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domenica 2 novembre 2025

Formula 1 2025: #20 Commento al Gran Premio del Messico

Dopo una fuga dagli States con passaporti fasulli, nel fine settimana del 26 ottobre all'Autodromo Hermanos Rodriguez si è svolto il GP del Messico, che purtroppo non è avvenuto in concomitanza con il Dia de los Muertos. Tuttavia mi è servito un po' di tempo per scrivere il commento, quindi siamo in pieno Dia de los Muertos e possiamo procedere iniziando dall'inizio, ovvero da una sessione di qualifiche che ha determinato questa griglia di partenza: Lando Norris, Charles Leclerc, Lewis Hamilton, George Russell, Max Verstappen, Kimi Antonelli, Oscar Piastri, Isack Hadjar, Oliver Bearman, Yuki Tsunoda, Esteban Ocon, Carlos Sainz (qualificato settimo, retrocesso di cinque posizioni per incidente con Antonelli nello scorso gran premio), Nico Hulkenberg, Fernando Alonso, Liam Lawson, Gabriel Bortoleto, Alexander Albon, Pierre Gasly, Lance Stroll, Franco Colapinto.
Hadjar ha fatto una bella qualifica con un casco celebrativo dedicato ad Alain Prost, purtroppo in gara sarebbe uscito dalla top-ten per opera di Bortoleto, che invece sfoggia un casco con i colori di Ayrton Senna, ma questo è un dettaglio. Certo, è un dettaglio che mi fa urlare a squarciagola "Prosenna vibes", ma nevermind, abbiamo un'intera gara da andare a ripercorrere.

La partenza è stata caotica: a un certo punto ho visto Norris, le Ferrari e Verstappen tutti pressoché allineati. Ho avuto per un attimo la sensazione che facessero un mucchio clamoroso venendo travolti da tutti quelli che arrivavano dietro, ma abbiamo visto semplicemente Verstappen e Leclerc passeggiare per le campagne prima di andare a rimettersi nelle corrette posizioni.
Norris: "Bene, fate quello che vi pare, io da parte mia me ne vado, ci rivediamo tra un'ora e quaranta."
Russell si è letteralmente inventato via radio che Verstappen doveva dargli una posizione che non gli spettava, dietro c'erano Antonelli, Bearman e Tsunoda che cercava di trovare una sua rilevanza. Dietro di lui, Piastri ha sofferto per qualche giro, per poi riuscire a prendersi la posizione.
Nel frattempo è accaduto il fattaccio: mentre gli Hamilstappen duellavano, Hamilton ha tagliato per prati, si è tenuto il vantaggio, Verstappen gli si è avvicinato, i due si sono presi a ruotate, Hamilton ha conservato la terza piazza, almeno fino al momento in cui avrebbe dovuto scontare dieci secondi di penalità, mentre Bearman così di botto si è ritrovato in quarta posizione, che in occasione della prima sosta di Hamilton sarebbe diventata terza.
Nel frattempo Antonelli aveva approfittato del trambusto per superare Russell e portarsi alle spalle di Bearman. Russell, invece, doveva vedersela con Piastri, che gli si è installato dietro ma non è riuscito a undercuttarlo.
Gli ultimi a fermarsi sono stati Leclerc, Norris e Verstappen, questo anche perché era partito sulle soft anziché sulle medium. Ultimato il primo giro di soste, i primi otto erano Norris, Leclerc, Bearman, Antonelli, Russell, Piastri, Hamilton, Verstappen.
Russell: "Driiiiin!"
Box Mercedes: "Cosa vuoi?"
Russell: "Dite ad Antonelli di farmi passare per andare a rubare il biberon a Bearman, dato che sono più veloce di lui."
Antonelli: "Su questo, avrei qualcosa da dire."
Russell: "Vuoi che mi impossessi del tuo biberon?"
Box Mercedes: "Senti, Russell, noi qui abbiamo da fare. Abbiamo organizzato un torneo di scala quaranta e non intendiamo prendere decisioni finché non avremo finito di giocare a carte."
Russell: "Non fa niente, ho pazienza."
Quando Antonelli ha fatto passare Russell, questo è andato a superare Bearman immediatament-... oh wait.
Bearman era ancora terzo, ma se siete in trepidante attesa di un suo podio ho pessime notizie per voi. Se la sua assenza dalla top-3 dovesse generare in voi qualche genere di indignazione, vi suggerisco di non leggere oltre mettervi a fischiare urlando che il mondo è ingiusto come se aveste appena assistito alla proclamazione di Norris vincitore del GP del Messico senza nessun motivo ben preciso tranne l'insignificante dettaglio di essere stato il primo a passare sotto la bandiera a scacchi.
Se invece vi accontentate di vedere Bearman hulkenbergesimo, allora potete proseguire la lettura: andiamo ai box con Antonelli, Piastri e Hamilton e ne usciamo con Piastri, Antonelli e Hamilton: il bambino di prima elementare ha perso una posizione a favore di quello di quinta. Anche Bearman e Russell sono andati ai box con il risultato che ci siamo ritrovati Verstappen terzo.
I primi otto erano a questo punto Norris, Leclerc, Verstappen, Bearman, Russell, Piastri, Antonelli e Hamilton.
Antonelli: "Driiiin!"
Box Mercedes: "Cosa vuoi?"
Antonelli: "Una cornacchia mi ha detto che Piastri ha passato Russell e tutte le sue -L, gli dite di ridarmi la mia posizione?"
Box Mercedes: "Non si può proprio giocare a carte in santa pace, senza che vengano millantate invasioni animali mai viste nella realtà!"
Antonelli: "Va beh, io aspetto la mia posizione."
Dopo un altro driver swap, Antonelli era sesto, ma non si avvicinava a Piastri, il quale era attaccato al retrotreno di Bearman, che era ben lontano dalla terza piazza occupata da Verstappen che viaggiava verso Leclerc, ormai distante mezzo minuto da Norris che temeva di fare tardi all'ora del tè.
La gara ha rischiato di finire in regime di virtual safety car quando Sainz è andato a verniciare le barriere e poi è andato a parcheggiare praticamente dietro alle barriere stesse. È ripresa prima della fine, ma né Verstappen ha superato Leclerc, né Piastri ha superato Bearman e di fatto sono arrivati tutti come erano in quel momento.
Un hot topic un po' ignorato è stato quanto successo a Lawson che, nel corso delle prime fasi di gara, ha quasi investito un commissario che attraversava la pista con un'andatura molto "polleggiata" lamentandosi del fatto. La direzione gara ha replicato che la colpa era sua, che non aveva rallentato abbastanza, il che stride con il fatto che Lawson non abbia avuto alcun richiamo o penalità durante la gara stessa e che il suo modo di guidare non gli sia stato contestato finché non ha parlato.


La giornata si è conclusa con il pubblico che fischiava in branco all'indirizzo di Norris, atteggiamento per il quale ho visto un certo incoraggiamento sui social. Se mi è permesso dire la mia (e suppongo che mi sia permesso, dato che siamo suo mio blog), vorrei ricordare che non solo il fischiare contro i piloti è incivile, ma che dovrebbe essere l'ultima spiaggia quando il risultato è stato influenzato da eventi effettivamente polemici, e non dettato dal semplice fatto che è uno scandalo che abbia vinto Norris mentre io tifo Bortoleto (nome messo a caso).
La mia sensazione è che si sia venuta a insinuare nella mente del tifoso medio la convinzione che la vittoria da parte di un pilota che non gli piace sia non solo frutto di un complotto, ma anche un'offesa personale nei suoi confronti. Quindi, se volevo che Bortoleto vincesse, ma Bortoleto non vince, il mondo è ingiusto e devo fare sentire la mia voce, affermando di avere capito che cosa c'è dietro.
È questo che stanno facendo quelli che sostengono i fischiatori messicani: sostengono che Norris abbia vinto a causa di un ipotetico complotto, ordito dalla McLaren e dalla FIA per impedire a Piastri (che ha perso la leadership del campionato) e a Verstappen di raggiungerlo. Credo che questa storia sia influenzata da due diverse narrative parallele. La prima è quella secondo cui i piloti McLaren sarebbero il Sebastian Vettel e il Mark Webber dei giorni nostri, quindi Piastri deve uscirne vincente di default. Il problema è che i due non guidano come Vettel e Webber, ma come due Webber. Passano dall'essere irraggiungibili al perdersi in millemila vaccate, ma dall'inizio della stagione Piastri viene presentato come il golden boy e Norris come un pagliaccio. Questo, in teoria, doveva giovare alla reputazione di Piastri, ma è esattamente ciò che finirà per danneggiarlo se non dovesse vincere questo mondiale (o anche se lo vincerà con un piccolo margine). Al contempo i suoi sostenitori grideranno a gran voce che il mondohhhh è kontrohhhh di lui.
La seconda narrativa è quella di Verstappen infallibile che combatte la McLaren kattivahhhh che osa avere due piloti anziché solo uno. Per quanto la gestione dei piloti in casa McLaren si sia rivelata in certe occasioni controproducente, credo che questo stia distogliendo dal fatto che in Redbull hanno un pilota che lotta per il mondiale e l'altro che vede a malapena la bassa top-ten, e che questo succede indipendentemente da chi sia il pilota. La McLaren kattivahhhh da rimettere al proprio posto è un team che ha una line-up normale e la speranza di riuscire a mettere almeno una delle macchine davanti a Verstappen. La Redbull ha Verstappen e basta. Se avesse avuto un compagno di squadra che ogni tanto si metteva davanti alle McLaren, forse a quest'ora non sarebbe solo terzo in classifica.

RISULTATO: 1. Norris/ McLaren, 2. Leclerc/ Ferrari, 3. Verstappen/ Redbull, 4. Bearman/ Haas, 5. Piastri/ McLaren, 6. Antonelli/ Mercedes, 7. Russell/ Mercedes, 8. Hamilton/ Ferrari, 9. Ocon/ Haas, 10. Bortoleto/ Kick Sauber, 11. Tsunoda/ Redbull, 12. Albon/ Williams, 13. Hadjar/ Racing Bulls, 14. Stroll/ Aston Martin, 15. Gasly/ Alpine, 16. Colapinto/ Alpine, 17. Sainz/ Williams, Rit. Alonso/ Aston Martin, Rit. Hulkenberg/ Kick Sauber, Rit. Lawson/ Racing Bulls.




lunedì 28 ottobre 2024

Formula 1 2024: #20 Commento al Gran Premio del Messico

27.10.2024 // FUGA A CITTÀ DEL MESSICO

Ve li ricordate i bei vecchi tempi in cui Massa correva per la Ferrari accanto a un compagno di squadra illuminato dalla grazia divina e prendeva distacchi abissali in qualifica e in gara? Ebbene, se vi ricordate quei tempi, ricorderete che tendenzialmente Felipe almeno evitava le ultime file della griglia, o di partire diciottesimo al suo gran premio di casa. Anzi, al suo gran premio di casa è perfino andato a podio, nel 2012, la sua stagione peggiore. Quindi ricordatevi che ci sono sempre delle speranz-... ah no. Si può essere piloti Redbull al gran premio di casa, qualificarsi in penultima fila e vedere le Visa Cash App RB viaggiare verso l'ambizione top-ten. Quell'ambizione si è esaurita nel divenire Visa Crash App, quando Tsunoda è andato a limonare con le barriere e ha messo fine anzitempo alla Q2, impedendo anche a Lawson di migliorarsi. Per il resto, c'è stato un finale da ordinaria amministrazione, con Sainz che si autoproclamava arrotino grazie forse a scie di Haas varie, ma soprattutto con il leader del mondiale piloti che lo affiancava in prima fila, mettendosi alle spalle il rivale color papaya, mentre l'altro papaya era uscito in Q1 per cancellazione di un tempo per track limits. Questa era quindi la griglia di partenza:

Sainz - Verstappen
Norris - Leclerc
Russell - Hamilton
Magnussen - Gasly
Albon - Hulkenberg
Tsunoda - Lawson
Alonso - Stroll
Bottas - Colapinto
Piastri - Perez
Zhou - Ocon (19°/ pitlane)

