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giovedì 30 ottobre 2025

Marco Andretti si ritira dalle competizioni, Jenson Button anche

Ieri pomeriggio, la notizia bomba: Marco Andretti si ritira dalle competizioni. Sono rimasta abbastanza sconvolta, non per altro, ma perché è da anni che parlo di quanto sarebbe un risultato mistico una sua vittoria alla Indy 500, nella consapevolezza dell'estrema improbabilità di un simile risultato.
Mi è dispiaciuto. Per fortuna per puro caso grazie a un post di Zuckerbook mi sono immediatamente ripresa con un gossippone eroico multidisciplinare(*) che unisce tennis e motorsport mi ha fatto sentire sommersa di aura mazzoniana.

Stamattina, poi, è arrivata un'altra notizia traumatica: anche Jenson Button si ritira dalle competizioni! NOOOOHHHH! :-//// In questo caso su Zuckerbook non ho trovato gossipponi epici a random, ma semplicemente gente che commentava la notizia, tra cui uno che affermava che Button in Formula 1 ha raggiunto il successo IN TARDA ETÀ.
Prima vittoria 27 anni, titolo 29 anni, ultima vittoria 32 anni. Aiutohhhh, che idea c'è di cosa sia la tarda età?

(*) Gossippone multidisciplinare = la ex di Mick Schumacher si è fidanzata con Jannik Sinner.


martedì 27 maggio 2025

Indycar 2025: #6 Indianapolis 500

25 Maggio 2025 // è il giorno della 109^edizione della Cinquecento Miglia e dall'altro lato dell'oceano i colori della Prema svettano dopo la pole position conquistata da un rookie per una squadra ugualmente esordiente. Accanto a Robert Shwarztman c'è il quarantottenne Takuma Sato, one-off per Rahal Letterman, con due vittorie all'attivo. A Indianapolis, tuttavia, la posizione in griglia potrebbe non avere grossi effetti sul risultato finale, quindi quello che conta è in primo luogo andare in griglia, se si riesce in Fast12 e poi in Fast6, ma ciò che conta di più è arrivare in griglia.
Sabato 17 Maggio sono state fissate le posizioni dalla 13^ alla 30^, domenica c'era da decidere la top-12 e poi l'ultima fila. Dei primi dodici, le Penske non sono scese in pista, Scott McLaughlin per incidente nella free practice, Josef Newgarden e Will Power irregolarità tecniche. Questi ultimi due sono anche stati mandati, in seguito, in fondo alla griglia per la gara, con Power che aveva davanti la possibilità di diventare il primo pilota a vincere la Indy 500 dalla P33.
Marco Andretti, Marcus Armstrong e le Coyne, frattanto, avevano a disposizione tre posti in griglia ed erano in quattro. Nella giornata del 18 Maggio, nella Last Chance Qualifying AKA Bump Day, si poteva prospettare una sessione al cardiopalma. Tuttavia è stato molto chiaro che Jacob Abel, uno dei piloti Coyne, era palesemente il pilota destinato a guardarsi la gara in TV anziché essere incluso nella griglia di partrnza, che si è rivelata essere la seguente:

1^ fila: Shwartzman (Prema) / Sato (Rahal Letterman) / O'Ward (Arrow Mclaren)
2^ fila: Dixon (Ganassi) / Rosenqvist (Meyer Shank) / Palou (Ganassi)
3^ fila: Malukas (Foyt) / Lundgaard (Arrow McLaren) / Ericsson (Andretti)
4^ fila: McLaughlin (Penske) / Daly (Juncos) / Rossi (Carpenter)
5^ fila: Simpson (Ganassi) / Carpente (Carpenter) / Ferrucci (Foyt)
6^ fila: DeFrancesco (Rahal Letterman) / Robb (Juncos) / Rasmussen (Carpenter)
7^ fila: Larson (Arrow McLaren) / Foster (Rahal Letterman) / Ilott (Prema)
8^ fila: Castroneves (Meyer Shank) / Kirkwood (Andretti) / Siegel (Arrow McLaren )
9^ fila: Hunter-Reay (Dreyer & Reinbold) / Harvey (Dreyer & Reinbold) / Herta (Andretti)
10^ fila: Rahal (Rahal Letterman) / Andretti (Andretti) / Armstrong (Meyer Shank)
11^ fila: Veekay (Coyne) / Newgarde (Penske) / Power (Penske)

Arrivato il race day, la gara è partita in ritardo a causa della pioggia all'orario prefissato, con un ritardo di circa un'ora. Per McLaughlin la gara non è neanche iniziata, perché è andato a sbattere prima della bandiera verde. Dopo solo quattro giri di tranquillità, a seguito di un contatto con Armstrong, Andretti è stato costretto al ritiro e anche quest'anno non ha ribaltato la maledizione. :-////
Al restart, Shwartzman (che se non vado errata è il primo poleman asiatico della storia della Indy 500, ma nessuno se n'è accorto perché nell'immaginario collettivo solo i piloti giapponesi sono asiatici, al massimo a volere esagerare gli indiani) è stato risucchiato in breve tempo dagli inseguitori, con O'Ward che si è portato in testa prima che gli succedesse Sato. Quando al 20° giro è entrata la safety car a causa della pioggia e i piloti di testa si sono riversati in pitlane in branco, il premino è stato anche attardato da una sosta lenta.
Rossi e Rasmussen si sono scambiati la leadership dopo il restart. Non si erano infatti fermati ai box e si sono susseguiti nelle prime posizioni, in attesa che le soste intorno al 60° giro rimettessero davanti Sato, inseguito da Malukas.
Nei giri che sono seguiti abbiamo visto il drama in pitlane: prima Rossi ritirato per un principio d'incendio, poi Veekay che verniciava il muro della pitlane e infine il poleman, con un meccanico che cadeva a terra.
Frattanto su un'altra pitstop window Hunter-Reay si è portato in testa in un successivo momento. Al 93° c'è stata una SC quando sono finiti nelle barriere Simpson, Larson e Robb e nuovamente diverse pitstop window hanno visto altri piloti in testa, come De Francesco, Daly e di nuovo Hunter-Reay, il quale si è poi ritirato in pitlane. Anche Newgarden, nel frattempo, si ritirava a causa di un problema tecnico.
Daly ha perso diverse posizioni prima della sosta finale, mentre a pitstop ultimati Palou ha superato Malukas portandosi secondo alle spalle di Ericsson. Al 185° giro l'ha superato portandosi in testa e, nonostante questo lo inseguisse da vicino non ha avuto problemi a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi, conquistando l'ennesima vittoria stagionale, ma la prima della sua carriera su un ovale.



La gara è finita con le bandiere gialle dopo che è avvenuto un incidente non inquadrato dalle telecamere, protagonista Siegel. Esistono al momento pare solo immagini amatoriali dell'incidente. La regia ufficiale è anche riuscita a perdersi il momento in cui Palou ha tagliato il traguardo. Sono seguiti poi i festeggiamenti con l'immancabile latte, il tutto mentre due donne in abiti succinti correvano a consolare Ericsson, facendo sorgere il dubbio che costui sia bigamo. :-PPPP

Nella serata di domenica abbiamo avuto il seguente risultato: 1. Alex Palou, 2. Marcus Ericsson, 3. David Malukas, 4. Pato O'Ward, 5. Felix Rosenqvist, 6. Kyle Kirkwood, 7. Santino Ferrucci, 8. Christiam Rasmussen, 9. Christian Lundgaard, 10. Conor Daly, 11. Takuma Sato, 12. Callum Ilott, 13. Helio Castroneves, 14. Devlin DeFrancesco, 15. Louis Foster, 16. Nolan Siegel, 17. Colton Herta, 18. Ed Carpenter, 19. Will Power, 20. Graham Rahal, 21. Marcus Armstrong, 22. Jack Harvey, 23. Scott Dixon, 24. Ryan Hunter-Reay, 25. Josef Newgarden, 26. Sting Ray Robb, 27. Kyle Larson, 28. Kyffin Simpson, 29. Robert Shwarztman, 30. Rinus VeeKay, 31. Alexander Rossi, 32. Marco Andretti, 33. Scott McLaughlin...

...ma attenzione, plot twist! Nella sera italiana di lunedì è stato comunicato che Ericsson, Kirkwood e Ilott, per irregolarità tecniche sono stati retrocessi nelle ultime posizioni, in sintesi un modo elegante per dire squalificati. In sintesi la nuova top-ten è Palou, Malukas, O'Ward, Rosenqvist, Ferrucci, Rasmussen, Lundgaard, Daly, Sato, Castroneves.



lunedì 24 agosto 2020

Big in Indiana: Takuma Sato vince la sua seconda Indy 500

Quest'anno siamo arrivati a 33 e non più di 33, il che implica la qualificazione garantita per tutti. Penske si è iscritta con quattro vetture: oltre ai soliti Josef Newgarden, Will Power e Simon Pagenaud ha schierato anche Helio Castroneves. Ganassi invece è scesa in pista con le sue tre entries standard: Scott Dixon, Felix Rosenqvist e Marcus Ericsson. Rahal invece ha portato non soltanto i piloti standard, Graham Rahal e Takuma Sato, ma anche Spencer Pigot.
Andretti ha portato quattro vetture come team Andretti propriamente detto, ovvero Alexander Rossi, Ryan Hunter-Reay, Zach Veach e James Hinchcliffe, più quelle delle partnership: Marco Andretti con Andretti/Herta e Colton Herta con Andretti/Harding.
Ed Carpenter è sceso in pista con una vettura del suo team, affiancato da Rinus Veekay e da Conor Daly. Oltre a Pato O'Ward e Oliver Askew, Arrow McLaren ha schierato una terza vettura, quella di Fernando Alonso.

Foyt ha portato Charlie Kimball, Tony Kanaan e Dalton Kellett, Coyne invece Santino Ferrucci, Alex Palou e una terza vettura per James Davison. Una vettura rispettivamente per Shank e Carlin, guidate da Jack Harvey e Max Chilton, mentre Dreyer & Reinbold ha portato due vetture guidate da Sage Karam e J.R. Hildebrand, mentre ha completato la griglia Dragonspeed con Ben Hanley al volante.
Per la prima volta dopo vent'anni, nessuna donna in griglia, sta a voi giudicare se per via di pregiudizi contro le donne come sostiene Pippa Mann, oppure perché al momento non ci siano donne convincenti nel panorama della Indycar. Io, da parte mia, mi sono fatta l'idea che al giorno d'oggi ci siano più pregiudizi di quanto non ce ne fossero ai tempi di Danica Patrick o Simona De Silvestro, tuttavia sono convinta che Danica Patrick e Simona De Silvestro, se non fossero una ritirata e una impegnata in altre competizioni, avrebbero avuto meno difficoltà di Pippa Mann a trovarsi un volante.

Il format di qualifiche, probabilmente lo conoscerete. Senza bump vari ha funzionato così: tutti in pista sabato, otto giorni prima della gara, per stabilire la Fast Nine e le posizioni successive dello schieramento. A contare è la velocità media di quattro giri lanciati, con i piloti che fanno più run nel corso della giornata. Dal decimo in poi sono andati tutti a occupare le varie posizioni sulla griglia di partenza già al sabato, mentre la Fast Nine sarebbe andata a giocarsi la pole all'indomani.
Così, sette giorni prima della gara, per nove illustri individui le qualifiche sono terminate con Marco Andretti davanti a tutti. Era già stato il più veloce il giorno della Fast Nine e, la domenica prima della gara, è andato anche ad accaparrarsi la pole position, in una griglia così composta:

1^ fila: Andretti, Dixon, Sato
2^ fila: Veekay, Hunter-Reay, Hinchcliffe
3^ fila: Palou, Rahal, Rossi
4^ fila: Herta, Ericsson, Pigot
5^ fila: Newgarden, Rosenqvist, O'Ward
6^ fila: Carpenter, Veach, Daly
7^ fila: Ferrucci, Harvey, Askew
8^ fila: Power, Kanaan, Kellett
9^ fila: Pagenaud, Alonso, Davison
10^ fila: Castroneves, Kimball, Chilton
11^ fila: Karam, Hildebrand, Hanley

Il sogno di Marco Andretti di sconfiggere la "maledizione" di famiglia è durato soltanto fino al momento della bandiera verde (arrivata alle 20.30 ora italiana per disputare la gara in un orario più fresco di quanto non sarebbe stato mantenendo l'orario tradizionale).
Già da inizio gara, infatti, è stato Scott Dixon ad appropriarsi della leadership, seguito da vicino da Ryan Hunter-Reay e da Takuma Sato, con il poleman per un po' al quarto posto. Nel frattempo perdevamo per strada Carpenter per un contatto con un muro (poi rientrato ai box e uscito a diversi giri di distanza) e Davison con una ruota in fiamme e poi anche Ericsson per incidente (chissà, magari stava pensando a Grosjean). Prima di metà gara sarebbero stati fuori gioco anche Askew e Daly, coinvolti in un incidente pochi giri prima dell'halfway point e sarebbe entrata tre volte la safety car. La terza avrebbe prevenuto il doppiaggio di Alonso, ultimo pilota a pieni giri, che tuttavia più tardi non si sarebbe salvato da quel destino dopo un problema capitato ai box.

Nel frattempo RHR e Andretti erano un po' più distaccati dai piloti di testa e si inserivano tra le posizioni che contavano anche Rinus Veekay, almeno finché non ha lasciato spegnere la vettura ai box, e Alexander Rossi. In una gara in cui non sono state possibili strategie che portassero degli outsider nelle posizioni di maggiore spessore, è stato proprio Rossi, per parecchi giri, il principale sfidante di Dixon, con sorpassi e controsorpassi vari. Un brutto destino, tuttavia, attendeva Rossi: uscito dietro a Dixon e anche a O'Ward dopo un pitstop in regime di safety car entrata per incidente di Palou, è stato penalizzato per un contestato unsafe release e scivolato nelle retrovie.
A quel punto non si è dato per vinto, superava vetture like a boss e chissà, magari una safety car al momento giusto avrebbe potuto rimetterlo in lizza per le posizioni di spessore... quella safety car, però, è arrivata proprio per un suo incidente, mentre nel frattempo Dixon era ancora leader incontrastato, con Graham Rahal e Takuma Sato a lottare per il secondo posto.

