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sabato 4 aprile 2026

Indycar 2026: #4 Barber

Nello scorso fine settimana si è svolto il quarto evento stagionale del campionato di Indycar a Barber, location dove l'anno scorso(?) una bambola gigante che penzolava su un ponte cone scenografia è caduta sul tracciato provocando una safety car. Ovviamente i puristi dell'Indycar, che avrebbero demonizzato la cosa se fosse accaduta in qualsiasi altra serie, specie se quella serie fosse stata 1) non americana, 2) la Formula 1, 3) la Formula E hanno deciso che la cosa è da very fighy. Questo è esattamente il tipo di atteggiamento per cui amando l'Indycar, trovo estremamente irritante la saccenza di quel mondo, che ogni tre per due ci tiene a ricordare che loro ce l'hanno più grosso e più duro di tutti. Ed è anche l'atteggiamento per cui sostengo a oltranza i piloti europei di provenienza Formula 1... di cui stavolta due elementi ci hanno fatto toccare vette altissime, e neanche dietro safety car in Azerbaijan! :-////
Detto questo, sostengo i piloti di europei di provenienza Formula 1, non necessariamente quelli delle relative formule minori, quindi lo dico apertamente: Alex Palou (Ganassi) mi ha abbondantemente rotto, ma cosa ci vuoi fare, si è preso la pole. XD

Nevermind la pole di Palou, ci sono altre faccende non di poco conto di cui dobbiamo occuparci, tipo in fatto che l'Indycar di oggi ogni tanto sfodera scene da very uominy e che, se ci fossero stati dei very uominy accostati alle reti, forse avremmo avuto una svolta splatter a una delle prime sessioni del fine settimana del "Children of Alabama Grand Prix" - posso dire che le gare americane hanno solitamente nomi trash? Sì, posso dirlo perché lo dico da anni, specie nei periodi della mia esistenza passata in cui seguivo categorie quali NASCAR e ARCA prima di convertirmi all'idea che il tempo che ho a disposizione è limitato e che dovevo fare una scrematura.
Torniamo a noi: Scott McLaughlin (Penske) ha avuto una brutta uscita di pista... ed è letteralmente uscito anche dalle barriere, sfondandole. Nessuno si è fatto male, ma qualche domanda sulla solidità delle stesse non sarebbe male farsela.



Come dicevo, Palou ha conquistato la pole position precedendo David Malukas (Penske), un sorprendente Graham Rahal (Rahal), Marcus Armstrong (Shank), Kyle Kirkwood (Andretti), il mio eroe Romain Grosjean (Coyne), Santino Ferrucci (Foyt), il best friend forever dell'eroe nominato poco fa Marcus Ericsson (Andretti), Josef Newgarden (Penske) e Christian Lundgaard (Arrow McLaren) a completare la top-ten.
La gara non ha visto incidenti particolarmente altisonanti, ma nelle sue prime battute ha visto Ericsson mettersi all'opera e speronate nientemeno che RoGro, colui che a Baku nel 2018 l'aveva accusato di averlo speronato in regime di safety car...
...
...
...ecco, è giunto il momento di sfatare un mito. Quella frase, "I think Ericsson hit us", non è stata pronunciata da Grosjean come in tanti sostengono, bensì dal suo ingegnere Gary Gannon.
Di per sé, un pilota non aveva alcuna ragione per parlare al plurale, e soprattutto quella non è né la voce di Grosjean, né l'accento di un francese, ed è stata verosimilmente pronunciata prima che Gannon potesse vedere le immagini di quello che era realmente accaduto. RoGro ha comunque scherzato sull'avere avuto un incidente e dato la colpa a Ericsson durante un Grill the Grid negli anni seguenti.

La gara è stata un susseguirsi di Palou leader, essenzialmente ha trascorso tutta la durata in testa, con Lundgaard che si faceva largo fino alla seconda posizione. Rahal, che non vedeva il podio da tempo immemore, ha difeso fino alla bandiera a scacchi la posizione da Malukas che ha dovuto accontentarsi del quarto posto, con Kirkwood a completare la top-5, seguito da Armstrong.
Scott Dixon (Ganassi) ha chiuso settimo davanti a Ferrucci, mentre Ericsson e Newgarden hanno completato i primi dieci. Seguivano Alexander Rossi (Carpenter), Will Power (Andretti), Felix Rosenqvist (Shank), Rinus Veekay (Juncos) e Grosjean soltanto quindicesimo. :-((((
Dietro di lui si sono classificati McLaughlin, grande protagonista delle free practice come già discusso, Pato O'Ward (Arrow McLaren), Nolan Siegel (Arrow McLaren), Christian Rasmussen (Carpenter), Kyffin Simpson (Ganassi), Caio Collet (Foyt), Sting Ray Robb (Juncos), Dennis Hauger (Coyne), Mick Schumacher (Rahal) e Louis Foster (Rahal).


Da quanto ho visto nei giorni successivi su Twittelon, sembra che RoGro non abbia preso proprio bene l'incidente con il suo best friend forever.



domenica 1 marzo 2026

Indycar 2026: si parte da #1 St.Petersburg

Il campionato di Indycar inizia con 25 vetture al via, perché non ci sono le Prema. La squadra è in serie difficoltà... e niente, non ci sono più le squadre in difficoltà di una volta. Non ci sono sedicenti principi nigeriani né santoni vari a fare da contorno.

Si parte, con i commenti via social, il profilo ufficiale della categoria e quant'altro. Scott McLaughlin (Penske) parte dalla pole, seguono Marcus Ericsson (Andretti), Dennis Hauger (Coyne), Alex Palou (Ganassi), David Malukas (Penske), Romain Grosjean (Coyne), Marcus Armstrong (Shank), Pato O'Ward (Arrow McLaren), Louis Foster (Rahal) e Kyffin Simpson (Ganassi) a completare la top ten sulla griglia.
Si parte e tutto fila liscio... poi niente, arriva Sting Ray Robb (Juncos). Aveva (o ha tuttora?) una sponsorizzazione religiosa, quindi si mette a girare come se fosse il tizio in gonnella del GP di Gran Bretagna 2003, però a bordo di una macchina, facendo sorgere molti dubbi, tipo come mai la sponsorizzazione religiosa in questione spenda soldi per SRR invece che per organizzare sagre della parrocchia, con la pasta fresca fatta dalle sfogline, l'orchestra di liscio che però suona revival anni '60/70 perché i vecchi che ballavano il liscio sono morti da anni, e lo spettacolo pirotecnico alle 23.30 dell'ultima serata.
Ne usciamo con una vettura che salta sopra un'altra, nessuna delle quali è guidata da SRR.


A dire il vero nessuna delle due è più guidata neanche da altri, dato che siamo a meno di un giro completato e Santino Ferrucci (Foyt) e Mick Schumacher (Rahal) sono già pronti per giocare a briscola. SRR prosegue, si becca un drive through e tante critiche sui social, cose tipo: "è ben chiaro perché abbia un volante a discapito di Conor Daly, se fosse una carta da briscola sarebbe il re di denari".
In un colpo solo riesce a far incavolare soggetti completamente diversi, quali il fanbase di Ferrucci e le schumine.

Tutto prosegue tranquillo, almeno finché Malukas non perde pezzi di gomma(?), ma il meglio deve ancora venire quando dopo una ventina di giri perdiamo per strada Will Power (Andretti) dopo avere verniciato un muretto.
Andiamo avanti, troviamo Ericsson e McLaughlin che lottano tra di loro, abbiamo Palou che ne approfitta per guadagnare tempo e abbiamo una riota vagante... c'è anche Scott Dixon (Ganassi) su tre ruote.
Quando siamo a metà gara Palou è leader davanti a Ericsson e McLaughlin, che palle la Formula 1 dove vincono sempre i soliti, mentre in Indycar abbiamo ogni volta un vincitore divers-... ah no.
La seconda gara sembra meno scoppiettante della prima, non ci sono casini vari, ma c'è Ericsson un po' meno al centro della scena, mentre Lundgaard (Arrow McLaughli) va a prendersi McLaughlin. In seguito Scott riprenderà la posizione su Christian: i due arriveranno 2/3 alle spalle di un ormai lontano Palou. Kyle Kirkwood (Andretti) precede O'Ward Ericsson, Josef Newgarden (Penske) arriva settimo davanti a RoGro, mentre Rinus Veekay (Juncos) precede Hauger.
Armstrong manca la top-ten in 11^ piazza, mentre Malukas, Foster e Simpson sono 13/14/15 tutti dietro a Felix Rosenqvist (Shank).
Alexander Rossi (Carpenter) precede Caio Collet (Foyt), Graham Rahal (Rahal), Christian Rasmussen (Carpenter) e Nolan Siegel (Shank). SRR chiude la gara in ultima piazza, con 93 giri completati su 100.
E adesso si aspetta la gara del prossimo fine settimana... ma prima, si spera, gli extended highlight di domani.

Fun fact: dopo che Esteban Gutierrez, Pietro Fittipaldi e Kevin Magnussen hanno gareggiato in passato in Indycar, e con Romain Grosjean e Mick Schumacher sulla corrente griglia, Nikita Mazepin rimane l'unico *EX* pilota di Formula 1 della Haas che non ha mai preso parte a una gara di Indycar.


venerdì 5 settembre 2025

Indycar 2025: #16 Milwaukee e #17 Nashville

Dopo la vittoria del titolo in anticipo da parte di Alex Palou, pilota del team Ganassi, ormai pluricampione della categoria, restavano ancora due eventi da svolgersi negli ultimi due fine settimana di agosto, sugli ovali di Milwaukee e Nashville. Il campione in carica si è classificato secondo in entrambe le occasioni, in cui la vittoria è andata rispettivamente a Christian Rasmussen del team Carpenter e a Josef Newgarden con Penske.
A proposito di Penske, erano le ultime gare per Will Power prima di essere rimpiazzato da David Malukas, proveniente da Foyt. Power si accaserà invece al team Andretti, al posto di Colton Herta, di cui si vocifera un passaggio in Formula 2 in vista di un potenziale futuro in Cadillac di cui è test driver per la Formula 1 (al momento possiede abbastanza punti superlicenza per la Friday licence, ma non per potere essere titolare).

Milwaukee/ 250 giri - Palou è scattato dalla pole position conservando la prima posizione davanti a Malukas. Una prima safety car è entrata immediatamente causa incidente di Nolan Siegel (Arrow McLaren), seguita da un'altra per una mezza sbinnata di qualcuno nelle retrovie. Dopo il restart, è ripreso il duello tra i primi due, Malukas è andato in testa, ma Palou lo ha superato in un secondo momento. In occasione della prima sosta, la Penske di Scott McLaughlin si è inserita in seconda posizione.
Power è finito a muro durante le seconda sosta dei leader, Palou e McLaughlin si sono ritrovati 1/2, mentre Malukas, per effetto di una lunga sosta, si è ritrovato doppiato. La terza sosta, invece, è stata effettuata in regime di safety car, quando la Prema di Callum Ilott è rientrata ai box emanando fumo. Marcus Armstrong (Meyer Shank) è rimasto fuori trovandosi brevemente in testa, per poi essere superato in fretta, lasciando Palou, McLaughin e Newgarden nelle prime tre posizioni.

C'è stata una successiva safety car a causa della pioggia, nuove soste, Rasmussen che risaliva dalla bassa top-ten fino alla zona podio, oltre che un contatto tra Newgarden e Alexander Rossi (Carpenter). A quindici giri dalla fine, Rasmussen si è portato in testa, restando leader fino alla fine e vincendo davanti a Palou, McLaughlin e Rossi, mentre le Arrow McLaren di Pato O'Ward e Christian Lundgaard hanno chiuso 5/6 davanti a Newgarden.
Malukas ha concluso in un buon ottavo posto, davanti a Scott Dixon (Ganassi) e al precedente attention seeker Armstrong. Herta si è classificato undicesimo davanti al compagno di squadra Kyle Kirkwood con a seguire Conor Daly (Juncos), Santino Ferrucci (Foyt), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Louis Foster (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Marcus Ericsson (Andretti), Kyffin Simpson (Ganassi), Jacob Abel (Coyne), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Sting Ray Robb (Juncos) e Graham Rahal (Rahal Letterman).

