Se gli anni '80/'90 ci hanno riservato la comparsa di team pittoreschi che stavano nei bassifondi dopo essere praticamente apparsi in Formula 1, gli anni 2000 non sono stati altrettanto prolifici. Tuttavia ci sono team che hanno avuto cambi di proprietà e conseguenti rebranding destinati a durare per poco a lungo. È il caso del team che un tempo apparteneva a Eddie Jordan e che in seguito sarebbe appartenuto a Vijay Mallya: la storia della Jordan è terminata nel 2005, quella della Force India è iniziata nel 2008. Oggi andiamo a scoprire cosa sia accaduto nel mezzo, ovvero nel 2006 e 2007, quando si chiamava Midland. O Spyker. Ebbene sì, nel corso di due stagioni ha avuto ben due diverse denominazioni.
Partiamo da Midland: il team Jordan, infatti, è stato acquistato da un certo Alex Shnaider, un uomo d'affari canadese, il quale ha registrato il proprio team con licenza russa, in quanto pur essendo vissuto in Canada fin dall'infanzia, era nato a Sanpietroburgo. Era dal 2004 che Shnaider era intenzionato a entrare in Formula 1 e si era in precedenza vociferato del suo acquisto del team Jaguar, che invece è stato comprato dalla Redbull e penso sappiate come sia andata a finire. Già nel 2005 pare che Shnaider avesse acquistato una quota del team, comunque a partire dal 2006 si è messo in proprio con nuovo nome, nuova livrea (rossa, bianca e nera) e nuova line-up. Anzi, no, non del tutto nuova, perché uno dei piloti era Tiago Monteiro, che aveva disputato la stagione 2005 con la Jordan.
Il pilota portoghese, che aveva costantemente battuto il compagno di squadra Narain Karthikeyan e ottenuto la terza posizione al GP dell'Indy-gate dietro alle Ferrari festeggiando sul podio come se non ci fosse un domani, avrebbe potuto fare coppia con Takuma Sato, ma il pilota giapponese ha preso un'altra strada, quella della Super Aguri di cui ho già parlato nei giorni scorsi. Al suo fianco è stato ingaggiato quindi l'olandese Christijan Albers, proveniente dalla Minardi, che a sua volta aveva ottenuto un quinto posto davanti al compagno di squadra Patrick Friesacher in quel celebre gran premio con sole sei vetture al via. Era anche quello un buon risultato, tutto sommato, dato che una Minardi in una gara con sei vetture difficilmente avrebbe potuto fare meglio del quinto posto.
Prima che tutto ciò accadesse, tuttavia, ai test prestagionali il team si è presentato con al volante nientemeno che Max Biaggi! Oltre ai piloti ufficiali, numerosi altri piloti hanno guidato per il team, in quanto ai tempi gli ultimi team della griglia potevano schierare una terza vettura nella prima sessione di prove libere del venerdì. Questo onore è toccato a Giorgio Mondini e a due nostre vecchie conoscenze, ovvero Markus Winkelhock e Adrian Sutil, entrambi piloti di cui finiremo per parlare in modo più approfondito. In un secondo momento - dopo un cambio di proprietà a fine stagione, ma fate finta che non ve l'abbia detto perché non volevo spoilerarlo ora - è toccato anche ad Alexandre Premat (compagno di squadra di Hamilton in GP2 e in precedenza di Rosberg) ed E.J.Viso.
Torniamo a Monteiro: aveva fatto una buona stagione nel 2005, dove di fatto era saltato all'occhio per non avere mai innescato incidenti e per avere quasi sempre portato la monoposto al traguardo. In più, oltre a Indianapolis, era riuscito a conquistare anche un ulteriore punto, classificandosi ottavo in un secondo momento del campionato. Nel 2006 non si è esattamente ripetuto, rivelandosi decisamente più caotico che nel campionato precedente. Non è andata meglio ad Albers, il cui momento più memorabile è stato il cappottamento subito dopo la collisione con Yuji Ide a Imola. Monteiro e Albers hanno anche completato l'opera arrivando a cozzare l'uno contro l'altro, il tutto mentre la monoposto era stabilmente penultima davanti alla Super Aguri, mai a punti e addirittura capace di conquistarsi una doppia squalifica per irregolarità tecniche al GP di Germania.