Poteva sembrare un destino già scritto fin dal via quello di Dixon, ma non è andata così: poco dopo il restart, quando eravamo già nell'ultimo quarto di gara, Sato si è portato in testa e vi è rimasto anche dopo il giro di pitstop, mentre Newgarden, Rahal e Ferrucci occupavano a vario titolo le posizioni della top-5. O meglio, è rimasto davanti a tutti dopo il pitstop, mentre davanti c'erano Veach e Chilton su una strategia alternativa che, come tutte le strategie alternative, non ha dato i suoi frutti.
In un primo momento Dixon sembrava vicino abbastanza per potersi rimettere in gioco, ma più la gara andava avanti e più sembrava che Sato potesse scappare allo stesso modo in cui era scappato Dixon in certe precedenti occasioni della gara.
Stavolta il destino di stava scrivendo a favore di Sato e nulla sembrava mettersi tra lui e la victory lane. Il risultato è stato addirittura congelato in anticipo, quando Spencer Pigot è andato violentemente a sbattere a quattro giri dalla fine. La gara è finita dietro safety car e il Piccolo Samurai, come lo chiamava Mazzoni, ha vinto per la seconda volta in carriera la Cinquecento Miglia di Indianapolis.

RISULTATO: 1. Takuma Sato, 2. Scott Dixon, 3. Graham Rahal, 4. Santino Ferrucci, 5. Josef Newgarden, 6. Pato O'Ward, 7. James Hinchcliffe, 8. Colton Herta, 9. Jack Harvey, 10. Ryan Hunter-Reay, 11. Helio Castroneves, 12. Felix Rosenqvist, 13. Marco Andretti, 14. Will Power, 15. Zach Veach, 16. J.R. Hildebrand, 17. Max Chilton, 18. Charlie Kimball, 19. Tony Kanaan, 20. Rinus Veekay, 21. Fernando Alonso, 22. Simon Pagenaud, 23. Ben Hanley, 24. Sage Karam, 25. Spencer Pigot, 26. Ed Carpenter, 27. Alexander Rossi, 28. Alex Palou, 29. Conor Daly, 30. Oliver Askew, 31. Dalton Kellett, 32. Marcus Ericsson, 33. James Davison.

PS. Salvo particolari stravolgimenti, sarà O'Ward ad essere eletto Rookie of the Year. Nonostante avesse già tentato di qualificarsi all'edizione 2019, il non essersi qualificato l'anno scorso lo rende pilota alla prima partecipazione, quindi eleggibile per questa carica.

giovedì 6 settembre 2018

Commento al Gran Premio di Portland

Oh my Taku Banzaaaaiiii <3 /// 2 Settembre 2018

Drivers.
Start.
Your.
Engines.
And.
Streaming.
Links.
Start.
To.
Work...
...
...
...va bene, va bene, certe cose non sono immediate e alle 21.00 di domenica sera avevo già capito che sarebbe stata una lunga serata di sofferenza.
Ad ogni modo avrebbe potuto andare anche peggio, quind mi sono rassegnata, ho capito che ce l'avevo già fatta tante volte, quindi anche stavolta avrei potuto cercare di stare dietro a quello che aspiravo di vedere.
Questo weekend si è svolto il gran premio di Portland. Era dal 2007 che non si svolgeva ed era dai tempi della Champ Car, in cui correvano all'epoca sia Willpowahhhh sia il suo best friend forever Bourdeeeeyyyyy... e anche Pagenaud in realtà.
Incredibile ma non troppo, Willpowahhhh sarebbe partito dalla pole, mentre anche Bourdeeeeeyyyyyy era in una buona posizione, nella seguente griglia di partenza:

1^ fila: Power - Newgarden
2^ fila: Rossi - Bourdais
3^ fila: Hunter-Reay - Veach
4^ fila: Hinchcliffe - Jones
5^ fila: Andretti - Rahal
6^ fila: Dixon - King
7^ fila: Harvey - Muñoz
8^ fila: Chilton - Fittipaldi
9^ fila: Pigot - Ferrucci
10^ fila: Leist - Sato
11^ fila: Chaves - Pagenaud
12^ fila: Celis - Kanaan
13^ fila: Kimball forever alone...

Dopo il "drivers, start your engines" del caso, non restava altro che fare mente locale: il detestivo al kiwi Scott Dixon, altresì noto come Iceman, è arrivato a Portland come leader della classifica, in vantaggio nei confronti di Alex Non Sono Valentino Rossi, Willpowahhhhh e altri che la matematica non escludeva.
La gara prevedeva 105 giri ed è partita con mooooolta tranquillità: Hinchclife e Veach sono venuti a contatto, sono riusciti apparentemente a proseguire senza grossi danni (soprattutto Veach, che non ha perso posizioni), mentre dietro di loro si scatenava il caos e Dixon era in mezzo a tale caos.
No problem, si è ripreso abbastanza bene, riuscendo a uscire indenne dal contatto, mentre Ed Jones e Grammo Reale erano prossimi al ritiro e girati nel senso giusto, mentre Sonniferetti era prossimo al ritiro, ma prima bisognava che i commissari gli girassero la vettura nel senso giusto, dato che era cappottato e aveva il fondo al vento.
Sono seguiti sette giri di safety car, poi la gara è ripresa e all'ottavo giro ho avuto un deja-vu.

Non so se ve lo ricordate, quel giorno di undici anni fa, a Interlagos, quando all'improvviso il cambio della vettura di Hamilton andò in palla, Hamilton perse millemila posizioni, poi di punto in bianco il cambio riprese a funzionare e la vettura proseguì senza grosse difficoltà fino alla fine, se non consideriamo come difficoltà quella di essere millemila posizioni più indietro di quella utile per vincere il titolo?
Ecco, Willpowahhhhh all'improvviso ha rallentato, per problemi al cambio, ha perso almeno una decina di posizioni, dopodiché ha ripreso ad andare a un'andatura quantomeno normale.
Era in testa, prima che succedesse, ma gli è succeduto NSVR, il tutto mentre il detersivo al kiwi era nelle retrovie e NSVR sembrava quello messo meglio, tra i championship contenders.
Dietro di lui completavano la top-5 RHR, Nuovo Giardino, Veach e King.

Non è chiaro fino a che punto si estendesse l'entità dei problemi al cambio di Willpowahhhh, quello che sappiamo per certo è che ha proseguito la gara senza eccessivi problemi, sempre nel caso che non avere eccessivi problemi non fosse sinonimo di essere ben più indietro di dove avrebbe desiderato.
Risalito fino alla prima posizione in attesa di fermarsi ai box dopo circa un terzo di gara, si è ritrovato ai margini della top-ten, con il Detersivo che, invece, quando si è fermato subito dopo è finito decisamente più indietro. Subito dopo è stato penalizzato per un'irregolarità al pitstop, mi pare di avere capito eccesso di velocità nella pitlane.
A quel punto c'erano in top-ten NSVR, RHR, Nuovo Giardino, King e nientemeno che Harvey! Se a qualcuno interessasse, Veach era precipitato in sesta posizione... ma a nessuno importava niente di Veach, perché al 43° giro c'è stato un plot-twist: una vettura è finita nelle barriere e quella vettura era nientemeno che quella di Willpowahhhh!

Mentre c'era in pista la safety car ho notato che Grammo Reale commentava la gara via tweet e dai suoi commenti mi sono accorta che Nuovo Giardino era secondo davanti a RHR e non dietro a RHR dove mi ricordavo di averlo visto.
Con il risultato a cui il Detersivo sembrava andare incontro, anche Nuovo Giardino era un championship contender, quindi la sua presenza alle spalle di NSVR era abbastanza inquietante per quest'ultimo, specie considerando che gli era esattamente negli scarichi.
Poi Nuovo Giardino si è calato nella parte di un complottaro spagnolo e ha superato Rossi. Frattanto King era terzo con un sorpasso su RHR e ha iniziato ad avvicinarsi pericolosamente al diventare a sua volta un complottaro spagnolo.
Nel frattempo avevamo superato la metà gara e al 56° giro Veach ne ha approfittato per andare a fare un giro per i prati, il che ha provocato un nuovo ingresso della safety car. Nel frattempo "o Matheus" era in quinta posizione anche se Townsend Bell(?) non lo chiamava "o Matheus".

Il secondo giro di pitstop è stato effettuato dai primi in regime di safety car, con le posizioni invariate tra i primi, con la sola eccezione di RHR che invece di andare ai box è rimasto in pista e con lui anche un bel po' di altra gente, dato che sono rientrati dalla sedicesima posizione in poi.
Apparentemente buona parte della gente che avevano davanti era rientrata ai box durante la precedente safety car.
Nel frattempo King ha approfittato della situazione per fare a ruotate con Celis, che poi si è visto gironzolare a caso per le vie di fuga, mentre RHR se ne stava in tutta tranquillità in testa alla gara.
Poi, semplicemente, Nuovo Giardino e Alex Non Sono Valentino Rossi hanno iniziato a superare qualche vettura, mentre là davanti qualcuno iniziava a rientrare ai box.
Tra questi c'erano RHR e il Detersivo, che era risalito fino alla quarta posizione.

Poi, a una trentina di giri dalla fine, è accaduto un plot-twist: una vettura viola, identificata da Townsend Bell come "Santucci", ha iniziato ad andare ai due all'ora e tutti si sono precipitati ai box in vista di un ingresso della safety car.
Pagenaud stava uscendo.
Rossi stava entrando.
C'è mancato poco che finissero l'uno addosso all'altro.
Poi sono tornati tutti in pista in branco, mentre la safety car entrava in pista. Dietro alla safety car, in testa c'era il Piccolo Chilli, davanti a Sato e RHR!
Al restart Spencer Maialotto ha superato il Detersivo, mentre NSVR ha superato Nuovo Giardino e si è avviato verso la top-ten.
Il Piccolo Chilli, purtroppo, era destinato a fermarsi di lì a poco e a precipitare nelle retrovie, ma tutto ha i suoi lati positivi e il suo lato positivo è che a venti giri dalla fine il Grande Samurai si è ritrovato in testa alla gara!...
...
...
...
...e semplicemente, non ha fatto nessuna delle cose che temevo che facesse. Si è ritrovato in testa alla gara ed è stato il primo a passare sotto la bandiera a scacchi, con RHR negli scarichi, soli sei decimi a separarli nel momento definitivo.
Dopo Long Beach 2013, dopo Indy 2017, finalmente il Grande Samurai ha ottenuto la sua terza vittoria in Indycar, la prima su un circuito permanente.

Poi tutto è finito.
Il gran premio di Portland è durato due ore, solo qualche secondo di più.
Ne resterà solo uno, poi finirà la stagione.
Anche lì, di fatto, ne resterà solo uno, con il detersivo al Kiwi che è in testa alla classifica in vantaggio su Alex Non Sono Valentino Rossi.
Nuovo Giardino ha raggiunto Willpowahhhh in classifica. Sono piuttosto lontani ma a Sonoma ci saranno i doppi punti e le proiezioni sono troppo caotiche perché mi ci metta dietro.
Non sono nemmeno convinta che qualcuno ci si metta dietro.
Chiedetemi se sono felice e vi dirò di sì, perché una vittoria di Sato è sempre, a mio parere, qualcosa di cui essere felice.
Chiedetemi chi vorrei che vincesse il campionato e vi dirò che sono indifferente.
NSVR ha fatto un'ottima stagione, ma Dixon è Dixon. Ha già vinto quattro titoli ed è inarrestabile in una serie in cui esere inarrestabili è meno immediato di quanto potrebbe sembrare.

Mentre finisco di scrivere, è il 6 Settembre.
Tra dieci giorni sarà tutto finito.
O almeno, quello che succede in pista sarà finito, quello che succede fuori, chi lo sa.
Dopo il 16 Settembre passeranno mesi e mesi prima di rivedere la Indycar in azione.

RISULTATO: 1. Takuma Sato (Rahal), 2. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 3. Sebastien Bourdais (Coyne), 4. Spencer Pigot (Carpenter), 5. Scott Dixon (Ganassi), 6. Simon Pagenaud (Penske), 7. Charlie Kimball (Carlin), 8. Alexander Rossi (Andretti), 9. Pietro Fittipaldi (Coyne), 10. Josef Newgarden (Penske), 11. Tony Kanaan (Foyt), 12. Carlos Muñoz (Schmidt), 13. Gabby Chaves (Harding), 14. Matheus Leist (Foyt), 15. Jordan King (Carpenter), 16. Jack Harvey (Shank), 17. Alfonso Celis Jr (Juncos), 18. Max Chilton (Carlin), 19. Zach Veach (Andretti), 20. Santino Ferrucci (Coyne), 21. Will Power (Penske), 22. James Hinchcliffe (Schmidt), 23. Graham Rahal (Rahal), 24. Ed Jones (Ganassi), 25. Marco Andretti (Andretti/Herta).

martedì 17 luglio 2018

Commento al Gran Premio di Toronto

Sopravvivere alle sovrapposizioni /// 15 Luglio

Ci sono dei weekend che mettono a dura prova gli appassionati di motori e, giusto per chiarire il concetto, non parlo del weekend in cui la 24 Ore di Le Mans si è sovrapposta al Gran Premio dell'Azerbaijan. Sono passati oltre due anni da allora e, tra parentesi, la gara di Baku iniziò quando quella di Le Mans era già terminata. Per il resto sì, rimane il fatto che se vuoi seguire molte ore della 24 Ore di Le Mans potrebbe essere un intoppo il fatto di avere altre gare, ma vogliamo parlare di quello che è successo questo weekend?
Ci sono stati il DTM e la Formula 3 europea, due eprix in due giorni consecutivi, la NASCAR, l'Indycar...
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...e grazie al cielo non sono appassionata di calcio, quindi ho potuto fare a meno della finale dei mondiali di calcio.
Giusto per non farci mancare nulla, la NASCAR si è sovrapposta all'eprix di sabato e quella di Indycar si è sovrapposta, anche in termini di orario, all'eprix della domenica. Vorrei aggiungere anche che all'eprix di New York veniva assegnato il titolo mondiale...
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...ah, dimenticavo, era anche una giornata MotoGP, quindi con sovrapposizione, anche se non in termini di orario, tra Rossi e l'Altro Rossi (questo è un commento di indycar, l'Altro Rossi è Valentino).
Ho deciso di fare il massimo per vedere Formula 3, DTM, Formula E e Indycar, con l'unica gara vista in diretta Gara 3 della Formula 3. Alla fine non è nemmeno stato così terribile, o almeno non lo sarebbe stato se non avessi l'abitudine di commentare tutto quello che vedo. Quindi, miei cari appassionati di motori che si lamentano delle sovrapposizionihhhh, se non vi siete fissati come obiettivo quello di scrivere lughi post per salvare la gente da lunghe notti insonni, cercate di non esagerare con le lamentele: oltre a guardarmi le gare ho anche dovuto decidere che priorità dare a una gara o all'altra, come evitare troppe sovrapposizioni sul mio blog e che cosa guardare nel pomeriggio durante il weekend e che cosa guardare la sera prima di andare a letto, dove in qualche caso per "sera" si intendeva "notte inoltrata"...
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...e prima che mi diciate che voi avete una vita e che quindi lamentarsi ci sta, vi ricordo che il format di questo post è quello del "commento ironico".
Adesso che ho fatto questa premessa direi che possiamo procedere, dando spazio al campionato di Indycar, anzi no, iniziamo da altro perché è bene procedere con ordine e parlare per prima cosa di quello che è successo sabato e poi di quello che è successo domenica.