Nashville/ 225 giri... si può chiamare una gara "Borchetta Bourbon Music City Grand Prix"? A quanto pare sì. Rasmussen, fresco vincitore di Milwaukee, partiva dalle retrovie e ha iniziato (e brevemente finito) la gara con un incidente. Dopo la safety car, abbiamo avuto un lungo duello tra il poleman O'Ward e l'onnipresente Palou, il quale tuttavia dopo una cinquantina di giri ha avuto una foratura, dovendo anticipare la prima sosta.
Dopo 82 giri di gara, mentre si trovava in quarta piazza, Malukas è finito a muro tentando di passare il doppiato Foster, con il quale ha avuto un contatto. A seguito dell'incidente è stato portato in ospedale con l'elicottero per controlli, ma è stato successivamente dimesso.
Dopo il restart, con O'Ward e Power 1/2, Herta ha superato McLaughlin portandosi terzo, con anche Palou che si avviava verso le posizioni di spicco e in seguito avrebbe ottenuto la terza piazza.

Colpo di scena al 127° giro, quando O'Ward, leader della gara, è finito a muro lasciando la leadership a Power, che tuttavia ha avuto una sosta lunga in regime di safety car. Su un'altra finestra di pitstop, Rossi è rimasto fuori portandosi in testa davanti a Newgarden e McLaughlin, riuscendo a conservare per qualche tempo la posizione e desistendo solo poco prima della sosta.
Newgarden e McLaughlin si sono ritrovati 1/2 con Palou alle loro spalle. Dopo l'ultima sosta, sono stati Scott e Alex a lottare per la leadership. Dopo una tardiva safety car a causa di un lieve contatto di una delle vetture retrostanti con il muro, abbiamo avuto un nuovo duello e a undici giri dalla fine Newgarden è passato definitivamente in testa, da dove sarebbe andato a vincere davanti a Palou e al duo McLaughlin/ Simpson protagonisti di un acceso duello per la terza posizione, con Daly a completare la top-5.
Seguivano Kirkwood, Rosenqvist, Ferrucci, Ilott, Rossi, Herta, Dixon, Veekay, Shwartzman, Ericsson, Robb, Siegel, Defrancesco, Armstrong, Foster, Power e Rahal. Abel risulta ritirato a pochi giri dalla fine, mentre in precedenza Lundgaard si era ritirato per un guasto.



lunedì 23 giugno 2025

Indycar 2025: #9 Gran Premio di Road America

Nel corso del fine settimana appena terminato, il campionato di Indycar ha gareggiato a Road America. I primi dieci giri della gara sono stati addirittura trasmessi in diretta su Youtube... anche se, a onore del vero, in quei dieci giri ci sono state ben tre safety car, quindi azione non troppa.
Al via il poleman Louis Foster (Rahal Letterman) è stato insidiato da Scott McLaughlin (Penske), mentre David Malukas (Foyt) qualche posizione più indietro è finito in testacoda con la prima neutralizzazione. È stato rimesso in gara, cosa non fattibile, visti i botti più grossi, per i due piloti che hanno avuto incidenti nei giri successivi, Robert Shwartzman (Prema) e Sting Ray Robb (Juncos).
Nel frattempo, nei pochi giri di bandiera verde, McLaughlin ne aveva approfittato per portarsi in testa, con Foster finito dietro anche a Kyle Kirkwood (Andretti).

I piloti del gruppo di testa sono andati ai box per la prima sosta quando al decimo giro c'è stata la SC per l'incidente di Robb, lasciando la leadership a chi si era fermato in occasione della prima SC: nuovo leader Scott Dixon (Ganassi) davanti a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Alexander Rossi (Carpenter). Dixon è rimasto in testa fino alla successiva sosta ai box.
Al 22° giro, Conor Daly (Juncos) è andato a sbattere, con una nuova neutralizzazione, nel frattempo Christian Lundgaard (Arrow McLaren) era in testa davanti a Felix Rosenqvist (Meyer Shank) e al poleman Foster. Dopo le soste dei piloti su finestra di pitstop differente, Dixon è tornato in testa alla gara. Poco dopo la metà gara, al 30° giro (in totale erano 55 tornate) Josef Newgarden (Penske) è stato protagonista di un incidente nel quale ha anche abbattuto dei pannelli, con conseguente ingresso della safety car.
Al restart Dixon era in testa e precedeva Rossi e Alex Palou (Ganassi) per quello che è stato un seguito relativamente tranquillo della gara. Si sono visti dei testacoda, ma non hanno generato grossi intoppi se non a chi ne era protagonista, come per esempio Lundgaard che abbiamo poi ritrovato nelle retrovie.

Dopo la terza sosta, Dixon era in testa alla gara e precedeva Palou, ma la necessità di un ulteriore pitstop a due giri dalla fine ha spianato la strada al pilota spagnolo, che è quindi tornato alla vittoria precedendo Rosenqvist e Santino Ferrucci (Foyt). Kirkwood si è classificato quarto davanti a Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Kyffin Simpson (Ganassi) mentre Malukas ha chiuso al settimo posto, con una top-ten completata da Nolan Siegel (Arrow McLaren), dallo stesso Dixon e da Rinus Veekay (Coyne).
Foster è giunto al traguardo undicesimo davanti ai già citati McLaughlin e Rossi, con a seguire Will Power (Penske), Callum Ilott (Penske) e Colton Herta (Andretti). Tra i piloti precedentemente menzionati abbiamo O'Ward sedicesimo, davanti Christian Rasmussen (Carpenter), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Graham Rahal (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Daly è arrivato al traguardo ventiduesimo, precedendo Jacob Abel (Coyne), mentre l'ultimo dei classificati è stato Lundgaard.



martedì 27 maggio 2025

Indycar 2025: #6 Indianapolis 500

25 Maggio 2025 // è il giorno della 109^edizione della Cinquecento Miglia e dall'altro lato dell'oceano i colori della Prema svettano dopo la pole position conquistata da un rookie per una squadra ugualmente esordiente. Accanto a Robert Shwarztman c'è il quarantottenne Takuma Sato, one-off per Rahal Letterman, con due vittorie all'attivo. A Indianapolis, tuttavia, la posizione in griglia potrebbe non avere grossi effetti sul risultato finale, quindi quello che conta è in primo luogo andare in griglia, se si riesce in Fast12 e poi in Fast6, ma ciò che conta di più è arrivare in griglia.
Sabato 17 Maggio sono state fissate le posizioni dalla 13^ alla 30^, domenica c'era da decidere la top-12 e poi l'ultima fila. Dei primi dodici, le Penske non sono scese in pista, Scott McLaughlin per incidente nella free practice, Josef Newgarden e Will Power irregolarità tecniche. Questi ultimi due sono anche stati mandati, in seguito, in fondo alla griglia per la gara, con Power che aveva davanti la possibilità di diventare il primo pilota a vincere la Indy 500 dalla P33.
Marco Andretti, Marcus Armstrong e le Coyne, frattanto, avevano a disposizione tre posti in griglia ed erano in quattro. Nella giornata del 18 Maggio, nella Last Chance Qualifying AKA Bump Day, si poteva prospettare una sessione al cardiopalma. Tuttavia è stato molto chiaro che Jacob Abel, uno dei piloti Coyne, era palesemente il pilota destinato a guardarsi la gara in TV anziché essere incluso nella griglia di partrnza, che si è rivelata essere la seguente:

1^ fila: Shwartzman (Prema) / Sato (Rahal Letterman) / O'Ward (Arrow Mclaren)
2^ fila: Dixon (Ganassi) / Rosenqvist (Meyer Shank) / Palou (Ganassi)
3^ fila: Malukas (Foyt) / Lundgaard (Arrow McLaren) / Ericsson (Andretti)
4^ fila: McLaughlin (Penske) / Daly (Juncos) / Rossi (Carpenter)
5^ fila: Simpson (Ganassi) / Carpente (Carpenter) / Ferrucci (Foyt)
6^ fila: DeFrancesco (Rahal Letterman) / Robb (Juncos) / Rasmussen (Carpenter)
7^ fila: Larson (Arrow McLaren) / Foster (Rahal Letterman) / Ilott (Prema)
8^ fila: Castroneves (Meyer Shank) / Kirkwood (Andretti) / Siegel (Arrow McLaren )
9^ fila: Hunter-Reay (Dreyer & Reinbold) / Harvey (Dreyer & Reinbold) / Herta (Andretti)
10^ fila: Rahal (Rahal Letterman) / Andretti (Andretti) / Armstrong (Meyer Shank)
11^ fila: Veekay (Coyne) / Newgarde (Penske) / Power (Penske)

Arrivato il race day, la gara è partita in ritardo a causa della pioggia all'orario prefissato, con un ritardo di circa un'ora. Per McLaughlin la gara non è neanche iniziata, perché è andato a sbattere prima della bandiera verde. Dopo solo quattro giri di tranquillità, a seguito di un contatto con Armstrong, Andretti è stato costretto al ritiro e anche quest'anno non ha ribaltato la maledizione. :-////
Al restart, Shwartzman (che se non vado errata è il primo poleman asiatico della storia della Indy 500, ma nessuno se n'è accorto perché nell'immaginario collettivo solo i piloti giapponesi sono asiatici, al massimo a volere esagerare gli indiani) è stato risucchiato in breve tempo dagli inseguitori, con O'Ward che si è portato in testa prima che gli succedesse Sato. Quando al 20° giro è entrata la safety car a causa della pioggia e i piloti di testa si sono riversati in pitlane in branco, il premino è stato anche attardato da una sosta lenta.
Rossi e Rasmussen si sono scambiati la leadership dopo il restart. Non si erano infatti fermati ai box e si sono susseguiti nelle prime posizioni, in attesa che le soste intorno al 60° giro rimettessero davanti Sato, inseguito da Malukas.
Nei giri che sono seguiti abbiamo visto il drama in pitlane: prima Rossi ritirato per un principio d'incendio, poi Veekay che verniciava il muro della pitlane e infine il poleman, con un meccanico che cadeva a terra.
Frattanto su un'altra pitstop window Hunter-Reay si è portato in testa in un successivo momento. Al 93° c'è stata una SC quando sono finiti nelle barriere Simpson, Larson e Robb e nuovamente diverse pitstop window hanno visto altri piloti in testa, come De Francesco, Daly e di nuovo Hunter-Reay, il quale si è poi ritirato in pitlane. Anche Newgarden, nel frattempo, si ritirava a causa di un problema tecnico.
Daly ha perso diverse posizioni prima della sosta finale, mentre a pitstop ultimati Palou ha superato Malukas portandosi secondo alle spalle di Ericsson. Al 185° giro l'ha superato portandosi in testa e, nonostante questo lo inseguisse da vicino non ha avuto problemi a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi, conquistando l'ennesima vittoria stagionale, ma la prima della sua carriera su un ovale.



