Con il Gran Premio d'Italia si è chiusa la "stagione europea" del campionato di Formula 1 e peraltro il campionato si sta progressivamente avvicinando verso la fine.
Prima di vedere la fine, però, dovremo vedere ancora sette gran premi, di cui i prossimi tre saranno quelli della stagione asiatica autunnale: Singapore, questo weekend, il nulla cosmico la settimana successiva, dopodiché uno dietro l'altro Malesia e Giappone. Non ci saranno quindi due gran premi consecutivi dotati di ruota panoramica e per il GP della Malesia dovremo consolarci con le narrazioni a proposito dell'ibisco, il fiore locale.
Adesso, però, addentriamoci in un revival delle cose interessanti che sono avvenute nel corso degli anni in queste location, specificando che: 1) questa lista non vuole essere esaustiva, 2) questo post non è da interpretare come un post serio.
Partiamo il nostro "viaggio" da Singapore, laddove i piloti si sbizzarriscono per quanto riguarda i caschi:
Io voto luci intermittenti per tutta la vita, almeno finché non avrò visto prove fotografiche del fatto che durante una sessione di prove libere Kubica sia andato in pista con una lampada da minatore sul casco.
A Singapore ci sono lampioni artificiali che illuminano la pista a giorno, ma casomai non ci si vedesse abbastanza, si potrebbe riportare alla luce questo eroico falò:
Vorrei segnalare che la posizione di Kovalainen (13°, mi sembra) era appena stata menzionata in telecronaca perché avrebbe potuto essere fondamentale per il decimo posto in classifica costruttori.
Ad ogni modo parlare di caschi e di auto in fumo è troppo mainstream, Singapore è una location in cui anche i varani possono avere i loro cinque minuti di popolarità:
Una lucertola gigante passeggiava per il circuito.
A giant lizard strolled across the track.
A giant lizard STROLLED across the track.
Chissà che Strollino non sia un varano in incognito o che il varano non sia un trollone in incognito. Però, se il varano è un trollone in incognito, sarebbe Maldonado.
Quindi Strollino è Maldonado...
...
...
...sono confusa, forse farei meglio a parlare di cose serie, per esempio il fatto che nella stessa edizione Rosberg festeggiava il suo 200esimo gran premio in carriera:
...mentre in Malesia nel 2013 era stato Alonso a fare i 200:
A proposito di Malesia e di festeggiamenti, nel 2016 è stata la volta di Button che ha fatto le cose in grande stile, con quella famosa torta e quella famosissima foto che ritraeva due piloti che intendevano ritirarsi ma non si sono ritirati e un pilota che non intendeva ritirarsi ma si è ritirato:
A proposito di ritiri nel senso più materiale del termine, quello preceduto da un "no power, no power", per intenderci, Button è curiosamente riuscito a vedere il traguardo in zona punti, in quell'occasione.
Altri, invece, avrebbero tanto preferito non vederlo e soprattutto non vedere il podio, visto quello che li aspettava:
Vedere, non vedere... prima del Gran Premio della Malesia, a proposito di effetto vedo/non vedo, sul profilo snapchat di Hamilton appariva questa foto, anche se non si può parlare di effetto vedo/non vedo in quanto la componente "non vedo" di tale effetto pare essere inesistente:
In Malesia non è successo nient'altro di interessante... anzi, sì, una volta, diversi anni fa, i Rosbilton credevano improvvisamente di essere Perez e Ocon ma, invece di potere liberamente salire su delle monoposto e crashare tra di loro, hanno dovuto sottostare alle logiche degli sponsor e salire a bordo di questi mezzi:
...però tutto ciò, così come i 200 di Ferniiii, avveniva in un altro periodo dell'anno, perché all'epoca Sepang era in primavera e nella tripletta asiatica c'era Op-op-oppa Yeongam style, antico luogo di perdizione in cui Psy veniva scambiato per il primo ministro coreano e in cui Grosjean saliva sul podio:
Dimenticavo: in Corea i piloti andavano a cena insieme, a scrocco dal campione del mondo in carica, visto che era ancora un'epoca in cui c'erano campioni del mondo in carica che offrivano cene ai colleghi invece di darsi alla macchia per evitare di farlo.
...il campione del mondo in carica a volte cercava di nascondersi per passare inosservato, ma sono certa che al momento di pagare il conto tutti avessero ben chiaro dove fosse.
Guardando la foto mi era sorto qualche dubbio su chi fosse il capellone biondo seduto tra Hulkenberg e Hamilton (guardate dietro a Ricciardo, se non avete capito da che parte della foto guardare), ma ho scoperto che si tratta di Dani Clos, che all'epoca era terzo pilota di qualche carretta.
...nel 2013 c'era anche il Nuestro Amigo Gené! E Vettel si è seduto vicino a Van Der Garde nel tentativo di convincerlo a pagare al posto suo.
A quei tempi, in realtà, la tripletta asiatica per un certo periodo non è stata solo una tripletta, perché c'era anche il Gran Premio d'India.
Ho appena visto questa foto e ho raggiunto la pace dei sensi:
Curiosità: Grosjean ha fatto visita anche al podio indiano.
All'epoca in cui Hamilton e Massa non davano il buon esempio ai bambini tipo Ocon e Verstappen che seguivano le loro peripezie in TV, hanno avuto una tripletta asiatica di incidenti, uno dei quali proprio in India:
Abbiamo parlato del Giappone ed è ora di fare le cose in grande stile, concentrandoci finalmente su Suzuka e sui rain-delay in casa Virgin/Manor.
Glock e Di Grassi hanno dimostrato che le partite a carte nel box non esistono soltanto nei miei commenti ai gran premi, ma anche nella realtà:
L'ultima volta che la Formula 1 è arrivata in Giappone, ci è arrivata così:
...perché sì, i piloti sono bambini dentro, perché non ci sono altre spiegazioni: per postare cose del genere su un social network a trent'anni suonati bisogna essere bambini dentro. A quanto pare è questo quello che fanno i piloti quando non sono impegnati a fare a litigare dentro e fuori dalla pista insieme ai loro più accaniti rivali: scattare foto e deturparle grazie ai filtri di Snapchat...
...
...
...
...per poi mostrarle ai loro accaniti rivali, che sembrano molto divertiti da tutto ciò!
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
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martedì 12 settembre 2017
mercoledì 11 dicembre 2013
#16 Commento al Gran Premio dell’India: Greater Noida, 25-27 ottobre 2013
Un
cordiale saluto ai nostri lettori, io sono Narain Karthikeyan e qui con me a
scrivere quello che gli detto c’è Karun Chandhok. Dal momento che però non
utilizzeremmo mai i nostri nomi per infamare i nostri colleghi che ci hanno
rubato il volante nonostante noi meritassimo come minimo di guidare una Redbull
(al famoso torneo di “lancio della lattina”, secondario a quello di briscola),
ci stiamo spacciando per Milù Sunshine così ogni possibile figuraccia la fa
lei.
...
...
...
Wait,
wait, wait, che cos’ho scritto? O.O
Va beh,
veniamo alle cose serie: sono in ritardo di un mese e mezzo, per questo
commento. Ci sono stati dei motivi, che preferisco non approfondire in questa
sede.
Prima
del gran premio la stampa internazionale ha iniziato a narrare che Feliiii
aveva firmato con la Williams.
Si
sono susseguite tre intuizioni nella mia mente:
1)
forse Mazzoni ci aveva visto giusto;
2)
Mazzoni aveva anticipato la stampa internazionale.
3) nella
notte tra sabato e domenica, intorno all’una e mezza, ho avuto anche un’altra
intuizione: si diceva che Smedley poteva lasciare la Ferrari e tornare in
Williams, dov’era oltre un decennio fa... questo significherebbe che lui e
Feliiii potrebbero ancora essere insieme! *____* Nel momento in cui ho
realizzato tutto ciò credo di avere avuto la peggiore espressione da fangirl
che ho mai sfoderato nel corso della mia esistenza.
Passiamo
alle qualifiche, ancora in consistente ritardo: Sebbiiii fa la pole, Rosbiiii e
Hammiiii sono secondo e terzo davanti a Webbiiii, Feliiii è quinto dietro a
Webbiiii il che gli garantisce il quarto posto alla partenza... Poi ci sono
stati anche due lampi di genio: Grosjiiii non è andato in pista con le soft in
Q1, con il piccolo effetto collaterale che è andato a giocare a briscola
insieme a Maldiiii, alle Caterham e alle Marussia, mentre Ferniiii ha deciso di
montare le medium per farsi il primo tratto di gara sulle medium, poco
importava se poi doveva partire ottavo e rischiare di fare danni in partenza se
qualcuno lì davanti avesse toppato la partenza. Purtroppo per lui tra i piloti
che aveva davanti c’era anche Webbiiii. Ferniiii ha fatto un pit-stop dopo
pochi giri, è tornato in pista nelle retrovie... e tutti hanno chiamato “Chi
l’ha visto”. Mio zio che non ha né Sky né internet ha detto comunque che con
una macchina del genere arrivare a punti sarebbe stato impossibile. Infatti è
proprio così, solo che il Nuovo Ordine Mondiale, per diffamare Ferniiii, ci ha
fatto avere una proiezione di Feliiii al quarto posto, quando in realtà Feliiii
era stato appena ingaggiato dalla Mercedes come dog-sitter per Roscoe e Coco, i
simpatici cani rugosi di Hammiiii.
In
sintesi, la gara si è svolta nella seguente maniera:
-
Sebbiiii sembrava intenzionato a dominare anche nella patria dei talenti
indiani, ma era disposto a rinunciare al “grand chelem” in modo da poter
rientrare ai box subito dopo pochi giri e sfruttare al meglio le gomme nuove;
-
Feliiii che aveva superato le Mercedes nella fase iniziale, si è ritrovato in
testa per alcuni giri, dando l’illusione di avere a che fare con il mondo del
paranormale;
-
dopo poco Sebbiiii è tornato in pista e non si è più schiodato da lì;
-
Webbiiii ha rotto il cambio mentre era secondo;
-
Kimiiii ha imprecato via radio perché dai box non avevano impedito a Grosjiiii,
molto più veloce di lui, di superarlo;
- il
mondo si è commosso per la sorte del povero Kimiiii, che con le gomme logore
non ha avuto il privilegio di avere la strada spianata dal suo maggiordomo
franco-svizzero;
-
hanno iniziato a urtarmi i nervi, perché per quanto Ferniiii e Sebbiiii possano
starmi poco simpatici, se fossero stati loro i protagonisti di un fatto simile,
sarebbero stati accusati di essere la rovina dell’automobilismo, mentre se
capita a San Kimiiii Alcolista da Espoo, la colpa è del mondo crudele che non
impone a Grosjiiii di stargli dietro;
-
Sebbiiii ha vinto la gara è il titolo;
-
Rosbiiii è arrivato secondo e, dopo due ore di gara, ha mostrato di avere
ancora i capelli perfettamente in ordine;
-
Feliiii è arrivato 4° e Ferniiii 11°, chiaro segnale di un’imminente fine del
mondo... che l’Apocalisse Maya sia rimandata di un anno? :-P
Risultato: 1) Vettel (Redbull), 2) Rosberg
(Mercedes), 3) Grosjean (Lotus)
4)
Massa (Ferrari), 5) Perez (McLaren), 6) Hamilton (Mercedes), 7) Raikkonen
(Lotus), 8) Di Resta (Force India), 9) Sutil (Force India), 10) Ricciardo (Toro
Rosso), 11) Alonso (Ferrari), 12) Maldonado (Williams)
+ 1
giro: 13) Vergne (Toro Rosso), 14) Button (McLaren), 15) Gutierrez (Sauber),
16) Bottas (Williams)
+ 2
giri: 17) Chilton (Marussia), 18) Bianchi (Marussia).
