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giovedì 2 aprile 2026

02.04.2006: GP Australia, il quinto posto di Button finisce in fumo

2 Aprile 2006 - Jenson Button parte dalla pole position per la terza volta in carriera. Potrebbe essere l'inizio di un bel sogno, per il pilota della Honda, ma il destino ha in serbo altro per lui, per esempio quello di conquistare un nuovo tifoso. Di questo, tuttavia, ne riparleremo alla fine del post, per il momento concentriamoci sul testacoda di Juan Pablo Montoya nel formation lap.
Ciò lo condannerebbe a partire dalle retrovie(?) se non fosse che la Renault di Giancarlo Fisichella rimane ferma sulla griglia e c'è un aborted start. Quando si parte, Fernando Alonso si accoda a Button, mentre un incidente tra la Williams di Nico Rosberg e la Ferrari di Felipe Massa mette fine alla gara di entrambi.
Entra la safety car. Quando si leva di torno, Alonso passa in testa, mettendo fine alla leadership di Button. Le McLaren di Kimi Raikkonen e di JPM sono 3/4, segue la Williams di Mark Webber che poi si ritirerà più avanti per un guasto.

Dopo una safety car entrata per l'incidente della Redbull di Christian Klien, anche Raikkonen supera Button relegandolo in terza piazza. Questo rientra prima dei piloti della McLaren, i quali faranno un doppio pitstop in regime di safety car, quando un incidente di Schumacher ci lascia senza alcuna Ferrari in pista - e poco dopo anche Vitantonio Liuzzi sulla Toro Rosso farà un bel botto.
Michael si allontana scavalcando una rete e ho il vago ricordo di rumour a proposito del fatto che a un certo punto si sia allontanato passando per il box della Toyota - reminiscenze ventennali, non datelo per scontato, dato che ne è passata di acqua sotto ai ponti.
Purtroppo di acqua in pista non ne abbiamo, quindi Button non può ancora scoprirsi mago del tempo instabile, ma Montoya ha perso tempo ai box, quindi non gli ha portato via la posizione. Per ora, almeno, Button scivola anche dietro alla Toyota di Ralf Schumacher e alla BMW di Nick Heidfeld.

Montoya è quarto dietro all'ex compagno di squadra Ralf, che si trova in zona podio nonostante una penalità per eccesso di velocità nella pitlane scontata in corso d'opera.
Il duello termina con Montoya che saltella malamente sui cordiali proprio laddove Michael Schumacher è andato a sbattere malamente contro il muro. Riesce a proseguire, ma non per molto, dato che la sua macchina si ammutolisce, lasciandolo a scavalcare le reti come se fosse un MSC qualsiasi.
Alonso si avvicina al conquistare la vittoria, che sarà la terza su tre gran premi per la Renault, Raikkonen e Ralf Schumacher viaggiano verso il podio, che sarà l'ultimo per Ralf, Heidfeld viaggia verso la quarta piazza, mentre Button...
...
...
...va beh, di lui ne parliamo alla fine, vi basti sapere che la zona punti viene completata da Fisichella quinto, dalla BMW di Jacques Villeneuve, dalla Honda di Rubens Barrichello e, sembrerebbe, dalla Toro Rosso di Scott Speed, che porterebbe così il primo punto alla squadra faentina. Convocato dai commissari per un presunto sorpasso in regime di bandiere gialle, che già non promette bene, insulta i commissari stessi. La penalità non tarda ad arrivare e a guadagnare l'ultimo punto è David Coulthard sulla sorella maggiore Redbull. Speed scala nono, Button è classificato decimo.

Cos'è successo a Jenson? Essenzialmente la cosa più probabile per un pilota che sta disputando un gran premio di Formula 1 a bordo di una Honda. Si ritrova infatti con la macchina lambita dalle fiamme, dopo che il motore l'ha salutato prematuramente. È routine, ma qualche volta la routine ha strani modi di manifestarsi. Il guasto al motore, infatti, arriva quando mancano ormai pochi metri al traguardo, tanto che Button potrebbe anche tentare di arrivare al traguardo e racimolare non dico il quinto posto, ma almeno qualche punto, invece di fermarsi mestamente.
Jenson, invece, sceglie proprio di fermarsi mestamente, e lo fa per una ragione ben precisa: il motore deve durare per due gran premi, altrimenti in quello successivo scatta la retrocessione in griglia. L'unico modo per eludere questo cupo destino? Ritirarsi dal primo gran premio. Per quella ragione, Button parcheggia.



È il 2006, frequento la quarta superiore e da alcuni mesi ho un nuovo compagno di classe, nel banco davanti al mio. Ancora non posso saperlo, ma è l'unico compagno di classe delle scuole superiori che continuerò a vedere con frequenza nei vent'anni a venire (ci sono altre due persone con cui sono in contatto, ma una la vedo raramente e l'altra praticamente mai).
Stiamo iniziando a intuire che a entrambi piace la Formula 1. Capita sempre più spesso che ne parliamo e allora, una volta, racconta di come abbia visto Button fermarsi con il motore in fumo a pochi metri dal traguardo e deciso di tifarlo "per solidarietà". Quindi Jensinho, no worries, che ti sei procacciato un sostenitore!



giovedì 12 marzo 2026

12.03.2006: GP del Bahrain, duello Alonso vs Schumacher con Raikkonen a podio dalle retrovie

Ho un ricordo piuttosto marcato di quello che ho pensato alla vigilia del GP del Bahrain 2006, che si svolgeva il 12 marzo: una prima fila tutta Ferrari, dopo la difficile stagione 2006, mi ha portata ad affermare "viene a nevicare"... e difatti l'indomani è nevicato, non in Bahrain ovviamente ma a Bologna.

Alla partenza Michael Schumacher ha mantenuto la leadership, Felipe Massa alla prima in rosso ha tentennato un po', ma ha conservato per ora la posizione sulla Renault di Alonso. Fernando sarebbe comunque passato secondo molto presto. Dietro di loro c'era la McLaren di Juan Pablo Montoya, dopodiché un bel duello tra compagni di squadra alla Honda, tra Rubens Barrichrllo e Jenson Button. L'ha spuntata quest'ultimo, che poi è andato a prendersi Montoya.
Dopo pochi giri, Massa ha perso la macchina, c'è mancato poco che centrasse Alonso, ma si è esibito comunque in una sbinnata notevole, che l'ha condotto ai box dove è rimasto fermo per duecento anni, perché non importa quanto un pilota vestito di rosso abbia fatto danni, può stare sicuro che se si reca ai box ci saranno altri danni.
Ricordo che mio zio ha criticato Felipe mentre guardavamo la gara, mentre io l'ho difeso, nonostante neanche lo tifassi, dove per "neanche lo tifassi" mi riferisco al 12 marzo 2006, ma quel periodo si sarebbe concluso molto presto.

Futuro fangirlismo a parte, segnalo il ritiro della Renault di Giancarlo Fisichella. Il pilota romano, prima di vedere la propria vettura dare forfait, aveva visto la bassa zona punti. È il secondo dei ritirati, abbiamo perso di strada anche Christijan Albers con la Midland, pare già nelle prime battute.
Nevermind, non avevamo ancora visto niente, perché il ritiro più pittoresco è arrivato con una sfumazzata micidiale dalla quale poi hanno iniziato a innalzarsi notevoli fiamme, roba che neanche una B.A.R. Honda guidata da Jacques Villeneuve si sarebbe spinta a quei livelli.


Non era una B.A.R., perché tecnicamente ormai la B.A.R. era solo Honda. Non era neanche una Honda, il che è già sorprendente. Era una BMW Sauber, indovinate chi la guidava... once a B.A.R. driver, always a B.A.R. driver.

I front runner hanno fatto due pitstop, mentre Kimi Raikkonen partito dall'ultima casella della griglia con la McLaren era su una strategia diversa - una sola sosta - con l'intento di rimontare il più possibile e a metà gara stava già abbondantemente in zona punti.
Nel primo stint, Schumacher era stabilmente davanti ad Alonso, nel secondo era ancora davanti ma un po' più in difficoltà.
Non restava che l'ultima sosta, Michael è rientrato diversi giri prima di Fernando, il quale gli è uscito dai box praticamente affiancato.


Il pilota della Renault l'ha spuntata, Schumacher ha dovuto accontentarsi del secondo posto nonostante un tentativo di attacco a gara ormai inoltrata, mentre terzo è risalito nientemeno che Raikkonen. Non vale però come podio partendo ultimo, a mio parere, dato che Tiago Monteiro sulla Midland è partito dalla pitlane quindi di fatto ultimo, ma queste sono sottigliezze.

Destini diversi per i piloti Honda: Barrichello era precipitato nelle retrovie per un problema tecnico, mentre Button dopo la prima sosta aveva subito overcut da Montoya per superarlo di nuovo ed era sembrato un valido candidato al podio. Ha dovuto accontentarsi, però, soltanto del quarto posto a meno di un secondo da Kimi, precedendo lo stesso Montoya.
Mark Webber su Williams ha chiuso sesto, mentre settimo si è classificato, dopo duelli accesi con le Redbull in finale di gara, il suo compagno di squadra esordiente Nico Rosberg, che è andato anche a conquistare il giro più veloce alla prima apparizione.
La zona punti è stata chiusa da Christian Klien, mentre il suo compagno di squadra David Coulthard ha subito il sorpasso di Massa ritrovandosi decimo. A proposito di bovini, le Toro Rosso hanno fatto 11/13 con Tonio Liuzzi e Scott Speed in mezzo ai quali si è classificato Nick Heidfeld su BMW Sauber. Le Toyota sono giunte 14/16 con Ralf Schumacher e Jarno Trulli, in mezzo a loro Barrichello.
Monteiro si è classificato penultimo precedendo di parecchio Sato, al volante dell'esordiente Super Aguri il cui unico lato positivo è stato che, se fosse stata in vigore la regola del 107%, Takuma sarebbe andato in griglia. Non si può dire lo stesso di Yuji Ide, ma nevermind. La sua gara è finita per un guasto al motore, senza che combinasse guai seri.



giovedì 9 ottobre 2025

GP Giappone e Cina 2005: il finale di stagione, la Renault vince il titolo costruttori

Suzuka, 9 Ottobre: svanite le tracce della pioggia del giorno precedente, la Toyota sfoggia i propri colori sulla prima casella della griglia di partenza e Ralf Schumacher scatta dalla pole position per quella che sarà l'ultima volta in carriera. Jenson Button che su B.A.R. Honda scatta secondo si vede sfilare dalla Renault di Giancarlo Fisichella, mentre al quarto posto ci ritroviamo con una Redbull, ma non quella che scattava quarta dalla griglia. Christian Klien ha infatti perso un paio di posizioni, mentre ne ha recuperate due il compagno di squadra David Coulthard.
Il pilota di casa Takuma Sato parte quinto, ma perde alcune posizioni, fa a ruotate con Rubens Barrichello, si becca probabilmente delle maledizioni dai tifosi ferraristi, mentre a sua volta maledice Rubinho che si prenderà il suo volante nella stagione a venire, anche se la B.A.R. Honda diventerà solo Honda. Lo troveremo più avanti a speronare Jarno Trulli nelle retrovie.

