Visualizzazione post con etichetta #Simona De Silvestro INDY. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #Simona De Silvestro INDY. Mostra tutti i post

mercoledì 15 giugno 2022

Indycar 2022: #8 Gran Premio di Road America

Uno degli appuntamenti del weekend appena passato è stato il GP di Road America di Indycar, che ha visto ben ventisette vetture al via, per l'ingresso random del team Paretta, che prenderà parte a un numero ristretto di appuntamenti in questa stagione, con al volante Simona De Silvestro. La sua presenza, associata a quella di Tatiana Calderon, fa sì che per la prima volta dopo parecchio tempo ci siano state di nuovo due donne al via della stessa gara di Indycar (l'ultima volta con due entry femminili era Danica Patrick/ Pippa Mann all'ultima Indy 500 della Patrick già diversi anni fa, ma la Mann non si era qualificata, quindi dobbiamo andare ancora più indietro, probabilmente proprio a quando la De Silvestro gareggiava stabilmente in Indycar).

La pole position è stata ottenuta da Alexander Rossi, precedendo Josef Newgarden, Alex Palou, Marcus Ericsson, Colton Herta e Pato O'Ward nella top-6. Tra questi, due di loro sono stati gli unici ritirati: Palou in un incidente, mentre O'Ward ha avuto un problema tecnico nelle fasi conclusive della gara. Al gruppetto dei quattro restanti si è aggiunto Romain Grosjean, che ha passato praticamente quasi tutta la gara nella top-5, spesso nell'immediato inseguimento del suo best friend forever Ericsson. Non si riscontrano incidenti avvenuti dietro la safety car, sarà che di safety car, per essere una gara di Indycar, ne sono entrate in modo abbastanza contenuto, nonostante la gara fosse iniziata in modo abbastanza caotico.

Al via, infatti, era uscito di pista Johnson, poi rimesso in gara, mentre di lì a poco c'è stata un'uscita di pista di Veekay. Nel frattempo Rossi stava in testa alla gara inseguito da Newgarden e nella prima fase sembrava anche il principale candidato alla vittoria. Non è stato così, dato che nelle fasi successive si è ritrovato a inseguire Newgarden e la situazione è anche peggiorata quando ci sono stati gli ingressi finali della safety car - per il ritiro di O'Ward e poi per un testacoda di Castroneves. Al restart, Ericsson si è procacciato immediatamente il secondo posto, mentre Rossi si è ritrovato negli scarichi Herta e Grosjean, che in precedenza nel corso della gara erano stati protagonisti di un duello piuttosto acceso che si era concluso con un sorpasso di Herta.

Tra i due l'ha spuntata Grosjean che è arrivato quarto, nonostante in un primo momento Rosenqvist si fosse avvicinato a lui e non di poco, ma per il podio non c'è stato niente da fare, il terzo gradino è andato a Rossi. Newgarden, che aveva ormai distaccato tutti, ha vinto senza problemi, mentre Ericsson ha chiuso in seconda posizione, il che fa sì che sia ancora in testa alla classifica, dove è salito dopo la vittoria alla Indy 500 due settimane fa. La gara del suo diretto inseguitore, Will Power, è stata condizionata da un incidente con Devlin DeFrancesco, che l'ha speronato abbastanza in stile torpedo. Willpowahhhh non l'ha presa molto bene e, subito dopo, ha affermato via radio che sarebbe andato a cercare DeFrancesco dopo la fine della gara.

Tutto lasciava presagire una scena da popcorn e Coca Cola dopo la fine della gara, ma non è stato nemmeno necessario aspettare il dopogara. Nel giro d'onore, infatti, Power e DeFrancesco si sono ritrovati vicini e Power gli ha tirato una sportellata. Ciò è avvenuto negli States, quindi non è considerato qualcosa di scandaloso, ma la prassi. Power ha anche scritto su Twitter di essersi chiarito con DeFrancesco, o qualcosa del genere, quindi al momento potremmo essere di fronte a un semplice episodio one-off invece che a una polemica destinata a durare nel tempo. A proposito di tempo e di tempistiche, il prossimo appuntamento sarà tra tre settimane, il primo weekend di luglio, quindi per il momento ci sarà da attendere ancora un po'.

RISULTATO: 1. Josef Newgarden (Penske), 2. Marcus Ericsson (Ganassi), 3. Alexander Rossi (Andretti), 4. Romain Grosjean (Andretti), 5. Colton Herta (Andretti), 6. Felix Rosenqvist (Arrow McLaren), 7. Scott McLaughlin (Penske), 8. Graham Rahal (Rahal), 9. Scott Dixon (Ganassi), 10. Christian Lundgaard (Rahal), 11. Callum Ilott (Juncos), 12. Simon Pagenaud (Meyer Shank), 13. Jack Harvey (Rahal), 14. Conor Daly (Carpenter), 15. Takuma Sato (Coyne), 16. David Malukas (Coyne), 17. Rinus Veekay (Carpenter), 18. Devlin DeFrancesco (Andretti), 19. Will Power (Penske), 20. Kyle Kirkwood (Foyt), 21. Simona De Silvestro (Paretta), 22. Helio Castroneves (Meyer Shank), 23. Dalton Kellett (Foyt), 24. Jimmie Johnson (Ganassi), 25. Tatiana Calderon (Foyt), Rit. Pato O'Ward (Arrow McLaren), Rit. Alex Palou (Ganassi).



martedì 1 giugno 2021

Indycar 2021: Indianapolis 500

Non so se avete presente quella sensazione che qualcosa di nefasto stia per accadere e che sia del tutto inevitabile. Insomma, quella sensazione che si prova quando leggendo la line-up dei piloti e dei team che tenteranno di qualificarsi per la Indy 500 vedete che ci sono più di 33 vetture e che, in un modo o nell'altro, per qualcuno finirà male. L'ultima volta in cui è andata a finire così è stata quella volta in cui le Carlin se ne sono tornate a casa in anticipo e ci sono tornate in compagnia del pilota sul quale si basava tutta la campagna pubblicitaria del campionato di Indycar. Correva l'anno 2019 e quell'ultimo istante in cui Kaiser e Alonso si contendevano l'accesso alla griglia è stato da brividi. Il 2019, comunque, appartiene ormai al passato, quindi preoccupiamoci piuttosto della line-up del 2021:

- Team Penske: Josef Newgarden, Scott McLaughlin, Will Power, Simon Pagenaud;
- Team Andretti: Colton Herta, Alexander Rossi, Ryan Hunter-Reay, James Hinchcliffe, Marco Andretti, Stefan Wilson;
- Team Ganassi: Marcus Ericsson, Scott Dixon, Alex Palou, Tony Kanaan;
- Team Carpenter: Ed Carpenter, Conor Daly, Rinus Veekay;
- Team Rahal: Graham Rahal, Takuma Sato, Santino Ferrucci;
- Team Arrow McLaren: Patricio O'Ward, Felix Rosenqvist, Juan Pablo Montoya;
- Team Coyne: Pietro Fittipaldi, Ed Jones;
- Team Carlin: Max Chilton;
- Team Foyt: Dalton Kellett, Sebastien Bourdais, J.R. Hildebrand, Charlie Kimball;
- Team Shank: Jack Harvey, Helio Castroneves;
- squadre one-off: Sage Karam con Dreyer & Reinbold, Simona De Silvestro con Paretta, R.C. Enerson con Top Gun.

QUALIFICHE - mentre si avvicinava il weekend del 22/23 maggio sembrava esserci un'unica certezza, ovvero che due teste dovevano cadere e che una di queste dovesse per forza di cose essere quella di Enerson, l'ultimo arrivato, a bordo di una vettura di un team nuovo arrivato. Anche nel suo rookie test ci sono stati degli intoppi, ha iniziato a girare dopo chiunque altro e ha girato più lento di chiunque altro nei giorni che ci avvicinavano al grande evento.
Tutto il resto era da definire e sabato sera il processo di definizione stava facendo anche qualche sorpresa di troppo. Mentre Dixon, Herta, Kanaan, Carpenter, Veekay, Castroneves, Palou, Hunter-Reay ed Ericsson si qualificavano per la top-9, dietro c'erano piloti che lottavano per stare tra i primi trenta, dato che sabato venivano assegnate con certezza le posizioni dalla decima alla trentesima della griglia.
Tra i piloti che non stavano dentro i primi trenta - e nessuno sembrava migliorarsi - c'era nientemeno che Power. Ho pensato che questo complicasse le cose, che sarebbe andato sicuramente in griglia e, di conseguenza, il giorno dopo ci sarebbero stati solo altri due posti disponibili. Ho quasi sperato che entrasse in griglia sbattendo giù Kellett, perché gli altri avessero più speranze. Invece no, Kellett si è appropriato della trentesima piazza e il giorno dopo insieme a Power si sarebbero giocati l'accesso alla griglia Kimball, De Silvestro, Karam ed Enerson.

BUMP DAY - domenica sera, verso l'ora di cena, stavo seguendo il live timing. La sessione durava un'ora e un quarto o un'ora e mezza, non ricordo. Il primo a scendere in pista è stato Karam. Poi è arrivato Power. Avrebbe potuto essere il più veloce, se non fosse andato a sbattere alla fine. Per avere a disposizione un secondo tentativo dopo la riparazione della vettura, quel tempo avrebbe dovuto essere cancellato, ma per il momento era in griglia, dopo non ci sarebbero state certezze. Gli altri si sono "accodati" quando sono scesi in pista: De Silvestro, Kimball, Enerson, con Simona ultima della griglia. Dopo tre quarti d'ora di nulla cosmico, Enerson e Kimball ci hanno riprovato, non riuscendoci.
Dopo avrebbe dovuto esserci la Fast 9, una sosta di Q3 della Indy 500, in cui i primi nove del giorno prima andavano a lottare per la pole, ma dopo quello che avevamo appena vissuto non è riuscita a prendermi. Ho guardato il risultato solo una volta che è terminata, senza seguire il livetiming con costanza, perché dopotutto partire primo o nono non cambia molto, partire in ultima fila o non partire affatto - triste destino di Kimball ed Enerson - cambia tutto. Il giorno dopo Kimball ha scritto su Twitter che avrebbe seguito la gara con sua figlia (il giorno della gara ha postato un video in cui era al circuito con la figlia) tifando per la De Silvestro e per il team Paretta. È in momenti come questi che ti chiedi perché il motorsport sappia essere così crudele.

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: Dixon - Herta - Veekay
2^ fila: Carpenter - Kanaan - Palou
3^ fila: Hunter-Reay - Castroneves - Ericsson
4^ fila: Rossi - Jones - O'Ward
5^ fila: Fittipaldi - Rosenqvist - Sato
6^ fila: Hinchcliffe - McLaughlin - Rahal
7^ fila: Daly - Harvey - Newgarden
8^ fila: Hildebrand - Ferrucci - Montoya
9^ fila: Andretti - Pagenaud - Bourdais
10^ fila: Wilson - Chilton - Kellett
11^ fila: Karam - Power - De Silvestro

MEMORIAL SUNDAY - la gara si è svolta domenica 30 maggio, con la partenza alle 18.45 ora italiana dietro alla safety car guidata da Danica Patrick e account random che su Youtube la trasmettevano in streaming. L'ho seguita a tratti, avendo cenato con la nonna (quindi ben prima dell'orario a cui sono abituata), vedendomi vari pezzi. Poi quello che mi ero persa l'ho recuperato con il Follow Forward. Tutto ciò, comunque, immagino non vi interessi e che quello che vi importa sia sapere com'è andata la gara.
La gara è iniziata con i tre della prima fila che si succedevano, uno dopo l'altro, in prima posizione. Quello che l'ha tenuta più a lungo è stato Veekay, per tutta la durata del primo stint, a seguito del quale è rientrato ai box, così come altri. Alcuni non l'hanno fatto subito, con conseguenze diverse a seconda delle occasioni: di lì a poco, infatti, è entrata la safety car quando Wilson ha frenato rientrando ai box e gli è partito il posteriore della macchina.
Dixon, Kanaan e Rossi, che stavano tutti un top-ten o zone limitrove, hanno finito il carburante nel momento sbagliato, sono rientrati ai box quando la pitlane era chiusa e questo ha messo fine alle loro ambizioni di stare nelle zone alte della classifica. Frattanto al restart, arrivato dopo un po' di tempo, i primi quattro erano Herta, Veekay, Daly e Castroneves, con Daly che ha superato gli altri prendendo la testa della gara, dove sarebbe rimasto per due stint, quindi fino oltre metà gara.

