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giovedì 22 maggio 2025

GP Montecarlo 2005: Raikkonen domina nel giorno in cui Albers tenta invano di diventare un meme

22 Maggio 2005 // dopo una serie di successi della Renault, uno per mano di Giancarlo Fisichella e gli altri di Fernando Alonso, la McLaren ha recentemente ottenuto il primo successo della stagione in Spagna con Kimi Raikkonen, che conquista anche la pole pole position sulle "anguste e tortuose stradine del Principato".
Alonso lo affianca in prima fila, dietro di loro c'è una Williams che alla partenza ha una grande esitazione, un po' come se a guidarla fosse un Mark Webber qualsiasi, tanto che Fisichella passa in terza piazza. C'è anche la Toyota di Jarno Trulli, poi finalmente le Williams. A partire come un Webber qualsiasi è stato proprio Webber che adesso precede il compagno di squadra Nick Heidfeld.
Siamo nel 2005 quindi le Ferrari sono sempre in posizioni molto meh: Michael Schumacher partiva ottavo ed è alle spalle della Redbull sponsorizzata Star Wars di David Coulthard, Rubens Barrichello partiva decimo e adesso è undicesimo alle spalle delle Sauber di Felipe Massa e Jacques Villeneuve. Dietro di loro c'è la McLaren di Juan Pablo Montoya, partito dalle retrovie per una penalità a seguito di un incidente innescato nelle prove libere.

Le vetture presenti in pista sono soltanto diciotto, dato che la B.A.R. sta scontando il secondo gran premio di ban, causato dalle irregolarità riscontrate dopo il GP di San Marino. Nelle ultime posizioni ci sono stabilmente le Minardi e le Jordan. Per la squadra di Faenza abbiamo Patrick Friesacher e Christijan Albers, per la Jordan invece Tiago Monteiro e Narain Karthikeyan.
L'indiano è il primo ritirato, esce di scena per un problema tecnico nell'anonimato. In casa Minardi (con il suo sponsor "Lost Boys" che descrive a pieno lo status di chi la guida), invece, i piloti decidono di fare gli attention seeker. Il primo a mettersi in mostra è Albers, ma l'immensità di quello che riesce a fare è così grande da meritarsi uno spazio tutto per sé. Passiamo quindi a menzionare il fatto che Friesacher più avanti andrà a sbattere ritirandosi.
Adesso torniamo su Albers, perché poco prima che sia completato un terzo di gara raggiunge l'apoteosi quando, ormai doppiato, va a sbattere a Mirabeau. Ordinaria amministrazione, direte voi. Non proprio, perché sopraggiunge mezza griglia, e non esattamente la mezza griglia più anonima.



Cadono cocci di mascelle, perché se Coulthard ha l'accortezza di evitarlo all'ultimo, Michael Schumacher non riesce a evitare il retrotreno della monoposto color Star Wars. Arrivano poi Villeneuve, Barrichello e Montoya, che rimangono bloccati perché la pista è ostruita al punto che solo Bernd Maylander può riportare la situazione alla normalità.
Coulthard frattanto si ritira per i danni riportati, mentre Schumacher deve cambiare l'ala anteriore danneggiata. Uscirà nelle retrovie e per un certo tratto lo vedremo alle spalle di Liuzzi, prima che Vitantonio sia costretto al ritiro con l'altra vettura sponsorizzata Star Wars.
In regime di safety car, Raikkonen non si ferma ai box, così come Trulli, gli avversari sì. Se Trulli cadrà nel dimenticatoio dopo la sosta, Kimi riesce ad allungare, al punto che si fermerà senza perdere la testa della gara.
Alonso è secondo, ma a poco a poco viene raggiunto dalle Williams. Ha Webber e Heidfeld negli scarichi, con Nick che dopo essersi fermato ai box riesce a undercuttare il compagno di squadra. Sia Heidfeld sia Webber riescono a superare Alonso, con Fernando che tenta anche di difendersi tagliando una chicane, ma poi deve arrendersi.

Raikkonen, Heidfeld e Webber, questo è il podio, per Mark si tratta del primo podio. Alonso chiude quarto con dietro un trenino in cui Montoya è quinto e Ralf Schumacher sesto davanti alla Ferrari. All'ultimo giro Michael Schumacher ha strappato la settima piazza a Barrichello e tentato, senza successo, di procacciarsi la sesta piazza a discapito della Toyota del fratello. Pare che tra i Ferrari Bros ci saranno polemiche per l'accaduto, visto che tra i due si è sfiorato il contatto.
Massa chiude appena fuori dai punti e, avendo intravisto una Sauber che sbatteva a Sainte-Devote mentre l'altra Sauber sopraggiungeva e passava oltre, gli chiedo scusa per avere pensato male di lui. Seguono Trulli, Villeneuve e Fisichella. La posizione finale suggerisce che a limonare con le barriere fosse stato Platinum Jacques.
Lo scontro tra Jordan e Minardi a cui la Formula 1 fa da contorno vede la squadra di Eddie uscire vincente, in quanto Monteiro porta a casa la tredicesima piazza. Giunge quattordicesimo e ultimo Albers, la cui fortuna è gareggiare vent'anni fa e non oggi, quindi niente meme (o insulti social) per le sue prodezze monegasche.



venerdì 14 marzo 2025

Vent'anni di 2005: la Renault stupisce in Australia, ma in Malesia è già conferma

In questo fine settimana si gareggia all'Albert Park, quindi mi sembra il momento migliore per iniziare a rievocare il mondiale di vent'anni fa. Correva l'anno 2005 e il mondiale di Formula 1 iniziava dal GP d'Australia, con la vittoria della Renault di Giancarlo Fisichella. Il compagno di squadra Fernando Alonso, scattato dalla tredicesima piazza, ha concluso invece la gara sul gradino più alto del podio. Sicuramente un buon biglietto da visita per la Renault, bisognava vedere soltanto se se sarebbe riuscita a ripetersi. Due settimane più tardi, sarà Alonso a imporsi a Sepang, esame superato, direi!

AUSTRALIA: la stagione di vent'anni fa è iniziata con due grossi cambiamenti. Uno di questi è stata la qualifica con tentativo singolo, con ordine di uscita dei piloti basato sulla gara precedente (in questo caso GP del Brasile 2004), un sistema che avrebbe provocato griglie creative in caso di condizioni meteo variabili. Un altro enorme cambiamento è stato il divieto di cambi gomme in gara (eccetto la singola gomma, in caso di foratura), che ha portato gli equilibri verso le squadre gommate Michelin.
La prima fila è stata tutta italiana, con la Toyota di Jarno Trulli in seconda piazza ad affiancare la Renault di Fisichella. Mark Webber su Williams e Jacques Villeneuve su Sauber erano terzo e quarto, mentre in terza fila vi erano due sorprendenti Redbull, guidate da David Coulthard e Christian Klien. Per la scuderia "bibitara" era l'esordio in Formula 1 dopo essere succeduta alla Jaguar. Il mascellone scozzese, addirittura, al via - attardato da un aborted start perché Kimi Raikkonen aveva stallato in griglia - si è procacciato la terza posizione, davanti alle Williams di Webber e del compagno di squadra Nick Heidfeld.
Nel primo stint c'è stato un 1/2 tutto italiano, ma Trulli è stato in seguito attardato da problemi di passo gara. Rubens Barrichello, partito appena fuori dalla top-ten, è riuscito a risalire fino alle zone che contavano, installandosi in uno stabile secondo posto. È stata l'unica nota positiva in un weekend complicato per la Ferrari, unico top-team gommato Bridgestone. Partito dalle retrovie dopo una sostituzione del motore, Michael Schumacher non ha terminato la gara, protagonista di un incidente con Heidfeld che è costato il ritiro a entrambi.



Con Alonso risalito terzo, Coulthard ha mantenuto almeno il quarto posto, dopo essersi tenuto dietro per tutta la gara Webber. Klien ha portato a casa un ottimo risultato, giungendo settimo alle spalle di Juan Pablo Montoya alla prima apparizione su McLaren. La zona punti è stata completata dall'altra McLaren, quella di Raikkonen. Trulli ha concluso nono, fuori dai punti, mentre la top-ten è stata chiusa dalla Sauber di Felipe Massa. I rispettivi compagni di squadra Ralf Schumacher e Villeneuve hanno chiuso 12/13, con Platinum Jacques sprofondato dopo l'ottim qualifica.
Le due B.A.R. di Jenson Button e Takuma Sato si sono ritirate entrambe a un giro dalla fine, classificate 11° e 14° senza variazioni rispetto alla posizione che occupavano in precedenza, per aggirare la regola che obbligava a usare lo stesso motore per due eventi, a meno che non ci si ritrasse. Dietro a costoro sono giunte le Jordan di Narain Karthikeyan e Tiago Monteiro, nonché la Minardi di Patrick Friesacher. Christijan Albers, compagno di squadra di costui, era stato invece il primo dei ritirati a causa di un guasto.

MALESIA: due settimane dopo, Alonso ha conquistato la pole davanti a Trulli e a Fisichella, seguiti da Webber, Ralf Schumacher, Raikkonen e, ancora una volta, due ottime Redbull con Klien e Coulthard affiancati in quarta fila. Le primissime posizioni sono rimaste invariate, mentre le "lattine" hanno perso una posizione o due nelle prime fasi della gara.
Alonso ha fatto gara a sé staccando Trulli, mentre Fisichella era terzo seguito da Webber. A due terzi di gara, tuttavia, i due sono stati coinvolti in un incidente che ha messo out tutti e due, mentre Heidfeld ha approfittato del fatto per risalire sul gradino più basso del podio. Fisichella e Webber sono andati ad aggiungersi a un nutrito gruppo di ritirati, che includeva Friesacher per un'uscita di pista nelle prime fasi, così come Villeneuve dopo un testacoda in corso d'opera. L'apoteosi, tuttavia, la si è raggiunta in occasione del terzo giro, quando due compagni di squadra sono stati abbandonati dal motore nello stesso giro!


Ricordate le B.A.R.? Ricordate che nella gara precedente erano rientrate ai box per potere cambiare motore? La cosa non ha avuto grandi frutti, sono usciti di scena sia Button sia Anthony Davidson, questo con tanto di fiamme dal retrotreno. Già presente in griglia per due eventi del 2002, con la Minardi, quando aveva sostituito Alex Yoong, stavolta è stato chiamato a gareggiare al posto di Sato, al quale i medici hanno sconsigliato di gareggiare a causa di sintomi influenzali.
L'ultimo ritirato della gara è stato Barrichello per un problema tecnico. La Ferrari stavolta ha raccolto ancora meno che in Australia, con Michael Schumacher soltanto settimo. Il terzetto Alonso/ Trulli/ Heidfeld è andato a podio, con Montoya e Ralf Schumacher a completare la top-5. Le Redbull hanno concluso ancora una volta entrambe a punti, con Coulthard e Klien sesto e ottavo. Fuori dai punti si sono classificati Raikkonen, che si trovava in bassa top-8 quando aveva forato, Massa, Karthikeyan, Monteiro e Albers.



mercoledì 13 dicembre 2023

GP Europa 2002: la vittoria numero 2 per Barrichello

Il campionato 2002 prevedeva un totale di diciassette eventi, quindi quello del Nurburgring, nono della stagione, è stato il giro di boa ed è iniziato con le Williams di Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher in prima fila, seguite dalle Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello, dalle McLaren di David Coulthard e Kimi Raikkonen, nonché dalle Renault di Jarno Trulli e Jenson Button a completare quattro file tutte monocolori.
Montoya non è partito bene, si è visto sfilare dal compagno di squadra e anche da Barrichello, il quale dalla quarta piazza si è portato secondo per poi andare a superare anche Ralf Schumacher, ritrovandosi leader. Montoya ha perso anche un'altra posizione, superato da Michael Schumacher, che dopo un paio di giri ha superato il fratello portandosi secondo, con le due Ferrari che ben presto hanno iniziato ad allungare.

