Il campionato 2025 di Formula 4 brasiliana è terminato nel passato fine settimana, dopo una serie di sei eventi che prevedevano tre gare ciascuno, ai quali era stato intervallato anche un evento non championship, come contorno al GP del Brasile. In una griglia con indicativamente 13/14 macchine, ad aggiudicarsi il titolo è stato Heitor Dell'Agnol, che ha preceduto Murilo Rocha e Pedro Lima. I tre hanno vinto rispettivamente quattro, tre e due gare. Dietro di loro si è classificato Filippo Fiorentino con due vittorie championship e due non championship, mentre la top-5 è stata completata da Alceu Feldmann Neto, salito sul gradino più alto del podio, così come il pilota che lo seguiva in classifica, Pedro Lins.
Seguivano Ethan Nobels e Pietro Mesquita, dopodiché tre piloti che hanno vinto una gara ciascuno, Rogerio Grotta, Ricardo Baptista e Ciro Sobral, unici altri piloti ad aggiudicarsi una vittoria che garantisse punti. Nell'evento non championship, invece, abbiamo avuto oltre alle due vittorie di Fiorentino, anche una vittoria femminile, per mano di Rafaela Ferreira, che ha concluso le altre due gare in top-5 e infine ha ottenuto i punti di un ottavo posto nella sua unica altra partecipazione stagionale.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
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martedì 16 dicembre 2025
mercoledì 29 ottobre 2025
Road to Indy, Formula Regional Americas, Formula 4 statunitense e messicana e serie affini: il 2025 open wheel in nord e centro America
Già da un po' di tempo erano terminate le serie della Road to Indy, dieci giorni fa si erano concluse Formula Regional Americas e Formula 4 USA, mentre nello scorso fine settimana è finito il campionato messicano di Formula 4 NACAM. Andiamo a ripercorrere i fatto accaduti nelle serie minori nord- e centroamericane nel 2025.
ROAD TO INDY - Dennis Hauger ha vinto il campionato con sei vittorie e piazzamenti sui gradini più bassi del podio in tutte le gare eccetto tre. Seguiva Caio Collet con tre vittorie, due vittorie ciascuno per Lochie Hughes e Myles Rowe, una per Salvador De Alba.
Dietro di loro nessuno dei full time ha conquistato podi eccetto Josh Pierson e Callum Edge rispettivamente sesto e settimo in classifica piloti. Si segnalano a podio una volta ciascuno i part time Juan Manuel Correa, nostra vecchia conoscenza, e Evagoras Papasavvas.
Si segnala la presenza femminile full time di Hailie Deegan, full time ma mai in top ten, e one off nella gara inaugurale di Sophia Florsch giunta dodicesima.
In USPro2000 il titolo è stato vinto da Max Garcia, mentre Jack Jeffers ha vinto il campionato di USF2000, la USF Junior invece se l'è aggiudicata Leonardo Escorpioni.
FORMULA REGIONAL AMERICAS - Titus Sherlock ha vinto il titolo, conquistando otto vittorie in corso d'opera, precedendo Nicolas Ambiado e Bruno Ribeiro, sul gradino più alto del podio rispettivamente quattro e tre volte.
Dei full time, Jett Bowling e Brady Golan hanno vinto gare, una il primo, due il secondo. Si segnala la partecipazione one-off di Christian Brooks, il quale ha vinto le due gare dell'evento disputato.
Curiosità: Nicole Havdra della Formula Academy ha disputato il primo evento della stagione senza ottenere risultati di rilievo.
FORMULA 4 USA - campionato con basso numero di vetture, ha visto la vittoria del titolo da parte di Cooper Shipman, che ha vinto nove gare, tutte consecutive, e non ha disputato l'evento conclusivo della stagione.
Alex Popow Jr e Kekai Hauanio hanno raccolto quello che restava, l'uno quattro e l'altro tre vittorie, mentre una gara è stata vinta anche da Caleb Campbell quinto classificato alle spalle di Clemente Huerta.
Come partecipazione è andata leggermente meglio - ma di poco - alla Ligier Formula Junior, in cui il titolo è andato a Gaston Irazu.
FORMULA 4 NACAM - in concomitanza con il weekend del GP del Messico, si è concluso il campionato messicano di F4, con una decina di vetture al via, dopo un totale di sei eventi disputati, i primi cinque con tre gare ciascuno, l'ultimo con due, per un totale di diciassette.
Il titolo l'ha vinto Zaky Ibrahim per tre punti di vantaggio su Fernando Luque, con rispettivamente sei e tre vittorie all'attivo.
I full time José Martinez e Alejandro Bobadilla si sono classificati terzo e quarto vincendo il primo una e l'altro tre gare. Dietro di loro la quinta piazza è andata al part time Marco Alquicira, mentre ha vinto una gara anche il sesto classificato Elias Vignola. Sono saliti sul gradino più alto del podio una volta ciascuno anche gli one off Vivek Kanthan e Helio Meza.
Si segnala un podio femminile, con Ivanna Richards che ha conquistato una seconda piazza dopo avere disputato tre eventi della stagione.
ROAD TO INDY - Dennis Hauger ha vinto il campionato con sei vittorie e piazzamenti sui gradini più bassi del podio in tutte le gare eccetto tre. Seguiva Caio Collet con tre vittorie, due vittorie ciascuno per Lochie Hughes e Myles Rowe, una per Salvador De Alba.
Dietro di loro nessuno dei full time ha conquistato podi eccetto Josh Pierson e Callum Edge rispettivamente sesto e settimo in classifica piloti. Si segnalano a podio una volta ciascuno i part time Juan Manuel Correa, nostra vecchia conoscenza, e Evagoras Papasavvas.
Si segnala la presenza femminile full time di Hailie Deegan, full time ma mai in top ten, e one off nella gara inaugurale di Sophia Florsch giunta dodicesima.
In USPro2000 il titolo è stato vinto da Max Garcia, mentre Jack Jeffers ha vinto il campionato di USF2000, la USF Junior invece se l'è aggiudicata Leonardo Escorpioni.
FORMULA REGIONAL AMERICAS - Titus Sherlock ha vinto il titolo, conquistando otto vittorie in corso d'opera, precedendo Nicolas Ambiado e Bruno Ribeiro, sul gradino più alto del podio rispettivamente quattro e tre volte.
Dei full time, Jett Bowling e Brady Golan hanno vinto gare, una il primo, due il secondo. Si segnala la partecipazione one-off di Christian Brooks, il quale ha vinto le due gare dell'evento disputato.
Curiosità: Nicole Havdra della Formula Academy ha disputato il primo evento della stagione senza ottenere risultati di rilievo.
FORMULA 4 USA - campionato con basso numero di vetture, ha visto la vittoria del titolo da parte di Cooper Shipman, che ha vinto nove gare, tutte consecutive, e non ha disputato l'evento conclusivo della stagione.
Alex Popow Jr e Kekai Hauanio hanno raccolto quello che restava, l'uno quattro e l'altro tre vittorie, mentre una gara è stata vinta anche da Caleb Campbell quinto classificato alle spalle di Clemente Huerta.
Come partecipazione è andata leggermente meglio - ma di poco - alla Ligier Formula Junior, in cui il titolo è andato a Gaston Irazu.
FORMULA 4 NACAM - in concomitanza con il weekend del GP del Messico, si è concluso il campionato messicano di F4, con una decina di vetture al via, dopo un totale di sei eventi disputati, i primi cinque con tre gare ciascuno, l'ultimo con due, per un totale di diciassette.
Il titolo l'ha vinto Zaky Ibrahim per tre punti di vantaggio su Fernando Luque, con rispettivamente sei e tre vittorie all'attivo.
I full time José Martinez e Alejandro Bobadilla si sono classificati terzo e quarto vincendo il primo una e l'altro tre gare. Dietro di loro la quinta piazza è andata al part time Marco Alquicira, mentre ha vinto una gara anche il sesto classificato Elias Vignola. Sono saliti sul gradino più alto del podio una volta ciascuno anche gli one off Vivek Kanthan e Helio Meza.
Si segnala un podio femminile, con Ivanna Richards che ha conquistato una seconda piazza dopo avere disputato tre eventi della stagione.
domenica 12 gennaio 2025
La Formula 4 NACAM stagione 2024/25 diviene Formula 4 NACAM stagione 2024: titolo assegnato a José Carlos Hernandez
Certe serie minori ci hanno abituati a confonderci le idee ed è esattamente quanto successo con la Formula 4 messicana. Questa doveva avere una stagione 2024/25, con ancora diversi eventi da disputare, ma circa una settimana fa è stato invece annunciato che i round restanti sono stati inclusi nel calendario 2025 e che, di fatto, il campionato 2024 è già terminato, considerandosi tale con il terzo evento disputato nel corso del mese di dicembre.
La stagione, quindi, è stata ridotta a un totale di tre eventi, di cui il primo disputato nel mese di ottobre in concomitanza con il GP del Messico. In novembre si è svolto un evento a Puebla, mentre a dicembre si è gareggiato nuovamente a Città del Messico, ma con un layout differente. Di fatto, solo otto gare sono state disputate nel corso dell'accorciata stagione 2024, due nel corso del primo round, tre in ciascuno degli altri due.
José Carlos Hernandez, leader della classifica, è quindi stato proclamato campione della stagione, alla luce di una stagione in cui non si è mai classificato al di sotto della seconda posizione. Nel round iniziale ha ottenuto due vittorie, battendo quelli che sono stati i suoi due diretti ma lontanissimi inseguitori in classifica, Helio Meza e Zaki Ibrahim, che si sono portati a casa rispettivamente un secondo e un terzo posto ciascuno in questo primo evento.
A Puebla, Meza ha vinto la prima e la terza gara, con Hernandez vincitore della seconda. Ciascuno dei due si è classificato in seconda piazza nelle gare non vinte del fine settimana, mentre Alejandro Bobadilla, quarto classificato nella graduatoria dei piloti, ha portato a casa tre quarte piazze.
Nell'evento di dicembre, invece, è arrivata un'outsider, ovvero Nerea Martì della Formula Academy, la quale si è ripartita seconde posizioni e vittorie con Hernandez: José Carlos ha vinto la prima e la terza gara, Nerea la seconda. I due, come anticipato, sono arrivati ciascuno secondo nelle gare vinte dall'altro. Per la Martì, quindi, una vittoria (diventando la seconda ragazza a vincere nella categoria, dopo Alexandra Mohnhaupt) e altri due piazzamenti a podio. Questo, per quanto riguarda il terzo gradino, è stato completato due volte da Meza e una da Bobadilla.
Con i risultati ottenuti nel round finale, Martì si è piazzata sesta nella classifica piloti, preceduta dai quattro già citati nonché dal quinto José Martinez. Ha preceduto due full time Max Mora e Alan Zezatti, due part-time, ovvero Alex Franco e Horia-Traian Chirigut e uno one-off, Cristian Cantù.
giovedì 7 novembre 2024
Formule minori americane 2024 // Formula Regional Americas, Formula 4 USA, Ligier JS F4
Oggi parliamo di campionati minori americani di "ispirazione europea" se così li possiamo chiamare, ovvero la Formula Regional Americas e i campionati di Formula 4 e affini che vengono disputati negli States.
La Formula Regional Americas è campionato analogo, in linea molto teorica, alla Formula Regional by Alpine, ha tuttavia una griglia molto più ridotta (circa quindici vetture) e un diverso format, in quanto i fine settimana prevedono tre gare ciascuno.
Sulla Formula 4 USA non c'è molto da dire, se non che le presenze sono drasticamente calate rispetto alle scorse stagioni (sette vetture), e che parallelamente quest'anno si è svolta la Ligier JR F4 Series, ovvero un campionato con la vecchia generazione di Formula 4.
Il campionato di Formula Regional è stato vinto dal canadese Patrick Woods-Toth, con una serie di vittorie niente male e un vantaggio tale da non prendere nemmeno parte all'ultimo evento del campionato. Lo seguivano, invece, molto vicini tra di loro, tre statunitensi, Ryan Shehan, Jett Bowling e Titus Sherlock, dei quali segnalo che Bowling non ha ottenuto nessuna vittoria, a differenza invece del quinto classificato, il cileno Nicolas Ambiado, e di due one-off, lo statunitense Cole Kleck e il brasiliano Bruno Ribeiro.
Una ragazza canadese, Nicole Havrda, si è classificata sesta collezionando quattro terzi posti, mentre nell'ultimo evento un'altra ragazza ha gareggiato one-off con un decimo posto come migliore risultato, si tratta di Hailie Deegan, pilota di stock car che nella prossima stagione passerà alle open wheel gareggiando in Indynxt.
Due australiani, Daniel Quimby e Nicolas Stati, hanno lottato per il titolo in Formula 4, con Quimby vincitore per pochi punti. Come già specificato, la griglia era ridotta in maniera imbarazzante, con sole sette vetture nella maggior parte del campionato, nonché otto come record nell'evento conclusivo della stagione.
È andata un po' meglio nella Ligier JS F4 Series, con tredici vetture nel peggiore dei casi e un record di diciotto in finale di stagione. Il titolo è andato allo statunitense Teddy Musella, staccando di parecchi punti il connazionale Kekai Hanuanio. Si segnala il terzo posto in classifica piloti dell'uruguayana Maite Caceres, già vista all'opera in Formula Academy nel 2023, e il fatto che abbia ottenuto cinque podi (un secondo e quattro terzi posti) mi fa dubitare della competitività della categoria, visti i risultati imbarazzanti rispetto alle colleghe l'anno scorso.
giovedì 19 settembre 2024
Road to Indy: la sintesi dei campionati 2024
Con il finale della stagione di Indycar, di cui avrò modo di parlare prossimamente, sono terminati anche i campionati minori della Road to Indy, che vi fanno da contorno, il principale dei quali è la IndyNXT (ex Indylights).
Con otto vittorie su quattordici gare disputate, il britannico Louis Foster ha vinto il campionato, precedendo lo statunitense Jacob Abel, che di gare ne ha vinte tre, divenendo l'unico altro pilota con più di una vittoria conquistata nel corso della stagione.
Gli altri tre, che hanno vinto una gara ciascuno sono il brasiliano Caio Collet, terzo in classifica finale, la britannica Jamie Chadwick che ha concluso la stagione al settimo posto e il pilota statunitense Nolan Siegel, vincitore della prima gara della stagione, che ha disputato solo la prima parte del campionato.
Chadwick ha conquistato in precedenza un altro piazzamento podio e una pole position, mentre con la vittoria a Road America è stata la prima donna a vincere una gara della categoria che non fosse su ovale. Le ultime vittorie femminili, comunque, risalivano al periodo 2008/09/10 con due vittorie di Ana Beatriz (nome con cui si faceva chiamare ai tempi Bia Figueiredo) e una di Pippa Mann.
Altre due ragazze hanno gareggiato nella categoria: Lindsay Brewer, di fatto un'influencer che si è reinventata come pilota e che poi è stata appiedata a stagione in corso, nonché una certa Taylor Ferns che gareggiava occasionalmente nell'ARCA oltre un decennio fa.
L'australiano Lochie Hughes ha vinto il campionato di IndyPro, precedendo gli statunitensi Nikita Johnson e Jace Denmark, quest'ultimo terzo classificato senza conquistare nemmeno una vittoria - Hughes ha vinto cinque gare su diciotto, Johnson ne ha vinte otto.
Due gare le ha vinte Simon Sikes e una Liam Sceats, quatto e quinto in classifica, mentre hanno portato a casa una vittoria ciascuno due piloti che non hanno disputato tutta la stagione, ovvero Braden Eves e Hunter Yeany.
Si segnala una partecipazione one-off da parte di un pilota italiano, Francesco Pizzi, a suo tempo campione di Formula 4 Emirati nel 2020 e poi pilota di Formula Regional e Formula 3.
