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domenica 1 marzo 2026

Indycar 2026: si parte da #1 St.Petersburg

Il campionato di Indycar inizia con 25 vetture al via, perché non ci sono le Prema. La squadra è in serie difficoltà... e niente, non ci sono più le squadre in difficoltà di una volta. Non ci sono sedicenti principi nigeriani né santoni vari a fare da contorno.

Si parte, con i commenti via social, il profilo ufficiale della categoria e quant'altro. Scott McLaughlin (Penske) parte dalla pole, seguono Marcus Ericsson (Andretti), Dennis Hauger (Coyne), Alex Palou (Ganassi), David Malukas (Penske), Romain Grosjean (Coyne), Marcus Armstrong (Shank), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Louis Foster (Rahal) e Kyffin Simpson (Ganassi) a completare la top ten sulla griglia.
Si parte e tutto fila liscio... poi niente, arriva Sting Ray Robb (Juncos). Aveva (o ha tuttora?) una sponsorizzazione religiosa, quindi si mette a girare come se fosse il tizio in gonnella del GP di Gran Bretagna 2003, però a bordo di una macchina, facendo sorgere molti dubbi, tipo come mai la sponsorizzazione religiosa in questione spenda soldi per SRR invece che per organizzare sagre della parrocchia, con la pasta fresca fatta dalle sfogline, l'orchestra di liscio che però suona revival anni '60/70 perché i vecchi che ballavano il liscio sono morti da anni, e lo spettacolo pirotecnico alle 23.30 dell'ultima serata.
Ne usciamo con una vettura che salta sopra un'altra, nessuna delle quali è guidata da SRR.


A dire il vero nessuna delle due è più guidata neanche da altri, dato che siamo a meno di un giro completato e Santino Ferrucci (Foyt) e Mick Schumacher (Rahal) sono già pronti per giocare a briscola. SRR prosegue, si becca un drive through e tante critiche sui social, cose tipo: "è ben chiaro perché abbia un volante a discapito di Conor Daly, se fosse una carta da briscola sarebbe il re di denari".
In un colpo solo riesce a far incavolare soggetti completamente diversi, quali il fanbase di Ferrucci e le schumine.

Tutto prosegue tranquillo, almeno finché Malukas non perde pezzi di gomma(?), ma il meglio deve ancora venire quando dopo una ventina di giri perdiamo per strada Will Power (Andretti) dopo avere verniciato un muretto.
Andiamo avanti, troviamo Ericsson e McLaughlin che lottano tra di loro, abbiamo Palou che ne approfitta per guadagnare tempo e abbiamo una riota vagante... c'è anche Scott Dixon (Ganassi) su tre ruote.
Quando siamo a metà gara Palou è leader davanti a Ericsson e McLaughlin, che palle la Formula 1 dove vincono sempre i soliti, mentre in Indycar abbiamo ogni volta un vincitore divers-... ah no.
La seconda gara sembra meno scoppiettante della prima, non ci sono casini vari, ma c'è Ericsson un po' meno al centro della scena, mentre Lundgaard (Arrow McLaughli) va a prendersi McLaughlin. In seguito Scott riprenderà la posizione su Christian: i due arriveranno 2/3 alle spalle di un ormai lontano Palou. Kyle Kirkwood (Andretti) precede O'Ward Ericsson, Josef Newgarden (Penske) arriva settimo davanti a RoGro, mentre Rinus Veekay (Juncos) precede Hauger.
Armstrong manca la top-ten in 11^ piazza, mentre Malukas, Foster e Simpson sono 13/14/15 tutti dietro a Felix Rosenqvist (Shank).
Alexander Rossi (Carpenter) precede Caio Collet (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Christian Rasmussen (Carpenter) e Nolan Siegel (Shank). SRR chiude la gara in ultima piazza, con 93 giri completati su 100.
E adesso si aspetta la gara del prossimo fine settimana... ma prima, si spera, gli extended highlight di domani.

Fun fact: dopo che Esteban Gutierrez, Pietro Fittipaldi e Kevin Magnussen hanno gareggiato in passato in Indycar, e con Romain Grosjean e Mick Schumacher sulla corrente griglia, Nikita Mazepin rimane l'unico *EX* pilota di Formula 1 della Haas che non ha mai preso parte a una gara di Indycar.


sabato 12 luglio 2025

Indycar 2025: #10 Gran Premio di Mid-Ohio

Domenica scorsa, mentre eravamo tutti preso dal primo podio in Formula 1 di Nico Hulkenberg, dall'altra parte dell'oceano  i svolgeva il decimo appuntamento della stagione di Indycar, sul circuito di Mid-Ohio, in cui il poleman Alex Palou (Ganassi) sembrava il favorito per la vittoria, per poi essere battuto nelle fasi finali della gara dal compagno di squadra Scott Dixon, che dopo essere scattato dalla nona posizione era su una strategia alternativa.

Palou precedeva sulla griglia Christian Lundgaard (Arrow McLaren), Kyffin Simpson (Ganassi), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Colton Herta (Andretti), Louis Foster (Rahal Letterman), Kyle Kirkwood (Andretti) e Marcus Armstrong (Meyer Shank) a completare le prime quattro file. Mentre Palou ha mantenuto la leadership al via, Simpson si è preso la seconda piazza, che tuttavia Lundgaard avrebbe riconquistato al restart avvenuto di lì a pochi giri dopo la safety car entrata per l'incidente di Josef Newgarden (Penske)finito in testacoda alla partenza, toccandosi anche con altre vetture che sono riuscite a proseguire. Simpson sarebbe tuttavia sprofondato decisamente più indietro in seguito a causa di problemi alla vettura. Tutti i piloti erano su una strategia a due soste... tutti eccetto Dixon che, dopo avere rimandato la prima rimanendo in testa quando tutti gli altri si erano fermati, ha rimandato anche la seconda ritrovandosi in un'ottima seconda posizione nella parte finale della gara dopo che Palou era rientrato ai box per la terza sosta. Soltanto nelle ultime fasi della gara (era l'85° giro su un totale di 90), dopo un fuoripista di Alex, Scott si è appropriato della prima piazza ed è successivamente andato a vincere precedendo lo stesso Palou.

Dietro al duo Dixon/ Palou giunto molto ravvicinato sul traguardo, come un Hulkenberg qualsiasi Lundgaard è salito sul gradino più basso del podio e Herta quarto a precedere Pato O'Ward (Arrow McLaren), mentre Felix Rosenqvist (Meyer Shank) ha preceduto il compagno di squadra Armstrong e Kirkwood. Rinus Veekay (Coyne) è giunto nono, mentre Simpson ha completato la top-ten davanti a Siegel, Marcus Ericsson (Andretti), Callum Ilott (Prema) e Foster soltanto quattordicesimo dopo la partenza in sesta fila. Seguivano Alexander Rossi (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), David Malukas (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos), Conor Daly (Juncos), Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Jacob Abel (Coyne), Scott McLaughlin (Penske) e Graham Rahal (Rahal Letterman). Oltre al già citato Newgarden, non hanno visto il traguardo né il suo compagno di squadra Will Power, né Christian Rasmussen (Carpenter) ritirati a causa di guasti.

lunedì 23 giugno 2025

Indycar 2025: #9 Gran Premio di Road America

Nel corso del fine settimana appena terminato, il campionato di Indycar ha gareggiato a Road America. I primi dieci giri della gara sono stati addirittura trasmessi in diretta su Youtube... anche se, a onore del vero, in quei dieci giri ci sono state ben tre safety car, quindi azione non troppa.
Al via il poleman Louis Foster (Rahal Letterman) è stato insidiato da Scott McLaughlin (Penske), mentre David Malukas (Foyt) qualche posizione più indietro è finito in testacoda con la prima neutralizzazione. È stato rimesso in gara, cosa non fattibile, visti i botti più grossi, per i due piloti che hanno avuto incidenti nei giri successivi, Robert Shwartzman (Prema) e Sting Ray Robb (Juncos).
Nel frattempo, nei pochi giri di bandiera verde, McLaughlin ne aveva approfittato per portarsi in testa, con Foster finito dietro anche a Kyle Kirkwood (Andretti).

I piloti del gruppo di testa sono andati ai box per la prima sosta quando al decimo giro c'è stata la SC per l'incidente di Robb, lasciando la leadership a chi si era fermato in occasione della prima SC: nuovo leader Scott Dixon (Ganassi) davanti a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Alexander Rossi (Carpenter). Dixon è rimasto in testa fino alla successiva sosta ai box.
Al 22° giro, Conor Daly (Juncos) è andato a sbattere, con una nuova neutralizzazione, nel frattempo Christian Lundgaard (Arrow McLaren) era in testa davanti a Felix Rosenqvist (Meyer Shank) e al poleman Foster. Dopo le soste dei piloti su finestra di pitstop differente, Dixon è tornato in testa alla gara. Poco dopo la metà gara, al 30° giro (in totale erano 55 tornate) Josef Newgarden (Penske) è stato protagonista di un incidente nel quale ha anche abbattuto dei pannelli, con conseguente ingresso della safety car.
Al restart Dixon era in testa e precedeva Rossi e Alex Palou (Ganassi) per quello che è stato un seguito relativamente tranquillo della gara. Si sono visti dei testacoda, ma non hanno generato grossi intoppi se non a chi ne era protagonista, come per esempio Lundgaard che abbiamo poi ritrovato nelle retrovie.

Dopo la terza sosta, Dixon era in testa alla gara e precedeva Palou, ma la necessità di un ulteriore pitstop a due giri dalla fine ha spianato la strada al pilota spagnolo, che è quindi tornato alla vittoria precedendo Rosenqvist e Santino Ferrucci (Foyt). Kirkwood si è classificato quarto davanti a Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Kyffin Simpson (Ganassi) mentre Malukas ha chiuso al settimo posto, con una top-ten completata da Nolan Siegel (Arrow McLaren), dallo stesso Dixon e da Rinus Veekay (Coyne).
Foster è giunto al traguardo undicesimo davanti ai già citati McLaughlin e Rossi, con a seguire Will Power (Penske), Callum Ilott (Penske) e Colton Herta (Andretti). Tra i piloti precedentemente menzionati abbiamo O'Ward sedicesimo, davanti Christian Rasmussen (Carpenter), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Graham Rahal (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Daly è arrivato al traguardo ventiduesimo, precedendo Jacob Abel (Coyne), mentre l'ultimo dei classificati è stato Lundgaard.



venerdì 7 marzo 2025

Indycar 2025: #1 Gran Premio di St.Petersburg

2 Marzo - parte il campionato di Indycar 2025 con il Gran Premio di St.Petersburg. Ci sono ventisette vetture al via, con l'ingresso del team italiano Prema, i cui piloti sono due nostre vecchie conoscenze, ovvero Callum Ilott, che abbiamo già visto in passato con il team Juncos, e Robert Shwartzman, che avevamo visto con i colori della Prema in Formula 2 qualche anno fa.

Scott McLaughlin ha conquistato la pole position, precedendo Colton Herta, Felix Rosenqvist, Marcus Armstrong, Christian Lundgaard, Scott Dixon, Marcus Ericsson, Alex Palou, Kyle Kirkwood e Felix Newgarden, con quest'ultimo a completare la top-ten.
La gara è iniziata con un incidente tra Will Power, Nolan Siegel e Louis Foster, con Power che ha tamponato Siegel e Foster che si è ritrovato accidentalmente in mezzo, ma nel proseguimento è stata decisamente più tranquilla e senza eccessivi colpi di scena. Nelle posizioni di primo piano, è stata una gara di strategia.
Il poleman McLaughlin è stato leader nella parte iniziale della gara, ma dopo due soste si è ritrovato in quarta piazza alle spalle di Palou, Newgarden e Dixon.
Palou è rimasto in testa fino al termine della gara, mentre Dixon si è avvicinato progressivamente e all'ultimo giro ha ultimato un sorpasso per la seconda posizione ai danni di Newgarden, un ottimo risultato considerato che ha disputato quasi interamente la gara con un'avaria alla radio.
Entrambe le Prema sono riuscite ad arrivare al traguardo, con Ilott 19° e Shwartzman 20°. Oltre ai tre piloti coinvolti nell'incidente, anche un quarto "fortunato" non è giunto al traguardo e si tratta di Marcus Armstrong, ritirato a causa di un guasto.


