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lunedì 9 agosto 2021

Indycar 2021: Gran Premio di Nashville

Immaginate che sia una domenica sera tranquilla e che il campionato di Indycar sia tornato a trovarci dopo un mese di assenza, con un gran premio che è una novità assoluta: siamo a Nashville in Tennessee per il Music City Grand Prix, destinato ad essere definito dagli addetti al lavori statunitensi come la versione americana del Gran Premio di Montecarlo. Obiettivamente parlando mi sembra che ci siano numerose differenze tra le due cose, ma mi soffermerò solo su una, la più fondamentale: a Montecarlo ci sono le gru che, in caso di incidente, liberano la pista in un tempo stimabile intorno a mezzo minuto. Nashville è una cosa un po' diversa: ogni tanto tra una safety car e l'altra si è gareggiato per mezzo minuto.

Le persone di buon senso che l'indomani sarebbero rientrate al lavoro dopo una settimana di ferie, verosimilmente, avrebbero avuto l'accortezza di non seguire dall'Europa una gara trashissima iniziata alle 23.45 e proseguita fino circa alle due e mezza di notte, ma io non sono una di quelle persone di buon senso. Quindi una parte della gara l'ho vista su uno streaming non ufficiale su Youtube strutturato come livetiming a schermo quasi intero e gara nel riquadrino, commentata in spagnolo dal titolare del canale. Non so se esista ancora quel canale, ma intorno a metà gara non esisteva più quello streaming. Dopo l'ho seguita tramite livetiming e social, vedendo update e video degli incidenti che venivano riproposti su Twitter. Di fatto oserei dire che ciò che non ho visto sono stati i giri dietro la safety car nella seconda parte di gara.

Facciamo un passo indietro a quando Herta ha ottenuto la pole position con un giro magistrale, venendo tacciato da tutto e da tutti di essere il futuro vincitore dell'evento. Nell'innocenza dei suoi 21(?) anni il piccolo Herta ha commesso un errore madornale: non si è grattato a sufficienza, quindi ne ha poi pagato le conseguenze. Ma a questo ci arriveremo tra molto tempo, passiamo a elencare il resto della top-5 in griglia, ovvero Dixon, Rossi, Rosenqvist e Grosjean, con quest'ultimo che ha preso la quarta piazza non appena la gara è partita... gara che è stata immediatamente neutralizzata dall'ingresso della safety car quando nelle retrovie Kellett è finito in testacoda. Quando la safety car si è levata di mezzo, poi, è avvenuto l'episodio clou dell'evento.

Ericsson ha visto il posteriore di Bourdais e ha pensato che fosse un trampolino di lancio. O meglio, probabilmente Ericsson non ha visto il posteriore di Bourdais davanti a sé e vi è cozzato addosso, decollando e mettendo fine alla gara di Bourdais. Incredibilmente quando è atterrato non ha messo fine alla propria, è rientrato ai box, ha scontato una penalità, ha attraversato altre peripezie e nonostante tutto era in gara. Nel frattempo ne capitavano di tutti i colori: al restart è entrata nuovamente la safety car perché c'era McLaughlin in testacoda dopo un contatto, poi una volta che è stata data bandiera verde a centro gruppo Power ha speronato Pagenaud, che si è girato, con varie vetture finite coinvolte in un ingorgo che è costato l'esposizione della bandiera rossa durante la quale i meccanici di Johnson hanno lavorato sulla sua macchina provocandone la squalifica.

Tra i vari piloti coinvolti nel mega-incidente c'erano anche Sato e Veekay che hanno ripreso la gara al momento del restart, Sato venendo costretto al ritiro ai box dopo un po', Veekay passando molto tempo ai box e poi fermandosi lungo la pista dopo esservi rientrato... guess what, è entrata nuovamente la safety car. In questi frangenti varie vetture sono rientrate ai box mentre la safety car in pista andava ai due all'ora, tanto che Herta per poco non è uscito in testa. In testa, però, c'era Ericsson su una diversa finestra di pitstop... sì, lo stesso Ericsson che aveva crashato like a boss nelle prime fasi di gara. Al restart Herta ha superato un paio di vetture e si è portato secondo, mentre attendevamo con pazienza che entrasse la safety car successiva, certi che sarebbe arrivata. L'artefice del suo ingresso è stato Power, che dopo avere speronato il suo compagno di squadra Pagenaud prima, adesso ha speronato l'altro suo compagno di squadra McLaughlin. Anche Kellett si è ritrovato coinvolto nell'incidente.

Eravamo solo a metà della gara quindi potevano succedere ancora tante cose e infatti ci hann pensato anche O'Ward e Rossi a fare confusione, con un nuovo ulteriore ingresso della safety car. È andata meglio più tardi quando si sono toccati Grosjean e Pagenaud, i due costretti a rientrare ai box ma apparentemente niente danni troppo elevati per il proseguimento della gara. Grosjean era anche stato in testa a un certo punto ed era su una strategia diversa dagli altri, ma non sapremo mai dove sarebbe arrivato se non ci fosse stato il suo contatto con il connazionale. Comunque se la passava decisamente peggio Ware, compagno di squadra di Grosjean, blackflaggato verso la fine della gara per essere troppo lento, cosa che ricordo essere successa per l'ultima volta molto tempo fa, penso quando la De Silvestro e Alesi parteciparono alla Indy 500 su vetture con i "meravigliosi" motori Lotus.

A quel punto era tutto a posto, stavamo viaggiando verso la fine della gara e Herta, secondo, stava viaggiando verso un potenziale vittoria, perché Ericsson che era in testa veniva avvertito di dovere risparmiare carburante. E invece Herta ha viaggiato verso un muro a cinque giri dalla fine, provocando mi piacerebbe dire l'ingresso della safety car, invece no, è stata redflaggata la gara per questioni sceniche ed è meglio non dire cosa ne penso di tutto ciò, perché non sarebbero cose molto gradevoli. Poi c'è stato il restart, quando da noi era ormai notte inoltrata (non che prima non lo fosse) e nonostante la poca benzina, Ericsson ha tagliato il traguardo davanti a tutti, in una gara che era iniziata volando. Qualcuno ha detto che in Formula 1 un pilota che aveva avuto un simile incidente non sarebbe riuscito a vincere la gara, ma sinceramente credo che non sarebbe riuscito nemmeno a ripartire.

Risultato: 1. Marcus Ericsson (Ganassi), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. James Hinchcliffe (Andretti), 4. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 5. Graham Rahal (Rahal), 6. Ed Jones (Coyne), 7. Alex Palou (Ganassi), 8. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 9. Helio Castroneves (Shank), 10. Josef Newgarden (Penske), 11. Santino Ferrucci (Rahal), 12. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 13. Conor Daly (Carpenter), 14. Will Power (Penske), 15. Jack Harvey (Shank), 16. Romain Grosjean (Coyne), 17. Alexander Rossi (Andretti), 18. Max Chilton (Carlin), 19. Colton Herta (Andretti), 20. Cody Ware (Coyne), 21. Simon Pagenaud (Penske), 22. Scott McLaughlin (Penske), 23. Dalton Kellett (Foyt), 24. Rinus Veekay (Carpenter), 25. Takuma Sato (Rahal), 26. Jimmie Johnson (Ganassi), 27. Sebastien Bourdais (Foyt).

martedì 4 maggio 2021

Indycar 2021: il doppio appuntamento del Texas Motor Speedway

Nel fine settimana dell'1/2 maggio negli States si sono svolti il terzo e il quarto evento del campionato di Indycar, disputati sull'ovale di Fort Worth in Texas. Ciascuno dei due avrebbe dovuto avere un'apposita sessione di qualifica, ma il maltempo ha fatto sì che si decidesse di cancellare le due sessioni di qualifica e di stilare l'ordine di partenza delle gare sulla base della classifica piloti.
Il format è stato dunque il seguente:
1) nella nostra notte tra sabato e domenica, si è svolta la prima gara, con la griglia di partenza basata sulla classifica successiva al Gran Premio di St.Pete della settimana scorsa;
2) domenica sera si è svolta la seconda gara, la cui griglia di partenza era determinata ancora dalla classifica, ma dalla classifica piloti aggiornata, ovvero quella successiva alla gara del sabato.

Tutto chiaro quanto esposto sopra? Spero vivamente di sì, ma se così non fosse, cercherò di essere il più chiara possibile quando esporrò gli eventi avvenuti nelle due gare. Nel frattempo, vi segnalo questa specifica entry list per gli eventi, con qualche lieve modifica rispetto alle gare su circuiti stradali:
- Penske: Newgarden, Power, Pagenaud, McLaughlin;
- Ganassi: Dixon, Ericsson, Palou, Kanaan;
- Andretti: Rossi, Hunter-Reay, Hinchcliffe, Herta;
- Rahal: Rahal, Sato;
- Foyt: Kellett, Bourdais;
- Arrow McLaren: O'Ward, Rosenqvist;
- Carlin: Daly;
- Coyne: Jones, Fittipaldi;
- Carpenter: Veekay, Carpenter;
- Shank: Harvey.
Nello specifico, i tre grossi cambiamenti sono stati questi: Carpenter nel team di sua proprietà al posto di Daly che a sua volta sostituiva Chilton in Carlin, mentre Kanaan e Fittipaldi rispettivamente in Ganassi e Coyne al posto di Johnson e Grosjean che gareggiano solo sugli stradali.

GENESYS 300 (212 giri) - la gara è partita con Palou in pole position davanti a Dixon, Power, Herta e Harvey. Per il pilota spagnolo, tuttavia, la possibilità di rimanere in testa alla gara è durata decisamente poco, con Dixon passato in testa soltanto nel corso del terzo giro.
I piloti hanno essenzialmente fatto in totale tre pitstop, il primo dei quali in corrispondenza di un incidente piuttosto violento di Bourdais, finito a muro dopo un contatto con Newgarden, e l'ingresso della safety car. Power, che si era già fermato in regime di bandiera verde, ha perso in questo modo diverse posizioni ritrovandosi abbondantemente fuori top-ten.
Il secondo stop è avvenuto per tutti in regime di bandiera verde, mentre il terzo in concomitanza di un incidente di Hinchcliffe, finito a sua volta a muro. In quelle circostanze, si è visto Ericsson che veniva fatto ripartire con tre ruote.
Mentre Dixon ha conservato agevolmente la prima posizione, qualcosa è cambiato dietro di lui nel corso della gara, con McLaughlin e O'Ward risaliti tra una cosa e l'altra in seconda e terza posizione, che avrebbero entrambi mantenuto fino al traguardo, con Palou stabilmente quarto (mentre la quinta posizione di Herta è svanita per un problema tecnico che l'ha costretto al ritiro). La top-ten è stata completata da Rahal, Newgarden, Harvey, Rossi, Sato e Pagenaud, con a seguire Kanaan, Jones, Rosenqvist, Power, Fittipaldi, Hunter-Reay, Carpenter, Kellett, Ericsson, Veekay e Daly.

XPEL 375 (248 giri) - per la seconda gara è partito dalla pole position il pilota che è risalito in testa alla classifica dopo la prima gara del fine settimana, ovvero Dixon, che ha trascorso gran parte della gara in prima posizione. Prima di arrivare a quello che è successo a gara inoltrata, tuttavia, va specificato che al primo giro c'è stato un incidente che ha coinvolto numerose vetture: Bourdais, Rossi, Fittipaldi, Jones, Kellett e Daly, quest'ultimo anche cappottato.
Kanaan ha avuto un ruolo minore nell'incidente a quanto pare ed è riuscito a rimanere in pista, mentre risultava ritirato Hinchcliffe, ma non ho capito il motivo, se sia stato tirato in mezzo anche lui a qualche titolo, oppure se si sia ritirato per altre ragioni, fatto sta che non era tra i sei rimasti fermi a lato della pista.
Palou e Harvey erano stabilmente secondo e terzo mentre dietro di loro era lotta per la quarta posizione Power vs O'Ward, con O'Ward che successivamente è riuscito a prendersi la posizione. Il colpo di scena comunque è arrivato con il ritiro di Harvey per un problema ai freni, che l'ha fatto procedere lentamente nel rientro ai box ed entrare la safety car. In quel momento quasi tutti i piloti hanno effettuato il secondo pitstop e Power si è riportato davanti a O'Ward in pitlane.
O'Ward, così come Rahal, era uno dei piloti più scatenati dopo il restart e i due si sono lanciati all'inseguimento di Dixon, con Rahal che momentaneamente è stato anche brevemente in testa. In occasione dell'ultimo pitstop ha definitivamente superato Dixon un giro dopo essere uscito dalla pitlane, mentre tuttavia entrambi subivano un overcut da parte di O'Ward.
Nel frattempo un'altra safety car, dovuta a Rosenqvist che aveva perso una ruota, ha calmato la situazione per un po', mentre Sato e Newgarden si sono ritrovati davanti a tutti. Sato, tuttavia, doveva ancora fermarsi un'altra volta, mentre Newgarden ha perso la prima posizione. O'Ward l'ha superato e ha conquistato la prima vittoria in carriera: era dai tempi di Adrian Fernandez che un messicano non vinceva in Indycar. La top-ten è stata completata da Newgarden, Rahal, Dixon, Herta, Pagenaud, Palou, McLaughlin, Veekay e Hunter-Reay, mentre hanno completato la gara nelle posizioni seguenti Carpenter, Ericsson, Power, Sato, Kanaan e Rosenqvist.

Approfitto di questo topic per ricordare Bobby Unser, il tre volte vincitore della Indy 500 è deceduto il 2 maggio all'età di 87 anni. :-(((



giovedì 22 aprile 2021

Indycar 2021: Gran Premio dell'Alabama

Nello scorso fine settimana si è aperta la stagione 2021 di Indycar e si è aperta con varie preannunciate novità in termini di line-up. Per esempio il team Ganassi quest'anno schiererà quattro vetture e ad affiancare Scott Dixon ci saranno non solo Marcus Ericcson e Alex Palou, ma anche il sette volte campione di NASCAR Jimmie Johnson (che sarà tuttavia sostituito da Tony Kanaan nelle gare che si svolgeranno su ovali).
Anche per Penske ci sono quattro vetture, oltre a Will Power, Simon Pagenaud e Josef Newgarden è avvenuto anche il debutto di Scott McLaughlin. Quattro vetture anche per il team Andretti: ci sono Alexander Rossi, Ryan Hunter-Reay, Colton Herta e James Hinchcliffe (manca un certo soggetto abbastanza soporifero, la sua carriera full-time è terminata, ma magari ci delizierà vincendo la Indy 500).

