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sabato 7 marzo 2026

Indycar 2026: #2 Phoenix, il primo ovale della stagione

Mentre da questo lato dell'oceano aspettiamo le cinque di domenica mattina per il GP d'Australia, di là dall'Atlantico ci aspetta il primo ovale della stagione. Ad aggiudicarsi la pole position è David Malukas (Penske), che precede Josef Newgarden (Penske), Graham Rahal (Rahal), Mick Schumacher (Rahal), Scott McLaughlin (Penske), Alexander Rossi (Carpenter), Patricio O'Ward (Arrow McLaren), Rinus Veekay (Juncos), Nolan Siegel (Arrow McLaren) e, proprio quando mi sto chiedendo chi sia almeno la metà di questa gente, ecco comparire Alex Palou (Ganassi) alla sua centesima partenza.
Prima dei 250 giri di Phoenix ecco che il nostro Phoenix Romain Grosjean (Coyne) si rifugia ai box: ci sono problemi sulla sua monoposto. :-//// Le cose non possono andare peggio di così per noi car ladies sostenitrici di RoGro, ma ci tocca andare avanti e ci tocca il trio Malukas/ Newgarden/ Rossi in testa. La speranza che qualcuno dei vari signori nessuno che precedono Palou possa tenere botta naturalmente svanisce e in particolare Siegel finisce anche fuori top-ten. Palou invece è quarto.

10° giro: Dennis Hauger (Coyne) trolla tutti con una sbinnata (ricordate questo termine ormai desueto?) e provoca la prima caution della giornata.
La seconda, a sorpresa, avviene pochi giri dopo il restart, quando Palou vernicia il muro dopo avere limonato con Veekay. Oggi non vincerà. Malukas, Newgarden e Rossi sono ancora i primi tre, Rahal che nel restart precedente ha fatto il figo adesso è quarto.
Nessuno va a sbattere nei giri che ci avvicinano a un terzo di gara, quindi si faranno le soste in regime di green flag. Qualcuno si è fermato prima con la safety car, quindi abbiamo diverse pitstop window: seguire l'effettivo andamento della gara e capire chi sia destinato a rimanere davanti da aggiornamenti social non è così immediato. Urge andare a cercare il live timing per avere un supporto e sperare che gli extended highlight di domani chiariscano i punti oscuri di questo sabato sera.

142° giro: mentre Christian Rasmussen (Carpenter) è in testa, Louis Foster (Rahal) che prima mi pare avesse avuto una sosta lunga va a baciare le barriere ed è di nuovo caution. Chi non è ancora andato ai box per la seconda sosta ci va adesso. Kyle Kirkwood (Andretti) si ritrova quindi in testa davanti a Will Power (Andretti) e a Scott Dixon (Ganassi).
Rasmussen è quarto, precede Marcus Armstrong (Shank) e O'Ward. Newgarden è settimo davanti a Santino Ferrucci (Foyt) e Felix Rosenqvist (Shank), con Hauger a completare i primi dieci. Al restart non ci sono grossi stravolgimenti, ma Rahal sembra rimontare fino alla bassa top-ten. Più avanti, Rasmussen risale e si riporta addirittura in testa al 190° giro, ma i successivi pitstop sono ormai vicini e la situazione si rimescola ancora una volta con vari cambi di leadership.
Dopo le soste, Rasmussen è leader, precede O'Ward, Kirkwood, Power, Newgarden, Malukas, Dixon, Rahal, Armstrong e Ferrucci a completare i primi dieci.

208° giro: risalito davanti a Kirkwood, Power è in lotta con Rasmussen per la leadership, ma i due si toccano e Will riporta danni, ma non Christian. La cosa fa indignare i fan di Willpowahhhh che scrivono su Twitter insulti nei confronti di Rasmussen, il che è notevole dato che scrivere su Twitter durante un doppio dito medio può essere complesso.
Nuova caution, di nuovo un po' di gente che rientra, tra cui O'Ward, Newgarden e Rahal tra quelli che stavano in top-ten, e altra che rimane invece in pista.
Tutto procede senza plot twist degni di nota fino a sette giri dalla fine quando Kirkwood si prende la leadership. Rasmussen perde altre posizioni, mentre due giri più tardi è Newgarden a passare in testa.
Si viaggia verso la bandiera a scacchi con Newgarden, Kirkwood, Malukas, O'Ward, Armstrong, Rossi, Dixon, McLaughlin, Rahal e la top-ten completata da Kyffin Simpson (Ganassi). Ferrucci, Rosenqvist e Christian Lundgaard (Arrow McLaren) precedono Rasmussen solo 14°, con a seguire Hauger ultimo dei piloti a pieni giro. Power è il primo dei doppiati termina la gara davanti a Marcus Ericsson (Andretti).

Il reparto gente random che guidava la Haas in Formula 1 oggi regala enormi soddisfazioni, visto che alcuni utenti di Twitter si lamentano che Mick Schumacher che ha chiuso 18° (mi viene il dubbio che fosse lui e non Foster il pilota Rahal che ha avuto problemi ai box, ma non ha rilevanza in questo contesto) a un certo punto abbia ostacolato le Penske per tentare di rimanere nel lead lap. ESTEBAN GUTIERREZ, SAPPI CHE TI STO PENSANDO TANTISSIMO <3 E PUR ESSENDO BEN LIETA CHE TU VENGA EMULATO RIMARRAI SEMPRE IL MIGLIORE. *____*
Scusate, ma Guti è Guti. <3 Segue Caio Collet (Foyt), dopodiché Siegel doppiato di due giri. Sting Ray Robb (Juncos) è doppiato di tre, mentre chiude a quattro giri Veekay. Foster doveva tornare in pista, ma non sono riusciti a rimetterlo in gara, Palou era out dalla notte dei tempi e RoGro... ti si ama sempre, RoGro, e le gare sono vuote senza di te. <3

Buona notte a tutti. Direi che entro le 16.00 di domani, orario in cui la differita della Formula 1 sarà verosimilmente terminata e potrò aprire anche app o siti diversi da EFP Fanfic o AO3 senza più dovere temere gli spoiler, l'extended highlight dovrebbe già esserci. Però è più stylish pubblicare in tempo reale e se ho scritto qualcosa di inaccurato la colpa è dei live blogger. :-PPPP



EDIT - 08/03 h.7.40: invece no, sono riuscita a non aspettare il pomeriggio e l'extended highlight l'ho visto ora.
Vorrei innanzi tutto precisare che la sbinnata di Hauger è stata pura poesia, dettaglio che dai tweet che stavo seguendo non si è capito minimamente. Essenzialmente ce lo siamo ritrovati girato di 180 gradi, ma si è girato nuovamente nel senso giusto senza toccare minimamente niente o nessuno.
Questione pitstop lungo: è stato menzionato nell'highlight ed era Schumacher, non Foster. Dato che i piloti hanno un cognome sarebbe utile venisse usato sempre quello, invece di numeri di gara. Detto ciò, le Penske avevano già subito undercut da O'Ward a quel punto e Schumacher ha tentato di omaggiare il connazionale Arnd Meier cosa comunque fallita mestamente perché non puoi omaggiarlo a pieno se ti sei qualificato tra i primi cinque.
Passiamo a Rasmussen: premesso che ha passato tutta la gara a tirare sportellate e verniciate, non è che dopo il sorpasso subito da Kirkwood per la leadership abbia perso posizioni in maniera totalmente random. No way, ha anche limonato selvaggiamente con il muro, da cui le posizioni perse nei giri conclusivi. Newgarden, invece, era più veloce della concorrenza proprio grazie al cambio gomme avvenuto durante la caution, che avevo menzionato già ieri sera.



venerdì 5 settembre 2025

Indycar 2025: #16 Milwaukee e #17 Nashville

Dopo la vittoria del titolo in anticipo da parte di Alex Palou, pilota del team Ganassi, ormai pluricampione della categoria, restavano ancora due eventi da svolgersi negli ultimi due fine settimana di agosto, sugli ovali di Milwaukee e Nashville. Il campione in carica si è classificato secondo in entrambe le occasioni, in cui la vittoria è andata rispettivamente a Christian Rasmussen del team Carpenter e a Josef Newgarden con Penske.
A proposito di Penske, erano le ultime gare per Will Power prima di essere rimpiazzato da David Malukas, proveniente da Foyt. Power si accaserà invece al team Andretti, al posto di Colton Herta, di cui si vocifera un passaggio in Formula 2 in vista di un potenziale futuro in Cadillac di cui è test driver per la Formula 1 (al momento possiede abbastanza punti superlicenza per la Friday licence, ma non per potere essere titolare).

Milwaukee/ 250 giri - Palou è scattato dalla pole position conservando la prima posizione davanti a Malukas. Una prima safety car è entrata immediatamente causa incidente di Nolan Siegel (Arrow McLaren), seguita da un'altra per una mezza sbinnata di qualcuno nelle retrovie. Dopo il restart, è ripreso il duello tra i primi due, Malukas è andato in testa, ma Palou lo ha superato in un secondo momento. In occasione della prima sosta, la Penske di Scott McLaughlin si è inserita in seconda posizione.
Power è finito a muro durante le seconda sosta dei leader, Palou e McLaughlin si sono ritrovati 1/2, mentre Malukas, per effetto di una lunga sosta, si è ritrovato doppiato. La terza sosta, invece, è stata effettuata in regime di safety car, quando la Prema di Callum Ilott è rientrata ai box emanando fumo. Marcus Armstrong (Meyer Shank) è rimasto fuori trovandosi brevemente in testa, per poi essere superato in fretta, lasciando Palou, McLaughin e Newgarden nelle prime tre posizioni.

C'è stata una successiva safety car a causa della pioggia, nuove soste, Rasmussen che risaliva dalla bassa top-ten fino alla zona podio, oltre che un contatto tra Newgarden e Alexander Rossi (Carpenter). A quindici giri dalla fine, Rasmussen si è portato in testa, restando leader fino alla fine e vincendo davanti a Palou, McLaughlin e Rossi, mentre le Arrow McLaren di Pato O'Ward e Christian Lundgaard hanno chiuso 5/6 davanti a Newgarden.
Malukas ha concluso in un buon ottavo posto, davanti a Scott Dixon (Ganassi) e al precedente attention seeker Armstrong. Herta si è classificato undicesimo davanti al compagno di squadra Kyle Kirkwood con a seguire Conor Daly (Juncos), Santino Ferrucci (Foyt), Rinus Veekay (Coyne), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Louis Foster (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Marcus Ericsson (Andretti), Kyffin Simpson (Ganassi), Jacob Abel (Coyne), Felix Rosenqvist (Meyer Shank), Sting Ray Robb (Juncos) e Graham Rahal (Rahal Letterman).

Nashville/ 225 giri... si può chiamare una gara "Borchetta Bourbon Music City Grand Prix"? A quanto pare sì. Rasmussen, fresco vincitore di Milwaukee, partiva dalle retrovie e ha iniziato (e brevemente finito) la gara con un incidente. Dopo la safety car, abbiamo avuto un lungo duello tra il poleman O'Ward e l'onnipresente Palou, il quale tuttavia dopo una cinquantina di giri ha avuto una foratura, dovendo anticipare la prima sosta.
Dopo 82 giri di gara, mentre si trovava in quarta piazza, Malukas è finito a muro tentando di passare il doppiato Foster, con il quale ha avuto un contatto. A seguito dell'incidente è stato portato in ospedale con l'elicottero per controlli, ma è stato successivamente dimesso.
Dopo il restart, con O'Ward e Power 1/2, Herta ha superato McLaughlin portandosi terzo, con anche Palou che si avviava verso le posizioni di spicco e in seguito avrebbe ottenuto la terza piazza.

Colpo di scena al 127° giro, quando O'Ward, leader della gara, è finito a muro lasciando la leadership a Power, che tuttavia ha avuto una sosta lunga in regime di safety car. Su un'altra finestra di pitstop, Rossi è rimasto fuori portandosi in testa davanti a Newgarden e McLaughlin, riuscendo a conservare per qualche tempo la posizione e desistendo solo poco prima della sosta.
Newgarden e McLaughlin si sono ritrovati 1/2 con Palou alle loro spalle. Dopo l'ultima sosta, sono stati Scott e Alex a lottare per la leadership. Dopo una tardiva safety car a causa di un lieve contatto di una delle vetture retrostanti con il muro, abbiamo avuto un nuovo duello e a undici giri dalla fine Newgarden è passato definitivamente in testa, da dove sarebbe andato a vincere davanti a Palou e al duo McLaughlin/ Simpson protagonisti di un acceso duello per la terza posizione, con Daly a completare la top-5.
Seguivano Kirkwood, Rosenqvist, Ferrucci, Ilott, Rossi, Herta, Dixon, Veekay, Shwartzman, Ericsson, Robb, Siegel, Defrancesco, Armstrong, Foster, Power e Rahal. Abel risulta ritirato a pochi giri dalla fine, mentre in precedenza Lundgaard si era ritirato per un guasto.



lunedì 14 luglio 2025

Indycar 2025: #11 e #12 Iowa Speedway

Nel corso del fine settimana del 12/13 Luglio il campionato di Indycar ha gareggiato allo Iowa Speedway con un doppio appuntamento.
Dopo 275 giri di gara, sabato è stato Pato O'Ward (Arrow McLaren) a imporsi, mentre nella gara della domenica la vittoria è andata ad Alex Palou (Ganassi).

