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martedì 18 novembre 2025

Macao 2025/ GT World Cup, vince Antonio Fuoco con la Ferrari

Ho parlato di Formula 4 e di Formula Regional, così come delle moto, non mi resta che concludere le mie narrazioni del GP di Macao con la main race della GT World Cup, che non è stata una garahhhh falsatahhhh in quanto abbiamo assistito a una vittoria dominante della Ferrari, per mano di Antonio Fuoco con il team di AF Corse. La gara si è svolta quando in Italia erano indicativamente le cinque di mattina, quindi dopo quella della Formula 4 e prima di quella della Formula Regional che ha messo fine all'evento.


È bastato poco perché ci fosse del caos, con diversi ritirati già nelle prime battute, Alessio Picariello, Dorian Boccolacci, Luca Engstler e Guven Ayhancan. Ciò ha provocato un ingresso della safety car, che sarebbe stato l'unico per tutta la durata della gara (sedici giri).
Al restart, Fuoco ha preso ad allungare, staccando di diversi secondi i diretti inseguitori, il più vicino dei quali era Raffaele Marciello, pilota BMW che è giunto il traguardo a quasi quattro secondi di distacco.


Il gradino più basso del podio è andato alla Porsche di Laurin Henrich, che ha preceduto di poco l'Audi di Joel Erikssen. Al quinto posto si è classificata la Ferrari di Ye Yifei, mentre Sheldon Van Der Linde e Christopher Haase hanno preceduto l'altra Ferrari guidata da Deng Yi.
Hanno concluso la top-ten Laurens Vanthoor e Benjamin Goethe, mentre Adderly Fong è stato classificato ultimo. Edoardo Mortara si è invece ritirato per incidente dopo due terzi di gara.



lunedì 17 novembre 2025

Macao 2025/ le mie impressioni sul gran premio motociclistico

Avevo detto che avrei approfondito le gare avvenute nel weekend del GP di Macao ed eccomi qui, perché va bene la Formula Regional, ma ci sono state altre gare, quindi ripercorreriamole perché why not. Per la prima volta da quando seguo il GP di Macao (quindi dal 2017) ho deciso di guardare il gran premio motociclistico, che ho trovato pubblicato su Youtube.
Ho visto anche un video di un giro onboard e devo dire che fa davvero uno strano effetto vedere delle moto percorrere un circuito così stretto e con poca visibilità. Prendendo il prestito un termine caro a Gianfranco Mazzoni, penso di potere definire il tutto come estremamente suggestivo.



Facciamo una doverosa premessa: dimenticatevi i duellihhhh e i sorpassihhhh per la vittoriahhhh tanto decantati dagli amanti delle moto. Davey Todd (che googlandolo ho scoperto avere un look molto in stile Valtteri Bottas) è stato in testa dall'inizio alla fine, per tutti i dodici giri della gara, iniziando ad allungare immediatamente su Erno Kostamo. Poi, a onore del vero, nelle posizioni retrostanti qualcosa è cambiato, ma ben lontano dalle inquadrature.
Kostamo a un certo punto è finito in giro per una via di fuga, perdendo un paio di posizioni. Peter Hickmann si è portato in seconda posizione, dove avrebbe terminato la gara, a dieci secondi dal vincitore Todd. Kostamo è risalito in terza piazza, prendendo alla fine quattordici secondi da Hickmann e staccando notevolmente tutti i piloti retrostanti.



Dopo avere tagliato il traguardo Todd ha festeggiato facendo sfumazzare la moto e venendo ben presto raggiunto anche dagli altri due podium finishers.
Dalla quarta posizione in poi si sono classificati Rob Hodson, Lukas Randy Maurer, l'italiano Maurizio Bottalico, David Johnson, Mitchell Rees, Michael Evans, Phillip Crowe, Almaric Blanc, Eddy Ferre, Don Gilbert, Marcus Simpson, Laurent Hoffmann, Paul Williams e Ryan Whitehall, mentre non hanno concluso la gara Paul Jordan, Michael Sweeney e Samuel West.


domenica 16 novembre 2025

Macao 2025/ main race: Théo Naël si aggiudica la vittoria in Formula Regional

Stamattina si è svolto il GP di Macao, la cui main race viene disputata nell'epoca post-Covid sulle vetture della Formula Regional, le più simili a quelle della Formula 3 Europea che si utilizzavano prima che confluisse nella GP3. Venerdì si sono svolte le qualifiche, che stilavano la griglia della qualifying race del sabato (10 giri) il cui risultato avrebbe poi definito la gara della domenica (15 giri), quella valevole per il risultato finale.
Le gare sono state trasmesse in diretta su Youtube sia nella live del canale ufficiale dedicato al GP di Macao, sia sul canale della FIA, in quest'ultimo caso con telecronaca in inglese. Qualora non le abbiate viste e vogliate vederle, sul canale FIA sono facilmente reperibili in quanto c'è un video per ogni gara (sia le F4 sia le F.Regional, sia la GT World Cup - su altri canali si può reperire anche quella delle moto e sto seriamente pensando di approfondire l'argomento).

La pole del venerdì è andata a Théophil Naël di KCMG Enya Pinnacle Motorsport, che ha preceduto la Theodore Prema di Freddie Slater, le ART Grand Prix di Evan Giltaire e Taito Kato, la R-ace GP di Enzo Deligny, la KCMG di Mari Boya e, in settima piazza, la PHM Racing del migliore degli italiani, Mattia Colnaghi.
La mia soddisfazione nel vedere ben due figli di Alex Wurz - entrambi con Evans GP - in pista è durata molto poco, visto che Charlie partiva 17° e Oscar 27° nonché ultimo. Però è diminuita ulteriormente, dato che c'è stato subito un contatto nel finale, il quale ha messo fine alla gara di Oscar, che è andato a parcheggiare in una via di fuga.
Nel frattempo Slater aveva preso la leadership al via e Giltaire e Boya avevano superato Naël alla curva Lisboa. Più avanti, Boya si è preso la seconda piazza e Naël si è riportato in "zona podio" superando Giltaire.
In una gara che per il resto non ha dato grandi emozioni, del resto le qualifying race di Macao sono solitamente piuttosto conservative, dato che valgono un errore può costare di partire in fondo nella gara principale, Slater ha allungato molto tagliando il traguardo per primo, seguito da Boya, Naël, Giltaire, Kato, Deligny, Colnaghi, James Egozi di Saintéloc Racing, Noah Stromsend di Trident Motorsport e Rashid Al Dhaheri di Theodore Prema a completare la top-ten.
L'altro italiano Matteo De Palo su R-ace ha preceduto José Garfias di PHM, Tasanapol Inthrapuvasak di Trident (acclamato dagli indonesiani sulla chat di Youtube), Jin Nakamura su R-ace, Kanato Le su ART, Hiyu Yamakoshi su Evans, Tokiya Suzuki e Yuki Sano entrambi su TOM's Formula, Charlie Wurz, Owen Tangavelou su Saintéloc, Kiyoshi Umegaki su Van Amersfoort Racing, Reza Seewooruthun su Trident, l'immancabile Charles Leong su Theodore Prema, Tymek Kucharczyk su Van Amersfoort precipitato indietro di diverse posizioni dopo un errore, Enzo Yeh su PHM, infine ultimo dei classificati Zhenrui Chi (un cinese che tuttavia corre con licenza italiana) con Van Amersfoort.
Oscar Wurz è stato l'unico a non vedere la bandiera a scacchi, come già anticipato, ed è scattato dall'ultima posizione nella gara della domenica.
Non restava che aspettare le 8.30 del mattino per vedere la gara. Nel frattempo ho recuperato quella di Formula 4 disputata nella notte della quale ho già parlato.

La gara è iniziata puntuale, ma con sole ventisei vetture in griglia perché quella di Tangavelou ha avuto un guasto ed è partito dalla pitlane. Subito, nelle retrovie, c'è stato un incidente: Charlie Wurz si è girato dopo essere stato toccato(?) e ciò ha innescato una collisione multipla con Umegaki, Seewooruthun e Chi, provocando l'ingresso della safety car. Charlie sarebbe riuscito a ripartire recuperando secondo i distacchi anche una posizione in tempi brevi, il che mi avrebbe resa felice, se non fosse che l'ha recuperata a spese del fratello Oscar.
Al via, nel frattempo, Boya si era preso la prima piazza nei confronti di Slater, mentre Naël, tentando di mettersi nella lotta per la prima posizione, era scivolato quarto alle spalle di Deligny. Al restart, Slater si è ripreso la testa della gara, per poi iniziare ad allungare in maniera consistente, tanto che il risultato sembrava nelle sue mani. La gara, tuttavia, era ancora lunga e tutto poteva ancora succedere, tipo che qualcuno andasse a sbattere ed entrasse di conseguenza la safety car, ricompattando il gruppo. Provate a immaginare la mia soddisfazione nel vedere che ad andare a sbattere era stato Oscar Wurz alla Lisboa. :-///


Dopo questa visione deludente e la relativa safety car, davanti Boya ha superato Slater, il quale è finito poco dopo a muro, con Deligny e Naël risaliti in seconda e terza piazza e un nuovo ingresso della vettura di sicurezza. Al restart, Naël ha superato entrambi, un attimo prima che entrasse nuovamente la safety car, con la gara ormai arrivata alle ultime battute, perché vi erano stati due incidenti, uno che coinvolgeva di Al Dhaheri, un altro tra più vetture con Suzuki, Nakamura e Leong tutti fermi.
Naël ha tagliato il traguardo in prima posizione alle spalle della SC (di conseguenza abbiamo avuto due francesi vincitori in entrambe e categorie di monoposto, dopo il precedente successo di Jules Roussel in F4), seguito da Boya e Deligny a completare il podio. Colnaghi ha chiuso quarto, precedendo Kato, Giltaire, Stromsend, De Palo, Sano e Garfias a completare la top-ten. Nelle posizioni retrostanti si sono classificati Le, Yamakoshi, Kucharczyk, Egozi, Yeh, Inthrapuvasak, Tangavelou e Charlie Wurz, soltanto diciotto piloti hanno visto la bandiera a scacchi.


sabato 15 novembre 2025

Macao 2025: la Formula 4 prima della Formula Regional

In occasione del Gran Premio di Macao, a precedere le monoposto della Formula Regional c'erano quelle della Formula 4, dove abbiamo visto in azione i pilotini che hanno gareggiato nelle varie Formula 4 quest'anno, con peraltro qualche nome interessante.

