Se gli anni '80/'90 ci hanno riservato la comparsa di team pittoreschi che stavano nei bassifondi dopo essere praticamente apparsi in Formula 1, gli anni 2000 non sono stati altrettanto prolifici. Tuttavia ci sono team che hanno avuto cambi di proprietà e conseguenti rebranding destinati a durare per poco a lungo. È il caso del team che un tempo apparteneva a Eddie Jordan e che in seguito sarebbe appartenuto a Vijay Mallya: la storia della Jordan è terminata nel 2005, quella della Force India è iniziata nel 2008. Oggi andiamo a scoprire cosa sia accaduto nel mezzo, ovvero nel 2006 e 2007, quando si chiamava Midland. O Spyker. Ebbene sì, nel corso di due stagioni ha avuto ben due diverse denominazioni.
Partiamo da Midland: il team Jordan, infatti, è stato acquistato da un certo Alex Shnaider, un uomo d'affari canadese, il quale ha registrato il proprio team con licenza russa, in quanto pur essendo vissuto in Canada fin dall'infanzia, era nato a Sanpietroburgo. Era dal 2004 che Shnaider era intenzionato a entrare in Formula 1 e si era in precedenza vociferato del suo acquisto del team Jaguar, che invece è stato comprato dalla Redbull e penso sappiate come sia andata a finire. Già nel 2005 pare che Shnaider avesse acquistato una quota del team, comunque a partire dal 2006 si è messo in proprio con nuovo nome, nuova livrea (rossa, bianca e nera) e nuova line-up. Anzi, no, non del tutto nuova, perché uno dei piloti era Tiago Monteiro, che aveva disputato la stagione 2005 con la Jordan.
Il pilota portoghese, che aveva costantemente battuto il compagno di squadra Narain Karthikeyan e ottenuto la terza posizione al GP dell'Indy-gate dietro alle Ferrari festeggiando sul podio come se non ci fosse un domani, avrebbe potuto fare coppia con Takuma Sato, ma il pilota giapponese ha preso un'altra strada, quella della Super Aguri di cui ho già parlato nei giorni scorsi. Al suo fianco è stato ingaggiato quindi l'olandese Christijan Albers, proveniente dalla Minardi, che a sua volta aveva ottenuto un quinto posto davanti al compagno di squadra Patrick Friesacher in quel celebre gran premio con sole sei vetture al via. Era anche quello un buon risultato, tutto sommato, dato che una Minardi in una gara con sei vetture difficilmente avrebbe potuto fare meglio del quinto posto.
Prima che tutto ciò accadesse, tuttavia, ai test prestagionali il team si è presentato con al volante nientemeno che Max Biaggi! Oltre ai piloti ufficiali, numerosi altri piloti hanno guidato per il team, in quanto ai tempi gli ultimi team della griglia potevano schierare una terza vettura nella prima sessione di prove libere del venerdì. Questo onore è toccato a Giorgio Mondini e a due nostre vecchie conoscenze, ovvero Markus Winkelhock e Adrian Sutil, entrambi piloti di cui finiremo per parlare in modo più approfondito. In un secondo momento - dopo un cambio di proprietà a fine stagione, ma fate finta che non ve l'abbia detto perché non volevo spoilerarlo ora - è toccato anche ad Alexandre Premat (compagno di squadra di Hamilton in GP2 e in precedenza di Rosberg) ed E.J.Viso.
Torniamo a Monteiro: aveva fatto una buona stagione nel 2005, dove di fatto era saltato all'occhio per non avere mai innescato incidenti e per avere quasi sempre portato la monoposto al traguardo. In più, oltre a Indianapolis, era riuscito a conquistare anche un ulteriore punto, classificandosi ottavo in un secondo momento del campionato. Nel 2006 non si è esattamente ripetuto, rivelandosi decisamente più caotico che nel campionato precedente. Non è andata meglio ad Albers, il cui momento più memorabile è stato il cappottamento subito dopo la collisione con Yuji Ide a Imola. Monteiro e Albers hanno anche completato l'opera arrivando a cozzare l'uno contro l'altro, il tutto mentre la monoposto era stabilmente penultima davanti alla Super Aguri, mai a punti e addirittura capace di conquistarsi una doppia squalifica per irregolarità tecniche al GP di Germania.
Il miglior risultato è arrivato al GP d'Ungheria, in cui Monteiro e Albers hanno chiuso al nono e al decimo posto. Voi adesso penserete: "questo Shnaider non ha fatto un grosso affare a comprarsi una squadra di Formula 1". Invece vi sbagliate di grosso, perché nel frattempo è stato fissato il numero massimo di scuderie a partire dal 2008 per dodici e, con l'ingresso programmato della Prodrive (una sorta di B-Team della McLaren che non ha mai visto la luce, di cui si parlava con insistenza nel 2007), tutti i posti erano occupati. Di conseguenza, non accettando *nuove* iscrizioni, chiunque avesse voluto entrare cn il proprio team in Formula 1 avrebbe dovuto comprarsi una entry già esistente, facendo di conseguenza aumentare la quantità di big money che servivano per comprarsi un team. Già nel corso dell'estate si parlava della vendita del team Midland.
L'acquirente, che ha comprato il team quando c'erano ancora tre gran premi da disputare, era il gruppo olandese Spyker Cars, che non ha apportato grossi cambiamenti al team, solo modificato la livrea che a partire dal 2007 sarebbe diventata arancione, colore nazionale olandese. Il team principal Kolin Colles (quello che poi di lì a qualche anno sarebbe diventato team principal della HRT, di cui ho parlato ugualmente pochi giorni fa) è rimasto al proprio posto, così come Monteiro e Albers, quantomeno fino alla fine della stagione. A stagione terminata, tuttavia, solo uno dei due ha conservato il posto, si tratta di Albers, che è stato ufficializzato sul finire del 2006. È passato un po' di tempo prima che fosse annunciato il pilota che l'avrebbe affiancato e il volante è andato a uno dei piloti che già ho citato prima: Sutil, che faceva così il suo esordio in Formula 1.
I risultati del team non sono migliorati rispetto alla stagione precedente, mentre purtroppo per Spyker il miglioramento c'è stato da parte di Super Aguri, che spesso poteva giocarsela per l'accesso in Q2, occasionalmente addirittura in Q3, e che nella prima metà della stagione ha ottenuto un ottavo e un sesto posto conquistando ben quattro punti. In tutto ciò, il team olandese era non solo a secco di punti, ma anche ben lontano dall'eventualità di potersi avvicinare ai punti stessi. Sutil nel frattempo si stava rivelando un pilota alquanto caotico, ma al suo compagno di squadra le cose stavano andando addirittura peggio: Roel Kooijman, uno dei finanziatori del team, nonché suocero di Albers, ha ritirato la propria sponsorizzazione per difficoltà economiche, così Christijan si è ritrovato senza volante.
Eravamo alla vigilia del GP d'Europa e, in vista dell'evento, Christian Klien è stato chiamato a testare la monoposto. Si pensava che il volante potesse andare all'ex pilota di Jaguar e Redbull, invece no. Come one-off per il Nurburgring è stato ingaggiato Markus Winkelhock... e all'improvviso, per un caso fortuito, si è scritta la storia. Con un rovescio di pioggia imminente, Winkelhock che doveva partire dall'ultima casella della griglia, è stato chiamato ai box al termine del giro di formazione e gli sono state montate gomme da bagnato. Si è accodato ed effettivamente poco dopo è scoppiato un violento acquazzone, che ha costretto a cambiare gomme praticamente tutti i piloti che non erano finiti fuori pista. Diversi sono finiti in aquaplaning, il che ha portato prima all'ingresso della safety car e poi all'esposizione della bandiera rossa.
In tutto ciò, Winkelhock, unico pilota a non avere dovuto effettuare il pitstop dopo l'inizio della gara, si è ritrovato leader e, al momento del restart, è partito dalla casella della pole position, diventando l'unico pilota della storia a partire sia ultimo sia primo in due diverse partenze dello stesso gran premio. Non solo, la gara è ripartita in regime di safety car e, di conseguenza, Markus si è fatto qualche giro in testa alle spalle della vettura di sicurezza, prima di essere superato da tutti quando la safety car è uscita di scena. Si è ritirato dopo tredici giri per un guasto al motore, dopo averne trascorsi cinque in testa: è stato il suo unico gran premio in Formula 1 e, per effetto di ciò, ha percorso da leader oltre il 38% dei suoi giri totali, diventando il pilota con la più alta proporzione di giri in testa.
A partire dall'evento seguente è stato rimpiazzato da Sakon Yamamoto, che già aveva guidato la Super Aguri nella stagione precedente (e che nel 2010 sarebbe passato alla HRT, così come Klien che ho menzionato poco fa). Sutil e Yamamoto hanno fatto coppia fino a fine anno e i risultati hanno continuato ad essere da ultima ruota del carro, con un exploit al GP del Giappone, quando al Fuji Sutil ha chiuso la gara al nono posto, per poi essere promosso ottavo per una penalità inflitta a Vitantonio Liuzzi a causa di un sorpasso in regime di bandiera gialla - proprio su Yamamoto, compagno di squadra di Sutil che in quella gara si è classificato dodicesimo. Fino a quel momento sia Toro Rosso sia Spyker erano a secco in classifica e il punto conquistato poteva significare tantissimo per la classifica costruttori e i relativi big money.
