né dei giovani, né dei quaranta/ cinquantenni, quindi tendenzialmente nessuno mi tiene il posto. Eccomi quindi all'uscita che sono andata a piazzarmi al tavolo accanto a quello già occupato da cinque o sei colleghi.
Mentre consumavo il pasto più appetitoso della settimana (al venerdì ci sono le specialità più caloriche) ecco che succede un evento raro: una conversazione sulla Formula 1 al tavolo attiguo, iniziata con qualcuno che chiedeva se fosse più bella la Formula 1 o la MotoGP.
Il mio radar si è acceso. Dato che ero comunque troppo lontana per mettermi a conversare con tono di voce normale, mi sono limitata a origliare. La ragazzina della reparto documentazione (ventidue anni, credo) che è una verstappina a quanto pare schifa Kimi Antonelli e ha detto che tutti sono meglio di lui.
Il responsabile degli acquisti (trentun anni) ha osservato che Verstappen dovrebbe "venire in Ferrari", cosa che sinceramente penso che farà, perché sta raggiungendo quel livello della carriera in cui si convincerà di potere riportare il titolo a Maranello. Poi si è definito un sainzino, con l'espressione "sono una bimba di Sainz", anche se ha raccontato le sue vicissitudini vintage.
Plot twist: quando ha iniziato a seguire la Formula 1 negli anni Duemila gli piaceva la McLaren e tifava Coulthard, anche se successivamente da ragazzino è stato alonsista.
La ragazzina della documentazione mi pare abbia detto una cosa tipo: "quando ho iniziato a seguire la Formula 1, non c'era ancora l'Aston Martin". Se avessi preso parte alla discussione, forse il mio contributo avrebbe potuto essere una cosa tipo: quando ho iniziato a seguire la Formula 1, correva ancora Alboreto. Non che ai tempi avessi la minima idea di chi fosse, ma sono dettagli.
Poi niente, il responsabile degli acquisti ha detto che gli piacerebbe "Bearman in Ferrari". A Ber-... e Ferrari nella stessa frase ho avuto un attimo di stordimento, poi ho realizzato che non aveva nominato Berger.
Purtroppo tutte le cose belle finiscono, è arrivato un altro collega e si è messo a parlare di calcio.
Dopo pranzo, sono andata a sedermi sulle panchine del prato vicino alla mensa insieme allo stesso gruppetto. Si è parlato di argomenti random, tra cui del gioco Akinator (che indovina le persone) e il "sainzino" aveva proposto di giocare Verstappen come personaggio, per poi scegliere personaggi meno in vista. Mi è stato anche chiesto se sono sui social e ho detto di no, perché hanno posto questa domanda alla responsabile di uno dei reparti operativi e non a Milly Sunshine, blogger sul motorsport. Tecnicamente la me stessa della "real life" non ha profili social, a parte un instagram che non utilizzo da millemila anni, e che ho menzionato. Infine, a un certo punto, la hater di Antonelli ha detto che una sua conoscente andava a scuola con lo stesso Kimi.
Piccola nota a margine: quando Antonelli aveva vinto solo un gran premio, la sua hater aveva semplicemente detto di non essere stata molto contenta della sua vittoria, il "tutti meglio di Antonelli" deve essere dettato dal fatto che stia in testa alla classifica piloti.
mercoledì 8 aprile 2026
Oggetti al Volante Non Identificati: la breve carriera di Charles Pic
Ho deciso di avviare una nuova rubrica, dedicata a quei piloti che in Formula 1 sono state meteore, o hanno disputato al massimo due o tre stagioni. Credo sia bello aprirla con nientemeno che Charles Pic, pilotino francese classe 1990 che abbiamo visto al volante nelle stagioni 2012 e 2013, rispettivamente alla Marussia e alla Caterham, protagonista anche di una teoria del complotto relativa ai fatti del GP del Brasile 2012, il suo ultimo gran premio disputato con la Marussia.
Ai tempi della Formula 1 era una sorta di idolo delle fangirl di Tumblr, con diversi blog a lui dedicati, alcuni al solo Charles, altri a Charles e al fratello pilota di GP2, oppure in threesome insieme al loro fisioterapista(?). Eppure sono abbastanza certa che le fangirl odierne non siano al corrente della sua esistenza.
I fratelli Pic sono stati i primi fratelli a correre stabilmente in Formula 1 e GP2, prima che accadesse lo stesso ai fratelli Leclerc. La curiosità risiede nei loro nomi, in entrambi i casi Charles e Arthur (per essere precisi, anche altri due fratelli hanno corso l'uno in Formula 1 e l'altro in Formula 2, ma l'uno in Formula 1 c'è stato solo per due gran premi, si tratta di Pietro ed Enzo Fittipaldi).
Prima della Formula 1, Charles Pic ha ottenuto risultati di buon livello in Formula Renault, World Series Formula... e un quarto posto in classifica piloti in GP2 nel 2011, dietro a Romain Grosjean, Luca Filippi e Jules Bianchi. Ha disputato due stagioni in GP2, vincendo tre gare in corso d'opera, oltre che una nella GP2 Asia.
Il debutto alla Marussia, ovviamente, non è segno di potenziale gloria: l'ex Virgin Racing, infatti, era in diretta competizione con la Caterham per il decimo posto in classifica finale, solitamente senza successo, e nella sua prima stagione doveva addirittura guardarsi le spalle dalla HRT. Questo pericolo sembrava ormai scampato nel 2012, ma per il giovane Pic non c'era molto in cui sperare.
Faceva coppia con Timo Glock, in una squadra che in corso d'opera ha dovuto affrontare la disgrazia dell'incidente di Maria De Villota, la test driver, al cui posto è poi arrivato Max Chilton, colui che nella stagione successiva sarebbe divenuto pilota titolare (e che meriterebbe un Oggetti al Volante Non Identificati tutto suo).
Diversamente dai predecessori Lucas Di Grassi e Jerome D'Ambrosio, rimasti senza un volante, se non si considera la presenza one-off di D'Ambrosio al posto di Grosjean per il race ban di quest'ultimo nel 2012, Pic ha ottenuto ciò che per gli altri piloti della stessa squadra non era stato possibile, una seconda chance in un'altra squadra una volta terminato il campionato. Certo, una squadra disastrata come la Marussia, ma sono dettagli.
Charles Pic si è fatto notare ottenendo un miglior tempo a random in una sessione di prove libere quando era sceso in pista un attimo prima che arrivasse la pioggia, che ha condizionato invece il risultato di tutti gli altri, oltre che per un lungo duello scatenato con il compagno di squadra Timo Glock finito chissà come immortalato dalle telecamere invece che ignorato.
Il suo miglior risultato stagionale è stato - esattamente come per Glock, che però l'avrebbe preceduto in classifica per via del secondo miglior piazzamento - un dodicesimo posto al GP del Brasile, quello finale della stagione, dove è stato immortalato mentre lottava tenacemente con la Caterham di Vitaly Petrov. Al momento, la Marussia era davanti alla Caterham, l' uscire vincente da quel duello avrebbe cambiato completamente le sorti del campionato povery.
Petrov ha vinto il duello giungendo undicesimo, la Caterham si è classificata decima nel mondiale costruttori e ha conquistato una quota dei big money dei diritti televisivi, diversamente dalla Marussia. Dai vertici di questa squadra sono arrivate accuse a Charles, di avere fatto qualcosa di poco edificante: favorire la squadra per cui sarebbe andato a correre piuttosto per quella per la quale gareggiava ancora quel giorno, perdendo deliberatamente il duello con Petrov.
Non sapremo mai la verità, tutto ciò che sappiamo è il ventunesimo posto di Pic nel mondiale piloti con la Marussia, dopodiché il ventesimo l'anno dopo con la Caterham. Ha ottenuto due quattordicesimi posti che non hanno potuto fare nulla contro la tredicesima piazza di Bianchi in Malesia: per la prima volta, la Caterham è restata fuori dai primi dieci in classifica, mentre la Marussia si è aggiudicata una quota di big money.
Dopo una stagione come test driver alla Lotus (attuale Alpine), Pic è uscito dal mondo della Formula 1. Nel 2014/15 ha disputato cinque eventi del campionato inaugurale di Formula E, uno con Andretti e gli altri con China Racing. Il suo miglior risultato è stato un quarto posto alla gara inaugurale.
All'età di venticinque anni, Pic ha abbandonato le gare. Attualmente occupa un ruolo manageriale in un'azienda di logistica e trasporti francese e, a partire dal 2022, è il proprietario del team DAMS di Formula 2. Ho fatto qualche ricerca, ma non vi è alcuna menzione più recente di queste. Dopo tre stagioni in GP2, conquistando una sola vittoria, anche Arthur Pic sembra essere definitivamente uscito di scena e non avere più gareggiato da nessuna parte dopo il 2016.
Tornando a Charles, non ha lasciato il segno, come la maggior parte dei signori nessuno delle retrovie. Ha fatto due stagioni senza macchia e senza gloria, dopodiché è sparito dal radar: a volte succede anche questo.
Ai tempi della Formula 1 era una sorta di idolo delle fangirl di Tumblr, con diversi blog a lui dedicati, alcuni al solo Charles, altri a Charles e al fratello pilota di GP2, oppure in threesome insieme al loro fisioterapista(?). Eppure sono abbastanza certa che le fangirl odierne non siano al corrente della sua esistenza.
I fratelli Pic sono stati i primi fratelli a correre stabilmente in Formula 1 e GP2, prima che accadesse lo stesso ai fratelli Leclerc. La curiosità risiede nei loro nomi, in entrambi i casi Charles e Arthur (per essere precisi, anche altri due fratelli hanno corso l'uno in Formula 1 e l'altro in Formula 2, ma l'uno in Formula 1 c'è stato solo per due gran premi, si tratta di Pietro ed Enzo Fittipaldi).
Prima della Formula 1, Charles Pic ha ottenuto risultati di buon livello in Formula Renault, World Series Formula... e un quarto posto in classifica piloti in GP2 nel 2011, dietro a Romain Grosjean, Luca Filippi e Jules Bianchi. Ha disputato due stagioni in GP2, vincendo tre gare in corso d'opera, oltre che una nella GP2 Asia.
Il debutto alla Marussia, ovviamente, non è segno di potenziale gloria: l'ex Virgin Racing, infatti, era in diretta competizione con la Caterham per il decimo posto in classifica finale, solitamente senza successo, e nella sua prima stagione doveva addirittura guardarsi le spalle dalla HRT. Questo pericolo sembrava ormai scampato nel 2012, ma per il giovane Pic non c'era molto in cui sperare.
Faceva coppia con Timo Glock, in una squadra che in corso d'opera ha dovuto affrontare la disgrazia dell'incidente di Maria De Villota, la test driver, al cui posto è poi arrivato Max Chilton, colui che nella stagione successiva sarebbe divenuto pilota titolare (e che meriterebbe un Oggetti al Volante Non Identificati tutto suo).
Diversamente dai predecessori Lucas Di Grassi e Jerome D'Ambrosio, rimasti senza un volante, se non si considera la presenza one-off di D'Ambrosio al posto di Grosjean per il race ban di quest'ultimo nel 2012, Pic ha ottenuto ciò che per gli altri piloti della stessa squadra non era stato possibile, una seconda chance in un'altra squadra una volta terminato il campionato. Certo, una squadra disastrata come la Marussia, ma sono dettagli.
Charles Pic si è fatto notare ottenendo un miglior tempo a random in una sessione di prove libere quando era sceso in pista un attimo prima che arrivasse la pioggia, che ha condizionato invece il risultato di tutti gli altri, oltre che per un lungo duello scatenato con il compagno di squadra Timo Glock finito chissà come immortalato dalle telecamere invece che ignorato.
Il suo miglior risultato stagionale è stato - esattamente come per Glock, che però l'avrebbe preceduto in classifica per via del secondo miglior piazzamento - un dodicesimo posto al GP del Brasile, quello finale della stagione, dove è stato immortalato mentre lottava tenacemente con la Caterham di Vitaly Petrov. Al momento, la Marussia era davanti alla Caterham, l' uscire vincente da quel duello avrebbe cambiato completamente le sorti del campionato povery.
Petrov ha vinto il duello giungendo undicesimo, la Caterham si è classificata decima nel mondiale costruttori e ha conquistato una quota dei big money dei diritti televisivi, diversamente dalla Marussia. Dai vertici di questa squadra sono arrivate accuse a Charles, di avere fatto qualcosa di poco edificante: favorire la squadra per cui sarebbe andato a correre piuttosto per quella per la quale gareggiava ancora quel giorno, perdendo deliberatamente il duello con Petrov.
Non sapremo mai la verità, tutto ciò che sappiamo è il ventunesimo posto di Pic nel mondiale piloti con la Marussia, dopodiché il ventesimo l'anno dopo con la Caterham. Ha ottenuto due quattordicesimi posti che non hanno potuto fare nulla contro la tredicesima piazza di Bianchi in Malesia: per la prima volta, la Caterham è restata fuori dai primi dieci in classifica, mentre la Marussia si è aggiudicata una quota di big money.
Dopo una stagione come test driver alla Lotus (attuale Alpine), Pic è uscito dal mondo della Formula 1. Nel 2014/15 ha disputato cinque eventi del campionato inaugurale di Formula E, uno con Andretti e gli altri con China Racing. Il suo miglior risultato è stato un quarto posto alla gara inaugurale.
All'età di venticinque anni, Pic ha abbandonato le gare. Attualmente occupa un ruolo manageriale in un'azienda di logistica e trasporti francese e, a partire dal 2022, è il proprietario del team DAMS di Formula 2. Ho fatto qualche ricerca, ma non vi è alcuna menzione più recente di queste. Dopo tre stagioni in GP2, conquistando una sola vittoria, anche Arthur Pic sembra essere definitivamente uscito di scena e non avere più gareggiato da nessuna parte dopo il 2016.
Tornando a Charles, non ha lasciato il segno, come la maggior parte dei signori nessuno delle retrovie. Ha fatto due stagioni senza macchia e senza gloria, dopodiché è sparito dal radar: a volte succede anche questo.
martedì 7 aprile 2026
Ultimo incontro (1951): un film ambientato nel mondo dell'automobilismo... con un finale Larrousse-friendly!
Oggi parliamo di cinema vintage e, nello specifico, parliamo di un film italiano del 1951, con un setting motoristico, quantomeno nella prima parte, perché nella seconda ci limitiamo a seguire le vicende di una coppia di sociopatici. Gli attori protagonisti erano Amedeo Nazzari e Alida Valli, nei panni di un ingegnere dell'Alfa Romeo e di sua moglie, in un film che inizia con la Formula 1 degli esordi, con tanto di fugaci apparizioni di veri piloti quali Nino Farina e Juan Manuel Fangio, il cui ruolo sarà tuttavia nullo.
Il film non è propriamente sportivo, anzi, è un drammone che parla di corna, ma il finale drammatico (e neanche troppo vagamente cringe) è una premonizione di un fatto che farà da contorno alla Formula 1 di quasi quarant'anni più tardi. Su questo ci torneremo in un secondo momento. Adesso occupiamoci della trama.
Piero Castelli è un ingegnere dell'Alfa Romeo, ed è anche un uomo piuttosto affascinante, distinto e con un paio di baffetti in stile Zorro. Sembra che sia un tipo importante, dato che in varie occasioni viene menzionato il fatto che la moglie va a fargli visita al lavoro. La signora Lina è la consorte di un uomo benestante degli anni '50, quindi non ha né un'occupazione, né alcunché da fare a casa dato che ci pensa la governante.
È una donna acqua e sapone altresì nota come gran gnocca ed è l'amante di tale Michele Bonesi, pilota dell'Alfa Romeo, che è a sua volta un uomo attraente. È combattuta. Non sa se rimanere accanto al marito o se scappare in Argentina con l'amante.
Gli scrive una lettera per lasciarlo, dato che non se la sente di abbandonare il marito. Michele la legge prima di un test a Monza. Molto scosso dell'accaduto, indovinate un po' cosa succede? Esce di pista, va a fuoco e muore. Lina apprende da Piero l'accaduto. Questo non ha idea del fatto che la signora l'abbia lungamente cornificato con il pilota e, quando Lina viene investita da un camion al quale si è letteralmente buttata sotto scappando dall'autodromo durante il gran premio d'Italia, i due coniugi si riavvicinano. Il loro modo di relazionarsi è da sociopatici. Sembra di stare in una fan fiction trash haters to lovers, quelle dove ci sono spintoni reciproci, sberle e poi si limona alla cazzum.
Attenzione che c'è un plot twist: un meccanico di Bonesi rimasto senza lavoro la informa di avere trovato la sua lettera e che, se non gli darà un bel po' di soldi di lì a due giorni, la consegnerà al marito. Non che la lettera della signora Lina fosse così esplicita. Una roba tipo "ti amo, ma non posso stare con te perché non voglio dare un dispiacere a mio marito", che potrebbe anche essere interpretata come un semplice trip mentale platonico. Però non pensa minimamente a denunciare il tizio, anzi, si mette all'opera per cercare di guadagnare soldi.
Vende la sua pelliccia, ma è una pelliccia da povery. Va in gioielleria e tenta di rubare un anello. Va nella banca presso la quale lavorava come impiegata in passato a chiedere un prestito, ma riceve avance sgradite dal direttore. Si appiglia quindi a una proposta dell'amica compiacente che favoriva i suoi incontri con Michele: "sai Lina, se vuoi guadagnare molti soldi conosco una sarta che potrebbe assumerti... ovviamente non fa solo la sarta, ma gestisce un giro di escort". Guess what? La signora Castelli accetta, paga una parte del debito e promette al ricattatore che lo salderà tutto entro la fine del mese.
Piero è per strada insieme a un ingegnere svizzero quando intravedono Lina. L'altro, del tutto ignaro che sia la sua consorte, lo informa di essere stato un suo cliente. A quel punto il film viaggia verso le sue battute finali con una serie di trip mentali del protagonista maschile.
Questo simula di dovere partire per lavoro, si fa accompagnare alla stazione dalla sua signora, scende alla prima fermata, si mette a parlare con il capostazione del posto, poi torna indietro e riesce a organizzarsi un incontro con la moglie nei panni di escort, facendosi ancora innumerevoli viaggi mentali e chiedendosi come mai questa sia finita a vendersi a uomini facoltosi.
L'incontro tra i due è ad alta tensione emotiva: "perché hai fatto una cosa simile? È perché sono un semplice meccanico dell'Alfa Romeo, anziché il socio di Gerard Larrousse?" ...e poi le spara, ferendola mortalmente. La signora, tuttavia, prima di morire, ha il tempo per confessargli di avere avuto un amante ed essere stata ricattata.
I due realizzano che il loro amore sociopatico è più forte di tutto e il film finisce con Piero che porta in braccio il cadavere di Lina. Purtroppo non è stato realizzato un sequel, che avrebbe potuto avere una simile trama: la squadra è scossa dall'uxoricidio, ma the show must go on, quindi andiamo a cercare uno sponsor sul quale pende un mandato di cattura internazionale.
Il film non è propriamente sportivo, anzi, è un drammone che parla di corna, ma il finale drammatico (e neanche troppo vagamente cringe) è una premonizione di un fatto che farà da contorno alla Formula 1 di quasi quarant'anni più tardi. Su questo ci torneremo in un secondo momento. Adesso occupiamoci della trama.
