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mercoledì 17 luglio 2024

Indycar 2024: #10 e #11 Iowa Speedway

In un sabato pomeriggio di luglio del 2015 mi stavo chiedendo a che ora si sarebbe svolta la gara di Indycar di quella sera. Il nome dell'evento era "Iowa Corn 300", ai tempi. Non possedevo uno smartphone a quell'epoca, quindi finché non entravo in internet dal computer o non accendevo la televisione non avevo idea di quello che stesse succedendo nel mondo. Alla mattina non avevo ancora fatto né una cosa né l'altra e il mio primo accesso a internet era stato nel primo pomeriggio per una commissione per conto di mia mamma. A quel punto non restava altro da fare che andare su GPUpdate, un sito olandese(?), che poi è stato assorbito da motorsport punto com, e che da circa dieci anni utilizzavo come principale fonte di informazione.
Mi piaceva per come era strutturato e mi dispiace che non ci sia più. C'erano parecchie versioni in diverse lingue, sezioni dedicate a squadre e piloti con relative foto, poi in homepage i link alle ultime news e in cima alla pagina l'immagine di copertina della notizia più importante del giorno.
C'erano anche gli orari delle gare delle principali categorie. Quelli dell'Indycar su versione inglese - quella di default, se ben ricordo - erano in orario USA Eastern Time, ma bastava andare su una qualsiasi altra versione europea per trovare l'ora di partenza nel nostro fuso orario. Era quello che intendevo fare, quel primo pomeriggio, andare a verificare l'orario della gara, se sarebbe stata alla sera, oppure nella notte italiana.
Allora, in quel primo pomeriggio di luglio, sono andata su GPUpdate. L'immagine in homepage era una foto di Jules Bianchi, e poteva avere un solo significato.
Nel 2015 la gara dello Iowa si è svolta a notte inoltrata. Ho seguito in livetiming la gara di Indylights, vinta proprio dal suo ex compagno di squadra Max Chilton, che a un certo punto aveva perso la leadership a vantaggio di Ed Jones, ma chr è riuscito a tornare in testa, guadagnandosi un incredibile popolarità, anche se destinata a esaurirsi in tempi brevi dopo il suo successivo passaggio in Indycar.
Il periodo rimane lo stesso, anche se adesso di gare di Indycar su questo circuito ce ne sono due. Ho scelto di raccontarvele proprio oggi, 17 luglio, nono anniversario della morte di Bianchi, proprio perché per me questo circuito, così lontano da Jules, rimane nel mio immaginario legato al suo ricordo.

SATURDAY RACE - nella sera dello Iowa Speedway, Colton Herta (Andretti) scattava dalla pole position, in una gara che iniziava con un incidente che coinvolgeva varie vetture: sia David Malukas (Meyer Shank) sia Christian Lundgaard (Rahal) sono finiti in testacoda e il primo dei due ha coinvolto loro malgrado Romain Grosjean e Agustin Canapino (entrambi Juncos).
Herta è rimasto in testa per tutto il primo stint, con la prima sosta avvenuta in regime di safety car causata una vettura che procedeva lenta. Scott McLaughlin (Penske) è uscito dai box in prima posizione, con Herta a inseguire, ma il peggio doveva ancora avvenire. In occasione della seconda sosta, avvenuta in regime di bandiera verde, proprio mentre era ai box, è uscita una safety car... a causa di un incidente di Alex Palou (Ganassi), leader del campionato.
Palou si trovava comunque nelle retrovie a causa di un problema nella sosta prececente, ma non è certo stato il modo migliore di terminare la gara! Per Herta la gara era ancora lunga, invece, ma i suoi avversari si sono fermati ai box in regime di safety car e, diversamente da lui, non hanno perso un giro.
Non restava a quel punto che l'ultimo stint, nel quale Will Power (Penske), uno dei diretti avversari di Palou nella rincorsa al titolo, già a sua volta arretrato da una penalità per eccesso di velocità nella pitlane, ha terminato - non proprio, ha proseguito giusto per procacciarsi un'altra penalità - la propria gara in un incidente con Pietro Fittipaldi (Rahal), in cui è finito coinvolto anche Ed Carpenter che, come in occasione degli eventi disputati su ovale, era al volante su una vettura del proprio team.
McLaughlin è andato a vincere precedendo Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Josef Newgarden (Penske), mentre ha chiuso giù dal podio Scott Dixon (Ganassi) la cui quarta posizione era comunque un buon risultato al confronto di quello ottenuto da alcuni dei diretti avversari!
Rinus Veekay (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), Kyle Kirkwood (Andretti), Alexander Rossi (Arrow McLaren), Marcus Ericsson (Andretti) e Marcus Armstrong (Andretti) hanno completato la top-ten, mentre Herta ha concluso la gara soltanto undicesimo.
Nolan Siegel (Arrow McLaren), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Kyffin Simpson (Ganassi), Sting Ray Robb (Foyt), Graham Rahal (Rahal) e Katherine Legge (Coyne) hanno preceduto al traguardo Power, ultimo dei piloti a vedere la bandiera a scacchi.
Oltre ai piloti già citati si sono ritirati anche Jack Harvey (Coyne), che l'indomani non ha gareggiato per problemi fisici che si portava dietro già dall'inizio del fine settimana ed è stato sostituito da Conor Daly, e Linus Lundqvist (Ganassi).

SUNDAY RACE - diversamente dal giorno precedente, la gara si è svolta di giorno, con la pole position conquistata proprio dal vincitore del giorno precedente McLaughlin. Ha leaderato per tutto il primo stint, poi in occasione del primo giro di pitstop un incidente - Canapino è andato a sbattere - ha scombinato la situazione: Palou e Power sono riusciti a portarsi 1/2 grazie alle tempistiche delle loro soste, con McLaughlin che era stato il primo di loro a rientrare relegato in terza posizione. In occasione della seconda sosta, Power è passato in testa di overcut e ha vinto davanti a Palou e a McLaughlin.
Il risultato, dalla quarta posizione in poi, recita testualmente: Dixon, Herta, O'Ward, Newgarden, Rahal, Veekay, Grosjean, Ferrucci, Lundqvist, Malukas, Siegel, Rossi, Kirkwood, Lundgaard, Simpson, Armstrong, Fittipaldi, Robb, Carpenter, Ericsson, Legge, con Canapino, Rosenqvist e Daly ritirati. Tuttavia non si sono ritirati solo questi tre, ma anche quattro piloti rimasti coinvolti in un pazzesco incidente all'ultimo giro.




Miglior attore protagonista Robb che, ritrovandosi davanti Rossi che rallentava avendo finito la benzina, l'ha speronato decollando come un Dario Franchitti qualsiasi per le strade del Kentucky, anche se obiettivamente per Darione si trattava del giro d'onore, e come bonus, il giorno in cui ha spiccato il volo sopra a Kosuke Matsuura erano passati appena sei giorni dal suo precedente cappottamento nella gara precedente.
E niente, ecco apparire le incredibili immagini di Robb in volo, con la scritta PRAY.COM visibile sulla carrozzeria della monoposto. Diciamo che appariva alquanto appropriata! (Da una breve ricerca ho scoperto che si tratta di un suo sponsor personale ed è un'applicazione a tematica religiosa divenuta popolare trasmettendo la messa in streaming ai tempi del lockdown.)
L'incidente ha successivamente coinvolto Carpenter e Kirkwood, con Carpenter che si è ritrovato letteralmente sopra a Kirkwood. Qualcuno ha osservato che il cupolino potrebbe avere salvato qualche testa. Altri hanno replicato con fermezza che non è sicuro che senza cupolino ci fossero gravi conseguenze, il che è una prova che il cupolino non serve. Mi stavo preoccupando, era da un po' che non leggevo questo tipo di sillogismo.


domenica 25 agosto 2019

Indycar 2019: Commento alla Bommarito 500 @ Gateway - 24 Agosto

La stagione 2019 di Indycar si sta avvicinando verso la sua conclusione, che è prevista per il mese di settembre. In questo weekend, in cui cade anche l'anniversario di morte di Justin Wilson, era prevista una Saturday Race, iniziata al tramonto e terminata con il buio, sull'ovale di Gateway, che nei primi tempi chiamavo eroneamente Getaway.
Questo fine settimana è stato preceduto da una settimana ad alta tensione: soltanto domenica scorsa, infatti, cinque vetture si sfracellavano l'una contro l'altra al primo giro a Pocono, con tutte le polemiche del caso, e il mondo puntava il dito contro Sato, almeno finché il suo onboard non ha ridimensionato almeno in parte le sue responsabilità. C'era anche una polemica via social tra il Grande Samurai e Alex Non Sono Valentino Rossi, ma non so fino a che punto sia necessario farci caso. Rossi è lo stesso pilota che tempo fa sosteneva di non avere potuto puntare alla vittoria a Indianapolis a causa di Servia che stava sulla sua strada. Servia è spagnolo, Sato no, ma probabilmente è diventato uno spagnolo onorario.
Nonostante l'onboard, sul web le polemiche sono rimaste piuttosto feroci anche nei giorni successivi, con gente che, al di là dell'avere qualsiasi opinione, scriveva bellamente che non era importante guardare l'onboard e farsi un'idea, perché tanto gli opinionisti avevano già spiegato cos'era successo.
L'altra parte di opinione pubblica era impegnata a criticare i media per avere parlato del quarto posto di Ferrucci nonostante Ferrucci sia un personaggio fuori dagli schemi. Da parte sua, Ferrucci ha dichiarato nel corso di questa settimana che non è per niente pentito di quello che è successo all'epoca della Formula 2 (cioè scattarsi dei selfie al volante nella pitlane, comportarsi da bullo con il suo compagno di squadra e i suoi familiari, speronare il suddetto compagno di squadra durante il giro d'onore per vendicarsi di un incidente innescato da lui stesso e deriderlo via social, non presentarsi a una convocazione dei commissari e dare la colpa del suo comportamento alle proprie origini italiane) e che si trova bene in Indycar. Poi dopo le qualifiche ha postato una foto insieme a Bourdeeeeyyyyy in cui lo definiva "dad". Sono un po' preoccupata da tutto ciò, ma spero che Bourdeeeeyyyy in qualità di padre gli tiri qualche sberla con la baguette, di tanto in tanto.
A proposito di Ferrucci, di Bourdeeeyyyy e di baguette, il risultato della qualifica, per loro, era piuttosto allettante:

1^ fila: Newgarden - Bourdais
2^ fila: Power - Pagenaud
3^ fila: Sato - Ferrucci
4^ fila: Hinchcliffe - Dixon
5^ fila: Hunter-Reay - Rosenqvist
6^ fila: Rossi - Herta
7^ fila: Pigot - Ericsson
8^ fila: Veach - Rahal
9^ fila: Carpenter - Daly
10^ fila: Kimball - Kanaan
11^^ fila: Leist - Andretti

Considerazioni random: per quanto su un ovale in Indycar partire dalla pole possa significare tutto o niente, Nuovo Giardino era nella posizione migliore per tentare di allungare in classifica e sui social c'erano già un po' di proclami nei suoi confronti. Io, da parte mia, ho deciso che per questo campionato tifo per Pagenaud, perché gli davano del VeKkY0 BoLLyT0 che dovrebbe ritirarsi mentre vinceva gare, Indy 500 compresa, ed è in lotta per il titolo a poche settimane dal termine del campionato, quindi rientra in pieno nella categoria dei diseredati che meritano la mia solidarietà.
Per il momento, comunque, ero indecisa se andare in brodo di giuggiole per la posizione di Bourdeeeyyyy, se osservare che c'erano soltanto ventuno vetture in realtà perché quella indicata all'ultimo posto non esiste davvero ma serve solo per abbellire la grafica, oppure se infierire contro un certo brasiliano ultraquarantenne che somiglia a Vin Diesel con un naso enorme che arriva costantemente tra gli ultimi.
Ho deciso di non fare nessuna di queste cose e di prepararmi moralmente a una gara in cui con tutta probabilità Nuovo Giardino e NSVR l'avrebbero messo in quel posto a chiunque.
In realtà le cose non sono andate proprio come pensavo: Alex Non Sono Valentino Rossi non è mai stato molto in vista nel corso della gara, diversamente da Nuovo Giardino.
La gara è iniziata con lui in testa, con a seguire Bourdeeeeeyyyyy e il suo best friend forever Willpowahhhh, poi c'era il piccolo teppista cacciato via a calci dalla Formula 2, c'era Dixon e c'era "Saimon". Poi una gallina ha attraversato la strada...
...
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...ah, no, non era una gallina, era un pollo gigante, tale Sonyericsson: dopo avere fatto a ruotate con un personaggio random identificato, neanche a dirlo, come Sato, procedeva ai due all'ora cercando di imboccare la pitlane. Ciò ha portato al rigoroso ingresso della safety car.
Al restart speravo che Bourdeeeeyyyyy prendesse tutti a colpi di baguette, ma non è andata così bene. Willpowahhhh si è portato al secondo posto e in realtà è stato il figlio onorario di Bourdeeeyyyyy (povero Bourdeeeeyyyyy, credo che meriti un figlio più responsabile di Ferrucci) a installarsi al terzo posto.
I Ferdais si sono visti in prima e seconda posizione a fare i fighi durante un giro di pitstop, mentre attendevo che la situazione tornasse alla normalità.