Tornando indietro alla partenza, si segnala un incidente tra compagni di squadra alla Jordan, con Giancarlo Fisichella che ha tamponato Takuma Sato, con danni per entrambi i piloti. Nel frattempo, in tutto ciò, le McLaren erano 5/6 così come le Renault erano 7/8 ma con Button davanti a Trulli. Il futuro campione del mondo 2009 era destinato a superare Raikkonen diversi giri dopo approfittando di un errore di Kimi.
In casa Ferrari si prevedevano due soste ai box, compatibili peraltro sia con il grande vantaggio accumulato sia con la sbinnata che Schumacher ha fatto poco prima di fermarsi per il primo rifornimento. Ha perso diversi secondi nei confronti di Barrichello, ma ha mantenuto la seconda posizione. In casa Williams, invece, di soste ne prevedevano una sola, il che non è stato esattamente il top, vista l'usura di gomme a cui sono andati incontro.
Verso metà gara, Montoya ha subito l'attacco di Coulthard, che si è concluso con un botto che è costato il ritiro di entrambi e David che inveiva contro Juan Pablo. I compagni di squadra Ralf Schumacher e Raikkonen hanno effettuato poco dopo la loro sola sosta, dato che anche in casa McLaren la strategia era quella. Kimi ha preso la posizione a Ralf di overcut e, con la seconda sosta delle Renault, si è ritrovato terzo.
Davanti, nel frattempo, Michael Schumacher si avvicinava considerevolmente a Barrichello, ma il team ha optato per un congelamento di posizioni e i due che hanno concluso distaccati di circa un secondo l'uno dall'altro, con la seconda vittoria di Rubinho in Formula 1.

Il distacco tra i due ferraristi e il resto del mondo era abissale, Raikkonen ha concluso la gara a oltre quarantacinque secondi di distacco, Ralf Schumacher e Button, ultimi piloti a pieni giri, staccati di oltre un minuto. L'altra Renault non ha preso punti, Trulli ha chiuso soltanto ottavo dietro alle Sauber di Felipe Massa e Nick Heidfeld. Con il sesto posto, Felipe è stato l'ultimo pilota che si è classificato a punti.
Detto così, potrebbe sembrare un risultato standard e privo di sorprese, ma la realtà è che incredibilmente nessuna delle due B.A.R. ha accusato problemi di motore, con Olivier Panis che ha concluso la gara al nono posto. Jacques Villeneuve, che si trovava alle sue spalle, ha invece perso posizioni a seguito di un contatto con la Arrows di Heinz-Harald Frentzen e la top-ten, che ai tempi non aveva alcun valore dal punto di vista del punteggio, è stata conclusa proprio dal compagno di squadra di Frentzen, Enrique Bernoldi.


martedì 12 dicembre 2023

GP Canada 2002: la 150^ vittoria della Ferrari

La stagione 2002 è stata caratterizzata da un certo dominio, da parte della Ferrari, che ha inanellato lunghe serie di vittorie, arrivando a raggiungere quota 150 successi in Formula 1. Ciò è accaduto nel GP del Canada, disputato dopo quello di Montecarlo, in cui si è imposto David Coulthard sulla McLaren. A Montreal, tuttavia, la situazione sembra tornata regolare, con la Williams come principale forza avversaria. Juan Pablo Montoya conquista la pole davanti alle Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello, quarta l'altra Williams di Ralf Schumacher. Rubinho ha un ottimo spunto alla partenza, avendo anche vettura più leggera in quanto su una strategia a due soste, scavalca il compagno di squadra e poi anche Montoya, portandosi in testa, nonostante Juan Pablo sia ugualmente leggero in quanto su una strategia a due soste. I fratelli Schumacher, invece, ne effettueranno solo una, o almeno così dovrebbe essere.

La prima sosta di Montoya avviene molto presto, quando entra in pista la safety car, per rimuovere...
...
...
...no, non lo volete davvero sapere. Eppure il mio dovere è raccontarvi i dettagli più scabrosi. Una vettura è ferma in mezzo alle scatole, causa ritiro per guasto al motore. Il motore è giapponese, la vettura è anglo-americana(?), il pilota che la guida è canadese. Molto più avanti, per onore di cronaca, la safety car non entrerà quando la Toyota di Allan McNish rimarrà ferma nel bel mezzo della pista dopo un testacoda.
Barrichello prosegue, non si ferma adesso, è leader della gara, ma al momento di fermarsi perderà posizioni, di fatto a soste ultimate si ritroverà al quarto posto. Ci sono piloti a cui va peggio, tipo Ralf Schumacher che ha un problema con il bocchettone della benzina, non imbarca sufficiente carburante e deve effettuare una seconda sosta, scivolando oltre la zona punti.
Oppure tipo Montoya che, leader nella fase centrale di gara - dopo l'unica sosta di Michael Schumacher e prima della propria ultima sosta - si ritrova secondo per poi ritrovarsi ritirato per un guasto al motore come se fosse un Jacques Villeneuve qualsiasi al volante di una B.A.R. Honda.

Coulthard, al quale il compagno di squadra Raikkonen è uscito dietro dai box, si ritrova quindi secondo, inseguito da Barrichello. I due staccano Kimi, ma Rubinho resta negli scarichi del mascellone. Un duello tra loro termina con strane traiettorie più sui prati che sulla pista: oggi come oggi scatterebbero i sensori dei track limits, nel 2002 scatta solo Barrichello che inveisce contro Coulthard. I due daranno in seguito la loro civile versione dei fatti nella conferenza stampa post-gara.
Raikkonen è quarto, ma finisce il carburante all'ultimo giro dovendo rallentare notevolmente. Rimane comunque quarto, dato che giunge a destinazione davanti alla Jordan di Giancarlo Fisichella. La zona punti è chiusa dall'altro italiano Jarno Trulli, su Renault, mentre Ralf Schumacher chiude la gara in settima piazza, appena in tempo, perché dopo avere tagliato il traguardo il suo motore fa la stessa fine di quello di Montoya!


giovedì 7 dicembre 2023

Gli angusti e tortuosi rewatch: GP Monaco 2002

Montecarlo, 26 maggio 2002: sono passate due settimane dal celebre ordine di scuderia del GP d'Austria e le polemiche in questione non si sono ancora placate. Nei giorni antecedenti al gran premio, piloti di altre scuderie vengono interpellati in proposito, con alcune interviste infilate nel video di highlight che ho visto per scrivere questo resoconto. In sintesi, secondo Jacques Villeneuve, ai tempi dei very uominy non sarebbe successo il teatrino del podio, perché se i piloti sono very uominy accettano di essere fischiati senza scambiarsi posizione sul podio, mentre secondo David Coulthard ai tempi dei very uominy i piloti proseguivano la propria gara addirittura sulla vettura dei compagni di squadra, quindi se i giornalisti fossero very uominy non farebbero caciara per due settimane.
Il top dei top è comunque Juan Pablo Montoya, che interpellato se alla Williams potrebbe succedere la stessa cosa ridacchia affermando che tra lui e il suo compagno di squadra non funzionerebbe. Comunque sia, al momento si procaccia la pole position, precedendo Coulthard.


David si porta in testa al via, segue Montoya, seguono Michael e Ralf Schumacher partiti affiancati, dalla terza e quarta posizione in griglia. Rubens Barrichello parte quinto, ma viene sfilato da Jarno Trulli e Kimi Raikkonen, con le posizioni tra i primi sette destinate di fatto a rimanere invariate per qualcosa come metà gara.
In compenso, dietro di loro c'è chi ne combina di tutti i colori, è il caso di Allan McNish, il pilota della Toyota è il primo a uscire di scena per incidente. Takuma Sato, che precede il compagno di squadra Giancarlo Fisichella, viene inoltre istruito di lasciare passare il pilota italiano, ma prima che ciò accada si schianta uscendo dal tunnel. In casa Jordan potrebbero non essere troppo soddisfatti!
L'apoteosi arriva con un duello tra una Arrows e una Sauber, due brasiliani al volante. Si arriva a Sainte-Devote ed Enrique Bernoldi viene malamente tamponato proprio dall'uomo che sussurrava a Sainte-Devote, ovvero Massa. I due ripartono, con Felipe che si procaccia una penalità per il misfatto.


A metà gara il duello Raikkonen/ Barrichello si conclude con un incidente che mette fine alla gara del pilota McLaren, mentre Montoya è costretto al ritiro per guasto al motore come fosse un Villeneuve qualsiasi al volante di una B.A.R. - sì, è così che si ritira Platinum Jacques. Sull'altra B.A.R., invece, Olivier Panis si ritira per incidente con la Renault del futuro pilota B.A.R. Jenson Button.
Escono di scena anche Massa per incidente dovuto a un guasto ai freni - così dice, almeno - e Mika Salo sulla Toyota che esce a sua volta per incidente. Si è ritirato già da tempo anche Alex Yoong sulla Minardi, ma who kers di Yoong, quello che conta è un podio da mascelloni! Coulthard batte di un secondo Michael Schumacher, Ralf chiude terzo ultimo pilota a pieni giri. Sarà l'unica vittoria stagionale per la McLaren.
Trulli su Renault e Fisichella su Jordan lottano per il quarto posto, l'abruzzese ne esce vincente. L'ultimo punto va a Heinz-Harald Frentzen sulla Arrows, che prevede Barrichello, la Sauber restante di Nick Heidfeld e le Jaguar di Eddie Irvine e Pedro De La Rosa a chiudere la top-ten. L'eroe del 2001 - ricordate? - Bernoldi arriva dodicesimo e ultimo, alle spalle della Minardi di Mark Webber.

sabato 21 ottobre 2023

22.10.2000: GP della Malesia, finale di stagione e parrucche rosse

Carissimi lettori, il 21 Ottobre, oltre che anniversario del titolo di Kimi Raikkonen (2007) e della sua ultima vittoria (2018) nonché di un certo incidente tra championship contenders avvenuto in Giappone (1990) e anche la vigilia del 22 Ottobre, giorno in cui sono ugualmente avvenuti eventi storici, tra cui anche il precedente incidente tra Ayrton Senna e Alain Prost su suolo giapponese (1989). Andando in epoca più recente, il 22 Ottobre è il giorno in cui Felipe Massa (2006) conquistava definitivamente il mio cuore, visto che ai tempi vinceva il gran premio di casa di verde vestito invece di reclamare un titolo che non ha vinto. Vi ho tuttavia parlato già in lungo e in largo di quella tuta, quindi parliamo di parrucche rosse e di un certo gran premio di sei anni prima, di cui domani cadrà l'anniversario.

22 Ottobre 2000 - il mondiale si appresta a finire, a Sepang, Michael Schumacher ha già conquistato il titolo due settimane prima in Giappone e in griglia precede le McLaren di Mika Hakkinen e David Coulthard, seguiti dalla Ferrari di Rubens Barrichello e dalla strepitosa quinta piazza della Benetton di Alexander Wurz, affiancato dalla B.A.R. di Jacques Villeneuve.
Schumacher tenta di chiudere Hakkinen perdendo leadership e seconda piazza a vantaggio di Coulthard, ma in realtà il campione del mondo 1998 e 1999 l'ha combinata più grossa ed è sotto indagine per jump start. Nel frattempo la safety car interviene a seguito di una collisione multipla tra Pedro Diniz (Sauber), Pedro De La Rosa (Arrows) e Nick Heidfeld (Prost).
Al restart, Hakkinen perde subito posizioni, superato da Coulthard, dalle Ferrari e con Wurz negli scarichi. Il peggio deve ancora venire: stop and go di dieci secondi ed eccolo precipitare nelle retrovie.

In epoca di rifornimenti di benzina, lo switch di strategie tra compagni di squadra nei top team non è inconsueto e Coulthard è su una strategia a due soste, mentre Hakkinen partito a serbatoio pieno procede senza stop fino a metà gara inoltrata. In sua assenza, in casa Ferrari entrambi i piloti effettuano due soste, come Coulthard. Schumacher può proseguire un po' più a lungo e, dopo la prima, passa in testa di overcut.
Schumacher, Coulthard, Barrichello, saranno queste le posizioni che vedremo mantenere fino alla fine della gara, mentre Hakkinen precipitato ultimo dopo la penalità risale lentamente. Prima della sosta, lo troviamo impegnato in un duello piuttosto acceso con Villeneuve, dal quale esce vincente. Gli varrà il quarto posto, con Jacques in quinta piazza - non temete, come vuole la consuetudine, la B.A.R. colleziona un ritiro per guasto al motore, ma il fortunato è Ricardo Zonta.

