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sabato 13 giugno 2020

F1 The Golden Days: GP Canada 2011

Provate a chiedere a molti appassionati di Formula 1 relativamente giovani qual è il loro gran premio preferito di sempre, oppure chiedete a qualche appassionato di vecchia data qual è la sua gara preferita dell'ultimo decennio: molti vi risponderanno Canada 2011 (che è stato oggetto del replay di oggi sul canale della Formula 1, anche se questo post ce l'avevo pronto già da un po', ed è la seconda volta di fila dopo il replay Baku 2017 che mi capita), anche se poi, magari, quel giorno stesso si erano lamentati delle lunghe attese, delle safety car e della bandiera rossa. Magari chiedete loro chi è stato il miglior pilota in quell'occasione. Vi risponderanno senza dubbio il vincitore Jenson Button, ma con tutta probabilità a gara in corso non la pensavano allo stesso modo. Su questo non c'è niente di incoerente: prima che Button superasse agevolmente le peripezie nelle quali era rimasto coinvolto, nessuno poteva sapere con quale maestria sarebbe riuscito a superare le suddette peripezie.

La gara di Jenson Button non era iniziata nel migliore dei modi, con un contatto con il compagno di squadra Lewis Hamilton, cosa che, se non fosse riuscito in seguito a vincere la gara, gli avrebbe sicuramente garantito commenti negativi.
Hamilton definitivamente fuori dai giochi al momento dell'impatto, Button nelle retrovie, Mazzoni che parlava di quanto la gara di quest'ultimo fosse rovinata (sì, un riferimento al Sommo dovevo metterlo), mentre davanti tutto proseguiva nel migliore dei modi, oppure nel peggiore a seconda dei punti di vista: c'era un po' di indecisione su gomme da asciutto e gomme da bagnato, c'era la pioggia che si faceva più intensa o meno a seconda dei momenti. Arrivati a un terzo di gara, questa è stata interrotta per pioggia intensa, con Sebastian Vettel, Kamui Kobayashi (che secondo Mazzoni era "senza fissa dimora") e Felipe Massa (che secondo Giovannelli era "bagnato come un pulcino", se non ricordo male) nelle prime tre posizioni.

Diverse inquadrature di cornacchie che scorazzavano per la pista più tardi, dopo circa due ore di sospensione fatte di meccanici davanti a tazze di tè e di piloti della HRT che speravano che la gara non riprendesse viste le loro posizioni nei confronti delle Marussia e delle Caterham (che si chiamavano Virgin e Lotus, non Marussia e Caterham, ma non soffermiamoci su queste sottigliezze) la gara è ripresa, con grande soddisfazione di Button, che così finalmente poteva riprendere la sua scalata.
La sua scalata al momento si è fermata in una fiancata di Alonso quando era risalito ormai nelle zone più basse della top-ten: dopo una foratura che l'ha fatto precipitare nelle retrovie, Button si è ritrovato ancora una volta a risalire dall'ultima posizione, mentre davanti c'era chi se la passava bene, tipo Kobayashi, Massa e Heidfeld tra la seconda e la quarta posizione.

O almeno, a tutti loro sarebbe piaciuto conservare quelle posizioni, perché nel frattempo Michael Schumacher si faceva largo tra la folla, arrivando a un certo punto a superare Massa che superava Kobayashi per il secondo posto. Avremmo ritrovato più tardi Massa a fare a sportellate con un doppiato (lo stesso che sarebbe stato paragonato da Vettel a un cetriolo in occasione di un futuro incidente analogo in Malesia 2012) e Kobayashi a lottare con Heidfeld per una posizione di minore gloria prima del ritiro per incidente di quest'ultimo.
Nel frattempo Sebastian Vettel, Michael Schumacher e Mark Webber componevano la top-3, ma il nostro eroe risalito due volte dal fondo non si era ancora dato per vinto e stazionava in quarta piazza, con il podio a portata di mano e l'intenzione di accaparrarselo, prima che si facesse sera, tra una safety car e l'altra.

Avrebbe potuto prendersela comoda, stare a guardare con la Coca Cola in mano quello che succedeva davanti a lui: Schumacher e Webber in lotta per il secondo posto, con Webber al sorpasso, ma tagliando una chicane, che ha dovuto di nuovo cedere a Schumacher la posizione.
Mentre il mondo dibatteva di chi, tra i due, fosse più meritevole della seconda piazza, Button ha deciso di non prendere parte al dibattito. Se li è messi dietro uno dopo l'altro così come se niente fosse, andando a lanciarsi all'inseguimento di Vettel. Nel frattempo Webber ne approfittava per strappare la terza posizione a Schumacher, ma non era più una faccenda che riguardasse Button (che ai miei tempi non era ancora stato ribattezzato Jensinho nei miei post - bei tempi, quelli...) che, nel frattempo, poteva vedere a occhio nudo il posteriore di Vettel.

Poi, all'ultimo giro, Vettel ha deciso di fare un giro per i prati facendosi trollare. Si sarebbe ripreso vincendo altre gare in carriera, diversamente da JR Hildebrand... azz, mi ero ripromessa che non avrei citato un ben più clamoroso caso di epic fail avvenuto nello stesso periodo, però non sono riuscita a trattenermi.
Torniamo in topic e concludiamo, con la top ten: Jenson Button (McLaren), Sebastian Vettel (Redbull), Mark Webber (Redbull), Michael Schumacher (Mercedes), Vitaly Petrov (Renault), Felipe Massa (Ferrari), Kamui Kobayashi (Sauber), Jaime Alguersuari (Toro Rosso), Rubens Barrichello (Honda), Sebastien Buemi (Toro Rosso). Il tutto, oltre quattro ore dopo il momento dello start: è questa la gara che ha portato alla modifica regolamentare relativa alle tempistiche. Prima c'era solo la regola di non superare le due ore di effettiva gara. Dopo c'era anche quella di non superare le quattro ore dal via alla bandiera a scacchi, qualunque fosse la lunghezza di eventuali interruzioni.


giovedì 9 novembre 2017

#BrazilianGPWeek: una buona occasione per scrivere il Commento al Gran Premio del Brasile 2011

Campionato 2011: Capitolo 19
Gran Premio del Brasile: L’ultimo atto


Interlagos / Sao Paulo, 25-26-27 Novembre 2011


Carissimi lettori, per molti anni ho pensato che ci fosse qualcosa che non andava nella mia vita e non mi sono sentita completa. Il problema era questo commento.
Per qualche strana ragione, nel 2011 mi sono lasciata andare, tanto che ho scritto il commento al gran premio di Abu Dhabi più o meno in gennaio.
Avevo promesso che avrei fatto aspettare poco tempo per il commento conclusivo della stagione... e la realtà dei fatti è che ho lasciato passare mooooolto tempo prima di mettermi all'opera, tanto che ho dovuto rivedere su Youtube, con telecronaca brasiliana, il gran premio in questione.
L'ho fatto la sera del 7 Novembre, per essere più precisi la sera del 7 Novembre 2017, poche settimane prima del sesto anniversario dell'evento. A breve sarà disputato il Gran Premio del Brasile 2017 e i tre quarti dei piloti protagonisti dell’evento che mi accingo a commentare non gareggiano più in Formula 1.
Naturalmente mi sono precipitata mentalmente nell'inverno 2011/2012. Perché ovviamente mentre scrivo è l'inverno 2011/2012, non c'è nessuno che possa negarlo.


Nel Commento al Gran Premio di Abu Dhabi che ho scritto pochi giorni fa nel 2012, avevo promesso che avrei parlato dei caschi celebrativi indossati dai piloti, quindi eccomi qui:
> i brasiliani indossavano tutti quanti caschi con il logo della fondazione Senna da me definito "nido di serpenti" qualche commento fa;
> Hamilton indossava un casco celebrativo con i colori della bandiera brasiliana;
> sono sicura che anche Vettel indossasse un casco con un design diverso dal suo casco standard;
> non sono affatto sicura che Vettel abbia un design standard per il casco.

Veniamo alle qualifiche e partiamo dal punto dolente: il mio caro Glockino ha conquistato una gloriosa ultima piazza a partire dalla fine, preceduto di appena una posizione dal suo compagno di squadra D'Ambrosio.
Veniamo invece alla cosa più pittoresca: le Virgin sono state entrambe battute dalle HRT, con Liuzzi che ha preceduto Ricciardo.
Davanti a loro c'erano le Lotus Made in Malesia, con Kovalainen che come al solito era il migliore dei peggiori.
Questo è l'ultimo commento a un gra premio, peraltro, in cui utilizzerò i nomi Virgin e Lotus Made in Malesia, in vista dell'imminente denominazione in Marussia e Caterham, e finalmente ho imparato dove va l'H.
Fuori con loro è andato anche Maldonado, il primo degli esclusi, l'altro destinato a uscire di scena insieme al glorioso trio dei piccoli team.
E' andato ad affiancarlo in quartultima fila Perez, mentre davanti a loro c'erano Petrov e Kobayashi, preceduti dalle Toro Rosso con "Alghersauro" meglio qualificato di Buemi.
Barrichello era 12° mentre 11° c'era nientemeno che Di Resta, con l'unica delle due Force India che non è passata in top-20.

Nonno Schumi si è appropriato di una poco gloriosa decima piazza rimanendo rintanato dentro al proprio box in Q3, probabilmente per risparmiare un set di gomme (e in Mercedes hanno sempre bisogno di fare economia in questo senso) o perché riteneva impossibile battere qualcuno. Troverei quest'ultima opzione molto deprimente, dato che in pista c'era ancora una delle Renault.
La Renault in oggetto, guidata da Bruno Senna con il casco con il nido di serpenti, ha ottenuto l'ultimo tempo quindi il nono, non come Schumi che è nonno.

"Autrice, sono la voce della tua coscienza. Smettila subito di scrivere questo tipo di porcherie."
"Okay, se proprio devo."
"E magari parla di chi ha ottenuto la pole."
"Vettel/Fettel/Pettel, davanti al suo compagno di squadra. Poi dietro ci sono le McLaren di Jensiiii e di Hammiiii."
"E Alonso?"
"Quinto."
"Okay, perfetto. Passiamo alla gara."
"Non ti ho ancora detto che ci sono Rosberg, Massa e Sutil in sesta, settima e ottava posizione."
"Non importa, tutto inizia e finisce con il Divino Ferniiii."

Non posso fare a meno di prendere atto che tutto inizia e tutto finisce con il Divino Ferniiii, quindi in teoria il gran premio è finito ancora prima di iniziare, visto l'andazzo.
"Non è vero, Autrice! Ho superato Jensiiii quasi subito."
"Sì, ma stiamo parlando di lotta per la vittoria..."
"Ah, quella che il bambino della Redbull avrebbe potuto rubare a Webbiiii se il suo cambio non avesse iniziato a dare di matto per restituire il maltolto a Webbiiii."
Ringrazio di cuore Ferniiiii per averci spiegato come fosse destinata ad andare a finire la gara e il nome del vincitore. Ebbene sì, preparate le trombe da stadio e festeggiate facendo la ola, perché Mark Webber è finalmente riuscito a vincere un gran premio in questa stagione! È stato un evento eroico, destinato a rimanere negli annali della Formula 1. Potrebbe addirittura essere la sua vittoria, se Vettel continuasse a ostinarsi a rubargli tutto ciò che gli spetta di diritto.
"Autrice carissima, vedo che almeno tu ti commuovi per la mia sorte."
"No, veramente stavo prendendo per il cu*o quelli che lo fanno."
"Ho già capito, nessuno mi ama. Nessuno a parte il cambio di Vettel."
Il cambio di Vettel/Fettel/Pettel funzionava abbastanza per permettergli almeno di arrivare secondo, il che mi ha fatto pensare che avesse iniziato a dare problemi solo perché in Redbull avevano deciso che anche il loro pilota "anziano" doveva vincere almeno una gara questa stagione. Mi sfugge come siano riusciti a convincere Vettel di tale necessità; probabilmente rapendo qualche suo parente!
Terzo avrebbe dovuto arrivare il Divino Ferniiii, ma il Ferrari Man non era destinato a salire sul podio: Jensiiii si è ripreso la posizione che gli era sfuggita all'inizio della gara. Ha dovuto attendere la fine del gran premio o poco ci manca, ma quello che conta è il risultato finale.
Indossava una tuta decorata con una stampa floreale, mentre Hamilton ne portava una nera, scelte tra le tute a tema che indossavano quest'anno nelle qualifiche.

Hamilton non ha finito la gara.
Ad un certo punto ha superato il Ferrari Baby e ho temuto che la gara di entrambi finisse lì.
Per una volta è andata bene, o quantomeno, a Hammiiii non tanto, dato che poi si è ritirato verso la fine per problemi tecnici, mentre il Ferrari Baby almeno ha visto il traguardo. 19/19 giù dal podio, non accadeva fin dai tempi di Ivan Capelli che un ferrarista non salisse sul podio nemmeno una volta in una stagione e non è esattamente una statistica di cui mi vanterei.

