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mercoledì 19 agosto 2020

Quando gli algoritmi sorridono agli Angry Birds

Uno degli argomenti più discussi di oggi è stata la top-20 dei piloti più veloci degli ultimi quasi-quarant'anni (dal 1983 al 2020) pubblicata dal sito ufficiale della Formula 1: tale classifica è stata stilata con un algoritmo che apparentemente va a compensare la disparità di vetture guidate.
Prima di proseguire ci tengo a specificare un dettaglio che è sfuggito ai più, ovvero che è la classifica dei piloti giudicati *più veloci*, il che non significa migliori in assoluto, ma che tiene conto solo della velocità pura. Quindi, per come la comprendo io, in termini di pole position e giri veloci soprattutto. Nonostante ciò, concordo con il fatto che certi risultati sono quantomeno improbabili.
La classifica è la seguente:

1. Ayrton Senna
2. Michael Schumacher
3. Lewis Hamilton
4. Max Verstappen
5. Fernando Alonso
6. Nico Rosberg
7. Charles Leclerc
8. Heikki Kovalainen
9. Jarno Trulli
10. Sebastian Vettel
11. Rubens Barrichello
12. Nico Hulkenberg
13. Valtteri Bottas
14. Carlos Sainz
15. Lando Norris
16. Daniel Ricciardo
17. Jenson Button
18. Robert Kubica
19. Giancarlo Fisichella
20. Alain Prost

Facendo una doverosa premessa, ovvero che mi dissocio da quelli che hanno scritto insulti vari rivolti al pilota numero 8, ma mi limito a prendere questa classifica con le pinze, credo ci siano alcune che sorprendono e alcune che non sorprendono affatto.
Tra le cose che non mi sorprendono per niente, la posizione numero 1 attribuita dall'algoritmo a Senna: 65 pole position da parte di un pilota che ha vinto "solo" 41 gare (le virgolette non le ho messe lì per abbellire la frase) sono un numero alquanto elevato, che fanno pensare a una velocità pura.
Per contro, piloti con un approccio più strategico/mentale, che hanno fatto base dei loro successi qualcosa che non fosse la velocità pura non mi stupisce di trovarli molto più in basso, nella fattispecie mi riferisco a Button e Prost.
Non mi stupisce nemmeno più di tanto trovare in posizioni improbabili *alcuni* dei piloti che potrebbero apparire degli outsider in questa classifica. Ricordiamoci che alcuni dei piloti sopra citati non hanno mai guidato per dei top team oppure che l'hanno fatto per periodi estremamente brevi e che anche in tali situazioni è possibile mettersi in mostra per la propria velocità.
Cito a titolo di esempio Trulli, che ha vinto una sola gara in carriera, ma che in realtà non è che abbia avuto molte possibilità di vincerne altre. Tuttavia come proprio punto di forza ha sempre mostrato, più che la costanza in gara, una certa velocità in qualifica.
Parlando di italiani, non mi stupisce tantissimo nemmeno Fisichella che, almeno come pilota di centro gruppo, se l'è sempre cavata abbastanza bene (e ironicamente sta al di sotto di Trulli, che nei vari confronti è sempre stato giudicato migliore di Fisichella in qualifica, seppure magari Fisichella si rivelasse forse più un pilota da exploit in gara).

Ciò che mi stupisce è invece la disparità di epoche. Abbiamo infatti oltre la metà dei piloti debuttati negli ultimi quindici anni, con i piloti debuttati negli anni '80 rappresentati pochissimo e quelli degli anni '90 rappresentati solo relativamente, in quanto hanno tutti vissuto il loro massimo splendore nella prima parte degli anni 2000. Questo algoritmo tende preferire il "giovane" al "vecchio", per qualche ragione non del tutto chiara... forse fare sì che Nelson Piquet non finisse in classifica, dato che viene sempre snobbato nonostante abbia vinto tre mondiali! Se da un lato si spiega perché magari i piloti di metà classifica al giorno d'oggi sono forse migliori di alcuni soggetti che circolavano un tempo, dall'altro non spiega tuttavia perché anche i top-driver dei tempi siano stati almeno in gran parte persi per strada.
E poi ci sono cose che non tornano legate all'epoca più recente: il numero di giri veloci ottenuti da Raikkonen o il numero di pole position ottenute da Massa dovrebbero qualificarli, almeno a occhio, come piloti con una velocità pura forse più elevata di alcuni di quelli che sono entrati in classifica. Invece nessuno dei due è riuscito a entrare nella top-20. Per quanto riguarda i giorni contemporanei, invece, mi sfugge come Verstappen sia riuscito a strappare un quarto posto in una classifica che dovrebbe premiare i migliori qualificatori, status che non attribuirei a un pilota che per un certo periodo della sua carriera è stato celebre per essere il pilota che aveva più vittorie senza mai essere stato in pole. Ora ne ha due, ma sono comunque un numero irrisorio se confrontato con le nove vittorie.

In più c'è la questione Kovalainen, il modo in cui la sua velocità sia stata valutata rimane un mistero al pari della sua carriera in Formula 1, dove ha sfigurato in McLaren e guidato like a boss in Caterham. Ora, non che sia così sorprendente sfigurare in un top team e fare bene su una carretta, ma in termini di velocità pura non sono certa che l'Angry Bird sia stato tutto questo talento. Parliamo del 2008 in McLaren, per esempio: ha ottenuto una sola pole position, esattamente lo stesso numero che ne hanno ottenute Kubica e Vettel in quella stagione, solo che loro due non guidavano la McLaren. Nel 2009 me lo ricordo uscire di scena in qualifica ben prima di Hamilton e, in generale, la sua avventura in McLaren è più che altro una disavventura. Ma c'è il discorso Caterham e ci sono tutte le Q2 dove è arrivato... carriera che, tuttavia, nelle scuderie di fondo classifica hanno intrapreso con poche varianti, in un secondo momento, hanno intrapreso anche Bianchi e Wehrlein, nessuno dei quali è minimamente entrato in classifica (cosa che invece avrei potuto tranquillamente aspettarmi se si volesse valorizzare la qualifica eroica su un "mezzo di fortuna"). Questo mi fa sorgere un grande dubbio: nell'algoritmo i piloti sono stati inseriti tutti, oppure solo chi, a un certo punto, è stato in qualche team considerato degno di considerazione.


giovedì 19 marzo 2020

Throwback decennio 2010/19: i piloti più influenti "tra i poveri"

Ricordate i tempi in cui stilavamo liste degli eventi più intriganti del decennio 2010/19 o cose del genere? Ho deciso di stilare questa top-ten dei "piloti più influenti dei poveri" di quella decade... ovvero troverete una lista semiseria (molto semi- e poco seria, forse) di quelli che hanno, in qualche modo, scritto piccole e quasi impercettibili pagine di storia della Formula 1, ben lontani dai riflettori, ma pur sempre importanti nel loro piccolo.

Posizione numero 10: SERGIO PEREZ
Di lui non si parla molto, a meno che non si tratti di parlare di piloti che sono andati a podio con squadre improbabili, e infatti ha ottenuto una serie di terzi posti con Sauber e Force India. Con la Sauber si è anche giocato una vittoria, a un certo punto, prima di commettere un errore che l'ha relegato al secondo posto.
In tutto questo ha trovato un modo per battere anche un record, purtroppo per lui non molto positivo: nonostante il suo successo nelle gare (perché, a rigore di logica, andare a podio con la Force India rimane comunque qualcosa da non buttare via) è infatti il pilota con più gran premi disputati senza mai avere ottenuto una pole position. Più volte a podio, mai una pole: lui e Hulkenberg sono stati l'uno l'opposto dell'altro!

Posizione numero 9: RIO HARYANTO
Backmarker dimenticato dai più, passato alla storia più che altro per essere indonesiano, ha ottenuto l'importante riconoscimento di essere considerato estremamente importante dai suoi connazionali, che si sono messi a seguire la Formula 1 in massa nel breve periodo della sua presenza.
Spambot indonesiani sono stati sfruttati per votarlo costantemente come Driver of the Day, cosa che gli è valsa ogni volta la "squalifica" da questa importante(?) competizione.
Ci sono stati tanti piloti molto amati in patria, nel corso degli anni, ma raggiungere un simile livello di attaccamento da parte di un'intera nazione sarà comunque molto arduo!

Posizione numero 8: NARAIN KARTHIKEYAN
Il fastest Indian in the world, a proposito di backmarker, è senza dubbio uno dei lumaconi ai quali tutti i team di basso livello avrebbero dovuto puntare. Nella sua breve seconda carriera (già più lunga della sua prima breve carriera del 2005) è riuscito a passare parecchio tempo sotto i riflettori, prevalentemente per essersi trovato al posto giusto nel momento giusto, ovvero tra le scatole a piloti più altolocati... quindi inquadrature che potrebbero essere state gradite agli sponsor. Solo le inquadrature, ma questo ha poca importanza...
Pur essendo sempre stabilmente tra gli ultimi è riuscito, nel giro di un anno e mezzo, ad avere incidenti con Massa, Button, Vettel e Rosberg. Quelli con Massa e Vettel, avvenuti a distanza di meno di un anno solare l'uno dall'altro, sono avvenuti mentre era doppiato. Quello con Button e quello con Vettel sono avvenuti nello stesso gran premio: un backmarker molto protagonista.

Posizione numero 7: PASTOR MALDONADO
Si può essere eroi per un giorno? Certo che si può ed è quello che Pastorone ci ha dimostrato nel lontano 2012, quando ha vinto, a sorpresa, il gran premio di Spagna, una vittoria talmente folle e impensabile da far nascere teorie del complotto campate in aria che esistono ancora ai giorni nostri.
Il resto della sua carriera in Formula 1 non è stato molto memorabile ed è rimasto celebre per la sua propensione a rimanere invischiato in incidenti random, che spesso hanno messo fine alle sue gare. La sua unica vittoria in Formula 1 è un po' una ricompensa per quella vittoria di De Cesaris che negli anni '80 ci è stata costantemente negata.