DNF.
Hulkenberg (Sauber), Webber (Redbull), Pic (Caterham), Van Der Garde
(Caterham).
domenica 27 ottobre 2013
La domenica di Greater Noida
Numero giri: 60
Condizioni meteo: asciutto
Pole position: Sebastian Vettel
Griglia di partenza: Vettel, Rosberg, Hamilton,
Webber, Massa, Raikkonen, Hulkenberg, Alonso, Perez, Button, Ricciardo, Di
Resta, Sutil, Vergne, Bottas, Gutierrez, Grosjean, Maldonado, Bianchi, Van Der
Garde, Pic, Chilton.
Le
Mercedes hanno un buono spunto alla partenza, ma non riescono a strappare la
posizione a Vettel e, dopo un paio di curve, Rosberg e Hamilton vengono
superati entrambi da Massa che già aveva superato Webber alla partenza. Webber
parte male e finisce per avere un lieve contatto con Raikkonen, mentre anche Webber
e Alonso si toccano (forse è coinvolto anche Button, ma non è ben chiaro dalle
immagini). Quest’ultimo danneggia l’ala anteriore e perde diverse posizioni.
Nelle retrovie, intanto, c’è una collisione tra Chilton e Van Der Garde, con
quest’ultimo costretto al ritiro per la rottura di una sospensione. È da
segnalare la partenza anticipata di Gutierrez, che verrà successivamente
penalizzato con un drive through.
Vettel
rientra ai box dopo soli tre giri per montare le medium, mentre anche Alonso si
ferma ai box, probabilmente a causa dei danni riportati nella collisione a
inizio gara, tornando in pista nelle retrovie.
Massa
è quindi in testa davanti alle Mercedes e a Hulkenberg, con quest’ultimo che si
ferma ai box al 6° giro, poco prima dei tre piloti di testa.
I
piloti partiti sulle medium proseguono molto più a lungo e a un quarto di gara
Webber, che non s’è ancora fermato, è in testa davanti a Perez (0 soste),
Vettel (1), Ricciardo (0), Sutil (0) Gutierrez (0) che dovrà rientrare ai box
di lì a poco per scontare la penalità, Massa (1), Rosberg (1), Bottas (0),
Hamilton (1).
Vettel
si porta in seconda posizione al 21° giro con un sorpasso su Perez e nella
top-ten le posizioni da questo momento in poi rimangono stabili per diversi
giri, se si esclude un tentativo di sorpasso di Rosberg su Massa.
Rosberg
è il primo pilota a fermarsi per il secondo pit-stop al 28° giro, in questo
modo riuscirà a guadagnare la posizione su Massa quando anche quest’ultimo si
fermerà di lì a pochi giri, mentre Hamilton resterà dietro ai due.
Webber
e Perez rientrano subito dopo Rosberg, ma per loro si tratta della seconda
sosta. Montano entrambi le soft.
Perez
rientra in pista a circa 12 secondi di gap dal compagno di squadra ed è in
seconda posizione, dove rimane fino al 40° giro quando un problema al cambio lo
costringe al ritiro. Risalgono in seconda e terza posizione Raikkonen e Sutil,
ma quest’ultimo che ancora non s’è fermato è prossimo al momento del pit-stop
che avverrà poco dopo.
A
tre quarti di gara Vettel è in testa davanti a Raikkonen, Rosberg, Grosjean,
Massa, Hamilton, Perez, Hulkenberg (che si fermerà al 54° giro, non uscendo più dai box: ritiro), Di Resta e Sutil.
Al
52° giro Rosberg supera Raikkonen portandosi in seconda posizione,
approfittando delle difficoltà del finlandese in crisi con le gomme.
Per
Raikkonen i giri finali sono disastrosi: viene superato da Grosjean (con il
quale ha anche un lieve contatto nel frattempo) e Massa al 57° giro, mentre un
giro più tardi anche da Hamilton e Perez che ne approfitta per superare anche
il pilota della Mercedes. Raikkonen si fermerà successivamente ai box al
penultimo giro.
Dopo
60 giri di gara Vettel taglia il traguardo in prima posizione, conquistando un
titolo mondiale già annunciato anche dal fatto che Alonso fosse fuori dalla
zona punti.
Risultato
sabato 26 ottobre 2013
Il sabato di Greater Noida
Siamo
giunti al 16esimo appuntamento della stagione 2013, in India, dove si svolgerà
l’ultima edizione di questo gran premio, non previsto per il 2013.
Il
gran premio è preceduto da polemiche sul fatto che gli organizzatori del gran
premio non hanno pagato tasse relative all’edizione 2012 e l’edizione di
quest’anno rischia di saltare.
Alla
fine procede comunque tutto regolarmente e, in tutte le sessioni di prove
libere, sembra chiara ed evidente la supremazia della Redbull: come se non
bastasse il miglior tempo di Vettel in ogni sessione, in tutte e tre Webber si
classifica secondo.
Per
quanto riguarda le qualifiche il primo colpo di scena è l’esclusione di una
Lotus: si tratta di quella di Grosjean, che non va oltre il 17° tempo girando
sulle gomme medium, seguito dalla Williams di Maldonado, e dai piloti di
Marussia e Caterham (Bianchi è stato il più veloce dei quattro, piazzandosi
davanti alle Caterham e al compagno di squadra che chiude in ultima posizione).
Se ci
sono state sorprese in Q1, non si può dire lo stesso della Q2, dove escono di
scena le Toro Rosso (Ricciardo 11°, Vergne 14°), le Force India (Di Resta e
Sutil 12° e 13°), la Williams superstite, con Bottas con l’ultimo tempo
registrato. 16° si è collocato Gutierrez, che
da
Bianchi, dalle Caterham e infine da Chilton in ultima posizione.
La
Q2, da questo punto di vista, non riserva invece eccessive sorprese: i cinque
piloti meno veloci sono Ricciardo, Di Resta, Sutil, Vergne e Bottas, dall’11°
al 15° tempo, con Gutierrez alle loro spalle, dal momento che non è sceso in
pista in questa seconda manche.
Passano
quindi in Q3: le Redbull, le Mercedes, le Ferrari, le McLaren, la Lotus di
Raikkonen e la Sauber di Hulkenberg.
Nell’ultima
manche Webber, Alonso e le McLaren girano soltanto sulle medium, in modo da
poter fare il primo stint di gara più lungo, mentre tutti gli altri piloti
scendono in pista con le soft.
Vettel
conquista la pole position davanti alle Mercedes, con Webber 4°, primo dei piloti
che hanno fatto registrare il tempo sulle medium. Seguono Massa, Raikkonen e
Hulkenberg sulle soft, chiudono Alonso e le McLaren.
Griglia di partenza
1^ fila: Vettel - Rosberg
2^ fila: Hamilton - Webber
3^ fla: Massa - Raikkonen
4^ fila: Hulkenberg - Alonso
5^ fila: Perez - Button
6^ fila: Ricciardo - Di Resta
7^ fila: Sutil - Vergne
8^ fila: Bottas - Gutierrez
9^ fila: Grosjean - Maldonado
10^ fila: Bianchi - Van Der Garde
11^ fila: Pic - Chilton
Dopo
il GP del Giappone Vettel ha 90 punti di vantaggio su Alonso. Dopo questo gran
premio ne resteranno solo tre e quindi un massimo di 75 punti per chi vincesse
tutte e tre le gare. Alonso deve conquistare almeno 16 punti più di Vettel, in
questo gran premio, perché a pari punti in classifica il mondiale sarebbe vinto
da Vettel (ha conquistato otto vittorie e, ammesso che Alonso le vinca tutte da
qui alla fine, salirebbe a quota sei): di conseguenza Alonso deve vincere, con
Vettel sesto o peggio, oppure arrivare secondo, con Vettel nono o peggio.
venerdì 2 novembre 2012
#17 Commento al Gran Premio d'India (26-27-28 ott. 2012)
Un tempo in linguaggio mazzoniano l’esclusione da una
manche di qualifiche era l’inferno. In occasione del GP di Corea chi rischiava
l’esclusione si trovava in mezzo alle melme della bassa classifica. Ora siamo
passati alle sabbie mobili. Le parole esatte, pronunciate durante la Q2, sono
state: “Ricciardo non riesce a uscire dalle sabbie mobili che si trovano oltre
la decima posizione”. #EPICWIN!
Ma stiamo perdendo la concentrazione da ciò che è
veramente rilevante. Il gran premio dell’India, infatti, già per il fatto di
essere disputato nel paese natale di un pilota di estremo spicco che ha una
grande importanza per il mondiale (infatti permette generalmente a tutti i
piloti di essere relativamente sicuri del fatto che non arriveranno ultimi),
merita che focalizziamo la nostra attenzione sul pilota in questione: si tratta
di Narain Karthikeyan, colui che nel gran premio di Indianapolis del 2005
conquistò una quarta posizione su sei vetture, che in proporzione sarebbe come
arrivare sedicesimo su ventiquattro. Naturalmente Karthyyyyy conta sulla grande
speranza che prima o poi, prima che la sua carriera in Formula 1 possa
terminare a fine stagione, ricapiti un’occasione tipo il gran premio degli
Stati Uniti precedentemente menzionato, e ho la certezza matematica che non è
Karthyyyy il solo pilota, tra quelli presenti in F1 al momento, a sperare che
un gran premio del genere si ripresenti. Per capire a chi mi sto riferendo, basta
pensare a quale altro pilota, oltre a Karthyyyy, ha avuto l’onore di prendere
parte a quella gara estremamente movimentata.
