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martedì 23 dicembre 2025

Prince Bira, il primo pilota asiatico della storia della Formula 1


23 dicembre 1985: un uomo sulla settantina si accascia in una stazione della metropolitana londinese e muore per un attacco di cuore. Non ha con sé alcun documento d'identità, solo un foglio scritto in una lingua esotica. Sarà grazie all'ambasciata thailandese che il defunto verrà identificato come il principe Birabongse Bhanudej Bhanubandh, membro della famiglia reale thailandese, nonché artista, pilota e velista olimpico, più comunemente noto come Prince Bira tra gli appassionati di automobilismo, colui che negli anni '50 è stato il primo pilota di etnia non europea a gareggiare in Formula 1.

Nato nel 1914, suo nonno era il re Rama IV, al potere in Siam/ Thailandia tra il 1851 e il 1868, nonché colui che ha ispirato il film degli anni '90 "Anna and the king" con Jodie Foster. Dal film pareva avesse una cinquantina di figli e, tornando invece alla realtà storica, uno dei suddetti figli era il padre di Prince Bira.
Durante l'adolescenza, il futuro pilota di Formula 1 è stato mandato a vivere in Inghilterra, dove ha studiato presso il collegio di Eton e successivamente ha frequentato brevemente una scuola d'arte, in quanto appassionato di scultura. Secondo wikipedia qui avrebbe conosciuto la sua futura moglie, o meglio, la sua futura prima moglie, dato che ne ha avute ben cinque!
Frattanto a metà degli anni '30, grazie al cugino divenuto suo tutore legale alla morte di suo padre, si è avvicinato al motorsport dove ha iniziato a collezionare successi sulle monoposto. Mi è difficile comprendere con esattezza in che tipo di competizioni abbia gareggiato, ma tutto lascia intendere che abbia ottenuto vittorie in categorie equiparabili alle formule minori di oggi.

Tra parentesi, facendo ricerche ho fatto anche una scoperta relativa a una polemica a lui correlata: al GP della Svezia del 1948, corso con vetture di Formula 2, sarebbe stato inizialmente squalificato dopo la vittoria a causa di un push start, per poi vedersi riattribuire la vittoria con tempistiche molto brevi e coerenti: un anno dopo.
La notizia, comunque, non è questa, quanto piuttosto l'autore del push start. Un meccanico? No. Un commissario di percorso? Giammai. Il push start sembra essere opera del principe Bertil, duca di Halland, figlio terzogenito del re di Svezia. Senza un grosso sforzo di immaginazione, è verosimilmente la prima volta nella storia del motorsport in cui un membro di una casa reale ha ricevuto una spintarella da un membro di un'altra casa reale per prendere il via a una gara!

Negli anni '50 ha gareggiato sporadicamente in Formula 1, dove conta due quarti posti come migliori risultati. È stato il primo asiatico a conquistare punti (giusto per un'idea sulle tempistiche, il secondo sarebbe stato il giapponese Satoru Nakajima nel 1987) e avrebbe potuto rimanere il thailandese di maggiore successo dei gran premi ufficiali, se Alexander Albon non avesse portato a casa due piazzamenti a podio. Accidenti alla Redbull che ottiene risultati per fondoschiena e non per merito rendendo falsato perfino il motorsport vintage! :-PPPP
Prince Bira ha anche conquistato sporadiche vittorie in occasione di gran premi non championship e dopo la fine della carriera motoristica è divenuto un velista olimpico, disputando le Olimpiadi del 1960 e venendo battuto, tra gli altri, anche da Roberto Mieres altro ex pilota di Formula 1!

Curiosità: 1) secondo google, la sua statura era 1,58 quindi più o meno come Yuki Tsunoda, 2) ha scelto personalmente, correndo per team thailandesi nei suoi primi anni, i colori nazionali - una tonalità di blu - delle vetture thailandesi, secondo wikipedia ispirandosi ai colori di un abito da sera di una delle sue ragazze, 3) è stato non solo pilota di aerei, ma anche istruttore di volo della RAF durante la seconda guerra mondiale, 4) da una delle sue varie mogli pare avere avuto un figlio, deceduto in giovane età, 5) nei late 60s, dopo cinque matrimoni falliti, si è risposato con la sua prima moglie conosciuta all'accademia d'arte, Ceril, la quale pare avere scritto un libro su di lui (come da immagine inserita).


martedì 28 ottobre 2025

GP Spagna 1951: il primo titolo di Fangio

28 ottobre 1951: a Pedralbes finisce il campionato di Formula 1 con l'assegnazione del titolo tra Juan Manuel Fangio, Alberto Ascari e José Froilan Gonzalez. Fangio guida l'Alfa Romeo, quindi se vince il mondiale è falsaro di default, dato che gli altri due corrono per la Ferrari.
Ascari è a -2, Gonzalez è a -6. Nessuno se lo fila, ovviamente, dato che dovrebbe vincere la gara con il giro più veloce per superare Fangio se questo non facesse punti. Ascari conquista la pole, precede Fangio e Gonzalez... se Ascari vince, vince il mondiale. Anche se arriva secondo con Fangio terzo o peggio, Ascari diventa campione del mondo.



Gonzalez scivola subito troppo indietro per puntare a qualcosa di importante, mentre Ascari conserva la testa della gara... ma per appena tre giri, quando ne devono percorrere settanta. La scelta di usare gomme più strette che nei gran premi precedenti si rivela tutt'altro che ottimale, Ascari è costretto al rientro ai box e perde numerose posizioni.
In sintesi, Fangio è passato in testa e non la lascia più. L'Alfa Romeo viene punita per avere osato conquistare il titolo: sarà la sua ultima vittoria. Gonzalez, tra una cosa e l'altra, conclude secondo davanti all'Alfa di Nino Farina, mentre Ascari giunge quarto, con la zona punti conclusa dall'Alfa di Felice Bonetto.
Per Fangio si tratta del primo titolo in carriera, mentre Ascari, a -6 in classifica, si toglierà diverse soddisfazioni negli anni a venire, dato che vincerà i mondiali 1952 e 1953, prima della serie degli altri quattro titoli di Fangio.


sabato 25 ottobre 2025

Il GP di Gran Bretagna 1959, con un contorno di miti da sfatare

Il 25 ottobre 1997, quando Jacques Villeneuve, Michael Schumacher e Heinz-Harald Frentzen hanno fatto registrare lo stesso tempo di qualifica, l'umanità intera si è convinta che fosse la prima volta. In realtà, in numerose occasioni precedenti, quando i tempi erano meno precisi (al decimo di secondo, invece che al millesimo), era capitato molto spesso, cosa di cui mi sono resa conto stamattina, quando facevo ricerche su quella che avevo stanato come prima tied pole. Ho scoperto, tuttavia, che ce n'erano già state sei in precedenza, quando è iniziato il weekend del GP di Gran Bretagna sul circuito di Aintree. Questo evento, tuttavia, è passato alla storia per una sua piccola peculiarità: Roy Salvadori è stato il primo pilota nella storia della Formula 1 a fare un tempo ex-equo con la pole position - ottenuta da Jack Brabham - senza mai conquistare una pole position in Formula 1.

In una gara di quelle poco importanti, perché non ci ha corso la Ferrari (a causa di scioperi in Italia), trenta vetture puntavano alla griglia, ma solo ventiquattro si sono qualificate. La Cooper di Brabham e l'Aston Martin di Salvadori erano 1/2, ma con lo stesso tempo. Stando all'informazione che mi è stata passata - @Bob Simbel: grazie mille, peraltro ti citerò di nuovo non appena menzionerò i Parnell - ai tempi il miglior tempo veniva assegnato con parametri diversi rispetto a quelli di Jerez 1997/ Canada 2024, ovvero semplicemente sulla base del secondo miglior tempo effettuato dal pilota.
Quella di Salvadori, tra una cosa e l'altra, è stata anche l'ultima prima fila di un'Aston Martin fino al GP dell'Arabia Saudita 2023 con Fernando Alonso, che curiosamente menzionerò di nuovo prima della fine di questo post.
La gara non è andata molto bene, per il povero Salvadori, che ha iniziato a perdere posizioni fin dalle prime battute. È difficile ricostruire cosa sia accaduto esattamente, quello che sappiamo per certo è che Brabham, invece, è stato in testa per tutta la durata della gara.

Tra gli inseguitori più diretti le BRM: nelle prime fasi Harry Schell e Jo Bonnier, con questo che a gara più avanzata si sarebbe ritirato per un guasto, poi Stirling Moss che avrebbe ottenuto la seconda piazza in precedenza appartenuta a Schell. Le Cooper di Bruce McLaren e Maurice Trintignant si sono inserite in zona punti e McLaren è anche riuscito a prendersi la terza piazza, giungendo al traguardo negli scarichi di Moss.
Brabham, Moss, McLaren, Schell, Trintignant, questa la zona punti, ai tempi contenuta ai soli primi cinque. Nessuna gioia per quel povero disgraziato di Salvadori, risalito fino alla sesta piazza. Gli è comunque andata meglio che al compagno di squadra Carroll Shelby, ritirato a pochi giri dalla fine mentre si trovava in settima piazza.
Curiosità: McLaren ha ottenuto il giro più veloce e, all'età di 21 anni e 322 giorni divenendo il più giovane pilota della storia a ottenere un fastest lap, record che sarebbe stato battuto nel GP del Canada 2003, quando Alonso avrebbe ottenuto un giro veloce a 21 anni e 321 giorni!
Dato che essere nati o meno in un anno bisestile avrebbe potuto cambiare le cose contando i giorni, sono anche andata a verificare. McLaren e Alonso sono tuttavia nati rispettivamente nel 1937 e nel 1981, cioè tutti e due nell'anno successivo a un anno bisestile. Avevano entrambi cinque anni bisestili all'attivo: 1940, 1944, 1948, 1952 e 1956 per Bruce, 1984, 1988, 1992, 1996 e 2000 per Fernando.

Se abbiamo sfatato il mito del GP d'Europa 1997 come prima tied pole della storia, non abbiamo ancora detto nulla sul fatto che sempre sul circuito di Aintree, ma due anni dopo, c'è stato un pareggio a quattro tra Phil Hill, Richie Ginther, Jo Bonnier e Wolfgang Von Trips. A parte Bonnier in Porsche, gli altri tre erano in Ferrari, quindi non oso immaginare le teorie del complotto se fosse accaduto qualcosa di simile in anni odierni.
Direi che a questo punto possiamo ammettere che Jerez 1997 ha la peculiarità di essere stata la prima tied pole al millesimo di secondo, nonché l'unica con tre piloti al millesimo, dato che in Canada 2024 Max Verstappen e George Russell hanno fatto una tied pole a due.
Rimane un'altra peculiarità, che riguarda il duo Schumacher/ Frentzen e Verstappen/ Russell. Siccome sono una gossippara impenitente, vi ricordo che Frentzen era l'ex fidanzato della signora Corinna, mentre Russell agli albori della propria carriera in Formula 1 stava insieme alla sorella di Nyck De Vries, ovvero la fidanzatina adolescenziale del giovanissimo Verstappen! Così, a primo impatto, non mi risulta che nella carrellata di tied pole a un decimale, ci fossero piloti che avevano in comune una partner!