LA RUOTA DI RAHAL - una differenziazione di strategia ha portato quest'ultimo a risalire nelle zone alte della classifica, a detta dei telecronisti uno dei favoriti per la vittoria. Il momento del suo pitstop è arrivato dopo gli altri ed è capitato un intoppo piuttosto importante, la posteriore sinistra non è stata ben fissata. Rahal era da poco tornato in pista quando l'ha persa ed è andato a schiantarsi a muro. È stato il secondo dei tre ritirati della giornata: la terza, verso fine gara, sarebbe stata la De Silvestro, dopo un incidente simile a quello di Wilson ma con meno devasto. Però non divaghiamo, stiamo parlando di Rahal. La sua ruota ha proseguito la propria corsa impazzita, lasciando i segni del proprio passaggio sulla vettura di Daly, protetto dal cupolino.
Il giro di pitstop ha sancito che Palou, Castroneves e O'Ward dovevano essere i piloti della top-3, mentre Veekay era quarto, seppure destinato a perdere un po' di terreno e di posizioni in un successivo giro di pitstop. Nel frattempo i primi tre si superavano a vicenda, con Palou e Castroneves che sembravano a questo punto i candidati principali alla vittoria, se non ci fossero stati ulteriori stravolgimenti. Gli stravolgimenti li aspettavano Rosenqvist e Sato, che sono andati a lungo nella speranza di cavarsela con una sosta in meno qualora ci fosse stata una safety car, che tuttavia non c'è stata.

HELIO x4 - mentre la gara si apprestava a finire, sono rimasti solo due piloti papabili per il passaggio sotto la bandiera a scacchi, Palou e Castroneves, che hanno continuato a superarsi, scambiandosi di posizione varie volte. Poi, a due giri dalla fine, il sorpasso decisivo, quello che ha portato Castroneves in testa alla gara, ancora inseguito da Palou, che per l'età che ha potrebbe essere suo figlio. Poi è iniziato l'ultimo giro, mentre si avvicinavano a vetture sul punto di essere doppiate, che forse avrebbero potuto essere schegge impazzite.
Non ci sono state schegge impazzite se non una vettura nero-fucsia guidata da un quarantaseienne a cui alcuni anni fa Penske ha detto "sei troppo vecchio per un volante full time, vai nell'IMSA". Nell'IMSA, dove l'anno scorso ha vinto quello che ironicamente è stato l'unico campionato della sua carriera, Castroneves ha visto la fine del suo rapporto pluriventennale con Penske ed è rientrato come part-time in Indycar. Indy è stata la sua prima comparsa stagionale, dove non è stato solo una comparsa e ha ottenuto la prima vittoria della storia del team Shank. Con quattro successi alla Indy 500 eguaglia il record di Foyt, Mears e Unser... non è roba da poco.
L'ultimo giro l'ho visto con il cuore in gola e il fiato sospeso, sperando in un happy ending. Non ci sono happy ending migliori di questo, qualunque cosa ne pensino Palou e gli altri piloti della top-ten, ovvero Pagenaud, O'Ward, Carpenter, Ferrucci, Karam, Veekay e quei due vecchiaccihhhh di Montoya e Kanaan. Hanno completato la gara nelle venti posizioni successive Ericsson, Newgarden, Daly, Sato, Hildebrand, Herta, Dixon, Harvey, Andretti, McLaughlin, Hinchcliffe, Hunter-Reay, Kellett, Chilton, Fittipaldi, Bourdais, Rosenqvist, Jones, Rossi e Power, mentre come già detto De Silvestro, Rahal e Wilson non hanno visto il traguardo.



martedì 25 agosto 2020

Pippa Mann, le donne alla Indy 500, il contentino per le fangirl e una Road to Indy che alle donne non ci pensa proprio

Nel 2010 cinque donne tentavano di qualificarsi per la Indy 500: la veterana Sarah Fisher, l'astro nascente Danica Patrick, la pittoresca Milka Duno e le rookie Simona De Silvestro e Ana Beatriz Figueiredo. In quattro andavano in griglia, tutte tranne quella pittoresca. In altre occasioni abbiamo avuto numeri minori, ma comunque buoni numeri, anche grazie alla presenza di Katherine Legge e di Pippa Mann, quest'ultima una presenza quasi fissa alla Cinquecento Miglia.
Quest'anno, però, qualcosa è cambiato: la Mann non ha trovato sponsor ed è rimasta a casa. Ha fatto abbastanza proclami sui social denunciando una situazione in cui non c'è fiducia nelle donne che per questo non trovano sponsor fissi. Non mi si voglia accusare di sottovalutare il sessismo per come lo pone lei, ma credo che, seppure in parte la Mann abbia ragione, una parte sia un po' stonata, ovvero il suo volere quasi affermare tra le righe che *una donna deve esserci*. La Mann, suo malgrado, incarna alla perfezione le fan delle cinnamon roll acqua e sapone: queste glorificano la donna backmarker in quanto amata da tutti, lei lo è. Perché, si voglia perdonare la mia insinuazione, se Pippa Mann fosse Danica Patrick, probabilmente troverebbe un volante. Quindi è tutto molto bello e commovente, ma se sei Pippa Mann, la ragione per cui non sei in griglia può essere in parte perché sei donna, ma il fatto che tu non abbia mai ottenuto nella tua carriera risultati di spessore (eccetto una vittoria in Indylights) non è a mio vedere così indifferente. Per una Mann senza volante esistono almeno dieci piloti analoghi, o pure di maggiore spessore, che non hanno un volante.

Detto questo, non voglio sminuire in alcun modo le difficoltà che le donne possono incontrare a vario titolo nella vita. Quando ho finito le superiori, le compagne che cercavano lavoro si sentivano spesso dire in fase di colloquio "preferiremmo assumere un ragazzo perché c'è il rischio che tu rimanga incinta" (la crisi economica poi ha livellato almeno un po' di più le cose tra i "rookie" del mondo del lavoro, perché se ti fanno contratti di due mesi per volta una potenziale gravidanza non ha effetti su di *loro* e, siccome non hai i soldi per mantenere un figlio, tu stessa cerchi di evitare come la peste di rimanere incinta). Questo accadeva in settori non particolarmente legati al gender (anche a livello impiegatizio, in un mondo pieno di impiegate donne) figuriamoci come possa andare in un mondo prevalentemente maschile come quello dei motori.
Fermo restando questo, tuttavia, deve esserci qualcosa di più: la Indycar è stata la serie ad alto livello che fino a un decennio fa ha visto più di ogni altra la partecipazione femminile. I problemi di genere che esistono oggi esistevano anche dieci o quindici anni fa, quindi anche qualcos'altro deve essere cambiato. E guess what? Andando a vedere cosa succedeva in Indylights, la "GP2" della Indycar, ne viene fuori che da dieci anni a questa parte non ci sono ragazze nella massima serie junior americana. Ultima volta il 2010, con Pippa Mann full-time e qualche apparizione di (un certo fanalino di coda altresì noto come) Carmen Jordà. L'ultima volta che due ragazze hanno gareggiato full-time in Indylights è stata la stagione precedente, con Mann e Beatriz.

In anni più recenti si sono viste altre ragazze in Road to Indy, come Ayla Agren (vincitrice di un campionato americano più o meno ai livelli della Formula 4), Bruna Tomaselli e Sabré Cook. Vi dicono niente questi nomi? Esatto, è tutta gente che, a vario titolo, ha optato per il percorso W Series, nel caso di Cook in parallelo con la Indy Pro. Questo significa in primis che non sono sponsorizzate abbastanza per continuare a gareggiare stabilmente in America (Agreen era senza volante da anni) e in secondo luogo che l'America al momento sembra non offrire sufficienti sbocchi, se strizzano così tanto gli occhi all'Europa.
Il tutto mentre negli States di giovani emergenti ce ne sono per quanto riguarda le Stock Car, come Hailee Deegan in ARCA e altre ragazze in ARCA West e ARCA East (e Natalie Decker che ha cercato un passaggio nelle open wheel... ma in W Series). Il tutto mentre in Europa e Asia ci sono tante ragazze che gareggiano nelle serie minori: Calderon in Superformula, Florsch in GP3, Chadwick in F.Regional, le sorelle Al Qubaisi, Buhler, Pulling e Noda in Formula 4... e altrettante sono passate per queste serie in anni recenti, uscendo di scena per poco successo o pochi sponsor e/o intraprendendo carriere in diversi tipi di motorsport. Questo significa che, mentre la presenza femminile nel motorsport a livello junior sembra aumentare e neanche di poco, in Road to Indy è esponenzialmente calata rispetto a dieci o quindici anni fa (prima di Beatriz e Mann ci sono state altre ragazze in Indylights, seppure part-time, in più Legge e De Silvestro passavano dalla Formula Atlantic, altra serie junior americana).

Credo che, oltre a puntare il dito contro il sessismo nel motorsport, bisognerebbe seriamente interrogarsi anche su cosa abbia portato l'Indycar dall'essere il campionato più appetibile alle donne nel motorsport al diventare forse uno dei meno appetibili. Delle sette donne passate per l'Indycar in questo secolo, Danica Patrick è stata la più celebre. Eppure, a un certo punto, ha rinunciato a una carriera di livello medio-alto per la NASCAR, dove è stata tutt'altro che brillante. Delle altre, solo Fisher e Duno sono ritirate. A parte la Mann, le altre hanno gareggiato tutte in altri tipi di motorsport, in quest'ultimo decennio, alcune anche ad alti livelli (IMSA e Formula E, nel caso di Legge e De Silvestro). A questo aggiungo che Tatiana Calderon, che molto tempo fa aveva risultati quantomeno di livello discreto in Pro Mazda, ha preferito una carriera europea trascorsa nei bassifondi della F3 Europea e della GP3.
Mentre in Europa ci sono iniziative che sembrano promuovere in qualche modo la presenza femminile almeno a livello mediatico (di natura molto diversa tra loro, basti pensare ai "test femminili" della Formula E, alla volontà di certi team di espandere in loro junior team anche in direzione femminile, alla W Series, ecc...), negli Stati Uniti sembra esserci stata una grossa inversione di tendenza, un po' come se il vero obiettivo non fosse tanto quello di incrementare la presenza femminile in Indycar, quanto piuttosto lasciare perdere in quanto difficilmente si potrà replicare la popolarità della Patrick. Ho sempre detto che quello tra Danica e il motorsport americano è stato uno scambio equo: loro hanno ottenuto popolarità sfruttando la sua immagine, lei ha approfittato della situazione.