La gara è finita con le bandiere gialle dopo che è avvenuto un incidente non inquadrato dalle telecamere, protagonista Siegel. Esistono al momento pare solo immagini amatoriali dell'incidente. La regia ufficiale è anche riuscita a perdersi il momento in cui Palou ha tagliato il traguardo. Sono seguiti poi i festeggiamenti con l'immancabile latte, il tutto mentre due donne in abiti succinti correvano a consolare Ericsson, facendo sorgere il dubbio che costui sia bigamo. :-PPPP

Nella serata di domenica abbiamo avuto il seguente risultato: 1. Alex Palou, 2. Marcus Ericsson, 3. David Malukas, 4. Pato O'Ward, 5. Felix Rosenqvist, 6. Kyle Kirkwood, 7. Santino Ferrucci, 8. Christiam Rasmussen, 9. Christian Lundgaard, 10. Conor Daly, 11. Takuma Sato, 12. Callum Ilott, 13. Helio Castroneves, 14. Devlin DeFrancesco, 15. Louis Foster, 16. Nolan Siegel, 17. Colton Herta, 18. Ed Carpenter, 19. Will Power, 20. Graham Rahal, 21. Marcus Armstrong, 22. Jack Harvey, 23. Scott Dixon, 24. Ryan Hunter-Reay, 25. Josef Newgarden, 26. Sting Ray Robb, 27. Kyle Larson, 28. Kyffin Simpson, 29. Robert Shwarztman, 30. Rinus VeeKay, 31. Alexander Rossi, 32. Marco Andretti, 33. Scott McLaughlin...

...ma attenzione, plot twist! Nella sera italiana di lunedì è stato comunicato che Ericsson, Kirkwood e Ilott, per irregolarità tecniche sono stati retrocessi nelle ultime posizioni, in sintesi un modo elegante per dire squalificati. In sintesi la nuova top-ten è Palou, Malukas, O'Ward, Rosenqvist, Ferrucci, Rasmussen, Lundgaard, Daly, Sato, Castroneves.



venerdì 7 marzo 2025

Indycar 2025: #1 Gran Premio di St.Petersburg

2 Marzo - parte il campionato di Indycar 2025 con il Gran Premio di St.Petersburg. Ci sono ventisette vetture al via, con l'ingresso del team italiano Prema, i cui piloti sono due nostre vecchie conoscenze, ovvero Callum Ilott, che abbiamo già visto in passato con il team Juncos, e Robert Shwartzman, che avevamo visto con i colori della Prema in Formula 2 qualche anno fa.

Scott McLaughlin ha conquistato la pole position, precedendo Colton Herta, Felix Rosenqvist, Marcus Armstrong, Christian Lundgaard, Scott Dixon, Marcus Ericsson, Alex Palou, Kyle Kirkwood e Felix Newgarden, con quest'ultimo a completare la top-ten.
La gara è iniziata con un incidente tra Will Power, Nolan Siegel e Louis Foster, con Power che ha tamponato Siegel e Foster che si è ritrovato accidentalmente in mezzo, ma nel proseguimento è stata decisamente più tranquilla e senza eccessivi colpi di scena. Nelle posizioni di primo piano, è stata una gara di strategia.
Il poleman McLaughlin è stato leader nella parte iniziale della gara, ma dopo due soste si è ritrovato in quarta piazza alle spalle di Palou, Newgarden e Dixon.
Palou è rimasto in testa fino al termine della gara, mentre Dixon si è avvicinato progressivamente e all'ultimo giro ha ultimato un sorpasso per la seconda posizione ai danni di Newgarden, un ottimo risultato considerato che ha disputato quasi interamente la gara con un'avaria alla radio.
Entrambe le Prema sono riuscite ad arrivare al traguardo, con Ilott 19° e Shwartzman 20°. Oltre ai tre piloti coinvolti nell'incidente, anche un quarto "fortunato" non è giunto al traguardo e si tratta di Marcus Armstrong, ritirato a causa di un guasto.


RISULTATO: 1. Alex Palou (Chip Ganassi), 2. Scott Dixon (Chip Ganassi), 3. Josef Newgarden (Team Penske), 4. Scott McLaughlin (Team Penske), 5. Kyle Kirkwood (Andretti Global), 6. Marcus Ericsson (Andretti Global), 7. Felix Rosenqvist (Meyer Shank), 8. Christian Lundgaard (Arrow McLaren), 9. Rinus Veekay (Dale Coyne), 10. Alexander Rossi (Ed Carpenter), 11. Pato O’Ward (Arrow McLaren), 12. Graham Rahal (Rahal Letterman Lanigan), 13. David Malukas (A.J. Foyt), 14. Santino Ferrucci (A.J. Foyt), 15. Christian Rasmussen (Ed Carpenter), 16. Colton Herta (Andretti Global), 17. Conor Daly (Juncos Hollinger), 18. Kyffin Simpson (Chip Ganassi), 19. Callum Ilott (Prema), 20. Robert Shwartzman (Prema), 21. Sting Ray Robb (Juncos Hollinger), 22. Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman Lanigan), 23. Jacob Abel (Dale Coyne), DNF. Marcus Armstrong (Meyer Shank), DNF. Nolan Siegel (Arrow McLaren), DNF. Will Power (Team Penske), DNF. Louis Foster (Rahal Letterman Lanigan).

Il campionato tornerà tra tre settimane (poco più di due nel momento in cui scrivo), il 23 Marzo, con la gara a Thermal Club, sede che l'anno scorso ospitò la non championship race. Ammetto che avevo praticamente rimosso dalla mia memoria quell'evento trashissimo, ma mi consola sapere che quest'anno ci sarà un evento normale!


domenica 8 settembre 2024

Indycar 2024: #15 e #16 Milwaukee Mile

Nel prossimo fine settimana si svolgerà l'evento finale della stagione 2024 di Indycar e, nell'attesa, credo sia il momento di narrare gli eventi che si sono svolti a Milwaukee Mile nel weekend del 31 agosto/ 1 settembre, con un double header come quindicesimo e sedicesimo evento stagionale. Questa era la line-up che ha preso parte alle due gare:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Katherine Legge (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

SATURDAY RACE - la gara è stata relativamente tranquilla, con il primo stint con protagonista e leader McLaughlin, seguito da vicino da Lundqvist il quale è riuscito ad appropriarsi della posizione superandolo in fase di doppiaggi. Un problema ai box l'ha comunque fatto precipitare indietro di diverse posizioni.
Nel successivo stint è stato O'Ward che è andato a prendersi la testa della gara ed è riuscito a mantenerla anche dopo la seconda e la terza sosta, andando a procacciarsi la vittoria. I giri di soste sono avvenuti in regime di green flag, in quanto il timing delle due entrate della safety car - la prima per un testacoda di Legge che si è comunque rimessa in strada, la seconda per un incidente Ericsson vs Newgarden - non era tale da generare soste in massa.
La gara è proseguita una ruota persa da Herta, una terza safety car e un quarto(?) giro di soste. Ferrucci ha occupato la seconda piazza per un certo tratto a gara inoltrata, ma si è visto sottrarre il podio da Power e da uno straordinario Daly risalito dalla 25^ piazza che ha regalato a Juncos il primo podio nella categoria.
TOP-TEN: O'Ward, Rossi, Daly, Ferrucci, Palou, Lundqvist, Rossi, McLaughlin, Lundgaard, Dixon.

SUNDAY RACE - la gara del championship leader Palou è iniziata malissimo, restando fermo nel giro di formazione. Sarebbe stato successivamente mandato in pista, finendo in appatenza per collezionare solo un'enormità di giri di distacco, ma in Indycar corrispondono a punti, specie in caso di elevato attention rate. E l'attrition rate è stato elevato.
Quando la gara ha potuto partire dopo un secondo giro dietro la safety car, un incidente al via ha messo fuori gioco il poleman Newgarden speronato da dietro da Lundqvist(?). McLaughlin era quindi leader, anche se è stato sopravanzato nel primo stint da Power, lo sfidante di Palou per il titolo, che è rimasto in testa anche dopo la prima sosta e poteva puntare seriamente alla leadership del campionato.
Dopo un testacoda di Robb senza grosse conseguenze se non la safety car, un giro di soste e Rahal a muro, nel restart Power è finito in testacoda da solo. Si trovava al momento sesto e, dopo essersi dovuto fermare ai box, era 14° e doppiato.
Intanto Herta e McLaughlin erano i principali candidati alla vittoria nella seconda parte della gara, con McLaughlin che si è ripreso la testa e l'ha mantenuta dopo ulteriori soste.
L'ultima è stata verso la fine, dopo un nuovo testacoda di Robb. Power non è rientrato ed è tornato a pieni giri, non andando tuttavia oltre la decima piazza, il tutto mentre Dixon si classificata secondo alle spalle del suo "omonimo".
TOP-TEN: McLaughlin, Dixon, Herta, Ferrucci, Ericsson, Rossi, Veekay, Kirkwood, Grosjean, Power.



lunedì 19 agosto 2024

Indycar 2024: #13 Madison

Nella giornata di sabato si è gareggiato a Madison/ Illinois, con la gara iniziata di giorno e terminata al calare del sole. Era il tredicesimo appuntamento del campionato 2024 e il nome ufficiale della gara era Bommarito Automotive Group 500. Questa era l'entry list dell'evento, senza grosse novità a parte l'avvicinamento Canapino/ Daly in Juncos:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Ed Carpenter (pilota part time, sugli ovali), Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Katherine Legge (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly (sostituisce in pianta stabile Agustin Canapino)
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

McLaughlin ha conquistato la pole position e ha leaderato nelle prime fasi di gara, precedendo Malukas e i compagni di squadra Power e Newgarden, con le posizioni tra loro occasionalmente rimescolate e Malukas leader in certi tratti della gara. Nel frattempo non mancavano gli incidenti, il primo avente per protagonisti il duo Carpenter/ Legge, il secondo che ha coinvolto diversi protagonisti: Veekay ha commesso un errore, è stato tamponato da Daly e sono stati coinvolti a vario titolo anche Grosjean e Kirkwood.
Il primo giro di pitstop è avvenuto in regime di bandiera verde e Power, che già si trovava in testa in vista di quel momento, è rimasto in testa. Simpson è finito in testacoda facendo entrare per la terza volta la safety car, mentre vari piloti si ritiravano frattanto a causa di guasti: O'Ward, Rahal, Ericsson. Dopo altri due giri di soste in regime di bandiera verde, frattanto McLaughlin era in testa.

A gara inoltrata Newgarden ha rischiato di combinarla grossa, ha sbinnato, la gara è andata un'altra volta in regime di safety car... e niente, a conti fatti si era rimesso in strada perdendo pochissime posizioni. Sia lui sia McLaughlin sono rientrati ai box a questo punto, Malukas e Power hanno proseguito in attesa del momento in cui avrebbero potuto rifornire e andare fino alla fine.
Malukas non è andato fino alla fine, nel senso che ha cozzato contro Power, che gli era uscito davanti, e poi è andato a spalmarsi contro un muro. McLaughlin e Newgarden si sono fermati per l'ultima sosta e l'americano ha sopravanzato il compagno di squadra all'uscita della pitlane. Non restava altro da fare che attendere un tranquillo restart per la manciata di giri che mancavano alla bandiera a scacchi.