Facciamo un passo indietro: pioggia e qualifica con unico tentativo hanno comportato una griglia improbabile, con RSC in pole, le Redbull quarta e sesta, NARAIN KARTHIKEYAN SULLA JORDAN NIENTEMENO CHE UNDICESIMO e i big arretrati.
Michael Schumacher è quattordicesimo in griglia tra la Minardi di Christijan Albers e quella di Robert Doornbos, Fernando Alonso è addirittura sedicesimo, ma precede le McLaren. Kimi Raikkonen ha il diciassettesimo tempo, pare fatto al rallenty giusto per averne uno e che abbia anche sostituito il motore, Juan Pablo Montoya un tempo non ce l'ha e precede i suoi pari Tiago Monteiro su Jordan e Trulli con la Toyota partito dalla pitlane.
Come già detto, Trulli avrà una disavventura con Sato, ma a Montoya va decisamente peggio, dato che lo troviamo incidentato già al primo giro, non il modo migliore di iniziare un gran premio in cui la McLaren è ancora in lizza con la Renault per il mondiale costruttori.
Nel frattempo da qualche parte in Inghilterra, Lando Norris urla: "Noooohhhh, la scuola elementare fa schifo e non ci voglio andare, voglio vincere il prossimo mondiale costruttori della McLaren in combutta con un certo Oscar che frequenta la scuola materna in Australia!"
Dall'Australia, Piastri suggerisce: "Perché non i prossimi due?"
JPM li mette a tacere con il suo botto ed entra in pista la safety car.


Raikkonen ha recuperato posizioni e ne recupera al restart. Mentre la Williams di Mark Webber resiste in quinta piazza, dietro si fanno largo Schumacher, Alonso e Raikkonen. In particolare tra Michael e Fernando si innesca un acceso duello, che si concluderà con il passaggio del neo-campione del mondo. Le diverse finestre di pitstop allontaneranno invece Raikkonen dal duellare con i due.
Ralf Schumacher rientra ai box con un certo anticipo, il che lascia intendere la grande possibilità di subire overcut. Infatti Fisichella dopo la sosta riesce a portarsi in prima piazza. L'essere su tre soste non giova alla gara di RSC, ma ormai abbiamo capito che non potrà essere protagonista e direi che per il momento possiamo accantonarlo.
A onore del vero anche altri piloti sono su una startegia a tre soste, compresi quelli della Renault, ma il timing si rivela di gran lunga azzeccato e di fatto ci ritroviamo, quando tutte le soste, tra cui le due di Raikkonen estremamente tardive, con Fisichella, Raikkonen, Webber e Alonso nelle prime quattro posizioni.

Mettete a letto le fungirl dei Webbonso prima che vadano in brodo di giuggiole, perché tra i due è in gioco il terzo posto. Da qualche parte a Madrid, un bambino che ha appena iniziato la prima media esclama: "Aaaawwww, il mio idolo! *-* Ferni, superalo subito. <3 Come si permette un pilota della Williams di ambite al gradino più basso del podio così come se niente fosse?"
Alonso risponde: "Sai, Carlito, ho letto nella sfera di cristallo che arriverai terzo con la Williams al GP dell'Azerbaijan del 2025."
A Sainz escono gli one-one-one!!!11!!11!! dagli occhi per la felicità: "Davvero hai letto il futuro nella sfera di cristallo? Quindi tutte le tue scelte in fatto di team saranno azzeccate?"
Alonso afferma: "Certo. Nel 2008 rifiuterò sia la Honda destinata a diventare Brawn sia la Redbull perché tanto non vinceranno mai nulla, mentre passerò in Ferrari con la certezza di diventare campione del mondo. A proposito, chissà da qui a vent'anni quanti ulteriori titoli piloti avrà vinto la Rossa."
Mentre pronuncia quelle parole, supera Webber appropriandosi della terza piazza, mentre Raikkonen, che vincerà l'unico titolo con la Ferrari che si è aggiunto nei vent'anni successivi, al momento ha altri pensieri, tipo quello di avvicinarsi a Fisichella.


È l'ultimo giro quando lo affianca e lo supera, andando a prendersi la vittoria. Fisichella e Alonso completano il podio, mentre vanno a punti anche Webber, Button, Coulthard, Michael e Ralf Schumacher. Klien chiude nono davanti alle Sauber di Felipe Massa e Jacques Villeneuve, mentre Barrichello è undicesimo ultimo pilota a pieni giri, ma rimontarà una posizione post-gara per una penalità assegnata al campione del mondo 1997 per il contatto che pare avere innescato l'incidente di Montoya.
Sato conclude dodicesimo, ma sarà squalificato post-gara per l'incidente con Trulli che è costato il ritiro al pilota italiano, penalità inusuale, ma che tiene conto dei danni già combinati nel corso della stagione. Recuperano una posizione Monteiro, Doornbos, Karthikeyan e Albers. Oltre ai già citati Montoya e Trulli, anche Antonio Pizzonia su Williams risulta ritirato per incidente dopo pochi giri di gara.
Il mondiale costruttori non è ancora assegnato, tutto è rimandato all'ultima gara stagionale, dove andrà alla Renault, ma durante la gara succederà un fatto destinato a entrare negli annali.

Shanghai, 16 Ottobre: no, non parlo del contatto tra Michael Schumacher e Albers nel giro di schieramento, che provocherà la partenza di entrambi con il muletto dalla pitlane.
MSC afferma: "Il muletto in effetti mi pare un mezzo adatto a uno come Albers, e non mi riferisco alla vettura di riserva."
In griglia abbiamo nell'ordine Alonso, Fisichella, Raikkonen, Button e Montoya. Si parte ed è questione di formalità: abbiamo fin dalle prime battute le Renault 1/2 e le McLaren 3/4. Il terzetto di Fisichella e delle McLaren è molto ravvicinato quando verso un terzo di gara avviene un fatto che ho menzionato decine e decine di volte. Come visibile dallo screenshot sottostante, UN TOMBINO ESCE DALLA SEDE E SI SCOPERCHIA. VIENE INQUADRATO CON FISICHELLA CHE LO SUPERA INDENNE. ARRIVA RAIKKONEN E LO SUPERA INDENNE. POI ARRIVA MONTOYA E RIDEFINISCE IL CONCETTO DI POESIA. Rimedia una foratura e precipita nelle retrovie. Più tardi sarà comunque costretto al ritiro dalla rottura del motore e magari ne approfitterà per andare a fare una partita a briscola con MSC, che invece si ritirerà per un testacoda.


Torniamo al tombino: viene messa la safety car per ripararlo, avvengono i primi pitstop, dopodiché c'è una seconda safety car a metà gara per un incidente del nostro eroe Karthikeyan, i top driver rientrano ai box, con Raikkonen che ne esce davanti a Fisichella. I due risaliranno 2/3 una volta che i piloti rimasti in pista in questo momento si fermeranno ai box, ma Giancarlo verrà penalizzato per safety car infringiment e scivolerà quarto scontando un drive through.
Alonso, Raikkonen, Ralf Schumacher: questi sono i piloti che vanno sul podio. Fisichella giunge appunto quarto e precede Klien, Massa, Webber e Button a completare la zona punti, Jenson sull'unica B.A.R. giunta al traguardo. Sato si è ritirato per un problema al cambio: la storia della British American Racing non poteva che finire con una vettura ritirata per un guasto!
Coulthard e Villeneuve completano i primi dieci, mentre seguono Monteiro, Barrichello, Pizzonia, Doornbos, Trulli e Albers.



giovedì 25 settembre 2025

25.09.2005: GP del Brasile, Alonso world champion, Schumacher who?

25 settembre 2005: sono passati quasi cinque anni da quel giorno di ottobre in cui Michael Schumacher ha conquistato il titolo con la Ferrari. Sono stati cinque, uno dietro l'altro, adesso si respira una nuova aria. Tra vent'anni, quando l'Autrice(C) scriverà questo post, questo giorno sembrerà lontano e sembrerà un giorno come tanti, ma oggi no, in questo giorno di settembre del 2005 sta per essere scritta la storia: Fernando Alonso potrebbe accumulare un gap sufficiente, nei confronti del diretto inseguitore Kimi Raikkonen, per essere campione del mondo, non solo successore di Schumacher, ma anche colui che ha messo fine al suo dominio.
Tutto sembra avviarsi verso un finale già scritto, a Interlagos. C'è perfino un tratto di pista chiamato "Bico de Pato", ovvero becco di papero, ovvero il gesto della vittoria a cui Alonso ci ha abituati. Non che nel 2005 qualcuno se ne preoccupi, dato che non siamo in un'epoca in cui si traducono le curve, ma non importa. Così come non importa che tra vent'anni, nella giornata del 25 settembre 2025, l'Autrice(C) durante la canonica passeggiata delle pause pranzo in cui il meteo e la temperatura lo permettono, ascolti per caso una canzone che le evoca questo giorno ("Young and dumb", Avril Lavigne & Simple Plan).

We're back again,
Now that's twenty years later,
Somethow it feels
Like nothing's changed.


Alonso in pole, segue Juan Pablo Montoya. Si installa in seconda posizione, mentre Giancarlo Fisichella lotta con l'altro pilota McLaren. Raikkonen passa, Fisichella viene sfilato anche dalla Ferrari di Schumacher. Nel frattempo entra la safety car, per un incidente tra le due Williams.
Bonus: per Mark Webber, che adesso fa coppia alla Williams con Antonio Pizzonia, è il secondo anno di fila con incidente con il compagno di squadra in Brasile, nel 2004 è capitato insieme a Christian Klien con cui era alla Jaguar. Doppio bonus: nel 2006, Webber sarà ancora in Williams, accanto a Nico Rosberg. Indovinate cosa succederà...
A onore del vero, Pizzonia ha avuto un contatto con la Redbull di David Coulthard, prima di cozzare contro Webber, ma era più poetico focalizzarsi sul contatto Webber/ Pizzonia.

Dopo il restart, Fisichella si riprende la posizione nei confronti di Michael Schumacher, ma soprattutto Montoya si porta in prima posizione. McLaren, Renault, McLaren, Renault. In occasione della prima sosta, Alonso subisce un overcut da Raikkonen, mentre Fisichella scivola dietro a Schumacher: McLaren, McLaren, Renault, Ferrari, Renault.
Per i primi cinque, è tutto definito fino alla fine, mentre Rubens Barrichello su Ferrari riesce ad artigliare la sesta piazza davanti alla B.A.R. di Jenson Button. Non è che classificarsi sesto al gran premio di casa sia granché, ma è comunque di più di ciò che solitamente Rubinho ottiene sul suolo domestico.
Siamo nel 2005, quindi solo i primi otto vanno a punti e l'ultimo disponibile, a bordo della Toyota, se lo aggiudica Ralf Schumacher alla vigilia dell'anniversario della suonata di trombe (il 26 settembre del 1999 si correva il GP d'Europa).

Back when we were
Young and dumb
And we knew everything,
We said this would last forever,
Can't get any better,
Like when we were
Young and dumb
And we had everything.