Nella categoria di livello minore, la USF2000, il titolo è stato vinto dallo statunitense Max Garcia, prececendo i connazionali Sam Cory, Max Taylor e Evagoras Papasavvas. Segnalo tra i piloti che hanno preso parte a questo campionato, tale Nicolas Giaffone - settimo in graduatoria - imparentato con Rubens Barrichello, dovrebbe essere il nipote della sua ex moglie.
Alcuni piloti di questa categoria hanno disputato anche la USF Junior, lo scalino più basso della Road to Indy, tra cui l'appena citato Max Taylor che ha vinto il titolo. Ha preceduto di pochi punti Liam McNelly mentre terzo si è classificato Sebastian Wheldon, figlio di Dan, ottenendo in corso d'opera quattro vittorie.
Con otto vittorie su quattordici gare disputate, il britannico Louis Foster ha vinto il campionato, precedendo lo statunitense Jacob Abel, che di gare ne ha vinte tre, divenendo l'unico altro pilota con più di una vittoria conquistata nel corso della stagione.
Gli altri tre, che hanno vinto una gara ciascuno sono il brasiliano Caio Collet, terzo in classifica finale, la britannica Jamie Chadwick che ha concluso la stagione al settimo posto e il pilota statunitense Nolan Siegel, vincitore della prima gara della stagione, che ha disputato solo la prima parte del campionato.
Chadwick ha conquistato in precedenza un altro piazzamento podio e una pole position, mentre con la vittoria a Road America è stata la prima donna a vincere una gara della categoria che non fosse su ovale. Le ultime vittorie femminili, comunque, risalivano al periodo 2008/09/10 con due vittorie di Ana Beatriz (nome con cui si faceva chiamare ai tempi Bia Figueiredo) e una di Pippa Mann.
Altre due ragazze hanno gareggiato nella categoria: Lindsay Brewer, di fatto un'influencer che si è reinventata come pilota e che poi è stata appiedata a stagione in corso, nonché una certa Taylor Ferns che gareggiava occasionalmente nell'ARCA oltre un decennio fa.
L'australiano Lochie Hughes ha vinto il campionato di IndyPro, precedendo gli statunitensi Nikita Johnson e Jace Denmark, quest'ultimo terzo classificato senza conquistare nemmeno una vittoria - Hughes ha vinto cinque gare su diciotto, Johnson ne ha vinte otto.
Due gare le ha vinte Simon Sikes e una Liam Sceats, quatto e quinto in classifica, mentre hanno portato a casa una vittoria ciascuno due piloti che non hanno disputato tutta la stagione, ovvero Braden Eves e Hunter Yeany.
Si segnala una partecipazione one-off da parte di un pilota italiano, Francesco Pizzi, a suo tempo campione di Formula 4 Emirati nel 2020 e poi pilota di Formula Regional e Formula 3.
Nella categoria di livello minore, la USF2000, il titolo è stato vinto dallo statunitense Max Garcia, prececendo i connazionali Sam Cory, Max Taylor e Evagoras Papasavvas. Segnalo tra i piloti che hanno preso parte a questo campionato, tale Nicolas Giaffone - settimo in graduatoria - imparentato con Rubens Barrichello, dovrebbe essere il nipote della sua ex moglie.
Alcuni piloti di questa categoria hanno disputato anche la USF Junior, lo scalino più basso della Road to Indy, tra cui l'appena citato Max Taylor che ha vinto il titolo. Ha preceduto di pochi punti Liam McNelly mentre terzo si è classificato Sebastian Wheldon, figlio di Dan, ottenendo in corso d'opera quattro vittorie.
sabato 23 dicembre 2023
Formula 4 NACAM e Formula 4 Brasiliana: sintesi dei campionati del 2023
Stando alla sua pianificazione originaria, nello scorso fine settimana avrebbe dovuto svolgersi un non championship event della Formula 4 NACAM, il campionato messicano. Tuttavia, questo evento è stato cancellato e, di fatto, il campionato è terminato con i sette eventi "ufficiali", ultimo dei quali disputato come evento di contorno nel fine settimana del GP del Messico.
I primi sei eventi sono stati composti da tre gare ciascuno, mentre l'ultimo da due soltanto, per un totale di venti gare. All'ultimo evento, il campione Pedro Juan Moreno - colombiano - non ha preso parte. Delle diciotto gare a cui ha preso parte ne ha vinte undici, di cui a un certo punto otto di fila, in quattro round consecutivi.
Il messicano Cristian Cantù, che aveva già vinto cinque gare nel corso dei primi due eventi, è arrivato a totalizzare sette vittorie, con le due ottenute nel round finale, arrivando a soli quattro punti di distacco da Moreno.
In seconda e terza posizione in campionato si sono classificati il colombiano David Esteban Cardenas e il messicano Arturo Flores, senza mai conquistare vittorie, mentre due gare sono state vinte dal quinto classificato Marco Alquicira.
Questa stagione ha segnato il ritorno alle competizioni, seppure part time, di Alexandra Mohnhaupt. La messicana aveva gareggiato nella stessa categoria nelle stagioni complete 2015/16 e 2016/17, mentre aveva disputato la prima parte della stagione 2017/18 ottenendo due vittorie, prima di lasciare la categoria.
Nonostante in passato ci siano state ragazze che hanno vinto gare in categorie analoghe alle attuali Formula 4, Mohnhaupt a suo tempo è stata la prima a vincere una gara in una categoria denominata "Formula 4". Avrebbe dovuto gareggiare nel 2018 nella Formula 3 BRDC come compagna di squadra di Jamie Chadwick, ma un serio infortunio in un test prestagionale aveva messo fine alla sua carriera come pilota. A sorpresa è ritornata alle competizioni disputando due eventi a inizio stagione più quello finale, conquistando due terzi posti come migliori risultati.
Se il campionato NACAM è terminato molto prima dello scorso weekend, nel quale avrebbe dovuto terminare, la Formula 4 brasiliana, invece, ha avuto fine nel fine settimana passato proprio come pianificato, dopo un totale di sei eventi disputati, ciascuno composto da tre gare.
I piloti full time erano essenzialmente tutti brasiliani e il titolo è stato vinto da Vinicius Tessaro, il quale ha conquistato in corso d'opera sei vittorie, precedendo Matheus Comparatto, vincitore di quattro gare in totale. Alvaro Cho e Luan Lopes, giunti rispettivamente in terza e quarta posizione, hanno conquistato entrambi una vittoria ciascuno, mentre è rimasto a secco il quinto classificato, che ha esordito a partire dal secondo evento stagionale. Si tratta di Fernando Barrichello, figlio minore di Rubens.
Nelson Neto e Luca Zucchini, i due piloti classificati nelle posizioni retrostanti, hanno ottenuto una vittoria ciascuno, mentre se ne sono aggiudicate rispettivamente una e due il part time Mateus Callejas e lo one-off Matheus Ferreira. Una vittoria l'ha ottenuta infine Alexandre Machado, uno dei piloti classificati tra le ultime posizioni tra i full time.
Due ragazze, entrambe esordienti, hanno disputato questo campionato, ma senza lasciare trapelare un grande potenziale, a giudicare dalle posizioni finali della classifica ottenute dalle due. Rafaela Ferreira, che non mi risulta imparentata con Matheus già citato poco più in su, ha tuttavia ottenuto un terzo posto come miglior risultato, diventando la prima ragazza a ottenere un podio nella categoria.
In precedenza, Cecilia Rabelo, che ha saltato due eventi a causa di un infortunio nella prima parte della stagione, era diventata la prima ragazza a conquistare la pole position nella Formula 4 brasiliana, in una sessione di qualifica condizionata dalla pioggia nella quale aveva fatto registrare il tempo giusto al momento giusto. Purtroppo non è riuscita a ripetersi in gara e non è mai andata oltre il settimo posto, chiudendo la stagione in ultima posizione.
I primi sei eventi sono stati composti da tre gare ciascuno, mentre l'ultimo da due soltanto, per un totale di venti gare. All'ultimo evento, il campione Pedro Juan Moreno - colombiano - non ha preso parte. Delle diciotto gare a cui ha preso parte ne ha vinte undici, di cui a un certo punto otto di fila, in quattro round consecutivi.
Il messicano Cristian Cantù, che aveva già vinto cinque gare nel corso dei primi due eventi, è arrivato a totalizzare sette vittorie, con le due ottenute nel round finale, arrivando a soli quattro punti di distacco da Moreno.
In seconda e terza posizione in campionato si sono classificati il colombiano David Esteban Cardenas e il messicano Arturo Flores, senza mai conquistare vittorie, mentre due gare sono state vinte dal quinto classificato Marco Alquicira.
Questa stagione ha segnato il ritorno alle competizioni, seppure part time, di Alexandra Mohnhaupt. La messicana aveva gareggiato nella stessa categoria nelle stagioni complete 2015/16 e 2016/17, mentre aveva disputato la prima parte della stagione 2017/18 ottenendo due vittorie, prima di lasciare la categoria.
Nonostante in passato ci siano state ragazze che hanno vinto gare in categorie analoghe alle attuali Formula 4, Mohnhaupt a suo tempo è stata la prima a vincere una gara in una categoria denominata "Formula 4". Avrebbe dovuto gareggiare nel 2018 nella Formula 3 BRDC come compagna di squadra di Jamie Chadwick, ma un serio infortunio in un test prestagionale aveva messo fine alla sua carriera come pilota. A sorpresa è ritornata alle competizioni disputando due eventi a inizio stagione più quello finale, conquistando due terzi posti come migliori risultati.
Se il campionato NACAM è terminato molto prima dello scorso weekend, nel quale avrebbe dovuto terminare, la Formula 4 brasiliana, invece, ha avuto fine nel fine settimana passato proprio come pianificato, dopo un totale di sei eventi disputati, ciascuno composto da tre gare.
I piloti full time erano essenzialmente tutti brasiliani e il titolo è stato vinto da Vinicius Tessaro, il quale ha conquistato in corso d'opera sei vittorie, precedendo Matheus Comparatto, vincitore di quattro gare in totale. Alvaro Cho e Luan Lopes, giunti rispettivamente in terza e quarta posizione, hanno conquistato entrambi una vittoria ciascuno, mentre è rimasto a secco il quinto classificato, che ha esordito a partire dal secondo evento stagionale. Si tratta di Fernando Barrichello, figlio minore di Rubens.
Nelson Neto e Luca Zucchini, i due piloti classificati nelle posizioni retrostanti, hanno ottenuto una vittoria ciascuno, mentre se ne sono aggiudicate rispettivamente una e due il part time Mateus Callejas e lo one-off Matheus Ferreira. Una vittoria l'ha ottenuta infine Alexandre Machado, uno dei piloti classificati tra le ultime posizioni tra i full time.
Due ragazze, entrambe esordienti, hanno disputato questo campionato, ma senza lasciare trapelare un grande potenziale, a giudicare dalle posizioni finali della classifica ottenute dalle due. Rafaela Ferreira, che non mi risulta imparentata con Matheus già citato poco più in su, ha tuttavia ottenuto un terzo posto come miglior risultato, diventando la prima ragazza a ottenere un podio nella categoria.
In precedenza, Cecilia Rabelo, che ha saltato due eventi a causa di un infortunio nella prima parte della stagione, era diventata la prima ragazza a conquistare la pole position nella Formula 4 brasiliana, in una sessione di qualifica condizionata dalla pioggia nella quale aveva fatto registrare il tempo giusto al momento giusto. Purtroppo non è riuscita a ripetersi in gara e non è mai andata oltre il settimo posto, chiudendo la stagione in ultima posizione.
giovedì 9 novembre 2023
Le stagioni 2023 della Formula Regional Americas e della Formula 4 USA
Oltre alle categorie minori della Road to Indy, negli States ci sono anche due serie FIA, la Formula Regional Americas e la Formula 4 USA, due serie con il calendario condiviso che si sono concluse entrambe nello scorso fine settimana, dopo una stagione di sei eventi composti da tre gare ciascuno, per un totale di diciotto per ambedue le categorie.
F.R.AMERICAS - il campionato ha visto una presenza abbastanza ridotta, circa una decina di vetture al via degli eventi, e risultati molto definiti, con il pilota neozelandese Callum Hedge vincitore del titolo con un vantaggio abbondante nei confronti dei due diretti inseguitori, gli statunitensi Ryan Shehan e Cooper Becklin.
Su un totale di diciotto gare disputate, Hedge ne ha vinte ben tredici, con Shehan e Becklin praticamente "abbonati" al podio. In ben nove gare stagionali i tre si sono classificati nell'esatto ordine Hedge/ Shehan/ Becklin, di cui sei volte di fila, arrivando sul podio insieme anche in diverso ordine in occasione di una vittoria di Shehan, che ha vinto le prime due gare della stagione.
Autore di addirittura undici terzi posti dietro fila, Becklin ha interrotto questa striscia con la sua unica vittoria stagionale, mentre ha vinto due volte lo svedese Oliver Westling, quarto in classifica finale, dopo molti quarti e quinti posti e rarissimi piazzamenti a podio, il quale era di fatto monopolizzato quasi sempre dai primi tre.
F4 USA - in un campionato la cui griglia era mediamente più del doppio e occasionalmente quasi il triplo della Formula Regional, il canadese Patrick Woods-Toth ha vinto il titolo con quattro vittorie all'attivo, precedendo di parecchi punti lo statunitense Titus Sherlock, che di gare ne ha vinte due e ha preceduto il connazionale Augusto Soto-Schirripa che ha disputato solo quattro eventi, ma con ottimi risultati, vincendo ben quattro volte.
L'australiano Jesse Lacey ha vinto una gara concludendo in quarta posizione la stagione, davanti allo statunitense Michael Costello, vincitore di tre gare, mentre non è mai salito sul gradino più alto del podio il brasiliano Daniel Carà, sesto in classifica piloti.
Alexander Berg, canadese, settimo in classifica con cinque eventi disputati su sei, è stato l'unico altro pilota ad avere vinto una gara tra quelli che hanno disputato quasi tutta la stagione. Hanno vinto due e una gara ciascuno lo one-off statunitense Jimmie Lockhart e il thailandese Carl Bennet.
Si segnala che, tra le presenze femminili, l'esordiente statunitense Hannah Greenemeier ha ottenuto quattro top-ten, tutte consecutive, con un sesto posto come miglior risultato, con numerosi altri piazzamenti non molto lontani dalla zona punti.
F.R.AMERICAS - il campionato ha visto una presenza abbastanza ridotta, circa una decina di vetture al via degli eventi, e risultati molto definiti, con il pilota neozelandese Callum Hedge vincitore del titolo con un vantaggio abbondante nei confronti dei due diretti inseguitori, gli statunitensi Ryan Shehan e Cooper Becklin.
Su un totale di diciotto gare disputate, Hedge ne ha vinte ben tredici, con Shehan e Becklin praticamente "abbonati" al podio. In ben nove gare stagionali i tre si sono classificati nell'esatto ordine Hedge/ Shehan/ Becklin, di cui sei volte di fila, arrivando sul podio insieme anche in diverso ordine in occasione di una vittoria di Shehan, che ha vinto le prime due gare della stagione.
Autore di addirittura undici terzi posti dietro fila, Becklin ha interrotto questa striscia con la sua unica vittoria stagionale, mentre ha vinto due volte lo svedese Oliver Westling, quarto in classifica finale, dopo molti quarti e quinti posti e rarissimi piazzamenti a podio, il quale era di fatto monopolizzato quasi sempre dai primi tre.
F4 USA - in un campionato la cui griglia era mediamente più del doppio e occasionalmente quasi il triplo della Formula Regional, il canadese Patrick Woods-Toth ha vinto il titolo con quattro vittorie all'attivo, precedendo di parecchi punti lo statunitense Titus Sherlock, che di gare ne ha vinte due e ha preceduto il connazionale Augusto Soto-Schirripa che ha disputato solo quattro eventi, ma con ottimi risultati, vincendo ben quattro volte.
L'australiano Jesse Lacey ha vinto una gara concludendo in quarta posizione la stagione, davanti allo statunitense Michael Costello, vincitore di tre gare, mentre non è mai salito sul gradino più alto del podio il brasiliano Daniel Carà, sesto in classifica piloti.