Dopo la qualifica brillante e la parte iniziale della gara in zona punti, il punteggio pre-2003 non sorride per niente a Wurz, che si ritrova soltanto settimo. Il sesto posto va a Eddie Irvine, sull'unica delle Jaguar ancora in pista. L'altra la guidava Johnny Herbert, alla sua ultima apparizione in Formula 1, con un ritiro per incidente innescato dalla rottura della sospensione posteriore, quando la gara era ormai inoltrata.
Wurz precede la Sauber di Mika Salo, la Benetton di Giancarlo Fisichella e, a completare la top-ten, Jos Verstappen sulla Arrows. Dodici vetture giungono al traguardo, non un numero particolarmente elevato, vista la presenza di ben ventidue al via, e nessuna di queste è una Williams (problemo tecnici per Ralf Schumacher e Jenson Button) e nemmeno una Minardi (Marc Gené ritirato per una ruota non fissata bene, Gaston Mazzacane ultimo a uscire di scena per un problema al motore).

Dopo Michael Schumacher campione del mondo in Giappone è la volta della Ferrari campione costruttori in Malesia, con i due piloti che indossano parrucche rosse - riccia e vaporosa per Schumacher, chioma da paggetto per Barrichello - e a loro si unisce sul podio anche Ross Brawn in parrucca rossa.
Infine l'extended highlight si chiude, in maniera del tutto inaspetrata, con interviste post-gara e conferenza stampa top quality piene di tanto ammmmore mascellone. <3 In precedenza in quella stagione ci sono state varie polemiche tra M.Schumacher e Coulthard, prima con il "saluto" con il dito medio al vento durante il GP di Francia, poi le critiche di Coulthard nei confronti di Schumacher dopo le uscite di pista alla prima curva durante l'estate, peraltro auto-gufata dato che poi ha fatto la stessa fine la gara dopo. Ebbene, i due confermano la fine ufficiale delle loro polemiche, dopo un chiarimento in Giappone.

Concludiamo così, con questa scena da cuoricini che escono dagli occhi, la narrazione di questo gran premio, che ha messo fine a una stagione 2000 di altissimo livello per la Ferrari, con ben dieci gran premi vinti su un totale di diciassette disputati... e ammettetelo, fanno strano le dieci vittorie della Ferrari, ma ancora di più ai giorni nostri appaiono strani i diciassette gran premi stagionali, e chi non li rimpiange forse rimpiange una via di mezzo.
Mi metto tra queste persone, ai tempi avrei voluto più gran premi, ma un calendario di diciannove o venti, senza gare extra (altresì note come sprint race) sarebbe decisamente più gestibile anche per il solo appassionato medio. Erano belli i giorni in cui c'erano weekend in cui si sentiva la mancanza della Formula 1 perché in quel weekend la Formula 1 non c'era.
Quei tempi, però, sono passati, quindi avanti con il Circuit of the Americas, con la sprint e poi con la gara a terminare il fine settimana.


venerdì 29 settembre 2023

Quando il mondiale finiva in ottobre e di lì a un anno Hakkinen sarebbe tornato... o forse no // GP Giappone 2001

Il mese di ottobre è quasi alle porte e fino a meno di decenni fa spesso era simbolo di finale del mondiale. L'ultima volta in cui è successo, era il lontano 2007. Oggi, però, ci spingiamo più indietro, a rievocare un finale di stagione che avveniva in Giappone, sul circuito di Suzuka, il 14 ottobre. Correva l'anno 2001 e Michael Schumacher aveva vinto il titolo con diversi gran premi d'anticipo, ma il campionato non era ancora finito. La stagione europea era terminata da meno di un mese, poi si era andati negli States a Indianapolis e a distanza di due settimane in Giappone, in passato sede di tanti scontri per il titolo mondiale. Erano altri tempi, ma non è su questo che voglio stare a sindacare, mi limiterò piuttosto a raccontare gli eventi, specificando che con tutta probabilità di questo gran premio a suo tempo non vidi nemmeno la replica sintetica. Non ho ricordi dell'epoca nemmeno di un incidente alquanto altisonante avvenuto in corso d'opera.

La Ferrari numero 1 scattava dalla pole position, precedendo le Williams di Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher, poi veniva la Rossa numero 2 guidata da Rubens Barrichello. Le McLaren di Mika Hakkinen e David Coulthard erano 5/7 con in mezzo la Benetton di Giancarlo Fisichella, che tuttavia a causa di un testacoda nel corso dei primi giri ha perso notevolmente terreno.
Michael Schumacher nel frattempo era in testa, mentre Barrichello duellava con le Williams arrivando a superarle entrambe, salvo poi perdere la seconda piazza a vantaggio di Montoya. Tutti sembravano su una strategia a due soste e così sarebbe stato, con le Ferrari prime a rientrare, poi le Williams e a seguire le McLaren.
Prima di arrivare a ciò, tuttavia, ci sarebbe stato quell'incidente che tutti ricordano come principale accadimento avvenuto in questo gran premio, a cui arriveremo tra poco, anzi, diciamo subito.



Raikkonen stava disputando il suo ultimo gran premio con la Sauber prima di passare in McLaren, mentre Alesi stava disputando il suo gran premio in assoluto, al volante di una Jordan, come compagno di squadra di Jarno Trulli. Le strade di Kimi e Jean si sono incontrate, o per meglio dire, scontrate per caso, dopo pochi giri di gara.
I due si trovavano 9/10 e Raikkonen è stato sorpreso da una foratura improvvisa, partendo in testacoda. Proprio in quel momento stava sopraggiungendo Alesi, che non è riuscito a evitarlo, giungendo così in anticipo alla fine della propria carriera. L'impatto tra le due vetture è ststo piuttosto violento e poi la Sauber è andata di fatto a fracassarsi contro le barriere. I piloti sono rimasti entrambi illesi e le vetture sono state rimosse in maniera piuttosto agevole, senza nemmeno che fosse chiamata in pista la safety car, nonostante sembrassero essercene ottime ragioni.

Nel frattempo la gara proseguiva con Michael Schumacher che, dopo l'una e dopo l'altra sosta, si è ritrovato negli scarichi di Hakkinen che ancora non si era fermato, essendo su una diversa pitstop window. In entrambe le occasioni ha cercato di passare oltre, ma Mika si è difeso bene, rinunciando alla posizione soltanto al momento della sosta.
Ralf Schumacher e Barrichello sono precipitati indietro per peripezie varie: un drive though per taglio di chicane durante un duello con Rubinho nel caso di Ralf, un problema durante il secondo pitstop nel caso del ferrarista. Hakkinen si è ritrovato terzo dietro a Michael Schumacher e Montoya, ma ha rallentato molto nelle fasi conclusive, venendo superato da Coulthard e mantenendo per poco il quarto posto su Barrichello e Ralf Schumacher nella sua ultima gara. Più indietro, la Minardi otteneva un buon 11° su sedici piloti ancora in gara con Fernando Alonso.

mercoledì 16 agosto 2023

GP Germania 2001: quando Ralf Schumacher ha vinto in casa!

Era il 29 luglio, del ventesimo compleanno di Fernando Alonso, che con la Minardi nera si apprestava a partire dalla pitlane così come il compagno di squadra Tarso Marques. In prima fila c'erano le Williams di Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher, poi a seguire le McLaren e le Ferrari in alternanza - Mika Hakkinen, Michael Schumacher, David Coulthard e Rubens Barrichello - dopodiché le Sauber di Nick Heidfeld e Kimi Raikkonen. Pochi istanti dopo la partenza, Michael Schumacher che aveva lasciato regolarmente la propria casella della griglia, è rimasto pressoché fermo per un guasto al cambio, venendo schivato dalle vetture che sopraggiungevano, ma non da Luciano Burti. Il pilota della Prost, che aveva probabilmente la visuale ostruita dalle monoposto che lo precedevano, ha colpito violentemente il posteriore della Ferrari decollando e poi ricadendo sulla Arrows di Enrique Bernoldi, incidente che ha visto l'esposizione della bandiera rossa e il restart, anche Schumacher, Burti e Bernoldi con i relativi muletti.

Al secondo via non ci sono stati grossi intoppi se non qualche escursione nelle vie di fuga, con le Williams 1/2 e Michael Schumacher che si portava terzo superando Hakkinen. Nei giri iniziali Barrichello è stato visto duellare a lungo con Coulthard prima di superarlo e poi andare a prendere anche la quarta piazza di Hakkinen. Più leggero di Schumacher in quanto su una strategia a due soste, ha inoltre sopravanzato il compagno di squadra portandosi al momento terzo.
Hakkinen si è ritirato per un guasto dopo neanche un terzo di gara, mentre dopo la prima sosta Barrichello è tornato in pista quinto alle spalle di Coulthard, riuscendo a superarlo di nuovo dopo un altro duello. Intanto le Williams, a una certa distanza l'una dall'altra proseguivano la loro gara senza intopp-... ah, no. Montoya ha avuto un problema durante il rifornimento e perso varie posizioni, ritrovandosi quarto dietro a Ralf Schumacher e alle Ferrari, che comunque dovevano ancora andare ai box.

Poi sono arrivati tre colpi di scena in successione e la top-5 decimata da guasti al motore: Michael Schumacher, Montoya e Coulthard sono rimasti tutti a piedi nell'arco di poche tornate, mentre Barrichello in seconda posizione ha avuto una sosta lunga in occasione della seconda fermata, ritrovandosi a debita distanza da Ralf Schumacher. Era tuttavia secondo visti i numerosi piloti persi per la strada.
Le Sauber erano entrambe fuori, Heidfeld al via per un incidente con la Jaguar di Pedro De La Rosa, Raikkonen per un guasto. Era fuori l'altra Jaguar di Eddie Irvine, così come la Jordan di Jarno Trulli. In realtà tutte e due le Jordan erano ritirate, Ricardo Zonta protagonista di un incidente con Bernoldi che invece ha proseguito, mentre tra i "protagonisti" della prima partenza, poi Burti si è ritirato per incidente.
In sintesi, c'era la concreta possibilità per un pilota random di procacciarsi il podio, era un'occasione d'oro... anzi no, di più, era un'occasione di platino. HABEMUS B.A.R.!!!111!!!1111!!!11!!


Mentre Ralf Schumacher veniva applaudito dal fratello ancora in giro in tuta nonostante fosse fuori dalla monoposto da qualcosa come tre quarti d'ora e Barrichello si piazzava secondo a debita distanza, Jacques Villeneuve si classificava al terzo posto, precedendo le Benetton di Giancarlo Fisichella e Jenson Button - con Fisi in grado di mantenere la posizione nonostante un giro per i prati verso fine gara - e la Prost di Jean Alesi. Purtroppo Olivier Panis sull'altra B.A.R. non ha conquistato punti, settimo davanti alle Arrows che viaggiavano in coppia con Bernoldi uscito vincente da un duello con Jos Verstappen. Solo dieci vetture vedevano la gloria del traguardo e l'ultima era la Minardi di Alonso.


giovedì 6 luglio 2023

GP Europa e Francia 2003: le ultime vittorie di Ralf Schumacher

Buongiorno a tutti e buon 6 luglio! Oggi è mia intenzione accompagnarvi nel 2003, in quanto è il ventennale dell'ultima vittoria ottenuta in Formula 1 da Ralf Schumacher. Seguiva di appena una settimana quella precedente, avvenuta il 29 giugno al GP d'Europa, quindi vi porto a ripercorrere questi due eventi!

GP EUROPA - Kimi Raikkonen ottiene la prima pole in carriera, acclamato sulle tribune da un tifoso biondo con un cappellino della Mercedes in testa, nel quale molti identificano Nico Rosberg. Vorrei negare l'evidenza e potere dire che sì, era lui, ma la realtà dei fatti è che ai tempi Rosberg aveva diciotto anni e, a guardare le sue foto dell'epoca, sembrava molto più giovane di quel tifoso e soprattutto aveva i capelli molto più lunghi.
In gara il pilota della McLaren mantiene la prima posizione, mentre Michael Schumacher che scatta secondo ha una partenza non proprio scattante e viene superato proprio dal fratello, terzo in griglia, dietro al quale rimane incollato nella prima parte di gara.
Al momento di fermarsi ai box per la prima sosta, Ralf è l'ultimo dei primi tre a rientrare, ma nulla cambia nelle posizioni. Poco dopo, tuttavia, sulla macchina di Raikkonen cede il motore ed è costretto al ritiro. I fratelli Schumacher sono adesso 1/2 e al terzo e al quarto posto seguono i loro compagni di squadra a parti invertite, Rubens Barrichello e Juan Pablo Montoya.
Dopo il secondo pitstop Michael si ritrova a tu per tu proprio con Montoya, i due si toccano e Schumacher parte in testacoda, impantanandosi nella ghiaia. Siamo tuttavia al Nurburgring, location in cui i commissari hanno l'abitudine di rimettere in pista futuri sette volte campioni del mondo insabbiati, qualche volta anche senza trainarli con una gru! E c'è perfino un commissario in maglietta e pantaloncini!
Ralf Schumacher, Montoya e Barrichello sono a questo punto i primi tre e lo resteranno, mentre Fernando Alonso e David Coulthard lottano intensamente per il quarto posto, almeno finché il mascellone non finisce fuori pista a pochi giri dal termine. Michael Schumacher risale al quinto posto approfittando di questo incidente, mentre la zona punti viene conclusa dalla Jaguar di Mark Webber, dalla B.A.R. di Jenson Button e dalla Sauber di Nick Heidfeld che precede il compagno di squadra e concittadino Heinz-Harald Frentzen!