La situazione non è tornata alla normalità: giro 54 su 248, ingresso della safety car per una vettura a muro. Guess what, quella vettura la guidava nientemeno che Willpowahhhh, vincitore meno di una settimana fa.
Non solo Willpowahhhh era a ridosso di un muro con la vettura a pezzi, ma subito dopo è accaduto qualcosa che ha lasciato pensare che non fosse la giornata fortunata per i "detersivi": Dixon, infatti, era fermo ai box ed è ripartito quando gli altri avevano già percorso qualcosa come dieci giri.
La sua gara sarebbe finita peggio: lo si è visto più tardi di nuovo fermo ai box per un'infinità di tempo, poi mentre la gara non era ancora terminata risultava che per lui fosse già finita. Questa, però, è un'altra storia, Dixon who, parliamo di Ferrucci, eroe delle folle.
Il figlio onorario di Bourdeeeyyyyy si trovava nientemeno che in prima posizione, davanti a Hinchy, Bourdeeeeyyyyy, Nuovo Giardino e Alex Non Sono Valentino Rossi. Scherzavo quando ho detto che non lo si è visto granché: quella parte di gara se l'è fatta in quinta piazza, anzi, in quarta, dato che ha superato Nuovo Giardino. Solo che gli occhi erano tutti concentrati su Ferrucci, e per fortuna in quel momento era piena notte, quindi non ero su Twitter a controllare se ci fosse gente che minacciava di smettere di seguire il campionato se non fosse stato fatto nulla per togliergli in modo random quella prima posizione destinata a durare nel tempo...
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...e non solo, Bourdeeeyyyyy era anche destinato a raggiungerlo in seconda piazza, mentre tutto lasciava pensare a una potenziale doppietta Coyne, cosa che andava ben oltre l'umana immaginazione.
La prima e la seconda posizione sono state conquistate dopo una lunga safety car occorsa al 122° giro, quando le inquadrature hanno atteso qualcosa come dieci minuti per andare a inquadrare Spencer Maialotto a muro dopo un contatto con Kimball.
Dopo il restart le due Coyne erano davanti, come ho già detto, e intanto, con il passare del tempo, si è avuto un giro di pitstop che per i Coyne Bros ha segnato l'inizio della fine...

Ferrucci è rientrato ai box, le cose sono andate male: la sosta è stata lunga, ha perso posizioni, tornando in pista alle spalle di Nuovo Giardino e di altri piloti random. È andata meglio a Bourdeeeeyyyy, la sua sosta è andata per il verso giusto, non ha perso eccessivamente terreno. Però la sosta è stato tutto quello che gli è andato bene: al 192° giro ha toccato il muro, è finito in testacoda e tutti i suoi sogni di gloria sono finiti lì.
A quel punto è entrata in pista la safety car ed è accaduto uno di quegli eventi che di tanto in tanto caratterizzano la Indycar: tutti i piloti che si erano già fermati erano precipitati, con il pitstop, sotto di un giro, giro che avrebbero recuperato con il rientro ai box dei piloti che dovevano ancora fermarsi. La safety car, tuttavia, ha fatto sì che i tre piloti che si dovevano ancora fermare potessero effettuare la sosta mantenendo le prime tre posizioni. Quei piloti erano nientemeno che Sato, Kanaan!!!111!!11!! e Carpentahhhhh: plot-twist servito su un piatto d'argento, con una gara in cui fino a quel momento erano stati favoriti dei piloti random in cui tra le prime posizioni trovavamo degli altri piloti random.
Ho iniziato a chiedermi quante possibilità avesse almeno qualcuno dei tre di conservare la posizione e ho finito per sottovalutare tutti, perché quando c'è stato il restart sembrava che non avessero poi tutta questa intenzione di schiodarsi di lì. Anzi, staccavano Nuovo Giardino che era quarto, a vedersela con Ferrucci, che a conti fatti si trovava in quel momento in top-5 e che sembrava seriamente intenzionato a finire quarto.
Ha superato Newgarden.
Newgarden si è ripreso la posizione.
Ferrucci è passato al quarto posto di nuovo.
All'ultimo giro deve essere accaduto qualcosa a Newgarden dato che procedeva lentamente e perdeva posizioni: Nuovo Giardino è arrivato dietro a "Saimon", tra gli altri.
Questo, però, non conta, parliamo di cose serie, ovvero di quello che stavano facendo i primi tre in quel momento. Non mi permetterei mai di dire che un duello per la quinta posizione fosse meno serio che uno per la vittoria, però Nuovo Giardino è Nuovo Giardino, è meno importante dei piloti random quando vince e il fatto che dei piloti random possano vincere non lo rende in automatico più importante di loro per non avere vinto.
Carpentahhhh si è installato negli scarichi di Kanaan e ho sperato con tutte le mie forze che non accadesse nulla di brutto in quel momento. Ce la siamo cavata: Carpentahhhh ha superato Kanaan, ma Kanaan era ancora terzo, quindi l'esistenza umana aveva ancora un senso. Se la doveva vedere con Ferrucci, ma la linea del traguardo gli ha garantito quel podio per cui stavo iniziando a temere. Davanti, intanto, la gara finiva al photofinish, con Carpentahhhh negli scarichi del Grande Samurai, che la bandiera a scacchi ha consacrato come vincitore.
Quanto è strano il motorsport: meno di una settimana fa Sato era un PeRiKoLoSo kRiMiNaLe che non avrebbe nemmeno dovuto avere un volante, sei giorni dopo è diventato un eroe delle folle, certe cose vanno oltre l'umana immaginazione (e il terzo posto di Kanaan, in realtà, è una di quelle).

RISULTATO: 1. Takuma Sato (Rahal), 2. Ed Carpenter (Carpenter), 3. Tony Kanaan (Foyt), 4. Santino Ferrucci (Coyne), 5. Simon Pagenaud (Penske), 6. Conor Daly (Carlin), 7. Josef Newgarden (Penske), 8. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 9. Colton Herta (Harding), 10. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 11. Felix Rosenqvist (Ganassi), 12. James Hinchcliffe (Schmidt), 13. Alexander Rossi (Andretti), 14. Zach Veach (Andretti), 15. Charlie Kimball (Carlin), 16. Marcus Ericsson (Schmidt), 17. Matheus Leist (Foyt), 18. Graham Rahal (Rahal), 19. Sebastien Bourdais (Coyne), 20. Scott Dixon (Ganassi), 21. Spencer Pigot (Carpenter), 22. Will Power (Penske).

mercoledì 11 luglio 2018

Commento alla Iowa Corn 300

Certe gare non hanno un titolo /// 8 Luglio 2018

NASCAR UPDATE: come da tradizione, inizierò questo topic parlando di NASCAR. O meglio, non è una tradizione *iniziare* parlando di NASCAR, ma dal momento che gli eventi che andrò ad elencare sono antecedenti a quelli di Iowa Corn, ho deciso di parlarne prima.
Una settimana fa, il 1° Luglio, si è svolta la gara di Chicagoland denominata "thehouse.com 400", in cui l'evento più pittoresco è stata la vittoria dello Stage 1 da parte di Aric Almirola... Okay, no, non è stato l'evento più pittoresco, ma di sicuro non è una cosa che succede tutti i giorni.
Lo Stage 2 è stato vinto da Kevin Harvick, che a fine gara sarebbe arrivato terzo, ma appunto il duello per la vittoria è stato uno di quelli di un certo livello, protagonisti Kyle Busch e Kyle Larson.
C'è stato uno scontro piuttosto acceso e, anzi, in senso materiale di scontri ce ne sono stati anche due: Busch e Larson si sono infatti speronati a vicenda e alla fine è stato Busch a spuntarla per la vittoria. Incredibile ma vero, nessuno dei due era particolarmente infastidito dall'accaduto, di conseguenza non ci sono state risse post-gara.
La "Coke Zero 400" di Daytona, invece, si è svolta sabato 7, alla vigilia della gara di Iowa Corn. Ho visto un review di quindici minuti, avendo l'impressione che gli incidenti siano fioccati in quantità industriale, coinvolgendo anche dei soggetti di un certo spessore e spesso coinvolgendo molti soggetti tutti in una volta. Ricky Stenhouse ha chiuso in testa Stage 1 e Stage 2, anche se pare abbia combinato danni random, mentre poi la gara è finita in overtime e... la vittoria è andata a Erik Jones, secondo ha chiuso Martin Truex...
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...e terzo...
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...oh my holy owl. ç______ç Terzo si è classificato A.J. Allmendinger, quindi questo commento che state leggendo non è vero, è solo una proiezione della vostra mente, perché in concomitanza con il suo piazzamento a podio c'è stata l'Apocalisse e siamo tutti morti.
Peraltro morire mentre Allmendinger tagliava il traguardo in terza posizione sarebbe stato uno spreco, perché il resto della top-10 non è che sia stato di minore livello. Innanzi tutto Kahne e Buescher hanno chiuso la top-5, i Dillon Bros si sono classificati sesto e nono (Austin nono) con Newman ottavo e Bowman decimo.
Non ho citato chi sia arrivato settimo e lo faccio ora: settimo è arrivato Matt Di Benedetto. <3 Tutto ciò è epico. Peccato che Corey Lajoie non abbia approfittato dell'occasione per spaccare il cu*o a tutti e che si sia confermato #JamaisUneJoie, ma non si può avere tutto dalla vita.

IOWA CORN 300: fin da quando, per la prima volta, ebbi occasione di vedere in diretta alcuni giri di una gara su un ovale breve, mi innamorai degli ovali brevi. Era quello di Milwaukee Mile e, per quanto mi riguardava, aveva il suo fascino. Ho sempre pensato che sia un peccato che sia stato eliminato, secondo me aveva il suo perché, ma anche Iowa Corn non è male. E poi ha un nome divertente, che richiama il granturco e il fatto che talvolta in Indycar si sia vista gente che forse avrebbe fatto meglio ad andare a coltivare capi di granturco, piuttosto che stare al volante di una monoposto. ;-)
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...Suvvia, non vi indignate, sto scherzando. Tornando a noi, i mini-speedway hanno sempre esercitato su di me un fascino particolare, specie quando a percorrerli sono vetture di Indycar.
All'inizio mi sembrava pazzesca l'idea che si facessero 248(?) giri a Milwaukee Mile e se ne facessero 250 a Iowa Corn (una volta erano 250, non 300), almeno finché non vidi quanto velocemente venissero percorsi.
Iowa Corn è il circuito su cui Helio Castroneves vinse l'anno scorso, dopo anni di digiuno. A meno che non riesca a vincere un'altra Indy 500, rimarrà l'ultima vittoria della sua lunga carriera in Indycar. Ora scusatemi, ma devo andare a prendere un pacchetto di fazzoletti...
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...okay, torniamo a noi. Quando arriva Iowa Corn, arrivano anche i ricordi negativi che trascina con sé.
Adesso, ad ogni modo, a Iowa Corn si corre quando qui è domenica sera, non nel sabato sera americano, quando da noi è notte. Non c'è più la decisione: vado a dormire o rimango sveglia in piena notte pur di guardarmela?
In realtà non mi pare di avere mai visto una gara a Iowa Corn in diretta al sabato notte. Gare di NASCAR sì, l'anno scorso, anche se non interamente, ma negli anni passati credo di essere sempre andata a letto. Ricordo di avere seguito un livetiming di Indylights a Iowa Corn, per una giusta causa, ma appunto, quella notte, dopo la Indylights, me ne andai a letto.

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Power - Newgarden
2^ fila: Hunter-Reay - Pagenaud
3^ fila: Rossi - Dixon
4^ fila: Wickens - Jones
5^ fila: Carpenter - Sato
6^ fila: Hinchcliffe - Rahal
7^ fila: Kanaan - Veach
8^ fila: Bourdais - Chaves
9^ fila: Kimball - Pigot
10^ fila: Andretti - Claman De Melo
11^ fila: Chilton - Leist

GREEN: eravamo destinati a vedere una prima parte di gara moooooolto tranquilla. Gli ovali in genere sono sede di incidenti e devastazione fin dalle loro prime fasi, ma stavolta non è andata così, quindi almeno per una volta ci siamo risparmiati cose del tipo "gli ovali sono troppo pericolosi!!!11!!!! bisognerebbe togliere quelli, non mettere l'halo!!!1!!!!!!", come se stessimo parlando 1) dello stesso campionato, 2) di cose che abbiano una benché minima correlazione l'una con l'altra.
Nuovo Giardino è rimasto in testa al via e la top-5 è rimasta invariata. Forse erano invariati anche oltre, anche se mi pare che Wickens avesse perso una posizione. Y______Y Anche per questo weekend, iniziavo a temere che non avrebbe vinto (in realtà lo sapevo benissimo, dato che ho visto la gara in ritardo di due giorni, venendo preventivamente informata del vincitore già domenica sera dalla bacheca del mio profilo Twitter).
Nel corso dei giri Hinchy ha iniziato a rimontare posizioni, tanto che si è installato, ad un certo punto, al secondo posto, anche se ben lontano da Nuovo Giardino, che da parte sua era impegnato a doppiare chi gli capitasse a tiro.
Il Grande Samurai gli ha fatto perdere un po' di tempo, il che è stylish. I piloti di Indycar possono farlo, anche se a suo tempo Gutierrez è riuscito a farsi insultare da chi gli stava dietro a pieni giri anche lì.
Con Hinchy secondo, Willpowahhhhh era disceso al terzo posto.
Quando ci avvicinavamo al termine del primo stint, permanevano soltanto pochissime vetture a pieni giri...
...
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...ma non pensiamo ale vetture a pieni giri, pensiamo piuttosto a Veach che, ai box, stava andando a fuoco come a Indianapolis!
Allarme rientrato, dopo una fiammata Veach è tornato in pista, andando ad occupare una posizione di bassa top-ten.
Dopo la sosta, in top-ten c'erano Nuovo Giardino, Hinchy, Saimon, RHR e Spencer Maialotto, con quest'ultimo risalito a un certo punto addirittura in terza posizione! *______* Nel frattempo siamo arrivati al punto in cui solo la top-5 era a pieni giri e, se non ci fossero state delle safety car, forse le vetture a pieni giri sarebbero addirittura diminuite.
Leist e Chaves risultavano ritirati nell'anonimato, mentre sfortunatamente Kanaan era stabilmente in ultima posizione.