Eventi di intermezzo:
> c'è stato un duello tra Senna e Schumacher, dove per Senna intendo ovviamente quello "finto", che si è concluso con una speronata da parte del brasiliano e il resto della gara trascorso da entrambi nelle retrovie;
> Glock ha perso una ruota subito dopo il suo primo (e di conseguenza unico) pitstop e si è ritirato;
> Maldonado ha terminato la propria gara con un testacoda e, in seguito, è stato inquadrato mentre era seduto per terra;
> dentro al box della Force India un individuo sconosciuto presumibilmente loro ospite si è messo a esultare per un sorpasso di Sutil su Rosberg, ma non mi è chiaro né chi fosse quel tipo, né per che posizione fosse il sorpasso, dato che i telecronisti brasiliani stavano parlando nel frattempo di Bruno Senna;
> anche Liuzzi si è ritirato per problemi tecnici, ma verso la fine della gara, andando a parcheggiare in una via di fuga;
> c'era rischio pioggia, per la gara, ma non è caduta una sola goccia d'acqua;
> il telecronista brasiliano ci ha dato appuntamento al 18 Marzo 2012 per il Gran Premio d'Australia;
> io mi sono fatta molti viaggi mentali e mi sono detta che il 2012 sarà l'anno del riscatto della McLaren e Jensiiii vincerà il mondiale.

RISULTATO: 1. Mark Webber (Redbull), 2. Sebastian Vettel (Redbull), 3. Jenson Button (McLaren), 4. Fernando Alonso (Ferrari), 5. Felipe Massa (Ferrari), 6. Adrian Sutil (Force India), 7. Nico Rosberg (Mercedes), 8. Paul Di Resta (Force India), 9. Kamui Kobayashi (Sauber), 10. Vitaly Petrov (Lotus Renault), 11. Jaime Alguersuari (Toro Rosso), 12. Sebastien Buemi (Toro Rosso), 13. Sergio Perez (Sauber), 14. Rubens Barrichello (Williams), 15. Michael Schumacher (Mercedes), 16. Heikki Kovalainen (Lotus Team Malaysia), 17. Bruno Senna (Lotus Renault), 18. Jarno Trulli (Lotus Team Malaysia), 19. Jerome D'Ambrosio (Virgin). 20. Daniel Ricciardo (HRT), Rit. Vitantonio Liuzzi (HRT), Rit. Lewis Hamilton (McLaren), Rit. Pastor Maldonado (Williams), Rit. Timo Glock (Virgin)

CLASSIFICA PILOTI: 1. Vettel 392, 2. Button 270, 3. Webber 258, 4. Alonso 257, 5. Hamilton 227, 6. Massa 118, 7. Rosberg 89, 8. Schumacher 76, 9. Sutil 42, 10. Petrov 37, 11. Heidfeld 34, 12. Kobayashi 30, 13. Di Resta 27, 14. Alguersuari 26, 15. Buemi 15, 16. Perez 14, 17. Barrichello 4, 18. Senna 2, 19. Maldonado 1.

CLASSIFICA COSTRUTTORI: 1. Redbull 650, 2. McLaren 497. 3. Ferrari 375, 4. Mercedes 165, 5. Renault 73, 6. Force India 69, 7. Sauber 44, 8. Toro Rosso 41, 9. Williams 5.

All right reserved©.
Scritto da Lady B, che oggi si chiama Milly Sunshine, per non lasciare incompleto il proprio lavoro di revisione ironica del campionato 2011.

Chiedo scusa a tutti per il consistente ritardo, specie alla luce del fatto che nell’inverno 2011/2012, ultimo mio inverno come universitaria, credo di avere concluso la sessione di esami con un lieve anticipo quindi, in teoria, non ho mai scritto questo commento in quanto troppo impegnata a stare su Tumblr. Credo che questo non faccia onore alla mia persona.


lunedì 2 febbraio 2015

Cosa resterà di questi primi anni 2010...

Per la prima volta dopo tanti anni mi sembra di vedere una spaccatura, tra la Formula 1 degli anni precedenti e quella di oggi. Mi rendo conto, con una certa preoccupazione, che secondo la mia ottica le “spaccature” coincidono clamorosamente con i cambi di scuderia di Fernando Alonso. In effetti, però, la prima metà degli anni 2010 è stata legata da un filo conduttore comune:
- Alonso in Ferrari, appunto;
- Vettel in Redbull (anche se in effetti lui c’era già nel 2009);
- spaccatura in tre, tra le scuderie: team domante/i - team di media fascia - team che prendono 7 secondi al giro.
Questo filo conduttore è venuto meno con la fine del campionato 2014, convincendomi a stilare un bilancio di quelli che, nel bene e nel male, sono i momenti che, con tutta probabilità, finiranno in un futuro “cose di cui una parte di me sente la mancanza”, ovvero quelli che, nel bene e nel male, non dimenticherò tanto facilmente.

Campos Meta AKA Hispania Racing
Il nome originario era Campos Meta (da me rinominata Campos senza meta), poi divenne Hispania Racing Team, infine HRT Racing Team. Nel 2010 aveva un colore alquanto innovativo, era sul marrone(?), beige(?)... effettivamente era talmente diversa dal solito che non la saprei nemmeno definire. Sulle fiancate delle vetture c’erano scritti a caratteri cubitali i nomi dei piloti, il che ricordava vagamente l’epoca in cui in McLaren sostituivano il nome dei piloti allo sponsor della West nei gran premi dove non si potevano sponsorizzare i marchi di tabacco.
Da una scuderia del genere non ci si poteva aspettare altro che l’ultimo posto in classifica, eppure le non andarono esattamente così, anche perché era l’epoca in cui la Virgin/Marussia costruiva vetture il cui serbatoio talvolta non conteneva abbastanza carburante per arrivare alla fine del gran premio.
Bonus: i piloti originari erano Karun Chandhok e Bruno Senna, che erano già stati compagni di squadra in GP2 e che attualmente sono compagni di squadra in Formula E.
Doppio bonus: a un certo punto della stagione Senna fu appiedato per una gara (e sostituito da Yamamoto) perché aveva erroneamente inviato al team principal un’email, destinata a qualcun altro, contenente degli insulti sul team principal stesso (l’erba indo-brasiliana ha effetti mooooolto devastanti).
Triplo bonus: Yamamoto, quando disputava le gare conclusive al posto di Chandhok, a Singapore rimase intossicato mangiando pesce avariato.

La conga bibitara
Per chi è cresciuto con Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher come Williams Boyssss, l’appuntamento con il classico incidente tra compagni di squadra in una scuderia importante era un must, ma vista l’assenza di scalatori di tombini eravamo a digiuno già da un po’.
Nel corso del gran premio di Turchia 2010 i Redbull Boyssss pensarono bene di interrompere i lunghi anni di digiuno: i due erano primo e secondo quando decisero di ballare la conga, con Vettel che fu costretto al ritiro e con Webber che riuscì ad arrivare terzo dietro alle McLaren.
Bonus: qualche giorno dopo l’incidente i due vennero costretti a farsi immortalare in una foto in cui avevano un’espressione alquanto trollona.
Doppio bonus: per tutti gli anni successivi, ogni volta in cui Vettel e Webber si sono ritrovati a distanza ravvicinata l’uno dall’altro, Mazzoni ha SEMPRE ricordato quello che era successo in quell’occasione.
Triplo bonus: i due non hanno mai più avuto incidenti insieme, forse temendo di dover posare di nuovo per altre foto analoghe.

La nascita dei dialoghi immaginari nei commenti ai gran premi
Agli albori del 2010 nei miei commenti ai gran premi si trovava regolarmente qualcosa che, in un momento successivo, ne divenne l’impostazione principale: i dialoghi immaginari tra i piloti coinvolti.
Il più memorabile che ho scritto, rimane senz’altro quello che, dopo il gran premio di Turchia disputato a fine maggio, scrissi a proposito di una collisione tra Alonso e Petrov che mi fece rabbrividire quando lo rilessi post-Abu Dhabi.
Alonso: "Sono il campione del mondo!"
Petrov: "Dovrai passare sul mio cadavere per sorpassarmi."
Alonso: "Ti ricordo che tu sei già un cadavere, quindi la cosa non sarà particolarmente difficile!"
Petrov: "Invece ti assicuro che lo sarà. Ti terrò dietro fino a farti pentire di essere nato!"
Per la serie “dialoghi immaginari da what the fuck” e “we belong to Mazzoni”...
Da allora periodicamente rileggo i dialoghi immaginari dei vecchi commenti, ma gufate altrettanto micidiali non ne ho mai trovate.

Il migliore pit stop di tutti i tempi
Una volta, nel corso del 2011, Jerome D’Ambrosio all’epoca pilota della Virgin/Marussia, finì in testacoda proprio mentre si stava per fermare ai box. Sfortunatamente per lui, fu il momento culmine della sua breve carriera in Formula 1.
Bonus: non mi ricordo nemmeno in che gran premio sia capitato.
Doppio bonus: D’Ambrosio ebbe un’altra chance di dare il meglio di sé, nel corso del gran premio del Belgio 2012 quando sostituì Grosjean, ma anche lì non si fece notare granché. Almeno, però, non finì in testacoda.

Abbiamo già superato il 75% quindi la gara potrebbe essere interrotta, è quello che spera Vettel...
Di fronte alle parole profetiche di Mazzoni il mondo si fermò... a guardare una nuvola di fumo grigio che usciva dal retrotreno della vettura di Sebastian Vettel. Era il gran premio della Corea del 2010, la gara era stata interrotta da uno scroscio di pioggia che dava più l’idea di essere un nuovo diluvio universale, e Vettel era in testa. La gufata fu micidiale: tempo un paio di minuti il motore esplose e la gara fu vinta da Fernando Alonso.
Bonus: Massa, che era arrivato terzo, inciampò in mondovisione mentre saliva i gradini che conducevano al podio.

Gufate mazzoniane e piloti trolloni
MAZZONI STRIKES BACK! Era la volta del gran premio del Belgio 2011, in cui Michael Schumacher celebrava i 20 anni di carriera. Durante la telecronaca, Mazzoni non si risparmiò, trasformandolo immediatamente in uno degli argomenti portanti: a suo dire, Schumacher in quell’occasione avrebbe cercato di ottenere un risultato memorabile, in modo da festeggiare al meglio la ricorrenza. Tempo due secondi contati e il telecronista fu costretto a interrompersi per notare come una Mercedes avesse appena perso per strada una ruota e fosse finita a muro.
Bonus: per un istante, nel vedere il casco giallo, pensai che fosse Rosberg e che Mazzoni non avesse superato sé stesso... E invece no: Schumacher in quell’occasione portava un casco dello stesso colore.
Doppio bonus: intervistato da Stella Bruno dopo l’incidente, Michael era sorprendentemente in versione trollone e si mise a scherzare sul fatto che ormai era abituato a girare su tre ruote su quel circuito, riferendosi all’incidente con Coulthard di parecchi anni prima.

Il meccanico con gli occhi spalancati e il bullone in mano
Era il gran premio della Cina 2012, era la prima volta in cui le Mercedes scattavano entrambe dalla prima fila ed era la prima volta in cui Nico Rosberg e Michael Schumacher erano più o meno stabilmente primo e secondo... almeno fino al primo pit-stop, quando Schumacher ripartì con solo tre ruote imbullonate (ormai era un habitué) mentre uno dei meccanici guardava davanti a sé con aria basita, rendendosi conto di avere ancora il bullone in mano!
Bonus: è raro vedere un pilota che, quando ha una ruota non imbullonata, ha l’accortezza di fermarsi in una via di fuga prima che questa si alzi in volo.

Maldonado for the win!
Era il gran premio di Spagna 2012 e Maldonado vinse. C’è davvero bisogno di aggiungere altro, per descrivere l’evento?
Solo per accontentare chi lo pensasse, posso aggiungere che la Williams non vinceva più dal 2004 e che non ha più vinto successivamente. Posso aggiungere anche che Maldonado è stato il primo pilota venezuelano a vincere un gran premio.
Bonus: per quasi tutto il resto della stagione, non fece più punti.
Doppio bonus: Maldonado vinse un gran premio nel 2012 e Perez no, pur essendoci andato vicino.
Triplo bonus: al di là del fatto che certi eventi fortuiti gli hanno facilitato le cose, è bene ricordare ai tanti hater che nessun pilota è responsabile di errori di altri team commessi nelle qualifiche o durante la gara, che aveva fatto segnare il secondo tempo e che condusse una gara senza errori dall’inizio alla fine; gara che se l’avesse fatta qualcun altro, invece di essere bollato come uno a cui era piovuta un’immeritata vittoria dal cielo, sarebbe stato descritto come il salvatore della patria.
Quadruplo bonus: al giorno d’oggi quasi nessuno sembra conoscere l’identità del manager di Maldonado; altrimenti sarebbero fioccate ulteriori critiche.

