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giovedì 26 settembre 2024

Messaggio per Daniel Ricciardo nel giorno del suo ritiro forzato

Caro Daniel, all'inizio non amavo il tuo sorriso. Non lo amavo perché di punto in bianco la gente aveva iniziato a idolatrarti quando tecnicamente rappresentavi tutto ciò che sosteneva di odiare: il pilota Redbull che vinceva le gare "a fortuna". Perché tecnicamente eri questo molto di più rispetto a Sebastian Vettel e alla sua monoposto dominante dell'anno precedente. Tu vincevi quando le Mercedes non arrivavano in fondo oppure facevano danni.
Questo non significa che non meritassi quei risultati, ma solo che tutti ti amavano in maniera assolutamente random e ti mettevano su un piedistallo. Per il sorriso. Per le trollate. Perché di tanto in tanto vincevi, mentre non si poteva dire lo stesso di Vettel. Perché di colpo avevi ristabilito una sorta di giustizia.
Poi, a poco a poco, quando si è spento quell'entusiasmo così esagerato, ho anche imparato ad apprezzarti. All'epoca in cui non avevo idea di quanto lunga sarebbe stata la supremazia Mercedes, ho pure creduto che un giorno avresti vinto un titolo. Non avevo idea di quello né del fatto che il futuro della Redbull fosse al volante dell'altra monoposto e che sulla tua c'era già il passato.
A distanza di dieci anni da quando la gente ti idolatrava, in molti ti schifano. Un tempo ti consideravano divertente, mentre adesso ti danno del clown. Un tempo dicevano che valevi più di Vettel, adesso ti chiamano bollito. Un tempo si indignavano per i piloti di turno che venivano appiedati dalls Redbull/ Toro Rosso, adesso dicono che era ora di mettere Liam Lawson al tuo posto, appiedandoti dall'oggi al domani.
Dicono che la tua carriera è finita con il passaggio in Renault e che in McLaren non eri all'altezza, dimenticandosi che con la Renault ci sei salito sul podio e che, soprattutto, hai riportato la McLaren alla vittoria che mancava da nove anni, e che sei stato l'unico a vincere un gran premio con loro post-2012 e prima della stagione corrente.
Probabilmente la verità è sempre stata nel mezzo, ma si preferisce affermare ciò che è estremo e altisonante. Dopotutto dire "Ricciardo fa skifohhhh ed è un pagliaccio" attira di più l'attenzione, così come dieci anni fa lo era dire che eri il best drivahhhh evahhhh.
Ed è così che, mentre oggi veniva annunciato che quello di Singapore è stato il tuo ultimo gran premio con la Visa Cash Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh e venivi messo alla porta con un "aaaawwww, è stato beliximohhhh ma ora levati di torno", ho ripensato a un momento del passato.


C'eri tu che in cima al podio facevi uno shoey e Nico Rosberg ti faceva un cenno, a suggerirti di riempire una scarpa di champagne e di farlo bere a un giovane e brufoloso Max Verstappen. Pessima idea, dato che poi la scarpa l'hai riempita un'altra volta e ci siamo ritrovati con un intero podio che faceva uno shoey. È incredibile quanto fossimo felici e nemmeno ce ne rendessimo conto.


lunedì 6 maggio 2024

Formula 1 2024: #6 Commento al Gran Premio di Miami

05.05.2024 // L'ETÀ ADULTA DI LANDO NORRIS

Carissimi lettori, oggi parliamo del Gran Premio di Miami, che ha avuto il format con gara sprint e, visto l'orario - ore 18.00 in diretta anche su TV8, unica sessione in diretta - direi che possiamo chiamarla gara spritz.
Di solito prima di Miami si parlava di porti finti e vip americani, ma stavolta abbiamo avuto un periodo intenso. Per prima cosa la Ferrari ha annunciato che avrebbe portato una livrea speciale con del blu. La cosa è stata un po' travisata, in molti hanno parlato di monoposto totalmente blu. Però le tute dei Leclainz sono azzurre, sembra di essere tornati negli anni '70 e approvo tantissimo tutto ciò. Peccato che torneranno alle tute rosse a partire dal prossimo gran premio.
Al di là di ciò, è stato annunciato l'addio di Adrian Newey dalla Redbull e ci sono tanti autoproclamati opinionisti che dibattono di dove andrà. C'è anche molta gente a cui non importava un fico secco di Newey fino a poco fa che ha parlato un sacco di Newey in questi giorni, tanto che è passata in sordina un'attesa notizia di mercato piloti: la Sauber ha annunciato l'ingaggio di Hulkenberg per la prossima stagione.

La griglia di partenza della sprint, dopo una qualifica che ha visto le Mercedes uscire di scena in Q2 e un exploit pittoresco da parte di uno dei due piloti della Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh, è stata la seguente: Verstappen/ Leclerc, Perez/ Ricciardo, Sainz/ Piastri, Stroll/ Alonso, Norris/ Hulkenberg, Russell/ Hamilton, Ocon/ Magnussen, Tsunoda/ Gasly, Zhou/ Sargeant, Bottas/ Albon: Bottas qualificato 18° è stato retrocesso di "tre" posizioni per impeding, ma è partito comunque penultimo dato che Albon è partito dalla pitlane per intervento in regime di parco chiuso.
La gara è iniziata con un po' di caos, davanti erano tutti molto vicini ma sono riusciti a non toccarsi - e Danielone è perfino risalito terzo - mentre un po' più indietro Norris ha preso una sportellata micidiale venendo coinvolto suo malgrado in un contatto tra le Aston Martin in cui è stato co-protagonista anche Hamilton. Si è ritirato, con l'intervento della safety car con tanto di passaggio in pitlane, mentre Alonso rientrava ai box per una foratura e Strollino per ritirarsi.
Verstappino si è lanciato in testa alla gara seguito da Leclerc a una distanza non imbarazzante ma neanche ravvicinata, con Ricciardo che di lì a qualche giro ha perso la posizione a vantaggio di Perez. Danielone, però, intendeva dimostrare le dimensioni del suo membro e, mentre lo mostrava, dietro di lui, Sainz ha tappato gli occhi a Piastri dicendo: "tu non puoi guardare, sei un bambino innocente e potresti rimanere traumatizzato".
Non che Ricciardo possieda il membro più grande della griglia, ma conta anche come lo si usa: Magnussen, che si trovava in ottava piazza alle spalle del compagno di squadra, ha ingaggiato un duello molto intrigante con Hamilton, il tutto a base di track limits e manovre creative per le quali ha acculamato abbastanza penalità (quattro in totale) da finire dietro anche alla Pacific color uovo di Pasqua di Paul Belmondo, se solo fosse stato sulla griglia come ai vecchi tempi. Non che Belmondo sulla Pacific color uovo di Pasqua trent'anni fa andasse in griglia molto di frequente, ma sono dettagli.
Quello che non è un dettaglio è che la Torohhhh Rossohhhh di Faenzahhhh ha portato una livrea celebrativa per Miami che sembra un mashup tra la livrea uovo di Pasqua della Pacific e i colori forti della Simtek. Suddetta vettura, guidata da Tsunoda ha finito per frapporsi tra i Magnulton approfittando di una loro scampagnata alla quale Hamilton a onore del vero non doveva essere molto lieto do partecipare.
I due si sono successivamente sbarazzati di Kmag, poi Hamilton ha anche superato Tsunoda per il punto dell'ottavo posto. Punto che non si è portato a casa, così come non si è portato a casa l'ottavo posto, in quanto penalizzato post-gara per un eccesso di velocità in pitlane dietro alla safety car. Il Prosciuttello ha concluso la gara diverse posizioni più indietro rispetto a Russell e alle sue -L, quest'ultimo visto - dopo avere perso diverse posizioni al via - mentre faceva un po' di scompiglio insieme alle Williams e alle Alpine di turno.
Risultato sprint: Verstappen, Leclerc, Perez, Ricciardo, Sainz, Piastri, Hulkenberg, Tsunoda, Gasly, Sargeant, Zhou, Russell, Albon, Bottas, Ocon, Hamilton, Alonso, Magnussen.
Non so se avete notato: Slogan decimo! Certo, decimo in una gara in cui a punti vanno solo i primi otto, ma non si può avere tutto dalla vita.

La griglia di partenza della gara vera e propria era: Verstappen/ Leclerc, Sainz/ Perez, Norris/ Piastri, Russell/ Hamilton, Hulkenberg/ Tsunoda, Stroll/ Gasly, Ocon/ Albon, Alonso/ Bottas, Sargeant/ Magnussen, Zhou/ Ricciardo, con quest'ultimo qualificato 18° ma retrocesso di "tre" posizioni causa penalità del GP della Cina (sorpasso in regime di safety car).
La partenza è stata alle 22,00 italiane, alle 23,30 su TV8, non proprio l'ideale, ma per vedere Perez buttarsi a cannone alla partenza e rischiare di fare fuori chiunque avesse intorno questo e altro. L'hanno scampata tutti, Verstappen è stato mancato, mentre Sainz che era risalito secondo per evitarlo ha perso posizioni a vantaggio di Leclerc e Piastri, restando a inveire via radio, mentre nelle retrovie c'era un duello tra le Alpine. Tornando davanti, mentre Verstappino si allontanava senza dare nell'occhio, Baby Papaya si lanciava al predestinato inseguimento di Leclerc, per poi superarlo e restarsene con dietro le due Ferrari.
Perez era nel frattempo quinto con nessuno a tiro, Norris sesto con dietro il vuoto - anche se poi Checo sarebbe crollato e rientrato ai box molto prima degli altri- e Hulkenberg a lottare con Hamilton che in questo weekend con le Haas ci ha avuto a che fare parecchio. Si è difeso bene, nel primo stint, per poi soccombere all'attacco di entrambe le Mercedes.
Le cose, a quel punto, si sono susseguite in maniera leggermente piatta, con Leclerc che è andato ai box...
...
...
...per fortuna è arrivato Verstappen, che ha abbattuto un birillo scagliandolo in mezzo alla pista. È servita una virtual safety car per mandare un commissario a rimuoverlo senza che venisse investito, ma è durata talmente poco che i vari Verstappen, Piastri e Sainz di turno non hanno fatto tempo ad andare ai box. Ci sono andati più tardi, Verstappen di lì a poco, gli altri due più tardi nello stesso giro. Baby Papaya è uscito dietro a Leclerc, mentre davanti Norris era ancora a zero soste e in testa alla gara.
A quel punto non restava altro da fare che chiedersi se avrebbe recuperato qualche posizione in occasione della sosta, oppure chiedersi che fine avesse fatto Kmag, che nella gara domenicale non faceva dann-... oh wait. Ha affiancato Sargeant, che era in quel momento ben penultimo, e il tentativo di sorpasso è terminato con Slogan contro le barriere.
Ne approfitto per segnalare come a quanto pare Magnussen abbia preso una penalità di qualche genere e una ulteriore per non averla scontata bene, il tutto prima di essere messo sotto investigazione per il contatto con Sargeant e guadagnarsi un'ulteriore penalità post-gara.
Ma basta parlare di Kmag, in regime di safety car è accaduto un fatto epocale: Norris si è fermato ai box dalla prima posizione e ne è uscito in prima posizione, mentre poco prima Verstappino si lamentava via radio di una monoposto non performante: in quel momento ho pensato che la mezza gara restante sarebbe stata di quelle da ricordare. Ero anche molto tentata di correre su google a cercare il risultato, ma mi sono ravveduta e mi sono detta che sarebbe stata un'azione scellerata. Ho atteso, mi sono gustata un duello Piastri vs Sainz in cui il Baby Papaya ha rimediato un danno all'ala anteriore e in cui Sainz ha guadagnato un quarto posto poi perso nella notte italiana per penalità, perché sia mai che ai piloti sia consentito duellare e animare la gara, è un kriminehhhh grave tanto quanto andare per vie di fuga come ha fatto Kmag.
Nel frattempo il gap tra i primi due aumentava e alla fine per Norris è giunto il momento di essere abbracciato da tutti arrivati in branco a dargli la lingua in bocca, prima che arrivasse Jenson Button per le interviste al parc fermé:
"Come ti senti adesso che sei diventato adulto?"
"È una sensazione incredibile, ho sentito i peli pubici spuntarmi uno per uno e adesso ho anche un accenno di barba. Credo di potere mettere da parte il biberon, ma adesso scusate un attimo, devo andare a complimentarmi con il mio vincitore consorte per avere mandato quel bambino piccolo con cui condivido il box a dormire nelle retrovie, essendo già mezzanotte passata. Si è rivelato in ciò molto responsabile."

