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mercoledì 7 maggio 2025

GP Spagna 2000: quando i fratelli Schumacher facevano a ruotate

Sottotitolo: miglior attore non protagonista Nigel Stepney

MONTMELÒ - 7 MAGGIO 2000 // non so se ricordate le atmosfere di un quarto secolo fa, la Ferrari e la McLaren contrapposte, Michael Schumacher e Mika Hakkinen affiancati in prima fila, Rubens Barrichello alla prima stagione sulla Rossa, David Coulthard appena scampato a un tragico incidente aereo... e la Williams, con Ralf Schumacher e con un ragazzino che avrebbe fatto strada, tale Jenson Button.
Molti di noi erano ragazzini ai tempi, come i driverstosurvivers del giorno d'oggi, quelli che si insultano perché i loro pilotihhhh si odianohhhh, la Prova Inconfutabile(C) qualche episodio spesso irrilevante di cui si parlerà per i successivi sei mesi... forse l'abbiamo scampata? Non so, andiamo a scoprirlo.

In una giornata in cui Pedro Diniz (Sauber), Jean Alesi (Prost) e Pedro De La Rosa (Arrows) escono di scena nei primi due minuti contati, gli ultimi due citati per un contatto, tra gli Schukkinen cresce il gap, completano la zona punti Ralf Schumacher, Coulthard, Barrichello e Jacques Villeneuve... ma questo guida una B.A.R. quindi come potrete immaginare la sua gara non è destinata a durare a lungo.
La situazione cambia quando avviene il primo giro di soste e in casa Ferrari succede un danno: viene investito il capo dei meccanici, Nigel Stepney, colui che sarebbe divenuto celebre ai tempi dello spy-gate per avere lasciato dei progetti della Ferrari in giro in una copisteria di Maranello. Sarebbe in seguito venuto a mancare del 2014 in un incidente stradale mentre si trovava al volante di un furgone.
Nel secondo stint il gap tra i due piloti di testa era molto inferiore, mentre con il secondo pitstop Ralf Schumacher è uscito alle spalle di Coulthard. Davidone - che aveva tre costole rotte dopo l'incidente aereo di pochi giorni prima- si è procacciato il gradino più basso del podio, ma era destinato a qualcosa di meglio.
Giunto il momento della sosta, gli Schukkinen sono entrati insieme. Per Schumacher qualcosa è andato storto, il bocchettone non entrava, ha perso la posizione e poi, in pista, ne avrebbe persa un'altra: Coulthard risaliva secondo andando a completare un 1/2 McLaren.
Le peripezie per il pilota di punta della Rossa, tuttavia, non erano ancora finite e nei giri successivi Schumacher si sarebbe trovato a perdere due posizioni (tranquilli, poi ci torno) e a fare una nuova sosta ai box, senza perderne ulteriori, avendo un vantaggio abbondante su Button.
Jenson si è messo avanti con i lavori, con un bel guasto al motore come se corresse già per la B.A.R., il sesto pilota a non terminare la gara, visti i ritiri dei quattro già citati e di Jos Verstappen (Arrows) per un problema tecnico ai box.
Heinz-Harald Frentzen (Jordan) si è portato a casa il punto del sesto posto, seguito da Ricardo Zonta (B.A.R.), Giancarlo Fisichella (Benetton), Alexander Wurz (Benetton), Eddie Irvine (Jaguar), Jarno Trulli (Jordan), Johnny Herbert (Jaguar), el nuestro amigo Marc Gené (Minardi), Gaston Mazzacane (Minardi) e Nick Heidfeld (Prost).

Torniamo a come Michael Schumacher ha perso la terza piazza, a vantaggio di Barrichello e di Ralf, proprio prima di rientrare per la sosta extra. C'era la Williams dietro di lui e Michael ha cercato di bloccare in tutti i modi Ralf, un po' come se cercasse uno schianto che facesse volare entrambi nel multiverso. Invece no, serviva solo ad assicurare il podio alla Ferrari, visto che Rubinho li ha superati entrambi in un colpo solo. Le cronache dell'epoca narrano di polemiche tra i fratelli Schumacher, che comunque hanno avuto breve durata.
Avevo undici anni ai tempi, ne avrei compiuti dodici a fine mese, e devo ammettere che sono contenta di essere stata bambina in un'epoca in cui ci si prendeva addirittuta a sportellate tra parenti senza che succedessero troppi drammi shakespeariani e troppi piagnistei tra i tifosi.


sabato 21 ottobre 2023

22.10.2000: GP della Malesia, finale di stagione e parrucche rosse

Carissimi lettori, il 21 Ottobre, oltre che anniversario del titolo di Kimi Raikkonen (2007) e della sua ultima vittoria (2018) nonché di un certo incidente tra championship contenders avvenuto in Giappone (1990) e anche la vigilia del 22 Ottobre, giorno in cui sono ugualmente avvenuti eventi storici, tra cui anche il precedente incidente tra Ayrton Senna e Alain Prost su suolo giapponese (1989). Andando in epoca più recente, il 22 Ottobre è il giorno in cui Felipe Massa (2006) conquistava definitivamente il mio cuore, visto che ai tempi vinceva il gran premio di casa di verde vestito invece di reclamare un titolo che non ha vinto. Vi ho tuttavia parlato già in lungo e in largo di quella tuta, quindi parliamo di parrucche rosse e di un certo gran premio di sei anni prima, di cui domani cadrà l'anniversario.

22 Ottobre 2000 - il mondiale si appresta a finire, a Sepang, Michael Schumacher ha già conquistato il titolo due settimane prima in Giappone e in griglia precede le McLaren di Mika Hakkinen e David Coulthard, seguiti dalla Ferrari di Rubens Barrichello e dalla strepitosa quinta piazza della Benetton di Alexander Wurz, affiancato dalla B.A.R. di Jacques Villeneuve.
Schumacher tenta di chiudere Hakkinen perdendo leadership e seconda piazza a vantaggio di Coulthard, ma in realtà il campione del mondo 1998 e 1999 l'ha combinata più grossa ed è sotto indagine per jump start. Nel frattempo la safety car interviene a seguito di una collisione multipla tra Pedro Diniz (Sauber), Pedro De La Rosa (Arrows) e Nick Heidfeld (Prost).
Al restart, Hakkinen perde subito posizioni, superato da Coulthard, dalle Ferrari e con Wurz negli scarichi. Il peggio deve ancora venire: stop and go di dieci secondi ed eccolo precipitare nelle retrovie.

In epoca di rifornimenti di benzina, lo switch di strategie tra compagni di squadra nei top team non è inconsueto e Coulthard è su una strategia a due soste, mentre Hakkinen partito a serbatoio pieno procede senza stop fino a metà gara inoltrata. In sua assenza, in casa Ferrari entrambi i piloti effettuano due soste, come Coulthard. Schumacher può proseguire un po' più a lungo e, dopo la prima, passa in testa di overcut.
Schumacher, Coulthard, Barrichello, saranno queste le posizioni che vedremo mantenere fino alla fine della gara, mentre Hakkinen precipitato ultimo dopo la penalità risale lentamente. Prima della sosta, lo troviamo impegnato in un duello piuttosto acceso con Villeneuve, dal quale esce vincente. Gli varrà il quarto posto, con Jacques in quinta piazza - non temete, come vuole la consuetudine, la B.A.R. colleziona un ritiro per guasto al motore, ma il fortunato è Ricardo Zonta.

Dopo la qualifica brillante e la parte iniziale della gara in zona punti, il punteggio pre-2003 non sorride per niente a Wurz, che si ritrova soltanto settimo. Il sesto posto va a Eddie Irvine, sull'unica delle Jaguar ancora in pista. L'altra la guidava Johnny Herbert, alla sua ultima apparizione in Formula 1, con un ritiro per incidente innescato dalla rottura della sospensione posteriore, quando la gara era ormai inoltrata.
Wurz precede la Sauber di Mika Salo, la Benetton di Giancarlo Fisichella e, a completare la top-ten, Jos Verstappen sulla Arrows. Dodici vetture giungono al traguardo, non un numero particolarmente elevato, vista la presenza di ben ventidue al via, e nessuna di queste è una Williams (problemo tecnici per Ralf Schumacher e Jenson Button) e nemmeno una Minardi (Marc Gené ritirato per una ruota non fissata bene, Gaston Mazzacane ultimo a uscire di scena per un problema al motore).

Dopo Michael Schumacher campione del mondo in Giappone è la volta della Ferrari campione costruttori in Malesia, con i due piloti che indossano parrucche rosse - riccia e vaporosa per Schumacher, chioma da paggetto per Barrichello - e a loro si unisce sul podio anche Ross Brawn in parrucca rossa.
Infine l'extended highlight si chiude, in maniera del tutto inaspetrata, con interviste post-gara e conferenza stampa top quality piene di tanto ammmmore mascellone. <3 In precedenza in quella stagione ci sono state varie polemiche tra M.Schumacher e Coulthard, prima con il "saluto" con il dito medio al vento durante il GP di Francia, poi le critiche di Coulthard nei confronti di Schumacher dopo le uscite di pista alla prima curva durante l'estate, peraltro auto-gufata dato che poi ha fatto la stessa fine la gara dopo. Ebbene, i due confermano la fine ufficiale delle loro polemiche, dopo un chiarimento in Giappone.

Concludiamo così, con questa scena da cuoricini che escono dagli occhi, la narrazione di questo gran premio, che ha messo fine a una stagione 2000 di altissimo livello per la Ferrari, con ben dieci gran premi vinti su un totale di diciassette disputati... e ammettetelo, fanno strano le dieci vittorie della Ferrari, ma ancora di più ai giorni nostri appaiono strani i diciassette gran premi stagionali, e chi non li rimpiange forse rimpiange una via di mezzo.
Mi metto tra queste persone, ai tempi avrei voluto più gran premi, ma un calendario di diciannove o venti, senza gare extra (altresì note come sprint race) sarebbe decisamente più gestibile anche per il solo appassionato medio. Erano belli i giorni in cui c'erano weekend in cui si sentiva la mancanza della Formula 1 perché in quel weekend la Formula 1 non c'era.
Quei tempi, però, sono passati, quindi avanti con il Circuit of the Americas, con la sprint e poi con la gara a terminare il fine settimana.


venerdì 29 settembre 2023

Quando il mondiale finiva in ottobre e di lì a un anno Hakkinen sarebbe tornato... o forse no // GP Giappone 2001

Il mese di ottobre è quasi alle porte e fino a meno di decenni fa spesso era simbolo di finale del mondiale. L'ultima volta in cui è successo, era il lontano 2007. Oggi, però, ci spingiamo più indietro, a rievocare un finale di stagione che avveniva in Giappone, sul circuito di Suzuka, il 14 ottobre. Correva l'anno 2001 e Michael Schumacher aveva vinto il titolo con diversi gran premi d'anticipo, ma il campionato non era ancora finito. La stagione europea era terminata da meno di un mese, poi si era andati negli States a Indianapolis e a distanza di due settimane in Giappone, in passato sede di tanti scontri per il titolo mondiale. Erano altri tempi, ma non è su questo che voglio stare a sindacare, mi limiterò piuttosto a raccontare gli eventi, specificando che con tutta probabilità di questo gran premio a suo tempo non vidi nemmeno la replica sintetica. Non ho ricordi dell'epoca nemmeno di un incidente alquanto altisonante avvenuto in corso d'opera.

La Ferrari numero 1 scattava dalla pole position, precedendo le Williams di Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher, poi veniva la Rossa numero 2 guidata da Rubens Barrichello. Le McLaren di Mika Hakkinen e David Coulthard erano 5/7 con in mezzo la Benetton di Giancarlo Fisichella, che tuttavia a causa di un testacoda nel corso dei primi giri ha perso notevolmente terreno.
Michael Schumacher nel frattempo era in testa, mentre Barrichello duellava con le Williams arrivando a superarle entrambe, salvo poi perdere la seconda piazza a vantaggio di Montoya. Tutti sembravano su una strategia a due soste e così sarebbe stato, con le Ferrari prime a rientrare, poi le Williams e a seguire le McLaren.
Prima di arrivare a ciò, tuttavia, ci sarebbe stato quell'incidente che tutti ricordano come principale accadimento avvenuto in questo gran premio, a cui arriveremo tra poco, anzi, diciamo subito.