Quando nel 2025 l'Autrice(C) scriverà questo post avrà l'impressione, solo perché Alonso ha ancora un volante, who kers che abbia quarantaquattro anni anziché ventiquattro. Ma è davvero così? Seguendo l'extended highlight con telecronaca britannica, ne escono considerazioni interessanti: settima vittoria per Montoya, è il futuro, Alonso è il nuovo Schumacher, Montoya, Raikkonen e Alonso sono il futuro della Formula 1.
Nel frattempo vengono inquadrati i festeggiamenti in casa Renault, un uomo indossa una maglia con scritto "World champion" davanti, ma si gira a mostrare che dietro c'è scritto invece "Schumacher who".


Sembra tutto scritto: il campione del passato è ormai un ricordo lontano, mentre i tre giovani aitanti che sono sul podio stanno iniziando finalmente a scrivere la storia.
È la poesia che colpisce noi giovani di gran lunga antecedenti a Drive to Survive, che ancora non sappiamo che guidare non basta, serve anche sopravvivere in un mondo che cambia al cambiare del vento.
Montoya ha vinto sette gran premi e non ne vincerà altri. Nove mesi più tardi perderà il volante e lascerà la Formula 1 per sempre. La partnership con la McLaren, annunciata in tutte le salse, si rivelerà fallimentare.
Alonso sembra l'erede di Schumacher, ma nell'inverno verrà annunciato il passaggio in McLaren nel 2007. In termini di team, l'erede di Schumacher sarà Raikkonen. Anche la partnership tra Alonso e la McLaren sarà annunciata in tutte le salse... e guess what?
Frattanto, Schumacher Who fino a un certo punto, dato che nel 2006 si giocherà il mondiale con Alonso, con Fernando che uscirà vincente soltanto in finale di stagione. Considerato che Alonso non vincerà altri titoli - almeno ad oggi, anno 2025! - di fatto l'ultimo lo otterrà proprio nel giorno del ritiro di Schumacher dalla Formula 1.


lunedì 1 settembre 2025

GP del Belgio 2002: doppietta Ferrari e ritiro per Raikkonen

Il 1° settembre 1985 Stefan Bellof perdeva la vita in un incidente di endurance all'Eau Rouge-Radillon a Spa Francorchamps. Curiosamente nel diciassettesimo anniversario della sua morte, lo stesso circuito era sede di un evento del mondiale di Formula 1 2002.
Ai tempi, Michael Schumacher aveva già conquistato matematicamente da tempo il titolo mondiale e la Ferrari stava dominando, tanto che ha conquistato la pole position con un vantaggio abbondante nei confronti di Kimi Raikkonen, suo più diretto inseguitore. Wikipedia ci informa di come il tempo del pilota McLaren sia stato influenzato anche da un errore alla curva Pouhon. Approfitto per segnalare che Pouhon si traduce in "sorgente", come un altro tratto dello stesso circuito.
Rubens Barrichello ha messo la seconda Ferrari in terza piazza, con a seguire le Williams di Ralf Schumacher e Juan Pablo Montoya, seguiva sesto David Coulthard sulla McLaren.

Al via le Ferrari si sono portate 1/2, Montoya ha sopravanzato Ralf e successivamente si sarebbe portato terzo a discapito di Raikkonen, che avrebbe perso una posizione ulteriore a vantaggio di Coulthard in occasione del primo giro di pitstop.
In un'epoca in cui c'erano tanti duellihhhh e sorpassihhhh, le posizioni non sono cambiate nel secondo stint e il più grosso colpo di scena nelle posizioni che assegnavano punti è stato quando Raikkonen si è ritirato per un guasto al motore come se fosse stato un Lando Norris qualsiasi per le strade di Zandvoort equiparate al suo giardino di casa.
La differenza principale con i giorni contemporanei è che attualmente al massimo vediamo un pilota ritirarsi per un guasto al motore, nel corso di un gran premio, ai tempi se ne vedevano parecchi... e peraltro anche a gara inoltrata, dato che in quei frangenti è toccato anche a Jarno Trulli.

Il pilota della Renault si trovava in zona punti davanti a Ralf Schumacher ed era l'unica Renault in pista in quei frangenti: Jenson Button si era ritirato già da tempo sempre per problemi di motore, un po' come se fosse stato ancora un pilota della B.A.R.!
Immagino che a questo punto vi aspettiate che vi dica che il successivo guasto al motore è avvenuto su una B.A.R., ebbene no, abbiamo salutato Felipe Massa sulla Sauber, dopodiché per analoghe ragioni Giancarlo Fisichella sulla Jordan...
...
...
...e poi niente, that's Olivahhhh Penis!!!111!!11!! Non poteva mancare anche il guasto al motore per una B.A.R. Honda quando mancavano ormai pochissimi giri alla bandiera a scacchi.
Michael Schumacher, Barrichello, Montoya, Coulthard, Ralf Schumacher, questi erano i primi cinque, mentre Eddie Irvine sulla Jaguar si è procacciato il punto del sesto posto.




mercoledì 23 luglio 2025

GP Belgio 2005: l'ultimo punto della Jordan dopo il clamoroso incidente tra Montoya e il doppiato Pizzonia

Fino a pochi anni fa il GP del Belgio si svolgeva a fine agosto al ritorno dalla pausa estiva, anziché a fine luglio come al giorno d'oggi. È esistito, tuttavia, anche un periodo in cui il Belgio chiudeva i gran premi europei, come per esempio nel 2005, quando si è svolto l'11 settembre, una settimana più tardi rispetto al GP d'Italia.
In una giornata piovosa, con varie bandiere olandesi sulle tribune, probabilmente tifosi dei due piloti della Minardi, Christijan Albers e Robert Doornbos, le due McLaren di Juan Pablo Montoya e Kimi Raikkonen scattavano dalla prima fila. Il terzo tempo era per la Renault di Giancarlo Fisichella, retrocesso di dieci posizioni per la sostituzione del motore, quindi in seconda fila sono partiti Jarno Trulli con la Toyota e Fernando Alonso con la Renault.
A dire il vero, aveva smesso di piovere, ma era in vigore lo status di gara bagnata quindi 1) tutti scattavano con gomme rain, 2) decadeva il divieto di cambi gomme.

I primi quattro sono rimasti invariati al via, al quinto posto si è installata la Ferrari di Michael Schumacher, poi a seguire le due B.A.R. di Takuma Sato e Jenson Button, con questo che ha tuttavia subito un sorpasso da parte di Ralf Schumacher su Toyota dopo qualche giro.
Anche Fisichella ha superato Button, ma a un quarto di gara, quando qualcuno stava già rientrando per rifornire, il pilota romano è andato a sbattere violentemente contro le barriere all'Eau Rouge, con conseguente ingresso della safety car. Chi non era rientrato ai box prima, è rientrato adesso - tutti o quasi. Michael Schumacher e Sato sono anche passati alle gomme da asciutto, salvo poi accorgersi che non era il caso e tornare ai box per mettere le gomme da bagnato.
Poi, poco dopo il restart, Sato ha tamponato Schumacher mettendo fine alla gara di entrambi. Sceso dalla macchina, Michael si è avvicinato a Takuma e ha iniziato a gesticolare, indispettito per la manovra azzardata.



JPM era ancora leader, seguito dalla Sauber di Jacques Villeneuve che non si era fermato ai box, ma in breve sopravanzato da Ralf Schumacher (che di era fermato ai box prima della safety car) e Raikkonen - si sarebbe fermato in un secondo momento.
Mentre la gara proseguiva tranquilla, contornata dal ritiro della Redbull di David Coulthard per problemi al motore, RSC si è lanciato all'inseguimento dell'ex team mate Montoya, salvo poi uscire dalla lotta per le posizioni di rilievo quando ha provato a montare le gomme da asciutto ed è stato costretto a un ulteriore pitstop per tornare sulle rain.
A tre quarti di gara o giù di lì, intanto, i McLaren Bros erano molto vicini. Montoya si è fermato ai box per l'ultima sosta prima di Raikkonen, che l'ha superato di overcut portandosi in testa con qualche secondo di vantaggio. Mentre Trulli era precipitato indietro dopo il primo stint, poi uscito per incidente, Alonso era terzo a debita distanza, prima del plot twist!



Abbiamo visto Montoya ritirato a quattro giri dalla fine, per poi scoprire che era stato speronato dalla Williams di Antonio Pizzonia, doppiato. Il doppio ritiro ha fatto sì che Alonso risalisse secondo (conservando 25 punti di vantaggio in classifica), che Button portasse a casa il gradino più basso del podio e soprattutto che capitasse un altro evento piuttosto epocale.
In quarta piazza stazionava la Williams di Mark Webber, quinta la Ferrari di Rubens Barrichello, dopodiche Jacques Villeneuve sesto e Ralf Schumacher settimo... in ottava piazza è risalito nientemeno che Tiago Monteiro - curiosamente protagonista di un contatto con Montoya da doppiato due gran premi prima in Turchia - sulla Jordan!
Per la squadra sponsorizzata "Be on edge" per camuffate un noto sponsor di tabacco è stato l'unico punto conquistato al di fuori di Indianapolis nel 2005. Dietro alla Redbull di Christian Klien e alla Sauber di Felipe Massa autore di un azzardato passaggio alle slick come quelli in precedenza menzionati, undicesima l'altra Jordan di Narain Karthikeyan, poi a seguire le Minardi di Albers e Doornbos.


domenica 20 luglio 2025

GP Turchia e Italia 2005: la McLaren gioca le sue ultime carte

Anno 2005: il mese di luglio è stato piuttosto lungo e intenso, con quattro gran premi disputati in cinque fine settimana e un gap di ventisei punti tra il leader della classifica Fernando Alonso e il runner up Kimi Raikkonen. I due sono letteralmente imprendibili, anche se, incredibilmente considerando la stagione poco altisonante della Ferrari, al momento Michael Schumacher si trova in terza piazza a soli sei punti dal pilota della McLaren.
Per quanto riguarda la Rossa, nel frattempo, ai primi di agosto viene annunciato che nell'anno a venire il posto di Rubens Barrichello verrà preso da Felipe Massa. Purtroppo per Massa, al momento gli tocca ancora di guidare una Sauber, quindo sarà irrilevante nonostante il ritorno della Formula 1 dopo la pausa estiva avvenga proprio su quello che diventerà il suo circuito ideale: l'Istanbul Park, al suo esordio nel mondiale.

Nel weekend del 21 agosto, tutto inizia nel migliore dei modi per la McLaren: Raikkonen si procaccia infatti la pole position davanti alle Renault e al compagno di squadra Montoya. Al via, però, non va proprio benissimo, dato che Giancarlo Fisichella, che scatta dalla seconda posizione, si prende la testa della gara... anche se per appena mezzo giro. Raikkonen torna in testa, Fisichella viene superato anche da Alonso, con il quale a onore del vero non tenta resistenza alcuna.
Le McLaren allungano il primo stint, il che consentirà a Montoya di portarsi secondo dopo un overcut nei confronti di Alonso e Fisichella. I due piloti della McLaren resteranno 1/2 anche dopo la seconda sosta. Tutto lascia pensare a una doppietta imminente, ma Juan Pablo resta coinvolto in un incidente con il doppiato Tiago Monteiro sulla Jordan. Riuscito a rimanere in pista, si ritrova Alonso negli scarichi, che approfitterà di un suo svarione al penultimo giro per salire secondo.