RISULTATO:
1. Lando Norris/ McLaren
2. Max Verstappen/ Redbull
3. Charles Leclerc/ Ferrari
4. Sergio Perez/ Redbull
5. Carlos Sainz/ Ferrari
6. Lewis Hamilton/ Mercedes
7. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
8. George Russell/ Mercedes
9. Fernando Alonso/ Aston Martin
10. Esteban Ocon/ Alpine
11. Nico Hulkenberg/ Haas
12. Pierre Gasly/ Alpine
13. Oscar Piastri/ McLaren
14. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
15. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
16. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
17. Lance Stroll/ Aston Martin
18. Alex Albon/ Williams
19. Kevin Magnussen/ Haas
Rit. Logan Sargeant/ Williams


domenica 7 aprile 2024

Commento al Gran Premio del Giappone 2024

07.04.2024 - Suzuka // VERSTAPPEN RETURNZ

In Giappone è stato assegnato il mondiale nel 1976, anche se era il Fuji. Poi nel 1987, nel 1988, nel 1989, nel 1990, nel 1991, nel 1996, nel 1998, nel 2000, nel 2003 e perfino nel 2011 nonostante il mondiale fosse ancora ben lontano dal terminare, in queste occasioni a Suzuka. Poi a onore del vero è finito in Giappone anche nel 1995, solo che non era il gran premio del Giappone, ma quello del Pacifico, e la pista era Okayama, ai tempi nota come Tanaka International Aida. È proprio T.I. Aida che, nell'edizione precedente, il 1994, rappresentava finora l'unica apparizione di un tracciato giapponese nel mese di aprile. La collocazione temporale pianificata per il 1995 doveva essere più o meno la stessa, anche se poi la time slot è stata spostata a causa del terremoto di Kobe, che ha avuto tra le conseguenze motoristiche anche il ritiro in corso d'opera degli sponsor che Hideki Noda avrebbe dovuto portare alla Simtek come pilota part-time e, indirettamente, il fallimento dell'originale Piccola Cenerentola di Banbury.
Eccoci invece qui nel 2024, con il GP del Giappone in aprile, perché i calendari a cui siamo stati abituati ormai non esistono più... e devo dire, la mia mente oppone un po' di resistenza a Suzuka in aprile, sarà perché associata così tanto ai finali di stagione, cosa che non mi impensieriva invece ai tempi degli spostamenti di Shanghai e Sepang. Poi Sepang è stata spostata nuovamente in autunno prima di sparire dal calendario, ma stiamo di nuovo divagando specie al pensiero che la Redbull ci ha fatto doppietta nel 2016 approfittando delle sventure dei Rosbilton e Verstappino ha sbevazzato like a boss dal secondo gradino del podio senza dare scandalo nonostante avesse ai tempi diciannove anni e la Malesia avesse già ufficializzato un innalzamento della drinking age per il 2017 dai diciotto ai ventun anni, cosa che comunque non gli ha impedito di sbevazzare like a boss anche un anno dopo all'età di vent'anni sullo stesso podio.
Erano i vecchi tempi, in cui Verstappino era un bambino innocente(?) che faceva la scheggia impazzita approfittando delle disgrazie dei vari Rosvettelton di turno invece di fare pole position a ripetizione. Era anche agli albori della sua carriera, mentre adesso proprio a Suzuka ricorre (pur essendo aprile e non ottobre) il decennale del suo pseudo-esordio in Formula 1, quando è stato gettato nella mischia facendo il proprio esordio come Friday driver nelle prove libere.
A distanza di una decade ne è uscito con la pole position, in una sessione di qualifiche la cui differita TV8 è stata alle 14.00, proprio come le differite Rai giapponesi dei vecchi tempi. E quella qualifica là, vista a suo tempo in differita, era iniziata con l'annuncio di Kvyat in Redbull al posto di Vettel, quindi si può dire che sia un mondo totalmente diverso.
Questa è la griglia di partenza che è uscita da queste primaverili qualifiche nipponiche:

Verstappen - Perez
Norris - Sainz
Alonso - Piastri
Hamilton - Leclerc
Russell - Tsunoda
Ricciardo - Hulkenberg
Bottas - Albon
Ocon - Stroll
Gasly - Magnussen
Sargeant - Zhou

Anche la gara era alle 14.00 in differita e sono stata lontana dagli spoiler fino a circa quaranta minuti prima. A pranzo mio padre ha infatti acceso la TV con l'intenzione di guardare qualche programma di cucina, ma per qualche motivo la TV è finita sintonizzata invece su Canale 5 dove c'era il telegiornale e dove di lì a due minuti contati c'è stato un servizio inerente il gran premio. Quindi sapevo già com'era andata quando alle 14.00 su TV8 stava andando in onda non il via della gara, bensì una clip che mescolava sigle di anime, urla di Vanzini e immagini in formato cartoon di piloti. Alla vista di Leclerc con scritto "the Chosen" e Vanzini che urlava "il predestinato" ho rimpianto di non essere nata quarant'anni prima e di non avere vissuto in diretta la Formula 1 dei very uominy. Poi ho visto che c'è anche di peggio: dopo quel megamix anime è stata mandata la pubblicità e al ritorno ci siamo persi la griglia di partenza eccetto le prime quattro file. Poi via con il giro di formazione e Gené che menzionava un "grande degrado" parlando di gomme. Quella locuzione calzava a pennello anche per altro. Comunque sia la gara è finalmente partita, ma non è durata a lungo, dato che Ricciardo e Albon si sono toccati, il primo dei due ha fatto una mega-sbinnata poi sono andati simultaneamente a schiantarsi, specie il secondo dei due, su una barriera di pneumatici, con la gara che è stata redflaggata per poi ripartire dopo una pausa per ripulire la pista.
Quando è ripartita, fin dalle prime battute è stato chiaro che, almeno per la vittoria, non c'era alcuna possibilità diversa da Verstappino, verosimilmente in 1/2 con il compagno di squadra. Per il resto, la gara dei piloti che potevano ragionevolmente chiudere a punti ha strizzato molto l'occhio al mondiale 2012. Quindi ecco le McLaren che rientravano presto, le Mercedes che facevano l'opposto, Sainz che ritardava le due soste e Leclerc che ne faceva solo una, con tanto di undercut vari e di gomme molto più performanti nel finale da parte dei piloti che si erano appena fermati, con Alonso che come sul finire del mondiale 2012 era in una sorta di terra di nessuno in zona punti mentre il suo compagno di squadra non si sapeva bene dove fosse.
Le strategie diverse adottate dalla Ferrari hanno funzionato entrambe, perché Leclerc partiva ottavo e fare meglio era molto plausibile e perché Sainz ha superato le due o tre vetture che si è ritrovato davanti dopo essere tornato in pista a seguito della seconda sosta, compreso il compagno di squadra, dal quale ha allungato nei giri finali. Ho intravisto su "Xwitter" e Facebook che leclerchini e sainzini avrebbero polemizzato su tutto ciò, ma preferisco soprassedere.
La zona retrostante è stata costellata di timidi duelli, a volte neanche troppo timidi, nella maggior parte dei quali era coinvolto Tsunoda, e da Sargeant che sembrava essersi schiodato dall'ultima posizione, non perché partisse davanti a Zhou dato che questo si è ritirato ai box ancora nelle prime fasi, quanto perché effettivamente aveva delle vetture dietro. Il tutto è stato vanificato quando nelle fasi finali è andato a insabbiarsi, ma ha regalato una scena rustica meravigliosa quando è rientrato in pista con la macchina interamente grigia di polvere, scena che avevo già visto in anteprima durante il già citato servizio del TG5, nonché da me lungamente attesa perché non avevo idea di quando fosse capitata!
In sintesi non è stata una brutta gara, movimentata al punto giusto, ma a mio vedere le è mancato quel qualcosa che nel 2012 ci faceva saltare sulla sedia. D'altronde nel 2012 abbiamo avuto addirittura eventi quali la vittoria di Maldonado, ad oggi non credo ci sia qualcosa di diverso alle porte da una lunga sinfonia bibitara, seguita dalle Ferrari, dalle McLaren e dalle Mercedes in ordine rigoroso, al massimo un po' rimescolato nelle zone basse se gente random tipo Piastri e Hamilton oggi non sembrano tenere il passo dei rispettivi compagni di squadra. Russell permane un grande mistero, ma si segnala come sul finire di gara sia uscito vincente da un duello con Piastri.
Per il resto la telecronaca della gara è stata costellata da riferimenti pressoché nulli alla seppure vasta storia di Suzuka, ci è stato solo un velato accenno agli scontri Senna vs Prost, ma l'argomento è stato subito dismesso.
Neanche la storia più recente è stata rievocata, da inizio a fine gara, podio compreso, non ho sentito nemmeno una volta menzionare il nome di Jules Bianchi, nonostante proprio a Suzuka dieci anni fa (se non consideriamo i mesi di gap) avveniva il suo incidente mortale, il tutto nonostante le inquadrature del casco ad hoc di Leclerc. Non che sia necessariamente un male, considerando che detesto con tutte le mie forze la retorica secondo cui si parla di Bianchi solo ed esclusivamente come di colui che è vissuto per annunciare la venutahhhh del predestinatohhhh, però ammetto di esserci rimasta male.
Detto questo, possiamo chiudere con il grande finale, con i piloti nel retro del podio, che guardavano sullo schermo davanti le azioni salienti della gara. Secondo i Vanzené, Verstappino tacciava Sainz di non avere rispettato i track limits durante un suo duello post-cambio gomme con Hamilton che ancora non si era fermato:
"Hai superato il Prosciuttello mettendo le ruote sull'erba!!!111!!!11!!!"
"Se ci fossi stato tu, forse gliele avresti messe in testa..."

RISULTATO:
1. Max Verstappen/ Redbull
2. Sergio Perez/ Redbull
3. Carlos Sainz/ Ferrari
4. Charles Leclerc/ Ferrari
5. Lando Norris/ McLaren
6. Fernando Alonso/ Aston Martin
7. George Russell/ Mercedes
8. Oscar Piastri/ McLaren
9. Lewis Hamilton/ Mercedes
10. Yuki Tsunoda/ Visa Cash App RB
11. Nico Hulkenberg/ Haas
12. Lance Stroll/ Aston Martin
13. Kevin Magnussen/ Haas
14. Valtteri Bottas/ Kick Sauber
15. Esteban Ocon/ Alpine
16. Pierre Gasly/ Alpine
17. Logan Sargeant/ Williams
Rit. Zhou Guanyu/ Kick Sauber
Rit. Daniel Ricciardo/ Visa Cash App RB
Rit. Alex Albon/ Williams

sabato 10 febbraio 2024

Presentazioni 2024: Visa Cash App RB... ovvero la Toro Rosso

L'8 febbraio era il giorno della presentazione della Toro Ross-... dell'Alpha Taur-... della Visa Cash App RB, così si chiama adesso, dopo un rebranding annunciato molto tempo fa. Era stato annunciato nello specifico il rebranding, che doveva avvenire se non ricordo male qualche mese fa, ai tempi del GP degli Stati Uniti. Il nome, che si vociferava potesse essere Racing Bulls, non è tuttavia stato annunciato e sono passati mesi prima che si arrivasse al nome ufficiale, che si presta bene all'essere parodizzato in "Visa Crash". Quel "RB" dovrebbe comunque stare per Racing Bulls, anche se obiettivamente il nome è piuttosto confusionario. Durante la giornata dell'8 febbraio, che era giovedì, ho atteso pazientemente che iniziassero a girare le foto della monoposto con cui Yuki Tsunoda e Daniel Ricciardo disputeranno il campionato 2024, ma niente. Sono perfino andata a controllare più di una volta di non avere preso grosse cantonate in termini di data... e poi, finalmente, a sera inoltrata, ho scoperto l'arcano: la vettura sarebbe stata presentata alle 22.15, non nel nostro fuso orario, ma alle 7.15 del giorno seguente ora italiana, in quanto la presentazione avveniva a Las Vegas con fuso orario del posto. E infatti la presentazione è avvenuta nella giornata di venerdì mentre mi preparavo per andare a lavorare.


Dopo una settimana buona di monoposto e render di monoposto che mostravano ben pochi segni di essere state dipinte e apparivano in prevalenza nere, la Visa Cash App ha rappresentato una netta inversione di tendenza, tanto che anche le critiche nei confronti del nuovo nome hanno iniziato ad affievolirsi: non solo l'auto sarà colorata, ma addirittura ha una livrea che fa molto Toro Rosso, il che è stato considerato da molti una piacevole sorpresa.
Devo dire che non mi dispiace, anche se ammetto che sono ancora legata alla prima livrea in assoluto del team bibitaro faentino: all'epoca la consideravo orrendamente tamarra, ma non avevo ancora il gusto raffinato di oggi, che adora la tamarraggine delle monoposto.

giovedì 2 novembre 2023

Liam Lawson, la Superformula 2023 e i sedili dell'Alpha Tauri

Credo sia il momento giusto per parlare della vicenda dei sedili dell'Alpha Tauri (che nel weekend del GP degli Stati Uniti doveva annunciare il rebranding per il 2024, ma invece è scappata in Messico come tutti gli altri, senza dare alcuna delucidazione sul nuovo nome), approfittando del fatto che Daniel Ricciardo ha fatto un weekend di altissimo livello a Città del Messico, quindi i suoi hater sono diventati ad interim suoi sostenitori e, mi auguro, non si lamenteranno delle mie parole.
Come ben saprete, durante il suo infortunio, Ricciardo è stato sostituito da Liam Lawson, classe 2002, che ha ben figurato, al punto che in tanti si sono scandalizzati perché 1) non avrà un volante ufficiale per il 2024, 2) l'Alpha Tauri non ha cacciato Ricciardo a calci nel cu*o in corso d'opera e a random per dare un volante ufficiale a Lawson. Perché evidentemente l'universo Redbull è kattivohhhh quando licenzia a caso i fan favourite, ma è cosa auspicabile farlo con chi non piace più al grande pubblico.

Quest'anno Liam Lawson non ha vissuto di stenti, ma ha preso parte a un campionato di Superformula così strutturato: un double header al Fuji, Suzuka, Autopolis, Sportsland Sugo, Fuji, Motegi, un double header a Suzuka, che ha messo fine al campionato proprio nello scorso fine settimana mentre Ricciardo faceva faville sul suolo messicano.
Campionato caratterizzato dalla presenza di una griglia quasi interamente giapponese, Lawson è stato uno dei quattro non giapponesi che hanno disputato almeno una parte del campionato. Oltre a lui, il turco Cem Bolukbasi, il francese Giuliano Alesi che poi ha perso il volante in corso d'opera, nonché Raoul Hyman (vi ricordate di lui?) che ha conquistato l'ultima gloriosa posizione in campionato.
Lawson è andato like a boss, ha vinto tre gare e conquistato una pole position, per poi classificarsi secondo in campionato alle spalle del vincitore Ritomo Miyata, con una decina di punti di gap, e precedendo di mezzo punto Tomoki Nojiri, che è stato l'unico altro oltre a lui a vincere tre gare nel corso della stagione.
Miyata ha conquistato due vittorie e, di fatto, a parte loro tre nessuno ha vinto gare in corso d'opera, almeno finché nell'ultima gara della stagione ha vinto Kakunoshin Ohta, settimo in classifica piloti, anche alle spalle di Sho Tsuboi, Ryo Hirakawa e Tadasuke Makino.

