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giovedì 2 aprile 2026

02.04.2006: GP Australia, il quinto posto di Button finisce in fumo

2 Aprile 2006 - Jenson Button parte dalla pole position per la terza volta in carriera. Potrebbe essere l'inizio di un bel sogno, per il pilota della Honda, ma il destino ha in serbo altro per lui, per esempio quello di conquistare un nuovo tifoso. Di questo, tuttavia, ne riparleremo alla fine del post, per il momento concentriamoci sul testacoda di Juan Pablo Montoya nel formation lap.
Ciò lo condannerebbe a partire dalle retrovie(?) se non fosse che la Renault di Giancarlo Fisichella rimane ferma sulla griglia e c'è un aborted start. Quando si parte, Fernando Alonso si accoda a Button, mentre un incidente tra la Williams di Nico Rosberg e la Ferrari di Felipe Massa mette fine alla gara di entrambi.
Entra la safety car. Quando si leva di torno, Alonso passa in testa, mettendo fine alla leadership di Button. Le McLaren di Kimi Raikkonen e di JPM sono 3/4, segue la Williams di Mark Webber che poi si ritirerà più avanti per un guasto.

Dopo una safety car entrata per l'incidente della Redbull di Christian Klien, anche Raikkonen supera Button relegandolo in terza piazza. Questo rientra prima dei piloti della McLaren, i quali faranno un doppio pitstop in regime di safety car, quando un incidente di Schumacher ci lascia senza alcuna Ferrari in pista - e poco dopo anche Vitantonio Liuzzi sulla Toro Rosso farà un bel botto.
Michael si allontana scavalcando una rete e ho il vago ricordo di rumour a proposito del fatto che a un certo punto si sia allontanato passando per il box della Toyota - reminiscenze ventennali, non datelo per scontato, dato che ne è passata di acqua sotto ai ponti.
Purtroppo di acqua in pista non ne abbiamo, quindi Button non può ancora scoprirsi mago del tempo instabile, ma Montoya ha perso tempo ai box, quindi non gli ha portato via la posizione. Per ora, almeno, Button scivola anche dietro alla Toyota di Ralf Schumacher e alla BMW di Nick Heidfeld.

Montoya è quarto dietro all'ex compagno di squadra Ralf, che si trova in zona podio nonostante una penalità per eccesso di velocità nella pitlane scontata in corso d'opera.
Il duello termina con Montoya che saltella malamente sui cordiali proprio laddove Michael Schumacher è andato a sbattere malamente contro il muro. Riesce a proseguire, ma non per molto, dato che la sua macchina si ammutolisce, lasciandolo a scavalcare le reti come se fosse un MSC qualsiasi.
Alonso si avvicina al conquistare la vittoria, che sarà la terza su tre gran premi per la Renault, Raikkonen e Ralf Schumacher viaggiano verso il podio, che sarà l'ultimo per Ralf, Heidfeld viaggia verso la quarta piazza, mentre Button...
...
...
...va beh, di lui ne parliamo alla fine, vi basti sapere che la zona punti viene completata da Fisichella quinto, dalla BMW di Jacques Villeneuve, dalla Honda di Rubens Barrichello e, sembrerebbe, dalla Toro Rosso di Scott Speed, che porterebbe così il primo punto alla squadra faentina. Convocato dai commissari per un presunto sorpasso in regime di bandiere gialle, che già non promette bene, insulta i commissari stessi. La penalità non tarda ad arrivare e a guadagnare l'ultimo punto è David Coulthard sulla sorella maggiore Redbull. Speed scala nono, Button è classificato decimo.

Cos'è successo a Jenson? Essenzialmente la cosa più probabile per un pilota che sta disputando un gran premio di Formula 1 a bordo di una Honda. Si ritrova infatti con la macchina lambita dalle fiamme, dopo che il motore l'ha salutato prematuramente. È routine, ma qualche volta la routine ha strani modi di manifestarsi. Il guasto al motore, infatti, arriva quando mancano ormai pochi metri al traguardo, tanto che Button potrebbe anche tentare di arrivare al traguardo e racimolare non dico il quinto posto, ma almeno qualche punto, invece di fermarsi mestamente.
Jenson, invece, sceglie proprio di fermarsi mestamente, e lo fa per una ragione ben precisa: il motore deve durare per due gran premi, altrimenti in quello successivo scatta la retrocessione in griglia. L'unico modo per eludere questo cupo destino? Ritirarsi dal primo gran premio. Per quella ragione, Button parcheggia.



È il 2006, frequento la quarta superiore e da alcuni mesi ho un nuovo compagno di classe, nel banco davanti al mio. Ancora non posso saperlo, ma è l'unico compagno di classe delle scuole superiori che continuerò a vedere con frequenza nei vent'anni a venire (ci sono altre due persone con cui sono in contatto, ma una la vedo raramente e l'altra praticamente mai).
Stiamo iniziando a intuire che a entrambi piace la Formula 1. Capita sempre più spesso che ne parliamo e allora, una volta, racconta di come abbia visto Button fermarsi con il motore in fumo a pochi metri dal traguardo e deciso di tifarlo "per solidarietà". Quindi Jensinho, no worries, che ti sei procacciato un sostenitore!



sabato 14 marzo 2026

19.03.2006: GP Malesia, l'ultima vittoria per Fisichella (e l'ultima doppietta Renault)

Il 19 Marzo 2006 si svolgeva il secondo evento del mondiale, il Gran Premio della Malesia sul circuito di Sepang, una pista che pare essere molto apprezzata, dato che viene spesso menzionata come risposta ai sondaggi su quali tracciati si vorrebbero rivedere nel campionato di Formula 1. Quel giorno Giancarlo Fisichella scattava dalla pole position a bordo della Renault, squadra con realistiche probabilità di vittoria visto che sette giorni prima Fernando Alonso aveva chiuso davanti a tutto il GP del Bahrain.
Non potevamo saperlo, ma quel giorno avremmo avuto quello che finora è l'ultimo gran premio vinto da un pilota italiano nella storia della Formula 1. Scrivo queste parole cinque giorni prima del ventennale di questo momento: è il 14 Marzo 2026, giorno delle qualifiche del GP della Cina, e chissà, magari il momento in cui Fisichella smetterà di essere l'ultimo italiano vincitore di un gran premio è vicino... per ora accontentiamoci di sapere che domani mattina Kimi Antonelli partirà dalla pole position.

Fisichella ha mantenuto la testa della gara, cosa che mi auguro che possa fare domani Antonelli, ma non sono molto fiduciosa dato che si è piantato al via sia una settimana fa in Australia sia stanotte nella sprint, seguito dalla Honda di Jenson Button, con il compagno di squadra Alonso terzo.
George Russell ha conquistato la seconda piazza sulla griglia, quindi Antonelli non avrà la fortuna di avere un terzo incomodo tra sé e un agguerrito compagno di squadra. Alonso era partito settimo, ha approfittato di duelli vari davanti a lui, tipo quello tra le Williams: Rosberg e Webber partivano 3/4 e si sono messi a battagliare. L'ha spuntata Mark, che si è ritrovato quarto, mentre Nico è scivolato sesto dietro alla McLaren di Juan Pablo Montoya. Sull'altra McLaren, l'omonimo di Antonelli è stato speronato da Christian Klien: gara finita subito contro le barriere per Raikkonen.
Non sarebbe stato l'ultimo ritirato: fuori quasi subito per un guasto al motore quel povero disgraziato di Rosberg che aveva conquistato la seconda fila al suo secondo gran premio, poi anche David Coulthard sulla Redbull per un guasto. Entro la prima metà di gara si sarebbero ritirati anche i rispettivi compagni di squadra Webber e Klien.

