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giovedì 2 aprile 2026

02.04.2006: GP Australia, il quinto posto di Button finisce in fumo

2 Aprile 2006 - Jenson Button parte dalla pole position per la terza volta in carriera. Potrebbe essere l'inizio di un bel sogno, per il pilota della Honda, ma il destino ha in serbo altro per lui, per esempio quello di conquistare un nuovo tifoso. Di questo, tuttavia, ne riparleremo alla fine del post, per il momento concentriamoci sul testacoda di Juan Pablo Montoya nel formation lap.
Ciò lo condannerebbe a partire dalle retrovie(?) se non fosse che la Renault di Giancarlo Fisichella rimane ferma sulla griglia e c'è un aborted start. Quando si parte, Fernando Alonso si accoda a Button, mentre un incidente tra la Williams di Nico Rosberg e la Ferrari di Felipe Massa mette fine alla gara di entrambi.
Entra la safety car. Quando si leva di torno, Alonso passa in testa, mettendo fine alla leadership di Button. Le McLaren di Kimi Raikkonen e di JPM sono 3/4, segue la Williams di Mark Webber che poi si ritirerà più avanti per un guasto.

Dopo una safety car entrata per l'incidente della Redbull di Christian Klien, anche Raikkonen supera Button relegandolo in terza piazza. Questo rientra prima dei piloti della McLaren, i quali faranno un doppio pitstop in regime di safety car, quando un incidente di Schumacher ci lascia senza alcuna Ferrari in pista - e poco dopo anche Vitantonio Liuzzi sulla Toro Rosso farà un bel botto.
Michael si allontana scavalcando una rete e ho il vago ricordo di rumour a proposito del fatto che a un certo punto si sia allontanato passando per il box della Toyota - reminiscenze ventennali, non datelo per scontato, dato che ne è passata di acqua sotto ai ponti.
Purtroppo di acqua in pista non ne abbiamo, quindi Button non può ancora scoprirsi mago del tempo instabile, ma Montoya ha perso tempo ai box, quindi non gli ha portato via la posizione. Per ora, almeno, Button scivola anche dietro alla Toyota di Ralf Schumacher e alla BMW di Nick Heidfeld.

Montoya è quarto dietro all'ex compagno di squadra Ralf, che si trova in zona podio nonostante una penalità per eccesso di velocità nella pitlane scontata in corso d'opera.
Il duello termina con Montoya che saltella malamente sui cordiali proprio laddove Michael Schumacher è andato a sbattere malamente contro il muro. Riesce a proseguire, ma non per molto, dato che la sua macchina si ammutolisce, lasciandolo a scavalcare le reti come se fosse un MSC qualsiasi.
Alonso si avvicina al conquistare la vittoria, che sarà la terza su tre gran premi per la Renault, Raikkonen e Ralf Schumacher viaggiano verso il podio, che sarà l'ultimo per Ralf, Heidfeld viaggia verso la quarta piazza, mentre Button...
...
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...va beh, di lui ne parliamo alla fine, vi basti sapere che la zona punti viene completata da Fisichella quinto, dalla BMW di Jacques Villeneuve, dalla Honda di Rubens Barrichello e, sembrerebbe, dalla Toro Rosso di Scott Speed, che porterebbe così il primo punto alla squadra faentina. Convocato dai commissari per un presunto sorpasso in regime di bandiere gialle, che già non promette bene, insulta i commissari stessi. La penalità non tarda ad arrivare e a guadagnare l'ultimo punto è David Coulthard sulla sorella maggiore Redbull. Speed scala nono, Button è classificato decimo.

Cos'è successo a Jenson? Essenzialmente la cosa più probabile per un pilota che sta disputando un gran premio di Formula 1 a bordo di una Honda. Si ritrova infatti con la macchina lambita dalle fiamme, dopo che il motore l'ha salutato prematuramente. È routine, ma qualche volta la routine ha strani modi di manifestarsi. Il guasto al motore, infatti, arriva quando mancano ormai pochi metri al traguardo, tanto che Button potrebbe anche tentare di arrivare al traguardo e racimolare non dico il quinto posto, ma almeno qualche punto, invece di fermarsi mestamente.
Jenson, invece, sceglie proprio di fermarsi mestamente, e lo fa per una ragione ben precisa: il motore deve durare per due gran premi, altrimenti in quello successivo scatta la retrocessione in griglia. L'unico modo per eludere questo cupo destino? Ritirarsi dal primo gran premio. Per quella ragione, Button parcheggia.



È il 2006, frequento la quarta superiore e da alcuni mesi ho un nuovo compagno di classe, nel banco davanti al mio. Ancora non posso saperlo, ma è l'unico compagno di classe delle scuole superiori che continuerò a vedere con frequenza nei vent'anni a venire (ci sono altre due persone con cui sono in contatto, ma una la vedo raramente e l'altra praticamente mai).
Stiamo iniziando a intuire che a entrambi piace la Formula 1. Capita sempre più spesso che ne parliamo e allora, una volta, racconta di come abbia visto Button fermarsi con il motore in fumo a pochi metri dal traguardo e deciso di tifarlo "per solidarietà". Quindi Jensinho, no worries, che ti sei procacciato un sostenitore!



giovedì 9 ottobre 2025

GP Giappone e Cina 2005: il finale di stagione, la Renault vince il titolo costruttori

Suzuka, 9 Ottobre: svanite le tracce della pioggia del giorno precedente, la Toyota sfoggia i propri colori sulla prima casella della griglia di partenza e Ralf Schumacher scatta dalla pole position per quella che sarà l'ultima volta in carriera. Jenson Button che su B.A.R. Honda scatta secondo si vede sfilare dalla Renault di Giancarlo Fisichella, mentre al quarto posto ci ritroviamo con una Redbull, ma non quella che scattava quarta dalla griglia. Christian Klien ha infatti perso un paio di posizioni, mentre ne ha recuperate due il compagno di squadra David Coulthard.
Il pilota di casa Takuma Sato parte quinto, ma perde alcune posizioni, fa a ruotate con Rubens Barrichello, si becca probabilmente delle maledizioni dai tifosi ferraristi, mentre a sua volta maledice Rubinho che si prenderà il suo volante nella stagione a venire, anche se la B.A.R. Honda diventerà solo Honda. Lo troveremo più avanti a speronare Jarno Trulli nelle retrovie.

Facciamo un passo indietro: pioggia e qualifica con unico tentativo hanno comportato una griglia improbabile, con RSC in pole, le Redbull quarta e sesta, NARAIN KARTHIKEYAN SULLA JORDAN NIENTEMENO CHE UNDICESIMO e i big arretrati.
Michael Schumacher è quattordicesimo in griglia tra la Minardi di Christijan Albers e quella di Robert Doornbos, Fernando Alonso è addirittura sedicesimo, ma precede le McLaren. Kimi Raikkonen ha il diciassettesimo tempo, pare fatto al rallenty giusto per averne uno e che abbia anche sostituito il motore, Juan Pablo Montoya un tempo non ce l'ha e precede i suoi pari Tiago Monteiro su Jordan e Trulli con la Toyota partito dalla pitlane.
Come già detto, Trulli avrà una disavventura con Sato, ma a Montoya va decisamente peggio, dato che lo troviamo incidentato già al primo giro, non il modo migliore di iniziare un gran premio in cui la McLaren è ancora in lizza con la Renault per il mondiale costruttori.
Nel frattempo da qualche parte in Inghilterra, Lando Norris urla: "Noooohhhh, la scuola elementare fa schifo e non ci voglio andare, voglio vincere il prossimo mondiale costruttori della McLaren in combutta con un certo Oscar che frequenta la scuola materna in Australia!"
Dall'Australia, Piastri suggerisce: "Perché non i prossimi due?"
JPM li mette a tacere con il suo botto ed entra in pista la safety car.


Raikkonen ha recuperato posizioni e ne recupera al restart. Mentre la Williams di Mark Webber resiste in quinta piazza, dietro si fanno largo Schumacher, Alonso e Raikkonen. In particolare tra Michael e Fernando si innesca un acceso duello, che si concluderà con il passaggio del neo-campione del mondo. Le diverse finestre di pitstop allontaneranno invece Raikkonen dal duellare con i due.
Ralf Schumacher rientra ai box con un certo anticipo, il che lascia intendere la grande possibilità di subire overcut. Infatti Fisichella dopo la sosta riesce a portarsi in prima piazza. L'essere su tre soste non giova alla gara di RSC, ma ormai abbiamo capito che non potrà essere protagonista e direi che per il momento possiamo accantonarlo.
A onore del vero anche altri piloti sono su una startegia a tre soste, compresi quelli della Renault, ma il timing si rivela di gran lunga azzeccato e di fatto ci ritroviamo, quando tutte le soste, tra cui le due di Raikkonen estremamente tardive, con Fisichella, Raikkonen, Webber e Alonso nelle prime quattro posizioni.

Mettete a letto le fungirl dei Webbonso prima che vadano in brodo di giuggiole, perché tra i due è in gioco il terzo posto. Da qualche parte a Madrid, un bambino che ha appena iniziato la prima media esclama: "Aaaawwww, il mio idolo! *-* Ferni, superalo subito. <3 Come si permette un pilota della Williams di ambite al gradino più basso del podio così come se niente fosse?"
Alonso risponde: "Sai, Carlito, ho letto nella sfera di cristallo che arriverai terzo con la Williams al GP dell'Azerbaijan del 2025."
A Sainz escono gli one-one-one!!!11!!11!! dagli occhi per la felicità: "Davvero hai letto il futuro nella sfera di cristallo? Quindi tutte le tue scelte in fatto di team saranno azzeccate?"
Alonso afferma: "Certo. Nel 2008 rifiuterò sia la Honda destinata a diventare Brawn sia la Redbull perché tanto non vinceranno mai nulla, mentre passerò in Ferrari con la certezza di diventare campione del mondo. A proposito, chissà da qui a vent'anni quanti ulteriori titoli piloti avrà vinto la Rossa."
Mentre pronuncia quelle parole, supera Webber appropriandosi della terza piazza, mentre Raikkonen, che vincerà l'unico titolo con la Ferrari che si è aggiunto nei vent'anni successivi, al momento ha altri pensieri, tipo quello di avvicinarsi a Fisichella.


È l'ultimo giro quando lo affianca e lo supera, andando a prendersi la vittoria. Fisichella e Alonso completano il podio, mentre vanno a punti anche Webber, Button, Coulthard, Michael e Ralf Schumacher. Klien chiude nono davanti alle Sauber di Felipe Massa e Jacques Villeneuve, mentre Barrichello è undicesimo ultimo pilota a pieni giri, ma rimontarà una posizione post-gara per una penalità assegnata al campione del mondo 1997 per il contatto che pare avere innescato l'incidente di Montoya.
Sato conclude dodicesimo, ma sarà squalificato post-gara per l'incidente con Trulli che è costato il ritiro al pilota italiano, penalità inusuale, ma che tiene conto dei danni già combinati nel corso della stagione. Recuperano una posizione Monteiro, Doornbos, Karthikeyan e Albers. Oltre ai già citati Montoya e Trulli, anche Antonio Pizzonia su Williams risulta ritirato per incidente dopo pochi giri di gara.
Il mondiale costruttori non è ancora assegnato, tutto è rimandato all'ultima gara stagionale, dove andrà alla Renault, ma durante la gara succederà un fatto destinato a entrare negli annali.