Torniamo a noi. In Gran Bretagna nel 1959 tra i trenta piloti che hanno tentato di qualificarsi c'era anche Tim Parnell, DNQ, che sarebbe stato per la prima volta sulla griglia nel 1961 sempre in Gran Bretagna. Il già citato Bob Simbel, esperto di statistiche con cui ho una corrispondenza via email in cui parliamo di Formula 1 e di questioni di nicchia a essa inerenti, mi ha fatto notare che il nome completo di costui era Reginald Harold Haslam Parnell. Da dove provenga il diminutivo Tim non ci è dato saperlo, ma si chiamava tale e quale al padre Reg, pilota di Formula 1 tra il 1950 e il 1954 e podium finisher in Gran Bretagna nel 1950.
L'ultima entry del padre è avvenuta il 17 luglio 1954, stesso giorno in cui il figlio non si è qualificato per l'edizione 1959 e a pochi giorni di gap dall'edizione 1961 nella quale il figlio ha gareggiato. Cinque anni di gap, o sette se consideriamo solo le gare disputate, si tratta del minor gap temporale tra padre e figlio in Formula 1, comunque probabilmente reso possibile anche dal fatto che tra i due ci fossero solo ventun anni di differenza.
Curiosità: l'unico altro duo padre/ figlio degli old gold days con meno di dieci anni di gap tra le rispettive carriere è quello di André e Teddy Pilette, con nove anni e nove mesi intercorsi tra la fine della carriera del padre e quella del figlio - i due avevano ventitré anni e mezzo di differenza d'età. Nella Formula 1 moderna e contemporanea si sono aggiunti Michael e Mick Schumacher, con otto anni e cinque mesi tra le rispettive carriere, che è comunque notevole considerando che sono separati da trent'anni d'età.



martedì 2 settembre 2025

GP d'Italia 1955, 1956, 1957: quando il campionato finiva a Monza

Nei primi anni della storia della Formula 1 era capitato, anche se non sempre, che l'ultimo evento del campionato fosse a Monza. In altre occasioni, era accaduto che il mondiale terminasse in Spagna. Tra il 1955 e il 1957, per tre anni di seguito, quello d'Italia è stato il gran premio conclusivo della stagione. Nel momento in cui scrivo e pubblico questo post è il 2 settembre, pertanto è anche l'anniversario del GP d'Italia 1956.
Andiamo a ripercorrere tutti e tre gli eventi sopra menzionati, in vista dell'edizione contemporanea dell'evento monzese, che si svolgerà il prossimo fine settimana.

GP ITALIA 1955 // 11 settembre - si torna in pista con Juan Manuel Fangio già campione del mondo, quando i motori erano spenti fin da luglio a causa della cancellazione di vari eventi previsti a seguito del disastro di Le Mans.
Fangio ottiene la pole, davanti ai compagni di squadra Stirling Moss e Karl Kling. Partito più indietro, Piero Taruffi si aggiunge al quartetto dei piloti Mercedes nelle prime quattro posizioni. Il primo a uscire di scena è Moss, per un guasto al motore, poi si ritira anche Kling per un problema al cambio.
Fangio e Moss fanno doppietta nell'ultimo gran premio della Mercedes, ultima vittoria anche per una vettura di Formula 1 a ruote coperte, immortalata in un breve video trovsto su Youtube, le cui inquadrature in bianco e nero mi sembrano molto basic, ma anche molto suggestive.


Mercedes tornerà, nel lontano futuro. Bisognerà aspettare il 1997 con David Coulthard per una vittoria in Formula 1 come motorista e addirittura il 2012 con Nico Rosberg per una vittoria in Formula 1 come costruttore.
Chiude terzo Eugenio Castellotti su Ferrari, in estrema sintesi anche nel 1955 c'è un kompl8 contro la Rossa. Solo i primi cinque vanno a punti e il 4/5 posto tocca alle due Maserati di Jean Behra e Carlos Mediteguy.
Questa gara segna, seppure con un DNS pare per problemi di gomme, l'ultima partecipazione di Nino Farina in Formula 1, se si esclude il DNQ a Indianapolis dell'anno seguente.

GP ITALIA 1956 // 2 settembre - come un Hamilton qualsiasi, Fangio è divenuto pilota Ferrari. Diversamente da Lewis nel 2025, tuttavia, è il favorito per il mondiale, ha otto lunghezze di vantaggio nei confronti di Jean Behra e di Peter Collins.
In una gara a tratti piovosa, Fangio scatta dalla pole, ma a prendere la testa della gara è il compagno di squadra Castellotti. Non dureranno a lungo, va in testa Moss davanti alla Vanwall di Harry Schell, quest'ultimo tuttavia si ritirerà a gara inoltrata.
Fangio è costretto al ritiro... Collins si ritrova ben lontano da una posizione che potrebbe fargli assegnare il titolo e che cosa succede negli anni '50 quando sei un championship contender? Ma ovviamente ti dicono: "scendi dalla macchina e fai tornare in gara Fangio, in modo che vinca il mondiale". Mondiale che vincerebbe comunque, visto che la Maserati di Behra non arriva neanche a metà gara!
La Maserati vince la gara con Moss, Fangio giunge secondo ex equo con Collins per effetto dello shared drive, il podio viene completato dalla Connaught di Ron Flockhart. Francisco Godia-Sales su Maserati giunge quarto, mentre il pilota della Ferrari Luigi Musso, essendosi ritirato a pochi giri dal traguardo in un'epoca in cui si viene classificati solo se si giunge al traguardo e non se si completa il 90% di gara, non ha nemmeno la gioia della quinta piazza che gli spetterebbe con le regole attuali. Il punto finale va a Jack Fairman, pilota Connaught.

GP ITALIA 1957 // 8 settembre - altro team per Fangio, adesso corre per la Maserati e ha già vinto il titolo. Nelle prime tre posizioni ci sono le tre Vanwall di Stuart Lewis-Evans alla prima pole in carriera, Stirling Moss principale avversario di Fangio e Tony Brooks.
Il layout è cambiato, rispetto alle stagioni precedenti. Anche la qualità delle immagini è migliorata e adesso sono a colori, anche se ammetto che il bianco e nero avrebbe potuto renderle ancora più suggestive.


Nelle prime fasi Moss, Fangio, Brooks e Lewis-Evans di alternano in testa. Lewis-Evans si ritirerà poi per un problema tecnico e Brooks verrà attardato da non sono riuscita a scoprire quale ragione, così che Moss si ritrova stabilmente davanti. Fangio sarà l'unico a concludere a pieni giri, seppure abbondantemente distaccato dal vincitore.
Al terzo posto si piazza Wolfgang Von Trips: per il pilota Ferrari è il primo podio in Formula 1. Seguono due Maserati a completare la zona punti al 4/5 posto, si tratta di Masten Gregory e dello shared drive Giorgio Scarlatti/ Harry Schell.


EDIT // la vittoria assegnava otto punti e il giro più veloce uno, quindi Collins per vincere il mondiale 1956 avrebbe dovuto necessariamente vincere facendo anche il giro più veloce.



venerdì 29 agosto 2025

GP Italia 1959: Moss vince a casa della Ferrari

Il GP d'Italia 1959 è stato l'ultimo evento europeo della stagione, prima del finale di campionato nel quale Jack Brabham si sarebbe conquistato il titolo.
A Monza a scattare dalla pole position era la Cooper/ RRC Walter Racing guidata da Stirling Moss, mentre Brabham sulla Cooper era terzo dietro alla Ferrari di Tony Brooks. Dietro c'erano tre Ferrari, guidate da Dan Gurney, Phil Hill e Olivier Gendebien. In totale le Rosse erano cinque, con Cliff Allison ottavo alle spalle della BRM di Harry Schell.
Nel video di highlight molto breve che ho trovato su Youtube si vede un tabellone con i nomi dei piloti scritti a caratteri cubitali, di cui potete ammirare qui sotto uno screenshot:



Moss e Brabham erano 1/2 al termine del primo giro, ma poi Phil Hill si è portato in testa, seguito da Moss mentre Brabham è scivolato più indietro. Per la prima metà della gara Hill è stato in testa, ma nonostante fossero gli anni '50 tutto sembra essere stato deciso dalle strategie... quindi, come potete immaginare, per il povero Hill erano alle porte problemi seri.
Moss non ha effettuato alcun pitstop, mentre la Ferrari pianificava una sosta... ed ecco che si è ritrovato in testa alla gara, mentre Hill ha dovuto accontentarsi di arrivare secondo, con Brabham che ha chiuso il podio. Gurney e Allison hanno completato la zona punti arrivando 4/5, mentre Gendebien è giunto sesto, posizione non valevole di punti ai vecchi tempi.
Qualcuno si chiederà che fine abbia fatto Brooks, partito dalla prima fila: si è ritirato per un guasto al motore nel corso del primo giro.



sabato 23 agosto 2025

GP del Portogallo 1959: un evento one-off a Monsanto

23 Agosto 1959 // si svolge la seconda edizione del GP del Portogallo, ma la particolarità è che si svolge su un circuito one-off! Si tratta di Monsanto, mai visto né prima né dopo nel mondiale di Formula 1, tracciato che, secondo la versione italiana di Wikipedia, ha una peculiarità di un certo livello: in alcuni punti della pista ci sono le rotaie del tram. Il circuito infatti è stato ricavato all'interno di un parco cittadino di Lisbona.
Se ci fosse Mazzoni, direbbe sicuramente: "è uno scenario suggestivo".


La pole position se la aggiudica Stirling Moss sulla Cooper di RRC Walker Racing, precedendo le Cooper di Jack Brabham e Masten Gregory, la Cooper/RRC Walker Racing di Maurice Trintignant, la BRM di Joakim Bonnier e solo 6/7 le prime due Ferrari, guidate da Dan Gurney e Phil Hill. Il fatto che siano così arretrate è sicuramente conferma che si tratti di una gara falsata. :-PPPP
Precedono la Cooper di Bruce McLaren, colui che fonderà la squadra destinata a divenire nemica giurata della Ferrari, contro la quale la Rossa deve lottare anche al giorno d'oggi per vincere titol-... ah no, la McLaren sta in testa alla classifica con entrambi i piloti senza preoccuparsi minimamente di quello che combinano a Maranello.
L'altra Ferrari, quella di Tony Brooks, è decima tra le BRM di Harry Schell e Ron Flockhart. Seguono le Aston Martin di Roy Salvadori e Carrol Shelby, dopodiché la Cooper della Scuderia Centro Sud di Mario Araujo de Cabral e come fanalini di coda le Lotus di Graham Hill e Innes Ireland.