Alexander Berg, canadese, settimo in classifica con cinque eventi disputati su sei, è stato l'unico altro pilota ad avere vinto una gara tra quelli che hanno disputato quasi tutta la stagione. Hanno vinto due e una gara ciascuno lo one-off statunitense Jimmie Lockhart e il thailandese Carl Bennet.
Si segnala che, tra le presenze femminili, l'esordiente statunitense Hannah Greenemeier ha ottenuto quattro top-ten, tutte consecutive, con un sesto posto come miglior risultato, con numerosi altri piazzamenti non molto lontani dalla zona punti.
venerdì 15 settembre 2023
Formule minori americane 2023: i campionati della Road to Indy
Con il finire del campionato di Indycar, di cui parlerò (spero) presto sono terminati anche i campionati di Road to Indy, ovvero le formule minori che in teoria dovrebbero dare sbocco al campionato di Indycar:
- IndyNXT, un tempo conosciuta come Indylights;
- USF Pro 2000, un tempo conosciuta come IndyPro;
- USF2000, già nota da tempo con questo nome;
- USF Juniors, molto recente in termini di nascita, di fatto è stata la seconda stagione.
INDYNXT - ormai lontani i giorni in cui erano quattro gatti a prendere parte al campionato di Indylights, la categoria è stata caratterizzata in questa stagione da una griglia piuttosto ricca, se paragonata a qualche stagione fa. Comprendo che 17/18 vetture possano sembrare un numero non abissale, ma ci avviciniamo comunque all'ideale. Una buona parte dei piloti presenti hanno disputato l'intera stagione.
Il titolo è stato vinto dal danese Christian Rasmussen, che su quattordici gare disputate ha collezionato ben cinque vittorie. Ha preceduto Hunter McElrea e i rookie Nolan Siegel e Louis Foster, tutti e tre autori di due vittorie. Quinto in classifica si è classificato Jacob Abel, senza ottenere vittorie, seguito dal vincitore della gara inaugurale Danial Frost, che ha preceduto James Roe Jr.
Le due gare mancanti all'appello sono state vinte rispettivamente da rookie Reece Gold, ottavo in classifica, e da Matteo Nannini, che ha disputato solo la prima parte della stagione. Tra i piloti, alcune nostre vecchie conoscenze, come Enaan Ahmed che ha disputato le prime gare del campionato, nonché Jamie Chadwick. La campionessa della W Series, dopo un inizio difficile si è migliorata ottenendo diverse top-ten e come migliore risultato in gara un sesto posto.
USF PRO 2000 - anche in questo caso ci sono stati buoni numeri, per quanto riguarda i presenti, e il campionato è stato composto da un totale di diciotto gare. Cinque di queste sono state vinte dal rookie statunitense Myles Rowe (definito dai profili ufficiali come il "first black driver" a vincere un campionato open wheel, segno evidente che in America o non sanno che Lewis Hamilton è nero, o non sanno che Lewis Hamilton esiste o, molto più probabilmente, non sanno che la Formula 1 esiste), che ha vinto il titolo precedendo due piloti che già avevano gareggiato nella stessa categoria, Kiko Porto e Salvador De Alba, vincitori rispettivamente di due e una gara.
Seguivano poi in classifica quattro rookie, Michael D'Orlando, peraltro vincitore di quattro gare, Francesco Pizzi, Lirim Zendeli e Jake Denmark. Zendeli - vi ricordate di lui? - ha portato a casa una vittoria e ha preceduto in classifica due piloti già visti in questa serie: Jonathan Browne e nientemeno che Jack William Miller, celebre più che per i suoi risultati - che comunque sono di gran lunga superiori a quelli del padre - per essere il figlio del Dr Jack Miller, il dentista divenuto pilota di Indycar all'epoca dello split.
Joel Granfors e Ricardo Escotto, due rookie full time, hanno ottenuto una vittoria ciascuno, mentre ne ha ottenute due il pilota part-time Nikita Johnson e una il poco più che one-off Christian Brooks.
Anche in questa categoria c'era una ragazza, Lindsay Brewer, la quale tuttavia non ha conquistato nemmeno una top-ten.
USF2000 - anche in questo caso ci sono state diciotto gare e sei sono state vinte da Simon Sikes, statunitense, che poi ha conquistato la vittoria del titolo, precedendo Nikita Johnson che curiosamente ha disputato tutta la stagione vincendo una sola gara, per poi vincerne due in USF Pro come specificato un paio di frasi fa. Il migliore dei rookie, terzo in classifica, è stato Lochie Hughes, che di gare ne ha vinte quattro.
Le gare restanti sono state vinte dai piloti che si sono classificati dalla quarta alla settima posizione, Evagoras Papasavvas, il rookie Mac Clark, Jacob Douglas, il rookie Sam Corry, rispettivamente una, due, due e una. Un'altra vittoria l'ha conquistata il pilota one-off Nico Christodoulu.
USF JUNIORS - parte della Road to Indy, ma con un calendario di fatto a sé stante, ha visto un totale di sedici gare, sei delle quale vinte dal brasiliano Nicolas Giaffone (figlio di Felipe Giaffone, nonché imparentato con Rubens Barrichello in quanto nipote della sua ex moglie Silvana) che poi ha portato a casa il campionato, precedendo Quinn Armstrong e Jack Jeffers che di gare ne hanno vinte tre ciascuno.
I piloti classificati alle loro spalle, ovvero Jimmie Lockhart, Joey Brienza e Max Taylor, hanno vinto rispettivamente due, una e una gara.
Si segnala, presente alle tre gare dell'ultimo evento, di Bianca Bustamante della F1 Academy, la quale ha ottenuto come migliori risultati due noni posti.
- IndyNXT, un tempo conosciuta come Indylights;
- USF Pro 2000, un tempo conosciuta come IndyPro;
- USF2000, già nota da tempo con questo nome;
- USF Juniors, molto recente in termini di nascita, di fatto è stata la seconda stagione.
INDYNXT - ormai lontani i giorni in cui erano quattro gatti a prendere parte al campionato di Indylights, la categoria è stata caratterizzata in questa stagione da una griglia piuttosto ricca, se paragonata a qualche stagione fa. Comprendo che 17/18 vetture possano sembrare un numero non abissale, ma ci avviciniamo comunque all'ideale. Una buona parte dei piloti presenti hanno disputato l'intera stagione.
Il titolo è stato vinto dal danese Christian Rasmussen, che su quattordici gare disputate ha collezionato ben cinque vittorie. Ha preceduto Hunter McElrea e i rookie Nolan Siegel e Louis Foster, tutti e tre autori di due vittorie. Quinto in classifica si è classificato Jacob Abel, senza ottenere vittorie, seguito dal vincitore della gara inaugurale Danial Frost, che ha preceduto James Roe Jr.
Le due gare mancanti all'appello sono state vinte rispettivamente da rookie Reece Gold, ottavo in classifica, e da Matteo Nannini, che ha disputato solo la prima parte della stagione. Tra i piloti, alcune nostre vecchie conoscenze, come Enaan Ahmed che ha disputato le prime gare del campionato, nonché Jamie Chadwick. La campionessa della W Series, dopo un inizio difficile si è migliorata ottenendo diverse top-ten e come migliore risultato in gara un sesto posto.
USF PRO 2000 - anche in questo caso ci sono stati buoni numeri, per quanto riguarda i presenti, e il campionato è stato composto da un totale di diciotto gare. Cinque di queste sono state vinte dal rookie statunitense Myles Rowe (definito dai profili ufficiali come il "first black driver" a vincere un campionato open wheel, segno evidente che in America o non sanno che Lewis Hamilton è nero, o non sanno che Lewis Hamilton esiste o, molto più probabilmente, non sanno che la Formula 1 esiste), che ha vinto il titolo precedendo due piloti che già avevano gareggiato nella stessa categoria, Kiko Porto e Salvador De Alba, vincitori rispettivamente di due e una gara.
Seguivano poi in classifica quattro rookie, Michael D'Orlando, peraltro vincitore di quattro gare, Francesco Pizzi, Lirim Zendeli e Jake Denmark. Zendeli - vi ricordate di lui? - ha portato a casa una vittoria e ha preceduto in classifica due piloti già visti in questa serie: Jonathan Browne e nientemeno che Jack William Miller, celebre più che per i suoi risultati - che comunque sono di gran lunga superiori a quelli del padre - per essere il figlio del Dr Jack Miller, il dentista divenuto pilota di Indycar all'epoca dello split.
Joel Granfors e Ricardo Escotto, due rookie full time, hanno ottenuto una vittoria ciascuno, mentre ne ha ottenute due il pilota part-time Nikita Johnson e una il poco più che one-off Christian Brooks.
Anche in questa categoria c'era una ragazza, Lindsay Brewer, la quale tuttavia non ha conquistato nemmeno una top-ten.
USF2000 - anche in questo caso ci sono state diciotto gare e sei sono state vinte da Simon Sikes, statunitense, che poi ha conquistato la vittoria del titolo, precedendo Nikita Johnson che curiosamente ha disputato tutta la stagione vincendo una sola gara, per poi vincerne due in USF Pro come specificato un paio di frasi fa. Il migliore dei rookie, terzo in classifica, è stato Lochie Hughes, che di gare ne ha vinte quattro.
Le gare restanti sono state vinte dai piloti che si sono classificati dalla quarta alla settima posizione, Evagoras Papasavvas, il rookie Mac Clark, Jacob Douglas, il rookie Sam Corry, rispettivamente una, due, due e una. Un'altra vittoria l'ha conquistata il pilota one-off Nico Christodoulu.
USF JUNIORS - parte della Road to Indy, ma con un calendario di fatto a sé stante, ha visto un totale di sedici gare, sei delle quale vinte dal brasiliano Nicolas Giaffone (figlio di Felipe Giaffone, nonché imparentato con Rubens Barrichello in quanto nipote della sua ex moglie Silvana) che poi ha portato a casa il campionato, precedendo Quinn Armstrong e Jack Jeffers che di gare ne hanno vinte tre ciascuno.
I piloti classificati alle loro spalle, ovvero Jimmie Lockhart, Joey Brienza e Max Taylor, hanno vinto rispettivamente due, una e una gara.
Si segnala, presente alle tre gare dell'ultimo evento, di Bianca Bustamante della F1 Academy, la quale ha ottenuto come migliori risultati due noni posti.
venerdì 16 dicembre 2022
Formule minori 2022: Formula 4 brasiliana e Formula 4 NACAM
Tra le novità del 2022 nelle formule minori, quest'anno è stata disputata una stagione di Formula 4 brasiliana, con un totale di sei eventi da tre gare ciascuno, la metà dei quali disputato sul circuito di Interlagos. In concomitanza con il season finale di Stock Car Pro Series si è svolto nello scorso weekend l'ultimo evento della stagione. Il titolo è stato vinto da Pedro Clerot, vincitore di sette gare nel corso del campionato, oltre che vari podi sempre in seconda posizione. Secondo classificato nella serie è stato invece Lucas Staico che, con tre gare vinte, ha preceduto Vinicius Tessaro, che ha ottenuto numerosi podi ma nessuna vittoria.
Al quarto e al quinto posto si sono posizionati due nipoti di Rubens Barrichello: Felipe Barrichello Bartz, figlio della sorella Renata, e Nicolas Giaffone, che essendo figlio di Felipe Giaffone è parente di Barrichello tramite Silvana, ex moglie di Rubinho e cugina di Giaffone.
Bartz ha vinto due gare, di cui una a Interlagos nel round finale. Giaffone di fare ne ha vinte tre, la prima delle quali a Interlagos la prima volta che la serie ci ha gareggiato.
Luan Lopes si è classificato sesto senza vincere gare, precedendo Fernando Barrichello, figlio minore di Rubinho, che ha vinto due gare nel corso della stagione ed entrambe a Interlagos! In alcune occasioni è salito sul podio con l'uno o l'altro i suoi cugini e a metà stagione c'è stato un podio Giaffone/ Bartz/ Barrichello.
Lo statunitense Nicholas Monteiro, unico non brasiliano full-time, ottavo in classifica, senza ottenere vittorie, mentrene ha vinta una Ricardo Gracia Filho. A seguire in classifica Nelson Neto, Richard Annunziata, Alvaro Cho, Luca Zucchini e Joao Tesser, mentre dietro di piloti che non hanno finito la stagione, Victor Backes e Aurelia Nobels, seguiti da due one-off, Arthur Pavie e l'argentino Francisco Soldavini.
A proposito di paesi latino-americani, nel 2022 è tornata la Formula 4 Nacam, con il titolo vinto da Juan Felipe Pedraza. Su diciassette gare ripartite su nove eventi ne ha vinte otto. È stato uno dei pochissimi piloti full-season, mentre il secondo classificato (tre vittorie totali) Julio Rejon ha saltato due appuntamenti.
Manuel Roza (due vittorie) e Luis Carlos Perez (nessuna) invece sono giunti terzo e quarto in classifica piloti. Hanno ottenuto una vittoria ciascuno Rodrigo Rejon e Arturo Flores, mentre due gare sono state vinte da Jesse Carrasquedo Jr.
La stagione è di fatto terminata a fine ottobre all'aurodromo Hermanos Rodriguez, come evento di contorno del GP del Messico. Tuttavia in quest'ultimo fine settimana si è svolto un evento non championship a cui hanno preso parte ben tre piloti.
Pedro Juan Moreno (mai presente durante la stagione) ha vinto le tre gare dell'evento precedendo il part-time Diego De La Torre, mentre si è sempre ritirato Dewey Richards, alla seconda partecipazione stagionale.
Al quarto e al quinto posto si sono posizionati due nipoti di Rubens Barrichello: Felipe Barrichello Bartz, figlio della sorella Renata, e Nicolas Giaffone, che essendo figlio di Felipe Giaffone è parente di Barrichello tramite Silvana, ex moglie di Rubinho e cugina di Giaffone.
Bartz ha vinto due gare, di cui una a Interlagos nel round finale. Giaffone di fare ne ha vinte tre, la prima delle quali a Interlagos la prima volta che la serie ci ha gareggiato.
Luan Lopes si è classificato sesto senza vincere gare, precedendo Fernando Barrichello, figlio minore di Rubinho, che ha vinto due gare nel corso della stagione ed entrambe a Interlagos! In alcune occasioni è salito sul podio con l'uno o l'altro i suoi cugini e a metà stagione c'è stato un podio Giaffone/ Bartz/ Barrichello.
Lo statunitense Nicholas Monteiro, unico non brasiliano full-time, ottavo in classifica, senza ottenere vittorie, mentrene ha vinta una Ricardo Gracia Filho. A seguire in classifica Nelson Neto, Richard Annunziata, Alvaro Cho, Luca Zucchini e Joao Tesser, mentre dietro di piloti che non hanno finito la stagione, Victor Backes e Aurelia Nobels, seguiti da due one-off, Arthur Pavie e l'argentino Francisco Soldavini.
A proposito di paesi latino-americani, nel 2022 è tornata la Formula 4 Nacam, con il titolo vinto da Juan Felipe Pedraza. Su diciassette gare ripartite su nove eventi ne ha vinte otto. È stato uno dei pochissimi piloti full-season, mentre il secondo classificato (tre vittorie totali) Julio Rejon ha saltato due appuntamenti.
Manuel Roza (due vittorie) e Luis Carlos Perez (nessuna) invece sono giunti terzo e quarto in classifica piloti. Hanno ottenuto una vittoria ciascuno Rodrigo Rejon e Arturo Flores, mentre due gare sono state vinte da Jesse Carrasquedo Jr.
La stagione è di fatto terminata a fine ottobre all'aurodromo Hermanos Rodriguez, come evento di contorno del GP del Messico. Tuttavia in quest'ultimo fine settimana si è svolto un evento non championship a cui hanno preso parte ben tre piloti.