La gara è partita con Verstappen che si prendeva la testa della gara, ma Albon e Tsunoda avevano piani attention seeker e si sono spalmati l'uno sull'altro e poi sulle barriere: di nuovo Visa Crash App. Prima che arrivasse Bernd Maylander a riportare la situazione alla normalità, un duello tra i Versainz si è concluso con Sainz che tagliava per i prati e poi si faceva da parte per cedere a Verstappen la posizione che gli spettava. Mentre la safety car era in pista, un pilota a caso veniva messo sotro indagine per essersi piazzato a random sulla griglia e destinato a una certa penalità. Siccome non sono sadica, non vi dirò di chi si tratta.
CS: "Ve lo dico io, è il compagno di squadra del leader di questa gara. Ancora per poco."
MV: "Nel senso che sta per essere appiedato?"
CS: "Ma no, cos'hai capito, nel senso che presto non sarai più leader."
Sainz ha superato Verstappen stando in bilico su due ruote, ma Max invece di lamentarsi di un bisk8 spagnolo si preoccupava maggiormente di Norris, con cui si è messo a fare a ruotate, sia dentro sia fuori dalla pista, facendosi frattanto superare entrambi da Leclerc. Avendo anche spinto Norris fuori dalla pista facendogli cadere il ciuccio, si è procacciato dieci secondi di penalità. Intanto Perez spingeva per avvicinarsi alla zona punti, ma per il momento al massimo superava le Aston Martin, una delle quali ci ha salutato anzitempo: Alonso ha festeggiato i 400 sentendosi un po' al volante di una McLaren Honda mentre parcheggiava ai box.
Poi Perez ha visto la luce: la decima piazza di Lawson alla sua portat-... ah no! I due hanno fatto a ruotate, Perez ha rovinato il fondo, ha perso terreno e si è ritrovato con Stroll negli scarichi.
Voce fuori campo: "E intanto arrivano altri dieci secondi di penalità per Verstappen per avere tagliato per prati a random sempre durante il duello con Norris, distogliendo ormai totalmente l'attenzione da Russell e tutte le sue -L che avendo perso la piazza su Hamilton in partenza l'ha ormai superato da tempo."
MV: "Praticamente, se non esistesse Perez e non andasse a scontare la sua penalità anticipando il pitstop ancora prima di me, uscirei ultimo dopo la mia sosta preceduta da venti secondi da fermo."
In casa Mercedes la sosta ha significato ritrovarsi dietro al duo Lawson/ Piastri che ancora non si erano fermati e Hamilton soprattutto se li è ritrovati davanti mentre duellavano ed è rimasto per un po' a guardarli battagliare con i popcorn in mano.
LH: "Levatevi, avete rotto!"
OP: "Aspetta che ti dica che quei popcorn non sono fritti nell'olio di semi di girasole, ma nello strutto."
LH: "Orrorehhhh! E per caso c'è anche del burro? No, non dirmelo! In questo momento vorrei essere Perez ed essere penultimo inseguito da Lawson che nel frattempo è andato ai box, poi farmi superare anche da lui."
OP: "Ti lascio sognare. Io intanto mi fermo ai box, rientro dodicesimo e poi mi metto a dare la caccia ai pokemon."
Si è ritrovato in tempi brevi decimo, con Colapinto davanti che ancora non si era fermato ai box. Perez frattanto è andato di nuovo ai box e, siccome c'erano state altre soste e non era più ultimo, con il pitstop c'è tornato e tra una cosa e l'altra era anche doppiato.
Mentre la voce narrante (non quella del commento) cercava di suggerire complotti a proposito dei distacchi tra i leclainz, i Mercedes Bros si sono messi a battagliare tra di loro precedendo di gran lunga Verstappen. Alcuni doppiati hanno cercato di far notare che i distacchi tra i leclainz cambiavano sulla base del fatto che loro gli stessero danzando intorno e non sulla base di complotti, il tutto mentre le Haas erano 7/8, anche se Piastri aveva altri piani per loro, dato che poi ha superato Hulkenberg.
LN: "Yaaaayyyy, intanto tra un doppiaggio e l'altro mi sono avvicinato a Leclerc e tra qualche giro mostrerò la mia enorme ala mobile!"
E niente, mentre ci si aspettava un duello tra i due, Leclerc ha rischiato di perdere il posteriore, è finito sull'erba e Norris è passato prendendosi la seconda posizione. Poi Hamilton ha superato Russell e tutte le sue -L, mentre una lotta per la dodicesima piazza tra Colapinto e Lawson ha portato quest'ultimo ai box con mezza ala anteriore mancante. Perez si è aperto alla radio, lamentandosi che c'erano detriti e che a provocarli era stato l'idiota che l'aveva spinto fuori in precedenza (questa citazione è vera, non è una trollata che ho inventato per il commento), anche se non è che Lawson fosse poi così responsabile delle sventure di Perez, anzi, questo aveva cercato di travolgerlo.
CL: "Ora dimostrerò che sono un verohhhh uomohhhh andando ai box a cambiare gomme nel tentativo di fare il giro più veloce. È una cosa pericolosissima, non si può mai sapere se ci siano davvero quattro ruote ad aspettarmi."
SP: "Vado a cambiare gomme pure io, così arriverò io ultimo e non Lawson e potrò almeno primeggiare in qualcosa."
Leclerc ha fatto il giro veloce, per poi andare sul podio a fare da chaperon ai Norrisainz. La Redbull nel frattempo sprofondava in terza piazza nel campionato costruttori a -25 dalla Ferrari che a sua volta è a -29 dalla McLaren.
MV: "Ma who kers, se abbiamo buttato al vento punti anche perché mi sono messo a fare il bulletto, tanto le colpe se le prenderà tutte Perez. Anche se forse non durerà molto a lungo."
Tra una settimana si corre in Brasile, sono abbastanza fiduciosa sul fatto che Perez ci sarà ma non lo sono altrettanto su quello che succederà tra un mese a Las Vegas.

RISULTATO:
1. Carlos Sainz/ Ferrari
2. Lando Norris/ McLaren
3. Charles Leclerc/ Ferrari
4. Lewis Hamilton/ Mercedes
5. George Russell/ Mercedes
6. Max Verstappen/ Redbull
7. Kevin Magnussen/ Haas
8. Oscar Piastri/ McLaren
9. Nico Hulkenberg/ Haas
10. Pierre Gasly/ Alpine
11. Lance Stroll/ Aston Martin
12. Franco Colapinto/ Williams
13. Esteban Ocon/ Alpine
14. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
15. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
16. Liam Lawson/ Visa Cash App RB
17. Sergio Perez/ Redbull
Rit. Fernando Alonso/ Aston Martin
Rit. Alex Albon/ Williams
Rit. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB



domenica 27 ottobre 2024

GP Messico 1962 (non championship): la morte di Ricardo Rodriguez, l'ultima shared win e... la partecipazione di un pilota radiato?!?!

Siamo in pieno weekend messicano e non credo ci sia occasione migliore per andare a ricostruire la storia del GP del Messico 1962, evento non championship nel quale perse la vita uno dei due piloti al quale è attualmente dedicato l'autodromo di Città del Messico. Ricardo Rodriguez de la Vega, messicano classe 1942, è stato uno dei primo enfant prodige del motorsport. Avrebbe partecipato alla 24 Ore di Le Mans all'età di sedici anni, se non fosse stato giudicato troppo giovane per competere. Dopodiché ha fatto il proprio debutto in Formula 1 all'età di diciannove anni al GP d'Italia 1961, con la Ferrari. Si è qualificato secondo alle spalle di Wolfgang Von Trips, precedendo tra gli altri anche Phil Hill, poi divenuto campione del mondo quel giorno stesso, con cui e con Richie Ginther ha lottato per la leadership nel corso della gara, prima di ritirarsi per un guasto.
Un palmares niente male, oltre che autore di vari record destinati a durare per molti decenni: il più giovane pilota di Formula 1 di sempre (battuto da Mike Thackwell, Canada 1981), il più giovane pilota Ferrari (battuto da Oliver Bearman, Arabia Saudita 2024), il più giovane a partire in prima fila (battuto da Max Verstappen, Belgio 2016), il più giovane a fare punti (battuto da Jenson Button, Brasile 2000).

In Formula 1 ha preso parte a cinque gran premi, miglior risultato quarto in Belgio 1962, classificandosi tredicesimo in quella classifica mondiale, nonostante abbia disputato la metà degli eventi stagionali. Nella lunga pausa tra il GP degli Stati Uniti (a cui la Ferrari non aveva preso parte) e quello del Sudafrica, avrebbe dovuto disputare un evento non championship previsto in Messico il 4 novembre, al volante di una Lotus.
Non è andata così: il 1° novembre, nel corso di una sessione di prove, a causa della rottura di una sospensione, è uscito di pista impattando contro le barriere. È morto sul colpo all'età di vent'anni ed è tuttora - e speriamo che questo record non venga mai battuto - il pilota di Formula 1 morto più giovane.
Suo fratello Pedro, più vecchio di lui di due anni, avrebbe debuttato in Formula 1 nel 1963, inizialmente per eventi one-off e successivamente come pilota full time, vincendo il GP del Sudafrica 1967 e il GP del Belgio 1970, e gareggiando per la Ferrari come aveva fatto il fratello, nel corso della stagione 1969. Pilota di Formula 1 ma non solo, ha vinto la 24 Ore di Le Mans nel 1968. Esattamente come il Ricardo, ha perso la vita al volante di una vettura da competizione, è accaduto nel 1971. Ai due è dedicato l'autodromo di Città del Messico.

Pedro e Ricardo Rodriguez

Tornando al GP del Messico 1962, che come ho già detto si è svolto il 4 novembre, ho alcune piccole curiosità da riferire, la prima delle quali è che Jim Clark risulta sia squalificato sia vincitore. Doveva scattare dalla pole position, ma a causa di un problema di batteria la vettura non si è avviata, se non a spinta da parte dei commissari. Tuttavia era un'epoca strana, in cui i commissari spingevano vetture e poi queste venivano squalificate, quindi Clark è stato blackflaggato in corso d'opera.
Niente paura, i piloti si potevano sostituire in corso d'opera, quindi in casa Lotus hanno fermato Trevor Taylor e messo Clark al suo posto. Sono abbastanza combattuta a tale proposito. Mi chiedo cosa penserei se fossi Taylor: sarei indispettita dal fatto che mi mettano a piedi per il mio compagno di squadra? O sarei felice che, siccome il mio compagno di squadra è il GOAT, allora seppure ex-equo vincerò la gara?
Clark è rientrato in pista sulla vettura di Taylor in terza piazza, a quasi un minuto dal duo di testa Jack Brabham su Brabham e Bruce McLaren su Cooper, ma ha rimontato, li ha superati e ha vinto la gara con un minuto di vantaggio su Brabham (ultima vittoria con shared drive della storia). Mentre McLaren è stato costretto al ritiro, Innes Ireland su Lotus ha completato il podio.

C'è comunque un'altra enorme curiosità: a questo gran premio ha preso parte anche il pilota Wolfgang Seidel, nonostante al momento in cui questo gran premio è stato disputato risultasse non in possesso della licenza, in quanto radiato a vita su decisione dell'Automobile Club tedesca. La vicenda mi ha incuriosito, quindi ho cercato informazioni in proposito, trovando un thread su Forum Autosports, noto sito che nei primi anni 2000 era frequentato da insaiders, da cuggggini e da cuggggini insaiders.
Non è ben chiaro cosa sia successo, ma nel 1962 Seidel avrebbe tentato di qualificarsi al proprio gran premio di casa al Nurburgring, non riuscendo a completare a causa di un guasto i cinque giri richiesti per essere ammesso in griglia, e si è visto attribuire lo status di non qualificato 1) nonostante piloti che erano stati più lenti di lui siano stati ammessi alla gara, 2) nonostante Taylor che ugualmente non aveva completato cinque giri sia stato ammesso alla gara su pressione di Colin Chapman.
Ne sarebbe seguita una polemica con l'Automobile Club, l'avrebbe quindi radiato a vita - al confronto Jean-Marie Balestre pare un uomo democratico! - per poi successivamente convertire il ban in una sospensione della durata di due anni. Non sembrano esistere ulteriori informazioni sulla vicenda, né su come sia possibile che abbia preso parte a un gran premio mentre era ufficialmente radiato o sospeso.


giovedì 17 ottobre 2024

Il finale di stagione 1965: GP Stati Uniti e Messico

Gli anni '60 avevano in comune con l'epoca attuale il fatto che verso ottobre venissero disputati i gran premi degli Stati Uniti e del Messico. Certo, all'epoca venivano direttamente dopo il GP d'Italia senza gare asiatiche nel mezzo, e terminavano la stagione, senza ulteriori gare asiatiche a concludere il campionato, ma sempre ottobre era, come nel 1965 quando a Watkins Glen e a Città del Messico si è gareggiato rispettivamente il 3 e il 24 ottobre.