La gara si è svolta con una strategia a due pitstop per i piloti di testa, con Fisichella/ Button/ Alonso nelle stesse posizioni anche dopo il primo di questi. Dopo la seconda sosta, invece, Alonso ha superato Button per undercut, ma Fisichella ha continuato ad andare avanti like a boss, perché è sempre meglio tutelarsi quando si ha un compagno di squadra ingombrante.
La Renault ha fatto l'ultima doppietta della sua storia, mentre Button si è accontentato del gradino più basso del podio, un risultato comunque ottimo al confronto con il compagno di squadra Rubens Barrichello, partito dalle retrovie per una penalità legata al cambio di motore e in corso d'opera si è anche procacciato uno stop and go per eccesso di velocità nella pitlane.
Montoya ha chiuso in quarta piazza, mentre a gara inoltrata si è alzata una fumata bianca da una BMW Sauber che si trovava in quinta posizione. Si trattava di Nick Heidfeld, che si aggiungeva a una fitta schiera di ritirati, dato che dopo quelli menzionati erano uscite di scena la Super Aguri di Yuji Ide e la Toro Rosso di Scott Speed per problemi tecnici.

Vedendo l'extended highlight mi si è sbloccato un ricordo... o almeno, quello che credo possa essere un ricordo e non qualcosa che mi sono completamente immaginata. A dire il vero mi ero totalmente dimenticata di come fossero andate le cose, dato che non rivedevo questo gran premio/ un highlight dello stesso fin dagli albori di questo blog quando avevo fatto riassunti schematici di tutti i gran premi del 2006, quindi quando dopo il ritiro di Heidfeld ho visto che c'era Schumacher negli scarichi di Massa per la quinta piazza mi sono detta: ciao Felipe, è stato bello crederci.



Facciamo un passo indietro: Michael era partito quattordicesimo, mentre il suo compare nelle retrovie assolute dato che aveva rotto il motore in qualifica. Avevamo visto Schumacher lottare con Villeneuve - vi anticipo che Jacques ha chiuso settimo - ed essenzialmente pare che i due ferraristi fossero su diversa strategia, fatto sta che il bambino si è ritrovato quinto davanti a Schumacher.
Era lecito aspettarsi un ordine di scuderia, che pare non essere mai arrivato, nonostante a un certo punto sia stato inquadrato Jean Todt che sembrava sul punto di aprirsi alla radio. Il mio potenziale ricordo è che ci sia stata, dopo la gara, una reazione abbastanza netta, qualcosa tipo: ma in che senso a Massa viene permesso di tagliare il traguardo davanti a Schumacher, Barrichello could never.

A proposito di Rubinho, nonostante la gara travagliata ha conquistato una decima piazza, che per i tempi non comporta tuttavia punti, alle spalle delle Toyota di Jarno Trulli e Ralf Schumacher. Dietro di lui si è classificato Vitantonio Liuzzi con la Toro Rosso superstite, mentre più indietro c'erano le Midland di Christijan Albers e Tiago Monteiro
Si è classificato ultimo Takuma Sato, con una Super Aguri ancora in netta difficoltà. Anche stavolta, il "Piccolo Samurai" è comunque riuscito a qualificarsi dignitosamente entro il 107% che se fosse stato in vigore nel 2006 avrebbe visto Ide essere mandato a casa già al sabato. Non che essere mandato a casa al sabato fosse necessariamente un male per Yuji, dato che gli avrebbe impedito di fare disastri, ma per onore di cronaca sembra essere stato tranquillo senza fare danni finché il motore non l'ha salutato. Vorrei ricordare che gli era stata concessa la Superlicenza in deroga, quindi se avesse fatto danni avrebbe potuto essergli revocata da un momento all'altro, ma per il momento se la stava cavando. Non benissimo, ma quantomeno aveva ancora la possibilità di conservare un sedile sotto al fondoschiena.


EDIT - 15/03: Fisichella non è più l'ultimo pilota italiano ad avere vinto un gran premio, dopo diciannove anni e 361 giorni da quel giorno in Malesia, Antonelli ha conquistato la vittoria al GP della Cina.


giovedì 12 marzo 2026

12.03.2006: GP del Bahrain, duello Alonso vs Schumacher con Raikkonen a podio dalle retrovie

Ho un ricordo piuttosto marcato di quello che ho pensato alla vigilia del GP del Bahrain 2006, che si svolgeva il 12 marzo: una prima fila tutta Ferrari, dopo la difficile stagione 2006, mi ha portata ad affermare "viene a nevicare"... e difatti l'indomani è nevicato, non in Bahrain ovviamente ma a Bologna.

Alla partenza Michael Schumacher ha mantenuto la leadership, Felipe Massa alla prima in rosso ha tentennato un po', ma ha conservato per ora la posizione sulla Renault di Alonso. Fernando sarebbe comunque passato secondo molto presto. Dietro di loro c'era la McLaren di Juan Pablo Montoya, dopodiché un bel duello tra compagni di squadra alla Honda, tra Rubens Barrichrllo e Jenson Button. L'ha spuntata quest'ultimo, che poi è andato a prendersi Montoya.
Dopo pochi giri, Massa ha perso la macchina, c'è mancato poco che centrasse Alonso, ma si è esibito comunque in una sbinnata notevole, che l'ha condotto ai box dove è rimasto fermo per duecento anni, perché non importa quanto un pilota vestito di rosso abbia fatto danni, può stare sicuro che se si reca ai box ci saranno altri danni.
Ricordo che mio zio ha criticato Felipe mentre guardavamo la gara, mentre io l'ho difeso, nonostante neanche lo tifassi, dove per "neanche lo tifassi" mi riferisco al 12 marzo 2006, ma quel periodo si sarebbe concluso molto presto.

Futuro fangirlismo a parte, segnalo il ritiro della Renault di Giancarlo Fisichella. Il pilota romano, prima di vedere la propria vettura dare forfait, aveva visto la bassa zona punti. È il secondo dei ritirati, abbiamo perso di strada anche Christijan Albers con la Midland, pare già nelle prime battute.
Nevermind, non avevamo ancora visto niente, perché il ritiro più pittoresco è arrivato con una sfumazzata micidiale dalla quale poi hanno iniziato a innalzarsi notevoli fiamme, roba che neanche una B.A.R. Honda guidata da Jacques Villeneuve si sarebbe spinta a quei livelli.


Non era una B.A.R., perché tecnicamente ormai la B.A.R. era solo Honda. Non era neanche una Honda, il che è già sorprendente. Era una BMW Sauber, indovinate chi la guidava... once a B.A.R. driver, always a B.A.R. driver.

I front runner hanno fatto due pitstop, mentre Kimi Raikkonen partito dall'ultima casella della griglia con la McLaren era su una strategia diversa - una sola sosta - con l'intento di rimontare il più possibile e a metà gara stava già abbondantemente in zona punti.
Nel primo stint, Schumacher era stabilmente davanti ad Alonso, nel secondo era ancora davanti ma un po' più in difficoltà.
Non restava che l'ultima sosta, Michael è rientrato diversi giri prima di Fernando, il quale gli è uscito dai box praticamente affiancato.


Il pilota della Renault l'ha spuntata, Schumacher ha dovuto accontentarsi del secondo posto nonostante un tentativo di attacco a gara ormai inoltrata, mentre terzo è risalito nientemeno che Raikkonen. Non vale però come podio partendo ultimo, a mio parere, dato che Tiago Monteiro sulla Midland è partito dalla pitlane quindi di fatto ultimo, ma queste sono sottigliezze.