A proposito di Indy2005, a volte mi chiedo che fine abbia
fatto Tiago Monteiro, pilota di cui ricordo soltanto quattro cose:
> arrivò terzo in quell’occasione e fu l’unico a
festeggiare sul podio, mentre Schumacher e Barrichello se ne stavano
imbambolati e immobili come se avessero dovuto interpretare la parte di
Raikkonen in un momento di grande allegria;
> nel 2005 andò a punti anche un’altra volta arrivando
ottavo con la Jordan e terminò tutte le gare della stagione e non ebbe alcun
incidente;
> si rifece nel 2006, quando era compagno di squadra
di Albers alla Midland (Albers = pilota partito DAVANTI a Karthikeyan a Indy
2005 e giunto al traguardo DIETRO a Karthikeyan; nonché bersaglio preferito di
Yuji Ide per i suoi esperimenti di sollevamento in aria di vetture altrui), ha
avuto tipo tre incidenti con Albers stesso durante la stagione, quasi tutti
provocati da lui stesso – e fu solo una parte del tutto;
> mia madre, sentendolo nominare in TV, sarà stato nel
2005, commentò che il nome Tiago secondo lei è orrendo, ma non credo che se ne
ricordi più, né del commento che ha fatto né di Monteiro (la memoria di mia
madre per i piloti di F1 contiene al massimo 15 elementi, appartenenti a
diverse epoche che vanno dagli anni ’70 in poi, difficilmente attribuibili
all’epoca corretta).
Dubbio: ma che c’entra Monteiro? Fa niente, andiamo
avanti...
Partiamo dal venerdì, in cui Vettel ha iniziato a
conquistare il miglior tempo in ogni possibile e immaginabile sessione di prove
libere, nello specifico le due venerdì e quella del sabato (no, Vettel non ha
conquistato il miglior tempo nelle libere del sabato al venerdì, se vi stavate
chiedendo questo, è la frase che mi è uscita ingarbugliata), ma veniamo al
sabato, al momento delle qualifiche.
Alle 10,30 mi sono posizionata davanti a Raidue nell’attesa
di vederne delle belle, come ad esempio sperando che Karthikeyan potesse
ottenere la pole position. A proposito di Karthyyyy c’è da dire che sta
diventando il mio preferito tra i talenti indiani, sopravanzando di gran lunga
il sommo Chandy. È un pilota molto pittoresco, non lo si può negare. U.U
Va beh, procediamo, non perdiamoci in chiacchiere. #KarthyForTheWin!
#KarthyTheBest! ...dicevamo? Ah, già, le qualifiche.
Non è accaduto niente di particolarmente sconcertante, se
non che si sono verificati alcuni fatti che non necessariamente ci aspettavamo:
1) per una volta né Ricciardo, né Senna, né Kobayashi né
altri sono finiti su per qualche muro o hanno girato abbastanza lentamente da
finire fuori già da subito, quindi tale onore è andato a Vergne;
2) come capita abbastanza spesso ultimamente gli Angry
Birds non sono stati molto soddisfatti, in quanto Kovaaaaa l’ha preso in quel
posto da Petrov, che è stato il migliore dei piloti dei “nuovi team”;
3) Pic ha fatto l’ultimo tempo, ciò significa è stato
battuto da entrambe le HRT;
4) il tempo di DLR era 1’30’’592, contro 1’30’’593 di
Karthikeyan, il che significa che Karthyyyy l’ha preso in quel posto per un
solo millesimo, dannazione! #SonoSconvolta.
Ah, già, già dalla Q1 è capitato anche un altro fatto
molto interessante: Mazzoniiii, il Nostradamus del terzo millennio, ha
declamato un’eclatante verità: le Mercedes potevano lottare per la pole
position. Sfortunatamente Rosberg e Schumacher non hanno provveduto a una
repentina grattata di parti intime (rituale che generalmente viene effettuato
dai piloti che partono accanto a Grosjean o che vengono superati da Maldonado),
e infatti s’è visto come è andata a finire.
In Q2 comunque non è capitato niente di particolare, se
non che Grosjean vagando per i prati si è giocato la possibilità di accedere
alla Q3, ed è stato eliminato insieme a Hulkenberg, Senna, Schumacher,
Ricciardo, Di Resta e Kobayashi.
In Q3, come ormai ci si aspettava, è stato ancora una
volta dominio Redbull, stavolta però non è capitato nulla che facesse
sospettare l’immediatezza di una tempesta di neve improvvisa. Per intenderci
Webber si è ritrovato secondo dietro a Vettel, per poi mostrare un’espressione
da funerale nell’immediatezza, dopo la fine delle qualifiche. E lì mi sono
detta: “ma allora è da anni che Webbiiii ha un’espressione da funerale
perenne!”... Ah, già! Webber è l’unico pilota che, seppure lo prenda spesso e
volentieri e da anni in quel posto dal compagno di squadra è palesemente e
inevitabilmente superiore allo stesso compagno di squadra. Credo che Massa,
Schumacher e Button stiano invidiando ferocemente la sua posizione privilegiata.
U.U
#VaBeh #AndiamoAvanti... Dicevamo? Ah, già, Vettel e
Webber in prima fila, Hamilton e Button in seconda, Alonso e Massa in terza,
dopodiché Raikkonen, Perez, Maldonado e Rosberg che non ha girato in Q3 per
risparmiare un set di gomme, sperando che Grosjean che partiva 11° non lo
tamponasse.
E Grosjiiii ha sorpreso tutti: per la seconda volta
consecutiva, niente incidenti al via. #EpicWin. Diciamo anche che Grosjiiii è
stato abbastanza irrilevante nell’ambito della partenza e delle prime fasi, quindi
vediamo di passare oltre e di concentrarsi su chi è rilevante.
Vettel è scattato bene mantenendo la prima posizione e
venendo però quasi insidiato da Webbiiii che si è dovuto accodare, seguito dalle
McLaren e da Alonso, partiti bene (forse Hamilton un po’ meno bene) in lotta
tra loro. WTF?! O_______O Webber, partito secondo, è rimasto secondo?! Ebbene
sì, ogni tanto capitano anche miracoli di questo tipo e il nostro caro Webbiiii
non ha perso alcuna posizione in partenza. Però ci avrebbe riservato qualche
sorpresa... o meglio, la sua vettura dotata di vita propria ci avrebbe
riservato qualche sorpresa... e in particolare ne avrebbe riservate a lui.
I primi giri sono stati parecchio infiammati da Alonso e
dai due piloti della McLaren, dopo un’accesa lotta a tre Button si è
conquistato la terza posizione dietro alle Redbulle davanti a Ferniiii e a
Hammiiii, ma per Jensiiii non c’è stato nulla da fare: dopo quattro giri
Ferniiii gli stava davanti. Per Jensiiii la situazione è peggiorata
ulteriormente quando il compagno di squadra, di lì a un paio di giri, l’ha
superato a sua volta facendolo precipitare nel dimenticatoio e divenire
irrilevante per il contesto della gara, ma poi tanto irrilevante non lo è
stato: anche se non si è più sentito parlare di lui ha portato a casa dei punti
sicuramente utili alla McLaren.
Ma non iniziamo dalla fine, torniamo all’inizio, dove gli
alettoni della Toro Rosso hanno mostrato che, grazie al trattamento di qualche
arrotino, i loro alettoni sono diventati più affilati di una ghigliottina. Il
pilota più giovane della Formula 1 ha probabilmente ripensato a quando a
Singapore si destreggiava in top ten...
«THE POWER OF FRANCE! LIBERTÉ, EGALITÉ, FRATERNITÉ! SCHUMÌ
CHE MI HA TAMPONATO SARÀ GHIGLIOTTINÉ!»
Nonno Schumiiii s’è guardato alle spalle con aria
circospetta e... THE POWER OF CRASH! [cit. Maldiiii & Grosjiiii].
Il pilota più giovane ha tamponato il pilota più vecchio,
nonno Schumiiii ha forato una gomma e la sua gara ha assunto un significato parecchio
pittoresco per la storia della Formula 1.
È stato infatti un susseguirsi di questi passaggi:
1) fare un giro intero su tre ruote, arrivare ai box e
finalmente uscirne staccato di oltre quaranta secondi anche da Karthikeyan;
2) essere messo sotto indagine per non avere rispettato
le bandiere blu mentre veniva doppiato;
3) riuscire finalmente a mettersi dietro un paio di
vetture dopo lungo tempo (una HRT e le Marussia, se non sbaglio);
4) ritirarsi quando aveva già superato il 90% dell’intera
percorrenza e, di conseguenza, essere classificato in ultima posizione.
E lì mi è sovvenuto un dubbio: la Mercedes e Schumiiii
sono stati pagati per quel ritiro, proprio in quel giro? :-P No, perché secondo
me non c’erano altri mezzi per salvare dall’ultima posizione il pilota di casa.
Oh, che sbadata... vi ho detto già in anticipo che
Karthyyyy non ha lottato per la vittoria. Come ho potuto essere così poco
attenta? :-P
Andiamo avanti... Veniamo agli altri eventi salienti
della gara. Dopo lo spiattella mento della gomma di Schumiiii dopo la foratura,
è stata la volta di Perez.
Mentre era in lotta con Hulkenberg, lo Speedy Gonzales
della F1 ha logorato un po’ troppo le gomme e, al fine di mettere in atto una
performance da pilota della Mercedes, al 15° giro è stato il primo pilota a
rientrare per la prima sosta. Dopo pochi giri, però, ha avuto un contatto con
Ricciardo, con l’ala anteriore più tagliente di una ghigliottina... e potete
immaginare che Speedy Gonzales ha fatto ben presto la fine di Schumacher. Anzi,
anche peggio: dopo il pit-stop per cambiare gomme è dovuto rientrare
nuovamente, stavolta per un ritiro definitivo.
Certo che essere classificato ultimo dietro a Karthikeyan
non era poi così tanto meglio che figurare ritirato, quindi che a Perez sia
andata peggio che a Schumacher in effetti è alquanto discutibile.
Veniamo ora all’alter-ego di Perez. Mi riferisco a
Maldiiiii, il guru degli incidenti. È capitato qui un evento davvero
eccellente: Maldiiii si è ritrovato in lotta con Grosjiiii, per la seconda gara
consecutiva, e per la seconda volta di seguito non ci sono stati incidenti!
#EPICO!
Per Maldiiii però le cose non sono andate esattamente per
il verso giusto: è stato superato infatti non solo da Grosjiiii, ma anche da
Senna che sopraggiungeva dietro di loro.
Tutto ciò è avvenuto più o meno nel periodo delle
peripezie di Perez. Prima che la metà della gara fosse completata, però, le
peripezie di Maldiiii sono ricominciate. Lui e il compagno di squadra si sono
ritrovati infatti alle spalle di Kobyyyy.
«THE POWER OF JAPAN! KOBY FOR THE WIN!»
«THE POWER OF CRASHHHHH!»
Ed ecco che, dopo una collisione con il kamikaze della
F1, Maldiiii si è ritrovato con una gomma forata, è stato costretto a un’altra
sosta e si è ritrovato nelle retrovie. Eccetto il fatto di Kobayashi, mi
sembrava molto un dejà-vu.
