venerdì 1 maggio 2026

GP San Marino 1983: i fischi contro Patrese e la vittoria di Tambay

Con la data del primo maggio inevitabilmente legata alla morte di Ayrton Senna, capita di frequente che gli altri anniversari risalenti allo stesso giorno passino in sordina. In quella stessa data sono stati disputati in totale cinque eventi della storia della Formula 1, a cominciare dal GP di Spagna 1972 e a finire con il GP della Russia 2016, nel quale Daniil Kvyat distrusse la propria carriera nella massima categoria.
Quella del 1994 era la terza edizione del GP di San Marino a svolgersi nel weekend del primo maggio, una delle quali peraltro vinta dallo stesso Senna nel 1988. La prima volta che a Imola si era gareggiato in quella data è stata nel 1983, evento che avevo raccontato in maniera frettolosa in passato, al quale ho deciso di dedicare questo post: si tratta di quel celebre GP di San Marino durante il quale quel povero disgraziato di Riccardo Patrese ha avuto la pessima idea di prendere la leadership a discapito di una Ferrari, con esplosioni di gioia da parte del pubblico nel momento in cui è andato a sbattere spianando la strada a Patrick Tambay, idolohhhh dei ferraristihhhh che pare essere stato dimenticato in fretta e furia, perché ditemi voi quanta gente va in giro a proclamarsi fan di Tambay al giorno d'oggi, da questo punto di vista vedo il vuoto totale.

Ho visto la gara con telecronaca italiana, trovata su Youtube. In un'Imola piena di sponsor rustici, da povery (tipo Fiat Panda, Fiat Ritmo, Fiat Uno scritti a caratteri cubitali), sono "ventisei partenti", perché all'epoca solo in ventisei andavano in griglia. Non c'è andato Piercarlo Ghinzani sull'Osella e nemmeno Eliseo Salazar sulla RAM. La Brabham di Nelson Piquet ha reagito ammutolendosi sulla griglia di partenza, mentre René Arnoux che partiva dalla pole ha mantenuto la posizione e Tambay che era terzo è risalito secondo. Allarme rosso, c'erano le Ferrari 1/2, che di solito è fonte di disgrazie imminenti.
In questo caso è andata bene, anche se Patrese era verosimilmente più leggero e nei giri successivi ha superato prima l'uno e poi l'altro. La Renault di Alain Prost era in terza piazza, mentre la macchina gemella di Eddie Cheever è finita in una nuvola di fumo dopo una manciata di curve.
Quando di lì a qualche minuto è stata inquadrata una vettura con il numero 33 incidentata è stato un momento mistico, non per quel poveretto che si era ritirato, ma per avere riconosciuto la Theodore e averla associata a Roberto Guerrero prima ancora che fosse citato per nome. Anche l'altra Theodore, quella di Johnny Cecotto, l'abbiamo vista ritirata più avanti in una via di fuga, mentre già avevamo visto ritirati - incidentati? - sia Michele Alboreto sia Niki Lauda nello stesso tratto di pista, a breve distanza l'uno dall'altro. Né per il pilota della Tyrrell né per quello della McLaren abbiamo scoperto che cosa fosse accaduto esattamente ma who kers, sono gli anni '80!

Sono gli anni '80 quindi non è ben chiaro se una macchina che faticava a partire possa essere spinta dai commissari per fare sì che si levi di torno. È quello che è successo a Piquet alla partenza, risalito fino alla bassa top-ten in corso d'opera. Non è ben chiaro se sulla sua testa penda una bandiera nera, ma scopriamo di no. La Brabham sembrava essere tra le scatole, quindi si era optato per il male minore, dargli una spintarella. Comunque sia, a due terzi di gara si sarebbe ritirato ai box per un guasto, il tutto mentre invece Patrese lottava per le posizioni che contavano.
A Riccardo, però, ci arriverei tra un po', così come ai ferraristi, perché le loro vicissitudini in effetti sono parte rilevante della gara, ma non ci sono solo loro, ci sono anche le Toleman sponsorizzate Candy, perché in questo momento storico è la Toleman ad avere questo marchio sulle fiancate e non più la Tyrrell.
Sulla Toleman abbiamo Bruno Giacomelli, che si ritira senza essere troppo attention seeker, ma soprattutto Derek Warwick, che si schianta contro una barriera di gomme, ci finisce sopra e parcheggia lì, dove la macchina rimarrà abbandonata... ma mai dubitare delle doti della Tyrrell: Danny Sullivan, infatti, si va a schiantare esattamente sulla Toleman incidentata di Warwick, questa è poesia finissima!