Le cose sono andate diversamente, con un doppio arrivo in zona punti per la Toro Rosso nel seguente evento in Cina, con la Spyker che è precipitata all'ultimo posto della classifica, comunque il decimo, dato che per le vicende dello spy-gate la McLaren era estromessa dalla classifica costruttori. In sintesi, l'ottavo posto di Sutil in Giappone è stato il miglior singolo risultato della stagione, mentre il secondo migliore è stato il dodicesimo di Yamamoto nella stessa gara. Frattanto già da tempo anche Spyker era intenzionata a vendere il team dopo appena una stagione e c'è stato l'effettivo cambio di proprietà per il 2008. Ribattezzato Force India, il team avrebbe ottenuto nel 2009 una pole e un secondo posto in gara, dopodiché sporadici piazzamenti a podio nel decennio a venire e una vittoria nel 2020 con il nome di Racing Point, ma questa è un'altra storia.
MILLY SUNSHINE // Mentre la Formula 1 dei "miei tempi" diventa vintage, spesso scrivo di quella ancora più vintage. Aspetto con pazienza le differite di quella attuale, ma sogno ancora uno "scattano le vetture" alle 14.00 in punto. I miei commenti ironici erano una parodia della realtà, ma la realtà sembra sempre più una parodia dei miei commenti ironici. Sono innamorata della F1 anni '70/80, anche se agli albori del blog ero molto anni '90. Scrivo anche di Indycar, Formula E, formule minori.
Visualizzazione post con etichetta #Markus Winkelhock. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #Markus Winkelhock. Mostra tutti i post
lunedì 28 novembre 2022
sabato 22 luglio 2017
Impariamo a imparare dieci anni dopo
Ci sono giorni che meritano di essere consacrati alla storia del motorsport e il 22 Luglio è uno di questi, perché il 22 Luglio di dieci anni fa è stato un giorno epico e se non siete d'accordo con me vi mando tutti a provare a imparare. Sono disposta a farlo anche se pensat che si tratti di un giorno importante solo per quei due specifici piloti, ignorando tutto il resto che quella gloriosa gara nota come Gran Premio d'Europa 2007 ha voluto riservarci!
Al giorno d'oggi la gara pare introvabile su Youtube, sono certa che ci sia su Dailymotion ma Dailymotion tendaeva a saltare le ultime volte in cui sono andata da quelle parti. Per fortuna sono in possesso di una copia di quel prezioso gran premio, scaricata da Youtube o da non so dove alcuni anni fa e preziosamente conservata su un hard disc esterno.
La gara è con telecronaca di Telecinco (canale denominato "Telecirco" dai fan spagnoli) e il collegamento è iniziato con Michael Schumacher ospite al box della Ferrari mentre teneva le dita incrociate.
Three.
Two.
One.
GOOOOOOOOOOO! La gara è partita con il Real & Only Iceman che manteneva la prima posizione, con Massa che si piazzava secondo alle sue spalle e con Alonso che doveva accontentarsi della terza posizione.
I telecronisti hanno visto in qualche modo Hamilton fuori pista, ma Hamilton in realtà era nelle zone basse della top-ten laddove stava al momento dello start. C'era una BMW, quella di Kubica, in testacoda dopo un contatto, ma pareva avere ripreso la retta via.
La pioggia incrementava. Tutti hanno preso la saggia decisione di rientrare ai box per le full wet dopo un solo giro di gara, ma il Real & Only Iceman ha combinato un po' di casino. Dopo essersi perso tagliando chicane e la corsia dei box, premonizione di quella volta che si è perso a Interlagos alcuni anni più tardi, è rimasto fuori un altro giro, mentre Massa, Alonso e quelli che li seguivano sono rientrati. Raikkonen ha aspettato un giro, nel frattempo OH MY OWL! In quel momento stavamo vivendo il più glorioso momento della storia della Formula 1 di questo secolo: il debuttante Markus Winkelhock, che guidava una Spyker (definita da un tipo su internet che ho beccato molto tempo fa come "una vettura tipo la Caterham") e che era rientrato per le heavy rain al termine del giro di formazione, partendo dalla pitlane, e che per tale ragione non aveva avuto bisogno di fermarsi, era nientemeno che in testa alla gara. *INCHINO*
Ricordo, quel giorno, durante il rain delay, che cosa speravo. Mi sarebbe piaciuto se le condizioni meteo avessero reso impossibile proseguire la gara, in modo da congelare tutto dopo quattro giri. Punteggio dimezzato, Winkelhock e la Spyker vincitori, destinati ad essere proclamati eroi e ad essere ricordati nei decenni a venire.
Non era così che le cose dovevano andare a finire, ma in effetti farei meglio a spiegare come si fosse arrivati alla safety car.
Tutto è iniziato con Button che finiva fuori nella curva più bagnata della pista.
Poi è stata la volta di una Spyker e di un telecronista che si chiedeva se quello fosse Winkelhock.
La grafica ha mostrato che si trattava di Sutil, ma non c'è stato molto tempo per commentarla: in quella curva è finito fuori anche Hamilton, plot-twist di un certo livello, anche se la scena gli è stata rubata in breve tempo, nell'ordine, da Rosberg che è finito fuori due secondi contati più tardi, poi da Speed che è arrivato subito dopo, nonché dal Grande Samurai Taku, che si è impantanato, ma facendo virtualmente una pernacchia a tutti gli altri ha ritrovato la via della pista.
Hamilton per ritrovarla ha avuto bisogno di una gru come usa fare in Indycar, con la sola differenza che in Indycar è routine, che in Indycar avrebbero rimesso in pista anche gran parte delle vetture lì presenti (alcuni non avevano toccato nulla, avevano solo lasciato spegnere il motore dopo essere finiti nella sabbia) e soprattutto che in Indycar sarebbe accaduto quando le vetture procedevano ai due all'ora in fila indiana dietro la safety car. Lì la safety car in pista c'era già, ma in Formula 1 le vetture non si mettono in fila ordinate e ai due all'ora in un battito di ciglia come avviene in Indycar.
Quando Liuzzi è finito in aquaplaning e, dopo avere rischiato di verniciare la safety car, ha verniciato una ruota posteriore della gru, finalmente è stata presa la saggia decisione di redflaggare la gara.
Tutti sulla griglia di partenza, con Winkelhock in attesa di ripartire dalla prima posizione: eroe per un giorno.
La gara è ripartita con un po' di caos, dietro la safety car. C'era Hamilton che era doppiato e, in quanto tale, doveva sdoppiarsi, e i piloti che chiedevano via radio, dietro la safety car "perché una vettura mi sta sorpassando?"
La presenza della safety car, intanto, garantiva a Winkelhock di vedere la propria prima posizione intaccata per qualche giro.
Il restart, con pista asciutta perché il temporale era già finito nel frattempo, è stato piuttosto pittoresco. Va bene, Winky è stato in breve superato da una gran quantità di vetture, ma vogliamo parlarne un attimo? Ha brevemente desistito anche da tutti gli altri, ma c'è stato un attimo, quando Massa l'ha affiancato, in cui Winkelhock sembrava davvero intenzionato a tentare l'impossibile per mantenere la prima posizione! *________*
Vorrei spendere alcune parole a proposito di Markus Winkelhock, specificando che fino a quel giorno detestavo i figli d'arte a prescindere. Avevo l'impressione che rubassero il volante ad altri, poco importava quali fossero i loro risultati. Era uno strascico che mi portavo dietro dall'epoca in cui c'erano Damon Hill e Jacques Villeneuve compagni di squadra in Williams ed ero convinta che a loro tempo fossero stati il malehhhh assolutohhhh e mi adeguavo all'idea generale che fossero stati dei brocchi, idea che mi ero fatta essenzialmente perché mi ricordavo di Damon Hill non tanto per i suoi anni d'oro, quanto per il declino, e perché le posizioni finali di Villeneuve, da quell'epoca in poi, erano sempre abbastanza scadenti.
Quando ho visto tutta la stagione 1993 ho cambiato idea sulle performance di Damon Hill, che indubbiamente non è sempre stato quello del 1999. Anche JV, per quanto nelle fasi finali della sua carriera non sia stato proprio il massimo, penso che se fosse stato un tipo più simpatico si sarebbe risparmiato gran parte delle critiche. Non aveva risultati da ex campione del mondo, questo no, e a suo tempo non era stato esattamente un fenomeno nel decidere in quale team accasarsi, ma all'epoca della B.A.R. non si può dire che abbia avuto risultati così inferiori a quelli che ci si poteva aspettare da un pilota della B.A.R.! Non so se mi spiego su che cosa intendo, sarebbe un po' come sorprendersi se negli ultimi anni Alonso e Button non hanno vinto gare sulla McLaren su cui si sono ritrovati!
Complice il fatto che Markus Winkelhock era figlio di un pilota che non avevo mai sentito nominare fino a quel momento invece che di una vecchia gloria del motorsport (fino a Winky mi sembra che tutti i figli di ex piloti di F1 passati per la F1 fossero comunque figli di gente che contava qualcosa a suo tempo, non figli di gente che correva per squadre tipo la ATS e la RAM) e che guidasse una carretta ho simpatizzato per lui anche se è durata poco.
Nello specifico la sua gara è durata tredici giri, prima di ritirarsi per un guasto al motore. All'epoca era già stabilmente nelle retrovie.