Posizione numero 6: DANIIL KVYAT
Il "Russo di Roma" ha all'attivo non tanti anni di carriera, ma la sua storia è stata molto intensa e travagliata. Originariamente pilota più giovane a punti di sempre, record poi battuto da sappiamo tutti chi, è stato promosso in un top-team quando molti lo ritenevano inadeguato.
Ha dimostrato risultati all'altezza, ma è stato messo da parte a favore sappiamo tutti di chi. Tornato nelle zone basse della classifica i suoi risultati sono precipitati e si è ritrovato due volte senza volante, di cui l'ultima considerata quasi definitiva.
Rientrato dalla porta dopo essere stato buttato giù dalla finestra, ha ottenuto risultati al di sopra delle aspettative, ricostruendo la propria carriera e coronando quest'ultima stagione con un podio.

Posizione numero 5: HEIKKI KOVALAINEN
Iniziamo a salire nella zona calda della classifica e, per questa ragione, potrebbe essere d'aiuto un estintore. L'allegro pompiere, uscito da un 2009 tutt'altro che brillante in un top-team, si è accasato in un team senza speranze risultando spesso il migliore tra i piloti dei "nuovi team", nei tre anni durante i quali vi ha gareggiato.
Celebre per il suo casco versione Angry Bird, ha collezionato un buon numero di accessi alla Q2 nei momenti più inaspettati, talvolta battendo occasionalmente anche piloti di top-team. Purtroppo dopo questa parentesi non ha mai avuto un'altra chance, ma come pilota di carretta si è dimostrato notevole. Peccato che non sia mai riuscito a concretizzare con un'inaspettata top-ten.

Posizione numero 4: NICO HULKENBERG
Arrivato all'inizio del decennio, andato via alla fine del decennio, credo che meriti il proprio spazio in questa specifica classifica, se non altro perché ha iniziato il trend del disputare nella stessa stagione gare di diversi campionati di alto livello, con la sua partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, che si è tradotta in una vittoria.
In Formula 1 non ha ottenuto il successo sperato, andando vicino a giocarsi il podio e forse la vittoria in un'occasione, per poi passare alla storia per non essere mai riuscito ad andare a podio. La quarta piazza in questa classifica era l'unica a cui poteva ambire, di conseguenza...

Posizione numero 3: ANDRÉ LOTTERER
Sì, può darsi che non ve lo ricordiate, ma Lotterer è stato pilota di Formula 1 per lo spazio di un fine settimana, alla Caterham, al GP del Belgio 2014, andando più forte di Ericsson e poi prendendolo in quel posto per un problema tecnico.
Della sua esperienza in Formula 1 ha dato recensioni non particolarmente intriganti per la F1 stessa, ma dobbiamo renderci conto che guidava una misera Caterham e questo ha sicuramente avuto influenza sul suo giudizio. Lotterer è significativo per essere stato un pilota di un'altra serie che ha deciso di "contaminare" la propria carriera con partecipazioni parallele a diversi campionati.

Posizione numero 2: SUSIE WOLFF
Potrebbe stupire molto trovare una terza pilota in questa classifica, ma la Wolff si è rivelata epocale come prima donna a prendere parte a un weekend del campionato di Formula 1 dopo oltre vent'anni, come pilota delle prove libere. Visto il suo curriculum non di particolare spessore (nel DTM non era esattamente una front runner) girava su tempi piuttosto presentabili. Se le fosse interessato davvero fare la pay driver in un pilota di fascia bassa, avrebbe potuto essere come tanti altri piloti di fascia bassa, ma anche come pilota del venerdì è riuscita, a modo suo, a mettersi in mostra.

Posizione numero 1: ROBERT KUBICA
Potrebbe stupire vedermi mettere al primo posto un pilota che ho sempre rispettato nei suoi giorni di gloria, ma sempre considerato meno un "big deal" di quanto molti lo dipingessero. Gli attribuisco la prima posizione perché, seppure misero di risultato, il suo comeback è stata una grande dimostrazione di forza di volontà e, seppure confinato a una misera ultima posizione, Kubica è riuscito in quello che molti non credevano, ovvero completare un intero campionato senza essere messo alla porta in corso d'opera. Non solo, ha anche ottenuto un punto, dimostrandosi di maggiore successo rispetto ai suoi tanti detrattori che spesso erano suoi ex tifosi che gli davano contro dopo avere visto che era meno all'altezza di quanto si sarebbero aspettati, e si è procacciato un posto come riserva in Alfa Romeo.

venerdì 3 agosto 2018

Questione di giuste cause

Ci sono giorni in cui, all'improvviso, la nostra identità di tifosi viene messa in discussione nel meno prevedibile dei sensi. Ci sono giorni in cui, di colpo, ci ritroviamo da un lato all'altro della barricata: in un contesto in cui pochi millesimi di secondo possono stravolgere completamente il risultato di una gara, bastano pochi secondi per stravolgere le opinioni del grande pubblico.
Un'azione di gara dall'esito negativo può rendere qualcuno uno sfigato da deridere per anni, un'azione di gara azzeccata può rendere lo stesso pilota un idolo delle folle. Ci sono giorni in cui, all'improvviso, senza che nulla sia cambiato dentro di noi, ci ritroviamo a tifare per l'idolo delle folle, anche se pensavamo che non ci sarebbe mai accaduto: questo non succede perché ci siamo improvvisamente affezionati all'idolo delle folle, quanto piuttosto perché la legge del caso ha voluto che il pilota a cui eravamo già affezionati sia diventato all'improvviso l'idolo delle folle.

Potrebbe sembrare una bella cosa, ma non lo è. Quando qualcuno diventa l'idolo delle folle, la gente ha la pessima abitudine di pensare che, se lo snobbavano loro prima, tutti non potessero fare altro che snobbarlo.
Sentirsi dire, così, un po' a caso: "hai visto? l'abbiamo sempre criticato e invece, che partenza..."
Cose del genere, per intenderci. L' *abbiamo* sempre criticato 'sti cavoli, dov'eri quando ti dissi che giudicare un pilota dopo cinque minuti che eri al corrente della sua esistenza potevi essere avventato?
Dov'eri quando vinceva la sua prima gara?
Dov'eri quando vinceva la seconda? La terza, la quarta e la quinta?
Dov'eri il giorno della sua settima vittoria? Il giorno dell'ottava?
Tutte domande a cui la risposta non aveva la benché minima importanza, perché il messaggio di fondo in realtà era un altro: dov'eri tutte le volte in cui non ho mai detto niente contro di lui? Perché hai dato per scontato che ritenessi che 1) lo snobbavo solo perché lo snobbavi tu, 2) ritenessi che non meritava di stare dove stava?

Tifare per l'idolo delle folle non è una bella cosa e, se non altro, si trattò di pochi mesi e di momenti che andavano così, a sprazzi, ma quel giorno fu la volta in cui ci fu il più intenso di quegli sprazzi di entusiasmo.
Un attimo prima la gara doveva ancora partire, con le McLaren in prima fila, dopo due vittorie consecutive di Hamilton e dopo tanti episodi a seguito dei quali c'erano due categorie di persone, quelli che volevano Alonso in Ferrari al posto di Massa e quelli che volevano Kubica in Ferrari al posto di Massa.
Un attimo dopo la partenza, con Massa davanti alle McLaren e la gente che non si capacitava di vedere Massa, all'epoca vincitore di otto gran premi, in testa a una gara...
...
...
...
...perché nessuno di noi aveva mai pensato che potesse accadere, nonostante fosse già successo, e io andavo inclusa nei loro conteggi, perché non poteva essere in nessun modo che la pensassi diversamente dai presunti opinion leader e soprattutto perché non esisteva nemmeno remotamente la possibilità che, anche se avessi considerato qualcuno inferiore alle aspettative, preferissi evitare di spargere m*rda su di lui 24/7.

Poi tutto cambiò, perché prima o poi arriva il momento in cui ai telespettatori occasionali che si ritengono opinion leader del motorsport viene in mente che tutto sommato è meglio fare qualcos'altro, piuttosto che passare due ore a guardare un gran premio.
Rimanere da soli a guardare un gran premio ha i suoi lati positivi (cosa di cui mi sono accorta quest'anno in cui, essenzialmente, mi è capitato solo una volta di guardare un gran premio senza essere sola), quando ci si limita a guardare ciò che si vede e a pensare con la propria testa, quando ci si limita ad assaporare le emozioni di una gara che si sta rivelando, in realtà, un po' scarsa in termini di emozioni.
Mandavo messaggi alla mia amica in vacanza, qualche raro update su quello che succedeva, senza che ci fossero davvero tanti aggiornamenti da fare.
Quel giorno di dieci anni fa mi limitavo a guardare una gara che l'idolo delle folle, che per una serie di strani disegni dettati dal caso era proprio colui che due anni prima aveva cambiato per sempre il mio modo di essere tifosa, stava controllando e dimostrava di potere controllare.

Alla fine, a tre giri dalla fine, dodici chilometri dal traguardo, accadde all'improvviso quello che mi sembrava impensabile.
Nessuna situazione è veramente sotto controllo, finché la gara non finisce.
Dieci anni mi hanno fatto capire che, se ci sforziamo di trovare una ragione, alla fine tante cose accadono per una giusta causa.
Quel giorno nessuno di noi lo poteva sapere, ma se quel giorno il motore della vettura di Massa non fosse andato in fumo, Kovalainen non avrebbe mai avuto modo di vincere un gran premio.

giovedì 31 agosto 2017

Può il battere d'ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas? [cit.]