Destini diversi per i piloti Honda: Barrichello era precipitato nelle retrovie per un problema tecnico, mentre Button dopo la prima sosta aveva subito overcut da Montoya per superarlo di nuovo ed era sembrato un valido candidato al podio. Ha dovuto accontentarsi, però, soltanto del quarto posto a meno di un secondo da Kimi, precedendo lo stesso Montoya.
Mark Webber su Williams ha chiuso sesto, mentre settimo si è classificato, dopo duelli accesi con le Redbull in finale di gara, il suo compagno di squadra esordiente Nico Rosberg, che è andato anche a conquistare il giro più veloce alla prima apparizione.
La zona punti è stata chiusa da Christian Klien, mentre il suo compagno di squadra David Coulthard ha subito il sorpasso di Massa ritrovandosi decimo. A proposito di bovini, le Toro Rosso hanno fatto 11/13 con Tonio Liuzzi e Scott Speed in mezzo ai quali si è classificato Nick Heidfeld su BMW Sauber. Le Toyota sono giunte 14/16 con Ralf Schumacher e Jarno Trulli, in mezzo a loro Barrichello.
Monteiro si è classificato penultimo precedendo di parecchio Sato, al volante dell'esordiente Super Aguri il cui unico lato positivo è stato che, se fosse stata in vigore la regola del 107%, Takuma sarebbe andato in griglia. Non si può dire lo stesso di Yuji Ide, ma nevermind. La sua gara è finita per un guasto al motore, senza che combinasse guai seri.



lunedì 13 gennaio 2025

La qualifica di Schumacher a Montecarlo 2006 vista dell'intelligenza artificiale (pilota ed evento scelti dall'AI seguendo un prompt)

Ho chiesto all'intelligenza artificiale You.com: "Scrivi un articolo clickbait e pieno di luoghi comuni a proposito di una controversia, realmente esistente, a tua scelta della Formula 1 del passato."

Mi ha scritto un articolo sulla bandiera gialla innescata da Schumacher a Montecarlo nel 2006. C'è giusto qualche *piccola* imprecisione.
Il responso dell'intelligenza artificiale, infatti, è il seguente:

+++
Il Grande Scandalo di Monaco: La Verità Nascosta della Formula 1!

Hai mai sentito parlare di uno dei più sconvolgenti scandali della storia della Formula 1? Se pensi che le corse siano solo adrenalina e velocità, preparati a rimanere a bocca aperta! Oggi ti svelerò i dettagli di una controversia che ha scosso il mondo delle corse: l'episodio del Gran Premio di Monaco del 2006!

Il Contesto: Un Gran Premio Leggendario // Il Gran Premio di Monaco è sempre stato un palcoscenico di dramma e emozioni. Nel 2006, il mondo si aspettava un'altra corsa mozzafiato, ma ciò che è accaduto ha superato ogni immaginazione. Gli appassionati di motori erano pronti a vivere una battaglia epica tra Fernando Alonso e Michael Schumacher, ma le cose hanno preso una piega inaspettata!

La Polemica: Il Giro di Ricognizione di Schumacher // Durante le prove, Michael Schumacher, il leggendario pilota della Ferrari, ha messo in scena un'azione che ha fatto infuriare i fan e gli esperti: durante il suo giro di ricognizione, ha provocato una bandiera gialla, costringendo gli altri piloti a rallentare! È stato un gesto deliberato per ostacolare gli avversari? La risposta è rimasta avvolta nel mistero.

Le Accuse: Un Gioco Sporco? // Subito dopo l'accaduto, le accuse si sono moltiplicate. Molti hanno iniziato a parlare di un "gioco sporco" da parte di Schumacher. Il suo atteggiamento ha scatenato un dibattito acceso tra i fan, con alcuni che difendevano il campione e altri che lo consideravano un opportunista. La Formula 1 era pronta a scoppiare!

Le Reazioni: Fans in Rivolta! // I social media dell'epoca si sono infiammati. Hashtag come #SchumiScandal hanno invaso Twitter, e i forum di discussione erano pieni di appassionati che si scambiavano opinioni e teorie sul comportamento di Schumacher. La polemica ha generato un buzz tale che persino i media mainstream non potevano ignorarla!

La Conclusione: Un Capitolo Oscuro della F1 // In definitiva, il Gran Premio di Monaco del 2006 è stato più di una semplice corsa. È stato un momento che ha messo in discussione l'integrità dello sport e ha dimostrato che, anche nel mondo delle gare ad alta velocità, non tutto è oro quel che luccica. Anche se Schumacher ha vinto la gara, il vero vincitore potrebbe essere chi è riuscito a mantenere la propria integrità.
Quindi, la prossima volta che guardi un Gran Premio, ricorda: dietro ogni curva si nasconde una storia! La Formula 1 non è solo competizione, ma anche un palcoscenico di intrighi e drammi che lasciano il pubblico con il fiato sospeso!
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Molto poetico, non trovate? Nevermind che le qualifiche siano diventate un giro di formazione e che "Schumi Scandal" abbia vinto il gran premio a random, il premio Oscar va sicuramente a chi è riuscito a fare trendare un hashtag su un social che è stato lanciato due mesi più tardi.

giovedì 7 maggio 2020

F1 The Golden Days: GP Europa 2006

Un tempo non c'erano gran premi d'Olanda. Era l'epoca in cui gli olandesi non eleggevano a proprio idolo chiunque ne condividesse la nazionalità, rivelandosi in questo meno patriottici degli indonesiani. Andare in visibilio per Verstappen padre, forse avrebbe avuto un minimo di senso in più che farlo per Haryanto al volante di una Manor, eppure non mi pare succedesse.
Al di là di questo discorso, penso di avervi portati fuori strada, parlando di Verstappen padre. E affermando che un tempo non c'erano gran premi d'Olanda potrei avere dato involontariamente sfoggio a una presunta ignoranza in materia.
Ovviamente so che il GP d'Olanda è esistito in passato, ne ho anche visti alcuni su Youtube, quello che intendevo affermare è che il GP d'Olanda non era cosa esistente ai tempi di cui ho memoria storica, né tempi lontani, né tempi vicini.
Quindi proseguiamo e dimentichiamoci di questo aspetto, passando al secondo. Non parlerò dei tempi di Verstappen padre, ma di quelli venuti diversi anni dopo. Per intenderci, l'epoca in cui all'inizio di maggio non c'erano gran premi d'Olanda, ma un Gran Premio d'Europa magari sì, prima che il Nurburgring sparisse per sempre(?) dalla Formula 1.

Era il 7 maggio come oggi e correva l'anno 2006, l'ultimo anno in cui c'erano due eventi che si svolgevano in Germania, ma questo non è un dettaglio che ci riguardi, se non per considerare che in quattordici anni la Germania è passata da due gran premi stagionali al nulla cosmico nonostante il team di casa abbia vinto gli ultimi sei mondiali.
Non oso immaginare a quali minimi storici potrebbe crollare il GP d'Olanda dopo il ritiro di Verstappen figlio, ma sembrano tempi ancora lontani. Anche quelli in cui si svolgerà effettivamente un gran premio in Olanda, in realtà, sembrano tempi molto lontani, quindi possiamo fare il nostro viaggio nel tempo e tornare al 2006, quando Michael Schumacher ha vinto il suo secondo gran premio stagionale, il secondo consecutivo, dopo quello di San Marino, che era passato più che altro alla storia per uno spettacolare incidente avvenuto nelle retrovie.
Europa 2006 è stato anche il primo gran premio dopo la fine della breve ma intensa carriera di Yuji Ide e, per quanto Ide non ci fosse stato negli anni precedenti e non sia stato particolarmente notevole, dopo avere assistito alla sua venuta, ci dovevamo senz'altro sentire piuttosto spaesati.
Performance e strategia hanno contribuito, nel corso della gara, a far sì che il pilota della Ferrari si procacciasse la leadership a scapito di Fernando Alonso, leader del campionato, campione del mondo in carica, visto ai tempi come favorito per un campionato che avrebbe in effetti vinto, ma non tanto facilmente quanto poteva sembrare in quel momento.