*Rossi has entered the chat*

Quando Rossi ha quasi spiccato il volo sul posteriore di Power si è innescato un gran macello e ne ha fatto le spese anche Grosjean che, per una volta che non ha combinato casini, si è ritrovato tirato in mezzo dopo che nella primissima fase si gara aveva stazionato in top-ten.
Dopo una bandiera rossa si è ripartiti con soli cinque piloti a pieni giri, almeno tre dei quali non sembravano avere nulla da dire in termini di vittoria. Anzi, quattro, perché Newgarden è andato avanti incontrastato tanto quanto era incontrastata la seconda piazza di McLaughlin.
Lundqvist ha superato Herta per il terzo posto, con la top-5 completata dal leader della classifica piloti Palou. Rosenqvist, Siegel, Armstrong, Robb e Veekay hanno completato i primi dieci, precedendo Dixon, Ferrucci, Daly, Fittipaldi, Lundgaard, Grosjean e Carpenter, gli unici piloti che hanno terminato la gara.


mercoledì 17 luglio 2024

Indycar 2024: #10 e #11 Iowa Speedway

In un sabato pomeriggio di luglio del 2015 mi stavo chiedendo a che ora si sarebbe svolta la gara di Indycar di quella sera. Il nome dell'evento era "Iowa Corn 300", ai tempi. Non possedevo uno smartphone a quell'epoca, quindi finché non entravo in internet dal computer o non accendevo la televisione non avevo idea di quello che stesse succedendo nel mondo. Alla mattina non avevo ancora fatto né una cosa né l'altra e il mio primo accesso a internet era stato nel primo pomeriggio per una commissione per conto di mia mamma. A quel punto non restava altro da fare che andare su GPUpdate, un sito olandese(?), che poi è stato assorbito da motorsport punto com, e che da circa dieci anni utilizzavo come principale fonte di informazione.
Mi piaceva per come era strutturato e mi dispiace che non ci sia più. C'erano parecchie versioni in diverse lingue, sezioni dedicate a squadre e piloti con relative foto, poi in homepage i link alle ultime news e in cima alla pagina l'immagine di copertina della notizia più importante del giorno.
C'erano anche gli orari delle gare delle principali categorie. Quelli dell'Indycar su versione inglese - quella di default, se ben ricordo - erano in orario USA Eastern Time, ma bastava andare su una qualsiasi altra versione europea per trovare l'ora di partenza nel nostro fuso orario. Era quello che intendevo fare, quel primo pomeriggio, andare a verificare l'orario della gara, se sarebbe stata alla sera, oppure nella notte italiana.
Allora, in quel primo pomeriggio di luglio, sono andata su GPUpdate. L'immagine in homepage era una foto di Jules Bianchi, e poteva avere un solo significato.
Nel 2015 la gara dello Iowa si è svolta a notte inoltrata. Ho seguito in livetiming la gara di Indylights, vinta proprio dal suo ex compagno di squadra Max Chilton, che a un certo punto aveva perso la leadership a vantaggio di Ed Jones, ma chr è riuscito a tornare in testa, guadagnandosi un incredibile popolarità, anche se destinata a esaurirsi in tempi brevi dopo il suo successivo passaggio in Indycar.
Il periodo rimane lo stesso, anche se adesso di gare di Indycar su questo circuito ce ne sono due. Ho scelto di raccontarvele proprio oggi, 17 luglio, nono anniversario della morte di Bianchi, proprio perché per me questo circuito, così lontano da Jules, rimane nel mio immaginario legato al suo ricordo.

SATURDAY RACE - nella sera dello Iowa Speedway, Colton Herta (Andretti) scattava dalla pole position, in una gara che iniziava con un incidente che coinvolgeva varie vetture: sia David Malukas (Meyer Shank) sia Christian Lundgaard (Rahal) sono finiti in testacoda e il primo dei due ha coinvolto loro malgrado Romain Grosjean e Agustin Canapino (entrambi Juncos).
Herta è rimasto in testa per tutto il primo stint, con la prima sosta avvenuta in regime di safety car causata una vettura che procedeva lenta. Scott McLaughlin (Penske) è uscito dai box in prima posizione, con Herta a inseguire, ma il peggio doveva ancora avvenire. In occasione della seconda sosta, avvenuta in regime di bandiera verde, proprio mentre era ai box, è uscita una safety car... a causa di un incidente di Alex Palou (Ganassi), leader del campionato.
Palou si trovava comunque nelle retrovie a causa di un problema nella sosta prececente, ma non è certo stato il modo migliore di terminare la gara! Per Herta la gara era ancora lunga, invece, ma i suoi avversari si sono fermati ai box in regime di safety car e, diversamente da lui, non hanno perso un giro.
Non restava a quel punto che l'ultimo stint, nel quale Will Power (Penske), uno dei diretti avversari di Palou nella rincorsa al titolo, già a sua volta arretrato da una penalità per eccesso di velocità nella pitlane, ha terminato - non proprio, ha proseguito giusto per procacciarsi un'altra penalità - la propria gara in un incidente con Pietro Fittipaldi (Rahal), in cui è finito coinvolto anche Ed Carpenter che, come in occasione degli eventi disputati su ovale, era al volante su una vettura del proprio team.
McLaughlin è andato a vincere precedendo Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Josef Newgarden (Penske), mentre ha chiuso giù dal podio Scott Dixon (Ganassi) la cui quarta posizione era comunque un buon risultato al confronto di quello ottenuto da alcuni dei diretti avversari!
Rinus Veekay (Carpenter), Santino Ferrucci (Foyt), Kyle Kirkwood (Andretti), Alexander Rossi (Arrow McLaren), Marcus Ericsson (Andretti) e Marcus Armstrong (Andretti) hanno completato la top-ten, mentre Herta ha concluso la gara soltanto undicesimo.
Nolan Siegel (Arrow McLaren), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Kyffin Simpson (Ganassi), Sting Ray Robb (Foyt), Graham Rahal (Rahal) e Katherine Legge (Coyne) hanno preceduto al traguardo Power, ultimo dei piloti a vedere la bandiera a scacchi.
Oltre ai piloti già citati si sono ritirati anche Jack Harvey (Coyne), che l'indomani non ha gareggiato per problemi fisici che si portava dietro già dall'inizio del fine settimana ed è stato sostituito da Conor Daly, e Linus Lundqvist (Ganassi).

SUNDAY RACE - diversamente dal giorno precedente, la gara si è svolta di giorno, con la pole position conquistata proprio dal vincitore del giorno precedente McLaughlin. Ha leaderato per tutto il primo stint, poi in occasione del primo giro di pitstop un incidente - Canapino è andato a sbattere - ha scombinato la situazione: Palou e Power sono riusciti a portarsi 1/2 grazie alle tempistiche delle loro soste, con McLaughlin che era stato il primo di loro a rientrare relegato in terza posizione. In occasione della seconda sosta, Power è passato in testa di overcut e ha vinto davanti a Palou e a McLaughlin.
Il risultato, dalla quarta posizione in poi, recita testualmente: Dixon, Herta, O'Ward, Newgarden, Rahal, Veekay, Grosjean, Ferrucci, Lundqvist, Malukas, Siegel, Rossi, Kirkwood, Lundgaard, Simpson, Armstrong, Fittipaldi, Robb, Carpenter, Ericsson, Legge, con Canapino, Rosenqvist e Daly ritirati. Tuttavia non si sono ritirati solo questi tre, ma anche quattro piloti rimasti coinvolti in un pazzesco incidente all'ultimo giro.




Miglior attore protagonista Robb che, ritrovandosi davanti Rossi che rallentava avendo finito la benzina, l'ha speronato decollando come un Dario Franchitti qualsiasi per le strade del Kentucky, anche se obiettivamente per Darione si trattava del giro d'onore, e come bonus, il giorno in cui ha spiccato il volo sopra a Kosuke Matsuura erano passati appena sei giorni dal suo precedente cappottamento nella gara precedente.
E niente, ecco apparire le incredibili immagini di Robb in volo, con la scritta PRAY.COM visibile sulla carrozzeria della monoposto. Diciamo che appariva alquanto appropriata! (Da una breve ricerca ho scoperto che si tratta di un suo sponsor personale ed è un'applicazione a tematica religiosa divenuta popolare trasmettendo la messa in streaming ai tempi del lockdown.)
L'incidente ha successivamente coinvolto Carpenter e Kirkwood, con Carpenter che si è ritrovato letteralmente sopra a Kirkwood. Qualcuno ha osservato che il cupolino potrebbe avere salvato qualche testa. Altri hanno replicato con fermezza che non è sicuro che senza cupolino ci fossero gravi conseguenze, il che è una prova che il cupolino non serve. Mi stavo preoccupando, era da un po' che non leggevo questo tipo di sillogismo.


giovedì 30 maggio 2024

Indycar 2024: #5 Indianapolis 500

Il fine settimana antecedente a quello della Indy 500 è tempo del verdetto più importante, qualora più delle trentatré vetture ammesse alla griglia si presentino alle qualifiche. Perché va bene, Fast 12, Fast 6 e quant'altro hanno il loro fascino, ma quello che conta più di ogni altra cosa è andare in griglia e, se a provarci sono in trentaquattro, significa che uno dei candidati se ne andrà a casa anzitempo e che non avrà nemmeno la consolazione di non essere il solo. Per salvarsi con certezza da questo triste destino basta essere tra i trenta più veloci al sabato. I non-Fast fino al trentesimo posto in quel giorno si appropriano della loro casella sulla griglia, e come succede in queste situazioni sabato quattro poveri eletti non avevano ancora un posto sulla griglia. Tra di loro c'erano anche personaggi illustri: c'era Marcus Ericsson che due anni fa stava a sbevazzare latte in victory lane e c'era Graham Rahal, che non è certo il primo degli sprovveduti e che l'anno scorso a dire il vero sarebbe rimasto a guardarsi la gara in tribuna, se Stefan Wilson non si fosse infortunato.
A controbilanciare c'era Katherine Legge, presenza one-off, poi il rookie Nolan Siegel. Mentre la Legge è sembrata più veloce degli altri nella sessione della domenica, Ericsson e soprattutto Rahal sembravano pericolosamente a rischio. Sono stati momenti di tensione, che ho vissuto seguendo quelle fasi, e più il tempo passava e più si vedeva sollievo sul volto di chi era ormai vicino alla griglia. Quando Ericsson non ha battuto Legge, la posizione di Katherine si è fatta decisamente più solida, idem quella dell'ex pilota Caterham e Sauber quando Rahal non ha battuto la sua performance. Restava solo Siegel, un ultimo tentativo, che non è iniziato nel migliore dei modi ed è finito peggio: il rookie del team Coyne è finito a muro, consegnando definitivamente a Rahal l'ultima piazza sulla griglia, in una situazione che sembrava l'inverso di quando anni fa Kyle Kaiser ha condannato al bump nientemeno che Fernando Alonso (dopo che l'Indycar si era peraltro promossa per mesi con la presenza di Alonso a Indy).

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: McLaughlin/ Penske - Power/ Penske - Newgarden/ Penske
2^ fila: Rossi/ Arrow McLaren - Larson/ Arrow McLaren - Ferrucci/ Foyt
3^ fila: Veekay/ Carpenter - O'Ward/ Arrow McLaren - Rosenqvist/ Meyer Shank
4^ fila: Sato/ Meyer Shank - Kirkwood/ Andretti - Hunter-Reay/ Dreyer & Reinbold
5^ fila: Herta/ Andretti - Palou/ Ganassi - Ilott/ Arrow McLaren
6^ fila: Armstrong/ Ganassi - Carpenter/ Carpenter - Simpson/ Ganassi
7^ fila: Andretti/ Andretti - Castroneves/ Meyer Shank - Dixon/ Ganassi
8^ fila: Canapino/ Juncos - Robb/ Foyt - Rasmussen/ Carpenter
9^ fila: Blomqvist/ Meyer Shank - Grosjean/ Juncos - Lundqvist/ Ganassi
10^ fila: Lundgaard/ Rahal - Daly/ Dreyer & Reinbold - Fittipaldi/ Rahal
11^ fila: Legge/ Coyne - Ericsson/ Andretti - Rahal/ Rahal