Il miglior risultato è arrivato al GP d'Ungheria, in cui Monteiro e Albers hanno chiuso al nono e al decimo posto. Voi adesso penserete: "questo Shnaider non ha fatto un grosso affare a comprarsi una squadra di Formula 1". Invece vi sbagliate di grosso, perché nel frattempo è stato fissato il numero massimo di scuderie a partire dal 2008 per dodici e, con l'ingresso programmato della Prodrive (una sorta di B-Team della McLaren che non ha mai visto la luce, di cui si parlava con insistenza nel 2007), tutti i posti erano occupati. Di conseguenza, non accettando *nuove* iscrizioni, chiunque avesse voluto entrare cn il proprio team in Formula 1 avrebbe dovuto comprarsi una entry già esistente, facendo di conseguenza aumentare la quantità di big money che servivano per comprarsi un team. Già nel corso dell'estate si parlava della vendita del team Midland.
L'acquirente, che ha comprato il team quando c'erano ancora tre gran premi da disputare, era il gruppo olandese Spyker Cars, che non ha apportato grossi cambiamenti al team, solo modificato la livrea che a partire dal 2007 sarebbe diventata arancione, colore nazionale olandese. Il team principal Kolin Colles (quello che poi di lì a qualche anno sarebbe diventato team principal della HRT, di cui ho parlato ugualmente pochi giorni fa) è rimasto al proprio posto, così come Monteiro e Albers, quantomeno fino alla fine della stagione. A stagione terminata, tuttavia, solo uno dei due ha conservato il posto, si tratta di Albers, che è stato ufficializzato sul finire del 2006. È passato un po' di tempo prima che fosse annunciato il pilota che l'avrebbe affiancato e il volante è andato a uno dei piloti che già ho citato prima: Sutil, che faceva così il suo esordio in Formula 1.
I risultati del team non sono migliorati rispetto alla stagione precedente, mentre purtroppo per Spyker il miglioramento c'è stato da parte di Super Aguri, che spesso poteva giocarsela per l'accesso in Q2, occasionalmente addirittura in Q3, e che nella prima metà della stagione ha ottenuto un ottavo e un sesto posto conquistando ben quattro punti. In tutto ciò, il team olandese era non solo a secco di punti, ma anche ben lontano dall'eventualità di potersi avvicinare ai punti stessi. Sutil nel frattempo si stava rivelando un pilota alquanto caotico, ma al suo compagno di squadra le cose stavano andando addirittura peggio: Roel Kooijman, uno dei finanziatori del team, nonché suocero di Albers, ha ritirato la propria sponsorizzazione per difficoltà economiche, così Christijan si è ritrovato senza volante.
Eravamo alla vigilia del GP d'Europa e, in vista dell'evento, Christian Klien è stato chiamato a testare la monoposto. Si pensava che il volante potesse andare all'ex pilota di Jaguar e Redbull, invece no. Come one-off per il Nurburgring è stato ingaggiato Markus Winkelhock... e all'improvviso, per un caso fortuito, si è scritta la storia. Con un rovescio di pioggia imminente, Winkelhock che doveva partire dall'ultima casella della griglia, è stato chiamato ai box al termine del giro di formazione e gli sono state montate gomme da bagnato. Si è accodato ed effettivamente poco dopo è scoppiato un violento acquazzone, che ha costretto a cambiare gomme praticamente tutti i piloti che non erano finiti fuori pista. Diversi sono finiti in aquaplaning, il che ha portato prima all'ingresso della safety car e poi all'esposizione della bandiera rossa.
In tutto ciò, Winkelhock, unico pilota a non avere dovuto effettuare il pitstop dopo l'inizio della gara, si è ritrovato leader e, al momento del restart, è partito dalla casella della pole position, diventando l'unico pilota della storia a partire sia ultimo sia primo in due diverse partenze dello stesso gran premio. Non solo, la gara è ripartita in regime di safety car e, di conseguenza, Markus si è fatto qualche giro in testa alle spalle della vettura di sicurezza, prima di essere superato da tutti quando la safety car è uscita di scena. Si è ritirato dopo tredici giri per un guasto al motore, dopo averne trascorsi cinque in testa: è stato il suo unico gran premio in Formula 1 e, per effetto di ciò, ha percorso da leader oltre il 38% dei suoi giri totali, diventando il pilota con la più alta proporzione di giri in testa.
