Visualizzazione post con etichetta GP Austria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GP Austria. Mostra tutti i post

domenica 6 luglio 2025

Formula 2 2025: Redbullring e Silverstone

Nei weekend dei gran premi di Austria e Gran Bretagna, nell'ultimo fine settimana di giugno e nel primo di luglio, è tornata la Formula 2 come evento di contorno della Formula 1.

Al Redbullring l'italiano Leonardo Fornaroli (Invicta) ha conquistato la pole position, precedendo Victor Martins (AIX), Richard Verschoor (MP Motorsport), Gabriele Minì (Prema), Amaury Cordeel (Rodin), Roman Stanek (Invicta), Alex Dunne (Rodin), Joshua Durksen (AIX), Pepe Martí (Campos), e John Bennett (Van Amersfoort) a completare la zona reverse grid.
Bennett è partito dalla pole nella gara di sabato, (con ventuno vetture al via causa DNS di Jak Crawford/ DAMS), ma è stato immediatamente superato da Durksen che ha preso la testa della gara, che è iniziata nella massima tranquillità durata all'incirca due o tre minuti, perché nel corso del secondo giro abbiamo avuto una bandiera rossa, dopo un botto agghiacciante, protagonisti Sami Meguetounif (Trident), Arvin Lindblad (Campos) e Luke Browning (Hitech).
Meguetounif ha tentato l'attacco su Lindblad, che a sua volta era in lotta con Browning, ma dopo un contatto ha spiccato il volo, si è ribaltato, la sua macchina ha centrato dall'alto quella di Browning, con contatto rollbar contro rollbar, per poi atterrare ribaltata.


Quando la gara è ripartita, abbiamo avuto subito una safety car dovuta alla vettura di Dino Beganovic (Hitech), ferma dopo un incidente. Durksen nel frattempo era ancora in testa davanti a Martí, che tuttavia oltre metà gara si è appropriato della leadership. Seguivano Stanek e Cordeel, ma quest'ultimo aveva in serbo per noi un colpo di scena: all'ultimo giro è finito in testacoda a random innescando un tamponamento a catena con Minì, Fornaroli e Bennett, che ha provocato il ritiro di tutti e quattro.
Martí ha conquistato la vittoria davanti a Durksen, Stanek, mentre seguivano Verschoor, Sebastian Montoya (Prema), Alex Dunne (Rodin), Martins e Ritomo Miyata (ART) a completare la zona punti, estesa ai soli primi otto. Seguivano Rafael Villagomez (Van Amersfoort), Max Esterson (Trident), Oliver Goethe (MP Motorsport) Cian Shields (AIX), mentre Kush Maini (DAMS) che era doppiato è stato classificato dietro agli ultimi ritirati.

Nella gara della domenica, trasmessa in diretta sulla TV dei povery, Fornaroli è uscito vincente da un duello al via con Verschoor, dietro di loro si è accodato Martins, mentre poco dopo abbiamo assistito al ritiro di Minì con il motore in fumo, destino simile a quello che sarebbe toccato più tardi a Cordeel. Nel frattempo, poco dopo un contatto con Bennett ha fatto precipitare Montoya nelle retrovie.
Martins ha undercuttato Verschoor che ha undercuttato Fornaroli, che abbiamo trovato a duellare prima con Martí e poi Dunne.
Quest'ultimo nella parte centrale della gara era il più veloce in pista, ed è andato a superare Martins per poi lanciarsi all'inseguimento di Verschoor, leader virtuale in attesa che Montoya e Maini andassero ai box. Con le posizioni di Verschoor e Dunne ormai consolidate (avrebbero finito 1/2), si è acceso il duello per il terzo posto, tra Martins, Fornaroli e Martí. Inizialmente vicino al sorpasso su Martins, Fornaroli si è visto superare da Martí, per poi approfittare di un contatto Martí vs Martins per risalire terzo. Quarto al traguardo, Martí ha avuto una penalità per quanto accaduto, scivolando più indietro.
Martins ha trascorso la parte conclusiva della gara duellando con Browning, Crawford e chiunque gli capitasse a tiro. Montoya dopo la sosta ne ha approfittato per superare tutto il gruppo eccetto Crawford. Hanno chiuso quindi tra la quarta e la decima posizione Crawford, Montoya, Browning, Martins, Stanek e Beganovic, ma successivamente Dunne è stato squalificato per irregolarità tecniche. Di conseguenza Fornaroli e Crawford risultano 2/3 e tutti i piloti sopracitati hanno migliorato di una posizione, con Meguetounif risalito in zona punti.
Hanno completato l'ordine d'arrivo, Villagomez, Lindblad, Durksen, Bennett, Esterson e Maini, questi due protagonisti di un contatto dopo la sosta di Maini. Goethe si è invece ritirato all'ultimo giro per un incidente con Lindblad.

Silverstone // la pole position è andata a Martins, che ha preceduto Dunne, Crawford, Stanek, Montoya, Durksen, Verschoor, Beganovic, Maini e Fornaroli, con l'italiano che si è di conseguenza aggiudicato la pole position da reverse grid, mentre il connazionale Minì aveva invece il sedicesimo tempo, valevole per l'una e per l'altra gara.
Beganovic è dovuto partire dai box per la sprint di sabato. Maini ha strappato la leadership a Fornaroli al via, Leonardo tuttavia si è ripreso la posizione dopo un duello... alla Copse. XDXDXD Montoya nel frattempo si era accodato in terza piazza e si avvicinava a Maini.
Mentre avevamo un italiano in testa, Minì stava rimontando ed è rimasto in seguito coinvolto in un contatto con Dunne, il quale è stato costretto ad andare ai box su tre ruote ritrovandosi nelle retrovie e più tardi verso la fine della gara si è ritirato. Minì ha ricevuto invece una penalità.
Montoya in corso d'opera si è procacciato la seconda posizione, iniziando ad allungare su Maini, dietro al quale si è formato un trenino. Stanek è riuscito a passarlo, anche se con il dubbio che avesse messo le ruote fuori dalla pista nell'effettuare la manovra, ha tuttavia mantenuto il risultato, quindi a podio Fornaroli, Maini e Stanek.
All'ultimo giro un contatto tra Browning e Martins ha fatto sì che questo fosse passato da Verschoor, nella parte bassa della zona punti. Maini, Durksen, Crawford, Verschoor e Martins hanno completato la top-8 dopo, questi ultimi due risaliti dopo la penalità ricevuta da Browning, precipitato quindi dodicesimo dietro a Lindblad, Martí e Goethe. Seguivano Meguetounif, Minì penalizzato per il contatto con Dunne, dopodiché Bennett, Villagomez, Shields, Beganovic, Cordeel, Miyata, Esterson.

Nella feature della domenica la pista era umida e i piloti sono partiti sulle gomme da bagnato. Martins ha fatto una pessima partenza, venendo superato da Crawford e Dunne, ritrovandosi terzo davanti a Stanek. Fornaroli nel frattempo nella prima parte di gara è stato impegnato a duellare con Lindblad, il quale ha poi ricevuto un warning(?) per essere andato a zigzag.
Browning è risalito fino a ridosso della zona podio e ha anche superato Martins in corso d'opera mentre la pista andava via via asciugandosi, ma non abbastanza per le slick: Minì ci ha provato, ma è finito in testacoda e ha cozzato contro Goethe. In seguito è finito fuori pista con conseguente virtual safety car, divenuta poi safety car quando Stanek è rimasto fermo.
Browning era rientrato per il pitstop obbligatorio prima di questi fatti, Crawford e i piloti a seguire dopo. Le posizioni della top-5 al restart, a due giri dalla fine, erano Crawford, Dunne, Browning, Durksen e Martins. Un testacoda di Durksen rimasto poi piantato nel bel mezzo della pista ha fatto sì che la gara finisse in safety car, mentre Martins che aveva perso molte posizioni causa ala anteriore danneggiata, è rientrato ai box.
Crawford ha quindi vinto davanti a Dunne, Browning, Beganovic, Montoya, Fornaroli, Verschoor, Lindblad, Martí e Villagomez a completare la zona punti. Seguivano Goethe, Bennett, Esterson, Shields, Miyata, Maini, Cordeel e Meguetounif.
Verschoor 122, Crawford 116, Dunne 108, Fornaroli 104, Browning 98.


lunedì 30 giugno 2025

Formula 1 2025: #11 Commento al Gran Premio d'Austria

29.06.2025 // Lando Norris, Charles Leclerc, Oscar Piastri, Lewis Hamilton, George Russell, Liam Lawson, Max Verstappen, Gabriel Bortoleto, Kimi Antonelli, Pierre Gasly, Fernando Alonso, Alex Albon, Isack Hadjar, Franco Colapinto, Oliver Bearman, Lance Stroll, Esteban Ocon, Yuki Tsunoda, Carlos Sainz, Nico Hulkenberg: questo è l'ordine di partenza con cui i piloti si sono schierati sulla griglia, dopo che Tsunoda è uscito in Q1 e che Verstappen è incappato in una bandiera gialla generata da un'uscita di pista di Gasly verso la fine della Q3.
Alle 18.30 della domenica, quando in teoria doveva iniziare il gran premio sulla TV dei povery, c'era in realtà una clip in cui incidenti vari di Norris erano montati in un mash-up in cui facevano da contorno alle urla del Vanz. Ci sarebbe stato quindi da aspettare ulteriormente, almeno una decina di minuti.
Il Vanz si è fatto perdonare dedicandosi all'arte gufatoria: ha menzionato il fatto che l'ultima pole position della Williams di Felipe Massa sia arrivata proprio al Redbullring e un minuto contato più tardi la Williams di Sainz si è ammutolita sulla griglia. Quando si è avviata i piloti di testa avevano ormai completato il formation lap. C'è stato quindi un aborted start. Nel frattempo Sainz è andato in pitlane con la vettura che emanava fiamme. Partenza rimandata alle 15.15, secondo giro di formazione intorno alle 18.55 sulla TV dei povery e un giro sottratto da quelli di gara, perché qui non siamo in "F1 the movie" e percorrere un giro in più del previsto può comportare l'esaurimento del carburante.

Norris ha mantenuto la posizione, Leclerc ha cercato di affiancarlo, Piastri ha superato Leclerc e ha tentato di affiancare Norris. Russell nel frattempo duellava con Hamilton, ma il momento più altisonante è stato quando Antonelli ha festeggiato il proprio diploma di perito economico specializzato in relazioni internazionali per il marketing con un bloccaggio e ha centrato Verstappen: doppio ritiro, safety car, nonché Norris, Piastri, Leclerc, Hamilton, Russell, Gasly, Albon, Bortoleto, Lawson e Alonso nelle prime dieci posizioni.
Nel primo stint abbiamo visto un sorpasso di Albon su Gasly, prima dei loro pitstop anticipati e che Gasly sparisse in mezzo al nulla, un sorpasso di Piastri su Norris che si è subito ripreso la posizione, un altro duello tra i Norrisastri senza cambi di posizione, l'effetto nefasto dell'avere menzionato l'ultima pole della Williams che comportava anche il ritiro di Albon, che tecnicamente era già nel suo secondo stint, un lieve contatto Tsunoda vs Stroll, un bloccaggio di Piastri che ha rischiato di prendere un diploma di perito economico in compagnia di Norris prima della sosta di questo.
LN: "Che ca**o fai? Non lo sai che il nostro compito è falsare le gare?"
OP: "Di grazia, in che modo centrandoti in pieno avrei reso questa gara meno falsata?"
LN: "Con noi fuori, le Ferrari farebbero doppietta."
OP: "Cosa significa 'doppietta Ferrari'?"
LN: "Non te lo spiego perché ti bloccherebbe la crescita."
OP: "Perché fai questi discorsi? Non eri uno di noi bambini anche tu?"
LN: "Sì, ma adesso che ho la barba da capretta e che c'è sulla griglia gente nata che io andavo già alle elementari mi sembra esagerato continuare a bere il latte con il biberon."
Le posizioni dei primi cinque sono rimaste invariate dopo il primo pitstop, e quando Lawson e Alonso sono rientrati per la loro unica sosta sono risaliti 6/7 Bortoleto e Hulkenberg, mentre nel frattempo Tsunoda è stato superato da Colapinto, il che è già disastroso di suo, ma a peggiorare le cose ha cercato di riprendersi la posizione speronando Colapinto e facendogli fare un balletto, procacciandosi quindi una penalità.
Anche dopo il secondo giro di pitstop le posizioni dei primi cinque non sono cambiate, solo di poco il gap dei Norrisastri. Nel secondo stint era aumentato, nel terzo è andato progressivamente calando, a parte nei momenti problematici, tipo quando Colapinto ha deciso di ostacolare Piastri facendosi penalizzare. Nonostante la penalità, comunque, ha finito la gara davanti a Tsunoda... a quel punto all'unisono tutti i piloti classificati dalla prima alla quindicesima piazza immagino si siano affacciati al box della Redbull urlando: "Quihhhh a kasahhhh lorohhhh!!!11!!11!!"
Veniamo a Tsunoda, perché a proposito di quest'ultimo - dove quest'ultimo vale anche in senso letterale - lo si è visto inquadrato nel finale di gara dietro al duo Alonso/ Bortoleto che battagliava per la settima piazza. Però era sedicesimo, quindi significa che era stato doppiato perfino da una Sauber. Poi sono arrivati i Norrisastri, che l'hanno doppiato... quindi era sotto di due giri.
Il duello degli Alonseto è stato abbastanza turbolento, non per loro ma per i due piloti della McLaren che dovevano trovare un varco per doppiarli.
LN: "Levatevi subito di mezzo, che rischio di fare tardi al tè delle 17.00, se no vi infilo una serie di papaye su per il cu-..."
FA: "Taci, come ti viene in mente di pronunciare una frase simile davanti a un bambino innocente?"
LN: "Per il momento gli sono dietro, quindi il bambino innocente farebbe bene a levarsi di mezzo."
È esattamente quello che è successo, mentre anche Piastri si avvicinava molto timidamente.
OP: "Posso passare anch'io o avete in mente delle sorprese?"
I due non avevano sorprese in mente, non hanno arrecato danni di sorta e, dopo avere battuto Bortoleto, Alonso è andato a pomiciare con il suo protetto nel post-gara.