Sette vincitori in sette gran premi
La stagione 2012 iniziò con una vittoria di Button, seguirono poi a ripetizione Alonso, Rosberg, Vettel, Maldonado, Webber e Hamilton. La situazione si ristabilì con l’ottavo gran premio stagionale, di cui si parlerà nel prossimo paragrafo.
Quella situazione così variegata favorì la nascita di molteplici teorie del complotto, secondo le quali le vittorie di certi piloti, in particolare Rosberg e Maldonado, sarebbero state stabilite a tavolino per rendere il mondiale più avvincente.
Bonus: quelle teorie vennero prontamente rimosse quando a fine stagione Vettel vinse di continuo, tanto da far rimpiangere la situazione iniziale.

Valencia, un circuito dove salgono sul podio piloti partiti in prima e seconda fila
MAZZONI STRIKES BACK! In un gran premio d’Europa 2012 alquanto ricco di colpi di scena, di piloti abbandonati dalle loro vetture e di incidenti innescati da piloti latino-americani e asiatici, la profezia secondo cui i piloti che salivano sul podio fossero piloti partiti dalla prima e dalla seconda fila venne a mancare.
Vinse Alonso, partito 11°. Raikkonen arrivò secondo dopo essere partito 10° e il podio fu completato da Schumacher partito 13°. Dietro di lui Webber gli stava col fiato sul collo, dopo essere partito nelle retrovie dato che non aveva superato la Q1 in qualifica.
Bonus: a un certo punto Mazzoni descrisse la differente strategia di Schumacher, Webber e Rosberg, come una “strategia suicida” che li aveva fatti precipitare nelle retrovie dopo l’ultimo cambio gomme. Superarono (quasi) tutti e arrivarono rispettivamente 3°, 4° e 6°.
Doppio bonus: Alonso diede il via a delle celebrazioni in stile Valentino Rossi, mentre nel frattempo Raikkonen e Schumacher aspettavano, parlando tra di loro, che si degnasse di raggiungerli per salire sul podio.
Triplo bonus: quella tra lui e Schumacher, nell’attesa, potrebbe essere stata una delle conversazioni più lunghe a cui Raikkonen abbia partecipato negli ultimi anni.

Il miglior tempo di Pic
Nel gran premio del Belgio 2012, Charles Pic su Marussia ottenne il miglior tempo nella prima sessione di prove libere. È opportuno ricordare che quel risultato fu possibile grazie alle condizioni meteo alquanto instabili e al fatto che soltanto pochissimi piloti fossero riusciti a completare un giro, ma rimane comunque un miglior tempo conquistato dalla Marussia in una sessione di prove libere.
Bonus: nello stesso gran premio ci fu un duello epico per la 14^(?) posizione tra Pic e Glock, che fu vinto da Glock, con mia profonda delusione.
Doppio bonus: il giro più veloce fu ottenuto da Bruno Senna, che divenne il primo ex pilota della HRT a conquistare un giro più veloce.

C’è Alonso fuori, c’è Hamilton fuori... sono tutti fuori! E ci sono le Force India tra i primi!
Quelle qui sopra riportate sono più o meno le parole testuali che pronunciai quando mi accorsi che, incurante del fatto che il gran premio fosse partito, mio padre rimaneva in un’altra stanza. Nonostante tutto non mi raggiunse davanti alla TV.
Parlo sempre del gran premio del Belgio e del caos innescato da Grosjean, che quell’anno in realtà ne aveva già combinate di tutti i colori nel corso di antecedenti partenze.
Bonus: quando Grosjean fu squalificato per il gran premio successivo, la motivazione era che aveva messo fine alla gara di piloti in lotta per il titolo, facendomi pensare che, se fosse partito dalle retrovie, avrebbe potuto rischiare di decapitare i vari De La Rosa e Karthikeyan di turno senza che nessuno battesse ciglio.
Doppio bonus: a causa dei contatti a catena innescati dalle acrobazie di Grosjean, Maldonado e Perez si ritrovarono l’uno addosso all’altro senza che la colpa fosse di nessuno dei due.
Triplo bonus: Maldonado nel frattempo aveva anche anticipato la partenza e, dopo che si ritirò per un successivo ulteriore incidente, quando Stella Bruno gli chiese cos’avesse visto allo start, con aria da trollone le ricordò che essendo partito in anticipo, non aveva visto niente.
Quadruplo bonus: Webber perse diverse posizioni alla partenza.
Quintuplo bonus: Grosjean fu sostituito da D’Ambrosio.

Perez alla McLaren
Dopo tutte le volte in cui avevamo sentito dire che Sergio Perez faceva parte del Ferrari Young Drivers Academy, eravamo convintissimi che, dopo la Sauber, per lui ci sarebbe stata la Ferrari. Invece non andò esattamente così e, di punto in bianco, fu annunciato il suo ingaggio da parte della McLaren, dove in teoria si proponeva di fare sfaceli.
In realtà, a guardarci bene, Perez non fece sfaceli, ragione per cui venne messo a piedi dopo appena un anno, prima di passare alla Force India. A guardarci ancora meglio, però, appare evidente che il suo successore Magnussen non abbia fatto una figura così tanto migliore (eccetto il fatto di essere riuscito ad arrivare sul podio una volta)...
Bonus: per qualche strana ragione, nonostante Magnussen abbia causato uscite di pista a numerosi piloti nel corso della stagione e abbia fatto collezione di penalità, non ha mai avuto la reputazione da bad boy, diversamente da Perez (forse perché, diversamente da Perez, Magnussen non ha litigato con chiunque nel corso di pochi anni).

Kobayashi, wannabe samurai!!!!
Nello stesso anno, in Giappone, Kamui Kobayashi conquistò la terza posizione davanti al pubblico di casa, diventando il terzo giapponese a salire sul podio e il secondo, dopo Aguri Suzuki, a salire sul podio proprio in Giappone. Il pubblico giapponese tra l’altro si rivelò molto più educato rispetto a quello di altre parti del mondo, senza fischiare nessuno e limitandosi ad acclamare i vari piloti.
Bonus: tornò sul podio anche Massa, arrivato 2°, che non saliva più sul podio dal giorno della caduta di due anni prima sui gradini al gran premio della Corea.

La cavalcata trionfale di Hulkenberg
Era il 2012, era in corso il gran premio del Brasile in cui sarebbero accadute sottigliezze come l’assegnazione del titolo mondiale, Meteofrance estraeva a sorte responsi sulle previsioni meteo e nel frattempo Nico Hulkenberg era in lotta per la vittoria. Sarebbe stato un risultato epico per la Force India, sarebbe stata la vittoria più pittoresca dai tempi in cui Vettel vinse al volante di una Toro Rosso... invece Hulkenberg fece una cavolata che lo mise fuori dai giochi. La Force India sta ancora aspettando di vincere un gran premio, cosa che di questo passo dubito fortemente che possa accadere.
Bonus: presa com’ero dall’eccitazione per il gran premio imminente smarrii il telecomando pochi minuti prima del gran premio (mezz’ora più tardi scoprii che era finito dietro ai cuscini del divano) e mi sentii sollevata nel constatare che, essendo il telecomando della TV che abbiamo in cucina identico (le TV sono della stessa marca) funzionasse anche per quella del soggiorno.
Doppio bonus: in quello stesso gran premio Massa arrivò terzo, si mise a piangere sul podio e io, che ero da sola in soggiorno, mi misi a piangere davanti alla TV.
Triplo bonus: l’evento più importante avvenuto in quel gran premio è comunque un duello epico tra Vitaly Petrov sulla Caterham e Timo Glock sulla Marussia, per l’11^ posizione; tale duello epico fu vinto da Petrov e grazie al risultato ottenuto la Caterham batté la Marussia nella classifica costruttori.

L’abbattimento delle barriere
In un gran premio di Montecarlo 2013 in cui Massa si impegnò per abbattere il muro della Sainte Devote e Grosjean collaborò tentando di abbattere tutti gli altri, il momento clou arrivò però quando Maldonado si ritrovò dietro a una Marussia e davanti all’altra.
Affiancò Chilton per tentare il sorpasso, ma le cose non andarono esattamente nel migliore dei modi, dato che si ritrovò a volare contro le barriere, che crollarono giù nel bel mezzo della pista, giusto in tempo per ritrovarsi sulla traiettoria di Bianchi che venne ulteriormente coinvolto nell’incidente.
Bonus: i telecronisti inglesi andarono in tilt peggio di quelli italiani, mettendoci qualcosa come mezz’ora per capire chi dei due piloti della Marussia fosse l’attentatore che aveva buttato fuori Maldonado.
Doppio bonus: Chilton riuscì senza problemi a concludere la gara, tanto che a fine stagione sarebbe diventato il primo debuttante ad avere completato tutte le gare nella stagione di debutto.

Lo scandalo Multi 22-23
Proprio come gli ordini di scuderia rispettati danno origine a polemiche, anche gli ordini di scuderia non rispettati danno origine a polemiche... in certi casi.
Nel 2013 purtroppo tutta l’attenzione si concentrò sullo scandalo Multi 2-1 (quando in Malesia Vettel superò Webber nonostante il team gli avesse ordinato di non farlo, e Mazzoni rievocava la conga bibitara di cui ho già parlato - poi stranamente nelle ricostruzioni inesatte dei mesi successivi lessi su diverse fonti e più di una volta che Webber aveva dovuto cedere la posizione a Vettel, il che non era esattamente quello che era accaduto), quando in realtà ci fu un ordine di scuderia non rispettato molto più pittoresco.
Era il 37° giro del gran premio di Singapore (37, come i minuti che la Singapore Flyer impiega per percorrere il proprio giro... doveva essere un segno del destino) quando successe qualcosa di veramente epico. Era una delle poche volte in cui si udivano, durante il gran premio, le comunicazioni radio della Marussia. A Bianchi fu detto che Chilton l’avrebbe fatto passare. A Chilton fu detto che Bianchi era più veloce di lui (purtroppo le parole usate furono “quicker than you” e non “faster than you”) e di lasciarlo passare. Chilton, rivelandosi estremamente epico e badass, non disse nulla e rimase lì nella posizione in cui era. D’altronde non so come in Marussia, dove i piloti sono abituati ai duelli epici, potessero aspettarsi che uno facesse passare l’altro così come se niente fosse.
Bonus: in precedenza, in quello stesso gran premio, Bianchi aveva dovuto sostituire il volante durante un pitstop, cosa accaduta un anno più tardi anche a Rosberg sempre a Singapore.

La tuta celebrativa di Massa
Era il gran premio del Brasile del 2013, in cui Felipe Massa disputava l’ultima gara con la Ferrari. Per l’occasione portava un casco dello stesso colore della tuta e una tuta che invece aveva i colori del casco.
La mia reazione, quando vidi su twitter la foto della tuta, fu estremamente controllata e per nulla fangirlistica: mi misi a saltare per la stanza e mi trattenni dall’urlare di gioia per il solo fatto che non ero da sola in casa.
Bonus: in quel gran premio Felipe si contraddistinse per avere alzato un braccio per mandare a quel paese i commissari, mentre attraversava la pitlane per scontare un drive through, rendendo l’evento molto più memorabile di quanto non fosse.
Anti-bonus: ci sono rimasta male nello scoprire che al gran premio del Brasile 2014 anche Alonso aveva una tuta estremamente simile, con solo i colori della bandiera spagnola anziché quelli della bandiera brasiliana; se anche Raikkonen dovesse indossare una tuta simile in occasione del suo ultimo gran premio in Ferrari credo che potrei rimanerne profondamente delusa.

La barzelletta erotica più celebre di tutti i tempi
La stagione 2014 si aprì con un botto: era il gran premio d’Australia e alla partenza Massa non ebbe uno scatto molto fulmineo, mentre dietro di lui Kobayashi invece ebbe esattamente il problema opposto. Fu prontamente notato come il retrotreno della vettura di Massa fosse stato urtato dall’appendice anteriore dalla forma equivoca della Caterham.
Bonus: Massa commentò il fatto sul suo profilo instagram pubblicando foto dell’accaduto più o meno alle tre o alle quattro di notte, ora australiana.

Val77eri is fas77er than you
Era il gran premio di Malesia 2014, Massa e Bottas erano l’uno davanti all’altro e, a guardarci bene, tra di loro c’era già stata un po’ di confusione al via, con uno che si lamentava di essere stato attaccato dall’altro e uno che si lamentava di non essere stato lasciato passare.
A parte che quando udii l’ingegnere di Massa dire testualmente “Valtteri is faster than you” mi piegai in due dalle risate e pensai che non avrei più smesso fino alla fine del campionato, mi stupii quando Massa, in perfetto Chilton-style, fece finta di non sentire e classificai quel momento come “da standing ovation”.
Credo che, contrariamente a tutte quelle aspettative, questa sia stata la prima volta in cui un ordine di scuderia, invece di far rincoglionire Massa per tutti i gran premi a venire, abbia contribuito a dargli una svegliata.

Il miglior tempo di Chilton in una giornata di test
A maggio ci fu una sessione di test a Montmelò e, nel leggere i risultati, rimasi alquanto sconcertata: in uno dei giorni fu Max Chilton, su Marussia, a ottenere il miglior tempo.
Secondo, in quello stesso giorno, si classificò Pic, ma era ormai al volante di una Lotus e non poteva essere considerato un risultato altrettanto pittoresco.
Bonus: quella fu la seconda e ultima volta in cui un pilota della Marussia si ritrovò in testa a una qualche classifica.

