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martedì 12 settembre 2017

La tripletta asiatica si avvicina, tra ruote panoramiche e fiori d'ibisco

Con il Gran Premio d'Italia si è chiusa la "stagione europea" del campionato di Formula 1 e peraltro il campionato si sta progressivamente avvicinando verso la fine.
Prima di vedere la fine, però, dovremo vedere ancora sette gran premi, di cui i prossimi tre saranno quelli della stagione asiatica autunnale: Singapore, questo weekend, il nulla cosmico la settimana successiva, dopodiché uno dietro l'altro Malesia e Giappone. Non ci saranno quindi due gran premi consecutivi dotati di ruota panoramica e per il GP della Malesia dovremo consolarci con le narrazioni a proposito dell'ibisco, il fiore locale.
Adesso, però, addentriamoci in un revival delle cose interessanti che sono avvenute nel corso degli anni in queste location, specificando che: 1) questa lista non vuole essere esaustiva, 2) questo post non è da interpretare come un post serio.

Partiamo il nostro "viaggio" da Singapore, laddove i piloti si sbizzarriscono per quanto riguarda i caschi:
Io voto luci intermittenti per tutta la vita, almeno finché non avrò visto prove fotografiche del fatto che durante una sessione di prove libere Kubica sia andato in pista con una lampada da minatore sul casco.

A Singapore ci sono lampioni artificiali che illuminano la pista a giorno, ma casomai non ci si vedesse abbastanza, si potrebbe riportare alla luce questo eroico falò:
Vorrei segnalare che la posizione di Kovalainen (13°, mi sembra) era appena stata menzionata in telecronaca perché avrebbe potuto essere fondamentale per il decimo posto in classifica costruttori.

Ad ogni modo parlare di caschi e di auto in fumo è troppo mainstream, Singapore è una location in cui anche i varani possono avere i loro cinque minuti di popolarità:
Una lucertola gigante passeggiava per il circuito.
A giant lizard strolled across the track.
A giant lizard STROLLED across the track.
Chissà che Strollino non sia un varano in incognito o che il varano non sia un trollone in incognito. Però, se il varano è un trollone in incognito, sarebbe Maldonado.
Quindi Strollino è Maldonado...
...
...
...sono confusa, forse farei meglio a parlare di cose serie, per esempio il fatto che nella stessa edizione Rosberg festeggiava il suo 200esimo gran premio in carriera:

...mentre in Malesia nel 2013 era stato Alonso a fare i 200:

A proposito di Malesia e di festeggiamenti, nel 2016 è stata la volta di Button che ha fatto le cose in grande stile, con quella famosa torta e quella famosissima foto che ritraeva due piloti che intendevano ritirarsi ma non si sono ritirati e un pilota che non intendeva ritirarsi ma si è ritirato:

A proposito di ritiri nel senso più materiale del termine, quello preceduto da un "no power, no power", per intenderci, Button è curiosamente riuscito a vedere il traguardo in zona punti, in quell'occasione.
Altri, invece, avrebbero tanto preferito non vederlo e soprattutto non vedere il podio, visto quello che li aspettava:

Vedere, non vedere... prima del Gran Premio della Malesia, a proposito di effetto vedo/non vedo, sul profilo snapchat di Hamilton appariva questa foto, anche se non si può parlare di effetto vedo/non vedo in quanto la componente "non vedo" di tale effetto pare essere inesistente:


In Malesia non è successo nient'altro di interessante... anzi, sì, una volta, diversi anni fa, i Rosbilton credevano improvvisamente di essere Perez e Ocon ma, invece di potere liberamente salire su delle monoposto e crashare tra di loro, hanno dovuto sottostare alle logiche degli sponsor e salire a bordo di questi mezzi:

...però tutto ciò, così come i 200 di Ferniiii, avveniva in un altro periodo dell'anno, perché all'epoca Sepang era in primavera e nella tripletta asiatica c'era Op-op-oppa Yeongam style, antico luogo di perdizione in cui Psy veniva scambiato per il primo ministro coreano e in cui Grosjean saliva sul podio:

Dimenticavo: in Corea i piloti andavano a cena insieme, a scrocco dal campione del mondo in carica, visto che era ancora un'epoca in cui c'erano campioni del mondo in carica che offrivano cene ai colleghi invece di darsi alla macchia per evitare di farlo.
...il campione del mondo in carica a volte cercava di nascondersi per passare inosservato, ma sono certa che al momento di pagare il conto tutti avessero ben chiaro dove fosse.
Guardando la foto mi era sorto qualche dubbio su chi fosse il capellone biondo seduto tra Hulkenberg e Hamilton (guardate dietro a Ricciardo, se non avete capito da che parte della foto guardare), ma ho scoperto che si tratta di Dani Clos, che all'epoca era terzo pilota di qualche carretta.

...nel 2013 c'era anche il Nuestro Amigo Gené! E Vettel si è seduto vicino a Van Der Garde nel tentativo di convincerlo a pagare al posto suo.

A quei tempi, in realtà, la tripletta asiatica per un certo periodo non è stata solo una tripletta, perché c'era anche il Gran Premio d'India.
Ho appena visto questa foto e ho raggiunto la pace dei sensi:

Curiosità: Grosjean ha fatto visita anche al podio indiano.

All'epoca in cui Hamilton e Massa non davano il buon esempio ai bambini tipo Ocon e Verstappen che seguivano le loro peripezie in TV, hanno avuto una tripletta asiatica di incidenti, uno dei quali proprio in India:

Abbiamo parlato del Giappone ed è ora di fare le cose in grande stile, concentrandoci finalmente su Suzuka e sui rain-delay in casa Virgin/Manor.
Glock e Di Grassi hanno dimostrato che le partite a carte nel box non esistono soltanto nei miei commenti ai gran premi, ma anche nella realtà:

L'ultima volta che la Formula 1 è arrivata in Giappone, ci è arrivata così:
...perché sì, i piloti sono bambini dentro, perché non ci sono altre spiegazioni: per postare cose del genere su un social network a trent'anni suonati bisogna essere bambini dentro. A quanto pare è questo quello che fanno i piloti quando non sono impegnati a fare a litigare dentro e fuori dalla pista insieme ai loro più accaniti rivali: scattare foto e deturparle grazie ai filtri di Snapchat...
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...per poi mostrarle ai loro accaniti rivali, che sembrano molto divertiti da tutto ciò!

mercoledì 11 dicembre 2013

#16 Commento al Gran Premio dell’India: Greater Noida, 25-27 ottobre 2013

Un cordiale saluto ai nostri lettori, io sono Narain Karthikeyan e qui con me a scrivere quello che gli detto c’è Karun Chandhok. Dal momento che però non utilizzeremmo mai i nostri nomi per infamare i nostri colleghi che ci hanno rubato il volante nonostante noi meritassimo come minimo di guidare una Redbull (al famoso torneo di “lancio della lattina”, secondario a quello di briscola), ci stiamo spacciando per Milù Sunshine così ogni possibile figuraccia la fa lei.
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Wait, wait, wait, che cos’ho scritto? O.O
Va beh, veniamo alle cose serie: sono in ritardo di un mese e mezzo, per questo commento. Ci sono stati dei motivi, che preferisco non approfondire in questa sede.
Prima del gran premio la stampa internazionale ha iniziato a narrare che Feliiii aveva firmato con la Williams.
Si sono susseguite tre intuizioni nella mia mente:
1) forse Mazzoni ci aveva visto giusto;
2) Mazzoni aveva anticipato la stampa internazionale.
3) nella notte tra sabato e domenica, intorno all’una e mezza, ho avuto anche un’altra intuizione: si diceva che Smedley poteva lasciare la Ferrari e tornare in Williams, dov’era oltre un decennio fa... questo significherebbe che lui e Feliiii potrebbero ancora essere insieme! *____* Nel momento in cui ho realizzato tutto ciò credo di avere avuto la peggiore espressione da fangirl che ho mai sfoderato nel corso della mia esistenza.

Passiamo alle qualifiche, ancora in consistente ritardo: Sebbiiii fa la pole, Rosbiiii e Hammiiii sono secondo e terzo davanti a Webbiiii, Feliiii è quinto dietro a Webbiiii il che gli garantisce il quarto posto alla partenza... Poi ci sono stati anche due lampi di genio: Grosjiiii non è andato in pista con le soft in Q1, con il piccolo effetto collaterale che è andato a giocare a briscola insieme a Maldiiii, alle Caterham e alle Marussia, mentre Ferniiii ha deciso di montare le medium per farsi il primo tratto di gara sulle medium, poco importava se poi doveva partire ottavo e rischiare di fare danni in partenza se qualcuno lì davanti avesse toppato la partenza. Purtroppo per lui tra i piloti che aveva davanti c’era anche Webbiiii. Ferniiii ha fatto un pit-stop dopo pochi giri, è tornato in pista nelle retrovie... e tutti hanno chiamato “Chi l’ha visto”. Mio zio che non ha né Sky né internet ha detto comunque che con una macchina del genere arrivare a punti sarebbe stato impossibile. Infatti è proprio così, solo che il Nuovo Ordine Mondiale, per diffamare Ferniiii, ci ha fatto avere una proiezione di Feliiii al quarto posto, quando in realtà Feliiii era stato appena ingaggiato dalla Mercedes come dog-sitter per Roscoe e Coco, i simpatici cani rugosi di Hammiiii.