VEACH FOR THE CRASH: in realtà non è che abbia fatto niente di che, ma al 139° giro ha verniciato un muretto, con conseguente ingresso della safety car, appunto. Tra una cosa e l'altra c'era chi era riuscito a sdoppiarsi e chi invece era caduto nel dimenticatoio e, dopo il pitstop in regime di safety car, dietro a Nuovo Giardino c'erano Hinch, Spencer Maialotto, il Grande Samurai e RHR a completare la top-5. Seguivano Wiky, Willpowahhhh, Carpentahhhh, Grammo Reale e Saimon in top-10...
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...e, niente, non so se la grafica era sbagliata o cosa, ma dopo il restart Saimon era quinto, quindi ho l'impressione, da quello che avevo visto, che fosse quinto anche quando la grafica lo dava in decima posizione.
Ad ogni modo la top-3 era Nuovo Giardino, Hinch e Spencer Maialotto, con il Grande Samurai che se ne stava più tranquillo del solito (tradotto: niente incidenti).
Poi, tra una cosa e l'altra, più avanti il Grande Samurai, si è portato al terzo posto.

SPENCER MAIALOTTO: ogni gara ha un suo eroe e il suo eroe, a volte, è protagonista anche di gossip, tipo il fatto che suo padre sia inglese, o almeno così mi sembra che abbiano detto i telecronisti. Wicky, tuttavia, è un attention seeker e si è parlato anche di lui e del fatto che Toto Wolff si sia complimentato con lui per i suoi risultati in Indycar...
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...sono molto impressionata da tutto ciò: non credevo che i telecronisti americani di Indycar fossero al corrente dell'esistenza di Toto Wolff, dato che Alonso non ha mai corso per la Mercedes. #SorryNotSorry.
Tornando a noi, Spencer Maialotto si è fatto notare perché nel successivo stint (dopo il 225° giro, quando tutti si sono fermati, intorno a quel momento, per il seguente pitstop) era addirittura in seconda posizione, dietro al solo Nuovo Giardino...
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...ma non era così, a cinquanta giri dalla fine Hinchy ha superato Maialotto e non solo, qualche giro più tardi è anche andato a prendersi la testa della gara! Ormai il momento di gloria di Spencer Maialotto sembrava terminato, ma certe cose non si possono dimenticare. Tuttavia Wicky si è in seguito preso il terzo posto e Wicky in zona podio è aaaaaawwwwwww alla massima potenza.

CARPENTAHHHHH RULES!: a sette giri dalla fine Ed Carpentahhhh ha iniziato a procedere lentamente, facendo entrare una safety car. Un replay, peraltro, ha mostrato che ad un certo punto il Grande Samurai ha sfiorato la sua vettura. In qualche misura, almeno un po', doveva per forza sbattere il naso contro al caos, altrimenti non sarebbe lui.
Ho approfittato della safety car per vedere chi ci fosse ultimo, RHR e Veach figuravano ritirati(?), mentre ultimo non c'era più Kanaan, bensì Zachary Claman Il Mio Nome Occupa Venti Pagine Sull'Elenco Telefonico. Kanaan era tuttavia penultimo, mentre in terzultima posizione...
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...non c'era nessuno perché Sonniferetti non esiste veramente, ma il suo nome viene scritto per abbellire la grafica.
In sintesi, durante la safety car, Nuovo Giardino e Wicky sono rientrati ai box, tornando in pista quarto e quinto, dietro a tutte le vetture doppiate, con Hinchy, Spencer Maialotto e il Grande Samurai in top-3.
La gara è finita in regime di safety car, quindi fermarsi ai box non è servito a niente e Spencer Maialotto è riuscito a conquistarsi il podio.

RACE-RECAP: non avete letto la mia sintesi della gara? oppure l'avete letta, ma eravate distratti perché stavate ancora pensando a chi, secondo voi, ce l'ha più lungo tra i Vettelton? No problem, è arrivato il momento di spiegarvi, in sintesi, tramite le presunte voci dei protagonisti, come siano andate le cose...
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...perché così è più stylish.
Allmendingahhhhh: "Qualunque cosa possa succedere a Iowa Corn non sarà mai stylish tanto quanto il mio terzo posto. Quindi è inutile che i telecronisti entrino in modalità: OMG quanti sorpassi ci sono oggi!!111!!!!1!!! ignoriamo il fatto che su un ovale ci siano tendenzialmente più sorpassi che sul circuito di Silverstone e approfittiamone per spacciarci per più fighi."
Voce fuori campo: "Però ci sono stati dei sorpassi per la leadership!!111!!11!"
L'Autrice(C): "Nuovo Giardino è partito in pole, è stato davanti per tre quarti di gara, poi Hinchcliffe l'ha sorpassato. Se qualcosa del genere fosse accaduto altrove, non si sarebbe enfatizzata così tanto la cosa."
Il telecronista: "Però noi della Indycar siamo tutti fighi, nelle altre serie non lo è nessuno. Nemmeno tu, Allmendingahhhhh!!111!!!"
Nuovo Giardino: "Va beh, facciamo che imposto la gara in modalità sono in testa industurbato quindi le telecamere non mi inquadrano mai."
Veach: "Dato che Zachary Claman De Karthikeyan non ha ancora verniciato nessun muro, ma sta stabilmente nelle retrovie, credo che dovrò sacrificarmi per una giusta causa."
Nuovo Giardino: "Qualunque cosa succeda, non mi schioderò di qui."
Spencer Maialotto: "Ma io sono più figo di te e se guidassi una vettura rosa sarei un porcellino d'India!"
Voce fuori campo: "Rimpiango i vecchi tempi in cui questa battuta era originale."
L'Autrice(C): "Credo che quei tempi siano passati da una vita."
Spencer Maialotto: "Intanto è passato Hinchy."
Nuovo Giardino: "Anch'io l'ho visto passare."
Ed Carpentahhhhh: "Questi sono tempi difficili per noi vecchietti, nessuno ci prende minimamente in considerazione, credo che dovrò rallentare per protesta. E tu, Grande Samurai, dammi subito un bacio."
Il telecronista: "In questo momento Hinchy spera che non entri la safety car."
Tre.
Due.
Uno.
Mazzoni-effect.
Nuovo Giardino: "Credo che sia saggio entrare ai box con la safety car."
Wicky: "Anch'io credo che farò la stessa cosa."
Spencer Maialotto: "Perfetto, così io e il Grande Samurai possiamo salire sl podio al posto vostro!"
Nuovo Giardino: "Wicky, pensi anche tu quello che penso io?"
Wicky: "Che fortunatamente le nostre vetture non sono rosse, quindi non si parlerà per una settimana intera del fatto che i nostri team hanno toppato strategia?"
Nuovo Giardino: "Esatto, mi hai rubato le parole di bocca. Stop appropriating everything!!!11!!!"
Wicky: "Ma tu sei americano, non hai una cultura, non posso appropriarmi culturalmente di ciò che ti appartiene, perché non ti appartiene nulla."
Nuovo Giardino: "La cosa preoccupante è che l'unico non occidentale è il Grande Samurai, quindi è l'unico che possieda qualcosa. Peccato che abbia anche bombardato Indianapolis nel memorial weekend."
Il Grande Samurai: "Tunz tunz tunz, io bevo champagne e voi no!!!!11!!!!11! e ho anche baciato Ed Carpentahhhh!"

RISULTATO: 1. James Hinchcliffe (Schmidt), 2. Spencer Pigot (Carpenter), 3. Takuma Sato (Rahal), 4. Josef Newgarden (Penske), 5. Robert Wickens (Schmidt), 6. Will Power (Penske), 7. Graham Rahal (Rahal), 8. Simon Pagenaud (Penske), 9. Alexander Rossi (Andretti), 10. Ed Carpenter (Carpenter), 11. Sebastien Bourdais (Coyne), 12. Scott Dixon (Ganassi), 13. Ed Jones (Ganassi), 14. Charlie Kimball (Carlin), 15. Max Chilton (Carlin), 16. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 17. Tony Kanaan (Foyt), 18. Zachary Claman De Melo (Coyne), 19. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 20. Zach Veach (Andretti), 21. Gabby Chaves (Harding), 22. Matheus Leist (Foyt).

mercoledì 30 maggio 2018

Commento alla 102esima edizione della Indy 500

La SoVrApPoSiZiOn3 MoNaCo/iNdY formato Indianapolis /// 27 Maggio 2018

Quando il Gran Premio di Montecarlo finisce, non rimane altro da fare che guardare oltre, perché c'è qualcos'altro che ci aspetta. Si tratta della 500 Miglia di Indianapolis, la gara automobilistica più importante al mondo e forse una delle gare automobilistiche che danno più ansia quando le guardi.
Nelle edizioni più caotiche, tutto può cambiare da un momento all'altro, ma ogni volta hai l'illusione che le cose non cambieranno. Ti prepari a trattenere a stento gli one-one-one oppure ti metti il cuore in pace, a seconda di quello che sta succedendo, ma non pensi che da un momento all'altro potrebbe succesere qualsiasi cosa. Poi succede. E succede di nuovo. Continua a succedere. Funziona così per 200 giri: soltanto quando arriva il momento della bandiera a scacchi sai come andrà a finire, nel senso più letterale del termine. Quando sei a metà gara, sai che potrebbe vincere tanto il pilota che è in testa in quel momento quanto chi si trova doppiato. Dipende da tante cose che, non potendo prevedere il futuro, non puoi prevedere. C'è chi farà un sorpasso impossibile, c'è chi finirà la benzina nel momento meno opportuno e chi finirà a muro. Oppure c'è chi farà un sorpasso impossibile, finirà la benzina nel momento meno opportno e poi finirà a muro.
L'anno scorso abbiamo assistito alla vittoria di Takuma Sato, che è diventato il giapponese più altolocato della storia del motorsport, in cu*o a quelli che sostenevano che in Indycar si era sempre rivelato un flop. Se ne era stato tranquillo tra la top-5 e la top-10 per tutto il tempo, pronto a sfoderare la zampata finale, per poi presentarsi in victory lane con una bandiera giapponese al seguito, cosa che non è andata giù ai fanboy americani: il Memorial Weekend è una ricorrenza in cui si commemorano i militari morti in guerra e il Giappone e gli Stati Uniti erano avversari durante la seconda guerra mondiale!!!11!!1!! <--- punteggiatura scelta in base al livello intellettivo della gente che faceva queste affermazioni scandalizzandosi per la bandiera che un pilota si è portato sul podio.
Ogni anno, tuttavia, viene scritta una storia diversa, quindi è opportuno passare oltre e parlare un po' del 2018, iniziando dalla entry list, nella quale siamo stati purtroppo sprovvisti della presenza illuminante di Buddy Lazier (pilota cinquantenne che vinse l'edizione del 1996 e che ha gareggiato a Indy, seppure non in tutte le edizioni, fino al 2017), di cui ci eravamo quasi illusi all'inizio della stagione, ma ne è venuto fuori che di vetture ce n'erano anche troppe, con diversi team che hanno schierato più vetture rispetto alla media, con un picco massimo di sei vetture del team Andretti, se consideriamo anche quella in partnership Andretti/Herta.
Nello specifico, l'entry list era la seguente:

PENSKE: Josef Newgarden, Simon Pagenaud, Will Power, Helio Castroneves ---> tre piloti titolari, più l'ultimo ex pilota titolare che è stato appiedato dal suo volante full season;
ANDRETTI: Ryan Hunter-Reay, Alexander Rossi, Zach Veach, Stefan Wilson, Carlos Muñoz, Marco Andretti ---> i tre titolari, due guest star e una palla al piede;
GANASSI: Scott Dixon, Ed Jones ---> solo i due titolari, nessuna vettura aggiuntiva;
FOYT: Tony Kanan, Matheus Leist, James Davison ---> il vecchio titolare, il giovane titolare e una guest star;
SCHMIDT: James Hinchcliffe, Robert Wickens, Jay Howard, Jack Harvey ---> un pilota di ormai vecchia data, il rookie iper-promettente e due versioni formato Indy di Who's that Guy;
CARPENTER: Ed Carpenter, Spencer Pigot, Danica Patrick ---> il pilota vecchio ma non troppo, il pilota giovane ma non troppo e la donna più chiacchierata del paddock;
RAHAL: Graham Rahal, Takuma Sato, Oriol Servià ---> i due titolari e uno talmente importante nel contesto della Indycar che non si è parlato d'altro che delle sue presunte opinioni politiche a proposito dell'indipendenza catalana;
COYNE: Sebastien Bourdais, Conor Daly, Zachary Claman De Melo, Pippa Mann ---> il pilota che porta gli occhiali sotto al casco, uno che il casco se lo mette raramente perché per tutto il resto dell'anno non ha un volante, quello con il cognome interminabile che non doveva nemmeno essere lì (il titolare era Pietro Fittipaldi, ma si è fratturato le gambe nell'endurance a Spa) e la guest star eletta a precious cinnamon roll del paddock;
CARLIN: Charlie Kimball, Max Chilton ---> i due ex Ganassi Boyssss;
DREYER & REINHBOLD: Sage Karam, J.R. Hildebrand ---> il Verstappino formato Indycar e il secondo classificato del 2011 (meglio non spiegare in che modo sia arrivato secondo);
JUNCOS: Kyle Kaiser ---> uno che gareggia per un team pittoresco;
HARDING: Gabby Chaves ---> uno che gareggia per un altro team pittoresco...
...
...
...
...sì, anche in Indycar ci sono dei team pittoreschi, con il dettaglio ancora più pittoresco che talvolta compaiono a caso, disputando solo una certa parte della stagione.