RISULTATO: 1. Alex Palou (Chip Ganassi), 2. Scott Dixon (Chip Ganassi), 3. Josef Newgarden (Team Penske), 4. Scott McLaughlin (Team Penske), 5. Kyle Kirkwood (Andretti Global), 6. Marcus Ericsson (Andretti Global), 7. Felix Rosenqvist (Meyer Shank), 8. Christian Lundgaard (Arrow McLaren), 9. Rinus Veekay (Dale Coyne), 10. Alexander Rossi (Ed Carpenter), 11. Pato O’Ward (Arrow McLaren), 12. Graham Rahal (Rahal Letterman Lanigan), 13. David Malukas (A.J. Foyt), 14. Santino Ferrucci (A.J. Foyt), 15. Christian Rasmussen (Ed Carpenter), 16. Colton Herta (Andretti Global), 17. Conor Daly (Juncos Hollinger), 18. Kyffin Simpson (Chip Ganassi), 19. Callum Ilott (Prema), 20. Robert Shwartzman (Prema), 21. Sting Ray Robb (Juncos Hollinger), 22. Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman Lanigan), 23. Jacob Abel (Dale Coyne), DNF. Marcus Armstrong (Meyer Shank), DNF. Nolan Siegel (Arrow McLaren), DNF. Will Power (Team Penske), DNF. Louis Foster (Rahal Letterman Lanigan).

Il campionato tornerà tra tre settimane (poco più di due nel momento in cui scrivo), il 23 Marzo, con la gara a Thermal Club, sede che l'anno scorso ospitò la non championship race. Ammetto che avevo praticamente rimosso dalla mia memoria quell'evento trashissimo, ma mi consola sapere che quest'anno ci sarà un evento normale!


sabato 31 agosto 2024

Indycar 2024: #14 Gran Premio di Portland

Prima del gran finale in cui ci saranno gli ovali di Milwaukee (in double header) e Nashville, il campionato di Indycar ha gareggiato lo scorso fine settimana nell'ultimo road course dell'anno, ovvero a Portland. La line-up dell'evento era la seguente:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Toby Sowery (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard, Juri Vips (one-off)

La pole position è andata a nientemeno che Ferrucci, mentre tuttavia Power è riuscito a passare in testa già al via, in una gara che avrebbe leaderato fino alla fine, escluso qualche giro per via dei pitstop, andando a procacciarsi la vittoria davanti al leader del campionato Palou, avvicinandosi leggermente in classifica, anche se Alex rimane di gran lunga il favorito per il titolo.
Il terzo pilota in classifica, Herta ha chiuso al quarto posto alle spalle di Newgarden, mentre è andata decisamente peggio - e non di poco - a Dixon, coinvolto in un incidente già nelle prime fasi della gara e costretto al ritiro, pare un contatto con Fittipaldi, in seguito protagonista di un ulteriore incidente, ricevendo due penalità in corso d'opera.
Al confronto con certi standard visti qualche tempo fa, con cappottamenti vari, oserei dire che questa gara è stata abbastanza soft, in termini di incidenti, e che la ciliegina sulla torta sia stato, uno a caso, Grosjean. L'ex pilota di Formula 1, dopo una buona prima parte di gara in cui si trovava in bassa top-5, si è esibito in una sbinnata, il che non sarebbe neanche troppo grave, se non fosse che si è girato nel verso giusto mentre transitava un'altra vettura, speronandola, come un Sebastian Vettel qualsiasi al cospetto di Lance Stroll - ricordate?

TOP-TEN: Power, Palou, Newgarden, Herta, Armstrong, Ericsson, McLaughlin, Ferrucci, Rahal, Kirkwood.


sabato 8 giugno 2024

Indycar 2024: #6 Gran Premio di Detroit // il caos e il Canapino-gate

Nello scorso fine settimana si è svolto il GP di Detroit di Indycar, su un circuito cittadino la cui location coincide parzialmente con quella del tracciato trash su cui si svolgeva il GP degli Stati Uniti Est di Formula 1 negli old gold days. Ho visto la gara in versione integrale grazie a delle trasmissioni "non ufficiali" su Youtube, tra cui una brasiliana in cui l'evento era stayo ribattezzato in chat come "gran premio di Destroit". L'evento ha visto alcuni cambi di line-up, come per esempio Helio Castroneves che ha preso temporaneamente il posto di Tom Blomqvist per Meyer Shank e come Tristan Vautier in Coyne nel posto in cui si sono alternati finora Colin Braun, Nolan Siegel, Luca Ghiotto e Katherine Legge. Nelle qualifiche, inoltre, ha fatto parlare di se Santino Ferrucci che, dopo una presunta ostruzione da parte di Kyle Kirkwood, l'ha ostruito di proposito e, non contento, in seguito in pitlane è andato anche a inveire contro di lui e a strattonarlo prima di essere invitato ad allontanarsi.
Dopo questa breve parentesi in stile NASCAR, è arrivata la domenica ed è arrivata una gara immensamente caotica. Giusto per chiarire il concetto: primo incidente già al via, un susseguirsi di contatti di maggiore e minore entità, una parentesi con la pioggia verso metà gara e un totale di otto ingressi della safety car, se li ho contati bene, ma potrei anche avere perso il conto. In sintesi, una gara in cui il caos era l'assoluta routine per tutti... o quasi.

Parliamo di Agustin Canapino, divenuto incredibilmente attore protagonista del post-gara. Pilota di ruote coperte, arrivato in Indycar nel 2023 con un palmares inconsueto in cui le open wheel non erano contemplare eccetto una manciata di gare in Formula 3 molti anni fa, ha mostrato risultati assolutamente rispettabili, ma ha fatto parlare di sé, finora, più che altro per le polemiche social innescate dai suoi sostenitori ogniqualvolta in pista capiti qualche evento anche minimamente controverso.
L'anno scorso il suo allora compagno di squadra Callum Ilott era stato vittima di vere e proprie campagne d'odio via Twitter, e mi spiace dirlo, il fanbase di Canapino è assolutamente pessimo. Come spesso succede per i piloti di una nazionalità non molto rappresentata in una certa categoria, si spostano a orde, un po' come i turchi per Cem Bolukbasi o i filippini per Bianca Bustamante. Con una sostanziale differenza, ovvero che tendenzialmente i fanbase molto radicati sono sostanzialmente innocui e incentrati sull'ammirazione del proprio idolo.
Purtroppo non si può dire lo stesso dei fanboy di Canapino, che fanno spesso caciara e poi usano la loro nazionalità per nascondersi: "io sono argentino e se osi contraddirmi allora è razzismo contro i latino-americani". Ricorda un po' l'atteggiamento dei messicani contro chi osa affermare che Checo Perez non è il miglior non-campione della storia della Formula 1, con la differenza sostanziale che Perez, in qualità di top driver in Formula 1, ha un fanbase più internazionale e certi soggettoni sono una parte ristretta del fanbase.

In sintesi, un paio di giorni dopo la gara Theo Pourchaire, che con Canapino era stato protagonista di un contatto che è costato poche posizioni a entrambi ed è stato penalizzato per l'incidente stesso, ha scritto in un tweet di avere ricevuto insulti e minacce di morte via social, venendo peraltro criticato da Norberto Fontana per avere parlato di quello e non dell'incidente innescato da lui stesso.
Canapino ha fatto una dichiarazione critica nei confronti del proprio fanbase, ma che in molti hanno considerato di facciata, dal momento che pare avesse messo dei like a post con insulti nei confronti di Pourchaire o che lo tacciavano di essersi inventato gli abusi online. Ciò sarebbe rimasto confinato ai social, se McLaren non avesse deciso di interrompere la partnership con Juncos a causa di questo episodio.
In sintesi nella giornata di venerdì, dopo che Canapino era stato presente a Road America dove si svolgerà la gara di questo fine settimana, è stato annunciato che Canapino non prenderà parte all'evento, ma sarà sostituito da Siegel. Juncos ha scritto un comunicato in cui si affermava tra le righe che Canapino non sarà in pista perché si sente minacciato dopo gli attacchi ricevuti online.
In sintesi, una faccenda ancora abbastanza oscura, in cui non mi stupirebbe se fosse stata la squadra a prendere questa decisione, perché comunque innescare la perdita della partnership con McLaren è provocare un danno al team stesso.

Se posso dire la mia su questa vicenda, personalmente sono convinta che il cyberbullismo nei fanbase sia un grosso problema, perché spesso viene da profili che riescono comunque a guadagnare un buon seguito e ad apparire come dei "precious cinnamon roll". La verità dei fatti è che non basta tappezzare i propri profili di cuccioli e gattini o sapere fare edit belli per essere anche persone dotate di empatia e contegno; anzi, proprio l'avere molto seguito spesso genera anche comportamenti poco edificanti al solo scopo di apparire.
In quella vasta quantità di gente che team e piloti acclamano come "best fans" o cose analoghe, ci sono tanti individui di questo tipo, che si mascherano abbastanza bene dietro al ruolo del fan infervorato. C'è chi dice che team e piloti dovrebbero fare più attenzione a chi mettono su un piedistallo, ma è pur vero che 1) team e piloti non possono scandagliare la vita di chiunque prima di mettere un like o ricondividere un post, 2) basta una storiella strappalacrime e attira like per guadagnarsi ammirazione incondizionata, pena massicci attacchi di dissing.
Per dire, Centurion Lewis - un utente di Twitter che si spacciava per un tifoso di Hamilton diciannovenne malato terminale, che ha ricevuto il supporto della Mercedes e ha sfruttato la pubblicità per organizzare una raccolta fondi a suo favore, per poi fingere la propria morte - scriveva cose che avrebbero scritto soltanto un fake o un bambino di dodici anni. Appurato che non poteva avere dodici anni, doveva per forza essere un fake.
Eppure, finché non si è scoperto che era un truffatore e che era vivo e vegeto, qualcuno era forse nella posizione di tacciarlo di essere un fake? Direi di no, chi avesse osato sarebbe stato criminalizzato.

Detto ciò, se da un lato è comprensibile come certi cyberbulli riescano a diventare popolari e a fare breccia nel cuore dei loro idoli, la vicenda Canapino è a mio avviso a sé stante. I suoi tifosi che insultano somigliano molto di più alla gente che, senza alcun seguito, su Facebook commenta i post con offese a piloti per fatti magari capitati nel 1995 o giù di lì, in sintesi un'orda di frustrati che urlano e strepitano a caso.
Pur essendo un'orda ben presente su twitter, non ha profili da "tumblrina" pieni di follower e like, semplicemente fa rumore perché è un'orda molto vasta. Canapino e/o Juncos hanno già in passato sminuito le azioni di costoro, con addirittura il team che in passato ha accusato Ilott di dare troppo peso a insulti e minacce di morte ricevuti.
Mi rendo conto che chi ha un fanbase di questo genere e non fa nulla di concreto possa anche avere molti hater, ma il comunicato sull'assenza a Road America è scritto come se Canapino 1) fosse stato fin dall'inizio la vittima di questa storia, 2) di punto in bianco, ora che i presunti insulti li ha ricevuti lui, allora non siano più qualcosa a cui non si deve dare peso, ma di colpo divengano rilevanti.
So che è banale da dire, ma rimpiango il motorsport dei "very uominy", quello in cui gli incidenti tra piloti venivano discussi tra i piloti stessi, oppure nella cabina dei commissari, e in cui incidenti banali (questo è stato un semplice contatto durante un restart) non divenivano un affare internazionale, con tanto di gente che allora sì, si traveste da tumblrina e afferma: "il mio idolo in quanto argentino deve essere al di sopra di ogni critica altrimenti è xenofobia".