Come da prassi, la gara non la facevano soltanto là davanti, ma c'erano tanti piccoli intoppi, che facevano cadere un pilota dopo l'altro nel dimenticatoio: fuori la Redbull di Coulthard e la Toro Rosso di Liuzzi per un incidente al via, fuori la Williams di Webber per una noia meccanica, fuori per ragioni analoghe anche la seconda Redbull, guidata ai tempi da Klien, poi qualcosa di estremamente pittoresco: Button ritirato per un guasto al motore... e sì, guidava la Honda.
Fuori entrambe le Super Aguri (anch'esse motorizzate Honda) e poi, ritirati per guasti al motore avvenuti nello stesso giro, fuori anche Montoya e Ralf Schumacher, due ex compagni di squadra, che nel 2006 guidavano rispettivamente la McLaren e la Toyota.
Tredici vetture sarebbero arrivate al traguardo, con le Midland nelle ultime due posizioni, subito dietro alla Toro Rosso superstite di Speed. Vi ricordate di Speed, vero?
Erano tempi in cui non bastava entrare in top-ten per portare a casa almeno un misero punto, infatti Trulli (Toyota) e Heidfeld (BMW Sauber), rispettivamente nono e decimo, non ne hanno portato a casa nemmeno uno.
Dalla quinta all'ottava posizione si sono classificati Barrichello (finalmente una gioia per la Honda), Fisichella (ai tempi compagno di squadra in Renault), Rosberg (Williams) e Villeneuve (sì, Villeneuve era ancora in Formula 1, anche se tempo qualche gran premio e sarebbe stato rimpiazzato da Kubica in BMW Sauber).

Tutti questi loschi individui erano ben lontani dalla possibilità di procacciarsi il gradino più basso del podio, mentre in quarta posizione Kimi Raikkonen seguiva piuttosto da vicino la possibilità di rimediare una terza piazza e di conquistare come prezioso riconoscimento una bottiglia di champagne che avrebbe stravolto molto in positivo il senso della sua giornata.
Non era destino che accadesse: il pilota della McLaren ha chiuso la gara al quarto posto, continuando a inseguire da vicino la Ferrari di Felipe Massa, che all'epoca non era un "vecchio pensionato", né era padre di un adorabile bambino protagonista di pittoresche interviste nelle quali afferma che Cristiano Ronaldo sia migliore di Vettel (Italia 2017, se non sbaglio - non è chiaro come sia stato effettuato il confronto ma nemmeno perché sia stata posta una simile domanda). Massa era praticamente un ragazzino, venticinque anni ma sembrava molto più giovane, con la sua aria da bambino e i suoi capelli fluenti, tre quarti dei quali al giorno d'oggi risultano irreparabilmente perduti.
Saliva sul podio per la prima volta in carriera e attribuiva il miglioramento dei suoi risultati alla presenza di un nuovo ingegnere di gara, con il quale si trovava meglio che con quello precedente. Il nuovo ingegnere era Rob Smedley: Rolipe vibes.

All'epoca ero romantica e giovane: non ero neanche ancora grande abbastanza per firmarmi da sola le giustificazioni, anche se lo sarei stata entro la fine dell'anno scolastico.
C'era qualcosa che mi colpiva, in quel ragazzino che, su quel podio, contemplava Schumacher e cercava di imitarlo in ogni sua mossa.
Per la prima volta nella mia vita ho pensato dal profondo del cuore "tu sei il mio pilota" e alla fine è andata proprio così.
Grazie al cielo non ho più diciassette anni e, per fortuna, ogni lato della me stessa di quei tempi sembra essersi quasi volatilizzato. Non capiterà mai più al giorno d'oggi che un pilota possa farmi lo stesso effetto, ne sono certa, e anche se dovesse accadere, prima o poi tornerei con i piedi per terra e capirei di avere preso un abbaglio.
Non so cosa mi abbia attirato in Massa, forse ho sentito una sorta di connessione con lui, prima ancora della consacrazione della tuta verde. C'è qualcosa, di lui come pilota, in cui mi riconosco come persona: un oscillare continuo tra due stati assoluti, quello delle grandi cose e quello della mediocrità, senza raggiungere mai, fino in fondo, nessuno dei due status.

***

Grazie Felipe, per tutto quello che hai fatto per me in questi anni limitandoti a esistere. Anche se ormai le cose sono cambiate e non sono più persona da teen crush, non dimenticherò mai quello che significavi per me.
Per anni ho pensato che un giorno avrei trovato un tuo erede, e credo che a un certo punto sia esistito, ma adesso sei rimasto solo tu, e da tanti anni nella cartella bozze della mia casella di posta c'è salvata la parodia che posterò il giorno in cui - si spera - vincerai di nuovo una gara in qualche serie.

martedì 28 aprile 2020

Un cordiale saluto dal Brasile del 2006

Ieri mi sono rivista il Gran Premio del Brasile 2006 trovato su Youtube con telecronaca italiana e inizio subito con una confessione random, che di sicuro non vi aspettate: adoro la tuta verde-oro di Felipe Massa. <3
Okay, va bene, lo ammetto, ve l'ho detto migliaia di volte, quindi iniziamo a dare un po' di contesto all'evento: avevo diciotto anni, era appena nato il più giovane dei miei cugini, al sabato pomeriggio avevo studiato storia dell'arte fino a poco prima delle qualifiche e, se non sbaglio, avevo acceso la TV con un'ora d'anticipo o giù di lì.
Ero abbastanza esaltata per l'ultimo GP stagionale, così come per il fatto che fosse il GP del Brasile, il GP di casa del pilota con cui ero entrata in fissa nel corso della stagione.
Ironia della sorte, la tuta verde era destinata a farmi entrare ancora maggiormente in fissa e, se non sbaglio, me ne sono accorta alla fine delle qualifiche.

Era il finale di stagione con il titolo ancora da assegnare, ma che veniva considerato come se fosse già stato assegnato: Fernando Alonso aveva al momento dieci punti di vantaggio su Michael Schumacher e quest'ultimo avrebbe potuto vincere il mondiale solo se avesse vinto il gran premio con Alonso fuori dalla top-8 o ritirato.
Quello scenario era destinato a non verificarsi, quindi si può dire che tutto sia andato come da previsioni, però a pensarci al giorno d'oggi trovo veramente folle che, di fatto, Alonso avesse già festeggiato al GP del Giappone come se avesse vinto il mondiale e che tutti dessero per scontato che avrebbe vinto. Il ritiro del leader della classifica in sovrapposizione con la vittoria del suo diretto avversario non è la cosa più probabile, questo è vero, ma è una condizione lontana anni luce dall'impossibilità.
Non si tratta solo del rischio di perdere il mondiale. Si tratta del rischio di essere perculato vita natural durante per avere festeggiato un mondiale poi perso. Al giorno d'oggi credo che qualunque team o pilota andrebbe molto più cauto.