NASCAR: vi consiglio fin da subito di prendere pop-corn e Coca Cola e di mettervi comodi, perché prima ancora che la gara venisse disputata abbiamo avuto modo di vedere delle polemiche. Certo, è strano che tali polemiche non siano terminate con lanci di caschi o con risse che coinvolgevano una trentina di persone, ma anche nel campionato di Nascar c'è della gente di classe. La gente di classe in oggetto è rappresentata da Kyle Busch e Ricky Stenhouse, di cui quest'ultimo è noto più alle cronache rosa che per i suoi risultati sportivi, nonostante i suoi risultati sportivi gli abbiano permesso di non stirare quasi mai quando era fidanzato con Danica Patrick.
Ora, mi rendo conto che inserire Kyle Busch nella lista della gente "di classe" è decisamente avventato, ma questi sono dettagli. Il punto è che venerdì(?) Kyle Busch avrebbe affermato che si aspettava che Stenhouse si scusasse per avere innescato due(?) diversi incidenti una settimana fa a Daytona, in cui ovviamente Busch era rimasto coinvolto altrimenti non gliene sarebbe importato un fico secco. Secondo me Ricky non avrebbe dovuto scusarsi, dato che il caos innescato da lui stesso aveva permesso risultati epici, come il podio di Allmendinger e il finale in top-ten di Di Benedetto, ma è naturale che Kyle Busch la pensasse diversamente da me e, conoscendo il soggetto, sono anche sorpresa che Stenhouse abbia ancora il setto nasale al posto giusto.
Fatto sta che Ricky non sembra avere apprezzato più di tanto le dichiarazioni di Busch, al punto che ha dichiarato che dovrebbe smetterla di lamentarsi e che pare gli abbia ripetuto le stesse cose di persona, guadagnandosi peraltro tra una cosa e l'altra anche l'approvazione di Di Benedetto...
...
...
...
...è una cosa importante, questa: Di Benedetto rappresenta per la Nascar un po' quello che Will Stevens ha rappresentato per la Formula 1, più o meno.
Il mondo del web non è stato altrettanto impressionato in positivo dal fatto che Ricky abbia criticato Busch e che la critica non sia consistita nel tirargli un paio di sberle, con tanto di gente che sosteneva che, chi ha i risultati di Ricky, non dovrebbe commentare quello che dicono i piloti importanti.
Su questo aspetto vorrei esprimere il mio parere: senza volere entrare nel merito della polemica, è giusto che Stenhouse venga criticato per i casini che ha combinato. Tuttavia non vedo perché, quando è lui a criticare altri per come si comportano FUORI dalla pista, peraltro polemizzando sì ma in maniera molto più elegante degli standard Nascar, non vedo perché i risultati debbano essere considerati una discriminante. Non ha criticato i risultati di Kyle Busch, mi pare, ma piuttosto ha criticato il suo atteggiamento polemico che, a giudicare dal numero di controversie in cui Busch è stato coinvolto nel corso degli anni, non credo che sia pura invenzione di Stenhouse.
Ad ogni modo è arrivato il Race Day e tutto ciò è stato irrilevante, a partire da quel momento, così come è stato irrilevante Di Benedetto che non ha finito la gara.
Anche Allmendinger è stato irrilevante: ha chiuso in 30^ posizione, davanti a Corey La Joie, più comunemente noto come Corey Jamais Une Joie. Il fatto che non Jamais Une Joie non si sia ritirato per problemi tecnici, tuttavia, è molto sorprendente.
La location della gara era il Kentucky Speedway ed era denominata "Quaker State 400". Ha vinto Martin Truex Jr, davanti a Blaney e Keselowski, altrimenti noto per essere un sosia di Dany Kvyat.

INDYCAR: ho visto la gara lunedì sera, trovata sul profilo Youtube "blog da Indy", quindi con telecronaca brasiliana.
Partiva dalla pole position Newgarden, seguito da Dixon, Pagenaud, Willpowahhhh, Rossi, RHR, Sato, King, Hinchcliffe, Wickens, Daly, Leist, Rahal, Andretti, Kanaan, Pigot, Bourdeeeeyyyyyy, Chilton, Binder, Kimball, Jones, Veach e, seguendo la filosofia indo-canadese dell'ultima posizione, Claman De Melo.
Questi sono gli eventi che abbiamo visto nel corso del "gran premio del Canada", a detta dei telecronisti:
> 1/85 Newgarden ha mantenuto la prima posizione, anche se inseguito molto da vicino da Dixon, che ha cercato di affiancarlo, seguivano a completare la top-5 RHR, Alex NSVR e il Grande Samurai, anche se quest'ultimo ha superato NSVR dopo che entrambi erano già stati superato da Willpowahhhh;
> 15-20/85: vari piloti hanno iniziato a rientrare ai box, anche se quelli di testa hanno proseguito ancora, fermandosi verso il 25esimo giro e facendo risalire brevemente in testa Jordan King;
> 28/85: RHR ha superato Willpowahhhh che gli era davanti, dopo il pitstop, per poi andare a sbattere subito dopo e fare entrare la safety car, mentre Alex NSVR se ne andava in giro con l'ala anteriore rotta in un contatto con Willpowahhhh;
> tutti ai box in regime di safety-car, al ritorno in pista la top-5 era composta da Newgarden, Dixon, il Grande Samurai, Saimon e Wickens;
> il telecronista ha notato testualmente come "o Tony" fosse ottavo e "o Matheus" nono;
> 33/85: Newgarden è partito al rallenty perdendo numerose posizioni e facendo risalire Dixon in prima posizione, mentre subito dopo c'è stato un incidente con ingorgo che ha coinvolto diverse vetture, iniziato con Grammo Reale in testacoda dopo un contatto con una Carlin, sono finiti fuori anche Willpowahhhh e RHR ed è rientrata la safety car;
> dietro la safety car c'erano in top-5 Dixon, Wickens, Saimon, il Grande Samurai e *plot-twist* nientemeno che Sonniferetti;
> 42/85: Binder è rimasto fermo nel bel mezzo della pista, facendo entrare la safety car mentre la vettura veniva fatta ripartire a spinta;
> una volta che c'è stato il restart, per una volta non sono capitati ulteriori casini e la gara ha potuto proseguire in tranquillità, con Sonniferetti che è risalito addirittura in quart posizione davanti al Grande Samurai;
> 50-60/85: giro di pitstop in regime di green-flag, nel corso del quale Spencer Maialotto ha fatto brevemente il figo in testa alla gara prima di rientrare a sua volta;
> "o Tony" era ancora in top-ten, mentre "o Matheus" si era perso nel nulla e i telecronisti hanno fatto notare che "o Tony" non guida per una squadra di prima fascia, ma è lui stesso un pilota di prima fascia;
> 67/85: si è vista una vettura blu che aveva verosimilmente sbattuto contro al muro, ma non è accaduto nulla di grave, se non che era quella del Grande Samurai (nel momento in cui ha sbattuto, i telecronisti stavano affermando che era in quinta posizione ma si sono fermati a metà della frase);
> Saimon si era portato in seconda posizione davanti a Wicky, mentre Hinchcliffe è risalito in top-5 dopo l'uscita di scena del Grande Samurai;
> 85/85: Sonniferetti si è dovuto fermare ai box all'ultimo giro per uno splash and go, mentre Dixon era stabilmente in testa alla gara, seguito da Saimon e Wicky molto vicini l'uno all'altro;
> Hinchy è risalito in quarta posizione, ma soprattutto Kimball ha concluso la gara in top-5!...
...
...
...
...per intenderci, questa gara può essere sintetizzata in una sola frase: anche questa volta Wickens era nelle posizioni che contavano, ma non ha vinto.
Ci sono ancora cinque gare, prima della fine della stagione, quindi possiamo ancora sperare che succeda.
Dixon: "Io ho vinto e ho allungato in classifica. Perché nessuno parla di me?"
L'Autrice(C): "Perché questo è un commento breve e indolore, scritto in un momento in cui pensavo di essere indietro con i meloni e in cui non vedevo l'ora di postare, per non fare saltare in aria tutta la scaletta della settimana."
Dixon: "Mi fa molto piacere. E i telecronisti cos'hanno detto di me?"
I telecronisti: "O Tony, o Tony, o Tony, o Matheus, o Tony, o Tony, o Matheus..."
Dixon: "Somiglia a una telecronaca spagnola di Formula 1, di quelle in cui una parola ogni tre è Fernando e le altre due sono Carlos."
Voce fuori campo Indy-centrica: "Chi è Carlos? Chi sono i telecronisti spagnoli? Cos'è la Formula 1? Di tutto ciò che hai detto, l'unico concetto che conosco è Fernando."
A proposito, non mi pare di avere sentito parlare di lui. Sarà che adesso Gil De Ferran è diventato il nuovo direttore sportivo della McLaren in Formula 1; e sua figlia Anna, la ex di Karam, adesso è fidanzata con Vandoorne - l'ho già scritto, ma ci tenevo a precisarlo anche in un commento di Indycar, perché potrebbero eserci lettori dei miei commenti alla Indycar che non leggono quelli alla Formula 1.
Direi che con i gossip su Vandoorne e Anna De Ferran possiamo anche concludere questo commento.
Best Regards.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Simon Pagenaud (Penske), 3. Robert Wickens (Schmidt), 4. James Hinchcliffe (Schmidt), 5. Charlie Kimball (Carlin), 6. Tony Kanaan (Foyt), 7. Zach Veach (Andretti), 8. Alexander Rossi (Andretti), 9. Josef Newgarden (Penske), 10. Marco Andretti (Andretti/Herta), 11. Jordan King (Carpenter), 12. Ed Jones (Ganassi), 13. Conor Daly (Harding), 14. Zachary Claman De Melo (Coyne), 15. Matheus Leist (Foyt), 16. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 17. René Binder (Juncos), 18. Will Power (Penske), 19. Sebastien Bourdais (Coyne), 20. Spencer Pigot (Carpenter), 21. Graham Rahal (Rahal), 22. Takuma Sato (Rahal), 23. Max Chilton (Carlin).

martedì 5 giugno 2018

Commento al Gran Premio di Detroit I

Marco se n'è andato e non ritorna più e il podio di Belle Isle senza lui è la routine /// 2 Giugno 2018

Una volta, diversi anni fa, prima che venisse di moda il Grill the Grid, ai piloti di Formula 1 venivano fatte interviste sul "questo o quello". Per intenderci, interviste nel corso delle quali veniva chiesto loro se preferissero le brune o le bionde e loro rispondevano in base alla chioma delle rispettive fidanzate o mogli, in modo da trovare ancora una serratura compatibile con le loro chiavi di casa al momento del loro ritorno. Una delle domande era: pole position al sabato o podio alla domenica?
Se fossi un pilota, non avrei dubbi. Per me non importa dove si inizia, quello che conta è dove si finisce. Se dovessi partire dalla pole, non sarei nemmeno contenta di finire su uno dei gradini più bassi del podio, immagino. Inoltre non è detto che pole position e podio vadano di pari passo, perché la storia insegna che Hulkenberg partì dalla pole position nel Gran Premio del Brasile 2010, ma tutti sappiamo com'è andata a finire.
Ci sono, tuttavia, dei momenti in cui una pole position può essere, a mio parere, fonte di ottimismo. Cito a titolo di esempio il Gran Premio d'Austria 2014: Massa in pole, per la prima volta dopo quasi sei anni, il primo pilota non Mercedes ad ottenere una pole in una stagione in cui la Mercedes era ben più dominante di quanto non lo sia stata in tempi più recenti... Sapevo che a volte una pole è solo una pole, ma c'era la concreta possibilità di essere almeno il "best of the rest". Poi sì, alla fine il best of the rest fu Bottas, ma quello è un altro discorso.
Ci sono momenti in cui, invece, l'ottimismo non può esistere. Una pole position in un gran premio di Formula 1 del 2014 poteva significare un podio o, se male andava, una top-5. Una pole position in un gran premio di Indycar offre, sulla carta, molte meno garanzie. In Formula 1 nel 2014 c'erano gerarchie tali da ritenere verosimile finire davanti a certi soggetti. La stessa cosa non succede in Indycar nel 2018 e, se parti dalla pole position e ti chiami Power, Newgarden, Rossi o qualche altro pilota altolocato posso darti fiducia. Però se parti dalla pole position e ti chiami Marco Andretti, sono quasi felice di non vedere la gara in diretta per non assistere in tempo reale alle peripezie che ti porteranno ben lontano dalla vetta. Ci sono cause perse, nel motorsport. Andretti III è, purtroppo, una di queste, e per quanto non mi stesse neanche particolarmente simpatico, un tempo, credo fortemente che sia necessario sperare nelle cause perse...
...
...
...
...anche se 70 giri sono troppo lunghi, di base, per una causa persa. Anche se forse sarebbe meglio concentrarsi sul debutto in Indycar di cui abbiamo già sentito parlare in universo F1-centrico: si tratta di Santino Ferrucci, al quale è stato affidato per Belle Isle il volante appartenuto a Pietro Fittipaldi.
Ha rimediato una nona fila, accanto a Bourdeeeeeyyyyyy:

1^ fila: Andretti - Dixon
2^ fila: Wickens - Rossi
3^ fila: Hunter-Reay - Power
4^ fila: Sato - Rahal
5^ fila: Hinchcliffe - Chilton
6^ fila: Jones - Pigot
7^ fila: Pagenaud - Newgarden
8^ fila: Kanaan - Veach
9^ fila: Bourdais - Ferrucci
10^ fila: Chaves - King
11^ fila: Leist - Kimball
12^ fila: Binder

Settanta giri, per gli standard classici del campionato di Indycar, non sono neanche così tanti. Ci sono gare molto più lunghe, che sembra un po' di vedere gare di endurance. Poi Detroit I si è aperta, in generale, in modo abbastanza tranquillo. Certo, convivevo con il terrore che il Detersivo asfaltasse Sonniferetti, ma Sonniferetti non sembrava molto propenso a farsi asfaltare, il che era già una grossa novità.
Wickens era terzo, ma poi gli è succeduto Alex Non Sono Valentino Rossi in un secondo momento, quando Wicky era apparentemente scomparso nel nulla.
Poi è arrivato il 25° giro. Sonniferetti era già rientrato ai box, mentre il Detersivo si apprestava a rientrare.
Lascio a voi un po' di immaginazione su chi, tra i due, fosse davanti a quel punto. Bonus: anche Grammo Reale e RHR si sono piazzati davanti ad Andretti III (che poi, tenendo conto anche di tutti gli zii e i cugini dovrebbe essere Andretti VI o giù di lì) in corso d'opera, per l'esattezza nel giro di più o meno metà gara.
Sembrava che nessun colpo di scena potesse stravolgere la gara e che niente e nessuno potesse impedire a Sonniferetti di allontanarsi sempre di più dalla vetta della classifica e dal podio ma al 47° io il karma ha punito uno dei piloti che stavano davanti all'idolo della giornata: Grammo Reale infatti è andato a sbattere, ha fatto entrare la safety car e, ancora più importante, ha fatto risalire Andretti III in zona podio! A volte bisogna accontentarsi con poco!
Poi, a 15 giri dalla fine, il karma ha punito anche Ferrucci, che in quel momento stava tenendo dietro Kanaan, il quale festeggiava la sua 350esima partenza in Indycar, senza che nulla suggerisse che avrebbe portato a casa un risultato degno di essere festeggiato.
Il restart è stato a dieci giri dal termine e a quel punto, purtroppo, è stato il Nostro Eroe ad essere punito dal karma. Una voce fuori campo deve avergli ricordato che se è stato declassato al team Herta per fare posto a NSVR un motivo c'è. Era quella di NSVR, appunto, che gli era negli scarichi e che, nel tempo di un restart, l'ha asfaltato, cosa che il Detersivo non aveva fatto. Sonniferetti si è ritrovato quarto, peraltro con dietro di sé il samurai errante. Cose da mettersi a urlare per radio: "papà, perché mi hai costretto a diventare pilota? io non volevo fare nulla dalla mattina alla sera tranne prendere il sole in piscina!" Purtroppo per lui, suo padre gli avrà risposto qualcosa del tipo: "Sì, lo so, mi sono accorto che avevi ragione tu."
La gara è finita così, a top-5 invariata. Curiosamente Andretti ha ottenuto lo stesso risultato di Massa al GP d'Austria 2014. L'unica differenza tra i due è che Massa, prima di non vincere gare per anni, di gare ne ha anche vinte.

RISULTATO: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Marco Andretti (Andretti/ Herta), 5. Takuma Sato (Rahal), 6. Ed Jones (Ganassi), 7. Will Power (Penske), 8. Robert Wickens (Schmidt), 9. Josef Newgarden (Penske), 10. Spencer Pigot (Carpenter), 11. James Hinchcliffe (Schmidt), 12. Zach Veach (Andretti), 13. Sebastien Bourdais (Coyne), 14. Tony Kanaan (Foyt), 15. Matheus Leist (Foyt), 16. Jordan King (Carpenter), 17. Simon Pagenaud (Penske), 18. Gabby Chaves (Harding), 19. Charlie Kimball (Carlin), 20. Max Chilton (Carlin), 21. René Binder (Juncos), 22. Santino Ferrucci (Coyne), 23. Graham Rahal (Rahal)...
...
...
...il sosia di Vin Diesel: “Ma io ho 350 partenze, quindi sono figo e tutti voi no!!!11!!!11! Mi hai sentito, Detersivo?”
Il Detersivo: “Ma io lavo bene le lenzuola e tu no!!11!!!1!!! Però c’è caso che ti sia toccato stirarne parecchie, negli ultimi anni, visti i tuoi risultati confrontati con quelli del tuo #GrandeAmmmmore.”
Il Sosia di Vin Diesel: “H3lio non è mai stato così crudele da farmi stirare ogni volta in cui arrivavo dietro di lui. Ci eravamo accordati per far stirare sempre Montoya, in cambio di enormi forniture di hamburger. Abbiamo smesso solo quando ha scambiato il ferro da stiro per un hamburger e l’ha mangiato.”
Il Detersivo: “Mi piacciono questi dettagli di vita familiare colombo-brasiliana. Sei un’autentica enciclopedia del trash. Se l’Autrice© di questo commento sapesse che cosa stai dicendo, sono certo che ti farebbe i complimenti.”
Il Sosia di Vin Diesel: “L’Autrice© di questo commento mi ha costretto a raccontarti queste cose, fosse per me non l’avrei mai fatto. Mi sarei limitato ad urlare un ‘aaaaawwwww’ al pensiero che i Castrontoya sono entrambi qui a Belle Isle per via della gara dell’IMSA di oggi.”
Il Detersivo: “Bwoah, l’IMSA è un campionato secondario, per vecchi pensionati.”
Il Sosia di Vin Diesel: “Perché hai introdotto il discorso con un ‘bwoah’?”
Il Detersivo: “Perché il mio soprannome è...
...
...
...
...”
Il sosia di Vin Diesel: “Okay, come non detto, fai finta che non ti abbia chiesto niente. Adesso devo salutarti: devo passare a consolare Sonniferetti per la sua sfumata vittoria e il suo sfumato podio - facendo finta che potesse puntare a vincere o a salirci - e poi devo andare urgentemente ad appartarmi con i miei AmYk3TtY H3lio e Juan Tombino.”
A proposito di podio, esistono prove fotografiche che attestano la sua esistenza come entità fisica. Quindi immagino che il Detersivo sia andato a sbevazzare like a boss.

martedì 24 aprile 2018

Commento al Gran Premio d'Alabama

La SoVrApPoSiZiOn3 tra Rossi e l'Altro Rossi! /// 22-23 Aprile 2017

#Sepang2009 #Interlagos2016 #TuttoInUno
#DixonBabyStayCool #IcemanWho?
#WannabeHockenheim2000 #WannabeSambaDeLeMans
#MetteteIlPannolinoAHinchcliffe
#ComeMeteoFrance #ComeSchumacherAllaFinestra
#HashtagACaso #MaNonTroppo
#Blessed #AhGiàNonSonoIlGangsterRapper
#F*ckF*ckF*ck! #MaNonSonoNemmenoFortunettel...

Okay, si parte, perché questo senza Formula 1 è stato un weekend motoristico. Essenzialmente credo che solo il weekend di Pasqua, negli ultimi tempi, sia stato un weekend non motoristico, quindi non ci siamo fatti mancare niente neanche stavolta. Nello specifico non ci siamo fatti mancare né l'immancabile NASCAR né tanto meno il campionato di Indycar, che ci ha riservato delle ultime settimane piuttosto impegnative, con gli eventi molto fitti. Leggo "Fitti" e penso a Pietro Fittipaldi, che cosa c'è di sbagliato in me? Non era nemmeno al volante.

NASCAR UPDATE: sabato notte (fuso orario italiano) si è svolta la "Toyota Owners 400" a Richmond, gara che sono riuscita a recuperare domenica su un canale Youtube che l'aveva trasmessa livestreaming e l'aveva lasciata caricata sul canale.
La gara prevedeva 400 giri, con gli stage così composti: 100/ 100/ 200, e il video (Contornato di pubblicità) iniziava intorno al 70° giro. C'era Logano in testa ed è rimasto in testa per gli ultimi 30 giri circa del primo stage, che ha vinto davanti ad Almirola (!!!) e Kurt Busch.
Terminato il primo stage ci sono stati tutti i soliti rituali, con caution, pitstop, ecc...  e KuBusch era in testa dopo il restart, con a seguire Logano e Byron! Logano si è ripreso la posizione, andando poi a vincere un tranquillo stage 2 a metà gara: seguivano Bowyer, Almirola, KuBusch e in quinta posizione c'era Byron.
Lo stage 3 è stato lungamente tranquillo, con i pitstop che avvenivano in regime di green flag. Si sono succeduti in testa, a quanto ricordo, KuBusch, Bowyer, Truex, Harvick... con questi ultimi tre piuttosto vicini...
...
...
...poi, a 47 giri dal termine, c'è stato un contatto tra Blaney e Stenhouse, che ha rovocato l'ingresso della safety car. A proposito di Blaney e Stenhouse, saranno protagonisti di un reportage su una gara di Xfinity la prossima settimana, in cui ci saranno solo piloti tra telecronisti e opinionisti. Gli altri membri di questa gang saranno Harvick, Bowyer, Logano, Jones, Wallace e Keselowski.
Al restart, quattro giri più tardi, è stato tutto tranquillo per qualche minuto, con Truex, Kyle Busch e Harvick in top-3, poi la vettura di Newman ha iniziato a perdere fumo.
Kyle Busch ha preso la testa della gara verso la fine, con Hamlin che si è portato al terzo posto dietro a Truex...
...
...
...e poi c'è stata un'altra caution, a una decina di giri dal termine, quando Ragan(?) è finito a muro. Nel frattempo la vettura di Stenhouse ha iniziato a perdere fumo e la gara è finita in overtime. Stranamente è andata in overtime solo una volta, e KyBusch ha tagliato il traguardo da vincitore poco dopo. Hanno completato la top-ten Elliott, Hamlin, Logano, Harvick, Johnson, Larson, Keselowski, Bowyer e oltraggiosamente anche un immigrato messicano che ruba il lavoro a Carl Edwards!!!11!!!1!!!11! #GoSuarezGo!

INDYCAR @ BARBER: domenica sera, in SoVrApPoSiZiOn3 con la gara di MotoGP al Circuit of the Americas, si è svolto (tra grandi virgolette) il Gran Premio d'Alabama, che iniziava alle nove di sera ora italiana. Mi pare di avere capito che dovesse iniziare alle 21.30, ma che poi l'orario sia stato anticipato o qualcosa del genere. In tale modo si è venuto a sovrapporre con la gara di MotoGP ancora di più di quanto già non si sovrapponesse. Ad ogni modo no problem #WeBelieveInIndycar quindi mi sono messa a cercare uno streaming della gara. Youtube è intervenuto in mio aiuto, perché non importa quanto a lungo durerà il link di streaming, quello che conta è trovare un link di streaming e iniziare a vedere la gara. È esattamente quello che è successo, anche se quando ho trovato il link i primi quattro giri erano già stati disputati.
Nel frattempo mi ero messa in pari andandomi a informare su quale fosse, per filo e per segno, la griglia di partenza (fino a quel momento mi ero concentrata su cose più importanti, tipo il virus intestinale che aveva colpito Zach Veach facendo sì che mentre tutti gareggiavano a Barber lui fosse spiritualmente a Marina Bay), che era la seguente:

1^ fila: Newgarden - Power
2^ fila: Bourdais - Hunter-Reay
3^ fila: Hinchcliffe - Dixon
4^ fila: Andretti - Rossi
5^ fila: Pagenaud - Wickens
6^ fila: Veach - Jones
7^ fila: Chilton - Kimball
8^ fila: Rahal - Claman De Melo
9^ fila: Pigot - Sato
10^ fila: King - Chaves
11^ fila: Leist - Binder
12^ fila: Kanaan

La gara prevedeva 90 giri e quando è apparsa davanti ai miei occhi mi sono sorpresa moltissimo che stesse avendo luogo (per il momento), dato che sembrava di stare a Interlagos durante un temporale e le serie americane non sono esattamente note per la loro affinità con la pioggia.
Il primo giro era stato disputato dietro alla safety car, avrei scoperto, e quando questa si era levata di torno Nuovo Giardino aveva preso subito il largo. Dietro d lui c'erano Willpowahhhhh e Bourdeeeeyyyyy, il che mi rendeva soddisfatta. La posizione di Bourdeeeeyyyyy, intendo dire, perché ormai l'ho ufficialmente adottato. <3
Willpowaaahhhh: "Perché non hai adottato anche me?"
L'Autrice(C): "Perché sei il nemico giurato di Bourdeeeyyyyy e trovo tutto ciò inaccettabile."
Bourdeeeeyyyyy: "Non preoccuparti, Autrice(C), lo tengo sotto controllo io con la mia baguette."
Willpowaaahhhh: "AAAAAWWWWWW!"
Bourdeeeeyyyyy: "Come hai detto?"
Willpowaaahhhh: "Niente, lascia stare, scherzavo."
Tutto è andato avanti regolarmente (non tra i Bourdower e la baguette, intendo) fino al 12° giro, quando c'è stato un contatto tra Ed Jones e Charlie Kimball.
Fuori Kimball.
Dentro la safety car.
Quattro giri di safety car.
Più tardi Kimball si sarebbe lamentato che quello di Jones era un errore da rookie e che ormai non è più un rookie e non dovrebbe più fare certi errori.
Jones: "La prossima volta gira al largo e vedrai che non ti vengo addosso."
Kimball: "Io sono Team Alonso Rookie of The Year, levati."
Voce fuori campo: "Possiamo tornare a seguire la gara? Qui non ci sono potenziali spargimenti di sangue, non c'è abbastanza gusto."