Parliamo di effetto farfalla, che fa parte della teoria del caos. La teoria del caos fa parte della fisica, che non è sicuramente l'ambito scientifico in cui sono più ferrata e per il quale io nutra un grande interesse (diversamente da matematica, statistica, matematica finanziaria e derivati), quindi non saprei dire se le condizioni meteo del Gran Premio degli Stati Uniti del 2015 siano state provocate da un battito d'ali in Brasile, da un battito di cappellino sul naso di Hamilton o da che cos'altro... quello che conta è che il Brasile c'entra, uno dei mondiali vinti da Hamilton anche e sarebbe anche ora che, se Heikki Kovalainen, pilota statisticamente ignorato da tutti, si assume una piccola parte dei meriti, forse sarebbe giusto quantomeno diffondere la storia che ha raccontato per un'intervista uscita sul sito della McLaren in cui mette i puntini sulle "i" a proposito di un fatto che tutti ignoravamo e che, dato che quell'intervista sul sito della McLaren è rimasta senza che nessuno la diffondesse, tutti continuiamo a ignorare.

Ci fu un'occasione, infatti, in cui "il centesimo pilota a vincere un gran premio di Formula 1" si mise a rallentare in stile Abu Dhabi 2016 chi aveva dietro, nel tentativo di parare il fondoschiena al compagno di squadra. Non ci è chiaro se il pilota che gli stava dietro abbia nel frattempo urlato "blue flags!" alla radio o se se ne sia rimasto lì ad aspettare in silenzio. Quello che conta è che stando lì dietro a Kovalainen, la sua posizione in pista, secondo quanto narra Kovalainen, è stata condizionata in un momento successivo della gara.

Il "finlandese atipico" come lo chiamava Mazzoni, nell'intervista da me linkata spiega che, quando arrivò quello specifico gran premio, in McLaren gli chiesero di rallentare chi aveva dietro, per mettere spazio tra Hamilton e le vetture che lo seguivano. Kovalainen narra che, in accordo con il team, questo invece di esporgli cartelli con i distacchi indicati in giallo, gli avrebbe esposto cartelli con i distacchi indicati in arancione, qualora ci fosse stato bisogno di rallentare qualcuno. Ad un tratto, nello stint centrale della gara, gli esposero un cartello con numeri arancioni e lui si adeguò di conseguenza, tenendosi dietro il malcapitato e rallentando per permettere a Hamilton di allontanarsi in caso di necessità.
Conclusione di Kovalainen (traducendo in italiano le sue parole riportate nell'articolo): "fu una vera coincidenza che Lewis abbia superato Glock subito prima del traguardo; quindi ho avuto un piccolo ruolo in tutto ciò".

Ho qualche dubbio sul fatto che Kovalainen abbia dato il proprio contributo alla vittoria del titolo del 2008 più del momento in cui scoppiò il famoso temporale di fine gara, ma è bello sapere che sente di avere fatto qualcosa di utile al proprio team rallentando una vettura a caso e che, diversamente da colui che guidava quella specifica vettura a caso, non è diventato una barzelletta vivente!

sabato 17 giugno 2017

Vaneggiamenti su decimi anniversari, samurai erranti, duelli per la vittoria che non si filava nessuno, tute che mettevano in risalto le parti intime e soprattutto teenager in zona punti

Disclaimer: il seguente post non viene scritto nell'idolatria di un pilota che, anzi, in realtà non mi sembra affatto di idolatrare. Ciò non toglie che esattamente dieci anni fa, per ragioni che in seguito esporrò, io sia stata molto felice di quanto accaduto e, nonostante al giorno d'oggi io guardi a questo evento con una certa indifferenza, mi sembrava doveroso dedicargli un post.
Poi, se volete pensare che io sia una fungirl antisportiva e quello che volete voi o aggiungere il mio blog alla vostra blacklist (dato che è quello che va di moda in rete tra gli appassionati di motori, è inutile negarlo), ritenetevi liberi di farlo. Vi chiedo solo di tenervi in mente che dieci anni fa non mi stavo entusiasmando per qualcuno che tentava di rubare titoli ai vostrihhhh idolihhhh, ma solo per un pilota della mia età che varcava la soglia della zona punti, ottenendo un ottavo posto che per certi versi fu storico. Il fatto che poi quel pilota della mia età sia passato in Redbull e abbia rubatohhhh titolihhhh a quel santohhhh subitohhhh di Alonso e che ora sia in Ferrari ma stia comunque cercando di rubarehhhh il titolohhhh a quell'altro santohhhh subitohhhh che è Hamilton (santohhhh subitohhhh perché negli ultimi tempi ha vinto solo dei titoli a cui la Ferrari non poteva neanche lontanamente aspirare, quindi è molto meno da demonizzare rispetto ad altro) non c'entra. Nel 2007 non avevo una sfera di cristallo e non sapevo che, a seconda dei momenti, sarebbe stato fescion insultare Vettel, idolatrare Vettel o alternare le cose a seconda dei risultati. E la volta scorsa ha vinto la Mercedes, quindi Vettel è da ritenersi un incompetente, in questi giorni, suppongo.

Passiamo oltre: sappiate che Dailymotion ha un grandissimo pregio e un grandissimo difetto. Il grandissimo pregio è quello di essere un'inesauribile miniera d'oro, molto più di Youtube per gli eventi relativamente recenti, ma ha anche un grandissimo difetto, che è quello di andare in palla con una facilità colossale (ho due browser e fa così in entrambi, perfino su Firefox che diversamente da Edge non si blocca quasi su nessun sito, e non ho intenzione di scaricarne altri giusto per accertarmi che cosa succede dalle altre parti). Ieri sera sul tardi, diciamo verso l'una di notte quindi tecnicamente già oggi, ero tentata di guardarmi il GP degli States di dieci anni fa, che si svolse il 17 Giugno, ma ho dovuto ridimensionare le mie ambizioni e limitarmi a vedere qualche spezzone, quando il video non saltava, o andare a cercarmi su Youtube i video delle singole scene salienti.

All'epoca del GP in oggetto era da circa un anno che ero al corrente dell'esistenza di Sebastian Vettel, promosso terzo pilota della BMW Sauber dopo la promozione di Kubica come titolare. Ricordo che lo intervistarono una volta prima di un gran premio nel 2006 e che Mazzoni disse la sua età. Mia mamma, che era davanti alla TV essenzialmente perché eravamo a pranzo da mia nonna e c'era una TV nella stanza, commentò il fatto, ripetendo "ah, ha 19 anni". Io all'epoca ne avevo 18.
Poi venne il 2007. Io 19 anni li avevo appena compiuti e Vettel non ne aveva ancora compiuti 20. Io e la mia amica E. eravamo molto soddisfatte della presenza di un nostro coetaneo al volante, dato che fu chiamato a sostituire Kubica rimasto infortunato al GP del Canada una settimana prima.

Si qualificò settimo.
Con tutte le posizioni possibili, proprio settimo.
Ricordo, a dieci anni di distanza, che partì subito il paragone classico. Chi era, dopotutto, che si era qualificato settimo al gran premio d'esordio?
Ad ogni modo, eccezione fatta per la Super Aguri, quella era l'epoca in cui in genere non mi importava un tubo di che cosa succedeva dalla terza posizione in poi, a meno ciò non fosse importante per l'assegnazione di punti a piloti Ferrari o McLaren e di fatto contribuisse alla lotta per il titolo. Il debutto del "mio coetaneo" mi spinse a provare interesse anche per quello che succedeva oltre le zone di primo piano. Il fatto che non avesse ancora vent'anni e che avesse debuttato al volante di una vettura che tutto sommato lasciava sperare abbastanza bene per il futuro (cosa che fu confermata nel solo 2008, ma quello che successe dal 2009 in poi non penso che qualcuno di noi se lo aspettasse nel 2007) mi aprì gli occhi, ricordandomi che di giovani promettenti forse non c'era solo Hamilton, che al momento essendo in testa al mondiale veniva portato su un piedistallo (cosa destinata a non accadere a fine 2007 quando il mondiale lo vinse Raikkonen, con tanto di articoli di giornale che azzardavano che Hamilton forse un mondiale non l'avrebbe vinto mai) e che bastava soltanto non dimenticarsi che in pista non c'erano solo le Ferrari e le McLaren per vederlo. Per me Sebastian Vettel era una grande promessa, ma dato che stava meno sotto ai riflettori rispetto ad altri, ero certa che in tanti tifosi mainstream non l'avrebbero capito se non dopo molto tempo. Il fatto che in quella posizione ci fosse un pilota che aveva poco più della mia età mi faceva sentire importante. Al giorno d'oggi quando vedo in pista Verstappen e Stroll mi sento vecchia, ma si sa, in dieci anni cambiano tante cose.

Hamilton in pole, davanti ad Alonso e alle Ferrari. Vettel era settimo, come MSC a Spa 1991.
Non so se ho la memoria confusa, ma credo di avere sentito qualcuno, non ricordo in che contesto, ricordare che MSC non aveva completato il primo giro del gran premio d'esordio e che Vettel ci fosse andato vicino.
Finì in giro per prati e perse posizioni, uscendo di scena per un po'. Ci sarebbe tornato, in scena, ma era necessario aspettare un po'.
Tutto sommato gli andò bene, dato che per il resto in partenza ci fu un botto, protagonisti RSC, Barrichello e Coulthard. All'epoca erano i "vecchietti" che speravo di vedere sul podio, di tanto in tanto. Il fatto che non solo avessero speranze pressoché nulle di finirci, ma che fossero anche finiti fuori tutti e tre alla prima curva mi lasciò demoralizzata.
Poi, più avanti, si ritirò anche Sato per un testacoda. Non che non fossi abituata ai ritiri di Sato, però ero del parere che, se proprio doveva crashare, almeno avrebbe dovuto farlo con stile, speronando qualcuno.

