Carissimi appassionati di Formula 1 vintage, oggi vi porto alla scoperta del GP di Buenos Aires del 1960, gara inaugurale di una stagione che ovviamente, non essendo avvenuta dagli anni '90 in poi, è stata rimossa come d'abitudine dalla memoria collettiva. Non c'era neanche più Juan Manuel Fangio al volante, il pilota di casa più celebre era José Frolain Gonzalez, presente al volante di una quarta Ferrari, accanto a Phil Hill, Wolfgang Von Trips e Cliff Allison. Sarebbe stata la sua ultima partecipazione. La pole position è andata a Stirling Moss su Cooper, il leader dopo il primo giro risulta Innes Ireland su Lotus, ma i due hanno dovuto ben presto lasciare strada alle BRM di Jo Bonnier e Graham Hill che si sono portati 1/2: tutto questo lo sto ricostruendo dal giro per giro, perché erano gli anni '60, quindi i riassunti sono sommari, ci parlano di Moss ritirato mentre era in testa alla gara per la rottura di una sospensione, ma non di tutto il resto.
Moss, di fatto, si è alternato in testa alla gara con Bonnier, in seguito, con Bonnier che, di fatto, ha leaderato più di Moss, il quale ha poi completato la gara sulla vettura del compagno di squadra Maurice Trintignant, anche se dal 1958 non esistevano più i punti condivisi tra diversi piloti.
Non è chiaro cosa sia accaduto esattamente a Bonnier. Mentre G.Hill era già ritirato da parecchio tempo, Bonnier stava in testa alla gara mentre questa viaggiava verso la parte conclusiva. Poi risulta scivolato indietro di diverse posizioni, con Bruce McLaren su Cooper come "erede" della prima posizione, che ha conservato fino al traguardo.
Aveva vinto nel precedente finale di stagione a Sebring, quindi ha conquistato le prime due vittorie in Formula 1 in gare back to back, anche se in stagioni diverse (un po' come Mika Hakkinen con Europa 1997/ Australia 1998).
Come in ogni gara cliché che si rispetti, la Ferrari ha conquistato la seconda posizione. Per Allison è stato l'unico podio in carriera. Al terzo posto ha terminato Moss sulla vettura di Trintignant, con i due che sono accreditati del terzo posto, ma i punti del terzo posto non sono stati assegnati a nessuno.
Il pilota argentino Carlos Menditeguy ha conquistato la quarta posizione, è stato il pilota "di casa" meglio classificato in questa gara, al volante di una Cooper e ha anche contribuito a falsarehhhh la garahhhh essendosi classificato davanti alla Ferrari di Von Trips.
Ireland ha chiuso la zona punti, mentre Bonnier ha terminato la gara al settimo posto. Le Ferrari di P.Hill e Gonzalez hanno invece chiuso rispettivamente ottava e decima, in mezzo a loro in nona piazza la Lotus di Alberto Rodriguez Larreta, pilota argentino alla sua unica partecipazione in Formula 1.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
Visualizzazione post con etichetta GP Argentina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GP Argentina. Mostra tutti i post
martedì 26 dicembre 2023
sabato 26 agosto 2023
Le sette vittorie consecutive di Ascari, parte 2/2: GP Olanda e Italia 1952, Argentina 1953
Nello scorso post vi ho raccontato la prima parte delle vittorie consecutive di Alberto Ascari, le prime quattro nei gran premi di Belgio, Francia, Gran Bretagna e Germania, anticipando il fatto che avrebbe vinto anche sui due circuiti successivi, Zandvoort e Monza. Come già detto, in Olanda è arrivato già da campione del mondo e, vista la regola degli scarti, secondo cui contavano solo i quattro migliori risultati, con quattro vittorie aveva già il punteggio pieno. Di questi ultimi due gran premi del mondiale 1952 i video di highlight durano rispettivamente due e due minuti, quello di Monza addirittura con sintesi in italiano... Andiamo quindi a ripercorrere questi eventi... e non solo questi, in realtà.
OLANDA - a questo gran premio, in Ferrari affiancato ai soliti Alberto Ascari e Nino Farina c'era Luigi Villoresi, dove affiancato è solo un modo di dire, dato che in griglia era quarto alle spalle della Cooper di Mike Hawthorn. Ascari e Farina erano, tanto per cambiare, 1/2 e dopo un breve lampo di Hawthorn, in testa al primo giro, sono ritornati in breve 1/2 in un'altra gara in cui Ascari non ha mai lasciato la prima posizione. Poi ha anche conquistato il giro più veloce, ottenendo il grand chelem, terzo della stagione nonché secondo consecutivo.
La Ferrari ha fatto 1/2/3 con Villoresi che già dopo pochi giri ha conquistato la terza posizione ai danni di Hawthorn. Quest'ultimo ha dovuto accontentarsi di giungere al traguardo quarto e doppiato di un paio di giri, precedendo le Gordini di Robert Manzon e Maurice Trintignant, con Manzon ultimo pilota a conquistare punti.
Dietro di loro in settima posizione c'era Stirling Moss sulla ERA, costretto tuttavia al ritiro nelle fasi inoltrate della gara per un guasto al motore.
Piccola digressione, il GP d'Olanda 1952 è stata l'ultima apparizione del team ERA in Formula 1, la terza della stagione dopo avere partecipato ai gran premi di Belgio e Gran Bretagna. Scuderia che si era schierata al via del GP di Gran Bretagna 1950 con innumerevoli vetture, aveva fatto da quel momento in poi solo qualche presenza sporadica tra il 1950 e il 1951, senza mai conquistare punti.
I migliori risultati erano due sesti posti, conquistati in Gran Bretagna e Montecarlo 1950 da Bob Gerard, mentre purtroppo Moss nel 1952 ha collezionato soltanto tre ritiri, senza mai potere vedere la luce della bandiera a scacchi.
La ERA, inoltre, era stata il 18 giugno 1952, soltanto qualche giorno prima del GP del Belgio, tristemente protagonista di quello che è considerato il primo incidente mortale della storia della Formula 1: al volante c'era Earl Cameron, che in realtà non era un pilota da competizioni, ma un ingegnere e tester che lavorava per il team. L'incidente è avvenuto a Warwickshire in Gran Bretagna e non è che si trovino molte infrazioni su Cameron.
ITALIA - le Ferrari ufficiali erano cinque, con Ascari, Villoresi e Farina nelle prime tre posizioni in qualifica davanti alla Gordini di Trintignant e alla Maserati di José Froilan Gonzalez, il quale precedeva Taruffi su Ferrari, Manzon su Gordini e, ottava, la Ferrari di André Simon.
Al via Gonzalez si è impossessato della prima piazza e ha iniziato a scappare, una certa sorpresa in un mondiale dominato dalla Ferrari. Ha accumulato un notevole vantaggio, ma doveva comunque fermarsi ai box a rifornire, cosa che le Ferrari non avrebbero fatto. Tornato in pista quarto dietro alle tre Ferrari di testa, ne ha superate due, ritrovandosi secondo dietro ad Ascari.
Villoresi ha chiuso sul gradino più basso del podio, con Farina quarto e la zona punti completata dalla Maserati di Felice Bonetto, dietro al quale si sono classificati Simon e Taruffi. Quest'ultimo si è piazzato terzo nel mondiale piloti, di un paio di punti dietro a Farina, il quale stava a debita distanza da Ascari.
*****
ARGENTINA 1953 - il mondiale successivo è iniziato con il rientro in scena di Juan Manuel Fangio, che aveva saltato per infortunio la stagione 1952. In casa Ferrari, inoltre, è arrivato Mike Hawthorn, che affiancava Ascari, Farina e Villoresi... e niente, il mondiale è iniziato a Buenos Aires e non proprio nel migliore dei modi. Anzi, male, malissimo.
Dal punto di vista sportivo, si segnala la pole di Ascari, che ha preceduto Fangio, poi Villoresi, Farina, Gonzalez e Hawthorn. Per il campione del mondo in carica si prospettava un ennesimo dominio, con tanto di grand chelem, il quarto conquistato in carriera, ma è purtroppo di aspetti non sportivi che dobbiamo parlare.
Il pubblico era entusiasta di assistere alle imprese di Fangio e Gonzalez, i piloti di casa. Era troppo entusiasta. Anzi, era troppo: oltre il doppio della capienza massima, con spettatori riservati ovunque, di fatto anche a bordo pista.
Ne sono tornati a casa dieci di meno, in tre incidenti diversi, dopo che già c'erano stati segnali che qualcosa non andava: diversi feriti a causa di una ruota staccatasi dalla Cooper di Adolfo Schwelm Cruz, pilota di casa one off. Il peggio è arrivato quando Farina, che si trovava al momento terzo dietro ad Ascari e Fangio, è uscito di strada nel tentativo di schivare una persona che attraversava la pista. È finito sul pubblico, sette spettatori morti, solo ferite lievi per il pilota.
La cosa più paradossale è che la gara sia proseguita come se niente fosse, nonostante i mezzi di soccorso che giravano sulla pista nel senso opposto rispetto alle monoposto. Un'ambulanza è uscita di strada investendo delle persone, due delle quali sono morte. Un ultimo morto, inoltre, ha perso la vita a seguito di in incidente della Cooper di Alan Brown.
È stata una tragedia terribile, questo gran premio, di cui in realtà si parla troppo poco, al confronto di altre situazioni analoghe in cui ci sono state vittime tra il pubblico, forse perché è così lontano nel tempo, forse perché ci sembra quasi all'ordine del giorno avere vittime tra il pubblico negli anni '50.
All'epoca probabilmente lo sembrava: nonostante i tre incidenti con spettatori morti la gara è proseguita fino alla fine, con Ascari vincitore, con Fangio ritirato per un guasto mentre era secondo, con Villoresi e Gonzalez a podio, Hawthorn quarto e l'argentino Oscar Gavez su Maserati a completare la zona punti.
Era gennaio, la Formula 1 non sarebbe tornata con un evento ufficiale fino a maggio, ovvero con Indianapolis. La Ferrari e Ascari sarebbero rimasti a casa, ma la Indy 500 era una gara inclusa nel campionato di Formula 1: si è fermata quindi in Argentina sia la striscia di successi della Scuderia di Maranello sia quella di Ascari, fermo a quota sette, record battuto solo nel 2013, quando Sebastian Vettel ne ha vinte nove di fila, due situazioni difficilmente confrontabili, dato che di fatto Ascari ha vinto per una stagione intera.
Però ai tempi di Ascari c'erano un sacco di gran premi extra campionato, dove non ha vinto ogni singola gara - sì, insomma, ha "solo" vinto tutte quelle in cui non si è ritirato - mentre in epoca contemporanea vincerne nove di fila significa proprio che in mezzo non c'è niente. Quello che conta è solo quella Indy 500 del 1953, appunto, che va a dividere le sette vittorie di Ascari avvenute prima e le due arrivate subito dopo. Ha vinto le nove a cui ha partecipato, che per le statistiche ufficiali non sono nove gare consecutive. Poco importa, i numeri sono solo una parte del tutto e talvolta non sono nemmeno una parte, dato che nelle classifiche dei "goat" ci fosse mai qualcuno che ci infila in mezzo anche il nome di Ascari!
OLANDA - a questo gran premio, in Ferrari affiancato ai soliti Alberto Ascari e Nino Farina c'era Luigi Villoresi, dove affiancato è solo un modo di dire, dato che in griglia era quarto alle spalle della Cooper di Mike Hawthorn. Ascari e Farina erano, tanto per cambiare, 1/2 e dopo un breve lampo di Hawthorn, in testa al primo giro, sono ritornati in breve 1/2 in un'altra gara in cui Ascari non ha mai lasciato la prima posizione. Poi ha anche conquistato il giro più veloce, ottenendo il grand chelem, terzo della stagione nonché secondo consecutivo.
La Ferrari ha fatto 1/2/3 con Villoresi che già dopo pochi giri ha conquistato la terza posizione ai danni di Hawthorn. Quest'ultimo ha dovuto accontentarsi di giungere al traguardo quarto e doppiato di un paio di giri, precedendo le Gordini di Robert Manzon e Maurice Trintignant, con Manzon ultimo pilota a conquistare punti.
Dietro di loro in settima posizione c'era Stirling Moss sulla ERA, costretto tuttavia al ritiro nelle fasi inoltrate della gara per un guasto al motore.
Piccola digressione, il GP d'Olanda 1952 è stata l'ultima apparizione del team ERA in Formula 1, la terza della stagione dopo avere partecipato ai gran premi di Belgio e Gran Bretagna. Scuderia che si era schierata al via del GP di Gran Bretagna 1950 con innumerevoli vetture, aveva fatto da quel momento in poi solo qualche presenza sporadica tra il 1950 e il 1951, senza mai conquistare punti.
I migliori risultati erano due sesti posti, conquistati in Gran Bretagna e Montecarlo 1950 da Bob Gerard, mentre purtroppo Moss nel 1952 ha collezionato soltanto tre ritiri, senza mai potere vedere la luce della bandiera a scacchi.
La ERA, inoltre, era stata il 18 giugno 1952, soltanto qualche giorno prima del GP del Belgio, tristemente protagonista di quello che è considerato il primo incidente mortale della storia della Formula 1: al volante c'era Earl Cameron, che in realtà non era un pilota da competizioni, ma un ingegnere e tester che lavorava per il team. L'incidente è avvenuto a Warwickshire in Gran Bretagna e non è che si trovino molte infrazioni su Cameron.
ITALIA - le Ferrari ufficiali erano cinque, con Ascari, Villoresi e Farina nelle prime tre posizioni in qualifica davanti alla Gordini di Trintignant e alla Maserati di José Froilan Gonzalez, il quale precedeva Taruffi su Ferrari, Manzon su Gordini e, ottava, la Ferrari di André Simon.
Al via Gonzalez si è impossessato della prima piazza e ha iniziato a scappare, una certa sorpresa in un mondiale dominato dalla Ferrari. Ha accumulato un notevole vantaggio, ma doveva comunque fermarsi ai box a rifornire, cosa che le Ferrari non avrebbero fatto. Tornato in pista quarto dietro alle tre Ferrari di testa, ne ha superate due, ritrovandosi secondo dietro ad Ascari.
Villoresi ha chiuso sul gradino più basso del podio, con Farina quarto e la zona punti completata dalla Maserati di Felice Bonetto, dietro al quale si sono classificati Simon e Taruffi. Quest'ultimo si è piazzato terzo nel mondiale piloti, di un paio di punti dietro a Farina, il quale stava a debita distanza da Ascari.
*****
ARGENTINA 1953 - il mondiale successivo è iniziato con il rientro in scena di Juan Manuel Fangio, che aveva saltato per infortunio la stagione 1952. In casa Ferrari, inoltre, è arrivato Mike Hawthorn, che affiancava Ascari, Farina e Villoresi... e niente, il mondiale è iniziato a Buenos Aires e non proprio nel migliore dei modi. Anzi, male, malissimo.
Dal punto di vista sportivo, si segnala la pole di Ascari, che ha preceduto Fangio, poi Villoresi, Farina, Gonzalez e Hawthorn. Per il campione del mondo in carica si prospettava un ennesimo dominio, con tanto di grand chelem, il quarto conquistato in carriera, ma è purtroppo di aspetti non sportivi che dobbiamo parlare.
Il pubblico era entusiasta di assistere alle imprese di Fangio e Gonzalez, i piloti di casa. Era troppo entusiasta. Anzi, era troppo: oltre il doppio della capienza massima, con spettatori riservati ovunque, di fatto anche a bordo pista.
Ne sono tornati a casa dieci di meno, in tre incidenti diversi, dopo che già c'erano stati segnali che qualcosa non andava: diversi feriti a causa di una ruota staccatasi dalla Cooper di Adolfo Schwelm Cruz, pilota di casa one off. Il peggio è arrivato quando Farina, che si trovava al momento terzo dietro ad Ascari e Fangio, è uscito di strada nel tentativo di schivare una persona che attraversava la pista. È finito sul pubblico, sette spettatori morti, solo ferite lievi per il pilota.
La cosa più paradossale è che la gara sia proseguita come se niente fosse, nonostante i mezzi di soccorso che giravano sulla pista nel senso opposto rispetto alle monoposto. Un'ambulanza è uscita di strada investendo delle persone, due delle quali sono morte. Un ultimo morto, inoltre, ha perso la vita a seguito di in incidente della Cooper di Alan Brown.
È stata una tragedia terribile, questo gran premio, di cui in realtà si parla troppo poco, al confronto di altre situazioni analoghe in cui ci sono state vittime tra il pubblico, forse perché è così lontano nel tempo, forse perché ci sembra quasi all'ordine del giorno avere vittime tra il pubblico negli anni '50.
All'epoca probabilmente lo sembrava: nonostante i tre incidenti con spettatori morti la gara è proseguita fino alla fine, con Ascari vincitore, con Fangio ritirato per un guasto mentre era secondo, con Villoresi e Gonzalez a podio, Hawthorn quarto e l'argentino Oscar Gavez su Maserati a completare la zona punti.
Era gennaio, la Formula 1 non sarebbe tornata con un evento ufficiale fino a maggio, ovvero con Indianapolis. La Ferrari e Ascari sarebbero rimasti a casa, ma la Indy 500 era una gara inclusa nel campionato di Formula 1: si è fermata quindi in Argentina sia la striscia di successi della Scuderia di Maranello sia quella di Ascari, fermo a quota sette, record battuto solo nel 2013, quando Sebastian Vettel ne ha vinte nove di fila, due situazioni difficilmente confrontabili, dato che di fatto Ascari ha vinto per una stagione intera.
Però ai tempi di Ascari c'erano un sacco di gran premi extra campionato, dove non ha vinto ogni singola gara - sì, insomma, ha "solo" vinto tutte quelle in cui non si è ritirato - mentre in epoca contemporanea vincerne nove di fila significa proprio che in mezzo non c'è niente. Quello che conta è solo quella Indy 500 del 1953, appunto, che va a dividere le sette vittorie di Ascari avvenute prima e le due arrivate subito dopo. Ha vinto le nove a cui ha partecipato, che per le statistiche ufficiali non sono nove gare consecutive. Poco importa, i numeri sono solo una parte del tutto e talvolta non sono nemmeno una parte, dato che nelle classifiche dei "goat" ci fosse mai qualcuno che ci infila in mezzo anche il nome di Ascari!
mercoledì 8 marzo 2023
25 anni dopo: 1998 (AUS/ BRA/ ARG/ SMR), l'ascesa di Mika Hakkinen
Carissimi lettori, mi sembra giunto il momento di partire per un lungo viaggio nel 1998, un mondiale che a primo impatto avrebbe potuto sembrare uno di quelli assegnati già a luglio, ma che nella realtà dei fatti 1) a posteriori non ci rendiamo conto che il pilota che poi ha vinto, al momento di iniziare la stagione aveva all'attivo una sola vittoria, 2) si è rivelato meno prevedibile di quanto poteva sembrare inizialmente. Quel mondiale iniziava nel weekend dell'8 marzo, esattamente 25 anni fa.
Sarà un viaggio piuttosto lungo e per oggi abbiamo in programma la prima tappa di questa carrellata di 1998. Direi che per prima cosa è opportuno rievocare i fatti che hanno messo fine alla stagione precedente: Jacques Villeneuve vs Michael Schumacher, devo davvero aggiungere altro? Forse che tra i due sembra non esserci mai stato un chiarimento per i fatti di Jerez de la Frontera. Si prospetta quindi una stagione scoppiettante.
O meglio, lo sarebbe se la McLaren non avesse tirato fuori la vettura più competitiva del lotto, con Mika Hakkinen e David Coulthard pronti a svettare su tutto e su tutti iniziando con un 1/2 in griglia. Schumacher è relegato a inseguire il terzo gradino del podio, mentre Villeneuve guida una Williams non più motorizzata Renault ma Mecachrome, che non ha più livrea Rothmans ma Winfield. Dal bianco-blu è passata al rosso caotico, il che non sarebbe neanche tanto grave, il punto è che il nuovo sponsor inizia per Win- e questo tendenzialmente non è di grande auspicio.
L'1/2 in griglia degli Hakoulthard non è prerogativa del GP d'Australia, ma si ripete anche in Brasile, con le Ferrari, le Williams e altri aspiranti comprimari nelle file immediatamente successive. In entrambe le occasioni per gli avversari della scuderia di Woking sembra esserci ben poco da fare, con la McLaren destinata a una facile doppietta, Hakkinen destinato a una facile vittoria e Coulthard a inseguirlo da vicino senza metterlo in difficoltà.
La realtà dei fatti non è così semplice, in McLaren tra gli Hakoulthard e Ron Dennis vige un accordo in base alla quale i piloti non devono lottare tra di loro in gara. Tuttavia chi ha il migliore spunto in partenza e si trova davanti all'altro, ha il diritto a mantenere la posizione senza essere attaccato, chiunque esso sia tra i due. In questo contesto si inserisce l'evento anomalo dell'Albert Park, l'ordine di scuderia destinato a ristabilire il presunto ordine naturale delle cose.
Tutto a posto al via, Hakkinen prende la testa della gara, Coulthard gli rimane dietro senza mai infastidirlo, mentre gli altri piloti non possono fare nulla per infastidirli, quei pochi piloti che rimangono in pista nonostante l'elevato attrition rate. Si inizia dalle Stewart, fuori entrambe al primo giro: Rubens Barrichello per un guasto, Jan Magnussen colto in un incidente con la Jordan di Ralf Schumacher e la Arrows di Toranosuke Takagi. Tra i big, tuttavia, esce di scena solo Michael Schumacher, nelle prime fasi e dal terzo posto, per un guasto al motore, lasciando la terza piazza al vecchio rivale Villeneuve.
La Williams fa podio con Heinz-Harald Frentzen uscito "vincente" dalla differenziazione delle strategie. Il campione in carica deve accontentarsi del quinto posto alle spalle della Ferrari di Eddie Irvine, mentre l'ultimo punto se lo aggiudica Johnny Herbert su Sauber. Sono tutti doppiati.
Cosa succede tra Hakkinen e Coulthard, vi chiederete. Tra di loro, di per sé, niente. Alla prima sosta tutto va bene, alla seconda Hakkinen rientra... e niente, non è il momento della seconda sosta. Percorre la pitlane e torna fuori, in seconda piazza adesso e abbondantemente alle spalle del compagno di scuderia. È rientrato perché l'hanno chiamato dai box, pare. Non è così, non gli hanno mai detto di rientrare.
Dopo la seconda sosta, quella vera, Coulthard è davanti a Hakkinen di svariati secondi e in casa McLaren sembra che le posizioni - quelle che dovevano essere consolidate fin dal via - siano state invertite da un errore del team. Da quel presupposto si decide per l'ordine di scuderia "anomalo": Coulthard rallenta e cede la leadership a Hakkinen.
La cosa non passa inosservata, ai tempi perfino gli organizzatori del GP d'Australia non sono soddisfatti dell'accaduto e la McLaren viene tacciata più o meno velatamente di avere manipolato il risultato della gara. Non accade nulla dal punto di vista del regolamento, quanto successo non è formalmente vietato, frattanto permane il mistero sulla chiamata fantasma.
Nel 2007 Ron Dennis affermerà che qualcuno da un altro team abbia intercettato la frequenza della radio della McLaren e ordinato a Hakkinen di rientrare, ma sussistono dubbi sulla credibilità di Ron Dennis nello specifico nel 2007. Forse non sapremo mai cosa sia accaduto e chi abbia ordinato a Hakkinen di rientrare. Resta tuttavia un dato di fatto che nel terribile schianto del 1995 il pilota finlandese abbia riportato danni permanenti all'udito, quindi una teoria esistente è che questo abbia innescato una mancata comprensione di ciò che gli veniva comunicato dai box.