Raikkonen stava disputando il suo ultimo gran premio con la Sauber prima di passare in McLaren, mentre Alesi stava disputando il suo gran premio in assoluto, al volante di una Jordan, come compagno di squadra di Jarno Trulli. Le strade di Kimi e Jean si sono incontrate, o per meglio dire, scontrate per caso, dopo pochi giri di gara.
I due si trovavano 9/10 e Raikkonen è stato sorpreso da una foratura improvvisa, partendo in testacoda. Proprio in quel momento stava sopraggiungendo Alesi, che non è riuscito a evitarlo, giungendo così in anticipo alla fine della propria carriera. L'impatto tra le due vetture è ststo piuttosto violento e poi la Sauber è andata di fatto a fracassarsi contro le barriere. I piloti sono rimasti entrambi illesi e le vetture sono state rimosse in maniera piuttosto agevole, senza nemmeno che fosse chiamata in pista la safety car, nonostante sembrassero essercene ottime ragioni.

Nel frattempo la gara proseguiva con Michael Schumacher che, dopo l'una e dopo l'altra sosta, si è ritrovato negli scarichi di Hakkinen che ancora non si era fermato, essendo su una diversa pitstop window. In entrambe le occasioni ha cercato di passare oltre, ma Mika si è difeso bene, rinunciando alla posizione soltanto al momento della sosta.
Ralf Schumacher e Barrichello sono precipitati indietro per peripezie varie: un drive though per taglio di chicane durante un duello con Rubinho nel caso di Ralf, un problema durante il secondo pitstop nel caso del ferrarista. Hakkinen si è ritrovato terzo dietro a Michael Schumacher e Montoya, ma ha rallentato molto nelle fasi conclusive, venendo superato da Coulthard e mantenendo per poco il quarto posto su Barrichello e Ralf Schumacher nella sua ultima gara. Più indietro, la Minardi otteneva un buon 11° su sedici piloti ancora in gara con Fernando Alonso.

giovedì 28 settembre 2023

Buon compleanno, Mika Hakkinen!

Carissimo Mika,
a volte ripenso a quei giorni in cui correvi in Formula 1 e in cui non c'erano penalità in griglia. Poi leggo che nel GP degli Stati Uniti 2001 partivi quarto anziché secondo a causa di una penalità in griglia, dovuta alla cancellazione del tuo miglior tempo in qualifica a seguito di un semaforo rosso ignorato nel warm up.
Davanti a te c'erano i fratelli Schumacher, Michael in pole e poi Ralf, poi i loro compagni di squadra in ordine invertito, Juan Pablo Montoya, con te davanti a Rubens Barrichello. Poi Ralf ha fatto una brutta partenza, il tutto mentre Rubinho era il più veloce, essendo più scarico, e arrivando in pochi giri in testa alla gara, superando anche il suo compagno di squadra, perché doveva guadagnare terreno nella speranza di non perdere posizioni con la sua strategia.
Poi le due Sauber di Kimi Raikkonen e Nick Heidfeld venivano a contatto tra di loro e con la Jordan di Jarno Trulli. Il tuo futuro sostituto, quello che avrebbe preso il tuo posto in McLaren nel tuo anno di stop, è stato il primo ritirato della giornata. Tu, però, eri quinto e facevi la tua gara, dietro alle Ferrari e alle Williams, con Barrichello e Ralf ai box, così come Montoya non prima di avere superato Michael Schumacher.
Le Williams non hanno avuto lunga vita, Ralf Schumacher spedito in testacoda verso metà gara, a causa di un problema alla vettura, Montoya fermo per un guasto al motore soltanto poche tornate più tardi. Poi c'eri tu, che ti fermati ai box molti giri rispetto a Michael e, di overcut, ti ritrovavi secondo dietro Barrichello, che però doveva rientrare ai box per la seconda volta. Rubinho era più veloce di te, nel finale, ma poi il suo motore ha dato forfait a pochi giri dalla fine.
Hai vinto, precedendo Michael Schumacher e il tuo compagno di squadra David Coulthard di diversi secondi. Trulli intanto giungeva quarto, ma sarebbe stato squalificato per il consumo eccessivo del fondo, salvo poi recuperare la posizione per un vizio di forma uscito fuori dopo il ricorso della Jordan. Eddie Irvine con il suo casco leopardato arrivava quinto, mentre Heidfeld sulla Sauber concludeva la zona punti.
Quel giorno, il 30 settembre 1998, due giorni dopo il tuo 33° compleanno, conquistavi la vittoria numero 20 di una bellissima storia. Sarebbe stata l'ultima, nel tuo penultimo gran premio prima dell'anno di stop che in realtà era la fine della tua carriera. Non ricordo cosa pensai quel giorno, mentre tagliavi il traguardo.
Se devo essere sincera non ho nemmeno alcun ricordo di averti visto tagliare il traguardo, né il rivedere gli highlight mi ha evocato alcunché. Non so se ho visto la gara o se per qualche motivo me ne sono persa una parte oppure tutta, quella sera di settembre del 2001. So solo che in quei giorni non avrei saputo riconoscere il tuo valore, mentre adesso comprendo in pieno chi eri e che cosa hai significato per la Formula 1.

Buon compleanno, Flying Finn! 🇫🇮🇫🇮

domenica 27 agosto 2023

27.08.2000 - il sorpasso perfetto

Buongiorno a tutti, buona domenica e soprattutto buon 27 agosto 2023, anniversario di un evento entrato negli annali della storia della Formula 1 e rappresentativo di una Formula 1 che non esiste più... e no, non parlo del fatto che non ci fosse un dominio Redbull, un dominio netto e nemmeno la Redbull, né del fatto che non ci fosse Max Verstappen (però c'era Jos a bordo di una Arrows), ma è una riflessione più profonda, su cui tornerò a fine post. Andiamo a scoprire la gara, calandoci nel 2000, quando avevo dodici anni ed ero una bimbaminchia, ma giustamente nessun adulto avrebbe mai ascoltato i miei deliri da bimbaminchia. Era un giorno di agosto e vista la pioggia scesa quella mattina a Spa Francorchamps e l'asfalto ancora bagnato, la direzione gara ha deciso di fare la partenza dietro la safety car.
Quando la vettura di sicurezza si è levata di mezzo, non ci sono stati cambiamenti nelle posizioni di vertice: Mika Hakkinen (McLaren), Jarno Trulli (Jordan), Jenson Button (Williams), Michael Schumacher (Ferrari), David Coulthard (McLaren) e Ralf Schumacher (Williams) a occupare le prime sei posizioni.

Nei primi giri Hakkinen ha allungato, mentre Trulli faceva da tappo e Button cercava di trovare un varco. Al 4° giro, poi, un attacco fallito ha fatto sì che Jenson perdesse una posizione a favore di Michael Schumacher, il quale ha superato subito dopo Trulli. Button ha cercato di riprendersi la posizione almeno nei confronti del pilota della Jordan, ma il tutto è risultato in un contatto, con Trulli in testacoda e costretto al ritiro e Button che tentava di difendersi invano da Coulthard e Ralf Schumacher.
La pista frattanto andava asciugandosi, ma era necessario bilanciare la necessità di passare a gomme da asciutto con pitstop window che permettessero di effettuare al contempo il primo rifornimento.
Hakkinen, che aveva una decina di secondi di vantaggio su Michael Schumacher, è rientrato al 7° giro, una tornata più tardi rispetto al ferrarista, perdendo qualcuno dei suoi secondi di vantaggio: chi passava alle dry girava decisamente più veloce di chi aspettava sulle wet, come in casa McLaren hanno imparato a loro spese facendo rientrare Coulthard un giro dopo rispetto a Hakkinen, cosa che gli ha costato diverse posizioni.
Dopo le prime soste i primi due hanno iniziato a fare il vuoto, con le posizioni dalla terza in poi quasi irrilevanti, oserei dire. Il gap tra Hakkinen e M.Schumacher si è ridotto a quattro secondi, poi al 13° giro il colpo di scena: Mika ha fatto un mezzo testacoda a Stavelot perdendo la leadership e parecchi secondi: un colpo di scena, che ha riaperto la gara e sembrava averne cambiato le dinamiche.

Al 22° e 28° giro Michael Schumacher e Hakkinen hanno effettuato la seconda sosta, con un gap al ritorno in pista di circa sette secondi, ma il pilota della McLaren dopo questo pitstop era palesemente il pilota più veloce in pista e il distacco ha iniziato a ridursi drasticamente, il tutto mentre varie vetture che potevano puntare alle posizioni finali della zona punti uscivano di scena: si segnala il ritiro di Barrichello mentre entrava lentamente in pitlane (pare fosse rimasto senza benzina) e subito dopo quello di Jean Alesi (Prost), il tutto mentre Button rientrava prepotentemente in scena, risalendo in quarta piazza con Coulthard negli scarichi - David l'avrebbe poi superato in un secondo momento, il tutto mentre Heinz-Harald Frentzen (Jordan) occupava l'ultima posizione della zona punti.
Negli ultimi giri, mentre si avvicinavano al doppiato Marc Gené (Minardi), Hakkinen era ormai vicinissimo a M.Schumacher, con attacco che non è andato in porto, prima che Gené si levasse di mezzo per farli passare. Poi è arrivato il 41° giro e Ricardo Zonta (B.A.R.) da doppiare al Kemmel. Schumacher l'ha passato sulla sinistra, Hakkinen si è buttato dall'altro lato, uscendo davanti a entrambi.
La manovra di Hakkinen potete vederla negli screenshot qui sotto:



Non restava altro da fare che attendere il completamento del 44° per giungere al momento della bandiera a scacchi. Hakkinen e Michael Schumacher ci sono arrivati distanziati di poco più di un secondo, con Ralf Schumacher terzo a debita distanza e la zona punti completata da Coulthard, Button e Frentzen. Jacques Villeneuve (B.A.R.), Johnny Herbert (Jaguar), Mika Salo (Sauber) e Eddie Irvine (Jaguar) hanno concluso la gara nelle posizioni finali della top-ten, in un periodo in cui la bassa top-ten non dava punti.
Non è questa, tuttavia, la ragione per cui i vecchi tempi non esistono più, né l'avere due piloti a lottare per il mondiale, né uno stesso scontro per il mondiale che avviene in termini di civiltà e senza mai uscire dagli schemi. Non è nemmeno il rumore dei motori, non sono i nomi a cui siamo legati, non sono i colori delle monoposto...
Era il 2000, si partiva dietro safety car e nessuno insinuava che la Formula 1 fosse morta. Un rookie scattava dalla terza piazza senza che venisse acclamato come il miglior pilota di sempre. Poi lo stesso rookie speronava una vettura senza che nessuno chiedesse la sua testa o invocasse che venisse cacciato dalla Formula 1.
Poi c'era un leader che metteva le ruote sul bagnato e finiva in testacoda, perdendo la leadership della gara a vantaggio del suo diretto rivale, senza che venisse ridicolizzato e tacciato di essere un pilota finito. Risaliva, risaliva fino a riprendersi la leadership con un sorpasso da urlo, ma non si ridicolizzava nemmeno quell'altro, che la prima posizione se l'era fatta portare via a tre giri dalla fine: altri tempi, lontani ormai, che purtroppo non torneranno più.

mercoledì 16 agosto 2023

GP Germania 2001: quando Ralf Schumacher ha vinto in casa!

Era il 29 luglio, del ventesimo compleanno di Fernando Alonso, che con la Minardi nera si apprestava a partire dalla pitlane così come il compagno di squadra Tarso Marques. In prima fila c'erano le Williams di Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher, poi a seguire le McLaren e le Ferrari in alternanza - Mika Hakkinen, Michael Schumacher, David Coulthard e Rubens Barrichello - dopodiché le Sauber di Nick Heidfeld e Kimi Raikkonen. Pochi istanti dopo la partenza, Michael Schumacher che aveva lasciato regolarmente la propria casella della griglia, è rimasto pressoché fermo per un guasto al cambio, venendo schivato dalle vetture che sopraggiungevano, ma non da Luciano Burti. Il pilota della Prost, che aveva probabilmente la visuale ostruita dalle monoposto che lo precedevano, ha colpito violentemente il posteriore della Ferrari decollando e poi ricadendo sulla Arrows di Enrique Bernoldi, incidente che ha visto l'esposizione della bandiera rossa e il restart, anche Schumacher, Burti e Bernoldi con i relativi muletti.