Trovare informazioni sulla gara non è che sia così immediato. Pare trattarsi di uno di quei gran premi molto vintage di cui a nessuno importa un fico secco. Neanche chiedendo all'AI ne salta fuori qualcosa di positivo, tipo ricostruzioni creative delle quali ridere su.
Però esiste un video di sei minuti su Youtube dove a dire il vero le immagini di gara sono la minoranza. Si vede gente che gioca a carte, tra cui ho riconosciuto Bonnier, a segnale che anche ai vecchi tempi vigeva una regola aurea: il motorsport si fonda sul campionato di briscola a cui la Formula 1 fa da contorno.


La gara viene vinta da Stirling Moss con un giro di vantaggio sul secondo classificato. Chiedo all'AI di raccontarmela come se fosse una fan fiction. Da autrice di racconti amatoriali, a volte chiedo all'AI di scrivere certe scene a cui sto pensando per visualizzarle meglio. Ne deduco che qualunque cosa chieda di scrivere, il tono è sempre lo stesso, così come il lessico utilizzato.
Qui abbiamo:

+++ Nel silenzio prima della battaglia, Stirling Moss fissava la griglia di partenza. Non era solo un pilota: era un cavaliere solitario, con la sua Cooper blu del team Rob Walker. Sapeva che quella sarebbe stata una sfida non solo di velocità, ma di nervi. Dietro di lui, come ombre pronte ad assalirlo, c’erano Jack Brabham, metodico e glaciale, e Masten Gregory, il giovane americano con la voglia di spaccare il mondo. +++

Nonostante sia positivamente impressionata dal fatto che l'AI sappia comporre un intero paragrafo senza inserirvi il termine "resilienza", mi chiedo: ma chi ca**o l'ha detto che Masten Gregory ha voglia di spaccare il mondo? Magari è il mondo che ha voglia di spaccare gli occhiali a Masten Gregory! Meglio lasciare perdere l'AI e parlare di cose serie: sapete che Gregory è l'unico pilota nella storia della Formula 1 a essere nato il 29 febbraio?
Torniamo al video: mi viene il dubbio che il circuito non sia stato ricavato nel parco cittadino, ma che proprio si corra nel parco cittadino anziché in un circuito. Non sembra particolarmente all'avanguardia, anche per essere i tardi anni '50.


Moss, Brabham, McLaren e Gregory.
Poi Moss, Brabham, Gregory e McLaren.
Poi Brabham si ritira per incidente, come in precedenza Graham Hill e Phil Hill nello stesso giro. Sarebbe pittoresco se gli Hillx2 avessero crashato insieme, ma non ne trovo menzione quindi lo ritengo decisamente improbabile.
Prima Ireland si era ritirato per un guasto al cambio, dopo McLaren si ritira per un guasto al motore. Mi sembra la giusta punizione per un neozelandese che fonderà una squadra britannica triggerando Liam Lawson perché quando vince la McLaren viene suonato God save the king anziché l'inno dei kiwi.
Moss, Gregory, questi sono 1/2. Terzo c'è Gurney e in quella posizione arriva. Non è Charles Leclerc, quindi nessuno urla: "donne, è arrivato l'arrotinohhhh e va sul podiohhhh". La gara rimane falsata, perché siamo ancora in un'epoca in cui la Ferrari è la Ferrari quindi deve vincere, non come oggi che è un semplice contorno del Predestinato(C) e deve "dare una macchina a questo ragazzo".
Seguono Trintignant e Schell a completare la zona punti, estesa alla sola top-5. Dietro di loro si piazzano Salvadori, Flockhart, Shelby, Brooks e Cabral. Brabham e Brooks, non avendo fatto punti, rimangono separati di quattro lunghezze l'uno dall'altro. Siccome Brooks non vincerà il mondiale, questo sarà da considerarsi falsato, ma è un'altra storia.


mercoledì 16 luglio 2025

16.07.1955: il terzo titolo di Fangio e la prima vittoria di Moss (con relative teorie del complotto)

Mentre pubblico questo post è il 16 luglio 2025, quindi il settantesimo anniversario del giorno in cui Juan Manuel Fangio ha, almeno tecnicamente, vinto il suo terzo titolo. Correva l'anno 1955, l'argentino era ai tempi un pilota della Mercedes, aveva quarantaquattro anni, quindi almeno quindici in meno rispetto a quelli di Sonny Hayes quando ha vinto il GP di Abu Dhabi sulla Apex nel film "F1 - the movie", e avrebbe vinto due ulteriori titoli negli anni successivi.
Per ironia della sorte, Fangio sarebbe poi deceduto proprio all'indomani del quarantennale di uno dei suoi titoli, ovvero il 17 luglio 1995. Domani sarà quindi il trentesimo anniversario della sua scomparsa. :-(((

La vittoria del campionato è arrivata a seguito del secondo posto conquistato nel GP di Gran Bretagna, evento disputato ad Aintree e penultimo della stagione, dopo che diversi eventi sono stati cancellati a seguito del disastro di Le Mans avvenuto nel mese di giugno. Il mondiale, infatti, sarebbe finito due mesi più tardi, ma mancava solo un ulteriore evento, quello di Monza previsto per settembre. Non mi è del tutto chiaro se i gran premi di Germania, Svizzera e Spagna, previsti nel mezzo, fossero già stati tutti cancellati, e quindi il 16 luglio Fangio già sapesse di avere vinto il titolo, oppure se le cancellazioni siano state successive e, a posteriori, Aintree sia diventata la gara che ha assegnato il titolo.
Di questa gara esiste un video di sintesi su youtube. Erano gli anni '50 quindi non si può avere tanto, ma già avere delle immagini nitide di gara è qualcosa che non capita tutti i giorni!


C'erano quattro Mercedes nelle prime cinque caselle della griglia: 1/2 Stirling Moss precedeva Fangio, terzo c'era Jean Behra su Maserati, poi seguivano 4/5 Karl Kling e Piero Taruffi. Era una griglia di partenza estremamente falsatahhhh, dato che la meglio posizionata delle Ferrari, quella di Eugenio Castellotti, era in decima piazza. :-PPPP
Il ritiro di Behra per un problema tecnico e poi anche del suo compagno di squadra Roberto Mieres che partiva sesto, ha fatto sì che la Mercedes ottenesse una quadrupletta(?) con Moss, Fangio, Kling e Taruffi nelle prime quattro posizioni, con Luigi Musso su Maserati quinto a completare la zona punti.
All'epoca non c'erano punti per il sesto classificato, ma c'era la possibilità di cambiare pilota in corso d'opera: la meglio classificata delle Ferrari è giunta sesta, con uno shared drive in cui Mike Hawthorn ha dovuto cedere la macchina a Castellotti, dopo che questo era stato costretto al ritiro con l'auto sulla quale aveva iniziato la gara.
Il podio con tre Mercedes è anche stato l'ultimo podio interamente motorizzato Mercedes prima del GP della Cina 2010, quando Nico Rosberg avrebbe vinto su Mercedes davanti alle due McLaren motorizzate Mercedes.

Questa gara, inoltre, porta con sé una mezza teoria del kompl8, della quale, facendo ricerche, a onore del vero sembra si trovino quasi solo articoli recenti e quasi nulla che vada oltre tre o quattro anni fa, anche se ho trovato un accenno a ciò in un thread su Forum Autosport, risalente al 2002, e tuttavia incentrato su un commento di Moss agli ordini di scuderia del GP d'Austria.
Negli ultimi anni sono comparsi articoli secondo cui Fangio - che sarebbe comunque diventato campione del mondo quel giorno, dice qualcuno, il che sarebbe in contrasto con il fatto che il titolo potrebbe essere stato assegnato in un secondo momento - avrebbe deliberatamente, all'insaputa del team e del compagno di squadra, lasciato a Moss la vittoria del gran premio di casa, che sarebbe stata la prima della sua carriera in Formula 1. Pare che lo stesso Moss fosse convinto che Fangio avesse il passo per vincere, ma Fangio avrebbe sempre negato tutto ciò, sostenendo che in quell'occasione Moss sia stato più veloce di lui.

Guardando il lap by lap, emerge che Fangio ha leaderato i primi due giri, per poi essere sopravanzato da Moss. Tornato in testa, è stato superato nuovamente da Moss prima che un terzo di gara fosse completato. Nel finale, Fangio ha concluso a +0,2 di gap dal pilota inglese. C'è chi scrive che Fangio avrebbe avuto l'opportunità di superare Moss praticamente sul traguardo, ma non l'avrebbe fatto, praticamente auto-congelando le posizioni nonostante fosse prima guida del team.
A mio parere è difficile stabilire dove stia il confine tra realtà e leggenda metropolitana, specie quando "posizioni congelate" viene reso di fatto sinonimo di "posizioni invertite" e viene dato per scontato che chi è dietro, se fosse/ si sentisse libero di attaccare, porterebbe *sicuramente* a casa il risultato. Tutto quello che possiamo affermare per certo è che la Mercedes ha indubbiamente dominato, quel giorno di settant'anni fa.


domenica 18 agosto 2024

GP Gran Bretagna e Germania 1956: Fangio diventa il favorito per il titolo

Il campionato 1956 era ormai inoltrato quando si è arrivati a "casa" di Peter Collins, al momento leader del campionato, e di Stirling Moss, che a Silverstone ha conquistato la pole position precedendo la Ferrari di Juan Manuel Fangio e la BRM di Mike Hawthorn. Il futuro campione del mondo 1958 ha preso la testa della gara al via, seguito dal compagno di squadra Tony Brooks, con i due destinati a essere 1/2 per un breve tratto di gara. Hawthorn non è arrivato neanche a un quarto della percorrenza, poi è stato messo out da un guasto. Brooks, che aveva perso alcune posizioni, è invece successivamente stato protagonista di un pesante incidente nel quale è stato sbalzato fuori dalla vettura. L'auto ha poi preso fuoco, mentre il pilota fortunatamente se l'è cavata con una frattura a una gamba.

Moss a quel punto era leader, in seconda posizione c'era un'altra Maserati, ma non ufficiale, guidata da Roy Salvadori, la quale superata da poco la metà della gara ha iniziato ad accusare problemi: anche Salvadori si è ritirato, con le Ferrari di Fangio e Collins in seconda e terza posizione, almeno fino al ritiro del pilota britannico.
Erano tuttavia gli anni '50, quindi Collins ha proseguito la gara sulla vettura del compagno di squadra Alfonso De Portago, il quale non è stato mandato a giocare a briscola, bensì a terminate la gara nelle retrovie prendendo il posto dell'altro ferrarista Eugenio Castellotti.
Fangio ha vinto precedendo la vettura shared drive Portago/ Castellotti, con la Maserari di Jean Behra in terza posizione. Precedeva la Connaught di Jack Fairman e la Maserati privata di Horace Gould, che hanno completato la zona punti.

