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venerdì 17 ottobre 2025

La ricerca smodata dello spettacolo a ogni costo

Leggendo post che commemoravano la morte di Dan Wheldon, avvenuta il 16 ottobre 2011, ho maturato la convinzione che non si parli molto delle circostanze che hanno condotto a questo tragico evento. Eppure, per quanto le "linee guida dello spettacolo" del tempo non fossero tali e quali a quelle contemporanee, la spettacolarizzazione a ogni costo è qualcosa alla quale assistiamo tuttora, seppure in altri luoghi e con altre forme, guardacaso da quando c'è una proprietà americana.
A Las Vegas, quel giorno di ottobre, doveva svolgersi l'ultima gara della stagione. Un finale di campionato e la relativa lotta per il titolo - che spesso in Indycar rimane aperta fino alla fine - dovrebbe già essere di per sé qualcosa che catalizza l'attenzione, eppure a quanto pare non era sufficiente, con mesi d'anticipo è stato annunciato un premio speciale di cinque milioni di dollari per un pilota esterno al mondo dell'Indycar che avesse vinto la gara partendo ultimo.
Bello incentivare la partecipazione di piloti di altre categorie, non lo si può negare, ma ridurre il tutto a "prendiamo dentro piloti random perché noi siamo i più cool e offriamo big money a chi daràhhhh spettakolohhhh" mi pare che svilisca e non di poco le logiche di quello che dovrebbe essere un finale di stagione.

La ricerca dello spettakolohhhh a ogni costo ha subito un brusco intoppo quando la partecipazione di piloti provenienti da altre categorie non è andata in porto. Ci si è ridimensionati: non serviva più un pilota di un'altra categoria, era ben accetto anche un pilota part time. Dan Wheldon, che aveva partecipato alla sola Indy 500, ottenendo la vittoria in un rocambolesco finale nel quale J.R. Hildebrand si era spalmato contro il muro a pochi metri dal traguardo, e che nel 2012 avrebbe dovuto tornare full time con Andretti prendendo il posto di Danica Patrick prossima al passaggio definitivo in NASCAR, ha accettato l'offerta ed è stato annunciato che avrebbe disputato gli eventi finali della stagione con il team di Bryan Herta.
Wheldon, che avrebbe disputato anche il penultimo evento stagionale in Kentucky, intendeva dividere l'eventuale vincita con un tifoso estratto a sorte. Giunto a Las Vegas, con una griglia piena di monoposto vista la presenza anche dei part time, si è qualificato ventinovesimo, anche se ssrebbe partito ultimo come già specificato. C'erano trentaquattro iscritti totali, non il massimo per un circuito che non era proprio concepito per avere al via un numero simile di vettura: era la griglia più vasta fin dall'epoca dello split, quando alla Indy 500 erano partiti in trentacinque, e non su un tracciato delle dimensioni di Indianapolis.
Dario Franchitti e Will Power erano 1/2 in classifica e si giocavano il titolo, ma Franchitti e Power who? I due partivano a centro gruppo, ma abbiamo già capito che erano considerati irrilevanti. Tony Kanaan, partito dalla pole position, si è involato in testa, seguito da tutto il gruppo. Le vetture erano molto vicine, con piloti spesso affiancate. Entrambi i championship contenders, nel frattempo, erano precipitati nelle retrovie.

Una gara con le vetture molto vicine spesso fa sì che vi siano contatti o incidenti. Se le vetture sono trentaquattro, anziché un numero che sia proporzionato al tipo di circuito, le possibilità che si scateni il caos sono superiori. Quella gara, infatti, non è mai stata convalidata, perché redflaggata e mai ripresa dopo undici giri, ben lontani dal 50% di percorrenza che rende valide le gare americane.
Sembra che un primo contatto con un'altra vettura abbia fatto sì che Wade Cunningham perdesse il controllo e che Hildebrand gli abbia cozzato contro, finendo per essere scagliato in aria. Cunningham è finito a muro, non prima che anche Jay Howard e Townsend Bell si incrociassero con la traiettoria della sua auto fuori controllo.
Il tentativo di Vitor Meira di evitare le vetture già incidentate è risultato in un testacoda che ha coinvolto E.J.Viso e Charlie Kimball. Tentativi simili da parte di Tomas Scheckter e Alex Lloyd hanno visto i due essere colpiti rispettivamente da Paul Tracy e Pippa Mann. Anche quest'ultima è finita in volo, impattando contro le barriere.
Dietro di loro sopraggiungevano anche Wheldon e Power, i quali hanno cozzato rispettivamente contro le auto di Kimball e Lloyd. Anche loro hanno preso il volo finendo sulle barriere.
Anche Buddy Rice, James Jakes e Victor Meira, che sopraggiungevano dietro di loro, sono rimasti coinvolti, seppure in proporzioni minori, nell'incidente, per un totale di quindici macchine.
La scena era devastante: rottami e detriti ovunque, fiamme, auto squarciate. Il bilancio poteva essere devastante, ma su quindici piloti coinvolti, se non altro undici ne sono usciti illesi. Non è stato il caso di Power, Hildebrand e Mann, tutti e tre feriti e trasportati in ospedale. E soprattutto non è stato il caso di Wheldon, che ha riportato gravi ferite alla testa, che sono risultate fatali. Due ore dopo, con l'annuncio della morte del pilota inglese, è stata ufficializzata anche la non ripartenza.


Il circuito era stato criticato dai piloti e definito inadatto alle gare di Indycar. Le vetture presenti erano trentaquattro, perfino più di quelle che gareggiano a Indianapolis, un circuito decisamente più ampio e capace di contenerle. C'erano anche piloti piloti con poca esperienza e, per quanto la cosa non sia andata in porto, tutto era iniziato con la baracconata di volere offrire un premio milionario a un pilota NON DI INDYCAR che avesse vinto la gara accettando di partire ultimo.
Il fatto che a morire sia stato proprio un pilota non full time di Indycar che aveva in seguito accettato la sfida è stato frutto di una semplice fatalità, ma il semplice fatto che sia proposta una partenza dall'ultima posizione per puntare a una vittoria improbabile è, a mio avviso, un segno di come si sia scelto un approccio orientato al mero spettacolo, fingendo che quello che già significa la gara conclusiva della stagione non potesse essere spettacolare in quanto tale.
Penso che si possano avere diverse percezioni di quale sia il grado di rischio tollerabile, ma che non si dovrebbe mai scegliere deliberatamente e intenzionalmente di AUMENTARE il pericolo in nome dello spettacolo e che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nel trattare i piloti come se fossero marionette da trasformare all'occorrenza in carne da macello per compiacere chi altrimenti si lamenterebbe della garahhhh noiosahhhh. Purtroppo, la tendenza odierna sta andando in questa direzione, dimenticando i casi in cui qualcosa del genere è già successo.



mercoledì 24 agosto 2022

In memoria di Justin Wilson (31.07.1978 - 24.08.2015)

Era una domenica d'estate come tutte le altre, quella del 23 Agosto 2015, nell'epoca in cui, quando ero a casa e avevo del tempo libero, lo trascorrevo quasi tutto al computer, non necessariamente sul forum e sui social, ma anche e soprattutto scrivendo e lavorando ai miei aspiranti romanzi. Sì, sono cambiate molte cose, lo ammetto. Soprattutto scrivendo e lavorando a degli aspiranti romanzi, in genere con gli auricolari alle orecchie e ascoltando musica. La musica che ascoltavo, in genere, serviva per avere ispirazione e capitava abbastanza di frequente che ascoltassi in loop un numero ridotto di canzoni che in quel momento erano particolare fonte di ispirazione. A volte la canzone in questione era solo una e me la ascoltavo anche varie volte di fila. Quella domenica, ricordo, era uno di quei giorni in cui ascoltai una specifica canzone tante volte di fila, che venne ad assumere un significato che per me ha tuttora.

Quella canzone era "Memories" dei Within Temptation, che in realtà conoscevo da molti anni, ma che avevo riscoperto da poco. Prima di quell'estate c'era stato un periodo in cui ascoltavo prevalentemente musica allegra, ma di recente mi ero diretta un po' verso altri orizzonti e quel tipo di musica all'epoca mi attirava molto. Questo, comunque, ha poca rilevanza: quello che conta è che quella domenica pomeriggio ascoltai quella specifica canzone un sacco di volte. Non ricordo con esattezza a che cosa lavorai esattamente al computer quella domenica nel tardo pomeriggio, quello che ricordo tuttavia è il ricordo definito di me stessa sul letto con il computer sulle ginocchia e "Memories" dei Within Temptation, inconsapevole di ciò che stava per accadere quella serata, inconsapevole che da di lì a poche ore in poi avrei associato indelebilmente quella canzone a Justin Wilson.

Quella sera il campionato di Indycar correva a Pocono. Era l'epoca in cui se potevo vedevo ogni gara di Indycar in streaming, se non potevo perché ero fuori la prima cosa che facevo una volta tornata a casa era andare su Youtube a cercarmi la gara e a guardarmela. Accadeva quasi sempre che profili non ufficiali la caricassero essenzialmente quasi a minuti una volta che era terminata, nel giro di un'ora o due le gare erano sempre reperibili. Era l'epoca in cui sul canale ufficiale non venivano né inizialmente caricate per intero né in extended highlight l'indomani per cambio di broadcaster e questioni di diritti tv, quindi i profili non ufficiali di gare di Indycar avevano in genere vita piuttosto lunga. Quella sera accompagnai mia madre a una serata di balli di gruppo a una sagra, poi tornai a casa, con la certezza che avrei trovato la gara e l'avrei vista subito e senza spoiler.

Bastava non passare per Twitter né per nessun altro sito su cui fosse possibile trovare spoiler e vedersi la gara di Indycar senza sapere nulla era fattibile esattamente quanto al giorno d'oggi è possibile guardarsi una differita di Formula 1 su TV8. Trovai subito un video della gara, mi bastò digitarlo su Youtube, pronta a guardare la differita della gara. Nel frattempo aprii blocco note, iniziando a prendere appunti per scriverne la cronaca (o meglio, il commento ironico, perché ai tempi lo facevo anche per le gare di Indycar). Una parte forse anche la scrissi - non posso controllare perché di lì a qualche mese cambiai computer e la bozza di commento era probabilmente salvata sul desktop invece che nelle cartelle che mi feci trasferire dal tecnico, quindi qualunque cosa avessi scritto andò persa - e ricordo chiaramente alcune considerazioni: sono certa di avere scritto che se una quindicina di vetture si fossero ritirate, Pippa Mann avrebbe avuto possibilità di vittoria.

Poi sono certa anche che a un certo punto entrò una lepre e scrissi anche il fatto sul forum, dove nessuno aveva commentato la gara fino a quel momento. Lo scrissi in un topic di cazzeggio in cui si scrivevano le cose più disparate. Il tutto, mentre continuavo a seguire la gara su Youtube. Quello che ricordo con chiarezza è che, se avevo scritto qualche frase di senso compiuto, in quel momento stavo solo scrivendo qualche appunto, in modo da non perdere il filo quando avessi poi avuto modo di scrivere il commento effettivo. Ricordo che mi appuntai che Sage Karam era appena andato a sbattere. Aveva perso il posteriore della vettura ed era finito a muro, un incidente come se ne vedono un'infinità nelle gare su ovale. Mentre una scarica di detriti si riversava in pista, le vetture sopraggiungevano rallentando, per poi passare oltre. Passarono tutti oltre la zona dell'incidente, tutti a parte uno, Justin Wilson, e le immagini non promettevano niente di buono.

La dinamica fu abbastanza chiara fin da subito: si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e gli volò sul casco l'alettone della vettura di Karam, un caso fortuito che non poteva essere evitato in alcun modo. Diversamente da altri incidenti, non potevano esserci polemiche (con l'halo o l'aeroscreen sarebbe stata un'altra cosa, ma era il 2015 e non si parlava ancora con grande insistenza di queste cose - in ogni caso non c'era molto che si potesse fare), ma solo rassegnazione. Perché anche se al momento Justin Wilson era ancora vivo, era abbastanza chiaro che speranze non ce ne fossero, che non sarebbe sopravvissuto. Il motorsport sa essere macabramente ironico, talvolta: Wilson quella stagione non l'aveva neanche iniziata, era rimasto senza volante prima di essere ingaggiato in corso d'opera come part-time dal team Andretti. A inizio stagione avevo perfino sperato in un suo ritorno ed era così che finiva, per l'ex pilota di Minardi e Jaguar.

Il giorno successivo googlai diverse volte il nome di Justin Wilson, con la triste consapevolezza che avrebbe potuto uscirmi come primo risultato la sua biografia in cui, accanto alla data di nascita, c'era quella di morte. Fu dichiarato morto nel tardo pomeriggio statunitense, ne trovai notizia la mattina del 25, dato che all'ultimo controllo fatto il 24 non ne era ancora stata data comunicazione. Rimasi scossa dalla sua morte, specie considerato che avveniva a poco più di un mese di distanza dalla morte di Jules Bianchi nel luglio precedente. Ricordo di avere pensato più di una volta che già non ero preparata ad affrontare un incidente mortale, figurarsi due in uno spazio così ravvicinato di tempo. Contribuì sicuramente ad avere delle conseguenze sul modo in cui consideravo il motorsport, anche se invece di farmi perdere passione contribuì semplicemente ad avvicinarmi al motorsport con una prospettiva diversa da quella di prima.