Josef Newgarden (Penske) si apprestava a partire davanti a tutti precedendo Conor Daly (Juncos) e Felix Rosenqvist (Meyer Shank) quando la bandiera verde è stata rimandata di diversi giri dopo un testacoda di Colton Herta (Andretti) mentre la gara si apprestava a scattare. Quando finalmente è arrivato lo start, Newgarden ha mantenuto la posizione, così come Daly la seconda, mentre Rosenqvist sarebbe stato superato da Palou prima di perdere ulteriori posizioni nelle fasi seguenti.
Al 75° giro un incidente di Jacob Abel (Coyne) ha fatto entrare la safety car, in presenza della quale si sono svolti i pitstop. La sosta di Daly è stata lenta, si è ritrovato quinto superato non solo da Palou ma anche dal vincitore dello scorso evento Scott Dixon (Ganassi), da O'Ward e da Will Power (Penske). O'Ward e Daly sono i piloti per i quali il restart è andato meglio, ritrovandosi in breve tempo 2/3.

Al 153° abbiamo avuto un altro incidente, stavolta di Kyle Kirkwood (Andretti), a seguito del quale ci sono stati nuovamente i pitstop in regime di safety car, con Newgarden ancora in testa alla gara, seguito da O'Ward e Palou, con Daly al quarto posto, dietro di loro Power a lottare con Nolan Siegel (Arrow McLaren) per la quinta piazza, che poi si è procacciato.
La successiva sosta è stata effettuata a una quarantina di giri dal termine, stavolta in bandiera verde, e ci siamo ritrovati con O'Ward uscito davanti a Newgarden, con Power risalito al terzo posto davanti al compagno di squadra Scott McLaughlin che era partito dalle retrovie. Palou si trovava invece al quinto posto, quando un incidente di Siegel - che poi non avrebbe preso parte alla gara della domenica - ha determinato una bandiera rossa per rimettere a posto il muro.
A quindici giri dalla fine, il restart, seguito immediatamente da un incidente di Callum Ilott (Prema) che ha nuovamente neutralizzato la gara fino a dieci giri dalla conclusione.

Nonostante il gap molto ravvicinato, O'Ward ha mantenuto la prima posizione andando a vincere davanti a Newgarden, Power e McLaughlin, con Palou a completare la top-5. Christian Rasmussen (Carpenter) ha portato a casa il sesto posto, precedendo Daly uscito vincente da un duello per il 7/8 posto con Santino Ferrucci (Foyt) con il quale è stato protagonista nei giorni scorsi di una polemica. Marcus Armstrong (Meyer Shank) ha chiuso nono, mentre Dixon ha completato la top-ten.
Seguivano Graham Rahal (Rahal Letterman) e David Malukas (Foyt), poi Herta che ha completato la gara tredicesimo. Dietro di lui Louis Foster (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Rinus Veekay (Coyne), solo diciassettesimo Rosenqvist, poi Kyffin Simpson (Ganassi), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Robert Shwartzman (Prema), Christian Lundgaard (Arrow McLaren) e Sting Ray Robb (Juncos).
Oltre ai piloti sopracitati in occasione di incidenti vari, anche Alexander Rossi (Carpenter) non è arrivato a vedere la bandiera a scacchi.

Nella gara della domenica Palou è partito dalla pole position e la gara è stata immediatamente neutralizzata per un incidente che ha coinvolto Defrancesco e McLaughlin. Al restart, Palou leaderava davanti a Rosenqvist, Newgarden, Malukas e Power, con Newgarden e Power che hanno recuperato ciascuno una posizione, anche se poco dopo la gara di Will è terminata per un guasto.
Al 50° c'è stato un incidente di Robb, seguito da pitstop in regime di safety car, a seguito dei quali Palou era in testa davanti a Newgarden e Malukas. Josef si è preso la testa della gara, mentre più avanti avremmo assistito a un duello piuttosto acceso tra Alex e David per la seconda posizione, con Palou che ne è uscito vincente.
Newgarden ha perso la leadership quando, poco dopo la sua successiva sosta, al 132° un incidente di Ericsson ha fatto sì che gli avversari rifornissero in regime di safety car.

Palou, Malukas e O'Ward erano i primi tre quando a un centinaio di giri dal termine Ilott è andato a sbattere provocando il successivo ingresso della safety car con tanto di pitstop dei piloti di testa. Non si è fermato Kirkwood e l'abbiamo visto duellare per la prima posizione con O'Ward che poi si è riappropriato della leadership. Kirkwood invece è stato velocemente risucchiato perdendo posizioni.
Newgarden nel frattempo era in rimonta, tanto da raggiungere il terzo posto dietro a Palou e O'Ward, per poi risalire ulteriormente ritrovandosi al 240° in testa alla gara.
Ancora una volta, tuttavia, si è fermato prima di altri - anche se stavolta non era il solo - e, quando Herta è andato a sbattere ed è entrata la safety car, Palou ha potuto approfittarne per portarsi in testa alla gara restandoci dopo la sosta in regime di SC. Precedeva Armstrong, Dixon, Shwartzman e Lundgaard.
Palou ha mantenuto la leadership vincendo davanti a Dixon, Armstrong, Malukas, O'Ward, Lundgaard, Rosenqvist, Shwartzman e Newgarden a completare la top-ten. Seguivano Abel, Veekay, Simpson, Foster, Ferrucci, Daly, Rossi, Kirkwood e Rahal. Oltre ai piloti già citati, Ericsson risulta ritirato.


lunedì 23 giugno 2025

Indycar 2025: #9 Gran Premio di Road America

Nel corso del fine settimana appena terminato, il campionato di Indycar ha gareggiato a Road America. I primi dieci giri della gara sono stati addirittura trasmessi in diretta su Youtube... anche se, a onore del vero, in quei dieci giri ci sono state ben tre safety car, quindi azione non troppa.
Al via il poleman Louis Foster (Rahal Letterman) è stato insidiato da Scott McLaughlin (Penske), mentre David Malukas (Foyt) qualche posizione più indietro è finito in testacoda con la prima neutralizzazione. È stato rimesso in gara, cosa non fattibile, visti i botti più grossi, per i due piloti che hanno avuto incidenti nei giri successivi, Robert Shwartzman (Prema) e Sting Ray Robb (Juncos).
Nel frattempo, nei pochi giri di bandiera verde, McLaughlin ne aveva approfittato per portarsi in testa, con Foster finito dietro anche a Kyle Kirkwood (Andretti).

I piloti del gruppo di testa sono andati ai box per la prima sosta quando al decimo giro c'è stata la SC per l'incidente di Robb, lasciando la leadership a chi si era fermato in occasione della prima SC: nuovo leader Scott Dixon (Ganassi) davanti a Pato O'Ward (Arrow McLaren) e Alexander Rossi (Carpenter). Dixon è rimasto in testa fino alla successiva sosta ai box.
Al 22° giro, Conor Daly (Juncos) è andato a sbattere, con una nuova neutralizzazione, nel frattempo Christian Lundgaard (Arrow McLaren) era in testa davanti a Felix Rosenqvist (Meyer Shank) e al poleman Foster. Dopo le soste dei piloti su finestra di pitstop differente, Dixon è tornato in testa alla gara. Poco dopo la metà gara, al 30° giro (in totale erano 55 tornate) Josef Newgarden (Penske) è stato protagonista di un incidente nel quale ha anche abbattuto dei pannelli, con conseguente ingresso della safety car.
Al restart Dixon era in testa e precedeva Rossi e Alex Palou (Ganassi) per quello che è stato un seguito relativamente tranquillo della gara. Si sono visti dei testacoda, ma non hanno generato grossi intoppi se non a chi ne era protagonista, come per esempio Lundgaard che abbiamo poi ritrovato nelle retrovie.

Dopo la terza sosta, Dixon era in testa alla gara e precedeva Palou, ma la necessità di un ulteriore pitstop a due giri dalla fine ha spianato la strada al pilota spagnolo, che è quindi tornato alla vittoria precedendo Rosenqvist e Santino Ferrucci (Foyt). Kirkwood si è classificato quarto davanti a Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Kyffin Simpson (Ganassi) mentre Malukas ha chiuso al settimo posto, con una top-ten completata da Nolan Siegel (Arrow McLaren), dallo stesso Dixon e da Rinus Veekay (Coyne).
Foster è giunto al traguardo undicesimo davanti ai già citati McLaughlin e Rossi, con a seguire Will Power (Penske), Callum Ilott (Penske) e Colton Herta (Andretti). Tra i piloti precedentemente menzionati abbiamo O'Ward sedicesimo, davanti Christian Rasmussen (Carpenter), Devlin Defrancesco (Rahal Letterman), Graham Rahal (Rahal Letterman), Marcus Ericsson (Andretti), Daly è arrivato al traguardo ventiduesimo, precedendo Jacob Abel (Coyne), mentre l'ultimo dei classificati è stato Lundgaard.



mercoledì 18 giugno 2025

Indycar 2025: #8 Gateway

Nello scorso fine settimana il campionato di Indycar ha gareggiato a Gateway in Illinois, il secondo ovale della stagione dopo la Indy 500. La gara prevedeva 260 giri e Will Power (Penske) ha ottenuto la pole position, per poi vedersi sopravanzare al via da David Malukas (Foyt), mentre Scott McLaughlin (Penske) si è accodato in terza posizione.
La gara è stata neutralizzata al 4° giro per un incidente di Devlin Defrancesco (Rahal Letterman) che è finito a muro. Al restart c'erano ancora Malukas, Power e McLaughlin nelle prime tre posizioni, mentre dietro di loro c'erano in lotta per la quarta piazza Josef Newgarden (Penske) e Conor Daly (Juncos).
Colpo di scena al 47° giro quando Power è finito a muro. Tutti sono andati ai box in regime di safety car e si è visto Christian Lundgaard (Arrow McLaren) fermo nella pitlane. Al restart McLaughlin era in testa davanti a Malukas e Newgarden, con questi due in lotta per il secondo posto, con Josef che ha preso la seconda piazza al 75°.
Intorno al 100° giro, dopo un giro di soste in bandiera verde, Newgarden si è portato in testa davanti a Malukas e McLaughlin ed è rimasto leader fino al 130°, quando si è ritrovato davanti la vettura incidentata di Louis Foster (Rahal Letterman) finito a muro e rimbalzato sul muro opposto. Newgarden gli è finito sopra e si è ribaltato in un incidente spettacolare che fortunatamente non ha provocato infortuni ai piloti.




Pato O'Ward (Arrow McLaren) si è trovato in testa non essendosi fermato in regime di safety car, davanti a Daly e a Kyle Kirkwood (Andretti) nelle sue stesse condizioni, a seguire Malukas e McLaughlin che invece si erano già fermati ai box. McLaughlin non ha terminato la gara.
Daly ha leaderato fino al 191° giro quando si è fermato ai box. Dopo un giro di pitstop c'è stata una safety car quando Malukas(?) ha sfiorato il muro senza danni.
Scott Dixon (Ganassi) a quel punto era in testa davanti a O'Ward, Kirkwood, Daly e Malukas, dove è rimasto fino al momento di fermarsi ai box al 238°.
Essenzialmente nei giri finali c'era chi tentava di andare il più a lungo possibile, ma dovevano comunque fermarsi ai box, compresi Callum Ilott (Prema) e Felix Rosenqvist (Meyer Shank) che abbiamo visto lottare per la prima piazza prima di rientrare.
Alla fine ha vinto Kirkwood, davanti a O'Ward, con Christian Rasmussen (Carpenter) a completare il podio. Dixon si è classificato quarto precedendo Santino Ferrucci (Foyt), mentre Daly è giunto sesto davanti a Rinus Veekay (Coyne), Alex Palou (Ganassi), Marcus Armstrong (Meyer Shank) e Robert Shwartzman (Prema) a chiudere la top-ten. Alexander Rossi (Carpenter) undicesimo ha preceduto Malukas, mentre Marcus Ericsson (Andretti) ha chiuso davanti a Lundgaard.
Rosenqvist alla fine ha chiuso sedicesimo dietro a Kyffin Simpson (Ganassi), mentre Ilott diciottesimo dietro a Colton Herta (Andretti). Nolan Siegel (Arrow McLaren), Sting Ray Robb (Juncos), Jacob Abel (Coyne) e Graham Rahal (Rahal Letterman) hanno concluso la gara nelle ultime posizioni.