In sintesi, la gara si è svolta nella seguente maniera:
- Sebbiiii sembrava intenzionato a dominare anche nella patria dei talenti indiani, ma era disposto a rinunciare al “grand chelem” in modo da poter rientrare ai box subito dopo pochi giri e sfruttare al meglio le gomme nuove;
- Feliiii che aveva superato le Mercedes nella fase iniziale, si è ritrovato in testa per alcuni giri, dando l’illusione di avere a che fare con il mondo del paranormale;
- dopo poco Sebbiiii è tornato in pista e non si è più schiodato da lì;
- Webbiiii ha rotto il cambio mentre era secondo;
- Kimiiii ha imprecato via radio perché dai box non avevano impedito a Grosjiiii, molto più veloce di lui, di superarlo;
- il mondo si è commosso per la sorte del povero Kimiiii, che con le gomme logore non ha avuto il privilegio di avere la strada spianata dal suo maggiordomo franco-svizzero;
- hanno iniziato a urtarmi i nervi, perché per quanto Ferniiii e Sebbiiii possano starmi poco simpatici, se fossero stati loro i protagonisti di un fatto simile, sarebbero stati accusati di essere la rovina dell’automobilismo, mentre se capita a San Kimiiii Alcolista da Espoo, la colpa è del mondo crudele che non impone a Grosjiiii di stargli dietro;
- Sebbiiii ha vinto la gara è il titolo;
- Rosbiiii è arrivato secondo e, dopo due ore di gara, ha mostrato di avere ancora i capelli perfettamente in ordine;
- Feliiii è arrivato 4° e Ferniiii 11°, chiaro segnale di un’imminente fine del mondo... che l’Apocalisse Maya sia rimandata di un anno? :-P

Risultato: 1) Vettel (Redbull), 2) Rosberg (Mercedes), 3) Grosjean (Lotus)
4) Massa (Ferrari), 5) Perez (McLaren), 6) Hamilton (Mercedes), 7) Raikkonen (Lotus), 8) Di Resta (Force India), 9) Sutil (Force India), 10) Ricciardo (Toro Rosso), 11) Alonso (Ferrari), 12) Maldonado (Williams)
+ 1 giro: 13) Vergne (Toro Rosso), 14) Button (McLaren), 15) Gutierrez (Sauber), 16) Bottas (Williams)
+ 2 giri: 17) Chilton (Marussia), 18) Bianchi (Marussia).
DNF. Hulkenberg (Sauber), Webber (Redbull), Pic (Caterham), Van Der Garde (Caterham).

domenica 27 ottobre 2013

La domenica di Greater Noida

Numero giri: 60
Condizioni meteo: asciutto
Pole position: Sebastian Vettel

Griglia di partenza: Vettel, Rosberg, Hamilton, Webber, Massa, Raikkonen, Hulkenberg, Alonso, Perez, Button, Ricciardo, Di Resta, Sutil, Vergne, Bottas, Gutierrez, Grosjean, Maldonado, Bianchi, Van Der Garde, Pic, Chilton.

Le Mercedes hanno un buono spunto alla partenza, ma non riescono a strappare la posizione a Vettel e, dopo un paio di curve, Rosberg e Hamilton vengono superati entrambi da Massa che già aveva superato Webber alla partenza. Webber parte male e finisce per avere un lieve contatto con Raikkonen, mentre anche Webber e Alonso si toccano (forse è coinvolto anche Button, ma non è ben chiaro dalle immagini). Quest’ultimo danneggia l’ala anteriore e perde diverse posizioni. Nelle retrovie, intanto, c’è una collisione tra Chilton e Van Der Garde, con quest’ultimo costretto al ritiro per la rottura di una sospensione. È da segnalare la partenza anticipata di Gutierrez, che verrà successivamente penalizzato con un drive through.

Vettel rientra ai box dopo soli tre giri per montare le medium, mentre anche Alonso si ferma ai box, probabilmente a causa dei danni riportati nella collisione a inizio gara, tornando in pista nelle retrovie.
Massa è quindi in testa davanti alle Mercedes e a Hulkenberg, con quest’ultimo che si ferma ai box al 6° giro, poco prima dei tre piloti di testa.

I piloti partiti sulle medium proseguono molto più a lungo e a un quarto di gara Webber, che non s’è ancora fermato, è in testa davanti a Perez (0 soste), Vettel (1), Ricciardo (0), Sutil (0) Gutierrez (0) che dovrà rientrare ai box di lì a poco per scontare la penalità, Massa (1), Rosberg (1), Bottas (0), Hamilton (1).

Vettel si porta in seconda posizione al 21° giro con un sorpasso su Perez e nella top-ten le posizioni da questo momento in poi rimangono stabili per diversi giri, se si esclude un tentativo di sorpasso di Rosberg su Massa.
Rosberg è il primo pilota a fermarsi per il secondo pit-stop al 28° giro, in questo modo riuscirà a guadagnare la posizione su Massa quando anche quest’ultimo si fermerà di lì a pochi giri, mentre Hamilton resterà dietro ai due.

Webber e Perez rientrano subito dopo Rosberg, ma per loro si tratta della seconda sosta. Montano entrambi le soft.
Perez rientra in pista a circa 12 secondi di gap dal compagno di squadra ed è in seconda posizione, dove rimane fino al 40° giro quando un problema al cambio lo costringe al ritiro. Risalgono in seconda e terza posizione Raikkonen e Sutil, ma quest’ultimo che ancora non s’è fermato è prossimo al momento del pit-stop che avverrà poco dopo.
A tre quarti di gara Vettel è in testa davanti a Raikkonen, Rosberg, Grosjean, Massa, Hamilton, Perez, Hulkenberg (che si fermerà al 54° giro, non uscendo più dai box: ritiro), Di Resta e Sutil.

Al 52° giro Rosberg supera Raikkonen portandosi in seconda posizione, approfittando delle difficoltà del finlandese in crisi con le gomme.
Per Raikkonen i giri finali sono disastrosi: viene superato da Grosjean (con il quale ha anche un lieve contatto nel frattempo) e Massa al 57° giro, mentre un giro più tardi anche da Hamilton e Perez che ne approfitta per superare anche il pilota della Mercedes. Raikkonen si fermerà successivamente ai box al penultimo giro.

Dopo 60 giri di gara Vettel taglia il traguardo in prima posizione, conquistando un titolo mondiale già annunciato anche dal fatto che Alonso fosse fuori dalla zona punti.

Risultato

sabato 26 ottobre 2013

Il sabato di Greater Noida

Siamo giunti al 16esimo appuntamento della stagione 2013, in India, dove si svolgerà l’ultima edizione di questo gran premio, non previsto per il 2013.
Il gran premio è preceduto da polemiche sul fatto che gli organizzatori del gran premio non hanno pagato tasse relative all’edizione 2012 e l’edizione di quest’anno rischia di saltare.
Alla fine procede comunque tutto regolarmente e, in tutte le sessioni di prove libere, sembra chiara ed evidente la supremazia della Redbull: come se non bastasse il miglior tempo di Vettel in ogni sessione, in tutte e tre Webber si classifica secondo.

Per quanto riguarda le qualifiche il primo colpo di scena è l’esclusione di una Lotus: si tratta di quella di Grosjean, che non va oltre il 17° tempo girando sulle gomme medium, seguito dalla Williams di Maldonado, e dai piloti di Marussia e Caterham (Bianchi è stato il più veloce dei quattro, piazzandosi davanti alle Caterham e al compagno di squadra che chiude in ultima posizione).

Se ci sono state sorprese in Q1, non si può dire lo stesso della Q2, dove escono di scena le Toro Rosso (Ricciardo 11°, Vergne 14°), le Force India (Di Resta e Sutil 12° e 13°), la Williams superstite, con Bottas con l’ultimo tempo registrato. 16° si è collocato Gutierrez, che

da Bianchi, dalle Caterham e infine da Chilton in ultima posizione.
La Q2, da questo punto di vista, non riserva invece eccessive sorprese: i cinque piloti meno veloci sono Ricciardo, Di Resta, Sutil, Vergne e Bottas, dall’11° al 15° tempo, con Gutierrez alle loro spalle, dal momento che non è sceso in pista in questa seconda manche.
Passano quindi in Q3: le Redbull, le Mercedes, le Ferrari, le McLaren, la Lotus di Raikkonen e la Sauber di Hulkenberg.

Nell’ultima manche Webber, Alonso e le McLaren girano soltanto sulle medium, in modo da poter fare il primo stint di gara più lungo, mentre tutti gli altri piloti scendono in pista con le soft.
Vettel conquista la pole position davanti alle Mercedes, con Webber 4°, primo dei piloti che hanno fatto registrare il tempo sulle medium. Seguono Massa, Raikkonen e Hulkenberg sulle soft, chiudono Alonso e le McLaren.

Griglia di partenza
1^ fila: Vettel - Rosberg
2^ fila: Hamilton - Webber
3^ fla: Massa - Raikkonen
4^ fila: Hulkenberg - Alonso
5^ fila: Perez - Button
6^ fila: Ricciardo - Di Resta
7^ fila: Sutil - Vergne
8^ fila: Bottas - Gutierrez
9^ fila: Grosjean - Maldonado
10^ fila: Bianchi - Van Der Garde
11^ fila: Pic - Chilton

Dopo il GP del Giappone Vettel ha 90 punti di vantaggio su Alonso. Dopo questo gran premio ne resteranno solo tre e quindi un massimo di 75 punti per chi vincesse tutte e tre le gare. Alonso deve conquistare almeno 16 punti più di Vettel, in questo gran premio, perché a pari punti in classifica il mondiale sarebbe vinto da Vettel (ha conquistato otto vittorie e, ammesso che Alonso le vinca tutte da qui alla fine, salirebbe a quota sei): di conseguenza Alonso deve vincere, con Vettel sesto o peggio, oppure arrivare secondo, con Vettel nono o peggio.

venerdì 2 novembre 2012

#17 Commento al Gran Premio d'India (26-27-28 ott. 2012)


Un tempo in linguaggio mazzoniano l’esclusione da una manche di qualifiche era l’inferno. In occasione del GP di Corea chi rischiava l’esclusione si trovava in mezzo alle melme della bassa classifica. Ora siamo passati alle sabbie mobili. Le parole esatte, pronunciate durante la Q2, sono state: “Ricciardo non riesce a uscire dalle sabbie mobili che si trovano oltre la decima posizione”. #EPICWIN!
Ma stiamo perdendo la concentrazione da ciò che è veramente rilevante. Il gran premio dell’India, infatti, già per il fatto di essere disputato nel paese natale di un pilota di estremo spicco che ha una grande importanza per il mondiale (infatti permette generalmente a tutti i piloti di essere relativamente sicuri del fatto che non arriveranno ultimi), merita che focalizziamo la nostra attenzione sul pilota in questione: si tratta di Narain Karthikeyan, colui che nel gran premio di Indianapolis del 2005 conquistò una quarta posizione su sei vetture, che in proporzione sarebbe come arrivare sedicesimo su ventiquattro. Naturalmente Karthyyyyy conta sulla grande speranza che prima o poi, prima che la sua carriera in Formula 1 possa terminare a fine stagione, ricapiti un’occasione tipo il gran premio degli Stati Uniti precedentemente menzionato, e ho la certezza matematica che non è Karthyyyy il solo pilota, tra quelli presenti in F1 al momento, a sperare che un gran premio del genere si ripresenti. Per capire a chi mi sto riferendo, basta pensare a quale altro pilota, oltre a Karthyyyy, ha avuto l’onore di prendere parte a quella gara estremamente movimentata.
A proposito di Indy2005, a volte mi chiedo che fine abbia fatto Tiago Monteiro, pilota di cui ricordo soltanto quattro cose:
> arrivò terzo in quell’occasione e fu l’unico a festeggiare sul podio, mentre Schumacher e Barrichello se ne stavano imbambolati e immobili come se avessero dovuto interpretare la parte di Raikkonen in un momento di grande allegria;
> nel 2005 andò a punti anche un’altra volta arrivando ottavo con la Jordan e terminò tutte le gare della stagione e non ebbe alcun incidente;
> si rifece nel 2006, quando era compagno di squadra di Albers alla Midland (Albers = pilota partito DAVANTI a Karthikeyan a Indy 2005 e giunto al traguardo DIETRO a Karthikeyan; nonché bersaglio preferito di Yuji Ide per i suoi esperimenti di sollevamento in aria di vetture altrui), ha avuto tipo tre incidenti con Albers stesso durante la stagione, quasi tutti provocati da lui stesso – e fu solo una parte del tutto;
> mia madre, sentendolo nominare in TV, sarà stato nel 2005, commentò che il nome Tiago secondo lei è orrendo, ma non credo che se ne ricordi più, né del commento che ha fatto né di Monteiro (la memoria di mia madre per i piloti di F1 contiene al massimo 15 elementi, appartenenti a diverse epoche che vanno dagli anni ’70 in poi, difficilmente attribuibili all’epoca corretta).