Pedro Juan Moreno (mai presente durante la stagione) ha vinto le tre gare dell'evento precedendo il part-time Diego De La Torre, mentre si è sempre ritirato Dewey Richards, alla seconda partecipazione stagionale.
mercoledì 9 novembre 2022
Formule minori d'oltreoceano: Formula Regional Americas e Formula 4 USA 2022
Nell'ultimo fine settimana si sono conclusi due campionati americani minori open-wheel, la Formula Regional Americas e la Formula 4. Credo sia opportuno andare a parlarne, ma in primo luogo credo sia opportuno chiedervi se vi ricordate di Raoul Hyman. Qualora la risposta sia no, vi rinfresco la memoria: ha gareggiato alcuni anni fa in GP3/ Formula 3 Internazionale e quattro anni fa ha vinto il campionato di Formula Regional Asia (vittoria dovuta essenzialmente al fatto che il suo principale avversario Jake Hughes non avesse gareggiato in alcuni eventi della stagione, ma che avesse vinto tutte le gare a cui aveva preso parte, nove su quindici). A questo proposito, pare che in Formula Regional Asia, Hyman corresse con licenza britannica, quest'anno in Formula Regional Americas correva invece con licenza sudafricana.
Il campionato è stato composto da sei eventi, disputati a NOLA, Road America, Mid-Ohio, Millville, Alton e COTA. Il format immagino ormai lo conosciate, perché non è tanto diverso dal modo in cui va in Europa. Anzi sì, diverso da quello attuale, perché effettivamente la Formula Regional Europea ha due gare per weekend, negli States invece ce ne sono tre. In sintesi, sei eventi da tre gare ciascuno, ne vengono fuori diciotto gare totali. Hyman ne ha vinte undici e ha vinto il titolo con due gare d'anticipo, essenzialmente dopo la prima gara del weekend del Circuit of the Americas. Con l'eccezione di due ritiri, ha chiuso sul podio ogni gara, battendo come avversario più diretto lo statunitense Dylan Tavella, che ha vinto tre gare nel corso della stagione, stesso numero di vittorie del suo connazionale James Alder, terzo in campionato. Oserei dire, comunque, che i due non abbiano particolarmente impensierito Hyman.
La griglia non era particolarmente ricca, siamo partiti con 12/13 vetture all'inizio della stagione, per poi calare. Pochi piloti hanno preso parte a ogni evento della stagione e tra questi ci sono stati anche il quarto e il quinto classificato, ovvero il neozelandese Ryan Yardley e lo statunitense Nick Persing. Mac Clark, canadese, sesto in classifica e autore della vittoria della gara inaugurale (unico oltre ai primi tre a vincere almeno una gara), ha disputato in totale cinque eventi su sei, riuscendo comunque a classificarsi davanti a un pilota full-season, ovvero lo statunitense Cooper Becklin, autore di appena due piazzamenti a podio. A proposito, anche i piazzamenti a podio se li sono aggiudicati quasi interamente i piloti full-time oppure Mac Clark: i piloti che hanno preso parte a un ristretto numero di eventi della stagione non hanno ottenuto risultati di particolare spessore, contrariamente a quanto avviene talvolta.
La Formula 4 ha gareggiato negli stessi weekend negli stessi circuiti, ugualmente con un format a tre gare per fine settimana. Anche in questo caso, quindi, ci sono state in totale diciotto gare nel corso della stagione. Il titolo è stato vinto da Lochie Hughes, che ha vinto un terzo delle gare della stagione, sei in totale. Australiano, ha preceduto tre statunitensi, Bryson Morris, Noah Ping e Ryan Shehan, tutti vincitori multipli: rispettivamente tre, quattro e due vittorie. Quinto in classifica, il canadese Alexander Berg, non ha invece nessuna vittoria all'attivo, mentre invece lo statunitense Matthew Christensen di gare ne ha vinte due. Presente ai primi cinque eventi della stagione, si è classificato sesto davanti al brasiliano full-time Gabriel Fonseca e allo statunitense Andre Castro che ha preso parte a metà stagione ottenendo alcuni piazzamenti a podio, ma nessuna vittoria.
Il connazionale Nicholas Rivers, che ha preso parte solo ai primi due eventi della stagione ma nonostante ciò è riuscito a classificarsi in nona piazza, ha ottenuto una vittoria, diventando l'unico altro pilota a vincere almeno una volta nel corso della stagione, riuscendo a classificarsi davanti anche a diversi piloti full-time. I piloti che non hanno disputato l'intera stagione sono stati parecchi, ma ciò nonostante la griglia ha sempre avuto numeri decisamente più che rispettabili, indicativamente intorno alle 21/22 monoposto. Numeri sicuramente inferiori rispetto a quelli visti in qualcuna delle stagioni passate, ma comunque una buona quantità. Segnalo inontre che, diversamente dalla stagione passata non ci sono state entry femminili. Emily Linscott, che in passato era "sponsorizzata" da Pippa Mann, sembra non avere gareggiato da nessuna parte quest'anno(?), mentre Chloe Chambers è passata alla W Series.
Il campionato è stato composto da sei eventi, disputati a NOLA, Road America, Mid-Ohio, Millville, Alton e COTA. Il format immagino ormai lo conosciate, perché non è tanto diverso dal modo in cui va in Europa. Anzi sì, diverso da quello attuale, perché effettivamente la Formula Regional Europea ha due gare per weekend, negli States invece ce ne sono tre. In sintesi, sei eventi da tre gare ciascuno, ne vengono fuori diciotto gare totali. Hyman ne ha vinte undici e ha vinto il titolo con due gare d'anticipo, essenzialmente dopo la prima gara del weekend del Circuit of the Americas. Con l'eccezione di due ritiri, ha chiuso sul podio ogni gara, battendo come avversario più diretto lo statunitense Dylan Tavella, che ha vinto tre gare nel corso della stagione, stesso numero di vittorie del suo connazionale James Alder, terzo in campionato. Oserei dire, comunque, che i due non abbiano particolarmente impensierito Hyman.
La griglia non era particolarmente ricca, siamo partiti con 12/13 vetture all'inizio della stagione, per poi calare. Pochi piloti hanno preso parte a ogni evento della stagione e tra questi ci sono stati anche il quarto e il quinto classificato, ovvero il neozelandese Ryan Yardley e lo statunitense Nick Persing. Mac Clark, canadese, sesto in classifica e autore della vittoria della gara inaugurale (unico oltre ai primi tre a vincere almeno una gara), ha disputato in totale cinque eventi su sei, riuscendo comunque a classificarsi davanti a un pilota full-season, ovvero lo statunitense Cooper Becklin, autore di appena due piazzamenti a podio. A proposito, anche i piazzamenti a podio se li sono aggiudicati quasi interamente i piloti full-time oppure Mac Clark: i piloti che hanno preso parte a un ristretto numero di eventi della stagione non hanno ottenuto risultati di particolare spessore, contrariamente a quanto avviene talvolta.
La Formula 4 ha gareggiato negli stessi weekend negli stessi circuiti, ugualmente con un format a tre gare per fine settimana. Anche in questo caso, quindi, ci sono state in totale diciotto gare nel corso della stagione. Il titolo è stato vinto da Lochie Hughes, che ha vinto un terzo delle gare della stagione, sei in totale. Australiano, ha preceduto tre statunitensi, Bryson Morris, Noah Ping e Ryan Shehan, tutti vincitori multipli: rispettivamente tre, quattro e due vittorie. Quinto in classifica, il canadese Alexander Berg, non ha invece nessuna vittoria all'attivo, mentre invece lo statunitense Matthew Christensen di gare ne ha vinte due. Presente ai primi cinque eventi della stagione, si è classificato sesto davanti al brasiliano full-time Gabriel Fonseca e allo statunitense Andre Castro che ha preso parte a metà stagione ottenendo alcuni piazzamenti a podio, ma nessuna vittoria.
Il connazionale Nicholas Rivers, che ha preso parte solo ai primi due eventi della stagione ma nonostante ciò è riuscito a classificarsi in nona piazza, ha ottenuto una vittoria, diventando l'unico altro pilota a vincere almeno una volta nel corso della stagione, riuscendo a classificarsi davanti anche a diversi piloti full-time. I piloti che non hanno disputato l'intera stagione sono stati parecchi, ma ciò nonostante la griglia ha sempre avuto numeri decisamente più che rispettabili, indicativamente intorno alle 21/22 monoposto. Numeri sicuramente inferiori rispetto a quelli visti in qualcuna delle stagioni passate, ma comunque una buona quantità. Segnalo inontre che, diversamente dalla stagione passata non ci sono state entry femminili. Emily Linscott, che in passato era "sponsorizzata" da Pippa Mann, sembra non avere gareggiato da nessuna parte quest'anno(?), mentre Chloe Chambers è passata alla W Series.
lunedì 19 settembre 2022
Road to Indy 2022: campioni Linus Lundqvist (Indylights), Louis Foster (IndyPro), Michael D'Orlando (US F2000) e Mac Clark (USFJuniors)
Carissimi lettori, oggi parliamo di formule minori open wheel americane e nello specifico della Road to Indy, che ha come proprio apice la Indylights, il cui campionato è terminato la scorsa settimana in concomitanza con il weekend di Laguna Seca, dopo una serie di eventi, alcuni singoli e alcuni double header: St.Pete, Barber, Indy Road Course (double header), Detroit, Road America, Mid-Ohio, Iowa Speedway, Nashville, Madison, Portland e Laguna Seca (double header). In linea di massima anche gli altri campionati della Road to Indy hanno avuto un calendario simile, specificherò quindi solo le variazioni.
INDYLIGHTS - ricordate i tempi bui in cui solo sette o otto vetture prendevano parte alle gare? ebbene, non abbiamo raggiunto grandi fasti, ma quantomeno ce ne sono sempre state tredici o quattrodici, il che non è neanche così male, visti gli standard a cui eravamo stati abituati.
Lo svedese Linus Lundqvist, con un totale di cinque vittorie ed essenzialmente un solo risultato fuori dalla top-5 (che era un sesto posto), si è aggiudicato il titolo, battendo lo statunitense Sting Ray Robb, una sola vittoria ma numerosi piazzamenti a podio. A seguire Matthew Brabham (figlio di Geoff Brabham) e il neozelandese Hunter McElrea.
Entrambi hanno conquistato due vittorie, mentre a salire sul gradino più alto del podio sono stati anche i piloti classificati quinto, sesto e settimo in classifica, Benjamin Pedersen, Christian Rasmussen e Danial Frost, Rasmussen due, gli altri una sola ciascuno. Curiosamente i piloti classificati dall'ottava posizione in poi, oltre a non ottenere alcuna vittoria, non hanno neanche mai visto la luce del podio.
INDYPRO - in totale ci sono state diciotto gare, con molti double header e qualche triple header, con l'ovale di Lucas Oil nel memorial weekend, senza Detroit e Iowa, ma con Toronto, e poi il campionato terminato a Portland, una settimana prima di quello di Indylights. Il titolo è andato al britannico Louis Foster, rookie, autore di sette vittorie di cui a un certo punto tre consecutive.
In seconda posizione lo statunitense Reece Gold, che di gare ne ha vinte quattro comprese le ultime due della stagione, mentre in terza posizione ha chiuso una nostra vecchia conoscenza. Si tratta di Enaam Ahmed, britannico di origini indo-pakistane che ha gareggiato con licenza pakistana. Ha ottenuto podi e piazzamenti nelle zone alte della classifica, ma nessuna vittoria.
Ha vinto invece due gare Nolan Siegel, quarto classificato che ha anche fatto uno one-off in Indylights, dopodiché una ciascuno i piloti che lo seguivano in classifica, ovvero Braden Eves, Josh Green e Kiko Porto. Salvador De Alba, ottavo in classifica, invece ne ha ottenute due.
Nessuna vittoria, ma solo qualche podio sporadico, per i piloti terminati dal nono posto della classifica piloti in poi. Curiosamente il pilota giunto al nono posto, con un terzo e un secondo posto come apice, è stato Jack William Miller, ovvero il figlio del Dr Jack Miller. Si segnala inoltre una presenza femminile come pilota part-time, ha preso parte ad alcuni eventi Lindsay Brewer, che aveva in precedenza preso parte a un test della W Series non venendo selezionata.
US F2000 - diciotto eventi, calendario identico a quello della IndyPro, con Michael D'Orlando come vincitore, con pochi punti su Myles Rowe e Jace Denmark non particolarmente distante dai due. Rowe ha vinto cinque gare in corso d'opera, il campione D'Orlando e Denmark invece ne hanno conquistate quattro ciascuno.
L'unico altro pilota full time a ottenere una vittoria è stato il rookie Jagger Jones, quarto classificato a fine stagione, mentre le altre sono state ottenute da due piloti one-off. Tre le ha conquistate Alex Quinn su tre gare disputate, quelle del triple header di Indy Road Course, una se l'è aggiudicata Mac Clark nel corso del triple header che ha messo fine alla stagione. Clark ha anche partecipato in questa stagione, al campionato di USFJuniors, vincendolo, e a quello di Formula Regional Americas.
US F.JUNIORS - il livello più basso della Road to Indy è una novità di questa stagione, prima edizione di un campionato che di fatto si svolge su delle Formula 4, parallelamente al campionato di Formula 4 USA. A due eventi ha preso parte anche Bianca Bustamante, pilota W Series. Iniziata a Gravois Mills, la stagione ha visto appuntamenti su circuiti del campionato di Indycar e non, con Barber, Alton, Mid-Ohio, Road America e infine il finale proprio in questo fine settimana al Circuit of the Americas, per un totale di sedici gare totali (non sempre ce ne sono state tre per evento).
Il canadese Mac Clark si è aggiudicato il titolo, ottenendo cinque vittorie in totale. Solo i piloti che si sono classificati nelle prime quattro posizioni in classifica hanno visto il gradino più alto del podio, oltre a Clark, gli statunitensi Sam Corry, Nikita Johnson e Alessandro De Tullio. Corry e Johnson hanno vinto tre gare ciascuno, De Tullio ne ha vinte cinque. Per quanto ci siano piloti con un podio occasionale all'attivo, nessuno a parte i primi quattro vi è salito regolarmente.
INDYLIGHTS - ricordate i tempi bui in cui solo sette o otto vetture prendevano parte alle gare? ebbene, non abbiamo raggiunto grandi fasti, ma quantomeno ce ne sono sempre state tredici o quattrodici, il che non è neanche così male, visti gli standard a cui eravamo stati abituati.
Lo svedese Linus Lundqvist, con un totale di cinque vittorie ed essenzialmente un solo risultato fuori dalla top-5 (che era un sesto posto), si è aggiudicato il titolo, battendo lo statunitense Sting Ray Robb, una sola vittoria ma numerosi piazzamenti a podio. A seguire Matthew Brabham (figlio di Geoff Brabham) e il neozelandese Hunter McElrea.
Entrambi hanno conquistato due vittorie, mentre a salire sul gradino più alto del podio sono stati anche i piloti classificati quinto, sesto e settimo in classifica, Benjamin Pedersen, Christian Rasmussen e Danial Frost, Rasmussen due, gli altri una sola ciascuno. Curiosamente i piloti classificati dall'ottava posizione in poi, oltre a non ottenere alcuna vittoria, non hanno neanche mai visto la luce del podio.
INDYPRO - in totale ci sono state diciotto gare, con molti double header e qualche triple header, con l'ovale di Lucas Oil nel memorial weekend, senza Detroit e Iowa, ma con Toronto, e poi il campionato terminato a Portland, una settimana prima di quello di Indylights. Il titolo è andato al britannico Louis Foster, rookie, autore di sette vittorie di cui a un certo punto tre consecutive.
In seconda posizione lo statunitense Reece Gold, che di gare ne ha vinte quattro comprese le ultime due della stagione, mentre in terza posizione ha chiuso una nostra vecchia conoscenza. Si tratta di Enaam Ahmed, britannico di origini indo-pakistane che ha gareggiato con licenza pakistana. Ha ottenuto podi e piazzamenti nelle zone alte della classifica, ma nessuna vittoria.