In Brasile va tutto bene, gli Hakoulthard fanno doppietta senza controversie, con Coulthard che relegato in seconda posizione in qualifica e nelle prime battute altro non può fare che parare il fondoschiena a Hakkinen, dove "parare il fondoschiena" serve per abbellire la frase in quanto implica che qualcuno possa impensierire il duo McLaren.
Non è così: Frentzen è terzo a debita distanza davanti alle Ferrari e dopo il primo pitstop si ritrova dietro alle Ferrari. Le Benetton di Alex Wurz e Giancarlo Fisichella sono su una strategia a una sosta sola, in questo modo riescono a risalire. Hakkinen, Coulthard, Schumacher, Wurz, Frentzen, Fisichella, questa la zona punti, con Villeneuve relegato al settimo posto quindi a secco, così come Irvine ottavo.
Ancora una volta l'attrition rate è elevato, con Ralf Schumacher ad aprire le danze con un testacoda già alla partenza. Il suo compagno di squadra Damon Hill invece arriva in fondo, per poi essere squalificato a causa della vettura sottopeso. Oltre a Ralf, l'unico altro ritirato per incidente è Shinji Nakano: il pilota della Minardi finisce in testacoda dopo pochi giri. Per il resto è tutta questione di problemi al motore, al cambio o affini, eccetto Herbert che verso fine gara si ritira per indisposizione fisica dovuta a un infortunio riportato in una precedente sessione.
Il terzo gran premio della stagione si corre a Buenos Aires e vede Coulthard partire dalla pole position accanto a Michael Schumacher, dietro di loro i rispettivi compagni di squadra. Causa rischio pioggia, quasi tutti i team optano per una strategia prevista a una sola sosta, ma non la Ferrari.
Hakkinen supera Schumacher al via e si porta secondo, ma Michael ha la vettura più scarica e leggera e lo supera in breve tempo andando poi all'inseguimento di Coulthard. David, da parte sua, qualche giro più tardi commette una sbavatura e Schumacher si infila. Più o meno. I due si toccano, Coulthard finisce in testacoda, ma procedono entrambi, Schumacher in testa, Coulthard in bassa zona punti.
Il nuovo leader deve fermarsi due volte, Hakkinen sono una. Andando più leggero a carburante, comunque, riesce a girare più veloce di Hakkinen dopo la sosta del pilota McLaren e al momento del secondo pitstop gli esce davanti. Irvine frattanto è terzo, mentre dal cielo inizia a cadere qualche goccia. La gara, che ha già visto vari piloti (tra cui Ralf Schumacher, di nuovo incidentato) guidare in maniera caotica - Coulthard frattanto è stato protagonista di un incidente con Villeneuve che ha messo fine alla gara del canadese - vede molti di loro andare per prati e combinare casini.
Wurz supera Irvine approfittando di un problema tecnico sulla Ferrari, ma una successiva sbinnata mentre è nei pressi del doppiato Takagi gli fa perdere la terza piazza appena conquistata. Fisichella commette una sbavatura perdendo la sesta piazza a vantaggio di Coulthard che risale quindi alle spalle della Sauber di Jean Alesi. Schumacher mette le ruote sull'erba, ma ritrova la via dell'asfalto mantiene la leadership su Hakkinen, a sua volta vittima di un giro sullo sterrato.
Schumacher, Hakkinen, Irvine, Wurz, Alesi e Coulthard, sono questi i piloti che si aggiudicano la zona punti. Dopo due gran premi con dominio totale da parte della McLaren, adesso qualcosa sembra cambiato. Bisogna vedere cosa succederà di ritorno in Europa, dove si inizierà con il GP di San Marino.
A Imola, comunque, il sentore è che Buenos Aires sia stata una gara dal risultato anomalo: Coulthard ottiene la pole davanti a Hakkinen e i due iniziano a staccare i loro colleghi. Quando sulla vettura di Mika il cambio si rompe, è il solo David a proseguire, ma pur sempre di McLaren imprendibile si tratta. Michael Schumacher deve accontentarsi del secondo posto e anche ringraziare per il ritiro di Hakkinen.
Rallentato dalla Tyrrell del doppiato Ricardo Rosset, Villeneuve perde terreno quando avrebbe potuto giocarsi il terzo posto e non riesce a fare meglio che quarto, dietro a Irvine e davanti al compagno di squadra Frentzen. Alesi chiude ancora una volta sesto.
Hill viaggiava verso il settimo posto nella parte finale della gara, ma è costretto al ritiro per un guasto a pochi giri dalla fine, lasciando la posizione a Ralf Schumacherz stavolta in grado di evitare il caos. La gara, comunque, ha ancora una volta elevato attrition rate, momento più eclatante il ritiro simultaneo delle Benetton, Fisichella per incidente e Wurz per problemi al motore.
Per il momento ci fermiamo qui: Hakkinen 26, Coulthard 23, M.Schumacher 20, la classifica piloti è meno marcata di quanto potrebbe sembrare. Ce la farà Hakkinen ad allungare? O Schumacher a rimontare? E quale sarà il destino di Coulthard? Lo scopriremo nel prossimo appuntamento.
Sarà un viaggio piuttosto lungo e per oggi abbiamo in programma la prima tappa di questa carrellata di 1998. Direi che per prima cosa è opportuno rievocare i fatti che hanno messo fine alla stagione precedente: Jacques Villeneuve vs Michael Schumacher, devo davvero aggiungere altro? Forse che tra i due sembra non esserci mai stato un chiarimento per i fatti di Jerez de la Frontera. Si prospetta quindi una stagione scoppiettante.
O meglio, lo sarebbe se la McLaren non avesse tirato fuori la vettura più competitiva del lotto, con Mika Hakkinen e David Coulthard pronti a svettare su tutto e su tutti iniziando con un 1/2 in griglia. Schumacher è relegato a inseguire il terzo gradino del podio, mentre Villeneuve guida una Williams non più motorizzata Renault ma Mecachrome, che non ha più livrea Rothmans ma Winfield. Dal bianco-blu è passata al rosso caotico, il che non sarebbe neanche tanto grave, il punto è che il nuovo sponsor inizia per Win- e questo tendenzialmente non è di grande auspicio.
L'1/2 in griglia degli Hakoulthard non è prerogativa del GP d'Australia, ma si ripete anche in Brasile, con le Ferrari, le Williams e altri aspiranti comprimari nelle file immediatamente successive. In entrambe le occasioni per gli avversari della scuderia di Woking sembra esserci ben poco da fare, con la McLaren destinata a una facile doppietta, Hakkinen destinato a una facile vittoria e Coulthard a inseguirlo da vicino senza metterlo in difficoltà.
La realtà dei fatti non è così semplice, in McLaren tra gli Hakoulthard e Ron Dennis vige un accordo in base alla quale i piloti non devono lottare tra di loro in gara. Tuttavia chi ha il migliore spunto in partenza e si trova davanti all'altro, ha il diritto a mantenere la posizione senza essere attaccato, chiunque esso sia tra i due. In questo contesto si inserisce l'evento anomalo dell'Albert Park, l'ordine di scuderia destinato a ristabilire il presunto ordine naturale delle cose.
Tutto a posto al via, Hakkinen prende la testa della gara, Coulthard gli rimane dietro senza mai infastidirlo, mentre gli altri piloti non possono fare nulla per infastidirli, quei pochi piloti che rimangono in pista nonostante l'elevato attrition rate. Si inizia dalle Stewart, fuori entrambe al primo giro: Rubens Barrichello per un guasto, Jan Magnussen colto in un incidente con la Jordan di Ralf Schumacher e la Arrows di Toranosuke Takagi. Tra i big, tuttavia, esce di scena solo Michael Schumacher, nelle prime fasi e dal terzo posto, per un guasto al motore, lasciando la terza piazza al vecchio rivale Villeneuve.
La Williams fa podio con Heinz-Harald Frentzen uscito "vincente" dalla differenziazione delle strategie. Il campione in carica deve accontentarsi del quinto posto alle spalle della Ferrari di Eddie Irvine, mentre l'ultimo punto se lo aggiudica Johnny Herbert su Sauber. Sono tutti doppiati.
Cosa succede tra Hakkinen e Coulthard, vi chiederete. Tra di loro, di per sé, niente. Alla prima sosta tutto va bene, alla seconda Hakkinen rientra... e niente, non è il momento della seconda sosta. Percorre la pitlane e torna fuori, in seconda piazza adesso e abbondantemente alle spalle del compagno di scuderia. È rientrato perché l'hanno chiamato dai box, pare. Non è così, non gli hanno mai detto di rientrare.
Dopo la seconda sosta, quella vera, Coulthard è davanti a Hakkinen di svariati secondi e in casa McLaren sembra che le posizioni - quelle che dovevano essere consolidate fin dal via - siano state invertite da un errore del team. Da quel presupposto si decide per l'ordine di scuderia "anomalo": Coulthard rallenta e cede la leadership a Hakkinen.
La cosa non passa inosservata, ai tempi perfino gli organizzatori del GP d'Australia non sono soddisfatti dell'accaduto e la McLaren viene tacciata più o meno velatamente di avere manipolato il risultato della gara. Non accade nulla dal punto di vista del regolamento, quanto successo non è formalmente vietato, frattanto permane il mistero sulla chiamata fantasma.
Nel 2007 Ron Dennis affermerà che qualcuno da un altro team abbia intercettato la frequenza della radio della McLaren e ordinato a Hakkinen di rientrare, ma sussistono dubbi sulla credibilità di Ron Dennis nello specifico nel 2007. Forse non sapremo mai cosa sia accaduto e chi abbia ordinato a Hakkinen di rientrare. Resta tuttavia un dato di fatto che nel terribile schianto del 1995 il pilota finlandese abbia riportato danni permanenti all'udito, quindi una teoria esistente è che questo abbia innescato una mancata comprensione di ciò che gli veniva comunicato dai box.
In Brasile va tutto bene, gli Hakoulthard fanno doppietta senza controversie, con Coulthard che relegato in seconda posizione in qualifica e nelle prime battute altro non può fare che parare il fondoschiena a Hakkinen, dove "parare il fondoschiena" serve per abbellire la frase in quanto implica che qualcuno possa impensierire il duo McLaren.
Non è così: Frentzen è terzo a debita distanza davanti alle Ferrari e dopo il primo pitstop si ritrova dietro alle Ferrari. Le Benetton di Alex Wurz e Giancarlo Fisichella sono su una strategia a una sosta sola, in questo modo riescono a risalire. Hakkinen, Coulthard, Schumacher, Wurz, Frentzen, Fisichella, questa la zona punti, con Villeneuve relegato al settimo posto quindi a secco, così come Irvine ottavo.
Ancora una volta l'attrition rate è elevato, con Ralf Schumacher ad aprire le danze con un testacoda già alla partenza. Il suo compagno di squadra Damon Hill invece arriva in fondo, per poi essere squalificato a causa della vettura sottopeso. Oltre a Ralf, l'unico altro ritirato per incidente è Shinji Nakano: il pilota della Minardi finisce in testacoda dopo pochi giri. Per il resto è tutta questione di problemi al motore, al cambio o affini, eccetto Herbert che verso fine gara si ritira per indisposizione fisica dovuta a un infortunio riportato in una precedente sessione.
Il terzo gran premio della stagione si corre a Buenos Aires e vede Coulthard partire dalla pole position accanto a Michael Schumacher, dietro di loro i rispettivi compagni di squadra. Causa rischio pioggia, quasi tutti i team optano per una strategia prevista a una sola sosta, ma non la Ferrari.
Hakkinen supera Schumacher al via e si porta secondo, ma Michael ha la vettura più scarica e leggera e lo supera in breve tempo andando poi all'inseguimento di Coulthard. David, da parte sua, qualche giro più tardi commette una sbavatura e Schumacher si infila. Più o meno. I due si toccano, Coulthard finisce in testacoda, ma procedono entrambi, Schumacher in testa, Coulthard in bassa zona punti.
Il nuovo leader deve fermarsi due volte, Hakkinen sono una. Andando più leggero a carburante, comunque, riesce a girare più veloce di Hakkinen dopo la sosta del pilota McLaren e al momento del secondo pitstop gli esce davanti. Irvine frattanto è terzo, mentre dal cielo inizia a cadere qualche goccia. La gara, che ha già visto vari piloti (tra cui Ralf Schumacher, di nuovo incidentato) guidare in maniera caotica - Coulthard frattanto è stato protagonista di un incidente con Villeneuve che ha messo fine alla gara del canadese - vede molti di loro andare per prati e combinare casini.
Wurz supera Irvine approfittando di un problema tecnico sulla Ferrari, ma una successiva sbinnata mentre è nei pressi del doppiato Takagi gli fa perdere la terza piazza appena conquistata. Fisichella commette una sbavatura perdendo la sesta piazza a vantaggio di Coulthard che risale quindi alle spalle della Sauber di Jean Alesi. Schumacher mette le ruote sull'erba, ma ritrova la via dell'asfalto mantiene la leadership su Hakkinen, a sua volta vittima di un giro sullo sterrato.
Schumacher, Hakkinen, Irvine, Wurz, Alesi e Coulthard, sono questi i piloti che si aggiudicano la zona punti. Dopo due gran premi con dominio totale da parte della McLaren, adesso qualcosa sembra cambiato. Bisogna vedere cosa succederà di ritorno in Europa, dove si inizierà con il GP di San Marino.
A Imola, comunque, il sentore è che Buenos Aires sia stata una gara dal risultato anomalo: Coulthard ottiene la pole davanti a Hakkinen e i due iniziano a staccare i loro colleghi. Quando sulla vettura di Mika il cambio si rompe, è il solo David a proseguire, ma pur sempre di McLaren imprendibile si tratta. Michael Schumacher deve accontentarsi del secondo posto e anche ringraziare per il ritiro di Hakkinen.
Rallentato dalla Tyrrell del doppiato Ricardo Rosset, Villeneuve perde terreno quando avrebbe potuto giocarsi il terzo posto e non riesce a fare meglio che quarto, dietro a Irvine e davanti al compagno di squadra Frentzen. Alesi chiude ancora una volta sesto.
Hill viaggiava verso il settimo posto nella parte finale della gara, ma è costretto al ritiro per un guasto a pochi giri dalla fine, lasciando la posizione a Ralf Schumacherz stavolta in grado di evitare il caos. La gara, comunque, ha ancora una volta elevato attrition rate, momento più eclatante il ritiro simultaneo delle Benetton, Fisichella per incidente e Wurz per problemi al motore.
Per il momento ci fermiamo qui: Hakkinen 26, Coulthard 23, M.Schumacher 20, la classifica piloti è meno marcata di quanto potrebbe sembrare. Ce la farà Hakkinen ad allungare? O Schumacher a rimontare? E quale sarà il destino di Coulthard? Lo scopriremo nel prossimo appuntamento.
martedì 7 febbraio 2023
Quando il mondiale iniziava in Argentina: edizioni 1958 e 1960
Oggi è il 7 febbraio ed è il giorno giusto per fare un viaggio nella Formula 1 vintage. Andiamo infatti nel 1960, quando il 7 febbraio si svolgeva il primo gran premio della stagione, a Buenos Aires in Argentina. Era dal 1958 che non si gareggiava su quel circuito e l'edizione di due anni prima era ricordata per essere stata vinta per la prima volta da una monoposto con il motore posteriore. Era ai tempi il 19 gennaio, mancavano mesi e mesi all'evento successivo, certi team avevano disertato il gran premio inaugurale perché non avevano ancora le vetture pronte.
Va da sé, quindi, che non avevano presentato monoposto ufficiali, ma per fortuna non esistevano nemmeno i render con le livree. Ad ogni modo in quel fine settimana in Argentina c'erano tre Ferrari, sei Maserati e una Cooper, dieci vetture in totale.
Al volante della Cooper c'era Stirling Moss, che partiva settimo. Diversamente dagli avversari, tuttavia, puntava a non fermarsi ai box per il cambio gomme, approfittando del fatto che la lunghezza della gara fosse stata accorciata rispetto agli anni precedenti, in risposta alle elevate temperature del posto.
Juan Manuel Fangio su Maserati partiva dalla pole, ma pare sia stato attardato in seguito dallo spegnimento della vettura ai box (avrebbe chiuso quarto). Moss, frattanto, era in testa alla gara non essendosi fermato. Le gomme, negli ultimi giri, iniziavano ormai a degradarsi, ma è riuscito a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi.
Prima vittoria per un motore posteriore, prima vittoria per un team privato, ma soprattutto gara falsata, visto che Luigi Musso e Mike Hawthorn sulle Ferrari hanno chiuso al secondo e al terzo posto!
Veniamo adesso finalmente all'edizione 1960, di cui oggi cade l'anniversario e che in teoria doveva essere il fulcro di questo topic. Stavolta la griglia era più ricca, c'erano ventidue monoposto e quella di Moss scattava stavolta dalla pole position. Al via, però, è stato Innes Ireland su Lotus a portarso in testa.
Non vi è rimasto molto a lungo, poco dopo gli sono succedute le BRM di Jo Siffert e Graham Hill. Non ci sono molte informazioni disponibili su questa gara, sappiamo tuttavia per certo che Hill è stato costretto al ritiro, mentre Bonnier, Moss e Ireland si trovavano a metà gara nelle prime tre posizioni.
Moss è stato costretto al ritiro mentre si trovava in testa, ma non mi è chiaro come fosse risalito in testa, dato che non trovo informazioni su pitstop effettuati dai piloti nel corso della gara.
Bonnier e Ireland in un secondo momento sono indicati in posizioni decisamente più arretrate, mentre in testa alla gara è risalito quindi Bruce McLaren su Cooper, rimanendovi fino alla bandiera a scacchi e falsando a sua volta la gara, vista la seconda posizione di una Ferrari (staccata di quasi mezzo minuto), stavolta guidata da Cliff Allison.
I punti della terza piazza non sono stati assegnati, in quanto erano ancora consentite le vetture condivise, ma il cambio di pilota in corso d'opera, a partire dal 1958, faceva perdere il diritto ai punti, cosa accaduta a Maurice Trintignant quando dopo il ritiro di Moss è stato succeduto da quest'ultimo. Quindi in sintesi anche Moss in questo gran premio è arrivato terzo, nonostante si fosse ritirato con la propria monoposto originale qualcje giro prima di prendere il posto di Trintignant.
Carlos Menditeguy, pilota di casa che negli ultimi anni disputava soltanto il GP d'Argentina ha chiuso al quarto posto su una Cooper non ufficiale della Scuderia Centro Sud l'ultimo gran premio della propria carriera, mentre il ferrarista Wolfgang Von Trips ha chiuso la gara al quinto posto.
Tornando a Ireland, ha portato a casa l'ultimo punto disponibile - essendo la zona punti stata estesa fino alla sesta posizione - precedendo Bonnier. C'erano altre due Ferrari, oltre a quella di Von Trips che hanno chiuso all'ottavo e al decimo posto con in mezzo a loro la Lotus di Alberto Rodriguez Larreta: ottavo Phil Hill, decimo José Froilan Gonzalez (primo vincitore della storia della Ferrari, in Gran Bretagna 1951). Per quest'ultimo è stato l'unico gran premio disputato nella sua carriera.
Va da sé, quindi, che non avevano presentato monoposto ufficiali, ma per fortuna non esistevano nemmeno i render con le livree. Ad ogni modo in quel fine settimana in Argentina c'erano tre Ferrari, sei Maserati e una Cooper, dieci vetture in totale.
Al volante della Cooper c'era Stirling Moss, che partiva settimo. Diversamente dagli avversari, tuttavia, puntava a non fermarsi ai box per il cambio gomme, approfittando del fatto che la lunghezza della gara fosse stata accorciata rispetto agli anni precedenti, in risposta alle elevate temperature del posto.
Juan Manuel Fangio su Maserati partiva dalla pole, ma pare sia stato attardato in seguito dallo spegnimento della vettura ai box (avrebbe chiuso quarto). Moss, frattanto, era in testa alla gara non essendosi fermato. Le gomme, negli ultimi giri, iniziavano ormai a degradarsi, ma è riuscito a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi.
Prima vittoria per un motore posteriore, prima vittoria per un team privato, ma soprattutto gara falsata, visto che Luigi Musso e Mike Hawthorn sulle Ferrari hanno chiuso al secondo e al terzo posto!
Veniamo adesso finalmente all'edizione 1960, di cui oggi cade l'anniversario e che in teoria doveva essere il fulcro di questo topic. Stavolta la griglia era più ricca, c'erano ventidue monoposto e quella di Moss scattava stavolta dalla pole position. Al via, però, è stato Innes Ireland su Lotus a portarso in testa.
Non vi è rimasto molto a lungo, poco dopo gli sono succedute le BRM di Jo Siffert e Graham Hill. Non ci sono molte informazioni disponibili su questa gara, sappiamo tuttavia per certo che Hill è stato costretto al ritiro, mentre Bonnier, Moss e Ireland si trovavano a metà gara nelle prime tre posizioni.
Moss è stato costretto al ritiro mentre si trovava in testa, ma non mi è chiaro come fosse risalito in testa, dato che non trovo informazioni su pitstop effettuati dai piloti nel corso della gara.
Bonnier e Ireland in un secondo momento sono indicati in posizioni decisamente più arretrate, mentre in testa alla gara è risalito quindi Bruce McLaren su Cooper, rimanendovi fino alla bandiera a scacchi e falsando a sua volta la gara, vista la seconda posizione di una Ferrari (staccata di quasi mezzo minuto), stavolta guidata da Cliff Allison.
I punti della terza piazza non sono stati assegnati, in quanto erano ancora consentite le vetture condivise, ma il cambio di pilota in corso d'opera, a partire dal 1958, faceva perdere il diritto ai punti, cosa accaduta a Maurice Trintignant quando dopo il ritiro di Moss è stato succeduto da quest'ultimo. Quindi in sintesi anche Moss in questo gran premio è arrivato terzo, nonostante si fosse ritirato con la propria monoposto originale qualcje giro prima di prendere il posto di Trintignant.
Carlos Menditeguy, pilota di casa che negli ultimi anni disputava soltanto il GP d'Argentina ha chiuso al quarto posto su una Cooper non ufficiale della Scuderia Centro Sud l'ultimo gran premio della propria carriera, mentre il ferrarista Wolfgang Von Trips ha chiuso la gara al quinto posto.
Tornando a Ireland, ha portato a casa l'ultimo punto disponibile - essendo la zona punti stata estesa fino alla sesta posizione - precedendo Bonnier. C'erano altre due Ferrari, oltre a quella di Von Trips che hanno chiuso all'ottavo e al decimo posto con in mezzo a loro la Lotus di Alberto Rodriguez Larreta: ottavo Phil Hill, decimo José Froilan Gonzalez (primo vincitore della storia della Ferrari, in Gran Bretagna 1951). Per quest'ultimo è stato l'unico gran premio disputato nella sua carriera.
sabato 28 gennaio 2023
29.01.1973: la prima gara stagionale in Argentina
Buon fine settimana a tutti, oggi è sabato 28 gennaio 2023 e vi porto a fare un viaggio indietro nel tempo di esattamente cinquant'anni. Il 28 gennaio 1973 era domenica e si svolgeva il GP d'Argentina, quello inaugurale della stagione, di cui ho trovato una sintesi di due minuti con telecronaca inglese, quindi come al solito sono dovuta ricorrere anche a fonti scritte per potervelo raccontare. Dalla pole position partiva Clay Regazzoni sulla BRM ed essendo arrivato dalla Ferrari chissà, magari era considerato un traditorehhhh della patriahhhh e la sua pole è stata accolta con estremo disappunto. Precedeva la Lotus di Emerson Fittipaldi e la Ferrari di Jacky Ickx, ma al momento del via gli si è accodato François Cevert sulla Tyrrell. Regazzoni ha leaderato per quasi un terzo di gara, ma un problema di degrado gomme ha visto la sua performance crollare.