Non è cambiato niente in casa Rahal Letterman, con le due vetture affidate a Graham Rahal e Takuma Sato, mentre c'è un piacevole ritorno full-time presso il team Foyt: si tratta di Sebastien Bourdais che disputerà l'intera stagione al fianco di Dalton Kellett. Patricio O'Ward e Felix Rosenqvist sono i piloti del team Arrow McLaren, mentre in Carlin è rimasto Max Chilton (che disputerà soltanto le gare su circuiti stradali e la Indy 500, venendo sostituito sugli altri ovali da un pilota non ancora identificato).
Jack Harvey corre per il team Shank al volante di una vettura fucsia (e in alcuni eventi farà coppia con nientemeno che Helio Castroneves, che guiderà una seconda vettura part-time), mentre per il team Carpenter ci sono Conor Daly (circuiti stradali e Indy 500) e Rinus Veekay (full-time). Poi c'è Coyne, che schiera due vetture, una guidata da Ed Jones, l'altra da Romain Grosjean (quest'ultimo sarà sostituito da Pietro Fittipaldi sugli ovali).

La stagione è iniziata con il Gran Premio dell'Alabama a Barber (recuperato grazie alla sintesi di trenta minuti pubblicata sul canale Youtube del campionato), con le qualifiche che si sono svolte proprio nel giorno del trentacinquesimo compleanno di Grosjean, che l'ha festeggiato abbastanza bene, con una rispettabile settima piazza sulla griglia di partenza.
Non solo era settimo, ma celebrava addirittura la sua reunion con l'amico Ericsson partendo nelle vicinanze di quest'ultimo, che si era invece qualificato sesto. Come ciliegina sulla torta ci sarebbe stato bene un incidente in regime di safety car... ma siccome farlo su una Haas è più trendy, Grosjean ha affidato questo importante incarico a Mick Schumacher (che stando a un'intervista francese a suo tempo commentata da gente di Tumblr, pare essere un suo vicino di casa e amico).
La pole position è andata a O'Ward, che ha fatto il primo stint di gara in testa davanti a Rossi, Palou, Power e Dixon a completare la top-5. O'Ward e Rossi erano su una strategia a tre soste, gli altri su una strategia a due, che si è rivelata quella vincente.

Il primo giro di gara è stato ben poco tranquillo, con un incidente che ha coinvolto numerose vetture: Newgarden, Hunter-Reay, Herta e Rosenqvist ritirati, poi Chilton, con quest'ultimo riuscito a ripartire doppiato di un paio di giri (anche Hinchcliffe e Veekay dovrebbero essere rimasti coinvolti a vario titolo, ma senza danni). Il resto della gara, invece, è stato decisamente più tranquillo, perfino Johnson quando si è impantanato non ha fatto danni eccessivi, riuscendo a ripartire senza problemi.
Uno degli hot topic della gara è stata la performance di Bourdais: partito nelle retrovie, era su una strategia diversa da quella dei leader, sia degli uni sia degli altri, verosimilmente essendosi fermato ai box in regime di safety car a inizio gara(?). Comunque sta di fatto che, nei momenti in cui gli altri si erano già fermati e lui non ancora, ha fatto un po' di giri davanti a tutti. Quando non era in testa, invece, era un po' più indietro, magari a fare a ruotate con O'Ward. Ha chiuso in quinta posizione.
Nel finale di gara Palou era ancora in testa, ma Power era in netto avvicinamento. Non c'è stato tuttavia niente da fare per il pilota Penske e così Palou, a distanza di anni e anni da Servià, è divenuto il secondo spagnolo a vincere in Indycar.

RISULTATO: Palou, Power, Dixon, O'Ward, Bourdais, Veekay, Rahal, Ericsson, Rossi e Grosjean a completare la top-10, dopodiché Harvey, Pagenaud, Sato, McLaughlin, Jones, Daly, Hinchcliffe, Kellett, Johnson e, ultimo classificato, Chilton.


domenica 4 ottobre 2020

Indycar 2020: di ritorno all'Indy Road Course, si va verso l'epilogo

Ormai avrete capito che mi piace fare le cose in modo casuale, quindi mentre il GP di Russia non ha ancora trovato spazio su questo blog, ho deciso che invece di Indycar ne parliamo subito.
In questo weekend si è gareggiato di venerdì e di sabato all'Indianapolis Road Course, con Josef Newgarden a inseguire Scott Dixon per il titolo (che sarà assegnato nel prossimo evento a St Petersburg).

Sebastien Bourdais ha finalmente fatto il proprio esordio stagionale mentre a sorpresa è tornato Helio Castroneves e non con Penske per la prima volta da vent'anni o poco ci manca: one-off in McLaren Arrow al posto di Oliver Askew, vittima di un infortunio non di grave entità. Fuori anche Zach Veach per scelta personale, al suo posto James Hinchcliffe già pilota part-time con Andretti.

HARVEST GP I - un venerdì non proprio perfetto per Dixon, mentre Newgarden andava a vincere a spese di Rinus Veekay, partito dalla pole e più volte protagonista di duelli ruota contro ruota con Colton Herta. Quest'ultimo ha mandato le gomme in vacca troppo presto e ciò ha dato i suoi pessimi frutti a fine gara, quando ha perso qualche posizione di troppo.
Poca gloria per i piloti di ritorno, mentre avveniva un curioso duello per la decima piazza tra due nostre vecchie conoscenze, gli Erichilton, con l'ex Caterham che ha battuto l'ex Marussia.

Josef Newgarden
Alexander Rossi
Rinus Veekay
Colton Herta
Felix Rosenqvist
Will Power
Graham Rahal
Jack Harvey
Scott Dixon
Marcus Ericsson...

HARVEST GP II - un sabato perfetto invece per Willpowahhhh, partito dalla pole e mai impensierito da nessuno, nemmeno da Herta e Rossi che si sono contesi i gradini più bassi del podio. Il giovane Herta si è portato a casa la seconda piazza mentre tra i due piloti in lotta per il titolo è andata meglio a Newgarden (quarto). Il Dixon visto in questo fine settimana non somigliava più di tanto al dominatore di inizio stagione: 32 punti di gap in classifica, sarà dura ma Newgarden potrebbe ancora vincere il titolo.
Ancora poca gloria per i piloti di ritorno, nel caso di Castroneves mi viene il dubbio che fosse emozionato dalla presenza in cabina di commento di Tony Kanaan!

Will Power
Colton Herta
Alexander Rossi
Josef Newgarden
Patricio O'Ward
Jack Harvey
Graham Rahal
Scott Dixon
Alex Palou
Simon Pagenaud...

Per ora è tutto, si torna in pista tra tre settimane a St Pete, la location in cui questo campionato doveva iniziare.



giovedì 21 maggio 2020

Riflessioni sul confronto che va tanto di moda Vettel vs Bourdais

Miei carissimi mass dumper, come alcuni di voi sapranno e altri no, ieri è uscito su Sky Sport un articolo che parlava del confronto tra due "vecchi" compagni di squadra, risalenti alla stagione 2008, ovvero Sebastian Vettel e Sebastien Bourdais alla Toro Rosso. Nello specifico l'articolo spiegava più o meno velatamente che la fortuna abbia giocato un ruolo chiave su chi dei due sia finito in un top team e su chi sia stato messo da parte e che, se Bourdais fosse riuscito a conservare il podio in Belgio o ad andare a podio in Italia, forse in Redbull al posto di Vettel avrebbe potuto finirci lui.
Era una riflessione molto interessante, che iniziava con l'interessante considerazione che le carriere dei due non avrebbero potuto essere più diverse: frutto della tendenza europea di non considerare davvero fino in fondo quello che succede di là dall'oceano, a quanto pare. Perché di là dall'oceano, in genere, nelle telecronache si parla dei giorni di gloria di Bourdais, quelli in cui era una giovane promessa che ha vinto quattro titoli dietro fila, per poi involarsi verso il nulla cosmico. Insomma, questa storia mi ricorderebbe anche qualcosa.

Le mie grosse perplessità, tuttavia, dipendono prevalentemente da un dettaglio: mi è sembrato che quell'articolo fosse pieno della mentalità della nostra specifica epoca, invece che di quella in cui si svolgevano i fatti. Non so se mi spiego: la Toro Rosso carretta i cui piloti sono o condannati all'oblio oppure destinati alla promozione in Redbull, dove potranno raggiungere l'Olimpo del motorsport...
Fermi tutti, quello era il 2008. In Redbull c'erano Mark Webber e David Coulthard, con quest'ultimo trentasettenne e ormai prossimo al ritiro. Obiettivo della Redbull non era quello del promuovere ragazzini a cui doveva ancora spuntare la barba e metterli in "prima squadra" a lottare per vittorie e titoli. Questo perché ai tempi i piloti Redbull non erano particolarmente giovani (okay, Webber aveva la stessa età che io ho adesso, ma era un pilota e i piloti over-30 si sa che sono vecchiaccihhhh che devonohhhh ritirarsihhhh) e soprattutto perché, andando a guardare i risultati del 2008, ne viene fuori una scoperta eccellente: la Redbull non era affatto un top team al momento, anzi, era lì lì con la Toro Rosso. Quindi un passaggio da Toro Rosso a Redbull era indubbiamente 1) dettato dalla necessità di rimpiazzare un pilota che si ritirava a fine anno, 2) più o meno come passare dalla Williams alla Force India ai tempi di Stroll, in termini di "promozione", solo senza comprarsi la squadra.

In più oserei aggiungere qualche tempistica: il GP del Belgio in cui Bourdais lottava per il podio in un finale caotico dettato da condizioni meteo che alla fine hanno premiato il caro vecchio Nick Heidfeld e la sua scelta di gomme e il GP d'Italia vinto da Vettel dopo che Bourdais si era ritrovato doppiato per lo spegnimento della monoposto in una partenza in regime di safety car (quindi senza formation lap, che gli avrebbe permesso di partire dai box a pieni giri invece che di partire dai box doppiato di un giro) sono avvenuti in settembre. Lo ribadisco, in SETTEMBRE. Tutto ciò, mentre in LUGLIO, in concomitanza con il GP di Gran Bretagna, era stato annunciato il ritiro di Coulthard e che Vettel avrebbe preso il suo posto. Ho trovato perfino un articolo di AGOSTO in cui si affermava che Takuma Sato era il principale candidato a sostituire Vettel e che il suo compagno di squadra sarebbe stato probabilmente uno tra Sebastien Buemi e Bruno Senna, che all'epoca avevano fatto test sulla Toro Rosso.
Nel 2009, il duo della Toro Rosso era Bourdais-Buemi e se non vado errata a Sato era capitata una cosa in stile Van Der Garde, ovvero un contratto ma senza un volante, cosa che dovrebbe essere finita anche in tribunale. Tutto questo lascia pensare che non solo non sia mai esistito un ballottaggio Vettel vs Bourdais per un passaggio in Redbull (che per i tempi non doveva neanche sembrare un salto di qualità esagerato, un pluricampione di Indycar che si fosse rivelato un fenomeno forse avrebbe ambito a qualcosa di più), ma che ben prima di Belgio e Italia, Bourdais rischiasse addirittura di non vedersi rinnovare il contratto in Toro Rosso.

Nell'articolo che ho letto non si parlava affatto di tutto questo. Anzi, da come la questione veniva posta sembrava che sono gli "esterni" potessero vedere il vero valore di Bourdais e i suoi risultati dettati dalla sfortuna. Eppure cos'è successo? Bourdais si è visto rinnovare il contratto (anche se poi, in corso d'opera, l'anno dopo è stato appiedato proprio quando finalmente stava avendo risultati in linea con il compagno di squadra, ma questa è un'altra storia) per il 2009. Da questo ne deduco che il vero valore di cui si discute nell'articolo sia proprio quello che gli è valso la conferma in Toro Rosso che, ai tempi, non significava assolutamente passaggio imminente in Redbull.
Coulthard se n'era andato, ma nessuno parlava di una revisione della coppia Vettel/Webber ai tempi e vorrei ricordarvi che Webber è rimasto in Redbull per i cinque anni successivi, fino al proprio ritiro all'età di trentasette anni, senza che nessuno lo cacciasse via a calci. Solo a quel punto, nei cinque anni successivi, cinque piloti diversi sono stati promossi a un certo punto in Redbull. La questione della "promozione" quindi, associata al 2008 appare quantomeno come anacronismo.

Il fatto che Bourdais abbia avuto delle sfortune nel corso degli albori della propria carriera è innegabile: in Australia viaggiava verso il quarto posto, in Belgio viaggiava verso il podio, in Italia come asserito dall'articolo viaggiava a quaranta secondi di distacco da Vettel accumulati in gara, che per un pilota venuto dall'Indycar dove non si gareggia con la pioggia poteva anche essere qualcosa di positivo ma che così come è stato scritto prendere quaranta secondi dal compagno di squadra nel corso di un gran premio non mi pare neanche una cosa così tanto positiva come veniva fatta passare...
Il punto è che, sfortunatamente per lui, Bourdais ha collezionato in tutto il 2008 soltanto due arrivi in zona punti, uno proprio in Australia (ritiro oltre il 90% di gara con pochissime vetture al traguardo) e uno in Belgio. Di conseguenza è vero che ha avuto sfortuna in alcuni momenti, ma è altrettanto vero che nelle altre quindici(?) gare della stagione era ben lontano dalla zona punti o dall'ottenere risultati memorabili. Più che di una bellissima stagione fatta di sfortune, parlerei piuttosto di una stagione tutto sommato abbastanza deludente, in cui la sfortuna gli ha dato addosso molto più del dovuto nei pochi casi in cui avrebbe potuto salvare il salvabile.

Credo che purtroppo la carriera di Sebastien Bourdais in Formula 1 abbia qualche parallelismo di troppo con quella di Brendon Hartley: pilota di successo in un'altra categoria, arrivato in Formula 1 non più giovanissimo (sui 28/29 anni), non in grado di ripetere in Formula 1 i successi ottenuti altrove e non riuscendo a convincere. Entrambi sono stati caratterizzati da molto #MaiUnaGioia, ma nessuno dei due ha mai fatto parlare molto di sé in positivo.
Probabilmente mi verrete a dire che Bourdais ha avuto risultati superiori a quelli di Hartley, ma andando a guardarci bene, ne siamo proprio così certi? Bourdais ha come miglior risultato in qualifica un quarto posto e un settimo posto come miglior risultato in gara, Hartley un sesto(?) posto in qualifica e un nono posto come risultato migliore in gara. Però la Toro Rosso di Hartley non era esattamente come la Toro Rosso di Bourdais.
Ad ogni modo, per quanto l'articolo potesse avere il nobile intento di dare credito a Bourdais, il messaggio di fondo che è passato tra i lettori è stato "Vettel era scarso tanto quanto Bourdais, ma ha solo avuto cu*o". Non sono sicura che questo sia il preludio a un'apertura culturale: "pilota che vince in Indycar ma non in Formula 1 = scarsohhhh". Che poi inizio seriamente a chiedermi che cosa sarebbe accaduto se Bourdais fosse stato un pilota vincente in Formula 1... forse un articolo che suonava così: "molti anni fa Bourdais fece 30+ punti contro i 4 di Vettel che oggi gestisce un circuito per corse di tosaerba, è inspiegabile come la sua carriera in F1 sia andata avanti più agevolmente".