La pole position nella giornata di ieri è stata conquistata da Sebastian Wheldon, figlio del compianto campione di Indycar, accanto a Kean Nakamura-Berta. La griglia del venerdì, tuttavia, non serve per la gara principale, ma per la qualifying race, proprio come succede per il main event della Formula Regional.
Oggi i due sono stati sorpresi al via dall'italiano Emanuele Olivieri che scattava dalla terza piazza, ma il peggio doveva ancora venire, dato che sono finiti insieme e appassionatamente contro le barriere alla curva Lisboa (come da screenshot sottostante). Ragazzini cari, non preoccupatevi, cose del genere succedono anche ai futuri lanciatori di cappellini.
Certo, non raggiugiamo la poesia di Nico Rosberg che andò a sbattere mentre era in testa, venendo centrato da Lewis Hamilton che lo seguiva in seconda piazza, nel lontano 2004, ma non si può avere tutto dalla vita.


Frattanto poco dopo c'è stato un secondo incidente tra Tiago Rodrigues e Thomas Bearman fratello di Oliver, che partivano quarto e quinto. È stata mandata in pista la safety car, dopodiché la gara è ripartita con Olivieri leader e Fionn McLaughlin secondo, seguiti da Rintaro Sato figlio di Takuma.
Dopo un incidente(?) abbiamo visto la macchina di Emily Cotty che veniva rimossa senza intoppi, mentre Olivieri proseguiva verso la vittoria con McLaughlin negli scarichi, almeno finché l'irlandese non è andato a sbattere all'ultimo giro.
Jules Roussell ha superato frattanto Sato procacciandosi la seconda piazza e la prima fila nella gara che si svolgerà nella notte, mentre Rintaro è stato penalizzato di trenta secondi per errata posizione in griglia perdendo il terzo posto, scivolando undicesimo e ultimo.

Il risultato finale è quindi Olivieri, Roussell, Rayan Caretti, Aryaman Bansal, ***TRIGGER WARNING!!!!*** Kimi Yu Tsai Chan, Kyuo Lee, Shimo Zhang, Itsuki Sato, Man Hei Cheong, Yuhze Wang.
Rintaro Sato precederà in griglia McLaughlin, Cotty, Alexandre Munoz, Wheldon, Nakamura-Berta, Bearman, Rodrigues e Gino Trappa.

EDIT - 16 novembre /// la gara principale si è svolta alle due di notte passata e l'ho recuperata in mattinata. Anche in questo caso abbiamo visto incidenti al primo giro, con Itsumi Sato e Zhang, già al via. Alla Lisboa invece, è finito out Lee. Sembra che anche Cotty abbia perso posizioni nel corso della prima tornata, mentre Nakamura-Berta è entrato ai box per un problema tecnico.
Al via, Olivieri era stato superato da Roussel (che - ho scoperto stamattina - si scrive con una sola -L diversamente da un certo pilota di Formula 1 inglese con un cognome simile) e Caretti. Dopo un iniziale intervento della safety car, i due francesi si sono scatenati. Caretti è passato in testa al quarto giro di un totale di dieci, mentre Roussel si è ripreso la testa della gara al settimo. Il duello è continuato, terminando all'ottavo giro quando Caretti è finito a muro da solo.


Visti i vari incidenti, i piloti che nella giornata di sabato avevamo fatto danni non si trovavano affatto nelle retrovie, ma anzi, potevano dire la loro. Dietro a Roussel e Olivieri, Rintaro Sato ha chiuso il podio.
Wheldon ha terminato la gara in quarta piazza davanti a Bansal, McLaughlin, Bearman, Chang, Cheong, Trappa, Rodrigues, Wang e Cotty. Risultano non classificati Caretti, Nakamura-Berta, Munoz, Lee, Zhang e Itsumi Sato.




giovedì 13 novembre 2025

Gli ottant'anni di Masahiro Hasemi e la presunta controversia di Macao 1990 classe GT

Il 13 novembre 1945 nasceva Masahiro Hasemi, celebre tra noi appassionati di Formula 1 per avere disputato il GP del Giappone 1976 ed essere stato erroneamente accreditato del giro più veloce.
La carriera di Hasemi in Giappone è proseguita molto a lungo... e non solo in Giappone (visto che ha all'attivo anche una vittoria alla 24 ore di Daytona). Visto che a breve si svolgerà il GP di Macao, perché non approfittare dell'occasione per menzionare anche il fatto che abbia vinto la classe GT nell'edizione 1990? Era lo stesso anno in cui Michael Schumacher e Mika Hakkinen si baciavano alla francese durante la gara della Formula 3, nella quale Schumacher sarebbe uscito vincitore in un podio composto dall'intera line-up Ferrari del 1999, dato che secondo e terzo si sarebbero classificati Mika Salo e Eddie Irvine.
Guess what, per una volta di Schumacher, dei MikaX2 e del folletto irlandese non di importa un bel niente, perché wikipedia versione inglese ci dice che la vittoria di Hasemi è stata controversa.
Leggere una simile informazione mi ha acceso il radar. Mi sono messa a googlare in tutte le salse per cercare la relativa controversia. Google mi restituisce i nomi degli Schukkinen e su questo proposito, peraltro, vorrei dire: non allarghiamoci troppo. Ho visto abbastanza gran premi di Macao da vedere che è tutto uno sbattere dove capita, la differenza casomai sta nel fatto che questi erano gli Schukkinen e non due pilotini random come quelli che da decenni si esibiscono in comparabili prodezze. Che poi al giorno d'oggi Schumacher sarebbe stato penalizzato invece di uscirne vincitore, questo è poco ma sicuro, ma la prassi ha iniziato a cambiare negli anni duemila quindi non intendo discutere di un fatto che, essendo capitato trentacinque anni fa, non è stato giudicato con gli standard odierni ma appunto con quelli di allora, specie quando sono impegnata a cercare polemiche su Hasemi!
C'è qualche post che richiama proprio la presunta controversia della vittoria di Masahiro nostro, ma si tratta in genere di copia e incolla proprio da wikipedia. Qualcuno si spinge a parlare di supremazia del motore Nissan, ma sembra non vi siano dettagli più precisi. Se sapete qualcosa di più, vi chiedo cortesemente di farmi sapere.



domenica 17 novembre 2024

GP Macao 2024: vittoria per Ugo Ugochukwu, pilota junior McLaren, statunitense di nascita, di origini italiane e nigeriane

In questo fine settimana si è svolto il Gran Premio di Macao di Formula 3, per la prima volta nella storia con le vetture di Formula Regional. C'è chi ha parlato di downgrade, dato che negli ultimi anni si era svolto con vetture di Formula 3 internazionale (ovvero quella che un tempo era la GP3), ma ci terrei a ricordare che la Formula Regional altro non è che una sorta di versione contemporanea della Formula 3 Europea che ha gareggiato a Macao fino al 2018 e che, esattamente come succedeva a quei tempi, gareggiano a Macao piloti che progrediranno verso la Formula 3/ Formula 2, ai tempi note come GP3 e GP2. Doveva esserci, come categoria open wheel di contorno, anche la Formula 4 cinese (che invece costituiva il main-event in epoca covid), ma in realtà ciò non è mai accaduto. Le uniche monoposto presenti a Macao erano le Formula Regional e, come da tradizione, erano l'ultima gara della domenica pomeriggio (le 8.30 in Italia), dopo tutte le altre categorie. Prima, però, c'erano qualifiche e qualifying race, che si è svolta sabato alla stessa ora.


Main race, pre-gara

La pole position se l'è aggiudicata il pilota Ugo Ugochukwu (R-ace GP), pilota della McLaren Academy che dopo avere vinto in vari campionati di Formula 4, nel 2024 ha gareggiato in Formula Regional by Alpine chiudendo undicesimo in classifica piloti, con una vittoria nell'ultimo evento della stagione. Pare che per il 2025 passerà alla Formula 3 internazionale.
Pilota statunitense, ho scoperto essere di origini italiane da parte di padre, lo stilista Luca Orlandi con un passato nel motorsport (pare che nel 2012 abbia anche testato una indycar) e nigeriane da parte di madre, la modella Oluchi Onweagba, dalla quale sembra avere ereditato la statura molto elevata, cosa che potrebbe non essere ottimale per un pilota.
Ho cercato di scoprire da dove salti fuori il cognome Ugochukwu dato che i genitori si chiamano in modo diverso, ma tutto ciò che ho scoperto è che il nome completo è Ugo Ugochukwu Orlandi e un utente di Xwitter ha ipotizzato che Ugochukwu sia un middle name (e che, di conseguenza, sia un caso simile a quello della Figueiredo che gareggiava negli States come Ana Beatriz).

