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lunedì 6 aprile 2026

Ho visto il GP degli Stati Uniti Ovest 1981 a Long Beach: ve lo racconto!

Qualche tempo fa, in occasione dell'anniversario del GP degli Stati Uniti Ovest 1981, evento inaugurale della stagione, mi sono accorta che non avevo mai scritto una cronaca dettagliata, e mi sono detta che avrei rimediato.
Ne approfitto per rimediare proprio oggi, avendo trovato nientemeno che il gran premio con telecronaca italiana su Youtube, con il video che inizia con Mario Poltronieri in versione guida turistica spiegando che Long Beach si trova "35 km a sud del centro di Los Angeles".
Prosegue accennando a Ferrari e Alfa Romeo, alla speranza che l'Alfa possa ottenere una buona performance, poi ci ricorda che la Ferrari è la squadra che ha ottenuto i migliori risultati considerando la storia del circuito e che questo potrebbe essere buon auspicio - spoiler, non lo sarà. Però noi stiamo tutti dalla parte dei maschi alfa, specie se sono americani di origini italiane, quindi who kers.

La gara dura ottanta giri e mezzo. No, non vi sto prendendo in giro, è proprio così, in quanto la linea di partenza è stata anticipata rispetto a quella d'arrivo per evitare probabili ingorghi. In effetti la partenza, quando sarà il momento, sarà abbastanza pulita. Ci sarà solo un contatto che lascerà ferme la Renault di Alain Prost e... guess what? la McLaren di Andrea De Cesaris, quindi direi che sta andando tutto in maniera molto consueta
Torniamo a noi, mentre Poltronieri segnala il buon rientro di Patrick Tambay che dopo una lunga assenza scatterà diciassettesimo con una bagnarola come la Theodore (questa definizione l'ho inserita io, non l'ha detto Poltronieri), Riccardo Patrese si appresta a scattare dalla pole position. La Arrows non ha più la livrea dorata delle passate stagioni, ma quella arancione e bianca. A completare l'opera, lo sponsor è Ceramiche Ragno.
Tutti si allineano sulla griglia di partenza. O meglio, tutti si dispongono alla cazzum, soprattutto la sagoma nera della Lotus di Elio De Angelis.


Si parte, capita quanto detto prima tra Prost e De Cesaris, ma soprattutto Gilles Villeneuve fa una partenza a cannone dopo la quale sarebbe tranquillamente in testa, se non si trovasse alla sinistra dei leader e non ci fosse una curva verso destra.
Carlos Reutemann, che scattava dalla terza casella della griglia, si porta secondo dietro a Patrese, il suo compagno di squadra Alan Jones, che invece partiva secondo, deve accodarsi in terza piazza.
Per il momento siamo in linea con gli standard dei tempi: posizioni retrostanti what, anche se Poltronieri a un certo punto se ne esce snocciolandone almeno una quindicina: "il 29 Patrese, il 2 Reutemann, l'1 Jones, il 27 Villeneuve... ecc... ecc... ecc... e poi via via tutti gli altri", mettendo i numeri di gara di tutti, tanto che sembra un po' un'estrazione del lotto, tipo: esce il numero 27 sulla ruota delle marmotte assassine del Quebec, e nessuno ancora lo sa, ma questo è il primo gran premio in cui la numerazione iconica Ferrari 27/28 diventerà canon. Direi di soprassedere sul fatto che diventerà canon per via di anni e anni di delusioni, ma nevermind.

Fermi tutti, è ora del TG1 Sera, al quale Poltronieri lascia la parola. Si ritorna in onda dopo un numero imprecisato di giri e il telecronista ci informa che le cose stanno andando abbastanza bene in casa Ferrari, perché le macchine sono 5/6. A un certo punto dalle vaghe inquadrature che occasionalmente lasciano il leader a se stesso mi sembra di vederne solo una, ma se lo dice Poltronieri chi sono io per affermare il contrario?
Forse il conteggio delle posizioni non era aggiornato, perché difatti poco dopo sembra che Villeneuve manchi all'appello. Seguono diversi giri nel corso dei quali si cercherà di scoprire che cosa gli sia successo, a quanto pare un problema tecnico.
È in buona compagnia, dato che risultano ritirati anche il già citato De Angelis, John Watson su McLaren e, per verniciate di muro che non abbiamo visto, Nigel Mansell su Lotus e Beppe Gabbiani su Osella. Questo, però, non ci deve fare perdere di vista il "drama" delle prime posizioni.


Ogni volta in cui vi lamentate dell'apparire sullo schermo la notifica di un cambio di leadership, sappiate che non è qualcosa di puramente contemporaneo. Negli old gold days capitava che, quando Patrese veniva scavalcato dal gigachad argentino con gli occhi di ghiaccio, la grafica segnalasse "new leader Reutemann". Non solo: era anche una delle poche cose segnalate dalla grafica.
Riccardo va incontro a questo triste destino e poi al destino ancora più triste di dovere rientrare ai box e tornare in pista a quasi un giro, tanto che viene doppiato dalle Williams. Adesso ci sono le Williams 1/2, Nelson Piquet distante su una Branham seguito dalla Ferrari di Didier Pironi, seguono a completare la zona punti Eddie Cheever su Tyrrell e Mario Andretti su Alfa Romeo, che però ha negli scarichi la Ligier di Jacques Laffite.
E niente... altro cambio di leadership segnalato dalla grafica quando Jones supera Reutemann e inizia a staccarlo. Patrese, invece, è costretto al ritiro.

Nel frattempo, durante il doppiaggio di Hector Rebaque, Poltronieri ci informa che nel gran premio non championship del Sudafrica è stato sostituito da Ricardo Zunino perché convalescente in seguito a un'epatite virale. Critica inoltre la scelta della Brabham di affiancare a Piquet questi grandi fenomeni, invece di un altro pilota che possa ottenere risultati di un certo spessore.
Poi arriva De Angelis in cabina di commento, il quale inizia a lamentarsi delle pessime condizioni della pista. Poltronieri gli chiede che cosa ne pensi delle Williams e De Angelis osserva che sono performanti. Niente insinuazioni sul fatto che potrebbero essere irregolarihhhh. Nessuna insinuazione sul fatto che gli avversari dei Jonestemann siano uominihhhh contro la macchinahhhh, pronti a essere declassati l'anno seguente quando saranno in difficoltà.
Nel frattempo da un'osservazione casuale scopriamo che adesso i primi sei sono Jones, Reutemann, Piquet, Pironi, Cheever e Laffite, mentre Gabbiani arriva brevemente come guest star in cabina di commento.


Andretti sembra essere scivolato al settimo posto, ma lo ritroviamo più avanti all'inseguimento di Cheever e Laffite. Mentre il compagno di squadra Jean-Pierre Jarier viene criticato da Poltronieri per una gara "incolore" quando a bordo della Ligier numero 25 subisce il doppiaggio da Jones, ormai leader incontrastato con ampio vantaggio nei confronti di Reutemann, Laffite tampona Cheever e si ritira dopo avere girato bremevente con l'ala anteriore penzolante. Pare che nel frattempo Bruno Giacomelli, che si trovava in bassa top-ten con l'Alfa, vada a sbattere, sia costretto al ritiro e riporti un infortunio lieve a un polso. Anche Keke Rosberg su Copersucar e Jan Lammers su ATS vengono a contatto, con il ritiro di entrambi, ma nulla di tutto ciò viene inquadrato.
Attenzione, arriva in cabina di commento anche Patrese, al quale Poltronieri chiede se abbia buone speranze per il futuro e al quale Riccardo lascia intendere che vorrebbe evitare gufate. Segue un'intervista a Daniele Audetto, direttore sportivo della Brabham, fintanto che Poltronieri non si accorge che la regia sta inquadrando Andretti negli scarichi di Pironi, e considerando che Marione era ben lontano da tutto e da tutti fino a poco prima, sembra decisamente l'uomo da tenere d'occhio.

Quando Andretti supera Pironi, il pubblico festeggia agitando giornali(?), ma segue l'immediato controsorpasso, con tanto di Poltronieri che inizia una dissertazione sulle differenze tra le auto con motori aspirati, come l'Alfa, e motori turbo, come la Ferrari. Un giro più tardi, Andretti ci riprova. Stavolta si prende la quarta piazza, mentre Pironi inizia a rallentare, il che non è poi così sorprendente guidando appunto una Ferrari turbo. Verrà superato da Cheever e da Tambay prima di essere costretto al ritiro, non prima che nel box Ferrari si sia fatto un cambio gomme totalmente alla cazzum.
Ci troviamo con la Theodore in zona punti e Poltronieri si mette a parlare del titolare Teddy Yip, un cinese che vive a Singapore e che possiede "case di gioco e case di tolleranza". In mezzo a tutto ciò abbiamo visto anche Rebaque piantarsi nel bel mezzo della pista dopo un testacoda ed essere inizialmente scambiato per Piquet visto il ritardo della grafica. Non l'abbiamo visto succedere, ma Jarier risulta ritirato, a causa di un guasto, il che è comunque sempre meglio che essere morto nel 1975 come sosterrà il Vanz durante le qualifiche del GP del Giappone 2026.
L'ultimo ritiro segnalato è quello della Ensign di Marc Surer. I primi sei rimangono stabilmente Jones, Reutemann, Piquet, Andretti, Cheever e Tambay, tutti ben lontani gli uni dagli altri. In totale ci sono altre due macchine in pista, chiudono settimo e ottavo Chico Serra sulla Copersucar e René Arnoux sulla Renault turbo.


Quando Jones taglia il traguardo, le inquadrature vanno sulla Queen Mary, il transatlantico divenuto albergo che fa da scenografia. Non c'è giro d'onore, si va direttamente al parc fermé. Jones ha la tuta nera, Reutemann ce l'ha rossa. Trattandosi di un ex ferrarista, sarà considerato un traditore della patria? E soprattutto, sarei tacciata di body shaming, se dicessi che il look all black che solitamente dimagrisce non ha questo effetto su Jones? Non è chiaro frattanto dove sia Piquet, probabilmente nel momento in cui Poltronieri deve dare la linea al programma della notte non è ancora arrivato.
Segnalo l'uso della locuzione "la montagna ha partorito il topolino" da parte del telecronista, per commentare il fatto che il cambio regolamentare non sia servito per cambiare i valori in pista. Mette come candidati al titolo i Williams Bros, Piquet, poi forse Andretti con l'Alfa... sempre detto che Poltronieri era un alfista in incognito!
Decanta nel frattempo la prestazione di Patrese sulla Arrows... Arrows che tuttavia ha un grosso problema di fondo: due macchine, di cui una in pole e una non qualificata, Siegfrid Stohr ha difatti avuto prima un incidente e poi un guasto che lo hanno lasciato a piedi come altri loschi individui non qualificatk quali Kevin Cogan su Tyrrell, Miguel Angel Guerra su Osella ed entrambi i piloti della March, ovvero il nostro eroe Derek Daly ma soprattutto l'idolo incontrastato delle folle Eliseo Salazar.


mercoledì 22 ottobre 2025

Formula 1 2025: #19 Commento al Gran Premio degli Stati Uniti

Nel weekend del 19 ottobre si è gareggiato al Circuit of the Americas. Sembra che chiunque si sia calato nell'atmosfera texana, con cappelli da cowboy, cavalli e quant'altro. Quando l'aveva fatto Daniel Ricciardo era stato chiamato pagliaccio, perché non vincente in quel periodo, ma direi di soprassedere e di passare oltre perché è già mercoledì e tra l'altro è l'anniversario della vittoria in tuta verde di Felipe Massa.
Ci sono anche persone legalmente adulte durante la cui vita nessun pilota Ferrari ha vinto il titolo, dato che ieri cadeva il diciottesimo anniversario del campionato di Kimi Raikkonen, ma direi di soprassedere su queste tristi storie di vita quotidiana. Let's go to Austin, terra di trofei con le corna affilate perché motorsport is dangerous quindi magari vediamo il sanguehhhh sul podio!