BUMP DAY: Il Month of May giunge al culmine ben prima che arrivi il grande giorno e, nello specifico, il weekend prima della gara si svolgono le qualifiche. Il sistema, in apparenza complesso, è abbastanza semplice. Il risultato è la velocità media di alcuni giri lanciati e, in base alla velocità, viene stilata la classifica. Al sabato ciascun pilota ha più di un tentativo e, all'occorrenza, può abortire il proprio tentativo e riprovarci.
Quella del sabato non è la classifica definitiva. I piloti vengono ripartiti in due gruppi: quelli della top-9 la domenica andranno a lottare per la pole position, sulla base di una sessione in cui ciascuno dei nove ha a disposizione un tentativo con quattro giri, e quella sessione assegnerà le prime nove posizioni sulla griglia, mentre i piloti che al sabato hanno ottenuto i tempi dal decimo al trentatreesimo prenderanno parte a una sessione per assegnare le posizioni dalla decima alla trentatreesima in griglia. Il problema è che a volte ci sono più di trentatré vetture, che vanno per qualificarsi. Non accadeva dal 2011, ma è accaduto quest'anno: di vetture ce n'erano trentacinque, il che significava che sarebbe tornato il "bump day", il che tradotto vuole dire che, sabato 19 maggio, i primi nove si qualificavano per andare a lottare per la pole, i piloti dal decimo al trentatreesimo si qualificavano per andare a occupare le caselle dalla decima in poi, mentre gli ultimi due se ne tornavano a casa.
Non mi era mai capitato di assistere a un "bump day" (e in realtà ho visto solo gli ultimi venti minuti a tratti perché lo streaming non funzionava molto bene) e non mi ero mai resa conto di quanto fosse un'esperienza terribile, da vedere: ci sono quelli che contano, ci sono quelli che entrano in griglia senza problemi e ci sono i backmarker che si aggrappano all'ultimo disperato tentativo di stare tra i primi trentatré.
Mentre i top-driver sognano la victory lane, ci sono dei poveri sfigati che corrono il rischio di non arrivare nemmeno sulla griglia. La loro qualificazione o no non dipende solo da loro e dalla loro vettura: non è come il 107%, in cui sei dentro o sei fuori ma solo in base al tempo che fai e non conta quello che fanno gli altri. Nel bump day c'è una graduatoria, i primi trentatré passano oltre e chi sta oltre non entra in griglia. Chi sta in fondo alla classifica corre il rischio di finire fuori, se non si migliora e invece si migliora qualcun altro...
...
...
...e a peggiorare la situazione, ci sono rischi anche per chi si qualifica, a condizione che non si tratti di top-driver. Giusto a titolo di esempio, se Jay Howard (pilota "occasionale") si fosse qualificato e James Hinchcliffe (pilota titolare, altolocato in classifica) no, il team Schmidt avrebbe potuto decidere tranquillamente di cacciare via Howard a calci e di mettere Hinchcliffe sulla sua macchina, domenica 20. Non solo: se anche non l'avesse fatto, avrebbe potuto decidere in un momento qualsiasi, prima di domenica 27, di cacciare via a calci Howard anche dopo che si era qualificato per una posizione tra la decima e la trentatreesima e rimpiazzarlo con Hinchcliffe, a condizione di far partire Hinchcliffe dall'ultima posizione invece che da quella in cui Howard si era qualificato...
...
...
...ma Howard non correva questo genere di rischi, dopotutto quante possibilità c'erano che Hinchcliffe non si qualificasse? Pochissime, direi.
Eppure, mentre nelle retrovie James Davison, Conor Daly e Pippa Mann si prendevano a spintoni per accedere all'ultima casella della griglia di partenza, si consumava il dramma: Hinchcliffe, che fino a quel momento aveva lottato con problemi alla vettura, rischiava seriamente di rimanere fuori.
Mancavano pochi minuti, poteva andare in pista... ma durante il bump day, non è così semplice. Si va in pista uno per volta e, arrivati a un certo punto, il cronometro dice che è finita.
Sono andati in pista Alex Non Sono Valentino Rossi e Grammo Reale, l'uno per tentare di entrare nel Fast Nine, l'altro per tentare di migliorarsi, dato che era nelle retrovie. A quel punto soltanto un pilota avrebbe avuto il tempo di fare l'ultimo tentativo. Pippa Mann, la più senza speranze dei backmarker senza speranze, è scesa in pista per un ultimo tentativo. Nemmeno per un attimo i suoi tempi hanno lasciato pensare che potesse arrivare sulla griglia di partenza. Intanto il cronometro continuava a scorrere e per Hinchcliffe, autore della pole position nel 2016, non rimaneva altro da fare che scendere dalla vettura.
Sui social erano tutte lamentele e recriminazioni: fanboy di Hinchcliffe, fanboy della Mann, gente che si disperava, gente che si chiedeva perché Rossi, Rahal e la stessa Mann fossero scesi in pista, quando ormai non cambiava nulla. Poi c'era Bruno Junqueira, che dichiarava che sperava che, se Hinchcliffe non si era qualificato, non gli venisse affidato il volante di nessun altro. Junqueira era nello stesso team di Hunter-Reay, nel 2011, quando Hunter-Reay non superò il bump day. Junqueira si qualificò, ma gli toccò di essere mandato via a calci nel cu*o ed essere rimpiazzato da RHR.
Nel weekend del 19/20 Maggio, nel pensare alla situazione Howard/Hinchcliffe, ho seriamente pensato, per la prima volta, che alla fine il trattamento non paritario di prime e seconde guide è una cosa da niente. Che cosa significa essere malvisti quando si batte il compagno di squadra e doversi sacrificare per i risultati di quest'ultimo, dopotutto? Mentre ci commuoviamo per le sorti di quelli a cui è consentito lottare solo per il podio e non per la vittoria, o a cui è consentito puntare ai punti quando i loro compagni di squdra possono salire sul podio, ci sono piloti che, in un'apparizione one-off, si conquistano il diritto di accedere alla griglia di partenza della gara automobilistica più prestigiosa al mondo e potrebbero ritrovarsi a farsi da parte per essere rimpiazzati da compagni di squadra non qualificati.
Ad ogni modo Howard è andato avanti, Domenica 20 Maggio si è qualificato e, per l'esattezza, si è classificato in 28esima posizione, solo cinque posizioni più avanti di quella che avrebbe occupato Hinchcliffe se l'avesse rimpiazzato nei giorni a venire. Però ho iniziato a vedere la luce, perché sembrava che potesse davvero conservare il posto per la gara.

QUALIFICHE: la qualifica delle ultime ventiquattro posizioni non l'ho vista, ma il migliore di loro era Kanaan e il più arretrato di tutti era Daly, con un paio di "outsider" delle retrovie come Grammo Reale e Alex Non Sono Valentino Rossi.
Poi è venuto il momento dei primi nove e quella parte di qualifica l'ho seguita. Ciascuno faceva quattro giri e la media della velocità dei quattro giri andava a costituire l'ordine di partenza. Sulla chat di Youtube c'erano dei simpaticoni che commentavano le porformance di Danica Patrick con osservazioni del calibro di "women belong to the kitchen", perché sono troppo lente per guidare monoposto di Indycar. Infatti, essendo troppo lenta per guidare una indycar, la Patrick è andata ad affiancare, in terza fila, Scott Dixon, uno che ha vinto quattro titoli, e H3lio Castroneves, uno che sostiene testualmente di non avere mai vinto un titolo perché tutte le volte in cui poteva riuscirci è stato battuto da Dixon. Però H3lio ha vinto la Indy 500 tre volte, il che fa più notizia che avere vinto quattro titoli.
In seconda fila c'era Nuovo Giardino davanti a Bourdeeeeeyyyyyy e a Spencer Maialotto, il che implica che c'erano rimaste soltanto due Penske, quelle di Saimon e quella di Willpowaaaahhhhh, in prima fila. Nessuno dei due ha portato a casa la pole position. Quella è andata a Ed Carpentahhhhhh, che è la terza volta che otteneva la pole alla Indy 500. Peccato che la pole alla Indy 500 voglia dire tutto e niente, ma generalmente niente, ma nevermind. Carpentahhhh è Carpentahhhh e sarebbe un po' come vedere Petra Ecclestone in pole position in un gran premio di Formula 1, dato che è il figlio del Bernie della Indycar.

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Carpenter - Pagenaud - Power
2^ fila: Newgarden - Bourdais - Pigot
3^ fila: Patrick - Castroneves - Dixon
4^ fila: Kanaan - Leist - Andretti
5^ fila: De Melo - Hunter-Reay - Kimball
6^ fila: Sato - Kaiser - Wickens
7^ fila: Davison - Chilton - Muñoz
8^ fila: Chaves - Wilson - Karam
9^ fila: Veach - Servia - Hildebrand
10^ fila: Howard - Jones - Rahal
11^ fila: Harvey - Rossi - Daly

LADIES AND GENTLEMEN, START YOUR ENGINES: lo "scattano le vetture" Made in USA è stato dato dal Bernie della Indycar in persona, mentre dopo vari giri di formazione la bandiera verde è stata sventolata nientemeno che dall'attore che interpretava James Hunt in "Rush".
La gara è partita in modo calmo. Ed Carpentahhhh è rimasto in testa e nulla è cambiato nella top-5. Dietro di loro, invece, Kanaan ha recuperato qualche posizione, mentre io mi sentivo mooooolto sollevata per la presenza di Howard in pista.
Tutto è stato estremamente tranquillo più a lungo di quanto pensassi: davanti la top-5 è rimasta invariata per un bel po', il che ha dato modo alla gente che commentava la gara in chat di scatenarsi scrivendo tutte le peggiori porcherie che aveva per la testa, compreso augurarsi che ci fossero incidenti mortali. Sarò sincera, trovo che gran parte di quello che veniva scritto in chat fosse più di cattivo gusto del solito.
Dopo il primo pitstop, la top5 era Carpentahhhh, Kanaan, Nuovo Giardino, Saimon e Helio e si sono susseguiti alcuni giri di calma piatta.

BANZAAAAAAIIIIII: al 49° giro è arrivato il momento del primo crash. Guess what? Il Grande Samurai Taku è stato uno dei piloti coinvolti. Noooooooohhhhhhhh!!!!! ç___ç L'altro pilota era James Davison... e non Anthony Davidson come diceva la gente della chat. Lo streaming precedente non era di qualità particolarmente elevata, quindi ero su un altro streaming e su un'altra chat. C'era la telecronaca spagnola e sia in telecronaca sia in chat la gente parlava di Servià. Poi, ogni tanto, avevo l'impressione di avere allucinazioni sonore, perché i telecronisti stavano pronunciando un po' troppo spesso il nome "Fernando".
Zachary Claman Hanno Disboscato La Foresta Amazzonica Per Le Venti Pagine Dell'Elenco Telefonico Che Servono Per Il Mio Nome si è ritrovato in testa non essendosi fermato ai box, pronto a farsi superare like a boss dai piloti che sopraggiungevano alle sue spalle. Risultato: al restart Carpentahhhhh si è riportato in testa alla gara.
Un giro più tardi Ed Jones ha crashato ed è entrata di nuovo la safety car. I telecronisti spagnoli hanno parlato del suo terzo posto dell'anno scorso e delle polemiche per il fatto che non sia stato eletto Rookie of the Year nonostante il risultato. Sono certa che non vedevano l'ora di poterne parlare: Rookie of the Year 2017 è stato votato Alonso e non potevano lasciarsi sfuggire l'occasione di menzionarlo.
Poi c'è stato di nuovo il restart.
Kanaan ha superato Carpentahhhh.
Poi Carpentahhhh si è ripreso la posizione un giro dopo.