Al secondo via non ci sono stati grossi intoppi se non qualche escursione nelle vie di fuga, con le Williams 1/2 e Michael Schumacher che si portava terzo superando Hakkinen. Nei giri iniziali Barrichello è stato visto duellare a lungo con Coulthard prima di superarlo e poi andare a prendere anche la quarta piazza di Hakkinen. Più leggero di Schumacher in quanto su una strategia a due soste, ha inoltre sopravanzato il compagno di squadra portandosi al momento terzo.
Hakkinen si è ritirato per un guasto dopo neanche un terzo di gara, mentre dopo la prima sosta Barrichello è tornato in pista quinto alle spalle di Coulthard, riuscendo a superarlo di nuovo dopo un altro duello. Intanto le Williams, a una certa distanza l'una dall'altra proseguivano la loro gara senza intopp-... ah, no. Montoya ha avuto un problema durante il rifornimento e perso varie posizioni, ritrovandosi quarto dietro a Ralf Schumacher e alle Ferrari, che comunque dovevano ancora andare ai box.

Poi sono arrivati tre colpi di scena in successione e la top-5 decimata da guasti al motore: Michael Schumacher, Montoya e Coulthard sono rimasti tutti a piedi nell'arco di poche tornate, mentre Barrichello in seconda posizione ha avuto una sosta lunga in occasione della seconda fermata, ritrovandosi a debita distanza da Ralf Schumacher. Era tuttavia secondo visti i numerosi piloti persi per la strada.
Le Sauber erano entrambe fuori, Heidfeld al via per un incidente con la Jaguar di Pedro De La Rosa, Raikkonen per un guasto. Era fuori l'altra Jaguar di Eddie Irvine, così come la Jordan di Jarno Trulli. In realtà tutte e due le Jordan erano ritirate, Ricardo Zonta protagonista di un incidente con Bernoldi che invece ha proseguito, mentre tra i "protagonisti" della prima partenza, poi Burti si è ritirato per incidente.
In sintesi, c'era la concreta possibilità per un pilota random di procacciarsi il podio, era un'occasione d'oro... anzi no, di più, era un'occasione di platino. HABEMUS B.A.R.!!!111!!!1111!!!11!!


Mentre Ralf Schumacher veniva applaudito dal fratello ancora in giro in tuta nonostante fosse fuori dalla monoposto da qualcosa come tre quarti d'ora e Barrichello si piazzava secondo a debita distanza, Jacques Villeneuve si classificava al terzo posto, precedendo le Benetton di Giancarlo Fisichella e Jenson Button - con Fisi in grado di mantenere la posizione nonostante un giro per i prati verso fine gara - e la Prost di Jean Alesi. Purtroppo Olivier Panis sull'altra B.A.R. non ha conquistato punti, settimo davanti alle Arrows che viaggiavano in coppia con Bernoldi uscito vincente da un duello con Jos Verstappen. Solo dieci vetture vedevano la gloria del traguardo e l'ultima era la Minardi di Alonso.


martedì 15 agosto 2023

GP Gran Bretagna 2001: la prima vittoria stagionale di Hakkinen

Mese di luglio, in Gran Bretagna, Michael Schumacher e Mika Hakkinen partivano appaiati dalla prima fila, pronti a mantenere le posizioni davanti a un gruppo di piloti presenti in numero dispari: Tarso Marques non ha varcato la soglia del 107% quindi l'unica Minardi presente è quella di Fernando Alonso. Appaiati in seconda fila c'erano David Coulthard e Jarno Trulli, ma il pilota della Jordan ha speronato quello della McLaren che è finito in testacoda precipitando nelle retrovie e ritirandosi qualche giro dopo a seguito di un'uscita di pista causata da una sospensione danneggiata. Trulli si è ritirato invece sul posto, in compagnia della B.A.R. di Olivier Panis, che nulla c'entrava con questo incidente, ma era venuto a contatto con il compagno di squadra Jacques Villeneuve.

Hakkinen, partito molto leggero e su una strategia a due soste, ha superato Michael Schumacher dopo pochi giri iniziando a staccarlo in modo considerevole, cosa che gli ha permesso di rimanere abbondantemente davanti anche a soste ultimate. Il ferrarista invece si è ritrovato tallonato dalla Williams di Juan Pablo Montoya, il quale l'ha anche in seguito superato, ma una strategia a due soste l'ha relegato anche alle spalle di Rubens Barrichello, i due piloti Ferrari sono quindi salito sul podio.
La Williams avrebbe potuto fare 4/5 se non fosse stato per il guasto che ha messo fine alla gara di Ralf Schumacher in corso d'opera. Kimi Raikkonen su Sauber è risalito quinto, mentre il suo compagno di squadra Nick Heidfeld ha chiuso la zona punti dopo un duello con la Jordan di Heinz-Harald Frentzen.


Sotto al podio, una McLaren e una Ferrari affiancate. Sopra al podio, Mika Hakkinen che festeggiava insieme a Michael Schumacher e Rubens Barrichello, una scena che avrebbe potuto tranquillamente essere uscita dal 2000, ma che invece avveniva nel 2001, con la prima vittoria di una stagione difficile per il campione del mondo 1998 e 1999, piuttosto indietro in classifica e ben lontano da qualsiasi scontro per il titolo mondiale.

domenica 23 aprile 2023

GP Gran Bretagna 2000: dalla pole di Barrichello alla doppietta McLaren

23 aprile 2000: è il quarto gran premio della stagione e per la prima volta da quando indossa i colori della Ferrari, Rubens Barrichello si appresta a scattare dalla pole position. Non è la prima della sua carriera, anzi... ne ha ottenuta già una con la Jordan ben sei anni prima e anche una con la Stewart la stagione precedente. Accanto a lui c'è la Jordan di Heinz-Harald Frentzen, con le McLaren che scattano dalla seconda fila. I primi due si avviano imperterriti davanti a tutto e a tutti, David Coulthard dalla quarta piazza si impossessa del terzo posto, mentre Mika Hakkinen è coinvolto in un breve duello con la Rossa di Michael Schumacher. Ne esce vincente, che significa quarto, mentre Schumacher perde varie posizioni e si ritrova a lottare con la Williams del fratello e con la B.A.R. del vecchio rivale Jacques Villeneuve.

Ralf la spunta tra tutti costoro e va a far parte del trenino dei primi sei, di cui il quinto è il suo compagno di squadra, un appena ventenne Jenson Button, che viene elogiato dal duo Murray Walker/ Martin Brundle in telecronaca, con la considerazione che per la Williams sarà difficile rinunciare a lui se, come sembra, per il 2001 arriverà Juan Pablo Montoya, campione di Indycar (CART nello specifico, è l'epoca dello split).
Barrichello/ Frentzen/ Coulthard/ Hakkinen/ Button/ R.Schumacher, questi sei sono vicinissimi, mentre M.Schumacher perde terreno dietro a Villeneuve e si trova a sandwich tra lui e Jos Verstappen, almeno finché la Arrows di quest'ultimo decide di averne abbastanza, primo ritirato della giornata a un terzo di gara e poco dopo seguito curiosamente dall'altra vettura arancione di Pedro De La Rosa.

Le posizioni rimangono invariate finché alcuni della top-6 non iniziano a rientrare: le Williams, accreditate di una strategia a una sola sosta, si fermano un po' prima di metà gara, subito dopo Frentzen che invece dovrebbe farne due. Approfittando del fatto che Button sia rallentato nel trenino, Ralf Schumacher rientrando un paio di giri prima riesce a fare undercut.
Siamo esattamente a metà gara quando Coulthard riesce a superare Barrichello, dopodiché sia lui sia il compagno di squadra rientrano ai box. Ne esce dietro a Frentzen, mentre Hakkinen scivola dietro alle due Williams. Rubinho, di nuovo in testa prima della sosta, vi rimane per qualche giro, poi un guasto sulla sua vettura lo manda in testacoda. Rientra ai box, dove non c'è nulla da fare. Sembrava potesse essere il giorno della sua prima vittoria, ma non è così. Bisognerà aspettare la sua prossima pol-... ah, no, bisognerà aspettare che parta sedicesimo.

Michael Schumacher intanto fa il figo in testa alla gara, perché intende fermarsi molti giri dopo rispetto a tutti gli altri. Funziona, fa un overcut su Villeneuve e adesso si trova sesto, ma è ormai il momento della seconda sosta di Frentzen, quindi risale quinto.
Poi c'è un colpo di scena: Ralf Schumacher e Button sono 2/3 e sembra che Jenson viaggi verso il primo podio della sua carriera. Però la Williams non è su una strategia a una sosta e di lì a poco anche i Ralfson rientrano entrambi ai box e si ritrovano 5/6 dietro a Frentzen, il quale comunque pare in difficoltà e verrà a breve superato da entrambi.
Il duo McLaren è stabilmente 1/2 adesso, pronto a viaggiare finalmente verso la prima vittoria della stagione, dopo che la Ferrari ha fatto tre su tre a Melbourne, Interlagos e Imola, sembra che a Woking si stiano rimettendo in carreggiata.

Coulthard sembra avere qualche problema e perde terreno, ma pare che il team decida di congelare le posizioni, anche perché obiettivamente, di fatto, possono prendersela comoda con un Michael Schumacher distante terzo e, ancora più obiettivamente, Hakkinen è stato dietro al compagno di squadra fin dal via.
Le posizioni delle Williams rimangono tali, Ralf quarto, Button quinto, mentre la gara di Frentzen termina anzitempo per un guasto al cambio, lasciando la sesta posizione a Villeneuv-... ah, no, anche sulla B.A.R. c'è un guasto al cambio e l'ultimo punto va a Jarno Trulli su Jordan.
Sul podio, Coulthard riceve il trofeo del vincitore dalle mani di nientemeno che Ken Tyrrell mentre sotto al podio è contemplato dalla futura moglie Heidi Wichlinski (con la quale non si sposerà mai e dalla quale sarà lasciato un anno dopo a causa di un tradimento rivelato da una presunta amante a un tabloid).

Soltanto nove giorni dopo questa vittoria, il 2 maggio 2000, David Coulthard si trova insieme alla fidanzata e al suo personal trainer a bordo di un volo charter, quando l'aereo precipita a causa di un'avaria al motore.
Il pilota e il co-pilota muoiono sul colpo, mentre i tre passeggeri sopravvivono, con sole ferite lievi. Coulthard scenderà regolarmente in pista nel successivo gran premio di Spagna, che si svolgerà nel weekend del 7 maggio, e lo concluderà in seconda posizione alle spalle di Hakkinen.


martedì 28 marzo 2023

25 anni dopo: 1998 (ITA, LUX, JPN), Hakkinen vs Schumacher, la sfida finale!

Monza, settembre 1998: alla fine del weekend Mika Hakkinen e Michael Schumacher sono esattamente appaiati in testa alla classifica, con lo stesso numero di vittorie, sei. Il pilota della McLaren è in vantaggio per avere due secondi posti, invece che uno solo come il ferrarista. Mancano ancora due gran premi alla fine della stagione, quindi tutto può ancora succedere, ma di certo Hakkinen non può ritenersi soddisfatto, visto come era iniziata la giornata. Partiva terzo, dietro al rivale che scattava dalla pole, mentre secondo c'era il campione in carica Jacques Villeneuve. Seguivano David Coulthard ed Eddie Irvine, per Hakkinen magari la griglia non era tanto promettente, ma è bastato il race start per cambiare le cose.
Le McLaren si sono ritrovate 1/2, Schumacher è scivolato quinto anche alle spalle di Villeneuve. Superato il pilota della Williams si è lanciato all'inseguimento di Irvine che non ha opposto grande resistenza. Adesso era terzo, ma Hakkinen procedeva in testa e Coulthard dietro di lui era secondo con un passo molto veloce. Era più scarico, in vista di una strategia a una sosta in più, quindi ha superato agevolmente Hakkinen in pochi giri e ha iniziato ad allungare.
L'intento della scuderia di Woking era verosimilmente fare doppietta, dando a David il vantaggio sufficiente per stare davanti alle Ferrari a rifornimenti ultimati, ma non è andato in porto nulla. Ci si avvicinava a un terzo di gara quando nello stesso giro, in un colpo solo, Coulthard è stato costretto al ritiro da un guasto al motore, mentre Hakkinen ha subito il sorpasso di Schumacher che si è portato in testa.
Non che Michael abbia avuto vita facile: fino verso la fine della gara è stato inseguito dall'avversario, viaggiava a pochi secondi di gap, inseguimento tuttavia vanificato da un testacoda di Mika a pochi giri dalla fine. Ha danneggiato la vettura nel fuori pista, ma ha tentato di resistere fino in fondo, perdendo tuttavia la seconda posizione a vantaggio di Irvine.
Quarto sulla Jordan dopo il ritiro di Villeneuve - andato a sbattere dopo un guasto sulla sua monoposto - anche Ralf Schumacher è riuscito a superare Hakkinen e si è preso la terza piazza, salendo sul podio insieme al fratello per la prima volta nella storia. Hakkinen ha chiuso quarto, precedendo la Sauber di Jean Alesi e la Jordan di Damon Hill, ha salvato il salvabile ma il responso della classifica è stato inequivocabile.