Partiamo dagli States, dove Graham Hill si trovava a scattare dalla pole position precedendo la Lotus di Jim Clark e la Honda di Richie Ginther. Non c'era più alcun mondiale da assegnare: degli otto gran premi precedenti, Clark ne aveva vinti sei, ovvero tutti tranne Montecarlo e Monza. E la ragione principale della mancata vittoria a Montecarlo era il non essere presente in quanto impegnato alla Cinquecento Miglia di Indianapolis, dove ha conquistato la vittoria.
GH: "Ma io sono più figo di te e conquisterò questa vittoria!!!111!!!111!! sotto la pioggia!!!11!!!11!! Preparati a guardarmi il culo!!!111!!!11!!"
JC: "Perché stai parlando come parlerebbero i piloti degli anni 2020?
Ti ricordo che siamo due gentlemen britannici degli anni '60 e che io ho posato per dei photoshot in cui guido il trattore in giacca e cravatta. E comunque dato che è già il secondo giro e non ho ancora leaderato, facciamo che ti passo davanti e mi prendo la testa della gara, come è giusto che sia."
Voce fuori campo: "Perché c'è un dialogo immaginario tra gli hillark come se fossimo in un commento a un gran premio contemporaneo?"
Autrice(C): "Perché le cronache scritte parlano di un duello tra di loro durato diversi giri, ma non ci sono filmati per poterli ammirare all'opera."
GH: "Nello specifico il duello viene vinto da me."
JC: "Ma solo perché la macchina ha deciso di lasciarmi a piedi."

Dopo l'abbandono da parte del suo best friend forever, Hill ha leaderato senza grossi problemi, con le Brabham di Dan Gurney e di Sir Jack in seconda e terza posizione. Ginther, infatti, nelle primissime fasi di gara era stato protagonista di un incidente con la BRM di Jackie Stewart, mentre Mike Spence, su Lotus, che inizialmente era davanti alle Brabham, era finito out dopo un contatto con la Ferrari di Lorenzo Bandini.
Che poi, leaderato senza problemi è un eufemismo... voce fuori campo: "INCREDIBILE COLPO DI SCENAHHHH!!!111!!!11!!"
Fanboy del 1965: "sBinalla."
Voce fuori campo: "Perché il punto finale? Da quando i fanboy usano la punteggiatura?"
Fanboy del 1965: "hai ragione, rimedio subito... sBinalla"
GH: "Che gente disagiata, e hanno anche il coraggio di criticarmi perché sono andato a farmi un giro per i prati."
La pioggia si era prima placata e poi era ricominciata a un quarto di gara, cogliendolo di sorpresa, ma il vantaggio era tale che è rimasto in testa, ma ha dovuto vedersela con entrambi i piloti della Brabham, con i quali ha successivamente duellato per la leadership (no, non si trovano video, se ve lo state chiedendo), riuscendo a tenersela stretta e poi tornando ad allungare quando la pioggia ha smesso di cadere.
Hill ha vinto davanti a Gurney e Brabham, con le Ferrari di Bandini e Pedro Rodriguez in quarta e quinta posizione, a precedere la Cooper di Jochen Rindt. Non era presente John Surtees rimasto infortunato alla fine di settembre gareggiando in un altro campionato, mentre c'era una terza Ferrari, guidata dal pilota di casa Bob Bondurant, che ha concluso la gara in nona posizione dietro anche alla Honda di Ginther e alla Brabham/RRC Walker di Joakim Bonnier.

In Messico, Clark scattava dalla pole position, ma il motore della sua vettura ha deciso di salutarlo praticamente a inizio gara e Ginther si è involtato a conquistare la prima posizione, con Gurney a inseguire, e anche altri piloti di un certo rilievo fuori per problemi tecnici. Entrambe le BRM di Stewart e Hill hanno deciso di terminare le gare anzitempo, quindi posso immaginare che sia stato organizzato un torneo di briscola.
GH: "Sì, ma giochiamo solo io e Stewart, Clark non lo invitiamo perché c'è pericolo che vinca anche a carte."
Messa da parte la briscola, credo sia giusto focalizzarci, a questo punto, sul fatto che un pilota americano fosse in testa alla gara a bordo di una macchina giapponese, un fatto notevole, se pensiamo che tutte le gare precedenti, quell'anno, erano state vinte da squadre e piloti britannici.


Immagino che questa considerazione vi abbia fatto andare di traverso per lo stupore il tè delle cinque, ma l'ho posta male io. Di fatto i piloti che avevano vinto gare erano stati tre in totale, appartenenti a due scuderie: la BRM con Hill (Montecarlo, Watkins Glen) e Stewart (Monza) e la Lotus con Clark (tutti gli altri gran premi).
Posso quindi immaginare le proteste dei fanboy della Ferrari: "tutto ciò è inaccettabile!!!11!!!11!!!"
Sarebbero tuttavia andati incontro a una pessima sorpresa, in quanto le uniche due Ferrari presenti, guidate da Bandini e Rodriguez erano in lotta per la bassa zona punti quando i due si sono toccati precipitando indietro di diverse posizioni. E non hanno nemmeno avuto bisogno di scappare in Messico, perché erano già in Messico.
Honda ha conquistato la prima vittoria in Formula 1, con un vincitore one-off. Il podio è stato Ginther/ Gurney/ Spence, con Joseph Siffert su Brabham/RRC Walker quarto e la Honda di Ronnie Bucknum in quinta piazza a precedere la Lotus/Reg Parnell di Richard Attwood. Rodriguez ha battuto Bandini con i due settimo e ottavo, nonché rispettivamente penultimo e ultimo visto il numero esiguo di vetture al traguardo.


martedì 16 aprile 2024

Sessant'anni di 1964: le Ferrari bianco-blu e il titolo di Surtees (che con la mentalità odierna sarebbe leggermente controverso)

Leggermente = avverbio inserito per abbellire il titolo

Vi ho raccontato nei giorni scorsi i precedenti appuntamenti del mondiale 1964 ed è giunto il momento di concludere questo viaggio nel tempo: il 4 e il 25 ottobre rispettivamente si svolti i gran premi degli Stati Uniti e del Messico, dove il titolo si sarebbe deciso tra ben tre aspiranti campioni del mondo: Graham Hill su BRM, Jim Clark su Lotus e John Surtees su Ferrari, non una sfida da poco! Tuttavia trattandosi di eventi nordamericani vintage, i tifosi della Ferrari italiani non potevano certo seguire gli eventi passo-passo, nella speranza di assistere al trionfo di una vettura rossa. E anche se avessero avuto i mezzi moderni, Ferrari di colore rosso non ce n'erano: a causa di una polemica tra Enzo Ferrari e la Federazione, le vetture schierate per i due gran premi finali correvano con licenza americana del North American Racing Team e avevano livrea bianco-blu. Erano infatti i tempi in cui le monoposto portavano i loro colori nazionali e il rosso era il colore che rappresentava le vetture italiane, mentre quella sfoggiata a Watkins Glen e Città del Messico era la livrea americana.

Surtees, il poleman Clark e per tutta la fase restante della gara Hill si sono alternati in testa al gran premio, con Clark che ha perso due giri a metà gara per un guasto. Il team Lotus, allora, ha preso la decisione di fare uno scambio di vetture: è stato richiamato ai box Mike Spence e la sua monoposto è stata affidata a Clark, con Spence che sulla macchina di quest'ultimo è stato poi costretto al ritiro.
Mettete a letto i driverstosurvivers, perché vi spiego le ragioni alla base di questa scelta. Non erano gli anni '50, quindi gli shared drive non erano più la prassi. Però Clark avrebbe potuto classificarsi davanti agli avversari diretti e, se non poteva fare punti lui, poteva sottrarne agli altri - almeno sulla carta, dato che nella realtà Hill e Surtees erano 1/2 (con John che si è pure concesso una sbinnata in corso d'opera, perché tanto erano gli anni '60 e il tifoso medio non aveva ancora raggiunto quel livello di degrado tale per cui il pilota Ferrari debba essere schifato al primo testacoda).
In sintesi in casa Lotus hanno detto a Spence: "tu non sarai mai in grado di finire davanti a loro, quindi levati e fai guidare Clark che è il GOAT". Obiettivamente non sarebbe neanche così offensivo sentirsi dire di essere peggio dell'ineguagliabile, comunque sia Clark si è ritirato mentre era terzo.
Jo Siffert su Brabham ha chiuso terzo, seguito da due americani, Richie Ginther su BRM e Walt Hansgen su Lotus, con la BRP di Trevor Taylor sesto e ultimo.

Anche il Messico è una gara per cui è bene mettere a letto i driverstosurvivers, perché andiamo a cacciarci in un ginepraio tale da spingermi per la prima volta nella mia vita a usare il termine "ginepraio". Clark era ormai a nove punti dalla vetta, ma poteva vincere il titolo se Surtees non concludeva secondo e se - per via degli scarti - Hill non arrivava a podio.
Clark, partito dalla pole, leaderava davanti alla Brabham di Dan Gurney, con Hill che, in terza posizione, aveva il titolo in tasca, almeno finché verso metà gara non si è preso un sportellata da Lorenzo Bandini che, vorrei ricordarlo, era il compagno di squadra di Surtees, sembra un po' un plot (nel senso di trama) uscito dalla mente di Sylvester Stallone. Hill ha perso diverse posizioni, prima di ritirarsi in seguito.
I primi tre erano a questo punto Clark, Gurney e Bandini, con Surtees che, anche in caso di ritiro di di Clark, avrebbe potuto battere Hill soltanto se fosse giunto secondo. Ma Clark non si sarebbe ritirat-...ah, no. La sua vettura ha deciso di lasciarlo a piedi in finale di gara e, dopo avere tentato di portare comunque la macchina al traguardo questa gli ha detto "no, basta, sono stanca" a un giro dalla fine.
A quel punto in casa Ferrari avevano l'occasione di vincere il titolo, ma vi era un'unica possibilità: hanno esposto a Bandini un cartello per indicargli che doveva cedere la posizione a Surtees. L'ha fatto e Surtees è entrato nella storia.


Surtees ha vinto un titolo non semplice, è stato necessario in sintesi che 1) il suo compagno di squadra buttasse fuori il suo avversario diretto, 2) l'altro avversario si ritirasse per un guasto a un giro dalla fine, 3) un ordine di scuderia. Come minimo con la mentalità odierna verrebbe chiesta la sua testa su un piatto d'argento, ma per sua fortuna guidava una vettura ross-... ah, no. Però era un campione di motociclismo, e sappiamo che il motomondiale è più bello per i duellihhhh e i sorpassihhhh.
In tutto ciò oserei affermare che nemmeno alla nonna di Gurney potesse importare qualcosa della vittoria del nipote in un simile momento. Detto ciò veniamo a Clark, che è stato classificato quinto, alle spalle di Spence che immagino sia stato soddisfatto che il suo ritiro sia avvenuto solo a un giro dalla fine, per non dovergli cedere di nuovo la macchina! Infine segnalo come la zona punti sia stata conclusa, su una terza Ferrari bianco-blu, dal pilota di casa Pedro Rodriguez.

domenica 24 dicembre 2023

Il mistero di Thomas Monarch, il diciottenne(?) che doveva debuttare in Messico nel 1963

Carissimi lettori, buona domenica e buon fine settimana, che neanche è arrivato a metà. Credo che la cosa migliore da fare sia approfittarne per dedicarsi alla cultura motoristica e oggi ho deciso di portarvi di nuovo negli anni '60, epoca storica che palesemente, per l'appassionato medio non è mai esistita. La Formula 1, infatti, lo sappiamo tutti, è nata intorno al 1990 e la sua esistenza viene abbellita facendo il nome di Juan Manuel Fangio, mettendoci in mezzo il mondiale 1976 e il GP di Francia 1979: tutto il resto è inesistente nell'accezione popolare. Parliamo di 1963, un mondiale dominato da Jim Clark, quindi un mondialehhhh noiosohhhh e falsatohhhh secondo le storyline che racconteremmo oggi. Il titolo è stato conquistato durante la "stagione europea", nonostante le gare americane e quella sudafricana ancora da disputare. Giunto negli States a Watkins Glen, Clark è stato punito dal karma per il suo dominio, quando la Lotus si è rifiutata di partire dalla casella della seconda posizione. Graham Hill, poleman su BRM, ne ha approfittato per involarsi in testa alla gara, con Richie Ginther (BRM), John Surtees (Ferrari) e Dan Gurney (Brabham) come principali avversari - questa è una piccola digressione, la storia principale di questo post arriverà dopo.

Purtroppo nonostante il problema di Clark è stata comunque una garahhhh falsatahhhh: Surtees è stato in testa molto a lungo su Ferrari, tentando di ristabilire l'ordine naturale delle cose, ma un guasto al motore ha reso il mondo un luogo terribilehhhh e falsatohhhh e ha permesso a Graham Hill di riprendersi la leadership.
Ha vinto con mezzo minuto di vantaggio su Ginther, suo diretto inseguitore, mentre terzo doppiato di un giro ha chiuso nientemeno che Clark, partito con un giro di ritardo ma giunto comunque sul podio. Hanno completato la zona punti Jack Brabham (Brabham), Lorenzo Bandini (Ferrari) e Carel Godin de Beaufort (Porsche).
Vi ho raccontato disgrazie terribili: un dominatore che sale comunque sul podio, la Rossa che non conquista la vittoria... c'è solo una strada percorribile di fronte a un simile scempio ed è fare quello che farebbe ogni criminale americano medio in un film americano: scappare in Messico. E infatti, dove si svolge il gran premio seguente?
Dimenticatevi di Clark, di Hill e del motore rotto da Surtees. Anzi, no, non dimenticatevi di Clark, perché è partito dalla pole, ha leaderato interamente la gara e ha vinto. Gurney e Surtees sono stati 2/3 per un certo tratto di gara, ma il ferrarista risulta squalificato per push start e Gurney scivolato al sesto posto per un problema tecnico. Sul podio con Clark sono saliti Brabham e Ginther, unici piloti a pieni giri, mentre Graham Hill quarto precedito Jo Bonnier (Cooper).
Detto questo, possiamo passare a parlare finalmente dell'evento centrale di questa "fuga in Messico": Thomas Monarch.