A partire dall'evento seguente è stato rimpiazzato da Sakon Yamamoto, che già aveva guidato la Super Aguri nella stagione precedente (e che nel 2010 sarebbe passato alla HRT, così come Klien che ho menzionato poco fa). Sutil e Yamamoto hanno fatto coppia fino a fine anno e i risultati hanno continuato ad essere da ultima ruota del carro, con un exploit al GP del Giappone, quando al Fuji Sutil ha chiuso la gara al nono posto, per poi essere promosso ottavo per una penalità inflitta a Vitantonio Liuzzi a causa di un sorpasso in regime di bandiera gialla - proprio su Yamamoto, compagno di squadra di Sutil che in quella gara si è classificato dodicesimo. Fino a quel momento sia Toro Rosso sia Spyker erano a secco in classifica e il punto conquistato poteva significare tantissimo per la classifica costruttori e i relativi big money.
Le cose sono andate diversamente, con un doppio arrivo in zona punti per la Toro Rosso nel seguente evento in Cina, con la Spyker che è precipitata all'ultimo posto della classifica, comunque il decimo, dato che per le vicende dello spy-gate la McLaren era estromessa dalla classifica costruttori. In sintesi, l'ottavo posto di Sutil in Giappone è stato il miglior singolo risultato della stagione, mentre il secondo migliore è stato il dodicesimo di Yamamoto nella stessa gara. Frattanto già da tempo anche Spyker era intenzionata a vendere il team dopo appena una stagione e c'è stato l'effettivo cambio di proprietà per il 2008. Ribattezzato Force India, il team avrebbe ottenuto nel 2009 una pole e un secondo posto in gara, dopodiché sporadici piazzamenti a podio nel decennio a venire e una vittoria nel 2020 con il nome di Racing Point, ma questa è un'altra storia.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
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lunedì 28 novembre 2022
lunedì 29 giugno 2020
F1 The Golden Days: GP Francia 2007
Oggi avremmo dovuto commentare un esaltante ed eccitante gran premio al Paul Ricard, ma non ne abbiamo avuto uno da elogiare, quindi recuperiamo i bei vecchi tempi, anche se la location era diversa. Oppure era proprio la location diversa la ragione per cui erano bei tempi? Comunque correva l'anno 2007 ed era appena scoppiata una grossa bomba: negli ultimi giorni di giugno si era sollevato un polverone infinito dopo che era venuta alla luce la strana storia di Nigel Stepney e delle fotocopie dei progetti della Ferrari lasciati in giro per le copisterie di Maranello. A tredici anni di distanza da quegli eventi, trovo ancora tutto ciò follemente surreale. Questo non significa che io non creda alle versioni ufficiali. Significa che, se un liceale che si diletta a scrivere racconti mi sottoponesse un racconto di fantasia in cui si svolgono eventi analoghi, obietterei: "il tuo protagonista intende vendere progetti che potrebbero valere milioni, perché mai non spende poche centinaia di euro per comprarsi una stampante o uno scanner e non si fa le fotocopie a casa invece di lasciarle in giro a caso?"
Comunque esisteva ancora qualche gara a fare da contorno alla spy story e quel primo giorno di luglio, la mia ultima domenica da non-ancora-diplomata, si gareggiava a Magny-Cours: Felipe Massa in pole position davanti a Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen, il tutto mentre Fernando Alonso annaspava a fine top-10 perché aveva avuto un problema tecnico in corso d'opera.
Mentre al via Iceman risaliva in seconda piazza portandosi alle spalle del compagno di squadra, al quarto posto si installava stabilmente Robert Kubica, appena rientrato in Formula 1 dopo avere saltato il GP degli Stati Uniti per l'infortunio rimediato in Canada.
La Ferrari si avviava quindi verso la doppietta e, allora come al giorno d'oggi, le doppiette Ferrari seppure un po' meno rare non erano immuni a ciò che succede d'abitudine nel corso di una doppietta Ferrari: state sicuri che, se avete due ferraristi primo e secondo, non riusciranno ad arrivare al traguardo nelle posizioni originali, ma che tali posizioni, per una ragione o per l'altra, finiranno per essere invertite. Inizio a chiedermi se non sia una regola scritta nelle stelle che svettano sul mondo del motorsport.