I Norrisastri sono andati sul podio in compagnia di Leclerc, mentre chef Jerôme D'Ambrosio rispondeva ai microfoni Sky in assenza di Fred Vasseur assente per problemi familiari.
Voce fuori campo: "Torna in cucinahhhh!!!!11!!11!!"
Durante la premiazione ha fatto la sua comparsa Bernie Eccle$tone, che ha consegnato la medaglia a Norris. Gli elfi esistono, ma non cielo dikonohhhh!
Quello che esiste e ce lo dikonohhhh anche troppo è la curva - urlato - COPSEHHHH!!!11!!!1!! che sentiremo menzionare millemila volte la prossima settimana.

RISULTATO: 1. Norris/ McLaren, 2. Piastri/ McLaren, 3. Leclerc/ Ferrari, 4. Hamilton/ Ferrari, 5. Russell/ Mercedes, 6. Lawson/ Racing Bulls, 7. Alonso/ Aston Martin, 8. Bortoleto/ Kick Sauber, 9. Hulkenberg/ Kick Sauber, 10. Ocon/ Haas, 11. Bearman/ Haas, 12. Hadjar/ Racing Bulls, 13. Gasly/ Alpine, 14. Stroll/ Aston Martin, 15. Colapinto/ Alpine, 16. Tsunoda/ Redbull, Rit. Albon/ Williams, Rit. Verstappen/ Redbull, Rit. Antonelli, DNS. Sainz/ Williams.


venerdì 5 luglio 2024

Formula 1 2024: #11 Commento al Gran Premio d'Austria

30.06.2024 // FRi3nDsHiP iS Ov3r!!!111!!!11!!!

Venerdì alle 14.00 avevo appuntamento per fare la denuncia dei redditi, quindi la mia giornata lavorativa è terminata in via del tutto eccezionale alle 12.30. Ciò significa che alle 16.30, quando sono iniziate le qualifiche shootout, mi trovavo davanti a TV8 che stava trasmettendo la diretta dell'evento del Redbullring, perché giustamente, la Formula 1 è un prodotto solo ed esclusivamente per adolescenti che pensano che gli adulti dovrebbero essere morti di vecchiaia già da un pezzo, quindi who kers se viene trasmessa proprio la sessione che ha meno possibilità di essere vista dalla gente che lavora.
La qualifica della gara sprint ha prodotto una griglia con neanche troppi colpi di scena, se non il passaggio di Sargeant in Q2. Per il resto c'erano Verstappen, le McLaren, le Mercedes rimescolate all'unica Ferrari il cui motore non si era spento prima dell'unico tentativo in SQ3, nonché Federica Sciarelli che presentava un'edizione straordinaria di 'Chi l'ha visto' dedicata alla misteriosa scomparsa di Perez.

GRIGLIA SPRINT: Verstappen, Norris, Piastri, Russell, Sainz, Hamilton, Perez, Ocon, Gasly, Leclerc, Magnussen, Stroll, Alonso, Tsunoda, Sargeant, Ricciardo, Hulkenberg, Bottas, Albon, Zhou.

Sabato mattina alle 10.45 o giù di lì sono passata a fare la spesa e ho portato dei prodotti a mia nonna, dopodiché sono arrivata a casa quando ormai mancava poco alle 12.00, quando sarebbe stata trasmessa in diretta sulla TV dei povery anche la gara sprint. Prevedeva 24 giri, che sono diventati immediatamente 23 quando i semafori sono impazziti alla partenza, sono apparse le luci gialle dell'aborted start ed è partito un nuovo giro di formazione.
La retorica con cui è stato narrato l'evento? Essenzialmente che c'è una lotta per il titolo in corso, un po' come se gli sprazzi di competitività della McLaren avessero come obiettivo la conquista del mondiale e non il cercare semplicemente di portarsi a casa qualche gara. Norris ci ha provato, a superare Verstappen, nella prima parte, ma la faccenda non è riuscita in quanto l'altro si è ripreso la posizione. Norris ha lasciato aperto la porta anche al bambino, che è risalito secondo... e poi niente, le due McLaren sono rimaste pazientemente seconda e terza nella speranza che succedesse qualcosa che invece non è successa.
Sainz si era portato quarto nelle fasi iniziali, ma Russell gli ha rimesso davanti le proprie -L e per lungo tempo ci siamo ritrovati le Mercedes e le Ferrari in trenino in ordine sparso, mentre la Sciarelli continuava a lanciare appelli per il ritrovamento di Perez. Perez, tuttavia, non voleva essere ritrovato e non ha neanche fatto un timido tentativo di avvicinarsi al quartetto rosso-argentato.
Nelle retrovie, nel frattempo, Hulkenberg ha fatto un sorpassone su Alonso, ma dato che quest'ultimo ha messo le ruote sulla sabbia l'azione di Hulk è stata automaticamente considerata un kriminehhhh gravissimohhhh con tanto di penalità post-gara. Avrebbe chiuso 14°, se fosse contata la posizione del traguardo.

RISULTATO SPRINT: Verstappen, Piastri, Norris, Russell, Sainz, Hamilton, Leclerc, Perez, Magnussen, Stroll, Ocon, Gasly, Tsunoda, Ricciardo, Alonso, Sargeant, Albon, Bottas, Hulkenberg, Zhou.

Nel primo pomeriggio ho avuto la brillante idea di andare a verificare se l'orario della differita delle qualifiche fosse ancora le 18.30 come originariamente indicato. Ho scoperto del tutto casualmente che TV8 le avrebbe mandate alle 16.00 ovvero IN DIRETTA. Non so quale sia stato il motivo, forse evitare la SoVrApPoSiZiOn3 con la partita Svizzera-Italia degli Europei che avrebbe fatto calare gli ascolti di una replica delle qualifiche. Successivamente non ho guardato la partita, ma stando a quanto ho sentito, penso che comunque sarebbe stato meglio guardarsi una replica delle qualifiche, ci sarebbero state maggiori soddisfazioni perfino per i tifosi accaniti di Sargeant.
Alle 16.00 dunque mi sono vista le qualifiche soddisfatta del numero incredibile di sessioni che la TV dei povery stava mandando in diretta. Immagino che i piloti che vi stavano prendendo parte non abbiano provato lo stesso grado di soddisfazioni, a meno di non essere Verstappen il quale ha dato distacchi abissali a tutti, compresi diversi decimi al compagno di squadra. Purtroppo per quest'ultimo altri sei piloti si sono qualificati davanti a lui, compreso Piastri al quale è stato cancellato un tempo. In sintesi, Perez ha battuto due suoi vecchi compagni di disavventure in Force India, ovvero Hulkenberg e Ocon.
La sera sono circolate sui social foto di Hulk che in compagnia di Kmag guardava la partita Germania-Danimarca, che si è conclusa con la vittoria di Hulkenberg per 2 a 0. La giornata di sabato si è dunque conclusa con la Royal Couple dei povery e non restava altro da fare che aspettare l'arrivo della domenica.

GRIGLIA DI PARTENZA: Verstappen, Norris, Russell, Sainz, Hamilton, Leclerc, Piastri, Perez, Hulkenberg, Ocon, Ricciardo, Magnussen, Gasly, Tsunoda, Alonso, Albon, Stroll, Bottas, Sargeant, Zhou.

Le dirette erano finite, quindi la domenica era necessario aspettare le 18.00 per vedere la gara - di 71 giri - sulla TV dei povery. La gara è iniziata con un po' di caos, gente importante che nel corso delle prime curve girava fuori dalla pista provocando investigazioni concluse in nulla di fatto e gente delle retrovie che faceva lo stesso senza provocare la benché minima reazione. In tutto ciò Leclerc girava con soltanto una parte dell'ala anteriore ed essendo spiritualmente a novanta nel pitstop avvenuto immediatamente dopo ha messo gomme hard.
Verstappen, Norris, le Mercedes in lotta tra di loro, nonché Sainz che ha superato Hamilton nel momento in cui venivano mostrati i contatti veri o presunti della partenza. Si è scoperto che l'ala anteriore di Leclerc era andata perduta in un contatto con Piastri, ma soprattutto si è scoperto che Leclerc sulle hard non era performante e le gomme non sembravano neanche destinate a durare a lungo, notizia non molto positiva per tutti gli altri piloti che avrebbero dovuto montarle o nello stint successivo o in quello finale.
Dopo una breve fase in cui i Sainzilton erano vicini e Piastri ha fatto un sorpassone nei confronti di Perez, ne è seguita una lunga fase di stallo in cui si attendevano le soste dei big. Nel frattempo abbiamo visto gli Haas Bros che duellavano e Alonso che tirava una ruotata a Zhou procacciandosi una penalità. Hamilton, chiedendosi come potesse uno che stava nelle retrovie farsi inquadrare grazie a una penalità, ha pensato bene di calpestare la riga bianca nell'entrare in pitlane, Perez si è dimostrato d'accordo con lui facendo un eccesso di velocità in pitlane e Norris ha iniziato a lamentarsi di un presunto unsafe release di Verstappen. In cabina di commento non potevano credere ai loro occhi: si poteva ipotizzare un kompl8 ordito a favore di Verstappen e al contempo un kompl8 ordito da Norris per far credere che Verstappen avesse fatto un unsafe release.
In casa Alpine a nessuno importava nulla di tutto ciò, con sportellate tra i due piloti e il Vanz che ha ricordato che non sono amici. Mazzoni avrebbe affermato il contrario e siccome è lui a decidere le amicizie tra i piloti, suggerirei vivamente ai Gaslocon di diventare best friends forever. Tutto ciò che è successo, comunque, è un successivo sorpasso di Gasly sul proprio compare, accompagnato da un "ciao" alla radio, proprio così, in italiano, perché mi sembra giusto che sia sempre la lingua universale delle polemiche.
Abbiamo assistito al sorpasso di Piastri su Hamilton e poi al secondo giro di soste. Quella di Verstappen è durata più del dovuto. Le trombe dell'Apocalisse si sono improvvisamente ridestate nel vedere che, all'inizio del terzo stint, avevamo Norris negli scarichi di Verstappen e con un passo che sembrava più performante di quello di Verstappen in quella fase di gara. Anche se sulla sua testa pendevano un certo numero di violazione dei track limits, Norris non si è messo grandi preoccupazioni. D'altronde nel mondo ideale i piloti non dovrebbero uscirsene con pensieri tipo: "prima mi sono fatto accidentalmente un giro sull'erba, verrò forse penalizzato per leaving the track and losing advantage?" Però non siamo nel mondo ideale e ci siamo ritrovati con una penalità.
Al momento in cui è arrivata, comunque, non aveva più il potere di condizionare l'esito della gara: i Norristappen si sono baciati alla francese, ciascuno dei due ha riportato una foratura, Norris ha dovuto parcheggiare ai box, mentre Verstappen si è fermato ai box ed è tornato in pista quinto, ben davanti ai suoi inseguitori tanto da non perdere posizioni per la conseguente penalità. I suoi inseguitori erano Hulkenberg e Perez con Hulk che ha conservato la posizione like a boss.
Nel frattempo, inseguito invano da Piastri che aveva superato Sainz, Russell ha messo tutte le sue -L su un piatto d'argento e si è portato a casa la vittoria. Sono seguite giornate turbolente con i soliti titoloni sui Norristappen che si odiano. Siamo già nel frattempo in dirittura di arrivo per Silverstone e i due in conferenza stampa pre-gran premio hanno confermato di essersi chiariti già lunedì, ma who kers. Fare polemica per attirare click rimane un must.

RISULTATO:
1. George Russell/ Mercedes
2. Oscar Piastri/ McLaren
3. Carlos Sainz/ Ferrari
4. Lewis Hamilton/ Mercedes
5. Max Verstappen/ Redbull
6. Nico Hulkenberg/ Haas
7. Sergio Perez/ Redbull
8. Kevin Magnussen/ Haas
9. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
10. Pierre Gasly/ Alpine
11. Charles Leclerc/ Ferrari
12. Esteban Ocon/ Alpine
13. Lance Stroll/ Aston Martin
14. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
15. Alex Albon/ Williams
16. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
17. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
18. Fernando Alonso/ Aston Martin
19. Logan Sargeant/ Williams
20. Lando Norris/ McLaren

venerdì 18 agosto 2023

GP Austria e Italia 1973: il terzo titolo di Stewart

Domani sarà il 19 agosto 2023, quindi intendo raccontarvi una gara di cui cadrà il 50° anniversario. Perché non ve la racconto domani, essendosi essa svolta il 19 agosto 1973? Semplicemente perché ho anche un'altra gara di cui sarà l'anniversario da raccontarvi e ho deciso di mettermi avanti con i lavori, portandovi nella gloriosa epoca dei very uominy in cui Jackie Stewart viaggiava verso il suo terzo titolo mondiale, ancora inseguito da Emerson Fittipaldi. Lo scozzese della Tyrrell aveva un ampio vantaggio in classifica, ma si è qualificato soltanto settimo all'Österreichring, mentre la Lotus ha piazzato le vetture di Emmo e di Ronnie Peterson 1/2 davanti alle McLaren di Denny Hulme e Peter Revson. Seguiva in quinta posizione sulla Brabham Carlos Reutemann, mentre sesta in qualifica è stata la Ferrari di Arturo Merzario. La Scuderia di Maranello aveva saltato i precedenti appuntamenti a causa della scarsa competitività, ma faceva in quell'occasione il suo ritorno, con una sola monoposto.