Esistono buone probabilità che non abbiate mai sentito nominare quest'uomo, che poi uomo è una parola molto grossa per i tempi, dato che aveva appena diciotto anni nel 1963. Risulta come pilota americano tra le entry del GP del Messico 1963, ma risulta con lo status di withdrawn. Chi è/ chi era? Cosa ci faceva nella entry list? E perché non ha disputato il gran premio?
Le risposte a questa domanda non sembrano molto facili, ma sotto un breve video di highlights trovato di Youtube un commento illumina in proposito. Sarà vero? Oppure sarà una leggenda metropolitana raccontata in tutte le salse come quella di Hans Heyer radiato a vita dalla Formula 1, che non è supportata da alcuna fonte certa?
La versione del commento trovato su Youtube è tale e quale a quella del sito francese statsf1.com, al quale riconosco di essere un sito piuttosto accurato, anche se non viene mai citata alcuna fonte, quindi non sappiamo da dove siano state prese certe informazioni, per eventuali double check.
Facendo ricerche ho scoperto che negli anni 2000/ primi anni 2010 sul forum di Autosport c'era chi cercava informazioni su questo pilota, con un utente che ha rintracciato nel registro delle nascite e delle morti un Thomas Monarch deceduto in Florida all'età di 63 anni che, per data di nascita, poteva essere quel pilota. Anche statsf1 riporta la stessa data come data di morte di Monarch e mette perfino una foto.
Qualcuno, sul forum di Autosport, sostiene di conoscere qualcuno che ha conosciuto questo ragazzo, che effettivamente è plausibile che fosse iscritto al GP del Messico su una Lotus privata, in quanto il padre ne possedeva una, ma il forum di Autosport sembra una fonte inesauribile di cuggggini insaider e i casi sono due: o è frequentato esclusivamente da persone che hanno lavorato nel motorsport e sa loro parenti, oppure ci sono anche alcuni utenti che millantano conoscenze mai avute nella realtà.
Se questa versione fosse confermata, in ogni caso, sarebbe la stessa storia di Youtube e di statsf1: Thomas Monarch era una sorta di guest driver, invitato dagli organizzatori perché prendeva parte a gare locali sulla suddetta Lotus. Monarch, tuttavia, non intendeva partecipare al GP del Messico e avrebbe fatto cancellare la propria iscrizione, che lo avrebbe reso peraltro il più giovane pilota di Formula 1 della storia e fatto rimanere tale fino al debutto di Max Verstappen.

Il mistero, tuttavia, si infittisce, perché mentre le fonti finora citate sostengono che il nostro Monarch fosse effettivamente un diciottenne nato il 3 settembre 1945 nel Michigan e che sia l'uomo morto in Florida nel 2009, altre fonti dicono invece che il "pilota fantasma" fosse nato nel Kentucky il 29 maggio 1912 (informazione ripresa da Wikipedia versione olandese, unica wiki reperita di costui), quindi avesse non diciotto anni, bensì cinquantuno al momento del mancato debutto in Formula 1! Come data di morte viene data 1° aprile 1964, il che potrebbe spiegare come mai non si hanno tracce di lui come pilota successive al 1963.
Rimane tuttavia un enorme dubbio: da dove sono saltate fuori queste date? Chi era davvero questo Thomas Monarch? Era davvero un diciottenne nel 1963, o gli è stata appioppata quell'identità semplicemente perché omonimo di un tale vissuto tra il 1945 e il 2009? Oppure è esistito un Thomas Monarch vissuto tra il 1912 e il 1964, scambiato per quel pilota?


lunedì 30 ottobre 2023

Formula 1 2023: #19 Gran Premio del Messico // il commento del lunedì

Diciannovesimo evento stagionale, Gran Premio del Messico, considerato quasi universalmente da rimuovere dal calendario, in concomitanza con l'esclusione di tutti i piloti messicani dai campionati FIA, perché ci sono i tifosihhhh messicanihhhh che minacciano di mortehhhh la Redbull e il compagno di squadra del loro idolohhhh. A questo proposito, vorrei dire alcune cose: è pur vero che la situazione è pesante e che si sono viste scene indecenti - tra cui una rissa sulle tribune, probabilmente a seguito di un certo incidente avvenuto alla prima curva - ma siamo sicuri che il problema sia essere in Messico? I tifosi messicani sono così invasati perché nello specifico sono messicani, o perché sono stati avvicinati in branco alla Formula 1 in un'epoca storica in cui vengono generati tifosi invasati?
Mi rendo conto che scaricare la colpa sul loro idolohhhh sia la strada più facile, specie in un momento storico in cui sta performando poco e niente, ma non mi sembra che sia lui a istigare i tifosi. C'è addirittura chi sostiene che suo padre dovrebbe essere bandito dal paddock perché istiga... ma la realtà è che Antonio Perez si limita ad affermare che suo figlio sia il best drivahhhh evahhhh senza mai avere tenuto alcun comportamento incivile e inadeguato alla vita pubblica.
Più che eliminare circuiti in base alle tifoserie, sarebbe stato meglio, diversi anni fa, rendersi conto che generare ultrà poteva avere risvolti poco contenibili, ovvero quelli che abbiamo visto questo fine settimana. Avere una tifoseria mediamente civile nel gran premio di casa di una seconda guida non è assolutamente impossibile, basti solo pensare che tra una settimana la Formula 1 andrà in Brasile, dove i tifosi urlavano, cantavano, saltellavano e ballavano 24/7 invocando i nomi di Rubens Barrichello e Felipe Massa limitandosi a sperare che capitassero circostanze favorevoli e che l'idolo di turno potesse vincere il gran premio, senza fare danni quando - specie nel caso di Rubinho che giungeva sul posto spiritualmente accompagnato da un esercito di gufi e gatti neri - risultava chiaro che non sarebbe accaduto.

CRONACA PER IL FORUM - A Città del Messico, dove la gara dura 71 giri, le Ferrari di Charles Leclerc e Carlos Sainz monopolizzano a sorpresa la prima fila dopo non essere mai stati nelle posizioni di vertice fino a quel momento. L'idolo di casa Checo Perez stavolta non è tanto lontano dal compagno di squadra Max Verstappen, ma purtroppo per lui l'Alpha Tauri di Daniel Ricciardo si frappone tra di loro.
Le Mercedes al momento non sembrano tenere il ritmo, con Lewis Hamilton e George Russell in sesta e ottava posizione con in mezzo la McLaren di Oscar Piastri. Quella di Lando Norris invece sarebbe in ultima fila, se non fosse per il cambio di motore di Yuki Tsunoda e la partenza dalla pitlane di Lance Stroll per modifiche in parco chiuso.
Questo è l'ordine di partenza (posizioni di qualifica tra parentesi):

Leclerc - Sainz
Verstappen - Ricciardo
Perez - Hamilton
Piastri - Russell
Bottas - Zhou
Gasly - Hulkenberg
Alonso - Albon
Ocon - Magnussen
Norris - Tsunoda(15)
Sargeant - Stroll(18)

La partenza non è delle migliori per le Ferrari, mentre le Redbull hanno un ottimo spunto. Nel caso di Perez di ottimo ha solo lo spunto, perché poi affianca Leclerc quando questo è quasi affiancato a Verstappen, impossibile uscire tutti indenni dalla curva. Infatti è contatto Perez vs Leclerc, con Charles che riesce a proseguire con l'ala anteriore danneggiata accodandosi a Verstappen. Va peggio a Checo, che quasi spicca il volo ed è costretto ai box, dove si ritira. Il pezzo danneggiato si stacca dalla Ferrari alcuni giri dopo, al 5° giro viene messa brevemente virtual safety car.
Verstappen, Leclerc e Sainz sono i primo tre, Ricciardo è ancora quarto e lo rimane fino all'11° giro quando dopo diversi tentativi Hamilton riesce a superarlo. Piastri e Russell non sembrano avvicinarsi al punto da infastidirlo.
È dietro a Russell che Verstappen si ritrova dopo la prima sosta per passare da medium a hard. Si avvicina in gran fretta e recupera diverse posizioni dato che gli altri piloti allungano il primo stint, puntando a una sola sosta: al 25° Hamilton, che overcutta così Sainz (pitstop al 31°) e per ultimo Leclerc al 32°, unico che non era ancora stato superato da Verstappen, che così si ritrova in testa.
Al 33° giro c'è un botto pazzesco da parte di Magnussen, forse innescato dalla rottura di una sospensione(?), fortunatamente Kevin viene inquadrato uscire dalla vettura e fermarsi sul muretto. Viene messa safety car e Verstappen va ai box: torna in pista ancora sulle hard, ancora in testa. Le barriere sono danneggiate, dal retro della vettura si innalzano fiamme, i commissari intervengono lentamente. Un giro dopo l'incidente viene esposta bandiera rossa.

La gara riprende con standing start dopo circa 25 minuti, la griglia di partenza è la seguente: Verstappen, Leclerc, Hamilton, Sainz, Ricciardo, Piastri, Russell, Tsunoda, Hulkenberg, Norris, Gasly, Albon, Zhou, Ocon, Sargeant, Bottas, Stroll, Alonso. Entrambi i piloti Mercedes ripartono su gomme soft, Russell riesce a superare Ricciardo. I piloti Mercedes sono adesdo terzo e quinto rispettivamente negli scarichi delle due Ferrari. Hamilton supera Leclerc nel corso del 40° giro.
Al 49° giro, poco dopo il ritiro di Alonso ai box, il lungo duello tra Piastri e Tsunoda che durava fin dal restart finisce con un contatto. Il pilota dell'Alpha Tauri finisce in testacoda e riparte nelle retrovie, mentre Piastri rimane in settima posizione. Norris, che aveva perso varie posizioni al restart e in seguito fatto alcuni sorpassi, si ritrova adesso ottavo. In seguito Norris passa davanti al compagno di squadra, va poi successivamente a raggiungere Ricciardo e riesce a superarlo al 60° giro.
Albon, nel frattempo, si trova in nona piazza, mentre Hulkenberg si trova decimo fino a gara inoltrata, per poi perdere posizioni a vantaggio delle due Alpine. Al 67° giro c'è un contatto tra Bottas e Stroll che provoca il ritiro di Lance ai box, mentre nel frattempo Norris supera Russell - che avevamo lasciato negli scarichi di Sainz ma ha poi perso terreno in seguito - e sale al quinto posto. Le posizioni dei primi cinque sono ben definite e tutti piuttosto distanti, mentre negli ultimi due giri Ricciardo si avvicina tantissimo a Russell senza tuttavia riuscire a passare davanti. Il settimo posto gli vale comunque i primi punti stagionali al termine di un weekend in cui ha messo a tacere i suoi numerosi critici.
All'ultimo giro, non inquadrato, Sargeant invece di tagliare il traguardo rientra in pitlane, pare per mancanza di carburante, sarà classificato 16°, doppiato di un giro. Dal momento che prima di quel momento si trovava 12° a pieni giri, verosimilmente si ferma all'ingresso della pitlane, senza riuscire a tagliare il traguardo. // Milly Sunshine(C) per F1GC Forum.

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Lewis Hamilton (Mercedes), 3. Charles Leclerc (Ferrari), 4. Carlos Sainz (Ferrari), 5. Lando Norris (McLaren), 6. George Russell (Mercedes), 7. Daniel Ricciardo (Alpha Tauri), 8. Oscar Piastri (McLaren), 9. Alex Albon (Williams), 10. Esteban Ocon (Alpine), 11. Pierre Gasly (Alpine), 12. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 13. Nico Hulkenberg (Haas), 14. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 15. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 16. Logan Sargeant (Williams), Rit. Lance Stroll (Aston Martin), Rit. Fernando Alonso (Aston Martin), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Sergio Perez (Redbull).