Piero Castelli è un ingegnere dell'Alfa Romeo, ed è anche un uomo piuttosto affascinante, distinto e con un paio di baffetti in stile Zorro. Sembra che sia un tipo importante, dato che in varie occasioni viene menzionato il fatto che la moglie va a fargli visita al lavoro. La signora Lina è la consorte di un uomo benestante degli anni '50, quindi non ha né un'occupazione, né alcunché da fare a casa dato che ci pensa la governante.
È una donna acqua e sapone altresì nota come gran gnocca ed è l'amante di tale Michele Bonesi, pilota dell'Alfa Romeo, che è a sua volta un uomo attraente. È combattuta. Non sa se rimanere accanto al marito o se scappare in Argentina con l'amante.
Gli scrive una lettera per lasciarlo, dato che non se la sente di abbandonare il marito. Michele la legge prima di un test a Monza. Molto scosso dell'accaduto, indovinate un po' cosa succede? Esce di pista, va a fuoco e muore. Lina apprende da Piero l'accaduto. Questo non ha idea del fatto che la signora l'abbia lungamente cornificato con il pilota e, quando Lina viene investita da un camion al quale si è letteralmente buttata sotto scappando dall'autodromo durante il gran premio d'Italia, i due coniugi si riavvicinano. Il loro modo di relazionarsi è da sociopatici. Sembra di stare in una fan fiction trash haters to lovers, quelle dove ci sono spintoni reciproci, sberle e poi si limona alla cazzum.
Attenzione che c'è un plot twist: un meccanico di Bonesi rimasto senza lavoro la informa di avere trovato la sua lettera e che, se non gli darà un bel po' di soldi di lì a due giorni, la consegnerà al marito. Non che la lettera della signora Lina fosse così esplicita. Una roba tipo "ti amo, ma non posso stare con te perché non voglio dare un dispiacere a mio marito", che potrebbe anche essere interpretata come un semplice trip mentale platonico. Però non pensa minimamente a denunciare il tizio, anzi, si mette all'opera per cercare di guadagnare soldi.
Vende la sua pelliccia, ma è una pelliccia da povery. Va in gioielleria e tenta di rubare un anello. Va nella banca presso la quale lavorava come impiegata in passato a chiedere un prestito, ma riceve avance sgradite dal direttore. Si appiglia quindi a una proposta dell'amica compiacente che favoriva i suoi incontri con Michele: "sai Lina, se vuoi guadagnare molti soldi conosco una sarta che potrebbe assumerti... ovviamente non fa solo la sarta, ma gestisce un giro di escort". Guess what? La signora Castelli accetta, paga una parte del debito e promette al ricattatore che lo salderà tutto entro la fine del mese.
Piero è per strada insieme a un ingegnere svizzero quando intravedono Lina. L'altro, del tutto ignaro che sia la sua consorte, lo informa di essere stato un suo cliente. A quel punto il film viaggia verso le sue battute finali con una serie di trip mentali del protagonista maschile.
Questo simula di dovere partire per lavoro, si fa accompagnare alla stazione dalla sua signora, scende alla prima fermata, si mette a parlare con il capostazione del posto, poi torna indietro e riesce a organizzarsi un incontro con la moglie nei panni di escort, facendosi ancora innumerevoli viaggi mentali e chiedendosi come mai questa sia finita a vendersi a uomini facoltosi.
L'incontro tra i due è ad alta tensione emotiva: "perché hai fatto una cosa simile? È perché sono un semplice meccanico dell'Alfa Romeo, anziché il socio di Gerard Larrousse?" ...e poi le spara, ferendola mortalmente. La signora, tuttavia, prima di morire, ha il tempo per confessargli di avere avuto un amante ed essere stata ricattata.
I due realizzano che il loro amore sociopatico è più forte di tutto e il film finisce con Piero che porta in braccio il cadavere di Lina. Purtroppo non è stato realizzato un sequel, che avrebbe potuto avere una simile trama: la squadra è scossa dall'uxoricidio, ma the show must go on, quindi andiamo a cercare uno sponsor sul quale pende un mandato di cattura internazionale.
lunedì 6 aprile 2026
Ho visto il GP degli Stati Uniti Ovest 1981 a Long Beach: ve lo racconto!
Qualche tempo fa, in occasione dell'anniversario del GP degli Stati Uniti Ovest 1981, evento inaugurale della stagione, mi sono accorta che non avevo mai scritto una cronaca dettagliata, e mi sono detta che avrei rimediato.
Ne approfitto per rimediare proprio oggi, avendo trovato nientemeno che il gran premio con telecronaca italiana su Youtube, con il video che inizia con Mario Poltronieri in versione guida turistica spiegando che Long Beach si trova "35 km a sud del centro di Los Angeles".
Prosegue accennando a Ferrari e Alfa Romeo, alla speranza che l'Alfa possa ottenere una buona performance, poi ci ricorda che la Ferrari è la squadra che ha ottenuto i migliori risultati considerando la storia del circuito e che questo potrebbe essere buon auspicio - spoiler, non lo sarà. Però noi stiamo tutti dalla parte dei maschi alfa, specie se sono americani di origini italiane, quindi who kers.
La gara dura ottanta giri e mezzo. No, non vi sto prendendo in giro, è proprio così, in quanto la linea di partenza è stata anticipata rispetto a quella d'arrivo per evitare probabili ingorghi. In effetti la partenza, quando sarà il momento, sarà abbastanza pulita. Ci sarà solo un contatto che lascerà ferme la Renault di Alain Prost e... guess what? la McLaren di Andrea De Cesaris, quindi direi che sta andando tutto in maniera molto consueta
Torniamo a noi, mentre Poltronieri segnala il buon rientro di Patrick Tambay che dopo una lunga assenza scatterà diciassettesimo con una bagnarola come la Theodore (questa definizione l'ho inserita io, non l'ha detto Poltronieri), Riccardo Patrese si appresta a scattare dalla pole position. La Arrows non ha più la livrea dorata delle passate stagioni, ma quella arancione e bianca. A completare l'opera, lo sponsor è Ceramiche Ragno.
Tutti si allineano sulla griglia di partenza. O meglio, tutti si dispongono alla cazzum, soprattutto la sagoma nera della Lotus di Elio De Angelis.
Si parte, capita quanto detto prima tra Prost e De Cesaris, ma soprattutto Gilles Villeneuve fa una partenza a cannone dopo la quale sarebbe tranquillamente in testa, se non si trovasse alla sinistra dei leader e non ci fosse una curva verso destra.
Carlos Reutemann, che scattava dalla terza casella della griglia, si porta secondo dietro a Patrese, il suo compagno di squadra Alan Jones, che invece partiva secondo, deve accodarsi in terza piazza.
Per il momento siamo in linea con gli standard dei tempi: posizioni retrostanti what, anche se Poltronieri a un certo punto se ne esce snocciolandone almeno una quindicina: "il 29 Patrese, il 2 Reutemann, l'1 Jones, il 27 Villeneuve... ecc... ecc... ecc... e poi via via tutti gli altri", mettendo i numeri di gara di tutti, tanto che sembra un po' un'estrazione del lotto, tipo: esce il numero 27 sulla ruota delle marmotte assassine del Quebec, e nessuno ancora lo sa, ma questo è il primo gran premio in cui la numerazione iconica Ferrari 27/28 diventerà canon. Direi di soprassedere sul fatto che diventerà canon per via di anni e anni di delusioni, ma nevermind.
Fermi tutti, è ora del TG1 Sera, al quale Poltronieri lascia la parola. Si ritorna in onda dopo un numero imprecisato di giri e il telecronista ci informa che le cose stanno andando abbastanza bene in casa Ferrari, perché le macchine sono 5/6. A un certo punto dalle vaghe inquadrature che occasionalmente lasciano il leader a se stesso mi sembra di vederne solo una, ma se lo dice Poltronieri chi sono io per affermare il contrario?
Forse il conteggio delle posizioni non era aggiornato, perché difatti poco dopo sembra che Villeneuve manchi all'appello. Seguono diversi giri nel corso dei quali si cercherà di scoprire che cosa gli sia successo, a quanto pare un problema tecnico.
È in buona compagnia, dato che risultano ritirati anche il già citato De Angelis, John Watson su McLaren e, per verniciate di muro che non abbiamo visto, Nigel Mansell su Lotus e Beppe Gabbiani su Osella. Questo, però, non ci deve fare perdere di vista il "drama" delle prime posizioni.
Ogni volta in cui vi lamentate dell'apparire sullo schermo la notifica di un cambio di leadership, sappiate che non è qualcosa di puramente contemporaneo. Negli old gold days capitava che, quando Patrese veniva scavalcato dal gigachad argentino con gli occhi di ghiaccio, la grafica segnalasse "new leader Reutemann". Non solo: era anche una delle poche cose segnalate dalla grafica.
Riccardo va incontro a questo triste destino e poi al destino ancora più triste di dovere rientrare ai box e tornare in pista a quasi un giro, tanto che viene doppiato dalle Williams. Adesso ci sono le Williams 1/2, Nelson Piquet distante su una Branham seguito dalla Ferrari di Didier Pironi, seguono a completare la zona punti Eddie Cheever su Tyrrell e Mario Andretti su Alfa Romeo, che però ha negli scarichi la Ligier di Jacques Laffite.
E niente... altro cambio di leadership segnalato dalla grafica quando Jones supera Reutemann e inizia a staccarlo. Patrese, invece, è costretto al ritiro.
Nel frattempo, durante il doppiaggio di Hector Rebaque, Poltronieri ci informa che nel gran premio non championship del Sudafrica è stato sostituito da Ricardo Zunino perché convalescente in seguito a un'epatite virale. Critica inoltre la scelta della Brabham di affiancare a Piquet questi grandi fenomeni, invece di un altro pilota che possa ottenere risultati di un certo spessore.
Poi arriva De Angelis in cabina di commento, il quale inizia a lamentarsi delle pessime condizioni della pista. Poltronieri gli chiede che cosa ne pensi delle Williams e De Angelis osserva che sono performanti. Niente insinuazioni sul fatto che potrebbero essere irregolarihhhh. Nessuna insinuazione sul fatto che gli avversari dei Jonestemann siano uominihhhh contro la macchinahhhh, pronti a essere declassati l'anno seguente quando saranno in difficoltà.
Nel frattempo da un'osservazione casuale scopriamo che adesso i primi sei sono Jones, Reutemann, Piquet, Pironi, Cheever e Laffite, mentre Gabbiani arriva brevemente come guest star in cabina di commento.
Andretti sembra essere scivolato al settimo posto, ma lo ritroviamo più avanti all'inseguimento di Cheever e Laffite. Mentre il compagno di squadra Jean-Pierre Jarier viene criticato da Poltronieri per una gara "incolore" quando a bordo della Ligier numero 25 subisce il doppiaggio da Jones, ormai leader incontrastato con ampio vantaggio nei confronti di Reutemann, Laffite tampona Cheever e si ritira dopo avere girato bremevente con l'ala anteriore penzolante. Pare che nel frattempo Bruno Giacomelli, che si trovava in bassa top-ten con l'Alfa, vada a sbattere, sia costretto al ritiro e riporti un infortunio lieve a un polso. Anche Keke Rosberg su Copersucar e Jan Lammers su ATS vengono a contatto, con il ritiro di entrambi, ma nulla di tutto ciò viene inquadrato.
Attenzione, arriva in cabina di commento anche Patrese, al quale Poltronieri chiede se abbia buone speranze per il futuro e al quale Riccardo lascia intendere che vorrebbe evitare gufate. Segue un'intervista a Daniele Audetto, direttore sportivo della Brabham, fintanto che Poltronieri non si accorge che la regia sta inquadrando Andretti negli scarichi di Pironi, e considerando che Marione era ben lontano da tutto e da tutti fino a poco prima, sembra decisamente l'uomo da tenere d'occhio.
Quando Andretti supera Pironi, il pubblico festeggia agitando giornali(?), ma segue l'immediato controsorpasso, con tanto di Poltronieri che inizia una dissertazione sulle differenze tra le auto con motori aspirati, come l'Alfa, e motori turbo, come la Ferrari. Un giro più tardi, Andretti ci riprova. Stavolta si prende la quarta piazza, mentre Pironi inizia a rallentare, il che non è poi così sorprendente guidando appunto una Ferrari turbo. Verrà superato da Cheever e da Tambay prima di essere costretto al ritiro, non prima che nel box Ferrari si sia fatto un cambio gomme totalmente alla cazzum.
Ci troviamo con la Theodore in zona punti e Poltronieri si mette a parlare del titolare Teddy Yip, un cinese che vive a Singapore e che possiede "case di gioco e case di tolleranza". In mezzo a tutto ciò abbiamo visto anche Rebaque piantarsi nel bel mezzo della pista dopo un testacoda ed essere inizialmente scambiato per Piquet visto il ritardo della grafica. Non l'abbiamo visto succedere, ma Jarier risulta ritirato, a causa di un guasto, il che è comunque sempre meglio che essere morto nel 1975 come sosterrà il Vanz durante le qualifiche del GP del Giappone 2026.
L'ultimo ritiro segnalato è quello della Ensign di Marc Surer. I primi sei rimangono stabilmente Jones, Reutemann, Piquet, Andretti, Cheever e Tambay, tutti ben lontani gli uni dagli altri. In totale ci sono altre due macchine in pista, chiudono settimo e ottavo Chico Serra sulla Copersucar e René Arnoux sulla Renault turbo.
Quando Jones taglia il traguardo, le inquadrature vanno sulla Queen Mary, il transatlantico divenuto albergo che fa da scenografia. Non c'è giro d'onore, si va direttamente al parc fermé. Jones ha la tuta nera, Reutemann ce l'ha rossa. Trattandosi di un ex ferrarista, sarà considerato un traditore della patria? E soprattutto, sarei tacciata di body shaming, se dicessi che il look all black che solitamente dimagrisce non ha questo effetto su Jones? Non è chiaro frattanto dove sia Piquet, probabilmente nel momento in cui Poltronieri deve dare la linea al programma della notte non è ancora arrivato.
Segnalo l'uso della locuzione "la montagna ha partorito il topolino" da parte del telecronista, per commentare il fatto che il cambio regolamentare non sia servito per cambiare i valori in pista. Mette come candidati al titolo i Williams Bros, Piquet, poi forse Andretti con l'Alfa... sempre detto che Poltronieri era un alfista in incognito!
Decanta nel frattempo la prestazione di Patrese sulla Arrows... Arrows che tuttavia ha un grosso problema di fondo: due macchine, di cui una in pole e una non qualificata, Siegfrid Stohr ha difatti avuto prima un incidente e poi un guasto che lo hanno lasciato a piedi come altri loschi individui non qualificatk quali Kevin Cogan su Tyrrell, Miguel Angel Guerra su Osella ed entrambi i piloti della March, ovvero il nostro eroe Derek Daly ma soprattutto l'idolo incontrastato delle folle Eliseo Salazar.
Ne approfitto per rimediare proprio oggi, avendo trovato nientemeno che il gran premio con telecronaca italiana su Youtube, con il video che inizia con Mario Poltronieri in versione guida turistica spiegando che Long Beach si trova "35 km a sud del centro di Los Angeles".
Prosegue accennando a Ferrari e Alfa Romeo, alla speranza che l'Alfa possa ottenere una buona performance, poi ci ricorda che la Ferrari è la squadra che ha ottenuto i migliori risultati considerando la storia del circuito e che questo potrebbe essere buon auspicio - spoiler, non lo sarà. Però noi stiamo tutti dalla parte dei maschi alfa, specie se sono americani di origini italiane, quindi who kers.
La gara dura ottanta giri e mezzo. No, non vi sto prendendo in giro, è proprio così, in quanto la linea di partenza è stata anticipata rispetto a quella d'arrivo per evitare probabili ingorghi. In effetti la partenza, quando sarà il momento, sarà abbastanza pulita. Ci sarà solo un contatto che lascerà ferme la Renault di Alain Prost e... guess what? la McLaren di Andrea De Cesaris, quindi direi che sta andando tutto in maniera molto consueta
Torniamo a noi, mentre Poltronieri segnala il buon rientro di Patrick Tambay che dopo una lunga assenza scatterà diciassettesimo con una bagnarola come la Theodore (questa definizione l'ho inserita io, non l'ha detto Poltronieri), Riccardo Patrese si appresta a scattare dalla pole position. La Arrows non ha più la livrea dorata delle passate stagioni, ma quella arancione e bianca. A completare l'opera, lo sponsor è Ceramiche Ragno.
Tutti si allineano sulla griglia di partenza. O meglio, tutti si dispongono alla cazzum, soprattutto la sagoma nera della Lotus di Elio De Angelis.
Si parte, capita quanto detto prima tra Prost e De Cesaris, ma soprattutto Gilles Villeneuve fa una partenza a cannone dopo la quale sarebbe tranquillamente in testa, se non si trovasse alla sinistra dei leader e non ci fosse una curva verso destra.
Carlos Reutemann, che scattava dalla terza casella della griglia, si porta secondo dietro a Patrese, il suo compagno di squadra Alan Jones, che invece partiva secondo, deve accodarsi in terza piazza.
Per il momento siamo in linea con gli standard dei tempi: posizioni retrostanti what, anche se Poltronieri a un certo punto se ne esce snocciolandone almeno una quindicina: "il 29 Patrese, il 2 Reutemann, l'1 Jones, il 27 Villeneuve... ecc... ecc... ecc... e poi via via tutti gli altri", mettendo i numeri di gara di tutti, tanto che sembra un po' un'estrazione del lotto, tipo: esce il numero 27 sulla ruota delle marmotte assassine del Quebec, e nessuno ancora lo sa, ma questo è il primo gran premio in cui la numerazione iconica Ferrari 27/28 diventerà canon. Direi di soprassedere sul fatto che diventerà canon per via di anni e anni di delusioni, ma nevermind.
Fermi tutti, è ora del TG1 Sera, al quale Poltronieri lascia la parola. Si ritorna in onda dopo un numero imprecisato di giri e il telecronista ci informa che le cose stanno andando abbastanza bene in casa Ferrari, perché le macchine sono 5/6. A un certo punto dalle vaghe inquadrature che occasionalmente lasciano il leader a se stesso mi sembra di vederne solo una, ma se lo dice Poltronieri chi sono io per affermare il contrario?
Forse il conteggio delle posizioni non era aggiornato, perché difatti poco dopo sembra che Villeneuve manchi all'appello. Seguono diversi giri nel corso dei quali si cercherà di scoprire che cosa gli sia successo, a quanto pare un problema tecnico.
È in buona compagnia, dato che risultano ritirati anche il già citato De Angelis, John Watson su McLaren e, per verniciate di muro che non abbiamo visto, Nigel Mansell su Lotus e Beppe Gabbiani su Osella. Questo, però, non ci deve fare perdere di vista il "drama" delle prime posizioni.
Ogni volta in cui vi lamentate dell'apparire sullo schermo la notifica di un cambio di leadership, sappiate che non è qualcosa di puramente contemporaneo. Negli old gold days capitava che, quando Patrese veniva scavalcato dal gigachad argentino con gli occhi di ghiaccio, la grafica segnalasse "new leader Reutemann". Non solo: era anche una delle poche cose segnalate dalla grafica.
Riccardo va incontro a questo triste destino e poi al destino ancora più triste di dovere rientrare ai box e tornare in pista a quasi un giro, tanto che viene doppiato dalle Williams. Adesso ci sono le Williams 1/2, Nelson Piquet distante su una Branham seguito dalla Ferrari di Didier Pironi, seguono a completare la zona punti Eddie Cheever su Tyrrell e Mario Andretti su Alfa Romeo, che però ha negli scarichi la Ligier di Jacques Laffite.