UNHAPPY ENDING: a volte succedono cose di un certo livello. Una delle cose di un certo livello che sono accadute in questa Indy 500 era il ritorno di Danica Patrick, per la sua ultima gara in carriera, ancora con la vettura verde fluo sponsorizzata GoDaddy. Ho trovato molto romantico fin dal primo momento il suo ritorno: dopo anni passati a combinare poco e niente in NASCAR, tornava finalmente a gareggiare in una serie in cui ha ottenuto in passato risultati positivi. Ho trovato molto bello il fatto che decidesse di chiudere tutto a Indianapolis in cu*o a quelli che, sulla base dei suoi risultati in NASCAR, sostenevano che fosse incapace di guidare una indycar.
Penso che sia abbastanza evidente che Danica ha molti difetti, quello di essere acida come uno yogurt scaduto compreso, così come quello di essere stata un'inequivocabile backmarker in NASCAR, ma considerando che in Indycar ha ottenuto a suo tempo una vittoria, alcuni piazzamenti sul podio, delle pole position e ha chiuso in top-ten all'incirca la metà delle gare che ha disputato, non vedo come la si possa definire incapace di guidare in Indycar. Dal punto di vista generale, non mi sembra tanto inferiore alla media e sono certa che è vero che se fosse stata un uomo non sarebbe stata così in vista, ma è altrettanto vero che se fosse stata un uomo nessuno avrebbe nemmeno fatto caso al suo ritorno sostenendo che non meritava di stare dov'era e, dopo la mancata qualificazione di Hinchcliffe, che rubava il posto di Hinchcliffe. Mi dispiace che costui non sia riuscito a qualificarsi, nonostante sia un pilota di un certo livello, questo sì...
...
...
...
...ma se sulla griglia di partenza ci sono trentatré posti, com'è possibile che chi si piazza in SETTIMA posizione sulla griglia di partenza non meriti di stare su quella griglia di partenza? Allo stesso modo sperare che avesse un incidente mortale perché non si riusciva ad accettare l'idea che una persona che non possiede un pene si permettesse di stare in pista ma non in ultima posizione come Pippa Mann quando c'era, mi sembra abbastanza trash. Dove sono andate a finire le mezze misure e il contegno? C'era anche chi ha scritto nello specifico che si augurava che Danica si ribaltasse contro un muretto, come successe a Wheldon. Detta come va detta, trovo questo commento DISGUSTOSO, perché va bene, puoi fare l'hater finché vuoi e scrivere ca**ate, ma descrivere la dinamica di un VERO incidente mortale e trovare figo il fatto che potrebbe ripetersi dice molte cose su di te come persona.
Fine dell'invettiva, torniamo a Danica: quando correva in Indycar io non seguivo ancora la Indycar, seppure in seguito ho visto tutte le gare della sua epoca, le prime volte che l'ho vista gareggiare in diretta è capitato all'epoca della NASCAR. Di recente avevo l'abitudine di prendere per i fondelli lei e il suo fidanzato pilota (attualmente ex fidanzato), Ricky Stenhouse Jr, con la storia di "chi fa il peggior risultato, fa tutti i lavoro di casa fino alla prossima gara". Mi sono affezionata abbastanza agli Stenpatrick, anche se si trattava comunque di una serie in cui non avevo particolari simpatie (a parte Dale Jr).
Il fatto che la sua carriera terminasse questo weekend non è una cosa che mi ha lasciata indifferente. Volenti o nolenti, Danica Patrick è stata la migliore donna del motorsport di questo secolo, anche se non è una persona che brilla per simpatia, e anche grazie ai suoi risultati i team hanno iniziato a prendere sul serio anche altre donne. Il fatto che io preferisca di gran lunga i Castronaan a lei non significa che debba per forza augurarle il malehhhh assolutohhhh. Speravo che potesse finire in modo dignitoso la sua carriera...
...
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...e purtroppo la sua carriera è finita anzitempo, quando è finita in testacoda esattamente a un terzo di gara, andando a sbattere. Non era esattamente l'idea che avevo in mente. Ci sono rimasta abbastanza male, ma eravamo solo a un terzo di gara e c'erano tante altre cose destinate a farmi rimanere male: una di queste è stata la foratura di Kanaan.

SAMBA PARTY: Kanaan, dopo questa terza safety car, era passato in testa e lo è rimasto fino al momento dei successivi pitstop. Poi si è dovuto fermare un'altra volta. Alla fine della fiera, quando avevano appena superato metà gara, in testa c'era Willpowahhhh. Carpentahhhh era secondo, ma ben lontano. Seguivano Pagenaud, RHR e Helio.
Poi è arrivata la calma. Una fiammata si è alzata dalla vettura di Veach ma senza conseguenze, dopodiché al 116° si è visto Kyle Kaiser ai box, fuori dalla vettura, che abbracciava i meccanici.
In seguito si sono svolti nuovi pitstop in regime di green flag, con Nuovo Giardino, Grammo Reale, Wickens e qualcun altro che facevano i fighi davanti per qualche giro. A quel punto ho avuto il sospetto che non stessero semplicemente cercando di fare i fighi, ma che fossero su una strategia diversa e che potessero essere le schegge impazzite della gara. Nel frattempo ai box stavano spruzzando qualcosa che sembrava liquido per estintori sulla vettura di Veach e mi sono chiesta se fosse andato a fuoco un'altra volta.
A nessuno importava. Tutti aspettavano un colpo di scena. Il colpo di scena c'è stato al 139° giro: una vettura ha dato un bacio alla francese al muro. Bourdeeeeeeyyyyyy nooooooohhhhhhhh! ç_____ç Non mi restava che sperare che almeno si fosse sacrificato per una giusta causa, ovvero sabotare la gara di Willpowahhhh, per vendicarsi dei guanti che Willpowahhhh gli lanciò addosso diversi anni fa e che all'epoca del suo incidente dell'anno scorso tutti gli hanno augurato di guarire presto, mentre Willpowahhhhh non ha detto una sola parola su di lui.
Ad ogni modo dietro la safety car Willpowahhhh era ancora in testa, con a seguire Carpentahhhh, Saimon, RHR e H3lio. La grafica mi informava anche che Howard era sotto di sei giri e che probabilmente era fermo ai box. Però quello che conta è partecipare, quando rischi di essere messo a piedi dopo esserti qualificato. Peraltro la gara era destinato a finirla, seppureu ltimo.
Poi è arrivato il momento del restart e, al 146° giro, è stato il momento del colpo di grazia: giusto il tempo di eccitarmi nel vedere Castroneves recuperare una posizione risalendo al quarto posto, poi l'ho visto fare un gran botto. In quel momento ho fatto mente locale, mi sono chiesta se qualcuno dei miei piloti preferiti potesse ancora farmi un regalo per il mio imminente trentesimo compleanno e ho raggiunto la consapevolezza che quest'anno non avrei ricevuto nessun regalo motoristico.

NOOOOOOOOHHHHHHHHH: di nuovo la safety car, poi il restart. Alex Non Sono Valentino Rossi era quinto ed è risalito in terza posizione dietro a Willpowahhhh e a Carpentaaaahhhhh. Ho pensato che i miei *fave* erano impossibilitati a vincere, ma almeno c'era chi avrebbe portato un po' di verve e un po' di brio... ma il peggio doveva ancora venire ed è venuto un nanosecondo più tardi, quando ho visto qualcosa che mi ha traumatizzata al punto che ho pensato di chiudere quella pagina web e di smettere di seguire la gara.
Sage Karam ha strisciato contro un muro.
Una ruota si è staccata dalla sua vettura ed è finita in pista.
Non ho potuto fare a meno di pensare a quella volta in cui Karam finì a muro, perse un pezzo di macchina e quel pezzo di macchina finì sul casco di Justin Wilson.
In quel momento ho iniziato a pensare che quella che stavo guardando era la peggiore Indy 500 che avessi mai visto.
Mentre mi preparavo per andare fuori (dopo la gara sono andata a una sagra di paese dove c'era a cantare una compaesana di mio padre) ho fatto in tempo a vedere gente che in chat chiedeva se Rossi era italiano e gente che rispondeva di sì, piloti che rientravano ai box in regime di green flag... e al 188° mi sono persa l'incidente di Tony Kanaan. Ci mancava solo quello, ormai.

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL: soltanto alla fine, mentre non vedevo l'ora che la gara terminasse perché dovevo andare fuori e volevo vedere almeno il momento della bandiera a scacchi prima di andare via, ho avuto la concreta sensazione che stesse per accadere qualcosa di epico.
C'erano piloti su strategie diverse e, quando ci sono strategie diverse, non è chiaro che cosa possa succedere, dipende tutto dal momento in cui i piloti su strategie anomale finiranno la benzina. Potrebbero finirla con qualche giro d'anticipo e rientrare. Oppure potrebbero essere agli sgoccioli e tentare di arrivare fino al traguardo.
Dietro la safety car c'era in testa Oriol Servià, con tanto di telecronsti spagnoli completamente su di giri. Non so se mi spiego, c'era in testa Servià, uno di cui fino a quel momento si era parlato solo per via della bandiera catalana dipinta sul suo casco, altrimenti nessuno se lo sarebbe proprio finato.
Servià, tuttavia, non era destinato a vedere la luce. È stato superato e affiancato da un'altra vettura. Quell'altra vettura era guidata da Stef Wilson, fratello minore di Justin, pilota occasionale in Indycar, che non vedevamo al volante dalla Indy 500 del 2016. Per intenderci: era uno su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo.
Mi si è riempito il cuore di gioia nel vederlo in testa alla gara e ho pensato che, se fosse arrivato in fondo, avrebbe stravolto completamente il senso della giornata.
Cinque giri alla fine, tutto okay: Willpowahhhh aveva ormai superato Servià, ma era lontano da Wilson.
Quattro giri alla fine, ancora tutto okay: Wilson davanti, Willpowahhhh secondo.
Tre giri alla fine, un destino già scritto: la benzina iniziava a calare al punto tale che Stef è stato costretto a rientrare a box per un'ultima sosta.
Willpowahhhh.
Servià.
Carpentaaaahhhhh.
Poi anche il catalano errante è rientrato ai box e a quel punto non c'era storia. O meglio, non c'era già storia neanche prima, ma i telecronisti spagnoli sono stati su di giri finché hanno potuto.
Meno due giri.
Meno un giro, bandiera bianca.
Un altro giro, poi la bandiera a scacchi, sotto alla quale Willpowaaaahhhh, campione del mondo di sventolamento del dito medio e di titoli persi all'ultima gara stagionale dopo essere stato in testa per tutto il campionato, è passato da vincitore.
Meh.
Poi, alla fine, un piccolissimo spiraglio di luce, quando i telecronisti mi hanno ricordato che Willpowahhhh ha trentasette anni. A quell'età, se fosse stato in Formula 1 sarebbe già stato appiedato per essere rimpiazzato da Sirotkin.

COCA COLA 600: la Indy 500 si SoVrApPoNe tradizionalmente, non in termini di orario, alla gara di NASCAR più lunga di tutto il campionato.
Wikipedia mi informa che è durata quattro re, ventitré minuti e ventidue secondi. Ha vinto Kyle Busch, che è rimasto in testa per quasi tutto il tempo.
Ricky Stenhouse, celebre per essere l'ex fidanzato di Danica, ha chiuso in 10^ posizione. Se Danica fosse stata a Charlotte, probabilmente le sarebbe toccato stirare...

RISULTATO INDY 500: 1. Will Power (Penske), 2. Ed Carpenter (Carpenter), 3. Scott Dixon (Ganassi), 4. Alexander Rossi (Andretti), 5. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 6. Simon Pagenaud (Penske), 7. Carlos Muñoz (Andretti), 8. Josef Newgarden (Penske), 9. Robert Wickens (Schmidt), 10. Graham Rahal (Rahal), 11. J.R. Hildebrand (Dreyer & Reinbold), 12. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 13. Matheus Leist (Foyt), 14. Gabby Chaves (Harding), 15. Stefan Wilson (Andretti), 16. Jack Harvey (Schmidt/ Shank), 17. Oriol Servià (Rahal), 18. Charlie Kimball (Carlin), 19. Zachary Claman De Melo (Coyne), 20. Spencer Pigot (Carpenter), 21. Conor Daly (Coyne), 22. Max Chilton (Carlin), 23. Zach Veach (Andretti), 24. Jay Howard (Schmidt), 25. Tony Kanaan (Foyt), 26. Sage Karam (Dreyer & Reinbold), 27. Helio Castroneves (Penske), 28. Sebastien Bourdais (Coyne), 29. Kyle Kaiser (Juncos), 30. Danica Patrick (Carpenter), 31. Ed Jones (Ganassi), 32. Takuma Sato (Rahal), 33. James Davison (Foyt).

mercoledì 7 febbraio 2018

Il resto della griglia di partenza si delinea

Ho esordito parlando dei top team e, in realtà, passando a parlare anche di altro, mettendo da parte i top team, ma ci sono ancora alcuni aggiornamenti che mi sembra doveroso fare, in merito al campionato di Indycar.
Parliamo del team Carpenter, per intenderci quello per cui gareggia Spencer Pigot, da me ribattezzato Spencer Maialotto, colui che se guidasse una vettura rosa sarebbe un porcellino d'India (prima o poi qualcosa di trash dovevo scriverlo, quindi siate positivi: può darsi che sia l'ultima volta in tutto il post in cui accade).
Ed Carpenter, pilota e titolare del team, prenderà parte solo alle gare su ovali, mentre la sua vettura sarà affidata nelle altre occasioni a Jordan King, che a suo tempo è stato pilota di riserva della Marussia, all'epoca di Stevens/ Merhi/ Rossi. Ha anche gareggiato in GP2, dove se non vado errata era il compagno di squadra di Alex Rossi. In Indycar farà il suo debutto in questa stagione e, come i suoi compagni di squadra, guiderà una vettura il cui main sponsor è sembra essere un marchio di vodka.