RIFLESSIONI SEMI-SERIE DEL LUNEDÌ - ormai le riflessioni sulla questione Perez/ tifosi messicani le ho già scritte, mi permetto solo di aggiungere che, se non si fosse preso azzardi, Checo sarebbe verosimilmente finito a podio. Per sua stessa ammissione, stava tentando una manovra che, se ben riuscita, avrebbe potuto condurlo in testa alla gara. Riflessione personale, gli è andata pure bene, non oso immaginare cosa sarebbe successo se Verstappen fosse stato coinvolto in qualche modo nel contatto.
Adesso c'è un sacco di gente che vorrebbe Ricciardo al suo posto... sì, Ricciardo, quello che fino a poco tempo fa era uno scandalo che dopo il suo infortunio avesse osato tornare al volante, invece di lasciare il posto alla sua riserva Liam Lawson. Ricciardo, il pilota finito, il clown, quello che non aveva più niente da dire: cambia in fretta la direzione in cui soffia il vento, specie quando tutto viene estrapolato dal contesto e impacchettato in modo da vedere solo quello che fa comodo. Spero almeno che, se la prossima gara non farà punti, non sia di nuovo declassato a pagliaccio, ma non nutro molta fiducia in proposito. E con questo, alle dieci e mezza di lunedì mattina, mentre attendo pazientemente che venga ora di sistemare una faccenda burocratica a causa della quale mi sono dovuta prendere alcune ore di permesso al lavoro, metto fine a questo commento.


giovedì 19 ottobre 2023

Finale di stagione 1969: il GP del Messico

Siamo in vista della parte nord- e centramericana del campionato di Formula 1, quindi non credo ci sia momento migliore per fare un tuffo nel passato, nello specifico andando a stanare il GP del Messico 1969, che si svolse proprio il 19 Ottobre di parecchi anni fa. Il campionato era già stato assegnato a Jackie Stewart (Matra) e quel giorno si concludeva la stagione.
Le Brabham di Sir Jack e del compagno di squadra Jacky Ickx erano 1/2 in qualifica, seguite proprio da Stewart. Era una gara poco importante, perché c'era una sola Ferrari ed era qualificata 15^ su un totale di diciassette vetture in griglia, immagino con poca soddisfazione di Pedro Rodriguez, che si ritrovava a scattare dalle retrovie proprio nel gran premio di casa.

Stewart ha preso la testa della gara al via, ma non è riuscito a mantenerla che per pochi giri, scivolando alle spalle delle due Brabham ufficiali e poi anche di Denny Hulme (McLaren) il quale ha successivamente strappato la leadership della gara a Ickx. Su una Brabham del team Frank Williams Racing, invece, Piers Courage si è ritrovato nelle retrovie dopo un incidente con Jo Siffer (Lotus - Rob Walker) costretto invece al ritiro.
Hulme, nel frattempo, cercava di allungare, ma inseguito da vicino da Ickx, con il quale inizialmente è stata lotta aperta, mentre da Brabham in poi tutti erano piuttosto distanziati. Il pilota della McLaren, tuttavia, in seguito è riuscito a staccare anche Ickx di una decina di secondi.

La gara, tuttavia, non era ancora finita, nelle tornate conclusive Ickx è riuscito nuovamente ad avvicinarsi, ma rimanendo al momento della bandiera a scacchi a due secondi e mezzo di gap e dovendo accontentarsi della seconda posizione, mentre la McLaren conquistava l'unica vittoria stagionale. A debita distanza, Brabham ha completato il podio, con Stewart in quarta posizione.
La zona punti è stata completata da Jean-Pierre Beltoise (Matra) e Jackie Oliver (BRM). Rodriguez ha dovuto accontentarsi soltanto di una settima piazza, quindi immagino che sia i suoi tifosi presenti sul circuito, sia i ferraristi di ogni parte del mondo abbiano affermato senza mezzi termini che si trattava di una gara falsata.

Anzi no, non sono per niente sicura del fatto che tutti i ferraristi del mondo siano arrivati a queste conclusioni, per un motivo molto semplice: era il 1969 e si trattava di un gran premio extraeuropeo, quindi lascio alla vostra immaginazione come potesse essere seguito per esempio dai media italiani.
Per quanto riguarda noi blogger degli anni 2020 che cercano vecchie gare e vecchi highlight su Youtube per scriverci su dei post per il proprio blog, tuttavia, non è andata neanche malaccio, perché sono riuscita a trovare una sintesi della gara, seppure breve, il che non è sempre scontato quando andiamo a immergerci negli anni '60. Diciamo che per stavolta è andata decisamente bene!

domenica 1 ottobre 2023

GP Stati Uniti e Messico 1967: la 23^ e la 24^ vittoria di Clark, il titolo di Hulme

Oggi è il 1° ottobre e non credo ci sia giorno migliore per raccontarvi cosa succedeva il 1° ottobre 1967, quando a distanza di tre settimane dal GP d'Italia vinto da John Surtees con la Honda, la Formula 1 tornava in scena a Watkins Glen e si prospettava uno scontro tra compagni di squadra, Denny Hulme e Jack Brabham, per la conquista del titolo mondiale - era il penultimo evento della stagione, sarebbe stato seguito di lì a tre settimane dal GP del Messico. Se Sir Jack era quinto in qualifica seguito a ruota dal compagno di squadra, tuttavia anche la pole position se l'erano giocata due compagni di squadra, i Lotus Bros, con Graham Hill che prendeva Jim Clark. Il terzo tempo era andato a Dan Gurney sulla Eagle, mentre quarta era l'unica Ferrari guidata da Chris Amon. In sintesi, si prospettava un duello tra Hill e Clark, che con gli standard odierni forse sarebbero considerati gente che distrae dalle logiche del campionato e dovrebbe farsi da parte invece di mettersi in mostra e di stare in mezzo.

Hill si è involato verso la leadership, seguito da Clark, ma Gurney ha cercato di mettersi in mezzo arrivando a superare Jim e a portarsi secondo. Il pilota della Lotus sarebbe riuscito comunque a portarsi secondo dopo pochi giri, con un sorpasso sullo statunitense, in seguito destinato al ritiro per la rottura di una sospensione.
Amon, che al via aveva perso posizioni, nel frattempo rimontava like a boss, al punto da avvicinarsi alle Lotus e ad apparire un potenziale contendente alla vittoria, almeno finché non si è ritrovato a doppiare Surtees che era sotto di alcuni giri... ma il campione del mondo 1964 non aveva la benché minima intenzione di farlo passare!
Ex pilota Ferrari passato a un'altra scuderia che ostacola un pilota Ferrari durante un doppiaggio: non oso immaginare come reagirebbe la gente di oggi, che si indispettisce anche se il pilota Ferrari meno figo vince una gara derubandohhhh il compagno di squadra, mai stato in testa in quel gran premio.

Surtees è stato comunque punito dal fato e costretto al ritiro, quindi Amon si è lanciato di nuovo a inseguire i leader. In testa alla gara, nel frattempo c'era Clark, approfittando di un'indecisione di Hill, colto di sorpresa dal cambio e da una marcia che non entrava. Graham ha poi dovuto vedersela con Amon, i due si sono alternati alcune volte in seconda posizione nel proseguimento della gara, ciascuno con la vettura che dava problemi. Quella di Amon ha avuto più problemi di Hill, infatti Chris è stato costretto al ritiro.
Le Lotus hanno fatto doppietta, con Clark vincitore per la 23^ volta in Formula 1: era una sola di distanza da Juan Manuel Fangio che di gran premi ne aveva vinti 24. Con gli standard odierni, qualcuno avrebbe detto che quelle di Clark non erano vere vittorie. Altri, inoltre, avrebbero osservato che a contare erano i risultati di Hulme e Brabham, terzo e quinto con in mezzo la Cooper di Joseph Siffert e a chiudere i punti quella di Joakim Bonnier.

Non ci sono tante cronache scritte degli eventi del GP del Messico, così come ovviamente anche in questo caso i video di sintesi sono di una brevità allucinante. Quello che sappiamo è che nel giorno dello scontro per il titolo tra i piloti della Brabham, era ancora il duo della Lotus a contendersi la vittoria.
Hill partiva quarto, ma è andato in testa fin dal via, davanti a Amon e Clark partiti dalla pole. Jim non è comunque rimasto a guardare e in breve tempo si è ripreso la leadership per non lasciarla più: 24 vittorie come Fangio - record che avrebbe battuto con una vittoria ulteriore in Sudafrica a inizio 1968, purtroppo la sua ultima.
Hill ha occupato per neanche un terzo di gara la prima piazza, per poi essere costretto al ritiro, facendo risalire al secondo posto la Ferrari di Amon.
Quella di Amon non era l'unica Ferrari presente, in questa occasione c'era al via amche Jonathan Williams, alla sua unica presenza in Formula 1, scattato dalla sedicesima casella della griglia.

Se state pensando che anche Williams avrebbe dovuto temere la tifoseria odierna vi do ragione, ma la tifoseria ferrarista aveva questioni ben più temibili di cui occuparsi: Amon infatti risulta avere occupato la seconda piazza fino a due giri dalla fine o giù di lì, non è chiaro se dopo abbia avuto un guasto o sia rimasto senza benzina. Certo è che non è andato a podio.
Sui gradini più bassi c'erano Brabham e Hulme, con quest'ultimo che ha conquistato il titolo mondiale. La zona punti è stata completata da John Surtees su Honda, nonché da Mike Spence su BRM e Pedro Rodriguez su Cooper. Amon è stato classificato nono, alle spalle del compagno di squadra Williams.
Terminava così il mondiale 1967, così come terminava la permanenza di Hulme alla Brabham, scuderia per la quale aveva gareggiato fin dall'esordio in Formula 1 nel 1967 e con la quale aveva conquistato due vittorie oltre che il mondiale. Sarebbe passato alla McLaren, rimanendovi fino alla fine della sua carriera nella massima categoria, nel 1974.


sabato 30 settembre 2023

Finale di stagione 1970: i GP degli States e del Messico

Carissimi lettori, oggi due piccioni con una sola fava - o se preferite due gabbiani con una sola ruotata - e andiamo a esplorare un finale di stagione quando la stagione finiva in ottobre (mese ormai alle porte), non mancando si notare come oggi sarebbe stato il compleanno di un pilota che in quell'occasione sarebbe salito sul podio in Formula 1 per l'unica volta nella sua carriera, al debutto, come un Kevin Magnussen d'altri tempi. Il pilota in questione era Reine Wisell, svedese, nato il 30 settembre 1941 e deceduto all'età di 80 anni nel mese di marzo del 2022. Era biondo con i capelli lunghi, quindi probabilmente aveva tutte le fangirl ai suoi piedi, sempre ammesso che conoscessero la sua esistenza e che apprezzassero le basette folte. Considerato che ai tempi la peluria da licantropo era fescion, probabilmente le apprezzavano!

A Watkins Glen si gareggiava il 4 ottobre, come penultimo evento stagionale. Jacky Ickx, su Ferrari, scattava dalla pole position, precedendo la Tyrrell di Jackie Stewart e la Lotus di Emerson Fittipaldi. Tra i tre, la miglior partenza è stata quella di Stewart, che si è portato in testa, con la BRM di Pedro Rodriguez che si accodava in seconda posizione. Ickx era terzo, seguito dal compagno di squadra Clay Regazzoni, mentre Fittipaldi ha perso innumerevoli posizioni.
Mentre diverse vetture iniziavano a uscire di scena e Stewart si dava alla macchia, le due Ferrari si portavano negli scarichi di Rodriguez, per poi riuscire a superarlo. Lo scozzese della Tyrrell era ormai imprendibile e in poco tempo anche Ickx, Regazzoni e Rodriguez facevano ciascuno gara a sé. Nel caso di Clay non è durata tanto, prima ancora di arrivare a metà ha avuto un problema tecnico che ha compromesso ogni sua chance di portare a casa un buon risultato. Ickx, che aveva ancora qualche chance di vincere il titolo, le ha viste svanire definitivamente poco dopo: costretto a sua volta a rientrare ai box, ha perso due giri uscendo tuttavia in bassa top-ten.

La leadership di Stewart era abissale, un minuto di Rodriguez con Fittipaldi terzo addirittura già doppiato. Però bastava poco per stravolgere l'esito di un gran premio e la Tyrrell ha dato forfait a causa di una rottura del motore, con tanto di olio che si spargeva ovunque sulla pista. Rodriguez ne frattempo proseguiva con una ventina di secondi di vantaggio su Fittipaldi e la gara che andava verso le sue ultime battute.
La benzina scarseggiava, così Pedro è stato costretto a una sosta ai box a pochi giri dalla fine, Emmo nuovo leader e pronto ad andare a conquistare la prima vittoria in Formula 1. Rodriguez ha chiuso secondo, con la Lotus di Reine Wisell a completare il podio. Il team di Colin Chapman ha conquistato il titolo costruttori, mentre la matematica ha decretato il titolo postumo di Jochen Rindt.
Ickx alla fine è arrivato quarto, superando vetture fino alle ultime battute, le ultime la March di Chris Amon e la Surtees di Derek Bell, che hanno completato così la zona punti, in una gara in cui, in realtà, nonostante un certo numero di ritiri ben quattordici vetture sono state classificate (tra cui anche Regazzoni, anche se soltanto tredicesimo).