E niente... altro cambio di leadership segnalato dalla grafica quando Jones supera Reutemann e inizia a staccarlo. Patrese, invece, è costretto al ritiro.
Nel frattempo, durante il doppiaggio di Hector Rebaque, Poltronieri ci informa che nel gran premio non championship del Sudafrica è stato sostituito da Ricardo Zunino perché convalescente in seguito a un'epatite virale. Critica inoltre la scelta della Brabham di affiancare a Piquet questi grandi fenomeni, invece di un altro pilota che possa ottenere risultati di un certo spessore.
Poi arriva De Angelis in cabina di commento, il quale inizia a lamentarsi delle pessime condizioni della pista. Poltronieri gli chiede che cosa ne pensi delle Williams e De Angelis osserva che sono performanti. Niente insinuazioni sul fatto che potrebbero essere irregolarihhhh. Nessuna insinuazione sul fatto che gli avversari dei Jonestemann siano uominihhhh contro la macchinahhhh, pronti a essere declassati l'anno seguente quando saranno in difficoltà.
Nel frattempo da un'osservazione casuale scopriamo che adesso i primi sei sono Jones, Reutemann, Piquet, Pironi, Cheever e Laffite, mentre Gabbiani arriva brevemente come guest star in cabina di commento.
Andretti sembra essere scivolato al settimo posto, ma lo ritroviamo più avanti all'inseguimento di Cheever e Laffite. Mentre il compagno di squadra Jean-Pierre Jarier viene criticato da Poltronieri per una gara "incolore" quando a bordo della Ligier numero 25 subisce il doppiaggio da Jones, ormai leader incontrastato con ampio vantaggio nei confronti di Reutemann, Laffite tampona Cheever e si ritira dopo avere girato bremevente con l'ala anteriore penzolante. Pare che nel frattempo Bruno Giacomelli, che si trovava in bassa top-ten con l'Alfa, vada a sbattere, sia costretto al ritiro e riporti un infortunio lieve a un polso. Anche Keke Rosberg su Copersucar e Jan Lammers su ATS vengono a contatto, con il ritiro di entrambi, ma nulla di tutto ciò viene inquadrato.
Attenzione, arriva in cabina di commento anche Patrese, al quale Poltronieri chiede se abbia buone speranze per il futuro e al quale Riccardo lascia intendere che vorrebbe evitare gufate. Segue un'intervista a Daniele Audetto, direttore sportivo della Brabham, fintanto che Poltronieri non si accorge che la regia sta inquadrando Andretti negli scarichi di Pironi, e considerando che Marione era ben lontano da tutto e da tutti fino a poco prima, sembra decisamente l'uomo da tenere d'occhio.
Quando Andretti supera Pironi, il pubblico festeggia agitando giornali(?), ma segue l'immediato controsorpasso, con tanto di Poltronieri che inizia una dissertazione sulle differenze tra le auto con motori aspirati, come l'Alfa, e motori turbo, come la Ferrari. Un giro più tardi, Andretti ci riprova. Stavolta si prende la quarta piazza, mentre Pironi inizia a rallentare, il che non è poi così sorprendente guidando appunto una Ferrari turbo. Verrà superato da Cheever e da Tambay prima di essere costretto al ritiro, non prima che nel box Ferrari si sia fatto un cambio gomme totalmente alla cazzum.
Ci troviamo con la Theodore in zona punti e Poltronieri si mette a parlare del titolare Teddy Yip, un cinese che vive a Singapore e che possiede "case di gioco e case di tolleranza". In mezzo a tutto ciò abbiamo visto anche Rebaque piantarsi nel bel mezzo della pista dopo un testacoda ed essere inizialmente scambiato per Piquet visto il ritardo della grafica. Non l'abbiamo visto succedere, ma Jarier risulta ritirato, a causa di un guasto, il che è comunque sempre meglio che essere morto nel 1975 come sosterrà il Vanz durante le qualifiche del GP del Giappone 2026.
L'ultimo ritiro segnalato è quello della Ensign di Marc Surer. I primi sei rimangono stabilmente Jones, Reutemann, Piquet, Andretti, Cheever e Tambay, tutti ben lontani gli uni dagli altri. In totale ci sono altre due macchine in pista, chiudono settimo e ottavo Chico Serra sulla Copersucar e René Arnoux sulla Renault turbo.
Quando Jones taglia il traguardo, le inquadrature vanno sulla Queen Mary, il transatlantico divenuto albergo che fa da scenografia. Non c'è giro d'onore, si va direttamente al parc fermé. Jones ha la tuta nera, Reutemann ce l'ha rossa. Trattandosi di un ex ferrarista, sarà considerato un traditore della patria? E soprattutto, sarei tacciata di body shaming, se dicessi che il look all black che solitamente dimagrisce non ha questo effetto su Jones? Non è chiaro frattanto dove sia Piquet, probabilmente nel momento in cui Poltronieri deve dare la linea al programma della notte non è ancora arrivato.
Segnalo l'uso della locuzione "la montagna ha partorito il topolino" da parte del telecronista, per commentare il fatto che il cambio regolamentare non sia servito per cambiare i valori in pista. Mette come candidati al titolo i Williams Bros, Piquet, poi forse Andretti con l'Alfa... sempre detto che Poltronieri era un alfista in incognito!
Decanta nel frattempo la prestazione di Patrese sulla Arrows... Arrows che tuttavia ha un grosso problema di fondo: due macchine, di cui una in pole e una non qualificata, Siegfrid Stohr ha difatti avuto prima un incidente e poi un guasto che lo hanno lasciato a piedi come altri loschi individui non qualificatk quali Kevin Cogan su Tyrrell, Miguel Angel Guerra su Osella ed entrambi i piloti della March, ovvero il nostro eroe Derek Daly ma soprattutto l'idolo incontrastato delle folle Eliseo Salazar.
sabato 4 aprile 2026
Indycar 2026: #4 Barber
Nello scorso fine settimana si è svolto il quarto evento stagionale del campionato di Indycar a Barber, location dove l'anno scorso(?) una bambola gigante che penzolava su un ponte cone scenografia è caduta sul tracciato provocando una safety car. Ovviamente i puristi dell'Indycar, che avrebbero demonizzato la cosa se fosse accaduta in qualsiasi altra serie, specie se quella serie fosse stata 1) non americana, 2) la Formula 1, 3) la Formula E hanno deciso che la cosa è da very fighy. Questo è esattamente il tipo di atteggiamento per cui amando l'Indycar, trovo estremamente irritante la saccenza di quel mondo, che ogni tre per due ci tiene a ricordare che loro ce l'hanno più grosso e più duro di tutti. Ed è anche l'atteggiamento per cui sostengo a oltranza i piloti europei di provenienza Formula 1... di cui stavolta due elementi ci hanno fatto toccare vette altissime, e neanche dietro safety car in Azerbaijan! :-////
Detto questo, sostengo i piloti di europei di provenienza Formula 1, non necessariamente quelli delle relative formule minori, quindi lo dico apertamente: Alex Palou (Ganassi) mi ha abbondantemente rotto, ma cosa ci vuoi fare, si è preso la pole. XD
Nevermind la pole di Palou, ci sono altre faccende non di poco conto di cui dobbiamo occuparci, tipo in fatto che l'Indycar di oggi ogni tanto sfodera scene da very uominy e che, se ci fossero stati dei very uominy accostati alle reti, forse avremmo avuto una svolta splatter a una delle prime sessioni del fine settimana del "Children of Alabama Grand Prix" - posso dire che le gare americane hanno solitamente nomi trash? Sì, posso dirlo perché lo dico da anni, specie nei periodi della mia esistenza passata in cui seguivo categorie quali NASCAR e ARCA prima di convertirmi all'idea che il tempo che ho a disposizione è limitato e che dovevo fare una scrematura.
Torniamo a noi: Scott McLaughlin (Penske) ha avuto una brutta uscita di pista... ed è letteralmente uscito anche dalle barriere, sfondandole. Nessuno si è fatto male, ma qualche domanda sulla solidità delle stesse non sarebbe male farsela.
Come dicevo, Palou ha conquistato la pole position precedendo David Malukas (Penske), un sorprendente Graham Rahal (Rahal), Marcus Armstrong (Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), il mio eroe Romain Grosjean (Coyne), Santino Ferrucci (Foyt), il best friend forever dell'eroe nominato poco fa Marcus Ericsson (Andretti), Josef Newgarden (Penske) e Christian Lundgaard (Arrow McLaren) a completare la top-ten.
La gara non ha visto incidenti particolarmente altisonanti, ma nelle sue prime battute ha visto Ericsson mettersi all'opera e speronate nientemeno che RoGro, colui che a Baku nel 2018 l'aveva accusato di averlo speronato in regime di safety car...
...
...
...ecco, è giunto il momento di sfatare un mito. Quella frase, "I think Ericsson hit us", non è stata pronunciata da Grosjean come in tanti sostengono, bensì dal suo ingegnere Gary Gannon.
Di per sé, un pilota non aveva alcuna ragione per parlare al plurale, e soprattutto quella non è né la voce di Grosjean, né l'accento di un francese, ed è stata verosimilmente pronunciata prima che Gannon potesse vedere le immagini di quello che era realmente accaduto. RoGro ha comunque scherzato sull'avere avuto un incidente e dato la colpa a Ericsson durante un Grill the Grid negli anni seguenti.
La gara è stata un susseguirsi di Palou leader, essenzialmente ha trascorso tutta la durata in testa, con Lundgaard che si faceva largo fino alla seconda posizione. Rahal, che non vedeva il podio da tempo immemore, ha difeso fino alla bandiera a scacchi la posizione da Malukas che ha dovuto accontentarsi del quarto posto, con Kirkwood a completare la top-5, seguito da Armstrong.
Scott Dixon (Ganassi) ha chiuso settimo davanti a Ferrucci, mentre Ericsson e Newgarden hanno completato i primi dieci. Seguivano Alexander Rossi (Carpenter), Will Power (Andretti), Felix Rosenqvist (Shank), Rinus Veekay (Juncos) e Grosjean soltanto quindicesimo. :-((((
Dietro di lui si sono classificati McLaughlin, grande protagonista delle free practice come già discusso, Pato O'Ward (Arrow McLaren), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Christian Rasmussen (Carpenter), Kyffin Simpson (Ganassi), Caio Collet (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos), Dennis Hauger (Coyne), Mick Schumacher (Rahal) e Louis Foster (Rahal).
Detto questo, sostengo i piloti di europei di provenienza Formula 1, non necessariamente quelli delle relative formule minori, quindi lo dico apertamente: Alex Palou (Ganassi) mi ha abbondantemente rotto, ma cosa ci vuoi fare, si è preso la pole. XD
Nevermind la pole di Palou, ci sono altre faccende non di poco conto di cui dobbiamo occuparci, tipo in fatto che l'Indycar di oggi ogni tanto sfodera scene da very uominy e che, se ci fossero stati dei very uominy accostati alle reti, forse avremmo avuto una svolta splatter a una delle prime sessioni del fine settimana del "Children of Alabama Grand Prix" - posso dire che le gare americane hanno solitamente nomi trash? Sì, posso dirlo perché lo dico da anni, specie nei periodi della mia esistenza passata in cui seguivo categorie quali NASCAR e ARCA prima di convertirmi all'idea che il tempo che ho a disposizione è limitato e che dovevo fare una scrematura.
Torniamo a noi: Scott McLaughlin (Penske) ha avuto una brutta uscita di pista... ed è letteralmente uscito anche dalle barriere, sfondandole. Nessuno si è fatto male, ma qualche domanda sulla solidità delle stesse non sarebbe male farsela.
Come dicevo, Palou ha conquistato la pole position precedendo David Malukas (Penske), un sorprendente Graham Rahal (Rahal), Marcus Armstrong (Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), il mio eroe Romain Grosjean (Coyne), Santino Ferrucci (Foyt), il best friend forever dell'eroe nominato poco fa Marcus Ericsson (Andretti), Josef Newgarden (Penske) e Christian Lundgaard (Arrow McLaren) a completare la top-ten.
La gara non ha visto incidenti particolarmente altisonanti, ma nelle sue prime battute ha visto Ericsson mettersi all'opera e speronate nientemeno che RoGro, colui che a Baku nel 2018 l'aveva accusato di averlo speronato in regime di safety car...
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...ecco, è giunto il momento di sfatare un mito. Quella frase, "I think Ericsson hit us", non è stata pronunciata da Grosjean come in tanti sostengono, bensì dal suo ingegnere Gary Gannon.
Di per sé, un pilota non aveva alcuna ragione per parlare al plurale, e soprattutto quella non è né la voce di Grosjean, né l'accento di un francese, ed è stata verosimilmente pronunciata prima che Gannon potesse vedere le immagini di quello che era realmente accaduto. RoGro ha comunque scherzato sull'avere avuto un incidente e dato la colpa a Ericsson durante un Grill the Grid negli anni seguenti.
La gara è stata un susseguirsi di Palou leader, essenzialmente ha trascorso tutta la durata in testa, con Lundgaard che si faceva largo fino alla seconda posizione. Rahal, che non vedeva il podio da tempo immemore, ha difeso fino alla bandiera a scacchi la posizione da Malukas che ha dovuto accontentarsi del quarto posto, con Kirkwood a completare la top-5, seguito da Armstrong.
Scott Dixon (Ganassi) ha chiuso settimo davanti a Ferrucci, mentre Ericsson e Newgarden hanno completato i primi dieci. Seguivano Alexander Rossi (Carpenter), Will Power (Andretti), Felix Rosenqvist (Shank), Rinus Veekay (Juncos) e Grosjean soltanto quindicesimo. :-((((
Dietro di lui si sono classificati McLaughlin, grande protagonista delle free practice come già discusso, Pato O'Ward (Arrow McLaren), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Christian Rasmussen (Carpenter), Kyffin Simpson (Ganassi), Caio Collet (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos), Dennis Hauger (Coyne), Mick Schumacher (Rahal) e Louis Foster (Rahal).
giovedì 2 aprile 2026
02.04.2006: GP Australia, il quinto posto di Button finisce in fumo
2 Aprile 2006 - Jenson Button parte dalla pole position per la terza volta in carriera. Potrebbe essere l'inizio di un bel sogno, per il pilota della Honda, ma il destino ha in serbo altro per lui, per esempio quello di conquistare un nuovo tifoso. Di questo, tuttavia, ne riparleremo alla fine del post, per il momento concentriamoci sul testacoda di Juan Pablo Montoya nel formation lap.
Ciò lo condannerebbe a partire dalle retrovie(?) se non fosse che la Renault di Giancarlo Fisichella rimane ferma sulla griglia e c'è un aborted start. Quando si parte, Fernando Alonso si accoda a Button, mentre un incidente tra la Williams di Nico Rosberg e la Ferrari di Felipe Massa mette fine alla gara di entrambi.
Entra la safety car. Quando si leva di torno, Alonso passa in testa, mettendo fine alla leadership di Button. Le McLaren di Kimi Raikkonen e di JPM sono 3/4, segue la Williams di Mark Webber che poi si ritirerà più avanti per un guasto.
Dopo una safety car entrata per l'incidente della Redbull di Christian Klien, anche Raikkonen supera Button relegandolo in terza piazza. Questo rientra prima dei piloti della McLaren, i quali faranno un doppio pitstop in regime di safety car, quando un incidente di Schumacher ci lascia senza alcuna Ferrari in pista - e poco dopo anche Vitantonio Liuzzi sulla Toro Rosso farà un bel botto.
Michael si allontana scavalcando una rete e ho il vago ricordo di rumour a proposito del fatto che a un certo punto si sia allontanato passando per il box della Toyota - reminiscenze ventennali, non datelo per scontato, dato che ne è passata di acqua sotto ai ponti.
Purtroppo di acqua in pista non ne abbiamo, quindi Button non può ancora scoprirsi mago del tempo instabile, ma Montoya ha perso tempo ai box, quindi non gli ha portato via la posizione. Per ora, almeno, Button scivola anche dietro alla Toyota di Ralf Schumacher e alla BMW di Nick Heidfeld.
Montoya è quarto dietro all'ex compagno di squadra Ralf, che si trova in zona podio nonostante una penalità per eccesso di velocità nella pitlane scontata in corso d'opera.
Il duello termina con Montoya che saltella malamente sui cordiali proprio laddove Michael Schumacher è andato a sbattere malamente contro il muro. Riesce a proseguire, ma non per molto, dato che la sua macchina si ammutolisce, lasciandolo a scavalcare le reti come se fosse un MSC qualsiasi.
Alonso si avvicina al conquistare la vittoria, che sarà la terza su tre gran premi per la Renault, Raikkonen e Ralf Schumacher viaggiano verso il podio, che sarà l'ultimo per Ralf, Heidfeld viaggia verso la quarta piazza, mentre Button...
...
...
...va beh, di lui ne parliamo alla fine, vi basti sapere che la zona punti viene completata da Fisichella quinto, dalla BMW di Jacques Villeneuve, dalla Honda di Rubens Barrichello e, sembrerebbe, dalla Toro Rosso di Scott Speed, che porterebbe così il primo punto alla squadra faentina. Convocato dai commissari per un presunto sorpasso in regime di bandiere gialle, che già non promette bene, insulta i commissari stessi. La penalità non tarda ad arrivare e a guadagnare l'ultimo punto è David Coulthard sulla sorella maggiore Redbull. Speed scala nono, Button è classificato decimo.
Cos'è successo a Jenson? Essenzialmente la cosa più probabile per un pilota che sta disputando un gran premio di Formula 1 a bordo di una Honda. Si ritrova infatti con la macchina lambita dalle fiamme, dopo che il motore l'ha salutato prematuramente. È routine, ma qualche volta la routine ha strani modi di manifestarsi. Il guasto al motore, infatti, arriva quando mancano ormai pochi metri al traguardo, tanto che Button potrebbe anche tentare di arrivare al traguardo e racimolare non dico il quinto posto, ma almeno qualche punto, invece di fermarsi mestamente.
Jenson, invece, sceglie proprio di fermarsi mestamente, e lo fa per una ragione ben precisa: il motore deve durare per due gran premi, altrimenti in quello successivo scatta la retrocessione in griglia. L'unico modo per eludere questo cupo destino? Ritirarsi dal primo gran premio. Per quella ragione, Button parcheggia.
È il 2006, frequento la quarta superiore e da alcuni mesi ho un nuovo compagno di classe, nel banco davanti al mio. Ancora non posso saperlo, ma è l'unico compagno di classe delle scuole superiori che continuerò a vedere con frequenza nei vent'anni a venire (ci sono altre due persone con cui sono in contatto, ma una la vedo raramente e l'altra praticamente mai).
Stiamo iniziando a intuire che a entrambi piace la Formula 1. Capita sempre più spesso che ne parliamo e allora, una volta, racconta di come abbia visto Button fermarsi con il motore in fumo a pochi metri dal traguardo e deciso di tifarlo "per solidarietà". Quindi Jensinho, no worries, che ti sei procacciato un sostenitore!
Ciò lo condannerebbe a partire dalle retrovie(?) se non fosse che la Renault di Giancarlo Fisichella rimane ferma sulla griglia e c'è un aborted start. Quando si parte, Fernando Alonso si accoda a Button, mentre un incidente tra la Williams di Nico Rosberg e la Ferrari di Felipe Massa mette fine alla gara di entrambi.
Entra la safety car. Quando si leva di torno, Alonso passa in testa, mettendo fine alla leadership di Button. Le McLaren di Kimi Raikkonen e di JPM sono 3/4, segue la Williams di Mark Webber che poi si ritirerà più avanti per un guasto.
