Resti spiazzata ma per qualche verso lo accetti, perché così va la vita. Però non sei preparata, e non lo sarai mai, a sentire di un pilota in attività che muore all'improvviso PER CAUSE NATURALI. Qualcosa, dentro di te, ti dice che 41 anni sono troppo pochi per morire di cause naturali.
Sono passati anni da quando seguivo la NASCAR. Di Kyle Busch ricordo la livrea M&M. Mi affascinava il fatto che sia lui sia il fratello Kurt gareggiassero ad alti livelli nella stessa categoria, perché le coppie di fratelli front runner scarseggiano drammaticamente.
Ieri sera ho letto il comunicato che annunciava il suo forfait dalla Coca Cola 600 per "serious illness" e il conseguente ricovero in ospedale. Può succedere, mi sono detta. Non immaginavo certo che avesse qualcosa di così grave da vedere quell'altro comunicato.
Doveva essere all'incirca mezzanotte, sono entrata su Facebook con l'intenzione di dare un'ultima occhiata ai social prima di andare a letto. Quando ho letto un post che commemorava Kyle Busch ho pensato "questo è un coglione che scrive post fasulli di pessimo gusto". Poi mi sono accorta che non un troll, ma il profilo ufficiale di un'altra categoria motoristica.
Sono senza parole.

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Milly Sunshine