In più mi allontanò da Tumblr (o quantomeno a ridurvi di molto la mia presenza), che fino a quel momento avevo frequentato molto intensamente: seguivo una grande cerchia di profili che postavano su Formula 1 e motori 24/7, compresi post di Indycar, ma mi sembrava che la morte di Wilson fosse percepita come qualcosa di lontano, di cui in pochi si sentivano protagonisti. Justin Wilson aveva trentasette anni, troppi per essere percepito come giovane e figo. Era un family man, uno per cui la fangirl media non aveva la benché minima considerazione. Avrei accettato senza problemi il fatto che questa tragedia fosse percepita come lontana perché il campionato di Indycar non era percepito come interessante dalla fangirl media del F1Tumblr, oppure perché aveva corso in Formula 1 nel 2003/2004 quando loro ancora non seguivano la Formula 1 quindi non si sentivano partecipi. Invece no, molti segni suggerivano quale fosse l'effettiva ragione per cui se ne fregavano di Wilson.

Se ne fregavano di Wilson perché non era giovane e figo. Non era uno di quelli di cui pubblicavano foto in tutte le salse e commenti su quanto fossero affezionati a lui come pilota e come persona. Il fatto che fosse morto, per loro non cambiava niente: il problema, per loro, sarebbe stato se fosse morto qualcuno di quelli giovani e fighi, quelle sì che erano vere perdite. Rimasi spiazzata, perché fino a quel momento ero stata abituata a mentalità strane, ma quantomeno relative a gente viva e al fatto di avere o non avere un volante. Ero stata convinta che Tumblr fosse un'oasi felice, in cui c'era attaccamento anche ai piloti che dal resto del mondo venivano snobbati perché percepiti come marginali al cospetto dei pluricampioni del mondo. Però, ecco, il resto del mondo magari si limitava a ripetere a pappagallo quanto detto da altri sulle buone performance di Wilson in Indycar, però almeno non se ne usciva con cose che suonavano tipo "who kers di Wilson, parliamo di cose serie".

Sono passati sette anni da allora e a distanza di sette anni tante cose sono cambiate nel mondo del motorsport, qualcosa anche in positivo. Se Justin Wilson non se ne fosse andato nell'agosto di sette anni fa a Pocono, adesso avrebbe quarantaquattro anni. Ammetto che non mi capita spesso di chiedermi dove sarebbe se non ci avesse lasciati quel fine settimana di sette anni fa. Probabilmente da qualche parte tra IMSA o Indycar come pilota part-time. Ogni Capodanno, però, con piacere, vedo il suo tweet programmato di auguri. Sembra che prima della propria morte abbia impostato un messaggio di auguri da pubblicare ogni 1° gennaio, anche se non è chiaro come abbia fatto dato che il messaggio si ripete una volta ogni anno alla stessa ora e non sembra esistere un modo per farlo direttamente da Twitter. È quindi plausibile che possa trattarsi di un programma esterno che esisteva ai tempi e che sembra funzionare tuttora, spiegazione che pare essere stata data anche da Stefan, fratello minore di Justin.

Il tweet di auguri di buon anno è apparso negli ultimi cinque anni, ma Stefan Wilson sostiene che sia uscito anche a Capodanno 2016 e 2017, ma di avere cancellato in entrambe le occasioni i tweet, pensando si fosse trattato di un errore: la famiglia di Justin ha accesso all'account e secondo quanto affermato da Stefan pensava che qualcuno di loro avesse postato per errore quel tweet dall'account di Justin avendo dimenticato di non essere dentro al proprio profilo. Qualunque sia la realtà (non mi stupirebbe se fosse stato qualche suo familiare a programmare e pubblicare ogni anno quei post, per darci - o darsi - l'illusione che qualcosa di Justin stia continuando a vivere), penso che siamo in molti, ogni anno, ad aspettare che arrivi il momento di quel tweet, tutto ciò che, insieme ai ricordi della sua carriera, ad oggi ci rimane di lui, di quel pilota a cui magari facevamo poco caso quando era in Minardi e poi in Jaguar nel 2004, ma che ha ampiamente dimostrato di avere i numeri per contare qualcosa.


mercoledì 25 settembre 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Laguna Seca - 22 Settembre

Readers, start your engines e accendeteli leggendo questa comunicazione di servizio: questa è l'ultima volta in cui commenterò una gara di Indycar con il format del commento ironico al gran premio. Questo non significa, in nessun modo, che non parlerò più di Indycar, pianifico di seguire il campionato e di parlarne anche nella prossima stagione, ma semplicemente non me la sento di continuare a prendermi questo impegno, quando c'è la possibilità di commentare le gare anche in modo molto più libero e senza imporsi delle tempistiche.
Ora che vi ho detto questo, posso procedere come se niente fosse e continuare a raccontarvi quello che è successo a Laguna Seca, anzi, direi che posso INIZIARE a raccontarvelo.

La gara era prevista per domenica alle 23.30 italiane. O almeno così avevo letto, perché alle 23.30 italiane la gara era anche già finita, se ben ricordo.
Non ho potuto seguire la diretta, leggendo occasionalmente gli update sul cellulare, poi lunedì sera mi sono vista il race recap postato sul profilo youtube ufficiale del campionato di Indycar.
Piccola digressione: il "relive the action in less than 30 minutes" all'inizio non mi convinceva più di tanto, ma dopo averlo visto dall'inizio alla fine mi sono accorta che, tutto sommato, è un'idea fantastica. Ora, se postassero le gare intere come accadeva fino all'anno scorso non sarebbe male, ma per chi non ha potuto vedere una gara un recap del genere è un notevole passo avanti. Se qualcuno di Liberty Media mi stesse leggendo in incognito, vorrei ricordare che potrebbero casualmente innalzare da cinque minuti scarsi a mezz'ora la durata dei race recap per la Formula 1.

Liberty Media mi ha risposto alzando il dito al vento (quello di Willpowahhhh, non quello di Vettel), quindi posso procedere parlando di cose serie.
La più seria di tutte è che Baby Herta ha conquistato la pole position sul circuito... non saprei come definirlo, forse "di casa". Suo padre, oltre a farsi trollare da Zanardi all'ultima curva nel 1996, ci ha anche vinto nel 1998 e nel 1999 e, proprio vent'anni fa nel 1999, otteneva la pole position come il figlio. L'unica differenza era che il padre, in caso di vittoria, non sarebbe stato costretto a scolarsi del waard per questioni di età.
Nel frattempo nella nostra domenica pomeriggio è accaduta una cosa bellissima e, giusto per chiarire il concetto, è successa una cosa bellissima RELATIVA ALLA INDYCAR, perché nulla è più bello di Giovinazzi in testa a un gran premio. È successo che ho letto uno scambio di tweet tra Baby Herta e Baby O'Ward, che si auguravano di incrociare nuovamente le loro strade, prima o poi. AAAAAWWWWW, posso continuare a shipparli! *-*

GRIGLIA DI PARTENZA:
Herta - Dixon
Rossi - Newgarden
Hinchcliffe - Pagenaud
Power - Rahal
Hunter-reay - Chilton
Ericsson - Ferrucci
Daly - Rosenqvist
Pigot - Sato
Veach - Jones
Bourdais - Kimball
Kanaan - Andretti
Leist - Harvey...
...
...
...
...anzi no, perché i tempi di Rosenbitch sono stati eliminati perché è finito in testacoda facendo esporre le bandiere gialle, il che significa che se RoGro fosse un pilota di Indycar, tante volte gli sarebbe toccato partire ultimo anche se avesse fatto registrare un tempo.
Rosenbitch, che contendeva a Baby Herta il titolo di Rookie of the Year, non era per niente soddisfatto di tutto ciò.
Immagino che non fossero particolarmente soddisfatti nemmeno Newgarden, Rossi, Pagenaud e Dixon, che erano in lotta per il titolo ma per queste ragioni venivano presi in considerazione meno del dovuto.

RACE RECAP:
- si faceva un gran parlare del fatto che i championship contender "meno importanti" potessero vincere il campionato vincendo la gara con Newgarden fuori dalle posizioni di rilievo (le proiezioni erano troppo complicate perché mi ci potessi mettere d'impegno), ma nel frattempo Baby Herta stava in testa senza che nessuno in apparenza lo potesse insidiare;
- in realtà Dixon era abbastanza vicino a Baby Herta, nei momenti in cui non era impegnato a difendersi dagli attacchi della gente che aveva dietro, tipo Pagenaud;
- Willpowahhhh che in qualità di VeKkYaCç10 non era in lotta per il titolo, ha pensato bene di mettersi in mezzo e di stare davanti a un po' di gente;
- Baby Herta ha resistito a tentativi di undercut e overcut, mentre Willpowahhhh si è procacciato la seconda posizione e ha passato tutta la gara a contemplargli il retrotreno molto da vicino;
- Dixon si è dovuto accontentare della posizione più bassa del podio, con Pagenaud che agitava minaccioso la baguette a pochi decimi dal suo fondoschiena;
- Newgarden faceva una gara piuttosto tranquilla, un po' come se fosse stato Button e avesse già accumulato un vantaggio sufficiente per potere vincere il titolo anche rigirandosi i pollici, con il risultato che ha portato a casa il titolo;
- Rosenbitch era ancora inca**ato per la penalità del giorno precedente e per essere stato mandato indietro a calci nel cu*o e ne ha approfittato per bullizzare Alex Non Sono Valentino Rossi, superandolo;
- nel corso della gara, che durava in totale 90 giri, c'è stata una sola safety car, esattamente a metà, quando Daly è finito in testacoda;
- i telecronisti USA hanno insinuato che quel testacoda fosse stato fatto apposta per favorire una rimonta da parte di Alex NSVR dato che Daly correva con il team Andretti, mentre poi si è scoperto dal replay che era andato in testacoda durante un contatto con l'Uomo Noia;
- quelle immagini erano senz'altro un fake, dato che sappiamo che Sonniferetti in realtà non esiste davvero;
- al restart c'è stato un altro incidente, con Ferrucci che ha speronato un'altra vettura che risultava essere quella del Grande Samurai e con Jones che è finito in mezzo al caos.

RISULTATO:
1. Colton Herta - Harding
A soli 19 anni ha già eguagliato il numero di gare vinte dal padre, ma diversamente dal padre è troppo giovane per bere champagne, quindi immagino che sia stato destinato a un podio analcolico.
2. Will Power - Penske
Mi fa piacere che alla fine nessuno abbia parlato del fatto che sia un vecchiohhhh bollitohhhh, ma credo che sia solo perché è più bello parlarne relativamente a uno dei suoi compagni di squadra.
3. Scott Dixon - Ganassi
Anche lui tecnicamente per età dovrebbe essere un vecchio pensionato, ma i suoi risultati non lasciano pensare a niente di tutto ciò. Essenzialmente tutta la griglia della Indycar è composta o da bambini o da nonni.
4. Simon Pagenaud - Penske
Per quanto non sia mai stato il favorito, nel corso di questa stagione, sono un po' sorpresa dal fatto che questo campionato sia stato visto in luce negativa e che le cose non mi siano sembrate tanto cambiate nonostante la vittoria della Indy 500. :-/// Gli States sono proprio un luogo in cui tutto funziona al contrario!
5. Felix Rosenqvist - Ganassi
Purtroppo in questa stagione non è riuscito a ottenere la sua prima vittoria in carriera, con il massimo risultato una seconda posizione. Tuttavia penso che si sia meritato il titolo di Rookie of the Year e che il suo futuro sia molto promettente. In questa gara mi è piaciuto anche più che in altre.
6. Alexander Rossi - Andretti
Sono molto stupita del fatto che non sia riuscito a vincere il campionato nonostante l'assenza di piloti spagnoli e/o catalani sulla griglia di partenza. Non riesco proprio a spiegarmi questa cosa... *roll eyes*
7. Sebastien Bourdais - Coyne
Il pilota più Mai Una Gioia della storia della Toro Rosso, carica che ricopre ex-equo con Brendon Bitch, ha già quarant'anni suonati, ma la sua età non è considerata rilevante, in quanto lui stesso non viene considerato rilevante. Da parte sua, comunque, dimostra spesso di essere più rilevante di quanto sembri, talvolta tenendosi dietro qualche nome importante del campionato.
8. Josef Newgarden - Penske
Va bene, va bene, Nuovo Giardino aveva come unico scopo quello di portarsi a casa il titolo in questo weekend. Lo voto come Button of the Day.
9. James Hinchcliffe - Schmidt
Questo è un altro di quei personaggi che esistono, ma vengono raramente presi in considerazione. Pare che verrà preso in considerazione dalla McLaren Indy che altri non è che la Schmidt in partnership con la McLaren, con la quale prenderà parte alla prossima stagione.
10. Ryan Hunter-Reay - Andretti
Non sono mai riuscita a inquadrare questo pilota in una categoria ben precisa. Passa dal lottare per il podio al lottare per la penultima piazza ad arrivare in posizioni random nella zona bassa della top-ten. Questa gara conferma la mia impressione.
11. Marcus Ericsson - Schmidt
Diversamente da altri, non correrà la prossima stagione con la McLaren Made by Schmidt, ma si dichiara convinto di avere buone opportunità per la prossima stagione. Lo spero vivamente, perché il Pollo Gigante ha il suo perché!
12. Graham Rahal - Rahal
Anche per lui vale la considerazione che sta un po' da una parte e un po' dall'altra della griglia di partenza e del risultato finale. Non importa, io ho occhi solo per il suo compagno di squadra!
13. Max Chilton - Carlin
Niente, costui non mi darà mai una piccola gioia, se non quella di arrivare davanti all'uomo più inesistente del campionato di Indycar.
14. Marco Andretti - Andretti/Herta
Error 404. Not Found. Haryanto of the Day.
15. Charlie Kimball - Carlin
Tra una cosa e l'altra è riuscito a farsi battere dal suo compagno di squadra quindi in realtà il Piccolo Chilli mi ha davvero dato una piccolissima gioia!
16. Tony Kanaan - Foyt
Continuo ogni volta a sperare che possa ottenere un podio random come quella volta qualche tempo fa, per cu*o e non per merito rendendo il podio stesso falsato. Naturalmente non succede, ma in compenso Baby Matheus sta imparando bene come si fa a stirare.
17. Matheus Leist - Foyt
A stirarehhhhh!!111!!!11!!!
18. Zach Veach - Andretti
Non mi sono accorta che fosse in pista, probabilmente ha contratto la Sindrome di Sonniferetti, essendone compagno di squadra.
19. Jack Harvey - Shank
Sono ben lontani i giorni di gloria in cui andava a podio con la sua vettura rosa, stavolta è stato nelle retrovie per tutto il tempo ed è stato l'ultimo pilota a pieni giri.
20. Spencer Pigot - Carpenter
A proposito di vetture rosa, ci tengo a ricordare che se guidasse una vettura rosa sarebbe un porcellino d'India.
21. Takuma Sato - Rahal
Stavolta mi ha delusa profondamente. Avrebbe dovuto intervenire in prima persona per speronare il primo che gli passava a fianco, invece si è fatto incastrare come un pollo gigante, facendosi sbattere fuori da un ragazzino che usa ancora il ciuccio.
22. Conor Daly - Andretti
Il suo massimo momento di gloria è che i telecronisti hanno specificato, in occasione del suo incidente con Sonniferetti, che è il best friend forever di quest'ultimo. Se Sonniferetti esistesse, partirebbe la ship.
23. Ed Jones - Carpenter
Verosimilmente vittima delle sportellate di Ferrucci, la sua gara è finita anzitempo, rendendolo ancora meno in vista di quanto lo fosse stato fino a quel momento.
24. Santino Ferrucci - Foyt
Per tutto il tempo è stato elogiato, nonostante l'incidente, perché era il primo incidente della stagione e perché è riuscito ad andare a parcheggiare in un luogo che non fosse tra le scatole e di conseguenza non ha fatto entrare la safety car.