In sintesi, la stagione di Lawson nel massimo campionato giapponese a ruote scoperte è stata decisamente positiva, peccato solo per il titolo sfumato. Non c'è ombra di dubbio che si meriti un volante in Formula 1 e non resta che sperare che nel 2025 possa esserci per lui un'inversione di tendenza, come accaduto in altre circostanze - basti pensare a Oscar Piastri, di cui tutti ci siamo scandalizzati perché non aveva un volante, che alla fine dopo un anno ha comunque avuto modo di procacciarsi un volante.
Quello su cui vorrei focalizzarmi è che, va bene, ci sono piloti che magari non saranno promettenti per il futuro tanto quanto Lawson, però senza ombra di dubbio la coppia formata da Danielone e da Yuki Tsunoda non è certo la coppia più scadente di tutto il campionato... e soprattutto non hanno il dovere di farsi pazientemente da parte per permettere all'enfant prodige di dimostrare quanto è bravo (quantomeno per ora, in tanti hanno fatto molto presto a cambiare totalmente opinione su Nyck De Vries, non troppo tempo fa).

In sintesi, il mercato piloti non è necessariamente uno scontro tra fazioni e il fatto che ci siano piloti che hanno un volante mentre altri non ce l'hanno non significa che debbano per forza essere contrapposti il best drivahhhh evahhhh e il pilota più scarso della Formula 1 moderna. Il fatto che Lawson si sia dimostrato un bravo pilota non significa necessariamente che allora Ricciardo - o Tsunoda, adesso è lui quello preso di mira alla luce degli eventi messicani, dove peraltro ha avuto modo di fare a sportellate mentre lottava per le zone basse della top-ten, mandando in vacca dei potenziali punti - oppure entrambi debbano essere tacciati di fare schifo e venire screditati costantemente in nome della causa neozelandese.
Detto questo, mi sento di augurare il meglio a Lawson per l'eventuale categoria in cui gareggerà nella prossima stagione - non so se farà un altro anno in Superformula, se sia stato annunciato alcunché in proposito - ma spero che il duo Ricciardo/ Tsunoda possa tenere alti i colori dell'Alpha Tauri, come è giusto che sia.




lunedì 30 ottobre 2023

Formula 1 2023: #19 Gran Premio del Messico // il commento del lunedì

Diciannovesimo evento stagionale, Gran Premio del Messico, considerato quasi universalmente da rimuovere dal calendario, in concomitanza con l'esclusione di tutti i piloti messicani dai campionati FIA, perché ci sono i tifosihhhh messicanihhhh che minacciano di mortehhhh la Redbull e il compagno di squadra del loro idolohhhh. A questo proposito, vorrei dire alcune cose: è pur vero che la situazione è pesante e che si sono viste scene indecenti - tra cui una rissa sulle tribune, probabilmente a seguito di un certo incidente avvenuto alla prima curva - ma siamo sicuri che il problema sia essere in Messico? I tifosi messicani sono così invasati perché nello specifico sono messicani, o perché sono stati avvicinati in branco alla Formula 1 in un'epoca storica in cui vengono generati tifosi invasati?
Mi rendo conto che scaricare la colpa sul loro idolohhhh sia la strada più facile, specie in un momento storico in cui sta performando poco e niente, ma non mi sembra che sia lui a istigare i tifosi. C'è addirittura chi sostiene che suo padre dovrebbe essere bandito dal paddock perché istiga... ma la realtà è che Antonio Perez si limita ad affermare che suo figlio sia il best drivahhhh evahhhh senza mai avere tenuto alcun comportamento incivile e inadeguato alla vita pubblica.
Più che eliminare circuiti in base alle tifoserie, sarebbe stato meglio, diversi anni fa, rendersi conto che generare ultrà poteva avere risvolti poco contenibili, ovvero quelli che abbiamo visto questo fine settimana. Avere una tifoseria mediamente civile nel gran premio di casa di una seconda guida non è assolutamente impossibile, basti solo pensare che tra una settimana la Formula 1 andrà in Brasile, dove i tifosi urlavano, cantavano, saltellavano e ballavano 24/7 invocando i nomi di Rubens Barrichello e Felipe Massa limitandosi a sperare che capitassero circostanze favorevoli e che l'idolo di turno potesse vincere il gran premio, senza fare danni quando - specie nel caso di Rubinho che giungeva sul posto spiritualmente accompagnato da un esercito di gufi e gatti neri - risultava chiaro che non sarebbe accaduto.

CRONACA PER IL FORUM - A Città del Messico, dove la gara dura 71 giri, le Ferrari di Charles Leclerc e Carlos Sainz monopolizzano a sorpresa la prima fila dopo non essere mai stati nelle posizioni di vertice fino a quel momento. L'idolo di casa Checo Perez stavolta non è tanto lontano dal compagno di squadra Max Verstappen, ma purtroppo per lui l'Alpha Tauri di Daniel Ricciardo si frappone tra di loro.
Le Mercedes al momento non sembrano tenere il ritmo, con Lewis Hamilton e George Russell in sesta e ottava posizione con in mezzo la McLaren di Oscar Piastri. Quella di Lando Norris invece sarebbe in ultima fila, se non fosse per il cambio di motore di Yuki Tsunoda e la partenza dalla pitlane di Lance Stroll per modifiche in parco chiuso.
Questo è l'ordine di partenza (posizioni di qualifica tra parentesi):

Leclerc - Sainz
Verstappen - Ricciardo
Perez - Hamilton
Piastri - Russell
Bottas - Zhou
Gasly - Hulkenberg
Alonso - Albon
Ocon - Magnussen
Norris - Tsunoda(15)
Sargeant - Stroll(18)

La partenza non è delle migliori per le Ferrari, mentre le Redbull hanno un ottimo spunto. Nel caso di Perez di ottimo ha solo lo spunto, perché poi affianca Leclerc quando questo è quasi affiancato a Verstappen, impossibile uscire tutti indenni dalla curva. Infatti è contatto Perez vs Leclerc, con Charles che riesce a proseguire con l'ala anteriore danneggiata accodandosi a Verstappen. Va peggio a Checo, che quasi spicca il volo ed è costretto ai box, dove si ritira. Il pezzo danneggiato si stacca dalla Ferrari alcuni giri dopo, al 5° giro viene messa brevemente virtual safety car.
Verstappen, Leclerc e Sainz sono i primo tre, Ricciardo è ancora quarto e lo rimane fino all'11° giro quando dopo diversi tentativi Hamilton riesce a superarlo. Piastri e Russell non sembrano avvicinarsi al punto da infastidirlo.
È dietro a Russell che Verstappen si ritrova dopo la prima sosta per passare da medium a hard. Si avvicina in gran fretta e recupera diverse posizioni dato che gli altri piloti allungano il primo stint, puntando a una sola sosta: al 25° Hamilton, che overcutta così Sainz (pitstop al 31°) e per ultimo Leclerc al 32°, unico che non era ancora stato superato da Verstappen, che così si ritrova in testa.
Al 33° giro c'è un botto pazzesco da parte di Magnussen, forse innescato dalla rottura di una sospensione(?), fortunatamente Kevin viene inquadrato uscire dalla vettura e fermarsi sul muretto. Viene messa safety car e Verstappen va ai box: torna in pista ancora sulle hard, ancora in testa. Le barriere sono danneggiate, dal retro della vettura si innalzano fiamme, i commissari intervengono lentamente. Un giro dopo l'incidente viene esposta bandiera rossa.

La gara riprende con standing start dopo circa 25 minuti, la griglia di partenza è la seguente: Verstappen, Leclerc, Hamilton, Sainz, Ricciardo, Piastri, Russell, Tsunoda, Hulkenberg, Norris, Gasly, Albon, Zhou, Ocon, Sargeant, Bottas, Stroll, Alonso. Entrambi i piloti Mercedes ripartono su gomme soft, Russell riesce a superare Ricciardo. I piloti Mercedes sono adesdo terzo e quinto rispettivamente negli scarichi delle due Ferrari. Hamilton supera Leclerc nel corso del 40° giro.
Al 49° giro, poco dopo il ritiro di Alonso ai box, il lungo duello tra Piastri e Tsunoda che durava fin dal restart finisce con un contatto. Il pilota dell'Alpha Tauri finisce in testacoda e riparte nelle retrovie, mentre Piastri rimane in settima posizione. Norris, che aveva perso varie posizioni al restart e in seguito fatto alcuni sorpassi, si ritrova adesso ottavo. In seguito Norris passa davanti al compagno di squadra, va poi successivamente a raggiungere Ricciardo e riesce a superarlo al 60° giro.
Albon, nel frattempo, si trova in nona piazza, mentre Hulkenberg si trova decimo fino a gara inoltrata, per poi perdere posizioni a vantaggio delle due Alpine. Al 67° giro c'è un contatto tra Bottas e Stroll che provoca il ritiro di Lance ai box, mentre nel frattempo Norris supera Russell - che avevamo lasciato negli scarichi di Sainz ma ha poi perso terreno in seguito - e sale al quinto posto. Le posizioni dei primi cinque sono ben definite e tutti piuttosto distanti, mentre negli ultimi due giri Ricciardo si avvicina tantissimo a Russell senza tuttavia riuscire a passare davanti. Il settimo posto gli vale comunque i primi punti stagionali al termine di un weekend in cui ha messo a tacere i suoi numerosi critici.
All'ultimo giro, non inquadrato, Sargeant invece di tagliare il traguardo rientra in pitlane, pare per mancanza di carburante, sarà classificato 16°, doppiato di un giro. Dal momento che prima di quel momento si trovava 12° a pieni giri, verosimilmente si ferma all'ingresso della pitlane, senza riuscire a tagliare il traguardo. // Milly Sunshine(C) per F1GC Forum.

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Lewis Hamilton (Mercedes), 3. Charles Leclerc (Ferrari), 4. Carlos Sainz (Ferrari), 5. Lando Norris (McLaren), 6. George Russell (Mercedes), 7. Daniel Ricciardo (Alpha Tauri), 8. Oscar Piastri (McLaren), 9. Alex Albon (Williams), 10. Esteban Ocon (Alpine), 11. Pierre Gasly (Alpine), 12. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 13. Nico Hulkenberg (Haas), 14. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 15. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 16. Logan Sargeant (Williams), Rit. Lance Stroll (Aston Martin), Rit. Fernando Alonso (Aston Martin), Rit. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Sergio Perez (Redbull).

RIFLESSIONI SEMI-SERIE DEL LUNEDÌ - ormai le riflessioni sulla questione Perez/ tifosi messicani le ho già scritte, mi permetto solo di aggiungere che, se non si fosse preso azzardi, Checo sarebbe verosimilmente finito a podio. Per sua stessa ammissione, stava tentando una manovra che, se ben riuscita, avrebbe potuto condurlo in testa alla gara. Riflessione personale, gli è andata pure bene, non oso immaginare cosa sarebbe successo se Verstappen fosse stato coinvolto in qualche modo nel contatto.
Adesso c'è un sacco di gente che vorrebbe Ricciardo al suo posto... sì, Ricciardo, quello che fino a poco tempo fa era uno scandalo che dopo il suo infortunio avesse osato tornare al volante, invece di lasciare il posto alla sua riserva Liam Lawson. Ricciardo, il pilota finito, il clown, quello che non aveva più niente da dire: cambia in fretta la direzione in cui soffia il vento, specie quando tutto viene estrapolato dal contesto e impacchettato in modo da vedere solo quello che fa comodo. Spero almeno che, se la prossima gara non farà punti, non sia di nuovo declassato a pagliaccio, ma non nutro molta fiducia in proposito. E con questo, alle dieci e mezza di lunedì mattina, mentre attendo pazientemente che venga ora di sistemare una faccenda burocratica a causa della quale mi sono dovuta prendere alcune ore di permesso al lavoro, metto fine a questo commento.


lunedì 28 agosto 2023

Formula 1 2023: #13 Gran Premio d'Olanda // il commento del lunedì

Carissimi lettori, dopo quattro settimane di tregua, sempre ammesso che polemiche, fake news e articoli altisonanti sulla passione di Lance Stroll per il tennis si possano definire tregua, il campionato di Formula 1 è tornato e con esso anche i miei commenti. Questo, peraltro, scritto con tempistiche abbastanza brevi, dato che a partire da questo lunedì e fino alla fine della settimana sarò in ferie nella calma di casa mia, invece che in ufficio a scrivere corrispondenza via email con trasportatori tedeschi e compagnie marittime o a prendere parte a call con clienti messicani. Non tutto l'oro viene per luccicare, tuttavia, così come non tutte le frasi scritte in un commento hanno necessariamente un senso compiuto, quindi vediamo di spostarci nella patria in cui ai tempi dei very uominy i piloti Ferrari andavano in giro su tre ruote. Avessero la capacità di farlo anche adesso, non sarebbe un male... In ogni caso, questo post seguirà il classico format a cui vi ho abituati in questa stagione (se fate parte dei miei lettori ricorrenti, ammesso di avere dei lettori ricorrenti): un'introduzione che avete appena letto, la cronaca scritta per il forum Formula 1 Grand Chelem del quale sono amministratrice (non mi piace definirmi founder, perché è sorto nel 2012 sulle ceneri di un forum precedente nato nel 2009, abbandonato dai fondatori originari), infine il commento semiserio del lunedì.