Il successivo gran premio si è svolto al Nurburgring e ha visto Fangio scattare dalla pole position davanti a Collins e a Castellotti. Non è ben chiaro cosa sia successo all'italiano, ma si è ritrovato ben presto nelle retrovie, per poi ritirarsi dopo pochi giri. Fangio e Collins nel frattempo erano 1/2 e lo sono stati fino al momento del ritiro del britannico.
Gli è succeduto in seconda piazza Moss, il quale ha anche terminato la gara in seconda posizione, mentre sul gradino più basso del podio si è classificato invece Behra. Seguivano delle Maserati private, Francisco Godia-Sales quarto e, dopo la squalifica di Bruce Halford per push start quinto Louis Rosier. Halford non è mai più riuscito a terminare una gara in top-5, quindi non ha all'attivo nemmeno un punto.
Grazie alle due vittorie consecutive, Fangio si è portato in testa alla classifica, quando restava un solo gran premio ancora da disputare.



sabato 17 agosto 2024

GP Belgio e Francia 1956: le prime vittorie di Collins

Correva l'anno 1956, il mondiale era iniziato in Argentina, proseguito a Montecarlo dopo una lunga pausa e, dopo quella parentesi un po' out of context che era Indianapolis, i protagonisti "consueti" erano pronti a tornare in azione in Europa. I gran premi imminenti erano quello del Belgio, il 3 giugno, e quello di Francia il 1° luglio. Who kers about Juan Manuel Fangio e Stirling Moss, il leader del mondiale era al momento nientemeno che Jean Behra, autore di due piazzamenti a podio sia a casa di Fangio sia nel Principato. In pole position a Spa Francorchamps, tuttavia, si è piazzato Fangio al volante della Ferrari, precedendo la Maserati di Moss e la Ferrari di Peter Collins.


La domenica è stata piovosa e la gara è iniziata con la pioggia che poi in un secondo momento sarebbe andata a calare. Ed è iniziata in modo falsato, dato che Fangio ha perso diverse posizioni, con Moss in testa alla gara. Non è durato molto a lungo, il campione argentino ha rimontato in pochi giri le posizioni perdute al via e si è portato in testa.
Non solo, Fangio ha anche iniziato a staccare Moss e Collins è risalito secondo quando Stirling ha perso una ruota ed è stato costretto a tornare ai box. A piedi. Per salire sulla macchina del compagno di squadra Cesare Perdisa, gentilmente invitato ad andarsene a giocare a briscola. Tempi duri gli anni '50.
Non erano tempi duri solo per chi doveva cedere la macchina, ma anche per chi stava ancora al volante: un guasto ha infatti messo out Fangio (così come uno dei compagni di squadra, Eugenio Castellotti). E una sorte del tutto simile è toccata anche alla Maserati di Behra, che fino a quel momento era in lotta con Paul Frère.

Con il ritiro di Fangio, Collins ha avuto la strada spianata per andarsi a prendere la prima vittoria nella classe regina, sempre ammesso che avere ancora un terzo di gara da percorrere al momento in cui è passato in testa potesse significare, negli anni '50, avere la strada spianata, cosa della quale non sono del tutto sicura. Ha comunque proseguito fino al traguardo, con un vantaggio notevole nei confronti di Frère.
Pilota che occasionalmente aveva disputato gare di Formula 1 anche nelle stagioni passate, questa è stata la sua ultima partecipazione e il secondo posto non è stato solo il suo unico podio in carriera, ma anche il primo podio della storia per un pilota belga, peraltro proprio nel gran premio di casa.
Perdisa/ Moss in shared drive hanno portato a casa la terza piazza, precedendo la Vanwall di Harry Schell e la Maserati di Luigi Villoresi a completare la zona punti. Moss e Collins, frattanto, superavano Behra in classifica in attesa che arrivasse l'evento di Reims.


Fangio, Castellotti e Collins hanno fatto un 1/2/3 Ferrari in qualifica, con Collins e Castellotti che hanno entrambi brevemente leaderato per poi essere sopravanzati da Fangio, rimasto in testa fintanto che costretto apparentemente a una sosta ai box. Castellotti gli è succeduto come leader, ma poi la prima piazza è andata a Collins, che ha ottenuto una seconda vittoria consecutiva alla prima, il predestinat-... ah no. La predestinazione, comunque, è secondaria alla leadership della classifica piloti, di cui si è appropriato.
Castellotti e Behra hanno chiuso il podio, con Fangio quarto davanti alla Maserati di Perdisa sulla quale ancora una volta stava appoggiato il fondoschiena di Moss, shared drive occorso dopo un guasto sulla vettura del britannico.
Curiosità: al GP di Francia, al volante di una Vanwall, c'è stata l'unica apparizione di Colin Chapman come pilota di Formula 1, autore di nientemeno che il quinto tempo in qualifica davanti al compagno di squadra Mike Hawthorn, non ha tuttavia preso parte alla gara a causa di un incidente in una sessione di prove, nel quale ha danneggiato la vettura.



venerdì 16 agosto 2024

Stagione 1956: il GP di Montecarlo e la Indy 500

Il 50° gran premio valevole per il mondiale di Formula 1 si è svolto nel 1956, all'inizio della settima stagione. Altri tempi, considerato che al giorno d'oggi ci vorrebbero poco più di due anni per arrivare a quella quota! Si è svolto peraltro in una location piuttosto suggestiva, ovvero Montecarlo, che oggi verrebbe accolta di default con "garahhhh noiosahhhh, è ingiusto che esista anche il GP di Montecarlo e non solo la Cinquecento Miglia di Indianapolis!" Nel 1956 i due eventi facevano entrambi parte del mondiale di Formula 1 e si svolgevano nel mese di maggio, l'uno il 13 e l'altro il 30, ma ovviamente, come già accaduto nelle stagioni precedenti e come sarebbe avvenuto nelle ulteriori stagioni in cui la Indy 500 sarebbe stata considerata valevole per il mondiale di Formula 1, squadre e piloti presenti al via sarebbero stati ben diversi.


A Montecarlo c'erano quattro Ferrari, tre Maserati, due Vanwall, due BRM, quattro Gordini e qualche entry su vetture non ufficiali. Juan Manuel Fangio, vincitore ex equo con Luigi Musso (shared drive) del precedente evento in Argentina disputato quattro mesi prima, conquistava la pole davanti alla Maserati di Stirling Moss, il quale tuttavia prendeva la testa della gara fin dalla partenza.
Pare che dopo pochi giri Fangio sia finito in testacoda alla Sainte-Devote, in un'epoca storica in cui l'individuo comune non aveva come massima ambizione di vita criticare i piloti per i loro testacoda. Con la mentalità di oggi, inoltre, si sarebbe passati alla santificazione alternata, dato che un'altra Ferrari risaliva nel frattempo al secondo posto, Peter Collins.
A quei tempi, però, tutto ciò che si alternava erano i piloti al volante della stessa macchina, che forse sarebbe anche un buon modo per mettere d'accordo i fanboy, però non ne sono tanto sicura.

In sintesi, Moss proseguiva in testa alla gara like a boss, con Fangio che risaliva, ma per problemi alla vettura a un certo punto gli è stata affidata quella di Collins. Pare che la vettura di Fangio sia stata inoltre affidata al già ritirato compagno di squadra Eugenio Castellotti, il che significa che, in sintesi, Collins è stato mandato a fare un solitario, dato che non c'era nessuno con cui giocare a briscola. Eppure, con le carte in mano, si sarebbe conquistato una seconda piazza condivisa con Fangio, il quale ha rimontato notevolmente nei confronti di Moss, concludendo a sei secondi di gap quando in precedenza era stato staccato di oltre un minuto.
Jean Behra su Maserati ha completato il podio, mentre al quarto posto si è piazzata la vettura di Fangio/ Castellotti - con i punti attribuiti solo a quest'ultimo in quanto Fangio ha portato a casa punti per il secondo posto - che ha preceduto la Gordini di Hermano Da Silva Ramos.

Come ben sapete, ci sono gare importanti, ovvero quelle in cui corre la Ferrari, e gare poco importanti, quelle in cui non corre la Ferrari. XD Guess what, la Cinquecento Miglia avrebbe potuto diventare una gara importante, se solo Johnny Baldwin si fosse qualificato: la Ferrari infatti aveva una sola entry. Per Baldwin si è trattato dell'unica apparizione nel campionato di Formula 1.
In più c'era una vettura motorizzata Ferrari, una Kurtis Kraft guidata da Giuseppe Farina. Il campione del mondo 1950 aveva disputato solo una parte degli eventi della stagione 1955 a causa di un serio infortunio e questa è stata la sua ultima entry nel mondiale di Formula 1. Non è tuttavia riuscito a qualificarsi.
Le entry erano tante, ma solo trentatré vetture andavano in griglia: ha sempre funzionato così. La più veloce di queste trentatré era la Watson motorizzata Offenhauser di Pat Flaherty.


La gara è stata preceduta da giorni di piogge torrenziali terminate soltanto all'alba del race day. Il poleman è stato superato nelle fasi iniziali da Jim Rathmann, Pat O'Connor e Tony Bettenhausen, con i primi quattro tutti molto vicini. Successivamente è emerso Paul Russo, leader poi uscito di scena per incidente. È stato uno dei diversi incidenti della giornata, che ha visto spesso le bandiere gialle.
O'Connor ha ereditato la leadership che era stata di Russo, alternandosi in testa con Flaherty nella fase successiva. La testa della gara è cambiata per effetto di soste i box, ma Flaherty si è installato stabilmente in prima posizione mentre si andava verso metà gara.
Dei protagonisti iniziali, ne sono rimasti pochi. Bettenhausen ha avuto un incidente causato da una foratura(?), O'Connor e Rathmann hanno avuto guasti che li hanno costretti al ritiro, tanto che Flaherty, alla fine, si è ritrovato inseguito a debita distanza da Sam Hanks, che ha chiuso secondo (avrebbe vinto la successiva edizione), con Don Freeland a completare il podio in terza piazza.


domenica 4 agosto 2024

I drammi del mondiale 1958: la morte di Lewis-Evans e la fine della Vanwall

Il mondiale 1958 ha visto lo scontro per il titolo tra Ferrari e Vanwall. Da un lato c'era Mike Hawthorn, dall'altro Stirling Moss. Hawthorn era in testa alla classifica dopo il GP di Germania, Moss inseguiva e ha conquistato la pole position a Porto, in Portogallo, al terzultimo gran premio stagionale, su un circuito che era una new entry e che sarebbe tornato solo un'altra volta nel 1960. Solo quindici vetture erano presenti in griglia (inclusa una Maserati guidata da Maria Teresa De Filippis) e, a parte qualche giro nelle prime fasi di gara in cui Hawthorn aveva preso il comando, Moss ne è stato leader per la maggior parte della percorrenza, andando a conquistare la vittoria. Hawthorn ha chiuso secondo e ha rischiato un squalifica per guida contromano, ma è stato proprio Moss, testimone oculare del fatto, a difenderlo dalle accuse sostenendo che ciò era avvenuto fuori dalla carreggiata.
Sul gradino più basso del podio ha concluso Stuart Lewis-Evans su un'altra delle Vanwall, mentre il compagno di squadra Tony Brooks si è rititato a causa di un incidente. Jean Behra su BRM ha chiuso al quarto posto precedendo la Ferrari di Wolfgang Von Trips, ultimo pilota giunto a punti.