Al restart si è visto Willpowaahhhhh venire colpito da dietro (non da Bourdeeeeyyyyy), finire in testacoda, andare a sbattere contro il muro ed essere il preludio alla bandiera rossa che, al 19° giro, avrebbe seguito la safety car che si apprestava a entrare in pista. Upgrade: da Interlagos anno generico si è passati a Sepang 2009.
Intanto nel retrobox del team Ganassi si apprestavano a preparare un nuovo casco per il Detersivo... perché il detersivo, apparentemente, si era lamentato via radio che con il casco che aveva in quel momento non ci vedeva nulla.
Voce fuori campo: "Scott, Baby, stay cool."
Peccato che nessuno abbia pronunciato parole, nell'alternate universe che tutti vedono. La mia immaginazione le ha sentite.
Tra parentesi, Scott Detersivo è nato il 22 Luglio 1980. Ha guidato per anni una vettura rossa, il che lo collega alla Ferrari e al numero ventisette. Il giorno del suo ventisettesimo compleanno era il 22 Luglio 2007, il giorno di "vinci e dici cose così" e "impara a imparare". All'epoca Massa guidava la Ferrari, mentre Alonso l'ha guidata dopo. Il Detersivo ha vinto quattro titoli, ovvero lo stesso numero di titoli vinti da Vettel in Formula 1. Coincidenze? Noi che non sappiamo come passarci il tempo durante una bandiera rossa crediamo di no!
Marc Non Sono Tarso Marques: "Io intanto ne approfitto per vincere al COTA!!!11!!!11!!"
Voce fuori campo: "Complottohhhh!!!11!!!1!"
Marc Non Sono Tarso Marques: "La mia vittoria non è stata frutto di un complotto."
Voce fuori campo: "Il fatto che tu non sia Tarso Marques, però, lo è."
Marques è stato il primo compagno di squadra di Alonso in Formula 1. Anche questa è una prova a sostegno della teoria del complotto di cui sopra, teoria del complotto che continua a rivelare strani aspetti del motorsport, tipo che Tarso Marques non sia Alex Yoong in incognito.
Tornando a Scott Detersivo, non ricordo chi (un personaggio del motorsport, comunque, se non sbaglio) ha commentato qualcosa sul fatto che gli uomini di ghiaccio dovrebbero sciogliersi sotto la pioggia, ma lui no perché tunz tunz tunz!!!1!!!11! è figo!...
...
...
...
...per cortesia, qualcuno spieghi a tutti gli sprovveduti che non lo sanno che per potere portare con dignità il titolo di "Iceman" durante i rain delay bisogna mangiare gelati.
Real Iceman: "Immaginando che al posto dei gelati ci sia il DRS di Sebby!"
L'Autrice(C): "Eh, no, Iceman, questo è troppo."
Real Iceman: "Hai ragione. Era un Cremino, quindi era...
...
...
...
..."
L'Autrice(C): "Sebby, tappagli subito la bocca."
Real Iceman: "Con il DRS?"

Prima che il commento degeneri, passiamo a quello che è successo durante il rain delay e dopo. Innanzi tutto sono stati appioppati due giri di penalità a Zachary Claman Hanno Disboscato La Foresta Amazzonica Per Stampare Il Mio Nome Sull'Elenco Telefonico Anche Se Bia Figueiredo e Ferdinand Habsburg Mi Hanno Accusato Di Essere Un Rookie Megalomane, perché aveva fatto un pitstop irregolare.
Poi le vetture sono state rimandate in pista.
Ho visto il sosia di Vin Diesel fermo.
Poi è ripartito.
Sono stati effettuati quattro giri dietro la safety car, poi da Sepang 2009 siamo passati a Interlagos 2016, dato che la gara è stata redflaggata un'altra volta.
Ad un certo punto ho sentito della gente che urlava, nel vicinato, come se stessero celebrando qualche evento sportivo. Mi sono chiesta se fossero entusiasti per la gara di Indycar. Poi mi sono resa conto che la gara di Indycar era redflaggata, quindi non poteva essere per quello, anche perché con tutta probabilità non sapevano nemmeno dell'esistenza di quella gara di Indycar. Avrei scoperto, soltanto in seguito, che erano dei miei vicini di casa di origine napoletana che stavano festeggiando la vittoria del Napoli contro la Juventus. In quel momento non sapevo nemmeno che si stava svolgendo quella partita, quindi forse per alcune persone è normale non sapere dell'esistenza di una gara di Indycar...
...
...
...che poi, "esistenza" è una parola grossa, dato che tutto sembrava andare molto per le lunghe. Infatti la gara è diventata una Monday Race, un po' come il Gran Premio del Qatar 2009 di MotoGP. Purtroppo, poi, la gara non è stata vinta da Casey Stoner.
La Monday Race, ovvero la seconda parte della gara, è durata settanta(?) minuti, iniziando alle 11.00 Eastern Time, ovvero le 17.00 ora italiana.
Dato che mancavano ancora ore al momento in cui sarei tornata a casa dal lavoro, la gara l'ho poi vista alla sera ed è stata meno movimentata delle premesse, anche se poi è stata movimentata in seguito. Dato che nessuno dei piloti coinvolti in questo seguito era Kyle Busch, nessuno è andato a farsi picchiare dai meccanici dei suoi avversari.

Gli eventi salienti della Monday Race:
> Nuovo Giardino è rimasto stabilmente in testa prendendo il largo su Bourdeeeeyyyyy, RHR, Alex NSVR e Hinchy, lungamente in top-5, per circa mezz'ora le posizioni non sono cambiate, ma Hinchy sarebbe risalito in quarta posizione oltre mezz'ora dopo in seguito al pitstop;
> nella prima metà della Monday Race, inoltre, due vetture sono venute a contatto, una di queste era quella di Zachary Sono Responsabile Del Disboscamento Della Foresta Amazzonica e l'altra era quella di Marco Sonniferetti, da me erroneamente identificato come Spencer Maialotto;
> Spencer Maialotto non guidava una vettura rosa, quindi non era un porcellino d'India;
> la battuta sul porcellino d'India è molto trash, ma sono fiera di avere avuto questa ispirazione l'anno scorso, quindi continuerò a ripeterla occasionalmente;
> Spencer Maialotto e Jordan King hanno occasionalmente passato più tempo a girare per i prati che per l'asfalto;
> anche Alex NSVR si è messo a girare per prati, ad un certo punto;
> Nuovo Giardino ha continuato ad avere un ampio margine nei confronti di Bourdeeeeyyyyy e le posizioni sono rimaste invariate fintanto che non è accaduto un plot-twist, ovvero è venuto a piovere quando mancava un quarto d'ora alla fine;
> tutti ai box, ma non Bourdeeeeeyyyyy, che ha tentato di andare il più a lungo possibile sulle slick, facendomi sognare a occhi aperti una nuova Hockenheim 2000;
> purtroppo Hockenheim 2000 non si è ripetuta, con Bourdeeeeeyyyyy costretto a rientrare ai box per le gomme da bagnato a sette minuti dalla fine e poi fuori dai box in lotta per la quarta posizione con Wicky, il quale gliel'ha messo in quel posto;
> sul podio sono saliti Nuovo Giardino, RHR e Hinchy, l'uomo immagine del weekend...
...
...
...
...già, perché a quanto pare dall'altra parte dell'oceano sono tutti moooooolto puritani sull'argomento "ma se a un pilota scoppia la vescica, la trattiene per due o tre ore?"
Ricordo di avere letto almeno dodici anni fa un'intervista a Nick Heidfeld, al quale era stato chiesto cosa facessero i piloti in queste occasioni. Heidi spiegò che naturalmente i piloti non potevano fermarsi per andare in bagno, ma tanto viste le alte temperature presenti nell'abitacolo delle monoposto le tute bagnate di urina si asciugavano molto in fretta.
Nel corso di questi anni ho sempre ritenuto ancora meno igienica di quanto potrebbe sembrare l'abitudine di Massa di usare le stesse mutande per tutto il weekend di gara, così come mi sono chiesta cosa intendesse dire esattamente Di Grassi, quella volta della multa perché indossava biancheria non ignifuga, quando spiegò che non gli erano rimaste altre mutande ignifughe pulite da indossare per il resto dell'evento.
A Monaco 2017 Jensinho fece anche una battuta sulla sua intenzione di pisciare sul sedile della monoposto di Alonso, venendo votato come team-radio dell'anno...
...
...
...e invece in questo caso è martedì sera e si discute ancora del fatto che Hinchcliffe abbia ammesso candidamente di avere avuto una certa urgenza fisiologica nella prima parte di gara e, ovviamente, di avere urinato lì dov'era.

Si parla di più del fatto che Hinchy non porti il pannolino durante le gare, più che dei VERI hot-topic del Gran Premio d'Alabama! Infatti quando il gran premio è terminato, Pagenaud si è messo alla ricerca di Chaves, che non so di cosa fosse colpevole, ma sicuramente agli occhi di Saimon era colpevole di qualcosa.
Saimon è francese, quindi non si è ancora americanizzato al cento per cento nelle abitudini, mentre Chaves viene visto dai suoi colleghi come un ragazzino al quale fare la predica. È esattamente quello che Saimon ha fatto, non senza che Chaves replicasse, e un giornalista(?) di Indycar ha pubblicato un video del fatto su Twitter. Il mio dashboard ha mostrato che Sage Karam aveva messo un like a quel tweet.
OH.
MY.
OWL.
Mancava solo un like di Carpenter e poi sarebbe stato tutto così perfetto.
Intanto, su Instagram, il profilo ufficiale del campionato ha pubblicato un post sul contatto tra Claman Eccetera Eccetera e Sonniferetti, con Sonniferetti che ha risposto al post dando dell'idiota a Claman. Quest'ultimo ha replicato qualcosa che suonava come "perché non me lo dici di persona invece di scriverlo in un post???222???22" e su Twitter c'è gente che si auspica una rissa tra i due a Indianapolis!
A me, nel frattempo, è venuto da pensare ai tempi in cui era Sonniferetti il ragazzino combinaguai che litigava con Eddie Cheever e tutto finiva in uno spoiler sul Gran Premio di Russia 2015.
Sonniferetti: "Quest'ultima frase non ha senso."
L'Autrice(C): "Non intendo narrare questo aneddoto per l'ennesima volta, ormai lo sapranno già tutti."

RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 3. James Hinchcliffe (Schmidt), 4. Robert Wickens (Schmidt), 5. Sebastien Bourdais (Coyne), 6. Scott Dixon (Ganassi), 7. Graham Rahal (Rahal), 8. Takuma Sato (Rahal), 9. Simon Pagenaud (Penske), 10. Marco Andretti (Andretti/Herta), 11. Alexander Rossi (Andretti), 12. Matheus Leist (Foyt), 13. Zach Veach (Andretti), 14. Jordan King (Carpenter), 15. Spencer Pigot (Carpenter), 16. René Binder (Juncos), 17. Gabby Chaves (Harding), 18. Tony Kanaan (Foyt), 19. Zachary Claman De Melo (Coyne), 20. Ed Jones (Ganassi), 21. Will Power (Penske), 22. Max Chilton (Carlin), 23. Charli Kimball (Carlin).

EDIT. Spencer Maialotto era davvero Spencer Maialotto. A quanto pare Sonniferetti ha deciso di mettersi a insultare Claman Eccetera Eccetera dopo che questo era rimasto coinvolto in un contatto con il Maialotto.

venerdì 9 febbraio 2018

Throwback Friday

Questa è una delle immagini più divertenti ad oggetto Indycar che io ricordi di avere mai visto. Mi è capitata davanti agli occhi e ho deciso che meritava che le dedicassi un post! *-*

mercoledì 7 febbraio 2018

Va bene, va bene, non stavano pensando solo al Super Bowl

Ci eravamo lasciati con gli altri post, sugli altri team che prenderanno parte alla stagione 2017 di Indycar, e avevo lasciato un po' in sospeso i team Andretti e Rahal.
Adesso è arrivato il momento di occuparsi anche di loro e di supporre che la vettura di Ryan Hunter-Reay quest'anno non sarà tanto diversa da come l'abbiamo vista nella scorsa stagione.
Sul profilo Twitter del team c'è anche una foto di Zach Veach in tuta scura, mentre sembra che Alex Rossi non abbia indossato una tuta in questi giorni e che sia ancora impegnato a pensare al Super Bowl.
Direi che possiamo farci bastare RHR e la sua vettura color Jordan dell'epoca di Frentzen... anzi, no, la tonalità non mi sembra del tutto uguale, ma va bene lo stesso, anche e soprattutto perché ho avuto la possibilità di menzionare la Jordan e Frentzen.
Una delle grosse novità di questa stagione, per il team, è la questione del team Herta: dopo la fusione con il team Andretti, la vettura degli "sfigati" (senza offesa) l'aveva sempre guidata Alex Rossi e in molti ritenevano abbastanza stonato il fatto che la vettura degli "sfigati" (sempre senza offesa) fosse destinata ad Alex Rossi invece che dal bello addormentato, le cui doti al volante sembrano essere *leggermente* inferiori a quelle di tutto il resto del team.
Il bello addormentato in questione è infatti stato spedito al team Andretti/Herta: si tratta di Marco Andretti, che quest'anno avrà un nuovo sponsor, che lo sponsorizzerà per sei gare, inclusa la Indy 500...
...
...
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...la Indy 500 che gli auguro di vincere, perché va bene, l'ho soprannominato "Sonniferetti" perché quando è al volante fa abbassare inesorabilmente le palpebre, ma sarebbe una rivincita notevole se potesse vincere la gara più importante al mondo.
Va beh, lasciamo perdere questi momenti che non si trasformeranno mai in realtà e preoccupiamoci piuttosto di chi la Indy 500 l'ha vinta l'anno scorso: Takuma Sato ha lasciato il team Andretti e, in realtà, non saprei dire se se ne sia andato o se sia stato messo a piedi.
Si era parlato del fatto che se ne sarebbe andato perché il team intendeva passare dai motori Honda ai motori Chevrolet e Sato era un pilota Honda, ma ci siamo ritrovati di nuovo con i motori Honda, ma senza Sato.
Il Grande Samurai tornerà al team Rahal, team per il quale aveva gareggiato già nel lontano e piuttosto vicino 2012, anno in cui c'era stato il famoso incidente con Franchitti all'ultimo giro della Indy 500, quando Sato stava per passare in testa! Inutile dire che quella Indy 500 fu vinta da Franchitti...
Il compagno di squadra di Sato sarà Graham Rahal, che oggi ha postato un tweet con diverse foto della nuova vettura.


martedì 22 agosto 2017

Commento alla ABC Supply 500 (Indycar 2017 #14)

La Indycar è tornata e, per l'esattezza, è tornata con l'ovale di Pocono/ Long Pond. La gara di Domenica 20 Agosto era denominata ABC Supply 500 in onore dello sponsor, ABC Supply, appunto, quattordicesimo appuntamento della stagione.