Dopo una safety car entrata per l'incidente della Redbull di Christian Klien, anche Raikkonen supera Button relegandolo in terza piazza. Questo rientra prima dei piloti della McLaren, i quali faranno un doppio pitstop in regime di safety car, quando un incidente di Schumacher ci lascia senza alcuna Ferrari in pista - e poco dopo anche Vitantonio Liuzzi sulla Toro Rosso farà un bel botto.
Michael si allontana scavalcando una rete e ho il vago ricordo di rumour a proposito del fatto che a un certo punto si sia allontanato passando per il box della Toyota - reminiscenze ventennali, non datelo per scontato, dato che ne è passata di acqua sotto ai ponti.
Purtroppo di acqua in pista non ne abbiamo, quindi Button non può ancora scoprirsi mago del tempo instabile, ma Montoya ha perso tempo ai box, quindi non gli ha portato via la posizione. Per ora, almeno, Button scivola anche dietro alla Toyota di Ralf Schumacher e alla BMW di Nick Heidfeld.
Montoya è quarto dietro all'ex compagno di squadra Ralf, che si trova in zona podio nonostante una penalità per eccesso di velocità nella pitlane scontata in corso d'opera.
Il duello termina con Montoya che saltella malamente sui cordiali proprio laddove Michael Schumacher è andato a sbattere malamente contro il muro. Riesce a proseguire, ma non per molto, dato che la sua macchina si ammutolisce, lasciandolo a scavalcare le reti come se fosse un MSC qualsiasi.
Alonso si avvicina al conquistare la vittoria, che sarà la terza su tre gran premi per la Renault, Raikkonen e Ralf Schumacher viaggiano verso il podio, che sarà l'ultimo per Ralf, Heidfeld viaggia verso la quarta piazza, mentre Button...
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...va beh, di lui ne parliamo alla fine, vi basti sapere che la zona punti viene completata da Fisichella quinto, dalla BMW di Jacques Villeneuve, dalla Honda di Rubens Barrichello e, sembrerebbe, dalla Toro Rosso di Scott Speed, che porterebbe così il primo punto alla squadra faentina. Convocato dai commissari per un presunto sorpasso in regime di bandiere gialle, che già non promette bene, insulta i commissari stessi. La penalità non tarda ad arrivare e a guadagnare l'ultimo punto è David Coulthard sulla sorella maggiore Redbull. Speed scala nono, Button è classificato decimo.
Cos'è successo a Jenson? Essenzialmente la cosa più probabile per un pilota che sta disputando un gran premio di Formula 1 a bordo di una Honda. Si ritrova infatti con la macchina lambita dalle fiamme, dopo che il motore l'ha salutato prematuramente. È routine, ma qualche volta la routine ha strani modi di manifestarsi. Il guasto al motore, infatti, arriva quando mancano ormai pochi metri al traguardo, tanto che Button potrebbe anche tentare di arrivare al traguardo e racimolare non dico il quinto posto, ma almeno qualche punto, invece di fermarsi mestamente.
Jenson, invece, sceglie proprio di fermarsi mestamente, e lo fa per una ragione ben precisa: il motore deve durare per due gran premi, altrimenti in quello successivo scatta la retrocessione in griglia. L'unico modo per eludere questo cupo destino? Ritirarsi dal primo gran premio. Per quella ragione, Button parcheggia.
È il 2006, frequento la quarta superiore e da alcuni mesi ho un nuovo compagno di classe, nel banco davanti al mio. Ancora non posso saperlo, ma è l'unico compagno di classe delle scuole superiori che continuerò a vedere con frequenza nei vent'anni a venire (ci sono altre due persone con cui sono in contatto, ma una la vedo raramente e l'altra praticamente mai).
Stiamo iniziando a intuire che a entrambi piace la Formula 1. Capita sempre più spesso che ne parliamo e allora, una volta, racconta di come abbia visto Button fermarsi con il motore in fumo a pochi metri dal traguardo e deciso di tifarlo "per solidarietà". Quindi Jensinho, no worries, che ti sei procacciato un sostenitore!
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domenica 29 marzo 2026
Formula 1 2026: #3 Commento al Gran Premio del Giappone
Suzuka, weekend del 29 marzo - Kimi Antonelli ha ottenuto la pole position, le prime due back to back, ci ricorda il Vanz, dalla cabina di commento, come solo i grandissimi, quali Lewis Hamilton, Michael Schumacher e Ayrton Senna, ma anche Niki Lauda e James Hunt, così come un outsider, ovvero Jean-Pierre Jarier, poi morto prematuramente quando era lanciato verso una promettente carriera in Formula 1... SORRY WHAT?! Non solo JPJ non è morto cinquant'anni fa, ma attualmente (marzo 2026) è ancora vivo e vegeto.
Seguivano in griglia George Russell, Oscar Piastri, Charles Leclerc, Lando Norris, Lewis Hamilton, Pierre Gasly, Isack Hadjar, Gabriel Bortoleto e Arvid Lindblad a completare la zona punti. Incensato da tutti perché, da quando non vince più, sbandiera ai quattro venti il proprio disprezzo per la Formula 1, Max Verstappen è stato il primo degli esclusi in Q2, davanti a Esteban Ocon, Nico Hulkenberg, Liam Lawson, Franco Colapinto e Carlos Sainz, mentre in Q1 avevamo già salutato Alexander Albon, Oliver Bearman, Sergio Perez, Valtteri Bottas, Fernando Alonso e Lance Stroll.
Nonostante l'aura di Jarier svettasse su Suzuka, tutte le vetture sono andate regolarmente in griglia, alle 14,10. Non ho capito sul momento le ragioni del ritardo perché avevo appena acceso sulla TV dei povery, ma ho un flashback. Vi ricordate quando per due o tre anni le gare non iniziavano più all'orario in punto ma dieci minuti più tardi? Avrei scoperto in seguito che c'era stato un violento incidente nella Porsche Cup nel quale erano state danneggiate le barriere.
Torniamo a noi. Vorrei approfittarne per segnalare che Jean-Pierre fa parte dei pochissimi eletti che hanno rimediato un DNS in occasione di una pole position e che è stato il primo poleman nella storia a non riuscire a partire dalla pole: non solo iella, ma anche aura.
I Mercedes Bros sono rimasti piantati in griglia, sono passati Piastri, Leclerc e Norris davanti a Russell, mentre Hamilton si è portato davanti ad Antonelli relegandolo in sesta piazza. Sarebbe andato a prendersi Hamilton poco dopo, mentre Russell avrebbe messo tutte le sue -L prima davanti a Norris e poi davanti a Leclerc, lanciandosi all'inseguimento di Piastri che incredibile ma vero non solo era riuscito a partire, ma stava anche in testa alla gara.
Russell: "Incredibile ma vero è la dicitura corretta, che caz... ci fai in testa?"
Piastri: "Intendi ora, anziché negli ultimi tre mesi dello scorso mondiale?"
Russell: "Qualcosa del genere."
Piastri: *TRIGGERED*.
Russell: "Adesso ti passo stando in bilico su due ruote."
Piastri: "E io lascio il tempo alla grafica di segnalare che sei il nuovo leader per tornare in testa e procacciarmi a mia volta di una segnalazione sulla grafica."
E niente, si sono rimessi in fila così Piastri e Russell, poco più dietro Leclerc, Antonelli e Norris, con a seguire un po' più indietro Hamilton.
A distanza c'era Gasly che si teneva dietro Verstappen che era uscito vincente dopo un iniziale duello tra bovini sia di Milton Keynes, sia faentini.
La situazione si è sbloccata quando Antonelli ha superato Norris nel quadratino durante la pubblicità e si è lanciato all'inseguimento di Leclerc. L'ha anche superato, a un certo punto, ma poi è andato largo e Charles è riuscito a prendersi la posizione. Norris è rientrato ai box, imitato un giro più tardi da Leclerc: nessuna posizione perduta, con tecnicamente lo spazio per Antonelli, se avesse voluto infilarsi tra di loro dopo essersi fermato per la sosta. Kimi però non si è fermato e ha iniziato a inanellare giri veloci.
Piastri è andato ai box, poi l'ha fatto anche Russell. Mentre tornava in pista, Bearman è andato a sbattere ed è entrata la safety car. Antonelli, Hamilton, Gasly e Verstappen sono andati ai box. Antonelli è uscito leader, seguivano Piastri, Russell, Hamilton, Leclerc, Norris, Gasly e Verstappen.
Dal replay abbiamo visto Colapinto andare molto più piano di Bearman e questo finire fuori per evitarlo dopo che l'idolo degli argentini aveva scartato a sinistra alla cazzum, segno che le vetture che vanno in risparmio energetico sono un pericolo, specie se lasciate in mano a gente che ha difficoltà a guidare e al contempo usare la dote dell'intelletto. Fuori dalla macchina, abbiamo visto Ollie zoppicare, prima di sedersi a terra dietro a dei pannelli. In seguito ci sarebbe stato comunicato che, al centro medico del circuito, era stato sottoposto a una radiografia e non aveva riportato fratture.
C'è stata una lunghissima safety car, con tanto di commissari armati di scope di saggina che eliminavano i detriti rimasti in giro. Al restart, Antonelli ha mantenuto la posizione senza problemi, mentre Russell ha visto Hamilton mangiarsi le sue -L e portarsi in terza piazza.
Russell: "Sai, prosciuttello di soia, che le mie -L contengono carne?"
Hamilton: *TRIGGERED*.
Dopo diversi giri di calma, con Antonelli che staccava Piastri, Russell stava negli scarichi di Hamilton fintanto che non si è ritrovato negli scarichi di Leclerc. Pare che la sua vettura fosse entrata alla cazzum in modalità risparmio energetico tipo quella di Colapinto. Russell però non ha messo l'intelletto in risparmio energetico, quindi non ci sono stati danni.
Leclerc: "Tunz, tunz, tunz!!11!!1!!1! Adesso sono dietro a Hamilton e possiamo duellare."
Hamilton: "Sei sicuro di volermi superare?"
Leclerc: "Sì, perché?"
Hamilton: "Non ti senti neanche un po' in colpa per quello che sta per succedere e per le urla che stai per scatenare?"
Vanz: "DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO! DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO! DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO!"
Leclerc è passato, poi è passato anche Russell.
L'Autrice(C): "Adesso però state tranquilli un attimo, che mi scappa da pisciare."
Al ritorno dal bagno, c'era un "noted" su un off track di Hamilton, che poi è finito in un nulla di fatto. Poi è arrivato Norris a superare Hamilton, il quale si è ripreso subito la posizione, mentre Russell si portava vicinissimo a Leclerc.
Box Mercedes: "Kimi, vai piano."
Antonelli: "Perché dovrei?"
Box Mercedes: "Così in cabina di commento possono sospettare che la tua macchina voglia fermarsi come se la guidasse un Jarier qualsiasi."
Antonelli: "Povero Jean-Pierre, ora insegna agli angeli a gestire la iella."
Jarier: "Se permetti, mi darei una grattata là dove non batte il sole."
Voce fuori campo: "Credo che questa sia la prima volta che l'alter-ego di un pilota degli anni '70 fa irruzione in un commento di Milly Sunshine."
Poi Russell ha avuto la pessima idea di superare Leclerc. Dico pessima, perché poi Charles si è ripreso la posizione, con un una serie micidiale di "DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO" in cabina di commento, prima delle lamentele del Vanz contro Alonso, colpevole probabilmente di non avere ingaggiato Russell come baby-sitter per il figlio neonato in fase di doppiaggio. Poi Norris ha superato Hamilton ricordandoci che la Ferrari ha anche una seconda macchina, ma who kers, quella non la guida l'arrotino.
Nel frattempo il Vanz ha iniziato a rievocare gli old gold days, perché l'ultima vittoria di un italiano in Giappone era opera di Riccardo Patrese nel 1992 e prima ancora di Alessandro Nannini nel 1989, che a scanso di equivoci sono ancora vivi e vegeti. Patrese l'ho anche visto a Imola al Minardi Day, però non gli ho fischiato dietro al pensiero di quanto fosse bella una vittoria di Patrick Tambay (il quale purtroppo è venuto a mancare già da qualche anno).
Il duello Leclerc vs Russell e quello Gasly vs Verstappen sono durati fino alla bandiera a scacchi, ma senza cambi di posizione.
Il mio conterraneo Antonelli adesso è in testa al mondiale ed è il più giovane pilota di sempre a leaderare il mondiale. Era dal gran premio inaugurale del 2005 che un italiano non stava in testa alla classifica piloti, si trattava allora di Giancarlo Fisichella (che è vivo).
Nel frattempo il fanbase italiano è spaccato, c'è chi elogia Antonelli, chi scredita Antonelli, chi si lamenta perché la Mercedes barahhhh e via dicendo. Poi c'è chi si lamenta che la Formula 1 è mortahhhh e, dopo essersela guardata, insulta chi la vede.
Vorrei esprimere alcune considerazioni: credo che il regolamento attuale stia esattamente a metà tra l'essere una baracconata e una naturale evoluzione verso un futuro al quale non siamo pronti. Comprendo le polemiche in proposito relative alla mancanza di fascino e tutto il resto. Tuttavia una parte delle critiche rivolte alla generazione attuale di Formula 1 è tale e quale a quella delle generazioni precedenti, che adesso vengono incensate come se il pocohhhh rumorehhhh o la macchina che contahhhh troppohhhh fossero cose di cui fino a marzo 2026 nessuno aveva mai discusso, e non rispettivamente l'una una questione che va avanti dal 2014 e l'altra addirittura una critica che occasionalmente Mario Poltronieri e Clay Regazzoni rivolgevano in telecronaca alle gare di quarant'anni fa.
In più, lo ammetto, trovo estremamente sgradevole come le continue critiche di Verstappen vengano inquadrate come il parere di un uomohhhh con le pallehhhh, mentre se le facesse chiunque altro al posto suo verrebbero tacciate di essere i piagnistei di un bimbominchia che ha scoperto da un giorno all'altro che la vittoria non gli è dovuta di default. Il weekend è finito con Max incensato perché minaccia di ritirarsi.
Secondo il mio spassionato punto di vista, si è accorto che con la Redbull non si vince e che la Mercedes sta tranquillamente in testa alle classifiche con i Rustonelli, quindi non ha bisogno di lui. È esattamente il raggiungimento di quella crisi mistica che porta i pluricampioni del mondo a prendere una specifica decisione discutibile per il loro futuro. Indovinate quale...
RISULTATO: 1. Antonelli/ Mercedes, 2. Piastri/ McLaren, 3. Leclerc/ Ferrari, 4. Russell/ Mercedes, 5. Norris/ McLaren, 6. Hamilton/ Ferrari, 7. Gasly/ Alpine, 8. Verstappen/ Redbull, 9. Lawson/ Racing Bulls, 10. Ocon/ Haas, 11. Hulkenberg/ Audi, 12. Hadjar/ Redbull, 13. Bortoleto/ Audi, 14. Lindblad/ Racing Bulls, 15. Sainz/ Williams, 16. Colapinto/ Alpine, 17. Perez/ Cadillac, 18. Alonso/ Aston Martin, 19. Bottas/ Cadillac, 20. Albon/ Williams, Rit. Stroll/ Aston Martin, Rit. Bearman/ Haas.
EDIT 30/03 - Riprendo il commento già pubblicato ieri per segnalare un fatto interessante che ho scoperto stamattina ascoltando la radio mentre andavo a lavorare, ovvero che ieri a Suzuka abbiamo avuto un esempio di gestione della drinking age.
Seguivano in griglia George Russell, Oscar Piastri, Charles Leclerc, Lando Norris, Lewis Hamilton, Pierre Gasly, Isack Hadjar, Gabriel Bortoleto e Arvid Lindblad a completare la zona punti. Incensato da tutti perché, da quando non vince più, sbandiera ai quattro venti il proprio disprezzo per la Formula 1, Max Verstappen è stato il primo degli esclusi in Q2, davanti a Esteban Ocon, Nico Hulkenberg, Liam Lawson, Franco Colapinto e Carlos Sainz, mentre in Q1 avevamo già salutato Alexander Albon, Oliver Bearman, Sergio Perez, Valtteri Bottas, Fernando Alonso e Lance Stroll.
Nonostante l'aura di Jarier svettasse su Suzuka, tutte le vetture sono andate regolarmente in griglia, alle 14,10. Non ho capito sul momento le ragioni del ritardo perché avevo appena acceso sulla TV dei povery, ma ho un flashback. Vi ricordate quando per due o tre anni le gare non iniziavano più all'orario in punto ma dieci minuti più tardi? Avrei scoperto in seguito che c'era stato un violento incidente nella Porsche Cup nel quale erano state danneggiate le barriere.
Torniamo a noi. Vorrei approfittarne per segnalare che Jean-Pierre fa parte dei pochissimi eletti che hanno rimediato un DNS in occasione di una pole position e che è stato il primo poleman nella storia a non riuscire a partire dalla pole: non solo iella, ma anche aura.
I Mercedes Bros sono rimasti piantati in griglia, sono passati Piastri, Leclerc e Norris davanti a Russell, mentre Hamilton si è portato davanti ad Antonelli relegandolo in sesta piazza. Sarebbe andato a prendersi Hamilton poco dopo, mentre Russell avrebbe messo tutte le sue -L prima davanti a Norris e poi davanti a Leclerc, lanciandosi all'inseguimento di Piastri che incredibile ma vero non solo era riuscito a partire, ma stava anche in testa alla gara.
Russell: "Incredibile ma vero è la dicitura corretta, che caz... ci fai in testa?"
Piastri: "Intendi ora, anziché negli ultimi tre mesi dello scorso mondiale?"
Russell: "Qualcosa del genere."
Piastri: *TRIGGERED*.
Russell: "Adesso ti passo stando in bilico su due ruote."
Piastri: "E io lascio il tempo alla grafica di segnalare che sei il nuovo leader per tornare in testa e procacciarmi a mia volta di una segnalazione sulla grafica."
E niente, si sono rimessi in fila così Piastri e Russell, poco più dietro Leclerc, Antonelli e Norris, con a seguire un po' più indietro Hamilton.
A distanza c'era Gasly che si teneva dietro Verstappen che era uscito vincente dopo un iniziale duello tra bovini sia di Milton Keynes, sia faentini.
La situazione si è sbloccata quando Antonelli ha superato Norris nel quadratino durante la pubblicità e si è lanciato all'inseguimento di Leclerc. L'ha anche superato, a un certo punto, ma poi è andato largo e Charles è riuscito a prendersi la posizione. Norris è rientrato ai box, imitato un giro più tardi da Leclerc: nessuna posizione perduta, con tecnicamente lo spazio per Antonelli, se avesse voluto infilarsi tra di loro dopo essersi fermato per la sosta. Kimi però non si è fermato e ha iniziato a inanellare giri veloci.
Piastri è andato ai box, poi l'ha fatto anche Russell. Mentre tornava in pista, Bearman è andato a sbattere ed è entrata la safety car. Antonelli, Hamilton, Gasly e Verstappen sono andati ai box. Antonelli è uscito leader, seguivano Piastri, Russell, Hamilton, Leclerc, Norris, Gasly e Verstappen.