Per il resto la gara è stata un caos, con il poleman Colton Herta precipitato indietro per una strategia toppata che è andato a sbattere contro le barriere, così come diversi altri top driver coinvolti nel caos, incluso Josef Newgarden, fresco vincitore della Indy 500, incluso Alex Palou che proprio con questo si è toccato, incluso Scott McLaughlin finito in precedenza fuori mentre era in zona podio.
Scott Dixon, in modalità risparmio carburante, alla fine l'ha spuntata, riuscendo a gestire nonostante Marcus Ericsson fosse piuttosto pressante nelle fasi conclusive del gran premio. La vittoria l'ha portato in testa alla classifica piloti e ha dato un segnale: mai sottovalutare Dixon, perché riserva sempre delle sorprese!

RISULTATO: 1. Scott Dixon/ Ganassi, 2. Marcus Ericsson/ Andretti, 3. Marcus Armstrong/ Ganassi, 4. Kyle Kirkwood/ Andretti, 5. Alexander Rossi/ Arrow McLaren, 6. Will Power/ Penske, 7. Pato O'Ward/ Arrow McLaren, 8. Felix Rosenqvist/ Meyer Shank, 9. Santino Ferrucci/ Foyt, 10. Theo Pourchaire/ Arrow McLaren, 11. Christian Lundgaard/ Rahal, 12. Agustin Canapino/ Juncos, 13. Pietro Fittipaldi/ Rahal, 14. Rinus Veekay/ Carpenter 15. Graham Rahal/ Rahal, 16. Alex Palou/ Ganassi, 17. Jack Harvey/ Coyne, 18. Tristan Vautier/ Coyne, 19. Colton Herta/ Andretti, 20. Scott McLaughlin/ Penske, 21. Sting Ray Robb/ Foyt, 22. Linus Lundqvist/ Ganassi, 23. Romain Grosjean/ Juncos, 24. Kyffin Simpson/ Ganassi, 25. Helio Castroneves/ Meyer Shank, 26. Josef Newgarden/ Penske, 27. Christian Rasmussen/ Carpenter.


martedì 23 aprile 2024

Indycar 2024: #2 Gran Premio di Long Beach

Nello scorso fine settimana si è svolto il Gran Premio di Long Beach, secondo appuntamento del campionato di Indycar, oppure terzo se teniamo in considerazione quello che non assegnava punti per il campionato. Non che sia così positivo tenerlo in considerazione e ricordarlo, quindi procediamo. La line-up che ha gareggiato a Lungaspiaggia era la seguente:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Theo Pourchaire (in sostituzione dell'infortunato David Malukas), Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Nolan Siegel
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Agustin Canapino
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, Tom Blomqvist
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard



Rosenqvist partiva dalla pole position, per una gara della durata di 85 giri, ma Power è andato in testa nel corso del primo giro. È rimasto in testa incontrastato per tutti i primi quindici giri, quando Rasmussen è andato a sbattere e ha anche cozzato addosso a Harvey. Alcuni piloti sono rientrati per la prima sosta ai box e tra questi c'era Power, così che Newgarden che non si è fermato è passato in testa, restandoci fino al 30+ giro quando è andato ai box.
Dixon è passato in testa seguito da Power, la loro seconda sosta è stata al 51°. I piloti sull'altra strategia sono rientrati sette o otto giri più tardi, con Newgarden e Herta che si sono frapposti tra Dixon e Power. Quest'ultimo sarebbe scivolato ulteriormente dietro a Palou.
Nelle fasi avanzate della gara Dixon e Newgarden erano vicinissimi e quest'ultimo aveva sicuramente il passo per essere il favorito, considerato che Dixon doveva gestire carburante. Il duello tra i due è proseguito per diversi giri, con nel frattempo il ritiro di McLaughlin rientrato al rallenty ai box, fintanto che a otto giri dalla fine, con il gruppetto dei primi quattro molto compatto, Newgarden è stato tamponato da Herta e ha perso la seconda piazza così come la terza.
Dixon ha proseguito in testa vincendo davanti a Herta e Palou, con Newgarden quarto. Ericsson, Power, Kirkwood, Grosjean, Rosenqvist e Rossi hanno completato i primi dieci.


giovedì 21 settembre 2023

Indycar 2023: #16 Portland e #17 Monterey-Laguna Seca // il finale di stagione e il titolo di Palou

Carissimi lettori, spero che mi perdonerete con il ritardo con cui vi racconto il finale del campionato di Indycar, con i gran di Portland e Monterey/Laguna Seca che si sono svolti rispettivamente il 3 e il 10 settembre. Cercherò di essere più puntuale in futuro, ma non è stato semplice ultimamente scrivere e incastrare i post su Formula 1 attuale, Formula 1 vintage, categorie minori e altre categorie. Entrambi gli eventi finali della stagione hanno avuto la stessa line-up, ovvero la seguente:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Romain Grosjean, Devlin DeFrancesco
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Felix Rosenqvist, Alexander Rossi
CARPENTER: Ryan Hunter-Reay, Rinus Veekay
COYNE: David Malukas, Sting Ray Robb
FOYT: Santino Ferrucci, Benjamin Pedersen
GANASSI: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Callum Ilott, Augustin Canapino
MEYER SHANK: Helio Castroneves, Tom Blomqvist
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Christian Lundgaard, Juri Vips

GP PORTLAND - Rahal, McLaughlin, Herta, Dixon, Palou e O'Ward hanno conquistato le prime posizioni in qualifica, con un alternarsi di strategie. Rahal si è mantenuto in testa alla gara con McLaughlin alle sue spalle, mentre più indietro Grosjean è stato protagonista di un contatto. È riuscito a raggiungere i box, non c'è stato bisogno di safety car, arrivata comunque pochi giri dopo per un testacoda di Power.
Rahal al restart era ancora in davanti a McLaughlin e Palou, ma i primi due essendo sulla mescola più morbida sono rientrati molto prima (plot twist della prima fase di soste uno speeding nella pitlane da parte di Herta), così che Palou li ha overcuttati e non di poco - con Rahal peraltro precipitato decisamente indietro - ritrovandosi in testa alla gara, con un vantaggio piuttosto abbondante, che è riuscito a conservare anche dopo le due successive soste (nell'ultima Armstrong, autore di una buona gara, ha perso una ruota in pitlane), già ultimate quando è entrata di nuovo la safety car per un testacoda di Canapino. Ce la siamo evitata in seguito sia in occasione di un contatto Ericsson vs Rossi sia di un testacoda senza grosse conseguenze dello stesso Ericsson.
Palou frattanto ha mantenuto la testa della gara davanti a Rosenqvist e Dixon, riuscendo ad accumulare su quest'ultimo, suo diretto inseguitore in classifica, abbastanza punti da conquistare il campionato con un gran premio di vantaggio. Si tratta del suo secondo titolo in Indycar.

RISULTATO: Palou, Rosenqvist, Dixon, O'Ward, Newgarden, Veekay, Ericsson, Malukas, McLaughlin, Kirkwood, Lundgaard, Rahal, Herta, Castroneves, Ilott, Ferrucci, DeFrancesco, Vips, Armstrong, Rossi, Hunter-Reay, Pedersen, Robb, Blomqvist, Power, Canapino, Grosjean.





GP MONTEREY - Rosenqvist, McLaughlin, Lundgaard, Newgarden e Palou partivano nelle prime cinque posizioni, dopo che Dixon qualificato quinto è stato retrocesso per cambio di motore, così come diversi altri piloti, compreso Vips - alla sua seconda presenza in carriera - autore del settimo tempo. Tra McLaughlin, Lundgaard e Newgarden c'è stato un contatto già al via e non sono stati i soli incidentati.
Un contatto tra Armstrong, Vips e Rahal ha mandato gli ultimi due a cozzare contro una delle Penske. Per Rahal è stato ritiro immediato e pare si sia messo a inveire contro Vips avvicinandosi alla sua monoposto, anche se poi via social ha smentito. In tutto ciò c'era stato anche un contatto tra Herta e Veekay. Dietro la safety car si sono accodati Rosenqvist, Palou e Power, con Palou passato in testa al restart e anche Power passato davanti a Rosenqvist.
Le safety car si sono succedute innumerevoli anche se ci siamo salvati quando McLaughlin si è toccato con Pedersen. Non ci è stata risparmiata quando Newgarden è finito insabbiato, mentre Palou in seguito ha iniziato a fare il vuoto, rischiando pure grosso a un certo punto nel doppiare Castroneves che rientrava in pista dopo un testacoda. Rosenqvist, invece, è stato protagonista di un incidente con Ericsson: terza safety car, durante la quale Ericsson ha avuto un incidente in pitlane con Rossi!
Al restart c'è stato un contatto tra Castroneves e Pedersen, poi uno di minore entità tra Power e Ilott. McLaughlin, invece, ha tamponato Ferrucci, che aveva frenato bruscamente ritrovandosi nel mezzo di un ingorgo e che poi è riuscito proseguire senza danni, diversamente da McLaughlin che è rientrato ai box. Entrata nuovamente la safety car, al restart Palou ha allungato su O'Ward che in precedenza era stato attaccato da Grosjean, che poi ha perso un paio di posizioni.
Un'ulteriore safety car entrata per un incidente tra Malukas e DeFrancesco ha scobinato le carte in tavola in quanto avvenuta mentre alcuni piloti già erano rientrati e altri no. Se in occasione della sosta precedente era stato favorito Palou, stavolta lo è stato O'Ward. Al restart nuovo incidente, Ferrucci ha cozzato proprio contro Palou, il quale comunque non ha danneggiato la vettura. Intanto anche Blomqvist e DeFrancesco venivano a contatto e, tra una cosa e l'altra, eravamo a quota sei ingressi della safety car!
Si sono svolti ulteriori pitstop, nel frattempo, e al restart ancora una volta la safety car è tornata subito dopo, per un contatto tra Pederson e Dixon, in cui quest'ultimo è proseguito senza danni. Grosjean frattanto aveva superato Rossi per la seconda piazza alle spalle di O'Ward, per poi ritrovarsi da solo a duellare con quest'ultimo, mentre Rossi era andato ai box per l'ultima sosta. Grosjean è anche riuscito a portarsi in testa al restart.
Nelle prime posizioni c'erano entrambe le Juncos, Ilott è uscito vincente dal duello con Canapino ma nel contatto questo ha avuto un danno alla vettura. Sui social i suoi sostenitori sono esplosi su Twitter, con insulti e minacce di morte nei confronti di Ilott, a loro dire colpevole di avere ignorato ordini di scuderia e di avere rovinato la gara di Canapino. Preferisco non entrare nel merito di quanto accaduto in pista, ma sicuramente a commentare le gare sui social ci vorrebbe gente più pacata.
Un'ultima safety car è entrata per un incidente tra Castroneves e Herta, mentre la gara ormai era nelle sue fasi conclusive. Grosjean e O'Ward hanno entrambi effettuato un ultimo rifornimento, lasciando strada libera a Dixon che, rimontando dopo una penalità per avere innescato uno dei contatti del via, ha conquistato la terza vittoria stagionale. Seguivano McLaughlin e Ilott, che ha perso due posizioni nelle fasi finali, classificandosi quinto.

RISULTATO: Dixon, McLaughlin, Palou, Power, Ilott, Lundgaard, Rossi, Armstrong, O'Ward, Hunter-Reay, Grosjean, Robb, Castroneves, Canapino, Ericsson, Pedersen, Ferrucci, Veekay, Rosenqvist, Malukas, Newgarden, DeFrancesco, Herta, Vips, Kirkwood, Blomqvist, Rahal.



martedì 29 agosto 2023

Indycar 2023: #15 Bommarito Automotive Group 500

Nel weekend appena passato il campionato di Indycar ha fatto ritorno sull'ultimo ovale della stagione, nello specifico Gateway, che apparentemente non si chiama più Gateway. La gara, comunque, portava il nome di Bommarito Automotive Group 500 ed è così che possiamo definirla. La griglia di partenza è stata caratterizzata da un certo numero di retrocessioni in griglia, perché a quanto pare non ci sono solo in Formula 1, ma non siamo pronti ad affrontare questo discorso, né credo che lo saremo mai, quindi fingiamo che nulla sia successo.
Quello che conta è che Josef Newgarden (Penske) fosse davanti a tutti, nello specifico Colton Herta (Andretti), Pato O'Ward (Arrow McLaren), David Malukas (Coyne) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) a completare i primi cinque, che si sono accodati subito alla safety car dopo il primo di 260 giri a causa dell'incidente di Benjamin Pedersen (Foyt) che guida una vettura rossa ma non sarà mai un vero figo visto ha anche il numero 55!