Il mondiale è finito tre settimane più tardi, il 25 ottobre, a Città del Messico, con Regazzoni che conquistava la sua prima pole position, precedendo la Tyrrell di Stewart, la Ferrari del compagno di squadra Ickx, nonché la Brabham di Sir Jack, che disputava il suo ultimo gran premio in carriera.
Al via Clay ha mantenuto la posizione, ma non è durato a lungo in testa, con Ickx ben presto leader seguito da Stewart, almeno fintanto che Jackie non è stato costretto da un problema tecnico a rientrare ai box: con il suo inconveniente le Ferrari si sono ritrovate 1/2. Avrebbe terminato la gara molti giri dopo a causa di un'invasione animale, per un contatto con un cane vagante.
Ickx e Regazzoni hanno proseguito 1/2, con Jacky che distanzava il compagno di squadra, mentre Brabham era in terza posizione prima di essere abbandonato dal motore. È risalito terzo Denny Hulme su McLaren, davanti alla March di Chris Amon, alla Matra di Jean-Pierre Beltoise e alla BRM di Pedro Rodriguez a completare la zona punti.
Prima ancora che finisse la gara, il pubblico ha invaso la pista, con Ickx che ha rischiato di falciare decine di spettatori nel momento in cui tagliava il traguardo. C'erano già stati problemi in passato con il pubblico in Messico, ma questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.


venerdì 22 settembre 2023

Finale di stagione 1968: i GP di Canada, Stati Uniti e Messico

Come ho già fatto notare in un precedente post, un tempo in questo periodo dell'anno la Formula 1 non andava in Asia, bensì in America del nord, spostandosi poi verso il centro. È quello che succedeva alla fine degli anni '60/ inizio '70 e nello specifico oggi intendo portarvi a fare un giro nel 1968, quando gli eventi d'oltreoceano erano tre: il Canada il 22 settembre (oggi ne è il 55° anniversario) a Mont-Tremblant, gli Stati Uniti il 6 ottobre a Watkins Glen e infine, giusto per stare sul sicuro, il mondiale che finiva scappandp in Messico, dove si correva il 3 novembre. Dopo il GP d'Italia, quattro piloti erano separati da sei punti in vetta alla classifica piloti: Graham Hill (Lotus) 30, Jacky Ickx (Ferrari) 27, Jackie Stewart (Tyrrell/ Matra) 26, Denny Hulme (McLaren) 24. Se ci fosse stata Liberty Media non oso immaginare cos'avrebbe combinato, ma per fortuna ai vecchi tempi non c'era Liberty Media. Sfortunatamente delle gare americane si trova poco e niente, a livello di video, sintesi brevi nel migliore dei casi.

GP CANADA - Graham Hill festeggiava il suo 100° gran premio in carriera, così come Jack Brabham, ma la pole è andata al compagno di squadra di quest'ultimo, Jochen Rindt. Hill era solo quinto in griglia, ma non era il peggiore dei mali. Ickx, in qualifica, ha avuto un serio incidente nel quale ha riportato una frattura a una gamba: i championship contenders sono rimasti tre.
Chris Amon (Ferrari) ha preso la testa della gara al via davanti a Jo Siffert (Lotus) e al poleman Rindt, ma in corso d'opera sia Siffert sia Rindt sono stati costretti al ritiro da problemi tecnici. Amon ha proseguito imperterrito, con le McLaren ormai 2/3: i due avevano superato Hill costretto a rallentare a causa di problemi alla monoposto.
Nella fase ormai finale della gara, Amon è stato lasciato a piedi dalla propria vettura, tanto per cambiare, così che la vittoria è andata a Hulme, che ha preceduto abbondantemente Bruce McLaren, mentre Pedro Rodriguez (BRM) ha chiuso al terzo posto. Hill, che ha recuperato una posizione grazie a un testacoda di Johnny Servoz-Gavin (Tyrrell/ Matra), mentre la zona punti è stata chiusa da Vic Elford (Cooper) e Stewart - solo sei piloti sono giunti al traguardo.
Hill e Hulme, a questo punto, erano appaiati in classifica a 33 punti, con Stewart a 27 al pari di Ickx. Ironia della sorte, anche il quinto e sesto posto erano a pari punti, ed erano McLaren e Rodriguez.

GP STATI UNITI - Mario Andretti (Lotus) si è procacciato la pole position all'esordio, impresa che sarebbe stata eguagliata in futuro solo da Carlos Reutemann e Jacques Villeneuve. Andretti in realtà aveva già preso parte a una sessione di qualifiche un paio di gare prima, ma con lo status di "withdraw" a causa della partecipazione a un'altra gara in SoVrApPoSiZiOn3.
Superato da Stewart al via, Andretti è rimasto in seconda posizione, finché non ha dovuto fare una sosta ai box a causa della rottura dell'ala anteriore precipitando nelle retrovie - in seguito si sarebbe ritirato per un guasto. Hill frattanto era risalito secondo dopo un testacoda di Amon, che prima era davanti a lui. Anche Hulme, scivolando su una macchia d'olio, è finito in testacoda.
Il pilota di casa Dan Gurney (McLaren) è risalito al terzo posto, ma ha fatto a sua volta un testacoda, perdendo tuttavia solo una posizione a vantaggio di John Surtees (Honda) con il quale seguito ha lottato per il terzo posto. Il campione del mondo 1964 ne è uscito vincitore e Stewart/ Hill/ Surtees è ad oggi l'ultimo podio interamente britannico.
Gurney ha chiuso quarto precedendo Siffert e McLaren: anche stavolta solo sei piloti hanno concluso la gara, con Hulme ritirato per incidente. Hill è salito a 39 punti, mentre Stewart si è avvicinato, a 36 con un solo gran premio da disputare, una vittoria dominante per lui, ma con un grosso brivido, dato che ha affermato di avere rischiato di investire due spettatori che attraversavano la pista.

GP MESSICO - a proposito di spettatori che attraversavano la pista, pare che questa ragione abbia in seguito portato alla cancellazione del GP del Messico dal calendario. Siffert e Amon hanno preceduto Hill in griglia, ma Graham ha preso la testa della gara fin dal via, anche se poi per un tratto relativamente breve è stato secondo dietro a Stewart.
Hulme si è ritirato dopo pochi giri per un guasto, ma l'hanno comunque preceduto come ritirati Rindt e Ickx - quest'ultimo tornato dopo l'infortunio, mentre a Watkins Glen aveva gareggiato Derek Bell. Con il ritiro di Hulme, l'unico avversario di Hill ancora restante era Stewart, ma era relegato al secondo posto e poi, alla fine, ha avuto problemi di motore scivolando in settima piazza.
Hill ha vinto la gara salendo a 48 punti - conquistando quindi il suo secondo titolo mondiale - e ha preceduto sul podio McLaren e il compagno di squadra Jackie Oliver. Rodriguez ha chiuso quarto precedendo Jo Bonnier (Honda). Mentre Amon si è ritirato, il poleman Siffert ha ottenuto la sesta piazza, ovvero l'ultimo punto disponibile.


mercoledì 9 agosto 2023

Stagione 1966 - parte 5/5 [USA, MEX]: finale di stagione oltreoceano

Raccontarvi il mondiale 1966 in cinque puntate è stata - o per meglio dire è tuttora, perché non abbiamo ancora finito - una bella esperienza, che sicuramente riproporrò per altre stagioni di cui non ho ancora raccontato nulla, quindi mi sembra doveroso procedere con l'ultima puntata. Ci siamo lasciati con il GP d'Italia, con la doppietta Ferrari di Ludovico Scarfiotti e Mike Parkes... che a Watkins Glen non c'erano nemmeno! Negli States c'era una sola monoposto affidata a Lorenzo Bandini, mentre al finale di stagione a Città del Messico la Ferrari non c'era nemmeno, rendendolo un gran premio poco importante, come vuole la nota prassi secondo cui le gare sono rilevanti se la Rossa vi prende parte!
Il mondiale piloti era frattanto stato già vinto da Jack Brabham che si è messo tutti dietro in qualifica a partire dalla Lotus di Jim Clark per poi passare alla Ferrari di Bandini. Dietro di loro c'era la Cooper di John Surtees, dopodiché le BRM di Graham Hill e Jackie Stewart a precedere la seconda Brabham di Denny Hulme. Insomma, gentaglia qualsiasi, direbbero i vari Orange Army, Cult LH e magari anche qualche alonsista sfegatato.

La Ferrari era ancora in lotta per il titolo costruttori, ma il ritiro di Bandini, che si era conteso con Brabham la leadership della gara, ha visto sfumare ogni speranza, nonostante le Brabham di Sir Jack e quella di Hulme siano state ugualmente messe fuori gioco da problemi tecnici, quella di Brabham proprio quando era in testa, succeduto a Bandini.
I problemi tecnici erano all'ordine del giorno, anche Stewart e Hill tra gli altri sono stati costretti al ritiro, mentre Surtees... non è ben chiaro cosa gli sia accaduto, il lap by lap lo dà tra il terzo e quarto posto nella prima parte di gara, in alternanza con Clark, per poi scivolare molto più indietro. Posso provare a fare uno sforzo di immaginazione e presumere che possa essere stato costretto a una sosta ai box.
Rimasto da solo in terza piazza, Clark si è ritrovato in testa a circa metà gara dopo i ritiri di Bandini e Brabham, ritrovandosi a dominare quello che rimaneva dell'evento: al momento in cui ha tagliato la bandiera a scacchi, era l'unico pilota a pieni giri, staccando di un giro i piloti finiti sui gradini più bassi del podio ovvero Rindt e un ritrovato Surtees.
Su diciannove vetture presenti, sei hanno visto la bandiera a scacchi da classificate - quarto Jo Siffert (Walker Racing/ Cooper), quinto Bruce McLaren (McLaren), sesto Peter Arundell (Lotus) - e una non classificata, quella di Richie Ginther (Honda) per non avere completato almeno il 90% dei giri previsti.

In Messico a ottenere la pole position è stato Surtees, passato dalla Ferrari alla Cooper nel corso della stagione quindi traditorihhhh della patriahhhh, precedendo la Lotus di Clark, il quale tuttavia è stato costretto al ritiro per un guasto già nella prima parte della gara.
Brabham ha preso la leadership nei primissimi giri, mentre Surtees che aveva perso alcune posizioni al via gli è arrivato ben presto alle spalle, per prendersi la prima piazza dopo pochissime tornate. Da quel momento in poi sembra, a quanto narrano le cronache, che nessuno sia più stato in grado di impensierirlo e che abbia staccato tutti (vincendo quindi una gara con la Cooper dopo averne già vinta una con la Ferrari nello stesso anno), con il solo Brabham a riuscire a rimanergli non vicino, ma comunque non a distanza abissale: dal terzo in poi tutti doppiati, quantomeno i pochi che hanno finito la gara.
Mentre Hill, Stewart e Rindt sono stati alcuni dei piloti costretti al ritiro, Hulme ha chiuso terzo, precedendo Ginther, con Dan Gurney (Eagle) e Joakim Bonnier (Cooper privata) a completare la zona punti. Con Rindt ritirato, Surtees è salito secondo in classifica piloti.

Brabham 42, Surtees 28, Rindt 22, Hulme 18, Hill 17, Clark 15, Stewart 14, Bandini 12, Parkes 12, Scarfiotti 9, ecc... Cosa dire, classifica molto notevole, i piloti giunti nelle prime *sette* posizioni erano tutti o sarebbero diventati campioni del mondo, una cosa del genere non si vede tutti i giorni.
Quella teoria secondo cui ai vecchi tempi le griglie di partenza erano popolate da piloti scarsi è assolutamente rivedibile a giudicare da tutto ciò.

mercoledì 26 aprile 2023

Canada/ USA/ Messico 1970: finale di stagione oltreoceano

Buongiorno a tutti, miei cari lettori, oggi è il 26 aprile 2023 e la scelta sul gran premio vintage che volevo raccontarvi oggi è dettata proprio dalla data, poi vi spiegherò perché. Tuttavia, trattandosi di un gran premio del 1970 avvenuto nel continente americano, esiste un video di appena un minuto e mezzo, così come di quello precedente e quello successivo. Quindi invece di narrarvi il solo GP degli Stati Uniti (quello ci interessa per una piccola curiosità statistica abbastanza slegata dal gran premio stesso) ecco che vi parlo della tripletta Canada/ Stati Uniti/ Messico. Specifico inoltre, a scanso di equivoci che non era un momento allegro per la storia della Formula 1, che veniva dal gran premio di Monza, nelle cui qualifiche era avvenuto l'incidente mortale di Jochen Rindt, leader della classifica che poi sarebbe diventato campione del mondo postumo. Erano passate solo due settimane dal GP d'Italia, nel quale tra l'altro Regazzoni aveva ottenuto la sua prima vittoria in Formula 1. E della prima vittoria di Regazzoni in Formula 1 prima o poi ve ne parlerò, perché ho notato un retroscena interessante. Non so ancora quando ve ne parlerò, ma succederà.