Ha vinto invece due gare Nolan Siegel, quarto classificato che ha anche fatto uno one-off in Indylights, dopodiché una ciascuno i piloti che lo seguivano in classifica, ovvero Braden Eves, Josh Green e Kiko Porto. Salvador De Alba, ottavo in classifica, invece ne ha ottenute due.
Nessuna vittoria, ma solo qualche podio sporadico, per i piloti terminati dal nono posto della classifica piloti in poi. Curiosamente il pilota giunto al nono posto, con un terzo e un secondo posto come apice, è stato Jack William Miller, ovvero il figlio del Dr Jack Miller. Si segnala inoltre una presenza femminile come pilota part-time, ha preso parte ad alcuni eventi Lindsay Brewer, che aveva in precedenza preso parte a un test della W Series non venendo selezionata.
US F2000 - diciotto eventi, calendario identico a quello della IndyPro, con Michael D'Orlando come vincitore, con pochi punti su Myles Rowe e Jace Denmark non particolarmente distante dai due. Rowe ha vinto cinque gare in corso d'opera, il campione D'Orlando e Denmark invece ne hanno conquistate quattro ciascuno.
L'unico altro pilota full time a ottenere una vittoria è stato il rookie Jagger Jones, quarto classificato a fine stagione, mentre le altre sono state ottenute da due piloti one-off. Tre le ha conquistate Alex Quinn su tre gare disputate, quelle del triple header di Indy Road Course, una se l'è aggiudicata Mac Clark nel corso del triple header che ha messo fine alla stagione. Clark ha anche partecipato in questa stagione, al campionato di USFJuniors, vincendolo, e a quello di Formula Regional Americas.
US F.JUNIORS - il livello più basso della Road to Indy è una novità di questa stagione, prima edizione di un campionato che di fatto si svolge su delle Formula 4, parallelamente al campionato di Formula 4 USA. A due eventi ha preso parte anche Bianca Bustamante, pilota W Series. Iniziata a Gravois Mills, la stagione ha visto appuntamenti su circuiti del campionato di Indycar e non, con Barber, Alton, Mid-Ohio, Road America e infine il finale proprio in questo fine settimana al Circuit of the Americas, per un totale di sedici gare totali (non sempre ce ne sono state tre per evento).
Il canadese Mac Clark si è aggiudicato il titolo, ottenendo cinque vittorie in totale. Solo i piloti che si sono classificati nelle prime quattro posizioni in classifica hanno visto il gradino più alto del podio, oltre a Clark, gli statunitensi Sam Corry, Nikita Johnson e Alessandro De Tullio. Corry e Johnson hanno vinto tre gare ciascuno, De Tullio ne ha vinte cinque. Per quanto ci siano piloti con un podio occasionale all'attivo, nessuno a parte i primi quattro vi è salito regolarmente.
martedì 21 dicembre 2021
Riepilogando il motorsport 2021 - formule minori americane (Formula Regional Americas, Formula 4 USA, Formula 4 NACAM, Formula 4 Argentina)
Proseguiamo con il riepilogo di cosa sia accaduto nelle serie minori non europee alle quali non ho dedicato nessun post durante la stagione. Ci siamo già occupati nello scorso post del continente asiatico, adesso proseguiamo con quello americano, quindi con le serie minori degli Stati Uniti (eccetto Road to Indy di cui ho già parlato parecchio tempo fa), nonché delle altre serie di Formula 4 esistenti nel centro-sud, il campionato NACAM (messicano) e quello argentino... nei casi in cui, ovviamente, si può parlare di campionato.
FORMULA REGIONAL AMERICAS - sei circuiti (Road Atlanta, Road America, Mid-Ohio, Brainerd, Alton e Austin) per un totale di diciotto gare totali, con la vittoria del titolo da parte di Kyffin Simpson, che di gare ne ha vinte sette e ha totalizzato quasi un centinaio di punti di vantaggio sul rivale più diretto, Joshua Car, vincitore di tre gare nel corso della stagione.
Dietro di loro si sono classificati Ernie Francis Jr (tre vittorie), Varun Choksey, Jordan Missing (una vittoria), Logan Cusson e Dylan Tavella (una vittoria). Assente dagli ultimi due eventi della stagione, Ian Rodriguez si è classificato ottavo (con una vittoria), precedendo Baptiste Berthelot, l'ultimo dei full-time, che sono stati otto in totale.
In griglia ci sono state mediamente tra le dieci e le quattordici vetture, con due piloti one-off che hanno conquistato una vittoria ciascuno, ovvero Jacob Abel e Jason Alder. La partecipazione, in generale, è stata piuttosto ridotta, se confrontata con la Formula 4, che ha quasi sempre condiviso le date (solo l'evento di Austin della Formula 4 - composto da due gare anziché tre - si è svolto in una data diversa).
FORMULA 4 USA - il titolo è stato vinto da Noel Leon, nonostante abbia ottenuto soltanto due vittorie nel corso della stagione, un numero ben inferiore a quelle dei suoi diretti inseguitori: sei per Mac Clark e cinque per Jason Alder. Tre vittorie sono state ottenute anche da Nicholas Christodoulou, quarto classificato, una delle sue vittorie, tuttavia, così come una di quelle di Clark, non hanno assegnato punteggio, in quanto nelle gare in questione non sono state assegnati punti non essendo stato effettuato alcun giro che non fosse in regime di safety car.
Al quinto posto in classifica si è piazzato Matthew Christensen, seguito da Bryson Morris, che ha gareggiato soltanto negli ultimi tre eventi del campionato, ottenendo peraltro una vittoria - ultimo pilota ad avere vinto almeno una gara nel corso della stagione.
Due ragazze hanno preso parte al campionato, ovvero Emily Linscott e Chloe Chambers, che si sono piazzare rispettivamente al 23° e al 26° posto, con migliori risultati rispettivamente un ottavo e un decimo posto. Anche Juju Noda doveva prendere parte a questo campionato, ma ha disputato solo una sessione di libere in cui ha ottenuto il miglior tempo, prima di essere per qualche motivo mai del tutto chiarito forzata a sloggiare e tornarsene in Europa.
FORMULA 4 NACAM - il campionato è stato più volte rinviato, eventi apparentemente disputati(?) sono stati considerati test o esibizioni... e tutto quello che è stato considerato gara effettiva è una exhibition race avvenuta a Città del Messico come evento di contorno alla Formula 1. Vi hanno preso parte dodici vetture e il vincitore è stato Lucas Medina.
FORMULA 4 ARGENTINA - il campionato è stato composto da sei eventi, per un totale di quattordici gare, alle quali ha preso parte un numero ristretto di vetture, diciamo sette o otto, con soli due piloti che hanno disputato l'intera stagione. Si tratta del campione Federico Hermida e del secondo classificato Figgo Bessone, il primo dei due ha vinto nove gare, il secondo non ha mai visto il gradino più alto del podio.
Braian Quevido e Lucas Boodanowicz hanno ottenuto due vittorie ciascuno, mentre un'altra se l'è aggiudicata Geronimo Nuñez. Tutti i piloti che hanno disputato il campionato erano argentini, con l'eccezione degli one-off Valentino Mini di Panama (che ha ottenuto una pole e due piazzamenti a podio) e il boliviano Rodrigo Gutierrez (due volte a podio anche lui).
FORMULA REGIONAL AMERICAS - sei circuiti (Road Atlanta, Road America, Mid-Ohio, Brainerd, Alton e Austin) per un totale di diciotto gare totali, con la vittoria del titolo da parte di Kyffin Simpson, che di gare ne ha vinte sette e ha totalizzato quasi un centinaio di punti di vantaggio sul rivale più diretto, Joshua Car, vincitore di tre gare nel corso della stagione.
Dietro di loro si sono classificati Ernie Francis Jr (tre vittorie), Varun Choksey, Jordan Missing (una vittoria), Logan Cusson e Dylan Tavella (una vittoria). Assente dagli ultimi due eventi della stagione, Ian Rodriguez si è classificato ottavo (con una vittoria), precedendo Baptiste Berthelot, l'ultimo dei full-time, che sono stati otto in totale.
In griglia ci sono state mediamente tra le dieci e le quattordici vetture, con due piloti one-off che hanno conquistato una vittoria ciascuno, ovvero Jacob Abel e Jason Alder. La partecipazione, in generale, è stata piuttosto ridotta, se confrontata con la Formula 4, che ha quasi sempre condiviso le date (solo l'evento di Austin della Formula 4 - composto da due gare anziché tre - si è svolto in una data diversa).
FORMULA 4 USA - il titolo è stato vinto da Noel Leon, nonostante abbia ottenuto soltanto due vittorie nel corso della stagione, un numero ben inferiore a quelle dei suoi diretti inseguitori: sei per Mac Clark e cinque per Jason Alder. Tre vittorie sono state ottenute anche da Nicholas Christodoulou, quarto classificato, una delle sue vittorie, tuttavia, così come una di quelle di Clark, non hanno assegnato punteggio, in quanto nelle gare in questione non sono state assegnati punti non essendo stato effettuato alcun giro che non fosse in regime di safety car.
Al quinto posto in classifica si è piazzato Matthew Christensen, seguito da Bryson Morris, che ha gareggiato soltanto negli ultimi tre eventi del campionato, ottenendo peraltro una vittoria - ultimo pilota ad avere vinto almeno una gara nel corso della stagione.
Due ragazze hanno preso parte al campionato, ovvero Emily Linscott e Chloe Chambers, che si sono piazzare rispettivamente al 23° e al 26° posto, con migliori risultati rispettivamente un ottavo e un decimo posto. Anche Juju Noda doveva prendere parte a questo campionato, ma ha disputato solo una sessione di libere in cui ha ottenuto il miglior tempo, prima di essere per qualche motivo mai del tutto chiarito forzata a sloggiare e tornarsene in Europa.
FORMULA 4 NACAM - il campionato è stato più volte rinviato, eventi apparentemente disputati(?) sono stati considerati test o esibizioni... e tutto quello che è stato considerato gara effettiva è una exhibition race avvenuta a Città del Messico come evento di contorno alla Formula 1. Vi hanno preso parte dodici vetture e il vincitore è stato Lucas Medina.
FORMULA 4 ARGENTINA - il campionato è stato composto da sei eventi, per un totale di quattordici gare, alle quali ha preso parte un numero ristretto di vetture, diciamo sette o otto, con soli due piloti che hanno disputato l'intera stagione. Si tratta del campione Federico Hermida e del secondo classificato Figgo Bessone, il primo dei due ha vinto nove gare, il secondo non ha mai visto il gradino più alto del podio.
Braian Quevido e Lucas Boodanowicz hanno ottenuto due vittorie ciascuno, mentre un'altra se l'è aggiudicata Geronimo Nuñez. Tutti i piloti che hanno disputato il campionato erano argentini, con l'eccezione degli one-off Valentino Mini di Panama (che ha ottenuto una pole e due piazzamenti a podio) e il boliviano Rodrigo Gutierrez (due volte a podio anche lui).
giovedì 7 ottobre 2021
Indylights e dintorni - stagione 2021
Una delle principali novità nel panorama motoristico open wheel statunitense del 2021 è stato il ritorno del campionato di Indylights, cancellato nella stagione 2020. Come prevedibile, nemmeno dopo il suo ritorno ha avuto una griglia particolarmente ricca di piloti e vetture, con un totale di quindici piloti, tra full time e part time, scesi in pista nel corso degli appuntamenti del campionato.
Il titolo è stato vinto da Kyle Kirkwood, battendo di pochi punti David Malukas. Linus Lundqvist, Benjamin Peterson e Danial Frost hanno completato la top-5 in classifica, precedendo Devlin De Francesco, Robert Megennis e Sting Ray Robb che hanno disputato l'intero campionato. A seguire in nona e decima posizione in classifica Toby Sowery e Alex Peroni (quello del volo sul sausage kerb a Monza un paio d'anni fa in Formula 3) che hanno saltato gli ultimi appuntamenti del campionato, dopodiché il full time Christian Bogle che ha preceduto piloti part time come Antonio Serravalle, Nikita Lastochkin, Rasmus Lindh e Manuel Sulaiman, questi ultimi in realtà praticamente one-off.
Questi sono stati i vincitori delle gare del campionato:
BARBER I - Linus Lundqvist
BARBER II - David Malukas
ST.PETE I - Kyle Kirkwood
ST.PETE II - David Malukas
INDY ROAD COURSE I - Linus Lundqvist
INDY ROAD COURSE II - David Malukas
BELLE ISLE I - Kyle Kirkwood
BELLE ISLE II - Kyle Kirkwood
ROAD AMERICA I - Kyle Kirkwood
ROAD AMERICA II - David Malukas
MID-OHIO I - Kyle Kirkwood
MID-OHIO II - Kyle Kirkwood
GATEWAY I - David Malukas
GATEWAY II - David Malukas
PORTLAND I - David Malukas
PORTLAND II - Kyle Kirkwood
LAGUNA SECA I - Kyle Kirkwood
LAGUNA SECA II - Kyle Kirkwood
MID-OHIO I - Kyle Kirkwood
MID-OHIO II - Linus Lundqvist
INDY PRO - anche questo campionato della Road to Indy, il livello peecedente alla Indylights, non ha avuto una griglia particolarmente ricca, che è diminuita progressivamente nel corso della stagione. A fine anno avevamo dodici vetture, a inizio stagione ce n'erano un po' di più. Il titolo è stato vinto da Christian Rasmussen, che ha preceduto Braden Eves, Hunter McElrea, Artem Petrov e Reece Gold a completare i primi cinque. Curiosità: ha preso parte a questo campionato Jack William Miller, che tuttavia non ha nemmeno un podio all'attivo e così, a intuito, forse farebbe meglio a ripensarci e a optare per la carriera di dentista, se proprio vuole seguire le orme del padre.
Questi sono stati i vincitori delle gare disputate:
BARBER I - Braden Eves
BARBER II - Hunter McElrea
ST.PETE I - Braden Eves
ST.PETE II - Christian Rasmussen
INDY ROAD COURSE I - Christian Rasmussen
INDY ROAD COURSE II - Artem Petrov
INDY ROAD COURSE III - Christian Rasmussen
LUCAS OIL - Christian Rasmussen
ROAD AMERICA I - Manuel Sulaiman
ROAD AMERICA II - Christian Rasmussen
MID-OHIO I - Christian Rasmussen
MID-OHIO II - Hunter McElrea
MADISON - Braden Eves
MILLVILLE I - Reece Gold
MILLVILLE II - Artem Petrov
MILLVILLE III - Hunter McElrea
MID-OHIO I - Christian Rasmussen
MID-OHIO II - James Roe Jr
US F2000 - scendendo al livello inferiore della Road to Indy troviamo una griglia decisamente più vasta (si superano le venti vetture). Il campionato è stato vinto da Kiko Porto, con un margine abbastanza ampio nei confronti del diretto inseguitore Michael D'Orlando e al terzo classificato Yuven Sundaramoorthy.
Questi sono stati i vincitori delle gare del campionato:
BARBER I - Yuven Sundaramoorthy
BARBER II - Prescott Campbell
ST.PETE I - Christian Brooks
ST.PETE II - Christian Brooks
INDY ROAD COURSE I - Yuven Sundaramoorthy
INDY ROAD COURSE II - Yuven Sundaramoorthy
INDY ROAD COURSE III - Kiko Porto
GATEWAY - Michael D'Orlando
ROAD AMERICA I - Kiko Porto
ROAD AMERICA II - Thomas Nepveu
MID-OHIO I - Michael D'Orlando
MID-OHIO II - Kiko Porto
MID-OHIO III - Michael D'Orlando
MILLVILLE I - Kiko Porto
MILLVILLE II - Myles Rowe
MILLVILLE III - Nolan Siegel
MID-OHIO I - Yuven Sundaramoorthy
MID-OHIO II - Josh Green
Il titolo è stato vinto da Kyle Kirkwood, battendo di pochi punti David Malukas. Linus Lundqvist, Benjamin Peterson e Danial Frost hanno completato la top-5 in classifica, precedendo Devlin De Francesco, Robert Megennis e Sting Ray Robb che hanno disputato l'intero campionato. A seguire in nona e decima posizione in classifica Toby Sowery e Alex Peroni (quello del volo sul sausage kerb a Monza un paio d'anni fa in Formula 3) che hanno saltato gli ultimi appuntamenti del campionato, dopodiché il full time Christian Bogle che ha preceduto piloti part time come Antonio Serravalle, Nikita Lastochkin, Rasmus Lindh e Manuel Sulaiman, questi ultimi in realtà praticamente one-off.