Sebastien "Burdeeeyyyyy", che sembra essersi ripreso bene dall'incidente di Indianapolis 2017, rientrando in pista anche con un po' d'anticipo, rispetto alle voci iniziali, già al termine della scorsa stagione, rimarrà pilota del team Coyne.
Su chi fosse destinato ad essere il secondo pilota non c'erano notizie certe fino a ieri, quando è stato ufficializzato, anzi, sono stati ufficializzati: si avvicenderanno al volante nel corso della stagione il poco più che debuttante Zachary Claman De Melo, già visto all'ultima gara stagionale 2017, e Pietro Fittipaldi, nipote di Emerson nonché vincitore della World Series by Renault che non si chiama più World Series by Renault e che non ha più nulla a che vedere con la Renault. Sarà Fittipaldi Jr a prendere parte alla Indy 500 e, in quell'occasione, il team ha già annunciato che schiererà una terza vettura, che sarà come ormai da tradizione guidata da Pippa Mann.

I piloti del team Schmidt saranno James Hinchcliffe e il debuttante Robert Wickens. Quest'ultimo aveva già preso parte a una sessione di prove libere nel 2017, ma non ha mai fatto il suo debutto ufficiale in gara.
Oltre a loro ci sarà, almeno occasionalmente, Jack Harvey, che gareggerà grazie a una partnership tra Schmidt e Shank Racing.

Per gli altri team che siamo abituati a vedere, non ci saranno altre grosse novità.
Andretti e Rahal non hanno postato molte foto di vetture, di recente, quindi per il momento li ho fatti passare un po' in secondo piano.
Team Andretti: ci saranno Ryan Hunter-Reay, Zach Veach e Alexander Rossi come piloti, in più Marco Andretti guiderà la vettura in partnership con il team Herta. Se n'è andato Takuma Sato, direzione team Rahal, dove farà coppia con Graham Rahal.


Chiedetemi se è finita qui e vi dirò di no.
In Indycar ci sono spesso dei team occasionali, come Dreyer & Reinbold, Lazier e Juncos, che prenderanno parte soltanto alla Indy 500 o a un numero limitato di gare, mentre il team Harding non sarà un team occasionale, quest'anno!
Disputerà tutta la stagione, con Gabby Chaves al volante,  e per il momento ha messo in pista una vettura nera.
Visto il commento che il pilota ha pubblicato nel postarla, tutto lascia pensare che i colori saranno diversi nei mesi a venire, sempre ammesso che ci siano sponsor che sborsano soldi...


lunedì 29 maggio 2017

101esima Cinquecento Miglia di Indianapolis [Indycar 2017 #6]

Race day! *________* La Cinquecento Miglia è partita dopo che Tony George in persona ha pronunciato le rituali parole "ladies and gentlemen start your engines", con la seguente griglia di partenza:

1^ fila: 1. Dixon, 2. Carpenter, 3. Rossi
2^ fila: 4. Sato, 5. Alonso, 6. Hildebrand
3^ fila: 7. Kanaan, 8. Andretti, 9. Power
4^ fila: 10. Hunter-Reay, 11. Jones, 12. Servià
5^ fila: 13. Aleshin, 14. Rahal, 15. Chilton
6^ fila: 16. Kimball, 17. Hinchcliffe, 18. Montoya
7^ fila: 19. Castroneves, 20. Howard, 21. Karam
8^ fila: 22. Newgarden, 23. Pagenaud, 24. Muñoz
9^ fila: 25. Chavez, 26. Daly, 27. Harvey
10^ fila: 28. Mann, 29. Pigot, 30. Lazier
11^ fila: 31. Saavedra, 32. Veach, 33. Davison

Dixon ha conservato la posizione su Carpenter all'inizio della gara, per conservarla per appena sei giri: è passato in seguito in testa Kanaan, che aveva recuperato nel frattempo alcune posizioni, con top-3 Kanaan, Dixon, Rossi per diversi giri. Alonso, che aveva perso alcune posizioni al via, ne ha nel frattempo recuperate, fintanto che al 30° giro sono iniziati i pitstop in regime di bandiera verde. Si segnalano problemi al pitstop per Montoya: il motore si è spento e la sosta è durata più a lungo del previsto.
Carpenter era in testa a quel punto della gara, seguito da Rossi e Alonso.
Anche per Carpenter la prima posizione non è durata a lungo e pochi giri più tardi è stata lotta per la leadership tra Alonso e Rossi, con i due che si sono alternati e con Rossi che, in seconda posizione, ha poi dovuto difendersi dagli attacchi di Sato che era terzo.
Plot-twist al 53° giro, che ha portato la gara ad essere redflaggata al 56°. Howard è finito a muro, sbalzato in pista ha travolto la vettura di Dixon, che ha spiccato il volo con una serie di cappottamenti e, mentre era in aria, Castroneves gli è letteralmente passato di sotto. Incredibilmente entrambi i piloti sono usciti dalle vetture sulle proprie gambe. Al momento i primi tre erano Alonso, Rossi e Sato.

Quando la gara è ripartita, sono stati effettuati pitstop dietro la safety car, posizioni invariate in testa alla classifica: Alonso, Rossi, Sato, Carpenter.
Quest'ultimo ha perso posizioni, cos' come Alonso ritrovato alcuni giri più tardi al quarto posto, mentre davanti era lotta per la prima posizione tra Rossi e Sato, con Huner-Reay terzo che si è avvicinato a Rossi mentre il pilota giapponese era in testa alla gara.
Subito dopo (66° giro) Daly è finito a muro provocando l'ingresso della safety car. Anche Harvey era fermo, finito in testacoda per evitare i detriti dell'incidente di Daly. Alcuni piloti sono rientrati ai box, tra quelli che stavano nelle retrovie. Castroneves inoltre è stato penalizzato con un drive-through per "jumped restart".
Al restart Sato ha perso la leadership venendo superato da tutti e tre i piloti che lo seguivano, dopodiché la gara è stata nuovamente neutralizzata per "debris" all'80°. Tutti ai box, a parte alcuni piloti che si trovavano indietro. Chilton si è ritrovato in testa, ma era più lento dei piloti che lo seguivano su gomme fresche ed è stato a poco a poco superato dagli altri piloti di testa. Rossi si è ritrovato di nuovo al comando, anche se poi al 95° è stato superato da Hunter-Reay. Si avvicinava nel frattempo Castroneves che, nel giro di poche tornate, si è portato in testa alla gara, davanti a Hunter-Reay, Alonso e Rossi, con quest'ultimo che era stato superato dallo spagnolo.
Castroneves era in testa al limitare della metà della gara, ma cinque giri più tardi è rientrato ai box, lasciando la testa della gara a Rossi. Quest'ultimo si è fermato vari giri dopo, ritrovandosi di nuovo in lotta con Hunter-Reay e Alonso, ma davanti a Castroneves al 115 giro, terminato il giro di pit-stop, quando HR è tornato in testa dopo le soste dei "ritardatari", con un certo margine nei confronti di Rossi e Alonso.
Mentre HR era leader incontrastato della gara e Alonso aveva da poco superato Rossi per la seconda posizione, Lazier è andato a sbattere provocando un ulteriore ingresso della safety car. Pagenaud sembrava essere finito sui detriti dell'incidente e nel frattempo anche Karam era fermo.
Al 130° giro la gara è ripartita con un duello per la prima posizione tra Hunter-Reay e Alonso con quest'ultimo che è passato in testa. Dietro c'erano Rossi, Castroneves e Kanaan a completare la top-5, quando subito dopo c'è stata un'altra caution, stavolta per detriti. C'era un pezzo piuttosto grande in pista, stavolta.
Nel frattempo Davison aveva scontato un drive through, per "not obeying race control". Soltanto alcuni doppiati hanno approfittato della neutralizzazione per fermarsi ai box.
Rimasto in testa al restart, Alonso era ancora davanti a Hunter-Reay, ma quest'ultimo ha terminato la gara anzitempo quando, alcuni giri più tardi, ha iniziato a rallentre per un guasto al motore, provocando un nuovo ingresso della safety car.
Piloti di testa ai box: Alonso ancora davanti ai suoi diretti inseguitori (con Rossi precipitato indietro per problemi durante la sosta), ma alcuni piloti che in pista si trovavano attardati sono rimasti fuori, con Chilton al momento in testa alla gara, per poi essere superato da Kimball al momento del restart, così come Alonso ha perso un paio di posizioni. Tutto è durato molto poco: Carpenter aveva l'ala anteriore rotta.
Al successivo restart Chilton è ritornato in testa, davanti a Kimball e Davison in lotta tra di loro per la seconda posizione. In quarta posizione c'era Castroneves, primo dei piloti sull'altra finestra di soste.
Chilton è rientrato ai box al 167° giro, con ancora molti dubbi sulla possibilità di finire la gare senza doversi fermare per un'altra sosta. Mentre usciva dai box, Davison si è ritirato con il motore in fumo, mentre anche Veach procedeva lentamente. Safety car: tutti ai box, con Chilton e Jones che si erano appena fermati in prima e seconda posizione davanti a Castroneves, Davison e Sato a completare la top-5, quando mancavano trenta giri al termine della gara. Castroneves ha poco dopo superato Jones, con i due subito inseguiti da Sato. Il duello ruota contro ruota tra Castroneves e Jones ha visto il veterano brasiliano vincente, in quanto ha conservato la seconda posizione, mentre Jones doveva vedersela anche con Sato. Il giapponese ha superato anche Castroneves e a 21 giri dal termine era a ridosso di Chilton. A quel punto c'è stata un'altra bandiera gialla...
...
...
...
...
...Alonso era fermo con il motore in fumo.
Quando la gara è ripartita, è stato il caos: incidente con varie vetture coinvolte, incidente innescato da un contatto tra Davison e Servià, nel quale sono rimasti coinvolti anche Hinchcliffe e Power.
Entrata la safety car, il restart è stato a 11 giri dalla fine, con Chilton, Castroneves e Sato molto vicini. A sei giri dalla fine Castroneves si è portato in testa, ma sua leadership è drata soltanto un giro. A cinque giri dalla fine il leader era Takuma Sato e non ha più lasciato il primo posto, diventando il primo pilota asiatico a vincere la Indy 500!
Il miglior rookie è stato Ed Jones, che negli ultimi giri ha superato Chilton per il terzo posto.
Complimenti ai "vecchi": oltre a un vincitore di 40 anni e a un secondo classificato ultraquarantenne, altri due ultraquarantenni, Kanaan e Montoya, hanno chiuso in quinta e sesta posizione.