In Canada, ai tempi, si gareggiava a Mont-Tremblant, e l'edizione del 1970 ha segnato anche, in corso d'opera, l'esordio della Tyrrell come costruttore (prima gareggiava come team cliente con delle March e in realtà François Cevert era tuttora al volante di una March)... e che esordio! Jackie Stewart ci ha fatto la pole position, davanti alle Ferrari di Jacky Ickx e Clay Regazzoni.
Stewart ha mantenuto la testa della gara al via e ha anche allungato nella prima parte di gara, mentre Ickx era stabilmente secondo e Regazzoni dopo avere perso posizioni al via era risalito al terzo posto iniziale. La gara del pilota scozzese, tuttavia, è durata solo per poco più di un terzo, prima del ritiro a causa di un guasto, ciò ha lasciato le Ferrari in prima e seconda posizione, a debita distanza l'una dall'altra, con Chris Amon (March) terzo a sua volta distante.
Amon era inseguito molto da vicino da Cevert, il quale tuttavia è dovuto rientrare ai box per problemi alla sua monoposto, lasciando la quarta piazza nelle mani di Pedro Rodriguez (BRM). John Surtees, a bordo della monoposto del proprio team, ha chiuso quinto ottenendo i primi punti della scuderia, davanti alla McLaren di Peter Gethin. Cevert è giunto nono, ultimo e doppiato di vari giri, dietro alle Matra di Henri Pescarolo e Jean-Pierre Beltoise.

Veniamo dunque proprio a Beltoise, perché nel successivo gran premio a Watkins Glen è stato protagonista della curiosa statistica a cui ho accennato all'inizio del post, non da solo, ma ex-equo con il pilota one-off, al volante di una Brabham con entry privata, Gus Hutcherson. I due, infatti, erano nati entrambi il 26 aprile 1937 (oggi è quindi l'ottantaseiesimo compleanno di Hutcherson e sarebbe stato l'ottantaseiesimo anche di Beltoise, che tuttavia ci ha lasciati nel 2015 a causa di un ictus).
Avere due piloti nati lo stesso giorno dello stesso anno in Formula 1 nello stesso momento già era un caso rarissimo, ma ad oggi Beltoise/ Hutcherson è l'unico caso che ho finora identificato di due piloti nati lo stesso giorno dello stesso anno che si sono entrambi *qualificati* e sono andati sulla griglia di partenza nello stesso gran premio.
Ironia della sorte, non solo i due hanno disputato entrambi la gara statunitense, ma si sono anche ritirati consecutivamente, a pochi giri di distanza l'uno dall'altro e senza altri ritiri in mezzo! In sintesi, un evento già unico è stato reso ancora più unico!

Ickx ha ottenuto la pole position, ma ha perso alcune posizioni al via e leader è divenuto Stewart fin dalle prime battute, seguito da Rodriguez. Il pilota della Tyrrell ha iniziato a staccate Rodriguez, che è stato raggiunto dalle due Ferrari di Ickx e Regazzoni, che hanno poco dopo superato il messicano. Dopo il sorpasso, Ickx ha iniziato a staccare anche il compagno di squadra, il quale è stato di lì a poco costretto a una sosta ai box.
Regazzoni si è dovuto fermare di nuovo poco più tardi, venendo costretto a una lunghissima fermata. Il peggio, comunque, doveva ancora venire, in quanto Ickx, che era in lotta per il mondiale, è ugualmente rientrato ai box a causa di un cedimento. A metà gara ormai superata, Stewart aveva frattanto quasi un minuto di vantaggio e, terzo e quarto, Emerson Fittipaldi e Reine Wisell erano doppiati di un giro. La Tyrrell ha iniziato tuttavia a perdere olio e di lì a qualche giro il motore ha ceduto.
Rodriguez era stabilmente al comando, ma a rischio di finire la benzina. Quindi, ormai nell'ultimo tratto di gara, è stato costretto a rientrare ai box per rifornire, ne è uscito secondo, dietro a Fittipaldi e davanti a Wisell. A soli ventitré anni, il pilota brasiliano ha conquistato la sua prima vittoria in Formula 1. Ickx, quarto al traguardo dopo una rimonta e un sorpasso in extremis su Amon, era ormai escluso dalla lotta per il titolo e Rindt è divenuto campione del mondo postumo. La Surtees nel frattempo ha ottenuto un altro punto, in quanto Derek Bell ha chiuso la gara al sesto posto.

Il mondiale è terminato a Città del Messico con una gran folla di spettatori ultrà di Pedro Rodriguez, che hanno anche causato un ritardo nella partenza a causa di un'invasione di pista. Quando la gara è partita, Regazzoni che scattava dalla pole è stato in breve tempo superato da Ickx e Stewart, che poi hanno proseguito vicinissimi l'uno all'altro finché lo scozzese non è stato costretto a una sosta ai box. Si sarebbe ritirato più tardi a causa di una collisione... con un cane entrato in pista!
Le Ferrari frattanto erano 1/2 e Jack Brabham era in terza posizione. Non avrebbe tuttavia concluso il suo ultimo gran premio in carriera, a causa di un guasto al motore a gara ormai inoltrata. È risalito terzo Denny Hulme (McLaren) giunto fino al retrotreno di Regazzoni, che in finale di gara aveva problemi con il motore, ma è riuscito a conservare la seconda piazza.
Nonostante Rodriguez fosse soltanto sesto, alle spalle di Amon e Beltoise, il pubblico si è comunque riversato in pista, quando le vetture non avevano ancora tagliato il traguardo, perché i tifosi erano very uominy ma erano inconsapevoli della loro natura umana e credevano di essere immortali.


mercoledì 2 novembre 2022

Commento al Gran Premio del Messico 2022

Ogni GP degli Stati Uniti che si rispetti termina con una fuga in Messico nel weekend del Dia de los Muertos, che in teoria sarebbe il 2 novembre, ma il 2 novembre in Messico dà l'impressione di durate tutta la settimana che lo precede. Stavolta invece di arrivare a cavallo, Dani-Smile è arrivato indossando una maschera messicana a tema, commenti più gettonati "Ricciardo sei un pagliaccio, ti amavamo quando facevi le stesse trollate ma vincevi gran premi, adesso devi andare a contemplare le mucche al pascolo e lasciare la scena a chi è più competitivo di te". Insomma, non hanno neanche un minimo di pazienza, dato che probabilmente tra qualcosa come tre settimane la carriera in Formula 1 di Ricciardo sarà finita. Poi quando non ci sarà, come minimo tutti lo rivorranno indietro, ma non mettiamoci troppo avanti con i lavori e preoccupiamoci del fatto che tutto è iniziato sabato con le qualifiche.
Voce fuori campo: "Veramente ci sono sessioni di prove libere da seguire in religioso silenzio, altrimenti non si è very uominy."
L'Autrice(C): "Allora ho l'impressione che di very uominy ce ne siano pochi, dato che non mi risulta che la caciara con cui vengono commentate le prove libere sui social sia esattamente compatibile con il concetto di religioso silenzio."
Non so esattamente cosa sia successo venerdì, le prove libere in orario serale hanno il vantaggio di permettermi di sfuggire maggiormente alla lettura di commenti sui social. Il venerdì, quindi, possiamo considerarlo già terminato e passare al sabato, nello specifico alle qualifiche, che si sono svolte alle 22.00 ora italiana ma sono state trasmesse da TV8 alle 23.30. Prima sono andata a farmi la solita passeggiata che faccio molte sere d'estate, perché non sarà più estate ma le temperature sono quelle. Dopo un'ora di camminata o giù di lì mi sono seduta su una panchina a cazzeggiare con lo smartphone (senza accedere ai social per evitare spoiler) in attesa che arrivasse l'orario delle qualifiche in TV. Sono salita in casa una decina di minuti prima e mi sono messa a guardare la sessione senza accedere ugualmente ai social per evitare spoiler. Non c'è stato niente di particolarmente altisonante, sono uscite una Haas, due Aston Martin e due Williams, con una Haas e un'Aston che avevano fatto lo stesso identico tempo.
Piccolo Principe: "Sono stato eguagliato dal mio idolohhhh!!111!11!!!1!! Cra cra cra!!11!!!1!!!11!!"
Crazy Frog: "Come ti permetti di rubarmi la rana? Limitati a fare il principe, invece di fare il ranocchio, altrimenti vado a dire a Gunther Steinahhhh che non sei quel bravo ragazzo che sembri."
Piccolo Principe: "Sono sicuro che sarebbe molto contento di scoprirlo. F*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck!!11!!1!!!11!!!"
Crazy Frog: "Sorry what?"
Dietro di loro c'era Strollino, poi Albon, poi infine la marmotta del Quebec. Strollino, tuttavia, era destinato a partire ultimo perché la volta scorsa aveva frenato a random facendo credere ad Alonso di essere un trampolino.
Il Vanz ne ha approfittato per ricordare che il fanboy di Vettel era stato battuto stratosfericamente dal compagno di squadra (poi ultimo in Q2) e che anche lo stesso Vettel non aveva brillato nonostante lui fosse davanti al proprio compagno di squadra, mentre nessuno ha speso una sola parola per menzionare il confronto tra Bottas e Zhou. Non che ci sia qualcosa di cui lamentarsi, sia chiaro, perché sono anche piuttosto contenta che non sia stato sparso sterco sopra il povero Zhou. Sarebbe stato a mio parere opportuno menzionare il fatto che Bottas stava guidando come se si fosse appena nutrito di sangue umano, ma non si può avere tutto dalla vita. Mettiamo quindi Bottas da parte per tirarlo fuori al momento più opportuno e limitiamoci a segnalare l'uscita di scena di Dani-Smile, seguito da Zhou, da Tsunoda, dal Pokemon e poi da Kmag che è stato retrocesso di cinque posizioni per sostituzione di componenti ed è partito dall'ultima fila davanti a Strollino.
Nel frattempo Perez non sembrava brillare particolarmente e ciò avrà sicuramente provocato godimento stratosferico tra i driverstosurvivers e la gente che segue la Formula 1 da ottobre 2022 in generale: sembra sia il pilota più odiato, al punto che varia gente ha passato i giorni che precedevano il weekend a invocare che avesse un incidente grave e, se qualcuno faceva notare che non era molto elegante comportarsi così, sostenevano che quando si tratta di Perez tutto è concesso. Insomma, abbiamo capito che tutti i driverstosurviver sono convinti di essere mogli cornificate di Checo. A Verstappino e ai Mercedes Bros, frattanto, non importava niente di autoproclamarsi consorti di Perez, quanto piuttosto di accaparrarsi delle prime tre posizioni sulla griglia. Verstappino si è preso la pole, seguito da Russell con tutte le sue -L e poi dal Gangster Rapper. Il pilota di casa si è accodato al quarto posto davanti a Sainz, Bottas e Leclerc. Si sono scatenate nel frattempo le solite fanwar tra i tifosi dei Leclainz che hanno fatto polemica come al solito (avrei scoperto al momento di entrare nuovamente sui social) mentre nessuno si filava Bottas e il fatto che ce l'avesse enormehhhh. Dietro a Leclerc, frattanto, hnno chiuso Norris, Alonso e Ocon.
Nel frattempo il drama era elevato alla massima potenza dal fatto che, dopo che il telecronista di Sky UK ha tacciato in diretta televisiva pressoché mondiale Verstappen di avere rubato due titoli, la Redbull ha deciso di non rilasciare interviste a Sky per tutto il resto del weekend. La cosa ovviamente ha fatto molto discutere, c'è stato chi ha criticato pesantemente Verstappen e la Redbull per la scelta e chi invece ha compreso le loro ragioni sostenendo che i media non stiano mostrando molto equilibrio e imparzialità. A qualcuno potrebbe interessare sapere quale sia il mio punto di vista in proposito e avrei due osservazioni da fare. Il primo è che non mi immagino fino a pochi anni fa un silenzio stampa totale contro certe emittenti televisive da parte di piloti o scuderie specie di primo piano. Il secondo è anche che non mi immagino fino a pochi anni fa un telecronista che taccia pubblicamente un team o un pilota di furto. Per intenderci, a mio avviso bisognerebbe comportarsi in maniera conforme al contesto nel quale ci si muove. Kravitz è liberissimo di pensare che Verstappen sia un ladro di mondiali e di affermarlo e Verstappen è liberissimo di rifiutarsi di parlare con Kravitz per questa ragione, però il luogo più opportuno per tenere questi tipi di comportamento sarebbe il bar, non una diretta televisiva né il momento delle interviste post-sessioni.Domenica la gara era prevista per le 21.00 ma sarebbe stata trasmessa da TV8 con una sola ora di differita alle 22.00. Più o meno all'orario in cui la gara iniziava per chi aveva modo di vedere la diretta sono uscita a fare un giro, in attesa che arrivasse l'ora della differita. Avevo ormai finito la mia passeggiata ed ero a poche centinaia di metri da casa quando in un parco ho visto due persone che avevano portato i loro cani. I due cani si stavano rincorrendo e uno di loro chiamava il cane. Il cane si chiamava Yuki e ho pensato immediatamente a Tsunoda! Il cane, tuttavia, era di stazza abbastanza abbondante e faceva un certo contrasto con le piccole dimensioni del pilota.
Ad ogni modo sono rientrata a casa pochi minuti prima delle 22.00, mi sono piazzata su TV8 e ho atteso pazientemente che iniziasse la gara. È iniziata con Verstappino che manteneva la posizione, mentre tra le Mercedes era Hamilton a spuntarla. Non solo, Russell e le sue -L ingaggiavano un duello con Perez dal quale uscivano perdenti accodandosi al quarto posto. Frattanto c'era un duello tra i Leclainz e mi sono sentita soddisfatta di essere lontana dai social media per evitare spoiler, perché probabilmente in quel momento la gente avrebbe fatto polemiche. Le hanno fatte comunque dopo. Sainz, uscito vincente dal duello con Leclerc in quelle fasi, ha mantenuto la quinta posizione a debita distanza da tutto e da tutti. Leclerc, ugualmente, ha mantenuto la sesta posizione fino alla fine, a qualche secondo di distanza dal compagno di squadra. I due ovviamente, non hanno avuto la stessa visione di gara.
Fanboyz: "Negli ultimi due gran premi non sono neanche riuscito a completare un giro, stavolta invece sono arrivato alla bandiera a scacchi seppure andando a passo di tartaruga, ma almeno ho potuto accontentare mia nonna che non vedeva l'ora di vedere qualche mia inquadratura."
Predestinato: "Nelle ultime due gare sono salito sul podio e le urla del Vanz mi sono arrivate fino nell'abitacolo, il bilancio di questa gara è sicuramente negativo, non posso dire di essere soddisfatto."
La gente sui social ci ha tenuto a rimarcare che i due hanno dato visioni contrapposte senza tenere conto del contesto, perché ovviamente togliendo qualsiasi cosa dal proprio contesto è decisamente più facile fare polemica. Certo, è difficile anche che la nonna di Sainz sia soddisfatta dalle inquadrature televisive dato che non è che il nipote sia stato inquadrato più di tanto, ma dopotutto non è stato inquadrato neanche Verstappen.
Al primo giro avevamo Verstappen, Hamilton, Perez e Russell nelle prime quattro posizioni e alla fine abbiamo avuto i quattro nelle stesse posizioni di partenza, nonostante un tentativo della Mercedes di diversificare la strategia. Le Redbull erano partite con la mescola più morbida di gomme, in Mercedes con la medium, per passare alle hard e fare una sosta sola. Il problema è che anche in Redbull hanno fatto una sosta sola, quindi non c'è stata la possibilità di cambiare posizioni. L'unica differenza è che il Gangster Rapper nel primo stint era relativamente vicino a Verstappino, mentre nel secondo ne era lontano e aveva relativamente vicino Checo. Le Ferrari come già detto hanno chiuso 5/6 completamente abbandonate a sé stesse, del tutto incapaci di avvicinarsi al quartetto di testa, ma è stato un risultato brillante: se ci fossero state ventisei safety car e magari la gara fosse finta in regime di safety car, non avrebbero preso distacchi di un minuto. E poi, siccome Russell è rientrato insieme a tutte le sue -L al penultimo giro per tentare il giro più veloce (cosa che dovrebbe essergli riuscita) non si può dire che abbiano preso un minuto dal quarto.
La gara è stata definita da molti noiosa, con alcuni che si sono spinti ad affermare che in Messico non ci siano mai state gare avvincenti. Devono essersi scordati della caotica edizione del 2016 in cui Verstappen venne trascinato giù dal retropodio per penalità e in cui Vettel si mise a insultare Charlie Whiting in mondovisione, con il podio che andò poi a Ricciardo, ma post-podio stesso. Stavolta Ricciardo ha chiuso la gara in settima piazza, riuscendo a staccare di oltre dieci secondi l'Alpine che lo seguiva. Doveva infatti scontare una penalità per avere letteralmente messo fuori gara Tsunoda, dopo la quale aveva iniziato ad andare like a boss superando in pochi giri Norris e le Alpine, con una delle Alpine, quella di Alonso, che ha poi fatto la fine di una McLaren motorizzata Honda.
In generale le cose non sono neanche andate malaccio per il vampiro famelico, che ha portato a casa un punto da vero maschio alfa, mentre i maschi alpha faentini invece hanno avuto una gara fatta di maggiori peripezie. Tsunoda come già detto si è ritirato, mentre Gasly si è procacciato una penalità già nelle prime fasi di gara quando durante un duello con Strollino l'ha superato praticamente a ruote bloccate e Strollino ha messo le ruote su una via di fuga. Ogni tanto lasciare correre e non considerare azioni di questo genere come se fossero kriminihhhh contro l'umanità potrebbe avere maggiore senso, ma da quando ha criticato il trattore Gasly viene penalizzato per tutto ciò per cui è possibile trovare una scusa. Ha anche raggiunto dieci punti penalità sui dodici massimi consentiti prima del race-ban e i primi "scadono" in aprile o maggio del 2023, quindi da adesso in poi deve riuscire a comportarsi sempre bene.
Per il resto non è successo nulla di particolare, a parte che Zhou guidava in modo abbastanza scatenato e che l'Aston Martin sembrava in netta difficoltà. Poi, dietro a tutto e a tutti, c'erano le Haas. Anzi, dietro a tutto e tutti, ma non a Latifi, che ancora una volta ha pensato bene di chiudere ultimo.