CLASSIFICA PILOTI: Newgarden 641, Pagenaud 616, Rossi 608, Dixon 578, Power 550, Rosenqvist 425, Herta 420/2 vittorie, Hunter-Reay 420/0 vittorie, Sato 415, Rahal 389, Bourdais 387, Hinchcliffe 370, Pigot 351, Pigot 335, Kanaan 304, Andretti 303, Ericsson 290, Veach 271, Leist 261, Jones 217, Harvey 186, Chilton 184, Carpenter 161, Daly 149, Kimball 117, O'Ward 115, Karam 39, Davison 36, Castroneves 33, Hanley 31, Mann 28, Kaiser 22, Hildebrand 20, Servia 16, Enerson 13, King 12.

martedì 3 settembre 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Portland - 1 Settembre

Mentre scrivo il commento al gran premio è la sera del 2 Settembre ed è il ventinovesimo compleanno di Marcus Ericsson: tanti auguri e goditi il tuo ultimo anno da giovane, perché tra un anno sarai un vecchio bollito.
Qualcuno si chiederà come mai abbia iniziato questo commento parlando di Ericsson, insinuando che non sia esattamente il pilota più importante sulla griglia di partenza del campionato di Indycar. Ovviamente l'importanza è relativa, ma sono d'accordo: Ericsson non è al volante di una Caterham, quindi non può essere considerato importante, in Indycar. Tuttavia è stato co-protagonista dell'evento pur non essendo a Portland, per cui vedrò di parlare nel momento opportuno del ruolo che i telecronisti brasiliani gli hanno riservato in modo random nonostante la sua assenza.
Prima, però, veniamo al dato di fatto: il birthday boy non era presente a Portland per una ragione precisa e cristallina. Più o meno giovedì c'erano dei dubbi sul fatto che Raikkonen potesse prendere parte al GP del Belgio, per via di uno strappo muscolare, che per sua ammissione si è procurato dedicandosi alla pericolosissima attività di fare sport "invece di bere birra". Quindi Ericsson è stato impacchettato e inviato con urgenza a Spa Francorchamps, dove ha scoperto che Raikkonen era perfettamente in grado di guidare e che il suo ruolo era quello di stare lì a rigirarsi i pollici.
Mentre Ericsson si rigirava i pollici e andava a caccia di polli giganti in Belgio, la Schmidt correva ai ripari mettendo al volante un pilota a caso, nello specifico Conor Daly, che tra un team e l'altro sta collezionando più partecipazioni negli ultimi mesi di quelle degli ultimi due o tre anni.

Si è anche qualificato bene, come dimostra la seguente griglia di partenza:
1^ fila: Herta - Power
2^ fila: Dixon - Harvey
3^ fila: Rosenqvist - Hunter-Reay
4^ fila: Rossi - Hinchcliffe
5^ fila: Daly - Pigot
6^ fila: Veach - Bourdais
7^ fila: Newgarden - Ferrucci
8^ fila: Rahal - Andretti
9^ fila: Sato - Pagenaud
10^ fila: Kanaan - Chilton
11^ fila: Leist - Kimball
12^ fila: Jones forever alone

Penso di potere affermare che certe posizioni non mi sorprendono per niente e tra quelle metterei quella di Kanaan, quella di Chilton e anche quella di Leist.
Come ho già detto Daly ha sorpreso in positivo, non facendo sentire la mancanza del Pollo Gigante, ma i telecronisti do Brasil sembravano pensarla diversamente. Infatti quella che si prospettava come una gara lunga, composta da ben 105 giri, è iniziata con una gran serie di sportellate.
Mentre davanti Baby Herta procedeva imperterrito in prima posizione, precedendo il duo dei detersivi Dixon e Power, nele retrovie c'era un botto che provocava l'ingresso della safety car, innescato da Grammo Reale che in seguito è stato al centro di insulti random via social, provenienti in gran parte da pubblico non americano, infastidito dal fatto che i telecronisti USA, a quanto pare, non abbiano criticato Grammo Reale tanto quanto il Grande Samurai la volta scorsa.
Il Grande Samurai non si sa bene come si sia ritrovato coinvolto, ma dopo un po' veniva segnalato come doppiato di due giri, mentre le vetture incidentate in grande stile erano, oltre a quella di Grammo Reale, quella di Veach, quella di Hinchcliffe e quella del povero Daly che aveva atto a malapena in tempo a salire in macchina prima di essere coinvolto in un incidente.
I telecronisti hanno riconosciuto bene la sua vettura. Solo che insistevano a chiamarlo "Marcus Ericsson"...
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...Pollo Gigante: "Ora, qualcuno mi deve dare una spiegazione. Perché l'hobby di gran parte della popolazione mondiale, in particolare di Grosjean e dei telecronisti brasiliani, è quello di mettermi in mezzo a degli incidenti nei quali non sono coinvolto? Sono in Belgio. Dal Belgio, non posso crashare in America."
RoGro: "Però potresti crashare contro la mia macchina."
Pollo Gigante: "Infatti è strano che tu sia riuscito a finire la gara senza problemi, oggi."
RoGro: "Illuminati confirmed."

La safety car è stata in pista per qualcosa come una decina di giri e c'era gente in giro per il web che si lamentava sui social del fatto che non fosse una gara di Formula 1, quindi la SC non avrebbe dovuto stare in pista così tanto. Dunque, riaggiorniamo le nostre convinzioni: Formula 1 = serie in cui la safety car entra molto più spesso che in Indycar. Dopo questa deliziosa perla di saggezza non ci resta altro da fare che andare avanti a seguire la gara di Jack Harvey e della sua vettura rosa.
RHR: "Sei Tatiana Calderon?"
Harvey: "Chi?"
RHR: "Una colombiana."
Harvey: "Come Montoya."
Kanaan: "AAAAAAAWWWWWWWWWW!"
RHR: "Vin Diesel, calma i tuoi bollenti spiriti, altrimenti sarò costretto a speronare Harvey per protesta."
Harvey: "Nooooohhhhh, perché? Non ho fatto niente di male."
RHR: "Però non sei la Calderon."
Harvey: "Se fossi la Calderon, in questo momento starei andando in giro a braccetto con qualcuno che arriva sempre ultimo tipo Leist, altresì noto come 'o Matheus'..."
Anche RHR è stato protagonista di critiche pesanti via social, sempre da parte della gang "i telecronisti non criticano RHR tanto quanto hanno criticato Sato l'altra volta".
Credo che il problema segnalato da quella fetta di fan esista, ma che il modo per risolverlo non sia prendersela così tanto con i piloti su Twitter, specie alla luce del fatto che RHR ha anche ammesso con un tweet di essere responsabile di quanto accaduto con Harvey.
Parlando d'altro, la top-ten era Herta, Dixon, Power, NSVR, Rosenbitch.
Sonniferetti era sesto al momento ed è rimasto in top-ten per un po', anche dopo avere perso la posizione. Poi, come gli si addice, è sprofondato nel nulla cosmico.

La gara di Baby Herta è proseguita senza intoppi fino al 37° giro, poi le cose hanno iniziato ad andare decisamente male, per gli standard a cui eravamo abituati fino a quel momento.
Dixon l'ha superato.
Anche Willpowahhhh l'ha superato.
Per i telecronisti brasiliani, la pronuncia di "Will" è "Wiu".
Con la pronuncia di Willpowahhhh mi stava per sfuggire il fatto che anche Alex NSVR ha superato Baby Herta.
Baby Herta: "Qualcun altro si vuole aggiungere?"
Rosenbitch: "Certo, non sto aspettando altro."
Baby Herta: "Nobody loves me."
Al 40° giro o giù di lì ci sono stati i pitstop, il primo a rientrare è stato proprio il bambino, che adesso che ci penso si sentirà solo dato che O'Ward l'ha abbandonato a se stesso emigrando in Giappone.
Baby Herta: "Sì, sono disperato. ç_______ç Gli ho ricordato che sposandomi potrebbe procacciarsi la cittadinanza americana, ma non ha voluto sentire ragioni. L'ultima volta in cui l'ho chiamato mi ha sbattuto il telefono in faccia fingendo di scambiarmi per un operatore di telemarketing. Le sue ultime parole sono state: 'la mia bolletta della Telecom non è troppo alta, dato che non ho un telefono fisso'. Trovo che tutto ciò sia terribile."
NSVR: "Taci, bimbo. Non vedi che mi ha superato Rosenbitch di strategia?"
Baby Herta: "Sì, ma non me ne frega un ca**o."
NSVR: "Cosa sono questi termini? Vai subito a lavarti la bocca con il detersivo."
Baby Herta: "Prevedo che tra poco il Detersivo avrà problemi tecnici."
Infatti circa a metà gara Dixon è rientrato ai box e ne è uscito qualcosa come dieci minuti più tardi, e non è la prima volta che gli capita di recente.
I suoi problemi sono stati per gran parte della gara l'ultimo colpo di scena, con tutto invariato anche dopo il secondo pitstop, con Willpowahhhh, Rosenbitch, NSVR e Baby Herta ancora i primi quattro. Nuovogiardino è risalito nel frattempo in quinta posizione dopo essere stato tra gli ultimi al via.
Al 96° giro Ferrucci è rimasto fermo in modo random, con ingresso ulteriore della safety car, fino al restart a quattro giri dalla fine. È stato tutto piuttosto tranquillo e Rosenbitch anche stavolta ha vinto la prossima volta. La prossima volta, a proposito, sarà la gara conclusiva della stagione, con Newgarden, Rossi e Pagenaud a giocarsi il titolo. Fino a quel giorno Kanaan stirerà gli indumenti di Leist.

RISULTATO: 1. Will Power (Penske), 2. Felix Rosenqvist (Ganassi), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Colton Herta (Harding), 5. Josef Newgarden (Penske), 6. Spencer Pigot (Carpenter), 7. Simon Pagenaud (Penske), 8. Matheus Leist (Foyt), 9. Sebastien Bourdais (Coyne), 10. Charlie Kimball (Carlin), 11. Max Chilton (Carlin), 12. Tony Kanaan (Foyt), 13. Marco Andretti (Andretti/Herta), 14. Ed Jones (Carpenter), 15. Takuma Sato (Rahal), 16. Scott Dixon (Ganassi), 17. Santino Ferrucci (Coyne), 18. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 19. Jack Harvey (Shank), 20. James Hinchcliffe (Schmidt), 21. Zach Veach (Andretti), 22. Conor Daly (Schmidt), 23. Graham Rahal (Rahal).

domenica 25 agosto 2019

Indycar 2019: Commento alla Bommarito 500 @ Gateway - 24 Agosto

La stagione 2019 di Indycar si sta avvicinando verso la sua conclusione, che è prevista per il mese di settembre. In questo weekend, in cui cade anche l'anniversario di morte di Justin Wilson, era prevista una Saturday Race, iniziata al tramonto e terminata con il buio, sull'ovale di Gateway, che nei primi tempi chiamavo eroneamente Getaway.
Questo fine settimana è stato preceduto da una settimana ad alta tensione: soltanto domenica scorsa, infatti, cinque vetture si sfracellavano l'una contro l'altra al primo giro a Pocono, con tutte le polemiche del caso, e il mondo puntava il dito contro Sato, almeno finché il suo onboard non ha ridimensionato almeno in parte le sue responsabilità. C'era anche una polemica via social tra il Grande Samurai e Alex Non Sono Valentino Rossi, ma non so fino a che punto sia necessario farci caso. Rossi è lo stesso pilota che tempo fa sosteneva di non avere potuto puntare alla vittoria a Indianapolis a causa di Servia che stava sulla sua strada. Servia è spagnolo, Sato no, ma probabilmente è diventato uno spagnolo onorario.
Nonostante l'onboard, sul web le polemiche sono rimaste piuttosto feroci anche nei giorni successivi, con gente che, al di là dell'avere qualsiasi opinione, scriveva bellamente che non era importante guardare l'onboard e farsi un'idea, perché tanto gli opinionisti avevano già spiegato cos'era successo.
L'altra parte di opinione pubblica era impegnata a criticare i media per avere parlato del quarto posto di Ferrucci nonostante Ferrucci sia un personaggio fuori dagli schemi. Da parte sua, Ferrucci ha dichiarato nel corso di questa settimana che non è per niente pentito di quello che è successo all'epoca della Formula 2 (cioè scattarsi dei selfie al volante nella pitlane, comportarsi da bullo con il suo compagno di squadra e i suoi familiari, speronare il suddetto compagno di squadra durante il giro d'onore per vendicarsi di un incidente innescato da lui stesso e deriderlo via social, non presentarsi a una convocazione dei commissari e dare la colpa del suo comportamento alle proprie origini italiane) e che si trova bene in Indycar. Poi dopo le qualifiche ha postato una foto insieme a Bourdeeeeyyyyy in cui lo definiva "dad". Sono un po' preoccupata da tutto ciò, ma spero che Bourdeeeeyyyy in qualità di padre gli tiri qualche sberla con la baguette, di tanto in tanto.
A proposito di Ferrucci, di Bourdeeeyyyy e di baguette, il risultato della qualifica, per loro, era piuttosto allettante:

1^ fila: Newgarden - Bourdais
2^ fila: Power - Pagenaud
3^ fila: Sato - Ferrucci
4^ fila: Hinchcliffe - Dixon
5^ fila: Hunter-Reay - Rosenqvist
6^ fila: Rossi - Herta
7^ fila: Pigot - Ericsson
8^ fila: Veach - Rahal
9^ fila: Carpenter - Daly
10^ fila: Kimball - Kanaan
11^^ fila: Leist - Andretti

Considerazioni random: per quanto su un ovale in Indycar partire dalla pole possa significare tutto o niente, Nuovo Giardino era nella posizione migliore per tentare di allungare in classifica e sui social c'erano già un po' di proclami nei suoi confronti. Io, da parte mia, ho deciso che per questo campionato tifo per Pagenaud, perché gli davano del VeKkY0 BoLLyT0 che dovrebbe ritirarsi mentre vinceva gare, Indy 500 compresa, ed è in lotta per il titolo a poche settimane dal termine del campionato, quindi rientra in pieno nella categoria dei diseredati che meritano la mia solidarietà.
Per il momento, comunque, ero indecisa se andare in brodo di giuggiole per la posizione di Bourdeeeyyyy, se osservare che c'erano soltanto ventuno vetture in realtà perché quella indicata all'ultimo posto non esiste davvero ma serve solo per abbellire la grafica, oppure se infierire contro un certo brasiliano ultraquarantenne che somiglia a Vin Diesel con un naso enorme che arriva costantemente tra gli ultimi.
Ho deciso di non fare nessuna di queste cose e di prepararmi moralmente a una gara in cui con tutta probabilità Nuovo Giardino e NSVR l'avrebbero messo in quel posto a chiunque.
In realtà le cose non sono andate proprio come pensavo: Alex Non Sono Valentino Rossi non è mai stato molto in vista nel corso della gara, diversamente da Nuovo Giardino.
La gara è iniziata con lui in testa, con a seguire Bourdeeeeeyyyyy e il suo best friend forever Willpowahhhh, poi c'era il piccolo teppista cacciato via a calci dalla Formula 2, c'era Dixon e c'era "Saimon". Poi una gallina ha attraversato la strada...
...
...
...
...ah, no, non era una gallina, era un pollo gigante, tale Sonyericsson: dopo avere fatto a ruotate con un personaggio random identificato, neanche a dirlo, come Sato, procedeva ai due all'ora cercando di imboccare la pitlane. Ciò ha portato al rigoroso ingresso della safety car.
Al restart speravo che Bourdeeeeyyyyy prendesse tutti a colpi di baguette, ma non è andata così bene. Willpowahhhh si è portato al secondo posto e in realtà è stato il figlio onorario di Bourdeeeyyyyy (povero Bourdeeeeyyyyy, credo che meriti un figlio più responsabile di Ferrucci) a installarsi al terzo posto.
I Ferdais si sono visti in prima e seconda posizione a fare i fighi durante un giro di pitstop, mentre attendevo che la situazione tornasse alla normalità.

La situazione non è tornata alla normalità: giro 54 su 248, ingresso della safety car per una vettura a muro. Guess what, quella vettura la guidava nientemeno che Willpowahhhh, vincitore meno di una settimana fa.
Non solo Willpowahhhh era a ridosso di un muro con la vettura a pezzi, ma subito dopo è accaduto qualcosa che ha lasciato pensare che non fosse la giornata fortunata per i "detersivi": Dixon, infatti, era fermo ai box ed è ripartito quando gli altri avevano già percorso qualcosa come dieci giri.
La sua gara sarebbe finita peggio: lo si è visto più tardi di nuovo fermo ai box per un'infinità di tempo, poi mentre la gara non era ancora terminata risultava che per lui fosse già finita. Questa, però, è un'altra storia, Dixon who, parliamo di Ferrucci, eroe delle folle.
Il figlio onorario di Bourdeeeyyyyy si trovava nientemeno che in prima posizione, davanti a Hinchy, Bourdeeeeyyyyy, Nuovo Giardino e Alex Non Sono Valentino Rossi. Scherzavo quando ho detto che non lo si è visto granché: quella parte di gara se l'è fatta in quinta piazza, anzi, in quarta, dato che ha superato Nuovo Giardino. Solo che gli occhi erano tutti concentrati su Ferrucci, e per fortuna in quel momento era piena notte, quindi non ero su Twitter a controllare se ci fosse gente che minacciava di smettere di seguire il campionato se non fosse stato fatto nulla per togliergli in modo random quella prima posizione destinata a durare nel tempo...
...
...
...
...e non solo, Bourdeeeyyyyy era anche destinato a raggiungerlo in seconda piazza, mentre tutto lasciava pensare a una potenziale doppietta Coyne, cosa che andava ben oltre l'umana immaginazione.
La prima e la seconda posizione sono state conquistate dopo una lunga safety car occorsa al 122° giro, quando le inquadrature hanno atteso qualcosa come dieci minuti per andare a inquadrare Spencer Maialotto a muro dopo un contatto con Kimball.
Dopo il restart le due Coyne erano davanti, come ho già detto, e intanto, con il passare del tempo, si è avuto un giro di pitstop che per i Coyne Bros ha segnato l'inizio della fine...

Ferrucci è rientrato ai box, le cose sono andate male: la sosta è stata lunga, ha perso posizioni, tornando in pista alle spalle di Nuovo Giardino e di altri piloti random. È andata meglio a Bourdeeeeyyyy, la sua sosta è andata per il verso giusto, non ha perso eccessivamente terreno. Però la sosta è stato tutto quello che gli è andato bene: al 192° giro ha toccato il muro, è finito in testacoda e tutti i suoi sogni di gloria sono finiti lì.
A quel punto è entrata in pista la safety car ed è accaduto uno di quegli eventi che di tanto in tanto caratterizzano la Indycar: tutti i piloti che si erano già fermati erano precipitati, con il pitstop, sotto di un giro, giro che avrebbero recuperato con il rientro ai box dei piloti che dovevano ancora fermarsi. La safety car, tuttavia, ha fatto sì che i tre piloti che si dovevano ancora fermare potessero effettuare la sosta mantenendo le prime tre posizioni. Quei piloti erano nientemeno che Sato, Kanaan!!!111!!11!! e Carpentahhhhh: plot-twist servito su un piatto d'argento, con una gara in cui fino a quel momento erano stati favoriti dei piloti random in cui tra le prime posizioni trovavamo degli altri piloti random.
Ho iniziato a chiedermi quante possibilità avesse almeno qualcuno dei tre di conservare la posizione e ho finito per sottovalutare tutti, perché quando c'è stato il restart sembrava che non avessero poi tutta questa intenzione di schiodarsi di lì. Anzi, staccavano Nuovo Giardino che era quarto, a vedersela con Ferrucci, che a conti fatti si trovava in quel momento in top-5 e che sembrava seriamente intenzionato a finire quarto.
Ha superato Newgarden.
Newgarden si è ripreso la posizione.
Ferrucci è passato al quarto posto di nuovo.
All'ultimo giro deve essere accaduto qualcosa a Newgarden dato che procedeva lentamente e perdeva posizioni: Nuovo Giardino è arrivato dietro a "Saimon", tra gli altri.
Questo, però, non conta, parliamo di cose serie, ovvero di quello che stavano facendo i primi tre in quel momento. Non mi permetterei mai di dire che un duello per la quinta posizione fosse meno serio che uno per la vittoria, però Nuovo Giardino è Nuovo Giardino, è meno importante dei piloti random quando vince e il fatto che dei piloti random possano vincere non lo rende in automatico più importante di loro per non avere vinto.
Carpentahhhh si è installato negli scarichi di Kanaan e ho sperato con tutte le mie forze che non accadesse nulla di brutto in quel momento. Ce la siamo cavata: Carpentahhhh ha superato Kanaan, ma Kanaan era ancora terzo, quindi l'esistenza umana aveva ancora un senso. Se la doveva vedere con Ferrucci, ma la linea del traguardo gli ha garantito quel podio per cui stavo iniziando a temere. Davanti, intanto, la gara finiva al photofinish, con Carpentahhhh negli scarichi del Grande Samurai, che la bandiera a scacchi ha consacrato come vincitore.
Quanto è strano il motorsport: meno di una settimana fa Sato era un PeRiKoLoSo kRiMiNaLe che non avrebbe nemmeno dovuto avere un volante, sei giorni dopo è diventato un eroe delle folle, certe cose vanno oltre l'umana immaginazione (e il terzo posto di Kanaan, in realtà, è una di quelle).

RISULTATO: 1. Takuma Sato (Rahal), 2. Ed Carpenter (Carpenter), 3. Tony Kanaan (Foyt), 4. Santino Ferrucci (Coyne), 5. Simon Pagenaud (Penske), 6. Conor Daly (Carlin), 7. Josef Newgarden (Penske), 8. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 9. Colton Herta (Harding), 10. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 11. Felix Rosenqvist (Ganassi), 12. James Hinchcliffe (Schmidt), 13. Alexander Rossi (Andretti), 14. Zach Veach (Andretti), 15. Charlie Kimball (Carlin), 16. Marcus Ericsson (Schmidt), 17. Matheus Leist (Foyt), 18. Graham Rahal (Rahal), 19. Sebastien Bourdais (Coyne), 20. Scott Dixon (Ganassi), 21. Spencer Pigot (Carpenter), 22. Will Power (Penske).

martedì 20 agosto 2019

Commento alla ABC Supply 500 2019 - Pocono, 18 Agosto

Ci sono giorni in cui ci sono le qualfiche della Indycar. Ci sono anche altri giorni in cui, invece, piove. Il problema si pone quando piove il giorno delle qualifiche della Indycar e quando la pioggia cade in concomitanza delle qualifiche di una gara su ovale.
In queste occasioni non si utilizzano i tempi delle prove libere, anche se ho sempre pensato che sarebbe stata la cosa più logica. Però ci ho ripensato: il miglior tempo nelle prove libere l'ha ottenuto Kanaan e sarebbe stato molto triste vederlo precipitare indietro fino alle ultime posizioni nel corso della gara.
Si vede che nutre una fiducia immensa nei confronti di Kanaan... in compenso grazie al fatto che la griglia di partenza era stilata sulla classifica piloti, ho avuto modo di rendermi conto che l'ultimo dei full time non è lui, ma il suo compagno di squadra Leist. Ci sono soddisfazioni nella vita, basta solo sapersi accontentare con poco, anzi, pochissimo.
Alla vigilia della gara non mi restava altro da fare che sperare di vedere Kanaan risalire lentamente dalla penultima fila fino alla prima posizione, sapendo che non sarebbe mai successo: certe cose non succedono mai.