Cevert si è avvicinato e ha superato il pilota svizzero, mentre dietro di loro, dopo essersi liberato della Lotus di Ronnie Peterson, Jackie Stewart superava anche Fittipaldi. Tutti costoro hanno superato a loro volta Regazzoni che in seguito è anche scivolato fuori dalla zona punti, nella quale è risalito Ickx, che aveva perso posizioni già dalla partenza.
In seguito Clay pare essere rientrato ai box per un cambio gomme, uscendo nelle retrovie alle spalle della Ferrari di Arturo Merzario che aveva problemi di motore. Dopo averlo superato, è riuscito a risalire alcune posizioni.
Frattanto Fittipaldi seguiva da vicino Stewart e a gara inoltrata è riuscito a superarlo portandosi in seconda posizione. A quel punto si è lanciato all'inseguimento di Cevert ed è riuscito a prendersi la leadership a pochi giri dal termine, precedendo sul podio i due piloti della Tyrrell.
Dietro a Fittipaldi, Cevert e Stewart, Ickx si è classificato al quarto posto nel quale si trovava dopo il ritiro di Peterson, mentre hanno chiuso la zona punti anche Denny Hulme su McLaren e Wilson Fittipaldi su Brabham. Regazzoni è giunto settimo, davanti alla McLaren di Peter Revson, mentre nono e ultimo al traguardo si è classificato Merzario.
Dopo questo inizio in America Latina, il mondiale è proseguito in America Latina con il GP del Brasile, la prima edizione valida per il campionato di Formula 1 (nel 1972 si era svolto un gran premio non championship a Interlagos), di cui esiste un video in cui si vedono i primi giri e quello finale.
Dalla pole scattava Peterson, ma è stato Fittipaldi a portarsi in testa fin dal via. Vi sarebbe rimasto fino alla conclusione della gara andando a conquistare la vittoria, quindi ripetendosi.
Si segnala Carlos Pace, autore di qualche giro nelle zone alte (addirittura secondo al termine del primo giro) prima di essere costretto al ritiro a causa di un problema a una sospensione. Peterson, scivolato alle spalle di Stewart, frattanto, si era già ritirato dopo avere perso una ruota ed essere andato a sbattere a causa del cedimento.
Il duo Fittipaldi/ Stewart è rimasto 1/2 a debita distanza mentre Ickx era terzo quando è stato costretto a rientrare ai box a causa di una slow punxture uscendo fuori top-6. Grazie anche al ritiro dalla quarta piazza della BRM di Jean-Pierre Beltoise, è risalito quinto alle spalle di Hulme e Merzario, precedendo Regazzoni.
Le Iso Marlboro di Howden Ganley e Nanni Galli si sono classificate al settimo e nono posto, l'uno davanti a Niki Lauda su BRM, l'altro precedendo la Tyrrell di Cevert che aveva avuto problemi che l'avevano costretto a un pitstop verso metà gara.
Cevert si è avvicinato e ha superato il pilota svizzero, mentre dietro di loro, dopo essersi liberato della Lotus di Ronnie Peterson, Jackie Stewart superava anche Fittipaldi. Tutti costoro hanno superato a loro volta Regazzoni che in seguito è anche scivolato fuori dalla zona punti, nella quale è risalito Ickx, che aveva perso posizioni già dalla partenza.
In seguito Clay pare essere rientrato ai box per un cambio gomme, uscendo nelle retrovie alle spalle della Ferrari di Arturo Merzario che aveva problemi di motore. Dopo averlo superato, è riuscito a risalire alcune posizioni.
Frattanto Fittipaldi seguiva da vicino Stewart e a gara inoltrata è riuscito a superarlo portandosi in seconda posizione. A quel punto si è lanciato all'inseguimento di Cevert ed è riuscito a prendersi la leadership a pochi giri dal termine, precedendo sul podio i due piloti della Tyrrell.
Dietro a Fittipaldi, Cevert e Stewart, Ickx si è classificato al quarto posto nel quale si trovava dopo il ritiro di Peterson, mentre hanno chiuso la zona punti anche Denny Hulme su McLaren e Wilson Fittipaldi su Brabham. Regazzoni è giunto settimo, davanti alla McLaren di Peter Revson, mentre nono e ultimo al traguardo si è classificato Merzario.
Dopo questo inizio in America Latina, il mondiale è proseguito in America Latina con il GP del Brasile, la prima edizione valida per il campionato di Formula 1 (nel 1972 si era svolto un gran premio non championship a Interlagos), di cui esiste un video in cui si vedono i primi giri e quello finale.
Dalla pole scattava Peterson, ma è stato Fittipaldi a portarsi in testa fin dal via. Vi sarebbe rimasto fino alla conclusione della gara andando a conquistare la vittoria, quindi ripetendosi.
Si segnala Carlos Pace, autore di qualche giro nelle zone alte (addirittura secondo al termine del primo giro) prima di essere costretto al ritiro a causa di un problema a una sospensione. Peterson, scivolato alle spalle di Stewart, frattanto, si era già ritirato dopo avere perso una ruota ed essere andato a sbattere a causa del cedimento.
Il duo Fittipaldi/ Stewart è rimasto 1/2 a debita distanza mentre Ickx era terzo quando è stato costretto a rientrare ai box a causa di una slow punxture uscendo fuori top-6. Grazie anche al ritiro dalla quarta piazza della BRM di Jean-Pierre Beltoise, è risalito quinto alle spalle di Hulme e Merzario, precedendo Regazzoni.
Le Iso Marlboro di Howden Ganley e Nanni Galli si sono classificate al settimo e nono posto, l'uno davanti a Niki Lauda su BRM, l'altro precedendo la Tyrrell di Cevert che aveva avuto problemi che l'avevano costretto a un pitstop verso metà gara.
lunedì 23 gennaio 2023
GP Argentina 1972: Carlos Reutemann in pole position all'esordio
Oggi è il 23 gennaio 2023, ovvero il 51° anniversario del GP d'Argentina 1972, un ritorno nel calendario, dato che a Buenos Aires non si svolgeva un gran premio da ben dodici anni. Era l'inizio della stagione e ventidue vetture si apprestavano a prendere parte all'evento. Era una gara importante, vista la presenza di ben tre Ferrari: accanto a Jacky Ickx e Clay Regazzoni c'era anche Mario Andretti, che avrebbe disputato nel 1972 i gran premi non in SoVrApPoSiZiOn3 con altri suoi impegni motoristici. La qualifica era chiaramente falsatahhhh, dato che le Rosse non occupavano le prime tre posizioni: Regazzoni sesto, Ickx ottavo, Andretti nono. Per di più il più "goat" di tutti era anche dietro ai suoi compagni di squadra, ma fortunatamente i nonni dei complottisti di oggi non avevano a disposizione i social, ma al massimo commentavano le gare al bar. Sempre ammesso che in occasione del GP d'Argentina sapessero dell'esistenza della gara stessa: era il 1972 e la copertura dei gran premi extraeuropei era ridotta ai minimi storici (ad oggi ne esistono su Youtube un video verosimilmente ufficiale in bianco e nero di due minuti e uno verosimilmente non ufficiale a colori un po' più lungo con inquadrature varie).
Accadeva quel giorno un fatto accaduto solo tre volte nella storia della Formula 1: un debuttante scattava dalla pole position. E per tre volte intendo solo quelle in cui un pilota faceva il proprio effettivo debutto. Per dire, Nino Farina scattava dalla pole nel primo gran premio considerato parte della storia della Formula 1, ma disputava gran premi da anni e anni, quindi non poteva essere considerato un debuttante. Idem Walt Faulkner e Nalon Duke, autori della pole position alla Cinquecento Miglia di Indianapolis nel 1950 e 1951, che di fatto non hanno preso parte a veri e propri gran premi. Duke aveva inoltre anni di carriera pregressa, mentre Faulkner era effettivamente un rookie, avendo comunque già un DNQ all'attivo nella sua categoria. Comunque qui parliamo di ciò che è strettamente Formula 1 quindi non ce ne frega degli americani, a meno che non abbiano fatto una pole all'esordio in un effettivo gran premio di Formula 1 che fosse il suo effettivo esordio, nella fattispecie Mario Andretti nel 1968 a Watkins Glen. In Argentina 1972 ancora una volta l'onore della pole position all'esordio è andata a un pilota di casa (che aveva in precedenza preso parte solo a due eventi non championship con griglie miste Formula 1 e Formula 5000).
Carlos Reutemann e i suoi occhi azzurro ghiaccio si sono accaparrati la prima posizione in griglia, al volante di una Brabham, mentre secondo c'era Jackie Stewart su Tyrrell che precedeva le McLaren di Peter Revson e Denny Hulme. Al quinto posto c'era Emerson Fittipaldi su una Lotus che sfoggiava la nuova livrea nera e oro di John Player Special, mentre seguivano le tre Ferrari intervallate dalla Tyrrell di François Cevert al settimo posto. La top-ten era completata dalla March di Ronnie Peterson. Frattanto sembra che le vetture siano rimaste solo ventuno per via di una Matra che ha avuto problemi prima di andare in griglia: la proverbiale iella di Chris Amon colpiva già in gennaio per iniziare bene il mondiale. Agli argentini comunque non importava un fico secco di Amon, posso immaginare, e dovevano avere tutti gli occhi puntati su Reutemann che, dopo essersi qualificato sulla mescola di gomme più morbide, stava ugualmente sulle gomme più morbide anche per la gara. La gara, a proposito, l'ho ricostruita grazie a fonti scritte, perché dai brevi video trovati in proposito non si capisce un fico secco della gara. Sta di fatto, comunque, che al momento del via Stewart si è preso la leadership e ha lasciato Reutemann secondo a vedersela con Fittipaldi.
Dopo pochi giri il pilota della Lotus l'ha spuntata, mentre il suo compagno di squadra Dave Walker, dopo avere avuto un problema tecnico che l'aveva costretto a fermarsi vicino alla pitlane, veniva squalificato per essersi diretto ai box a piedi a prendere i pezzi di ricambio e avere cercato di riparare la vettura sul posto: il mondo della Formula 1 era profondamente ingiusto anche ai vecchi tempi. :-((( Frattanto Reutemann aveva problemi di gomme e scivolava alle spalle di Hulme, ma andava peggio al suo compagno di squadra Graham Hill, costretto al ritiro da problemi tecnici. Carlos sarebbe stato costretto a rientrare ai box a metà gara per cambiare gomme, ma avrebbe perso un giro in corso d'opera e sarebbe uscito nelle retrovie. Frattanto Stewart leaderava senza alcun problema e Hulme si era portato in seconda posizione da tempo dopo avere superato Fittipaldi. Sull'altra McLaren, invece, Revson aveva perso varie posizioni rispetto alla partenza e ha danneggiato la vettura in un'uscita di pista avvenuta per evitare un testacoda di Peterson. È stato quindi costretto al ritiro, ma era in buona compagnia, dato che guasti vari hanno fermato anche Andretti e Cevert, poi anche lo stesso Fittipaldi.
Mentre Stewart metteva secondi su secondi tra sé e Hulme, con il ritiro di Emmo, Ickx risaliva al terzo posto, rendendo almeno il podio non falsato. In quarta posizione, Regazzoni era inseguito da vicino dalla Surtees di Tim Schenken, ma è riuscito a conservare il quarto posto fino alla bandiera a scacchi. Peterson, da parte sua, ha chiuso sesto come ultimo pilota a pieni giri. Dopo una lunga rimonta, Reutemann ha concluso la gara come primo dei doppiati, a una sola posizione di distanza dalla zona punti, la March cliente del team Williams guidata da Henri Pescarolo, due delle BRM guidate da Howden Ganley e un certo Helmut Marko, infine undicesimo e ultimo al traguardo una presenza piuttosto illustre (o meglio, destinato a divenire tale), ovvero Niki Lauda sulla March. Si è conclusa così la gara della pole al debutto per Reutemann e sono passati ben ventiquattro anni prima che nuovamente un debuttante ottenesse una pole position all'esordio. Sarebbe avvenuto per la terza e finora ultima volta nella storia con Jacques Villeneuve in pole position al suo debutto in Formula 1 al GP d'Australia 1996, gara nella quale avrebbe avuto problemi tecnici nel finale, dopo essere stato leader per gran parte dei giri.
Accadeva quel giorno un fatto accaduto solo tre volte nella storia della Formula 1: un debuttante scattava dalla pole position. E per tre volte intendo solo quelle in cui un pilota faceva il proprio effettivo debutto. Per dire, Nino Farina scattava dalla pole nel primo gran premio considerato parte della storia della Formula 1, ma disputava gran premi da anni e anni, quindi non poteva essere considerato un debuttante. Idem Walt Faulkner e Nalon Duke, autori della pole position alla Cinquecento Miglia di Indianapolis nel 1950 e 1951, che di fatto non hanno preso parte a veri e propri gran premi. Duke aveva inoltre anni di carriera pregressa, mentre Faulkner era effettivamente un rookie, avendo comunque già un DNQ all'attivo nella sua categoria. Comunque qui parliamo di ciò che è strettamente Formula 1 quindi non ce ne frega degli americani, a meno che non abbiano fatto una pole all'esordio in un effettivo gran premio di Formula 1 che fosse il suo effettivo esordio, nella fattispecie Mario Andretti nel 1968 a Watkins Glen. In Argentina 1972 ancora una volta l'onore della pole position all'esordio è andata a un pilota di casa (che aveva in precedenza preso parte solo a due eventi non championship con griglie miste Formula 1 e Formula 5000).
Carlos Reutemann e i suoi occhi azzurro ghiaccio si sono accaparrati la prima posizione in griglia, al volante di una Brabham, mentre secondo c'era Jackie Stewart su Tyrrell che precedeva le McLaren di Peter Revson e Denny Hulme. Al quinto posto c'era Emerson Fittipaldi su una Lotus che sfoggiava la nuova livrea nera e oro di John Player Special, mentre seguivano le tre Ferrari intervallate dalla Tyrrell di François Cevert al settimo posto. La top-ten era completata dalla March di Ronnie Peterson. Frattanto sembra che le vetture siano rimaste solo ventuno per via di una Matra che ha avuto problemi prima di andare in griglia: la proverbiale iella di Chris Amon colpiva già in gennaio per iniziare bene il mondiale. Agli argentini comunque non importava un fico secco di Amon, posso immaginare, e dovevano avere tutti gli occhi puntati su Reutemann che, dopo essersi qualificato sulla mescola di gomme più morbide, stava ugualmente sulle gomme più morbide anche per la gara. La gara, a proposito, l'ho ricostruita grazie a fonti scritte, perché dai brevi video trovati in proposito non si capisce un fico secco della gara. Sta di fatto, comunque, che al momento del via Stewart si è preso la leadership e ha lasciato Reutemann secondo a vedersela con Fittipaldi.
Dopo pochi giri il pilota della Lotus l'ha spuntata, mentre il suo compagno di squadra Dave Walker, dopo avere avuto un problema tecnico che l'aveva costretto a fermarsi vicino alla pitlane, veniva squalificato per essersi diretto ai box a piedi a prendere i pezzi di ricambio e avere cercato di riparare la vettura sul posto: il mondo della Formula 1 era profondamente ingiusto anche ai vecchi tempi. :-((( Frattanto Reutemann aveva problemi di gomme e scivolava alle spalle di Hulme, ma andava peggio al suo compagno di squadra Graham Hill, costretto al ritiro da problemi tecnici. Carlos sarebbe stato costretto a rientrare ai box a metà gara per cambiare gomme, ma avrebbe perso un giro in corso d'opera e sarebbe uscito nelle retrovie. Frattanto Stewart leaderava senza alcun problema e Hulme si era portato in seconda posizione da tempo dopo avere superato Fittipaldi. Sull'altra McLaren, invece, Revson aveva perso varie posizioni rispetto alla partenza e ha danneggiato la vettura in un'uscita di pista avvenuta per evitare un testacoda di Peterson. È stato quindi costretto al ritiro, ma era in buona compagnia, dato che guasti vari hanno fermato anche Andretti e Cevert, poi anche lo stesso Fittipaldi.
Mentre Stewart metteva secondi su secondi tra sé e Hulme, con il ritiro di Emmo, Ickx risaliva al terzo posto, rendendo almeno il podio non falsato. In quarta posizione, Regazzoni era inseguito da vicino dalla Surtees di Tim Schenken, ma è riuscito a conservare il quarto posto fino alla bandiera a scacchi. Peterson, da parte sua, ha chiuso sesto come ultimo pilota a pieni giri. Dopo una lunga rimonta, Reutemann ha concluso la gara come primo dei doppiati, a una sola posizione di distanza dalla zona punti, la March cliente del team Williams guidata da Henri Pescarolo, due delle BRM guidate da Howden Ganley e un certo Helmut Marko, infine undicesimo e ultimo al traguardo una presenza piuttosto illustre (o meglio, destinato a divenire tale), ovvero Niki Lauda sulla March. Si è conclusa così la gara della pole al debutto per Reutemann e sono passati ben ventiquattro anni prima che nuovamente un debuttante ottenesse una pole position all'esordio. Sarebbe avvenuto per la terza e finora ultima volta nella storia con Jacques Villeneuve in pole position al suo debutto in Formula 1 al GP d'Australia 1996, gara nella quale avrebbe avuto problemi tecnici nel finale, dopo essere stato leader per gran parte dei giri.
lunedì 16 gennaio 2023
Juan Manuel Fangio e il GP d'Argentina: le sue quattro vittorie consecutive
Buongiorno a tutti, oggi è il 16 gennaio 2023, siamo esattamente a metà del mese, è l'anniversario di un evento vintage e domani sarà l'anniversario di un altro evento vintage, ma di quelli vintagissimi. Ho deciso quindi di portarvi a scoprire il GP d'Argentina nei mid-50s e, dato che il pilota di casa ne ha vinti quattro di fila (più o meno), direi di andare oltre gli anniversari e di raccontarvi la quadrupletta(?) di Juan Manuel Fangio al circuito di Buenos Aires, oggi intitolato a Oscar Alfredo Galvez, ma ai tempi noto come "Autodromo de 17 de Octobre", inaugurato dalla Formula 1 in senso antiorario nel 1953 e poi, a partire dal 1954, utilizzando lo stesso layout in senso orario, cosa spacciata talora come novità assoluta in occasione degli eprix di Berlino.
1954: la gara si è svolta il 17 gennaio, quindi domani ne sarà il 69° anniversario, ed è un po' dura ricostruirne gli eventi, nel senso che la gara non è narrata nemmeno nelle sedi laddove si possono in genere trovare resoconti di vecchi gran premi, quindi statsf1, oppure andando più nel mainstream Wikipedia inglese o italiana. Tutto ciò che queste fonti rivelano è che c'erano diciotto vetture al via e che all'età di 47+ anni Nino Farina è diventato il più vecchio poleman della storia e lo resterà almeno fino al tardo 2028, qualora un certo pilota della Aston Martin sia ancora in Formula 1 e ottenga una pole.
Per fortuna c'è Formula Passion che in un articolo narra gli eventi dell'edizione 1954... che sembrano curiosamente in linea con quello che potrebbe succedere al giorno d'oggi. Farina su Ferrari era in testa alla gara, nella quale è venuto a piovere due volte. Il secondo scroscio di pioggia è stato più insistente del primo e, a gara inoltrata, mentre Fangio effettuava un cambio gomme, in Ferrari facevano l'opposto, certi che fosse sufficiente amministrare il risultato o, in alternativa, fare ricorso contro la Maserati per un presunto cambio gomme irregolare.
Guess what? È andata esattamente come potrebbe andare una gara della Ferraro al giorno d'oggi: Fangio ha vinto e non è stato squalificato, con Farina relegato al secondo posto, seguito dal compagno di squadra José Froilan Gonzalez. La zona punti era ai tempi relegata ai primi cinque ed è stata completata da Maurice Trintignant sempre su Ferrari e da Elie Baoyl su Gordini.
1955: la gara si svolgeva il 16 gennaio, quindi oggi è il 68° anniversario e la gara prevedeva la presenza di ventuno vetture, ma per via delle alte temperature proibitive, c'erano più piloti che si alternavano sulla stessa vettura. Per intenderci, è un po' come se a un certo punto Charles Leclerc entrasse ai box e lasciasse il posto ad Antonio Giovinazzi, per poi vari giri dopo magari terminare la gara sulla vettura di Carlos Sainz. I risultati sarebbero condivisi, i punti idem. Insomma, sarebbe un gran caos, specie in epoca social!
La pole l'ha ottenuta Gonzalez su Ferrari, ma al via è stato Fangio su Mercedes a portarsi davanti a tutti, e anche questo in epoca social non credo sarebbe ben visto, questo Fangio era proprio uno SkArS0 che rubava le vittorie alle vetture rosse! Comunque prima di arrivare alla vittoria di tempo ne è passato e anzi, nella prima parte di gara i due si sono alternati in testa, così come Alberto Ascari su Lancia (passare da Ferrari a Lancia va bene o è da traditorihhhh della patriahhhh?), che era in testa a neanche un quarto di gara, quando è partito in testacoda, forse a causa di una macchia d'olio sull'asfalto, ed è finito fuori. Anche questo sarebbe stato complicato da gestire in epoca social, con tanto di attacchi nei confronti delle ascarine.
Difficile ricostruire cosa sia accaduto dopo, quello che è certo è che Fangio ha finito la gara da solo e ha battuto la Ferrari di Gonzalez guidata anche da Farina e Trintignant, mentre terzo ha chiuso Farina, sulla cui monoposto hanno gareggiato anche Trintignant oltre che Umberto Maglioli. Per intenderci, tornando al mio esempio di prima, Leclerc potrebbe arrivare secondo in coppia con Giovinazzi e poi terzo in coppia con Sainz, facendo fare qualche giro anche a Robert Shwartzman.
La zona punti è stata completata dalla Mercedes del trio Hans Hermann/ Karl Kling/ Stirling Moss e dalla Maserati di Roberto Mieres che, così come Fangio, si è fatto tutta la gara da solo.
1956: la gara si è svolta il 22 gennaio (quindi domenica prossima cadrà il 67° anniversario) e la differenza rispetto alla stagione precedente è che Fangio correva per la Ferrari, quindi non era più uno SkArS0 che rubava vittorie. C'erano solo tredici vetture al via e già nella prima parte sono rimaste solo dodici, il primo ritirato è stato proprio lo stesso Fangio, partito dalla pole e scivolato alle spalle delle Maserati.
Torniamo al nostro esempio di prima, immaginate che Leclerc sia rimasto a piedi e il popolo dei social inizi a lamentarsi perché la vettura di Sainz è ancora in pista invece di essersi fermata per solidarietà (che poi, immaginate fino a un certo punto, sono sicura di avere letto qualcosa del genere). Purtroppo il regolamento attuale non permetterebbe alla Ferrari di far fermare Sainz e far salire sulla sua vettura Leclerc. Ai tempi era possibile ed è infatti quanto accaduto a Luigi Musso poco dopo il ritiro di Fangio!
Sui social ci sarebbe comunque stata indignazione ugualmente, perché la vittoria era da considerarsi ex-equo e quindi questa era valevole anche come vittoria di Musso, dato che Fangio è risalito a quel punto dalla quinta alla prima posizione, precedendo sul podio le Maserati di Jean Behra e Mike Hawthorn, precedendo la Maserati del duo Chico Landi/ Gerino Gerini e la Ferrari di Olivier Gendebien.