GP FRANCIA - a Magny-Cours le Williams fanno 1/2 in qualifica e Ralf trascorre un primo stint tranquillo davanti a Montoya. Raikkonen è in terza posizione mentre Michael Schumacher si trova quarto precedendo Coulthard, il quale lo supererà in occasione del primo giro di pitstop, relegandolo in quinta piazza - nella seconda sosta non cambierà molto. Seguono le Renault di Jarno Trulli e Fernando Alonso, i quali tuttavia si ritireranno entrambi a causa di guasti al motore.
Nell'ultima sosta, su un totale di tre, Coulthard ha un problema che gli fa perdere tempo ai box. Michael Schumacher nel frattempo riesce a prendersi addirittura la terza posizione che fino a quel momento sembrava sotto il controllo di Raikkonen. Le posizioni, da questo momento, rimangono stabili: Ralf Schumacher, Montoya, Michael Schumacher, Raikkonen e Coulthard nelle prime cinque posizioni. Barrichello, autore di un testacoda a inizio gara, deve accontentarsi del settimo posto dietro a Webber. Sono lontani i giorni in cui vinceva gare caratterizzate dall'ingresso di manifestanti, ciò che è successo una volta non può succedere di nuov-... oh wait, la prossima è Silverstone.
La zona punti viene completata da Olivier Panis su Toyota, il quale precede la B.A.R. dell'ex compagno di squadra Jacques Villeneuve, che al Nurburgring avevamo visto abbattere paletti e rompere l'ala anteriore. È fuori dai punti, ma gli va sicuramente meglio che a Button, che risulta ritirato per essere rimasto senza benzina prima di fermarsi ai box per il primo rifornimento.



domenica 23 aprile 2023

GP Gran Bretagna 2000: dalla pole di Barrichello alla doppietta McLaren

23 aprile 2000: è il quarto gran premio della stagione e per la prima volta da quando indossa i colori della Ferrari, Rubens Barrichello si appresta a scattare dalla pole position. Non è la prima della sua carriera, anzi... ne ha ottenuta già una con la Jordan ben sei anni prima e anche una con la Stewart la stagione precedente. Accanto a lui c'è la Jordan di Heinz-Harald Frentzen, con le McLaren che scattano dalla seconda fila. I primi due si avviano imperterriti davanti a tutto e a tutti, David Coulthard dalla quarta piazza si impossessa del terzo posto, mentre Mika Hakkinen è coinvolto in un breve duello con la Rossa di Michael Schumacher. Ne esce vincente, che significa quarto, mentre Schumacher perde varie posizioni e si ritrova a lottare con la Williams del fratello e con la B.A.R. del vecchio rivale Jacques Villeneuve.

Ralf la spunta tra tutti costoro e va a far parte del trenino dei primi sei, di cui il quinto è il suo compagno di squadra, un appena ventenne Jenson Button, che viene elogiato dal duo Murray Walker/ Martin Brundle in telecronaca, con la considerazione che per la Williams sarà difficile rinunciare a lui se, come sembra, per il 2001 arriverà Juan Pablo Montoya, campione di Indycar (CART nello specifico, è l'epoca dello split).
Barrichello/ Frentzen/ Coulthard/ Hakkinen/ Button/ R.Schumacher, questi sei sono vicinissimi, mentre M.Schumacher perde terreno dietro a Villeneuve e si trova a sandwich tra lui e Jos Verstappen, almeno finché la Arrows di quest'ultimo decide di averne abbastanza, primo ritirato della giornata a un terzo di gara e poco dopo seguito curiosamente dall'altra vettura arancione di Pedro De La Rosa.

Le posizioni rimangono invariate finché alcuni della top-6 non iniziano a rientrare: le Williams, accreditate di una strategia a una sola sosta, si fermano un po' prima di metà gara, subito dopo Frentzen che invece dovrebbe farne due. Approfittando del fatto che Button sia rallentato nel trenino, Ralf Schumacher rientrando un paio di giri prima riesce a fare undercut.
Siamo esattamente a metà gara quando Coulthard riesce a superare Barrichello, dopodiché sia lui sia il compagno di squadra rientrano ai box. Ne esce dietro a Frentzen, mentre Hakkinen scivola dietro alle due Williams. Rubinho, di nuovo in testa prima della sosta, vi rimane per qualche giro, poi un guasto sulla sua vettura lo manda in testacoda. Rientra ai box, dove non c'è nulla da fare. Sembrava potesse essere il giorno della sua prima vittoria, ma non è così. Bisognerà aspettare la sua prossima pol-... ah, no, bisognerà aspettare che parta sedicesimo.

Michael Schumacher intanto fa il figo in testa alla gara, perché intende fermarsi molti giri dopo rispetto a tutti gli altri. Funziona, fa un overcut su Villeneuve e adesso si trova sesto, ma è ormai il momento della seconda sosta di Frentzen, quindi risale quinto.
Poi c'è un colpo di scena: Ralf Schumacher e Button sono 2/3 e sembra che Jenson viaggi verso il primo podio della sua carriera. Però la Williams non è su una strategia a una sosta e di lì a poco anche i Ralfson rientrano entrambi ai box e si ritrovano 5/6 dietro a Frentzen, il quale comunque pare in difficoltà e verrà a breve superato da entrambi.
Il duo McLaren è stabilmente 1/2 adesso, pronto a viaggiare finalmente verso la prima vittoria della stagione, dopo che la Ferrari ha fatto tre su tre a Melbourne, Interlagos e Imola, sembra che a Woking si stiano rimettendo in carreggiata.

Coulthard sembra avere qualche problema e perde terreno, ma pare che il team decida di congelare le posizioni, anche perché obiettivamente, di fatto, possono prendersela comoda con un Michael Schumacher distante terzo e, ancora più obiettivamente, Hakkinen è stato dietro al compagno di squadra fin dal via.
Le posizioni delle Williams rimangono tali, Ralf quarto, Button quinto, mentre la gara di Frentzen termina anzitempo per un guasto al cambio, lasciando la sesta posizione a Villeneuv-... ah, no, anche sulla B.A.R. c'è un guasto al cambio e l'ultimo punto va a Jarno Trulli su Jordan.
Sul podio, Coulthard riceve il trofeo del vincitore dalle mani di nientemeno che Ken Tyrrell mentre sotto al podio è contemplato dalla futura moglie Heidi Wichlinski (con la quale non si sposerà mai e dalla quale sarà lasciato un anno dopo a causa di un tradimento rivelato da una presunta amante a un tabloid).

Soltanto nove giorni dopo questa vittoria, il 2 maggio 2000, David Coulthard si trova insieme alla fidanzata e al suo personal trainer a bordo di un volo charter, quando l'aereo precipita a causa di un'avaria al motore.
Il pilota e il co-pilota muoiono sul colpo, mentre i tre passeggeri sopravvivono, con sole ferite lievi. Coulthard scenderà regolarmente in pista nel successivo gran premio di Spagna, che si svolgerà nel weekend del 7 maggio, e lo concluderà in seconda posizione alle spalle di Hakkinen.


lunedì 27 marzo 2023

25 anni dopo: 1998 (GER, HUN, BEL), la svolta per la Jordan... e la sua prima vittoria

Vi ho raccontato nelle puntate precedenti di come i piloti McLaren avessero iniziato molto bene la stagione, sembrando destinati a un dominio senza sosta, fintanto che Michael Schumacher non si è fatto strada verso la lotta per il titolo arrivando ad avvicinarsi alla vetta della classifica, comandata da Mika Hakkinen, emerso come pilota di punta della McLaren. Siccome nel giorno in cui questo post vede la luce del blog è il 27 marzo, ne approfitto per menzionare anche il suo compare David Coulthard, informandovi prima di proseguire che oggi è il suo compleanno.
Ci ritroviamo adesso, nel frattempo, con il GP di Germania a Hockenheim, nel quale Hakkinen e Coulthard sono andati a monopolizzare la prima fila: la farò abbastanza breve su di loro, in una gara non troppo ricca di avvenimenti salienti, sono rimasti 1/2 senza mai essere insidiati da nessuna delle altre venti vetture, anzi diciannove dato che c'era solo una Tyrrell guidata da Tora Takagi in pista: Ricardo Rosset si era infortunato nelle prove libere(?) il che comunque non ha cambiato necessariamente il numero di monoposto sulla griglia, spesso era oltre il 107%. All'evento seguente all'Hungaroring, per esempio, non si è qualificato, quando a parità di monoposto Takagi si è messo dietro altre tre vetture. E ho detto Takagi, non Hakkinen o Schumacher.
A proposito di quest'ultimo, lui ed Eddie Irvine non se la passavano benissimo in quel weekend in Germania, mentre le Jordan invece erano in grande spolvero, con Ralf Schumacher e Damon Hill qualificati quarto e quinto alle spalle di Jacques Villeneuve. Su una strategia a due soste - tutti gli altri erano su una - Ralf ha anche superato il pilota Williams al via e nel primo stint ha inseguito le McLaren. A soste ultimate, tuttavia, si è ritrovato sesto alle spalle di Michael quinto. L'altra Ferrari, quella di Irvine, era fuori dai punti, ottava dietro a Giancarlo Fisichella, dopo che il pilota della Benetton aveva superato Eddie.
Tornando indiero, una volta uscito di scena Ralf Schumacher con la sua strategia anomala, Villeneuve si è ritrovato stabilmente terzo, posizione mantenuta fino alla bandiera a scacchi, avvicinandosi anche alle McLaren: Hakkinen sembrava avere qualche problemino e Coulthard faceva da tappo. A vari secondi, c'era invece Damon Hill, quarto, in viaggio versi i primi punti della stagione, dopo che Ralf Schumacher finalmente nelle occasioni precedenti aveva già raccolto qualche punto per la Jordan.

Il doppio arrivo in zona punti era un bel segnale, ma la realtà dei fatti è che la Jordan era pur sempre solo la Jordan e quindi devo parlarvi ancora di Hakkinen, Coulthard e Michael Schumacher. Partivano nelle prime tre posizioni in Ungheria, con i piloti McLaren stabilmente in prima e seconda posizione nel corso del primo stint. In sintesi, Schumacher non avrebbe potuto facilmente schiodarsi da lì, se non fosse stato per qualche intuizione di tipo strategico.
Quello che è successo dopo è storia: la strategia da due soste come per la McLaren è stata trasformata in strategia a tre. Viaggiando più leggero, Schumacher ha preso la testa della gara dopo la seconda sosta, allungando al punto da mantenerla quando si è dovuto fermare per la terza volta. Frattanto Hakkinen iniziava ad accusare problemi ed era costretto a rallentare. Coulthard è andato a viaggiare verso il secondo posto mentre Jacques Villeneuve ha superato Hakkinen per la terza piazza.
Il finlandese ha perso due ulteriori posizioni, venendo superato da Damon Hill e Heinz-Harald Frentzen, accontentandosi del sesto posto. Partito quarto sulla griglia, il pilota della Jordan ha ottenuto il suo secondo quarto posto consecutivo, insomma quello che per la squadra poteva sembrare il massimo a cui aspirare. Insomma, se sei Eddie Jordan non puoi aspettarti certo di fare doppietta. Va bene così, è... tutto regolare.