Dubbio: ma che c’entra Monteiro? Fa niente, andiamo avanti...
Partiamo dal venerdì, in cui Vettel ha iniziato a conquistare il miglior tempo in ogni possibile e immaginabile sessione di prove libere, nello specifico le due venerdì e quella del sabato (no, Vettel non ha conquistato il miglior tempo nelle libere del sabato al venerdì, se vi stavate chiedendo questo, è la frase che mi è uscita ingarbugliata), ma veniamo al sabato, al momento delle qualifiche.
Alle 10,30 mi sono posizionata davanti a Raidue nell’attesa di vederne delle belle, come ad esempio sperando che Karthikeyan potesse ottenere la pole position. A proposito di Karthyyyy c’è da dire che sta diventando il mio preferito tra i talenti indiani, sopravanzando di gran lunga il sommo Chandy. È un pilota molto pittoresco, non lo si può negare. U.U
Va beh, procediamo, non perdiamoci in chiacchiere. #KarthyForTheWin! #KarthyTheBest! ...dicevamo? Ah, già, le qualifiche.
Non è accaduto niente di particolarmente sconcertante, se non che si sono verificati alcuni fatti che non necessariamente ci aspettavamo:
1) per una volta né Ricciardo, né Senna, né Kobayashi né altri sono finiti su per qualche muro o hanno girato abbastanza lentamente da finire fuori già da subito, quindi tale onore è andato a Vergne;
2) come capita abbastanza spesso ultimamente gli Angry Birds non sono stati molto soddisfatti, in quanto Kovaaaaa l’ha preso in quel posto da Petrov, che è stato il migliore dei piloti dei “nuovi team”;
3) Pic ha fatto l’ultimo tempo, ciò significa è stato battuto da entrambe le HRT;
4) il tempo di DLR era 1’30’’592, contro 1’30’’593 di Karthikeyan, il che significa che Karthyyyy l’ha preso in quel posto per un solo millesimo, dannazione! #SonoSconvolta.

Ah, già, già dalla Q1 è capitato anche un altro fatto molto interessante: Mazzoniiii, il Nostradamus del terzo millennio, ha declamato un’eclatante verità: le Mercedes potevano lottare per la pole position. Sfortunatamente Rosberg e Schumacher non hanno provveduto a una repentina grattata di parti intime (rituale che generalmente viene effettuato dai piloti che partono accanto a Grosjean o che vengono superati da Maldonado), e infatti s’è visto come è andata a finire.
In Q2 comunque non è capitato niente di particolare, se non che Grosjean vagando per i prati si è giocato la possibilità di accedere alla Q3, ed è stato eliminato insieme a Hulkenberg, Senna, Schumacher, Ricciardo, Di Resta e Kobayashi.
In Q3, come ormai ci si aspettava, è stato ancora una volta dominio Redbull, stavolta però non è capitato nulla che facesse sospettare l’immediatezza di una tempesta di neve improvvisa. Per intenderci Webber si è ritrovato secondo dietro a Vettel, per poi mostrare un’espressione da funerale nell’immediatezza, dopo la fine delle qualifiche. E lì mi sono detta: “ma allora è da anni che Webbiiii ha un’espressione da funerale perenne!”... Ah, già! Webber è l’unico pilota che, seppure lo prenda spesso e volentieri e da anni in quel posto dal compagno di squadra è palesemente e inevitabilmente superiore allo stesso compagno di squadra. Credo che Massa, Schumacher e Button stiano invidiando ferocemente la sua posizione privilegiata. U.U
#VaBeh #AndiamoAvanti... Dicevamo? Ah, già, Vettel e Webber in prima fila, Hamilton e Button in seconda, Alonso e Massa in terza, dopodiché Raikkonen, Perez, Maldonado e Rosberg che non ha girato in Q3 per risparmiare un set di gomme, sperando che Grosjean che partiva 11° non lo tamponasse.

E Grosjiiii ha sorpreso tutti: per la seconda volta consecutiva, niente incidenti al via. #EpicWin. Diciamo anche che Grosjiiii è stato abbastanza irrilevante nell’ambito della partenza e delle prime fasi, quindi vediamo di passare oltre e di concentrarsi su chi è rilevante.
Vettel è scattato bene mantenendo la prima posizione e venendo però quasi insidiato da Webbiiii che si è dovuto accodare, seguito dalle McLaren e da Alonso, partiti bene (forse Hamilton un po’ meno bene) in lotta tra loro. WTF?! O_______O Webber, partito secondo, è rimasto secondo?! Ebbene sì, ogni tanto capitano anche miracoli di questo tipo e il nostro caro Webbiiii non ha perso alcuna posizione in partenza. Però ci avrebbe riservato qualche sorpresa... o meglio, la sua vettura dotata di vita propria ci avrebbe riservato qualche sorpresa... e in particolare ne avrebbe riservate a lui.

I primi giri sono stati parecchio infiammati da Alonso e dai due piloti della McLaren, dopo un’accesa lotta a tre Button si è conquistato la terza posizione dietro alle Redbulle davanti a Ferniiii e a Hammiiii, ma per Jensiiii non c’è stato nulla da fare: dopo quattro giri Ferniiii gli stava davanti. Per Jensiiii la situazione è peggiorata ulteriormente quando il compagno di squadra, di lì a un paio di giri, l’ha superato a sua volta facendolo precipitare nel dimenticatoio e divenire irrilevante per il contesto della gara, ma poi tanto irrilevante non lo è stato: anche se non si è più sentito parlare di lui ha portato a casa dei punti sicuramente utili alla McLaren.
Ma non iniziamo dalla fine, torniamo all’inizio, dove gli alettoni della Toro Rosso hanno mostrato che, grazie al trattamento di qualche arrotino, i loro alettoni sono diventati più affilati di una ghigliottina. Il pilota più giovane della Formula 1 ha probabilmente ripensato a quando a Singapore si destreggiava in top ten...
«THE POWER OF FRANCE! LIBERTÉ, EGALITÉ, FRATERNITÉ! SCHUMÌ CHE MI HA TAMPONATO SARÀ GHIGLIOTTINÉ!»
Nonno Schumiiii s’è guardato alle spalle con aria circospetta e... THE POWER OF CRASH! [cit. Maldiiii & Grosjiiii].
Il pilota più giovane ha tamponato il pilota più vecchio, nonno Schumiiii ha forato una gomma e la sua gara ha assunto un significato parecchio pittoresco per la storia della Formula 1.
È stato infatti un susseguirsi di questi passaggi:
1) fare un giro intero su tre ruote, arrivare ai box e finalmente uscirne staccato di oltre quaranta secondi anche da Karthikeyan;
2) essere messo sotto indagine per non avere rispettato le bandiere blu mentre veniva doppiato;
3) riuscire finalmente a mettersi dietro un paio di vetture dopo lungo tempo (una HRT e le Marussia, se non sbaglio);
4) ritirarsi quando aveva già superato il 90% dell’intera percorrenza e, di conseguenza, essere classificato in ultima posizione.
E lì mi è sovvenuto un dubbio: la Mercedes e Schumiiii sono stati pagati per quel ritiro, proprio in quel giro? :-P No, perché secondo me non c’erano altri mezzi per salvare dall’ultima posizione il pilota di casa.

Oh, che sbadata... vi ho detto già in anticipo che Karthyyyy non ha lottato per la vittoria. Come ho potuto essere così poco attenta? :-P

Andiamo avanti... Veniamo agli altri eventi salienti della gara. Dopo lo spiattella mento della gomma di Schumiiii dopo la foratura, è stata la volta di Perez.
Mentre era in lotta con Hulkenberg, lo Speedy Gonzales della F1 ha logorato un po’ troppo le gomme e, al fine di mettere in atto una performance da pilota della Mercedes, al 15° giro è stato il primo pilota a rientrare per la prima sosta. Dopo pochi giri, però, ha avuto un contatto con Ricciardo, con l’ala anteriore più tagliente di una ghigliottina... e potete immaginare che Speedy Gonzales ha fatto ben presto la fine di Schumacher. Anzi, anche peggio: dopo il pit-stop per cambiare gomme è dovuto rientrare nuovamente, stavolta per un ritiro definitivo.
Certo che essere classificato ultimo dietro a Karthikeyan non era poi così tanto meglio che figurare ritirato, quindi che a Perez sia andata peggio che a Schumacher in effetti è alquanto discutibile.