Tornando alla top-3 anche questo podio sarebbe stato difficile da gestire in epoca social: pare che sia Musso sia Behra fossero stati fidanzati con Maria Teresa de Filippis, quindi credo sia meglio passare oltre e mettere da parte il gossip.
1957: l'anniversario l'abbiamo già passato, perché era il 13 gennaio e sedici vetture erano presenti all'evento. La metà di queste erano Ferrari, ma le prime tre posizioni della griglia se le sono aggiudicate le Maserati di Stirling Moss, Juan Manuel Fangio e Jean Behra.
Un problema tecnico sulla vettura di Moss ha lasciato Fangio e Behra a lottare per la vittoria, con Fangio passato in testa già a gara neanche troppo inoltrata, per andare a vincere davanti al compagno di squadra.
Anche in terza e quarta posizione hanno chiuso delle Maserati, sul gradino più basso del podio Carlos Menditeguy e dietro di lui Harry Schell, mentre la Ferrari ha dovuto accontentarsi di un quinto posto, per opera di Alfonso De Portago sulla cui vettura è salito in un secondo momento anche Gonzalez, che si era in precedenza ritirato per problemi tecnici come la metà dei piloti Ferrari presenti.
È stata la quarta e ultima vittoria di Fangio nel suo gran premio di casa, gran premio che di fatto ha vinto con ben tre team diversi. Siamo arrivati quindi alla fine di questo viaggio negli anni '50, che spero sia stato di vostro gradimento.
1954: la gara si è svolta il 17 gennaio, quindi domani ne sarà il 69° anniversario, ed è un po' dura ricostruirne gli eventi, nel senso che la gara non è narrata nemmeno nelle sedi laddove si possono in genere trovare resoconti di vecchi gran premi, quindi statsf1, oppure andando più nel mainstream Wikipedia inglese o italiana. Tutto ciò che queste fonti rivelano è che c'erano diciotto vetture al via e che all'età di 47+ anni Nino Farina è diventato il più vecchio poleman della storia e lo resterà almeno fino al tardo 2028, qualora un certo pilota della Aston Martin sia ancora in Formula 1 e ottenga una pole.
Per fortuna c'è Formula Passion che in un articolo narra gli eventi dell'edizione 1954... che sembrano curiosamente in linea con quello che potrebbe succedere al giorno d'oggi. Farina su Ferrari era in testa alla gara, nella quale è venuto a piovere due volte. Il secondo scroscio di pioggia è stato più insistente del primo e, a gara inoltrata, mentre Fangio effettuava un cambio gomme, in Ferrari facevano l'opposto, certi che fosse sufficiente amministrare il risultato o, in alternativa, fare ricorso contro la Maserati per un presunto cambio gomme irregolare.
Guess what? È andata esattamente come potrebbe andare una gara della Ferraro al giorno d'oggi: Fangio ha vinto e non è stato squalificato, con Farina relegato al secondo posto, seguito dal compagno di squadra José Froilan Gonzalez. La zona punti era ai tempi relegata ai primi cinque ed è stata completata da Maurice Trintignant sempre su Ferrari e da Elie Baoyl su Gordini.
1955: la gara si svolgeva il 16 gennaio, quindi oggi è il 68° anniversario e la gara prevedeva la presenza di ventuno vetture, ma per via delle alte temperature proibitive, c'erano più piloti che si alternavano sulla stessa vettura. Per intenderci, è un po' come se a un certo punto Charles Leclerc entrasse ai box e lasciasse il posto ad Antonio Giovinazzi, per poi vari giri dopo magari terminare la gara sulla vettura di Carlos Sainz. I risultati sarebbero condivisi, i punti idem. Insomma, sarebbe un gran caos, specie in epoca social!
La pole l'ha ottenuta Gonzalez su Ferrari, ma al via è stato Fangio su Mercedes a portarsi davanti a tutti, e anche questo in epoca social non credo sarebbe ben visto, questo Fangio era proprio uno SkArS0 che rubava le vittorie alle vetture rosse! Comunque prima di arrivare alla vittoria di tempo ne è passato e anzi, nella prima parte di gara i due si sono alternati in testa, così come Alberto Ascari su Lancia (passare da Ferrari a Lancia va bene o è da traditorihhhh della patriahhhh?), che era in testa a neanche un quarto di gara, quando è partito in testacoda, forse a causa di una macchia d'olio sull'asfalto, ed è finito fuori. Anche questo sarebbe stato complicato da gestire in epoca social, con tanto di attacchi nei confronti delle ascarine.
Difficile ricostruire cosa sia accaduto dopo, quello che è certo è che Fangio ha finito la gara da solo e ha battuto la Ferrari di Gonzalez guidata anche da Farina e Trintignant, mentre terzo ha chiuso Farina, sulla cui monoposto hanno gareggiato anche Trintignant oltre che Umberto Maglioli. Per intenderci, tornando al mio esempio di prima, Leclerc potrebbe arrivare secondo in coppia con Giovinazzi e poi terzo in coppia con Sainz, facendo fare qualche giro anche a Robert Shwartzman.
La zona punti è stata completata dalla Mercedes del trio Hans Hermann/ Karl Kling/ Stirling Moss e dalla Maserati di Roberto Mieres che, così come Fangio, si è fatto tutta la gara da solo.
1956: la gara si è svolta il 22 gennaio (quindi domenica prossima cadrà il 67° anniversario) e la differenza rispetto alla stagione precedente è che Fangio correva per la Ferrari, quindi non era più uno SkArS0 che rubava vittorie. C'erano solo tredici vetture al via e già nella prima parte sono rimaste solo dodici, il primo ritirato è stato proprio lo stesso Fangio, partito dalla pole e scivolato alle spalle delle Maserati.
Torniamo al nostro esempio di prima, immaginate che Leclerc sia rimasto a piedi e il popolo dei social inizi a lamentarsi perché la vettura di Sainz è ancora in pista invece di essersi fermata per solidarietà (che poi, immaginate fino a un certo punto, sono sicura di avere letto qualcosa del genere). Purtroppo il regolamento attuale non permetterebbe alla Ferrari di far fermare Sainz e far salire sulla sua vettura Leclerc. Ai tempi era possibile ed è infatti quanto accaduto a Luigi Musso poco dopo il ritiro di Fangio!
Sui social ci sarebbe comunque stata indignazione ugualmente, perché la vittoria era da considerarsi ex-equo e quindi questa era valevole anche come vittoria di Musso, dato che Fangio è risalito a quel punto dalla quinta alla prima posizione, precedendo sul podio le Maserati di Jean Behra e Mike Hawthorn, precedendo la Maserati del duo Chico Landi/ Gerino Gerini e la Ferrari di Olivier Gendebien.
Tornando alla top-3 anche questo podio sarebbe stato difficile da gestire in epoca social: pare che sia Musso sia Behra fossero stati fidanzati con Maria Teresa de Filippis, quindi credo sia meglio passare oltre e mettere da parte il gossip.
1957: l'anniversario l'abbiamo già passato, perché era il 13 gennaio e sedici vetture erano presenti all'evento. La metà di queste erano Ferrari, ma le prime tre posizioni della griglia se le sono aggiudicate le Maserati di Stirling Moss, Juan Manuel Fangio e Jean Behra.
Un problema tecnico sulla vettura di Moss ha lasciato Fangio e Behra a lottare per la vittoria, con Fangio passato in testa già a gara neanche troppo inoltrata, per andare a vincere davanti al compagno di squadra.
Anche in terza e quarta posizione hanno chiuso delle Maserati, sul gradino più basso del podio Carlos Menditeguy e dietro di lui Harry Schell, mentre la Ferrari ha dovuto accontentarsi di un quinto posto, per opera di Alfonso De Portago sulla cui vettura è salito in un secondo momento anche Gonzalez, che si era in precedenza ritirato per problemi tecnici come la metà dei piloti Ferrari presenti.
È stata la quarta e ultima vittoria di Fangio nel suo gran premio di casa, gran premio che di fatto ha vinto con ben tre team diversi. Siamo arrivati quindi alla fine di questo viaggio negli anni '50, che spero sia stato di vostro gradimento.
venerdì 11 novembre 2022
Giovani brasiliani sventurati scappano da casa... e hanno iella anche altrove! // GP Brasile e Argentina 1997
Interlagos è il secondo appuntamento del mondiale di Formula 1 1997, iniziato con un doppio ritiro per la Williams e una vittoria di Coulthard. Villeneuve parte dalla pole accanto a Michael Schumacher, mentre i rispettivi compagni di squadra sono piuttosto arretrati. Schumacher frattanto supera Villeneuve e si porta in testa. Platinum Jacques mette le ruote sull'erba, perde posizioni e cerca di tornare in pista. In pista, nel frattempo, si scatena il caos: la Jordan di Fisichella e la Arrows di Hill si toccano, vengono coinvolte anche la Sauber di Herbert e la Stewart di Magnussen. Sarebbe finita per tutti, se non potessero contare su una vettura rimasta ferma allo start, che suggerisce alla direzione gara di dare bandiera rossa. Quella vettura ferma è una Stewart. La guida Barrichello. Grazie alla iella casalinga di Barrichello tutti sono di nuovo in gara! Tutti eccetto JMag: il muletto della Stewart tocca a Barrichello, rimesso in gara dalla sua stessa iella!
Si riparte e di nuovo Schumacher trolla Villeneuve, il quale stavolta si accoda e attende il momento propizio. Dietro i due c'è Hakkinen (il cui compagno di squadra Coulthard è ugualmente arretrato), poi le Benetton di Berger e Alesi. Il momento propizio arriva, Villeneuve si porta in testa, mentre Berger riesce a superare Hakkinen e installarsi negli scarichi della Ferrari di Schumacher. È decisamente più veloce, ma Schumacher se lo tiene dietro per diversi giri: Berger lo supera, passa davanti e inizia ad allungare. Chi allunga più di tutti, però, è Villeneuve, in testa alla gara senza che qualcuno possa metterlo in discussione. Tutti i piloti di testa sono su una strategia a due soste e tra loro si metteranno in mezzo un paio di illustri individui che invece sono su una sosta sola. Villeneuve, *Panis*, Berger, *Hill*, Hakkinen, Schumacher: adesso sono loro i primi sei (Hakkinen è uscito vincente dai pitstop nei confronti di Schumacher).
Panis si ferma ai box, Hill prosegue ancora un po', venendo superato prima da Hakkinen, Schumacher e Alesi. Il secondo stint dei piloti di testa prosegue senza problemi così come non ci sono problemi per Villeneuve e Berger, stabilmente primo e secondo, anche dopo la seconda sosta. Panis risale terzo con le soste degli altri e rimarrà terzo fino alla fine della gara: la strategia ha funzionato e gli vale il podio. Hakkinen è quarto e non riesce ad avvicinarsi al pilota della Prost, si accontenta quindi del quarto posto, mentre Michael Schumacher chiude quinto davanti ad Alesi. Ci sono pochissimi ritiri: l'ultimo è Hill che verso fine gara rientra nel box Arrows con la vettura in fumo - anche il compagno di squadra Diniz era già ritirato da tempo per un testacoda. In precedenza problemi di motore(?) anche per Ralf Schumacher. Prima - molto prima - si era ritirato... guess what? Barrichello!
Due settimane dopo è la volta del GP d'Argentina e stavolta le Williams sono 1/2 in griglia - Villeneuve parte dalla pole, ma non sta bene: per lui questo è un GP di Singapore! Terzo c'è Panis, ma non è il solo outsider: Barrichello si riprende dalla delusione brasiliana qualificandosi quinto a sandwich tra i fratelli Schumacher. La iella brasiliana, tuttavia, l'ha seguito anche a Buenos Aires, così ecco che già alla partenza lo troviamo incidentato, speronato da Michael Schumacher il quale poi gli cozza contro. Per Schumacher è ritiro, Barrichello riuscirà a raggiungere i box. Coulthard frattanto si tocca con qualcuno, perde una ruota, Magnussen viene coinvolto a qualche titolo (anche lui andrà ai box ritrovandosi nelle retrovie come Barrichello) e viene mandata in pista la safety car. Le Williams rimangono 1/2 per pochi giri, poi Frentzen che ha già avuto problemi in Brasile stavolta è costretto al ritiro.
La gara procede tranquilla, almeno finché più avanti non c'è un contatto Alesi vs Hill. La gara continua a procedere... ma non per Panis! Secondo fin dal ritiro di Frentzen, viene abbandonato dalla propria monoposto e costretto al ritiro. Irvine adesso è secondo, ma sia lui sia Villeneuve rientrano ai box per il rifornimento. Jacques torna in pista in testa, dietro di lui ci sono le Jordan di Fisichella e Ralf Schumacher almeno finché quest'ultimo non dimentica la regola aurea: se devi avere un incidente, fa che non sia con il tuo compagno di squadra. Fisichella si ritira, Ralf prosegue senza problemi e rimane secondo finché non giunge il momento del suo unico pitstop. In quei frangenti si ritira Hill, mentre nel box della Arrows ci sono problemi anche per Diniz, stazionario piuttosto a lungo. Davanti frattanto la gara sembra doversi decidere tra Villeneuve e Irvine... ancora lontani, ma non per molto.
Villeneuve soffre di problemi di degrado gomme, pertanto si opta per tre stop anziché due. Nell'ultimo stint, quindi, non solo Irvine è più vicino ma gli si attacca proprio negli scarichi. Villeneuve riesce comunque a mantenere la prima posizione fino alla bandiera a scacchi. Ralf Schumacher chiude terzo e va sul podio. Sotto al podio stesso ci sono Michael e Corinna, non è chiaro se Michael sia lì per il fratello o il compagno di squadra. La gara precedente ha visto pochi ritirati, questa invece ha visto solo nove vetture al traguardo. Herbert si classifica quarto, precedendo Hakkinen. Seguono le Benetton dei Bergesi, poi la Tyrrell di Mika Salo e la Minardi di Jarno Trulli. La gara di Barrichello è finita molto tempo fa per un guasto, mentre l'altra Stewart è stata l'ultima vettura ritirata. Continuano quindi per Rubinho e per tutto il resto della squadra le peripezie già viste in Brasile. E continueranno ancora a lungo...
Si riparte e di nuovo Schumacher trolla Villeneuve, il quale stavolta si accoda e attende il momento propizio. Dietro i due c'è Hakkinen (il cui compagno di squadra Coulthard è ugualmente arretrato), poi le Benetton di Berger e Alesi. Il momento propizio arriva, Villeneuve si porta in testa, mentre Berger riesce a superare Hakkinen e installarsi negli scarichi della Ferrari di Schumacher. È decisamente più veloce, ma Schumacher se lo tiene dietro per diversi giri: Berger lo supera, passa davanti e inizia ad allungare. Chi allunga più di tutti, però, è Villeneuve, in testa alla gara senza che qualcuno possa metterlo in discussione. Tutti i piloti di testa sono su una strategia a due soste e tra loro si metteranno in mezzo un paio di illustri individui che invece sono su una sosta sola. Villeneuve, *Panis*, Berger, *Hill*, Hakkinen, Schumacher: adesso sono loro i primi sei (Hakkinen è uscito vincente dai pitstop nei confronti di Schumacher).
Panis si ferma ai box, Hill prosegue ancora un po', venendo superato prima da Hakkinen, Schumacher e Alesi. Il secondo stint dei piloti di testa prosegue senza problemi così come non ci sono problemi per Villeneuve e Berger, stabilmente primo e secondo, anche dopo la seconda sosta. Panis risale terzo con le soste degli altri e rimarrà terzo fino alla fine della gara: la strategia ha funzionato e gli vale il podio. Hakkinen è quarto e non riesce ad avvicinarsi al pilota della Prost, si accontenta quindi del quarto posto, mentre Michael Schumacher chiude quinto davanti ad Alesi. Ci sono pochissimi ritiri: l'ultimo è Hill che verso fine gara rientra nel box Arrows con la vettura in fumo - anche il compagno di squadra Diniz era già ritirato da tempo per un testacoda. In precedenza problemi di motore(?) anche per Ralf Schumacher. Prima - molto prima - si era ritirato... guess what? Barrichello!
Due settimane dopo è la volta del GP d'Argentina e stavolta le Williams sono 1/2 in griglia - Villeneuve parte dalla pole, ma non sta bene: per lui questo è un GP di Singapore! Terzo c'è Panis, ma non è il solo outsider: Barrichello si riprende dalla delusione brasiliana qualificandosi quinto a sandwich tra i fratelli Schumacher. La iella brasiliana, tuttavia, l'ha seguito anche a Buenos Aires, così ecco che già alla partenza lo troviamo incidentato, speronato da Michael Schumacher il quale poi gli cozza contro. Per Schumacher è ritiro, Barrichello riuscirà a raggiungere i box. Coulthard frattanto si tocca con qualcuno, perde una ruota, Magnussen viene coinvolto a qualche titolo (anche lui andrà ai box ritrovandosi nelle retrovie come Barrichello) e viene mandata in pista la safety car. Le Williams rimangono 1/2 per pochi giri, poi Frentzen che ha già avuto problemi in Brasile stavolta è costretto al ritiro.
La gara procede tranquilla, almeno finché più avanti non c'è un contatto Alesi vs Hill. La gara continua a procedere... ma non per Panis! Secondo fin dal ritiro di Frentzen, viene abbandonato dalla propria monoposto e costretto al ritiro. Irvine adesso è secondo, ma sia lui sia Villeneuve rientrano ai box per il rifornimento. Jacques torna in pista in testa, dietro di lui ci sono le Jordan di Fisichella e Ralf Schumacher almeno finché quest'ultimo non dimentica la regola aurea: se devi avere un incidente, fa che non sia con il tuo compagno di squadra. Fisichella si ritira, Ralf prosegue senza problemi e rimane secondo finché non giunge il momento del suo unico pitstop. In quei frangenti si ritira Hill, mentre nel box della Arrows ci sono problemi anche per Diniz, stazionario piuttosto a lungo. Davanti frattanto la gara sembra doversi decidere tra Villeneuve e Irvine... ancora lontani, ma non per molto.
Villeneuve soffre di problemi di degrado gomme, pertanto si opta per tre stop anziché due. Nell'ultimo stint, quindi, non solo Irvine è più vicino ma gli si attacca proprio negli scarichi. Villeneuve riesce comunque a mantenere la prima posizione fino alla bandiera a scacchi. Ralf Schumacher chiude terzo e va sul podio. Sotto al podio stesso ci sono Michael e Corinna, non è chiaro se Michael sia lì per il fratello o il compagno di squadra. La gara precedente ha visto pochi ritirati, questa invece ha visto solo nove vetture al traguardo. Herbert si classifica quarto, precedendo Hakkinen. Seguono le Benetton dei Bergesi, poi la Tyrrell di Mika Salo e la Minardi di Jarno Trulli. La gara di Barrichello è finita molto tempo fa per un guasto, mentre l'altra Stewart è stata l'ultima vettura ritirata. Continuano quindi per Rubinho e per tutto il resto della squadra le peripezie già viste in Brasile. E continueranno ancora a lungo...
sabato 17 settembre 2022
Damon Hill a caccia del mondiale: inizio della stagione 1996
Benvenuti nel 1996 e benvenuti alla scoperta dei primi gran premi della stagione, un cui Damon Hill (che oggi 17/09/2022 compie 62 anni) ha ottenuto una tripletta di vittorie che, a conti fatti, verso la fine della stagione avrebbero avuto la loro rilevanza nell'assegnazione del titolo. La Williams si è rivelata subito la vettura da battere, ma a parte questo sono accadute anche altre cose. Nei primi tre eventi della stagione, Melbourne, Interlagos e Buenos Aires, abbiamo assistito a pole position a sorpresa, outsider qualificati in grande stile nel gran premio di casa, ma anche incidenti di un certo livello, cappottamenti di un certo livello e monoposto che prendevano fuoco. Quindi preparatevi per questo lungo viaggio extra-europeo, ricordando però sempre la natura europea della Formula 1 e del fatto che i nordamericani e i piloti di Indycar non hanno nulla a che vedere con questo modo e che dovrebbero tornarsene a cas-... ah no.
AUSTRALIA - al via c'è un intoppo che rientra nella casistica degli incidenti di un certo livello già citati. C'è una collisione multipla, vengono coinvolti a minore titolo David Coulthard (McLaren), Jos Verstappen (Footwork) e Johnny Herbert (Sauber), ma la "star" dell'incidente è Martin Brundle: il pilota della Jordan fa un gran volo, dal quale esce illeso. Viene data bandiera rossa e la sua principale preoccupazione è correre a piedi verso la pitlane per prendere parte alla seconda partenza sulla vettura di riserva!
Dopo questo intoppo si riesce a partire tranquillamente, da distanza originaria (58 giri) e il poleman mantiene la prima posizione davanti al compagno di squadra. Il poleman in questione è Jacques Villeneuve, al debutto in Formula 1, giusto per dimostrare ai suoi detrattori che anche lui è scarso tanto quanto Hill, se non di più. Non solo, si fa anche 53 giri di gara in testa, senza nessun intoppo, a parte quando poco dopo metà gara fa una mezza uscita di pista e si ritrova Hill negli scarichi. Ma niente, Hill gli resta negli scarichi e il campione di Indycar sembra destinato a vincere al suo esordio in Formula 1!
Sarebbe epico se succedesse tutto ciò, ma il motore della sua vettura non è d'accordo, anche a causa di un pezzo danneggiato proprio nella sua uscita di pista. Nei giri finali Villeneuve è costretto a rallentare e finisce per cedere la prima posizione a Hill che così si invola verso la bandiera a scacchi. I due fanno doppietta e chiude in terza posizione Eddie Irvine, alla sua prima gara in Ferrari, dopo avere superato indenne un contatto innescato uno dei piloti della Benetton e avere ereditato la terza piazza dal compagno di squadra Michael Schumacher, ritirato per un problema ai freni.
Anche in Benetton è Jean Alesi quello che illude (prima del suo incidente con Irvine) e Gerhard Berger concretizza, classificandosi quarto davanti al duo dei MikaX2 a completare la zona punti. Hakkinen giunge in sesta posizione: ottimo rientro per il pilota della McLaren dopo il grave incidente in finale di 1995, che precede il connazionale della Tyrrell Salo, primo dei doppiati in una gara in cui l'attrition rate è tutto sommato abbastanza elevato e le vetture al via sono solo venti, in quanto le Forti erano fuori dal 107%.
BRASILE - piove a Interlagos e Hill si appresta a partire dalla prima posizione affiancato da un outsider di un certo livello al volante di una Jordan... e no, vi prego di non pensare che sia qualcosa di epico o qualcosa di meravigliosamente bello. No, è solo il preludio a una giornata di sofferenza, perché a bordo di quella Jordan c'è un pilota di casa... nel senso, quello che proprio ha la casa dietro al circuito.
Rubens Barrichello ha un ottimo spunto e per poco non strappa la leadership a Hill, ma deve accontentarsi al momento della seconda piazza perché poi la perde superato da Villeneuve e anche da Alesi, con il quale ingaggia un duello che però vede in vantaggio il pilota della Benetton. Barrichello deve accontentarsi al momento della quarta piazza davanti alla Ferrari di Schumacher. La pioggia nel frattempo ha smesso di cadere e la pista va asciugandosi, pur conservando qualche tratto umido.