[NELLE PUNTATE PRECEDENTI]
#1 St. Petersburg: Sebastien Bourdais - Coyne
#2 Long Beach: James Hinchcliffe - Schmidt
#3 Barber: Josef Newgarden - Penske
#4 Phoenix: Simon Pagenaud - Penske
#5 Indy Road Course: Will Power - Penske
#6 Indianapolis 500: Takuma Sato - Andretti
#7 Detroit I: Graham Rahal - Rahal
#8 Detroit II: Graham Rahal - Rahal
#9 Texas 600: Will Power - Penske
#10 Road America: Scott Dixon - Ganassi
#11 Iowa Corn 300: Helio Castroneves - Penske
#12 Toronto: Josef Newgarden - Penske
#13 Mid-Ohio: Josef Newgarden - Penske

Con l'evento di Mid-Ohio non solo Newgarden è diventato l'unico pilota ad avere ottenuto tre vittorie stagionali, ma si è anche portato in testa alla classifica, davanti a Castroneves e Dixon, entrambi i quali di vittorie ne hanno ottenuta una sola.
Con gli ultimi tre eventi, inoltre, il team Penske si è portato a un totale di sette vittorie nel corso della stagione, ovvero ha vinto oltre la metà delle gare disputate, il che è decisamente una buona media.

[MAKING OF]
Mikhail Aleshin, per intenderci quello che mooooooolto tempo fa aveva litigato con Bourdais, ha lasciato la Indycar, in cui gareggiava con il team Schmidt, per concentrarsi sul proprio ruolo di pilota di sviluppo di una squadra russa che il prossimo anno entrerà nel WEC, in cui Aleshin pianifica di gareggiare.
Al suo posto è stato ingaggiato, per due eventi su quattro, nientemeno che una nostra vecchia conoscenza, Sebastian Saavedra.
In Indycar, diversamente che in Formula 1, le "vecchie conoscenze" hanno la spiccata tendenza a sbucare fuori dal nulla quando meno te lo aspetti, tendenza che in Formula 1 aveva solo il sommo Alex Wurz. Purtroppo le vecchie conoscenze della Indycar non indossano scarpe spaiate, ma non si può avere tutto dalla vita. Purtroppo durante gli ultimi anni della sua carriera nemmeno Alex Wurz indossava più scarpe spaiate.
Altra novità di un certo livello, che non è esattamente una novità: il team Harding, che ha preso parte ad alcuni eventi random su ovali, è tornato, schierando Gabby Chaves il cui nome completo, mi informa GPUpdate, è Gabriel...
...
...
...e poi è arrivato il momento delle qualifiche, in cui i muri del circuito avevano palesemente bisogno di una riverniciata, cosa a cui hanno provvidenzialmente pensato Carpenter, Castroneves e Hunter-Reay. Quest'ultimo ha anche rischiato di saltare la gara, dato che fino a sabato sera non aveva avuto il permesso dei medici a gareggiare, mentre le cose sono cambiate domenica, quando la sua presenza è stata confermata.
In tutto questo parlare di gente che verniciava muretti non si parlava di colui che aveva ottenuto la pole position, forse perché quello, per far parlare di sé, deve appunto verniciare qualcosa.

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: 1. Sato Andretti, 2. Pagenaud Penske
2^ fila: 3. Kimball Ganassi, 4. Kanaan Ganassi
3^ fila: 5. Power Penske, 6. Rossi Andretti/Herta
4^ fila: 7. Rahal Rahal, 8. Chaves Harding
5^ fila: 9. Dixon Ganassi, 10. Chilton Ganassi
6^ fila: 11. Jones Coyne, 12. Hinchcliffe Schmidt
7^ fila: 13. Gutierrez Coyne, 14. Newgarden Penske
8^ fila: 15. Saavedra Schmidt, 16. Andretti Andretti
9^ fila: 17. Daly Foyt, 18. Muñoz Foyt
10^ fila: 19. Hildebrand Carpenter, 20. Castroneves Penske
11^ fila: 21. Hunter-Reay Andretti, 22. Carpenter Carpenter

Il Grande Samurai: "Sono il the best dei the best, in cu*o a tutti! U.U #NipponPower."
Voce fuori campo: "Dipende che cosa prendono nel cu*o, perché qualcuno potrebbe anche prendere la tua vettura..."
Il Grande Samurai: "Sto cercando di rispondere che stupirò tutti, ma l'Autrice(C) vuole tapparmi la bocca per questioni di scaramanzia."
L'Autrice(C): "Taci. Taci, prima che sia troppo tardi. Non dire niente di compromettente, altrimenti ti sguinzaglio dietro Verstappino, che si intuisce chiaramente che non sa cosa fare, dato che se ne sta a consegnare trofei durante le gare del DTM."
Voce fuori campo: "Molta gente sarebbe soddisfatta di sguinzagliare il Grande Samurai dietro a Verstappino, invece."
Il Grande Samurai, agitando la katana: "Tora tora toraaaaaaaaaaaaa!"
Verstappino: "Toro toro torooooooooo!"
L'Autrice(C): "Oh my Feliii cry, avrei fatto meglio a parlare del matrimonio di Max Chilton con la fidanzata storica Chloe Roberts, che spesso lavorava a maglia ai box durante i gran premi e che al giorno d'oggi è divenuta una pittrice."
Chilli: "Aaaaaawwwww! <3 So che il mio matrimonio avrà sicuramente spezzato il cuore a Guido Per Il Giardino, ma non posso farci nulla."
Guido Per Il Giardino: "Questa gara la vincerà sicuramente Saa-
...
...
..."
L'Autrice(C): "Taci immediatamente, altrimenti non rispondo più delle mie azioni e mi ritiro definitivamente dalla scrittura di commenti ai gran premi."
Guido Per Il Giardino: "Davvero lo faresti se io terminassi la frase?"
L'Autrice(C): "No, ti stavo prendendo per il cu*o. E ora sloggia, che non c'entri niente con la Indycar!"

[RACE DAY]
Ho guardato la gara con telecronaca brasiliana.
Non solo, uno dei telecronisti era Felipe Giaffone, che in ordine di importanza è:
1) il vincitore di una gara di Indycar dei primi anni '00 che nessuno si filò, in quanto in quella stessa gara Sarah Fisher era stata la prima donna a ottenere una pole in Indycar;
2) il cugino di Silvana, la moglie di Rubens Barrichello, e in quanto tale talvolta la storia della sua vita è stata accennata nelle telecronache Rai del gran premio del Brasile.
Voce fuori campo: "Sì, ma non siamo qui per sentire parlare di telecronisti. Parlaci del Grande Samurai."
...
...
...Purtroppo non c'è molto di positivo da dire sul Grande Samurai se non che, quantomeno, non è andato in giro a fare danni e ha portato a casa la vettura. Sfortunatamente, però, non è nemmeno arrivato in top-ten. Se devo essere sincera preferirei che non partisse mai dalla pole, perché ogni volta in cui parte dalla pole finisce per illudere.
Non che mi illudessi davvero che potesse vincere.
So come funzionano le cose in Indycar.
Alex Non Sono Valentino Rossi e Tony Non Sono Vin Diesel Anche Se Sono Identico si sono alternati in testa mentre il Grande Samurai era terzo, all'inizio del primo stint di gara.
Poi + caduto nel dimenticatoio.
Il duello tra NSVR e Vin Diesel è proseguito e, ogni volta in cui Vin Diesel andava in testa, speravo che fosse la volta buona e che finalmente potesse mettere a tacere la gente che sta iniziando a pensare che sia troppo vecchio per gareggiare...0
...
...
...Al 22° giro c'è stato un plot-twist.
C'è stata una vettura che procedeva rallentando.
Aveva sfiorato un muretto.
Nessuno aveva più ragioni valide per invocare "blue flags, blue flags, come on, blue flags", perché Estebaby era ormai fuori dai giochi, essendo stato propro lui a sfiorare un muretto.
Sono andati tutti ai box. Il Grande Samurai, che già aveva perso posizioni, ne è uscito indietro come i meloni, diventando irrilevante. A quel punto solo travestendosi da signore e padrone del caos avrebbe potuto attirare l'attenzione e sono contenta che, almeno per una volta, non l'abbia fatto.
Dopo il restart si sono alternati in testa Vin Diesel, Willpowahhhhh e il Detersivo al Kiwi. Hinchy e NSVR erano in lotta per la quarta posizione poco dietro e, dopo un pitstop in regime di green flag (55/60° giro), le posizioni si sono leggermente rimescolate là davanti, laddove il Detersivo si è installato in prima posizione, anche se NSVR non era particolarmente d'accordo con la sua intenzione di rimanere in testa.
Willpowahhhh nel frattempo era fuori dai giochi: una decina di giri più tardi è rientrato ai box per problemi tecnici, finendo per perdere un giro.
RHR, nel frattempo, è tornato a farsi vedere, e non crashando come il giorno precedente, ma installandosi nelle posizioni che contavano: al termine del successivo giro di pitstop (80/85°) era terzo dietro al Detersivo e ad Alex Non Sono Valentino Rossi. Dietro RHR c'erano Grammo Reale e Nuovo Giardino, con quest'ultimo che si trovava messo sicuramente meglio che rispetto alla posizione di partenza. Lo stesso si poteva dire di H3lio, ma non lo si è mai visto in top-5.
Guido per il Giardino: "Tanto, come ho detto, questa gara la vincerà Saa-"...
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...116° giro: Saavedra ha iniziato a rallentare ed è entrata la safety car per la seconda volta. Alcune vetture, comprese quelle dei piloti di testa, sono rientrate ai box, dove Alex Non Sono Valentino Rossi ha avuto un pitstop più lungo rispetto agli altri. Si era alternato in testa con il Detersivo e RHR, nei giri precedenti, e quel pitstop sembrava essere determinante per il suo futuro. #TuttaColpaDegliSpagnoli.
RHR era in test davanti a Grammo Reale e a Vin Diesel, ma sono stati questi ultimi due a lottare per la prima posizione, sia nei giri dopo il restart, sia in quelli che hanno seguito la terza safety car, entrata al 125° giro per un contatto tra Hinchy e Hildy. Cinque giri più tardi risulta essersi ritirato, nell'anonimato più totale, anche il piccolo Chilli...
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...
...Okay, ho lasciato a tutti il tempo di asciugarsi le lacrime, riprendiamo con la nostra narrazione. Quando eravamo a tre quarti di gara, ovvero mancavano una cinquantina di giri al termine, tutti si sono recati ai box, con Vin Diesel che è rimasto davanti a Grammo Reale. Quest'ultimo, in realtà, di posizioni ne ha perse più di una, sprofondando ai margini della top-ten.
Vin Diesel era secondo, davanti al Detersivo, a NSVR, a Nuovo Giardino e a H3lio.
Chi c'era primo?
Guess what? Willpowahhhhh!
Diversificando la propria strategia e rimanendo fuori mentre gli altri erano ai box, si era riportato nello stesso giro dei leader sfruttando quelle circostanze che la Indycar offre su un piatto d'argento sia ai suoi piloti più pregiati sia a quelli che hanno la reputazione dei fermi o degli sfasciacarrozze. Quando le offre ai suoi piloti più pregiati, questi vengono portati su un piedistallo. Quando le offre al primo Max Chilton che passa per la strada, il campionatohhhh è falsatohhhh e la Indycar è morta nel 1996 a causa della sovrapposizione tra la US 500 in cui ci fu un enorme pile-up in partenza e la Indy 500 che venne vinta da Buddy Lazier.
Tornando a Willpowahhhh gli mancava un pitstop, esattamente come agli altri, quindi era virtualmente nella posizione per andare a vincere: al Detersivo e a Vin Diesel non restava che competere per il secondo posto, con il Detersivo che ha superato Vin Diesel ma che poi ha perso quella posizione dopo il pit-stop finale a una ventina di giri dal termine. Ne hanno perse anche altre, di posizioni, dato che sono sprofondati dietro a Saimon e che quest'ultimo il podio l'ha visto solo con il binocolo.
Willpowahhhh si è ritrovato inseguito da Nuovo Giardino e da Non Sono Valentino Rossi, virtualmente primo, secondo e terzo, perché in testa c'era un pilota che doveva ancora fermarsi e...
...
...
...OMG!
...
...
...
...OH MY INDY!
...
...
...SONNIFERETTIHHHHHHHHHHHHHHH! *inchino* Tra parentesi, vogliamo parlarne? Vogliamo parlare del fatto che Sonniferetti si trovi sempre al posto giusto nel momento giusto e per "momento giusto" intendo quello propizio per fare il figo trascorrendo qualche minuto nelle posizioni che contano? Non solo: in gara ha anche raggiunto un notevole traguardo, quello di 1000 giri percorsi in testa durante la sua carriera in Indycar.
Quando l'ho letto mi sono guardata intorno con aria smarrita, perché da uno che ha vinto due gare in totale non mi aspettavo così tanti giri in testa. Qualcuno dovrebbe spiegargli che il momento più propizio per fare il figo in testa a un gran premio è quello in cui si passa sotto la bandiera a scacchi.
A proposito di bandiera a scacchi, il primo a passarci sotto è stato Willpowahhhhh, che ha contenuto i continui attacchi di Nuovo Giardino, al quale NSVR non riusciva ad avvicinarsi tanto quanto Nuovo Giardino si avvicinava a Willpowahhhhh.
Lo sventolatore ufficiale di dito medio, grazie ai punti conquistati, è quinto in classifica a 450 punti. Il leader è Newgarden a 486, seguono appaiati Dixon e Castroneves (470) e quarto c'è Pagenaud.
Per quanto riguarda la mia propensione al nonnocentrismo, poteva andare peggio. Però poteva anche andare meglio.

RISULTATO: 1. Will Power (Penske), 2. Josef Newgarden (Penske), 3. Alexander Rossi (Andretti/Herta), 4. Simon Pagenaud (Penske), 5. Tony Kanaan (Ganassi), 6. Scott Dixon (Ganassi), 7. Helio Castroneves (Penske), 8. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 9. Graham Rahal (Rahal), 10. Carlos Muñoz (Foyt), 11. Marco Andretti (Andretti), 12. Ed Carpenter (Carpenter), 13. Takuma Sato (Andretti), 14. Conor Daly (Foyt), 15. Gabby Chaves (Harding), 16. Charlie Kimball (Ganassi), 17. Ed Jones (Coyne), 18. Max Chilton (Ganassi), 19. J.R. Hildebrand (Carpenter), 20. James Hinchcliffe (Schmidt), 21. Sebastian Saavedra (Schmidt), 22. Esteban Gutierrez (Coyne).