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Newgarden - Rossi
2^ fila: Pagenaud - Dixon
3^ fila: Power - Hunter-Reay
4^ fila: Sato - Rahal
5^ fila: Rosenqvist - Hinchcliffe
6^ fila: Bourdais - Pigot
7^ fila: Ferrucci - Herta
8^ fila: Carpenter - Ericsson
9^ fila: Andretti - Veach
10^ fila: Kanaan - Leist
11^ fila: Kimball - Daly

LA LEGGE DEL CAOS - prima di narrare gli eventi a cui abbiamo assistito ieri (o meglio, che ho seguito ieri sul cellulare mentre ero fuori e che ho visto stamattina - si ringrazia Blog da Indy per avere caricato la gara sul proprio canale youtube), vorrei ricordare ai miei lettori quale sia il mio posizionamento a proposito della sicurezza, a proposito degli ovali e a proposito di Pocono.
Sicurezza: credo che in molti casi si possa intervenire in modo sensato senza snaturare il motorsport e che in molti casi venga fatto progressivamente.
Ovali: non ho nulla contro gli ovali, né ho mai pensato che dovessero essere cancellati in nome della sicurezza... casomai ho pensato che in certi casi fosse possibile fare qualche intervento per rendere certe gare su ovali più sicure (ad esempio non mettendo 30+ vetture su circuiti in cui non ci starebbero).
Pocono: questo circuito mi fa venire pensieri negativi, è inutile, non posso pensare a Pocono senza pensare che qui Wilson è morto e che qui Wickens è rimasto paralizzato. Se Pocono non fosse più in calendario, è un circuito che non rimpiangerei perché i ricordi positivi sono meno di quelli negativi. Come mio stato d'animo personale preferirei vedere una gara su un altro ovale, piuttosto che su questo. Questo, però, non ha niente a che vedere con presunti problemi di sicurezza. Se dico "preferirei che la Indycar gareggiasse a Milwaukee invece che a Pocono" non sto dicendo niente di diverso da chi dice "preferirei che la Formula 1 gareggiasse a Valencia invece che a Baku". Se andiamo a parlare delle reti di protezione, per ricollegarci a quanto accaduto a Wickens, penso che se il problema sono le reti invece dei muri più alti, potrebbe essere possibile intervenire in positivo senza depennare il circuito. In più il discorso delle reti non è strettamente legato agli ovali: quando si è ribaltato Franchitti, dopo il volo sulle reti, non era un ovale, il che dimostra che non si tratterebbe, in ogni caso, di un problema legato agli ovali in sé.
L'unico commento che ho fatto è che, se c'è una ragione per cui la Indycar dovrebbe magari accantonare Pocono, non è la questione sicurezza quanto il fatto che sembra "portare sfortuna". Avrei potuto commentare la cosa in modo diverso, sostenendo che i piloti prima della gara avrebbero fatto bene a sottoporsi a una grattata di pa**e collettiva. Non vedo nulla di polemico in tutto ciò. Anzi, la mia voleva essere una battuta per sdrammatizzare sulle polemiche, fatte da gente che sembra essersi dimenticata che si può dissentire dalle opinioni altrui anche senza rispondere con un "dovresti darti fuoco". Temo che ci sia stato chi non l'ha capita. Amen, me ne farò una ragione. Per vedere una polemica anche laddove non c'è, dopotutto, basta usare un po' di immaginazione, cosa che immagino sia accaduta.
Eccoci qui, veniamo a noi.
Rossi.
Hunter-Reay.
Sato.
Rosenqvist.
Hinchcliffe.
Questi sono i nomi dei cinque "fortunati" che sono usciti fuori al primo giro e che sono usciti con grande stile. Tutto è iniziato con Rossi che partiva alla Webber e si ritrovava affiancato a RHR. Poi, essenzialmente, è arrivato il Grande Samurai che ha pensato bene di recuperare posizioni passando sopra alle altre vetture. In seguito sarebbe stato pesantemente criticato per questo: la grande legge del motorsport fa sì che le manovre folli ti rendano un eroe quando riescono e un pazzo che non dovrebbe stare al volante quando trascini con te tutto quello che trovi intorno.
Intorno c'era Rosenbitch, che ha quasi spiccato il volo, insomma, un po' si è alzato da terra e il modo in cui l'ha fatto ricordava Wickens l'anno scorso. Però non è arrivato alla rete, è rimasto sul muro, e un'altra vettura gli è andata addosso. Nel frattempo da quella di Sato si alzavano delle fiamme. Si capiva che era quella di Sato solo perché l'hanno detto i telecronisti: in quel momento era a testa in giù su un'altra vettura.
Sato è stato tirato fuori dalla vettura.
Gli altri sono scesi dalle vetture.
Se proprio vogliamo parlare di un momento in cui ho avuto qualche dubbio sulla sicurezza è quando ho visto che dopo alcuni minuto Rosenbitch era ancora nell'abitacolo: non c'entra nulla con Pocono e con gli ovali, mi sembra soltanto che nel suo specifico caso i soccorsi non siano stati così tanto tempestivi.
Il responso è stato breve e indolore in quattro casi: tutti illesi, mentre RSN veniva condotto in ospedale per ulteriori accertamenti, e soltanto in tarda serata abbiamo avuto conferma che stesse bene (dai suoi stessi tweet) e che fosse stato dimesso dall'ospedale.

UN'ORA DOPO - è passato molto tempo prima del restart e, in qualche momento successivo della gara, Hinch, Rossi e RHR si sono anche visti di nuovo al volante, anche se sotto di diversi giri e dopo avere scontato diversi giri di penalità per via degli interventi fatti sulle loro vetture in regime di bandiera rossa.
La gara, tutto sommato, è stata abbastanza tranquilla, da quel momento in poi. È iniziata con Pagenaud in testa, è proseguita, in un secondo momento, con Dixon e Power che si alternavano in prima posizione.
Sarò più specifica: l'avvicendamento con Dixon è avvenuto a gara inoltrata, Power ha superato Dixon verso la fine, dopo avere attraversato numerose peripezie. Prima di tutto in gara ci sono state due safety car, una per un incidente di Pigot, l'altra per un incidente di Herta.
Willpowahhhh era tra le ultime posizioni al momento del restart e la SC per l'incidente di Pigot sembra non essergli stata d'aiuto. Lo è stata invece quella per l'incidente di Baby Herta, che gli ha permesso di tornare a competere per le posizioni che contavano, ritrovandosi a fine gara, appunto, a lottare con Dixon per la vittoria.
Power.
Dixon.
Pagenaud.
In tutto questo il vincitore della Indy 500 non era affatto uscito di scena come potrebbe sembrare dalla mia ricostruzione, considerando che non l'ho neanche più menzionato. Ha trascorso essenzialmente tutta la gara in zona podio, mentre faceva scalpore la quarta posizione di un certo soggetto di nostra conoscenza.
Ecco, a questo proposito credo di dovere parlare un attimo di costui e della reazione che il mondo dei social ha nei suoi confronti. Su una cosa vorrei essere chiara: nella sua carriera europea, Ferrucci si è costruito una reputazione PESSIMA, considerando tutto il caos che è riuscito a fare in Formula 2 in un solo weekend. In Europa nessuno lo rimpiange e credo di potere rientrare a pieni titoli tra quelle persone.
Ci ho quasi sperato che negli States finisse per fare un'altra figura di m*rda o quantomeno che finisse per comportarsi allo stesso modo, ma con qualcuno meno democratico di Arjun Maini, che alla fine della sceneggiata gli rifilasse due sberle. Ferrucci ha smentito le aspettative: per il momento fuori pista non ha fatto, almeno pubblicamente, nulla di fuori dagli schemi, per di più in pista sta dando prova di essere migliore di Zachary Claman de Melo che stava al posto suo l'anno scorso. Ferrucci è Rookie of the Year a Indianapolis, ha fatto il salto di qualità.
Purtroppo per noi, che vorremmo seguire il motorsport senza sentire discorsi campati in aria, c'è gente che va fuori di testa ogni volta in cui Ferrucci viene nominato in telecronaca, sostenendo che i telecronisti dovrebbero concentrarsi su giovani piloti più meritevoli che non si sono mai comportati da co***oni.
Ho letto commenti che suonavano come "perché parlare del quarto posto invece che dei risultati di Patricio O'Ward"? Mhm... magari perché O'Ward adesso corre in Superformula e perché Ferrucci quel quarto posto l'ha effettivamente ottenuto. Il fatto che un pilota si sia comportato da cretino in un altro momento della sua carriera e che, a quanto riferiscono persone che hanno avuto a che fare con lui personalmente o che conoscono qualcuno che ci ha avuto a che fare, il suo comportamento fuori pista venga considerato analogo a quello avuto in pista in quel famoso weekend in cui si è giocato il posto in Formula 2, non penso che possa negare i suoi risultati sportivi. Credo che questa idea dovrebbe essere accettata...
...
...
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...ah, già, ma sui social vengono screditati costantemente COME PILOTI anche gli attuali telecronisti/ opinionisti, se criticano qualcuno degli YdOlY di chi li scredita, che magari non ha neanche la più pallida idea di quali fossero i loro risultati sportivi. Per intenderci, una volta su Tumblahhhh Brundle venne definito come un pilota scarsissimo perché non era mai riuscito a vincere nemmeno un gran premio di Formula 1. Il fatto che in tutta la sua carriera sia capitata ben UNA volta che il suo compagno di squadra a parità di vettura ha vinto un gran premio, però, era stato taciuto.
Okay, torniamo a noi e dimentichiamoci di Brundle: la gara doveva durare 200 giri, ma arrivati a 126 è entrata la safety car perché si stava avvicinando il maltempo e c'erano dei fulmini. A 129 la gara è stata redflaggata e non è più ripartita, consacrando un'epica top-ten di Kanaan (sì, ho delle priorità, e Kanaan è una di queste).

RISULTATO:
1. Will Power - Penske
2. Scott Dixon - Ganassi
3. Simon Pagenaud - Penske
4. Santino Ferrucci - Coyne
5. Josef Newgarden - Penske
6. Ed Carpenter - CArpenter
7. Sebastien Bourdais - Coyne
8. Tony Kanaan - Foyt
9. Graham Rahal - Rahal
10. Charlie Kimball - Carlin
11. Conor Daly - Carlin
12. Marcus Ericsson - Schmidt
13. Zach Veach - Andretti
14. Matheus Leist - Foyt
15. Marco Andretti - Andretti/Herta
16. Colton Herta - Harding
17. Spencer Pigot - Carpenter
18. Alexander Rossi - Andretti
19. Ryan Hunter-Reay - Andretti
20. James Hinchcliffe - Schmidt
21. Takuma Sato - Rahal
22. Felix Rosenqvist - Ganassi

venerdì 2 agosto 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Mid-Ohio - 28 Luglio

Credo che sia arrivato il momento più opportuno per parlare di quello che è successo di recente dall'altro lato dell'oceano e di iniziare tutto da R.C. Enerson, coetaneo di Verstappino, tornato dopo un bel po' di tempo al volante, nel posto che la settimana precedente era stato occupato da Sage Karam, celebre per Ed Carpenter che gli ha fatto la predica una volta dopo una manovra da "you have to leave the space" parecchi anni fa. Parlo di Karam, ovviamente, non di Enerson. In compenso anche Enerson ha deciso di non essere da meno e nei giorni antecedenti alla gara è riuscito ad esibirsi in una simile performance, anche se Carpentahhhh non era in pista, quindi è stato un altro il vecchio saggio accorso a fargli la predica.
Il vecchio saggio in questione è nientemeno che Tony Kanaan, che la volta scorsa si era fatto notare per essere finito in top-ten invece che ultimo, posizione che occupa ormai abbastanza stabilmente in questa stagione. Nonostante sia un soggetto piuttosto trollone e festaiolo, non ha apprezzato molto lo stile di guida del piccolo Enerson e, insieme a un altro collega, è andato a rimproverarlo per la sua guida spericolata...
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...e il collega in questione era nientemeno che Colton Herta. Sì, avete letto bene: uno dei due piloti che hanno fatto la predica a Enerson È UN 2000! È un po' come se Norris facesse la predica a qualcuno, anche se Norris è in realtà del 1999...
Ovviamente la stampa ha cercato di ingigantire le cose, parlando di cose tipo "rissa sfiorata", quando tutto ciò che si è sfiorato è stato che Kanaan prendesse per le orecchie Enerson e gli dicesse di tornarsene a gareggiare in ProMazda o qualcosa del genere.
Enerson, comunque, aveva il casco in testa, se non ricordo male, quindi le sue orecchie non hanno mai corso questo pericolo.

QUALIFICHE - ci sono sessioni in cui Sato e Bourdeeeeyyyy si fanno notare e sessioni molto più tranquille in cui non succede niente di tutto ciò, al massimo succede che Willpowahhhh ottenga la pole position.
La cosa è accaduta in questa occasione e in realtà non sorprende neanche più, perché Willpowahhhh ha un numero di pole position tale da non suscitare stupore quando si piazza davanti a tutti. Al suo fianco è comparso Alex Non Sono Valentino Rossi, che pare avere rinnovato con il team Andretti per vari ulteriori anni, invece di passare in Penske come si era ipotizzato qualche tempo fa. Questo significa che Willpowahhhh non è a rischio nonostante l'età e che Pagenaud potrebbe conservare il volante nonostante abbia vinto "solo" la Indy 500 e un paio di altre gare, roba da niente.
A proposito di Pagenaud, partiva quarto accanto a Newgarden al terzo posto, mentre seguivano in terza fila Bourdeeeeyyyy e Rosenbitch. Dietro c'erano Herta e Dixon, poi Harvey e RHR a completare la top-ten, mentre io non riuscivo a decifrare i miei appunti e mi chiedevo chi fosse quello che avevo identificato come HAR, se né Haryanto né Hartley gareggiano in Indycar.
Completavano la griglia di partenza Hinchcliffe, Ericsson, Pigot, Ferrucci, Rahal, il Piccolo Chilli, Sato, Jones, Andretti, Veach, Leist, Enerson e, a completare lo schieramento, uno dei due piloti che avevano fatto la predica a quest'ultimo.
H3lio: "Sei scandaloso. Vai immediatamente a stirare."
Tony: "A differenza tua, io ho un volante in Indycar e non nell'IMSA."
H3lio: "Fai malissimo. Se tu gareggiassi nell'IMSA, almeno potresti dare la colpa agli altri con cui condividi la macchina. Invece in Indycar se fai pietà la colpa è solo tua."
Tony: "Non dovresti essere così krudelehhhh nei miei confronti. Non ti ricordi che sono il tuo grande ammmmore?"
H3lio: "Certo che me lo ricordo, ma ormai l'unica cosa che sai fare con una certa dignità è stirare."
Tony: "Allora stai attento, se non vuoi che ti lanci il ferro da stiro sul naso."
H3lio: "OMG, così dopo mi verrebbe un naso come il tuo e saremmo direttamente gemelli. Aaaaawwwww."
Tony: "Non dirmi queste cose, se no mi imbizzarrisco e continuo a non migliorare i miei risultati."