Questi sono stati i vincitori delle gare del campionato:
BARBER I - Linus Lundqvist
BARBER II - David Malukas
ST.PETE I - Kyle Kirkwood
ST.PETE II - David Malukas
INDY ROAD COURSE I - Linus Lundqvist
INDY ROAD COURSE II - David Malukas
BELLE ISLE I - Kyle Kirkwood
BELLE ISLE II - Kyle Kirkwood
ROAD AMERICA I - Kyle Kirkwood
ROAD AMERICA II - David Malukas
MID-OHIO I - Kyle Kirkwood
MID-OHIO II - Kyle Kirkwood
GATEWAY I - David Malukas
GATEWAY II - David Malukas
PORTLAND I - David Malukas
PORTLAND II - Kyle Kirkwood
LAGUNA SECA I - Kyle Kirkwood
LAGUNA SECA II - Kyle Kirkwood
MID-OHIO I - Kyle Kirkwood
MID-OHIO II - Linus Lundqvist
INDY PRO - anche questo campionato della Road to Indy, il livello peecedente alla Indylights, non ha avuto una griglia particolarmente ricca, che è diminuita progressivamente nel corso della stagione. A fine anno avevamo dodici vetture, a inizio stagione ce n'erano un po' di più. Il titolo è stato vinto da Christian Rasmussen, che ha preceduto Braden Eves, Hunter McElrea, Artem Petrov e Reece Gold a completare i primi cinque. Curiosità: ha preso parte a questo campionato Jack William Miller, che tuttavia non ha nemmeno un podio all'attivo e così, a intuito, forse farebbe meglio a ripensarci e a optare per la carriera di dentista, se proprio vuole seguire le orme del padre.
Questi sono stati i vincitori delle gare disputate:
BARBER I - Braden Eves
BARBER II - Hunter McElrea
ST.PETE I - Braden Eves
ST.PETE II - Christian Rasmussen
INDY ROAD COURSE I - Christian Rasmussen
INDY ROAD COURSE II - Artem Petrov
INDY ROAD COURSE III - Christian Rasmussen
LUCAS OIL - Christian Rasmussen
ROAD AMERICA I - Manuel Sulaiman
ROAD AMERICA II - Christian Rasmussen
MID-OHIO I - Christian Rasmussen
MID-OHIO II - Hunter McElrea
MADISON - Braden Eves
MILLVILLE I - Reece Gold
MILLVILLE II - Artem Petrov
MILLVILLE III - Hunter McElrea
MID-OHIO I - Christian Rasmussen
MID-OHIO II - James Roe Jr
US F2000 - scendendo al livello inferiore della Road to Indy troviamo una griglia decisamente più vasta (si superano le venti vetture). Il campionato è stato vinto da Kiko Porto, con un margine abbastanza ampio nei confronti del diretto inseguitore Michael D'Orlando e al terzo classificato Yuven Sundaramoorthy.
Questi sono stati i vincitori delle gare del campionato:
BARBER I - Yuven Sundaramoorthy
BARBER II - Prescott Campbell
ST.PETE I - Christian Brooks
ST.PETE II - Christian Brooks
INDY ROAD COURSE I - Yuven Sundaramoorthy
INDY ROAD COURSE II - Yuven Sundaramoorthy
INDY ROAD COURSE III - Kiko Porto
GATEWAY - Michael D'Orlando
ROAD AMERICA I - Kiko Porto
ROAD AMERICA II - Thomas Nepveu
MID-OHIO I - Michael D'Orlando
MID-OHIO II - Kiko Porto
MID-OHIO III - Michael D'Orlando
MILLVILLE I - Kiko Porto
MILLVILLE II - Myles Rowe
MILLVILLE III - Nolan Siegel
MID-OHIO I - Yuven Sundaramoorthy
MID-OHIO II - Josh Green
martedì 6 aprile 2021
Something touched me deep inside the day the hope for women in motorsport died
Era da un po' di tempo che volevo parlarne, ma prima volevo schiarirmi le idee e magari aspettare qualche notizia ufficiale che non è mai arrivata. Veniamo al punto: una decina di giorni fa è iniziato il campionato statunitense di Formula 4, il campionato a cui Juju Noda doveva partecipare. È iniziato tutto benissimo: il miglior tempo nelle prove libere, con tanto di record, perché era la prima ragazza a farlo in quella serie.
Tempo poche ore e tutto è precipitato: arrivato il momento delle qualifiche non è scesa in pista e nessuna informazione è stata data fino all'indomani inoltrato. La comunicazione del suo account ufficiale è che si ritirava dall'evento per "delicate reasons" che alcuni hanno identificato come ipotetici episodi di razzismo anti-asiatico, smentiti dal suo account ufficiale.
Tempo poche ore e tutto è precipitato: arrivato il momento delle qualifiche non è scesa in pista e nessuna informazione è stata data fino all'indomani inoltrato. La comunicazione del suo account ufficiale è che si ritirava dall'evento per "delicate reasons" che alcuni hanno identificato come ipotetici episodi di razzismo anti-asiatico, smentiti dal suo account ufficiale.
A dieci giorni di distanza non si sa cosa sia accaduto a Juju Noda, se non che si è ritirata da un campionato in cui poteva essere una front runner. Qualcuno sostiene che amici di amici di amici che lavorano in F4 dicono che è stata squalificata per irregolarità tecniche, e che il suo sponsor ha minacciato di abbandonarla se non avesse lasciato il team di Jay Howard, ma di solito non è così che viene gestita una squalifica e poi quel team ha altre tre vetture che hanno partecipato senza alcun problema. In più lo sponsor era arrivato pari passo con l'ingaggio da parte di quel team.
Oggi come oggi non si sa quali siano i piani futuri della Noda, se e dove gareggerà quest'anno. Quello che è certo è che una potenziale grossa occasione sembra essere svanita nel nulla e che quello che è successo è passato pressoché inosservato... perché in fin dei conti è un campionato occidentale e se ci si pongono dei dubbi è giusto porseli solo sull'incivile oriente e di certo non su quello che avviene nella santissima America.
Un giorno, quando i figli dei vicini di casa mi chiederanno perché non ci sono donne che competono ad alto livello, racconterò loro anche questa storia. Dirò che a un certo punto c'era una ragazzina competitiva e che, non appena ha fatto il miglior tempo in una sessione di test, è accaduto qualcosa di grave abbastanza dallo spingere suo padre o chi per lui a ritirarla dal campionato.
Dirò che non avrò mai la certezza matematica le due cose siano collegate l'una all'altra, ma che il forte sospetto in proposito mi è venuto. E quando mi chiederanno se non c'erano altre ragazze in quel campionato specificherò che c'erano, ma che il problema di Juju Noda non è mai stato quello di essere una ragazza. È stato al massimo quello di sovvertire la regola aurea del motorsport, quella a cui credono anche tanti tifosi e, peggio ancora, tante tifose, secondo cui le ragazze devono scendere in pista per essere dolci, kawaii e fare da tappezzeria.
Dirò che per la legge dei grandi numeri con proporzioni di una ragazza ogni 15/20 piloti è difficile che se tra loro ce ne sono due competitivi uno dei due sia proproo la ragazza, ma che in me aleggia da sempre il sospetto che, se c'è una ragazza competitiva, o trova il modo di affondarsi da sola, o qualcuno trova il modo per affondarla.
martedì 19 gennaio 2021
Dalla F4 danese alla F4 americana: Juju Noda cambia continente
In questi giorni stanno circolando un bel po' di notizie sugli ingaggi nelle formule minori, con molti piloti che vengono annunciati non solo per i campionati imminenti, ma anche e soprattutto per quelli che si svolgeranno a partire dai mesi primaverili.
In questo contesto ieri sera è arrivato l'annuncio che molti stavano aspettando in quanto destava parecchia curiosità, visto di chi stiamo parlando: Juju Noda. La quattordicenne giapponese, ormai prossima ai quindici anni, ha gareggiato nella scorsa stagione in Formula 4 Danese, unica serie che glielo permetteva vista la sua età, e per questa stagione si apprestava a cambiare categoria, questo lo sapevamo.
Fallito il tentativo di qualificarsi per la FDA durante le selezioni dell'evento Girls On Track (iniziato qualche mese fa, probabilmente a breve dovremmo scoprire chi, tra le quattro finaliste, sia la prescelta - la Noda era stata scartata con il secondo taglio, da otto a quattro), ci si aspettava comunque di vederla gareggiare in un campionato di Formula 4. Quello che, almeno personalmente, per me è stato un po' uno shock, è stato l'annuncio che gareggerà nella Formula 4 degli Stati Uniti.
Non che sia la prima volta che, di fatto, Juju Noda gareggia oltreoceano. All'età di tredici anni, prima del suo debutto ufficiale, sembra avere preso parte ad almeno un evento o due della Lucas Oil Racing School, dove pare gareggino alcuni baby piloti come fase intermedia tra il mondo dei kart e quello della Formula 4. Non sarà la prima volta, tuttavia, ma personalmente mi sarei aspettata molto di più un proseguimento di carriera in Europa, dove di campionati di F4 ce ne sono diversi di alto livello.
Al momento non saprei come inquadrare questa notizia, se la F4 americana sia una fase intermedia prima di puntare a un nuovo ritorno in Europa, oppure se l'obiettivo sia quello di allargarsi verso altri orizzonti, nello specifico un futuro nella Road to Indy e il tentativo di arrivare, tra qualche anno, non in Formula 1 ma in Indycar.
Potrebbe essere uno scenario meno suggestivo ai nostri occhi, ma ugualmente interessante, specie al giorno d'oggi, in cui la presenza femminile nelle corse americane open-wheel sembra essersi ridotta e non di poco nel corso degli ultimi anni. Poi la Noda è giapponese e ha il suo perché, incrocio le dita per lei, chissà che un giorno non possa bombardare Indianapolis nel giorno del Memorial Day!
In questo contesto ieri sera è arrivato l'annuncio che molti stavano aspettando in quanto destava parecchia curiosità, visto di chi stiamo parlando: Juju Noda. La quattordicenne giapponese, ormai prossima ai quindici anni, ha gareggiato nella scorsa stagione in Formula 4 Danese, unica serie che glielo permetteva vista la sua età, e per questa stagione si apprestava a cambiare categoria, questo lo sapevamo.
Fallito il tentativo di qualificarsi per la FDA durante le selezioni dell'evento Girls On Track (iniziato qualche mese fa, probabilmente a breve dovremmo scoprire chi, tra le quattro finaliste, sia la prescelta - la Noda era stata scartata con il secondo taglio, da otto a quattro), ci si aspettava comunque di vederla gareggiare in un campionato di Formula 4. Quello che, almeno personalmente, per me è stato un po' uno shock, è stato l'annuncio che gareggerà nella Formula 4 degli Stati Uniti.
Non che sia la prima volta che, di fatto, Juju Noda gareggia oltreoceano. All'età di tredici anni, prima del suo debutto ufficiale, sembra avere preso parte ad almeno un evento o due della Lucas Oil Racing School, dove pare gareggino alcuni baby piloti come fase intermedia tra il mondo dei kart e quello della Formula 4. Non sarà la prima volta, tuttavia, ma personalmente mi sarei aspettata molto di più un proseguimento di carriera in Europa, dove di campionati di F4 ce ne sono diversi di alto livello.
Al momento non saprei come inquadrare questa notizia, se la F4 americana sia una fase intermedia prima di puntare a un nuovo ritorno in Europa, oppure se l'obiettivo sia quello di allargarsi verso altri orizzonti, nello specifico un futuro nella Road to Indy e il tentativo di arrivare, tra qualche anno, non in Formula 1 ma in Indycar.
Potrebbe essere uno scenario meno suggestivo ai nostri occhi, ma ugualmente interessante, specie al giorno d'oggi, in cui la presenza femminile nelle corse americane open-wheel sembra essersi ridotta e non di poco nel corso degli ultimi anni. Poi la Noda è giapponese e ha il suo perché, incrocio le dita per lei, chissà che un giorno non possa bombardare Indianapolis nel giorno del Memorial Day!
martedì 5 gennaio 2021
Una carriera in stallo per un mancato topless: Emma Kimilainen e il mancato ingaggio in Indylights
Oggi tratto un argomento balzato agli onori delle cronache verso la fine di dicembre, di cui mi sentivo di parlare relativo non propriamente alle donne del motorsport, ma relativo a una di esse. Correva l'anno 2009: da cinque anni Emma Kimilainen gareggiava nelle serie minori europee, probabilmente per i tempi tra le ragazze europee quella che, per risultati, aveva maggiori probabilità di arrivare a gareggiare a livelli competitivi. Aveva ottenuto quattro vittorie e un secondo posto in classifica piloti al secondo anno di Formula Ford, poi era salita sul podio in Formula ADAC e in Formula Audi. Insomma, per intenderci, forse non era una supercampionessa, ma non se la cavava particolarmente male. Poi, dopo il 2009, a soli vent'anni, è uscita di scena, abbandonando le competizioni open-wheel.
Ha ripreso a gareggiare vari anni più tardi in altri campionati, fino al suo ritorno in open-wheel quando ha preso parte alla W Series nel 2019. Si è classificata in quinta posizione in classifica generale a dieci anni di distanza dopo la sua ultima partecipazione a un campionato per monoposto e l'ha fatto senza disputare tutto il campionato: alla prima gara, infatti, è stata speronata al primo giro, infortunandosi e dovendo saltare i due eventi successivi. I punti che ha fatto e che le hanno garantito il quinto posto sono quelli delle tre gare finali, ovvero solo metà della stagione. Risultati decisamente migliori a quelli che ci si potrebbe aspettare da una persona arrugginita dal tempo.
Quindi cos'è successo nel 2009? Emma Kimilainen ha deciso di raccontarlo in un'intervista: era stata contattata da un team di Indylights, con il quale era vicina a disputare la stagione 2010. Solo, c'era una condizione a cui ha deciso di non sottostare: il team le aveva imposto di posare in topless. La Kimilainen aveva vent'anni, un'età che, per gli standard americani, non sarebbe stata sufficiente per andare in un supermercato a comprare una bottiglia di vino o di birra. Ciò non è nemmeno accaduto in un'epoca in cui le donne fossero una grande rarità nelle competizioni americane, anche nella stessa Indylights, dove Ana Beatriz aveva ottenuto delle vittorie e nel 2008 era stata dichiarata Rookie of the Year.
Credo che questo dovrebbe farci riflettere sotto due diversi aspetti, il primo, quello che è emerso da molti commenti a questa vicenda, il secondo che è passato in secondo piano. Partiamo dalle cose semplici: Emma Kimilainen è stata probabilmente messa di fronte a questa situazione perché aveva un'aria meno da tomboy e fosse esteticamente più bella di altre (Ana Beatriz, parlo di te), segno che se sei donna ci sono buone probabilità che il tuo aspetto possa condizionare, in negativo come in questo caso o in positivo come in altri la tua carriera. Per giunta a soli vent'anni... e sì, vero, la Kimilainen era legalmente adulta ai tempi, però rimango comunque del parere che sia un controsenso chiedere di posare in topless a chi è considerata troppo giovane per andare al bar a bersi una birra.