Archiviata l'Italia, si va in Lussemburg-... si va al Nurburgring, perché i nomi creativi sono un must. Per Hakkinen le cose non sembrano mettersi molto bene, terzo in griglia dietro al duo M.Schumacher/ Irvine. Eddie fa una gran partenza, si porta inizialmente in testa, ma deve desistere quando vede comparire negli specchietti la vettura del compagno di squadra. Il suo ruolo a quel punto sarà tentare di rallentare Hakkinen, ma non è Valtteri Bottas a bordo di una Mercedes quindi lui può.
Dopo qualche giro alle spalle di Irvine, Hakkinen si porta secondo e si avvicina progressivamente a Schumacher. Alla sosta, gli farà overcut. Idem Coulthard farà overcut ai danni di Irvine: da terzo e quarto che erano inizialmente, gli Hakoulthard sono adesso primo e terzo.
Ci resteranno, di fatto la top-4 resterà uguale fino alla fine, mentre la lotta per il quinto posto è decisamente più accesa. Heinz-Harald Frentzen su Williams dopo la prima sosta è riuscito a portarsi davanti alle Benetton di Giancarlo Fisichella e Alex Wurz, inizialmente 5/6. I tre sono vicinissimi e Fisichella riesce a superare Frentzen, salvo mettere poco dopo le ruote sull'erba causa scivolata sull'olio sparso dal motore rotto della Tyrrell di Ricardo Rosset e perdere due posizioni. Anticipando il secondo pitstop, Fisichella riesce a fare undercut sul compagno di squadra: sarà lui a chiudere sesto dietro a Frentzen, con i tre in lotta fino alla fine.
Hakkinen ha quattro punti di vantaggio (sistema 10/ 6/ 4/ 3/ 2/ 1) su Schumacher, a questo punto, nonché una vittoria in più (e adesso stesso numero di secondi posto, tra poco capirete perché ve lo sto specificando). Se Schumacher vincesse in Giappone con Hakkinen secondo, avrebbero pari punti, pari vittorie, ma Hakkinen avrebbe un secondo posto in più grazie al quale vincerebbe il mondiale. Quindi Schumacher per diventare campione del mondo dovrebbe fare almeno cinque punti in più di Hakkinen, in sintesi, vincere senza Hakkinen secondo. In alternativa può arrivare secondo con l'avversario sesto oppure fuori dai punti. Per il mondiale costruttori, la Ferrari invece dovrebbe fare doppietta con nessuna McLaren a punti.

Passano cinque settimane prima del successivo evento a Suzuka, pare perché in mezzo avrebbe dovuto, stando alla bozza originale del calendario, esserci un GP del Portogallo. Passano cinque settimane e Schumacher va a prendersi la pole position affiancato da Hakkinen, seguono i rispettivi compagni di squadra a parti invertite. Si inizia da un aborted start, la Prost di Jarno Trulli rimane ferma sulla griglia e dovrà partire ventunesimo, perché la ventiduesima vettura manca: Rosset non si è qualificato.
Si passa a un secondo aborted start, stavolta perché è Michael Schumacher il pilota rimasto fermo! Sarà lui a partire ventunesimo. Nel corso della prima tornata recupera otto posizioni e viaggia rapidamente verso l'alto, ma ormai il titolo sembra saldamente nelle mani di Hakkinen, in testa fin dal via, inseguito da Irvine mentre Coulthard è scivolato alle spalle di Frentzen. Schumacher frattanto prosegue, andando avanti di sorpassi e, quando altri piloti iniziano a fermarsi, di overcut. In sintesi, si ritrova terzo dopo avere effettuato il primo rifornimento, ormai davanti anche a Coulthard. La situazione è comunque sempre più solida per Hakkinen, ancora leader mentre si va verso metà gara e oltre, con gli occhi puntati sui due avversari, l'uno in testa e l'altro risalito dalle retrovie.
Poi ecco apparire una di quelle scene che sembrano banali: c'è una Tyrrell ferma, l'unica qualificata, quella di Tora Takagi. Esteban Tuero, su Minardi, ha tentato di utilizzarlo come trampolino di lancio. I due sono entrambi fermi, ci sono detriti in pista, e Takagi gesticola all'indirizzo di Tuero. I due non lo sanno ancora, ma stanno per essere accidentalmente consacrati alla memoria del motorsport, tempo un minuto o due ed ecco che Michael Schumacher procede su tre ruote. Una delle gomme posteriori è scoppiata all'improvviso, al passaggio sui detriti dell'incidente.
Ciò che ancora non era chiaro adesso è palese e plateale: Mika Hakkinen è campione del mondo e lo sarà qualunque cosa succeda. Taglia il traguardo da vincitore, Irvine e Coulthard a completare il podio. Da tempo a sandwich tra le Williams di Frentzen e Villeneuve, Damon Hill si prende il quarto posto in extremis, una buona conclusione di stagione per la Jordan se soprassediamo sul ritiro per guasto al motore di Ralf Schumacher avvenuto nella prima parte di gara.
Michael Schumacher, già in maglia e jeans, si imbuca al parc fermé per andare ad accogliere Hakkinen dal basso dei suoi -14 punti in classifica. Poi si allontana, lasciandolo con Irvine e Coulthard, sul podio Eddie gli infilerà la bottiglia di champagne dentro il colletto della tuta, inondando. La Formula 1 ha trovato il suo nuovo eroe, ad appena un anno di distanza dalla sua prima vittoria, dopo le tante stagioni travagliate, con la reputazione di pilota caotico dei suoi primi anni, poi il grave incidente del 1995. Al contempo, il mondiale è stato combattuto fino alla fine, nonostante le premesse iniziali non fossero proprio delle migliori.


lunedì 27 marzo 2023

25 anni dopo: 1998 (GER, HUN, BEL), la svolta per la Jordan... e la sua prima vittoria

Vi ho raccontato nelle puntate precedenti di come i piloti McLaren avessero iniziato molto bene la stagione, sembrando destinati a un dominio senza sosta, fintanto che Michael Schumacher non si è fatto strada verso la lotta per il titolo arrivando ad avvicinarsi alla vetta della classifica, comandata da Mika Hakkinen, emerso come pilota di punta della McLaren. Siccome nel giorno in cui questo post vede la luce del blog è il 27 marzo, ne approfitto per menzionare anche il suo compare David Coulthard, informandovi prima di proseguire che oggi è il suo compleanno.
Ci ritroviamo adesso, nel frattempo, con il GP di Germania a Hockenheim, nel quale Hakkinen e Coulthard sono andati a monopolizzare la prima fila: la farò abbastanza breve su di loro, in una gara non troppo ricca di avvenimenti salienti, sono rimasti 1/2 senza mai essere insidiati da nessuna delle altre venti vetture, anzi diciannove dato che c'era solo una Tyrrell guidata da Tora Takagi in pista: Ricardo Rosset si era infortunato nelle prove libere(?) il che comunque non ha cambiato necessariamente il numero di monoposto sulla griglia, spesso era oltre il 107%. All'evento seguente all'Hungaroring, per esempio, non si è qualificato, quando a parità di monoposto Takagi si è messo dietro altre tre vetture. E ho detto Takagi, non Hakkinen o Schumacher.
A proposito di quest'ultimo, lui ed Eddie Irvine non se la passavano benissimo in quel weekend in Germania, mentre le Jordan invece erano in grande spolvero, con Ralf Schumacher e Damon Hill qualificati quarto e quinto alle spalle di Jacques Villeneuve. Su una strategia a due soste - tutti gli altri erano su una - Ralf ha anche superato il pilota Williams al via e nel primo stint ha inseguito le McLaren. A soste ultimate, tuttavia, si è ritrovato sesto alle spalle di Michael quinto. L'altra Ferrari, quella di Irvine, era fuori dai punti, ottava dietro a Giancarlo Fisichella, dopo che il pilota della Benetton aveva superato Eddie.
Tornando indiero, una volta uscito di scena Ralf Schumacher con la sua strategia anomala, Villeneuve si è ritrovato stabilmente terzo, posizione mantenuta fino alla bandiera a scacchi, avvicinandosi anche alle McLaren: Hakkinen sembrava avere qualche problemino e Coulthard faceva da tappo. A vari secondi, c'era invece Damon Hill, quarto, in viaggio versi i primi punti della stagione, dopo che Ralf Schumacher finalmente nelle occasioni precedenti aveva già raccolto qualche punto per la Jordan.

Il doppio arrivo in zona punti era un bel segnale, ma la realtà dei fatti è che la Jordan era pur sempre solo la Jordan e quindi devo parlarvi ancora di Hakkinen, Coulthard e Michael Schumacher. Partivano nelle prime tre posizioni in Ungheria, con i piloti McLaren stabilmente in prima e seconda posizione nel corso del primo stint. In sintesi, Schumacher non avrebbe potuto facilmente schiodarsi da lì, se non fosse stato per qualche intuizione di tipo strategico.
Quello che è successo dopo è storia: la strategia da due soste come per la McLaren è stata trasformata in strategia a tre. Viaggiando più leggero, Schumacher ha preso la testa della gara dopo la seconda sosta, allungando al punto da mantenerla quando si è dovuto fermare per la terza volta. Frattanto Hakkinen iniziava ad accusare problemi ed era costretto a rallentare. Coulthard è andato a viaggiare verso il secondo posto mentre Jacques Villeneuve ha superato Hakkinen per la terza piazza.
Il finlandese ha perso due ulteriori posizioni, venendo superato da Damon Hill e Heinz-Harald Frentzen, accontentandosi del sesto posto. Partito quarto sulla griglia, il pilota della Jordan ha ottenuto il suo secondo quarto posto consecutivo, insomma quello che per la squadra poteva sembrare il massimo a cui aspirare. Insomma, se sei Eddie Jordan non puoi aspettarti certo di fare doppietta. Va bene così, è... tutto regolare.

Tutto regolare, sino a questo momento. Immagino conosciate queste parole e quello che è venuto dopo, in Belgio. Gli Hakkoulthard erano 1/2 sulla griglia e si partiva con una pioggia battente. Hakkinen è partito bene, Coulthard un po' meno, arrivando a un mezzo contatto con Irvine. Michael Schumacher e Villeneuve erano secondo e terzo, Damon Hill partito dalla terza casella della griglia sembrava attardato.
Poi, poche curve più avanti, Coulthard è partito in testacoda, finendo a muro, e ciò ha scatenato il panico: mentre Johnny Herbert sulla Sauber finiva in testacoda, la Ferrari di Irvine veniva a contatto con la Benetton di Alex Wurz. Venivano coinvolte anche la Stewart di Rubens Barrichello e le due Prost di Jarno Trulli e Olivier Panis, le Arrows di Mika Salo e Pedro Diniz, la Tyrrell di Tora Takagi, la Stewart di Jos Verstappen, la Minardi di Shinji Nakano... e poi niente, a completare l'opera Rosset che centrava l'incidente: ufficialmente tredici piloti coinvolti. Molti di loro sono corsi ai box a piedi per andare a raggiungere il muletto. Panis, Barrichello, Salo e Rosset non hanno potuto prendere il muletto, perché guidato dai loro compagni di squadra.
Tre quarti d'ora dopo la gara è ripresa sempre con il diluvio e un duello Hakkinen vs Schumacher: un lieve contatto tra i due ha mandato Hakkinen in testacoda e Herbert gli è cozzato addosso. Hill frattanto stava in testa seguito dalle Ferrari, con Alesi quarto davanti alle Williams. Coulthard e Wurz sono venuti a contatto e solo David ha proseguito. È entrata la safety car e dopo la sua uscita di scena le Williams hanno superato Alesi.
M.Schumacher ha poi superato Hill portandosi in testa e ha iniziato a viaggiare molto più veloce della Jordan. Irvine invece è precipitato indietro per un testacoda, mentre altri piloti uscivano definitivamente di scena: Verstappen per il motore, Takagi e Villeneuve per incidenti, Tuero per un guasto... le vetture diminuivano drasticamente, mentre Michael Schumacher portava avanti la propria cavalcata trionfale e Ralf Schumacher risaliva al terzo posto a debita distanza dal compagno di squadra.
L'episodio più famoso è quello avvenuto poco oltre la metà della gara, Coulthard sul punto di essere doppiato e nelle retrovie prima ha ignorato le bandiere blu, poi ci si è ritrovati con Michael Schumacher su tre ruote. Rientrati ai box, si è diretto inferocito in quello della McLaren, dove è stato cortesemente scortato fuori. Coulthard intanto stava per scendere dalla vettura, ma poi è stato rimandato in pista.
Poco dopo un incidente dalla dinamica molto simile è andato in scena tra Nakano e Fisichella, con il pilota romano costretto al ritiro. C'è stato anche il ritiro di Irvine per un testacoda e poi la safety car. Di otto vetture in pista, solo Hill, Ralf Schumacher, Alesi e Diniz erano a pieni giri, con Trulli, Coulthard e Nakano doppiati a vario titolo. I distacchi annullati rendevano le Jordan molto vicine e un congelamento di posizioni ha reso più tesi i rapporti tra Ralf - già annunciato come pilota Williams per il 1999 - e la squadra.
Per il team di Eddie Jordan è stata la prima vittoria nella sua storia, per Hill l'ultima della sua carriera. Ironia della sorte era il 30 agosto, giorno in cui era stato disputato l'evento del 1992: nell'anniversario della prima vittoria di Michael Schumacher, Damon Hill ha vinto la sua ultima sullo stesso circuito. L'ho detto che dovevano essere *LA* coppia: senza le polemiche del 1994, chissà cosa avrebbero potuto essere... ma per una ship che svanisce, bisogna focalizzarsi su quella che c'è, sette punti di gap tra Hakkinen e Schumacher. Con tre gran premi ancora da disputare, tutto poteva succedere.