Ci sta. Ci sta in pieno. Solo, c'è anche un dopo, e se è vero che Pippa Mann ha scomodato il sessismo, mi pare che abbia scomodato solo quel tipo di sessismo che sembra riguardarla da vicino perché va contro di lei nello specifico. C'è che se sei donna, gli sponsor che ti cercano, spesso ti cercano per darti il ruolo che più ti si addice, secondo preconcetti di cui tutti, uomini e donne, siamo stati almeno in parte complici. C'è che purtroppo l'essere donna non ti salva automaticamente dal non avere pregiudizi contro le altre donne. Fin da ragazzine una parte di noi hanno avuto l'abitudine di giudicare le altre dall'aspetto, dalle scelte in fatto di abiti e di trucco.
Il motorsport mi sembra uno specchio di una realtà che esiste anche altrove. Quindi la Patrick era al centro dell'attenzione più per il suo aspetto che per altro (e le sue foto in costume considerate quasi uno scandalo nonostante a conti fatti fossero meno rivelatrici delle mutande bianche indossate quella volta da Hamilton) ed è stata cavalcara l'onda. Le altre avevano l'aspetto da backmarker dolci e kawaii, anche la De Silvestro che backmarker non era. Così essere sostenitori della Patrick diventava una questione da uomini arrapati, sostenere le altre e demonizzarla un dovere da donne acqua e sapone. Passata la Patrick, la presenza femminile in Indycar ha iniziato a sembrare studiata per dare un contentino al crescente pubblico femminile. E mentre ci sta che il pubblico femminile abbia a cuore la sorte della Mann, fintanto che c'è in giro la Mann, sembra che a nessuno importi trovare altre figure femminili per il motorsport open wheel americano... e tutti ci rimettono, perché sono propensa a pensare che esistano donne che gareggiano in open wheel di gran lunga più competitive della Mann, che avrebbero speranze anche di una carriera full time, e diversamente da Pippa non perché una donna "deve esserci".


domenica 19 gennaio 2020

Sophia non al volante, auto-gloroficazione costante

"She moves like she don't care
Smooth as silk, cool as air
Oh, it makes you wanna cry
She doesn't know your name
And your heart beat like a subway train
Oh, she makes you wanna die"
- Blondie, "Maria"

Modelle sorridono ai box dopo essersi vendute al marketing
(didascalia comprensibile soltanto a fine post)
Carissimi motori al berilio (se non sapete di cosa sto parlando, non preoccupatevi), l'argomento donne nel motorsport, come avrete capito, mi tocca molto nel profondo, e oggi andiamo a parlare di un argomento che avrei voluto evitare, ma che non evito perché c'è un'altra questione che mi tocca nel profondo. Ci occupiamo di un articolo uscito sul sito in lingua inglese todayheadline.com, che cita altre testate.
L'argomento è relativo alle dichiarazioni di Binotto secondo cui la Ferrari ha intenzione di aprire il proprio junior team, nel futuro, anche alle ragazze, in quanto al giorno d'oggi è giusto non avere pregiudizi nei confronti delle ragazze che intraprendono una carriera motoristica. Per intenderci, sono le stesse dichiarazioni per cui qualche giorno fa non si sono sprecati commenti agghiaccianti contro probabili kartiste che frequentano al momento le scuole medie.

Indovinate quale ragazza del mondo del motorsport è stata l'unica voce fuori dal coro che trova disdicevole queste dichiarazioni? Secondo cui l'intento di "aprire alle ragazze" il proprio futuro è nientemeno che sessista? Esatto, la stessa che afferma che i ragazzi son piloti migliori delle ragazze.
Ho visto la prima parte di questa cosa accadere in diretta su Twitter e sono rimasta abbastanza basita, volevo commentare la cosa, poi mi sono detta "no, meglio non farlo, perché sicuramente non ho capito".
Credo che sia giusto precisare che non sono una grande amante del concetto di "quote rosa", perché generalmente mi sembra un contentino. Sono convinta che uomini e donne debbano avere le stesse opportunità e che se, in quanto donna, ho un'opportunità, debba essere perché sono in grado e non perché una legge o una consuetudine lo impone. Però non ho visto nulla di sgradevole nelle dichiarazioni che sono passate.

L'ho interpretato come: finora non abbiamo mai considerato molto le ragazze, ma adesso terremo gli occhi aperti sulle giovani kartiste, nel tentativo di ingaggiarne una che possa avere il suo valore di mercato. Stesso discorso che viene applicato a qualunque ragazzo, solo, decidendo di insistere anche a cercare talenti futuri tra le ragazze. La motivazione dichiarata è non avere più vecchi pregiudizi, o qualcosa del genere. Per quanto io possa sforzarmi, non riesco a vederci niente di negativo e, ve lo assicuro, sono una che, se vuole trovare qualcosa di negativo a tutti i costi, può riuscire a trovarlo.
Devo dire che Sophia Florsch c'è riuscita con successo, proprio quando c'era gente che sosteneva che potesse essere lei una potenziale junior Ferrari (la versione italiana di motorsport.com dice anche che si sia offerta personalmente alcune settimane fa quando la dichiarazione girò la prima volta e che sia stata rifiutata, facendo quindi commenti contrari, ma facciamo finta in questo post di non averlo mai letto, perché sono altri gli argomenti su cui voglio focalizzarmi).

All'indomani dei suoi tweet contro l'apertura della Ferrari alle donne, avrebbe rilasciato dichiarazioni che sono state riportate dall'articolo che stavo leggendo, appunto. Si iniziava con "l'utilizzo delle ragazze per questioni di big money è sessista". Sì, può essere, se stessimo parlando di una onlus o una cosa del genere. Il punto è che il mondo del motorsport non è una onlus. Gli sponsor investono su di te, pilota, perché hai un valore o come pilota o dal punto di vista commerciale. Questo succede sia che tu sia uomo sia che tu sia donna.
Svegliati, Sophia, non è che fino all'altro ieri hai vissuto in un monastero tibetano in cui ci si nutre dei frutti della propria terra coltivata in prima persona.

Sei pilota da quando eri bambina, hai pubblicato un'autobiografia a quindici anni e tu stessa ti sei sempre posta come un elemento di marketing. Vuoi essere trattata come pilota normale quando fa comodo, ma come donna quando è più conveniente, sostieni che non ci sono differenze tra uomini e donne, poi sei tutta un "girl power", "race girl", "racing against the boys", snobbi qualsiasi altra ragazza per hobby e dai per scontato che una futura ipotetica Ferrari junior (al giorno d'oggi probabilmente una kartista di 11 anni) si stia per guadagnare il posto vendendo la propria immagine.
Ma niente, lo sappiamo tutti che la gente non ti giudica come pilota, ma solo per le foto da fitness girl in top e shorts che posti sui tuoi canali social. E non vedo niente di male in tutto questo, né vedo per niente in chiave positiva il fatto che nessuno dica niente sul fatto che Alex Yoong una ventina d'anni fa sbattesse le proprie natiche in copertina, mentre la tua scollatura sia un grandehhhh scandalohhhh. Deciditi: se scegli di vendere la tua immagine, peraltro in maniera a mio vedere piuttosto rispettabile, sarebbe altrettanto rispettabile non scagliarsi a spada tratta contro chi la compra.

Altre fonti che ho consultato per schiarirmi le idee riportano come la Florsch sia indignata perché nessuna donna viene presa in considerazione. Indovinate chi ha usato come esempio?
Questa era facile: Jamie Chadwick. Secondo la Florsch sta sprecando due anni della propria carriera a correre contro elementi di poco talento nella W Series, invece di gareggiare ina altri campionati.
No, fermi tutti. La Chadwick gareggia *ANCHE* nella W Series. Attualmente sta prendendo parte alla Formula 3 Asiatica, che è essenzialmente la variante asiatica della F3 Regional dove la Florsch gareggia in Europa. Ci sono sedici piloti, di cui quattordici ragazzi. In base al numero di peni e di testicoli, unità di misura del talento secondo la Florsch a quanto pare, c'è più talento nella F3 Asia che nella sua versione europea.
Veramente, cos'è questa storia del "o questo è quello"? Se corri nella W Series non corri davvero nella F3 Asia mi sembra la versione motorsport del se ti piace studiare allora non può piacerti andare in discoteca della tarda adolescenza. Sophia, ti prego, contieniti.

Invece no, non si contiene, perché accanto alla Chadwick che non gareggia contro uomini, sostiene che il Ferrari Junior Team non le darebbe le stesse chance che dà a Mick Schumacher e che questo è sessista.
Devo commentare?
Sì, devo.
Devo per forza, perché il mondo è pieno di gente che ha elogiato la Florsch per avere puntualizzato che, diversamente da altri che hanno un cognome famoso, lei non abbia la strada spianata.
Ora, il concetto di "cognome famoso" e "strada spianata" possono tranquillamente andare a braccetto l'uno con l'altro. Il fatto che Mick Schumacher non meriterebbe tutta questa attenzione ha il suo senso, così come a onore di cronaca non penso che se la meriti ugualmente Callum Ilott, con risultati analoghi ai suoi in F2 e ugualmente membro del Ferrari junior team, solo che conoscere Schumacher è mainstream, conoscere Ilott è da colti. Non so cosa dire, evidentemente criticare i piloti del Junior Team Ferrari e tacciarli tra le righe di rubare il volante a piloti di talento in Formula 1, nonostante gareggino in serie minori, è la nuova moda del momento. Oserei dire che non è la prima volta che un simile argomento viene di moda, ma andrei off topic e ci sono già abbastanza cose da dire senza inerpicarsi lungo una simile via.

Palmares a confronto
Torniamo al confronto totalmente a caso tra Schumacher e Florsch e... no, dai, non prendiamoci in giro. Questi qui sono i risultati di Schumacher e quelli della Florsch dal loro debutto a oggi. So che è uno stamp di Wikipedia, ma ho seguito una parte di quei campionati e vi posso assicurare che Wikipedia non se li è inventati, ho scelto uno screenshot di quel sito solo perché è schematico abbastanza da capire che aria tira. Aggiungo che, nel caso della Florsch, i risultati open wheel iniziano dalla Formula 4.
Ora, dimenticatevi per un attimo che uno ha un cognome famoso e l'altra è una ragazza. Questa sta dicendo tra le righe di *meritarsi la stessa attenzione* di uno che è arrivato secondo in un campionato in cui lei è arrivata diciannovesima (mi sono sbagliata sul sedicesima) e che ha vinto un campionato in cui è arrivata ventiduesima conquistando un solo punto, di uno che al giorno d'oggi conta ventiquattro vittorie su vetture a ruote scoperte, mentre lei controbilancia con due piazzamenti a podio. E hanno corso nelle stesse categorie, quindi il fatto che lei corresse in serie più difficili sarebbe inventato. Perfino fingendo che la Formula Regional 2019 fosse allo stesso livello della F3 Europea (e non lo era dato che c'erano tra le dieci e le tredici vetture di cui un paio guidate da piloti pseudo-amatori), dal confronto dei loro palmares ne, viene fuori un risultato univoco: al giorno d'oggi, se questa ragazza ha del potenziale, è ben lontana dall'averlo messo in mostra.