Accaddero altre cose interessanti: a un commissario cadde una bandiera blu sull'asfalto, ci fu un intenso duello tra i McLaren Boyssss per la prima posizione. Sì, lo so, per i miei standard un duello tra i McLaren Boyssss per la prima posizione potrebbe non essere un dettaglio di particolare rilievo, ma all'epoca con tutta probabilità stavo sperando che i due si speronassero a vicenda o qualcosa del genere, vista l'intensa simpatia che nutrivo nei confronti della McLaren.
Ciò conferma la mia teoria che i duelli per la vittoria non interessano a nessuno se non riguardano la Ferrari: quando si parla di belle gare dell'epoca, nessuno si fila minimamente il GP degli Stati Uniti 2007, come se un duello per la vittoria non ci fosse mai stato.
Per la cronaca, Hamilton era davanti e rimase davanti, con Alonso secondo. Erano più staccate le Ferrari, anche se non tra di loro, di Massa e Raikkonen.
Dietro c'era Heidfeld, almeno fino al momento in cui andò a parcheggiare mestamente sull'erba per problemi tecnici. Ciò era abbastanza commovente, i ritiri di Heidfeld erano rari, aveva una grande propensione a portare le vetture al traguardo e le vetture, nelle sue mani, non avevano l'abitudine di rompersi. Non avevano neanche l'abitudine di condurlo verso la vittoria, ma questo lo sappiamo tutti ormai e ci siamo messi il cuore in pace. Ad ogni modo a quel punto completava la top-5 Kovalainen.

Kovalainen, Kovalainen, Kovalainen carissimo, in Formula 1 ci vorrebbero più piloti come te.
No, non l'ho detto per caso. A questo punto dovrei aggiungere un retroscena mooooolto gufico che ricordo della telecronaca Rai. Archiviamo la top-5 perché non ce ne importa più niente e concentriamoci sul resto delle posizioni. All'epoca andavano a punti i primi otto e Vettel era nono.
Sesto c'era Rosberg, settimo c'era Trulli e ottavo c'era Webber. Webber era a pochi centesimi da Trulli ed era a sua volta seguito da vicino da Vettel. Nessuno di noi era ancora al corrente della loro attrazione gravitazionale e, a quanto pare, non ne erano al corrente nemmeno loro. Meglio così, direi, al giorno d'oggi.
Ad un tratto Mazzoni osservò che, se nessuno si fosse ritirato e Vettel non fosse riuscito a risalire in quel modo di una posizione, quella volta la BMW non avrebbe portato a casa neanche un punto.
Il motore della vettura di Rosberg decise di fare un favore a Mazzoni, rendendo realtà quelle parole. La macchina iniziò proprio ad andare a fuoco e venne sfortunatamente parcheggiata non appena si videro le prime fiamme. Kovalainen sarebbe stato molto più eroico, se fosse stato in quella situazione, ma per fortuna Kovalainen non era in quella situazione. Rosberg da parte sua si mise a inveire contro la macchina, venendo inquadrato mentre gesticolava.
La tuta che indossava era molto inquietante e il fatto che in certi punti fosse più sporca e in certi più pulita creava strani giochi di luce che ricordavano vagamente l'effetto di quei famosi pantaloni da tuta di Hamilton. Ho fatto una breve ricerca su Google Images. Anche in certe foto di Wurz l'effetto della tuta è quello...
...
...
...e ora che, come nelle migliori fan fiction trash, siamo finiti a parlare di cose che nulla c'entrano con i motori, possiamo passare oltre.

La gara terminò e Vettel divenne il primo pilota under-20 a ottenere punti.
Sparì dalle scene per un po', poi una sera, mentre ero fuori casa, mi arrivò un SMS di E., che mi informava che aveva appena sentito al telegiornale che la Toro Rosso aveva licenziato Speed e che sarebbe stato sostituito proprio da Vettel. Era molto soddisfatta dal suo ritorno. Anch'io lo fui, anche se ero molto dubbiosa sul senso di lasciare la BMW per la Toro Rosso. Direi che aveva decisamente ragione lui.

Concludo dicendo che al giorno d'oggi non potrebbe importarmene di meno del primo punto ottenuto da Vettel in carriera in una squadra in cui peraltro ha disputato un solo gran premio. Allo stesso tempo, però, mi è ancora abbastanza chiara la soddisfazione che provai quando Rosberg si ritirò e grazie a ciò Vettel risalì all'ottavo posto, coronando quello che quella sera era diventato il mio sogno, peraltro grazie al ritiro di una Williams... ed essendo ancora l'epoca in cui la Williams un minimo di orticaria me la faceva venire non ero mai delusa dal ritiro di una Williams, a una condizione fondamentale, ovvero che non fosse Wurz a guidarla.
...
...
...
...e adesso tutti a fare il conto alla rovescia, imprecando contro il DTM che si sovrapponehhhh alla 24 Ore di Le Mans! 

sabato 25 ottobre 2014

Arrivederci Caterham. Arrivederci Marussia.

Sembra ieri che le piccole "schegge" verdi e quelle rosso-nere si scannavano nelle retrovie per una 17^ posizione. Sembra ieri che, sopravvissute alla falce che aveva stroncato per sempre la HRT, Caterham (i "Coccodrilli Rombanti", nei miei commenti) e Marussia (le "Sacre Cenerentole", nei miei commenti) inseguivano la 10^ posizione in classifica, che avrebbe significato soldi, soldi, soldi, molti soldi... e forse la possibilità di andare avanti.
La Marussia addirittura ha superato le aspettative: al momento attuale è nona in classifica, davanti perfino alla Sauber. Però ad Austin non ci sarà e la stessa sorte toccherà alla Caterham. Non ci saranno nemmeno a Interlagos. E' stato Bernie Ecclestone ad annunciarlo e ha annunciato che non saranno sanzionati per l'assenza. L'ultimo team ad avere ottenuto tale privilegio, se non vado errata, fu la Simtek nel '95: non tornò affatto, perché fu dichiarato fallimento. Al giorno d'oggi Marussia e Caterham sono in grave crisi finanziaria e non hanno più finanziatori... guarda caso, proprio quando Ecclestone voleva liberarsi di loro per quella "grandiosa idea" che è la terza vettura.
E' una giornata amara, oggi, nello scoprire che dobbiamo dire addio a questi due team, forse per sempre e lo è ancora di più perché non riesco a togliermi dalla testa l'idea che due team siano stati sacrificati ai giochi di potere della Formula 1.

Ah, se qualcuno vuole dirmi che la colpa di questi team è portare in Formula 1 piloti incapaci, che danneggiano il team, diversamente da come accadeva negli anni '80/'90, gli chiedo la cortesia di tacere.
La Marussia negli ultimi due anni ha schierato un pilota che aveva un futuro in Ferrari e un pilota che in due anni si è ritirato una sola volta per incidente. Uno degli attuali piloti della Caterham ha all'attivo un podio con la Sauber e l'altro... va beh, l'altro è una sorta di Chilton vestito di verde, ma è pur sempre un pilota che va piano ma va sano e va lontano. Altro che i vari Inoue degli anni '90...
Inoltre, a chi se lo fosse dimenticato, vorrei ricordare che per la Marussia e la Caterham negli anni scorsi sono passati piloti che avevano all'attivo podi (Glock, Petrov) o vittorie (Trulli, Kovalainen).

domenica 19 ottobre 2014

Cose di cui un lato di me sente la mancanza - atto secondo

A suo tempo ho già parlato delle cose di cui sento lamancanza, riferendomi al periodo fine anni ’90, primi anni ’00, ma devo dire che, secondo me, c’è stato un altro periodo piuttosto glorioso, nella storia della Formula 1 recente. Ripercorriamolo quindi con le cose di cui un lato di me sente la mancanza, atto secondo. Non sarà difficile intuire di che periodo si tratta.

I commenti ironici ai gran premi
Come può mancarmi qualcosa che c’è tuttora? Infatti non mi mancano, ma mi manca la spontaneità con cui nacquero. Adesso è scontato, per me, scrivere il commento al gran premio dopo che questo finisce, possano essere passate poche ore, pochi giorni o un paio di settimane nei casi peggiori. Un tempo non era così e i commenti ironici ai gran premi sono nati per puro caso, destinati a rimanere qualcosa di privato. Come sono cambiate le cose, da quel giorno... Sia chiaro, non rimpiango i momenti in cui a leggere i miei commenti era una sola persona che magari non era neanche interessata al cento per cento a quello che scrivevo. Rimpiango però il momento in cui, con naturalezza, compresi che dovevo scrivere un vero proprio commento a un gran premio, affinché i ricordi di quanto era accaduto non svanissero.

La Super Aguri
Arrivarono come il fanalino di coda, raggiunsero il momento della gloria, tornarono nelle retrovie e fallirono. Il primo punto ottenuto da Sato sulla Super Aguri fu un momento da standing ovation: all’improvviso non mi importava più nulla di tutto il resto, fu una frazione di secondo ma fu la prima volta nella mia vita in cui provai un’intensa soddisfazione per una carretta che conquistava un punto, ultima cosa che avrei mai e poi mai potuto immaginare nei mesi precedenti. Poi arrivò, un paio di gran premi dopo, la consacrazione definitiva: vedere Sato su Super Aguri superare Alonso su una McLaren fu qualcosa di indescrivibile: un pilota di medio livello su una carretta che superava un campione del mondo di un top team. Con tutto il rispetto per Alonso e per la McLaren, fu una scena orgasmica, mai più vista negli anni a venire.

L’uomo dei record
Ultimo alla partenza e primo al restart, conquistò peraltro la maggior percentuale di giri disputati in testa sul totale... al volante di una Spyker. Sto parlando di Markus Winkelhock, che mi è rimasto nel cuore e che ricordo tuttora nonostante la sua parentesi in Formula 1 durò pochissimo. Passerà molto tempo prima che qualcuno batta i suoi record... se accadrà mai, cosa di cui dubito fortemente.