La gara, in teoria, doveva svolgersi alle 18.45 italiane di domenica, di fatto lo stesso orario in cui TV8 trasmetteva la differita del GP di Montecarlo. Dopo cena, oltre due ore più tardi, ho pensato: adesso vado a cercarmi uno str3aming non ufficiale su Youtube, e mi vedo il finale della 500 miglia. E invece no: la 500 miglia era ben lontana dall'essere nella sua ultima fase, non era nemmeno iniziata, a causa di un lungo rain delay, con la partenza fissata intorno alle 22.45 italiane.
Sono andata a fare un giro e quando sono tornata mi sono detta: pazienza, mi preparo per andare a letto, poi domani mi vedo gli highlight. Invece no, mi sono preparata per andare a letto, poi mi sono messa a guardare la gara sul telefono, seduta vicino alla finestra perché nel resto della casa ci sono ancora problemi di ricezione a causa di un incendio a un ripetitore telefonico avvenuto qualche tempo fa.
Mi sono vista la gara per intero, che è durata oltre tre ore. Poi ho faticato ad addormentarmi, credo che alla fine avrò dormito tre ore e mezza nella notte tra domenica e lunedì... infatti lunedì ero distrutta, non ho più l'età per certe cose, e neanche il lavoro adatto, visto che quando facevo notte praticamente ogni sera facevo come orario 12.00/20.00.
La gara è stata lunga e travagliata. La safety car è entrata per ben otto volte, abbastanza distribuite nel corso di primi tre quarti di gara: 1) incidente al via di Tom Blomqvist, Marcus Ericsson e Pietro Fittipaldi, 2) guasto per Katherine Legge che procedeva al rallenty, 3) incidente di Linus Lundqvist, 4) guasto per Felix Rosenqvist che procedeva al rallenty, 5) incidente di Colton Herta, peraltro dopo una gufata micidiale fatta da un utente della chat della live che aveva appena detto che secondo lui un motorizzato Honda a random avrebbe avuto problemi, 6) incidente di Ryan Hunter-Reay dopo un contatto con Scott Dixon, il quale è riuscito a proseguire regolarmente, 7) incidente di Marco Andretti che ha messo definitivamente fine alle speranze già estremamente remote che potesse spezzare la maledizione, 8) incidente di Will Power.
Nella prima fase Scott McLaughlin ha leaderato per diversi tratti, con piloti in una diversa pitstop window che gli si sono alternati occasionalmente, tra essi anche fue outsider come Sting Ray Robb e Conor Daly. Nelle fasi più inoltrate, tuttavia, sono risaliti in lotta per la leadership altri piloti, tra cui Josef Newgarden e anche lo stesso Dixon, il che ha fatto indignare alcuni utenti della chat in quanto coinvolto nel precedente incidente di RHR.
Poi si sono aggiunti anche Rossi e O'Ward e, mentre Alexander è scivolato un po' più indietro nel finale di gara, mentre Pato sembrava il favorito per la vittoria. Sembrava, perché proprio all'ultimo giro Newgarden ha fatto il sorpasso decisivo ed è andato a prendersi la vittoria, relegando O'Ward in una deludente seconda posizione. Era dai tempi di Helio Castroneves - edizioni 2001 e 2002 - che un pilota non vinceva due edizioni consecutive della Indy 500.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Pato O'Ward, 3. Scott Dixon, 4. Alexander Rossi, 5. Alex Palou, 6. Scott McLaughlin, 7. Kyle Kirkwood, 8. Santino Ferrucci, 9. Rinus Veekay, 10. Conor Daly, 11. Callum Ilott, 12. Christian Rasmussen, 13. Christian Lundgaard, 14. Takuma Sato, 15. Graham Rahal, 16. Sting Ray Robb, 17. Ed Carpenter, 18. Kyle Larson, 19. Romain Grosjean, 20. Helio Castroneves, 21. Kyffin Simpson, 22. Agustin Canapino // Ritirati Colton Herta, Will Power, Marco Andretti, Ryan Hunter-Reay, Felix Rosenqvist, Linus Lundqvist, Katherine Legge, Marcus Armstrong, Tom Blomqvist, Pietro Fittipaldi, Marcus Ericsson.



lunedì 29 aprile 2024

Indycar 2024: #3 Gran Premio di Barber

Ieri si è svolto il GP dell'Alabama, a soli pochi giorni di distanza dalla squalifica di Newgarden e McLaughlin dal GP di St.Pete per push to pass irregolare e relativo uso. Quello di Barber era il terzo evento della stagione 2024 e questa era la line-up presente:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Theo Pourchaire, Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Luca Ghiotto
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Agustin Canapino
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, Tom Blomqvist
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

McLaughlin si è ripreso alla grande, conquistando la pole e la vittoria, in una gara in cui di fatto non è mai stato messo in discussione, precedendo il compagno di squadra Power. È andata decisamente peggio a Newgarden, che da giorni viene perculato dalla parte americana della mia timelime su Twitter, e che ha concluso nelle retrovie.
Lundqvist ha completato il podio, su una strategia diversificata effettuando la prima sosta in concomitanza con il primo ingresso della safety car. La si è vista varie volte: la prima per un incidente O'Ward vs Fittipaldi, la seconda quando Rossi ha perso una ruota, poi per un di Robb e... plot twist! perché a un certo punto un manichino promozionali appeso a un ponte è caduto in pista, venendo peraltro colpito da McLaughlin: momento abbastanza da wtf.

TOP-TEN: McLaughlin, Power, Lundqvist, Rosenqvist Palou, Lundgaard, Ferrucci, Herta, Armstrong, Kirkwood.


venerdì 11 agosto 2023

Indycar 2023: #13 Gran Premio di Nashville

Nello scorso fine settimana si è svolto il GP di Nashville, tredicesimo evento della stagione 2023 di Indycar, su un circuito dal layout piuttosto dubbio e con una storia travagliata nelle scorse stagioni, con tanti incidenti e un caos notevole, con le critiche del caso. Ciò ha dato sfoggio al tifoso medio che è dentro alla maggior parte di noi: le edizioni passate sono state utilizzate come prova per decretare in anticipo che sarebbe stato un gran premio agghiacciante e da depennare. Poi nella realtà non è andata così male, ma quello che conta è come al solito fare polemica in anticipo!
Direi comunque di proseguire e di iniziare dall'inizio, ovvero da Simon Pagenaud, che risulta essere ancora infortunato e non è chiaro quando potrà tornate al volante, al suo posto Linus Lundqvist, che si è qualificato in 11^ posizione. Questa era la griglia di partenza:

1^ fila: McLaughlin/Penske - O'Ward/Arrow McLaren
2^ fila: Herta/Andretti - Palou/Ganassi
3^ fila: Malukas/Coyne - Grosjean/Andretti
4^ fila: Power/Penske - Kirkwood/Andretti
5^ fila: Newgarden/Penske - Rossi/Arrow McLaren
6^ fila: Lundqvist/Shank - Dixon/Ganassi
7^ fila: Lundgaard/Rahal - Rosenqvist/Arrow McLaren
8^ fila: Rahal/Rahal - Armstrong/Ganassi
9^ fila: Castroneves/Shank - Ilott/Juncos
10^ fila: Veekay/Carpenter - Ericsson/Ganassi
11^ fila: Ferrucci/Foyt - Harvey/Rahal
12^ fila: Canapino/Juncos - Robb/Coyne
13^ fila: Pedersen/Foyt - DeFrancesco/Andretti
14^ fila: Hunter-Reay/Rahal

Nel primo stint di gara Scott McLaughlin è rimasto in testa, ma era destinato a subire un overcut da Kyle Kirkwood in occasione della prima sosta ai box. Colton Herta ha avuto un primo stint tranquillo, ma era destinato in seguito ad avere una sosta ai box piuttosto lunga e caotica.
Tornando al via, David Malukas, invece, ha superato Alex Palou al via, per poi perdere alcune posizioni in seguito ed essere anche protagonista dell'incidente che ha fatto entrare la safety car per la prima volta, prima di un proseguimento che sarebbe stato di gran lunga più tranquillo del disfattismo iniziale.
Nel secondo stint Grosjean e Kirkwood hanno superato Pato O'Ward con Romain che sembrava destinato a involarsi verso le zone alte della classifica. McLauglin era ancora leader, ma Palou ha anticipato la sosta e si è ritrovato davanti, con anche Kirwood e Grosjean che precedevano McLaughlin - anche se RoGro prima avrebbe perso una posizione a causa di un lungo e poi altre a causa di una sosta lunga.
Prima di tutto ciò al quinto posto c'era Lundgaard, per il momento autore di un'ottima prova, ma destinato a uscire di scena per incidente nelle fasi finali, incidente che ha aiutato Palou, che sembrava destinato a una potenziale sosta in più, se non avesse avuto modo di risparmiare carburante, che così è successo.
Al restart, ecco apparire dopo pochi istanti una scena che significava una cosa sola, purtroppo, lascio a voi indovinare quale...


Felix Rosenqvist, Agustin Canapino e Benjamin Pedersen erano fermi incidentati - mentre Herta aveva sbattuto altrove - e la gara si avviava verso la conclusione... quindi ecco che è stata data una bandiera rossa ad hoc (avevate indovinato?) per far sì che la gara finisse in regime di bandiera verde.
MA ANCHE BASTA. :-/// UNA VOLTA LE GARE DI QUALSIASI CATEGORIA NON PREVEDESSE OVERTIME O FINALI IN GREEN/ WHITE/ CHECKERED POTEVANO FINIRE IN REGIME DI SAFETY CAR SENZA DOVERE TUTELARE L'ANIMA INNOCENTE DEI POVERI BIMBIMINCHIA E ADULTIMINCHIA CHE SI LAMENTANO GUARDANDO LE GARE. *facepalm*
Il restart è avvenuto con circa tre giri ancora da disputare e Kirkwood, che nel finale appariva in difficoltà a conservare la propria posizione, con McLaughlin che si avvicinava, è riuscito comunque a conquistare la vittoria, la sua seconda in questa stagione e nella categoria.

RISULTATO: 1) Kyle Kirkwood, 2) Scott McLaughlin, 3) Alex Palou, 4) Josef Newgarden, 5) Scott Dixon, 6) Romain Grosjean, 7) Marcus Ericsson, 8) Pato O'Ward, 9) Christian Lundgaard, 10) Will Power, 11) Helio Castroneves, 12) Callum Ilott, 13) Marcus Armstrong, 14) Rinus Veekay, 15) Graham Rahal, 16) Ryan Hunter-Reay, 17) Sting Ray Robb, 18) Santino, 19) Felix Rosenqvist, 20) Agustin Canapino, 21) Colton Herta, 22) Felix Rosenqvist, 23) Benjamin Pedersen, 24) Jack Harvey, 25) Linus Lundqvist, 26) Devlin DeFrancesco, 27) David Malukas.

mercoledì 26 luglio 2023

Indycar 2023: #11 e #12 Iowa Speedway 250 x2

Gli eventi numero 11 e 12 della stagione 2023 di Indycar hanno avuto luogo a Iowa Speedway (che ormai ho memorizzato come Iowa Corn dal vecchio nome della gara, su questo sono un caso perso), ancora senza Simon Pagenaud rimasto infortunato qualche settimana fa a Mid-Ohio, al suo posto in questa occasione Conor Daly, con tanto di post celebrativi del profilo ufficiale della Indycar, che senza nulla togliere a Daly, in certi momenti mi sono sembrati un po' troppo entusiasti, per essere arrivato in corso d'opera a sostituire un ex campione e passato vincitore della Indy 500 che da settimane continua ad avere problemi fisici che non gli consentono di tornare al volante. Will Power ha conquistato due pole position per il doppio evento su ovale, ritrovandosi a partire davanti a tutti sia nella gara del sabato (che ho visto in versione extended highlight lunedì in pausa pranzo) e in quella della domenica (idem lunedì sera). In entrambe le occasioni, tuttavia, è stato il suo compagno di squadra Josef Newgarden a imporsi, ma non mettiamoci troppo avanti con i lavori. Proseguite nella lettura e scoprirete come sono maturate le due vittorie in questione.