PS. Ho una profonda stima per Bourdais come pilota di Indycar, sono tuttora profondamente abbattuta per l'incresciosa sventura accaduta a Monza, sono fermamente convinta che quel giorno la Toro Rosso avrebbe potuto fare 1-2 o almeno 1-3... e onestamente mi sarebbe piaciuto vederlo in Formula 1 più a lungo, specie alla luce del fatto che, risultati alla mano, nel 2009 stesse andando molto meglio che nel 2008. Però purtroppo non è andata così e credo che dipingerlo come una vittimahhhh del sistemahhhh non sia particolarmente corretto nei suoi confronti: "Bourdais ha fatto solo tre gare buone su diciotto nel 2008 ed è andato male perché a un certo punto della stagione Vettel si è saputo adattare alla nuova vettura e lui no, ma era solo un pilota di Indycar, dopotutto, quello che ha fatto è pura poesia per uno che viene dagli States"...


domenica 15 settembre 2019

Carissima Toro Rosso...

...in questo mio post non fingerò di essere ciò che non sono, non mi inventerò che sia stato amore a prima vista, né mi inventerò di averti amata più in passato rispetto a quanto mi renda conto di amarti adesso. Oggi come oggi sei la rappresentazione più totale di ciò che ammiro: i diseredati. Un tempo eri il team nel quale venivano piazzati i futuri talenti della Redbull, al giorno d'oggi sei il team in cui vengono piazzati i piloti scartati dalla Redbull. Sei il team al quale la Redbull dichiara di avere lasciato Kvyat perché una sua promozione in Redbull al posto di Gasly ti avrebbe deprivata del tuo pilota di punta: questa, sinceramente, è la scusa più pittoresca che io abbia mai sentito.

Non mi ricordo quel giorno del 2006 in cui Speed si classificò ottavo al traguardo, che all'epoca valeva l'ultimo punto, ma lo fece superando in corso d'opera Coulthard in regime di bandiere gialle e perse la posizione a calci nel cu*o.
Non me lo ricordo, ma ricordo quando Mazzoni lo raccontava in telecronaca, spiegando che, dopo la convocazione da parte dei commissari, Speed si mise a insultare sia Coulthard che i commissari stessi. Alla fine della giornata, ovviamente, la Toro Rosso doveva ancora ottenere il suo primo punto.
Ho deciso di non andare a controllare, di andare a memoria. Forse era l'Australia? Non saprei, a quei tempi non facevo per niente caso alla "Toro Rosso di Faenza".

Poi venne il 2(?) luglio 2006. Era il giorno di quel famoso gran premio degli Stati Uniti all'Indianapolis Road Circuit o come si chiama in cui ci fu una carambola in partenza che mise fuori gioco diverse vetture. Altre non coinvolte si auto-eliminarono in corso d'opera e restammo, a gara inoltrata, con appena dieci vetture, in pista. Le prime otto avrebbero visto l'aura della zona punti, ma nessuna Toro Rosso al momento era in zona punti.
Poi ci fu un duello epico per la penultima piazza tra Rosberg e Liuzzi, che venne vinto da quest'ultimo. Era nono. Quando una vettura davanti a lui si ritirò poco dopo - era una Toyota, direi - Liuzzi si ritrovò ottavo e ci rimase fino al traguardo. Ora, tralasciando il fatto che è pittoresco che su tutti i piloti giunti a punti tranne uno quello che non prese punti guidasse una Williams, cosa che potrebbe accadere anche al giorno d'oggi con una gara con un alto attrition rate, quel giorno era accaduto finalmente l'evento miracoloso.

Mi piacerebbe dire, mia carissima Toro Rosso di Faenza, che quel primo punto fu il primo di una lunga serie, ma non è così: eri sorta sulle ceneri della Minardi ed eri destinata a rimanere una sorta di Minardi, anche se con le vetture infinitamente più tamarre, in particolare quelle delle prime due stagioni.
Il 2007 iniziò come era finito il 2006: Minardi-style, anche se ti prestavo un po' più di attenzione di quanta ne prestassi in precedenza alla Minardi. Le cose non andavano per niente bene: mai una top-8, mai una gioia, il tutto mentre la Super Aguri portava a casa occasionali passaggi in Q3 e occasionali punti, quando Sato era nel massimo del suo splendore (purtroppo Davidson andava a caccia di marmotte, invece, se no anche lui avrebbe potuto avere una piccola gioia).

Poi venne il 30 settembre, il giorno in cui passasti dalle stalle alle stelle, poi di nuovo alle stalle, poi ancora alle stelle e, infine, alle stalle, immersi nel letame.
Era il giorno del gran premio del Giappone, quello sul circuito di Mount Fuji, che si doveva alternare con Suzuka ogni anno e in cui furono disputate due edizioni consecutive, poi il nulla cosmico. Era il gran premio in cui Hamilton sembrava già prossimo al titolo perché i suoi avversari erano dispersi in modo random o nelle vie di fuga o nelle retrovie, insomma, il giorno perfetto per gli outsider, quello in cui gente random poteva appropriarsi di posizioni di spessore. Infatti a un certo punto della gara Vettel era risalito in terza posizione.
Poi si ritirò per incidente, ma tutto sommato la giornata era ancora salva, dato che Liuzzi stava tagliando il traguardo in ottava piazza, che significava il primo punto della stagione.

La giornata non era affatto salva. In corso d'opera Liuzzi aveva superato una vettura in regime di bandiere gialle, peraltro compromettendosi per sorpassare nientemeno che la Spyker di Yamamoto, quindi venne penalizzato e, a rendere la situazione ancora peggiore, risalì in zona punti nientemeno che Sutil.
Ora, ho promesso sincerità e sarò sincera: vedere la Spyker ottenere un punto non era esattamente una cosa che mi dispiacesse, ma il lato negativo di tutto ciò era che, esclusa la McLaren che non prendeva punti per la classifica costruttori per la vicenda dello spy-gate, la Toro Rosso si trovava ultima in classifica e senza punti quando mancavano soltanto due gran premi alla fine della stagione.
Poi dal letame tornò alle stelle: sette giorni più tardi a Shanghai colse un doppio arrivo in zona punti, con Vettel quarto e Liuzzi sesto. Ricordo le foto delle celebrazioni del team, sembravano la Super Aguri il giorno del suo primo punto.

Iniziavo ad amare sempre di più i team "dei poveri" e la Super Aguri era al centro delle mie battute su quanto sarebbe stato epico vedere Sato vincere un gran premio. Poi fallì, niente più battute sulla Super Aguri, però rimanevano le battute sugli altri. Quando parlavo con la mia amica di Formula 1, oltre a vaneggiare su quanto sarebbe stato bello vedere piloti come Coulthard o Barrichello sul podio (accaddero entrambe le cose, con nostra soddisfazione, il nostro disappunto era tuttavia che non fosse accaduto a Ralf Schumacher l'nno precedente), parlavamo di quanto sarebbero state belle le gare con vincitori improbabili. Una volta scherzai a proposito di Vettel che vinceva una gara con la Toro Rosso... una settimana prima che succedesse.

Era il 14 settembre 2008, Vettel partiva dalla pole, Bourdais partiva dalla quarta posizione sulla griglia di partenza. A quei simpaticoni che al giorno d'oggi dicono che era una cosa normale perché la Toro Rosso era meglio della Redbull, piuttosto non era normale che non succedesse le altre volte, vorrei ricordare che sì, probabilmente con piloti migliori e più esperti la Toro Rosso avrebbe avuto risultati migliori, però era la Toro Rosso. Ha avuto sicuramente una certa coppiata migliore, diversi anni dopo, ma all'epoca Sainz e Verstappen erano troppo giovani anche per la Toro Rosso. Quella qualifica del 13 settembre era mooooolto meno scontata di quanto certa gente che ha iniziato a seguire la Formula 1 ieri sostiene.

Quel "Bourdais partiva dalla quarta posizione", purtroppo, è solo un eufemismo. Mentre la gara si apprestava a partire dietro safety car vidi con orrore che uno dei piloti della Toro Rosso era rimasto fermo. Fu vagamente consolatorio il fatto che quantomeno fosse quello che partiva quarto e non quello che partiva dalla pole. Purtroppo per lui la gara partiva dietro safety car, quindi invece di partire ultimo dalla corsia dei box a pieni giri, venne portato a spinta nella corsia dei box da cui partì ultimo e doppiato. Arrivò penultimo, davanti al solo Sutil, a ricordarci che anche le belle storie hanno il loro lato oscuro. In questo caso oscurissimo: il pluricampione di Champ Car, che andava incontro a sfortune random ogni volta in cui era in una posizione presentabile, arrivava nelle retrovie, girando su tempi abbastanza in linea con quelli del compagno di squadra, un ragazzino a cui non era ancora spuntata la barba che aveva raggiunto il culmine della propria carriera pre-F1 lottando per il titolo in Formula 3 europea senza vincerlo.

Niente da fare, Bourdais in Formula 1 fu un #MaiUnaGioia di proporzioni clamorose (penso che, quando si guarda allo specchio, ci veda Hartley riflesso), la sua stagione 2008 fu disastrosa in termini di punteggio, le uniche volte in cui poteva puntare a un risultato di un certo livello gli capitavano delle sfortune... e peraltro a metà 2009 fu appiedato in corso d'opera per mancanza di risultati... quando tutto sommato visti gli standard del 2008, non si può dire neanche che stesse andando tanto male nel confronto con Buemi.
Ero un po' meno legata al team dei poveri a quei tempi. La coppia pilota della mia età + pilota con gli occhiali mi attirava di più di quelle successive. Peraltro si era parlato di un ingaggio di Sato, che non si concretizzò in realtà, e la cosa mi deluse profondamente. Curiosità: secondo Wikipedia non ricordo in che lingua, Sato girò in un test proprio con la vettura con cui Vettel aveva vinto il gran premio d'Italia. Ammiro l'audacia della scuderia di Faenza: quella vettura io l'avrei messa in un museo, non l'avrei affidata al samurai errante.

Vennero Buemi e Alguersuari, vennero Ricciardo e Vergne, venne Kvyat, vennero Sainz e Verstappen, vennero Gasly e Hartley... nel corso di questi undici anni ogni tanto ho avuto l'illusione che qualcuno potesse dare alla "Toro Rosso di Faenza" la sua seconda vittoria un giorno. Verstappen e Gasly mi sembravano i candidati più probabili, ai tempi.
Non prendetemi per pazza, e nemmeno tu, carissima Toro Rosso, non prendermi per pazza. Sono undici anni che aspetto, senza mai avere rivisto la luce, se non quel giorno di luglio in cui Kvyat si è classificato terzo al gran premio di Germania. Quel giorno lì ho sentito concretamente, per la prima volta dopo tanto tempo, che è possibile che un giorno possa accadere di nuovo. Se fosse Kvyat sarei la persona più felice del mondo, credo, anche se penso che mi toccherà aspettare ancora molto a lungo e forse ci saranno nuovi piloti.

Quindi, per finire, carissima Toro Rosso, nel corso degli anni ti ho ignorata, amata, di nuovo ignorata e visto quello che ho provato per il podio di Kvyat penso di amarti più di quanto ti abbia mai amata in passato, al giorno d'oggi. Sappi che attenderò con pazienza di tornare di nuovo, almeno per un giorno, sul tetto del mondo, proprio come accadeva esattamente undici anni fa. L'ho visto accadere una volta, ormai so che non posso più definirla un'idea impossibile.


domenica 25 agosto 2019

Indycar 2019: Commento alla Bommarito 500 @ Gateway - 24 Agosto

La stagione 2019 di Indycar si sta avvicinando verso la sua conclusione, che è prevista per il mese di settembre. In questo weekend, in cui cade anche l'anniversario di morte di Justin Wilson, era prevista una Saturday Race, iniziata al tramonto e terminata con il buio, sull'ovale di Gateway, che nei primi tempi chiamavo eroneamente Getaway.
Questo fine settimana è stato preceduto da una settimana ad alta tensione: soltanto domenica scorsa, infatti, cinque vetture si sfracellavano l'una contro l'altra al primo giro a Pocono, con tutte le polemiche del caso, e il mondo puntava il dito contro Sato, almeno finché il suo onboard non ha ridimensionato almeno in parte le sue responsabilità. C'era anche una polemica via social tra il Grande Samurai e Alex Non Sono Valentino Rossi, ma non so fino a che punto sia necessario farci caso. Rossi è lo stesso pilota che tempo fa sosteneva di non avere potuto puntare alla vittoria a Indianapolis a causa di Servia che stava sulla sua strada. Servia è spagnolo, Sato no, ma probabilmente è diventato uno spagnolo onorario.
Nonostante l'onboard, sul web le polemiche sono rimaste piuttosto feroci anche nei giorni successivi, con gente che, al di là dell'avere qualsiasi opinione, scriveva bellamente che non era importante guardare l'onboard e farsi un'idea, perché tanto gli opinionisti avevano già spiegato cos'era successo.
L'altra parte di opinione pubblica era impegnata a criticare i media per avere parlato del quarto posto di Ferrucci nonostante Ferrucci sia un personaggio fuori dagli schemi. Da parte sua, Ferrucci ha dichiarato nel corso di questa settimana che non è per niente pentito di quello che è successo all'epoca della Formula 2 (cioè scattarsi dei selfie al volante nella pitlane, comportarsi da bullo con il suo compagno di squadra e i suoi familiari, speronare il suddetto compagno di squadra durante il giro d'onore per vendicarsi di un incidente innescato da lui stesso e deriderlo via social, non presentarsi a una convocazione dei commissari e dare la colpa del suo comportamento alle proprie origini italiane) e che si trova bene in Indycar. Poi dopo le qualifiche ha postato una foto insieme a Bourdeeeeyyyyy in cui lo definiva "dad". Sono un po' preoccupata da tutto ciò, ma spero che Bourdeeeeyyyy in qualità di padre gli tiri qualche sberla con la baguette, di tanto in tanto.
A proposito di Ferrucci, di Bourdeeeyyyy e di baguette, il risultato della qualifica, per loro, era piuttosto allettante:

1^ fila: Newgarden - Bourdais
2^ fila: Power - Pagenaud
3^ fila: Sato - Ferrucci
4^ fila: Hinchcliffe - Dixon
5^ fila: Hunter-Reay - Rosenqvist
6^ fila: Rossi - Herta
7^ fila: Pigot - Ericsson
8^ fila: Veach - Rahal
9^ fila: Carpenter - Daly
10^ fila: Kimball - Kanaan
11^^ fila: Leist - Andretti