Alle spalle di Ugochukwu si sono qualificati Oliver Goethe (MP Motorsport), Noel Leon (Pinnacle Motorsport), Enzo Deligny (R-ace GP), Mari Boya (Pinnacle Motorsport), Cooper Webster (Evans GP), Freddie Slater (Theodore/Prema), Theophile Nael (Sainteloc Racing), Evan Giltaire (ART Grand Prix) e Matteo De Palo (PHM Racing) a completare i primi dieci per la griglia della qualifying race.
A seguire c'erano Rashid Ad Dhaheri (PHM Racing), Jin Nakamura (TOM's Formula), Mattia Colnaghi (MP Motorsport), James Wharton (ART Grand Prix), Dino Beganovic (Theodore/Prema), Valerio Rinicella (MP Motorsport), Alexander Abkhazava (Sainteloc Racing), Alex Dunne (Theodore/Prema), Sota Ogawa (TGM Grand Prix), Tuukka Taaponen (R-ace GP), Tiago Rodrigues (Evans GP), Liu Ruiqi (PHM Racing), Rikuto Kobayashi (TOM's Formula), Jett Bowling (Kiwi Motorsport), Rintaro Sato (TGM Grand Prix), Kai Daryanani (Evans GP) e Kanato Le (ART Grand Prix).
Piccola curiosità: Rintaro Sato è il figlio di una nostra vecchia conoscenza, Takuma definito come un pilota skarsohhhh e inconcludente da un po' di fenomeni su Zuckenbook. A questo proposito vorrei ricordare che Takuma Sato ha vinto due volte la Cinquecento Miglia di Indianapolis, nel 2017 e nel 2020.

La qualifying race prevedeva dieci giri, preceduti da un formation lap nel quale Boya è rimasto fermo, poi ha superato vetture a random, prima di andare a rintanarsi in pitlane da dove è partito. La sua manovra gli sarebbe costata la bandiera nera e, di conseguenza, l'ultima piazza in griglia nella main race, più indietro anche di Ogawa e Taponen che ci hanno salutati subito al via, andando entrambi a sbattere contro le barriere alla partenza.
In sintesi, subito bandiere gialle e poi la safety car, con Ugochukwu stabilmente in testa e destinato a rimanerci quando la safety car si è tolta di torno. Sarebbe comunque rientrata molto presto a causa di un incidente di Colnaghi, per poi avere la gara redflaggata perché ha iniziato a piovere. Erano stati completati sette giri e per qualche motivo si è deciso di fare il restart, una ventina di minuti dopo, dietro safety car... la quale è rimasta fino alla bandiera a scacchi, sotto la quale sono passati in successione Ugochukwu, Goethe, Leon, Slater, Deligny, De Palo, Wharton, Al Dhaheri, Giltaire, Beganovic, Nael, Dunne, Nakamura, Rinicella, Webster, Sato, Rodrigues, Bowling, Le, Daryanani, Kobayashi, Riuqi e Alkhazava.

La gara della domenica prevedeva quindici giri ed è iniziata dietro safety car, perché era piovuto in precedenza e c'erano zone bagnate sul tracciato, griglia compresa. Non c'è stato quindi il formation lap e, al termine del primo giro, la safety car si è levata di torno, in modo che potessero esserci quattordici giri di pura azione, senza ulteriori interruzion-... wait, wait, wait, potrebbe essere un'ambizione troppo altisonante su un circuito così stretto e una mandria di ragazzini scatenati, una parte dei quali destinata a cambiare mestiere, al volante di ventisette monoposto.
Eppure tutto sembrava finare liscio, Ugochukwu allungava nei confronti dei diretti inseguitori... e niente, dietro qualcuno aveva altri progetti, tipo un'ammucchiata di grande classe alla Lisboa. Non è inconsueto che in quella curva qualcuno sbatta e altri, colti di sorpresa, gli finiscano addosso. Succede anche ai migliori... e dico in senso letterale, perché vent'anni fa, nel 2004, contro quelle barriere ci finì Nico Rosberg, giusto per vedersi piombare addosso Lewis Hamilton. Rosbilton vibes. <3 Quelli, però, almeno erano solo due, il che non è esattamente quanto successo stamattina.


Fuori Wharton, Giltaire, Sato, Rodrigues, Bowling, Le e Daryanani, mentre Kobayashi è riuscito a ripartire. La gara è stata redflaggata e anche oggi si è capito che sarebbe stata una lunga mattinata! Tra una cosa e l'altra, tre giri risultavano completati quando le vetture sono rientrate in pitlane, con dodici giri ancora da percorrere, oltre venti minuti più tardi.
La ripartenza è avvenuta dietro safety car e, quando questa è uscita di scena, è rientrata subito dopo a causa di un incidente di Ruiqi. E successivamente ce n'è stata un'altra per un incidente di Owasa, con tanto di due giri ancora da completare quando la vettura di sicurezza è rientrata in pitlane.
Tra un restart e l'altro, Ugochukwu nel frattempo non aveva avuto nessuno che insidiasse la sua leadership e nulla lasciava pensare che ciò avvenisse nel finale, con Goethe a lieve distanza e dietro Leon e Slater a lottare per il gradino più basso del podio. Al restart, ancora una volta Ugochukwu ha mantenuto senza problemi la testa della gara, mentre Nakamura è andato a sbattere, ma la gara per il momento è proseguita, tanto che quando è iniziata l'ultima tornata c'è stato anche un ulteriore incidente, di Colnaghi, senza nulla che andasse oltre la bandiera gialla locale.
La gara è stata tuttavia neutralizzata, e definitivamente, quando Slater, arrivando lungo dopo un attacco su Leon, ha sbattuto contro le barriere della Lisboa. Con il risultato congelato, Ugochukwu ha vinto davanti a Goethe e Leon, con la top-ten completata da Deligny, De Palo, Al Dhaheri, Webster, Dunne, Boya e Beganovic. Hanno completato la gara nelle posiziono retrostanti Abkhazava, Taponen, Rinicella, Nael e Kobayashi.

EDIT - De Palo e Al Dhaheri sono stati squalificati per irregolarità tecniche, Nael invece per push start.

domenica 19 novembre 2023

Gran Premio di Macao: Luke Browning vince la 70^ edizione

La 70^ edizione del Gran Premio di Macao, la 38^ per vetture di Formula 3 e la quinta con vetture, nello specifico, della Formula 3 che un tempo si chiamava Formula 3, vede nove team prendere parte all'evento. Ci sono, nello specifico, Trident con Richard Verschoor (vincitore 2019), Roman Stanek e Ugo Ugochukwu, Jenzer con Max Esterson, Charlie Wurz e Matias Zagazeta, Theodore/Prema con Dino Beganovic, Gabriele Minì e Paul Aron, Hitech con Luke Browning, Isack Hadjar e Alex Dunne, Campos con Pepe Martì, Sebastian Montoya e Oliver Goethe, Van Amersfort con Noel Leon, Tommy Smith e Sophia Florsch, ART con Laurens Von Hoepen, Christian Mansell (che per chi non lo conoscesse, NON ha alcuna parentela con un certo pilota di Formula 1 con i baffi) e Nikola Tsolov, Carlin con le due sole vetture di Zane Maloney e Dan Ticktum (vincitore 2017 e 2018), infine MP con Dennis Hauger, Mari Boya e Marcus Armstrong.
Le qualifiche del venerdì parlano a favore di Browning, che ottiene la pole position davanti a Minì, Beganovic, Hadjar, Armstrong, Dunne, Goethe, Hauger, Ugochukwu, Boya, Martì, Verschoor, Ticktum, Aron, Tsolov, Maloney, Florsch, Wurz, Leon, Stanek, Esterson, Van Hoepen, Montoya, Mansell, Zagazeta e Smith.


La qualifying race di sabato, che si svolge quando da noi sono da poco passate le nove di mattina - dovevano essere le 8.50, ma ci sono stati ritardi nelle gare precedenti, vede Browning mantenere la posizione al via nonostante l'attacco di Beganovic, che viene relegato alle sue spalle, seguito da Dunne e Beganovic.
Le inquadrature non sono ben chiare su cosa succeda esattamente ad Armstrong: uno dei piloti più altolocati della griglia (corre in Indycar, gli altri nelle formule minori) lo ritroviamo incidentato insieme a Zagazeta. I due ripartono, ma sono nelle retrovie. Va peggio a Ticktum, che speronato da Ugochukwu al secondo giro finisce con quest'ultimo nelle barriere alla Lisboa, provocando l'ingresso della safety car.
Al restart, Browning continua a mantenere la posizione su Minì, il quale si vede scivolare al terzo posto alle spalle di un ottimo Dunne, che viene dalla GB3 ed è all'esordio nella Formula 3 che un tempo si chiamava GP3. Il podio sarà appunto Browning/ Dunne/ Minì, con Beganovic in quarta posizione seguito da Hauger e da Boya autore di un sorpasso su Aron. Completano i primi dieci Martì, Hadjar e Maloney.
Chiude la gara fuori top-ten il passato vincitore Verschoor, dodicesimo alle spalle del figlio di Alex Wurz. Lo seguono Tsolov, Van Hoepen, Florsch, Esterson, Noel, Montoya, Stanek, Mansell, Goethe, Armstrong, Smith e Zagazeta, con la gara della domenica che scatterà puntuale alle 8.30.