“Prova a imparare!” “Prova tu a imparare!”
Passato momentaneamente l’entusiasmo per Winkelhock in testa al gran premio, e peraltro non fu neanche troppo difficile dato che venne superato da tutti un attimo prima che il suo motore finisse in fumo, continuammo a vederne delle belle. Vedemmo un duello per la prima posizione tra Massa e Alonso a pochi giri dalla fine, in cui quest’ultimo ne uscì vincitore. Qualcuno azzardò che sarebbe stato epico se fossero finiti fuori pista entrambi, perché sarebbe accaduto qualcosa che non aveva mai più speranze di accadere: Webber avrebbe vinto con una Redbull. Eh già, all’epoca lo credevamo davvero impossibile! Webber arrivò terzo e apprese da Alonso l’“arte di rosicare dopo una vittoria”, in cui Fernando si lamentò di come Massa avesse attentato alla sua leadership dopo che, per la vittoria, aveva lottato con... Heidfeld?!?!?! Sorvoliamo su questa inquietante prospettiva e concentriamoci su Felipe, che con grande eleganza rispose... no, è meglio sorvolare anche sulla risposta!
Bonus: i due litigarono in italiano.
Doppio bonus: in italiano l’espressione “prova a imparare” non ha senso, ma Alonso sembrò comprenderla perfettamente, dato che la sua risposta fu “prova tu a imparare”.
Triplo bonus: Massa mandò a quel paese anche Ron Dennis, sopraggiunto per calmare gli animi.
Quadruplo bonus: sul podio c’era Michael Schumacher a consegnare il trofeo al rappresentante della McLaren, e indossava una camicia a righe.

Oh, c’è un pilota che ha la mia età!
Sapevo che era uno dei piloti di riserva della BMW Sauber, sapevo che era conteso tra la BMW Sauber e la Toro Rosso/ Redbull (grazie alle telecronache di Mazzoni) e sapevo che aveva diciannove anni, proprio come me. L’unica differenza era che io avevo appena compiuto i diciannove, Sebastian Vettel stava per compiere i venti. Quello che contava, comunque, era che un pilota nato meno di dodici mesi prima di me avesse finalmente debuttato in Formula 1.
Al giorno d’oggi, in cui ci sono parecchi piloti nati negli anni ’90, in cui Ricciardo che è più giovane di me ha vinto dei gran premi, in cui si appresta a debuttare in Formula 1 Max Verstappen che ha nove anni in meno di me, mi sento dannatamente vecchia. Allora mi sentivo coetanea di almeno un pilota di Formula 1, e mi sentivo importante!
Bonus: abbandonando un attimo il discorso dell’età, quando Vettel passò alla Toro Rosso, il mio commento fu “come può, un pilota che può diventare titolare tra un anno o due sulla BMW Sauber, puntare a un team di livello medio-basso come la Redbull?”, il che dimostra che giustamente non avevo la più pallida idea di quello che ci aspettava.

Tre per quattro
Era il gran premio della Turchia del 2007 e, quanto mancavano cinque gran premi alla conclusione del mondiale, i piloti della McLaren e quelli della Ferrari avevano tutti quanti ottenuto tre vittorie ciascuno. Poi la situazione di “parità” svanì di lì a poco, ma in quel momento c’era un certo livello di epicità nella situazione che si era venuta a creare.

Quell’anno in cui non sentimmo mai l’inno tedesco
Era il 2007 e per tutta la stagione udimmo un susseguirsi di:
- inno britannico e basta;
- inno spagnolo + inno britannico;
- inno finlandese + inno italiano;
- inno brasiliano + inno italiano.
Né piloti né team tedeschi ottennero quindi la vittoria e, per un’intera stagione non udimmo l’inno tedesco nemmeno una volta!

OMG, c’è una Force India in quarta posizione!
C’era Sutil quarto e la cosa avrebbe anche potuto diventare orgasmica, se le cose fossero andate avanti così abbastanza a lungo da consentirgli di guadagnare punti. Purtroppo per lui Raikkonen gli frenò nel retrotreno. Successivamente vedemmo varie inquadrature di Sutil in lacrime dentro al box della Force India, segno evidente che da sobrio è capacissimo di mostrarsi contrariato a qualcosa o a qualcuno senza fare danni.
Bonus bonus: nella stagione successiva ci fu un altro incidente tra Sutil e Raikkonen quando Sutil era in top-ten.
Doppio bonus: sempre nella stagione successiva ci fu un gran premio in cui Sutil riuscì effettivamente ad arrivare quarto.

L’imminente debutto di Roldan Rodriguez
Dubbio esistenziale: chi sarebbe?
Risposta: effettivamente non lo so, ma era uno di cui si parlava sempre! Doveva debuttare alla Spyker, o forse alla Force India, o forse era associato prima alla Spyker e poi alla Force India.

Nelsinho Piquet
Nelson Angelo Piquet / Nelson Piquet Junior / Nelsinho Piquet aveva come obiettivo, secondo Mazzoni, quello di farsi chiamare solo Nelson, obiettivo per nulla realizzato, almeno durante il tempo della sua permanenza in Formula 1. Apparve alla Renault lo stesso anno in cui Alonso vi fece ritorno e da molti venne visto, in un primo momento, come un valido avversario per lo spagnolo. Molte fangirl, invece, lo ritennero un valido candidato quando erano desiderose di sbavare un po’.
Nonostante il suo fascino brasileiro Nelsinho Piquet è nato in Germania, non troppo lontano dal circuito di Hockenheim in cui ottenne una seconda posizione, uno degli unici due risultati decenti ottenuti per tutta la durata della sua carriera di pilota. Ebbe molto più successo nella sua carriera alternativa di manichino da crashtest, tanto che nessuno riesce ancora a stabilire con certezza se nel famigerato gran premio di Singapore del 2008 contro al muro ci andò apposta oppure no. Dobbiamo fidarci solo della sua parola e spero che, dal momento che raccontandolo pubblicamente ci fece sappiamo tutti che figura, spero almeno che l’abbia fatto davvero!

Il centesimo pilota nella storia della Formula 1 a vincere un gran premio
Ormai avevamo perso le speranze. Kovalainen era una sorta di nuovo Barrichello al volante di una McLaren, con la sola differenza che, quando c’era la possibilità di vincere quelle due o tre gare per anno, Barrichello era sempre lì al momento giusto, mentre di Kovalainen non si poteva dire altrettanto. Proveniente dalla Renault e giunto in McLaren dove avrebbe potuto fare sfaceli, in realtà passò nell’ombra. Poi un giorno, mentre era stabilmente terzo a una certa distanza da Hamilton che a sua volta era a una certa distanza da Massa, capitarono due miracoli: Hamilton forò e Massa ruppe il motore. Kovalainen vinse quindi quando nemmeno lui ci credeva più. In conferenza stampa, però, dichiarò che anche senza la rottura del motore di Massa avrebbe potuto puntare comunque alla vittoria, cosa non molto credibile visti i venti o trenta secondi di gap e il fatto che la gara fosse quasi finita. Comunque poco importa: Kovalainen non ha bisogno di essere creduto, quello che conta è che, da qualche parte ci sia la sua presenza illuminante.
Bonus: durante le interviste era sempre pronto a ridacchiare, specie nelle occasioni in cui arrivava dalla quindicesima posizione in poi.

“Ma quale Ferrari e McLaren, io spero in una vittoria della Toro Rosso!”
Era un commento fatto così, per sdrammatizzare un po’ sui risultati della Toro Rosso che, per carità, qualcosa di buono lo stava anche combinando, ma che mai e poi mai avrebbe potuto vincere un gran premio. Scherzavo così, una settimana prima del gran premio d’Italia del 2008. Poi una settimana più tardi Vettel tagliò il traguardo in prima posizione... con una Toro Rosso!

Una lampadina da minatore sul casco
Lo scenario era quello del primo gran premio di Singapore, primo gran premio in notturna della storia della Formula 1, in cui Robert Kubica, all’epoca pilota della BMW Sauber che doveva essere stato contagiato dalla follia di Vettel in fatto di caschi quando erano pseudo-compagni di squadra un anno prima, decorò il proprio casco con una sorta di lampadina da minatore, di cui Mazzoni parlò approfonditamente il telecronaca, nonostante non fosse nulla in confronto alle luci intermittenti messe sul casco da Vettel in un’occasione molto successiva sempre a Singapore.

I finali di stagione al cardiopalma
Sono cresciuta con i finali di stagione in cui tutto si decideva tra Schumacher e Hakkinen. Poi se ne andò Hakkinen, comparvero Montoya, Raikkonen e compagnia bella... ma mai mi capitò di vedere un vero e proprio duello per il titolo all’ultima gara stagionale. Non tra tre piloti, almeno. L’edizione del 2007, con il gran premio del Brasile in cui Hamilton era leader della classifica con 4 punti su Alonso e 7 su Raikkonen, si prospettava scoppiettante. Da un certo lato poteva sembrare un risultato già scritto, da certi altri lati invece notammo come tutto poteva essere messo in discussione e come tutto era (o almeno appariva tale) genuino spettacolo. Ci furono polemiche qua e là, ma ci fu anche un esito che non era quello più scontato e che, in quanto tale, ci ricordò che la Formula 1 può anche essere imprevedibile e che soltanto quando cala la bandiera a scacchi sull’ultimo gran premio stagionale si può stabilire chi abbia vinto il mondiale.
Interlagos ci diede appuntamento a un anno più tardi: stavolta non c’erano tre piloti, ma soltanto due, e Hamilton aveva 7 punti di vantaggio su Massa. Ancora una volta il risultato sembrava scontato, ma forse così scontato non era, dato che tutto si decise soltanto all’ultima curva, quindi ancora più in extremis di quanto fosse accaduto l’anno precedente. Stavolta la Formula 1 ci dimostrò che addirittura anche quando viene data la bandiera a scacchi nulla è ancora scontato.