Alla domenica, Mazzoni si è sbizzarrito: "scatta Felipe Massa", who kers delle altre ventuno vetture! In realtà era impegnato a cercare di capire in che posizione fosse Michael Schumacher, partito decimo dopo avere avuto un problema tecnico durante le qualifice del giorno precedente.
Nel frattempo nelle retrovie accadeva una cosa dai retroscena meravigliosi, purtroppo non approfonditi ai tempi: una gloriosissima collisione tra Mark Webber e Nico Rosberg, all'epoca compagni di squadra alla Williams, il che faceva sì che per il terzo GP del Brasile di seguito Webber finisse coinvolto in un incidente con il compagno di squadra (gli altri erano stati Klien e Pizzonia).
Webber girava senza l'ala posteriore, Rosberg girava senza l'ala anteriore, o almeno ci provava, dato che è andato a schiantarsi centrando in pieno un muro.
Il retroscena più pittoresco è che ciò sia apparentemente avvenuto mentre i due, con le vetture sfasciate, stavano spingendo al massimo per accaparrarsi la possibilità di entrare per primo ai box.

Webber ai box c'è arrivato, ma è stato costretto a parcheggiare e a scendere dalla vettura per poi presentarsi poco dopo ai microfoni della Rai. Il giovane australiano appena trentenne ai tempi ha affermato che era in lotta con De La Rosa e che dietro di lui a quanto pareva Rosberg non aveva frenato. Più tardi anche Rosberg si è presentato ai microfoni della Rai, con tanto di look da cantante di boyband anni '90, capelli lunghi e catenina nera di gomma al collo, che se Hartley che seguiva il gran premio da casa si sarà sentito come se avesse appena ritrovato il gemello separato alla nascita. Secondo Rosberg la colpa dell'incidente era di Webber, in quanto quest'ultimo aveva presumibilmente frenato durante il suo duello con De La Rosa.

Poco dopo sono arrivati alle interviste Rai anche Jarno Trulli e Ralf Schumacher, piloti della Toyota, ritirati per analoghi problemi tecnici a poca distanza l'uno dall'altro. Trulli aveva una chioma sbarazzina da cantante pop a sua volta, mentre Ralf è stato interpellato da Giovannelli in tedesco per poi rispondere in inglese. Se ci fosse stato Wurz, al posto suo, avrebbe dato una lunga e dettagliata risposta in tedesco permettendo a Giovannelli di esibirsi in una lunga traduzione.
Oltre ai piloti Williams e Toyota l'unico altro ritirato è stato David Coulthard, all'epoca pilota della Redbull, che ci ha deliziati con l'elegante forma della sua mascella quadrata, andando a parlare della rottura di motore che aveva messo fine alla sua gara.
Gara che, nel frattempo, proseguiva tranquilla, senza altri intoppi a parte la safety car iniziale.

No, andiamoci piano, senza altri intoppi non è proprio quello che penserebbe Michael Schumacher, dato che, dopo avere ultimato il suo sorpasso su Giancarlo Fisichella per la quinta piazza, si è visto rimanere su tre ruote: una è forata dopo una sfiorata quasi impercettibile con la Renault del pilota romano.
Schumacher si è avviato verso i box, ne è uscito doppiato dietro a Massa, che nel frattempo faceva gara a sé e, dopo essersi sdoppiato, è andato a superare una lunga serie di backmarker e piloti di centro classifica, recuperando in corso d'opera un giro a Fisichella e arrivando a superarlo ancora una volta quando mancavano sette o otto giri alla fine.
Nel frattempo soggetti random venivano intervistati sulla sua rimonta, tra essi Niki Lauda. *-* E poi Keke Rosberg che, prima di lasciare il circuito in modo random a metà gara, ha pronosticato che sarebbe arrivato a podio.

Felipe Massa, Fernando Alonso, Jenson Button, erano questi i piloti in zona podio, ben lontani l'uno dall'altro e destinati a non vedere le loro posizioni messe in discussione: top-3 erano e top-3 sarebbero rimasti fino alla fine, con i Buttonso che avevano in precedenza sopravanzato Kimi Raikkonen tra un pitstop e l'altro.
Raikkonen si apprestava a prendere il posto di Schumacher in Ferrari l'anno a venire, mentre Schumacher si apprestava a prendere il quarto posto di Raikkonen a tre giri dal termine, mostrando una delle sue migliori performance stagionali. Ivan Capelli sosteneva che era molto difficile immaginarlo non più al volante di una monoposto e che sicuramente l'avremmo rivisto al volante come tester o qualcosa del genere. Schumacher ha realizzato in pieno le aspettative di Capelli, anzi, si è addirittura spinto molto oltre.

Kimi Raikkonen, Giancarlo Fisichella, Rubens Barrichello e Pedro De La Rosa completavano la zona punti, mentre tutti gli occhi erano puntati un po' a caso su Schumacher che si ritirava, su Alonso che vinceva il suo secondo mondiale, su Massa che vinceva il gran premio... con i tifosi brasiliani ai quali, in realtà, con tutta probabilità interessava soltanto quest'ultima cosa.
Impossibile non fare paragoni: Massa vinceva il GP del Brasile al suo primo evento di Interlagos disputato al volante di una monoposto competitiva, mentre Barrichello non ce l'aveva mai fatta. Accomunati da tante cose, ma resi per sempre diversi dalla ben differente sorte sul suolo casalingo. Ironicamente Rubinho era destinato a disputare ancora quell'evento al volante di una monoposto competitiva, ma ancora una volta per averne ben poche soddisfazioni. Ad oggi, nonostante il discreto successo in Stock Car Brasil, non ha vinto a Interlagos nemmeno in quel campionato.

martedì 27 agosto 2019

Il giorno in cui Alonso si infilò tra Massa e Schumacher e contribuì suo malgrado a trasformare i miei sogni in realtà

Era il giorno in cui Mark Webber compiva trent'anni, mentre Gerhard Berger ne compiva quarantasette. Era anche l'undicesimo compleanno di Sergey Sirotkin, ma non sapevamo ancora chi fosse Sirotkin e poi, in ogni caso, non era come Webber che veniva erroneamente chiamato Berger nelle telecronache di Mazzoni (ci sono voci contrastanti sull'argomento, c'è chi dice fosse Rosberg quello che è stato definito Berger da Mazzoni, ma dato che non ne condivide il compleanno io non credo che sia un Webber onorario come Webber).
Era il giorno del gran premio di Turchia del 2006, quando Felipe Massa e Michael Schumacher scattavano entrambi dalla prima fila, cose a cui non siamo abituati granché, vedere due Ferrari in prima fila (l'ultima volta è successo in Bahrein, quindi tutto sommato non vedere le Ferrari entrambe in prima fila non è tanto peggio che vederle).

Immaginate una Milly Sunshine più giovane, che ancora non si faceva chiamare Sunshine, dato che non aveva un blog e di conseguenza non aveva un nickname.
Quella Milly aveva diciotto anni e seguiva la Formula 1 da quando aveva memoria e sapeva perfettamente come sarebbero andate a finire le cose. La legge non scritta della Formula 1 dice che, a meno che il mondiale non sia già stato assegnato, la seconda guida che parte dalla pole davanti al compagno di squadra ha ben poche speranze di vincere la gara, e che se il team coinvolto è la Ferrari che insegue il mondiale in maniera concreta le speranze diminuiscono ulteriormente.
Eppure a volte non bisogna perdere le speranze, anche se tutto gioca a sfavore.

Quel giorno entrò una safety car, nelle prime fasi di gara, quando Liuzzi andò in testacoda. Tutti si riversarono nella pitlane, in modo molto meno caotico di quanto sarebbe successo in Canada 2008.
Le due Ferrari entrarono insieme, suscitando poi indignazione da parte dei fanboy, e accadde l'inevitabile: Schumacher fu costretto ad aspettare che terminasse il pitstop di Massa e si ritrovò a tornare in pista alle spalle di Alonso.
I due si giocavano il mondiale, una decina di punti li separavano. Quella seconda posizione era preziosa, il loro duello avrebbe potuto in qualche modo condizionare la lotta per il titolo. Eppure, per la prima volta da quando seguivo la Formula 1, quel giorno mi resi conto che non me ne importava niente della lotta per il titolo: la presenza di una Renault tra Massa e Schumacher era quasi una garanzia, grazie al fatto che Alonso fosse lì, e non dietro a Schumacher, a Massa era data la possibilità di conservare la leadership.