Primo pitstop: tutto regolare, anche se Raikkonen, rimanendo in pista più a lungo, è riuscito ad avvicinarsi a Massa un po' di più di quanto non lo fosse prima.
Secondo pitstop: ancora una volta Raikkonen rimane in pista più a lungo con la vettura più leggera e i tempi da lui registrati gli bastano per strappare la leadership al compagno di squadra quando questo esce dai box.
Ci siamo ritrovati quindi con le due Ferrari ancora in prima e seconda posizioni a parti invertite e la McLaren di Hamilton ancora al terzo posto, a fare più che altro gara a sé, ancora davanti a Kubica che faceva gara a sé.
La Renault di Giancarlo Fisichella e la BMW di Nick Heidfeld hanno preceduto al traguardo la McLaren del campione del mondo che è arrivato soltanto settimo, nella penultima posizione della zona punti, visti i tempi. L'ultimo punto disponibile è andato alla Honda, guidata da Jenson Button, nel mezzo di quella stagione in cui il suo compagno di squadra Rubinho non è andato a punti nemmeno una volta (cosa da cui si sarebbe ripreso in pieno con il podio del 2008).
Vincitore morale Christijan Albers, per essere riuscito a farsi inquadrare nel corso della gara nonostante guidasse una modesta Spyker. Sfortunatamente per lui, la ragione per cui si faceva notare era l'andare in giro per la pitlane con il bocchettone della benzina penzolante dalla vettura. Negli anni a venire anche illustri personaggi come Felipe Massa e Heikki Kovalainen, esponenti di due team rispettabili come Ferrari e McLaren, sarebbero stati protagonisti di simili sventure, rubandogli definitivamente l'attenzione, uno dei due in particolare dato che del Kova non si parla più di tanto in relazione ai bocchettoni della benzina... dopotutto l'incendio di Singapore spento da lui stesso è decisamente più affascinante come evento che lo riguarda.
Torniamo al duo di testa: a quel punto della stagione, mentre i due McLaren Bros erano separati da nientemeno che 14 punti (quelli che si conquistavano all'epoca vincendo una gara e arrivando quinto in quella successiva, o con un secondo e un terzo posto), i ferraristi erano lontani ben 17 e 22 punti da Hamilton, leader della classifica. Raikkonen era quello che distava 22 punti dalla vetta e penso si possa dire che questo gran premio sia stato uno dei primi punti di svolta, che a fine anno avrebbe contribuito in qualche modo alla vittoria del titolo mondiale, che a metà stagione sembrava decisamente lontana (considerate che distava dal leader del campionato di una quantità di punti superiore a quella che si ottenevano vincendo due gare, un po' come essere a oltre cinquanta punti di gap al giorno d'oggi).
Tornando strettamente alla location, sarebbe stata la prima di due doppiette consecutive ottenute dalla Ferrari a Magny-Cours. Ironia della sorte, anche in quella del 2008 sarebbero occorse cause random a scambiare le posizioni dei due piloti: se nel 2007 si era trattato di un overcut dovuto al traffico, nel 2008 Massa avrebbe strappato la leadership a Raikkonen con quest'ultimo costretto a rallentare vistosamente per la rottura di uno scarico.
Comunque esisteva ancora qualche gara a fare da contorno alla spy story e quel primo giorno di luglio, la mia ultima domenica da non-ancora-diplomata, si gareggiava a Magny-Cours: Felipe Massa in pole position davanti a Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen, il tutto mentre Fernando Alonso annaspava a fine top-10 perché aveva avuto un problema tecnico in corso d'opera.
Mentre al via Iceman risaliva in seconda piazza portandosi alle spalle del compagno di squadra, al quarto posto si installava stabilmente Robert Kubica, appena rientrato in Formula 1 dopo avere saltato il GP degli Stati Uniti per l'infortunio rimediato in Canada.
La Ferrari si avviava quindi verso la doppietta e, allora come al giorno d'oggi, le doppiette Ferrari seppure un po' meno rare non erano immuni a ciò che succede d'abitudine nel corso di una doppietta Ferrari: state sicuri che, se avete due ferraristi primo e secondo, non riusciranno ad arrivare al traguardo nelle posizioni originali, ma che tali posizioni, per una ragione o per l'altra, finiranno per essere invertite. Inizio a chiedermi se non sia una regola scritta nelle stelle che svettano sul mondo del motorsport.