CRONACA PER IL FORUM - Zandvoort è la location che segna il ritorno della Formula 1 dopo la pausa estiva, per il tredicesimo gran premio stagionale, quello di casa del campione del mondo Max Verstappen che, dall'alto delle sue otto vittorie di fila, si appresta a eguagliare il record di nove consecutive di Sebastian Vettel. Sono passate quattro settimane dal precedente evento e tutto inizia con un infortunio di Daniel Ricciardo al venerdì nelle prove libere: a causa della frattura del polso sinistro è costretto a saltare il resto del weekend, con rientro previsto forse per Singapore.
Al suo posto l'Alpha Tauri schiera l'esordiente Liam Lawson, pilota di Superformula, classe 2002 quindi il più giovane in pista, per il quale è un inizio tutto in salita: nella qualifica iniziata con il bagnato - e poi proseguita divenendo asciutta ben dopo l'uscita di scena di Lawson - si ritrova solamente 20° (risalirà di una posizione in griglia per retrocessione di Kevin Magnussen, 18° in qualifica, causa modifiche in regime di parco chiuso). Chi invece brilla sono i piloti della Williams, con Sargeant che accede per la prima volta in Q3 e così diviene il primo americano a qualificarsi in top-ten da Michael Andretti al GP d'Italia 1993. Purtroppo Logan finisce la propria qualifica anzitempo andando a sbattere contro le barriere.
In una qualifica che ha riservato diversi colpi di scena come l'eliminazione di Lewis Hamilton in Q2 (dove pare abbia subito impeding da Yuki Tsunoda, retrocesso dalla 14^ alla 17^ casella della griglia) e un incidente di Charles Leclerc a Q3 inoltrata, Perez fatica ancora una volta ed è solo settimo, mentre Verstappen conquista la pole. Tra di loro c'è un range piuttosto vario di piloti e scuderie: Lando Norris su McLaren, George Russell su Mercedes, Alex Albon su Williams, Fernando Alonso su Aston Martin e Carlos Sainz su Ferrari, per Checo è l'ennesimo weekend di difficoltà.
Questa è la griglia di partenza:

1^ fila: Verstappen - Norris
2^ fila: Russell - Albon
3^ fila: Alonso - Sainz
4^ fila: Perez - Piastri
5^ fila: Leclerc - Sargeant
6^ fila: Stroll - Gasly
7^ fila: Hamilton - Hulkenberg
8^ fila: Zhou - Ocon
9^ fila: Tsunoda - Bottas
10^ fila: Lawson - Magnussen

La gara prevede 72 giri e nel momento stesso in cui parte inizia a scendere la pioggia. Verstappen mantiene la posizione ma si viene subito a creare un po' di trambusto, con vetture vicine e pista scivolosa. Alonso supera in un colpo solo Russell e Albon, quest'ultimo si ritrova a lottare con Sainz mantenendo la posizione.
Alla fine del primo giro Perez e Leclerc rientrano ai box per passare a intermedie così come vari piloti oltre top-ten, al box Ferrari Charles sta fermo 13 secondi perché manca l'anteriore destra e poi perche l'anteriore sinistra. L'ala anteriore danneggiata in un contatto con Oscar Piastri non viene al momento sostituita.
Fermarsi si rivela la scelta giusta, quando Verstappen e Alonso vanno ai box un giro più tardi, Perez li precede. Russell frattanto supera Norris e si porta in testa, ma durerà poco: Lando si ferma per le intermedie, George aspetta ma viene in breve tempo risucchiato. Perez va in testa davanti a Zhou Guanyu e Pierre Gasly, i quali verranno superati solo al 6/7° giro da Verstappen.
Leclerc inizialmente quinto ha problemi con l'ala danneggiata e viene superato in pochi giri da Alonso e Sainz. Sarà in occasione della sosta per tornare alle slick (12° giro) che cambierà l'ala anteriore. Frattanto le Mercedes sono nelle retrovie con Russell che precede quasi solo piloti che non si sono fermati ai box, ovvero Piastri e le due Williams (Sargeant ultimo e già doppiato da Perez) tra i piloti partiti tra i primi dieci, Valtteri Bottas e Nico Hulkenberg tra gli altri.
Le soste di Verstappen e Perez al 11/12° fanno si che Max torni davanti di overcut, mentre nel bel mezzo del giro di pitstop ecco che Sargeant - al 16° giro - finisce a muro ed entra in pista la safety car; l'incidente innescato probabilmente da un guasto. I primi dieci sembrano al momento a posto con le gomme, dietro le safety car ci sono in coda Verstappen, Perez, Alonso, Gasly, Sainz, Zhou, Magnussen, Albon, Ocon e Tsunoda, con Gasly - impegnato in un lungo duello con Sainz prima della safety car - che dovrà scontare una penalità per eccesso di velocità nella pitlane.
Al restart le posizioni dei primi cinque rimangono invariate, mentre Albon che non si è mai fermato ai box inizia a rimontare raggiungendo la sesta piazza e le posizioni variano lievemente per effetto di diversi duelli e sorpassi in bassa top-ten. Dei piloti retrostanti, Norris risale in zona punti al 28° giro, superando Magnussen. Leclerc, che era dietro di lui in precedenza, perde posizioni a vantaggio di Hamilton e altri a causa di un danno sul fondo. Zhou frattanto scende di posizioni e Hamilton, superandolo al 33°, si porta decimo. Leclerc invece si ritirerà ai box al 42° giro dopo essere precipitato nelle retrovie ed essere stato negli ultimi giri in lotta con Lawson, già balzato agli onori delle cronache nei primi giri quando è stato penalizzato per impeding in pitlane.
Frattanto inizia un giro di soste e finalmente Albon si ferma per passare alle medium, mentre gli altri sono di nuovo su soft. Sainz approfitta della penalità di Gasly - che esce appena davanti a Russell, passato su hard al momento di tornare alle slick con l'intento di fare una sosta in meno e protagonista poco dopo di un contatto con Tsunoda, inizialmente davanti ai due per non essersi ancora fermato - per passargli davanti e si ritrova terzo quando Alonso è protagonista di una lunga sosta ai box, oltre otto secondi. Fernando, tuttavia, si riprende la terza piazza con un sorpasso al 52° e inizia a staccare Sainz, che vede Gasly arrivargli negli scarichi. Nel frattempo, mentre Albon supera Russell, Hamilton prende la posizione su Norris. Superato anche Ocon, Hamilton scavalca Russell al 60° e si ritrova settimo. Frattanto, dopo un precedente tentativo fallito, Gasly riesce a superare Sainz.
Subito dopo riprende la pioggia, Perez, Gasly e Sainz sono i primi a passare alle intermedie, un giro dopo rientra Verstappen. La sosta lenta di Perez fa sì che l'olandese rimanga agevolmente davanti e nulla cambia nonostante Alonso si fermi per ultimo. È un testacoda di Perez a dargli la seconda piazza: la pioggia continua ad aumentare e Verstappen rientra ai box per le full wet. Quando al 64° Zhou finisce contro le barriere, viene data bandiera rossa e Perez rimane bloccato in pitlane, chiusa, dove era rientrato per passare alle full wet.

30+ minuti dopo - L'ordine di restart è Verstappen, Alonso, Perez, Gasly, Sainz, Hamilton, Norris, Russell, Albon, Piastri, Ocon, Tsunoda, Stroll, Hulkenberg, Bottas, Lawson e Magnussen. Le vetture iniziano a girare dietro la safety car e vi rimangono per due giri prima della partenza lanciata, quando ormai mancano sei tornate alla conclusione.
In un primo momento Alonso rimane molto vicino a Verstappen, più di quanto Perez gli si avvicini. Frattanto per Checo viene segnalata una penalità per eccesso di velocità nella pitlane, che verrà applicata sul risultato della gara. Gasly, restando vicino, ha quindi concrete possibilità di andare a podio. Norris esce vincente da un duello con Russell, che si conclude con un contatto - incidente di gara è il responso dei commissari - e con George costretto a rientrare ai box e a uscirne ultimo, mentre Lando si avvicina ai piloti che lo precedono.
Mentre davanti tra tutti i primi quattro i gap non sono così bassi da lasciar pensare a potenziali sorpassi, il trio Sainz/ Hamilton/ Norris è molto vicino, con Lewis che tenta in più di una circostanza l'attacco su Carlos, ma senza riuscire a strappargli la quarta piazza. Nelle fasi finali è Perez ad avvicinarsi ad Alonso, ma ugualmente senza un nulla di fatto, e con Gasly che viene promosso sul podio dalla penalità di Perez. A causa di una pregressa penalità rimediata durante un duello con Zhou(?), Tsunoda perde ugualmente posizioni sul risultato finale. // (Milly Sunshine per F1 Grand Chelem)

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Fernando Alonso (Aston Martin), 3. Pierre Gasly (Alpine), 4. Sergio Perez (Redbull), 5. Carlos Sainz (Ferrari), 6. Lewis Hamilton (Mercedes), 7. Lando Norris (McLaren), 8. Alex Albon (Williams), 9. Oscar Piastri (McLaren), 10. Esteban Ocon (Alpine), 11. Lance Stroll (Aston Martin), 12. Nico Hulkenberg (Haas), 13. Liam Lawson (Alpha Tauri), 14. Kevin Magnussen (Haas), 15. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 16. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 17. George Russell (Mercedes), Rit. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), Rit. Charles Leclerc (Ferrari), Rit. Logan Sargeant (Williams).

COMMENTO SEMISERIO DEL LUNEDÌ - mentre tanta gente ritorna al lavoro e io finalmente sono a casa, fuori tempo massimo perché i soliti impiccioni che abitualmente chiedono "ma davvero non vai in vacanza? perché non ci vai?" mi pongano tale domanda, ormai convinti che le vacanze siano fuori stagione perché le loro sono già finite, mi interrogo su cosa dire adesso... e niente, non ho niente da dire, quindi perché non lasciare la parola ai protagonisti?
Slogan: "Murrica wins!!!111!!!11!!"
Verstappino: "Dai, levati, che dobbiamo parlare di cose serie, tipo di un predestinato incidente."
Vanz: "È meglio un pilota Ferrari che mette la macchina nel muro cercando di metterla in prima fila di uno che dice che la macchina è da quinto posto e si rassegna ad arrivare quinto."
Fanboyz: "Vanz, secondo te la mattina mi sveglio pensando a quanto sia bello arrivare quinto invece che stare davanti al mio Yd0l0? Io lo chiamo realismo, non so tu."
Divino Ferni: "Cosa, cosa, cosa?! Hai detto che vorresti stare davanti a me? Dato che non posso picchiarti perché sono al volante, per riprendermi dalle tue irriverenti parole dovrò superare in un colpo solo Alboff, Russell e tutte le sue -L, anche se sua nonna se ne sbatte di me e continua a tifare Crazy Frog anche se non c'è più."
Alboff: "Cra, cra, cra."
Divino Ferni: "Tutto ciò è inaudito! Perché adesso tutti possono far guidare le rane?"
Predestinatohhhh: "Sarebbe bello se chiamassero le rane anche ai box per i cambi gomme."
Divino Ferni: "I veri temerari sono quelli che rimangono in pista. Sei d'accordo, piccolo fanboy che mi sta sempre tra le scatole?"
Fanboyz: "In qualità di pilota Ferrari, mi trovo a dissentire. Ci sono meno pericoli e insidie in pista, piuttosto che in pitlane. Però, siccome devo dimostrare che non sono più un baby fanboy, ma un uomo vissuto, vado incontro a testa alta al mio destino e guidando con una mano sola."
Divino Ferni: "Con l'altra immagino ti stai grattando le palle."
Checo: "YAAAAAYYYYYYY! SPEEDY GONZALES FOR THE WIN!!!111!!11!!1!! <3 Hai visto dove sono, Verstappino?"
Verstappino: "Aspetta che venga il momento di cambiare gomme! Se pensi di potermi battere, ti sbagli di grosso. Credo ti convenga rassegnarti e sperare in altri risultati. Non so, per caso partecipi a qualche fanta-Formula 1 e hai messo Slogan come primo ritirato?"
Checo: "Ahahahahah, ci ho azzeccato in pieno, anche oggi la mia giornata ha un senso. Se si ritirano anche il Predestinatohhhh e l'Apprendista Vampiro li ho azzeccati tutti."
Verstappino: "Porta rispetto all'Apprendista Vampiro, che ce l'ha enormehhhh."
Checo: "E come sfida con se stesso, dopo una gara altisonante, se lo misurerà nel bel mezzo del diluvio, andando a centrare un muro."
Voce fuori campo: "Qual è il senso di questa bandiera rossa? Di solito viene data per ragioni totalmente sensate quanto la speranza di generare un altro incidente al restart, qui invece la gara è stata redflaggata perché non si sta in pista e deve essere rimossa una vettura incidentata, con il restart che sarà dietro la safety car. Al tempo dei very uominy non sarebbe mai accaduto tutto ciò."
L'Autrice(C): "Il restart con oltre il 75% dei giri percorsi? Hai ragione, quello non sarebbe mai successo, ma non lamentiamoci, per una volta sembra esserci stata una bandiera rossa gestita in modo più sensato degli standard a cui ci siamo abituati, non badiamo a queste sottigliezze."
Verstappino: "Checo nel frattempo è scivolato su una buccia di banana, perché non è stato detto? E perché nessuno ha parlato del Pokemon che sta per andare a podio? Cos'è tutto questo silenzio?"
Fanboyz: "Beato te che senti del silenzio, io ho il Prosciuttello Gangster che mi ruggisce nelle orecchie da venti minuti e urla di volermi fare a fette e divorarmi come se fossi una bistecca di soia. Sta traumatizzando Trollando, che lo segue da vicino e per il terrore ha anche lasciato cadere il biberon."
Gangster Rapper: "Naaaahhhh, Trollando ha già un accenno di barba, sta finalmente varcando la soglia del mondo degli adulti. Può tranquillamente vedere mentre ti salto in padella insieme alla rana."
Fanboyz: "Quale rana?"
Gangster Rapper: "Non negarlo, la tua difesa in questo momento non lascia spazio ai dubbi."
Fanboyz: "Cra, cra, cra."
Vi lascio così, con tante rane che si nascondono nelle tasche delle tute dei piloti, ma soprattutto con il GP d'Italia alle porte e un dubbio esistenziale: chi fermerà Verstappen? E quando succederà?

domenica 23 luglio 2023

Formula 1 2023: #11 Gran Premio d'Ungheria - il commento del luned-... della domenica sera

Carissimi lettori, avere visto la gara in diretta (la seconda della stagione) ha contribuito nettamente ad anticipare le tempistiche, quindi mi ritrovo a pubblicare con un certo anticipo il commento "del lunedì", dato che è a malapena domenica sera. Ammetto che, essendo quanto scritto per F1 Grand Chelem piuttosto lungo e pieno di considerazioni non avrò molto da aggiungere, se non per prima cosa che questa Formula 1 è noiosahhhh e che in Ungheria non ci saranno mai più gare belle come quella del 2004 con il grand chelem di Michael Schumacher. Fu davvero uno spasso assistere a quella gara così ricca di emozioni e di colpi di scena, nemmeno per il GP di Francia 2019 mi sono sentita alla stessa maniera!