Sono stata moooolto fortunata - e lo sarete anche voi qualora vogliate vederla - e ho trovato la gara su Youtube, in quella che sembra essere una trasmissione televisiva d'epoca. Non c'è la telecronaca, ma occasionalmente si sentono delle interviste in tedesco. Immagino possa essere stata trasmessa da un canale austriaco, in qualità di gran premio nazionale. Specifico che il video dura in totale circa un'ora e un quarto e, siccome nella realtà la gara è durata circa un'ora e mezza, ciò significa che quasi tutto quello che è successo è stato inquadrato... ovviamente nei limiti, ovvero le inquadrature concentrate in prevalenza sui leader della gara, i due piloti della Lotus con in mezzo Hulme: Peterson era in testa, Fittipaldi terzo. Andava peggio in casa Tyrrell, con Stewart solo quarto, ma andava ancora peggio al suo compagno di squadra François Cevert, costretto al ritiro dopo un incidente con Merzario, dal quale il ferrarista sembra essere riuscito invece a proseguire senza troppe difficoltà.

Mentre le vetture continuavano a girare nello scenario suggestivo del tracciato austriaco - che si può intravedere nello screenshot qui sotto - con i suoi saliscendi, le Lotus si sono ritrovate 1/2 a circa un quarto di gara, quando Hulme ha avuto un problema tecnico che l'ha costretto a una sosta ai box. Pochi giri più tardi Fittipaldi ha superato Peterson portandosi in testa al gran premio e sembrando ormai destinato ad andare a prendersi la vittoria. Distanziato dal duo di testa, Stewart si trovava in terza posizione, mentre Carlos Pace sulla Surtees si trovava in un'ottima quarta piazza, dopo avere superato Reutemann. Dietro di loro c'era Merzario, ma arrancava ed è stato superato da Jean-Pierre Jarier (March), Jean-Pierre Beltoise (BRM) e Wilson Fittipaldi (Brabham). Di tutti costoro, tuttavia, Beltoise è l'unico che non è stato messo a piedi dalla propria vettura in corso d'opera. Merzario sarebbe comunque stato superato a gara inoltrata anche da Clay Regazzoni (BRM) dopo un acceso duello.


Le Lotus proseguivano 1/2 con Peterson molto vicino a E.Fittipaldi, senza fare nulla per attaccarlo. Tuttavia Emmo non era destinato alla vittoria come sembrava, bensì al ritiro per guasto al motore a pochi giri dalla fine. Ciò ha fatto sì che Peterson risalisse in prima posizione e andasse a vincere la gara davanti a Stewart e Pace, per lo scozzese ciò significava allungare in classifica, per il brasiliano salire per la prima volta sul podio, dove è arrivato in notevole ritardo rispetto ai primi due classificati, chissà, forse semplicemente non l'avevano aspettato? Reutemann è giunto quarto, mentre le BRM di Beltoise e Regazzoni si sono classificate nelle ultime due posizioni della zona punti, falsandohhhh la garahhhh, dato che Merzario è rimasto escluso dai punti, giungendo solo settimo, e ciò è uno skandalohhhh essendo al volante di una Rossa. Per fortuna nel successivo GP d'Italia a Monza si sarebbe rifatt-... ah no, si è ritirato al secondo giro di gara per la rottura di una sospensione saltando su un cordolo.

A Monza la Ferrari portava due monoposto, l'altra guidata da Jacky Ickx, partito a centro griglia e non esattamente in una posizione di spessore per gran parte della gara. Chi era in una posizione di spessore invece erano le Lotus: Peterson partito dalla pole è rimasto in testa, mentre Fittipaldi partito alle spalle di Revson e Hulme al via si è portato dalla quarta alla seconda posizione. Stewart frattanto si era messo quarto tra Hulme e Revson, con lo scozzese della McLaren che nella prima parte di gara è stato molto vicino alle Lotus, senza tuttavia riuscire a sopravanzarle. Anzi, finito in testacoda, a un certo punto ha perso diverse posizioni. Anche Stewart non se la passava bene, costretto ai box da una foratura e poi tornato in pista nelle retrovie. Con Fittipaldi secondo, dovrebbe fare almeno un punto per potere vincere il titolo in anticipo. Sembrava difficile rimontare fino alla top-6, invece è successo, mentre Fittipaldi attendeva con pazienza che qualcuno dall'alto ordinasse a Peterson di levarsi di mezzo.

In casa Lotus non è arrivato alcun ordine di scuderia (ma di fatto non avrebbe cambiato nulla, vista la velocità con cui Stewart stava risalendo dopo i problemi avuti nella prima parte del gran premio), Peterson ha conservato la prima posizione e ha vinto davanti a Fittipaldi, con Revson in terza posizione. Superato Cevert, Stewart ha chiuso la gara al quarto posto diventando campione del mondo con due gare d'anticipo. Reutemann ha chiuso la zona punti arrivando sesto, mentre Ickx è giunto soltanto ottavo alle spalle della Surtees di Mike Hailwood. Si è conclusa così - vista con un highlight di tre minuti, il video più lungo che sono riuscita a trovare in proposito - la "stagione europea" del mondiale 1973, che sarebbe proseguito con il GP del Canada, con il primo ingresso della safety car esistente per regolamento proprio a partire dal GP d'Austria con cui ho aperto questo post - e terminato con lo sventurato GP degli Stati Uniti a Watkins Glen, nelle cui qualifiche avrebbe perso la vita Cevert.


domenica 13 agosto 2023

GP Germania e Austria 1972: Fittipaldi in viaggio verso il titolo

Carissimi lettori e buon 13 agosto 2023, oggi vi porto a fare un viaggio all'epoca dei very uominy, nello specifico nel 1973, cinquant'anni fa. Vi racconterò nello specifico il GP di Germania e il GP d'Austria, che si sono svolti rispettivamente il 30 luglio e il 13 agosto, quindi di quest'ultimo ricorre l'anniversario, ragione per cui ho deciso di far uscire questo post proprio oggi. Della gara al Nurburgring sono riuscita a trovare solo due brevi video, uno di tre minuti e uno di un minuto e mezzo, mentre di quella a Zeltweg ho trovato un video più lungo, della durata di circa sei minuti, con una breve sintesi del gran premio. Per fortuna siamo in un'epoca della quale ci sono cronache scritte abbastanza approfondite, quindi potrò essere abbastanza esaustiva.

GP GERMANIA - c'erano tre Ferrari, guidate da Jacky Ickx, Clay Regazzoni e Arturo Merzario, con Ickx che scattava dalla pole position. Precedeva la Tyrrell di Jackie Stewart e la Lotus di Emerson Fittipaldi, con Ickx che ha mantenuto la prima posizione alla partenza. La March di Ronnie Peterson si è inserita al secondo posto, con Fittipaldi a seguire precedendo Regazzoni e Stewart.
Ickx ha allungato, Fittipaldi si è portato in seconda posizione ritrovandosi inseguito da vicino da Peterson, mentre tenevano a distanza il duo Regazzoni/ Stewart, che ha successivamente recuperato posizioni approfittando di un testacoda di Peterson che si è ritrovato quindi in quinta piazza. Il successivo ritiro di Fittipaldi per un problema al motore(?) con tanto di fiamme ha fatto risalire Regazzoni e Stewart al secondo e al terzo posto.
Mentre Ickx ha continuato senza problemi tenendo tutti a distanza, Regazzoni e Stewart sono venuti a contatto all'ultimo giro con lo scozzese costretto al ritiro. Clay ha proseguito conquistando la seconda piazza, ma pare venendo fortemente criticato da Stewart e dalla stampa.
Peterson ha conquistato il terzo posto grazie al ritiro di Stewart, mentre la zona punti è stata completata da Howden Ganley (BRM), Brian Redman (McLaren) e Graham Hill (Brabham) a contemplare la zona punti. Non è chiaro cosa sia successo a Merzario, risulta essere scivolato dal decimo al tredicesimo posto in finale di gara.

GP AUSTRIA - la Ferrari stavolta ha portato solo due vetture, ma bastavano e avanzavano dato che entrambi i piloti sono stati costretti al ritiro per problemi tecnici. Regazzoni si è qualificato in seconda posizione alle spalle di Fittipaldi, per poi superarlo al via, ma con Stewart che si è portato in testa. Persa la posizione nei confronti di Fittipaldi, il problema è avvenuto mentre era in terza piazza, mentre Ickx, partito da una posizione più arretrata, era invece oltre top-ten al momento del ritiro.
Stewart è rimasto in testa per poco meno di metà gara, poi ha iniziato ad avere dei problemi. È stato superato da Fittipaldi e poi ha perso ulteriori posizioni, tanto che in corso d'opera è scivolato fuori dalla zona punti classificandosi in settima posizione, il tutto mentre Fittipaldi andava a conquistare la vittoria allungando in classifica.
Le McLaren di Hulme e Revson hanno concluso nelle posizioni più basse del podio mentre la zona punti è stata completata da Mike Hailwood (Surtees), Chris Amon (Matra) e Howden Ganley. La McLaren si portava al secondo posto in classifica costruttori dietro la Lotus, mentre la Tyrrell pagava i problemi avuti nelle ultime due gare sia da Stewart sia dal suo compagno di squadra François Cevert.

martedì 25 luglio 2023

GP Austria 1970: primo glorioso podio di una Ferrari numero 27...

...E LA PRIMA VITTORIA DI REGAZZONI IN FORMULA 1, NEL DRAMMATICO EVENTO SEGUENTE

Carissimi lettori, oggi prosegue il viaggio nella stagione 1970, ci siamo lasciati con il GP di Germania a Hochenheim e il mondiale è proseguito il 16 agosto all'Österreichring, ovvero al gran premio di casa di Jochen Rindt, leader classifica piloti con un ampio margine nei confronti di Jack Brabham e di diversi altri lontani inseguitori, tra cui al momento solo settimo nel mondiale, Jacky Ickx. Il ferrarista, proprio nel gran premio precedente, aveva lungamente lottato per la vittoria proprio con il pilota della Lotus, duello in cui in precedenza aveva fatto qualche comparsa anche Clay Regazzoni - poi costretto al ritiro - sull'altra Ferrari. La Ferrari in quel mondiale schierava occasionalmente due vetture e occasionalmente tre, in Austria ce n'erano tre, oltre ai due già citati era presente anche Ignazio Giunti - e ve lo anticipo dato che andremo anche oltre l'Austria, anche nel successivo evento. Ai tempi, vi ricordo, i numeri venivano assegnati gara per gara sulla base dell'ordine di iscrizione, quindi alla Ferrari sono toccati il 12 per Ickx e il 14 per Giunti, ma il meglio doveva ancora venire e a Regazzoni è piovuto sulla monoposto un numero che ai tempi non significava nulla e che invece ai giorni nostri ci pare iconico.

Il 27 si era già visto in Belgio con Ickx, in realtà, e a rendere il tutto ancora più pittoresco a fare coppia con il 28. In Austria non siamo stati altrettanto fortunati, vi era solo il 27 su una delle Rosse, ma ce lo facciamo bastare perché tanto il numero stylish è quello e, come potrete intuire dal titolo, era un numero destinato a grandi cose in quel fine settimana.
Nel frattempo, venuto da una serie di ben quattro vittorie consecutive, Rindt ha messo la vettura il pole position, precedendo proprio le Ferrari di Regazzoni e Ickx, mentre a Giunti è andato il quinto posto, tra la Tyrrell/March di Jackie Stewart e la March di Chris Amon. Tutto sembrava promettere bene per il leader del mondiale, ma non è andata così ed venire superato subito dal duo Regazzoni/ Ickx al via e poi a seguire da altre varie vetture - non quella di Stewart in quanto si è ritirato quasi subito per un guasto proprio come il compagno di squadra François Cevert.
Superato da Ickx dopo un solo giro da leader, Regazzoni si è accodato in seconda piazza, seguito dalla Matra di Jean-Pierre Beltoise, con Giunti in quarta posizione e ben presto distanziato. Quest'ultimo ha perso terreno, tanto che è stato superato anche da Rindt, ormai quarto.

Il suo ritiro per un guasto (argomento sul quale tornerò in un momento successivo), così come quello di Jack Brabham, Denny Hulme e Jackie Stewart ha reso inalterata la classifica nei suoi primi quattro posti, mentre Ickx è risalito quinto ex-equo in termini di punti con Stewart. Ha vinto la gara davanti a Regazzoni, con un gap molto ridotto tra i due, ma una probabile situazione di posizioni congelate, in cui se fossero esistiti i #TeamJacky e i #TeamClay e i social sarebbe stato un delirio. O forse avrebbero unito le loro forze per attaccare i tifosi di Giunti, visto il suo pitstop forzato e la settima piazza finale.
Beltoise viaggiava verso il terzo posto quando è stato costretto a un rifornimento a un giro dalla fine, scivolando sesto dietro alla Brabhan di Rolf Stommelen - suo unico podio in Formula 1 - e alle BRM di Pedro Rodriguez e Jackie Oliver, futuro fondator-...
...
...
...okay, lo sapete tutti, non sto a ripetermi. È meglio andare a vedere i commenti al video di highlights visto su Youtube. Ed eccone uno che esalta la conformazione del circuito e i suoi tratti in salita, mettendoci di mezzo i very uominy. Che anziché "real men" sono tuttavia "real mans", il che è accurato, visti i successi innumerevoli di Ickx nella 24 Ore.


Va bene, finora ho anche un po' trollato, con la storia del numero 27 per very fighy, con i very uominy e quant'altro, ma è giunto il momento di diventare seri e di passare al punto dolente. La Formula 1 dei tempi era sempre dominata dall'alto dall'aura della morte e solo quattro gran premi prima aveva perso la vita Piers Courage in Olanda. Non era finita e un nuovo incidente mortale era alle porte. Quando si è ritirato dal GP d'Austria messo a piedi dalla propria vettura, è stato l'ultimo momento in cui è stato al volante durante una gara di Formula 1.
La gara successiva era quella di Monza, prima della quale Rindt ha perso la vita a causa di un incidente in qualifica, inquadrato da una delle poche telecamere che riprendevano il circuito. Aveva ventotto anni, pare che intendesse ritirarsi dalla Formula 1 a fine stagione e, visto il distacco abissale, sembrava destinato a vincere il titolo - cosa che, per ironia della sorte, sarebbe accaduta davvero visto che nessuno sarebbe riuscito a raggiungerlo a quota 45 punti.
Dopo la morte di Rindt, come da prassi, la Lotus ha ritirato le entry di John Miles ed Emerson Fittipaldi - quest'ultimo comunque non qualificato dopo un incidente - e idem il team Rob Walker/Lotus per cui gareggiava Graham Hill.