Dal replay abbiamo visto Colapinto andare molto più piano di Bearman e questo finire fuori per evitarlo dopo che l'idolo degli argentini aveva scartato a sinistra alla cazzum, segno che le vetture che vanno in risparmio energetico sono un pericolo, specie se lasciate in mano a gente che ha difficoltà a guidare e al contempo usare la dote dell'intelletto. Fuori dalla macchina, abbiamo visto Ollie zoppicare, prima di sedersi a terra dietro a dei pannelli. In seguito ci sarebbe stato comunicato che, al centro medico del circuito, era stato sottoposto a una radiografia e non aveva riportato fratture.
C'è stata una lunghissima safety car, con tanto di commissari armati di scope di saggina che eliminavano i detriti rimasti in giro. Al restart, Antonelli ha mantenuto la posizione senza problemi, mentre Russell ha visto Hamilton mangiarsi le sue -L e portarsi in terza piazza.
Russell: "Sai, prosciuttello di soia, che le mie -L contengono carne?"
Hamilton: *TRIGGERED*.
Dopo diversi giri di calma, con Antonelli che staccava Piastri, Russell stava negli scarichi di Hamilton fintanto che non si è ritrovato negli scarichi di Leclerc. Pare che la sua vettura fosse entrata alla cazzum in modalità risparmio energetico tipo quella di Colapinto. Russell però non ha messo l'intelletto in risparmio energetico, quindi non ci sono stati danni.
Leclerc: "Tunz, tunz, tunz!!11!!1!!1! Adesso sono dietro a Hamilton e possiamo duellare."
Hamilton: "Sei sicuro di volermi superare?"
Leclerc: "Sì, perché?"
Hamilton: "Non ti senti neanche un po' in colpa per quello che sta per succedere e per le urla che stai per scatenare?"
Vanz: "DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO! DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO! DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO!"
Leclerc è passato, poi è passato anche Russell.
L'Autrice(C): "Adesso però state tranquilli un attimo, che mi scappa da pisciare."
Al ritorno dal bagno, c'era un "noted" su un off track di Hamilton, che poi è finito in un nulla di fatto. Poi è arrivato Norris a superare Hamilton, il quale si è ripreso subito la posizione, mentre Russell si portava vicinissimo a Leclerc.
Box Mercedes: "Kimi, vai piano."
Antonelli: "Perché dovrei?"
Box Mercedes: "Così in cabina di commento possono sospettare che la tua macchina voglia fermarsi come se la guidasse un Jarier qualsiasi."
Antonelli: "Povero Jean-Pierre, ora insegna agli angeli a gestire la iella."
Jarier: "Se permetti, mi darei una grattata là dove non batte il sole."
Voce fuori campo: "Credo che questa sia la prima volta che l'alter-ego di un pilota degli anni '70 fa irruzione in un commento di Milly Sunshine."
Poi Russell ha avuto la pessima idea di superare Leclerc. Dico pessima, perché poi Charles si è ripreso la posizione, con un una serie micidiale di "DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO" in cabina di commento, prima delle lamentele del Vanz contro Alonso, colpevole probabilmente di non avere ingaggiato Russell come baby-sitter per il figlio neonato in fase di doppiaggio. Poi Norris ha superato Hamilton ricordandoci che la Ferrari ha anche una seconda macchina, ma who kers, quella non la guida l'arrotino.
Nel frattempo il Vanz ha iniziato a rievocare gli old gold days, perché l'ultima vittoria di un italiano in Giappone era opera di Riccardo Patrese nel 1992 e prima ancora di Alessandro Nannini nel 1989, che a scanso di equivoci sono ancora vivi e vegeti. Patrese l'ho anche visto a Imola al Minardi Day, però non gli ho fischiato dietro al pensiero di quanto fosse bella una vittoria di Patrick Tambay (il quale purtroppo è venuto a mancare già da qualche anno).
Il duello Leclerc vs Russell e quello Gasly vs Verstappen sono durati fino alla bandiera a scacchi, ma senza cambi di posizione.
Il mio conterraneo Antonelli adesso è in testa al mondiale ed è il più giovane pilota di sempre a leaderare il mondiale. Era dal gran premio inaugurale del 2005 che un italiano non stava in testa alla classifica piloti, si trattava allora di Giancarlo Fisichella (che è vivo).
Nel frattempo il fanbase italiano è spaccato, c'è chi elogia Antonelli, chi scredita Antonelli, chi si lamenta perché la Mercedes barahhhh e via dicendo. Poi c'è chi si lamenta che la Formula 1 è mortahhhh e, dopo essersela guardata, insulta chi la vede.
Vorrei esprimere alcune considerazioni: credo che il regolamento attuale stia esattamente a metà tra l'essere una baracconata e una naturale evoluzione verso un futuro al quale non siamo pronti. Comprendo le polemiche in proposito relative alla mancanza di fascino e tutto il resto. Tuttavia una parte delle critiche rivolte alla generazione attuale di Formula 1 è tale e quale a quella delle generazioni precedenti, che adesso vengono incensate come se il pocohhhh rumorehhhh o la macchina che contahhhh troppohhhh fossero cose di cui fino a marzo 2026 nessuno aveva mai discusso, e non rispettivamente l'una una questione che va avanti dal 2014 e l'altra addirittura una critica che occasionalmente Mario Poltronieri e Clay Regazzoni rivolgevano in telecronaca alle gare di quarant'anni fa.
In più, lo ammetto, trovo estremamente sgradevole come le continue critiche di Verstappen vengano inquadrate come il parere di un uomohhhh con le pallehhhh, mentre se le facesse chiunque altro al posto suo verrebbero tacciate di essere i piagnistei di un bimbominchia che ha scoperto da un giorno all'altro che la vittoria non gli è dovuta di default. Il weekend è finito con Max incensato perché minaccia di ritirarsi.
Secondo il mio spassionato punto di vista, si è accorto che con la Redbull non si vince e che la Mercedes sta tranquillamente in testa alle classifiche con i Rustonelli, quindi non ha bisogno di lui. È esattamente il raggiungimento di quella crisi mistica che porta i pluricampioni del mondo a prendere una specifica decisione discutibile per il loro futuro. Indovinate quale...
RISULTATO: 1. Antonelli/ Mercedes, 2. Piastri/ McLaren, 3. Leclerc/ Ferrari, 4. Russell/ Mercedes, 5. Norris/ McLaren, 6. Hamilton/ Ferrari, 7. Gasly/ Alpine, 8. Verstappen/ Redbull, 9. Lawson/ Racing Bulls, 10. Ocon/ Haas, 11. Hulkenberg/ Audi, 12. Hadjar/ Redbull, 13. Bortoleto/ Audi, 14. Lindblad/ Racing Bulls, 15. Sainz/ Williams, 16. Colapinto/ Alpine, 17. Perez/ Cadillac, 18. Alonso/ Aston Martin, 19. Bottas/ Cadillac, 20. Albon/ Williams, Rit. Stroll/ Aston Martin, Rit. Bearman/ Haas.
EDIT 30/03 - Riprendo il commento già pubblicato ieri per segnalare un fatto interessante che ho scoperto stamattina ascoltando la radio mentre andavo a lavorare, ovvero che ieri a Suzuka abbiamo avuto un esempio di gestione della drinking age.
Ovviamente sono andata a verificare che quanto si affermava fosse corretto ed effettivamente lo è: dal momento che in Giappone la drinking age è vent'anni e che Antonelli ne ha diciannove, le cose sono state sistemate in modo che non diventasse un perikolosohhhh kriminalehhhh come Sebastian Vettel ai tempi della drinking age turca a ventiquattro anni. Se non sapete di cosa sto parlando... forse dovevate ancora nascere!
In sintesi, al piccolo Kimi è stata consegnata una bottiglia di analcolico al posto dello champagne.
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F1 stagione 2026,
GP Giappone
sabato 28 marzo 2026
Formula Winter Series, Eurocup3 ed Eurocup4, i campionati invernali 2026
Nel periodo invernale si sono svolti ben tre campionati minori in location iberiche, la Formula Winter Series, l'Eurocup 3 Spanish Winter Series e l'Eurocup 4/ Spanish F4 Winter Series. Il primo è iniziato a gennaio e ha previsto cinque appuntamenti a Estoril, Portimao, Valencia, Aragon e Barcellona, mentre gli altri due si sono svolti su tre round con lo stesso calendario, Portimao, Jarama e Aragon.
FORMULA WINTER SERIES - in una serie con una griglia di 30+ vetture, Dries Van Langendonk ha vinto il campionato con un ampio margine nei confronti dei diretti inseguitori, come facilmente prevedibile per chi vince ben nove gare su quindici, con addirittura cinque vittorie consecutive nelle ultime cinque gare. Nelle sei che non ha vinto, in tre ha conquistato piazzamenti a podio.
Il runner up, con molti podi e nessuna vittoria, è stato Thomas Bearman, fratello minore di Oliver, che ha preceduto Ary Bansal, Oleksandr Savinkov, Ethan Lennon, Aleksander Ruta, Alfie Slater, Arjen Kraling, Rocco Coronel e Pedro Lima a completare la top-ten. Bansal ha vinto due gare, Savinkov una, così come Ruta, Kraling e il figlio di Tom Coronel.
Savinkov ha vinto peraltro una gara con un podio femminile doppio, dato che seconda e terza si sono classificate Chiara Battig e Matilda Paatz, rispettivamente full time e part time, diciassettesima e diciottesima in classifica generale. Diciannovesima si è classificatainvece la one-off Alisha Palmowski, che ha conquistato una pole position e come miglior risultato in gara un quarto posto.
Ha conquistato punti soltanto una volta Ginevra Panzeri, mentre hanno chiuso senza punti la part time Zoe Florescu e le one-off Megan Bruce, Raffaela Ferreira, Ella Stevens e Caitlyn McDaniel.
EUROCUP 3 - anche in questo caso la griglia era piuttosto ampia con 25+ auto e un ampio margine da parte del vincitore Keanu Al Azhari nei confronti dell'inseguitore più diretto James Egozi, nonostante questo abbia vinto ben quattro gare contro le due di Al Azhari. Il terzo posto è andato al figlio di Jan Lammers, René, a secco di vittorie, seguio da Enzo Tarnvanichkul, Alex Powell e Gianmarco Pradel, di questi tre a parte Powell gli altri hanno vinto una gara. Un'altra vittoria se l'è aggiudicata invece Stefan Bostandjiev, seppure soltanto dodicesimo in classifica piloti.
La presenza femminile è stata molto scarna in questo campionato, con la sola full time Bianca Bustamante, miglior risultato in gara un tredicesimo posto.
EUROCUP 4 - Noah Monteiro ha vinto il campionato con un certo vantaggio sugli inseguitori, Nathan Tye, Andrej Petrovic, Vivek Kanthan, Reno Francot, Kasper Schormans, Rocco Coronel, Borys Lyzen, Nacho Tuñon e Daniel Kelleher a completare le prime dieci posizioni: due vittorie ciascuno per i primi tre classificati, una rispettivamente per Kanthan, Schorman e Lyzen.
Il capitolo ragazze qui si fa interessante, visto che Luna Fluxa su una griglia di una trentina di piloti si è classificata undicesima con un secondo posto all'attivo nel weekend d'esordio e vari piazzamenti in zona punti. Si segnalano inoltre Maria Germano Neto e la già menzionata Florescu senza tuttavia risultati di particolare rilievo.
giovedì 26 marzo 2026
Se vuoi conoscere la Formula 1 guarda Drive to Survive... sorry what?
Il Formula 1 Zuckerbook è un luogo molto strano. È spesso la culla di quel fanbase della Formula 1 dei very uominy, che sbandierano ai quattro venti che trovano bello e romantico il fatto che i loro idoli vintage siano spesso e volentieri morti al volante di una monoposto.
Per il resto, è tutto un proliferare di giudizi sommari, di ricostruzioni poco coerenti della realtà e di chi più ne ha più ne metta. Non mi stupisce quindi che, qualche giorno fa, mi sia capitato di vedere perfino sotto un post su uno dei vari pilotini che hanno stazionato per poche stagioni nelle retrovie polemiche sulle sue performance (non faccio nomi perché non ha importanza).
Fanboy del pilotino generico scriveva una cosa tipo: c'è chi dice che è skarsohhhh ma i suoi risultati nelle formule minori dicono altro.
Hater del pilotino generico scriveva: uno dei più skarsihhhh di sempre.
Che poi, facciamo una parentesi, da almeno vent'anni a questa parte dove li vedete i più skarsihhhh di sempre? Perfino quelli che hanno sfigurato maggiormente in Formula 1 ci sono arrivati quantomeno con un palmares abbastanza rispettabile. Voglio dire, certi soggettoni skarsihhhh li ho anche visti, ma abbiamo avuto epoche in cui essenzialmente chiunque avesse i big money e avesse gareggiato in F3000 poteva arrivare in Formula 1, indipendentemente dai risultati.
Detto ciò, il pilotino in questione lo definirei abbastanza meh, ma non più né meno meh della maggior parte dei pilotini che stanno in Formula 1 per un arco temporale che va da una a tre stagioni complete, quindi sia il suo fanboy sia il suo hater a mio parere avrebbero dovuto darsi una ridimensionata.
Tuttavia, per quanto l'approccio del fanboy sia stato un po' stonato, ho apprezzato che sia andato quantomeno a tirare fuori dei numeri. Certo, se mi parli di Formula 3 potremmo andare un po' out of context dato che si sta parlando di Formula 1, ma nevermind.
L'hater ha successivamente argomentato con un: se vai a vedere Drive to Survive, ti rendi conto che quel pilotino è uno skarsonehhhh.
Non vai a rivedere le gare. Non vai a vedere che oltre a belle cose ha fatto anche cagate. No, vai a vedere Drive to Survive, è così che ci si fa una kulturahhhh.
Il problema è che Drive to Survive è narrativa. Fa parlare di sé proprio perché, quando non ti saresti filato neanche minimamente il pilotino random, riesce a convincerti che sia uno dei più skarsihhhh della storia impacchettando e confezionando storielle strappalacrime.
È intrattenimento. Potrà anche essere una base per decidere cosa approfondire, ma non è approfondimento (per non parlare della pessima abitudine di mettere team radio fasulli a fare da contorno agli incidenti).
Per il resto, è tutto un proliferare di giudizi sommari, di ricostruzioni poco coerenti della realtà e di chi più ne ha più ne metta. Non mi stupisce quindi che, qualche giorno fa, mi sia capitato di vedere perfino sotto un post su uno dei vari pilotini che hanno stazionato per poche stagioni nelle retrovie polemiche sulle sue performance (non faccio nomi perché non ha importanza).
Fanboy del pilotino generico scriveva una cosa tipo: c'è chi dice che è skarsohhhh ma i suoi risultati nelle formule minori dicono altro.
Hater del pilotino generico scriveva: uno dei più skarsihhhh di sempre.
Che poi, facciamo una parentesi, da almeno vent'anni a questa parte dove li vedete i più skarsihhhh di sempre? Perfino quelli che hanno sfigurato maggiormente in Formula 1 ci sono arrivati quantomeno con un palmares abbastanza rispettabile. Voglio dire, certi soggettoni skarsihhhh li ho anche visti, ma abbiamo avuto epoche in cui essenzialmente chiunque avesse i big money e avesse gareggiato in F3000 poteva arrivare in Formula 1, indipendentemente dai risultati.
Detto ciò, il pilotino in questione lo definirei abbastanza meh, ma non più né meno meh della maggior parte dei pilotini che stanno in Formula 1 per un arco temporale che va da una a tre stagioni complete, quindi sia il suo fanboy sia il suo hater a mio parere avrebbero dovuto darsi una ridimensionata.
Tuttavia, per quanto l'approccio del fanboy sia stato un po' stonato, ho apprezzato che sia andato quantomeno a tirare fuori dei numeri. Certo, se mi parli di Formula 3 potremmo andare un po' out of context dato che si sta parlando di Formula 1, ma nevermind.
L'hater ha successivamente argomentato con un: se vai a vedere Drive to Survive, ti rendi conto che quel pilotino è uno skarsonehhhh.
Non vai a rivedere le gare. Non vai a vedere che oltre a belle cose ha fatto anche cagate. No, vai a vedere Drive to Survive, è così che ci si fa una kulturahhhh.
Il problema è che Drive to Survive è narrativa. Fa parlare di sé proprio perché, quando non ti saresti filato neanche minimamente il pilotino random, riesce a convincerti che sia uno dei più skarsihhhh della storia impacchettando e confezionando storielle strappalacrime.
È intrattenimento. Potrà anche essere una base per decidere cosa approfondire, ma non è approfondimento (per non parlare della pessima abitudine di mettere team radio fasulli a fare da contorno agli incidenti).
domenica 22 marzo 2026
L'Eco della Vertigine - capitolo 24/24
Il ventiquattresimo (nonché ultimo) capitolo de "L'Eco della Vertigine".
Buona lettura! *-*
Buona lettura! *-*
sabato 21 marzo 2026
L'Eco della Vertigine - capitolo 23/24
Il ventitreesimo capitolo de "L'Eco della Vertigine".
Buona lettura! *-*
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venerdì 20 marzo 2026
L'Eco della Vertigine - capitolo 22/24
Il ventiduesimo capitolo de "L'Eco della Vertigine".
Buona lettura! *-*
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giovedì 19 marzo 2026
L'Eco della Vertigine - capitolo 21/24
Il ventunesimo capitolo de "L'Eco della Vertigine".
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martedì 17 marzo 2026
Indycar 2026: #3 Arlington
Il campionato di Indycar è tornato per la terza volta in tre fine settimana consecutivi, su una new entry, Arlington in Texas. Il weekend è iniziato con una bandiera rossa nelle prove libere perché... alcuni membri del catering si trovavano sulla pista mentre le monoposto si apprestavano a uscire dalla pitlane.
Superato questo ostacolo, tutto è proseguito normalmente. Abbiamo trovato in pole position una nostra vecchia conoscenza, Marcus Ericsson (Andretti), che precedeva Alex Palou (Ganassi), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Will Power (Andretti), Felix Rosenqvist (Shank), Marcus Armstrong (Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), Christian Rasmussen (Carpenter), David Malukas (Penske) e Alexander Rossi (Carpenter) a completare la top-ten.
Ericsson ha mantenuto la leadership, seguito da Palou. Nelle fasi iniziali della gara Christian Lundgaard (Arrow McLaren) si è esibito in un testacoda ed è finito nelle retrovie. Anche Armstrong sembra avere avuto qualche genere di danno, dato che ha perso terreno.
Ericsson è stato in testa per tutta la durata del primo stint, ma in occasione della prima sosta ha perso tempo ai box e Palou gli è passato davanti una volta che tutti si sono fermati. Seguivano O'Ward e Kirkwood, che sembrano avere avuto un contatto lieve, seguivano dietro di loro Rossi e Power.
Plot twist: contatto tra i compagni di squadra David Malukas e Josef Newgarden (Penske)! Avrebbe potuto andare ancora peggio perché l'ulteriore compagno di squadra Scott McLaughlin è uscito dai box e poco dopo si è ritrovato davanti Newgarden girato e per poco non faceva strike.
Abbiamo rivisto Malukas nelle posizioni che contavano quando a un certo punto era addirittura terzo - poi si sarebbe fermato di nuovo - mentre Newgarden l'abbiamo rivisto soltanto quando è stato speronato da Mick Schumacher (Rahal) il quale è partito in testacoda come un Sebastian Vettel qualsiasi.
Torniamo indietro: sopravvissuto a una seconda sosta lenta, Kirkwood si trovava comunque secondo alle spalle di Palou e gli sarebbe passato davanti. Malukas, invece, ha superato Power per il terzo posto, per poi rientrate per l'ultima sosta menzionata poco fa.