A questo punto, con l’auspicio di rivedere al più presto finali di stagione altrettanto scoppiettanti, non mi resta che rendermi conto di un’inquietante verità: c’è un'altra cosa di cui un lato di me sente la mancanza... e il lato di fangirl che è dentro di me mi sta implorando di non risparmiarvela. Ci scommetto che in molti di voi stanno intuendo, almeno velatamente, che mi riferisca a una certa tuta verde-oro indossata da Massa al gran premio del Brasile del 2006... ma darò ascolto alla voce della mia coscienza e mi asterrò dal dedicarvi un intero paragrafo.


venerdì 13 dicembre 2013

#18 Commento al Gran Premio degli Stati Uniti: Austin, 15-17 novembre 2013

Prosegue la mia “opera” di riepilogo di quanto accaduto negli ultimi appuntamenti della stagione. Concentriamoci su ciò che è accaduto prima del penultimo gran premio del 2013.

Come un fulmine a ciel sereno (facendo finta di non essere informati dei rumors delle ultime settimane e delle profezie di Mazzoniiii) la Williams ha annunciato i propri piloti per il 2014: si tratta di Valtteri Bottas, detto Valerì (come Petrov) nonostante non si chiami Valerì (come non si chiama Valerì nemmeno Petrov) altresì noto come BottasDiCulo (soprannome in previsione di un suo eventuale e ipotetico futuro in un top team) e di Felipe Massa altrimenti detto Feliiii.
Come un altro fulmine a ciel sereno Kimiiii è andato a provare il sedile della Ferrari per il 2014, per poi dedurre che visti i problemi fisici che ha avuto non ce la faceva a sedersi su una monoposto, ha anticipato l’intervento chirurgico che doveva fare a fine stagione e ha lasciato la Lotus senza un pilota. La Lotus ha scandalizzato chiunque ingaggiando Kovaaaa. Mi chiedo se la stessa gente sia stata altrettanto scandalizzata quando Gené rimase a piedi nel 2009 mentre Fisiiii venne ingaggiato dalla Ferrari, ma certe cose si possono dire e certe altre no...

Tornando al gran premio in sé, nulla di nuovo in Q1, mentre Jensiiiii, Feliiii e Princess Nico non hanno superato la “tagliola della Q2” [CIT.] abbandonando ogni speranza di conquistare la pole. Sono andati avanti a sorpresa, invece, GutiX2 e BottasDiCulo. A GutiiiiX2 non è servito a niente: è stato ritenuto colpevole di avere tagliato la strada a Maldiiii (che poi si è guadagnato gli insulti di mezzo mondo per avere accusato la Williams si averlo sabotato - in realtà ha ottenuto una performance scadente perché era impegnato a immaginarsi Susie Wolff in kilt senza biancheria sotto) ed è stato retrocesso nella zona in cui il risultato della gara diviene irrilevante e conta molto di più il risultato del torneo di briscola a cui la Formula 1 fa da contorno.
La pole è andata a...
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*rullo di tamburi in attesa della notizia bomba*
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Sondaggio: SECONDO TE, CHI HA OTTENUTO LA POLE POSITION?
A) Shinji Nakano
B) Gaston Mazzacane
C) Domenico Schiattarella
D) Sebastian Vettel
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Okay, ora che questo dubbio è stato finalmente risolto, c’è da dire che Webbiiii aveva conquistato la seconda posizione e c’era già chi pregustava una sua vittoria. Poteva ad esempio esibirsi in una partenza eccezionale e...
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Torniamo alla realtà.
Grosjiiii e Hulkkkk si sono piazzati in seconda fila, davanti a Ferniiii e nientemeno che Checoooo. Anzi, no, c’era Hammiiii prima di Ferniiii e di Checoooo, ma per qualche motivo non del tutto spiegabile l’ho perso per strada. Lui non s’è perso per strada, però, ed è stato uno dei piloti che in partenza hanno...
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Sondaggio: SECONDO TE COS’HANNO FATTO GROSJEAN E HAMILTON IN PARTENZA?
A) si sono scambiati trucchi per barare a briscola;
B) hanno urlato a squarciagola “Ferniiii for the win!”;
C) hanno ballato la lambada;
D) hanno superato Webber.
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Webbiiii si è comunque ripreso il terzo posto dopo una buona quantità di giri, mentre dietro accadevano queste cose:
- vari piloti cambiavano gomme;
- vari piloti si rendevano conto di avere toppato in pieno il momento di cambiare gomme;
- il metodo migliore per recuperare posizioni sembrava improvvisamente quello di cambiare di nuovo gomme nonostante non dessero segni di decadimento.
Protagonisti assoluti di questa strategia vincente sono stati GutiiiiX2, Kovaaaa e Feliiii, che non hanno cavato un ragno dal buco, specie Kovaaaa dato che gli altri almeno sono partiti fuori dalla top-ten e sono arrivati fuori dalla top-ten, mentre Kovaaaa era partito ottavo.
Evento bonus: Pic è stato penalizzato con un drive through per mancato rispetto delle bandiere blu e ha avuto i suoi due secondi di gloria.

Dopo un’intera gara di calma piatta, si sono viste scintille negli ultimi due minuti. Che poi abbiano portato pochi cambiamenti è un dettaglio poco rilevante, l’importante è che si sia visto qualcosa. Nella fattispecie è accaduto tutto ciò:
- duello tra Ferniiii e Hulkkkk, con posizioni invariate (Ferniiii aveva già precedentemente superato il pilota della Sauber);
- duello tra Jensiiii e Ricciardo con Jensiiii che ha guadagnato la top-ten;
- balletto franco-messicano tra Gutiiii e Vergne, con il primo dei due che ha perso una posizione e con il secondo che si è ritrovato 20 secondi aggiunti al suo tempo di gara, ritrovandosi 16° da 12° che era.

In tutto ciò ha anche vinto Vettel, ma dopo otto vittorie consecutive la notizia non fa più testo...
L’unico ritirato è stato Sutil, che neanche il tempo di partire ed era già andato a schiantarsi prima contro Maldonado e poi contro un muro.

Risultato: 1) Vettel (Redbull), 2) Grosjean (Lotus), 3) Webber (Redbull)
4) Hamilton (Mercedes), 5) Alonso (Ferrari), 6) Hulkenberg (Sauber), 7) Perez (McLaren), 8) Bottas (Williams), 9) Rosberg (Mercedes), 10) Button (McLaren), 11) Ricciardo (Toro Rosso), 12) Massa (Ferrari), 13) Gutierrez (Sauber), 14) Kovalainen (Lotus), 15) Di Resta (Force India), 16) Vergne (Toro Rosso)
+ 1 giro: 17) Maldonado (Williams), 18) Bianchi (Marussia), 19) Van Der Garde (Caterham), 20) Pic (Caterham), +2 giri: 21) Chilton (Marussia), DNF. Sutil (Force India).

domenica 24 novembre 2013

La domenica di Interlagos

Il gran premio del Brasile segna la fine della stagione 2013 e alle 14.00 ora locale (ore 17.00 italiane) prendono il via gli ultimi 71 giri stagionali.

Dopo una qualifica disputata in condizione di bagnato Vettel ha ottenuto la nona pole position stagionale davanti a Rosberg, Alonso e il compagno di squadra.

Griglia di partenza: Vettel, Rosberg, Alonso, Webber, Hamilton, Grosjean, Ricciardo, Vergne, Massa, Hulkenberg, Kovalainen, Di Resta, Bottas, Button, Sutil, Maldonado, Gutierrez, Pic, Perez (retrocesso di 5 posizioni in seguito alla sostituzione del cambio), Van Der Garde, Bianchi, Chilton.

Cronaca della gara
Si parte in condizioni di asciutto, per la prima volta nel weekend. A questo proposito, le gomme slick portate dalla Pirelli in questo weekend a Interlagos sono le medium e le hard. È con le medium che partono i piloti della top-ten.

Al via Rosberg ha un ottimo spunto, supera Vettel e si porta in testa davanti al pilota della Redbull e a Hamilton, autore di un’ottima partenza. Alonso è quarto davanti a Webber e a Massa. La leadership di Rosberg dura appena un giro, poi viene superato da Vettel, mentre dietro di loro Alonso supera Hamilton. A rendere la prima fase di gara ancora più movimentata è il recupero di Webber, che sia avvicina alle vetture che lo precedono e sorpassa Hamilton nel corso del primo giro.
Per quanto riguarda Grosjean, che aveva perso alcune posizioni in partenza, la gara dura appena tre giri: un’inequivocabile fumata bianca esce dalla sua Lotus, indicando la rottura del motore.

Rosberg, in seconda posizione, non riesce a contenere l’assalto dei piloti che lo inseguono: viene superato al 4° giro da Alonso e al 7° anche da Webber.
Il pilota della Mercedes accusa problemi di gestione delle gomme, proprio quando è necessario prolungare il primo stint il più a lungo possibile per il rischio pioggia. Gli viene chiesto, di fatto, di lasciare strada a Hamilton che, dopo averlo superato, si dimostra decisamente più veloce di lui.
Chi non ha problemi invece è Webber: al 13° giro si porta in seconda posizione con un sorpasso su Alonso.

Dopo una qualifica deludente, le McLaren si dimostrano decisamente in forma: mentre Button supera Hulkenberg per la settima posizione, Perez entra in top ten dopo 14 giri di gara. Aveva effettuato una grande rimonta, nella quale aveva avuto anche un leggero contatto con Sutil per il quale era stato messo sotto investigazione, ma non ci sono state penalità.