A Monza la Ferrari ha schierato quattro vetture: oltre a Hawthorn e Von Trips, erano presenti Olivier Gendebien, nonché Phil Hill: per quest'ultimo, che al Nurburgring era stato presente come entry Formula 2, ha disputato per la prima volta un gran premio al volante di una Formula 1, classificandosi addirittura sul podio in terza posizione.
In una gara in cui diversi piloti si sono alternati in testa, sembra avere percorso anche alcuni giri da leader, anche se poi ad alternarsi in prima posizione sono stati Moss e Hawthorn, almeno fino al momento del ritiro di Moss per un problema al cambio dopo appena un quarto di gara. Dopo avere leaderato gran parte del gran premio, Hawthorn è poi scivolato in seconda piazza dietro a Brooks, che ne è uscito vincitore.
Dopo il podio Brooks/ Hawthorn/ P.Hill uno shared drive ha conquistato la quarta piazza: si tratta di una Maserati guidata inizialmente da Masten Gregory (pilota nato il 29 febbraio, come avevo fatto notare in passato) e poi da Carroll Shelby. La zona punti invece è stata completata da Roy Salvadori a diversi giri di distanza a bordo di una Cooper.
La Vanwall in questa occasione ha conquistato anzitempo il mondiale costruttori, mentre il titolo piloti rimaneva aperto al GP del Marocco, unica edizione per il circuito di Casablanca qui sotto immortalato in uno screenshot.


Hawthorn era il grande favorito e, senza inalberarci in complicati calcoli, se Moss avesse vinto la gara, a Hawthorn sarebbe bastato arrivare secondo per vincere il mondiale indipendentemente da chi avesse fatto il giro più veloce, oppure arrivare terzo facendo il giro più veloce. Erano gli anni '50, tuttavia, e c'erano molte possibilità di non finire la gara.
L'hanno finita entrambi, Moss leader dall'inizio alla fine, ma il poleman Hawthorn giunto secondo e, di conseguenza, campione del mondo, precedendo al traguardo P.Hill, con le BRM di Jo Bonnier e Harry Schell a completare la zona punti.
La gara, tuttavia, è rimasta negli annali della Formula 1 per ben altri motivi: dopo Pat O'Connor (Indy 500), Luigi Musso (GP Francia) e Peter Collins (GP Germania), un quarto pilota ha perso la vita nel mondiale 1958, si tratta di Lewis-Evans, uscito di strada per un guasto, la cui vettura ha preso fuoco dopo l'impatto contro le barriere.
È deceduto sei giorni più tardi, il 25 ottobre 1958, all'età di ventotto anni. La sua morte è stata il colpo di grazia per la Vanwall e, unita ai problemi di salute del fondatore Tony Vandervell, ne ha determinato la scelta di uscire di scena e di ritirarsi dalla Formula 1, eccetto per partecipazioni one-off con Brooks al volante.


sabato 3 agosto 2024

I drammi del mondiale 1958: gli incidenti mortali di Musso e Collins

Il 3 agosto 1958, di cui oggi è l'anniversario, si svolgeva il GP di Germania, ottava prova del mondiale 1958, settima se non consideriamo Indianapolis, a cui tendenzialmente non prendevano parte squadre e team europei, nonostante fosse parte del mondiale di Formula 1. Mike Hawthorn era in testa al mondiale precedendo Stirling Moss; in terza posizione c'era Peter Collins, colui che due anni prima aveva ceduto la propria monoposto a Juan Manuel Fangio rinunciando alla possibilità di diventare campione del mondo. Fresco vincitore del GP di Gran Bretagna, partiva dalla quarta posizione al Nurburgring. Sarebbe risalito fino alla leadership in un certo tratto di gara, ma poi sarebbe stato protagonista di un terribile incidente nel quale avrebbe perso la vita. Soltanto due gran premi prima, in Francia, era stato uno dei suoi compagni di squadra, Luigi Musso, a perdere la vita. Un mondiale assolutamente drammatico quello del 1958 e in questo post andrò a ripercorrere gli eventi di quell'estate, iniziando proprio da Reims.


In Francia, la cui partenza trovate immortalata nello screenshot soprastante, Moss, pilota della Vanwall, era in testa alla classifica con pochi punti di vantaggio sui ferraristi Hawthorn e Musso. Questi ultimi si trovavano 1/2 nelle prime fasi della gara, a Reims, quando il pilota italiano è uscito di pista, cappottando e riportando gravi ferite che ne avrebbero provocato la morte alcune ore più tardi. Era il 6 luglio 1958 e Musso aveva trentatre anni.
La gara è proseguita con Hawthorn in testa fino alla fine, Jean Behra su BRM provvisoriamente in zona podio, dopodiché Moss in seconda posizione. Un'altra Ferrari, guidata da Wolfgang Von Trips, ha chiuso la gara in terza posizione, mentre Fangio su Maserati ha concluso al quarto posto la sua ultima gara. L'ha terminata a pieni giri in quanto Hawthorn ha rallentato appositamente per lasciarlo passare.
Del gran premio successivo ho trovato un highlight di oltre un quarto d'ora, decisamente lungo per le gare di quei tempi, di cui si trovano in genere sintesi di al massimo un paio di minuti. C'è anche una breve intervista a Hawthorn in qualità di vincitore dell'evento precedente. Mike appare elegantissimo, con tanto di cravatta, e con la pipa in bocca. Sembra un giovane Lord inglese uscito da un romanzo.


La sintesi della gara di Silverstone menziona quella di Reims, ma solo per rievocare che Hawthorn vi ha vinto. Non si accennava alla morte di Musso, né probabilmente sfiorava minimamente il pensiero che, ufficialmente, Musso era addirittura il secondo pilota a perdere la vita nel mondiale 1958: Pat O'Connor aveva infatti perso la vita al via della Cinquecento Miglia di Indianapolis parte del calendario.
Erano altri tempi, in cui la morte era poco più che routine, e alla fine restavano risultati e numeri. Quella di Reims, curiosamente, sarebbe stata l'unica vittoria stagionale per Hawthorn, nonché l'ultima in carriera. Moss di gare ne avrebbe vinte invece quattro, il che è pazzesco visto che poi è stato il ferrarista a vincere il titolo. E quattro vittorie sono tante, in una stagione con undici appuntamenti, di cui ne restano dieci se non si conta la Indy 500.


A Silverstone, di cui potete vedere qui sopra l'inquadratura di Hawthorn sulla griglia, Collins che aveva chiuso quinto a Reims partiva dalla sesta piazza, ma si è portato in testa già nel corso del primo giro. Vi sarebbe rimasto fino al termine, seguito prima da vicino da Moss poi costretto al ritiro, poi proprio da Hawthorn, mai troppo vicino e successivamente ancora più lontano dopp un pitstop. Per Collins si è trattato di un ritorno alla vittoria dopo due anni, ma sarebbe stata la sua ultima.
Roy Salvadori su Cooper era quindi al terzo posto, precedendo di poco la Vanwall di Stuart Lewis-Evans. La lotta per il quinto posto era stata in precedenza tra Von Trips e Jack Brabham: il ferrarista si è ritirato per problemi tecnici pochissimi giri dopo avere superato la Cooper. Vista la location in cui è avvenuto il sorpasso, se il Vanz fosse un time traveler e dovesse commentare quella gara, potrebbe urlare: "l'ha passato a Copse!!111!!11!!1!!"
Neanche Brabham ha portato a casa il quinto posto: è giunto sesto, quindi fuori dai punti, preceduto dalla BRM di Harry Schell.


L'appuntamento successivo era al Nurburgring, dove Hawthorn ha ottenuto la pole position, ma il leader nei primi giri è stato Moss. Gli è succeduto brevemente Hawthorn, dopodiché Collins, che è stato in testa per diversi giri. Dopo di lui, a gara ormai avanzata, è stata la volta di Tony Brooks su Vanwall.
Collins era secondo e stava tentando di riavvicinarsi al leader quando è finito fuori pista e la vettura si è ribaltata, molto similmente a come era già successo a Musso. Il 26enne inglese sarebbe deceduto nel corso della giornata a causa delle ferite riportate.
Brooks ha concluso la gara in solitaria, mentre Salvadori ha chiuso secondo precedendo il compagno di squadra Maurice Trintignant. Mentre Hawthorn si era ritirato per un guasto, Von Trips ha portato a casa il quarto posto, seguito da delle Formula 2 che di fatto facevano gara a sé, ma contemporaneamente, vista la lunghezza della pista. Il quinto posto è andato a Bruce McLaren su una Cooper di Formula 2 che, di conseguenza, non ha conquistato punti.
Per la Vanwall si trattava del ritorno alla vittoria dopo i precedenti appuntamenti, ma a fine stagione - che sarebbe terminata con l'incidente mortale di Lewis-Evans e l'abbandono della Formula 1 da parte della Vanwall - sarebbe comunque stato Hawthorn a vincere il mondiale con la Ferrari, prima di ritirarsi dalle competizioni. Il campione del mondo 1958 sarebbe poi morto tre mesi dopo in un incidente stradale, alcuni rumour sostengono mentre era impegnato in una corsa clandestina. Alcune fonti riportano come, a causa di una malattia ai reni, fosse comunque destinato a una vita breve e che gli fossero stati stimati appena tre anni di vita.

giovedì 18 luglio 2024

Alla scoperta del GP Montecarlo 1958, con un pensiero a quello successivo in Olanda

Buongiornissimo! In questo primo giorno di ferie (brevissime, tornerò a lavorare già lunedì) ho deciso di dedicarmi al motorsport vintage e di andare a riscoprire un evento del passato, quindi dopo avere visto una sintesi su Youtube vi racconterò il Gran Premio di Montecarlo 1958.
La gara ha avuto ben quattro leader, appartenenti a quattro squadre diverse, soltanto sei piloti al traguardo su sedici partecipanti, l'esordio della Lotus con al volante l'esordiente Graham Hill, un numero spropositato di piloti non qualificati, la prima entry femminile della storia anche se non è arrivata in griglia... ma soprattutto preparatevi a indossare il parrucchino perché per l'unica volta nella storia ha fatto un tentativo di qualifica un soggetto che tutti noi conosciamo bene e che nel corso degli anni ha posseduto un team, presieduto la Formula 1 dei team e avuto tra le mani il controllo della Formula 1, dove nel corso degli anni è una locuzione fuorviante, perché potrebbe lasciar pensare che non sia accaduto contemporaneamente.