Raikkonen, Alonso, Montoya, questo è il podio, mentre Fisichella chiude in quarta piazza precedendo la B.A.R. di Jenson Button, la Toyota di Jarno Trulli e le Redbull di David Coulthard e Christian Klien a completare la zona punti. In nona piazza giunge Takuma Sato con la B.A.R., precedendo l'unica Ferrari al traguardo, quella di Barrichello.
Schumacher è stato protagonista di un incidente con Mark Webber nel primo stint, quando il pilota della Williams era tuttavia doppiato dopo una foratura(?) nelle prime fasi di gara. Nonostante i danni alla vettura, Michael è stato rimandato in pista a girare a random, per migliorare la propria posizione di uscita in qualifica al successivo gran premio, per poi ritirarsi in corso d'opera quando nessun miglioramento ulteriore sarebbe più stato possibile.

Si segnala che entrambe le Williams, quella di Webber e anche quella di Heidfeld, si sono ritirate per forature, con la squadra ben poco soddisfatta dal fornitore Michelin, tanto che nel 2006 sarebbe passata a Bridgestone. Curiosità: Heidfeld era stato protagonista di un contatto con Massa al via, che aveva fatto sì che Felipe precipitasse nelle retrovie, risalendo di qualche posizione prima di ritirarsi intorno a metà gara per un guasto al motore.
Sarebbe stato l'ultimo gran premio per Nick alla Williams, sostituito a Monza da Antonio Pizzonia dopo avere riportato un infortunio in una sessione di test la settimana antecedente il gran premio. Più avanti, mentre era a casa infortunato, sarebbe stato investito da una moto mentre si trovava in bicicletta, saltando il resto della stagione. Ai tempi, c'erano teorie del complotto sul fatto che la Williams avesse deciso di appiedarlo anzitempo dopo il suo ingaggio dalla BMW Sauber per le stagioni a venire.

Al GP d'Italia, disputato il 4 settembre, dopo avere ottenuto il miglior tempo in qualifica, Raikkonen ha scontato una retrocessione di dieci posizioni in griglia, partendo undicesimo per la sostituzione del motore e lasciando la pole a Montoya, tenendo la prima posizione davanti ad Alonso e alle B.A.R. di Button e Sato, con a seguire Barrichello, Trulli, Michael Schumacher e Fisichella.
Le B.A.R. e le Ferrari hanno perso terreno con la prima sosta, quando peraltro anche Raikkonen, che puntava a un unico pitstop, è risalito in seconda piazza. Una foratura, tuttavia, l'avrebbe costretto a una seconda sosta ritrovandosi fuori top ten, per poi risalire a pitstop ultimati.
Montoya, Alonso, Fisichella, questi sono i primi tre a soste ultimate e lo rimarranno anche se JPM rallenta nel finale di gara per risparmiare le gomme ed evitare spiacevoli sorprese.

Persa la quarta piazza a vantaggio di Trulli dopo un testacoda, Raikkonen supera la Toyota tornando quarto - ventisette punti lo separano da Alonso, ne ha adesso ventuno sul diretto inseguitore MSC - e relegando il pilota abruzzese quinto, davanti al compagno di squadra Ralf Schumacher, mentre Pizzonia e Button chiudono la zona punti, mentre a proposito di B.A.R., Sato è precipitato già da tempo nel nulla cosmico senza che nessuno se lo fili.
Sauber > Ferrari, dato che Massa è nono e precede Michael Schumacher. Rubinho, che nel secondo stint si era difeso sagli attacchi del compagno di squadra per una posizione allora valevole di un punto, fa una sosta in più e chiude dodicesimo, davanti a lui c'è Jacques Villeneuve, quindi di nuovo Sauber > Ferrari.
Tra parentesi, ho un ricordo dell'epoca, di Barrichello intervistato sulla Rai nel post-gara, che si diceva emozionato per la sua ultima gara a Monza con la Ferrari, con tanto di lacrime agli occhi.


giovedì 3 luglio 2025

GP Francia, Gran Bretagna, Germania, Ungheria 2005: quattro gran premi in un mese

Il mese di luglio è spesso piuttosto intenso per la Formula 1 e quello del 2005 ha visto ben quattro gran premi venire disputati in cinque fine settimana. Ai tempi non esistevano ancora i triple header, quindi abbiamo avuto gare nei primi due e negli ultimi due weekend del mese. A Magny Cours, il ritorno di Fernando Alonso alla vittoria, a Silverstone la prima vittoria di Juan Pablo Montoya con la McLaren, a Hockenheim la rincorsa al titolo di Kimi Raikkonen subisce un brusco stop con il ritiro mentre era in testa, mentre all'Hungaroring va in scena quello che si rivelerà l'ultimo duello tra i fratelli Schumacher.

GP FRANCIA - 3 luglio // il leader del mondiale su Renault scatta dalla pole position, precede la Toyota di Jarno Trulli, le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello su stategie splittate, nonché la B.A.R. di un ottimo Takuma Sato che comunque uscirà molto in fretta dalle posizioni che contano.
Alonso accumula vantaggio, Schumacher sta negli scarichi di Trulli, ma deve aspettare la prima sosta per liberarsi di lui. Le McLaren allungano il primo stint: Raikkonen partiva tredicesimo per la sostituzione del motore, Montoya in bassa top-ten, dopo essersi fermati i due sono 2/3, anche se Montoya si ritirerà per un problema tecnico.
Le posizioni dei primi tre sono ormai consolidate, Fernando, Kimi e Michael, quest'ultimo sul podio proprio nel giorno in cui il suo piccolo fanboy Sebastian Vettel compie diciotto anni.
Jenson Button si piazza quarto, per la B.A.R. sono i primi effettivi punti stagionali, dopo quelli depennati a Imola, Trulli arriva quinto, dietro di lui Giancarlo Fisichella su Renault, Ralf Schumacher su Toyota e Jacques Villeneuve su Sauber a completare la top-8, con a seguire Barrichello che ha effettuato tre soste anziché due e David Coulthard su una Redbull meno performante che a inizio stagione.

GRAN BRETAGNA - 10 luglio // ancora una penalità per sostituzione del motore per Raikkonen e ancora Alonso in pole position, ma è Montoya a spuntarla portandosi in testa - il tutto mentre Sato resta fermo e verrà fatto partire a spinta - posizione che manterrà, seppure a fatica, all'uscita di Alonso dalla pitlane per la prima sosta, vicinissimo all'overcut.
Button, Barrichello e Fisichella stavano nelle posizioni immediatamente retrostanti a inizio gara, ma Rubinho ancora una volta è su una strategia alternativa essendo più scarico di benzina e farà una sosta in più. Button scivolerà invece alle spalle di Fisichella. Raikkonen supera Button dopo la seconda sosta e, insieme a un problema al pitstop per Fisichella, questo gli consegna il podio.
Montoya allunga su Alonso, che deve vedersela anche con qualche doppiato turbolento, Raikkonen giunge terzo seguono Fisichella, Button, Michael Schumacher, Barrichello e Ralf Schumacher in zona punti. Dietro di loro Trulli precede la Sauber di Felipe Massa, dopodiché le Williams, per il secondo gran premio di seguito in difficoltà.

A Silverstone avviene l'ultima apparizione di Patrick Friesacher in Formula 1, miglior risultato in carriera una sesta piazza, peccato che corressero solo in sei, era infatti il GP dell'Indy-gate, in cui le Ferrari hanno fatto una poco memorabile doppietta, le Jordan 3/4 con Tiago Monteiro e Narain Karthikeyan e Friesacher sesto battuto anche da Christijan Albers.
Preparatevi psicologicamente perché non vi sto per dare una semplice notizia di mercato piloti, ma perché siamo di fronte a un gossippone epico che a suo tempo venne riferito da Mazzoni durante una telecronaca. Poi aggiungerò un altro gossippone che sono andata a stanare da sola!
Il sostituto di Friesacher è Robert Doornbos, connazionale di Albers con il quale ha un rapporto piuttosto burrascoso. Secondo quanto riferito da Mazzoni, i loro contrasti risalirebbero ai tempi in cui uno dei due era fidanzato con la sorella dell'altro!
Sembrerebbe che la sorella fosse quella di Doornbos e che quindi l'ex fidanzato fosse Albers. Questo si è poi sposato con una certa Liselore, figlia di un certo Kooijman, possessore di un sacco di big money, che invece di suggerire al genero di cambiare mestiere, ha investito nella Midland/ Spyker perché potesse accaparrarsi un volante. Curiosità: nel 2005 ci sono stati dei rumour su un passaggio di Doornbos alla Midland, quindi Albers pare anche avere avuto un ingaggio a discapito dell'ex cognato!

GERMANIA - 24 luglio // Raikkonen parte dalla pole e conserva la posizione davanti ad Alonso, ma le cose andranno malissimo poco dopo la metà della gara, quando il motore lo abbandonerà. Ereditata la leadership, Alonso è ormai incontrastato, infatti andrà a vincere senza troppe preoccupazioni.
Una Ferrari in difficoltà vedere Michael Schumacher vedersela con Button, il pilota della B.A.R. gli strappa la seconda piazza, che diventerà terza una volta in cui entrambi subiranno overcut da parte di Montoya, partito ultimo per la sostituzione del motore e secondo al traguardo. Se Jenson si consola con il gradino più basso del podio, Michael giunge solo quinto, in quanto verrà superato anche da Fisichella. Coulthard e Massa completano la zona punti, mentre Barrichello partito attardato giunge solo decimo dietro a Christian Klien dopo avere dubito il sorpasso del pilota della Redbull.
Continuano i problemi in casa Williams: Nick Heidfeld giunge soltanto undicesimo, mentre Mark Webber finisce a millemila giri in quanto ha avuto problemi, ma è stato rimandato in pista nella speranza di percorrere chilometri che gli dessero una posizione di uscita decente alle successive qualifiche, in quanto l'ordine di qualifica è inverso all'ordine d'arrivo del gran premio precedente.
Reminiscenze mazzoniane: secondo il Sommo Gianfranco, pare che anche i webbfeld non fossero proprio best friends forever, ma non trovo alcuna conferma googlandoli.