Veniamo ora all’alter-ego di Perez. Mi riferisco a Maldiiiii, il guru degli incidenti. È capitato qui un evento davvero eccellente: Maldiiii si è ritrovato in lotta con Grosjiiii, per la seconda gara consecutiva, e per la seconda volta di seguito non ci sono stati incidenti! #EPICO!
Per Maldiiii però le cose non sono andate esattamente per il verso giusto: è stato superato infatti non solo da Grosjiiii, ma anche da Senna che sopraggiungeva dietro di loro.
Tutto ciò è avvenuto più o meno nel periodo delle peripezie di Perez. Prima che la metà della gara fosse completata, però, le peripezie di Maldiiii sono ricominciate. Lui e il compagno di squadra si sono ritrovati infatti alle spalle di Kobyyyy.
«THE POWER OF JAPAN! KOBY FOR THE WIN!»
«THE POWER OF CRASHHHHH!»
Ed ecco che, dopo una collisione con il kamikaze della F1, Maldiiii si è ritrovato con una gomma forata, è stato costretto a un’altra sosta e si è ritrovato nelle retrovie. Eccetto il fatto di Kobayashi, mi sembrava molto un dejà-vu.
Nel frattempo Bruninho ha superato Kobyyyy, non me ne sono nemmeno accorta al momento, ma dato che il fatto è stato menzionato nei Minidrivers usciti qualche giorno dopo il gran premio tanto vale citarlo. U.U

Dopo il secondo pit-stop Kimiiii ha superato Feliiii, che è rientrato un giro più tardi, per la sesta posizione.
Kimiiii: «Ehi, Algida power, oppa vodka style!”
Feliiii: «Ehi Felipe Baby, oppa Feliiii style!»
* Feliiii supera Kimiiii, sottraendogli anche il gelato... *
Kimiiii: «Toglietemi tutto, ma non il mio cremino! Ç_____ç Oppa vodka style!»

A tre quarti di gara, quindi intorno al 45° giro, la Accaerretì ha mostrato segni di poca efficienza e affidabilità. Infatti sulla vettura di DLR ha ceduto qualcosa e il torero anziano della F1, che il prossimo anno sarà il pilota più anziano in pista e che fortunatamente ci sarà, perché è un personaggio pittoresco e la sua sola presenza può soddisfarmi, si è ritrovato contro le barriere. Mi spiace per lui, ma almeno stavolta è stata la sua di HRT a fermarsi. KARTHY FOR THE WIN! *______*
A proposito di nuovi team, c’è da dire che c’era un’altra cosa che avevo notato già da un po’ e che mi soddisfaceva abbastanza: PIC DAVANTI A GLOCK! *-* #WeBelieveInPic! Anche questo era parecchio soddisfacente, come ho detto appunto da neanche mezza frase e non era rilevante ripeterlo.

Gli ultimi giri sono stati bollenti.
Il kers di Webbiiii: «Bene, mancano ancora 12 giri di gara, ma direi che è ora di andare a letto.»
Il DRS di Schumiiii: «Sai che hai avuto proprio un’ottima idea? Io sarò con te a sostenerti fino alla fine! U.U»
Webbiiii: «Ehi, voi due, come vi permettete di complottare alle mie spalle? Adesso per colpa vostra dovrò presentarmi sul podio con un’espressione da funerale!»
* Ferniiii supera Webbiiii. *
Ferniiii: «Già che ci sei, puoi anche salire come terzo classificato invece che come secondo.»
* Hammiiii si avvicina minaccioso. *
Hammiiii: «O magari non salirci affatto!»
Webbiiii: «La mia monoposto non è così crudele da lasciarmi giù dal podio. Vero Kinky Kylie?»
La vettura di Sebbiiii: «Ehi, ma Kinky Kylie sono io, non la tua! O.O»

E dopo quest’ultima evoluzione, Webbiiii è riuscito a conservare almeno la terza posizione, mentre Hammiiii si avvicinava.
Null’altro di significativo è accaduto fino al sessantesimo giro se non che, quando Mazzoniiiii aveva pronosticato un grand chelem per Sebbiiii, dopo quello che aveva ottenuto in Corea (quando sappiamo benissimo che c’era Webbiiii in pole, quindi semmai si riferiva al Giappone), all’ultimo giro Jensiiii ha fatto segnare il giro più veloce, mentre chiudeva la gara in quinta posizione, davanti a Feliiii, Kimiiii, Hulk, Grosjiiii e Bruninho (con quest’ultimo che nella fase conclusiva della gara ha dato una grande soddisfazione alla Mercedes – in senso ironico chiaramente – mettendo Rosbiiii fuori dalla topten), e mentre io mi disperavo perché mancano soltanto tre gran premi alla conclusione della stagione. #OppaF1Style!

Il vantaggio di Vettel in classifica è salito a +13 punti su Alonso. Ormai sembra chiaro che sarà una lotta a due fino alla fine.

Il risultato:
1. Vettel (Redbull), 2. Alonso (Ferrari), 3. Webber (Redbull)
4. Button (McLaren), 5. Hamilton (McLaren), 6. Massa (Ferrari), 7. Raikkonen (Lotus), 8. Hulkenberg (Force India), 9. Grosjean (Lotus), 10. Senna (Williams)
11. Rosberg (Mercedes), 12. Di Resta (Force India), 13. Ricciardo (Toro Rosso), 14. Kobayashi (Sauber)
+1 giro: 15. Vergne (Toro Rosso), 16. Maldonado (Williams), 17. Petrov (Caterham), 18. Kovalainen (Caterham), 19. Pic (Marussia)
+2 giri: 20. Glock (Marussia), 21. Karthikeyan (HRT)
+5 giri: 22. Schumacher (Mercedes) Rit.
RIT: De La Rosa (HRT), Perez (Sauber)

Ebbene, ce l’ho fatta. *-*
Buon gran premio di Abu Dhabi a tutti! ;-)

sabato 27 ottobre 2012

Guardando la griglia di partenza del GP d'India...

Vettel / Webber
Hamilton / Button
Alonso / Massa
Raikkonen / Perez
Maldonado / Rosberg
Grosjean / Hulkenberg
(...)

Incidente in partenza per Rosberg in Giappone e in Corea.
Non c'è due senza tre? o.O
In fondo è 10° con Grosjean 11° e Grosjean nello scorso gran premio non ha combinato casini. O.O

Da notare inoltre Perez e Maldonado 8° e 9°, un'altra coppia esplosiva. ^^

GP India: prima fila tutta Redbull per la terza volta consecutiva


Un cordiale saluto ai nostri lettori da F1GC...

Si ritorna per il secondo anno al Buddh International Circuit, dove fin dal venerdì Sebastian Vettel si dimostra al top. Il pilota della Redbull riesce infatti a conquistare il miglior tempo in entrambe le due sessioni di libere della giornata, e la situazione non cambia al sabato mattina, dove ugualmente ancora una volta è Vettel a ottenere il miglior tempo.
Si passa quindi alle qualifiche, dove ancora una volta le Redbull sembrano essere molto veloci fin dalle prime fasi, in cui molti piloti si sono contraddistinti per errori, testacoda e uscite di pista, ma senza eccessive conseguenze.

Di fatto la Q1 non è fonte di particolari sorprese: si evince fin da subito che nelle ultime tre file si piazzeranno Caterham, Marussia e HRT, ancora incapaci di avvicinarsi agli altri team che generalmente si collocano nella seconda metà dello schieramento, mentre sembra lotta tra le Toro Rosso per il passaggio in Q2.
È infatti Vergne, che non usciva in Q1 dal gran premio di Germania che fu disputato nello scorso luglio, a non riuscire a passare in Q2, grazie alla risalita di Ricciardo arrivata nelle ultime fasi della prima manche.
Terzultima fila tutta con i colori della Caterham: Vitaly Petrov ha conquistato la 19^ posizione davanti al compagno di squadra Kovalainen, che alla fine della sessione è finito in testacoda andando a fermarsi in mezzo alla ghiaia e facendo uscire le bandiere gialle, ma non dando particolari problemi a nessun pilota, in quanto quasi tutti avevano già completato il loro ultimo tentativo.
Glock, il meglio piazzato dei piloti della Marussia, si è qualificato in 21^ posizione davanti alle HRT di De La Rosa e dell’idolo locale Narain Karthikeyan, mentre Charles Pic, con l’altra Marussia, ha concluso in ultima posizione, ma dentro al 107%.
Il miglior tempo è stato ottenuto da Pastor Maldonado che sul finire della prima manche ha battuto il tempo effettuato da Vettel, ma utilizzando gomme soft, che non sono state montate dal pilota della Redbull come da altri piloti che avevano ottenuto già buoni tempi con la mescola più dura; Rosberg, sempre su gomme soft come Maldonado, è riuscito a conquistare la terza posizione.

La seconda manche è molto serrata, sono molti i piloti che potrebbero puntare alla top-ten ed effettivamente tra gli ultimi dei qualificati e il primo degli esclusi il gap è davvero limitato. I tempi di molti piloti vengono condizionati da errori, è il caso ad esempio di Massa e di Grosjean che rischiano l’esclusione. Alla fine il brasiliano riesce a rientrare in top-ten in decima posizione, cosa che non riesce al francese della Lotus, che si qualifica 11°. Hulkenberg, il meglio piazzato dei due piloti della Force India, non va oltre il 12° tempo, davanti alla Williams di Bruno Senna, alla Mercedes di Schumacher e alla Toro Rosso di Ricciardo che, in 15^ posizione, è riuscito a battere Di Resta e Kobayashi.
Passeranno alla Q3 quindi le due Redbull, con Vettel che peraltro è stato autore del miglior tempo nella seconda manche, le due McLaren, le due Ferrari, una Williams, una Lotus, una Mercedes e una Sauber.

Vettel fa un errore nella fase iniziale dell’ultima manche, rinunciando al suo primo tentativo. In effetti sono soltanto tre i piloti che effettuano due diversi tentativi, e nel primo di questi Webber è il pilota più veloce, davanti ai soli Alonso e Hamilton.
Per quanto riguarda il secondo tentativo, tutti i piloti a parte scendono in pista, a parte Rosberg, in quanto la Mercedes decide di risparmiare un set di gomme.
Nonostante le difficoltà iniziali è Sebastian Vettel a conquistare la pole position, la 35^ della sua carriera, con il suo compagno di squadra Webber che va a completare la prima fila. Per la terza volta in successione, dopo i gran premi di Giappone e Corea, vi è quindi una prima fila tutta Redbull.
Hamilton conquista la terza posizione al termine della sessione, davanti al compagno di squadra Button. Le prestazioni mostrate finora dalla McLaren potrebbero complicare la situazione di Fernando Alonso, al momento secondo in classifica, staccato di sette punti da Sebastian Vettel, che ha conquistato soltanto il quinto tempo davanti all’altra Ferrari di Massa.
Raikkonen è settimo, davanti a Perez e a Maldonado, con quest’ultimo che ha girato su tempi parecchio alti in Q3.

Non risultano al momento retrocessioni o penalità, perciò la griglia di partenza coinciderà – a meno che non vi sia qualche stravolgimento nelle prossime ore – con il risultato delle qualifiche, che è il seguente:

 Stamp: fonte.