La gufata per una giusta causa più micidiale e fulminea che io abbia mai tirato
Qualcuno potrebbe chiedersi se limito il mio fangirlismo a quando vedo Massa indossare tute dai colori particolari, generalmente inneggianti alla bandiera del Brasile, e la mia risposta è NO. Nel corso di un pomeriggio poco successivo al miglior tempo di Chilton decisi di fare un’eccezione, stabilendo che la gara automobilistica più importante al mondo disputata il 25 maggio 2014 non era la Indy 500 bensì il gran premio di Montecarlo.
La gufata più micidiale, a cui faccio allusione, è ancora reperibile sul mio profilo twitter e risale a quando Bianchi si trovava in 10^ posizione, ma avrebbe dovuto essere arretrato di 5 secondi per una penalità. Affranta dal fatto che i primi punti della Marussia fossero sul punto di sfumare proprio in quel momento, scrissi su twitter che desideravo con tutta me stessa che qualcuno dei piloti che erano davanti si ritirasse o andasse a sbattere. Un nanosecondo più tardi, Magnussen e Raikkonen accontentarono il mio desiderio, consentendomi di continuare a fangirleggiare.
Confesso che, dopo la gara, stavo per commentarla online con le testuali parole “Bianchi è un uomo da sposare” e ho dovuto impegnarmi profondamente per trattenermi dal premere Invio.
Va da sé che ritengo i punti conquistati dalla Marussia come l’evento più importante capitato tra il 2010 e il 2014.
Bonus: nel momento in cui per la penalità di cui sopra Bianchi fu declassato da 8° a 9°, per la prima volta nella mia vita pensai che tutto sommato aver eliminato il sistema di punteggio 2003-2009 e averlo sostituito con quello che attribuiva punti ai primi 10 classificati fosse stata un’ottima decisione.
Doppio bonus: quell’evento si può considerare una sorta di “mini crashgate involontario” in quanto Raikkonen ebbe a che fare con Magnussen perché prima era stato coinvolto in un incidente proprio con l’altra Marussia di Chilton.

Who’s that guy?
Will Stevens esordì al gran premio di Abu Dhabi 2014 al volante di una Caterham e, in un intricato giro di pitstop, Alonso si ritrovò dietro di lui. Stupendosi che Stevens non si comportasse come un doppiato pur non essendolo, Fernando si mise a sbraitare via radio chiedendo delucidazioni su chi fosse il pilota che aveva davanti (il che mi portò a pormi dei dubbi: non avrebbe dovuto sapere chi c’era al volante della Caterham??) e, quando gli dissero che era Stevens, disse che, essendo un debuttante, aveva ancora molte cose da imparare.
In effetti è proprio così, ma a quanto pareva le stava imparando da Petrov...
Bonus: prima di passare alla Caterham, Stevens era la riserva di Rossi alla Marussia.

I meccanici Lotus che ridevano mentre la vettura di Maldonado andava a fuoco
Finita la partnership tra Lotus e Renault, nel gran premio conclusivo della stagione 2014, i meccanici della Lotus (team che si è dimostrato nel corso degli anni piuttosto trollone, superando in qualche occasione il limite della decenza) si sono lasciati andare a una gran risata mentre il motore dell’auto di Maldonado (scusate, volevo dire la power unit) andava in fumo.
Per quanto l’affermazione successiva di Pastor al microfono di Stella Bruno, secondo cui “finalmente” la macchina l’aveva lasciato a piedi, sia presumibilmente un neologismo imparato da Barrichello quando erano compagni di squadra (probabilmente con il significato di “infine” o “alla fine”), è ugualmente epica.
Bonus: nell’ultimo gran premio stagionale del 2014 era stato Grosjean ad essere abbandonato dalla vettura per il cedimento del motore.

L’abbraccio strappalacrime tra Hamilton e Rosberg
Il mondiale 2014 si concluse così: con la Mercedes che ancora una volta dava la prova (come se non fosse già accaduto più volte nel corso dell’anno) della sua grande(?) e inequivocabile(?) affidabilità. Fu strappalacrime il momento in cui Rosberg scelse di rimanere in pista, facendosi superare da tutti tranne che dalle Caterham, così come fu strappalacrime il momento in cui andò ad abbracciare il neo-campione del mondo Lewis Hamilton.
Una sorta di epoca si concluse così, con il mondo che si chiedeva se quello che era accaduto avesse finalmente(?) relegato Rosberg nell’universo delle seconde guide.
C’erano altri, nel frattempo, che si auguravano che nel 2015 potesse esserci ancora competizione tra i due... e possibilmente che non fossero gli unici due candidati al titolo.

Per chiudere in bellezza, tutte le volte in cui una Caterham o una Marussia è arrivata in Q2
Dopo lunghe ricerche, l’elenco completo dovrebbe essere questo:
-Heikki Kovalainen, Lotus/Caterham 15° (Gran Premio di Malesia 2010)
-Timo Glock, Virgin/Marussia 16° (Gran Premio di Malesia 2010)
-Heikki Kovalainen, Lotus/Caterham 15° (Gran Premio di Spagna 2011)
-Heikki Kovalainen, Lotus/Caterham 17° (Gran Premio di Gran Bretagna 2011)
-Heikki Kovalainen, Lotus/Caterham 17° (Gran Premio del Belgio 2011)
-Heikki Kovalainen, Caterham 17° (Gran Premio del Bahrein 2012)
-Heikki Kovalainen, Caterham 17° (Gran Premio d’Europa 2012)
-Giedo Van Der Garde, Caterham 15° (Gran Premio di Montecarlo 2013)
-Giedo Van Der Garde, Caterham 14° (Gran Premio del Belgio 2013)
-Jules Bianchi, Marussia 15° (Gran Premio del Belgio 2013)
-Max Chilton, Marussia 16° (Gran Premio del Belgio 2013)
-Kamui Kobayashi, Caterham 15° (Gran Premio d’Australia 2014)
-Jules Bianchi, Marussia 12° (Gran Premio di Gran Bretagna 2014)
-Max Chilton, Marussia 13° (Gran Premio di Gran Bretagna 2014)
-Jules Bianchi, Marussia 16° (Gran Premio d’Ungheria 2014)
-Jules Bianchi, Marussia 16° (Gran Premio del Belgio 2014)
Tutte queste occasioni meritano di essere ricordate negli anni che verranno e prontamente rievocate e questi piloti, in particolare Kovalainen che è il leader incontrastato degli accessi in Q2, meritano di essere ricordati come i più significativi piloti dei primi anni 2010.


Questo riepilogo è di proprietà della sua Autrice©, che l’ha scritto sia per F1GC sia per il proprio blog, illuminato dalla grazia e dalla leggiadria della Sacra Cenerentola, che mi ha illuminata nel corso degli anni, quando era guidata da piloti badass che andavano incontro a una 20esima posizione con maggiore entusiasmo di quanto i piloti di testa andassero ad affrontare un sorpasso.


giovedì 16 ottobre 2014

3 anni dopo...


Non riesco a credere che siano passati già tre anni dal giorno in cui Dan Wheldon ci ha lasciati. T.T

venerdì 7 giugno 2013

Aspettando il GP del Canada 2013... rievochiamo quello del 2011!

“Buona domenica ai nostri telespettatori da Montreal...”, così ha introdotto Mazzoni il gran premio del Canada 2011. Dal momento che non ero riuscita a vederlo nella sua interezza due anni fa e quindi l’avevo scaricato sul PC per vederlo completo, ho pensato che fosse bello vederlo in attesa del gran premio del Canada di questo weekend.

Un'inquadratura suggestiva [CIT.Mazzoni]

La griglia di partenza è la seguente: Vettel, Alonso, Massa, Webber, Hamilton, Rosberg, Button, Schumacher, Heidfeld, Petrov, Di Resta, Maldonado, Kobayashi, Sutil, Buemi, Barrichello, De La Rosa, Trulli, Kovalainen, Liuzzi, Glock, Karthikeyan, D’Ambrosio, con Alguersuari che parte dai box.

La partenza avviene con gomme full wet dietro alla safety-car, a causa della pista bagnata. La cosa più sconcertante è che, con una partenza del genere, Mazzoni non può dire “Scattano le vetture!”... la gara quindi parte tranquillamente con Bernd Maylander stabilmente in testa! Mazzoni ne approfitta per riepilogare la storia del muro dei campioni (urge trovare il GP del Canada 1999 e rivederlo).
Dietro la safety-car vengono disputati in totale quattro giri, poi finalmente, mentre due gabbiani sovrastano la pista in volo, Mazzoni e Capelli si esaltano perché Ferniiii tenta il sorpasso su Sebbiiiii. Più indietro Webbiiii e Hammiiii si toccano, Webbiiii finisce in testacoda e precipita indietro, Hammiiii perde un paio di posizioni e si ritrova in lotta con Schumiiii e Jensiiii.
Davanti frattanto Sebbiiii è in testa con un certo margine su Ferniiii e Feliiii, mentre dietro seguono Rosbiiii, Schumiiii, Hammiiii e Jensiiii, con Hammiiiii che arriva lungo sull’erba dopo avere tentato il sorpasso su Schumiiii, viene superato da Jensiiii.
Viene mandato un replay e Mazzoni esclama “ancora!”... ma era un replay. Sebbiiii vaga per i prati ma conserva la prima posizione, mentre all’ottavo giro Hammiiii si tocca sia con Jensiiii sia con il muro, Hammiiii perde pezzi, ma continua a rimanere in pista, mentre Jensiiii sbraita via radio. Entra la safety-car dato che Hammiiii è stato costretto a fermarsi in pista. Ron Dennis ai box della McLaren, dove c’è anche la sua ex moglie, sembra decisamente incazzato nero, mentre Withmarsh è contrariato. Jensiiii va ai box e torna in pista in una posizione abbastanza arretrata.
I telecronisti Rai, dopo avere passato cinque minuti buoni a criticare Hammiiii per l’incidente, si rendono conto che forse Jensiiii non è stato immune da errori, ma che Hammiiii comunque è Hammiiii e quindi la colpa deve essere sua. Jensiiii successivamente viene messo sotto investigazione per avere superato il limite di velocità consentito dietro alla safety-car.
La gara riprende al 13° giro, ed era anche ora. Hammiiii è ancora a lato della pista nei pressi di un commissario, mentre Jensiiii viene penalizzato con un drive through e “gara completamente rovinata per lui” [CIT. Mazzoni].
A Sebbiiiii basta un giro per mettere margine tra sé e le due Ferrari, intanto Jensiiii, sulle intermedie montate dopo l’incidente, va più forte di tutti e sta rimontando. Rubinhoooo ai box al 15° giro è il secondo pilota a montare le intermedie. Anche Ferniiii mette le intermedie e torna in pista tra le Renault di Heidfeld e Petrov, e anche Rosbiiii s’è fermato così come fa Schumiiii subito dopo. Intanto il cielo è nero e la pioggia si sta intensificando, facendo sorgere il dubbio che Ferniiii, Rosbiiii e Schumiiii montando le intermedie abbiano fatto una ca**ata.
Smedley e Feliiii tengono un comizio via radio sull’eventualità di montare le intermedie e deducono che sarebbe una ca**ata appunto, e al 20° giro, quando entra in pista la safety-car per la pioggia battente, i piloti che avevano le intermedie rientrano tutti in branco tranne Schumiiii che probabilmente è troppo impegnato a bere un filtro di giovinezza eterna. Secondo Mazzoniiii è “battaglia tra Michael Schumacher e Alonso”... ma non c’è la safety-car in pista?! O.O
Sebbiiii va ai box dietro la safety-car per montare full wet nuove e torna in pista secondo alle spalle di Feliiii e davanti a Kobyyyy mentre rientra anche Webbiiii che oltre alle gomme sostituisce anche il volante. Intanto c’è la safety-car in pista già da un paio di giri e le vetture sono tutto tranne che allineate, mentre Feliiii rientra per montare full wet nuove e torna in pista terzo alle spalle di Sebbiiii e Kobyyyy. Finalmente al 22° giro Sebbiiii si accoda a Maylander e si presume che a questo punto inizieranno ad accodarsi anche tutti gli altri. Mazzoni ne approfitta per parlare del fatto che Kobayashi con la Sauber è sempre andato a punti anche se in Australia lui e il suo compagno di squadra furono squalificati (a proposito di Perez, in questa occasione c’è De La Rosa al suo posto, dato che Perez non c’è ancora ripreso al cento per cento dall’incidente della gara precedente a Montecarlo).
Hammiiii intanto torna ai box della McLaren, dove Ron Dennis lo aspetta incazzato nero. Mazzoni lo stratega, intanto, declama sulle gomme intermedie: “forse era il caso di far fermare Massa anziché Alonso”. O forse dato che stava iniziando a diluviare era meglio non far fermare nessuno, dico io.
La pioggia continua a intensificarsi e nulla di interessante accade fino al 24° giro quando viene inquadrata la Virgin di D’Ambrosio!
Mazzoni rievoca intanto i giapponesi in seconda posizione, realizzando che solo una volta ci fu un giapponese in seconda posizione, ed era Sato. Aggiungo che si riferiva probabilmente al gran premio degli USA 2004. In top-ten comunque ci sono Sebbiii, Koba, Feliiii, Heidi, Petriiii, Di Resta, Webbiii, Ferniiii, DLR e Jensiii. Il diluvio incrementa di intensità nel frattempo e Maylander rimpiange i bei momenti in cui poteva starsene tranquillo a giocare a briscola. Al 25° giro viene esposta bandiera rossa: Maylander andrà a giocare a briscola, infatti!
Non appena la gara si ferma, Mazzoni ricorda che Sato percorse due giri in testa al gran premio d’Europa del 2004. O.O Questa non me la ricordavo!
Sebbiiii frattanto ha sbagliato piazzola in cui fermarsi, si è messo in quella del secondo posto anziché nella prima, Feliiii ne parla con Smeddyyyy via radio.