Sophia, sei sicura di quello che dici? Sostieni di volere essere scelta PER MERITO E NON PERCHE' DONNA. Pensi davvero che, se qualcuno ti offrisse le stesse possibilità che offre a un pilota che era un front runner nelle serie minori in cui tu stavi a centro gruppo nel migliore dei casi e in cui arrivavi tra gli ultimi nei peggiori, senza particolari miglioramenti durante il tuo percorso di crescita, lo farebbe *per merito e non perché sei donna*? Dai, ci vuole coerenza nella vita. Vuoi davvero fare carriera facendo la versione motorsport della femminista delle medie formato Tumblr (per intenderci, ragazzine che non sono mai uscite di casa e che conoscono la vita solo grazie ai reality show e ai social network bimbominchia-friendly, e che seppure spesso ispirate da idee positive finiscono per fare la figura delle cretine perché si limitano a parlare spesso a caso di cose che conoscono solo in teoria)?
Ti ricordo che perfino Pippa Mann è in grado di mettere in luce positiva i propri risultati e, considerando che ha un curriculum peggiore del tuo in Europa e che l'ha salvato dimostrandosi presentabile sugli ovali, non è che non riuscire a fare la stessa cosa ti renda onore.
Ti ricordo inoltre che, se vuoi fare qualcosa per le donne nel motorsport, ne hai la possibilità. Però evidentemente spargere m*rda su di loro, perché non sono te, è un'alternativa più facile.

Adesso parliamo del punto dolente, perché tutto quello che ho detto finora fa parte delle cose che posso tollerare senza difficoltà. Certo, tollerare qualcosa non significa dovere dire "sìsì, hai ragionehhhh!!11!!!1! idolahhhh!!!11!" e ignorare la palese incoerenza di certi ragionamenti, ed è per questo che ho parlato degli argomenti che sembrano interessare a Sophia più di qualsiasi altra cosa. La Chadwick è vista come donna immagine della W Series e non è la prima volta che la Florsch fa commenti su di lei. Schumacher invece è cugino del fidanzato di Vivien Keszthelyi, a suo tempo screditata dalla Florsch stessa: il fatto che abbia parlato di lui e non di altri piloti del Junior Team Ferrari (tra cui un avversario contemporaneo di Sophia che ha ugualmente un cognome famoso) mi fa sentire una certa puzza di bruciato. Ma freghiamocene, perché qualunque cosa abbia contro la stirpe dei Keszthmacher non ci tocca.

Adesso cito le testuali parole riportate da Today Headline. Preciso che, ovviamente, non ho la *prova* che la Florsch le abbia dette, però così sono state riportate... e niente, ho la pelle d'oca solo a pensarci.
"There have been a few women in the past that were supported by F1 teams, but only stood to grim and smile at the camera". Essenzialmente, ci sono stati team di F1 che hanno ingaggiato delle donne, ma queste donne si facevano solo inquadrare dalle telecamere facendo smorfie o sorridendo.
Ammetto che questa definizione mi ricorda molto quello che faceva Carmen Jordà nel box della Lotus/Renault... ma la Florsch sta cadendo pienamente nello stesso tranello del presunto tifoso ignorante, quello tacciato di conoscere solo la Jordà e di pensare che tutte le donne siano la Jordà.

Per quanto costei e il team per il quale posava abbiano a suo tempo avviato una collaborazione alquanto discutibile per i proclami che facevano, che sarebbe stata evitata ingaggiando ufficialmente la Jordà come spokewoman e facendola passare per pilota semi-amatoriale che non aveva avuto successo in GP3 e che si era reinventata come modella, quello che la Florsch avrebbe affermato dovrebbe riguardare *SOLTANTO LA JORDA'*, non essere esteso in modo assolutamente random ad altre.
Questo non significa che le donne che sono arrivate in F1 come tester non abbiano avuto la strada aperta dal fatto di essere donne, perché per una parte è stato così. Però ci vuole un po' di rispetto nella vita e, cara Sophia, fammi il piacere di tacciare di avere solo sorriso o fatto smorfie invece di guidare solo chi non ha guidato.

Correva l'anno 2014/2015. Susie Wolff, peraltro capo della Florsch nel progetto Dare to be Different di cui Sophia stessa è ambasciatrice, dopo avere completato brillantemente un rookie test, girando su tempi ritenuti sorprendenti per una che aveva pochi e lontani anni di open wheel alle spalle e anni di scarso successo nel DTM, partecipava ad occasionali sessioni di prove libere e a test prestagionali. Non so se mi spiego: scendeva in pista e guidava come tutti gli altri, non stava nel box a grattarsi la fi*a, cosa di cui le tue parole la tacciano.
Correva l'anno 2019: Tatiana Calderon non ha speranze di arrivare nemmeno a quei livelli, però ha guidato la Sauber/Alfa Romeo in test esterni. Capisco che magari era lenta abbastanza da pensare che si stesse grattando la fi*a nel momento in cui guidava.

Correva ancora una volta l'anno 2014: Simona De Silvestro, pilota di discreto successo negli Stati Uniti, con un podio all'attivo in Indycar, dove non era una Dixon 2.0 però aveva risultati di tutto rispetto, venendo considerata particolarmente ferrata sui circuiti cittadini, a mia memoria mai vista nel box della Sauber, è diventata pilota affiliata del team. Probabilmente la donna di maggiore successo che sia salita su una Formula 1 di recente, partecipava a due sessioni di test con lo scopo di arrivare al chilometraggio che serviva, ai tempi, per ottenere la superlicenza e diventare friday driver, con un potenziale qualcosa di più in futuro. Poi perdeva la propria sponsorizzazione (qualcosa che aveva a che vedere con le centrali nucleari, credo) e il progetto si arenava una volta per tutte. Però, ne sono certa, nemmeno lei si stava grattando la fi*a.

Ma niente, ancora una volta, con un po' di sforzo, posso arrivare a considerare tutto questo come una debolezza umana comprensibile. Quello che non capisco arriva adesso e lo capisco ancora di meno da parte di una che ha spiccato il volo, si è ribaltata al di là di una rete ed è sopravvissuta senza danni permanenti. A questo punto dovrebbe essere almeno in grado di portare un minimo di rispetto alla vita altrui...
Invece no, a quanto pare. Correva l'anno 2012: Maria De Villota, terza pilota Marussia, sprovvista di superlicenza, prendeva parte a un test aerodinamico. Uscita di pista dopo un testacoda, si schiantava contro un camion del team parcheggiato in una via di fuga. L'impatto era violento al punto tale da spezzarle in due il casco, provocarle la perdita di un occhio e un gravissimo trauma cranico. Sopravvissuta all'incidente, moriva un anno più tardi, per le conseguenze dei danni cerebrali riportati nell'incidente.
Avanti, Sophia, proprio tu che hai visto la morte in faccia, fai uno sforzo e datti una risposta: credi che la De Villota sia morta perché aveva fatto troppe smorfie o troppi sorrisi davanti alle telecamere?
Per soli tre giorni, la Florsch ha evitato di fare la sua dichiarazione sulle donne che in F1 in occasione di quello che sarebbe stato il quarantesimo compleanno della De Villota.

NOTE:
- la foto della De Silvestro viene da motorsport.com, chiedo scusa al sito per avere tagliato a metà il loro logo, ma non sono riuscita a fare altrimenti facendo il collage con una app;
- le foto delle altre le ho trovate su Google e non sono riuscita a risalire alla fonte originale.


sabato 24 ottobre 2015

2015/2016 #1: Commento ironico all’eprix di Pechino (24/10/2015)

Un cordiale saluto, io sono l’Autrice(C), altresì nota come Milly Sunshine, e il mio compito è portare la luce del sole illuminando le vostre notti insonni.
Sono passati circa quattro mesi dal giorno in cui è finita la scorsa stagione, quattro mesi nel corso dei quali sono cambiate tante cose... ma non una: la Formula E c’è, è una realtà e questa è una vittoria nei confronti di chi sosteneva che, dopo la prima stagione, avrebbero chiuso i battenti per via del loro insuccesso. Non è stato così e ne sono felice. Credo che la Formula E sia una bella serie e che abbia molto potenziale, pazienza se ci sono i fanatici che vanno in giro a dire che la Formula E non sarà mai al livello della Formula 1... e li chiamo fanatici non perché dicono che la Formula E non sarà mai al livello della Formula 1 (cosa che, per il bene della Formula 1, mi auguro dal profondo del cuore), ma piuttosto perché sono talmente chiusi nel loro mondo che non sono capaci di trovare altre ragioni per criticare una serie che, di fatto, non è e non sarà mai la Formula 1. Per intenderci: puoi dirmi che la Formula E non ti interessa, che non è di tuo gradimento o quant’altro... ma dire che non ti piace perché ti aspettavi di vedere una gara identica a quelle di Formula 1 è completamente nonsense; la Formula E e la Formula 1 sono due serie diverse e a mio parere è giusto che rimangano tali.
Poi sì, va beh, a volte la Formula 1 si mixa con altre cose, andando a correre in luoghi in cui sono necessari “rain delay” interminabili che per assurdo sarebbero del tutto impossibili in luoghi come il Bahrein, ma questo è un altro discorso e non mi pare il caso di divagare.

Veniamo quindi al punto: è arrivato il giorno dell’eprix di Pechino e, dopo numerose ricerche, non l’ho trovato su Youtube. Si ringrazia quindi Gio24° per avermi fatto vedere la luce, passandomi un link a cui trovarlo, con telecronaca inglese, in cui uno dei telecronisti è un certo ex campione di Indycar imparentato con Paul Di Siesta.
Siamo in una nuova stagione, qualche pilota ha cambiato team, non ci sono più talenti indiani al volante, c’è un team indiano un cui sono compagni di squadra un portatore di barba e un testimonial di rasoi, il team Andretti ha miracolosamente conservato uno (anzi, una) dei suoi piloti invece di cambiarli entrambi, il team China si chiama ufficialmente Nextev, D’Ambrosio è ancora visto come un sex symbol (ma davvero??? secondo me c’è di meglio) solo ed esclusivamente per gli occhi azzurri, Sam Bird non è aumentato di statura e Sarrazin non viene votato per il fanboost. Il vero eroe è però un altro, che alla veneranda età di 44 anni ha finalmente trovato un sedile su cui appoggiarsi, ricordando al mondo che lui non è solo un tizio con gli occhiali che ha gareggiato nelle stock car brasiliane pur essendo nato dalla parte opposta del continente, ma che è anche il solo, unico, inimitabile e intramontabile Platinum Jacques, anche se i suoi capelli biondo platino sono soltanto un ricordo lontano dell’epoca in cui aveva i capelli. Un giorno o l’altro, ne sono sicura, finirò per fare urli da fangirl al suo passaggio. Sto cercando di mentire a me stessa dicendo che non accadrà, ma ci sono già passata con Montoya e non dubito che possa accadere anche con Villeneuve.
Comunque non mettiamo il carro davanti ai tori rossi con le ali (sì, lo so, questa battuta è pessima, ma era peggiore quella del “Ferniiii power” di molto tempo fa che per fortuna non ha mai capito nessuno essendo piuttosto subliminale) e occupiamoci dell’eprix di Pechino, in cui questa era la griglia di partenza:

1. Sebastien Buemi (Edams), 2. Jean Eric Vergne (Virgin), 3. Nico Prost (Edams), 4. Nico Heidfeld (Mahindra), 5. Lucas Di Grassi (Audisport), 6. Stephane Sarrazin (Venturi), 7. Bruno Senna (Mahindra), 8. Loïc Duval (Dragon), 9. Sam Bird (Virgin), 10. Jérôme D'Ambrosio (Dragon), 11. Daniel Abt (Audisport), 12. Jacques Villeneuve (Venturi), 13. Robin Frijns (Andretti), 14. Simona De Silvestro (Andretti), 15. Oliver Turvey (Nextev), 16. Antonio Felix Da Costa (Aguri), 17. Nathanaël Berthon (Aguri), 18. Nelsinho Piquet (Nextev).