Svarioni, testacoda, contatti e quant'altro non hanno provocato alcuna safety car fino a quattro giri dalla fine, quando Rasmussen è andato a muro. Due giri dietro la vettura di sicurezza, poi finale stile green/ white/ checkered... in cui è stata data immediatamente caution, perché Nolan Siegel (Arrow McLaren) è stato colpito da dietro da Kyffin Simpson (Ganassi) ed è andato a centrare Romain Grosjean (Coyne). :-((((
Kirkwood ha vinto davanti a Palou, Power Ericsson, O'Ward, Malukas, Lundgaard, Scott Dixon (Ganassi) che... da dove è uscito esattamente? Poi Rossi e Armstrong a completare i primi dieci. Dietro di loro si sono classificati McLaughlin, Caio Collet (Foyt), Louis Foster (Rahal), Rinus Veekay (Juncos), Newgarden, Dennis Hauger (Coyne), Santino Ferrucci (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Simpson, Rosenqvist, Sting Ray Robb (Juncos), Schumacher, Grosjean, Siegel e Rasmussen.
Superato questo ostacolo, tutto è proseguito normalmente. Abbiamo trovato in pole position una nostra vecchia conoscenza, Marcus Ericsson (Andretti), che precedeva Alex Palou (Ganassi), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Will Power (Andretti), Felix Rosenqvist (Shank), Marcus Armstrong (Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), Christian Rasmussen (Carpenter), David Malukas (Penske) e Alexander Rossi (Carpenter) a completare la top-ten.
Ericsson ha mantenuto la leadership, seguito da Palou. Nelle fasi iniziali della gara Christian Lundgaard (Arrow McLaren) si è esibito in un testacoda ed è finito nelle retrovie. Anche Armstrong sembra avere avuto qualche genere di danno, dato che ha perso terreno.
Ericsson è stato in testa per tutta la durata del primo stint, ma in occasione della prima sosta ha perso tempo ai box e Palou gli è passato davanti una volta che tutti si sono fermati. Seguivano O'Ward e Kirkwood, che sembrano avere avuto un contatto lieve, seguivano dietro di loro Rossi e Power.
Plot twist: contatto tra i compagni di squadra David Malukas e Josef Newgarden (Penske)! Avrebbe potuto andare ancora peggio perché l'ulteriore compagno di squadra Scott McLaughlin è uscito dai box e poco dopo si è ritrovato davanti Newgarden girato e per poco non faceva strike.
Abbiamo rivisto Malukas nelle posizioni che contavano quando a un certo punto era addirittura terzo - poi si sarebbe fermato di nuovo - mentre Newgarden l'abbiamo rivisto soltanto quando è stato speronato da Mick Schumacher (Rahal) il quale è partito in testacoda come un Sebastian Vettel qualsiasi.
Torniamo indietro: sopravvissuto a una seconda sosta lenta, Kirkwood si trovava comunque secondo alle spalle di Palou e gli sarebbe passato davanti. Malukas, invece, ha superato Power per il terzo posto, per poi rientrate per l'ultima sosta menzionata poco fa.
Svarioni, testacoda, contatti e quant'altro non hanno provocato alcuna safety car fino a quattro giri dalla fine, quando Rasmussen è andato a muro. Due giri dietro la vettura di sicurezza, poi finale stile green/ white/ checkered... in cui è stata data immediatamente caution, perché Nolan Siegel (Arrow McLaren) è stato colpito da dietro da Kyffin Simpson (Ganassi) ed è andato a centrare Romain Grosjean (Coyne). :-((((
Kirkwood ha vinto davanti a Palou, Power Ericsson, O'Ward, Malukas, Lundgaard, Scott Dixon (Ganassi) che... da dove è uscito esattamente? Poi Rossi e Armstrong a completare i primi dieci. Dietro di loro si sono classificati McLaughlin, Caio Collet (Foyt), Louis Foster (Rahal), Rinus Veekay (Juncos), Newgarden, Dennis Hauger (Coyne), Santino Ferrucci (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Simpson, Rosenqvist, Sting Ray Robb (Juncos), Schumacher, Grosjean, Siegel e Rasmussen.
lunedì 16 marzo 2026
Formula 1 2026: #2 Commento al Gran Premio della Cina
Shanghai, weekend del 15 marzo: secondo appuntamento di un mondiale 2026 iniziato da una settimana e seguito da polemiche del tipo: abbiamo avuto settant'anni di verahhhh Formula 1 e adesso dobbiamo sorbirci questo schifo. Tutte le generazioni precedenti, all'improvviso, sono diventate bellissime e tutti vorrebbero tornare ai bei sorpassi con il DRS. Lo ammetto, anche a me piacerebbe tornare a quell'epoca, ma almeno non la screditavo ogni tre per due. Il mio margine di tolleranza è molto elevato, lo ammetto. Non ho problemi con DRS, sprint, motori turbo-ibridi, dominio Mercedes, dominio Redbull, auto poco rumorose e quant'altro, l'unica cosa per la quale provo fastidio è l'outcome a random. O meglio, sono assolutamente favorevole alle gare il cui esito finisce per essere totalmente random, ma deve accadere per caso, non perché si cerca deliberatamente questo tipo di outcome. Non mi piace che A sia più veloce di B e sorpassi B, ma poi non abbia la potenza sufficiente per allontanarsi e B torni davanti, tanto che per arrivare a un sorpasso serva una trafila di dieci minuti con un esito alla cazzum.
Fine dell'invettiva, veniamo a venerdì. La TV dei povery ha deciso di dare in diretta le qualifiche sprint che iniziavano alle 8,30. Piccolo effetto collaterale: ho un lavoro e inizio proprio alle 8,30. I risultati di SQ1 e SQ2 li ho letti su Twitter mentre ero in ufficio. Per la SQ3 è stato un po' più difficile, perché proprio nel momento in cui stavo facendo un refresh al termine della sessione è entrato il titolare e ho dovuto mettere via il telefono in fretta. :-/// Prima di soffermarmi sul risultato della sprint qualifying, tuttavia, vorrei parlare un attimo di quello che è successo qualche ora più tardi in mensa. Alcune colleghe appartenenti al gruppo dei giovanihhhh stavano parlando di serie televisive di Netflix e di Sky. Qualcuno ha osservato che, per quanto riguarda Sky, c'è chi è "Team Sky" e "Team non Sky", sostenendo che chi non è stato abituato ad averlo da sempre difficilmente mette Sky.
Una ragazza dell'ufficio documentazione, ha affermato di guardare la Formula 1 su TV8, a distanza di ore da quando i gran premi vengono disputati. A quel punto mi sono fatta avanti e ho detto: "anch'io". Si è sorpresa, mi ha chiesto se seguo la Formula 1 con un sound che suonava tipo "da quando?"... tra l'altro senza alcuna necessità ho rischiato di darle una risposta da vecchio fossile di Zuckerbook, dato che stavo per dirle "da un decennio abbondante prima che tu nascessi". Mi sono ricordata per tempo che non è una colpa essere nati nei primi anni 2000 anziché negli anni '80 e ho detto "da quando ero bambina".
È intervenuto il ragazzo dell'ufficio acquisti... ecco, a questo proposito devo fare una digressione. Il primo anno in cui ero nel mio attuale posto di lavoro un lunedì ha portato pizzette e pasticcini per festeggiare il suo compleanno. Non appena ha detto quanti anni compiva, mi sono detta: OMG incredibile, è nato il 13 novembre 1994, il giorno dell'incidente tra Michael Schumacher e Damon Hill al GP d'Australia! Ho provato un'enorme delusione nello scoprire che in realtà aveva compiuto gli anni durante il fine settimana e aveva deciso di festeggiare con i colleghi al lunedì.
Torniamo a noi: il ragazzo dell'ufficio acquisti mi ha chiesto per che pilota tifassi. Ho dato una risposta edulcorata della realtà, ovvero "nessuno". La risposta reale avrebbe potuto essere: "il pilota per cui tifavo adesso ha i capelli bianchi e non corre più in Formula 1 da anni e anni". Però non sarebbe stata vera, in quanto per avere i capelli bianchi ci vogliono in primo luogo i capelli e sulla testa di Felipe Massa non è che ce ne siano molti. Mi è stato chiesto se non tifo neanche per una squadra e lì potevo dare una risposta, perché obiettivamente sono simpatizzante. Per non lasciare spazio ai dubbi, ho risposto: "quella che un tempo si chiamava Toro Rosso". Ho anche dovuto pensare al nome attuale, mi veniva Alpha Tauri. Ho detto Toro Rosso e non Minardi perché che ne sanno i 2000. La ragazza della documentazione, che ricordavo di avere visto in ufficio con una maglietta della Ferrari, la scorsa estate, mi ha dato una risposta spiazzante: "siamo più o meno della stessa famiglia, io tifo Redbull". Io appartengo alla famiglia Minardi, tu alla famiglia Stewart, ma sono dettagli. Però, obiettivamente, se tifa Redbull e indossa merchandising Ferrari, allora sì, apparteniamo alla stessa famiglia perché la Toro Rosso delle origini aveva livrea Redbull e motore Ferrari. E ha fatto pure pole e vittoria, con la pole position di Sebastian Vettel che rimane la pole più giovane di sempr-... oh wait.
Andiamo con la griglia di partenza: George Russell, Kimi Antonelli, Lando Norris, Lewis Hamilton, Oscar Piastri, Charles Leclerc, Pierre Gasly, Max Verstappen, Oliver Bearman, Isack Hadjar, Nico Hulkenberg, Esteban Ocon, Liam Lawson, Gabriel Bortoleto, Arvid Lindblad, Franco Colapinto, Carlos Sainz, Alexander Albon, Fernando Alonso, Lance Stroll, Gabriel Bortoleto, Sergio Perez e sveglia puntata alle 3,55 che alle quattro in punto c'è la diretta su TV8! Sono andata in cucina, ho acceso la televisione e scoperto che Albon non era sulla griglia di partenza, ma scattava dalla pitlane.
Antonelli si è piantato, è stato superato dalle Ferrari, dalle McLaren, da Gasly e ci mancava poco che arrivassero anche le Stewart e le Minardi. Russell invece doveva vedersela con Hamilton con il quale ha ingaggiato un duello stile A contro B del mio esempio di apertura. L'unica differenza è che Hamilton è riuscito a passare davanti non per avere la macchina più performante, ma per avere beccato Russell che si piantava nel momento propizio.
Quando Russell ha rimesso in fila tutte le sue -L e si è involato verso una leadership che non avrebbe più lasciato, ho pensato che per fortuna erano le quattro di notte e tutti stavano dormendo, quindi non avrebbero rotto eccessivamente le scatole per il duello Hamilton vs Leclerc e per le lamentele di Leclerc nei confronti di Hamilton, il quale è stato da lui sorpassato. Certo, prima o poi i ferraristi italiani si sarebbero svegliati, cosa che ho stimato potesse accadere intorno alle otto di mattina. A quell'ora, però, iniziavano le qualifiche, il cui effetto è fare sì che tutto ciò che è accaduto in una sprint venga trattato esattamente come se non fosse mai esistito.
Antonelli, nel frattempo, dopo una speronata rifilata a un Hadjar che per ora sembra avere performance in linea con quelle di Verstappen, si è procacciato dieci secondi di penalità. Ha superato le McLaren e si è messo a caccia delle Ferrari, ma c'erano i dieci secondi... che ha scontato ai box, perché la vettura ferma di Hulkenberg, che si è ritirato più o meno in concomitanza di Lindblad e Bottas, ha provocato l'ingresso della safety car, tanto che sono rimasti in pista al massimo un paio di piloti delle retrovie con le hard - neanche troppo retrovie, tra loro c'era Lawson. Per effetto dei doppi pitstop Hamilton e Piastri hanno perso posizioni in corso d'opera, tanto che i primi tre erano Russell, Leclerc e Norris. Hamilton si è comunque ripreso la terza piazza così come anche Piastri e Antonelli hanno rimontato nei pochi giri restanti.
Il risultato finale è stato: Russell, Leclerc, Hamilton, Norris, Antonelli, Piastri, Lawson e Bearman a punti, con a seguire Verstappen, Ocon, Gasly, Sainz, Bortoleto, Colapinto, Hadjar, Albon, Alonso, Stroll e Perez.
Sono tornata a dormire e un po' ci sono anche riuscita. Ho messo la sveglia alle 7,55 e alle otto in punto mi trovavo davanti alla televisione in cucina per le qualifiche. Non avevo pensato a quale potesse essere il risvolto della competitività Mercedes - e ancora meno di cosa potesse succedere se Russell si fosse piantato a inizio Q3 per riuscire a fare un giro soltanto in extremis. Ho vissuto la prima pole position di Antonelli senza pensare al record. Poi ci sono rimasta anche un po' male, perché il piccolo Kimi si è portato via quel poco che ancora apparteneva alla mia generazione: il più giovane poleman della storia fino a ieri era proprio Vettel con la Toro Rosso al GP d'Italia 2008, una pole position che sarebbe stata emozionante anche senza essere la più giovane di sempre.
La perdita del record, inoltre, contribuisce a rendere quello che considero il primo pilota mio coetaneo ad avere debuttato in Formula 1 come una figura che ormai appartiene a un passato lontano. Tra poco di lui non resterà che una storiella strappalacrime a proposito di un venerdì in Turchia, in cui venne multato per eccesso di velocità in pitlane nel momento stesso in cui per la prima volta usciva dalla pitlane per prendere parte a una sessione di prove libere. Andava di fretta, come si è visto con il miglior tempo della sessione, ma nevermind, è un fatto di molto tempo fa, era il 25 agosto 2006.
Poi c'è stato un gran premio one-off con la BMW Sauber, l'anno dopo, poi il passaggio alla Toro Rosso, la pole e la vittoria del 2008, i titoli vinti con la Redbull, quelli persi con la Ferrari, il tutto mentre debuttavano giovincelli in confronto ai quali la sua pole da ventunenne era opera di un V3KkYaCç10. Il record della vittoria più giovane gli è stato strappato da un Verstappen appena diciottenne, il quale, però, ha conquistato la pole per la prima volta soltanto alcuni anni dopo. Antonelli invece c'è riuscito. Pazienza, i record sono fatti per essere battuti, magari proprio da un ragazzino di diciannove anni. Però, a volte, il filo del destino fa strani giri: Antonelli è nato proprio il 25 agosto 2006. Mi sono venute le lacrime agli occhi, quando l'ho letto.
Torno alla mia collega: dopo il discorso già citato, si è messa a raccontare delle difficoltà di evitare spoiler, sostenendo che in attesa delle gare non entra né su Instagram, né su Tiktok... e che è anche pericoloso guardare il telegiornale, perché casomai abbia vinto la Ferrari viene spoilerato il risultato. Non che questo scenario sia il più probabile, ma nevermind. Finito il sabato, è finito il giorno sprint in cui la TV dei povery dà tutto in diretta e abbiamo dovuto accontentarci della differita delle 14,00. Sulla griglia di partenza dovevano allinearsi Antonelli, Russell, Hamilton, Leclerc, Piastri, Norris, Gasly, Verstappen, Hadjar, Bearman, Hulkenberg, Colapinto, Ocon, Lawson, Lindblad, Bortoleto, Sainz, Albon, Alonso, Bottas, Stroll e Perez.
Ho evitato brillantemente gli spoiler fino alle 13,50. In realtà li ho evitati per puro caso. Convinta che la gara iniziasse alle nove anziché alle otto, verso le 8.40 sono entrata su Twitter. Per fortuna l'unico tweet sulla gara che ho letto non faceva nomi. Ho chiuso subito ed è andato tutto bene fino alle 13,50, quando ho commesso la sottigliezza di lasciare il telecomando incustodito e mio padre ha messo su Raiuno per andare brevemente a vedere le notizie di calcio sul televideo. Indovinate che cosa c'era in quel momento su Raiuno? Il telegiornale. E che servizio c'era in quel preciso momento? Sulla vittoria di Antonelli!
Prima, parlando della griglia di partenza, ho detto "dovevano allinearsi" e non "si sono allineati" perché Albon e Bortoleto hanno avuto problemi, mentre i Norrisastri hanno dato ragione al Vanz: vincevano solo grazie alla macchina. Anzi, a dire il vero correvano solo grazie alla macchina. Infatti questa non si è accesa per nessuno dei due e sono rimasti a giocare a briscola. Nel caso di Piastri, ha addirittura collezionato due DNS in due gran premi consecutivi, what a time to be alice. Volevo scrivere alive, ma what a time to be Alice era troppo divertente e mi faceva pensare al fatto che la Haas chiamandosi "lepre" in olandese(?) sarebbe stata perfetta come Bianconiglio.
Le Mercedes hanno avuto ancora una volta uno scatto non ottimale, con Hamilton e Leclerc risaliti 1/3, ma presto Antonelli e Russell sarebbero riusciti a prendersi le posizioni. Sul Bianconiglio, nel frattempo Bearman lottava con Hadjar che, secondo il Vanz, aveva "annichilito Verstappen". A quel punto le trombe hanno suonato evocando Ralf Schumacher e giusto il tempo che il Vanz terminasse quella frase Hadjar si è esibito in un testacoda micidiale, ha spiattellato le gomme, è andato ai box e si è ritrovato ultimo come uno Yuki Tsunoda qualsiasi.
Avevamo le Mercedes 1/2, le Ferrari 3/4, le Alpine 5/6... sorry what?! Neanche il tempo di chiedersi che cosa ci facesse Colapinto sesto, che Stroll è rimasto piantato ed è arrivata la safety car. Le Mercedes, le Ferrari e Gasly sono rientrati ai box, altri no. Ci siamo ritrovati Antonelli leader davanti a Colapinto e Ocon. Seguivano Russell, Hamilton, Lindblad, Leclerc, Hulkenberg, Gasly e Bearman.
Russell ha avuto un po' di difficoltà al restart, l'hanno superato le Ferrari, Colapinto e Ocon hanno provato a tenere botta, ma a lungo andare sono passati gli Hamilerc, Russell e tutte le sue -L, lasciando Colapinto e Ocon a vedersela con Bearman che arrivava da dietro. Verstappen, invece, si faceva largo in bassa top-ten.
Bearman è passato, mentre anche Verstappen si è fatto largo, relegando l'eroe degli argentini in settima posizione, ma ancora troppo in vista, quindi Colapinto levati che dobbiamo preoccuparci di cose serie...
...
...
...tipo un sorpasso di Leclerc su Hamilton, con Hamilton e Russell poi accodati subito dietro...
...
...
...almeno finché Hamilton non ha superato Leclerc. I due hanno iniziato una serie di sorpassi e controsorpassi come se fossero stati due piloti Haas qualsiasi.
Il duello tra i due è terminato quando Russell ha frapposto se stesso insieme a tutte le sue -L in mezzo ai due. Poco dopo, comunque, si è messo anche davanti a Leclerc, con le Mercedes 1/2 ma who kers, parliamo di cose serie, tipo Gasly che aveva superato Colapinto senza che nessuno se lo filasse.
A quel punto il Vanz e colleghi hanno iniziato ad accennare a un kompl8 pro-Mercedes... Leclerc, Hamilton, per favore potreste ingaggiare un altro duello alla cazzum per mettere fine a questo discorso?
Ci ha pensato Ocon, dopo la sosta. O quantomeno, dopo la sosta a Colapinto. Si è buttato a cannone, l'ha speronato, i due si sono esibiti in un testacoda sincronizzato, Ocon ha anche perso pezzi che non è chiaro dove fossero andati a finire. Era ben chiaro, tuttavia, che non avevamo più alcuna Aston Martin in pista, dato che è stato inquadrato Alonso ai box fuori dalla macchina.