CRONACA PER IL FORUM - In Ungheria assistiamo per la prima volta al format sperimentale, in cui in Q1, Q2 e Q3 è obbligatorio utilizzare rispettivamente gomme hard, medium e soft. Ci sono pareri discordanti in proposito, da un lato c'è chi sostiene che mandare piloti e team allo sbaraglio possa premiare la performance migliore, dall'altro chi sostiene che la performance vada costruita già dal venerdì e che ciascuno dovrebbe qualificarsi con la mescola che gli può consentire il miglior risultato possibile. C'è anche qualche "capiscer" che, ignorando volutamente il fatto che in Q3 si sarebbero comunque utilizzate le gomme soft, attribuisce al nuovo format ciò che succede nella manche finale delle qualifiche.
Finora tutte le pole position erano state conquistate dalla Redbull con la sola eccezione dell'Azerbaijan, poleman Charles Leclerc, all'Hungaroring per la seconda volta si impone un'altra squadra. Dopo Redbull e Ferrari, anche Mercedes conquista una pole position e lo fa per mano di Lewis Hamilton, che batte Max Verstappen per appena tre millesimi in una Q3 tiratissima.
George Russell è uscito in Q1, Carlos Sainz in Q2, le McLaren sono di nuovo tra le prime posizioni, la Aston Martin sembra in difficoltà rispetto all'avvio di stagione tanto che Fernando Alonso, unico in Q3, deve accontentarsi dell'ottavo posto, ma soprattutto Checo Perez finalmente giunto in top-ten rimedia solo una nona piazza. Brillano le Alfa Romeo, con Zhou Guanyu addirittura quinto in griglia, nonché autore del miglior tempo nel Q1, ma anche con Valtteri Bottas settimo in griglia. Infine bisogna citare Daniel Ricciardo che, chiamato in corso d'opera a sostituire l'appiedato Nyck De Vries, riesce a superare il taglio della Q1, dove il compagno di squadra Yuki Tsunoda rimane escluso.

1^ fila: Hamilton - Verstappen
2^ fila: Norris - Piastri
3^ fila: Zhou - Leclerc
4^ fila: Bottas - Alonso
5^ fila: Perez - Hulkenberg
6^ fila: Sainz - Ocon
7^ fila: Ricciardo - Stroll
8^ fila: Gasly - Albon
9^ fila: Tsunoda - Russell
10^ fila: Magnussen - Sargeant

Per gli eroi delle qualifiche la gara - della durata di 70 giri - non inizia nel migliore dei modi. Zhou rimane fermo sulla griglia e quando riparte al rallenty finisce per tamponare Ricciardo, il quale cozza contro la Alpine di Esteban Ocon che poi si ritrova scagliato addosso al compagno di squadra con Pierre Gasly, incidente che costringe i due francesi ai box, da dove non usciranno più, ma che non provoca interruzioni alla gara, non essendoci detriti in pista. Zhou sarà penalizzato per avere innescato il contatto in partenza.
Davanti, Hamilton giunto appaiato con Verstappen è stato superato dal pilota della Redbull, per poi essere superato dalle McLaren di Oscar Piastri e ritrovarsi quarto. Seguono le due Ferrari, con Leclerc che ha mantenuto la posizione e Sainz che è uscito indenne dal caos che si è scatenato a centro griglia. Perez nel frattempo dopo alcuni giri riesce a superare Alonso per portarsi in settima posizione.
Tra i piloti della top-ten Sainz è il primo a fermarsi per passare alle hard (16° giro) essendo partito su gomme soft, comunque solo un giro prima rispetto a Hamilton che invece era su gomme medie. Gli altri piloti reagiscono per evitare di subire potenziali undercut: al 18° rientrano Norris e Leclerc, quest'ultimo fermo per oltre nove secondi perché la posteriore sinistra non va su. Un giro più tardi si ferma Piastri, che viene subito superato da Norris al rientro in pista. Verstappen è l'unico a proseguire - si fermerà al 23°, a parte Perez e Russell che sono partiti sulle gomme hard e sono rispettivamente secondo e quinto.
Perez quando si ferma ai box per montare medium esce dietro a Sainz, che si ritrova davanti Russell già superato da Hamilton. Perez riesce a superare Sainz e poi attacca Russell, completando il sorpasso anche se il pilota Mercedes si difende con decisione. Si viene poi a formare brevemente un trenino con le Ferrari, almeno finché poco dopo Russell non rientra ai box.
Perez si avvicina a Hamilton e al 43° mentre gli era attaccato rientra ai box per il secondo pitstop mettendo di nuovo medium. Nello stesso giro è rientrato anche Piastri, mentre nei giri seguenti rientrano Leclerc, Norris e Sainz - i due piloti Ferrari sono gli unici che rimettono le hard. Le posizioni restano invariate tra le McLaren e Perez, mentre Leclerc fa undercut su Sainz, ma nel frattempo riceve penalità (post-gara) per eccesso di velocità nella pitlane.
Al 48° Perez riesce a superare Piastri anche se è notevole la difesa del pilota McLaren. Hamilton ai ferma al 50° giro e torna in pista in quinta posizione, ben distante da Piastri che è quarto: di fatto ha perso la posizione nei confronti di Perez. Si avvicina comunque a Piastri nei giri successivi, superandolo al 57°.
Russell nei giri conclusivi risale e dopo essersi avvicinato a Sainz gli porta via il settimo posto al 66°, per poi andare a raggiungere Leclerc, senza riuscire a superarlo nonostante la vicinanza all'ultimo giro, ma prendendosi il sesto posto per effetto della penalità (Leclerc viene a perdere una sola posizione).

REDBULL - è finito il dominio di Verstappen, si diceva venerdì, e poi anche al sabato dopo la seconda piazza sulla griglia. In sintesi, oltre mezzo minuto di vantaggio sul secondo, settima vittoria consecutiva per Verstappen, Redbull finora mai mancata dal podio, il tutto mentre Perez ha salvato il salvabile, guadagnando acclamazione dopo le critiche post-qualifiche.

MCLAREN - i papaya vogliono essere protagonisti e lo sono, per la seconda volta consecutiva, con entrambi i piloti che vogliono puntare in alto. Norris ottiene il secondo podio consecutivo e Piastri ancora una volta rimane con la delusione di non esserci salito. Tutto lascia pensare che arriverà il suo momento.

MERCEDES - Hamilton considerato un eroe al sabato, dopodiché screditato subito dopo avere perso le posizioni a vantaggio di Verstappen, Piastri e Norris in partenza, come se fosse necessario vivere di contrasti. Discorso esattamente inverso - ma uguale in termini di contrasti - vale per Russell, screditato al sabato e poi acclamato per la rimonta in gara.

FERRARI - farebbe meglio a evitare i proclami da "vittoria in tasca" che precedono le gare. Commentatori televisivi e utenti social, tuttavia, farebbero meglio a darsi una svegliata, perché è da tempo immemore che ogni venerdì credono nella favoletta della Ferrari che lotta per il vertice. In più, dato che già le "leclainz war" sui social sono estremamente snervanti, i telecronisti televisivi potrebbero anche evitare di fomentarle, almeno una volta in cui non si sentono team radio polemici né da un lato né dall'altro.

ASTON MARTIN - se a inizio stagione poteva apparire come una sorta di Brawn GP in veste di seconda forza del mondiale, sembra stia andando incontro a un simile destino anche a stagione inoltrata, ovvero quello di non essere più all'altezza dei primi tempi. Chiudono comunque a punti con entrambi i piloti, un risultato forse non troppo scontato al sabato.

WILLIAMS - non la si è vista se non al momento del testacoda di Sargeant verso fine gara che ne ha decretato il ritiro ai box senza causare intoppi allo svolgimento della gara, ma Albon seppure fuori dai punti ancora una volta ha portato a casa un risultato valido.

ALFA ROMEO - considerati come fenomeni al sabato, piloti compresi, criticati oltremodo la domenica, pure Bottas che di per sé danni non ne ha fatti, ha anzi concluso la gara in una 12^ piazza abbastanza in linea con gli standard della squadra.

ALPHA TAURI - niente di nuovo, vettura da parte bassa del gruppo, con risultati non troppo degni di nota. Nel frattempo il ritorno di Ricciardo genera una spaccatura, da un lato hype e dall'altro attacchi da parte degli hater con tanto di prese in giro per l'incidente odierno... non innescato da lui.

HAAS - sempre la solita storia, una qualifica brillante da parte di Hulkenberg, con relativi insulti social a Magnussen considerato un pessimo qualificatore nonostante la pole dello scorso anno, per poi essere nelle retrovie quando a contare è il passo gara.

ALPINE - doppio out senza completare nemmeno un giro (anzi, completando un giro con entrambi, visto il ritiro avvenuto ai box), del tutto incolpevoli, con Ocon costretto anche a un passaggio al centro medico per dolori alla schiena.

Questa analisi del weekend team per team vuole essere un invito a riflettere: nella maggior parte dei casi, il giudizio sulla singola performance è stato predominante, sufficiente a fare tabula rasa di tutto quanto fosse successo fino a quello specifico momento.
Squadre e piloti acclamati a ogni minimo scorcio di competitività vengono duramente attaccati non appena osano non ripetersi, figurarsi quando sbagliano platealmente, senza mai un pensiero bilanciato. Eroi diventano inutili zavorre con la stessa velocità con la quale erano diventati eroi.
Si è tanto criticata la scelta di Helmut Marko di licenziare De Vries, criticando le sue logiche, ma la verità è che l'opinionista medio e l'appassionato medio differiscono da Marko solo per il non avere il controllo di chi debba avere un volante e chi no. Nyck è passato dall'essere un niente di che all'essere considerato il futuro della Formula 1 per una sola performance positiva, per poi essere messo da parte non appena non si è rivelato tale.
Forse ogni tanto sarebbe opportuno fermarsi un attimo a pensare prima di giudicare un pilota solo sulla base dell'ultima sessione disputata. Il motorsport non è fatto solo di fugaci momenti in cui stilare classifiche di chi ce l'ha più grosso, eppure questa tendenza sembra giorno dopo giorno sempre più predominante. // [Milly Sunshine per F1GC]

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Lando Norris (McLaren), 3. Sergio Perez (Redbull), 4. Lewis Hamilton (Mercedes), 5. Oscar Piastri (McLaren), 6. George Russell (Mercedes), 7. Charles Leclerc (Ferrari), 8. Carlos Sainz (Ferrari), 9. Fernando Alonso (Aston Martin), 10. Lance Stroll (Aston Martin), 11. Alex Albon (Williams), 12. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 13. Daniel Ricciardo (Alpha Tauri), 14. Nico Hulkenberg (Haas), 15. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 16. Zhou Guanyu (Alfa Romeo), 17. Kevin Magnussen (Haas), 18. Logan Sargeant (Williams), Rit. Esteban Ocon (Alpine), Rit. Pierre Gasly (Alpine).