Distanziato da Hill che va like a boss, Villeneuve da buon pilota di Indycar finisce sull'umido e parte in testacoda: è costretto al ritiro e ciò permette ad Alesi di risalire in seconda posizione, ma a causa di un errore si vede superare da Rubinho, il quale tuttavia si ferma ai box molto prima e subisce overcut dal francese, che frattanto procede velocissimo. Non solo, anche a Schumacher riesce l'overcut nei confronti di Barrichello e il pilota della Jordan si ritrova relegato al quarto posto, i due sono a quasi un giro di distacco da Hill.
Poco male, direte voi, una quarta posizione è un risultato molto rispettabile per un pilota della Jordan, Barrichello non ha niente di cui essere affranto. Almeno finché è in pista, infatti, è proprio così. A dieci giri dalla fine, però, tenta l'attacco di Schumacher, gli strappa la posizione e la perde subito dopo. Tenta di nuovo un attacco e finisce in testacoda da solo, impantanandosi. Si ritira, mentre Hill/ Alesi/ Schumacher fanno podio precedendo Hakkinen e Salo. Irvine non fa punti, si piazza solo settimo alle spalle di Olivier Panis (Ligier), mentre Berger si è ritirato per un guasto già da tempo.
ARGENTINA - Hill e Villeneuve partono in prima fila, o per meglio dire Hill parte, mentre Villeneuve rischia di stallare e perde numerose posizioni. Ne recupera qualcuna, ma nel primo stint di gara si ritrova al quinto posto, dietro anche a Schumacher e alle Benetton di Alesi e Berger. Si prospetta per lui un cambio di strategia nel tentativo di rimontare: al momento della prima sosta effettua infatti un rifornimento piuttosto lungo, per andare più avanti rispetto ad altri nel successivo stint.
Frattanto c'è anche un ingresso della safety car, dopo un incidente che ha coinvolto la Forti di Luca Badoer e la Ligier di Pedro Diniz. Speronato(?) dal brasiliano, Badoer spicca il volo e si ribalta, mentre poco dopo la vettura di Diniz va a fuoco. Frattanto i gap tra i piloti vengono annullati dalla presenza della safety car e ciò sembra aprire la porta alla rimonta di Villeneuve, che è ancora quinto dietro a Hill, Schumacher e le Benetton.
Quando Schumacher è costretto al ritiro da una rottura dell'ala posteriore, Villeneuve deve vedersela con le sole Benetton. Dopo la successiva sosta si trova davanti a entrambi, con Berger che peraltro esce di scena per la rottura di una sospensione a causa di una probabile foratura. Le Williams sono a questo punto 1/2 e arriveranno 1/2 anche al traguardo, mentre l'unica Benetton superstite, quella di Alesi, si porta a casa il gradino più basso del podio.
Ora che non è più a casa sua, Barrichello riesce a portarsi a casa una quarta piazza senza problemi, precedendo il suo ex compagno di squadra Irvine. L'ultimo punto disponibile se lo aggiudica Verstappen con la Footwork, con Coulthard è il primo pilota a giungere fuori dalla zona punti, la McLaren chiude così il weekend argentino con uno zero, dopo anche il ritiro di Hakkinen avvenuto nelle prime fasi di gara.
Con tre vittorie in tre gare disputate, Hill ha il punteggio pieno in classifica e sembra ormai avere il campionato in tasca quando si avvicina la stagione europea. Il gran premio seguente sarà quello d'Europa, che si svolgerà al Nurburgring, ma ve lo racconterò in un secondo momento anche perché, come avrete capito, ho specificato che la stagione di Hill inizia con una tripletta di vittorie, dandovi già l'anticipazione che non sarà lui il vincitore del successivo evento.
Di questo, tuttavia, ne parleremo al momento opportuno, anche se vi posso anticipare che la quarta vittoria stagionale di Hill arriva già nel quinto gran premio della stagione, quello di San Marino. A Imola è Schumacher a procacciarsi la pole position, ma al via viene superato proprio da Hill... mentre Coulthard supera entrambi e si porta in testa!
Un giro più tardi Hill mette le ruote sull'erba e Schumacher si impossessa della seconda posizione e proseguono così, Coulthard/ Schumacher/ Hill fino al momento del primo rifornimento. Schumacher overcutta Coulthard ma Hill overcutta entrambi e ci ritroviamo con Hill/ Schumacher/ Coulthard fino al ritiro del pilota McLaren per un guasto al cambio. Tra i due McLaren Bros è lui quello che svetta in questo fine settimana: Hakkinen colleziona un testacoda e poi uno stop and go per ostruzione su Schumacher durante un doppiaggio, salvo poi finire ritirato per un guasto verso la fine della gara.
Sul podio, dove Hill e Schumacher per qualche ragione sembrano best friend forever mentre si spruzzano di champagne, chiude Berger in terza piazza. Alesi è reduce invece da una gara caotica: al via si tocca con Villeneuve che, partito dalla terza casella della griglia, fora e passa la gara nelle retrovie fino al momento del proprio ritiro verso fine gara. Era sesto, dietro a Irvine e Barrichello, e la sua sesta piazza va ad Alesi, in precedenza penalizzato con uno stop and go per eccesso di velocità nella pitlane.
AUSTRALIA - al via c'è un intoppo che rientra nella casistica degli incidenti di un certo livello già citati. C'è una collisione multipla, vengono coinvolti a minore titolo David Coulthard (McLaren), Jos Verstappen (Footwork) e Johnny Herbert (Sauber), ma la "star" dell'incidente è Martin Brundle: il pilota della Jordan fa un gran volo, dal quale esce illeso. Viene data bandiera rossa e la sua principale preoccupazione è correre a piedi verso la pitlane per prendere parte alla seconda partenza sulla vettura di riserva!
Dopo questo intoppo si riesce a partire tranquillamente, da distanza originaria (58 giri) e il poleman mantiene la prima posizione davanti al compagno di squadra. Il poleman in questione è Jacques Villeneuve, al debutto in Formula 1, giusto per dimostrare ai suoi detrattori che anche lui è scarso tanto quanto Hill, se non di più. Non solo, si fa anche 53 giri di gara in testa, senza nessun intoppo, a parte quando poco dopo metà gara fa una mezza uscita di pista e si ritrova Hill negli scarichi. Ma niente, Hill gli resta negli scarichi e il campione di Indycar sembra destinato a vincere al suo esordio in Formula 1!
Sarebbe epico se succedesse tutto ciò, ma il motore della sua vettura non è d'accordo, anche a causa di un pezzo danneggiato proprio nella sua uscita di pista. Nei giri finali Villeneuve è costretto a rallentare e finisce per cedere la prima posizione a Hill che così si invola verso la bandiera a scacchi. I due fanno doppietta e chiude in terza posizione Eddie Irvine, alla sua prima gara in Ferrari, dopo avere superato indenne un contatto innescato uno dei piloti della Benetton e avere ereditato la terza piazza dal compagno di squadra Michael Schumacher, ritirato per un problema ai freni.
Anche in Benetton è Jean Alesi quello che illude (prima del suo incidente con Irvine) e Gerhard Berger concretizza, classificandosi quarto davanti al duo dei MikaX2 a completare la zona punti. Hakkinen giunge in sesta posizione: ottimo rientro per il pilota della McLaren dopo il grave incidente in finale di 1995, che precede il connazionale della Tyrrell Salo, primo dei doppiati in una gara in cui l'attrition rate è tutto sommato abbastanza elevato e le vetture al via sono solo venti, in quanto le Forti erano fuori dal 107%.
BRASILE - piove a Interlagos e Hill si appresta a partire dalla prima posizione affiancato da un outsider di un certo livello al volante di una Jordan... e no, vi prego di non pensare che sia qualcosa di epico o qualcosa di meravigliosamente bello. No, è solo il preludio a una giornata di sofferenza, perché a bordo di quella Jordan c'è un pilota di casa... nel senso, quello che proprio ha la casa dietro al circuito.
Rubens Barrichello ha un ottimo spunto e per poco non strappa la leadership a Hill, ma deve accontentarsi al momento della seconda piazza perché poi la perde superato da Villeneuve e anche da Alesi, con il quale ingaggia un duello che però vede in vantaggio il pilota della Benetton. Barrichello deve accontentarsi al momento della quarta piazza davanti alla Ferrari di Schumacher. La pioggia nel frattempo ha smesso di cadere e la pista va asciugandosi, pur conservando qualche tratto umido.
Distanziato da Hill che va like a boss, Villeneuve da buon pilota di Indycar finisce sull'umido e parte in testacoda: è costretto al ritiro e ciò permette ad Alesi di risalire in seconda posizione, ma a causa di un errore si vede superare da Rubinho, il quale tuttavia si ferma ai box molto prima e subisce overcut dal francese, che frattanto procede velocissimo. Non solo, anche a Schumacher riesce l'overcut nei confronti di Barrichello e il pilota della Jordan si ritrova relegato al quarto posto, i due sono a quasi un giro di distacco da Hill.
Poco male, direte voi, una quarta posizione è un risultato molto rispettabile per un pilota della Jordan, Barrichello non ha niente di cui essere affranto. Almeno finché è in pista, infatti, è proprio così. A dieci giri dalla fine, però, tenta l'attacco di Schumacher, gli strappa la posizione e la perde subito dopo. Tenta di nuovo un attacco e finisce in testacoda da solo, impantanandosi. Si ritira, mentre Hill/ Alesi/ Schumacher fanno podio precedendo Hakkinen e Salo. Irvine non fa punti, si piazza solo settimo alle spalle di Olivier Panis (Ligier), mentre Berger si è ritirato per un guasto già da tempo.
ARGENTINA - Hill e Villeneuve partono in prima fila, o per meglio dire Hill parte, mentre Villeneuve rischia di stallare e perde numerose posizioni. Ne recupera qualcuna, ma nel primo stint di gara si ritrova al quinto posto, dietro anche a Schumacher e alle Benetton di Alesi e Berger. Si prospetta per lui un cambio di strategia nel tentativo di rimontare: al momento della prima sosta effettua infatti un rifornimento piuttosto lungo, per andare più avanti rispetto ad altri nel successivo stint.
Frattanto c'è anche un ingresso della safety car, dopo un incidente che ha coinvolto la Forti di Luca Badoer e la Ligier di Pedro Diniz. Speronato(?) dal brasiliano, Badoer spicca il volo e si ribalta, mentre poco dopo la vettura di Diniz va a fuoco. Frattanto i gap tra i piloti vengono annullati dalla presenza della safety car e ciò sembra aprire la porta alla rimonta di Villeneuve, che è ancora quinto dietro a Hill, Schumacher e le Benetton.
Quando Schumacher è costretto al ritiro da una rottura dell'ala posteriore, Villeneuve deve vedersela con le sole Benetton. Dopo la successiva sosta si trova davanti a entrambi, con Berger che peraltro esce di scena per la rottura di una sospensione a causa di una probabile foratura. Le Williams sono a questo punto 1/2 e arriveranno 1/2 anche al traguardo, mentre l'unica Benetton superstite, quella di Alesi, si porta a casa il gradino più basso del podio.
Ora che non è più a casa sua, Barrichello riesce a portarsi a casa una quarta piazza senza problemi, precedendo il suo ex compagno di squadra Irvine. L'ultimo punto disponibile se lo aggiudica Verstappen con la Footwork, con Coulthard è il primo pilota a giungere fuori dalla zona punti, la McLaren chiude così il weekend argentino con uno zero, dopo anche il ritiro di Hakkinen avvenuto nelle prime fasi di gara.
Con tre vittorie in tre gare disputate, Hill ha il punteggio pieno in classifica e sembra ormai avere il campionato in tasca quando si avvicina la stagione europea. Il gran premio seguente sarà quello d'Europa, che si svolgerà al Nurburgring, ma ve lo racconterò in un secondo momento anche perché, come avrete capito, ho specificato che la stagione di Hill inizia con una tripletta di vittorie, dandovi già l'anticipazione che non sarà lui il vincitore del successivo evento.
Di questo, tuttavia, ne parleremo al momento opportuno, anche se vi posso anticipare che la quarta vittoria stagionale di Hill arriva già nel quinto gran premio della stagione, quello di San Marino. A Imola è Schumacher a procacciarsi la pole position, ma al via viene superato proprio da Hill... mentre Coulthard supera entrambi e si porta in testa!
Un giro più tardi Hill mette le ruote sull'erba e Schumacher si impossessa della seconda posizione e proseguono così, Coulthard/ Schumacher/ Hill fino al momento del primo rifornimento. Schumacher overcutta Coulthard ma Hill overcutta entrambi e ci ritroviamo con Hill/ Schumacher/ Coulthard fino al ritiro del pilota McLaren per un guasto al cambio. Tra i due McLaren Bros è lui quello che svetta in questo fine settimana: Hakkinen colleziona un testacoda e poi uno stop and go per ostruzione su Schumacher durante un doppiaggio, salvo poi finire ritirato per un guasto verso la fine della gara.
Sul podio, dove Hill e Schumacher per qualche ragione sembrano best friend forever mentre si spruzzano di champagne, chiude Berger in terza piazza. Alesi è reduce invece da una gara caotica: al via si tocca con Villeneuve che, partito dalla terza casella della griglia, fora e passa la gara nelle retrovie fino al momento del proprio ritiro verso fine gara. Era sesto, dietro a Irvine e Barrichello, e la sua sesta piazza va ad Alesi, in precedenza penalizzato con uno stop and go per eccesso di velocità nella pitlane.
martedì 29 marzo 2022
La copertura televisiva minimalista dei gran premi extraeuropei nei mid-70s // GP Argentina, Brasile e Sudafrica 1974
Mentre si parla di ampliare ulteriormente i calendari delle prossime stagioni, con la "minaccia" di incrementare i gran premi fino a trenta, perché gli States pretendono di avere tanti gran premi negli Stati Uniti quanti ce ne sono altrove in interi continenti, andiamo controcorrente parlando di quando ce n'erano solo quindici. Non era comunque tutto rose e fiori neanche ai tempi per il tifoso medio, posso immaginare, dato che i gran premi con copertura televisiva minimalista sembravano abbondare. Sia chiaro, il fatto che i video dei gran premi completi fino alla metà degli anni '70 scarseggino è parzialmente legato al fatto che molti sono stati diffusi da registrazioni private, arrivate con l'avvento e la diffusione dei videoregistratori, ma rimane comunque il fatto che certi eventi, specie extra-europei, in TV non arrivavano.
Non è chiaro cosa venisse effettivamente trasmesso ai tempi, sicuramente qualche servizio televisivo c'era, ma è abbastanza chiaro dalla qualità degli highlight di cinque minuti che ho trovato che del GP d'Argentina che ha aperto la stagione 1974 esistono 1) solo registrazioni in bianco e nero, 2) riprese da una sola telecamera con una panoramica piuttosto piccola in relazione all'intero circuito di Buenos Aires. Dall'highlight non si capisce nemmeno che cosa stia succedendo, quindi per ricostruire i fatti sono andata a recuperarmi un reportage scritto, che narra di come il pilota di casa Carlos Reutemann, ai tempi alla Brabham, abbia leaderato la gara fin dal terzo giro, dopo avere superato la Lotus di Ronnie Peterson già alle prese con probabili problemi di gomme che l'hanno in seguito fatto scivolare indietro di varie posizioni.
Il pubblico doveva essere estasiato, un po' come sarebbero i tifosi a Interlagos se Rubens Barrichello fosse in testa alla gara quando mancano ormai due giri alla fine. Quello che sembra essere successo a Reutemann sembra essere tale e quale a quello che potrebbe mediamente succedere a Barrichello in una situazione analoga nel proprio gran premio di casa: ha finito la benzina. Ha preso la testa della gara quindi Denny Hulme, che aveva trentasette anni e una chioma ridotta più o meno come quella di Robert Kubica, ma ai tempi non sembrava essere un grosso problema. Partito dalla decima piazza, fino a quel momento si era fatto largo tra gli avversari salendo piuttosto in alto... troppo in alto, garahhhh rubatahhhh, perché ha chiuso davanti alle Ferrari invece di levarsi di mezzo per raggiungere l'obiettivo ultimo dell'umanità, ovvero vedere vincere la Rossa.
Quella di Hulme è stata la sua ultima vittoria in Formula 1 nonché ad oggi l'ultima vittoria di un pilota neozelandese (purtroppo Brendon Hartley non ha cambiato le cose durante la sua breve ma intensa presenza), mentre Niki Lauda, secondo, ha conquistato per la prima volta un podio nella massima categoria. L'ha fatto in modo estremamente romantico, in dolce compagnia del compagno di squadra Clay Regazzoni, terzo classificato. Laudazzoni vibes, che contribuivano in parte a ristabilire l'ordine naturale delle cose. Quello che non hanno potuto fare loro, l'ha fatto Mike Hailwood che in qualità di campione di motociclismo ha portato lo spettacolohhhh classificandosi quarto a bordo della McLaren. Hanno completato la zona punti Jean-Pierre Beltoise su BRM e Patrick Depailler su Tyrrell. Reutemann è stato classificato solo settimo, quindi non ha portato a casa nemmeno un punto.
Il successivo GP del Brasile è ugualmente arrivato ai giorni nostri su Youtube con un solo video di highlight, anche più corto di quello precedente, ma la qualità della copertura televisiva sembra migliore: migliori inquadrature, immagini in bianco e nero e chissà, magari almeno Rede Globo l'avrà anche trasmesso in versione integrale. Questo non lo scopriremo mai, mentre per scoprire quali siano stati gli eventi della gara ho dovuto nuovamente ricorrere a una cronaca scritta. Partiva dalla pole position il pilota di casa Emerson Fittipaldi sulla McLaren, ma la partenza è stata ritardata a causa del pubblico che aveva lanciato bottiglie sull'asfalto. Al via le cose non sono andate molto bene per Emmo, scivolato dietro a Reutemann e Peterson. I due, comunque, hanno avuto sventure varie e Fittipaldi è tornato in testa, destinato a un successo maggiore sul suolo domestico rispetto a Reutemann.
La gara è terminata poco dopo i due terzi della percorrenza, quando è scoppiato un temporale e la direzione gara ha deciso che i piloti non erano very uominy e ha messo fine all'evento con la bandiera rossa. Dopo il ritiro di Lauda avvenuto nei primissimi giri di gara, Regazzoni ha salvato l'onore della Ferrari con il secondo posto, con il podio completato da Jacky Ickx su Lotus. L'altro pilota di casa Carlos Pace ha chiuso quarto sulla Surtees, mentre la zona punti è stata completata da Hailwood e Peterson. Curiosamente sembra che una settimana più tardi si sia svolto un non-championship event a Brasilia, vinto nuovamente da Fittipaldi, ma dovrebbe trattarsi di una gara poco importante perché facendo ricerche risulta che non vi abbia preso parte la Ferrari! Il terzo gran premio ufficiale della stagione è stato quindi quasi due mesi più tardi in marzo in Sudafrica.
Purtroppo erano gli anni '70 quindi non succedevano solo cose allegre e spensierate come le non-championship race vinte da Fittipaldi. Circa una settimana prima del GP di Kyalami, infatti, il pilota della Shadow Peter Revson è deceduto in un incidente avvenuto in una sessione di test sullo stesso circuito. Non sarebbe neanche stato l'unico incidente mortale della stagione, ma ci meritiamo un po' di tregua in questo post, quindi andiamo ad analizzare i filmati disponibili dell'evento sudafricano. Dagli highlight la regia non sembra granché, ma almeno, diversamente dall'Argentina, ci sono le immagini a colori. Sussistono vari dubbi sul fatto che il gran premio sia stato trasmesso dalle TV europee, quello che è certo è che anche stavolta tocca leggere un resoconto dell'evento per capire che cosa sia capitato e sembra che nella prima fase sia capitata un po' di confusione con contatti vari.
Non ci sono stati contatti comunque nelle primissime posizioni, con Lauda che si è involato in prima posizione davanti a Reutemann e Regazzoni, rimanendoci per diversi giri, finché Reutemann non ha preso il comando della gara e l'ha mantenuto fino alla bandiera a scacchi, conquistando la sua prima vittoria in Formula 1. I Laudazzoni si sono ritirati in corso d'opera entrambi per problemi tecnici e, dopo una lunga rimonta, Beltoise si è classificato in seconda posizione precedendo Hailwood che ha portato motomondiale vibes sul podio rendendo l'evento spettacolare. Patrick Depailler ha chiuso quarto, mentre hanno completato la zona punti Hans-Joachim Stuck su March e nientemeno che Arturo Merzario sulla Iso Marlboro (la prima scuderia di Frank Williams). Il vincitore del gran premio precedente Fittipaldi ha chiuso soltanto settimo, quindi fuori dalla zona punti l'ultima delle gare che hanno preceduto la stagione europea.
PS. A proposito di stagione europea, non temete, cercherò di scoprire cosa sia arrivato a noi degli eventi europei e vi parlerò anche di quelli, a suo tempo.
Non è chiaro cosa venisse effettivamente trasmesso ai tempi, sicuramente qualche servizio televisivo c'era, ma è abbastanza chiaro dalla qualità degli highlight di cinque minuti che ho trovato che del GP d'Argentina che ha aperto la stagione 1974 esistono 1) solo registrazioni in bianco e nero, 2) riprese da una sola telecamera con una panoramica piuttosto piccola in relazione all'intero circuito di Buenos Aires. Dall'highlight non si capisce nemmeno che cosa stia succedendo, quindi per ricostruire i fatti sono andata a recuperarmi un reportage scritto, che narra di come il pilota di casa Carlos Reutemann, ai tempi alla Brabham, abbia leaderato la gara fin dal terzo giro, dopo avere superato la Lotus di Ronnie Peterson già alle prese con probabili problemi di gomme che l'hanno in seguito fatto scivolare indietro di varie posizioni.
Il pubblico doveva essere estasiato, un po' come sarebbero i tifosi a Interlagos se Rubens Barrichello fosse in testa alla gara quando mancano ormai due giri alla fine. Quello che sembra essere successo a Reutemann sembra essere tale e quale a quello che potrebbe mediamente succedere a Barrichello in una situazione analoga nel proprio gran premio di casa: ha finito la benzina. Ha preso la testa della gara quindi Denny Hulme, che aveva trentasette anni e una chioma ridotta più o meno come quella di Robert Kubica, ma ai tempi non sembrava essere un grosso problema. Partito dalla decima piazza, fino a quel momento si era fatto largo tra gli avversari salendo piuttosto in alto... troppo in alto, garahhhh rubatahhhh, perché ha chiuso davanti alle Ferrari invece di levarsi di mezzo per raggiungere l'obiettivo ultimo dell'umanità, ovvero vedere vincere la Rossa.
Quella di Hulme è stata la sua ultima vittoria in Formula 1 nonché ad oggi l'ultima vittoria di un pilota neozelandese (purtroppo Brendon Hartley non ha cambiato le cose durante la sua breve ma intensa presenza), mentre Niki Lauda, secondo, ha conquistato per la prima volta un podio nella massima categoria. L'ha fatto in modo estremamente romantico, in dolce compagnia del compagno di squadra Clay Regazzoni, terzo classificato. Laudazzoni vibes, che contribuivano in parte a ristabilire l'ordine naturale delle cose. Quello che non hanno potuto fare loro, l'ha fatto Mike Hailwood che in qualità di campione di motociclismo ha portato lo spettacolohhhh classificandosi quarto a bordo della McLaren. Hanno completato la zona punti Jean-Pierre Beltoise su BRM e Patrick Depailler su Tyrrell. Reutemann è stato classificato solo settimo, quindi non ha portato a casa nemmeno un punto.