UNGHERIA - 31 luglio // Michael Schumacher parte dalla pole position e Raikkonen, partito quarto, gli si mette negli scarichi, portandosi dietro Montoya. Dietro ci sono le Toyota di Trulli e Ralf, quest'ultimo viene tamponato da Alonso che perde l'ala anteriore. Ci sono vari contatti, Barrichello danneggia la macchina, ma va peggio ai Redbull: Klien addirittura cappotta, mentre Coulthard rompe una sospensione prendendo l'alettone perduto di Alonso. Questo si fermerà ai box, così come Rubinho, e gli finirà la gara dietro, solo undicesimo.
Schumacher e Raikkonen sono 1/2 ma su una strategia a tre soste, Montoya terzo e poco distante, ma prevede due pitstop. Ne farà solo uno, quando un guasto metterà fine alla sua gara.
Raikkonen fa una seconda sosta breve e prende la leadership, allungando su Michael Schumacher che, pur fermandosi molto dopo per la terza, rimane distante e, anzi, si ritrova negli scarichi il fratello. Ralf si avvicina a meno di un secondo, ma rimane terzo. Seguono Trulli, Button, finalmente Heidfeld e Webber, Sato porta a casa l'ultimo punto e la Renault resta a secco, visto che il meglio classificato è Fisichella solo nono.
Al parc fermé e sul podio i fratelli Schumacher sono meno espansivi l'uno con l'altro di quanto alla fangirl che è in me piacerebbe. :-(((( No problem, si rifaranno in occasione del loro prossimo podio insiem-... ah no, questo resterà l'ultimo.

giovedì 12 giugno 2025

GP del Canada 2005: Montoya, il semaforo della pitlane, Raikkonen vincitore e le Ferrari sui gradini più bassi del podio

12 Giugno 2005 // a Montreal si svolge il primo dei due eventi nordamericani e Jenson Button scatta dalla pole position affiancato a Michael Schumacher. Sembra una prima fila destinata a stravolgere la routine di una stagione che vede Renault e McLaren contrapposte. Tempo di una partenza, tuttavia, e il team di Enstone si trova 1/2 con Giancarlo Fisichella partito quarto leader davanti al compagno di squadra Fernando Alonso che partiva in terza piazza.
Tuttavia i due non erano destinati a fare doppietta: verso metà gara, prima Fisichella è stato costretto al ritiro da un guasto mentre Alonso scalpitava per un "Fernando is faster than you", poi Fernando ha verniciato il muro danneggiando la macchina. Le McLaren, che avevano superato Schumacher al via e overcuttato la B.A.R. di Button al momento della prima sosta, si sono ritrovate 1/2 con Juan Pablo Montoya leader davanti al compagno di squadra Kimi Raikkonen.

Montoya era stato in precedenza il pilota più vicino alle Renault ed era andato piuttosto vicino all'attaccare Alonso, prima del ritiro del leader della classifica piloti. Con gli avversari ormai fuori dai giochi, c'erano grandi prospettive alle porte per la squadra di Woking per entrambi i suoi piloti, o almeno così sembrava.
In casa B.A.R. nel frattempo Button era stabilmente in terza piazza, ma il suo compagno di squadra era stato visto rientrare ai box e ritirars-...
...
...
...no, non è andata proprio così, ma ne parleremo più tardi, perché prima è giusto parlare delle cose importanti, tipo le posizioni delle Ferrari.
Schumacher era quarto, su una pitstop window diversa da quella dei leader, mentre Rubens Barrichello partito dalla pitlane per non avere fatto un tempo in qualifica si trovava ai margini della zona punti. Se il senso di giustizia avesse prevalso, sicuramente qualcuno si sarebbe levato di mezzo per fare in modo che le Rosse vedessero la gloria del podio.

Button si è sacrificato per la causa andando a sbattere sul Wall of Champions, facendo anche entrare la safety car in corso d'opera. Proprio la safety car sarebbe stata determinante per un plot twist al quale abbiamo assistito. Raikkonen e diversi altri piloti sono infatti rientrati ai box, mentre Montoya rientrando un giro più tardi ha perso la posizione nei confronti del compagno di squadra, con Kimi divenuto leader.
Immagino possiate concordare con me che ritrovarsi secondo a contemplare il retrotreno della macchina gemella non sia il modo più eclatante di finire una gara che si stava leaderando, ma queste sono sottigliezze, c'è di peggio nella vita, tipo essere rientrati in pista quando c'era il semaforo rosso all'uscita dalla pitlane.
Per il secondo anno consecutivo, Montoya è stato squalificato dal GP del Canada, anche se nel 2004 era accaduto post-gara a lui, all'allora compagno di squadra Ralf Schumacher e a entrambi i piloti Toyota, per irregolarità tecniche. Però a Indy 2004 era stato blackflaggato in maniera controversa, quindi si è visto esporre una bandiera nera in nord-America per due anni di seguito.



La cosa che colpisce di più nelle inquadrature del momento in cui JPM è stato squalificato? Il vedere una B.A.R., segno che Sato era presente in pista, eppure lo si era visto fermarsi ai box molto tempo prima...
Non è tempo di occuparci di questa faccenda. Raikkonen è leader, Michael Schumacher secondo e per la Ferrari è alle porte un doppio podio, dopo il ritiro della Toyota di Jarno Trulli per un guasto ai freni: Barrichello si ritrova terzo, precedendo la Sauber di Felipe Massa che porta a casa la quarta piazza, la Williams di Mark Webber, la Toyota di Ralf Schumacher e le Redbull a completare la zona punti: Christian Klien è tornato al volante dopo essersi alternato in precedenza con Vitantonio Liuzzi, e chiude ottavo dietro al compagno di squadra David Coulthard.

Veniamo alla faccenda di Sato e delle qualifiche con il giro secco che si svolgevano nel 2005, al quale è verosimilmente legato il suo ritorno in pista. L'ordine d'uscita in qualifica era l'inverso dell'ordine d'arrivo dell'evento precedente e uscire dopo era meglio che uscire prima, a meno che non fosse dietro l'angolo la nuvola di Fantozzi.
Questo sistema ha fatto sì che ne venisse fuori una consuetudine a mio vedere di una tristezza infinita: a volte capitava che piloti costretti al ritiro tornassero in pista per percorrere giri, lontanissimi dalla vetta, in modo da percorrere più giri rispetto agli altri ritirati e potersi qualificare in un momento successivo rispetto a loro.
Sato sembrava quindi destinato a portarla fino al traguardo lontano millemila giri da tutto e da tutti, ma mai sottovalutare la potenza di una B.A.R.! L'abbiamo ritrovato, a cinque giri dalla fine, quando era doppiato di circa venticinque giri, ritirato con i freni in fumo.


Facendo qualche rapida ricerca sembra che Rubinho sia stato il primo pilota nella storia della Formula 1 a partire *ultimo* e a salire sul podio (purtroppo statisticamente un certo pilota che nel 1984 tagliò al terzo posto il traguardo del GP di Montecarlo si vide depennare di tutti i risultati per via della squalifica di un certo team), occorrenza che si è presentata in un numero sporadico di occasioni.
A dire il vero non è sorprendente che tutte queste occasioni risalgano agli ultimi vent'anni. Nel 2005 infatti è stata introdotta la qualifica con giro singolo, alla quale nel 2006 è subentrato il format a eliminazione. In concomitanza, sono state introdotte le retrocessioni in griglia in caso di sostituzione del motore. Queste circostanze hanno reso più plausibile vedere ultimi in griglia o top driver o piloti di centro griglia, piuttosto che l'Alex Yoong di turno.
Questo dovrebbe essere l'elenco esaustivo, qualora abbia dimenticato qualcuno segnalate:

● GP Canada 2005: Rubens Barrichello/ Ferrari - 3° posto (pitlane)
● GP Germania 2005: Juan Pablo Montoya/ McLaren - 2° posto (griglia)
● GP Bahrain 2006: Kimi Raikkonen - 3° posto (griglia) ***
● GP Australia 2009: Jarno Trulli/ Toyota (pitlane) - 3° posto
● GP Abu Dhabi 2012: Sebastian Vettel/ Redbull (griglia) - 3° posto ***
● GP Ungheria 2014: Lewis Hamilton/ Mercedes (pitlane) - 3° posto
● GP Germania 2019: Sebastian Vettel/ Ferrari (griglia) - 2° posto
● GP Brasile 2019: Carlos Sainz/ McLaren (griglia) - 3° posto
● GP Russia 2021: Max Verstappen/ Redbull (griglia) - 2° posto

*** In Bahrain 2006 e Abu Dhabi 2012 Raikkonen e Vettel erano effettivamente ultimi piloti in griglia, ma in entrambi i casi una vettura è partita dalla pitlane in extremis lasciando uno spazio vuoto sulla griglia stessa.


giovedì 29 maggio 2025

29.05.2005: Gran Premio d'Europa // plot twist a un giro dalla fine

Se il giorno in cui ho compiuto diciassette anni qualcuno mi avesse chiesto "come ti immagini quando ne avrai trentasette", non penso che avrei risposto: "il 29 maggio 2025, in occasione nel ventennale del gran premio odierno al Nürburgring, recensirò il suddetto evento per il mio blog, approfittando di essere a casa dal lavoro perché sarò in ferie essendo una festività centro-nord europea, nei Paesi con i quali lavoro".
Però eccomi qui... e iniziamo da Nick Heidfeld in pole position per la prima e unica volta nella sua carriera in Formula 1. Non che rimanga davanto a lungo, Kimi Raikkonen infatti lo supera fin dal via, avvenuto dopo un aborted start a causa della Renault di Giancarlo Fisichella ferma in griglia.
Dietro alla McLaren e alla Williams si installa la Toyota di Jarno Trulli, almeno finché i commissari non sosterranno che i suoi meccanici sono rimasti in griglia più a lungo del consentito, infliggendogli un drive through. Questo accadrà più avanti, adesso siamo solo alla partenza e una collisione tra la McLaren di Juan Pablo Montoya e la Williams di Mark Webber mette fine alla gara di quest'ultimo. Per evitare il caos, diversi piloti tagliano per i campi, tra cui i due ferraristi, con Michael Schumacher che si ritrova il più arretrato dei due.

David Coulthard partito dodicesimo evita l'ingorgo e risale quarto, addirittura terzo dopo la sosta di Trulli. Dopo la sosta precoce di Heidfeld è secondo e quando rientra Raikkonen fa addirittura un giro in testa prima di fermarsi per il rifornimento a propria volta. Non so se avete presente: una Redbull è stata in testa per un giro! Cose del genere non capiteranno mai più... è così che la vediamo nel 2005.
Purtroppo per lui a causa di un eccesso di velocità in pitlane si procaccia un drive through, a causa del quale scivolarà al quinto posto dietro a Raikkonen, Heidfeld, la Renault di Fernando Alonso e la Ferrari di Rubens Barrichello. Sesto sulla Sauber, frattanto, Felipe Massa comanda un trenino con la Michael Schumacher e Juan Pablo Montoya.
Il best friend forever di quest'ultimo, Ralf Schumacher che corre su Toyota, è il secondo ritirato della giornata quando finisce in testacoda.

Raikkonen finisce vagamente per prati, Heidfeld passa nuovamente in testa, ma è su una strategia diversa: tre rifornimenti anziché due, pare destinato a finire non solo dietro a Raikkonen, ma anche allo stesso Alonso. Seguono a distanza Barrichello e Coulthard, mentre Massa ha ormai abbandonato la sesta piazza: una foratura lo costringe a una sosta nelle fasi finali della gara.
Siamo nel 2005 e non ci sono cambi gomme in gara, se non in caso di foratura e per la sola gomma forata. Questo significa che potrebbe capitare che ci sia chi è costretto a stare in pista su gomme ormai distrutte. Nelle fasi finali, infatti, lo stesso leader ha seri problemi con la gomma anteriore destra, tanto che Alonso inizia ad avvicinarsi pericolosamente a Raikkonen, provocando reazioni contrastanti nella cabina di commento spagnola - gran premio trovato su youtube con commento di Telecinco - dove tradizionalmente sono molto nazionalisti, ma Pedro De La Rosa è anche pilota di riserva della McLaren, con cui ha disputato il GP del Bahrain qualche tempo prima.
Per Raikkonen si tratta solo di reggere e cercare di non perdere troppo tempo quando gli si parano avanti dei doppiati... a meno che non si stacchi una ruota dopo la rottura di una sospensione, sia chiaro!