Shanghai, 16 Ottobre: no, non parlo del contatto tra Michael Schumacher e Albers nel giro di schieramento, che provocherà la partenza di entrambi con il muletto dalla pitlane.
MSC afferma: "Il muletto in effetti mi pare un mezzo adatto a uno come Albers, e non mi riferisco alla vettura di riserva."
In griglia abbiamo nell'ordine Alonso, Fisichella, Raikkonen, Button e Montoya. Si parte ed è questione di formalità: abbiamo fin dalle prime battute le Renault 1/2 e le McLaren 3/4. Il terzetto di Fisichella e delle McLaren è molto ravvicinato quando verso un terzo di gara avviene un fatto che ho menzionato decine e decine di volte. Come visibile dallo screenshot sottostante, UN TOMBINO ESCE DALLA SEDE E SI SCOPERCHIA. VIENE INQUADRATO CON FISICHELLA CHE LO SUPERA INDENNE. ARRIVA RAIKKONEN E LO SUPERA INDENNE. POI ARRIVA MONTOYA E RIDEFINISCE IL CONCETTO DI POESIA. Rimedia una foratura e precipita nelle retrovie. Più tardi sarà comunque costretto al ritiro dalla rottura del motore e magari ne approfitterà per andare a fare una partita a briscola con MSC, che invece si ritirerà per un testacoda.


Torniamo al tombino: viene messa la safety car per ripararlo, avvengono i primi pitstop, dopodiché c'è una seconda safety car a metà gara per un incidente del nostro eroe Karthikeyan, i top driver rientrano ai box, con Raikkonen che ne esce davanti a Fisichella. I due risaliranno 2/3 una volta che i piloti rimasti in pista in questo momento si fermeranno ai box, ma Giancarlo verrà penalizzato per safety car infringiment e scivolerà quarto scontando un drive through.
Alonso, Raikkonen, Ralf Schumacher: questi sono i piloti che vanno sul podio. Fisichella giunge appunto quarto e precede Klien, Massa, Webber e Button a completare la zona punti, Jenson sull'unica B.A.R. giunta al traguardo. Sato si è ritirato per un problema al cambio: la storia della British American Racing non poteva che finire con una vettura ritirata per un guasto!
Coulthard e Villeneuve completano i primi dieci, mentre seguono Monteiro, Barrichello, Pizzonia, Doornbos, Trulli e Albers.



lunedì 28 luglio 2025

GP Germania 2002: un podio DoubleSchumontoya... e un curioso ordine di scuderia in Sauber!

28 luglio 2002 // è il giorno del GP di Germania e che cosa c'è di meglio di avere il pilota di casa in pole position? Avere i due piloti di casa entrambi in prima fila: Michael e Ralf Schumacher sono 1/2, dietro di loro Barrichello e Montoya. Rubens scatta bene e si accoda terzo, Juan Pablo scivola dietro alla McLaren di Raikkonen. Una Arrows rimane sulla griglia: è fermo Frentzen. Considerando che H.H. è a sua volta pilota di casa, la cosa va a controbilanciare la presenza dei fratelli Schumacher 1/2. Nel frattempo in casa Williams, JPM supera Kimi nel corso del primo stint riportandosi quarto. Le due McLaren si ritrovano dopo breve tempo 5/6 quando David Coulthard risale al sesto posto.
Il gap tra i fratelli Schumacher diminuisce, ma anche Rubens nel frattempo si avvicina a Ralf. Con il primo pitstop, tuttavia, le cose non cambiano tra di loro e allo stesso modo non cambia il resto della top-6.
Frentzen nel frattempo è stato inquadrato ritirarsi(?) ai box... quindi per una parte del primo stint è stato in gara. Si può comunque ripetere di nuovo la formula magica: è fermo Frentzen.

Passiamo alle cose serie: una vettura con motore giapponese si è ritirata in una nuvola di fumo. Non è una B.A.R. Honda, molto sorprendentemente, ma la Toyota di Allan McNish. Il leader della gara non finisce fuori pista quindi a nessuno importa un fico secco di McNish. In compenso una B.A.R. la si vede ritirata ai box, è quella di Jacques Villeneuve.
Nel frattempo capita un po' di *drama* in casa Sauber, ma lo terrei in sospeso fino alla fine perché è top quality non nel 2002, ma lo diventerà in un successivo momento. Torniamo alla B.A.R. perché Olivahhhh Panis risale sesto quando Raikkonen fora ed è costretto a farsi un breve tratto su tre ruote prima di raggiungere la pitlane (nel momento stesso in cui Jarno Trulli va a sbattere, ritirandosi - è la seconda Renault a uscire di scena dato che Jenson Button ha rotto il motore).
Con la notizia del caro Olivier in zona punti immagino vi sentirete molto sollevati. Io lo sono, ma non tanto, perché sto scrivendo questa cronaca passo passo e non ricordo se sia arrivato al traguardo, quindi temo una sfumazzata di motore da un momento all'altro...
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...e difatti, giusto il tempo di scriverlo ed ecco che lo troviamo ritirato a causa di un guasto.

Nella seconda sosta qualcosa va storto per Barrichello, rimane fermo oltre venti secondi e perde la terza piazza a vantaggio di Montoya. Mi dispiace per Rubinho, ma aaaawwww stiamo per avere un podio Double Schumontoya. *-*
Enrique Bernoldi, frattanto, si ritira con un fumo bianco che esce dalla Arrows e si riversa verso la McLaren che sopraggiunge. Ho pensato che potesse essere Coulthard e che Bernoldi fosse doppiato, ma in realtà, doppiato o meno, era penultimo(?) davanti a Raikkonen, quindi è probabile che fosse Kimi e non Davidone.
Kimi sbatte, lo vediamo ritirarsi, in una gara con elevato attrition rate. Coulthard giunge quinto, primo dei doppiati. Causa terza sosta di Ralf, il podio è così cambiato: MSC/ JPM/ RSC, mentre Barrichello arriva quarto.
Siamo nel 2002 quindi solo in sei prendono punti. L'ultimo dei pochi eletti è Nick Heidfeld. Ricordate, vero, che vi avevo anticipato qualcosa di frizzante in casa Sauber?


A metà gara, in casa Sauber c'è stato un ordine di scuderia.
Hanno chiesto al compagno di squadra di Heidfeld di farlo passare in quanto più veloce di lui.
Il compagno di squadra in questione è Felipe Massa.
Il gran premio in questione è quello di Germania a Hockenheim.
Can you confirm you understood this is poetic cinema?


giovedì 3 luglio 2025

GP Francia, Gran Bretagna, Germania, Ungheria 2005: quattro gran premi in un mese

Il mese di luglio è spesso piuttosto intenso per la Formula 1 e quello del 2005 ha visto ben quattro gran premi venire disputati in cinque fine settimana. Ai tempi non esistevano ancora i triple header, quindi abbiamo avuto gare nei primi due e negli ultimi due weekend del mese. A Magny Cours, il ritorno di Fernando Alonso alla vittoria, a Silverstone la prima vittoria di Juan Pablo Montoya con la McLaren, a Hockenheim la rincorsa al titolo di Kimi Raikkonen subisce un brusco stop con il ritiro mentre era in testa, mentre all'Hungaroring va in scena quello che si rivelerà l'ultimo duello tra i fratelli Schumacher.

GP FRANCIA - 3 luglio // il leader del mondiale su Renault scatta dalla pole position, precede la Toyota di Jarno Trulli, le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello su stategie splittate, nonché la B.A.R. di un ottimo Takuma Sato che comunque uscirà molto in fretta dalle posizioni che contano.
Alonso accumula vantaggio, Schumacher sta negli scarichi di Trulli, ma deve aspettare la prima sosta per liberarsi di lui. Le McLaren allungano il primo stint: Raikkonen partiva tredicesimo per la sostituzione del motore, Montoya in bassa top-ten, dopo essersi fermati i due sono 2/3, anche se Montoya si ritirerà per un problema tecnico.
Le posizioni dei primi tre sono ormai consolidate, Fernando, Kimi e Michael, quest'ultimo sul podio proprio nel giorno in cui il suo piccolo fanboy Sebastian Vettel compie diciotto anni.
Jenson Button si piazza quarto, per la B.A.R. sono i primi effettivi punti stagionali, dopo quelli depennati a Imola, Trulli arriva quinto, dietro di lui Giancarlo Fisichella su Renault, Ralf Schumacher su Toyota e Jacques Villeneuve su Sauber a completare la top-8, con a seguire Barrichello che ha effettuato tre soste anziché due e David Coulthard su una Redbull meno performante che a inizio stagione.

GRAN BRETAGNA - 10 luglio // ancora una penalità per sostituzione del motore per Raikkonen e ancora Alonso in pole position, ma è Montoya a spuntarla portandosi in testa - il tutto mentre Sato resta fermo e verrà fatto partire a spinta - posizione che manterrà, seppure a fatica, all'uscita di Alonso dalla pitlane per la prima sosta, vicinissimo all'overcut.
Button, Barrichello e Fisichella stavano nelle posizioni immediatamente retrostanti a inizio gara, ma Rubinho ancora una volta è su una strategia alternativa essendo più scarico di benzina e farà una sosta in più. Button scivolerà invece alle spalle di Fisichella. Raikkonen supera Button dopo la seconda sosta e, insieme a un problema al pitstop per Fisichella, questo gli consegna il podio.
Montoya allunga su Alonso, che deve vedersela anche con qualche doppiato turbolento, Raikkonen giunge terzo seguono Fisichella, Button, Michael Schumacher, Barrichello e Ralf Schumacher in zona punti. Dietro di loro Trulli precede la Sauber di Felipe Massa, dopodiché le Williams, per il secondo gran premio di seguito in difficoltà.

A Silverstone avviene l'ultima apparizione di Patrick Friesacher in Formula 1, miglior risultato in carriera una sesta piazza, peccato che corressero solo in sei, era infatti il GP dell'Indy-gate, in cui le Ferrari hanno fatto una poco memorabile doppietta, le Jordan 3/4 con Tiago Monteiro e Narain Karthikeyan e Friesacher sesto battuto anche da Christijan Albers.
Preparatevi psicologicamente perché non vi sto per dare una semplice notizia di mercato piloti, ma perché siamo di fronte a un gossippone epico che a suo tempo venne riferito da Mazzoni durante una telecronaca. Poi aggiungerò un altro gossippone che sono andata a stanare da sola!
Il sostituto di Friesacher è Robert Doornbos, connazionale di Albers con il quale ha un rapporto piuttosto burrascoso. Secondo quanto riferito da Mazzoni, i loro contrasti risalirebbero ai tempi in cui uno dei due era fidanzato con la sorella dell'altro!
Sembrerebbe che la sorella fosse quella di Doornbos e che quindi l'ex fidanzato fosse Albers. Questo si è poi sposato con una certa Liselore, figlia di un certo Kooijman, possessore di un sacco di big money, che invece di suggerire al genero di cambiare mestiere, ha investito nella Midland/ Spyker perché potesse accaparrarsi un volante. Curiosità: nel 2005 ci sono stati dei rumour su un passaggio di Doornbos alla Midland, quindi Albers pare anche avere avuto un ingaggio a discapito dell'ex cognato!