GARA: ci sono gare in cui alla partenza qualcuno vorrebbe salutare Willpowahhhh con il dito al vento, ma Willpowahhhh è e resterà sempre pluricampione del mondo di sventolamento del dito medio. Quindi ha salutato in modo festoso tutti quelli che gli stavano dietro e ha conservato la posizione nei confronti di Alex NSVR nella speranza di poterla reggere per tutti i 90 giri, alcuni dei quali sono riuscita a vedere, alcuni dei quali non ho visto.
Sono riuscita comunque a seguire i momenti salienti, quindi mi è abbastanza chiaro tutto quello che è successo o quasi. Innanzi tutto al via c'è stato un probabile contatto tra le Schmidt, con Hinchcliffe in giro sull'erba. C'era anche Sato che vagava per la sabbia: non mi sono sorpresa particolarmente nel vedere il Grande Samurai nel bel mezzo di un simile exploit.
Parlando di cose serie (non che il Grande Samurai non lo sia), Willpowahhhh e Alex NSVR penso che fossero su una strategia diversa rispetto ad altri piloti, dato che sono stati Nuovo Giardino e Pagenaud a ritrovarsi in testa a un certo punto, mentre Willpowahhhh doveva vedersela con Dixon.
C'è stato un duello molto lungo e intenso, che se fossero stati Villeneuve e Arnoux se ne sarebbe parlato anche tra quarant'anni, ma Willpowahhhh e Dixon non sono gli Arneuve, ma soltanto due detersivi.
Detersivo: "Willpowaaahhhhh, levati di mezzo, che ho vinto cinque titoli!"
Willpowahhhh: "Allora vai a schiantarti come il Gangster Rapper."
Detersivo: "Ma quale schiantarmi come il Gangster Rapper, tutto quello che voglio fare è asfaltarti."
Willpowahhhh: "Lo sai che se fosse Formula 1 non potresti prendermi a ruotate senza essere penalizzato di numerosi secondi?"
Detersivo: "Lo stesso vale per te. E quel dito te lo puoi ficcare su per il cu*o perché sono più figo di te."
Dixon si è dimostrato più figo di Willpowahhhh, appunto, e si è appropriato della posizione, non senza che le cose si prolungassero nel tempo.
Poi, verso metà gara, Nuovo Giardino ha avuto qualche problema ai box, anche se poi l'abbiamo trovato quarto(?) verso la fine della gara.
I primi tre erano Dixon, un algidohhhh figonehhhh nordicohhhh e RHR che passa tranquillamente dall'essere ultimo all'essere in zona podio da una gara all'altra. La sua differenza con Kanaan è che Kanaan non è mai in zona podio, ma è sempre ultimo.
L'algido svedese che si trovava secondo in quel momento non era il Pollo Gigante, bensì Rosenbitch, compagno di squadra di Dixon che lo inseguiva con il coltello tra i denti. Poi ha conficcato il coltello in qualche doppiato di passaggio, dato che c'erano Andretti e Sato in mezzo ai due.
Una volta che si sono liberati dei doppiati, Rosenbitch si è lanciato all'inseguimento del Detersivo e il gap è sceso in quella che in F1 sarebbe stata zona DRS. Tra i due c'è stata una sportellata che se fossero stati i Leclestappen se ne sarebbe parlato in lungo e in largo per ore e ore, con Rosenbitch che sperava di potere conquistare la sua prima vittoria, ma che si è dovuto accontentare di guardare il posteriore di Dixon anche sulla linea del traguardo. Nel frattempo Nuovo Giardino era stato coinvolto in un contatto e precipitato giù di diverse posizioni.
Rosenbitch: "Non illuderti, prima o poi ti prenderò a bottigliate come farebbero i finlandesi con le bottiglie vuote di vodka e te lo metterò in quel posto."
Detersivo: "Può darsi, ma ne devi fare ancora di strada..."
Rosenbitch: "Però sono biondo con gli occhi azzurri e le fungirl sicuramente svengono al mio passaggio."
E così, sentendo quelle parole, Dixon è andato a nascondersi con la coda tra le gambe (è segretamente un rettiliano, ragione per cui gli Illuminati gli hanno fatto vincere cinque titoli) ed è terminato il weekend che, con il mio commento, è invece terminato effettivamente con un po' di ritardo.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Felix Rosenqvist (Ganassi), 3. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 4. Will Power (Penske), 5. Alexander Rossi (Andretti), 6. Simon Pagenaud (Penske), 7. Spencer Pigot (Carpenter), 8. Colton Herta (Harding), 9. Graham Rahal (Rahal), 10. Jack Harvey (Shank), 11. Sebastien Bourdais (Coyne), 12. Santino Ferrucci (Coyne), 13. Ed Jones (Carpenter), 14. Josef Newgarden (Penske), 15. Marco Andretti (Andretti/Herta), 16. Max Chilton (Carlin), 17. R.C. Enerson (Carlin), 18. Matheus Leist (Foyt), 19. Takuma Sato (Rahal), 20. Tony Kanaan (Foyt), 21. Zach Veach (Andretti), 22. James Hinchcliffe (Schmidt), 23. Marcus Ericsson (Schmidt).

martedì 23 luglio 2019

Indycar 2019: Commento alla Iowa Corn 300 - 20 luglio

Ricordate che esistevano dei bei vecchi tempi in cui era possibile reperire facilmente le gare di Indycar su Youtube? Addirittura venivano postate anche sul canale ufficiale, seppure con un paio di giorni di ritardo. Bene, sappiate che al giorno d'oggi la cosa non è altrettanto semplice, pare per questioni di diritti televisivi. Quindi, se una gara parte alle sei di mattina ora italiana dopo cinque o sei ore di rain delay, a meno di non volere devolvere tutta la propria vita al campionato di Indycar, bisogna arrangiarsi un po' con highlight, video con estratti di gara e quant'altro, nella speranza che un giorno i bei vecchi tempi possano tornare.
Lo ribadisco, se è questione di soldi, i canali ufficiali potrebbero metterci della pubbllicità, un po' come succede effettivamente sui canali televisivi americani quando si guarda una gara sui canali stessi.
Ad ogni modo, vediamo di ricostruire quello che è successo e iniziamo con una nota stylish: durante le qualifiche venerdì c'è stato un duello in grande stile tra Sato e Bourdais, che stavolta non è culminato in una rissa.
Le qualifiche hanno dato fuori questo risultato:

1^ fila: Pagenaud - Power
2^ fila: Newgarden - Sato
3^ fila: Hinchcliffe - Rossi
4^ fila: Rahal - Dixon
5^ fila: Hunter-Reay - Ericsson
6^ fila: Herta - Ferrucci
7^ fila: Kanaan - Karam
8^ fila: Rosenqvist - Daly
9^ fila: Carpenter - Andretti
10^ fila: Pigot - Veach
11^ fila: Bourdais - Leist

La gara prevedeva in totale 300 giri, per un totale di 300 miglia. Ricordo che molto tempo fa erano 250, ma questo ha poco a che vedere con l'edizione di questo sabato notte o, per meglio dire, domenica mattina. La gara deve essere avvenuta quando nello Iowa era già notte inoltrata o quantomeno tarda serata.
Trattandosi di un ovale non c'erano né Max Chilton né Patricio O'Ward al volante delle Carlin, affidate in questo fine settimana a Conor Daly e a Sage Karam. Immagino che Ed Carpenter sia stato molto soddisfatto di condividere la pista con quest'ultimo, ma nevermind.
Chilton tornerà in pista regolarmente la prossima settimana (ci sono troppi back-to-back weekend ultimamente, è maledettamente difficile stare dietro a tutte le sovrapposizionihhhh) mentre il destino di O'Ward mi è decisamente meno chiaro. La volta scorsa non c'era, però è anche vero che l'altra volta c'era una vera e propria sovrapposizionehhhh dato che stava guidando al Fuji in occasione della gara di Superformula: Baby Award ha fatto il salto di qualità, è diventato nientemeno che il sostituto di Dan Ticktum. Considerando che quest'ultimo era portato su un piedistallo dalla Redbull e improvvisamente è stato cacciato a calci nel cu*o non so quanto possa durare Baby Award, ma è sempre bene essere ottimisti.
Baby Herta: "Sì, però io sono rimasto solo... ç______ç Adesso non c'è più nessuno con cui posso giocare con il camion dei pompieri."
Baby Award: "Hai provato a chiedere a Ferrucci?"
Baby Herta: "Sì, ma mi ha detto che lui gioca con il camion dei pompieri solo con il suo best friend forever Arjun Maini."
Baby Award: "Con Leist allora?"
Baby Herta: "Mi ha detto che prima di giocare con lui devo chiedere la sua mano ai Castronaan."
Baby Award: "Allora gioca da solo. Spogliati e poi fai scorrere il camion dei pompieri sul tuo corpo. Io, intanto, cerco di scoprire se Robert Doornbos oltre ai vibratori telecomandati produce anche camion dei pompieri telecomandati, per giocarci insieme stando a distanza."
Baby Herta: "Aaaaawwwww, tu sì che sei kawaii."
Baby Award: "Però sono arrivato solo quattordicesimo."
Baby Herta: "Anche in Indycar arrivi spesso quattordicesimo."
Baby Award: "Sì, ma chi se ne frega. Qui in Giappone se arrivo a podio magari riesco anche a procacciarmi lo champagne, invece che un biberon pieno di latte!"
Baby Herta: "Aaaaawwwww, lo champagne! <3 Come vorrei essere sposato con una ventunenne, in modo da potere bere alcool con il suo consenso!"
Baby Award: "Le leggi murricane sono ridicole. Dovresti scappare insieme a me in Messico."
Baby Herta: "Poi dovremmo sposarci, così potrei diventare messicano a tutti gli effetti. E faremo indossare il sombrero ai pompieri."
Baby Award: "TUNZ TUNZ TUNZ!!!!11!!111!"
Voce fuori campo: "Baby Herta, le dieci di sera sono passate da ORE ormai. Perché non vai a letto?"
Baby Award: "Perché nell'attesa sono già le sei di mattina quindi le mie otto ore di sonno me le sono già fatte."

A volte le lunghe attese portano a qualcosa di concreto e il qualcosa di concreto è stato l'inizio della gara, quando ormai nessuno sembrava sperarci più.
Come da griglia di partenza c'erano tre Penske davanti e, diversamente dalla griglia di partenza, la Penske davanti a tutti una volta che la gara si è avviata verso le sue prime fasi, era quella di Willpowahhhh, con Pagenaud relegato in seconda posizione e chissà, probabilmente voci crescenti sul suo ritiro imminente nonostante le sue tre vittorie stagionali compresa quella della Cinquecento Miglia di Indianapolis.
Per qualche giro è stato tutto tranquillo, ma si sa che le gare sugli ovali tendenzialmente non sono molto tranquille. Fortunatamente eravamo in uno di quei giorni in cui il "non molto tranquille" si traduce in qualche vettura che di tanto in tanto di spalma su un muretto e in un pile-up micidiale che porta a giorni e giorni di polemiche sulla necessità di eliminare gli ovali, depennando anche la Indy 500 dal campionato di Indycar, nonostante in genere a Indianapolis negli ultimi anni non ci siano stati eccessivi problemi che coinvolgessero più di una mezza dozzina di vetture. Ma mai dire mai, quest'anno è stato tranquillo anche il Texas Motor Speedway o come si chiama, tutto può accadere.

Torniamo a noi e non divaghiamo, che è ora di concentrarci finalmente sui fatti accaduti in pista.
Il primo crash della giornata è avvenuto dopo circa una quindicina di gara.
Carpentahhhh: "Ed è coinvolto Karam! *-* Che goduria!"
Karam: "Taci, vecchio, che hai un volante solo perché sei il figlio del Bernie della Indycar."
Carpentahhhh: "Veramente ho un volante anche perché possiedo un team e ho ingaggiato me stesso come pilota."
Karam: "E comunque sono più figo di te."
Carpentahhhh: "Le bimbeminchia di Tumblahhhh di qualche anno fa saranno sicuramente d'accordo con la tua affermazione... ma non io! Come ti sei permesso di spalmarti sul muretto come un Sato qualsiasi?"
Karam: "è tutta colpa di un algido figone nordico. Mi ha detto di ritenersi più figo di me, quindi ci siamo presi a bottigliate durante un drinking game organizzato al volo."
Carpentahhhh: "Smettila di farmi perdere tempo parlando di Rosenbitch... neanche stessimo parlando di un algido figone svedese di quelli seri..."
Karam: "Perché il Pollo Gigante è serio?"
Non è arrivata risposta da parte di Carpentahhhh, che in effetti era impegnato ben lontano da Karam a fare la propria gara, ma in compenso è arrivata la safety car.
Quando è arrivato il momento del restart è accaduto qualcosa e, nello specifico, "Saimon" ci ha rimesso un'altra posizione, stavolta a vantaggio di Newgarden.
Nuovo Giardino: "Non ho intenzione di superare solo questa baguette in letargo, ma anche Willpowahhhh prima o poi."
Willpowahhhh: "Ti accoglierò festosamente agitando il dito medio al vento come da tradizione allora."
Nuovo Giardino: "Provaci e te lo stacco e te lo infilo su per il cu*o."
Saimon: "Guarda che posso prestarti la mia baguette."
Nuovo Giardino: "Dici sul serio?"
Saimon: "Certo."
Willpowahhhh: "Aaaawwww. Pagegarden vibes."
Nuovo Giardino: "Adesso però non esageriamo. Sono murricano, non posso confondermi con un miserabile impostore che pensa di potere gareggiare negli States anche se è francese."
Saimon: "Hai ragione, pensavo che potessimo gareggiare negli States, invece ogni due gocce di pioggia c'è una bandiera rossa e chissà quanto durerà stavolta."