Nel frattempo Bruninho ha superato Kobyyyy, non me ne
sono nemmeno accorta al momento, ma dato che il fatto è stato menzionato nei
Minidrivers usciti qualche giorno dopo il gran premio tanto vale citarlo. U.U
Dopo il secondo pit-stop Kimiiii ha superato Feliiii, che
è rientrato un giro più tardi, per la sesta posizione.
Kimiiii: «Ehi, Algida power, oppa vodka style!”
Feliiii: «Ehi Felipe Baby, oppa Feliiii style!»
* Feliiii supera Kimiiii, sottraendogli anche il gelato...
*
Kimiiii: «Toglietemi tutto, ma non il mio cremino! Ç_____ç
Oppa vodka style!»
A tre quarti di gara, quindi intorno al 45° giro, la
Accaerretì ha mostrato segni di poca efficienza e affidabilità. Infatti sulla
vettura di DLR ha ceduto qualcosa e il torero anziano della F1, che il prossimo
anno sarà il pilota più anziano in pista e che fortunatamente ci sarà, perché è
un personaggio pittoresco e la sua sola presenza può soddisfarmi, si è
ritrovato contro le barriere. Mi spiace per lui, ma almeno stavolta è stata la
sua di HRT a fermarsi. KARTHY FOR THE WIN! *______*
A proposito di nuovi team, c’è da dire che c’era un’altra
cosa che avevo notato già da un po’ e che mi soddisfaceva abbastanza: PIC
DAVANTI A GLOCK! *-* #WeBelieveInPic! Anche questo era parecchio soddisfacente,
come ho detto appunto da neanche mezza frase e non era rilevante ripeterlo.
Gli ultimi giri sono stati bollenti.
Il kers di Webbiiii: «Bene, mancano ancora 12 giri di
gara, ma direi che è ora di andare a letto.»
Il DRS di Schumiiii: «Sai che hai avuto proprio un’ottima
idea? Io sarò con te a sostenerti fino alla fine! U.U»
Webbiiii: «Ehi, voi due, come vi permettete di
complottare alle mie spalle? Adesso per colpa vostra dovrò presentarmi sul
podio con un’espressione da funerale!»
* Ferniiii supera Webbiiii. *
Ferniiii: «Già che ci sei, puoi anche salire come terzo
classificato invece che come secondo.»
* Hammiiii si avvicina minaccioso. *
Hammiiii: «O magari non salirci affatto!»
Webbiiii: «La mia monoposto non è così crudele da
lasciarmi giù dal podio. Vero Kinky Kylie?»
La vettura di Sebbiiii: «Ehi, ma Kinky Kylie sono io, non
la tua! O.O»
E dopo quest’ultima evoluzione, Webbiiii è riuscito a
conservare almeno la terza posizione, mentre Hammiiii si avvicinava.
Null’altro di significativo è accaduto fino al
sessantesimo giro se non che, quando Mazzoniiiii aveva pronosticato un grand
chelem per Sebbiiii, dopo quello che aveva ottenuto in Corea (quando sappiamo
benissimo che c’era Webbiiii in pole, quindi semmai si riferiva al Giappone),
all’ultimo giro Jensiiii ha fatto segnare il giro più veloce, mentre chiudeva
la gara in quinta posizione, davanti a Feliiii, Kimiiii, Hulk, Grosjiiii e
Bruninho (con quest’ultimo che nella fase conclusiva della gara ha dato una
grande soddisfazione alla Mercedes – in senso ironico chiaramente – mettendo Rosbiiii
fuori dalla topten), e mentre io mi disperavo perché mancano soltanto tre gran
premi alla conclusione della stagione. #OppaF1Style!
Il vantaggio di Vettel in classifica è salito a +13 punti
su Alonso. Ormai sembra chiaro che sarà una lotta a due fino alla fine.
Il risultato:
1. Vettel (Redbull), 2. Alonso (Ferrari), 3. Webber
(Redbull)
4. Button (McLaren), 5. Hamilton (McLaren), 6. Massa
(Ferrari), 7. Raikkonen (Lotus), 8. Hulkenberg (Force India), 9. Grosjean
(Lotus), 10. Senna (Williams)
11. Rosberg (Mercedes), 12. Di Resta (Force India), 13.
Ricciardo (Toro Rosso), 14. Kobayashi (Sauber)
+1 giro: 15. Vergne (Toro Rosso), 16. Maldonado
(Williams), 17. Petrov (Caterham), 18. Kovalainen (Caterham), 19. Pic
(Marussia)
+2 giri: 20. Glock (Marussia), 21. Karthikeyan (HRT)
+5 giri: 22. Schumacher (Mercedes) Rit.
RIT: De La Rosa (HRT), Perez (Sauber)
Ebbene, ce l’ho fatta. *-*
Buon gran premio di Abu Dhabi a tutti! ;-)
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Commenti ai GP,
F1 stagione 2012,
GP India
sabato 27 ottobre 2012
Guardando la griglia di partenza del GP d'India...
Vettel / Webber
Hamilton / Button
Alonso / Massa
Raikkonen / Perez
Maldonado / Rosberg
Grosjean / Hulkenberg
(...)
Incidente in partenza per Rosberg in Giappone e in Corea.
Non c'è due senza tre? o.O
In fondo è 10° con Grosjean 11° e Grosjean nello scorso gran premio non ha combinato casini. O.O
Da notare inoltre Perez e Maldonado 8° e 9°, un'altra coppia esplosiva. ^^
Hamilton / Button
Alonso / Massa
Raikkonen / Perez
Maldonado / Rosberg
Grosjean / Hulkenberg
(...)
Incidente in partenza per Rosberg in Giappone e in Corea.
Non c'è due senza tre? o.O
In fondo è 10° con Grosjean 11° e Grosjean nello scorso gran premio non ha combinato casini. O.O
Da notare inoltre Perez e Maldonado 8° e 9°, un'altra coppia esplosiva. ^^
GP India: prima fila tutta Redbull per la terza volta consecutiva
Un cordiale saluto
ai nostri lettori da F1GC...
Si ritorna per il secondo anno al Buddh International
Circuit, dove fin dal venerdì Sebastian Vettel si dimostra al top. Il pilota
della Redbull riesce infatti a conquistare il miglior tempo in entrambe le due
sessioni di libere della giornata, e la situazione non cambia al sabato
mattina, dove ugualmente ancora una volta è Vettel a ottenere il miglior tempo.
Si passa quindi alle qualifiche, dove ancora una volta le
Redbull sembrano essere molto veloci fin dalle prime fasi, in cui molti piloti
si sono contraddistinti per errori, testacoda e uscite di pista, ma senza
eccessive conseguenze.
Di fatto la Q1 non è fonte di particolari sorprese: si
evince fin da subito che nelle ultime tre file si piazzeranno Caterham,
Marussia e HRT, ancora incapaci di avvicinarsi agli altri team che generalmente
si collocano nella seconda metà dello schieramento, mentre sembra lotta tra le
Toro Rosso per il passaggio in Q2.
È infatti Vergne, che non usciva in Q1 dal gran premio di
Germania che fu disputato nello scorso luglio, a non riuscire a passare in Q2,
grazie alla risalita di Ricciardo arrivata nelle ultime fasi della prima
manche.
Terzultima fila tutta con i colori della Caterham: Vitaly
Petrov ha conquistato la 19^ posizione davanti al compagno di squadra
Kovalainen, che alla fine della sessione è finito in testacoda andando a
fermarsi in mezzo alla ghiaia e facendo uscire le bandiere gialle, ma non dando
particolari problemi a nessun pilota, in quanto quasi tutti avevano già
completato il loro ultimo tentativo.
Glock, il meglio piazzato dei piloti della Marussia, si è
qualificato in 21^ posizione davanti alle HRT di De La Rosa e dell’idolo locale
Narain Karthikeyan, mentre Charles Pic, con l’altra Marussia, ha concluso in
ultima posizione, ma dentro al 107%.
Il miglior tempo è stato ottenuto da Pastor Maldonado che
sul finire della prima manche ha battuto il tempo effettuato da Vettel, ma
utilizzando gomme soft, che non sono state montate dal pilota della Redbull
come da altri piloti che avevano ottenuto già buoni tempi con la mescola più
dura; Rosberg, sempre su gomme soft come Maldonado, è riuscito a conquistare la
terza posizione.
La seconda manche è molto serrata, sono molti i piloti
che potrebbero puntare alla top-ten ed effettivamente tra gli ultimi dei
qualificati e il primo degli esclusi il gap è davvero limitato. I tempi di
molti piloti vengono condizionati da errori, è il caso ad esempio di Massa e di
Grosjean che rischiano l’esclusione. Alla fine il brasiliano riesce a rientrare
in top-ten in decima posizione, cosa che non riesce al francese della Lotus,
che si qualifica 11°. Hulkenberg, il meglio piazzato dei due piloti della Force
India, non va oltre il 12° tempo, davanti alla Williams di Bruno Senna, alla
Mercedes di Schumacher e alla Toro Rosso di Ricciardo che, in 15^ posizione, è
riuscito a battere Di Resta e Kobayashi.
Passeranno alla Q3 quindi le due Redbull, con Vettel che
peraltro è stato autore del miglior tempo nella seconda manche, le due McLaren,
le due Ferrari, una Williams, una Lotus, una Mercedes e una Sauber.
Vettel fa un errore nella fase iniziale dell’ultima
manche, rinunciando al suo primo tentativo. In effetti sono soltanto tre i
piloti che effettuano due diversi tentativi, e nel primo di questi Webber è il
pilota più veloce, davanti ai soli Alonso e Hamilton.
Per quanto riguarda il secondo tentativo, tutti i piloti
a parte scendono in pista, a parte Rosberg, in quanto la Mercedes decide di
risparmiare un set di gomme.
Nonostante le difficoltà iniziali è Sebastian Vettel a
conquistare la pole position, la 35^ della sua carriera, con il suo compagno di
squadra Webber che va a completare la prima fila. Per la terza volta in
successione, dopo i gran premi di Giappone e Corea, vi è quindi una prima fila
tutta Redbull.
Hamilton conquista la terza posizione al termine della
sessione, davanti al compagno di squadra Button. Le prestazioni mostrate finora
dalla McLaren potrebbero complicare la situazione di Fernando Alonso, al
momento secondo in classifica, staccato di sette punti da Sebastian Vettel, che
ha conquistato soltanto il quinto tempo davanti all’altra Ferrari di Massa.
Raikkonen è settimo, davanti a Perez e a Maldonado, con
quest’ultimo che ha girato su tempi parecchio alti in Q3.
Non risultano al momento retrocessioni o penalità, perciò
la griglia di partenza coinciderà – a meno che non vi sia qualche
stravolgimento nelle prossime ore – con il risultato delle qualifiche, che è il
seguente:
Stamp: fonte.