GERMANIA - 24 luglio // Raikkonen parte dalla pole e conserva la posizione davanti ad Alonso, ma le cose andranno malissimo poco dopo la metà della gara, quando il motore lo abbandonerà. Ereditata la leadership, Alonso è ormai incontrastato, infatti andrà a vincere senza troppe preoccupazioni.
Una Ferrari in difficoltà vedere Michael Schumacher vedersela con Button, il pilota della B.A.R. gli strappa la seconda piazza, che diventerà terza una volta in cui entrambi subiranno overcut da parte di Montoya, partito ultimo per la sostituzione del motore e secondo al traguardo. Se Jenson si consola con il gradino più basso del podio, Michael giunge solo quinto, in quanto verrà superato anche da Fisichella. Coulthard e Massa completano la zona punti, mentre Barrichello partito attardato giunge solo decimo dietro a Christian Klien dopo avere dubito il sorpasso del pilota della Redbull.
Continuano i problemi in casa Williams: Nick Heidfeld giunge soltanto undicesimo, mentre Mark Webber finisce a millemila giri in quanto ha avuto problemi, ma è stato rimandato in pista nella speranza di percorrere chilometri che gli dessero una posizione di uscita decente alle successive qualifiche, in quanto l'ordine di qualifica è inverso all'ordine d'arrivo del gran premio precedente.
Reminiscenze mazzoniane: secondo il Sommo Gianfranco, pare che anche i webbfeld non fossero proprio best friends forever, ma non trovo alcuna conferma googlandoli.

UNGHERIA - 31 luglio // Michael Schumacher parte dalla pole position e Raikkonen, partito quarto, gli si mette negli scarichi, portandosi dietro Montoya. Dietro ci sono le Toyota di Trulli e Ralf, quest'ultimo viene tamponato da Alonso che perde l'ala anteriore. Ci sono vari contatti, Barrichello danneggia la macchina, ma va peggio ai Redbull: Klien addirittura cappotta, mentre Coulthard rompe una sospensione prendendo l'alettone perduto di Alonso. Questo si fermerà ai box, così come Rubinho, e gli finirà la gara dietro, solo undicesimo.
Schumacher e Raikkonen sono 1/2 ma su una strategia a tre soste, Montoya terzo e poco distante, ma prevede due pitstop. Ne farà solo uno, quando un guasto metterà fine alla sua gara.
Raikkonen fa una seconda sosta breve e prende la leadership, allungando su Michael Schumacher che, pur fermandosi molto dopo per la terza, rimane distante e, anzi, si ritrova negli scarichi il fratello. Ralf si avvicina a meno di un secondo, ma rimane terzo. Seguono Trulli, Button, finalmente Heidfeld e Webber, Sato porta a casa l'ultimo punto e la Renault resta a secco, visto che il meglio classificato è Fisichella solo nono.
Al parc fermé e sul podio i fratelli Schumacher sono meno espansivi l'uno con l'altro di quanto alla fangirl che è in me piacerebbe. :-(((( No problem, si rifaranno in occasione del loro prossimo podio insiem-... ah no, questo resterà l'ultimo.

martedì 17 giugno 2025

GP degli Stati Uniti 2005: l'Indy-gate

Venerdì 17 Giugno 2005 // Indianapolis, seconda sessione di prove libere: la Toyota di Ralf Schumacher esce violentemente di pista alla curva sopraelevata, la stessa in cui era stato protagonista di un devastante incidente un anno prima con la Williams durante la gara. La causa dell'incidente è una foratura e, nonostante non abbia riportato serie conseguenze, al pilota viene impedito di rimettersi al volante nel fine settimana. Il terzo pilota Ricardo Zonta prenderà il suo posto e sarà ugualmente protagonista di un incidente a seguito di una foratura.
Gli pneumatici del fornitore Michelin accusano problemi di sicurezza, intensificati soprattutto dal fatto che in gara non sarà permesso cambiare gomme, per via del regolamento introdotto per la stagione 2005. Non sembra accusare invece problemi Bridgestone, il problema è che è fornitore di gomme per appena tre scuderie: Ferrari, Jordan e Minardi. In sintesi, quattordici vetture su un totale di venti sembrano non essere nelle condizioni di sicurezza tali per proseguire il weekend.

Vengono valutate diverse soluzioni, tra cui una chicane temporanea alla curva sopraelevata, oppure la possibilità di consentire cambi gomme in gara, partendo dal fondo della griglia (nel senso, dalla settima posizione della griglia in poi, dietro ai gommati Michelin).
Nessuna soluzione viene approvata e il weekend prosegue. Al sabato è ancora una volta la Toyota a mettersi in mostra, stavolta grazie alla pole position di Jarno Trulli che si procaccia la prima fila accanto al secondo classificato Kimi Raikkonen su McLaren.
Fernando Alonso, che su Renault è il leader del mondiale, si classifica in quinta piazza, ma queste riflessioni lasciano il tempo che trovano, dato che sembra abbastanza probabile che i team gommati Michelin non potranno arrivare a disputare l'intera gara e che, di conseguenza, i championship contenders Alonso e Raikkonen andranno a casa con uno zero a zero.
Per quanto riguarda i gommati Bridgestone, invece le posizioni sono le seguenti: 5° Michael Schumacher, 7° Rubens Barrichello, 17° Tiago Monteiro, 18° Christijan Albers, 19° Narain Karthikeyan, 20° Patrick Friesacher.

Domenica 19 Giugno 2005 // il momento cruciale è arrivato, la gara si appresta a partire, ma le vetture gommate Michelin non sono nelle condizioni di potere gareggiare, si stima che si possano percorrere circa una decina di giri prima che le gomme inizino a deteriorarsi... il problema è che bisogna percorrerne ben 73.
In sintesi, non esiste la possibilità di disputare la gara, ma la gara non può essere cancellata. I sette team con pneumatici francesi, inoltre, gareggiando potrebbero incappare in un reato penale secondo le leggi dell'Indiana, in quanto starebbero *deliberatamente* innescando una condizione di potenziale pericolo.
Sembra ormai palese che, qualunque cosa accada, la Formula 1 ne uscirà malissimo.
Tutte le vetture si schierano sulla griglia per il giro di formazione e, quando finisce il giro di formazione, quattordici di queste tornano in pitlane, lasciando una surreale griglia con sole sei monoposto, piazzate sulle effettive posizione in cui si sono qualificate. Il danno è fatto, ma nel frattempo si accendono i semafori.



Schumacher, Barrichello, Monteiro, Albers, Karthikeyan e Friesacher prendono il via. L'indiano della Jordan sembra avere uno spunto migliore rispetto ad Albers, che tuttavia gli strappa la quarta piazza nel corso del primo giro. Narain risalirà nuovamente al quarto posto dopo la prima sosta di Albers, che a onore del vero ne effettuerà tre, anziché due come tutti gli altri.
La gara è abbastanza statica, anche se i Ferrari Bros finiscono inavvertitamente per renderla frizzante. Al primo pitstop, le posizioni vengono fuori invertite, con Barrichello leader. Al secondo, Schumacher va vicino all'overcut ed esce affiancato al compagno di squadra, che mette le ruote sull'erba perdendo definitivamente la leadership del gran premio.
Pare che a quel punto i due ricevano via radio un avvertimento che suona più o meno così: "non possiamo fare la figura dei cogl****, quindi vedete di non eliminarvi a vicenda servendo alla Jordan una doppietta su un piatto d'argento.

Schumacher vincerà davanti a Barrichello, Monteiro doppiato di un giro darà alla Jordan il suo ultimo podio, Karthikeyan arriverà quarto a sua volta doppiato di un giro, mentre Albers e Friesacher sulle Minardi chiuderanno quinto e sesto a due giri di distanza dal leader.
Il pubblico è inferocito per quanto accaduto, gli stessi piloti Ferrari se ne vanno di soppiatto dal podio non appena è possibile, mentre Tiagone nostro esulta come se non ci fosse un domani dall'alto del podio.
Jordan e Minardi occupavano le penultime due posizioni in classifica e continueranno a occuparle. Il team faentino non è per niente soddisfatto di come si sono evoluti gli eventi: prima del fine settimana americano, quando nessuno dei due vedeva la luce della zona punti, potevano appigliarsi alla speranza di un risultato fortunoso che permettesse loro di superare gli avversari in classifica, quanto successo a Indy ha fatto sì che la Jordan portasse a casa undici punti contro i sette della Minardi e fosse quindi del tutto inarrivabile, condannando la scuderia di Faenza all'ultima posizione in classifica.

I diciotto punti conquistati dalla Ferrari in questo evento a fine stagione avrebbero contribuito al terzo posto in classifica costruttori dopo Renault e McLaren, davanti alla Toyota staccata di dodici punti. Schumacher e Barrichello hanno chiuso terzo e ottavo nel mondiale piloti, senza i punti di Indianapolis avrebbero chiuso quinto e decimo. Un successivo ottavo posto di Monteiro a campionato inoltrato è stato l'unico altro punto visto da Jordan e Minardi, senza Indianapolis la Jordan avrebbe preceduto comunque la Minardi per un punto a zero.
Nel 2006 la controversa regola del divieto di pitstop sarebbe stata abolita, ma le conseguenze dell' "Indy-gate" sarebbero state evidenti e lampanti: la perdita di popolarità in America, l'uscita di scena di Indianapolis alla scadenza del contratto con la Formula 1, nonché l'addio di Michelin, a seguito del quale si sono avuti soltanto regimi di monogomma. A vent'anni di distanza, non direi che si è trattato di una delle peggiori gare di sempre perché sono capitati molti fatti ben peggiori nel corso della storia, ma non si può certo dire che sia stata una bella figura!


mercoledì 7 maggio 2025

GP Spagna 2000: quando i fratelli Schumacher facevano a ruotate

Sottotitolo: miglior attore non protagonista Nigel Stepney

MONTMELÒ - 7 MAGGIO 2000 // non so se ricordate le atmosfere di un quarto secolo fa, la Ferrari e la McLaren contrapposte, Michael Schumacher e Mika Hakkinen affiancati in prima fila, Rubens Barrichello alla prima stagione sulla Rossa, David Coulthard appena scampato a un tragico incidente aereo... e la Williams, con Ralf Schumacher e con un ragazzino che avrebbe fatto strada, tale Jenson Button.
Molti di noi erano ragazzini ai tempi, come i driverstosurvivers del giorno d'oggi, quelli che si insultano perché i loro pilotihhhh si odianohhhh, la Prova Inconfutabile(C) qualche episodio spesso irrilevante di cui si parlerà per i successivi sei mesi... forse l'abbiamo scampata? Non so, andiamo a scoprirlo.

In una giornata in cui Pedro Diniz (Sauber), Jean Alesi (Prost) e Pedro De La Rosa (Arrows) escono di scena nei primi due minuti contati, gli ultimi due citati per un contatto, tra gli Schukkinen cresce il gap, completano la zona punti Ralf Schumacher, Coulthard, Barrichello e Jacques Villeneuve... ma questo guida una B.A.R. quindi come potrete immaginare la sua gara non è destinata a durare a lungo.
La situazione cambia quando avviene il primo giro di soste e in casa Ferrari succede un danno: viene investito il capo dei meccanici, Nigel Stepney, colui che sarebbe divenuto celebre ai tempi dello spy-gate per avere lasciato dei progetti della Ferrari in giro in una copisteria di Maranello. Sarebbe in seguito venuto a mancare del 2014 in un incidente stradale mentre si trovava al volante di un furgone.
Nel secondo stint il gap tra i due piloti di testa era molto inferiore, mentre con il secondo pitstop Ralf Schumacher è uscito alle spalle di Coulthard. Davidone - che aveva tre costole rotte dopo l'incidente aereo di pochi giorni prima- si è procacciato il gradino più basso del podio, ma era destinato a qualcosa di meglio.
Giunto il momento della sosta, gli Schukkinen sono entrati insieme. Per Schumacher qualcosa è andato storto, il bocchettone non entrava, ha perso la posizione e poi, in pista, ne avrebbe persa un'altra: Coulthard risaliva secondo andando a completare un 1/2 McLaren.
Le peripezie per il pilota di punta della Rossa, tuttavia, non erano ancora finite e nei giri successivi Schumacher si sarebbe trovato a perdere due posizioni (tranquilli, poi ci torno) e a fare una nuova sosta ai box, senza perderne ulteriori, avendo un vantaggio abbondante su Button.
Jenson si è messo avanti con i lavori, con un bel guasto al motore come se corresse già per la B.A.R., il sesto pilota a non terminare la gara, visti i ritiri dei quattro già citati e di Jos Verstappen (Arrows) per un problema tecnico ai box.
Heinz-Harald Frentzen (Jordan) si è portato a casa il punto del sesto posto, seguito da Ricardo Zonta (B.A.R.), Giancarlo Fisichella (Benetton), Alexander Wurz (Benetton), Eddie Irvine (Jaguar), Jarno Trulli (Jordan), Johnny Herbert (Jaguar), el nuestro amigo Marc Gené (Minardi), Gaston Mazzacane (Minardi) e Nick Heidfeld (Prost).