...da F1GC un cordiale saluto.

lunedì 30 gennaio 2012

Stagione 2011: #17 Commento al GP dell'India

12/11/2011: dal mio vecchio blog.

Campionato 2011: capitolo 17
Gran Premio d’India: Massa & Hamilton: attrazione fatale


Jaipee Circuit, Greater Noida / 28-29-30 ottobre 2011

Prima legge della gravità: qualora la monoposto di Massa e quella di Hamilton raggiungano un distacco inferiore a un secondo, è inevitabile che l’attrazione gravitazionale che le lega conduca suddette monoposto una contro l’altra.

Un cordiale saluto ai miei cari lettori, l’evento più atteso dell’anno ha visto la luce, ben più del gran premio di Singapore con la sua illuminazione artificiale. So che è straziante pensare a gran premi che non hanno come contorno una ruota panoramica il cui giro dura una quarantina di minuti, ma spero che siate riusciti ad arrivare comunque in fondo al weekend senza fare un esposto ufficiale alla FIA in cui vi lamentavate per l’assenza di una ruota panoramica che rispondesse a tali requisiti.
Dopo anni e anni dall’annuncio finalmente la Formula 1 è giunta fino alla patria che ha prodotto eroi dei motori del calibro di Chandhok e Karthikeyan, due piloti senza ombra di dubbio di un certo livello, forse entrambi dello stesso livello... non so, ma mi pare comunque un livello piuttosto basso in entrambi i casi.
Già da un po’ di tempo ci era stato preannunciato che Karthyyyy, un genio che in una gara è riuscito, anni fa, ad arrivare addirittura in quarta posizione nonostante corressero ben sei piloti, un risultato di un certo livello, tenendo conto del fatto che si è tenuto dietro piloti del calibro di Albers e Friesacher (“chi sono Albers e Friesacher?”, CIT. chiunque non conosca per filo e per segno tutti i piloti della gloriosa storia della Minardi; “due piloti che se anche in pista non ci fossero stati non se ne sarebbe accorto nessuno”, CIT. di chiunque invece conosca per filo e per segno tutti i piloti della gloriosa storia della Minardi, senza dimenticarsi di gente tipo Zsolt Baumgartner – con un nome del genere del resto è impossibile dimenticarselo, Nicolas Kiesa e Thomas Enge, anche se in effetti non sono completamente certa che quest’ultimo abbia corso per la Minardi, forse era alla Arrows oppure alla Toyota, anche se devo ammettere che la mia memoria storica a proposito di Enge è piuttosto scarsa, mi ricordo che qualche anno fa, leggendo il suo nome da qualche parte, mi sono chiesta “ma questo ha davvero mai gareggiato in Formula 1?”). Originariamente pensavamo che Karthyyyy sarebbe ricomparso in pista al posto di Ricciardo, un genio che sta facendo risaltare il talento dei piloti australiani. Ehm, non il proprio, mi pare, intendevo dire che, essendo australiano come Webber, sta facendo risaltare l’eccelso e impressionante talento di Webber, un pilota incompreso da tutti che avrebbe vinto millemila titoli se non fosse stato ostacolato dalle avversità della sorte e dal kers.
La realtà è stata ben diversa... no, nonostante sembri non sto parlando di Webbiiii, ma di Karthyyyy e Ricciardo: il più talentuoso pilota indiano, o meglio, quello che può competere con il suo degno avversario Chandy per il ruolo di miglior pilota indiano, non avrebbe sostituito Ricciardo bensì Liuzzi. La cosa mi ha sconcertata: mi stavo giusto chiedendo se Liuzzi, che ultimamente si sta adeguando alla filosofia indiana di ricercare l’ultimo posto, sarebbe riuscito a competere con il compagno di squadra e con Chandy per l’ultima posizione, per poi scoprire che Liuzzi nemmeno sarebbe sceso in pista, dal momento che Karthy avrebbe sostituito lui. Il colpo di grazia, però, è stato scoprire che quel pilota estremamente talentuoso che è Chandy, nonostante ci fosse la possibilità di vederlo in pista durante la gara, non era stato minimamente preso in considerazione dalla Lotus Made in Malesia, team originario dallo stesso paese che ha dato i natali ad Alex Yoong, altro pilota estremamente talentuoso della storia della Minardi, altrimenti detto il collaudatore delle vie di fuga, che sfortunatamente per lui la legge del caso ha voluto che anziché essere compagno di squadra di gente tipo Albers o Baumgartner fosse il compagno di squadra di Alonso, cosa che ha contribuito a mettere le sue prestazioni addirittura sotto terra. A proposito della storia della Minardi, dimenticavo che ha avuto tra i suoi piloti anche Webber, che addirittura in Australia nel 2002 arrivò in quinta posizione e poi mostrò un pupazzo a forma di canguro (NB. questa cosa del pupazzo l’ho vista davvero in una foto, non è un’invenzione come i pupazzi di Winnie the Pooh di cui parlo da circa un mese e mezzo), quinta posizione, un risultato abbastanza similare a quelli che ottiene al giorno d’oggi con la Redbull... del resto ditemi voi, vedete qualche differenza tra la Minardi del 2002, l’antenata della Toro Rosso, e la Redbull di oggi? Io non ne vedo nessuna: con quel team Vettel ha vinto una gara e Webber non ha vinto nulla, con la Redbull Vettel ha vinto due titoli mentre Webber...
Va beh, lasciamo perdere, lasciamo stare Webber, mi pare finalmente di non essere più l’unica che non lo vede affatto come un fenomeno, anche se ce n’è voluto di tempo. Stavo parlando di Chandy, come sono finita a parlare di Webbiiii? Permane un mistero, direi. Per chi se lo fosse scordato il sommo Chandy aveva già partecipato antecedentemente a una gara a metà stagione, con un risultato alquanto penoso, prendendolo notevolmente in quel posto dal compagno di squadra e da gente del calibro di Ricciardo e D’Ambrosio. Questo mi sembra che la dica lunga, anche se in effetti come pilota della Lotus Made in Malesia Kovalainen non mi sembra affatto male: finisce spesso quindicesimo o sedicesimo, posizione a cui aspirava anche nel 2009 in McLaren in molteplici occasioni. Non escludo che un giorno o l’altro possa anche vincere una gara, con una media di sedici monoposto davanti alla sua basta che otto piloti forino una gomma e che altri otto rompano il motore quando mancano pochi giri al traguardo, e Kovalainen vincerà finalmente un secondo gran premio.
Tutto questo, una pagina di Word in carattere Arial dimensione 11 (immagino che questo dettaglio, cari lettori, sia di vostro immenso interesse), per dire che la sfida tutta indiana per la conquista dell’ultimo posto ce la possiamo anche togliere dalla testa: la Lotus Made in Malesia non aveva la benché minima intenzione di rimettere in pista Chandy, cosa che tutto sommato mi pare abbastanza logica, quindi l’utente medio pensava rassegnato: “ci sarà in pista soltanto un talento indiano, anziché due”.

Venerdì 28 ottobre, giorno delle prove libere: finalmente l’atmosfera iniziava a delinearsi, ce l’avrebbe fatta Karthyyyy a dominare? Tutti si aspettavano qualcosa del genere e non vedevano l’ora che iniziassero le libere appunto per appurare la spiccata superiorità del loro indiscusso idolo, al volante di una monoposto estremamente performante e competitiva, la gloriosa Hispania Racing as know as HRT, team per cui hanno gareggiato piloti di un certo livello, compreso lo stesso Chandy nella scorsa stagione, e che ha cambiato più piloti in due anni di quanti ne abbia cambiati la Ferrari negli ultimi quindici anni (no, in effetti forse ne ha cambiati di più la Ferrari negli ultimi quindici anni – otto in totale se non ho dimenticato nessuno – che la HRT in due anni che è rimasta ferma a sette) e che di piloti talentuosi ne ha avuti un’infinità, in primo luogo il sommo imbattibile Yammiiii, un vero insulto al talento Made in Japan... A proposito, rassegnatevi: Yammiiii ha la pessima abitudine di ricomparire in pista ad anni alterni, quindi è probabile che la prossima stagione ce lo dovremo sorbire di nuovo.
Dunque, di cosa stavamo parlando? Ah, già, delle prove libere. La cosa più spettacolare è stata scoprire che sono state rimandate per via della presenza di un cane randagio comparso in pista quando le qualifiche dovevano iniziare. Insomma, io non so cosa dire, mi pare che questi cani randagi abbiano un po’ troppe manie suicide. Comunque pare che questo cane, diversamente da quello di Istanbul 2008 che nel bel mezzo della gara di GP2 si fiondò sotto le ruote della monoposto di Bruno Senna, non sia stato investito. È stato inseguito dalla safety car prima di essere cacciato via dalla pista... o almeno così pare, comunque deve essere stato esilarante vedere un cane mentre veniva inseguito dalla safety car. Secondo altre fonti non sarebbe comparso in pista un solo cane, bensì alcuni... in ogni caso non ho dubbi: questi cani indiani sono senza ombra di dubbio dei fan indiscussi di Chandyyyy e di Karthyyyy, avete qualche dubbio per caso? Spero di no, è davvero oltraggioso avere dubbi su queste cose.

Finalmente è iniziata la prima sessione di libere, stranamente il miglior tempo non è stato conquistato dal cane, bensì da Hamilton, che per un mancato rispetto delle bandiere gialle è stato penalizzato con meno tre posizioni sulla griglia di partenza, stessa cosa che è capitata a Perez anche lui per mancato rispetto delle bandiere gialle. Inoltre la Virgin di D’Ambrosio, stando a quanto ho capito, è andata a sbattere da qualche parte; il suddetto pilota peraltro è stato autore dell’ultimo tempo.
A seguire, dopo Hamilton, hanno fatto registrare i tempi immediatamente successivi le Redbull di Vettel e Webber, la McLaren di Button, le Mercedes di nonno Schumiiii e di Rosberg, dopodiché Massa in settima posizione, mentre Ferniiii che aveva fatto in tutto tre o quattro giri era rimasto soltanto 23esimo alle spalle di Karthikeyan. Chandyyyy, che sostituiva Kovalainen nelle libere, ha fatto una prestazione davvero da urlo: il 19esimo tempo è stato suo, un evento di tutto rispetto.