...da F1GC un
cordiale saluto.
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F1 stagione 2012,
GP India
lunedì 30 gennaio 2012
Stagione 2011: #17 Commento al GP dell'India
12/11/2011: dal mio vecchio blog.
Campionato 2011: capitolo 17
Gran Premio d’India: Massa & Hamilton: attrazione fatale
Campionato 2011: capitolo 17
Gran Premio d’India: Massa & Hamilton: attrazione fatale
Jaipee Circuit, Greater
Noida / 28-29-30 ottobre 2011
Prima legge della gravità: qualora la
monoposto di Massa e quella di Hamilton raggiungano un distacco inferiore a un
secondo, è inevitabile che l’attrazione gravitazionale che le lega conduca
suddette monoposto una contro l’altra.
Un
cordiale saluto ai miei cari lettori, l’evento più atteso dell’anno ha visto la
luce, ben più del gran premio di Singapore con la sua illuminazione
artificiale. So che è straziante pensare a gran premi che non hanno come
contorno una ruota panoramica il cui giro dura una quarantina di minuti, ma
spero che siate riusciti ad arrivare comunque in fondo al weekend senza fare un
esposto ufficiale alla FIA in cui vi lamentavate per l’assenza di una ruota
panoramica che rispondesse a tali requisiti.
Dopo anni
e anni dall’annuncio finalmente la Formula 1 è giunta fino alla patria che ha
prodotto eroi dei motori del calibro di Chandhok e Karthikeyan, due piloti
senza ombra di dubbio di un certo livello, forse entrambi dello stesso
livello... non so, ma mi pare comunque un livello piuttosto basso in entrambi i
casi.
Già da un
po’ di tempo ci era stato preannunciato che Karthyyyy, un genio che in una gara
è riuscito, anni fa, ad arrivare addirittura in quarta posizione nonostante
corressero ben sei piloti, un risultato di un certo livello, tenendo conto del
fatto che si è tenuto dietro piloti del calibro di Albers e Friesacher (“chi
sono Albers e Friesacher?”, CIT. chiunque non conosca per filo e per segno
tutti i piloti della gloriosa storia della Minardi; “due piloti che se anche in
pista non ci fossero stati non se ne sarebbe accorto nessuno”, CIT. di chiunque
invece conosca per filo e per segno tutti i piloti della gloriosa storia della
Minardi, senza dimenticarsi di gente tipo Zsolt Baumgartner – con un nome del
genere del resto è impossibile dimenticarselo, Nicolas Kiesa e Thomas Enge,
anche se in effetti non sono completamente certa che quest’ultimo abbia corso
per la Minardi, forse era alla Arrows oppure alla Toyota, anche se devo
ammettere che la mia memoria storica a proposito di Enge è piuttosto scarsa, mi
ricordo che qualche anno fa, leggendo il suo nome da qualche parte, mi sono
chiesta “ma questo ha davvero mai gareggiato in Formula 1?”). Originariamente
pensavamo che Karthyyyy sarebbe ricomparso in pista al posto di Ricciardo, un
genio che sta facendo risaltare il talento dei piloti australiani. Ehm, non il
proprio, mi pare, intendevo dire che, essendo australiano come Webber, sta
facendo risaltare l’eccelso e impressionante talento di Webber, un pilota
incompreso da tutti che avrebbe vinto millemila titoli se non fosse stato
ostacolato dalle avversità della sorte e dal kers.
La realtà
è stata ben diversa... no, nonostante sembri non sto parlando di Webbiiii, ma
di Karthyyyy e Ricciardo: il più talentuoso pilota indiano, o meglio, quello
che può competere con il suo degno avversario Chandy per il ruolo di miglior
pilota indiano, non avrebbe sostituito Ricciardo bensì Liuzzi. La cosa mi ha
sconcertata: mi stavo giusto chiedendo se Liuzzi, che ultimamente si sta
adeguando alla filosofia indiana di ricercare l’ultimo posto, sarebbe riuscito
a competere con il compagno di squadra e con Chandy per l’ultima posizione, per
poi scoprire che Liuzzi nemmeno sarebbe sceso in pista, dal momento che Karthy
avrebbe sostituito lui. Il colpo di grazia, però, è stato scoprire che quel
pilota estremamente talentuoso che è Chandy, nonostante ci fosse la possibilità
di vederlo in pista durante la gara, non era stato minimamente preso in
considerazione dalla Lotus Made in Malesia, team originario dallo stesso paese
che ha dato i natali ad Alex Yoong, altro pilota estremamente talentuoso della
storia della Minardi, altrimenti detto il collaudatore delle vie di fuga, che
sfortunatamente per lui la legge del caso ha voluto che anziché essere compagno
di squadra di gente tipo Albers o Baumgartner fosse il compagno di squadra di
Alonso, cosa che ha contribuito a mettere le sue prestazioni addirittura sotto
terra. A proposito della storia della Minardi, dimenticavo che ha avuto tra i
suoi piloti anche Webber, che addirittura in Australia nel 2002 arrivò in
quinta posizione e poi mostrò un pupazzo a forma di canguro (NB. questa cosa
del pupazzo l’ho vista davvero in una foto, non è un’invenzione come i pupazzi
di Winnie the Pooh di cui parlo da circa un mese e mezzo), quinta posizione, un
risultato abbastanza similare a quelli che ottiene al giorno d’oggi con la
Redbull... del resto ditemi voi, vedete qualche differenza tra la Minardi del
2002, l’antenata della Toro Rosso, e la Redbull di oggi? Io non ne vedo
nessuna: con quel team Vettel ha vinto una gara e Webber non ha vinto nulla,
con la Redbull Vettel ha vinto due titoli mentre Webber...
Va beh,
lasciamo perdere, lasciamo stare Webber, mi pare finalmente di non essere più
l’unica che non lo vede affatto come un fenomeno, anche se ce n’è voluto di
tempo. Stavo parlando di Chandy, come sono finita a parlare di Webbiiii?
Permane un mistero, direi. Per chi se lo fosse scordato il sommo Chandy aveva
già partecipato antecedentemente a una gara a metà stagione, con un risultato
alquanto penoso, prendendolo notevolmente in quel posto dal compagno di squadra
e da gente del calibro di Ricciardo e D’Ambrosio. Questo mi sembra che la dica
lunga, anche se in effetti come pilota della Lotus Made in Malesia Kovalainen
non mi sembra affatto male: finisce spesso quindicesimo o sedicesimo, posizione
a cui aspirava anche nel 2009 in McLaren in molteplici occasioni. Non escludo
che un giorno o l’altro possa anche vincere una gara, con una media di sedici
monoposto davanti alla sua basta che otto piloti forino una gomma e che altri
otto rompano il motore quando mancano pochi giri al traguardo, e Kovalainen
vincerà finalmente un secondo gran premio.
Tutto
questo, una pagina di Word in carattere Arial dimensione 11 (immagino che
questo dettaglio, cari lettori, sia di vostro immenso interesse), per dire che
la sfida tutta indiana per la conquista dell’ultimo posto ce la possiamo anche
togliere dalla testa: la Lotus Made in Malesia non aveva la benché minima
intenzione di rimettere in pista Chandy, cosa che tutto sommato mi pare
abbastanza logica, quindi l’utente medio pensava rassegnato: “ci sarà in pista
soltanto un talento indiano, anziché due”.
Venerdì 28
ottobre, giorno delle prove libere: finalmente l’atmosfera iniziava a
delinearsi, ce l’avrebbe fatta Karthyyyy a dominare? Tutti si aspettavano
qualcosa del genere e non vedevano l’ora che iniziassero le libere appunto per
appurare la spiccata superiorità del loro indiscusso idolo, al volante di una
monoposto estremamente performante e competitiva, la gloriosa Hispania Racing
as know as HRT, team per cui hanno gareggiato piloti di un certo livello,
compreso lo stesso Chandy nella scorsa stagione, e che ha cambiato più piloti
in due anni di quanti ne abbia cambiati la Ferrari negli ultimi quindici anni
(no, in effetti forse ne ha cambiati di più la Ferrari negli ultimi quindici
anni – otto in totale se non ho dimenticato nessuno – che la HRT in due anni
che è rimasta ferma a sette) e che di piloti talentuosi ne ha avuti
un’infinità, in primo luogo il sommo imbattibile Yammiiii, un vero insulto al
talento Made in Japan... A proposito, rassegnatevi: Yammiiii ha la pessima
abitudine di ricomparire in pista ad anni alterni, quindi è probabile che la
prossima stagione ce lo dovremo sorbire di nuovo.
Dunque, di
cosa stavamo parlando? Ah, già, delle prove libere. La cosa più spettacolare è
stata scoprire che sono state rimandate per via della presenza di un cane
randagio comparso in pista quando le qualifiche dovevano iniziare. Insomma, io
non so cosa dire, mi pare che questi cani randagi abbiano un po’ troppe manie
suicide. Comunque pare che questo cane, diversamente da quello di Istanbul 2008
che nel bel mezzo della gara di GP2 si fiondò sotto le ruote della monoposto di
Bruno Senna, non sia stato investito. È stato inseguito dalla safety car prima
di essere cacciato via dalla pista... o almeno così pare, comunque deve essere
stato esilarante vedere un cane mentre veniva inseguito dalla safety car.
Secondo altre fonti non sarebbe comparso in pista un solo cane, bensì alcuni...
in ogni caso non ho dubbi: questi cani indiani sono senza ombra di dubbio dei fan
indiscussi di Chandyyyy e di Karthyyyy, avete qualche dubbio per caso? Spero di
no, è davvero oltraggioso avere dubbi su queste cose.
Finalmente
è iniziata la prima sessione di libere, stranamente il miglior tempo non è
stato conquistato dal cane, bensì da Hamilton, che per un mancato rispetto
delle bandiere gialle è stato penalizzato con meno tre posizioni sulla griglia
di partenza, stessa cosa che è capitata a Perez anche lui per mancato rispetto
delle bandiere gialle. Inoltre la Virgin di D’Ambrosio, stando a quanto ho
capito, è andata a sbattere da qualche parte; il suddetto pilota peraltro è
stato autore dell’ultimo tempo.
A seguire,
dopo Hamilton, hanno fatto registrare i tempi immediatamente successivi le
Redbull di Vettel e Webber, la McLaren di Button, le Mercedes di nonno
Schumiiii e di Rosberg, dopodiché Massa in settima posizione, mentre Ferniiii
che aveva fatto in tutto tre o quattro giri era rimasto soltanto 23esimo alle
spalle di Karthikeyan. Chandyyyy, che sostituiva Kovalainen nelle libere, ha
fatto una prestazione davvero da urlo: il 19esimo tempo è stato suo, un evento
di tutto rispetto.