Dopo il formation lap, mentre le vetture sono ferme in griglia che aspettano la procedura di partenza, si vede una bandiera gialla sventolare, che lascia pensare a un aborted start. La main race, di quindici giri, tuttavia, parte normalmente, anche se sembra che Montoya sia rimasto fermo in griglia - portato in pitlane, partirà con cinque giri di ritardo.
Browning mantiene la prima posizione, si accoda dietro di lui Minì, mentre Dunne finisce a sbattere alla Lisboa. La sua gara è finita, si va in virtual safety car, la monoposto incidentata viene rimossa con la gru stile Montecarlo, tempo una tornata e tutto è sistemato.
Browning allunga, Minì deve vedersela con Beganovic, che gli è negli scarichi e compie quello che sarebbe un ottimo sorpasso, se non lo terminasse finendo nelle barriere della Lisboa: nuova virtual safety car, nuova rimozione in tempi record della vettura, Aron risalito in terza posizione... dove comunque non resterà troppo a lungo, venendo infatti superato da Hauger e poi anche da Boya.
A questo punto la gara procede tranquilla per diversi giri, con Browning sempre davanti indisturbato. È solo la quiete prima della tempesta, siamo ormai a metà percorrenza quando ecco apparire Armstrong in testacoda, dopo un contatto con Noel. Questo è niente, i due ripartono. Poco dopo è Aron che, in un incidente di cui le inquadrature mostrano solo la conclusione, sbatte di posteriore, dal quale si innalzano fiamme. È un sollievo vedere Paul uscire da solo dalla vettura. Entra la safety car, dietro la quale si vedono danni sulla vettura di Wurz e anche su quella di Boya. Non si procede così per molto, viene esposta la bandiera rossa e quando le monoposto tornano in pitlane mancano sei giri da percorrere.


Alle 9.50 si riparte dietro safety car, che resterà per due giri, senza Charlie Wurz, il quale ha riportato danni sulla vettura che non gli consentono di prendere il restart. Quando la SC si toglie di mezzo, Minì e Hauger tentano di affiancare Browning, con Hauger che quasi la spunta, ma non c'è niente da fare, Browning mantiene la leadership e Hauger si deve accodare.
Nel frattempo, ripartita dalla decima piazza, Florsch riesce a risalire in nona posizione, per poi uscire perdente da un duello a tre con Van Hoepen e Goethe, ritrovandosi undicesima. In quei frangenti ci troviamo con Tsolov contro le barriere e, vista la posizione che rende più difficile la rimozione della monoposto, viene mandata in pista la safety car.
Mancano ormai due tornate alla conclusione e non è possibile concludere le operazioni in un giro soltanto. La gara, quindi, è destinata a terminare in regime di safety car, con questo ordine d'arrivo: Browning, Hauger, Minì, Boya, Martì, Verschoor, Hadjar, Maloney, Goethe, Van Hoepen, Florsch, Stanek, Ticktum, Smith, Ugochukwu, Mansell, Zagazeta, Armstrong, Leon, Esterson.
È stato un weekend perfetto, quello di Browning, che arriva dopo una stagione difficile in Formula 3, dove ha chiuso il campionato quindicesimo, con un solo podio all'attivo: il più veloce fino dalle prove libere, dopodiché ha ottenuto la pole position e la vittoria di entrambe le gare.

***

NOTE PERSONALI: quest'anno ho voluto vedere il GP di Macao in versione integrale e in diretta, sia la qualifying race sia la vera e propria gara. Non sono riuscita a trovare nulla su Youtube, ma devo ammettere che ho smesso di cercare non appena ho scoperto che il sito ufficiale dell'evento trasmetteva la gara in diretta, gratuitamente e con telecronaca in inglese.
Questo succedeva ieri mattina, per la gara di qualifica, e ovviamente stamattina non ho cercato fonti diverse, ma sono tornata sul sito ufficiale. Non mi sono guardata il periodo di stallo durante la bandiera rossa, perché mi sono messa a scrivere questo resoconto: essendo da cellulare, dovevo scegliere se tenere aperto il sito con il video, oppure usare il programma per le note per mettermi a scrivere, quindi solo occasionalmente tornavo per vedere a che punto fossero le operazioni.
Mi è parso di capire da quello che diceva il telecronista quando ho ripreso a guardare, che durante la bandiera rossa sia comparso Alex Wurz e sia stato intervistato in merito al ritiro del figlio, quindi mi pento amaramente di essermi persa quei momenti! Anche se, lo ammetto, nessuna intervista a Wurz sarà mai epica come quelle di Ettore Giovannelli che aveva l'abitudine di parlargli in tedesco anziché in inglese.
Dopo non avere assolutamente nascosto le mie simpatie per Wurz padre, non nascondo nemmeno il fatto che, tutto sommato, sia stato positivo vedere la gara dove non c'era una chat, tipo canali Youtube: eravamo in piena SoVrApPoSiZiOn3 con il GP di Las Vegas, di cui mentre scrivo queste parole non so ancora il risultato (sono le 12,45, pubblicherò dopo la differita su TV8, così da condividere questo post anche su twittelon e zuckenbook senza anticiparmi il risultato anzitempo), una chat avrebbe voluto dire spoiler.
Ammetto di avere temuto molto quando il telecronista ha nominato "Carlos Sainz, attuale pilota Ferrari", salvo poi rendermi conto che, avendo menzionato anche Felix Rosenqvist, stava per mettersi a parlare di qualche edizione passata del GP di Macao e non dei fatti di Las Vegas.


domenica 12 novembre 2023

Il GP di Macao prima del GP di Macao: la Formula 4 SEA con i suoi guest driver

La Formula 3 a Macao mancava dal 2019, ma quest'anno tornerà. Nelle stagioni senza Formula 3, hanno comunque girato delle monoposto, quelle di Formula 4. Quest'anno il weekend di Macao dura due weekend, nel prossimo ci sarà la Formula 3, in questo, per quanto riguarda le monoposto, c'è stata la Formula 4 (è un non championship event del campionato South East Asia, con molti guest driver rispetto alla loro solita griglia), trasmessa in diretta, come tutte le altre gare del fine settimana, da Parc Fermé TV su Youtube. Vorrei complimentarmi con loro per il lavoro svolto alla telecronaca, personalmente ho visto solo la qualifying race della F4 di stanotte (disputata all'una) e la main race di stamattina (iniziata poco dopo le nove, con un po' di ritardo rispetto all'orario fissato per i ritardi accumulati nelle gare precedenti.

La qualifying race, che prevedeva otto giri (o venticinque minuti) è stata fortemente condizionata dalla pioggia, è partita dietro safety car ed è stata abbastanza caotica nel suo essere comunque quasi interamente svolta in regime neutrale, con Liu Kaishun incidentato quando ancora c'era la safety car, che è rimasta in pista per tre giri.
Al restart è stata la volta di Kai Daryanani a incidentarsi, con nuovo ingresso della safety car, per poi avere un ulteriore restart con incidente di uno dei front runner, Hadrian David, che ha fatto entrare la vettura di sicurezza un'altra volta, nonché accorciare la gara a soli sette giri, visto l'accendersi del cronometro con il countdown ai venticinque minuti.
Il poleman Arvid Lindblad ha vinto la gara dalla pole position, davanti a Freddie Slater e Charles Leong (che come molti piloti locali usa uno pseudonimo occidentale - dato che lo fanno loro stessi, li userò per praticità per evitare misspelling), con a seguire Rashid Al Dhaheri che ha preceduto il primo dei piloti della F4 SEA Jack Beeton.
Ethan Ho precedeva Raphael Narac che, con l'ultima SC e l'accorciarsi della gara si è risparmiato una fermata ai box per l'esposizione della bandiera nera con cerchio arancione a causa della vettura rimasta danneggiata. Completavano la top-ten Tiago Rodrigues, Bianca Bustamante ed Enzo Yeh.

La main race - dodici giri - si è svolta con l'asciutto e ha visto tuttavia una grande presenza della safety car. Proprio al primo giro, alla curva Lisboa, quella in cui una ventina d'anni fa Nico Rosberg andò a sbattere mentre era in testa venendo tamponato da Lewis Hamilton, c'è stato - come abbastanza di consueto - un incidente simile.
Miki Koyama, ex W Series, è andata a cozzare contro le barriere, venendo tamponata proprio dalla Bustamante, con un paio di altre vetture che tuttavia sono riuscite a ripartire. Con le due ragazze più celebri ritirate, l'unica presenza femminile della gara restava Vivian Siu, nome completo Vivian Siu Wing Man.
Al restart Lindblad leaderava seguito da Slater e Leong, almeno finché Slater non ha avuto un momento che ricordava un po' Hamilton in Brasile 2007. Un problema momentaneo l'ha fatto rallentare e precipitare nelle retrovie, dove in seguito avrebbe ripreso a girare su tempi normali. Nel frattempo altro incidente: Marco Lau, che non sarebbe stato l'ultimo a uscire di scena, vedi Thomas Leung e di nuovo Liu anche oggi.

Martinius Stenshorne nel frattempo, partito dalle retrovie sia in qualifying race sia in gara a causa di un incidente nelle qualifiche, era risalito fino alla settima piazza approfittando del caos. Uno dei telecronisti ha profetizzato che sarebbe finito sul podio, ma in quel momento hanno riecheggiato le trombe dell'apocalisse!
L'abbiamo infatti trovato incidentato nelle fasi finali, ma non è stato nemmeno lui l'ultimo, visto che al decimo giro è stata la volta di Kevin Xiao, che ha provocato l'ingresso di una "safety car fantasma", nel senso che non si vedeva dove fosse e le vetture si accodavano praticamente da sole senza che la vettura di sicurezza fosse fisicamente lì presente. Narac nel frattempo ha rallentato e perso posizioni, risulta essersi ritirato.
Lindblad ha preceduto sul traguardo Leong e Al Dahaeri a completare il podio, con Beeton che in precedenza era molto vicino agli ultimi due a chiudere quarto, precedendo Ho, Rodrigues, David, Yeh, Slater e Darayanani. Fuori dalla top-ten sono giunti Chui Ka Kam, Marcus Cheong, Ryuji Kumita altresì noto come Dragon, infine fanalino di coda Vivian Siu.