SPRINT - Max Verstappen, Lando Norris, Oscar Piastri, Nico Hulkenberg, George Russell, Fernando Alonso, Carlos Sainz, Lewis Hamilton, Alexander Albon, Charles Leclerc, Kimi Antonelli, Isack Hadjar, Pierre Gasly, Lance Stroll, Liam Lawson, Oliver Bearman, Franco Colapinto, Yuki Tsunoda, Esteban Ocon, Gabriel Bortoleto: così le vetture sono andate ad allinearsi sulla griglia della gara spritz, in diretta alle 19.00 di sabato anche sulla TV dei povery, la quale aveva mostrato in differita di circa diciassette ore le qualifiche spritz del venerdì sera.
Ero molto soddisfatta di vedere Hulkenberg in hulkenbergesima piazza e, proprio mentre parlavo con mio padre del fatto che, a meno che i piloti McLaren non rimedino degli zeri clamorosi, per Verstappen sarà difficile andare a giocarsi il mondiale, la gara è partita. Verstappen ha preso la prima posizione, Piastri ha cercato di sopravanzare Norris, ma non è riuscito a sopravanzare Norris, il che non sarebbe neanche così grave, a condizione di non ritrovarsi in un mucchio con Hulkenberg. Piastri ha spiccato il volo ed è finito sopra a Norris.
Mezza griglia ha tagliato per i campi per evitare di finire in mezzo all'incidente, Alonso è finito a qualche titolo in mezzo all'incidente, tanto che risulta ritirato come i due piloti McLaren, l'ala della Sauber di Hulkenberg giaceva a terra, è entrata la safety car e Hulkenberg è riuscito a rifugiarsi ai box dai quali è uscito con una nuova ala. Colapinto ha rimediato una foratura ed è andato ugualmente ai box.
Tutto ciò, visto da un'altra prospettiva, è stato il trionfo della giustizia divina, dato che Leclerc e Hamilton si sono ritrovati immediatamente 4/5. Purtroppo davanti a loro c'era un tipo bruttohhhh e kattivohhhh con una Williams in livrea celebrativa early 2000s, la quale era stata presentata al cospetto di Juan Pablo Montoya.
Sainz: "Non ho capito cosa stiamo celebrando esattamente, forse il fatto che JPM non ci abbia azzannati tutti scambiandoci per degli hamburger."
Albon: "Parla piano, potrebbe farlo veramente!"
L'altra Williams si trovava infatti alle spalle della Ferrari, ma davanti a Tsunoda che, dopo avere schivato il groviglio che aveva davanti, si era portato in settima piazza. Mentre in casa McLaren si giungeva alla conclusione che era tuttahhhh kolpahhhh di Hulkenberg perché pur guidando una Sauber se ne stava dalle parti che contavano invece che tra gli ultimi, davanti c'era ancora una gara da disputare.
Quando la safety car si è tolta di mezzo, Russell ha tentato di mettere le sue -L davanti a Verstappen, con il solo risultato che sono andati entrambi a fare un giro per i prati.
Hamilton: "Tunz tunz tunz, sono davanti a Leclerc!!!111!!1!!11!!"
Leclerc: "Donne, è arrivato l'arrotino!"
Hamilton: "Pensavo che l'arrotino fosse il tuo alter-ego che ottiene la pole ogni tanto."
Leclerc: "Sì, ma mi andava di citarlo alla cazzum. Cosa vedi davanti a te?"
Hamilton: "Niente di particolare, ma sento un gracidare sospetto."
Sainz: "Cra, cra, cra."
Verstappen ha allungato su Russell, che staccava Sainz, Hamilton non si avvicinava, mentre Leclerc perdeva terreno ma non abbastanza perché si avvicinasse Albon che, per due Tsunoda, Bearman comprò. Nel frattempo Bearman andava in giro per prati lottando con Antonelli, ragione per cui avrebbe perso per una penalità post-gara l'ottava piazza ritrovandosi ultimo vista la gara finita in regime di safety car dopo un botto innescato da Stroll che ha messo fuori Ocon e poi ha parcheggiato a random.
Risultato sprint: Verstappen, Russell, Sainz, Hamilton, Leclerc, Albon, Tsunoda, Antonelli, Lawson, Gasly, Bortoleto, Hadjar, Hulkenberg, Colapinto.

QUALIFICHE - quando c'è la sprint, la TV dei povery ci offre in diretta anche la sessione di qualifiche del sabato, cosa che in questa circostanza è capitata a pennello visto che si è svolta alle 23.00 e ha subito visto un ritardo dopo che un Hadjar in Toro Rosso in livrea celebrativa - non si sa bene di cosa - è andato a sbattere contro le barriere. Quando è sceso dalla macchina, ho notato che in Toro Rosso avevano anche tute celebrative con colori da pagliaccio.
Il Vanz ha approfittato dell'improvvisa pausa per criticare Zak Brown, colpevole di avere definito Hulkenberg "pilota amatoriale" a seguito dell'incidente. In effetti, questa locuzione è riservata al solo Vanz per definire i piloti vintage che stavano al volante delle bagnarole dei tempi. Pare che Brown nel frattempo abbia ritrattato, ma nel frattempo la qualifica è ripresa quindi who kers delle polemiche avvenute in precedenza, anche perché tecnicamente, non appena iniziano le qualifiche della gara domenicale, la gara spritz cade nel dimenticatoio come se non fosse mai esistita.
Al termine della Q3, Verstappen ha messo la macchina in pole position. Anzi, l'aveva già messa in pole position e, nonostante il timing dell'uscita per l'ultimo tentativo sia stato toppato, nessuno dei loschi individui che stavano in Q3 l'ha battuto. Erano nell'ordine Norris, Leclerc, Russell, Hamilton, Piastri, Antonelli, Bearman, Sainz e Alonso. Erano usciti in Q2 Hulkenberg, Lawson, Tsunoda, Gasly e Colapinto, mentre in Q1 erano andati fuori Bortoleto, Ocon, Stroll, Albon e, senza tempo, Hadjar. Retrocesso di cinque posizioni per l'incidente, Stroll di fatto ne ha persa solo una, dato che è partito dietro al solo Albon in quanto lo status di Hadjar, senza tempo, era quello non qualificato ma ammesso alla gara.

GARA - Partito su gomme soft, mentre gli altri erano sulle medie, Leclerc si è installato in seconda posizione. Mentre Verstappen fuggiva, dietro a Leclerc si è formato un trenino con Norris, Hamilton, Piastri, Russell... un po' più indietro, Antonelli aveva Sainz negli scarichi.
Sainz: "CRA, CRA, CRA."
Antonelli: "Aiutohhhh! Qualcuno mi salvi."
Sainz: "Mi sento molto JPM in questo momento e mi sono appena alleato con la rana per spaventare i bambini piccoli come te."
Antonelli: "Cra, cra, cra."
Sainz: "Bimbo, come ti permetti di rubarmi la rana? Restituiscimela subito, altrimenti mentre la regia è impegnata a mostrare i replay della partenza e non si accorge di noi ti scoperchio come un tombino!"
Sainz ha fatto la parte del tombino, Antonelli si è trovato nelle retrovie, c'è stata una virtual safety car e il trenino ha finito per allontanarsi.
Sainz: "Cra, cra, cra."
Antonelli: "Cosa vuoi? Non ti sei ritirato?"
Sainz: "Sì, ma per combattere la piattezza del momento la rana ha deciso di comparire a random."
Antonelli: "Perché piattezza della gara? Ci sono Leclerc e Norris 2/3 a distanza DRS e c'è un duello che, avendo una Ferrari davanti, è interessante anche senza sorpassi."
Sainz: "C'è in testa Verstappen, quindi la gara è noiosa di default."
Antonelli: "Cra, cra, cra."
Mentre Leclerc e Norris duellavano, il Vanz si è messo a paragonare Verstappen a un tirannosauro. Il duello è finito con Norris che superava Leclerc, con cui Hamilton si è messo a duellare prima della sosta di Leclerc.
La sosta degli altri è arrivata molto dopo, dato che avrebbero messo le soft. I primi sei, a quel punto, erano Verstappen, Leclerc, Norris, Hamilton, Piastri e Russell tutti distanziati, quindi in casa Ferrari sono inaspettatamente riusciti in un undercut!
Bearman: "Ma adesso arrivo io e tento di superare Tsunoda!!!111!!11!!"
Poi ha tagliato per prati, danzando davanti a Tsunoda che era settimo, ha fatto una gran sbinnata e ha perso anche l'ottava piazza nei confronti di Hulkenberg.
Dopo la sosta, Norris si è lanciato all'inseguimento di Leclerc, avvicinandosi ma dovendo desistere per fare raffreddare le gomme. Dietro di loro c'era il nulla cosmico, mentre davanti Verstappen aveva un certo gap.
A pochi giri dalla fine, dopo un tentativo sfumato, Norris si è preso la posizione di Leclerc.
Antonelli: "Cra, cra, cra."
Norris: "E tu cosa vuoi?"
Antonelli: "Niente. Volevo entrare in scena a random, per distogliere l'attenzione dal duello tra i Gaslapinto a cui la Formula 1 fa da contorno."
A Colapinto era stato detto via radio di rimanere dietro a Gasly, ma l'ha superato a random. Anche Bortoleto ha superato Gasly. Invece di fare più bella figura rimanendo in silenzio, pare che in casa Alpine qualcuno abbia detto pubblicamente: "Colapinto è stato skandalosohhhh e ne discuteremo internamente, è inaccettabile non rispettare un ordine di scuderia per la diciassettesima piazza mentre si rischia di essere superato anche dall'ultimo".

Work in progress... vediamo cosa si aggiunge domenica

Mentre tutti si apprestano a scappare in Messico, dove il prossimo fine settimana si svolgerà il gran premio, comunico che who kers dei millemila sistemi di punteggi che si sono utilizzati, Hamilton è il primo pilota nella storia a raggiungere quota 5000 punti in carriera.
Mi dicono dalla regia - tradotto: l'ho letto su una pagina legata a qualche sito serio - che sarebbe anche diventato il pilota ad avere disputato più gran premi con la Ferrari senza ancora avere conquistato un podio in rosso... ma la propaganda aveva detto per un anno che KoN HaMiLtOn Si BaTtOnO i ReKoRd Di DeFaUlT!!11!!!1!!11!! il che in effetti è anche vero perché non era specificato quali record.

RISULTATO: 1. Verstappen/ Redbull, 2. Norris/ McLaren, 3. Leclerc/ Ferrari, 4. Hamilton/ Ferrari, 5. Piastri/ McLaren, 6. Russell/ Mercedes, 7. Tsunoda/ Redbull, 8. Hulkenberg/ Kick Sauber, 9. Bearman/ Haas, 10. Alonso/ Aston Martin, 11. Lawson/ Racing Bulls, 12. Stroll/ Aston Martin, 13. Antonelli/ Mercedes, 14. Albon/ Williams, 15. Ocon/ Haas, 16. Hadjar/ Racing Bulls, 17. Colapinto/ Alpine, 18. Bortoleto/ Kick Sauber, 19. Gasly/ Alpine, Rit. Sainz/ Williams.



martedì 17 giugno 2025

GP degli Stati Uniti 2005: l'Indy-gate

Venerdì 17 Giugno 2005 // Indianapolis, seconda sessione di prove libere: la Toyota di Ralf Schumacher esce violentemente di pista alla curva sopraelevata, la stessa in cui era stato protagonista di un devastante incidente un anno prima con la Williams durante la gara. La causa dell'incidente è una foratura e, nonostante non abbia riportato serie conseguenze, al pilota viene impedito di rimettersi al volante nel fine settimana. Il terzo pilota Ricardo Zonta prenderà il suo posto e sarà ugualmente protagonista di un incidente a seguito di una foratura.
Gli pneumatici del fornitore Michelin accusano problemi di sicurezza, intensificati soprattutto dal fatto che in gara non sarà permesso cambiare gomme, per via del regolamento introdotto per la stagione 2005. Non sembra accusare invece problemi Bridgestone, il problema è che è fornitore di gomme per appena tre scuderie: Ferrari, Jordan e Minardi. In sintesi, quattordici vetture su un totale di venti sembrano non essere nelle condizioni di sicurezza tali per proseguire il weekend.

Vengono valutate diverse soluzioni, tra cui una chicane temporanea alla curva sopraelevata, oppure la possibilità di consentire cambi gomme in gara, partendo dal fondo della griglia (nel senso, dalla settima posizione della griglia in poi, dietro ai gommati Michelin).
Nessuna soluzione viene approvata e il weekend prosegue. Al sabato è ancora una volta la Toyota a mettersi in mostra, stavolta grazie alla pole position di Jarno Trulli che si procaccia la prima fila accanto al secondo classificato Kimi Raikkonen su McLaren.
Fernando Alonso, che su Renault è il leader del mondiale, si classifica in quinta piazza, ma queste riflessioni lasciano il tempo che trovano, dato che sembra abbastanza probabile che i team gommati Michelin non potranno arrivare a disputare l'intera gara e che, di conseguenza, i championship contenders Alonso e Raikkonen andranno a casa con uno zero a zero.
Per quanto riguarda i gommati Bridgestone, invece le posizioni sono le seguenti: 5° Michael Schumacher, 7° Rubens Barrichello, 17° Tiago Monteiro, 18° Christijan Albers, 19° Narain Karthikeyan, 20° Patrick Friesacher.