Mentre Maria Teresa De Filippis a bordo di una Maserati non si qualificava ottenendo il 23° tempo, ma avrebbe avuto quell'onore di lì a un paio di gran premi in Belgio, anche Bernie Ecclestone ha fatto la propria comparsa al volante di una Connaught. Non avrebbe mai più provato a qualificarsi e quella rimane l'unica partecipazione in Formula 1 come pilota. Breve e indolore, ma non sarà né breve né indolore il suo ruolo futuro, anche se obiettivamente stiamo vivendo dolori peggiori con gli americani.
Nevermind, Tony Brooks a bordo di una Vanwall scattava dalla pole position, ma si è ritrovato secondo relegato dietro a Jean Behra su BRM che tra parentesi pare essere stato fidanzato con la De Filippis. Brooks è rimasto secondo fino al momento del ritiro, destino che è toccato successivamente anche allo stesso Behra. Eravamo appena a un quarto di gara e a quel punto a lottare per la prima posizione sono arrivati Mike Hawthorn su Ferrari e Stirling Moss su Vanwall. Quest'ultimo è passato in testa, ma non è durato molto a lungo, la sua monoposto l'ha lasciato a piedi con Hawthorn di nuovo in testa, ma a sua volta costretto al ritiro. Neanche metà gara e ben tre leader erano usciti di scena.

La Vanwall ha visto, con l'uscita di scena di Moss, tutte e tre le proprie vetture ritirarsi, dato che era capitata la stessa cosa anche a Stuart Lewis-Evans, primo ritirato della gara. Ferrari invece aveva tre vetture ancora in pista, Luigi Musso e Peter Collins (che sarebbero entrambi morti in incidenti nel corso della stagione, così come Lewis-Evans - vicende che conto di raccontarvi in futuro, mentre nel prossimo post racconterò di un incidente mortale avvenuto sempre nel 1958 a Indianapolis, all'epoca presente nel mondiale di Formula 1), nonché Wolfgang Von Trips. I tre si trovavano 2/3/4, ma Von Trips sarebbe stato costretto al ritiro verso la fine della gara.
A bordo di una Cooper, Maurice Trintignant ha leaderato tutta la seconda metà della gara, con un abbondante vantaggio su Musso - che a sua volta pare essere stato fidanzato con la De Filippis - che poi si ridotto da 40+ a una ventina di secondi al momento della bandiera a scacchi, sotto la quale è passato da vincitore. Secondo al traguardo, Musso si è portato in testa al mondiale, Collins ha chiuso terzo, mentre Jack Brabham su Cooper si è aggiudicato il quarto posto precedendo la BRM di Harry Schell. Cliff Allison su Lotus ha completato la gara, ma ha percorso meno giri rispetto al ritirato Von Trips.


Era il 18 maggio quando si correva nel Principato (dopo una lunghissima pausa dato che si era corso in Argentina il primo evento stagionale, ma soltanto a gennaio) e il successivo gran premio si è svolto a Zandvoort il 26 maggio, otto giorni più tardi. Talvolta in quell'epoca storica è successo che in Olanda si corresse di lunedì e, al tempo in cui avevo fatto il post sulle gare disputate non di domenica, le mie ricerche mi avevano portata a scoprire che ciò era avvenuto nella festività di Pentecoste (50 giorni dopo Pasqua), che è celebrata come Public Holiday in molti paesi dell'Europa centrale.
Se del precedente gran premio c'erano highlight che narravano gli eventi, non si può dire lo stesso per i due minuti contati di inquadrature della sintesi di questo evento, con Moss leader dall'inizio alla fine. Il poleman Lewis-Evans, relegato secondo, si è visto duellare con Schell; li ho riconosciuti dai rispettivi numeri di gara. Il duello ha visto Schell sopravanzare Lewis-Evans, il quale è poi stato costretto al ritiro.
Moss ha vinto il GP d'Olanda, con un abbondante vantaggio su Schell e Behra che hanno chiuso 2/3 e Roy Salvadori su Cooper al quarto posto. La zona punti, estesa ai soli primi cinque, è stata completata da Hawthorn. Musso, settimo alle spalle di Allison, si è visto portare via la leadership del campionato da Moss.

Soltanto quattro giorni più tardi, il 30 maggio (giorno in cui si svolgeva la Cinquecento Miglia, indipendentemente dal giorno della settimana in cui cadeva) si gareggiava a Indianapolis. Da calendario faceva parte del mondiale di Formula 1, e sarebbe accaduto fino al 1960, ma rimaneva comunque un universo piuttosto separato e distante. C'erano altri piloti, c'erano altre vetture e quelli di cui ho parlato nel corso di questo post sarebbero tornati in pista soltanto nel GP del Belgio, quello in cui, appunto, si è qualificata per la prima volta la De Filippis, argomento di cui ho già parlato in un post dello scorso gennaio.

giovedì 11 luglio 2024

Triplette di connazionali sul podio

[Dedicato a @TaroYamada80 di Twitter, che mi ha suggerito di scrivere questo post]

Quando ho visto George Russell, Lewis Hamilton e Lando Norris qualificarsi nelle prime tre posizioni al GP di Gran Bretagna ho iniziato a chiedermi: e se li vedessimo sul podio tutti e tre insieme? Sarebbe stato un risultato estremamente raro ed epico, vedere tre connazionali sul podio, cosa che non succedeva (e che non succede, complice anche, ma non solo, il ritiro di Russell) da oltre quarant'anni.
E che, andando a fare una piccola ricerca, non è stato neanche tanto raro quanto pensassi. Voglio dire, non succede da decenni, ma agli albori della Formula 1 non era così. In totale è successo ben diciassette volte SENZA CONSIDERARE INDIANAPOLIS, dato che quando la Cinquecento Miglia faceva parte del campionato accadeva di vedere podi 100% USA.

PARTE PRIMA: quando i piloti italiani dominavano la Formula 1 // anni '50

1) Gran Premio d'Italia 1950
Giuseppe Farina (Alfa Romeo), Dorino Serafini/ Alberto Ascari (Ferrari), Luigi Fagioli (Alfa Romeo)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
Doppio bonus: gran premio di casa
Triplo bonus: quattro piloti, grazie a uno shared drive per la seconda piazza

2) Gran Premio del Belgio 1951
Giuseppe Farina (Alfa Romeo), Alberto Ascari (Ferrari), Luigi Villoresi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane

3) Gran Premio di Francia 1952
Alberto Ascari (Ferrari), Giuseppe Farina (Ferrari), Piero Taruffi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane

4) Gran Premio d'Olanda 1952
Alberto Ascari (Ferrari), Giuseppe Farina (Ferrari), Luigi Villoresi (Ferrari)
Bonus: tutti piloti italiani su auto italiane
Doppio bonus: secondo podio di connazionali nella stessa stagione
Triplo bonus: stessi identici piloti del Belgio 1951
Farina e Ascari entrambi presenti in TUTTE le occasioni in cui ci sono stati solo italiani sul podio

Non c'è altro da dire, se non che gli italiani nella prima metà degli anni '50 erano una garanzia e che le squadre italiane erano pressoché la maggioranza, il che ha reso le cose decisamente più semplici. Non è più successo che triplette di italiani salissero insieme sul podio, ma non vi è voluto molto affinché altre triplette di connazionali andassero insieme sul podio.

PARTE SECONDA: l'ascesa britannica // fine anni '50- anni '60

5) Gran Premio del Belgio 1958
Tony Brooks (Vanwall), Mike Hawthorn (Ferrari), Stuart Lewis-Evans (Vanwall)

6) Gran Premio di Gran Bretagna 1958
Peter Collins (Ferrari), Mike Hawthorn (Ferrari), Roy Salvadori (Cooper)
Bonus: gran premio di casa
Doppio bonus: seconda tripletta connazionale della stagione

7) Gran Premio del Portogallo 1958
Stirling Moss (Vanwall), Mike Hawthorn (Ferrari), Stuart Lewis-Evans (Vanwall)
Bonus: terza tripletta connazionale della stagione

8) Gran Premio di Gran Bretagna 1963
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Graham Hill (BRM)
Bonus: gran premio di casa

9) Gran Premio d'Olanda 1964
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Peter Arundell (Lotus)

10) Gran Premio di Gran Bretagna 1964
Jim Clark (Lotus), Graham Hill (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: gran premio di casa
Doppio bonus: per la seconda volta di fila
Triplo bonus: con gli stessi piloti dell'anno precedente
Bonus che va oltre il tempo: era l'11 luglio... e oggi è l'11 luglio 2024, sono passati esattamente 60 anni!

11) Gran Premio del Sudafrica 1965
Jim Clark (Lotus), John Surtees (Ferrari), Graham Hill (BRM)

12) Gran Premio di Gran Francia 1965
Jim Clark (Lotus), Jackie Stewart (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: seconda volta nella stagione

13) Gran Premio di Gran Bretagna 1965
Jim Clark (Lotus), Graham Hill (BRM), John Surtees (Ferrari)
Bonus: gara consecutiva al GP Francia
Doppio bonus: gran premio di casa
Triplo bonus: per la terza volta di fila
Quadruplo bonus: ancora una volta con gli stessi piloti
Quintuplo bonus: terza tripletta connazionale della stagione

14) Gran Premio degli Stati Uniti 1968
Jackie Stewart (Matra), Graham Hill (Lotus), John Surtees (Honda)

Non c'è che dire, gli inglesi e gli scozzesi si sono difesi bene negli anni '60, inanellando podi full British in successione e dimostrando che, quando gli americani tacciano noi europei di non avere scritto alcuna pagina nella storia del motorsport, dovremmo istituire un'alleanza italo-britannica per reclamare che le nostre nazioni la storia del motorsport l'hanno scritta eccome.

TERZA PARTE: l'exploit francese a random // anni '80

15) Gran Premio del Sudafrica 1980
René Arnoux (Renault), Jacques Laffite (Ligier), Didier Pironi (Ligier)
Bonus: tutti piloti francesi su auto francesi

16) Gran Premio di Francia 1982
René Arnoux (Renault), Alain Prost (Renault), Didier Pironi (Ferrari)
Bonus: gran premio di casa

17) Patrick Tambay (Ferrari), Alain Prost (Renault), René Arnoux (Ferrari)
Bonus: Arnoux presente sul podio in tutte le occasioni in cui c'erano tre francesi sul podio

Sicuramente più casuale, in quanto a parte Prost la Francia non ha avuto altri piloti dominanti, ma bisognerebbe ricordare agli americani che la legge del caso ha voluto che gli ultimi podi interamente conquistati se li sia accaparrati proprio uno degli altri paesi presenti in Formula 1 fin dagli albori.