Anche Willpowahhhh adesso ha ottenuto tre vittorie (8/14 per il team Penske) e mancano ancora Madison, Watkins Glen e Sonoma. Il prossimo appuntamento sarà questo sabato sull'ovale di Madison e non tifo per Sonniferetti ma sarebbe bellissimo vederlo conquistare una vittoria.

mercoledì 19 luglio 2017

Commento al Gran Premio di Toronto (Indycar 2017 #12)

L'ultima volta in cui abbiamo parlato di Indycar è stato circa una settimana fa. All'epoca c'era stata la Iowa Corn 300 tra i campi di granoturco... okay, no, il circuito non è in mezzo ai campi di granoturco, lo ammetto, ma va bene lo stesso, e dopo una sola settimana la Indycar è sbarcata in Canada per il Gran Premio di Toronto.
Ci eravamo lasciati con H3lio Castroneves vincitore a Iowa Corn, osannato dal resto del mondo che prima lo criticava perché è troppohhhh vecchiohhhh per stare in Indycar, ma si era portato a sei punti di distacco in classifica dal detersivo al retrogusto di kiwi, quindi era improvvisamente ringiovanito.
Da un Tweet postato da Paul Tracy ho scoperto, sabato pomeriggio, che nel pre-gara ci sarebbe stato un servizio in cui Tracy e Castroneves avrebbero parlato della Indy 500 del 2002.
OMG!
Non so cosa sia successo in quel servizio perché non l'ho visto, ma immagino che sia stato possibile realizzarlo solo perché, da quando fa il telecronista, Paul Tracy è diventato decisamente più politically correct di prima. E per "diventato politically correct" intendo dire che è capace di fare conversazione con qualcuno senza che quel qualcuno se ne torni a casa con il naso rotto.
Mi sono sinceramente commossa per il povero H3lio: parlare della Indy 500 con Tracy non deve essere il top.
Per chi leggesse i miei commenti ai gran premi senza avere idea di che cosa accadesse nel lontano 2002, direi di fare un piccolo revival dell'accaduto.
Tra il 1996 e il 2007 il campionato di Indycar è stato diviso in due campionati, la IRL e la CART/Champ Car. La Indy 500 veniva disputata come parte del campionato IRL, ma nei primi anni del terzo millennio gareggiavano a Indianapolis anche i team principali della CART.
Tracy, pilota del team Andretti/Green, partecipò alla Indy 500 in quanto il team Andretti/Green, oltre al campionato di Formula Cart, prese parte alla cinquecento miglia. Castroneves, pilota del team Penske fin dai tempi in cui la Penske correva nella Cart, gareggiava in Indycar ed era stato vincitore della precedente edizione.
Il dramma si consumò durante gli ultimi giri quando Castroneves, in testa alla gara, era sul punto di finire la benzina e Tracy, secondo, gli era negli scarichi. Se la gara fosse finita in regime di bandiera verde, non c'era la benché minima possibilità che Castroneves potesse vedere il traguardo con quel poco carburante che gli rimaneva.
Nel momento in cui Tracy stava per compiere il sorpasso che valeva la leadership e la vittoria, nelle retrovie ci fu un contatto tra due piloti che si trovavano tra le ultime posizioni (Laurent Redon e Jacques Lazier, ma a nessuno importa la loro identità). Venne esposta subito bandiera gialla, per l'ingresso della safety car. Tracy aveva nel frattempo superato Castroneves, ma era troppo tardi. Essendo il sorpasso avvenuto in regime di safety car, Tracy fu costretto a cedere la posizione a Castroneves, che dietro alla safety car andando ai due all'ora riuscì a tagliare il traguardo e andò a piedi in victory lane.
Il team Andretti/Green fece ricorso, sostenendo che il sorpasso di Tracy non era avvenuto in regime di safety car, pertanto la vittoria spettava a loro; anche Tracy concordava con tutto ciò. Persero il ricorso e la cosa ebbe strascichi notevoli, tanto che uno dei titolari del team, tale Mr. Green, lasciò la squadra dopo avere venduto le sue quote alla Andretti Family. Anche Paul Tracy non la prese molto bene, accusò la IRL di avere favorito Castroneves e la Penske in quanto c'erano dei favoritismi rivolti ai team della IRL contro quelli della CART. Dichiarò inoltre che non avrebbe più gareggiato nella IRL, cosa che in effetti non fece mai prima della riunificazione tra le due serie, in tal caso, comunque, i suoi giorni di gloria erano già passati e faceva solo comparse occasionali. Per molto tempo Tracy polemizzò a proposito del risultato ed è stato quantomeno curioso, per me, leggere che lui e Castroneves avrebbero preso parte a un servizio in cui parlavano di quell'evento.
La prima cosa che ho pensato è che non mi sarebbe piaciuto essere al posto di Castroneves...
Restiamo un attimo in tema Paul Tracy. A Toronto, nel 2006, fu immortalato in una scena epica: sulla pista c'erano dei pennuti, probabilmente piccioni, forse gabbiani, e Tracy uscì dalla propria traiettoria ideale per schivarli. *-* Fu una delle poche occasioni, in quell'anno, in cui combinò qualcosa di buono invece di fare dei danni. Per esempio una volta fu protagonista di una rissa in stile Nascar con il connazionale Alex Tagliani, la cui moglie era la migliore amica della moglie di Tracy (quella dell'epoca, che era la terza se non sbaglio, e non è la moglie o la compagna attuale a giudicare da quello che Tracy posta sui propri profili social). Nel gran premio successivo fu coinvolto in un incidente anche con Bourdais e l'unica ragione per cui non ci fu una rissa in stile Nascar ma una scena più soft è che l'altro tizio era appunto Bourdais, uno che di lì a poco sarebbe passato in F1, luogo in cui in genere le controversie vengono risolte citofonando ai box e pregando il team di parlare con il direttore di gara per far squalificare quello che ti ha speronato. Sebby, quella volta, però si presentò al cospetto di Tracy e si mise a inveire contro di lui e a spintonarlo. Solo il fatto che poi gli abbia voltato le spalle e se ne sia andato ha impedito che ci fosse uno spargimento di sangue! Tra parentesi, tra i due non correva buon sangue già da tempo e per molti anni, in seguito, Tracy ha sempre criticato Bourdais a ogni soffio di vento in telecronaca.
Nell'immediato, il caos combinato da Tracy con la collaborazione di Tagliani e Bourdais condusse Paolone Nostro a fare commenti polemici contro i francesi e la gente del Quebec, ad essere fischiato dal pubblico del gran premio di Montreal al quale risposte facendo pernacchie e linguacce alla veneranda età di qualcosa come 37 o 38 anni e ad indossare una bandiera del Quebec come mantello abbinata a una maschera da wrestler in tinta per salire sul podio del suddetto gran premio. Sul suo profilo Twitter ha come foto profilo un'immagine di se stesso in quella tenuta, cosa su cui direi possiamo sorvolare, per concentrarci piuttosto sul campionato corrente.

La gara di Toronto è stata disputata domenica 16 luglio. Quel giorno è stato abbastanza pieno dal punto di vista motoristico e non sono riuscita esattamente a vedere tutto.
Ho cercato di aggiornarmi quanto prima e, nella mattina di martedì 18 luglio (anniversario della vittoria di Max Chilton a Iowa Corn in Indylights!) ho trovato la gara pubblicata su Twitter.
Qualcosa su quello che era successo prima della gara lo sapevo (Gutierrez, al sabato, si era schiantato contro a un muro, rischiando seriamente di perdersi la gara) e avevo letto, inoltre, anche il risultato, ma c'erano molte cose che intendevo scoprire e, armata di pazienza, mi sono messa a guardare la gara!

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Pagenaud - Rahal
2^ fila: Castroneves - Power
3^ fila: Dixon - Hinchcliffe
4^ fila: Newgarden - Rossi
5^ fila: Chilton - Sato
6^ fila: Andretti - Hildebrand
7^ fila: Pigot - Kanaan
8^ fila: Jones - Hunter-Reay
9^ fila: Kimball - Daly
10^ fila: Muñoz - Saavedra
11^ fila: Gutierrez

THREE.
TWO.
ONE.
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! Heliooooooooo! *___________*
Okay, diciamola in modo più comprensibile: H3lio ha superato tutti allo start, prendendosi la testa della gara, il che era indubbiamente una cosa piuttosto epica, ma sapevo avendo letto il risultato che non sarebbe durata.
È durata qualcosa come un quarto di gara o giù di lì, per dirla come va detta, ma quantomeno era consolatorio sapere che c'era chi era messo peggio. Willpowahhhhh ha crashato al primo giro ed è decisamente svanito nel nulla.
A un quarto di gara, quando Helio perdeva la leadership per ragioni che andrò a spiegare a breve, Willpowahhhhh è stato intervistato, segno evidente cheaveva già abbandonato la vettura da molto tempo.
Prima dell'evento dopo il quale H3lio ha perso la leadership, nel frattempo, si erano visti dei bei duelli nelle zone basse della top-ten. Il Maialotto era scatento, almeno per il momento. Poi, a fine gara, la classifica non avrebbe parlato esattamente a suo favore, ma questo non ha importanza. Quello che ha importanza è che tutto è iniziato con Kanaan che verniciava muretti, il tutto mentre Nuovogiardino era rientrato ai box e gli altri piloti di testa no.
Risultato: Nuovogiardino ha recuperato su tutti. Bye bye H3lio, riprovaci quando sarai più vecchio...
La gara è stata tranquilla. Molti eventi non fondamentali per la leadership sono accaduti, così come numerosi pit-stop, ma senza caos. In corso d'opera, a un certo punto, Gutiiii si è guadagnato una penalità per "blocking", segno evidente che se il ruolo per cui è venuto alla luce è quello di stare tra gli zebedei altrui non si può dire che faccia male il suo lavoro.
Ad un tratto è stato intervistato Bourdeeeeeyyyyyy! AAAAAAAAAAAAWWWWWWWWWWWW! <3 Ha parlato di un test che svolgerà a Mid-Ohio e si è menzionato un suo ipotetico ritorno a Watkins Glen.
Poi, a dieci giri dalla fine, Ed Jones è andato a verniciare un muretto, senza rendere necessario l'intervento della safety car. Al momento Nuovogiardino era in testa seguito da Alex Non Sono Valentino Rossi, da Hinchy e...
...
...
...
...
...OH MY INDY CURSE. o.O
C'era nientemeno che Marco Sonniferetti in quarta posizione...
...
...
...Sì, però non addormentatevi, adeso che ve l'ho detto. Pensavo semplicemente di arricchire la cronaca con un dettaglio di un certo livello.
Non avendo altri dettagli di un certo livello da aggiungere, non mi resta che mettere in chiaro come sono andate le cose.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Alexander Rossi (Andretti/Herta), 3. James Hinchcliffe (Schmidt), 4. Marco Andretti (Andretti) *INCHINO*, 5. Simon Pagenaud (Penske), 6. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 7. Max Chilton (Ganassi) 8. Helio Castroneves (Penske), 9. Graham Rahal (Rahal), 10. Scott Dixon (Ganassi), 11. Sebastian Saavedra (Schmidt), 12. Charlie Kimball (Ganassi), 13. J.R. Hildebrand (Carpenter), 14. Esteban Gutierrez (Coyne), 15. Carlos Muñoz (Foyt), 16. Takuma Sato (Adretti), 17. Conor Daly (Foyt), 18. Spencer Pigot (Carpenter), 19. Tony Kanaan (Ganassi), 20. Ed Jones (Coyne), 21. Will Power (Penske).

A questo punto vorrei segnalare che non so bene cos'abbiano pasticciato su GPUpdate, ma né nel risultato di gara né nel risultato delle qualifiche hanno segnato il nome di Saavedra. Semplicemente in qualifica nessuno risulta essere stato 20° e in gara nessuno è stato considerato come 11°. Peraltro hanno anche sbagliato le classifiche, che ho il sospetto che potessero essere sbagliate anche in precedenza, a questo punto. Sono andata a verificare sul sito ufficiale della Indycar, dato che GPUpdate sembra meno affidabile di me quando calcolavo le classifiche della Formula 1 a mano, scoprendo che Dixon ha 423 punti ed è seguito ad appena tre lunghezze di distacco da Castroneves *festeggia ballando la samba* a 420. Pagenaud ha 404 punti, come il numero che si chiamava una volta dalla Vodafone per sapere a quanto ammontava il credito, mentre Nuovo Giardino pare averne 400 tondi.