Dopo il restart, Malukas ha recuperato una posizione e poi, in precedenza della prima sosta, sarebbe risalito addirittura secondo, Herta costretto a rallentare il ritmo prima di anticipare il primo pitstop, con il rischio che entrasse una safety car e favorisse i piloti che non avevano effettuato soste.
Eravamo a 50+ giri e la gara procedeva tranquilla, anche se si segnala il ritiro di Callum Ilott (Juncos) per un probabile contatto. Safety car, tuttavia, non se ne vedevano e a soste ultimate ci siamo ritrovsti con la stessa top-5 delle prime fasi della gara Newgarden/ Herta/ O'Ward/ Malukas/ Rosenqvist anche se poi O'Ward è riuscito a portarsi al secondo posto.
Nel frattempo più indietro c'era chi puntava a una strategia diversa, perché vuoi mai che funzionasse? È stato così che, quando al 123° Takuma Sato (Ganassi) è finito a muro, Scott Dixon (Ganassi) non si era ancora fermato ai box per la seconda sosta, ritrovandosi improvvisamente in una situazione che poteva giocare molto a suo favore.

Dixon precedeva provvisoriamente Newgarden e O'Ward e in realtà neanche troppo provvisoriamente, dato che si sono recati tutti ai box nello stesso momento, in regime di safety car. Dixon è così uscito in testa e, ancora una volta, su una strategia diversa dai suoi diretti inseguitori: è riuscito infattia fermarsi parecchio tempo dopo rispetto ai suoi avversari e a fare una sosta in meno.
Nel frattempo era scontro a distanza tra Newgarden e O'Ward, che al momento si trovava davanti, quando per loro è giunto il tempo di una sosta ulteriore, quella conclusiva. Poco dopo essere tornato in pista, tuttavia, Newgarden è finito a muro intorno al 220° riuscendo rientrare ai box senza safety car, il che ha consegnato definitivamente la seconda piazza a O'Ward. Non c'era molto che Pato potesse fare, il risparmio carburante di Dixon si è rivelato la manovra vincente ed è andato a conquistare la seconda vittoria consecutiva, diventando il principale sfidante nei confronti di Alex Palou (Ganassi).

O'Ward ha dovuto accontentarsi del secondo posto, precedendo Malukas uscito indenne da un contatto con Scott McLaughlin (Penske) nell'ultimo stint, con McLaughlin che poi ha concluso la gara quinto dietro ad Alexander Rossi (Arrow McLaren). Herta era sesto, davanti al leader della classifica Palou mentre la top-ten è stata conclusa da Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Will Power (Penske) e Marcus Ericsson (Ganassi), quest'ultimo su una vettura con colori a caso perché alcune parti erano pensate per essere parte della vettura di uno dei suoi compagni di squadra.
A seguire su sono classificati Rinus Veekay (Carpenter), Romain Grosjean (Andretti), Santino Ferrucci (Foyt), Ryan Hunter-Reay (Carpenter), Kyle Kirkwood (Andretti), Conor Daly (Rahal - al posto dell'appiedato Jack Harvey, Christian Lundgaard (Rahal), Linus Lundqvist (Shank - sostituto di Simon Pagenaud), Devlin DeFrancesco (Andretti), Graham Rahal (Rahal), Stint Ray Robb (Coyne), Agustin Canapino (Juncos), Helio Castroneves (Shank) e Ed Carpenter (Carpenter).

giovedì 17 agosto 2023

Indycar 2023: #14 Gallagher Grand Prix

Carissimi lettori, credo che sia giunto il momento di raccontarvi l'evento che si è svolto sabato sera a Indianapolis Road Course, quattordicesimo evento del campionato 2023, in cui Graham Rahal ha fatto parlare di sé conquistando la pole position per la prima volta dopo sei anni, mettendo a tacere quelli che gli davano del vecchio bollito. Direi di soprassedere sul fatto che Rahal, in qualità di classe 1989, è più giovane di me e non è molto piacevole vedere che gente mia coetanea o più giovane viene dipinta come decrepita. È meglio concentrarsi su cose positive, come ad esempio il fatto che per diventare vecchi bolliti bisognerebbe avere almeno l'età di Scott Dixo-... ah, no.
Veniamo alla griglia di partenza, forse la cosa migliore:

1^ fila: Rahal/Rahal - Lundgaard/Rahal
2^ fila: Rossi/Arrow McLaren - O'Ward/Arrow McLaren
3^ fila: DeFrancesco/Andretti - Grosjean/Andretti
4^ fila: Armstrong/Ganassi - Harvey/Rahal
5^ fila: Palou/Ganassi - Rosenqvist/Arrow McLaren
6^ fila: McLaughlin/Penske - Castroneves/Shank
7^ fila: Herta/Andretti - Lundqvist/Shank
8^ fila: Kirkwood/Andretti - Dixon/Ganassi
9^ fila: Power/Penske - Ericsson/Ganassi
10^ fila: Newgarden/Penske - Veekay/Carpenter
11^ fila: Ferrucci/Foyt - Hunter-Reay/Carpenter
12^ fila: Malukas/Coyne - Canapino/Juncos
13^ fila: Robb/Coyne - Ilott/Juncos
14^ fila: Pedersen/Foyt

Vi ricordo che Alex Palou è il leader della classifica piloti e Josef Newgarden il suo diretto inseguitore. Proprio nel corso del primo giro c'è stato un contatto tra diverse vetture che ha coinvolto entrambi, Palou in maniera decisamente minore toccandosi con Marcus Armstrong e dietro il caos che ha coinvolto diversi piloti, tra cui proprio Dixon, oltre che Romain Grosjean e lo stesso Newgarden, il quale è quello a cui è andata peggio, avendo rotto l'alettone anteriore e dovendo rientrare ai box da cui è uscito a ben due giri di distacco.
Mentre Devlin DeFrancesco faceva brevemente il figo davanti a tutti, Dixon ha effettuato un primo pitstop dopo pochi giri e ha iniziato una grande rimonta incentrata sul di carburante, per riallinearsi al numero di pitstop effettuati dai piloti di testa. Ciò gli ha permesso non solo di salire nelle posizioni di vertice, ma addirittura in prima posizione, riuscendo a precedere al traguardo Rahal di meno di un secondo, contenendone la rimonta e andando a vincere una gara per la diciannovesima stagione di seguito.
A parte il botto iniziale, la gara è stata tranquilla per i giri restanti, senza incidenti degni di nota e un solo ritiro, quello di Felix Rosenqvist per un guasto. Palou ha chiuso settimo, Newgarden è giunto penultimo. Con tre eventi ancora da disputare, il pilota conteso dai team Ganassi e McLaren (ha annunciato di recente che non passerà in McLaren come da contratto nel 2024) ha finito per allungare in classifica.

RISULTATO: 1. Scott Dixon, 2. Graham Rahal, 3. Pato O'Ward, 4. Christian Lundgaard, 5. Alexander Rossi, 6. Will Power, 7. Alex Palou, 8. Scott McLaughlin, 9. Kyle Kirkwood, 10. Marcus Ericsson, 11. Rinus Veekay, 12. Linus Lundqvist, 13. Colton Herta, 14. Jack Harvey, 15. Helio Castroneves, 16. David Malukas, 17. Callum Ilott, 18. Romain Grosjean, 19. Devlin DeFrancesco, 20. Ryan Hunter-Reay, 21. Agustin Canapino, 22. Sting Ray Robb, 23. Santino Ferrucci, 24. Marcus Armstrong, 25. Josef Newgarden, 26. Benjamin Pedersen, 27. Felix Rosenqvist.


domenica 25 giugno 2023

Indycar 2023: #8 Gran Premio di Road America

Entry list
Mi appresto a scrivere questo post in colpevole ritardo di quasi una settimana, ma vista la SoVrApPoSiZiOn3 con il Gran Premio del Canada di Formula 1, mi sembra equo ritardare per tutti e due la mia copertura sul blog. A Road America si è svolto il primo gran premio successivo allo split consensuale tra Conor Daly e il team Carpenter, al suo posto RHR per il resto della stagione, dopo avere già disputato la Indy 500. È stato l'unico cambiamento alla griglia di partenza e diciamo che non è stato il principale argomento di discussione, nella giornata di sabato, infatti abbiamo assistito a momenti di pura poesia.

Will Power, Scott Dixon e Romain Grosjean sono stati protagonisti di situazioni caotiche durante le sessioni del sabato e Willpowahhhh è stato colui che si è sbizzarrito più di ogni altro. Quando lui e Dixon sono finiti entrambi fuori nella prima sessione danneggiando le loro vetture dopo un contatto (in cui peraltro RoGro era stato attore non protagonista, con Dixon che, per evitare di andargli addosso dopo un'uscita di pista, ha colpito la vettura di Power), infatti, si è esibito nel suo migliore saluto: il doppio dito medio!
Sceso dalla vettura, c'è stato un momento in cui si è quasi arrivati al livello NASCAR, con una potenziale rissa tra i due fermata solo dall'intervento dei commissari. Voci di corridoio narrano che poi i due siano stati fatti salire sulla stessa medical car e che in quella sede Dixon si sia scusato per l'incidente.
La giornata di Power era ben lontana dal proseguire tranquillamente: nella sessione successiva, infatti, si è ritrovato rallentato da Grosjean, contro il quale si è messo a sbraitare durante la successiva intervista, insultandolo piuttosto pesantemente.

Colton Herta, nel frattempo, arrivate le qualifiche si è procacciato la pole e si apprestava a leaderare gran parte della gara, con Alex Palou suo più vicino inseguitore. Nel frattempo per un tratto do gara Dixon, Power e Grosjean sono stati piuttosto vicini, suscitando una certa ilarità. RoGro poi ha perso un giro a causa di una sbinnata che l'ha portato a impantanarsi.
Questo evento è stato ciò che ha causato una delle safety car che si sono viste durante la gara. I primi pitstop sono avvenuti, essenzialmente, in regime di safety car, mentre non sono arrivate le "opportune" SC nella parte inoltrata della gara. Herta, nel frattempo, rimaneva sempre davanti a Palou, con Marcus Armstrong terzo per un buon tratto di gara, anche se successivamente attardato dal non essersi fermato in regime di safety car per la seconda(?) sosta mentre gli altri si sono fermati in quel momento. Lo si è visto quindi ritrovarsi nelle retrovie nel proseguimento della gara.