Kimi perde il controllo, per poco non centra la B.A.R. di Jenson Button che è prossimo a subire il doppiaggio, ma alla fine è l'unico a rimetterci andando a finire nel muro quando è appena iniziato l'ultimo giro. Al di là di tutto, il divieto di cambi gomme offre spunti di riflessione, o almeno dovrebbe. Dal punto di vista della sicurezza, non sembrerebbe un'ottima idea.
Alonso eredita la leadership e vince davanti a Heidfeld e Barrichello. Coulthard si porta a casa un quarto posto, mentre Michael Schumacher, Fisichella, Montoya e Trulli completano la zona punti.
Vitantonio Liuzzi chiude nono in quello che sarà il suo ultimo gran premio in Redbull prima del ritorno di Christian Klien e Button è decimo. Raikkonen viene classificato undicesimo davanti ai doppiati, Takuma Sato su B.A.R., le Sauber di Jacques Villeneuve e di Massa, le Jordan di Tiago Monteiro e Narain Karthikeyan, nonché le Minardi di Christijan Albers e Patrick Friesacher. Si segnala come in corso d'opera sia Karthikeyan sia Albers si siano procacciati uno stop and go per il mancato rispetto delle bandiere blu.


giovedì 22 maggio 2025

GP Montecarlo 2005: Raikkonen domina nel giorno in cui Albers tenta invano di diventare un meme

22 Maggio 2005 // dopo una serie di successi della Renault, uno per mano di Giancarlo Fisichella e gli altri di Fernando Alonso, la McLaren ha recentemente ottenuto il primo successo della stagione in Spagna con Kimi Raikkonen, che conquista anche la pole pole position sulle "anguste e tortuose stradine del Principato".
Alonso lo affianca in prima fila, dietro di loro c'è una Williams che alla partenza ha una grande esitazione, un po' come se a guidarla fosse un Mark Webber qualsiasi, tanto che Fisichella passa in terza piazza. C'è anche la Toyota di Jarno Trulli, poi finalmente le Williams. A partire come un Webber qualsiasi è stato proprio Webber che adesso precede il compagno di squadra Nick Heidfeld.
Siamo nel 2005 quindi le Ferrari sono sempre in posizioni molto meh: Michael Schumacher partiva ottavo ed è alle spalle della Redbull sponsorizzata Star Wars di David Coulthard, Rubens Barrichello partiva decimo e adesso è undicesimo alle spalle delle Sauber di Felipe Massa e Jacques Villeneuve. Dietro di loro c'è la McLaren di Juan Pablo Montoya, partito dalle retrovie per una penalità a seguito di un incidente innescato nelle prove libere.

Le vetture presenti in pista sono soltanto diciotto, dato che la B.A.R. sta scontando il secondo gran premio di ban, causato dalle irregolarità riscontrate dopo il GP di San Marino. Nelle ultime posizioni ci sono stabilmente le Minardi e le Jordan. Per la squadra di Faenza abbiamo Patrick Friesacher e Christijan Albers, per la Jordan invece Tiago Monteiro e Narain Karthikeyan.
L'indiano è il primo ritirato, esce di scena per un problema tecnico nell'anonimato. In casa Minardi (con il suo sponsor "Lost Boys" che descrive a pieno lo status di chi la guida), invece, i piloti decidono di fare gli attention seeker. Il primo a mettersi in mostra è Albers, ma l'immensità di quello che riesce a fare è così grande da meritarsi uno spazio tutto per sé. Passiamo quindi a menzionare il fatto che Friesacher più avanti andrà a sbattere ritirandosi.
Adesso torniamo su Albers, perché poco prima che sia completato un terzo di gara raggiunge l'apoteosi quando, ormai doppiato, va a sbattere a Mirabeau. Ordinaria amministrazione, direte voi. Non proprio, perché sopraggiunge mezza griglia, e non esattamente la mezza griglia più anonima.



Cadono cocci di mascelle, perché se Coulthard ha l'accortezza di evitarlo all'ultimo, Michael Schumacher non riesce a evitare il retrotreno della monoposto color Star Wars. Arrivano poi Villeneuve, Barrichello e Montoya, che rimangono bloccati perché la pista è ostruita al punto che solo Bernd Maylander può riportare la situazione alla normalità.
Coulthard frattanto si ritira per i danni riportati, mentre Schumacher deve cambiare l'ala anteriore danneggiata. Uscirà nelle retrovie e per un certo tratto lo vedremo alle spalle di Liuzzi, prima che Vitantonio sia costretto al ritiro con l'altra vettura sponsorizzata Star Wars.
In regime di safety car, Raikkonen non si ferma ai box, così come Trulli, gli avversari sì. Se Trulli cadrà nel dimenticatoio dopo la sosta, Kimi riesce ad allungare, al punto che si fermerà senza perdere la testa della gara.
Alonso è secondo, ma a poco a poco viene raggiunto dalle Williams. Ha Webber e Heidfeld negli scarichi, con Nick che dopo essersi fermato ai box riesce a undercuttare il compagno di squadra. Sia Heidfeld sia Webber riescono a superare Alonso, con Fernando che tenta anche di difendersi tagliando una chicane, ma poi deve arrendersi.

Raikkonen, Heidfeld e Webber, questo è il podio, per Mark si tratta del primo podio. Alonso chiude quarto con dietro un trenino in cui Montoya è quinto e Ralf Schumacher sesto davanti alla Ferrari. All'ultimo giro Michael Schumacher ha strappato la settima piazza a Barrichello e tentato, senza successo, di procacciarsi la sesta piazza a discapito della Toyota del fratello. Pare che tra i Ferrari Bros ci saranno polemiche per l'accaduto, visto che tra i due si è sfiorato il contatto.
Massa chiude appena fuori dai punti e, avendo intravisto una Sauber che sbatteva a Sainte-Devote mentre l'altra Sauber sopraggiungeva e passava oltre, gli chiedo scusa per avere pensato male di lui. Seguono Trulli, Villeneuve e Fisichella. La posizione finale suggerisce che a limonare con le barriere fosse stato Platinum Jacques.
Lo scontro tra Jordan e Minardi a cui la Formula 1 fa da contorno vede la squadra di Eddie uscire vincente, in quanto Monteiro porta a casa la tredicesima piazza. Giunge quattordicesimo e ultimo Albers, la cui fortuna è gareggiare vent'anni fa e non oggi, quindi niente meme (o insulti social) per le sue prodezze monegasche.



giovedì 8 maggio 2025

GP Spagna 2005: Kimi Raikkonen ottiene la prima vittoria stagionale nel giorno della nascita di Oliver Bearman

8 MAGGIO 2005 // dopo quattro vittorie della Renault, una di Giancarlo Fisichella nella gara inaugurale e tre di Fernando Alonso nei tre eventi successivi, Kimi Raikkonen conquista la prima vittoria stagionale per la McLaren, nella gara che segna anche il ritorno in pista di Juan Pablo Montoya, che ha saltato due gran premi per un infortunio ottenuto lontano dai circuiti.
A distanza di due decenni, tuttavia, questa giornata è significativa per via della nascita di Oliver Bearman, il decimo pilota della storia della Formula 1 a essere nato nel giorno in cui veniva disputato un gran premio. I primi nove sono stati Nelson Piquet, Andrea De Cesaris, Riccardo Paletti, Alessandro Zanardi, Jos Verstappen, Giorgio Pantano, Bruno Senna, Sergey Sirotkin e il recente Zhou Guanyu.

Se i gran premi precedenti avevano visto le Renault dettare legge, stavolta Raikkonen ha conquistato la pole position, dalla quale avrebbe fatto il vuoto, affiancato da un ottimo Mark Webber sulla Williams che in partenza è stato un po' meno ottimo, perdendo posizioni esattamente come ai tempi della Redbull. Alonso è passato secondo, Ralf Schumacher su Toyota si è ritrovato terzo. Fisichella, nel frattempo, era sesto alle spalle di Jarno Trulli sull'altra Toyota e vi sarebbe rimasto per quasi l'intera durata del primo stint. Su una diversa finestra di pitstop rispetto ad Alonso, sarebbe stato per qualche tempo secondo nella parte centrale della gara.
Così come Raikkonen in testa non era da mettere in discussione, non lo è stata neanche la seconda piazza di Alonso, mentre il gradino più basso del podio si è deciso tra i piloti Toyota, molto vicini, con Trulli che in corso d'opera si era trovato davanti a Ralf. Fisichella ha chiuso in quinta piazza precedendo Webber, con Montoya settimo e la Redbull di David Coulthard a completare la zona punti. Il compagno di squadra di quest'ultimo, Vitantonio Liuzzi, si era invece ritirato per un testacoda.

Rubens Barrichello, partito dalle retrovie per la sostituzione del motore, ha portato a casa una modesta nona piazza che ai tempi non dava punti, mentre Michael Schumacher si è ritirato intorno a metà gara, dopo essere stato protagonista di un breve duello con Montoya. In epoca in cui i cambi gomme erano consentiti solo per la singola gomma forata, ha prima avuto una foratura poi di lì a breve un problema a un'altra gomma. È stato il quarto ritirato dopo Liuzzi e le due Minardi di Patrick Friesacher e Christijan Albers, ritirati rispettivamente per un testacoda e per un guasto.
Nick Heidfeld sulla Williams ha conquistato il decimo posto, mentre Felipe Massa mentre era undicesimo ha avuto una foratura al penultimo giro, ritirandosi - sorte condivisa con il compagno di squadra alla Sauber, Jacques Villeneuve messo out da un guasto - ma venendo comunque classificato davanti alle Jordan di Tiago Monteiro e Narain Karthikeyan. I due erano stati inquadrati nelle prime fasi della gara quando l'indiano aveva subito un sorpasso dal compagno di squadra.
Solo diciotto vetture hanno preso il via a questo evento perché la B.A.R. si era procacciata un race ban nel precedente evento.


venerdì 1 novembre 2024

GP Brasile 2004: la delusione soft di Rubens Barrichello

Nel lontano 2004, per la prima volta, il GP del Brasile si è svolto nella fase conclusiva della stagione invece che nella parte iniziale. Nello specifico, si è trattato dell'ultimo evento in assoluto del mondiale 2004, che già da tempo era stato assegnato alla Ferrari e a Michael Schumacher, che in questa occasione è partito dalla penultima fila a causa di una retrocessione di dieci posizioni per la sostituzione del motore. Il suo compagno di squadra Barrichello ha invece conquistato la pole position, precedendo la Williams di Juan Pablo Montoya, la McLaren di Kimi Raikkonen e un outsider molto stylish che menzionerò quando verrà il momento. Per Raikkonen viene il momento di insidiare la prima piazza di Rubinho e la leadership del pilota di casa dura poco e niente. Però la gara è partita con pista umida e con gomme intermedie e tutto può cambiare.
Causa brutta partenza di Montoya, si trova quarto. Al terzo posto c'è Jenson Button sulla gara, poi perde posizioni, infine il motore Honda perde fumo, perde molto fumo... just B.A.R. things! Barrichello, invece, si porta negli scarichi di Raikkonen, poi lo passa, si porta in testa, mentre a centro gruppo, poco prima, Michael Schumacher ha fatto una sbinnata, mentre un certo Sebastian Vettel che guardava la gara da casa esclamava: "Aaaawwww, sei il mio idolo!"