Mentre Ickx in pole era affiancato dalla BRM di Pedro Rodriguez, dietro di lui Regazzoni partiva accanto a Stewart, con a seguire Giunti e Oliver. La conformazione del circuito che si usava all'epoca favoriva la competizione ruota contro ruota e i pochi highlight esistenti lasciano intravedere un lungo duello a quattro con Stewart, Oliver, Ickx e Regazzoni e vari cambi di leadership, con i ritiri già dopo poco di Rodriguez e di Giunti abbandonati dai motori delle loro auto.
La gara di Ickx non è giunta nemmeno a metà, un guasto ha messo fine anzitempo alle sue speranze di vittoria. Restava una sola Rossa in pista ed era quella di Regazzoni, mentre nel frattempo Denny Hulme si avvicinava alle zone alte, giungendo anche a leaderare per alcuni giri. Oliver, invece, è stato costretto al ritiro da un guasto al motore.
Regazzoni e Stewart hanno continuato a lottare per la prima posizione, anche se tuttavia nei giri conclusivi Clay ha allungato e non di poco grazie al fatto che Jackie fosse impegnato a lottare per la seconda piazza con Beltoise e Hulme, quest'ultimo relegato quarto proprio nel finale - Stewart secondo, Beltoise terzo - precedendo di un soffio la Brabham di Stommelen e staccando di un minuto Cevert, sesto classificato.

Era il 6 settembre 1970 e Clay Regazzoni, alla sua prima stagione in Formula 1 e neanche disputata per intero otteneva la sua prima vittoria nella classe regina e divenendo eroe delle folle. E in effetti l'aura ce l'aveva quasi, era nato il 5 settembre 1939, un solo giorno di gap tra il suo 31° compleanno e la sua prima vittoria a bordo di una Ferrari (la numero 4, stavolta), essenzialmente lo si può chiamare sfiorare da vicino l'Olimpo del motorsport.
Con la vittoria si è portato quinto in classifica con 21 punti, in una proiezione che vedeva lo sventurato Rindt ancora in vantaggio di venti punti sul suo diretto inseguitore (45 vs 25), Brabham, ritirato nel corso della gara. Stewart e Hulme avanzavano di qualche punto - lo scozzese aveva gli stessi punti di Brabham - mentre Ickx scivolava al sesto posto in classifica, a ventisei punti dalla vetta.
Finiva così, in modo tragico, la stagione europea, con ancora tre gran premi da disputare nel continente americano, Canada, Stati Uniti e Messico. Non temete, presto o tardi ve ne parlerò, narrando anche delle vicissitudini che hanno portato Ickx a ritrovarsi contendente al titolo fino al penultimo gran premio.


lunedì 3 luglio 2023

Formula 1 2023: #9 Gran Premio d'Austria, il commento del lunedì

Carissimi lettori, ci ritroviamo a distanza di due settimane con un nuovo gran premio da ripercorrere e sono pronta per portarvi con me in questo lungo viaggio, preceduto come al solito da varie oscenità sui social, con i soliti scontri tra leclerchini e sainzini, oltre che con gente che augurava incidenti mortali a piloti non di proprio gusto. Spero che il/la tiktoker che ha avuto la così malsana idea di augurarsi un incidente mortale si senta almeno un po' una merda, se ha ricevuto la notizia che in Formula Regional c'è stato un incidente mortale. Non è stato un buon weekend per i motori, la morte di Dilano Van't Hoff coinvolto in un incidente agghiacciante in Belgio ha fatto sorgere domande che al momento non hanno risposta. Però nel frattempo il mondo va avanti e tra ciò che andava avanti c'era il GP d'Austria, il ritorno in Europa dopo la trasferta canadese di due settimane fa, in un mese di luglio molto fitto, cinque fine settimana per quattro gran premi. Nel 2005 non sarebbe mai successo nulla di tutto ciò e nemmeno nel 2016. Ah, no.
A Spielberg (che si pronuncia "shpilberg", vorrei ricordare, mi sembra di avere sentito pronunce ben diverse da questa) tornava a farci visita la gara sprint, che ha provocato il ritorno di due diverse fazioni: 1) quelli che il format fa schifo quindi la sprint sarebbe stata noiosa di default, giudizio assegnato d'ufficio ancora prima di essere disputata, 2) quelli che se la gara si rivelava interessante ne avrebbero dedotto che bisognerebbe fare una sprint ogni giorno. In sintesi, si sono risvegliati tutti quei commentatori decontestualizzati che ripetono la stessa cosa ogni volta indipendentemente da quello che succede. Invece di fare come loro, vi propongo la cronaca scritta per il forum F1 Grand Chelem, dopodiché un commento semiserio del lunedì, stavolta che è davvero lunedì.

CRONACA SPRINT - Sabato, ore 16.00, al Redbullring sta per iniziare la gara sprint di 24 giri. La griglia di partenza è dettata dal risultato della qualifica shootout (disputata la mattina alle 12.00), per tale ragione le dinamiche della qualifica del venerdì verranno approfondite quando sarà il momento di parlare della gara principale della domenica. Uniche anticipazioni: i track limits sono soltanto disegnati, il che ha comportato un continuo annullamento di tempi.
A causa di un tempo annullato, Checo Perez è anche uscito in Q2 al venerdì, mentre si riprende nello shootout - iniziato con pista umida andata via via asciugandosi nel corso del tempo - ritrovandosi secondo al fianco del "poleman" Max Verstappen. Il campione del mondo in carica fa comunque parlare di sé quando al termine della SQ1 fa impeding deliberato nei confronti di Lewis Hamilton, al momento tra gli esclusi causa tempo annullato. Non ci saranno penalità nei suoi confronti in quanto non vi è alcun reclamo da parte della Mercedes - che non mette nessuna vettura in SQ2 visto un problema per George Russell.
La decisione è in apparente contrasto con la penalità per impeding di Charles Leclerc - sesto, partirà nono - che non si avvede della presenza di Oscar Piastri nella stessa manche, in questo caso ovviamente in McLaren hanno fatto reclamo. La Ferrari, buona protagonista nella qualifica del venerdì, appare in difficoltà, il più veloce dei due piloti è Carlos Sainz, nonostante un problema nella prima manche che per poco non gli impediva di fare il tempo, ma è soltanto quinto, alle spalle di Lando Norris e di un sorprendente Nico Hulkenberg.

1^ fila: Verstappen - Perez
2^ fila: Norris - Hulkenberg
3^ fila: Sainz - Alonso
4^ fila: Stroll - Ocon
5^ fila: Leclerc - Magnussen
6^ fila: Albon - Gasly
7^ fila: Tsunoda - De Vries
8^ fila: Russell - Zhou
9^ fila: Piastri - Hamilton
10^ fila: Bottas - Sargeant

È piovuto di nuovo, la pista è ancora bagnata, l'unico che tenta la strada delle slick è Valtteri Bottas, che tuttavia rientra al termine del giro di formazione e con le intermedie dalla pitlane. Davanti frattanto Perez va in testa, ma Verstappen non ci sta ad accodarsi. Dietro di loro c'è un po' di caos e Norris ha un bloccaggio e perde numerose posizioni, ritrovandosi decimo dietro a Leclerc.
Imprecando contro Perez via radio Verstappen si riprende di forza la leadership, mentre Checo viene sfilato anche da Hulkenberg: la Haas si ritrova al secondo posto! Magnussen frattanto deve vedersela con le Mercedes e viene superato da Russell, ma in un secondo momento riuscirà a riprendersi la posizione.
Leclerc e Norris lottano tra di loro in diversi momenti alle spalle di Esteban Ocon, mentre Magnussen lotta in modo scatenato con Russell e Hamilton, e anche se finisce con l'essere superato da entrambi non lascia nulla di intentato. Il sogno del "non podio" per Hulkenberg inizia a svanire a metà gara, ha dietro di sé Perez e Sainz e deve arrendersi al 12° e al 13° giro prima all'uno e poi all'altro.
Continua il duello con Leclerc che attacca anche Ocon, le posizioni si scambiano diverse volte anche con Norris, mentre dietro di loro c'è Russell che al 16° si ferma ai box per passare alle gomme slick.
Hulkenberg frattanto ha dietro di sé le Aston Martin di Lance Stroll e Fernando Alonso, perde la posizione nei confronti di Stroll e poi si ferma ai box. Avrebbe verosimilmente perso la posizione nei confronti di Alonso, ma aveva un vantaggio di vari secondi nei confronti di un ottimo Alex Albon in settima piazza.
Anche Albon si ferma, così come Leclerc (unici oltre a Hulkenberg in top-ten), i due si ritrovano Hamilton alle loro spalle che ha già fatto la sosta e ha gomme già in temperatura. Supera Leclerc in un duello piuttosto acceso con un mezzo contatto, dopodiché il pilota Ferrari si ritrova a lottare con Albon senza mostrare un passo particolarmente convincente e subendo anche il sorpasso di Piastri.
Verstappen davanti continua a spingere, l'obiettivo della top-5 è terminare la gara sulle intermedie. Il leader accumula in totale 21 secondi su Perez, che precede Sainz di qualche secondo al traguardo. Le Aston frattanto sono vicinissime, ma Alonso non attacca mai Stroll in maniera concreta. Hulkenberg frattanto dopo avere recuperato tantissimo su Norris lo supera arrivando anche a strappare la sesta piazza a Ocon nel finale. Anche le Mercedes chiudono la gara in rimonta, in particolare Russell giunge ottavo, ultima posizione a punti nella sprint.

RISULTATO: Verstappen, Perez, Sainz, Stroll, Alonso, Hulkenberg, Ocon, Russell, Norris, Hamilton, Piastri, Leclerc, Albon, Magnussen, Gasly, Tsunoda, De Vries, Sargeant, Zhou, Bottas.

CRONACA GARA - Domenica, ore 15.00, stavolta inizia l'evento principale, di 71 giri, la cui griglia di partenza viene stilata dalla qualifica del venerdì, sessione durante la quale numerosi piloti si sono visti cancellare il tempo per track limits, al punto che solo Leclerc e Sargeant non hanno avuto alcun cancellato, nel caso di Logan peraltro disputando soltanto la Q1.
Il principale colpo di scena è stato l'eliminazione di Perez in Q2, dopo che il tempo da lui ottenuto (secondo) è stato cancellato per la causa di cui sopra, facendo sì che sia la quarta volta di fila in cui non ha accesso alla Q3. Non ci sono penalità scontate in griglia, che riflette il risultato effettivo della qualifica, semplicemente Kevin Magnussen e Nyck De Vries partono dalla pitlane per lavori in parco chiuso.

1^ fila: Verstappen - Leclerc
2^ fila: Sainz - Norris
3^ fila: Hamilton - Stroll
4^ fila: Alonso - Hulkenberg
5^ fila: Gasly - Albon
6^ fila: Russell - Ocon
7^ fila: Piastri - Bottas
8^ fila: Perez - Tsunoda
9^ fila: Zhou - Sargeant
10^ fila: Magnussen - De Vries

Le posizioni dei primi tre rimangono invariate seppure sono molto vicini, mentre Hamilton prende la quarta posizione a Norris, dietro al quale si installa Alonso, con Hulkenberg davanti a Stroll. Un contatto con Tsunoda protagonista e la necessità di ripulire i detriti provoca una breve entrata della safety car. Dopo il restart, Hulkenberg perde la posizione a vantaggio di Stroll, ritrovandosi a lottare con Gasly.
Verstappen allunga in tempi brevi sui piloti Ferrari, mentre Perez riesce in seguito a superare Russell per l'11° posto. Una virtual safety car al 15° giro (Hulkenberg fermo per un problema tecnico) provoca una differenziazione di strategie: le Redbull non si fermano, le Ferrari si fermano un giro dopo rispetto agli altri, perché avevano già superato la linea di ingresso della pitlane. Le soste sono per entrambi oltre i quattro secondi, Leclerc mantiene la posizione, Sainz esce dietro a Perez che non si è fermato e a Hamilton, ma supererà entrambi. Anche Norris frattanto supera Hamilton, la McLaren con i nuovi update (non presenti sulla vettura di Piastri) sembra andare bene.
Nel frattempo la questione track limits si fa di nuovo sentire e molti piloti vengono sanzionati, tra i big tocca a Hamilton e a Sainz, che scontreranno la penalità nella seconda sosta. Le Redbull intanto rimandano la prima, Verstappen dai box dietro a Sainz e Leclerc ma superato Sainz va anche a riprendersi la leadership passando Leclerc.
Con la seconda sosta e la penalità Sainz esce dietro a Norris, ma lo supera in tempi brevi. Quando Perez effettua la propria sosta è quinto dietro ai due, supera Norris abbastanza facilmente mentre è diversa la situazione con Sainz, i due ingaggiano un duello molto acceso e Perez impiega quattro giri per riuscire finalmente a liberarsi del pilota Ferrari che, facendosi affiancare e lasciando che Perez passasse prima sui sensori è riuscito a tenersi per vari giri il DRS.
Passato al terzo posto, Perez non è riuscito ad avvicinare Leclerc, mentre Verstappen davanti ha avuto il gap per fare una terza sosta a scopo giro più veloce, da lui conquistato nel finale. Nel frattempo nelle retrovie, oltre top ten, si sono avute anche nella fase finale della gara diverse lotte per le posizioni di minore prestigio.