Leader fino a gara inoltrata, a una decina di giri dal termine o giù di lì, Herta ha iniziato a rallentare nei confronti dei diretti inseguitori, finendo per perdere la posizione, con Palou nuovo leader. Lo sarebbe rimasto, andando a vincere anche stavolta. Herta, invece, non sarebbe rimasto secondo, Josef Newgarden e Pato O'Ward l'avrebbero superato per la seconda e la terza posizione, mandandolo giù dal podio.
Alla fine Herta ha chiuso quinto, precipitato dietro anche a Dixon, autore di un'ottima rimonta dopo essere partito dalla 23^ posizione. Ericsson, Lundgaard, McLaughlin, Kirkwood (autore di un'uscita di pista al via dopo un contatto) e Rossi hanno completato la top-ten. A seguire si sono classificati Rahal, Veekay, Power, Pagenaud, Castroneves, Ferrucci, Hunter-Reay, Ilott, Canapino, Rosenqvist, Pedersen, Robb, DeFrancesco, Armstrong, Grosjean e Harvey, mentre Malukas non ha terminato la gara dopo essere rimasto fermo in corso d'opera.

giovedì 8 giugno 2023

Indycar 2023: #7 Gran Premio di Detroit

Ci sono momenti in cui i soliti luoghi comuni vengono allo scoperto e il caso ha voluto che domenica scorsa si presentasse una di quelle situazioni: c'era il GP di Formula 1 in Spagna a Montmelò mentre la sera c'era il GP di Detroit, stavolta sul circuito cittadino di Downtown invece che a Belle Isle come accadeva nelle passate stagioni. Ciò è stato ritenuto sufficiente ad accendere confronti che lasciano il tempo che trovano. La situazione è sempre la solita: ci sono fanboy incalliti della Formula 1 che dicono che l'Indycar fa schifo perché [inserire caratteristica tipica della serie sulla quale la serie è fondata] e fanboy incalliti dell'Indycar che dicono che la Formula 1 fa schifo perché [inserire caratteristica tipica della serie sulla quale la serie è fondata]. Tendenzialmente la reazione dei fanboy della Formula 1 è indignarsi e rispondere con luoghi comuni, guadagnandosi disprezzo da parte della gente comune. Quella dei fanboy dell'Indycar invece è mettersi a piagnucolare che il mondo è ingiusto e che le persone cool devono schifare la Formula 1 e chi la guarda, guadagnandosi rispetto da parte dei telespettatori di Formula 1 da loro appena insultati.
In sintesi, entrambe le categorie di tifosi a mio parere sono deprecabili, solo che i fanboy della Formula 1 sono tifosi da bar, quelli dell'Indycar sono tifosi snob, che si radunano in bar virtuali in cui c'è selezione all'ingresso: insomma, menti complesse che si comportano come menti semplici, lasciando spiazzate le menti semplici.
Ultimamente la situazione sta un po' degenerando, perché tendenzialmente si è aggiunta una certa quota di fanboy che ammira l'Indycar per le safety car, le maggiori occasioni di bandiera rossa e i circuitihhhh bellihhhh. Che poi il circuito bello in questione sia ricavato in parte anche dal parcheggio in cui correva la Formula 1 negli anni '80 non importa, quello che conta è che se ne parli.
Mi permetto di postare alcuni screenshot di tale motoristica beltà fatti mentre guardavo la sintesi ufficiale di trenta minuti uscita sul canale Youtube nella giornata di lunedì:



Vi ricordo la line up del campionato:
- ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Romain Grosjean, Devlin DeFrancesco
- ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Felix Rosenqvist, Alexander Rossi
- CARPENTER: Conor Daly, Rinus Veekay
- COYNE: David Malukas, Sting Ray Robb
- FOYT: Santino Ferrucci, Benjamin Pedersen
- GANASSI: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
- JUNCOS: Callum Ilott, Augustin Canapino
- MEYER SHANK: Helio Castroneves, Simon Pagenaud
- PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power
- RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Jack Harvey, Christian Lundgaard

La gara di per sé è stata rispettabile e obiettivamente certi circuiti cittadini americani che hanno un tocco di clima vintage mi fanno pensare alla Formula 1 degli anni '80, quindi poetic cinema e bei vecchi tempi in cui a Detroit vinceva John Watson partito diciassettesimo. Poi che i piloti avessero minacciato di non gareggiare causa asfalto indecente è un altro discorso.
Adesso dobbiamo accontentarci di Alex Palou, per gran parte della gara leader, anche se Will Power in certe occasioni gli ha dato molto filo da torcere, stando anche in testa, ma di fatto per una decina di giri, in una gara tormentata dagli ingressi della safety car - ho perso il conto - che si sono susseguiti uno dopo l'altro. In totale ce n'erano cento, anzi no, novantanove causa... aborted start? Si chiama così anche in Indycar?
La prima parte di gara, dopo un primo incidente Ilott/ Kirkwood, ha visto Palou leader davanti a Romain Grosjean, con Scott Dixon e Will Power a lottare per il terzo posto. L'ha spuntata Power, che ha superato anche Grosjean, avvicinandosi al leader, mentre RoGro prima della prima sosta è finito lungo in una via di fuga perdendo varie posizione.
Fino quasi a metà percorrenza tutto è stato tranquillo poi appunto sono iniziate le safety car a ripetizione: prima O'Ward, poi al restart Robb e Lundgaard per i fatti loro, con tanto di incidente di Rahal e Pedersen durante la safety car. In queste fasi della gara frattanto Power era in testa davanti a Palou, che comunque prima di effettuare la terza sosta era già davanti.
A gara inoltrata Grosjean è finito a muro, pare a causa della rottura di una sospensione, o quantomeno così ha replicato ai fanboy che lo insultavano su Twitter. Altre safety car sono entrate a causa prima di Malukas, poi di Ferrucci/ Robb. Will Power, che aveva perso una posizione a vantaggio di Alexander Rossi in corso d'opera, si è ripreso il secondo posto, lasciando Rossi a fare a sportellate con il compagno di squadra Felix Rosenqvist. Ne è uscito vincente Rosenqvist, dato che Rossi si è fatto passare anche da Dixon.

RISULTATO: Palou, Power, Rosenqvist, Dixon, Rossi, Kirkwood, McLaughlin, Armstrong, Ericsson, Newgarden, Herta, DeFrancesco, Pagenaud, Canapino, Daly, Lundgaard, Harvey, Veekay, Castroneves, Pedersen, Ferrucci, Robb, Malukas, Grosjean, Rahal, O'Ward, Ilott.

F.A.Q.: quindi chi ha ragione, chi schifa la Formula 1 o chi schifa la Indycar?
Risposta: nessuno, se qualcosa non ti piace non la guardi, non stai a insultarla 24/7 o a insultare chi la apprezza. La Formula 1 e l'Indycar sono due categorie diverse con caratteristiche diverse, non ha senso guardare una cercandovi gli elementi salienti dell'altra.


martedì 6 settembre 2022

Indycar 2022: #16 Gran Premio di Portland

Il campionato di Indycar 2022 sta giungendo ormai alle sue battute conclusive e questa domenica si è svolto il GP di Portland, penultimo appuntamento della stagione, prima del finale la domenica che viene a Laguna Seca. Per noi appassionati di Formula 1 il pilota più chiacchierato del campionato è al momento Colton Herta: il pilota statunitense infatti non è eleggibile per la Superlicenza visti i criteri abbastanza stretti che la legano alle formule minori FIA, ma si dibatte del fatto che possa o meno ottenere una deroga per un potenziale passaggio in Formula 1, il tutto nell'ambito del potenziale passaggio di Pierre Gasly in Alpine, dietro compenso economico da parte di Alpine ad Alpha Tauri. Qualora Gasly se ne andasse, il potenziale al suo rimpiazzo sarebbe proprio Herta, manovra a sorpresa (obiettivamente parlando, fino a dieci giorni fa non se ne parlava minimamente), di cui non sappiamo ancora la conclusione!

Sono combattuta di fronte a questa possibilità, non per questioni di effettivo merito, quanto prevalentemente per questioni "burocratiche". Sono perfettamente d'accordo sul fatto che i criteri per ottenere la Superlicenza dovrebbero andare un tantino rivisti: i top driver di Indycar dovrebbero avere accesso più semplice alla Formula 1, anche se non hanno vinto titoli. Al momento attuale Colton Herta ha vinto sette gare di Indycar, è stato il più giovane vincitore di sempre della categoria e ottiene spesso e volentieri posizioni di spessore. Il campionato di Indycar è molto aperto a piloti provenienti dalla Formula 1 e non impone limiti, un pilota può passare in Indycar anche se gareggiava per una scuderia di bassa fascia e faticava anche a fare punti, non vedo perché i criteri Superlicenza debbano imporre che se sei un pilota di Indycar ma non sei Scott Dixon o Josef Newgarden allora non sei competente abbastanza per la Formula 1.

Detto questo, tuttavia, il regolamento per ottenere la Superlicenza è abbastanza chiaro e lo è da diversi anni. Sul fatto che vada rivisto sono d'accordo, sul fatto che vada rivisto in corso d'opera solo perché si è deciso che serve un pilota americano, su questo non sono tanto d'accordo. Ci sono piloti di Indycar che sulla questione Formula 1 si sono messi il cuore in pace già da tempo per mancanza di punti Superlicenza, non credo sarebbe molto corretto nei loro confronti se invece Herta non dovesse andare incontro agli stessi ostacoli. Poi, se si revisionasse il regolamento e si decidesse che, non so, magari dal 2024, i piloti di Indycar possono arrivare in Formula 1 in altra maniera, allora sarei d'accordissimo. Però non penso sia corretto farlo accadere dall'oggi al domani e soprattutto non penso sia corretto farlo accadere perché Herta è un cittadino americano, diversamente dai vari Alex Palou e Pato O'Ward del caso.

Detto questo, Scott McLaughlin nel frattempo ha vinto il GP di Portland partendo dalla pole position e facendosi la gara in testa dall'inizio alla fine, se si escludono le varie pitstop window. In un primo momento Christian Lundgaard viaggiava nelle zone alte, poi ha subito un undercut(?) da parte di Will Power e in occasione dell'ultimo pitstop ha anche avuto problemi perdendo diverse posizioni. Il secondo gradino del podio è andato quindi al pilota australiano, che ha preceduto Scott Dixon, risalito dalla sedicesima alla terza posizione. Pato O'Ward e Graham Rahal hanno completato la top-5 precedendo Colton Herta e Alexander Rossi, mentre Josef Newgarden ha chiuso la gara all'ottavo posto: lui e Dixon sono ex-equo a 20 punti di distanza da Power con delle proiezioni di classifica che non mi metto neanche all'opera per calcolare visto che sono abbastanza complicate e prevedono altri outsider potenzialmente ancora candidabili.

Callum Ilott e Felix Rosenqvist hanno completato la top-10, con a seguire Marcus Ericsson, Alex Palou, Kyke Kirkwood, David Malukas, Jack Harvey, Devlin DeFrancesco, Helio Castroneves, Takuma Sato e Romain Grosjean: il franco-svizzero è giunto solo diciannovesimo dopo avere passato gran parte della gara a viaggiare per prati. Dietro di lui hanno concluso Rinus Veekay, Christian Lundgaard e Dalton Kellett, penalizzato per un incidente con Jimmie Johnson - il secondo ritirato, il primo era stato Conor Daly ai box - mentre a vari giri di distacco ha chiuso la gara Simon Pagenaud. Adesso non rimane altro da fare che attendere che giunga domenica, quando terminerà il campionato con il diciassettesimo e ultimo evento della stagione. Oltre a non mettermi a calcolare proiezioni non mi metto neanche a fare pronostici, perché potrebbe accadere qualsiasi cosa... sia per l'assegnazione del titolo sia per la faccenda Herta in realtà!


lunedì 22 agosto 2022

Indycar 2022: #15 Bommarito Automotive Group 500

Nella notte italiana inoltrata di sabato si è svolto il terzultimo evento della stagione 2022 di Indycar, con il nome che ho messo nel titolo del post, sull'ovale di Madison in Illinois. Si tratta dell'ultimo evento della stagione ad essersi svolto su un ovale e ha visto il leader della classifica Will Power (Penske) partire dalla pole position davanti a Marcus Ericsson (Ganassi), il pilota che stava in testa alla classifica fino a qualche evento fa ma che adesso si trova in quarta posizione. Seguivano i due compagni di squadra di Power, Josef Newgarden e Scott McLaughlan, dopodiché due compagni di squadra di Ericsson, Alex Palou e Scott Dixon, mentre dietro di loro c'era Pato O'Ward (Arrow McLaren).

La gara è iniziata senza eccessivi intoppi, anche se è stato menzionato un potenziale contatto nelle retrovie(?). Dopo un giro abbiamo perso per strada Rinus Veekay (Carpenter), che risulta essersi ritirato a causa di un guasto, mentre davanti Power faceva l'andatura e Newgarden e McLaughlin procedevano pressoché in coppia. Nel frattempo gli highlight ci hanno mostrato un duello tra Graham Rahal (Rahal) e Romain Grosjean (Andretti) e stando ai distacchi e alle posizioni sembrava che Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) partito in ultima posizione stesse risalendo ormai di diverse posizioni rispetto a quella di partenza. A parte questo, sembrava una gara abbastanza tranquilla e senza particolare caos.