Cronaca dell’interruzione...
2 minuti: Mazzoni parla di “Kamui Kobayashi, il giapponesino che non ha fissa dimora”, sostenendo che vive in un albergo a Parigi.
5 minuti: Giovannelli intercetta Feliiii che rientra ai box a piedi e gli chiede se è impossibile guidare in quelle condizioni, Feliiii lo considera a malapena e Giovanelli osserva che è “bagnato come un pulcino”, successivamente intercetta anche Ferniiii che ha ancora il casco in testa, la considerazione che gli riserva è ancora meno rispetto a quella di Feliiii.
7 minuti: nel box della Renault l’Allegro Rasoio all’epoca pilota di riserva è seduto insieme a un altro tizio a un tavolo sul quale si trovano delle tazze e si gira per salutare la telecamera che lo inquadra.
14 minuti: Kobayashi è ancora nell’abitacolo della vettura coperta con un telone, subito dopo vengono inquadrati tre tipi tra il pubblico travestiti da tori. O.O
20 minuti: Liuzzi torna ai box con il suo fisioterapista indiano che gli regge l’ombrello – era il fisioterapista di Michael Schumacher in passato.
22 minuti: al box della Mercedes Schumacher se la ride con un pilota di rally (il nome mi sfugge) lì presente.
27 minuti: Stella Bruno intervista Paul Hembery, che sostiene che secondo lui difficilmente la gara potrà ripartire.
31 minuti: qualcuno ha collocato un pupazzetto a forma di cane su una delle due Force India, mentre Koba è ancora nell’abitacolo.
34 minuti: viene inquadrata una cornacchia che sguazza in mezzo alle pozzanghere.
36 minuti: Mazzoni parla di nuovo dell’albergo in cui risiede provvisoriamente Kobaaaa in Francia e del fatto che spesso va a Torino dove abita il suo ingegnere.
38 minuti: ancora una cornacchia! Ora però vorrei sapere se era sempre la stessa!
41 minuti: mentre in un inglese sommario Stella intervista Peter Sauber, che risponde mescolando all’inglese qualche parola tedesca, sull’erba a lato del circuito vengono inquadrati due gabbiani!
44 minuti: secondo Giovannelli Feliiii e Ferniiii hanno finito di scambiarsi informazioni e, chissà, magari stanno facendo una partita a carte! :D
48 minuti: Stella Bruno intervista Liuzzi, che definisce le gomme da bagnato estremo come full white e sostiene che momenti come quelli sono interessanti... e te lo credo, più sono le vetture che vanno a sbattere e più è plausibile per i piccoli team fare posizioni migliori rispetto al solito!
50 minuti: l’ingegnere giapponese di Petrov beve un caffè(?) sulla griglia di partenza; di lì a poco verranno inquadrati meccanici del Team Lotus malese, sullo starting grid, mentre mangiano biscotti.
57 minuti: si vede un uccello zampettare nell’acqua, forse un’altra cornacchia(?).
1 ora e 1 minuto: sulla griglia di partenza i meccanici McLaren mangiano vari snack, mentre Mazzoni parla di cuochi italiani voluti da Jean Todt.
1 ora e 5 minuti – 1 ora e 25 minuti circa: LINEA AL TG1!
1 ora e 35 minuti: la telecronaca riprende mentre viene inquadrato un gabbiano in vola.
1 ora e 38 minuti: Mazzoni definisce Kobaaaa “il giapponesino irriverente”.
1 ora e 39 minuti: Giovannelli intervista un’ingegnere della Shell che lavora per la Ferrari, di nome Kara qualcosa, che somiglia incredibilmente a Sarah Fisher.
1 ora e 47 minuti: Stella Bruno fa a Maldonado domande imbarazzanti a proposito del ritiro di Hammiiii per l’incidente con Jensiiii.
1 ora e 57 minuti: viene inquadrata la manager di Petrov.
2 ore: viene inquadrato Feliiii insieme a Nicolas Todt e dalle immagini si nota una cosa piuttosto inquietante: Nicolas è più basso di Feliiii! O.O
2 ore e 5 minuti: ricomincia a piovere.
2 ore e 10 minuti: si riparte dietro alla safety-car! *EPICWIN!*

La gara riparte dietro alla SC, appunto, e dopo quattro giri Kovaaaa inizia ad avere dei problemi di trazione che gli impediscono di proseguire: rientra ai box e si ritira.
La safety-car sembra essere destinata a rimanere in pista piuttosto a lungo e in effetti non si capisce perché, dato che comunque piove decisamente più piano rispetto a quando sono stati disputati i primi 25 giri o forse ha addirittura smesso. L’emozione più grande, nel frattempo, è D’Ambrosio che rientra ai box al 44° giro (il 9° dietro la SC) per montare le intermedie.
Ricapitoliamo le posizioni: Sebbiiii, Kobaaaa, Feliiii, Heidi, Petriiii, Di Restaaaa, Webbiiii, Ferniiii...
E finalmente la gara riparte! Sebbiiii se ne va per i fatti suoi, mentre Kobaaaa e Feliiii sono in lotta per la seconda posizione... I primi due o tre giri sono tutti un rientro in branco ai box a cambiare gomme...
A proposito! D’Ambriiii ha commesso un’infrazione montando le intermedie prima del restart e viene penalizzato per questo, mentre Karthyyyy ritardando il pit-stop a un certo punto si ritrova nono! Purtroppo i suoi sogni di gloria finiscono molto velocemente.
Al 37° giro Jensiiii e Ferniiii vanno a contatto, Jensiiii fora e Ferniiii va in testacoda in una via di fuga: entra di nuovo la safety-car, dietro alla quale le posizioni sono: Vettel, Kobayashi, Heidfeld, Massa (ma pare che Heidi non dovesse stare lì dato che dietro alla SC lascia passare Feliii), Di Resta, Webber, Schumacher, Petrov, Rosberg, Sutil. “Giornata nera per la McLaren”, CIT. Mazzoni, che tra l’altro racconta anche come Ferniiii abbia dato il massimo in tutto il weekend. Gli altri ovviamente no. :D
La gara riprende al 41° giro, seguono due minuti di calma, poi Schumiii supera Webbiiii, Di Restaaaa tampona Heidi e rompe l’ala, Sutil va a sbattere contro qualcun altro e danneggia a sua volta la vettura(?) ma che viene penalizzato per un sorpasso in regime di safety-car.
“Ormai gara compromessa” per Button, CIT. Ingegner Bruno(?), in quanto Jensiiii è precipitato nelle retrovie, infatti al momento sembra totalmente irrilevante.
Schumiiii nel frattempo è scatenato alle spalle di Heidi. VAI NONNINOOOOO! *_____* E al 45° giro lo supera!
Al 51° Webbiiii rientra a montare le slick e subito dopo vengono inquadrate le due HRT! :D In realtà stanno inquadrando Sutil che ha forato, mentre subito dopo c’è un sorpasso a tre, con Schumiiii che supera Feliiii che stava superando Kobaaaa. Di fatto Schumiiii ora è secondo, Feliiii terzo e ora quarto. “Il grande leone è tornato, è secondo ora!”, CIT. Mazzoni con lo stesso tono da orgasmo che usa di solito quando Ferniiii fa registrare il miglior tempo in Q3.
Tutti iniziano a rientrare ai box per montare le slick e subito dopo la sosta Feliiii procede con l’ala anteriore distrutta, il che permette l’inquadratura della HRT che gli sta davanti. Replay: Feliiii è andato a sbattere contro le barriere proprio mentre stava tentando di superare una HRT. Webbiiii nel frattempo ha negli scarichi di Schumiiii mentre Jensiiii sta facendo tempi record, ma non fa testo: Mazzoni e Capelli sono esaltati per il duello Schumiiii vs. Webbiiii. A proposito, è da notare come Schumiiii e Webbiiii siano secondo e terzo (indovinate chi c’è primo XD), mentre Jensiiii è già quarto avendo superato Kobyyyy!
Al 56° giro Heidiiii finisce fuori  con un gran botto, tanto che Mazzoni spara un urlo proprio mentre Stella Bruno sta intervistando Ferniiii. Un’inquadratura del duello tra Schumiiii e Webbiiii permette un’inquadratura della Virgin che hanno appena doppiato.
I detriti sparsi sulla pista reclamano l’intervento di Bernd Maylander ed ecco che rientra la SC, proprio mentre Jensiiii stava recuperando secondi su secondi nei confronti dei piloti che ha davanti. Mentre la SC è in pista un commissario cade a terra mentre stava raccogliendo detriti.
Il restart è a dieci giri dalla fine, con Jensiii che si lancia all’inseguimento di Webbiiii e Schumiiii, i tre sono vicinissimi e nel box della Mercedes viene inquadrata Corinna.
A sette giri dalla fine Webbiiii supera Schumiiii ma poi taglia una chicane ed è costretto a restituire la posizione. Frattanto Maldiiii è fermo, ma non gliene frega un tubo a nessuno. Un giro più tardi Webbiiiii tenta di nuovo il sorpasso su Schumiiii ma gli va male e finisce per i prati facendosi portare via il terzo posto da Jensiiii che a cinque giri dalla fine guadagna la seconda posizione e si avvicina a Sebbiiii a due secondi al giro!

Corinna tenta inutilmente di tirare qualche gufata a Button dopo che Michael è stato superato da quest'ultimo

Ai box della McLaren viene inquadrata Jessica Michibata che saltella per la gioia, evento molto più importante di quanto stava capitando in pista, dove c’era solo Webbiiii che superava Schumiiii per la terza posizione a tre giri dalla fine. Accidenti a lui. -.-
E mentre a due giri dalla fine Di Restaaaa finisce in una via di fuga, Sebbiiii ha ancora un secondo di vantaggio nei confronti di Jensiiii che all’ultimo giro è in zona DRS. Sebbiiii finisce in testacoda nel corso dell’ultimo giro, cogliendo impreparato Mazzoni che stava facendo il riepilogo dei fatti del gran premio e che quindi si mette a urlare per l’accaduto con qualche secondo di ritardo.
Jensiiii passa facendo una pernacchia, Sebbiiii finisce secondo, mentre Webbiiii completa il podio, con Schumiiii che impreca in quarta posizione, mentre quinto c’è Petrov. Feliiii che a quanto pare è sbucato fuori dal nulla essendo finito nelle retrovie dopo l’incidente supera Kobyyyy proprio sul traguardo con Mazzoni che fa veramente degli urli da fanboy, mentre completano la top ten Alguersuari, Rosbiiii e Rubinho.
La cosa più agghiacciante è che Mazzoni non chiude con “un cordiale saluto”.



domenica 19 agosto 2012

Esternazioni pomeridiane su Massa, Kovalainen, la Ferrari, la Caterham e gli ordini di scuderia

Da un utente di Answers Yahoo: "la Ferrari se l'è cercata"? Ovvero, quanto ha inciso il GP di Germania 2010 sulle attuali prestazioni di Felipe Massa?
Mi è piaciuta la risposta che ho dato, quindi ho pensato che meritasse di vedere la luce del forum! U.U

La situazione di Massa al rientro in Formula 1 dopo l'incidente non era tale e quale a ora. Non dimentichiamoci che nelle prime gare del 2010 Massa, con una Ferrari che non era sicuramente meglio di quella di oggi, si è trovato a lottare più di una volta per il podio (è arrivato secondo nella sua prima gara dopo il rientro, in una delle prime gare è arrivato terzo) e comunque, seppure i suoi risultati fossero inferiori a quelli di Alonso, nella prima parte di stagione erano sicuramente discreti e senza ombra di dubbio accettabili da parte sua.