Visto che Colapinto al centro della scena era da evitare come la peste, Leclerc ha fatto un bloccaggio e Hamilton si è lanciato a prendere la terza piazza. L'altro gli si è piazzato negli scarichi e quando l'ha affiancato è arrivata un'altra trafila di sorpassi e controsorpassi che si è risolta a favore di Hamilton.
Frattanto la gara viaggiava verso la parte conclusiva e il Vanz ha osservato che la gara di Verstappen aveva quantomeno avuto una svolta positiva e che si stava avvicinando alla quinta piazza di Bearman. A quel punto le trombe dell'Apocalisse hanno suonato, insieme a quelle di Ralf Schumacher. Verstappen ha rallentato e si è ritirato ai box e Colapinto si è ritrovato decimo e si stava anche avvicinando a Sainz che era nono senza che nessuno se lo filasse. Forse il fatto che nessuno se lo filasse rendeva possibile quella nona piazza.
Antonelli nel frattempo ha fatto un paio di svarioni, per fortuna aveva un vantaggio abbondante. È andato a procacciarsi la vittoria, il ritorno di un italiano sul gradino più alto del podio quattro giorni prima del ventesimo anniversario dell'ultima vittoria di Giancarlo Fisichella.
RISULTATO: 1. Antonelli/ Mercedes, 2. Russell/ Mercedes, 3. Hamilton/ Ferrari al primo podio in rosso!!!11!!11!!, 4. Leclerc/ Ferrari, 5. Bearman/ Haas, 6. Gasly/ Alpine, 7. Lawson/ Racing Bulls, 8. Hadjar/ Redbull, 9. Sainz/ Williams, 10. Colapinto/ Alpine, 11. Hulkenberg/ Audi, 12. Lindblad/ Racing Bulls, 13. Bottas/ Cadillac, 14. Ocon/ Haas, 15. Perez/ Cadillac, Rit. Verstappen/ Redbull, Rit. Alonso/ Aston Martin, Rit. Stroll/ Aston Martin, DNS. Piastri/ McLaren, DNS. Norris/ McLaren, DNS. Bortoleto/ Audi, DNS. Albon/ Williams.
Fine dell'invettiva, veniamo a venerdì. La TV dei povery ha deciso di dare in diretta le qualifiche sprint che iniziavano alle 8,30. Piccolo effetto collaterale: ho un lavoro e inizio proprio alle 8,30. I risultati di SQ1 e SQ2 li ho letti su Twitter mentre ero in ufficio. Per la SQ3 è stato un po' più difficile, perché proprio nel momento in cui stavo facendo un refresh al termine della sessione è entrato il titolare e ho dovuto mettere via il telefono in fretta. :-/// Prima di soffermarmi sul risultato della sprint qualifying, tuttavia, vorrei parlare un attimo di quello che è successo qualche ora più tardi in mensa. Alcune colleghe appartenenti al gruppo dei giovanihhhh stavano parlando di serie televisive di Netflix e di Sky. Qualcuno ha osservato che, per quanto riguarda Sky, c'è chi è "Team Sky" e "Team non Sky", sostenendo che chi non è stato abituato ad averlo da sempre difficilmente mette Sky.
Una ragazza dell'ufficio documentazione, ha affermato di guardare la Formula 1 su TV8, a distanza di ore da quando i gran premi vengono disputati. A quel punto mi sono fatta avanti e ho detto: "anch'io". Si è sorpresa, mi ha chiesto se seguo la Formula 1 con un sound che suonava tipo "da quando?"... tra l'altro senza alcuna necessità ho rischiato di darle una risposta da vecchio fossile di Zuckerbook, dato che stavo per dirle "da un decennio abbondante prima che tu nascessi". Mi sono ricordata per tempo che non è una colpa essere nati nei primi anni 2000 anziché negli anni '80 e ho detto "da quando ero bambina".
È intervenuto il ragazzo dell'ufficio acquisti... ecco, a questo proposito devo fare una digressione. Il primo anno in cui ero nel mio attuale posto di lavoro un lunedì ha portato pizzette e pasticcini per festeggiare il suo compleanno. Non appena ha detto quanti anni compiva, mi sono detta: OMG incredibile, è nato il 13 novembre 1994, il giorno dell'incidente tra Michael Schumacher e Damon Hill al GP d'Australia! Ho provato un'enorme delusione nello scoprire che in realtà aveva compiuto gli anni durante il fine settimana e aveva deciso di festeggiare con i colleghi al lunedì.
Torniamo a noi: il ragazzo dell'ufficio acquisti mi ha chiesto per che pilota tifassi. Ho dato una risposta edulcorata della realtà, ovvero "nessuno". La risposta reale avrebbe potuto essere: "il pilota per cui tifavo adesso ha i capelli bianchi e non corre più in Formula 1 da anni e anni". Però non sarebbe stata vera, in quanto per avere i capelli bianchi ci vogliono in primo luogo i capelli e sulla testa di Felipe Massa non è che ce ne siano molti. Mi è stato chiesto se non tifo neanche per una squadra e lì potevo dare una risposta, perché obiettivamente sono simpatizzante. Per non lasciare spazio ai dubbi, ho risposto: "quella che un tempo si chiamava Toro Rosso". Ho anche dovuto pensare al nome attuale, mi veniva Alpha Tauri. Ho detto Toro Rosso e non Minardi perché che ne sanno i 2000. La ragazza della documentazione, che ricordavo di avere visto in ufficio con una maglietta della Ferrari, la scorsa estate, mi ha dato una risposta spiazzante: "siamo più o meno della stessa famiglia, io tifo Redbull". Io appartengo alla famiglia Minardi, tu alla famiglia Stewart, ma sono dettagli. Però, obiettivamente, se tifa Redbull e indossa merchandising Ferrari, allora sì, apparteniamo alla stessa famiglia perché la Toro Rosso delle origini aveva livrea Redbull e motore Ferrari. E ha fatto pure pole e vittoria, con la pole position di Sebastian Vettel che rimane la pole più giovane di sempr-... oh wait.
Andiamo con la griglia di partenza: George Russell, Kimi Antonelli, Lando Norris, Lewis Hamilton, Oscar Piastri, Charles Leclerc, Pierre Gasly, Max Verstappen, Oliver Bearman, Isack Hadjar, Nico Hulkenberg, Esteban Ocon, Liam Lawson, Gabriel Bortoleto, Arvid Lindblad, Franco Colapinto, Carlos Sainz, Alexander Albon, Fernando Alonso, Lance Stroll, Gabriel Bortoleto, Sergio Perez e sveglia puntata alle 3,55 che alle quattro in punto c'è la diretta su TV8! Sono andata in cucina, ho acceso la televisione e scoperto che Albon non era sulla griglia di partenza, ma scattava dalla pitlane.
Antonelli si è piantato, è stato superato dalle Ferrari, dalle McLaren, da Gasly e ci mancava poco che arrivassero anche le Stewart e le Minardi. Russell invece doveva vedersela con Hamilton con il quale ha ingaggiato un duello stile A contro B del mio esempio di apertura. L'unica differenza è che Hamilton è riuscito a passare davanti non per avere la macchina più performante, ma per avere beccato Russell che si piantava nel momento propizio.
Quando Russell ha rimesso in fila tutte le sue -L e si è involato verso una leadership che non avrebbe più lasciato, ho pensato che per fortuna erano le quattro di notte e tutti stavano dormendo, quindi non avrebbero rotto eccessivamente le scatole per il duello Hamilton vs Leclerc e per le lamentele di Leclerc nei confronti di Hamilton, il quale è stato da lui sorpassato. Certo, prima o poi i ferraristi italiani si sarebbero svegliati, cosa che ho stimato potesse accadere intorno alle otto di mattina. A quell'ora, però, iniziavano le qualifiche, il cui effetto è fare sì che tutto ciò che è accaduto in una sprint venga trattato esattamente come se non fosse mai esistito.
Antonelli, nel frattempo, dopo una speronata rifilata a un Hadjar che per ora sembra avere performance in linea con quelle di Verstappen, si è procacciato dieci secondi di penalità. Ha superato le McLaren e si è messo a caccia delle Ferrari, ma c'erano i dieci secondi... che ha scontato ai box, perché la vettura ferma di Hulkenberg, che si è ritirato più o meno in concomitanza di Lindblad e Bottas, ha provocato l'ingresso della safety car, tanto che sono rimasti in pista al massimo un paio di piloti delle retrovie con le hard - neanche troppo retrovie, tra loro c'era Lawson. Per effetto dei doppi pitstop Hamilton e Piastri hanno perso posizioni in corso d'opera, tanto che i primi tre erano Russell, Leclerc e Norris. Hamilton si è comunque ripreso la terza piazza così come anche Piastri e Antonelli hanno rimontato nei pochi giri restanti.
Il risultato finale è stato: Russell, Leclerc, Hamilton, Norris, Antonelli, Piastri, Lawson e Bearman a punti, con a seguire Verstappen, Ocon, Gasly, Sainz, Bortoleto, Colapinto, Hadjar, Albon, Alonso, Stroll e Perez.
Sono tornata a dormire e un po' ci sono anche riuscita. Ho messo la sveglia alle 7,55 e alle otto in punto mi trovavo davanti alla televisione in cucina per le qualifiche. Non avevo pensato a quale potesse essere il risvolto della competitività Mercedes - e ancora meno di cosa potesse succedere se Russell si fosse piantato a inizio Q3 per riuscire a fare un giro soltanto in extremis. Ho vissuto la prima pole position di Antonelli senza pensare al record. Poi ci sono rimasta anche un po' male, perché il piccolo Kimi si è portato via quel poco che ancora apparteneva alla mia generazione: il più giovane poleman della storia fino a ieri era proprio Vettel con la Toro Rosso al GP d'Italia 2008, una pole position che sarebbe stata emozionante anche senza essere la più giovane di sempre.
La perdita del record, inoltre, contribuisce a rendere quello che considero il primo pilota mio coetaneo ad avere debuttato in Formula 1 come una figura che ormai appartiene a un passato lontano. Tra poco di lui non resterà che una storiella strappalacrime a proposito di un venerdì in Turchia, in cui venne multato per eccesso di velocità in pitlane nel momento stesso in cui per la prima volta usciva dalla pitlane per prendere parte a una sessione di prove libere. Andava di fretta, come si è visto con il miglior tempo della sessione, ma nevermind, è un fatto di molto tempo fa, era il 25 agosto 2006.
Poi c'è stato un gran premio one-off con la BMW Sauber, l'anno dopo, poi il passaggio alla Toro Rosso, la pole e la vittoria del 2008, i titoli vinti con la Redbull, quelli persi con la Ferrari, il tutto mentre debuttavano giovincelli in confronto ai quali la sua pole da ventunenne era opera di un V3KkYaCç10. Il record della vittoria più giovane gli è stato strappato da un Verstappen appena diciottenne, il quale, però, ha conquistato la pole per la prima volta soltanto alcuni anni dopo. Antonelli invece c'è riuscito. Pazienza, i record sono fatti per essere battuti, magari proprio da un ragazzino di diciannove anni. Però, a volte, il filo del destino fa strani giri: Antonelli è nato proprio il 25 agosto 2006. Mi sono venute le lacrime agli occhi, quando l'ho letto.
Torno alla mia collega: dopo il discorso già citato, si è messa a raccontare delle difficoltà di evitare spoiler, sostenendo che in attesa delle gare non entra né su Instagram, né su Tiktok... e che è anche pericoloso guardare il telegiornale, perché casomai abbia vinto la Ferrari viene spoilerato il risultato. Non che questo scenario sia il più probabile, ma nevermind. Finito il sabato, è finito il giorno sprint in cui la TV dei povery dà tutto in diretta e abbiamo dovuto accontentarci della differita delle 14,00. Sulla griglia di partenza dovevano allinearsi Antonelli, Russell, Hamilton, Leclerc, Piastri, Norris, Gasly, Verstappen, Hadjar, Bearman, Hulkenberg, Colapinto, Ocon, Lawson, Lindblad, Bortoleto, Sainz, Albon, Alonso, Bottas, Stroll e Perez.
Ho evitato brillantemente gli spoiler fino alle 13,50. In realtà li ho evitati per puro caso. Convinta che la gara iniziasse alle nove anziché alle otto, verso le 8.40 sono entrata su Twitter. Per fortuna l'unico tweet sulla gara che ho letto non faceva nomi. Ho chiuso subito ed è andato tutto bene fino alle 13,50, quando ho commesso la sottigliezza di lasciare il telecomando incustodito e mio padre ha messo su Raiuno per andare brevemente a vedere le notizie di calcio sul televideo. Indovinate che cosa c'era in quel momento su Raiuno? Il telegiornale. E che servizio c'era in quel preciso momento? Sulla vittoria di Antonelli!
Prima, parlando della griglia di partenza, ho detto "dovevano allinearsi" e non "si sono allineati" perché Albon e Bortoleto hanno avuto problemi, mentre i Norrisastri hanno dato ragione al Vanz: vincevano solo grazie alla macchina. Anzi, a dire il vero correvano solo grazie alla macchina. Infatti questa non si è accesa per nessuno dei due e sono rimasti a giocare a briscola. Nel caso di Piastri, ha addirittura collezionato due DNS in due gran premi consecutivi, what a time to be alice. Volevo scrivere alive, ma what a time to be Alice era troppo divertente e mi faceva pensare al fatto che la Haas chiamandosi "lepre" in olandese(?) sarebbe stata perfetta come Bianconiglio.
Le Mercedes hanno avuto ancora una volta uno scatto non ottimale, con Hamilton e Leclerc risaliti 1/3, ma presto Antonelli e Russell sarebbero riusciti a prendersi le posizioni. Sul Bianconiglio, nel frattempo Bearman lottava con Hadjar che, secondo il Vanz, aveva "annichilito Verstappen". A quel punto le trombe hanno suonato evocando Ralf Schumacher e giusto il tempo che il Vanz terminasse quella frase Hadjar si è esibito in un testacoda micidiale, ha spiattellato le gomme, è andato ai box e si è ritrovato ultimo come uno Yuki Tsunoda qualsiasi.
Avevamo le Mercedes 1/2, le Ferrari 3/4, le Alpine 5/6... sorry what?! Neanche il tempo di chiedersi che cosa ci facesse Colapinto sesto, che Stroll è rimasto piantato ed è arrivata la safety car. Le Mercedes, le Ferrari e Gasly sono rientrati ai box, altri no. Ci siamo ritrovati Antonelli leader davanti a Colapinto e Ocon. Seguivano Russell, Hamilton, Lindblad, Leclerc, Hulkenberg, Gasly e Bearman.
Russell ha avuto un po' di difficoltà al restart, l'hanno superato le Ferrari, Colapinto e Ocon hanno provato a tenere botta, ma a lungo andare sono passati gli Hamilerc, Russell e tutte le sue -L, lasciando Colapinto e Ocon a vedersela con Bearman che arrivava da dietro. Verstappen, invece, si faceva largo in bassa top-ten.
Bearman è passato, mentre anche Verstappen si è fatto largo, relegando l'eroe degli argentini in settima posizione, ma ancora troppo in vista, quindi Colapinto levati che dobbiamo preoccuparci di cose serie...
...
...
...tipo un sorpasso di Leclerc su Hamilton, con Hamilton e Russell poi accodati subito dietro...
...
...
...almeno finché Hamilton non ha superato Leclerc. I due hanno iniziato una serie di sorpassi e controsorpassi come se fossero stati due piloti Haas qualsiasi.
Il duello tra i due è terminato quando Russell ha frapposto se stesso insieme a tutte le sue -L in mezzo ai due. Poco dopo, comunque, si è messo anche davanti a Leclerc, con le Mercedes 1/2 ma who kers, parliamo di cose serie, tipo Gasly che aveva superato Colapinto senza che nessuno se lo filasse.
A quel punto il Vanz e colleghi hanno iniziato ad accennare a un kompl8 pro-Mercedes... Leclerc, Hamilton, per favore potreste ingaggiare un altro duello alla cazzum per mettere fine a questo discorso?
Ci ha pensato Ocon, dopo la sosta. O quantomeno, dopo la sosta a Colapinto. Si è buttato a cannone, l'ha speronato, i due si sono esibiti in un testacoda sincronizzato, Ocon ha anche perso pezzi che non è chiaro dove fossero andati a finire. Era ben chiaro, tuttavia, che non avevamo più alcuna Aston Martin in pista, dato che è stato inquadrato Alonso ai box fuori dalla macchina.
Visto che Colapinto al centro della scena era da evitare come la peste, Leclerc ha fatto un bloccaggio e Hamilton si è lanciato a prendere la terza piazza. L'altro gli si è piazzato negli scarichi e quando l'ha affiancato è arrivata un'altra trafila di sorpassi e controsorpassi che si è risolta a favore di Hamilton.
Frattanto la gara viaggiava verso la parte conclusiva e il Vanz ha osservato che la gara di Verstappen aveva quantomeno avuto una svolta positiva e che si stava avvicinando alla quinta piazza di Bearman. A quel punto le trombe dell'Apocalisse hanno suonato, insieme a quelle di Ralf Schumacher. Verstappen ha rallentato e si è ritirato ai box e Colapinto si è ritrovato decimo e si stava anche avvicinando a Sainz che era nono senza che nessuno se lo filasse. Forse il fatto che nessuno se lo filasse rendeva possibile quella nona piazza.
Antonelli nel frattempo ha fatto un paio di svarioni, per fortuna aveva un vantaggio abbondante. È andato a procacciarsi la vittoria, il ritorno di un italiano sul gradino più alto del podio quattro giorni prima del ventesimo anniversario dell'ultima vittoria di Giancarlo Fisichella.
RISULTATO: 1. Antonelli/ Mercedes, 2. Russell/ Mercedes, 3. Hamilton/ Ferrari al primo podio in rosso!!!11!!11!!, 4. Leclerc/ Ferrari, 5. Bearman/ Haas, 6. Gasly/ Alpine, 7. Lawson/ Racing Bulls, 8. Hadjar/ Redbull, 9. Sainz/ Williams, 10. Colapinto/ Alpine, 11. Hulkenberg/ Audi, 12. Lindblad/ Racing Bulls, 13. Bottas/ Cadillac, 14. Ocon/ Haas, 15. Perez/ Cadillac, Rit. Verstappen/ Redbull, Rit. Alonso/ Aston Martin, Rit. Stroll/ Aston Martin, DNS. Piastri/ McLaren, DNS. Norris/ McLaren, DNS. Bortoleto/ Audi, DNS. Albon/ Williams.
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domenica 15 marzo 2026
Formula Academy 2026: Gademan vince la sprint a Shanghai, mentre Felbermayr conquista la vittoria nella feature, difficile inizio di stagione per Larsen
A Shanghai si è aperto il campionato della Formula Academy, con una griglia rinnovata dall'uscita di scena della campionessa Doriane Pin, delle altre front runner Maya Weug e Chloe Chambers e, di fatto, da parte di tutte le concorrenti che avevano già disputato due stagioni. Tra i nomi da tenere d'occhio come potenziali front runner, sicuramente Alisha Palmowski, Ella Lloyd e Nina Gademan, anche se molti parlano bene di Alba Hurup Larsen... del resto guida una monoposto con livrea Ferrari, quindi è senz'altro la best drivahhhh evahhhh. Nello specifico gareggia per MP Motorsport, così come Gademan in livrea Alpine. Con livrea non associata a nessuna squadra di Formula 1, invece, la terza vettura è guidata da Esmee Kostermann.