Domenica 19 Giugno 2005 // il momento cruciale è arrivato, la gara si appresta a partire, ma le vetture gommate Michelin non sono nelle condizioni di potere gareggiare, si stima che si possano percorrere circa una decina di giri prima che le gomme inizino a deteriorarsi... il problema è che bisogna percorrerne ben 73.
In sintesi, non esiste la possibilità di disputare la gara, ma la gara non può essere cancellata. I sette team con pneumatici francesi, inoltre, gareggiando potrebbero incappare in un reato penale secondo le leggi dell'Indiana, in quanto starebbero *deliberatamente* innescando una condizione di potenziale pericolo.
Sembra ormai palese che, qualunque cosa accada, la Formula 1 ne uscirà malissimo.
Tutte le vetture si schierano sulla griglia per il giro di formazione e, quando finisce il giro di formazione, quattordici di queste tornano in pitlane, lasciando una surreale griglia con sole sei monoposto, piazzate sulle effettive posizione in cui si sono qualificate. Il danno è fatto, ma nel frattempo si accendono i semafori.



Schumacher, Barrichello, Monteiro, Albers, Karthikeyan e Friesacher prendono il via. L'indiano della Jordan sembra avere uno spunto migliore rispetto ad Albers, che tuttavia gli strappa la quarta piazza nel corso del primo giro. Narain risalirà nuovamente al quarto posto dopo la prima sosta di Albers, che a onore del vero ne effettuerà tre, anziché due come tutti gli altri.
La gara è abbastanza statica, anche se i Ferrari Bros finiscono inavvertitamente per renderla frizzante. Al primo pitstop, le posizioni vengono fuori invertite, con Barrichello leader. Al secondo, Schumacher va vicino all'overcut ed esce affiancato al compagno di squadra, che mette le ruote sull'erba perdendo definitivamente la leadership del gran premio.
Pare che a quel punto i due ricevano via radio un avvertimento che suona più o meno così: "non possiamo fare la figura dei cogl****, quindi vedete di non eliminarvi a vicenda servendo alla Jordan una doppietta su un piatto d'argento.

Schumacher vincerà davanti a Barrichello, Monteiro doppiato di un giro darà alla Jordan il suo ultimo podio, Karthikeyan arriverà quarto a sua volta doppiato di un giro, mentre Albers e Friesacher sulle Minardi chiuderanno quinto e sesto a due giri di distanza dal leader.
Il pubblico è inferocito per quanto accaduto, gli stessi piloti Ferrari se ne vanno di soppiatto dal podio non appena è possibile, mentre Tiagone nostro esulta come se non ci fosse un domani dall'alto del podio.
Jordan e Minardi occupavano le penultime due posizioni in classifica e continueranno a occuparle. Il team faentino non è per niente soddisfatto di come si sono evoluti gli eventi: prima del fine settimana americano, quando nessuno dei due vedeva la luce della zona punti, potevano appigliarsi alla speranza di un risultato fortunoso che permettesse loro di superare gli avversari in classifica, quanto successo a Indy ha fatto sì che la Jordan portasse a casa undici punti contro i sette della Minardi e fosse quindi del tutto inarrivabile, condannando la scuderia di Faenza all'ultima posizione in classifica.

I diciotto punti conquistati dalla Ferrari in questo evento a fine stagione avrebbero contribuito al terzo posto in classifica costruttori dopo Renault e McLaren, davanti alla Toyota staccata di dodici punti. Schumacher e Barrichello hanno chiuso terzo e ottavo nel mondiale piloti, senza i punti di Indianapolis avrebbero chiuso quinto e decimo. Un successivo ottavo posto di Monteiro a campionato inoltrato è stato l'unico altro punto visto da Jordan e Minardi, senza Indianapolis la Jordan avrebbe preceduto comunque la Minardi per un punto a zero.
Nel 2006 la controversa regola del divieto di pitstop sarebbe stata abolita, ma le conseguenze dell' "Indy-gate" sarebbero state evidenti e lampanti: la perdita di popolarità in America, l'uscita di scena di Indianapolis alla scadenza del contratto con la Formula 1, nonché l'addio di Michelin, a seguito del quale si sono avuti soltanto regimi di monogomma. A vent'anni di distanza, non direi che si è trattato di una delle peggiori gare di sempre perché sono capitati molti fatti ben peggiori nel corso della storia, ma non si può certo dire che sia stata una bella figura!


martedì 6 maggio 2025

Formula 1 2025: #6 Commento al Gran Premio di Miami

Miami, 4 Maggio // In Florida, laddove si corre accanto a un porto finto dipinto come scenografia, Kimi Antonelli ha conquistato la pole position della gara sprint, precedendo Oscar Piastri, Lando Norris, Max Verstappen, George Russell, Charles Leclerc, Lewis Hamilton, Alexander Albon, Isack Hadjar, Fernando Alonso, Nico Hulkenberg, Esteban Ocon, Pierre Gasly, Liam Lawson, Carlos Sainz, Lance Stroll, Jack Doohan, Gabriel Bortoleto, Oliver Bearman e Yuki Tsunoda. Quest'ultimo a causa di un errore di calcolo del team non è riuscito a fare il tentativo finale, così come Doohan che via radio si è messo a lamentarsi con il team, con cui potrebbe essere all'ultima apparizione.
La qualifica sprint non è stata trasmessa venerdì sera dalla TV dei povery dove invece c'era Masterchef, ma è stata mandata in onda in differita al sabato pomeriggio prima della sprint. Questa è stata preceduta dalla pioggia e dalla Ferrari rossa e biancoblu di Leclerc che stampava la propria livrea discutibile contro la barriere nel giro di schieramento. La partenza è stata rinviata dopo il giro di formazione per le condizioni di visibilità inesistenti, con due giri dietro safety car prima di uno standing start.

La gara sprint ha visto Piastri affiancare Antonelli e questo andare per prati scivolando quarto dietro a Norris e Verstappen, il tutto mentre la gara si rivelava piuttosto tranquilla e nella prima parte siamo stati chiamati ad assistere, come fonte di intrattenimento, a un duello tra Bearman e Sainz. Frattanto la pista si asciugava e, per ironia della sorte, stavolta diversamente dal solito avevamo avuto una gara tranquilla con il bagnato, mentre quando è arrivato l'asciutto ci siamo ritrovati a chiederci se tutti, in branco, prima della gara avessero fatto uso di droghe.
Hamilton è stato uno dei primi a passare alle slick e ha messo le soft, è stato l'unico - gli altri sono andati sulle medium - e incredibilmente la strategia non è stata un flop. Frattanto poco dopo la sosta Sainz era andato a sbattere e procedeva con una gomma squarciata e si è diretto ai box senza necessitare l'intervento della safety car. In pitlane, intanto, un unsafe release della Redbull ha innescato una collisione tra Verstappen e Antonelli con Kimi che non ha potuto fermarsi nel proprio box, è dovuto tornare in pista e poi rientrare un giro più tardi.
Un duello tra i piloti McLaren è stato interrotto dalle soste, il primo a rientrare è stato Piastri e, mentre Norris faceva la sosta, Lawson in livrea celebrativa fucsia ha pensato bene di scagliare Alonso contro le barriere. L'ingresso della safety car ha fatto sì che Norris tornasse in pista in testa davanti a Piastri e... Hamilton?! con i quali sarebbe andato alle interviste tenute da Romain Grosjean. *______*
La gara è terminata in regime di safety car, con Verstappen destinato a una retrocessione di dieci secondi per unsafe release. Dietro di lui Albon ha concluso quinto, ma si è procacciato cinque secondi di penalità per safety car infringiment. Altre penalità sono state assegnate a Lawson - settimo al traguardo - per l'incidente e Bearman - nono - per unsafe release.
Risultato: Norris, Piastri, Hamilton, Russell, Stroll, Tsunoda, Antonelli, Gasly, Hulkenberg, Hadjar, Albon, Ocon, Lawson, Bearman, Bortoleto, Doohan, Verstappen. Non hanno finito la gara Alonso e Sainz, mentre Leclerc non è arrivato a iniziarla.

Qualche ora più tardi tutto ciò è stato impacchettato e dimenticato, perché alle 22.15, con un ritardo di un quarto d'ora rispetto all'orario prefissato, sono iniziate le qualifiche, in diretta anche sulla TV dei povety, perché a quanto pare quando ci sono weekend sprint tutta la giornata di sabato viene trasmessa in diretta. Purtroppo per la Ferrari, lo pseudo-podio appena colto non è stato di buon auspicio per la qualifica, dato che hanno portato solo una macchina in top-ten. Certo che se in top-ten si doveva andare per farsi battere dalle Williams, forse era meglio andare a giocare a briscola, ma non preoccupiamoci di queste sottigliezze.
Verstappen ha fatto la pole davanti a Norris, Antonelli, Piastri, Russell, Sainz, Albon, Leclerc, Ocon e Tsunoda a completare i primi dieci. Hadjar, Hamilton, Bortoleto, Doohan e Lawson sono usciti in Q2, mentre in precedenza erano andati fuori Hulkenberg, Alonso, Gasly (poi partito dalla pitlane), Stroll e Bearman.

Alla partenza, mentre Doohan si toccava con Lawson causando di lì a poco una virtual safety car (e ritirandosi, mentre l'altro si sarebbe ritirato molto tempo dopo ai box), Verstappen si è messo a litigare con Norris, il quale ha tagliato per l'area dipinta a lato della carreggiata e si è ritrovato sesto dietro a Verstappen, Antonelli, Piastri, Russell, Albon e Norris. Ho iniziato a sognare che il giovane Kimi salisse sul podio e giungesse per l'occasione un piccione viaggiatore saudita a portargli una bottiglia di acqua di rose per evitagli guai con la legge degli States, secondo la quale i bambini piccoli come lui non devono bere alcool, ma fare cose adatte a quelli della sua età, tipo andare a comprarsi un fucile all'Ipercoop e sparare ai suoi colleghi a caso, in modo da liberare volanti per i figonihhhh beliximihhhh che ne sono sprovvisti. Purtroppo la risalita di Piastri l'ha relegato in terza piazza e, dopo avere superato le vetture retrostanti anche Norris è arrivato facendolo scivolare al quarto posto.
Nel frattempo dai box informavano i piloti di cose tipo:
"Tra dieci minuti arriverà la pioggia."
"La pioggia arriverà tra trenta minuti e sarà intensa."
"Tra venti minuti è previsto uno scroscio di pioggia, ma in due sole curve."
Tutto contemporaneamente, ovviamente. In sintesi, sembrava che le previsioni del tempo le avessero fatte quelli di Meteofrance durante un trip allucinogeno.

Duello dei top drivahhhh: dopo un lungo duello, Piastri è riuscito a prendersi la posizione su Verstappen dopo svariati tentativi. Per Norris è stato al contempo più semplice e più complesso. Più semplice perché ci ha messo meno giri, più complesso perché il primo tentativo si è concluso con entrambi che giravano sull'area colorata e Norris che doveva cedere la posizione facendo un saluto in stile Will Power. Ciascuno dei due ha allungato subito dopo il sorpasso, risultando tuttavia a debita distanza l'uno dall'altro.
Duello dei povery: Sainz ha superato Albon nella prima fase di gara, per poi perdere la posizione a vantaggio del compagno di squadra, permanendo sesto e settimo per tutta la durata del primo stint.
Duello dei morti di fame: a metà gara avevamo sentito parlare della Ferrari due volte, la prima quando Leclerc si era messo a millantare alla radio di avere visto i piloti Williams tagliare chicane, ricevendo un due di picche dai commissari, il secondo quando dopo numerosi tentativi Hamilton è riuscito a entrare in top-ten dopo un acceso duello con Ocon. Non che Tsunoda fosse messo molto meglio - era nono dietro a Leclerc - ma si sa che viviamo in un universo parallelo in cui c'è solo una Redbull.