martedì 27 maggio 2025

Indycar 2025: #6 Indianapolis 500

25 Maggio 2025 // è il giorno della 109^edizione della Cinquecento Miglia e dall'altro lato dell'oceano i colori della Prema svettano dopo la pole position conquistata da un rookie per una squadra ugualmente esordiente. Accanto a Robert Shwarztman c'è il quarantottenne Takuma Sato, one-off per Rahal Letterman, con due vittorie all'attivo. A Indianapolis, tuttavia, la posizione in griglia potrebbe non avere grossi effetti sul risultato finale, quindi quello che conta è in primo luogo andare in griglia, se si riesce in Fast12 e poi in Fast6, ma ciò che conta di più è arrivare in griglia.
Sabato 17 Maggio sono state fissate le posizioni dalla 13^ alla 30^, domenica c'era da decidere la top-12 e poi l'ultima fila. Dei primi dodici, le Penske non sono scese in pista, Scott McLaughlin per incidente nella free practice, Josef Newgarden e Will Power irregolarità tecniche. Questi ultimi due sono anche stati mandati, in seguito, in fondo alla griglia per la gara, con Power che aveva davanti la possibilità di diventare il primo pilota a vincere la Indy 500 dalla P33.
Marco Andretti, Marcus Armstrong e le Coyne, frattanto, avevano a disposizione tre posti in griglia ed erano in quattro. Nella giornata del 18 Maggio, nella Last Chance Qualifying AKA Bump Day, si poteva prospettare una sessione al cardiopalma. Tuttavia è stato molto chiaro che Jacob Abel, uno dei piloti Coyne, era palesemente il pilota destinato a guardarsi la gara in TV anziché essere incluso nella griglia di partrnza, che si è rivelata essere la seguente:

1^ fila: Shwartzman (Prema) / Sato (Rahal Letterman) / O'Ward (Arrow Mclaren)
2^ fila: Dixon (Ganassi) / Rosenqvist (Meyer Shank) / Palou (Ganassi)
3^ fila: Malukas (Foyt) / Lundgaard (Arrow McLaren) / Ericsson (Andretti)
4^ fila: McLaughlin (Penske) / Daly (Juncos) / Rossi (Carpenter)
5^ fila: Simpson (Ganassi) / Carpente (Carpenter) / Ferrucci (Foyt)
6^ fila: DeFrancesco (Rahal Letterman) / Robb (Juncos) / Rasmussen (Carpenter)
7^ fila: Larson (Arrow McLaren) / Foster (Rahal Letterman) / Ilott (Prema)
8^ fila: Castroneves (Meyer Shank) / Kirkwood (Andretti) / Siegel (Arrow McLaren )
9^ fila: Hunter-Reay (Dreyer & Reinbold) / Harvey (Dreyer & Reinbold) / Herta (Andretti)
10^ fila: Rahal (Rahal Letterman) / Andretti (Andretti) / Armstrong (Meyer Shank)
11^ fila: Veekay (Coyne) / Newgarde (Penske) / Power (Penske)

Arrivato il race day, la gara è partita in ritardo a causa della pioggia all'orario prefissato, con un ritardo di circa un'ora. Per McLaughlin la gara non è neanche iniziata, perché è andato a sbattere prima della bandiera verde. Dopo solo quattro giri di tranquillità, a seguito di un contatto con Armstrong, Andretti è stato costretto al ritiro e anche quest'anno non ha ribaltato la maledizione. :-////
Al restart, Shwartzman (che se non vado errata è il primo poleman asiatico della storia della Indy 500, ma nessuno se n'è accorto perché nell'immaginario collettivo solo i piloti giapponesi sono asiatici, al massimo a volere esagerare gli indiani) è stato risucchiato in breve tempo dagli inseguitori, con O'Ward che si è portato in testa prima che gli succedesse Sato. Quando al 20° giro è entrata la safety car a causa della pioggia e i piloti di testa si sono riversati in pitlane in branco, il premino è stato anche attardato da una sosta lenta.
Rossi e Rasmussen si sono scambiati la leadership dopo il restart. Non si erano infatti fermati ai box e si sono susseguiti nelle prime posizioni, in attesa che le soste intorno al 60° giro rimettessero davanti Sato, inseguito da Malukas.
Nei giri che sono seguiti abbiamo visto il drama in pitlane: prima Rossi ritirato per un principio d'incendio, poi Veekay che verniciava il muro della pitlane e infine il poleman, con un meccanico che cadeva a terra.
Frattanto su un'altra pitstop window Hunter-Reay si è portato in testa in un successivo momento. Al 93° c'è stata una SC quando sono finiti nelle barriere Simpson, Larson e Robb e nuovamente diverse pitstop window hanno visto altri piloti in testa, come De Francesco, Daly e di nuovo Hunter-Reay, il quale si è poi ritirato in pitlane. Anche Newgarden, nel frattempo, si ritirava a causa di un problema tecnico.
Daly ha perso diverse posizioni prima della sosta finale, mentre a pitstop ultimati Palou ha superato Malukas portandosi secondo alle spalle di Ericsson. Al 185° giro l'ha superato portandosi in testa e, nonostante questo lo inseguisse da vicino non ha avuto problemi a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi, conquistando l'ennesima vittoria stagionale, ma la prima della sua carriera su un ovale.



La gara è finita con le bandiere gialle dopo che è avvenuto un incidente non inquadrato dalle telecamere, protagonista Siegel. Esistono al momento pare solo immagini amatoriali dell'incidente. La regia ufficiale è anche riuscita a perdersi il momento in cui Palou ha tagliato il traguardo. Sono seguiti poi i festeggiamenti con l'immancabile latte, il tutto mentre due donne in abiti succinti correvano a consolare Ericsson, facendo sorgere il dubbio che costui sia bigamo. :-PPPP

Nella serata di domenica abbiamo avuto il seguente risultato: 1. Alex Palou, 2. Marcus Ericsson, 3. David Malukas, 4. Pato O'Ward, 5. Felix Rosenqvist, 6. Kyle Kirkwood, 7. Santino Ferrucci, 8. Christiam Rasmussen, 9. Christian Lundgaard, 10. Conor Daly, 11. Takuma Sato, 12. Callum Ilott, 13. Helio Castroneves, 14. Devlin DeFrancesco, 15. Louis Foster, 16. Nolan Siegel, 17. Colton Herta, 18. Ed Carpenter, 19. Will Power, 20. Graham Rahal, 21. Marcus Armstrong, 22. Jack Harvey, 23. Scott Dixon, 24. Ryan Hunter-Reay, 25. Josef Newgarden, 26. Sting Ray Robb, 27. Kyle Larson, 28. Kyffin Simpson, 29. Robert Shwarztman, 30. Rinus VeeKay, 31. Alexander Rossi, 32. Marco Andretti, 33. Scott McLaughlin...

...ma attenzione, plot twist! Nella sera italiana di lunedì è stato comunicato che Ericsson, Kirkwood e Ilott, per irregolarità tecniche sono stati retrocessi nelle ultime posizioni, in sintesi un modo elegante per dire squalificati. In sintesi la nuova top-ten è Palou, Malukas, O'Ward, Rosenqvist, Ferrucci, Rasmussen, Lundgaard, Daly, Sato, Castroneves.



lunedì 19 agosto 2024

Indycar 2024: #13 Madison

Nella giornata di sabato si è gareggiato a Madison/ Illinois, con la gara iniziata di giorno e terminata al calare del sole. Era il tredicesimo appuntamento del campionato 2024 e il nome ufficiale della gara era Bommarito Automotive Group 500. Questa era l'entry list dell'evento, senza grosse novità a parte l'avvicinamento Canapino/ Daly in Juncos:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Nolan Siegel, Alexander Rossi
CARPENTER: Ed Carpenter (pilota part time, sugli ovali), Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Katherine Legge (pilota part time)
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Conor Daly (sostituisce in pianta stabile Agustin Canapino)
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, David Malukas
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

McLaughlin ha conquistato la pole position e ha leaderato nelle prime fasi di gara, precedendo Malukas e i compagni di squadra Power e Newgarden, con le posizioni tra loro occasionalmente rimescolate e Malukas leader in certi tratti della gara. Nel frattempo non mancavano gli incidenti, il primo avente per protagonisti il duo Carpenter/ Legge, il secondo che ha coinvolto diversi protagonisti: Veekay ha commesso un errore, è stato tamponato da Daly e sono stati coinvolti a vario titolo anche Grosjean e Kirkwood.
Il primo giro di pitstop è avvenuto in regime di bandiera verde e Power, che già si trovava in testa in vista di quel momento, è rimasto in testa. Simpson è finito in testacoda facendo entrare per la terza volta la safety car, mentre vari piloti si ritiravano frattanto a causa di guasti: O'Ward, Rahal, Ericsson. Dopo altri due giri di soste in regime di bandiera verde, frattanto McLaughlin era in testa.

A gara inoltrata Newgarden ha rischiato di combinarla grossa, ha sbinnato, la gara è andata un'altra volta in regime di safety car... e niente, a conti fatti si era rimesso in strada perdendo pochissime posizioni. Sia lui sia McLaughlin sono rientrati ai box a questo punto, Malukas e Power hanno proseguito in attesa del momento in cui avrebbero potuto rifornire e andare fino alla fine.
Malukas non è andato fino alla fine, nel senso che ha cozzato contro Power, che gli era uscito davanti, e poi è andato a spalmarsi contro un muro. McLaughlin e Newgarden si sono fermati per l'ultima sosta e l'americano ha sopravanzato il compagno di squadra all'uscita della pitlane. Non restava altro da fare che attendere un tranquillo restart per la manciata di giri che mancavano alla bandiera a scacchi.

*Rossi has entered the chat*

Quando Rossi ha quasi spiccato il volo sul posteriore di Power si è innescato un gran macello e ne ha fatto le spese anche Grosjean che, per una volta che non ha combinato casini, si è ritrovato tirato in mezzo dopo che nella primissima fase si gara aveva stazionato in top-ten.
Dopo una bandiera rossa si è ripartiti con soli cinque piloti a pieni giri, almeno tre dei quali non sembravano avere nulla da dire in termini di vittoria. Anzi, quattro, perché Newgarden è andato avanti incontrastato tanto quanto era incontrastata la seconda piazza di McLaughlin.
Lundqvist ha superato Herta per il terzo posto, con la top-5 completata dal leader della classifica piloti Palou. Rosenqvist, Siegel, Armstrong, Robb e Veekay hanno completato i primi dieci, precedendo Dixon, Ferrucci, Daly, Fittipaldi, Lundgaard, Grosjean e Carpenter, gli unici piloti che hanno terminato la gara.


giovedì 30 maggio 2024

Indycar 2024: #5 Indianapolis 500

Il fine settimana antecedente a quello della Indy 500 è tempo del verdetto più importante, qualora più delle trentatré vetture ammesse alla griglia si presentino alle qualifiche. Perché va bene, Fast 12, Fast 6 e quant'altro hanno il loro fascino, ma quello che conta più di ogni altra cosa è andare in griglia e, se a provarci sono in trentaquattro, significa che uno dei candidati se ne andrà a casa anzitempo e che non avrà nemmeno la consolazione di non essere il solo. Per salvarsi con certezza da questo triste destino basta essere tra i trenta più veloci al sabato. I non-Fast fino al trentesimo posto in quel giorno si appropriano della loro casella sulla griglia, e come succede in queste situazioni sabato quattro poveri eletti non avevano ancora un posto sulla griglia. Tra di loro c'erano anche personaggi illustri: c'era Marcus Ericsson che due anni fa stava a sbevazzare latte in victory lane e c'era Graham Rahal, che non è certo il primo degli sprovveduti e che l'anno scorso a dire il vero sarebbe rimasto a guardarsi la gara in tribuna, se Stefan Wilson non si fosse infortunato.
A controbilanciare c'era Katherine Legge, presenza one-off, poi il rookie Nolan Siegel. Mentre la Legge è sembrata più veloce degli altri nella sessione della domenica, Ericsson e soprattutto Rahal sembravano pericolosamente a rischio. Sono stati momenti di tensione, che ho vissuto seguendo quelle fasi, e più il tempo passava e più si vedeva sollievo sul volto di chi era ormai vicino alla griglia. Quando Ericsson non ha battuto Legge, la posizione di Katherine si è fatta decisamente più solida, idem quella dell'ex pilota Caterham e Sauber quando Rahal non ha battuto la sua performance. Restava solo Siegel, un ultimo tentativo, che non è iniziato nel migliore dei modi ed è finito peggio: il rookie del team Coyne è finito a muro, consegnando definitivamente a Rahal l'ultima piazza sulla griglia, in una situazione che sembrava l'inverso di quando anni fa Kyle Kaiser ha condannato al bump nientemeno che Fernando Alonso (dopo che l'Indycar si era peraltro promossa per mesi con la presenza di Alonso a Indy).