Ora passiamo al secondo aspetto, perché è pur vero che un topless può essere considerato sotto due diverse luci. Se imposto è una costrizione, se volontario può essere anche visto come segno di liberazione e di emancipazione personale. Per intenderci, una donna che sceglie di posare in topless per volontà personale, può farlo anche per dire "nessuno ha il potere di dirmi che devo coprirmi le tette". Oltre a ciò su cui ci si è focalizzati, credo sia giusto focalizzarsi su questo aspetto. Da un lato abbiamo Emma Kimilainen a cui è stato detto "se vuoi correre devi posare in topless". Immaginate però quali potrebbero essere le reazioni se una ragazza pilota di soli vent'anni decidesse di propria spontanea volontà di posare in topless.
Immaginasse se lo facesse senza consultare il team o gli sponsor o se lo facesse contro la volontà degli sponsor. Immaginate anche cosa potrebbe accadere se venisse paparazzata non mentre sta posando, ma mentre sta prendendo il sole in topless, anche se in una piscina o spiaggia privata. Skandalohhhh, probabilmente. Alla Kimilainen il team ha chiesto qualcosa che sarebbe probabilmente costato la carriera a chi l'avesse fatto di propria spontanea volontà: il messaggio di fondo è che sono il team e gli sponsor che decidono se e quando devi apparire nuda davanti a una macchina fotografica. E questa, forse, è la cosa più triste in assoluto di questa vicenda.
Ha ripreso a gareggiare vari anni più tardi in altri campionati, fino al suo ritorno in open-wheel quando ha preso parte alla W Series nel 2019. Si è classificata in quinta posizione in classifica generale a dieci anni di distanza dopo la sua ultima partecipazione a un campionato per monoposto e l'ha fatto senza disputare tutto il campionato: alla prima gara, infatti, è stata speronata al primo giro, infortunandosi e dovendo saltare i due eventi successivi. I punti che ha fatto e che le hanno garantito il quinto posto sono quelli delle tre gare finali, ovvero solo metà della stagione. Risultati decisamente migliori a quelli che ci si potrebbe aspettare da una persona arrugginita dal tempo.
Quindi cos'è successo nel 2009? Emma Kimilainen ha deciso di raccontarlo in un'intervista: era stata contattata da un team di Indylights, con il quale era vicina a disputare la stagione 2010. Solo, c'era una condizione a cui ha deciso di non sottostare: il team le aveva imposto di posare in topless. La Kimilainen aveva vent'anni, un'età che, per gli standard americani, non sarebbe stata sufficiente per andare in un supermercato a comprare una bottiglia di vino o di birra. Ciò non è nemmeno accaduto in un'epoca in cui le donne fossero una grande rarità nelle competizioni americane, anche nella stessa Indylights, dove Ana Beatriz aveva ottenuto delle vittorie e nel 2008 era stata dichiarata Rookie of the Year.
Credo che questo dovrebbe farci riflettere sotto due diversi aspetti, il primo, quello che è emerso da molti commenti a questa vicenda, il secondo che è passato in secondo piano. Partiamo dalle cose semplici: Emma Kimilainen è stata probabilmente messa di fronte a questa situazione perché aveva un'aria meno da tomboy e fosse esteticamente più bella di altre (Ana Beatriz, parlo di te), segno che se sei donna ci sono buone probabilità che il tuo aspetto possa condizionare, in negativo come in questo caso o in positivo come in altri la tua carriera. Per giunta a soli vent'anni... e sì, vero, la Kimilainen era legalmente adulta ai tempi, però rimango comunque del parere che sia un controsenso chiedere di posare in topless a chi è considerata troppo giovane per andare al bar a bersi una birra.
Ora passiamo al secondo aspetto, perché è pur vero che un topless può essere considerato sotto due diverse luci. Se imposto è una costrizione, se volontario può essere anche visto come segno di liberazione e di emancipazione personale. Per intenderci, una donna che sceglie di posare in topless per volontà personale, può farlo anche per dire "nessuno ha il potere di dirmi che devo coprirmi le tette". Oltre a ciò su cui ci si è focalizzati, credo sia giusto focalizzarsi su questo aspetto. Da un lato abbiamo Emma Kimilainen a cui è stato detto "se vuoi correre devi posare in topless". Immaginate però quali potrebbero essere le reazioni se una ragazza pilota di soli vent'anni decidesse di propria spontanea volontà di posare in topless.
Immaginasse se lo facesse senza consultare il team o gli sponsor o se lo facesse contro la volontà degli sponsor. Immaginate anche cosa potrebbe accadere se venisse paparazzata non mentre sta posando, ma mentre sta prendendo il sole in topless, anche se in una piscina o spiaggia privata. Skandalohhhh, probabilmente. Alla Kimilainen il team ha chiesto qualcosa che sarebbe probabilmente costato la carriera a chi l'avesse fatto di propria spontanea volontà: il messaggio di fondo è che sono il team e gli sponsor che decidono se e quando devi apparire nuda davanti a una macchina fotografica. E questa, forse, è la cosa più triste in assoluto di questa vicenda.
giovedì 5 novembre 2020
Formula 4 NACAM 2019/20: Noel Leon vince il titolo
Il campionato messicano di Formula 4 è iniziato nel weekend del Gran Premio del Messico di Formula 1 2019, con il primo evento in calendario come contorno. Doveva terminare nell'estate, ma la realtà dei fatti è stata diversa. I primi quattro eventi si sono svolti in maniera più o meno consecutiva tra ottobre 2019 e febbraio/marzo 2020, poi la serie è stata a lungo sospesa, ricominciando nel corso dell'estate 2020 e terminando nel weekend in cui avrebbe dovuto svolgersi il GP del Messico, quello del Dia de Los Muertos. In questa seconda parte del campionato si sono avuti tre eventi. In totale la stagione è stata disputata su sei piste diverse, con un numero di vetture abbastanza ristretto, sulle 12 o 13. Ci sono state alcune presenze one-off, così come piloti che hanno disputato soltanto metà stagione. Tra i piloti "apparsi" quando il campionato è ricominciato, ce ne sono stati anche alcuni che hanno ottenuto piazzamenti a podio e vittorie.
Questa è la sintesi dei risultati della stagione:
CITTÀ DEL MESSICO
Podio Gara 1: Nicholas Christodoulou, Noel Leon, Eduardo Barrichello (one-off)
Podio Gara 2: Noel Leon, Nicholas Christodoulou, Mariano Martinez (one-off)
AGUISCALIENTE
Podio Gara 1: Andres Perez de Lara, Noel Leon, Pablo Perez de Lara
Podio Gara 2: Andres Perez de Lara, José Garfias, Noel Leon
Podio Gara 3: Noel Leon, Pablo Perez de Lara, Nicholas Christodoulou
PUEBLA
Podio Gara 1: Nicholas Christodoulou, Noel Leon, Pablo Perez de Lara
Podio Gara 2: José Garfias, Reece Gold (part time), Noel Leon
Podio Gara 3: Noel Leon, Nolan Siegel (part time), Nicholas Christodoulou
MERIDA
Podio Gara 1: Noel Leon, Nicholas Christodoulou, Jose Garfias
Podio Gara 2: Andres Perez de Lara, José Garfias, Noel Leon
Podio Gara 3: José Garfias, Nicholas Christodoulou, Andres Perez de Lara
QUERETARO I
Podio Gara 1: Andres Perez De Lara, Pedro Perez de Lara, José Garfias
Podio Gara 2: Gil Molina (part time), Alejandro Berumen (part time), David Morales
Podio Gara 3: Noel Leon, Pablo Perez de Lara (suo ultimo evento disputato), Gil Molina
QUERETARO II
Podio Gara 1: Thomas Nepveu (part time), Gil Molina, Andres Perez de Lara
Podio Gara 2: Jorge Garciarce, Thomas Nepveu, Andres Perez De Lara
Podio Gara 3: Noel Leon, Nicholas Christodoulou, Thomas Nepveu
MONTERREY
Podio Gara 1: Nicholas Christodoulou, Noel Leon, Andreas Perez de Lara
Podio Gara 2: José Garfias, Nicholas Christodoulou, Noel Leon
Podio Gara 3: Noel Leon, Jorge Garciarce, Nicholas Christodoulou
A lottare per il titolo sono stati Noel Leon e Nicholas Christodoulou, con Leon che ha ottenuto un maggior numero di vittorie, ma ha dovuto comunque aspettare l'ultimo evento stagionale per essere proclamato campione NACAM 2020. A.Perez de Lara e Garfias si sono classificati in terza e quarta posizione, che hanno staccato di parecchio P.Perez de Lara, anche se va detto che questo ha preso parte soltanto ai primi cinque eventi del campionato e ciò nonostante ha preceduto di parecchi punti Garciarce (assente nel primo evento stagionale, si è perso di fatto soltanto due gare - tante quelle disputate a Città del Messico - su un totale di venti dell'intero campionato). Da segnalare il settimo posto in classifica di Molina, che ha iniziato a prendere parte al campionato soltanto dopo la sua ripresa.
Questa è la sintesi dei risultati della stagione:
CITTÀ DEL MESSICO
Podio Gara 1: Nicholas Christodoulou, Noel Leon, Eduardo Barrichello (one-off)
Podio Gara 2: Noel Leon, Nicholas Christodoulou, Mariano Martinez (one-off)
AGUISCALIENTE
Podio Gara 1: Andres Perez de Lara, Noel Leon, Pablo Perez de Lara
Podio Gara 2: Andres Perez de Lara, José Garfias, Noel Leon
Podio Gara 3: Noel Leon, Pablo Perez de Lara, Nicholas Christodoulou
PUEBLA
Podio Gara 1: Nicholas Christodoulou, Noel Leon, Pablo Perez de Lara
Podio Gara 2: José Garfias, Reece Gold (part time), Noel Leon
Podio Gara 3: Noel Leon, Nolan Siegel (part time), Nicholas Christodoulou
MERIDA
Podio Gara 1: Noel Leon, Nicholas Christodoulou, Jose Garfias
Podio Gara 2: Andres Perez de Lara, José Garfias, Noel Leon
Podio Gara 3: José Garfias, Nicholas Christodoulou, Andres Perez de Lara
QUERETARO I
Podio Gara 1: Andres Perez De Lara, Pedro Perez de Lara, José Garfias
Podio Gara 2: Gil Molina (part time), Alejandro Berumen (part time), David Morales
Podio Gara 3: Noel Leon, Pablo Perez de Lara (suo ultimo evento disputato), Gil Molina
QUERETARO II
Podio Gara 1: Thomas Nepveu (part time), Gil Molina, Andres Perez de Lara
Podio Gara 2: Jorge Garciarce, Thomas Nepveu, Andres Perez De Lara
Podio Gara 3: Noel Leon, Nicholas Christodoulou, Thomas Nepveu
MONTERREY
Podio Gara 1: Nicholas Christodoulou, Noel Leon, Andreas Perez de Lara
Podio Gara 2: José Garfias, Nicholas Christodoulou, Noel Leon
Podio Gara 3: Noel Leon, Jorge Garciarce, Nicholas Christodoulou
A lottare per il titolo sono stati Noel Leon e Nicholas Christodoulou, con Leon che ha ottenuto un maggior numero di vittorie, ma ha dovuto comunque aspettare l'ultimo evento stagionale per essere proclamato campione NACAM 2020. A.Perez de Lara e Garfias si sono classificati in terza e quarta posizione, che hanno staccato di parecchio P.Perez de Lara, anche se va detto che questo ha preso parte soltanto ai primi cinque eventi del campionato e ciò nonostante ha preceduto di parecchi punti Garciarce (assente nel primo evento stagionale, si è perso di fatto soltanto due gare - tante quelle disputate a Città del Messico - su un totale di venti dell'intero campionato). Da segnalare il settimo posto in classifica di Molina, che ha iniziato a prendere parte al campionato soltanto dopo la sua ripresa.
giovedì 29 ottobre 2020
F.Regional Americas e Formula 4 USA 2020: Linus Lundqvist domina, Hunter Yeany vince senza difficoltà
Tra le serie minori che si sono svolte nel corso del 2020 nell'America del Nord ci sono la Formula Regional Americas e la Formula 4, che hanno condiviso calendario e circuiti.
Discendente della F3 Americas, la Formula Regional ha avuto quest'anno una griglia decisamente più affollata dei tempi in cui c'erano dalle sei alle otto vetture (grazie anche al fatto che ha raccolto alcune entry della depennata - per questa stagione - Indylights), mentre come al solito sembrano non esserci problemi a riempire la griglia della F4.
******
FORMULA REGIONAL AMERICAS: il campionato è stato letteralmente dominato dal pilota svedese Linus Lundqvist, che ha vinto tutte le gare con l'eccezione di due, in una delle quali è arrivato secondo, rimanendo giù dal podio in una sola occasione, in cui ha concluso sesto. Lo statunitense Malukas e il brasiliano Franzoni sono stati i piloti meno lontani da lui in classifica, con Malukas vincitore delle due gare non vinte da Lundqvist.
MID-OHIO
Podio Gara 1: Linus Lundqvist, David Malukas, Victor Franzoni
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, David Malukas, Santiago Urrutia (one-off)
ALTON
Podio Gara 1: Linus Lundqvist, Joshua Car, Jordan Missig
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, Joshua Car, David Malukas
Podio Gara 3: Linus Lundqvist, Joshua Car, David Malukas
BARBER
Podio Gara 1: Linus Lundqvist, Victor Franzoni, David Malukas
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, Nicky Jays, David Malukas
Podio Gara 3: Linus Lundqvist, David Malukas, Nicky Hays
SEBRING
Podio Gara 1: David Malukas, Danial Frost, Victor Franzoni
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, Victor Franzoni, Jacob Abel
Podio Gara 3: Linus Lundqvist, Victor Franzoni, David Malukas
HOMESTEAD MIAMI
Podio Gara 1: Linus Lundqvist, David Malukas, Victor Franzoni
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, David Malukas, Logan Cusson
Podio Gara 3: David Malukas, Linus Lundqvist, Victor Franzoni
AUSTIN
Podio Gara 1: Linus Lundqvist, Victor Franzoni, David Malukas
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, Victor Franzoni, David Malukas
Podio Gara 3: Linus Lundqvist, David Malukas, Victor Franzoni
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F4 USA: più variegato in termini di vincitori, il campionato (di cui la prima gara in assoluto non ha assegnato punti in quanto interrotta per maltempo dopo pochissimi giri) non è stato comunque particolarmente aperto, con l'appena quattordicenne Hunter Yeany vincitore del titolo con un ampio vantaggio, tale da consentirgli di saltare l'ultimo evento della stagione conservando un margine abbastanza consistente nei confronti di José Blanco, Spike Kohlbecker e Dylan Tavella, tutti vicini tra di loro in classifica.
MID-OHIO
Podio Gara 1: Hunter Yeany, Nick Persing, José Blanco
Podio Gara 2: Dylan Tavella, Spike Kohlbecker, José Blanco
ALTON
Podio Gara 1: Hunter Yeany, Spike Kohlbecker, Josh Sarchet
Podio Gara 2: Dylan Tavella, Nicholas Rivers, Hunter Yeany
Podio Gara 3: Hunter Yeany, Dylan Tavela, José Blanco
BARBER
Podio Gara 1: Hunter Yeany, Sam Paley, Cade McKee
Podio Gara 2: José Blanco, Sam Paley, Spike Kohlbecker
Podio Gara 3: Spike Kohlbecker, Hunter Yeany, Sam Paley
Podio Gara 4: Hunter Yeany, Spike Kohlbecker, José Blanco
SEBRING
Podio Gara 1: Hunter Yeany, José Blanco, Erik Evans
Podio Gara 2: Hunter Yeany, Dylan Tavella, Cade McKee
Podio Gara 3: Hunter Yeany, Dylan Tavella, Cade McKee
HOMESTEAD MIAMI
Podio Gara 1: José Blanco, Hunter Yeany, Dylan Tavella
Podio Gara 2: José Blanco, Hunter Yeany, Spike Kohlbecker
Podio Gara 3: Erik Evans, José Blanco, Hunter Yeany
AUSTIN
Podio Gara 1: José Blanco, Spike Kohlbecker, Nicholas Christodoulou
Podio Gara 2: Spike Kohlbecker, Nick Persing, Erik Evans
Podio Gara 3: José Blanco, Dylan Tavella, Viktor Andersson (one-off)
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FORMULA REGIONAL AMERICAS: il campionato è stato letteralmente dominato dal pilota svedese Linus Lundqvist, che ha vinto tutte le gare con l'eccezione di due, in una delle quali è arrivato secondo, rimanendo giù dal podio in una sola occasione, in cui ha concluso sesto. Lo statunitense Malukas e il brasiliano Franzoni sono stati i piloti meno lontani da lui in classifica, con Malukas vincitore delle due gare non vinte da Lundqvist.