Primo pitstop: tutto regolare, anche se Raikkonen, rimanendo in pista più a lungo, è riuscito ad avvicinarsi a Massa un po' di più di quanto non lo fosse prima.
Secondo pitstop: ancora una volta Raikkonen rimane in pista più a lungo con la vettura più leggera e i tempi da lui registrati gli bastano per strappare la leadership al compagno di squadra quando questo esce dai box.
Ci siamo ritrovati quindi con le due Ferrari ancora in prima e seconda posizioni a parti invertite e la McLaren di Hamilton ancora al terzo posto, a fare più che altro gara a sé, ancora davanti a Kubica che faceva gara a sé.
La Renault di Giancarlo Fisichella e la BMW di Nick Heidfeld hanno preceduto al traguardo la McLaren del campione del mondo che è arrivato soltanto settimo, nella penultima posizione della zona punti, visti i tempi. L'ultimo punto disponibile è andato alla Honda, guidata da Jenson Button, nel mezzo di quella stagione in cui il suo compagno di squadra Rubinho non è andato a punti nemmeno una volta (cosa da cui si sarebbe ripreso in pieno con il podio del 2008).
Vincitore morale Christijan Albers, per essere riuscito a farsi inquadrare nel corso della gara nonostante guidasse una modesta Spyker. Sfortunatamente per lui, la ragione per cui si faceva notare era l'andare in giro per la pitlane con il bocchettone della benzina penzolante dalla vettura. Negli anni a venire anche illustri personaggi come Felipe Massa e Heikki Kovalainen, esponenti di due team rispettabili come Ferrari e McLaren, sarebbero stati protagonisti di simili sventure, rubandogli definitivamente l'attenzione, uno dei due in particolare dato che del Kova non si parla più di tanto in relazione ai bocchettoni della benzina... dopotutto l'incendio di Singapore spento da lui stesso è decisamente più affascinante come evento che lo riguarda.
Torniamo al duo di testa: a quel punto della stagione, mentre i due McLaren Bros erano separati da nientemeno che 14 punti (quelli che si conquistavano all'epoca vincendo una gara e arrivando quinto in quella successiva, o con un secondo e un terzo posto), i ferraristi erano lontani ben 17 e 22 punti da Hamilton, leader della classifica. Raikkonen era quello che distava 22 punti dalla vetta e penso si possa dire che questo gran premio sia stato uno dei primi punti di svolta, che a fine anno avrebbe contribuito in qualche modo alla vittoria del titolo mondiale, che a metà stagione sembrava decisamente lontana (considerate che distava dal leader del campionato di una quantità di punti superiore a quella che si ottenevano vincendo due gare, un po' come essere a oltre cinquanta punti di gap al giorno d'oggi).
Tornando strettamente alla location, sarebbe stata la prima di due doppiette consecutive ottenute dalla Ferrari a Magny-Cours. Ironia della sorte, anche in quella del 2008 sarebbero occorse cause random a scambiare le posizioni dei due piloti: se nel 2007 si era trattato di un overcut dovuto al traffico, nel 2008 Massa avrebbe strappato la leadership a Raikkonen con quest'ultimo costretto a rallentare vistosamente per la rottura di uno scarico.
lunedì 25 giugno 2012
Formula 1 2006: #9 Canada (25/06)
Ho lasciato passare qualche
giorno, nel corso dei quali è capitato un lieto evento (un certo “nonnino” sul
podio XD), e sono pronta a ricostruire il passato recente della Formula 1.
Ricorderete senza ombra di dubbio la mia intenzione di rivedere tutta la
stagione 2006 e di riepilogare tutto quello che accadde in quella stagione.
Successivamente sto iniziando a progettare qualcosa del genere anche per il
2007, nel caso in cui dovessi riuscire a rivedere tutte (o almeno buona parte)
delle gare. In ogni caso non forziamo i tempi: siamo al nono appuntamento del
mondiale, quello del Canada. Prepariamoci a vederne delle belle, per esempio
all’inizio del filmato quell’uomo affascinante (come no XD) che è Flavietto che
se ne va in giro per la pit-lane. Ma attenzione: questa è la penultima
performance (doppia performance) in F1 di Montoya, non è da perdere per alcuna
ragione! ^^
E non è da perdere nemmeno la
strategia vincente della Midland: come buttarsi fuori tra compagni di squadra! E
oggi, 25 giugno 2012, è il giorno perfetto per ripercorrere ciò che accadde
esattamente sei anni fa.