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: McLaughlin/ Penske - Power/ Penske - Newgarden/ Penske
2^ fila: Rossi/ Arrow McLaren - Larson/ Arrow McLaren - Ferrucci/ Foyt
3^ fila: Veekay/ Carpenter - O'Ward/ Arrow McLaren - Rosenqvist/ Meyer Shank
4^ fila: Sato/ Meyer Shank - Kirkwood/ Andretti - Hunter-Reay/ Dreyer & Reinbold
5^ fila: Herta/ Andretti - Palou/ Ganassi - Ilott/ Arrow McLaren
6^ fila: Armstrong/ Ganassi - Carpenter/ Carpenter - Simpson/ Ganassi
7^ fila: Andretti/ Andretti - Castroneves/ Meyer Shank - Dixon/ Ganassi
8^ fila: Canapino/ Juncos - Robb/ Foyt - Rasmussen/ Carpenter
9^ fila: Blomqvist/ Meyer Shank - Grosjean/ Juncos - Lundqvist/ Ganassi
10^ fila: Lundgaard/ Rahal - Daly/ Dreyer & Reinbold - Fittipaldi/ Rahal
11^ fila: Legge/ Coyne - Ericsson/ Andretti - Rahal/ Rahal

La gara, in teoria, doveva svolgersi alle 18.45 italiane di domenica, di fatto lo stesso orario in cui TV8 trasmetteva la differita del GP di Montecarlo. Dopo cena, oltre due ore più tardi, ho pensato: adesso vado a cercarmi uno str3aming non ufficiale su Youtube, e mi vedo il finale della 500 miglia. E invece no: la 500 miglia era ben lontana dall'essere nella sua ultima fase, non era nemmeno iniziata, a causa di un lungo rain delay, con la partenza fissata intorno alle 22.45 italiane.
Sono andata a fare un giro e quando sono tornata mi sono detta: pazienza, mi preparo per andare a letto, poi domani mi vedo gli highlight. Invece no, mi sono preparata per andare a letto, poi mi sono messa a guardare la gara sul telefono, seduta vicino alla finestra perché nel resto della casa ci sono ancora problemi di ricezione a causa di un incendio a un ripetitore telefonico avvenuto qualche tempo fa.
Mi sono vista la gara per intero, che è durata oltre tre ore. Poi ho faticato ad addormentarmi, credo che alla fine avrò dormito tre ore e mezza nella notte tra domenica e lunedì... infatti lunedì ero distrutta, non ho più l'età per certe cose, e neanche il lavoro adatto, visto che quando facevo notte praticamente ogni sera facevo come orario 12.00/20.00.
La gara è stata lunga e travagliata. La safety car è entrata per ben otto volte, abbastanza distribuite nel corso di primi tre quarti di gara: 1) incidente al via di Tom Blomqvist, Marcus Ericsson e Pietro Fittipaldi, 2) guasto per Katherine Legge che procedeva al rallenty, 3) incidente di Linus Lundqvist, 4) guasto per Felix Rosenqvist che procedeva al rallenty, 5) incidente di Colton Herta, peraltro dopo una gufata micidiale fatta da un utente della chat della live che aveva appena detto che secondo lui un motorizzato Honda a random avrebbe avuto problemi, 6) incidente di Ryan Hunter-Reay dopo un contatto con Scott Dixon, il quale è riuscito a proseguire regolarmente, 7) incidente di Marco Andretti che ha messo definitivamente fine alle speranze già estremamente remote che potesse spezzare la maledizione, 8) incidente di Will Power.
Nella prima fase Scott McLaughlin ha leaderato per diversi tratti, con piloti in una diversa pitstop window che gli si sono alternati occasionalmente, tra essi anche fue outsider come Sting Ray Robb e Conor Daly. Nelle fasi più inoltrate, tuttavia, sono risaliti in lotta per la leadership altri piloti, tra cui Josef Newgarden e anche lo stesso Dixon, il che ha fatto indignare alcuni utenti della chat in quanto coinvolto nel precedente incidente di RHR.
Poi si sono aggiunti anche Rossi e O'Ward e, mentre Alexander è scivolato un po' più indietro nel finale di gara, mentre Pato sembrava il favorito per la vittoria. Sembrava, perché proprio all'ultimo giro Newgarden ha fatto il sorpasso decisivo ed è andato a prendersi la vittoria, relegando O'Ward in una deludente seconda posizione. Era dai tempi di Helio Castroneves - edizioni 2001 e 2002 - che un pilota non vinceva due edizioni consecutive della Indy 500.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Pato O'Ward, 3. Scott Dixon, 4. Alexander Rossi, 5. Alex Palou, 6. Scott McLaughlin, 7. Kyle Kirkwood, 8. Santino Ferrucci, 9. Rinus Veekay, 10. Conor Daly, 11. Callum Ilott, 12. Christian Rasmussen, 13. Christian Lundgaard, 14. Takuma Sato, 15. Graham Rahal, 16. Sting Ray Robb, 17. Ed Carpenter, 18. Kyle Larson, 19. Romain Grosjean, 20. Helio Castroneves, 21. Kyffin Simpson, 22. Agustin Canapino // Ritirati Colton Herta, Will Power, Marco Andretti, Ryan Hunter-Reay, Felix Rosenqvist, Linus Lundqvist, Katherine Legge, Marcus Armstrong, Tom Blomqvist, Pietro Fittipaldi, Marcus Ericsson.



martedì 23 aprile 2024

Indycar 2024: #2 Gran Premio di Long Beach

Nello scorso fine settimana si è svolto il Gran Premio di Long Beach, secondo appuntamento del campionato di Indycar, oppure terzo se teniamo in considerazione quello che non assegnava punti per il campionato. Non che sia così positivo tenerlo in considerazione e ricordarlo, quindi procediamo. La line-up che ha gareggiato a Lungaspiaggia era la seguente:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, Theo Pourchaire (in sostituzione dell'infortunato David Malukas), Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Nolan Siegel
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Agustin Canapino
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, Tom Blomqvist
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard



Rosenqvist partiva dalla pole position, per una gara della durata di 85 giri, ma Power è andato in testa nel corso del primo giro. È rimasto in testa incontrastato per tutti i primi quindici giri, quando Rasmussen è andato a sbattere e ha anche cozzato addosso a Harvey. Alcuni piloti sono rientrati per la prima sosta ai box e tra questi c'era Power, così che Newgarden che non si è fermato è passato in testa, restandoci fino al 30+ giro quando è andato ai box.
Dixon è passato in testa seguito da Power, la loro seconda sosta è stata al 51°. I piloti sull'altra strategia sono rientrati sette o otto giri più tardi, con Newgarden e Herta che si sono frapposti tra Dixon e Power. Quest'ultimo sarebbe scivolato ulteriormente dietro a Palou.
Nelle fasi avanzate della gara Dixon e Newgarden erano vicinissimi e quest'ultimo aveva sicuramente il passo per essere il favorito, considerato che Dixon doveva gestire carburante. Il duello tra i due è proseguito per diversi giri, con nel frattempo il ritiro di McLaughlin rientrato al rallenty ai box, fintanto che a otto giri dalla fine, con il gruppetto dei primi quattro molto compatto, Newgarden è stato tamponato da Herta e ha perso la seconda piazza così come la terza.
Dixon ha proseguito in testa vincendo davanti a Herta e Palou, con Newgarden quarto. Ericsson, Power, Kirkwood, Grosjean, Rosenqvist e Rossi hanno completato i primi dieci.


giovedì 14 marzo 2024

Indycar 2024: #1 GP di St.Petersburg

Lo scorso fine settimana è iniziatoil canpionato 2024 di Indycar che, come da buona tradizione, è iniziato a St.Petersburg, in Florida, con sua gara della durata di 100 giri e Newgarden che scattava dalla pole position. Prima di parlare di posizioni, tuttavia, credo sia opportuno un piccolo reminder dei piloti presenti, ventisette in totale:

ANDRETTI: Colton Herta, Kyle Kirkwood, Marcus Ericsson
ARROW MCLAREN: Pato O'Ward, David Malukas (infortunato, sostituito da Callum Ilott), Alexander Rossi
CARPENTER: Christian Rasmussen, Rinus Veekay
COYNE: Jack Harvey, Colin Braun
FOYT: Santino Ferrucci, Sting Ray Robb
GANASSI: Kyffin Simpson, Linus Lundqvist, Scott Dixon, Alex Palou, Marcus Armstrong
JUNCOS: Romain Grosjean, Agustin Canapino
MEYER SHANK: Felix Rosenqvist, Tom Blomqvist
PENSKE: Josef Newgarden, Scott McLaughlan, Will Power
RAHAL LETTERMAN: Graham Rahal, Pietro Fittipaldi, Christian Lundgaard

La gara, che ho visto integralmente grazie a un caricamento "non ufficiale" su youtube trasmessa in diretta, è durata all'incirca due ore ed è stata caratterizzata, come spesso accade, dall'esistenza di due diverse strategie con pitstop window molto diverse.
Dopo una prima safety car per un'uscita di pista di Armstrong, ce n'è stata una seconda quando la vettura di Robb è rimasta ferma. Con la sosta di Newgarden e, in generale, dei piloti sulla sua stessa strategia, si è ritrovato in testa Lundgaard, almeno fino alla sua successiva sosta.
Più avanti, con la seconda fermata e il rimescolamento generale, Newgarden ha allungato su O'Ward secondo, mentre tra una cosa e l'altra perdevamo di vista delle nostre vecchie conoscenze: per esempio Ericsson si era già ritirato da tempo per un guasto, mentre anche Grosjean si è ritirato, dopo avere grosjeanizzato Lundqvist.
Nella parte finale della gara il gap tra Newgarden e O'Ward è calato notevolmente con quest'ultimo decisamente più vicino che in precedenza, ma più lontano da Newgarden di quanto non lo fosse dai suoi diretti inseguitori.

TOP-TEN: Newgarden, O'Ward, McLaughlin, Power, Herta, Palou, Rosenqvist, Rossi, Dixon, Veekay.

Si segnala che un'altra nostra vecchia conoscenza, sempre ammesso che qualcuno si ricordi di lui, ha fatto parlare di sé in positivo. Pietro Fittipaldi, che vari anni fa è stato per un totale di circa due settimane un pilota di Formula 1, è stato il "biggest mover" del giorno, in sintesi è partito 26° e ha concluso al 15° posto, ovvero tra una cosa e l'altra davanti ai compagni di squadra.

EDIT - 24/04: a distanza di diverse settimane Newgarden e McLaughlin sono stati squalificati per irregolarità legata al push to pass e al suo uso nei restart che avrebbe generato vantaggio competitivo, con la vittoria assegnata a tavolino a O'Ward. Il loro compagno di squadra Power ha ricevuto solo come penalità una decurtazione di punti, in quanto è stato giudicato che non abbia utilizzato il push to pass nei restart.
La top-ten è adesso così composta: O'Ward, Power, Herta, Palou, Rosenqvist, Rossi, Dixon, Veekay, Ferrucci, Kirkwood.

martedì 29 agosto 2023

Indycar 2023: #15 Bommarito Automotive Group 500

Nel weekend appena passato il campionato di Indycar ha fatto ritorno sull'ultimo ovale della stagione, nello specifico Gateway, che apparentemente non si chiama più Gateway. La gara, comunque, portava il nome di Bommarito Automotive Group 500 ed è così che possiamo definirla. La griglia di partenza è stata caratterizzata da un certo numero di retrocessioni in griglia, perché a quanto pare non ci sono solo in Formula 1, ma non siamo pronti ad affrontare questo discorso, né credo che lo saremo mai, quindi fingiamo che nulla sia successo.
Quello che conta è che Josef Newgarden (Penske) fosse davanti a tutti, nello specifico Colton Herta (Andretti), Pato O'Ward (Arrow McLaren), David Malukas (Coyne) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) a completare i primi cinque, che si sono accodati subito alla safety car dopo il primo di 260 giri a causa dell'incidente di Benjamin Pedersen (Foyt) che guida una vettura rossa ma non sarà mai un vero figo visto ha anche il numero 55!

Dopo il restart, Malukas ha recuperato una posizione e poi, in precedenza della prima sosta, sarebbe risalito addirittura secondo, Herta costretto a rallentare il ritmo prima di anticipare il primo pitstop, con il rischio che entrasse una safety car e favorisse i piloti che non avevano effettuato soste.
Eravamo a 50+ giri e la gara procedeva tranquilla, anche se si segnala il ritiro di Callum Ilott (Juncos) per un probabile contatto. Safety car, tuttavia, non se ne vedevano e a soste ultimate ci siamo ritrovsti con la stessa top-5 delle prime fasi della gara Newgarden/ Herta/ O'Ward/ Malukas/ Rosenqvist anche se poi O'Ward è riuscito a portarsi al secondo posto.
Nel frattempo più indietro c'era chi puntava a una strategia diversa, perché vuoi mai che funzionasse? È stato così che, quando al 123° Takuma Sato (Ganassi) è finito a muro, Scott Dixon (Ganassi) non si era ancora fermato ai box per la seconda sosta, ritrovandosi improvvisamente in una situazione che poteva giocare molto a suo favore.