Qua sotto metto un po' di screenshot della gara:





Appuntamento alla prossima settimana per la Formula 3, che sarà nuovamente trasmessa sullo stesso canale. Sto già pensando a come fare per vederla evitandomi al contempo gli spoiler sul GP di Las Vegas!

martedì 13 dicembre 2022

Formule minori Asia e Oceania 2022: GP di Macao, Formule 4 asiatiche e Formula 3 Australiana

Buonasera a tutti, in questi giorni non sono stata molto presente perché sono stati giorni un po' incasinati nella mia vita personale, ma mi sembra doveroso raccontarvi in breve cosa sia accaduto nelle formule minori di Asia e Oceania nel 2022. Per il momento non parlerò di Formula Regional Japan e di S5000 Australiana perché per due ragioni molto diverse (una campionessa da un lato, una presenza one-off di una nostra vecchia conoscenza dall'altro) vi dedicherò un intero post.

FORMULA 4 CINESE - così, a intuito, potreste pensare che non sia il campionato asiatico più importante e forse non lo è, ma per la quarta stagione consecutiva prevedeva in calendario il GP di Macao, avvenuto nel mese di novembre, nello stesso weekend in cui terminava il mondiale di Formula 1.
A Macao ci sono state presenze one-off di piloti già consolidati, come il due volte campione Charles Leong e come Andy Chang. L'ha spuntata Chang, autore della pole per la qualifying race, in cui ha chiuso terzo dietro a Gerrard Xie e a Leong. Xie ha chiuso secondo nella gara titolata, mentre stavolta Leong ha dovuto accontentarsi del terzo posto.
Oltre a Macao c'erano, due prima e uno dopo (in questo weekend), tre eventi da quattro gare ciascuno. A parte il GP di Macao e un ritiro a inizio stagione, Xie ha sempre vinto ogni altra gara, vincendo il titolo con abbondante vantaggio su Lu Jingxi e Xu Shenghui, quest'ultimo presente solo ai primi due eventi stagionali e vincitore della gara in cui si era ritirato Xie.
A parte i primi due non ci sono stati altri piloti che abbiano disputato tutto il campionato, con la presenza di una decina di vetture garantita da molte partecipazioni part-time o one-off.

FORMULA 4 GIAPPONESE - forse il campionato minore con il maggior numero di vetture presenti, 30+ (o addirittura 40) con anche la presenza di qualche pilota epico che corre sotto pseudonimo tipo Dragon e affini.
La stagione è stata composta da sette eventi con due gare ciascuno: su quattordici gare nove sono state vinte da Syun Koide, che ha vinto il titolo. Il secondo classificato Yusuke Mitsui invece ha ottenuto solo tre vittorie, mentre Rin Arakawa terzo non è mai salito sul gradino più alto del podio.
Jin Nakamura, quarto in classifica, ha vinto una gara, così come Rikuto Kobayashi (nessuna parentela, pare) giunto sesto alle spalle di Yugo Iwasawa. Hanno completato i primi dieci della classifica piloti Reimei Ito, Kazuma Nishimura, Gento Miyashita e Fuma Horio.

FORMULA 3 AUSTRALIANA - in questo campionato gareggiano monoposto di Formula 3 che rispettano i regolamenti antecedenti al 2016 e, dopo un paio d'anni di assenza causa pandemia di coronavirus, in questa stagione ha ripreso ad essere disputato.
In una serie con poche vetture al via, Noah Sands ha vinto il titolo con nove vittorie stagionali. Ha preceduto Trent Grubel (sette vittorie), Mitchell Neilson (nessuna) e Ryan Astley (una), i piloti che hanno disputato l'intera stagione.

domenica 21 novembre 2021

Il Gran Premio di Macao di oggi e del passato

In questo fine settimana si è svolto il Gran Premio di Macao, per la seconda stagione consecutiva con vetture di Formula 4 cinese. Per la seconda stagione consecutiva c'era un grande favorito e, dalle notizie che sono arrivate, quel grande favorito non si è smentito. Si tratta di Charles Leong, il predestinatohhhh!!!!11!!11!!! Partito dalla pole position nella qualifying race (oppure la si può chiamare sprint qualifying?) avrebbe mantenuto tale posizione sia nella qualifying race stessa sia nella main race. A podio con lui Andy Chang (ultimo in griglia per la qualifying race, risalito fino alla seconda piazza, posizione che avrebbe conservato nella main race) e Sicheng Li... podio tale e quale al 2020.
Altro non posso dire per il momento, perché su Youtube non è ancora arrivata né la gara né gli highlight, però possiamo sicuramente andare a ripercorrere il passato, per verificare quali piloti di Formula 1 2021 siano passati per Macao e come siano andate le loro gare. Ne ho trovati quindici su ventuno, mancano all'appello (salvo miei clamorosi errori) solo Raikkonen, Alonso, Perez, Stroll, Gasly e Tsunoda. Fun fact: nessuno di loro ha mai vinto.

LEWIS HAMILTON: 2003 e 2004 - ritirato il primo anno, alla seconda partecipazione ha vinto la qualifying race e scattava dalla pole nella main race, ma si è fatto trollare al via dal pilota che gli partiva accanto, nientemeno che Nico Rosberg. Stava inseguendo Rosberg quando insieme sono usciti su una macchia d'olio. Rosberg è finito a muro, Hamilton l'ha tamponato, riuscendo a ripartire e a classificarsi quattordicesimo.

ROBERT KUBICA: 2003, 2004, 2005 - ritirato alla prima partecipazione, ha ottenuto due secondi posti negli anni successivi, nelle gare vinte da Alexandre Premat e Lucas Di Grassi.

SEBASTIAN VETTEL: 2005 e 2006 - il suo destino era comparire al grande pubblico accanto a Kubica, quindi è giunto terzo alle spalle di Kubica stesso. L'anno seguente ha terminato la gara nelle retrovie dopo una retrocessione in griglia a seguito di una rottura del motore.

DANIEL RICCIARDO: 2009 - Dani-Smile ha preso parte a una sola edizione, giungendo al terzo posto. A quella stessa edizione ha gareggiato anche Bottas.

VALTTERI BOTTAS: 2009, 2010, 2011 - partito dalla terza casella della griglia, è giunto in quarta posizione alla prima partecipazione, mentre un anno più tardi, partendo quarto, è giunto al terzo posto. L'anno seguente si è invece ritirato per incidente.

CARLOS SAINZ: 2011, 2012, 2013 - ritirato per incidente alla prima partecipazione, nelle due successive ha ottenuto due settimi posti.

ESTEBAN OCON e ANTONIO GIOVINAZZI: 2013 e 2014: i due hanno partecipato a due edizuoni consecutive, senza ottenere risultati di primissimo piano. Ocon è giunto decimo al primo tentativo per chiudere il secondo con un ritiro, mentre "il nostro Giovinazzi" ha chiuso sedicesimo nel 2013 e poi dodicesimo nel 2014.

MAX VERSTAPPEN e NICHOLAS LATIFI - 2014: alla seconda delle loro due partecipazioni, Giovinazzi e Ocon hanno incontrato anche due loro attuali conoscenze. Verstappino ha chiuso la gara al settimo posto, mentre è andata meglio a Latifi, che ha terminato in quinta posizione.

CHARLES LECLERC: 2015 - il Predestinato(C) ha preso parte a una sola edizione, dimostrandosi un perfetto candidato al volante della Ferrari. È infatti giunto sul podio, in seconda posizione, il che è quanto più si addice a un ferrarista. Tredicesimo è arrivato un pilota che rivedremo in Formula 1 nella prossima stagione, Alex Albon.

GEORGE RUSSELL e NIKITA MAZEPIN: 2016 - anche il futuro pilota Mercedes ha portato a casa un secondo posto, nella stagione successiva a Leclerc. Non era il solo pilota 2021 al via di quella gara: l'altro, tuttavia, si è autoeliminato nelle prime fasi.

LANDO NORRIS: 2016 e 2017 - il pilota delle live in cui mangia la pizza al pollo (e la cosa che mi preoccupa maggiormente non sono le sue abitudini alimentari, ma il fatto che ci sia gente che segue questo tipo di live) ha rimediato solo un undicesimo posto nella sua stagione da rookie, per poi piazzarsi a sua volta al secondo posto.

MICK SCHUMACHER: 2017 e 2018 - siamo giunti alla fine con l'ultimo pilota di Formula 1 2021 a prendere parte all'evento di Guia, due volte, in concomitanza con le vittorie del suo rivale ormai caduto in disgrazia Dan Ticktum. Alla sua prima partecipazione è arrivato ultimo dopo avere avuto un problema tecnico, alla seconda, giunta anche al TG1 delle 20.00 per il volo di Sophia Florsch, si è classificato in quinta posizione. C'era in pista anche Guanyu Zhou, pilota Alfa Romeo 2022, che ha chiuso undicesimo.


domenica 22 novembre 2020

Mashup F4 Cinese e GP Macao 2020: Hi Zijian campione, ma Charles Leong vince a Guia

La Formula 4 cinese iniziava nel mese di settembre a Zhuhai, dove si sono svolti due round da quattro gare ciascuno nei mesi scorsi.
Tutto è iniziato con una virtoria di He Zijain, davanti a Li Sicheng e Allen Lu (i piloti con nomi occidentali hanno generalmente un nome asiatico, ma si fanno chiamare con nomi occidentali nel panorama internazionale). Steven Bei ha vinto la gara seguente davanti a Zijian, per poi finire a posizioni invertite nella gara seguente, in entrambe Li Sicheng ha chiuso terzo. Il weekend è finito con una vittoria di Stephen Hong, davanti a Zijian e Oscar Gao. Avremmo visto Bei al via di una sola ulteriore gara e anche Gao sarebbe stato in pista solo per il successivo evento disputato in ottobre.
A quel punto è arrivato il guest driver Leong Hon Chio, occidentalizzato in Charles Leong, che ne ha vinte tre di fila, sul podio Li e Sicheng nella prima gara, poi due secondi posti di fila di Zijian, con terzi posti di Allen Lu e di Andy Chang: costui, esordito in corso d'opera, ha vinto la gara finale del fine settimana, davanti a He Zijian e Zhu Yuanjue. A quel punto He Zijian era stabilmente in testa al campionato con un solo round ancora da disputare: quel round era il Gran Premio di Macao, che per la prima volta nella storia ha visto al via delle F4.