Quello che è successo in pista nel frattempo: dopo avere superato in branco Winkelhock, nella top-3 c'erano Massa, Alonso e Coulthard, con il mascellone che aveva superato il compagno di squadra Webber al restart e che poi si è fatto un po' di giri in testa ritardando il pit-stop. Ritardare non è stata una scelta conveniente, dato che gli ha fatto perdere posizioni. Raikkonen, ripartito settimo, nel frattempo era stato in lotta con Kovalainen e gli era davanti dopo la sosta. Poi a metà gara si è ritirato per un problema tecnico. Si erano già ritirati Ralf Schumacher e Takuma Sato per incidenti randon, oltre a quelli che non erano sopravvissuti all'incidente iniziale e a Winkelhock.
Quello che è successo in cabina di commento: i telecronisti ogni tanto ridevano a squarciagola, uno dei tre rispondeva al nome di Pedro e ciò mi ha dato la prova che fosse nientemeno che De La Rosa e, ad un certo punto, hanno espresso in modo del tutto decontestualizzato, dopo che era stato inquadrato per cinque secondi nel box della Williams, il loro sollievo per il ritiro di Rosberg, che a partire dal gran premio successivo sarebbe stato troppo vecchio per potere strappare ad Alonso il record di più giovane vincitore di un gran premio nel caso avesse vinto un gran premio. Giusto, una vittoria della Williams in un gran premio del 2007 era decisamente la cosa più probabile, comprendo a pieno la loro preoccupazione, io al posto loro non sarei riuscita a prendere sonno, la notte.
Il finale è stato di un certo livello. I primi cinque erano Massa, Alonso, Webber e Coulthard quando via radio qualcuno ha iniziato a vociferare qualcosa sulla pioggia che stava cadendo.
Sulle tribune la gente indossava l'impermeabile. Gocce cadevano sulla telecamera.
Massa e Alonso sono rientrati ai box con sette giri di gara davanti. In mezzo a loro c'era Fisichella doppiato. Quest'ultimo e Alonso per poco non si sono toccati nell'uscire. Alonso era davanti a Fisichella e si è lanciato all'inseguimento di Massa. Dietro c'era un duello a distanza per il podio tra Webber e Wurz, ma ovviamente non essendo spagnolo nessuno dei due ai teleronisti non importava un fico secco, perché era più importante fare un discorso che contenesse termini tipo "pioggia", "pista bagnata" e "Senna".
Poco dopo è iniziato il duellohhhhhhh con Kovalainen che all'inizio stava tra le scatole ma che poi è stato doppiato da entrambi. Non è chiaro dove fosse la gente che voleva vedere i duellihhhh e i sorpassihhhhh, probabilmente al cnetro commerciale già da un paio d'ore, ma quelo è stato decisamente intenso, peccato per le gocce di pioggia che rovinavano l'inquadratura in certi momenti. Perfino i telecronisti davano l'idea di divertirsi un mondo. Il fatto che Alonso sia spagnolo avrà senz'altro contribuito, ma sono fiduciosa.
Tra il pubblico è stato inquadrato un tizio che indossava una maglia della BMW Sauber mentre festeggiva per il sorpasso di Alonso su Massa. Mi piacciono un sacco queste cose, sanno molto di apertura mentale e mi danno l'impressione che ai tifosi della BMW Sauber interessi in particolare vedere dei bei duellihhhh.
Tra Alonso e Massa c'è stato un contatto, in quei frangenti, e ricordo di avere pensato all'epoca "OMG, se si fossero ritirati o avessero quantomeno perso posizioni avrebbe vinto Webber e un evento del genere non succederà mai". Webber e Wurz sono arrivati in volata senza che nessuno se li filasse. Un podio della Redbull mi ha fatta molto felice, all'epoca, perché pensavo che non sarebbe accaduto mai più, e perché quantomeno Alex Wurz un podio quell'anno l'aveva già portato a casa.
La gara è finita e ha consacrato alla storia del motorsport il seguente risultato: 1. Fernando Alonso (McLaren), 2. Felipe Massa (Ferrari), 3. Mark Webber (Redbull), 4. Alexander Wurz (Williams), 5. David Coulthard (Redbull), 6. Nick Heidfeld (BMW), 7. Robert Kubica (BMW), 8. Heikki Kovalainen (Renault), 9. Lewis Hamilton (McLaren), 10. Giancarlo Fisichella (Renault), 11. Rubens Barrichello (Honda), 12. Anthony Davidson (Super Aguri), 13. Jarno Trulli (Toyota). RIT. Kimi Raikkonen (Ferrari), Takuma Sato (Super Aguri), Ralf Schumacher (Toyota), Markus Winkelhock (Spyker), Jenson Button (Honda), Adrian Sutil (Spyker), Nico Rosberg (Williams), Scott Speed (Toro Rosso), Vitantonio Liuzzi (Toro Rosso).
La gara poteva anche essere finita, ma il meglio doveva ancora venire, dato che c'è un motivo per cui mi sono rivista questa gara oggi.
Quando Alonso, sceso dalla vettura, ha iniziato a gesticolare indicando i segni sulla vettura, i telecronisti hanno iniziato a parlare di polemiche avvenute a Barcellona tra lui e Massa e anche accennato a una polemica di quel venerdì. Ad ogni modo #IStandWithWebber e #IStandWithWurz, eroi della gara, nessuno che se li filava minimamente...
Quello che è successo dopo lo sanno tutti ed è risaputo, il "va a ca*are, sei un co***one" e "a tre giri dalla fine non si può fare" ha fatto la storia. Il momento più pittoresco, comunque, non è stato a mio parere "prova a imparare" / "prova tu a imparare" (spesso erroneamente scritto come "impara a imparare", che comunque è ugualmente nonsense), ma quando Massa ha mandato a quel paese Ron Dennis dicendo, in italiano, "è lui".
Tutto ciò ha fatto passare in secondo piano la stretta di mano molto slash tra i Webbonso, l'abbraccio tra Alonso e Ron Dennis, che nello spazio temporale di un gran premio più che abbracciarsi si sarebbero presi a coltellate, la camicia a righe indossata da MSC salito sul podio a consegnare il trofeo a Ron Dennis...
Tra parentesi, durante la consegna dei trofei, secondo i telecronisti spagnoli Dennis avrebbe fatto segno ad Alonso di lanciare il trofeo contro Schumacher. WTF?! Sono io che non ho capito bene il filo del discorso o i telecronisti spanish erano così su di giri?
Rivedere il Gran Premio d'Europa 2007 mi ha dato la possibilità di rivedere una gara piuttosto epica e pittoresca, di rendermi conto che le gare pittoresche non ci sono state soltanto negli anni '80 e '90 come sostiene qualcuno e soprattutto di notare come le gare di oggi non siano poi così tanto diverse da quelle di dieci anni fa, se non consideriamo i valori in pista e il fatto che la McLaren motorizzata Mercedes vinceva mentre la Honda arrivava fuori dalla top-ten, mentre al giorno d'oggi la Mercedes è una squadra vincente nata sulle ceneri della Honda e della successiva Brawn, mentre la McLaren Honda non cava un ragno dal buco. Rappresentanti della Ferrari e della Redbull sul podio si vedono tuttora e la Ferrari è come allorauna squadra che può puntare alla vittoria e che, peraltro, al momento è messa meglio di quanto non lo fosse allora in classifica.
Il ricordo più pittoresco che ho dall'epoca è che c'erano tifosi indignati da quanto accaduto tra Massa e Alonso e dal fatto che si fossero insultati che poi si sono messi a insultarsi e a dirsi della roba ancora peggiore rispetto a quella che si era sentita sul retro del podio!
Mentre Alonso e Massa se ne sono andati di lì a pochi giorni a fare comunella sul campo di calcio di una partita di beneficienza, lo stesso non è accaduto tra Scott Speed e il team principal della Toro Rosso Franz Tost, con quest'ultimo accusato dal pilota di averlo afferrato per il collo e sbattuto contro un muro durante una pacata discussione dovuta al fatto che Speed era convinto che il team avesse sbagliato a non farlo rientrare subito per le gomme da bagnato. La versione dei fatti raccontata da Tost è stata chiaramente diversa e di lì a poco le strade tra il pilota americano e la squadra faentina si sono separate definitivamente, con Sebastian Vettel che ha preso il suo posto a partire dal gran premio d'Ungheria di lì a due settimane.
Speed ha continuato a vestire i colori della Redbull nelle stock car e nel 2008 ha lottato per il campionato in ARCA, titolo che ha perso per un incidente con Ricky Stenhouse Jr (attuale fidanzato di Danica Patrick) e per averlo successivamente speronato di proposito per esprimere il proprio disappunto in seguito al primo incidente. Ha gareggiato inoltre in NASCAR Trucks, Nationwide e Sprint Cup, facendo anche qualche comparsa in Formula E dove ha all'attivo un podio nella prima stagione.
Al giorno d'oggi la gara pare introvabile su Youtube, sono certa che ci sia su Dailymotion ma Dailymotion tendaeva a saltare le ultime volte in cui sono andata da quelle parti. Per fortuna sono in possesso di una copia di quel prezioso gran premio, scaricata da Youtube o da non so dove alcuni anni fa e preziosamente conservata su un hard disc esterno.
La gara è con telecronaca di Telecinco (canale denominato "Telecirco" dai fan spagnoli) e il collegamento è iniziato con Michael Schumacher ospite al box della Ferrari mentre teneva le dita incrociate.
Three.
Two.
One.
GOOOOOOOOOOO! La gara è partita con il Real & Only Iceman che manteneva la prima posizione, con Massa che si piazzava secondo alle sue spalle e con Alonso che doveva accontentarsi della terza posizione.