Aggiungerei inoltre che la Indycar si è SoVrApPoStA!!11!!!! con la NASCAR, per l'esattezza con una gara durata tre ore denominata Overton's 301, che si è svolta al New Hampshire Motor Speedway.
La suddetta gara è stata vinta da Denny Hamlin, con Larson, Truex, Kenseth e Harvick a completare la top-5. Il duello tra gli Stenpatrick è stato sorprendentemente vinto da Danica che, classificandosi 13^, ha battuto Ricky di una posizione, quindi questa settimana sarà Ricky a cucinare, fare le pulizie, lavare e stirare...
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...OMG, ho appena pensato a un alternate universe Castronaan in cui sono i Castronaan a vivere insieme e in cui i lavori di casa toccano sempre al peggio classificato tra i due.
Ho pensato "povero Tony".
Poi mi sono accorta che sono entrambi due V3Kk1 D3çR3P1t1, quindi indubbiamente quei lavori li fanno fare alla badante.
TK: "C'è solo un piccolo problema... noi non abbiamo la badante."
H3lio: "Possiamo sempre ingaggiare il Piccolo Chilli."
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...Okay, va bene, finiamola qua. Ci riaggiorniamo tra due settimane!

giovedì 13 luglio 2017

Commento alla Iowa Corn 300 (Indycar 2017 #11)

Un cordiale saluto, miei cari lettori. Sono già passati alcuni giorni e solo ora trovo il tempo per mettermi al lavoro con l'intento di ripercorrere quanto è accaduto nel corso dello scorso weekend, quello del 9 Luglio, sul circuito di Iowa Corn (traduzione: granturco dello Iowa, peccato che il circuito non sia costruito in campagna in mezzo ai campi, con il granturco che cresce nelle vie di fuga, sarebbe molto pittoresco).
Vorrei a questo punto specificare una cosa: mi piacciono le gare di Indycar sui mini-speedway. Questo non significa che le altre non mi piacciono, ma credo che i mini-speedway abbiano un certo fascino. E' un po' come gareggiare intorno a una rotonda stradale. Ricordo che, quando iniziai a seguire la Indycar, per me i mini-speedway erano l'ignoto più assoluto. All'epoca avevo sempre guardato solo la Formula 1, qualche gara di GP2, ed eventualmente in TV visto qualche filmato di rally o gran turismo. Avevo visto qualche filmato sulla Indycar su youtube, quello sicuramente sì, ma conoscevo essenzialmente i circuiti cittadini, tradizionali e gli ovali in stile Indianapolis.
Ricordo che la sera in cui la Indycar gareggiava a Milwaukee Mile dovevo andare fuori, ma la gara iniziava almeno una mezz'ora prima dell'orario a cui dovevo uscire. Mi collegai per guardarmene almeno un pezzetto e spalancai gli occhi nel vedere il numero di giri che la gara sarebbe durata. Poi vidi che venivano percorsi in qualcosa come mezzo minuto. A Iowa Corn funziona più o meno allo stesso modo e i giri si susseguono alla velocità del suono. E' qualcosa di molto suggestivo, a cui non mi sono mai abituata del tutto. Può piacere o non piacere. L'unica cosa è che in genere quelli a cui piace non vanno in giro a criticare tutti gli altri tipi di circuito, un po' come capita anche alla gente che sostiene che ci siano anche altri circuiti belli, oltre Spa Francorchamps e al vecchio Nurburgring...
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...ma non divaghiamo. Collochiamoci mentalmente a Iowa Corn e occupiamoci della storia del circuito e della gara.
Va bene, non ho intenzione di dilungarmi sulla storia del circuito, ma credo che sia doveroso citare che in tale location Max Chilton vinse una gara di Indylights e che ho il vago sentore che, senza quella vittoria, avrebbe faticato e non poco per procacciarsi un volante per gli anni a venire.
Quello che conta, comunque, è che il Piccolo Chilli ce l'abbia fatta, che ora sia in Indycar e che esistono possibilità che possa deliziarci, prima o poi, in futuro. Qualora non dovesse deliziarci con ipotetiche future vittorie, potrebbe quantomeno deliziarci dedicandosi all'arte di tagliare chicane, non appena la Indycar tornerà a spostarsi su qualche circuito simil-Baku, il che accadrà molto presto.

Non sono riuscita a vedere la gara dall'inizio, ma sono comunque riuscita a vederne una buona parte, perdendomi soltanto pochi degli eventi salienti.
Questa era la griglia di partenza: Power, Hildebrand, Castroneves, Carpenter, Sato, Aleshin, Kanaan, Jones, Hinchcliffe, Rahal, Pagenaud, Rossi, Chilton, Kimball, Hunter-Reay, Newgarden, Dixon, Gutierrez, Daly, Andretti, Muñoz.

Sono stata piuttosto soddisfatta della griglia di partenza. O meglio, sono stata piuttosto soddisfatta dalla presenza di un certo soggetto in una posizione abbastanza in vista della griglia di partenza.
Hildy: "Parli di me?"
Voce fuori campo: "Credo proprio che l'Autrice(C) parli di te."
Hildy: "A me non piace affatto stare così in vista. La gente che di solito non mi prende minimamente in considerazione potrebbe ricordarsi all'improvviso di me."
Voce fuori campo: "Non vederlo come un lato negativo. La gente ti ama."
Hildy: "No, la gente mi prende per i fondelli, il che è diverso. Se solo si rendessero conto che sono passati sei anni e che tutto ciò è ingiustificato..."
Voce fuori campo: "Saranno anche passati sei anni, ma tu ti sei pur sempre schiantato contro un muro ad un passo dal traguardo della Cinquecento Miglia di Indianapolis... roba per cui immagino che anche tua madre ti prenda ancora per i fondelli."
Hildy: "Fosse solo mia madre... il problema è che mi prendono per i fondelli anche tutto il resto dei miei familiari e dei miei parenti entro il quarto grado."
Voce fuori campo: "Quelli di quinto grado no?"
Hildy: "C'è caso che qualcuno di loro non segua la Indycar e che non siano al corrente della mia esistenza... così come in realtà è anche possibile che la seguano ma non ne siano al corrente lo stesso. Non basta guardare la serie in cui gareggia Will Stevens per essere al corrente dell'esistenza di Will Stevens e temo che nel mio caso le cose non funzionino molto diversamente."
Voce fuori campo: "La tua considerazione è molto interessante e mi ha aperto la mente. Ho solo un dubbio esistenziale."
Hildy: "Vuoi chiedermi chi è Will Stevens, per caso?"
Voce fuori campo: "Esatto, secondo me sarebbe doveroso approfondire questo aspetto."
Hildy: "Sono spiacente, non posso aiutarti, non ne ho la più pallida idea."
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Mentre il mondo si chiedeva chi fosse Will Stevens, c'era un'altra parte di mondo che si chiedeva cosa ci facesse ancora in indycar un vecchiacciohhhh maleficohhhh come H3lio, che ha già 42 anni, bla bla bla, che non vince(va) una gara da tre anni, bla bla bla, che serve alla Indycar solo per realizzare filmati in cui viene shippato con Kanaan, bla bla bla...
Sono rimasta abbastanza disturbata da tutto ciò, soprattutto dal fatto che se ne sia parlato lungamente anche in telecronaca. Vorrei precisare, tuttavia, che i telecronisti non gli davano contro, ma anzi, riconoscevano che avrebbe potuto far cambiare idea a chi si chiedeva che cosa ci facesse ancora in Indycar. Ad ogni modo il messaggio di fondo che passava era: va bene, alla Indy 500 o in eventi random a caso possono partecipare anche piloti che sono a ridosso dei cinquant'anni, però non è vero che in Indycar non diamo peso al fatto che ci siano degli over-40; quando corrono full-time e invece di atteggiarsi a piloti pittoreschi si atteggiano a piloti come tutti gli altri e magari puntano anche a ottenere risultati di un certo livello, sono dei vecchiaccihhhh maleficihhhh che rubano il volante alle giovanihhhh promessehhhh e, dato che in Indycar è considerata una cosa normale procurarsi un volante solo se si hanno dei buoni sponsor, non hanno neanche la consolazione che le giovanihhhh promessehhhh sono degli usurpatorihhhh che rubano il loro volante.
Sono commossa.
Sono profondamente commossa.
Peraltro sono convinta che il mondo dovrebbe concordare su una cosa: H3lio è adorabile e non si tocca. <3
Aggiungerei, a proposito di H3lio, che nei giorni precedenti il weekend, il profilo youtube ufficiale della Indycar aveva pubblicato l'ennesimo video sui Castronaan, perché a quanto pare sono fatti per stare in coppia. In quel video è stato narrato, esattamente come in tutti quelli precedenti, che i due sono amici d'infanzia, che i due hanno iniziato a gareggiare negli States vent'anni fa all'epoca della Indylights, che quando sono arrivati là non sapevano parlare inglese, ecc... ecc... ecc...
Il sosia di Vin Diesel negli ultimi tempi è un po' meno preso di mira per l'età rispetto al suo collega, essenzialmente perché in epoca recente è stato meno spesso a ridosso delle prime posizioni. #SorryNotSorry, dovevo dirlo e dovevo specificare qual è esattamente la cosa che dà fastidio di H3lio: non che sia un "vecchio", ma che sia un vecchio e che abbia ancora la sua rilevanza.

H3lio ha avuto la sua rilevanza fin dalle prime fasi di gara. Le cronache narrano che nei primi giri sia stato in testa, anche se non sempre, che ogni tanto abbia visto la luce Hildy, che soprattutto Hildy abbia visto la luce di più di H3lio in quei frangenti e che tutto stesse per convergere verso la solita realtà in cui i vecchi cercano di essere ancora rilevanti e di essere ancora in grado di lottare per la vittoria, ma non lo sono fino in fondo.
Tutto era destinato a peggiorare dopo il crash di Aleshin.
Aleshin, chiamato "Maikol" nel corso di alcune telecronache nonostante non si chiami affatto così, si è spalmato contro a un muro al 57esimo giro di gara, facendo entrare la prima safety car. Tutto si è concluso senza che altri piloti venissero coinvolti, quindi almeno stavolta nessuno ha pensato che fosse doveroso abolire le competizioni sugli ovali in nome della sicurezza.
Spoiler alert: sono la prima a dire che la sicurezza è importante, ma trovo un po' fuori luogo che a lamentarsi della sicurezza sugli ovali siano in genere quelli a cui la sicurezza non fa né caldo né freddo in altre situazioni e che magari sostengono che le gare su circuiti cittadini o tradizionali non sono abbastanza pericolose per essere spettacolari, oppure che la ragione principale per cui le vetture di F1 non dovrebbero mettere l'halo o il parabrezza stile Redbull è che non è abbastanza bello esteticamente.
La gara ha perso uno dei suoi pseudo-protagonisti, ma nessuno l'ha rimpianto: una H e una N di troppo nel suo cognome fanno sì che non sia necessaria la sua presenza per avere spettacolohhhh, spettacolohhhh che comunque in Indycar non c'è perché non ci corre la Ferrari.
Dopo le procedure standard in presenza di safety car la gara è ripartita. Hildy a quel punto era in testa davanti a Willpowahhhh, a quel vecchiaccio di H3lio, a Grammo Reale e a RHR a completare la top-5.
Tutto è filato liscio fino al 131°, quando stavolta non c'è stato un botto degno di nota, ma semplicemente Muñiz è andato a dare una verniciata a un muretto ed è rientrato ai box con la vettura in pessime condizioni. Altra safety car e stavolta quel vecchiaccio che stava in terza posizione si è piazzato in testa approfittando di un pit-stop decisamente più veloce di quello degli avversari. Seguiva Willpowahhhh terzo, poi gli altri due della top-5 a parti invertite, con Grammo Reale che si è ripreso la posizione al restart.
Dopo un altro periodo di calma piatta, è toccato a Daly al 171°, che ha fatto la fine del suo predecessore, rientrando ai box con la vettura che cadeva a pezzi dopo avere verniciato il muro.
Kimby non si è fermato ai box e ha fatto il figo dietro la safety car stando davanti a H3lio, Willpowahh al povero Hildy che ci ha rimesso una posizione. Kimby in testa è durato due secondi contati: al restart tutti l'hanno superato stando in bilico su due ruote e facendogli una pernacchia nel frattempo, mentre intanto un plot-twist era in agguato...
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...la pioggiahhhhh...
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...o per meglio dire l'umidità, perché la pista era umida e questo, su un ovale, è un bel problema.
Poco prima di arrivare a due terzi di gara (tot. 300 giri) è entrata la safety car e al 208esimo la gara è stata addirittura redflaggata!
Dieci minuti dopo è ripartita con quel vecchiaccio di H3lio che continuava a tarpare le ali e i sogni di gloria dei ragazzini che lo seguivano.
Non ci sono stati ulteriori problemi e, quando a 45 giri dalla fine tutti sono stati costretti a rientrare ai box in regime di bandiera verde, la legge del caso ha voluto che H3lio perdesse la posizione a vantaggio di Hildy, che sta ancora inseguendo la prima vittoria in carriera, dopo avere mandato alle ortiche quella che sarebbe stata la più prestigiosa.
Tutti si sono fermati, anche Nuovo Giardino, che si era fermato dopo rispetto ai piloti di testa in occasione della sosta precedente.
Tutti si sono fermati, a parte tre sfigatelli che si sono presi il lusso di farsi qualche giro in top-3 prima di rientrare a loro volta e di perdere terreno venendo "undercuttati" da chi li precedeva.
C'era in testa il Piccolo Chilli.
C'era secondo Sonniferetti.
C'era terzo lo Scoiattolo Nerd Estebaby.
Estebaby è stato il primo del terzetto a rientrare. Tornato in pista nelle retrovie, dopo essere stato nelle zone basse della top-ten per un notevole tratto di gara, è andato a rompere le scatole a Grammo Reale (da me originariamente scambiato, non so perché, per Ed Jones) che si è messo a sbraitare contro di lui che, da doppiato, stava in mezzo alle scatole. #JustF1Things.
Dopo è stata la volta di Chilli, che ha lasciato la testa della gara a Sonniferetti! Almeno finché non è arrivato H3lio...
Voce fuori campo: "Wait, wait, wait, che cosa ci fa quel vecchiacciohhhh maleficohhhh in testa alla gara? Che fine ha fatto Hildy?"
L'Autrice(C): "è stato superato stando in bilico su tre ruote poco fa."
Voce fuori campo: "Ora mi è tutto chiaro."
Anche al resto del mondo è stato tutto chiaro. Sul mio dashboard di Twitter è esplosa la gioia allo stato puro. In telecronaca si sono sentiti solo degli elogi, mentre come da rituale H3lio si fermava per arrampicarsi sulle reti come da tradizione. A quanto pare l'arte di salire sul carro dei vincitori rimane invariata anche quando i vincitori sono over-40! #H3lioWins. #OldIsGold.
Oserei dire che sono stata alquanto soddisfatta del risultato e altrettanto soddisfatta di sapere che H3lio si è portato a sei punti di distacco da Dixon in classifica. Sono negativamente sorpresa, invece, dal fatto che H3lio non si sia messo a piangere come una fontana nelle interviste.

RISULTATO: 1. Helio Castroneves (Penske), J.R. Hildebrand (Carpenter), 3. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 4. Will Power (Penske), 5. Graham Rahal (Rahal), 6. Josef Newgarden (Penske), 7. Simon Pagenaud (Penske), 8. Scott Dixon (Ganassi), 9. Tony Kanaan (Ganassi), 10. James Hinchcliffe (Schmidt), 11. Alexander Rossi (Andretti/Herta), 12. Ed Carpenter (Carpenter), 13. Esteban Gutierrez (Coyne), 14. Max Chilton (Ganassi), 15. Charlie Kimball (Ganassi), 16. Takuma Sato (Andretti), 17. Marco Andretti (Andretti), 18. Ed Jones (Coyne), 19. Conor Daly (Foyt), 20. Carlos Muñoz (Foyt), 21. Mikhael Aleshin (Schmidt).