La suddetta Redbull, come Antonelli e le Williams, è stata tra le prime vetture della top-ten a rientrare ai box per montare le slick, dato che pioggia what? Subito dopo dalla vettura di Bearman ha iniziato a uscire del fumo poco promettente, tanto che si è dovuto fermare a random lungo la pista. Tutti gli altri sono entrati ai box in regime di virtual safety car con Russell che era terzo davanti a Verstappen, oltre che Leclerc che da ottavo che era si è ritrovato settimo. Sainz non era molto d'accordo e si è preso la posizione, mentre Albon è andato a superare Antonelli. Sorry what?
La Redbull inesistente, frattanto, era ai margini dalla zona punti e pendeva sulla testa di Tsunoda una penalità per eccesso di velocità nella pitlane. Poi abbiamo avuto un'altra virtual safety car perché la vettura di Bortoleto era ferma.
Al restart un duello tra Leclerc e Sainz ha permesso a Hamilton di superare quest'ultimo ed entrambe le Ferrari in un colpo solo sono riuscite a superare una Williams, il che era molto di più di quanto l'andazzo avesse fatto sperare fino ad allora. A quel punto è stato messo in atto un grande cavallo di battaglia: un driver swap che ha avuto come risultato quello di far lamentare Hamilton prima e Leclerc dopo. In attesa che in Ferrari prendessero una decisione, Lewis ha chiesto se intendessero prendere un tè prima di decidere. In effetti a Miami dovevano essere le 17.00 o giù di lì!
Lo swap non ha funzionato e la cosa avrebbe provocato in seguito un ulteriore driver swap. Dopo avere lasciato sfilare Leclerc, Hamilton ha ricevuto informazione alla radio del distacco di Sainz e con un tono da lancio di servizi da tè ha replicato: "volete che faccia passare anche lui?"
A quel punto mi sono chiesta: perché devo scrivere dialoghi surreali nei commenti, sw i dialoghi reali sono talmente surreali da sembrare una parodia dei miei commenti?
La gara si è conclusa con un duello Hamilton vs Sainz, mentre il Vanz era già in clima gara terminata e stava parlando del nonno toscano di Piastri e della visita al suo paese che precederà il prossimo evento di Imola. In uno scenario che richiamava i filmati dei vecchi tempi in cui si andava in giro per un paesello della Campania in cerca del nonno di Paul Di Resta ecco un urlo, una collisione sfiorata, Hamilton che teneva la posizione e io che pensavo: "sulla TV dei povery è l'una e un quarto e tra meno di sei ore devo alzarmi per rientrare al lavoro dopo il ponte del Primo Maggio sperando che la mia assistente non abbia combinato casini in mia assenza".
Ho contravvenuto a tutte le mie regole non scritte andando a letto senza guardare il podio, e alla fine la giornata di lunedì non è stata così terribile. La mia giovane collega è come una piccola Strollina: ci sono momenti in cui fa dei quinti posti a random nelle sprint bagnate, altri in cui arriva ultima. E ovviamente sia mai che chieda aiuto se ha dei dubbi (non dico per forza a me, ma il nostro responsabile il nostro lavoro da trent'anni), si sa bene una piccola Lance non apprende mai niente da Felipe Massa! :-PPPP


RISULTATO: 1. Piastri/ McLaren, 2. Norris/ McLaren, 3. Russell/ Mercedes, 4. Verstappen/ Redbull, 5. Albon/ Williams, 6. Antonelli/ Mercedes, 7. Leclerc/ Ferrari, 8. Hamilton/ Ferrari, 9. Sainz/ Williams, 10. Tsunoda/ Redbull, 11. Hadjar/ Racing Bulls, 12. Ocon/ Haas, 13. Gasly/ Alpine, 14. Hulkenberg/ Kick Sauber, 15. Alonso/ Aston Martin, 16. Stroll/ Aston Martin, Rit. Lawson/ Racing Bulls, Rit. Bortoleto/ Kick Sauber, Rit. Bearman/ Haas, Rit. Doohan/ Alpine.


mercoledì 23 ottobre 2024

Duello a distanza tra Clark e Hill // GP Gran Bretagna, Germania, Italia, Stati Uniti 1962

Se il GP di Francia 1962 aveva visto la prima e unica vittoria della Porsche in Formula 1, per mano di Dan Gurney, nel GP di Gran Bretagna, che si è svolto ad Aintree, Jim Clark è emerso come principale avversario alla rincorsa del titolo da parte di Graham Hill, che dopo quattro gran premi era in testa alla classifica mondiale. Il campionato era destinato a rimanere aperto fino a dicembre, quando si sarebbe svolto il GP del Sudafrica, e dopo la Gran Bretagna ci sarebbero stati Nurburgring, Monza e Watkins Glen. Andiamo dunque a ripercorrere gli eventi che hanno portato Clark e Hill ad alternarsi sul gradino più alto del podio.

GRAN BRETAGNA - Clark ha conquistato la pole position, mentre Hill era soltanto in quinta posizione sulla griglia. Non solo lo scozzese era in pole, ma si è anche esibito in quella che sarebbe divenuta la sua specialità, ovvero conquistare il grand chelem (il primo della sua carriera, del resto era solo la sua seconda vittoria in Formula 1), il tutto vincendo con circa 50 secondi di vantaggio nei confronti della Lola di John Surtees, il quale ha occupato per tutta la gara la seconda posizione.
Dopo una primissima parte di gara in terza posizione, Gurney è lentamente scivolato fuori dalla zona punti, mentre Bruce McLaren su Cooper è andato a occupare il gradino più basso del podio. Il pilota inglese della BRM, dalla quinta posizione di partenza, si è ritrovato quarto precedendo la Brabham/Lotus di Jack Brabham e la Cooper di Tony Maggs.
La Ferrari, che aveva saltato il GP di Francia a causa di uno sciopero dei metalmeccanici, è riuscita a schierare una sola vettura in Gran Bretagna, guidata da Phil Hill, che tuttavia partito da centro griglia non ha mai occupato meglio del nono posto prima di essere costretto al ritiro.

GERMANIA - al Nurburgring la Ferrari ha schierato quattro vetture, oltre che Phil Hill erano presenti anche Lorenzo Bandini, Ricardo Rodriguez e Giancarlo Baghetti, con il messicano qualificato in decima piazza, il più altolocato sulla griglia di partenza.
La pole position è stata conquistata da Gurney al volante della Porsche. Per il costruttore "di casa" si è trattato della prima e unica pole position nella classe regina. Avrebbe conservato la posizione soltanto nelle prime battute, ma avrebbe comunque terminato la gara in una rispettabile terza piazza.
La gara è stata disputata in condizioni di bagnato estremo, dopo essere stata anche rimandata di un'ora a causa della pioggia. Ha visto Clark rimanere fermo sulla griglia di partenza, dove era terzo, e scivolare fino alla ventiseiesima piazza, per poi ritrovarsi nono al termine del primo giro.

La partenza del GP Germania 1962

Graham Hill, succeduto a Gurney in testa, è andato a vincere il gran premio: si trattava della sua seconda vittoria in Formula 1, e ha preceduto Surtees e Gurney a completare il podio. Avevamo lasciato Clark nono al termine del primo giro, al traguardo il pilota della Lotus occupava la quarta piazza già da metà gara.
McLaren e Rodriguez hanno completato la zona punti, con Ricardo migliore classificato dei ferraristi. Phil Hill aveva comunque occupato brevemente la terza posizione a inizio gara, prima di scivolare indietro ed essere costretto al ritiro.

ITALIA - a Monza, Clark ha conquistato la pole position precedendo Graham Hill, il quale ha preso la testa della gara nel corso del primo giro. Il pilota della Lotus si è accodato inizialmente in seconda posizione, per poi avere problemi al cambio che l'hanno costretto al ritiro. Più indietro anche il suo compagno di squadra Trevor Taylor ha visto successivamente la propria gara terminare anzitempo per la stessa ragione.
Hill ha mantenuto la leadership per tutta la durata della gara, mentre Richie Ginther sull'altra BRM ha duellato per la seconda piazza con Surtees, per poi assicurarsela definitivamente con il ritiro del pilota della Lola. Un duello per la terza posizione tra Gurney, McLaren e Maggs ha visto la gara di Gurney terminare con un ritiro, mentre Maggs aveva in precedenza dovuto effettuare un pitstop. Inizialmente sopravanzato da Willy Mairesse su una quinta Ferrari, McLaren si è ripreso il terzo posto a pochi metri dal traguardo. Mairesse e Baghetti hanno chiuso quarto e quinto, mentre Joakim Bonnier su Porsche ha chiuso la zona punti.
Bandini e Phil Hill hanno concluso nelle posizioni retrostanti, mentre Rodriguez si è ritirato per un guasto al motore. Per la Ferrari si è trattato dell'ultimo gran premio stagionale, dato che non era presente né a Watkins Glen né in Sudafrica. Per Ricardo Rodriguez, inoltre sarebbe stato l'ultimo gran premio disputato, dato che avrebbe perso la vita un mese e mezzo più tardi in un evento non championship disputato in Messico.

STATI UNITI - Clark è scattato dalla pole position ed è stato in testa nella prima parte di gara, per poi subire nella prima parte di gara il sorpasso da parte di Graham Hill. Pochi giri dopo Clark si è ripreso la testa della gara e vi è rimasto fino alla fine, precedendo il leader dell classifica e rimanendo matematicamente in lotta per il campionato, che poi sarebbe stato matematicamente conquistato da Hill (ho già parlato del GP del Sudafrica 1962 in un post scritto e pubblicato in passato sul blog).
Dopo il ritiro di Ginther e problemi al motore che hanno costretto Gurney a rallentare, McLaren si è installato al terzo posto, posizione nella quale ha terminato la gara. Gurney ha portato a casa il quarto posto precedendo Brabham, mentre la zona punti è stata chiusa da Masten Gregory su Lotus del team UTD Laystall.



lunedì 21 ottobre 2024

Formula 1 2024: #19 Commento al Gran Premio degli Stati Uniti

20.10.2024 // Circuit of the Arrotino

Ci siamo lasciati quasi un mese fa con il GP di Singapore e il giro più veloce di Ricciardo, ci ritroviamo adesso senza più il nostro Danielone, perché questa cosa del largohhhh ai giovanihhhh sta iniziando a diventare un po' troppo dilagante. Per fortuna siamo ancora illuminati dalla grazia divina di un certo pilota vestito di verde, quindi possiamo procedere, iniziando dal fatto che al Circuit of the Americas siamo di fronte a un weekend con la gara sprint.
Anche le qualifiche sprint, secondo i proclami iniziali, avrebbero dovuto essere trasmesse in diretta su TV8, ma guess what? Anziché venerdì sera, eccole in programma per sabato alle 18,15 sulla TV dei povery: qualifiche spritz. Avevo già visto un highlight sabato mattina, ma sabato nel tardo pomeriggio ho guardato la differita di TV8, assistendo a delle urla sguaiate nel momento in cui Albon ha rischiato di diventate Alboff, ma dopo un trecentosessanta gradi perfetto è ripartito come se niente fosse esclamando: "cra, cra, cra!"
Una voce fuori campo sostiene di avere visto delle zampe di rana sul volante, ma sono tutte maldicenze, giusto per distrarre dalle polemiche sul fatto che dopo McLaren anche Redbull sia stata presa per le orecchie e le sia stato detto: "ci sembra che ci stai prendendo per il culo, smetti di usare trucchetti non propriamente regolari".
Verstappino ha protestato: "Non si dice 'culo', si dice 'fondoschiena', dov'è finita tutta questa storia di dare il buon esempio ai bambini?"
Siccome era già tardi, i bambini sono andati a letto e Piastri, rimanendo fuori dallo SQ2 ha provveduto a uniformarsi alle direttive per baby piloti. Verstappino, invece, ormai è grande, quindi ha potuto proseguire fino alla fine, così come Pere-... ah no.