Torniamo a come Michael Schumacher ha perso la terza piazza, a vantaggio di Barrichello e di Ralf, proprio prima di rientrare per la sosta extra. C'era la Williams dietro di lui e Michael ha cercato di bloccare in tutti i modi Ralf, un po' come se cercasse uno schianto che facesse volare entrambi nel multiverso. Invece no, serviva solo ad assicurare il podio alla Ferrari, visto che Rubinho li ha superati entrambi in un colpo solo. Le cronache dell'epoca narrano di polemiche tra i fratelli Schumacher, che comunque hanno avuto breve durata.
Avevo undici anni ai tempi, ne avrei compiuti dodici a fine mese, e devo ammettere che sono contenta di essere stata bambina in un'epoca in cui ci si prendeva addirittuta a sportellate tra parenti senza che succedessero troppi drammi shakespeariani e troppi piagnistei tra i tifosi.


lunedì 21 aprile 2025

Formula 1 2025: #5 Commento al Gran Premio dell'Arabia Saudita

Mentre scrivo queste parole, che usciranno sicuramente domani perché sulla TV dei povery il gran premio finirà in tarda serata, è il 20 Aprile ed è il giorno di Pasqua, così come lo era il 20 Aprile del 2003. Anche quel giorno era Race Day e a Imola i fratelli Schumacher condividevano la prima fila nel giorno della morte della loro madre Elizabeth. Prima di passare ai fatti accaduti in questo fine settimana in Arabia Saudita, vorrei quindi concedermi un piccolo discorso motivazionale.
Ve lo ricordate tutti di come quel giorno Michael Schumacher partisse davanti a tutti e sia arrivato davanti a tutti. Ha sfoderato una prestazione robotica per la quale viene definito "più umano", che ha fatto passare in secondo piano il fatto che ci sia chi davvero, quel giorno, ha fatto una performance più umana. Quel giorno, per caso, qualcuno di voi ha avuto il coraggio di sbeffeggiare Ralf perché non era all'altezza del fratello? Se la risposta è no, allora perché non cerchiamo tutti di ricordarci di cos'è la civiltà? Perché dobbiamo sbandierare ai quattro venti il sadismo con cui desideriamo che tutti i vari Jack Doohan di turno perdano il volante? O che tutti i secondi piloti Redbull falliscano? O che la macchina vincente sia dichiarata illegale? O che i suoi piloti sbattano, si facciano male e vengano sostituiti da altri? O che succeda lo stesso nelle retrovie a chi non si è fatto abbastanza da parte durante un doppiaggio?
Fine del messaggio motivazionale. Immagino che il concetto sia abbastanza chiaro, per chi vuole capirlo. Forse i miei lettori comprenderanno cosa intendo, dato che dubito che i fanatici dell'insulto galoppante leggano il mio blog. Però, dato che è così facile lasciarsi trascinare dalla morsa dell'insulto galoppante senza nemmeno accorgersene (e vi assicuro che ci sono passata più volte) anche per chi non vive per i like, specie se questo atteggiamento consente di allacciare amicizie, penso che nessuno di noi debba sentirsi al di sopra di questo.

Adesso andiamo a Jeddah, dove Max Verstappen si è procacciato la pole position davanti a Oscar Piastri, George Russell, Charles Leclerc, Kimi Antonelli, Carlos Sainz, Lewis Hamilton, Yuki Tsunoda, Pierre Gasly e solo decimo Lando Norris, autore di un incidente in Q3. A seguire - cioè in precedenza, dato che erano usciti in Q2 e in Q1 - si sono classificati Alexander Albon, Liam Lawson, Fernando Alonso, Isack Hadjar, Ollie Bearman, Lance Stroll, Jack Doohan, Nico Hulkenberg, Esteban Ocon e Gabriel Bortoleto.

La gara è partita con un duello Verstappen vs Piastri al via, con Max che tagliava per le vie di fuga e manteneva la posizione. Il Vanz ha affermato varie volte "ci sarà da discutere", ma la vera "discussione" è stata tra Gasly e Tsunoda che si sono sportellati. Tsunoda è finito nelle retrovie a dare la caccia ai Pokemon, ma Pokemon non ce n'erano a causa del ritiro di Gasly. Immagino che Tsunoda sia andato a proseguire la caccia ai box, dato che poco dopo si è ritirato a propria volta.
Bernd Maylander ha fatto il proprio ingresso trionfale, mentre è arrivata la penalità di cinque secondi per Verstappen. Piastri è rimasto dietro per tutto il primo stint, per poi prendersi la posizione con il giro di soste, quando Verstappen ha scontato la penalità. Nella prima parte di gara, dopo che si erano liberati di Sainz, Hamilton e Norris hanno duellato per la posizione, con il Papata Boy che ha finalizzato il sorpasso dopo una serie di due precedenti sorpassi e controsorpassi, per poi andare in seguito a prendere anche Antonelli.
Leclerc e Norris hanno rimandato la sosta, il primo su gomme medium, il secondo unico della top-ten partito su gomme hard. Il Vanz si è interrogato su cosa avrebbe fatto Norris quando Piastri si fosse presentato nei suoi scarichi, cosa che ha ipotizzato avvenire in pochi giri, ma venti minuti più tardi Norris aveva ancora un gap tale da non esserci bisogno di queste riflessioni. Unito al fatto che su gomme medium Leclerc sia andato avanti decisamente più a lungo dei colleghi senza che i tempi crollassero, mi sono interrogata sulle ragioni che avessero portato tutti gli altri a rientrare in branco molto prima.
Piastri, Verstappen e Russell erano i primi tre dopo la sosta, distanziati gli uni dagli altri. Leclerc ricorreva Russell ed è riuscito a superare sia lui sia tutte le sue -L procacciandosi il podio. Norris, la cui uscita dalla pitlane era stata brevemente messa sotto indagine (con tanto di osservazione sorprendentemente sensata in cabina di commento, ovvero che con una sola inquadratura laterale dell'uscita di Norris, nella quale non si vedeva la linea bianca, era impossibile determinare se fosse sopra la linea bianca) ha preso ad avvicinarsi molto a a Leclerc, il che significa che aveva superato Russell a propria volta, ma mi sono dimenticata di specificarlo.


Le prime sette posizioni erano "riservate" ai big, dato che 6/7 c'erano Antonelli e Hamilton, mentre dietro era tutto un battagliare per posizioni di poco spessore, scambiarsi posizioni tra compagni di squadra (Haas, Sauber) e duelli audaci, tipo Bortoleto che sportellava Alonso nonostante questo sia un membro del suo management!
Il meglio, però, era laddove venivano giocati gli ultimi punti, ovvero la bassa top-ten, perché in Williams hanno messo in atto una strategia magistrale per bullizzare il povero Hadjar! Ora, strategia magistrale è un termine sicuramente esagerato, se consideriamo i fasti della coppia Double Trouble in Haas, in cui Magnussen faceva la raccolta punti di penalità per tutelare la zona punti di Hulkenberg, ma direi che non possiamo lamentarci di Sainz che ha aspettato Albon e gli ha dato DRS per fare in modo che questo si difendesse da Hadjar che gli stava negli scarichi.
Il Vanz da buon complottista ha immaginato una polemica anche qui, traducendo male un team radio e affermando che a Sainz fosse stato chiesto uno swap, ma una delle altre voci della telecronaca ha avuto l'accortezza di spiegargli che uno swap non è esattamente la cosa più agevole se c'è un terzo incomodo a mezzo secondo, pertanto era altamente improbabile che ciò potesse accadere a random.

RISULTATO: 1. Piastri/ McLaren, 2. Verstappen/ Redbull, 3. Leclerc/ Ferrari, 4. Norris/ McLaren, 5. Russell/ Mercedes, 6. Antonelli/ Mercedes, 7. Hamilton/ Ferrari, 8. Sainz/ Williams, 9. Albon/ Williams, 10. Hadjar/ Racing Bulls, 11. Alonso/ Aston Martin, 12. Lawson/ Racing Bulls, 13. Bearman/ Haas, 14. Esteban Ocon/ Haas, 15. Nico Hulkenberg/ Kick Sauber, 16. Lance Stroll/ Aston Martin, 17. Jack Doohan/ Alpine, 18. Gabriel Bortoleto/ Kick Sauber, Rit. Yuki Tsunoda/ Racing Bulls, Rit. Pierre Gasly/ Alpine.


NB. Lo schizzo della piantina del Jeddah Croniche è uscito abbastanza male, ne sono consapevole. :-////



giovedì 10 ottobre 2024

GP Cina e Giappone 2004: parentesi asiatica prima del finale

Il campionato 2004 si avviava verso la conclusione: il 10 ottobre si svolgeva il GP del Giappone, penultimo appuntamento stagionale. In precedenza, due settimane prima, era stato disputato il GP della Cina, sull'esordiente circuito di Shanghai. In questo post intendo ripercorrere quei due eventi, iniziando da cambiamenti di line-up avvenuti in corso d'opera. Dopo la "stagione europea" infatti, la Renault ha appiedato Jarno Trulli sostituendolo con Jacques Villeneuve. In casa Williams, invece, nessun cambio di piloti precoce, ma semplicemente è tornato Ralf Schumacher assente per infortunio da tre mesi.

A Shanghai c'era una Ferrari in pole position, guidata da Rubens Barrichello, mentre un'altra partiva dalla pitlane, quella di Michael Schumacher dopo una sostituzione del motore. Rubinho ha mantenuto la prima posizione al via, seguito dalla McLaren di Kimi Raikkonen, con la Renault di Fernando Alonso e la B.A.R. di Jenson Button nelle immediate vicinanze e le Sauber che cercavano di mettersi in mostra dopo avere ottenuto ottime posizioni in griglia.
Button è risalito in seguito al terzo posto, candidandosi di fatto come principale concorrente al gradino più basso del podio. Per lui, tuttavia, era prevista una strategia diversa, a due soste anziché tre come il duo Barrichello/ Raikkonen. Kimi era molto vicino a Rubinho dopo la prima sosta, ma nel successivo stint la distanza è incrementata. La terza sosta sarebbe stata fondamentale: con Raikkonen uscito dietro a Button, sarebbe stato Jenson a conquistare il secondo posto alle spalle di Barrichello.

Alonso ha chiuso quarto, mentre Juan Pablo Montoya ha terminato in quinta piazza. Ralf avrebbe potuto puntare alla sesta piazza, se non fosse stato protagonista di un incidente con la McLaren di David Coulthard, che avrebbe costretto i due ai box e poi in seguito il pilota Williams al ritiro. Takuma Sato, sesto su B.A.R., ha preceduto le Sauber di Giancarlo Fisichella e Felipe Massa.
Per Michael Schumacher la gara cinese è stata decisamente da incubo: dopo un incidente con la Jaguar di Christian Klien, si è esibito poco più tardi in un testacoda, e non eravamo neanche a metà gara. Ha proseguito per poi avere una foratura a gara inoltrata e ha terminato la gara dodicesimo alle spalle del vecchio rivale Villeneuve.
Le cose sarebbero tuttavia migliorate molto presto, con la pole position conquistata la domenica a Suzuka davanti al fratello, dato che la sessione del sabato è stata rimandata per via del tifone Ma-on.