La cronaca della gara
Background: le Renault di
Alonso e Fisichella dominano la prima fila, Raikkonen, Trulli, è M.Schumacher e
Rosberg seguono.
VIA: Raikkonen parte bene e
supera subito Fisichella (che peraltro verrà messo presto sotto indagine per
una presunta partenza anticipata), chi perde posizioni è MSC che viene sfilato
da Rosberg e Montoya. Il colombiano supera MSC rischiando di entrare in
collisione con lui e si lancia all’inseguimento di Rosberg. Dopo un paio di
curve Raikkonen cerca di insidiare la posizione di Alonso, mentre Montoya è
sempre più vicino a Rosberg. Il primo giro è completato senza che accadano
problemi eccessivi, non si può dire lo stesso però di quello che accade subito
dopo. All’inizio del secondo giro infatti Rosberg e Montoya sono in lotta per
la quinta posizione. Tutto va per il meglio, almeno finché Montoya non manda
l’avversario contro un muro.
Giro 2: viene mandata in pista
la safety car, mentre Montoya raggiunge finalmente i box dove gli viene
cambiata anche l’ala anteriore. Monteiro nel frattempo rientra ai box a
sostituire l’ala anteriore danneggiata da un incidente avuto nel primo giro. La
cosa più preoccupante è che tale incidente l’ha avuto con il suo compagno di
squadra Albers (che figura ritirato).
Dietro la safety car le
posizioni sono le seguenti: Alonso, Raikkonen, Fisichella, Trulli, MSC, Button,
Villeneuve, Massa in top-8.
Giro 4: si ritira Montagny per
una rottura del motore. Intanto la gara è ripartita e non vi sono cambiamenti
di posizioni significativi nella top-8. È Montoya che sta rimontando posizioni,
ma al quinto giro è soltanto 16°.
Giro 8: Fisichella, che era in
terza posizione, viene penalizzato con un drive through a causa della partenza
anticipata. Rientra a scontare la penalità, perdendo neanche troppe posizioni:
rientra in pista quinto, in pratica soltanto Trulli e MSC gli sono passati
davanti.
Giro 12: attenzione a
Raikkonen, distaccato di sei decimi da Alonso, sta girando velocissimo ed è a
ridosso dello spagnolo. Trulli, MSC e Fisichella sono distaccati di circa 12-13
secondi, vicinissimi l’uno all’altro. Montoya nel frattempo risale in 15^
posizione superando RSC. Alla fine del 12° giro Raikkonen tenta l’attacco su
Alonso. Il loro distacco è sceso a meno di tre decimi.
Giro 13: al box della Honda si
ritira Barrichello.
Giro 14: Alonso riporta il
distacco a circa mezzo secondo, ma Raikkonen gli è comunque negli scarichi. Al
momento sembra che la gara si decida tra di loro. Ma attenzione a Montoya: nel
frattempo parcheggia in una via di fuga dopo avere sfregato la fiancata della
propria vettura contro al “muro dei campioni”.
Giro 17: Alonso e Raikkonen
iniziano a trovarsi davanti i primi doppiati. Nel frattempo Alonso riesce a
distanziare maggiormente il finlandese: ora il distacco è superiore al secondo.
Giro 18: Massa supera
Villeneuve per la settima posizione. Per il resto la zona punti virtuale
continua a non avere altri cambiamenti, se non che i distacchi tra ciascun
pilota sembrano incrementare lievemente. Trulli, terzo, è distaccato di 19
secondi dal leader. Se continuassero così ancora per qualche giro, Alonso e
Raikkonen potrebbero effettuare la loro sosta e riuscire a mantenere le
posizioni ancor prima dello stop di Trulli e di tutti quelli che seguono. Tra i
piloti della top-8 nessuno si è ancora fermato per la prima sosta.
Giro 22: 1,2 secondi tra Alonso
e Raikkonen, con Trulli a quasi 23 secondi dal leader. Intanto ci sono Ralf
Schumacher e Coulthard in lotta per la 12^ posizione: Coulthard supera Ralf, ma
ha un’indecisione e viene nuovamente superato.