Proseguono le difficoltà di Rosberg: al 15° giro Massa lo supera conquistando quindi la quinta posizione e rimanendo in pista per cinque ulteriori giri prima di rientrare ai box per montare un altro set di medium. Dopo Massa rientrano, un giro più tardi, anche Button, Hulkenberg e Di Resta. Button, che era partito sulle hard monta le medium.
Alonso e Hamilton rientrano al 22° giro e montano entrambi le hard. Nei due giri successivi rientrano anche Webber e Vettel.
La top-five, a questo punto, è costituita da Vettel, Alonso, Webber, Massa e Hamilton, con Webber e Hamilton che hanno perso entrambi una posizione.

Webber supera Alonso poco dopo, mentre dietro Massa e Hamilton lottano per la quarta posizione, almeno finché, intorno a metà gara, Massa viene penalizzato con un drive-through per essere uscito con tutte e quattro le ruote dalla pista, ritrovandosi sulla linea zebrata che delimita la pista dalla pit-lane. Il brasiliano non reagisce molto bene alla penalità: transitando nella corsia dei box, davanti alla cabina dei commissari alza una mano per mandarli a quel paese.
La penalità fa discutere sia perché ritenuta eccessiva (anche se in realtà il regolamento è molto chiaro su che cosa sia considerato uscire dalla pista e che cosa non lo sia, e non prevede la necessità che il pilota abbia tratto vantaggio dall’uscita di pista per far scattare la penalità) e perché sembra che altri piloti, tra cui Vettel, Webber e Button, abbiano commesso infrazioni simili (ma le prove fotografiche sembrano mostrare che hanno tagliato la zebratura con solo due ruote e la regola di cui sopra prevede che un pilota possa essere penalizzato soltanto se è uscito con tutte e quattro).

Il secondo stint, ancora una volta, sembra dover essere prolungato dall’imminente pioggia, anche se in realtà non cadono più di poche gocce. Al 44° giro infatti Button e Massa (che era tornato in pista 8° dopo la penalità) sono i primi a rientrare ai box. Gli altri piloti della top-ten proseguono ancora per qualche giro. Nel frattempo Hamilton ha un contatto con Bottas, nel quale il finlandese perde una ruota (sarà costretto al ritiro) mentre l’inglese fora la posteriore destra, ma riesce comunque a raggiungere i box.

Al 48° giro accade un colpo di scena. Vettel, che nei giri precedenti aveva proseguito girando su tempi molto superiori alla media, tanto che alcuni doppiati si erano sdoppiati, rientra ai box, decidendo di non aspettare il potenziale arrivo della pioggia. I meccanici della Redbull sono impreparati e nella confusione generale manca una ruota: Vettel perderà 13 secondi. A peggiorare la situazione entra per il pit-stop anche Webber, che perde alcuni secondi nell’attesa.
Fortunatamente per il team austriaco i danni sono contenuti: i due sono ancora primo e secondo, con Alonso che ha effettuato il pit-stop nello stesso giro che torna in pista in terza posizione.

In seguito non accadono altri eventi particolari, se non che Hamilton viene penalizzato per il contatto con Bottas. Torna in pista 12°, ma riuscirà a recuperare alcune posizioni.
Ci sarà una penalità anche per Van Der Garde, per il mancato rispetto delle bandiere blu; il suo compagno di squadra Pic invece si ritirerà al 61° giro per un guasto a una sospensione. La posizione della sua Caterham ferma per un attimo farà pensare al possibile ingresso della safety-car, che comunque non avviene.
L’ultimo momento da ricordare è un contatto tra Vergne e Maldonado al 65° giro: il venezuelano urta la Toro Rosso del francese e finisce in testacoda, riuscendo comunque a riprendere la gara.

Dopo 71 giri la Redbull ottiene la quarta vittoria stagionale, con Alonso che sale nuovamente sul podio, mentre la McLaren ottiene il miglior risultato stagionale, con il quarto posto di Button.
È da segnalare inoltre come Max Chilton divenga il primo pilota, tra quelli che nell’anno del debutto hanno disputato tutto il campionato, a vedere il traguardo in tutte le occasioni.

Il risultato
1. S.Vettel  Red Bull  1:32:36.300 
2. M.Webber  Red Bull  +10.452 
3. F.Alonso  Ferrari  +18.913
4. J.Button  McLaren  +37.360
5. N.Rosberg  Mercedes  +39.048
6. S.Perez  McLaren  +44.051
7. F.Massa  Ferrari  +49.110
8. N.Hulkenberg  Sauber  +1:04.252 
9. L.Hamilton  Mercedes  +1:12.903 
10. D.Ricciardo  Toro Rosso  +1 Lap 
11. P.Di Resta  Force India  +1 Lap 
12. E.Gutiérrez  Sauber  +1 Lap 
13. A.Sutil  Force India  +1 Lap 
14. H.Kovalainen  Lotus  +1 Lap 
15. J.Vergne  Toro Rosso  +1 Lap 
16. P.Maldonado  Williams  +1 Lap 
17. J.Bianchi  Marussia  +2 Laps 
18. G.van der Garde  Caterham  +2 Laps 
19. M.Chilton  Marussia  +2 Laps 
DNF. C.Pic  Caterham  +13 Laps 
DNF. V.Bottas  Williams  +26 Laps 
DNF. R.Grosjean  Lotus  +69 Laps

I top
- Vettel vince per la nona volta consecutiva... dobbiamo ancora arrampicarci sugli specchi?
- Ottimi anche Button e Perez: hanno sicuramente ottenuto di più di quanto ci si potesse aspettare da loro.

I flop
- Kovalainen non avvicina neanche lontanamente la Lotus alla top-ten e peggiora nella posizione d’arrivo rispetto a quella di partenza;
- Hamilton e Bottas: il primo dei due ha praticamente messo fine alla gara di Bottas... ma quest’ultimo cosa stava facendo?! dopotutto era doppiato...
- il pit-stop della Redbull, su cui non penso sia necessario aggiungere altro.

Classifica piloti: 1) Vettel 397, 2) Alonso 242, 3) Webber 199, 4) Hamilton 189, 5) Raikkonen 183, 6) Rosberg 171, 7) Grosjean 132, 8) Massa 112, 9) Button 73, 10) Hulkenberg 51...
Classifica costruttori: 1) Redbull 596, 2) Mercedes 360, 3) Ferrari 354, 4) Lotus 315, 5) McLaren 122...



domenica 17 novembre 2013

Il sabato di Austin

Siamo giunti ormai al penultimo appuntamento stagionale del campionato 2013 di Formula 1, che in questo weekend si è spostata oltreoceano, in Texas, sul circuito di Austin che fu inaugurato la scorsa stagione, dove le mescole portate dalla Pirelli sono hard e medium.

Nella prima sessione di prove libere del venerdì è Alonso a far registrare il miglior crono, in una sessione che viene ritardata a causa della presenza di una forte nebbia che ostacola la visibilità. Nelle altre due sessioni di prove libere, quelle del venerdì pomeriggio e quelle del sabato, è Vettel a fare il miglior tempo, lasciando presagire un nuovo weekend di dominio Redbull.

Le qualifiche iniziano alle ore 19.00 (fuso orario italiano), con un’ora d’anticipo rispetto all’orario in cui prenderà il via la gara.
La Q1 è abbastanza priva di colpi di scena e vede l’eliminazione di Sutil, che non riesce a completare il suo ultimo giro per un problema al cambio(?), davanti a Maldonado, alle Caterham e alle Marussia.

Se la Q1 è stata priva di colpi di scena non si può dire lo stesso della Q2, in cui alle spalle di Ricciardo (11°) e Di Resta (12°) troviamo una McLaren, una Mercedes e una Ferrari (Button 13° - Rosberg 14° - Massa 15°), davanti a Vergne ultimo degli esclusi.
Gli unici tre team che portano entrambe le vetture in Q3 sono la Redbull, la Lotus e, a grande sorpresa, la Sauber. È da segnalare che tra i piloti che accedono alla Q3 c’è anche Bottas con l’unica Williams superstite dopo la Q1.

Non è particolarmente sorprendente la prima fila tutta Redbull che si delinea alla fine della Q3, con Vettel autore di un’altra pole position. Alle spalle dei due si piazza Grosjean, con Hulkenberg a completare la seconda fila. Seguono Hamilton, Alonso e Perez in 5^, 6^ e 7^ posizione. Kovalainen, tornato come titolare dopo un anno al posto di Raikkonen, dopo avere lasciato la Caterham (dove era terzo pilota) per la Lotus, assente in questo finale di stagione per un intervento chirurgico legato ai suoi problemi alla schiena, si classifica 8°, un risultato sicuramente apprezzabile considerando che è salito per la prima volta in questo weekend su una vettura che non conosceva. Chiudono la top-ten Bottas e Gutierrez.

Il risultato
1. Sebastian Vettel  Red Bull  01:36.338
2. Mark Webber  Red Bull  01:36.441
3. Romain Grosjean  Lotus  01:37.155
4. Nico Hülkenberg  Sauber  01:37.296
5. Lewis Hamilton  Mercedes  01:37.345
6. Fernando Alonso  Ferrari  01:37.376
7. Sergio Perez  McLaren  01:37.452
8. Heikki Kovalainen  Lotus  01:37.715
9. Valtteri Bottas  Williams  01:37.836
10. Esteban Gutiérrez  Sauber  01:38.034
11. Daniel Ricciardo  Toro Rosso  01:38.131
12. Paul di Resta  Force India  01:38.139
13. Jenson Button  McLaren  01:38.217 (+3 posizioni: sorpasso con bandiere rosse nelle libere)
14. Nico Rosberg  Mercedes  01:38.364
15. Felipe Massa  Ferrari  01:38.592
16. Jean-Eric Vergne  Toro Rosso  01:38.696
17. Adrian Sutil  Force India  01:39.250
18. Pastor Maldonado  Williams  01:39.351
19. Giedo van der Garde  Caterham  01:40.491
20. Jules Bianchi  Marussia  01:40.528
21. Charles Pic  Caterham  01:40.596 (+5 posizioni: sostituzione del cambio)
22. Max Chilton  Marussia  01:41.401


Milù Sunshine per F1GC forum.

giovedì 14 novembre 2013

ANGRY BIRDS BACK! u.u

Heikki Kovalainen sostituirà Kimi Raikkonen nel GP di Austin e in quello di Interlagos.
Ancora non si sa nulla su chi prenderà quel volante per il 2014.