Ci sono stati vari pitstop in regime di bandiera verde, anche perché nessuno sembrava verniciare muretti. Alexander Rossi (Andretti) ha frattanto avuto problemi che l'hanno costretto a rimanere fermo abbastanza a lungo ai box. L'unica bandiera gialla causata da un incidente è arrivata a gara abbastanza inoltrata per opera di Jack Harvey (Rahal) quando questo è andato a dare un bacio al muro. Nel frattempo la gara non è che fosse piatta, sia chiaro, visto che ultimamente passa il termine che incidenti = spettacolo e tutto il resto è noiahhhh, con vari piloti che si sono susseguiti in testa alla gara, compreso Takuma Sato (Coyne) in una diversa pitstop window, mentre anche il suo compagno di squadra David Malukas sembrava farsi notare abbastanza.

Tra una cosa e l'altra Power ha perso alcune posizioni e O'Ward è stato per un tratto in testa alla gara, prima di essere soppiantato da Newgarden, con McLaughlin sempre pressoché in coppia con lui. È arrivata poi una fase di stallo per bandiera rossa dovuta a condizioni meteo (c'erano fulmini), con un restart per l'ultimo breve tratto di gara. In questo tratto di gara Malukas andava like a boss, ha raggiunto e superato McLaughlin all'ultimo giro e si è avvicinato progressivamente a Newgarden. La bandiera a scacchi è stata salvifica per quest'ultimo, che così ha vinto davanti al rookie e con McLaughlin a completare il podio, seguito da O'Ward, Sato, Power, Ericsson, Dixon, Palou e Rahal a completare la top-10. Newgarden adesso è secondo in classifica.

Grosjean ha chiuso tredicesimo, preceduto dai compagni di squadra Colton Herta e Devlin DeFrancesco, mentre due V3KkYaCçY hanno completato la top-5, si tratta di Jimmie Johnson (Ganassi) e di Helio Castroneves (Meyer Shank), quest'ultimo è stato annunciato di recente sarà presente anche al via della prossima stagione. Rosenqvist ha chiuso sedicesimo davanti alle Foyt di Kyle Kirkwood e Dalton Kellett, mentre ha chiuso dietro di lui Christian Lundgaard (Rahal), di recente passato alle cronache per avere criticato gli ipotetici risultati che Sebastian Vettel avrebbe in Indycar il tutto senza che Vettel abbia minimamente accennato alla volontà di gareggiare in Indycar, ma sollevando certi dubbi: dalla Formula 2 all'Indycar va bene, dalla Formula 1 all'Indycar si è troppo scarsi?

Simon Pagenaud (Meyer Shank) ha chiuso la top-20, mentre dietro di lui si è classificato Callum Ilott (Juncos) che mi pare di avere visto fermo ai box piuttosto a lungo a un certo punto. Dietro di loro sono giunti Ed Carpenter, ritornato in occasione della gara su ovale al volante di una vettura del proprio team, e il suo compagno di squadra Conor Daly che ugualmente ha avuto problemi ed è stato fermo ai box abbastanza a lungo, se ho ben capito. La giornata è terminata così, o per meglio dire la nottata? quando la gara è finita in Italia doveva essere all'incirca l'orario in cui in passato sarebbe iniziato il GP d'Australia. La giornata è terminata e con essa anche il mio resoconto, per quanto riguarda il motorsport d'oltreoceano i prossimi appuntamenti saranno Portland e Laguna Seca i primi due weekend di settembre.

mercoledì 17 agosto 2022

Indycar 2022: #14 Gran Premio di Nashville

Nel weekend a venire tornerà il campionato di Indycar, quindi direi che è anche ora di riepilogare quanto accaduto dieci giorni fa in un evento denominato "Big Machine Music City Grand Prix", che nonostante gli accenni a music city varie non è un festival musicale quanto piuttosto un festival dell'incidente. La gara, iniziata in ritardo a causa di un rain delay, è stata un susseguirsi di contatti che hanno provocato un verdetto unanime: gli incidentihhhh che generano spettakolohhhh, BeLiXiM0 KoNtYnUa!!!11!!11!! Lungi da me valutare se questa gara debba o non debba ripetersi, ma il mio giudizio non può che essere uno solo: almeno da un certo punto in poi l'incidente ha perso il potere di "generare spettacolo". Se lo spettacolo si genera tramite sorprese, c'era più da sorprendersi nei momenti in cui incidenti non ne sono avvenuti.

Tutto è iniziato con Scott McLaughlin (Penske) partito dalla pole position in testa davanti a Romain Grosjean (Andretti) e Alex Palou (Ganassi) con Christian Lundgaard (Rahal) nelle zone alte della classifica: il ragazzo della Formula 2 sta iniziando a farsi notare. Fin dalle prime battute si è capito che c'era un elevato rischio di contatti e ad aprire le danze è stata una piccola pennellata: Colton Herta (Andretti) è stato inquadrato con l'ala anteriore danneggiata. Niente di grave, tutto a posto, la prima safety car è entrata per opera del suo compago di squadra Alexander Rossi, rimasto fermo dopo un testacoda(?), la cui è poi proseguita. Altro team (Meyer Shank), altra vettura fucsia: il secondo incidente di un certo livello è ststo quello di Helio Castroneves, a sua volta riuscito a proseguire nella gara.

Arrivati a questo punto e con le safwty car in successione le strategie si sono un po' rimescolate e ci siamo ritrovati con Palou in testa. Frattanto un nuovo incidente ha messo fuori Patricio O'Ward (Arrow McLaren) tamponato(?) da Graham Rahal (Rahal) a seguito del quale sono state inquadrate altre vetture ferme in modo random. Risultano essersi ritirati in quei frangenti anche Dalton Kellett (Foyt) e Simona De Silvestro (Paretta), mentre il successivo incidente ha visto protagonisti Takuma Sato (Coyne) e Devlin DeFrancesco (Andretti). Più o meno a questo punto della gara McLaughlin era secondo dietro a Palou e Grosjean quarto dietro al rookie David Malukas (Coyne). Abbiamo poi visto Rinus Veekay (Carpenter) sbinnarla e ripartire, salvo poi finire fuori gioco sbattendo contro Rahal in precedenza finito in barriera.

Josef Newgarden (Penske) per questioni di strategia si 3è ritrovato in testa davanti a Scott Dixon (Ganassi) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre i piloti in precedenza protagonisti erano un po' più arretrati. O, nel caso di Malukas, non destinati a vedere la fine della gara, toccato da Kyle Kirkwood (Coyne) è stato infatti costretto al ritiro insieme all'avversario. Poi la gara si è messa tranquilla, anzi no. Grosjean si è ritrovato in lotta con il compagno di squadra Herta, in notevole rimonta, e una sua vecchia conoscenza, Marcus Ericsson (Ganassi) il quale sembra avere riportato danni alla vettura, che poi l'indomani ha messo like a tweet vari contro Grosjean e criticato lo stesso Grosjean accusandolo di criticare altri quando innescano incidenti e poi di fare ugualmente la stessa cosa in prima persona.


Prima del fattaccio con Newgarden è stato un compagno di squadra di Ericsson, Jimmie Johnson, ad avere qualche istante di popolarità, non in positivo ma per un incidente e l'ennesimo ingresso della safety car, mentre a pochi giri dalla fine è stata la volta di Newgarden. Rientrato ai box ha lasciato la leadership a Dixon e si è ritrovato dopo la sosta in bassa top-ten iniziando a rimontare e a superare varie vetture contemporaneamente. Purtroppo a Grosjean ha cercato di passarlo quasi andandogli sopra ed ecco che è finito in barriera, per poi fare polemica contro il pilota della Penske. Frattanto Ericsson era fermo e la gara veniva redflaggata al solo scopo di avere un finale a effetto. È seguita la polemica Ericsson vs Grosjean, con Ericsson che ha in seguito accennato su Twitter a un chiarimento telefonico con il suo best friend forever.

Il finale della gara è ststo un susseguirsi di posizioni perse da Lundgaard, con Dixon vincitore davanti a McLaughlin e Palou sul terzo gradino del podio. Seguivano Rossi e Herta, poi Newgarden, con Rosenqvist che ha preceduto Lundgaard, solo ottavo. Simon Pagenaud (Meyer Shank) e Jack Harvey (Rahal) hanno preceduto Will Power (Penske), solo undicesimo. Veekay e Castroneves hanno terminato a un giro, con ultime due vetture in pista, ma doppiate di vari giri e quindi classificate anche dietro a qualche ritirato, quelle di Callum Ilott (Juncos) e Conor Daly (Carpenter), con essenzialmente quindici vetture ancora in gara su un totale di ventisei presenti al via. Non mi sembra esattamente una buona media, ma chi sono io per giudicare? Buon lavoro Nashville, se lo spettakolohhhh si fa così, allora spettacolo sia.


mercoledì 20 luglio 2022

Indycar 2022: #10 Gran Premio di Toronto

Nel weekend del 17 luglio si è svolto il GP di Toronto di Indycar, iniziato con una vettura in meno: non c'è più Tatiana Calderon, almeno per il momento, perché pare che il suo sponsor non abbia pagato il team. Rimane comunque un numero considerevole di vetture e quella che scatta davanti a tutti è quella di Herta, che precede Dixon. Lo precede anche dopo la partenza, appunto, e tutto sembra filare liscio, anche se in effetti c'è una vettura danneggiata da un probabile contatto: è quella di Sato, che riesce a dirigersi verso la pitlane, ma non prima di avere lasciato dei detriti che provocano la prima caution della giornata. Nel frattempo assistiamo all'ormai tradizionale differenziazione di strategie, con i piloti partiti dalle retrovie che si fermano dopo pochi giri di gara.

A proposito di piloti partiti dalle retrovie, uno di questi è Palou, che ha fatto parlare parecchio di sé nei giorni che hanno preceduto la gara. Infatti qualche giorno fa il team Ganassi ha annunciato il suo rinnovo, salvo essere smentito dal pilota stesso poche ore più tardi. Anzi, Palou ha addirittura affermato che il team si è inventato di sana pianta delle sue dichiarazioni sul rinnovo. A seguito di ciò è stato annunciato anche il suo ingaggio da parte del team Arrow McLaren... insomma, una situazione abbastanza caotica di cui molto probabilmente sentiremo parlare ancora piuttosto a lungo. Adesso però dobbiamo focalizzarci sulla gara e magari soffermarci ad assistere al duello tra Power e Grosjean. Oppure prepararci per quello che succederà in occasione del primo giro di pitstop per i piloti di testa. Si ferma Dixon. Poi si ferma Herta. Herta è davanti, ma per poco.

Dixon si prende la prima posizione, che si terrà ben stretta fino alla fine, salvo i momenti in cui, a causa delle diverse pitstop window, piloti random che tendenzialmente sono molte posizioni più indietro si fanno qualche giro tra le prime posizioni perché rientrano in momenti diversi rispetto agli altri. Newgarden, da parte sua, sembra potere avere qualcosa da dire e avvicinarsi alla testa della gara, ma perde una marea di posizioni per un problema in occasione del successivo pitstop. Il suddetto pitstop avviene in regime di safety car, dopo un incidente tra Rosenqvist e Rossi, che ha provocato il ritiro di quest'ultimo. Mettete a letto i bambini che invocano la pena di morte per chiunque sia coinvolto in un incidente e non si ritiri, perché la gara di Rosenqvist dopo la sosta sembra assumere una svolta piuttosto positiva. Risale infatti in terza posizione, nella quale è destinato a rimanere.