SINTESI SEMISERIA DELLA DOMENICA SERA - Verstappen non ha ottenuto il miglior tempo in nessuna sessione del venerdì quindi la Ferrari ha la vittoria in tasca, ma Hamilton è in pole ed è il GOAT, anzi no è uno scarso perché sta dietro alle McLaren mentre Verstappen stacca tutti. Intanto il mondo è ingiusto perché la Ferrari dopo avere perso accidentalmente tempo nel pitstop di Leclerc non ha deliberatamente perso altrettanto tempo per parcondicio in quello di Sainz, lo scontro più in vista è il loro a distanza who kers di Russell che si avvicina, nel dubbio licenziate Zhou e anche Bottas perché era da un po' che non avevamo parlato male d lui e ricordate che, se la gara fosse durata pochi giri di più, Hamilton avrebbe potuto raggiungere Perez che gli avrebbe chiesto "sai che Stroll corre solo perché suo padre è ricco?" E Hamilton gli avrebbe risposto: "sì, mi ha chiamato Mick Schumacher dopo una sessione al simulatore alle tre di notte per discutere dell'argomento e ne abbiamo dedotto che se Ricciardo non batte sistematicamente Tsunoda è il peggior pilota della storia. Poi mi sono svegliato di soprassalto e Leclerc MI HA PASSATOHHHH A COPSEHHHH".

sabato 15 luglio 2023

La fine di De Vries, il nuovo inizio di Ricciardo

Lo scorso martedì, mentre venivo a casa dal lavoro in anticipo per andare a fare la denuncia dei redditi, un'autentica bomba è scoppiata nel mondo della Formula 1. Però non so neanche se sia giusto definirla bomba e se sia stata totalmente inaspettata. Si parlava da un po' di Nyck De Vries in bilico, probabilmente non in grado di conservare il sedile dopo la pausa estiva, quindi destinato a saltare i gran premi a partire da quello d'Olanda. Crudele il destino di non potere disputare nemmeno il gran premio di casa, diceva qualcuno... ebbene, l'ex campione di Formula 2 e di Formula E non disputerà nemmeno quello d'Ungheria, è ufficialmente a piedi senza neanche essere arrivato a metà stagione.
Al suo posto tornerà in Formula 1 Daniel Ricciardo, quindi il mondo si è spaccato, tra danismilers felici ed ex danismilers che l'hanno abbandonato perché è un vecchiohhhh bollitohhhh. Poca attenzione in generale viene data a De Vries, tranne da parte di pagine di meme che scrivono dichiarazioni parodia e vengono riportate in lungo e in largo da gente che non ha nemmeno cliccato sul profilo per accertarsi che non si tratti di una pagina di meme.

Nel frattempo spopolano in ogni dove liste di piloti che sono stati appiedati dalla Redbull o dalla Toro Rosso nel corso della storia a stagione in corso, liste molto accurate che includono Vitantonio Liuzzi il cui contratto tuttavia già da inizio stagione di alternarsi in alcuni gran premi a Christian Klien, Jaime Alguersuari che in realtà è arrivato a fine stagione e non è stato rinnovato, nonché Carlos Sainz che ha lasciato il team per passare in Renault al posto di Jolyon Palmer dopo che questo era stato appiedato.
Insomma, quando si fanno liste di piloti silurati da un giorno all'altro occorre necessariamente metterci in mezzo anche gente che non c'entra nulla allo scopo di potere raccontare più cose e di dimostrare esattamente la propria profonda conoscenza del motorsport. Che poi non ho mai capito perché il DJ nella lista dei piloti silurati e Sebastien Buemi no? Alla fine tra i due è questo il pilota divenuto di successo in altre categorie, non capirò mai perché debba sempre passare in secondo piano al confronto con gli occhi azzurri di DJ Squire.

Veniamo a noi e iniziamo da come De Vries, dopo avere vinto la Formula 2 al terzo anno e battendo come principale avversario Nicholas Latifi, non avesse una grande reputazione. Era il 2019 e nelle parti alte della classifica c'erano un sacco di piloti di lunga permanenza, mentre dietro dei rookie che non svettavano affatto, nonostante alcuni di loro abbiano acquisito un ruolo di primo piano nelle stagioni successive - parlo di Zhou Guanyu, Callum Ilott e Mick Schumacher, a titolo di esempio. Quello di De Vries veniva da molti definito come un campionato facile, che poco dimostrava sulle sue effettive capacità. In seguito anche in Formula E è stato criticato per avere prima vinto il mondiale e poi avere concluso poco nell'anno seguente, mentre invece si imponeva il compagno di squadra Stoffel Vandoorne. Poi è arrivato il GP d'Italia 2022 ed è giunto il suo punto di svolta, quando è stato chiamato a sostituire Alex Albon, in ospedale per un intervento di appendicite, e ha conquistato punti diventando una specie di eroe delle folle.

Qual è la verità? Credo fermamente che stia nel mezzo. Da un lato non posso fare notare che, se quando Latifi è passato in Formula 1 e De Vries no, c'è stata indignazione perché non era giusto che il secondo classificato avesse un volant e il vincitore no. Dall'altro, in occasioni in cui il vincitore ha ottenuto un volante in Formula 1 e il secondo classificato no, come per esempio nel caso di Schumacher e Ilott l'anno seguente, c'è stata comunque indignazione. Quindi queste valutazioni vengono generalmente fatte da un esercito di groupie che si indignano semplicemente nel non vedere in Formula 1 il loro pilota preferito e poco dicono su chi meriti un volante e chi no.
Penso che più piloti di quelli che giungono in Formula 1 potrebbero meritarselo senza destare scandalo e De Vries sia indubbiamente uno di questi. Di per sé anche la sua presenza al fianco di Yuki Tsunoda non è uno scandalo: la monoposto è la peggiore del lotto e la sua principale colpa è quella di andare più piano di un pilota con ormai alcuni anni di esperienza e di non avere alcun lampo di genio che lasci intendere che valga la pena di aspettare prima di metterlo alla porta. La Formula 1 non perderà molto senza De Vries, ma nemmeno avrebbe perso per via della sua presenza.

Ciò che mi fa specie è come piuttosto al momento del suo esordio con la Williams, De Vries sia stato immediatamente rivalutato non dall'uomo della strada, ma anche da tantissimi addetti ai lavori, al punto da convincere addirittura Helmut Marko a dargli un volante, diventando un "esterno" che entrava nella sfera bovina, cosa che non succedeva ormai dalla notte dei tempi. Gli è bastata letteralmente una gara positiva per essere visto come il salvatore della patria, colui che avrebbe potuto diventare una stella del futuro... e niente, nessuno che per un attimo si sia mai chiesto se fosse stato un exploit che non si sarebbe ripetuto.
Allo stesso modo De Vries non ha mostrato exploit quest'anno, ma l'ha fatto nella scorsa stagione nella sua comparsa one-off, ma quello ormai non vale più, tutto dimenticato in nome dei risultati più recenti. Non dico che Alpha Tauri dovrebbe tenere conto di quello che ha fatto in un'altra scuderia, questo no, sto solo dicendo che questa tendenza a guardare solo ed esclusivamente al risultato più recente per determinare il potenziale di un pilota si sta espandendo ormai a macchia d'olio e sembra fare più danni che altro.

Se da un lato è vero che i posti sono limitati e che i piloti dovrebbero dimostrare costantemente di meritarsi di stare lì, o quantomeno di più di quelli che sono fuori, dall'altro mi sembra di notare come le scuderie stesse stiano iniziando a ragionare con una logica che un tempo era riservata più che altro ai tifosi da bar. De Vries non sarà certo quel fenomeno generazionale che è stato dipinto dopo la sua performance altisonante a Monza, ma di fatto sta pagando il non avere rispettato le aspettative *irrealistiche* che gli erano state cucite addosso: Nyck non è colpevole di non essere un fenomeno, ma semplicemente di non esserlo pur essendo stato riconosciuto erroneamente come tale. Ci sta che per l'Alpha Tauri non sia un bel vedere averlo mentre arranca, specie sapendo che Albon, pilota Redbull ceduto alla Williams, sta al contempo tenendo alte le performance del team di Grove.

Infine c'è un'altra spinosa vicenda, quella di Ricciardo. Da un lato c'è chi spera di vederlo in Redbull al posto di Checo Perez, che non è esattamente in grande spolvero, dal basso delle sue cinque top-ten mancate dietro fila, dall'altro c'è chi spera di vederlo fallire definitivamente, per dimostrare che si tratta di un vecchio bollito che non merita di essere preso in considerazione. Il tutto mi lascia pensare che si sia perso, e non di poco, il senso della misura. Da quando il fanbase si è trasformato in una mandria che attende con ansia di assistere all'umiliazione dei piloti che non gli vanno a genio oppure che smettono di andargli a genio da un giorno all'altro?
Una volta non eravamo così, e mi ci metto in mezzo anch'io, o quantomeno non lo eravamo se non avevamo scelto esplicitamente di essere troll. Perché il fallimento di qualcuno ci compiace così tanto? spesso ancora di più di assistere alla scalata al successo di qualcuno? Perché stiamo perdendo totalmente l'essenza di ciò che abbiamo davanti? Credo dovremmo tornare con i piedi per terra, riscoprire la positività e liberarci di quel senso di negatività che abbiamo dentro nei confronti di tutti.

Bentornato Ricciardo e buona fortuna, ti auguro che l'Alpha Tauri sia la tua strada.
Buona fortuna anche a te De Vries, anche se al momento la tua strada non l'hai trovata.
E buona fortuna anche a noi che le gare le guardiamo alla TV, perché anche noi la nostra strada l'abbiamo persa già da tempo.

domenica 5 febbraio 2023

Presentazioni Formula 1 2023: Redbull (solo livrea)

Carissimi buchi sul fondo della Brawn GP, sono consapevole di essere un po' in ritardo nel parlare di una vicenda alquanto ostica a proposito di un team venuto in auge ormai nel lontano 2009, ai tempi proprio come rivale della Brawn e con Adrian Newey che disegnava i progetti a mano (ascoltare le telecronache di Mazzoni ha dato i suoi frutti).
Adesso non siamo più mel 2009, sono passati quattordici anni da allora e senza ombra di dubbio non vedremo Jenson Button vincere il mondiale. Se solo avessimo saputo, nel lontano 2009, che un giorno avremmo rimpianto i bei vecchi tempi in cui Button vinceva il mondiale...
Questo, comunque, non ha importanza, torniamo alla giornata di venerdì, quando la Redbull ha presentato la propria vettur-... quando la Redbull ha mostrato questa cosa:


In parole povere, la Redbull ha optato per la stessa strategia della Haas, ovvero non farci vedere la monoposto con cui Max Verstappen e Checo Perez disputeranno il campionato (e Daniel Ricciardo ambirà a guidare in caso di intossicazione alimentare a Singapore), quando piuttosto la livrea 2023. L'unica differenza è che hanno anche organizzato anche un evento in grande stile, come se avessero davvero presentato una vettura!
Comprendo a pieno il disappunto per tale trovata. Non comprendo quello di chi si è lamentato del fatto che la livrea sia tale e quale a quella delle scorse stagioni. Non è un carro di carnevale. È una Redbull e guess what? ha esattamente i colori della livrea Redbull, un po' come la Ferrari che è rossa o la Mercedes che è grigio argento.

venerdì 25 novembre 2022

Commento al Gran Premio di Abu Dhabi 2022

Caro Sebastian,
è solo la seconda volta che scrivo un Commento a un Gran Premio in formato lettera e, per la seconda volta, è ancora una lettera rivolta a te, ma concepita per ragioni totalmente diverse. Il primo commento in formato lettera è quello che ti rivolsi nel giugno del 2019, dopo quel taglio di chicane in Canada, in cui ti accusavo di non riuscire a comunicare e a far percepire qualcosa di te, accusandoti per quella ragione, insinuando che proprio per la tua mancanza di comunicazione venivi, a mio parere, giustamente denigrato. Non so cosa scriverei se potessi tornare indietro, quello che so per certo è che molte cose le vedo diversamente da allora, sia per quanto riguarda chi ti denigrava, sia per quanto riguarda la faccenda della comunicazione.
Parliamo un attimo dei commenti denigratori, perché ci tengo a specificare che, a mio parere, hai deluso le aspettative in Ferrari e buona parte delle critiche che ti sono state rivolte fossero, sulla carta, meritate. Tuttavia non sono sicura che tutte le critiche che ti venivano rivolte fossero frutto di un pensiero concreto. Mi sembra, a ripensarci, che spesso venissi criticato per partito preso, indipendentemente dal risultato finale, e che per argomentare venissero citati sempre gli stessi episodi. Inoltre, che questo comportamento fosse dettato in primo luogo da precise campagne mediatiche, partite in sordina per poi esplodere in un momento successivo. In sintesi, sono convinta che molte delle persone che affermavano "Vettel è uno scarso ed è la rovina della Ferrari" lo facessero per abitudine, e non perché fosse effettivamente il frutto di un loro effettivo pensiero. Con questo non sto dicendo necessariamente che sbagliassero, ma proprio che non pensavano e si limitavano a ripetere a pappagallo quello che sentivano da altri. Per quanto riguarda la comunicazione, invece, in un mondo di driverstosurvivers e di telecronisti che vogliono influenzare il pensiero del telespettatore medio, magari stravolgendo all'occorrenza le parole altrui a seconda del messaggio che si vuole far passare, indipendentemente dal messaggio originario, credo che non comunicare sia stata la scelta vincente e che abbia comunicato molto di più di tante parole, di tanti post e di tanta presenza sui social media. Mentre c'era chi collezionava like, indirettamente collezionavi persone che un giorno avrebbero sentito qualcosa che cambiava nel solo vederti andare via.
Il primo ricordo che ho di te è un'intervista nel pre-gara nel 2006. Non so con esattezza che gara fosse, ma so che era il periodo in cui ogni tanto disputavi le prove libere del venerdì sulla BMW Sauber. Ricordo che dissero che avevi diciannove anni. Sembravi un bambino ed era bello vedere un ragazzo poco più grande in Formula 1, anche se solo come terzo pilota. Il tuo debutto avvenne nel giugno dell'anno seguente. Avevo diciannove anni appena compiuti, stavo per iniziare l'esame di maturità in quel periodo e mi apparivi come il primo mio coetaneo che arrivava in Formula 1 (adesso vedrei anche piloti di tre o quattro anni più grandi di me, e non di solo un anno, come miei coetanei, il che in teoria farebbe sì che il primo mio coetaneo in Formula 1 sia stato Nico Rosberg, ma quando avevo diciassette anni non vedevo un ventenne come strettamente mio coetaneo) e fu un grosso cambiamento. Certo, eri solo un pilota one-off e un mese o due dopo saresti diventato un pilota delle retrovie come tutti gli altri, ma sentivo la Formula 1 più vicina a me e alla mia fascia d'età grazie alla tua presenza. Non eri il mio preferito, però mi piaceva la Toro Rosso e mi piaceva l'idea che un pilota della mia età potesse competere anche per la zona punti.
Non sei mai stato il mio idolo, ma hai significato molte cose per me e ho notato, con un certo stupore, che sembri avere significato tanto anche per molti altri, sia noi gente comune, sia i piloti e gli addetti ai lavori. Mi potevo immaginare il tuo fanboy Mick Schumacher che indossasse un casco dedicato a te (un casco identico al tuo, identico a come mi sarei immaginata il tuo se la Haas avesse ingaggiato te e non Hulkenberg - peccato, sarebbe stato forse più bello vedere Nico al volante di una hypercar Ferrari a Le Mans), ma non mi sarei mai immaginata Alonso indossare un casco celebrativo dedicato a te. Ci sarà sicuramente qualcuno che ha insinuato che sia stato fatto ad arte, dato che non è che fosse esattamente il tuo best friend forever, ma perché avrebbe dovuto? Quando un pilota si ritira, non è che chiunque si metta a indossare caschi a lui dedicati. Quindi, di conseguenza, Alonso non aveva alcun bisogno di indossare un casco dedicato a te. Mi potevo immaginare, inoltre, qualche celebrazione, ma non una cena di gruppo con TUTTI i piloti, nessuno escluso, il giovedì sera prima del weekend di gara (si ringrazia Hamilton che, a quanto si racconta, ha deciso di organizzare l'evento e di offrirti la cena, proprio lui che un tempo spesso e volentieri saltava le cene di gruppo dei piloti, facendo la sua prima presenza a quella famosa del 2016 in cui litigò con Rosberg a proposito di come dovesse essere ripartito il conto). L'unica cosa che non mi è piaciuta, devo essere sincera, è stato il ripetersi e ripetersi di proclami a tuo favore anche da parte di personaggi che spesso e volentieri ti hanno denigrato e criticato. Non voglio dire che non si possa cambiare idea nella vita, semplicemente che, come ho fatto io all'inizio di questo post, sarebbe opportuno ammettere di avere cambiato idea, non di avere denigrato finché era fescion denigrare e poi avere invertito completamente la tendenza una volta che era più fescion fare altro.
Tra una cosa e l'altra, comunque, è arrivato il venerdì e poi il sabato, con una griglia di partenza che rispecchiava quasi interamente il risultato delle qualifiche (unico cambiamento la retrocessione di Ricciardo dal decimo al tredicesimo posto per l'incidente innescato con Magnussen nel corso del gran premio precedente):