Dixon precedeva provvisoriamente Newgarden e O'Ward e in realtà neanche troppo provvisoriamente, dato che si sono recati tutti ai box nello stesso momento, in regime di safety car. Dixon è così uscito in testa e, ancora una volta, su una strategia diversa dai suoi diretti inseguitori: è riuscito infattia fermarsi parecchio tempo dopo rispetto ai suoi avversari e a fare una sosta in meno.
Nel frattempo era scontro a distanza tra Newgarden e O'Ward, che al momento si trovava davanti, quando per loro è giunto il tempo di una sosta ulteriore, quella conclusiva. Poco dopo essere tornato in pista, tuttavia, Newgarden è finito a muro intorno al 220° riuscendo rientrare ai box senza safety car, il che ha consegnato definitivamente la seconda piazza a O'Ward. Non c'era molto che Pato potesse fare, il risparmio carburante di Dixon si è rivelato la manovra vincente ed è andato a conquistare la seconda vittoria consecutiva, diventando il principale sfidante nei confronti di Alex Palou (Ganassi).

O'Ward ha dovuto accontentarsi del secondo posto, precedendo Malukas uscito indenne da un contatto con Scott McLaughlin (Penske) nell'ultimo stint, con McLaughlin che poi ha concluso la gara quinto dietro ad Alexander Rossi (Arrow McLaren). Herta era sesto, davanti al leader della classifica Palou mentre la top-ten è stata conclusa da Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), Will Power (Penske) e Marcus Ericsson (Ganassi), quest'ultimo su una vettura con colori a caso perché alcune parti erano pensate per essere parte della vettura di uno dei suoi compagni di squadra.
A seguire su sono classificati Rinus Veekay (Carpenter), Romain Grosjean (Andretti), Santino Ferrucci (Foyt), Ryan Hunter-Reay (Carpenter), Kyle Kirkwood (Andretti), Conor Daly (Rahal - al posto dell'appiedato Jack Harvey, Christian Lundgaard (Rahal), Linus Lundqvist (Shank - sostituto di Simon Pagenaud), Devlin DeFrancesco (Andretti), Graham Rahal (Rahal), Stint Ray Robb (Coyne), Agustin Canapino (Juncos), Helio Castroneves (Shank) e Ed Carpenter (Carpenter).

giovedì 17 agosto 2023

Indycar 2023: #14 Gallagher Grand Prix

Carissimi lettori, credo che sia giunto il momento di raccontarvi l'evento che si è svolto sabato sera a Indianapolis Road Course, quattordicesimo evento del campionato 2023, in cui Graham Rahal ha fatto parlare di sé conquistando la pole position per la prima volta dopo sei anni, mettendo a tacere quelli che gli davano del vecchio bollito. Direi di soprassedere sul fatto che Rahal, in qualità di classe 1989, è più giovane di me e non è molto piacevole vedere che gente mia coetanea o più giovane viene dipinta come decrepita. È meglio concentrarsi su cose positive, come ad esempio il fatto che per diventare vecchi bolliti bisognerebbe avere almeno l'età di Scott Dixo-... ah, no.
Veniamo alla griglia di partenza, forse la cosa migliore:

1^ fila: Rahal/Rahal - Lundgaard/Rahal
2^ fila: Rossi/Arrow McLaren - O'Ward/Arrow McLaren
3^ fila: DeFrancesco/Andretti - Grosjean/Andretti
4^ fila: Armstrong/Ganassi - Harvey/Rahal
5^ fila: Palou/Ganassi - Rosenqvist/Arrow McLaren
6^ fila: McLaughlin/Penske - Castroneves/Shank
7^ fila: Herta/Andretti - Lundqvist/Shank
8^ fila: Kirkwood/Andretti - Dixon/Ganassi
9^ fila: Power/Penske - Ericsson/Ganassi
10^ fila: Newgarden/Penske - Veekay/Carpenter
11^ fila: Ferrucci/Foyt - Hunter-Reay/Carpenter
12^ fila: Malukas/Coyne - Canapino/Juncos
13^ fila: Robb/Coyne - Ilott/Juncos
14^ fila: Pedersen/Foyt

Vi ricordo che Alex Palou è il leader della classifica piloti e Josef Newgarden il suo diretto inseguitore. Proprio nel corso del primo giro c'è stato un contatto tra diverse vetture che ha coinvolto entrambi, Palou in maniera decisamente minore toccandosi con Marcus Armstrong e dietro il caos che ha coinvolto diversi piloti, tra cui proprio Dixon, oltre che Romain Grosjean e lo stesso Newgarden, il quale è quello a cui è andata peggio, avendo rotto l'alettone anteriore e dovendo rientrare ai box da cui è uscito a ben due giri di distacco.
Mentre Devlin DeFrancesco faceva brevemente il figo davanti a tutti, Dixon ha effettuato un primo pitstop dopo pochi giri e ha iniziato una grande rimonta incentrata sul di carburante, per riallinearsi al numero di pitstop effettuati dai piloti di testa. Ciò gli ha permesso non solo di salire nelle posizioni di vertice, ma addirittura in prima posizione, riuscendo a precedere al traguardo Rahal di meno di un secondo, contenendone la rimonta e andando a vincere una gara per la diciannovesima stagione di seguito.
A parte il botto iniziale, la gara è stata tranquilla per i giri restanti, senza incidenti degni di nota e un solo ritiro, quello di Felix Rosenqvist per un guasto. Palou ha chiuso settimo, Newgarden è giunto penultimo. Con tre eventi ancora da disputare, il pilota conteso dai team Ganassi e McLaren (ha annunciato di recente che non passerà in McLaren come da contratto nel 2024) ha finito per allungare in classifica.

RISULTATO: 1. Scott Dixon, 2. Graham Rahal, 3. Pato O'Ward, 4. Christian Lundgaard, 5. Alexander Rossi, 6. Will Power, 7. Alex Palou, 8. Scott McLaughlin, 9. Kyle Kirkwood, 10. Marcus Ericsson, 11. Rinus Veekay, 12. Linus Lundqvist, 13. Colton Herta, 14. Jack Harvey, 15. Helio Castroneves, 16. David Malukas, 17. Callum Ilott, 18. Romain Grosjean, 19. Devlin DeFrancesco, 20. Ryan Hunter-Reay, 21. Agustin Canapino, 22. Sting Ray Robb, 23. Santino Ferrucci, 24. Marcus Armstrong, 25. Josef Newgarden, 26. Benjamin Pedersen, 27. Felix Rosenqvist.


mercoledì 26 luglio 2023

Indycar 2023: #11 e #12 Iowa Speedway 250 x2

Gli eventi numero 11 e 12 della stagione 2023 di Indycar hanno avuto luogo a Iowa Speedway (che ormai ho memorizzato come Iowa Corn dal vecchio nome della gara, su questo sono un caso perso), ancora senza Simon Pagenaud rimasto infortunato qualche settimana fa a Mid-Ohio, al suo posto in questa occasione Conor Daly, con tanto di post celebrativi del profilo ufficiale della Indycar, che senza nulla togliere a Daly, in certi momenti mi sono sembrati un po' troppo entusiasti, per essere arrivato in corso d'opera a sostituire un ex campione e passato vincitore della Indy 500 che da settimane continua ad avere problemi fisici che non gli consentono di tornare al volante. Will Power ha conquistato due pole position per il doppio evento su ovale, ritrovandosi a partire davanti a tutti sia nella gara del sabato (che ho visto in versione extended highlight lunedì in pausa pranzo) e in quella della domenica (idem lunedì sera). In entrambe le occasioni, tuttavia, è stato il suo compagno di squadra Josef Newgarden a imporsi, ma non mettiamoci troppo avanti con i lavori. Proseguite nella lettura e scoprirete come sono maturate le due vittorie in questione.

HY-VEE HOMEFRONT 250 - i due piloti sopra citati erano in prima e terza posizione nella prima parte di gara, con l'altra Penske di Scott McLaughlin tra di loro, con le posizioni che sembravano in un primo momento abbastanza stabili. Newgarden ha tuttavia in seguito strappato la seconda posizione a McLaughlin e, poco prima di metà percorrenza, si è anche portato in testa alla gara.
È stato tutto abbastanza tranquillo, senza grossi intoppi e senza incidenti altisonanti (da segnalare un contatto tra Benjamin Pedersen e Devlin DeFrancesco in pitlane causa unsafe release per Pedersen) e un ingresso della safety car a gara inoltrata quando Graham Rahal ha verniciato il muro (che già in precedenza aveva sfiorato lievemente).
Newgarden ormai viaggiava verso la vittoria e tutto ciò che poteva disturbarlo era qualche doppiato che cercava di sdoppiarsi (direi Scott Dixon e Kyle Kirkwood), dato che essendo una gara su un mini-speedway in cui non era entrata quasi mai la safety car praticamente quasi tutta la griglia era doppiata - solo i primi cinque a pieni giri.
McLaughlin era secondo già da molto tempo e Power, che aveva molto prima perso la terza piazza a vantaggio di Pato O'Ward, è stato visto lottare con Marcus Ericsson per la quarta piazza. L'ex pilota della Sauber è uscito vincente da questo scontro e Power ha chiuso la gara in quinta posizione.
Tra le segnalazioni random, sicuramente Colton Herta perseguitato dalla iella precipitato nelle retrovie dalla bassa top-ten a causa di un problema durante il pitstop, Takuma Sato in top-ten, Romain Grosjean molto vicino alla top-ten e per una volta lontano dai muri, nonché Agustin Canapino che dopo 15+ anni di gare a ruote coperte e due sole gare su monoposto (Formula 3 Sudamericana 2011) prima di questa stagione si difende meglio del previsto.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Scott McLaughlin, 3. Pato O'Ward, 4. Marcus Ericsson, 5. Will Power, 6. Scott Dixon, 7. Kyle Kirkwood, 8. Alex Palou, 9. Takuma Sato, 10. Alexander Rossi, 11. Romain Grosjean, 12. David Malukas, 13. Felix Rosenqvist, 14. Helio Castroneves, 15. Callum Ilott, 16. Agustin Canapino, 17. Rinus Veekay, 18. Jack Harvey, 19. Colton Herta, 20. Christian Lumdgaard, 21. Conor Daly, 22. Devlin DeFrancesco, 23. Ryan Hunter-Reay, 24. Ed Carpenter, 25. Sting Ray Robb, 26. Santino Ferrucci, 27. Benjamin Pedersen, 28. Graham Rahal.

HY-VEE ONE STEP 250 - l'indomani la gara di Newgarden è iniziata un po' più in salita, nelle prime fasi era quinto dietro a Power, McLaughlin, Ericsson e Malukas, ma la salita è stata molto più rapida e ben presto si è ritrovato a lottare per la leadership con i due compagni di squadra, uscendone vincente. McLaughlin è rimasto secondo mentre Power ha perso nei giri seguenti ulteriori posizioni, recuperandole tuttavia in occasione della sosta ai box.
Quando Canapino ha verniciato lievemente il muro è stata mandata in pista la safety car e ripulito il tracciato, le vetture sono rientrare ai box, Power era quinto dietro anche a Dixon ed Ericsson, ma li ha superati in breve tempo con le Penske di nuovo nelle prime tre posizioni, mentre Newgarden usciva vincente da un duello con McLaughlin.
Un successivo lieve contatto di Sato con il muro non ha visto ingressi della safety car, che invece si è vista, anche se a scoppio ritardato, quando una ruota che si era staccata dalla vettura di Sting Ray Robb vagava per la pista venendo schivata da tutti i piloti.
Gli stint conclusivi hanno visto Power emergere nei confronti di McLaughlin che ha anzi dovuto superare alcune vetture per riportarsi nel terzetto di testa, anche se dopo l'ultima sosta Felix Rosenqvist si è inserito in seconda posizione, che ha comunque perso quando nel finale nel restart a seguito di una safety car entrata per un bacio al muro da parte di Ryan Hunter-Reay, scivolando dietro a Will Power e Alex Palou.
Segnalo infine che nel corso della gara Pedersen ha ricevuto bandiera nera perché troppo lento, sorte toccata nel lontano 2012 a Indianapolis alle Lotus di Jean Alesi e Simona De Silvestro.