Passiamo
alle libere 2. L’impressione è che siano state molto meno movimentate del primo
turno, per intenderci stavolta non sono comparsi cani in pista, la safety car
non ha inseguito cani, né tantomeno c’erano Chandhok e Karthikeyan in pista. I
due talenti indiani sarebbero stati due schegge ma purtroppo non hanno potuto
mostrare le loro performance. Gli ultimi tempi a cui potevano ambire sono stati
conquistati da Liuzzi e Ricciardo, mentre noto che le Lotus Made in Malesia
sono state più veloci delle Mercedes, che si sono potute accaparrare il 19esimo
tempo (Rosberg) e il 21esimo (Schumacher).
È stato
Massa a conquistare il miglior tempo (sì, c’è scritto proprio esattamente
quello che avete letto), seguito da Vettel, Alonso, Hamilton, Webber, Button e
a seguire tutti gli altri. Il nostro dubbio a quel punto era uno soltanto: che
cosa sarebbe accaduto il giorno successivo al momento delle qualifiche? Abbiamo
iniziato a farci fantasie su Karthyyyy che otteneva la pole position, con la
triste certezza che era matematicamente impossibile... o no? Solo il tempo ci
avrebbe risolto questo dubbio esistenziale che ci impediva di prendere sonno.
Prima che
i nostri dubbi potessero essere risolti è sopraggiunto l’orario della terza
sessione di libere, che ci ha riservato un’enorme sorpresa: incredibilmente è
stato Vettel a conquistare il miglior tempo. Sicuramente ciò è avvenuto per il
semplice fatto che non c’era in pista Chandhok, se no il talento Made in India
si sarebbe fatto sentire come non mai, avete qualche dubbio? Anche Karthy
comunque ha fatto una prestazione più che dignitosa in questo terzo turno:
tenendo conto che con un 23esimo posto già avrebbe fatto bella figura, pensate
un po’, è stato addirittura 22esimo tenendosi dietro D’Ambrosio e Ricciardo,
insomma, una prestazione di tutto rispetto per un paracarro a bordo di una HRT.
Intanto qualcuno si chiedeva ancora se tale paracarro, dall’alto della sua scuderia
extra-performante, avrebbe potuto puntare alla pole. Qualcuno arrivava a
sostenere che, se le posizioni fossero state attribuite al contrario, ciò
sarebbe stato possibile... soltanto il tempo ci ha dato una risposta.
Ho acceso
su Raidue alle 10,25 di domenica mattina, notando con estremo disappunto che
c’era la pubblicità di Tecnocasa al posto di quella del Bostick. Mi sono detta:
“speriamo di vederla almeno domani prima della gara”. Dico io, come si può
sopravvivere senza la pubblicità del Bostick? È ancora più rilevante di quella
della schiuma da barba Intesa Pour Homme (che poi non so perché ci sia stato
bisogno di chiamarla Intesa POUR HOMME, c’è per caso qualche donna che si rasa
la barba?).
Va bene,
va bene, lasciamo stare la schiuma da barba. Finalmente la pubblicità è finita
e ho potuto deliziarmi della voce di Mazzoni, il Nostradamus del ventunesimo
secolo, che tra gufate effettive e potenziali ci ha messo un certo impegno, le
potenziali gufate chissà, mi sono detta, avrebbero magari trovato realizzazione
il giorno successivo. Prima delle gufate, però, era necessario che Nostradamus
2 illustrasse la nuova location in cui la Formula 1 è approdata, con un
circuito che tutto sommato non mi pare neanche così tanto pessimo come pensavo
inizialmente, si è visto senza dubbio di peggio (leggi: Bahrein). L’India pare
essere anche un paese carico di personaggi pittoreschi legati al mondo dei
motori, in primis l’inimitabile Vijay Mallya. Mazzoni ci ha illustrato per filo
e per segno che possiede 44 case in giro per il mondo, 3 yacht, una compagnia
aerea e non so cos’altro. Ha parlato inoltre della Force India di cui una certa
quota azionaria è stata acquistata da una società indiana e che ora la quota di
Mallya è più bassa rispetto al passato. È indiana inoltre la team manager della
Sauber, unica donna team manager, di cui non si era più parlato tanto negli
ultimi tempi ma che invece era stata nominata parecchie volte all’inizio della
stagione. Per non parlare di Karthy, il geniale pilota indiano della HRT, e di
Chandy, terzo pilota della Lotus Made in Malesia a cui stranamente la Lotus
Made in Malesia non ha voluto dare un volante per questa gara. Chissà perché...
Mazzoni ha
anche aggiunto che in India Schumacher è più famoso di Vettel, il che forse non
è solo in India. Se andate da mia madre e le chiedete chi è Vettel, la sua
risposta sarà più o meno: “CHI?!” Se invece le chiedete Schumacher, invece, sa
che si tratta di un pilota, questo ve lo posso assicurare (ma non chiedetele
per che team corre, suppongo che abbia molte difficoltà a darvi una risposta,
ma del resto l’ultima volta che ricordo che mia mamma abbia guardato un gran
premio dall’inizio alla fine Schumacher correva ancora per la Benetton e il
giorno dopo io ho raccontato gli eventi di quel gran premio alla mia maestra
d’asilo, quindi si trattava di parecchio tempo fa). Mazzoni non ci ha però
svelato un mistero che mi sarebbe piaciuto chiarire: se è vero che Schumacher è
più famoso di Vettel, in India, è anche più famoso dei due loro grandi talenti Chandhok
e Karthikeyan? Purtroppo questo non lo scopriremo mai, ma ciò non ci impedisce
di immaginarci che la risposta sia affermativa.
Altro
argomento trattato è stato quello dei caschi dei piloti, molti avevano caschi
particolari in questa occasione. Cinque piloti avevano caschi con dediche a
Marco Simoncelli, che ci ha lasciati domenica 23 ottobre, e al pilota di
Indicar Dan Wheldon, che è deceduto circa due settimane prima del gran premio
d’India. Questi erano Trulli, Massa, Alonso, Barrichello e Button, con
Barrichello che aveva un casco di colori particolari e Trulli che aveva il
casco con gli stessi colori di quello del Sic.
Per quanto
riguarda altre modifiche ai caschi Mazzoni ci ha anche avvertito che Vettel
indossava un casco su cui era stampata una fotografia dei meccanici Redbull (ma
generalmente in una gara sì e una gara no Vettel ha un casco “fotografico”) e
Hamilton un casco verdastro con un’immagine di Bob Marley. Non ho ben capito in
che modo, ma sembra che questo casco sia stato correlato in qualche modo alla
“rottura con la sua fidanzata, che è stata confermata anche da suo padre
Anthony Hamilton che vedete inquadrato al box della Force India e che è anche
il manager di Paul Di Resta” [CIT. Mazzoni]. Peraltro il casco di Hamilton a me
sembrava veramente inguardabile, ancora più del casco indossato da Senna che ho
notato in un’inquadratura, che rappresentava in cima quello che mi è sembrato
un nido di serpenti (ma presumibilmente non era questa l’intenzione di chi l’ha
disegnato) con scritto “06 88” o qualcosa del genere, di cui Mazzoni non ha
fornito alcun dettaglio.
La Q1 è
iniziata terminando ben presto per Glock, che ha potuto percorrere solamente
tre giri prima che il cambio lo abbandonasse. Il pilota della Virgin ha
conquistato così l’ultima posizione, cosa che ci ha fatto capire che, nemmeno
se le posizioni fossero state attribuite a partire dal fondo, Karthy avrebbe
ottenuto la pole. Sempre per un problema al cambio Ricciardo ha dovuto
sostituirlo quando non avrebbe potuto farlo, per cui sarebbe partito arretrato
di cinque posizioni sulla griglia di partenza, nell’improbabile caso in cui ci
fossero stati cinque piloti posizionati alle sue spalle.
Nel
frattempo il Nostradamus di oggi ha iniziato a dare prova della sua arte
gufatoria fin da subito. Quando ha detto che Senna aveva sempre danneggiato la
propria vettura in tutte le gare che ha disputato tranne Monza ho alzato gli
occhi al cielo, quando ha aggiunto che Kobayashi aveva ottenuto 25 punti nelle
prime sette gare, soltanto 2 in seguito e non andava a punti da sei gare li ho
riabbassati per lo sconforto e quando ha specificato che Schumacher e Petrov
avevano avuto incidenti l’uno con l’altro in tre gran premi precedenti ho
pensato che forse un giorno Mazzoni si ritroverà questi piloti ad aspettarlo
sotto la cabina di commento, dato che temo che sia in parte dovuto anche alle
sue gufate se uno va sempre a sbattere, l’altro non fa punti e gli altri due
scambiano i circuiti di Formula 1 per la pista degli autoscontri. Stranamente
Nostradamus ha evitato di infierire sulle Toro Rosso e sulle Force India, forse
non è un caso che alla fine entrambe le Toro Rosso e Sutil siano arrivati in
Q3, mentre tutti i piloti precedentemente nominati no.
A dire il
vero Sutil è stato nominato nell’angolo mercato piloti, in cui ci sono state
svelate alcune sorprendenti rivelazioni per il futuro:
> pare
che il prossimo anno Raikkonen sarà alla Williams, sponsorizzato da qualche
sceicco degli Emirati, e che in occasione del prossimo gran premio di Abu Dhabi
potrebbe arrivare un annuncio ufficiale;
> la
Virgin che, guarda caso, ha confermato Glock ma non D’Ambrosio (ma che
casualità inimmaginabile!) per la prossima stagione potrebbe affiancare a Glock
un pilota francese che ha come manager l’ex pilota Olivier Panis, il nome di
questo giovane pilota francese – la cui età e il cui curriculum motoristico non
ci sono ancora stati narrati per filo e per segno – sarebbe qualcosa tipo Pic o
Pik o Pig, così almeno mi è parso di capire;
> Sutil
rischia il posto alla Force India, in quanto potrebbe essere sostituito dal
pilota di riserva Hulkenberg; pare che Sutil voglia discutere la cosa con i
vertici della Force India... chissà se lo farà armato di bottiglia rotta!
Temo di
essermi allontanata troppo dal tema scottante di cui mi stavo occupando in
origine, ovvero della Q1. Ho già fatto qualche spoiler a proposito di come è
andata a finire per diversi piloti, ma non ho ancora narrato il succo
essenziale della prima sessione di qualifiche.
Tutti sono
scesi in pista sulle gomme dure, inizialmente, e i tempi erano piuttosto
sorprendenti, addirittura Karthikeyan per un certo periodo è stato più veloce
delle Mercedes. Mi stavo giusto chiedendo che diamine fosse capitato quando è
stato svelato l’arcano: con le gomme soft i risultati cambiavano radicalmente,
per fortuna di Button che fino a quel momento aveva rimediato una 15esima
posizione. La situazione ha iniziato a tornare molto simile alla normalità, con
i sei piloti dei nuovi team che guarda caso erano andati a finire nelle ultime
sei posizioni.