QUALIFYING RACE - tutto è iniziato quando per noi erano le 7.30 di sabato mattina, con Charles Leong qualificato davanti a tutti per la gara di otto giri che avrebbe determinato la griglia di partenza e al contempo sarebbe andata a dare punteggio per il campionato di F4... non che a Leong cambiasse la vita, come pilota "guest" non avrebbe comunque preso punti. Andy Chang si è portato al secondo posto, in otto giri condizionati da un ingorgo e un incidente, con di conseguenza due safety car.
Nelle fasi finali Chang era negli scarichi di Leong, due piloti di Macao in 1/2 (gli altri erano tutti cinesi, a parte uno di Hong Kong) con Li Sicheng a completare la top-3. He Zijian è stato uno dei vari ritirati classificandosi undicesimo per la gara vera e propria (in totale sono partiti in diciassette) ma gli è stato sufficiente per vincere il titolo, visto il grande vantaggio nei confronti di Sicheng, che poi la domenica sarebbe stato scavalcato in classifica anche da Chang.

GP MACAO - domenica mattina alle 8.30 ora italiana il "predestinato" Leong (non è un caso il nome occidentale da lui scelto) si apprestava a entrare nella storia del motorsport. Stiamo parlando di in evento che in passato si svolgeva con vetture diverse dalle Formula 3 e che non è legato alla F3 per essere considerato come Gran Premio di Macao.
Partito davanti a tutti è rimasto davanti a tutti, in particolare Chang e Sicheng, stabilmente in zona podio. La gara, di dodici giri, è stata quasi più calma di quella di qualifica, con una sola safety car dopo un incidente al primo giro. Risultano ritirati i piloti Liu Yang e Yu Songtao, difficile capire dalla telecronaca in cinese chi fosse quello incidentato.
C'è stato poco movimento in top-3, mentre è stato più acceso il duello per il quarto posto: l'ha spuntata Allen Lu, dopo una lunga lotta con Stephen Hong, che si è accontentato del quinto posto precedendo lo one-off Ling Kang e, solo settimo, il campione Zijian. Lo one-off Shang Zongyi ha preceduto Zhu Yangjue e il part-time Neric Wei a completare la top-ten. Jing Zefeng, James Wong, lo one-off Zeng Hui, l'ultimo classificato in campionato tra i full-time Zeng Yucheng e l'altro one-off Han Yingfu sono stati gli ultimi a tagliare il traguardo.

Cosa resterà di questo evento in futuro? Non lo so, so solo che Charles Leong, un pilota di successo in Asia, ma di modesto successo in ambito internazionale, è un vincitore dello storico GP di Macao e questo non glielo toglierà nessuno... ma fino a che punto la sua vittoria sarà considerata in futuro? Non ha vinto contro piloti di GP3 o di F3 Europea, ma contro ragazzini(?) della F4 cinese. Forse un giorno ci si chiederà se la sua vittoria valga come quelle degli altri, un po' come quando Buddy Lazier vinse quella famosa Indy 500 del 1996.

domenica 17 novembre 2019

Un 2000 vince a Macao!

Benvenuti a Macao, dove ora corrono vetture della F3 internazionale (ex GP3), con un mix di piloti che hanno disputato la stagione 2019 e altri che forse vedremo in pista nel 2020. Niente più Dragon, niente più piloti asiatici sconosciuti a noi europei...
Trenta vetture al via, con Prema in partnership con Theodore che porta Armstrong e Shwartzman e completa il proprio trio con Vesti, dato che Daruvala è infortunato.
Hitech porta Vips, Fewtrell e Tsunoda, mentre Lundgaard, Habsburg e Fernandez gareggiano per ART. Trident porta Caldwell, Beckmann e Lorandi, con Hughes, Andres e Florsch per HWA e Dunner, Lawson e Verschoor per MP Motorsport. Leong, A.Estner e Maini corrono per Jenzer, Ilott, D.Schumacher ed E.Fittipaldi gareggiano per Sauber by Charouz. Carlin schiera Sargeant, Drugovich e il vincitore delle due passate edizioni Ticktum, mentre Campos completa lo schieramento con Deledda, Ahmed e Pulcini.

Notte tra venerdì e sabato, ore 2.00: dopo l'ultima ora passata a leggere per non addormentarmi, entro sul livestreaming ufficiale, che però salta. Vado a cercarmi qualcosa su Youtube e trovo una diretta non ufficiale in cinese: 10 giri per la qualifying race, quella in cui forse nessuno spingerà troppo o farà cose strane dall'outcome incerto, perché tutto quello che conta è avere un posto decente sulla griglia.
Juri Vips parte dalla prima posizione e tiene la suddetta prima posizione su Shwartzman, Lundgaard e Verschoor, davanti non succede nulla, ma subito dietro Sargeant(?) sperona Maini e si forma un ingorgo. La vettura di Maini, in testacoda, è out così come quelle di Hughes e Ahmed. Ticktum riesce a raggiungere i box, ma anche lui è condannato a partire dalle retrovie al momento della gara ufficiale. A loro si aggiunge David Schumacher, risalito fino alla top-ten, poi costretto a dirigersi verso i box per avere verniciato un muro con l'ala anteriore.

Domenica ore 8.30: stavolta si fa sul serio, 15 giri da cui uscirà un solo vincitore, per la gloria e per cinque punti Superlicenza che a Vips, pilota Redbull junior, potrebbero garantire quota 40 e la possibilità di debuttare in Formula 1. Immagino che in questo momento Gasly e Kvyat stiano sudando freddo.
Accanto a lui parte Shwartzman, campione in carica di F3, probabilmente il più promettente tra tutti i piloti della Ferrari Young Driver Accademy. Perfino in telecronaca (quella British del profilo ufficiale della F1, perché il profilo ufficiale della F1 ha deciso di trasmettere l'evento in livestreaming su Youtube - credo che questo sia uno dei più grandi progressi relative alla trasmissione delle formule junior più vicine alla massima serie, che fa passare l'evento da GP di Macao a GP di Macaaaawwww) viene paragonato a Leclerc, con qualche prematuro pensiero a proposito del fatto che presto o tardi potrebbe essere Shwartzman a prendere il posto di Vettel.

Si parte, Vips mantiene la prima posizione, mentre Verschoor dal quarto posto si lancia all'inseguimento. Alle loro spalle Lundgaard e Shwartzman litigano per la terza posizione, Shwartzman ci rimette, l'ala anteriore si rompe e poi va a forargli una gomma: sarà costretto a parcheggiare nelle retrovie.
La gara prosegue tranquilla, con Vips che stacca tutti, in attesa del riscatto per il "misero" quarto posto in classifica rimediato in F3, alle spalle del trio Prema. Poi vado in bagno e Pulcini, che stazionava a metà della top-ten, risulta ritirato, cosa capitata anche a Caldwell nell'anonimato. Poi Habsburg vernicia un muro ed entra la safety car: siamo a un terzo della percorrenza.
Al restart succede qualcosa: Verschoor ha un buono scatto, affianca Vips e poi lo supera. Vips non ci sta, lo insegue, a volte gli arriva a ridosso, ma è tutto inutile. Nemmeno la neutralizzazione con virtual safety car, a circa due terzi di gara, quando la vettura della Florsch rimane ferma un po' troppo in mezzo (almeno la glorificazione avverrà perché era presente, non per essere arrivata ventesima o oltre), cambia le cose. Frattanto Sargeant, risalito in top-5 già da tempo, ne approfitta per strappare il gradino più basso del podio a Lundgaard.

Il mondo intero, che fino a poco prima seguiva con apprensione la gara di Vips, esplode: ha vinto Verschoor, ha vinto uno che in passato è stato scaricato dal Redbull Junior Team, proprio davanti a Vips, il trionfohhhh della giustiziahhhh divinahhhh. Peccato che, ad assistere al trionfo della giustizia divina, siano state le stesse persone che fino a poco prima elogiavano Vips per la prima parte di gara e per avere tentato tutto il possibile nella seconda. Il GP di Macao è anche questo: un evento unico, in cui i piloti danno il tutto per tutto e in cui c'è un vincitore che viene acclamato e altri ventinove piloti che vengono considerati delle nullità, anche da chi li sosteneva fino a pochi istanti prima della bandiera a scacchi.
Nessuno ci fa caso, ma Richard Verschoor diventa il primo 2000 ad avere vinto il GP di Macao.

RISULTATO: 1. Richard Verschoor, 2. Juri Vips, 3. Logan Sargeant, 4. Christian Lundgaard, 5. Alessio Lorandi, 6. Callum Ilott, 7. Liam Lawson, 8. Marcus Armstrong, 9. David Beckmann, 10. Frederik Vesti, 11. Yuki Tsunoda, 12 . Keyvan Soori Andres, 13. Daniel Ticktum, 14. Lukas Dunner, 15. Sebastian Fernandez, 16. Enzo Fittipaldi, 17. Jake Hughes, 18. Max Fewtrell, 19. Charles Leong, 20. Andreas Estner, 21. David Schumacher, 22. Enaam Ahmed, 23. Arjun Maini, 24. Felipe Drugovich, 25. Alessio Deledda, 26. Sophia Florsch, 27. Ferdinand Habsburg, 28. Leonardo Pulcini, 29. Olli Caldwell, 30. Robert Shwartzman.

domenica 18 novembre 2018

Macao 2018: una gara che non è andata come speravo

Me lo ricordo bene il Gran Premio di Macao di un anno fa, il primo che ho visto, la domenica pomeriggio, in un video in cinese trovato su Youtube che rischiava di essere rimosso. Me li ricordo, Sergio Sette-Camara e Ferdinand Habsburg, che lottavano per la vittoria nelle fasi conclusive. Me li ricordo, che andavano a sbattere, con Daniel Ticktum che passava in testa e vinceva la gara.
Me la ricordo, l'anno scorso, l'attenzione per l'evento sulla mio profilo Twitter, nei giorni precedenti. Quest'anno ho notato addirittura come fosse aumentata.