GRIGLIA SPRINT:
Verstappen/ Russell
Leclerc/ Norris
Sainz/ Hulkenberg
Hamilton/ Magnussen
Tsunoda/ Colapinto
Perez/ Gasly
Stroll/ Alonso
Lawson/ Piastri
Ocon/ Bottas
Zhou/ Albon (pitlane - era 18°)

La gara è iniziata per Verstappino, mentre Russell contava tutte le sue -L. Norris ne ha approfittato per mettersi in seconda posizione, con Russell che si è accodato di lì a poco terzo. Poi è accaduto un evento catastrofico, ovvero che nonostante nessuno avesse messo a letto i leclerchini, i sainzini e i ferraristi convinti di essere in lotta per il mondiale, i Leclainz hanno deciso di iniziare a sorpassarsi e a controsorpassarsi come se non ci fosse un domani.
Vanz: "Ci sarà sicuramente da discutere."
CS: "Per il momento abbiamo solo DECISO di farlo, ma non ci siamo ancora messi all'opera."
Vanz: "Ci sarà comunque da discutere di default."
CS: "Io intanto tengo tra le mani il ciuccio di Leclerc come un trofeo!"
CL: "Ma come ti permetti? Anche tu hai un ciuccio, mettiti in bocca il tuo! Adesso me lo riprendo."
Quella trafila si è ripetuta almeno tre volte, mentre Piastri superava fuori dai limiti della pista(?) e mentre Perez non aveva di questi problemi nel superare le Haas perché non le stava affatto sorpassando. Anche Norris nel frattempo non stava dimostrando di potere superare Verstappen e nemmeno di avvicinarsi, ma almeno aveva la scusante di non avere davanti una Haas.
CS: "Invece io al quarto(?) tentativo ho superato Leclerc nella speranza di fare un'opera utile alla società, ovvero spingere i leclerchini a boicottare la Formula 1 e andare a seguire Peppa Pig liberando il fanbase dalla loro presenza."
CL: "Se le Alpine sono in parte rosa, allora sono macchine di Peppa Pig?"
CS: "In questa gara in realtà sono in parte arancioni e vanno come la McLaren che guidava il mio idolohhhh."
CL: "Avresti dovuto continuare a inseguire il tuo idolohhhh invece di metterti in mezzo. Il tuo sorpasso minerà le mie possibilità di vittoria. Avevo appena pescato l'asso di briscola."
CS: "Cra, cra, cra."
CL: "Perché tutti utilizzate le rane come co-piloti? E comunque voglio specificare, così a caso, che prima delle Haas, Perez dovrebbe superare Tsunoda."
Effettivamente Perez ha superato Tsunoda, ma non le Haas, che hanno conservato la bassa zona punti. In più, anche Piastri è stato protagonista di un duello con Tsunoda mentre le Ferrari avevano già da tempo superato Russell e tutte le sue -L. Infine i due sono arrivati a ridosso di Norris.
CS: "Ora alzo l'ala mobile."
LN: "Aaaawwww, troppo eccitante! *-* Ce l'hai enormehhhh."
Norris si è emozionato, è arrivato a ruote bloccate, perdendo la posizione: Carlando is real. Persa la seconda piazza, doveva mantenere almeno la terza e, con una gran frenata davanti a Leclerc, ha rischiato uno strike. Leclerc ha deviato per la parte dipinta della pista, Norris ha salvato la terza piazza, niente danni e nessuna penalità.

RISULTATO SPRINT: Verstappen, Sainz, Norris, Leclerc, Russell, Hamilton, Magnussen, Hulkenberg // Perez, Piastri, Tsunoda, Colapinto, Stroll, Gasly, Ocon, Lawson, Albon, Alonso, Zhou, Bottas.

La gara del sabato è terminata, con una considerazione inevitabile del Vanz: "Ci sarà sicuramente da discutere, adesso, per i piloti Ferrari."
CS: "Altro che discuterne adesso, tra tre ore abbiamo la qualifica per la gara di domani, qualifica che i povery dovranno decidere se vedersi stanotte all'1,30 oppure domani alle 19,30."
Nella suddetta qualifica, Hamilton è uscito di scena subito come un Bottas qualsiasi e Lawson, visto nella gara spritz duellare con Alonso, è passato in Q2 per poi finire ultimo causa retrocessione per sostituzione di componenti del motore, dietro anche a un ugualmente retrocesso (ma di meno molte posizioni) Zhou. È andata peggio a Russell, che ha messo di fatto fine alle qualifiche e al tentativo di Perez di fare un giro presentabile, andando a sbattere ed è partito dalla pitlane.

GRIGLIA DI PARTENZA:
Norris/ Verstappen
Sainz/ Leclerc
Piastri/ Gasly
Alonso/ Magnussen
Perez/ Tsunoda
Hulkenberg/ Ocon
Stroll/ Albon
Colapinto/ Bottas
Hamilton/ Zhou (20°)
Lawson (15°)/ Russell (pitlane - 6°)

La gara è partita con Verstappino che a un certo punto ha avuto uno slancio non indifferente, ha portato Norris per vie di fuga, Leclerc è passato, Verstappino si è accorato... e niente, era ancora secondo, mentre Norris era quarto dietro anche a Sainz, il quale ha deciso che dovevamo snobbare completamente il contatto Albon/ Ocon e ha tentato l'attacco sulla Redbull. Non che la cosa sia durata molto a lungo, dato che Bernd Maylander è stato convocato d'urgenza.
MV: "Mi state dicendo che qualcuno è andato a insabbiarsi facendo entrare la safety car che mancava dal GP del Canada? E chi è questo fenomeno, a cui verrà consegnato lo Slogan d'Oro?"
Il malcapitato, per l'imbarazzo, è andato a nascondersi dietro una pianta ornamentale.
Voce fuori campo: "Intravedo treccine uscire da dietro ai rami."
Dopo che la safety car è uscita di scena, nessuno ha fatto nulla di particolarmente altisonante nelle posizioni di alto livello, Leclerc ha iniziato a scappare, Verstappino se n'è rimasto buono in seconda piazza, Sainz ha vaneggiato via radio di problemi che poi sembrano essere rientrati, Norris... Norris... Norris?!?!?! Qualcuno ha chiamato "Chi l'ha visto", mentre nelle retrovie c'erano piloti che si superavano come se non ci fosse un domani. I commissari hanno dedotto che Russell e tutte le sue -L avessero superato Bottas fuori dalle linee della pista, penalizzandolo. La cosa ha permesso al Vanz di iniziare a evocare presunte penalità in concomitanza di qualsiasi azione venisse mostrata dalla regia.
CS: "Va beh, ho capito adesso rientro ai box, così possiamo parlare d'altro."
Vanz: "Esce davanti a Perez, ma Perez sa qual è il proprio dovere."
SP: "Avere il mio nome scritto sulla grafica per abbellirla?"
Qualche giro dopo Verstappen di è fermato a propria volta, subendo undercut. Si è poi fermato Leclerc, mentre le McLaren proseguivano. A quel punto sono andata in bagno e quando sono tornata in cucina davanti alla TV c'era Perez - appena fermato ai box, immagino - che stava effettuando un sorpasso su una Haas. Sono stata molto sorpresa di avere assistito a una simile scena, ma per fortuna tutto è rientrato grazie a Colapinto, che ancora non si fermava e se l'è tenuto dietro per parecchi giri, prima di subire il sorpasso e rientrare.
Dopo una sbinnata di Tsunoda non restava altro da fare che attendere che accadesse qualcosa. Norris ha informato Federica Sciarelli che non era necessario dedicare uno speciale alla sua sparizione e ha deciso di rientrare all'opera lanciandosi a inseguire Verstappino, il tutto mentre le due Ferrari facevano ormai gara a sé senza che nessuno si preoccupasse di inquadrarle.
CS: "Ehi Charles!"
CL: "Cosa vuoi? Oggi non mi ruberai il mio prezioso ciuccio! Ci sono affezionato. Non me ne separo mai fin da quando ero un bambino alfa e duellavo 24/7 con il tuo idolohhhh."
CS: "Naaaahhhh, è sempre bello rubarti il ciuccio, ma oggi non è alla mia portata. Volevo chiederti di riflettere sul senso della vita: dato che nessuno ti inquadra non ti viene il dubbio di essere al volante di una Formula 4 cinese con una livrea non autorizzata?"
CL: "Che pensiero profondo. Quasi come Norris che si perde a fissare il posteriore di Verstappino in attesa di aprire il DRS."
Il loro duello è stato decisamente eccitante. È durato relativamente a lungo e ha avuto un finale trashissimo: Norris che superava mentre entrambi erano sulla parte dipinta dell'asfalto e che cercava di allungare di cinque secondi per compensare con la penalità, senza riuscirci tanto che Verstappen risulta terzo ed è salito sul podio, dopo non avere mai dimostrato di volere lottare per la vittoria, ma solo per trollare Norris.
Entrambi hanno avuto l'accortezza di non fare nulla che consentisse loro inquadrature nell'ultimo giro, giusto per dare il tempo alla regia di andare a inquadrare Russell e tutte le sue -L che una dopo l'altra facevano un coro di pernacchie al povero Perez, che dai distacchi in precedenza doveva anche essersi difeso da un attacco del pilota Mercedes, senza che potessimo vederlo all'opera.
GR: "Guarda al lato positivo, hai chiuso comunque settimo e due posizioni davanti a Lawson che partiva dalla pitlane. E il prossimo gran premio è a casa tua, quindi almeno per una settimana non potranno cacciarti a calci e metterlo al tuo posto."
SP: "Sei davvero bravo a incoraggiare le persone. Non vorrei essere nei panni di Hamilton quando andrai a consolarlo per il suo ritiro."
GR: "Non vedo l'ora di tirargli le treccine. Avrò a disposizione solo pochi gran premi per farlo. Nascondere il bavaglino e il biberon ad Antonelli non sarà altrettanto intrigante."
Mentre Russell faceva propositi per il futuro, Ocon ha strappato il giro più veloce a Colapinto, il degno finale per un gran premio scoppiettante. Per noi, però, tutto doveva finire con le urla, e trovando il grido "è arrivato un nuovo sceriffo in città" non di mio gusto, concludo alla mia maniera: DONNE, È ARRIVATO L'ARROTINO E VINCE IL GRAN PREMIO DEGLI STATES!!!111!!!11!!! E ora spazio agli inni nazionali sul podio... wait, wait, wait, cos'è quest'audio così disturbato? Sembra un post-gara del 1980...

RISULTATO:
1. Charles Leclerc/ Ferrari
2. Carlos Sainz/ Ferrari
3. Max Verstappen/ Redbull
4. Lando Norris/ McLaren
5. Oscar Piastri/ McLaren
6. George Russell/ Mercedes
7. Sergio Perez/ Redbull
8. Nico Hulkenberg/ Haas
9. Liam Lawson/ Visa Cash App RB
10. Franco Colapinto/ Williams
11. Kevin Magnussen/ Haas
12. Pierre Gasly/ Alpine
13. Fernando Alonso/ Aston Martin
14. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
15. Lance Stroll/ Aston Martin
16. Alex Albon/ Williams
17. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
18. Esteban Ocon/ Alpine
19. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
Rit. Lewis Hamilton/ Mercedes


venerdì 18 ottobre 2024

La Formula 1 a Riverside// GP Stati Uniti 1960

Nella storia della Formula 1 vintage ci sono circuiti one-off e uno di questi è quello di Riverside in California. Il tracciato, utilizzato nelle competizioni americane fino alla fine degli anni '80, è stato successivamente demolito e pare che al giorno d'oggi al suo posto sorga un centro commerciale. Nel 1960, tuttavia, vi si è svolta la seconda edizione del Gran Premio degli Stati Uniti, dopo il poco successo della prima disputata a Sebring, nonché ultimo evento di una stagione in cui Jack Brabham era già matematicamente campione del mondo. Essendo questo il weekend in cui la Formula 1 gareggia negli States, quale migliore occasione per ripercorrere quell'evento?
Prima, però, è giusto avvertirvi di due fatti che turberanno senz'altro la vostra sensibilità: 1) è stata una gara poco importante, perché non c'erano le Ferrari, 2) i piloti Ferrari sono stati lasciati liberi di prendere parte al gran premio tradendohhhh la patriahhhh ovvero gareggiando per altre scuderie.