domenica 26 marzo 2023

25 anni dopo: 1998 (CAN, FRA, GBR, AUT), un mondiale riaperto

Oggi parliamo di come il mondiale 1998, che inizialmente sembrava saldamente nelle mani della McLaren, sia arrivato a un punto di svolta. Dobbiamo iniziare dal Canada, gara in cui David Coulthard e Mika Hakkinen erano 1/2 sulla griglia, precedendo Michael Schumacher. La gara è iniziata con vari gabbiani immortalati mentre si alzavano in volo allo start, poi si è alzata in volo - in una partenza resa caotica dalla Jordan di Ralf Schumacher che si è spenta sulla griglia - anche la Benetton di Alex Wurz, dopo un contatto con la Sauber di Jean Alesi. Sono stati coinvolti a vario titolo anche il compagno di squadra di quest'ultimo, Johnny Herbert, e Jarno Trulli sulla Prost. Illeso dopo il cappottamento, Wurz è corso ai box per prendere parte al restart con il muletto, visto che la gara è stata redflaggata. Michael Schumacher, che si era inserito secondo tra le due McLaren, ha quindi visto svanire gli effetti della sua partenza.

Il restart è stato ugualmente caotico e in gran parte con gli stessi protagonisti: Ralf Schumacher stavolta ha fatto una sbinnata, pare abbia coinvolto a qualche titolo la new entry Eddie Irvine, mentre la Arrows di Mika Salo, altra new entry, tagliava per i prati per evitare il caos. Salo è poi rientrato in pista cozzando contro Wurz, che è finito contro Trulli il quale ha sbattuto violentemente sulla vettura di Alesi. Nel frattempo per i fatti loro due piloti si erano fermati per guasti: uno è Mika Hakkinen, la cui vettura è partita al rallenty per un problema al cambio, l'altro era Tora Takagi sulla Tyrrell. In sintesi: ritirati Hakkinen, Ralf Schumacher, Alesi, Trulli e Takagi, il tutto mentre dopo avere tentato di insidiare Michael Schumacher, la Benetton di Giancarlo Fisichella stazionava al terzo posto davanti alle Williams di Jacques Villeneuve e Heinz-Harald Frentzen. Irvine intanto aveva una foratura.

C'è stata solo safety car, al restart Coulthard e Schumacher sono rimasti 1/2, molto vicini, mentre le Stewart di Rubens Barrichello e Jan Magnussen, così come la Jordan di Damon Hill, cercavano di non rendere la vita troppo semplice alle Williams. Barrichello e Hill erano i due che più riuscivano in questo intento. Tutto è proseguito in relativa tranquillità finché la Arrows di Pedro Diniz non è partita in testacoda. Il pilota, tornato in pista dopo un giro per i prati, ha portato quantitativi vistosi di sporcizia sul tracciato, al punto da rendere necessario l'ingresso della safety car per fare pulizia. Al restart Coulthard era ancora in testa, ma poco dopo (circa a un quarto di gara) la sua vettura ha dato forfait. Schumacher ne ha ereditato la leadership, con Fisichella secondo. La safety car, comunque, è tornata quasi subito, per due diversi incidenti, di Salo e di Herbert.

Schumacher, su una strategia a due soste, è rientrato ai box, così come Barrichello. Gli altri piloti sono rimasti in pista. Michael è uscito dalla pitlane tagliando abbondantemente la strada a Frentzen, il quale è partito in testacoda, costretto al ritiro. Frattanto Fisichella era in testa, ma al restart Villeneuve ha tentato il sorpasso, finendo con le ruote sull'erba, tentando di rimettersi in carreggiata e venendo frattanto speronato dalla Minardi di Esteban Tuero. Schumacher frattanto si è ritrovato secondo e si è lanciato all'inseguimento di Fisichella. Molto più veloce della Benetton, ha dovuto accontentarsi di contemplarne il retrotreno con la consapevolezza che entrambi avevano ancora una sosta da effettuare. Poi, per la faccenda di Frentzen, la direzione gara ha scagliato addosso a Schumacher uno stop and go: è tornato in pista terzo.

Secondo c'era al momento Hill che nel comparire Schumacher negli specchietti ha deciso che tenersi quel secondo posto era questione di vita o di morte. Dopo avere lottato strenuamente per la piazza poi perduta, si è fermato ai box: per i piloti su una sosta sola era più o meno il momento di fermarsi. Purtroppo per lui non era destinato a inseguire il podio, ma a un ritiro di lì a poco. Era in buona compagnia, dato che Olivier Panis, sulla Prost, ha abbandonato la gara in quei frangenti, per un cedimento che l'ha fatto finire fuori pista. Schumacher con pista libera era molto più veloce di Fisichella che poi è rientrato e, in sintesi, quando poi si è fermato a sua volta ha fatto overcut, per pochissimo, mantenendo la prima posizione inizialmente per un soffio, ma poi allungando. Purtroppo Fisichella avrebbe dovuto attendere ancora molti anni prima di vincere un gran premio.

Schumacher, Fisichella, Irvine, Wurz e le Stewart a punti, in una gara con molti colpi di scena e, dopo il ritiro anche di Tuero, solo dieci piloti al traguardo. Attardato di vari giri dopo l'incidente con Tuero, Platinum Jacques ha chiuso proprio decimo, preceduto anche dalla Minardi di Shinji Nakano, dalla Tyrrell di Ricardo Rosset e dalla Arrows di Pedro Diniz. JMag, sesto dietro a Barrichello, ha fatto una performance convincente a detta di Murray Walker (sempre grande gufatore), utile quando il suo volante per il 1999 era in bilico: non solo per il 1999 si sarebbe scoperto, dato che Jos Verstappen sarebbe stato al volante di quella vettura a Magny Cours. A proposito, proprio la Stewart di JVes, ferma sulla griglia, ha provocato un aborted start al GP di Francia. Partito bene dalla pole al primo tentativo, Hakkinen ha sbagliato la seconda partenza, venendo trollato dalle Ferrari di Schumacher e Irvine.

Proprio tentando l'attacco su Irvine, Hakkinen è finito in testacoda perdendo una posizione a vantaggio di Coulthard. Solo un problema al riforninento per il compagno di squadra (rimasto fermo a lungo non è entrata benzina ed è dovuto tornare ai box subito dopo) ha rimesso Mika in terza posizione. Mentre Schumacher faceva gara a sé andando a vincere per la seconda volta di fila, Irvine e Hakkinen si sono ritrovati a duellare nel finale, con Irvine che ha mantenuto la seconda posizione, con il finlandese terzo. Era dal 1990 che la Ferrari non faceva doppietta. Villeneuve ha chiuso quarto, mentre Wurz uscito indenne da un contatto con Ralf Schumacher (avvenuto più o meno in concomitanza con il ritiro di Hill per un guasto, ancora iella per la Jordan) è giunto quinto. Superato Alesi a un giro dalla fine, Coulthard ha portato a casa il punto della sesta piazza.

Ci spostiamo a questo punto in Gran Bretagna a Silverstone, per un episodio destinato a passare alla storia: Michael Schumacher vi ha vinto il gran premio tagliando il traguardo dalla pitlane mentre andava a scontare uno stop and go. Com'è stato possibile tutto ciò? Mi verrebbe da dire a causa di un regolamento fatto alla cazzum e ancora alla cazzum applicato, ma tutto inizia dalle basi e prima dobbiamo andare a scoprire come Schumacher, partito secondo e poi finito in breve tempo terzo dietro alle due McLaren dopo il sorpasso subito da Coulthard, si trovasse in testa. Gli Hakkoulthard sono stati di fatto 1/2, in una gara iniziata con poche gocce e proseguita con molta più pioggia, e lo erano anche dopo la prima sosta, almeno finché David, come già diversi piloti, è finito in testacoda sulla pista bagnata ed è stato costretto al ritiro, lasciando Schumacher secondo.

Dopo la seconda sosta Hakkinen ha fatto un testacoda, ma il vantaggio abissale gli ha permesso di rimanere in testa alla gara, vantaggio tuttavia azzerato da una safety car entrata a causa del peggiorare delle condizioni meteo. Dopo il restart Hakkinen ha messo le ruote sull'erba e Schumacher è passato in testa dove è rimasto indisturbato finché non gli è stato comunicato uno stop and go per avere doppiato Wurz sotto bandiere gialle al 43° giro. Ne erano passati quindici di cui vari dietro safety car, quindi qualcosa come minimo mezz'ora. C'erano inoltre tre giri di tempo per scontare la penalità e due e mezzo ancora da completare (da cui il surreale stop and go scontato prima del giro d'onore). In sintesi: 1) la penalità è stata comunicata "fuori tempo massimo", 2) a quel punto avrebbe dovuto essere applicata più ragionevolmente una irragionevole penalità post-gara.

Perché irragionevole penalità post-gara? Essenzialmente perché in tal caso la penalità era dieci secondi aggiunti al suo tempo. Quindi in questo specifico caso avendo Schumacher vinto con 20+ secondi su Hakkinen si sarebbe in tal caso ritrovato vincitore con 10+ secondi su Hakkinen, che sarebbe stata una penalità molto più leggera che scontare uno stop and go a gara in corso, a cui si sarebbe aggiunto anche il tempo del passaggio in pitlane. Di conseguenza in regolamento prevedeva che a seconda che mancassero più o meno di tre giri alla fine della gara quando venivano assegnati dieci secondi di penalità a un pilota, la penalità sarebbe stata completamente diversa. Se queste erano le basi di partenza, non c'era da sorprendersi troppo che si sia arrivati a un simile caos. E il caos regnava anche al parc fermé, dove non era chiaro cosa fosse successo. Michael Schumacher è stato comunque dichiarato vincitore.

Hakkinen, secondo al traguardo... più o meno perché di fatto sotto la bandiera a scacchi è stato il primo a passare, si è ritrovato con due punti di margine in classifica, precedendo Irvine. La Benetton ha fatto 4/5 con Wurz e Fisichella mentre la Jordan - dopo un incidente di Hill - ha visto il primo punto stagionale per opera di Ralf Schumacher, il quale si è imbucato al parc fermé per recarsi al cospetto del fratello, tre volte vincitore negli ultimi tre gran premi. Per Hakkinen nel frattempo non c'era altro da fare che sperare di potersi riappropriare del gradino più alto del podio nel successivo evento a Zeltweg. Il duo Fisichella/ Alesi, che in Austria si è procacciato la prima fila, ovviamente sperava che non andasse a finire così, ma penso possiate immaginare come funzionano le cose per gli outsider che fanno risultati altisonanti al sabato. Esatto, una volta giunta la domenica, Hakkinen si è preso subito la testa della gara.

Ci sono stati due contatti nel frattempo nelle retrovie e in uno di questi è finito coinvolto anche Coulthard, precipitato praticamente ultimo (era partito 14°, qualifica bagnata con risultati strani). È stata mandata in pista la safety car, con Hakkinen e M.Schumacher 1/2 e Fisichella terzo, con Alesi che aveva perso qualche posizione. Uscito perdente da un duello con Hakkinen, Schumacher ha perso anche la seconda piazza a vantaggio di Fisichella, per poi recuperarla dopo un giro. Per tutta la durata del primo stint è rimasto secondo, ma il suo primo stint è finito anzitempo, rompendo l'ala anteriore durante un'escursione per i campi di Zeltweg è stato costretto a rientrare. Fisichella è quindi risalito secondo, ma uscito dai box dopo il rifornimento si è ritrovato a duellare ruota contro ruota con Alesi, con contatto e ritiro per entrambi. Frattanto procedeva la rimonta di Coulthard.

