martedì 7 aprile 2026

Ultimo incontro (1951): un film ambientato nel mondo dell'automobilismo... con un finale Larrousse-friendly!

Oggi parliamo di cinema vintage e, nello specifico, parliamo di un film italiano del 1951, con un setting motoristico, quantomeno nella prima parte, perché nella seconda ci limitiamo a seguire le vicende di una coppia di sociopatici. Gli attori protagonisti erano Amedeo Nazzari e Alida Valli, nei panni di un ingegnere dell'Alfa Romeo e di sua moglie, in un film che inizia con la Formula 1 degli esordi, con tanto di fugaci apparizioni di veri piloti quali Nino Farina e Juan Manuel Fangio, il cui ruolo sarà tuttavia nullo.
Il film non è propriamente sportivo, anzi, è un drammone che parla di corna, ma il finale drammatico (e neanche troppo vagamente cringe) è una premonizione di un fatto che farà da contorno alla Formula 1 di quasi quarant'anni più tardi. Su questo ci torneremo in un secondo momento. Adesso occupiamoci della trama.

Piero Castelli è un ingegnere dell'Alfa Romeo, ed è anche un uomo piuttosto affascinante, distinto e con un paio di baffetti in stile Zorro. Sembra che sia un tipo importante, dato che in varie occasioni viene menzionato il fatto che la moglie va a fargli visita al lavoro. La signora Lina è la consorte di un uomo benestante degli anni '50, quindi non ha né un'occupazione, né alcunché da fare a casa dato che ci pensa la governante.
È una donna acqua e sapone altresì nota come gran gnocca ed è l'amante di tale Michele Bonesi, pilota dell'Alfa Romeo, che è a sua volta un uomo attraente. È combattuta. Non sa se rimanere accanto al marito o se scappare in Argentina con l'amante.
Gli scrive una lettera per lasciarlo, dato che non se la sente di abbandonare il marito. Michele la legge prima di un test a Monza. Molto scosso dell'accaduto, indovinate un po' cosa succede? Esce di pista, va a fuoco e muore. Lina apprende da Piero l'accaduto. Questo non ha idea del fatto che la signora l'abbia lungamente cornificato con il pilota e, quando Lina viene investita da un camion al quale si è letteralmente buttata sotto scappando dall'autodromo durante il gran premio d'Italia, i due coniugi si riavvicinano. Il loro modo di relazionarsi è da sociopatici. Sembra di stare in una fan fiction trash haters to lovers, quelle dove ci sono spintoni reciproci, sberle e poi si limona alla cazzum.

Attenzione che c'è un plot twist: un meccanico di Bonesi rimasto senza lavoro la informa di avere trovato la sua lettera e che, se non gli darà un bel po' di soldi di lì a due giorni, la consegnerà al marito. Non che la lettera della signora Lina fosse così esplicita. Una roba tipo "ti amo, ma non posso stare con te perché non voglio dare un dispiacere a mio marito", che potrebbe anche essere interpretata come un semplice trip mentale platonico. Però non pensa minimamente a denunciare il tizio, anzi, si mette all'opera per cercare di guadagnare soldi.
Vende la sua pelliccia, ma è una pelliccia da povery. Va in gioielleria e tenta di rubare un anello. Va nella banca presso la quale lavorava come impiegata in passato a chiedere un prestito, ma riceve avance sgradite dal direttore. Si appiglia quindi a una proposta dell'amica compiacente che favoriva i suoi incontri con Michele: "sai Lina, se vuoi guadagnare molti soldi conosco una sarta che potrebbe assumerti... ovviamente non fa solo la sarta, ma gestisce un giro di escort". Guess what? La signora Castelli accetta, paga una parte del debito e promette al ricattatore che lo salderà tutto entro la fine del mese.

Piero è per strada insieme a un ingegnere svizzero quando intravedono Lina. L'altro, del tutto ignaro che sia la sua consorte, lo informa di essere stato un suo cliente. A quel punto il film viaggia verso le sue battute finali con una serie di trip mentali del protagonista maschile.
Questo simula di dovere partire per lavoro, si fa accompagnare alla stazione dalla sua signora, scende alla prima fermata, si mette a parlare con il capostazione del posto, poi torna indietro e riesce a organizzarsi un incontro con la moglie nei panni di escort, facendosi ancora innumerevoli viaggi mentali e chiedendosi come mai questa sia finita a vendersi a uomini facoltosi.
L'incontro tra i due è ad alta tensione emotiva: "perché hai fatto una cosa simile? È perché sono un semplice meccanico dell'Alfa Romeo, anziché il socio di Gerard Larrousse?" ...e poi le spara, ferendola mortalmente. La signora, tuttavia, prima di morire, ha il tempo per confessargli di avere avuto un amante ed essere stata ricattata.
I due realizzano che il loro amore sociopatico è più forte di tutto e il film finisce con Piero che porta in braccio il cadavere di Lina. Purtroppo non è stato realizzato un sequel, che avrebbe potuto avere una simile trama: la squadra è scossa dall'uxoricidio, ma the show must go on, quindi andiamo a cercare uno sponsor sul quale pende un mandato di cattura internazionale.


Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per essere arrivato/a fino in fondo. Se vuoi, fammi cosa ne pensi con un commento. :-) Puoi farlo anche in maniera anonima.

Se sei capitato/a qui per caso ti invito a visitare il mio blog, in particolare le etichette "Commenti ai GP" e "F1 vintage".

Se invece mi leggi abitualmente e sei arrivato/a qui di proposito, ti ringrazio per l'apprezzamento e spero continuerai a leggermi.

Buon proseguimento di giornata (o a seconda dell'orario, di serata, o buona notte). <3

Milly Sunshine