Il risultato finale in pista è il seguente: Verstappen, Leclerc, Perez, Sainz, Norris, Alonso, Hamilton, Russell, Gasly, Stroll, Albon, Ocon, Sargeant, Zhou, De Vries, Bottas, Piastri, Tsunoda, Magnussen. Aston Martin fa reclamo per presunti track limits violati da parte di vari piloti e ignorati dai commissari, compresi Sainz e Hamilton.
Circa cinque ore dopo il termine della gara verranno ufficializzate numerose penalità: +10 secondi per Sainz (scala sesto), Hamilton (ottavo), Gasly, Albon e Sargeant per recidiva, ovvero dopo i primi 5 per quattro violazioni in gara, altri dieci secondi per la quinta; Tsunoda +5, De Vries due penalità +10 e +5, Ocon quattro penalità +5, +10, +5, +10 per un numero non quantificabile di track limits. Seguirà risultato ufficiale prossimamente. // Milly Sunshine per F1GC

COMMENTO SEMISERIO DEL LUNEDÌ - no comment.
Sarebbe sufficiente così, credo, ma invece no, forse è meglio scrivere davvero qualcosa di più concreto.
Trovo ridicolo che la questione dei track limits sia divenuta completamente fuori controllo e non si cerchino soluzioni alternative concrete.
Trovo ridicolo che i commissari e la direzione gara si vadano a rivedere le presunte infrazioni a random dopo una segnalazione di un team.
Trovo ridicolo che salti fuori che ci sono *oltre un migliaio* di potenziali infrazioni sulle quali indagare.
Trovo ridicolo che si giunga al risultato definitivo (sperando vivamente che lo sia) dopo cinque ore che una gara è terminata.
Trovo ridicolo che ci sia gente che, siccome sono stati penalizzati piloti che detesta, allora belliximohhhh kontinuahhhh, bisogna assolutamente andare avanti con un regolamento sui track limiti che sparge cringe solo a vederlo da lontano.
Trovo ridicola la considerazione secondo cui i duelli provocano la violazione dei track limits quindi improvvisamente anche i duellihhhh e i sorpassihhhh decantati a ogni soffio di vento vengono di colpo messo nella black list.
In sintesi, trovo ridicolo questo caos e credo che non abbia accontentato nessuno, tranne i tifosi di Alonso più accaniti, dato che ci ha guadagnato una posizione. I tifosi di Alonso che non hanno posizioni nel frattempo, intendo.
Bene, il campionato sarà di ritorno nel prossimo weekend, quindi vedremo se si ritornerà sulla retta via o se si peggiorerà ancora. Il cuore dice la prima, la mente teme la seconda!

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Charles Leclerc (Ferrari), 3. Sergio Perez (Redbull), 4. Lando Norris (McLaren), 5. Fernando Alonso (Aston Martin), 6. Carlos Sainz (Ferrari), 7. George Russell (Mercedes), 8. Lewis Hamilton (Mercedes), 9. Lance Stroll (Aston Martin), 10. Pierre Gasly (Alpine), 11. Alex Albon (Williams), 12. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 13. Logan Sargeant (Williams), 14. Esteban Ocon (Alpine), 15. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 16. Oscar Piastri (McLaren), 17. Nyck De Vries (Alpha Tauri), 18. Kevin Magnussen (Haas), 19. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), Rit. Nico Hulkenberg (Haas).

venerdì 12 maggio 2023

13/05/2001 - 12/05/2002: due movimentate edizioni del GP Austria

Buongiorno a tutti, carissimi lettori. Penso che sia giunto il momento di parlare di un argomento che tutti conoscono, ma al quale non ho mai dedicato un post specifico. Oggi è il 12 maggio 2023 e andremo a scoprire un evento motoristico piuttosto controverso accaduto esattamente ventuno anni fa. Tuttavia questo evento controverso ha come buon prequel quanto accaduto ventidue anni fa, il cui anniversario sarà proprio domani, 13 maggio. Dunque, il 13 maggio 2001 e il 12 maggio 2002 si svolgevano due edizioni dello stesso gran premio, il circuito era quello di Zeltweg e gli attori protagonisti erano il duo dei piloti Ferrari, Michael Schumacher e Rubens Barrichello. Per fortuna, oserei dire. A quel tempo non c'erano i social network, quindi i protagonisti restavano i piloti, non i fanboy e i bimbiminchia vari che popolano i social network. Direi comunque che possiamo soprassedere, parlando in primo luogo del 2001, perché oggi è l'anniversario del 2002, ma iniziando in media res questo post avrebbe poco senso.

AUSTRIA 2001 - Michael Schumacher scatta dalla pole, ma le Williams prendono le prime posizioni con Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher. Le Ferrari si accodano al terzo e quarto posto, mentre segue la McLaren di David Coulthard. L'altra, quella di Mika Hakkinen, ha faticato a partire (e si ritirerà presto) alle spalle della Sauber di Nick Heidfeld rimasta ferma sulla griglia, mentre sull'altro lato erano ferme anche le Jordan di Heinz-Harald Frentzen e Jarno Trulli.
C'è una safety car per levare di mezzo alcune vetture di troppo, poi si riparte con il duo Williams che sembra contendersi la posizione, ma Montoya rimane davanti. Frattanto alle spalle della top-5 c'è Jos Verstappen scarico di benzina che così a random e a bordo di una Arrows di lì a poco supera Coulthard che viene ben presto distanziato almeno un po'. Con il successivo ritiro di Ralf rimane una top-4 molto compatta e in trenino, Montoya, M.Schumacher, Barrichello e Verstappen, subito premio oscar come miglior attore non protagonista!
Un contatto tra gli Schumontoya spiana la strada a Barrichello, Verstappen, Coulthard e anche altri piloti lì dietro, come Kimi Raikkonen (Sauber) e Olivier Panis (B.A.R.), quantomeno per Schumacher che si accoda a loro, mentre Montoya è più indietro. Verstappen anticipa la sosta (ne farà una in più), Panis e Raikkonen vengono superati in tempi brevi, ecco che Schumacher risale terzo. Anche Montoya inizia a fare sorpassi, ma sarà costretto al ritiro.
Quando giunge il momento della sosta per i primi, Coulthard si appropria della leadership di overcut, precedendo Barrichello e Schumacher di un paio di secondi. Il resto della zona punti è Raikkonen/ Panis/ Verstappen, destinati a rimanere tali. È davanti, tuttavia, che ancora deve cambiare qualcosa, anche se al momento tutto procede tale e quale: è l'ultimo giro quando Jean Todt pronuncia le fatidiche parole "let Michael pass for the championship" e il resto è storia.
Sul podio non viene spruzzato champagne perché pochi giorni prima è morto uno dei fondatori della Ilmor. Lo scambio di posizioni all'ultima curva non suscita nemmeno così tanta indignazione popolare, dopotutto non è per la vittoria, sarebbe meglio preoccuparsi di questo. Però a Maranello piace fare le cose in grande stile: Barrichello ha ceduto una seconda posizione e non una vittoria *per ora*, ma ci sarà il mondiale 2002 a disposizione per rimediare.

AUSTRIA 2002 - in un mondiale in cui il dominio Ferrari è ben evidente, Barrichello scatta dalla pole e mantiene la posizione con Michael Schumacher che si inserisce secondo. Dietro c'è un po' di trambusto, intanto Heidfeld è terzo, dove rimane comunque per poco, venendo superato da Ralf Schumacher, in precedenza partito non troppo bene dalla seconda casella della griglia. Il pilota della Sauber cade nel dimenticatoio.
Anzi, no, ma di questo ne parleremo tra un po', per il momento accontentiamoci di vedere duelli scatenati nelle retrovie, compreso uno tra le B.A.R. di Villeneuve e Panis. Platinum Jacques è piuttosto scatenato, fa sorpassi, gira per i prati, perde posizioni e torna a fare sorpassi... Nel frattempo la McLaren di Raikkonen si ammutolisce e la grafica ci informa che Montoya è quarto davanti a Heidfeld.
Le Ferrari accumulano un notevole vantaggio (come prevedibile), quando ecco che a un terzo di gara entra in pista la safety car dopo che Panis è partito in testacoda con un principio di incendio nel retrotreno e la vettura giace immobile nel bel mezzo della pista. I due ferraristi si recano ai box in regime di safety car e Ralf si inserisce tra di loro. Poco dopo il restart si sfiora il disastro: sorpreso dai freni non in temperatura, Heidfeld finisce fuori in curva, taglia per l'erba senza controllo e va a colpire violentemente la sagoma gialla di una Jordan: è quella di Takuma Sato, esordiente che fa coppia con Giancarlo Fisichella.
Entra la safety car, sopraggiungono i soccorritori che tirano fuori Sato dalla monoposto (è pressoché illeso, si scoprirà più avanti), i piloti che non si sono fermati ai box non si fermano nemmeno in questo momento, faranno una sosta sola più avanti. Barrichello e M.Schumacher ne faranno una seconda a una decina di giri dalla fine, ancora abbontantemente 1/2 nei confronti di Montoya e R.Schumacher, mentre saranno Fisichella e Coulthard a completare la zona punti.
Però non è finita, ci si avvia verso gli ultimi giri e il fattaccio accade proprio all'ultimo, all'ultima curva. Schumacher "vince" il gran premio, mentre il pubblico non ci sta e iniziano i fischi udibili fin dal momento del parc fermé. Da quel momento in poi è tutto molto cringe, d'altronde siamo nel 2002 e non sono ancora stati inventati tutorial che spiegano come comportarsi dopo una figura di m*rda in mondovisione a causa di un ordine di scuderia dato quando c'è un vantaggio abissale in campionato.
Si inizia con posizioni scambiate sul podio, scambi di trofei, il tutto mentre Montoya sul terzo gradino del podio pensa "per una volta a combinare danni non sono stato io". Si conclude con Schumacher che senza avere strappato champagne vorrebbe lanciare la bottiglia al team ma ci ripensa e, mentre Barrichello si sommerge con la propria bottiglia, con la sua gli spruzza champagne in bocca. Montoya ne approfitta per infilare la bottiglia dentro il colletto della tuta di Barrichello.
Scoppierà un caos allucinante, con gli ordini di scuderia espliciti che verranno vietati, per poi essere sdoganati ufficialmente a seguito del fattaccio tra Fernando Alonso e Felipe Massa al GP di Germania 2010. Quei giorni, tuttavia, sono ancora lontani e, per fortuna, anche certi comportamenti sono ancora lontani, perché quello del 2002 è stato un ordine di scuderia controverso e piuttosto inutile e insensato, ma nessuno ha mai provato a negare l'evidenza sostenendo che non fosse un ordine di scuderia.
Curiosità: nel 2002 ero in terza media e ai tempi ci portavano in classe una copia del giornale per un progetto di invito alla lettura. Ricordo che l'indomani tutti ci passavamo il giornale durante un'ora di lezione per leggere il resoconto del gran premio. Non solo, durante l'intervallo ricordo di avere visto la professoressa di italiano e storia che ne parlava con la bidella, con il giornale aperto. Per quanto la Formula 1 fosse tutto sommato molto nazionalpopolare ai tempi (vivo in Emilia Romagna, dopotutto) non ricordo di avere mai visto così tante persone interessate alla Formula 1 al lunedì dopo la gara.

giovedì 27 aprile 2023

GP Germania e Austria 1971: Stewart viaggia verso il titolo

Carissimi lettori, oggi 27 aprile 2023 vi parlo a random del GP di Germania 1971... o almeno è quello che credete voi, perché ci sarà una ragione per cui ve ne parlo proprio oggi. Siamo sempre nell'ambito "compleanni dei piloti" e vi informo, in modo totalmente slegato da questo post, che ieri è stato il compleanno di Daniil Kvyat. Oggi è il compleanno invece di un personaggio in qualche modo associato a Kvyat e, visto il fatto che uno compie gli anni il 26 e uno il 27, oserei suggerire ai due di festeggiare insieme, come sicuramente avranno fatto in molte occasioni in passato!

Al Nurburgring nel 1971 Jackie Stewart partiva dalla pole position, davanti a Jacky Ickx, il quale tuttavia è passato in testa allo scattare della gara, disponibile in un video di extended highlights su Youtube, il quale in prevalenza immagini difficili da contestualizzare e scorci dall'altro, perché il vecchio Nurburgring aveva il suo fascino, ma la regia dei primi anni '70 non vi rendeva molto onore.
Tornando a noi, abbiamo lasciato la Ferrari di Ickx ma non c'è rimasta a lungo, con la Tyrrell di Stewart presto al comando e, a peggiorare la situazione, il ferrarista è anche finito in testacoda andando a sbattere contro le barriere. La seconda piazza sarebbe andata a quel punto nelle mani di Clay Regazzoni, se questo non fosse a sua volta finito in testacoda, senza però gravi conseguenze, se non la perdita di una posizione a vantaggio della BRM di Jo Siffert, il quale però in seguito sarà costretto al ritiro.
Regazzoni è tornato così secondo, posizione che era destinato a perdere superato più avanti da François Cevert che, classificandosi secondo, ha completato la doppietta Tyrrell. Clay è giunto sul gradino più basso del podio, mentre Mario Andretti sulla terza Ferrari è giunto al quarto posto, con Ronnie Peterson (March) e Tim Schenken (Brabham) a completare la zona punti.