In sintesi, è un piacere rivendicare ancora una volta la storia EUROPEA della Formula 1, specie in un contesto in cui essa viene ogni giorno sminuita (e, giusto per chiarire il concetto, sarei molto lieta di un'apertura del motorsport ad altre realtà, dove per altre realtà intendo a livello mondiale, non semplicemente gli States).


venerdì 31 maggio 2024

Indianapolis 500, edizione 1957: l'happy ending di Sam Hanks

Carissimi lettori, oggi vi racconto una storia a lieto fine. Anzi, vi racconto una storia a lieto fine e, a compensare, vi racconto anche una vicenda dark. Però incominciamo da quella bella, così che anche i bambini possano leggerla. Ci collochiamo nell'epoca in cui la Cinquecento Miglia faceva parte del campionato di Formula 1 e si svolgeva il 30 maggio, indipendentemente dal giorno della settimana in cui cadeva, a meno che non fosse domenica, che in tal caso si gareggiava il 31. Nel 1957, comunque, la gara era il 30, quindi non siamo nell'anniversario, ma nevermind. C'erano 50+ iscritti alla gara, ma solo 33 posti in griglia, come sempre, e la pole position se l'è aggiudicata Patrick O'Connor, davanti a Eddie Sachs e Troy Ruttmann a completare la prima fila. Erano altri tempi: di tre piloti in prima fila, due sarebbero morti al volante e proprio a Indianapolis, con eccezione di Ruttmann che sarebbe morto di malattia negli anni '90.
Sam Hanks, pilota del team Epperly, partiva solo tredicesimo, alla sua dodicesima partecipazione alla Indy 500, l'ottava inclusa nel campionato di Formula 1. Aveva ottenuto due terzi posti, diversi anni prima, ed era giunto secondo nel 1956 (edizione di cui non ho ancora parlato), con ancora il sogno di vincere nell'ovale più celebre al mondo.

Aveva 42 anni ai tempi, e non era scontato arrivare a quell'età per un pilota. In una gara iniziata con una leadership di breve durata da parte del poleman O'Connor e poi proseguita con Ruttmann in testa fino al suo precoce ritiro, con diversi cambi leadership, e nella seconda metà Hanks si è rivelato un serio contendente alla vittoria, giocandosela con Jim Rathmann.
Non solo: è anche riuscito ad appropriarsi della leadership e a fuggire dagli inseguitori, accumulando 20+ secondi di vantaggio su Rathmann a gara ormai inoltrata.
Gli altri erano a un abisso di distanza, con il terzo Jimmy Bryan molto staccato dalla vetta, inseguito a sua volta da lontano da Paul Russo, che curiosamente era lo zio di un altro pilota presente a quell'edizione, Eddie Russo, che mettiamo un attimo da parte ma che farà una piccola comparsa come guest star.
Torniamo a Hanks: alla dodicesima partecipazione ha finalmente conquistato la tanto agognata Indy 500, un lasso di tempo paragonabile a quello che un Nico Rosberg qualsiasi ci avrebbe messo per vincere un mondiale di Formula 1. E difatti, come un Nico Rosberg qualsiasi, dopo avere festeggiato la vittoria insieme alla moglie (la signora bionda accanto a lui nella foto sottostante), ecco che Hanks ha annunciato il proprio ritiro; a Indy ci ha guidato ancora, ma solo come pilota ufficiale della pace car per alcuni anni a venire.
Sopravvissuto alla sua carriera di pilota, Sam Hanks è deceduto negli anni '90 all'età di 79 anni dopo avere avuto non meglio precisati problemi di salute negli ultimi anni di vita, mentre la moglie Alice, più giovane di lui di una decina d'anni, è venuta a mancare ultranovantenne soltanto pochi anni fa.


Adesso mettiamo da parte Hanks e il suo meraviglioso finale di carriera, arduamente conquistato dopo anni e anni, e veniamo alla storia torbida. Vi ho parlato di Eddie Russo, che nulla ha a che vedere con la storia torbida, ma che nel giro di lancio - quello dietro alla pace car prima della partenza - secondo i report, dato che immagini zero, sarebbe stato tamponato da Elmer George, mettendo fine alla gara di entrambi prima ancora della bandiera verde.
George partiva nono e Russo partiva nelle retrovie, quindi non mi è chiara la potenziale dinamica di questo incidente, ma nevermind. Elmer George aveva già tentato una volta di qualificarsi alla Indy 500 senza riuscirci ed era la prima volta che riusciva a entrare in griglia. Ci avrebbe provato in altre occasioni, in epoca post-Formula 1, con altre due partecipazioni. Tuttavia nella sua biografia non è il palmares sportivo a colpire maggiormente.
Elmer George era il genero di Tony Hulman, proprietario del circuito di Indianapolis, in quanto marito di Mary Hulman George e destinato a diventare il padre di Tony George, che sarebbe nato nel 1959.

La carriera di Elmer George come pilota è proseguita ancora per qualche anno, dopodiché gli è stato affidato un ruolo manageriale. Ma non è neanche questo che svetta, quanto il fatto che nel 1976 sia deceduto per ferite da arma da fuoco. Non è molto chiaro come siano andati i fatti, tanto che le diverse fonti danno occasionalmente versioni diverse, ma in sintesi pare sia andata più o meno così: la sera dopo la Indy 500, nella notte tra il 30 e il 31 maggio 1976, a seguito di un litigio avvenuto in precedenza nello stesso giorno, sembra essersi recato presso la casa in cui l'ormai ex moglie viveva insieme a un nuovo partner, tale Guy Trollinger (che pare poi rimasto il compagno della Hulman fino alla morte di lei avvenuta alcuni anni fa), laddove avrebbe innescato una sparatoria durante la quale sarebbe stato ferito mortalmente da costui, inizialmente indagato per omicidio, ma in seguito prosciolto in quanto avrebbe agito per legittima difesa. Le fonti non concordano sulla presenza o meno di Mari Hulman durante i fatti.
Bene, vi ho raccontato un retroscena dark, spero che *non* abbiate messo a letto i bambini prima di leggerla, così diversamente dai bambini americani apprenderanno che le armi da fuoco sono pericolose e che mettersi a sparare come fosse ordinaria amministrazione può comportare delle conseguenze. Con questo vi saluto e spero di potere scovare altre curiosità meno dark nel prossimo futuro.

martedì 30 gennaio 2024

Esordio con pole position per la Lancia // GP Spagna 1954

Il mondiale 1954 è terminato a Pedralbes in Spagna ed è terminato, nello specifico, con l'esordio di Lancia come costruttore e nientemeno con un esordio con pole position per mano di Alberto Ascari. Non è però tutto oro quello che luccica e il suo compagno di squadra Luigi Villoresi è stato ben presto costretto al ritiro per un problema tecnico. Dopo un brevissimo exploit di Harry Schell in testa alla gara a bordo di una Maserati Ascari si è ripreso la prima posizione, leaderando tuttavia per appena sette giri prima di essere costretto a ritirarsi per un guasto. Schell, a quel punto, è tornato in testa, divenendo protagonista di un duello per la prima piazza con le Ferrari di Mike Hawthorn e Maurice Trintignant, prima di cadere nel dimenticatoio dopo un testacoda e poi finire la gara come ritirato.
Anche Trintignant ha subito un analogo destino, mentre Hawthorn ha proseguito duellando per la prima posizione con la Mercedes di Juan Manuel Fangio, in altre occasioni apparsa come imprendibile. Stavolta, tuttavia, Fangio doveva vedersela con una perdita d'olio e più che andare a insidiare Hawthorn per la vittoria ha dovuto piuttosto guardarsi dalla Maserati di Luigi Musso, che è andato a procacciarsi la seconda posizione.
Fangio ha chiuso la gara al terzo posto, precedendo la Maserati di Roberto Mieres e la Mercedes di Karl Kling, che hanno completato la zona punti, ai tempi estesa ai primi cinque piloti.



lunedì 29 gennaio 2024

Quando la Mercedes vinceva a casa nostra // GP Italia 1954

Non so se avete presente le gare quelle falsate: magari c'è una Ferrari in testa, possibilmente in una location suggestiva, come potrebbe essere per esempio Monza, e rimane in testa fino al momento del ritiro un guasto, a metà della percorrenza o poco più. Poi vince la Mercedes. Orrore allo stato puro, non trovate? Meno male che negli anni '50 tutto ciò non sarebbe mai success-... ah no.

Correva l'anno 1954, Juan Manuel Fangio aveva già vinto il mondiale e il GP d'Italia era il penultimo della stagione. Fangio scattava dalla pole, ma a prendersi la leadership è stato brevemente il suo compagno di squadra Karl Kling. Quest'ultimo è poi finito più indietro e a un certo punto risulta anche ritirato per incidente, mentre la Ferrari con Alberto Ascari ha preso la prima posizione, leaderando a lungo, con piccoli exploit di Fangio o di Stirling Moss.
Il pilota della Maserati è proprio colui che ha preso la testa della gara al momento del falsato ritiro di Ascari, per poi doversi arrendere a gara inoltrata a Fangio e a un problema tecnico di non specificata natura.
Fangio è andato a vincere, unico pilota a pieni giri, due Ferrari sulle posizioni più basse del podio: secondo Mike Hawthorn, terzo uno shared drive con José Froilan Gonzalez andato a sostituire in corso d'opera Umberto Maglioli. Sulla terza Mercedes Hans Herrmann ha conquistato il quarto posto a tre giri dal vincitore, mentre la zona punti è stata completata dalla Ferrari di Maurice Trintignant.

Notizia di un certo rilievo - preparate i pon-pon perché tutto ciò merita un'accoglienza con tanto di balletto da cheerleader - pare che tra gli spettatori di questa gara ci fosse anche un quattordicenne istriano che poi sarebbe emigrato in America l'anno seguente, ovvero nientemeno che Mario Andretti! *-*


giovedì 25 gennaio 2024

L'ultimo gran premio disputato in Svizzera / il secondo mondiale di Fangio

Il mondiale 1954, iniziato da Juan Manuel Fangio a bordo della Maserati, vincendo il suo gran premio di casa in Argentina, è terminato con la vittoria del titolo sulla Mercedes. Anzi, sarò più specifica, è culminato con la vittoria del titolo con due gran premi ancora da disputare, in Italia e in Spagna, in quanto la vittoria del titolo è stata conquistata già con il Gran Premio della Svizzera, disputato a Bremgarten come terzultimo appuntamento della stagione, il 22 agosto.
Quel giorno a scattare dalla pole position era José-Froilan Gonzalez a bordo della Ferrari, ma Fangio ha preso la testa della gara - disputata in condizioni di bagnato estremo - fin dalle prime battute, relegando Gonzalez in seconda posizione, almeno per il momento, dato che dopo sarà superato sia dalla Maserati di Stirling Moss, sia dalla Ferrari di Mike Hawthorn, i quali lotteranno per la seconda posizione, almeno prima di essere entrambi costretti al ritiro.