Ci sono altre due caution prima della fine della gara, una per detriti (non ho capito se ci fosse un pezzo di vettura sull'asfalto o se si fosse staccato un pezzo del manto stradale), l'altra per un incidente tra Kirkwood e Johnson. Ciò non cambia particolarmente l'esito della gara e le posizioni non variano radicalmente per effetto di differenziazioni di strategia. Ericsson, leader della classifica piloti, chiude quinto e allunga nei confronti del diretto inseguitore Power, che anche nella parte conclusiva della gara abbiamo ritrovato non troppo lontano da Grosjean (inquadrato occasionalmente sempre mentre era in lotta con qualcuno in modo scatenato). Venti piloti hanno finito la gara, ritirati Sato, Rossi, Kirkwood e Johnson per incidenti, oltre che Kellett per la probabile rottura del motore vista la fumata che si sollevava dal retrotreno della sua vettura, ancora in una fase non troppo avanzata della gara.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Colton Herta (Andretti), 3. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 4. Graham Rahal (Rahal), 5. Marcus Ericsson (Ganassi), 6. Alex Palou (Ganassi), 7. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 8. Christian Lundgaard (Rahal), 9. Scott McLaughlin (Penske), 11. Josef Newgarden (Penske), 12. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 12. David Malukas (Coyne), 13. Rinus Veekay (Carpenter), 14. Callum Ilott (Juncos), 15. Will Power (Penske), 16. Romain Grosjean (Andretti), 17. Helio Castroneves (Meyer Shank), 18. Devlin DeFrancesco (Andretti), 19. Jack Harvey (Rahal), 20. Conor Daly (Carpenter), Rit. Jimmie Johnson (Ganassi), Rit. Kyle Kirkwood (Foyt), Rit. Alexander Rossi (Andretti), Rit. Dalton Kellett (Foyt), Rit. Takuma Sato (Coyne).



martedì 31 maggio 2022

Indycar 2022: #6 Indianapolis 500

Avete presente quella sensazione che si prova nel sapere che presto si svolgerà una delle gare automobilistiche più importanti e prestigiose al mondo e che solo i primi 33 qualificati avranno accesso alla griglia di partenza, mentre qualche povero sprovveduto la gara se la guarderà dall'esterno? Ecco, questa sensazione, quest'anno, non si può provare: il mese di maggio è già iniziato e non si arriva nemmeno ancora a 33, in un primo momento è difficile addirittura pensare a una griglia completa. Poi arriva il team Dragonspeed, che all'ultimo momento porta il pilota numero 33: si tratta di Stefan Wilson. Restano come facilmente prevedibile 33 e c'è la certezza che tutti quanti potranno andare sulla griglia. Credo ci siano sia lati negativi sia lati positivi in tutto ciò. Da un lato, quello negativo, non si raggiungerà mai quel turbine di emozioni provate nel vedere il confronto decisivo tra Kyle Kaiser e Fernando Alonso qualche anno fa, ma dall'altro è positivo sapere che appunto nessuno sarà escluso. Tutte le entry saranno in pista e le entry sono, nello specifico, queste:

- Penske: presente con tre vetture, guidate dai piloti titolari Josef Newgarden, Will Power e Scott McLaughlin;
- Chip Ganassi: oltre ai full time Alex Palou, Scott Dixon, Marcus Ericsson e Jimmie Johnson schiera una quinta vettura per Tony Kanaan;
- Andretti Autosport: oltre alle quattro vetture dei titolari Colton Herta, Alexander Rossi, Romain Grosjean e Devlin DeFrancesco, schiera una quinta vettura guidata da Marco Andretti;
- Arrow McLaren: porta tre vetture, guidate dai full time Felix Rosenqvist e Patricio O'Ward e da Juan Pablo Montoya che ha già preso parte anche al GP di Indianapolis Road Course;
- Carpenter: oltre alle due vetture di Conor Daly e Rinus Veekay è presente una terza vettura guidata da Ed Carpenter;
- Rahal Letterman: porta tre vetture guidate dai piloti titolari Graham Rahal, Jack Harvey e Christian Lundgaard;
- Meyer Shank: come da line-up full time schiera Helio Castroneves, quattro volte vincitore della Indy 500, e Simon Pagenaud;
- A.J.Foyt: oltre alle due vetture guidate dai titolari Dalton Kellett e Kyle Kirkwood, porta una terza vettura guidata da J.R. Hildebrand;
- Dale Coyne: è presente con due vetture, guidate dai piloti titolari Takuma Sato e David Malukas;
- Juncos: porta una sola vettura, guidata da Callum Ilott;
- come team one-off, Dreyer & Reinbold porta due vetture guidate da Sage Karam e Santino Ferrucci, mentre Dragonspeed ne porta una guidata da Stefan Wilson.

21/22 Maggio - è il fine settimana delle qualifiche, che hanno subito qualche modifica rispetto alle stagioni precedenti. Nello specifico al sabato vengono definite le posizioni della griglia eccetto le prime quattro file. Poi, la "Fast 12", alla domenica si qualifica di nuovo, per definire le prime quattro file della griglia. Veekay, O'Ward, Rosenqvist, Palou, Kanaan, Johnson, Carpenter, Ericsson, Grosjean, Dixon, Power e Sato sono i dodici piloti che conquistano questo onore e che sabato non sanno ancora da che casella della griglia partiranno otto giorni più tardi. La qualifica della Fast 12 in realtà è successivamente divisa in Fast 6, ma questo è un altro discorso. Quello che conta, alla fine, è che Dixon conquista la pole, la più veloce della storia della Cinquecento Miglia e che sono in tanti ad affermare che meriterebbe di vincere una seconda volta. Probabilmente qualcuno che fino a pochi giorni prima pensava che Dixon sia un V3KkYaCçY0 che dovrebbe ritirarsi cambia improvvisamente idea, in attesa che accada qualcosa che gli possa permettere di screditarlo ulteriormente.
Nel frattempo, nel weekend delle qualifiche, un simpaticone scredita la Indy 500 su Twitter, sostenendo che se "un backmarker della Formula 1" può classificarsi così avanti, allora deve essere una serie per piloti scarsi. Il suddetto backmarker della Formula 1 ne approfitta per rispondergli su Twitter, ricordandogli che tipo di monoposto guidava e che, nello stesso team, il suo ex compagno di squadra sta ottenendo grandi risultati. Mi piace questa ship Grosjean/ Magnussen, sarebbe bello prima o poi rivederli nello stesso team, anche se dubito che accadrà. In più credo che la carriera di RoGro abbia preso una svolta di un certo livello, rispetto a quando stava alla Haas. Ora però, credi sia meglio tornare a noi e occuparci della griglia di partenza:

1^ fila: Dixon, Palou, Veekay
2^ fila: Carpenter, Ericsson, Kanaan
3^ fila: O'Ward, Rosenqvist, Grosjean
4^ fila: Sato, Power, Johnson
5^ fila: Malukas, Newgarden, Ferrucci
6^ fila: Pagenaud, Hildebrand, Daly
7^ fila: Ilott, Rossi, Rahal
8^ fila: Karam, Andretti, DeFrancesco
9^ fila: Herta, McLaughlin, Castroneves
10^ fila: Kyrkwood, Kellett, Montoya
11^ fila: Lundgaard, Harvey, Wilson

29 Maggio - è il giorno della gara, che inizia nel tardo pomeriggio italiano (o primissima serata, a seconda di quale sia la nostra percezione del pomeriggio/ sera). Dixon parte dalla pole position e nella prima parte di gara sono lui e il compagno di squadra Palou ad alternarsi in prima posizione, con Veekay che cerca di inserirsi. Dopo la prima sosta sembra anche davanti ai due, ma sarà il primo pilota a uscire di scena. Ci si avvicina a un quarto di gara quando va a sbattere, provocando il primo ingresso della safety car (pare guidata da Sarah Fisher).
Quando la gara riprende ci sono ancora Palou e Dixon nelle zone alte della classifica, ma la gara di Palou sta per prendere una piega poco positiva. Certo, è meno positiva la piega che prende la gara di Ilott, il secondo pilota a uscire di scena a causa di un incidente, che provoca il secondo ingresso della safety car. Ciò avviene nel bel mezzo di un giro di soste, quando Dixon è già rientrato ai box e Palou non ancora. La pitlane è chiusa ed è costretto a rientrare prima che riapra, per non finire la benzina. Dopo la sosta dovrà quindi scontare una penalità, il tutto mentre Dixon si trova in prima posizione, davanti adesso a Daly. Quest'ultimo risale brevemente in testa per poi essere passato nuovamente da Dixon.
Quando la gara arriva all'halfway point, i primi cinque sono Dixon, Daly, O'Ward, Ericsson e Kanaan.
Pochi giri più tardi Grosjean è protagonista del terzo incidente che provoca l'ingresso della safety car. In questo momento Daly è già rientrato ai box per il pitstop, mentre Dixon è uno dei piloti che rientrano in regime di safety car. Si deve accodare a Daly, ma al restart si porta di nuovo in testa, con Daly che perde la posizione anche a vantaggio di O'Ward. Quest'ultimo giunge anche a insidiare la posizione di Dixon e si porta in testa dopo un successivo giro di soste mentre la gara si avvia verso i tre quarti del proprio completamento. Nel frattempo risulta essersi ritirato Herta per un guasto: stava prendendo parte alla gara sulla vettura di riserva dopo un violento cappottamento due giorni prima nel Carb Day.
Siamo esattamente a tre quarti di gara quando McLaughlin sbatte, rischiando di essere colpito anche da una vettura che sopraggiunge ma che riesce a evitarlo. Entra di nuovo la safety car e al restart Dixon si porta in testa davanti a O'Ward, seguono Rosenqvist, Daly ed Ericsson a completare la top-5 prima dell'ultimo giro di pitstop, quando mancano circa venticinque giri alla fine della gara. In questo momento avviene un ennesimo colpo di scena: dopo avere leaderato la maggior parte della gara, Dixon arriva a ruote bloccate in pitlane, errore che si rivela fatale in quanto supera il limite consentito di velocità e viene penalizzato per questo.
Dal giro di pitstop sembrano uscirne vincenti le Arrow McLaren, ma non è detta l'ultima parola, perché in breve tempo Ericsson supera sia Rosenqvist sia O'Ward portandosi in testa alla gara. A quel punto, quando mancano sei giri alla conclusione, anche Johnson - che dopo una brutta partenza non è mai stato nelle zone alte della classifica nonostante la buona qualifica - finisce la propria gara a muro. Per evitare che la gara finisca in regime di safety car, viene data di lì a poco bandiera rossa. Dopo una serie di interminabili minuti finalmente le vetture, che sono in precedenza rientrate in pitlane, si riportano in pista alle spalle della safety car. Ericsson, O'Ward, Kanaan, Rosenqvist e Rossi sono i primi cinque in questo momento e alla bandiera verde ci saranno due giri da percorrere.
Ericsson sembra mantenere la posizione, mentre dietro di lui si vedono le due Arrow McLaren affiancate. Tra di loro la spunta O'Ward, che rimane il più vicino al leader. Un giro più tardi, quando passano sotto la bandiera bianca, O'Ward sembra affiancare Ericsson, ma è il pilota svedese a rimanere davanti e sembra anche allungare. A mettere definitivamente fine a ogni dubbio è Karam: sbatte nel corso dell'ultimo giro, congelando di fatto le posizioni: l'edizione numero 106 della Cinquecento Miglia di Indianapolis la vince Marcus Ericsson!
O'Ward, Kanaan, Rosenqvist, Rossi, Daly, Castroneves, Pagenaud, Palou e Ferrucci completano la top-ten, mentre dietro di loro si classificano Montoya, Hildebrand, Newgarden, Rahal, Power, Malukas, Kirkwood, Lundgaard, Carpenter e DeFrancesco nei primi venti. Seguono Dixon, Andretti e Karam, che viene classificato come ultimo pilota a pieni giri, mentre sono doppiati di uno o due giri Harvey, Sato, Wilson e Kellett. Il migliore dei rookie è Malukas, ma vedo che ci sono polemiche perché non è lui ad essere votato come Rookie of the Year, ma piuttosto Johnson.
Preferisco concentrarmi non sulle polemiche ma su ciò che c'è di positivo... e di spunti positivi ce ne sono tanti. Nel vedere Ericsson tagliare il traguardo da vincitore (sono riuscita a vedermi gli ultimi giri in diretta su uno streaming non ufficiale su Youtube - il resto l'ho recuperato tramite extended highlights) mi sono commossa. Quando era in Formula 1 veniva considerato una nullità, perché non era brillante abbastanza per piacere alla gente. Adesso ha vinto una delle gare automobilistiche più importanti al mondo dopo essersi costruito una carriera di successo. In un mondo in cui la tifoseria motoristica e gli addetti ai lavori sembrano dividere sempre più i piloti in predestinati e falliti, Ericsson è la dimostrazione che c'è qualcosa di più.

mercoledì 29 settembre 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Long Beach // Alex Palou vince il titolo

Nell'ultima domenica di settembre si chiude il campionato di Indycar e si chiude con la bellezza di ventotto vetture al via, con la stessa line-up già vista nei due eventi precedenti alla quale si aggiunge un solo pilota già visto in precedenza. Ci sono quattro Penske guidate da Josef Newgarden, Will Power, Simon Pagenaud e Scott McLaughlin, due Arrow McLaren guidate da Patricio O'Ward e Felix Rosenqvist, quattro Ganassi guidate da Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Ericsson e Jimmie Johnson e quattro Andretti guidate da Alexander Rossi, Colton Herta, James Hinchcliffe e Ryan Hunter-Reay.