Verstappen - Perez
Leclerc - Sainz
Hamilton - Russell
Norris - Ocon
Vettel - Alonso
Tsunoda - Schumacher
Ricciardo - Stroll
Zhou - Magnussen
Gasly - Bottas
Albon - Latifi

Da decimo che eri ti sei ritrovato nono, posizione che in gara ti avrebbe garantito due punti, gli stessi che si ottenevano ai tempi del tuo debutto se fosse stato il risultato di gara il settimo posto che occupavi sulla griglia. La tua prima gara, negli Stati Uniti, iniziò con una mezza sbinnata e varie posizioni perse, la tua ultima, a Yas Marina, è iniziata in maniera tranquilla, mentre i nostri occhi erano puntati su quello che succedeva davanti. Le posizioni dei due piloti della Redbull - giunti a una presunta tregua almeno per la stampa dopo le polemiche di Interlagos - hanno mantenuto la prima e la seconda piazza, Leclerc ha mantenuto la terza, mentre Sainz e Hamilton si sono ritrovati a duellare tra di loro, una di quelle situazioni ostiche in cui Sainz poteva dire che Hamilton aveva tagliato una chicane per stargli davanti, ma al contempo Hamilton poteva dire che Sainz l'aveva spinto fuori pista. Siccome un taglio di chicane è più facile da provare dell'avere spinto fuori pista qualcuno, in una situazione simile, Hamilton ha di lì a poco ceduto la posizione, pronto a riprendersela dandomi a malapena il tempo di andare in bagno. Sono tornata in soggiorno ed eccolo che era già quarto, dove sarebbe rimasto tuttavia non troppo a lungo: la sua vettura ha iniziato a perdere qualche colpo (forse perché nel taglio di chicane di cui sopra aveva anche fatto un saltello su un cordolo che non aveva giovato al fondo?) e si è visto sfilare prima da Sainz e poi da Russell che, in concomitanza con la prima sosta si è anche procacciato una penalità per un unsafe release nei confronti di Norris che frattanto faceva una gara da best of the rest.
Verstappen, Perez, Leclerc, Sainz, Russell, Hamilton, posizioni invariate dopo il primo pitstop, ma con piloti che si sarebbero fermati una seconda volta e altri che invece avrebbero provato ad andare in fondo. Perez, Sainz e Russell si sono fermati una seconda volta, i primi sei adesso erano Verstappen, Leclerc, Hamilton, Perez, Sainz e Russell, con Perez che aveva il passo per andare a prendere Leclerc, ma prima doveva vedersela con Hamilton. E infatti perdere tempo duellando con Hamilton è ciò che ha fatto sì che verso fine gara arrivasse abbastanza vicino a Leclerc, ma non abbastanza per aprire il DRS, e dovesse accontentarsi di finirgli dietro, sia nella gara sia, di conseguenza, in classifica piloti. Qualcuno ha detto "finalmente la Ferrari azzecca una strategia", ma vorrei segnalare che il problema della Ferrari, in questa stagione ma non solo in questa, in genere è stato quello opposto: fare danni in termini di strategia quando la strategia serviva a conservare una posizione, non quando si improvvisava una strategia allo scopo di un eventuale recupero di posizioni che non sarebbe potuto avvenire in altri modi. Per intenderci, prima di tentare l'unica sosta, Leclerc era terzo e, per male che andasse, anche in caso di fallimento della strategia, avrebbe finito terzo. Il problema è che di solito si ritrovava terzo quando era in testa, a causa di strategie fallimentari, ovvero nelle situazioni in cui la strategia doveva funzionare per forza e non essere un qualche genere di tentativo per ottenere posizioni che non si sarebbero ottenute con sorpassi in pista. Detto questo, i primi cinque a fine gara sono stati Verstappen, Leclerc, Perez, Sainz e Russell, per il momento intendo lasciare un attimo Hamilton da parte, parlandone quando sarà il momento opportuno.
È il momento di passare alla tua gara, iniziata mantenendo la nona posizione, ritrovandoti a sandwich tra le Alpine di Ocon e di Alonso, tutti e tre a una certa distanza da Norris che era il best of the rest e destinato a rimanerlo. Cercavi di passare Ocon, rimanendo al nono posto, poi le Alpine si sono levate di torno, andando a cambiare gomme abbastanza presto. Erano su una strategia a due soste, tu eri su una strategia a una sola sosta. Sembrava potesse funzionare, in un primo momento, ma a un certo punto, prima della sosta, hai iniziato ad avere degrato e i tuoi tempo hanno iniziato a crollare. Sei rientrato ai box, ne sei uscito ultimo e a quel punto hai iniziato a fare sorpassi, per andare a riprenderti la zona punti, mentre la gara degli altri proseguiva tranquillamente, senza grossi intoppi, a parte un contatto Schumacher vs Latifi. Ho sorriso, quando li ho visti girati di lato, ho pensato "stavolta si sono toccati davvero, non è stata forza del pensiero", in attesa del replay. Schumacher ha speronato Latifi mentre tentava di superarlo - immagino che ciò sia avvenuto dopo che Mick si era fermato per un cambio gomme, perché Latifi fino a quel momento era stato ultimo a debita distanza dal penultimo, quindi non ci sono altre spiegazioni ragionevoli al fatto che Schumacher fosse dietro di lui in quel momento - i due sono finiti in testacoda pressoché sincronizzati e Latifi ha anche sbattuto il posteriore al muro riportando una foratura. La gara di Schumacher è proseguita normalmente (a parte una penalità post-gara che non mi risulta abbia cambiato la sua posizione), mentre Latifi si è diretto ai box. Ne è uscito, ma figura come ritirato a un certo punto della gara, il secondo ritirato della giornata. Il primo era stato Alonso, il terzo e ultimo Hamilton, entrambi hanno parcheggiato ai box per guasti vari, uno nel corso del secondo stint, l'altro a una manciata di giri dalla bandiera a scacchi. Peccato, sia Alonso sia Hamilton avrebbero dovuto fare burnout con te durante il giro d'onore.
Diversi giri prima del ritiro di Hamilton, frattanto, stavi faticando a tenere il passo dei piloti che avevano fatto una seconda sosta e sei stato superato dal tuo compagno di squadra, che poi è andato a superare anche Ricciardo. Ti sei avvicinato al tuo ex compagno di squadra, c'era in palio una decima piazza che tuttavia non sembravi in grado di prenderti. È stato il ritiro di Hamilton per un guasto al cambio a farti risalire dall'undicesima alla decima posizione a pochi giri dal termine, passando nella posizione che assegnava l'ultimo punto disponibile. Sei entrato in zona punti quasi per caso, un po' come a Indianapolis al tuo primo gran premio, quando eri nono e a pochi giri dalla fine la Williams di Rosberg si fermò in una nuvola di fumo.
È stato emozionante aspettare il finale, pensa che perfino mio padre non si è addormentato per tutto il tempo perché voleva "vedere l'esibizione". È stato deluso dal fatto che abbiano mandato la pubblicità, ma quando sono tornati in onda c'erano i primi tre che stavano facendo burnout al parc fermé. Tu non c'eri, sei arrivato un po' dopo, mentre voci di corridoio narrano che dal box della Haas abbiano citofonato a Schumacher e gli abbiano detto "smetti di fare burnout, perché devi preservare la vettura che dopodomani nei test verrà guidata dal pilota per il quale ti abbiamo cacciato via a calci nel fondoschiena". In pratica è avvenuto tutto in modo abbastanza disordinato, ma quello che conta è che al parc fermé aspettavano anche te per le interviste. Ad aspettarti, in veste di intervistatore, c'era Jenson Button, tuo vecchio amico-rivale, quando i piloti ancora lottavano per il mondiale senza che Liberty Media cercasse di portare "brio" a tutti i costi. E niente, la tua carriera di pilota di Formula 1 è finita così, con te a tu per tu con Button e la consapevolezza che qualcosa era finito per sempre.
Qualcuno ha detto che vorrebbe vederti tornare, ma oserei dire che, personalmente, non la penso così. Vorrei che tornasse Ricciardo, e magari se capita l'occasione pure Schumacher e Latifi (magari non necessariamente a tu per tu l'uno con l'altro a prendersi a ruotate o a provocare incidenti con la forza del pensiero), ma tu no, hai avuto un finale bellissimo e penso che sarebbe impossibile replicarlo ugualmente emozionante. Non mi dispiacerebbe se tu iniziassi a inculcare nella testa di Emily, Matilda e Figlio Anonimo che devono diventare giocatori di golf, così magari è la volta buona che decidono che vogliono diventare piloti. Però, prima di arrivare al giorno in cui vedremo i tuoi figli su una monoposto, c'è ancora qualcosa che sarebbe bello vedere accadere. Non hai saputo vincere un mondiale con la Ferrari, per ragioni che non avrebbe senso analizzare adesso, ma magari su una Ferrari potresti un giorno vincere la 24 Ore di Le Mans. Penso che rivederti in rosso su una hypercar sarebbe stupendo e credo che questa sia l'ultima cosa che ho da dire.
Anzi no, ce n'è un'altra ancora, ovvero che la data in cui sto pubblicando questo commento in forma di lettera non è casuale. Tante volte ti ho preso in giro perché davi l'impressione di credere di potere diventare il nuovo Michael Schumacher, oggi però non intendo prenderti in giro per questo. I piloti per me sono da considerare ciascuno a se stante e tu sei stato l'unico Sebastian Vettel della storia del motorsport. Però un ultimo piccolo omaggio voglio rivolgertelo oggi, 25 novembre, nel decimo anniversario non solo di uno dei tuoi titoli, ma anche del giorno in cui il tuo idolo si ritirò dalle competizioni. Perché alla fine non sei diventato come lui, ma lui stesso, a suo modo, non diventò mai come sei tu adesso. Tu sei quello che si è aperto un profilo instagram per annunciare il proprio ritiro e adesso (fa) condivide(re dal/la proprio/a PR) foto e aneddoti della propria infanzia. Sei quello secondo cui la famiglia deve essere nascosta dietro a un sacchetto di carta e lo stesso vale anche per le mucche e le galline. Sei quello a cui la crew di Sky Sport F1 Germania regala degli alpaca per la propria fattoria. Sei quello che faceva team radio in stile Crazy Frog. Sei quello che non ci piaceva per com'era, fino al giorno in cui abbiamo realizzato che ci piaci così come sei.