A parte le Renault e la McLaren di David Coulthard, tutti sono partiti su gomme intermedie, ma devono rientrare dopo pochi giri per passare a quelle da asciutto. Così facendo, l'outsider che partiva quarto si fa un paio di giri in testa... Se possedete un'auto, andate immediatamente a prenderla e percorrete le strade delle vostre città/ paesi di residenza e suonate il clacson all'impazzata, vomitando arcobaleni nel frattempo: si tratta di Felipe Massa al volante di una Sauber. Poi rientra anche lui e lascia strada libera a Fernando Alonso (come già detto, le Renault sono partite sulle dry).
Un duello in pitlane tra Raikkonen e Montoya si è concluso con il sorpasso di Juan Pablo, che diventa leader più avanti, quando Alonso si ferma ai box per il rifornimento di rito. Kimi insegue da vicino ed è quello che succederà anche due giri di pitstop più tardi, con Montoya che manterrà la prima posizione fino alla fine andando a vincere l'ultima gara disputata con la Williams.
Alonso sembra avviato per il terzo posto, mentre Barrichello è anche alle spalle della Williams di Ralf Schumacher e dalla B.A.R. di Takuma Sato. Superato quest'ultimo a soste ultimate è in terza piazza, con Alonso, Sato, Ralf Schumacher, Michael Schumacher e Massa a completare la zona punti.
Diciassette vetture su venti tagliano il traguardo: oltre a Button si sono ritirati anche Nick Heidfeld su Jordan per un guasto e Mark Webber su Jaguar dopo una collisione con il compagno di scuderia Christian Klien. Piccolo flashforward: nel 2005 e nel 2006 in Williams, a Interlagos Webber sarà coinvolto in incidenti anche con i successivi compagni di squadra, Antonio Pizzonia e Nico Rosberg.
Siamo rimasti a Massa ottavo, nono c'è il suo compagno di squadra Giancarlo Fisichella, mentre Jacques Villeneuve su Renault chiude la top-ten. Coulthard è undicesimo davanti alle Toyota di Jarno Trulli e Ricardo Zonta, che precedono Klien, dopodiché Timo Glock sulla Jordan e infine le Minardi di Zsolt Baumgartner e Gimmi Bruni.


Se Montoya ha vissuto il suo happy ending con la Williams, ottenendo l'unica vittoria stagionale, non si può dire che per Barrichello ci sia stato un finale altrettanto positivo. Per quanto abbia terminato il gran premio di casa per la seconda volta in carriera (la prima era stata nel lontanissimo 1994 - quarto posto), la pole position faceva sperare in quella che poteva essere una gloriosa vittoria. Quindi Rubens ha dovuto aspettare ancora per ottenere il gradino più alto del podio nel proprio circuito di cas-... ah no. E non ha vinto a Interlagos neanche in Stock Car, nonostante in quella location sia riuscito a vincere un titolo.



giovedì 10 ottobre 2024

GP Cina e Giappone 2004: parentesi asiatica prima del finale

Il campionato 2004 si avviava verso la conclusione: il 10 ottobre si svolgeva il GP del Giappone, penultimo appuntamento stagionale. In precedenza, due settimane prima, era stato disputato il GP della Cina, sull'esordiente circuito di Shanghai. In questo post intendo ripercorrere quei due eventi, iniziando da cambiamenti di line-up avvenuti in corso d'opera. Dopo la "stagione europea" infatti, la Renault ha appiedato Jarno Trulli sostituendolo con Jacques Villeneuve. In casa Williams, invece, nessun cambio di piloti precoce, ma semplicemente è tornato Ralf Schumacher assente per infortunio da tre mesi.

A Shanghai c'era una Ferrari in pole position, guidata da Rubens Barrichello, mentre un'altra partiva dalla pitlane, quella di Michael Schumacher dopo una sostituzione del motore. Rubinho ha mantenuto la prima posizione al via, seguito dalla McLaren di Kimi Raikkonen, con la Renault di Fernando Alonso e la B.A.R. di Jenson Button nelle immediate vicinanze e le Sauber che cercavano di mettersi in mostra dopo avere ottenuto ottime posizioni in griglia.
Button è risalito in seguito al terzo posto, candidandosi di fatto come principale concorrente al gradino più basso del podio. Per lui, tuttavia, era prevista una strategia diversa, a due soste anziché tre come il duo Barrichello/ Raikkonen. Kimi era molto vicino a Rubinho dopo la prima sosta, ma nel successivo stint la distanza è incrementata. La terza sosta sarebbe stata fondamentale: con Raikkonen uscito dietro a Button, sarebbe stato Jenson a conquistare il secondo posto alle spalle di Barrichello.

Alonso ha chiuso quarto, mentre Juan Pablo Montoya ha terminato in quinta piazza. Ralf avrebbe potuto puntare alla sesta piazza, se non fosse stato protagonista di un incidente con la McLaren di David Coulthard, che avrebbe costretto i due ai box e poi in seguito il pilota Williams al ritiro. Takuma Sato, sesto su B.A.R., ha preceduto le Sauber di Giancarlo Fisichella e Felipe Massa.
Per Michael Schumacher la gara cinese è stata decisamente da incubo: dopo un incidente con la Jaguar di Christian Klien, si è esibito poco più tardi in un testacoda, e non eravamo neanche a metà gara. Ha proseguito per poi avere una foratura a gara inoltrata e ha terminato la gara dodicesimo alle spalle del vecchio rivale Villeneuve.
Le cose sarebbero tuttavia migliorate molto presto, con la pole position conquistata la domenica a Suzuka davanti al fratello, dato che la sessione del sabato è stata rimandata per via del tifone Ma-on.


La gara si è svolta sull'asciutto, con i fratelli Schumacher rimasti 1/2 anche se a distanza l'uno dall'altro. Dopo una sorprendente terza piazza in griglia, Mark Webber su Jaguar ha perso posizioni al via (e poi si sarebbe ritirato a gara inoltrata per un guasto che ha provocato il surriscaldamento dell'abitacolo provocandogli lievi ustioni), con le solite B.A.R. che hanno preso il sopravvento per la terza e quarta piazza, con Button destinato a una strategia su due soste anziché le tre degli altri front runner.
Non c'è stata storia né per la prima né per la seconda piazza con Button stabilmente terzo e Sato perennemente inquadrato dalle telecamere, anche se ha dovuto accontentarsi di arrivare quarto come un Nico Hulkenberg qualsiasi. Con il 3/4 posto, la B.A.R. ha conquistato matematicamente la seconda posizione nel mondiale costruttori, proprio in casa della Honda, oltre che in occasione del centesimo gran premio della sua storia.

Vincitore dei due gran premi precedenti, Barrichello era partito dalle retrovie in questa occasione, per risalire fino alla zona punti. La sua gara è terminata per un incidente con Coulthard, ma c'era ancora un gran premio in cui avrebbe potuto concludere la stagione in bellezza. Unico problema? Era il suo gran premio di casa, in cui non vedeva la bandiera a scacchi dal 1994.
Anche David si è rititato per questo incidente, mentre sull'altra McLaren, Raikkonen ha conquistato la sesta piazza alle spalle della Renault di Alonso. Ancora una volta, Villeneuve non ha conquistato punti. Montoya è giunto ottavo, mentre la zona punti è stata completata da Fisichella. A proposito di italiani, in questo gran premio è tornato Jarno Trulli, al volante della Toyota.
Ha fatto coppia con Olivier Panis, con Ricardo Zonta rimasto a piedi. Sarebbe tuttavia tornato in Brasile, dato che Panis si è ritirato dalla Formula 1 con una gara d'anticipo.

Nota conclusiva: come sapete, il mio animo di fangirl prima o poi emerge e attende con ansia di vedere cose estremamente dolci. Quindi aspettavo con ansia di vedere i fratelli Schumacher insieme nel parc fermé e poi sul podio.
È stata una delusione terribile: ciascuno se n'è andato per i fatti suoi, mentre sul podio non si sono neanche considerati l'uno con l'altro, con Michael che festeggiava insieme a Button e Ralf che se ne stava per i fatti suoi. Peccato, perché non sarebbero mai più finiti 1/2, anche se comunque sarebbero finiti sul podio insieme.


mercoledì 24 luglio 2024

GP Belgio 2004: il settimo titolo di Michael Schumacher

Attualmente il GP del Belgio si svolge nel mese di luglio, ma c'è stata un'epoca storica in cui veniva disputato alla di agosto, epoca neanche troppo lontana nel tempo, ma ho deciso di raccontarvi un'edizione abbastanza datata, che di svolgeva vent'anni fa. Era il 29 agosto 2004 e al termine del primo giro le Renault di Jarno Trulli e Fernando Alonso si allineano dietro la safety car. Michael Schumacher era quarto tra le due McLaren di David Coulthard e Kimi Raikkonen e per il momento la situazione non prometteva troppo bene, considerato che poteva essere il giorno della sua settima iride. Ma finché c'è gara c'è speranza, anche se vari piloti non erano più in gara, vista la numerosa serie di contatti che si erano innescati alla partenza.
Pare che tutto sia iniziato quando Mark Webber ha tamponato Rubens Barrichello: la Jaguar con ala anteriore danneggiata era incontrollabile e l'australiano ha cozzato contro la B.A.R. di Takuma Sato. Anche il compagno di squadra di costui, Jenson Button, è stato coinvolto a qualche titolo, ma il botto più grosso ha coinvolto le Minardi di Gimmi Bruni e Zsolt Baumgartner, nonché la Jordan di Giorgio Pantano. Webber, Sato, Bruni e Pantano sono stati costretti al ritiro, altri piloti sono rientrati ai box per danni riportati, tra loro anche Olivier Panis su Toyota e Felipe Massa su Sauber.

Al restart, Raikkonen si è involato verso il terzo posto che poi sarebbe diventato leadership dopo il primo stint: se Alonso ha finito la gara con un testacoda innescato da un guasto, Trulli ha perso alcune posizioni e poi altre a seguito di un contatto con la Williams di Juan Pablo Montoya. Quest'ultimo ha proseguito la gara senza perdere posizioni: era a quel punto terzo dietro a Raikkonen e Schumacher, ma si sarebbe successivamente ritirato a causa di una foratura, andando a fare compagnia al compagno di squadra Antonio Pizzonia già messo out da un problema al cambio.
L'attrition rate è stato molto elevato, con Button che a un certo punto a causa di una foratura aveva perso il controllo colpendo Baumgartner e Coulthard che nelle prime fasi dopo il restart aveva forato a propria volta e si trovava nelle retrovie.
Le retrovie, tuttavia, non erano il male assoluto visto che ormai solo una manciata di vetture era ancora in pista: la Jordan di Nick Heidfeld risulta persa per strada per qualche motivo, la Toyota di Ricardo Zonta in assenza di B.A.R. Honda in pista ha regalato l'appuntamento con il motore giapponese in fumo.