Veniamo ora al compleanno del giorno, perché in questa occasione era nell'elenco degli iscritti un esordiente che, nato il 27 aprile 1943, oggi compie ottant'anni, una parte dei quali spesi a declamare perle di saggezza di dubbio gusto, quasi potremmo definirle sparate. Nello specifico avrebbe dovuto prendere parte al gran premio su una McLaren del team cliente Equipe Bonnier, come compagno di squadra di Jo Bonnier.
Nello specifico, mi riferisco a questo signore qui:


Lo riconoscete...?
Esatto, è Helmut Marko, assente dal GP di Germania perché in effetti il team per il quale doveva gareggiare non aveva a disposizione una seconda monoposto al momento. Il suo debutto, tuttavia, non ha tardato ad arrivare e la foto qui sopra è uno screenshot di un video con la sintesi del GP successivo, quello d'Austria disputato a Zeltweg, sintesi di otto minuti, di cui all'incirca uno dedicato effettivamente alla gara. Marko ha debuttato con la BRM sponsorizzata Yardley, con cui ha disputato la parte finale della stagione. Nel 1972 avrebbe corso sempre per BRM, ma sponsorizzata Marlboro.

Qualificato 17°, ha chiuso la gara 11°, ma non siamo qui per parlare della gara di Marko, non per altro, ma perché in un video di un minuto avrebbero mai potuto parlare della sua gara?
Mi pare scontato che si dia più peso a chi era partito dalla pole si trovava in testa alla gara, ovvero Siffert che precedeva Stewart che non riusciva a stare al passo del leader per qualche problema alla monoposto, tanto che è stato in seguito superato dal compagno di squadra Cevert, in precedenza protagonista di un duello con Regazzoni terminato a causa di un incidente del ferrarista.
La gara di Stewart è poi terminata anzitempo, quando si è staccata una ruota, non il modo migliore di festeggiare il titolo aritmeticamente conquistato. Nessuna Tyrrell ha visto la bandiera a scacchi, Cevert si è ritirato per un guasto al motore. Neanche Siffert se la passava molto bene, a causa di una foratura lenta ha visto Emerson Fittipaldi (Lotus) avvicinarsi pericolosamente, ma alla fine il pilota BRM ha portato a casa la posizione, con Emmo secondo e Tim Schenken terzo, suo unico podio in Formula 1. La zona punti è stata completata da Reine Wisell (Lotus), Graham Hill (Brabham) e Henri Pescarolo (March).


domenica 26 marzo 2023

25 anni dopo: 1998 (CAN, FRA, GBR, AUT), un mondiale riaperto

Oggi parliamo di come il mondiale 1998, che inizialmente sembrava saldamente nelle mani della McLaren, sia arrivato a un punto di svolta. Dobbiamo iniziare dal Canada, gara in cui David Coulthard e Mika Hakkinen erano 1/2 sulla griglia, precedendo Michael Schumacher. La gara è iniziata con vari gabbiani immortalati mentre si alzavano in volo allo start, poi si è alzata in volo - in una partenza resa caotica dalla Jordan di Ralf Schumacher che si è spenta sulla griglia - anche la Benetton di Alex Wurz, dopo un contatto con la Sauber di Jean Alesi. Sono stati coinvolti a vario titolo anche il compagno di squadra di quest'ultimo, Johnny Herbert, e Jarno Trulli sulla Prost. Illeso dopo il cappottamento, Wurz è corso ai box per prendere parte al restart con il muletto, visto che la gara è stata redflaggata. Michael Schumacher, che si era inserito secondo tra le due McLaren, ha quindi visto svanire gli effetti della sua partenza.

Il restart è stato ugualmente caotico e in gran parte con gli stessi protagonisti: Ralf Schumacher stavolta ha fatto una sbinnata, pare abbia coinvolto a qualche titolo la new entry Eddie Irvine, mentre la Arrows di Mika Salo, altra new entry, tagliava per i prati per evitare il caos. Salo è poi rientrato in pista cozzando contro Wurz, che è finito contro Trulli il quale ha sbattuto violentemente sulla vettura di Alesi. Nel frattempo per i fatti loro due piloti si erano fermati per guasti: uno è Mika Hakkinen, la cui vettura è partita al rallenty per un problema al cambio, l'altro era Tora Takagi sulla Tyrrell. In sintesi: ritirati Hakkinen, Ralf Schumacher, Alesi, Trulli e Takagi, il tutto mentre dopo avere tentato di insidiare Michael Schumacher, la Benetton di Giancarlo Fisichella stazionava al terzo posto davanti alle Williams di Jacques Villeneuve e Heinz-Harald Frentzen. Irvine intanto aveva una foratura.

C'è stata solo safety car, al restart Coulthard e Schumacher sono rimasti 1/2, molto vicini, mentre le Stewart di Rubens Barrichello e Jan Magnussen, così come la Jordan di Damon Hill, cercavano di non rendere la vita troppo semplice alle Williams. Barrichello e Hill erano i due che più riuscivano in questo intento. Tutto è proseguito in relativa tranquillità finché la Arrows di Pedro Diniz non è partita in testacoda. Il pilota, tornato in pista dopo un giro per i prati, ha portato quantitativi vistosi di sporcizia sul tracciato, al punto da rendere necessario l'ingresso della safety car per fare pulizia. Al restart Coulthard era ancora in testa, ma poco dopo (circa a un quarto di gara) la sua vettura ha dato forfait. Schumacher ne ha ereditato la leadership, con Fisichella secondo. La safety car, comunque, è tornata quasi subito, per due diversi incidenti, di Salo e di Herbert.

Schumacher, su una strategia a due soste, è rientrato ai box, così come Barrichello. Gli altri piloti sono rimasti in pista. Michael è uscito dalla pitlane tagliando abbondantemente la strada a Frentzen, il quale è partito in testacoda, costretto al ritiro. Frattanto Fisichella era in testa, ma al restart Villeneuve ha tentato il sorpasso, finendo con le ruote sull'erba, tentando di rimettersi in carreggiata e venendo frattanto speronato dalla Minardi di Esteban Tuero. Schumacher frattanto si è ritrovato secondo e si è lanciato all'inseguimento di Fisichella. Molto più veloce della Benetton, ha dovuto accontentarsi di contemplarne il retrotreno con la consapevolezza che entrambi avevano ancora una sosta da effettuare. Poi, per la faccenda di Frentzen, la direzione gara ha scagliato addosso a Schumacher uno stop and go: è tornato in pista terzo.

Secondo c'era al momento Hill che nel comparire Schumacher negli specchietti ha deciso che tenersi quel secondo posto era questione di vita o di morte. Dopo avere lottato strenuamente per la piazza poi perduta, si è fermato ai box: per i piloti su una sosta sola era più o meno il momento di fermarsi. Purtroppo per lui non era destinato a inseguire il podio, ma a un ritiro di lì a poco. Era in buona compagnia, dato che Olivier Panis, sulla Prost, ha abbandonato la gara in quei frangenti, per un cedimento che l'ha fatto finire fuori pista. Schumacher con pista libera era molto più veloce di Fisichella che poi è rientrato e, in sintesi, quando poi si è fermato a sua volta ha fatto overcut, per pochissimo, mantenendo la prima posizione inizialmente per un soffio, ma poi allungando. Purtroppo Fisichella avrebbe dovuto attendere ancora molti anni prima di vincere un gran premio.

Schumacher, Fisichella, Irvine, Wurz e le Stewart a punti, in una gara con molti colpi di scena e, dopo il ritiro anche di Tuero, solo dieci piloti al traguardo. Attardato di vari giri dopo l'incidente con Tuero, Platinum Jacques ha chiuso proprio decimo, preceduto anche dalla Minardi di Shinji Nakano, dalla Tyrrell di Ricardo Rosset e dalla Arrows di Pedro Diniz. JMag, sesto dietro a Barrichello, ha fatto una performance convincente a detta di Murray Walker (sempre grande gufatore), utile quando il suo volante per il 1999 era in bilico: non solo per il 1999 si sarebbe scoperto, dato che Jos Verstappen sarebbe stato al volante di quella vettura a Magny Cours. A proposito, proprio la Stewart di JVes, ferma sulla griglia, ha provocato un aborted start al GP di Francia. Partito bene dalla pole al primo tentativo, Hakkinen ha sbagliato la seconda partenza, venendo trollato dalle Ferrari di Schumacher e Irvine.

Proprio tentando l'attacco su Irvine, Hakkinen è finito in testacoda perdendo una posizione a vantaggio di Coulthard. Solo un problema al riforninento per il compagno di squadra (rimasto fermo a lungo non è entrata benzina ed è dovuto tornare ai box subito dopo) ha rimesso Mika in terza posizione. Mentre Schumacher faceva gara a sé andando a vincere per la seconda volta di fila, Irvine e Hakkinen si sono ritrovati a duellare nel finale, con Irvine che ha mantenuto la seconda posizione, con il finlandese terzo. Era dal 1990 che la Ferrari non faceva doppietta. Villeneuve ha chiuso quarto, mentre Wurz uscito indenne da un contatto con Ralf Schumacher (avvenuto più o meno in concomitanza con il ritiro di Hill per un guasto, ancora iella per la Jordan) è giunto quinto. Superato Alesi a un giro dalla fine, Coulthard ha portato a casa il punto della sesta piazza.

Ci spostiamo a questo punto in Gran Bretagna a Silverstone, per un episodio destinato a passare alla storia: Michael Schumacher vi ha vinto il gran premio tagliando il traguardo dalla pitlane mentre andava a scontare uno stop and go. Com'è stato possibile tutto ciò? Mi verrebbe da dire a causa di un regolamento fatto alla cazzum e ancora alla cazzum applicato, ma tutto inizia dalle basi e prima dobbiamo andare a scoprire come Schumacher, partito secondo e poi finito in breve tempo terzo dietro alle due McLaren dopo il sorpasso subito da Coulthard, si trovasse in testa. Gli Hakkoulthard sono stati di fatto 1/2, in una gara iniziata con poche gocce e proseguita con molta più pioggia, e lo erano anche dopo la prima sosta, almeno finché David, come già diversi piloti, è finito in testacoda sulla pista bagnata ed è stato costretto al ritiro, lasciando Schumacher secondo.

Dopo la seconda sosta Hakkinen ha fatto un testacoda, ma il vantaggio abissale gli ha permesso di rimanere in testa alla gara, vantaggio tuttavia azzerato da una safety car entrata a causa del peggiorare delle condizioni meteo. Dopo il restart Hakkinen ha messo le ruote sull'erba e Schumacher è passato in testa dove è rimasto indisturbato finché non gli è stato comunicato uno stop and go per avere doppiato Wurz sotto bandiere gialle al 43° giro. Ne erano passati quindici di cui vari dietro safety car, quindi qualcosa come minimo mezz'ora. C'erano inoltre tre giri di tempo per scontare la penalità e due e mezzo ancora da completare (da cui il surreale stop and go scontato prima del giro d'onore). In sintesi: 1) la penalità è stata comunicata "fuori tempo massimo", 2) a quel punto avrebbe dovuto essere applicata più ragionevolmente una irragionevole penalità post-gara.

Perché irragionevole penalità post-gara? Essenzialmente perché in tal caso la penalità era dieci secondi aggiunti al suo tempo. Quindi in questo specifico caso avendo Schumacher vinto con 20+ secondi su Hakkinen si sarebbe in tal caso ritrovato vincitore con 10+ secondi su Hakkinen, che sarebbe stata una penalità molto più leggera che scontare uno stop and go a gara in corso, a cui si sarebbe aggiunto anche il tempo del passaggio in pitlane. Di conseguenza in regolamento prevedeva che a seconda che mancassero più o meno di tre giri alla fine della gara quando venivano assegnati dieci secondi di penalità a un pilota, la penalità sarebbe stata completamente diversa. Se queste erano le basi di partenza, non c'era da sorprendersi troppo che si sia arrivati a un simile caos. E il caos regnava anche al parc fermé, dove non era chiaro cosa fosse successo. Michael Schumacher è stato comunque dichiarato vincitore.

Hakkinen, secondo al traguardo... più o meno perché di fatto sotto la bandiera a scacchi è stato il primo a passare, si è ritrovato con due punti di margine in classifica, precedendo Irvine. La Benetton ha fatto 4/5 con Wurz e Fisichella mentre la Jordan - dopo un incidente di Hill - ha visto il primo punto stagionale per opera di Ralf Schumacher, il quale si è imbucato al parc fermé per recarsi al cospetto del fratello, tre volte vincitore negli ultimi tre gran premi. Per Hakkinen nel frattempo non c'era altro da fare che sperare di potersi riappropriare del gradino più alto del podio nel successivo evento a Zeltweg. Il duo Fisichella/ Alesi, che in Austria si è procacciato la prima fila, ovviamente sperava che non andasse a finire così, ma penso possiate immaginare come funzionano le cose per gli outsider che fanno risultati altisonanti al sabato. Esatto, una volta giunta la domenica, Hakkinen si è preso subito la testa della gara.

Ci sono stati due contatti nel frattempo nelle retrovie e in uno di questi è finito coinvolto anche Coulthard, precipitato praticamente ultimo (era partito 14°, qualifica bagnata con risultati strani). È stata mandata in pista la safety car, con Hakkinen e M.Schumacher 1/2 e Fisichella terzo, con Alesi che aveva perso qualche posizione. Uscito perdente da un duello con Hakkinen, Schumacher ha perso anche la seconda piazza a vantaggio di Fisichella, per poi recuperarla dopo un giro. Per tutta la durata del primo stint è rimasto secondo, ma il suo primo stint è finito anzitempo, rompendo l'ala anteriore durante un'escursione per i campi di Zeltweg è stato costretto a rientrare. Fisichella è quindi risalito secondo, ma uscito dai box dopo il rifornimento si è ritrovato a duellare ruota contro ruota con Alesi, con contatto e ritiro per entrambi. Frattanto procedeva la rimonta di Coulthard.