I telecronisti hanno visto in qualche modo Hamilton fuori pista, ma Hamilton in realtà era nelle zone basse della top-ten laddove stava al momento dello start. C'era una BMW, quella di Kubica, in testacoda dopo un contatto, ma pareva avere ripreso la retta via.
La pioggia incrementava. Tutti hanno preso la saggia decisione di rientrare ai box per le full wet dopo un solo giro di gara, ma il Real & Only Iceman ha combinato un po' di casino. Dopo essersi perso tagliando chicane e la corsia dei box, premonizione di quella volta che si è perso a Interlagos alcuni anni più tardi, è rimasto fuori un altro giro, mentre Massa, Alonso e quelli che li seguivano sono rientrati. Raikkonen ha aspettato un giro, nel frattempo OH MY OWL! In quel momento stavamo vivendo il più glorioso momento della storia della Formula 1 di questo secolo: il debuttante Markus Winkelhock, che guidava una Spyker (definita da un tipo su internet che ho beccato molto tempo fa come "una vettura tipo la Caterham") e che era rientrato per le heavy rain al termine del giro di formazione, partendo dalla pitlane, e che per tale ragione non aveva avuto bisogno di fermarsi, era nientemeno che in testa alla gara. *INCHINO*
Ricordo, quel giorno, durante il rain delay, che cosa speravo. Mi sarebbe piaciuto se le condizioni meteo avessero reso impossibile proseguire la gara, in modo da congelare tutto dopo quattro giri. Punteggio dimezzato, Winkelhock e la Spyker vincitori, destinati ad essere proclamati eroi e ad essere ricordati nei decenni a venire.
Non era così che le cose dovevano andare a finire, ma in effetti farei meglio a spiegare come si fosse arrivati alla safety car.
Tutto è iniziato con Button che finiva fuori nella curva più bagnata della pista.
Poi è stata la volta di una Spyker e di un telecronista che si chiedeva se quello fosse Winkelhock.
La grafica ha mostrato che si trattava di Sutil, ma non c'è stato molto tempo per commentarla: in quella curva è finito fuori anche Hamilton, plot-twist di un certo livello, anche se la scena gli è stata rubata in breve tempo, nell'ordine, da Rosberg che è finito fuori due secondi contati più tardi, poi da Speed che è arrivato subito dopo, nonché dal Grande Samurai Taku, che si è impantanato, ma facendo virtualmente una pernacchia a tutti gli altri ha ritrovato la via della pista.
Hamilton per ritrovarla ha avuto bisogno di una gru come usa fare in Indycar, con la sola differenza che in Indycar è routine, che in Indycar avrebbero rimesso in pista anche gran parte delle vetture lì presenti (alcuni non avevano toccato nulla, avevano solo lasciato spegnere il motore dopo essere finiti nella sabbia) e soprattutto che in Indycar sarebbe accaduto quando le vetture procedevano ai due all'ora in fila indiana dietro la safety car. Lì la safety car in pista c'era già, ma in Formula 1 le vetture non si mettono in fila ordinate e ai due all'ora in un battito di ciglia come avviene in Indycar.
Quando Liuzzi è finito in aquaplaning e, dopo avere rischiato di verniciare la safety car, ha verniciato una ruota posteriore della gru, finalmente è stata presa la saggia decisione di redflaggare la gara.
Tutti sulla griglia di partenza, con Winkelhock in attesa di ripartire dalla prima posizione: eroe per un giorno.
La gara è ripartita con un po' di caos, dietro la safety car. C'era Hamilton che era doppiato e, in quanto tale, doveva sdoppiarsi, e i piloti che chiedevano via radio, dietro la safety car "perché una vettura mi sta sorpassando?"
La presenza della safety car, intanto, garantiva a Winkelhock di vedere la propria prima posizione intaccata per qualche giro.
Il restart, con pista asciutta perché il temporale era già finito nel frattempo, è stato piuttosto pittoresco. Va bene, Winky è stato in breve superato da una gran quantità di vetture, ma vogliamo parlarne un attimo? Ha brevemente desistito anche da tutti gli altri, ma c'è stato un attimo, quando Massa l'ha affiancato, in cui Winkelhock sembrava davvero intenzionato a tentare l'impossibile per mantenere la prima posizione! *________*
Vorrei spendere alcune parole a proposito di Markus Winkelhock, specificando che fino a quel giorno detestavo i figli d'arte a prescindere. Avevo l'impressione che rubassero il volante ad altri, poco importava quali fossero i loro risultati. Era uno strascico che mi portavo dietro dall'epoca in cui c'erano Damon Hill e Jacques Villeneuve compagni di squadra in Williams ed ero convinta che a loro tempo fossero stati il malehhhh assolutohhhh e mi adeguavo all'idea generale che fossero stati dei brocchi, idea che mi ero fatta essenzialmente perché mi ricordavo di Damon Hill non tanto per i suoi anni d'oro, quanto per il declino, e perché le posizioni finali di Villeneuve, da quell'epoca in poi, erano sempre abbastanza scadenti.
Quando ho visto tutta la stagione 1993 ho cambiato idea sulle performance di Damon Hill, che indubbiamente non è sempre stato quello del 1999. Anche JV, per quanto nelle fasi finali della sua carriera non sia stato proprio il massimo, penso che se fosse stato un tipo più simpatico si sarebbe risparmiato gran parte delle critiche. Non aveva risultati da ex campione del mondo, questo no, e a suo tempo non era stato esattamente un fenomeno nel decidere in quale team accasarsi, ma all'epoca della B.A.R. non si può dire che abbia avuto risultati così inferiori a quelli che ci si poteva aspettare da un pilota della B.A.R.! Non so se mi spiego su che cosa intendo, sarebbe un po' come sorprendersi se negli ultimi anni Alonso e Button non hanno vinto gare sulla McLaren su cui si sono ritrovati!
Complice il fatto che Markus Winkelhock era figlio di un pilota che non avevo mai sentito nominare fino a quel momento invece che di una vecchia gloria del motorsport (fino a Winky mi sembra che tutti i figli di ex piloti di F1 passati per la F1 fossero comunque figli di gente che contava qualcosa a suo tempo, non figli di gente che correva per squadre tipo la ATS e la RAM) e che guidasse una carretta ho simpatizzato per lui anche se è durata poco.
Nello specifico la sua gara è durata tredici giri, prima di ritirarsi per un guasto al motore. All'epoca era già stabilmente nelle retrovie.
Quello che è successo in pista nel frattempo: dopo avere superato in branco Winkelhock, nella top-3 c'erano Massa, Alonso e Coulthard, con il mascellone che aveva superato il compagno di squadra Webber al restart e che poi si è fatto un po' di giri in testa ritardando il pit-stop. Ritardare non è stata una scelta conveniente, dato che gli ha fatto perdere posizioni. Raikkonen, ripartito settimo, nel frattempo era stato in lotta con Kovalainen e gli era davanti dopo la sosta. Poi a metà gara si è ritirato per un problema tecnico. Si erano già ritirati Ralf Schumacher e Takuma Sato per incidenti randon, oltre a quelli che non erano sopravvissuti all'incidente iniziale e a Winkelhock.
Quello che è successo in cabina di commento: i telecronisti ogni tanto ridevano a squarciagola, uno dei tre rispondeva al nome di Pedro e ciò mi ha dato la prova che fosse nientemeno che De La Rosa e, ad un certo punto, hanno espresso in modo del tutto decontestualizzato, dopo che era stato inquadrato per cinque secondi nel box della Williams, il loro sollievo per il ritiro di Rosberg, che a partire dal gran premio successivo sarebbe stato troppo vecchio per potere strappare ad Alonso il record di più giovane vincitore di un gran premio nel caso avesse vinto un gran premio. Giusto, una vittoria della Williams in un gran premio del 2007 era decisamente la cosa più probabile, comprendo a pieno la loro preoccupazione, io al posto loro non sarei riuscita a prendere sonno, la notte.
Il finale è stato di un certo livello. I primi cinque erano Massa, Alonso, Webber e Coulthard quando via radio qualcuno ha iniziato a vociferare qualcosa sulla pioggia che stava cadendo.
Sulle tribune la gente indossava l'impermeabile. Gocce cadevano sulla telecamera.
Massa e Alonso sono rientrati ai box con sette giri di gara davanti. In mezzo a loro c'era Fisichella doppiato. Quest'ultimo e Alonso per poco non si sono toccati nell'uscire. Alonso era davanti a Fisichella e si è lanciato all'inseguimento di Massa. Dietro c'era un duello a distanza per il podio tra Webber e Wurz, ma ovviamente non essendo spagnolo nessuno dei due ai teleronisti non importava un fico secco, perché era più importante fare un discorso che contenesse termini tipo "pioggia", "pista bagnata" e "Senna".
Poco dopo è iniziato il duellohhhhhhh con Kovalainen che all'inizio stava tra le scatole ma che poi è stato doppiato da entrambi. Non è chiaro dove fosse la gente che voleva vedere i duellihhhh e i sorpassihhhhh, probabilmente al cnetro commerciale già da un paio d'ore, ma quelo è stato decisamente intenso, peccato per le gocce di pioggia che rovinavano l'inquadratura in certi momenti. Perfino i telecronisti davano l'idea di divertirsi un mondo. Il fatto che Alonso sia spagnolo avrà senz'altro contribuito, ma sono fiduciosa.