Tutto regolare, sino a questo momento. Immagino conosciate queste parole e quello che è venuto dopo, in Belgio. Gli Hakkoulthard erano 1/2 sulla griglia e si partiva con una pioggia battente. Hakkinen è partito bene, Coulthard un po' meno, arrivando a un mezzo contatto con Irvine. Michael Schumacher e Villeneuve erano secondo e terzo, Damon Hill partito dalla terza casella della griglia sembrava attardato.
Poi, poche curve più avanti, Coulthard è partito in testacoda, finendo a muro, e ciò ha scatenato il panico: mentre Johnny Herbert sulla Sauber finiva in testacoda, la Ferrari di Irvine veniva a contatto con la Benetton di Alex Wurz. Venivano coinvolte anche la Stewart di Rubens Barrichello e le due Prost di Jarno Trulli e Olivier Panis, le Arrows di Mika Salo e Pedro Diniz, la Tyrrell di Tora Takagi, la Stewart di Jos Verstappen, la Minardi di Shinji Nakano... e poi niente, a completare l'opera Rosset che centrava l'incidente: ufficialmente tredici piloti coinvolti. Molti di loro sono corsi ai box a piedi per andare a raggiungere il muletto. Panis, Barrichello, Salo e Rosset non hanno potuto prendere il muletto, perché guidato dai loro compagni di squadra.
Tre quarti d'ora dopo la gara è ripresa sempre con il diluvio e un duello Hakkinen vs Schumacher: un lieve contatto tra i due ha mandato Hakkinen in testacoda e Herbert gli è cozzato addosso. Hill frattanto stava in testa seguito dalle Ferrari, con Alesi quarto davanti alle Williams. Coulthard e Wurz sono venuti a contatto e solo David ha proseguito. È entrata la safety car e dopo la sua uscita di scena le Williams hanno superato Alesi.
M.Schumacher ha poi superato Hill portandosi in testa e ha iniziato a viaggiare molto più veloce della Jordan. Irvine invece è precipitato indietro per un testacoda, mentre altri piloti uscivano definitivamente di scena: Verstappen per il motore, Takagi e Villeneuve per incidenti, Tuero per un guasto... le vetture diminuivano drasticamente, mentre Michael Schumacher portava avanti la propria cavalcata trionfale e Ralf Schumacher risaliva al terzo posto a debita distanza dal compagno di squadra.
L'episodio più famoso è quello avvenuto poco oltre la metà della gara, Coulthard sul punto di essere doppiato e nelle retrovie prima ha ignorato le bandiere blu, poi ci si è ritrovati con Michael Schumacher su tre ruote. Rientrati ai box, si è diretto inferocito in quello della McLaren, dove è stato cortesemente scortato fuori. Coulthard intanto stava per scendere dalla vettura, ma poi è stato rimandato in pista.
Poco dopo un incidente dalla dinamica molto simile è andato in scena tra Nakano e Fisichella, con il pilota romano costretto al ritiro. C'è stato anche il ritiro di Irvine per un testacoda e poi la safety car. Di otto vetture in pista, solo Hill, Ralf Schumacher, Alesi e Diniz erano a pieni giri, con Trulli, Coulthard e Nakano doppiati a vario titolo. I distacchi annullati rendevano le Jordan molto vicine e un congelamento di posizioni ha reso più tesi i rapporti tra Ralf - già annunciato come pilota Williams per il 1999 - e la squadra.
Per il team di Eddie Jordan è stata la prima vittoria nella sua storia, per Hill l'ultima della sua carriera. Ironia della sorte era il 30 agosto, giorno in cui era stato disputato l'evento del 1992: nell'anniversario della prima vittoria di Michael Schumacher, Damon Hill ha vinto la sua ultima sullo stesso circuito. L'ho detto che dovevano essere *LA* coppia: senza le polemiche del 1994, chissà cosa avrebbero potuto essere... ma per una ship che svanisce, bisogna focalizzarsi su quella che c'è, sette punti di gap tra Hakkinen e Schumacher. Con tre gran premi ancora da disputare, tutto poteva succedere.

giovedì 9 marzo 2023

09.03.2003: l'ultima vittoria di David Coulthard

Buongiorno a tutti, oggi è il 9 marzo 2023 e vi parlerò di quello che succedeva esattamente vent'anni fa, il 9 marzo 2003, giorno in cui si gareggiava in Australia, prima gara della stagione. La Ferrari aveva dominato il mondiale precedente e Michael Schumacher e Rubens Barrichello erano 1/2 sulla griglia di partenza.
Tutto poteva lasciar pensare a un risultato facile per la Rossa, ma in un momento storico inconsueto hanno optato per la tipica strategia ferrarista: "abbiamo due vetture in testa, come facciamo a non vincere questa gara?" Su una pista ancora umida, ma che andava asciugandosi, è stato Barrichello il primo ad aprire le danze, facendo jump start sotto l'occhio vigile dei commissari.
Di lì a qualche giro gli sarebbe stato comunicato un drive through che non avrebbe mai scontato: vi posso anticipare che è andato a sbattere e la sua gara è terminata dopo poche tornate. Schumacher frattanto era in testa, ma su gomme intermedie e la pista andava asciugandosi molto in fretta.

Kimi Raikkonen, che doveva partire 15°, era partito dalla pitlane avendo cambiato gomme dopo il giro di formazione e viaggiava su buoni tempi tanto che il compagno di squadra David Coulthard, partito invece 11°, è stato uno dei primi a rientrare ai box per passare alle slick. Le Williams, invece, erano partite già su gomme da asciutto.
Juan Pablo Montoya si è portato in testa con le soste altrui per cambiare gomme, le ultime avvenute in concomitanza con la safety car entrata per incidente della Toyota di Cristiano Da Matta. Dopo un altro incidente innescato da un cedimento sulla Jaguar di Mark Webber, un'altra safety car ha sancito il momento del primo rifornimento per chi era ancora a zero soste, incluse le Williams. Montoya è tornato in pista alle spalle di Raikkonen, Michael Schumacher, Coulthard e delle B.A.R., mentre l'altra Williams, guidata da Ralf Schumacher è precipitata decisamente indietro a seguito di un testacoda.

Le B.A.R., guidate da Jenson Button e Jacques Villeneuve, hanno perso terreno dopo una sosta concomitante, Montoya è risalito quarto e nel frattempo abbiamo assistito a un duello Raikkonen vs Schumacher. Kimi era su una strategia a un solo rifornimento, quindi mantenere la posizione poteva significare molto.
Quando però è stato il momento di rientrare, si procacciato un drive through per eccesso di velocità in pitlane.
Montoya, a soste ultimate, si trovava davanti a Coulthard, quindi secondo alle spalle del solo Schumacher, che doveva comunque fermarsi per un'ulteriore sosta, che è stato costretto ad anticipare.
Il fattaccio è accaduto a seguito di un salto su un cordolo, quando un'appendice della sua vettura si è staccato e ha iniziato a penzolare. La direzione gara gli ha esposto bandiera nera con cerchio arancione, Schumacher ha anticipato la sosta ed è tornato in pista quarto dietro a Raikkonen, con il quale ha ripreso a duellare.

Montoya viaggiava verso la vittoria ma, quando ormai la gara era già piuttosto inoltrata, ha commesso un errore ed è finito in testacoda. Ha perso solo una posizione, ma comunque la possibilità di vincere era andata. Si è ritrovato secondo, con Raikkonen e M.Schumacher che lo inseguivano da vicino.
La zona punti, estesa all'ottava piazza, è stata completata dalle Renault di Jarno Trulli e Fernando Alonso quinto e settimo con in mezzo la Sauber di Heinz-Harald Frentzen, infine Ralf Schumacher ottavo. Seguivano le B.A.R. di Villeneuve e Button infine undicesimo Jos Verstappen sulla Minardi.
David Coulthard andava nel frattempo a tagliare il traguardo da vincitore per la tredicesima volta in Formula 1, primo vincitore di una stagione che ne avrebbe avuti ben otto (i piloti McLaren, i piloti Ferrari, i piloti Williams, più Giancarlo Fisichella sulla Jordan e Fernando Alonso sulla Renault). Tagliava il traguardo da vincitore per l'ultima volta, ma esattamente vent'anni fa non lo potevamo sapere.


lunedì 9 gennaio 2023

Calma piatta ungherese nell'estate del 1999

L'estate del 1999 era ormai nel pieno, anzi, un po' più avanti del pieno. Era il giorno di Ferragosto e venivamo dai GP d'Austria e Germania che, con due vittorie consecutive di Eddie Irvine (una delle quali ottenuta anche grazie al contributo del compagno di squadra Mika Salo), avevano messo all'improvviso il ferrarista in lotta per il titolo.
Giunto all'Hungaroring, comunque, Mika Hakkinen ha deciso di ricordargli chi comandava, prendendosi la pole e la leadership della gara fin dal via, con il folletto irlandese a seguirlo in seconda posizione. Una sagoma azzurra si è infilata al terzo posto: era la Benetton di Giancarlo Fisichella.
La seconda McLaren guidata da David Coulthard era frattanto al quinto posto tra le due Jordan di Heinz-Harald Frentzen e Damon Hill. Il mascellone scozzese avrebbe dovuto attendere la prima sosta per schiodarsi da lì, ma ne sarebbe valsa la pena, avrebbe superato di overcut ben due piloti, portandosi davanti a Fisichella e Frentzen.

Quarto dietro alla Stewart di Rubens Barrichello su una strategia diversa (una sola sosta), Coulthard è in seguito risalito terzo avvicinandosi sensibilmente a Irvine: i due sono anche entrati nello stesso giro per la seconda sosta, con posizioni invariate, Irvine secondo e Coulthard terzo. Frattanto in concomitanza con la seconda sosta, Fisichella aveva avuto un problema ed era stato costretto al ritiro nella pitlane. Ciò ha fatto risalire Frentzen, Barrichello e Hill quarto, quinto e sesto.
Hakkinen era in testa senza alcuna difficoltà e senza nessuno che lo disturbasse, Irvine invece era ancora inseguito da Coulthard. Poi ha messo le ruote sull'erba e ha perso la posizione, ritrovandosi terzo. In quelle posizioni i tre sono giunti al traguardo, mentre Salo che era partito diciottesimo è giunto al traguardo in dodicesima posizione, senza venire minimamente considerato nel video di highlight che ho guardato per scrivere il resoconto di questa gara.

Due settimane più tardi è stata la volta del Belgio, per il quale Hakkinen si è procacciato la pole davanti al compagno di squadra e alle Jordan. Una sua esitazione alla partenza - Hakkinen stava per fare jump start ma si è fermato in tempo - ha permesso a Coulthard di passare in testa, dove sarebbe rimasto per tutta la gara, finestre di pitstop comprese.
Hakkinen ha dovuto accontentarsi del secondo posto, mentre Frentzen da terzo che era ha concluso terzo. Hill, invece, al via era scivolato al settimo posto, dietro a Irvine e alle Williams, inseguito da Salo. La posizione di Irvine è rimasta invariata (quarto), così come quella di Ralf Schumacher (quinto), mentre il suo compagno di squadra Alessandro Zanardi purtroppo è scivolato fuori zona punti, chiudendo ottavo.
Questo significa che, seppure persa la quarta piazza al via, Hill ha chiuso comunque in zona punti, giungendo sesto, ancora davanti a Salo. Si segnalano nel corso della gara due incidenti, innescati probabilmente da guasti, protagonisti Pedro Diniz su Sauber e Johnny Herbert su Stewart.

venerdì 9 dicembre 2022

Una questione di willpowahhhh, doppiette McLaren e Heidelesi vibes // GP Francia e Austria 2000

Oggi facciamo un viaggio nell'estate 2000, quando ero una dodicenne che si lamentava sul proprio diario segreto delle doppiette McLaren. Guess what, iniziamo con un gran premio-lamentela e ci spostiamo a Magny-Cours, pista celebre perché nel 2004 Michael Schumacher ci ha vinto facendo quattro pitstop grazie al fatto di potere essere più leggero degli avversari e di fare presto a fare le soste per via della brevità della pitlane. Si vede che la Formula 1 del 2004 era tanto diversa da quella attuale, perché c'erano i rifornimenti di benzina, ma in primo luogo perché un pilota Ferrari poteva permettersi di fare quattro soste senza tremare di paura ogni volta.
Quattro anni prima a Magny-Cours, Schumacher scattava dalla pole position, affiancato dalla McLaren di David Coulthard. Dietro di loro c'erano i rispettivi compagni di squadra Rubens Barrichello e Mika Hakkinen. Coulthard è partito bene, ha cercato di affiancare Schumacher e di strappargli la pole position, ma Schumacher gli ha detto "col ca**o che mi passi". Ne ha approfittato Rubinho che si è infilato tra i due, mentre si sono accodati in quinta e sesta piazza Heinz-Harald Frentzen (Jordan) e Jacques Villeneuve (B.A.R.).