Giro 23: attenzione a MSC che è
ormai negli scarichi di Trulli a circa tre decimi. MSC a sua volta ha solo
mezzo secondo di vantaggio su Fisichella.
Giro 24: grazie alla sosta di
Alonso, Raikkonen è leader. Alonso è il primo dei piloti di testa a rientrare
per la sosta, che dura 8,1 secondi. Ritorna in pista palesemente davanti a
Trulli, riuscendo quindi a evitare il traffico. Trulli nel frattempo è ancora
in lotta con Schumacher e Fisichella.
Giro 25: MSC supera Trulli per
la terza posizione, con Fisichella che si avvicina a Trulli. MSC dopo il
sorpasso inizia a distanziare notevolmente i due piloti che seguono.
Giro 26: Raikkonen rientra ai
box lasciando la leadership di nuovo ad Alonso. Ci sono stati problemi durante
la sosta, che dura 12 secondi a causa di difficoltà nel montaggio di una ruota.
Anche Trulli e Fisichella rientrano ai box. In top ten troviamo ora Alonso con
circa cinque secondi di vantaggio, Raikkonen, Schumacher (non ancora fermato),
Button (no), Massa (no), Villeneuve (no), Heidfeld (no), Fisichella (che si è
appena fermato), Trulli (idem), Klien (non si è ancora fermato).
Giro 27: RSC è finito fuori
pista, ma anche se con difficoltà riesce a ritornare in gara. La sua vettura è
danneggiata e rientra ai box, ma riesce a proseguire. Nel frattempo Massa ha
superato Button. Il pilota inglese della Honda effettua la sua prima sosta al
giro successivo.
Giro 29: MSC sfiora il “muro
dei campioni”, ma senza riportare danni. È al momento il pilota che gira più
velocemente, ma non si è ancora fermato per la sua prima sosta.
Giro 33: si ferma appunto
Schumacher per la sua prima sosta. Rientra in pista sempre in terza posizione,
davanti a Massa che ancora non si è fermato. È staccato di oltre venti secondi
da Raikkonen, che a sua volta è a oltre otto secondi di distacco da Raikkonen.
Giro 37: si ferma ai box Massa
(dovrebbe avere imbarcato abbastanza carburante per arrivare fino al termine),
che ritorna in pista in sesta posizione alle spalle di Trulli. Ora che in top-8
si sono tutti fermati per la prima sosta le posizioni sono: Alonso, Raikkonen,
MSC, Fisichella, Trulli, Massa, Villeneuve, Heidfeld. Button è soltanto nono al
momento, seguito dalle Redbull di Klien e di Coulthard.
Giro 38: al momento ci sono 7,8
secondi tra Alonso e Raikkonen, il finlandese è riuscito a rimontare terreno
nel corso di questo giro. Ciò è dovuto a un errore commesso dallo spagnolo, che
però riuscirà a recuperare i decimi persi, nel corso dei giri che seguiranno.
Giro 42: Massa e Villeneuve
sono in lotta per la sesta posizione,con il canadese che gira più velocemente
rispetto a Massa, tanto che nell’ultimo giro gli ha recuperato un secondo e
mezzo. Il pilota della Ferrari sembra però riuscire a mantenere la posizione.
Giro 45: il vantaggio di
Raikkonen su MSC nel frattempo si è portato a 28,5 secondi.
Giro 46: Raikkonen fa un errore
e perde ulteriormente terreno nei confronti di Alonso. Il distacco è di oltre
dodici secondi adesso.
Giro 49: Villeneuve si sta
avvicinando parecchio a Massa, ora è a circa quattro decimi, mentre Heidfeld si
sta avvicinando al compagno di squadra Villeneuve. Le BMW continuano a girare
più velocemente rispetto a Massa.
Giro 50: Trulli rientra ai box
per la sua seconda sosta. Nel frattempo il vantaggio di Alonso su Raikkonen
sale a oltre tredici secondi. Fernando rientra ai box al giro successivo ed
esce in seconda posizione.
Giro 51: attenzione a
Raikkonen, che continua ad avere problemi. Alonso è a meno di due secondi di
distacco da lui, ma in mezzo a loro c’è Trulli, già doppiato da Raikkonen.