Non una rimonta da poco: era spesso il più veloce in pista e a soste ultimate si è ritrovato secondo, l'intento di fare doppietta con il compagno di squadra, cosa che in effetti sarebbe accaduta. Irvine al momento era terzo, mentre i fratelli Schumacher duellavano per la quarta posizione. Michael alla fine ne è uscito vincente e si è lanciato all'inseguimento di Irvine. Quel giorno, naturalmente, Irvine è arrivato quarto, prendendosela abbastanza comoda, mentre Schumacher adesso in classifica pagava un gap di otto punti da Hakkinen. Ralf ha terminato la gara in quinta posizione, niente male per la Jordan, e per quanto sia giunto senza punti - sesto Villeneuve - Hill ha potuto consolarsi con un settimo posto che visto l'andazzo era tutt'altro che scontato. Ancora a quota zero in classifica, presto avrebbe visto a sua volta i punti...


venerdì 24 marzo 2023

25 anni dopo: 1998 (ESP, MON), l'ascesa continua

Una doppietta McLaren controversa in Australia, una più soft in Brasile, poi l'inattesa vittoria di Michael Schumacher in Argentina: così è iniziato il mondiale 1998, con Mika Hakkinen in testa alla classifica dopo due vittorie e una seconda posizione. A Imola, prima gara europea, è stato costretto al ritiro mentre si trovava in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra David Coulthard, al quale è spettato il compito di ottenere la terza vittoria della McLaren in quattro gran premi.
Questo è quanto vi ho raccontato nella prima puntata del mondiale 1998, con Hakkinen che, dopo il ritiro imolese, non ha potuto risalire in classifica tanto quanto si poteva ipotizzare in un primo momento. La McLaren, tuttavia, sembrava assolutamente favorita per il titolo, con poche possibilità per gli avversari - anzi, l'avversario, a parte Schumacher non si sono visti altri piloti così convincenti da potere puntare almeno one-off a un simile status - e con poca sorpresa in Spagna gli Hakoulthard hanno fatto 1/2 in qualifica. Non solo in qualifica, in realtà: hanno fatto anche 1/2 in gara, senza andare incontro ad alcun intoppo, e Hakkinen si è portato a casa la terza vittoria stagionale.

A Montmelò alle Ferrari e alle Benetton è stato lasciato il compito di lottare per le posizioni di best of the rest, con Eddie Irvine e Giancarlo Fisichella terzo e quarto nel primo stint. Scivolato quinto dopo una pessima partenza, Michael Schumacher era ancora quinto precedendo Alex Wurz. Al momento di rientrare ai box, tuttavia, Irvine sembra avere deliberatamente rallentato Fisichella, in modo che Schumacher riuscisse a guadagnare la posizione su entrambe. Sono spiacente, amici ferraristi: le stesse performance per cui avete insultato Valtteri Bottas, esistevano anche quando la Mercedes era solo il motorista della McLaren!
Sono spiacente anche per Checo Perez: in qualità di uomo non sposato, Irvine avrebbe potuto andare ad avvinghiarsi a donne random dopo la gara senza che nessuno battesse ciglio. Che poi, essendo il 1998 invece che gli anni 2020, anche una persona sposata avrebbe potuto stare in atteggiamenti intimi con qualcuno/a che non ne fosse il/la coniuge senza che chicchessia ritenesse opportuno indignarsi per il cattivo esempio dato ai bambini decidendo di riprenderlo e pubblicare foto e video allo scopo di denigrarlo sui social, ma questo è un altro discorso.

Torniamo a Irvine e Fisichella: sono scivolati al quarto e quinto posto, almeno finché Fisichella non ha tentato l'attacco su Irvine, il che è finito con una collisione tra di loro, le vetture ferme nella ghiaia e Fisichella che si è diretto verso il ferrarista mettendosi a sbraitare contro di lui. Inutile dire che invece, secondo Irvine, era proprio il pilota della Benetton il colpevole.
Nel frattempo Schumacher era già terzo da tempo ed è riuscito a rimanere terzo, nonostante più avanti sia incappato in uno stop and go per eccesso di velocità nella pitlane: c'era una certa distanza tra lui e la Benetton di Wurz e Alex non ha potuto fare altro che accontentarsi della quarta piazza, ultimo pilota a pieni giri.
Quinto classificato, Rubens Barrichello ha portato a punti la Stewart, mentre l'ultimo punto è stato artigliato dal campione del mondo in carica Jacques Villeneuve, al volante di una Williams in netta difficoltà, rimontando dalla decima posizione sulla griglia di partenza. Il suo compagno di squadra Heinz-Harald Frentzen ha terminato invece la gara ottavo alle spalle della Sauber di Johnny Herbert.

Il Gran Premio di Montecarlo ha avuto in comune con quello precedente la presenza di sole ventuno monoposto sulla griglia di partenza: il pilota della Tyrrell Ricardo Rosset infatti non è riuscito a stare nel 107% in nessuna delle due occasioni, impresa che al compagno di squadra Toranosuke Takagi, invece, era riuscita senza grosse difficoltà piazzandosi intorno alla 20-21esima posizione senza distacchi abissali da chi lo precedeva.
Hakkinen ha ottenuto la pole affiancato da Coulthard, mentre Fisichella ha strappato la terza piazza precedendo Michael Schumacher. Le posizioni sono rimaste invariate, con questi ultimi due seguiti dai compagni di squadra Wurz e Irvine, quantomeno dopo che questo si è sbarazzato di Frentzen in senso letterale: i due si sono toccati e H.H. è finito in barriera. Era il 1998 e nessuno ha invocato la pena capitale per Irvine, che ha proseguito come se niente fosse.
Frattanto le McLaren erano stabilmente 1/2, ma non lo sono rimaste a lungo: a un quarto di gara il motore di quella di Coulthard ha dato forfait, costringendolo ad abbandonare la gara.

Non che Coulthard fosse un vero e proprio pericolo per Hakkinen, ma il leader del mondiale a quel punto non aveva più decisamente alcun rivale, non restava che determinare chi sarebbe salito sui gradini bassi del podio. Frattanto, ritardando la sosta più degli altri, verso metà gara Wurz faceva il figo in seconda posizione, andando anche a prendere parte a un acceso duello con Schumacher, che con un'entrata abbastanza aggressiva l'ha passato.
Poi ha danneggiato una sospensione con un salto su un cordolo ed è rientrato ai box. Era pronto al ritiro, ma l'hanno fatto tornare in pista. Dopo la sosta, frattanto, Wurz è scivolato quarto dietro a Fisichella e Irvine, ma non se la passava bene, è finito fuori pista andando a impattare contro le barriere.
Hakkinen, Fisichella e Irvine, lontani gli uni dagli altri, viaggiavano verso il podio (nonostante un testacoda senza conseguenze di Fisichella), mentre Jean Alesi su Sauber sperava in una quarta piazza. Ha perso tuttavia la posizione a a vantaggio di Mika Salo su Arrows e a pochi giri dalla fine è stato anche costretto al ritiro.

Dopo l'uscita di scena di Alesi, Villeneuve è risalito al quinto posto, con una Williams ancora una volta decisamente poco performante, per essere il team campione del mondo in carica. Chi se la passava bene era la Arrows: oltre a Salo quarto, si è ritrovata con l'altra vettura sesta, quella guidata da Pedro Diniz.
Quest'ultimo è andato a prendersi l'ultimo punto disponibile, non prima di vivere un'ultima emozione. Un doppiato random, che era sotto di due giri rispetto al leader e uno rispetto a Diniz che invece era doppiato di una sola tornata, ha tentato di sdoppiarsi da Diniz all'ultimo giro, facendo una sbinnata, andando a cozzare contro le barriere con l'anteriore e proseguendo fino all'ormai vicina bandiera a scacchi senza ala.
Terminava così, con una certa mestizia, in decima piazza su undici piloti giunti al traguardo - lo precedevano fuori dalla zona punti Johnny Herbert su Sauber, Damon Hill su Jordan e Shinji Nakano, lo seguiva Tora Takagi - la gara di quel doppiato, Michael Schumacher, che di colpo piombava terzo in classifica, a ventidue punti di distanza da Hakkinen e cinque da Coulthard. La situazione, tuttavia, era molto vicina a un punto di svolta...


sabato 4 marzo 2023

04.03.2001: un tragico GP d'Australia

Sabato 4 marzo 2023, oggi sarà giornata di qualifiche in Bahrein, ma vi porterò in questo post in viaggio nel passato, a ventidue anni fa, la domenica in cui per la prima volta, al volante di una Minardi, il diciannovenne Fernando Alonso si trovava sulla griglia di partenza di un gran premio di Formula 1. Era in buona compagnia: in quel fine settimana facevano il proprio debutto anche Kimi Raikkonen su Sauber e Juan Pablo Montoya su Williams. Frattanto, dopo la vittoria di titolo piloti (dopo ventun anni) e costruttori, la Ferrari iniziava bene la stagione mettendo entrambe le proprie vetture in prima fila con Michael Schumacher in pole position e Rubens Barrichello al suo fianco.
Il circuito era l'Albert Park, che dal 1996 apriva il mondiale come primo evento stagionale, tradizione che sarebbe proseguita inalterata negli anni a venire, per poi essere ultimamente spesso e volentieri rimpiazzato dal Bahrein come primo gran premio dell'anno. Sarebbe stata una gara da ricordare... e purtroppo non in positivo.

Se M.Schumacher ha mantenuto la posizione al via, Barrichello invece ne ha persr alcune e Mika Hakkinen su McLaren si è installato in seconda posizione. Rubinho ha tentato la rimonta, superando la Williams di Ralf Schumacher approfittando del fatto che avesse messo le ruote sull'erba, ma finendo poi per speronare la Jordan di Heinz-Harald Frentzen, facendolo scivolare nelle retrovie e costringendolo a una lunga rimonta dalle ultime posizioni.
Barrichello si è comunque portato terzo (era un'epoca in cui le penalità per incidenti in gara venivano applicate solo in casi gravi o in caso di piloti che innescavano incidenti troppo di frequente), mentre dietro di lui c'erano la McLaren di David Coulthard e la Jordan di Jarno Trulli. R.Schumacher era sesto dopo il suo svarione, a "leaderare" un trenino compatto nel quale la vettura seguente era la B.A.R. di Jacques Villeneuve.

Poi è arrivato il 5° giro ed è arrivata quell'improvvisa frenata di Ralf. Villeneuve ha cozzato contro il posteriore della Williams, alzandosi in volo, una dinamica che ricorda un po' quella di Fernando Alonso con Esteban Gutierrez sempre in Australia parecchi anni più tardi, all'inizio del mondiale 2016.
La B.A.R. ha terminato il proprio volo contro un muro, la gara della Williams è terminata nella sabbia. I due piloti ne sono usciti entrambi illesi, ma fin da subito è stato chiaro che un commissario fosse rimasto gravemente ferito. Mentre entravano i mezzi di soccorso, la gara è proseguita a lungo dietro la safety car. Solo dopo la fine del gran premio è stato riportato che l'uomo, tale Graham Beveridge, era morto a causa di un trauma cranico dopo essere stato colpito da una ruota, dinamica molto simile a quella già vista solo pochi mesi prima a Monza, dove già era morto un commissario di percorso.

La gara ha successivamente visto M.Schumacher mantenere la leadership fino alla fine, giri di pitstop esclusi. Hakkinen, alle sue spalle, invece poco prima di metà gara ha visto la propria gara anzitempo a causa della rottura di una sospensione ed è andato a sbattere violentemente contro le barriere, incidente che ricordava vagamente per dinamica quello in cui era rimasto gravemente ferito ad Adelaide nel 1995.
Hakkinen ha in seguito rivelato che proprio quell'incidente è stato ciò che ha innescato la sua decisione di ritirarsi. Ha in seguito comunicato a Ron Dennis la sua intenzione di lasciare a fine stagione nel corso del weekend del GP di Montecarlo e poi, in vista del GP d'Italia diversi mesi dopo ha diffuso una versione ufficiale molto edulcorata nella quale non parlava di ritiro, bensì della scelta di prendersi un anno di pausa dalle competizioni, ma questa è un'altra storia.