Per quanto riguarda Germania 2010, non so dire se sia stato quello il colpo di grazia o che cosa, ma comunque sta di fatto che se già era in fase calante dopo quel fatto, sicuramente non lo era ai livelli del 2011 o addirittura a quelli del 2012. Tornando a quell'ordine di scuderia, non condanno la Ferrari per aver scelto di far vincere Alonso, ma aveva sicuramente altri modi.
Se avesse ordinato a Massa di far passare Alonso nei primi giri della gara sarebbe stata una scelta normale e coerente. Sarebbe stato ancor più sensato - dato che Massa si era qualificato dietro ad Alonso - se prima dell'inizio della gara fosse stato ordinato a Massa di non sopravanzare Alonso al via in nessun caso. Tenere un pilota in testa per la maggior parte della gara e poi far passare quell'altro nelle fasi finali sinceramente non mi sembra solo un colpo psicologico per un pilota, ma mi sembra anche una gran pagliacciata: non credo che l'abbiano deciso così dal nulla in quel momento, quindi che senso c'era nel far passare tutta la gara davanti a Massa e poi far vincere Alonso, quando potevano far passare in vantaggio Alonso da subito farlo rimanere in testa già in partenza?

Come la penso questa situazione? Beh, credo che questa situazione se la siano cercata in due. Da una parte la Ferrari con il suo supporto psicologico pressoché inesistente, ma anche Massa che, una volta vista la situazione dopo il suo ritorno, ha optato di rimanere in Ferrari ulteriormente. Guardando la situazione così come stava io penso che se Massa - pilota che aveva retto abbastanza bene il confronto con Schumacher, che era stato in linea con Raikkonen successivamente e che in certe occasioni era uscito vincente da quel confronto, e che nella sua prima stagione al fianco di Alonso comunque seppure inferiore aveva ottenuto risultati ancora discreti - avesse lasciato la Ferrari al termine del 2010, sicuramente ci avrebbe guadagnato. Magari sarebbe finito in un team di seconda fascia, ma sicuramente avrebbe potuto fare di più in un team di seconda fascia che lo supportasse rispetto a quanto ha fatto l'anno scorso e a quanto sta facendo ora.
Credo che sia la Ferrari sia Massa avrebbero dovuto fare delle scelte che non hanno fatto e che ora ne stiano pagando entrambi le conseguenze. Da tifosa di Massa sarei felice - dico sinceramente - di vedere uno scambio tra Massa e Kovalainen, con Kovalainen in Ferrari e Massa alla Caterham, sperando che la cosa abbia effetti positivi come ne ha avuti a suo tempo su Kovalainen (quando se ne andò dalla McLaren nel 2009 aveva disputato una stagione più o meno come quella che sta disputando Massa ora, mentre lì dov'era, nei limiti di quello che la vettura gli ha permesso, ha almeno dato il meglio di sé, tanto che ora si discute del fatto che un top team sia interessato a lui).

mercoledì 14 marzo 2012

Review 2011: La scalata al secondo titolo di Sebastian Vettel

^Basta cliccare sui link per andare a rileggere i Commenti ai Gran Premi 2011.

Il campionato è iniziato "esattamente" come era finito quello precedente: al Gran Premio d'Australia Sebastian Vettel, adesso campione del mondo in carica, ha vinto davanti a Lewis Hamilton. Tuttavia questo gran premio ha avuto qualcos'altro in comune con Abu Dhabi 2010: Vitaly Petrov è arrivato al traguardo davanti ad Alonso. Il pilota della Renault è diventato quindi il primo pilota russo a salire sul podio di una gara di Formula 1 e ha ottenuto il suo miglior risultato in carriera. Vettel ha poi vinto anche il Gran Premio della Malesia, sempre davanti a Hamilton e a una Renault, stavolta quella di Nick Heidfeld, uno dei due piloti che nel corso della stagione hanno sostituito Robert Kubica, infortunato in un incidente avvenuto durante una gara di rally.

Lewis Hamilton ha ottenuto la prima vittoria stagionale nel Gran Premio della Cina, nel quale ha preceduto al traguardo le due Redbull di Vettel e Webber. Si è trattato, almeno per il momento, di un successo isolato, in quanto il campione del mondo in carica è tornato alla vittoria in tutti e tre i gran premi seguenti. In Turchia, circuito sul quale i due l'anno precedente erano stati protagonisti di un incidente, i piloti della Redbull hanno ottenuto la prima doppietta stagionale. La Ferrari ha visto il podio per la prima volta nella stagione, con Fernando Alonso che si è classificato terzo. In Spagna sono state le due McLaren a classificarsi sul podio, con Hamilton davanti a Button. Ad Alonso il gran premio di casa non è andato molto bene: nonostante sia riuscito a portare a casa un quinto posto, è comunque giunto al termine doppiato, mentre si è ripreso a Montecarlo, dove ha ottenuto una seconda posizione.

Reduce da un terzo posto nel Gran Premio di Montecarlo, Jenson Button ha conquistato la sua prima vittoria stagionale nel gran premio più rocambolesco della stagione, quello del Canada. Interrotto per forte pioggia nella prima fase, è terminato dopo quattro ore dal momento del via. Button, reduce da un incidente con il compagno di squadra Hamilton nella prima parte e da uno con la Ferrari di Alonso nella seconda, ha rimontato dalle retrovie fino alla seconda posizione, che poi è divenuta prima quando Vettel è finito fuori pista all'ultimo giro, venendo sfilato dal campione del mondo 2009. Mark Webber ha chiuso sul gradino più basso del podio, strappando la terza posizione a nientemeno che a Michael Schumacher, che per la prima volta da quando è tornato in Formula 1 si è ritrovato a lottare per il podio (pur non ottenendolo).
Il Gran Premio d'Europa, disputato a Valencia, ha visto Alonso classificarsi in seconda posizione in mezzo alle Redbull (ha vinto Vettel), per poi rifarsi nel Gran Premio di Gran Bretagna: a Silverstone la Ferrari ha ottenuto la sua unica vittoria stagionale. Le Redbull di Vettel e di Webber hanno occupato i due gradini più bassi del podio.

Sono seguite due vittorie per la McLaren, nelle due gare seguenti, Lewis Hamilton ha infatti vinto il Gran Premio di Germania, mentre a Jenson Button, che in quell'occasione festeggiava i 200 gran premi in carriera, è andata la vittoria in Ungheria. Alonso ha colto nel frattempo due piazzamenti sul podio, con un secondo posto al Nurburgring e un terzo posto all'Hungaroring. Mark Webber si è classificato terzo nella prima di queste due occasioni, mentre in Ungheria la Redbull arrivata a podio era quella di Vettel.
Quest'ultimo è tornato alla vittoria nei tre gran premi successivi: ha vinto il GP del Belgio e quello d'Italia, gli ultimi due della stagione europea, dopodiché anche quello di Singapore, il primo della stagione asiatica. A Spa Francorchamps è stata doppietta Redbull, con Button terzo classificato. Quest'ultimo è giunto in seconda posizione sia a Monza sia a Marina Bay, rivelandosi a sorpresa il principale avversario di Vettel nella rincorsa verso il titolo.

Per onore di cronaca, prima di parlare del titolo, cito il terzo posto di Alonso al GP d'Italia e quello di Webber al GP di Singapore. Adesso, tuttavia, possiamo venire all'argomento "titolo". Nonostante la vittoria di Jenson Button al Gran Premio del Giappone, il notevole vantaggio accumulato da Vettel in classifica gli ha permesso di vincere il suo secondo titolo già a Suzuka, dove si è classificato terzo dietro ad Alonso, nonostante quattro gran premi ancora da disputare.
Di questi quattro gran premi ha vinto i due successivi, Corea e India, quest'ultimo nuovo ingresso nel campionato. Webber è arrivato terzo in entrambe le occasioni, mentre sul secondo gradino del podio a Yeongam si è rivisto Hamilton.

Il ritiro di Vettel al primo giro del Gran Premio di Abu Dhabi ha facilitato la scalata di Lewis Hamilton verso la vittoria nel penultimo gran premio della stagione, con il pilota britannico che ha preceduto Alonso, secondo come in India, mentre il gradino più basso del podio è andato all'altro pilota McLaren, Button.
Il Gran Premio del Brasile, che ha concluso la stagione, è terminato con una doppietta Redbull e con Mark Webber che, dopo un problema tecnico che ha caratterizzato la gara del suo compagno di squadra (o, come dicono le malelingue, è stato inscenato ad arte per permettere a Webber di vincere almeno una gara quest'anno) è stato il primo a tagliare il traguardo. Il secondo classificato nel mondiale, Jenson Button, ha terminato la stagione con un ultimo terzo posto.

Eventi random capitati durante la stagione:
> il Gran Premio del Bahrein, che doveva aprire la stagione, è stato cancellato per le tensioni politiche presenti nel paese;
> due team, la Lotus Renault e la Lotus malese, si sono contese il nome "Lotus", con la Lotus Renault che ha vinto la causa e la Lotus malese iscritta al mondiale 2012 con il nome di Caterham;
> l'annuncio del ritorno di Kimi Raikkonen in Formula 1, al volante proprio della Lotus Renault, dal 2012 solo Lotus.

CLASSIFICA PILOTI: 1. Sebastian Vettel (Redbull) 392, 2. Jenson Button (McLaren) 270, 3. Mark Webber (Redbull) 258, 4. Fernando Alonso (Ferrari) 257, 5. Lewis Hamilton (McLaren) 227, 6. Felipe Massa (Ferrari) 118, 7. Nico Rosberg (Mercedes) 89, 8. Michael Schumacher (Mercedes) 76, 9. Adrian Sutil (Force India) 42, 10. Vitalij Petrov (Lotus Renault) 37, 11. Nick Heidfeld (Lotus Renault) 34, 12. Kamui Kobayashi (Sauber) 30, 13. Paul Di Resta (Force India) 27, 14. Jaime Alguersuari (Toro Rosso) 26, 15. Sebastien Buemi (Toro Rosso) 15, 16. Sergio Perez (Sauber) 14, 17. Rubens Barrichello (Williams) 4, 18. Bruno Senna (Lotus Renault) 2, 19. Pastor Maldonado (Williams) 1, 20. Pedro De la Rosa (Sauber) 0, 21. Jarno Trulli (Team Lotus) 0, 22. Heikki Kovalainen (Team Lotus) 0, 23. Vitantonio Liuzzi (HRT) 0, 24. Jerome D'Ambrosio (Virgin) 0, 25. Timo Glock (Virgin) 0, 26. Narain Karthikeyan (HRT) 0, 27. Daniel Ricciardo (HRT) 0, 28. Karun Chandhok (Team Lotus) 0.

CLASSIFICA COSTRUTTORI: 1. Redbull 650, 2. McLaren 497. 3. Ferrari 375, 4. Mercedes 165, 5. Renault 73, 6. Force India 69, 7. Sauber 44, 8. Toro Rosso 41, 9. Williams 5, 10. Team Lotus 0, 11. HRT 0, 12. Virgin 0.

Il 2011 non è stato un anno molto prolifico, per me, come Autrice di Commenti ai Gran Premi e, tra un impegno e l'altro, sono arrivata a terminare il commento al GP di Abu Dhabi il 29 gennaio 2012, con il commento al GP del Brasile destinato a non vedere la luce.

N.d.Milly: ho rivisto il GP del Brasile 2011 la sera dell'8 novembre 2017, scrivendo finalmente quel commento che mancava da quasi sei anni.

martedì 31 gennaio 2012

Commento al GP di Abu Dhabi 2011

AVVISO AI LETTORI: sono in mostruoso ritardo, lo so. Non mi era mai capitato di pubblicare un commento a un gran premio così in ritardo, so anche questo. Non mi era mai capitato di iniziare un anno solare con i commenti dell’anno precedente ancora da terminare. So anche questo. Molti dei miei lettori avranno pensato che ero morta, ma sfortunatamente per loro il mio soggiorno sulla Terra non è ancora terminato e sono pronta a recuperare il tempo perduto e a dare vita a un nuovo entusiasmante commento, che riceverà l’approvazione totale e cristallina da parte di tutti i fan di Ferniiii, pilota che adoro con tutta me stessa e che sposerei anche domani se ne avessi la possibilità!
Il commento non è ancora iniziato e già sto sparando cavolate, forse i tre mesi di assenza dai commenti non mi hanno fatto molto bene.
Lasciamo perdere, però, e concentriamoci sul gran premio di Abu Dhabi, che fu disputato a metà novembre (due mesi e mezzo fa – quando ci penso mi viene voglia di nascondere la testa sotto la sabbia come se fossi uno struzzo, o come se stessi ascoltando Mazzoni mentre commenta il possibile accesso in Q1 delle Toro Rosso).

5, 4, 3, 2, 1... GOOOOOOOOOOOOOO!

Campionato 2011: capitolo 18
Gran Premio di Abu Dhabi: Il ritorno di Lewis


Yas Marina, 11-12-13 novembre 2011


Petrov is faster than you, can you confirm you understood this message?
Strano a dirsi, ma è passato un anno da quando gli occhi di noi fan di Ferniiii si riempirono di lacrime di commozione perché il nostro idolo non aveva vinto il campionato. Avrei voluto scavarmi la fossa già quel giorno, oppure dipingere le pareti della mia stanza di rosso con lo stemma del Cavallino, ma ho scelto di non farlo. Mi sono ricordata per tempo che io Ferniiii non lo sopporto! XD
...Ma torniamo a Petrov. Che c’entra Petrov? Direi niente, ma ho approfittato di quest’ampia parentesi per giungere a una conclusione: la Formula 1 è ritornata ad Abu Dhabi, in mezzo al deserto, deserto in cui è passata soltanto una volta nel corso della stagione, per via dell’annullamento del gran premio del Bahrein.
Eccoci quindi nella terra degli sceicchi, dove la Formula 1 ha dimostrato che nulla è scontato. Per esempio, tutti pensavamo che Vettel avrebbe vinto, dato che era la storia di ogni singolo gran premio, e probabilmente ciò era il pensiero anche dei principali gufi che siano mai esistiti su questo pianeta. Infatti s’è visto il risultato...