Giro 52: Alonso doppia Trulli.
Il distacco tra Raikkonen e Alonso risale leggermente, per via del fatto che
Raikkonen ha la vettura più leggera.
Giro 53: si ferma anche
Fisichella, mentre Raikkonen rientra al 54° giro. C’è di nuovo un problema e la
sosta dura in totale quattordici secondi. Ritorna in pista davanti a Michael
Schumacher, che dovrebbe avere un’altra sosta da effettuare.
Giro 55: il gap tra Raikkonen e
MSC è inferiore al secondo. Intanto si ferma ai box Heidfeld, che ritorna in
pista in ottava posizione dietro a Trulli che ora è settimo.
Giro 56: va ai box anche
Villeneuve, che ritorna in pista alle spalle del compagno di squadra.
Giro 58: si ferma MSC per la
sua seconda sosta. Visto l’immenso gap tra lui e Fisichella ritorna in pista in
terza posizione. Quarto e quinto ci sono appunto Fisichella e Massa, gli ultimi
due piloti ancora a pieni giri. Le posizioni sembrano ormai definite.
Giro 60: come non detto! Mentre
sta doppiando RSC, Villeneuve entra presumibilmente in collisione con il pilota
della Toyota, per poi terminare la propria gara contro un muro. Questo provoca
l’ingresso della safety car, e di conseguenza tutti i vantaggi si annullano.
Alonso perde il suo enorme vantaggio su Raikkonen, ma allo stesso tempo anche
Raikkonen perde il proprio vantaggio sui piloti che lo seguivano. Tra i primi
tre piloti, comunque, ci sono diversi doppiati che potrebbero comunque
avvantaggiarli nel mantenere le loro posizioni.
Giro 64: riparte la gara, con
Alonso che appunto riesce a recuperare quasi quattro secondi su Raikkonen, che
a sua volta ha due secondi su MSC. Subito dopo la ripartenza RSC rientra ai box
e si ritira. Il distacco tra Alonso e Raikkonen incrementa ulteriormente dopo
un giro. Due doppiati proteggono la seconda posizione di Raikkonen nei
confronti di MSC, distante oltre due secondi dal finlandese. Seguono in quarta
posizione Fisichella e in quinta Massa, ormai distaccati di qualche secondo da
MSC, per via dei doppiati che si trovano tra di loro (e distaccati anche tra
loro).
Giro 68: Button in 8^ posizione
è il lotta con Coulthard, che riesce a superarlo per l’ultimo punto
disponibile. Si ricorda che in top-8 ci sono Alonso, Raikkonen, MSC,
Fisichella, Massa, Trulli, Heidfeld e Coulthard.
Giro 69: ma attenzione! MSC sta
girando più velocemente rispetto a Raikkonen. Il loro distacco è comunque di
circa un secondo e mezzo.
Giro 70: è proprio all’ultimo
giro che un’ennesima indecisione è fatale a Raikkonen, che viene superato da
MSC. Bandiera a scacchi: Alonso ottiene la sua quarta vittoria consecutiva (la
100^ vittoria ottenuta da una vettura con gomme Michelin), con MSC e Raikkonen
che completano il podio. Chiudono Fisichella e Massa a pieni giri, con i piloti
che seguono tutti quanti doppiati: Trulli, Heidfeld e Coulthard prendono punti,
Button e Speed completano la top ten, mentre chiudono Klien, Webber, Liuzzi,
Monteiro e Sato.
La Renault a questo punto è
lanciatissima verso il titolo mondiale e lo stesso si può dire di Alonso, che
ha 84 punti in classifica contro i 59 di Schumacher. Le cose sembrano già scritte
al momento, ma in Formula 1 nulla è scontato. Soltanto nove gran premi sono
stati disputati, siamo appunto a metà stagione. Che altro succederà ora?
Soltanto l’altra mezza stagione potrà dare una risposta a questo dubbio
esistenziale. E abbiate cura di non perdervi la cronaca della prossima gara,
perché è l’ultima occasione per sentir parlare delle brillanti performance di
un certo pilota colombiano della McLaren.
Da notare come per la terza
volta nella stagione Alonso, M. Schumacher e Raikkonen in questo esatto ordine
siano stati i primi tre classificati! ^____^
Il risultato della gara
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F1 stagione 2006,
GP Canada
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