RISULTATO: 1. Newgarden/Penske, 2. Power/Penske, 3. Palou/Ganassi, 4. Rosenqvist/Arrow McLaren, 5. McLaughlin/Penske, 6. Dixon/Ganassi, 7. Herta/Andretti, 8. Malukas/Coyne, 9. Ericsson/Ganassi, 10. O'Ward/Arrow McLaren, 11. Kirkwood/Andretti, 12. Grosjean/Andretti, 13. Lundgaard/Rahal, 14. Ilott/Juncos, 15. Rossi/Arrow McLaren, 16. Castroneves/Meyer Shank, 17. Daly/Meyer Shank, 18. Veekay/Carpenter, 19. Harvey/Rahal, 20. Rahal/Rahal, 21. DeFrancesco/Andretti, 22. Ferrucci/Foyt, 23. Carpentet/Carpenter, 24. Hunter-Reay/Carpenter, 25. Sato/Ganassi, 26. Canapino/Juncos, 27. Pedersen/Foyt, 28. Robb/Coyne.


mercoledì 31 maggio 2023

Indycar 2023: #6 Indianapolis 500

L'edizione numero 107 della Indy 500 ha visto 34 piloti tentare di qualificarsi, il che significava una sola cosa: non tutti i piloti avrebbero avuto accesso alla griglia, con un solo escluso nella giornata della domenica precedente a quella della gara. Attualmente le qualifiche sono così strutturate: al sabato vengono assegnate le posizioni dalla 13^ alla 30^, mentre i primi dodici andranno a giocarsi in altre sessioni domenicali le prime quattro file. A giocarsi la qualificazione sono tutti i piloti qualificati oltre il 30° tempo, con i primi tre che vanno a comporre l'ultima fila della griglia. A faticare tanto, nella qualifica del sabato, sono stati tutti i piloti del team Rahal, con una sorpresa, Katherine Legge alla guida della quarta vettura con una partecipazione one-off a distanza di anni e anni, come unica della squadra a qualificarsi con il 30° tempo. I titolari, Graham Rahal, Christian Lundgaard e Jack Harvey a giocarsela con la Coyne di Sting Ray Robb. Incredibile ma vero, è stato proprio Rahal, il più altolocato di tutti, a ritrovarsi fuori dalla griglia. C'è stato tuttavia un colpo di scena l'indomani, durante una sessione di test, un incidente tra Katherine Legge e Stefan Wilson si è concluso con un infortunio a una vertebra per il pilota di Dreyer & Reinbold, che era qualificato 25°, che si è ritrovato fuori dalla gara.
Il regolamento prevede la possibilità, se il team possiede una vettura di riserva, di prendere parte alla gara con un altro pilota, partendo dall'ultima posizione. Così ecco che Rahal è rientrato in corso d'opera, ingaggiato in extremis dal team Dreyer & Reinbold per gareggiare su una loro vecchia monoposto partendo 33°. La griglia di partenza ufficiale è stata quindi la seguente (nella quale ho indicato anche il team):

1^ fila: Palou/ Ganassi, Veekay/ Carpenter, Rosenqvist/ Arrow McLaren
2^ fila: Ferrucci/ Foyt, O'Ward/ Arrow McLaren, Dixon/ Ganassi
3^ fila: Rossi/ Arrow McLaren, Sato/ Ganassi, Kanaan/ Arrow McLaren
4^ fila: Ericsson/ Ganassi, Pedersen/ Foyt, Power/ Penske
5^ fila: Carpenter/ Carpenter, McLaughlin/ Penske, Kirkwood/ Andretti
6^ fila: Daly/ Carpenter, Newgarden/ Penske, Hunter-Reay/ Dreyer & Reinbold
7^ fila: Grosjean/ Andretti, Castroneves/ Meyer Shank, Herta/ Andretti
8^ fila: Pagenaud/ Meyer Shank, Malukas/ Coyne, Andretti/ Andretti
9^ fila: DeFrancesco/ Andretti, Canapino/ Juncos, Ilott/ Juncos
10^ fila: Enerson/ Abel, Legge/ Rahal, Lundgaard/ Rahal
11^ fila: Robb/ Coyne, Harvey/ Rahal, Rahal/ Dreyer & Reinbold

La gara è iniziata a stento per Rahal, tanto che la sua vettura si è spenta ed è stata riportata ai box da cui è partito due giri dopo, mentre Alex Palou era leader davanti a Rinus Veekay e Felix Rosenqvist, ma solo l'inizio e i giri erano 200. Veekay è passato in testa a inizio gara, mentre Scott Dixon inizialmente quarto ha iniziato ad accusare problemi, ha perso posizioni e ha dovuto anticipare la prima sosta.
Dopo la sosta, Palou era di nuovo davanti a Veekay, mentre Felix Rosenqvist, strappata la quarta posizione ad Alexander Rossi, ha in seguito superato Santino Ferrucci portandosi terzo. In occasione questo giro di pitstop, Legge è andata a sbattere in pitlane subito dopo essere ripartita: sarebbe stato il primo di vari incidenti nella corsia dei box. Pare sia ripartita, dato che poi la si è vista ritirarsi parecchio tempo dopo, indicativamente un giro di pitstop più avanti.
In questo giro di soste Pato O'Ward è riuscito a portarsi in testa, con Rosenqvist secondo e Veekay ancora davanti a Palou, poi Ferrucci che ha superato lo spagnolo portandosi quarto, arrivando successivamente a giocarsi addirittura la seconda posizione con O'Ward mentre Rosenqvist si trovava in testa. Ci si avvicinava in quel momento a metà gara, ma al 92° Robb è andato a muro ed è entrata la safety car. Nel giro di soste seguito in quei frangenti, Veekay è finito in testacoda in pitlane colpendo Palou e ha ricevuto in seguito una penalità, il tutto mentre Callum Ilott non si fermava ai box e risaliva provvisoriamente in prima posizion davanti ai superstiti Rosenqvist, Ferrucci e O'Ward, venendo poi risucchiato dal gruppo a cui si aggiungevano Josef Newgarden e Marcus Ericsson, con questo che si è anche portato in testa in seguito in concomitanza con un giro di pitstop in cui un unsafe release durante la sosta di Colton Herta è culminato in un contatto in pitlane tra lui e Romain Grosjean.
Al 150° il pilota franco-svizzero è finito a muro, con relativo ingresso della safety car. Nessuno dei piloti di testa si è fermato in quanto l'ultima sosta era risalente a pochi giri prima e al restart è iniziato un duello per la leadership che ha coinvolto inizialmente Ericsson e Newgarden, poi anche Ferrucci che si è portato in testa, il tutto mentre Palou risaliva fino alla top-ten inoltrata. C'era un'altra sosta da fare, avvenuta a una trentina di giri dalla fine, con Ericsson davanti ai suoi diretti avversari, con Rosenqvist che ha stappato la posizione a Ferrucci e Rossi Newgarden che poi ha fatto lo stesso. C'era anche Kyle Kirkwood da quelle parti, che poteva puntare a posizioni di spessore.
O'Ward nel frattempo si avvicinava progressivamente a Ericsson arrivando a superarlo, mentre in testa c'era provvisoriamente Ryan Hunter-Reay davanti alle due Juncos. A 16 giri dalla fine, tuttavia, il colpo di scena: Rosenqvist è andato a sbattere, Kirkwood l'ha colpito, è finito a muro e si è ribaltato strisciando a lungo. Una ruota vagante è finita oltre le reti, fortunatamente senza finire addosso alle persone.
La gara è stata redflaggata - con RHR e le Juncos che non potevano effettuare rifornimento ma dovevano aspettare di tornare in pista - e al restart, dopo i giri dietro la safety car, restavano solo nove tornate. Ciò significava che, in caso di tardivo incidente, ci sarebbe stato il rischio di finire la gara in regime di safety car, se non fosse stata redflaggata in maniera creativa. È successo due volte, la prima delle quali, dopo che Newgarden di era portato in testa, O'Ward è finito a muro dopo un contatto con Ericsson che ha generato polemiche. Al momento però c'era altro a cui pensare, tipo Simon Pagenaud che era finito ugualmente a muro e Agustin Canapino che ha cozzato contro la vettura di O'Ward.
Al restart, dopo altri giri dietro la safety car, mancavano quattro tornate, mentre davanti era duello Ericsson vs Newgarden con Ericsson che ne è uscito vincente, dietro Benjamin Pedersen è finito a sbattere con anche Graham Rahal e Ed Carpenter coinvolti. Apparsa la bandiera rossa, ne mancavano due da completare e, mentre prima il restart era preceduto da vari giri dietro la safety car, stavolta ne è bastato solo uno, per poi avere un finale sprint di un giro.
Newgarden ha superato Ericsson ed è andato a vincere. Prima di andare in victory lane si è fermato, è sceso dalla vettura e si è messo a girare tra il pubblico, regalando alla Indy 500 quella patina di perfezione dietro alla quale stava nascosto un uso della bandiera rossa neanche tanto diverso da quello fatto in Formula 1 all'Albert Park, lasciandomi nel dubbio: bisogna focalizzarsi sulla bellezza di un tappeto pregiato o sulla spazzatura che vi viene nascosta sotto? Al momento in cui scrivo, non ho risposte.
Concludo segnalando un ultimo duello tra Castroneves e Kanaan, con Tony giunto alla fine della sua carriera in Indycar e con Helio che poi gli rivolgeva un gesto di saluto dopo avere tagliato il traguardo: è difficile pensare che la Royal Couple do Brasil non condividerà mai più lo stesso circuito, non in Indycar almeno.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden, 2. Marcus Ericsson, 3. Santino Ferrucci, 4. Alex Palou, 5. Alexander Rossi, 6. Scott Dixon, 7. Takuma Sato, 8. Conor Daly, 9. Colton Herta, 10. Rinus Veekay, 11. Ryan Hunter-Reay, 12. Callum Ilott, 13. Devlin DeFrancesco, 14. Scott McLaughlin, 15. Helio Castroneves, 16. Tony Kanaan, 17. Marco Andretti, 18. Jack Harvey, 19. Christian Lundgaard, 20. Ed Carpenter, 21. Benjamin Pedersen, 22. Graham Rahal, 23. Will Power, 24. Pato O'Ward, 25. Simon Pagenaud, 26. Agustin Canapino, 27. Felix Rosenqvist, 28. Kyle Kirkwood, 29. David Malukas, 30. Romain Grosjean, 31. Sting Ray Robb, 32. R.C.Enerson, 33. Katherine Legge.

sabato 22 aprile 2023

Indycar 2023: #3 Gran Premio di Long Beach

Credo sia più che opportuno, a distanza di quasi una settimana, ripercorrere il GP di Long Beach di Indycar che ha visto il team Andretti fare doppietta con le vetture 27/28 guidate da Kyle Kirkwood e Romain Grosjean. Per il pilota statunitense si è trattato della prima vittoria nella categoria, in una gara in cui è partito dalla pole position e, dopo essere nel secondo stint scivolato alle spalle di Josef Newgarden (Penske), si è ripreso la leadership di overcut al momento dell'ultima sosta ed è andato verso la victory lane, non senza essere seguito a distanza ravvicinata dal compagno di squadra RoGro, autore a sua volta di overcut su Newgarden, e Marcus Ericsson (Ganassi), che Newgarden invece l'ha superato in pista.


La gara non è stata priva di colpi di scena, con Helio Castroneves (Meyer Shank) a muro da solo nel corso del primo giro e poi rimesso in gara dove avrebbe proseguito ultimo e doppiato e un ingresso della safety car. In questa prima fase erano Kirkwood, Ericsson e Grosjean i primi tre, ma Newgarden è risalito terzo superando Grosjean e ha iniziato a dimostrare che il suo obiettivo era intromettersi nella lotta per la vittoria.
Sarebbe passato in testa in concomitanza con un caotico restart dopo una seconda safety car, innescata dal fatto che Scott Dixon (Ganassi) fosse finito a muro dopo un contatto con uno scatenato - forse troppo - Pato O'Ward (Arrow McLaren). Le soste, avvenute in regime di safety car, hanno visto Augustin Canapino (Juncos) non fermarsi e trovarsi brevemente in testa. Al momento del restart, usciva frattanto dai box il suo compagno di squadra Callum Ilott che gli si è ritrovato davanti in attesa di essere doppiato. Tacciato dai sostenitori di Canapino di essere responsabile di averlo rallentato, ha raccontato su Twitter di essere (stranamente, la cosa non mi sorprende) stato vittima di insulti di ogni tipo tramite i social.
Mentre Canapino perdeva posizioni e Newgarden passava frattanto in testa, O'Ward continuava a fare danni, andando stavolta in testacoda e venendo urtato da Ericsson che ha perso posizioni. I primi tre sono quindi divenuti Newgarden, Kirkwood e Grosjean, che sarebbero rimasti in quelle posizioni decisamente a lungo, anche quando la gara è giunta a una nuova breve fase di stallo causa Pedersen fermo.
Ho già narrato le circostanze che hanno condotto Kirkwood, Grosjean ed Ericsson sul podio, mentre Newgarden alla fine ha chiuso nono alle spalle anche di Colton Herta (Andretti), Alex Palou (Ganassi), Will Power (Penske), Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) e Marcus Armstrong (Ganassi), con la top-ten chiusa dalla Penske di Scott McLaughlin.
O'Ward ha chiuso diciassettesimo, davanti a lui hanno concluso anche Santino Ferrucci (Foyt), le tre Rahal di Graham Rahal, Jack Harvey e Christian Lundgaard, Simon Pagenaud (Meyer Shank) e Devlin DeFrancesco (Andretti). Dietro a O'Ward sono giunti i due piloti del team Coyne, Sting Ray Robb e David Malukas, con in mezzo Ilott.
Castroneves si è classificato ventunesimo, precedendo Alexander Rossi (Arrow McLaren) che comunque si è ritirato a pochi giri dal termine, poi a seguire Conor Daly (Carpenter) e Benjamin Pedersen (Foyt). Tre piloti non hanno finito la gara a causa di problemi tecnici, Scott Dixon, Rinus Veekay e Augustin Canapino.


sabato 8 aprile 2023

Indycar 2023: #2 PPG 375 Texas Motor Speedway

Domenica scorsa è iniziata con la Formula 1 all'Albert Park, gran premio su cui penso di avere già detto tutto quello che avevo da dire, ed è terminata con la Indycar a Fort Worth, evento che ci ha ricordato che il male di per sé non è la ricerca dello spettacolo, ma piuttosto il tipo di spettacolo: in Indycar inseguono un pubblico di appassionati di motorsport cercando di attirare fan di altre categorie, in Formula 1 un pubblico di teledipendenti che non sanno nulla di motori. Veniamo a noi: 250 giri, iniziati con Scott Dixon (Ganassi) e Josef Newgarden (Penske) che si alternavano in testa alla gara, dietro di loro le McLaren di Alexander Rossi, Felix Rosenqvist e Pato O'Ward, almeno finché Alex Palou (Ganassi) non si è liberato di Rosenqvist in precedenza scivolato quinto, nonché e ultimo del terzetto papaya. O'Ward nel frattempo era quello più rapido e si è ritrovato anche a superare Dixon per la seconda posizione.
Al 48° giro c'è stato il primo incidente per opera di... uno a caso, Takuma Sato (Ganassi), al suo esordio stagionale, dato che quest'anno correrà solo sugli ovali, con poca gioia di Will Power (Penske) che si era appena fermato a rifornire. Gli altri piloti sono rientrati ai box in safety car e Rossi in pitlane ha avuto un contatto con Kyle Kirkwood (Andretti).