Torniamo alla gara e andiamo a occuparci del secondo gradino del podio: avevamo lasciato Barrichello davanti a Coulthard, ma a soste ultimate era David a stare davanti, Rubinho ha dovuto accontentarsi della terza piazza. Montoya, invece, che a inizio gara aveva vagato per prati perdendo posizioni e poi aveva rimontato arrivando a un certo punto a occupare posizioni interessanti, è stato messo out da un problema al motore.
Dopo il ritiro di Trulli a causa di un guasto, è risalito al quarto posto Olivier Panis sulla B.A.R. superstite, posizione conservata fino al traguardo ma persa per una penalità dovuta a un sorpasso con bandiere gialle(?) che l'ha fatto slittare settimo. Sono risaliti quindi Nick Heidfeld sulla Sauber e anche H.H. Frentzen che contro il concittadino Heidfeld ha anche duellato nel corso della gara. A sorpresa, al sesto posto, ha chiuso il debuttante Raikkonen, mettendo fine alle polemiche legate alla sua scarsa esperienza.

lunedì 9 gennaio 2023

Calma piatta ungherese nell'estate del 1999

L'estate del 1999 era ormai nel pieno, anzi, un po' più avanti del pieno. Era il giorno di Ferragosto e venivamo dai GP d'Austria e Germania che, con due vittorie consecutive di Eddie Irvine (una delle quali ottenuta anche grazie al contributo del compagno di squadra Mika Salo), avevano messo all'improvviso il ferrarista in lotta per il titolo.
Giunto all'Hungaroring, comunque, Mika Hakkinen ha deciso di ricordargli chi comandava, prendendosi la pole e la leadership della gara fin dal via, con il folletto irlandese a seguirlo in seconda posizione. Una sagoma azzurra si è infilata al terzo posto: era la Benetton di Giancarlo Fisichella.
La seconda McLaren guidata da David Coulthard era frattanto al quinto posto tra le due Jordan di Heinz-Harald Frentzen e Damon Hill. Il mascellone scozzese avrebbe dovuto attendere la prima sosta per schiodarsi da lì, ma ne sarebbe valsa la pena, avrebbe superato di overcut ben due piloti, portandosi davanti a Fisichella e Frentzen.

Quarto dietro alla Stewart di Rubens Barrichello su una strategia diversa (una sola sosta), Coulthard è in seguito risalito terzo avvicinandosi sensibilmente a Irvine: i due sono anche entrati nello stesso giro per la seconda sosta, con posizioni invariate, Irvine secondo e Coulthard terzo. Frattanto in concomitanza con la seconda sosta, Fisichella aveva avuto un problema ed era stato costretto al ritiro nella pitlane. Ciò ha fatto risalire Frentzen, Barrichello e Hill quarto, quinto e sesto.
Hakkinen era in testa senza alcuna difficoltà e senza nessuno che lo disturbasse, Irvine invece era ancora inseguito da Coulthard. Poi ha messo le ruote sull'erba e ha perso la posizione, ritrovandosi terzo. In quelle posizioni i tre sono giunti al traguardo, mentre Salo che era partito diciottesimo è giunto al traguardo in dodicesima posizione, senza venire minimamente considerato nel video di highlight che ho guardato per scrivere il resoconto di questa gara.

Due settimane più tardi è stata la volta del Belgio, per il quale Hakkinen si è procacciato la pole davanti al compagno di squadra e alle Jordan. Una sua esitazione alla partenza - Hakkinen stava per fare jump start ma si è fermato in tempo - ha permesso a Coulthard di passare in testa, dove sarebbe rimasto per tutta la gara, finestre di pitstop comprese.
Hakkinen ha dovuto accontentarsi del secondo posto, mentre Frentzen da terzo che era ha concluso terzo. Hill, invece, al via era scivolato al settimo posto, dietro a Irvine e alle Williams, inseguito da Salo. La posizione di Irvine è rimasta invariata (quarto), così come quella di Ralf Schumacher (quinto), mentre il suo compagno di squadra Alessandro Zanardi purtroppo è scivolato fuori zona punti, chiudendo ottavo.
Questo significa che, seppure persa la quarta piazza al via, Hill ha chiuso comunque in zona punti, giungendo sesto, ancora davanti a Salo. Si segnalano nel corso della gara due incidenti, innescati probabilmente da guasti, protagonisti Pedro Diniz su Sauber e Johnny Herbert su Stewart.

martedì 3 gennaio 2023

GP Ungheria 2000: un doppio punto di rottura

Immaginate che non sia il 3 gennaio dell'anno corrente, ma di essere nell'estate del 2000, stagione in cui Michael Schumacher (di cui oggi ricorre il compleanno) e Mika Hakkinen si stavano giocando il titolo mondiale. Il campionato era iniziato molto a favore del ferrarista, con un +24 in classifica dopo San Marino, in parte recuperato da Hakkinen, per poi arrivare di nuovo a +24 dopo il Canada, e con il sistema pre-2003 era un bel gap. Se in certi momenti il campionato era sembrato poco aperto, in altri lasciava intendere che ci fosse ancora molto da dire: uno di questi momenti è stato sicuramente il GP d'Ungheria, che da un lato è stato sicuramente un turning point per Hakkinen, che ci arrivava con solo due punti di gap in classifica e che battendo Schumacher avrebbe potuto salire in testa al campionato, ma anche per lo stesso Schumacher che negli ultimi tre gran premi, Francia, Austria e Germania, aveva rimediato un ritiro per guasto al motore e due incidenti consecutivi al via, ovvero zero punti.
In sintesi, uno poteva cogliere l'occasione della vita e diventare il favorito, l'altro poteva rimettersi sulla retta via e cercare di finire la gara sul podio invece che nella ghiaia. E le cose, al sabato, andavano bene: la Rossa numero 3 si procacciava la pole, per andare a fare coppia in prima fila non con il diretto avversario ma con l'altro pilota McLaren.


La gara è partita con un breve duello alla prima curva tra i due championship contenders: Hakkinen, scattato brillantemente dal terzo posto, si è portato in testa relegando Schumacher dietro di sé senza troppi complimenti. Michael si è accodato, conservando quindi la seconda piazza.
Più indietro David Coulthard era terzo, mentre Rubens Barrichello era in quinta piazza alle spalle di Ralf Schumacher, senza riuscire a passargli davanti. In occasione della prima sosta, tuttavia, il pilota della Williams avrebbe subito overcut da parte di Rubinho.
Come spesso accade, l'Hungaroring non si è prestato a una gara particolarmente ricca di colpi di scena e Hakkinen ha fatto praticamente gara a sé. Dopo la seconda sosta, Schumacher ha conservato la seconda posizione per un soffio su Coulthard, che gli è rimasto attaccato al fondoschiena per la parte restante della gara.
Hakkinen/ Schumacher/ Coulthard, questo il podio una volta oltrepassata la bandiera a scacchi, Mika già nel suo giro d'onore con tanto di festeggiamenti, mentre Michael sopraggiungeva con David ancora attaccato al retrotreno. Barrichello era quarto e distante, seguivano la Williams di Ralf Schumacher e la Jordan di Heinz-Harald Frentzen a completare la zona punti.


La giornata terminava con Hakkinen che sul podio si infilava il cappellino nella "cintura" della tuta - ricordo questo dettaglio già dall'epoca (ho visto un highlight per scrivere questo post, non ho trovato la gara completa) - adesso leader della classifica piloti: da -24 a +2, una rimonta niente male, dopo una gara destinata a non passare alla storia.
Del resto come può una gara passare alla storia se ha da offrire solo una piattezza ungherese che fa da intermezzo a due gran premi storici? Prima, infatti, era venuta la Germania con la storica prima vittoria di Barrichello, poi sarebbe venuto il Belgio con quello storico doppiaggio della B.A.R. di Ricardo Zonta (e Hakkinen si sarebbe portato addirittura a +6, ma questa è un'altra storia).
In sintesi, una giornata positiva per Hakkinen e negativa per Schumacher? A primo impatto potrebbe sembrarlo, ma credo che, in quel contesto, fosse una vittoria contrapposta all'avere salvato il salvabile dopo una serie di delusioni: un secondo posto ottenuto non senza fatica, era quello che ci voleva per evitare che Hakkinen, da nuovo leader, rischiasse di fuggire via.

venerdì 9 dicembre 2022

Una questione di willpowahhhh, doppiette McLaren e Heidelesi vibes // GP Francia e Austria 2000

Oggi facciamo un viaggio nell'estate 2000, quando ero una dodicenne che si lamentava sul proprio diario segreto delle doppiette McLaren. Guess what, iniziamo con un gran premio-lamentela e ci spostiamo a Magny-Cours, pista celebre perché nel 2004 Michael Schumacher ci ha vinto facendo quattro pitstop grazie al fatto di potere essere più leggero degli avversari e di fare presto a fare le soste per via della brevità della pitlane. Si vede che la Formula 1 del 2004 era tanto diversa da quella attuale, perché c'erano i rifornimenti di benzina, ma in primo luogo perché un pilota Ferrari poteva permettersi di fare quattro soste senza tremare di paura ogni volta.
Quattro anni prima a Magny-Cours, Schumacher scattava dalla pole position, affiancato dalla McLaren di David Coulthard. Dietro di loro c'erano i rispettivi compagni di squadra Rubens Barrichello e Mika Hakkinen. Coulthard è partito bene, ha cercato di affiancare Schumacher e di strappargli la pole position, ma Schumacher gli ha detto "col ca**o che mi passi". Ne ha approfittato Rubinho che si è infilato tra i due, mentre si sono accodati in quinta e sesta piazza Heinz-Harald Frentzen (Jordan) e Jacques Villeneuve (B.A.R.).

Le due Ferrari erano 1/2 e le due McLaren erano 3/4, con i compagni di squadra che diligentemente stavano ben lontani gli uni dagli altri. Non era esattamente così in casa Prost, dove nel corso del primo stint abbiamo assistito a una scena memorabile: Jean Alesi in testacoda, speronato dal compagno di squadra Nick Heidfeld.
La gara dei due è proseguita, mentre proseguiva con molti meno intoppi quella del quartetto di testa. Poi Barrichello ha detto: "no, veramente la mia sta iniziando a procedere non proprio senza intoppi" e ha iniziato ad avere problemi con le gomme, tanto che Coulthard si è avvicinato notevolmente. Barrichello ha risolto il problema rientrando ai box per primo, ma subendone gli effetti: eravamo in epoca di rifornimenti di benzina e all'epoca dei rifornimenti di benzina chi rientrava prima degli altri rischiava di subire overcut.
In quella parte di gara Schumacher conservava la leadership, ma non troppo agevolmente, dato che Coulthard gli si è avvicinato e i due hanno ingaggiato un acceso duello, che ha visto Michael sbarrare la strada a David con decisione in più di un'occasione. In un'occasione Coulthard gli ha anche rivolto un elegante saluto con il dito medio alzato. Ricordo dai tempi che poi in conferenza stampa si è scusato per l'accaduto sostenendo - sono seria - che con la sua azione dava il cattivo esempio ai bambini che seguivano le gare!

La gara si è successivamente risolta in favore di Coulthard, mentre Hakkinen sembrava destinato a rimanere dietro a Schumacher anche a soste ultimate. Il motore della Ferrari, tuttavia, non era molto d'accordo, tanto che a gara ormai inoltrata, quando mancavano una dozzina di giri al termine, ha dato forfait, costringendolo al ritiro. Ancora non lo sapevamo, ma per vedere Michael Schumacher ritirarsi da un gran premio per un guasto al motore avremmo dovuto attendere nientemeno che il GP del Giappone 2006.
Coulthard in testa, Hakkinen secondo, Barrichello risaliva in terza piazza, il tutto mentre a debita distanza Villeneuve concludeva la gara in quarta posizione. La quinta piazza è andata a Ralf Schumacher (Williams) che ha preceduto Jarno Trulli (Jordan) dopo averlo superato in precedenza. Ha chiuso solo settimo Frentzen, invece, quindi fuori dalla zona punti, precedendo la Williams di un giovanissimo Jenson Button.
Mentre la McLaren faceva doppietta, a Michael Schumacher non restava altro da fare che sperare che le cose andassero meglio due settimane più tardi a Zeltweg, evitando quantomeno stavolta di ritirarsi. Era in buona compagnia, l'intero team Prost sperava infatti, insieme a lui, per il proprio destino, di fare una gara tranquilla senza contatti tra compagni di squadra.