Mancavano le vetture del team Trulli, purtroppo nessuna delle due guidata più da Trulli. Pare che per ragioni logistiche non siano riusciti ad avere in tempo qualche componente fondamentale e che non sia stato concesso ai piloti di spingere le vetture. Questo conferma ancora una volta che Tonioooo Liuzzi è un predestinato come campione di briscola. Sicuramente ha vinto tutte le partite organizzate nel corso del weekend.
Passando alle cose serie (non che Liuzzi non lo sia, e non che il fanboost sia una cosa seria XD), sono cambiate le regole del fanboost: quest'anno il voto è possibile fino a sei minuti dopo l'inizio della gara. Perché proprio sei non siamo tenuti a saperlo. Forse perché 6 è il numero di Nico Rosberg in Formula 1 e in quanto tale è la rappresentazione stessa del complotto. Di conseguenza il voto per il fanboost è un complotto.
Discorso concluso, veniamo al via, in cui Buemiiii ha mantenuto la prima posizione.
Buemiiii: "Yaaaaaaaayyyyy! Hell-party! A proposito, cosa succede dietro di me?"
Una fangirl con i cuoricini che le escono dagli occhi: "C'è Jeeeeeevvvvv, il mio grande ammmmmore, il mio precious cinnamon roll!"
Heidi: "Sono spiacente, ma adesso secondo ci sono io."
Nicòòòò: "Baguette poweeeeeeeerrrrrrrrrr!"
Non c'è stato niente da fare: nonostante Nicòòòò agitasse una baguette a pochi centimetri di distanza dalla barba di Heidi, Heidi non si è lasciato scoraggiare... dopotutto adesso che ha cambiato team la sua barba è spesso a contatto con roba molto più pericolosa di una baguette, tipo i rasoi dell'Uomo Gillette.
A proposito dell'Uomo Gillette, insieme a Di Gratis faceva parte della congrega dei piloti che avevano superato Jeeeeeev, ormai scomparso nel nulla. Di Gratis nel frattempo ne ha approfittato per piazzarsi davanti a Nicòòòòò.

Tutto procedeva regolarmente, almeno fino al terzo giro, quando la Carta Sim è andata a sbattere contro un muro.
Nelsinhooooo: "Oh, ora non sono più l'ultimo della classe!"
La Carta Sim: "guarda che quello che è successo è colpa tua! Sono andata a sbattere per attirare la tua attenzione e per chiederti se stasera vuoi uscire con me. Sei troppooooooohhhhhh figoooohhhh!"
Nelsinhooooo: "No, non voglio uscire con te. Stasera voglio sfidare Toniooooo a briscola."
Il telecronista: "We're going full course yellow."
La grafica: "FCY."
L'Autrice(C): "Sorry what?!?!?!?!?!?!?"
Voce fuori campo: "Sì, adesso siamo diventati tutti americani, perché dire che la safety car è entrata in pista è troppo mainstreem. USA caput mundi."
La safety car è rimasta in pista per un po'... e lo ribadisco, la safety car è rimasta in pista per un po', anche se il termine "safety car" non è stato pronunciato neanche una volta, perché a quanto pare parlare con un linguaggio da serie americane adesso è la regola non scritta della Formula E.

Nel frattempo è stato annunciato chi fossero i vincitori del fanboost:
1. Sam Bird AKA il Volatile, pilota alto un metro e un tappo che in passato ha posato nudo per una campagna contro il cancro, tenendo un casco davanti alle parti intime, e che nella foto di gruppo dei piloti all'eprix di Mosca ha sfidato il freddo rimanendo in maglietta e pantaloncini;
2. Nelsinho Piquet AKA Crashgateinho, campione del mondo in carica nonché grande conoscitore dei muretti del gran premio di Singapore;
3. Oliver Turvey AKA colui che ancora non ha un soprannome, di cui quando correva in GP2 Mazzoni ripeteva di continuo che è laureato in ingegneria meccanica.

Pensando al Fanboost, mi sono persa le peripezie dell'Uomo Gillette, che ha perso un po' di posizioni nel frattempo... probabilmente era impegnato a consolare la Carta Sim per il due di picche appena ricevuto da Nelsinhoooo.
La Carta Sim, comunque, non se la passava male: oltre al due di picche aveva anche un asso nella manica... aveva intenzione di andare a giocare a briscola con Toniooooo!
Mentre l'Uomo Gillette gironzolava nel nulla delle posizioni finali della top-ten accanto a quel figonehhhhhh con gli occhihhhhhh azzurrihhhhh che un tempo ballava nella pitlane in Formula 1, Jeeeevvvvv e Dellavalle duellavano per il quinto posto. Non è servito a niente, per Jeeeeevvvvv, minacciare il collega con la sua intramontabile baguette: il collega l’ha superato facendogli una pernacchia.

A metà gara sono avvenuti i pitstop che come al solito sono stati il caos... in realtà un po' meno che l'anno scorso, ma tutto sommato c'è stata un po' di confusione, con Di Gratis che si è appropriato del secondo posto, a spese di Heidiiii e Nicòòòò che dovevano contenere Dellavalle.
E' andata peggio a Nonno Jacques, che si è ritrovato addosso Antonio Felice sulla Costa all’uscita della pitlane. Nonno Jacques è riuscito a ripartire. Antonio Felice sulla Costa invece si è ritirato e ha postato su twitter questa cosa: "None the less on a run to finish Top6 today, sorry Jaques Vilneuve, my bad mate! Back stronger!!"
Jaques.
Vilneuve.
Oltre a crasharlo fuori, gli ha anche crashato il nome.
Se fossi al posto di Antonio Felice, mi nasconderei da qualche parte, nel rivederlo.

Sono andati di nuovo FCY e al restart, al 15° giro, la baguette di Nicòòòòò ha sfoderato l'attacco finale, superando Heidiiii.
Heidi: "Noooooootagain! Non farmi volare... i telecronisti ci stanno già prendendo per i fondelli... e considerando che uno di loro nel suo glorioso passato è riuscito a cappottare due volte a distanza di sette giorni contati, non mi pare esattamente una cosa positiva."
Nicòòòò: "No, stavolta non ti farò volare, anche se sarebbe un bel record."
Heidi: "Magari ti faccio volare io."
Nicòòòò: "Provaci e in tal caso darò l'ordine alla mia baguette di venirti su per il cu*o..."
Heidi: "Oh my Gillette Razor. A proposito, dov'è il mio compagno di squadra?"
Voce fuori campo: "..."
Heidi: "Okay, chi se ne frega del mio compagno di squadra, passiamo ad altre cose rilevanti, dov'è Jeeeeeev?"
Una fangirl: "Nel mio letto."
Jeeeeeevvvvv: "Se permetti non ci penso nemmeno. Piuttosto vado a consolare la Carta Sim mostrandomi in tutto il mio splendore."
Carta Sim: "Taci e non distrarmi, ho appena pescato l'asso di briscola! Lo userò per fare il malocchio a Nelsinhoooo..."
Nelsinhooooo: "Perché sono fermo?"
Carta Sim: "il malocchio funziona! Epic win!"

A sei giri dalla fine Nicòòòò ha perso l'ala anteriore.
Il telecronista: "They could go full course yellow for debris."
L'Autrice(C): "Sorry what? Non sei capace di parlare in modo normale e di chiamarla safety car che entra alla cazzum? Comunque non c'è! Epic win! Vediamo ora cosa succede a Nicòòòò."
Nicòòòò: "OH MA SACRÉE VOITURE!"
Box: "Rentrez en pitlane."
Nicòòòò: "Non! Je ne rentre pas! Je dois rompre le cul a tout le monde avec ma baguette!"
Dopo avere litigato via radio in francese con il team per qualcosa come tre giri, Nicòòòòò è rientrato ai box.

In conclusione Heidiiii si è preso la sua vendetta arrivando sul podio a spese del collega mentre dietro di lui D'Ambriiiii e Dellavalle duellavano in stile Pic e Glock per il quarto posto.
Buemiiii è stato ufficializzato come vincitore... anche se in realtà il vincitore morale è il gatto che ha attraversato la pista al 13° giro.
Peccato che l'intervista pre-podio l'abbiano fatta a Buemiiii invece che al gatto!
L'Autrice(C): "Conosco quei capelli. Conosco quelle basette. Oh my Dario Fly!"

E con Franchitti che intervistava Buemi si è conclusa la giornata, che ha portato al seguente risultato:

1. Sebastien Buemi (Edams), 2. Lucas Di Grassi (Audisport), 3. Nico Heidfeld (Mahindra), 4. Loïc Duval (Dragon), 5. Jérôme D'Ambrosio (Dragon), 6. Oliver Turvey (Nextev), 7. Sam Bird (Virgin), 8. Nathanaël Berthon (Aguri), 9. Stephane Sarrazin (Venturi), 10. Robin Frijns (Andretti), 11. Daniel Abt (Audisport), 12. Jean Eric Vergne (Virgin), 13. Bruno Senna (Mahindra), 14. Jacques Villeneuve (Venturi), 15. Nelsinho Piquet (Nextev), 16. Nico Prost (Edams), 17. Antonio Felix Da Costa (Aguri), 18. Simona De Silvestro (Andretti).

mercoledì 27 maggio 2015

Indycar 2015 #6: INDY 500 (24 Maggio 2015)

A volte quando finisce un gran premio c'è tempo di ripensare all'accaduto. Il Gran Premio di Monaco di quest'anno avrebbe potuto essere il candidato ideale per dei ripensamenti, ma non ce n'è stato il tempo: alle 18.00 era fissata la partenza della 500 Miglia di Indianapolis e, di punto in bianco, tutto il resto ha perso di importanza.
Già da anni descrivo la Indy 500 come "la gara automobilistica più importante al mondo", perché davvero, secondo me l'atmosfera che si respira è diversa da tutto il resto. Poi certo, ci sono alcune cose del pre-gara che in genere mi lasciano perplessa, ma fanno parte di una cultura che non è la mia e, così come non giudico i tipi del Bahrein per andarsene in giro travestiti da tovaglia, preferisco evitare commenti tropo specifici.

La Indy 500 non iniziava con le migliori premesse: prima ancora delle qualifiche, nei giorni di prove libere, ben tre vetture avevano spiccato il volo: si trattava di Castroneves, Newgarden e Carpenter, usciti tutti quanti illesi. Purtroppo non ne è uscito illeso Hinchcliffe, nelle prove libere che seguivano le qualifiche. Per fortuna pare che le sue condizioni siano meno gravi di quanto sembrava in un primo momento. Quattro decolli, comunque, non lasciavano ben sperare. Per fortuna tutto è andato per il meglio almeno il giorno della gara.

GRIGLIA DI PARTENZA:
1^ fila: 1. Scott Dixon (Ganassi), 2. Will Power (Penske), 3. Simon Pagenaud (Penske)
2^ fila: 4. Tony Kanaan (Ganassi), 5. Helio Castroneves (Penske), 6. Justin Wilson (Andretti)
3^ fila: 7. Sebastien Bourdais (KV), 8. Marco Andretti (Andretti), 9. Josef Newgarden (CFH)
4^ fila: 10. J.R. Hildebrand (CFH), 11. Carlos Muñoz (Andretti), 12. Ed Carpenter (CFH)
5^ fila: 13. Oriol Servià (Rahal Letterman), 14. Charlie Kimball (Ganassi), 15. Juan Pablo Montoya (Penske)
6^ fila: 16. Ryan Hunter-Reay (Andretti), 17. Graham Rahal (Rahal Letterman), 18. Simona De Silvestro (Andretti)
7^ fila: 19. James Jakes (Schmidt), 20. Alex Tagliani (Foyt), 21. Sage Karam (Ganassi)
8^ fila: 22. Conor Daly (Schmidt), 23. Townsend Bell (Dreyer Reinbold), 24. Takuma Sato (Foyt)
9^ fila: 25. Pippa Mann (Foyt), 26. Gabby Chaves (Herta), 27. Sebastian Saavedra (Ganassi)
10^ fila: 28. Jack Hawskworth (Foyt), 29. Stefano Coletti (KV), 30. Bryan Clauson (Byrd)
11^ fila: 31. Ryan Briscoe (Schmidt)*, 32. Tristan Vautier (Coyne)**, 33. James Davison (Coyne)

*: Briscoe sostituisce Hinchcliffe dopo l'infortunio.
**: Vautier sostituisce Huertas assente per problemi di salute.