Stirling Moss (Rob Walker/ Lotus) ha conquistato la pole position precedendo il campione del mondo in carica Brabham (Cooper), Dan Gurney (BRM) e uno dei compagni di squadra di quest'ultimo, Joakim Bonnier, dopodiché in quinta piazza Jim Clark (Lotus), anche se quest'ultimo non era destinato a grandi soddisfazioni, dato che il compagno di squadra John Surtees dopo pochi giri gli è sbinnato davanti, colpendo l'anteriore della sua monoposto.
Nel frattempo Brabham leaderava dopo avere preso la testa della gara già nelle prime battute, ma problemi vari che gli hanno provocato la necessità di fermarsi ai box più di una volta hanno lasciato Moss in testa alla gara davanti a Gurney, poi costretto al ritiro, e a Bonnier, che ha perso posizioni a causa di un problema tecnico che tuttavia non gli è costato il ritiro.
Moss ha vinto con un ampio gap nei confronti del compagno di squadra Innes Ireland, mentre Bruce McLaren (Cooper) ha completato la gara in terza posizione, con Brabham quarto primo dei doppiati.
Parliamo adesso di traditorihhhh della patriahhhh, perché Phil Hill (Yeoman Credit/ Cooper) dopo essere partito tredicesimo stava viaggiando verso la quinta piazza quando una sbinnata l'ha fatto scivolare sesto alle spalle di Bonnier, quindi portarsi a casa soltanto un punto.
Gli è andata comunque decisamente meglio rispetto che all'altro ferrarista Wolfgang Von Trips (Scuderia Centro Sud/ Cooper), il quale risulta essere giunto al traguardo in nona posizione, doppiato di tre giri, il che comunque è stato un progresso rispetto alla diciannovesima posizione che aveva sulla griglia di partenza.

Il layout del circuito:



A partire dalla stagione seguente, la sede del GP degli Stati Uniti è stata Watkins Glen. La Formula 1 è comunque tornata in California a partire dal 1976 con il circuito cittadino di Long Beach, il quale era presente insieme a Watkins Glen nel mondiale, con le denominazioni rispettivamente Stati Uniti Ovest e Stati Uniti Est.




giovedì 17 ottobre 2024

Il finale di stagione 1965: GP Stati Uniti e Messico

Gli anni '60 avevano in comune con l'epoca attuale il fatto che verso ottobre venissero disputati i gran premi degli Stati Uniti e del Messico. Certo, all'epoca venivano direttamente dopo il GP d'Italia senza gare asiatiche nel mezzo, e terminavano la stagione, senza ulteriori gare asiatiche a concludere il campionato, ma sempre ottobre era, come nel 1965 quando a Watkins Glen e a Città del Messico si è gareggiato rispettivamente il 3 e il 24 ottobre.

Partiamo dagli States, dove Graham Hill si trovava a scattare dalla pole position precedendo la Lotus di Jim Clark e la Honda di Richie Ginther. Non c'era più alcun mondiale da assegnare: degli otto gran premi precedenti, Clark ne aveva vinti sei, ovvero tutti tranne Montecarlo e Monza. E la ragione principale della mancata vittoria a Montecarlo era il non essere presente in quanto impegnato alla Cinquecento Miglia di Indianapolis, dove ha conquistato la vittoria.
GH: "Ma io sono più figo di te e conquisterò questa vittoria!!!111!!!111!! sotto la pioggia!!!11!!!11!! Preparati a guardarmi il culo!!!111!!!11!!"
JC: "Perché stai parlando come parlerebbero i piloti degli anni 2020?
Ti ricordo che siamo due gentlemen britannici degli anni '60 e che io ho posato per dei photoshot in cui guido il trattore in giacca e cravatta. E comunque dato che è già il secondo giro e non ho ancora leaderato, facciamo che ti passo davanti e mi prendo la testa della gara, come è giusto che sia."
Voce fuori campo: "Perché c'è un dialogo immaginario tra gli hillark come se fossimo in un commento a un gran premio contemporaneo?"
Autrice(C): "Perché le cronache scritte parlano di un duello tra di loro durato diversi giri, ma non ci sono filmati per poterli ammirare all'opera."
GH: "Nello specifico il duello viene vinto da me."
JC: "Ma solo perché la macchina ha deciso di lasciarmi a piedi."

Dopo l'abbandono da parte del suo best friend forever, Hill ha leaderato senza grossi problemi, con le Brabham di Dan Gurney e di Sir Jack in seconda e terza posizione. Ginther, infatti, nelle primissime fasi di gara era stato protagonista di un incidente con la BRM di Jackie Stewart, mentre Mike Spence, su Lotus, che inizialmente era davanti alle Brabham, era finito out dopo un contatto con la Ferrari di Lorenzo Bandini.
Che poi, leaderato senza problemi è un eufemismo... voce fuori campo: "INCREDIBILE COLPO DI SCENAHHHH!!!111!!!11!!"
Fanboy del 1965: "sBinalla."
Voce fuori campo: "Perché il punto finale? Da quando i fanboy usano la punteggiatura?"
Fanboy del 1965: "hai ragione, rimedio subito... sBinalla"
GH: "Che gente disagiata, e hanno anche il coraggio di criticarmi perché sono andato a farmi un giro per i prati."
La pioggia si era prima placata e poi era ricominciata a un quarto di gara, cogliendolo di sorpresa, ma il vantaggio era tale che è rimasto in testa, ma ha dovuto vedersela con entrambi i piloti della Brabham, con i quali ha successivamente duellato per la leadership (no, non si trovano video, se ve lo state chiedendo), riuscendo a tenersela stretta e poi tornando ad allungare quando la pioggia ha smesso di cadere.
Hill ha vinto davanti a Gurney e Brabham, con le Ferrari di Bandini e Pedro Rodriguez in quarta e quinta posizione, a precedere la Cooper di Jochen Rindt. Non era presente John Surtees rimasto infortunato alla fine di settembre gareggiando in un altro campionato, mentre c'era una terza Ferrari, guidata dal pilota di casa Bob Bondurant, che ha concluso la gara in nona posizione dietro anche alla Honda di Ginther e alla Brabham/RRC Walker di Joakim Bonnier.

In Messico, Clark scattava dalla pole position, ma il motore della sua vettura ha deciso di salutarlo praticamente a inizio gara e Ginther si è involtato a conquistare la prima posizione, con Gurney a inseguire, e anche altri piloti di un certo rilievo fuori per problemi tecnici. Entrambe le BRM di Stewart e Hill hanno deciso di terminare le gare anzitempo, quindi posso immaginare che sia stato organizzato un torneo di briscola.
GH: "Sì, ma giochiamo solo io e Stewart, Clark non lo invitiamo perché c'è pericolo che vinca anche a carte."
Messa da parte la briscola, credo sia giusto focalizzarci, a questo punto, sul fatto che un pilota americano fosse in testa alla gara a bordo di una macchina giapponese, un fatto notevole, se pensiamo che tutte le gare precedenti, quell'anno, erano state vinte da squadre e piloti britannici.


Immagino che questa considerazione vi abbia fatto andare di traverso per lo stupore il tè delle cinque, ma l'ho posta male io. Di fatto i piloti che avevano vinto gare erano stati tre in totale, appartenenti a due scuderie: la BRM con Hill (Montecarlo, Watkins Glen) e Stewart (Monza) e la Lotus con Clark (tutti gli altri gran premi).
Posso quindi immaginare le proteste dei fanboy della Ferrari: "tutto ciò è inaccettabile!!!11!!!11!!!"
Sarebbero tuttavia andati incontro a una pessima sorpresa, in quanto le uniche due Ferrari presenti, guidate da Bandini e Rodriguez erano in lotta per la bassa zona punti quando i due si sono toccati precipitando indietro di diverse posizioni. E non hanno nemmeno avuto bisogno di scappare in Messico, perché erano già in Messico.
Honda ha conquistato la prima vittoria in Formula 1, con un vincitore one-off. Il podio è stato Ginther/ Gurney/ Spence, con Joseph Siffert su Brabham/RRC Walker quarto e la Honda di Ronnie Bucknum in quinta piazza a precedere la Lotus/Reg Parnell di Richard Attwood. Rodriguez ha battuto Bandini con i due settimo e ottavo, nonché rispettivamente penultimo e ultimo visto il numero esiguo di vetture al traguardo.


venerdì 7 giugno 2024

GP Canada e Stati Uniti 2004: la squalifica della Williams e l'infortunio di Ralf Schumacher

In vista del GP del Canada, che si svolgerà nel fine settimana imminente, mi sono rivista l'edizione del 2004. La gara si è svolta il 13 giugno ed è iniziata con Ralf Schumacher che scattava dalla pole position. Precedeva Jenson Button sulla B.A.R., nonché la Renault di Jarno Trulli. Quando quest'ultimo si è ritirato pressoché al via gli è succeduto in testa il compagno di squadra Fernando Alonso, che precedeva la Williams di Juan Pablo Montoya. Dietro, nel frattempo, Christian Klien ha speronato la McLaren di David Coulthard, per poi cozzare contro la Jaguar del compagno di squadra Mark Webber. La gara è proseguita con i primi quattro a posizioni invariate, con in quinta e settima piazza le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello; in mezzo a loro la McLaren di Raikkonen. Rubinho ha superato quest'ultimo, ma la situazione di Kimi sarebbe peggiorata ulteriormente quando in concomitanza con la prima sosta ai box ha calpestato la linea bianca della pitlane, guadagnandosi un drive through.

Alonso e le Ferrari prevedevano una strategia a due soste, mentre gli altri piloti di testa erano invece su tre soste. Alonso, tuttavia, nella seconda parte di gara si è ritirato per un guasto, mentre di fatto, dopo la seconda sosta, le due Ferrari si sono ritrovate 1/3 con la Williams di Ralf Schumacher in mezzo e Button al quarto posto davanti a Montoya. In pitlane frattanto si è consumato uno dei momenti più ad alta tensione della gara, quando nel box della Jordan, Nick Heidfeld ha investito un meccanico, il quale fortunatamente non ha riportato ferite gravi.
Raikkonen, risalito fino alla sesta piazza, ha dovuto fare un pitstop extra a causa di un problema al volante perdendo una posizione a vantaggio della Sauber di Giancarlo Fisichella. Il compagno di squadra di quest'ultimo, Felipe Massa, invece è stato protagonista di un incidente a pochi giri dalla fine, innescato dalla rottura di una sospensione. Dietro a Raikkonen - settimo - le Toyota di Cristiano Da Matta e Olivier Panis erano 8/10 con in mezzo Coulthard.

Fermi tutti, ho dimenticato una cosa importante: il Canada è il paese natale di Jacques Villeneuve, che in quel periodo storico non aveva un volante, quindi non poteva certo vedere la propria gara finire di punto in bianco in una nuvola di fumo. C'era tuttavia Takuma Sato, suo successore alla B.A.R., che si trovava a gara inoltrata in bassa top-ten, quando ha subito un destino analogo!
Detto questo, possiamo tornare a quando, a gara terminata, i fratelli Schumacher sono saliti sui due gradini più alti del podio, peraltro non certo per la prima volta a Montreal... ma Ralf sul podio c'è andato, di fatto, solo ed esclusivamente per sbevazzare champagne: gli sarebbe piovuta addosso una squalifica per irregolarità tecniche ai freni, esattamente come al compagno di squadra e ai due piloti della Toyota, con quattro piloti della top-ten che hanno perduto i loro risultati.
Michael Schumacher, Barrichello, Button, Fisichella, Raikkonen e Coulthard sono risaliti nelle prime sei posizioni, con le Jordan a completare la zona punti: settimo Timo Glock, nel suo esordio one-off al posto dell'infortunato Giorgio Pantano, nonché Heidfeld in ottava posizione.

Per la Williams, Indianapolis poteva rappresentare una potenziale rivincita dopo la doppia squalifica, ma le cose non sono iniziate molto bene: JPM ha avuto un problema sulla griglia di partenza, dovendo correre ai box a piedi per prendere il via con il muletto, quando ormai mancavano pochi secondi all'inizio della procedura di partenza.
Nel frattempo la gara è partita con il poleman Barrichello davanti a Michael Schumacher e ad Alonso, mentre nel frattempo entrava la safety car per un incidente nelle retrovie nel quale si sono ritirati Klien, Massa, Pantano e una delle Minardi, quella di Gimmy Bruni. Da Matta, invece, è riuscito a proseguire nonostante ne fosse stato coinvolto.
Una volta che la SC si è levata di torno, Michael Schumacher si è portato in testa alla gara superando Barrichello, dopo che l'aveva quasi affiancato quando la vettura di sicurezza era ancora in pista (con una manovra simile a quella che è stata messa fuori legge nelle ultime stagioni), con a seguire Alonso e le B.A.R. di Sato e Button - quest'ultimo destinato in seguito a ritirarsi per un guasto al cambio.