Quando Massa tagliò il traguardo, alla fine, cinque secondi prima del duo che andava a completare il podio, pensai che a quel punto non aveva più importanza quello che sarebbe successo dietro di lui.
Anzi, sarebbe stato pittoresco se Schumacher avesse superato Alonso sulla linea del traguardo, avvicinandosi a lui in classifica, perché si entrasse davvero nel vivo di quella lotta per il titolo che talvolta sembrava esistere più in teoria che in pratica.
Alonso conservò il secondo posto, per otto centesimi su Schumacher. Non mi importava. Quel giorno capii che il mio desiderio era vedere Massa vincere una gara e che avevo visto quello che desideravo, poi who kers di chi avrebbe vinto il mondiale.
Nessuno disse mai esplicitamente che quel giorno il dovere di Massa sarebbe stato quello di spianare la strada del suo compagno di squadra; nessuno a parte Rob Smedley, durante una sorta di revival della carriera di Massa in concomitanza con il suo ritiro. Smedley disse che, quando aveva visto Alonso davanti a Schumacher, quel giorno, c'era la possibilità di vincere. È stato bello sentire, seppure a distanza di anni, qualcuno che ammetteva che quell'idea non era solo mia.

sabato 7 maggio 2016

Sono passati 10 anni dal primo gran premio dell'era "Rolipe"

Il 7 maggio di 10 anni fa un Felipe Massa decisamente capellone, in confronto agli standard odierni, conquistò il primo podio della sua carriera, classificandosi terzo al gran premio d'Europa che si svolse sul circuito del Nurburgring.
Vincitore dell'evento fu Michael Schumacher, all'epoca suo compagno di squadra, mentre Fernando Alonso si classificò in seconda posizione.

In quel gran premio, per la prima volta, Rob Smedley fu l'ingegnere di gara di Massa.

mercoledì 22 ottobre 2014

Sogno Verde-Oro

[Nell'ottavo anniversario del GP del Brasile 2006]

Nel tuo Brasile s'innalzò la voce
Mentre in Europa si faceva sera,
Di venti schegge eri la più veloce
Seguisti il sogno d'una vita intera:

La stessa strada quel dì percorresti
Ma dentro te, le speranze di fuoco
Ormai più intense tu non infrangesti
Senza temere di metterti in gioco.

Poi alla fine giunse la vittoria
Sopra Interlagos svettava il calore
Mentre per te c'era tutta la gloria

Con tanta gente che gridava in coro,
Col tuo sorriso, con passione e ardore
Attuasti il tuo bel sogno verde-oro.



Si ringraziano per l'ispirazione fornita l'Epico Cavaliere dei Diciannove Gatti Neri e la tuta verde-oro che indossava il giorno in cui vinse il gran premio del Brasile otto anni fa, il 22 Ottobre 2006. *-* Questi versi sono di proprietà dell'Autrice©. Chiunque li spaccerà per propri, dovrà affrontare innumerevoli macumbe. Fonte: me stessa per F1GC forum.

lunedì 22 ottobre 2012

Sei anni fa...

Il 22 ottobre di sei anni fa Michael Schumacher ha disputato la sua ultima gara con la Ferrari, quella che in teoria avrebbe dovuto essere la sua ultima gara in carriera.

Nello stesso gran premio peraltro c'è stata anche la tuta verde indossata da Felipe! *-* Va beh, non aggiungo altro che è meglio! ;-)

giovedì 27 settembre 2012

Review stagione 2006 *-*


In questo post sono linkati i post sui gran premi della stagione 2006 (che ho rivisto in questi mesi), contenenti brevi cronache degli stessi:

- Cina

Buona lettura. *-*

Formula 1 2006: #18 Brasile (22/10)


Sono un po’ in ritardo, direi! :-) Avrei dovuto vedermi questo gran premio già un mese fa, e invece ho atteso... Va beh, meglio tardi che mai! ^^

“Barrichello è cresciuto nella casa dei nonni proprio di fronte a questo tracciato e giocava con Barros che poi è diventato uno dei campioni del motomondiale.” [CIT. Mazzoni, dopo sei minuti di Q1]
“Barrichello è cresciuto nella casa dei nonni, proprio di fronte a questo tracciato.” [CIT. Mazzoni, al 15° giro della gara]
“Un dato curioso, a proposito di pastasciutta e di Massa la parola ‘pasta’ in portoghese si traduce con la parola ‘massa’ e questo è un segno che si trova bene dalle nostre parti con la nostra dieta mediterranea.” [CIT. Ettore Giovannelli, mentre Schumacher si appresta a superare Fisichella a fine gara]


Siamo giunti all’ultimo capitolo della stagione 2006, ripercorsa a sei anni di distanza. Il Gran Premio del Brasile 2006 credo che per certi versi abbia segnato la fine di una storia che fino a quel momento sembrava già scritta. Credo che tra 2006 e 2007 si sia venuta a formare una profonda spaccatura, determinata da fatti che già alla fine del 2006 ci sembravano scontati:
> Michael Schumacher si è ritirato dalle competizioni – di lì a qualche anno sarebbe tornato, ma la cosa è abbastanza irrilevante;
> Fernando Alonso ha lasciato la Renault per la McLaren – di lì a un anno sarebbe tornato indietro, ma anche questo è abbastanza irrilevante per certi versi;
> Kimi Raikkonen ha lasciato la McLaren dopo sei stagioni per andare alla Ferrari, quello che avrebbe dovuto essere il team presso il quale sarebbe rimasto molto a lungo...
Non è stato solo questo a dare vita alla spaccatura di cui sopra, ma alla fine del 2006 ancora non sapevamo che cosa ci aspettava.
Me li ricordo ancora i miei commenti, con un mio caro amico e allora mio compagno di scuola: “il futuro compagno di squadra di Alonso in McLaren? Sì, un raccomandato ventunenne...” Raccomandato?! Cioè, sia chiaro, non metto in discussione il legame già antecedente di Hamilton con la McLaren, ma visto quello che ha fatto negli anni a venire, credo che il debutto nel 2007 di quello che al momento ritengo il miglior pilota attuale sia stato un altro punto di rottura. E non è finita qui. Me li ricordo i commenti con un’altra mia cara amica di lì a qualche mese, a giugno del 2007: “sì, Kubica non gareggerà a Indianapolis... sarà sostituito da un pilota che ha più o meno la nostra età.” Ed ecco che Vettel, altro futuro campione del mondo, andava ad aggiungersi ai numerosi punti di rottura del 2007.
Se da un lato è vero che sono tanti i fattori che cambiano più o meno radicalmente l’andamento delle cose, è anche vero che in quel periodo ne sono capitati tanti uno dietro l’altro, e non esattamente cose da poco.