Tra il pubblico è stato inquadrato un tizio che indossava una maglia della BMW Sauber mentre festeggiva per il sorpasso di Alonso su Massa. Mi piacciono un sacco queste cose, sanno molto di apertura mentale e mi danno l'impressione che ai tifosi della BMW Sauber interessi in particolare vedere dei bei duellihhhh.
Tra Alonso e Massa c'è stato un contatto, in quei frangenti, e ricordo di avere pensato all'epoca "OMG, se si fossero ritirati o avessero quantomeno perso posizioni avrebbe vinto Webber e un evento del genere non succederà mai". Webber e Wurz sono arrivati in volata senza che nessuno se li filasse. Un podio della Redbull mi ha fatta molto felice, all'epoca, perché pensavo che non sarebbe accaduto mai più, e perché quantomeno Alex Wurz un podio quell'anno l'aveva già portato a casa.
La gara è finita e ha consacrato alla storia del motorsport il seguente risultato: 1. Fernando Alonso (McLaren), 2. Felipe Massa (Ferrari), 3. Mark Webber (Redbull), 4. Alexander Wurz (Williams), 5. David Coulthard (Redbull), 6. Nick Heidfeld (BMW), 7. Robert Kubica (BMW), 8. Heikki Kovalainen (Renault), 9. Lewis Hamilton (McLaren), 10. Giancarlo Fisichella (Renault), 11. Rubens Barrichello (Honda), 12. Anthony Davidson (Super Aguri), 13. Jarno Trulli (Toyota). RIT. Kimi Raikkonen (Ferrari), Takuma Sato (Super Aguri), Ralf Schumacher (Toyota), Markus Winkelhock (Spyker), Jenson Button (Honda), Adrian Sutil (Spyker), Nico Rosberg (Williams), Scott Speed (Toro Rosso), Vitantonio Liuzzi (Toro Rosso).
La gara poteva anche essere finita, ma il meglio doveva ancora venire, dato che c'è un motivo per cui mi sono rivista questa gara oggi.
Quando Alonso, sceso dalla vettura, ha iniziato a gesticolare indicando i segni sulla vettura, i telecronisti hanno iniziato a parlare di polemiche avvenute a Barcellona tra lui e Massa e anche accennato a una polemica di quel venerdì. Ad ogni modo #IStandWithWebber e #IStandWithWurz, eroi della gara, nessuno che se li filava minimamente...
Quello che è successo dopo lo sanno tutti ed è risaputo, il "va a ca*are, sei un co***one" e "a tre giri dalla fine non si può fare" ha fatto la storia. Il momento più pittoresco, comunque, non è stato a mio parere "prova a imparare" / "prova tu a imparare" (spesso erroneamente scritto come "impara a imparare", che comunque è ugualmente nonsense), ma quando Massa ha mandato a quel paese Ron Dennis dicendo, in italiano, "è lui".
Tutto ciò ha fatto passare in secondo piano la stretta di mano molto slash tra i Webbonso, l'abbraccio tra Alonso e Ron Dennis, che nello spazio temporale di un gran premio più che abbracciarsi si sarebbero presi a coltellate, la camicia a righe indossata da MSC salito sul podio a consegnare il trofeo a Ron Dennis...
Tra parentesi, durante la consegna dei trofei, secondo i telecronisti spagnoli Dennis avrebbe fatto segno ad Alonso di lanciare il trofeo contro Schumacher. WTF?! Sono io che non ho capito bene il filo del discorso o i telecronisti spanish erano così su di giri?
Rivedere il Gran Premio d'Europa 2007 mi ha dato la possibilità di rivedere una gara piuttosto epica e pittoresca, di rendermi conto che le gare pittoresche non ci sono state soltanto negli anni '80 e '90 come sostiene qualcuno e soprattutto di notare come le gare di oggi non siano poi così tanto diverse da quelle di dieci anni fa, se non consideriamo i valori in pista e il fatto che la McLaren motorizzata Mercedes vinceva mentre la Honda arrivava fuori dalla top-ten, mentre al giorno d'oggi la Mercedes è una squadra vincente nata sulle ceneri della Honda e della successiva Brawn, mentre la McLaren Honda non cava un ragno dal buco. Rappresentanti della Ferrari e della Redbull sul podio si vedono tuttora e la Ferrari è come allorauna squadra che può puntare alla vittoria e che, peraltro, al momento è messa meglio di quanto non lo fosse allora in classifica.
Il ricordo più pittoresco che ho dall'epoca è che c'erano tifosi indignati da quanto accaduto tra Massa e Alonso e dal fatto che si fossero insultati che poi si sono messi a insultarsi e a dirsi della roba ancora peggiore rispetto a quella che si era sentita sul retro del podio!
Mentre Alonso e Massa se ne sono andati di lì a pochi giorni a fare comunella sul campo di calcio di una partita di beneficienza, lo stesso non è accaduto tra Scott Speed e il team principal della Toro Rosso Franz Tost, con quest'ultimo accusato dal pilota di averlo afferrato per il collo e sbattuto contro un muro durante una pacata discussione dovuta al fatto che Speed era convinto che il team avesse sbagliato a non farlo rientrare subito per le gomme da bagnato. La versione dei fatti raccontata da Tost è stata chiaramente diversa e di lì a poco le strade tra il pilota americano e la squadra faentina si sono separate definitivamente, con Sebastian Vettel che ha preso il suo posto a partire dal gran premio d'Ungheria di lì a due settimane.
Speed ha continuato a vestire i colori della Redbull nelle stock car e nel 2008 ha lottato per il campionato in ARCA, titolo che ha perso per un incidente con Ricky Stenhouse Jr (attuale fidanzato di Danica Patrick) e per averlo successivamente speronato di proposito per esprimere il proprio disappunto in seguito al primo incidente. Ha gareggiato inoltre in NASCAR Trucks, Nationwide e Sprint Cup, facendo anche qualche comparsa in Formula E dove ha all'attivo un podio nella prima stagione.
domenica 19 ottobre 2014
Cose di cui un lato di me sente la mancanza - atto secondo
A suo tempo ho già parlato delle cose di cui sento lamancanza, riferendomi al periodo fine anni ’90, primi anni ’00, ma devo dire
che, secondo me, c’è stato un altro periodo piuttosto glorioso, nella storia
della Formula 1 recente. Ripercorriamolo quindi con le cose di cui un lato di
me sente la mancanza, atto secondo. Non sarà difficile intuire di che periodo
si tratta.
I commenti ironici
ai gran premi
Come può mancarmi qualcosa che c’è tuttora? Infatti non
mi mancano, ma mi manca la spontaneità con cui nacquero. Adesso è scontato, per
me, scrivere il commento al gran premio dopo che questo finisce, possano essere
passate poche ore, pochi giorni o un paio di settimane nei casi peggiori. Un
tempo non era così e i commenti ironici ai gran premi sono nati per puro caso,
destinati a rimanere qualcosa di privato. Come sono cambiate le cose, da quel
giorno... Sia chiaro, non rimpiango i momenti in cui a leggere i miei commenti
era una sola persona che magari non era neanche interessata al cento per cento
a quello che scrivevo. Rimpiango però il momento in cui, con naturalezza,
compresi che dovevo scrivere un vero proprio commento a un gran premio,
affinché i ricordi di quanto era accaduto non svanissero.
La Super Aguri
Arrivarono come il fanalino di coda, raggiunsero il
momento della gloria, tornarono nelle retrovie e fallirono. Il primo punto
ottenuto da Sato sulla Super Aguri fu un momento da standing ovation:
all’improvviso non mi importava più nulla di tutto il resto, fu una frazione di
secondo ma fu la prima volta nella mia vita in cui provai un’intensa
soddisfazione per una carretta che conquistava un punto, ultima cosa che avrei
mai e poi mai potuto immaginare nei mesi precedenti. Poi arrivò, un paio di
gran premi dopo, la consacrazione definitiva: vedere Sato su Super Aguri
superare Alonso su una McLaren fu qualcosa di indescrivibile: un pilota di
medio livello su una carretta che superava un campione del mondo di un top
team. Con tutto il rispetto per Alonso e per la McLaren, fu una scena
orgasmica, mai più vista negli anni a venire.
L’uomo dei record
Ultimo alla partenza e primo al restart, conquistò
peraltro la maggior percentuale di giri disputati in testa sul totale...
al volante di una Spyker. Sto parlando di Markus Winkelhock, che mi è rimasto
nel cuore e che ricordo tuttora nonostante la sua parentesi in Formula 1 durò
pochissimo. Passerà molto tempo prima che qualcuno batta i suoi record... se
accadrà mai, cosa di cui dubito fortemente.
“Prova a imparare!”
“Prova tu a imparare!”
Passato momentaneamente l’entusiasmo per Winkelhock in
testa al gran premio, e peraltro non fu neanche troppo difficile dato che venne
superato da tutti un attimo prima che il suo motore finisse in fumo,
continuammo a vederne delle belle. Vedemmo un duello per la prima posizione tra
Massa e Alonso a pochi giri dalla fine, in cui quest’ultimo ne uscì vincitore.
Qualcuno azzardò che sarebbe stato epico se fossero finiti fuori pista
entrambi, perché sarebbe accaduto qualcosa che non aveva mai più speranze di
accadere: Webber avrebbe vinto con una Redbull. Eh già, all’epoca lo credevamo
davvero impossibile! Webber arrivò terzo e apprese da Alonso l’“arte di
rosicare dopo una vittoria”, in cui Fernando si lamentò di come Massa avesse
attentato alla sua leadership dopo che, per la vittoria, aveva lottato con...