Si sono fatte le 18.00 e, come da buona tradizione, la scena era tutta per gente inni nazionali, gente che pregava, militari... ecc... insomma, tutto tranne che vetture in movimento. Poi...
OH-MY-FERNIIIII, è ora di partire! Si erano fatte nel frattempo le 18.20, ma non aveva importanza, perché quello che contava era ch di lì a poco sarebbe iniziata una gara pronta a entrare nella leggenda... forse non per Tagliani, che è rimasto fermo in un contesto in cui nessuno dovrebbe essere fermo (ma in qualche modo deve essere ripartito), e per Daly la cui vettura emanava un fumo poco invitante.
SI PARTEEEEEEEEEEEEEEE! Mentre davanti il Detersivo manteneva la prima posizione seguito da Poweeeeeeeer, Pagy, il Sommo Wilson e il sosia di Vin Diesel, mentre dietro accadevano cose strane, per esempio il fatto che il Piccolo Samurai rimaneva coinvolto in un incidente...
Varia gente sui social network: "Sempre lui..."
Il Piccolo Samurai: "Avete qualche problema?"
Varia gente sui social network: "Sì, hai appena fatto fuori Saggio Caramella e la cosa non ti verrà perdonata tanto facilmente."
Il Piccolo Samurai: "Guardate che Caramella non era obbligato a venirmi addosso."
Caramella: "E tu non eri obbligato a intraprendere la professione di pilota. Per esempio avresti potuto fare lo spazzino della pitlane."
Il Piccolo Samurai: "E tu avresti potuto fare lo spazzino della pista e raccogliere tutti questi detriti. Anzi, dato che sei ormai fuori, perché non lo fai?"
Caramella: "Perché è molto più allettante insultarti tra me e me e augurarti di arrivare ultimo."
Il Piccolo Samurai: "Questi ragazzini insensibili..." Alza gli occhi al cielo, scuotendo la testa. "E pensare che io a vincere questa gara ci sono andato più vicino di loro..."
Un muro: "Sì, poi mi sei venuto troppo vicino."
Il Piccolo Samurai: "Dettagli." Agita la katana. "I'm the boss!"
In conclusione tutto ciò che si può dire è che Saggio Caramella era ormai fuori dai giochi, mentre il Piccolo Samurai ha proseguito fino ai box. Ne è uscito doppiato di due giri, ma la cosa non ha importanza.
La gara avrebbe potuto ripartire senza difficoltà se non che dietro stava accadendo qualcosa di pittoresco, nonostante la presenza della safety car.
Simonaaaaa: "Oh my Pastor, c'è un ballerino di conga! *-* Come sono felice."
Montyyyy: "Stai parlando di me?"
Simonaaaaa: "Certo!"
Montyyyy: "Non capisco perché dovresti essere felice."
Simonaaaaa: "Perché stanotte ho sognato di essere un tombino."
Montyyyy: "WTF?!"
Simonaaaaa: "Lo so, sarebbe stato più normale essere la sorella adottiva dei fratelli calzolai... però non si può avere tutto dalla vita."
Montyyyy: "Sì, infatti, non vale la pena di sacrificare il risultato. Se tu fossi stata un tombino doppiato avrei potuto capirlo, ma..."
Simonaaaaa: "STRIKE!"
Montyyyy: "Oh my Ralf. T.T Perché non te ne torni a casa a mungere le mucche per fare l'emmental? Solo noi colombiani possiamo prendere l'iniziativa di ballare la conga!"
Dopo quella danza augurale, i due sono stati coinvolti in varie peripezie, per esempio quella che la pitlane fosse chiusa e che hanno vagato in lungo e in largo per la corsia dei box in attesa del momento propizio per effettuare il pit-stop. Evidentemente Montyyyy sentiva il bisogno di scontare un drive through senza che nessuno glielo avesse imposto.

[...] SI RIPARTEEEEEEEEEEEEEEE! Il Detersivo era pronto a dominare, mentre dietro di lui Pagy agitava la baguette per convincere il compagno di squadra Guglielmo Potere/ Potere della Volontà a farsi da parte. Non c'era molto da fare, per nessuno di loro.
Vin Diesel: "I'M THE BOSSSSSSSSSSSSSS!"
Si è fatto largo agitando le piume fucsia che teneva sul casco e, a passo di lambada, ha superato tutti uno dopo l'altro... anche il Detersivo.
Il Detersivo: "Oh my Dani-Smile."
Vin Diesel: "It's time for lambadaaaaaaaaaaaaaaaaa!"
I due hanno passato un bel po' di tempo a ballare la lambada a distanza, ed è stato il Detersivo a spuntarla, anche dopo il primo pit-stop disputato intorno al 35-40° in condizioni di bandiera verde.
L'ultimo a rientrare era stato il Badass Colombiano, rimasto in pista più a lungo di tutti per fare il figo in prima posizione almeno per un po'. Ai box è arrivato lungo, ma fortunatamente non c'era nessuno lì davanti pronto a farsi stirare.
Il Detersivo: "Fai come ti pare, tanto non durerà."
Montyyyy: "Nemmeno tu durerai."
Il Detersivo: "Se fossi in te, ci penserei due volte prima di affermarlo. Dietro di me c'è il vuoto."
In realtà dietro di lui c'erano Pagy, Vin Diesel, H3lio e Potere che non vedevano l'ora che si levasse di torno, ma questo è un dettaglio poco rilevante.
Tutto è proceduto almeno finché al 65° giro non si è sentito altro che un rimbombo di clacson... e infatti il Clacson è finito a muro per i fatti suoi(?).

Piccola digressione: su chi sia il Clacson, ci sono varie teorie alternative. Una di queste è che risponda al nome di Bryan Clauson e che abbia preso parte alla Indy 500 con un team chiamato Byrd, che non si era mai visto prima e che senza ombra di dubbio non si vedrà più... perché sì, alla Indy 500 la cosa più pittoresca è che partecipano anche team che nessuno ha mai visto per tutto il resto della stagione. Tra l'altro uno di questi, Dreyer Reinbold (sembra un nome da birra) aveva dato un volante al glorioso non-ex-del-tutto pilota oggi telecronista Campana Inviata Dalla Città (avere un nome del genere deve essere stato un trauma infantile per lui).

Torniamo al Clacson: è andato a muro, è entrata la safety car e... tutti ai box in branco! Pagy ne è uscito in testa e stava già agitando la baguette per festeggiare, ma al restart gli è andata male: il Detersivo l'ha superato.
Pagy: "Autrice, sei politically uncorrect! non è che mi ha superato e basta, io l'ho ri-superato, poi Vin Diesel ha superato entrambi, dopodiché il Detersivo ha superato di nuovo me, poi ha superato Vin Diesel, che però è ritornato davanti."
Potere: "Io intanto nel frattempo che cosa facevo?"
Pagy: "Mhm... te ne stavi lì in quarta posizione a pensare ai tuoi futuri sogni di gloria?"
Kimby: "Sììììì, io ero dietro di lui e te lo posso confermare. Anch'io stavo pensando ai miei futuri sogni di gloria, così come quelli che mi stavano dietro."
H3lio: "Invece io stavo pensando alla mia acconciatura perfetta e a quanto la giornata sarebbe stata completa se un pilota con i capelli perfetti avesse vinto qualunque genere di gara. Mi è stato detto, però, che a Montecarlo era già accaduto."
Montyyyy: "Io invece stavo pensando a quanto fosse intrigante avere davanti a me uno dei miei compagni di squadra dato che ballare la conga con lui avrebbe potuto essere molto intrigante."
H3lio: "Specie dopo che Pagy mi avrà prestato la sua baguette..."
Montyyyy: "Sei sicuro che la baguette possa fare molto? No, perché potrei chiedere al Piccolo Samurai di prestarmi la sua katana."
Voce fuori campo: "Il Piccolo Samurai esiste ancora?"
Montyyyy: "Forse."

[...] Si è arrivato al successivo pitstop con Vin Diesel in testa davanti a Pagy, con Potere che a un certo punto, prima delle soste, era riuscito a risalire in terza posizione.
Le soste si sono svolte quando ormai la gara stava arrivando a metà, sempre in regime di verde.
Pagy: "Je suis le boss! *_______* Vive la France!"
Mentre Pagy agitava la baguette per festeggiare la sua prima posizione, Vin Diesel dietro di lui aspettava il momento in cui avrebbe potuto asfaltarlo... non è arrivato ed è rimasto lì accodato, con Montyyyyy che di lì a poco ha superato Potere per la terza posizione.
Voce fuori campo: "Questo era trentesimo all'inizio. Come ci è arrivato fino a qui?"
Montyyyy: "Probabilmente Ralf Calzolaio mi sta facendo il malocchio, ma ha l'effetto opposto."
Nessuno ha fatto in tempo ad asfaltare nessuno: una decina di giri dopo è rientrata la safety car, perché Serviààààà, con la "A" accentata, per cortesia qualcuno lo spieghi ai telecronisti anglofoni, e Carpiiii hanno messo in scena un bel balletto che ha portato entrambi sul muro.

Anche ai box, comunque, c'era qualcosa in atto...
Davyyyy: "BANZAAAAAAAAAAAAAAAAAIIIIIIIIIII!"
Pippa Pink: "What?! o.O"
Vautiii: "Perché qualcuno mi sta venendo addosso?!"
I meccanici del team Coyne: "NOTAGAIIIIIINNNNNNNNN!"
Stavolta il team si è esibito in un mega-unsafe release, in cui Davyyyy è partito mentre Pippa Pink sopraggiungeva e, dopo che i due sono arrivati al contatto, è andato anche addosso a Vautiiii, con due meccanici che stamazzavano a terra. Pare che uno dei due sia stato successivamente operato per la frattura a un'anca.

[...] SI RIPARTEEEEEEEEEEEEEE!
Possiamo passare direttamente a quello che succede una trentina di giri più tardi, quando...
Il Detersivo: "Okay, può sembrare ripetitivo dire che io e Pagy ci siamo nuovamente contesi la leadership della gara per un certo tratto, ma non puoi cancellarci così come se niente fosse. Saresti un'Autrice unpolitically correct se così fosse."
L'Autrice: "E quindi?"
Pagy: "E quindi ti seguirei armato di baguette."
L'Autrice: "Oh my Monty Badass!"
Montyyyy: "Tu mi chiami e io faccio tutto quello che vuoi. Per esempio mi stai per caso ordinando di intromettermi nella lotta tra il Detersivo e Pagy?"
L'Autrice: "Veramente io non ho detto nulla, hai fatto tutto da solo..."
Montyyyy: "Ed è così che le cose devono andare! U.U I'M THE BOSSSSSSSSSSSSS!"
Il Detersivo: "Okay, io sono seriamente preoccupato."
Pagy: "Fai bene."
Il Detersivo infatti è stato superato da entrambi e in realtà non ho ben chiaro quali fossero le posizioni esatte prima del pit-stop in regime di verde, a circa tre quarti di gara, l'unica cosa che so è che di lì a poco la gara ha perso uno dei suoi protagonisti.
...IT'S TIME FOR SAMBA! Il sosia di Vin Diesel è finito a muro, il che mi è dispiaciuto perché, nella mia sfera di preferenze per la vittoria, era sicuramente tra le prime posizioni.
Pare che abbia fatto il trollone, dopo la gara, sostenendo che quantomeno era riuscito a dimostrare che le vetture di Indycar possono incidentarsi senza cappottare.