Il successivo GP del Brasile è ugualmente arrivato ai giorni nostri su Youtube con un solo video di highlight, anche più corto di quello precedente, ma la qualità della copertura televisiva sembra migliore: migliori inquadrature, immagini in bianco e nero e chissà, magari almeno Rede Globo l'avrà anche trasmesso in versione integrale. Questo non lo scopriremo mai, mentre per scoprire quali siano stati gli eventi della gara ho dovuto nuovamente ricorrere a una cronaca scritta. Partiva dalla pole position il pilota di casa Emerson Fittipaldi sulla McLaren, ma la partenza è stata ritardata a causa del pubblico che aveva lanciato bottiglie sull'asfalto. Al via le cose non sono andate molto bene per Emmo, scivolato dietro a Reutemann e Peterson. I due, comunque, hanno avuto sventure varie e Fittipaldi è tornato in testa, destinato a un successo maggiore sul suolo domestico rispetto a Reutemann.
La gara è terminata poco dopo i due terzi della percorrenza, quando è scoppiato un temporale e la direzione gara ha deciso che i piloti non erano very uominy e ha messo fine all'evento con la bandiera rossa. Dopo il ritiro di Lauda avvenuto nei primissimi giri di gara, Regazzoni ha salvato l'onore della Ferrari con il secondo posto, con il podio completato da Jacky Ickx su Lotus. L'altro pilota di casa Carlos Pace ha chiuso quarto sulla Surtees, mentre la zona punti è stata completata da Hailwood e Peterson. Curiosamente sembra che una settimana più tardi si sia svolto un non-championship event a Brasilia, vinto nuovamente da Fittipaldi, ma dovrebbe trattarsi di una gara poco importante perché facendo ricerche risulta che non vi abbia preso parte la Ferrari! Il terzo gran premio ufficiale della stagione è stato quindi quasi due mesi più tardi in marzo in Sudafrica.
Purtroppo erano gli anni '70 quindi non succedevano solo cose allegre e spensierate come le non-championship race vinte da Fittipaldi. Circa una settimana prima del GP di Kyalami, infatti, il pilota della Shadow Peter Revson è deceduto in un incidente avvenuto in una sessione di test sullo stesso circuito. Non sarebbe neanche stato l'unico incidente mortale della stagione, ma ci meritiamo un po' di tregua in questo post, quindi andiamo ad analizzare i filmati disponibili dell'evento sudafricano. Dagli highlight la regia non sembra granché, ma almeno, diversamente dall'Argentina, ci sono le immagini a colori. Sussistono vari dubbi sul fatto che il gran premio sia stato trasmesso dalle TV europee, quello che è certo è che anche stavolta tocca leggere un resoconto dell'evento per capire che cosa sia capitato e sembra che nella prima fase sia capitata un po' di confusione con contatti vari.
Non ci sono stati contatti comunque nelle primissime posizioni, con Lauda che si è involato in prima posizione davanti a Reutemann e Regazzoni, rimanendoci per diversi giri, finché Reutemann non ha preso il comando della gara e l'ha mantenuto fino alla bandiera a scacchi, conquistando la sua prima vittoria in Formula 1. I Laudazzoni si sono ritirati in corso d'opera entrambi per problemi tecnici e, dopo una lunga rimonta, Beltoise si è classificato in seconda posizione precedendo Hailwood che ha portato motomondiale vibes sul podio rendendo l'evento spettacolare. Patrick Depailler ha chiuso quarto, mentre hanno completato la zona punti Hans-Joachim Stuck su March e nientemeno che Arturo Merzario sulla Iso Marlboro (la prima scuderia di Frank Williams). Il vincitore del gran premio precedente Fittipaldi ha chiuso soltanto settimo, quindi fuori dalla zona punti l'ultima delle gare che hanno preceduto la stagione europea.
PS. A proposito di stagione europea, non temete, cercherò di scoprire cosa sia arrivato a noi degli eventi europei e vi parlerò anche di quelli, a suo tempo.
domenica 27 marzo 2022
La maestosa iella di Jean-Pierre Jarier // GP Argentina e Brasile 1975
Carissimi lettori, inizio da un consiglio spassionato. Qualora abbiate intenzione di concepire un erede, non fatevi mai venire la malsana idea di chiamarlo Jean-Pierre. È palesemente un nome che porta iella. Certo, non sempre iella atroce come quella di Jabouille, ma anche il suo omonimo Jarier non è che di solito se la passasse molto bene. Giusto per chiarire il concetto, il giorno della sua prima pole position (GP Argentina 1975 - trovato su Youtube in versione sintetica di mezz'ora prodotta dalla TV argentina e probabilmente andato in onda in sintesi già ai tempi) sulla sua vettura, una Shadow, si è rotta la trasmissione impedendogli di andare in griglia. Quando la gara è partita, stava probabilmente ai box a giocare a briscola mentre le Brabham dei CarlosX2 stavano nelle prime due posizioni indisturbati.
Le scene di gara venivano frattanto immortalate in bianco e nero da una sola telecamera, mentre Pace inseguiva Reutemann e alcuni piloti venivano chiamati dai telecronisti ispanici con i loro nomi completi. Carlos Reutemann is for kids, Carlos Alberto Reutemann is for adults. Ma soprattutto Clay Regazzoni is for kids, Gianclaudio Regazzoni is for legends. Ad ogni modo l'inseguimento di Pace non è finito bene, forse è andato per prati, non inquadrato, ha perso posizioni e poi si è ritirato più tardi per un guasto al motore. Reutemann nel frattempo proseguiva tutt'altro che indisturbato, inseguito dalla Hesketh di James Hunt e dalla McLaren di Emerson Fittipaldi, che verso metà gara l'hanno relegato al terzo posto proprio lì, davanti al suo pubblico di casa.
Hunt ha leaderato per qualche giro, poi Emmo è passato in testa, dove è rimasto fino al termine. Hunt e Reutemann hanno completato il podio e al momento in cui ha tagliato il traguardo al terzo posto, Lole è stato accolto dalle urla di gioia e dagli applausi del pubblico di Buenos Aires. La zona punti è stata completata dalle Ferrari di "Gianclaudio" Regazzoni e Niki Lauda quarto e sesto con in mezzo la Tyrrell di Patrick Depailler. Quattordici vetture sono arrivate al traguardo, i ritirati poco considerati, a parte Pace e a parte in precedenza Wilson Fittipaldi, perché la sua vettura pare fosse andata a fuoco, quindi è stato inquadrato un bel po' di fumo che si innalzava quando è stato spento l'incendio. Il tutto è finito con il podio... che poi, podio, i primi tre venivano inghirlandati e sbevazzavano in mezzo alla folla.
Nel frattempo non è chiaro cosa stesse facendo Jarier, forse meditando vendetta. Ha quindi ottenuto la pole anche al seguente GP del Brasile (di cui esistono su Youtube solo sintesi della durata massima di due minuti). Doveva sembrare il suo giorno fortunato: seppure superato da Reutemann al via, si è ripreso la posizione dopo un paio di giri e se l'è tenuta stretta... fino a sette giri dalla fine. Stava leaderando like a boss quando la sua vettura ha deciso di lasciarlo a piedi FACENDO SALIRE NELLE PRIME DUE POSIZIONI I PILOTI DI CASA PACE E FITTIPALDI e in questo modo Pace ha ottenuto la sua prima (e unica) vittoria in Formula 1. Non so se mi spiego: quello che è successo a Jarier è un po' come essere in testa al GP del Canada 1978, poi la vettura ne ha abbastanza e vince Villeneuve, cosa che per fortuna non gli è succes-... oh, wait.
I brasiliani immagino se ne saranno fregati altamente di Jarier festeggiando like a boss il duo brasiliano. Per onore di cronaca ha chiuso terzo Jochen Mass, compagno di squadra di Emmo, poi a seguire Regazzoni, Lauda e Hunt. Curiosamente Pace, dopo avere vinto il suo gran premio di Interlagos, si è procacciato la pole al successivo evento in Sudafrica (su Youtube c'è solo un highlight cortissimo e senza telecronaca), dove però ha mantenuto la testa della gara solo per un paio di giri, per poi perdere in seguito altre posizioni. Gli è succeduto in testa Jody Scheckter, che ha conservato la posizione fino al traguardo: anche il pilota della Tyrrell ha quindi vinto "a casa", davanti a Reutemann e Depailler. Pace ha chiuso quarto, mentre dietro di lui Lauda e Mass completavano la zona punti.
Le scene di gara venivano frattanto immortalate in bianco e nero da una sola telecamera, mentre Pace inseguiva Reutemann e alcuni piloti venivano chiamati dai telecronisti ispanici con i loro nomi completi. Carlos Reutemann is for kids, Carlos Alberto Reutemann is for adults. Ma soprattutto Clay Regazzoni is for kids, Gianclaudio Regazzoni is for legends. Ad ogni modo l'inseguimento di Pace non è finito bene, forse è andato per prati, non inquadrato, ha perso posizioni e poi si è ritirato più tardi per un guasto al motore. Reutemann nel frattempo proseguiva tutt'altro che indisturbato, inseguito dalla Hesketh di James Hunt e dalla McLaren di Emerson Fittipaldi, che verso metà gara l'hanno relegato al terzo posto proprio lì, davanti al suo pubblico di casa.
Hunt ha leaderato per qualche giro, poi Emmo è passato in testa, dove è rimasto fino al termine. Hunt e Reutemann hanno completato il podio e al momento in cui ha tagliato il traguardo al terzo posto, Lole è stato accolto dalle urla di gioia e dagli applausi del pubblico di Buenos Aires. La zona punti è stata completata dalle Ferrari di "Gianclaudio" Regazzoni e Niki Lauda quarto e sesto con in mezzo la Tyrrell di Patrick Depailler. Quattordici vetture sono arrivate al traguardo, i ritirati poco considerati, a parte Pace e a parte in precedenza Wilson Fittipaldi, perché la sua vettura pare fosse andata a fuoco, quindi è stato inquadrato un bel po' di fumo che si innalzava quando è stato spento l'incendio. Il tutto è finito con il podio... che poi, podio, i primi tre venivano inghirlandati e sbevazzavano in mezzo alla folla.
Nel frattempo non è chiaro cosa stesse facendo Jarier, forse meditando vendetta. Ha quindi ottenuto la pole anche al seguente GP del Brasile (di cui esistono su Youtube solo sintesi della durata massima di due minuti). Doveva sembrare il suo giorno fortunato: seppure superato da Reutemann al via, si è ripreso la posizione dopo un paio di giri e se l'è tenuta stretta... fino a sette giri dalla fine. Stava leaderando like a boss quando la sua vettura ha deciso di lasciarlo a piedi FACENDO SALIRE NELLE PRIME DUE POSIZIONI I PILOTI DI CASA PACE E FITTIPALDI e in questo modo Pace ha ottenuto la sua prima (e unica) vittoria in Formula 1. Non so se mi spiego: quello che è successo a Jarier è un po' come essere in testa al GP del Canada 1978, poi la vettura ne ha abbastanza e vince Villeneuve, cosa che per fortuna non gli è succes-... oh, wait.
I brasiliani immagino se ne saranno fregati altamente di Jarier festeggiando like a boss il duo brasiliano. Per onore di cronaca ha chiuso terzo Jochen Mass, compagno di squadra di Emmo, poi a seguire Regazzoni, Lauda e Hunt. Curiosamente Pace, dopo avere vinto il suo gran premio di Interlagos, si è procacciato la pole al successivo evento in Sudafrica (su Youtube c'è solo un highlight cortissimo e senza telecronaca), dove però ha mantenuto la testa della gara solo per un paio di giri, per poi perdere in seguito altre posizioni. Gli è succeduto in testa Jody Scheckter, che ha conservato la posizione fino al traguardo: anche il pilota della Tyrrell ha quindi vinto "a casa", davanti a Reutemann e Depailler. Pace ha chiuso quarto, mentre dietro di lui Lauda e Mass completavano la zona punti.
PS. Dopo questi gran premi che ho citato sono avvenuti quello di Montecarlo di cui avevo parlato tempo fa e quello di Spagna al quale ho dedicato un post proprio ieri.
martedì 22 marzo 2022
Cronache dal Sudamerica // GP Argentina e Brasile 1980
Nel corso del tempo vi ho raccontato tante cose sul mondiale 1980, ma non vi ho mai raccontato come sia iniziato, questo perché non avevo mai trovato il Gran Premio d'Argentina che ne è stato l'apertura in versione integrale. Non l'ho trovato nemmeno adesso, ma dopo avere visto una sintesi di 45 minuti (probabilmente la versione andata effettivamente in onda sulla TV britannica, dato che non è detto che l'evento sia stato trasmesso in diretta e completo visti i tempi e visto che si trovava dall'altro lato dell'oceano), penso sia arrivato il momento giusto per metterci in pari con i lavori. Vi ricordo che siamo nel 1980, sulla Ferrari di Scheckter svetta il numero 1, ma è la monoposto numero 27, la Williams di Jones, a partire dalla pole position per una gara in cui effettivamente ci sarà ciò che più preme al tifoso medio: i duellihhhh e i sorpassihhhh per le posizioni di primo piano.
Jones per il momento mantiene la prima posizione, ma non fa altrettanto Laffite che al volante di una tamarrissima ma meravigliosa Ligier non riesce a tenersi dietro Piquet, che passa quindi in seconda posizione. Laffite gli rimane negli scarichi e dietro di loro cerca di inserirsi nella mischia anche Reutemann sulla Williams numero 28. Anche in Williams funziona esattamente come funzionerà in Ferrari nei tre lustri successivi, il numero 28 non è per very fighy quindi la gara di Reutemann non durerà molto a lungo. Inizia infatti ad avere dei problemi e dopo circa un terzo della percorrenza totale è costretto al ritiro. Sia chiaro, non è l'unico che ha problemi e che è stato costretto al ritiro, poteva andargli peggio tipo essere Jabouille al volante di una Renault che ha iniziato ad avere problemi già dal giro di formazione, ma si tratta del suo gran premio di casa e nessuno si augura di finire il gran premio di casa sedendosi accanto alla propria vettura parcheggiata.
Per Jones al momento sembra andare tutto bene, ma non è così: innanzi tutto non è al centro dell'attenzione perché Laffite e Piquet stanno duellando like a boss per la seconda piazza con vari cambi di posizioni - la spunta Laffite - ma soprattutto qualche giro dopo il ritiro del suo compagno di squadra e best friend forever (in senso ironico) un sacchetto gli si infila nella vettura. È quindi costretto a rientrare ai box per farlo togliere e torna in pista in quarta posizione, dietro a Villeneuve. Si innesca quindi un duello per la terza piazza tra Jones e Villeneuve che nonostante la difesa del ferrarista viene vinto da Jones. Poi supera Piquet, che viene a sua volta superato anche da Villeneuve, infine Laffite. Laffite da parte sua rimane in seconda posizione per poco: il motore della sua vettura ha deciso di dire basta e la sua gara si conclude con un ritiro, una delusione considerato che aveva vinto l'anno precedente.
Jones allunga dimenticandosi di tutto e di tutti, Villeneuve è in seconda posizione, almeno finché qualcosa non si rompe sulla sua vettura e ne perde il controllo andando a sbattere. Secondo adesso c'è Piquet mentre Scheckter difende l'onore della Ferrari risalendo in terza posizione. La Ferrari che sta guidando non difende però l'onore di Scheckter e lo lascia a piedi in una nuvola di fumo quando mancano ormai pochi giri alla fine. Succecede però a questo modo qualcosa di molto pittoresco, dato che una vettura gialla si appropria così della terza piazza: non è una Renault - Arnoux si è ritirato dopo due giri di gara per incidente - bensì una Copersucar, guidata da Rosberg. Completano la zona punti la Tyrrell di Daly, l'Alfa Romeo di Giacomelli e la McLaren dell'esordiente Prost. Zunino chiude settimo sulla seconda Brabham, che non sarebbe neanche un risultato troppo deludente, se solo non fossero solo sette i classificati totali di questo gran premio!
Rimanendo a gennaio 1980 è la volta del GP del Brasile, seconda prova del mondiale, di cui l'highlight più lungo che ho trovato è di appena 17 minuti. Chissà, magari i filmati originali sono stati distrutti per impedirci di soffrire troppo, dato che la gara è destinata ad andare male, anzi, malissimo: Jabouille parte dalla pole. Inizia male, ma va anche peggio: infatti Jabouille perde una sola posizione, venendo superato da Villeneuve la cui leadership dura ben poco, poi ritorna in testa subito dopo. Naturalmente vista la sua iella cosmica non è destinato a rimanerci, ma per il momento sembra andare tutto bene: lui e Arnoux sono infatti 1/2 con Laffite(?) in terza posizione, a meno finché non rompe il motore(?) anche stavolta, venendo nuovamente costretto al ritiro. La gara sembra caratterizzata da problemi vari, con varie fermate ai box. Il problema di Jabouille è peggiore di altri problemi: resta a piedi anche stavolta e vince Arnoux.
Sembra che anche Arnoux rimanga a piedi, ma quantomeno dopo essere arrivato indenne fino alla bandiera a scacchi. Abbandona la vettura e viene scarrozzato al parc fermé da Patrese, che a bordo della Arrows color oro è arrivato in zona punti. Il meglio classificato degli italiani, comunque, è De Angelis, sul secondo gradino del podio, seguito da Jones. Completano la zona punti Pironi sulla Ligier, Prost sulla McLaren e infine il già citato Patrese. Gara da dimenticare per la Ferrari, che si conclude con un doppio ritiro, gara da dimenticare anche per l'Alfa Romeo: Depailler si ritira in corso d'opera, mentre Giacomelli giunge al traguardo soltanto 13°, su un totale di 15 piloti classificati. Con questa gara si chiude l'apertura sudamericana del mondiale 1980, il successivo evento sarà in Sudafrica. Ve l'ho raccontato tempo fa. Qualora l'abbiate dimenticato, sappiate che anche Jabouille, molto probabilmente, l'ha inserito nella sua lista dei gran premi da dimenticare.
Jones per il momento mantiene la prima posizione, ma non fa altrettanto Laffite che al volante di una tamarrissima ma meravigliosa Ligier non riesce a tenersi dietro Piquet, che passa quindi in seconda posizione. Laffite gli rimane negli scarichi e dietro di loro cerca di inserirsi nella mischia anche Reutemann sulla Williams numero 28. Anche in Williams funziona esattamente come funzionerà in Ferrari nei tre lustri successivi, il numero 28 non è per very fighy quindi la gara di Reutemann non durerà molto a lungo. Inizia infatti ad avere dei problemi e dopo circa un terzo della percorrenza totale è costretto al ritiro. Sia chiaro, non è l'unico che ha problemi e che è stato costretto al ritiro, poteva andargli peggio tipo essere Jabouille al volante di una Renault che ha iniziato ad avere problemi già dal giro di formazione, ma si tratta del suo gran premio di casa e nessuno si augura di finire il gran premio di casa sedendosi accanto alla propria vettura parcheggiata.
Per Jones al momento sembra andare tutto bene, ma non è così: innanzi tutto non è al centro dell'attenzione perché Laffite e Piquet stanno duellando like a boss per la seconda piazza con vari cambi di posizioni - la spunta Laffite - ma soprattutto qualche giro dopo il ritiro del suo compagno di squadra e best friend forever (in senso ironico) un sacchetto gli si infila nella vettura. È quindi costretto a rientrare ai box per farlo togliere e torna in pista in quarta posizione, dietro a Villeneuve. Si innesca quindi un duello per la terza piazza tra Jones e Villeneuve che nonostante la difesa del ferrarista viene vinto da Jones. Poi supera Piquet, che viene a sua volta superato anche da Villeneuve, infine Laffite. Laffite da parte sua rimane in seconda posizione per poco: il motore della sua vettura ha deciso di dire basta e la sua gara si conclude con un ritiro, una delusione considerato che aveva vinto l'anno precedente.
Jones allunga dimenticandosi di tutto e di tutti, Villeneuve è in seconda posizione, almeno finché qualcosa non si rompe sulla sua vettura e ne perde il controllo andando a sbattere. Secondo adesso c'è Piquet mentre Scheckter difende l'onore della Ferrari risalendo in terza posizione. La Ferrari che sta guidando non difende però l'onore di Scheckter e lo lascia a piedi in una nuvola di fumo quando mancano ormai pochi giri alla fine. Succecede però a questo modo qualcosa di molto pittoresco, dato che una vettura gialla si appropria così della terza piazza: non è una Renault - Arnoux si è ritirato dopo due giri di gara per incidente - bensì una Copersucar, guidata da Rosberg. Completano la zona punti la Tyrrell di Daly, l'Alfa Romeo di Giacomelli e la McLaren dell'esordiente Prost. Zunino chiude settimo sulla seconda Brabham, che non sarebbe neanche un risultato troppo deludente, se solo non fossero solo sette i classificati totali di questo gran premio!
Rimanendo a gennaio 1980 è la volta del GP del Brasile, seconda prova del mondiale, di cui l'highlight più lungo che ho trovato è di appena 17 minuti. Chissà, magari i filmati originali sono stati distrutti per impedirci di soffrire troppo, dato che la gara è destinata ad andare male, anzi, malissimo: Jabouille parte dalla pole. Inizia male, ma va anche peggio: infatti Jabouille perde una sola posizione, venendo superato da Villeneuve la cui leadership dura ben poco, poi ritorna in testa subito dopo. Naturalmente vista la sua iella cosmica non è destinato a rimanerci, ma per il momento sembra andare tutto bene: lui e Arnoux sono infatti 1/2 con Laffite(?) in terza posizione, a meno finché non rompe il motore(?) anche stavolta, venendo nuovamente costretto al ritiro. La gara sembra caratterizzata da problemi vari, con varie fermate ai box. Il problema di Jabouille è peggiore di altri problemi: resta a piedi anche stavolta e vince Arnoux.
Sembra che anche Arnoux rimanga a piedi, ma quantomeno dopo essere arrivato indenne fino alla bandiera a scacchi. Abbandona la vettura e viene scarrozzato al parc fermé da Patrese, che a bordo della Arrows color oro è arrivato in zona punti. Il meglio classificato degli italiani, comunque, è De Angelis, sul secondo gradino del podio, seguito da Jones. Completano la zona punti Pironi sulla Ligier, Prost sulla McLaren e infine il già citato Patrese. Gara da dimenticare per la Ferrari, che si conclude con un doppio ritiro, gara da dimenticare anche per l'Alfa Romeo: Depailler si ritira in corso d'opera, mentre Giacomelli giunge al traguardo soltanto 13°, su un totale di 15 piloti classificati. Con questa gara si chiude l'apertura sudamericana del mondiale 1980, il successivo evento sarà in Sudafrica. Ve l'ho raccontato tempo fa. Qualora l'abbiate dimenticato, sappiate che anche Jabouille, molto probabilmente, l'ha inserito nella sua lista dei gran premi da dimenticare.
sabato 12 febbraio 2022
Peripezie sudamericane // GP Argentina e Brasile 1977
Gennaio 1977: si apre il mondiale a Buenos Aires (ultima gara della storia di cui la regia del posto ha fatto riprese disponibili solo in bianco e nero) e si apre con il campione del mondo in carica James Hunt che ottiene la pole su McLaren vedendosi trollare al via dalla Brabham di John Watson. Si accoda quindi in seconda posizione seguito da Niki Lauda, Mario Andretti e Jochen Mass. Dopo qualche giro Hunt riesce a riportarsi in testa, mentre iniziamo a perdere qualche pilota di spessore: fuori Lauda per un problema al cambio, poi fuori anche le McLaren, Mass per un guasto al motore, Hunt per incidente mentre si trovava in testa. John Watson è così di nuovo al comando e si ritrova inseguito dalla Brabham del compagno di squadra Carlos Pace.