La gara si è svolta sull'asciutto, con i fratelli Schumacher rimasti 1/2 anche se a distanza l'uno dall'altro. Dopo una sorprendente terza piazza in griglia, Mark Webber su Jaguar ha perso posizioni al via (e poi si sarebbe ritirato a gara inoltrata per un guasto che ha provocato il surriscaldamento dell'abitacolo provocandogli lievi ustioni), con le solite B.A.R. che hanno preso il sopravvento per la terza e quarta piazza, con Button destinato a una strategia su due soste anziché le tre degli altri front runner.
Non c'è stata storia né per la prima né per la seconda piazza con Button stabilmente terzo e Sato perennemente inquadrato dalle telecamere, anche se ha dovuto accontentarsi di arrivare quarto come un Nico Hulkenberg qualsiasi. Con il 3/4 posto, la B.A.R. ha conquistato matematicamente la seconda posizione nel mondiale costruttori, proprio in casa della Honda, oltre che in occasione del centesimo gran premio della sua storia.

Vincitore dei due gran premi precedenti, Barrichello era partito dalle retrovie in questa occasione, per risalire fino alla zona punti. La sua gara è terminata per un incidente con Coulthard, ma c'era ancora un gran premio in cui avrebbe potuto concludere la stagione in bellezza. Unico problema? Era il suo gran premio di casa, in cui non vedeva la bandiera a scacchi dal 1994.
Anche David si è rititato per questo incidente, mentre sull'altra McLaren, Raikkonen ha conquistato la sesta piazza alle spalle della Renault di Alonso. Ancora una volta, Villeneuve non ha conquistato punti. Montoya è giunto ottavo, mentre la zona punti è stata completata da Fisichella. A proposito di italiani, in questo gran premio è tornato Jarno Trulli, al volante della Toyota.
Ha fatto coppia con Olivier Panis, con Ricardo Zonta rimasto a piedi. Sarebbe tuttavia tornato in Brasile, dato che Panis si è ritirato dalla Formula 1 con una gara d'anticipo.

Nota conclusiva: come sapete, il mio animo di fangirl prima o poi emerge e attende con ansia di vedere cose estremamente dolci. Quindi aspettavo con ansia di vedere i fratelli Schumacher insieme nel parc fermé e poi sul podio.
È stata una delusione terribile: ciascuno se n'è andato per i fatti suoi, mentre sul podio non si sono neanche considerati l'uno con l'altro, con Michael che festeggiava insieme a Button e Ralf che se ne stava per i fatti suoi. Peccato, perché non sarebbero mai più finiti 1/2, anche se comunque sarebbero finiti sul podio insieme.


venerdì 7 giugno 2024

GP Canada e Stati Uniti 2004: la squalifica della Williams e l'infortunio di Ralf Schumacher

In vista del GP del Canada, che si svolgerà nel fine settimana imminente, mi sono rivista l'edizione del 2004. La gara si è svolta il 13 giugno ed è iniziata con Ralf Schumacher che scattava dalla pole position. Precedeva Jenson Button sulla B.A.R., nonché la Renault di Jarno Trulli. Quando quest'ultimo si è ritirato pressoché al via gli è succeduto in testa il compagno di squadra Fernando Alonso, che precedeva la Williams di Juan Pablo Montoya. Dietro, nel frattempo, Christian Klien ha speronato la McLaren di David Coulthard, per poi cozzare contro la Jaguar del compagno di squadra Mark Webber. La gara è proseguita con i primi quattro a posizioni invariate, con in quinta e settima piazza le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello; in mezzo a loro la McLaren di Raikkonen. Rubinho ha superato quest'ultimo, ma la situazione di Kimi sarebbe peggiorata ulteriormente quando in concomitanza con la prima sosta ai box ha calpestato la linea bianca della pitlane, guadagnandosi un drive through.

Alonso e le Ferrari prevedevano una strategia a due soste, mentre gli altri piloti di testa erano invece su tre soste. Alonso, tuttavia, nella seconda parte di gara si è ritirato per un guasto, mentre di fatto, dopo la seconda sosta, le due Ferrari si sono ritrovate 1/3 con la Williams di Ralf Schumacher in mezzo e Button al quarto posto davanti a Montoya. In pitlane frattanto si è consumato uno dei momenti più ad alta tensione della gara, quando nel box della Jordan, Nick Heidfeld ha investito un meccanico, il quale fortunatamente non ha riportato ferite gravi.
Raikkonen, risalito fino alla sesta piazza, ha dovuto fare un pitstop extra a causa di un problema al volante perdendo una posizione a vantaggio della Sauber di Giancarlo Fisichella. Il compagno di squadra di quest'ultimo, Felipe Massa, invece è stato protagonista di un incidente a pochi giri dalla fine, innescato dalla rottura di una sospensione. Dietro a Raikkonen - settimo - le Toyota di Cristiano Da Matta e Olivier Panis erano 8/10 con in mezzo Coulthard.

Fermi tutti, ho dimenticato una cosa importante: il Canada è il paese natale di Jacques Villeneuve, che in quel periodo storico non aveva un volante, quindi non poteva certo vedere la propria gara finire di punto in bianco in una nuvola di fumo. C'era tuttavia Takuma Sato, suo successore alla B.A.R., che si trovava a gara inoltrata in bassa top-ten, quando ha subito un destino analogo!
Detto questo, possiamo tornare a quando, a gara terminata, i fratelli Schumacher sono saliti sui due gradini più alti del podio, peraltro non certo per la prima volta a Montreal... ma Ralf sul podio c'è andato, di fatto, solo ed esclusivamente per sbevazzare champagne: gli sarebbe piovuta addosso una squalifica per irregolarità tecniche ai freni, esattamente come al compagno di squadra e ai due piloti della Toyota, con quattro piloti della top-ten che hanno perduto i loro risultati.
Michael Schumacher, Barrichello, Button, Fisichella, Raikkonen e Coulthard sono risaliti nelle prime sei posizioni, con le Jordan a completare la zona punti: settimo Timo Glock, nel suo esordio one-off al posto dell'infortunato Giorgio Pantano, nonché Heidfeld in ottava posizione.

Per la Williams, Indianapolis poteva rappresentare una potenziale rivincita dopo la doppia squalifica, ma le cose non sono iniziate molto bene: JPM ha avuto un problema sulla griglia di partenza, dovendo correre ai box a piedi per prendere il via con il muletto, quando ormai mancavano pochi secondi all'inizio della procedura di partenza.
Nel frattempo la gara è partita con il poleman Barrichello davanti a Michael Schumacher e ad Alonso, mentre nel frattempo entrava la safety car per un incidente nelle retrovie nel quale si sono ritirati Klien, Massa, Pantano e una delle Minardi, quella di Gimmy Bruni. Da Matta, invece, è riuscito a proseguire nonostante ne fosse stato coinvolto.
Una volta che la SC si è levata di torno, Michael Schumacher si è portato in testa alla gara superando Barrichello, dopo che l'aveva quasi affiancato quando la vettura di sicurezza era ancora in pista (con una manovra simile a quella che è stata messa fuori legge nelle ultime stagioni), con a seguire Alonso e le B.A.R. di Sato e Button - quest'ultimo destinato in seguito a ritirarsi per un guasto al cambio.

Pochi giri dopo il restart, Alonso ha avuto una foratura e è finito fermo in una via di fuga, mentre poco dopo - segno che non era la giornata della Williams - Ralf Schumacher non ha avuto la stessa fortuna: dopo una foratura è andato a sbattere violentemente alla curva sopraelevata.
In un'epoca in cui la bandiera rossa veniva evitata come la peste, si è proseguito in regime di safety car mentre il pilota veniva soccorso e la vettura veniva rimossa. Ralf è finito in ospedale, ma non gli sono state diagnosticate ferite gravi, anche se è stato costretto a una lunga assenza. Montoya e le B.A.R. (Button non si era ancora ritirato) sono stati gli unici a non fermarsi ai box in regime di safety car.
Le Ferrari sono rientrate una dietro all'altra e Barrichello dovendo attendere ha perso alcune posizioni. In occasione della seconda sosta, Rubinho avrebbe ritardato il rifornimento, uscendo subito dietro a Schumacher, ma avvicinandosi pericolosamente per un istante, tanto da far temere che i due potessero spalmarsi l'uno contro l'altro lasciando strada libera a Montoya.

JPM doveva ancora fermarsi ai box per la seconda sosta, però, lasciando il terzo posto a Trulli e il quarto a Sato, che aveva rimontato parecchio superando diverse vetture. Subito dopo l'uscita dai box, a gara inoltrata (diciamo tre quarti), la gara della Williams è andata definitivamente a rotoli, con la squalifica di Montoya per il cambio di vettura oltre tempo massimo. Le tempistiche hanno fatto molto discutere, specie considerato che la cosa era facile da riscontrare già molto tempo prima.
Mentre gli Schumachello erano stabilmente 1/2, con un sorpasso su Trulli, Sato si è portato al terzo posto per andarsi a prendere il suo unico podio in Formula 1, proprio sul circuito ricavato dall'ovale su cui, a distanza di parecchi anni, sarebbe entrato, per ben due volte, nella storia del motorsport. In una gara di elevato attrition rate, solo otto vetture hanno terminato, mentre Trulli ha chiuso quarto, a seguire si sono classificati Panis, Raikkonen, Coulthard... e una Minardi, guidata da nientemeno che Baumgartner, il suo unico arrivo a punti e anche l'unico arrivo a punti per un pilota ungherese.

Concludo con un piccolo aneddoto che non c'entra con il motorsport, ma che mi sembra carino riportare. Per chi non lo sapesse, nella vita di tutti i giorni lavoro come impiegata presso uno spedizioniere, occupandomi di spedizioni in export e import via mare, in prevalenza dall'Europa centrale al Messico e al Sudamerica e viceversa.
Ho a che fare anche con degli impianti che si trovano in Ungheria e in uno di questi il referente per l'import di nome si chiama Zsolt. Ogni volta in cui ho a che fare con lui mi viene inevitabile pensare a Baumgartner!



giovedì 25 aprile 2024

GP San Marino 2004: la prima pole position di Button

Carissimi lettori, oggi vi porto a fare un viaggio nel tempo, perché è il 25 aprile 2024 e il 25 aprile di vent'anni fa - sedetevi e fare un respiro profondo perché potreste rimanere traumatizzati allo scoprire che sono già passati vent'anni da allora - Jenson Button, a bordo di una B.A.R., a Imola si apprestava a scattare dalla prima pole position in Formula 1. All'epoca "Jensinho" aveva ventiquattro anni e si era messo dietro le Ferrari e le Williams alternate: Michael Schumacher, Juan Pablo Montoya, Rubens Barrichello e Ralf Schumacher. Tutta questa schiera di gente nulla ha potuto alla partenza: Button si è mantenuto in prima posizione mentre Michael Schumacher faceva a ruotate con Montoya. Erano altri tempi, non c'erano "incident noted" per simili amenità.
Juan Pablo ha messo le ruote sull'erba, Michael scappava a gambe levate, perché dopo avere tirato una ruotata a Montoya era la cosa più saggia da fare. Montoya ne ha approfittato per tirare una ruotata a Ralf facendogli mettere le ruote sull'erba e Takuma Sato su B.A.R. ne ha approfittato per portarsi quarto.
Vi chiederete forse dov'era Rubinho in tutto ciò, la risposta è che aveva perso posizioni alla partenza ed è rimasto imbottigliato dietro a Ralf. Davanti Button frattanto era ancora in testa seguito da Michael Schumacher, che ha approfittato della prima sosta - di un totale di tre - per passare davanti tramite overcut. Nei successivi tre stint ha fatto gara a sé, staccando Jenson, che tuttavia è rimasto stabilmente secondo.
Dopo le prime due soste, Barrichello era ancora dietro a Ralf, mentre in un secondo momento le Renault sono riuscire ad avanzare. Anzi, a dire il vero Trulli era già davanti ai due, Alonso è comparso in corso d'opera. Mentre Jarno si teneva dietro Barrichello, Fernando duellava con Ralf, tirandogli una speronata e facendolo precipitare finalmente dietro a Barrichello che l'aveva così lungamente inseguito.
Sato era sprofondato più indietro già dopo la prima sosta, ma era ottavo, e aveva tra le mani l'ultimo punto disponibile, se non fosse che il motore Honda della B.A.R. è esploso in una nuvola di fumo quando mancavano pochi giri alla fine.