Venerdì sera ho scoperto che la qualifying race si sarebbe svolta alle 2.00 della notte tra sabato e domenica. Poi ho scoperto che la gara si sarebbe svolta alle 8.30 di domenica mattina. Ho iniziato a pianificare di vedere sia la qualifying race sia la gara dal vivo, visto che sarebbero state trasmesse in livestreaming.
Venerdì sera ho ignorato la stanchezza che mi ordinava di non fare le ore piccole, ho atteso che venissero le due e mi sono messa a seguire la qualifying race.
Di fatto, con una griglia di partenza stilata grazie a una sessione di qualifica come siamo abituati a conoscerla, le vetture scendono in pista per una mini-gara di dieci giri. L'ordine d'arrivo, o quello di non arrivo, determina la posizione sulla griglia di partenza. Questo non significa che sia tale e quale a vedere la gara effettiva: i piloti hanno un approccio più conservativo, l'obiettivo è quello di avere una posizione buona in griglia per la domenica.

In prima fila c'erano Dan Ticktum e Callum Ilott. Quest'ultimo ha tentato il sorpasso, ha centrato il sorpasso ed è stato in testa per un po', prima che Ticktum si riprendesse la posizione. Poi, plot-twist, quando mancavano ormai cinque giri, c'è stata un'invasione animale: è infatti entrato in pista un cane ed è stata mandata sul tracciato la safety car.
Joel Eriksson ha superato Sacha Fenestraz per la terza posizione al restart, poi si è appropriato anche della seconda con un sorpasso su Ilott, mentre ormai Ticktum era già lontano.
Dietro a Ticktum / Eriksson / Ilott / Fenestraz c'era Guanyu Zhou, che però è andato a sbattere all'ultimo giro. Jake Hughes e Mick Schumacher sono risaliti rispettivamente in quinta e sesta posizione, accaparrandosi la quarta fila.
Qualcosa come una ventina di posizioni più indietro c'era "Dragon", il pilota di F3 e F4 giapponesi che corre sotto pseudonimo. Ho scoperto che altri non è che Ryuji Kumita, titolare del team B-Max, 51enne e pertanto pilota più anziano presente in pista.

La notte tra venerdì e sabato, mentre guardavo la qualifying race, mi sono accorta di un dettaglio secondo me un po' stonato: la grafica è di bassa qualità. O meglio, ci sono gli acronimi dei piloti che scorrono sul lato della pista, che aiutano a riconoscere le posizioni dei top-driver, ma che lasciano nella nebbia dell'ignoranza quando si tratta di riconoscere da tre lettere piloti che si trovano nelle ultime posizioni, spesso provenienti da campionati meno seguiti dalle nostre parti.
Ci sono state alcune uscite di pista e alcuni piloti che impattavano contro le barriere, ma guess what? la grafica non interveniva per chiarire la loro identità e, dato che si trattava prevalentemente di backmarker, anche i telecronisti andavano un po' a caso cercando di riconoscerli dai numeri di gara. Ho anche capito che Sekiguchi fosse andato a sbattere, quando in realtà vedevo il suo nome tra quelli dei piloti ancora in gara. Probabilmente era qualcuno con un nome simile, ma grafica what?, volete che a qualcuno interessi qualcosa?

Poi è arrivata la notte tra sabato e domenica e avevo un livello di ansia pre-gara paragonabile a quello di certi gran premi mattutini di Formula 1, tale da faticare a dormire. Lo ripeto: quello di CERTI gran premi mattutini di Formula 1, perché per fortuna non va sempre così.
Quando sono arrivate le 8.20, orario al quale avevo puntato la sveglia, ero già sveglia da quasi mezz'ora. Alle 8.20 ho acceso il computer, mi sono connessa a internet e sono andata a recuperare il link al quale vedere la gara, gara che valeva per il vincitore cinque punti per la Superlicenza di Formula 1, con lo scopo di fare accedere alla Formula 1 solo piloti qualificati per gareggiarci, per evitare il debutto di gente troppo inesperta e incapace di ottenere risultati di spessore, tipo in questo secolo come piloti tipo Button, Alonso, Raikkonen, Vettel, Ricciardo e Verstappen, che mi risulta al momento del loro debutto non avrebbero avuto abbastanza punti superlicenza, ai quali invece sarebbero arrivati tranquillamente i vari Petrov, Chandhok, Chilton, Gutierrez e gran parte dei piloti visti come non abbastanza qualificati per la Formula 1.

Lasciamo da parte questa premessa: si sono fatte le 8.30 e già ero entrata nel clima euforico del race day, senza avere la più pallida idea di quello che mi aspettava.
La gara è iniziata con Dan Ticktum in testa alla gara, con Sacha Fenestraz in seconda posizione, mentre Joel Eriksson era soltanto terzo. Poi una vettura ha sfiorato un muro. Un'altra è andata a sbattere nella curva dove di solito si formano degli ingorghi (una volta, moltissimi anni fa, ci andarono a sbattere insieme appassionatamente anche i Mercedes Fescion Bros) e altre tre vetture sono rimaste coinvolte.
Venivano fatti i nomi di Marino Sato, Alex Palou, Charlie(?) Leong e Keyvan Soori-Andres. La gara è proseguita dietro la safety car per qualche giro, poi c'è stato il restart, in cui tutto è sembrato inizialmente tranquillo...
...
...
...
...
...e poi le inquadrature sono andate su una vettura, rigorosamente anonima, che era andata a impattare contro le barriere. Non solo: è stata inquadrata anche una rete di protezione con un buco. Al di là della rete di protezione bucata c'era una vettura e risultavano vari ritirati random.

A quel punto ho iniziato ad avvertire un clima surreale. Cose del tipo "la gara è stata redflaggata perché c'è una rete da riparare", senza nessuna informazione su chi fossero i piloti coinvolti nell'incidente.
È intervenuto Twitter. La vettura che ha sfondato la rete è stata identificata, dai tweet di alcuni team, come quella di Sophia Florsch, pilota della Formula 3 europea. In un'inquadratura che metteva in primo piano le vetture tra le prime posizioni, si intravedeva sullo sfondo la sua auto che terminava il proprio volo.
In seguito, grazie a dei telespettatori che hanno identificato i colori della vettura, è risultato che la vettura andata a sbattere contro le barriere era quella di Sho Tsuboi, campione della Formula 3 giapponese.

In telecronaca i nomi di Florsch e Tsuboi non venivano nemmeno menzionati, si continuava a parlare della bandiera rossa per la rete da riparare, si continuava a ridere e scherzare e a parlare del fatto che Dan Ticktum meriterebbe un posto in Formula 1. Penso anch'io che non abbia niente da invidiare a certi piloti da top-5 di Formula 2, ma non era l'argomento che secondo me si addiceva maggiormente al momento.
L'inviata nella pitlane intervistava alcuni piloti, rigorosamente top-driver. Da quello che dicevano, sembrava che nessuno fosse pienamente consapevole di quello che era successo.
Replay non ce n'erano. In compenso iniziavano a girare sui social alcune riprese amatoriali. Non so chi le abbia postate e che scopo avesse, quello che so è che ci sono due lati della medaglia. Ne ho visti due, il primo per scelta e il secondo per caso perché mi è capitato davanti in formato gif sulla bacheca. Ho scelto di vedere il primo (con tutti gli avvertimenti del caso) perché mi stavo sforzando di capire e non capivo, vista l'assenza non solo di replay, ma anche di informazioni in proposito.

Quello che ho visto è stato agghiacciante. La vettura della Florsch, probabilmente per un guasto dell'impianto frenante, ha sbattuto contro una barriera e, ormai senza controllo, è schizzata addosso a quella di Tsuboi (lasciandogli - si sarebbe scoperto dalle foto - segni evidenti sulla vettura e sul casco) e a quel punto è stata sbalzata in aria, ha sfondato la barriera e si è schiantata contro una colonna dove c'erano dei fotografi.
Non esagero se dico che è stato uno dei peggiori incidenti che abbia mai visto nella mia vita. Sono tornata a letto verso le 9.30 con la speranza che la gara non ripartisse.
La gara è ripartita, ma non ho visto la seconda parte, di cui ho visto un video di highlight più tardi, nel pomeriggio. Ha vinto Dan Ticktum, davanti a Joel Eriksson e Sacha Fenestraz. Jake Hughes e Mick Schumacher hanno completato la top-5, mentre è arrivato più indietro Callum Ilott.

Prima di pranzo ho letto gli update: Florsch, Tsuboi, due fotografi e un commissario di percorso erano stati trasferiti in ospedale, apparentemente erano tutti coscienti, ma non c'erano informazioni precise sulle loro condizioni di salute. Nel pomeriggio è risultato che i fotografi e il commissario hanno riportato ferite gravi, ma non sono in pericolo di vita.
Tsuboi ha pubblicato un tweet in giapponese, mentre le fonti ufficiali riportavano che ha dolori lombari per i quali sarà sottoposto a maggiori approfondimenti.
Anche la Florsch ha pubblicato un tweet, nel quale ha scritto che domani mattina sarà sottoposta a un intervento chirurgico. Secondo il bollettino ufficiale ha riportato una lesione spinale, non si sa di che entità.
Ho letto molte polemiche sulla questione sicurezza, in giro per il web. Per oggi non mi interessano. Mi sento solo sollevata al pensiero, per quanto neanche consolatorio fino in fondo, che oggi non sia morto nessuno.


domenica 19 novembre 2017

Ad un tratto, all’improvviso, mi è sembrato che il circuito di Monaco fosse larghissimo...