Pace non insegue per molto e si porta in testa, mentre terzo c'è Marione. Anzi no, c'è Jody Scheckter che ha superato la Lotus appropriandosi della zona podio. L'unica Ferrari in pista, nel frattempo, è quella di Carlos Reutemann. Il pilota di casa sembra avere qualche problema e non andare particolarmente veloce, si trova in bassa zona punti, alle spalle di Emerson Fittipaldi. Va tuttavia peggio a Watson che si ritira dalla seconda posizione senza che la regia se lo fili. Pace a questo punto sembra stabilmente in prima posizione, ma in realtà la sua leadership è meno stabile del previsto: Scheckter si sta avvicinando e qualche giro prima del termine della gara gli strappa la prima posizione portandosi in testa, dove resterà fino alla bandiera a scacchi: primo gran premio del team Wolf, prima vittoria.
Il drama, però, deve ancora raggiungere il suo apice e purtroppo la qualità delle immagini non lo immortala bene come dovrebbe. Pace rallenta vistosamente, perdendo il secondo posto a vantaggio di Andretti. Il pilota italo-americano, tuttavia, è costretto a sua volta prima a rallentare a causa di un guasto vedendosi subire il controsorpasso di Pace e poi a fermarsi. Verrà classificato quinto alle spalle di Reutemann e Fittipaldi. Soltanto altri due piloti vengono classificati, uno è Clay Regazzoni su Ensign, l'altro è Vittorio Brambilla su Surtees, che però è stato costretto al ritiro nelle ultime fasi di gara. Di fatto, su sette classificati solo cinque hanno effettivamente terminato il gran premio, attrition rate che sa davvero di altri tempi. Ma magari è un caso? Forse due settimane più tardi andrà meglio? Mhm... non credo.
Se le cose sono iniziare benissimo per Scheckter in Argentina, non si può dire lo stesso di quello che succederà nel successivo evento a Interlagos: il pilota della Wolf infatti finirà fuori abbastanza nell'anonimato, ma la sua uscita di scena avverrà spargendo olio sulla pista, il che avrà effetti fino al momento della bandiera a scacchi o poco ci manca. In una gara iniziata con Pace in testa, poi superato da Hunt e costretto a una sosta ai box, l'olio sparso dalla Wolf sarà causa di numerosi incidenti e uscite di pista nello stesso tratto, in contemporanea. Finiranno fuori uno dopo l'altro anche Jochen Mass, Clay Regazzoni e Ronnie Peterson che vi ricordo guidava la Tyrrell a sei ruote, che fa sempre bene citarla. Mass si trova al momento del ritiro in quarta(?) posizione, gli altri sono più arretrati.
Hunt prosegue in testa fino circa metà percorrenza, quando viene superato da Reutemann. Il pilota della Ferrari è il nuovo leader e lo resterà fino alla fine della gara. Hunt invece si ferma ai box e ne esce quarto alle spalle di Watson e Lauda. Prenderà la posizione a entrambi e si classificherà secondo. Lauda salirà sul gradino più basso del podio (chissà se le fungirl degli anni '70 urlavano e strepitavano per un podio Launt). Solo sette piloti finiscono la gara e Watson non è nessuno di questi. Dal quarto al settimo posto si piazzano la Copersucar di Emmo Fittipaldi, la Lotus di Gunnar Nilsson, la Shadow di Renzo Zorzi e la seconda Copersucar guidata da Ingo Hoffmann. È una gara con un attrition rate elevatissimo e nella zona dell'olio uscito dalla vettura di Scheckter, nel corso del tempo, sono usciti per incidente anche altri.
Uno di questi è Jacques Laffite sulla Ligier a gara avanzata, che poi vediamo a piedi. Un altro è Patrick Depailler sull'altra Tyrrell a sei ruote, che viene soccorso da un'ambulanza che entra in pista a gara in corso (si scoprirà solo in seguito al suo ricovero in ospedale che non ha riportato ferite gravi). In mezzo al caos finisce fuori anche Watson, per evitare la Tyrrell e rischiando di finire addosso alla Ligier. Qualche giro dopo tocca anche a Pace uscire nello stesso tratto di pista. La maggior parte delle uscite sono condizionate da commissari che in branco operano - generalmente per spostare le vetture di solo pochi metri - a poca distanza dalle vetture in gara. Non è una cosa nuova, nelle gare vintage, vedere commissari che girano per la pista in modo per nulla sicuro, però stavolta fa più effetto: il successivo evento sarà il GP del Sudafrica.
Pace non insegue per molto e si porta in testa, mentre terzo c'è Marione. Anzi no, c'è Jody Scheckter che ha superato la Lotus appropriandosi della zona podio. L'unica Ferrari in pista, nel frattempo, è quella di Carlos Reutemann. Il pilota di casa sembra avere qualche problema e non andare particolarmente veloce, si trova in bassa zona punti, alle spalle di Emerson Fittipaldi. Va tuttavia peggio a Watson che si ritira dalla seconda posizione senza che la regia se lo fili. Pace a questo punto sembra stabilmente in prima posizione, ma in realtà la sua leadership è meno stabile del previsto: Scheckter si sta avvicinando e qualche giro prima del termine della gara gli strappa la prima posizione portandosi in testa, dove resterà fino alla bandiera a scacchi: primo gran premio del team Wolf, prima vittoria.
Il drama, però, deve ancora raggiungere il suo apice e purtroppo la qualità delle immagini non lo immortala bene come dovrebbe. Pace rallenta vistosamente, perdendo il secondo posto a vantaggio di Andretti. Il pilota italo-americano, tuttavia, è costretto a sua volta prima a rallentare a causa di un guasto vedendosi subire il controsorpasso di Pace e poi a fermarsi. Verrà classificato quinto alle spalle di Reutemann e Fittipaldi. Soltanto altri due piloti vengono classificati, uno è Clay Regazzoni su Ensign, l'altro è Vittorio Brambilla su Surtees, che però è stato costretto al ritiro nelle ultime fasi di gara. Di fatto, su sette classificati solo cinque hanno effettivamente terminato il gran premio, attrition rate che sa davvero di altri tempi. Ma magari è un caso? Forse due settimane più tardi andrà meglio? Mhm... non credo.
Se le cose sono iniziare benissimo per Scheckter in Argentina, non si può dire lo stesso di quello che succederà nel successivo evento a Interlagos: il pilota della Wolf infatti finirà fuori abbastanza nell'anonimato, ma la sua uscita di scena avverrà spargendo olio sulla pista, il che avrà effetti fino al momento della bandiera a scacchi o poco ci manca. In una gara iniziata con Pace in testa, poi superato da Hunt e costretto a una sosta ai box, l'olio sparso dalla Wolf sarà causa di numerosi incidenti e uscite di pista nello stesso tratto, in contemporanea. Finiranno fuori uno dopo l'altro anche Jochen Mass, Clay Regazzoni e Ronnie Peterson che vi ricordo guidava la Tyrrell a sei ruote, che fa sempre bene citarla. Mass si trova al momento del ritiro in quarta(?) posizione, gli altri sono più arretrati.
Hunt prosegue in testa fino circa metà percorrenza, quando viene superato da Reutemann. Il pilota della Ferrari è il nuovo leader e lo resterà fino alla fine della gara. Hunt invece si ferma ai box e ne esce quarto alle spalle di Watson e Lauda. Prenderà la posizione a entrambi e si classificherà secondo. Lauda salirà sul gradino più basso del podio (chissà se le fungirl degli anni '70 urlavano e strepitavano per un podio Launt). Solo sette piloti finiscono la gara e Watson non è nessuno di questi. Dal quarto al settimo posto si piazzano la Copersucar di Emmo Fittipaldi, la Lotus di Gunnar Nilsson, la Shadow di Renzo Zorzi e la seconda Copersucar guidata da Ingo Hoffmann. È una gara con un attrition rate elevatissimo e nella zona dell'olio uscito dalla vettura di Scheckter, nel corso del tempo, sono usciti per incidente anche altri.
Uno di questi è Jacques Laffite sulla Ligier a gara avanzata, che poi vediamo a piedi. Un altro è Patrick Depailler sull'altra Tyrrell a sei ruote, che viene soccorso da un'ambulanza che entra in pista a gara in corso (si scoprirà solo in seguito al suo ricovero in ospedale che non ha riportato ferite gravi). In mezzo al caos finisce fuori anche Watson, per evitare la Tyrrell e rischiando di finire addosso alla Ligier. Qualche giro dopo tocca anche a Pace uscire nello stesso tratto di pista. La maggior parte delle uscite sono condizionate da commissari che in branco operano - generalmente per spostare le vetture di solo pochi metri - a poca distanza dalle vetture in gara. Non è una cosa nuova, nelle gare vintage, vedere commissari che girano per la pista in modo per nulla sicuro, però stavolta fa più effetto: il successivo evento sarà il GP del Sudafrica.
domenica 16 gennaio 2022
Don't cry for Lole, Argentina // GP Argentina e GP Brasile 1978
Gennaio 1978 - al GP di Buenos Aires una vettura nera e una rossa stanno per partire affiancate in prima fila. A guidarle sono Mario Andretti e Carlos Reutemann. Il destino dei due piloti non potrebbe essere più diverso in quesa giornata. Va tutto bene per quello della Lotus: l'italo-americano scatta bene, mantiene la posizione e inizia a staccare i suoi avversari, che non riescono a impensierito per tutta la durata della gara. Il ferrarista argentino, invece, riesce a restare al secondo posto soltanto per pochi giri, venendo superato prima dall'una e poi dall'altra Brabham, guidate rispettivamente da John Watson e dal campione del mondo in carica Niki Lauda.
Più tardi sarà la volta di sorpassi subiti da varie altre vetture. Sembra che in Ferrari non abbiano fatto una buona scelta in termini di mescola di gomme e Lole sarà costretto prima a fermarsi ai box e poi a una lunga rimonta. La regia nel frattempo inquadra quasi sempre e solo Andretti, che per lungo tempo è seguito dalle due Brabham a debita distanza. Dietro di loro ci sono la Tyrrell di Patrick Depailler e la McLaren di James Hunt, al quarto e al quinto posto. Resteranno dietro alle Brabham, ma non è destinato a rimanere dov'è Watson, che prima rallenta e poi si ritira per un guasto al motore. Adesso Lauda si trova secondo, mentre Depailler e Hunt sono terzo e quarto. Le posizioni dei primi quattro a questo punto sono ormai definite.
Dietro di loro ci sono Ronnie Peterson (Lotus) e Jacques Laffite (Ligier) in lotta per la quinta posizione. Sembra il francese a spuntarla ed effettivamente si porta davanti, ma la sua vettura lo abbandona quando mancano appena due giri al termine: è costretto a rientrare ai box e ad abbadonare la gara, lasciando la quinta piazza a Peterson. Completa la zona punti Patrick Tambay (McLaren), mentre il pilota di casa, che avevamo abbandonato al proprio destino accennando a una rimonta, arriva a occupare la settima piazza strappandola al compagno di squadra Gilles Villeneuve. La maggior parte di queste cose, comunque, le possiamo scoprire solo dalle cronache della gara: la regia argentina lascia davvero a desiderare.
Una curiosità: il direttore di gara in questo gran premio è nientemeno che Juan Manuel Fangio e a causa di un suo errore la gara viene a durare un giro meno del previsto. Invece di attendere il passaggio di Andretti sul traguardo, sventola la bandiera a scacchi al passaggio di Peterson, che però è in primo luogo in quinta piazza e in secondo luogo ha appena terminato il suo penultimo giro. La gara di fatto prosegue per la sua percorrenza originaria, ma l'ultimo giro di fatto è come se non fosse mai esistito (anche se non cambia niente relativamente al risultato): è un caso analogo a Cina 2014, Canada 2018 e Giappone 2019, certi errori a quanto pare accadevano anche in passato e da parte di personalità autorevoli!
Se in Argentina abbiamo trovato un Carlos Reutemann non troppo competitivo, in Brasile a Jacarepaguà è tutta un'altra storia. Parte dalla terza fila, ma non appena si accende il semaforo verde scatta meglio di tutti e si appropria della leadership davanti al poleman Peterson. Questo non regge molto al secondo posto, lo superano anche Hunt già dopo un giro e poi Andretti di lì a poco. Con Hunt in difficoltà - è costretto a fermarsi ai box e a cambiare gomme - Marione ne approfitta per portarsi secondo ed è al momento seguito dal compagno di squadra. Poi accade l'impensabile e il pubblico brasiliano urla coprendo il rumore dei motori: una sagoma gialla svetta al terzo posto, ormai davanti alla Lotus del pilota svedese.
È la Copersucar di Emerson Fittipaldi! E siccome siamo nel 1978 e il 1984 è ancora lontano, l'idolo dei brasiliani è Emmo. Tornando a noi, Peterson nel frattempo non se la passa molto bene e si ritrova Villeneuve negli scarichi. I due si toccano e il telecronista tedesco ricorda più volte che i due hanno avuto un incidente insieme anche in Giappone nel 1977 (quel famoso incidente in cui Villeneuve è cappottato su un gruppo di spettatori che si trovavano in un'area proibita). I due sono costretti a fermarsi ai box e Peterson pare a farlo definitivamente. Villeneuve torna in pista, invece, e ci uscirà in seguito dalla pista stessa andando a sbattere. Non è il solo, prima di lui tocca alle McLaren di Hunt e di Tambay. Hans-Joachim Stuck, su Shadow, nel frattempo ha fatto il figo per un po' in quarta piazza, salvo poi essere costretto al ritiro.
La gara prosegue tranquilla, nessuno nota niente di strano quando una persona attraversa la pista alla cazzum, Reutemann è stabilmente in testa, Andretti è stabilmente secondo, Fittipaldi è stabilmente terzo e, una volta che Stuck si è definitivamente levato di mezzo, quarto c'è Lauda. Di vetture ne sono rimaste poche in pista e qualcuna di quelle in pista sembra in difficoltà. Una di queste è quella di Andretti, che a pochi giri dalla fine viene superato da Fittipaldi, con un'altra esplosione di urla da parte del pubblico ormai in delirio. Anche Lauda riesce a superare Marione - che sarà quarto al traguardo - ma non è brasiliano e non corre per la Copersucar quindi Niki levati che al pubblico non interessi.
Reutemann taglia il traguardo da vincitore, del resto uno spettatore(?) ha attraversato la pista a caso quindi per forza doveva vincere una Ferrari... e in quel momento stesso il pubblico invade la pista. Sono tutti very uominy ed evidentemente sperano di morire da very uominy, investiti dal loro idolo Fittipaldi che a debita distanza da Lole deve ancora finire la gara. Miracolosamente nessuno spettatore viene investito e né Emmo né altri piloti avranno nessuno sulla coscienza. Per la Copersucar si tratta del primo podio e per giunta nel gran premio di casa. Il telecronista tedesco in precedenza ha descritto un'inquadratura con le parole "dramatisch, naturlich, in der Box von Fittipaldi".
Quel "dramatisch in der Box" mi ricorda molto il remix di DJ Visage in "Formula 1 2000", ma gli anni 2000 sono lontani. Anche l'epoca odierna è ben lontana, purtroppo perché quel pubblico brasiliano mi sembra molto scatenato. Mi piace pensare che qualcuno stia cantando a squarciagola un inno a lui dedicato: "Emmo, Emmo, super Emmo! Emmo, Emmo, super Emmo Emmo!!!!111!!!11!!11!!!" Mi piace anche pensare che quella della Copersucar sia un'anticipazione di tanti trionfi futuri, ma purtroppo non è così e ci tocca di accontentarci del poco a cui abbiamo assistito, il che fa comodo anche ai ferraristi. A proposito, Reutemann scarrozza nel giro d'onore una persona non identificata.
PS. In questi due gran premi la Hesketh ha schierato una vettura guidata da Divina Galica. Al successivo evento viene sostituita da Eddie Cheever a sua volta rimpiazzato da Derek Daly per altri tre gran premi prima del fallimento. Dei tre, Cheever sarà l'unico a riuscire a qualificarsi.
Più tardi sarà la volta di sorpassi subiti da varie altre vetture. Sembra che in Ferrari non abbiano fatto una buona scelta in termini di mescola di gomme e Lole sarà costretto prima a fermarsi ai box e poi a una lunga rimonta. La regia nel frattempo inquadra quasi sempre e solo Andretti, che per lungo tempo è seguito dalle due Brabham a debita distanza. Dietro di loro ci sono la Tyrrell di Patrick Depailler e la McLaren di James Hunt, al quarto e al quinto posto. Resteranno dietro alle Brabham, ma non è destinato a rimanere dov'è Watson, che prima rallenta e poi si ritira per un guasto al motore. Adesso Lauda si trova secondo, mentre Depailler e Hunt sono terzo e quarto. Le posizioni dei primi quattro a questo punto sono ormai definite.
Dietro di loro ci sono Ronnie Peterson (Lotus) e Jacques Laffite (Ligier) in lotta per la quinta posizione. Sembra il francese a spuntarla ed effettivamente si porta davanti, ma la sua vettura lo abbandona quando mancano appena due giri al termine: è costretto a rientrare ai box e ad abbadonare la gara, lasciando la quinta piazza a Peterson. Completa la zona punti Patrick Tambay (McLaren), mentre il pilota di casa, che avevamo abbandonato al proprio destino accennando a una rimonta, arriva a occupare la settima piazza strappandola al compagno di squadra Gilles Villeneuve. La maggior parte di queste cose, comunque, le possiamo scoprire solo dalle cronache della gara: la regia argentina lascia davvero a desiderare.
Una curiosità: il direttore di gara in questo gran premio è nientemeno che Juan Manuel Fangio e a causa di un suo errore la gara viene a durare un giro meno del previsto. Invece di attendere il passaggio di Andretti sul traguardo, sventola la bandiera a scacchi al passaggio di Peterson, che però è in primo luogo in quinta piazza e in secondo luogo ha appena terminato il suo penultimo giro. La gara di fatto prosegue per la sua percorrenza originaria, ma l'ultimo giro di fatto è come se non fosse mai esistito (anche se non cambia niente relativamente al risultato): è un caso analogo a Cina 2014, Canada 2018 e Giappone 2019, certi errori a quanto pare accadevano anche in passato e da parte di personalità autorevoli!
Se in Argentina abbiamo trovato un Carlos Reutemann non troppo competitivo, in Brasile a Jacarepaguà è tutta un'altra storia. Parte dalla terza fila, ma non appena si accende il semaforo verde scatta meglio di tutti e si appropria della leadership davanti al poleman Peterson. Questo non regge molto al secondo posto, lo superano anche Hunt già dopo un giro e poi Andretti di lì a poco. Con Hunt in difficoltà - è costretto a fermarsi ai box e a cambiare gomme - Marione ne approfitta per portarsi secondo ed è al momento seguito dal compagno di squadra. Poi accade l'impensabile e il pubblico brasiliano urla coprendo il rumore dei motori: una sagoma gialla svetta al terzo posto, ormai davanti alla Lotus del pilota svedese.
È la Copersucar di Emerson Fittipaldi! E siccome siamo nel 1978 e il 1984 è ancora lontano, l'idolo dei brasiliani è Emmo. Tornando a noi, Peterson nel frattempo non se la passa molto bene e si ritrova Villeneuve negli scarichi. I due si toccano e il telecronista tedesco ricorda più volte che i due hanno avuto un incidente insieme anche in Giappone nel 1977 (quel famoso incidente in cui Villeneuve è cappottato su un gruppo di spettatori che si trovavano in un'area proibita). I due sono costretti a fermarsi ai box e Peterson pare a farlo definitivamente. Villeneuve torna in pista, invece, e ci uscirà in seguito dalla pista stessa andando a sbattere. Non è il solo, prima di lui tocca alle McLaren di Hunt e di Tambay. Hans-Joachim Stuck, su Shadow, nel frattempo ha fatto il figo per un po' in quarta piazza, salvo poi essere costretto al ritiro.
La gara prosegue tranquilla, nessuno nota niente di strano quando una persona attraversa la pista alla cazzum, Reutemann è stabilmente in testa, Andretti è stabilmente secondo, Fittipaldi è stabilmente terzo e, una volta che Stuck si è definitivamente levato di mezzo, quarto c'è Lauda. Di vetture ne sono rimaste poche in pista e qualcuna di quelle in pista sembra in difficoltà. Una di queste è quella di Andretti, che a pochi giri dalla fine viene superato da Fittipaldi, con un'altra esplosione di urla da parte del pubblico ormai in delirio. Anche Lauda riesce a superare Marione - che sarà quarto al traguardo - ma non è brasiliano e non corre per la Copersucar quindi Niki levati che al pubblico non interessi.
Reutemann taglia il traguardo da vincitore, del resto uno spettatore(?) ha attraversato la pista a caso quindi per forza doveva vincere una Ferrari... e in quel momento stesso il pubblico invade la pista. Sono tutti very uominy ed evidentemente sperano di morire da very uominy, investiti dal loro idolo Fittipaldi che a debita distanza da Lole deve ancora finire la gara. Miracolosamente nessuno spettatore viene investito e né Emmo né altri piloti avranno nessuno sulla coscienza. Per la Copersucar si tratta del primo podio e per giunta nel gran premio di casa. Il telecronista tedesco in precedenza ha descritto un'inquadratura con le parole "dramatisch, naturlich, in der Box von Fittipaldi".
Quel "dramatisch in der Box" mi ricorda molto il remix di DJ Visage in "Formula 1 2000", ma gli anni 2000 sono lontani. Anche l'epoca odierna è ben lontana, purtroppo perché quel pubblico brasiliano mi sembra molto scatenato. Mi piace pensare che qualcuno stia cantando a squarciagola un inno a lui dedicato: "Emmo, Emmo, super Emmo! Emmo, Emmo, super Emmo Emmo!!!!111!!!11!!11!!!" Mi piace anche pensare che quella della Copersucar sia un'anticipazione di tanti trionfi futuri, ma purtroppo non è così e ci tocca di accontentarci del poco a cui abbiamo assistito, il che fa comodo anche ai ferraristi. A proposito, Reutemann scarrozza nel giro d'onore una persona non identificata.
PS. In questi due gran premi la Hesketh ha schierato una vettura guidata da Divina Galica. Al successivo evento viene sostituita da Eddie Cheever a sua volta rimpiazzato da Derek Daly per altri tre gran premi prima del fallimento. Dei tre, Cheever sarà l'unico a riuscire a qualificarsi.
giovedì 6 gennaio 2022
Il glorioso e tamarro exploit della Ligier nel 1979 // GP Argentina, GP Brasile, GP Spagna
Bonjour et bienvenue a tutti, oggi parliamo di un meraviglioso inizio di stagione per un team tamarro vintage e la stagione in questione è quella del 1979. Il primo gran premio è quello di Argentina (trovato su Youtube in extended highlight di 45 minuti con telecronaca di Murray Walker), segue un altro evento sudamericano in Brasile a Interlagos (in versione integrale con cronaca brasiliana).
In Argentina si è corso nel penultimo weekend di gennaio, mentre l'evento brasiliano è stato disputato il primo fine settimana di febbraio. Non parleremo tuttavia soltanto dell'inizio di stagione, ma anche della quinta gara stagionale, quella disputata in Spagna al Jarama (che ho trovato in versione integrale con telecronaca tedesca), accomunata alle prime due dal team che ha portato a casa la vittoria. Parliamo quindi di una tripletta di vittorie francesi oltre che, dettaglio più importante, di vittorie tamarre.
GP ARGENTINA - il campione del mondo in carica è Marione Andretti sulla Lotus, a fare coppia con lui è arrivato Carlos Reutemann sostituito da Jody Scheckter in Ferrari. Nessuna di queste cose sembra tuttavia rilevante (anche se i tifosi argentini di Lole non saranno d'accordo con la mia affermazione), due graziose vetture turchesi stanno infatti per partire appaiate in prima fila, come da foto: si tratta di Jacques Laffite e di Patrick Depailler, quest'ultimo arrivato dalla Tyrrell in Ligier.