Heidfeld?!?!?! Sorvoliamo su questa inquietante prospettiva e concentriamoci su
Felipe, che con grande eleganza rispose... no, è meglio sorvolare anche sulla
risposta!
Bonus: i due litigarono in italiano.
Doppio bonus: in italiano l’espressione “prova a
imparare” non ha senso, ma Alonso sembrò comprenderla perfettamente, dato che
la sua risposta fu “prova tu a imparare”.
Triplo bonus: Massa mandò a quel paese anche Ron Dennis,
sopraggiunto per calmare gli animi.
Quadruplo bonus: sul podio c’era Michael Schumacher a
consegnare il trofeo al rappresentante della McLaren, e indossava una camicia a
righe.
Oh, c’è un pilota
che ha la mia età!
Sapevo che era uno dei piloti di riserva della BMW
Sauber, sapevo che era conteso tra la BMW Sauber e la Toro Rosso/ Redbull (grazie
alle telecronache di Mazzoni) e sapevo che aveva diciannove anni, proprio come
me. L’unica differenza era che io avevo appena compiuto i diciannove, Sebastian
Vettel stava per compiere i venti. Quello che contava, comunque, era che un
pilota nato meno di dodici mesi prima di me avesse finalmente debuttato in
Formula 1.
Al giorno d’oggi, in cui ci sono parecchi piloti nati
negli anni ’90, in cui Ricciardo che è più giovane di me ha vinto dei gran
premi, in cui si appresta a debuttare in Formula 1 Max Verstappen che ha nove
anni in meno di me, mi sento dannatamente vecchia. Allora mi sentivo coetanea
di almeno un pilota di Formula 1, e mi sentivo importante!
Bonus: abbandonando un attimo il discorso dell’età,
quando Vettel passò alla Toro Rosso, il mio commento fu “come può, un pilota
che può diventare titolare tra un anno o due sulla BMW Sauber, puntare a un team
di livello medio-basso come la Redbull?”, il che dimostra che giustamente non
avevo la più pallida idea di quello che ci aspettava.
Tre per quattro
Era il gran premio della Turchia del 2007 e, quanto
mancavano cinque gran premi alla conclusione del mondiale, i piloti della
McLaren e quelli della Ferrari avevano tutti quanti ottenuto tre vittorie
ciascuno. Poi la situazione di “parità” svanì di lì a poco, ma in quel momento
c’era un certo livello di epicità nella situazione che si era venuta a creare.
Quell’anno in cui
non sentimmo mai l’inno tedesco
Era il 2007 e per tutta la stagione udimmo un susseguirsi
di:
- inno britannico e basta;
- inno spagnolo + inno britannico;
- inno finlandese + inno italiano;
- inno brasiliano + inno italiano.
Né piloti né team tedeschi ottennero quindi la vittoria
e, per un’intera stagione non udimmo l’inno tedesco nemmeno una volta!
OMG, c’è una Force
India in quarta posizione!
C’era Sutil quarto e la cosa avrebbe anche potuto
diventare orgasmica, se le cose fossero andate avanti così abbastanza a lungo
da consentirgli di guadagnare punti. Purtroppo per lui Raikkonen gli frenò nel
retrotreno. Successivamente vedemmo varie inquadrature di Sutil in lacrime
dentro al box della Force India, segno evidente che da sobrio è capacissimo di
mostrarsi contrariato a qualcosa o a qualcuno senza fare danni.
Bonus bonus: nella stagione successiva ci fu un altro
incidente tra Sutil e Raikkonen quando Sutil era in top-ten.
Doppio bonus: sempre nella stagione successiva ci fu un
gran premio in cui Sutil riuscì effettivamente ad arrivare quarto.
L’imminente
debutto di Roldan Rodriguez
Dubbio esistenziale: chi sarebbe?
Risposta: effettivamente non lo so, ma era uno di cui si
parlava sempre! Doveva debuttare alla Spyker, o forse alla Force India, o forse
era associato prima alla Spyker e poi alla Force India.
Nelsinho Piquet
Nelson Angelo Piquet / Nelson Piquet Junior / Nelsinho
Piquet aveva come obiettivo, secondo Mazzoni, quello di farsi chiamare solo
Nelson, obiettivo per nulla realizzato, almeno durante il tempo della sua
permanenza in Formula 1. Apparve alla Renault lo stesso anno in cui Alonso vi
fece ritorno e da molti venne visto, in un primo momento, come un valido
avversario per lo spagnolo. Molte fangirl, invece, lo ritennero un valido
candidato quando erano desiderose di sbavare un po’.
Nonostante il suo fascino brasileiro Nelsinho Piquet è
nato in Germania, non troppo lontano dal circuito di Hockenheim in cui ottenne
una seconda posizione, uno degli unici due risultati decenti ottenuti per tutta
la durata della sua carriera di pilota. Ebbe molto più successo nella sua
carriera alternativa di manichino da crashtest, tanto che nessuno riesce ancora
a stabilire con certezza se nel famigerato gran premio di Singapore del 2008
contro al muro ci andò apposta oppure no. Dobbiamo fidarci solo della sua
parola e spero che, dal momento che raccontandolo pubblicamente ci fece
sappiamo tutti che figura, spero almeno che l’abbia fatto davvero!
Il centesimo
pilota nella storia della Formula 1 a vincere un gran premio
Ormai avevamo perso le speranze. Kovalainen era una sorta
di nuovo Barrichello al volante di una McLaren, con la sola differenza che,
quando c’era la possibilità di vincere quelle due o tre gare per anno,
Barrichello era sempre lì al momento giusto, mentre di Kovalainen non si poteva
dire altrettanto. Proveniente dalla Renault e giunto in McLaren dove avrebbe
potuto fare sfaceli, in realtà passò nell’ombra. Poi un giorno, mentre era
stabilmente terzo a una certa distanza da Hamilton che a sua volta era a una
certa distanza da Massa, capitarono due miracoli: Hamilton forò e Massa ruppe
il motore. Kovalainen vinse quindi quando nemmeno lui ci credeva più. In
conferenza stampa, però, dichiarò che anche senza la rottura del motore di
Massa avrebbe potuto puntare comunque alla vittoria, cosa non molto credibile
visti i venti o trenta secondi di gap e il fatto che la gara fosse quasi
finita. Comunque poco importa: Kovalainen non ha bisogno di essere creduto,
quello che conta è che, da qualche parte ci sia la sua presenza illuminante.
Bonus: durante le interviste era sempre pronto a
ridacchiare, specie nelle occasioni in cui arrivava dalla quindicesima
posizione in poi.
“Ma quale Ferrari
e McLaren, io spero in una vittoria della Toro Rosso!”
Era un commento fatto così, per sdrammatizzare un po’ sui
risultati della Toro Rosso che, per carità, qualcosa di buono lo stava anche
combinando, ma che mai e poi mai avrebbe potuto vincere un gran premio. Scherzavo
così, una settimana prima del gran premio d’Italia del 2008. Poi una settimana
più tardi Vettel tagliò il traguardo in prima posizione... con una Toro Rosso!
Una lampadina da
minatore sul casco
Lo scenario era quello del primo gran premio di
Singapore, primo gran premio in notturna della storia della Formula 1, in cui
Robert Kubica, all’epoca pilota della BMW Sauber che doveva essere stato
contagiato dalla follia di Vettel in fatto di caschi quando erano
pseudo-compagni di squadra un anno prima, decorò il proprio casco con una sorta
di lampadina da minatore, di cui Mazzoni parlò approfonditamente il
telecronaca, nonostante non fosse nulla in confronto alle luci intermittenti
messe sul casco da Vettel in un’occasione molto successiva sempre a Singapore.
I finali di
stagione al cardiopalma
Sono cresciuta con i finali di stagione in cui tutto si
decideva tra Schumacher e Hakkinen. Poi se ne andò Hakkinen, comparvero
Montoya, Raikkonen e compagnia bella... ma mai mi capitò di vedere un vero e
proprio duello per il titolo all’ultima gara stagionale. Non tra tre piloti,
almeno. L’edizione del 2007, con il gran premio del Brasile in cui Hamilton era
leader della classifica con 4 punti su Alonso e 7 su Raikkonen, si prospettava
scoppiettante. Da un certo lato poteva sembrare un risultato già scritto, da
certi altri lati invece notammo come tutto poteva essere messo in discussione e
come tutto era (o almeno appariva tale) genuino spettacolo. Ci furono polemiche
qua e là, ma ci fu anche un esito che non era quello più scontato e che, in quanto
tale, ci ricordò che la Formula 1 può anche essere imprevedibile e che soltanto
quando cala la bandiera a scacchi sull’ultimo gran premio stagionale si può
stabilire chi abbia vinto il mondiale.
Interlagos ci diede appuntamento a un anno più tardi:
stavolta non c’erano tre piloti, ma soltanto due, e Hamilton aveva 7 punti di
vantaggio su Massa. Ancora una volta il risultato sembrava scontato, ma forse
così scontato non era, dato che tutto si decise soltanto all’ultima curva,
quindi ancora più in extremis di quanto fosse accaduto l’anno precedente. Stavolta
la Formula 1 ci dimostrò che addirittura anche quando viene data la bandiera a
scacchi nulla è ancora scontato.