In questo weekend si è svolta la 64esima edizione del Gran Premio di Macao che, a mio parere, stando almeno alla bacheca del mio profilo Twitter, sembra avere avuto, nei giorni immediatamente precedenti, una maggiore attenzione mediatica rispetto a quanto avveniva negli anni precedenti.
Cerco di spiegarmi meglio: sono iscritta a Twitter da circa sei anni e, da circa sei anni, utilizzo Twitter essenzialmente per questioni legate ai motori, seguendo profili di team, piloti, serie automobilistiche e appassionati di Formula 1 e altre serie motoristiche conosciuti sul web tramite forum, blog e social media. Negli anni scorsi non mi è mai capitato di leggere tanti post sul Gran Premio di Macao tanto quanto quest’anno. Sarà vero che, da quando alcune serie minori (in particolare la Formula 3 europea) trasmettono le gare in livestreaming e permettono di vederle liberamente anche in seguito sul loro canale youtube è molto più facile seguire tali serie minori e, di conseguenza, essere consapevoli dell’esistenza dei piloti che vi prendono parte? Sarà vero che lo streaming libero è un modo per incrementare gli appassionati e che, di conseguenza, questo si riflette sul fatto che un maggior numero di persone, arrivata la metà di novembre, mostrano interesse per il Gran Premio di Macao, che qualche anno fa non si sarebbero filati nemmeno di striscio?

Terminata questa riflessione, parliamo di Macao. Protettorato portoghese fino al 1999 (un sentito ringraziamento alla mia professoressa di geografia delle scuole superiori, mi sono diplomata nel 2007, ma me lo ricordo ancora), oggi è territorio cinese. Dal 1954 si svolge l’ormai storico Gran Premio di Macao sulle strade strettissime del Guia Circuit, passato alla storia per essere l’unico evento che, in un solo weekend e su un solo circuito, prevede sia gare automobilistiche (tra cui quella denominata essenzialmente ‘Gran Premio di Macao’ e le gare di contorno) sia motociclistiche (come gare di contorno).
La gara principale si svolgeva su vetture turismo negli anni ’50, per poi passare alla categoria ‘Formula Libre’ (ovvero prevedendo nella stessa gara vetture di tipologie molto diverse tra le une e le altre) negli anni ’60 fino ai primi anni ’70. Dal 1973 in poi il Gran Premio di Macao è una gara per open-wheel, inizialmente con i regolamenti della Formula Pacific e, a partire dal 1983, con vetture di Formula 3. Al giorno d’oggi il gran premio di Macao è l’unico evento del campionato di Formula 3 internazionale.
Negli anni ’50/’60 era considerata una gara amatoriale e varie fonti del web (che in realtà sembrano tutte scopiazzate dalla pagina di Wikipedia inglese sul GP di Macao) fanno coincidere il salto di qualità del GP di Macao con la partecipazione e la vittoria, nel 1966, ovvero all’epoca in cui vetture di varie categorie prendevano parte alla gara, del pilota italo-belga Mauro Bianchi (fratello di Lucien Bianchi e nonno di Jules Bianchi). Ciò avrebbe contribuito ad incrementare la partecipazione di un maggior numero di piloti e team professionisti a partire dagli anni seguenti.
Tra i suoi vincitori del passato si possono leggere diversi nomi celebri del motorsport internazionale, anche se, di fatto, di solito ne vengono citati solo due: Ayrton Senna, che vinse il Gran Premio di Macao nel 1983, e Michael Schumacher che lo vinse nel 1990 (dopo avere lottato per la vittoria contro Mika Hakkinen - scusate la digressione, ma mi sembrava doveroso specificare la cosa, in quanto piuttosto epica).

Vista la pubblicità a cui ero stata sottoposta nei giorni precedenti, mi ero messa in testa di cercare, il prima possibile, un video del GP di Macao completo e di guardarmelo.
Ho avuto un po’ di dubbi quando ho appreso di un incidente mortale avvenuto nella gara motociclistica che si è svolta ieri. Il pilota deceduto, in un incidente al sesto giro, era il britannico Daniel Hegarty, vincitore del Tourist Trophy di Man nel 2016, e la notizia della sua morte è arrivata anche in Italia, dove purtroppo vige sempre la regola del non parlare di eventi motoristici che non ci toccano da vicino, a meno che non vi avvengano incidenti mortali.

Per quanto l’idea di guardare una gara su un circuito laddove solo ieri c’è stato un incidente mortale non mi sembrasse molto soddisfacente, alla fine la mia curiosità ha prevalso.
Il circuito, palesemente fonte di ingorghi per le vetture GT e le vetture WTTC (nella categoria GT ha vinto Edoardo Mortara, davanti a Robin Frijns e Maro Engel, nel WTTC la vittoria è andata a Robert Huff, con Norbert Michelisz e Tom Chilton a completare il podio), con tanto di un tamponamento a catena tra quasi tutte le auto sabato nella gara di qualificazione della categoria GT, si è rivelato, in Formula 3, più compatibile con la tipologia di vetture: la Formula 3 sono strette abbastanza da consentire tentativi di sorpasso, almeno nelle parti più larghe della pista.

Uscito vincitore dalla vera e propria gara di qualificazione, Joel Eriksson, che abbiamo visto nella Formula 3 Europea quest’anno, è partito dalla pole position nella gara ufficiale (totale 15 giri, percorsi in 30/35 minuti circa) e ha mantenuto la prima posizione, tra una virtual safety car e l’altra a causa di incidenti capitati nelle retrovie, che fortunatamente non hanno coinvolto mezza griglia di partenza, almeno finché non è toccato a lui rimanere fermo.
Ha preso allora la testa della gara Callum Illot, anche lui di provenienza Formula 3 Europea (come del resto gran parte dei piloti presenti), ma è andato a sbattere, con Sergio Sette-Camara, brasiliano impegnato nella Formula 2 (ex GP2), che è divenuto il nuovo leader della gara.
La seconda parte di gara è stata piuttosto tranquilla, con pochi incidenti e con Sette-Camara stabilmente al comando fino alle fasi conclusive. Intanto si avvicinava Ferdinand Habsburg, altro pilota F3 Europea, che aveva recuperato fino alla seconda posizione e che era ormai a ridosso del pilota brasiliano di F2.
È seguito un intenso duello ruota contro ruota, ed è stato proprio il discendente degli imperatori austro-ungarici a spuntarla, risalendo in prima posizione quando mancavano approssimativamente due o tre curve al traguardo.
Sette-Camara è quindi arrivato secondo? Niente affatto.
E Habsburg ha vinto? Nemmeno.
Incredibile ma vero, subito dopo avere subito il sorpasso da parte dell’austriaco, Sette-Camara è finito a muro e, ancora più incredibile ma ancora più vero, anche Habsburg, senza essere toccato dal brasiliano, ha fatto la stessa fine, con la sola differenza che è riuscito a tagliare il traguardo con la vettura incidentata, perdendo “solo” alcune posizioni. Se fossi J.R. Hildebrand e fossi al corrente dell’episodio, gli spedirei come premio di consolazione una mia cartolina autografata.

Dietro a Sette-Camara e Habsburg, al momento degli incidenti, c’era Daniel Ticktum, pilota che nelle formule minori si è costruito un curriculum molto interessante e difficilmente eguagliabile: quando gareggiava nella Formula 4 Britannica, dopo essere stato speronato e buttato fuori pista, ha avuto la discutibile idea di superare numerose vetture in regime di safety car, per raggiungere colui che l’aveva precedentemente speronato e tirargli una sportellata. Dopo tali eventi è stato squalificato per un anno e, al termine della squalifica, ha ripreso a gareggiare, attualmente in Formula Renault, entrando nel Redbull Junior Team. Da oggi è anche un vincitore del prestigioso Gran Premio di Macao!
Ha vinto precedendo al traguardo Lando Norris, campione in carica della Formula 3 Europea, succeduto a Jenson Button come terzo pilota McLaren per il 2018.

Curiosità: lo spagnolo Alex Palou ha preso parte alla gara con licenza giapponese, in quanto quest’anno è stato pilota della Formula 3 giapponese e, per gareggiare in quel campionato, pare essere necessario gareggiare con licenza giapponese. Di conseguenza Palou sembra essere costretto a utilizzare licenza giapponese anche nelle altre competizioni automobilistiche a cui prende parte.

RISULTATO: 1. Daniel Ticktum (Motopark VEB), 2. Lando Norris (Carlin), 3. Ralf Aron (Van Amersfoort Racing), 4. Ferdinand Habsburg (Carlin), 5. Maximilian Gunther (Theodore Racing Prema), 6. Pedro Piquet (Van Amersfoort Racing), 7. Sacha Fenestraz (Carlin), 8. Guanyu Zhou (Theodore Racing Prema), 9. Tadasuke Makino (Motopark VEB), 10. Jehan Daruvala (Carlin), 11. Alex Palou (Threebond Racing), 12. Ritomo Miyata (TOM's), 13. Sergio Sette Camara (Motopark VEB), 14. Sho Tsuboi (TOM's), 15. Callum Ilott (Theodore Racing Prema), 16. Mick Schumacher (Theodore Racing Prema), Rit. Devlin De Francesco (Carlin), Rit. Yuhi Sekiguchi (B-Max Racing Team), Rit. Kenta Yamashita (B-Max Racing), Rit. Joel Eriksson (Motopark VEB), Rit. Marino Sato (Motopark VEB).

Milly Sunshine(C)
Post scritto per F1GC forum e per il mio blog.