Okay, non devo spoilerare prima del tempo e devo accettare la regola base dei commenti ai gran premi: non importa se sono passati tre mesi dalla bandiera a scacchi, potrebbero essere passati anche dodici anni, ma il punto di vista del lettore è quello della persona ignara dei fatti. Per esempio, se stessi scrivendo il commento al gran premio di Abu Dhabi dell’anno scorso, il lettore dovrebbe restare con il fiato sospeso dall’inizio alla fine, nella speranza che Ferniiii sia diventato campione del mondo.

Bene, la smetto di scrivere assurdità che non hanno un senso logico facendo il nome di Ferniiii, Petrov e compagnia bella tanto per dare l’idea che la frase in questione abbia a che vedere con la Formula 1, mi scolo una bottiglia di vodka in Raikkonen-style e mi appresto a elencare i fatti di Abu Dhabi.
Scherzo naturalmente sulla vodka, ma penso che questo l’avevate capito anche da soli... Beh, forse no, rileggendo i miei commenti mi rendo conto che talvolta il sospetto potrebbe venire!

5, 4, 3, 2, 1, GOOOOOOOOOOOOO!
(Ma non l’avevo già scritto prima?! Sto diventando più ripetitiva di Mazzoni quando parla delle prime sette gare concluse in zona punti da Kobayashi! Vediamo di venire al punto sul serio, stavolta.)

“Un cordiale saluto ai nostri telespettatori”, con queste parole Mazzoni esordiva la telecronaca delle qualifiche del sabato del penultimo weekend di gufate di questa stagione. A proposito dell’argomento gufate c’è stato un notevole passo avanti. Per la prima volta dopo mesi, infatti, il nostro telecronista non ha minimamente accennato a pronunciare la frase fatidica “Kobayashi è arrivato in zona punti nelle prime sette gare stagionali e ha ottenuto soltanto due punti nelle gare successive”. La reazione tipica del telespettatore era quella di rimanere a bocca spalancata e di riprendersi dallo shock dopo circa mezz’ora, andando immediatamente ad accendere un cero all’incenso per celebrare l’evento. Non ho fatto nulla di tutto ciò e ho stabilito che non vi era alcun motivo per cui Kobayashi non avrebbe dovuto ottenere punti nella gara del giorno successivo. So che non dovrei spoilerare, ma finisco per farlo ancora una volta: stranamente il giorno dopo il pilota giapponese in questione è riuscito ad arrivare in zona punti.
Kobayashi è stato l’eccezione: gli altri piloti spesso protagonisti delle gufate più agghiaccianti della telecronaca sono stati tirati in mezzo come al solito, con effetti abbastanza devastanti, in particolare su quelli della Toro Rosso e della Lotus Renault. Infatti nessuno dei quattro è riuscito a concludere nulla che contasse e in particolare Buemi si è ritirato mentre si ritrovava in zona punti, e non era certo la prima volta in cui gli capitava.
Il periodo del gran premio di Abu Dhabi era quello del tormentone “team che cambieranno nome nella prossima stagione”, a cui chiaramente è stato dedicato il giusto rilievo.
Veniamo ai cambiamenti significativi.

CAMBIAMENTO NUMERO UNO: LA LOTUS
Sottotitolo: quale Lotus?
Stiamo parlando della Lotus Renault (o Renault che dir si voglia), per intenderci quella con i colori della John Player Special nonostante non sia sponsorizzata dalla John Player Special, che ha visto la luce all’inizio della stagione e il buio più totale dopo la pausa estiva (Heidi gli avrà fatto il malocchio dopo essere stato licenziato, molto probabilmente). La Lotus Renault altrimenti detta Renault, nella stagione 2012 avrà il nome di Lotus: ha infatti vinto l’interminabile causa contro la Lotus malese (ma non era stata quest’ultima a vincere la causa? Mistero...) a cui toccherà cambiare nome.

CAMBIAMENTO NUMERO DUE: LA LOTUS
Sottotitolo: l’altra, ovviamente!
La Lotus verde, quella con il colore che avevano una volta le vetture inglesi (nonostante non sia affatto inglese, ma malese proprio come Alex Yoong, pilota che mi ha fatto più effetto per il suo aspetto estetico piuttosto che per le prestazioni, ma questo è solo un parere femminile che non ha nulla a che vedere con il commento al gran premio di Abu Dhabi), su cui Trulli e Kovalainen hanno inseguito invano la zona punti per due stagioni, e con cui Kovalainen è riuscito a raggiungere la Q2 in più occasioni, ha perso la causa di cui sopra (come già avevo detto, ma ripetersi non fa mai male), gareggerà nel 2012 con il nome di Caterham, e si spera che entro l’inizio della stagione io riesca a ricordarmi dove va l’H. Dubito fin da ora che ciò accadrà, per cui aspettatevi di vedere nei miei commenti del 2012 osservazioni del tipo:
1) si tratta della prima vittoria nella storia della Caterham (si scrive così?);
2) pole position per Kovalainen al volante di una Catehram (si scrive così?);
3) Kovalainen vince il suo primo titolo mondiale su una Catheram (si scrive così?).

Per il momento le uniche osservazioni degne di nota sono:
1) Una vittoria di chi?!
2) Una pole position di chi?!
3) Kovalainen campione del mondo?!
4) Ma che razza di sogno è questo?!
5) L’autrice di questo commento ha fumato sostanze illegali?!
Temo di avere dedicato fin troppo spazio alla Lotus Made in Malesia altrimenti detta Caterham, inizio a sospettare che sia il caso di passare oltre.

CAMBIAMENTO NUMERO TRE: LA VIRGIN
Sottotitolo: ma quale Virgin? Si chiama Marussia, adesso.
In teoria già quest’anno la Virgin avrebbe dovuto chiamarsi Marussia Virgin, mentre il prossimo anno si chiamerà Marussia, dal nome della casa automobilistica russa che l’ha acquistata. La Virgin e Richard Branson resteranno come sponsor, in attesa di ripetere il successo ottenuto quando sponsorizzava la Brawn GP, cosa che visti i risultati della Virgin in questi ultimi due anni dubito che potrà mai accadere. Dopotutto a suo tempo non abbiamo mai visto la Pacific trasformarsi da team che partiva in ultima fila e che non arrivava praticamente mai al traguardo in un team che scalava le classifiche.
Ma come sono finita a parlare della Pacific e delle sue vetture color argento o giù di lì, che successivamente sono diventate blu? E soprattutto, perché sto parlando anche delle vetture color argento? Che poi non era un granché come color argento, per intenderci è molto meglio quello della Mercedes! ...ma tutto sommato anche la Pacific aveva il suo fascino.
Dove eravamo rimasti? Mhm, dunque... La Virgin, anzi, la Marussia, assumerà nazionalità russa. Qualora un pilota della Marussia dovesse mai vincere un gran premio, sarebbe la prima volta nella storia della Formula 1 in cui si sentirà l’inno nazionale russo.
Qualora abbiate appena visto una gara di Formula 1 e l’inno nazionale russo stia risuonando, comunque, la soluzione più probabile è che stiate sognando. Non preoccupatevi: a breve vi sveglierete, scoprirete che vi siete addormentati davanti alla TV e che la gara in realtà l’ha vinta Chandhok, un grande fenomeno del mondo dei motori.

I cambiamenti non si riassumono qui, il secondo dato di fatto è che alcuni team hanno cambiato proprietà o comunque quote di proprietà. Si tratta dei due casi che sto per elencare.

CAMBIAMENTO NUMERO QUATTRO: LE QUOTE DELLA FORCE INDIA
Sottotitolo: ma la Force India non doveva fallire molti anni fa?
Sottotitolo del sottotitolo: tra l’altro molti anni fa la Force India era l’ultima ruota del carro.
Sottotitolo del sottotitolo del sottotitolo: sì, ma all’epoca non c’erano la HRT, la Virgin e la Lotus Made in Malesia.
Sottotitolo del sottotitolo del sottotitolo del sottotitolo: la Virgin?! Come ho osato?! Intendevo dire la Marussia.
Altro sottotitolo del sottotitolo del sottotitolo del sottotitolo: la Lotus Made in Malesia?! Come ho osato?! Intendevo dire la Catheram.
Sottotitolo del sottotitolo del sottotitolo del sottotitolo del sottotitolo: temo che l’H non andasse lì.
Ultimo sottotitolo di una serie interminabile di sottotitoli: mi sono resa conto che non ho ancora accennato come si deve alla Force India.
La novità ci era già stata accennata nel corso del gran premio d’India. Già da tempo Vijay Mallya, a causa di notevoli problemi economici, ha dovuto cedere una quota del team a una società indiana di cui non ricordo il nome. Qui mi sono chiesta da dove provengano i problemi economici di Vijay Mallya, ripensando a tutto quello che possiede, elencato da Mazzoni nella telecronaca del gran premio d’India.

CAMBIAMENTO NUMERO CINQUE: LA HISPANIA RACING TEAM
Sottotitolo: ma un anno fa non dicevano che avrebbe dovuto fondersi con la Epsilon Eskaudi?
Sottotitolo del sottotitolo: che diamine è la Epsilon Eskaudi?
Sottotitolo del sottotitolo del sottotitolo: avevo addirittura smesso di chiedermelo.
La HRT, altrimenti detta Hispania Racing Team, nome che per esteso suona meglio che in sigla a mio parere, che ha nazionalità spagnola, ma che ho scoperto avere la propria base in Germania, è stata acquistata da una società spagnola e il prossimo anno trasferirà la propria base in Spagna.
Sarà ovviamente l’inizio della gloriosa storia di un team davvero spettacolare, sempre se riuscirà a competere con la Virgin! Oops, ho sbagliato: la Marussia! Indubbiamente i due team in questione domineranno sembra ombra di dubbio il campionato 2012, provocando in me numerosi vaneggiamenti nei futuri commenti.
...Perché i futuri commenti ovviamente ci saranno, possibilmente più puntuali rispetto a quelli di questa stagione. Quello che probabilmente non ci sarà è un dominio della HRT e della Virgin... ehm, volevo dire Marussia!

E così, dopo tre pagine di vaneggiamenti, l’autrice si rese conto che era il caso di commentare qualcosa anche in merito ai fatti del weekend, oltre a chiacchiere e retroscena che hanno fatto sì che nelle ultime due pagine Word non si sia fatto nemmeno una volta il nome di Petrov.
Cosa preoccupante: stavo pensando ad Alonso e ho scritto il nome di Petrov. Cosa ancora più preoccupante: nonostante la mie mani si rifiutassero di premere sulla tastiera i tasti che servivano a scrivere il nome di Ferniiii, sono riuscita a nominarlo per ben due volte, il che è una sorpresa estremamente positiva per me che sono la sua più grande fan.
Certo, come no. Io fan di Ferniiii... Ah ah!

Riassumiamo ciò che è accaduto nelle prove libere del venerdì. Nella prima sessione è stato Jenson Button a far registrare il miglior tempo, seguito da Webbiiiii, Hammiiii e Sebbiiii. Il quinto e il sesto tempo sono stati ottenuti rispettivamente da Ferniiii e da Feliiii.
Passiamo alle cose più curiose: al posto di Buemi, ha preso parte alla prima sessione di prove libere Jean Eric Vergne, terzo pilota della Toro Rosso. Per quanto riguarda la Virgin (non la posso chiamare Marussia, è un gran premio del 2011, e nel 2011 è soltanto Virgin) un certo Robert Wickens che non avevo mai sentito nominare prima ha sostituito D’Ambrosio, il principale inseguitore della penultima posizione, che spesso raggiunge il proprio obiettivo esistenziale con un certo successo.
Altri dettagli degni di nota: le HRT volavano in questa sessione, Liuzzi ha fatto registrare il 20esimo e Ricciardo il 21esimo. Dietro di loro entrambe le Virgin di Glock e Wickens e infine in 24esima posizione nonno Rubinho, che non ha fatto registrare alcun tempo.
Anche la seconda sessione di prove libere è andata avanti nel segno della McLaren: stavolta è stato Hammiiii a scalare la vetta della classifica, con Jensiiii secondo. In seconda fila virtuale le due Ferrari: il Ferrari Man ha conquistato la terza posizione, seguito dal compagno di squadra. Solo quinta e sesta le due Redbull: Webbiiii quinto e Sebbiiii sesto. In settima posizione invece si è piazzato Michael Schumacher, cosa che mi ha fatto strabuzzare gli occhi perché per una volta era davanti e non di poco al compagno di squadra. Il mio stupore è durato poco: Rosberg, 20esimo, probabilmente aveva avuto qualche problema, dato che girava alla stessa velocità delle Virgin. Si sono rivisti in pista Buemi e D’Ambrosio, con le HRT con gli ultimi tempi e Ricciardo ultimo in assoluto.
Hammiiii ha ottenuto il miglior tempo anche nelle libere 3 del sabato mattina. Il dubbio era uno solo: sarebbe riuscito a conquistare la pole position, o ci sarebbe riuscito per caso il suo compagno di squadra?