Qualcosa mi è sfuggito di vista, perché c'era Kimby in testa. Mhm... forse non si era fermato poco prima? Sicuramente... almeno credo. Va beh, proseguiamo, perché dietro di lui c'erano ancora (i soliti) Pagy e il Detersivo.
Il tempo di ripartire e Kimby è stato superato da un po' di vetture, in primis il Detersivo e Montyyyy che ne hanno approfittato per portarsi primo e secondo.
Potere: "Anch'io ho superato Kimby."
L'Autrice: "Sì, ma in questo momento non sei rilevante, perché è in atto un duello per la leadership tra il Detersivo e Monty."
Potere: "Sì, ma dopo vari cambi di posizioni tra i due, stavolta sarò io a rendermi protagonista, superando Montyyyyy e facendogli un culo così."
Montyyyy: "Sul sorpasso te lo posso concedere, ma sul culo, io aspetterei la fine della gara prima di parlare."
Un detrito: "Oh my Monty Badass, questi due sono compagni di squadra e c'è il rischio che si prendano a sportellate se non intervengo. Facciamo che mi metto a dormire nel bel mezzo della pista così rientra la safety car e questi due nel frattempo si calmano."
Montyyyy: "Una safety car per detriti? Mi sembra di essere tornato in Nascar..."
Potere: "Ecco, perché non ci torni?"
Montyyyy: "Perché spaccare il culo a te è molto più appagante."
Yaaaaaayyyy, è giunto il momento di gloria di Carletto Munizione, che approfittando del fatto che gli altri sono rientrati ai box in branco è rimasto lì a fare il figo davanti a nientemeno che a Wilsiiiii! *-*
Specifichiamo che in pitlane sono anche accaduti dei fatti importanti: per esempio Potere era davanti a tutti, e per davanti a tutti intendo davanti a Montyyyy, al Detersivo, a Pagy e a H3lio.

[...] SI RIPARTEEEEEEEEEEE! Wilsiiiii in testa! *_________* È durata appena un giro, perché poi Potere e Montyyyy, che erano secondo e terzo un attimo prima, l'hanno praticamente asfaltato, involandosi verso il dominio... o meglio, accodandosi dietro alla safety car rientrata perché nel frattempo c'era stato un balletto a tre: Saaviiii, StefAAAAAAAno ColllllllEEEEEti [cit] e Hawskwskwskwskwskw, con Saaviiii che è quello che, a parità di ritiro, ci ha rimesso di più perché ha riportato anche lievi ferite (una slogatura a una caviglia, credo).

...
...
...
...
-15 giri: si riparte e stavolta si fa sul serio.
Allora, premetto che a mio parere si è trattato di un finale alla "Oh-my-Dani-Smile" a livelli estremi. Premetto anche che i primi cinque erano Potere, Montyyyy, il Detersivo, Munizione e Kimby, ma che dopo due secondi contati questi ultimi due per me sono passati in secondo piano perché in quel momento è crollata la mia grande convinzione che i duelli epici tra le Marussia e le Caterham avessero reso la mia vita completa.
No, niente affatto.
Certo, vedere duelli epici tra le Marussia e le Caterham non è una cosa su cui si possa soprassedere facilmente, ma credo che esistano più tipi di fascino e che a Indy si possa soprassedere sulla mancanza di Marussia e Caterham in battaglia per la 15^ posizione (non che le Caterham ci siano ancora, altrove, ma quello è un altro discorso).
Guglielmo Potere AKA Potere della Volontà era primo.
Il Detersivo: "Ma non ci rimarrà."
Montyyyy: "Dovrai passare sul mio cadavere prima di andare a raggiungerlo."
Il Detersivo: "Pagy mi ha prestato la baguette. Sei finito."
Montyyyy: "Mi pare di avere già detto che non mi sarà difficile trovare una katana."
Il Detersivo: "Io non ne sono così convinto."
Il Piccolo Samurai: "I'M TAKU BITCH! Per celebrare il fatto che mentre mezzo mondo mi prende per i fondelli io ho recuperato due giri e che se qualcuno si degnasse di darmi una buona macchina vi prenderei a calci nel culo dalla mattina alla sera, sono onorato di prestare la mia katana a Montyyyy, certo che ne farà buon uso."
Il Detersivo & Potere: "OH MY DANI SMILE."
Il Detersivo ha approfittato dello shock di Potere per andare a prendersi la leadership, che ha tenuto più o meno per due giri, prima che Potere glielo mettesse in quel posto... giusto per un giro, non per tanto perché poi il Detersivo è ritornato in testa, per poi perdere definitivamente la leadership quando mancavano dieci giri alla fine.
A quel punto per Potere era fatta...
Montyyyy: "Autrice, ne sei proprio così sicura?"
L'Autrice: "No, te lo confesso, è da almeno quaranta minuti che sono praticamente certa che tu vincerai questa gara."
Montyyyy: "Allora abbi fiducia." Agita la katana. "TORA TORA TORAAAAAAAA!"
Potere: "Vi prego... T.T Qualcuno mi dia almeno una baguette."
Nessuno gli ha dato una baguette e, dopo essersi lasciato alle spalle il Detersivo, era intenzionato a fare lo stesso anche con Potere. E' andato in testa, ma poi in due giri è riuscito a: 1) perdere di nuovo la leadership, 2) perdere anche la seconda posizione. Mancavano sette giri al finale.
L'Autrice: "Okay, il mio presentimento era sbagliato..."
Mi aspettavo un finale al cardiopalma tra Potere e il Detersivo, ma non è andata a finire così: quando mancavano quattro giri alla fine il Detersivo è stato nuovamente superato da Montyyyy ed è caduto definitivamente nel dimenticatoio. Poi, un giro più tardi...
...
...
...
...OH.
CONGA.
DANCER.
Considerando il fatto che a Indy a quanto pare nessuno si traveste da tombino, quando mancavano tre giri alla fine Montyyyy ha superato il suo compagno di squadra.
Si è ritrovato un doppiato sulla sua strada.
Ha superato il doppiato senza problemi.
OH MY MONTYYYY.
Ho capito che ce l'aveva fatta nel momento in cui, tre giri più tardi, mi sono resa conto che l'audio dello streaming era leggermente sfasato dalle immagini: stava ancora completando il giro, quando veniva già acclamato come vincitore.
Quando l'ho visto raggiungere il traguardo ho capito che oltre alle Marussia e alle Caterham ci voleva qualcos'altro che rendesse la mia vita completa.

Il finale è stato un turbine di emozioni e, per finale, intendo qualcosa come gli ultimi quindici giri.
Se dieci anni fa qualcuno mi avesse detto che un giorno mi sarei emozionata, avrei pianto di gioia e avrei provato l'impulso di urlare perché Juan Pablo Montoya vinceva la 500 miglia di Indianapolis, mi sarei fatta quattro sane risate.
E' strano come il tempo possa cambiare le nostre convinzioni. E' strano come le convinzioni non siano vere convinzioni, ma siano qualcosa che ci esce da dentro.
Quello che è strano più di ogni altra cosa è che in quel momenti mi sono passati nella mente tanti episodi passati a cui non pensavo da un sacco di tempo. In quel momento ho capito che Montoya è tutto ciò che resta di una Formula 1 che non dimenticherò mai, non perché sia stata migliore dell'epoca precedente e dell'epoca successiva, ma perché è stata forse la Formula 1 che mi ha trasformata da "appassionata che guarda la Formula 1 quando gli altri ci guardano" ad "appassionata che programma/cerca di programmare i propri
weekend in base al campionato di Formula 1".
C'è qualcuno che dice che certi piloti o li si ama incondizionatamente o li si odia incondizionatamente. Io credo di averne scoperta un'ulteriore categoria: quelli da amare e odiare incondizionatamente nello stesso momento.

RISULTATO:
1. Juan Pablo Montoya -- Penske -- 3:05:56.528
2. Will Power -- Penske -- +0.104
3. Charlie Kimball -- Ganassi -- +0.795
4. Scott Dixon -- Ganassi -- +1.029
5. Graham Rahal -- Rahal Letterman -- +2.312
6. Marco Andretti -- Andretti -- +2.538
7. Helio Castroneves -- Penske -- +2.782
8. JR. Hildebrand -- CFH -- +3.563
9. Josef Newgarden -- CFH -- +4.028
10. Simon Pagenaud -- Penske -- +4.214
11. Sebastien Bourdais -- KV -- +5.306
12. Ryan Briscoe -- Schmidt -- +5.668
13. Takuma Sato -- Foyt -- +6.167
14. Townsend Bell -- Dreyer & Reinbold -- +8.500
15. Ryan Hunter-Reay -- Andretti -- +9.648
16. Gabby Chaves -- Herta -- +10.101
17. Alex Tagliani -- Foyt -- +11.215
18. James Jakes -- Schmidt -- +12.043
19. Simona De Silvestro -- Andretti -- +12.732
20. Carlos Muñoz -- Andretti -- +39.834
21. Justin Wilson -- Andretti -- +1 Lap
22. Pippa Mann -- Coyne -- +3 Laps
23. Sebastian Saavedra -- Ganassi -- +25 Laps
24. Jack Hawksworth -- Foyt -- +25 Laps
25. Stefano Coletti -- KV -- +25 Laps
26. Tony Kanaan -- Ganassi -- +49 Laps
27. James Davison -- Coyne -- +84 Laps
28. Tristan Vautier -- Coyne -- +84 Laps
29. Oriol Servià -- Rahal Letterman -- +88 Laps
30. Ed Carpenter -- CFH -- +88 Laps --
31. Bryan Clauson -- Byrd -- +139 Laps
32. Sage Karam -- Ganassi -- +200 Laps
33. Conor Daly -- Schmidt -- +200 Laps


lunedì 13 aprile 2015

INDYCAR 2015: #2 NOLA (12 Aprile 2015)

In Indycar è la volta del "gran premio dei giardinetti", che si svolge nei pressi di una ruota panoramica. Ci manca solo un bel vulcano in sottofondo, oltre un po' di gente che indossa maschere da trollface, perché le condizioni meteo per farlo somigliare a un mix tra Yeongam, Suzuka e Fuji ci sono tutte.
In realtà siamo in Louisiana e, grazie alla guida turistica che fa da telecronista, scopriamo che nelle vicinanze del circuito c'è una città in cui abitano molti immigrati brasiliani. Chissà che qualcuno non allevi gufi... da quello che è accaduto, è abbastanza probabile.

Le qualifiche non vengono disputate, perché i team non hanno portato con sé delle zattere, ma soltanto le vetture. Si partirà con le posizioni d'arrivo del gran premio precedente, il che tutto sommato mi pare strano, ma tutto sommato è meglio che come volevano fare in Formula 1 anni fa quando c'era il rischio di non poter disputare le qualifiche, facendo partire i piloti in base al numero di gara (doveva essere il 2010, ma non ricordo il circuito, forse Yeongam o Suzuka, quando poi le qualifiche le spostarono la domenica mattina).