Le due Ferrari erano 1/2 e le due McLaren erano 3/4, con i compagni di squadra che diligentemente stavano ben lontani gli uni dagli altri. Non era esattamente così in casa Prost, dove nel corso del primo stint abbiamo assistito a una scena memorabile: Jean Alesi in testacoda, speronato dal compagno di squadra Nick Heidfeld.
La gara dei due è proseguita, mentre proseguiva con molti meno intoppi quella del quartetto di testa. Poi Barrichello ha detto: "no, veramente la mia sta iniziando a procedere non proprio senza intoppi" e ha iniziato ad avere problemi con le gomme, tanto che Coulthard si è avvicinato notevolmente. Barrichello ha risolto il problema rientrando ai box per primo, ma subendone gli effetti: eravamo in epoca di rifornimenti di benzina e all'epoca dei rifornimenti di benzina chi rientrava prima degli altri rischiava di subire overcut.
In quella parte di gara Schumacher conservava la leadership, ma non troppo agevolmente, dato che Coulthard gli si è avvicinato e i due hanno ingaggiato un acceso duello, che ha visto Michael sbarrare la strada a David con decisione in più di un'occasione. In un'occasione Coulthard gli ha anche rivolto un elegante saluto con il dito medio alzato. Ricordo dai tempi che poi in conferenza stampa si è scusato per l'accaduto sostenendo - sono seria - che con la sua azione dava il cattivo esempio ai bambini che seguivano le gare!

La gara si è successivamente risolta in favore di Coulthard, mentre Hakkinen sembrava destinato a rimanere dietro a Schumacher anche a soste ultimate. Il motore della Ferrari, tuttavia, non era molto d'accordo, tanto che a gara ormai inoltrata, quando mancavano una dozzina di giri al termine, ha dato forfait, costringendolo al ritiro. Ancora non lo sapevamo, ma per vedere Michael Schumacher ritirarsi da un gran premio per un guasto al motore avremmo dovuto attendere nientemeno che il GP del Giappone 2006.
Coulthard in testa, Hakkinen secondo, Barrichello risaliva in terza piazza, il tutto mentre a debita distanza Villeneuve concludeva la gara in quarta posizione. La quinta piazza è andata a Ralf Schumacher (Williams) che ha preceduto Jarno Trulli (Jordan) dopo averlo superato in precedenza. Ha chiuso solo settimo Frentzen, invece, quindi fuori dalla zona punti, precedendo la Williams di un giovanissimo Jenson Button.
Mentre la McLaren faceva doppietta, a Michael Schumacher non restava altro da fare che sperare che le cose andassero meglio due settimane più tardi a Zeltweg, evitando quantomeno stavolta di ritirarsi. Era in buona compagnia, l'intero team Prost sperava infatti, insieme a lui, per il proprio destino, di fare una gara tranquilla senza contatti tra compagni di squadra.

Hakkinen, Coulthard, Barrichello, Schumacher, questi erano i primi quattro sulla griglia di partenza. In casa McLaren è andato tutto bene al via, mentre in casa Ferrari un po' meno. Ricardo Zonta (B.A.R.), infatti, che scattava intorno alla terza fila, ha tamponato Schumacher, che si è girato, con grande delusione di tutti i suoi fanboy. Tutti, tranne uno, Sebastian Vettel, che seguendo la gara da casa sognava il giorno in cui lui stesso si sarebbe girato di centottanta gradi in un gran premio di Formula 1, ritrovandosi a novanta.
Barrichello è stato molto vicino a finire in mezzo all'ingorgo, riuscendo a evitare il caos tagliando per i campi, mentre si formava un certo ingorgo. Uno dei piloti che ha incappato nel caos era Trulli, che ha sicuramente espresso il desiderio di vivere una giornata tranquilla svegliandosi nel corpo di Fisichella. Giancarlo gli ha detto "guarda che a me non sta andando meglio" e ci siamo ritrovati con una Jordan e una Benetton in meno.
Pare che Barrichello sia stato colpito di striscio da Trulli e sia precipitato indietro di alcune posizioni, il tutto mentre Schumacher tentava con scarso successo di far redflaggare la gara spostandosi al centro della pista. Non è riuscito nell'intento: è stata mandata la safety car, mentre un paio di piloti usciti malmessi ma non troppo dall'ingorgo si recavano ai box.

Le McLaren erano 1/2 mentre in terza posizione c'erano Mika Salo (Sauber) e Pedro De La Rosa (Arrows). Ebbene sì, siamo arrivati a una situazione da plot-twist, una di quelle in cui non bisognava fare altro che sperare che gli outsider potessero ottenere buoni risultati. Con Hakkinen in testa alla gara e Salo terzo c'era anche l'eventualità di potere assistere a un podio Mikax2, ma De La Rosa ha subito smorzato le aspettative portandosi in terza piazza, mentre Salo è stato a lungo quarto per poi scivolare quinto dietro a Barrichello.
Frattanto Zonta è stato penalizzato con uno stop and go per avere innescato l'incidente alla partenza, mentre un destino simile è toccato anche a Pedro Diniz (Sauber), colpevole di avere apparentemente centrato Fisichella nel caos della partenza. Si tratta di uno dei pochi casi in cui ai tempi è stata data una penalità in gara per fatti che non riguardassero dei jump start o delle bandiere blu ignorate.
In tutto ciò Heidfeld faceva ancora parlare di sé ritrovandosi a battagliare lungamente con Villeneuve, con il quale pare essere anche finito in polemica a fine gara. Alla fine della gara di Villeneuve, intendo, perché quella di Heidfeld è finita anzitempo.

Preparate i pop-corn e la Coca Cola: si è scontrato con il compagno di squadra Alesi e i due si sono ritirati per effetto dell'incidente! Prima che accadesse tutto ciò, comunque, era già accaduto un tremendo colpo di scena anti-outsider: De La Rosa, che si trovava ancora stabilmente in terza piazza e senza Barrichello negli scarichi, si è ritirato per un problema al cambio. Rubinho quindi è andato a prendersi il terzo gradino del podio dietro al duo Hakkinen/ Coulthard, salendo anche stavolta sul podio con il duo McLaren. Sarebbe accaduto anche a Hockenheim nel successivo gran premio, ma ci sarebbe salito da vincitore.
Villeneuve, frattanto, ha chiuso la gara di nuovo in quarta piazza, precedendo Button e Salo, il quale alla fine dell'opera è comunque riuscito a portarsi a casa un punto, perché nella vita ci vuole qualche soddisfazione. Segnalo che settimo ha concluso Johnny Herbert (Jaguar), mentre ha ottenuto una prestigiosa ottava piazza, che purtroppo ai tempi non dava punti, el nuestro amigo Marc Gené sulla Minardi, riuscendo a tenersi dietro alcuni avversari, anche approfittando del fatto che molti fossero finiti nel caos. A proposito di gente finita nel caos, non per dire che ci fosse finito suo malgrado, Zonta si è ritirato a gara inoltrata per un guasto al motore.

PS. A Zeltweg ha debuttato Luciano Burti sulla Jaguar, al posto di Eddie Irvine ricoverato in ospedale nel corso del fine settimana per disturbi intestinali.

venerdì 2 dicembre 2022

La sventurata iella di Mika Hakkinen // GP Spagna 2001

Oggi parliamo di iella. Nello specifico parliamo di una iella atroce, quel tipo di iella in cui il malcapitato potrebbe avere un'apparizione di Jean-Pierre Jabouille che gli chiede un autografo.
Come tutte le storie di iella, tuttavia, anche questa inizia bene per il malcapitato di turno: la gara di Mika Hakkinen inizia accodandosi a Michael Schumacher, un bel salto di qualità rispetto a quello del compagno di squadra David Coulthard, rimasto fermo allo scattare del formation lap, preso per le orecchie e piazzato sull'ultima casella della griglia per la partenza ufficiale.
Michael Schumacher precede Hakkinen e poi il compagno di squadra Barrichello, uscito vincente da un duello con la Williams di Ralf Schumacher e, dietro di loro, la Jordan di Jarno Trulli a completare la top-5. Coulthard frattanto rientra ai box senza(?) ala anteriore: contatto tra più vetture nelle retrovie, una dovrebbe essere la Arrows della futura nemesi di DC: Enrique Bernoldi.

Dopo pochi giri colpo di scena: come si suol dire, è fermo Frentzen! H.H. ha cozzato contro la Jaguar di Pedro De La Rosa durante un duello, rischiando di spiccare il volo. Coulthard nel frattempo nelle retrovie è alle prese con... Bernoldi?!?! Supera la Arrows, che poi parcheggia a bordo pista. Enrique pensa: "a Montecarlo non te la caverai così facilmente".
Un po' più tardi perdiamo per strada anche Ralf Schumacher: di colpo perde il posteriore, finisce in testacoda e si insabbia. Frattanto i suoi colleghi sono alle prese con il primo giro di pitstop, compreso il suo compagno di squadra Juan Pablo Montoya che era dietro a Trulli, effettua la sosta nello stesso giro ed esce davanti a Trulli.
Con la prima sosta rimane tutto invariato tra gli Schukkinen: il pilota della Ferrari ancora in testa, con pochi secondi di vantaggio su Hakkinen, che tuttavia gli consentono di mantenere la posizione. Sarà solo con la seconda sosta che per lui inizieranno i problemi.

Rientrato qualche giro prima di Hakkinen nella prima sosta, Schumacher anticipa il rivale anche nella seconda, ritrovandosi tuttavia dietro a dei doppiati e perdendo tempo. Viene poi la volta del pilota della McLaren: Hakkinen sta uscendo dai box quando la regia va a inquadrare la Jaguar ferma di Eddie Irvine (in precedenza visto battagliare contro la B.A.R. di Olivahhhh Penis!!11!!!11!!)... seriously, wtf?!
Le inquadrature tornano su Hakkinen giusto in tempo per vedergli prendere la leadership e tenersela fino all'ultimo giro. Nel senso, quando inizia l'ultimo giro è ancora leader, davanti a Schumacher e a... a chi? Barrichello si è visto ritirarsi ai box, immagino Montoya. Di questo, comunque, ce ne occuperemo tra un po'.
Il povero Hakkinen viene abbandonato dal motore all'ultimo giro, tenta di proseguire con la vettura in fumo, ma è costretto a fermarsi e a cedere di fatto la vittoria al suo grande avversario, la sintesi di una stagione ben diversa da quella precedente.

Mentre Schumacher taglia il traguardo, Hakkinen scende dall'auto, si toglie il casco e inizia a farsi la strada a piedi, finché un uomo di buon cuore non si ferma per scarrozzarlo. È Coulthard - giunto quarto precedendo la Sauber di Nick Heidfeld - e Hakkinen si fa caricare sulla sua vettura, non prima di avere rimesso il casco: "senza offesa, David, ma se rientrando in pitlane ti viene voglia di schiantarti contro il muro, mi sento più sicuro così".
La testa di Hakkinen pare salva ed ecco che lo vediamo recarsi al cospetto di Schumacher. I due pomiciano un po', poi Schumacher va sul podio dove si ritroverà a tu per tu con il suo nuovo amico Montoya... ma fermi tutti, sul podio c'è anche - terzo - un suo vecchio amico! Non so come sia possibile tutto ciò, ma la B.A.R. (che ha anche ottenuto una sesta piazza con Panis) ha appena fatto il suo primo podio e l'outsider presente è Jacques Villeneuve!
I tre si spruzzano champagne addosso senza troppa convinzione, gli Schumontoya accennano un vago tentativo di fare comunella, ma ancora una volta senza vera convinzione. Del povero Hakkinen, frattanto, si perdono le tracce, magari è davvero alle prese con un'apparizione di Jabouille.

sabato 19 novembre 2022

Jos Verstappen, un Esteban Ocon che non ci ha creduto abbastanza // GP Brasile 2001

Carissimi bambini che si arrampicano sui muretti dei circuiti sognando di diventare un giorno campioni delle quattro o delle due ruote, benvenuti a Interlagos, dove i gufi sorvegliano la pista dall'alto, spargendo la loro aura nefasta, per un gran premio del passato recente. Come se non bastassero i gufi, aggiungo che è anche che il 666° gran premio della storia della Formula 1. Ed è il primo aprile. Traete voi le conclusioni che preferite e se ciò non vi basta, vi aggiungo che 1) per ora le condizioni meteo sono buone ma chissà, potrebbe arrivare la pioggia, 2) Mika Hakkinen che, al volante della McLaren deve partire dalla terza casella della griglia, rimane fermo sulla casella della griglia stessa e inizia a sbracciarsi sperando che vengano date bandiere gialle e che chi gli sta dietro non lo travolga.