RISULTATO:
1. #26 Takuma Sato [JAP] - Andretti Honda 200 Laps
2. #3 Helio Castroneves [BRA] - Penske Chevrolet 200 Laps
3. #19 Ed Jones [EAU] - Coyne Honda 200 Laps
4. #8 Max Chilton [GBR] - Ganassi Honda 200 Laps
5. #10 Tony Kanaan [BRA] - Ganassi Honda 200 Laps
6. #22 Juan Pablo Montoya [COL] - Penske Chevrolet 200 Laps
7. #98 Alexander Rossi [USA] - Andretti/Herta Honda 200 Laps
8. #27 Marco Andretti [USA] - Andretti Honda 200 Laps
9. #88 Gabby Chavez [COL] - Harding Chevrolet 200 Laps
10. #14 Carlos Muñoz [COL] - Foyt Chevrolet 200 Laps
11. #20 Ed Carpenter [USA] - Carpenter Chevrolet 200 Laps
12. #15 Graham Rahal [USA] - Rahal Honda 200 Laps
13. #7 Mikhael Aleshin [RUS] - Schmidt Honda 200 Laps
14. #1 Simon Pagenaud [FRA] - Penske Chevrolet 200 Laps
15. #17 Sebastian Saavedra [COL] - Juncos Chevrolet 200 Laps
16. #21 J.R. Hildebrand [USA] - Carpenter Chevrolet 200 Laps
17. #63 Pippa Mann [GBR] - Coyne Honda 199 Laps
18. #11 Spencer Pigot [USA] - Juncos Chevrolet 194 Laps
19. #2 Josef Newgarden [USA] - Penske Chevrolet 186 Laps
20. #18 James Davison [AUS] - Coyne Honda 183 Laps
21. #14 Oriol Servia [ESP] - Rahal Honda 183 Laps
22. #5 James Hinchcliffe [CAN] - Schmidt Honda 183 Laps
23. #12 Will Power [AUS] - Penske Chevrolet 183 Laps
24. #29 Fernando Alonso [ESP] - Andretti/McLaren Honda 176 Laps
25. #83 Charlie Kimball [USA] - Ganassi Honda 166 Laps
26. #40 Zach Veach [USA] - Foyt Chevrolet 155 Laps
27. #28 Ryan Hunter-Reay [USA] - Andretti Honda 136 Laps
28. #24 Sage Karam [USA] - Dreyer & Reinbold Chevrolet 125 Laps
29. #49 Buddy Lazier [USA] - Lazier Chevrolet 188 Laps
30. #4 Conor Daly [USA] - Foyt Chevrolet 65 Laps
31. #50 Jack Harvey [GBR] - Andretti/Shank Honda 65 Laps
32. #9 Scott Dixon [NZE] - Ganassi Honda 52 Laps
33. #77 Jay Howard [GBR] - Schmidt Honda 45 Laps

[Sintesi postata anche su F1GC.]

lunedì 22 maggio 2017

Le Qualifiche della Indy 500 [Indycar 2017 #6]

Nel weekend del 20/21 Maggio si sono svolte le qualifiche della 101esima edizione della Cinquecento Miglia di Indianapolis, che si svolgerà domenica 28 Maggio.
Evento principale delle qualifiche è stato il brutto incidente occorso a Sebastien Bourdais, cappottato durante la giornata di sabato.
Il pilota del team Coyne ha riportato fratture al bacino e al femore. Ha subito in serata un intervento chirurgico e, nel comunicato ufficiale del team, si dice che il suo periodo di stop sarà molto lungo, durerà tutta la stagione.
Nella giornata di domenica è stato annunciato che il suo sostituto alla Indy 500 sarà James Davison, che ha all'attivo alcune presenze in Indycar tra il 2013 e il 2015, gran parte delle quali con il team Coyne.

Dal punto di vista dei risultati, nella giornata di sabato è saltato all'occhio Fernando Alonso, che ha avuto accesso alla top-9, quella che avrebbe lottato per le prime tre file della griglia di partenza e per la pole position.
Domenica ha avuto il suo momento di gloria quando ha fatto registrare la pole provvisoria e le telecamere sono andate a inquadrare l'espressione piuttosto contrariata di Tony Kanaan. Il suo tempo è stato in seguito battuto da alcuni dei piloti della top-9, ma è riuscito comunque a portare a casa un quinto posto (come ai vecchi tempi in Formula 1!) che ha sicuramente focalizzato l'attenzione su di lui ancora di più di quanto già lo fosse.
La pole position è andata a un passato vincitore della Indy 500, Scott Dixon, che sarà affiancato in terza fila da Carpenter e Rossi. Alonso condividerà la seconda fila con due piloti piuttosto pittoreschi, che in passato sono state meteore di Indianapolis (e che, in quanto meteore, hanno fatto esattamente la fine di una meteora in tali occasioni).

Top-9:
1. Scott Dixon
2. Ed Carpenter
3. Alexander Rossi
4. Takuma Sato
5. Fernando Alonso
6. J.R. Hildebrand
7. Tony Kanaan
8. Marco Andretti
9. Will Power

Altre posizioni:
10. Ryan Hunter-Reay
11. Ed Jones
12. Oriol Servia
13. Mikhael Aleshin
14. Graham Rahal
15. Max Chilton
16. Charlie Kimball
17. James Hinchcliffe
18. Juan Pablo Montoya
19. Helio Castroneves
20. Jay Howard
21. Sage Karam
22. Josef Newgarden
23. Simon Pagenaud
24. Carlos Muñoz
25. Gabby Chavez
26. Conor Daly
27. Jack Harvey
28. Pippa Mann
29. Spencer Pigot
30. Buddy Lazier
31. Sebastian Saavedra
32. Zach Veach

martedì 30 agosto 2016

Indycar 2016: #14 Texas Firestone 600 (28/08)

Domenica 28 Agosto: è giunto un momento di un certo livello, perché finalmente laddove due mesi e mezzo fa una gara fu interrotta, è arrivato il momento di ricominciarla.
Sì, decisamente, andarsene a casa con punteggio dimezzato se non è stato completato almeno il 75% della gara mi sembra una cosa molto sensata, in momenti come questi.
Veniamo comunque a un breve recap: era lo stesso weekend del Gran Premio del Canada (quello dei gabbiani) e la Texas Firestone 600 fu stata abbastanza traumatica, per via dei rain delay e di tutto il resto. Newgarden andò a schiantarsi abbastanza violentemente, dopo un contatto con Daly. Non fu quello il motivo per cui se ne andarono tutti a casa, ma piuttosto l'acquazzone scoppiato di lì a poco.
Il risultato fu congelato da lì all'eternità... o meglio, da lì a oggi: Hinchcliffe, Hunter-Reay, Aleshin, Power, Carpenter, Chaves, Castroneves, Muñoz, Montoya, Bourdais, Rahal, Rossi, Dixon, Pagenaud, Kanaan, Sato, Andretti, Chilton, Hawskwort, Out. Daly, Out. Newgarden.

Procediamo con il recap di quanto accaduto in seguito:

> al 74° giro la gara è ripartita con un duello Hinchy vs Hunter-Reay per la prima posizione, con più sorpassi tra i due e con Hunter-Reay che si è levato di torno rientrando ai box con un po' d'anticipo;
> verso il 110+° giro si sono svolti i primi pit-stop e al ritorno in pista il duello per la prima posizione è stato Hinchy vs H3lio, con quest'ultimo che è rimasto in testa per un po', ma poi abbiamo assistito al ritorno di Hinchy alla leadership;
> al 155+° giro ancora una volta è stata la volta dei pitstop, con HR che era già rientrato anche stavolta ma comunque è irrilevante perché non era più tra i primi;
> Hinchy adesso era stabilmente in testa, con Carpenter secondo sbucato fuori "dal nulla" al momento del rientro in pista, H3lio terzo dopo le soste ha perso diverse posizioni;
> è nel frattempo il 200+° giro ed è di nuovo momento di pit-stop, sempre in regime di verde perché è stata una gara molto tranquilla senza incidenti o fatti strani;
> Hinchy ha rimandato la sosta, finendo comunque per ritrovarsi di nuovo primo, davanti sempre a Carpenter e H3lio;
...
...
...
...
...
> che cos'ho scritto pochi secondi fa? che era una gara tranquilla senza incidenti o fatti strani... A quanto pare non era destinata a rimanere tale, perché ci ha pensato Carpy a dare il meglio di sé ed è andato un po' a lavare la macchina con la collaborazione del Detersivo;
> visto l'incidente di Dixon è entrata la safety car e al momento del restart mancavano qualcosa come 25 giri di gara; Carpy si er salvato dal ritiro nel corso del precedente incidente ed è durato qualcosa come quattro giri: dopo si è toccato con H3lio, è finito fuori e Chilliiii ha fatto una piroetta per i prati in modo da evitarlo;
> bentornata, safety-car! avevamo sentito la tua mancanza;
> duello per la leadership tra Hinchy e Kanaan, complicato dalla presenza di Alexander Non Sono Valentino Rossi che stava tra le scatole... già, perché chiaramente quasi tutti erano doppiati e i doppiati erano allineati in mezzo ai piloti a pieni giri;
> guess what? dopo tre giri di calma, Chilliii ha fatto un'altra piroetta in mezzo ai prati, stavolta per evitare Aleshin e Hawkwskwskwskwsk;
> bentornata, safety-car! anche stavolta avevamo sentito la tua mancanza;
> la gara è ripartita quando mancavano otto giri al termine ed è ripartita in modo molto pittoresco: c'erano cinque piloti a pieni giri, ovvero Hinchy, Kanaan, Rahal, Pagenaud e H3lio... e i primi quattro erano praticamente affiancati, essendo evidentemente riusciti a levarsi dalle scatole i doppiati.
> OMG!
> OMG!
> OMG!
> OMG!
> ...seriamente parlando... che finalone! *-* Vetture affiancate, la leadership che cambiava due volte al giro, Hinchy che aveva percorso la gara quasi completamente in testa ma che correva seriamente il rischio di essere trollato, Sàimon uscito dal nulla (l'avevamo visto battagliare con Powaaahhhh ad un certo punto, ma non per le posizioni di maggiore pregio) che sperava di trollarlo, Kanaan idem... e invece Hinchy è stato trollato da qualcun altro!

RISULTATO:
1. Graham Rahal - Rahal 2:29:24.888
Alla fine l'ha spuntata il marito di Courtney Force. Sì, questo è un life-goal, essere ricordato come marito della Courtney invece che come Grammo Reale, sono certa che è una soddisfazione per lui... Chissà, magari molti uomini sarebbero anche felici di essere sposati con Courtney Force.
2. James Hinchcliffe - Schmidt +0.008
Otto millesimi.
Se un distacco del genere ci fosse in Formula 1, tutti si strapperebbero le vesti per la felicità.
Se però ad essere dietro di otto millesimi fosse una Ferrari, la gara sarebbe stata falsata, perché il cronometro non funzionava bene.
3. Tony Kanaan - Ganassi +0.090
Per qualche istante ho creduto che il Vin Diesel formato Indycar potesse ottenere quella vittoria che gli manca da....... oh, non saprei, da abbastanza tempo per essermi dimenticata di quando sia accaduto. Purtroppo la mia speranza non si è concretizzata, perché non ho problemi ad ammetterlo, che tra i primi quattro sia quello che preferisco. Aaaaawwww! *-*
4. Simon Pagenaud - Penske +0.477
Per il momento ha messo la baguette in quel posto a Powaaahhhh. Vedremo come andrà a finire. u.u
5. Helio Castroneves - Penske +9.342
Ad un tratto, in un primo momento, ho creduto che anche lui fosse un candidato alla vittoria. Anche lui, come il suo amico d'infanzia, non vince da un tempo sufficientemente lungo da non essere in grado di quantificarlo. Se fossero in Formula 1, qualcuno darebbe la colpa all'età.
6. Charlie Kimball - Ganassi +1 Lap
Non mi ero accorta di lui, però è arrivato sesto, quindi ben venga.
7. Carlos Muñoz - Andretti +1 Lap
Cambiando la posizione, il resto della frase può essere riciclato anche per lui.
8. Will Power - Penske +1 Lap
L'ho visto duellare con Sàimon, ma non era nulla che avesse a che vedere con i duelli epici in stile Marussia vs Caterham. Non so perché dovrei aspettarmi dei duelli epici in stile Marussia vs Caterham in Indycar, ma non importa perché tanto ciò che conta è avere una scusa per menzionare le Sacre Cenerentole e i Coccodrilli.
9. Juan Pablo Montoya - Penske +2 Laps
Non l'ho notato. Evidentemente è talmente magro che non si vede... *roll eyes*
10. Sebastien Bourdais - KVSH +2 Laps
Sebby > Aleshin.
11. Alexander Rossi - Andretti +2 Laps
Oh, giusto! Dimenticavo che, oltre ai S0RpASs1!!!11!!! la presenza di R0Ss1!!!!11!!!! è l'altra caratteristica fondamentale per rendere una gara interessante. Rossi c'è, Rossi c'è, Rossi c'è!!!!111!!!!11!! Ora mi verrebbe da chiedermi: dove sono gli spagnoli?
12. Marco Andretti - Andretti +3 Laps
Ora mi verrebbe da chiedermi, invece, davvero c'era anche Sonniferetti?
13. Ryan Hunter-Reay - Andretti +3 Laps
L'ho visto all'inizio, poi non ne ho sentito la mancanza.
14. Gabby Chaves - Coyne +3 Laps
E questo da dove sbuca fuori?
15. Max Chilton - Ganassi +5 Laps
E' bravo a ballare sull'erba quasi quanto a tagliare le chicane, non c'è che dire...
16. Mikhail Aleshin - Schmidt  +17 Laps
Sebby > Aleshin.
17. James Hawksworth - Foyt +21 Laps
Quando l'ho visto incidentato, ho creduto che si trattasse di Sato. Se fossi stata più attenta, mi sarei resa conto che Sato si era già ritirato da secoli. Non so come, non so perché: ha fatto la parte del Marcus Ericsson della situazione e nessuno se l'è filato minimamente.
18. Ed Carpenter - Carpenter +25 Laps
Per caso gli manca la Fisher? Pensa a lei, mentre è al volante? Inizio a sospettarlo.
19. Scott Dixon - Ganassi +37 Laps
Ha avuto molto tempo per lavare le lenzuola, mentre gli altri erano ancora in pista.
20. Takuma Sato - Foyt +88 Laps
Non ho idea di che cos'abbia combinato stavolta il signore del caos. Ho la vaga impressione, però, che non sia stato coinvolto nel caos.
21. Conor Daly - Coyne +206 Laps
Ritirato due mesi e mezzo fa.
22. Josef Newgarden - Carpenter +207 Laps
Ritirato due mesi e mezzo fa.