Lloyd è ancora in livrea McLaren, gareggia per Rodin e ha come compagne di squadra Ella Stevens, che fa sempre parte del junior team McLaren, e Emma Felbermayr in livrea Audi. Curiosità: sono abbastanza certa che, quando Ella Stevens era una bambina che correva sui kart, il suo account ufficiale mi seguisse e che per quella ragione io sia al corrente da anni della sua esistenza (ancora da prima che partecipasse anni fa alle selezioni per l'Academy Ferrari). Palmowski, invece, è in livrea Redbull con Campos, dove una delle sue compagne di squadra, Rafaela Ferreira, ha livrea Racing Bulls, mentre Megan Bruce ha una livrea non associata a squadre di Formula 1.
Prema schiera Matilda Paatz in livrea Aston Martin, Payton Westcott con i colori Mercedes e infine Natalia Granada, arrivata direttamente dai kart e annunciata soltanto pochi giorni fa. Anche ART ha due vetture con livree di Formula 1, Haas per Kaylee Countryman e Williams per Jade Jacquet, con line-up completata da Lisa Billard, che terrei d'occhio dato che non mi era sembrata male come wildcard l'anno scorso. Conclude lo schieramento Hitech, senza vetture con livree di Formula 1. Ha come line-up fissa Ava Dobson e Rachel Robertson, più una terza vettura per le wildcard.
Così come nella passata stagione, Shi Wei è la wildcard di Shanghai. Mi era rimasta impressa per performance altamente imbarazzanti e distacchi abissali, quest'anno è andata un po' meglio. Va bene, si è qualificata ultima dopo che la penultima aveva avuto un guasto e con un gap notevole, ma sembrava essere un po' più del mestiere rispetto alla passata stagione.
Palmowski, Larsen, Felbermayr, Westcott, Ferreira, Billard, Granada e Gademan sono state le prime otto, quindi Gademan era la polewoman(?) della gara sprint del sabato mattina. Seguivano Dobson, Lloyd, Stevens, Robertson, Jacquet, Bruce, Kostermann, Paatz, Countryman e Shi.
Anche nella sprint, tutto sommato, Shi mi è sembrata migliorata. Anziché sprofondare immediatamente a gap esagerati dalla penultima, si è messa addirittura a duellare con un'altra vettura. Il duello è terminato con un contatto nel quale Paatz ha danneggiato la vettura ed è stata costretta a un pitstop. Shi sembra non avere avuto conseguenze ed è rimasta in fondo al gruppo, dove per "in fondo al gruppo" si intende a poca distanza da chi la precedeva.
Davanti, nel frattempo, Gademan era in testa davanti a una sorprendente Granada, con Ferreira, Felbermeyr, un duello tra Larsen e Palmowski... ma non sapevamo ancora a quale dramma la gara stava per andare incontro. Come ben sapete esiste il concetto di Garahhhh Falsatahhhh. Di default, sarebbero falsate tutte le gare che non vengono vinte dalla Ferrari, ma noi non siamo così disfattisti e ci accontentiamo. Anche le gare in cui non succedono particolari disgrazie alle Ferrari possono essere dispensate da questo tragico status.
Guess what? Larsen ha tamponato lievemente Felbermayr, ma questo è stato sufficiente affinché la sua ala anteriore iniziasse a penzolare e lo facesse... per pochi istanti, si è staccata immediatamente. Larsen ha perso una posizione o due, mentre è entrata la safety car perché c'era un detrito bello grosso in pista. Paatz è tornata quindi nuovamente in coda a Shi.
Al restart, Larsen che non si era fermata ha perso ulteriori posizioni ed è stata costretta al rientro, per poi tornare in pista a debita distanza da tutto e da tutti. Paatz è finalmente uscita vincente da un duello con Shi e ha rimontato fino alla decima piazza. Shi è arrivata penultima, non troppo lontana dalla terzultima, il tutto mentre Gademan andava a conquistare la vittoria con Gademan e Felbermayr a completare il podio. Ferreira è scivolata al quarto posto seguita da Palmowski, Westcott, Lloyd e Billard in zona punti - solo le prime otto per la sprint. Seguivano Dobson, Robertson, Stevens, Bruce, Jacquet, Paatz, Kosterman, Countryman e le già citate Wei e Larsen.
Nella gara della domenica - disputata in piena notte italiana - Larsen ha strappato la leadership a Palmowski, superata anche da Felbermayr. Mentre Alba è riuscita a distanziarle quel tanto che bastava per avere una leadership relativamente stabile, le altre due avevano Westcott attaccata agli scarichi.
Granada, nel frattempo, si è toccata con Ferreira e ha rotto l'ala anteriore. Era vicina ai box ed è rientrata subito, senza spargere pezzi ed evitando bandiere gialle... ma non sono state evitate, né è stata evitata la safety car, quando Jacquet ha tamponato Kostermann, con il ritiro di entrambe.
Le sedici vetture superstiti si sono allineate dietro la vettura di sicurezza e, una volta giunto il restart, non restava altro che attendere che Larsen distanziasse le avversarie...
Larsen, però, è andata a finire nella sabbia con la vettura rossa, lasciando strada a Felbermayr e, a dire il vero, a una buona metà delle colleghe presenti, ritrovandosi in bassa top-ten. Felbermayr avrebbe quindi vinto la garahhhh falsatahhhh in questione, con Palmowski e Westcott a completare il podio, con a seguire in zona punti - estesa alle prime dieci nella feature - Gademan, Lloyd, Ferreira, Billard, Larsen, Bruce e Dobson.
Paatz, Stevens, Countrymann e Granada hanno completato l'ordine d'arrivo, in quanto a gara inoltrata Robertson ha travolto Shi costringendola al ritiro in una via di fuga, per poi rientrare ai box ed essere costretta all'abbandono a propria volta.
Devo dire che mi è dispiaciuto parecchio per Shi, la quale stava pur sempre dimostrando una certa rispettabilità, al confronto con la passata stagione. All'inizio, fintanto che era l'ultima del gruppo - Granada dopo la sosta era molto lontana - era incollata agli scarichi della penultima, mentre dopo il restart reggeva comunque il passo di chi stava nelle retrovie ed era al momento anche in lotta con Robertson e Countryman(?).
La Formula Academy sarebbe dovuta tornare il mese prossimo a Jeddah, ma proprio nella serata italiana di sabato è stato annunciato che il GP dell'Arabia Saudita, così come quello antecedente del Bahrain, sono stati cancellati in seguito alla guerra in Medio Oriente.
Il prossimo appuntamento sarà quindi quello del Canada, che sarà nel "memorial weekend".
Lloyd è ancora in livrea McLaren, gareggia per Rodin e ha come compagne di squadra Ella Stevens, che fa sempre parte del junior team McLaren, e Emma Felbermayr in livrea Audi. Curiosità: sono abbastanza certa che, quando Ella Stevens era una bambina che correva sui kart, il suo account ufficiale mi seguisse e che per quella ragione io sia al corrente da anni della sua esistenza (ancora da prima che partecipasse anni fa alle selezioni per l'Academy Ferrari). Palmowski, invece, è in livrea Redbull con Campos, dove una delle sue compagne di squadra, Rafaela Ferreira, ha livrea Racing Bulls, mentre Megan Bruce ha una livrea non associata a squadre di Formula 1.
Prema schiera Matilda Paatz in livrea Aston Martin, Payton Westcott con i colori Mercedes e infine Natalia Granada, arrivata direttamente dai kart e annunciata soltanto pochi giorni fa. Anche ART ha due vetture con livree di Formula 1, Haas per Kaylee Countryman e Williams per Jade Jacquet, con line-up completata da Lisa Billard, che terrei d'occhio dato che non mi era sembrata male come wildcard l'anno scorso. Conclude lo schieramento Hitech, senza vetture con livree di Formula 1. Ha come line-up fissa Ava Dobson e Rachel Robertson, più una terza vettura per le wildcard.
Così come nella passata stagione, Shi Wei è la wildcard di Shanghai. Mi era rimasta impressa per performance altamente imbarazzanti e distacchi abissali, quest'anno è andata un po' meglio. Va bene, si è qualificata ultima dopo che la penultima aveva avuto un guasto e con un gap notevole, ma sembrava essere un po' più del mestiere rispetto alla passata stagione.
Palmowski, Larsen, Felbermayr, Westcott, Ferreira, Billard, Granada e Gademan sono state le prime otto, quindi Gademan era la polewoman(?) della gara sprint del sabato mattina. Seguivano Dobson, Lloyd, Stevens, Robertson, Jacquet, Bruce, Kostermann, Paatz, Countryman e Shi.
Anche nella sprint, tutto sommato, Shi mi è sembrata migliorata. Anziché sprofondare immediatamente a gap esagerati dalla penultima, si è messa addirittura a duellare con un'altra vettura. Il duello è terminato con un contatto nel quale Paatz ha danneggiato la vettura ed è stata costretta a un pitstop. Shi sembra non avere avuto conseguenze ed è rimasta in fondo al gruppo, dove per "in fondo al gruppo" si intende a poca distanza da chi la precedeva.
Davanti, nel frattempo, Gademan era in testa davanti a una sorprendente Granada, con Ferreira, Felbermeyr, un duello tra Larsen e Palmowski... ma non sapevamo ancora a quale dramma la gara stava per andare incontro. Come ben sapete esiste il concetto di Garahhhh Falsatahhhh. Di default, sarebbero falsate tutte le gare che non vengono vinte dalla Ferrari, ma noi non siamo così disfattisti e ci accontentiamo. Anche le gare in cui non succedono particolari disgrazie alle Ferrari possono essere dispensate da questo tragico status.
Guess what? Larsen ha tamponato lievemente Felbermayr, ma questo è stato sufficiente affinché la sua ala anteriore iniziasse a penzolare e lo facesse... per pochi istanti, si è staccata immediatamente. Larsen ha perso una posizione o due, mentre è entrata la safety car perché c'era un detrito bello grosso in pista. Paatz è tornata quindi nuovamente in coda a Shi.
Al restart, Larsen che non si era fermata ha perso ulteriori posizioni ed è stata costretta al rientro, per poi tornare in pista a debita distanza da tutto e da tutti. Paatz è finalmente uscita vincente da un duello con Shi e ha rimontato fino alla decima piazza. Shi è arrivata penultima, non troppo lontana dalla terzultima, il tutto mentre Gademan andava a conquistare la vittoria con Gademan e Felbermayr a completare il podio. Ferreira è scivolata al quarto posto seguita da Palmowski, Westcott, Lloyd e Billard in zona punti - solo le prime otto per la sprint. Seguivano Dobson, Robertson, Stevens, Bruce, Jacquet, Paatz, Kosterman, Countryman e le già citate Wei e Larsen.
Nella gara della domenica - disputata in piena notte italiana - Larsen ha strappato la leadership a Palmowski, superata anche da Felbermayr. Mentre Alba è riuscita a distanziarle quel tanto che bastava per avere una leadership relativamente stabile, le altre due avevano Westcott attaccata agli scarichi.
Granada, nel frattempo, si è toccata con Ferreira e ha rotto l'ala anteriore. Era vicina ai box ed è rientrata subito, senza spargere pezzi ed evitando bandiere gialle... ma non sono state evitate, né è stata evitata la safety car, quando Jacquet ha tamponato Kostermann, con il ritiro di entrambe.
Le sedici vetture superstiti si sono allineate dietro la vettura di sicurezza e, una volta giunto il restart, non restava altro che attendere che Larsen distanziasse le avversarie...
Larsen, però, è andata a finire nella sabbia con la vettura rossa, lasciando strada a Felbermayr e, a dire il vero, a una buona metà delle colleghe presenti, ritrovandosi in bassa top-ten. Felbermayr avrebbe quindi vinto la garahhhh falsatahhhh in questione, con Palmowski e Westcott a completare il podio, con a seguire in zona punti - estesa alle prime dieci nella feature - Gademan, Lloyd, Ferreira, Billard, Larsen, Bruce e Dobson.
Paatz, Stevens, Countrymann e Granada hanno completato l'ordine d'arrivo, in quanto a gara inoltrata Robertson ha travolto Shi costringendola al ritiro in una via di fuga, per poi rientrare ai box ed essere costretta all'abbandono a propria volta.
Devo dire che mi è dispiaciuto parecchio per Shi, la quale stava pur sempre dimostrando una certa rispettabilità, al confronto con la passata stagione. All'inizio, fintanto che era l'ultima del gruppo - Granada dopo la sosta era molto lontana - era incollata agli scarichi della penultima, mentre dopo il restart reggeva comunque il passo di chi stava nelle retrovie ed era al momento anche in lotta con Robertson e Countryman(?).
La Formula Academy sarebbe dovuta tornare il mese prossimo a Jeddah, ma proprio nella serata italiana di sabato è stato annunciato che il GP dell'Arabia Saudita, così come quello antecedente del Bahrain, sono stati cancellati in seguito alla guerra in Medio Oriente.
Il prossimo appuntamento sarà quindi quello del Canada, che sarà nel "memorial weekend".
sabato 14 marzo 2026
19.03.2006: GP Malesia, l'ultima vittoria per Fisichella (e l'ultima doppietta Renault)
Il 19 Marzo 2006 si svolgeva il secondo evento del mondiale, il Gran Premio della Malesia sul circuito di Sepang, una pista che pare essere molto apprezzata, dato che viene spesso menzionata come risposta ai sondaggi su quali tracciati si vorrebbero rivedere nel campionato di Formula 1. Quel giorno Giancarlo Fisichella scattava dalla pole position a bordo della Renault, squadra con realistiche probabilità di vittoria visto che sette giorni prima Fernando Alonso aveva chiuso davanti a tutto il GP del Bahrain.
Non potevamo saperlo, ma quel giorno avremmo avuto quello che finora è l'ultimo gran premio vinto da un pilota italiano nella storia della Formula 1. Scrivo queste parole cinque giorni prima del ventennale di questo momento: è il 14 Marzo 2026, giorno delle qualifiche del GP della Cina, e chissà, magari il momento in cui Fisichella smetterà di essere l'ultimo italiano vincitore di un gran premio è vicino... per ora accontentiamoci di sapere che domani mattina Kimi Antonelli partirà dalla pole position.
Fisichella ha mantenuto la testa della gara, cosa che mi auguro che possa fare domani Antonelli, ma non sono molto fiduciosa dato che si è piantato al via sia una settimana fa in Australia sia stanotte nella sprint, seguito dalla Honda di Jenson Button, con il compagno di squadra Alonso terzo.
George Russell ha conquistato la seconda piazza sulla griglia, quindi Antonelli non avrà la fortuna di avere un terzo incomodo tra sé e un agguerrito compagno di squadra. Alonso era partito settimo, ha approfittato di duelli vari davanti a lui, tipo quello tra le Williams: Rosberg e Webber partivano 3/4 e si sono messi a battagliare. L'ha spuntata Mark, che si è ritrovato quarto, mentre Nico è scivolato sesto dietro alla McLaren di Juan Pablo Montoya. Sull'altra McLaren, l'omonimo di Antonelli è stato speronato da Christian Klien: gara finita subito contro le barriere per Raikkonen.
Non sarebbe stato l'ultimo ritirato: fuori quasi subito per un guasto al motore quel povero disgraziato di Rosberg che aveva conquistato la seconda fila al suo secondo gran premio, poi anche David Coulthard sulla Redbull per un guasto. Entro la prima metà di gara si sarebbero ritirati anche i rispettivi compagni di squadra Webber e Klien.
La gara si è svolta con una strategia a due pitstop per i piloti di testa, con Fisichella/ Button/ Alonso nelle stesse posizioni anche dopo il primo di questi. Dopo la seconda sosta, invece, Alonso ha superato Button per undercut, ma Fisichella ha continuato ad andare avanti like a boss, perché è sempre meglio tutelarsi quando si ha un compagno di squadra ingombrante.
La Renault ha fatto l'ultima doppietta della sua storia, mentre Button si è accontentato del gradino più basso del podio, un risultato comunque ottimo al confronto con il compagno di squadra Rubens Barrichello, partito dalle retrovie per una penalità legata al cambio di motore e in corso d'opera si è anche procacciato uno stop and go per eccesso di velocità nella pitlane.
Montoya ha chiuso in quarta piazza, mentre a gara inoltrata si è alzata una fumata bianca da una BMW Sauber che si trovava in quinta posizione. Si trattava di Nick Heidfeld, che si aggiungeva a una fitta schiera di ritirati, dato che dopo quelli menzionati erano uscite di scena la Super Aguri di Yuji Ide e la Toro Rosso di Scott Speed per problemi tecnici.
Vedendo l'extended highlight mi si è sbloccato un ricordo... o almeno, quello che credo possa essere un ricordo e non qualcosa che mi sono completamente immaginata. A dire il vero mi ero totalmente dimenticata di come fossero andate le cose, dato che non rivedevo questo gran premio/ un highlight dello stesso fin dagli albori di questo blog quando avevo fatto riassunti schematici di tutti i gran premi del 2006, quindi quando dopo il ritiro di Heidfeld ho visto che c'era Schumacher negli scarichi di Massa per la quinta piazza mi sono detta: ciao Felipe, è stato bello crederci.
Facciamo un passo indietro: Michael era partito quattordicesimo, mentre il suo compare nelle retrovie assolute dato che aveva rotto il motore in qualifica. Avevamo visto Schumacher lottare con Villeneuve - vi anticipo che Jacques ha chiuso settimo - ed essenzialmente pare che i due ferraristi fossero su diversa strategia, fatto sta che il bambino si è ritrovato quinto davanti a Schumacher.
Era lecito aspettarsi un ordine di scuderia, che pare non essere mai arrivato, nonostante a un certo punto sia stato inquadrato Jean Todt che sembrava sul punto di aprirsi alla radio. Il mio potenziale ricordo è che ci sia stata, dopo la gara, una reazione abbastanza netta, qualcosa tipo: ma in che senso a Massa viene permesso di tagliare il traguardo davanti a Schumacher, Barrichello could never.
A proposito di Rubinho, nonostante la gara travagliata ha conquistato una decima piazza, che per i tempi non comporta tuttavia punti, alle spalle delle Toyota di Jarno Trulli e Ralf Schumacher. Dietro di lui si è classificato Vitantonio Liuzzi con la Toro Rosso superstite, mentre più indietro c'erano le Midland di Christijan Albers e Tiago Monteiro
Si è classificato ultimo Takuma Sato, con una Super Aguri ancora in netta difficoltà. Anche stavolta, il "Piccolo Samurai" è comunque riuscito a qualificarsi dignitosamente entro il 107% che se fosse stato in vigore nel 2006 avrebbe visto Ide essere mandato a casa già al sabato. Non che essere mandato a casa al sabato fosse necessariamente un male per Yuji, dato che gli avrebbe impedito di fare disastri, ma per onore di cronaca sembra essere stato tranquillo senza fare danni finché il motore non l'ha salutato. Vorrei ricordare che gli era stata concessa la Superlicenza in deroga, quindi se avesse fatto danni avrebbe potuto essergli revocata da un momento all'altro, ma per il momento se la stava cavando. Non benissimo, ma quantomeno aveva ancora la possibilità di conservare un sedile sotto al fondoschiena.
EDIT - 15/03: Fisichella non è più l'ultimo pilota italiano ad avere vinto un gran premio, dopo diciannove anni e 361 giorni da quel giorno in Malesia, Antonelli ha conquistato la vittoria al GP della Cina.
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