Passiamo alle libere 2. L’impressione è che siano state molto meno movimentate del primo turno, per intenderci stavolta non sono comparsi cani in pista, la safety car non ha inseguito cani, né tantomeno c’erano Chandhok e Karthikeyan in pista. I due talenti indiani sarebbero stati due schegge ma purtroppo non hanno potuto mostrare le loro performance. Gli ultimi tempi a cui potevano ambire sono stati conquistati da Liuzzi e Ricciardo, mentre noto che le Lotus Made in Malesia sono state più veloci delle Mercedes, che si sono potute accaparrare il 19esimo tempo (Rosberg) e il 21esimo (Schumacher).
È stato Massa a conquistare il miglior tempo (sì, c’è scritto proprio esattamente quello che avete letto), seguito da Vettel, Alonso, Hamilton, Webber, Button e a seguire tutti gli altri. Il nostro dubbio a quel punto era uno soltanto: che cosa sarebbe accaduto il giorno successivo al momento delle qualifiche? Abbiamo iniziato a farci fantasie su Karthyyyy che otteneva la pole position, con la triste certezza che era matematicamente impossibile... o no? Solo il tempo ci avrebbe risolto questo dubbio esistenziale che ci impediva di prendere sonno.
Prima che i nostri dubbi potessero essere risolti è sopraggiunto l’orario della terza sessione di libere, che ci ha riservato un’enorme sorpresa: incredibilmente è stato Vettel a conquistare il miglior tempo. Sicuramente ciò è avvenuto per il semplice fatto che non c’era in pista Chandhok, se no il talento Made in India si sarebbe fatto sentire come non mai, avete qualche dubbio? Anche Karthy comunque ha fatto una prestazione più che dignitosa in questo terzo turno: tenendo conto che con un 23esimo posto già avrebbe fatto bella figura, pensate un po’, è stato addirittura 22esimo tenendosi dietro D’Ambrosio e Ricciardo, insomma, una prestazione di tutto rispetto per un paracarro a bordo di una HRT. Intanto qualcuno si chiedeva ancora se tale paracarro, dall’alto della sua scuderia extra-performante, avrebbe potuto puntare alla pole. Qualcuno arrivava a sostenere che, se le posizioni fossero state attribuite al contrario, ciò sarebbe stato possibile... soltanto il tempo ci ha dato una risposta.

Ho acceso su Raidue alle 10,25 di domenica mattina, notando con estremo disappunto che c’era la pubblicità di Tecnocasa al posto di quella del Bostick. Mi sono detta: “speriamo di vederla almeno domani prima della gara”. Dico io, come si può sopravvivere senza la pubblicità del Bostick? È ancora più rilevante di quella della schiuma da barba Intesa Pour Homme (che poi non so perché ci sia stato bisogno di chiamarla Intesa POUR HOMME, c’è per caso qualche donna che si rasa la barba?).
Va bene, va bene, lasciamo stare la schiuma da barba. Finalmente la pubblicità è finita e ho potuto deliziarmi della voce di Mazzoni, il Nostradamus del ventunesimo secolo, che tra gufate effettive e potenziali ci ha messo un certo impegno, le potenziali gufate chissà, mi sono detta, avrebbero magari trovato realizzazione il giorno successivo. Prima delle gufate, però, era necessario che Nostradamus 2 illustrasse la nuova location in cui la Formula 1 è approdata, con un circuito che tutto sommato non mi pare neanche così tanto pessimo come pensavo inizialmente, si è visto senza dubbio di peggio (leggi: Bahrein). L’India pare essere anche un paese carico di personaggi pittoreschi legati al mondo dei motori, in primis l’inimitabile Vijay Mallya. Mazzoni ci ha illustrato per filo e per segno che possiede 44 case in giro per il mondo, 3 yacht, una compagnia aerea e non so cos’altro. Ha parlato inoltre della Force India di cui una certa quota azionaria è stata acquistata da una società indiana e che ora la quota di Mallya è più bassa rispetto al passato. È indiana inoltre la team manager della Sauber, unica donna team manager, di cui non si era più parlato tanto negli ultimi tempi ma che invece era stata nominata parecchie volte all’inizio della stagione. Per non parlare di Karthy, il geniale pilota indiano della HRT, e di Chandy, terzo pilota della Lotus Made in Malesia a cui stranamente la Lotus Made in Malesia non ha voluto dare un volante per questa gara. Chissà perché...
Mazzoni ha anche aggiunto che in India Schumacher è più famoso di Vettel, il che forse non è solo in India. Se andate da mia madre e le chiedete chi è Vettel, la sua risposta sarà più o meno: “CHI?!” Se invece le chiedete Schumacher, invece, sa che si tratta di un pilota, questo ve lo posso assicurare (ma non chiedetele per che team corre, suppongo che abbia molte difficoltà a darvi una risposta, ma del resto l’ultima volta che ricordo che mia mamma abbia guardato un gran premio dall’inizio alla fine Schumacher correva ancora per la Benetton e il giorno dopo io ho raccontato gli eventi di quel gran premio alla mia maestra d’asilo, quindi si trattava di parecchio tempo fa). Mazzoni non ci ha però svelato un mistero che mi sarebbe piaciuto chiarire: se è vero che Schumacher è più famoso di Vettel, in India, è anche più famoso dei due loro grandi talenti Chandhok e Karthikeyan? Purtroppo questo non lo scopriremo mai, ma ciò non ci impedisce di immaginarci che la risposta sia affermativa.

Altro argomento trattato è stato quello dei caschi dei piloti, molti avevano caschi particolari in questa occasione. Cinque piloti avevano caschi con dediche a Marco Simoncelli, che ci ha lasciati domenica 23 ottobre, e al pilota di Indicar Dan Wheldon, che è deceduto circa due settimane prima del gran premio d’India. Questi erano Trulli, Massa, Alonso, Barrichello e Button, con Barrichello che aveva un casco di colori particolari e Trulli che aveva il casco con gli stessi colori di quello del Sic.
Per quanto riguarda altre modifiche ai caschi Mazzoni ci ha anche avvertito che Vettel indossava un casco su cui era stampata una fotografia dei meccanici Redbull (ma generalmente in una gara sì e una gara no Vettel ha un casco “fotografico”) e Hamilton un casco verdastro con un’immagine di Bob Marley. Non ho ben capito in che modo, ma sembra che questo casco sia stato correlato in qualche modo alla “rottura con la sua fidanzata, che è stata confermata anche da suo padre Anthony Hamilton che vedete inquadrato al box della Force India e che è anche il manager di Paul Di Resta” [CIT. Mazzoni]. Peraltro il casco di Hamilton a me sembrava veramente inguardabile, ancora più del casco indossato da Senna che ho notato in un’inquadratura, che rappresentava in cima quello che mi è sembrato un nido di serpenti (ma presumibilmente non era questa l’intenzione di chi l’ha disegnato) con scritto “06 88” o qualcosa del genere, di cui Mazzoni non ha fornito alcun dettaglio.

La Q1 è iniziata terminando ben presto per Glock, che ha potuto percorrere solamente tre giri prima che il cambio lo abbandonasse. Il pilota della Virgin ha conquistato così l’ultima posizione, cosa che ci ha fatto capire che, nemmeno se le posizioni fossero state attribuite a partire dal fondo, Karthy avrebbe ottenuto la pole. Sempre per un problema al cambio Ricciardo ha dovuto sostituirlo quando non avrebbe potuto farlo, per cui sarebbe partito arretrato di cinque posizioni sulla griglia di partenza, nell’improbabile caso in cui ci fossero stati cinque piloti posizionati alle sue spalle.
Nel frattempo il Nostradamus di oggi ha iniziato a dare prova della sua arte gufatoria fin da subito. Quando ha detto che Senna aveva sempre danneggiato la propria vettura in tutte le gare che ha disputato tranne Monza ho alzato gli occhi al cielo, quando ha aggiunto che Kobayashi aveva ottenuto 25 punti nelle prime sette gare, soltanto 2 in seguito e non andava a punti da sei gare li ho riabbassati per lo sconforto e quando ha specificato che Schumacher e Petrov avevano avuto incidenti l’uno con l’altro in tre gran premi precedenti ho pensato che forse un giorno Mazzoni si ritroverà questi piloti ad aspettarlo sotto la cabina di commento, dato che temo che sia in parte dovuto anche alle sue gufate se uno va sempre a sbattere, l’altro non fa punti e gli altri due scambiano i circuiti di Formula 1 per la pista degli autoscontri. Stranamente Nostradamus ha evitato di infierire sulle Toro Rosso e sulle Force India, forse non è un caso che alla fine entrambe le Toro Rosso e Sutil siano arrivati in Q3, mentre tutti i piloti precedentemente nominati no.
A dire il vero Sutil è stato nominato nell’angolo mercato piloti, in cui ci sono state svelate alcune sorprendenti rivelazioni per il futuro:
> pare che il prossimo anno Raikkonen sarà alla Williams, sponsorizzato da qualche sceicco degli Emirati, e che in occasione del prossimo gran premio di Abu Dhabi potrebbe arrivare un annuncio ufficiale;
> la Virgin che, guarda caso, ha confermato Glock ma non D’Ambrosio (ma che casualità inimmaginabile!) per la prossima stagione potrebbe affiancare a Glock un pilota francese che ha come manager l’ex pilota Olivier Panis, il nome di questo giovane pilota francese – la cui età e il cui curriculum motoristico non ci sono ancora stati narrati per filo e per segno – sarebbe qualcosa tipo Pic o Pik o Pig, così almeno mi è parso di capire;
> Sutil rischia il posto alla Force India, in quanto potrebbe essere sostituito dal pilota di riserva Hulkenberg; pare che Sutil voglia discutere la cosa con i vertici della Force India... chissà se lo farà armato di bottiglia rotta!