Pochi giri dopo il restart, Alonso ha avuto una foratura e è finito fermo in una via di fuga, mentre poco dopo - segno che non era la giornata della Williams - Ralf Schumacher non ha avuto la stessa fortuna: dopo una foratura è andato a sbattere violentemente alla curva sopraelevata.
In un'epoca in cui la bandiera rossa veniva evitata come la peste, si è proseguito in regime di safety car mentre il pilota veniva soccorso e la vettura veniva rimossa. Ralf è finito in ospedale, ma non gli sono state diagnosticate ferite gravi, anche se è stato costretto a una lunga assenza. Montoya e le B.A.R. (Button non si era ancora ritirato) sono stati gli unici a non fermarsi ai box in regime di safety car.
Le Ferrari sono rientrate una dietro all'altra e Barrichello dovendo attendere ha perso alcune posizioni. In occasione della seconda sosta, Rubinho avrebbe ritardato il rifornimento, uscendo subito dietro a Schumacher, ma avvicinandosi pericolosamente per un istante, tanto da far temere che i due potessero spalmarsi l'uno contro l'altro lasciando strada libera a Montoya.

JPM doveva ancora fermarsi ai box per la seconda sosta, però, lasciando il terzo posto a Trulli e il quarto a Sato, che aveva rimontato parecchio superando diverse vetture. Subito dopo l'uscita dai box, a gara inoltrata (diciamo tre quarti), la gara della Williams è andata definitivamente a rotoli, con la squalifica di Montoya per il cambio di vettura oltre tempo massimo. Le tempistiche hanno fatto molto discutere, specie considerato che la cosa era facile da riscontrare già molto tempo prima.
Mentre gli Schumachello erano stabilmente 1/2, con un sorpasso su Trulli, Sato si è portato al terzo posto per andarsi a prendere il suo unico podio in Formula 1, proprio sul circuito ricavato dall'ovale su cui, a distanza di parecchi anni, sarebbe entrato, per ben due volte, nella storia del motorsport. In una gara di elevato attrition rate, solo otto vetture hanno terminato, mentre Trulli ha chiuso quarto, a seguire si sono classificati Panis, Raikkonen, Coulthard... e una Minardi, guidata da nientemeno che Baumgartner, il suo unico arrivo a punti e anche l'unico arrivo a punti per un pilota ungherese.

Concludo con un piccolo aneddoto che non c'entra con il motorsport, ma che mi sembra carino riportare. Per chi non lo sapesse, nella vita di tutti i giorni lavoro come impiegata presso uno spedizioniere, occupandomi di spedizioni in export e import via mare, in prevalenza dall'Europa centrale al Messico e al Sudamerica e viceversa.
Ho a che fare anche con degli impianti che si trovano in Ungheria e in uno di questi il referente per l'import di nome si chiama Zsolt. Ogni volta in cui ho a che fare con lui mi viene inevitabile pensare a Baumgartner!



lunedì 6 maggio 2024

Formula 1 2024: #6 Commento al Gran Premio di Miami

05.05.2024 // L'ETÀ ADULTA DI LANDO NORRIS

Carissimi lettori, oggi parliamo del Gran Premio di Miami, che ha avuto il format con gara sprint e, visto l'orario - ore 18.00 in diretta anche su TV8, unica sessione in diretta - direi che possiamo chiamarla gara spritz.
Di solito prima di Miami si parlava di porti finti e vip americani, ma stavolta abbiamo avuto un periodo intenso. Per prima cosa la Ferrari ha annunciato che avrebbe portato una livrea speciale con del blu. La cosa è stata un po' travisata, in molti hanno parlato di monoposto totalmente blu. Però le tute dei Leclainz sono azzurre, sembra di essere tornati negli anni '70 e approvo tantissimo tutto ciò. Peccato che torneranno alle tute rosse a partire dal prossimo gran premio.
Al di là di ciò, è stato annunciato l'addio di Adrian Newey dalla Redbull e ci sono tanti autoproclamati opinionisti che dibattono di dove andrà. C'è anche molta gente a cui non importava un fico secco di Newey fino a poco fa che ha parlato un sacco di Newey in questi giorni, tanto che è passata in sordina un'attesa notizia di mercato piloti: la Sauber ha annunciato l'ingaggio di Hulkenberg per la prossima stagione.

La griglia di partenza della sprint, dopo una qualifica che ha visto le Mercedes uscire di scena in Q2 e un exploit pittoresco da parte di uno dei due piloti della Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh, è stata la seguente: Verstappen/ Leclerc, Perez/ Ricciardo, Sainz/ Piastri, Stroll/ Alonso, Norris/ Hulkenberg, Russell/ Hamilton, Ocon/ Magnussen, Tsunoda/ Gasly, Zhou/ Sargeant, Bottas/ Albon: Bottas qualificato 18° è stato retrocesso di "tre" posizioni per impeding, ma è partito comunque penultimo dato che Albon è partito dalla pitlane per intervento in regime di parco chiuso.
La gara è iniziata con un po' di caos, davanti erano tutti molto vicini ma sono riusciti a non toccarsi - e Danielone è perfino risalito terzo - mentre un po' più indietro Norris ha preso una sportellata micidiale venendo coinvolto suo malgrado in un contatto tra le Aston Martin in cui è stato co-protagonista anche Hamilton. Si è ritirato, con l'intervento della safety car con tanto di passaggio in pitlane, mentre Alonso rientrava ai box per una foratura e Strollino per ritirarsi.
Verstappino si è lanciato in testa alla gara seguito da Leclerc a una distanza non imbarazzante ma neanche ravvicinata, con Ricciardo che di lì a qualche giro ha perso la posizione a vantaggio di Perez. Danielone, però, intendeva dimostrare le dimensioni del suo membro e, mentre lo mostrava, dietro di lui, Sainz ha tappato gli occhi a Piastri dicendo: "tu non puoi guardare, sei un bambino innocente e potresti rimanere traumatizzato".
Non che Ricciardo possieda il membro più grande della griglia, ma conta anche come lo si usa: Magnussen, che si trovava in ottava piazza alle spalle del compagno di squadra, ha ingaggiato un duello molto intrigante con Hamilton, il tutto a base di track limits e manovre creative per le quali ha acculamato abbastanza penalità (quattro in totale) da finire dietro anche alla Pacific color uovo di Pasqua di Paul Belmondo, se solo fosse stato sulla griglia come ai vecchi tempi. Non che Belmondo sulla Pacific color uovo di Pasqua trent'anni fa andasse in griglia molto di frequente, ma sono dettagli.
Quello che non è un dettaglio è che la Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh ha portato una livrea celebrativa per Miami che sembra un mashup tra la livrea uovo di Pasqua della Pacific e i colori forti della Simtek. Suddetta vettura, guidata da Tsunoda ha finito per frapporsi tra i Magnulton approfittando di una loro scampagnata alla quale Hamilton a onore del vero non doveva essere molto lieto do partecipare.
I due si sono successivamente sbarazzati di Kmag, poi Hamilton ha anche superato Tsunoda per il punto dell'ottavo posto. Punto che non si è portato a casa, così come non si è portato a casa l'ottavo posto, in quanto penalizzato post-gara per un eccesso di velocità in pitlane dietro alla safety car. Il Prosciuttello ha concluso la gara diverse posizioni più indietro rispetto a Russell e alle sue -L, quest'ultimo visto - dopo avere perso diverse posizioni al via - mentre faceva un po' di scompiglio insieme alle Williams e alle Alpine di turno.
Risultato sprint: Verstappen, Leclerc, Perez, Ricciardo, Sainz, Piastri, Hulkenberg, Tsunoda, Gasly, Sargeant, Zhou, Russell, Albon, Bottas, Ocon, Hamilton, Alonso, Magnussen.
Non so se avete notato: Slogan decimo! Certo, decimo in una gara in cui a punti vanno solo i primi otto, ma non si può avere tutto dalla vita.

La griglia di partenza della gara vera e propria era: Verstappen/ Leclerc, Sainz/ Perez, Norris/ Piastri, Russell/ Hamilton, Hulkenberg/ Tsunoda, Stroll/ Gasly, Ocon/ Albon, Alonso/ Bottas, Sargeant/ Magnussen, Zhou/ Ricciardo, con quest'ultimo qualificato 18° ma retrocesso di "tre" posizioni causa penalità del GP della Cina (sorpasso in regime di safety car).
La partenza è stata alle 22,00 italiane, alle 23,30 su TV8, non proprio l'ideale, ma per vedere Perez buttarsi a cannone alla partenza e rischiare di fare fuori chiunque avesse intorno questo e altro. L'hanno scampata tutti, Verstappen è stato mancato, mentre Sainz che era risalito secondo per evitarlo ha perso posizioni a vantaggio di Leclerc e Piastri, restando a inveire via radio, mentre nelle retrovie c'era un duello tra le Alpine. Tornando davanti, mentre Verstappino si allontanava senza dare nell'occhio, Baby Papaya si lanciava al predestinato inseguimento di Leclerc, per poi superarlo e restarsene con dietro le due Ferrari.
Perez era nel frattempo quinto con nessuno a tiro, Norris sesto con dietro il vuoto - anche se poi Checo sarebbe crollato e rientrato ai box molto prima degli altri- e Hulkenberg a lottare con Hamilton che in questo weekend con le Haas ci ha avuto a che fare parecchio. Si è difeso bene, nel primo stint, per poi soccombere all'attacco di entrambe le Mercedes.
Le cose, a quel punto, si sono susseguite in maniera leggermente piatta, con Leclerc che è andato ai box...
...
...
...per fortuna è arrivato Verstappen, che ha abbattuto un birillo scagliandolo in mezzo alla pista. È servita una virtual safety car per mandare un commissario a rimuoverlo senza che venisse investito, ma è durata talmente poco che i vari Verstappen, Piastri e Sainz di turno non hanno fatto tempo ad andare ai box. Ci sono andati più tardi, Verstappen di lì a poco, gli altri due più tardi nello stesso giro. Baby Papaya è uscito dietro a Leclerc, mentre davanti Norris era ancora a zero soste e in testa alla gara.
A quel punto non restava altro da fare che chiedersi se avrebbe recuperato qualche posizione in occasione della sosta, oppure chiedersi che fine avesse fatto Kmag, che nella gara domenicale non faceva dann-... oh wait. Ha affiancato Sargeant, che era in quel momento ben penultimo, e il tentativo di sorpasso è terminato con Slogan contro le barriere.
Ne approfitto per segnalare come a quanto pare Magnussen abbia preso una penalità di qualche genere e una ulteriore per non averla scontata bene, il tutto prima di essere messo sotto investigazione per il contatto con Sargeant e guadagnarsi un'ulteriore penalità post-gara.
Ma basta parlare di Kmag, in regime di safety car è accaduto un fatto epocale: Norris si è fermato ai box dalla prima posizione e ne è uscito in prima posizione, mentre poco prima Verstappino si lamentava via radio di una monoposto non performante: in quel momento ho pensato che la mezza gara restante sarebbe stata di quelle da ricordare. Ero anche molto tentata di correre su google a cercare il risultato, ma mi sono ravveduta e mi sono detta che sarebbe stata un'azione scellerata. Ho atteso, mi sono gustata un duello Piastri vs Sainz in cui il Baby Papaya ha rimediato un danno all'ala anteriore e in cui Sainz ha guadagnato un quarto posto poi perso nella notte italiana per penalità, perché sia mai che ai piloti sia consentito duellare e animare la gara, è un kriminehhhh grave tanto quanto andare per vie di fuga come ha fatto Kmag.
Nel frattempo il gap tra i primi due aumentava e alla fine per Norris è giunto il momento di essere abbracciato da tutti arrivati in branco a dargli la lingua in bocca, prima che arrivasse Jenson Button per le interviste al parc fermé:
"Come ti senti adesso che sei diventato adulto?"
"È una sensazione incredibile, ho sentito i peli pubici spuntarmi uno per uno e adesso ho anche un accenno di barba. Credo di potere mettere da parte il biberon, ma adesso scusate un attimo, devo andare a complimentarmi con il mio vincitore consorte per avere mandato quel bambino piccolo con cui condivido il box a dormire nelle retrovie, essendo già mezzanotte passata. Si è rivelato in ciò molto responsabile."