Non una rimonta da poco: era spesso il più veloce in pista e a soste ultimate si è ritrovato secondo, l'intento di fare doppietta con il compagno di squadra, cosa che in effetti sarebbe accaduta. Irvine al momento era terzo, mentre i fratelli Schumacher duellavano per la quarta posizione. Michael alla fine ne è uscito vincente e si è lanciato all'inseguimento di Irvine. Quel giorno, naturalmente, Irvine è arrivato quarto, prendendosela abbastanza comoda, mentre Schumacher adesso in classifica pagava un gap di otto punti da Hakkinen. Ralf ha terminato la gara in quinta posizione, niente male per la Jordan, e per quanto sia giunto senza punti - sesto Villeneuve - Hill ha potuto consolarsi con un settimo posto che visto l'andazzo era tutt'altro che scontato. Ancora a quota zero in classifica, presto avrebbe visto a sua volta i punti...


venerdì 9 dicembre 2022

Una questione di willpowahhhh, doppiette McLaren e Heidelesi vibes // GP Francia e Austria 2000

Oggi facciamo un viaggio nell'estate 2000, quando ero una dodicenne che si lamentava sul proprio diario segreto delle doppiette McLaren. Guess what, iniziamo con un gran premio-lamentela e ci spostiamo a Magny-Cours, pista celebre perché nel 2004 Michael Schumacher ci ha vinto facendo quattro pitstop grazie al fatto di potere essere più leggero degli avversari e di fare presto a fare le soste per via della brevità della pitlane. Si vede che la Formula 1 del 2004 era tanto diversa da quella attuale, perché c'erano i rifornimenti di benzina, ma in primo luogo perché un pilota Ferrari poteva permettersi di fare quattro soste senza tremare di paura ogni volta.
Quattro anni prima a Magny-Cours, Schumacher scattava dalla pole position, affiancato dalla McLaren di David Coulthard. Dietro di loro c'erano i rispettivi compagni di squadra Rubens Barrichello e Mika Hakkinen. Coulthard è partito bene, ha cercato di affiancare Schumacher e di strappargli la pole position, ma Schumacher gli ha detto "col ca**o che mi passi". Ne ha approfittato Rubinho che si è infilato tra i due, mentre si sono accodati in quinta e sesta piazza Heinz-Harald Frentzen (Jordan) e Jacques Villeneuve (B.A.R.).

Le due Ferrari erano 1/2 e le due McLaren erano 3/4, con i compagni di squadra che diligentemente stavano ben lontani gli uni dagli altri. Non era esattamente così in casa Prost, dove nel corso del primo stint abbiamo assistito a una scena memorabile: Jean Alesi in testacoda, speronato dal compagno di squadra Nick Heidfeld.
La gara dei due è proseguita, mentre proseguiva con molti meno intoppi quella del quartetto di testa. Poi Barrichello ha detto: "no, veramente la mia sta iniziando a procedere non proprio senza intoppi" e ha iniziato ad avere problemi con le gomme, tanto che Coulthard si è avvicinato notevolmente. Barrichello ha risolto il problema rientrando ai box per primo, ma subendone gli effetti: eravamo in epoca di rifornimenti di benzina e all'epoca dei rifornimenti di benzina chi rientrava prima degli altri rischiava di subire overcut.
In quella parte di gara Schumacher conservava la leadership, ma non troppo agevolmente, dato che Coulthard gli si è avvicinato e i due hanno ingaggiato un acceso duello, che ha visto Michael sbarrare la strada a David con decisione in più di un'occasione. In un'occasione Coulthard gli ha anche rivolto un elegante saluto con il dito medio alzato. Ricordo dai tempi che poi in conferenza stampa si è scusato per l'accaduto sostenendo - sono seria - che con la sua azione dava il cattivo esempio ai bambini che seguivano le gare!

La gara si è successivamente risolta in favore di Coulthard, mentre Hakkinen sembrava destinato a rimanere dietro a Schumacher anche a soste ultimate. Il motore della Ferrari, tuttavia, non era molto d'accordo, tanto che a gara ormai inoltrata, quando mancavano una dozzina di giri al termine, ha dato forfait, costringendolo al ritiro. Ancora non lo sapevamo, ma per vedere Michael Schumacher ritirarsi da un gran premio per un guasto al motore avremmo dovuto attendere nientemeno che il GP del Giappone 2006.
Coulthard in testa, Hakkinen secondo, Barrichello risaliva in terza piazza, il tutto mentre a debita distanza Villeneuve concludeva la gara in quarta posizione. La quinta piazza è andata a Ralf Schumacher (Williams) che ha preceduto Jarno Trulli (Jordan) dopo averlo superato in precedenza. Ha chiuso solo settimo Frentzen, invece, quindi fuori dalla zona punti, precedendo la Williams di un giovanissimo Jenson Button.
Mentre la McLaren faceva doppietta, a Michael Schumacher non restava altro da fare che sperare che le cose andassero meglio due settimane più tardi a Zeltweg, evitando quantomeno stavolta di ritirarsi. Era in buona compagnia, l'intero team Prost sperava infatti, insieme a lui, per il proprio destino, di fare una gara tranquilla senza contatti tra compagni di squadra.

Hakkinen, Coulthard, Barrichello, Schumacher, questi erano i primi quattro sulla griglia di partenza. In casa McLaren è andato tutto bene al via, mentre in casa Ferrari un po' meno. Ricardo Zonta (B.A.R.), infatti, che scattava intorno alla terza fila, ha tamponato Schumacher, che si è girato, con grande delusione di tutti i suoi fanboy. Tutti, tranne uno, Sebastian Vettel, che seguendo la gara da casa sognava il giorno in cui lui stesso si sarebbe girato di centottanta gradi in un gran premio di Formula 1, ritrovandosi a novanta.
Barrichello è stato molto vicino a finire in mezzo all'ingorgo, riuscendo a evitare il caos tagliando per i campi, mentre si formava un certo ingorgo. Uno dei piloti che ha incappato nel caos era Trulli, che ha sicuramente espresso il desiderio di vivere una giornata tranquilla svegliandosi nel corpo di Fisichella. Giancarlo gli ha detto "guarda che a me non sta andando meglio" e ci siamo ritrovati con una Jordan e una Benetton in meno.
Pare che Barrichello sia stato colpito di striscio da Trulli e sia precipitato indietro di alcune posizioni, il tutto mentre Schumacher tentava con scarso successo di far redflaggare la gara spostandosi al centro della pista. Non è riuscito nell'intento: è stata mandata la safety car, mentre un paio di piloti usciti malmessi ma non troppo dall'ingorgo si recavano ai box.

Le McLaren erano 1/2 mentre in terza posizione c'erano Mika Salo (Sauber) e Pedro De La Rosa (Arrows). Ebbene sì, siamo arrivati a una situazione da plot-twist, una di quelle in cui non bisognava fare altro che sperare che gli outsider potessero ottenere buoni risultati. Con Hakkinen in testa alla gara e Salo terzo c'era anche l'eventualità di potere assistere a un podio Mikax2, ma De La Rosa ha subito smorzato le aspettative portandosi in terza piazza, mentre Salo è stato a lungo quarto per poi scivolare quinto dietro a Barrichello.
Frattanto Zonta è stato penalizzato con uno stop and go per avere innescato l'incidente alla partenza, mentre un destino simile è toccato anche a Pedro Diniz (Sauber), colpevole di avere apparentemente centrato Fisichella nel caos della partenza. Si tratta di uno dei pochi casi in cui ai tempi è stata data una penalità in gara per fatti che non riguardassero dei jump start o delle bandiere blu ignorate.
In tutto ciò Heidfeld faceva ancora parlare di sé ritrovandosi a battagliare lungamente con Villeneuve, con il quale pare essere anche finito in polemica a fine gara. Alla fine della gara di Villeneuve, intendo, perché quella di Heidfeld è finita anzitempo.

Preparate i pop-corn e la Coca Cola: si è scontrato con il compagno di squadra Alesi e i due si sono ritirati per effetto dell'incidente! Prima che accadesse tutto ciò, comunque, era già accaduto un tremendo colpo di scena anti-outsider: De La Rosa, che si trovava ancora stabilmente in terza piazza e senza Barrichello negli scarichi, si è ritirato per un problema al cambio. Rubinho quindi è andato a prendersi il terzo gradino del podio dietro al duo Hakkinen/ Coulthard, salendo anche stavolta sul podio con il duo McLaren. Sarebbe accaduto anche a Hockenheim nel successivo gran premio, ma ci sarebbe salito da vincitore.
Villeneuve, frattanto, ha chiuso la gara di nuovo in quarta piazza, precedendo Button e Salo, il quale alla fine dell'opera è comunque riuscito a portarsi a casa un punto, perché nella vita ci vuole qualche soddisfazione. Segnalo che settimo ha concluso Johnny Herbert (Jaguar), mentre ha ottenuto una prestigiosa ottava piazza, che purtroppo ai tempi non dava punti, el nuestro amigo Marc Gené sulla Minardi, riuscendo a tenersi dietro alcuni avversari, anche approfittando del fatto che molti fossero finiti nel caos. A proposito di gente finita nel caos, non per dire che ci fosse finito suo malgrado, Zonta si è ritirato a gara inoltrata per un guasto al motore.

PS. A Zeltweg ha debuttato Luciano Burti sulla Jaguar, al posto di Eddie Irvine ricoverato in ospedale nel corso del fine settimana per disturbi intestinali.

venerdì 28 ottobre 2022

GP Austria 1999: la vittoria di Irvine e lo scontro Coulthard vs Hakkinen

Oggi vi porto in viaggio nel 1999 e nello specifico vi porto a Zeltweg, subito dopo la metà della stagione. Con l'infortunio di Michael Schumacher nel precedente GP di Gran Bretagna, Eddie Irvine è improvvisamente diventato l'uomo di punta della Ferrari. Al suo fianco, scartate le ipotesi Luca Badoer e Pedro Diniz, c'è Mika Salo, già visto in precedenza come one-off alla B.A.R. nella prima parte della stagione. I due si qualificano rispettivamente in terza e settima posizione sul circuito austriaco, mentre le McLaren di Mika Hakkinen e David Coulthard dominano la prima fila e, dopo un sabato da dominatori, si apprestano a vivere una domenica da dominatori. O forse è quello che accadrebbe se, alla prima curva, Coulthard non tentasse in maniera abbastanza sguaiata l'attacco su Hakkinen, facendolo partire in testacoda.

Irvine, frattanto, si ritrova davanti la McLaren del finlandese. Ne approfitta una sagoma bianca che like a boss si porta in seconda posizione. Si tratta della Stewart di Rubens Barrichello che si frappone tra Coulthard e Irvine, in seconda posizione. Al quarto posto si accoda la Jordan di Heinz-Harald Frentzen, mentre il neoferrarista Salo incappa subito in una disavventura: tampona infatti la Stewart di Johnny Herbert, faccenda per la quale entrambi sono costretti a rientrare ai box. Per Hakkinen, precipitato ultimo, si prospetta una lunga e intensa rimonta, mentre in contrapposizione le prime posizioni rimangono pressoché invariate almeno per tutta la durata del primo stint, quindi fino verso metà gara o giù di lì, dato che i front runner si fermano ai box una volta soltanto. Irvine ritarda la sosta, in tal modo si appropria di overcut della prima posizione davanti a Coulthard.

La rimonta di Hakkinen prosegue, riesce a risalire non solo fino alla zona punti, ma anche verso le zone che contano. Si ritrova anche davanti a Barrichello dopo la sosta di quest'ultimo, quindi terzo. Il povero Rubinho, invece, si trova stabilmente in quarta posizione quando nelle fasi finali della gara è costretto al ritiro per un guasto al motore. Irvine nel frattempo deve vedersela con Coulthard che gli sta negli scarichi, ma riesce a mantenere la prima posizione fino al traguardo: sul podio lo attende "God save the Queen", cosa che non penso renda molto felice Eddie, che ha sempre affermato di identificarsi come irlandese e non come britannico. Hakkinen invece non è per nulla felice di essere sullo stesso podio insieme a Coulthard e tra i due compagni di squadra regna il gelo. Le acque sembrano calmarsi in seguito quando Coulthard ammette che l'incidente è avvenuto per un proprio errore.

Frentzen chiude quarto, mentre il compagno di squadra Damon Hill giunge in ottava posizione. Al quinto e al sesto posto si piazzano la Benetton di Alex Wurz e la Sauber di Pedro Diniz: i rispettivi compagni di squadra, Giancarlo Fisichella e Jean Alesi, sono entrambi ritirati. Il romano è l'ultimo pilota a ritirarsi, a causa della rottura del motore, pochi giri prima della fine della gara mentre si trovava in settima(?) piazza. Alesi invece risulta essersi ritirato per avere finito la benzina molto prima, disavventura simile a quanto gli era già accaduto al GP Australia 1997. Jarno Trulli e Olivier Panis sulle Prost giungono rispettivamente settimo e decimo, con Salo in nona posizione. Le Minardi di Marc Gené e Luca Badoer vengono classificate undicesima e tredicesima: l'italiano è classificato dietro a Fisichella che si è ritirato a due giri dal termine. L'ultimo dei piloti presenti in pista è quindi Herbert.

Ben tre scuderie terminano la gara con un doppio ritiro: Williams, Arrows e B.A.R, con Ralf Schumacher che in casa Williams è il primo dei ritirati per un testacoda dopo pochi giri di gara. Il suo compagno di squadra Alessandro Zanardi risulta, come Alesi, avere finito la benzina prima di entrare in pitlane. Tora Takagi con la Arrows si ritira per un guasto al motore, mentre il suo compagno di squadra Pedro De La Rosa è messo out da un testacoda. I due piloti della B.A.R., invece, Jacques Villeneuve e Ricardo Zonta, sono costretti al ritiro dalle solite noie meccaniche che colpiscono i piloti della B.A.R. mediamente un giorno sì e il giorno dopo pure. A proposito di Zonta, specifico che è lui il pilota che, a inizio della stagione, è stato sostituito per un breve periodo proprio da Salo, reduce stavolta da un primo gran premio in Ferrari poco allettante (per fortuna non siamo in epoca social).