La
sorpresa è indubbiamente stata il pilota di casa: Karthy ha sorpreso tutti
quelli che credevano sarebbe arrivato ultimo come al solito. Accantonando la
filosofia indiana giusto per il weekend di casa ha strappato un clamoroso
22esimo tempo, relegando D’Ambrosio in 23esima posizione, in perfetta linea con
la filosofia belga, che sembra essere quella di arrivare penultimo. Si è
salvato dall’ultima fila e il suo 22esimo tempo gli avrebbe fornito addirittura
una 21esima posizione sulla griglia di partenza, in quanto Ricciardo che è
stato 21esimo era accreditato dell’ultima posizione dovendo essere retrocesso.
In
terzultima fila si sono posizionati naturalmente Kovalainen in 19esima
posizione e Trulli 20esimo, un copia e incolla della maggior parte delle
qualifiche di questa stagione e anche della scorsa, mentre l’unico pilota
estraneo ai nuovi team precipitato fuori alla prima sessione è stato Kobayashi,
uno degli obiettivi preferiti dalla gufata del Nostradamus delle telecronache.
Con le gomme
soft Petrov aveva ottenuto il miglior tempo, dimostrando tutto il potenziale
della Lotus Renault. Come no! Il potenziale della Lotus Renault mi pareva
lievemente inferiore e quel miglior tempo più dettato dalla legge del caso che
da altro.
Da
rimarcare anche la strabiliante performance della Ferrari, che pare avere
mandato in pista Massa con un treno di gomme soft all’ultimo minuto, in modo da
consumare le gomme senza che riuscisse a far registrare un qualsiasi tempo...
Tipica strategia in perfetto Ferrari Style, direi.
Si è
passati alla Q2, dove parecchi dubbi sarebbero stati svelati. Purtroppo l’idolo
di casa Karthyyyy non sarebbe più stato presente in pista, cosicché non avrebbe
potuto dimostrare le proprie elevatissime performance, che un giorno lo faranno
entrare nell’olimpo motoristico dei piloti più sorprendenti di sempre, in
abbinato a gente tipo Yammiiii.
Le cose
non parevano ancora molto delineate, con i top team che di sicuro potevano
puntare alla Q3 (e per top team intendo Redbull, Mclaren e Ferrari), mentre gli
altri che erano ancora in una posizione di incertezza, in quanto potevano
passare tranquillamente le Force India oppure le Lotus Renault a seconda dei
casi. Ah ah, le Lotus Renault in Q3? Ma non diciamo cavolate! Però senza ombra
di dubbio le Toro Rosso, se non fossero state soggette a gufate mazzoniane,
avrebbero avuto molteplici speranze. Con mia notevole sorpresa Nostradamus non
si è accorto per lungo tempo delle discrete performance delle due monoposto di
Faenza, evitando di sottoporle alle pressioni della gufata e, di fatto,
permettendo loro l’accesso alla Q3.
Sono
rimasti fuori in Q3: Petrov (che aveva fatto lo stesso identico tempo di
Alguersuari, ma dato che quest’ultimo l’aveva fatto registrare prima era stata
attribuita a lui la decima posizione) che comunque sarebbe stato retrocesso di
cinque posizioni per il contatto provocato con Schumacher nella gara
precedente, Schumacher che aveva ottenuto il dodicesimo tempo e a seguire Di
Resta, Maldonado, Senna, Barrichello e Perez, con quest’ultimo che in ogni caso
sarebbe stato retrocesso di tre posizioni per via delle bandiere gialle
ignorate nelle libere del venerdì.
A quel
punto sono passati in Q3 i due piloti della Redbull, i due della Mclaren, i due
della Ferrari, Rosberg, Sutil e le Toro Rosso.
L’ultima
sessione di qualifica è iniziata nel modo più tranquillo e normale, poi, non
appena Massa è stato inquadrato, Nostradamus si è dedicato a una rosea
previsione: Felipe stava disputando un ottimo weekend, su una pista che
ricordava vagamente quella della Turchia, e poteva fare un ottimo risultato e
poteva senza ombra di dubbio puntare a posizionarsi davanti ad Alonso. In quel
momento ho provato il desiderio di sotterrarmi. Purtroppo non c’era terra nel
salotto di casa mia, quindi non ho potuto farlo. Da lì in poi ho capito che il
destino di Felipe era tristemente segnato: la gufata mazzoniana, su di lui, ha
sempre fatto effetto. Mi stavo chiedendo cosa gli sarebbe successo e mi stavo
convincendo quasi che non sarebbe capitato nulla di grave, semplicemente
sarebbe finito più indietro del dovuto come al solito. Invece no: praticamente
quando mancava un nanosecondo alla fine delle qualifiche gli è capitato uno di
quegli eventi che pensavo potessero capitare soltanto a Montoya nei rari casi
in cui non era andato a sbattere per i fatti suoi contro qualche muretto o più
frequentemente contro le vetture degli altri piloti.
Massa ha
rotto una sospensione su un cordolo ed è andato a schiantarsi fuori pista,
rallentato dal terreno che costeggiava la pista. A proposito del terreno in
questione, ogni volta che qualcuno ci passava sopra, cosa abbastanza frequente
dato che la maggior parte hanno passato tanto tempo nelle vie di fuga quanto in
pista, si alzava un polverone tale che sembrava di vedere il fumo che usciva
dal retrotreno della Mclaren di Raikkonen in qualsiasi gara del 2004.
La
sessione è stata interrotta anzitempo senza che il risultato potesse in qualche
modo cambiare radicalmente: pole position a Vettel, con il secondo tempo
conquistato da Hamilton che per la penalità di cui ho già parlato sarebbe stato
retrocesso in quinta posizione. In seconda posizione sarebbe quindi scalato
Webber che aveva il terzo tempo, in terza posizione sarebbe risalito Alonso che
era quarto, dopodiché Button. Quinto quindi Hamilton, seguito dai piloti che si
erano posizionati dalla sesta posizione in poi: Massa e Rosberg, con dietro
Sutil, Buemi e Alguersuari che non avevano fatto registrare alcun tempo, anche
se Sutil un giro di pista mi pare che l’abbia fatto.
Una delle
emozioni più forti del sabato è stato comunque quando hanno intervistato
Hermann Tilke: non avevo mai visto quale fosse il suo aspetto e ho scoperto con
estrema sorpresa che somiglia vagamente a un professore che ho avuto lo scorso
anno all’università, il cui esame l’ho passato con una misera sufficienza.
Toglietemi
tutto, ma non l’orribile pubblicità del Bostik! Anche la domenica mi sono
ritrovata a vedere lo spot della Tecnocasa invece che quello a cui mi ero ormai
abituata prima che gli orari di Giappone e Corea facessero sì che mi piazzassi
davanti al televisore giusto in tempo per vedere la partenza e non dieci minuti
prima. La prima cosa che ho sentito, prima dello spot Tecnocasa, è stata la
mancanza del cordiale saluto. Il nostro Nostradamus infatti non dice più da
tempo immemorabile “un cordiale saluto”, ma “buona domenica”, e sento
irreparabilmente la mancanza del suo cordiale saluto che è stato con noi nel
corso degli anni.
Altra cosa
piuttosto sconcertante è stata scoprire che sul circuito dell’India, che è
stato completato circa una settimana fa, le curve non hanno nomi contorti,
bensì sono riconosciute soltanto con delle diciture numeriche (curva 1, curva
2, eccetera)… mi aspettavo chissà quali nomi strampalati e invece niente! Sono sopravvissuta,
sperando che Mazzoni potesse sopperire all’assenza di stranezze facendo qualche
dichiarazione di particolare interesse. Oppure, in alternativa, ho sperato che
fossero in grado di consolarmi il casco di Bob Marley e quello del nido di
serpenti che senza dubbio non era un nido di serpenti.
Prima
della partenza Mazzoni ha iniziato a parlare a raffica, avendo iniziato
millemila discorsi mentre le luci rosse stavano per spegnersi, e tra le varie
cose ha riscontrato come Webber in genere avesse perso posizioni in partenza,
se non sbaglio per undici occasioni in questa stagione. Nostradamus ha anche
osato sovvertire le leggi della Formula 1, insinuando che le prestazioni di
Vettel siano superiori a quelle del compagno di squadra. Mazzoni, come ti permetti?!
Webber è un fenomeno di prima qualità e c’è da sorprendersi che non abbia
ancora vinto dieci titoli, ma dopotutto è una giovane promessa, ha solo
trentacinque anni e corre in Formula 1 da dieci anni, era troppo presto per
dimostrare che lui è il futuro della F1!
Vettel ha
mantenuto la posizione, con Webbiiii che è riuscito per un pelo a non farsi
sorpassare da Ferniiii. Nel frattempo Button, che se ne stava lì a fischiettare
con aria indifferente, si è avvicinato prendendosi la posizione sul Ferrari Man,
per poi andare a prendere anche Webber di lì a poco. Webbiiii non ha perso
posizioni nelle immediate fasi della partenza, ma una se n’è andata
immediatamente non appena Button gli ha strappato la seconda piazza,
dimostrando che la seconda posizione nella classifica piloti non è ancora stata
assegnata definitivamente, ma lui ci sta andando molto vicino, casomai qualcuno
avesse ancora dei dubbi. L’ex paracarro si è messo all’inseguimento di Vettel,
senza però riuscire ad avvicinarsi eccessivamente, dato che il pilota della
Redbull stava ormai andando via. Seguiva quindi Webber, dopodiché le Ferrari
del Ferrari Man e del Ferrari Baby, con dietro Hamilton, Rosberg, Schumacher
che aveva recuperato varie posizioni in partenza, Sutil, Senna, Alguersuari e
Buemi.
Nelle
retrovie erano capitati parecchi casini, intanto: Kobayashi, soggetto alle
gufate del moderno Nostradamus, stavolta era andato a finire peggio del solito,
in testacoda alla prima curva, andando addosso a qualcuno che mi pare fosse
Barrichello e coinvolgendo anche altra gente, dato che Barrichello e Perez si
sono immediatamente recati ai box e che Glock di lì a poco s’è ritirato. Anche
Petrov è subito rientrato dopo un giro, sostituendo le gomme hard che aveva con
le soft. Di conseguenza ha fatto con le soft quasi tutta la gara, dal momento
che è tornato a montare soft anche al secondo pit-stop.
Sempre
nelle fasi della partenza anche Trulli è finito in testacoda in un contatto con
una non meglio precisata HRT, mentre proprio le HRT avevano recuperato in
partenza un certo numero di posizioni, con il genio indiano che stava facendo
una prestazione neanche tanto inferiore a quella standard di Liuzzi e
Ricciardo. Se non sbaglio aveva recuperato qualcosa come otto posizioni, per il
momento, anche grazie al groviglio di vetture che c’era stato all’inizio della
gara.