Buon viaggio rana pazza, e speriamo di ritrovarti prima o poi.
Milly Sunshine

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Charles Leclerc (Ferrari), 3. Sergio Perez (Redbull), 4. Carlos Sainz (Ferrari), 5. George Russell (Mercedes), 6. Lando Norris (McLaren), 7. Esteban Ocon (Alpine), 8. Lance Stroll (Aston Martin), 9. Daniel Ricciardo (McLaren), 10. Sebastian Vettel (Aston Martin), 11. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri), 12. Guanyu Zhou (Alfa Romeo), 13. Alex Albon (Williams), 14. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 15. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 16. Mick Schumacher (Haas), 17. Kevin Magnussen (Haas), Rit. Lewis Hamilton (Mercedes), Rit. Nicholas Latifi (Williams), Rit. Fernando Alonso (Alpine).



mercoledì 2 novembre 2022

Commento al Gran Premio del Messico 2022

Ogni GP degli Stati Uniti che si rispetti termina con una fuga in Messico nel weekend del Dia de los Muertos, che in teoria sarebbe il 2 novembre, ma il 2 novembre in Messico dà l'impressione di durate tutta la settimana che lo precede. Stavolta invece di arrivare a cavallo, Dani-Smile è arrivato indossando una maschera messicana a tema, commenti più gettonati "Ricciardo sei un pagliaccio, ti amavamo quando facevi le stesse trollate ma vincevi gran premi, adesso devi andare a contemplare le mucche al pascolo e lasciare la scena a chi è più competitivo di te". Insomma, non hanno neanche un minimo di pazienza, dato che probabilmente tra qualcosa come tre settimane la carriera in Formula 1 di Ricciardo sarà finita. Poi quando non ci sarà, come minimo tutti lo rivorranno indietro, ma non mettiamoci troppo avanti con i lavori e preoccupiamoci del fatto che tutto è iniziato sabato con le qualifiche.
Voce fuori campo: "Veramente ci sono sessioni di prove libere da seguire in religioso silenzio, altrimenti non si è very uominy."
L'Autrice(C): "Allora ho l'impressione che di very uominy ce ne siano pochi, dato che non mi risulta che la caciara con cui vengono commentate le prove libere sui social sia esattamente compatibile con il concetto di religioso silenzio."
Non so esattamente cosa sia successo venerdì, le prove libere in orario serale hanno il vantaggio di permettermi di sfuggire maggiormente alla lettura di commenti sui social. Il venerdì, quindi, possiamo considerarlo già terminato e passare al sabato, nello specifico alle qualifiche, che si sono svolte alle 22.00 ora italiana ma sono state trasmesse da TV8 alle 23.30. Prima sono andata a farmi la solita passeggiata che faccio molte sere d'estate, perché non sarà più estate ma le temperature sono quelle. Dopo un'ora di camminata o giù di lì mi sono seduta su una panchina a cazzeggiare con lo smartphone (senza accedere ai social per evitare spoiler) in attesa che arrivasse l'orario delle qualifiche in TV. Sono salita in casa una decina di minuti prima e mi sono messa a guardare la sessione senza accedere ugualmente ai social per evitare spoiler. Non c'è stato niente di particolarmente altisonante, sono uscite una Haas, due Aston Martin e due Williams, con una Haas e un'Aston che avevano fatto lo stesso identico tempo.
Piccolo Principe: "Sono stato eguagliato dal mio idolohhhh!!111!11!!!1!! Cra cra cra!!11!!!1!!!11!!"
Crazy Frog: "Come ti permetti di rubarmi la rana? Limitati a fare il principe, invece di fare il ranocchio, altrimenti vado a dire a Gunther Steinahhhh che non sei quel bravo ragazzo che sembri."
Piccolo Principe: "Sono sicuro che sarebbe molto contento di scoprirlo. F*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck, f*ck!!11!!1!!!11!!!"
Crazy Frog: "Sorry what?"
Dietro di loro c'era Strollino, poi Albon, poi infine la marmotta del Quebec. Strollino, tuttavia, era destinato a partire ultimo perché la volta scorsa aveva frenato a random facendo credere ad Alonso di essere un trampolino.
Il Vanz ne ha approfittato per ricordare che il fanboy di Vettel era stato battuto stratosfericamente dal compagno di squadra (poi ultimo in Q2) e che anche lo stesso Vettel non aveva brillato nonostante lui fosse davanti al proprio compagno di squadra, mentre nessuno ha speso una sola parola per menzionare il confronto tra Bottas e Zhou. Non che ci sia qualcosa di cui lamentarsi, sia chiaro, perché sono anche piuttosto contenta che non sia stato sparso sterco sopra il povero Zhou. Sarebbe stato a mio parere opportuno menzionare il fatto che Bottas stava guidando come se si fosse appena nutrito di sangue umano, ma non si può avere tutto dalla vita. Mettiamo quindi Bottas da parte per tirarlo fuori al momento più opportuno e limitiamoci a segnalare l'uscita di scena di Dani-Smile, seguito da Zhou, da Tsunoda, dal Pokemon e poi da Kmag che è stato retrocesso di cinque posizioni per sostituzione di componenti ed è partito dall'ultima fila davanti a Strollino.
Nel frattempo Perez non sembrava brillare particolarmente e ciò avrà sicuramente provocato godimento stratosferico tra i driverstosurvivers e la gente che segue la Formula 1 da ottobre 2022 in generale: sembra sia il pilota più odiato, al punto che varia gente ha passato i giorni che precedevano il weekend a invocare che avesse un incidente grave e, se qualcuno faceva notare che non era molto elegante comportarsi così, sostenevano che quando si tratta di Perez tutto è concesso. Insomma, abbiamo capito che tutti i driverstosurviver sono convinti di essere mogli cornificate di Checo. A Verstappino e ai Mercedes Bros, frattanto, non importava niente di autoproclamarsi consorti di Perez, quanto piuttosto di accaparrarsi delle prime tre posizioni sulla griglia. Verstappino si è preso la pole, seguito da Russell con tutte le sue -L e poi dal Gangster Rapper. Il pilota di casa si è accodato al quarto posto davanti a Sainz, Bottas e Leclerc. Si sono scatenate nel frattempo le solite fanwar tra i tifosi dei Leclainz che hanno fatto polemica come al solito (avrei scoperto al momento di entrare nuovamente sui social) mentre nessuno si filava Bottas e il fatto che ce l'avesse enormehhhh. Dietro a Leclerc, frattanto, hnno chiuso Norris, Alonso e Ocon.
Nel frattempo il drama era elevato alla massima potenza dal fatto che, dopo che il telecronista di Sky UK ha tacciato in diretta televisiva pressoché mondiale Verstappen di avere rubato due titoli, la Redbull ha deciso di non rilasciare interviste a Sky per tutto il resto del weekend. La cosa ovviamente ha fatto molto discutere, c'è stato chi ha criticato pesantemente Verstappen e la Redbull per la scelta e chi invece ha compreso le loro ragioni sostenendo che i media non stiano mostrando molto equilibrio e imparzialità. A qualcuno potrebbe interessare sapere quale sia il mio punto di vista in proposito e avrei due osservazioni da fare. Il primo è che non mi immagino fino a pochi anni fa un silenzio stampa totale contro certe emittenti televisive da parte di piloti o scuderie specie di primo piano. Il secondo è anche che non mi immagino fino a pochi anni fa un telecronista che taccia pubblicamente un team o un pilota di furto. Per intenderci, a mio avviso bisognerebbe comportarsi in maniera conforme al contesto nel quale ci si muove. Kravitz è liberissimo di pensare che Verstappen sia un ladro di mondiali e di affermarlo e Verstappen è liberissimo di rifiutarsi di parlare con Kravitz per questa ragione, però il luogo più opportuno per tenere questi tipi di comportamento sarebbe il bar, non una diretta televisiva né il momento delle interviste post-sessioni.Domenica la gara era prevista per le 21.00 ma sarebbe stata trasmessa da TV8 con una sola ora di differita alle 22.00. Più o meno all'orario in cui la gara iniziava per chi aveva modo di vedere la diretta sono uscita a fare un giro, in attesa che arrivasse l'ora della differita. Avevo ormai finito la mia passeggiata ed ero a poche centinaia di metri da casa quando in un parco ho visto due persone che avevano portato i loro cani. I due cani si stavano rincorrendo e uno di loro chiamava il cane. Il cane si chiamava Yuki e ho pensato immediatamente a Tsunoda! Il cane, tuttavia, era di stazza abbastanza abbondante e faceva un certo contrasto con le piccole dimensioni del pilota.
Ad ogni modo sono rientrata a casa pochi minuti prima delle 22.00, mi sono piazzata su TV8 e ho atteso pazientemente che iniziasse la gara. È iniziata con Verstappino che manteneva la posizione, mentre tra le Mercedes era Hamilton a spuntarla. Non solo, Russell e le sue -L ingaggiavano un duello con Perez dal quale uscivano perdenti accodandosi al quarto posto. Frattanto c'era un duello tra i Leclainz e mi sono sentita soddisfatta di essere lontana dai social media per evitare spoiler, perché probabilmente in quel momento la gente avrebbe fatto polemiche. Le hanno fatte comunque dopo. Sainz, uscito vincente dal duello con Leclerc in quelle fasi, ha mantenuto la quinta posizione a debita distanza da tutto e da tutti. Leclerc, ugualmente, ha mantenuto la sesta posizione fino alla fine, a qualche secondo di distanza dal compagno di squadra. I due ovviamente, non hanno avuto la stessa visione di gara.
Fanboyz: "Negli ultimi due gran premi non sono neanche riuscito a completare un giro, stavolta invece sono arrivato alla bandiera a scacchi seppure andando a passo di tartaruga, ma almeno ho potuto accontentare mia nonna che non vedeva l'ora di vedere qualche mia inquadratura."
Predestinato: "Nelle ultime due gare sono salito sul podio e le urla del Vanz mi sono arrivate fino nell'abitacolo, il bilancio di questa gara è sicuramente negativo, non posso dire di essere soddisfatto."
La gente sui social ci ha tenuto a rimarcare che i due hanno dato visioni contrapposte senza tenere conto del contesto, perché ovviamente togliendo qualsiasi cosa dal proprio contesto è decisamente più facile fare polemica. Certo, è difficile anche che la nonna di Sainz sia soddisfatta dalle inquadrature televisive dato che non è che il nipote sia stato inquadrato più di tanto, ma dopotutto non è stato inquadrato neanche Verstappen.
Al primo giro avevamo Verstappen, Hamilton, Perez e Russell nelle prime quattro posizioni e alla fine abbiamo avuto i quattro nelle stesse posizioni di partenza, nonostante un tentativo della Mercedes di diversificare la strategia. Le Redbull erano partite con la mescola più morbida di gomme, in Mercedes con la medium, per passare alle hard e fare una sosta sola. Il problema è che anche in Redbull hanno fatto una sosta sola, quindi non c'è stata la possibilità di cambiare posizioni. L'unica differenza è che il Gangster Rapper nel primo stint era relativamente vicino a Verstappino, mentre nel secondo ne era lontano e aveva relativamente vicino Checo. Le Ferrari come già detto hanno chiuso 5/6 completamente abbandonate a sé stesse, del tutto incapaci di avvicinarsi al quartetto di testa, ma è stato un risultato brillante: se ci fossero state ventisei safety car e magari la gara fosse finta in regime di safety car, non avrebbero preso distacchi di un minuto. E poi, siccome Russell è rientrato insieme a tutte le sue -L al penultimo giro per tentare il giro più veloce (cosa che dovrebbe essergli riuscita) non si può dire che abbiano preso un minuto dal quarto.
La gara è stata definita da molti noiosa, con alcuni che si sono spinti ad affermare che in Messico non ci siano mai state gare avvincenti. Devono essersi scordati della caotica edizione del 2016 in cui Verstappen venne trascinato giù dal retropodio per penalità e in cui Vettel si mise a insultare Charlie Whiting in mondovisione, con il podio che andò poi a Ricciardo, ma post-podio stesso. Stavolta Ricciardo ha chiuso la gara in settima piazza, riuscendo a staccare di oltre dieci secondi l'Alpine che lo seguiva. Doveva infatti scontare una penalità per avere letteralmente messo fuori gara Tsunoda, dopo la quale aveva iniziato ad andare like a boss superando in pochi giri Norris e le Alpine, con una delle Alpine, quella di Alonso, che ha poi fatto la fine di una McLaren motorizzata Honda.
In generale le cose non sono neanche andate malaccio per il vampiro famelico, che ha portato a casa un punto da vero maschio alfa, mentre i maschi alpha faentini invece hanno avuto una gara fatta di maggiori peripezie. Tsunoda come già detto si è ritirato, mentre Gasly si è procacciato una penalità già nelle prime fasi di gara quando durante un duello con Strollino l'ha superato praticamente a ruote bloccate e Strollino ha messo le ruote su una via di fuga. Ogni tanto lasciare correre e non considerare azioni di questo genere come se fossero kriminihhhh contro l'umanità potrebbe avere maggiore senso, ma da quando ha criticato il trattore Gasly viene penalizzato per tutto ciò per cui è possibile trovare una scusa. Ha anche raggiunto dieci punti penalità sui dodici massimi consentiti prima del race-ban e i primi "scadono" in aprile o maggio del 2023, quindi da adesso in poi deve riuscire a comportarsi sempre bene.
Per il resto non è successo nulla di particolare, a parte che Zhou guidava in modo abbastanza scatenato e che l'Aston Martin sembrava in netta difficoltà. Poi, dietro a tutto e a tutti, c'erano le Haas. Anzi, dietro a tutto e tutti, ma non a Latifi, che ancora una volta ha pensato bene di chiudere ultimo.

RISULTATO: 1. Max Verstappen (Redbull), 2. Lewis Hamilton (Mercedes), 3. Sergio Perez (Redbull), 4. George Russell (Mercedes), 5. Carlos Sainz (Ferrari), 6. Charles Leclerc (Ferrari), 7. Daniel Ricciardo (McLaren), 8. Esteban Ocon (Alpine), 9. Lando Norris (McLaren), 10. Valtteri Bottas (Alfa Romeo), 11. Pierre Gasly (Alpha Tauri), 12. Alex Albon (Williams), 13. Guanyu Zhou (Alfa Romeo), 14. Sebastian Vettel (Aston Martin), 15. Lance Stroll (Aston Martin), 16. Mick Schumacher (Haas), 17. Kevin Magnussen (Haas), 18. Nicholas Latifi (Williams), Rit. Fernando Alonso (Alpine), Rit. Yuki Tsunoda (Alpha Tauri).