Nel frattempo la McLaren ha annunciato l'ingaggio di Kevin Magnussen per il prossimo anno.

mercoledì 13 novembre 2013

Bentornato Kovalainen, sempre che tu possa tornare. Addio, Perez, a qualcuno mancherai.

Rieccomi qui, più acciaccata del solito a causa di una disavventura stradale. Ho passato il giorno in giro per questioni burocratiche e ora finalmente ho un po' di tempo per aggiornarmi su quello che sta succedendo, oltre che sugli ORARI DEL GP DEGLI USA, di cui parlerò in un secondo momento. Prima veniamo alla Lotus, ma anche alla McLaren.

Come ho già detto l'altro giorno, Raikkonen ha dato forfait per gli ultimi due gran premi per sottoporsi a un intervento chirurgico reso necessario dai suoi danni fisici.
Sembrava che la soluzione più scontata fosse affidare la monoposto rimasta sola a Davide Valsecchi ma oggi, a due giorni dall'inizio delle prove libere, non sappiamo tuttora chi salirà su quella vettura. Intanto, però, ci sono due indiscrezioni, una facile da intuire, l'altra che fa moooolto sorridere.

Nicolas Hulkenberg ha rifiutato un posto alla Lotus per gli ultimi due gran premi. La Lotus non lo pagherebbe, la Sauber nemmeno lo sta pagando, quindi se non viene pagato tanto vale disputare gli ultimi due gran premi con una vettura che conosce.
L'altro pilota che ha rifiutato la Lotus è nientemeno che Michael Schumacher. Sì, avete letto bene, pare che la Lotus l'abbia contattato chiedendogli di tornare in F1 per gli ultimi due gran premi. La risposta è stata più o meno "vi attaccate al tram". A proposito, tanti auguri a Michael: 19 anni fa conquistò il suo primo titolo mondiale, forse non nel migliore dei modi, ma in quella stagione non si può negare che abbia guidato da vero fuoriclasse e un episodio controverso non dovrebbe permettere di gettare fango su tutto ciò che aveva fatto prima di quel momento.

Il posto di Raikkonen verrà preso, probabilmente, da Heikki Kovalainen, e non dal terzo pilota Davide Valsecchi.

Passiamo alla McLaren: Perez ha confermato che se ne va. Su dove vada, non ci ha illuminati. Per quanto riguarda la McLaren, l'ingaggio di Kevin Magnussen sembra sempre più vicino. E di nuovo si ricomincia con la storia del nuovo Hamilton. BAAAAASTAAAAAA! Dategli almeno il tempo di debuttare e di mostrare di cos'è capace, invece di iniziare la solita storia. Tra l'altro è anche curioso che ne parlino come un futuro fenomeno, quando è un figlio d'arte e quindi dovrebbe essere snobbato dai fanboy. Ah, già, i fanboy non sanno nemmeno chi sia Kevin Magnussen.

Veniamo agli orari di Austin:
- PROVE LIBERE DEL VENERDÌ: trasmesse in diretta anche dalla Rai alle 16.00 e alle 20.00 su RaiSport1;
- PROVE LIBERE DEL SABATO: trasmesse in diretta anche dalla Rai alle 16.00, su RaiSport1;
- QUALIFICHE: trasmesse in diretta anche dalla Rai alle 19.00, su Raidue e RaiHD;
- GARA: trasmessa in diretta anche dalla Rai alle 20.00, su Raidue e RaiHD.

venerdì 1 marzo 2013

Test prestagionali 2013: Montmelò, seconda giornata


Pilota / Team / Tempo / Numero giri:
1. Romain Grosjean Lotus Renault 01:22.716 88
2. Jenson Button McLaren 01:23.181 72
3. Pastor Maldonado Williams 01:23.628 75
4. Sebastian Vettel Red Bull 01:23.743 65
5. Nico Hülkenberg Sauber 01:23.744 79
6. Adrian Sutil Force India F1 01:24.215 62
7. Daniel Ricciardo Scuderia Toro Rosso 01:25.483 61
8. Max Chilton Marussia 01:25.598 75
9. Giedo van der Garde Caterham 01:26.316 48
10. Nico Rosberg Mercedes Grand Prix 01:26.655 120
11. Fernando Alonso Ferrari 01:27.878 102

Angolo piloti rimasti a piedi e potenziali sostituti
Tra i possibili sostituti di Razia alla Marussia si parla anche di Kovalainen.
#ThePowerOfAngryBirds!

venerdì 28 dicembre 2012

SUNSHINE-ON-F1: Puntata #2


SUNSHINE-ON-F1: HRT, Caterham e Force India
Puntata #2: Venerdì 28/12/2012

Cari lettori, bisogna ammettere che non sono capitate tante cose in quest’ultima settimana nel panorama motoristico, perciò ancora una volta ho deciso di tornare sulla Accaerretì, unico tormentone attuale, di cui però sembra che nessuno si stia preoccupando.

Iniziano a girare su Twitter, ma non solo, notizie un po’ meno traumatiche: qualora qualche compratore si facesse avanti, questo team potrebbe salvarsi ed essere presente sulla griglia di partenza della prossima stagione (ammettendo l’eventualità, per nulla scontata, di stare dentro al 107%).

So che è difficile, ma la mia espressione è questa: *____________*
Toglietemi tutto, ma non la HRT!

È vero, qualcuno mi prenderà per pazza, ma fin dal primo momento ho provato un’innata simpatia per il team spagnolo, non per un motivo preciso... ma fin dai tempi in cui si sarebbe dovuta chiamare Campos Meta – che avevo simpaticamente soprannominato Campos Senza Meta – aveva iniziato ad allettarmi particolarmente, più degli altri “nuovi team” (che all’epoca, lo ricordo, erano la Virgin/Manor/Marussia o come la volete chiamare e la USf1, altrimenti detto il team che non ha mai prodotto vetture, oltre che la Lotus “made in Malesia” nonché Caterham che venne ammessa in F1 soltanto successivamente rispetto al momento in cui vennero annunciati gli altri tre team).

Insomma, credo che ci sia poco da dire, stavolta, ma qualora dovesse farsi avanti un compratore, c’è tuttora una minima eventualità di vedere la HRT nel mondiale 2013.

Io la chiamo così, questa notizia: #EPICWIN!

Intanto c’è la Force India che deve ancora annunciare i propri piloti, si parla di Paul Di Resta (che sembra ormai sicuro), Adrian Sutil, Jules Bianchi e non so chi altro, forse addirittura di Vitaly Petrov, perché ho già letto commenti di chi lo considera il peggior pilota di sempre per il fatto che è un pilota pagante, come del resto era Perez fino a quest’anno eppure veniva considerato un grande talento.
Puntualizziamo: non metto Petrov sullo stesso piano di Perez, riconosco che il messicano è il più grande talento emergente (al secondo posto ci metterei Hulkenberg), anche se nel finale di stagione è stato tutt’altro che brillante... Però dai, non si può dire che Petrov sia un pilota scarso. Anche la storia che ha ottenuto in una stagione intera – nel 2011 – più o meno gli stessi punti che Heidfeld aveva ottenuto in mezza stagione è una favola per gente che non vuole vedere la realtà: quando Heidfeld fu rimpiazzato da Bruno Senna, aveva soltanto due punti in più di Petrov, diciamo che entrambi ne avevano una trentina e che la Renault aveva intorno ai 65 punti (non ricordo la quantità esatta). Se non vado errata in totale, con entrambi i piloti, nella seconda parte di stagione ha conquistato non più di sei o sette punti, ma è anche vero che nella prima parte di stagione i suoi piloti accedevano alla top ten con facilità (sia Heidfeld sia Petrov), mentre nella fase conclusiva lottavano per arrivare in Q2 (sia Petrov sia Senna). Quindi basta con le cazzate: Petrov non aveva così tanti punti in meno di Heidfeld, quando Heidfeld venne messo a piedi, ed entrambi furono peraltro autori di un podio. Poi che la Renault si sia persa per strada è un dato di fatto. Nessuno dice che Rosberg non vale nulla perché su una Mercedes performante ha vinto un gran premio mentre su una Mercedes che arrancava non ha preso punti per più di due mesi.
Ah, già, certe cose non si possono dire: la Mercedes non era inguidabile nella seconda parte di stagione, era una scheggia e avrebbe potuto puntare alla vittoria, se non fosse stata guidata da un pilota che non ha mai vinto senza avere una vettura nettamente superiore alla concorrenza (ho sentito anche questa -.-).

Anche la Caterham deve ancora annunciare il suo secondo pilota, che sembra non sarà né Petrov né Kovalainen. Il nome più gettonato è quello di Giedo Van Der Garde, ma si parla anche di Jaime Alguersuari, Bruno Senna, Sebastien Buemi e qualcun altro che al momento non ricordo.
Però che tristezza... ç_ç Cioè, un campionato 2013 senza nessun pilota che indossa il casco degli Angry Birds?! O.O Bisognerebbe fare una petizione affinché il probabile nuovo pilota della Caterham abbia un casco eclatante.

Va beh, per il momento vi abbandono.
Alla prossima!

E buon 2013.