Considerazioni random: per quanto su un ovale in Indycar partire dalla pole possa significare tutto o niente, Nuovo Giardino era nella posizione migliore per tentare di allungare in classifica e sui social c'erano già un po' di proclami nei suoi confronti. Io, da parte mia, ho deciso che per questo campionato tifo per Pagenaud, perché gli davano del VeKkY0 BoLLyT0 che dovrebbe ritirarsi mentre vinceva gare, Indy 500 compresa, ed è in lotta per il titolo a poche settimane dal termine del campionato, quindi rientra in pieno nella categoria dei diseredati che meritano la mia solidarietà.
Per il momento, comunque, ero indecisa se andare in brodo di giuggiole per la posizione di Bourdeeeyyyy, se osservare che c'erano soltanto ventuno vetture in realtà perché quella indicata all'ultimo posto non esiste davvero ma serve solo per abbellire la grafica, oppure se infierire contro un certo brasiliano ultraquarantenne che somiglia a Vin Diesel con un naso enorme che arriva costantemente tra gli ultimi.
Ho deciso di non fare nessuna di queste cose e di prepararmi moralmente a una gara in cui con tutta probabilità Nuovo Giardino e NSVR l'avrebbero messo in quel posto a chiunque.
In realtà le cose non sono andate proprio come pensavo: Alex Non Sono Valentino Rossi non è mai stato molto in vista nel corso della gara, diversamente da Nuovo Giardino.
La gara è iniziata con lui in testa, con a seguire Bourdeeeeeyyyyy e il suo best friend forever Willpowahhhh, poi c'era il piccolo teppista cacciato via a calci dalla Formula 2, c'era Dixon e c'era "Saimon". Poi una gallina ha attraversato la strada...
...
...
...
...ah, no, non era una gallina, era un pollo gigante, tale Sonyericsson: dopo avere fatto a ruotate con un personaggio random identificato, neanche a dirlo, come Sato, procedeva ai due all'ora cercando di imboccare la pitlane. Ciò ha portato al rigoroso ingresso della safety car.
Al restart speravo che Bourdeeeeyyyyy prendesse tutti a colpi di baguette, ma non è andata così bene. Willpowahhhh si è portato al secondo posto e in realtà è stato il figlio onorario di Bourdeeeyyyyy (povero Bourdeeeeyyyyy, credo che meriti un figlio più responsabile di Ferrucci) a installarsi al terzo posto.
I Ferdais si sono visti in prima e seconda posizione a fare i fighi durante un giro di pitstop, mentre attendevo che la situazione tornasse alla normalità.

La situazione non è tornata alla normalità: giro 54 su 248, ingresso della safety car per una vettura a muro. Guess what, quella vettura la guidava nientemeno che Willpowahhhh, vincitore meno di una settimana fa.
Non solo Willpowahhhh era a ridosso di un muro con la vettura a pezzi, ma subito dopo è accaduto qualcosa che ha lasciato pensare che non fosse la giornata fortunata per i "detersivi": Dixon, infatti, era fermo ai box ed è ripartito quando gli altri avevano già percorso qualcosa come dieci giri.
La sua gara sarebbe finita peggio: lo si è visto più tardi di nuovo fermo ai box per un'infinità di tempo, poi mentre la gara non era ancora terminata risultava che per lui fosse già finita. Questa, però, è un'altra storia, Dixon who, parliamo di Ferrucci, eroe delle folle.
Il figlio onorario di Bourdeeeyyyyy si trovava nientemeno che in prima posizione, davanti a Hinchy, Bourdeeeeyyyyy, Nuovo Giardino e Alex Non Sono Valentino Rossi. Scherzavo quando ho detto che non lo si è visto granché: quella parte di gara se l'è fatta in quinta piazza, anzi, in quarta, dato che ha superato Nuovo Giardino. Solo che gli occhi erano tutti concentrati su Ferrucci, e per fortuna in quel momento era piena notte, quindi non ero su Twitter a controllare se ci fosse gente che minacciava di smettere di seguire il campionato se non fosse stato fatto nulla per togliergli in modo random quella prima posizione destinata a durare nel tempo...
...
...
...
...e non solo, Bourdeeeyyyyy era anche destinato a raggiungerlo in seconda piazza, mentre tutto lasciava pensare a una potenziale doppietta Coyne, cosa che andava ben oltre l'umana immaginazione.
La prima e la seconda posizione sono state conquistate dopo una lunga safety car occorsa al 122° giro, quando le inquadrature hanno atteso qualcosa come dieci minuti per andare a inquadrare Spencer Maialotto a muro dopo un contatto con Kimball.
Dopo il restart le due Coyne erano davanti, come ho già detto, e intanto, con il passare del tempo, si è avuto un giro di pitstop che per i Coyne Bros ha segnato l'inizio della fine...

Ferrucci è rientrato ai box, le cose sono andate male: la sosta è stata lunga, ha perso posizioni, tornando in pista alle spalle di Nuovo Giardino e di altri piloti random. È andata meglio a Bourdeeeeyyyy, la sua sosta è andata per il verso giusto, non ha perso eccessivamente terreno. Però la sosta è stato tutto quello che gli è andato bene: al 192° giro ha toccato il muro, è finito in testacoda e tutti i suoi sogni di gloria sono finiti lì.
A quel punto è entrata in pista la safety car ed è accaduto uno di quegli eventi che di tanto in tanto caratterizzano la Indycar: tutti i piloti che si erano già fermati erano precipitati, con il pitstop, sotto di un giro, giro che avrebbero recuperato con il rientro ai box dei piloti che dovevano ancora fermarsi. La safety car, tuttavia, ha fatto sì che i tre piloti che si dovevano ancora fermare potessero effettuare la sosta mantenendo le prime tre posizioni. Quei piloti erano nientemeno che Sato, Kanaan!!!111!!11!! e Carpentahhhhh: plot-twist servito su un piatto d'argento, con una gara in cui fino a quel momento erano stati favoriti dei piloti random in cui tra le prime posizioni trovavamo degli altri piloti random.
Ho iniziato a chiedermi quante possibilità avesse almeno qualcuno dei tre di conservare la posizione e ho finito per sottovalutare tutti, perché quando c'è stato il restart sembrava che non avessero poi tutta questa intenzione di schiodarsi di lì. Anzi, staccavano Nuovo Giardino che era quarto, a vedersela con Ferrucci, che a conti fatti si trovava in quel momento in top-5 e che sembrava seriamente intenzionato a finire quarto.
Ha superato Newgarden.
Newgarden si è ripreso la posizione.
Ferrucci è passato al quarto posto di nuovo.
All'ultimo giro deve essere accaduto qualcosa a Newgarden dato che procedeva lentamente e perdeva posizioni: Nuovo Giardino è arrivato dietro a "Saimon", tra gli altri.
Questo, però, non conta, parliamo di cose serie, ovvero di quello che stavano facendo i primi tre in quel momento. Non mi permetterei mai di dire che un duello per la quinta posizione fosse meno serio che uno per la vittoria, però Nuovo Giardino è Nuovo Giardino, è meno importante dei piloti random quando vince e il fatto che dei piloti random possano vincere non lo rende in automatico più importante di loro per non avere vinto.
Carpentahhhh si è installato negli scarichi di Kanaan e ho sperato con tutte le mie forze che non accadesse nulla di brutto in quel momento. Ce la siamo cavata: Carpentahhhh ha superato Kanaan, ma Kanaan era ancora terzo, quindi l'esistenza umana aveva ancora un senso. Se la doveva vedere con Ferrucci, ma la linea del traguardo gli ha garantito quel podio per cui stavo iniziando a temere. Davanti, intanto, la gara finiva al photofinish, con Carpentahhhh negli scarichi del Grande Samurai, che la bandiera a scacchi ha consacrato come vincitore.
Quanto è strano il motorsport: meno di una settimana fa Sato era un PeRiKoLoSo kRiMiNaLe che non avrebbe nemmeno dovuto avere un volante, sei giorni dopo è diventato un eroe delle folle, certe cose vanno oltre l'umana immaginazione (e il terzo posto di Kanaan, in realtà, è una di quelle).

RISULTATO: 1. Takuma Sato (Rahal), 2. Ed Carpenter (Carpenter), 3. Tony Kanaan (Foyt), 4. Santino Ferrucci (Coyne), 5. Simon Pagenaud (Penske), 6. Conor Daly (Carlin), 7. Josef Newgarden (Penske), 8. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 9. Colton Herta (Harding), 10. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 11. Felix Rosenqvist (Ganassi), 12. James Hinchcliffe (Schmidt), 13. Alexander Rossi (Andretti), 14. Zach Veach (Andretti), 15. Charlie Kimball (Carlin), 16. Marcus Ericsson (Schmidt), 17. Matheus Leist (Foyt), 18. Graham Rahal (Rahal), 19. Sebastien Bourdais (Coyne), 20. Scott Dixon (Ganassi), 21. Spencer Pigot (Carpenter), 22. Will Power (Penske).

mercoledì 17 luglio 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Toronto - 14 Luglio

13 Luglio - il campionato di Indycar è arrivato a Exhibition Place, laddove molti anni fa Paul Tracy a un certo punto si fece di lato per schivare una coppia di piccioni che se ne stavano nel bel mezzo della pista come se niente fosse. Poi, in realtà, a ripensarci al giorno d'oggi non sono neanche sicura che fossero piccioni. Siamo in Canada e, anche se a Toronto non ci sono i gabbiani di Montreal, potrebbero esserci comunque gabbiani di Toronto e magari anche essere parenti alla lontana dei gabbiani di Montreal. Purtroppo non ci sono le marmotte assassine del Quebec e dire che almeno qui non correrebbero il rischio di essere investite da Grosjean.
A proposito di Grosjean, credo che sia più che opportuno parlare di piloti francesi, perché la gara avveniva il 14 Luglio, giorno della presa della Bastiglia, e perché alla vigilia di quella data un francese nello specifico ha iniziato mettendosi in mostra e cercando di rubare la scena a colui che poi avrebbe vinto il gran premio il giorno successivo.
Dopo anni e anni di calma piatta dal punto di vista delle risse in pitlane, ormai lasciate soltanto alla NASCAR, è accaduto un evento alquanto fuori dagli schemi ed è accaduto dopo che Bourdais, durante una sessione di qualifiche, ha tagliato la strada a un altro pilota, che si è indignato e ha deciso di passare all'azione. Dopotutto se un pilota si macchia del terribile reato di guida pericolosa, chiunque sia senza macchia ha il dovere di far trionfare la giustizia.
Il pilota senza macchia, quello che non provoca mai pericolo, quello che non fa mai incidenti e quant'altro, era nientemeno che Sato. Pensavo che, se tra tanti, ci fosse qualcuno che poteva avere un minimo di comprensione per la guida pericolosa altrui, quello fosse proprio il Grande Samurai, ma il Grande Samurai non la pensava così. Si è infatti recato alla ricerca di Bourdais in pitlane e, mentre questo era ancora a bordo della vettura, si è messo a inveirgli contro. Poi, quando Bourdais è uscito, Sato l'ha praticamente afferrato per il collo e, a quel punto, Bourdais l'ha preso a spintoni, prima che intervenisse un po' di gente lì presente per interromperli (la differenza con la NASCAR è che in NASCAR tutti i presenti avrebbero partecipato alla rissa) mentre Bourdais sembrava in vantaggio. Il momento più pittoresco è stato quello in cui Bourdais ha scavalcato la vettura. Da lì sopra sembrava un gigante e Sato sembrava uno gnomo. In ogni caso entrambi indossavano il casco, quindi gli occhiali di Bourdais non hanno mai corso alcun pericolo.
Naturalmente la rissa tra i Saturdais (bello come ship name, vero?) ha catturato l'attenzione più delle qualifiche stesse. Doveva esserne contento anche e soprattutto Kanaan, vista la sua qualifica:

1^ fila: Pagenaud - Dixon
2^ fila: Rosenqvist - Rossi
3^ fila: Newgarden - Jones
4^ fila: Andretti - Bourdais
5^ fila: Pigot - Sato
6^ fila: Hunter-Reay - Rahal
7^ fila: Chilton - Hinchcliffe
8^ fila: Power - Herta
9^ fila: Ferrucci - Veach
10^ fila: Leist - Ericsson
11^ fila: Karam - Kanaan

Posso dire che alcuni risultati non mi sorprendono? E che quello di Kanaan è uno di questi? Ormai non penso che ci siano più molte speranze di miglioramento, visto come va a finire costantemente ogni volta, con la sola eccezione della Indy 500. Sto seriamente iniziando a chiedermi se non sia meglio, arrivato a questo punto, smettere di gareggiare full time e iniziare a fare semplicemente il part time a Indianapolis, come il suo best friend forever.
C'è anche chi mi ha sorpresa in positivo, lo devo ammettere: per esempio quel nome scritto per abbellire la grafica accanto a quello di Bourdais, di solito viene scritto per abbellire la grafica delle posizioni che vanno oltre la top-ten, invece in questo caso ci ha riservato sorprese positive. Anche la posizione del Piccolo Chilli non mi ha delusa, in confronto al solito: me lo aspettavo tre o quattro file più indietro, in zona Pollo Gigante. Ecco, a proposito, quest'ultimo me lo aspettavo un po' più in su, ha dimostrato ampiamente in questi mesi che magari non starà tra i primi, ma che non è neanche che sia proprio l'ultimo della classe. E con questo chiudiamo la giornata di sabato.