Qui abbiamo la macchina di Warwick:

E qui abbiamo anche Sullivan in livrea verde:

Abbiamo perso altra gente per strada, tra cui Corrado Fabi per incidente con l'Osella e Jean-Pierre Jarier sulla Ligier per un guasto. Abbiamo visto fermarsi Elio De Angelis con la Lotus e anche Andrea De Cesaris con l'Alfa Romeo. Sia Giacomelli sia De Cesaris sono andati, in momenti diversi, in cabina di commento da Poltronieri.

Arrivati a questo punto, torniamo davanti, perché nella storyline parallela siamo già a gara inoltrata, mentre per le posizioni di vertice ci siano lasciati con Patrese/ Arnoux/ Tambay/ Prost. Il nostro numero 28 preferito ha perso in tempi abbastanza brevi la terza piazza, quando ha anticipato la sosta. Siamo nel 1983, infatti, i rifornimenti di benzina sono la prassi, non sono più riservati ai soli piloti della Brabham che prima di arrivare al momento della sosta rompono il motore (o vengono speronati da doppiati turbolenti) come succedeva l'anno precedente.
Arnoux si ferma, Patrese prosegue, Tambay prosegue. Poi si fermerà anche Patrese e Tambay proseguirà. Infine si fermerà anche Tambay. L'estrema sintesi è che Arnoux subisce overcut e si ritrova terzo, mentre anche Patrese viene overcuttato da Tambay, che si prende quindi la testa della gara. Siamo tornati ad avere una Ferrari in testa e Poltronieri che ripeteva ancora più di prima che la Rossa stava superando le aspettative e chissà, magari poteva essere la stagione buona per il mondiale. Che poi, a pensarci bene, l'ultimo titolo piloti risaliva al 1979, non è che stessimo parlando di vent'anni prima... ma niente paura, un giorno o l'altro anche Poltronieri avrebbe scoperto che la Ferrari poteva stare tranquillamente 20+ anni senza vincere il mondiale.
Il nostro 27 preferito sembrava essere il preferito di Poltronieri. Di solito liquidava i ferraristi mettendosi a parlare dell'Alfa Romeo, con Tambay no. Ce lo presenta di fatto come un gentleman riservato e di classe e in effetti devo dire che è proprio l'aria che aveva.

Prost era ancora quarto, mentre dietro erano praticamente tutti doppiati o sul punto di esserlo. Tambay, nel frattempo, doveva vedersela con degli skarsonihhhh che lo rallentavano in fase di doppiaggio, il tutto mentre Patrese si avvicinava like a boss. Lo skarsonehhhh in questione ha affermato: "Guarda che io non sono uno qualsiasi, sono il campione del mondo in carica."
La voce fuori campo l'ha guardato storto e gli ha detto: "Scusami Keke, ma il tuo titolo è stato il meno meritato della storia presente e futura, avrebbero dovuto conquistarlo ex-equo tutti gli altri trenta piloti, in primis Mauro Baldi che in questo momento si trova sull'Alfa Romeo a ridosso della zona punti."
Rosberg ha ignorato la voce fuori campo, mentre John Watson era stabilmente sesto sulla McLaren, quindi per Baldi tutte queste possibilità di arrivare a punti pare che non ci fossero, a meno che qualcuno non si fosse ritirato. Who kers di chi potrebbe ritirarsi, Patrese sta arrivando negli scarichi di Tambay e non dobbiamo dimenticarci che Poltronieri aveva affermato in precedenza che i tifosi si dividevano tra chi sosteneva la macchina italiana e chi il pilota italiano. Ma sarà davvero così? Non è che se Patrese supera Tambay e poi neanche il tempo di completare il giro e va a sbattere da solo, il pubblico inizia a esultare come se non ci fosse un domani?
Guess what, è esattamente quello che è successo.