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Lewis Hamilton (Mercedes), 3. Sergio Perez (Redbull), 4. George Russell (Mercedes), 5. Carlos Sainz (Ferrari), 6. Charles Leclerc (Ferrari), 7. Daniel Ricciardo (McLaren), 8. Esteban Ocon (Alpine), 9. Lando Norris (McLaren), 10. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 11. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 12. Alex Albon (Williams), 13. Guanyu Zhou (Alfa Romeo), 14. Sebastian Vettel (Aston Martin), 15. Lance Stroll (Aston Martin), 16. Mick Schumacher (Haas), 17. Kevin Magnussen (Haas), 18. Nicholas Latifi (Williams), Rit. Fernando Alonso (Alpine), Rit. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri).



venerdì 12 agosto 2022

Il 1987 rivive in sei giorni: episodio 5/6 (Spagna, Messico)

Benvenuti nel quinto episodio del mondiale 1987. Ci siamo lasciati con Nelson Piquet in testa alla classifica e il preludio alla rimonta di Nigel Mansell, che appunto avviene a Jerez de la Frontera e a Città del Messico. Oggi parleremo quindi di questi due eventi, prima dei quali i due erano primo e terzo in classifica, con Ayrton Senna in seconda posizione nel mondiale sulla Lotus, ma la Williams sembra di gran lunga la squadra più performante in questo momento della stagione.

SPAGNA - sotto un cielo nuvoloso, Piquet è in pole, precede Mansell ma non per molto, perché l'inglese lo supera già nelle prime fasi di gara. Piquet cerca in un primo momento di attaccarlo nella speranza di riprendersi la posizione, ma nulla da fare, si deve accodare e lasciarsi staccare, con comunque un buon margine sui diretti inseguitori.
Senna è terzo, precede un trenino composto dalle Ferrari, dalle Benetton e dalla McLaren del suo futuro compagno di squadra Alain Prost. Ci sono frattanto duelli intestini in casa Ferrari, dove Michele Alboreto supera Gerhard Berger, e in casa Benetton, dove Thierry Boutsen si difende invece da Teo Fabi.
Prost si ferma prima delle Benetton e le undercutta, poi risale velocemente a ridosso delle Ferrari, con Berger che frattanto ha superato Alboreto, e sorpassa entrambi. Si ritrova quarto alle spalle di Senna e addirittura terzo quando Piquet si ferma ai box e ha una sosta abbastanza lunga. Il pilota Williams cerca di riprendere la posizione, ma parte in testacoda e perde un paio di posizioni, superato da una Ferrari (l'altra è appena rientrata ai box, questa si deve ancora fermare) e una Benetton (Boutsen, perché Fabi è ritirato per problemi al motore).
Prost inizia ad avere problemi di gomme ed è costretto a rallentare, venendo passato poi da Boutsen, Piquet e Berger. Boutsen viene poi superato da Piquet, mentre Berger inizia ad avere problemi e la sua vettura emana fumo. È costretto al ritiro... e non sarà il solo pilota Ferrari a non terminare la gara, anche la sorte di Alboreto sarà simile.
Ci ritroviamo a un certo punto con Senna inseguito da Piquet, tra i due si innesca un duello dal quale Piquet esce vincente e Senna viene superato anche da Boutsen dal futuro compagno di squadra Prost per poi rallentare sensibilmente. Piquet è secondo con un gap abissale da Mansell, ma tenta di colmarlo andando avanti a giri veloci, almeno finché non mette le ruote sull'erba. Gli va meglio che a Boutsen che non solo finisce sull'erba quando se lo ritrova davanti ma si impantana anche ritirandosi. Piquet se la cava con una sosta ai box e ne esce quarto dietro anche alla McLaren di Stefan Johansson che ora è terzo e sta per andare sul podio con Mansell e Prost. Cercherà di rimontare su Johansson, ma invano, appunto, mentre Senna chiuderà quinto precedendo la Larrousse di Philippe Alliot.

MESSICO - Mansell scatta dalla pole, ma non scatta bene, Berger dalla seconda casella della griglia si porta in testa, anche se non dura molto, ritrovandosi secondo dietro a Boutsen. Mansell in un primo momento si trova anche dietro a Prost e Piquet ma questi due cozzano l'uno contro l'altro, senza che la telecamera inquadri né questo né altri incidenti, nei quali si ritirano a vario titolo anche Johansson e una Zakspeed (dovrebbe guidarla Christian Danner) per contatto tra di loro, oltre che Nakajima venuto in collisione con una Arrows. Prost si ritira, Piquet viene spinto dai commissari perché impantanato in posizione pericolosa e riparte ultimo.
Mansell si trova terzo, seguito da Senna e - dopo il ritiro di Alboreto - dalle Brabham di Andrea De Cesaris e Riccardo Patrese. Il ritiro di Boutsen prima e quello di Berger poi apre la strada a Mansell, che si porta in testa. Di Brabham ne resta solo una, dato che De Cesaris si ritira per un testacoda. Piquet, dopo una lunga rimonta, si ritrova al quarto posto, mentre nelle zone basse della top-ten c'è Derek Warwick sulla Arrows... almeno finché non esce di pista dopo un cedimento meccanico (forse qualcosa già danneggiato nell'incidente al via con la Lotus di Satoru Nakajima), schiantandosi violentemente contro le barriere.
La gara viene redflaggata per ripararle, ci sarà una gara divisa pressoché in due parti quasi uguali e con tempi aggregati. Siamo nei mid-80s, quindi è doveroso non capire con esattezza cosa stia succedendo. Nella seconda manche, infatti, Piquet fa un'ottima partenza e si porta in testa, ma deve recuperare un ampio gap su Mansell, cosa che non gli riesce. Taglia il traguardo primo, ma è Mansell il vincitore. Piquet è ufficialmente secondo e, dopo un'uscita di pista di Senna, Patrese ne eredita la terza posizione. Eddie Cheever sulla Arrows arriva quarto, mentre Teo Fabi e Philippe Alliot chiudono la zona punti.

VERSO LO SCONTRO FINALE - non restano che due gran premi alla fine del campionato e il gap tra Piquet e Mansell si è ridotto ad appena dodici punti. Il baffuto pilota inglese ce la può ancora fare. Nel frattempo tra i due compagni di squadra sale la tensione, Mansell accusa Piquet di avergli tagliato la strada in entrambe le partenze all'autodromo Hermanos Rodriguez, Piquet non concorda affatto con il suo parere.
Compagni di squadra che si detestano (nel senso che si detestano davvero), uno dei due che lascerà il team, uno che resterà, uno in testa con meno vittorie, uno con più vittorie ma più punti persi per strada. Preparate i popcorn, perché mancano i gran premi di Giappone e Australia e tutto promette un finale scoppiettante, uno di quelli che i produttori di Drive to Survive inizierebbero a contare il cash.
Come può finire un simile scontro per il mondiale? Quali sviluppi possono prendere vita e rimanere impressi nelle nostre menti? Cosa può succedere di emozionante, che ci tenga con il fiato sospeso fino all'ultima curva? Se sapete com'è andata, vi invito comunque a leggere il prossimo episodio, se invece non lo sapete, vi dico in modo spassionato che mi auguro per voi che vi stia più a cuore la Ferrari, piuttosto che un duello avvincente per il mondiale!