Il restart è stato caratterizzato da un lungo duello per la leadership tra Newgarden e Palou, con O'Ward e Dixon inizialmente in lotta per il terzo posto, ma Scott superato in seguito da Romain Grosjean (Andretti). In un secondo momento Palou ha finito per allontanarsi dalla lotta per la vetta, con Newgarden inseguito da vicino da O'Ward e dietro di loro Grosjean e Dixon terzo e quarto.
Dopo la successiva sosta il terzetto Newgarden/ O'Ward/ Grosjean si è ritrovato ancora nelle prime tre posizioni, con O'Ward che si è avvicinato progressivamente a Newgarden superandolo poco dopo la metà della gara e continuando a tenere un ottimo ritmo: al 150° aveva già doppiato tutti fino al sesto, lasciando a pieni giri solo O'Ward, Grosjean e il duo Dixon vs Palou in lotta tra di loro, duo che comunque è stato ugualmente doppiato una decina di giri più tardi.
Non solo, O'Ward ha proceduto a doppiare anche RoGro, proseguendo nella sua cavalcata trionfale, almeno finché al 181° giro non c'è stata la seconda safety car della giornata, innescata da un incidente di Rosenqvist. La situazione dei pitstop si è rimescolata e varie vetture sono ritornate a pieni giri, con alcuni piloti che si sono inseriti là davanti.

O'Ward, in ogni caso, era ancora in testa con Newgarden secondo, mentre David Malukas (Coyne) si trovava terzo davanti a Palou e Grosjean. Colton Herta (Andretti) era inoltre davanti a Dixon, con Scott McLaughlin (Penske) ultimo pilota a pieni giri, il tutto con dei doppiati in mezzo. O'Ward, Newgarden e Palou sono andati a lottare per la leadership, l'ha spuntata Palou e la situazione si è in un certo senso stabilizzata fino al 209°, quando c'è stato un altro colpo di scena: Sting Ray Robb (Coyne) è finito a muro, con nuovo ingresso della safety car. O'Ward, Newgarden e Grosjean completavano al momento i primi quattro.
O'Ward e Newgarden si sono fermati in questi frangenti, lasciando Palou e Grosjean 1/2, con i due a lottare per la leadership al restart fintanto che O'Ward e Newgarden non si sono inseriti tra di loro. Grosjean è scivolato quarto, in lotta con Herta quando c'è stato un incidente di Graham Rahal (Rahal) e Devlin DeFrancesco (Andretti): era il 223°.
Al restart di nuovo lotta per la leadership, stavolta tra Palou e O'Ward, con Newgarden che poi si è messo in mezzo, con i primi quattro - c'era anche Malukas - a distanza molto ravvicinata mentre la gara era sempre più vicina alle sue battute finali, con le vetture sempre più a procedere a coppie.

Newgarden vs O'Ward, Malukas vs Palou, Dixon vs Grosjean, i quali si sono poi riavvicinati progressivamente, prima di assistere a un nuovo confronto tra Newgarden e O'Ward per la leadership, confronto a cui ha messo fine RoGro, quando in lotta per la quarta piazza con Malukas ha perso il controllo della vettura ed è finito a muro. Era il penultimo giro e la gara è finita in regime di safety car senza che la gente si indignasse o scrivesse minacce di morte random.
Posizioni congelate, i primi sette sono stati Newgarden, O'Ward, Palou, Malukas, Dixon, McLaughlin e Herta, a pieni giri, mentre la top-ten è stata completata da Marcus Ericsson (Ganassi), Callum Ilott (Juncos) e Helio Castroneves (Shank), con le due Carpenter di Rinus Veekay e Ed Carpenter rispettivamente undicesima e tredicesima con in mezzo la Juncos di Augustin Canapino.
A RoGro è stata assegnata la quattordicesima piazza dietro ai piloti doppiati di un solo giro, ha quindi preceduto Benjamin Pedersen (Foyt) e Will Power, con a seguire Simon Pagenaud (Shank), Jack Harvey (Rahal), Christian Lundgaard (Rahal), Conor Daly (Carpenter) e Santino Ferrucci (Foyt). Dopo il pitstop caotico, nel quale si era ritirato Kirkwood, Rossi aveva perso vari giri ed era stato anche penalizzato, chiudendo ultimo.


venerdì 16 settembre 2022

Indycar 2022: #17 Gran Premio di Laguna Seca

Sono già passati alcuni giorni da quando è terminato il campionato di Indycar con l'ultimo evento della stagione a Monterey, quindi credo che sia arrivato il momento di mettersi in pari e da iniziare dalla pole position di Will Power (Penske), leader del campionato, che scattava davanti a un sorprendente Callum Ilott (Juncos) qualificato in seconda posizione. Al momento del via Power ha mantenuto la prima posizione, mentre Ilott è scivolato prima dietro ad Alexander Rossi (Andretti) e poi a Pato O'Ward (Arrow McLaren). Mentre Power era in testa alla gara, i suoi sfidanti erano decisamente più arretrati, Scott Dixon (Ganassi) a centro griglia, mentre Josef Newgarden (Penske) era addirittura partito dall'ultima fila dopo un incidente in qualifica, il che non sembrava molto promettente.

Se la situazione era questa nel primo stint, più avanti le cose sono leggermente cambiate, con Rossi precipitato decisamente più indietro e Alex Palou (Ganassi) che dal giro di pitstop ha guadagnato decisamente posizioni, tanto da portarsi a ridosso di Power e poi da prendersi addirittura la leadership della gara. Power si è quindi dovuto accodate al secondo posto, mentre Ilott si è ritrovato quinto dietro non a ben due Arrow McLaren, dato che in quel momento Felix Rosenqvist si trovava in terza posizione davanti a O'Ward. Le cose, tuttavia, erano destinate decisamente a peggiorare per il pilota del team Juncos che a neanche metà gara abbiamo trovato fermo a bordo pista, costretto al ritiro. Gli altri piloti hanno approfittato del momento per il pitstop, con Palou poi in testa davanti a Power, Rosenqvist, O'Ward... e nientemeno che Newgarden su una diversa strategia, poi destinato a superare anche O'Ward e Rosenqvist.

Non solo, in questo stint Newgarden si è anche portato in seconda posizione, con un sorpasso su Power, posizione che ha mantenuto fino al momento della sosta ai box, che ha anticipato rispetto a Power e Palou. Si è portato a quel punto in testa per overcut su Palou, ma doveva effettuare un'ulteriore sosta, dopo la quale è tornato in pista in seconda posizione davanti a Power. Palou, Newgarden e Power sono stati i primi tre e i punti conquistati hanno permesso a Power di aggiudicarsi il suo secondo titolo, a distanza di otto anni da quello precedente, con sedici punti di vantaggio sul suo diretto inseguitore in classifica Newgarden. Felix Rosenqvist ha terminato la gara in quarta posizione precedendo Christian Lundgaard (Rahal), mentre Scott McLaughlin (Penske) nelle fasi finali della gara ha superato Romain Grosjean (Andretti) strappandogli la sesta piazza. McLaughlin ha concluso la stagione in quarta posizione nel campionato, alle spalle di Dixon, a pari punti con Palou con più vittorie.

Sesto in classifica e nono in questa gara alle spalle di O'Ward è stato Marcus Ericsson (Ganassi) che si è visto nel corso della gara varie volte fare a ruotate e sollevare polvere varia. Ha completato la top-ten della gara Rossi, mentre Colton Herta, l'uomo più chiacchierato della Indycar, ha chiuso la gara in undicesima posizione: si vocifera in questi giorni che l'opzione Alpha Tauri sia sfumata, che non gli verrà data la Superlicenza(?), ma che potrebbe fare un test al volante della Alpine insieme a Mick Schumacher, Nyck De Vries e Jack Doohan. Il test dovrebbe svolgersi "in Ungheria prima del GP di Singapore", ma dato che chi ha diffuso il rumour si è dimenticato che Schumacher e De Vries non possono testare l'Alpine dato che hanno contratti esistenti come pilota titolare della Haas e come riserva della Mercedes e della Williams motorizzata Mercedes, non so se sia vera almeno la parte di Herta.

Scott Dixon ha preceduto, arrivando in tredicesima posizione, David Malukas (Coyne), Rinus Veekay (Carpenter), Devlin DeFrancesco (Andretti), Jimmie Johnson (Ganassi), Simon Pagenaud (Meyer Shank), Graham Rahal (Rahal), Helio Castroneves (Meyer Shank), Jack Harvey (Rahal), Kyle Kirkwood (Foyt), Simona De Silvestro (Paretta), Takuma Sato (Coyne), Conor Daly (Carpenter) e Dalton Kellett (Foyt). Si è conclusa così l'ultima gara della stagione, con un altro campionato archiviato e un bel po' di tempo da trascorrere prima che inizi la prossima stagione, per la quale mi spingo a pronosticare che vedremo ancora Colton Herta al volante di una delle vetture del team Andretti, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno quel presunto test in Ungheria prima del GP di Singapore. Aggiungo che sono terminati anche i campionati minori che affiancano la Indycar, ovvero Indylights, IndyPro e USF2000, ai quali dedicherò un post nei prossimi giorni.

martedì 6 settembre 2022

Indycar 2022: #16 Gran Premio di Portland

Il campionato di Indycar 2022 sta giungendo ormai alle sue battute conclusive e questa domenica si è svolto il GP di Portland, penultimo appuntamento della stagione, prima del finale la domenica che viene a Laguna Seca. Per noi appassionati di Formula 1 il pilota più chiacchierato del campionato è al momento Colton Herta: il pilota statunitense infatti non è eleggibile per la Superlicenza visti i criteri abbastanza stretti che la legano alle formule minori FIA, ma si dibatte del fatto che possa o meno ottenere una deroga per un potenziale passaggio in Formula 1, il tutto nell'ambito del potenziale passaggio di Pierre Gasly in Alpine, dietro compenso economico da parte di Alpine ad Alpha Tauri. Qualora Gasly se ne andasse, il potenziale al suo rimpiazzo sarebbe proprio Herta, manovra a sorpresa (obiettivamente parlando, fino a dieci giorni fa non se ne parlava minimamente), di cui non sappiamo ancora la conclusione!

Sono combattuta di fronte a questa possibilità, non per questioni di effettivo merito, quanto prevalentemente per questioni "burocratiche". Sono perfettamente d'accordo sul fatto che i criteri per ottenere la Superlicenza dovrebbero andare un tantino rivisti: i top driver di Indycar dovrebbero avere accesso più semplice alla Formula 1, anche se non hanno vinto titoli. Al momento attuale Colton Herta ha vinto sette gare di Indycar, è stato il più giovane vincitore di sempre della categoria e ottiene spesso e volentieri posizioni di spessore. Il campionato di Indycar è molto aperto a piloti provenienti dalla Formula 1 e non impone limiti, un pilota può passare in Indycar anche se gareggiava per una scuderia di bassa fascia e faticava anche a fare punti, non vedo perché i criteri Superlicenza debbano imporre che se sei un pilota di Indycar ma non sei Scott Dixon o Josef Newgarden allora non sei competente abbastanza per la Formula 1.