HY-VEE HOMEFRONT 250 - i due piloti sopra citati erano in prima e terza posizione nella prima parte di gara, con l'altra Penske di Scott McLaughlin tra di loro, con le posizioni che sembravano in un primo momento abbastanza stabili. Newgarden ha tuttavia in seguito strappato la seconda posizione a McLaughlin e, poco prima di metà percorrenza, si è anche portato in testa alla gara.
È stato tutto abbastanza tranquillo, senza grossi intoppi e senza incidenti altisonanti (da segnalare un contatto tra Benjamin Pedersen e Devlin DeFrancesco in pitlane causa unsafe release per Pedersen) e un ingresso della safety car a gara inoltrata quando Graham Rahal ha verniciato il muro (che già in precedenza aveva sfiorato lievemente).
Newgarden ormai viaggiava verso la vittoria e tutto ciò che poteva disturbarlo era qualche doppiato che cercava di sdoppiarsi (direi Scott Dixon e Kyle Kirkwood), dato che essendo una gara su un mini-speedway in cui non era entrata quasi mai la safety car praticamente quasi tutta la griglia era doppiata - solo i primi cinque a pieni giri.
McLaughlin era secondo già da molto tempo e Power, che aveva molto prima perso la terza piazza a vantaggio di Pato O'Ward, è stato visto lottare con Marcus Ericsson per la quarta piazza. L'ex pilota della Sauber è uscito vincente da questo scontro e Power ha chiuso la gara in quinta posizione.
Tra le segnalazioni random, sicuramente Colton Herta perseguitato dalla iella precipitato nelle retrovie dalla bassa top-ten a causa di un problema durante il pitstop, Takuma Sato in top-ten, Romain Grosjean molto vicino alla top-ten e per una volta lontano dai muri, nonché Agustin Canapino che dopo 15+ anni di gare a ruote coperte e due sole gare su monoposto (Formula 3 Sudamericana 2011) prima di questa stagione si difende meglio del previsto.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Scott McLaughlin, 3. Pato O'Ward, 4. Marcus Ericsson, 5. Will Power, 6. Scott Dixon, 7. Kyle Kirkwood, 8. Alex Palou, 9. Takuma Sato, 10. Alexander Rossi, 11. Romain Grosjean, 12. David Malukas, 13. Felix Rosenqvist, 14. Helio Castroneves, 15. Callum Ilott, 16. Agustin Canapino, 17. Rinus Veekay, 18. Jack Harvey, 19. Colton Herta, 20. Christian Lumdgaard, 21. Conor Daly, 22. Devlin DeFrancesco, 23. Ryan Hunter-Reay, 24. Ed Carpenter, 25. Sting Ray Robb, 26. Santino Ferrucci, 27. Benjamin Pedersen, 28. Graham Rahal.

HY-VEE ONE STEP 250 - l'indomani la gara di Newgarden è iniziata un po' più in salita, nelle prime fasi era quinto dietro a Power, McLaughlin, Ericsson e Malukas, ma la salita è stata molto più rapida e ben presto si è ritrovato a lottare per la leadership con i due compagni di squadra, uscendone vincente. McLaughlin è rimasto secondo mentre Power ha perso nei giri seguenti ulteriori posizioni, recuperandole tuttavia in occasione della sosta ai box.
Quando Canapino ha verniciato lievemente il muro è stata mandata in pista la safety car e ripulito il tracciato, le vetture sono rientrare ai box, Power era quinto dietro anche a Dixon ed Ericsson, ma li ha superati in breve tempo con le Penske di nuovo nelle prime tre posizioni, mentre Newgarden usciva vincente da un duello con McLaughlin.
Un successivo lieve contatto di Sato con il muro non ha visto ingressi della safety car, che invece si è vista, anche se a scoppio ritardato, quando una ruota che si era staccata dalla vettura di Sting Ray Robb vagava per la pista venendo schivata da tutti i piloti.
Gli stint conclusivi hanno visto Power emergere nei confronti di McLaughlin che ha anzi dovuto superare alcune vetture per riportarsi nel terzetto di testa, anche se dopo l'ultima sosta Felix Rosenqvist si è inserito in seconda posizione, che ha comunque perso quando nel finale nel restart a seguito di una safety car entrata per un bacio al muro da parte di Ryan Hunter-Reay, scivolando dietro a Will Power e Alex Palou.
Segnalo infine che nel corso della gara Pedersen ha ricevuto bandiera nera perché troppo lento, sorte toccata nel lontano 2012 a Indianapolis alle Lotus di Jean Alesi e Simona De Silvestro.

RISULTATO: 1. Newgarden/Penske, 2. Power/Penske, 3. Palou/Ganassi, 4. Rosenqvist/Arrow McLaren, 5. McLaughlin/Penske, 6. Dixon/Ganassi, 7. Herta/Andretti, 8. Malukas/Coyne, 9. Ericsson/Ganassi, 10. O'Ward/Arrow McLaren, 11. Kirkwood/Andretti, 12. Grosjean/Andretti, 13. Lundgaard/Rahal, 14. Ilott/Juncos, 15. Rossi/Arrow McLaren, 16. Castroneves/Meyer Shank, 17. Daly/Meyer Shank, 18. Veekay/Carpenter, 19. Harvey/Rahal, 20. Rahal/Rahal, 21. DeFrancesco/Andretti, 22. Ferrucci/Foyt, 23. Carpentet/Carpenter, 24. Hunter-Reay/Carpenter, 25. Sato/Ganassi, 26. Canapino/Juncos, 27. Pedersen/Foyt, 28. Robb/Coyne.


mercoledì 5 luglio 2023

Indycar 2023: #9 Gran Premio di Mid-Ohio

Carissimi lettori, è giunto il momento do raccontarvi del Gran Premio di Mid-Ohio che si è svolto domenica sera e di cui ho visto l'extended highlight in pausa pranzo, seduta su una panchina fatta di bancali collocata al bordo di un campo di basket dentro l'Interporto. Non ho idea di quale sia lo scopo di un campo di basket dentro l'Interporto, ma la panchina rudimentale è all'ombra sotto un albero, quindi non si butta via niente. In attesa che venissero le 14,00 mi sono quindo gustata lo spettacolo grazie al profilo youtube dell'Indycar mettendomi finalmente in pari con quanto mi ero persa domenica sera. Insomma, era tutto perfetto tranne il fatto di indossare una gonna bianca, forse non il capo di abbigliamento più adatto per mettermi lì sopra, ma nevermind, procediamo con ordine e andiamo a riepilogare in primo luogo la entry list:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Romain Grosjean, Devlin DeFrancesco
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Felix Rosenqvist, Alexander Rossi
CARPENTER: Rinus Veekay, Ryan Hunter-Reay
COYNE: David Malukas, Sting Ray Robb
FOYT: Santino Ferrucci, Benjamin Pedersen
GANASSI: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Callum Ilott, Augustin Canapino
MEYER SHANK: Helio Castroneves, Conor Daly (one-off in gara al posto di Simon Pagenaud rimasto lievemente infortunato in un incidente con cappottamento multiplo in free practice)
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Jack Harvey, Christian Lundgaard

Herta scattava dalla pole position e precedeva nelle prime fasi di gara Rahal e Kirkwood, ma tutto è iniziato in modo altisonante per gli svedesi: mentre Ericsson terminava la propria gara subito con la sua vettura che decideva di spegnersi neanche fosse stata la McLaren Honda di Kevin Magnussen chiamato a sostituire Fernando Alonso in Australia, Rosenqvist era protagonista di una sbinnata innescata da Pedersen, che ha provocato l'ingresso della safety car e condannato Rosenqvist alle retrovie per il resto della gara.
Pedersen sembra invece essersi successivamente distinto per la capacità di ostacolare chi gli capitasse a tiro, tanto che a fine gara McLaughlin l'avrebbe esortato a imparare a imparare, se capite cosa intendo! La cosa è anche stata commentata via social, con tanto di intervento anche di Rosenqvist, oltre che di McLaughlin.
Palou è emerso vincente in termini di tack position dopo il primo stint, ritrovandosi a conquistare la vetta della gara, mentre vari piloti che si trovavano tra le prime posizioni hanno perso terreno: Kirkwood ha fatto un testacoda dopo un contatto, Rahal ha avuto una sosta lunga, infine anche Herta ha perso diverse posizioni. Con una strategia alternativa a tre soste O'Ward ha inoltre rimontato dalle retrovie fino alla top-ten.
Tra gli eventi notevoli, un bel duello nelle fasi conclusive della gara, tra DeFrancesco, Grosjean e Veekay, il quale ha visto Grosjean superare il compagno di squadra, non prima che entrambi avessero rischiato di perdere la posizione a vantaggio di Veekay.
Palou frattanto manteneva la testa della gara ed è passato sotto la bandiera a scacchi davanti a tutti, conquistando la terza vittoria di fila e consolidando la leadership in campionato.

RISULTATO: Palou, Dixon, Power, Lundgaard, McLaughlin, Malukas, Rahal, O'Ward, Armstrong, Rossi, Herta, Newgarden, Grosjean, DeFrancesco, Veekay, Ilott, Kirkwood, Harvey, Hunter-Reay, Daly, Castroneves, Robb, Canapino, Ferrucci, Rosenqvist, Pedersen.


venerdì 5 maggio 2023

Indycar 2023: #4 Gran Premio di Barber

La scorsa domenica il campionato di Indycar ha gareggiato in Alabama, con la line-up che potete vedere nello screenshot a fianco, con Grosjean che partiva dalla pole position e, ancora una volta, sembrava destinato a lottare per le prime posizioni. Nel primo stint di gara Palou e O'Ward comportavano i primi tre, con Palou piuttosto vicino a RoGro. Non sembrava comunque in grado di insidiare la leadership del pilota franco-svizzero, che per il momento sembrava in una botte di ferro, per quanto Grosjean al volante di una monoposto possa essere in una botte di ferro.
I piloti di testa erano su una strategia a due soste, mentre altri erano su una strategia che ne prevedeva tre. La gara è stata piuttosto tranquilla, con un solo incidente, protagonista Robb, quindi le strategie non è che siano state stravolte più di tanto. Comunque, dopo la sua seconda sosta, McLaughlin, che era su uma strategia da tre, si è ritrovato nientemeno che secondo, con Grosjean ancora in testa.
Il punto di svolta è arrivato quando, a soste ultimate, McLaughlin è uscito davanti ai box davanti a Grosjean, ritrovandosi leader... ma non per molto! RoGro si è ripreso la posizione, tornando in testa. Non è durata comunque fino alla fine, con McLaughlin tornato in testa con un sorpasso su Grosjean relegato secondo, anche se dà sempre più l'impressione che la prima vittoria sia piuttosto vicina.

RISULTATO: McLaughlin, Grosjean, Power, O'Ward, Palou, Lundgaard, Dixon, Rossi, Rosenqvist, Ericsson, Armstrong, Kirkwood, Ilott, Herta, Newgarden, Veekay, Rahal, Pagenaud, Malukas, Ferrucci, Castroneves, Pedersen, DeFrancesco, Harvey, Daly, Canapino.

martedì 7 marzo 2023

Indycar 2023: #1 Gran Premio di St.Petersburg

Nello stesso weekend in cui è iniziaro il mondiale di Formula 1 ha avuto inizio anche quello di Indycar, con la pole position di Romain Grosjean (Andretti) per la prima gara della stagione, che prevedeva ben 100 giri e che è iniziata con il botto... in senso letterale, perché nelle retrovie c'è stata una carambola notevole, con almeno sei piloti coinvolti e con Devlin De Francesco (Andretti) già fermo che, speronato da dietro da Benjamin Pedersen (Foyt) si è visto sbalzare in aria. Oltre a loro sono usciti di scena anche Santino Ferrucci (Foyt), i due piloti del team Meyer Shank Simon Pagenaud e Helio Castroneves, nonché Sting Ray Robb (Coyne) di cui sinceramente non ho ancora capito dove finisca il nome e di dove inizi il cognome. Tra tutti loro, Robb (la grafica lo indicava così, deduco sia questo il cognome e che Ray sia un middle name) è stato l'unico che ha proseguito, mentre gli altri cinque sono stati costretti al ritiro.