La telecronaca delle qualifiche non è stata particolarmente diversa dal solito. Naturalmente è stato dato il dovuto spazio al fatto che il padre di Hamilton è il manager di Paul Di Resta.
Fin dalle prime inquadrature sono iniziati gli attacchi di daltonismo: una Mercedes è stata scambiata per una McLaren. Mio padre, che non si era ancora addormentato davanti alla TV, ha criticato il fatto. Poteva risparmiarselo, il giorno successivo è arrivato un suo epic fail.
Situazione: domenica, a casa di mia nonna, dopo avere pranzato, con la TV accesa in cucina, io che impreco perché mio padre sta davanti alla TV e che cerco di trovare un varco che consenta ai miei occhi di vedere il televisore. Inquadratura: una Lotus altrimenti detta Renault altrimenti detta Lotus Renault, sulla griglia di partenza.
Mio padre guarda e poi commenta, rivolgendosi a me (che nella mia famiglia sono la fonte inesauribile di risposte a dubbi sulla Formula 1): – Quello chi è, Massa?
Dunque, se un giorno fosse mia madre a vedere l’inquadratura della Renault e a chiedermi se quello inquadrato è Massa, non ci farei molto caso: mia madre non sa per che team corra Massa, nella migliore delle ipotesi, nella peggiore non sa nemmeno chi sia Massa. Mio padre, però, è un caso diverso: si addormenta dopo cinque minuti (ma non solo con la F1, con qualsiasi cosa stia guardando in TV), ma almeno che Massa corre per la Ferrari lo sa.
Con un certo sconcerto la mia reazione è stata: – Ti pare possibile che una Ferrari possa essere nera e gialla?
Mio padre dà un’occhiata al casco del pilota e dice: – Sì, ma il casco è uguale!
Oh, bene, quindi per riconoscere i piloti non guardiamo al colore della monoposto, ma solo a quello dei caschi... e poi il problema è confondere una McLaren con una Mercedes?!
Veniamo alla storia dei caschi: mio padre aveva veramente ragione su quel punto, i caschi almeno sopra erano identici. I piloti in questione erano Bruno Senna e Felipe Massa, che portavano caschi diversi rispetto al solito, che sarebbero stati venduti a un’asta di beneficienza, con sopra il logo della Fondazione Senna, ovvero il simbolo che nel corso del commento al gran premio d’India avevo descritto come somigliante a un nido di serpenti e che, ho scoperto, lo guardavo al contrario di come avrei dovuto vederlo, ovvero la parte sopra pensavo fosse quella sotto e viceversa.

Mi piacerebbe continuare a parlare di caschi per ancora un paio di pagine, ma non è il caso, dell’argomento “caschi particolari celebrativi” me ne occuperò prossimamente, nel corso del commento al gran premio del Brasile, dove l’argomento sarà piuttosto approfondito, anche per via di tutti i dettagli forniti da Mazzoni. Ora, però, basta.

Momento epico: la Q1, qualcosa andrà diversamente dal solito?
Mi piacerebbe dire che la risposta a questo interrogativo è no, ma non posso dirlo. Barrichello non ha potuto far registrare alcun tempo e questo è bastato a far sì che gli equilibri della Q1, che vedono i sei piloti dei “nuovi team” nelle ultime sei posizioni, fossero irreparabilmente sconvolti, la 24esima posizione se l’è aggiudicata nonno Rubinho.
Restavano sei posti riservati ai piloti che sarebbero usciti in Q1, chissà a chi sarebbero toccati? Questo dubbio ci attanagliava e, con un certo sconcerto, ci siamo resi conto tutti quanti che lo sapevamo perfettamente: il migliore è stato stranamente Heikki Kovalainen, che con il 18esimo tempo è stato il meglio qualificato dei piloti dei “nuovi team”, con il compagno di squadra Trulli subito dietro. Al 20esimo posto si è piazzato Glock, il meglio qualificato dei due piloti della Virgin. In penultima fila Ricciardo ha portato la HRT al 21esimo posto, con accanto a lui D’Ambrosio, mentre a Liuzzi è andato l’onore dell’ultima fila, 23esimo.

Si passa alla Q2 e poi alla Q3...
Si è passati così alla Q2, dove è accaduto qualcosa di miracoloso: i piloti della Force India non sono stati soggetti a clamorose gufate, oppure le gufate in questione erano minori a quelle relative ai piloti della Lotus Renault, della Toro Rosso e della Sauber (il che è strano, non ricordo che Kobayashi sia stato nominato molte volte). Sutil e Di Resta sono arrivati in Q3, mentre tutti quelli che ho nominato finora erano out: 11esimo Perez, 12esimo Petrov, 13esimo Buemi, 14esimo Senna, 15esimo Alguersuari (alias Alghersauro!), 16esimo “il piccolo samurai giapponese” e oltre a loro 17esimo tempo Maldonado che se non sbaglio sarebbe stato retrocesso di non so quante posizioni per non ricordo quale motivo.
La Q3 è terminata nel più consueto dei modi: Vettel ha ottenuto la pole position, con le due McLaren di Hammiiii e Jensiiii al secondo e al terzo posto. In quarta posizione si è piazzato Webbiiii, seguito dalle Ferrari di Ferniiiii e Feliiiii. In settima e in ottava posizione si sono qualificate le due Mercedes, con Rosberg davanti a nonno Schumiiii... anche questa è una novità davvero sorprendente, eh? Sutil ha conquistato la nona posizione, mentre Di Resta, che non ha fatto registrare alcun tempo in Q2, si è qualificato decimo.

Domenica, ore 14,00: SCATTANO LE VETTUREEEEEEEEEEEEEEEEE!
Nessuna sorpresa in partenza, anzi sì. Che cos’era quella sagoma dai colori della Redbull che si era “impantanata” fuori pista forando una gomma su una via di fuga? Domanda senza alcuna risposta...
La vettura in questione era quella di Vettel, che è andato incontro al suo primo ritiro stagionale, cosa che avrebbe dovuto rendere scatenato Webbiiii, portandolo a dimostrare che se non dovesse stare dietro al compagno di squadra lui vincerebbe qualsiasi gran premio, e oltre a questi anche tutti i tornei di briscola organizzati nel paddock. Strano a dirsi, nulla di tutto ciò è accaduto, ma non disperatevi: un giorno o l’altro Webbiiii dimostrerà al mondo che se lui non ha vinto mondiali a ripetizione è solo ed esclusivamente perché ha sempre dovuto rimanere dietro a Vettel. Il fatto che Webbiiii abbia debuttato all’epoca in cui probabilmente Vettel frequentava ancora le scuole medie, naturalmente, non è un dettaglio degno d’importanza, è comunque lui il futuro campione del mondo dei prossimi vent’anni.
Ma perché in ogni singolo commento devo prendere per i fondelli i sostenitori della teoria secondo la quale Webber è il miglior pilota di questi ultimi anni, nonostante di migliori di lui ce ne siano palesemente più d’uno? Ciò mi fa riflettere: non ho nemmeno accennato a quelli che sostengono il tormentone secondo cui Maldonado sarebbe un pilota estremamente promettente! Va beh, non fa niente, ci saranno ulteriori occasioni per parlare di Maldonado.

Hammiiii si è preso la leadership della gara, deludendo notevolmente tutti gli scommettitori, citati da Mazzoni, che avevano puntato dei soldi su un suo incidente con Massa. Feliiii era infatti troppo lontano da lui, al punto tale che le calamite che evidentemente devono essere state installate sulle loro vetture non sono state prese dall’attrazione che porta una vettura addosso all’altra. Ciò ha impedito che mi cascassero le braccia nel momento di qualche possibile gufata mazzoniana in proposito. Non ci sono state gufate relative a tutto ciò: come ho già detto, i due erano troppo lontani. Chi non era lontano da Hammiiii era Ferniiii, che all’inizio della gara era abbastanza vicino a quello che per tutto il 2007 e anni immediatamente successivi venne descritto come il suo peggior nemico.
Che frase: chi non era lontano era Ferniiii, che era vicino...
Dopo una simile constatazione dovrei come minimo cliccare sulla X che vedo in alto a destra nella schermata di Word e lasciare perdere, ma il ritardo è troppo e devo assolutamente terminare questo commento oggi stesso!

In terza, quarta e quinta posizione si sono installati Button, Webbiiii e Feliiii, dopodiché le Mercedes, con Rosberg davanti a nonno Schumiiii, le Force India, con Sutil davanti a Di Resta (guarda caso, ma non era Di Resta che batteva sempre costantemente Sutil? Ho sempre avuto qualche dubbio, ma con il passare del tempo questi dubbi si sono trasformati in una certezza!
Dietro le Force India c’era Buemi, almeno finché non è sopraggiunto il momento canonico a cui va incontro in molte occasioni, quando è stato lungamente gufato: il ritiro.
Le strategie di molti non hanno pagato, mentre per Kobyyyy le cose sono andate al meglio, dal momento che è riuscito a raggiungere la zona punti. Lo stesso è accaduto a Petrov. No, ma che cosa sto dicendo?! Petrov non è affatto arrivato in zona punti... ho per caso le visioni?!
La gara, di per sé, non è stata particolarmente eccitante, anche se in alcune occasioni ho fatto un salto sul divano, nel vedere dei doppiaggi in cui i doppiati si facevano totalmente gli affari loro. I doppiati in questione erano in particolare Senna e Maldonado, che si sono beccati un drive through (questo è un dejà vu). Anche qualche Toro Rosso se non sbaglio in fase di doppiaggio ha fatto un po’ di casino, ma non ricordo con esattezza.

La gara è terminata con Schumacher che per la prima volta ha tagliato il traguardo (in settima posizione) al tramonto (Mazzoni ha insistito per lungo tempo con probabili problemi di vista legati alla sua età eccessivamente avanzata che gli impedirebbero di ottenere risultati accettabili qualora il gran premio non parta alle due del pomeriggio). Ha tagliato il traguardo con una gomma forata, ma almeno l’ha tagliato. Peccato che le teorie mazzoniane siano state smentite...
Ovviamente in tutto questo contesto c’è stato anche e soprattutto Hamilton che ha vinto, seppure la cosa potesse essere poco chiara. Forse i risultati vi schiariranno un po’ le idee, perché effettivamente ho commentato nel più caotico dei modi. Sto iniziando ad essere delusa da me stessa.

RISULTATI
1. Lewis Hamilton (McLaren), 2. Fernando Alonso (Ferrari), 3. Jenson Button (McLaren), 4. Mark Webber (Redbull), 5. Felipe Massa (Ferrari), 6. Nico Rosberg (Mercedes), 7. Michael Schumacher (Mercedes), 8. Adrian Sutil (Force India), 9. Paul Di Resta (Force India), doppiati di un giro 10. Kamui Kobayashi (Sauber), 11. Sergio Perez (Sauber), 12. Rubens Barrichello (Williams), 13. Vitaly Petrov (Lotus Renault), 14. Pastor Maldonado (Williams), 15. Jaime Alguersuari (Toro Rosso), 16. Bruno Senna (Lotus Renault), 17. Heikki Kovalainen (Team Lotus futura Caterham), doppiati di due giri 18. Jarno Trulli (Team Lotus futura Caterham), 19. Timo Glock (Virgin futura Marussia), 20. Vitantonio Liuzzi.
RITIRATI: Daniel Ricciardo (HRT) a 7 giri, Sebastien Buemi (Toro Rosso) a 36 giri, Jerome d’Ambrosio (Virgin futura Marussia) a 37 giri, Sebastian Vettel (Redbull) a 54 giri.

NB. A che serve mettere le classifiche? Direi a niente, visto che quelle finali sono già definitive da “appena” due mesi. Nel prossimo commento al gran premio del Brasile, naturalmente, inserirò le classifiche finali.

Ora che il commento è terminato rinnovo le mie scuse ai lettori per il consistente ritardo con cui l’ho prodotto e pubblicato, augurandomi di riuscire ad essere più puntuale nel prossimo futuro. Spero di poter realizzare il prima possibile anche il commento al gran premio del Brasile... e soprattutto spero che questi mesi di assenza di commenti non abbiano portato voi, cari lettori, a ritenere inutile e superfluo aspettare i miei commenti, con la convinzione che non avrebbero mai visto la luce.
...Invece questo commento la luce l’ha vista eccome, ed è limpida e cristallina come quella emanata dai lampioni di Singapore, che rischiarano uno scenario suggestivo in cui svetta una suggestiva ruota panoramica con 28 cabine che percorre un giro in una quarantina di minuti.