Tornando più in topic: i miei ricordi dell’epoca quali sono?
Innanzi tutto le qualifiche: stavo studiando storia dell’arte quel sabato pomeriggio, non sapevo con esattezza a che ora fossero le qualifiche e a causa dello studio pensavo che avrei dovuto perdermele. Poi quando ho finito di studiare (al giorno d’oggi rimanderei lo studio a dopo le qualifiche oppure studierei il giorno prima XD) sono andata davanti alla TV nella speranza di vedermi la Q3 e invece... sorpresa! le qualifiche non erano all’ora che pensavo io, ma un’ora dopo e me le sono vista interamente! #EpicWin!
Poi il giorno dopo c’è stata la gara... momento epico! E i miei genitori che erano andati fuori quel pomeriggio mi chiamano proprio nel momento clou, quando Schumacher fora, per dirmi di andare ad apparecchiare che hanno comprato della pizza al taglio in un take away (nel 2007 situazione simile: i miei genitori mi suonano al campanello nel momento in cui Raikkonen passa in testa... ma va beh! XD)... #GiornoStorico.
Al lunedì mattina ricordo che mentre la prof di storia dell’arte interrogava alcuni miei compagni io, il mio amico di cui ho già detto e la sua compagna di banco ce ne stavamo a sfogliare “La Repubblica” nelle pagine che parlavano del gran premio... tutti articoli che ho prontamente conservato e che custodisco preziosamente accanto ad altri articoli del 2007 altrettanto preziosi, relativi a un certo gran premio di cui prima o poi parlerò (Spagna).
Ritengo inoltre che la tuta verde che indossava Massa in quell’occasione sarebbe una giustificazione accettabile per qualsiasi episodio di fangirleggio elevato all’ennesima potenza, ma direi di risparmiarvi... cioè, almeno ci provo!

Sabato 21 ottobre: qualifiche
Aaaaaaaaaaaaaaahhhhhh! (Urlo di gioia!) Hakkinen intervistato prima delle qualifiche! *-* Quanti ricordi mi risveglia questa intervista! Quell’uomo è un mito. U.U Vorrei tornare indietro di dodici anni solo per rivedere Hakkinen e Schumacher gareggiare di nuovo insieme! *_______* Va beh, tralasciamo! ^^

NB. Le qualifiche avevano al momento un format lievemente diverso da quello attuale, con Q1, Q2 e Q3 avevano uguale durata ed erano tutte e tre di quindici minuti.

Q1: Monteiro esce di pista dopo tre minuti di qualifiche finendo in testacoda all’uscita dalla Ferradura, e vengono esposte bandiere gialle.
Soltanto a metà della Q1 i piloti di Ferrari e Renault scendono in pista. A cinque minuti dalla fine Michael Schumacher fa registrare il miglior tempo, tempo che però viene battuto da Massa due minuti dopo che gli rifila nove decimi (anche se Massa ha gomme nuove, mentre MSC gira su gomme usate). Alonso conquista la terza posizione dietro ai due, ma il tempo verrà battuto in extremis da Ralf Schumacher.
Liuzzi  riesce alla fine a risalire in sedicesima posizione, mentre escono Speed, Albers, Coulthard (rallentato da problemi di assetto della vettura), Sato, Yamamoto e Monteiro.

Q2: dopo un inizio senza colpi di scena, le due Renault e Michael Schumacher scendono in pista verso la metà della sessione. MSC inizia a girare su tempi record fin da subito. A sette minuti dalla bandiera a scacchi Alonso si porta in testa, ma Michael è il più veloce tra i piloti in pista al momento e batte Alonso per otto decimi. Il tempo è ancora migliore rispetto a quello effettuato da Massa nella sessione precedente.
Massa esce dai box a sei minuti dal termine della Q2. Fisichella e Raikkonen sono nono e decimo mentre Massa e Button non hanno ancora fatto registrare alcun tempo, se non migliorano i tempi possono rischiare l’esclusione. Massa nel frattempo sta effettuando il suo primo tentativo, su tempi piuttosto buoni. Chiude infatti secondo a quattro decimi e mezzo da Schumacher. Fisichella scende in undicesima posizione.
Button è undicesimo nel suo primo tentativo, davanti a Fisichella. Entrambi però riescono a passare sul traguardo prima della bandiera a scacchi e hanno un ulteriore tentativo a disposizione. Fisichella risale, così come diversi altri piloti, in top ten rientrano MSC, Massa, Alonso, Trulli, Raikkonen, Fisichella, RSC, Barrichello, Kubica e Heidfeld. Esclusi: Webber, De La Rosa, Rosberg, Button, Doornbos e Liuzzi. Doornbos partirà in ultima posizione a causa della retrocessione di dieci posizioni per avere sostituito il motore.

Q3: tutte le vetture sono già pronte all’uscita della pit-lane in quanto conviene consumare la maggior quantità possibile di carburante allo scopo di avere la vettura più leggera alla fine e riuscire a fare tempi migliori. Tutti scendono in pista fin da subito e dopo pochi secondi la Ferrari di Schumacher inizia a rallentare, lasciando sfilare le altre vetture uscite dai box dietro di lui. Pare che ci siano problemi, infatti Michael rientra ai box dove parcheggia la vettura. Sembra ci sia stato un problema al limitatore.
Massa fa registrare fin da subito il miglior tempo, che migliora nel suo secondo tentativo di ben sei decimi e di altri quattro nel terzo tentativo.
Quando mancano sei o sette minuti alla fine delle qualifiche la maggior parte delle vetture rientrano per un cambio gomme e tornano in pista.
I tempi di Massa continuano ad essere migliori rispetto a quelli dei piloti che seguono, in pista sono nove in totale dal momento che MSC a causa dei problemi riscontrati sulla sua vettura non è riuscito a tornare in pista. Si presume che ci siano problemi di alimentazione.
Massa conserva la leadership e conquista la pole position, seguito da Raikkonen in 2^ posizione. Quando tutti i piloti hanno completato il loro ultimo giro seguono Trulli, Alonso, Barrichello, Fisichella, Ralf Schumacher, Heidfeld, Kubica e Michael Schumacher.