Tutto procede per il meglio. I fratelli Schumacher, dalla prima fila, hanno fatto partenze totalmente contrapposte: bene Michael che partiva dalla pole, male Ralf che partiva secondo. C'è comunque una Williams in seconda posizione, quella di Juan Pablo Montoya che dalla quarta casella ha fatto una buona partenza, seguito dalla McLaren di David Coulthard. Curiosamente nonostante questo dovesse schivare il compagno di squadra che gli era fermo davanti è riuscito a partire bene, mentre Rubens Barrichello accanto a lui ha perso alcune posizioni, lo troviamo infatti dietro alle Jordan. Frattanto la vettura di Hakkinen è da spostare ed ecco che viene mandata in pista la safety car. Le vetture si allineano dietro di essa, Michael Schumacher seguito da Montoya, poi Coulthard e Ralf Schumacher, in attesa del momento in cui ci sarà il restart.

Il momento del restart arriva ed ecco che inizia un duello che non ci dimenticheremo più: il campione del mondo in carica contro il rookie venuto dalla Indycar. Detta così sembra che sia scontato come andrà a finire, ma guardando la decisione con cui Montoya affianca Schumacher l'effetto è completamente diverso. Ed eccolo, dopo due giri di gara e con un sorpasso che un giorno racconteremo alle nuove generazioni (le quali purtroppo ci risponderanno che non hanno alcun interesse per i piloti brizzolati con la panza e che è più interessante seguire le live di Lando Norris), Juan Pablo si porta in testa al GP del Brasile. Adesso c'è Michael è secondo, segue Coulthard e poi neanche il tempo di recepire correttamente ciò che abbiamo visto che ecco si scatena il caos. C'è Ralf che sta perdendo posizioni battagliando con una Jordan, vaga un po' di qua e un po' di là...

Mettete a letto i bambini. Metteteli a letto subito, perché sta per accadere qualcosa che le loro menti innocenti non devono assolutamente sapere. Ralf Schumacher viene speronato da dietro da una vettura. L'alettone posteriore della Williams vola. Anche una ruota dell'altra vettura vola. L'altra vettura finisce la propria gara fuori, mentre Ralf riesce a raggiungere i box. L'altra vettura è una Ferrari e la guida il pilota di casa. Siamo in uno dei tanti tragici giorni paulisti nel quale il povero Rubinho vorrebbe ancora essere un bambino innocente che si arrampica sui muretti del circuito eludendo la sorveglianza dei nonni con i quali vive in una villetta al di là dell'Arquibancadas. Curiosamente non sarà l'unico pilota a cozzare contro una Williams in questa giornata tanto promettente, ma il momento Montoya si trova indisturbato in testa alla gara e sembra andare tutto bene.


Mentre gli Schultard sono su strategie diverse e a un certo punto ci ritroviamo con Schumacher alle spalle di Coulthard dopo avere effettuato la sosta, Montoya è ancora in testa poco dopo la metà della gara, quando ecco apparire una Arrows di colore arancione, che richiama molto i colori dei fanboy di Max Verstappen. Il pilota che la guida, però, non ha niente a che vedere con Ma-... in realtà sì, dato che l'ha generato. I commissari espongono educatamente una bandiera blu a Jos Verstappen, il quale si leva altrettanto educatamente di mezzo. Poi tenta passare davanti a Montoya. Gli si schianta contro l'ala posteriore rischiando di spiccare il volo e lo butta fuori. Montoya scende dalla vettura gesticolando furiosamente verso la pista. Le sue speranze di ottenere la prima vittoria in Formula 1 alla sua terza presenza sono finite, adesso è tutto nelle mani degli Schultard, mentre il cielo si fa scuro e i gufi iniziano a volare.

Parliamo di strategie: Schumacher è su due soste, Coulthard su una, ma ecco che interviene la pioggia. Schumacher deve fermarsi per il secondo rifornimento, in quei frangenti, e monta gomme da bagnato. Coulthard, in pista con gomme da asciutto e nessuna sosta pianificata, è costretto a rientrare una seconda volta. Lo fa dopo gli altri e perde terreno. Adesso Schumacher è leader, nonostante faccia una gran sbinnata scivolando sul bagnato. Mantiene la testa della gara, ma Coulthard si fa minaccioso alle sue spalle. Cerca di infilarsi, ma non è il momento, che comunque si presenta di lì a poco: i due si avvicinano a un doppiato, Tarso Marques su Minardi, e lo superano nello stesso momento. Coulthard esce davanti anche a Schumacher, adesso è leader del gran premio e lo resterà fino alla bandiera a scacchi, staccando di parecchio il suo inseguitore, in palese difficoltà. Per un giorno, Coulthard è il leader incontrastato dei very uominy.

Parlo di very uominy perché, anche se gli anni '70/80 sono ormai finiti da un pezzo, non si vede una minima traccia di safety car nonostante ogni tre per due qualcuno finisca in testacoda e si impantani in posizioni quantomeno pericolose. Tutto prosegue per il meglio, i ritirati escono dalle vetture sulle proprie gambe e, ancora più importante, non vengono investiti da altre vetture in quei momenti nonostante la bassa visibilità. Coulthard va verso il traguardo, come già ho detto, mentre Schumacher deve accontentarsi della seconda posizione. Il terzo posto potrebbe accaparrarselo la Jordan, ma non è giornata: Heinz-Harald Frentzen è costretto al ritiro, mentre Jarno Trulli perde diverse posizioni nelle ultime fasi della gara: arriverà quinto dietro alla B.A.R. di Olivier Panis e davanti alla Benetton di Giancarlo Fisichella, ultimo pilota giunto a punti. A cogliere la terza posizione è nientemeno che Nick Heidfeld.

Sul podio gli Schultard sono in versione best friend forever e si sommergono di champagne ridacchiando tra di loro come se non ci fosse un domani, mentre Heidfeld viene festeggiato dai meccanici Sauber presenti sotto al podio. Insieme a loro c'è anche il compagno di squadra, un giovanissimo Kimi Raikkonen (uscito di pista durante la fase bagnata della gara) che ha esordito a inizio stagione e forse sogna il giorno in cui anche lui terrà tra le mani una bottiglia di champagne e la porterà alla bocca. Vi svelo in anteprima che non solo un giorno salirà sul podio, ma che ci salirà anche sul gradino più alto e lo farà per ventuno volte, vincendo anche un mondiale in corso d'opera. Anche Rubens Barrichello, che di gare al momento ne ha vinta solo una, ne vincerà altre in futuro, per l'esattezza altre dieci. Nessuna di queste, però, sarà sul circuito di Interlagos, dove sognava di vincere quando da bambino saliva sui muretti.

Per oggi vi saluto.
Il prossimo viaggio nel tempo sarà al 1972, anno di nascita di Barrichello!

lunedì 7 novembre 2022

GP San Marino 1999: il crash italiano di Hakkinen dalla leadership che tutti hanno dimenticato

Dopo un inizio di stagione in Australia e Brasile, il campionato 1999 si sposta in Europa dove il primo evento europeo è il GP di San Marino. Le due McLaren iniziano bene, Mika Hakkinen ottiene la pole affiancato dal compagno di squadra David Coulthard. Michael Schumacher ed Eddie Irvine sulle Ferrari sono terzo e quarto, mentre ottiene un ottimo quinto posto in qualifica Jacques Villeneuve sulla B.A.R., rimanendo però fermo sulla griglia perché è scontato che la B.A.R. non possa avere una gioia. Viene evitato da tutti, ma la sua gara è già finita mentre Hakkinen si invola verso il dominio. Coulthard viene presto distanziato, in seconda posizione, così come i piloti Ferrari dietro di lui. Tutto fila liscio, ma per neanche un quarto di gara: Hakkinen infatti finisce fuori pista da solo andando a muro.

Il pubblico esulta come se avesse appena assistito a un incidente di Riccardo Patrese, mentre è la mascella di Coulthard che adesso si trova in prima posizione. Schumacher però ha un asso nella manica, lo coglie di undercut ed ecco che si ritrova davanti. Può iniziare a spingere in vista del momento in cui si fermerà per la seconda volta e, quando effettua il secondo riferimento, ecco che riesce a mantenere la posizione: la Ferrari andrà a prendersi la vittoria nel gran premio di casa che mancava da tipo trecento anni. Infatti fino a quel momento l'ultima vittoria Ferrari a Imola era quella ottenuta nel 1983 da Patrick Tambay. La Ferrari potrebbe anche mettere due vetture sul podio dal momento che Irvine è terzo alle spalle di Coulthard, ma il destino decide diversamente: il folletto irlandese viene abbandonato dal motore a tre quarti di gara ed è costretto al ritiro.

Heinz-Harald Frentzen sulla Jordan becca in pieno la macchia d'olio sparsa dalla vettura di Irvine, finisce in testacoda e la sua gara finisce lì. Schumacher, frattanto, si appresta a salire sul podio in compagnia di Coulthard e di una bandiera del Brasile. La tiene tra le mani Rubens Barrichello: è il pilota della Stewart infatti a chiudere in terza posizione e sul podio si metterà a festeggiare in modo piuttosto scatenato, cercando di esibirsi in una capriola sul podio stesso. Sul podio sembrano tutti felici e sorridenti, ma non deve sfuggirci qualcosa che va oltre: quella di Schumacher è la quindicesima vittoria con i colori della Ferrari, eguaglia quindi il record di vittorie con la Rossa ottenute da Niki Lauda negli anni '70. Siccome resterà in Ferrari fino al 2006 vincendo anche cinque mondiali in corso d'opera, il record aumenterà a dismisura nel corso del tempo.

Torniamo alla gara e torniamo a una delle Jordan, l'unica che rimane ancora in pista: è quella di Damon Hill che riesce a concludere la gara al quarto posto. A pochissimi giri dalla fine Johnny Herbert su Stewart e Alex Zanardi su Williams si trovano inoltre quinto e sesto, ma accade un fattaccio che li mette fuori gara entrambi: Herbert rompe il motore, si sparge olio sulla pista e Zanardi finisce fuori come un Frentzen qualsiasi. Giancarlo Fisichella (Benetton) e Jean Alesi (Sauber) ringraziano, chiudendo la gara in quinta e sesta posizione cogliendo punti. L'unica B.A.R. superstite la guida Mika Salo (sostituto dell'infortunato Ricardo Zonta) e giunge doppiato di vari giri in settima piaza, precedendo le uniche altre due vetture ancora in pista, le due Minardi. Ottavo giunge Luca Badoer (sarebbero punti dal 2003 in poi), mentre nono è Marc Gené. Wow, non ho mai visto questo!

mercoledì 19 ottobre 2022

L'angusto e tortuoso inseguimento di Coulthard a Bernoldi // GP Montecarlo 2001

È il 27 maggio 2001 e David Coulthard è sulla prima casella della griglia di partenza, lo scopriremo in un secondo momento, per l'ultima volta della sua carriera, dato che questa è l'ultima volta che partirà dalla pole position. O per meglio dire, partirà è una parola grossa. Quando scatta il giro di formazione rimane fermo sulla griglia, dall'altro lato tutti partono regolarmente, mentre dietro di lui il compagno di squadra Mika Hakkinen che è terzo esita per non travolgerlo. Riuscirà comunque a prendere regolarmente la propria posizione, mentre Coulthard si vedrà costretto a partire dal fondo della griglia. Quando la gara scatta, Hakkinen si ritrova secondo, tra le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello, mentre seguono le Williams di Ralf Schumacher e Juan Pablo Montoya, quest'ultimo risalito quinto dopo un breve duello con la Jaguar di Eddie Irvine.