Mentre Grosjean è rimasto leader per tutto il primo stint, in seconda posizione si sono avvicendati Colton Herta (Andretti) e Pato O'Ward (Arrow McLaren), con Herta primo dei top driver a rientrare ai box, cosa che gli è costata una posizione nei confronti di Marcus Ericsson (Ganassi). Alcuni piloti sono andati più a lungo rispetto alla media, tra loro Scott McLaughlin (Penske), Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske). McLaughlin, che nel primo stint era intorno alla quinta posizione, ha fatto overcut su un buon numero di piloti trovandosi in testa inseguito da RoGro, quando c'è stata una breve caution provocata da un testacoda di Conor Daly (Carpenter) che poi risulta avere regolarmente proseguito la gara. Pare che il testacoda sia stato provocato da un lieve contatto con un'altra vettura. Al restart frattanto c'è stato un accenno di duello McLaughlin/ Grosjean e O'Ward/ Ericsson.

Si è trattato solo di un accenno dato che c'è stato un gran botto: Rinus Veekay (Carpenter) è finito contro una barriera di pneumatici, Jack Harvey (Rahal) l'ha colpito di striscio e Kyle Kirkwood (Andretti) ha cozzato contro quest'ultimo prendendo il volo e ricadendo a terra al di là della vettura di Kirkwood. Il restart dopo questo incidente è stato esattamente a metà percorrenza e Dixon ha strappato la quarta posizione a Ericsson, mentre Herta è stato mandato a muro da un contatto con Will Power (Penske) e la sua gara è finita lì. Risulta ritirato poco più tardi Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre per il resto la gara è proseguita normalmente, con il secondo stint che veniva completato. Grosjean è rientrato ai box un giro prima rispetto a McLaughlin, frattanto alle spalle di Augustin Canapino (Juncos) ormai sul punto di essere doppiato, un po' in mezzo in stile Esteban Gutierrez.


McLaughlin ha mantenuto la posizione nei confronti di Grosjean per un soffio, ma l'ex pilota di Formula 1 aveva la velocità per prendersela. A ripensarci, sarebbe stata una bella storia di riscatto personale se la sua prima vittoria in Indycar fosse arrivata proprio nello stesso giorno in cui si svolgeva anche il GP del Bahrein. Le belle storie, però, a volte esistono soltanto nei nostri sogni e McLaughlin e Grosjean hanno cozzato l'uno contro l'altro e sono finiti entrambi contro la barriera di pneumatici. Romain, un tempo principale rivale di Sebastian Vettel per il numero di "f*ck" pronunciati, è sceso dalla vettura e si è messo a imprecare. La sua gara e i suoi sogni di vittoria erano ormai finiti. McLaughlin se la passava un po' meglio, nel senso che la sua gara non è terminata lì, ma dietro la safety car è stato rimesso in strada e ha proseguito, anche se ormai a una tornata di ritardo dal nuovo leader.

Il nuovo leader era O'Ward, seguito da Ericsson e Dixon, quando eravamo ormai a tre quarti di gara. Alexander Rossi, su Arrows McLaren, era terzo, mentre completava la top-5 Callum Ilott. Il pilota del team Juncos si trovava intorno alla ventesima piazza nelle prime fasi della gara. Non se la stava passando male. Chi invece se la passava peggio è stato in seguito Newgarden: mancavano ormai sei giri alla conclusione quando dal posteriore della sua vettura hanno iniziato a uscire delle fiamme poco promettenti, che l'hanno costretto a dirigersi verso la pitlane e a ritirarsi. Ormai solo sedici vetture erano presenti in pista e a pensarci sedici non sarebbero neanche poche, complice il fatto che la griglia quest'anno sia piuttosto estesa: c'erano ben ventisette piloti presenti in pista al via. Anzi, quindici superstiti: pare che Robb si sia fermato proprio in quei frangenti.

Torniamo alle storie di riscatto, perché la gara non era ancora finita. Non potevamo avere una vittoria di Grosjean, che ormai era fuori dai giochi, e tutto ciò che ci rimaneva per consolarci erano i meme a proposito di Grosjean ed Ericsson, quello SkArS0 che rubava il volante in Formula 1 a piloti competitivi e che adesso vive di stent-... ah no, non vive di stenti, è un eroe in qualità di vincitore della passata Indy 500. A tre giri dalla fine ha superato O'Ward e si è portato in testa, andando a vincere, mentre Dixon, Rossi e Ilott completavano i primi cinque, precedendo Graham Rahal (Rahal). Will Power ha terminato settimo davanti ad Alex Palou (Ganassi), Christian Lundgaard (Rahal) e David Malukas (Coyne). Il debuttante Marcus Ericsson (Ganassi) ha finito undicesimo, con Canapino ultimo pilota a pieni giri, mentre McLaughlin, Daly e Kirkwood hanno concluso doppiati.


martedì 6 settembre 2022

Indycar 2022: #16 Gran Premio di Portland

Il campionato di Indycar 2022 sta giungendo ormai alle sue battute conclusive e questa domenica si è svolto il GP di Portland, penultimo appuntamento della stagione, prima del finale la domenica che viene a Laguna Seca. Per noi appassionati di Formula 1 il pilota più chiacchierato del campionato è al momento Colton Herta: il pilota statunitense infatti non è eleggibile per la Superlicenza visti i criteri abbastanza stretti che la legano alle formule minori FIA, ma si dibatte del fatto che possa o meno ottenere una deroga per un potenziale passaggio in Formula 1, il tutto nell'ambito del potenziale passaggio di Pierre Gasly in Alpine, dietro compenso economico da parte di Alpine ad Alpha Tauri. Qualora Gasly se ne andasse, il potenziale al suo rimpiazzo sarebbe proprio Herta, manovra a sorpresa (obiettivamente parlando, fino a dieci giorni fa non se ne parlava minimamente), di cui non sappiamo ancora la conclusione!

Sono combattuta di fronte a questa possibilità, non per questioni di effettivo merito, quanto prevalentemente per questioni "burocratiche". Sono perfettamente d'accordo sul fatto che i criteri per ottenere la Superlicenza dovrebbero andare un tantino rivisti: i top driver di Indycar dovrebbero avere accesso più semplice alla Formula 1, anche se non hanno vinto titoli. Al momento attuale Colton Herta ha vinto sette gare di Indycar, è stato il più giovane vincitore di sempre della categoria e ottiene spesso e volentieri posizioni di spessore. Il campionato di Indycar è molto aperto a piloti provenienti dalla Formula 1 e non impone limiti, un pilota può passare in Indycar anche se gareggiava per una scuderia di bassa fascia e faticava anche a fare punti, non vedo perché i criteri Superlicenza debbano imporre che se sei un pilota di Indycar ma non sei Scott Dixon o Josef Newgarden allora non sei competente abbastanza per la Formula 1.

Detto questo, tuttavia, il regolamento per ottenere la Superlicenza è abbastanza chiaro e lo è da diversi anni. Sul fatto che vada rivisto sono d'accordo, sul fatto che vada rivisto in corso d'opera solo perché si è deciso che serve un pilota americano, su questo non sono tanto d'accordo. Ci sono piloti di Indycar che sulla questione Formula 1 si sono messi il cuore in pace già da tempo per mancanza di punti Superlicenza, non credo sarebbe molto corretto nei loro confronti se invece Herta non dovesse andare incontro agli stessi ostacoli. Poi, se si revisionasse il regolamento e si decidesse che, non so, magari dal 2024, i piloti di Indycar possono arrivare in Formula 1 in altra maniera, allora sarei d'accordissimo. Però non penso sia corretto farlo accadere dall'oggi al domani e soprattutto non penso sia corretto farlo accadere perché Herta è un cittadino americano, diversamente dai vari Alex Palou e Pato O'Ward del caso.

Detto questo, Scott McLaughlin nel frattempo ha vinto il GP di Portland partendo dalla pole position e facendosi la gara in testa dall'inizio alla fine, se si escludono le varie pitstop window. In un primo momento Christian Lundgaard viaggiava nelle zone alte, poi ha subito un undercut(?) da parte di Will Power e in occasione dell'ultimo pitstop ha anche avuto problemi perdendo diverse posizioni. Il secondo gradino del podio è andato quindi al pilota australiano, che ha preceduto Scott Dixon, risalito dalla sedicesima alla terza posizione. Pato O'Ward e Graham Rahal hanno completato la top-5 precedendo Colton Herta e Alexander Rossi, mentre Josef Newgarden ha chiuso la gara all'ottavo posto: lui e Dixon sono ex-equo a 20 punti di distanza da Power con delle proiezioni di classifica che non mi metto neanche all'opera per calcolare visto che sono abbastanza complicate e prevedono altri outsider potenzialmente ancora candidabili.

Callum Ilott e Felix Rosenqvist hanno completato la top-10, con a seguire Marcus Ericsson, Alex Palou, Kyke Kirkwood, David Malukas, Jack Harvey, Devlin DeFrancesco, Helio Castroneves, Takuma Sato e Romain Grosjean: il franco-svizzero è giunto solo diciannovesimo dopo avere passato gran parte della gara a viaggiare per prati. Dietro di lui hanno concluso Rinus Veekay, Christian Lundgaard e Dalton Kellett, penalizzato per un incidente con Jimmie Johnson - il secondo ritirato, il primo era stato Conor Daly ai box - mentre a vari giri di distacco ha chiuso la gara Simon Pagenaud. Adesso non rimane altro da fare che attendere che giunga domenica, quando terminerà il campionato con il diciassettesimo e ultimo evento della stagione. Oltre a non mettermi a calcolare proiezioni non mi metto neanche a fare pronostici, perché potrebbe accadere qualsiasi cosa... sia per l'assegnazione del titolo sia per la faccenda Herta in realtà!


mercoledì 17 agosto 2022

Indycar 2022: #14 Gran Premio di Nashville

Nel weekend a venire tornerà il campionato di Indycar, quindi direi che è anche ora di riepilogare quanto accaduto dieci giorni fa in un evento denominato "Big Machine Music City Grand Prix", che nonostante gli accenni a music city varie non è un festival musicale quanto piuttosto un festival dell'incidente. La gara, iniziata in ritardo a causa di un rain delay, è stata un susseguirsi di contatti che hanno provocato un verdetto unanime: gli incidentihhhh che generano spettakolohhhh, BeLiXiM0 KoNtYnUa!!!11!!11!! Lungi da me valutare se questa gara debba o non debba ripetersi, ma il mio giudizio non può che essere uno solo: almeno da un certo punto in poi l'incidente ha perso il potere di "generare spettacolo". Se lo spettacolo si genera tramite sorprese, c'era più da sorprendersi nei momenti in cui incidenti non ne sono avvenuti.

Tutto è iniziato con Scott McLaughlin (Penske) partito dalla pole position in testa davanti a Romain Grosjean (Andretti) e Alex Palou (Ganassi) con Christian Lundgaard (Rahal) nelle zone alte della classifica: il ragazzo della Formula 2 sta iniziando a farsi notare. Fin dalle prime battute si è capito che c'era un elevato rischio di contatti e ad aprire le danze è stata una piccola pennellata: Colton Herta (Andretti) è stato inquadrato con l'ala anteriore danneggiata. Niente di grave, tutto a posto, la prima safety car è entrata per opera del suo compago di squadra Alexander Rossi, rimasto fermo dopo un testacoda(?), la cui è poi proseguita. Altro team (Meyer Shank), altra vettura fucsia: il secondo incidente di un certo livello è ststo quello di Helio Castroneves, a sua volta riuscito a proseguire nella gara.