Michael Schumacher ha vinto davanti a Button e Montoya, poi a seguire Alonso, Trulli, Barrichello, Ralf Schumacher e... il ritiro di Sato ha aperto le porte all'arrivo in ottava posizione di Kimi Raikkonen, partito in ultima fila dopo avere rotto il motore nelle qualifiche e al momento il meglio posizionato portacolori della McLaren: David Coulthard annaspava nelle retrovie dopo un incidente nelle fasi iniziali della gara.
Fuori dai punti, ma comunque in top-ten, hanno concluso le due Sauber, con al nono posto Giancarlo Fisichella e al decimo Felipe Massa che quel giorno compiva ventitré anni.

domenica 31 marzo 2024

Anno 2002: la Formula 1 arriva in Europa // GP San Marino e Spagna

Carissimi lettori, qualora apparteniate a quella piccola fetta di mondo che legge ancora gli orari sugli orologi invece che su dispositivi elettronici, vi ricordo stanotte alle due di spostare l'ora alle tre. E soprattutto non preoccupatevi, perché domani Studio Aperto dedicherà molto spazio al fatto che, se avete l'abitudine di andare a letto ogni sera alla stessa ora e di alzarvi ogni mattina alla stessa ora, allora avete dormito un'ora in meno. Personalmente appartengo alla categoria di chi possiede orologi e sveglie, ma l'orario in cui vado a letto è molto random e soprattutto essendo domani domenica e non essendovi alcun gran premio in diretta Rai non ho intenzione di mettere la sveglia alle sette come se fosse un giorno di lavoro. Immagino comunque che nessuna delle due cose vi interessi, quindi veniamo a noi: siamo in pieno periodo di inizio primavera, sta arrivando aprile e un tempo ad aprile iniziava la "stagione europea"... quindi andiamo con l'arrivo della Formula 1 in Europa nel 2002, grazie alla visione di highlights.

La stagione di Rubens Barrichello era iniziata nel peggiore dei modi, dando adito a teorie del kompl8 e a sketch in cui veniva dipinto come se fosse stato un Felipe Massa qualsiasi: coinvolto in una carambola con Ralf Schumacher e un'altra mezza dozzina di piloti in Australia, si era ritirato per problemi di motore in Malesia. Poi era arrivato il Brasile, quindi meglio non entrare nel dettaglio, fatto sta che all'epoca aveva visto la bandiera a scacchi al massimo mentre si arrampicava sui muretti.
A Imola le cose promettevano discretamente: secondo dietro a Michael Schumacher su una griglia di ventuno vetture, perché eravamo in un mondo in cui esistevano al contempo un contratto che legava Alex Yoong alla Minardi e la regola del 107%. Solo la domenica, tuttavia, ci avrebbe detto se per Rubinho fosse meglio gareggiare oppure sperare di rinascere nel corpo di Yoong e tornarsene a casa già al sabato.
La griglia era così composta: due Ferrari, due Williams, due McLaren, con un sacco di gente che ci teneva a dire "QuY a KaSa LoRo!!!111!!!11!!" Ralf ha superato subito Rubinho, ma non è riuscito ad andare a prendersi Michael e soprattutto al momento della prima sosta ha subito undercut da Barrichello. La Ferrari non solo è riuscita a vincere a casa propria, ma ha perfino fatto doppietta, con Ralf relegato terzo e Juan Pablo Montoya quarto a debita distanza.
Se le Williams hanno chiuso 3/4, è stata invece più dura per la McLaren: Kimi Raikkonen si è ritirato per un guasto, mentre a David Coulthard è andata meglio e si è portato a casa il punto finale chiudendo sesto dietro alla Renault di Jenson Button.

Incredibile ma vero, Yoong si è qualificato per il successivo GP di Spagna, ma a Montmelò la Minardi si è ritirata per ragioni di sicurezza dopo il warm-up quando sull'auto di Mark Webber ha ceduto di botto l'ala posteriore. Solo venti vetture sono andare sulla griglia e, quando è iniziato il formation lap, una vettura era ancora sulla griglia.
Il povero Barrichello, qualificato secondo, ha avuto un problema al cambio ed è stato portato in pitlane... dove è rimasto: DNS. I fratelli Schumacher erano 1/2 con Ralf che non solo non è riuscito ad avvicinarsi a Michael ma ha anche messo le ruote sull'erba, ha rotto l'ala anteriore, è precipitato nelle retrovie e, per non farsi mancare niente, il motore avrebbe anche ceduto all'ultimo giro. Ralf avrebbe rifiutato un passaggio di Michael che voleva scarrozzarlo nel giro d'onore, per salire sulla medical car entrando dal bagagliaio.
Montoya è andato a podio davanti a Coulthard, mentre Raikkonen ha percorso solo tre giri prima del cedimento dell'ala posteriore, rientrando ai box per ritirarsi in condizioni comunque migliori rispetto a quelle in cui versava monoposto con cui Derek Daly era in lizza per la vittoria nel rocambolesco finale del GP di Montecarlo 1982.
Le Renault viaggiavano in zona punti quando sono state costrette al ritiro, prima "Jensinho" e poi anche Jarno Trulli. Ne ha approfittato la Sauber, con Nick Heidfeld e Felipe Massa splendidi quarto e quinto, nonché la Arrows con Heinz-Harald Frentzen che ha chiuso sesto.

Come in ogni throwback ai primi anni 2000 che si rispetti, credo sia doveroso parlare della B.A.R.: incredibile ma vero, sia a San Marino che in Spagna, una volta tanto Jacques Villeneuve non solo non è stato messo a piedi dalla propria vettura, ma è anche arrivato settimo in entrambe le occasioni.
Non temete, tuttavia, perché la B.A.R. ha continuato a fare acqua da tutte le parti e in entrambe le occasioni delle misere fumate hanno messo fine alla mesta gara di Olivier Panis.



martedì 12 dicembre 2023

GP Canada 2002: la 150^ vittoria della Ferrari

La stagione 2002 è stata caratterizzata da un certo dominio, da parte della Ferrari, che ha inanellato lunghe serie di vittorie, arrivando a raggiungere quota 150 successi in Formula 1. Ciò è accaduto nel GP del Canada, disputato dopo quello di Montecarlo, in cui si è imposto David Coulthard sulla McLaren. A Montreal, tuttavia, la situazione sembra tornata regolare, con la Williams come principale forza avversaria. Juan Pablo Montoya conquista la pole davanti alle Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello, quarta l'altra Williams di Ralf Schumacher. Rubinho ha un ottimo spunto alla partenza, avendo anche vettura più leggera in quanto su una strategia a due soste, scavalca il compagno di squadra e poi anche Montoya, portandosi in testa, nonostante Juan Pablo sia ugualmente leggero in quanto su una strategia a due soste. I fratelli Schumacher, invece, ne effettueranno solo una, o almeno così dovrebbe essere.

La prima sosta di Montoya avviene molto presto, quando entra in pista la safety car, per rimuovere...
...
...
...no, non lo volete davvero sapere. Eppure il mio dovere è raccontarvi i dettagli più scabrosi. Una vettura è ferma in mezzo alle scatole, causa ritiro per guasto al motore. Il motore è giapponese, la vettura è anglo-americana(?), il pilota che la guida è canadese. Molto più avanti, per onore di cronaca, la safety car non entrerà quando la Toyota di Allan McNish rimarrà ferma nel bel mezzo della pista dopo un testacoda.
Barrichello prosegue, non si ferma adesso, è leader della gara, ma al momento di fermarsi perderà posizioni, di fatto a soste ultimate si ritroverà al quarto posto. Ci sono piloti a cui va peggio, tipo Ralf Schumacher che ha un problema con il bocchettone della benzina, non imbarca sufficiente carburante e deve effettuare una seconda sosta, scivolando oltre la zona punti.
Oppure tipo Montoya che, leader nella fase centrale di gara - dopo l'unica sosta di Michael Schumacher e prima della propria ultima sosta - si ritrova secondo per poi ritrovarsi ritirato per un guasto al motore come se fosse un Jacques Villeneuve qualsiasi al volante di una B.A.R. Honda.

Coulthard, al quale il compagno di squadra Raikkonen è uscito dietro dai box, si ritrova quindi secondo, inseguito da Barrichello. I due staccano Kimi, ma Rubinho resta negli scarichi del mascellone. Un duello tra loro termina con strane traiettorie più sui prati che sulla pista: oggi come oggi scatterebbero i sensori dei track limits, nel 2002 scatta solo Barrichello che inveisce contro Coulthard. I due daranno in seguito la loro civile versione dei fatti nella conferenza stampa post-gara.
Raikkonen è quarto, ma finisce il carburante all'ultimo giro dovendo rallentare notevolmente. Rimane comunque quarto, dato che giunge a destinazione davanti alla Jordan di Giancarlo Fisichella. La zona punti è chiusa dall'altro italiano Jarno Trulli, su Renault, mentre Ralf Schumacher chiude la gara in settima piazza, appena in tempo, perché dopo avere tagliato il traguardo il suo motore fa la stessa fine di quello di Montoya!


giovedì 7 dicembre 2023

Gli angusti e tortuosi rewatch: GP Monaco 2002

Montecarlo, 26 maggio 2002: sono passate due settimane dal celebre ordine di scuderia del GP d'Austria e le polemiche in questione non si sono ancora placate. Nei giorni antecedenti al gran premio, piloti di altre scuderie vengono interpellati in proposito, con alcune interviste infilate nel video di highlight che ho visto per scrivere questo resoconto. In sintesi, secondo Jacques Villeneuve, ai tempi dei very uominy non sarebbe successo il teatrino del podio, perché se i piloti sono very uominy accettano di essere fischiati senza scambiarsi posizione sul podio, mentre secondo David Coulthard ai tempi dei very uominy i piloti proseguivano la propria gara addirittura sulla vettura dei compagni di squadra, quindi se i giornalisti fossero very uominy non farebbero caciara per due settimane.
Il top dei top è comunque Juan Pablo Montoya, che interpellato se alla Williams potrebbe succedere la stessa cosa ridacchia affermando che tra lui e il suo compagno di squadra non funzionerebbe. Comunque sia, al momento si procaccia la pole position, precedendo Coulthard.