Naturalmente
non appena ho scoperto che era stato Kobayashi l’unico ritirato al momento del
via (Glock si è ritirato un paio di giri più tardi, mi è parso di capire) mi
sono chiesta per quale ragione il sommo telecronista insista a gufarlo ormai da
mesi, ma poi mi sono resa conto che il sommo telecronista non si limita a
gufare Koby: la gufata è un’arte per lui e quando è diretta nei confronti dei
soggetti più esposti in genere produce effetti sconsiderati. Visto le
osservazioni che aveva fatto in qualifica sono già stata abbastanza sorpresa
dal fatto che Petrov e Schumacher non si siano tamponati a vicenda “come è già
successo tre volte in questa stagione” e che Senna non abbia “danneggiato la propria
vettura come in tutte le gare a parte Monza”. Purtroppo però per Kobayashi
c’era ormai ben poco da fare e chissà se almeno ad Abu Dhabi e a Interlagos
riuscirà a portare a casa qualche punto.
Nel
frattempo Webbiiii ha deciso di dare dimostrazione che anche lui aveva qualcosa
da dire e che avrebbe dato il proprio contributo all’andamento della gara, cosa
che si ricorda in media per cinque o sei giri a ogni gara, e ha provato a
strappare la seconda posizione a Button. Chiaramente dopo questi giri è caduto
nuovamente nel dimenticatoio e dopo il secondo giro di pit-stop sarebbe stato
superato anche da Alonso.
Button,
invece, procedeva in seconda posizione, sempre più vicino, anche se non ancora
matematicamente, al secondo posto nel mondiale, un mondiale in cui, a mio
parere, si merita davvero il secondo posto e, se ce ne fossero state le
circostanze, probabilmente avremmo potuto vederlo lottare per il titolo con
Vettel. Briatore, quando lo definì “paracarro”, penso proprio che stesse
esagerando di gran lunga.
Dopo dieci
giri di gara si è ritirato Maldonado. Era fuori dalla zona punti, piazzato
dietro alle Toro Rosso e alla Lotus Renault di Senna, e via radio gli
comunicavano facendo un certo fracasso di tentare il sorpasso, dicendogli che
era più veloce e ce la poteva fare.
La gara di
Pastor è finita mestamente, fuori pista, quando è stato messo fuori gioco da un
problema tecnico.
Anche
Buemi è stato soggetto a un problema tecnico, se non vado errata la rottura del
motore, mentre si trovava nelle posizioni finali della zona punti, non prima di
essere soggetto a una gufata che sarà inserita nella Platinum Collection a fine
commento.
A
differenza di Button di cui ho parlato poco fa, la gara di Hammiiiii non è
stata particolarmente calma. Mentre si avvicinava la metà dei cinquantotto giri
previsti era ormai a ridosso di Massa (e ciò ha sottoposto entrambi alle
sconcertanti gufate di Nostradamus Secondo) e l’attrazione gravitazionale tra i
due si è rivelata ancora una volta fatale.
Mentre mi
cascavano le braccia ho ammirato Hammiiii che sorpassava Feliiii, o meglio che
ci provava, dal momento che Feliiii in versione distruttore ha tentato di
opporre resistenza. Era già abbastanza strano che opponesse resistenza a un
tentativo di sorpasso, in effetti, quindi non si poteva pretendere che lo
facesse anche nel modo adeguato... ma niente, speravo che non si toccassero,
anche se ero a conoscenza dell’impossibilità della cosa.
Di fatto
Feliiii ha finito per tagliare la strada all’avversario, cosa che ha portato i
due all’ennesimo tamponamento. Peccato che quei due siano uomini entrambi, mi
sono detta, se no farebbero davvero una coppia perfetta! ^^
Hamilton
ha forato e ha perso posizioni, mentre Felipe ne ha perse successivamente
quando è stato penalizzato con un drive through per il contatto. La sua gara,
in ogni caso, non è durata per molto. Praticamente a metà gara si è ritirato,
dopo che per la seconda volta in due giorni è finito su un cordolo rialzato.
Successivamente
lo si è visto tornare ai box a piedi, col casco in testa come Raikkonen quando
si ritirava da una gara, e ad un certo punto c’era accanto a lui suo fratello,
nonché sosia, che inizio a sospettare porti un po’ sfiga: ogni volta che lo
inquadrano ai box generalmente le gare di Felipe vanno male! Sì, ora mi direte:
le gare di Felipe vanno quasi sempre male, quindi non c’entra il fratello. Ma
vi ripeto, quando c’era il fratello ai box, le cose tendevano ad andare peggio
del solito anche all’epoca in cui le gare che per Felipe andavano male erano la
minoranza (ovvero in quel periodo ormai dimenticato in cui lui e Hamilton,
anziché scontrarsi ad ogni gara, si stavano giocando un mondiale).
Hammiii,
per tornare a lui, dopo è stato per un certo tempo dietro alla Toro Rosso di
“Alghersauro”, per poi riuscire finalmente a superarlo, portandosi in settima
posizione.
Ricapitoliamo:
primo c’era Vettel, qualora aveste qualche dubbio, secondo Button, qualora
aveste ancora qualche dubbio, dopodiché Alonso, Webber e, a una certa distanza
da chi li precedeva, le Mercedes di Rosberg e Schumacher.
Mazzoni ha
osservato come Hamilton, a circa 15-16 secondi di distacco da Rosberg quando
quest’ultimo aveva appena effettuato l’ultima sosta (ed era quindi sesto, dato
che Schumacher non si era ancora fermato) avrebbe potuto superare entrambe le
Mercedes non appena queste avessero avuto problemi di gomme. Naturalmente mi
sembrava un po’ strano che Hamilton potesse raggiungerli e i problemi di gomme
non mi sembravano evidenti dato che Schumacher è stato l’ultimo a rientrare,
tra i piloti nelle zone alte, e prima di rientrare era più veloce di Rosberg.
Ha recuperato parecchio in quei giri, dato che i problemi di gomme erano
evidentemente inesistenti, per una volta, ed è uscito dai box palesemente
davanti al compagno di squadra.
Schumacher,
Rosberg, Hamilton e Alguersuari erano stabilmente in quinta, sesta, settima e
ottava posizione. Dopo di loro c’era Sutil e Perez è entrato in top ten in
extremis, quando Senna che era decimo se non sbaglio (sì, doveva essere decimo
dato che era davanti a Perez) è rientrato ai box per l’ultima sosta a pochi
giri dalla fine, dopo che Mazzoni aveva fatto notare che era su una strategia
su una sosta sola (cosa matematicamente impossibile, dato che fino a quel
momento si era fatto tutta la gara su una sola mescola di gomme, ma
evidentemente Mazzoni non ricordava l’esistenza del regolamento).
A fine
gara Vettel ha confermato il giro veloce che unito a pole position, gara
condotta in testa dall’inizio alla fine e vittoria faceva sì che conquistasse
il primo grand chelem della sua carriera, con grande gioia di Mazzoni che da
tempo immemore elencava a ogni gran premio statistiche sul grand chelem, in
attesa che qualche pilota lo ottenesse (l’ultimo, qualora non ve ne foste
accorti nonostante le millemila volte in cui è stato ripetuto, era stato Alonso
a Singapore nella passata stagione).
Prima di
arrivare però al riassunto delle posizioni, ecco la Platinum Collection di
Nostradamus che vi avevo promesso prima:
1)
Kobayashi si è ritirato dopo che Mazzoni aveva ricordato nelle qualifiche che
non otteneva punti da ben sei gare;
2) poco
prima della partenza vi è stata la segnalazione che per undici volte Webber
aveva perso posizioni in partenza, e infatti dopo poche curve anche stavolta
Mark è stato superato da Button;
3) Buemi
s’è ritirato dopo un’osservazione a proposito dell’ottima gara che stava
facendo la Toro Rosso;
4) The best of the best! Mentre Hamilton si avvicinava a Massa
il nostro Nostradamus ci ha ricordato come tra i due vi fossero stati numerosi
incidenti nel corso della stagione;
5)
“l’incidente tra Hamilton e Massa ha mostrato la solidità delle monoposto e
specie della Ferrari”: puntualmente la solida monoposto di Massa uscita intatta
dall’incidente non è uscita altrettanto intatta dal passare sopra un cordolo;
6)
Kovalainen in 12esima posizione, sarebbe stata la miglior posizione ottenuta
dalla Lotus Made in Malesia in questa stagione... se non fosse che dopo dieci
secondi o giù di lì il finlandese è stato superato da Petrov;
7)
un’osservazione poco azzeccata è stata che la Lotus Renault sono monoposto
dall’elevata velocità e dalle prestazioni performanti: entrambi i piloti sono
arrivati fuori top ten.
Rimangono
sorprendenti alcune cose:
1)
nonostante ieri Mazzoni in qualifica avesse detto che generalmente Schumacher
otteneva buoni risultati sulle piste nuove entrate nel mondiale, è arrivato
quinto per giunta davanti al compagno di squadra;
2) la
gufata sulle Toro Rosso ha fatto effetto soltanto su Buemi, non producendo
danni di particolare entità su Alguersuari;
3) nonostante
già da dieci giri prima della gara stava considerando che Vettel avrebbe potuto
ottenere un grand chelem (con grande eccitazione, come ogni volta che capita
l’occasione di parlare del grand chelem), nessuno è riuscito a strappargli il
giro veloce.
Risultati:
11.
Sergio Perez - Suaber-Ferrari - 1'40"874
12. Vitaly Petrov - Lotus Renault - 1'40"919
13.
Sebastien Buemi - Toro Rosso-Ferrari - 1'41"009
14.
Bruno Senna - Lotus Renault - 1'41"079
15.
Jaime Alguersuari - Toro Rosso-Ferrari - 1'41"162
16.
Kamui Kobayashi - Sauber-Ferrari - 1'41"240
17. Pastor Maldonado - Williams-Cosworth -
1'41"760*
Classifiche:
PILOTI: 1) Vettel 364, 2)
Button 240, 3) Alonso 227, 4) Webber 221, 5) Hamilton 202, 6) Massa 98, 7)
Rosberg 73, 8) Schumacher 70, 9) Petrov 36, 10) Heidfeld 34, 11) Sutil 28, 12)
Kobayashi 27, 13) Alguersuari 26, 14) Di Resta 21, 15) Buemi 16, 16) Perez 13,
17) Barrichello 4, 18) Senna 2, 19) Maldonado 1.
TEAM: 1) Redbull 595, 2) McLaren 52 3)
Ferrari 325, 4) Mercedes 143, 5) Lotus Renault 72, 6) Force India 49, 7)
Sauber 41, 8) Toro Rosso 41, 9) Williams 5.
NB.
Classifiche da verificare.
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