Arrivati a questo punto e con le safwty car in successione le strategie si sono un po' rimescolate e ci siamo ritrovati con Palou in testa. Frattanto un nuovo incidente ha messo fuori Patricio O'Ward (Arrow McLaren) tamponato(?) da Graham Rahal (Rahal) a seguito del quale sono state inquadrate altre vetture ferme in modo random. Risultano essersi ritirati in quei frangenti anche Dalton Kellett (Foyt) e Simona De Silvestro (Paretta), mentre il successivo incidente ha visto protagonisti Takuma Sato (Coyne) e Devlin DeFrancesco (Andretti). Più o meno a questo punto della gara McLaughlin era secondo dietro a Palou e Grosjean quarto dietro al rookie David Malukas (Coyne). Abbiamo poi visto Rinus Veekay (Carpenter) sbinnarla e ripartire, salvo poi finire fuori gioco sbattendo contro Rahal in precedenza finito in barriera.

Josef Newgarden (Penske) per questioni di strategia si 3è ritrovato in testa davanti a Scott Dixon (Ganassi) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre i piloti in precedenza protagonisti erano un po' più arretrati. O, nel caso di Malukas, non destinati a vedere la fine della gara, toccato da Kyle Kirkwood (Coyne) è stato infatti costretto al ritiro insieme all'avversario. Poi la gara si è messa tranquilla, anzi no. Grosjean si è ritrovato in lotta con il compagno di squadra Herta, in notevole rimonta, e una sua vecchia conoscenza, Marcus Ericsson (Ganassi) il quale sembra avere riportato danni alla vettura, che poi l'indomani ha messo like a tweet vari contro Grosjean e criticato lo stesso Grosjean accusandolo di criticare altri quando innescano incidenti e poi di fare ugualmente la stessa cosa in prima persona.


Prima del fattaccio con Newgarden è stato un compagno di squadra di Ericsson, Jimmie Johnson, ad avere qualche istante di popolarità, non in positivo ma per un incidente e l'ennesimo ingresso della safety car, mentre a pochi giri dalla fine è stata la volta di Newgarden. Rientrato ai box ha lasciato la leadership a Dixon e si è ritrovato dopo la sosta in bassa top-ten iniziando a rimontare e a superare varie vetture contemporaneamente. Purtroppo a Grosjean ha cercato di passarlo quasi andandogli sopra ed ecco che è finito in barriera, per poi fare polemica contro il pilota della Penske. Frattanto Ericsson era fermo e la gara veniva redflaggata al solo scopo di avere un finale a effetto. È seguita la polemica Ericsson vs Grosjean, con Ericsson che ha in seguito accennato su Twitter a un chiarimento telefonico con il suo best friend forever.

Il finale della gara è ststo un susseguirsi di posizioni perse da Lundgaard, con Dixon vincitore davanti a McLaughlin e Palou sul terzo gradino del podio. Seguivano Rossi e Herta, poi Newgarden, con Rosenqvist che ha preceduto Lundgaard, solo ottavo. Simon Pagenaud (Meyer Shank) e Jack Harvey (Rahal) hanno preceduto Will Power (Penske), solo undicesimo. Veekay e Castroneves hanno terminato a un giro, con ultime due vetture in pista, ma doppiate di vari giri e quindi classificate anche dietro a qualche ritirato, quelle di Callum Ilott (Juncos) e Conor Daly (Carpenter), con essenzialmente quindici vetture ancora in gara su un totale di ventisei presenti al via. Non mi sembra esattamente una buona media, ma chi sono io per giudicare? Buon lavoro Nashville, se lo spettakolohhhh si fa così, allora spettacolo sia.


giovedì 7 luglio 2022

Indycar 2022: #9 Gran Premio di Mid-Ohio

Tra le gare che si sono svolte nello scorso fine settimana c'è stata anche quella di Indycar, per la quale Pato O'Ward (Arrow McLaren) si è procacciato la pole accanto a Scott McLaughlin (Penske), con Colton Herta (Andretti), Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Scott Dixon (Ganassi) e Simon Pagenaud (Penske) a completare le prime tre file. Dopo un falso allarme - le vetture non allineate bene dietro la safety car, cosa che ha portato a un ulteriore giro di lancio - la gara è partita regolarmente, con O'Ward davanti a tutti. Più indietro frattanto Will Power (Penske) cozzava contro qualcuno e finiva in testacoda, ma è riuscito a riprendere la retta via, senza necessitare ingressi della safety car arrivata qualche giro dopo quando Rosenqvist è rimasto fermo con la vettura che emetteva fumo.

O'Ward ha mantenuto la posizione al restart, mentre Herta cercava di infastidire McLaughlin venendo però superato da Dixon e rischiando anche un sorpasso da parte di Pagenaud. Il leader della gara ha anticipato la prima sosta sostenendo di avere dei problemi e in quel momento Kyle Kirkwood (Foyt) è finito fuori per incidente, con nuovo ingresso della safety car. Ciò ha rimescolato le posizioni e Scott McLaughlin si è ritrovato leader davanti ad Alex Palou (Ganassi) e c'è stato un accenno di duello tra i due, subito interrotto dal testacoda di Dalton Kellett, compagno di squadra di Kirkwood, dopo un contatto. Al nuovo restart le posizioni dei primi quattro - McLaughlin/ Palou/ Herta/ O'Ward - sono rimaste invariate, mentre più indietro Pagenaud sembrava perdere qualche posizione.

In generale, comunque, in bassa top-ten e oltre sembrava esserci più movimento di quanto non ce ne fosse sul momento per le primissime posizioni. Power nel frattempo risaliva addirittura nella top-ten mentre eravamo intorno a metà gara. O'Ward è rimasto quarto ancora un po', per poi essere costretto al ritiro da un guasto. Nel frattempo c'era un nuovo intoppo in pista sempre made by Foyt: stavolta la vettura era ferma per problemi tecnici ed era quella di Tatiana Calderon. Le soste di questo giro si sono svolte quindi in regime di safety car. Herta a questo punto era leader davanti a McLaughlin e Palou, mentre Power è risalito al quarto posto superando Rinus Veekay (Carpenter) il tutto mentre Callum Ilott (Juncos), nella prima parte di gara nella bassa top-ten, si dirigeva ai box lentamente per non uscirne più.

A gara inoltrata (e con Herta non più leader, a questo punto), poi, c'è stato un plot-twist, un incidente tra compagni di squadra del team Andretti, due nostre vecchie conoscenze, Alexander Rossi e nientemeno che Romain Grosjean! Rossi ha *lievemente* tagliato la strada a Grosjean con i due che si sono ritrovati a vagare entrambi sull'erba e nel caso di RoGro più a stare fermo che a vagare, in realtà. È entrata nuovamente la safety car, ma parliamo un attimo dei commenti (nell'extended highlights di Youtube) invece che della gara: una persona si è lamentata del fatto che i piloti di Formula 1 sono troppo al limite e che manovre del genere non dovrebbero avere spazio in Indycar. Il mondo del motorsport sembra essersi improvvisamente ribaltato, ai suoi occhi.

McLaughlin, Palou, Power, O'Ward e Dixon completavano la top-5 seguiti da Marcus Ericsson (Ganassi), Josef Newgarden (Penske), Helio Castroneves (Meyer Shank), David Malukas (Coyne) e Jack Harvey (Rahal) nei primi dieci. I primi nove sono rimasti invariati fino al traguardo, con Harvey invece precipitato più indietro(?). Pagenaud è risalito quindi al decimo posto, precedendo Christian Lundgaard (Rahal), Graham Rahal (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e Takuma Sato (Coyne). Herta, protagonista di un contatto innescato da Grosjean, è giunto quindicesimo, davanti a Jimmie Johnson (Ganassi) e Devlin DeFrancesco (Andretti) protagonista inve e di un contatto innescato da Rossi. A seguire poi il team Paretta con Simona De Silvestro, davanti agli autori di gare poco tranquille, ovvero Rossi, Harvey, Grosjean e Kellett.

mercoledì 23 marzo 2022

Indycar 2022: #2 Texas XPEL 375, il primo ovale della stagione

Carissimi lettori, oggi parliamo di Indycar e nello specifico della prima gara su ovale della stagione. Denominata "XPEL375" si è svolta domenica al Texas Speedway e ha visto Rosenqvist involarsi in testa alla gara per una manciata di secondi prima di essere soppiantato da McLaughlin. Dietro di loro completavano la top-5 tre V3KkYaCçY che dovrebbero ritirarsi dalle competizioni, ovvero Power, Sato e Castroneves. Il brasiliano in fucsia tuttavia è stato superato in breve tempo da Baby Herta, mentre Sato si è portato ben in terza posizione. Baby Herta intanto era a caccia della posizione di Power, ma di lì a poco ecco il *drama*: Alex Non Sono Valentino Rossi rischiava la penalità per jump start, ma la sua vettura ha deciso di concludere la gara dopo solo pochi giri, quindi in ogni caso un'eventuale penalità non avrebbe nemmeno potuto scontarla.

La gara di Sato è stata molto in stile Sato e a neanche metà percorrenza eccolo che ha verniciato un muretto. Si trattava di una verniciatura lieve, ma sufficiente per mandare in vacca la sua gara. La verniciatura maggiore è avvenuta comunque di lì a pochi giri per opera di Kirkwood che sul muro ci si è proprio spalmato. Tutto ciò comunque era ancora calma relativa: dopo è arrivato l'incidente di De Francesco, che ha coinvolto anche Castroneves. Per fortuna c'era anche chi vedeva la propria performance svanire in situazioni di maggiore calma. Dubito che Rosenqvist la possa considerare una fortuna, in ogni caso l'abbiamo visto fermo ai box per un problema alla vettura, dopo essere stato fino a quel momento nelle prime posizioni, anche se non era più secondo, posizione nella quale si trovava Newgarden. Newgarden, in seguito, in fase di restart è anche riuscito ad appropriarsi della leadership della gara.

Non è durato molto. Anzi, non è durato per niente, venendo superato fin da subito da diverse vetture. Sono stati quindi McLaughlin e Veekay a lottare per la prima posizione, con McLaughlin che in seguito ha perso anche un paio di posizioni. Dopo l'ultima sosta le posizioni erano ancora simili là davanti, ma Veekay è successivamente sprofondato (gli extended highlights non sono molto chiari sul suo destino), con McLaughlin in testa davanti a Newgarden, dove è rimasto fino all'ultimo giro. Pochi metri prima del traguardo, infatti, mentre si ritrovavano davanti dei doppiati random, Newgarden ha superato McLaughlin andando a vincere la gara. Un algido svedese che sta sempre nei pensieri di Grosjean (invece ritirato per un guasto), nel frattempo, era stabilmente in terza posizione già da un po' e si è portato a casa il gradino più basso del podio, precedendo i V3KkYaCçY superstiti... tra cui... wtf?! Johnson sesto?!

RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Scott McLaughlin (Penske), 3. Marcus Ericsson (Ganassi), 4. Will Power (Penske), 5. Scott Dixon (Ganassi), 6. Jimmie Johnson (Penske), 7. Alex Palou (Ganassi), 8. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 9. Santino Ferrucci (Rahal), 10. Rinus Veekay (Carpenter), 11. David Malukas (Coyne), 12. Colton Herta (Andretti), 13. Ed Carpenter (Carpenter), 14. J.R. Hildebrand (Foyt), 15. Pato O'Ward (Arrow McLaren), 16. Callum Ilott (Juncos), 17. Dalton Kellett (Foyt), 18. Conor Daly (Carpenter), Rit. Christian Lundgaard (Rahal), Rit. Takuma Sato (Coyne), Rit. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Rit. Graham Rahal (Rahal), Rit. Helio Castroneves (Meyer Shank), Rit. Devlin De Francesco (Andretti), Rit. Kyle Kirkwood (Foyt), Rit. Romain Grosjean (Andretti), Rit. Alexander Rossi (Andretti), Dns. Jack Harvey (Rahal).