Quando la gara era stata interrotta erano passati circa una cinquantina(?) di giri dallo start ed è rimasta ferma per qualcosa come una mezz'oretta. Nel frattempo per i bambini innocenti tipo Baby Herta, se fossero vissuti in orario europeo e se non fosse stata domenica, si sarebbe fatta l'ora di andare a scuola.
I bambini meno innocenti di Herta, nella fattispecie Ferrucci, erano però degli attention seaker, anzi, erano un attention seaker perché non ce n'erano altri.
Dietro alle Penske si è formato un terzetto con Alex Non Sono Valentino Rossi, il Grande Samurai Sato e, appunto, Ferrucci.
Ferrucci: "TUNZ TUNZ TUNZ, adesso mi giro e faccio una pernacchia ad Arjun Maini."
Grande Samurai: "Se pensi che Arjun Maini sia qui..."
Ferrucci: "Azz, che fregatura. Adesso mi sento solo. ç_____ç Bourdeeeeyyyyy, dove sei?"
Grande Samurai: "Ecco, appunto, Bourdeeeeyyyyy, dove sei? Io ti sto aspettando per infilarti la mia katana su per il cu*o."
Bourdeeeeyyyy: "Baguette > katana."
Karam: "Facciamo che divento l'Ocon della situazione e che, da doppiato, rompo i co***oni al primo che passa...
...
...
...
...TAKUUUUUUU <3 Che piacere incontrarti! Ti ricordi i bei tempi in cui litigavamo per degli incidenti come Perez e Maldonado?"
Grande Samurai: "E tu ti ricordi che in Messico e in Venezuela si coltivano peperoncini enormi e che potrei infilartene uno su per il cu*o?"
Voce fuori campo: "E così è già passata metà gara e l'abbiamo trascorsa a parlare di oggetti infilati su per il cu*o altrui. C'è qualcosa che non quadra, in questo commento."
Spencer Maialotto: "Il fatto che io sia tra le prime posizioni dopo il restart è uno di questi, secondo il mio spassionato parere."

Pigot, che se guidasse una vettura rosa sarebbe un porcellino d'India, è rimasto nelle posizioni che contavano per gran parte del tempo che restava che, vorrei ricordarlo, erano 300 giri in totale.
Nessuno se l'è filato granché, perché era più intrigante assistere alle peripezie di Willpowahhhh, che verso 250 giri di gara o qualcosa del genere è rientrato ai box, ha avuto problemi ai box e si è procacciato una penalità per i problemi avuti ai box.
Nel frattempo Hinchcliffe si era appropriato della posizione che in precedenza era stata occupata da Pagenaud, senza che nessuno facesse in realtà molto caso nemmeno a lui.
Voce fuori campo: "Però facciamo caso a Saimon che è un bollitohhhh!!!11!!1!!! anche se ha vinto la Indy 500!!11!!!11!! e se ha vinto in occasione dell'anniversario della presa della Bastiglia la volta scorsa, diversamente da Gasly!"
Gasly: "Gotta catch 'em all..."
Voce fuori campo: "Per cortesia, vai a giocare con i Pokemon da un'altra parte."
Gasly: "Okay, se proprio insisti..."
Nel frattempo avevamo sottovalutato il detersivo al retrogusto di kiwi, infatti Dixon, così come Alex Non Sono Valentino Rossi, stava recuperando posizioni.
Dixon è stato, tra i due, quello che ne ha recuperate di più.
Dixon: "ONE-ONE-ONE!!!11!!!1!! Dite all'ammorbidente Willpowahhhh che adesso sto ridendo alle sue spalle."
Alex NSVR: "L'unico che ride alle spalle degli altri, però, può essere proprio Willpowahhhh dato che è dietro praticamente a chiunque."
Dixon: "Ma non è dietro a RHR."
RHR: "Non c'era bisogno di farlo notare."
Dixon: "Scusa... lo sai che ti amo lo stesso."
Alex NSVR: "Hunteryxon."
A questo punto non mi resta altro da fare che mettere a tacere tutte queste voci fuori campo e, allegandovi il risultato, salutarvi cordialmente anche se non è Formula 1 ma Indycar.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. James Hinchcliffe (Schmidt), 4. Simon Pagenaud (Penske), 5. Spencer Pigot (Carpenter), 6. Alexander Rossi (Andretti), 7. Zach Veach (Andretti), 8. Graham Rahal (Rahal), 9. Sebastien Bourdais (Coyne), 10. Tony Kanaan (Foyt), 11. Marcus Ericsson (Schmidt), 12. Santino Ferrucci (Coyne), 13. Conor Daly (Carlin), 14. Felix Rosenqvist (Ganassi), 15. Will Power (Penske), 16. Matheus Leist (Foyt), 17. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 18. Colton Herta (Harding), 19. Ed Carpenter (Carpenter), 20. Takuma Sato (Rahal), 21. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 22. Sage Karam (Carlin).

mercoledì 17 luglio 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Toronto - 14 Luglio

13 Luglio - il campionato di Indycar è arrivato a Exhibition Place, laddove molti anni fa Paul Tracy a un certo punto si fece di lato per schivare una coppia di piccioni che se ne stavano nel bel mezzo della pista come se niente fosse. Poi, in realtà, a ripensarci al giorno d'oggi non sono neanche sicura che fossero piccioni. Siamo in Canada e, anche se a Toronto non ci sono i gabbiani di Montreal, potrebbero esserci comunque gabbiani di Toronto e magari anche essere parenti alla lontana dei gabbiani di Montreal. Purtroppo non ci sono le marmotte assassine del Quebec e dire che almeno qui non correrebbero il rischio di essere investite da Grosjean.
A proposito di Grosjean, credo che sia più che opportuno parlare di piloti francesi, perché la gara avveniva il 14 Luglio, giorno della presa della Bastiglia, e perché alla vigilia di quella data un francese nello specifico ha iniziato mettendosi in mostra e cercando di rubare la scena a colui che poi avrebbe vinto il gran premio il giorno successivo.
Dopo anni e anni di calma piatta dal punto di vista delle risse in pitlane, ormai lasciate soltanto alla NASCAR, è accaduto un evento alquanto fuori dagli schemi ed è accaduto dopo che Bourdais, durante una sessione di qualifiche, ha tagliato la strada a un altro pilota, che si è indignato e ha deciso di passare all'azione. Dopotutto se un pilota si macchia del terribile reato di guida pericolosa, chiunque sia senza macchia ha il dovere di far trionfare la giustizia.
Il pilota senza macchia, quello che non provoca mai pericolo, quello che non fa mai incidenti e quant'altro, era nientemeno che Sato. Pensavo che, se tra tanti, ci fosse qualcuno che poteva avere un minimo di comprensione per la guida pericolosa altrui, quello fosse proprio il Grande Samurai, ma il Grande Samurai non la pensava così. Si è infatti recato alla ricerca di Bourdais in pitlane e, mentre questo era ancora a bordo della vettura, si è messo a inveirgli contro. Poi, quando Bourdais è uscito, Sato l'ha praticamente afferrato per il collo e, a quel punto, Bourdais l'ha preso a spintoni, prima che intervenisse un po' di gente lì presente per interromperli (la differenza con la NASCAR è che in NASCAR tutti i presenti avrebbero partecipato alla rissa) mentre Bourdais sembrava in vantaggio. Il momento più pittoresco è stato quello in cui Bourdais ha scavalcato la vettura. Da lì sopra sembrava un gigante e Sato sembrava uno gnomo. In ogni caso entrambi indossavano il casco, quindi gli occhiali di Bourdais non hanno mai corso alcun pericolo.
Naturalmente la rissa tra i Saturdais (bello come ship name, vero?) ha catturato l'attenzione più delle qualifiche stesse. Doveva esserne contento anche e soprattutto Kanaan, vista la sua qualifica:

1^ fila: Pagenaud - Dixon
2^ fila: Rosenqvist - Rossi
3^ fila: Newgarden - Jones
4^ fila: Andretti - Bourdais
5^ fila: Pigot - Sato
6^ fila: Hunter-Reay - Rahal
7^ fila: Chilton - Hinchcliffe
8^ fila: Power - Herta
9^ fila: Ferrucci - Veach
10^ fila: Leist - Ericsson
11^ fila: Karam - Kanaan

Posso dire che alcuni risultati non mi sorprendono? E che quello di Kanaan è uno di questi? Ormai non penso che ci siano più molte speranze di miglioramento, visto come va a finire costantemente ogni volta, con la sola eccezione della Indy 500. Sto seriamente iniziando a chiedermi se non sia meglio, arrivato a questo punto, smettere di gareggiare full time e iniziare a fare semplicemente il part time a Indianapolis, come il suo best friend forever.
C'è anche chi mi ha sorpresa in positivo, lo devo ammettere: per esempio quel nome scritto per abbellire la grafica accanto a quello di Bourdais, di solito viene scritto per abbellire la grafica delle posizioni che vanno oltre la top-ten, invece in questo caso ci ha riservato sorprese positive. Anche la posizione del Piccolo Chilli non mi ha delusa, in confronto al solito: me lo aspettavo tre o quattro file più indietro, in zona Pollo Gigante. Ecco, a proposito, quest'ultimo me lo aspettavo un po' più in su, ha dimostrato ampiamente in questi mesi che magari non starà tra i primi, ma che non è neanche che sia proprio l'ultimo della classe. E con questo chiudiamo la giornata di sabato.

14 Luglio - la domenica è arrivata al culmine di un weekend alquanto impegnativo: Formula 1, Indycar, doppio appuntamento della Formula E...
Ho visto la prima gara della Formula E sabato sera in diretta.
Ho visto la gara di Formula 1 domenica pomeriggio in diretta.
Non ho visto la gara di Indycar di domenica sera, in diretta, anche perché non ero in casa.
Non ho visto neanche la seconda gara della Formula E, a questo proposito, dato che era sempre la stessa domenica sera in cui non ero in casa.
Non rimaneva altro da fare che andare a recuperare i due eventi e ho scelto di dare priorità alla gara di Indycar, che ho trovato lunedì sera su Youtube e finito di vedere martedì mattina. Nel momento in cui, martedì sera, scrivo questo commento, non ho ancora recuperato la gara di Formula E che ha messo fine alla stagione, anche se conto di farlo prima o poi e di scrivere l'apposito commento all'eprix.
Dopo avere divagato in lungo e in largo credo che sia opportuno parlare anche di quello che è successo. Per esempio è successo che "Saimon" ha mantenuto la testa della gara al momento dello start, alla faccia di quelli che gli danno del vecchio pensionato e che erano convintissimi che la Penske dovesse appiedarlo alla fine della stagione per assenza di risultati. Molti di loro se ne erano convinti anche dopo la vittoria alla Indy 500, ma Pagenaud dall'alto della sua prima posizione si è messo ad agitare con aria minacciosa la baguette minacciando tutti quanti di farli ghigliottinare.
Dixon, Rossi e Rosenbitch si trovavano nelle posizioni immediatamente successive quando è entrata in pista la safety car per un ingorgo, anche se non tanto pittoresco quanto quelli di Long Beach o della Formula E. Tra le vetture ferme c'erano quelle di Willpowahhhh, Rahal, Hinchcliffe, Ericsson e Leist. Willpowahhhh deve avere toccato Rahal (o Hinchcliffe, non ho ben capito). Gli altri sono semplicemente rimasti fermi imbambolati perché non avevano alcun posto in cui andare senza travolgere le vetture ferme davanti a loro.
A volte le safety car vanno e vengono, a volte passano giri e giri senza che accada nulla che richieda la presenza di Oriol Servià o di Sarah Fisher.
A Toronto rientravamo nella seconda casistica e la gara è filata liscia con Pagenaud che sopravviveva in testa alle soste, con il detersivo al kiwi e Alex Non Sono Valentino Rossi sempre in zona podio.
Poi si è accodato Newgarden.
Poi si è accodato Sato.
Poi si è accodato Bourdais.
Era molto bello e pittoresco il pensiero dei Saturdais together forever, ma la realtà dei fatti diceva che il gap si stava accumulando a vista d'occhio e che Bourdeeeeyyyyyy non vedeva il Grande Samurai neanche con il binocolo. Probabilmente in quel momento non desiderava neanche vederlo, ma nevermind.
Nessuno dei due ha fatto una bella fine: Bourdais è stato protagonista di una rissa con un muretto, mentre Sato ha visto la propria vettura andare a fuoco come se fosse stato un Kovalainen qualsiasi nelle ultime fasi della gara.
Alla fine, per completare l'opera, Willpowahhhh è andato a muro e ha provocato una bandiera gialla, ma era giù l'ultimo giro.