David si porta in testa al via, segue Montoya, seguono Michael e Ralf Schumacher partiti affiancati, dalla terza e quarta posizione in griglia. Rubens Barrichello parte quinto, ma viene sfilato da Jarno Trulli e Kimi Raikkonen, con le posizioni tra i primi sette destinate di fatto a rimanere invariate per qualcosa come metà gara.
In compenso, dietro di loro c'è chi ne combina di tutti i colori, è il caso di Allan McNish, il pilota della Toyota è il primo a uscire di scena per incidente. Takuma Sato, che precede il compagno di squadra Giancarlo Fisichella, viene inoltre istruito di lasciare passare il pilota italiano, ma prima che ciò accada si schianta uscendo dal tunnel. In casa Jordan potrebbero non essere troppo soddisfatti!
L'apoteosi arriva con un duello tra una Arrows e una Sauber, due brasiliani al volante. Si arriva a Sainte-Devote ed Enrique Bernoldi viene malamente tamponato proprio dall'uomo che sussurrava a Sainte-Devote, ovvero Massa. I due ripartono, con Felipe che si procaccia una penalità per il misfatto.


A metà gara il duello Raikkonen/ Barrichello si conclude con un incidente che mette fine alla gara del pilota McLaren, mentre Montoya è costretto al ritiro per guasto al motore come fosse un Villeneuve qualsiasi al volante di una B.A.R. - sì, è così che si ritira Platinum Jacques. Sull'altra B.A.R., invece, Olivier Panis si ritira per incidente con la Renault del futuro pilota B.A.R. Jenson Button.
Escono di scena anche Massa per incidente dovuto a un guasto ai freni - così dice, almeno - e Mika Salo sulla Toyota che esce a sua volta per incidente. Si è ritirato già da tempo anche Alex Yoong sulla Minardi, ma who kers di Yoong, quello che conta è un podio da mascelloni! Coulthard batte di un secondo Michael Schumacher, Ralf chiude terzo ultimo pilota a pieni giri. Sarà l'unica vittoria stagionale per la McLaren.
Trulli su Renault e Fisichella su Jordan lottano per il quarto posto, l'abruzzese ne esce vincente. L'ultimo punto va a Heinz-Harald Frentzen sulla Arrows, che prevede Barrichello, la Sauber restante di Nick Heidfeld e le Jaguar di Eddie Irvine e Pedro De La Rosa a chiudere la top-ten. L'eroe del 2001 - ricordate? - Bernoldi arriva dodicesimo e ultimo, alle spalle della Minardi di Mark Webber.

giovedì 12 ottobre 2023

12.10.2003: vent'anni fa il sesto titolo!

12 Ottobre 2003 - vent'anni fa, ultimo evento della stagione, il circuito di Suzuka sede dell'assegnazione del titolo mondiale. Michael Schumacher è in testa al campionato con nove punti di vantaggio su un giovane Kimi Raikkonen, che potrebbe diventare campione del mondo solo se vincesse e al contempo il pilota della Ferrari non terminasse la gara in zona punti. Con un ottavo posto, Schumacher vincerebbe comunque vinto il mondiale, a parità di punti, per un numero maggiore di vittorie, sei, mentre il pilota della McLaren ha vinto il solo GP della Malesia. Anche il campionato costruttori è ancora aperto, ma tra Ferrari e Williams, la scuderia di Grove staccata di soli tre punti. Le qualifiche vedono un improvviso acquazzone che scompiglia oltremodo la griglia di partenza. La Ferrari e la Williams fanno 1/2 sulla griglia con Rubens Barrichello e Juan Pablo Montoya davanti alle Toyota tra Cristiano Da Matta e Olivier Panis. I fratelli Schumacher, invece, non se la passano bene, Michael è solo quattordicesimo, Ralf è ultimo sulla griglia per non avere fatto registrare un tempo... ma la gara è lunga, 53 giri, e tutto può succedere.

Tutto succede già nel primo giro, quando Montoya si porta in testa davanti a Rubinho, il quale se la deve vedere con la Renault di Fernando Alonso che gli sta negli scarichi. Raikkonen è quinto, alle spalle di una sola Toyota, ma riesce a passate davanti, seguito dal compagno di squadra David Coulthard. Per "Iceman" la strada verso un potenziale titolo è lunga e piena: dovrebbe sopravanzare i tre piloti che lo precedono, ma soprattutto sperare che Michael Schumacher non conquisti punti.
Per la prima questione, le speranze non sono tante. Per la seconda, tuttavia, si prospettano notevoli possibilità. Provate a pensare a Michael Schumacher che sta disputando la gara più importante della sua carriera, quella in cui vincerà il suo sesto titolo diventando il primo pilota ad averne un numero sufficiente a eguagliare quello delle ruote di una Tyrrell del 1976. Pensate a come potrebbe guidare un pilota del suo calibro in una simile situazione. Ecco, vi basti sapere che sta facendo esattamente il contrario: eccolo apparire alle spalle di una B.A.R., 11°...


Quella B.A.R. la guida Takuma Sato - che disputa il gran premio al posto di Jacques Villeneuve che, fuori dal team motorizzato Honda per il 2004, ha scelto di lasciarlo in anticipo, prima del GP del Giappone - che è in 10^ piazza e ci rimane, mentre Schumacher non rimane 11°. Cozza infatti contro la vettura del pilota di casa, danneggia l'ala anteriore: è solo il sesto giro e Michael si ritrova costretto a una sosta ai box, o meglio, ad anticiparla, perché siamo in epoca rifornimenti di benzina e tutti si fermano più volte.
Si ritrova ultimo, il che non è sicuramente quello che i suoi tifosi ambivano a vedere... e Corinna chissà, magari per consolarsi starà seguendo la gara del suo ex fidanzato.
Non per molto, tuttavia: È FERMO FRENTZEN, come da copione! Eccolo che parcheggia nei prati di Suzuka, un fumo inquietante esce dalla monoposto di H.H., che è fermo per l'ultima volta, è l'ultimo gran premio della sua decennale carriera in Formula 1.


Siamo solo al 9° giro quando perdiamo per strada Montoya per un guasto, Barrichello torna in testa, con Alonso che ancora lo segue a ruota, almeno finché dopo qualche giro non viene a sua volta lasciato a piedi dalla vettura che sta guidando. In questo stint c'è Coulthard secondo, Raikkonen è scivolato dietro al compagno di squadra e perdono terreno nei confronti della Ferrari.
Le posizioni rimangono uguali anche dopo la seconda sosta, mentre in occasione della terza Coulthard rallenta al rientro in pista, per farsi overcuttare da Raikkonen che è ancora in lotta per il titolo, anche se il tutto dovrebbe passare dal ritiro del leader, ormai, mentre Rubinho continua invece impeterrito per la propria strada.
Tra una sosta e l'altra i fratelli Schumacher sono stati occasionalmente in lotta tra di loro ed eccoli di nuovo, a pitstop ultimati, ritrovarsi a tu per tu l'uno con l'altro, alle spalle di Da Matta, adesso, con cui inizia un duello per il settimo posto. Michael è ottavo, se conserva la posizione, il titolo è suo qualunque cosa succeda. Conserva la posizione, ma è lui quello che deve vedersela con il "qualunque cosa succeda".


Se molti giri fa abbiamo visto Michael aggirarsi con l'ala anteriore rotta, dopo il contatto con Sato che adesso tra parenteso è stabilmente sesto, al 40° è il turno di Ralf, che ha tamponato il fratello. Il pilota della Ferrari riesce a proseguire, limitando i danni e accontentandosi della sesta piazza invece di andare a mettersi nei guai un'altra volta, mentre Ralf deve fermarsi ai box per via del danno riportato. La Williams farà punti, ma per il campionato costruttori comunque cambia poco perché Barrichello è in testa.
Per fortuna siamo nel 2003 e non vent'anni più tardi, perché avverto, non reggerei commenti tipo: "come si permette quel fallito di vincere la gara e di fare una buona performance invece di strapparsi le vesti piagnucolando e urlando che è ingiusto che Schumacher stia facendo una pessima gara? Vince solo perché vuole rubare la scena e ciò è il male della Ferrari, non vinceremo più il titolo piloti finché Barrichello non si leverà di mezzo".
Il realtà il titolo è vinto, ma sono sottigliezze, quello che conta è lamentarsi, o al massimo consolarsi perché gli skarsihhhh come Jenson Button al massimo arrivano quarti in volata con la Renault di Jarno Trulli, mentre tra qualche anno ruberannohhhh il mondialehhhh con la Brawn!

Ciò che non è una sottigliezza è che per fortuna non siamo ancora nel 2004, quindi il campionato è finito in Giappone e non in Brasile: a Interlagos, dubito che Barrichello avrebbe vinto così tanto facilmente come sul suolo giapponese!
Si chiude così il mondiale, con M.Schumacher che sale a 93 contro i 91 di Raikkonen, Montoya rimane fermo a 82, mentre Barrichello sale a 65 punti contro i 58 di R.Schumacher che così scivola in quinta posizione nel mondiale piloti.
Girano storie colorite su cosa potrebbe essere successo quella sera nella hospitality della Toyota, ci sono foto del neo-sei volte campione del mondo che indossa una camicia sbottonata che secondo voci di corridoio potrebbe appartenere all'amico Panis. Diciamo che Michael pare tutt'altro che sobrio, un po' come a dimostrare che ha battuto Kimi non soltanto nella classifica del mondiale piloti!

venerdì 29 settembre 2023

Quando il mondiale finiva in ottobre e di lì a un anno Hakkinen sarebbe tornato... o forse no // GP Giappone 2001

Il mese di ottobre è quasi alle porte e fino a meno di decenni fa spesso era simbolo di finale del mondiale. L'ultima volta in cui è successo, era il lontano 2007. Oggi, però, ci spingiamo più indietro, a rievocare un finale di stagione che avveniva in Giappone, sul circuito di Suzuka, il 14 ottobre. Correva l'anno 2001 e Michael Schumacher aveva vinto il titolo con diversi gran premi d'anticipo, ma il campionato non era ancora finito. La stagione europea era terminata da meno di un mese, poi si era andati negli States a Indianapolis e a distanza di due settimane in Giappone, in passato sede di tanti scontri per il titolo mondiale. Erano altri tempi, ma non è su questo che voglio stare a sindacare, mi limiterò piuttosto a raccontare gli eventi, specificando che con tutta probabilità di questo gran premio a suo tempo non vidi nemmeno la replica sintetica. Non ho ricordi dell'epoca nemmeno di un incidente alquanto altisonante avvenuto in corso d'opera.

La Ferrari numero 1 scattava dalla pole position, precedendo le Williams di Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher, poi veniva la Rossa numero 2 guidata da Rubens Barrichello. Le McLaren di Mika Hakkinen e David Coulthard erano 5/7 con in mezzo la Benetton di Giancarlo Fisichella, che tuttavia a causa di un testacoda nel corso dei primi giri ha perso notevolmente terreno.
Michael Schumacher nel frattempo era in testa, mentre Barrichello duellava con le Williams arrivando a superarle entrambe, salvo poi perdere la seconda piazza a vantaggio di Montoya. Tutti sembravano su una strategia a due soste e così sarebbe stato, con le Ferrari prime a rientrare, poi le Williams e a seguire le McLaren.
Prima di arrivare a ciò, tuttavia, ci sarebbe stato quell'incidente che tutti ricordano come principale accadimento avvenuto in questo gran premio, a cui arriveremo tra poco, anzi, diciamo subito.



Raikkonen stava disputando il suo ultimo gran premio con la Sauber prima di passare in McLaren, mentre Alesi stava disputando il suo gran premio in assoluto, al volante di una Jordan, come compagno di squadra di Jarno Trulli. Le strade di Kimi e Jean si sono incontrate, o per meglio dire, scontrate per caso, dopo pochi giri di gara.
I due si trovavano 9/10 e Raikkonen è stato sorpreso da una foratura improvvisa, partendo in testacoda. Proprio in quel momento stava sopraggiungendo Alesi, che non è riuscito a evitarlo, giungendo così in anticipo alla fine della propria carriera. L'impatto tra le due vetture è ststo piuttosto violento e poi la Sauber è andata di fatto a fracassarsi contro le barriere. I piloti sono rimasti entrambi illesi e le vetture sono state rimosse in maniera piuttosto agevole, senza nemmeno che fosse chiamata in pista la safety car, nonostante sembrassero essercene ottime ragioni.