Il primo ritiro avviene quasi subito, a causa di un incidente. Viene inquadrata una Sauber e prima che pensiate male vi ricordo che siamo nel 2001 e che un certo pilota brasiliano con una certa affinità per le barriere monegasche debutterà in Formula 1 solo un anno più tardi. Si tratta di Nick Heidfeld, prima vittima dei ritiri della giornata. Il secondo è un pilota decisamente più illustre, sempre ammesso che lo si possa già considerare illustre dopo due mesi. Secondo il mio personale parametro di rilevanza, ovvero la capacità di rompere le scatole ai top-driver, JPM è sicuramente un personaggio illustre! Se ne va per incidente, mentre davanti si prosegue con Schumacher/ Hakkinen/ Barrichello, almeno finché il pilota della McLaren non inizia ad avere problemi alla vettura come un Olivier Panis qualsiasi al volante di una B.A.R., il che è un modo carino per dire che escono di scena per problemi tecnici più o meno nello stesso momento.

Non sono i soli a rientrare ai box, stesso destino per Kimi Raikkonen al volante dell'unica Sauber superstite che ha problemi. Non sono i soli a parcheggiare in generale, perché troviamo ferma anche la Jaguar di Pedro De La Rosa, ma lungo la pista e vengono brevemente esposte le bandiere gialle per la sua rimozione. Qualche giro più tardi toccherà anche a Jarno Trulli sulla Jordan, con la gara che termina per il pilota italiano. Non è il solo italiano in pista e tutte le speranze sono riposte su Giancarlo Fisichella, ma il pilota della Benetton prima danneggia la vettura in un contatto contro le barriere, poi pochi giri dopo è costretto a sua volta a parcheggiare. Siamo già a quota sette ritiri, anzi otto perché effettivamente è uscito di scena Luciano Burti sulla Prost, in una gara in cui molti piloti effettivamente non sono più in pista. Uno però c'è eccome, al volante di una vettura arancione...

Il colore arancione ad oggi è considerato simbolico degli Orange, i fanboy accaniti di Max Verstappen. Ai tempi non ha nulla a che vedere con Verstappen, ma è il colore della livrea della Arrows, che a dire la verità qualcosa a che vedere con la famiglia Verstappen ce l'ha in quanto uno dei suoi piloti è Jos. Non siamo qui per discutere di JVes, tuttavia, quanto piuttosto del suo compagno di squadra Enrique Bernoldi, che in questo gran premio decide di passare alla storia. Difende la propria posizione allo stesso modo in cui la difenderebbe un Vitaly Petrov qualsiasi per le strade di Abu Dhabi e la difende da Coulthard, che gli rimane negli scarichi per un tempo pressoché infinito, tentando alcuni attacchi che però vanno sempre a vuoto. David perde un sacco di tempo, viene addirittura doppiato dalle Ferrari e solo quando Bernoldi rientra ai box per il rifornimento riesce a prendere un passo più normale, andando finalmente a prendersi anche la McLaren di Fernando Alonso.

Quest'ultimo si ritirerà proprio come il compagno di squadra Tarso Marques per problemi alla vettura, mentre l'attrition rate continua: Heinz-Harald Frentzen sulla Jordan finisce violentemente a muro e, a quanto pare, riporta un infortunio di lieve entità. Coulthard frattanto continua a risalire, per quello che può, mentre anche Ralf Schumacher, che in precedenza ha occupato la terza posizione, viene appiedato dalla propria monoposto. Ultimato il giro dei pitstop, mentre davanti i primi tre sono ormai Schumacher/ Barrichello/ Irvine, Coulthard riesce a risalire finalmente al sesto posto. A un paio di giri dalla fine, tuttavia, Jean Alesi, pilota della Prost, rientra ai box dalla quinta piazza per cambiare gomme. Coulthard risale quinto, alle spalle della B.A.R. di Jacques Villeneuve, che ovviamente come dicono i suoi detrattori non sta cavando un ragno dal buco dal momento che non sta vincendo dieci titoli di fila a bordo di tale vettura!

Dopo la sosta ai box, Alesi riesce comunque a uscire in zona punti, si trova sesto, davanti alla Benetton guidata da un giovanissimo pilota che di lì a qualche anno diventerà campione del mondo. Jenson Button si classifica settimo precedendo le Arrows di Verstappen e Bernoldi -mentre decimo, distaccato di numerosi giri, giunge un altrettanto giovane futuro campione del mondo, ovvero Raikkonen, proprio colui per il quale qualche mese prima Peter Sauber ha deciso di non mettere sotto contratto Bernoldi, nonostante la volontà del main sponsor Redbull. Button e Raikkonen, tuttavia, sono appunto due giovanissimi piloti dei quali alla gente poco importa in questo 2001, gli occhi sono tutti puntati su Schumacher che con tanti anni di carriera davanti si è imposto per la quinta volta sulle strade del Principato. Non possiamo sapere, in questo giorno di maggio del 2001, che non si ripeterà mai più in questa location, né possiamo sapere che il prossimo ferrarista vincitore a Montecarlo adesso ha tredici anni.

PS. Enrique Bernoldi è nato il 19 ottobre 1978 quindi oggi compie quarantaquattro anni!


martedì 28 aprile 2020

Un cordiale saluto dal Brasile del 2006

Ieri mi sono rivista il Gran Premio del Brasile 2006 trovato su Youtube con telecronaca italiana e inizio subito con una confessione random, che di sicuro non vi aspettate: adoro la tuta verde-oro di Felipe Massa. <3
Okay, va bene, lo ammetto, ve l'ho detto migliaia di volte, quindi iniziamo a dare un po' di contesto all'evento: avevo diciotto anni, era appena nato il più giovane dei miei cugini, al sabato pomeriggio avevo studiato storia dell'arte fino a poco prima delle qualifiche e, se non sbaglio, avevo acceso la TV con un'ora d'anticipo o giù di lì.
Ero abbastanza esaltata per l'ultimo GP stagionale, così come per il fatto che fosse il GP del Brasile, il GP di casa del pilota con cui ero entrata in fissa nel corso della stagione.
Ironia della sorte, la tuta verde era destinata a farmi entrare ancora maggiormente in fissa e, se non sbaglio, me ne sono accorta alla fine delle qualifiche.

Era il finale di stagione con il titolo ancora da assegnare, ma che veniva considerato come se fosse già stato assegnato: Fernando Alonso aveva al momento dieci punti di vantaggio su Michael Schumacher e quest'ultimo avrebbe potuto vincere il mondiale solo se avesse vinto il gran premio con Alonso fuori dalla top-8 o ritirato.
Quello scenario era destinato a non verificarsi, quindi si può dire che tutto sia andato come da previsioni, però a pensarci al giorno d'oggi trovo veramente folle che, di fatto, Alonso avesse già festeggiato al GP del Giappone come se avesse vinto il mondiale e che tutti dessero per scontato che avrebbe vinto. Il ritiro del leader della classifica in sovrapposizione con la vittoria del suo diretto avversario non è la cosa più probabile, questo è vero, ma è una condizione lontana anni luce dall'impossibilità.
Non si tratta solo del rischio di perdere il mondiale. Si tratta del rischio di essere perculato vita natural durante per avere festeggiato un mondiale poi perso. Al giorno d'oggi credo che qualunque team o pilota andrebbe molto più cauto.

Alla domenica, Mazzoni si è sbizzarrito: "scatta Felipe Massa", who kers delle altre ventuno vetture! In realtà era impegnato a cercare di capire in che posizione fosse Michael Schumacher, partito decimo dopo avere avuto un problema tecnico durante le qualifice del giorno precedente.
Nel frattempo nelle retrovie accadeva una cosa dai retroscena meravigliosi, purtroppo non approfonditi ai tempi: una gloriosissima collisione tra Mark Webber e Nico Rosberg, all'epoca compagni di squadra alla Williams, il che faceva sì che per il terzo GP del Brasile di seguito Webber finisse coinvolto in un incidente con il compagno di squadra (gli altri erano stati Klien e Pizzonia).
Webber girava senza l'ala posteriore, Rosberg girava senza l'ala anteriore, o almeno ci provava, dato che è andato a schiantarsi centrando in pieno un muro.
Il retroscena più pittoresco è che ciò sia apparentemente avvenuto mentre i due, con le vetture sfasciate, stavano spingendo al massimo per accaparrarsi la possibilità di entrare per primo ai box.

Webber ai box c'è arrivato, ma è stato costretto a parcheggiare e a scendere dalla vettura per poi presentarsi poco dopo ai microfoni della Rai. Il giovane australiano appena trentenne ai tempi ha affermato che era in lotta con De La Rosa e che dietro di lui a quanto pareva Rosberg non aveva frenato. Più tardi anche Rosberg si è presentato ai microfoni della Rai, con tanto di look da cantante di boyband anni '90, capelli lunghi e catenina nera di gomma al collo, che se Hartley che seguiva il gran premio da casa si sarà sentito come se avesse appena ritrovato il gemello separato alla nascita. Secondo Rosberg la colpa dell'incidente era di Webber, in quanto quest'ultimo aveva presumibilmente frenato durante il suo duello con De La Rosa.

Poco dopo sono arrivati alle interviste Rai anche Jarno Trulli e Ralf Schumacher, piloti della Toyota, ritirati per analoghi problemi tecnici a poca distanza l'uno dall'altro. Trulli aveva una chioma sbarazzina da cantante pop a sua volta, mentre Ralf è stato interpellato da Giovannelli in tedesco per poi rispondere in inglese. Se ci fosse stato Wurz, al posto suo, avrebbe dato una lunga e dettagliata risposta in tedesco permettendo a Giovannelli di esibirsi in una lunga traduzione.
Oltre ai piloti Williams e Toyota l'unico altro ritirato è stato David Coulthard, all'epoca pilota della Redbull, che ci ha deliziati con l'elegante forma della sua mascella quadrata, andando a parlare della rottura di motore che aveva messo fine alla sua gara.
Gara che, nel frattempo, proseguiva tranquilla, senza altri intoppi a parte la safety car iniziale.

No, andiamoci piano, senza altri intoppi non è proprio quello che penserebbe Michael Schumacher, dato che, dopo avere ultimato il suo sorpasso su Giancarlo Fisichella per la quinta piazza, si è visto rimanere su tre ruote: una è forata dopo una sfiorata quasi impercettibile con la Renault del pilota romano.
Schumacher si è avviato verso i box, ne è uscito doppiato dietro a Massa, che nel frattempo faceva gara a sé e, dopo essersi sdoppiato, è andato a superare una lunga serie di backmarker e piloti di centro classifica, recuperando in corso d'opera un giro a Fisichella e arrivando a superarlo ancora una volta quando mancavano sette o otto giri alla fine.
Nel frattempo soggetti random venivano intervistati sulla sua rimonta, tra essi Niki Lauda. *-* E poi Keke Rosberg che, prima di lasciare il circuito in modo random a metà gara, ha pronosticato che sarebbe arrivato a podio.

Felipe Massa, Fernando Alonso, Jenson Button, erano questi i piloti in zona podio, ben lontani l'uno dall'altro e destinati a non vedere le loro posizioni messe in discussione: top-3 erano e top-3 sarebbero rimasti fino alla fine, con i Buttonso che avevano in precedenza sopravanzato Kimi Raikkonen tra un pitstop e l'altro.
Raikkonen si apprestava a prendere il posto di Schumacher in Ferrari l'anno a venire, mentre Schumacher si apprestava a prendere il quarto posto di Raikkonen a tre giri dal termine, mostrando una delle sue migliori performance stagionali. Ivan Capelli sosteneva che era molto difficile immaginarlo non più al volante di una monoposto e che sicuramente l'avremmo rivisto al volante come tester o qualcosa del genere. Schumacher ha realizzato in pieno le aspettative di Capelli, anzi, si è addirittura spinto molto oltre.

Kimi Raikkonen, Giancarlo Fisichella, Rubens Barrichello e Pedro De La Rosa completavano la zona punti, mentre tutti gli occhi erano puntati un po' a caso su Schumacher che si ritirava, su Alonso che vinceva il suo secondo mondiale, su Massa che vinceva il gran premio... con i tifosi brasiliani ai quali, in realtà, con tutta probabilità interessava soltanto quest'ultima cosa.
Impossibile non fare paragoni: Massa vinceva il GP del Brasile al suo primo evento di Interlagos disputato al volante di una monoposto competitiva, mentre Barrichello non ce l'aveva mai fatta. Accomunati da tante cose, ma resi per sempre diversi dalla ben differente sorte sul suolo casalingo. Ironicamente Rubinho era destinato a disputare ancora quell'evento al volante di una monoposto competitiva, ma ancora una volta per averne ben poche soddisfazioni. Ad oggi, nonostante il discreto successo in Stock Car Brasil, non ha vinto a Interlagos nemmeno in quel campionato.