RISULTATO: 1. Simon Pagenaud (Penske), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Josef Newgarden (Penske), 5. Felix Rosenqvist (Ganassi), 6. James Hinchcliffe (Schmidt), 7. Colton Herta (Harding), 8. Sebastien Bourdais (Coyne), 9. Graham Rahal (Rahal), 10. Marco Andretti (Andretti/Herta), 11. Santino Ferrucci (Coyne), 12. Ed Jones (Carpenter), 13. Zach Veach (Andretti), 14. Max Chilton (Carlin), 15. Spencer Pigot (Carpenter), 16. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 17. Tony Kanaan (Foyt), 18. Will Power (Penske), 19. Matheus Leist (Foyt), 20. Marcus Ericsson (Schmidt), 21. Sage Karam (Carlin), 22. Takuma Sato (Rahal).

sabato 29 giugno 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Road America - 23 Giugno

A volte capita di rimanere indietro con i lavori e capita che è sabato, ma devo ancora scrivere il commento a una gara che si è svolta la scorsa domenica.
Quella gara l'ho vista per metà in diretta, poi ho dovuto lasciare il computer per andare a cena, dato che alla sera avevo un impegno e non potevo rimanere lì ad attendere che Marco Andretti andasse in victory lane come se niente fosse... anche perché, in realtà, a quel punto Marco Andretti si era già ritirato da un bel po', quindi era certo che non sarebbe andato in victory lane.
Purtroppo la mia visione della prima parte di gara è stata un po' offuscata dal fatto che al contempo stessi litigando via Twitter con un fanboy della Mercedes.
Sia chiaro, non è mia abitudine sprecare il mio tempo a litigare con i fanboy, di solito cerco di non entrare nella conversazione, però ci sono momenti in cui mi sento in dovere di intervenire, dato che se c'è una cosa che mi urta i nervi è una visione distorta della realtà.
Ho un'idea un po' diversa dallo standard di che cosa sia la noia. Per me la noia, guardando la Formula 1, coincide con una gara di una piattezza improponibile e la piattezza è rappresentata non solo dall'assenza d'azione, ma anche dall'assenza del pensiero che possa esserci un'azione. Il solo seguire gli sviluppi relativi alla strategia e la potenziale presenza di undercut o overcut ha, a mio parere, il suo interesse. Se non si pone il problema nemmeno relativamente a quello e se non ci sono, o non vengono inquadrati, duelli nella seconda parte della griglia di partenza, allora sopraggiunge la noia.
Per quanto io preferisca situazioni in cui esiste la lotta per il titolo, non la ritengo necessaria per trovare appassionante il singolo evento. Se c'è costituisce valore aggiunto, ma non è fondamentale per quanto mi riguarda per apprezzare il singolo evento. Allo stesso modo il dominio di una squadra può avere risvolti interessanti, quando entrambi i piloti danno segno di potere competere per il mondiale, anche se uno dei due è destinato a non vincerlo. Anni di un pluricampione che vince mondiali e di un eterno secondo che dimostra di non andarci troppo lontano ma che non vince potrebbero essere interessanti. Il problema inizia a porsi, da questo punto di vista, quando l'eterno secondo trolla tutti, vince il mondiale, va a fare lo youtuber e al suo posto arriva Bottas, con tutto il rispetto. Se poi ci aggiungiamo che che non solo la Mercedes ha la doppietta quasi assicurata ma che non esiste nemmeno una gran competizione per la top-5, dove troviamo in ordine sparso le Ferrari e una delle Redbull, sempre la stessa, raggiungiamo livelli di piattezza di risultati difficilmente visti in passato. Come mi è stato ricordato in un'altra sede, nel 2002 Schumacher e Barrichello facevano quasi sempre doppietta, ma questo non ha impedito a Irvine di salire sul podio con la Jaguar a spese dei soliti piloti Williams. Qui invece abbiamo Verstappen che arriva sempre terzo o quarto e i Leclettel che nel migliore dei casi arrivano terzo e quinto e nel peggiore si scambiano posizioni come se fossero figurine dei calciatori ogni volta in cui sono l'uno vicino all'altro.

Quindi, con tutto il rispetto per i fanboy della Mercedes, se questi vanno in giro ad affermare che chiunque non pensi che l'attuale campionato sia il più esaltante di tutti i tempi sia un fanboy incallito di Vettel che rosica, la cosa mi sta molto sulle scatole. E i commenti a proposito del fatto che nel 2004 non ci si lamentava sui social sono un po' useless, visto che nel 2004 non esistevano i social.
Per la cronaca, appartengo alla categoria secondo cui questo campionato non è dei più esaltanti. L'ho affermato. Ho detto che mi andrebbe bene una supremazia Mercedes se dietro ci fosse qualche genere di lotta per il terzo posto o se ci fossero le Force India o le Haas o qualcun altro che ottengono piazzamenti a podio a caso. Le accuse che ho ricevuto sono state quelle di essere una hater della Mercedes e di non avere rispetto per i suoi tifosi, lamentandomi se loro ne sono contenti. Mi è stato anche suggerito di smettere di seguire la Formula 1 e di andare a seguire il Motomondiale, la Formula E o la Indycar. Mi sembra abbastanza un out of contest, se devo essere sincera.
Per la cronaca, il gran premio più noioso che ho visto in diretta è stato il GP d'Ungheria 2004. E al GP di Francia dello stesso anno speravo che la Ferrari toppasse la famosa strategia a quattro soste e che la vittoria potessero portarsela a casa o Button o Alonso, che erano i piloti che si trovavano più spesso in zona podio. In più MSC era il mio idolo d'infanzia, anche se il tifo infantile funzionava in moo molto diverso da come l'ho concepito in un secondo momento. Mi sono accorta di non tifarlo più quando mi sono resa conto che passavo le gare a sperare che potesse vincere qualcun altro a caso piuttosto di una sua ulteriore ennesima vittoria. Se i tifosi Mercedes sono felici così, buon per loro. Io, ai miei tempi, non lo ero. Da non tifosa, a lungo andare qualunque situazione di dominio potrebbe spingermi a sperare in qualcosa di diverso. Semplicemente, siccome per "dominio" intendo il dominare un campionato e non vincerlo in modo risicato dopo avere vinto quello precedente, credo che quello di quest'anno sia un campionato dominato. Altri, compreso quello dell'anno scorso o compresi alcuni di quelli vinti da Ferrari o Redbull in passato, a mio parere non lo erano.

Dopo questo insight che poco ha a che vedere con la Indycar, che seguo già senza avere avuto bisogno di ascoltare il consiglio di quel carissimo utente di Twitter, credo che sia il caso di concentrarsi finalmente sul campionato di Indycar, giunto nello scorso weekend a Elkhart Lake, altresì noto come Road America.
Prima di iniziare a parlarne rechiamoci tutti quanti in un centro anziani a giocare a tombola.
Ora che ci siamo calati nella parte e che ci sentiamo vecchi, ascoltiamoci due ore dei successi dell'Orchestra Casadei.
Adesso che ci sentiamo ancora più anziani, veniamo al punto dolente: Baby Herta, classe 2000, ha ottenuto la pole position.
Si tratta della prima pole ottenuta in Indycar da un 2000, quindi Baby Herta è passato alla storia. Non che non fosse già passato alla storia con la sua vittoria qualche tempo fa, ma adesso passa ancora di più alla storia.

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Herta - Rossi
2^ fila: Power - Newgarden
3^ fila: Rahal - Sato
4^ fila: Bourdais - Pigot
5^ fila: Hinchcliffe - Andretti
6^ fila: Jones - Dixon
7^ fila: O'Ward - Veach
8^ fila: Hunter-Reay - Pagenaud
9^ fila: Ericsson - Rosenqvist
10^ fila: Harvey - Leist
11^ fila: Ferrucci - Chilton
12^ fila: Kanaan ultimo e non sono sorpresa :-///

H3lio: "Posso capire tutto, va bene che ci siamo io e Juan Tombino qui nei pressi per la gara dell'IMSA, ma dovresti smetterla di pensare a noi quando scendi in pista."
Vin Diesel: "Hai ragione, ma quando sono in pista mi sento un V3KkYaCç10 impotente. In più in Carlin mi hanno ingaggiato come baby sitter per il Piccolo Chilli, quindi gli devo stare vicino ad ogni costo."
H3lio: "Anche se tu ogni tanto ti qualificassi penultimo e lasciassi l'ultima posizione a lui riusciresti a stare nei pressi del Piccolo Chilli."
Vin Diesel: "Lo so, ma ogni volta in cui mi metto al volante in una location che non sia l'Indianapolis Motor Speedway inizio a chiedermi che cosa ci faccio qui invece che andare a organizzare costantemente dei festini in stile carnevale brasiliano."
H3lio: "Aaaaawwwww, credo proprio che sia un'ottima idea. *-* Se tu organizzassi festini in stile carnevale brasiliano saresti sicuramente il migliore."
Vin Diesel: "Mi fa piacere sapere di potere ancora primeggiare in qualcosa."
H3lio: "In realtà primeggi anche nella classifica dei miei best friend forever e dei miei ammmmori. <3 Per quanto anche Juan Tombino sia fascinoso e gli piaccia trolleggiare like a boss, tu rimarrai sempre il signore e padrone di tutti i trolloni."
Vin Diesel: "AAAAAWWWWWWW."
H3lio: "E adesso, per cortesia, vai a stirare."

La gara non è partita nel modo migliore per Baby Herta. Sembrava un po' Bloody Mehri durante una pole position da reverse grid. Anzi, no, Bloody Mehri non si sarebbe fatto bruciare soltanto da Alex Non Sono Valentino Rossi, ma anche da un altro po' di gente random. L'altra gente random, invece, se ne stava tranquilla, a parte quelli che stavano un po' più indietro.
C'è stato un duello RHR vs Dixon, che si è concluso con il Detersivo al retrogusto di Kiwi girato nel senso opposto.
Dixon: "Io però ho vinto cinque titoli. TUNZ TUNZ TUNZ!!!11!!!111"
RHR: "OMG 1dOl0!!111!111!!!1!!"
Dixon: "Grazie, ma i murricani non capiranno mai il riferimento."
RHR: "I murricani non leggeranno mai i commenti scritti in italiano da Milly Sunshine."
Dixon: "Spero che anche molti italiani non leggano i commenti scritti da Milly Sunshine, ma che possano farsi un'idea migliore del nostro campionato."
Voce fuori campo: "Fate poca confusione, c'è una vettura nella sabbia."
Dixon: "Oh my RoGro."
Sonyericsson: "Che pa**e con questo RoGro. Nella sabbia ci sono finito da solo, non l'ho trascinato con me catapultandolo a Road America da Le Castellet dove dovrebbe trovarsi in questo momento, impegnato nell'ottava prova del campionato mondiale di bestemmie al volante."
Dixon: "Come gli sta andando quel campionato?"
Sonyericsson: "Benissimo, in questo momento ha una settantina di 'f*ck' di vantaggio nei confronti di Vettel, non c'è proprio storia."
Dixon: "RoGro è un idolo delle folle. Dovresti invitarlo negli States e fargli conoscere Paul Tracy."
Sonyericsson: "No, c'è il rischio che possa mettersi a insultarlo in modo random e ti ricordo che RoGro pesa a malapena la metà di Paul Tracy. Ci tengo alla sua sopravvivenza."
Dixon: "Sei un bravo collega. RoGro è stato fortunato a conoscere uno come te."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "Si può sapere chi siete e perché fate conversazione in modo random durante la mia cavalcata trionfale? Venite per caso da Barcellona? In tal caso, sappiate che la Catalunya non riceverà mai l'indipendenza."
Sonyericsson: "No, non siamo catalani. Io sono svedese, come l'Ikea."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "E come i polli giganti."
Sonyericsson: "Esatto."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "Aspetta, mi ricordo di te..."
Sonyericsson: "Anch'io. Abbiamo gareggiato nello stesso campionato, in passato. Io stavo su una Caterham, tu stavi nel box della Marussia a sperare che ci fosse una macchina."
Alex Non Sono Valentino Rossi: "Non c'era mai. È stato un trauma per me. Per questa ragione oggi ho deciso di vendicarmi asfaltando Baby Herta."
Baby Herta: "Sei un kriminalehhhh!!111!111!"
Voce fuori campo: "Stai zitto, Baby Herta, e pensa alla tua gara, che dopo il primo pitstop perderai ulteriori posizioni e ti dovrai consolar più tardi con Baby Award."
Baby Herta: "Aaaaawwwward."
Baby Award: "Ammmmore <3 dimmi che cosa posso fare per consolarti. Ho portato con me una collezione intera di camion dei pompieri."
Baby Herta: "Spero che tu abbia portato anche i preservativi. Non possiamo mai essere sicuri al cento per cento: siamo in un universo strano, in cui potrebbero averci impiantato un utero a nostra insaputa."
Baby Award: "Hai ragione, non abbiamo ancora la barba né abbiamo raggiunto la drinking age, non possiamo correre il rischio di concepire dei figli."
Rinvigorito dal pensiero di quello che gli aspettava dopo la gara, Baby Herta si è messo a duellare con Rosenbitch. Poi è stato intervistato Sonniferetti: si era ritirato già da un po' e non me n'ero accorta. Strano, però, perché la sua presenza in pista avrebbe dovuto farmi cadere le palpebre, quindi avrei dovuto accorgermi che non c'era.
Nel frattempo, siccome la gara durava soltanto 55(?) giri, ci stavamo avvicinando verso la metà. A quel punto c'era ancora Alex Non Sono Valentino Rossi in testa, seguito da due Penske in seconda e terza posizione. Una era quella di Willpowahhhh, l'altra era quella di Nuovo Giardino, visto ormai come il principale avversario di Alex Non Sono Valentino Rossi per il discorso del titolo.
Più tardi, quando ho avuto modo di controllare sul cellulare il risultato della gara, ho visto che la top-3 era ancora la stessa che c'era nel momento in cui avevo dovuto smettere di seguirla, che il Detersivo al Kiwi era risalito fino al quinto posto e che Baby Herta aveva portato a casa una dignitosa ottava piazza, ma che era ben lontano dalle aspettative avute all'inizio di quella giornata.

RISULTATO: 1. Alexander Rossi (Andretti), 2. Will Power (Penske), 3. Josef Newgarden (Penske), 4. Graham Rahal (Rahal), 5. Scott Dixon (Ganassi), 6. Felix Rosenqvist (Ganassi), 7. James Hinchcliffe (Schmidt), 8. Colton Herta (Harding), 9. Simon Pagenaud (Penske), 10. Takuma Sato (Rahal), 11. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 12. Sebastien Bourdais (Coyne), 13. Marcus Ericsson (Schmidt), 14. Spencer Pigot (Carpenter), 15. Jack Harvey (Shank), 16. Max Chilton (Carlin), 17. Patricio O'Ward (Carlin), 18. Zach Veach (Andretti), 19. Santino Ferrucci (Coyne), 20. Matheus Leist (Foyt), 21. Tony Kanaan (Foyt), 22. Ed Jones (Carpenter), 23. Marco Andretti (Andretti/ Herta).