In una gara con grande attrition rate, cosa che ormai non dovrebbe più sorprendere, solo un numero esiguo di vetture è giunto sotto la bandiera a scacchi e Gonzalez, secondo, è stato l'unico altro pilota a pieni giri oltre al vincitore Fangio, seppure distanziato di quasi un minuto.
Al terzo posto ha concluso Hans Herrmann, uno dei compagni di squadra, recuperando la terza posizione dopo il ritiro del loro compagno di squadra Karl Kling. Per Herrmann è stato l'unico piazzamento a podio durante la sua breve carriera in Formula 1. Ha preceduto le Maserati di Roberto Mieres e Sergio Mantovani che, classificati rispettivamente quarto e quinto, hanno completato la zona punti, ai tempi limitata alle prime cinque posizioni.
Umberto Maglioli e Jacques Swaters, a bordo di due Ferrari, sono stati gli unici altri piloti a completare la gara, al termine della quale Fangio aveva un abbondante vantaggio su Gonzalez in classifica, abbastanza per diventare campione del mondo in largo anticipo.

Al momento nessuno poteva saperlo, ma nemmeno un anno più tardi, dopo il disastro di Le Mans, la Svizzera avrebbe vietato per legge le corse automobilistiche sul proprio territorio nazionale e questa sarebbe stata l'ultima edizione del GP della Svizzera. O per meglio dire, è l'ultima edizione del GP della Svizzera disputata effettivamente in Svizzera, dato che in Francia se ne sono disputate una versione ufficiale, nel 1982, con la prima vittoria in Formula 1 per Keke Rosberg, e in precedenza una non ufficiale, nel 1975, vinta da Clay Regazzoni - passato in testa dopo il ritiro di Jean-Pierre Jarier, e non era la prima volta che mentre viaggiava verso una vittoria si è ritirato e la vittoria è andata al pilota di casa... e non solo, oltre a non essere la prima, non è stata nemmeno l'ultima! Questo però non ci riguarda, almeno in questo momento, torniamo nel 1954, ma solo per mettere fine a questo post. Vi racconterò in altre occasioni sia il finale del mondiale, sia i successivi titoli di Fangio.


martedì 16 gennaio 2024

Il record dimenticato di Onofre Marimon

Quando si parla di record della storia della Formula 1, ci si sofferma tendenzialmente su quelli più mainstream, magari che riguardano personaggi considerati di una certa rilevanza. Insomma, non si parla di Onofre Marimon, pilota argentino classe 1923 attivo in Formula 1 nel periodo 1953/1954, come pilota della Maserati, nonché ventottesimo classificato - pare per un ritardo del team nell'arrivo a Silverstone - sulla griglia del GP di Gran Bretagna 1954. Era il 17 luglio e Juan Manuel Fangio scattava dalla pole position su Mercedes in una gara bagnata, con in seconda posizione la Ferrari di José Froilan Gonzalez, il primo a vincere in Formula 1 per la scuderia di Maranello esattamente tre anni prima. Gonzalez ha preso la leadership seguito dal compagno di squadra Mike Hawthorn, ma Fangio ha successivamente ripreso almeno il secondo posto.

Entrambi sarebbero stati successivamente soppiantati dalla Maserati di Moss, ma torniamo a Marimon, dato che vi ho anticipato un suo record: il pilota argentino, partito ventottesimo, al termine del primo giro era sesto, ha quindi recuperato ben ventidue posizioni nel corso del primo giro, il massimo mai accaduto in un gran premio di Formula 1... niente male!
È rimasto sesto piuttosto a lungo, per poi risalire quinto approfittando del ritiro della Gordini di Jean Behra, per poi ritrovarsi, a gara inoltrata, addirittura quarto davanti a Fangio. Il successivo ritiro di Moss l'ha fatto salire addirittura sul podio e totalizzare venticinque posizioni di gap tra partenza e arrivo: un altro record rimasto nella storia della Formula 1, entrambi peraltro imbattibili da trent'anni a questa parte, dato che per recuperare venticinque posizioni ci vogliono almeno ventisei vetture in griglia e non ci sono dal lontano 1994.

Gonzalez ha vinto, ottenendo la sua seconda e ultima vittoria in Formula 1 sullo stesso circuito della prima: con l'eccezione della Indy 500 - conquistata due volte da Bill Vukovich nel 1953 e 1954 - José Froilan è divenuto il primo pilota nella storia a vincere due soli gran premi ma entrambi nella stessa location, sarebbe stato eguagliato da Maurice Trintignant con due vittorie a Montecarlo su due vittorie totali.
Gonzalez/ Hawthorn/ Marimon, questo il podio, con Fangio quarto e Trintignant su Ferrari a completare la zona punti. Visti i sistemi non proprio precisi dell'epoca, il giro veloce è stato assegnato ex equo a ben sette piloti: i primi quattro classificati, Moss, Behra, nonché Alberto Ascari, su Maserati, ritirato dopo neanche un quarto di gara.

Marimon uomo dei record, ma quella di Silverstone era purtroppo destinata a essere la sua ultima gara. Il 31 luglio, durante le prove libere del GP di Germania, il pilota argentino ha perso la vita a seguito di un incidente. Uomo dei record fino in fondo, dato che è stato il primo pilota a morire in un weekend di un gran premio di Formula 1.
Le precedenti morti erano infatti state o in test privati, quella del tester Cameron Earl durante un test privato nel 1952, o nel corso della Indy 500 (quindi non gran premio per gli standard odierni) quando faceva parte del mondiale, come Chet Miller in una sessione di prove nel 1953 e Carl Scarborough deceduto a seguito di un malore dovuto alle altissime temperature all'interno dell'abitacolo, accaduto durante la gara dello stesso anno.

La gara si è svolta all'indomani, al Nurburgring, e ancora una volta c'è stata pioggia. Le Mercedes di Juan Manuel Fangio e Karl Kling erano in grande spolvero e infatti eccole nelle prime due posizioni nelle prime fasi di gara, inseguite da Hawthorn, tuttavia costretto al ritiro, prima di rientrare in gara prendendo il posto di Gonzalez, sempre in terza posizione, poi divenuta seconda a seguito di una sosta ai box di Kling.
A un certo punto Hawthorn si è anche avvicinato a Fangio, ma con la pioggia il leader era più veloce e ha allungato, mentre Hawthorn ha gestito il secondo posto, ex equo con Gonzalez per effetto dello shared drive, con Trintignant sul gradino più basso del podio. Kling è giunto quarto, ottenendo il giro veloce (da solo, non a pari merito con altri!), mentre Sergio Mantovani su Maserati ha conquistato l'ultimo punto disponibile.


lunedì 15 gennaio 2024

Debutto con doppietta Fangio/ Kling: l'esordio della Mercedes nel 1954

Il mondiale 1954 - di cui quest'anno ricorre il 70° anniversario - è stato il primo a vedere Juan Manuel Fangio al volante di una Mercedes che, inaspettatamente, dopo decenni qualcuno ha iniziato a demonizzare. Che la Mercedes del 1954 non fosse proprio una vettura a ruote scoperte posso essere d'accordo, ma il discorso è uscito l'anno scorso tra gente che litigava a proposito della Mercedes contemporanea e della Redbull, parlando di complotti e controcomplotti a proposito di Toto Wolff e Christian Horner, per dire gente che nel 1954 aveva ancora quasi una ventina d'anni prima di nascere. La Mercedes ha esordito in corso d'opera, quindi Fangio ha disputato i primi due gran premi della stagione con la Maserati. In Argentina si correva a gennaio, gara di cui ho parlato in passato in un post sulle vittorie di Fangio in Argentina, mentre dopo un lungo periodo d'attesa nel bel mezzo del quale Bill Vukovich ha vinto una Cinquecento Miglia di Indianapolis, di cui ho ugualmente già parlato, la Formula 1 ha gareggiato in Belgio.

A Spa Francorchamps si correva in giugno e Fangio ha conquistato la pole position davanti alle Ferrari di José Froilan Gonzalez e Nino Farina, quest'ultimo che guidava nonostante una frattura a un braccio. Gonzalez, tuttavia, si è ritirato per un guasto già dopo un paio di giri, mentre Farina ha subito un destino analogo dopo un terzo di gara, dopo essere stato anche al comando.
In una gara con solo quattordici vetture, di cui sette giunte al traguardo, Fangio da quel momento non ha più avuto insidie e ha vinto con un certo vantaggio sulla Ferrari di Maurice Trintignant. Sul gradino più basso del podio è invece salito Moss, compagno di squadra di Fangio sulla Maserati.
Gonzalez ha chiuso la gara al quarto posto con share drive dopo avere rimpiazzato in corso d'opera Mike Hawthorn, mentre la zona punti è stata chiusa da André Pilette sulla Gordini, team francese che presto avrebbe gareggiato sul suolo di casa: il gran premio seguente era a Reims.


In Francia, come già anticipato, Fangio ha fatto il suo esordio sulla Mercedes, che schierava altre due vetture, guidate da Karl Kling e Hans Herrmann, con Fangio e Herrmann a fare 1/2 in qualifica... SkAnDaL0!!!111!!!11!! È stato sicuramente un kompl8 di Toto Wolff ai danni della Redbull e di Horner. In tutto ciò Alberto Ascari, due volte campione del mondo con la Ferrari, si era qualificato terzo a bordo di una Maserati, ma la sua gara è durata poco prima del ritiro.
Nonostante una ventina di vetture al via, sono arrivati al traguardo solo in sei, quindi di meno che in Belgio, un attrition rate molto elevato che ha visto ritirarsi anche le Ferrari di Hawthorn e Gonzalez, oltre che del pilota Mercedes Herrmann, già autore del giro veloce.
Nel frattempo nulla sembrava potere insidiare la doppietta delle due Mercedes rimaste, infatti il terzo, Robert Manzon su una Ferrari dell'Ecurie Rosier, ha chiuso doppiato, precedendo le Maserati di Prince Bira e Luigi Villoresi, con Jean Behra su Gordini sesto e fuori dai punti.

Andando a cercare un po' di informazioni in più ho scoperto quanto segue: nel corso del gran premio è piovuto, mentre nel finale c'è stato un duello acceso Bira vs Manzon terminato quando Bira ha finito la benzina nel corso dell'ultimo giro. Questo duello, tuttavia, non è stato quello centrale, perché a quanto pare c'è stato anche un acceso duello per la vittoria tra Fangio e Kling!
A seconda delle fonti non è ben chiaro se i due siano arrivati al traguardo in parata oppure se stessero ancora duellando, ma il gap è stato di appena un decimo di secondo... di fatto Kling era destinato, nel suo gran premio d'esordio, a ottenere il miglior risultato di tutta la sua carriera in Formula 1 (che si è protratta tra il 1954 e il 1955).
Più avanti nel corso della stagione Kling ha poi vinto un gran premio non championship - l'unico a cui la Mercedes abbia mai partecipato - all'AVUS precedendo Fangio e Herrmann, in una gara che sembra essere stata, al contrario di Reims, molto piatta e monotona tra i tre.