14 Luglio - la domenica è arrivata al culmine di un weekend alquanto impegnativo: Formula 1, Indycar, doppio appuntamento della Formula E...
Ho visto la prima gara della Formula E sabato sera in diretta.
Ho visto la gara di Formula 1 domenica pomeriggio in diretta.
Non ho visto la gara di Indycar di domenica sera, in diretta, anche perché non ero in casa.
Non ho visto neanche la seconda gara della Formula E, a questo proposito, dato che era sempre la stessa domenica sera in cui non ero in casa.
Non rimaneva altro da fare che andare a recuperare i due eventi e ho scelto di dare priorità alla gara di Indycar, che ho trovato lunedì sera su Youtube e finito di vedere martedì mattina. Nel momento in cui, martedì sera, scrivo questo commento, non ho ancora recuperato la gara di Formula E che ha messo fine alla stagione, anche se conto di farlo prima o poi e di scrivere l'apposito commento all'eprix.
Dopo avere divagato in lungo e in largo credo che sia opportuno parlare anche di quello che è successo. Per esempio è successo che "Saimon" ha mantenuto la testa della gara al momento dello start, alla faccia di quelli che gli danno del vecchio pensionato e che erano convintissimi che la Penske dovesse appiedarlo alla fine della stagione per assenza di risultati. Molti di loro se ne erano convinti anche dopo la vittoria alla Indy 500, ma Pagenaud dall'alto della sua prima posizione si è messo ad agitare con aria minacciosa la baguette minacciando tutti quanti di farli ghigliottinare.
Dixon, Rossi e Rosenbitch si trovavano nelle posizioni immediatamente successive quando è entrata in pista la safety car per un ingorgo, anche se non tanto pittoresco quanto quelli di Long Beach o della Formula E. Tra le vetture ferme c'erano quelle di Willpowahhhh, Rahal, Hinchcliffe, Ericsson e Leist. Willpowahhhh deve avere toccato Rahal (o Hinchcliffe, non ho ben capito). Gli altri sono semplicemente rimasti fermi imbambolati perché non avevano alcun posto in cui andare senza travolgere le vetture ferme davanti a loro.
A volte le safety car vanno e vengono, a volte passano giri e giri senza che accada nulla che richieda la presenza di Oriol Servià o di Sarah Fisher.
A Toronto rientravamo nella seconda casistica e la gara è filata liscia con Pagenaud che sopravviveva in testa alle soste, con il detersivo al kiwi e Alex Non Sono Valentino Rossi sempre in zona podio.
Poi si è accodato Newgarden.
Poi si è accodato Sato.
Poi si è accodato Bourdais.
Era molto bello e pittoresco il pensiero dei Saturdais together forever, ma la realtà dei fatti diceva che il gap si stava accumulando a vista d'occhio e che Bourdeeeeyyyyyy non vedeva il Grande Samurai neanche con il binocolo. Probabilmente in quel momento non desiderava neanche vederlo, ma nevermind.
Nessuno dei due ha fatto una bella fine: Bourdais è stato protagonista di una rissa con un muretto, mentre Sato ha visto la propria vettura andare a fuoco come se fosse stato un Kovalainen qualsiasi nelle ultime fasi della gara.
Alla fine, per completare l'opera, Willpowahhhh è andato a muro e ha provocato una bandiera gialla, ma era giù l'ultimo giro.

RISULTATO: 1. Simon Pagenaud (Penske), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Josef Newgarden (Penske), 5. Felix Rosenqvist (Ganassi), 6. James Hinchcliffe (Schmidt), 7. Colton Herta (Harding), 8. Sebastien Bourdais (Coyne), 9. Graham Rahal (Rahal), 10. Marco Andretti (Andretti/Herta), 11. Santino Ferrucci (Coyne), 12. Ed Jones (Carpenter), 13. Zach Veach (Andretti), 14. Max Chilton (Carlin), 15. Spencer Pigot (Carpenter), 16. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 17. Tony Kanaan (Foyt), 18. Will Power (Penske), 19. Matheus Leist (Foyt), 20. Marcus Ericsson (Schmidt), 21. Sage Karam (Carlin), 22. Takuma Sato (Rahal).

giovedì 11 aprile 2019

Indycar 2019: Commento al Gran Premio di Barber - 7 Aprile

Readers. Start. Your. Engines.
Siamo pronti per parlare del gran premio di Barber, dove Dixon è arrivato secondo per cinque volte senza mai vincere, nonostante abbia vinto in tutti i luoghi possibili e immaginabili della Indycar, nonostante sia già da un bel po' che si corre a Barber.
Anche per la Indycar va di moda il termine "sandbagging": la teoria ufficiale è che nel motorsport chiunque vada piano vada piano solo ed esclusivamente per convincere gli altri di andare quindi per tutto il weekend si è parlato del sandbagging della Penske. Il vero sandbagger, comunque, è il Piccolo Chilli: sono assolutamentehhhh certahhhh che arrivi volontariamente negli ultimi posti solo ed esclusivamente per trollarci.
Con le qualifiche è venuto fuori che effettivamente le Penske o si stavano dando la zappa sui piedi da sole, oppure andavano veramente più piano.
Le Rahal-Letterman-Come-si-chiamano sono andate a monopolizzare la prima fila in modo totalmente random e mi sono chiesta quale destino ci aspettasse, con una certa preoccupazione che si faceva largo dentro di me, fin dal momento in cui ho appreso che davanti a tutti sarebbe partito nientemeno che il Samurai Errante, signore e padrone del caos.

1^ fila: Sato - Rahal
2^ fila: Dixon - Hinchcliffe
3^ fila: Bourdais - Pigot
4^ fila: Power - Rossi
5^ fila: Herta - Ferrucci
6^ fila: Hunter-Reay - Harvey
7^ fila: Andretti - Pagenaud
8^ fila: Leist - Newgarden
9^ fila: Rosenqvist - O'Ward
10^ fila: Kanaan - Ericsson
11^ fila: Jones - Chilton
12^ fila: Veach - Hanley

Poi sono arrivate le 22.08, orario in cui la gara doveva iniziare in concomitanza con il bed time di Verstappino.
Non so se Verstappino fosse a letto in quel momento, ma a quell'ora è arrivato a malapena lo "start your engines" pronunciato da nientemeno che Mario Andretti! Se Verstappino non era a letto, probabilmente si è addormentato all'istante nel ricordarsi dell'esistenza del nipote di quest'ultimo.
Poi è andato in scena il weekend recap, in cui si è visto anche Sato che nelle prove libere abbatteva un paletto dopo un testacoda. *-* Just Sato things.
Alla sera, dopo le qualifiche, pare che sia venuto a piovere e un po' di gente è uscita sulla pista scivolosa alla domenica mattina, con tanto di testacoda random.
Nel frattempo sono arrivate le 22.15 e a quel punto sì, la gara è partita.
Da una gara di Indycar non si sa mai cosa aspettarsi, quindi ho deciso di limitarmi a contemplare con gli occhi sgranati quello che stava succedendo: il samurai errante, signore e padrone del caos, stava mantenendo la prima posizione, mentre dietro il Detersivo al Kiwi andava a insidiare Grammo Reale...
Grammo Reale si è difeso dagli attacchi del suddetto Detersivo al Kiwi, mentre a causa di un probabile rivolo d'acqua dovuto alla pioggia pre-gara c'era gente che andava in giro per prati, il tutto mentre si parlava di un jump start e di una conseguente penalità, di cui mi pare di avere capito che il protagonista fosse Ed Jones, da non confondersi con Erik Jones della NASCAR e soprattutto da non confondersi con P.J. Jones della Indycar degli anni '90.
Nel frattempo mentre il Samurai Errante si allontanava progressivamente i Rahlxon erano ancora alle prese l'uno con l'altro e il Detersivo al kiwi non sembrava molto soddisfatto di come procedevano le cose.
"Mi hai tagliatohhhh la stradahhhhh!!!!11!!!"
"E quindi?"
"Quindi avresti il dovere di farmi da parte al mio passaggio stendendo il tappeto rosso. Una volta le Ganassi erano rosse."
"Una volta, appunto. Adesso hai perso l'aura ferrarista del colore magico."
"Però ho vinto cinque titoli quindi you have to leave the space!"
"Leave the space lo possono dire solo quelli che di titoli ne hanno vinti solo due e cercano disperatamente di vincerne un terzo."
"Gentaglia che vuole rubarci la vittoria della Indy 500 che ci spetta di diritto a bordo di una papaya."
"Esatto."
"Vedo che siamo sulla stessa lunghezza d'Honda."
"Ferni invece sarà su una lunghezza di Chevrolet, perché la Honda si è rifiutata di fornire motori per la sua papaya."
"Okay, adesso però fammi passare altrimenti dico a Courtney Force che sei segretamente innamorato del Samurai Errante."
"No, il Samurai Errante è troppo basso per i miei standard. Non ti farò mai passare."
"Bene, allora ti faccio il malocchio."
Nel frattempo dopo appena dieci giri di gara piloti random partiti nelle retrovie iniziavano a rientrare ai box per la prima sosta di una serie di tre.
Davanti hanno aspettato un po' più a lungo. Il pitstop del Grande Taku non è andato poi così bene, c'era una ruota che non andava su: "sembra un pitstop di Feliiii quando i suoi meccanici erano troppo impegnati a pensare al futuro Mr Papaya".
Tornato in pista, rischiava seriamente di essere superato dai Rahalxon.
Non è andata così, perché il Detersivo al Kiwi è tornato in pista dietro al grande samurai.
Non è andata così anche perché il malocchio ha funzionato, Grammo Reale è rimasto fermo ai box per molto tempo a causa di un problema tecnico e tutto lasciava pensare che non fosse esattamente il favorito per ereditare la leadership.
Peraltro in pista in quel momento in testa davanti a tutti a fare il figo c'era Bourdeeeyyyyy, che in realtà stava tentando di fare solo due soste e di non finire la benzina in corso d'opera.
"Tunz tunz tunz!!11!!!! I've got the powaaahhhhh!"
Mentre agitava la baguette, per salutare il suo amico Willpowahhhhh che si trovava in qualche luogo sperduto della pista, Bourdeyyyy ha iniziato a sentirsi molto solo.
"Dove sei Willpowahhhh?"
"Sono dietro a Nuovo Giardino che annaspo per rimanere in top-ten."
"È solo sandbagging."
"No, è paperbagging."
"Ovvero?"
"Ovvero che mi sono infilato dentro a un sacchetto di carta e che in questo momento sono finito in testacoda da solo facendo le ruote quadrate."
"Oh. My. Sebby. Spin."
"Ecco, esatto, mi hai levato le parole di bocca. Sicuramente è colpa tua. Stavo pensando alla tua baguette."
"Quindi anche Sebby pensa ancora alla mia baguette. Buono a sapersi."
Voce fuori campo: "Oh. My. Feli. Cry. Possiamo passare oltre?"
Il primo terzo di gara è stato completato con Bourdeeeeyyyyy che rientrava ai box e ne usciva in secondo, a sette secondi dal grande samurai che nel frattempo si era ripreso like a boss, mettendo nove secondi o giù di lì tra se stesso e la vettura del Detersivo al kiwi.
Hinchcliffe e Non Sono Valentino Rossi completavano la top-five...
...
...
...
...ma fermatevi tutti ad ammirare il Pollo Gigante, che si trovava i nquel momento in settima posizione! *_____* I telecronisti hanno iniziato a rievocare gli eventi degli scorsi gran premi, il fatto che avesse cercato di fare buona impressione ma che si fosse ritrovato nel bel mezzo del caos in entrambe le occasioni per ragioni diverse e che fosse per lui arrivato il momento della rivincita, per intenderci, quello che non ha nessuna chance di arrivare per il Piccolo Chilli.
"Yaaaaayyyyy, io sono figohhhh e tu no, hai capito Piccolo Chilli?"
"Scusa, ma chi sei?"
"Non permettertihhhh mai piùhhhh di fingere di non sapere chi sono, altrimenti ti sguinzaglio dietro i miei polli e ti atterro!"
Mentre il Pollo Gigante minacciava il Piccolo Chilli di sguinzagliargli dietro dei polli la gara è proseguita tranquilla, in attesa che arrivasse un plot twist che sembrava non arrivare mai...
...
...
...Il momento in cui è arrivato il plot twist è stato quello in cui ci stavamo avvicinando a due terzi di gara: eravamo tra il 55° e il 60° giro e stava andando in onda la pubblicità.
O meglio, per essere più precisi, stavo seguendo la gara su un canale British che trasmetteva la gara con la telecronaca americana. Sul canale British non c'era uno spot pubblicitario ogni tre per due, quindi i momenti in cui negli States veniva trasmessa la pubblicità generalmente sul canale british c'erano o inquadrature dall'alto del circuito, oppure inquadrature di quello che succedeva in pista, ma senza telecronaca e senza didascalie.
Quindi abbiamo visto una vettura ferma nel bel mezzo della pista, una vettura a muro e un tipo che sventolava doppie bandiere gialle. Nel frattempo la safety car se la prendeva comoda, perché con tutta probabilità Servia o la Fisher o chiunque altro ci fosse al volante in quel momento stava finendo una partita di briscola virtuale contro Bernd Maylander.
Voce fuori campo: "Che cosa sta succedendo? Lo possiamo scoprire anche noi o dobbiamo chiedere delucidazioni a Bernd Maylander?"
Bernd Maylander: "Nonostante fossi impegnato a giocare a briscola con Oriol Servia *E* Sarah Fisher ho capito perfettamente che cosa stava succedendo. Grammo Reale è rimasto fermo like a boss nel bel mezzo del nulla, o per meglio dire in mezzo ai co***oni e tutti si sono precipitati in branco verso i box perché pensavano che la safety car fosse sul punto di entrare in pista."
È esattamente quello che è successo e, mentre avveniva tutto ciò, Kanaan ha tagliato la strada al Piccolo Chilli che per schivare le piume fucsia sul casco dello stesso Kanaan si è fatto da parte finendo a muro.
Poi è stato ripescato e mandato nuovamente in pista, sotto di un bel po'.
"Ma io sono in pista mentre Colton Herta si è ritirato molto tempo fa, tunz tunz tunz!!11!!!"
"E io l'altra volta ho vinto, mentre tu arrivi costantemente nelle retrovie."
Il grande samurai Taku è stato il primo a uscire dai box, con un doppiato a caso, tale Leist (Mathias Leist, secondo i telecronisti), a parargli il fondoschiena.
Dietro sono usciti il Detersivo e Bourdeeeeyyyy, con quest'ultimo che di conseguenza ha perso una posizione, cosa che non mi ha soddisfatta nemmeno un po'.
Leist, figlio segreto dei Castronaan, è stato abbastanza tra le pa**e ai piloti a pieni giri che lo seguivano, tanto da far ricorrere i commissari all'utilizzo delle bandiere blu, che generalmente non sono contemplate.
Taku ne ha approfittato per incrementare nuovamente il proprio margine e ha spaccato il cu*o a tutti like a boss almeno fino a quando, a cinque giri dalla fine, non è andato vicino a spaccare il proprio.
Finito brevemente in giro per i prati, si è visto un pezzo staccarsi dal retrotreno della sua vettura e il Detersivo che si avvicinava...
...
...
...
...ma quello era il grande giorno del Samurai Errante, che ha ripreso terreno nei cinque giri che lo separavano dalla bandiera a scacchi, il tutto mentre il Detersivo al Kiwi doveva fuggire a gambe levate dalla baguette di Bourdeyyyy.
Il duello finale è passato tuttavia in secondo piano, perché who kers del secondo posto, quello che contava era Willpowahhhh, felice di rubare la scena a Bourdeeeyyyy e alla sua baguette.
"Mhm... Willpowahhhh?"
"Che cosa vuoi, Bourdeeeeyyyyy?"
"Perché stai cercando di entrare nella pitlane in retromarcia dall'uscita?"
"Perché ho finito la benzina."
"Spiegazione molto sensata. Lo sai che in Formula 1 ti avrebbero fatto un cu*o così se avessi fatto una cosa del genere?"
"Invece mi sono guardato bene dall'andare in Formula 1, dove tu collezionavi momenti #maiunagioia tanto quanto Brendon Hartley."
"Se Hartley fosse stato in Formula 1 ai miei tempi sarebbe sicuramente scoppiato l'ammmmmore."
"Tu ami solo Tracy."
"Ah, già."
Ovviamente Tracy se ne è uscito con i suoi soliti elogi nei confronti del suo best friend forever Bourdeeeeyyyy. L'ho già detto centinaia di volte, ma lo ripeto: non provo nessuna fiducia nei confronti di Tracy come opinionista, dato che sembra che le sue valutazioni sui piloti siano dettate dai suoi rapporti con i suddetti piloti.