SPENCER MAIALOTTO, DOVE SEI?!?! MI MANCHI!!!11!!!11!!
No, in realtà non ne sento particolarmente la mancanza, mi mancano di più soggetti tipo Pippa-man, ma mi sembrava opportuno citarlo.

lunedì 20 luglio 2015

INDYCAR 2015: #13 Iowa Corn 300 (18 Luglio 2015)

“You put it on pole and you think you like the track, but I guarantee you, you don’t pass judgment until the race is over. So now that I’ve finished the race, yes, I really do love this track. I’m new to the ovals, especially short ovals. This one suited me. I missed the testing but I felt comfortable from the word go and the team gave me a great car. I wasn’t happy when I lost the lead. I haven’t been leading a race for three years, because of where I’ve been, and I really, really wanted to win this race. I did this one for Jules. I followed him a lot the last couple of years and learned a lot from him, including things I used today.” – Max Chilton dopo la vittoria in Indylights

Un cordiale saluto a tutti, miei cari lettori, sono più o meno le 10.00 di domenica mattina quando, grazie a youtube, riesco a recuperare la gara che mi sono persa durante la notte, la Iowa Corn 300, che si potrebbe tradurre all'incirca come "300 miglia del granturco dello Iowa", il che mi ricorda un po' la leggenda metropolitana del circuito contadino in mezzo ai campi di canna da zucchero.
Per chi non lo sapesse no, non ci sono contadini che zappano agli angoli del circuito. So che può essere traumatico, ma non c'è niente da fare, rassegnatevi.
Si tratta di un mini-speedway lungo un miglio, il che fa sì che la gara sia composta da 300 giri.

GRIGLIA DI PARTENZA: 1. Castroneves (Penske), 2. Kanaan (Ganassi), 3. Montoya (Penske), 4. Dixon (Ganassi), 5. Pagenaud (Penske), 6. Power (Penske), 7. Newgarden (CFH), 8. Andretti (Andretti), 9. Hunter-reay (Andretti), 10. Karam (Ganassi), 11. Carpenter (CFH), 12. Muñoz (Andretti), 13. Coletti (KV), 14. Jakes (Schmidt), 15. Sato (Foyt), 16. Kimball (Ganassi), 17. Rahal (Rahal Letterman), 18. Wilson (Andretti), 19. Briscoe (Schmidt), 20. Vautier (Coyne), 21. Hawksworth (Foyt), 22. Mann (Coyne), 23. Chaves (Herta), 24. Bourdais (KV).

SI PARTEEEEEEEEEEEEEEEEE!
Si prospettava un duello tutto brasiliano: H3lio e il sosia di Vin Diesel, che hanno in comune il fatto di essere entrambi 40enni senza che nessuno parli della loro età avanzata, oltre che di essere amici d'infanzia di Barrichello (con cui a sua volta condividono il fatto di chiamarsi tutti come i rispettivi padri), erano primo e secondo e lo scenario che si prospettava era che si mettessero a litigare su chi avesse le piume più belle sul casco. Alla fine quelle fucsia di Vin Diesel hanno sorpassato agevolmente quelle color porpora di H3lio.
H3lio è stato superato anche dal detersivo, che già iniziava a sentire odore di podio, odore che sarebbe svanito nel nulla qualcosa come un'ora e mezza più tardi.
Poi Monty è andato a muro. Era appena il decimo giro e, probabilmente complici anche tutte le gufate sul fatto che finora quest'anno aveva sempre fatto bene, ha abbandonato i suoi sogni di gloria. I suoi colleghi, arretrati di parecchio in classifica, erano già lì che gongolavano. Visti i loro risultati, credo che Monty abbia passato il tempo restante a fare macumbe e che tutto sommato le macumbe abbiano fatto effetto... anche se stavolta Power non è andato a finire contro vetture o muri, il che è già un passo avanti per la conquista del mondo.

Nessun pilota rilevante è rientrato ai box. Con questo non intendo dire che Sebbi non sia rilevante, però era partito ultimo e sembrava destinato a non farsi notare per tutto il tempo.
Venti minuti dopo, al restart, Grammo Reale e StefAAAAAAAAno ColllEEEEEEEti hanno ballato la conga, invitando con loro anche Kimby, e alla versione Made in Indy di Bernd Maylander iniziavano già sicuramente a girare le sfere. Qualcosa del tipo: "Ehi, ma io a quest'ora dovrei essere imboscato da qualche parte a giocare a Monopoli, non qui a regolare il traffico mentre gli spazzini rimediano ai vostri casini!"
Altri venti minuti e tutto è ripartito: Vin Diesel era in testa davanti al Detersivo, a H3lio, a Nuovo Giardino e a Powiiii.

Il povero Grammo Reale, recente vincitore qualche settimana fa, pensava già di conquistare il mondo, ma dopo una sessantina di giri è dovuto rientrare prematuramente: gomma forata.
Niente paura, dopo una ventina di giri senza che accadesse nulla di rilevante (dove intendo ingressi della safety car, perché a dire la verità qualcosa era successo, con H3lio che era andato in testa) il giro da lui perso è stato recuperato con le soste altrui.
Kimbiiii ha fatto il figo rimanendo fuori più a lungo di tutti (il penultimo a rientrare è stato Sebbiiii che aveva sfilato in prima posizione per un po'), è rientrato al 100° e a quel punto tutto è ritornato normale, tranne la posizione di Powiiiii precipitato nel frattempo in 12^ posizione, segno che le macumbe di Montyyyy stavano andando a buon fine: H3lio, Nuovo Giardino, Vin Diesel, il Detersivo e Saggio Caramella erano i primi cinque.
Dopo una manciata di giri, Nuovo Giardino è andato a fare il figo in prima posizione, mentre Wilsiiii...
...
...
...
...OH MY FELIII CRY!
Wilsiiii è andato a sfiorare un muretto, avendo l'accortezza di non schiantarsi contro lo stesso, il che è comunque un notevole passo avanti, ma era di nuovo richiesto l'intervento degli spazzini e della safety car: la partita a Monopoli che il pilota della SC stava dominando è stata momentaneamente interrotta.
Che poi a Monopoli si vince e si perde? non ne ho idea. Ci ho giocato un paio di volte da bambina non capendoci un accidente, se non che c'erano dadi, soldi finti, che c'erano tessere che quando le prendevi su ti facevano capitare immaginarie peripezie degne di Maldonado durante un gran premio e che sembrava non esserci mai una fine.

Tutti ai box, in ogni caso, quando la gara è ripresa i primi tre erano Nuovo Giardino e i due brazileiros, con dietro il Detersivo e HR. Mentre H3lio si alternava con Nuovo Giardino in testa alla gara, Vin Diesel ha fatto una manovra trollona in stile Maldonado: ha fatto un balletto vicino al muro credendo che il muro andasse in testacoda come un Verstappen qualsiasi. Il muro non si è mosso da lì e per fortuna di Vin Diesel non ci è andato addosso. Ha perso terreno, poi ha recuperato e... niente, sul più bello, dopo cinquanta giri in regime di bandiere verdi, al 172° giro di gara Kimbi è andato a muro, provocando un nuovo ingresso ai box in branco. Il Detersivo ha avuto prolemi, così come Grammo Reale.
Nuovo Giardino, H3lio, Vin Diesel, HR e Munizione erano i primi cinque, mentre la macumba di Montyyyyy si stava traducendo in un "fingiamo di essere in Brasile, luogo in cui a tutti i brasiliani capitano le peripezie più strane, a meno che non siano protetti dal Sigillo del Diciannovesimo Gufo Mutante". Una leggenda narra che non ci sia alcun sigillo e che qualunque brasiliano riesca a sfuggire alla temibile macumba do Brasil, sia in realtà esso stesso il Gufo Mutante. Un'altra leggenda narra che il Gufo Mutante sia in realtà una Rana Mutante. Un'ennesima leggenda ancora narra che l'Autrice(C) fosse ubriaca quando ha iniziato a paragonare Massa a una rana, ma non sapremo mai la verità in proposito.
Torniamo a noi, perché al restart H3lio ha iniziato a perdere posizioni, venendo superato da avversari che agitavano in segno di saluto katane immaginarie. Uno dei piloti che agitavano katane immaginarie era Vin Diesel, che però di lì a poco la katana se l'è presa in quel posto: si è rifugiato ai box nella speranza che gli facessero ripartire la macchina addormentata, ma non c'era niente da fare, evidentemente la sua macchina voleva andare a letto alle nove di sera.

StefAAAAAAAAAno ColllllllllEEEEEEEEEEEEEti ha fatto di nuovo parlare di sé quando ha fatto strike contro un muro, provocando un altro ingresso della safety car, con conseguente ulteriore interruzione del Monopoli.
Eravamo a circa due terzi di gara, Nuovo Giardino era in testa, seguito da HR e dal Detersivo che evidentemente aveva superato bene i problemi di prima... ma non del tutto: al 231° giro è andato ai box a fare quello che generalmente fa Button durante le gare di Formula 1. Insomma, pur non essendo brasiliano, la macumba di Monty aveva fatto effetto anche su di lui.

Verso il 245° giro tutti sono andati ai box, qualcuno un po' più tardi, tipo Grammo Reale che al 263° era in testa alla gara quando il Piccolo Kamikaze ha fatto strike proprio come Monty a inizio gara.
Se Federica Balestrieri commentasse le gare di Indycar, avrebbe definito la manovra come una "montoyata", neologismo che andava molto di moda a "Pole Position" intorno al 2006.
Quando la gara è ripartita i primi cinque erano HR, Nuovo Giardino, Saggio Caramella, Munizione e Carpiiii e mancavano appena 24 giri al finale. Mentre i primi due andavano dritti per la loro strada, non si poteva dire lo stesso degli altri tre che completavano la top-5.
Si è visto Carpiiii che protestava, gesticolando e urlando via radio. Purtroppo non ho sentito frasi tipo "you have to leave the space", gran classico della Formula 1. La cosa più eclatante è che Carpiiii ha gesticolato per un bel po', facendo sorgere in me un dubbio: com'è possibile, su un mini-speedway, gesticolare, urlare ed evitare di strisciare contro i muri allo stesso tempo?
I telecronisti ipotizzavano una rissa post-gara. Non c'è da stupirsene: uno dei telecronisti era Paul Tracy, uno che soltanto in Nascar sarebbe sembrato un tipo normale.
Carpiiii è quello che ci ha rimesso più di tutti: un'altra posizione quando Grammo Reale si è fatto avanti e l'ha superato facendogli una pernacchia. Sia Caramella sia Grammo hanno successivamente superato Munizione, mentre HR andava a vincere la gara e Nuovo Giardino arrivava secondo.

Al termine della gara, Carpiiii ha rubato per un attimo la scena al vincitore, quando è andato a fare la predica a Caramella per il modo in cui aveva guidato poco prima.
Non è chiaro che cosa gli abbia detto, forse qualcosa del tipo: "Non andare mai a correre in Nascar, perché se ti metti a fare le stesse cose là, a quest'ora qualcuno ti avrebbe già tirato un casco addosso."
A proposito di Karam, sono rimasta basita, quando l'hanno inquadrato e ho visto che ha i capelli sul biondo e un'aria da bambino tipo Max Verstappen. Finora non avevo mai visto che faccia avesse e me l'ero sempre immaginato con tratti tipici mediorientali o brasiliani (nel senso di "vero" brasiliano dall'aria latino-americana, non brasiliano di origini venete tipo Barrichello), oppure un mix delle due cose tipo Nasr. Dopotutto gli USA sono una società multietnica... Invece no, non è per niente come me lo aspettavo.

RISULTATO:
1. Ryan Hunter-Reay #28 -- Andretti Honda -- 300 laps
2. Josef Newgarden #67 -- CFH Chevrolet -- 300 laps
3. Sage Karam #8 -- Ganassi Chevrolet -- 300 laps
4. Graham Rahal #15 -- Rahal Letterman Honda -- 300 laps
5. Carlos Muñoz #26 -- Andretti Honda -- 300 laps
6. Ed Carpenter #20 -- CFH Chevrolet -- 300 laps
7. Marco Andretti #27 -- Andretti Honda -- 300 laps
8. Ryan Briscoe #5 -- Schmidt Honda -- 300 laps
9. Sebastien Bourdais #11 -- KV Chevrolet -- 300 laps
10. Will Power #1 -- Penske Chevrolet -- 300 laps
11. Helio Castroneves #3 -- Penske Chevrolet -- 300 laps
12. Tristan Vautier #19 -- Coyne Honda -- 299 laps
13. Jack Hawksworth #41 -- Foyt Honda -- 299 laps
14. Simon Pagenaud #22 -- Penske Chevrolet -- 299 laps
15. James Jakes #7 -- Schmidt Honda -- 299 laps
16. Gabby Chaves #98 -- Herta Honda -- 299 laps
17. Justin Wilson #25 -- Andretti Honda -- 297 laps
18. Scott Dixon #9 -- Ganassi Chevrolet -- 263 laps
19. Takuma Sato #14 -- Foyt Honda -- 260 laps
20. Stefano Coletti #4 -- KV Chevrolet -- 191 laps
21. Tony Kanaan #10 -- Ganassi Chevrolet -- 189 laps
22. Charlie Kimball #83 -- Ganassi Chevrolet -- 170 laps
23. Pippa Mann #18 -- Coyne Honda -- 136 laps
24. Juan Pablo Montoya #2 -- Penske Chevrolet -- 9 laps