Detto questo, tuttavia, il regolamento per ottenere la Superlicenza è abbastanza chiaro e lo è da diversi anni. Sul fatto che vada rivisto sono d'accordo, sul fatto che vada rivisto in corso d'opera solo perché si è deciso che serve un pilota americano, su questo non sono tanto d'accordo. Ci sono piloti di Indycar che sulla questione Formula 1 si sono messi il cuore in pace già da tempo per mancanza di punti Superlicenza, non credo sarebbe molto corretto nei loro confronti se invece Herta non dovesse andare incontro agli stessi ostacoli. Poi, se si revisionasse il regolamento e si decidesse che, non so, magari dal 2024, i piloti di Indycar possono arrivare in Formula 1 in altra maniera, allora sarei d'accordissimo. Però non penso sia corretto farlo accadere dall'oggi al domani e soprattutto non penso sia corretto farlo accadere perché Herta è un cittadino americano, diversamente dai vari Alex Palou e Pato O'Ward del caso.

Detto questo, Scott McLaughlin nel frattempo ha vinto il GP di Portland partendo dalla pole position e facendosi la gara in testa dall'inizio alla fine, se si escludono le varie pitstop window. In un primo momento Christian Lundgaard viaggiava nelle zone alte, poi ha subito un undercut(?) da parte di Will Power e in occasione dell'ultimo pitstop ha anche avuto problemi perdendo diverse posizioni. Il secondo gradino del podio è andato quindi al pilota australiano, che ha preceduto Scott Dixon, risalito dalla sedicesima alla terza posizione. Pato O'Ward e Graham Rahal hanno completato la top-5 precedendo Colton Herta e Alexander Rossi, mentre Josef Newgarden ha chiuso la gara all'ottavo posto: lui e Dixon sono ex-equo a 20 punti di distanza da Power con delle proiezioni di classifica che non mi metto neanche all'opera per calcolare visto che sono abbastanza complicate e prevedono altri outsider potenzialmente ancora candidabili.

Callum Ilott e Felix Rosenqvist hanno completato la top-10, con a seguire Marcus Ericsson, Alex Palou, Kyke Kirkwood, David Malukas, Jack Harvey, Devlin DeFrancesco, Helio Castroneves, Takuma Sato e Romain Grosjean: il franco-svizzero è giunto solo diciannovesimo dopo avere passato gran parte della gara a viaggiare per prati. Dietro di lui hanno concluso Rinus Veekay, Christian Lundgaard e Dalton Kellett, penalizzato per un incidente con Jimmie Johnson - il secondo ritirato, il primo era stato Conor Daly ai box - mentre a vari giri di distacco ha chiuso la gara Simon Pagenaud. Adesso non rimane altro da fare che attendere che giunga domenica, quando terminerà il campionato con il diciassettesimo e ultimo evento della stagione. Oltre a non mettermi a calcolare proiezioni non mi metto neanche a fare pronostici, perché potrebbe accadere qualsiasi cosa... sia per l'assegnazione del titolo sia per la faccenda Herta in realtà!


lunedì 22 agosto 2022

Indycar 2022: #15 Bommarito Automotive Group 500

Nella notte italiana inoltrata di sabato si è svolto il terzultimo evento della stagione 2022 di Indycar, con il nome che ho messo nel titolo del post, sull'ovale di Madison in Illinois. Si tratta dell'ultimo evento della stagione ad essersi svolto su un ovale e ha visto il leader della classifica Will Power (Penske) partire dalla pole position davanti a Marcus Ericsson (Ganassi), il pilota che stava in testa alla classifica fino a qualche evento fa ma che adesso si trova in quarta posizione. Seguivano i due compagni di squadra di Power, Josef Newgarden e Scott McLaughlan, dopodiché due compagni di squadra di Ericsson, Alex Palou e Scott Dixon, mentre dietro di loro c'era Pato O'Ward (Arrow McLaren).

La gara è iniziata senza eccessivi intoppi, anche se è stato menzionato un potenziale contatto nelle retrovie(?). Dopo un giro abbiamo perso per strada Rinus Veekay (Carpenter), che risulta essersi ritirato a causa di un guasto, mentre davanti Power faceva l'andatura e Newgarden e McLaughlin procedevano pressoché in coppia. Nel frattempo gli highlight ci hanno mostrato un duello tra Graham Rahal (Rahal) e Romain Grosjean (Andretti) e stando ai distacchi e alle posizioni sembrava che Felix Rosenqvist (Arrow McLaren) partito in ultima posizione stesse risalendo ormai di diverse posizioni rispetto a quella di partenza. A parte questo, sembrava una gara abbastanza tranquilla e senza particolare caos.

Ci sono stati vari pitstop in regime di bandiera verde, anche perché nessuno sembrava verniciare muretti. Alexander Rossi (Andretti) ha frattanto avuto problemi che l'hanno costretto a rimanere fermo abbastanza a lungo ai box. L'unica bandiera gialla causata da un incidente è arrivata a gara abbastanza inoltrata per opera di Jack Harvey (Rahal) quando questo è andato a dare un bacio al muro. Nel frattempo la gara non è che fosse piatta, sia chiaro, visto che ultimamente passa il termine che incidenti = spettacolo e tutto il resto è noiahhhh, con vari piloti che si sono susseguiti in testa alla gara, compreso Takuma Sato (Coyne) in una diversa pitstop window, mentre anche il suo compagno di squadra David Malukas sembrava farsi notare abbastanza.

Tra una cosa e l'altra Power ha perso alcune posizioni e O'Ward è stato per un tratto in testa alla gara, prima di essere soppiantato da Newgarden, con McLaughlin sempre pressoché in coppia con lui. È arrivata poi una fase di stallo per bandiera rossa dovuta a condizioni meteo (c'erano fulmini), con un restart per l'ultimo breve tratto di gara. In questo tratto di gara Malukas andava like a boss, ha raggiunto e superato McLaughlin all'ultimo giro e si è avvicinato progressivamente a Newgarden. La bandiera a scacchi è stata salvifica per quest'ultimo, che così ha vinto davanti al rookie e con McLaughlin a completare il podio, seguito da O'Ward, Sato, Power, Ericsson, Dixon, Palou e Rahal a completare la top-10. Newgarden adesso è secondo in classifica.

Grosjean ha chiuso tredicesimo, preceduto dai compagni di squadra Colton Herta e Devlin DeFrancesco, mentre due V3KkYaCçY hanno completato la top-5, si tratta di Jimmie Johnson (Ganassi) e di Helio Castroneves (Meyer Shank), quest'ultimo è stato annunciato di recente sarà presente anche al via della prossima stagione. Rosenqvist ha chiuso sedicesimo davanti alle Foyt di Kyle Kirkwood e Dalton Kellett, mentre ha chiuso dietro di lui Christian Lundgaard (Rahal), di recente passato alle cronache per avere criticato gli ipotetici risultati che Sebastian Vettel avrebbe in Indycar il tutto senza che Vettel abbia minimamente accennato alla volontà di gareggiare in Indycar, ma sollevando certi dubbi: dalla Formula 2 all'Indycar va bene, dalla Formula 1 all'Indycar si è troppo scarsi?

Simon Pagenaud (Meyer Shank) ha chiuso la top-20, mentre dietro di lui si è classificato Callum Ilott (Juncos) che mi pare di avere visto fermo ai box piuttosto a lungo a un certo punto. Dietro di loro sono giunti Ed Carpenter, ritornato in occasione della gara su ovale al volante di una vettura del proprio team, e il suo compagno di squadra Conor Daly che ugualmente ha avuto problemi ed è stato fermo ai box abbastanza a lungo, se ho ben capito. La giornata è terminata così, o per meglio dire la nottata? quando la gara è finita in Italia doveva essere all'incirca l'orario in cui in passato sarebbe iniziato il GP d'Australia. La giornata è terminata e con essa anche il mio resoconto, per quanto riguarda il motorsport d'oltreoceano i prossimi appuntamenti saranno Portland e Laguna Seca i primi due weekend di settembre.

mercoledì 17 agosto 2022

Indycar 2022: #14 Gran Premio di Nashville

Nel weekend a venire tornerà il campionato di Indycar, quindi direi che è anche ora di riepilogare quanto accaduto dieci giorni fa in un evento denominato "Big Machine Music City Grand Prix", che nonostante gli accenni a music city varie non è un festival musicale quanto piuttosto un festival dell'incidente. La gara, iniziata in ritardo a causa di un rain delay, è stata un susseguirsi di contatti che hanno provocato un verdetto unanime: gli incidentihhhh che generano spettakolohhhh, BeLiXiM0 KoNtYnUa!!!11!!11!! Lungi da me valutare se questa gara debba o non debba ripetersi, ma il mio giudizio non può che essere uno solo: almeno da un certo punto in poi l'incidente ha perso il potere di "generare spettacolo". Se lo spettacolo si genera tramite sorprese, c'era più da sorprendersi nei momenti in cui incidenti non ne sono avvenuti.

Tutto è iniziato con Scott McLaughlin (Penske) partito dalla pole position in testa davanti a Romain Grosjean (Andretti) e Alex Palou (Ganassi) con Christian Lundgaard (Rahal) nelle zone alte della classifica: il ragazzo della Formula 2 sta iniziando a farsi notare. Fin dalle prime battute si è capito che c'era un elevato rischio di contatti e ad aprire le danze è stata una piccola pennellata: Colton Herta (Andretti) è stato inquadrato con l'ala anteriore danneggiata. Niente di grave, tutto a posto, la prima safety car è entrata per opera del suo compago di squadra Alexander Rossi, rimasto fermo dopo un testacoda(?), la cui è poi proseguita. Altro team (Meyer Shank), altra vettura fucsia: il secondo incidente di un certo livello è ststo quello di Helio Castroneves, a sua volta riuscito a proseguire nella gara.

Arrivati a questo punto e con le safwty car in successione le strategie si sono un po' rimescolate e ci siamo ritrovati con Palou in testa. Frattanto un nuovo incidente ha messo fuori Patricio O'Ward (Arrow McLaren) tamponato(?) da Graham Rahal (Rahal) a seguito del quale sono state inquadrate altre vetture ferme in modo random. Risultano essersi ritirati in quei frangenti anche Dalton Kellett (Foyt) e Simona De Silvestro (Paretta), mentre il successivo incidente ha visto protagonisti Takuma Sato (Coyne) e Devlin DeFrancesco (Andretti). Più o meno a questo punto della gara McLaughlin era secondo dietro a Palou e Grosjean quarto dietro al rookie David Malukas (Coyne). Abbiamo poi visto Rinus Veekay (Carpenter) sbinnarla e ripartire, salvo poi finire fuori gioco sbattendo contro Rahal in precedenza finito in barriera.

Josef Newgarden (Penske) per questioni di strategia si 3è ritrovato in testa davanti a Scott Dixon (Ganassi) e Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), mentre i piloti in precedenza protagonisti erano un po' più arretrati. O, nel caso di Malukas, non destinati a vedere la fine della gara, toccato da Kyle Kirkwood (Coyne) è stato infatti costretto al ritiro insieme all'avversario. Poi la gara si è messa tranquilla, anzi no. Grosjean si è ritrovato in lotta con il compagno di squadra Herta, in notevole rimonta, e una sua vecchia conoscenza, Marcus Ericsson (Ganassi) il quale sembra avere riportato danni alla vettura, che poi l'indomani ha messo like a tweet vari contro Grosjean e criticato lo stesso Grosjean accusandolo di criticare altri quando innescano incidenti e poi di fare ugualmente la stessa cosa in prima persona.


Prima del fattaccio con Newgarden è stato un compagno di squadra di Ericsson, Jimmie Johnson, ad avere qualche istante di popolarità, non in positivo ma per un incidente e l'ennesimo ingresso della safety car, mentre a pochi giri dalla fine è stata la volta di Newgarden. Rientrato ai box ha lasciato la leadership a Dixon e si è ritrovato dopo la sosta in bassa top-ten iniziando a rimontare e a superare varie vetture contemporaneamente. Purtroppo a Grosjean ha cercato di passarlo quasi andandogli sopra ed ecco che è finito in barriera, per poi fare polemica contro il pilota della Penske. Frattanto Ericsson era fermo e la gara veniva redflaggata al solo scopo di avere un finale a effetto. È seguita la polemica Ericsson vs Grosjean, con Ericsson che ha in seguito accennato su Twitter a un chiarimento telefonico con il suo best friend forever.

Il finale della gara è ststo un susseguirsi di posizioni perse da Lundgaard, con Dixon vincitore davanti a McLaughlin e Palou sul terzo gradino del podio. Seguivano Rossi e Herta, poi Newgarden, con Rosenqvist che ha preceduto Lundgaard, solo ottavo. Simon Pagenaud (Meyer Shank) e Jack Harvey (Rahal) hanno preceduto Will Power (Penske), solo undicesimo. Veekay e Castroneves hanno terminato a un giro, con ultime due vetture in pista, ma doppiate di vari giri e quindi classificate anche dietro a qualche ritirato, quelle di Callum Ilott (Juncos) e Conor Daly (Carpenter), con essenzialmente quindici vetture ancora in gara su un totale di ventisei presenti al via. Non mi sembra esattamente una buona media, ma chi sono io per giudicare? Buon lavoro Nashville, se lo spettakolohhhh si fa così, allora spettacolo sia.