1^ fila: 1. Juan Pablo Montoya (Penske) - 2. Will Power (Penske)
2^ fila: 3. Tony Kanaan (Ganassi) - 4. Helio Castroneves (Penske)
3^ fila: 5. Simon Pagenaud (Penske) - 6. Sebastien Bourdais (KV)
4^ fila: 7. Ryan Hunter-Reay (Andretti) - 8. Jack Hawskworth (Foyt)
5^ fila: 9. Luca Filippi (CFH) - 10. Marco Andretti (Andretti)
6^ fila: 11. Graham Rahal (Rahal Letterman) - 12. Josef Newgarden (CFH)
7^ fila: 13. Takuma Sato (Foyt) - 14. Carlos Muñoz (Andretti)
8^ fila: 15. Scott Dixon (Ganassi) - 16. James Hinchcliffe (Schmidt)
9^ fila: 17. Gabby Chaves (Herta) - 18. Simona De Silvestro (Andretti)
10^ fila: 19. Sage Karam (Ganassi) - 20. Stefano Coletti (KV)
11^ fila: 21. Charlie Kimball (Ganassi) - 22. James Jakes (Schmidt)
12^ fila: 23. Francesco Dracone (Coyne) - 24. Carlos Huertas (Coyne)

La partenza era prevista per le 21.35 italiane... almeno credo. Mi sono connessa a quell'ora, per scoprire che erano già stati disputati qualcosa come una ventina di giri... infatti la gara me la sono rivista dall'inizio grazie a Youtube.
Si parte, con pista ancora bagnata, ma al momento o non sta piovendo o sta piovendo molto piano.

Montyyyy: "Yaaaaayyyyy, ora spacco il culo a tutti!"
Kanaaaaaan: "Anch'iooooooooooooooooooooo... anzi, no!"
Il sosia di Vin Diesel ha pensato bene di tentare il sorpasso sul pilota che lo precedeva, ma non c'è stato niente da fare... ignorando che è scortese calpestare l'erba, è andato in giro per il prato facendosi sfilare da un po' di gente.
In conclusione ci siamo ritrovati con quattro Penske nei primi quattro: c'erano Montyyyy, Power, H3lio e Pagenaud, mentre dietro di loro completava la top-5 Sebbiiiii! *-*

12° giro: la pista è ancora umida, ma Kanaaaaan e HR decidono di tentare l'azzardo di montare le slick. Prima erano 6° e 7°. Non so in che posizioni tornino in pista, ma quello che è sicuro è che HR ha superato il sosia di Vin Diesel al culmine di un duello nella pitlane.
Il fatto che sia proprio ora di montare le slick viene messa in dubbio dal fatto che, due giri dopo, il sosia di Vin Diesel vada a farsi un giro per i prati dopo essersi esibito in una danza augurale brasiliana della pioggia decisamente più nota come "samba di Silverstone".
Ciò nonostante ormai tutti stanno rientrando per le slick, senza che le posizioni di rilievo cambino.
Chavyyyy nel frattempo si esibisce nella stessa danza di Kanaan un giro più tardi, con la differenza che si impantana. Rimandato in pista a spinta, rimane fermo un'altra volta.
Entra la safety car...
Voce fuori campo: "Effettivamente è sorprendente che per i primi 16 giri, nonostante la pista bagnata, non fosse ancora entrata."

Si riparte al 20° giro... oh, Hawkwkwkwkwkwkwkwkw e Jakes sono finiti fuori insieme e il primo dei due è andato a sbattere contro una barriera di pneumatici, mentre Dracone va in giro per i campi da solo.
Voce fuori campo: "Fammi indovinare, questo significa che entra di nuovo la safety car?"
Comunque no, Dracone in giro per i campi non c'è finito da solo: pare che H3lio l'abbia coinvolto in un'esibizione di lambada... infatti sta andando in giro con la vettura malmessa.
Tornando alla top-5, dove c'erano davanti i quattro della Penske e Sebbiiii quinto, grazie al balletto di H3lio ora ci sono solo tre Penske, c'è Sebbiiii quarto e Grammo Reale (mi piace come soprannome, mi è uscito al momento ma rende parecchio) è risalito in top-5.
Intanto Hawkwkwkwkwkwk scende dalla macchina, si leva il casco e... sorpresa! Sembra Sebbiiiii senza gli occhiali!
Hawkwkwkwkwkwk: "Quindi somiglio a un francese, il che significa che sono un potenziale francese e quindi le ragazze di tumblr impazziscono per me."
Voce fuori campo: "Mi spiace deluderti, ma su tumblr nessuno ti caga."
Sebbiiii: "In realtà non cagano neanche me."
Voce fuori campo: "Forse è colpa del tuo manager..."
Sebbiiii: "Le fangirl di tumblr non hanno pregiudizi basati sul manager. Feliiii è un figo, secondo loro."
Voce fuori campo: "Perché è sudamericano."
Sebbiiii: "Sì, ma allora? Io sono francese, non so se rendo l'idea."
Il telecronista: "Intanto ricordiamo che The Real & Only Sebbiiii che in Formula 1 aveva vinto in Malesia, stavolta è arrivato terzo dietro alle Mercedes."
L'americano medio: "Chi è The Real & Only Sebbiiii? Cos'è la Formula 1?"
L'intervistatore: "Eccoci qui con Hawkwkwkwkwkwkwk."
Hawkwkwkwkwkwkwkwk: "No, toglimi quel microfono da davanti alla bocca! Se parlo, si sente che non ho un accento francese! Ne va della mia reputazione!

I telecronisti se la ridono, mentre il tizio che dovrebbe sventolare la bandiera verde agita la bandiera verde arrotolata intorno alla sua asta... ma in pitlane sta succedendo qualcosa: c'è Dracone fermo girato di lato e un meccanico a terra. Si scoprirà più avanti che se l'è cavata soltanto con ferite lievi.

Dopo questa lunga caution, al 28° giro vedo la luce... anzi, no, è la bandiera verde! Finalmente sta ricominciando un po' d'azione... se non che Stefano Coletti (Stefàno con l'accento sulla A - cit. telecronisti americani) fa un balletto nel bel mezzo della pista, va a sbattere contro un muro e miracolosamente riesce a riprendere la via della pista. Peccato che verso la via della pista si avvii anche la safety car.
Si segnala che prima del balletto di Coletti, HR aveva superato Sebbiiiii portandosi in top-5.
L'Autrice: "Il fatto che Sebbiiii venga superto così come se niente fosse non mi soddisfa."
Sebbiiii: "Non soddisfa nemmeno me."

Vari piloti rientrano ai box in branco, ma non El Colombian Badass, che si sta involando verso il dominio del mondo... tra qualche era geologica, forse, visto che la gara prevede 75 giri. In realtà nessuno della top-5 è rientrato, quindi le posizioni sono invariate, sesto c'è ancora Sebbiiii davanti a Nuovogiardino, Filippi (il mio telecronista preferito, in senso ironico) e Hinchcliffe... forse gli unici che non si sono fermati.

Si riparte al 31° giro e... la ruota della fortuna gira e talvolta si ferma su Karam. Ce lo ritroviamo impantanato e... ecco di nuovo in pista la safety car!
Stavolta vanno ai box quelli che ancora non si erano fermati, in top-5 adesso ci sono Hinchcliffe, che comunque ai box non lo vedono da parecchio tempo (si è fermato solo una volta), Huertas (forse anche lui), Jakes e il sosia di Vin Diesel.
Da notare che Simonaaaaa è 6^...
Simonaaaa: "In cu*o a te, Sauber!"
Dietro di lei c'è Monty.

Si dovrebbe ripartire... ma non si riparte, perché Huertasssss è andato a sbattere contro un muro.
Non si riparte fino all'inizio del 40° giro e poco dopo si accende il cronometro. Scopriamo quindi che mancano 17 minuti alla fine.
L'immagine inquadrata subito dopo, invece, ci permette di scoprire che, quando mancava 15 minuti alla fine, Karammmm è finito fuori un'altra volta!
Kimball nel frattempo ha fatto a ruotate con Andretti (ma davvero c'è anche Andretti in pista? io non l'ho visto fino a questo momento... inizia ad essermi molto chiaro perché lo considero l'uomo inutile della Indy!) e si dirige ai box.

Dopo due giri, vari minuti più tardi, si riparte e Simonaaaa è scatenata!
Simonaaaaa: "Il cu*o a te, Sauber! Ma soprattutto, in cu*o a te, Vin Diesel!"
Superato Vin Diesel, è quarta.
Il telecronista: "Forse Hinchcliffe dovrà rifornire, quindi si può dire che Simonaaaa sia a due sorpassi dalla prima vittoria in carriera."
Simonaaaaa: "Se proprio devi gufare, gufa i miei colleghi. Almeno loro in mezzo alle gambe hanno qualcosa da grattare per scaramanzia!"

Ancora una volta la safety car è dietro l'angolo. Prima c'è un numero di acrobati: Hunter-Reaaaaaayyyyyyyyyyyyyy e Pagenaud si toccano, quest'ultimo va in giro per i prati e per le vie di fuga con la vettura ormai fuori controllo, travolge HR e poi vola addosso a Sebbiiii.
NOOOOOOOOOOO! Sebbiiii è prezioso, così come i suoi occhiali, non potete tentare di decapitarlo così come se niente fosse! u.u
Pagy scende dalla vettura gesticolando e sbraitando, prima di avvicinarsi a Sebbiiii, che non è quello contro cui sta sbraitando. Si sta solo facendo consegnare anche la baguette di Sebbiiii, prima di avviarsi verso HR.
HR si guarda bene dall'uscire dalla macchina in quei frangenti e Pagy deve averla presa bene, tutto sommato, dato che non lo tira fuori a forza.
La cosa più importante, comunque, è che vediamo Sebbiiii togliersi occhiali e casco. Per pochi secondi, lo vediamo quindi senza occhiali!

Si va verso la fine, purtroppo senza Sebbiiii. Si va verso la fine dietro la safety car, con Hinchiiii che vince davanti a H3lio, Jakes, Simonaaaaa e nientemeno che Montyyyyy che non avrà spaccato il culo a tutti, ma che comunque ha chiuso in top-5, ricordandomi che non importa quanti anni debbano passare, ma prima o poi ciascuno di noi troverà la propria strada.
Per finire in bellezza, finalmente Hinchiiii finisce la benzina prima di giungere alla victory lane. Dietro di lui, tutti imprecano, chiedendosi perché non l'abbia fintia prima.

RISULTATO:
1. James Hinchcliffe    Schmidt    1:47:19.489   
2. Helio Castroneves    Penske    +0.427   
3. James Jakes    Schmidt    +0.845  
4. Simona de Silvestro    Andretti    +1.292  
5. Juan Pablo Montoya    Penske    +1.756  
6. Tony Kanaan    Ganassi    +2.263 
7. Will Power    Penske    +3.095  
8. Graham Rahal    Rahal Letterman    +4.349  
9. Josef Newgarden    CFH    +5.735  
10. Luca Filippi    CFH    +7.211  
11. Scott Dixon    Ganassi    +7.842  
12. Carlos Muñoz    Andretti    +9.089  
13. Marco Andretti    Andretti    +9.781 
14. Charlie Kimball    Ganassi    +15.722 
15. Gabby Chaves    Herta    RIT.
16. Carlos Huertas    Coyne    RIT.
17. Stefano Coletti    KV    RIT.
18. Sage Karam    Ganassi    RIT.
19. Ryan Hunter-Reay    Andretti    RIT.
20. Simon Pagenaud    Penske    RIT.
21. Sebastien Bourdais    KV    RIT.
22. Takuma Sato    Foyt    RIT.
23. Francesco Dracone    Coyne    RIT.
24. James Hawksworth    Foyt    RIT.