I due partono bene e si accoda terzo proprio colui che ha preso il posto di Depailler alla Tyrrell, Jean-Pierre Jarier. I tre procedono uno dietro l'altro in totale tranquillità mentre qualche posizione più indietro non tanto. John Watson e Jody Scheckter si toccano e finiscono fuori, ma questo è il meno. La cosa più preoccupante è che insieme a loro ne finiscono fuori altri sei. I fortunati sono, in probabile ordine di coinvolgimento, Mario Andretti (Lotus), Patrick Tambay (McLaren), Didier Pironi (Tyrrell), Nelson Piquet (Brabham), Arturo Merzario (con la sua scuderia omonima) e René Arnoux (Renault).
La gara viene redflaggata, si riparte dopo un'ora e un quarto e in realtà sono in pochi che ripartono: Watson e Andretti con il muletto, Arnoux con quello che resta della sua vettura, gli altri non ripartono chi per lievi infortuni (Scheckter e Piquet) chi perché correndo per un team di poverihhhh non dispone del muletto. Spero che sia stato organizzato un torneo di briscola e che sia stato vinto da Merzario in quanto è il personaggio più pittoresco tra quelli che ho citato.
Si riparte da distanza originale quindi tutti ripartono dalle loro posizioni (o da quelle lasciate libere dalla gente che sta già giocando a briscola) e i driverstosurviver precipitati nel 1979 con una macchina del tempo me li immagino a lamentarsi perché Watson, artefice della carambola, riparta lì dov'era e non ultimo. Tranquilli, driverstosurviver, Watson è quel tipo di pilota che va fatto partire il più avanti possibile per contrastare le sue possibilità di vittoria.
Ad ogni modo si riparte e Depailler paete meglio di Laffite prendendo il largo. Anche Jarier passa davanti a Laffite che in breve tempo precipita anche dietro a Watson, che non l'ho ancora specificato ma è passato in McLaren al posto di James Hunt che si è trasferito alla Wolf ed è stato inquadrato nel paddock con la sigaretta in bocca durante il "crash delay" di poco prima.
Watson si prende la seconda posizione, Laffite la terza, Jarier precipita al quarto posto e poi anche sesto (dove resterà per un tratto di gara non troppo lungo, seguito dal suo ritiro) dietro alle Lotus di Marione e Lole. Reutemann ne approfitta per fare un gran sorpasso su Andretti e il pubblico argentino è felice e lancia fogli di carta in stile coriandoli sulla pista.
Laffite nel frattempo supera Watson e poi, di lì a qualche giro, fa anche un bel sorpassone su Depailler giusto per fargli capire chi ce l'ha più grande. E prima che pensiate male, mi riferisco alla baguette sotto l'ascella. Murray Walker si mette a raccontare il passato di Laffite e di come agli albori della sua carriera abbia lavorato come meccanico in non so quale categoria, sulla vettura di Jean-Pierre Jabouille, che tra parentesi sta disputando questo evento su una Renault... anzi *stava* perché tanto per cambiare si è rotto il motore. Ci sono, o ci saranno in seguito, altri ritirati illustri come Niki Lauda, James Hunt (per incidente) e Gilles Villeneuve e anche altri meno illustri come Jan Lammers, debuttante della Shadow, e Hector Rebaque a bordo di una Lotus del suo team privato.
Da parte loro i piloti Ligier rimangono 1/2 parecchio a lungo mentre uno scatenato Reutemann ha superato da tempo anche Watson e si è portato sempre più vicino a Depailler, senza però riuscire a superarlo. Il francese resiste fino a pochi giri dalla fine, ma è costretto a cedere e anche a una sosta ai box che lo fa precipitare al quarto posto. Laffite, Reutemann e Watson vanno a podio, Depailler no, ma è l'ultimo pilota a pieni giri.
Dietro di lui si classificano Mario Andretti ed Emerson Fittipaldi, quest'ultimo sulla Copersucar. Settimo giunge il debuttante Elio De Angelis sulla Shadow che precede la Arrows di Jochen Mass, le Williams di Alan Jones e Clay Regazzoni, dopodiché la Ensign di Derek Daly.
GP BRASILE - si inizia esattamente come si era iniziato in Argentina, con Laffite in pole affiancato da Depailler. Sulla vecchia conformazione del circuito di Interlagos i due rimangono 1/2 mentre si accodano le Lotus di Reutemann e Andretti. Marione è però costretto a rientrare ai box, primo dei ritirati (in realtà il primo sarebbe sarebbe Jarier, rientrato dopo il giro di formazione per un guasto), e questo lascia campo libero a Fittipaldi, quarto sulla Copersucar con il telecronista che va in brodo di giuggiole.
Va peggio all'altro brasiliano: la gara di Piquet dura pochi giri poi è costretto a rientrare ai box, pare per un contatto con qualcuno o qualcosa. Si ritirano invece problemi tecnici sia Lauda sia Hunt, quindi in ogni caso Piquet è in ottima compagnia, qualora sia stato invitato a giocare a briscola. La gara, per chi è ancora in pista, prosegue molto tranquilla - non per Tambay e Regazzoni che hanno una collisione che costa il ritiro a Tambay e costringe Regazzoni a una sosta - con qualche duello in bassa zona punti ma niente di che.
Si arriva al climax a metà gara, quando la Copersucar di Emmo inizia a dare problemi. L'idolo locale è al momento ancora quarto ma inizia a rallentare, è sfilato da tutti e rientra ai box. Il telecronista è lieto, quando ne esce, di saperlo ancora in gara, anche se nelle retrovie a battagliare con Regazzoni, il quale subisce subito il sorpasso di Emerson. Dopo le disavventure di Fittipaldi, la parte bassa della zona punti è al momento completata da Pironi, Scheckter e Jones. Scheckter va tuttavia ai box poco dopo, facendo risalire Jones quinto e Jabouille sesto. Ho una brutta sensazione, anzi una bruttissima sensazione destinata a trasformarsi in certezza, ovvero che il pilota della Renault non resterà lì a lungo... e infatti inizia subito a perdere posizioni e poi è costretto a fermarsi ai box, da cui però esce. E se non è un plot-twist questo...
Va peggio al suo compagno di squadra Arnoux che finisce in testacoda e si ritira, mentre poi si ritirerà anche Hans-Joachim Stuck su ATS. E non solo, ritirato anche Alan Jones, che lascia quindi le posizioni finali della zona punti alle Ferrari di Villeneuve e Scheckter. Mass precede Watson, mentre l'altra Arrows, quella del nostro connazionale Riccardo Patrese (non partito in Argentina a causa di un incidente nel warm up) si classifica al nono posto. Segue Jabouille miracolosamente al traguardo, poi Emmo risalito fino all'undicesimo posto. Dietro di lui chiudono De Angelis, Daly, Lammers e Regazzoni.
Laffite, Depailler e Reutemann vanno sul podio anche se pare ci sia una polemica a proposito di un presunto jump start di Lole che comporterebbe una penalità di un minuto se accertato. Pare tuttavia che il suddetto jump start sia avvenuto nel giro di formazione e in quanto tale non comporti penalità, quindi la Lotus si porta casa almeno questa gioia.
GP SPAGNA - dopo i due gran premi sudamericani di cui sopra è la volta del Sudafrica e di Long Beach, gare importanti in quanto vinte dalla Ferrari, di cui magari parleremo un'altra volta qualora capiti l'occasione (e cercherò di farla capitare perché ho certi progetti in mente). Adesso però facciamo un salto temporale all'ultimo fine settimana di aprile per il quinto evento stagionale, che inizia ancora una volta con Laffite e Depailler appaiati in prima fila. Seguono le Ferrari con in mezzo a loro la Lotus di Marione Andretti.
Si parte e Depailler parte meglio di Laffite, prendendo la prima posizione e venendo inseguito piuttosto da vicino da Laffite per il primo quinto di gara. Al via il pilota della Ligier ha rischiato di essere superato anche da Andretti, ma è riuscito a mantenere la posizione, cosa che invece non è riuscita ad Andretti. Si ritrovano infatti a lottare per il terzo posto Reutemann e Villeneuve. Il ferrarista però commette un errore e finisce in testacoda. Per evitarlo, un pilota finisce in testacoda lui stesso e si ritrova ultimo. Quel pilota è Jabouille che in seguito vede la sua gara terminare anzitempo per qualche guasto random, come esattamente in ogni gran premio.
Veniamo al duo di testa: Depailler mantiene la posizione e Laffite lo insegue almeno finché non è costretto al ritiro, pare a causa di uno spegnimento del motore innescato da un suo errore. Nel frattempo Reutemann è seguito da vicino da Schecktet e Andretti è seguito da vicino da Lauda. Le prime cinque posizioni permangono stabili e in realtà anche la sesta: Jarier si porta al sesto posto e ci rimane.
La gara è per lungo tempo abbastanza tranquilla (se fosse una gara di oggi verrebbe probabilmente etichettata come noiosa) e i piloti che escono di scena lo fanno in genere ai box, talvolta nell'anonimato. Escono di scena anche piloti illustri o destinati a diventarlo come John Watson, James Hunt, Nelson Piquet, Elio De Angelis e il duo della Williams, così come piloti random tipo Rebaque il cui nome completo, ricordiamolo perché non fa mai male, è Hector Alonso Rebaque.
Nel frattempo si va oltre metà gara, mentre davanti Depailler fa il vuoto, Scheckter inizia a perdere terreno nei confronti di Reutemann. Andretti in un primo momento gli si avvicina, ma poi danneggia l'ala anteriore e inizia ad essere lui quello che perde terreno, tanto da subire il sorpasso della Brabham di Lauda. Niki si avvicina poi anche a Scheckter e gli strappa la posizione, per poi essere successivamente costretto al ritiro ai box. Depailler, Reutemann e Scheckter si confermano quindi come piloti destinati al podio, mentre Andretti è stabilmente quarto davanti alle Tyrrell di Jarier e Pironi. La grafica, peraltro, sostiene che Jarier si chiami "Jarrier" con due -R.
Dopo una sosta ai box per cambiare gomme, Villeneuve rimonta varie posizioni concludendo settimo davanti a Mass, Arnoux e Patrese. Si classificano oltre la top-ten Fittipaldi, Lammers, Tambay e Stuck. Quest'ultimo è stato inquadrato più volte ai box nelle fasi centrali di gara, ma ai box non è mai rientrato per ritirarsi. A proposito di ritiri, in almeno un paio di occasioni in cui le vetture sono rimaste ferme a bordo pista, la pista è stata attraversata così a caso dai commissari che giungevano sul posto.
Se la Ligier dopo le prime due gare della stagione sembrava assolutamente favorita per il titolo, le cose sono destinate a cambiare. Il campionato è composto da altre undici gare, nessuna delle quali si concluderà con una vittoria.
Di lì a poco inoltre Depailler resta gravemente infortunato alle gambe in un incidente a bordo di un deltaplano e il suo posto viene preso nella seconda parte della stagione da Jacky Ickx.
Tecnicamente Laffite rimane in lotta per il titolo fino al GP d'Italia, il terzultimo della stagione, che come vi ho già raccontato mesi fa si concluderà con la vittoria del titolo da parte di Scheckter. Altri eventi del 1979 che non vi ho raccontato, tuttavia, verranno probabilmente approfonditi prossimamente.
In Argentina si è corso nel penultimo weekend di gennaio, mentre l'evento brasiliano è stato disputato il primo fine settimana di febbraio. Non parleremo tuttavia soltanto dell'inizio di stagione, ma anche della quinta gara stagionale, quella disputata in Spagna al Jarama (che ho trovato in versione integrale con telecronaca tedesca), accomunata alle prime due dal team che ha portato a casa la vittoria. Parliamo quindi di una tripletta di vittorie francesi oltre che, dettaglio più importante, di vittorie tamarre.
GP ARGENTINA - il campione del mondo in carica è Marione Andretti sulla Lotus, a fare coppia con lui è arrivato Carlos Reutemann sostituito da Jody Scheckter in Ferrari. Nessuna di queste cose sembra tuttavia rilevante (anche se i tifosi argentini di Lole non saranno d'accordo con la mia affermazione), due graziose vetture turchesi stanno infatti per partire appaiate in prima fila, come da foto: si tratta di Jacques Laffite e di Patrick Depailler, quest'ultimo arrivato dalla Tyrrell in Ligier.
I due partono bene e si accoda terzo proprio colui che ha preso il posto di Depailler alla Tyrrell, Jean-Pierre Jarier. I tre procedono uno dietro l'altro in totale tranquillità mentre qualche posizione più indietro non tanto. John Watson e Jody Scheckter si toccano e finiscono fuori, ma questo è il meno. La cosa più preoccupante è che insieme a loro ne finiscono fuori altri sei. I fortunati sono, in probabile ordine di coinvolgimento, Mario Andretti (Lotus), Patrick Tambay (McLaren), Didier Pironi (Tyrrell), Nelson Piquet (Brabham), Arturo Merzario (con la sua scuderia omonima) e René Arnoux (Renault).
La gara viene redflaggata, si riparte dopo un'ora e un quarto e in realtà sono in pochi che ripartono: Watson e Andretti con il muletto, Arnoux con quello che resta della sua vettura, gli altri non ripartono chi per lievi infortuni (Scheckter e Piquet) chi perché correndo per un team di poverihhhh non dispone del muletto. Spero che sia stato organizzato un torneo di briscola e che sia stato vinto da Merzario in quanto è il personaggio più pittoresco tra quelli che ho citato.
Si riparte da distanza originale quindi tutti ripartono dalle loro posizioni (o da quelle lasciate libere dalla gente che sta già giocando a briscola) e i driverstosurviver precipitati nel 1979 con una macchina del tempo me li immagino a lamentarsi perché Watson, artefice della carambola, riparta lì dov'era e non ultimo. Tranquilli, driverstosurviver, Watson è quel tipo di pilota che va fatto partire il più avanti possibile per contrastare le sue possibilità di vittoria.
Ad ogni modo si riparte e Depailler paete meglio di Laffite prendendo il largo. Anche Jarier passa davanti a Laffite che in breve tempo precipita anche dietro a Watson, che non l'ho ancora specificato ma è passato in McLaren al posto di James Hunt che si è trasferito alla Wolf ed è stato inquadrato nel paddock con la sigaretta in bocca durante il "crash delay" di poco prima.
Watson si prende la seconda posizione, Laffite la terza, Jarier precipita al quarto posto e poi anche sesto (dove resterà per un tratto di gara non troppo lungo, seguito dal suo ritiro) dietro alle Lotus di Marione e Lole. Reutemann ne approfitta per fare un gran sorpasso su Andretti e il pubblico argentino è felice e lancia fogli di carta in stile coriandoli sulla pista.
Laffite nel frattempo supera Watson e poi, di lì a qualche giro, fa anche un bel sorpassone su Depailler giusto per fargli capire chi ce l'ha più grande. E prima che pensiate male, mi riferisco alla baguette sotto l'ascella. Murray Walker si mette a raccontare il passato di Laffite e di come agli albori della sua carriera abbia lavorato come meccanico in non so quale categoria, sulla vettura di Jean-Pierre Jabouille, che tra parentesi sta disputando questo evento su una Renault... anzi *stava* perché tanto per cambiare si è rotto il motore. Ci sono, o ci saranno in seguito, altri ritirati illustri come Niki Lauda, James Hunt (per incidente) e Gilles Villeneuve e anche altri meno illustri come Jan Lammers, debuttante della Shadow, e Hector Rebaque a bordo di una Lotus del suo team privato.
Da parte loro i piloti Ligier rimangono 1/2 parecchio a lungo mentre uno scatenato Reutemann ha superato da tempo anche Watson e si è portato sempre più vicino a Depailler, senza però riuscire a superarlo. Il francese resiste fino a pochi giri dalla fine, ma è costretto a cedere e anche a una sosta ai box che lo fa precipitare al quarto posto. Laffite, Reutemann e Watson vanno a podio, Depailler no, ma è l'ultimo pilota a pieni giri.
Dietro di lui si classificano Mario Andretti ed Emerson Fittipaldi, quest'ultimo sulla Copersucar. Settimo giunge il debuttante Elio De Angelis sulla Shadow che precede la Arrows di Jochen Mass, le Williams di Alan Jones e Clay Regazzoni, dopodiché la Ensign di Derek Daly.
GP BRASILE - si inizia esattamente come si era iniziato in Argentina, con Laffite in pole affiancato da Depailler. Sulla vecchia conformazione del circuito di Interlagos i due rimangono 1/2 mentre si accodano le Lotus di Reutemann e Andretti. Marione è però costretto a rientrare ai box, primo dei ritirati (in realtà il primo sarebbe sarebbe Jarier, rientrato dopo il giro di formazione per un guasto), e questo lascia campo libero a Fittipaldi, quarto sulla Copersucar con il telecronista che va in brodo di giuggiole.
Va peggio all'altro brasiliano: la gara di Piquet dura pochi giri poi è costretto a rientrare ai box, pare per un contatto con qualcuno o qualcosa. Si ritirano invece problemi tecnici sia Lauda sia Hunt, quindi in ogni caso Piquet è in ottima compagnia, qualora sia stato invitato a giocare a briscola. La gara, per chi è ancora in pista, prosegue molto tranquilla - non per Tambay e Regazzoni che hanno una collisione che costa il ritiro a Tambay e costringe Regazzoni a una sosta - con qualche duello in bassa zona punti ma niente di che.
Si arriva al climax a metà gara, quando la Copersucar di Emmo inizia a dare problemi. L'idolo locale è al momento ancora quarto ma inizia a rallentare, è sfilato da tutti e rientra ai box. Il telecronista è lieto, quando ne esce, di saperlo ancora in gara, anche se nelle retrovie a battagliare con Regazzoni, il quale subisce subito il sorpasso di Emerson. Dopo le disavventure di Fittipaldi, la parte bassa della zona punti è al momento completata da Pironi, Scheckter e Jones. Scheckter va tuttavia ai box poco dopo, facendo risalire Jones quinto e Jabouille sesto. Ho una brutta sensazione, anzi una bruttissima sensazione destinata a trasformarsi in certezza, ovvero che il pilota della Renault non resterà lì a lungo... e infatti inizia subito a perdere posizioni e poi è costretto a fermarsi ai box, da cui però esce. E se non è un plot-twist questo...
Va peggio al suo compagno di squadra Arnoux che finisce in testacoda e si ritira, mentre poi si ritirerà anche Hans-Joachim Stuck su ATS. E non solo, ritirato anche Alan Jones, che lascia quindi le posizioni finali della zona punti alle Ferrari di Villeneuve e Scheckter. Mass precede Watson, mentre l'altra Arrows, quella del nostro connazionale Riccardo Patrese (non partito in Argentina a causa di un incidente nel warm up) si classifica al nono posto. Segue Jabouille miracolosamente al traguardo, poi Emmo risalito fino all'undicesimo posto. Dietro di lui chiudono De Angelis, Daly, Lammers e Regazzoni.
Laffite, Depailler e Reutemann vanno sul podio anche se pare ci sia una polemica a proposito di un presunto jump start di Lole che comporterebbe una penalità di un minuto se accertato. Pare tuttavia che il suddetto jump start sia avvenuto nel giro di formazione e in quanto tale non comporti penalità, quindi la Lotus si porta casa almeno questa gioia.
GP SPAGNA - dopo i due gran premi sudamericani di cui sopra è la volta del Sudafrica e di Long Beach, gare importanti in quanto vinte dalla Ferrari, di cui magari parleremo un'altra volta qualora capiti l'occasione (e cercherò di farla capitare perché ho certi progetti in mente). Adesso però facciamo un salto temporale all'ultimo fine settimana di aprile per il quinto evento stagionale, che inizia ancora una volta con Laffite e Depailler appaiati in prima fila. Seguono le Ferrari con in mezzo a loro la Lotus di Marione Andretti.
Si parte e Depailler parte meglio di Laffite, prendendo la prima posizione e venendo inseguito piuttosto da vicino da Laffite per il primo quinto di gara. Al via il pilota della Ligier ha rischiato di essere superato anche da Andretti, ma è riuscito a mantenere la posizione, cosa che invece non è riuscita ad Andretti. Si ritrovano infatti a lottare per il terzo posto Reutemann e Villeneuve. Il ferrarista però commette un errore e finisce in testacoda. Per evitarlo, un pilota finisce in testacoda lui stesso e si ritrova ultimo. Quel pilota è Jabouille che in seguito vede la sua gara terminare anzitempo per qualche guasto random, come esattamente in ogni gran premio.
Veniamo al duo di testa: Depailler mantiene la posizione e Laffite lo insegue almeno finché non è costretto al ritiro, pare a causa di uno spegnimento del motore innescato da un suo errore. Nel frattempo Reutemann è seguito da vicino da Schecktet e Andretti è seguito da vicino da Lauda. Le prime cinque posizioni permangono stabili e in realtà anche la sesta: Jarier si porta al sesto posto e ci rimane.
La gara è per lungo tempo abbastanza tranquilla (se fosse una gara di oggi verrebbe probabilmente etichettata come noiosa) e i piloti che escono di scena lo fanno in genere ai box, talvolta nell'anonimato. Escono di scena anche piloti illustri o destinati a diventarlo come John Watson, James Hunt, Nelson Piquet, Elio De Angelis e il duo della Williams, così come piloti random tipo Rebaque il cui nome completo, ricordiamolo perché non fa mai male, è Hector Alonso Rebaque.
Nel frattempo si va oltre metà gara, mentre davanti Depailler fa il vuoto, Scheckter inizia a perdere terreno nei confronti di Reutemann. Andretti in un primo momento gli si avvicina, ma poi danneggia l'ala anteriore e inizia ad essere lui quello che perde terreno, tanto da subire il sorpasso della Brabham di Lauda. Niki si avvicina poi anche a Scheckter e gli strappa la posizione, per poi essere successivamente costretto al ritiro ai box. Depailler, Reutemann e Scheckter si confermano quindi come piloti destinati al podio, mentre Andretti è stabilmente quarto davanti alle Tyrrell di Jarier e Pironi. La grafica, peraltro, sostiene che Jarier si chiami "Jarrier" con due -R.
Dopo una sosta ai box per cambiare gomme, Villeneuve rimonta varie posizioni concludendo settimo davanti a Mass, Arnoux e Patrese. Si classificano oltre la top-ten Fittipaldi, Lammers, Tambay e Stuck. Quest'ultimo è stato inquadrato più volte ai box nelle fasi centrali di gara, ma ai box non è mai rientrato per ritirarsi. A proposito di ritiri, in almeno un paio di occasioni in cui le vetture sono rimaste ferme a bordo pista, la pista è stata attraversata così a caso dai commissari che giungevano sul posto.
Se la Ligier dopo le prime due gare della stagione sembrava assolutamente favorita per il titolo, le cose sono destinate a cambiare. Il campionato è composto da altre undici gare, nessuna delle quali si concluderà con una vittoria.
Di lì a poco inoltre Depailler resta gravemente infortunato alle gambe in un incidente a bordo di un deltaplano e il suo posto viene preso nella seconda parte della stagione da Jacky Ickx.
Tecnicamente Laffite rimane in lotta per il titolo fino al GP d'Italia, il terzultimo della stagione, che come vi ho già raccontato mesi fa si concluderà con la vittoria del titolo da parte di Scheckter. Altri eventi del 1979 che non vi ho raccontato, tuttavia, verranno probabilmente approfonditi prossimamente.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