RISULTATO: 1. Takuma Sato (Rahal), 2. Scott Dixon (Ganassi), 3. Sebastien Bourdais (Coyne), 4. Josef Newgarden (Penske), 5. Alexander Rossi (Andretti), 6. James Hinchcliffe (Schmidt), 7. THE REAL & ONLY POLLO GIGANTE Marcus Ericsson (Schmidt), 8. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 9. Simon Pagenaud (Penske), 10. Felix Rosenqvist (Ganassi), 11. Will Power (Penske), 12. Zach Veach (Andretti), 13. Jack Harvey (Shank), 14. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 15. Santino Ferrucci (Coyne), 16. Patricio O'Ward (Carlin), 17. Spencer Pigot (Carpenter), 18. Tony Kanaan (Foyt), 19. Ed Jones (Carpenter), 20. Matheus Leist (Foyt), 21. Ben Hanley (Dragonspeed), 22. Max Chilton (Carlin), Rit. Graham Rahal (Rahal), Rit. Colton Herta (Harding).



martedì 19 giugno 2018

Commento alla 24 Ore di Le Mans

L'elevazione di Kazuki-san /// 16-17 Giugno 2018

Mie carissime hulkenbabies che hanno smesso di seguire la Formula 1 nel lontano 2015 in concomitanza con la vittoria di Hulkenberg alla 24 Ore di Le Mans (anche di altri due, in realtà, ma who kers, quello che conta è il VoStRo iDoLo, ne sono consapevole), era già da un po' che progettavo di attirare anche la vostra attenzione. Come forse non saprete, dato che non seguite nulla di F1-centrico per protesta, ho l'abitudine di scrivere commenti ironici ai gran premi e, semplicemente, ho deciso di fare la stessa cosa anche con la 24 Ore di Le Mans. Anche l'anno scorso vi avevo dedicato un riepilogo ironico, ma non si trattava di un commento a sé stante, quanto piuttosto di una parte del commento al GP dell'Azerbaijan. Quando mi sono accorta che il GP dell'Azerbaijan avrebbe meritato di essere approfondito da sé, avevo già elaborato buona parte del commento alla "mancata sovrapposizione", quindi ho deciso di continuare come avevo progettato. La ragione principale per cui ho deciso di riservare alla 24 Ore un commento a sé stante (oltre che mi sono accorta per esperienza che un commento solo a due eventi non è che sia esattamente la migliore delle idee) è la lontananza temporale tra la 24 Ore e il GP di Baku, disputato alla fine di aprile.
Qualora facciate parte della categoria delle hulkenbabies che mi vorrebbero morta perché non ho smesso di seguire la F1 al momento della vittoria di Hulkenberg, probabilmente non avrete mai letto nessuna mia spiegazione a proposito del mio rapporto con l'endurance, quindi credo che sia necessario approfondire un po' la questione.
Prima di tutto vorrei che sappiate che, fino al 2011, non avevo mai visto nessuna gara automobilistica che non fosse Formula 1 o, occasionalmente, GP2. Disponevo solo di un computer anteguerra, non avevo la più pallida idea di come funzionasse lo streaming e, in realtà, non avevo neanche la più pallida idea di quando si svolgessero le gare motoristiche non F1-centriche. Nel 2012 iniziò a cambiare qualcosa. Non starò a raccontare in questa sede perché io avessi iniziato a interessarmi di Indycar, fatto sta che, dopo l'interesse per il campionato di Indycar, iniziai ad avere un interesse sempre crescente anche per le altre serie. In più, proprio grazie alla Indycar, avevo imparato ad avere dimestichezza con i siti di streaming e intendevo approfondire la mia cultura. In più, dettaglio non indifferente, era il mio primo anno come utente di Twitter (mi iscrissi alla fine del 2011) e grazie a Twitter avevo finalmente maggiori informazioni su quando si svolgevano certi eventi.
Quello che ricordo è che, quando provai per la prima volta a seguire a tratti la 24 Ore di Le Mans, non ne sapevo niente, se non quel poco che avevo appreso vedendo il film "Adrenalina blu - la leggenda di Michel Vaillante", ovvero quasi nulla.
Mi ritrovai a guardare una gara in cui le vetture appartenevano a diverse categorie, senza avere la più pallida idea del fatto che essendoci diverse categorie c'erano classi diverse che corrispondevano a performance diverse e che, di conseguenza, soltanto alla classe "maggiore" avrebbe potuto capitare di vincere la gara, mentre le altre avrebbero dovuto accontentarsi di vittorie di categoria, a meno che non accadessero cataclismi a quello che avrebbe potuto accadere l'anno scorso alla Jackie Chan (questo ve lo spiego più avanti). L'unica cosa che ricordo è che c'erano David Brabham e Karun Chandhok ed ero entusiasta di tutto ciò. Vinsero Marcel Fassler, André Lotterer e Benoit Treluyer sulla Audi, per il secondo anno di fila, mentre io sapevo a malapena chi fossero.
Poi venne il 2013, in cui la Audi era destinata a vincere di nuovo, con Tom Kristensen, Loic Duval e Allan McNish, ma alla fine non feci molto caso al risultato finale. Quell'anno Bruno Senna, che parallelamente alla carriera di pilota attualmente ne ha una anche come telecronista/ opinionista e in quanto immagino che comprenda che, senza nessuna spiegazione, è difficile capire il funzioanmento di una gara automobilistica a meno di non avere una conoscenza pregressa in proposito, linkò su Twitter un link per scaricare un file nel quale veniva spiegato come funziona una gara del WEC, con le categorie e tutto il resto, scritto dal suo entourage (o da lui stesso). Per fortuna mi capitò di essere su twitter nel momento in cui quel post mi passava in bacheca, quindi riuscii a farmi una cultura in proposito, che mi sarebbe servita per comprendere il funzionamento di ciò che vedevo.
Purtroppo la 24 Ore di Le Mans del 2013 era destinata a lasciarmi brutti ricordi e, in realtà, anche a farmi allontanare un po' dall'endurance.
Ero più convinta dell'anno precedente, avevo trovato un link per vedere la gara e, fin dalle prime fasi, mi misi a seguirla con l'intento di seguirne almeno un po', senza sapere a che cosa stavo andando incontro. Ricordo che, ad un tratto, vidi un incidente piuttosto violento, protagonista una vettura GT, con conseguente ingresso della safety car. Il pilota era Allan Simonsen, che non avevo mai sentito nominare prima di quel pomeriggio, avendo una conoscenza quasi nulla dell'endurance, a quell'epoca. Ricordo che guardai ancora un po' di gara, prima di cena. I telecronisti parlavano di "infortunio".
Quella sera, dopo cena e prima di uscire, mi collegai a internet, con l'intento di andare a vedere come fosse la situazione a Le Mans, di andare a cercare di nuovo un link a cui vedere qualcosa, anche se brevemente. All'epoca nella pagina del profilo Tim che mi si apriva in automatico ad ogni connessione, c'era anche un riquadro, in basso, con le ultime news.  Nelle ultime news ce n'era una proveniente da Le Mans. C'era scritto che Simonsen era morto.
Non saprei dire, con esattezza, che cosa io abbia pensato in quel momento. So solo che rendermi conto di avere visto in diretta un incidente mortale mi ha lasciato l'amaro in bocca e che quel poco che non ha fatto vedere un incidente mortale in diretta sono state le reazioni. Per quanto per certe cose non si sia mai preparati fino in fondo, avendo assistito a degli incidenti mortali in diretta già da bambina, ero cresciuta con la consapevolezza che prima o poi sarebbe potuto succedere, consapevolezza che in molte persone a cui non era mai capitato di vedere nulla del genere mi è sempre sembrato che non avessero affatto. Quello che non mi aspettavo affatto, e che credo che abbia reso la situazione ancora più complicata, fu la parte delle reazioni sul web. Per intenderci, c'era la fazione che sosteneva che tutte le gare automobilistiche dovrebbero essere cancellate e c'era la fazione che se ne andava a ripetere frasi del tipo "motorsport is dangerous" con l'invito a fregarsene altamente di quello che era successo perché era la normalità.
Guardai qualche altro spezzone di gara, di questo ne sono sicura, ma senza più interesse, senza più coinvolgimento...
...
...
...
...e quel coinvolgimento per l'endurance credevo che non l'avrei ritrovato mai più. Ammetto che il fatto che già di per sé l'endurance non sia la mia categoria preferita di competizioni (anzi, che stia al di sotto di molte altre categorie - l'idea che una gara duri ventiquattro ore e che per forza di cose vedrò solo una parte minoritaria della gara stessa non mi entusiasma affatto) abbia contribuito, ma sono certa che senza quel 2013 le cose sarebbero andate diversamente.
Nel 2014 e nel 2015 non vidi nulla della gara, se non ricordo male. In una delle due occasioni cercai di vedermi la fine della gara (non ricordo in quale dei due anni), ma la linea non funzionava bene quindi non ci riuscii. Nel 2014 vinsero di nuovo Fassler / Lotterer / Treluyer su Audi, mentre il 2015 fu l'anno della Porsche, con la vittoria di Nico Hulkenberg, Nick Tandy ed Earl Bamber.
Nel 2016, invece, guardai l'ultima ora. Era l'anno della sovrapposizionehhhh con il gran premio dell'Azerbaijan e, se devo essere sincera, ne avevo le pa**e piene di quelli che si lamentavano della sovrapposizione.
Una cosa la vorrei chiarire: non è che le sovrapposizioni tra una cosa e l'altra mi facciano impazzire, ma F1/WEC non è l'unica sovrapposizione (anzi, in Indycar/NASCAR capita molto di frequente, così come la NASCAR spesso si sovrappone ai gran premi nord e centro-americani, le serie minori si sovrappongono l'una con l'altra e quant'altro - ogni weekend mi tengo aggiornata su campionati minori e quant'altro e di sovrapposizioni ce ne sono veramente tante, so quello che dico) e, anzi, l'unica cosa che si sarebbe sovrapposta sarebbe stata la prima ora con le qualifiche, e penso che rinunciare a un'ora di 24 Ore oppure alle qualifiche non fosse un trauma così insopportabile. Peraltro esisteva l'opzione di vederle entrambe, una in TV e una sul computer, o entrambe sul computer con due pagine web ridimensionate e una delle due senza l'audio. La mia filosofia di vita è che, se sei davvero interessato a una gara, riesci a seguirla anche senza audio. Se invece senza audio non ci capisci nulla e non puoi fare a meno dell'audio per nessuna delle due cose che stai vedendo, è molto probabile che nessuna delle due cose ti interessi così tanto da giustificare lamentele per la sovrapposizionehhhh.
Peraltro la ragione per cui ci si lamentava era che Hulkenberg non poteva partecipare alla 24 Ore per via della sovrapposizione con un gran premio di Formula 1...
...
...
...
...cosa che, guess what, un anno dopo non ha impedito ad Alonso di andare a correre la Indy 500 nonostante si svolgesse nello stesso giorno del GP di Monaco. Di conseguenza sono del parere che i piloti debbano fare delle scelte e che Hulkenberg abbia scelto. Peraltro siamo già a due edizioni non in sovrapposizione e non mi risulta che Hulk abbia gareggiato/ stia gareggiando ulteriormente a Le Mans, quindi mi sembra che ci si lamentasse più che altro per il gusto di lamentarsi.
Aggiungo anche che nel 2015 le Hulkenbabies mi avevano abbondantemente rotto le scatole, avendo avuto fin dal primo momento un atteggiamento nei confronti di Hulkenberg di gran lunga superiore di quello che molte persone stanno avendo quest'anno nei confronti di Alonso. Il problema è che l'Alonso-centrismo di quest'anno viene pesantemente criticato nonostante abbia mantenuto livelli a mio parere tutto sommato contenuti, mentre l'Hulkenberg-centrismo di un tempo veniva considerato una bella cosa.
Mi rendo conto che all'epoca non frequentavo ambienti molto altolocati, ma tuttora non frequento ambienti molto altolocati, sul web. Con tutto il rispetto per Hulkenberg, nel 2015 ci fu un eccessivo revisionismo storico dei suoi risultati in F1, al punto che c'era chi lo definiva il miglior pilota di sempre (a livello di F1) o (sempre a livello di F1) il migliore tra i suoi connazionali, il che mi sembra comunque decisamente esagerato, dato che con un quarto posto in classifica come miglior risultato veniva considerato di maggiore successo rispetto a due campioni del mondo e di gente che sul podio c'è stata e magari anche sul gradino più alto. Non parliamo poi della gente che voleva boicottare la F1 per protesta, perché Hulk merita assolutamente il miglior volante disponibile e Bernie keffàhhhh?...
...
...
...
...per intenderci, non ho mai visto così tanti tifosi bimbiminchia quanto durante l'estate del 2015. Quando scrissi un post per ironizzare sull'accaduto, mi fu detto "hai ragione" da parte di una persona che pensava che volessi davvero boicottare la F1 per via delle mancate vittorie di Hulkenberg.
Nel 2016 a nessuno importava niente della 24 Ore, da quelle parti, segno che l'anno precedente l'avevano vista solo ed esclusivamente perché interessati alla gara. *roll-eyes* L'ultima ora fu traumatica, o meglio, gli ultimi minuti furono traumatici: Kazuki Nakajima, compagno di squadra di Sebastien Buemi e Anthony Davidson, era in testa mentre si avvicinavano le 15.00, ora a cui la gara sarebbe finita, in tempo per l'inizio del GP di Baku. Fu terribile vederlo rallentare a due o tre giri dalla fine per un guasto.
La vittoria andò di nuovo alla Porsche, con Neel Jani, Marc Lieb e Romain Dumas. Vinse la Porsche anche nel 2017, con Timo Bernhard, Brendon Hartley ed Earl Bamber. Su ventiquattro ore, ne guardai all'incirca otto, quattro al sabato pomeriggio, tra le due ore e mezza e le tre ore la notte tra sabato e domenica e la parte rimanente la domenica mattina. Fu un'edizione molto pittoresca, con tante sfighe per la Toyota come da prassi e con un'atmosfera da "ne resterà solo uno". Le LMP1 andavano verso l'esaurimento e una LMP2, la Jackie Chan (un team cinese) si ritrovò in testa alla gara nel corso della mattinata della domenica. Tuttavia, nell'ora conclusiva, venne superata da una LMP1 che nel corso della notte era doppiata di una ventina di giri, quella del cantante pop e dei suoi colleghi, per intenderci...