Per quest'ultimo si tratta dell'ultima gara con il team, nel 2022 al suo posto ci sarà Romain Grosjean che per ora fa coppia con Ed Jones in Coyne. Takuma Sato e Graham Rahal sono ancora affiancati al team Rahal da Oliver Askew, mentre Max Chilton guida l'unica Carlin. Sebastien Bourdais, Dalton Kellett e Charlie Kimball fanno coppia per Foyt, Jack Harvey e Helio Castroneves per Shank, Conor Daly e Rinus Veekay corrono per Carpenter, mentre Callum Ilott guida l'unica vettura del team Juncos, comparso in corso d'opera e con il quale prenderà parte all'intera stagione 2022. Tra tutti i piloti citati è Kimball quello che non era presente agli ultimi due eventi finora disputati.

Lo scontro per il titolo è aperto tra lo spagnolo Alex Palou, il messicano Pato O'Ward e lo statunitense, già campione di Indycar in passato, Josef Newgarden. A Palou basterebbe un undicesimo posto per vincere il titolo qualunque cosa facciano gli altri e il campionato sarebbe quasi assicurato se dovesse confrontarsi con il solo Newgarden. Il pilota del team Penske è autore della pole position e ciò non guasta, ma sembra che tutto ciò che possa fare arrivato a questo punto sia concludere la stagione in bellezza, perché come appena specificato il titolo è qualcosa di molto lontano per lui ed è già abbastanza lontano anche per O'Ward.

Quando la gara - che ho visto su Youtube grazie a un canale "non ufficiale" - inizia, le cose per Palou si mettono ancora peggio e di fatto viene eliminato dallo scontro per il titolo fin dal via, quando rimane coinvolto in un incidente tra varie vetture, pare venendo speronato da Jones(?). Precipitato indietro, la sua gara sarà fatta di varie peripezie. Resterà fermo, uscirà dai box dopo una trentina di giri per percorrere ancora qualche giro, poi si ritirerà definitivamente. Tornando invece al via, Newgarden è in testa nella prima parte di gara, seguito da Dixon e da Castroneves. Palou è in bassa top-ten, ma se dovesse arrivare in quella posizione gli basterebbe e avanzerebbe per diventare il primo spagnolo campione di Indycar.

Castroneves tenta una strategia diversa dagli altri piloti. Nel primo terzo di gara ci sono due ulteriori ingressi della safety car, ulteriori rispetto a quello per l'incidente iniziale, uno quando si ferma O'Ward, l'altro per Ericsson a muro. Tutti o quasi si fermano durante l'una o l'altra neutralizzazione. Helio no, prosegue in testa alla gara e poi rientra più tardi. La strategia non pagherà affatto e terminerà la gara in ventesima posizione, il che non è esattamente l'ideale per chi nella prima fase di gara stava tra i primi tre. Herta, nel frattempo, ha preso la testa della gara davanti a Newgarden e a Dixon. Palou risale al quarto posto ed è lì che terminerà la gara.

La top-ten viene completata da Pagenaud, Rossi, Harvey, Bourdais, Sato e Power. Seguono McLaughlin, Jones, Rosenqvist, Hinchcliffe, Rahal, Chilton, Johnson, Kimball, Kellett, Castroneves, Daly, Askew e Hunter-Reay che non chiude esattamente nel modo migliore la sua ultima stagione con il team Andretti. Chiude comunque peggio il campionato il suo successore: Grosjean, che aveva viaggiato in top-5 a inizio gara e in top-ten in un secondo momento, danneggia una sospensione strisciando contro un muretto(?) ed è costretto al ritiro ai box. Oltre a lui anche Veekay e Ilott non hanno completato la gara, come i già citati O'Ward ed Ericsson.

mercoledì 15 settembre 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Portland

Nel weekend appena passato, mentre a Monza si svolgeva il gran premio di Formula 1, in Indycar avveniva il debutto del pilota più desiderato dalle fungirl... o per meglio dire, dal secondo pilota più desiderato dalle fungirl, in quanto il più desiderato in assoluto rimane Lando Norris. Parlo di Callum Ilott, pilota di riserva dell'Alfa Romeo che invece di fare la riserva in Alfa Romeo si apprestava a fare il proprio debutto negli States al volante di una vettura del team Juncos, che ogni tanto esce dal nulla per partecipazioni occasionali al campionato di Indycar. Queste partecipazioni occasionali si estenderanno anche ai prossimi due eventi conclusivi, sempre con Ilott al volante. Negli stessi eventi Oliver Askew gareggerà con il team Rahal, nel posto che è stato di Santino Ferrucci e di Christian Lundgaard, ma who kers di Askew, è Ilott quello che conta. Nonostante l'entusiasmo generale degli appassionati di Formula 1 nei suoi confronti, che lo vorrebbero o a fare coppia con Mick Schumacher o al posto di Mick Schumacher, ma soprattutto vorrebbero entrambi ex equo al posto di un certo pilota con i capelli fluenti, non mi sembra di avere visto dei grandi picchi di euforia né gente che alla fine del weekend si sentisse tormentata dal suo risultato poco soddisfacente, pare per noie alla vettura.

Alex Palou partiva dalla pole position in una vettura dagli stessi colori di quella del compagno di squadra Scott Dixon, insieme al quale ha pensato bene di tagliare una curva al via... o per meglio dire, insieme a numerosi piloti presenti. Si sono viste anche delle vetture ferme, una di queste era quella di Romain Grosjean e l'altra immagino quella di Helio Castroneves, dato che in seguito figuravano a diversi giri di distacco dai piloti a pieni giri. La cosa non mi sembra affatto soddisfacente, ma vedrò di soprassedere e di sperare che entrambi possano chiudere la stagione in maniera decisamente migliore di com'è andata per entrambi a Portland. Nel frattempo è entrata la safety car rimanendo in pista abbastanza a lungo perché... non preoccupiamoci del perché. Qualcuno sui social si è lamentato che la safety car è rimasta così a lungo perché nel frattempo bisognava accertare con esattezza in quale ordine dovessero essere in quel momento le vetture in gara. Nel frattempo eravamo destinati ad assistere a una gara con vari piloti che seguivano strategie diverse, il che ha portato in un primo momento Patricio O'Ward a svettare in testa, per poi essere rimpiazzato a seguire dal duo Dixon/ Palou. Una sosta più tardi sarebbe toccato a Palou stare davanti a Dixon, con altre due vetture in mezzo, quelle di Josef Newgarden e Alexander Rossi.

O'Ward non era destinato ad essere protagonista nella fase successiva della gara. Pare abbia perso del tempo rientrando ai box in regime di bandiera verde subito dopo un testacoda di Dalton Kellett, con la safety car che è arrivata, ma un po' dopo. A quel punto i primi tre erano Graham Rahal, Ed Jones e Jack Harvey, che tuttavia si trovavano su una finestra di pitstop diversa rispetto a quella dei precedenti piloti di testa, il che li ha portati a doversi fermare più o meno quando rientrava ai box anche Newgarden. Alex Palou, Alexander Rossi e Scott Dixon si sono confermati a quel punto i primi tre anche nell'ultimo stint di gara - preceduto da un incidente tra Will Power e il compagno di squadra Simon Pagenaud con relativo ingresso della safety car - e sono saliti sul podio, sempre ammesso che il podio esistesse come entità fisica. Palou si è anche portato in testa alla classifica piloti. Tornando alla gara, Jack Harvey e Josef Newgarden hanno completato la top-5, con a seguire nei primi dieci anche Felix Rosenqvist, Marcus Ericsson, Colton Herta, Scott McLaughlin e Graham Rahal. Si chiude così la sintesi dell'evento di Portland, ma ci sarà da aspettare davvero poco per il prossimo, infatti nel fine settimana che viene ci sarà la gara di Laguna Seca e in quella seguente è previsto il finale di stagione.

martedì 6 luglio 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Mid-Ohio

A volte arriva il momento in cui tutti tornano al proprio posto. Uno di quei "tutti" era Rosenqvist, rientrato dopo l'infortunio, per avere un esordio non proprio tranquillo in gara. Dopo qualcosa come una curva c'erano tre vetture in testacoda e una di queste era la sua. Le altre erano quelle di Hinchcliffe e di Hunter-Reay. È entrata la safety car e sono ripartiti tutti e tre(?) nelle retrovie. Poi, uscita di scena la safety car, ci si aspettava un restart tranquillo.

Dixon e Power non erano esattamente di questo parere. Si sono toccati, Power è finito in testacoda ed è stato evitato da tutte le vetture che sopraggiungevano a parte una: quella vettura era quella di Jones. A quel punto è rientrata in pista la safety car e finalmente, una volta che si è levata di mezzo, la situazione si è fatta un po' più tranquilla. Davanti c'era Newgarden, seguito da Herta, Ericsson, Dixon e Rossi a completare la top-5. Power era appunto tra le prime posizioni prima dell'incidente.

C'è stato un momento piuttosto incandescente a base di baguette appena sfornate quando Bourdais ha forzato Grosjean sull'erba. È stato penalizzato per questo, colpa dei commissari insensibili, che non conoscono RoGro bene abbastanza da sapere che l'erba è il suo habitat naturale. L'ex pilota della Haas nel frattempo si è ritrovato piuttosto arretrato, ma niente paura, evidentemente anche il campionato di Indycar è il suo habitat naturale e ci avrebbe regalato soddisfazioni.

Da quel punto in poi la gara è stata piuttosto tranquilla, insomma, perfino Johnson non ha fatto cose strane tipo finire in testacoda ogni tre per due e venire criticato dall'intero popolo del motorsport sui social. Newgarden è rimasto in testa per tutto il resto del tempo, mentre non si può dire che Herta sia rimasto secondo molto a lungo: al termine del primo stint è uscito arretrato dai box. Sarebbe precipitato in bassa top-ten, dalla quale si è ritirato(?) ai box all'ultimo giro, terminando la gara con ben poca gioia.

Risalito al secondo posto dopo i problemi di Herta, Ericsson è rimasto lì venendo anche abbastanza acclamato dal popolo del motorsport, ormai tutti convinti che questa stagione sia l'inizio di un ribaltamento di una carriera finora neanche troppo positiva. Sul gradino più basso del podio, dopo avere rimontato alcune posizioni nel corso della gara, è stato Palou, precedendo Dixon e Rossi che, appunto, erano ancora più o meno nelle posizioni che occupavano nel primo stint.

Rahal è giunto sesto, seguito da Grosjean, acclamato dal popolo del motorsport per la sua rimonta, mentre la top-ten è stata completata da O'Ward, Ferrucci (tornato ancora una volta al volante con il team Rahal) e Sato (quest'ultimo deve avere superato Bourdais più o meno all'ultimo giro dato che mi pareva di avere visto Bourdais in top-ten). Si segnala in questa gara il debutto, come one-off o come part-time in Coyne di un pilota proveniente dalla Indylights del 2019, tale Ryan Norman.