A questo punto, con l’auspicio di rivedere al più presto
finali di stagione altrettanto scoppiettanti, non mi resta che rendermi conto
di un’inquietante verità: c’è un'altra cosa di cui un lato di me sente la
mancanza... e il lato di fangirl che è dentro di me mi sta implorando di non
risparmiarvela. Ci scommetto che in molti di voi stanno intuendo, almeno
velatamente, che mi riferisca a una certa tuta verde-oro indossata da Massa al
gran premio del Brasile del 2006... ma darò ascolto alla voce della mia
coscienza e mi asterrò dal dedicarvi un intero paragrafo.
lunedì 2 gennaio 2012
[Dal vecchio blog] Le gru sotto il diluvio, gli insulti in diretta e i record di Winkelhock (in ricordo del GP d’Europa 2007)
22/07/2010
Non sarò tornata un po’ troppo presto, miei cari esemplari di gomme slick utilizzate da Glock sotto il diluvio a Interlagos? Può darsi. E non starò scrivendo un po’ troppe scemenze? No, questo direi di no, miei cari lettori che desidererebbero insultarmi in mondovisione. A proposito di insulti in mondovisione, tre anni fa di questi giorni, per l’esattezza il 22 luglio del 2007 avveniva l’ultimo gran premio d’Europa al Nuerburgring, poi due anni più tardi sede del GP di Germania. Quindi vediamo di ripensare un po’ a quella gara, per via delle notevoli sorprese che ci riservò. E dato che voglio far accapponare la pelle a tutti i tifosi facilmente scandalizzabili, ci tengo a ricordare loro che in quella gara con loro intenso e immenso sconvolgimento una gru ripescò Hamilton rimettendolo in pista dopo che era finito fuori. I tifosi in questione non fecero che parlare di favoritismi per un annetto buono e a lamentarsi dei grandissimi vantaggi che Hamilton aveva ottenuto in quella gara, rubando punti alle Ferrari. Sul fatto che abbia rubato punti alle Ferrari (non nomino gli altri perché generalmente quel genere di tifosi non è consapevole del fatto che esistano altri a parte le Ferrari e il Grande Nemico – che generalmente viene impersonato da un pilota della McLaren) avrei però qualche dubbio in proposito dato che all’epoca i punti c’erano fino all’8° e lui arrivò 9°…
Sì, lo so, vi ho sconvolti, miei cari alberi di banane che tremano al passaggio di Ross Brawn. Ricordare l’esistenza di quella gru senza dubbio vi impedirà di dormire sonni tranquilli, specialmente ai fan di Ferniiii che lo tifano da quando è nato ma che curiosamente in quell’anno lo gufavano e lo criticavano giorno e notte e avrebbero tanto desiderato rinascere nel corpo di Feeeeeli per potere essere loro a mandarlo a cagare davanti alle telecamere.
Ma facciamo un salto indietro, prima della gru. Era il periodo in cui la Spyker aveva appena licenziato Christijan Albers, ex pilota della Minardi celebre per essere arrivato 5° a Indianapolis in quella gara ormai famosa. Erano girate per un po’ delle voci su Klien, pareva che sarebbe stato lui il sostituto di Albers. E invece no. Prima di arrivare a Yamamoto che sarebbe tornato in Ungheria (a proposito di Yamamoto, pare che ci toccherà rivedercelo spesso in questa stagione), per il solo GP del Nuerburgring fu ingaggiato dalla Spyker un certo Markus Winkelhock (figlio di Manfred Winkelhock, pilota degli anni ’80 – non chiedetemi per che team corresse, mi pare comunque che c’entrassero dei team con dei nomi difficilmente memorizzabili, roba piena di sigle dal significato oscuro tipo AGS o qualcosa del genere) che probabilmente molti di voi hanno completamente dimenticato. Ma non fa niente, probabilmente ci sarà anche chi non ha la più pallida idea dei record messi a segno da quel pilota semi-sconosciuto. Ma anche a questo ci si arriverà tra un po’.
Oltre ad essere il periodo del licenziamento di Albers era anche il periodo di quello spot della Mercedes veramente divertentissimo che senza dubbio ricorderete, quello dove terminava con Alonso, Hamilton e Hakkinen all’interno di una sauna. Ma lasciamo perdere quello spot anche se era meraviglioso e dedichiamoci ad altro.
Qualcuno di voi forse avrà dimenticato che nelle qualifiche Hamilton fu protagonista di uno schianto degno di nota a causa della rottura di una sospensione. Insomma, un po’ come l’incidente di Kovalainen l’anno successivo in Spagna. Vi fu una lunga interruzione delle qualifiche, dopodiché quando ripresero Raikkonen ottenne la pole position davanti Alonso, Massa, Heidfeld, Kubica, ecc…
La gara stava per scattare a momenti ed era prevista pioggia. Tutti (a parte uno, si sarebbe poi scoperto) erano su gomme intermedie e quando la gara è scattata ancora l’acqua non si stava fondando sul circuito. Raikkonen ha mantenuto la leadership, seguito da Massa che aveva superato Alonso, dopodiché le due BMW entravano in collisione l’una con l’altra. Giusto il tempo di controllare come stavano le posizioni e poi giù pioggia a tutto andare. In molti si sono precipitati ai box a cambiare gomme, e nel frattempo del tutto inspiegabilmente si è visto Raikkonen immettersi nella corsia dei box e poi deviare dopo qualche metro tornandosene in pista. Non siamo tenuti a sapere se sia stato un suo errore, ma qualora lo sia stato non posso fare altro che notare che come al solito la Ferrari stava facendo rientrare i due piloti contemporaneamente, nonostante li avesse uno primo e uno secondo. Tutto sommato è andata quasi meglio così, visto che a conti fatti quando qualche giro più tardi la gara si sarebbe ripresa si sarebbero ritrovati ben presto entrambi tra i primi tre. Ma questo non ha importanza, al momento.
Button, Hamilton, Sutil, Rosberg, Speed, Liuzzi e una Super Aguri (penso Sato) sono usciti fuori tutti quanti alla stessa curva con Sato che riusciva a rimettersi in pista. Intanto sopraggiungeva una gru che ripescava Hamilton e lo rimetteva in pista, suscitandomi un dubbio: ma una volta non era vietato anche semplicemente ricevere una spinta a meno? No, perché quella volta qualche anno prima sempre al Nuerburgring in cui Schumacher era rimasto mezzo impantanato e fu spinto a mano in pista mi pare che già ci furono polemiche a raffica, figuriamoci stavolta che addirittura scomodavano una gru! Venne tirata fuori la scusa del fatto che aveva ancora il motore acceso e che era in posizione pericolosa, ma sinceramente a me pare che la gru fosse quella in posizione più pericolosa di tutti, dato che qualcuno dei ritirati in quella curva andò vicino a schiantarsi contro la gru. Ma intanto che si parlava di questo, alla maggior parte dei telespettatori (e forse anche ai telecronisti) era sfuggito che nel frattempo Winkelhock che era partito direttamente con le heavy rain se ne stava in testa.
Nel frattempo il diluvio aveva reso inagibile la pista, cosicché è stata esposta bandiera rossa con seconda partenza alle 14,30. Nel frattempo prima che giungesse l’orario in questione era venuto fuori in sole, ma puntualmente alle due e mezza ricominciava a piovere. Partenza dietro la safety car, che è rimasta in pista per circa 4 giri, con Winkelhock che al momento in cui la safety car è uscita è stato lentamente sfilato da tutte le vetture più veloci che gli stavano dietro, ovvero più o meno da tutti dato che le uniche lente come la sua erano quella di Sutil e le due Super Aguri, e che Sutil era già ritirato. Dopo 13 giri di gara, poi, si sarebbe ritirato per un guasto al motore.
Stava spuntando di nuovo fuori il sole e dopo pochi giri in assenza di safety car nelle prime posizioni c’erano: 1 Massa, 2 Alonso, 3 Raikkonen. Quest’ultimo poi con il passare dei giri ha finito per ritirarsi per problemi tecnici, sorte toccata anche ad altri.
Saltiamo agli ultimi giri (di Winkelhock mi occuperò di nuovo tra un po’) con la pioggia che riprendeva a cadere. Di conseguenza tutti in branco ai box a cambiare gomme (con Alonso che peraltro rischiava la collisione con Fisichella). E una certezza: con le nuove gomme la Ferrari di Massa perdeva decisamente dalla McLaren di Alonso. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto Alonso è riuscito finalmente a effettuare il sorpasso portandosi in testa, nonostante una lieve collisione tra lui e Massa.
Spero che mi consentiate di soprassedere su ciò che si sono detti i due nel dopogara davanti alle telecamere, così come preferirei evitare di dilungarmi sulla descrizione della camicia a righe indossata da uno dei soggetti che consegnavano i trofei, che preferisco non citare in quanto il solo leggere il suo nome potrebbe provocare nei ferraristi sfegatati qualche spiacevole conseguenza.
Che dire di Winkelhock? Ebbene, era partito in ultima posizione al via e primo alla ri-partenza. Si tratta di un record: a nessuno era mai capitato. E sentite qui… avendo passato in testa 5 giri dei 13 della gara e non avendo mai più partecipato ad altre gare di F1, è diventato anche il pilota che ha fatto da leader la maggior parte in percentuale dei suoi giri totali. Ovvero 5 su 13 circa il 38%. Circa due punti percentuali in più del 36% dei giri totali passati in testa da Schumacher sui giri totali che era il record dell’epoca (percentuale che però è calata in questa stagione in quanto è andato ad incrementarsi il numero dei giri totali ma non quello dei giri in testa).