Con il ritiro di Patrese, le Ferrari erano 1/2, allarme rosso, urge fare qualcosa per mandare in vacca la doppietta, perché va bene, una vittoria la si può anche tollerare, ma non si può assolutamente fare 1/2, va contro le leggi non scritte della Scuderia. Per fortuna Arnoux si è sacrificato per la causa, andando a insabbiarsi. No, non insabbiarsi, quel concetto include il rimanere fermo impantanato, René invece ha fatto un lungo tour dell'erba circostante ed è tornato in pista doppiato.


Visto il numero pressoché inesistente di vetture a pieni giri, era ancora terzo alle spalle di Prost. Per fortuna sua era il 1983 e non gli anni 2020, quindi nessuno ha chiesto la sua testa. In tutto ciò, Baldi era finalmente entrato in zona punti, a tipo un giro dalla fine il suo motore è esploso in una nuvola di fumo. A quel punto il tifoso medio avrebbe potuto dirsi: "questa gara è stata ormai omologata, manca solo come ciliegina sulla torta uno svarione di Mansell." Ecco però una sagoma nera che finiva in testacoda, grazie Nigel, anche tu ti sei sacrificato per la causa!
Tambay/ Prost/ Arnoux, questo il podio, Rosberg quarto, Watson quinto, l'ultimo punto a Marc Surer sulla Arrows. Seguiva Jacques Laffite sulla Williams numero 2 e sorry not sorry, Laffite sulla Williams anziché sulla Ligier sembra qualcosa di profondamente sbagliato. A proposito di Ligier, nono è arrivato Raoul Boesel, che seguiva la Arrows di Chico Serra, che sono sicura avesse fatto un testacoda in precedenza, ma è giunto al settimo posto. Baldi è stato classificato decimo, davanti alla ATS di Manfred Winkelhock, mentre Mansell risulta dodicesimo e ultimo.

Detto così, sembra un finale tranquillo, ma la realtà dei fatti è che il pubblico si è riversato in pista come se non ci fosse un domani nel momento stesso in cui Tambay ha tagliato il traguardo. Oserei dire che non mi sembra una decisione molto saggia, visto che tutti gli altri dovevano ancora completare la gara, ma il peggio doveva ancora venire, probabilmente Tambay si è pentito subito di avere vinto. La vettura, infatti, l'ha lasciato a piedi nel giro d'onore, il che non sarebbe stato neanche troppo grave, se non ci fosse stata lì presente una mandria imbizzarrita di tifosi pronti a gettarsi su di lui, come se fosse il trofeo lanciato da Prost al pubblico di Monza nel 1989.
E niente, alla fine sono dovute intervenire le forze dell'ordine affinché il povero Patrick potesse liberarsi dalla gente che lo accerchiava e dirigersi verso il podio, probabilmente promettendo a se stesso che non avrebbe mai più vinto un gran premio in nome della propria incolumità. Anche i ferraristi delle epoche seguenti devono avere preso nota, perché la successiva vittoria di un pilota Ferrari al GP di San Marino è arrivata nel 1999 (il 2 maggio, anniversario domani).
Così è terminato il GP di San Marino del 1983, di cui segnalo Stirling Moss ospite in studio(?) sulla Rai, che ogni tanto veniva intervistato sull'andamento della gara e aveva ipotizzato in tempi non sospetti una potenziale vittoria di Tambay.


Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per essere arrivato/a fino in fondo. Se vuoi, fammi cosa ne pensi con un commento. :-) Puoi farlo anche in maniera anonima.

Se sei capitato/a qui per caso ti invito a visitare il mio blog, in particolare le etichette "Commenti ai GP" e "F1 vintage".

Se invece mi leggi abitualmente e sei arrivato/a qui di proposito, ti ringrazio per l'apprezzamento e spero continuerai a leggermi.

Buon proseguimento di giornata (o a seconda dell'orario, di serata, o buona notte). <3

Milly Sunshine