Hakkinen, Coulthard, Barrichello, Schumacher, questi erano i primi quattro sulla griglia di partenza. In casa McLaren è andato tutto bene al via, mentre in casa Ferrari un po' meno. Ricardo Zonta (B.A.R.), infatti, che scattava intorno alla terza fila, ha tamponato Schumacher, che si è girato, con grande delusione di tutti i suoi fanboy. Tutti, tranne uno, Sebastian Vettel, che seguendo la gara da casa sognava il giorno in cui lui stesso si sarebbe girato di centottanta gradi in un gran premio di Formula 1, ritrovandosi a novanta.
Barrichello è stato molto vicino a finire in mezzo all'ingorgo, riuscendo a evitare il caos tagliando per i campi, mentre si formava un certo ingorgo. Uno dei piloti che ha incappato nel caos era Trulli, che ha sicuramente espresso il desiderio di vivere una giornata tranquilla svegliandosi nel corpo di Fisichella. Giancarlo gli ha detto "guarda che a me non sta andando meglio" e ci siamo ritrovati con una Jordan e una Benetton in meno.
Pare che Barrichello sia stato colpito di striscio da Trulli e sia precipitato indietro di alcune posizioni, il tutto mentre Schumacher tentava con scarso successo di far redflaggare la gara spostandosi al centro della pista. Non è riuscito nell'intento: è stata mandata la safety car, mentre un paio di piloti usciti malmessi ma non troppo dall'ingorgo si recavano ai box.

Le McLaren erano 1/2 mentre in terza posizione c'erano Mika Salo (Sauber) e Pedro De La Rosa (Arrows). Ebbene sì, siamo arrivati a una situazione da plot-twist, una di quelle in cui non bisognava fare altro che sperare che gli outsider potessero ottenere buoni risultati. Con Hakkinen in testa alla gara e Salo terzo c'era anche l'eventualità di potere assistere a un podio Mikax2, ma De La Rosa ha subito smorzato le aspettative portandosi in terza piazza, mentre Salo è stato a lungo quarto per poi scivolare quinto dietro a Barrichello.
Frattanto Zonta è stato penalizzato con uno stop and go per avere innescato l'incidente alla partenza, mentre un destino simile è toccato anche a Pedro Diniz (Sauber), colpevole di avere apparentemente centrato Fisichella nel caos della partenza. Si tratta di uno dei pochi casi in cui ai tempi è stata data una penalità in gara per fatti che non riguardassero dei jump start o delle bandiere blu ignorate.
In tutto ciò Heidfeld faceva ancora parlare di sé ritrovandosi a battagliare lungamente con Villeneuve, con il quale pare essere anche finito in polemica a fine gara. Alla fine della gara di Villeneuve, intendo, perché quella di Heidfeld è finita anzitempo.

Preparate i pop-corn e la Coca Cola: si è scontrato con il compagno di squadra Alesi e i due si sono ritirati per effetto dell'incidente! Prima che accadesse tutto ciò, comunque, era già accaduto un tremendo colpo di scena anti-outsider: De La Rosa, che si trovava ancora stabilmente in terza piazza e senza Barrichello negli scarichi, si è ritirato per un problema al cambio. Rubinho quindi è andato a prendersi il terzo gradino del podio dietro al duo Hakkinen/ Coulthard, salendo anche stavolta sul podio con il duo McLaren. Sarebbe accaduto anche a Hockenheim nel successivo gran premio, ma ci sarebbe salito da vincitore.
Villeneuve, frattanto, ha chiuso la gara di nuovo in quarta piazza, precedendo Button e Salo, il quale alla fine dell'opera è comunque riuscito a portarsi a casa un punto, perché nella vita ci vuole qualche soddisfazione. Segnalo che settimo ha concluso Johnny Herbert (Jaguar), mentre ha ottenuto una prestigiosa ottava piazza, che purtroppo ai tempi non dava punti, el nuestro amigo Marc Gené sulla Minardi, riuscendo a tenersi dietro alcuni avversari, anche approfittando del fatto che molti fossero finiti nel caos. A proposito di gente finita nel caos, non per dire che ci fosse finito suo malgrado, Zonta si è ritirato a gara inoltrata per un guasto al motore.

PS. A Zeltweg ha debuttato Luciano Burti sulla Jaguar, al posto di Eddie Irvine ricoverato in ospedale nel corso del fine settimana per disturbi intestinali.

venerdì 2 dicembre 2022

La sventurata iella di Mika Hakkinen // GP Spagna 2001

Oggi parliamo di iella. Nello specifico parliamo di una iella atroce, quel tipo di iella in cui il malcapitato potrebbe avere un'apparizione di Jean-Pierre Jabouille che gli chiede un autografo.
Come tutte le storie di iella, tuttavia, anche questa inizia bene per il malcapitato di turno: la gara di Mika Hakkinen inizia accodandosi a Michael Schumacher, un bel salto di qualità rispetto a quello del compagno di squadra David Coulthard, rimasto fermo allo scattare del formation lap, preso per le orecchie e piazzato sull'ultima casella della griglia per la partenza ufficiale.
Michael Schumacher precede Hakkinen e poi il compagno di squadra Barrichello, uscito vincente da un duello con la Williams di Ralf Schumacher e, dietro di loro, la Jordan di Jarno Trulli a completare la top-5. Coulthard frattanto rientra ai box senza(?) ala anteriore: contatto tra più vetture nelle retrovie, una dovrebbe essere la Arrows della futura nemesi di DC: Enrique Bernoldi.

Dopo pochi giri colpo di scena: come si suol dire, è fermo Frentzen! H.H. ha cozzato contro la Jaguar di Pedro De La Rosa durante un duello, rischiando di spiccare il volo. Coulthard nel frattempo nelle retrovie è alle prese con... Bernoldi?!?! Supera la Arrows, che poi parcheggia a bordo pista. Enrique pensa: "a Montecarlo non te la caverai così facilmente".
Un po' più tardi perdiamo per strada anche Ralf Schumacher: di colpo perde il posteriore, finisce in testacoda e si insabbia. Frattanto i suoi colleghi sono alle prese con il primo giro di pitstop, compreso il suo compagno di squadra Juan Pablo Montoya che era dietro a Trulli, effettua la sosta nello stesso giro ed esce davanti a Trulli.
Con la prima sosta rimane tutto invariato tra gli Schukkinen: il pilota della Ferrari ancora in testa, con pochi secondi di vantaggio su Hakkinen, che tuttavia gli consentono di mantenere la posizione. Sarà solo con la seconda sosta che per lui inizieranno i problemi.

Rientrato qualche giro prima di Hakkinen nella prima sosta, Schumacher anticipa il rivale anche nella seconda, ritrovandosi tuttavia dietro a dei doppiati e perdendo tempo. Viene poi la volta del pilota della McLaren: Hakkinen sta uscendo dai box quando la regia va a inquadrare la Jaguar ferma di Eddie Irvine (in precedenza visto battagliare contro la B.A.R. di Olivahhhh Penis!!11!!!11!!)... seriously, wtf?!
Le inquadrature tornano su Hakkinen giusto in tempo per vedergli prendere la leadership e tenersela fino all'ultimo giro. Nel senso, quando inizia l'ultimo giro è ancora leader, davanti a Schumacher e a... a chi? Barrichello si è visto ritirarsi ai box, immagino Montoya. Di questo, comunque, ce ne occuperemo tra un po'.
Il povero Hakkinen viene abbandonato dal motore all'ultimo giro, tenta di proseguire con la vettura in fumo, ma è costretto a fermarsi e a cedere di fatto la vittoria al suo grande avversario, la sintesi di una stagione ben diversa da quella precedente.

Mentre Schumacher taglia il traguardo, Hakkinen scende dall'auto, si toglie il casco e inizia a farsi la strada a piedi, finché un uomo di buon cuore non si ferma per scarrozzarlo. È Coulthard - giunto quarto precedendo la Sauber di Nick Heidfeld - e Hakkinen si fa caricare sulla sua vettura, non prima di avere rimesso il casco: "senza offesa, David, ma se rientrando in pitlane ti viene voglia di schiantarti contro il muro, mi sento più sicuro così".
La testa di Hakkinen pare salva ed ecco che lo vediamo recarsi al cospetto di Schumacher. I due pomiciano un po', poi Schumacher va sul podio dove si ritroverà a tu per tu con il suo nuovo amico Montoya... ma fermi tutti, sul podio c'è anche - terzo - un suo vecchio amico! Non so come sia possibile tutto ciò, ma la B.A.R. (che ha anche ottenuto una sesta piazza con Panis) ha appena fatto il suo primo podio e l'outsider presente è Jacques Villeneuve!
I tre si spruzzano champagne addosso senza troppa convinzione, gli Schumontoya accennano un vago tentativo di fare comunella, ma ancora una volta senza vera convinzione. Del povero Hakkinen, frattanto, si perdono le tracce, magari è davvero alle prese con un'apparizione di Jabouille.

lunedì 7 novembre 2022

GP San Marino 1999: il crash italiano di Hakkinen dalla leadership che tutti hanno dimenticato

Dopo un inizio di stagione in Australia e Brasile, il campionato 1999 si sposta in Europa dove il primo evento europeo è il GP di San Marino. Le due McLaren iniziano bene, Mika Hakkinen ottiene la pole affiancato dal compagno di squadra David Coulthard. Michael Schumacher ed Eddie Irvine sulle Ferrari sono terzo e quarto, mentre ottiene un ottimo quinto posto in qualifica Jacques Villeneuve sulla B.A.R., rimanendo però fermo sulla griglia perché è scontato che la B.A.R. non possa avere una gioia. Viene evitato da tutti, ma la sua gara è già finita mentre Hakkinen si invola verso il dominio. Coulthard viene presto distanziato, in seconda posizione, così come i piloti Ferrari dietro di lui. Tutto fila liscio, ma per neanche un quarto di gara: Hakkinen infatti finisce fuori pista da solo andando a muro.

Il pubblico esulta come se avesse appena assistito a un incidente di Riccardo Patrese, mentre è la mascella di Coulthard che adesso si trova in prima posizione. Schumacher però ha un asso nella manica, lo coglie di undercut ed ecco che si ritrova davanti. Può iniziare a spingere in vista del momento in cui si fermerà per la seconda volta e, quando effettua il secondo riferimento, ecco che riesce a mantenere la posizione: la Ferrari andrà a prendersi la vittoria nel gran premio di casa che mancava da tipo trecento anni. Infatti fino a quel momento l'ultima vittoria Ferrari a Imola era quella ottenuta nel 1983 da Patrick Tambay. La Ferrari potrebbe anche mettere due vetture sul podio dal momento che Irvine è terzo alle spalle di Coulthard, ma il destino decide diversamente: il folletto irlandese viene abbandonato dal motore a tre quarti di gara ed è costretto al ritiro.

Heinz-Harald Frentzen sulla Jordan becca in pieno la macchia d'olio sparsa dalla vettura di Irvine, finisce in testacoda e la sua gara finisce lì. Schumacher, frattanto, si appresta a salire sul podio in compagnia di Coulthard e di una bandiera del Brasile. La tiene tra le mani Rubens Barrichello: è il pilota della Stewart infatti a chiudere in terza posizione e sul podio si metterà a festeggiare in modo piuttosto scatenato, cercando di esibirsi in una capriola sul podio stesso. Sul podio sembrano tutti felici e sorridenti, ma non deve sfuggirci qualcosa che va oltre: quella di Schumacher è la quindicesima vittoria con i colori della Ferrari, eguaglia quindi il record di vittorie con la Rossa ottenute da Niki Lauda negli anni '70. Siccome resterà in Ferrari fino al 2006 vincendo anche cinque mondiali in corso d'opera, il record aumenterà a dismisura nel corso del tempo.

Torniamo alla gara e torniamo a una delle Jordan, l'unica che rimane ancora in pista: è quella di Damon Hill che riesce a concludere la gara al quarto posto. A pochissimi giri dalla fine Johnny Herbert su Stewart e Alex Zanardi su Williams si trovano inoltre quinto e sesto, ma accade un fattaccio che li mette fuori gara entrambi: Herbert rompe il motore, si sparge olio sulla pista e Zanardi finisce fuori come un Frentzen qualsiasi. Giancarlo Fisichella (Benetton) e Jean Alesi (Sauber) ringraziano, chiudendo la gara in quinta e sesta posizione cogliendo punti. L'unica B.A.R. superstite la guida Mika Salo (sostituto dell'infortunato Ricardo Zonta) e giunge doppiato di vari giri in settima piaza, precedendo le uniche altre due vetture ancora in pista, le due Minardi. Ottavo giunge Luca Badoer (sarebbero punti dal 2003 in poi), mentre nono è Marc Gené. Wow, non ho mai visto questo!