LE MANS 2018: la Porsche non c'è, quest'anno, così come negli anni scorsi non c'era più la Audi. In LMP1 c'è poca competizione, con le Toyota che sono indubbiamente il team dominante. Una è guidata da Sebastien Buemi, Kazuki Nakajima e Fernando Alonso. L'altra è guidata da Mike Conway, José Lopez e Kamui Kobayashi. Per chi ha poca affinità con serie motoristiche estranee alla Formula 1: Conway ha gareggiato in Indycar, mentre Lopez doveva debuttare in Formula 1 con la USF1, team che doveva entrare nel 2010 insieme al trio delle carrette, ma che in realtà non progettò mai una vettura.
Altri team di LMP1 da segnalare sono Rebellion Racing e SMP e la ragione della segnalazione è una mia scelta personale.
Rebellion schiera una vettura guidata da due passati vincitori della 24 Ore, André Lotterer e Neel Jani, oltre che da Bruno Senna, che l'anno scorso gareggiava con Rebellion in LMP2. Sull'altra vettura, invece, ci sono Mathias Beche, Thomas Laurent e Gustavo Menezes, che sono decisamente più giovani del trio Lotterer/ Jani/ Senna (almeno credo, così hanno detto, non ho controllato).
La SMP è un team russo, per il quale ha fatto il proprio debutto Jenson Button, sulla stessa auto di Vitaly Petrov e Mikhail Aleshin. Quest'ultimo gareggiava in Indycar, negli scorsi anni. Petrov, invece, stava sulla strada di Alonso ad Abu Dhabi 2010. Immagino che Alonso si auguri che Jensinho abbia fatto i propri bisogni sul sedile, prima che Petrov si sedesse in macchina. L'altra vettura è guidata da Stephane Sarrazin, brevemente titolare di un sedile in Minardi alla fine degli anni '90 (GP del Brasile 1999), insieme ai due giovani russi Isaakyan e Orudzhev, che l'anno scorso correvano nella World Series by Renault, serie open wheel ormai morta e sepolta.

LIVEBLOGGING: Ho seguito la gara, in linea di massima, nelle fasce orarie 15.10-17.00, 17.50-20.00, 20.30-21.30, 0.30-1.45, 7.25-8.10, 10.25-12.10, 14.40-fino alla fine, per un totale di circa nove ore, più di quanto mi aspettassi di riuscire a vedere (speravo intorno alle sei ore) e una in più dell'anno scorso.
Mi sono persa il via, arrivando con qualche minuto di ritardo, trovando Lotterer nelle retrovie e scoprendo che aveva avuto un incidente al via, mentre tentava di superare la Toyota Buemi, incidente in cui era stata coinvolta anche una Dragonspeed (ma non Buemi che, partito dalla pole dopo il miglior tempo di Nakajima nelle qualifiche, proseguiva imperterrito).
Nei momenti in cui ho seguito la gara ho fatto il liveblogging su Twitter, che ho deciso di inserire in questo commento in quanto non potrei spiegarei in modo migliore quello che ho visto:
> Yeeeeaaaaahhhhhh! La vettura per cui tifo ha già avuto un contatto ed è finita ai box. La gara è iniziata da appena dieci minuti, quindi le cose possono solo migliorare. #LeMans24 #ForzaRebellion
> E' stato nominato Will Stevens. Chi? #LeMans24 #ForzaRebellion
> Non importa quello che pensano gli altri, #IStandWithLotterer fino alla fine. <3 #LeMans24 #ForzaRebellion
> Apparentemente c'è stata qualche rara goccia di pioggia, mentre io sono in attesa che accada qualcosa di epico, mentre in realtà mancano ancora 23 ore e un quarto e non avrebbe senso aspettarsi adesso qualcosa di epico. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Ogni tanto piove a tratti e sebbene sia passata poco più di un'ora l'atmosfera da mai una gioia è già dirompente. Per fortuna hanno inquadrato Bourdeeeeyyyyy ai box e l'ho riconosciuto dagli occhiali. *-* #LeMans24 #ForzaRebellion
> Calado con una gomma a terra... Y.Y Nel frattempo. dopo 1h e mezza, in testa alla gara Buemi ha 16 sec di vantaggio su Conway e un minuto e quaranta sulla SMP (non quella di Button/ Petrov/ Aleshin). #LeMans24 #ForzaRebellion
> Le slow zones sono tipo la virtual safety car, mi pare di capire. #MomentiInCuiCadonoLePalpebre #UnOraETreQuarti #LeMans #ForzaRebellion
> Va bene che l'Italia non è stata dentro al 107%, ma nessuna lamentela per la SoVrApPoSiZiOn3 tra i mondiali e la 24 ore? #LeMans24 #ForzaRebellion
> Dopo avere guardato le prime due ore di gara faccio una pausa. Ci sentiamo più tardi. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Sono tornata dopo quasi un'ora, mi pare di capire che Lopez sia in testa davanti ad Alonso, terzo a distanza Beche sulla prima delle Rebellion, dopodiché una SMP e l'altra Rebellion risalita in top-5. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Slow zones per la vettura di Felipe "Nasser" (cit.) nella sabbia. Intanto siamo a tre ore e un quarto di gara. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Alonso è in testa davanti a Lopez. I telecronisti, nel frattempo, stavano parlando di Button. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Yeeeeaaaaahhhhh, un'altra ruota a terra, di nuovo slow zones. Lopez nel frattempo è andato ai box verso le 18.30 ma è ancora secondo dato che dal terzo in poi i distacchi sono abissali. //// Wait, wait, wait, è entrata la safety car! #LeMans24 #ForzaRebellion
> A Le Mans c'è una ruota panoramica. Ed è appena stato inquadrato Jensinho ai box. <3 #LeMans24 #ForzaRebellion
> I telecronisti hanno detto qualcosa che suonava: che ci crediate o no, una Manor è andata per prati prima di tornare "back to green". Datevi una ridimensionata, altri al posto di quella Manor sarebbero finiti a muro dando la colpa a Ericsson. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Prime quattro ore completate. Le Toyota 1-2 con Alonso ancora in testa davanti a Lopez dopo il pitstop. In terza posizione c'è la SMP di Sarrazin e dei due russi della World Series 3.5 2017, guidata da uno di loro. Le Rebellion guidate da Beche e Senna sono 4-5. #LeMans24
> Motorsport punto com ha postato un tweet chiedendo di pronosticare il risultato di Maldonado, debuttante in LMP2. Preferisco non riportare le risposte. #LeMans24 #ForzaRebellion #MaAncheForzaPastorone
> Mentre i telecronisti ridono sguaiatamente senza una ragione ben precisa, ho notato che in GT c'è Giovinazzi attaccato al posteriore di Dixon. #LeMans24
> Crash di Kraimhar (chiedo scusa per lo spelling probabilmente sbagliato), pilota della By Kolles, e nuovo ingresso della safety car, mentre lo streaming è saltato e ne sto cercando un altro. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Nel frattempo che cercavo uno streaming si sono fatte le 19.30 e a quanto pare Lopez è andato in testa. La top-5 è Lopez / Alonso / Oderzhev / Beche / Senna. Ho trovato uno streaming, ma la grafica non si legge e l'audio è pessimo. :-((((( #LeMans24 #ForzaRebellion
> Nel frattempo Button è tornato in pista dopo molti giri passati ai box per problemi tecnici derivanti dagli accidenti tirati da Alonso a un altro dei piloti di quella SMP. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Nella chat dello streaming su Youtube un utente suggerisce al proprietario del profilo di cambiare titolo in "video di gattini kawaii" per evitare la rimozione del video. #ChiacchiereDaSafetyCar #LeMans24 #ForzaRebellion
> Duello tra le Toyota! Alonso ha superato Lopez ed è tornato in testa alla gara. Orudzhev è ancora terzo, a seguire Beche, mentre Senna che era sesto è appena risalito in quinta posizione. Orudzhev è doppiato di 1 giro, Beche 2 e Senna 3. #LeMans24 #ForzaRebellion
> I telecronisti che si chiedono se sia stato detto a Lopez "Fernando is faster than you". Rob Smedley è l'uomo più quotato del motorsport. Intanto mancano pochi minuti alle 20.00, il mio dinner-time. A dopo. #LeMans24 #HoSeguitoQuattroOreSuCinque #WellDoneSunshine #APropositoDiCit
> Sto provando a seguire la gara per una mezz'oretta prima di uscire, ma non è facile ora che su youtube è rimasto solo uno streaming onboard. :-/ Nakajima è succeduto ad Alonso ed è in testa. Seguono Lopez, Orudzhev e le Rebellion ora guidate da Menezes e Jani. #LeMans24
> Trovato streaming con nome fake! *-* Il nome è "Seb Bourdais Home Movies" e l'autore chiede donazioni di birra. #EpicWin. Da quello che la gente scrive in chat, sembra che uno del telecronisti sia Chandhok, epico pilota della HRT e di un evento one-off alla Caterham! #LeMans24
> Stavo osservando che a Le Mans c'è ancora parecchia luce per essere le 20.45, poi ho guardato fuori dalla finestra e ho notato anche che anche fuori dalla finestra di casa mia c'è ancora luce. Sulla SMP in terza posizione adesso c'è Isaakyan. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Apparentemente Paul Di Siesta e JPM dovrebbero essere nello stesso team, anche se non nella stessa vettura. #LeMans24
> Bandiere gialle. Inquadratura per una vettura contro le barriere. C'è un numero 32, su quella vettura, che promette poco di buono. E' stata sicuramente colpa di un tombino immaginario. #TripleCrownDiTombiniScoperchiati #JPM #LeMans24
> WTF?! il crash di Montoya è avvenuto alla curva Indianapolis. #LeMans24
> Le Toyota sono ancora 1 e 2, con al volante nientemeno che Nakajima e Kobayashi, in questo momento. #NipponPower alla massima potenza. *-* La top-5 è invariata, sono state completate 6H e tecnicamente potrebbe succedere di tutto. #LeMans24 #ForzaRebellion
> In entrambe le Toyota c'è un pilota giapponese, quindi tutto sommato una vittoria Toyota potrebbe essere un evento positivo per il motorsport. Intanto sono già le 21.15... #LeMans24 #ForzaRebellion
> Le Toyota sono moooolto vicine. Se Mazzoni stesse facendo la telecronaca della #LeMans24, probabilmente ci ricorderebbe dell'incidente tra Nakajima e Kobayashi al GP del Brasile 2009, quando Kobayashi sostituiva Glock dopo il suo infortunio.
> Sono le 21.30, devo andare, e così facendo ho già seguito cinque ore di gara, superando di gran lunga le mie aspettative (pensavo di riuscire a vederne al max sei in totale, tra oggi e domani, ma ci sono buone chance di fare di meglio). Koba è appena passato in testa. #LeMans24
> A mezzanotte e mezza sono tornata a seguire la gara. Toyota 1-2 (Conway - Buemi), Rebellion 3-4 (Laurent - Lotterer). La SMP è sotto di parecchi giri. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Non sto scherzando, hanno inquadrato un pilota appena sceso da una vettura, che aveva un'aria familiare. Mi sono chiesta se fosse Petrov. Poi si è infilato un paio di occhiali rossi. Ho scambiato Bourdais per Petrov! #LeMans24
> Otto ore di gara completate (di cui ne ho viste cinque e mezza, ormai). Circa 40 min fa Buemi ha dovuto scontare uno stop and go, per questo è a due minuti di distacco da Conway. Si sta comunque avvicinando. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Dopo che la Manor di Rowland è andata in giro per prati una ventina di minuti fa, davanti ci sono rimaste solo quattro LMP1 (Toyota & Rebellion), quinta in classifica generale c'è la prima delle LMP2. #LeMans24 #ForzaRebellion
> E' arrivato il bed-time di Laurent e Lotterer, al loro posto sono scesi in pista Beche e Senna. Dal livetiming pare che la SMP dei Petrov+Button+Aleshin sia ufficialmente fuori, mentre quella di Sarrazin e dei due russi della World Series by Renault sia ancora in pista. #LeMans24
> Il livetiming mette degli "out" a caso, dato che hanno appena inquadrato un onboard di Petrov e sono sicura di non essermelo sognato. Anche la gente della chat dello streaming conferma di averlo visto, dato che stanno facendo battute su Alonso. #LeMans #ForzaRebellion
> Ho appena visto una GT rosa confetto, per l'esattezza quella di Estre che attualmente è in testa alla classifica di categoria. Intanto anche Buemi è andato a dormire e Alonso sta tornando in pista. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Quelli della chat si augurano che Alonso torni in testa e che rompa il motore all'ultimo giro... E' quello che è successo a Nakajima due anni fa. Nakajima condivide l'auto con Alonso. Attenti che se legge i vs commenti vi infila una katana su per il cu*o. #LeMans24
> Il cambio di pilota ha contribuito a incrementare il gap da 2+ a 3+ minuti tra i primi due, ma presto immagino che arrivi Lopez al posto di Conway. #LeMans24 #ForzaRebellion
> In chat c'è gente che si lamenta che la Formula 1 è noiosa, perché ci sono pochi duelli e sorpassi per la vittoria. Mi pare giusto scriverlo guardando una gara in cui i primi due sono separati da circa un giro, il terzo è a cinque giri e il quarto a sei. #LeMans24 #SorryNotSorry
> Ora sono passati al "guardare le gare su ovali è una cosa che possono fare solo gli americani" WTF?! Non ho mai sentito di fan brasiliani offesi da gente non brasiliana che guarda le stock car, idem per i fan tedeschi con il DTM. #facepalm anzi accrescitivo #facepalmer #LeMans24
> Un meccanico che saltella a caso, poi inquadrature di gente che dorme. Intanto manca un quarto alle due, ho già seguito 6H15' di gara in totale oggi e intendo seguirne un po' anche domani mattina, quindi buonanotte a tutti. <3 #LeMans24 #ForzaRebellion
> Sono le 7.30, mi sono collegata qualche minuto, per vedere le slow-zones dovute alla Dragonspeed di Hanley che procede lentamente. Le Toyota sono 1-2 con 15 sec tra Conway e Buemi, anzi, Conway è appena andato ai box(?), ora è in testa Buemi. #LeMans24
> Rettifico: Conway ha scontato uno stop&go per eccesso di velocità in slow-zone. Stessa sorte adesso anche per Buemi, quindi adesso si ferma anche lui. Ho scoperto che "out" nel livetiming significa "uscendo dai box" non "ritirato". #LeMans24 Laurent & Lotterer 3-4 #ForzaRebellion
> Conway si è fermato per un pitstop, il che ha fatto sì che Buemi rimanesse davanti. Rusinov è quinto ovvero in testa in LMP2 e guardando la classifica della GT vedo che davanti ci sono ancora Estre e la vettura rosa confetto. #LeMans24
> A quanto ho capito al momento Buemi non si deve fermare(?). Ha 40+ sec di vantaggio su Conway. Slow zones per la vettura insabbiata di Vaxiviere, quando mancano poco più di sette ore. #LeMans24
> Sono le otto passate da qualche minuto e attualmente ho visto sette ore su diciassette, mentre Buemi è ai box lasciando la leadership a Conway. // All'uscita il gap è 25+ sec e la gente in chat parla dei doppi punti di Abu Dhabi 2014 e di Interlagos 2008. #LeMans24
> Quelli della chat si sono divertiti durante Abu Double 2014 perché Hamilton rallentava tutti. L'età avanza e qui confondono un'edizione con l'altra... Intanto si è fermato anche Conway. Con Buemi in testa, alle 8.10 provo a tornare a dormire un po'. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Sono tornata alle 10.25 scoprendo che ci sono le slow zones per qualche casino combinato da Di Resta. I primi cinque sono Alonso / Lopez / Beche / Senna / Vergne, quindi non è cambiato nulla tranne i piloti al volante. L'edizione 2017 è stata più movimentata. #LeMans24
> Non so come sia possibile che ci siano persone che si guardano tutte le 24h e magari siano le stesse che si addormentano guardando la F1.Senza offesa per il WEC, ma chi non resiste un'ora e mezza come fa a resistere 24h di fila, a cui già è quasi impossibile resistere? #LeMans24
> Ad ogni modo sia Alonso sia Lopez hanno iniziato il loro stint da a malapena un'ora, quindi facendo due calcoli tra qualche ora saranno rimpiazzati da Nakajima e Kobayashi e saranno i Nippon Bros a terminare la gara! <3 <3 <3 #LeMans24 #ForzeRebellion ma #NipponPower *-*
> Sono seria, leggendo la classifica generale ho visto un certo William Stevens 11° su una LMP2 e mi sono chiesta chi fosse. #WhosThatGuy #LeMans24
> Ci sono voci contrastanti in chat,chi dice che ci sono ancora le slow zones per l'incidente di Di Resta, chi parla di un tombino uscito dalla sede. Tra una cosa e l'altra ne ho approfittato per verificare cosa ne sia stato di Montoya e pare che sia in pista attualmente. #LeMans24
> Sono andata un attimo in bagno e vedo Senna davanti a Beche. Da fungirl di Lotterer non posso fare altro che prenderne atto ed essere felice! <3 #LeMans24 #ForzaRebellion
> Beche si sta avvicinando a Senna, da 10 sec è passato a 4 sec, mentre nel frattempo Pizzitola ha preso il posto di Jev al volante. 3h50' al termine della gara. #LeMans24
> Gran duello tra Makovieki e Bourdeeeeeyyyyyyyyy, la gente della chat si augura un incidente seguito da una rissa, forse hanno scambiato Mako per Paul Tracy. Pitstop effettuati in LMP1 intanto, Senna è ancora davanti a Beche con un buon margine. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Sono le 11.30, mancano tre ore e mezza di gara e approssimativamente ne ho viste otto ore. Essenzialmente sto battendo il mio record dell'anno scorso. /// Discussione via radio con Bourdeeeeyyyyy relativa al cambio pilota. #LeMans
> Lopez, che cosa stai facendo?!?!?!?! <--- mezzo testacoda del pilota attualmente in seconda posizione. Ha almeno 10 giri di vantaggio sul terzo, no problem. /// Si parla di rischio pioggia per le 14.00. Ora manca un quarto a mezzogiorno. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Driver switch a tre ore dalla fine: Menezes al posto di Beche, Jani al posto di Senna. E Jani è tornato in pista con la portiera aperta. Menezes è davanti, adesso. #ForzaRebellion #LeMans24
> In Toyota si sono appena fermati ai box, ma hanno continuato sia Alonso sia Lopez. Stanno preservando i Nakayashi per la zampata finale. Intanto c'è una vettura che va ai due all'ora. #LeMans24
> Sono le 12.10, devo staccare perché devo andare a pranzo da mia nonna, spero di riuscire a vedere il finale e spero che Jani vada a prendersi il podio. #LeMans24 #ForzaRebellion
> Alle 14.40 sono tornata al computer a venti minuti dalla fine, in sovrapposizione con l'ultimo giro del #GPCatalunya. Nakajima è in testa alla #LeMans24 mentre Lorenzo vince davanti a Marquez e a Rossi. #DucatiForTheWin <3
> Sulla chat ancora stanno sperando che la Toyota #8 rompa a fine gara. Ora, io posso capire che ce l'abbiano con Alonso o Buemi, ma cos'ha fatto di male il povero Nakajima, che è al volante ora, di fare di nuovo la stessa identica fine del 2016? #ProtectNakajima #LeMans24
> Così un millesimo di secondo puoi farlo durare per sempre, cit. Vettel in uno spot della Fiat su TV8. Ora comunque chiudo la MotoGP perché la gara è finita, mentre a Le Mans ci sono ancora 15 minuti di gara. #LeMans24
> In questo momento Menezes ha 13 giri in meno di Nakajima e 11 in meno di Kobayashi. Ovvero qualunque cosa succeda, la Toyota ha già assicurato la vittoria. #LeMans24
> Tra cinque minuti Kazuki Nakajima diventerà ufficialmente un eroe. #LeMans24
> È l'ultimo giro. L'inquadratura sullo sguardo di Nakajima è commovente. #LeMans24
> Gara poco combattuta davanti, eccetto un paio di duelli tra le Toyota ieri, vittoria Toyota quasi scontata, ma vedere Kazuki Nakajima tagliare il traguardo davanti a tutti dopo il terribile finale del 2016 è troppo aaaaawwwww. #LeMans24
> Nakajima è ancora al volante, il resto del team, Alonso e Buemi compresi, stanno già sbevazzando like a boss. #LeMans24
> #LMP1 1) Toyota - Buemi/ Alonso/ Nakajima, 2) Toyota - Conway/ Lopez/ Kobayashi, 3) Rebellion - Laurent/ Beche/ Menezes. #LeMans24
> Alonso e Buemi si sono praticamente gettati addosso a Nakajima e sono seduti in cima alla vettura mentre Nakajima guida durante il giro d'onore. #LeMans24
> Indianapolis 2017 ---> Sato. Le Mans 2018 ---> Buemi. Monaco 2019 ---> attendo pazientemente la vittoria di un giapponese. #LeMans24
> Nakajima con la bandiera giapponese al vento! *_________* Non è il memorial weekend quindi nessuno avrà niente da ridire, immagino. Comunque sembra abbastanza sconcertato. #LeMans24
> Jev e colleghi hanno vinto la LMP2 su una G-Drive, mentre la vittoria classe GTE Pro è andata alla Porsche rosa confetto. Alla fine quest'anno ho visto in totale nove ore, addirittura una in più dell'anno scorso. #LeMans24
> Il succo del weekend è che i vincitori della #LeMans24 che corrono in Formula 1 appaiono nuovamente dei fighi come ai tempi di Hulkenberg e che, di conseguenza, anche Hartley è un figo.