Irvine, con i punti della vittoria, si porta a solo due lunghezze di distacco da Hakkinen in classifica e improvvisamente entra prepotentemente nella lotta per il titolo, cosa che fino a poche settimane prima difficilmente sarebbe stata presa in considerazione come ipotesi. Il successivo evento si svolgerà a Hockenheim: immagino che sappiate com'è andata a finire e quindi, di conseguenza, anche di come Salo sia riuscito a riprendersi dopo un primo gran premio poco convincente. O quantomeno, riprendersi in base a quanto sia il vostro concetto personale di riprendersi. È meglio non essere mai minimamente in considerazione per le posizioni che contano, oppure trovarsi in testa alla gara e dovere cedere la leadership al proprio compagno di squadra? Forse Salo è uno dei pochi piloti che potrebbero dare una risposta, la maggior parte in genere si trovano solo nella situazione di non essere presi in considerazione e mai leader di un gran premio!

venerdì 7 ottobre 2022

Lo sventurato pitstop di Alesi a Monza nel 1997 e altre storie di iella

Benvenuti a Monza, dove le nonne mandano baci sulla punta delle dita all'indirizzo degli occhi azzurri di Jean Alesi, il ferrarista del loro cuore, anche se il 1995 è finito da un pezzo e molta gente sembra iniziare a pensare che cento Schumacher domani siano meglio di un Alesi oggi. Molta gente ma non le nonne monzesi, appunto, che continuano a sostenerlo con tutte le loro forze nella speranza che, se le Ferrari non possono concludere nulla, possa essere lui a sorprenderle strappando una pole position a caso con cui allietare la loro giornata. Alesi non può fare nulla per deludere le nonne imolesi ed eccolo che si procaccia la prima casella della griglia, pronto a svettare su tutto e su tutti in una nuvolosa domenica di settembre. Accanto a lui la Williams di Heinz-Harald Frentzen, seguono Giancarlo Fisichella su Jordan, Jacques Villeneuve su Williams e poi entrambe le McLaren. Le Ferrari sono più arretrate, ma non è un problema che tocca le nonne monzesi, a loro bastano gli occhi azzurri di Alesi per essere felici.

La gara parte e Alesi si invola verso la leadership seguito da Frentzen. Una delle McLaren staziona al terzo posto, è quella di David Coulthard. Il suo compagno di squadra Mika Hakkinen si trova invece sesto alle spalle di Fisichella e di Villeneuve, mentre dietro ci sono settima e nona le Ferrari di Michael Schumacher ed Eddie Irvine che hanno tra di loro la Benetton di Gerhard Berger. Non si sa cosa pensino le nonne monzesi dell'ottavo posto di quest'ultimo, ma nevermind, viviamo in un mondo Alesi-centrico, non possiamo perdere tempo a parlare di Berger. Parliamo piuttosto della gara, dato che siamo negli anni '90, quindi è movimentatissima grazie a una lunga serie di duellihhhh e sorpassihhhh. Ah, no. C'è un trenino Alesi/ Frentzen/ Coulthard, mentre dietro sembra non succedere nulla di interessante. Se tutto durasse così fino alla fine, le nonne monzesi avrebbero molto di cui essere felici. Però Alesi è Alesi, quindi la sventura imminente è di default, è la legge non scritta della Formula 1.

Non scritta, ma inevitabile. Frentzen è il primo del trio di testa a rientrare ai box. Alesi e Coulthard entrano nello stesso giro. La sosta di Alesi dura esattamente un secondo in più di quella di Coulthard: esce alle spalle del pilota scozzese e la prima posizione è andata una volta per tutte. Per fortuna la strategia della gara prevede una sola sosta, quindi almeno la seconda piazza può essere conservata senza problemi fino alla bandiera a scacchi. Salirà sul secondo gradino del podio, al fianco del vincitore Coulthard e insieme a loro ci sarà Frentzen. La seconda pare di gara prevede nel frattempo qualche evento in più, uno dei quali riguarda Hakkinen, purtroppo per lui. Il pilota finlandese si trova infatti al quarto posto, grazie a un buon timing della sua sosta, quando a causa di una slow puncture è costretto a rientrare ai box. Ne uscirà fuori dalla top-ten e terminerà la gara in nona posizione, il tutto mentre il suo compagno di squadra vince la seconda gara della stagione, dopo avere già terminato davanti a tutti quella inaugurale in Australia.

Succedono anche altre cose, in primo luogo c'è un incidente tra la Jordan di Ralf Schumacher e la Sauber di Johnny Herbert, incidente che culmina con quest'ultimo che va a sbattere piuttosto violentemente, fortunatamente uscendone senza danni. Ci sarà post-gara una polemica a proposito dei fatti, con Herbert che accuserà R.Schumacher di avere fatto una manovra sguaiata e R.Schumacher che, convocato dai commissari, si difenderà sostenendo che la colpa dell'incidente è di Herbert. Siccome siamo negli anni '90 i commissari sono piuttosto elastici e Ralf se la cava senza essere penalizzato, il che contrasta un po' con quanto accaduto a Jacques Villeneuve: il pilota della Williams, infatti, si è procacciato un race ban con pena sospesa a causa di un mancato rallentamento nel warm-up in regime di bandiere gialle causate da una vettura ferma, la Tyrrell di Ukyo Katayama. Non dimenticatevi di questa faccenda, perché avremo modo di riparlarne in tempi piuttosto brevi. Adesso, però, andiamo avanti, la gara non è ancora terminata.

O meglio, la gara non è terminata a condizione di non essere Damon Hill. Il campione del mondo in carica si ferma quando il motore della Arrows parte in una nuvola di fumo. Frattanto, dopo le peripezie di Hakkinen, Fisichella ha ripreso la quarta posizione e la mantiene fino al traguardo. Dietro di lui si classificano i championship contenders Villeneuve e Michael Schumacher. Quest'ultimo è ancora inseguito, come nella prima parte di gara, da Berger e Irvine, segno evidente che non ci sono stati grossi cambi di posizioni in corso d'opera. A proposito dei championship contenders, invece, va segnalato come Villeneuve recuperi un punto in classifica nei confronti di M.Schumacher. Il gap, tuttavia, è ancora piuttosto elevato: i punti che li separano sono dieci, quando mancano quattro gran premi alla fine della stagione. Riuscirà Villeneuve a colmare questo gap? Le due prove successive - Zeltweg e Nurburgring - nelle quali conquista la vittoria, suggeriscono che tutto è fattibile. Prima di vedere Platinum Jacques vincere, tuttavia, la malasorte decide che di essere equa: non tormenterà solo Alesi!

AUSTRIA - circuito totalmente revisionato, location di nuovo in calendario dopo dieci anni. Villeneuve scatta dalla pole position, o per meglio dire non scatta, vedendosi sopravanzare da letteralmente tutta la gente strana che ha intorno. Vorranno perdonarmi Mika Hakkinen, Jarno Trulli e Rubens Barrichello per essere stati definiti in modo tale, e Hakkinen vorrà perdonare anche la iella, dato che percorre qualcosa due curve prima che il motore gli auguri un buon proseguimento di giornata costringendolo a parcheggiare. A questo punto c'è al comando una Prost, guidata da Trulli, all'ultimo gran premio stagionale prima del ritorno di Olivier Panis dopo l'infortunio in Canada. Villeneuve nel frattempo sta negli scarichi di Rubinho e il suo collega Frentzen non è messo meglio: si trova in quinta piazza a contemplare a sua volta il retrotreno di una Stewart, quella di Jan Magnussen. Il duo Barrichello/ Magnussen peraltro resiste anche bene, essenzialmente per quasi tutto il primo stint. Trulli frattanto ne approfitta per scappare.

Se in questo momento gli alieni decidessero di sbarcare a Zeltweg, probabilmente la gara verrebbe redflaggata e Trulli porterebbe a casa la vittoria, ma non si può avere tutto dalla vita, quindi a questo punto vede Villeneuve che, dopo il sorpasso su Barrichello, gli si avvicina progressivamente. Ha ancora qualche secondo di margine al momento della prima sosta, ma finisce per subire overcut da Platinum Jacques. Eccolo secondo, dove più avanti nella gara è ancora inseguito da Coulthard. Michael Schumacher, nel frattempo, è stato penalizzato con uno stop and go per sorpasso su Frentzen in regime di bandiere gialle provocate da un incidente tra Alesi e Irvine e si ritrova a inseguire la zona punti, così come le Stewart, precipitate un po' più indietro dopo la seconda sosta. Trulli non ha di questi problemi, però ne ha dei peggiori. La benzina scarseggia, deve rallentare. E poi, proprio in contemporanea con la rottura del motore per il compagno di squadra Shinji Nakano, anche lui va incontro allo stesso amaro destino.

Siamo ormai nella parte finale della gara, ma c'è ancora comunque sufficiente tempo per avere altri sventurati eventi, come ad esempio il ritiro di entrambe le Stewart: JMag se ne va per problemi di motore, Barrichello danneggiando la vettura in un'uscita di pista mentre in lotta con M.Schumacher. Frattanto, dietro a Villeneuve e Coulthard, Frentzen si trova al terzo posto, precedendo le Jordan di Fisichella e R.Schumacher. Nelle fasi finali della gara, infine, va in scena la lotta per la sesta posizione e per l'ultimo punto disponibile. È Damon Hill a occupare quella posizione, ma ecco sopraggiungere il suo vecchio nemico Michael Schumacher che lo supera stando in bilico su due ruote. Che poi, a dire la verità, "in bilico su DUE RUOTE" mi sembra anche una definizione abbastanza fuorviante, perché non sono affatto sicura che se fosse su un mezzo a due ruote Schumacher sarebbe in grado di superare Hill, dato che Damon a inizio carriera è stato un pilota motociclistico e magari era in grado di stare a bordo di una moto senza cadere.

LUSSEMBURGO - arrivati a questo punto vi direte "abbiamo già assistito a tanta iella nelle due gare precedenti, stavolta deve per forza andare bene"... e invece no. Stavolta continuiamo ad assistere a dosi massicce di iella, anche se, all'inizio, per certi soggetti sembra andare tutto bene. Per certi, mentre per altri va malissimo fin dalle prime battute. È quello che succede in casa Jordan, dove Fisichella e Ralf Schumacher violano la regola aurea del motorsport, quella che recita che se devi fare un incidente con qualcuno almeno che non sia il compagno di squadra. Ralf viene catapultato contro una Ferrari di passaggio, violando anche la regola secondo cui se poi devi cozzare contro un pilota random, almeno che non sia tuo fratello, il tutto mentre sopraggiungono Berger e Katayama (quelli veri). Finisce lì per le Jordan, Michael Schumacher tenta di rientrare ai box, ma non c'è nulla da fare. Tornando a Berger e Katayama, mentre Gerhard riesce a evitare l'ingorgo, non si può dire lo stesso di Katayama, costretto a sua volta al ritiro.

La Ferrari perde subito una delle sue vetture, rimane solo Irvine che si trova nelle retrovie. Però è già qualcosa: in corso d'opera si ritirerà per un guasto al motore. In casa McLaren invece va tutto benissimo: Hakkinen che scatta dalla pole alla vigilia del suo ventinovesimo compleanno è in testa, seguito da Coulthard, mentre Villeneuve si accoda al terzo posto. Tra i tre si viene a formare fin da subito un certo gap, così che quando giungerà il momento della sosta ai box ciascuno riuscirà a conservare la propria posizione. Tornando a noi, invece, Frentzen ha perso varie posizioni al via e a completare la zona punti virtuale ci sono a vario titolo Alesi e le Stewart. Alesi, tuttavia, anticipa la sosta ai box e Barrichello e Magnussen rimangono 4/5 con Hill al momento in sesta piazza. Frentzen lo raggiunge, ma non riesce a superarlo. Hill si toglie di mezzo solo al momento della sosta ai box, quando la vettura si spegne e finisce per perdere parecchio tempo. Va tutto bene, frattanto, per le Stewart.

O meglio, va tutto bene, fino a un certo punto JMag dopo la sosta si vede sopravanzare dalla Arrows di Pedro Diniz e un paio di giri dopo è anche costretto al ritiro. Per Barrichello invece sembra davvero andare tutto bene, nel secondo stint di gara si trova al quarto posto, mentre davanti la iella si dà da fare contro i piloti della McLaren. Prima Coulthard e poi Hakkinen, a un giro di distanza, si ritirano nello stesso tratto della pista a causa della rottura del motore. Villeneuve risale così in testa alla gara e Barrichello... No, il povero Rubinho non risale secondo, perché la malasorte ha molta fame in questa domenica di fine settembre ed ecco che si ritira per un guasto al cambio più o meno in concomitanza con il ritiro di Hakkinen. In tutta questa trafila, frattanto, ci guadagna Frentzen, che da buon free-rider è quarto dietro alle Benetton, poi secondo quando Alesi e Berger si fermano per effettuare il secondo rifornimento. Con la seconda sosta, Frentzen si porta terzo per overcut su Berger.

Villeneuve si ferma per la seconda sosta, ma ha un grosso vantaggio sul terzetto Alesi/ Frentzen/ Berger. Del tutto indisturbato, va a portarsi a casa la vittoria e, tra una cosa e l'altra, adesso è leader della classifica piloti con nove punti di vantaggio su Schumacher. Al momento non possiamo saperlo e sembra impensabile, ma l'abbiamo visto concludere una gara di Formula 1 da vincitore per l'ultima volta in carriera. Il terzetto Alesi/ Frentzen/ Berger frattatno completa la gara nelle posizioni dalla seconda alla quarta, mentre Diniz e Panis danno vita a un duello per la quinta piazza, con Herbert e Hill che si avvicinano. La spunta Diniz, battendo quindi il suo ex compagno di squadra almeno stavolta che non gareggiano più per lo stesso team, ma per Panis è consolatorio portarsi a casa almeno un punto nella gara del suo ritorno. Herbert e Hill chiudono alle loro spalle, settimo e ottavo, con Hill che, senza quel problema durante la sosta, avrebbe verosimilmente potuto cogliere un arrivo in zona punti, visto che al momento era abbondantemente davanti a Diniz.