Come dire, anche con una sola gara e un ritiro, Winkelhock ha comunque scritto il proprio nome nella storia dei record della Formula 1. Mi verrebbe da dire: speriamo di rivederlo in pista. Ma se tornasse perderebbe il secondo record che ho citato, quindi dopotutto anche con una sola gara la sua carriera in F1 resterebbe comunque memorabile!
Non sarò tornata un po’ troppo presto, miei cari esemplari di gomme slick utilizzate da Glock sotto il diluvio a Interlagos? Può darsi. E non starò scrivendo un po’ troppe scemenze? No, questo direi di no, miei cari lettori che desidererebbero insultarmi in mondovisione. A proposito di insulti in mondovisione, tre anni fa di questi giorni, per l’esattezza il 22 luglio del 2007 avveniva l’ultimo gran premio d’Europa al Nuerburgring, poi due anni più tardi sede del GP di Germania. Quindi vediamo di ripensare un po’ a quella gara, per via delle notevoli sorprese che ci riservò. E dato che voglio far accapponare la pelle a tutti i tifosi facilmente scandalizzabili, ci tengo a ricordare loro che in quella gara con loro intenso e immenso sconvolgimento una gru ripescò Hamilton rimettendolo in pista dopo che era finito fuori. I tifosi in questione non fecero che parlare di favoritismi per un annetto buono e a lamentarsi dei grandissimi vantaggi che Hamilton aveva ottenuto in quella gara, rubando punti alle Ferrari. Sul fatto che abbia rubato punti alle Ferrari (non nomino gli altri perché generalmente quel genere di tifosi non è consapevole del fatto che esistano altri a parte le Ferrari e il Grande Nemico – che generalmente viene impersonato da un pilota della McLaren) avrei però qualche dubbio in proposito dato che all’epoca i punti c’erano fino all’8° e lui arrivò 9°…
Sì, lo so, vi ho sconvolti, miei cari alberi di banane che tremano al passaggio di Ross Brawn. Ricordare l’esistenza di quella gru senza dubbio vi impedirà di dormire sonni tranquilli, specialmente ai fan di Ferniiii che lo tifano da quando è nato ma che curiosamente in quell’anno lo gufavano e lo criticavano giorno e notte e avrebbero tanto desiderato rinascere nel corpo di Feeeeeli per potere essere loro a mandarlo a cagare davanti alle telecamere.
Ma facciamo un salto indietro, prima della gru. Era il periodo in cui la Spyker aveva appena licenziato Christijan Albers, ex pilota della Minardi celebre per essere arrivato 5° a Indianapolis in quella gara ormai famosa. Erano girate per un po’ delle voci su Klien, pareva che sarebbe stato lui il sostituto di Albers. E invece no. Prima di arrivare a Yamamoto che sarebbe tornato in Ungheria (a proposito di Yamamoto, pare che ci toccherà rivedercelo spesso in questa stagione), per il solo GP del Nuerburgring fu ingaggiato dalla Spyker un certo Markus Winkelhock (figlio di Manfred Winkelhock, pilota degli anni ’80 – non chiedetemi per che team corresse, mi pare comunque che c’entrassero dei team con dei nomi difficilmente memorizzabili, roba piena di sigle dal significato oscuro tipo AGS o qualcosa del genere) che probabilmente molti di voi hanno completamente dimenticato. Ma non fa niente, probabilmente ci sarà anche chi non ha la più pallida idea dei record messi a segno da quel pilota semi-sconosciuto. Ma anche a questo ci si arriverà tra un po’.
Oltre ad essere il periodo del licenziamento di Albers era anche il periodo di quello spot della Mercedes veramente divertentissimo che senza dubbio ricorderete, quello dove terminava con Alonso, Hamilton e Hakkinen all’interno di una sauna. Ma lasciamo perdere quello spot anche se era meraviglioso e dedichiamoci ad altro.
Qualcuno di voi forse avrà dimenticato che nelle qualifiche Hamilton fu protagonista di uno schianto degno di nota a causa della rottura di una sospensione. Insomma, un po’ come l’incidente di Kovalainen l’anno successivo in Spagna. Vi fu una lunga interruzione delle qualifiche, dopodiché quando ripresero Raikkonen ottenne la pole position davanti Alonso, Massa, Heidfeld, Kubica, ecc…
La gara stava per scattare a momenti ed era prevista pioggia. Tutti (a parte uno, si sarebbe poi scoperto) erano su gomme intermedie e quando la gara è scattata ancora l’acqua non si stava fondando sul circuito. Raikkonen ha mantenuto la leadership, seguito da Massa che aveva superato Alonso, dopodiché le due BMW entravano in collisione l’una con l’altra. Giusto il tempo di controllare come stavano le posizioni e poi giù pioggia a tutto andare. In molti si sono precipitati ai box a cambiare gomme, e nel frattempo del tutto inspiegabilmente si è visto Raikkonen immettersi nella corsia dei box e poi deviare dopo qualche metro tornandosene in pista. Non siamo tenuti a sapere se sia stato un suo errore, ma qualora lo sia stato non posso fare altro che notare che come al solito la Ferrari stava facendo rientrare i due piloti contemporaneamente, nonostante li avesse uno primo e uno secondo. Tutto sommato è andata quasi meglio così, visto che a conti fatti quando qualche giro più tardi la gara si sarebbe ripresa si sarebbero ritrovati ben presto entrambi tra i primi tre. Ma questo non ha importanza, al momento.
Button, Hamilton, Sutil, Rosberg, Speed, Liuzzi e una Super Aguri (penso Sato) sono usciti fuori tutti quanti alla stessa curva con Sato che riusciva a rimettersi in pista. Intanto sopraggiungeva una gru che ripescava Hamilton e lo rimetteva in pista, suscitandomi un dubbio: ma una volta non era vietato anche semplicemente ricevere una spinta a meno? No, perché quella volta qualche anno prima sempre al Nuerburgring in cui Schumacher era rimasto mezzo impantanato e fu spinto a mano in pista mi pare che già ci furono polemiche a raffica, figuriamoci stavolta che addirittura scomodavano una gru! Venne tirata fuori la scusa del fatto che aveva ancora il motore acceso e che era in posizione pericolosa, ma sinceramente a me pare che la gru fosse quella in posizione più pericolosa di tutti, dato che qualcuno dei ritirati in quella curva andò vicino a schiantarsi contro la gru. Ma intanto che si parlava di questo, alla maggior parte dei telespettatori (e forse anche ai telecronisti) era sfuggito che nel frattempo Winkelhock che era partito direttamente con le heavy rain se ne stava in testa.
Nel frattempo il diluvio aveva reso inagibile la pista, cosicché è stata esposta bandiera rossa con seconda partenza alle 14,30. Nel frattempo prima che giungesse l’orario in questione era venuto fuori in sole, ma puntualmente alle due e mezza ricominciava a piovere. Partenza dietro la safety car, che è rimasta in pista per circa 4 giri, con Winkelhock che al momento in cui la safety car è uscita è stato lentamente sfilato da tutte le vetture più veloci che gli stavano dietro, ovvero più o meno da tutti dato che le uniche lente come la sua erano quella di Sutil e le due Super Aguri, e che Sutil era già ritirato. Dopo 13 giri di gara, poi, si sarebbe ritirato per un guasto al motore.
Stava spuntando di nuovo fuori il sole e dopo pochi giri in assenza di safety car nelle prime posizioni c’erano: 1 Massa, 2 Alonso, 3 Raikkonen. Quest’ultimo poi con il passare dei giri ha finito per ritirarsi per problemi tecnici, sorte toccata anche ad altri.
Saltiamo agli ultimi giri (di Winkelhock mi occuperò di nuovo tra un po’) con la pioggia che riprendeva a cadere. Di conseguenza tutti in branco ai box a cambiare gomme (con Alonso che peraltro rischiava la collisione con Fisichella). E una certezza: con le nuove gomme la Ferrari di Massa perdeva decisamente dalla McLaren di Alonso. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto Alonso è riuscito finalmente a effettuare il sorpasso portandosi in testa, nonostante una lieve collisione tra lui e Massa.
Spero che mi consentiate di soprassedere su ciò che si sono detti i due nel dopogara davanti alle telecamere, così come preferirei evitare di dilungarmi sulla descrizione della camicia a righe indossata da uno dei soggetti che consegnavano i trofei, che preferisco non citare in quanto il solo leggere il suo nome potrebbe provocare nei ferraristi sfegatati qualche spiacevole conseguenza.
Che dire di Winkelhock? Ebbene, era partito in ultima posizione al via e primo alla ri-partenza. Si tratta di un record: a nessuno era mai capitato. E sentite qui… avendo passato in testa 5 giri dei 13 della gara e non avendo mai più partecipato ad altre gare di F1, è diventato anche il pilota che ha fatto da leader la maggior parte in percentuale dei suoi giri totali. Ovvero 5 su 13 circa il 38%. Circa due punti percentuali in più del 36% dei giri totali passati in testa da Schumacher sui giri totali che era il record dell’epoca (percentuale che però è calata in questa stagione in quanto è andato ad incrementarsi il numero dei giri totali ma non quello dei giri in testa).
Come dire, anche con una sola gara e un ritiro, Winkelhock ha comunque scritto il proprio nome nella storia dei record della Formula 1. Mi verrebbe da dire: speriamo di rivederlo in pista. Ma se tornasse perderebbe il secondo record che ho citato, quindi dopotutto anche con una sola gara la sua carriera in F1 resterebbe comunque memorabile!
Iscriviti a:
Post (Atom)