MID-OHIO
Podio Gara 1: Linus Lundqvist, David Malukas, Victor Franzoni
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, David Malukas, Santiago Urrutia (one-off)
ALTON
Podio Gara 1: Linus Lundqvist, Joshua Car, Jordan Missig
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, Joshua Car, David Malukas
Podio Gara 3: Linus Lundqvist, Joshua Car, David Malukas
BARBER
Podio Gara 1: Linus Lundqvist, Victor Franzoni, David Malukas
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, Nicky Jays, David Malukas
Podio Gara 3: Linus Lundqvist, David Malukas, Nicky Hays
SEBRING
Podio Gara 1: David Malukas, Danial Frost, Victor Franzoni
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, Victor Franzoni, Jacob Abel
Podio Gara 3: Linus Lundqvist, Victor Franzoni, David Malukas
HOMESTEAD MIAMI
Podio Gara 1: Linus Lundqvist, David Malukas, Victor Franzoni
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, David Malukas, Logan Cusson
Podio Gara 3: David Malukas, Linus Lundqvist, Victor Franzoni
AUSTIN
Podio Gara 1: Linus Lundqvist, Victor Franzoni, David Malukas
Podio Gara 2: Linus Lundqvist, Victor Franzoni, David Malukas
Podio Gara 3: Linus Lundqvist, David Malukas, Victor Franzoni
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F4 USA: più variegato in termini di vincitori, il campionato (di cui la prima gara in assoluto non ha assegnato punti in quanto interrotta per maltempo dopo pochissimi giri) non è stato comunque particolarmente aperto, con l'appena quattordicenne Hunter Yeany vincitore del titolo con un ampio vantaggio, tale da consentirgli di saltare l'ultimo evento della stagione conservando un margine abbastanza consistente nei confronti di José Blanco, Spike Kohlbecker e Dylan Tavella, tutti vicini tra di loro in classifica.
MID-OHIO
Podio Gara 1: Hunter Yeany, Nick Persing, José Blanco
Podio Gara 2: Dylan Tavella, Spike Kohlbecker, José Blanco
ALTON
Podio Gara 1: Hunter Yeany, Spike Kohlbecker, Josh Sarchet
Podio Gara 2: Dylan Tavella, Nicholas Rivers, Hunter Yeany
Podio Gara 3: Hunter Yeany, Dylan Tavela, José Blanco
BARBER
Podio Gara 1: Hunter Yeany, Sam Paley, Cade McKee
Podio Gara 2: José Blanco, Sam Paley, Spike Kohlbecker
Podio Gara 3: Spike Kohlbecker, Hunter Yeany, Sam Paley
Podio Gara 4: Hunter Yeany, Spike Kohlbecker, José Blanco
SEBRING
Podio Gara 1: Hunter Yeany, José Blanco, Erik Evans
Podio Gara 2: Hunter Yeany, Dylan Tavella, Cade McKee
Podio Gara 3: Hunter Yeany, Dylan Tavella, Cade McKee
HOMESTEAD MIAMI
Podio Gara 1: José Blanco, Hunter Yeany, Dylan Tavella
Podio Gara 2: José Blanco, Hunter Yeany, Spike Kohlbecker
Podio Gara 3: Erik Evans, José Blanco, Hunter Yeany
AUSTIN
Podio Gara 1: José Blanco, Spike Kohlbecker, Nicholas Christodoulou
Podio Gara 2: Spike Kohlbecker, Nick Persing, Erik Evans
Podio Gara 3: José Blanco, Dylan Tavella, Viktor Andersson (one-off)
martedì 27 ottobre 2020
Road to Indy 2020: Sting Ray Robb e Christian Rasmussen vincono in Indy Pro e USF2000
Con il campionato di Indylights cancellato per questa stagione, sono rimaste soltanto le due serie inferiori della Road to Indy, con un calendario abbastanza stravolto a seguito dello stravolgimento del campionato di Indycar. I campionati sono iniziati durante il periodo estivo, per poi terminare in quest'ultimo fine settimana di ottobre, in concomitanza con la fine del campionato di Indycar.
******
INDY PRO: il campionato è stato vinto da Sting Ray Robb, con un certo vantaggio nei confronti dei suoi inseguitori più vicini, che invece erano tutti a distanza molto ravvicinata tra gli uni e gli altri. Questi erano Devlin De Francesco, Danial Frost, Artem Petrov e Hunter McElrea.
Curiosità: a questa serie ha preso parte occasionalmente anche Bob Kaminski che dovrebbe essere il padre del pilota Colin Kaminski, uno dei full time. In più alle prime cinque gare della stagione ha preso parte anche Sabré Cook, pilota W Series ed ex fidanzata di Max Verstappen, con due decimi posti come migliori risultati.
ROAD AMERICA
Podio Gara 1: Danial Frost, Devlin De Francesco, Colin Kaminski
Podio Gara 2: Artem Petrov, Sting Ray Robb, Danial Frost
MID-OHIO
Podio Gara 1: Braden Evans, Danial Frost, Parker Thompson
Podio Gara 2: Artem Petrov, Devlin De Francesco, Sting Ray Robb
Podio Gara 3: Sting Ray Robb, Hunter McElrea, Devlin De Francesco
LUCAS OIL
Podio: Kody Swanson (one-off), Hunter McElrea, Manuel Sulaman
MADISON
Podio: Devlin De Francesco, Braden Eves, Artem Petrov
INDIANAPOLIS ROAD COURSE
Podio Gara 1: Sting Ray Robb, Hunter McElrea, Parker Thompson
Podio Gara 2: Sting Ray Robb, Devlin De Francesco, Artem Petrov
Podio Gara 3: Sting Ray Robb, Hunter McElrea, Artem Petrov
MID-OHIO
Podio Gara 1: Manuel Sulaiman, Danial Frost, Hunter McElrea
Podio Gara 2: Sting Ray Robb, Parker Thompson, Jacob Abel (part-time)
MILVILLE
Podio Gara 1: Devlin De Francesco, Sting Ray Robb, Manuel Sulaiman
Podio Gara 2: Sting Ray Robb, Parker Thompson, Artem Petrov
Podio Gara 3: Manuel Sulaiman, Colin Kaminski, Sting Ray Robb
ST.PETE
Podio Gara 1: Sting Ray Robb, Danial Frost, Artem Petrov
Podio Gara 2: Hunter McElrea, Colin Kaminski, Sting Ray Robb
******
US F2000: il campionato è stato vinto da Christian Rasmussen, che l'ha iniziato da dominatore, vincendo le prime sei gare senza interruzione. In seguito, tuttavia, ha avuto maggiore competizione, anche se ha svettato abbastanza su Eduardo Barrichello e Reece Gold, che a loro volta hanno distanziato Michael D'Orlando e Christian Brooks.
Avrete sicuramente notato un cognome famoso, ma credo sia opportuno informarvi che ce n'era anche un altro, decisamente più pittoresco: si tratta di Jack William Miller, figlio del celebre "racing dentist", il mitico Dr Jack Miller.
ROAD AMERICA
Podio Gara 1: Christian Rasmussen, Josh Green, Eduardo Barrichello
Podio Gara 2: Christian Rasmussen, Michael D'Orlando, Josh Green
MID-OHIO
Podio Gara 1: Christian Rasmussen, Eduardo Barrichello, Reece Gold
Podio Gara 2: Christian Rasmussen, Reece Gold, Nolan Siegel
Podio Gara 3: Christian Rasmussen, Michael D'Orlando, Reece Gold
LUCAS OIL
Podio: Christian Rasmussen, Reece Gold, Jack William Miller
INDIANAPOLIS ROAD COURSE
Podio Gara 1: Eduardo Barrichello, Reece Gold, Kiko Porto
Podio Gara 2: Eduardo Barrichello, Jack William Miller, Christian Brooks
Podio Gara 3: Reece Gold, Christian Brooks, Kiko Porto
MID-OHIO
Podio Gara 1: Michael D'Orlando, Reece Gold, Nolan Siegel
Podio Gara 2: Reece Gold, Eduardo Barrichello, Cameron Shields
Podio Gara 3: Christian Rasmussen, Michael D'Orlando, Reece Gold
MILVILLE
Podio Gara 1: Eduardo Barrichello, Christian Rasmussen, Michael D'Orlando
Podio Gara 2: Christian Rasmussen, Cameron Shields, Eduardo Barrichello
Podio Gara 3: Christian Rasmussen, Josh Green, Prescott Campbell
ST.PETE
Podio Gara 1: Kiko Porto, Eduardo Barrichello, Reece Gold
Podio Gara 2: Christian Brooks, Kiko Porto, Eduardo Barrichello
******
INDY PRO: il campionato è stato vinto da Sting Ray Robb, con un certo vantaggio nei confronti dei suoi inseguitori più vicini, che invece erano tutti a distanza molto ravvicinata tra gli uni e gli altri. Questi erano Devlin De Francesco, Danial Frost, Artem Petrov e Hunter McElrea.
Curiosità: a questa serie ha preso parte occasionalmente anche Bob Kaminski che dovrebbe essere il padre del pilota Colin Kaminski, uno dei full time. In più alle prime cinque gare della stagione ha preso parte anche Sabré Cook, pilota W Series ed ex fidanzata di Max Verstappen, con due decimi posti come migliori risultati.
ROAD AMERICA
Podio Gara 1: Danial Frost, Devlin De Francesco, Colin Kaminski
Podio Gara 2: Artem Petrov, Sting Ray Robb, Danial Frost
MID-OHIO
Podio Gara 1: Braden Evans, Danial Frost, Parker Thompson
Podio Gara 2: Artem Petrov, Devlin De Francesco, Sting Ray Robb
Podio Gara 3: Sting Ray Robb, Hunter McElrea, Devlin De Francesco
LUCAS OIL
Podio: Kody Swanson (one-off), Hunter McElrea, Manuel Sulaman
MADISON
Podio: Devlin De Francesco, Braden Eves, Artem Petrov
INDIANAPOLIS ROAD COURSE
Podio Gara 1: Sting Ray Robb, Hunter McElrea, Parker Thompson
Podio Gara 2: Sting Ray Robb, Devlin De Francesco, Artem Petrov
Podio Gara 3: Sting Ray Robb, Hunter McElrea, Artem Petrov
MID-OHIO
Podio Gara 1: Manuel Sulaiman, Danial Frost, Hunter McElrea
Podio Gara 2: Sting Ray Robb, Parker Thompson, Jacob Abel (part-time)
MILVILLE
Podio Gara 1: Devlin De Francesco, Sting Ray Robb, Manuel Sulaiman
Podio Gara 2: Sting Ray Robb, Parker Thompson, Artem Petrov
Podio Gara 3: Manuel Sulaiman, Colin Kaminski, Sting Ray Robb
ST.PETE
Podio Gara 1: Sting Ray Robb, Danial Frost, Artem Petrov
Podio Gara 2: Hunter McElrea, Colin Kaminski, Sting Ray Robb
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US F2000: il campionato è stato vinto da Christian Rasmussen, che l'ha iniziato da dominatore, vincendo le prime sei gare senza interruzione. In seguito, tuttavia, ha avuto maggiore competizione, anche se ha svettato abbastanza su Eduardo Barrichello e Reece Gold, che a loro volta hanno distanziato Michael D'Orlando e Christian Brooks.
Avrete sicuramente notato un cognome famoso, ma credo sia opportuno informarvi che ce n'era anche un altro, decisamente più pittoresco: si tratta di Jack William Miller, figlio del celebre "racing dentist", il mitico Dr Jack Miller.
ROAD AMERICA
Podio Gara 1: Christian Rasmussen, Josh Green, Eduardo Barrichello
Podio Gara 2: Christian Rasmussen, Michael D'Orlando, Josh Green
MID-OHIO
Podio Gara 1: Christian Rasmussen, Eduardo Barrichello, Reece Gold
Podio Gara 2: Christian Rasmussen, Reece Gold, Nolan Siegel
Podio Gara 3: Christian Rasmussen, Michael D'Orlando, Reece Gold
LUCAS OIL
Podio: Christian Rasmussen, Reece Gold, Jack William Miller
INDIANAPOLIS ROAD COURSE
Podio Gara 1: Eduardo Barrichello, Reece Gold, Kiko Porto
Podio Gara 2: Eduardo Barrichello, Jack William Miller, Christian Brooks
Podio Gara 3: Reece Gold, Christian Brooks, Kiko Porto
MID-OHIO
Podio Gara 1: Michael D'Orlando, Reece Gold, Nolan Siegel
Podio Gara 2: Reece Gold, Eduardo Barrichello, Cameron Shields
Podio Gara 3: Christian Rasmussen, Michael D'Orlando, Reece Gold
MILVILLE
Podio Gara 1: Eduardo Barrichello, Christian Rasmussen, Michael D'Orlando
Podio Gara 2: Christian Rasmussen, Cameron Shields, Eduardo Barrichello
Podio Gara 3: Christian Rasmussen, Josh Green, Prescott Campbell
ST.PETE
Podio Gara 1: Kiko Porto, Eduardo Barrichello, Reece Gold
Podio Gara 2: Christian Brooks, Kiko Porto, Eduardo Barrichello
venerdì 15 novembre 2019
F4 USA: Joshua Car vince il titolo
Secondo la filosofia del "meglio tardi che mai", mi ritrovo a parlare di qualcosa che accadeva una decina di giorni fa, nel weekend in cui la F1 correva al Circuit of the Americas: terminava il campionato di F4 iniziato lo scorso aprile, del quale ecco qui di seguito una brevissima sintesi dei risultati.
ROAD ATLANTA:
Gara 1 - Teddy Wilson (presente solo nella prima parte della stagione), Francisco Porto, Joshua Car
Gara 2 - Francisco Porto, José Blanco, Joshua Car
Gara 3 - Joshua Car, Arthur Leist, Francisco Porto
PITTSBURG:
Gara 1 - Arthur Leist, Joshua Car, José Blanco
Gara 2 - Francisco Porto, Christian Brooks, Joshua Car
Gara 3 - Joshua Car, Christian Brooks, José Blanco
VIRGINIA:
Gara 1 - Joshua Car, José Blanco, Francisco Porto
Gara 2 - Arthur Leist, Joshua Car, Christian Brooks
Gara 3 - Christian Brooks, Joshua Car, Arthur Leist
MID-OHIO:
Gara 1 - Francisco Porto, Joshua Car, Nick Hays (part-time)
Gara 2 - Joshua Car, Nick Hays, Guilherme Peixoto
Gara 3 - Joshua Car, Francisco Porto, Guilherme Peixoto
SEBRING:
Gara 1 - José Blanco, Joshua Car, Francisco Porto
Gara 2 - Christian Brooks, José Blanco, Dylan Tavella
Gara 3 - Joshua Car, Francisco Porto, José Blanco
AUSTIN:
Gara 1 - Christian Bogle (part-time), Christian Brooks, Kory Enders (one-off)
Gara 2 - Christian Bogle, Christian Brooks, Michael D'Orlando (presente solo nella seconda parte della stagione)
Joshua Car ha abbondantemente vinto il titolo, totalizzando 299 punti. I suoi avversari più vicini erano Francisco Porto e Christian Brooks, rispettivamente a 220 e 209, più distanti i piloti che hanno completato la top-5, José Blanco e Arthur Leist (che dovrebbe essere il fratello di "o Matheus" - cit. telecronisti brasiliani di Indycar).
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