RISULTATO:
1. Lando Norris/ McLaren
2. Max Verstappen/ Redbull
3. Charles Leclerc/ Ferrari
4. Sergio Perez/ Redbull
5. Carlos Sainz/ Ferrari
6. Lewis Hamilton/ Mercedes
7. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
8. George Russell/ Mercedes
9. Fernando Alonso/ Aston Martin
10. Esteban Ocon/ Alpine
11. Nico Hulkenberg/ Haas
12. Pierre Gasly/ Alpine
13. Oscar Piastri/ McLaren
14. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
15. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
16. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
17. Lance Stroll/ Aston Martin
18. Alex Albon/ Williams
19. Kevin Magnussen/ Haas
Rit. Logan Sargeant/ Williams


martedì 16 aprile 2024

Sessant'anni di 1964: le Ferrari bianco-blu e il titolo di Surtees (che con la mentalità odierna sarebbe leggermente controverso)

Leggermente = avverbio inserito per abbellire il titolo

Vi ho raccontato nei giorni scorsi i precedenti appuntamenti del mondiale 1964 ed è giunto il momento di concludere questo viaggio nel tempo: il 4 e il 25 ottobre rispettivamente si svolti i gran premi degli Stati Uniti e del Messico, dove il titolo si sarebbe deciso tra ben tre aspiranti campioni del mondo: Graham Hill su BRM, Jim Clark su Lotus e John Surtees su Ferrari, non una sfida da poco! Tuttavia trattandosi di eventi nordamericani vintage, i tifosi della Ferrari italiani non potevano certo seguire gli eventi passo-passo, nella speranza di assistere al trionfo di una vettura rossa. E anche se avessero avuto i mezzi moderni, Ferrari di colore rosso non ce n'erano: a causa di una polemica tra Enzo Ferrari e la Federazione, le vetture schierate per i due gran premi finali correvano con licenza americana del North American Racing Team e avevano livrea bianco-blu. Erano infatti i tempi in cui le monoposto portavano i loro colori nazionali e il rosso era il colore che rappresentava le vetture italiane, mentre quella sfoggiata a Watkins Glen e Città del Messico era la livrea americana.

Surtees, il poleman Clark e per tutta la fase restante della gara Hill si sono alternati in testa al gran premio, con Clark che ha perso due giri a metà gara per un guasto. Il team Lotus, allora, ha preso la decisione di fare uno scambio di vetture: è stato richiamato ai box Mike Spence e la sua monoposto è stata affidata a Clark, con Spence che sulla macchina di quest'ultimo è stato poi costretto al ritiro.
Mettete a letto i driverstosurvivers, perché vi spiego le ragioni alla base di questa scelta. Non erano gli anni '50, quindi gli shared drive non erano più la prassi. Però Clark avrebbe potuto classificarsi davanti agli avversari diretti e, se non poteva fare punti lui, poteva sottrarne agli altri - almeno sulla carta, dato che nella realtà Hill e Surtees erano 1/2 (con John che si è pure concesso una sbinnata in corso d'opera, perché tanto erano gli anni '60 e il tifoso medio non aveva ancora raggiunto quel livello di degrado tale per cui il pilota Ferrari debba essere schifato al primo testacoda).
In sintesi in casa Lotus hanno detto a Spence: "tu non sarai mai in grado di finire davanti a loro, quindi levati e fai guidare Clark che è il GOAT". Obiettivamente non sarebbe neanche così offensivo sentirsi dire di essere peggio dell'ineguagliabile, comunque sia Clark si è ritirato mentre era terzo.
Jo Siffert su Brabham ha chiuso terzo, seguito da due americani, Richie Ginther su BRM e Walt Hansgen su Lotus, con la BRP di Trevor Taylor sesto e ultimo.

Anche il Messico è una gara per cui è bene mettere a letto i driverstosurvivers, perché andiamo a cacciarci in un ginepraio tale da spingermi per la prima volta nella mia vita a usare il termine "ginepraio". Clark era ormai a nove punti dalla vetta, ma poteva vincere il titolo se Surtees non concludeva secondo e se - per via degli scarti - Hill non arrivava a podio.
Clark, partito dalla pole, leaderava davanti alla Brabham di Dan Gurney, con Hill che, in terza posizione, aveva il titolo in tasca, almeno finché verso metà gara non si è preso un sportellata da Lorenzo Bandini che, vorrei ricordarlo, era il compagno di squadra di Surtees, sembra un po' un plot (nel senso di trama) uscito dalla mente di Sylvester Stallone. Hill ha perso diverse posizioni, prima di ritirarsi in seguito.
I primi tre erano a questo punto Clark, Gurney e Bandini, con Surtees che, anche in caso di ritiro di di Clark, avrebbe potuto battere Hill soltanto se fosse giunto secondo. Ma Clark non si sarebbe ritirat-...ah, no. La sua vettura ha deciso di lasciarlo a piedi in finale di gara e, dopo avere tentato di portare comunque la macchina al traguardo questa gli ha detto "no, basta, sono stanca" a un giro dalla fine.
A quel punto in casa Ferrari avevano l'occasione di vincere il titolo, ma vi era un'unica possibilità: hanno esposto a Bandini un cartello per indicargli che doveva cedere la posizione a Surtees. L'ha fatto e Surtees è entrato nella storia.


Surtees ha vinto un titolo non semplice, è stato necessario in sintesi che 1) il suo compagno di squadra buttasse fuori il suo avversario diretto, 2) l'altro avversario si ritirasse per un guasto a un giro dalla fine, 3) un ordine di scuderia. Come minimo con la mentalità odierna verrebbe chiesta la sua testa su un piatto d'argento, ma per sua fortuna guidava una vettura ross-... ah, no. Però era un campione di motociclismo, e sappiamo che il motomondiale è più bello per i duellihhhh e i sorpassihhhh.
In tutto ciò oserei affermare che nemmeno alla nonna di Gurney potesse importare qualcosa della vittoria del nipote in un simile momento. Detto ciò veniamo a Clark, che è stato classificato quinto, alle spalle di Spence che immagino sia stato soddisfatto che il suo ritiro sia avvenuto solo a un giro dalla fine, per non dovergli cedere di nuovo la macchina! Infine segnalo come la zona punti sia stata conclusa, su una terza Ferrari bianco-blu, dal pilota di casa Pedro Rodriguez.

domenica 24 dicembre 2023

Il mistero di Thomas Monarch, il diciottenne(?) che doveva debuttare in Messico nel 1963

Carissimi lettori, buona domenica e buon fine settimana, che neanche è arrivato a metà. Credo che la cosa migliore da fare sia approfittarne per dedicarsi alla cultura motoristica e oggi ho deciso di portarvi di nuovo negli anni '60, epoca storica che palesemente, per l'appassionato medio non è mai esistita. La Formula 1, infatti, lo sappiamo tutti, è nata intorno al 1990 e la sua esistenza viene abbellita facendo il nome di Juan Manuel Fangio, mettendoci in mezzo il mondiale 1976 e il GP di Francia 1979: tutto il resto è inesistente nell'accezione popolare. Parliamo di 1963, un mondiale dominato da Jim Clark, quindi un mondialehhhh noiosohhhh e falsatohhhh secondo le storyline che racconteremmo oggi. Il titolo è stato conquistato durante la "stagione europea", nonostante le gare americane e quella sudafricana ancora da disputare. Giunto negli States a Watkins Glen, Clark è stato punito dal karma per il suo dominio, quando la Lotus si è rifiutata di partire dalla casella della seconda posizione. Graham Hill, poleman su BRM, ne ha approfittato per involarsi in testa alla gara, con Richie Ginther (BRM), John Surtees (Ferrari) e Dan Gurney (Brabham) come principali avversari - questa è una piccola digressione, la storia principale di questo post arriverà dopo.

Purtroppo nonostante il problema di Clark è stata comunque una garahhhh falsatahhhh: Surtees è stato in testa molto a lungo su Ferrari, tentando di ristabilire l'ordine naturale delle cose, ma un guasto al motore ha reso il mondo un luogo terribilehhhh e falsatohhhh e ha permesso a Graham Hill di riprendersi la leadership.
Ha vinto con mezzo minuto di vantaggio su Ginther, suo diretto inseguitore, mentre terzo doppiato di un giro ha chiuso nientemeno che Clark, partito con un giro di ritardo ma giunto comunque sul podio. Hanno completato la zona punti Jack Brabham (Brabham), Lorenzo Bandini (Ferrari) e Carel Godin de Beaufort (Porsche).
Vi ho raccontato disgrazie terribili: un dominatore che sale comunque sul podio, la Rossa che non conquista la vittoria... c'è solo una strada percorribile di fronte a un simile scempio ed è fare quello che farebbe ogni criminale americano medio in un film americano: scappare in Messico. E infatti, dove si svolge il gran premio seguente?
Dimenticatevi di Clark, di Hill e del motore rotto da Surtees. Anzi, no, non dimenticatevi di Clark, perché è partito dalla pole, ha leaderato interamente la gara e ha vinto. Gurney e Surtees sono stati 2/3 per un certo tratto di gara, ma il ferrarista risulta squalificato per push start e Gurney scivolato al sesto posto per un problema tecnico. Sul podio con Clark sono saliti Brabham e Ginther, unici piloti a pieni giri, mentre Graham Hill quarto precedito Jo Bonnier (Cooper).
Detto questo, possiamo passare a parlare finalmente dell'evento centrale di questa "fuga in Messico": Thomas Monarch.

Esistono buone probabilità che non abbiate mai sentito nominare quest'uomo, che poi uomo è una parola molto grossa per i tempi, dato che aveva appena diciotto anni nel 1963. Risulta come pilota americano tra le entry del GP del Messico 1963, ma risulta con lo status di withdrawn. Chi è/ chi era? Cosa ci faceva nella entry list? E perché non ha disputato il gran premio?
Le risposte a questa domanda non sembrano molto facili, ma sotto un breve video di highlights trovato di Youtube un commento illumina in proposito. Sarà vero? Oppure sarà una leggenda metropolitana raccontata in tutte le salse come quella di Hans Heyer radiato a vita dalla Formula 1, che non è supportata da alcuna fonte certa?
La versione del commento trovato su Youtube è tale e quale a quella del sito francese statsf1.com, al quale riconosco di essere un sito piuttosto accurato, anche se non viene mai citata alcuna fonte, quindi non sappiamo da dove siano state prese certe informazioni, per eventuali double check.
Facendo ricerche ho scoperto che negli anni 2000/ primi anni 2010 sul forum di Autosport c'era chi cercava informazioni su questo pilota, con un utente che ha rintracciato nel registro delle nascite e delle morti un Thomas Monarch deceduto in Florida all'età di 63 anni che, per data di nascita, poteva essere quel pilota. Anche statsf1 riporta la stessa data come data di morte di Monarch e mette perfino una foto.
Qualcuno, sul forum di Autosport, sostiene di conoscere qualcuno che ha conosciuto questo ragazzo, che effettivamente è plausibile che fosse iscritto al GP del Messico su una Lotus privata, in quanto il padre ne possedeva una, ma il forum di Autosport sembra una fonte inesauribile di cuggggini insaider e i casi sono due: o è frequentato esclusivamente da persone che hanno lavorato nel motorsport e sa loro parenti, oppure ci sono anche alcuni utenti che millantano conoscenze mai avute nella realtà.
Se questa versione fosse confermata, in ogni caso, sarebbe la stessa storia di Youtube e di statsf1: Thomas Monarch era una sorta di guest driver, invitato dagli organizzatori perché prendeva parte a gare locali sulla suddetta Lotus. Monarch, tuttavia, non intendeva partecipare al GP del Messico e avrebbe fatto cancellare la propria iscrizione, che lo avrebbe reso peraltro il più giovane pilota di Formula 1 della storia e fatto rimanere tale fino al debutto di Max Verstappen.

Il mistero, tuttavia, si infittisce, perché mentre le fonti finora citate sostengono che il nostro Monarch fosse effettivamente un diciottenne nato il 3 settembre 1945 nel Michigan e che sia l'uomo morto in Florida nel 2009, altre fonti dicono invece che il "pilota fantasma" fosse nato nel Kentucky il 29 maggio 1912 (informazione ripresa da Wikipedia versione olandese, unica wiki reperita di costui), quindi avesse non diciotto anni, bensì cinquantuno al momento del mancato debutto in Formula 1! Come data di morte viene data 1° aprile 1964, il che potrebbe spiegare come mai non si hanno tracce di lui come pilota successive al 1963.
Rimane tuttavia un enorme dubbio: da dove sono saltate fuori queste date? Chi era davvero questo Thomas Monarch? Era davvero un diciottenne nel 1963, o gli è stata appioppata quell'identità semplicemente perché omonimo di un tale vissuto tra il 1945 e il 2009? Oppure è esistito un Thomas Monarch vissuto tra il 1912 e il 1964, scambiato per quel pilota?