Temo di essermi allontanata troppo dal tema scottante di cui mi stavo occupando in origine, ovvero della Q1. Ho già fatto qualche spoiler a proposito di come è andata a finire per diversi piloti, ma non ho ancora narrato il succo essenziale della prima sessione di qualifiche.
Tutti sono scesi in pista sulle gomme dure, inizialmente, e i tempi erano piuttosto sorprendenti, addirittura Karthikeyan per un certo periodo è stato più veloce delle Mercedes. Mi stavo giusto chiedendo che diamine fosse capitato quando è stato svelato l’arcano: con le gomme soft i risultati cambiavano radicalmente, per fortuna di Button che fino a quel momento aveva rimediato una 15esima posizione. La situazione ha iniziato a tornare molto simile alla normalità, con i sei piloti dei nuovi team che guarda caso erano andati a finire nelle ultime sei posizioni.
La sorpresa è indubbiamente stata il pilota di casa: Karthy ha sorpreso tutti quelli che credevano sarebbe arrivato ultimo come al solito. Accantonando la filosofia indiana giusto per il weekend di casa ha strappato un clamoroso 22esimo tempo, relegando D’Ambrosio in 23esima posizione, in perfetta linea con la filosofia belga, che sembra essere quella di arrivare penultimo. Si è salvato dall’ultima fila e il suo 22esimo tempo gli avrebbe fornito addirittura una 21esima posizione sulla griglia di partenza, in quanto Ricciardo che è stato 21esimo era accreditato dell’ultima posizione dovendo essere retrocesso.
In terzultima fila si sono posizionati naturalmente Kovalainen in 19esima posizione e Trulli 20esimo, un copia e incolla della maggior parte delle qualifiche di questa stagione e anche della scorsa, mentre l’unico pilota estraneo ai nuovi team precipitato fuori alla prima sessione è stato Kobayashi, uno degli obiettivi preferiti dalla gufata del Nostradamus delle telecronache.
Con le gomme soft Petrov aveva ottenuto il miglior tempo, dimostrando tutto il potenziale della Lotus Renault. Come no! Il potenziale della Lotus Renault mi pareva lievemente inferiore e quel miglior tempo più dettato dalla legge del caso che da altro.
Da rimarcare anche la strabiliante performance della Ferrari, che pare avere mandato in pista Massa con un treno di gomme soft all’ultimo minuto, in modo da consumare le gomme senza che riuscisse a far registrare un qualsiasi tempo... Tipica strategia in perfetto Ferrari Style, direi.

Si è passati alla Q2, dove parecchi dubbi sarebbero stati svelati. Purtroppo l’idolo di casa Karthyyyy non sarebbe più stato presente in pista, cosicché non avrebbe potuto dimostrare le proprie elevatissime performance, che un giorno lo faranno entrare nell’olimpo motoristico dei piloti più sorprendenti di sempre, in abbinato a gente tipo Yammiiii.
Le cose non parevano ancora molto delineate, con i top team che di sicuro potevano puntare alla Q3 (e per top team intendo Redbull, Mclaren e Ferrari), mentre gli altri che erano ancora in una posizione di incertezza, in quanto potevano passare tranquillamente le Force India oppure le Lotus Renault a seconda dei casi. Ah ah, le Lotus Renault in Q3? Ma non diciamo cavolate! Però senza ombra di dubbio le Toro Rosso, se non fossero state soggette a gufate mazzoniane, avrebbero avuto molteplici speranze. Con mia notevole sorpresa Nostradamus non si è accorto per lungo tempo delle discrete performance delle due monoposto di Faenza, evitando di sottoporle alle pressioni della gufata e, di fatto, permettendo loro l’accesso alla Q3.
Sono rimasti fuori in Q3: Petrov (che aveva fatto lo stesso identico tempo di Alguersuari, ma dato che quest’ultimo l’aveva fatto registrare prima era stata attribuita a lui la decima posizione) che comunque sarebbe stato retrocesso di cinque posizioni per il contatto provocato con Schumacher nella gara precedente, Schumacher che aveva ottenuto il dodicesimo tempo e a seguire Di Resta, Maldonado, Senna, Barrichello e Perez, con quest’ultimo che in ogni caso sarebbe stato retrocesso di tre posizioni per via delle bandiere gialle ignorate nelle libere del venerdì.
A quel punto sono passati in Q3 i due piloti della Redbull, i due della Mclaren, i due della Ferrari, Rosberg, Sutil e le Toro Rosso.

L’ultima sessione di qualifica è iniziata nel modo più tranquillo e normale, poi, non appena Massa è stato inquadrato, Nostradamus si è dedicato a una rosea previsione: Felipe stava disputando un ottimo weekend, su una pista che ricordava vagamente quella della Turchia, e poteva fare un ottimo risultato e poteva senza ombra di dubbio puntare a posizionarsi davanti ad Alonso. In quel momento ho provato il desiderio di sotterrarmi. Purtroppo non c’era terra nel salotto di casa mia, quindi non ho potuto farlo. Da lì in poi ho capito che il destino di Felipe era tristemente segnato: la gufata mazzoniana, su di lui, ha sempre fatto effetto. Mi stavo chiedendo cosa gli sarebbe successo e mi stavo convincendo quasi che non sarebbe capitato nulla di grave, semplicemente sarebbe finito più indietro del dovuto come al solito. Invece no: praticamente quando mancava un nanosecondo alla fine delle qualifiche gli è capitato uno di quegli eventi che pensavo potessero capitare soltanto a Montoya nei rari casi in cui non era andato a sbattere per i fatti suoi contro qualche muretto o più frequentemente contro le vetture degli altri piloti.
Massa ha rotto una sospensione su un cordolo ed è andato a schiantarsi fuori pista, rallentato dal terreno che costeggiava la pista. A proposito del terreno in questione, ogni volta che qualcuno ci passava sopra, cosa abbastanza frequente dato che la maggior parte hanno passato tanto tempo nelle vie di fuga quanto in pista, si alzava un polverone tale che sembrava di vedere il fumo che usciva dal retrotreno della Mclaren di Raikkonen in qualsiasi gara del 2004.
La sessione è stata interrotta anzitempo senza che il risultato potesse in qualche modo cambiare radicalmente: pole position a Vettel, con il secondo tempo conquistato da Hamilton che per la penalità di cui ho già parlato sarebbe stato retrocesso in quinta posizione. In seconda posizione sarebbe quindi scalato Webber che aveva il terzo tempo, in terza posizione sarebbe risalito Alonso che era quarto, dopodiché Button. Quinto quindi Hamilton, seguito dai piloti che si erano posizionati dalla sesta posizione in poi: Massa e Rosberg, con dietro Sutil, Buemi e Alguersuari che non avevano fatto registrare alcun tempo, anche se Sutil un giro di pista mi pare che l’abbia fatto.
Una delle emozioni più forti del sabato è stato comunque quando hanno intervistato Hermann Tilke: non avevo mai visto quale fosse il suo aspetto e ho scoperto con estrema sorpresa che somiglia vagamente a un professore che ho avuto lo scorso anno all’università, il cui esame l’ho passato con una misera sufficienza.

Toglietemi tutto, ma non l’orribile pubblicità del Bostik! Anche la domenica mi sono ritrovata a vedere lo spot della Tecnocasa invece che quello a cui mi ero ormai abituata prima che gli orari di Giappone e Corea facessero sì che mi piazzassi davanti al televisore giusto in tempo per vedere la partenza e non dieci minuti prima. La prima cosa che ho sentito, prima dello spot Tecnocasa, è stata la mancanza del cordiale saluto. Il nostro Nostradamus infatti non dice più da tempo immemorabile “un cordiale saluto”, ma “buona domenica”, e sento irreparabilmente la mancanza del suo cordiale saluto che è stato con noi nel corso degli anni.
Altra cosa piuttosto sconcertante è stata scoprire che sul circuito dell’India, che è stato completato circa una settimana fa, le curve non hanno nomi contorti, bensì sono riconosciute soltanto con delle diciture numeriche (curva 1, curva 2, eccetera)… mi aspettavo chissà quali nomi strampalati e invece niente! Sono sopravvissuta, sperando che Mazzoni potesse sopperire all’assenza di stranezze facendo qualche dichiarazione di particolare interesse. Oppure, in alternativa, ho sperato che fossero in grado di consolarmi il casco di Bob Marley e quello del nido di serpenti che senza dubbio non era un nido di serpenti.
Prima della partenza Mazzoni ha iniziato a parlare a raffica, avendo iniziato millemila discorsi mentre le luci rosse stavano per spegnersi, e tra le varie cose ha riscontrato come Webber in genere avesse perso posizioni in partenza, se non sbaglio per undici occasioni in questa stagione. Nostradamus ha anche osato sovvertire le leggi della Formula 1, insinuando che le prestazioni di Vettel siano superiori a quelle del compagno di squadra. Mazzoni, come ti permetti?! Webber è un fenomeno di prima qualità e c’è da sorprendersi che non abbia ancora vinto dieci titoli, ma dopotutto è una giovane promessa, ha solo trentacinque anni e corre in Formula 1 da dieci anni, era troppo presto per dimostrare che lui è il futuro della F1!
Vettel ha mantenuto la posizione, con Webbiiii che è riuscito per un pelo a non farsi sorpassare da Ferniiii. Nel frattempo Button, che se ne stava lì a fischiettare con aria indifferente, si è avvicinato prendendosi la posizione sul Ferrari Man, per poi andare a prendere anche Webber di lì a poco. Webbiiii non ha perso posizioni nelle immediate fasi della partenza, ma una se n’è andata immediatamente non appena Button gli ha strappato la seconda piazza, dimostrando che la seconda posizione nella classifica piloti non è ancora stata assegnata definitivamente, ma lui ci sta andando molto vicino, casomai qualcuno avesse ancora dei dubbi. L’ex paracarro si è messo all’inseguimento di Vettel, senza però riuscire ad avvicinarsi eccessivamente, dato che il pilota della Redbull stava ormai andando via. Seguiva quindi Webber, dopodiché le Ferrari del Ferrari Man e del Ferrari Baby, con dietro Hamilton, Rosberg, Schumacher che aveva recuperato varie posizioni in partenza, Sutil, Senna, Alguersuari e Buemi.

Nelle retrovie erano capitati parecchi casini, intanto: Kobayashi, soggetto alle gufate del moderno Nostradamus, stavolta era andato a finire peggio del solito, in testacoda alla prima curva, andando addosso a qualcuno che mi pare fosse Barrichello e coinvolgendo anche altra gente, dato che Barrichello e Perez si sono immediatamente recati ai box e che Glock di lì a poco s’è ritirato. Anche Petrov è subito rientrato dopo un giro, sostituendo le gomme hard che aveva con le soft. Di conseguenza ha fatto con le soft quasi tutta la gara, dal momento che è tornato a montare soft anche al secondo pit-stop.
Sempre nelle fasi della partenza anche Trulli è finito in testacoda in un contatto con una non meglio precisata HRT, mentre proprio le HRT avevano recuperato in partenza un certo numero di posizioni, con il genio indiano che stava facendo una prestazione neanche tanto inferiore a quella standard di Liuzzi e Ricciardo. Se non sbaglio aveva recuperato qualcosa come otto posizioni, per il momento, anche grazie al groviglio di vetture che c’era stato all’inizio della gara.
Naturalmente non appena ho scoperto che era stato Kobayashi l’unico ritirato al momento del via (Glock si è ritirato un paio di giri più tardi, mi è parso di capire) mi sono chiesta per quale ragione il sommo telecronista insista a gufarlo ormai da mesi, ma poi mi sono resa conto che il sommo telecronista non si limita a gufare Koby: la gufata è un’arte per lui e quando è diretta nei confronti dei soggetti più esposti in genere produce effetti sconsiderati. Visto le osservazioni che aveva fatto in qualifica sono già stata abbastanza sorpresa dal fatto che Petrov e Schumacher non si siano tamponati a vicenda “come è già successo tre volte in questa stagione” e che Senna non abbia “danneggiato la propria vettura come in tutte le gare a parte Monza”. Purtroppo però per Kobayashi c’era ormai ben poco da fare e chissà se almeno ad Abu Dhabi e a Interlagos riuscirà a portare a casa qualche punto.