RIFLESSIONI POST-GARA: come ho già detto tra le righe, c'era una vettura per cui simpatizzavo, ed era la Rebellion numero 1. Al di là del fatto che, di per sé, il team mi ispira simpatia, inoltre credo che Lotterer abbia il suo perché. Mi piace come guida in Formula E. Credo di essere più o meno l'unica, ma nevermind. In Formula E il suo stile di guida mi ricorda molto i duelli epici tra le Marussia e le Caterham, non c'è da sorprendersi che nell'evento one-off a cui prese parte, quando nel 2014 disputò il suo gran premio di casa (più o meno, la sua nazionalità è molto più complessa di quanto possa sembrare), fosse al volante proprio di una Caterham. Tuttavia mi sono accorta fin da subito, come si vociferava già dopo l'evento inaugurale del campionato, che non c'era storia per nessuno e che c'erano solo due vetture che potevano competere per la vittoria, ovvero le Toyota. Andavano mediamente tre secondi al giro più veloci di SMP e Rebellion e nessuno avrebbe potuto puntare a vincere la gara, a meno che le Toyota non si fossero ritirate entrambe, il che considerando la "maledizione" della Toyota a Le Mans, avrebbe addirittura potuto succedere.
Non è successo e non rimane altro da fare che prenderne atto e accettare l'idea che la supremazia della Toyota è un dato di fatto. Ci sono teorie del kompl8, chiaramente, ma le teorie del kompl8 lasciano il tempo che trovano. I team più importanti, anche se tra le righe, dettano legge all'interno della loro categoria e la posizione che occupa al giorno d'oggi la Toyota nel WEC non è tanto diversa da quella che occupava la Mercedes in Formula 1 fino a qualche anno fa, o la Redbull o la Ferrari in momenti precedenti. L'unica differenza è che, essendo l'endurance una categoria diversa dalle altre, avere due vetture che stanno in testa alla gara con un distacco abissale per ventiquattro ore invece che per un'ora e mezza, con soltanto altre due vetture di LMP1 ancora in pista, è un po' diverso che seguire una gara di Formula 1 con la speranza che Vettel o Ricciardo arrivi sul podio o con la speranza di vedere una Marussia in zona punti. Anche le polemiche sul *quale* delle due Toyota abbia vinto lasciano un po' il tempo che trovano, secondo me, specie alla luce del fatto che una delle due ha vinto con DUE GIRI DI VANTAGGIO sull'altra, nonostante i vari stop and go rimediati da Buemi. Se poi è vero che ad un certo punto Buemi e Alonso hanno recuperato molto nei confronti di Conway e Lopez, forse gli stessi Conway e Lopez dovrebbero farsi qualche domanda. Tra parentesi, alla fine Nakajima andava like a boss, quindi credo che un po' di gloria bisognerebbe concedergliela...
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...ma niente, Nakajima è forse il pilota di cui si è parlato di meno, a mio parere un po' ingiustamente, perché tutto sommato avremmo potuto aspettarci che piloti del calibro di Alonso e Buemi potessero vincere una delle gare automobilistiche più importanti al mondo, ma avere le stesse aspettative nei confronti di Nakajima era un po' meno probabile. Io stessa ero convinta che un giorno un giapponese avrebbe vinto la 24 Ore, ma che quel giapponese sarebbe stato Kobayashi, pilota che sicuramente mi ha sempre suscitato molta più fiducia di Nakajima.
O meglio, un periodo in cui avevo aspettative alte nei confronti di Nakajima c'era. Chiusi un occhio quando esordì (al posto di Wurz, che si era ritirato con un gran premio d'anticipo alla fine del 2007) investendo due meccanici nel corso del suo primo pitstop durante una gara di Formula 1 e mi dissi che un giorno avrebbe dimostrato che i piloti giapponesi potevano liberarsi della loro reputazione anche grazie a lui. Nel 2008, essenzialmente la sua stagione da esordiente, visto che nel 2007 aveva fatto solo una gara, non andò così male, secondo me. Ero fiduciosa, fece vari punti e, anche se non ebbe mai dei veri exploit che convincessero a pieno, dimostrò di non essere tanto peggio di altri piloti presenti in quell'epoca. Poi venne il 2009, l'anno in cui la Williams aveva il "vantaggio irregolare" dovuto al buco sul fondo in stile Brawn GP. Ora, oserei dire che la Williams fu molto un fuoco di paglia quell'anno, ma ciò non giustifica il fatto che Nakajima sia stato l'unico pilota a gareggiare full-time senza portare a casa neanche un singolo punto. La vettura era migliore di quella dell'anno precedente, ma i risultati di Nakajima ebbero un netto decadimento e non c'è molto da sorprendersi che poi la Formula 1 gli abbia chiuso la porta in faccia (no, in realtà venne la Stefan, ma solo sulla carta).
Se Alonso ha aggiunto un elemento di prestigio al suo palmares e se Buemi ha dimostrato per l'ennesima volta che non sta esattamente facendo una vita di stenti nonostante non sia mai stato promosso in Redbull, forse Nakajima è quello che in questo weekend ha ottenuto più di tutti, passando da un giorno all'altro dall'essere uno che veniva ridicolizzato all'essere un vincitore di una delle gare automobilistiche più prestigiose della storia del motorsport. È strano come in relativamente poco tempo possano cambiare le cose, nel 2017 un giapponese ha vinto la 500 miglia di Indianapolis, oggi un giapponese vince a Le Mans...
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...forse è ancora presto per dirlo, ma credo che in (relativamente) poco tempo la reputazione di "pilota scarso" attribuita in automatico a qualunque pilota giapponese possa essere messa da parte, così come la stessa reputazione attribuita ad altri piloti asiatici. Nelle formule minori ci sono attualmente anche piloti cinesi e indiani che ottengono piazzamenti a podio e sporadiche vittorie, mentre ad alti livelli l'unica nazione asiatica rappresentata si sta finalmente prendendo qualche rivincita.
Vecchi tormentoni che finiscono, nuovi tormentoni che iniziano... Dieci anni fa Nakajima veniva imposto dalla Toyota alla Williams in cambio di una fornitura di motori, forse era grazie al taglio orientale dei suoi occhi che non era preso di mira tanto quanto avrebbe potuto accadere ad altri, era sì preso per i fondelli, ma non in modo più accentuato di quanto avebbe potuto succedere ad altri piloti che ne condividevano la stessa nazionalità. Nakajima era giapponese, quindi motori o no era visto come un pilota che rispettava gli standard del pilota giapponese: caotico e destinato a portare a casa pochi risultati. A dieci anni di distanza stava sulla Toyota che, per la prima volta, ha tagliato in prima posizione il traguardo a Le Mans ed è stato lui stesso a tagliare il traguardo, venendo accolto come un eroe. Questa è la cosa più simile a un happy ending che io ricordi di avere visto in tempi recenti e Kazuki-san è diventato un idolo delle folle, anche se il merito se lo stanno prendendo in particolare Sebastien-san e Fernando-san (detto all'orientale, all'occidentale è San Fernando).
Passando ad altro, dopo la squalifica della G-Drive di Rusinov, Vergne e Pizzitola, la vittoria della classe LMP2 è andata alla vettura di Lapierre, Thiriet e Negrao. In GT, invece, ha vinto la Porsche rosa di Christensen, Estre e Vanthoor.