La gara (totale giri: 71)
Giro 1: Massa, Raikkonen e Trulli rimangono nelle prime tre posizioni, segue poi Alonso, mentre Michael Schumacher già dopo poche curve inizia a rimontare diverse posizioni superando le BMW e portandosi alle spalle del fratello. Nel frattempo c’è stata una collisione tra  due Williams: Webber perde l’ala anteriore, mentre Rosberg procede, ma nel tentativo di raggiungere pit-lane perde il controllo della propria vettura e impatta violentemente contro un muro, rimbalzando in pista.
Giro 2: entra in pista la safety car a causa della vettura incidentata di Rosberg ferma in pista. Dietro la gara di sicurezza Massa è leader seguito da Raikkonen, Trulli, Alonso, Fisichella (che ha rimontato una posizione su Barrichello alla fine del primo giro), Michael Schumacher (che ha superato prima Ralf e poi Barrichello alla fine del primo giro), Barrichello, Ralf Schumacher. Questi sono i primi otto.
Giro 7: riprende la gara, con Raikkonen che cerca di avvicinarsi a Massa (che riesce comunque dopo poche curve a recuperare e a distanziare il finlandese), mentre MSC riesce ad avvicinarsi a Fisichella.
Giro 8: Alonso è in lotta con Trulli per la terza posizione, lo spagnolo è quarto e tiene dietro Fisichella e Schumacher.
Giro 9: Schumacher supera Fisichella, ma nel sorpasso vi è un contatto tra i due: Schumacher fora la posteriore sinistra e deve effettuare un giro quasi completo prima di rientrare ai box. Viene sfilato da tutte le vetture e, quando finalmente esce dai box, esce esattamente alle spalle di Massa, quindi è doppiato di un giro. Massa, che nel frattempo ha quasi sei secondi di vantaggio su Raikkonen, lo lascia sdoppiare.
Giro 10: Ralf Schumacher esce di scena, rientrando ai box a causa di un problema al retrotreno che gli costa il ritiro. All’11° giro è la volta dell’altra Toyota di Trulli, che si ritira per un problema analogo a quello del compagno di squadra.
Giro 13: Schumacher ha mezzo minuto di distacco da Monteiro, che è penultimo. In zona punti virtuale troviamo invece: Massa, Raikkonen, Alonso, Fisichella, Barrichello, Button, Kubica e De La Rosa.
Giro 14: sfruttando un errore di Raikkonen, Alonso riesce a guadagnare circa due secondi sul finlandese. Intanto Coulthard procede lentamente verso i box, dove si ritirerà
Giro 17: Massa ha circa nove secondi e mezzo di vantaggio su Raikkonen. Schumacher sta rimontando su Monteiro a circa tre secondi al giro, i due sono 16° e 17°, in pratica sono gli ultimi, dal momento che già cinque piloti si sono ritirati.
Giro 22: iniziano i primi pit-stop con il rientro di Raikkonen, Fisichella e Barrichello (con questi due che rischiano la collisione nella pit-lane). Raikkonen rientra in pista alle spalle di De La Rosa e Heidfeld. È 7°, mentre Fisichella e Barrichello rientrano in pista rispettivamente 8° e 9°.
Giro 25: rientra Massa, mentre Alonso prosegue e al momento è al comando della gara, seguito da Button. Massa esce in terza posizione dietro allo spagnolo e all’inglese. Button rientra al 26° giro, per poi tornare in pista in 7^ posizione alle spalle di Raikkonen, e davanti a Fisichella e Barrichello.
Giro 26: Alonso si ferma ai box, quando torna in pista è quinto dietro a Massa, Kubica (che si fermerà al 28° giro), De La Rosa e Heidfeld (il suo primo pit-stop sarà al 29° giro). Dal momento che i due piloti della BMW e De La Rosa non si sono ancora fermati, Alonso è virtualmente secondo: infatti è ritornato in pista davanti alla McLaren di Raikkonen.
Giro 29: Button supera Raikkonen e ora è quarto (virtualmente terzo dato che DLR che è secondo si deve ancora fermare).
Giro 30: mentre alcuni piloti delle retrovie si sono fermati ai box, Schumacher supera Monteiro per la tredicesima posizione. Kubica danneggia la propria vettura in un contatto con la Toro Rosso di Speed.
Giro 32: Schumacher supera Doornbos per la 12^ posizione. Un giro più tardi è 11° dopo avere superato anche Liuzzi.
Giro 36: Schumacher è 10° e si sta avvicinando le BMW. Rientra intanto ai box De La Rosa (unico pilota su una sola sosta), che fino a quel momento aveva “rallentato” Alonso e Button. I due piloti sono in lotta per la seconda posizione, a oltre venti secondi di distacco da Massa.
Giro 37: c’è meno di mezzo secondo tra Schumacher e Heidfeld, il pilota della Ferrari va più veloce rispetto alla BMW e riesce a superare Heidfeld recuperando l’8^ posizione.
Giro 39: Heidfeld rientra ai box per la sua seconda sosta, dove gli viene anche sostituita l’ala anteriore danneggiata in un contatto con la Toro Rosso di Liuzzi al 32° giro.
Giro 40: Schumacher supera Kubica per la 7^ posizione. A causa di un errore però perde immediatamente la posizione recuperata sul pilota della BMW. Inizia comunque subito a recuperare il gap dovuto all’errore che ha fatto e lo supera nuovamente al giro successivo.
Giro 46: Fisichella e Barrichello sono in lotta per la quinta posizione, a meno di un secondo l’uno dall’altro. Schumacher ancora distaccato dai due ha comunque pista libera e, grazie a un miglior ritmo, si avvicina a loro.
Giro 47: Barrichello si ferma ai box per il secondo e ultimo pit-stop. Un giro più tardi si ferma Michael Schumacher. I due sono rientrati in pista rispettivamente in settima e ottava posizione, davanti a De La Rosa (che non si fermerà più fino alla fine). Barrichello, Schumacher e De La Rosa sono abbastanza vicini.
Giro 50: effettuano la sosta anche Fisichella e Kubica, mentre Schumacher si trova a due decimi di distanza da Barrichello. Fisichella ritorna in pista davanti a Barrichello e Schumacher.
Giro 51: si ferma ai box Button, mentre Schumacher sorpassa Barrichello e ora è sesto a qualche secondo di distacco da Fisichella.
Giro 53: Massa si ferma ai box in prima posizione, visto l’elevato margine che aveva su Alonso, unico pilota della top-8 che ancora si deve fermare (si fermerà al 55° giro conservando la seconda posizione su Button). Gli altri piloti virtualmente a punti sono al momento Button, Raikkonen, Fisichella, Schumacher, Barrichello e De La Rosa. I piloti della top-8, a parte Massa e De La Rosa, sono tutti molto vicini: tra Alonso in 2^ posizione (dopo la sosta) e Barrichello che è 7° ci sono soltanto 12 o 13 secondi di gap.
Giro 55: rallentato dal doppiaggio di Yamamoto, Schumacher perde lievemente terreno nei confronti di Fisichella. Riuscirà comunque a recuperare e un giro dopo sarà distaccato di meno di un secondo dal pilota della Renault.
Giro 59: Schumacher fa un errore, arrivando lungo e perdendo terreno nei confronti di Fisichella. Recupera nuovamente e al 61° giro è distaccato di due decimi.
Giro 61: Fisichella arriva lungo in una curva e Schumacher lo supera, recuperando la quinta posizione, mentre Fisichella deve vedersela anche con Barrichello. Ora Schumacher ha davanti la McLaren di Raikkonen.
Giro 64: a causa di un cedimento di una sospensione Heidfeld, che era 11°, finisce in testacoda e va a sbattere contro le barriere in fondo al rettilineo dei box. Le bandiere gialle esposte dopo l’incidente sembrano frenare la rimonta di Schumacher, che in quel tratto avrebbe potuto tentare un sorpasso a Raikkonen, al quale ormai è davvero vicino.
Giro 67: Schumacher quasi affianca Raikkonen, che riesce a conservare la posizione... almeno per ora! Al 69° giro infatti Schumacher riesce a effettuare il sorpasso e conquista il quarto posto strappandolo al proprio successore in Ferrari.
Giro 70: Alonso e Button sono in lotta per la seconda posizione, tra di loro c’è meno di un secondo. I due hanno un margine di circa sei secondi su Schumacher.
Giro 71: Massa inizia l’ultimo giro e rimane al comando, con parecchi secondi di vantaggio, fino alla bandiera a scacchi. Conquista la sua seconda vittoria in carriera nella gara di casa, con Alonso e Button – a posizioni invariate – che vanno a completare il podio. Arrivano a punti anche Schumacher, Raikkonen, Fisichella, Barrichello e De La Rosa. Completano la top-ten Kubica, ultimo pilota a pieni giri, e Sato che porta la Super Aguri in 10^ posizione!

Il risultato


Considerazioni finali
È stato un ultimo gran premio grandioso, quello del 2006. Tutto è stato fantastico. Vedere Massa che sventola una bandiera brasiliana nel giro d’onore è spettacolare. Scoprire che Sato – cosa che non ricordavo – è arrivato 10° è spettacolare! *_______*
Complimenti ad Alonso per il suo secondo titolo, ma non riesco a trattenermi, il mio interesse è più che altro per i miei tre piloti preferiti: uno ha dominato la gara, uno ha rimontato dall’ultima alla quarta posizione, uno ha portato la Super Aguri in top-ten (peccato che all’epoca non ci fossero punti per la decima posizione). *-* #MomentoEpico.
È meglio se non aggiungo niente sul podio, in modo da conservare un po’ di serietà per questo post. ^^ Comunque io l’inno brasiliano lo voglio risentire, prima o poi. U.U

Comunque è stata grandiosa questa stagione, specie nella sua seconda parte. Sembrava tutto scontato, a metà campionato, e poi il mondiale è rimasto aperto fino alla fine. #Spettacolare.