Intanto abbiamo perso per strada Rubinho, ma lui non si era affatto perso per strada, andando a risalire, dopo il ritiro di Montoya, in terza posizione. A proposito di Zonta, preparatevi moralmente, perché sto per dirvi una cosa terribile, ovvero che il ritiro sopracitato è avvenuto mentre era ben quarto. Gli è subentrato Massa, con quinto il compagno di squadra Giancarlo Fisichella.
Christian Klien su Jaguar ha portato a casa i punti della sesta piazza, i primi della sua carriera in Formula 1, mentre Coulthard è riuscito ad arrivare settimo. Panis ha conquistato l'ultimo punto disponibile, mentre Trulli non ha avuto lo stesso onore, chiudendo al nono posto, ultimo pilota al traguardo.
Non ne ho parlato molto, ma Raikkonen in testa nel secondo stint lo è rimasto anche nel terzo, vincendo davanti alle due Ferrari. Schumacher ha conquistato il settimo titolo, impresa che finora soltanto Lewis Hamilton ha eguagliato, e non rimaneva altro che un ultimo appuntamento europeo, a Monza, prima di andare in Asia e poi in Brasile.



giovedì 13 giugno 2024

GP Gran Bretagna 2004: anniversari e vittorie

L'11 luglio 2004 si svolgeva il GP di Gran Bretagna dopo una qualifica in cui le condizioni meteo erano state protagoniste e Kimi Raikkonen su McLaren aveva conquistato la pole position davanti alla Ferrari di Rubens Barrichello e alla B.A.R. di Jenson Button. Era solamente quarto Michael Schumacher, leader incontrastato della classifica piloti, che fino a quel momento aveva collezionato vittorie e che pare avesse sacrificato la qualifica in nome della gara. La gara si è svolta con cielo nuvoloso, ma in condizioni di asciutto, e ha visto un ottimo spunto iniziale da parte di Raikkonen, che sembrava potere contrastare su tutto e su tutti. Tuttavia, se nel precedente gran premio in Francia la Ferrari aveva giocato la carta della sosta in più per portare a casa la vittoria, in questo caso la scelta strategica è stata quella di fermare Schumacher una volta in meno.

Con due soste anziché due, Schumacher si è fermato in entrambe le circostanze diversi giri dopo alla prima e alla seconda sosta di Raikkonen. Non solo Kimi si è ritrovato spesso nel traffico, ma Michael ha potuto approfittare dei momenti in cui era più scarico e, in sintesi, si è ritrovato davanti a Raikkonen, invece che dietro a debita distanza.
Non solo: Kimi si sarebbe fermato una terza volta. E infatti quando è giunto l'ultimo rifornimento ce lo siamo ritrovati secondo piuttosto lontano e con Barrichello attaccato al retrotreno... tuttavia la legge del caso - leggi: incidente altrui - voleva che il gruppo dei primi si ricompattasse. Una safety car ha fatto sì che Schumacher, Raikkonen e Barrichello finessero la gara molto vicini, con Michael che soltanto verso fine gara ha allungato mettendo un paio di secondi tra sé e il diretto inseguitore.
Tra una cosa e l'altra, forse vi sarà sfuggita la data: 11 luglio, era il quinto anniversario dell'incidente in cui Schumacher, proprio a Silverstone, aveva riportato una doppia frattura alla gamba destra.

La B.A.R. ha portato due vetture al traguardo, ma solo quella di Button - quarto - in zona punti, davanti alla Williams di Juan Pablo Montoya e alla Sauber di Giancarlo Fisichella partito dal fondo dello schieramento. Settimo e ottavo sono giunti David Coulthard su McLaren e Mark Webber su Jaguar.
Non è stata una gara positiva per Renault. Per iniziare in modo soft, Fernando Alonso è partito dalle retrovie dopo la sostituzione del motore e in gara ha chiuso solo decimo alle spalle della Sauber di Felipe Massa. A peggiorare la situazione, la SC citata è entrata per un incidente di Jarno Trulli, innescato da un cedimento.
Non era certo l'ideale per la Renault che, seppure in vantaggio, vedeva ridotto il proprio margine nei confronti della B.A.R. - attardata specie dai motori sistematicamente andati in fumo sulla vettura di Takuma Sato - con la quale si giocava il secondo posto nel mondiale costruttori.


giovedì 7 marzo 2024

Al via il 2004: Australia, Malesia e Bahrein, una tripletta facile

Oggi è il 7 marzo 2024 e mi sembra il giorno migliore per fare un viaggio nel passato. Non il passato lontano della "Formula 1 dei very uominy", ma quello che per un certo periodo è stato la nostra normalità: il 7 marzo si svolgeva il GP d'Australia 2004, che sarebbe stato seguito rispettivamente due e quattro settimane più tardi da Malesia e Bahrein, per la parte pre-europea del campionato. Sono già passati vent'anni ed effettivamente non mi sentirei di dire "sembra ieri". Ci sono fatti addirittura più retrostanti che mi sembrano ieri o che vorrei avere vissuto da adulta e ammetto che il 2004 non è uno di questi. Tuttavia in occasione del suo ventennale mi sembra doveroso parlarne e chissà, può essere che più avanti quest'anno vi racconterò anche altro di quella stagione. Prima, però, andiamo con Albert Park, Sepang e Sakhir, di cui per l'occasione ho visto extended highlights con il commento di James Allen e Martin Brundle.

GP AUSTRALIA - non è una qualifica falsata, le Ferrari di Michael Schumacher e Rubens Barrichello fanno 1/2 e alla partenza mantengono le posizioni. Juan Pablo Montoya su Williams inizia con una sbinnata, mentre impegnato in un duello con Fernando Alonso su Renault e Jenson Button su B.A.R; sulle vetture gemelle nel frattempo Jarno Trulli è speronato da Takuma Sato.
La gara non è particolarmente ricca di colpi di scena. La maggior parte dei piloti sono su tre soste, con gli Schumachello stabilmente 1/2 e Alonso stabilmente terzo. Le Williams di Ralf Schumacher e Montoya completano la top-5, dopo che Juan Pablo in corso d'opera supera Button, sesto al traguardo.
Trulli chiude in settima posizione, mentre David Coulthard, ottavo, porta a casa l'ultimo punto, una piccolissima gioia per la McLaren che ha visto invece Kimi Raikkonen ritirarsi per un guasto al motore come se fosse stato un Jacques Villeneuve qualsiasi al volante di una B.A.R.; incredibile ma vero nessuna B.A.R. si ritira per problemi tecnici, mentre si segnala l'assenza dalla griglia del platinato campione del mondo 1997.

GP MALESIA - colpo di scena in qualifica! tra gli Schumachello si piazza seconda una sagoma verde. È una Jaguar e parte al rallentatore, un po' come se a guidarla fosse un Mark Webber qualsiasi al volante di una Redbull. La Jaguar infatti diventerà Redbull, un anno più tardi. Il pilota non bisogno di diventarlo, è già Webber e di lì a qualche giro si becca anche una bella tamponata da Ralf Schumacher, forando, andando ai box e avendo l'accortezza di superare anche i limiti di velocità nella pitlane venendo penalizzato. Lo ritroveremo decisamente più avanti, quando si ritirerà dopo un testacoda, ma questa è una storyline secondaria.
La gara è stata preceduta da uno scroscio di pioggia, ma tutti partono con gomme da asciutto il che non sembra essere un danno così enorme dato che la pista va progressivamente ad asciugarsi. Rubinho tuttavia perde posizioni nelle prime fasi e tutto lascia pensare che non farà doppietta con il compagno di squadra.
Michael Schumacher deve vedersela con un Montoya che sembra più vicino di quanto chiunque non lo fosse in Australia, con un duello tuttavia a distanza specie nel secondo stint. Una gara a tre soste non stravolge le cose per nessuno dei due, con Montoya che tuttavia giungendo secondo è l'unica gioia della Williams, visto il ritiro di Ralf Schumacher per un problema tecnico.
Se in precedenza la lotta per il terzo posto è stata Raikkonen vs Button vs Trulli, Kimi è messo fuori gioco prima da una sosta problematica, poi dal ritiro per un guasto. Jenson sale sul podio, mentre Jarno giunge quinto alle spalle di un Barrichello in rimonta. Coulthard giunge sesto davanti ad Alonso mentre a due giri dalla fine vediamo una B.A.R.(beque) ritirarsi con il motore in fumo: è Sato, che era ottavo e deve cedere l'ultimo punto a Felipe Massa sulla Sauber.
Oscar come miglior attore non protagonista a Olivier Panis che, rientrato ai box senza che i meccanici Toyota fossero pronti e facendo un passaggio a vuoto in pitlane un po' come se stesse scontando un drive through, supera anche i limiti di velocità nella pitlane dovendoci tornare per scontare un drive through!

GP BAHREIN - sul circuito nuovo di zecca gli Schumachello fanno 1/2 in qualifica e precendono il duo Williams Montoya/Ralf e il duo B.A.R. Sato/Button, con un duello Sato vs Ralf Schumacher dopo qualche giro, che si tramuta in un contatto, con Ralf costretto ai box e Sato che resta lì a fare altri danni, come più avanti danneggiare la propria ala anteriore su un cordolo.
Nel mentre le Ferrari sono 1/2 e Raikkonen, partito dalle retrovie per retrocessione dovuta alla sostituzione del motore, è costretto al ritiro... per una nuova rottura del motore! Le Rosse rimangono 1/2 anche dopo i tre giri di soste, con Michael Schumacher destinato alla terza vittoria stagionale. Montoya, che trascorre buona parte della gara al terzo posto, ha un problema tecnico ed è Button ad andare di nuovo a podio, mentre dietro di lui Coulthard si ritira per un guasto al motore.
Trulli e Sato si piazzano quindi a fine top-5 mentre Alonso, rimontando dal fondo dopo un contatto al via, protagonista di duelli notevoli specie con Massa e con Webber - al quale ha rivolto anche un cenno di "saluto" - chiude sesto, davanti a Ralf Schumacher e proprio alla Jaguar di Webber.

In sintesi: tre gare vinte da Michael Schumacher, McLaren con seri problemi di affidabilità, Button a podio per la prima volta in carriera che si ripete due settimane dopo andando di nuovo a podio... addirittura un momento di Angry Webbonso. <3 Però, ecco, sembra ormai palese che ci sia poco da fare, per piloti che sono al volante di vetture non rosse e che anche tra quelli al volante di vetture rosse solo uno sia un candidato al titolo mondiale.
La stagione europea alle porte - neanche troppo, Imola è tre settimane dopo il Bahrein, verso la fine di aprile - ci dirà se abbiamo qualche chance di vedere un mondiale ricco di sorprese o se ci toccherà vedere processioni noiose in luoghi a caso tipo l'Hungaroring salvo poi sentire di lì a vent'anni commenti tipo "che spettacolo il GP d'Ungheria 2004 con il grand chelem di Schumacher". Ma questo è spingersi decisamente molto in là, mancano mesi all'Hungaroring - e dovete perdonarmi, ma mi sento di dire per fortuna!