Nel frattempo la gara proseguiva con Michael Schumacher che, dopo l'una e dopo l'altra sosta, si è ritrovato negli scarichi di Hakkinen che ancora non si era fermato, essendo su una diversa pitstop window. In entrambe le occasioni ha cercato di passare oltre, ma Mika si è difeso bene, rinunciando alla posizione soltanto al momento della sosta.
Ralf Schumacher e Barrichello sono precipitati indietro per peripezie varie: un drive though per taglio di chicane durante un duello con Rubinho nel caso di Ralf, un problema durante il secondo pitstop nel caso del ferrarista. Hakkinen si è ritrovato terzo dietro a Michael Schumacher e Montoya, ma ha rallentato molto nelle fasi conclusive, venendo superato da Coulthard e mantenendo per poco il quarto posto su Barrichello e Ralf Schumacher nella sua ultima gara. Più indietro, la Minardi otteneva un buon 11° su sedici piloti ancora in gara con Fernando Alonso.

giovedì 14 settembre 2023

14.09.2003: Gran Premio d'Italia

Oggi è il 14 settembre 2023, nonché ventesimo anniversario del GP d'Italia 2003, iniziato con un grosso colpo di scena: due piloti quasi omonimi assenti per infortunio! Uno era Ralf Schumacher, pilota della Williams, vittima di un incidente due settimane prima in una sessione di test sempre a Monza: al suo posto, accanto a Juan Pablo Montoya, è arrivato quindi el nuestro amigo Marc Gené, dopo che Ralf aveva avuto problemi fisici nelle prove libere del venerdì. L'altro Ralph era Firman, compagno di squadra di Giancarlo Fisichella alla Jordan, protagonista di un violento incidente nel precedente evento in Ungheria, non ha invece ricevuto l'autorizzazione dei medici della FIA a gareggiare, al suo posto Zsolt Baumgartner - sicuramente ricorderete di lui, il nome non passa inosservato. A proposito, vi segnalo in questo momento che al lavoro ho avuto a che fare via email con un ungherese che di first name fa Zsolt. Mi ha dato un sacco di Baumgartner vibes.

Purtroppo vi devo informare che la rilevanza di Baumgartner è pressoché minima e che la gara è iniziata con Fernando Alonso, che partiva dall'ultima piazza dopo un incidente in qualifica, che tamponava la Minardi di Jos Verstappen. Justin Wilson, su Jaguar, nel frattempo faticava a partire per problemi al cambio. O per meglio dire, Wilson faticava a partire, generando un certo caos, con JVes che ha rallentato e Alonso che forse non ha rallentato abbastanza.
Alonso è riuscito a raggiungere i box, mentre sull'altra Renault Jarno Trulli tentava di inserirsi nel duello tra i primi, Michael Schumacher e Montoya che lottavano per la prima piazza dopo essere partiti 1/2, vicinissimi come tempi al sabato in qualifica. Trulli, tuttavia, nel corso del primo giro ha dovuto parcheggiare per un problema di motore, gara già finita per lui, mentre proseguiva il duello tra gli Schumontoya.

Il duello tra gli Schumontoya è durato indicativamente nei primi due giri, poi il ferrarista è riuscito a distanziare Montoya di quel tanto che bastava per non essere azzannato come un hamburger, mantenendo la posizione anche dopo ciascuna delle due soste ai box. Occasionalmente si sono ritrovati vicini e il duello è ricominciato, ma senza che Montoya potesse passare davanti. I due hanno terminato 1/2.
Sull'altra Ferrari, Rubens Barrichello era passato terzo fin dal momento del ritiro di Trulli, precedendo le McLaren di Raikkonen e Coulthard. Mentre David è stato costretto al ritiro da un guasto quando ormai mancavano pochi giri al termine della gara, mentre Kimi è stato piuttosto vicino a Rubinho per un certo tratto di gara, per poi esserne distanziato una volta per tutte. È stato quindi Barrichello ad andare a podio, Raikkonen non ha potuto provare l'ebbrezza di portare la bottiglia di champagne alla bocca, giungendo quarto.

In quinta posizione si è piazzato el nuestro amigo sulla Williams, ultimo pilota a pieni giri. In sesta posizione si è classificato Jacques Villeneuve sulla B.A.R., mentre il suo compagno di squadra Jenson Button ha tenuto alto il buon nome della squadra, ritirandosi molto prima della bandiera a scacchi per un problema al cambio.
Dopo il ritiro di Wilson nelle primissime fasi del gran premio, la Jaguar si è consolata con la settima piazza di Mark Webber, mentre anche la Renault ha visto almeno un piccolo spiraglio di luce quando Alonso ha concluso la gara in ottava posizione, portando a casa l'ultimo punto disponibile.
Nick Heidfeld su Sauber ha chiuso nono davanti alle Jordan di Fisichella e Baumgartner, con a seguire la Minardi di Nicolas Kiesa e la Sauber di Heinz-Harald Frentzen. Oltre ai ritirati già citati, doppio ritiro per la Toyota: Cristiano Da Matta causa incidente forse dovuto a una foratura, Olivier Panis per un guasto.

M.Schumacher 82
Montoya 79
Raikkonen 75

A questo punto della stagione mancavano solo due gran premi, Stati Uniti e Giappone, che vi racconterò a tempo debito!

giovedì 24 agosto 2023

24.08.2003 - la prima vittoria di Alonso

Buongiorno a tutti e buon giovedì 24 agosto 2023. Oggi vi porto a fare un viaggio nel 2003, nello specifico parlandovi dell'exploit della Renault e di Fernando Alonso all'Hungaroring. Prima, però, credo sia opportuno narrarvi anche il precedente GP di Germania, disputato tre settimane prima a Hockenheim, in un momento di grande splendore per la Williams: Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher erano infatti appaiati in prima fila. La Renault aveva "solo" il quarto tempo con Jarno Trulli alle spalle della Ferrari di Rubens Barrichello, ma anche favorito da una carambola in partenza il pilota abruzzese si è portato subito in seconda posizione alle spalle di Montoya, seguito da Alonso che era partito ottavo. Il fattaccio è accaduto quando Ralf Schumacher, Rubens Barrichello e Kimi Raikkonen - quinto in griglia - sono arrivati affiancati in un posto in cui in tre non si stava e si è scatenato un macello con tutti e tre out e il conseguente ingresso della safety car.
Ci hanno rimesso anche piloti di centro/fondo gruppo: sono venuti a contatto Ralph Firman su Jordan e Heinz-Harald Frentzen su Sauber, entrambi costretti al ritiro, mentre Justin Wilson* se l'è cavata con danni di lieve entità. Era il suo primo gran premio alla Jaguar dove aveva rimpiazzato in corso d'opera Antonio Pizzonia, mentre il suo posto in Minardi accanto a Jos Verstappen l'aveva preso Nicolas Kiesa.

Michael Schumacher, settimo in griglia, si è accodato alle Renault, seguito poi dalla McLaren di David Coulthard e dalla Jaguar di Mark Webber... che poi pare essersi un po' perso per strada tanto che in seguito al posto che era stato suo c'erano le Toyota di Olivier Panis e Cristiano Da Matta, Toyota su una strategia a tre soste anziché due, esattamente come Montoya.
Il leader della gara è riuscito a distanziare gli inseguitori grazie alla vettura più leggera, tanto da avere tempo per rientrare e uscire di nuovo in testa, mentre le Renault si tenevano dietro M.Schumacher e Coulthard in trenino, almeno finché il ferrarista non è riuscito a sopravanzare Alonso approfittando di un suo errore. Il pilota della McLaren, fermandosi per ultimo ai box in occasione della prima sosta, ha passato Alonso di overcut portandosi quarto.
Con l'ultimo giro di pitstop completato, Montoya viaggiava verso la vittoria, mentre Trulli iniziava ad avere un ritmo non ottimale causa problemi di motore, tanto che si è ritrovato di nuovo M.Schumacher negli scarichi con Coulthard al suo seguito ed è uscito perdente dal duello con entrambi.
Schumacher, però, nel duello con Trulli aveva avuto una breve uscita sull'erba, danneggiando una gomma, che si è forata poco dopo, riuscendo ad andare ai box ma perdendo diverse posizioni a vantaggio di Coulthard e Trulli a podio, oltre che di Alonso, Panis e Da Matta, chiudendo la gara settimo davanti alle B.A.R. di Jenson Button (ultimo pilota a punti) e Jacques Villeneuve.

In Ungheria, dove ha fatto l'esordio il pilota di casa Zsolt Baumgartner al posto di Ralph Firman rimasto infortunato in un incidente nelle prove libere, la Renault reduce dal terzo e quarto posto in Germania ha dato una zampata piuttosto decisa: Alonso si è procacciato la pole davanti a Ralf Schumacher, un sorprendente Webber, Montoya, Barrichello, Trulli, Raikkonen e Michael Schumacher.
La partenza è stata abbastanza tranquilla, solo le Williams partite un po' al rallenty, poi Ralf anche in testacoda, ma da solo, senza fare danni, limitandosi a ritrovarsi nelle retrovie. Alonso aveva mantenuto la testa della gara e Webber era salito al secondo posto. Potete chiaramente immaginare cosa sia successo a quel punto: con una Jaguar seconda e poche opportunità di sorpasso, c'era il rischio di avere vetture imbottigliate dietro alla suddetta Jaguar.
Barrichello ci ha provato, a superarlo, ma un taglio di chicane l'ha costretto a ridargli la posizione e, approfittando della situazione, Raikkonen e Trulli l'hanno passato, relegandolo quinto davanti a Coulthard, Michael Schumacher e Montoya. La gara di Barrichello sarebbe tuttavia terminata nel corso del secondo stint, quando gli si è staccata la ruota posteriore sinistra ed è andato a finire nelle barriere.

Tutti i piloti erano su una strategia a tre soste e Webber ha finito per perdere una posizione o due in occasione di ogni sosta, ma riuscendo a rimanere abbondantemente in zona punti. Il più giovane degli Schumacher Bros stava nel frattempo andando avanti senza alcun problema, ha superato il fratello nel corso del secondo stint, poi Webber quando se l'è ritrovato davanti, infine portandosi quarto alle spalle di Montoya.
Mentre Alonso se la passava piuttosto bene, lo stesso non si poteva dire di Trulli, che aveva invece perso posizioni in occasione delle varie soste, ritrovandosi in settima piazza e finendo per subire il doppiaggio di Alonso. Era comunque in buona compagnia, dato che Fernando aveva appena doppiato Michael Schumacher, ottavo dopo una gara priva di colpi di genio, con una Ferrari che sembrava in netta difficoltà in quelle fasi del campionato.
Alonso ha vinto davanti a Raikkonen, Montoya, Ralf Schumacher, Coulthard, Webber, Trulli e Michael Schumacher a completare la zona punti, riportando la Renault alla vittoria che mancava dal 1983, quando la Renault era un altro team. Era la prima vittoria di Alonso in Formula 1 e per i tempi diventava il più giovane vincitore della storia. Era il 24 agosto 2003, oggi sono passati esattamente vent'anni da allora.


*: Wilson ci ha lasciati a seguito di un incidente in Indycar il 23 agosto, l'indomani  esattamente otto anni fa, il 24 agosto 2015. :-((((