Nel frattempo Webbiiii ha deciso di dare dimostrazione che anche lui aveva qualcosa da dire e che avrebbe dato il proprio contributo all’andamento della gara, cosa che si ricorda in media per cinque o sei giri a ogni gara, e ha provato a strappare la seconda posizione a Button. Chiaramente dopo questi giri è caduto nuovamente nel dimenticatoio e dopo il secondo giro di pit-stop sarebbe stato superato anche da Alonso.
Button, invece, procedeva in seconda posizione, sempre più vicino, anche se non ancora matematicamente, al secondo posto nel mondiale, un mondiale in cui, a mio parere, si merita davvero il secondo posto e, se ce ne fossero state le circostanze, probabilmente avremmo potuto vederlo lottare per il titolo con Vettel. Briatore, quando lo definì “paracarro”, penso proprio che stesse esagerando di gran lunga.

Dopo dieci giri di gara si è ritirato Maldonado. Era fuori dalla zona punti, piazzato dietro alle Toro Rosso e alla Lotus Renault di Senna, e via radio gli comunicavano facendo un certo fracasso di tentare il sorpasso, dicendogli che era più veloce e ce la poteva fare.
La gara di Pastor è finita mestamente, fuori pista, quando è stato messo fuori gioco da un problema tecnico.
Anche Buemi è stato soggetto a un problema tecnico, se non vado errata la rottura del motore, mentre si trovava nelle posizioni finali della zona punti, non prima di essere soggetto a una gufata che sarà inserita nella Platinum Collection a fine commento.

A differenza di Button di cui ho parlato poco fa, la gara di Hammiiiii non è stata particolarmente calma. Mentre si avvicinava la metà dei cinquantotto giri previsti era ormai a ridosso di Massa (e ciò ha sottoposto entrambi alle sconcertanti gufate di Nostradamus Secondo) e l’attrazione gravitazionale tra i due si è rivelata ancora una volta fatale.
Mentre mi cascavano le braccia ho ammirato Hammiiii che sorpassava Feliiii, o meglio che ci provava, dal momento che Feliiii in versione distruttore ha tentato di opporre resistenza. Era già abbastanza strano che opponesse resistenza a un tentativo di sorpasso, in effetti, quindi non si poteva pretendere che lo facesse anche nel modo adeguato... ma niente, speravo che non si toccassero, anche se ero a conoscenza dell’impossibilità della cosa.
Di fatto Feliiii ha finito per tagliare la strada all’avversario, cosa che ha portato i due all’ennesimo tamponamento. Peccato che quei due siano uomini entrambi, mi sono detta, se no farebbero davvero una coppia perfetta! ^^
Hamilton ha forato e ha perso posizioni, mentre Felipe ne ha perse successivamente quando è stato penalizzato con un drive through per il contatto. La sua gara, in ogni caso, non è durata per molto. Praticamente a metà gara si è ritirato, dopo che per la seconda volta in due giorni è finito su un cordolo rialzato.
Successivamente lo si è visto tornare ai box a piedi, col casco in testa come Raikkonen quando si ritirava da una gara, e ad un certo punto c’era accanto a lui suo fratello, nonché sosia, che inizio a sospettare porti un po’ sfiga: ogni volta che lo inquadrano ai box generalmente le gare di Felipe vanno male! Sì, ora mi direte: le gare di Felipe vanno quasi sempre male, quindi non c’entra il fratello. Ma vi ripeto, quando c’era il fratello ai box, le cose tendevano ad andare peggio del solito anche all’epoca in cui le gare che per Felipe andavano male erano la minoranza (ovvero in quel periodo ormai dimenticato in cui lui e Hamilton, anziché scontrarsi ad ogni gara, si stavano giocando un mondiale).
Hammiii, per tornare a lui, dopo è stato per un certo tempo dietro alla Toro Rosso di “Alghersauro”, per poi riuscire finalmente a superarlo, portandosi in settima posizione.

Ricapitoliamo: primo c’era Vettel, qualora aveste qualche dubbio, secondo Button, qualora aveste ancora qualche dubbio, dopodiché Alonso, Webber e, a una certa distanza da chi li precedeva, le Mercedes di Rosberg e Schumacher.
Mazzoni ha osservato come Hamilton, a circa 15-16 secondi di distacco da Rosberg quando quest’ultimo aveva appena effettuato l’ultima sosta (ed era quindi sesto, dato che Schumacher non si era ancora fermato) avrebbe potuto superare entrambe le Mercedes non appena queste avessero avuto problemi di gomme. Naturalmente mi sembrava un po’ strano che Hamilton potesse raggiungerli e i problemi di gomme non mi sembravano evidenti dato che Schumacher è stato l’ultimo a rientrare, tra i piloti nelle zone alte, e prima di rientrare era più veloce di Rosberg. Ha recuperato parecchio in quei giri, dato che i problemi di gomme erano evidentemente inesistenti, per una volta, ed è uscito dai box palesemente davanti al compagno di squadra.

Schumacher, Rosberg, Hamilton e Alguersuari erano stabilmente in quinta, sesta, settima e ottava posizione. Dopo di loro c’era Sutil e Perez è entrato in top ten in extremis, quando Senna che era decimo se non sbaglio (sì, doveva essere decimo dato che era davanti a Perez) è rientrato ai box per l’ultima sosta a pochi giri dalla fine, dopo che Mazzoni aveva fatto notare che era su una strategia su una sosta sola (cosa matematicamente impossibile, dato che fino a quel momento si era fatto tutta la gara su una sola mescola di gomme, ma evidentemente Mazzoni non ricordava l’esistenza del regolamento).

A fine gara Vettel ha confermato il giro veloce che unito a pole position, gara condotta in testa dall’inizio alla fine e vittoria faceva sì che conquistasse il primo grand chelem della sua carriera, con grande gioia di Mazzoni che da tempo immemore elencava a ogni gran premio statistiche sul grand chelem, in attesa che qualche pilota lo ottenesse (l’ultimo, qualora non ve ne foste accorti nonostante le millemila volte in cui è stato ripetuto, era stato Alonso a Singapore nella passata stagione).

Prima di arrivare però al riassunto delle posizioni, ecco la Platinum Collection di Nostradamus che vi avevo promesso prima:
1) Kobayashi si è ritirato dopo che Mazzoni aveva ricordato nelle qualifiche che non otteneva punti da ben sei gare;
2) poco prima della partenza vi è stata la segnalazione che per undici volte Webber aveva perso posizioni in partenza, e infatti dopo poche curve anche stavolta Mark è stato superato da Button;
3) Buemi s’è ritirato dopo un’osservazione a proposito dell’ottima gara che stava facendo la Toro Rosso;
4) The best of the best! Mentre Hamilton si avvicinava a Massa il nostro Nostradamus ci ha ricordato come tra i due vi fossero stati numerosi incidenti nel corso della stagione;
5) “l’incidente tra Hamilton e Massa ha mostrato la solidità delle monoposto e specie della Ferrari”: puntualmente la solida monoposto di Massa uscita intatta dall’incidente non è uscita altrettanto intatta dal passare sopra un cordolo;
6) Kovalainen in 12esima posizione, sarebbe stata la miglior posizione ottenuta dalla Lotus Made in Malesia in questa stagione... se non fosse che dopo dieci secondi o giù di lì il finlandese è stato superato da Petrov;
7) un’osservazione poco azzeccata è stata che la Lotus Renault sono monoposto dall’elevata velocità e dalle prestazioni performanti: entrambi i piloti sono arrivati fuori top ten.

Rimangono sorprendenti alcune cose:
1) nonostante ieri Mazzoni in qualifica avesse detto che generalmente Schumacher otteneva buoni risultati sulle piste nuove entrate nel mondiale, è arrivato quinto per giunta davanti al compagno di squadra;
2) la gufata sulle Toro Rosso ha fatto effetto soltanto su Buemi, non producendo danni di particolare entità su Alguersuari;
3) nonostante già da dieci giri prima della gara stava considerando che Vettel avrebbe potuto ottenere un grand chelem (con grande eccitazione, come ogni volta che capita l’occasione di parlare del grand chelem), nessuno è riuscito a strappargli il giro veloce.

Risultati:
11. Sergio Perez - Suaber-Ferrari - 1'40"874
12. Vitaly Petrov - Lotus Renault - 1'40"919
13. Sebastien Buemi - Toro Rosso-Ferrari - 1'41"009
14. Bruno Senna - Lotus Renault - 1'41"079
15. Jaime Alguersuari - Toro Rosso-Ferrari - 1'41"162
16. Kamui Kobayashi - Sauber-Ferrari - 1'41"240
17. Pastor Maldonado - Williams-Cosworth - 1'41"760*

Classifiche:
PILOTI: 1) Vettel 364, 2) Button 240, 3) Alonso 227, 4) Webber 221, 5) Hamilton 202, 6) Massa 98, 7) Rosberg 73, 8) Schumacher 70, 9) Petrov 36, 10) Heidfeld 34, 11) Sutil 28, 12) Kobayashi 27, 13) Alguersuari 26, 14) Di Resta 21, 15) Buemi 16, 16) Perez 13, 17) Barrichello 4, 18) Senna 2, 19) Maldonado 1.
TEAM: 1) Redbull 595, 2) McLaren 52 3) Ferrari 325, 4) Mercedes 143, 5) Lotus Renault 72, 6) Force India 49, 7) Sauber 41, 8) Toro Rosso 41, 9) Williams 5.

NB. Classifiche da verificare.